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Friday, January 13, 2017

ROMEO E GIULIETTA

Speranza

Romeo e Giulietta sono i protagonisti della storia d’amore, narrata tra gli altri da Matteo BANDELLO, immortalata dalla celebre tragedia di G. Shakespeare.  I due giovani veronesi si sposano nonostante l’ostilità tra le loro famiglie, i Montecchi e i Capuleti. Quando Romeo è messo al bando, Giulietta, per evitare un matrimonio voluto dal padre, beve un narcotico simulando la morte. Penetrato nel sepolcro, Romeo, credendola morta, si avvelena. Al risveglio Giulietta si uccide a sua volta. La cultura italiana godeva di grande prestigio presso la corte europea del Cinquecento, tanto che si attingeva a piene mani dalla letteratura virgiliana, ma anche petrarchesca e boccaccesca.  BANDELLO non fu da meno come fonte di ispirazione. George Gascoigne nel suo ciclo di poesie del “Green Knight” (incluso in "The Posies") affermò di ispirarsi ad un immaginario autore italiano di novelle, tal BARTELLO. Questo nome, BARTELLO, era un chiaro riferimento al novelliere BANDELLO. Molto probabilmente William SHAKESPEARE conobbe la traduzione delle novelle di BANDELLO, da cui trasse il soggetto per le commedie "Molto rumore per nulla" e "La dodicesima notte." Anche la tragedia "Romeo e Giulietta" si ispirerebbe ad un testo di BANDELLO -- la novella nona della Seconda parte -- che aveva rielaborato un racconto del vicentino Luigi Da PORTO, “L’Istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti.” Il dramma di Romeo e Giulietta è soprattutto di ispirazione medievale. Nonostante, Carol Gesner e J.J. Munro abbiano dimostrato come il motivo sia già presente nella letteratura greco-romana antica nei "Babyloniaka" di  e negli “Ephesiaka”, racconti efesii intorno ad Abracóme e Anzia, di SENOFONTE Efesio. Anzia, una donna separata dal marito a causa della sorte avversa, viene salvata da una banda di ladri di tombe.  Sopraffatti dall’eroico Perilao, questi pretende da lei di sposarlo per riconoscenza, creando la stessa situazione provocata da Paride in Shakespeare.  Una disperata Anzia beve una pozione che crede essere veleno, ma che, come in Giulietta, produce solo uno stato letargico di morte apparente.  Dopo essersi risvegliata è tratta in salvo dagli stessi tombaroli, con i quali parte per altre avventure fantastiche. Altra origine è la vicenda di PIRAMO e Tisbe, da “Le metamorfosi” di OVIDIO, che contiene paralleli alla storia di Shakespeare:  secondo la leggenda nella versione di Ovidio l’amore di PIRAMO E TISBE era contrastato dalle famiglie, tanto che i due erano costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che separava le loro case e questa difficile situazione li indusse a programmare la loro fuga d’amore.  Nel luogo dell’appuntamento – che era vicino a un gelso – Tisbe, arrivata per prima, incontra una leonessa dalla quale si mette in salvo perdendo un velo che viene stracciato e macchiato di sangue dalla belva stessa.  Piramo trova il velo macchiato dell’amata e credendola morta si trafigge con la spada. Sopraggiunge Tisbe che lo trova così in fin di vita e, mentre tenta di rianimarlo gli sussurra il proprio nome, lui riapre gli occhi e riesce guardarla.  Per il grande dolore anche Tisbe si uccide accanto all’amato sotto il gelso.  Tanta è la pietà degli dei nell’ascoltare le preghiere di Tisbe che trasformano i frutti del gelso, intriso del sangue dei due amanti, in color vermiglio. I nomi delle due famiglie in lotta erano già noti nel Trecento, inserite da Dante ALIGHIERI nella sua Divina Commedia (precisamente nel canto VI del “Purgatorio”, versi 105-107):Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura: color già tristi, e questi con sospetti.” Solo i Montecchi sono originari di Verona, mentre i Capuleti (che in realtà si chiamavano Cappelletti) provengono invece da Brescia, anche se si trovano pure a Verona fino agli anni della permanenza di Dante ALIGHIERI, nell’odierna casa di Giulietta, dove la loro presenza è testimoniata anche dallo stemma del cappello sulla chiave di volta dell’arco di entrata al cortile dell'edificio duecentesco. Non ci sono notizie di lotte tra Cappelletti e Montecchi, mentre questi ultimi hanno portato avanti per molto tempo una lotta sanguinosa contro i guelfi (in particolare con la famiglia guelfa dei Sambonifacio). Le notizie sui Montecchi vengono dopo che furono banditi dalla città da Cangrande della Scala, dopo aver tentato un complotto contro di ALIGHIERI. Il contesto storico in Dante ALIGHERI non fa riferimento alle vicende dell’amore contrariato tra gli amanti di queste famiglie, che non vi appaiono, ma parla delle due famiglie, commiserandole, dato che erano famiglie “già tristi”. Una prima struttura della trama si delinea invece nella “Novella di Mariotto e Ganozza” di Masuccio SALERNITANO, ambientata a Siena.  La versione della storia di SALERNITANO comprende 
-- Il matrimonio segreto
-- il frate colluso
-- la mischia in cui un cittadino di primo piano viene ucciso
-- l’esilio di Mariotto
-- il matrimonio forzato di Ganozza
-- la pozione e
-- il messaggio fondamentale che si smarrisce. 
Nella versione di SALERNITANO, Mariotto viene catturato e decapitato e Ganozza muore di dolore. Sia il tono sia la trama dell’opera mostrano delle notevoli differenze dall’opera di Shakespeare. Masuccio SALERNITANO insiste più volentieri, almeno all’inizio, sull’aspetto erotico e spensierato della loro relazione, ben lontana dall’aspetto di sacralità che avrebbe acquisito in seguito. Ganozza trangugia allegramente la pozione (la Giulietta di Shakespeare beve il narcotico con terrore e da quei suoi versi sarebbero usciti dei presagi sinistri della catastrofe che avrebbe seguito di lì a poco). 
L’ambientazione di Masuccio SALERNITANO è molto più solare, mediterranea e priva dell’atmosfera gotica, mentre la morte di Tebaldo, qui scaduto a un ignoto “onorevole cittadino,” è effetto (non immediato) di una bastonata assestatagli da Mariotto in seguito a un’animata discussione. 
Non vi è ancora nessun duello, né un Mercuzio.
Luigi Da PORTO nella sua “Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti,” diede alla storia molto della sua forma moderna, rinominando i giovani "Romeo” e “Giulietta” e trasportando l’azione a Verona, città che ai tempi di Da Porto era strategicamente importante per Venezia, all’epoca di Bartolomeo della Scala.
Da PORTO presenta il suo racconto come storicamente vero e nella trama sono già presenti elementi chiave: 
-- personaggi corrispondenti a quelli di Shakespeare (MERCUZIO, TEBALDO e PARIDE)
-- la rissa
-- la morte di un cugino dell’amata GIULIETTA perpetrata da ROMEO.
-- il bando dalla città di ROMEO e la tragica fine di ROMEO E GIULIETTA in cui Romeo prende un veleno e Giulietta si trafigge con un pugnale. 
Da PORTO trovò forse ispirazione dalla visione delle due rocche scaligere presenti a Montecchio Maggiore, che appaiono in contrapposizione tra loro. 
Inoltre nel racconto di DA PORTO paiono rispecchiarsi vicende autobiografiche, ovvero il suo amore con Lucina Savorgnan, nel contesto delle faide fra famiglie nobili in Friuli.
Rielaborata nelle riduzioni drammatiche “Romeo e Giulia di Clizia,” attribuito al nobile veronese Gerardo BOLDIERO, e “Hadriana” di Luigi GROTO, fu ripresa da Matteo BANDELLLO e inclusa nel secondo volume delle sue “Novelle” che comprendeva la sua versione di Romeo e Giulietta.
BANDELLO sottolinea la depressione iniziale di Romeo e la faida tra le famiglie e introduce la nutrice e Benvolio.  L’ambientazione ormai è quella definitiva: “Mel tempo che Bartolommeo dalla Scala, signore cortese ed umanissimo, il freno alla mia bella patria a sua posta e strigneva e rallentava, furono in lei, secondo che mio padre dicea aver udito, due nobilissime famiglie per contraria fazione, ovvero particolar odio; nemiche l’una è Capelletti, l'altra è Montecchi nominata."
I. Teatro 
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"Romeo e Giulietta," opera teatrale di William Shakespeare.
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"Romeo e Giulietta," opera di prosa di Valerio BINASCO, con Riccardo Scamarcio.
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II. Cinema 
“Romeo e Giulietta,” regia di Mario Caserini.
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“Romeo e Giulietta,” regia di Ugo Falena.
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“Romeo e Giulietta,” di Paul Czinner.
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“Romeo e Giulietta,” regia di Franco Zeffirelli.
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“Amori segreti di Romeo e Giulietta - Le avventure erotiche di Giulietta e Romeo,” regia di Peter Perry.
“Romeo e Giulietta,” regia di Armando Acosta.
“Romeo + Giulietta di William Shakespeare,” regia di Baz Luhrmann.
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Romeo and Juliet,” regia di Carlo Carlei.
“Romeo e Giulietta,” regia di Massimo Coppola
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III. Televisione 
“Romeo × Juliet,” serie animate
“Romeo e Giulietta,” miniserie televisiva, regia di Riccardo Donna
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IV. Musica
BELLINI, “Romeo e Giulietta”.
"Romeo e Giulietta," sinfonia drammatica di Ettore Berlioz.
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“Romeo e Giulietta,” opera lirica di Filippo MARCHETTI.
“Romeo e Giulietta,” tragedia lirica in cinque atti, di Carlo Gounod su libretto di Giulio Barbier e Michele Carre, tratto da Shakespeare.
“Romeo e Giulietta” è una tragedia lirica in cinque atti di Carlo Gounod su libretto di Giulio Barbier e Michele Carré, tratto da “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare.
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“Romeo e Giulietta” di Carlo Gounod.
Genere: tragedia lirica 
Musica: Carlo Gounod
Libretto: Giulio Barbier e Michele Carré
Fonti letterarie: William Shakespeare, “Romeo e Giulietta”
Atti: cinque
Prima rappr.: 27 aprile 1867, Teatro Lirico, Parigi.
Prima rappr. italiana:14 dicembre 1868, Teatro alla Scala, Milano.
Versioni successive:1873, Théâtre national de l'Opéra-Comique.
1888, Opéra Garnier
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Personaggi:
Giulietta ... soprano
Romeo ... tenore
Frate Lorenzo … basso
Mercuzio … baritono
Stefano … mezzosoprano en travesti.
Capuleti, padre di Giulietta … basso
Tebaldo, cugino di Giulietta … tenore
Gertrude … mezzosoprano.
Il duca di Verona … basso.
Paride … baritono
Benvolio … tenore
Gregorio … baritono
Frate Giovanni … basso
Dame, cavalieri, servi di casa Montecchi e Capuleti, paggi.
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Sin durante il suo viaggio in Italia, Gounod si era cimentato a scrivere un melodrama sulla storia di Romeo e Giulietta utilizzando il libretto di Felice Romani, già musicato da Bellini e Vaccaj.
Il progetto venne però abbandonato da Gounod, e fu ripreso su libretto di Giulio Barbier e Michele Carré, i librettisti del “Fausto”, e in pochi mesi il melodramma fu completato.
Tuttavia, la prima si ebbe solo due anni dopo, al Teatro Lirico Imperiale di Châtelet di Parigi con alcune aggiunte alla partitura e la regia di Leone Carvalho. 
Il successo di “Romeo e Giulietta” fu immediato, e tuttora è una delle opere più rappresentate di Gounod, anche se in Italia è poco conosciuta ed eseguita rispetto all’estero.
Solo a seguito delle recite veneziane il melodramma ha iniziato ad essere rappresentata una certa regolarità, soprattutto all’Arena di Verona, dove si è deciso di rappresentarla ogni anno, come la verdiana “Aida.”
A rendere più celebre “Romeo e Giulietta” è sicuramente l'arietta di Giulietta, "Je veux vivre", in cui molti soprani, pur non avendo mai debuttato scenicamente il ruolo della Capuleti, si sono cimentati (Maria Callas, Joan Sutherland, Montserrat Caballé, Anna Moffo, Sumi Jo, Kathleen Battle, Edita Gruberova per fare alcuni esempi).
Il ruolo di Giulietta è stato affrontato da soprani del calibro di Nellie Melba, Mirella Freni, Angela Gheorghiu, Nino Machaidze, Anna Netrebko, Luciana Serra. 
Notevoli interpreti di Romeo furono:
Jean de Reszke
Roberto Alagna
Franco Corelli
Placido Domingo
Alfredo Kraus
Rolando Villazon
Veriano Luchetti.
Gounod rimaneggiò più volte “Romeo e Giulietta”, fino all’ultima versione per l’Opera Garnier per l’Opera nazionale di Parigi diretta dal compositore con la Patti, Jean de Reszke ed Edoardo de Reszke (che, odiernamente, è la più rappresentata)
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VERSIONE DI Italia, 1841: sono semplicemente degli abbozzi musicali scritti per il libretto italiano di Romani.
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Versione del 1865: è un rimaneggiamento degli abbozzi giovanili. Si trattava di una versione operistica basata sull’alternanza di numeri musicali e dialoghi parlati (come la "Carmen" di Bizet) ma di questi dialoghi parlati non è rimasta traccia.
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Versione del 1867: è la versione della prima rappresentazione, con l’aggiunta di alcuni brani (la scena del matrimonio tra Giulietta e Paride) e l’eliminazione di altri (un’aria per frate Lorenzo, un coro di monaci che accompagnava il matrimonio dei due giovani e la scena tra i due frati all’inizio dell’atto V).
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Versioni del 1873: 
ben due versioni circolano della rappresentazione al Teatro Nazionale de l'Opéra-Comique (curate de Bizet) con Deloffre e Carvalho. 
La prima prevedeva la soppressione di un coro nel finale terzo. 
La seconda eliminava il verdetto del Duca di Verona. 
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Versione del 1888: 
Gounod ripristina il verdetto del Duca di Verona e aggiunge il balletto del corteo nuziale e l'epitalamio nella scena del matrimonio.

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Ruoli (Prima esecuzione, 1867 -- Direttore: Adolfo Deloffre)
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Giulietta, figlia di Capuleti … soprano … Maria Carolina Miolan-Carvalho
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Romeo, figlio di Montecchi … tenore … Pietro Michot
Frate Lorenzo … basso Cazaux
Mercuzio, amico di Romeo … baritono … Augusto Barré
Stefano, paggio di Romeo … mezzosoprano en travesti … Daram
Capuleti, padre di Giulietta ... basso … Troy
Tebaldo, nipote di Capuleti … tenore … Puget
Gertrude, balia di Giulietta ... mezzosoprano … Duclos
Il Duca di Verona ... basso … Wartel
Il conte Paride ... baritono … Laveissière
Gregorio, servitore dei Capuleti ... baritono … Troy jeune
Benvolio, amico di Romeo ... tenore … Laurent
Frate Giovanni … basso … Neveu
Dame, cavalieri, servi di casa Montecchi e Capuleti, paggi
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Nel PROLOGO, come nella tragedia di Shakespeare, il CORO entra in scena ed espone la materia dell'opera: l'infelice amore dei due amanti veronesi, ostacolato dagli odii delle loro famiglie. Nell’ATTO I, nel palazzo dei Capuleti ferve la festa indetta da Capuleti, padre di Giulietta, per celebrare il contratto matrimoniale stipulato con il conte Paride. Alla festa sono presenti anche alcuni Montecchi, tra cui Romeo, stuzzicato dall’amico Mercuzio che lo prende in giro per la sua infelice storia d'amore con l'ingrata Rosalina.  Ma, durante la festa, Romeo vede e viene conquistato da Giulietta Capuleti, e, timidamente, le dichiara il suo amore, che Giulietta ricambia, pur non sapendo il nome del suo misterioso corteggiatore.  Ma la presenza di Romeo e dei Montecchi manda su tutte le furie il rissoso TEBALDO Capuleti, cugino di Giulietta, che rivela il suo nome alla cugina, che rimane turbata. Il Capuleti interviene e riesce a sedare la rissa che stava per scoppiare, e invita tutti quanti a riprendere il ballo. Nell’ATTO II, mentre Mercuzio e i Montecchi cercano Romeo, Romeo si arrampica fino al giardino di Giulietta Capuleti, e riesce a vederla affacciata al balcone, mentre riflette sul suo amore.  Romeo si rivela, ma deve nascondersi per sfuggire alla ronda dei servitori di Capuleti, che vengono scacciati da Gertrude, nutrice di Giulietta. Uscita la ronda, Romeo richiama Giulietta e le dichiara ancora il suo amore, e i due si promettono di incontrarsi il giorno dopo. Nell’ATTO III, Romeo fa visita a frate LORENZO, il suo padre confessore, e gli racconta del suo amore per Giulietta. LORENZO acconsente a sposar Romeo e Giulietta, sperando che la loro unione possa porre rimedio alla faida delle due famiglie, e benedice il loro matrimonio, assieme alla fida Gertrude. Intanto, Stefano, un paggio di Romeo, mentre cercava il suo padrone, attacca briga con alcuni servitori di casa Capuleti, causando una rissa che degenera in un vero e proprio duello. Romeo cerca di sedarlo, ma TEBALDO, ferito nell’onore, vuole avere vendetta. MERCUZIO lo dileggia e lo sfida a duello, ma, a causa dell’intervento di Romeo, MERCUZIO viene ferito mortalmente e spira.  Romeo, infuriato, impugna la spada e uccide a sua volta TEBALDO. Il rumore attira i cittadini di Verona, e con essi il Duca di Verona. Dopo aver udito le diverse testimonianze, il duca di Verona bandisce Romeo dalla città. L’Atto III si conclude con il dolore universale, e Romeo medita di vedere per l'ultima volta Giulietta. Nell’Atto IV, i due amanti passano la loro prima e ultima notte d’amore. Giulietta perdona a Romeo l'uccisione di Tebaldo, e i due si separano all’alba. Romeo partirà per Mantova. Capuleti entra con Gertrude e frate Lorenzo, e comunica a Giulietta che il matrimonio con il conte Paride si svolgerà il domani stesso.  Giulietta è sconvolta, e, rimasta sola con frate Lorenzo, chiede aiuto. Creduta morta, verrà messa nella cripta dei Capuleti, dove verrà vegliata dal frate, che nel frattempo avrà inviato Stefano a Mantova per avvisare Romeo.  Giulietta, prima titubante e tormentata dal fantasma di Tebaldo, beve per amore di Romeo. Di fronte alla chiesa, un corteo nuziale festeggia l’unione del conte Paride e Giulietta, mentre Giulietta, Gertrude e frate Lorenzo, esprimono i loro timori. Lorenzo esorta Giulietta ad entrare in chiesa, ma Giulietta avverte i sintomi del filtro. Cade a terra e viene creduta morta, con grande dolore di tutti. Nell’Atto V, Stefano, ferito durante la rissa, non è giunto a Mantova, e Romeo non è al corrente del piano messo in atto da Lorenzo. Frate Giovanni riferisce questa notizia a uno sconvolto Frate Lorenzo, che si reca alle porte della città sperando di riuscire a bloccare lì Romeo. Ma Romeo, appena i Giovanni e Lorenzo si allontanano, giunge alla tomba de i Capuleti, e, desiderando di stare sempre accanto a Giulietta, beve un veleno. Ma, pochissimo tempo dopo, Romeo vede con meraviglia Giulietta che si risveglia. Romeo e Giulietta sono finalmente riuniti, ma la loro gioia non è duratura. Romeo mostra la fiala del veleno, e inizia a delirare nell’agonia.  Giulietta allora si colpisce con un pugnale che aveva nascosto nelle vesti da sposa, per morire assieme a Romeo. Romeo e Giulietta implorano il perdono divino, e muoiono, abbracciati e per sempre insieme.

Struttura della tragedia lirica.
Prologo
Ouverture e Coro 
“Verone vit jadis deux familles rivales” (Verona sees two rival families)
Atto I
1 Introduzione 
“L'heure s’envole” (Coro, Tebaldo, il conte Paride, Capuleti, Giulietta)
2 Ballata: “Mab, la reine des mensonges” (Mercuzio)
3 Arietta: “Je veux vivre dans ce reve” (I want to live in this dream”) (Giulietta)
4 Madrigale: “Ange adorable, ma main coupable” (Adorable angel) (Romeo, Giulietta)
5 Finale: “Quelqu’un” (Romeo, Giulietta, Tebaldo, conte Paride, Mercuzio, Capuleti, Coro)
Atto II 
Entr’acte
6 Scena e coro 
“O nuit, mystérieux et sombre” (O night, mysterious and sombre) (Romeo, Mercuzio, Benvolio, Coro)
7 Cavatina: “Ah, lève-toi, soleil” (Ah, raise, sun). (Romeo)
8 Scena e coro: “Hélas! Moi, le hair, Personne, Personne” (Giulietta, Romeo, Gregorio, Coro, Gertrude)
9. Duetto: O nuit divine (O divine night) (Romeo, Giulietta)
Atto III
Entr'acte
10. Scena: “Mon père, Die vous garde” (Father, God protect thee). (Romeo, Lorenzo, Giulietta)
11. Terzetto e quartetto: “Dieu, qui fis l'homme à ton image” (God, who madest man to thy image) (Lorenzo, Romeo, Giulietta, Gertrude)
12. Canzone: “Que fais-tu, blanche tourterelle” (Stefano)
13 Finale: “Ah ah, voici nos gens” (Stefano, Gregorio, Coro, Mercuzio, Tebaldo, Romeo, Benvolio, il conte Paride, Capuleti, Duca di Verona)
Atto 4
Entr’acte
14 Duetto: “Va! Je t'ai pardonné” (I have forgiven thee) (Giulietta, Romeo)
15 Scena e quartetto: “Juliette! Ah, le ciel soit loué” (Gertrude, Giulietta, Capuleti, Lorenzo)
16. Scena e arioso: “Mon père, tout m'accable, Buvex donc ce breuvage” (Drink the philter) (Giulietta, Lorenzo)
17. Scena e aria: Amour, ranime mon courage” (Love, give me courage) (Giulietta)
Balletti
Marcia nuziale di Giulietta e il conte Paride.
18. Epitalamio: “O Juliette, sois heureuse” (conte Paride, Capuleti, Manuela, Pepita, Angelo, Gertrude, Lorenzo, Giulietta)
19 Finale: “Ma fille, cède aux voeux du fiancé” (Capuleti, Giulietta, Lorenzo, conte Paride, Gertrude, Coro)
Atto 5 
Entr’acte
20. Scena: “Eh bien! Ma lettre à Romeo?” (Lorenzo, Giovanni)
Il sonno di Giulietta
21. Scena e duetto: “Salut, tombeau sombre et silencieux” (Romeo, Giulietta)
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Incisioni discografiche (Anno Cast (Roméo, Juliette, Mercutio, Stephano, Capulet, Laurent) Direttore Etichetta):
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Jussi Bjorling, Bidu Sayão, John Brownlee, Mimi Benzell, Kenneth Schon, Nicola Moscona Emil Cooper Myto
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Franco Corelli, Mirella Freni, Henri Gui, Éliane Lublin, Claude Calès, Xavier Depraz Alain Lombard EMI
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Alfredo Kraus, Catherine Malfitano, Gino Quilico, Ann Murray, Gabriel Bacquier, José van Dam Michel Plasson EMI
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Placido Domingo, Ruth Ann Swenson, Kurt Ollmann, Susan Graham, Alain Vernhes, Alastair Miles Leonard Slatkin RCA
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Roberto Alagna, Angela Gheorghiu, Simon Keenlyside, Marie-Ange Todorovitch, Alain Fondary, José van Dam Michel Plasson EMI
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Andrea Bocelli, Maite Alberola, Alessandro Luongo, Annalisa Stroppa, Marzio Giossi, Andrea Mastroni Fabio Luisi Decca
Collegamenti:

“Romeo e Giulietta” di Gounod.
Trama di Romeo e Giulietta (The Metropolitan Opera) Gounod, Roméo et Juliette, «La Fenice prima dell'opera», con libretto (italiano) e note, per l'allestimento al Teatro La Fenice di Venezia.
PAGINE CORRELATE:
Romeo e Giulietta: Ama e cambia il mondo
Romeo and Juliet (film)
film diretto da Carlo Carlei
Romeo e Giulietta (miniserie televisiva)
Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia di Pëtr Il'ič Čajkovskij
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Romeo e Giulietta, balletto di Sergej Prokof'ev
Romeo e Giulietta: Ama e cambia il mondo, commedia musicale di Gérard Presgurvic

Altro:

“Romeo y Julieta,” famosa marca di sigari cubani.
Castelli di Romeo e Giulietta: castelli nel comune di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza.
Pagine correlate: Giulietta e Romeo
Cinema:
Romeo e Giulietta, film diretto da George Cukor
Romeo e Giulietta, filmdiretto da Renato Castellani
Romeo e Giulietta, film diretto da Riccardo Freda
Musica: 
BELLINI, “Romeo e Giulietta”.
“Romeo e Giulietta,” opera seria di Nicola Antonio Zingarelli
“Romeo e Giulietta”, opera lirica di Nicola Vaccaj.
“Romeo e Giulietta”, opera lirica di Riccardo Zandonai
“Romeo e Giulietta”, opera popolare di Riccardo Cocciante
Voci correlate: Romeo e Giulietta













Thursday, January 12, 2017

ROMEO E GIULIETTA

Speranza

Romeo e Giulietta sono i protagonisti della storia d'amore, narrata tra gli altri da M. Bandello, immortalata dalla celebre tragedia di G. Shakespeare. 

I due giovani veronesi si sposano nonostante l'ostilità tra le loro famiglie, i Montecchi e i Capuleti. 

Quando Romeo è messo al bando, Giulietta, per evitare un matrimonio voluto dal padre, beve un narcotico simulando la morte. 

Penetrato nel sepolcro, Romeo, credendola morta, si avvelena.

Al risveglio Giulietta si uccide a sua volta.

La cultura italiana godeva di grande prestigio presso la corte europea del Cinquecento, tanto che si attingeva a piene mani dalla letteratura virgiliana, ma anche petrarchesca e boccaccesca. 

Matteo Bandello non fu da meno come fonte di ispirazione.

George Gascoigne nel suo ciclo di poesie del Green Knight (incluso in "The Posies") affermò di ispirarsi ad un immaginario autore italiano di novelle, tal Bartello.

Questo nome era un chiaro riferimento al novelliere Bandello.

Molto probabilmente William Shakespeare conobbe la traduzione delle novelle di Bandello, da cui trasse il soggetto per le commedie "Molto rumore per nulla" e "La dodicesima notte."

Anche la tragedia "Romeo e Giulietta" si ispirerebbe ad un testo di Bandello -- la novella nona della Seconda parte -- che aveva rielaborato un racconto del vicentino Luigi Da Porto, "l'Istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti."

Invece Lope de Vega si servì per la maggior parte dei testi originali italiani delle Novella, anche se già era stata pubblicata a Salamanca da Pedro Lasso e Juan de Millis Godínez una traduzione (eseguita da Vicente de Millis Godínez, padre del precedente, a partire da quella francese di Bouistau e Belleforest) contenente, però, solo 14 novelle - come fonte d'ispirazione per almeno sedici delle sue commedie, tra le quali si conta anche una versione a lieto fine della stessa storia dei due sfortunati amanti di Verona, dal titolo Castelvines y Monteses. 

La novella 4 della parte II servì da spunto invece a Miguel de Cervantes per alcuni degli elementi della storia della sua novella ejemplar La española inglesa; e molti altri autori spagnoli del Cinquecento e del Seicento, da Joan de Timoneda a María de Zayas, si servirono delle novelle del vescovo di Agen come materiale diegetico per le loro novelle e per le loro commedie.

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Il dramma di Romeo e Giulietta è soprattutto di ispirazione medievale.

Nonostante, Carol Gesner e J.J. Munro abbiano dimostrato come il motivo sia già presente nella letteratura greco-romana antica nei "Babyloniaka" di Giamblico e negli Ephesiaka (Racconti efesii intorno ad Abracóme e Anzia) di Senofonte Efesio. 

In questo secondo romanzo Anzia, una donna separata dal marito a causa della sorte avversa, viene salvata da una banda di ladri di tombe. 

Sopraffatti dall'eroico Perilao, questi pretende da lei di sposarlo per riconoscenza, creando la stessa situazione provocata da Paride in Shakespeare. 

Una disperata Anzia beve una pozione che crede essere veleno, ma che come in Giulietta produce solo uno stato letargico di morte apparente. 

Dopo essersi risvegliata è tratta in salvo dagli stessi tombaroli, con i quali parte per altre avventure fantastiche.

Altra origine è la vicenda di Piramo e Tisbe, da Le metamorfosi di Ovidio, che contiene paralleli alla storia di Shakespeare: 

secondo la leggenda nella versione di Ovidio l'amore dei due giovani era contrastato dalle famiglie, tanto che i due erano costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che separava le loro case e questa difficile situazione li indusse a programmare la loro fuga d'amore. 

Nel luogo dell'appuntamento – che era vicino a un gelso – Tisbe, arrivata per prima, incontra una leonessa dalla quale si mette in salvo perdendo un velo che viene stracciato e macchiato di sangue dalla belva stessa. 

Piramo trova il velo macchiato dell'amata e credendola morta si trafigge con la spada. 

Sopraggiunge Tisbe che lo trova così in fin di vita e, mentre tenta di rianimarlo gli sussurra il proprio nome, lui riapre gli occhi e riesce guardarla. 

Per il grande dolore anche Tisbe si uccide accanto all'amato sotto il gelso. 

Tanta è la pietà degli dei nell'ascoltare le preghiere di Tisbe che trasformano i frutti del gelso, intriso del sangue dei due amanti, in color vermiglio.

I nomi delle due famiglie in lotta erano già noti nel Trecento, inserite da Dante nella sua Commedia (precisamente nel canto VI del purgatorio, versi 105-106-107):

Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,
Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
color già tristi, e questi con sospetti

Solo i Montecchi sono originari di Verona, mentre i Capuleti (che in realtà si chiamavano Cappelletti) provengono invece da Brescia, anche se si trovano pure a Verona fino agli anni della permanenza di Dante, nell'odierna casa di Giulietta, dove la loro presenza è testimoniata anche dallo stemma del cappello sulla chiave di volta dell'arco di entrata al cortile dell'edificio duecentesco.

Non ci sono notizie di lotte tra Cappelletti e Montecchi, mentre questi ultimi hanno portato avanti per molto tempo una lotta sanguinosa contro i guelfi (in particolare con la famiglia guelfa dei Sambonifacio). 

Le notizie sui Montecchi vengono dopo che furono banditi dalla città da Cangrande della Scala, dopo aver tentato un complotto contro di lui.

Il contesto storico in Dante non fa riferimento alle vicende dell'amore contrariato tra gli amanti di queste famiglie, che non vi appaiono, ma parla delle due famiglie, commiserandole, dato che erano famiglie «già tristi».

Una prima struttura della trama si delinea invece nella novella di Mariotto e Ganozza di Masuccio Salernitano, composta nel 1476, ma ambientata a Siena. 

La sua versione della storia comprende 

-- Il matrimonio segreto
-- il frate colluso
-- la mischia in cui un cittadino di primo piano viene ucciso
-- l'esilio di Mariotto
-- il matrimonio forzato di Ganozza
-- la pozione e 
-- il messaggio fondamentale che si smarrisce. 

In questa versione Mariotto viene catturato e decapitato e Ganozza muore di dolore. 

Sia il tono sia la trama dell'opera mostrano delle notevoli differenze dall'opera di Shakespeare.

Masuccio insiste più volentieri, almeno all'inizio, sull'aspetto erotico e spensierato della loro relazione, ben lontana dall'aspetto di sacralità che avrebbe acquisito in seguito. 

Ganozza trangugia allegramente la pozione (la Giulietta di Shakespeare beve il narcotico con terrore e da quei suoi versi sarebbero usciti dei presagi sinistri della catastrofe che avrebbe seguito di lì a poco). 

L'ambientazione di Masuccio è molto più solare, mediterranea e priva dell'atmosfera gotica, mentre la morte di Tebaldo – qui scaduto a un ignoto "onorevole cittadino" – è effetto (non immediato) di una bastonata assestatagli da Mariotto in seguito a un'animata discussione. 

Non vi è ancora nessun duello, né un Mercuzio.

Luigi da Porto nella sua "Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti," diede alla storia molto della sua forma moderna, rinominando i giovani "Romeo e Giulietta" e trasportando l'azione da Siena a Verona (città che ai tempi di Da Porto era strategicamente importante per Venezia), all'epoca di Bartolomeo della Scala, nel 1301-1304. 

Da Porto presenta il suo racconto come storicamente vero e nella trama sono già presenti elementi chiave: 

-- personaggi corrispondenti a quelli di Shakespeare (Mercuzio, Tebaldo e Paride)

-- la rissa

-- la morte di un cugino dell'amata perpetrata da Romeo

-- il bando dalla città di quest'ultimo e la tragica fine di entrambi in cui Romeo prende un veleno e Giulietta si trafigge con un pugnale. 

Da Porto trovò forse ispirazione dalla visione delle due rocche scaligere presenti a Montecchio Maggiore, che appaiono in contrapposizione tra loro. 

Inoltre nel suo racconto paiono rispecchiarsi vicende autobiografiche, ovvero il suo amore con Lucina Savorgnan, nel contesto delle faide fra famiglie nobili in Friuli.

Rielaborata nelle riduzioni drammatiche Giulia e Romeo di Clizia (attribuito al nobile veronese Gerardo Boldiero) e Hadriana di Luigi Groto, fu ripresa da Matteo Bandello e inclusa nel secondo volume delle sue "Novelle" che comprendeva la sua versione di Giulietta e Romeo. 

Bandello sottolinea la depressione iniziale di Romeo e la faida tra le famiglie e introduce la nutrice e Benvolio. 

L'ambientazione ormai è quella definitiva:

"Mel tempo che Bartolommeo dalla Scala, signore cortese ed umanissimo, il freno alla mia bella patria a sua posta e strigneva e rallentava, furono in lei, secondo che mio padre dicea aver udito, due nobilissime famiglie per contraria fazione, ovvero particolar odio; nemiche, l'una è Capelletti, l'altra è Montecchi nominata."

I. Teatro 

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"Romeo e Giulietta," opera teatrale di William Shakespeare.

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"Romeo e Giulietta," opera di prosa di Valerio Binasco, con Riccardo Scamarcio.

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II. Cinema 

"Romeo e Giulietta," regia di Mario Caserini

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"Romeo e Giulietta," regia di Ugo Falena.

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"Romeo e Giulietta," di Paul Czinner.

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"Romeo e Giulietta," regia di Franco Zeffirelli.

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"Amori segreti di Romeo e Giulietta - Le avventure erotiche di Giulietta e Romeo," regia di Peter Perry

"Romeo e Giulietta," regia di Armando Acosta.

"Romeo + Giulietta di William Shakespeare," regia di Baz Luhrmann.

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Romeo and Juliet, regia di Carlo Carlei

Romeo e Giulietta, regia di Massimo Coppola

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III. Televisione 

"Romeo × Juliet," serie animata

"Romeo e Giulietta," miniserie televisiva, regia di Riccardo Donna

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IV. Musica

"Romeo e Giulietta," sinfonia drammatica di Ettore Berlioz

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Romeo e Giulietta, opera lirica di Filippo Marchetti

Romeo e Giulietta, opera lirica di Charles Gounod


"Romeo e Giulietta" è un melodramma in cinque atti di Carlo Gounod su libretto di Giulio Barbier e Michele Carré, tratto da "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare.

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Romeo e Giulietta
Genere tragedia lirica 

Musica Carlo Gounod
Libretto Giulio Barbier e Michele Carré
Fonti letterarie William Shakespeare, Romeo e Giulietta
Atti cinque
Prima rappr. 27 aprile 1867
Teatro Teatro Lirico
Prima rappr. italiana 14 dicembre 1868
Teatro Teatro alla Scala
Versioni successive
1873, Théâtre national de l'Opéra-Comique
1888, Opéra Garnier

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Personaggi
Juliette ... soprano
Roméo ... tenore
Frère Laurent (basso)
Mercutio (baritono)
Stèphano (mezzosoprano en travesti)
Capulet (basso)
Tybalt (tenore)
Gertrude (mezzosoprano)
Le duc de Vérone (basso)
Pâris (baritono)
Benvolio (tenore)
Gregorio (baritono)
Frère Jean (basso)
Dame, cavalieri, servi di casa Montecchi e Capuleti, paggi

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Sin nel 1841, durante il suo viaggio in Italia, Gounod si era cimentato a scrivere un'opera sulla storia di Giulietta e Romeo utilizzando il famoso libretto di Felice Romani (già musicato da Bellini e Vaccaj). 

Il progetto venne però abbandonato, e fu ripreso nel 1865 su libretto di Barbier e Carré (i librettisti del "Fausto"), e in pochi mesi l'opera fu completata. 

Tuttavia la prima si ebbe solo due anni dopo, al Théâtre Lyrique Impérial du Châtelet di Parigi il 27 aprile 1867, con alcune aggiunte alla partitura e la regia di Léon Carvalho. 

Il successo fu immediato, e tuttora è una delle opere più rappresentate di Gounod, anche se in Italia è poco conosciuta ed eseguita rispetto all'estero.

Solo a seguito delle recite veneziane l'opera ha iniziato ad essere rappresentata una certa regolarità (soprattutto all'Arena di Verona, dove si è deciso di rappresentarla ogni anno, come la verdiana Aida).

A rendere più celebre l'opera è sicuramente l'ariette di Juliette, "Je veux vivre", in cui molti soprani, pur non avendo mai debuttato scenicamente il ruolo della Capuleti, si sono cimentati (Maria Callas, Joan Sutherland, Montserrat Caballé, Anna Moffo, Sumi Jo, Kathleen Battle, Edita Gruberova per fare alcuni esempi).

Il ruolo di Juliette è stato affrontato da soprani del calibro di Nellie Melba, Mirella Freni, Angela Gheorghiu, Nino Machaidze, Anna Netrebko, Luciana Serra. 

Notevoli interpreti di Roméo furono 

Jean de Reszke
Roberto Alagna
Franco Corelli
Placido Domingo
Alfredo Kraus
Rolando Villazon
Veriano Luchetti.

Gounod rimaneggiò più volte l'opera, a partire dal progetto giovanile fino al 28 novembre 1888, l'ultima versione per l'Opéra Garnier per l'Opéra national de Paris diretta dal compositore con la Patti, Jean de Reszke ed Édouard de Reszke (che, odiernamente, è la più rappresentata) e dove nel 1916 c'è stata la trecentoventitreesima rappresentazione:

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Italia, 1841: sono semplicemente degli abbozzi musicali scritti per il libretto italiano di Romani.

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versione del 1865: è un rimaneggiamento degli abbozzi giovanili. 

Si trattava di una versione operistica basata sull'alternanza di numeri musicali e dialoghi parlati (come la "Carmen" di Bizet) ma di questi dialoghi parlati non è rimasta traccia.

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versione del 1867: è la versione della prima rappresentazione, con l'aggiunta di alcuni brani (la scena del matrimonio tra Giulietta e Paride) e l'eliminazione di altri (un'aria per frate Lorenzo, un coro di monaci che accompagnava il matrimonio dei due giovani e la scena tra i due frati all'inizio dell'atto V).

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versioni del 20 gennaio 1873: 

ben due versioni circolano della rappresentazione al Théâtre national de l'Opéra-Comique (curate de Bizet) con Deloffre e Carvalho. 

La prima prevedeva la soppressione di un coro nel finale terzo. 

La seconda eliminava il verdetto del Duca di Verona. 

All'Opéra-Comique è stata rappresentata trecentonovantuno volte in quattordici anni.

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versione del 1888: 

Gounod ripristina il verdetto del Duca e aggiunge il balletto del corteo nuziale e l'epitalamio nella scena del matrimonio.

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Ruoli

Ruolo Voce Prina esecuzione, 27 aprile 1867
(Direttore: Adolphe Deloffre)

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Giulietta, figlia di Capuleti soprano Marie Caroline Miolan-Carvalho

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Romeo, figlio di Montecchi tenore Pierre Michot

Frate Lorenzo basso Cazaux

Mercuzio, amico di Romeo baritono Auguste Barré

Stefano, paggio di Romeo mezzosoprano
(en travesti) Daram

Capuleti, padre di Giulietta ... basso Troy

Tebaldo, nipote di Capuleti tenore Puget

Gertrude, balia di Giulietta ... mezzosoprano Duclos

Il Duca di Verona ... basso Wartel

Paride ... baritono Laveissière

Gregorio, servitore dei Capuleti ... baritono Troy jeune
Benvolio, amico di Romeo ... tenore Laurent
Frate Giovanni basso Neveu
Dame, cavalieri, servi di casa Montecchi e Capuleti, paggi

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Nel prologo, come nell'opera teatrale di Shakespeare, il coro entra in scena ed espone la materia dell'opera: l'infelice amore dei due amanti veronesi, ostacolato dagli odii delle loro famiglie.

Nell'Atto 1, nel palazzo dei Capuleti ferve la festa indetta dal padre di Giulietta per celebrare il contratto matrimoniale stipulato con il conte Paride. 

Alla festa sono presenti anche alcuni Montecchi, tra cui Romeo, stuzzicato dall'amico Mercuzio che lo prende in giro per la sua infelice storia d'amore con l'ingrata Rosalina. 

Ma, durante la festa, Romeo vede e viene conquistato da Giulietta, e, timidamente, le dichiara il suo amore, che lei ricambia, pur non sapendo il nome del suo misterioso corteggiatore. 

Ma la presenza di Romeo e dei Montecchi manda su tutte le furie il rissoso Tebaldo, cugino di Giulietta, che rivela il suo nome alla cugina, che rimane turbata. 

Il Capuleti interviene e riesce a sedare la rissa che stava per scoppiare, e invita tutti quanti a riprendere il ballo.

Nell'Atto 2, mentre Mercuzio e i Montecchi cercano Romeo, Romeo si arrampica fino al giardino di Giulietta, e riesce a vederla affacciata al balcone, mentre riflette sul suo amore. 

Romeo si rivela, ma deve nascondersi per sfuggire alla ronda dei servitori di Capuleti, che vengono scacciati da Gertrude, nutrice di Giulietta. 

Uscita la ronda, Romeo richiama Giulietta e le dichiara ancora il suo amore, e i due si promettono di incontrarsi il giorno dopo.

Nell'Atto 3, Romeo fa visita a frate Lorenzo, il suo padre confessore, e gli racconta del suo amore per Giulietta. 

Il frate acconsente a sposarli, sperando che la loro unione possa porre rimedio alla faida delle due famiglie, e benedice il loro matrimonio, assieme alla fida Gertrude.

Intanto, Stefano, un paggio di Romeo, mentre cercava il suo padrone, attacca briga con alcuni servitori di casa Capuleti, causando una rissa che degenera in un vero e proprio duello.

Romeo cerca di sedarlo, ma Tebaldo, ferito nell'onore, vuole avere vendetta. 

Mercuzio lo dileggia e lo sfida a duello, ma, a causa dell'intervento di Romeo, viene ferito mortalmente e spira. 

Romeo, infuriato, impugna la spada e uccide a sua volta Tebaldo. 

Il rumore attira i cittadini di Verona, e con essi il Duca.

Dopo aver udito le diverse testimonianze, bandisce Romeo dalla città. 

L'atto si conclude con il dolore universale, e Romeo medita di vedere per l'ultima volta Giulietta.

Nell'Atto 4, i due amanti passano la loro prima e ultima notte d'amore.

Giulietta perdona a Romeo l'uccisione di Tebaldo, e i due si separano all'alba.

Romeo partirà per Mantova.

Capuleti entra con Gertrude e frate Lorenzo, e comunica a Giulietta che il matrimonio con Paride si svolgerà il domani stesso. 

Giulietta è sconvolta, e, rimasta sola con frate Lorenzo, chiede aiuto.

Il padre spirituale la consola, e le consegna una boccetta contenente un filtro che, una volta bevuto, maschera la morte. 

Creduta morta, verrà messa nella cripta dei Capuleti, dove verrà vegliata dal frate, che nel frattempo avrà inviato Stefano a Mantova per avvisare Romeo. 

Giulietta, prima titubante e tormentata dal fantasma di Tebaldo, beve per amore di Romeo.

Di fronte alla chiesa, un corteo nuziale festeggia l'unione di Paride e Giulietta, mentre Giulietta, Gertrude e frate Lorenzo, esprimono i loro timori. 

Il padre esorta Giulietta ad entrare in chiesa, ma Giulietta avverte i sintomi del filtro.

Cade a terra e viene creduta morta, con grande dolore di tutti.

Nell'Atto 5, Stefano, ferito durante la rissa, non è giunto a Mantova, e Romeo non è al corrente del piano messo in atto da Frate Lorenzo e Giulietta.

Frate Giovanni riferisce questa notizia a uno sconvolto Frate Lorenzo, che si reca alle porte della città sperando di riuscire a bloccare lì Romeo.

Ma Romeo, appena i preti si allontanano, giunge alla tomba dei Capuleti, e, desiderando di stare sempre accanto a Giulietta, beve un veleno. 

Ma, pochissimo tempo dopo, Romeo vede con meraviglia Giulietta che si risveglia. 

I due amanti sono finalmente riuniti, ma la loro gioia non è duratura.

Romeo mostra la fiala del veleno, e inizia a delirare nell'agonia. 

Giulietta allora si colpisce con un pugnale che aveva nascosto nelle vesti da sposa, per morire assieme all'amato. 

I due sventurati amanti implorano il perdono divino, e muoiono, abbracciati e per sempre insieme.

Struttura dell'opera

Prologo
Ouverture e Coro 
Verone vit jadis deux familles rivales
Atto 1
1 Introduzione 
L'heure s'envole (Coro, Tebaldo, Paride, Capuleti, Giulietta)
2 Ballata 
Mab, la reine des mensonges (Mercuzio)
3 Arietta 
Je veux vivre dans ce reve (Giulietta)
4 Madrigale 
Ange adorable, 
ma main coupable (Romeo, Giulietta)

5 Finale 
Quelqu'un! 
(Romeo, Giulietta, Tebaldo, Paride, Mercuzio, Capuleti, Coro)
Atto 2 
Entr'acte
6 Scena e coro 
O nuit! - Mystérieux et sombre (Romeo, Mercuzio, Benvolio, Coro)
7 Cavatina 
Ah, lève-toi, soleil! (Romeo)
8 Scena e coro 
Hélas! Moi, le hair! - Personne! Personne! (Giulietta, Romeo, Gregorio, Coro, Gertrude)
9 Duetto O nuit divine! (Romeo, Giulietta)
Atto 3 
Entr'acte
10 Scena Mon père, Die vous garde! (Romeo, Lorenzo, Giulietta)
11 Terzetto e quartetto Dieu, qui fis l'homme à ton image (Lorenzo, Romeo, Giulietta, Gertrude)
12 Canzone Que fais-tu, blanche tourterelle (Stefano)
13 Finale Ah ah, voici nos gens! (Stefano, Gregorio, Coro, Mercuzio, Tebaldo, Romeo, Benvolio, Paride, Capuleti, Duca)
Atto 4
Entr'acte
14 Duetto Va! Je t'ai pardonné (Giulietta, Romeo)
15 Scena e quartetto Juliette! Ah, le ciel soit loué! (Gertrude, Giulietta, Capuleti, Lorenzo)
16 Scena e arioso Mon père, tout m'accable! - Buvex donc ce breuvage (Giulietta, Lorenzo)
17 Scena e aria Amour, ranime mon courage (Giulietta)
Balletti
Marcia nuziale
18 Epitalamio O Juliette, sois heureuse! (Paride, Capuleti, Manuela, Pepita, Angelo, Gertrude, Lorenzo, Giulietta)
19 Finale Ma fille, cède aux voeux du fiancè (Capuleti, Giulietta, Lorenzo, Paride, Gertrude, Coro)
Atto 5 
Entr'acte
20 Scena Eh bien! Ma lettre à Romeo? (Lorenzo, Giovanni)
Il sonno di Giulietta
21 Scena e duetto Salut, tombeau sombre et silencieux! (Romeo, Giulietta)

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Incisioni discografiche

Anno Cast (Roméo, Juliette, Mercutio, Stephano, Capulet, Laurent) Direttore Etichetta

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1947 Jussi Bjorling, Bidu Sayão, John Brownlee, Mimi Benzell, Kenneth Schon, Nicola Moscona Emil Cooper Myto

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1968 Franco Corelli, Mirella Freni, Henri Gui, Éliane Lublin, Claude Calès, Xavier Depraz Alain Lombard EMI

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1983 Alfredo Kraus, Catherine Malfitano, Gino Quilico, Ann Murray, Gabriel Bacquier, José van Dam Michel Plasson EMI

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1995 Placido Domingo, Ruth Ann Swenson, Kurt Ollmann, Susan Graham, Alain Vernhes, Alastair Miles Leonard Slatkin RCA

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1996 Roberto Alagna, Angela Gheorghiu, Simon Keenlyside, Marie-Ange Todorovitch, Alain Fondary, José van Dam Michel Plasson EMI

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2012 Andrea Bocelli, Maite Alberola, Alessandro Luongo, Annalisa Stroppa, Marzio Giossi, Andrea Mastroni Fabio Luisi Decca

Collegamenti 

Roméo et Juliette (
www.charles-gounod.com)
Trama di Romeo e Giulietta (The Metropolitan Opera)
Gounod, Roméo et Juliette, «La Fenice prima dell'opera», 2009, 2, con libretto (francese e italiano) e note, per l'allestimento 2009 al Teatro La Fenice di Venezia

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Romeo and Juliet (film 2013)

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Romeo e Giulietta ouverture-fantasia di Pëtr Il'ič Čajkovskij

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Romeo e Giulietta, balletto di Sergej Prokof'ev

Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo, commedia musicale di Gérard Presgurvic

Altro 

Romeo y Julieta, famosa marca di sigari cubani
Castelli di Romeo e Giulietta - castelli nel comune di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza
Pagine correlate

Giulietta e Romeo

Cinema 

Giulietta e Romeo – film diretto da George Cukor
Giulietta e Romeo – filmdiretto da Renato Castellani
Giulietta e Romeo – film diretto da Riccardo Freda

Musica 

Giulietta e Romeo, opera seria di Nicola Antonio Zingarelli

Giulietta e Romeo, opera lirica di Nicola Vacca

Giulietta e Romeo, opera lirica di Riccardo Zandonai
Giulietta e Romeo, opera popolare di Riccardo Cocciante
Voci correlate 

Romeo e Giulietta