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Wednesday, August 31, 2011

Villa Etelinda, Bordighera -- oggi: "Villa Margherita"



Cecil Hanbury, Villa Hanbury, Riviera di Ponente

A tribute by Luigi Speranza


Villa Garnier, Bordighera



Luigi Speranza

"Ville di Riviera" organizza una doppia visita guidata nella "Villa Garnier", Bordighera.

Le visita avranno luogo venerdì 27 agosto con ritrovo, alle ore 17,00 per quella pomeridiana e alle ore 21,00 per quella serale, davanti a Villa Garnier, in via Garnier 11 a Bordighera.

Durata un'ora e mezzo circa, non serve prenotare.

Parcheggio sulla Spianata del Capo davanti al centro storico.

Sulla collinetta sul mare, poco distante dalla chiesa di Sant’Ampelio, si erge la residenza ottocentesca dell’architetto Garnier, famoso progettista dell’Opéra di Parigi.

Oltre all’interessante parco, ricco di palme ed esemplari esotici, al piano terra della villa si visitano la sala da pranzo, il salottino e la “gabbia dei leoni”.

Dalla terrazza panoramica si gode di un’incantevole vista sul mare luccicante sotto la luna.

Villa a Bordighera

Luigi Speranza

Nel 1884 Claude Monet soggiornò per tre mesi a Bordighera.

Era inverno, ma il pittore fu conquistato dall'intensità della luce e dal rigoglio trionfante della vegetazione.

A testimoniare di questo soggiorno restano una cinquantina di opere (tra cui le tre qui riprodotte) e una serie di percorsi lungo i quali ancora oggi si possono ritrovare le tracce del pittore della luce.

Nel secolo scorso molti stranieri, tra cui aristocratici, letterati, artisti e pittori scelsero Bordighera quale luogo per soggiorni anche prolungati, attratti dal suo ambiente naturale particolarmente ridente e rigoglioso, arricchito nella seconda metà dell'Ottocento dalla creazione di splendidi giardini ricchi di una grande varietà di specie esotiche.

Fra gli artisti, Claude Monet trascorse diversi mesi all'inizio del 1884 in una piccola pensione di Bordighera ed esplorò tutte le valli intorno alla città nell'intento di immergersi in una atmosfera stimolante ricca di colori vividi e paesaggi spettacolari in uno spirito di ricerca degli aspetti magici e sconosciuti della natura.

Dalle numerose lettere appassionate che il pittore scrisse alla sua compagna rimasta a Parigi, Alice Hochédé traspare tutta la seduzione che i luoghi esplorati suscitarono nell'artista.

Tutt'oggi si può ripercorrere lo

stesso emozionante viaggio di

meraviglia e di ammirazione della natura,

sulle tracce di Monet.


Si possono infatti ancora ritrovare
gli stessi suggestivi angoli riportati
sulle tele di Monet.

Lungo la via romana ad esempio, uno

scorcio della facciata di

"Villa Etelinda"

è presente su diverse tele, sullo sfondo delle
imponenti montagne calcaree delle alpi liguri.

La "Villa Etelinda"

infatti è circondata da uno splendido giardino realizzato dal giardiniere Ludovico Winter, dove si trovano enormi esemplari di Araucaria bidwillii, numerose palme, ulivi e cedri.

Di fronte a "Villa Etelinda" una stretta stradina conduce al museo di Bicknell.

Un maestoso e inquietante Ficus magnolioides, dal tronco prorompente sulla cinta muraria e cancello, ha invaso il passaggio con rami e radici aeree dall’alto della sua chioma enorme.

Superata questa pianta monumentale si ammira il delizioso edificio del museo-biblioteca, lambito nel porticato da un magnifico glicine secolare, fatto costruire nel 1887 da Clarence Bicknell per offrire alla nutrita comunità inglese dell’epoca un elegante e confortevole ritrovo culturale.

Profondo conoscitore della flora locali Bicknell realizzò numerosi acquarelli e tavole di erbario, visibili all’interno.

Proseguendo lungo la via Romana si ammira il

Giardino Schiva

(privato, visibile solo dall'esterno)

E un'oasi sopravissuta dell'antico e meraviglioso giardino Moreno, luogo privilegiato dei soggetti di Claude Monet, dove si può ammirare il Pinus canariensis più alto d'Europa.

Si raggiunge così il centro storico, molto raccolto e ricco di locali tipici, dove si possono osservare le porte antiche e nella deliziosa piazza centrale la Chiesa Parrocchiale dedicata alla Santa Maddalena.

Proprio a ridosso del centro storico si trova presso la villa che appartenne al famoso pittore Pompeo Mariani dal 1911, un altro lembo del Giardino Moreno.

In esso si apprezzano gli olivi secolari, dipinti anche da Claude Monet e magnifici scorci verso il mare.

Nel Vallone del Sasso poco distante dal centro storico si percorre un ameno sentiero tutto in piano, immerso tra le palme, le fasce coltivate, orti e alberi da frutto, mentre sull'altro versante del torrente si individuano scarpate rocciose con lecci e molte latifoglie.

Non mancano le essenze della macchia mediterranea, dai forti colori e dai profumi intensi.

Proprio nello stesso silenzio della natura, dove gli unici rumori sono lo scorrere del torrente e il cinguettio degli uccelli, tra queste palme Claude Monet dipinse molte tele, riportandovi una torre di avvistamento che è ancora visibile oggi.

Rientrati dal sentiero del beodo si consiglia la sosta presso la

"Villa Garnier".

Completamente immersa nel palmeto, colpisce per lo slancio della torretta e l’eleganza degli elementi decorativi.

Il giardino, seppur di modesta dimensione, è ricco di essenze botaniche esotiche, tra cui spicca una splendida Dracaena draco, che si impone con i suoi ciuffi spadiformi portati nella parte terminale del tronco rigonfio alla base.

Il giacinto d’acqua, il falso pepe, varie specie di passiflora sono alcune delle attrattive del giardino.

Dalla

"Villa Garnier"

in pochi minuti si arriva sul mare, presso il

Promontorio di Sant’Ampelio,

circondato dal Giardino Winter o giardino del Capo.

Le lingue di roccia levigate dalle onde sono circondate da magnifici esemplari di Araucaria excelsa.

Chiamato anche pino di Norfolk, questo grande albero australiano colpisce per l’imponenza del tronco e dei suoi rami verticillati e orizzontali che formano una alta chioma piramidale (in Australia raggiunge anche i 60 m di altezza!).


Monet in Bordighera: Giardino di Winter

Monet in Bordighera: "Villa Etelinda"

Villa Garnier, Bordighera

Luigi Speranza

Nel marzo del 1871, in seguito ai drammatici avvenimenti della guerra franco-prussiana, Garnier soggiornò nella cittadina di Mentone a

"Vlla Santa Maria",

ospite degli amici Viale.

Nel maggio successivo acquistò un terreno a

Bordighera per costruirvi la sua

abitazione in Riviera, luogo ideale per trascorrervi le villeggiature.

Per coronare il suo desiderio scelse un luogo mistico, dove si ergeva una cappella dedicata a San Sebastiano nella zona dell' Arziglia.

La chiesetta, utilizzata dal 1849 come scuola maschile, era situata fuori le mura della città su un terreno molto scosceso a ridosso del mare, sulla strada che conduceva alI' approdo dei pescatori bordigotti.

Garnier si innamorò di questo

suggestivo terreno immerso

tra le palme e offrì al

Comune la considerevole somma di 6.000

lire per l'acquisto.


------- Fu attento a non rompere i delicati equilibri della cittadina privandola di servizi primari.

Garnier propose al Comune che la somma pagata, sufficiente all' erezione di un nuovo edificio, fosse impiegata alla costruzione di una scuola per la quale offrì "uno schizzo".

L'amministrazione accettò l’offerta.

Risolti i problemi di scelta del terreno, l'architetto cominciò ad ideare la propria villa che venne edificata esattamente sul luogo dove sorgeva la chiesa di San Sebastiano che fu completamente demolita.

L 'unico disegno preparatorio pervenutoci,

nel quale compare lo studio del

campanile con archi moreschi,

abbandonati nel progetto esecutivo,

testimonia quale sia lo stile adottato come punto di partenza.

Probabilmente Garnier, considerando questo luogo un lembo di Palestina trapiantato in Italia, ritenne che il moresco fosse il riferimento più idoneo.

Nella disposizione degli ambienti interni, estremamente razionale, Garnier assecondò I'andamento del paesaggio e la sua percezione, piuttosto che astratte leggi formali o compositive.

L' elegante villa, semplice nelle finiture,
divenne un modello ripreso
ripetutamente in tutta la Riviera.

Costò, compresi i muri di contenimento, una somma piuttosto contenuta, ammontante a circa 75.000 franchi.

La villa, distribuita su tre piani,
messi in comunicazione da un'elegante
scala in legno costata a Garnier 1.000 scudi
consacrava il piano terreno al ricevere
e alla vita sociale.

Le dimensioni maggiori della sala da pranzo rispetto a quelle del salone erano giustificate probabilmente dal carattere e dalle abitudini di Garnier che amava gli incontri conviviali, durante i quali si dilettava ad improvvisare versi e discorsi.

Al piano superiore invece si dovevano trovare i locali destinati alla vita intima.

I numerosi pittori, ospiti dell' architetto Garnier, lasciarono sulle pareti del vestibolo vari affreschi.

Ricordiamo tra gli altri

Lenepveu,
Meissonier,
Boulanger,
Bida,
Clairin

nonché una serie di caricature dello stesso autore.

Nel salone erano conservati invece alcuni dipinti della collezione di famiglia.

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Il parco, alI'epoca, ricco di piante esotiche
di varie qualità, di molti fiori dai colori
eclatanti e dai profumi penetranti, contava circa 600 specie
diverse provenienti da ogni continente.


A testimonianza dell'ospitalità e del cosmopolitismo dei visitatori rimane nei manoscritti del figlio Christian un interessante documento dove compare la frase.

"Per visitare il giardino della

"Villa Garnier" suonare alla seconda porta"

tradotta in trentanove lingue diverse, tra le quali il giavanese, il siamese, il sanscrito, il malese, l' armeno, l’ebreo, il cinese...

Tra gli alberi che arricchivano il parco si annoveravano gli olivi e le palme dattilifere che infondevano alla zona un carattere orientale, mentre

le opunzie,
i fichi,
i limoni,
le nespole e
le piante grasse

contribuivano ad accentuare

------------ il carattere mediterraneo.

Edmondo De Amicis definì questo giardino “la reggia delle palme”.

I testi, le immagini nonché l'impianto generale dei capitoli dedicati a Charles Garnier sono tratti da

"CHARLES GARNIER E LA RIVIERA"

di Andrea Folli e Gisella Merello edito nel mese di aprile 2000, presso lo stabilimento litografico della Erga Edizioni.