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Sunday, March 25, 2012

GUGLIELMO RATCLIFF (Mascagni, 1895a)

Speranza

"Guglielmo Ratcliff" è un'opera tragica in quattro atti composta da Pietro Mascagni su libretto di Andrea Maffei, tratto dal dramma tedesco "Ratcliff" (1822) di Heine.



La prima rappresentazione fu data il 16 febbraio 1895, al Teatro alla Scala di Milano, ed è stata poi replicata in diverse altre occasioni, tra cui il 5 ottobre 1933 negli studi dell'Eiar di Torino (con la direzione dell'orchestra dello stesso Mascagni e con il maestro Carlo Prato nel doppio ruolo di Robin e di John), fino alla recente, in forma di concerto, del 25 novembre 2003, data alla Alice Tully Hall di New York, diretta da Alfredo Silipigni.

Comunque, l'opera non entrò mai nel repertorio, in parte a causa del ruolo del tenore, fra i più difficili mai scritti.

È particolarmente noto l'intermezzo del terzo atto - comunemente noto come il sogno -, inserito nella colonna sonora nel film di Martin Scorsese Toro scatenato.

Il dramma di Heine venne anche usato per trarre lavori di César Cui (1869) e di Volkmar Andreae (1914).

Ruoli [modifica]

Personaggio

Voce

Cast prima, 16 febbraio 1895[5]
(Direttore: Pietro Mascagni)



---> Guglielmo Ratcliff, tenore ... Giovanni Battista De Negri



Maria

soprano

Adelina Stehle



Count Douglas, promesso a Maria

baritono

Giuseppe Pacini



Margherita, nutrice di Maria

mezzosoprano

Della Rogers[6]



MacGregor, Lord scozzese, padre di Maria

basso

Giuseppe De Grazia



Lesley, amico di Ratcliff

tenore

Gaetano Matteo Mazzanti



Tom, un locandiere

basso

Giovanni Scarneo



Willie, giovane figlio di Tom

contralto

Arminda Parsi Pettinella



Robin, un ladro

basso

Raffaele Terzi



Dick, un ladro

tenore

Aristide Masiero



Bell, un ladro

baritono

G. Calvi



John, un ladro

basso

Giuseppe Rosci



Taddie, un ladro

tenore

Giovanni Francesco Fabbri



Un servo

tenore

A. Degani

---

"Guglielmo Ratcliff" è ambientata nel nord della Scozia agli inizi del XIX secolo.

Il Conte Douglas, fidanzato di Maria, arriva al castello dei MacGregor. Egli narra loro di come è stato attaccato da banditi nei pressi del castello, ma salvato da un cavaliere sconosciuto. Maria sviene, e poi si riprende. MacGregor parla a Douglas di Guglielmo Ratcliff, che Maria aveva respinto come pretendente. Ratcliff, per vendetta, ha deciso di sfidare a duello i seguenti due pretendenti di Maria uccidendoli entrambi. Il Conte Douglas riceve un messaggio da Ratcliff, recapitato dal suo amico Lesley, sfidandolo a duello a Black Rock.

Atto II [modifica]

In una locanda frequentata da ladri e truffatori, il locandiere Tom, sta tenendo il figlio, Willie sulle ginocchia. Quando chiede al bambino di recitare la preghiera del Padre nostro, questi inciampa più volte sul verso "E non ci indurre in tentazione". Tom diventa sempre più arrabbiato con il ragazzo e gli dice che lui finirà come la clientela della locanda, e alla fine lo manda fuori dalla stanza. Ratcliff racconta poi a Lesley, come il rifiuto di Maria lo ha portato alla determinazione di uccidere ogni uomo che è riuscito a conquistare l'amore di Maria. Ratcliff è disturbato dalla comparsa di strane figure che, a sua insaputa, sono i fantasmi dei pretendenti di Maria da lui uccisi.

Atto III [modifica]

Douglas arriva a Black Rock per il duello con Ratcliff. Le due strane figure che avevano seguito Ratlcliff appaiono brevemente e poi spariscono. Quando Ratcliff giunge, Douglas capisce che è il cavaliere che lo ha salvato dai banditi, e quando sta per avere la maeglio su Ratcliff, nel duello, rifiuta di ucciderlo. Ratcliff rimane a terra e gli appaiono ancora le figure spettrali.

Atto IV [modifica]

Nella sua stanza, Maria sta preparandosi alle nozze con Douglas. La sua nutrice, Margherita, racconta a Maria la storia della morte di sua madre Elisa. Prima di sposare MacGregor, Elisa era stata innamorata di Edward, il padre di Guglielmo Ratcliff, ma entrambi sposarono poi altri. Edward ed Elisa si resero conto del loro errore e divennero amanti. Quando MacGregor lo scoprì, uccise Edward, ed Elisa morì di dolore. Guglielmo Ratcliff entra nella stanza di Maria, coperto di sangue, dopo il duello con Douglas, e la implora di fuggire con lui. Con la storia di sua madre ancora sulla sua mente e il pensiero che avrebbe potuto fare lo stesso errore, Maria in un primo momento prova pietà per Guglielmo, ma poi gli chiede di andarsene. Il suo rifiuto rende Guglielmo pazzo d'ira. Uccide sia Maria che suo padre, che si precipita nella stanza dopo aver sentito la sua richiesta di aiuto. Ratcliff, a questo punto si toglie la vita. L'opera si conclude con le sue ultime parole: "O Maria, vengo a te! Son qui, Soave Maria!"

Note [modifica]
1.^ http://www.mascagni.org/works/ratcliff/performances?print=true
2.^ Davis (8 dicembre 2003)
3.^ Powrie and Stilwell (2006) p. 21
4.^ Boosey & Hawkes
5.^ Casaglia
6.^ Renata Vidal venne scritturata per cantare il ruolo e lo cantò poi nelle repliche, ma fu impossibilitata a cantarlo alla prima. Vedi Venturi.

Bibliografia [modifica]
Boosey & Hawkes, Andreae, Volkmar, Ratcliff (1914)
Gherardo Casaglia, "16 Febbraio 1895", Almanacco Amadeus. Accesso 21 giugno 2009.
Peter G. Davis, Review: Guglielmo Ratcliff rappresentazione al Teatro Grattacielo, Alice Tully Hall, 25 novembre 2003, New York Magazine, 8 dicembre 2003
Powrie, Phil and Stilwell, Robynn Jeananne, Changing tunes: the use of pre-existing music in film, Ashgate Publishing, Ltd., 2006. ISBN 0-7546-5137-1
Venturi, Fulvio, Guglielmo Ratcliff - Live Performances, mascagni.org

Altri progetti [modifica]



Commons contiene file multimediali su Guglielmo Ratcliff

Collegamenti esterni [modifica]
Libretto




Categorie: Opere liriche in lingua italiana
Opere di Mascagni

"SILVANO: dramma marinaresco" (Mascagni, 1895)

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"Silvano" è un'opera lirica di Pietro Mascagni, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti, ispirato ad un romanzo di Alphonse Karr.

Fu rappresentato al Teatro alla Scala di Milano il 25 marzo 1895.


Silvano
Lingua originale: italiano
Musica: Pietro Mascagni
Libretto: Giovanni Targioni-Tozzetti (libretto online)
Fonti letterarie: Romano di Alphonse Karr
Atti: due
Prima rappr.: 25 marzo 1895
Teatro: Teatro alla Scala, Milano

Personaggi
---> Silvano (tenore)
Renzo (baritono)
Matilde (soprano)
Rosa (mezzosoprano)
Marinai, Pescatori, Acquajole, Giovani contadine (coro)


"Silvano", definita in partitura "dramma marinaresco", costituisce il ritorno di Mascagni al genere dell'opera verista da lui stesso inaugurato con "Cavalleria rusticana".

Lo scarso successo fu imputato ora al libretto ora all'insufficiente impatto emozionale della musica.

Mascagni stesso definì il Silvano «due atti di piccola roba».

Silvano, pescatore diventato contrabbandiere per far fronte alla miseria, ritorna al suo paese dopo essere uscito di prigione.

Scopre che la fidanzata Matilde ha frattanto ceduto all'amore di Renzo, pescatore dai modi violenti.

Matilde è in procinto di lasciare Renzo, ma quando Silvano sorprende gli amanti assieme, uccide Renzo con un colpo di pistola.



Categorie: Opere liriche in lingua italiana
Opere di Mascagni

ZANETTO (Mascagni, 1896)

Speranza

"Zanetto" è il titolo di un'opera lirica in un atto musicata da Pietro Mascagni su libretto (anche se l'indicazione è quella di riduzione) di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, derivato dalla commedia in versi in un atto "Il viandante" di F. Coppée, tradotta in versi martelliani da Emilio Praga.


Genere

opera lirica



Musica

Pietro Mascagni



Libretto

Giovanni Targioni-Tozzetti
Guido Menasci
Libretto online



Fonti letterarie

Le passant (Il viandante)
di François Coppée



Atti

uno



Prima rappr.

2 marzo 1896



Teatro

Liceo musicale Rossini, Pesaro



Personaggi

Silvia, cortigiana (soprano)
Zanetto, giovane poeta e cantore (mezzosoprano)




Rappresentata per la prima volta al Liceo musicale Rossini di Pesaro il 2 marzo 1896, è stata spesso messa in scena - o incisa su disco - accoppiata ad un'altra opera in un atto unico di Mascagni, la "Cavalleria rusticana".

"Zanetto" si connota per le eco di madrigali, villotte e stornelli con cui l'autore ha voluto colorare l'ambientazione del periodo rinascimentale fiorentino nel quale l'opera è situata.

"Zanetto" non è considerato uno dei lavori più riusciti di Mascagni che, reduce da una decade di intensa attività, si lasciò attrarre da un soggetto - la commedia di Coppée, portata in scena per la prima volta da Sarah Bernhardt a Parigi nel 1869 e tradotta tre anni dopo in versi martelliani da Emilio Praga - sicuramente non fra più malleabili.

La stessa critica ufficiale mostrò fin dalla prima le proprie perplessità e solo lo scrittore Ugo Ojetti si pronunciò in maniera favorevole indicando in quest'opera la più organica mai riuscita a Mascagni.

A beneficio del quale depone, in ogni caso, il desiderio di avvicinarsi, appunto con "Zanetto", a temi vicini ad una cultura e ad una letteratura al tempo assai in auge, una aspettativa probabilmente non premiata dal testo restituito in lingua italiana che - a parere di molti - non contiene elementi che potessero suscitare nel compositore toscano elevate punte ispirative.

Nella semplicità dell'"operina" - due soli personaggi, introdotti da un coro di apertura a cappella - la trama di "Zanetto" è quanto di più semplice possa esistere, almeno nell'opera lirica.

La scena è ambientata in epoca rinascimentale, a Firenze, nel giardino di Silvia, un'avvenente cortigiana turbata dalla propria incapacità di riuscire a provare un qualsiasi sentimento amoroso.

La donna rimane turbata nel conoscere Zanetto, giovane poeta e cantore girovago che, nella propria ingenuità, la confonde con una nobildonna.

Zanetto le racconta di essere alla ricerca di una cortigiana della quale ha sentito tanto parlare, e Silvia, ormai invaghita di lui - pur suggerendogli suo malgrado di non smettere di cercarla - lo vorrebbe tenere presso di sé.

Il disarmante candore del giovane ha tuttavia la meglio e la cortigiana, pur in un canto di lacrime, respinge Zanetto con dolcezza.

Le resterà una rinnovata consapevolezza della possibilità di poter tornare ad amare.

Edizioni discografiche [modifica]

1969 - Tito Petralia (direttore), Orchestra Sinfonica della RAI - Giuseppina Arista (Zanetto), Pia Malagrini (Silvia) - (26 giu gno 1969)
1986 - Mauro Ceccanti, Orchestra e Coro del Comitato Estate Livornese - Ambra Vespasiani, Rita Lantieri - Live, Livorno, Teatro di Villa Mimbelli, 30 luglio 1986
2003 - Bruno Aprea, Orchestra Sinfonica di Savona - Romina Basso, Denia Mazzola Gavazzeni - (Video)

Voci correlate [modifica]
Opere liriche di Pietro Mascagni

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Approfondimento




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Opere di Mascagni

IRIS (1898, Costanzi -- Mascagni)

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"Iris" è un'opera di Pietro Mascagni su libretto di Luigi Illica, rappresentata in prima assoluta al Teatro Costanzi di Roma nel 1898.

Opera simbolista, e non verista come gran parte dei precedenti lavori di Mascagni, è famosa per il coro iniziale "Inno del sole" e "Apri la tua finestra", aria del tenore.

Lanciò in Italia la moda dell'esotismo nippofilo, ripresa con maggior successo da Giacomo Puccini in Madama Butterfly.

Iris
Lingua originale: italiano
Musica: Pietro Mascagni
Libretto: Luigi Illica
Atti: tre
Epoca di composizione: 1896-1898
Prima rappr.: 22 novembre 1898
Teatro: Roma, Teatro Costanzi
Personaggi

Il cieco (basso)
Iris (soprano)
---> Osaka (Jor) (tenore)
Kyoto (baritono)
Una geisha (soprano)
Un merciaiolo (tenore)
Un cenciaiolo (tenore)
Musmè, merciaioli, suonatori ambulanti, saltimbanchi, samurai, borghesi, cenciaioli


Lapide commemorativa dell'esecuzione dell'Iris alla riapertura del Teatro Sociale di Rovigo.


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Opere liriche in lingua italiana

LE MASCHERE (1901, Mascagni, Roma)

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"Le maschere" è un'opera in un prologo e tre atti del compositore Pietro Mascagni su libretto di Luigi Illica.

L'opera fu un omaggio di Mascagni all'opera buffa di Rossini ed alla tradizione della commedia dell'arte.

Essa venne data simultaneamente in prima rappresentazione, in sei diverse città italiane, il 17 gennaio 1901:

Teatro alla Scala (con Caruso nel ruolo di Florindo, Carelli in quello di Rosaura, sotto la direzione di Toscanini).

Al Teatro Carlo Felice di Genova.

Al Teatro Regio di Torino.

Al Teatro Costanzi di Roma.

Al Teatro La Fenice di Venezia

Al Teatro Filarmonico di Verona.

Due giorni dopo, venne data al Teatro San Carlo di Napoli.

Ad eccezione della rappresentazione al Costanzi di Roma, diretta da Mascagni stesso, Le Maschere ricevettero un'accoglienza sottotono, con la rappresentazione di Genova sospesa a metà a causa delle manifestazioni rumorose del pubblico.

L'opera fu eseguita sporadicamente in Italia per i successivi quattro anni e poi sprofondò nel buio.

Quando Mascagni decise di rivedere l'impostazione dell'opera e la ripropose nel 1931, il successo fu leggermente migliore ma non durò a lungo.

Ruoli [modifica]
Personaggio
Voce
Cast della prima al Teatro La Fenice
17 gennaio 1901[1]
(Direttore: - )
Rosaura

soprano

Maria Farneti



---> Arlecchino Battocchio, tenore ... E. Giordani



Colombina

soprano

M.a Fiori



Il Capitan Spaventa

baritono

Nestore della Torre



Brighella

tenore

Augusto Balboni



Dottor Graziano

baritono

Felice Foglia



Pantalone De' Bisognosi

basso

Ruggero Galli



Florindo

tenore

Elvino Ventura



Tartaglia

baritono

Giovanni Bellucci



Giocadio

parlato

Carlo Duse

---

Nel prologo, una compagnia itinerante di teatranti della commedia dell'arte ed il loro impresario, presentano i personaggi che stanno per interpretare.

Nei restanti tre atti si svolge un'azione fra tutti personaggi, e dopo molte vicissitudini, Florindo e Rosaura, aiutati da Colombina e Arlecchino, riescono a evitare il matrimonio che il padre di Rosaura, Pantalone, aveva progettato per lei.

Mascagni: Le Maschere (Maria Josè Gallego, Vincenzo La Scola, Amelia Felle, Giuseppe Sabbatini, ed altri; Orchestra e coro del Teatro Comunale di Bologna). Direttore: Gianluigi Gelmetti. Ricordi / Fonit Cetra RFCD 2004

Note [modifica]
1.^ italianopera.org

Bibliografia [modifica]
Roger Flury, Pietro Mascagni: Biobibliografia, Greenwood Press, 2001. (ISBN 0313296626)
Alan Mallach, Pietro Mascagni e le sue opere, UPNE, 2002. (ISBN 1555535240)

Collegamenti esterni [modifica]
Libretto: Le maschere

"Amica" (Mascagni, 1905)

Speranza

"Amica" è un'opera in due atti del compositore Pietro Mascagni, su libretto di Paul Bérel (pseudonimo di Paul de Choudens).

Unica opera di Mascagni su libretto in lingua francese, fu un immediato successo, sia di pubblico che di critica, alla prima al Théâtre du Casino di Monte Carlo il 16 marzo 1905.

Mascagni in persona diresse la rappresentazione.

La prima in Italia (con libretto in

lingua italiana

del librettista preferito di Mascagni, Giovanni Targioni-Tozzetti) fu data il 13 maggio 1905 al Teatro Costanzi di Roma.

Comunque, come tutte le opere di Mascagni a parte "Cavalleria rusticana", cadde presto nel dimenticatoio.

Una delle poche riprese in epoca moderna avvenne il 4 agosto 2007 al Festival della Valle d'Itria, mettendo in scena la prima versione con libretto in francese (ne è stato realizzato un CD indicato sotto).

Nell'ottobre 2008, l'Opera di Roma rappresentò la versione con libretto in italiano per una coproduzione con l'Opéra de Montecarlo ed il Teatro Carlo Goldoni di Livorno.

Ambientata nelle montagne della Savoia intorno al 1900,
Amica è un classico dramma del verismo.

Essa narra una tragedia che coinvolge due fratelli (Giorgio e Renaldo) e la donna amata da entrambi (Amica).

Ruoli [modifica]
Personaggi
Voce
Cast della prima francese,
16 marzo 1905
Direttore: Pietro Mascagni[1]

Cast della prima italiana,
13 maggio 1905
Direttore: Pietro Mascagni[1]

Amica, soprano ... Geraldine Farrar
Amalia Karola
Giorgio, tenore ... Charles Rousselière, Piero Schiavazzi
Renaldo

baritono

Maurice Renaud

Riccardo Stracciari



Père Camoine

basso

Henri-Alexandre Lequien

Leo Eral



Magdelone

soprano

Paola Rainaldi

Italia Bonetti





Registrazioni [modifica]

In italiano:

Katia Ricciarelli,
Fabio Armiliato, Walter Donati, Elia Padovan, Hungarian Radio and Television Symphony Orchestra & Chorus. Direttore: Marco Pace. Del 1996. Kicco Classic 00296

In francese: Anna Malavasi, David Sotgiu, Pierluigi Dilengite, Marcello Rosiello, Francesca De Giorgi, Festival della Valle d'Itria, Orchestra Internazionale d'Italia, Bratislava Chamber Choir. Direttore: Manlio Benzi. Digital live recording. Del 2008. Dynamic CDS 574

Note [modifica]
1.^ a b Cast della prima da Casaglia (2005)

Bibliografia [modifica]
Gherardo Casaglia, "16 Marzo 1905" e "13 Maggio 1905", Almanacco Amadeus, 2005 (accesso 5 aprile 2010)
George Jellinek, Recording review, Opera News, novembre 1996
Alan Mallach, Pietro Mascagni e le sue opere, UPNE, 2002, pp 165-169. ISBN 1555535240

Altri progetti [modifica]



Commons contiene file multimediali su Amica (opera)

Collegamenti esterni [modifica]
Libretto in italiano su Mascagni.org
Opera di Roma sito web




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Opere liriche in lingua francese
Opere di Mascagni

PARISINA MALATESTA (Mascagni, tratto da Byron)

Speranza

"Parisina" è una tragedia lirica o opera in quattro atti del compositore Pietro Mascagni.

Il libretto è di

Gabriele D'Annunzio

tratto dal poema omonimo di Byron (1816).

La sua prima esecuzione fu data al Teatro alla Scala di Milano il 15 dicembre 1913.


Mascagni raggiunse il successo agli inizi della sua carriera con l'opera
"Cavalleria rusticana", forse la sua più famosa composizione.

Con quella batté più di settanta compositori che parteciparono al Premio Sonzogno nel 1888.

La fama che gliene ne derivò incoraggiò una prolifica carriera, in quanto subito associato alle melodie vibranti di "Cavalleria rusticana".

Infatti Mascagni fu anche ben noto all'estero.

In Inghilterra diresse le sue opere nella stagione italiana al Covent Garden nel 1892.

Nel 1902 intraprese un tour in Nord America dove ritornò anche l'anno successivo.

La sua inventiva sembrò però esaurirsi e diverse delle sue prime furono ampiamente criticate sia dal pubblico che dalla critica.

In particolare per "Le maschere", che debuttò simultaneamente in sette teatri in tutta Italia, il successo arrise soltanto a Roma, dove lui stesso diresse l'opera.

Nel tentativo di riguadagnare il suo precedente successo, Mascagni compose la colta "Parisina" con l'aiuto del librettista "d'occasione" Gabriele D'Annunzio, che adattò il poema omonimo di Byron (1816).

Mascagni trasse dal libretto, che era inizialmente destinato ad essere la seconda parte di una trilogia -- il primo era "Francesca da Rimini" e il terzo "Sigismondo", che non venne nemmeno iniziata -- l'atmosfera tragica e potente e la brillantezza di D'Annunzio nel creare personaggi convincenti.

Meno di un mese dopo che D'Annunzio terminò il libretto, Mascagni aveva già iniziato a comporre l'opera, tale era il suo entusiasmo per il progetto.

La sua unica preoccupazione espressa fu per la durata dei lavori.

Adorava la "semplicità trasparente" della "cantabilità melodiosa dei versi", che "insieme al fuoco delle idee" faceva "pulsare gli impulsi".

La creatività venne però a scemare quando la moglie venne a sapere di una sua storia con Anna Lolli e lo costrinse a partire.

Al suo ritorno fece grandi progressi e finì l'opera, all'inizio di febbraio del 1913 (appena 11 mesi dopo che il libretto era stato completato).

I ruoli creati in Parisina erano molto impegnativi, sia vocalmente che emotivamente.

Le frasi lapidarie sono drammatiche e spesso accompagnate da musica dello stesso tenore da parte dell'orchestra.

I rapidi cambiamenti di umore e di carattere sono efficaci e il declamato in stile arioso è realizzato con brillantezza.

La paura di Mascagni per la lunghezza dell'opera si era dimostrata fondata.

L'opera, in quattro atti, durava tre ore e quaranta minuti, troppo per i gusti del pubblico italiano e anche della critica.

La lunghezza fu condannata da Giovanni Pozza, il critico italiano allora più influente, nel suo commento alla prima rappresentazione.

Dopo aver ricordato le numerose qualità del lavoro scrisse:

"Smodata lunghezza: se questo difetto non è impostato bene, non poteva che pesare sul suono di Parisina.

Indipendentemente dal giudizio sul valore intrinseco della nuova opera, anche il più fanatico sostenitore del Maestro non può che esprimere una speranza: tagliare, tagliare, tagliare!

Quest'ultima frase venne poi legata indefinitivamente a Parisina.

Parisina è raramente ripresa, ma quando lo è, il quarto atto, che secondo Stivender e altri, contiene la miglior musica, è generalmente rivisto.

Ruoli [modifica]



Personaggi

Voce

Cast prima, 15 dicembre 1913[1]
(Direttore: - )



Parisina Malatesta, soprano ... Tina Poli-Randacio
Ugo d'Este, tenore ... Ippolito Lazzaro
Stella dell'Assassino, mezzosoprano ... Luisa Garibaldi



Nicolò d'Este

baritono

Carlo Galeffi



Aldobrandino de' Rangoni

basso

Italo Picchi



La Verde

mezzosoprano

Giuseppina Bertazzoli

Atto I.

Nella villa del marchese Nicolo d’Este.

Il figlio del marchese, Ugo, viene interrotto da sua madre Stella dell'Assassino, nel bel mezzo di una sessione di tiro con l'arco.

Stella, che è stata recentemente sostituita da Parisina Malatesta come matriarca nella casa di famiglia, è in cerca di vendetta. Supponendo che il figlio abbia le stesse sue motivazioni, cerca di convincerlo ad aiutarla.

Atto II [modifica]

Nel santuario di Loreto

Giungono canti devozionali dal Santuario e dai marinai sull'Adriatico. Parisina si prepara a offrire alla Vergine il suo pezzo di stoffa più bello. Un amico di Ugo d'Este (Aldobrandino) afferma che Ugo si trova vicino a una vittoria sugli Esclavons. Al suo ritorno, la matrigna, lo porta al santuario ad inginocchiarsi insieme a lei. Ugo dona la sua spada come offerta alla Vergine. Ugo, insanguinato e sfinito dalla battaglia, macchia di sangue la tunica di Parisina durante un abbraccio. Felice della vittoria, Ugo viene trascinato dalle emozioni ed i due si baciano fra i canti di devozione sentiti prima del suo arrivo.

Atto III [modifica]

Nel palazzo Belfiore

Parisina diventa pazza tanto da confondere il libro che sta leggendo (Tristano e Isotta) con la realtà. Nel libro, Francesca da Rimini viene trovata dal marito insieme ad un altro uomo. Ugo entra e la coppia si saluta a vicenda. Improvvisamente irrompe la cameriera di Parisina, La Verde, per annunciare il ritorno di Nicolò d'Este dalla sua battuta di caccia. Il marchese scopre il proprio figlio a letto con la sua amante e li condanna entrambi alla decapitazione.

Note [modifica]
1.^ Parisina www.italianopera.org



[mostra]
V · D · M
Gabriele D'Annunzio







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