Saturnino Secondo Salustio
Saturnino Secondo Salustio o Saluzio o Secondo Sallustio (Saturninus Secundus Salustius o Salutius[1]) è stato un politico e filosofo romano di età imperiale appartenente ai platonici.
Amico di Giuliano, Saturnino Salustio Salustio ne condivise il programma di restaurazione della religione romana, ma fu così equilibrato che fu prefetto del pretorio d'Oriente sotto quattro imperatori.
Nativo della Gallia, forse dell'Aquitania, era probabilmente un homo novus, in quanto i suoi due primi incarichi furono non senatoriali.[2]
Salustio fu infatti, probabilmente sotto l'imperatore Costante I praeses provinciae Aquitanicae, magister memoriae, comes ordinis primi, proconsole d'Africa e comes ordinis primi intra consistorium et quaestor, come attesta l'iscrizione posta sotta la sua statua d'oro eretta nel Foro di Traiano.[3]
Saturnino Secondo Salustio fu inviato da Costanzo II, fratello del defunto Costante, al cugino e Giuliano, come consigliere, quando era ormai già avanti con gli anni.
Costanzo si insospettì dei successi di Giuliano[4] e, attribuendoli a Salustio, lo richiama, separandolo dal cesare di cui era divenuto amico.
Giuliano venne acclamato imperatore e l'anno successivo Costanzo II morì.
Giuliano, giunto a Costantinopoli, nomina Salustio prefetto del pretorio e presidente del tribunale che a Calcedonia processa i funzionari di Costanzo.[5]
Saturnino Secondo Salustio lascia Costantinopoli per raggiungere Giuliano ad Antiochia,[6] da dove l'imperatore aveva intenzione di far partire la sua campagna sasanide.
Qui Salustio sconsiglia a Giuliano di perseguitare i "cristiani."
Per dargli un esempio, tortura un certo Teodoro per tutto un giorno, dimostrandogli che ne avrebbe fatto un martire.[7]
Saturnino Secondo Salustio diede rifugio al vescovo di Aretusa, Marco, che aveva suscitato la rabbia di Giuliano[8] e, pare, torturò dei pagani per vedere se la loro resistenza era comparabile a quella dei "cristiani". [9]
Saturnino Secondo Salustio fu poi incaricato di preparare le forniture per l'esercito e la flotta.10]
Quando un ufficiale non riuscì a portare gli approvvigionamenti dovuti a Circesium lo fece giustiziare.[11]
Giuliano morì durante la campagna, in uno scontro con i Sasanidi, durante il quale anche Saturnino Secondo Salustio rischiò la vita.[12]
In seguito Saturnino Secondo Salustio fu scelto dai generali romani come successore del suo amico, ma declina l'offerta, adducendo la cattiva salute e l'età avanzata, e al suo posto venne eletto Gioviano.[13]
Sotto Gioviano, Saturnino Second Salustio rimase in carica come prefetto.
Giovaino lo inviò a trattare con i Sasanidi.
Dopo la morte di Gioviano, Saturnino Secondo Salustio sostenne l'elezione di Valentiniano.
Quando Valentiniano cadde ammalato, Saturnino Secondo Salustio nega che la malattia fosse stata provocata da un maleficio preparato dai sostenitori di Giuliano.
Saturnino Secondo Salustio venne deposto da Valentianiano, che invita chiunque a presentargli accuse contro Salustio, ma fu poi rimesso al suo posto dopo poco tempo.
Saturnino Secondo Salustio continua al suo posto sotto Valente, che il fratello Valentiniano associò all'impero; nel 364 aveva Callisto come assessor (assistente), nel 365 Eanzio.
Poco dopo il 30 luglio di quell'anno venne sostituito da Nebridio, principalmente a causa dell'azione del patricius e suocero dell'imperatore Petronio, ma quando Nebridio venne catturato dall'usurpatore Procopio, Secondo Saturnino Salustio venne reintegrato.
Saturnino Secondo Salustio venne definitivamente congedato a metà del 367, probabilmente per anzianità, ma comunque a causa degli intrighi di Clearco.
Forse ricevette il titolo di patricius dopo il congedo.
Giuliano fu amico di Salustio, cui dedica la Consolazione a sé stesso, scritta dopo la forzata separazione in Gallia da Salustio, e il suo Inno al Re Helios.
Salustio lesse e approvò anche un'altra opera dell'imperatore, I Cesari.
Libanio loda Saturnino Secondo Salustio come funzionario incorruttibile. 14]
Imerio gli indirizzò un'orazione in cui lo define vero reggitore dello stato,[15] mentre persino i "cristiani" ne lodavano l'equilibrio.[16]
Salustio fu un filosofo, che addirittura trascura talvolta i propri uffici per coltivare la sua filosofia.
A Salustio è attribuita la composizione di Περὶ θεῶν καὶ κόσμου ("Gli dei e il mondo"), una sorta di catechismo ufficiale di religione romana e teologia filosofica durante la restaurazione della religione romana voluta dal Giuliano[17].
La maggior parte delle idee esposte in esso non sono originali ma sono derivate da filosofi platonici, come pure dalle orazioni di Giuliano, in particolare la quinta e la settima, anche se Salustio sembra avere meno dimestichezza con Giamblico, considerando la sua demonologia meno sviluppata.[18]
In alcuni punti, tuttavia, Saturnino Secondo Salustiosostiene alcune tesi inconsuete.
Per esempio riguardo all'origine del male, Saturnino Secondo Salustio afferma che nulla è male per sua natura, ma diviene male per le azioni degli uomini, o meglio, di alcuni uomini.
Inoltre, il male non è commesso dagli uomini per sé, ma perché si presenta falsamente sotto l'apparenza di un bene, come aveva già esposto in certa misura Socrate.
Il male nasce sempre e solo a causa di una falsa valutazione del bene, in quanto, alla fine, è mancanza di esso.
"Ma come si spiega il male nel mondo se gli dei sono buoni e compiono ogni cosa?"
"In primo luogo bisogna precisare che, se gli dei sono buoni e compiono ogni cosa, il male non ha una esistenza effettiva ma nasce per assenza di bene, come l'ombra non ha una esistenza reale ma ha origine dall'assenza di luce."
Salustio, Gli dei e il mondo, xii.1)
Note
1
Il nome di Saturnino Secondo Salustio è riportato come
-- "Saturninus Secundus"
---- nelle iscrizioni (CIL III, 247, CIL VI, 1764 e AE 1914, 125),
-- "Secundus Salutius" in Ammiano Marcellino (xxii.3.1),
-- "Secundus" in Libanio (Lettere, 1235), Filostorgio (viii.8) e
-- "Sozomeno" (vi.3), e infine
"Salutius," "Salustius" o "Sallustius" altrove.
2 Sivan, Hagith,
"Ausonius of Bordeaux: Genesis of a Gallic Aristocracy" Routledge, p. 19.
3 CIL VI, 1764.
4 Costanzo dubita della lealtà di Giuliano, in quanto ne aveva ucciso il padre Giulio Costanzo e il fratellastro Costanzo Gallo.
5 Ammiano Marcellino, xxii.3.1.
6 Lungo la strada, ad Ancira (moderna Ankara) fece incidere l'iscrizione CIL III, 247.
7 Socrate Scolastico, iii.19; Sozomeno, v.20; Ammiano Marcellino, xxii.9.17, che però lo chiama semplicemente "prefetto".
8 Socrate Scolastico, v.10.
9 Passio SS. Bonosii et Maximiliani, 2.
10 Libanio, Orazioni, xviii.214.
11 Ammiano Marcellino, xxiii.5.6.
12 Ammiano Marcellino, xxv.3.21; Zosimo, iii.29.3.
13 Ammiano Marcellino, xxv.5.14; Zosimo, iii.36.1—2 riporta anche l'offerta della porpora al figlio di Salustio, respinta sulla base della sua giovane età.
14 Libanio, Orazioni, xviii.182.
15 Imerio, Orazioni, xlii.
16 Gregorio Nazianzeno, Orazioni, iv.91.
17 Azize, Joseph, The Phoenician Solar Theology, Gorgias Press LLC, pp. 15-16.
18 Smith, Rowland,
"Julian's Gods: Religion and Philosophy in the Thought and Action of Julian the Apostate" Routledge, ISBN 0415034876, pp. 33-34.
Bibliografia
Fonti primarie
Ammiano Marcellino, Res gestae
Filostorgio, Storia ecclesiastica
Libanio, Lettere e Orazioni
Socrate Scolastico, Storia ecclesiastica
Sozomeno, Storia ecclesiastica
Zosimo, Storia nuova
Jones, Arnold Hugh Martin, John Robert Martindale, John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, Cambridge University Press, 1pp. 814–817.
Salustio, Sugli dèi e il mondo, a cura di Riccardo Di Giuseppe, Adelphi
Salustio, Gli Dei e il Mondo, a cura di Valeria Vacanti, Il Leone Verde, 1998, ISBN 8887139075
Altri progetti
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
- Sallùstio neoplatonico, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Guido Calogero, SALLUSTIO neoplatonico, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
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