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Thursday, August 14, 2025

GRICE E TOMITANO

 RAGIONAMENTI : DELLA LINGVA TOSCANA DiM.BernardinTomitano. I PRECETTI DEL. LA RHETORICA SECONDO J'artificio d' Aristotile & Cicerone nelfinedelſecondo libronão' = uamente aggionti. Antonins àlutius pomnor Labios a t.Leonardo Bonis VIRTUTE meno lakingVeneto. DVCE FURTVNA COMITE Co'lpriuilegiodelſommo PonteficePaulo III . dell'Illustriß.Senato Venetoper anniX. ن 2 ALREVERENDIS fimoMonsignore,il S.Alesandro Farnese', Cardinaleilluftrissimo, : Signorfuo. LIBRO PRIMO. Aturalisfimo costumeeffen= do generale ditutteleco= ſedalla naturacreate , Illu= strissimo Reuerendissi = moMonsignore , amare lalo ro perfectione , & àquella contemperato paſſo mouen= doſi tutte leloro operatio= ni indrizzare, comecheà quella arriuando uengano diogni lorocompiutabeatitudine poßcditrici , nonho potuto ancheio,perubidire alle ſantißime & uenerabi li leggidießanatura,tantodaqueſto ſteſſo diſio tem= perarmi,cheiohabbiafofferto di eſſerenel numero di quellichetardi ò nonmai cercanodipoterla aseguire. Ilche èſiaſtato inme natural prontezza di animo,oue ropiutostouna proſontuoſaeffettionedi conseguirla, Sempretuttoiltempo &fpatiodellamia giouenezza, tutte lemie fatiche& studi ,tuttelemie fperanze & penfieriho perabbracciarla,àquestoſegno indrizza= ti:laquale perfettione negli huominimaießeraltro nö mi diedi ad intendereche loſapere & conoscere,effen= dola cognitionedellecoſe quello,onde noidallebeftiefe= 2yandoci, LIBRO 4 parandoci,ueniamo àfomigliarci allecelesti justanze,nonmenoàglialtrihuomini ſopraftandodi quello cheeglinoà gli glialtri animalifi ueggono di diuine granlunga efferefuperiori.Et perchela natura & d'animo dicorpo cifeceformati, due istrumenti fi milmentecidiede,co'l mezzo de quali potessimo allo aßeguimento diqueſtanostracommunefelicita inuiar= ci,chefono lalingua&ilpensiero,dono neluerofpe cialissimo grande , honorato , & dinoidegno. Conl'unole ammaestreuolidiscipline, l'arti gioue= uolisfime appariamo,&lecagionidellenafcenticoſe, et dalla natura apprendiamo.con l'altro lecose,per noiap parate àfodisfacimentodeliefuturegenti & à lor prò epra memoriadeluiuernostrolasciamonotateetiſcritte. DataCaDoueampiamentefi uedel'unoſenzal'altro non pote= ingua reeßeredellaperfettionnoftra apportatore & mini= Sunstro,ne menolalinguaperſeſola niente ualere diquel= Seribulocheſenzadileiilpensieropoßafare. Ilchejim mi wer derodiedeafarconoscere&affermare la cognitione delle auce cose nonpoterestareperalcun modo dalla'eloquenza Jeparata, come ne anchoqueſtadaquellaper alcınama= niera diuifà.Etqueſto nonpurene glioratori auenire mhopensato; ma nepoetietiandio altrotanto è molto piu.Laqualcosameco stesso rauolgendo, uedendo moltihuomini,quali dalla affettionedelle curę ciuili, quali dalle domestiche & famigliari, & quando dauna cofa,&quando daun'altrafuiati,credere,non effer altro la eloquenzache un portare commune uolga PRIMO uolgare,ſenza alcun gusto S cognitione di philoſo phia,perſeſteſſo naturalmenteafſeguibile;mihaparu= toconueneuole quelle pocheragioni in contradittione di ciòandarteßendo,cheper labreuitàdi queltempo che miuienedallagrauezza&pesodegli altrimiei stu= diconceſſohopotutoalmeglio ch'ioſeppi &ualſi ac= compagnarinsieme.Oltreche iodimostrero (che cheio micredo)non efferequeſta nostra linguapocofa cre= Sciuta &nodrita, daciascunohaggimai Toscanaad domandata,priuadiquelleformedi ragionare gentil= mente&diquepregi,cheallagreca Romanafauel lafuronoconceduti.Ilchefacendo(come iofpero ) uerro àſcieglierelaperfettaforma oueroidea del buono faggioſcrittor Italiano.Ilcheanchora che eglifia cosa moltodifficile malageuole perla uarietà tudinedelliſcrittori fi poeticome inproſa raglonanti; nondimenoperciocheſempre giudicai eſſere lodeuolif= molti fimo lo eſſercitarsi nelle cose grandi& istimate dubbiose,piu per farifperienza del mio affai debole ingegno mi diediàciòfare,che perla fperanzache iom'haueßidiuolerequesta coſa compiutamente trat= tare,òdifarprouadicoſa,doueiohabbiafentitogli al= trihauerneſenza lor prò &giouzuolezza grande riz portatofatica.Laqualcosa(che che ella ſiſia)ſono tenu= tiàfareper l'iſteſſa ragione tutti quelliche uogliono hannofperanzadipotere alcuna cosaimportante et lodeuoleconfeguire.Doueſe iodi moltecosene li ande rod'intornoraccogliendo,lequali ad alcunoparranno troppo LIBRO 6 troppodifficili,ouero impoßibili piu toſtoàpoter eße reinunfoloſcrittore ritrouate & uedute, per modo cheiofia anzicagionechenò dirimouere glianimi de cofifatto studio,liqualiindeboliti dalladiſperation loro nonvorrannoinquellecose affaticarſi , doueſapranno Jenonpoterfareò ritrarne profitto alcuno,à questi breuementerispondono,che nondebbonopurciòſgomen tarſiinquantoche noi quellaforma ricerchiamo , alla qualechi pius'appreßa , uincitorſi rimane &àtutti glialtrifuperiore.Oltre che s'alcunofia òper natural diffetto,ò per debolezza d'ingegno,òper estrema dif= faltadicognitionefidelleſcritture antiche, come etian= dio delle fresche &giouani,meno atto àpotereßeredi questaperfetta ideacapace;eglinõpotědo eſſere de pri= mieri,cerchera almeno di noneßernel numero defez zai.Chesi comeueggiamo tra greci Homero hauer il primoluogo nePoeti ritenuto &tra liOratoriDemo Ithene,&tra RomaniCicerone &Virg.non ep que= stoche infiniti altriſcrittori appreſſo,quando nell'una quandonell'altralingua,nonſienoſtatid'nfinita lo= de, pregiotenuti:quaifuronoPindaro,Sofocle, Ar= chiloco,Thucidide,Mifia,Gorgia,Xenofonte, Ifocrater et deRomaniOrat.Catullo,Tibullo,Proptio,Ouid.Ces fare,Liuio,saluſ.et altri molti.Nep questo laprotaset diuina,etleggiadra,etin ogni partedi sefelice lingua. diCiceronefudi tataforzaschepoteße molt'altri Ro manirimoueredalloſcriuere,fi come neilBoccaccio ne il Petrarcatranoi altrihaogninostraſperanzadi ui= uere : PRIMO 7 uereperaiutodelleſcrittureestinta.Ilchemedesimamen tehannofattononpurlediscipline epittori l'arti stesse;ma ſcultori altresi.Perciòche lafamadi Phi= dia,d'Apelle,etdi Mironenonha perciò potuto ſpauen tareà nostri di Michelagnolo , Titiano , Bellino inſieme condi molt'altri, liquali nell'una difciplina furonoſcientiatißimi : nondimenoàpettoà gliantichinonhannodalliſcrittori unamenoma parte diquelle loderaccolte,chefuronà quelli ch'io dißi coff abondeuolinente donate.Donde ueuienefimiglianteme= nell'altra techelafperanzadegli altri ſcrittoriche uerranno, nondebberaffreddarsi&fpegnerſt nello eſſercitarfià uiueredoppomortecon l'animadegl'inchiostri, lauitadellebuone penne:inquantoche posto anchora chenoinonpotiamo auicinarſi allaperfettion maggior d'alcuna cosa , cheche ellaſiſia ;nondimeno loacco cõ ſtarſele&farſele di nonguariuicinoinferiore,ſempre fudiperfettione & di loda cagioneàchi diciòfareuen nein'destro . Et forſeche io nel ricercarela perfetta formadel Toscanoſcrittoreanderoquello effempiofin= gendo,alquale niunofumai ,per quanto mi creda, appreſſato.Auegnache iononuo ricercando qualefia ſtatoànostritempiò neiſecoli paſſatiinquestalingua primiero,mafolamenteunanorma&unaideaſempli= cißima dello ſcrittore , laquale Cicerone perla boc= ca di Marc'Antonio piu tosto nell'aninio fingeua, theinalcunoratore dellaſua lingua ritrouaßi . Che percheſt come li pittorich'io dißidiſopra, uolendo a 4 alcu= 1 8 LIBRO alcunauaga&leggiadrafigurapěnellare,èdi mestie rechenell'animo loro ritengonounaſemplice& pura fimiglianza di quellache ſenſibilmentefanno penſie= rediſegnare òdi ritrare ;medesimamente nell'animo dell'oratore delPoetaſi ricercaunafalda& intie= raperfettionediquello,onde essihannodifcriuere alcu nacosa,openione:lafimiglianza della qualecongli orec chi giudichiamo, come con gliocchi quella poco da uanti dal pittoreformata .Questesono quelle ſemplici fpiritualiforme,che nonfolamente ildottissimo;ma etiandioeloquentissimo Platone ha per costume di ad= domandare idee,che altro non importanoche eßempi normediquellecoſe,che nascononaturalmente,oar= tificiosamentefifanno:lequalifempiternedel tutto dureuolifono,fi cometutte l'altrecose nafcenti man= cheuoli &mortali ,&à mutationedi continouofog-. giacentiſi poſſono addomandare.Diquestaformaadun quech'io dißi &fpecie delo ſcrittore uolgare inten= doquellepochecosedire,che inquesti mici breui ragio= namenti cheseguono,furonocon frettolofofubbio or= dite, damenonhaguariinquesta maniera,cheft ue de,almeglioch'ioſeppi,teßute.Maiouedo prestamen te alcunriprendermicheiohabbia cofipertempo que sta mia nouellaforma diraggionarediriuata dalmez= zodellaphilofophia, coſanel ueropoco allanoſtra età conueneuole,&difficileà quelliche nonhanno di coff fattadifciplinaalcuna contezza,ouero alcun ammae Stramentoappreso.Alliqualiio brieuemente rispondo, che PRIMO cheeiluero che sempremiſono sforzato d'andare la lingua conlaphilofophia tramettendo quanto piu mi fupossibile:ondenon poſſonegare,chetutto quel poco difpiritoè di lume,che inqueste cosedame raccontate fiuedra,nonſiaſtatoda mepiu tosto acquiſtato nelleg gerlegrauifententie degliantichi philoſophanti,che il Boccacciofolo,ò ilPetrarca. Lequaline deono dare parole,chepernoiuengon fatte intutteleopere dette,uerateftimonianza& quafi unaleale dirittura dellaverità.Etcofiil conirario operandolenostre fa= tiche nißun gusto ò buonsentimento diuera narratio= neportinoconjèco. Et qualeècolui chenonsappia,o nonhabbiadimenopiuuolteuditodirelebelle & gra= uifementieeßerefpirito neruodella eloquenza?da cui l'orationenaturalmente prendendo ilfuo nodrimen tofi dimostrapienadiprecetti , ricca abbondeuole dimo'tacognitione,&finalmente grauidadiquel di= lettamento&gioucuzlezza,cheſonotenutedirenderci tuttelebuone&uaghe ſcritture certo niuno. Perciò chelacopiadelleparolepiu ſcielte , & l'abbondanza dellifententioſi ammaestramentiè dacofi fatta cogni= tionediriuata . Ilchemi hafatto crederefenza dubbio non poter alcunoè perfettooratoreè gentil poeta di uentareperalcunmodononhauendodaleicolto alcun diquefiori,diche loſuo fertile & uerde campofem= presidimostra uermiglisfimo &fior to. Che perche hauendonoid'intorno alle cofe& àgli effettidi natu= ratuttodiàragionare,fpecialmenteconampio gra= ds не LIBRO 10 uestile,parmi di neceßitachehabbiamo dimestiereha uerlungotempoincotaleſtudio logorato buona parte dell'horemigliori. Laqualragione diede acredere al diuino ſaggio Platone,Pericleeſſere ſtato àglialtri parlatori greci fuperiore non per altro,eccetto che pereſſere stato eglidi Anaßagora discepolo.dalquale affermò eglihaueredimolte belle ſaggiecose intese, efferfatto neldirecopiofißimo, & quello che ima portapiu,ageuolissimo nelmouere&placaregli ani midegli ascoltanti:ilche di Demosthene altresi affer= mòpiu uolteCicerone,per eßere statoda Platone ama maestrato.Et noi inſiemementepotremmo quello ſteſſo diredi Cicerone del Boccaccio:l'uno hauendo non pure laphiloſophia apparata;ma moltißime coſe ſcrit tedilei comefluede,&l'altro per eßere statodiDana te del Petrarcaamicissimo,huominicomesifa inten= dentissimi ſaputi.Neluerocomehabbiamoà penfar noiſenza coſifattamaestrapoterealcuno dirittamente conoscere lefpeciedelle cosedalla natura produtte, quelle diffinire,distinguere,refoluere,argomentare,giu dicare le uere ragioni,comefieno dallefalse differenti, uedere le coſeconſequěti,diuidereledubioſe,&difcerne relerepugnanti?Machediremo dellanaturadellecose, lacognitione dicuiapportaquasi unainfinita copia di ragionare della uitahumana?degliuffici àlibero huo appartenenti?delleuirtu?de i costumi ?dellareligione? dell'altre cosi fatte cose,tutte dal fonte aniversa lissimo deriuanti, che éeſſa philoſophia? Lequal coſe pur PRIMO purſononeceßarieadeßerſapute,uolendo ampiamen te &accomihodatamentefauellare:quantunqueciò non eßere neceßario habbino alcuni creduto,liquali d'eße= re nelloſcriuere & ragionarprontißimiſi diedero ad intendere . Ondenasce,che eglinon èda marauigliarsi Jenoiueggiamopochissimiefferquelli anzichenò , li= qualihanno meriteuolmente ilnome d'ottimo oratore di leggiadro Poeta:comechedifficilecoſaſiaquinci l'arteconla natura accompagnarein maniera gentil= mente checome giustecorde in un ſemplice, ſолие tuonocorrispondino,quindi la cognitione dallo studio della natura andarritogliendo,ſi come &dalli oratori Poeti etiandiolebelle &pregiateformedi ragiona reſciegliendo.La onde nonſenzacagionedißero molti mentre dell'arte dellanatura cercauanola forza, mainonhauereleprimepartidel benfauellare donato L'arte,nel'estrema lanatura. Laqual cosafece credere M.TriphoneGabriele(huomo intiero&fcientiato, dallafuafanciulezzaauezzo nel leggeredi continouo gliotttmiſcrittori,&àcui doniamo nel giudicarela bonta &ildifetto delleſcrittureleprimeparti. ) Mar= c'Antonioeßerestato alſecolo de i Romanihuomo giu ditiofissimo & aueduto perhauereglidetto(comeſap= piamo)perla linguadi Marco Tullio hauer ueduto moltioratorifacondi,maniunodiueroeloquente. Per ciocheeglinell'animo hauea quellaſemplice & pura formadelloſcriuere &parlar abbondeuolmente,laqua leeglipiutostouedea congli occhi dell'animo,checon : quelli LIBRO 12 quelli delcorpo.Piacemi adunquechenoi del uolgare ſcrittore douendo ragionareproponiamo di uederefot= to breue dottoparlamentoſopradi ciòhauuto non haguaritraalcunirari&eccellenti ingegniin Pado= ua.liquali di queſta &d'altre buonelingue fanno grandissimaprofessione,tuttequellecose,che alloIcriue re compiutamentefinelleprofequantone uerfifanno dimestiere.Ilchenonſera altro cheun ricercarela fem plice&naturalideadiſcriuere in questanoua lingua, chesteabene. Dicodunque,chegiahaueanogliAcademici infiam mati,l'anno dellafalutifera incarnatione del figliuolo d'IddioM DXLII. elettoperloroprencipe go uernoM. Sperondellafamigliade Speroni,ilqualefi perlamoltacognitione che eglidelle cose di philofo= phia, dellalinguaToscanaritiene comeetiandioper la naturale&prontauirtu, cheegliha diconſigliare nellecosedubbiofe &difficili,&finalmenteperloamo recheàuero meriteuolepadredifihonorata & il= lustrefamigliafi conuenia,futanto èanchoraàcia= Schedunodinoigioueuole, caro,quantoalcuno altro dei precedenti capififuße.Auegnadio cheeglinel rez gimentodifidolce etgenerosa compagniafumoltofag= gio& aueduto :follecito &pronto nellefue priua= te&generalbiſogne, caldo feruente nelfare che neſſunodellipreſcritti diſenzaqualche bella leggia dra lettionetrappaßaße ,& finalmente diligentißimo amministratoredi tutte quelle cosecheperlo commun bene PRIMO bene 13 gioueuolezza nostra cifaceuanodi mestiere. Auennedico,chenel tempo,cheegli noftro capo principefucreato,chefu l'anno predetto al comincia= mentodi Nouembre,fi ritrouauano di leggiadri giudiciofihuominiin Padoua,tra qualiu'erano, se bene tomi ricordo,ilMagnifico M.Lorenzo di Prioli elet= toquell'annoallaperfetturadi quella città,lo eccellen= teM.MarianoSoccino, M.GiouanBattistadiMon teM.LazzarodaBaßanochiamatoſopra nomeilPa= AreilReuerendo Monsignor diMaiorica, M. Cola Bruno,ilMagnificoM.GiouanCornaro,M.Benedet= toVarchi,M.DanieldeiPrioli, M.MatteoMacigno, il Conte Fortunatoda Martinengo, & molt'altri in= fieme.Traqualidimolte bellißimecoſe phia di philoſo= delle lingueſi ragiono:& fpecialmente della grande&iacognitioneche alfelice dicitore ficon uiene:Nelqualragionamentofurono ( per quanto cid= ſcunopotea comprendere )conosciutidi molti dotti generofifpiriti,liqualiper non raccontar ad uno , ad uno,mi tacerò. Fornita lafolenne&felice incorona tione,&datofilicenzaà ciaſcheduno dipartirsi, que ſti molt'altri inſiemech'iodißi àragionarfi diede= rochid'unacosa chi d'un'altra,ſecondochepiu ha= ucanoindestro,tuttauiadelleuedute uditecose non fochebuccinando.Etfuronoquesti cotal ragionamenti fi uaghi ;chetuttoil rimanente deldi infino àfera ci učnetrapaßato.Douedibellißimecoſe &marauigliose furonodette ascoltate:dimaniera chene lunghezza ditem= LIBRO 14 di tempo,neingombramentodicure, neaffalimento di penfierepertorbido &maninconioſocheeglifia, han= nopotutoperfinà queſt'hora cancellare la dolce & fresca rimembranzanell'animomiodicofifattoplace= re.Perciòche molte coſefurondettedell'altezza pre giodella uolgareloquenza,molted'intornoalle gentili compofitionidel Petrarca delBoccaccio,&infinite altre appreſſo circagli ordini nostri, &delmodo che s'hauea àtenereperfar ſentiredi bellissimi componi= mentiſottoil reggimento di M.Sperone.Mail giorno SeguenteritrouadosiM.MattheoMacigniinſieme co'l ConteFortunato, M.Paolo Manutio , &M. Vi cenzoGirello incaſaM.Sperone,conmolt'altri genti= l'huomini, traquali ſpecialmente u'erail gentilissimo M.MichielBarocci, M.LucaGirolamoContarini, dovedimoltecoſeſipreſero addire,affinedi dar occa= fionediragionarepiuchetamente&conmaggior or= dine d'intorno à quelle cose,che per la breuitadel giorno precedente , & per il tumulto delle briga= te nons'erapotutofare. Ilpercheeßendo tolto M. SperondalConte Fortunato daM.Paolo in mez= zod'entrambi, fidiederoàcaminarelungounaaperta aſſaifpatiofafala . Doue eßendofi quattro òfeiuol= tecaminato,ilConteamicheuolmente riuoltoin contra M.Sperone, &con tranquilloſembiante guatandolo preſeàdire,Dehperchenon facciamo noi Signor M. Speronenella guisacheciinſegnanogli antichi Philo= Sophantischeperche,eßendocommune&generaloppe= nione PRIMO IS nioneloro,che,l'animenostre diventano perlo ſedere Sapute,inquantochelaquietedelcorpo rende l'animo piutranquillo&temperato àmeparrebbecoſagioue= uolemolto,quandoàuoi fußeingrado,chenoi lascian= dol'eſercitiodelcorpo,trouasfimolauia d'affaticar le lingue, eſſercitare leforzedeglianiminostri: Ilche lafciamoſtareche egli ci fied'utile grandißimo cagio= ne,chepurepersesteßoſuole eßer caro, & amabile, questo anchora dipiubeneci rechera,che noi procaccia remoloſodisfacimento diquest'altrigentil'huomini,li= quali(perquantoiom'auiſo)perudire piutosto alcun uago&dilicato ragionamento,cheperaltrofare,ſono inquestoluogouenuti.Facciaſi allabuon hotta riffoſe M.Sperone,come uoidite S.Conte , ch'ioperme farò prontißimoinubbidirui,maggiormenteincofa,laqua= Lenonci può eßereſenonutile&gioueuolisfima.Ilche eſſendo da ciascuno degli altri affermato &hauen= doefamigliarirecatodaſedere,immantinentefi raſſet= tarono-Douepocofpatio taciutoſi alquanto,il Conte a cui li dotti rugionamenti,&leuaghe questioni fu= ronoſempre àcuore,preſo per la mano dimeſttca= menteM.Paolofiglidiſſe:Etcome ui ſono piaciutele nostrefeſted'hieriM.Paolo?ditecidigratia chenti qualiparuteuifono.AcuiM.Paoloconlietafronte ri fpondendo diße.Taimiſonoparute S.Conte,quali Fion altramenteparere midoueano,eſſendocofi belle& cofihorreuoli,qualiioneleuidi, nelueronon ſenza ragioneciòfufatto, auegnadioche douendosihonorare : LIBRO 16 reM.Speron,ilquale cotanto la nostra Academia ha conlefuebelle pregiateuirtuhonoratissima rendu= ta,fu bendegnochedaciascunodiuoicofi prontamente amoreuolmente(comefacefte)fuße eglihonorato al= trefi.Ma dellafua leggiadra, doke,& inogni par tedifefeliceeloquenza,certoche poteno io altro fare cheinfinitamentemarauigliarmi ? oueromilleuoltetra mesteſſo andar benedicendo la natura,laquale formò quellafacratissima&felice lingua diſi leggiadre gratiofetempre?nequeſtofeciio percheeglimifuße co Janouaadudire,mapiutosto ladolcezza&foauitàde lasuauaga dilettcuole orationefu dellamia maraui gliacagione.Ond'iodubito,chechi m'haueſſe potuto in quel põto uedere,haurebbedi metemuto,checome quel li cheil capodiMedusa rimirandodurissimepietre di uentarono,nonhaueßiàdouerperſempreun infenfibile faßorimanere.Etquantunquelapreſenzaſuami douef= Sehorafaremeno arditodi trappaſſareperlocapodel= lefuelode io puredaldefideriodelloamore, ch'iogli porto, dalriſpetto ch'iohoſemprehauuto alla ueri tà,stimolato,non poſſofaredi nondire,mail'apinonha uere il loro melepiu dolcemente nella bocca d'altrui piviaraccolto &ftillatoche nellasua.Ma uenendoall'ordi= Inanu ne&gouerno dellanoſtra commune Academia, dico somechequandouogliamo haueralcunriguardoallaqualità finsdegiudiceche cisono &alla bontàloro inſieme co'l que frutto & gioueuolezza,chene éper douer nafcere di adedi in diperlocontinouo;nel uerochenoinon potiamo in ofmot ngheig parlaalman deni m Senon So hatte una insegre PRIMO 17 ſenonprometterletuttaquellagloria &que pregi,di che sonoandatenonpurlemoderne;maetiandio lean tiche lungamentefajciate ornate.postoche ſiauero quello che generalmente uien detto,chelo fuccedimento delle cosedallagrandezzadeprincipiloro ficonoſca. Dehuoglia Iddio,aquesteparoleintraponendosiilBa rocci,diffe,che come ella è stataper lo adietro,poſſa eſſe reper innanzi,auegnadiocheſelealtre cose, comun= que elleſiſieno,ſemprehanno hauutililoroprincipi de 1 boli&infermi, daquellihannoapoco apoco ac= cresciuta la loro auttorita,&questacoſi alto& caft generosoprincipiohariportato,comeſiuedeperl'aut torita,&d'Orsini, diCorneli,&diGonzaghi, diSperoni,non habbiatutto quel sforzo dimostrato cheualſe, puote nelſuoprincipio.Ilchecomechemol teragionimipersuada aciòdouercredere,&temere, purunafola&sempliceſpecialmentemi fiparadauan ti,lequale èche eſſendo interra di studio,douetuttodi fi leggonolebelle&grauifententiedegliantichiphi loſophanti, oltre aciòlatheologia,leleggi,la medi cina, leletteregreche,&latine,&con riputatione piuchegrade,&auttorita nõ mezzana,pareche affai dellajuaforzaučgaſcemado: inthe no farebbedoueel lafuſſe in altracitta,lofplendore di o nonuerrebbep dendolumemaggiore.Questa èunadelle ragionirifpo JeM.Sperone,laqualeha dettoil Barocci,cheio altre uoltemi ricordahauerusatalaentro mentre piu fiate ſiragionò degliordini &maniere,chefideonotenere nel 6 18 LIBRO nelleggere.Perciò cheio era,&coficifaroſempre,di questa opinione che niuna lettioneſi legeſſe,che uolgar nonfuffe:ilche a credere,Graffermare miperfuafe,che facendoflaltramente noierauamodifouerchioinganna ti,ſe penjauamo con quellaſteſſa auttorita &maggio= ranza leggerele lettioniGreche, & Latine, come fi fanellostudio generaledaldottissimo M.Lazaro no= stro, per questo mi diedi a rimprouerarglile quella uarieta,&dijordine,& quaficome una confusadifcor diadi lettioniche la entrofi fanno,perche ſempre fui diquestaopinionecheſi haueſſeroacontinouarele to= ſcane,noſtre &di noi proprie,piuche l'altre,laqualco facoſitosto cheioharrò l'incarico diqueſtopeſoſoſte nuto,cheio intendofarecheplo piu òsemprefiofferui. Auegnadioche eſſendo a noitrapeiata , & peruenuta L'occaſione di adunare questa nobile & generoja compagnia d'huomini non peraltrofine, cheperac= crefcere alcunlume &uaghezza & dignita a quez Stalingua,chenoi Toscana addomandiamo, nonper farneunapopolarescafrataglia òſinagogazuorrei che nonfusſimo d'altra opinione chedi far leggere altro che il Petrarca, il Boccaccio,&douendosi altrame= te operare;uorreichequestasomache tohotoltoafoste nereniunapersonalami haueſſedata:cheiopur trop= po ne le restereiobligato.Rijea queste parole il Maci gni,&diffe,nequestouigiouera p alcun modo M.Spe ron afarecheuoi nonſiatenostro prencipe,pofcia che con tuttaquellaprontezza &forza,che lanatura ui diede PRIMO diede, وا l'arte u'inſegnò,&conlaqual uoicofifacil= mentedegli animi nostriu'infignorite , non poteste tanto operarconnoi&perjuadercichetuttinoia pie nauocenon ui chiamassimoper noftro principe piu uolte, nel uero mai non mi riccorda d'haueruiudi= to ragionare ò nella Republi. uostra ò nell'isteßaAca demia,che uoi nonhabbiatepotutoprometteruituttele nostreuoglie, impetrarequanto a uolera ingrado eccettocheallhora,doue neßuna poteste perfuadere ad efferuicontra,per maligno, òperamicoò per nimico cheegliuipoteſſe eſſere tanto èl'amorecheciascunoui porta,dimaniera cheſipotea direuoi hauer allhora perfuajoſenzaperfuafione.Detto chehebbe ilMacigni M.Speroneprestamente riſpoſe,questocheuoi ditefu amoreuolezza &bontadell'animo uostro,&nonpo= caforzadiperfuafioneM.Matheo,ilqualefête auezzo conlauostranatural cortesia farparer gli huomini . piuche mezzanamenterustichi &fozzi,doue forſe glialtriſeguendoilgiudicio uoftro, nell'iſteſſo difetto caderonoaltresi.Allhota M.Paoloilquale buonapez= + Zas'era taciuto,riuolto al Conte figli diffe,maleuafi gnoriſe 'Academiauostra,dellaquale primieramente cominciai afauellare,ficonuerte in motteggiare, mari tornandoaquellocheioincominciai addıre,uagliaà raccontarefignor Conte,ſeio di tropponon uigrauo, alcuna cofa cercagli ordini leggidiquesta noftra picciola Republica:fpecialmente ilmodochefitiene di leggerelaentro, qualisonoqueste lettioni,cheſene b 2 traggono : LIBRO 20 traggono tuttodi,cheiopermeneſonſempre statode= fideroso d'hauernecerta contezza. Di nientesipoz tete grauareriſpoſe il Conte,ma il modochesi tiene M.Paolo èquesto.Primieramente uiene creato il prin cipe,come uoi uedestehieri,l'ufficio delquale non èal= tro che ilfare che leleggi nostre ſieno oßeruate con quella riuerenza & tema,che lefi conuiene, oltre a ciò eglihadaprouedere,cheſieno lettedi belle & ua= ghelettioni toscane E ilueroche come M.Sperone ci ricordoſono stati di quelli,chehanno tralasciando que ſtalingua,lettoquando Homero, Theocrito,quado Vergilio &Horatio,&quandol'unpoeta&quando l'altro.Et mi ricordad'hauer uditodiquelli,checihan nofattofentiremoltefiatehora una lettione ditheolo= gia,horadi philosophia,er quado diquest'arte libera le&quandodiquella.Ilchefefufſſelorobene auenuto òno,nonintendoperhorafarnealcun giudicio.Doma dateneuoiM.Speronequello cheeglidi cotalfatto ne ſente.Iofuiſemprediqueſtaopinione,riſpoſe M.Spe= roneimmantiněte,chele coseditheologiafi lasciaßero alleſcuoledifratifignor Conte, me quelleche con la lingua tojčananonhanno alcuna conformezza òfimi= glianza, cofi lo studiodelle leggi,ilqualereputodal noſtro communfinelontanissimo.Madellaphilofophia ui dicochenonpureio istimo checon lo intendimento dellalinguafi confaccia,ma tanto efimile &conforme, tantogioueuole, neceffariacheio credo non potere alcuno ottimo oratore ò poetapoterdiuentareperalcu nama= PRIMO. 21 namanieraſeeglialcunprecetto dileinon ritiene:tan to èdame lontanoche iohabbiadapenſarealtramen= te: uolete che ioue neadduca unaragione,laquale ſemprehotenutoperuerissima?Eglinon èdubbio al cuno,cheappreſſo egreci&latinisemprefulaloquen zaconlaphiloſophiadi maniera congionta,che auole rel'una dall'altrajeparare,diceuano tanto eßere per uenturasquanto uolerdiuidereloſpiritodal corpo, ilfoledalmondo,ò s'altra cosasi ritroua, laquale da un'altrafeperata poßafarepiudi ſouerchio dijordine fconueneuole.Percio che laphilofophiache potiamo nel uero credere eßer altro,che neruo fpirito,nodrimě to,fermezza,&fostenimento della eloquenza?checosa giouar cipotrebbeunparlare artificiojo &fplendido Jenza lumed'alcuno buon precetto?Cheprò cipuoren dere unafelice &prontaoratione,nulla insegnandoci, niuna opera di uirtuproponendoci?Inchehauremo noigiusta ragione d'ammirareladolcezza d'unafa= gratissimalingua,pienad'ambrofia celeste, ricca di be ne accomadateparole,ſejottola bucciadellefempliciuo ci,noncomprenderaalcungusto dicognitione?Che hi= Storie,che eßempi,che argomentiche narrationi,cheri trouamentipotrannoeffer quelli cheaguiſa di tumide uesfiche nientehauranfecodiferma&jodacognitione naſtofo?certo niunocredo eſſer di noi,ilquale nonſap= pla&tengaperfermo,altronon eßereilparlare,che istrumento dell'anima nostra,ilqualeeßa usa. adope rafecondocheegliualeariportarne quast come per 3 Juo a b LIBRO 22 fuo natural interprete aldi fuori testimonianza di quelle coseche in eßafi contengono.Ilche ſempremidie deafarcredereilparlarepersefolo niente altro poter effere,che argomento di nostra imperfectione, auegna= diochel'anima eſſendo(cometocredo)coà diuina , fempiterna,conuieneinchinarſi,&piegarsia richiede= requafimendicheuolmentel'aiutodella fauella,laquale operatione del tutto corporale mancheuole perla corrottionedello istrumento.La ondeche noiueggiama Iddiofantissimo, &glialtri intelletti purissimidelcie 10,l'unl'altro guatandosiintenderſi,ſenza fauela uso dicorporal istrumento.Perlaqualcoſaje coſi potef fonoglihuomini rasſimigliarsiconDio,in questa,co= meinmoltealtre perfettioni poſſonosnel uerochegli huominimainõfi affaticarebbonodi parlare,anzi l'un L'altroguardandoſi,ſcoprirebbonoleloro impressioni, cheche,ellefifuffero, dell'animo,ſempre mutoli,ctſem= pretaciti stado . Mapcheciò nonpotiamofarep alcun modosperquestolanaturapiatosissimadifpenfatricede ſuoidoni ſopra noi,ci diedelalingua,et lafauella,laqua lepartedinostra uolonta,&partenaturalcosafuffe,p 1ocuimezzonoiagiatamente,&facilmentepotessimo madarfuori leuociintestimonianza denostrihumani penfieri.Crebbedipoiildefideriodegli huomini& il lorostudiodi diin di,diritrouarquellepiubelleetpiu uaghecheloropossibilefuffe:acui ftdiede con lanostra industriaforma, regola, maniera diſaperleusare inguiſa,che dilettaſſono,& giouaſſono, ne chea caſo fuffero PRIMÖ . fuſſerodetteciparefſſe. Diqui tanticomponimentinac 23 querodiregole,diprecetti, &normedelfauellare,in= fieme conl'usodellarhetorica, ) tantemanieredima= nifestareliconcettinostri:qualifono le orationi,lelette re,l'historie,lefauole,e motti,le comedie,le tragedie, Pegloghe,l'hinni,&altreſifattecose,& questo non peraltro fine,eccettochelefuturegentiinloro quafi in Lucentisfimi fpecchi rimirando,poteffero apprenderedi moltiprecettiper la lor uitaopportuni.Vedetehoggt= maiadunque,comeilparlareperfefolo nientegioua, niuna,perfettione ci arreca, niſſunbene.Vedetecome eglicifu datop riportarne alle orecchie d'altrui, quel= lo cheagliocchi nostri ecotanto oscuro &difficilea fa perſi,il cuoredico,etil pensiero.Se cotanto di impfettio neadunqueciapportalanecessitadiparlare,che è quel lo chenon ueggiafimilmente , tanto la lingua ualere, quantoibelli puriconcettide l'animo lafanno eſſer tale? certoniuno.Oltre chetanto potiam dire il parla= re prender diperfettione dal penſiero,quanto ilpenſic ro diventaperlo meſcolamento delleuoci imperfetto. Anzıuidicomoltopiu chele parolede gli huomini 1 dette a caſo &fenzaalcunjèntimento,ſonopiggiori af faichequelledegli afini, decani,òdebuoi.Auegna qui dubi diochequellede glianimalibruttiſifanno,anchora che t ſenzaarticolatione alcuna ſiſiano,affine di manifesta Fiove realcuna loro allegrezza òdoloreòd'altra passionedone he ſenſibileche essifentano,che quelle che materiali sonotristes femplici deglihuominialtrafignificationefecononpockicab b 4 portac 24 LIBRO portano,cheargomento della stoltezza, &melenſagi= nediquetali,che ne leformano. Eccodunque come la lingua&ilparlaredatocidalla naturatantohadiper fettione,tanta elodeuole. &uago,quanto egli riporta alcunjenjato concettodell'animo noſtro con eſſolui.La ondeJenediriua,chequantopiufarannoeconcetti noz stri alti &generofi;altrotantone diuerra il parlare alto, generojo.Etperchela philofophiaquaſiuniuer Salisfimo abbondeuolisfimofonte,moltiriui&infi= niti canali,è ne glianimi nostri degli alti&genero ficoncettidifpenfatrice,non mi potete negare,che ella nonrendailparlarnostropiumagnifico, plumatu ro,&piuperfetto,che ciascun'altra difciplinachefiri troui .Ilche affermandofa dimestiereaddire,fola laphi lojophia effer neceßariaperlo acquiſto della perfetta intieraforma diragionare.Ilchenonpuredellamo= raleintendo,ilche èdase steßo manifestissimo, cer= to, madellafpeculatiua ò contemplatiua ,che noi uo= gliamdire,altresi.Et questo dicopiualsecolo nostro, cheaquellodeRomani conuenirfi&starbene:auegna diochenoi nonhabbiamo hora quelleſcientiate rep.do uetuttodipossiamo eſercitare laforza dellalingua dell'ingegnonostronello accufare & difendere.Ilchese purfifaalcunauolta,comenelueroueggiamo nellaRe publica Venetiana, &nella nostra;non si faperò in quellamaniera chegli antichiuſauano difare.La onde nefeguechelamaggiorpartediquellichenella uolga re eloquenzasi affaticano,ciofannononperfarcela udir PRIMO. 25 udirne gruisfimi Senati,onelleRepubliche, mapiuto stoperlasciareneglianni chelor uengonodi dietro, unalongamemoriadella uitaloro.Etquestoſono tenu ticonpiujèntentiofe&belleparoleaffare,quantopiu hannoda stareapiufeuerogiudiciolilorocomponimé ti,chenonfannoquelliche ne Senatififèntono.Concio= fiacheogniparlare,comunqueuago &dolce che egli fia,puo bastevolmentedilettare all'orecchie dellepapo= lareſche persone,&ancho a quelleche nobilifono & intendenti,manongia ilputra farea quelliche hanno tempo&ifpatiodigiudicarlo nellescritture.Perciò chepiufeuero giudice aſſai è l'occhio , &il pensiero, chel'orecchiajola.inquantochepocadolcezzapunba Stareper recar nodrimentoall'orecchia,ladoueche l'a nimo infinitanericerca.Haueteuoimai ueduto alcun buffone,opublicodicitore che predicando perlepiaz= zequa&laſi tiranon diròjolo dietrogli huomini groffoni &materiali mamolteuoltedepiu grandiet piuſtimati,nonmenodiquello chefaceua Orpheolebe Stiefeluatiche &glialberi,ne questocon altromezzo con checon laforzad'unadolce&pronta fauella lauaghezzadefuoigesti,nulladimenose quellecole,che glidice,fuffero perfe in iſcrittura confiderate, rende= rebbono all'animo dichi lor leggeſſe, fastidio noia rincreſcieuolissima ? Vedeteadunquequantofi ricerca 'farelefcritturein bonta piu perfette,diquello che prouedutamentefiparla,quanto l'animo èpiude l'o= recchiagenerofo.Ilchemihafattopenfare Cicerone,et bos innanzi 1 ja LIBRO 16 innanziàluiDemosthene,contutto che eccellentisfimi dwiniparlatoriſienostati,nohauer maidettofibet le, sigraui &fifentëtiofeparolene lor Senatipar lado,quatoſonoquelleche allefcritturefiueggono,qua fi allaloro eternitaricomandate, &conſegnate.Etpdi redime,ilquale anchorach'ioſappiaquanto debole freddoparlatoremiſia, oltre a ciònientecõuenirmi fi il nomed'oratore: purep ilcommune&generalbe nedella miapatriamifuforza piud'unauolta publica menteragionare.Quanteuoltecredetech'iohabbiadet todellecoseperquesto steſſoriſpetto,ch'ionon direinel lemiefcritturescertoinfinite.Etquelloche iofento di me,credo chefimigliantementeſi poſſa diredi Demo= sthene,d'Eschine,di Thucidide, di Cicerone,di Ceft re,di Salustio,di Liuio,di LucioCrafſſo,&di Mar= c'Antonio,aquelfelice &beatofecolodeRomani.Ha ueaM.Speroneàquestosifattoragionamento postofi ne;quandoilGirello,che attentissimamentehauea ogni parolaraccolta,ruppelofuo tacere inquesto modo, | diffe.Ionondubitopunto,cheſequestouostroragiona= mento , andaſſe adiſquitino M. Sperone,fi come andò quell'alpoco dauantidalMacigni ricordatos che egli non perdeſſe per uoi ſpecialmente quella parteladoueuoidiceste, cheleparole dauoidettenel uostro conſeglio ,fono da uoi detteinmanierache di porle in iſcrittura non ui bastaſſe l'animo; per cioche lasciamo stare che al nostro giudiciononfo= disfaccino ,come che uoimigliorifacciatelorofen= tire d PRIMO 27 tirenelle nostre penſatissime ſcritture,ſpecialmente ne dialogiuostri;à me nondimenosempre misono parutetali,che nondeueanofolamente temere d'anda re algiudiciode l'animo,ma neancodiqualfiuoglia piufeueroCatone,òcrudo Nerone.Percioche io miri= cordocheparlandodellareligione, miempiste l'animo d'unospauéto, temadell'irad'Iddio, piuchemezza na.et lodando l'humilta mifaceste,defiderarepiu uolte dimettermi intornounohabitofratefco, ilche tutto'l modo, eccettocheuol,nonmihaurebbe pjuaso.Etaltre uolte mirimembra,uoicon ilneruo forzadellalin= guauostra,hauermifattoturbare&tranquillare,muo uere&quetarel'animo mio non altramente,comefeil frenodegli animinostridepēdeſſedallalinguauostra. Malasciandoanchoraquesto indifparte,nelueroiomi fentohoggiperquestanostra nuouaperfuafione,posto amalpartito.perciochedicendouoila eloquenza do= uereffer conlaphilofophiatrameſſa &accompagnata mipare diuedere mehauertuttelemiefatiche ز studi indarnofpesi,Dauendo ioſempredefideratodimetterla nelleleggiciuili, nonconlaphilofophia mescolarla. ilchequantomirincreſcad'hauer fate Dio'l sà. Rife M.Sperone, poidiffe,DuecofeproponeteM.Vicen zo:l'unadellequalinonmerita altrarisposta cheui fi dica,eccetto cheuiingannatedifouerchiozet chel'amor uihatoltogranpartediqueldrittogiudicio,chenell'al treeojeaffaigrande dimostrate.Ma cheuoi,quantoal L'altra ragioneuostra,nonfiatetenutoa temereche te vostre LIBRO 28 uostrefatichenonfienoperdute,anzi debbiate fperare d'hauerelettounaottimaparte;io uidimostro:Auenga chelostudiodelle legginon èaltrochepartedellaphilo Sophiadanoimoraleaddomandata, perciò accompa gnandouoilelinguecon le leggi,niente altro faceste chequelloch'iodisfi.Ma iononhoappreſſo dime per dubbio,cheſelapartecontemplatiuanele accompagna ste,chela eloquenzauostra non miglioraffe,in grauita forzamoltopiu.Coſianchoraquando iodico.chela eloquenzanonſideefepararedalla naturadellecose,in= tendocofi,chealcunononpuo eſſereneoratorenepoeta di intieraperfettioneſanzaphilofophia,&incotalgui ſaſonounitisfime&accompagnate:manon mifentire tegiadirecheperfettissimophilofophononpoſſa eſſe= reſenzaeloquenza:anziuidico,cheſe l'uno &l'altro diquesti dui fi ritrouano,che egliècoſa tantopiu diui na,&marauigliosa,quantocheeglidiradofuole aue= nire.comecheperlopiudelleuolteuedrete migliorphi lofophifanza eloquenza,che con eloquenza.Et perche uoiiluiintendiate;uoglioraccontarui alcune mie breui pocheragioni,cheiotengoper costumedi formare d'intorno acofifatta conchiuſione, & primieramente unauenehà,cheforse èlapiuuera &piufodadi tut= te l'altre,laqualeſempre mi persuase ilphilofopho effe reamatoredellaſapienza,ſicomepareche anticamen= tefuſſeda Pitagoraperproprio nome addomandato: madigratia confideratequellocheimportaquesto no= me,amatorediſapienza:certoeglialtro non puofigni ficare PRIMO 29 ficareche amatordella uerita,maditemi,laueritadoue consiste,nelfauellareforſe,ò nelle uoci? certoseciò di= rete;niuna cosapotra eſſere piu iſconciamentedetta per uoi:in quantocheleparole nonfannoefferelecofe ue= re &falfeperalcunmodo,perciocheſe ciòaueniffe.na ſcerebbechetutta uolta che noi alcuna coſa raffermassi mosiluero òfalſodicesfimo,&quello steßo negando. ondedicendo che Iddio èmortale;neſeguirebbe cafief= fereineffetto,ficomedicendo la ingratitudinenon effe re uitio;farebbeiluero , &pelcontrario dicendo Id= dio noneßeremortale,&laingratitudine eßereuitio, ilfalſopronunciarei,ilche éfalfissimo. Dunquese pur cofi è comeuedetesgia aſſaimanifesta coſa è chela fa= pienzaricerca lacognitionedellecose,&nonl'usodel leparole:&fi comedianzifudetto,tanto eſſereleuoci per lacognitioneneceſſarie,quanto la nostra humanita nonconſenteapoter manifestarci l'un a l'altro,li pen= fiernostriſanzaquestoistrumentaccio corporale della uoce,ilqualeilpiudelle uolteſcordato &distemperato malecorrifpondealsuonodella uerita,anziinfiniteuol teconfalfisfime&ingiustissime corde ci rendenell'a= : nimo unquaſidiſordinato, &fallaceconcento , Onde quante uolte babbiamonoileparoledalcuoredifferen ti ?quanteilpenfiero &leuociſono contrari ?quan= teuoltetacela linguae'lcuorfi lagna?quanteſotto lu fingbeuoli accarezzamentid'alcunoſcelerato, mali gnohuomosinascõde l' acerbouelenodelmortalodios quante pel contrarioſottoturbatafronte gongolerà l'animo LIBRO 30 Panimo delfalſofimulatore ? certoſeinfiniti testimo= ni ci măcaſſeroa nostri dizmi darebbel'animodicõdur uiaglieffempidell'historie degliantichi.Ma quat èdiuoi chenonsappiaCefare,poiche iltraditor d'E= gittoglifece dono dell'honorata testa , pianse per gli occhi,celando nondimeno lamanifestaſua allegrezza. cofi Annibale,quando a l'Imperio afflitto,uidde farfi lafortuna nemica , contraria , risefra lemolte la= grimedefuoifoldati,nonperaltro che per nasconder il cordoglio, & il doloreche, eglifentiua nell'animo. Questochepuoaltroſignificare,eccetto l'animo non hauereneceffario abbracciamento con la uoce ? & per questocagionarſi l'amatordellauerita poco riguarda reallabuccia delleparole,ladoue che alla midolla de buoni &uericõcetti ètenutodiſempremai teneroccu patoilpiſiero.La onde,fi come uidisſt,ſefuffepossibile alphilofopho ſenzaaprirbocca eſſereinteso ; sempre egli mutolo starebbe,sdegnadofid'ufarpiuleuoci gre chechelatine,òtoscane.Ma cheleparoleportino mol= teuoltepiu,d'offesa allaueritache digiouaméto;ditemi quantefauolehannogli antichipoeti cantate ? quante fintioniritrouiamo nefogli intieri libri difcritte ? quantemenzognetengonol'animedele genti uolgari miferamenteingombrate? quantebugieſi innestano tut todiparteperſemplicita,&parteper malitiadi noi nella nostratroppocredula estimatiua ? &comeabba gliatidallalucedelſole cifa eßeremenodifpostia di= fcernereleuere opinioni.Certoche piupossibilefareb beil 31 beilpoter annouerarquantefrondifpoglial'autunno, PRIMO. &quantearenepoßedono,e marini lidi,òquante stelle paſcono ilucidijereni delcielo,chele falſe opinioni , &menzognecheognidigermoglianonelle nostrefem plicimenti,&questo nonper altra eccetto cheper le uoci,nonmenodellafalfita,chedel uero malignissime, peruerſe relatrici. Etfeuolete fottilmente uedere quantobabbinodiforzale menzogne;guardatealledi verse&cosidfferentiforti di leggi&religioni delle quali(eccettuando la nostra uerisſima ſantissima) tutte l'altreuedretehauerhauutoforzadi congregaz reinfinitibuomini a guiſadipecore ò montonifotto il gouernod'un pastore nelleloro adorationi,&far fa= crifici nonpur delle bestie quando al ſole,quando alla luna,&quandoal'unpianeta, quandoa l'altro;ma leuiteproprie offerire miſeramenteinſacrificio loro, arderele steffecarni,macerarle,sbranate, bruscia= tele loroceneri in riverentia de loroDij ,gittarle al uento.Maquestesifatteingiuriedella ueritaſarebbono State anchora comporteuoli,je lefalſe menzogne, non haueffero hauuto ardire di mescolarſipiu oltreche ne glihuomini materiali&grossi,aquali fucoſa facile ageuole ilpoterdar adintendere lebugiede primi inuentori delle loro religioni, auegnachefi come bene dißeunphilofopho Arabo,lafede&semplicitadeluol gohadatoalleleggi&religionifondemento,perleg giintendendononle uostre ImperialiM.Vicenzo;ma leperfuafionireligiose,&constitutionidiquelle per lo cui LIBRO 32 cui traſgreſſo ueniano ingiustamenteglimaluagi Scheranihuominidialcunlorofceleratisſimo misfatto puniti comeſonotra noi glihereticigiustamentecasti= gati.Maquellochedipeggiosenetraße,fu,che lebu= gie,per le uoci portate &fignificatehebberoforza di contaminare l'Egitto,laGrecia, l'Italiagranpar= te, &mettereinpianto tuttelenationidelmondo, fpecialmenteglihuomini di piuingegno&Japienza. Ilche comeaueniſſeui dimostro.Furono dagli Arabi incominciando infinitiphiloſophi, liquali ingannatidal lefalſe dottrine loro insegnate,&udite,hannodettoil cielomuouerfi contingentemente,l'anima nostra eſſere unafola &fempliceintuttal'humanafpeciequinci quindi ingombrantelaperogniverſo:&altri ciascun hauereunapropria animaprodutta,nondimenoperge neratione nellaguiſa chefifanno e torchil'un l'altro: altri concedettero iluacuonellanatura comeneceßario etdeltuttogioueuole istrumēto diquella. TraGrecial cunidifferoilmondoeſſere generato a caſoper lami= Schiadecorpiindiufibili,altri eſſerepiu mondi raffer= mauano, infinitialtresi altri,unjolohannodettori trouarfi, mafarsi&rifarsida Iddiopiuuolte,nel laguisachefannolifanciullii tumori diterra,giocan do: l'animanostradidiuerfeforme,&fpecieagui= SadiProteohannofabricata,perciochehorahannodet toeſſeremortale,horafempiterna,hora corpo,horafri rito,horaſangue,horatemperameto,hora stellare effen za,hora parte d'Iddio,hora una,horapartitamentedi umja. 33 uiſa.Deprincipi diNatura alcunidiedero iluacuo,al PRIMO. * cuni departi fimiglianti & difimiglianti,alcuni il Chaosalcuniglielementicon ladifcordia & l'amore, alcuni il caldo, ilfreddo ,ilſecco, &l'humido alcuni ilnero &ilbianco ,&quandol'unacosa, quando l'altra ,nonmenoàdannodeglihuominifacilia cre= dere,cheabiafmodellelorfalſe menzogne hebberodi raffermare ardimento.Che uidiròde glierrori de gli aftrologi,decosmografi,degliaritmetici, de mu ficidegeometri,de stereometri , de rhetorici,degra matici ?quantemenzogne, chimeredecabalisti,in= terpreti deſogni ,magi, indouini ,&altrefifattedi ſcipline?dellequalichi lebugiepoteſſeſottrarne; cer= tamentepiu rari, mengrandi componimentiſene leggerebbono&forſechedimoltedi eſſe,niunauerita ſenelaſcierebbeſcritta . Et perciòche nelle ſcritture nonfifa(ilche pur dourebbe eſſere quellochefogliono farelilauoratoridelleterre , liqualidiunagranmaf= ſadifrumento,diloglu,&diterramescolati infie= me,fattalaſcielta,unpicciolo tumore digrano pur= gatonecauano;perquesto leueritaconlefalſe opinio nimescolate,&confusamente tramesſſe,&lepiu uolte permaluagitaòperinconfiderationedeſcrittori gene ranotantifogli,tantilibri&tantecarte,chenoi tut todiueggiamo.Laqualcoſa, oltreche erroriſopraer= roriinfinitamenteciaccrefcie nell'animo; questodipiu anchorafacheglihuomini òfaftiditi dalla grandezza moltitudinede uolumi ſiſgomentanodi poter al C I cuna RAGIO.. 34 LIBRO cuna cosaapparare , &gliſtudi stessi perdono in granparte diquella grauita&natural riputatione chehebberoperlo innanzi. EtuoleſſeIddio chefi fa= ceffehoraalmenoquellocheildiuino&faggio Plato= ò ne cilascionelleſue non diro leggi; mainfallibilioraco liricordato,che nunaſpeciedi componimento poteße priuatamente ò publicamentealle manideglihuomi nimandarſi,ſenonfuſſeroprimaſopradeßieletti giu dici,liquali esaminatili, tracorſili condouuta dili= genza,testimoniaſſonodellalorobonta,eſſendobuoni,ò lidannaſſono,eſſendocattiui &indegni di luce,Laqual leggeſe Iddiouoleſſe cheſi offeruaſſe; non dubiti pon= to,chelacopia moltitudinedi tante ſcritture non fuseminore&piuperfettaQuello ſteſſoch'iodißi ef feretraGreciauenuto,tatopiue traLatiniinteruenu to : lequaliperunaloronaturale& ardita pontenza d'animo,nonsolamente hebberoperbasteuole iluedere lecosedaGreci&barbarilaſciate;ma uolfero etian= dioquelle steffehora accreſciere , hora ſcemare ,hora dannare,horariformare,&quandol'una coſa trarne quando l'altra.Ilche quanto habbiagliſtudinonme noſciemati diuerita, che cresciuti , infalſe opinioni; ciascunodiusiilpuò agiatamente comprendere fanza ch'io ildica.Maperdiredellaforza,chehannolemen= zogneſopra delfarcicrederequelcotantochefi uede marauigliosa coſadeltuttomiparecheſla quella,onde tante perſone &dellepiuſenſate & giudiciofes'in gannanodifouerchiozilcredere intendoche per forza diin lu PRIMо. 35 di incantamento poſſa naturalmente ſanza inganno muouerfiuna imaginedicera ò d'altra materia fimi glianteformataperſeiſteßa,quandoinſuſoquandoin giuso, quandoingiro. Altridarannoquella cre= denzaalcantardellacornice,alfuoco,all'acqua,apon= tiinterrauergatiacaso,alfume,allefaue,alcaderdelle Saette,alleampolle,eraltrefpeciedibugie ;che allepiu uere&fenfatecoſeſiſuolprestare,uerenonaltramen= techelebattagliedetopi &lefirened'vliffe,ò le cor tinedi Phebo : tantaforzahaurannolefallaci perfud= fionid'unamaluagiauecchia,ò d'unoſcelerato barro. Conqueſteperfuafionimetteteinfiemequelladeglihuo mini ò donnecheadarte,o purperacutezza d'humo= remaninconico,piucheueramentefifannofpiritate: la qualee nondimeno dall'altre ch'iodißi differente in questo,chequelleritornanoſempreinutilediquelliche nelefanno,chequestamolteuoltein iſconciodannone rieſce,inquantoche alcunoperfuadendo àse stessod'esse refpiritato,nonpur a glialtri,uieneadefſſere martiri zato&flagelatoin diuerſemaniere,quandodafrati preti ,& quando d'altrui . Ilche molte uolte uienfatto daquelribaldofrate,ilqualeconquestomez zofperadi mostrarelafuafinta&hippocritaſantita forseper dimostrard'hauere quellauirtu,con laquale il nostrofignore uerace , ueracementediliberaua liue ri demoniati . Etpoſciacheli ragionamenti mieifin quam'hannocondotto ;piacemiracontaruiunanouella ch'io uidi, infimigliantecaso. Era unfrate,ribaldo, C 2 di LIBRO 36 dipeßima uita,ilqualescongiurandouno diquesti cofifatti huomini in unaſua celletta,doueio & alcuni altri amicipiuper ridere,cheperaltrofare,erauamo preſenti,ci promtteua difarci uedere questosifatto miracolo , che uſcendo lospiritoromperebbe nell'uscir unuetro d'unafinestrina ,laqualeporgeua lume alla celleta, riguardauaſoprad'unhorto : il chefenten= do,la douegli altri attentißimamente riguardauano ilmaninconico , toſempre tenni gli occhi al finistrino riuolti , piu per uedereſe l'occhio di uetro uenia rotto daalcuna personache nell'hortofuffe;chedallo spirito douerfi rompereestimaßi,quando nelcacciarfuori del demonio con alta uocedelfrate,un'altro chene l'horto • Staua perciòfare ,preſounſaſſo,ſanza molto confide rarnepiu oltre,lo lancio nellafinestra,macoſidestra= 1 mente, che due occhi neruppe,& ilſaſſopaleſementefi uidde :ilfrateforſe confiderando menon eſſeredel ſaf ſo adueduto ,diſſe , dominequesti erano due fpiriti nonuno:nelueroche'lDiavolo éungranfeduttore, quantopinpenſiamo di conoscerlo , tanto eglipiu no= ueinfidie ci ordifce . Ilcheſentendo io, marauigliato midella ſua iniquißimahippocrifia, immantinente ri= ſpoſi guatandoglimiei compagni,fratellinon toccate quella pietra,cheuoi u'inſpiritarete , laqual cosafenten domeſſer lofratetuttodiuenneroſſoneluiſoper uer= gogna,nemaifeppeche rifpondere. Etnoiridendo mottegiando della bonta & religionedelfrateci par= timmo.Riſofu da ciascuno affai ,sentita queſta beffa del PRIMO. 37 delfrate,mapoſciacheleriſaſirachetarono,&cia= fcunodifiderauacheM.Speroneſequitaſſe; egli ripre= ſelefueparoledacapo , quest'altrecon le precedenti uennecontinouando.louidiceua testefignorile uoci eſſeredimolta noia cagione alla uerita , &le parole effereilpiudelleuoltedibugia chedi ueraopinionere latrici .Hora ueniamoaddirequantofieno statili Bar bari &delparlareinetti ,philofophi nondimenofcien tiatißimi &aueduti, perciocheuoi trouareteilpiudel le uolte li BarbariphiloſophantiportarnelpettoMer curio,&nonnelalingua ,fi comeesemplici oratori fannofouente.Hqualportamentotanto èdipiu perfet tioneargomento ;quantolalinguapuomentire cheil corenonpuò, quantoèlalinguapiuche'l pettoda loſeggio dell'animolontana . Per questoſempre sti= mailaphilofophiapoter staredalla cloquenzafepera= ta , &nonquestadaquellaper alcunamanierainqua tochealuolere dirittamente &perfettamente ragio narefadi mestierehauere alcun ricordo&ammaestra mentodalla reina dell'arti dellecognitioni raccolto ladoueilphilofophoquella uaghezzadi parlare,che nell'oratoreſi ricerca , non diſidera , ma quelleparole Solamentecheconpluſemplice &dimestico modo por= tano aldifuori lauaghezzadefuoipensieri,oltre che eglianderaper maggior breuita & ftrettezza delle fueparolefingendodimolti nomi ,ageuolißimi&ac= comodatialla materia diche egli tenzona o uestiona, liqualinellauaga artificiosa orationenon potreb c 3 bono LIBRO 38 bonohauerluoco.Fugge ,etiandio ilphilofopho ogni ornamentodiparlare, pernonfuiaregli animi perla dolcezza della oratione dalla profonditadefuci concet ti.Ha lebelleuociinodio,percheledotteJententieama moltopiu:Serbaſotto la pouertadelle uociun quafiin finito theforo di ricchi penſieri:freddißimoparlaper= ciò cheferuentißimamente confidera : uſaparoleinfer= mepereffcrepiu fano& piuarditodello intelletto : fprezza li colorrhetorici,mentre la Natura & life= creti d'Iddio contemplando ammira, & finalmente egli lascialaſcorza delleſemplici uoci pergustare la Soauißimamidolladelleſoderagioni,Anziinfiniteuol tehouedutoiodiquelli,cheanchorachenaturalmente fapeſſonofauellareaſſaiprontamente ; nondimeno por tanti dalferuore&impetograndißimo defuoi concet ti,malediceuanopercoſacalamitofißima & infelice, il bisognocheeßihaueanoditrouarparole,cheacconcia= mentefaceanodimistieriperdire quelloche l'animo Loroformaus,fpecialmenteraffrontatiſiinſieme a puz blichequestioni.Ondeiomidoà penfare,cheſeeßiha ueſſono inquelponto potuto fare delliintieri periodi Sempliciuoci,&delle nocifillabe, dellefillabe lette reſemplicißime; chehaurebbonoliconcetti lorocol'al phabetosolamenteefpreſſo,non chedalelunghechiu furefifuſſono astenuti. Confiderate oltrediquestotut teleſcientie intelletuali & arti fpeculatrici hauer da Barbariprimieramente hauuto origine .Et (fe bene mifouiene)parmicheildiuinißimo, ſaggioPlato= ne PRIMO. 39 neraffermaſſeſouentehauere li Greci dagli Egitti, Chaldei tutti lifecreti della natura appresi : liqualpo poli,perquantositiene,barbarißimi eſſendo maldel= l'artedi dire, &d'eloquenzanonhebberoalcunbuon gusto.Nõdimenodaquellidiriuaronoquasi tuttel'arti che noiliberaliaddomandiamo , &fpecialmentelaphi lofophia ,di cuisi ragiona . Etje alcuno midiceſſe Pla tone &Aristotele contuttigli altri maggiori philo fophieffer stati eloquentißimi,comefi uede;à questo rifponderei cio eſſereſtato perche Natura uolendociin ſegnarequantoinaltopoteuaafcenderela noſtrahuma nita ,&forseper dimostrarcila forza& uirtu che ella ritieneſopranoi ,&diquanti doniſopra di noi Steßisiadifpenfatrice, questidue buomini l'un quafi fpecchiodi diuinita, &l'altrod'humanita produſſeal qualsegnoniunoperquantogeneralmentesi crede,fu maineferaperl'auenireuicino. al cuigrado perciò che niunoardiſced'approßimarsi;per questo non ha tantohuomodafidarsiche poſſaageuolmente diuenire nel'una&nel'altra profeßione maestro . oltre che Platone&Aristotelenonfurono tantoeloquenti,qua tophilosophi ; nealtra cagione loroproduffein costho noratalinguafauellanti , chel'usodellapatria,&le uocid'Athene,ilqualeparte dallenutrici apparato, partedamaestri in uaghezza & ornamento piu fplendido &chiarorenduto, affaifacilmentepoterono dell'uno dell'altro diuenir capaci,ilchedi noi per moltißimeragioni nonsiconciede, Etche illoropar= c 4 lare LIBRO 40 larenonfuſſeugualeinperfettione allaloro cognitio= ne;egliui fi dimostra . Auegnadio che Platone Aristotilenonhebbero maine traGreci, netra Barba ri , netra Latinialcuno che nelſaperſuperiorelor fuſſe,o uguale,mane etiandio inferiore uicino,che benediquellin'hebbero chenellaforzadelparlarefu= ron lorodi granlongafuperiorietpiuperfettischen tifuronoDemosthene , Eſchine , Pericle . Et que= stoſteſſo trouaretetra Latini:dequalilimigliorphi= lofophi ,piggiori oratorifi ueggono,come li oratori piuperfetti,mancophiloſophanti:ſpecialmente Cice rone,Liuio,Salustio,&Cefare,laeloquenzade quali nonèdubbiochedellalorocognitionetrappaßo liter= minipermolto.Oltrecheper questoil parlar Greco d'Aristotile, di Platone,piu che mentrein Romane ucifauellano,noaccreſceauthorita allacognitionedel lecofelordetteperciòchequello steßocheſotto laſcor zadelleGrecheuocifi contiene,fedelmenteſottoleRo maneintefo,&nonpurquelle,maleToscane,Venetia ne,Padouane,Bresciane, &altreuoci rendera quello ſteßoodoreàchiunqueillegge,chenelleGreche. Tutte leSentenze eßendonaturaliſonoàciaſchedunocommu= ni:tuttigli animi noſtri dell'isteßociboft nodriscono, cheèlacognitionedellecosenaturalmented'una isteßa maniera impermutabile,leuocipaſcono l'orecchie, ibuoniſentimenti&ueri concettiſono d'ellanimo nodrimeto.Questefiuariano,&alterandofiuanno quellinonmar,queſteſonodinoſtro uolere , quelli per natura PRIMO. 41 naturas'acquistano, lecosefanno l'huomoſaggio, leparoleilfanparere .La uoce conlebestie ci rende communi&fimiglianti ,ilpensierodaquelliſeperan= doci,con Iddio ci raßimiglia. Ne altro credo hauer uolutogli antichipoetiintendereperlefirene , eccetto cheleuagheparolette,ſanzaſentimento d'alcun buon concetto: lequali affogano glihuomini, mentre dalla dolcezzadel canto &della uoceloro addormentatinõ fi dilettanodelfilentio della uerita.douefe noià guifa diprudenti vlißi le orecchieotturandocihauremo piu curadiſapere,ched'eſſeretenutiſaui,noi nonaffogare monelmaredell'ignoranza per alcunmodo. Un'al= traragione nonpiuintendoaddurui , onde ueggia teilphilofopho nonfar stimadelleuocipiuGreche che Romane,piu RomanecheBarbarelaqualeèquestache notinfiniti grammatici ritrouaremo,liqualifedelmen= tedalleGrebceuociriportarannoleſentertie d'Arifto tile , di Platone,ò d'altrocheſiſiaphiloſophante,nelle Romaneinmaniera,chedaciascunaſauiaperfona otti= mamentefie compreſo,&nulladimenouedreteeſudi in terpreti traduttori cheuoglian direeffere àquefen finonaltramente,cheafini allalira,comeſiſuoldire: il chedourebbeeffereilcontrariofeilparlar d'Aristo= tile ,comealcunisciocchi &materialigiudici penſano faceſſedimestiereper lointendimentodellefuefenten tie.Ma nel ueroqueſtitaliſonoallaguiſa che ueggia moquellichefannolelancieetleſpade,liqualianchora chenellefaccianopeggio di tuttiglialtrilefanno ma= C sneggiare. LIBRO 42 neggiare.Laqualcosa conſiderandopiuuoltemipoſein animocheeglifarebbe giustißimamětefatto,cheunaleg gefi ritrouaffe,laqualeſottopena d'efferfrustatouie= taſſeàciascuno ignoranteil ragionar di philofophia. Mahoggimai etempocheiomiritornicold,oueto ui lafciai,quando addire incominciailaphilofophia effere piuchequalunquealtra disciplinacheſiritroui alla elo quenza gioueuole,&piu ornamento &fplendore ac= crefcierle,che l'altrenonfanno:ilchecomefia uengo horacõquellepiuſemplici Guereragioni adimostrar louichemifiparano allamemoria . Certanacosa è uerißima tutti gli oratori douere giouare &di lettare,&quellosteßo lipoetiſonotenuti affare per l'isteßaragione :ma tanto dee eßere ilgiouamentode l'oratorepiugrande; quanto èildilettamento delpoe tamaggiore,ilche comesifacciaaltramente noninten= doprouarloui, eßendoperleſcritture degliantichima nifestißimo daciascunocreduto.Ma lasciando ildi= lettamento cherendeil poeta &l'oratore, parlan= dodellagioueuolezza;iouiaddomandocomel'uno, L'altro di questi due,ch'io dißifi dice giouare? perqualcagione?Nel uero nijsuna altra ragionemi potete aßegnare,eccetto questa, percioche l'oratore ilpoetacipropongonoalcun utileprecettoper la uita humanaopportuno.Queſtiprecetti adunque ouero ci inſegnerannouiuer bene &beatamente,òcheci rende rannofolamenteperaldunhabito intellettualeSaputi,li quali contemplatiui fi addomanderanno, comequegli altri PRIMO. altri morali:gli uni 43 glialtri de qualisono parte neceffariadellaphilofophia,ficomequello che Dante diffe. Iocominciaipoeta,chemiguidi, Guardalamiauirtus'ella è poſſente, Primacheàl'altopaſſo tumifidi, >> Tudicichedi Siluioilparente. &quelcheſegue: Doueilpoetapquesteuoci cidiedeun precettoin tellettuale,ilquale èche leuirtufenfitiue nell'altezza delacontěplationeſiſgomentano,ondeſono costrette àrifugiodellointelletto , ouer ragionefourana ricor rere,uafo&materiadellefpecie uniuerfaliinteſe.Vn morale nepotiamo ritrarneperquelle,doue e diffe. 1 " دو 22 : : Maperche tu ritorniatantanoia Perchenonfali ildilettoſomonte Che èprincipio, cagionditantanoia. Mung Douelaragionfuperioreraffrenandoloſenſod'in tornoallecofe mondaneſuiato&àpiaceri, preponen dogli ladolcezzadelfuturopremio,l'inalzaal gio= go erto difficiledella uirtu,delquale altroue ilPe trarca lasciòfcritte quelleparole. » Oueroalpoggiofaticoso alto > Ritrarmiaccortamentedallo tratio, » Dalqualhoggiuorrebbe&nonpuoaitarme. Sedunque,comeuedete,tuttieprecetti che ci rendo no ipoeti &gli oratori,ſonodiqueste due maniere òmorali,ointellettuali,nonsi puo negare che questi dalfonte uniuerfalisfimo dellaphilofophia nonfenddi riuati. LIBRO 44 riuati.Potrebbe alcundirelipoetiperlopiueſſer mě daci&bugiardi,nealtroeſſerele loro ſcritture che dimenzognepiene.Percioche alcuna uoltafentiretelo rohauerdetto,glihuomini eſſer doppoildiluuio nati di pietre, gliDij delcielohauerſi tra loro à morte odiati,effereaccesi delle mondanebellezze, quandofe= minili &quandomaſchili:hauerinfortediuifi ecieli, gli elementi,& l'inferno,eſſere in diuerſeforme traf= formati,quandoin oro,quandoinoca,quandoin A= quila,quandoin toro,&horainuna,&hora nell'al traforma:hauerenonpureinfiniti adulteri commeßi, mahomicidi,rapine,&incesti,hora conla firocchias horaconlafigliuola mescolandoſi:eſſere ſtatiaquelle Steſſe paßioni che la nostrahumanita tengonofollecita foggiacentiglihuominieſſere congliDij mescolati,et dalorosdegni,horainfaßi,hora inpiante,horain al beri,horainfiumı, horain augelli,&pefci, &altri animaliconuerfi, accrefciendoilnumero nutto di,del= lepietre,delleſelue,dell'acque, deglianimali , non menoàdannoloro che auituperiodelleingiuste uen= dettedicoſifattiDii . Cheuidirò dellemura alzate dalcantod'Amphione?ched'Arioneportatodalmã fuetoDelphinoperl'onde?chedellaforzadella poſſen teincantatriceCirce? che della indouinatriceCumea? delle cortinediPhebo ,defeminatidentidi Cadmo? dellenozzediTheti di Peleo ? dell'eta dell'oro,de gliaugelli Caucaſei,delfuoco di Prometheo,delletraf formationi di Thirefia,delſcelerato amor di Pasiphes della PRIMо. 45 della uittoria di Theſeo,de pomid'Atalanta, delle fi= gliuoledel Sole in albericonuerſe,delcasodiPhetonte dell'originedella SeluaGrinea,delledue Scille, &del lacagionedell'anticodiluuio ? neluero che piutosto temerei,che il giorno mipoteſſe uenirmancato ,cheà memancaffemateriadiſempreragionarne. Aggiu= gnete appreſſoàquesti licasti amori diPenelope,gli ardenti difii d'Enone,la difperationed'Ißiphile,lefpe ranzediBriseide,ilfurorediPhedra, lamortedi Di done,lefiammed'Ermione, li ramarichidiDeianira, ilpianto d'Ariadna:l'incestodiCanace, lo sdegno di Medea,lagelosiadiLaodomia, lacrudelta d'Hiper= mestra,la fedelta d'Hero, laſemplicita diCidippe: acuidipaririſpondono glierrorid'vliffe, lainfidel tadi Paride,laostinationediGiaſone,la durezza di Achille,il Laceramento d'Hippolito,lafuga d'Enea, ilmicidiod'Oreste,lefatiche, & l'arſurad'Hercole, la mortediMacareo,l'incendio &leuittoriediGia= fone,lefinidi Protefilao,laſaluezza di Lino,loſom= mergimentodi Leandro,iltradimentod'Aconcio,& lacrudeltadi Phaone,lequaicoſe anticamentefauoleg giaronolipoeti,piuperdilettare leſemplici mentide lematerialipfone,cheperuer dire.fauoleggiamětifu ronoetiandio,gli amorid'Endimione,ilfurtodi Pro Serpina,losostenimentod'Atlante,ilpartodegli an= tichi giganti,ilmutamento d'Atteone,diProgne, Philomena,dellepichediDaphne,d'Alpheo &d'A= rethusa,dellefigliuolediClimene , diNiſo, di Mir= rha, LIBRO 46 rha,diBibbo,diBatto,di Giacintho,d'Echo,diLicao nedi Narcifo,diClitia,della cethara d'Orpheo,di Po liphemo, altrifimigliantieſſempi. Lequaliauolere d'unoinunoraccontaretropporincreſcieuolefarei,et perauenturalunghissimodijouerchio. Ma quello che adalcunopotrebbedar giustamente occafionedifar parere lipoetipiu bugiardi,équelloche essi tutto di uannodellenoueMuſepredicando di Phebo, del giogodiParnafo,infieme co'lfiumedaloro permesso addomandato.lequalcoſe alcunoageuolmentepotrebbe credereeffere inganneuoliſogni &fallacißimemenzo gnepiucheombrediuere narrationi. Ma nondime= nouagliamiquellalicenza&authorita,laqualmipa re checoncedutahoggim'habbiate,dipoter dire ragionarea miouolere,laqualeintendo hora d'ufare infimigliante propofitoperdifenſionediqueste uera cißime bugie,che daglipoetiſonoſuteimaginate.Do= uetedunqueſapereduemaniere di falfita ritrouarfi, l'unadellequalielamenzognafraudolente,laqualene uirtupuo eſſere,nedi uirtu alcunaombra ritiene:l'al= tra èmenzogna artificiofa,laqualeudita comefi dice Superficialmente, ritiene difallibilenarratione odore nulladimenofecondiritto occhiouerra confiderata, riporteraſeço una fincera &ſempliceuerita. Simil menzognefonolebellefauole&magnifichiritroua= mentidepoeti, liqualiiſpoſtiſemplicemente , dannoa crederedife, eßi noneſſeraltro, chetorte &fallaci bugie;maseconfanoocchioſanamente uerrannoper noi PRIMO. 47 noi inteſe ; nouſolamente diſgombrerannoogniſofpet to dimenzogna;maartificiosamente cifarannouede= re dimarauigliofi &fauiprecetti al uiuer humano appartinenti.Etperche egli ui fifacciacomprendere chealtropenſateuoi cheſignificar uoleſſero li poeti perilgiogodiParnafodouehanno dettoeſſere lefel= ue amenißime &ſempreuerdi, iprati di fiori &di herba minutißimaripieni,glialberitrafenascondenti milleuarieta d'augelletti che dolcißime uocialdifuo= rineriportanoconfoauemelodia,&doueilfiumeper meſſo conpuricristalli dolcementetrappaſſa,cheladi uinita &forzadiquelfurorceleste,di che lefelici ani medepoetiingombrate,uengonoa poſſedere partedi quellagioia,dicheſono lementidiuine appagatißime, fatie?Perl'altezza & malageuolezza delgiogo, Significando lafaticache nelloafcedere alla diuinafpe culationedelle altecoſepatimo,per l'acque eßila uita attiuaintendono,laqualepurißime fempiterne ope rationiper louiuerbeatamentecipropone,perlaſe= renita & temperatezzadell'aere.l'animo nostrotra quillo,&fereno, &da ogni perturbatione lontano perlefelue,&perliprati uerdißimi ,la ſoauita moltitudiuedelle cose,pergliaugelli,ladolcezza infi nita delle belle uoci,hebbero diſignificardesto.Queste Jonoquellemenzogne uerißimedapoeti ueracißima= mětecantate.Questesonoquelle bugie,lequalifecoco tantodisconosciutauerita apportano,questeſonoquel lefauoleacuisifacilmenteglialti intellettideglihuo mini A LIBRO 48 minipiuſaggiconſentono,quandoleſemplicimentide materialinonardiſconodiraffermarle. Etfinalmente questo èilParnaĵodapoetifauoleggiato, mentreeßi uolandoconl'alidelpensieroalcieloſiſpeſſoche qua fi effere Iddij diuenuti loropare,paſcono lameěte d'un ci, finobilciboche ambrosia&nettar non inuidianoa Gioue.Fingonoepoeti Orpheo,con ladolcezza della těperata cetharahauerſitirate dietro le rigide quer datomouimento aipiudurifaßis ifiumifer= mati, &allecrudefiere di manfuetudinefentimento hauerrendutofouente: nequestoſolo,mahauerco'lte nordellemusichecordeplacato l'ira di Cerbaro de leinfernali ombre, &humiliatoilſuperbo nocchiero diſtige,nonperaltrofinecheper darciad intendere l'animaragioneuole,poſtoilfreno alli concupifcibili appetiti,ſignoreggiare lafierezza &durezza, & mouimentodelleperturbationi,lequaliagli animalidi Stemperatiquel cotantodi trauaglio &follecitudine rendono,chefanno Cerbaro & lefurie infernali à quelleanime infelici dichi cantarono.Perquellaſteſſsa ragionemiferol'anime uirtuosedepaſſati nefelici Lieticampi elifi : onde ſiſapeſſe. l'anime diquelli che contemperatopaſſoperlauia delle uirtu caminano, Seperatedalor corpi poſſedere ilfrutto, lamerce= dedelleuittorie loro.Il mondo farsidell'anticoCha= oshannodettoſouenteperdarcia conoscere niunaco= fanaturalmenteparlandopotersigenerareſanza al= cunamateria:&perconfequente ilmondodiſſfero ef= fere PRIMO. feredalla difcordiaprodutto , 49 corromperſi dallo amore,inquantochela difcordia ecagionechetuttele fpecieſperandoftuengonoaformareilmondocosiuago cofi ben ordinato chente noi ueggiamo;fi come quelle stefſſe permezzo delloamore inſiemeſi meſcolaſ Jero;nenafcerebbe l'antica confufionedalorocofi ue rißimamentefauoleggiata.Ilſonnohauerduepartel'u nadicorno l'altra d'auorioestimarono:perchenoi Sapeßimoalcuneuolteeſſer leuiſioni notturnefallaciet alcuneuerißime . Amoreneglihortidi Poro Penia effernatocantarono,ſignificandoeglieſſerepiu nella giouenezza lecito che in altraeta, laqualepro di prißimamente adunuago &fioritogiardinoſiraßi= miglia.PerPoro perPeniailconſeglio la po= uerta intendendo,ouerl'occio &lalafciuia,ft come accennòilpoeta,d'amorparlando . >> Einacqued'ocio dilafciuiahumana >> Nodritodipenfier dolci&joaui. DoueeſſereleVenerihannodetto,l'unadiuina, l'altramortale,percheſiſapeſſeglianimininoftri,po= terſid'amorceleste&di bellezze immortaliraccende re,ficomedicaduca mancheuole, alle terrenebel= lezzerivolgendo ilpensiero. Medefimamente dicen doVenereeſſeredellafpiumadell'ondemarine creata, cidimostrarono, l'appetito concupifcibile accrefcierst innoigenerarsiperla copiad'humorifalfi,&mor daci,liquali confoaue stimolo ,al difideriodella gene rationeciučgonoprouocando.FingonolipoetiPanId RAGIO. dI dio LIBRO so diod'Arcadia eſſereſtato mezzacapra et mezzafor= mahumana:conduecorna,uermiglio nelfrõtepiuch'el lerubiconde bacche,o'lminio,con unaſampognadiſette cannecõposta allato,laqualefiguraficomepareche la Suauoce importiil modorappreſenta.Percioche tutte lecosechefono ò diuineò humanefono, lequalip ledue formeineffſo lui raccoltefurono intefe:Per lecorna la diuinaprouiděza,(auegnadiochefi comequelle inſuſo fileuanoscofi lifecretidi quella dall'intelletti humaniſi diſcoſtano)fignificaronopil uolto affocato etuermiglio laquinta eßenza cidiedero a conoscereco'lfuocoinfie me,plabarbailpetto,etlepartipiuſetoſedilui,glial tri tre eleměti,liqualisono piumateriali etimperfetti delcieloet delfuoco:p lauerga ilreggimēto della natu raetgouerno,cheIddiolediedeſopradellefpeciecrea= te:p lafampognadifettecannefabricata l'harmonia et concentodolcißimodeſupernigiri:perle macchie che nelſuocorpofiueggonodipinte,l'ornamentodelle stel lefignificarono,lequaliconfi uago ſi puroartificio furono,dallanatura nell'ottauocerchioimpreße , non menoàuaghezzadelcielo,cheàregimento dellemon danecoſeHannodetto quelli steßiCirce potentißima incantatricehauerpiuuolteallehumane forme recato ferignoafpetto,mutandoinporci glicompagni d'V= liße, &egliperildonoda Mercurio riceuuto hebbe forzadiresistere aſuoi incantamenti, che altro nonfi= gnifica,che l'anima humana,laquale con gli habiti delleuirtu , con l'aiuto della ragioneà leida Iddio cona 1 conceduta, PRIMO. conlaſapienza racquſtata(uedutala mortalitadefenfi ,liqualicompagnilefuronodallana turadonatı,temendo dinon eſſereinferignaforma di celestecangiata)fi donaalla contemplationein manie= ra,chenullafollecitudineprende dellemiſere pertur= SI bationi , Nequestosolohannouoluto inferire,mase gli errori d'vliffeintieramente leggerete il configlio fattodaDeifopradilui, ildimorar conCaliffo,lana uigatione, la fortuna marina,l'aiuto di Leucothea, diCalliroe,l'accetamentodiNaficaa,l'entrare nella re= galcorted'Alcinoo,igiuochi &gliſdegnigiocando conceputi,laguerra con leCicognehauuta,lapenetra tionefattaalleLotophagi,l'astutia ujata nello acciec= carePoliphemo,lanauigatione alli Leftrigoni ,laper ditadellenaui ,il difcendereallo inferno, il ragiona= mento diThirefia,ilpaſſaggiodelleSirene , il perico= lodi Scilla & Cariddı, lamorte decompagni ,lafal= uezzaſopradellegno hauuta, ilritornonella patria addormentato, lamanifestatioue diſefatta alſuofigli= uolo,il conuito degli amadori,labattagliad'Iro , il celarfià Penelope,la conteſa,con gli amadori ſof= ferta,iltirardell'arco,la uittoria contradeRiuali riz portata, ilcastigo delle fanti,la manifestatione dife fatta allamogliere,&finalmentela prohibitionefatta daMineruadellediſcordiecheper la mortede Riuali s'apparecchiauano ànafcere, neluero che altro non Leggereteche un librodella uitahumana nelquale Vlißeuederete chealtrononfignifica che l'anima ra= d 2 gioneuole LIBRO 52 gioneuoleper'la mescolatura de ſenſitrauagliata, Semprefollecita tenuta dalle miſere perturbationi fin tanto,chequelledomeſoggiogate,in libera &tran quillapacefi riposa . Quello stesso, cheiodißi d'V= liffetraGreci,poßiamo tra Latini d'Enea rafferma= re, di Philocolo tra Toscani componimenti:gli errori perturbationi de quali,niuno èdiuoi,per quantomicreda,che nonsappia, interdersi per gli affetti &mouimenti degli animi nostri. Questi eſſem pidella uitahumana furono con ampia artificiofa narrationedaDantepertuttalafuacomedia descritti, Sottotrenomi,dipurgatorio, d'inferno,&di para= difo,liqualifignificanoli tre stati manieredella ui= tahumana,liquali statitantofurono dalpoetamera= uigliosamenteefpreßi, quanto egli d'Homero di Virgiliohebbefpatiodiconfiderarnele ſcritture et quelleconlareligionecofi gentilmenteaccompagnare . EtilPetrarcatato meglio diluiloft fece,quantocon piu breuita, piudolcezza di rimequesti statidel ui uernostro lasciò fcritti , ne triomphi dico,liqualinon altramente ammiro , cheli precetti d'Aristotile nelle вонач leggimorali , le institutioni della religion nostra. Pa oltrechequasituttoquelloche & d'VliſſeHomero d'EneaVirgilio, dife steßoDanteſcriffe cofi am= piamente, il Petrarcacon merauigliosa breuita, dolcezzadiſemedefimoindieciuerſi lasciòſcritto, le= qualinonaltramenteche un Oracolofonodame riue= riti ,&questi int endodi ricordarui, acciòchemeco fiate د دو " دد " ” دو " PRIMO. flatedellamiamerauigliapartecipi. Perchealuiſod' Amorportaua inſegna Moſſeunapellegrinailmiocoruano, Ch'ogni altramiparead'honor men degna, Etleiſeguendosuperl'herbauerde 1 Vdidiraltauocedilontano Ahiquantipaßiper lafeluaperdi. Allhor mistrinfi all'ombrad'un belfaggio 53 Tutto penſoſo,&rimirando intorno Viddi affatperigliosoil mio uiagio, Ettornai indietroquafiàmezzoilgiorno. QuesteparolerecitatedaM.Speronefuronocagio neche ilBarocci rottoil tacerediffe .anchorachenoi ueggiamo l'altezza&diuinitadi coſi fatte rime da uoiM.Speroneraccontate;egli nondimenocifie caro ſenoico'lpellegrino giudicio alcunecose d'intorno à questa coſifatta materia ciragionaretelequaliper ef= fereci ſprouedutamenterecitatedifficilmente furonoda mecompreſe. IlcheudendoM.Sperone, &quello stes Johauendoglialtri raffermato inſieme,coſipreſead= dire:graui cofe &merauigliose per auentura ſono quellecheleuocidameraccontate fignificar poſſono . Tuttenondimeno allo ſtato dell'innocenza &de gli affetti deluiuerhumanoindrizate, &primieramente comeottimophilofopho,ilquale èdelle cagioni di tutti glieffetti,comunquesifiano , offeruatoredallacagione incomincio addirequelloche egli di inferire cipropo= ſe,ilche haforza quellaparola,fi come ciascunfa, d 3 PER LIBRO 54 PERCHE Sicomealtroue édiße, כב ০১ כל Percheioueggio miſpiace, Chenaturalmiadoteàme nonuale Nemefadegnod'unſichiarosguardo, Sforzomid'effertale, Qualàl'altafperanzaficonface. 1 Maquello,cheegli haueadadire,eradelloStato, chefu predadelle concupiscenze ,&diquello,onde eglidagli affettifiritraſſe, lecelesticoſeſidiede, alla contemplatione del primieramentedellostato ſen ſualeparlando,nelquale egli giouane accenna d'effere Statoinuolto,diceche la cagione,ondeunapellegri= nadonnamoßeilſuocorefupercheegliportauanelri ſol'inſegne amorose:ilcheperiltempo dellagiouenez= zas'intende,nellaqualeloſtatodellaconcupifcenza riz ceueluogo: fignificandosenon eſſereſtato sforzato ad amarcostei,peralcunamanierazilche haurebbe tolto Lalibertadel nostro uolere, mamostrandoegli efferne Stato cagione, dice cioeffer auuenuto PERCHE AL VISO D'AMOR PORTA IN= SEGNA,per effer egligiouane,& dilicato, & uago, difpostoperſeſteſſoalricevimentodelle pel= legrineperturbationi,nonchealtrinelsforzaffe: per ciocheeſſendoquestosifatto amorefenfitiuo;nonpo= teasforzarlo: ilchebenepoſſonfaregli amorcelesti,li qualihannouirtu à forzadi ritirare lepotentiehuma= neal loro amore.Diquestofenfitiuoamoreragionan= doilCaualcanti,moftrol'iſteſſa liberta nostra dicedo. : 24 Donna " 23 " » دو PRIMO, Donnamipregaperch'iouoglia dire D'unaccidente cheſouente éfero Etèfialtero chefichiamaAmore. ss Douelauoce,PREGA,haforzadiincitare stimolare,piutostoche d'uſarforza: flmigliantemen= teperquelloche èdiffe ACCIDENTE ,percio chel'amor celeste èſustanza impermutabile, fi come ilterrenoaccidentale:&perquello altresi FERO, effendoildiuinoamorebeatißimo, tranquillißimo , inognipartediſefelice & dolce. Ilpoetadunque ne pluuagamentenepiuleggiadramentepuote efprimere la libertahumana ; chein questomodo ,ilche altroue lasciòfcrittoanchora. » Haituilfrenoinbaliadepensier tuoi, Dehstrignelohorchepuoi Nondimenocontuttaquestaliberta ,chenegli af= fettifiritiene,confiste laforza de primi mouimenti, à qualı perdifettodel lorofproueduto aſſalto ,& della noftrahumanita, nonpotiamousareresistenzaperal= cunmodo, ficomeéfcriffe in quelle rime dell'anima دو parlando. Però turbatanel primiero asfalto >> Nonhebbetantoneuigorneſpatio ; ... >> Chepoteffeal bisognoprender l'arme. " دو ” Etaltroue Trouommi Amordeltuttodisarmato Etapertalauiapergliocchi alcore, Chedilagrimefonfattiuscio uarco. d 4 Et ce ८३ LIBR se Etquestoamore,chefenfitiuofiaddomanda,tan topuotedurarenelpoeta,quantofu& hebbedi uiuer fpatioildifioconceputod'intorno allebellezzecorpo= ralidellaſuadonna:nelqualtempoeglihauere ama= tofiuedeficomefannocommunalmentetutti egioua ni,ilchelasciò notatoladouefcriffe, >> Conleifußiiodachefiparteilfole, Etnonciuedeße altrichelestelle, >> Solunanotte &mainonfuße l'alba. Etaltrouefimigliantemente >> Pigmalionquanto lodartidei » Del'imaginetua,ſemilleuolte 2. N'haueſtiquelch'iofol undvorrei الله L'altroamoredelpoeta,chefupiutosto humano, chediterrenabellezza diſio ,hebbe principio,dache eglifi diede adamarel'oggettodegli occhi,dell'orec= chie delpensiero,nuladegli altrifenfi curando,il chericordandoilpoetadiſſein un'altro luogo, › »Etfentieheuerteilmiocore interra Talfu,qualhoraèin ciel,nemai non uolst Altrodateche'lfoldegliocchituoi. A Ilches'intendedellostatodeſecondiamoridel poe= ta, nondeprimieri,altramenteneſeguirebbediſor= dine&ripugnanza,diſouerchio tra se stesso . Ma auertitecheeglidiffe, PORTAVAsilchecidimo Straeffer stato attouolontario elettione,AL VI SO,nellafronte,negliattiesteriori:dove iluiſodif= Se eßendoiluoltoquafifpecchioſemplicißimo &pu= rißimo 4 PRIMO $7 rißimo dell'animo,doue pergliocchi eſcono tuttele paßioni&mouimenti delcuore, ondeilCaualcanti . دو entrano altresi, Voichepergliocchi mieipaßaste alcore, دو دو » Etfuegliastelamenteche dormia. Et ilPetrarcha isteßo. Tralechiomedel'ornafcofeillaccio Alqualmistrinſeamore, Etdabegliocchimoßeilfreddoghiaccio, Chemipaßonelcore » Perlauirtud'unfubitofplendore. Questodunque ècagionechel'animo alterandofi, turbandosi, oppreſſo eßendo,di tema,didefio,di follecitudine d'allegrezza ò di dolore , immantinente pergliocchine rende testimonianza ,&questo non peraltro, chepereßere iluzdereſentimentopiu fpiri tuale&piupurodeglialtriquattro.ilcheficompren deperquello chefudetto. دو Occhi leggiadridoueAmorfanido. › Occhiſoprailmortalcorſoſereni. Etmille altriluoghi,de qualiognifoglio,ogni carta del poeta fi uede piena . Diffe egli appreßo INSEGNA D'AMORE,che tantoualse, quanto addire,chenella fronte haueua impreßo ue= ſtigia d'amorosodiſio ,come che i L lagiouanez= za&lastagione,&iluagopensiero dilui tutti fa= ceßonofedeegliperſehauereilcuoreàpellegrine im= preßionid'amoredifposto.VNA PELLEGRI ds NA, 58 LIBRO NA,inueced'unauaga&leggiadradonna,MOS SE IL MIO CORE,doueédaſapere,ilmo= uimentoprendersi hora corporalmente,hora fpiritual mente:l'uno&l'altro dequalimouimentiſipuo age.. uolmente intendere, cioè questa pellegrinadonna mof= ſe, àferitraffe ilmio cuore, il miodifio , ilche èpro= prioparlamentodepoeti, liqualifingono dallelordon neuenir lor tolto il cuore, miracolo in eßi piuſpeſſo , chemarauigliofo :ouerofpiritualmenteintendendodi= remmo chemoße,cioèeffettofimigliante al mouimen toproduße:perciochegli amanti nelliloro ogetti pers duti, tuttele lorouoglie, difii &fperanzefondano nellecose amate,ondeparecheil cuore habbiano pera dutodeltutto . Alcuna uoltaſt prende ilmotoper la mutatione , quaſtdiceſſe, moſſe ilmio cuore, cio é riz traſſe delprimiero stato .ilche èpiu tostoda dire, che alcunodeglialtrifentimenti: ciòauuiene perchel'a Amokmoreuerißimamentesigenerapergli occhi tuttauol= comenta,chelacosaamatafiuienenelloamantea raffrontar fieglicongliocchiperle bellezzepenetranti portaal cuneimpreßioni di quelle,lequali àguisadel ueleno macchiando lepartipiupuredelfanguea gliocchiuici no &doppoquelle l'altrefucceßiuamentefintantoche alcuore ne uengono,alterandoloin maniera,chepoi lungotempoinfettoetpestilentiato ne rimane tuttonel rendepestilentißimo,&infermo:diquiſimuouelafol lecitudine,checotanto ci distempra ,fipercheilcuore èdelſuo stato rimoſſo, che naturaleet dimestico hauea. ৩. PRIMO ſi percheleimpreßioni riportatedefiderano unirſt alloroprincipio .Perquesto dichiamoardergli ama tistruggersi, impiegarsi,impazzirſi,& eßi eſſere arst distrutti,impazziti,piagati,legati &traffitti.Ma di cendo, VANO , ci dimostracome lapreſura del poetafuperfuacagione,ſicomeiodißi,piuchesforza tamente, & àquello corrisponde PER chealuifo d'amorportauainſegna.Pofciafoggiugnendo CHE OGNI ALTRA MI PAREA D'HO= NOR MEN DEGNAtoccalacagionedalla partedell'obbietto,che ad amare locostrinfe,laqualèくこ perche diuinacosa leparue la ueduta bellezza. Etben diffeMI PAREA, perchedi ueronon era,in= quantocheegliamauabellezza terrena&nonceleste, come efiperfuafe inſuquelpunto, &questa opinione naqueinluificomenasconotuttel'altrefalſeimagina= tioni negliamanti,ficomequadoeßidiconole lordon ne effere bellßime, quantunche ne belle , neuicinedi granlungaàbellefifieno: diche l'affetto, &ilcon= taminato occhio, &ilpensieromalfanoneſono cagio ni . ET LEI SEGVENDO SV PER HERBA VERDE, uuoldire,iouintoda cofifattabellezzamortale , mi diedia seguir lei con ugualdiſfio,per l'herbe uerdi intendendo lofpatio della giouanezza,laqualeadunauerdeprimauera uienecõ= paratafouente,&adun horto verdißimo &fiorito . Ilchefecegliantichipëfare Amore eßernatoneglihor tidiGioue,diPoro ,&di Penia ne natalidiVenere fico= LIBRO 60 ficomealtroue àbastanzas'è detto. VDIDIR ALTA VOCE DI LONTANO,percio chenonpotendola ragioneſempreeßeredalfenſoſog giogata,destandofi , &lasua miseriaueduta , comin cia à richiamare l'huomoreo allauiadelleuirtuoſe ope rationi .ilcheſottoaltre uoci efpreße Dantela douee diße. دو دد Mentrech'iorouinauoinbaßo loco D'innanziàgliocchi mififu offerto, Chi perlungofilentiopareafioco. VDI dunque,fignificandoilragionamento,che falapartemiglioreinnoicontradelſenſo. VOCE, infpirationepermodo &ſimiglianzadi uoce AL= TA, dalla ragionfuperiore,laquale èalta , ouero perche ènobilißimaparte&diuina,òperche éfatico= Sa malageuole,ilchefacheilpiudeleuoltela uita uirtuosa ragioneuole uienead un'altißimo giogo rasımigliata,ondeDante..... >> Mapotcheiofuialpied'uncolle giunto Ladoueterminauaquellaualle, Chem'haueadipaurailcorcomponto, ১১ Guardaiinalto, uiddi lefuefpalle. DI LONTANO,riſpetto alpoetaèdetto perciòchecaminandoegliperloſtraboccheuoleſentie= rodegliaffettitroppo lontano dalla ragione,ſipoteua addomandareAH1,uoce dolentißima ,&di com= paßione dimostratrice.QVANTI PASSI,quan teoperationi,oueroquantigiorni.PER LA SEL 1 VA L PRIMO. 61 VA PERDI,perlauitadelleperturbationi,aman docoſaterrena: ilcheproducela perdita delle huma= nefatiche,inquantoche niunobeneſe neracquiſta, an= zilanaturanostradellapropria humanitafpogliando fi,d'habitoferignosiriueste:ilchealtrouediße. » Ond'ioſonfattoun'animalfeluaggio. Questaseluafignificarpuote,ficomeio dißi,laui= tachedietro agliaffettisiconſuma :ilchecon uaga gentiledifcrettioneufoDantenelleprimiere uocidella fuacomedia,mentrecoſidiße, » Nelmezzodelcamindinostrauita » Miritrouaiperunaſelua oscura . ALL'HOR MISTRINSI AL'OM BRA.douedimostraperquellauoceALL'HOR ſeimmantinentehauerconosciutolofuo errore, qua fiinunosteßomomentohauerſitoltodelprimiero sta= to,ilchefu cosahumana liberale. MI STRIN= SI, dimostralaforza della cogitatione,laquale nel pensamentodellecoseimportantitutta inſeſteßaft rac coglie,per eßere di piu ardito&forteuigore: ilche é naturalproprietadituttelecose inse steße uniteet rac colte . A L'OMBRA D'VN BEL FAG= GIO,cio eallacontemplatione dellealte bellezze mi diedi . TVTTO PENSOSO , parteper marauiglia dello statoprecedente,parteperil periglio delpresente, &parteperdefideriodeconſeguireilfu turo,tanto miglioredeglialtri, quantoquellifonodel terzopiumiferi, piu precipiteuoli , RIMI RANG A 62 LIBRO RANDO,pensando, auegnachegli occhiperta perfettione&Semplicitaloroperl'animoſi prendono, ficomeilmirareperlopenſare,ondefi legge. Quandomiuolgoindietro àmirarglianni. INTORNO, aguiſadichi temeuicinodan= no,ilqualed'ogni intornoguatando, nonsitienemol toficuro delfofpettato pericolo . VIDI, com= prefi,mettendo puril uedere,per lo conoscere comprenderemetalměte.ASSAI PERIGLIO SO, difouerchiopieno d'affano,disollecitudine ditrauaglio IL MIO VIAGGIO, la mia uita, laquale CAMINO addomandò Dante,fi come s'è detto . ET TORNAI INDIE= TRO QVASIA MEZZO IL GIOR NO. diffe. TORNAI,rispettoallamutatio nefattadalprimieroalſecondo stato . INDIE= TRO, quantoallostatodegliaffetti.A MEZ= ZO ILGIORNO,nelmezzodellaſuauitazla qualeperlogiorno ,fi comelamorteperla notteuic= nefignificata,ficomeegli altrouediffe. ১১ " Egli occhimieiſtanchi Etera'lfolgia uoltoalmezzogiorno, di mirarnonfatij, Quand'iocaddinell'acqua ti ellafparue. Ecco dunquehoggimai ritornando allipoeti,chene qualifieno li fauoleggiamenti loro, &quante cofeuengonofeco tutte uere ,tutte ſemplici, tutte Schiette riportando . Fingono quelli isteßi etiandio-Hercoletrauagliato &affaticato,dopo lunghietfor= tuneuoli こ PRIMO.T 63 tuneuolicafiallafinearſodiſoprailmonteEta, effere nelcielodoppol'incendioſuo trasferito:Eſſempio agia tißimo àdimostrarciquellaimmortalita,laquale dopò leuittoriedelli terreni affetti,riportanogli animi no= striſempiternamente dellepaſſatenoieilfrutto poffedě do.dallacuifententiofißimafavolahanno l'insegna lor presalinoftri Academici,dal'arſura d'Hercole infiam mati,comeſapete, nominandoſi.Che altro puote figni= ficareArionedalDelphinoper l'ondefolcateuarcato, che l'animonostroilqualecon ledolcicordedelle uirtu mette paceco'lſenſo, &uieneda quello stesso, anchora cheferignosifia,con temperatopaſſo allido ſicurif= fimo della contemplationeſcorto? Che dirò d'Am= phioneche conilsuonodella dolcecetharafece di The= be alzarlemura?laqualfintionecidichiarala eloque za &generofitad'unsolohuomohauer potuto inani= mareunpopolo intiero alia adunatione inſieme,et a cin gerelecittadi fortißimemura. Simigliatemente cheal tropoſſonoſignificare lefatichediGiaſone,che l'huo= motemperato,ilqualedoppo infiniti trauaglicon l'aiu todiMedea,cheperlaragiones'intende, urene a far= acquistodel uelodel'ora che èquafi ricchißimo pre= miodell'opere uirtuose : macomedallaragioneft par= te,&prědealtra mogliere,che la ſenſuale concupi= ſcenzafignifica,uienemiferamente conlei &cofigliuo li,chefuronoleinstabiliſue operationi, arjo , &di= Strutto. Tuttigli amoridegli huomini &delle don= nedapoeticantatiniente altro fignificano , chele uaz rie LIBRO 64 rie & diuerſeattionidella uitahumaua.CheliDijfie nodellehumane bellezzeinamorati,questo accreſcela perfettionedellaſpetienostra,uolendocicon questi ef= JempifarcomprendereIddiodiniunaſpecie hauerpiu cura,niuna piucaldamente amare,etconferuare,chela nostra,tantopiudell'altrefelice ,quantoquellefurono diminor donipriuileggiatedella nostra.Letrasforma tiontd'huominiquando inaugelli,quadoinpesci, quan doin altrianimalı, quadoin alberietpietresetqua doinfumi, in altramateriaaltro non ricercano, cheglihuominiper lo traſgreſſodecommandamentidi Dio delleleggi,diuentarealcuna delleformech'io dißi:ilchemedesimamentealcuniantichiphiloſophiheb berodidireopenione,liqualiraffermarono l'animeno stredopolaſeparatione da lor corpi,ingõbrarelicor pideglianimalibrutti,ſecondolanatura delloanima le, glihabitidanoicontratti uiuendo. La moltipli cationedi cotanti Dij,chelipoeti diederoquando nel cielo,quando nellaterra, &quandonel mare, altro nonimporta,che idiuerfiraggi&uirtu qua &la perlomondodiuiſe dalladiuinaprouidenza,&acció chesimoſtraſſequellocheſouenteda Platone ſidiſſesil mondo eſſeretuttod'animaripieno.per questo hanno dettoeſſereſetteDij del cieloprincipali, tantinell'o ceanofparfi,&perli fiumi &infinitiperleſelue,per gli antri,per limonti , &tante nimphe,&dee qua Olaperogni luogopartitamentedwife:chealtronon importano,chelediuerfe&differentiuie,perlequali tutto 65 tuttoilmondoàguiſad'un ottimo iſtrumento confer= PRIMO. ual'harmonia &proportioneditantecosedalla natu raformate. Costhanno detto li poeti , Thetifecon= dafigliuoladelcielo effere stata dell'Oceano moglie, natadiVesta:ilchedimostra lageneratione dell'ac qua,laqualedellaterra produtta,per forzadel calor celeste,fa quello elemento coſi ampio & cofi grande chenoiueggiamo,fignificandodue cose effere nell'ac= qual'humore &lafalſezza,quaſiinſiemenaturalmen temaritati composti . Merauigliosamente hanno trouatalafauola delle tre Preche ,per dimostrarci quatoincerta dubbitoſaſiala uitahumana, effendo inarbitrio di trefeminelle posta, dellequale l'unalo Stame della uitafila , l'altra l'innaſpa ,& laterza lotronca,chesonogli effetti deluiuer nostro naturali, fonolaſcorzadicotalfauolaartificiosamentedifcritti. Il parto anticodegiganti,cifacomprendere la ruina diquegli intelletti,liqualinatidelle uifcere terrene feccioſt,hannoaridredimeſcolarſiconle diuinefusta ze,&raffrontarsi conDio,gonfi&fuperbidepropi honori ingegni, di maniera,ched'effereà Diofu= periori ,argomentano.Etfinalmente niunoatto,niund operatione,niuno effetto puòfarela uitanostra , che fotto iluelodelle poetichemenzogne nonſi nasconda. lequalihannocomeperloro propi certißimi priui leggi gli animi ritrareàſeperlodifideriodi intender cofe nuoue.Oltrediquestofelamateria il comporta, armareuno effercito, metterei granRe inbattaglias RAGIO. e I coprir LIBRO 66 coprir la marina dinauilij,nonmeno àſpauento delle Nereide, che à terrore deglihuomini accendere lefan guinofequerre, ilcielo, la terra,e'l mare in pochiuer fi restringere,donne, donzelledifiori dighirlan deincoronatedifcriuere,gliattide glihuominidigra doingradodistinguere ,stimolare lifonnacchioft, affi dareli timidetti,accendere alle uittorieglianimicorag giofi,ritrareli preſontuoſi,piegare,&muouereglio= tinati,tranquillar gliturbati,punire li uitiofi,&con premi, con lodemandaralcieloil nomedegliec= cellentifatti. Maſopratutto in questosono da eſſere li poetilodati,che con tutto cioche eßicofealte&gra ui dicano,con maggior dilettodel philofopho il fanno, fi comequelliconpiu grauitad'eßiil ueggiamo fare, oltrea cio tuttiegualmente coſiſaui come indotti dilettare,queſti con l'artificioſo ritrouamento dellefa= uole,quelli con la midolla,chedrento dellefintionifi co tiene.Etper dire delpoeta,che noipiuch'altri habbia motoltoà dipingere,il Petrarca dico , infinite coje egli appreſſodi jeritiene,lequalieſſendo uditeſempli cementepaionomenzogne,pojcia con dritto &Jano occhio uedute portanofecouna ampia &infinitatesti monianzadelfuo ingegno: ſpecialmente parlando de gliamorofiauenimenti,miracolid'amore addomanda= ti,nondimenofanamente intese,ne miracolisonone me rauiglie,fi come è quello, » Talhormiafſale in mezzo a i tristipianti » Vndubbio,comepofſſonquestemembra ” Da 67 PRIMо. » Dalospiritoloruiuer lontane. Percioche effendol'amante,ſicomeliphiloſophan ti dicono,nell'oggetto amato trasformati,uiuononegli oggetti inſeſteßimorendo : ilche faeffer uero quello cheeglidiffe,lofpirito uiueredallefue membra lontano questo stefſſofaanchora effer ueroquello chefidice,l'a nimadello amantenel diuiderſi dall'oggetto presente partirsidalui, ſeguir lacoſa amata.ilchefifaper= cioche ilpensiereſeguendol'oggetto,fa parerel'huo دو 22 morestarJanzauita ,&fanzal'anima, che l'ingom= bra.ilchefidiffe là, >> Largataalfin conl'amorosechiaui L'anima efciedelcorperſeguiruoi, Etconmoltopensieroindififuelle. Auegnadiocheildilettodiuederl'amatadonna al largaleuieperladolcezza dello amante , che allifpi riti uitali,& animali danno ufcita: ilche fa l'anima con ilpensierefuggirſenedallo amante , que pochi difpiriti,che rimangono ,ſmariti perlaperditadell'a nima, perilperderedelloamato oggettos'attrifta= no:laqual tristezza alghiaccioperle jue proprietafi raßimiglia, perche agghiacciarsifidicono lifpiriti,on defilegge, >> Maglifpiritimieis'agghiaccian poi, >> Ch'iueggioal dipartirgli attiſoaui >> Torcerdamelemiefatali stelle. Ilchefpeßißime uolte diede occafione al poeta di chiudergli occhi uedendo laſuadonna,accio che l'a e 2 nima こ LIBRO 680 nimafuggedoperla dolcezza dell'oggetto amatono'l دو دو دد دد laſciaſſefreddo &fpento, Lohetemodelcor,chemisiparte, Etueggiopreſſo ilfindellamialuce, Vommeneinguisad'orboſanzaluce, Chenonſaouesiuada, pursiparte. Vn'altracosadiconogliantichiphilofophi, chel'a mantenonamatoſipuo addomandaremorto deltutto insestesso, &muodiimperfettauita nello amato og getto : auegnadio checolui ,ilquale riamato ama,due uite proua deltutto poßibile &uere: l'und uiuendo nell'oggetto,l'altra dell'oggetto ,che uiue in eſſo lui. ilche é cagionetantodi beneàqueſti,quanto ditormen to àquelli,ilqualequantofiagrande,& dinoia ca= gione ;teftimonianza rendonoquelleuoci delpoeta,le qualidelſuo cuoreparlano, „ Hors'ioloscaccio, nontroua in uoi „ Nel'exilioinfelice alcunfoccorso, دو >> Nesastarfo'l,negir ou'altriilchiamas Porriaſmarrir ilſuonaturalcorſo. Quafidiceffe iochenonpoſſo altroue uiuer che in uoi, uoifdegnandoch'iociuiua; potreidel tutto re Itar, morto . ilchenon meno artificiosamente che con grauedottrina fudetto.Altreuolteeßihandetto l'a= manteinuecedelfuo cuore,cheeglialtronde nemanda formarsi nelpetto unaimaginedellacofa amata,laqua= lein uecedelcuorefſostiene l'amante,onde nonpera: il ches'intende rispetto alla cogitatiua , laqualedi nien= te : PRIMO te altroconfidera no all'oggetto difiderato,onde ilpoeta, 69 penſa adogn'hora,che d'intor= २, دو ככ Mapoiuostrodestino àuoipur uieta L'eſſer altroue,prouedete almeno >> Dinonstarſempreinodiofaparte. L'amoreguidardonato,chenoi riciproco addoman diamo,unmiracoloproducetale, chel'amante nelpen faredellacosa difideratainquellatuttofi traſformadi maniera,cheegliinse steſſo morendo,uiue nell'oggetto il cuore dell'amante cedendo all'imagine della co= Ja amatainsestessoconceputa , nell'amatorientra, fa delfuo efilio piaceuole uendetta ,in quanto che le fiamme,ondeegliarde, tormentano parimentel'og= gettoamato.Laqualmerauigliafoloha luogo ne gli amantiriamati,de quali el'amor reciproco ne l'uz دو دد כס no &nel'altro,ilcheper quelle uoci leggiadramente dalpoetaſegnatesicomprende, Quando giugnepergli occhialcorprofondo, L'imagin donna,ogn'altraindiſiparte, Et leuirtusche l'anima comparte, ›› Lafcian lemembraquafiimmobilpondo, >> Etdelprimomiracoloilſecondo ,, Nafcetalhorche lascacciataparte >> Daſeſteſſafuggendoarriua inparte → Chefauendetta,e'lſuo efiliogiocondo... Questoſteſſomiracolo amoroso èmolte uoltedella pallidezza negli amanticagione,diche nerendonote stimonianzaquelle uoci, che le precedenti ſeguono, 63 » Quinci LIBRO 70 » Quinciinduouoltiuncolormorto appare, دو ” دو Percheil uigor,cheuiuiglimoſtraua, Danißunlatoèpiulà,douestand. Etaltroue, ,, Volgendogli occhi almionouo colore, Chefadimorterimembrarlagente. Il qualeeffettoquo comportare lauita 1 l'amor nello amante inſiemeſanza ,ueruna contradittione : auegnadio che gliamanti uiuonone gliamati ogget= ti , inſeſteßimorendo, ondeilpoeta ,inperfonad'A more. " Sicomei mieifeguaci difcoloro, Einunmomentoglifo morti&uiui. Un'altra merauigliafoffre amorehauere nefuoi feguaciluogofouente,che l'amanterimirandola don= naamata,ficomeella lui,perla conformezza delle pellegrineimpreßionifatte nell'anima , nelsangue nefpiriti uitalidell'uno &dell'altro , tuttele uo= gli&pensieridella donna comprende,& la donna quelledelloamantealtresi .Lacagiondicioſempremi perfuafieſſerela trasformatione dell'amantenello ama to, &oltreàciòlaconformezzadeloropenfieri:on= del'animapergliocchi ſcoprendo gli affetti fuoi ad unoadunonelle rapresentaaldifuori , nonaltramen= techeſed'uncristallo traluceßono . ilchelasciò ricor= כל datoilpoetaperquello ,cheediffe, Poi chenoftrouedereinme rifplende, › Comeraggiodifoltraluceinuetro ; »Basti دو PRIMO. Bastidunqueildefiojenzach'iodica. Laqualcosafucagione chegli occhi fenestre del l'animanostrafufferondagli antichichiamate, per effe 71 reminiftri &apportatoridellepaßioni &moumen= ti dell'anima al di fuori, nondimeno , eccettuati gli amanti,non è neceßario,cheſempre gliocchi &iluol torendinodelle interne impresioni testimonianza,fl comefilegge, >> Etcofiauien,chel'animo ciascuna >> Suapaßionfotto ilcontrariomanto » Ricopreconlauista horchiarahor bruna. Matratuttigli eßempi ,che della trasformatione degli amantifipofono ritrouare , &dique fpiritel= li cheper gli occhi loroeſcono entrano mentregli loro oggetti contemplano,unoueneha, ilquale non Sanzaifconciodelpoeta,gline duenne,bauente forza di mostrarui , quantoin fimili cafi habbinodi potere leimpreßioni portatedal lume de glioggetti amati pergli occhidegli amanti. Conciofiache,natural menteparlando ,ſi ritroua ,non pur loamantehauer preſo qualitafpiritalepergli occhilasuadonna gua tando;maetiandiocorporale:diche uncaſoneraccon= ta ilpoeta,che eßendo laſua donnadell'unodeglioc= chifuoi offefa ,il poetala uidde , &comeeradifuo costumefiſſamente guatandola preſenell'unodeſuoi, permezzodellepellegrineimpreßionidafpiritelli por tati,quello steßo accidente,cheera in lei ,st comefi uedeinquelleuoci. C4 »Che LIBRO دو دو 72 Che daldestr'occhio, anzidal destrofole : » Dellamia donnaalmio destr'occhio uenne Il mal,che midiletta, ১১ دو non midole. Questa cõformezzadi diſio è cagione d'un'altro miracolo che lo amante beneſpeſſoguatandolacofaa= matadiuienefimilenel comprenderea gli angeli del cielo,ouerointelletti diuiniche uogliam dire : liquali l'un l'altro fiintendono merce diquell'occhio mentale, ilquale nedi lingua,nedifauella diuto ricerca,ondees fiueggonſi l'unl'altro li lor inuifibili penſfieri,ilqua= le effettouagamenteeſpreſſeladoue il poetadiffe, Conobbbi allhor,fi comein paradiso Vedel'unl'altro in talguijas'aperſe Quelpietoſopensier,che mainons'erſe, >> Mauiddil'io, chealtrouenonm'affifo. Ilquale effetto per alcunamanieranon ſeguirebbe, ſenonfuffelafimiglianza &conformezzadelloaman tecon l'amato,ouer la trasformatione . Ilche chiarofi rendeperquellochealtrouefilegge. >>.Nelfondodelmiocuorgliocchi tuoiporgi Atepaleseàtutt'altri couerto. Merauigliofißimo équello,che hannodettogli an tichimaestrideſegretinaturali ,gli amanti diſiderofi delmorire nell'atto che eßi compiutamente ueggono gliogettiamatipreſentifarsi allamorteuicini ,poſcia perlagioia,cheſentono diſouerchio rimanerinuita, >> Ma'lfuonchedidolcezzaiſenſilega >> Co'l grandefird'udendo effer beata, L'an 2 22 PRIMO. 73 L'animaaldipartirpresta raffrena. Quest'altradistemperatezza pruouano nella lor uitagli amati chel'uncontrarioaccrefcielaforzadel l'altro, unfimigliantel'altro perdeſouente.ondedo uendoconlelor donneragionare,lauoceagghiacciata دد nelpettomanda parolein manierafredde &fpente, cheapenapoſſonoefferintefe, Ond'ionon puotemaiformarparola Ch'altrocheda meſteſſofuffeintesa,.. › Coſim'hafatto amortremante&fioco. Vn'altradiſaguaglianzaſentono gliamanti, per= che nesdegni &orgoglidelle lor donne,mirando in effefentonfi ,trasformare, quando inghiaccio,quando inmarmo, quandoinaltraforma: ondefi leggeap preſſoil poeta di Lauraparlandotuttauia, >> Poquelloinmechenelgran uecchioMauro >> Medusaquandoinfelcetrasformollo. Etpocodipoi >> L'ombrafuafolafailmiocor unghiaccio Etdi biancapaurailuifotinge, » Magliocchihannouirtudifarneunmarmo. Lascioanchora stare infinitialtri miracoli,onde la uita degliamanti è piupiena,chedi stelleil cielo, ò di cocchiglij li marinilidi : fi come il uiuere di doppia morte ,ilmoriredidue uite , il morir uiuendo,il ui= uermorendo, il riderpiangendo , il temere ardito, il : gelarardente,ildolceamaro, l'utiledanno,ladubbia ſicurezza,l'infidofostegno ,il caderfido , il chiaro e s dubbio, LIBRO 74 dubbio, l'occultofapere, iltacitogrido, il loquacefi lentio, ilgiustotorto, lasdegnoſapace, ilfidelingan no,lalibertaferuitu , l'utildanno , l'amaroconforto , lidolciguai , gli amicheuoliodi ,le perdonatriciuen= dette, il freddo ardore , la timida fperanza, ilueder fanzaocchi,l'amaraltruipiuchela uita propria, il perdersesteßoper ricercaraltrui ,iluiuerdidoglia, ilpiangercantando,lo stancoriposo,ilchiaro disho= nore,ildannoſo guadagno.Aqualifeguonodi dictro queglialtripensiero ingrembo ,uanitate in braccio , fuggitinodiletto,fermo affanno,dubbia fpeme, breue conforto,penitenzadoppo leſpalle,lunghierrori, ui fionfallaci,falfe opinioni, torbida confuſtone, ragion pigra, &follecitofurore:dellequalpaßioni&foffri mentila uita de gli amantièpiupiena, chedi fiorile campagnenella primauera, òd'arenelimarinifondi : laqualcosa,comecheil poetauerißimoamanteſi fuße, ilfecetantedellefue carte lasciardicotescecontradittio niuergate:ondefileggepertutto. " دو " د دد L'amarm'èdolce, utileilmio danno, E'luiuergraue. Quantaariadalbeluiſomidiparte Cheſemprem'eſtpreßo&filontano. Sentoamorfid'appreßo, Chedelfuoproprioerrorl'alma s'appaga. Ouiuamorte,òdilettoſomale, » Comepuoitanto inmes'iono'lconſento? " Si lieuedifauer d'errorfi carca; : Ch'i " PRIMO. ,, Ch'imedeſmononſoquelchemiuoglia. دو " 72 Ettremoàmezzaſtateardendo iluerno. Ch'ipiangol'altruinoia&no'lmiodanno, Etciecaaljuomorirl'alma conſente. » Cheprò,feconquegliocchiellaneface >> Diſtateunghiaccio,unfocoquando uerna ? " دو " دو دد دو د Questahumilfera un cordi tigre òd'orſa, Ch'enuistahumana,e'nforma d'angeluene, Inriſo,e'n pianto,fra paura &fpene Mirotafich'ognimiostatoinforſa. Nonpuopiula uirtufragile&stanca Tante uarietatihomaifoffrire 75 ১ Che'nun funto arde, agghiaccia,arroſſa,e'mbianca. » Etudiſoſpirandodirparole, ... Chefariangirimonti, starifiumi. Lequal contradittioni ſecondritto occhioferanno uedute;farannofeded'unainfinita, &ia ,&fe= licecognitionedelpoeta, non altramente lifuoi leg giadricomponimentirendendouaghi ,diquellochefac cianoleſtelleil cielo:ſi comequeglialtriteftimonian zanerendonoaltresi. » Veggio,penso, ardo, piango, &chimisface. دو " دو " Semprem'einnanzipermia dolcepena. Cofiſold'una chiarafonteuiua. Moueil dolce &l'amaro,ondeiomipaſco. Unamanſolamiriſana &punge. Milleuolteil dimoro &millenasco. Amormifpronainuntempo&affrena, » Affecura 76 " LIBRO Affecura &fpauenta,arde, agghiaccia, دو دو ?د دو כל دو دد د دد Gradisce sdegna,àfemichiama &scaccia. Hormiteneinfperanza & horinpena. Dolce&acerboch'ipauento, bramo, D'amor tragge indiun liquido fottile Foco, chem'ardeallapiu algente bruma. Dolciire,dolcisdegni, dolcipaci, Dolcemal,dolce affanno,&dolcepeso, Dolceparlar, dolcemente inteſo, Pien di dolce ora, piendi dolcifaci. Macom'piumen'allungo&pium'appreſſo Et perfar miedolcezze amare&empie. Sottobiondicapei canutamente, E'nhumildonna altabelta diuina. Etquebegli occhi,cheicorfannofimalti, » Poſſenti àrischiarar abißi ¬ti, Ettorre l'alme à corpi darle altrui. Questi affetti o distemperatezzede gli amanti, ſo noquelle, che ficomeuidißi,fannoparere li poeti bu ui giardi,per efferfuor dinatura &àſeſteßi ripugnan ti . Liqualinulladimeno inteſi dirittamete,fannopiuto sto della miferia degliamāti,chedelle mězognedepoe ti fedechiarißima:fi cõenõrincreſciědoui , questialtri agiugnerò,liquali alla memoriahora miſoučgono. دد 5 Innobilsangueuitahumil&queta, Etin alto intelletto un puro core, " ১১ Frutto ſenilein fu'lgiouanilfiore, E'n affrettopenſoſoanimalieta. 2 22 Et PRIMO. دد دد دد دد دد 2د دو 22 دد دد دد دد Etunattocheparlaconfilentio.. Puofarchiaralanotte, oscuro ilgiorno, E'lmelamaro, addolcirl'aſſentio, Sappiailmondochedolce ela mia morte..... Diquebegliocchi, ondeihoguerra &pace Chi micuocono'lcoringhiaccioe'nfoco. Lietepenſoſeaccompagnate&fole Donne,cheragionando tteperuia. Indi manfuetudine,&durezza, Et attiferi &humili&cortefi, Forte egualmentenemigrauanpesi, Nel'armi miepuntadi sdegnifpezza. Arda,òmora, olanguiſcasun piugentile Statodelmiononèsottolaluna. Sidolce è delmioamaro la radice. In dubbiodimio statohorpiango,horcanto, Et temo &fpero,&inſoſpiri &rime Sfogo'l mioincarco,amor tuttejue lime >> Vſaſoprailmio cor afflittotanto. Constil canutohaureifattoparlando 77 ر » Romperlepietre, pianger didolcezza. Conquestefifattediſcordanze ad unoisteſſo termi ne anderannolefintionidelli poeti amanti , mentreef= fiin unpuntofentirannodagliocchi delle lor donne millefoaui dolcezze meſcolati con altri tanti amarißi mi affenzi:ilche cagiona inloro tutto di, paura , ardi= re,dolore,dolcezza, fpeme,timore, pallidezza, rof= Sezza,manfuetudine,furore,uolere, &diſuolere . O quando LIBRO C 78 quandoeßidiconoſe àguiſadifarfalle andar dietro à quellochegli arde:quandoseaquileallume deglioc= chidellelordonnefifanno , &talhora alcigno,&al lanotio'a, &adaltroanimale uannoſiraßimiglian= do. Oquandolelor uociperpiagge & monti can= tandon'anderannoprouocandoapiangerglialberi, i fiumi,leſelue, &leoccultedeitadellaterradelordă ni,ficome rallegrarsi& riderede lorripoſiquelli stef fi. Similmentequando eßidicono paſcer il cuore de fofpiri,di lagrime ,nodrirſi tutti e pensieriloro ef= ſereſaetteacutißime,il uiſodellelor donneunfole, il defirfoco,lafperanza unſprone,lagelosia unfreno, iltimore unghiaccio , ildisdegno unoincendio, lalor uitaunanauesipenfier remi,ifofpiruenti, le lagrime pioggia,l'irenebbie,l'error &l'igonranzafarte, gliamatiogettitramontane,&porti . O quando eßi diconoeffereffronatidalla uoglia ,guidati d'amore, tiratidalpiacere,traſportatida l'uſanza,& lufin= gati,beati effer infogno,contenti di languire, felici d'abbraciar l'ombre,uaghidiſeguirl'aure,nuotare in profondo &cupomare,folcarne l'onde,fondarnell'a rene,ſcriuerneluento,uagheggiar il Sole,cacciar con buezoppounafuggitiuadama,effer cicco nelſuo bez neprontonelſuodanno,mercar lagrime, &doglia, languirdolcemente,arderdalunge&agghiacciarda preſſoportarnelfronte lifucicordogli impreßi,far leggidell'altrui uoglieàſemedesimi,etcangiarfiinun puntodipiucolori . Oquandodellelor donnefauel= lando ८ こ PRIMO. 79 lando &fcriuendo dirannoquelle eſſereangelidalcie loinformehumanediſceſi,gliloro capelli,diranno eße rehorad'ambraterja,hora difinißimooro ,la fronte lucente, digrauitadifpenfatrice,gli occhi stelle del= lepiufcintillanti&chiare legotematutinerosecongi gli ò con neuemescolate,ilnaso di bella&uagamisura Sanzadifettoche gli s'oppona,la picciola boccahora al minio,hora al cinabro, tal'hora àcoralli ,& ru binetti orientali andera agguagliando, lagolaalleco lonnedifinißimoalabastro , ilsoppostopettoal bian= comarmo ,lepopelline àipomi acerbi&crudetti,la perſona allepiu belle &immortal dee,lemaniàcinque perle d'oriental colore , il caminare all'andamento delleformedel cielo ,pienodigrauita &magnificen= za,&finalmenteniunapartedirà eßereſenon bellißi ma&commendabile.Oltrecheeglidirà le chiomeef ferelacci &nodi strettißimi, onde ilſuocuorerimaſe in liberta d'altrui,gliocchi dirà accenderfiamme ar= dentißime,la bocca traledolci perle mandar paroleat teàfpezzar ifaßi, arderlaneue, & aguifadi quelle diGiofuefermar ilfole,quelleall'harmoniadefuperni giriindolcezzaegualirendendo:legotedira hauerfor zadi raßerenar ilcielo,et imprimere nell'aria unadol ce&foauequalitaamorosa,lemanilanciardardi strali pungentißimi,&portar millefafci d'impiagati cuoripreda,il petto eſſere d'amore,di gratia ,d'hone= sta,difenno,di ualore dicostumiun fonte,pieno di Jaggietaltipensieri,tutte l'animede mortalialla con= tem= 11 1 80 LIBRO templationedellecelesti bellezzeritiranti,& finalmen teognipaſſofarfiorirep le sterilpiaggie gli acanthi piuuaghi, lerosepiuodorate:niuno atto,niuno mo uimento estimando effer,senonè dilettoſo,dolce, dileggiadria infinita pienonellaſuadonna ;nella cred tionedi cui,dirà le stelle & ilcielo &glielementi ef ferſt à prouaaffaticatiperfarla nõ altramente chefpec chiodinatura, ò eſſempio dellemaggior bellezze che maifi uiddero,ò testimonianza delle ricchezze del cie= lo:&efferſi co'lfortunato parto dilei tuttele ſtelle benigneaccompagnate,& difperſe tutte quelle,che dellemondanefciagurefonoministre,&difpenfatrici ; ondealmondopiuchiarolampo di uirtu &dimeraui gliane ufciffe,&inpocofpatiofi chiudeßono , costu= miangelici,beltanaturale,habito adorno, regalnatu ra,intellettoangelico,anima chiara,uista pronta, oc= chioceruiero,prouidentia ueloce, altopenſicro,genti lezzadifanque,defiod'honore,gratia ,fenno, destins ualore ,leggiadria,arte,natura,&uirtufopranatu= rale.Questa diraegli ßereunsoledibellezza,un'an= gelodi costumi, unfonte dileggiadria,unmard'hone= Stasuna idea deluiuerbene,uno eßempiod'Iddio ,un Specchio dimarauiglie, unafcalachealcielo ci guida unaphenice orientale diincomparabiliuirtusunſeggio d'amore,unachiaue d'amorofedolcezze, un albergo digratia&cortefia,un ricchißimotheſoro,un termi nedeglihumanipensieri,un candidoarmellino di puz dicitia un porto deglihumani naufragi,una tramon= tana PRIMо. 81 tanadell'amoroſe tempefte,uno ogettodituttie beni, unmiracolo dell'etànoftra,un mostrodinatura,un pe fodegnodiVirgilio,etd'Homero,un contrastodi bel lezza &d'honesta,unafiammaoltralebellebella,un Sostegno&colonnadeglihumanipenfieri , unultimo sforzo delcielo di natura ,&finalmenteunabelta Sanzaeffempio. Molteuoltelipoetiamanti, per isfo garelaforzadiqueldefiocheſentono,&perfpiegare ipregidegliingegni loro, diranno,licaresguardide lelordonneefferedi tal forza &ualore,chedellalor dolcezzauengonoàfpezzarsilipiurigidiscogli,l'ac quecorrenti &fonore atacere&fermarsi, ilcielod rallegrarsi ridere,la nottedi torbidaferenißima di uenire,gli alberip alcunapiaggiapafſſante inchinarſele perriuerenza,la terradaſantiueftigitocca d'ogn'in= tornodigigli etdi roſe uermiglißimafiorire,li boschi piupienid'animalidarſi che perl'innanzinonſoleano euenti,allhorachecon maggior sdegnouannoperl'a= riaguerreggiando,alloappariredelfuobeluiſochetar filegrottepiuriposte &herme da puriraggideſuoi begliocchiqualitaprendendo diuenir lucentißime, l'on demariueconmaggiorforza dacontrari uentipercof ſeinunmomentotranquillarfi ,gli augelletti di mera= uiglia starſenefu l'aliſofpefiet pendenti, acendo,lefie repiucrude &feluaggie,qualalsuono dellacethara d'Orpheoplacarſi,altenoredelledolciparolediplag= giainpiaggiaſeguitādola,gliangelida lor cerchimo učdofi,uenir adascoltarla pmarauiglia,ilfolefu'lmez fI το LIBRO 82 zogiorno la statefarsid'inuidiapieno,piudolci, piu uiuiraggiin lei ſcorgedo, ognicosa delmõdo uedědolafarfegnodi stupore&d'allegrezza.Quelli Steßi l'animo rivolgendo alleſciagure et trauagliloro diranola loruita nõefferaltro,cheunbersagliodell'a moroſejaette,che in eßiuengonoper l'empiemanid'a morelanciate.Horadaloroprendera ilpoeta nome, poſciacheeglilefue uogliejempreuerdi &stabili por ta:Hora di Cigno animaleàlui fimigliantißimo pche con il cato àpocoà pocoualàſuauita&le sue ango= fcieterminando:Horad'unſaßouiuo &sbigottito,s'a uienecheallaſua donna auicinandofi vin leirimiran= doučga,nonaltraměte cheſeilcapodi Medusahaues Seueduto,in durBima pietratrasformato:Hora d'un fiumerapidißimo&fonante,hauendoallo abbõdeuole humoredellelagrimerisguardo,chedagl'occhiglipio uono:Horad'unaJelcedurißima,hauendo rispetto alla uitafeluaggia &ficracheegliàguiſaditroncouatra hendo,Horain unuago&folitarioceruo,perrimem branzadiquella ardentefete , alfonteditutte ledolz cezzenelcostrigneà correr tutt'hora uelocißimamen te.Hora nell'acquila reina degli augelli ,forſe ramen tandosi diquellaarditafperanza ,laquale di primie ro uolo tant'altonelrileua che egliperloſole stem= prandol'ali, qualIcaro uieneper l'aria cadendonel maredelleamorose angoscieadeffer inghiottito . Ho ranella Phenice , fpetial merauiglia dello Oriente , percheegliconpari accidenti nella piu alta cima de Suoi PRIMO. 83 fuoipenfieriſottoeraggidell'amatoſoleardendo,piu chemaiuago &ardito negliamorofitrauaglirina= ſce:Hora allefontidell'iſolefortunate ,poſcia cheegli uiuemorendo &muor uiuendo: Horaadunaferrata naueper l'indianomarepaſſante,laqualeda glinafco fiscogli uienetra l'onde ingozzata quello stesso inse medefimoprouando,ilquale perlomaredellelagrime trappaſſandouienedalliduriorgogli dellafua donna nelfondo dellemiſerieſommerſo.Altreuolte eglian= deradicendoſeeſſereloHelitropio,cheraggirando al foledegli occhi amatimai prouaun'hora di tramißio neafuoi rivolgimenti.Dira lafuauita non eſſere altro perauenturacheunastanca naue, colmad'oblio,paf= Santeperafpromareſullanotte il uerno , fra Scilla Cariddi,alcui gouernoflede ilfuonemico,coremi depenfieri,conlauela da ſempiterni uenti di ſofpiri combattuta,ſottopioggiadilagrimare&fortuneuole něbodisdegni,con lefarted'errore, &conignoraza attorto,lontanodalla Tramontana delporto incer to. Diraſeeſſereilferrodall'indianapietra moſſo . DiraſeeſſereAtlante,poſciachefi grauiſomefoprale miſereſpalleſoſtenne ,quale èilpesodegliinfinitiſuoi trauagli&penfieri.Anderail mal uolante Icaropro uerbiando , che delle create penne raßicurato diede perl'aria losfortunato &pocofeliceuiaggio , quafi comeſe l'alidellefuefperanze haueſſeprejo, nonha= verebbecadendomiſurata l'altezzadel cielo ,&dato nomealmare. Infinitewolte pensando allo cadere di f 2 Phetonte LIBRO 84 Phetonte,dira uolere eſſere stato nelli steßigiornial mondo, auegnadiochecon lacopia degli humori,che dagli occhiglicaggionohaurebbe potutola terra di Secca&arfaimmantinentefatta diuenire uermiglia et fiorita. Egli Eolo Iddiode rabbiofi &sfrenatiuapo= riandera fupplicheuolmente pregando,chequelliuo= gliaraffrenare,che dalſuojofpiroſo petto uengono tutt'hora portati.Tal uolta argomentaranon effereal trolofuocuoreche unafeluafoltißimap limolii stra= liàlui perl'empiemani dellafuadonnalanciati.Al= cunafiata anderalaſuadonnadifurto grauißimodan nando,nonsolamenteperhauergliinuolatol'anima lepartimigliori,diche eglileggiermente l'afſſolue,ma conat perhauertoltodueſtelle alcielo, lo fplendoreal jole, rolle li penfier casti Jaggi all'anime beate,le paroleà gli angeliſanti,iluiſo à Venere, loJembianteàGiunone, la destrezzaà Minerua,l'oro,l'odore & le per= o Cobrodile all'Oriente,niente in lei naturale proprio lascian inni; do,chel'ire,&li ſempliciorgogli. Similmentela ſuauitadiraeſſereungiardino incolto quale co'ltornaredellauaga sterile, il odoriferaprimauera, tutto uerde &fioritoſidimostra,poſciachein effo lui fimileufficiofannolidolciraggidell'amatadonna, la= qualecongliferenisguardidefuoi begliocchitutto nel rended'altipenſieri etdi tranquille uoglieripieno fiorito. Perquestacagion isteſſa l'amatadonnaaljo= lediraeſſerefimilißima :laquale comperatione èpiu d'ogni altranelle bocche de poetiamanti ,ilchefafor= fe 85 ſeriguardandoallaſemplicita Gunitadellaſuadõna, PRIMO. laqualefola&fimplice,codolciraggidellefue bellez zeredealletenebre di luidepeſterijuoi infinitofplen= dore:Horadirachesia unafierafuggitiua iſnella, poſciache allefueuoglieſempre rubella &fugace la comprende:Horaaduntranquillo &ficuroporto,per eſſere lofperatoriposodeſuoi lunghiuiaggi: Horaal l'indiana pietra come àuerißima &primiera cagio= nedeſuoiſommergimenti:Hora ad un bafilisco,che co ilmortalißimosguardoilpocofperto rimirante bene fpeſſoancide, posciacheegliguatandola dolcementefi muore:Hora adundiamante,ella ueggiendo nonaltra mětepiegarsialsuonodefupplicheuoliprieghi diquel lo,cheeglififaccia allepercoſſe del martello : Hora perl'iſteſſa cagioneaduno immobilescoglio, effendo di taledurezza;che neper pianti & lagrime , che egliſparga,puo rallentaregiamai ilfreno degliostina ti orgogli:Hora adunricco &generoso palagio di bellißimo tetto d'oro ,difinestre lucētißime, dimura alabastrine, in ogniparte diſe felicementefornito: HoraadunaPhenice,parteallaeternita delſuo grido pensando,partealla incomperabile bellezzadi lei, la= qualeàjemedesimasola onoaltrui raßimiglia:Hora adunafieraconuocehumana, cacciata da due ueltri, poſſente àraccenderdiſeGioue nel cielo :Hora ad unanaue con lefarte diſeta &la uela d'oro,d'auo= rio&d'ebenocontesta ; Hora adun'alberoegualed'o dore, diperfettioneàquellidelParadiſo:Hora ad f 3 und 86 LIBRO unachiarafontanaſorgente d'unſaßo, &acque fre= Schißimeconfoauemormorarfpicciante :Horaadund bella&leggiadra&penſoſadonnacontrasestessa bu mile, &incontrad'amore anziſuperbettachenon, in biancauefted'ororiccamente fregiata caminante: quandoinunaforma, &quandoinun'altralaſuadon naàguiſadiProteo mutando &alterando,cirende ampiateftimonianza degli effettid'amoreconperfet= to drittogiudicio:liqualiperciocheſono ueri&da gliamantiprouati;perquestonondebbono macchia= redi mentitoreil nomedelpoetaper alcunmodo . Et postochemenzognefalfißimefußero ;elle nondimeno nonhannodaeßereimputatealpoeta comepoeta ,ma Solamenteinquanto amante . Percio che amanti dico nodiſentirequeste sifatte diſcordanze nelli lor cuo= risondelapenadellamente afflittaseguace , ne manda aldifuori nellecartemillerimepienedifuocodi ghiac cio,di paura,d'affanno,difperaza,di ftratio, dimorte, di pianto.Chequeſti tuttiſonode gliamanti come amatipriuilegi,difarmatiandarſicurı, ingõbratid'or goglioandarhumili,lietißimiſconfortarfi,tranquillißi misturbarsiguerreggiatihauerpace,immobilimutar figiacědo interrap locielo uolare,tutto il mondo ab bracciarenullaſtrignedo,prigionato uiuerin liberta, anciſo nosentirangosciaſanzaochi ueder lõtano,ſanza uoceparlare,bramosodimorirchiedercoforto,ſeſteſſo odiadoamar altrui,paſcerſid'affanno,etdidoglia,co mefußeilmaledellaſusuita dolcißimo nodrimento . Questi 87 Questi affetticofifattiſonodegli amanticomeamanti PRIMO. madapoeticantatigentilmente parteper giouare& parteperdilettarefcriuendoſt,chente eßihanno per costumetuttelecose alla uita humana appartenenti di fare. HaueaquesteparoledidirefornitoM.Sperone quandoilBarocci &M.Paoloſopradiquestamateria ragionando ,doppol'hauerſidimoltecofequando dal l'unaparte, quando dall'altra jopradi questofatto dette,s'accorferoche ilMacigni piegato ilmentofopra delpetto ,dormiua,ondeciascuno auedendosidiciofor risealquanto , rachetaronſitutti immantinente. Il qualenonguaridoppo riſuegliandofi,&leuando la testa s'auidde,che eßi il rimirauano,onde diffe,la dolcezzanonmenodelleparolediM.Speroneche del= lamateriadalui raccontata,mihadi maniera fopra prejo&uinto;che iohoramiaddormentai,& unfoa uefonnomibaueane gliocchimandato. Forfeuoleud= teinferirelanota il rincrescimento,riſpojeloSpea roneimmantinenteal Macigni, csere stato dellamia digreßionecerca allipoeticagionedelnostro addormē tarui,poſciachedouendouiiodimostrarediquantagio ueuolezzaſialaphilofophia alloſcriuer bene, ui con= dußiàuederelaphilofophiaeſſeremolteuolteſcompa= gnatadallelingue ,&lipoeti noneßere buggiardi e maioneluerotestémeneueniuo ladoueioera gia fa buona pezzaafpettato.Dico dunque che,se bene ui ricorda sioui dißitutti eprecetti,ondegioual'orato re&ilpoeta,eſſere è precetti moraliouero intelletud= f 4 lili LIBRO 88 lizliqualidi neceßitaſiprendonodalla cognitione del= lecofe diuine &humane.Ilche eßendo ui domando comepotrannogli oratori et ipoetiilfine loroeſſegui re,fanzala cognitionedellecofe &diuine&humane? certoin nifſfunmodo.Effendo adunque la philosophis cognitionedell'une l'altre ;non mipotetenegare, chenofacciademestieràdouereſſeralmenoinqualche parteinteſadachiunque intuttelelinguefperadifcri uerbene.oltre che(laſciando tuttel'altrelingue&del lauolgarragionando)lecojediDante Aldıghieri delPetrarcatutteſono d'altißimiſegreti diphiloſo= phiaripiene,tuttediprecetti moralietintellettuali me= ſcolate,come iopotreitutteleuolte dimostrarui che eglifaceſſe di miſtiereet questo intuttele lingue cõue nirft&starbenemiperfuado.QuiuirifpofeilManu= tio,be m'haueteperfuajouoiM.Speronetaphilofophia eßereneceßariaalloapprendimentodellelingue:percio chetuttelecose,chenoiſcriuiamo ricercanounafalda etintieracognitionediuarie cofedinatura,lequaliuoi diteconoscerfidalla philofophia ,ma nonueggioper= ciocomenonſipoſſadire lofimigliantede l'altredot= trine arti oltrelaphilosophia . Chepercheeſſendo leleggipartedellaphiloſophiacome tuttiaffermano , uoidiceste nonhaguari , uoihauendo dettola philofophiaeffer neceffaria perſcriuer ottimamente, quelloſteſſoneuerra( s'ionon mi inganno ) delleleg= giſimilmente &cofidiremmo della Theologia , &di tuttel'altre,lequali trattando dicofe ò diuine òhu= mane PRIMO. mane,parecheſottolaphiloſophiaſicontenganoper l'i steßaragione,ò cheto leuostreragioni non beneinte= fi.Oltrechenoiueggiamoeffer 89 in Dante&nelPe trarcadimoltiluoghi nonmeno diphilofophia pieni , ched'altre arti difcipline,comeſonoquelli che hora mifouengono nelPetrarca. Mapercheiotemochefarebbeunuarco دو Dipiantoinpianto,&d'una in altra guerra ; » Diquadalpaßo,cheanchormisiferra, ” Mezzorimangolaßo &mezzo il uarco. Etaltroue. " د " LaffononàMarianon nocqueàPietro Lafede,cheàmefoltantonemica. Etinquelluogosimilmente, Nellastagion che'lcielrapido inchina VersoOccidente, che'ldinostrouola >> Agentechedelaforſel'afpeta. InDanteinfiniti qua &la ſparſi ſene ueggono quafiin ognidifciplina:ma questi duieffempiperhora دو دد دو basterannodifouerchio. Ondel'humanafpecieinformagiacque, Giuperſecolimoltiingrand'errori FinchealuerbodiDio difcender piacque. V' lanatura,chedalſuofattore S'eraallungata,unioadfe inperfona Coll'attofolodifuo eterno amore. • Etquell'altro doueeglidiße, Nellaprofonda&chiarasubsistenza e fs »De هو LIBR O Del'altaluceparuemi tregiri Ditrecolori d'una continenza, د د " Etl'uno l'altro come irida iri Parearefleßo , e'lterzopareafuoco, Chequindi&quinciegualmentefpiri. $ QuiuiloSperonemezzosorridendo diſſe, queſtoe altroM.Paolo,chela dolcezza dellemie parole ,fi come teste diceua il Macigni,perciò che uoi mouetedub bida rifuegliar Endimione,piuchedarenderfonno a gliocchinostri: &fecoſiperauentura haueſſefattoil Macigni ;iomipensocheilſuoſonnononfarebbe cost dolceſtato,chente glidice:ma uoglio nondimenoche uoisappiateeßermicarotuttauoltache ioragiono,che ciascunochem'ascoltaſanzariſpettodica lafuaopenio= ne . Perciòcheiosonoilmaggiornemicodella adula= tioneforfed'ogni altraperſonacheciuiua : che perche anchoracheioalcunacosadifenda ;non stimoper que= stolemieparoledouer effere l'Oracolo d'Apolline, ò lecortine di Cuma ,auegnadio chenoi tutti huomini flamo, &tanto ageuolià errar difouerchio , quanto noile nostreforzepiudeldouutostimando,diamotro= pocredenza allenoftreopinioni Mauenendo alledu= bitationiuostre,dicoche bene mi prouate tutte l'arti tutte le difcipline poter dare alla eloquenza nonſo che dipiucognitione &ornamento,ma non neceßita peralcunmodo. Inquantochelacognitionedelloſcrit toreòdiproſa òdi uersoquantofiepiu grande,tanto daraalleſcritturé maggiorfpledoreetriputatione. che quelli PRIMо. quelli nonfaranno,che null'altroſaprannoche laphi= او lofophia &l'artedeldire.Et dicendole leggi eſſere parte della philoſophia, è ueroincotal modo,chele leggisonoradicateetfondatenellaparte moraledilei: manonſegueperciò,chesicomelapartemoraleè gio ucuoleper loſcriuerbene:cheleleggiqueſtoſteßo fac cianoanchora. Etquesto auienepercheleleggi han= noallargati&latiqueterminicheſoliper la mo ralecierano basteuoliper lofcriuere. Maquella am= piezza&accrescimento , checi uienper leleggireca to,noncigiouaperalcunmodo,anzidalfinedella elo= quenza ciuengonoſeperandotuttauoltacheperleleg giintendiatequeuolumi &que libricoſt ampietgră dichefuronodagliinterpretiſcritti.delliqualifottrage dogliamaeftramentideluiuer bene&ciuilmente,nien tealtrohaueretefatto che tolto lepretioſe gemme del lamoralphilofophia,naſcoſenelfango dimolteciancie lequali nonaltramentecampeggianolorbened'intor= nodiquello chefaccia un'anello dipiombo ò di ferro adunfinißimo &oriental rubino.Questi precettidi copurißimi, ſemplicißimi , &fantißimi,& diniund pece macchiatibauretedalfonte della moral philofo= phia,intrepartidistinto , chesono l'Etica,la Politi ca , &l'Economicad'Aristotele:lequalileggendo du bitareteſeAriftotelefupiu leggista,chefacerdote,piu Sacerdotecheprofeta, &piuprofeta,che miracolo di natura . Quandouoipoſciadella Theologiaargomen tatechefianeceffaria,perciochedicoſe humane &di= uine LIBRO 92 uineragiona ; ui rifpondo che no,inquanto con la Theologiaconprincipi &fondamenti ,&conclufioni dalle philosophiche dißimigliantißimefauelia , anziſe iodiceßi che contrarie&repugnantiſiſonodeltutto; non temereid'errarfouerebio.&percheegli uifi di= moftri, lasciando gli infiniti eſſempicheſe ne poßono adducere; prenderemo qu llida uvinel Petrarca inDanteſegnati,non uipare che lasciando anchora Stareleintierefententie, nonſienoquelle ſemplici uoci Pietro,Maria Fede all'orecchiedephilofophanti ne miche,che uoi diceſte ? lequali nonaltramente fprezza rebbe d'udire ilphiloſopho;diquello cheuoifarestele fauoledalleuilißimefeminelle raccontate d'intorno al focolare : &perauenturasisdegnarebbenon altrame techeseuoigliuoleſteperfuadere cheilcapo d'Ence= ladofuſſe in proportionecorrispondentealcorpo della Formica. Oltrecheeglidirebbe, noicredendo quello cheDanteneprimiuerfida uoiraccontati lasciòfcrit= to, effereopinionepiumonstruoja &spauenteuole,che l'aspetto di Cerbaro odiThiſiphone, che Iddioilqua leèunafola ſemplice &impermutabileeffenza, do ueßeper cßereperſonalediuijoin padre,figliuolo , amore, cheil uerbo incarnatosi neluentre d'una Verginefanzacarnalconcupiscenzaueniße a termina reladependenzadellanaturahumana noperfonata,la qualdependenzaella ritieneconefſſouerbo , permez= zodellafigliatione( &perdonatimiſequestinovi ter= miniuòfingendo àmiapoſtain cotal modo)detta dal= li PRIMO. 93 liTheologirelatione originale.Ilchefa molto benene il padrene l'Amore,àqualisifattarelationenoncon= uleneterminare etadempierequella dependenzacheto dißtperalcunmodo.Anzisdegnatofidella nostra ofi nione, conalto gridodirebbe,ſciocchi cheèquelloche uoicredete & miferi iltantoſeguirele perfuafioni del uulgoche uigioua? uoi errate , uoitorcete dalla ue= ritauostra perfettione&fanita,per daruiin preda della bugia imperfettione degli animi humani, grauißimafebre dell'immortal uostro intelletto :alqua leuoiporgendodicoſifattemenzogneilueleno,difem piternopluchemortale etferignolofate malgrado di uoidiuenire:maninconici bestemmiatori della natura, bambicheuoifiete. &udendo appreßo la contin= genza,chenoicrediamoeſſere in Dio,la cognitionede particolari,lapellegrinatione di Christoper amorno Stro nelmondo,il peccatodelprimopadre,ilpartofan tißimo della Vergine,ilmorire,ilritornar inuitapoi chefumorto, l'andar incielo;riderebbetanto, che Scoppiarebbe nonaltramente,chefuceilfauoleggiatogi gantello,uedendo la Simia calzarfi.Manoipieta pren dendo dellafux mifera & ostina a openione diremmo, noiconlumeſopranaturale esceleste effer fattidi tut= tequellecosecapaci,cheeglifalfißime riputana , stol= to,cieco,uaneggiante, maninconico nelfangodella lordanatura attuffatto etſommerſodeltutto,falfißimo istimado eſſere il credere ilmodo eſſereſempiterno,l'a nima nostra unafola etfemplice in tutto ,gli angelinö effere LIBRO 94 eſſereſottod'unasteſſaſpecieingrannumero multipli cati,Iddiononoperare contingentemente,& hauere dellefolefpecie contezza,eſſeredifinita poſſanza, & nonpotersi lasua eſſenzacomprenderſt,per diftintio= nedi treperſonepartitamenteefferdiuiſa. Questa lite difcordia maggiorchenonfuquella,chedel chaos ilmondoallageneratione riduſſe,&piu mortale di quella chefutra Cadmo &gliſeminatı děti;mainon uerrebbe àpréder tregua,maiàrapacificarfi,seilphi lofophoda lumeſopradinaturaingombrato,nonuenis Seadifcrederelifuoideboli, natural principi, à cui eglifigrande & fiferma credenza uiene porgendo Etperquesto conchiudo chepoſtoanchorachelaTheo logiadellecofediuine ragioni, &piuueracementedel laphilofophia; nondimeno ella non portaconficoquel lo stretto&neceffario nodo,che alla eloquenzafadi mestiere,qualelaphilofophia conuiene.Auegnadioche àl'oratorepuobastare una cognitionedellecosenatu= rali&femplice:neuipenſateche iouoglia l'oratore ogniragionamentocheeglifara, ogni parolacheegli netrarraaldifuori,fiapiena di queſtioninaturali ò diuine ilchedicendofochealtro nonfarebbe che un met terelatestad'Atlanteal corpod'unmezzanohuomo: madicoui, l'oratore , &ilpoeta douer una cognitio necoſiſchietta&sempliceritenere dellecofe alla phi= lofophiaappartenenti,lequali egli tacendole mostrera difaperle, oltredi questogli ferannounaguida norma,ondeeglipiuuaghe&Jodefententie ne dirui, ♡ 95 maggiorfpledoredoni à tutto quello,ondeeglifcri PRIMO. we òparla.Sicomeueggiamo unoeccellente & accor= todipintore con l'aiuto delpennellofingere nelle pure femplicifuperficieun corpo rikuato, &perforza dell'ombrependentein maniera,cheà chiunqueil mi reradaraadintendere,chelarghezza,lunghezza, altezza ritenga, nondimenoſemplice&ugualepiano Saradiueroparlando . Medefimamentel'oratore vil poetadeonointuttelecosepresupporre quella dolce, Soaue cognitione,nonaltramete lor propriadiquel tocheſieno le stellealli giri del cielo,loſpiritoàcorpi, ilporto alle naui , lalucealgiorno, l'humore all'ac= que,&lafaluezzaalloinfermo . Laqualcognitione nonè altro,chebase&colonnafermißimadell'eloque za,neruodegliefordi,sostegnodella narratione, ui= tadegliepilogi,lumede gli effempi, fortezza de gli argomenti ,ſpiritodelleconfutationi,guidadegliotti mi concetti,difpenfatricedelle regalfententie,&final= mentemelefoauißimo &gratioſo condimentodi tutte leattioni ,chealuero&perfeito oratoreappartengo no.Nemaiuiddi notteſi ſerena&per moltestelle lu= centißimeuaga,nemaipratonella primaueradifiorifi riccamentefregiato,&teſſuto; quantoferena,Guaga riccamenteornata direte eſſer l'oratione di colui,il qualehauracuradirendereleſueſcritture talische& giouarpoſſonocon lagrauitadellecose dette, &dilet tareconladolcezza delleparole,eſca, nodrimento, refrigerio questadell'orecchie etquelladell'animo no Stro. LIBRO 96 Stro.Macomeuoidite infinitiluoghi inDante ritro= uarfisliqualiſemplicephiloſophia addomandarſi poſſo no ;riſpondoche è uero,ma nondimeno auertite,che quelle talcofenonjono per l'intendimento della lingua altramenteneceffarie diquello,cheſienole uoci France Je,Alemane, altreBarbaredaluiconfuerime acco pagnate. èuerocheper la cognitionedi que luoghifa dimestiereſaperle,manonquanto allalinguaToscana: Laqualefemplicementeuiene conosciutada chi legge,in tende, offerualepurißimeprofedelBocaccio&del Petrarca laleggiadra Poefia.EtperdirediDate;egli poteuaJanzadubbiocofid'altramateriaconquellestes Jeuociquandoàlui fufſepiaciutocantare,comedi quel lafifece:dicheforsenefu cagione l'eſſerepiudottophi lofopho, Theologo,cheſoaue rimatore:ondetrafpor tatodall'affettionehebbe piucuradi dire liconcettinel دو ১১ ” دو ১১ l'animocomprefi,chedi limare, &polire lo ſuo stile, renderloinperfettione maggiore,ficome ediffe. Etnoneraanchodel miopetto exausto L'ardordelfacrificio,ch'ioconobbi Ilfolitarioftato,accepto &fausto. Checontantolucore & tanto robbi M'apparuerofplendordentr'àdueraggi; Ch'iodißi ò Helioschefigliadobbi. Succeßedi dietro àluiil Petrarca,huomoſingo= lare diuino,nelqualetuttigli affetti dellegratiepor ferouirtudifaperequale coſaeradadire,onde poteffe tuttigli altri rimatoridi quetempi, anchodefuturi fecoli PRIMо. 97 fecoliduanzare,&qualeſidoueſſe tralasciarein di fparte:ilqualetemperatosidaquel defiderio, cheha= weacoſtdistemperatoſouenteloſuomastro ,la philos fophia&l'altreſcientieapparòdimaniera;che nello feriuere,copiofo,gioueuole, maturo &grauenelren deffe,manontaleperciòche nonfuſſedagli huomini piudolceporta stimato , cheſeuero philofopho,tanto pludalloscriuerephilosophicamente ritenendofi;quan toDanteneera stato piudi luiambitioſo:maper lo contrariofifueglidellalinguauago,quanto M.Dan= tepocoamore&pocacuranehaueuadileiconceputa. Nondimenoquellecose, chenelPetrarcadiphilosophia uedrete ſegnate, tanto piubelleſonoda chiunquele confideragiudicate, quantopiuconla loro gratia raritariſerbanoreputatione&odoredinonſochedi uinogiudicio ,alquale pochißimi ſonoarriuatiò per dirmegliode nostripoetiniuno.Oltrechemaiperco Sadifficile&ofcuradirailPetrarachepura schiet tanonfia, &adombratad'unanatiaproprieta,laqua lein ogni tempofidimostra candidißima alliocchi di quellianimichenelamiranotutto dolce,tuttofoaue, tuttofelice&gratioſonelmirarete,nonduro,magra ue:nonfeuero,mamaturo :non rustico,maciuile:non fpiacevole,maſoaue: nonambitioso,ma temperato; nongonfio,maalto:nonphiloſopho,maſententioso : nondimeſſo,madolce , &inognipartediſefelice il miroquandoioil leggo.Lagratiainluifpira,piouo nogli dottißimiprecetti;abbondanolemoralfenten 8 tic, RAGIO. LIBRO 98 tie,germoglianoi coloriamoroft, fioriſconoin lui le ſcielte &belle uoce:finalmente niunoè,chenonsappia ὁnonveggaleggendolo, in luicomeinchiarofpecchio lauitadelpiuperfetto & intiero &fingulare huomo chemaifulſe,la modestia,l'ingegno,ladottrina , &un giardinodi gratieſempreuago,ſempreuermiglio, ſemprefiorito. Ma lasciando anchora starele lodidi questoleggiadro,&gentilepoeta,lequaliper cõto che àmehoranon molto importano, ritornadoallaphi loſophia uidico,non efſſere cotanto ilmouimentoal cie 10,loſpirito alle membra,ilſepolcroà morti,ilporto al letrauagliatenauineceffarioet propio,quanto ècoſtei àcoloro,che diſcriuere gětilmenteet uagamentes'affa ticanointuttelelingue . Conquestaveggiamo leco= ſenonuifibile,tocchiamole impalpabile, udimole non fentibile,gustiamo le ingustabili, &futiamo le non odorabili,fiamodella primiera cagione ,che èIddio ottimo &grandißimo, comprenditori,ſappiamo in chemanieraſonolecosediuineal gouerno delle terre= neordinatamente preſcritte : ueggiamo l'ordine del fato ,della prouidenza , &della eternitadelleſeconde cagioni :diuentiamo contemplatoridiquelpunto indi= uifibile, dalqualecon moltiraggicotantefpeciedi ui= tenelfenodellamadre Natura rilucono:horalabellez zadiluiconfiderando,horalagiustitia,horalapro= uidenza infinita, inſiemeco'lmouimento decieli , co'l lumedellestelleforme , conglierroridellefette uagan ti,conl'ordine,proportione ,& harmoniadi tutte, infieme 1 PRIMO. infieme, co'lgenerare&corrumperdegli elementi, وو conl'eßerdellepietreſolo &ſemplice, co'l uiuereac= crefcere,etgermoglieredellepiante,co'ljemplicefentir dellemarineconche,co'lſentireperfettoetnobiledegli altrianimali , finalmenteconlo intendere, &fa= pere ,&uolerdegli huomini,termine&fine delle operedinatura, doueellaperuenutafiriposa, met= tefilentio, &comefidiceſuonaàraccolta,nientepiu oltreprocedendo. Maqual cosa èdimaggiorforzas qualepingrande, &piu stimata, &dinostra natu= rascheil ritrouarefra il numeroditanti &fi diuerfi buomini,chenoituttodiueggiamo,uno,ilquale pof= Saperſeſolobasteuolmente fare tutte quellecose,che noiueggiamo apenafareàgranfaticale migliaia?O quale coſa èpiudolce&piucaraad eßer udita,che unaorationepienadiſaluteuoliprecetti , ornatadifen tentiegrauißime,colma d'ammaestreuoli ricordi alui= uerhumano appartenenti,ricca diquellecose, chefan= nogl'intelleti nostriseperarfi dalleterrenefustanze,et conl'alidelpensiero andareperlo cielo àfuo liberouo lerepenetrando?Ouero qual cosafu maiueduta piu poßente&piu lodeuole,che il placareli moumenti ciuili,comporre leperturbationipopolareſche ,la re ligionedegiudici, & lagrauita d'un Serato andar mouendo ,&ciònonconaltromezzo ,checon lafor zad'unaornata &leggiadra lingua ? finalmerte qualcosa fiuiddemaifi grande,fi liberale&magnifi ca,cheildareaiutoàfupplicheuoli,mouer fperanza g 2 àgli LIBRO 100 , àgli afflitti,recarſaluezzaàmiferi,liberarequestoet quellodagraui ,&ſopraſtantiperigli, &conferua= reglihuomininelle caſeqerpatrie loro ? Checojapiu neceſſaria aluiuer humano che ildifenderelecitta,le propriecafe, &l'isteſſe uitenostre ? perche noi nonpotiamo(mercediquestonoſtroſecolo tralignan= te)cofifpeßospiegareipregi dellaeloquenza nepubli chiSenati,qualcosafipuopenſare piudolce,piu foaue piuhumana,cheunraggionardimeftico etfamiglia re,degnodilodein ogniluogo et tempo?colmodiquel Ladolcezzadicheglianiminostribeneſpeſſofinodris Scono,nellaguiſachehorafacciamo.Perciochein que= sto piuchein altro ,doue allebestieſoprastamo ,ſo= gliamoauanzarloro, &eſſeredallaloronaturadißi= miglianti ,in quantochenoi raggionarpoßiamo , quellecoseandar efprimendoaltrui che negli animi nostri dimorano,ilchegli altrianimalinefannonepos fono. Ilche eſſendo,chi dira che noinon habbiamo daaffaticarsi coogni nostropotereàsforzarsid'af feguirquella,ondenoinonmenoſiamoàglialtri huo minifuperiori, di quello chefianogli huomini isteßi allefiere ? Etper diretuttoquelloche ioneſento,qual forza,qualuirtufipuopensare,che fia stata cagione dipoterglihuominiper leſelue ,&per lidefertiqua lafparfià guiſadibestieſanzalegge,ſanzacoftu= me,&fanza religioneinunluogoraunareinsieme et dauitafeluareccia ,&ferignaàcostumi cittadineſchi gentiliandartrahendo , allecitta recarelefan= tißime PRIMO. lof tißimeleggi,li feuericostumi, &tuttel'altrecoseal uluerhumanoappartenenti,eccettoquest'una eloquen zapostainſiemeconla uaga&gioueuolecognitione dellanaturadituttelecosediuine mortali?Maquel locheèpiu,qualcosasipuopenſare,che piudeldiuino meravigliosoinſeſteſſacontenga,chequella, onde noihuominilasciandonelleuaghe,&gentilcompoſitio ni larimembranzadellauitanostra,ſiamoneſecolifu turida infinitialtri conosciutiletti , nonmeno per uaghezza&fodisfacimentoloro,cheà noſtraſempi= ternalode?certoniuna.Ilperchehoggimairitornando oueiouilasciai,potetegiudicarequellocheiodello stu diodellaphiloſophiaſentad'intorno alloſcriuerbene. QuiuiilconteàmepareM.Paulo,diße, chemoltofex testatofacilenelconcederechela philofophiafianeces fariaallalinguahauendodettoM. Sperone cheniuna coſafipuodirepernoi,chesteabene, noneffendoda lacorda dal'archipenzolodi queſta coſi pronta, ifpedita giudicatriceapprouata.Hora dicocofl uagliami il defiderio,&la riuerenzach'io tengo alla ucrita)ch'io coſi aſſolutamente no'lconcederei . Oltre cheioſochefi ritroverannoinfiniti non chemolti di quelli,liqualiaffermando l'oratore &fpetialmente il Toscano,delqualesiragiona,douereßere intuttel'ar= ti&disciplineammaestrato,dirano laphiloſophianõ efferepiuchel'altrecognitioni àlui neceffaria &pro pia.Maquellodouerfiaddomandareloquentechepo= trainognifpecie,in ogniforma, &inognimaniera 83 dicoa LIBRO 103 di cognitionegentilmenteragionare.Ilche(ficome'io estimo ) nonèfarepiul'oratore &il poeta philofo= pho,cheTheologo&leggiſta,o Mathematico; ma ugualmenteintuttelecognitioniammaestrato . Que= sta ragione,penſatoci alquanto,che uoi ditefignor Conte,rifpoſe incontanenteM. Sperone,èstata con= fideratada mepiuuolte.Percio cheeſſendogia due an= nifainquesta terra il Reuerendißimo CardinalBem= boinfiemeconMonsignor Cola,&M.LuigiAleman ni,huomo,comeſapete ,gentilißimo, &incofi fatti Studidallafuafanciullezza nodrito ,miricorda d'ha= ueruditofare questo ſteſſo argomentocheuoi diceste inſiemecon di moltialtri appreſſo:de qualiparea che fidoueßelaphilofophia nonpur lasciarin difparte, mafuggireſommamente comenemica &repugnanteà potereageuolmenteafſeguireilfinedellaeloquenza, delloſcriuerottimamente: inarbitriodiquellilaſcian= dola,chetuttodiuannoperleſchuole&perlepubli= che coronedeglihuomini mormorando Sillogifmi , gittando argomentifraledita . Maio neluero non Sonoſtato( dicheneringratiolanatura ) cofifacileà credere ,che io habbia mai potuto perfuadere àme Steßo coſiſciocca &strana opinione,chente equesta: anziudendo laforzadelleragionidette;mimerauiglia uomolto,cheuolendo l'auttor di quelle ſchernirelo studiodellaphilofophia, moſtrauanelloſcioglierelera gion contrarie, nell'ordirleſueunagrande &am= piacognitionedi quella,maio altro nopēſoeffercagioz nedi 103 nedicoſifatto errore,che ildifiodi uolerepiu toſto PRIMO. allepropieopinioniprestar credenza , &lasciarsi tra fportarepiudalla affettionedinoi steßi ,chedalle ue= rita. Mauenendoalle ragioni uostre fignor Conte, ui dicochela cagione, ondeſtache giouare&effere ne ceßarialaphilofophiadißi &non coſi l'altredifcipli= we, èperche elladitutte cose comunqueuili , &co= munqueperfetteragiona ,lequalinondimeno alpoe ta&all'oratorefannodi mestiere: ma l'altredottrine nonapportanoſecoqueſtaprontaneceßitachedelle co Separtitamente&nongeneralmente fauellano :difcri uel'Astrologoilmouimentodelcielo,gli afpetti,etgli accidentidelle stelle,parla ilgeometra dellemisure Spatij ,fauella dei numerietproportioni loro,l'arithme tico&ilmuſico,tenzonanoleleggidellagiustitia,met tonoinquestione eCoſmograpisila diftintione dell'u niuerfo ;macomelaphiloſophia dico;unaſcienza in= tendo,laqualetuttele coſe,&humane&diuinecom= prende.Ilchefaquestaeßerealloſcriuerbene opportu na,&nonquellechenoifignorConte ciproponefte. Maquandouoiditecheuolendoformareunoſcrittore fecondoilmodochehauetedettouniuerfale di tutte lecofecapace&pronto inragionared'intornoàtutte lecose,cheallhora nonsolamente laphilosophia; ma tuttel'arti&tuttelediſciplineuiferannorichieste,ut rispondocheèil uero tuttafiatacheuoineluogliateta le,qualeformò Craſſoper la bocca diCicerone :ma uolendalo,comeionelricerco, ottimo&perfettonel 84 Saper LIBRO 104 faperdirenelletrefpecie oforme d'oratione,chefone ladimostratiua,ladeliberatiua , &lagiudiciale;fo lamentequesto&nonpiuintendo effergli neceffario. quellochedell'oratoreui dißidel poetaaltro tan= tointendo,nonuisinegaper questocheegli hauendo tuttele dottrine del mondo(chentediſopra uidißi ) questotalenonſiaincognitionemaggior deglialtri, chequelcotantononsapranno,Etperritornaralmio propoſitouidico,non effercoſapiurozza&materia le,niunapiuschifeuole&stomacoſache lamoltitudine delleparolegonfie &ornateſanzafplendore d'alcuna uiuafentenza,laquale&uaghezzaet alimentoleren da. Ets'alcunodiceſſeeßerenell'oratore nel poe= taalcunefentenzeloroproprieet naturaliatteàpoter ornareleuoci&leparoleſanzailuoler ricorreread alcunaarteouer difciplinacome àfacra ancora;riz fponderei,cheſonooueroàcaſouenute nell'animo di chiunquel'uſa, òcheſonodaluiindustrieuolmenteap= parate,doueseconindustriaſerannoappreſeseglid'al trouenonlehauraraccolte chedalfonte uniuerfalißi mo&abbondeuoledellaphiloſophia:&ſeàcafosme ritera infinitobiafimo:auegnadio cheniunacosa èpiu Sciocca °nadi riſa,niunapiudallanostranatura differente,&nemicaàcolorochetemonolegiuste rez prenfioni de glihuominiaccorti;cheilfauellareàcafo quellocheàgran pena potiamo penſatamente andar 4 efprimendochestea bene.Hora cheècolui,chenon fappial'oratorehauernellalinguaunagrandeetqua fiina PRIMO. 85 Rinfinitauirtuſopraglianiminostrinelplacarelep= turbationi,ammorzargl'incendidel mortal odio, quello stessoraccenderenenoſtri cuoripiacendoglisol trediquestomettereet leuarelepaure,raſſerenaregli animi torbidiconfortare,etimpaßionarlementi,affida re disfidare gli animi? lequal cose comefara egli giamai,ſenoncinquello studioeſſercitatocheàconoz fcerelanatura , laproprieta ,laforza il potere, ilmouimento, &lecagionidi moueregli animi ap= partengono?certonon mai :oltreche moltefiategli uerraoccafionedifcriuereòragionard'intorno(come infinite uolteueggiamo ) allanatura d'Iddio,allapieta allaconcordia , alla amicitia , allagiustitia, alla tem= peranza,allagrandezza,&maggioranzadegliani mi,&quellocheèpiu,all'armoniadelcielo ,alle Idee, alFato,allaprouidenza, alla religione,alla immortali tadegliintellettihumani,eta coſifattecoſetuttodiper lebocchedegliottimioratori ,&perlepennedefaga giſcrittori mouentißi . dellequali coſiil Toscanocome ilGreco & il Latinonepuofauellare,&contantoor namento&uaghezzadiuocianchora,contanto fplen dore,&lumedifententie, finalmentecontuttique priuileggi,cheall'altrelinguefuronoconceduti . On= demirimembra,allhorach'iouidißichediquesta maz teria in cofifattoluogoſtragionò dinanzial Cardi= nale,d'hauerlo udito affermare questa stessa openio= neconfalde&tenacißimeragioni; M.AluigiAle mannieſſeretuttoacceſoetriscaldatoſu'lragionarne, 8 s anchora / LIBRO 106 anchorachealcunifiritrouaſſonoàqueſta tentionepre ſenti,alliquali parea ,che nonſi poteße dar ad inten= derequasta pura &ſemplice uerita . Percioche eßi diceano alcunopoter ritrouarſidi tantoingegno &di taluirtu ;che tuttili precetti ,cheal bene ſcriuere benragionare uolgarmente appartengono,ſopra met ter inoßeruationeſanzahauermai alcuna coſa udita dintorno alla cognitione dellanatura &delle nascenti cose:fi comefi uedenello ſcriuer famigliarmente , nelle orationi , fpecialmente in generegiudiciale fcrit= te,&nellefauole,historie , nouelle,chentiſonoquel ledel Boccaccio ,&altre compoſitioni fimiglianti . Douemiricorda, che ilCardinale àcofifatto dubbio togliendoil nodo riſpoſe, che erapoßibile poter iscriz uere lettere , &orationi, &fauole, historie, nouelleſanzacognitione di philoſophia ueruna,ma che laſcrittordiquellenonſarebbeperòdiquellaforma et perfettionecheſi ricerca : auegnadiochediquell'orato reò poetanonfi ragiona,ilqualeconlauaghezza delle paroleſolamentediletta&piace , madiquello etian= dio,checonlagrauitadellefententie, & conla pro= fonditade ibuoniſentimentiſommamente gioua. La= qual rifpofta anchora che uerißimaſiſia,&uenga alla dubitatione togliendo il corſo ;nondimeno,seben uiricorda quelloche iodißidiſopra ,ſignor Conte ne ghereipotereßere,chealcuno è lettere,ò nouelleàd'al tracosafimilefcriuendopoßaſanzala cognitionedelle cofe afſſeguirequellaperfettioneche egliricerca . Per che PRIMO. cheionondißichelelettere,leorationi, 107 tutti gli altricomponimenti debbanoeſſerepienidi precettiphi losophici :ilchefarebbeunuolerfarel'oratore efferphi lofophosemplice &nonoratore, ma inteſiche à uo= lerbene tuttelecosenella lor materiadifcriuer,quan= tunquesemplici&mezzaneſiſieno,fadimestieroche loſcrittoreseperatamente ritengacognitione diphi= lofophia . Etuenianopergratiaallelettere famiglia= ridoue uoi uedete,che anchora che loftiledi quello fiapiudimeſſo piu baſſo degli altri; nondumeno qual ècolui ,cheſcriuendo non cerchidiconſeguireal= cunfine,percheeglialloſcriuerefi diede? horacercan doalcuna efortatione ? hora eccitando all'odio,horato gliendolo,hora ricommandando,hora racconfolan= do,horaiſcuſandosi,boraalcuna altra cosa facendo? Doueémanifestißimacoſa,chechiunqueàfarciòsidi= fpone,cerca diuincere domarglianimi:Ilche come potrafaregli,nonsapendolanaturadellecose,lafor= za glimouimentiloroinſiemeconlecagioni ,onde Amouono,onde fi turbano, ondefi placano,ondefi rimettono, in milleguiſefluengonoduariare?Che Jealcunopotraconlaforzadelſuoingegno tutteque= Itecoſefarecomeàluipiacera,ſanzahauermai lettoò ueduto alcunafentenza dephiloſophanti; neluero egli hauradaeßereallanatura obligatißimoperſempre ef Sendoegliſtatodaleiphilofopho generatoſanzafati= ca.&fanza maestro:ma confideri nondimeno questo buono oratoreòpoeta moltobeneſopra leſueforze: accioche くた : : LIBRO 108 acciochecredendodire alcunacoſauerißimaetda ogni contraditionelontananonſiapiufalsa,cheilaceramen tidi Scilla , & l'antico falto di Phetonte. Si come quelloàcuiuennediftodi metter nelleſuerime quella Jentenzadeperipatetici,ondeeßi dicono tuttele cofe naturali naturalmenteeſſereadunafola operatione in dirizzate,&quellecheſonodiliberouolere effere di tuttelecoseindifferentemente capaci,miferamente conſommainfelicita&biasmodiſſequestefifatteparo le ,parlandotuttauia delfuoco. » Eglinaturalmentehauendoilmoto >> Versoleſtelleinquelcerchioripoſa, " " دو ده ChedallafreddaLunaèmen rimoto: Mal'animogentil,cheadognicosa Mobilepernatura,fi rivolge Aquellaparte,ch'epiudilettoſa. DoueseilToscanoſcrittorehaura opinione diuo lerdire quelle cose,chead altro studiofonoapparte ciuili, nenti,ſi comeàuolerquistionare delleleggi naturali, dellegenti,dellaguerra,della pace,de magi Strati, degliuffici,&dellegabelle ; diròinquelcaſo, cheegli ètenutoricorrere allefententiediquelli, chefu ronoin cotalidiſciplineſcientiati , oueroàconſeglio di quellicheleſanno . Costhauendoeglidaparlare indi fenfione è inaccufationedichisi fia,ſpecialmente d'un proueditored'alcunacitta òprouincia,ſifaeglidi mes ftierecheegli alla cognitionedeluoghi,depopoli; dellecittacost marinecome terretri ricorra. SeneSex nati 1 1 ? PRIMO. natiallapresenzadellegraui orecchiedimolti, ò diun 109 Monarca,hauradamostrare laforzadellalingua, ipregi dellaeloquenza;nondiròmaicheeglinonhab biadaprouedered'unagrande&quafi infinita cogni tionedi leggi di coſeciuili. Medefimamenteuolen doeglifauellaredelnumero delle stelle,dellagrandez= zadella terra,delle misure de corpi,dellaſcienzade inumeri ,delle indouinationi,delle interpretation de fogni,dellamagia, finalmentedellecosecheallareli gioneappartengono,libero arbitrio , predestinatione, gratia,chiauipapali,diuifionedellediuineperſone,fa cramenti,&altre cosifattecofe;confeſſodouereaquel leſcientie riportarsi ,chehanno ditrattar questefifat tecofèperlorofine,oueroàquellicheleſanno. Per= cheioſemprehostimatoeſſeralcunearti à quelli pro= priefolamentechehannofpeſotutto iltempodella lor uitanellointendimentoloro,lequalisonodallo scriue= reft diuerſe, comedelleprofe remotißime & differen ti. Malacognitionediquelle cose , chefa& opera lanatura,miparetanto all'oratore &alpoeta con= forme&propria;chel'unodall'altroſeperandoaltro nonflachel'animadalcorpo, &lo spiritodal cielo andartogliendo.Horaioforſeditroppouigrauoco'l miolungodire,&ditroppoardimento migiudiche= rete,poſciachequestecose da me raccontate no tutto hogginarrando, non meno rincreſciendoui conlalo rolunghezza,cheoffendendoui inuoler cofi pronta 1 mentedi lorofauellare&quiflionare,comecheio uo= leßi LIBRO 110 leßi fermamente giudicare cost efere, & persua derminiuna altra ragionein contrario diciòpoter= fiordire. Maioboggimaitacendomidoad afpetta= re,che uoi meglio,giudicathe come giusti& legi= timigiudici lamiatentione,aggiugnendo la doueio perauentura fia mancato . Niuno giudicio potete afpettaruoi,cheper noifidia M.Speroneriſpoſe il Barocci , eccetto che coſi ècome à puntofententid= ste: necoſamifaprei, peruerifimile chefuße, incon= trario recarui , &perciochemai fu la ueritaal ue= rorepugnanteperalcunmodo . Tuttauiasequest'al= tri ,checifono,haueßonoſopra delle raccontate co= fealcundubbio;potrannoageuolmente addomandare quellochelor uerraà destro . Incontanenteà questo dißeil Conte,per certoniuna coſa da dubbiarem'e rimaſa , &quando benealcunace nefuße;il fole é hoggimaiinclinato afſfai; ondefarebbemeglio quan dodaraggionare alcunacosa restaſſe ,cheella fuffeà domani inquesto steßoluogo &à queſt'hora d'hog= gi differita. Questeparolefeceroleuar latesta in= contralefinestreàciajcheduno ,&uedendosi ilfoleef ferepocomenochegiunto all'occaſo ,M. Luca Giro= lamorompendoil tacerediffe , eglinon é dubbio,che delle cosemolteciſiparanoſempre incontrala uerita, ſenonuere,almenouerifimili, poſcia che in infinito crescono&germogliano leopenionideglianimi no= stri. Etchinonſachenonciflaalcunodinoi ,alqua= lenonpiacciafostenerela parteauerfa, effendo,come Sapete, PRIMO. III Sapete,anticaopenione d'alcuni,tuttelecoſehauerin ſecomunque uere ſi ſieno alcuna contradittione ? Et postoche questo non fia , almeno dobbiamo cercare d'eßer altuttodomaniin questoluogopercheM.Spe= roneprendaoccafionediragionare infimile materia odin altra , come(non recandogliſiniſtro ) piu glifie dipiacere: &noihauremode inostripaßi guadagna taunabuona ufura . DiſſeallhoraM.Sperone ; male procacciarebbonogliHebreiiluiuer lorocofigraſſo et fplendido,fignor Luca,ſeeßinonfaceſſenodimiglior usura acquisto . Et dicouicheſein alcuna coſaui può giouare ilparlarmio , puòegli in quanto, che confl= derandolemiefciocche & bambe ragioni , apparate co'l uostrotacere &modestia,quatoiotorco daldrit toſentierodella uerita troppo ampiamente fauellando. Et noi,riſpoſe ilGirello,hauremoàgrado d'appara= redomanialtrotantediqueste nostre ſciocchezzaM. Sperone,peruedere quanto elle moltodipiuc'inſegna nochelefauiezze d'altrui. Queste, diſſeilMacigni, tanto piuci gioueranno , &tanto piuhaurannoda eſſe reudite belle &uaghe ,quantoM.Speronehaura tem podapenſarciſopra,chehogginonhebbe. Me non ha ueteingannatodi nulla,quiui traponendofiM. Paolo diffeM.Matheo,percheioquello steſſouoleadir an= chora, faluoſenoidifouerchionondiſagiamoM rone.Cofim'haueste occupato .. Spe diſagiato noi , come non faceste, riſpoſeM.Sperone,ch'io fperarei d'ha= uerinquestamanieraſodisfatto all'obligoch'io tengo con 了 LIBRO 112 conefſſouoi,poſcia checoſi chetamente&honorata mentem'hauetehoggiascoltato, mercediquellacorte fia&bonta,laquale èinucinonmennaturale&pro pria;chein mel'ubidirui,doueiosappiadipoterfar coſache ui diletti,Fudaciascunoringratiatoſommame teM.Speroneneldirediquesteparole:& eßendoftdi moltecosetralordetteinquestaconchiuſioneſi rifolue rono,cheilgiornoſeguente,ſuquell'hora,che quello isteſſo dis'era fatto, ciascunoſiritrouaſſeincajaM. Sperone,affinedifornireilrimanentediquellecoseche restauanoàdire,tuttauiacon leparoledafeder leuan dofi.quandoinuiandosiciascunoversoleſcale,cheinca podellafaladauano ladiscesaalbaffo,nacqueun ro= moretrail Barocci, &ilMacigni,dall'unaparte, M.LucaGirolamo &ilGirellodall'altra,seal To= Scanopoetafußeconueneuolealcunauoltaragionar di philofophia ono:doueM. Lucaargomentando,chele cofediphilosophiamalpoſſononeuolgaricomponimen ti tramettersi,mostrauad'eſſereſopradi ciòtutto ris Scaldato&acceso,aſſegnandoragionifortißime&con fortißimauocedette ,lequalifaceanopertutta lajala rimbombareillorfuono.PercheM.Speroneforriden ; 1 dodiffe, leragioniche uoifateM. Lucafono diuero potentißime,nulladımeno,poſcia che difauellar doma= ninehauetailcaricoconsegnato;piacemi raccontarui l'opinionmiaincontradittionediquesto,come placen doàDio,uoiudireteramemorarui:&fecofiaglial= tripiace;intendo conſaldıßimeragioni raccontarlaui PRIMO. 113 tripiace;intendo confaldißime ragioni raccontarlaui prouarlaui. CertodißeM.Lucaiouorreihoraal cunacosafentirne,cheſe bene il giorno ha fornito lo fuouiaggio,puretanto uene resta,che alli miçidubbi potrete ſcioglier enodizne stabenechefatica alcuna in cofifattecofefi rifuggia.Nofi rifuggia , etragionisi, diffeM.Sperone,sepurecoſiuolete M. Luca , onde ui dicobrievementeilpoetaToscano poterphiloſopha redituttele cosecoſi diuine come mortali, perauen tura,cofiuagamente&ornatamente,&contanta al tezza&grauitadiparole,comedaGreciet Latini poetifufatto.Etpernonandarui troppo in lungori tirando,udiretequesti pochi uerſi che il Petrarcadel ſpettato L'immortalita deglianimi nostri lasciòſcritti.Neldi rediquesteparole,uolendoſeguitarpiuoltre,uenneun famigliaredellafignoraBeatrice Pia degli Obizzi ilqualefalutatolo riuerentementegli diffe,come era a= dalei damolti gentil'huomini in caſa diſua ſignoria ,doue s'haueada fornireun ragiona mentodellasignoraBeatriceſoprala dignita de gli huominilasciatolafera auantitralo Sperone,&M. Cardino, Monsignordaſan Bonifatio interrotto. IlcheudendoM.Speronefece àquelloche uoleaſeguiz tarfilentio ,&fattoſi recarlaueſte,incontaneteſce ferolescale &dellaportausciti,tuttiinſiemeperſen= tirfifattoragionamentoàcasadellaſignora Beatrice s'inuiarono. Finedelprimo libro. RAGIO. br1 १ 114 ؟ LIBRO SECONDO. EMPRE maiiomiſoncredu to,Illuftrißimo & Reuerendißi= S moMonsignore,&hora piuche maitengo per certißimo douer eſſere,che la eloquenza non deb= bia dalsapere &intendere delle coſeſeperarfi,nontanto per openion mia,cheſopraciò m'haueßi, quantoper commune uniuerfal giudicio degliantichi: liquali estimarono tanto alcunodouer effere ingegnoſo &maestroartefice,quantoegli d'ac costarsi alla perfettionedella naturahebbepiudestroet potere:Douefiuedetratuttiglialtriilpittore piu di quelli alloſcrittore uicino,tutta fiatache eglidi pennel larealcunauagaformafapensiero,cercarcon ognisuo Itudio &sforzodi ritrarlanenaturalißima, al uero quantopiupuotefomigliante: &inquesto noistimia mol'unoartefice efferdell'altropiuperfetto,comeche eglidiuerocofifia, &non altramente . Laqualcosa effendo;hopenjato tantopiudelpittore eſſere di far tenuto,&ilpoeta, &l'oratore,poida che eßi sono piufaggi&piu eccellentiarteficidilei,quanto quelli hannodametterelelor operefottoilgraue&maturo giudiciodell'animo nostro, delpensiero,&ilpit tordegli occhifolamentefanzapiu.l'unodequalicon ifciolto SECONDO. iſciolto et libero tracorſodiparoleètenutod'appreſen tarciunaampia&naturalformadiprecettiper loui uerhumanoappartenenti: fi come l'altro con certa quantita, numeroetordimentodiuociè tenutoquel Toſteſſodifarealleuolte. Ilche eſſendo , come potran nosifattofine afſſeguire,ignorandolanaturadiquelle cofe,dacuiognifoda&pellegrina compofitioneſidi= riua?da cuituttelebuone&leggiadreſcritturedeo= nofar ritratto?certo non mai. Spetialmente quella parte,laquale, alle institutioni del uiuer bene beatamente, & al metterinquistione cheche ſiad'in tornoallecosechetuttodiſi muouono, fa di mestiere: perlopoetaleproprieta,gliaccidenti, lecognitio ni, leuariationi,glieffetti ,lefomiglianze, &le riz pugnanzedieffecoſehoralebuone &lodeuoli opere facendo, hora contemplando non purquello che co'l giudiciodell'artefifa ;maquelloaltresi,che daſape= re&prouidenzadiDiolorfacitore &conferuatore maestrofidiriua: confiderando gliordini,lecagio ni&imouimentiloro,&ſopratuttoiuari&diuer fifini,àchevengonolenascenticoſedalla benigna JaggiaNaturaindirizzate.Laqualcoſaanticamentefe cecredere raffermare dueeſſereleparti, onde ad efſſa philoſophia partimento&diuiſioneles'èdata:l'u namoraleaddomandata, l'altracontemplatiua,que stadell'intelletto è propria,quell'altradellaragione, et dellavolontanostra .l'unailfare perfuo fine ricer h 2 cd, 116 LIBRO 2 ca,l'altral'intendere&fapereperſuo oggetto rice ue: nondimeno &queſta & quella all'huomo, che di compiutamente bearſi,diſidera conueneuole &richie sta.Percioche &utile, &profitteuolecoſa èmolto il difender lapatria, offeruarle ſantißime leggi à prò &faluezzadellecommuni&priuate congregationi, prouocar ilbendi tuttigenerale, il reggereſomma= mente lapropriafamiglia&finalmente ilfareſopra dije steſſolaragionedonna &fignoradella uita,fog= giogarelaferigna&bestialnaturade iuitij,&alle belle Todeuoliopereaprirlauta:ma gioueuolisima profitteuolß'ma eilfarsiper la contemplationdi uinaſaggio &intěděte,ornadoſil'animo d'intellettua li uestimenta, e quellecoſeſapere,che Dio fatte hà, conlecagioni effetti loro,fcientiatißimi, &inten= dentissimi dituttelecosedimostrandofi:coſa tantopiu dellaprimieraeccellente, generosa,quanto eilſape redell'operepiuperfetto ,&l'intelletto della uolon= ta piugentile piudiuino .Oraſe loſcrittore coft diuerfocomedisproſa, nonperaltroſi dicegiouareet eſſerci profitteuole,cheperche egli alcunabella&ua gacosac'insegna: &eſſendo ogni insegnamento(per quantoiomi creda ) òd'intorno al conoscere, ouero all'operare;non è dacrederſiſimilmentetantopiugio uaralcun poeta &oratorequanto laſua cognitione piularghi ampi &fpatiofitermini, doue si dia ſtende,ricerca? certoſi.Ilche ci dimostra ampiamente l'uno SECONDO 117 l'uno &l'altro eſſeretenutod'appararelecosedagli antichi philoſophanti lasciatenon altramenteànoi,che legittima &comunenoſtraheredita etdituttiglihuo mini chedaindiinnanzicivengonoſuti generati. Et + questo nonconaltro mezzo,che con leferitture, no= bilißimo generoso ritrouamento di perpetuaribuo ni ammaestramenti,iqualiin eßi raunatifoglionoil calle del uiuer noſtro renderepiu certo menofofpet to d'affai: ne quali , comein lucentißimi cristalli ri= mirando,uegniamo à difcernere tutto quello che à drento dimacchiato torbido l'animonoftro ritiene. Perqueſto ueggiamo tuttodi appararſinuoue cofe, affaticarsimolticosi nellecose,chealfaperefan dibifo= gno,quantoinquelleche alloſcriuer perfettamentefo= noadhuoporichieste:nonperaltrofine cheperdimo strareeßi non eßernel mondo indarno, morti uenutilasciandocon l'oßa per uiuer: con le ceneri in lungofilentio glilor nomisepolti:&perfargiouamě toàglialtri che verranno doppodi noi,non menolor cari &uiui parendo,diquellocheà noipaianotutt'ho ra tantiſcrittori, Phenici, Greci,&Egittij,& Caldei, Romani,et Toscani leggiadri tunqueeßiper molt'anni &morti&ſepolti cari,qua disa fattiſiſieno .Nonpertanto lebelle & eccellentifcrit tare,indegneditacere,etuaghe di rinfrescarci ledolci memoriedepaßati, colafamadiſiderofediſupplire allo accorciamento dellauita,coſiprontamente na= ba turalmente 118 LIBRO turalmenteci dipingonoleuite di loro che mestiereno cifaalcunodi uedernelicongliocchidelcorpo,quando àquellidell'animodipiuforza &uirtu ſienoadogni horapreſenti &uiui.Questa steßa ragioneàmepor ✓fefperaza&ardiredidimostrarinquestalinguano uellamentefacresciuta nodritaquantoet alpoetaet all'oratorefi conuegnailſaperedellecose.Ilcheancho= racheſipoſſapersesteſſo comprendere piu che glifi facciadibisognoprouarlo,comeche ogni cosa nefiadi eſſempi ripieno:&perla cognitione che hebbe Dan= te, ilPetrarca,&ilBoccaccio, &nelsecolochefo praquestifu,deiRomaniCicerone, Salustio, Liuio, Cefare,Virgilio&Horatio,&innantialoro iGreci pronti leggiadrimaestriſidelle lingue comeetian= dio delle discipline&cognitioni;nodimenoàme épa= rutononefferfuordiragionel'introducerepe'lmiopo terequestanouella &formadi ragionare&questafi fattaquistionenelliuolgarcomponimenti,quelleragio ni trafportandoinqueſtalingua,cheanchornella Gre caet nellaLatinaJono inpie,etuiuonotuttauia.Lequa li alcoſteiincontrononhauranno diritirarsidisdegno efſſendo ella hoggimaipiena &riccadi molteſcientie dottrine,diche traGreci & Latiniſt gareggio fo uente, tantopiuperauenturautainnanzi,quantoella haueadafperare&diſideraredipoter effere. Percio cheoltre icomponimentidiqueprimich'iodißi, puo= uisi aggiungere altresi l'auttorita d'infiniti,i qualitut : to ر 119 todiquandocomponimenti daGrecitrahendone, SECONDO. quandodaRomani,fannodellasuaperfettione&bon tanonleggieraefperienza. Aqualiſe noi uorremo hauerriguardo;troueremodiueroeßihauerfattoquel lo stesso,cheiRomanifecero tostamente che s'auide roindarnohauer iGrecinell'armifoggiogati,ſequelli ſteßinelloſcriuerenonhaueſſerod'auanzar ricerco. Il cheframiocuorenon èaltro uncofifare,cheunſaper fiaccommodareàinoui parti&nascimenti delle lin= gue,auegnadiochemalpernoisiprocacciarebbediui Juereconlospirito dellepenne, con lauita de gl'in chiostri,ſe conqueſti &conquelle nonſi componeſſe roſcrittured'altramanierache i Romani noniscriße ro:effendohoggimaiilnumerodelle Latine cofe cre= ſciuto inmaniera cheiluolerdipiu,cheshefia,ſcriuer latinamente , ſarebbeoperapiuperduta,che l'affatiz carſidi raccontare l'arenedelmare,&chiuder tutto l'Oceanoinunpiccoluetro.Per laqualcoſaeſſerci biſo gnocomprendo,ficomeiRomanidallaGreca lingua allaloropaſſandonediederouaghi&gentili compos nimentiinfinitiper aventura ;coſi noidaquellaallano Stra Italiana addomandatapaßiamo,queltanto dipiu inquestaualendo,quantoin quella ſcrivendo poßiaz modimeno ualere. Laqualeè hoggimai non guari těpo ſiampia diuenutaschemestierenon lefail piura gionarne:percioche ella èperuenuta à tale ; che non pureàgliſempliciragionamenti raccontamentida b 4 luogo LIBRO 120 luogo;maàdimestichelettere,etfententiofiammaestra menti , &dottenarrationi , &bellißimepoesie,fi co metragedie,comedie, historie, fauole lettere oratio= ni, quiftioni, priuatiragionamenti , hinni, ode,ele gie, egloghe,fermoni , nouelle, guerre:lequalcoſe trapiuuolteàpocoàpocofuronodalli coſteifcrittori composte. Et haccenealcunafiuaga , ſipura , gentilmentedetta; cheleggendolalaſcianonmeno l'o appiac recchie del tuttopagbe&contentediquello,che fac ciano quelledi Demosthene & di HomerotraGreci, odiCicerone Virgiliotra Romani : frec almente lapoesiadelPetrarca, &lasciolta orationedelBoc= caccio. Ilche,quandocheſia ,intendo di dimostrarlo nelli ragionamenticheseguono . Tuttauia fi eglimi parecofalagrimeuole&dannoſa, &àpenſaruicifo 'pra noiamiſene accrefcie infinita,il uedere di molti uaricomponimenticoſidiproſacomedi uerſo dalli lorfacitori &maestriformati, liqualià tratto à trat tospuntandofi ueggonoſanzafrutto ,&fanzaalcu= naperfettionecreſciere,non menoinbontarari,chein mancamentofpeßißimi ,&àpoco pròdichiunquene lilegge:liquali,ſecomecheſiafufſſeroda chi nelliſcrif Je,confaldogiudiciomiſurati ,&con l'archipenzolo dellaragionepiuchecõlaprestezzadella pennaſegna ti;nondubito,chemoltimenononſeneleggeßero, minorenonnefuſſelalor copia,&inbonta piuper= fetti . Diqueſtonientealtrogranfattomi diede ad intendere ১ SECONDO 121 intenderepoter effer lacagione, eccettoche noi pri= macidiamoalloſcriuere,chequellecose per noifie= noapparate , chealbene fcriuere fanno di bisogno: fpetialmente lanaturadelle cose ,&l'istessa philoſo phia,dicui àbastanza s'èdettodifopra, uitio nonme no grandißimo,chegenerale. Ilcheècagione ancho= ra chealli nostri dipiu amiamodi parer faui&dot tische d'efferci: cofalaquale e agliantichifufpiace= uole, &dee recardifparutezza à tutti quelli,chebra manodifuggire legiuste riprenſioni degli huomini accorti, il biafimode i perfetti giudici. Quest'uno Studiodellaphilofophiafueanchoraditanta eccel lenzatenuto;chepuoteallo amordiſe rivolgere accendertuttelenationi cofi straniere , come dimejti= che:ilchemainon puote nedominiotemporale,nereli= giosainstitutione.Perciocheſemprefurono quandonel l'Afia,quando nell'Aphrica, &quando nell'Europa diuifioni grandißimetra lorgenerali,&partitamen te inciascunad'effepriuate:laqualcosa mai nonfecelu gotěpopoter star tutto'lmondoſottod'unfol Impe= rio,ò d'unſcettro unito,ne quello puote unafola reli gioneoperargiamai:coſa neluerodimarauiglia gra dißimacagione, eſſendotuttele religioni almeno nello fun dela adoramento d'Iddioconformi &fomiglianti.Benpuolia te&ualſelaphiloſophiapermolti & infinitiſecoli Stimolarehora gli Egittij,hora i Caldei, hora i Pheni ti, hora iGreci,hora iRomani, finalmentetuttoil e hs mondo, LIBRO 122 modo,ilqual effer lonefecelaphiloſophiaſottodelfuo reamepacifico &tranquillo,alterandonondimeno Sette Academiedi loroin molteguiſe:pciochequa AcademiedoStoici, Academici,quandoEpicurei,&Peripa tetici, quandoCinici Platoniciſiſonouditi ue= duti trasegareggiarede principidinatura,d'Iddio, dellaimmortalitanostra,degli elementi,della materia prima,della generatione &corrottione, della eterni= ta nascimentodelmondo,delleIdee,degli uniuer= fali, altresifattecoſe,diche lungamente tenzond rono,&horatuttauiain questionfi mettono.Et que ſtononfolamenteinunaſemplice nationefi uidde;ma tratuttedelmondos'èpotutocomprendere, incomin= ciando daOrpheo, Lino, &Muſeo,iqualid'Iddioco fialtamente&fecretamentecantarono:aqualifuccef= ferotraBarbariMercurioTrimegisto , Abdala, Zoroastro.TraGreciparlaronoaltamenteetperauen turapiu profondamentediquello,chenonportanolelo roſempliciuoci, Anaſſagora,Empedocle,Heraclito, Democrito ,Leucippo,Parmenide,Meliffo, Hippia, fil.... Hippone, Eudoffo , Calipo Socrate , Alcibiade, 2 Pithagora , Zenone , Cleante ,& fimili. ceffero dopò di loro Platone , Suc= Aristotile , due lumi chiarißimi&lucentißimi , l'uno didiuinita, &l'al trod'humanita,traqualitutte leuirtu & discipline, comein lorproprio &naturalnido, preſero felicis fimoalbergotantodegli altri,cheſoprad'eßifurono maggiori, SECONDO. maggiori,quanto glialtrihaueanoper iprincipi della philoſophia,liqualıperlopiufogliono eſſere deboli, 123 1 rozzi, perla rugginedellaetàuecchia&antica loro, menopotuto allargareiterminidellaperfetta ottima contemplatione.Succeſſono medefimamenteàque ſti infiniti altriquandotraGreci, &quandotraLati ni Barbari.Tra BarbariAuicenna,Auerrois,Auč zoar, Abumafar,Xamolſide, Abbari, Zoroastro,Al Ba chindo, Euante, Alpharabio, Auempace , Abuba= cher, altri.TraGreciTheophrasto,Eudemo,Alef Jandro,Themistio, Ammonio, Simplicio, Philopo= no, Archigene, Euftrathio, Magentino,etquestipe= ripateticifurondetti . Furono Gamblico ,Proclo, Si riano, Plotino , Porphirio,Calcidio, Pſello,Alcinoo, Damafco , Olimpiodoro altriPlatonici. Tra La tini hebbero nome infiniti,liqualihora non mifabifo= gnodinominareadunoaduno .Aiquali alcunoche fiaauenědofi,et in eßi leggedo,trouera uno ſteſſo stu dio,&difiderio comune,ilqual èdi ricercarlamidolla dellauerita: &quelloche èdipiu, ciascuno d'eßi ha dichepoteregrande&uago&gentile auttoredimo Strarsiachiunque nellegge . Et per incominciarda **Greci,eßihannounacasta &finceracognitionegene= ralmentedella uerita:ilchefa,cheleggendoli, ueggia mo in Theophrastounagrauitaindicibile,in Simpli= ciodituttelecosecopiagrandißima,in Aleſſandro co ſtanza, dottrina,inThemistiobreuita generosa,in Ammonio 124 LIBRO Ammoniocandidezza&fplendore,in Philoponofacili tamarauigliosa,in Porphirio moltitudine di coſe con fommareligione,in Plotinoabbondanzainfinitaquan= Huy dodicoſe humane&quandoſopranaturali,inGiambli cofecretißimimisteri di natura,in Proclo uaghezza in ilk comperabile, quello steßoinDamasco et Olimpiodo ro.Tragli Arabi ritroueraßi,etſpecialmetein Auer ' rois,cognitioneferma,etfoda et in ogni partediſefeli ce,inAuempace ingegno,in Alpharabio grauita , in Auicennaaltezzaprofondißima&diuina.Etuenědo à iLatini ritroueraßiingegno & acutezza nelli loro fcrittinonmezzana.Matroppo longofora il uolere adunoadunoraccontaretutti quelli,chearsi impia gatidal difiderio diquestauaga &gentile donnatut todiuiſoprabbondano,&fiſono tuttodiper lei affati= catineluergare tante &cofi infinite cartedellefueme rauigliosebellezze.Da queſtocantoſolo dirò il poeta l'oratoredouer affaticarſi diſapernedi leiqueltan to,cheperloſcriuergentilmentecifadimestiere : to= gliendonelcofifarl'esempioquandodaHomero , Pindaro, Hesiodo,&quandodaLucretio , Virgi= lio, Horatio: fpecialmente tra tutti dal Petrar= ca,ilqualequelcotantoneſeppe, nellefue delicateri me perifplendore&uaghezzaledaren'aggiunse,co mefi uede.Ilcheper meglio dimostrare , percheà quelli nonfimanchi, àcui porferodilettoi paſſati par lamenti;uerròhoggimaiàfporrequelbrieue &dot ( to 1 SECOND.O. 125 to ragionamento cheilgiorno ſegučtetra quellifufat to,che ildi auantihaueanocoſigentilmětefauellatod'in tornoallecosep lo scriuerbene apparteneti.Aucgnd= diocheeſſendoritornati igiouani à cafa M. Sperone, ch'iodißi altreuolte,nell'hora apunto cheilfole Segna ua diperuenire al meriggio,pocomeno della meta di fuodifpendiohauedouarcato,poſtiſi inuna camera,la= qualedal'undecantidellafala àmanmanca fi dimo= tra,tutti,comeilgiornoprecedente s'erafatto,fi die= deroàfedere.Etpoſciachediuariecoſeſifu alquanto ragionato,fattofifilentiod'ogniparte,M.Speroneper piccolofpatiofermatoſi afine di pēſarequaldır uolef= ſepiutostozincontanente uerſogli altri riuoliofi diede incotalmodo àragionare. Io uiprotesto ſignori una coſaſola ſemplice,chegia cominciafarmiſiſentireil Contarini hoggi efferuenuto(p quantoio m'auifo)ar= matodituttopunto cõfalde etfermerazioni,forſeper fauellarinquestamateria contra la philoſophia come philofopho, nocomefigliuolo uero &legittimo di lei:et uedetelui uoi comefieramente et arditamentelo ne fara.Ondeio uipromettodouerhauerlefueragioni grandißimaforzanelpſuaderci,maquesto nõpaltro, eccettopchenonmenodotteſerano, dall'istessaphilo fophiadiriuate cheprotissime eteloquěti.ſtrand &fie racosadapensare,cheunfigliuolouero& legittimo debbiadifcendere ad accufare lafua dolcemadre . Il che forse egli fa, per non eſſere in fauor di lei 1 LIBRO 126 lei parlandoſoſpettoaccusator tenuto : &perpoterdi mostrarcilaforza losplendore,che eßaphilosophia diedeallasua lingua,potendocotrail giusto&hone ſto&giustamente&honestamenteparlare.Ma iomi penso,che laphilofophiafiabeneuendicatadicoſifat= ta ingiuria:auegnacheaccufandonela mostrera tacita mented'efferdi leiardito difenſore:percio che uolen= domostrarcinientegiouarecotesta cognitione alloſcri uere ragionarperfettamente;cidimostrera egliha= uernond'altrui,chedallaphiloſophiaquesta bella , dottalingua,che uoi udirete , appreſa.Rife ciascuno hauendouditoilparlare diM. Sperone, l'un l'altro guatandofineluifo,come moltimerauigliatoftdellasua natiaprontezza,quando M.Luca,fattosembiantedi ridere altresi , preſe addire,Et io uifo intendereſigno ri dicioſopralafemiauenerendoficuri )menon peraltrohauerhierſeramoſſaquestaquiſtione , eccet= toperche noi habbiamofpatiodifentireM. Sperone inqueſtamateria à ragionareanchorhoggi: ilchefor ſeneperprieghi,neperſuplicationnostre nonhaureb= befatto ladoueche ildiſideriodi jciolger imiei dub= bihebbe di ciò fare poſſanza: oltreche quel tanto che io nedirò contra della philofophia fie piu toſto da medettoin ueced'altrui; che per me stesso me lo fia ito fingendo . Percioche io uoglio che noi inten diatelacagionedi queſta miacredenza(ſe credenza fipuoaddomandarcofaallaqualenonmoltafede fipre sta) SECONDO 127 Sta)alcunicortigiani,liquali maſchiamentefanno pro feßionenonpurediqueſtalingua,chenoiuolgare ad= domandiamo;madelleGreche &Latinecompofitioni etiandio,àcui diedelor credere (perquanto ioudid'a alcunid'eßi proferire eſſendo iohoggimaiun'annofa, inVinegiain casal'ambasciatordell'Imperatore) und certacommune&generalopenione,ſicomediraccon taruiintendo,chenonpurelaphilofophia ſia dalle lin guelontana;manoceuole moltoanchora, & diuero contraria. Perciocheeßi in cotalmodoargomentano, egli non èdubbioalcuno,chelo studiodelle cose dalla malageuole,ſiper naturaprodutte, égrauißimo lagrandecognitionedellecose, come etiandio per la breuitadellauita nostra,laquale èun breue uolgerdi cotal difciplina occhio,riſpettoàquelcotantoche cifa nello eſſere in istudio ſcientiatißimi di mestiere: quello steßoauiene dell'arte delloſcriuerbene òpar lare. Auegnachelaperfettaforma del ragionarefl inuerso,come inproſaricercaunalunghissimaefer= citatione,&unamoltadiligenzanelleggerlecoseda Greci&daLatiniſcritte,inſiemecõle belle offeruaz tionidella linguaToscana, &poſciaquelloche n'auan zanelloſcriuerefpendiamo,douedi molto tempoci fa dimestiereanchoranel riuedereleſcritture, nelloam mendarnele,nelloaggiugnere,nelloſciemare, correg gerloro.Dunquejelauita humananon è peruno di questistudibaſteuoleapenasquantomanco èdapenfare che 228 LIBRODIC che loſcrittore pofſſa ilfinedell'unoet dell'altroconfez guiré etquestaèlaragione onde eßidiconol'unoeffer all'altro piu tostocõtrarioet repugnate, cheprofitte= uolecomecheuoledoetqueſtietquelliafſeguirenonpo tiamo laperfettaformanedell'uno ne dell'altro intie= ramenteconseguire . AllhottaM.Sperone rivolto al Contarinidiße,questi uostri cortigiani magnificoM. Lucahaurebbonopotutofaregrandißimapaura àLu cioCraßocon queſtelororagioni,quando eßifußero statiàquellatentionepreſenti,che eglihebbe conMar cantonio,&conloSceuola, gli altrial uecchio tem po demiglior dicitori , Percioche,fi come uoisapete, appreßoCiceroneegli uolle l'oratoreeßer quello,che nonsolamentedelle cosediphilofophia ragiona;ma di tuttele coſe,ditutte l'artı discipline artificiosamen tefauella douefiuede, che questa ragione molto pix Strettamente darebbe àluinoia, che ellaperauentura à menonpotrarecare,poſciache io dellaſemplice co= gnitionedi naturami contento . Mauenendo alnodo diquesti tali,uidico,chepostoanchora che breue& cir confcrittadi piccoli terminiſia la uita nostra come fi uede, debole àpoterelapurißima Ideadel perfeito philofopho &oratore aßeguire,cheè unasemplicefor madell'uno dell'altro,ageuolepiu tosto àdouer ef= ferricerca,che aßeguita, come diceua Marcantonioà quelfelicefecolo,nondimenol'auicinarsi piu à quella forma&àquelfegnohadaeßerlalodanostra; sico me 1 SECONDO. meperl'eſſempiodiDemofthene , &diCiceronefi ue de&delBoccaccio. Horache lacognitionedelle co= Seallaphilofophiaappartenentinonfienocotrarie alla lingua;chedirebbono questi tali M.Luca,quando noi affermaßimochel'unofuſſepiu tosto all'altro d'age uolezzacagione,cometopenſo:&chenelconſeguire lacognitionedellecosefußeutilemolto loſapere del= lelingue,&perlocontrario,laphiloſophia recaſſeal loapprendimento della lingua preſtezza &facilita? perciòchequestidueſtudi tanto ſono amicheuolmente P congiunti&confifattafratellanza trameßi & posti inſieme;che l'uno ageuolando l'altrociarrecano piu preſto la loroperfectioneinſieme congiuntietmisti,che persefoli nefarebbono , ne potrebbono , giamai .Et cheeglifiail uero, conunaſola ragioneiluidimostro. Certoèchetantooperala linguaistrumentodegliani minoftri,quantouienedalpensieremoſſa,cheseilpen flereedibuoni&leggiadriconcetti ornato, conuiene chelalinguadiluiſeguace ottimamenteragioni,fi co= memalamente,occorendoche l'animo noſtroſia pri= uodiquelli ottimiconcettichedallacognitionedelleco ſeuengonoàproducerfi. Dunquesecoſie,perche ne garemisi potra,chelaphiloſophiaaccrefcendoſogget ti materiedadire,portandoprecettiperlo uiuere perfcriuere perloragionareoportuni,empien= dol'animod'habitiintellettuali, ornandoci ,uſtendo= ci,colmandocilementinostreditutteleſecreteoperedi Dio&dellaNatura,nonaccrefcaageuolezzaper lo RAGIO. i fcriuer 130 LIBRO fcriuer bencfimilmentes&per locontrarionon ciſce miquellafatica,cheſanza eßadiuero ci fopraftarebbe maggiore&piulonga?Etqueſtobastipdimostrarela philofophia la cognitionenon apportare fatica malageuolezza alloapprendimentodellelingue. Qui uiilBarocci traponendosi , M.Speronediße,egli non haguari archora ,cheritrouandomi con M. Triphon Gabriele,&conalquantigentil'huomini ,chedi que Stalinguauolgarfannoprofeßione , douedimoltebel= leetdottequistionifuron moſſe,udij dired'alcuni,iqua li(ficomepurhorahadetto M.LucaGirolamo)erano di questa openione,chel'oratore &ilpoete Toscani, altro nonfußerochefpediti&agiatifauellanti,inquan tochel'uno liberamente la linguaſnodando , l'altro conpochißimeregole&leggi alquantopiu riftrette ragionando,fcuopreipriuileggi et gratiedellalingua lequalimoltobenediceuanopotersiperſe medesimeap= predereſanza dipiugrauarci co'luolere iprecettidel Lelingueaccompagnareco'lstudiodellecose naturali. Altriuieranodicontrariosentimento&giudicio:per ciòche eßi diceuano ,chequelli , che noifcrittoriaddo mandiamofideuerfi comediproſe,ſanzauerunacogni tioneeranopiutostodegnid'eſſerchiamatipredicatori di uolgo , dicitori dipiazza cheoratori,ouerpoe= ti,Maoratoreetpoetauoleanoſolamentecoluidouer eßer meritevolmente detto , &àlui cotalnome degna menteconuenirfi &star bene,chescientiatamentepar landoſapeandituttelecose redere laragione,cheDio * SECONDO. lanaturafattehanno.uolendodifinire la elo= quenzadiceano ellanon efferaltro,che unabella lo deuoleprontezzadiragionare,postainſiemecõlaco 131 tezzadituttoquellochepDio,etp laNaturaueggia mooperarfi.Permodocheàchiuqueſidoueadar nome diperfettooratore&poetafaceadi mestiereche fuße nellacognitionedi tuttelecoſeeſercitato. Argomentan dochetutteleuolte,che noid'Iddio ragioniamo; delle intelleteualefustanze,del gouerno della Republicadella giustitia , dellafofferenza,della temperanza,del fine ragione ditutte lecose, & diquelle ſpecialmente chehannoforzadi muouere&quetarelo statode gli animi,nonpoßiamoaltramenteraggionarne,checon unalunga ejercitatione,&fermogiudiciod'intornoal lacognitionedellecose,ilchediceuanohauerp'uuoltein Demosthene ueduto ,alqualeper laforzafi dellafaz pienza,quanto etiandiodelleparole non era disdetto ilpotereglianimi degliascoltati giudici muouere,que tare, fpignere, fermare , turbare , tranquillare à fuopiacere. Etquestoſteſſo diceano di Cicerone delBoccaccio altresi . Alliqualirifpondeano i primie rischeerailuero ,cheDemosthene , ilBoccacciohaueano unagrande Cicerone ampia libertadi poterciòfare,machecotestononcraperaltro,ſenon ! perloro stremo&merauigliosogiudicio,&prontez zad'ingegno,nel direquellecoseche difarefimili effet= ti eranoualeuolizoueroperchebaueanoglifecreti della philosophia,non comesi ricerca,intieramente appreſt, i ma 2 LIBRO 132 mapiutostoinuolati. Oltrechediceanononeßereda farsimerauiglia ,chenoi conlaforzadellelinguepof= ſiamo gli animi domare,&uolgere comecipiace ,per cheuoleanolasteßanatura hauerne creati&formati pur troppoageuoliàluſingareconladolcezzadeuez zi,efortarecon laforza delle ragioni ,ſupplicare con l'humiltadecuori ,inanimare conilfuoco delleparo leaccese,fpauentare con il terroredelle minaccie,tur= bareconl'empitodelle uoci,tranquillareconlaficu= : rezzadelfuturobene,confermare lenostre openioni conueriargomenti ,ſcioglierlefaljeco'l disgombrare la nebbia delle menzogne,mettere indubbiocheche fiaconleragionidaciascunlato ,distinguerelecosedi piuparti,unirele diuife,diffinirele nonconosciute, rifolueriltuttoneſuoiprincipi,dilettareco'lgesto,cõ lauoce,&co'lmouimento, nodrireglianimidichiun queascoltaconladelcezzadella prolatione,eſca , cibo, alimentodell'orecchie conditißimo &foauißimo,et finalmenteconragione giuditiointiero intieramen teoperaretuttoquello,che alfatto nostrofadi mestie= re.Pofciaàglieffempiporgědodimano,dicenodeGre ci da Latini infiniti eſſer istatiſipoeti comeoratori Janzacognitionediphilofophia ueruna . Etuenendoà nostri , diceano cotaließere Salustio, Cefare ,Liuio, Horatio, Catullo , Tibullo,Propertio,Gallo, Stella, Martiale.Indi al Petrarca al Boccaccioperue nendoargomentauanoeglino haueretuttoiltempodel laloruitain appararleleggiciuili,confumato:ets'al cund SECONDO. 133 čunacofadiphilofophiataluolta diceano eradettaàca ſo,oueroper eſſere statidaM.Dantein qualchecosa, chetuttauianondimeno era pochißima , ammaestrati. Taleeral'openionediqueſti tali: iqualidiceanodime cheniunacognitione di philofophia,come cheio ho= rapochißima n'habbia,nonhauea anchora compre= sa:&nondimeno(fi comeeßiaffermano)Japea mol= to bene&ragionare&fcriuere.dellequalcoſel'una ageuolmente credea,l'altra per burlarmipenjoche mi diceano, ouerochedella lorocredenza prendeano in= gannodifouerchio. Ma chepiudiròio d'intornoa questofatto,quando eglino conqueste,&con altrelor ragionicercauanodidarmi ad intendere nonpure la philofophiaeßeredallostudiodelragionarlontana:ma niuno oratore ò poetapoter compiutamente afſeguire alcun'altra cognitione èdifciplina che che ellafi fuffe. Dallaqualopinione iogran tempoingannato,si come horadeltuttoſgannatonefono,nonpure hebbi ardire di ragionarnenellepriuatecamere;maetiandio alcuna cofafcriuerne talhora . Quello cheio horanefènto, nonèaltrocheciocheuoi diceste M.Sperone: allaqual ueritacredoche m'habbiafpintoquellapoca efperienz zach'iofici,&leuostrefalde&fimpliciragioni con fiderando, cheuoi n'aſſegnaste. Onde ioui dico piu chemolte uolteleggendo ilDecamerone,parmi cheal cunafiataeglinonempia del tutto l'orecchie mie,ne ueggaquellapura &sempliceIdeadellauolgarfauel la,dichepiutosto unaforma unoeſſempio nell'ani m 134 LIBRO 3 mocomprendiamo,cheinalcunoscrittoreueggiamo rt trouarfl.Ne edameravigliarsi,percheglihuominimol teuoltedall'ambitione &gloria deglihonori, dal lecurequandopubliche quandofamigliaridiſtolti, rivolgendo ilpensiere altroue,poco ejercitano&poli Jconoquellaparte,dichedourebbonohauere maggior istudio&diligenzache d'altro.Maiouidicoperquel pocodigiudicio,ch'io tengo,potere alcunacosa per l'auenireindouinare,&per quellefiamme,ch'ioſen= to accenderſi negiihuominimoderni,ch'io nonmiſgo mento, nediffidodouereßereanchoraperſona,laqua leconpiucaldo&maggior istudiodiquello ,che noi facciamohora,&feronoglialtripaffati , conpiu ageuoleprestezzad'animo,&conpiumaturodifcor ſo,&faldaeſercitationenelleggere &ſcriuere,debbia. eßer tale,chente noi ricerchiamo,ilquale meritevolmen teſipoßaaddomandareperfetto oratoreToscano :in= quanto,chealla Ideadellauolgar eloquenzaperuenen= do,fiadella lingua &della cognitionedi tuttele cofe fcientiatißimo. Alcuiſegno s'alcunoſanzarispettofi puòdire cheſlagiunto;diremo eßereildotto,etſaggio felice dicitoredi queſta lingua Monsignor Pietro Bembo,hora laDiomerceCardinaleillustrißimo, miofignorehonoratißimo.Dopo ilquale,s'alcunouer= ramaidiquelloſteſſo ingegno giudicio, dimag= gioristudio nellecoſeſi alla lingua comealloſapere ap partenēti,nel uero miſtimo cheeglipotradi pocopiu foprastargli.Quiui tacendosiilBarocci,diffeil Girel lo, 135 SECONDO. to,iohauròdarenderinfinitegratiealla miabuonafor tunahoggi,laqualeèfutacagionech'iofia dcofi fat= ti parlamentipreſente:laqualcoſa nonpotea effermi piu cara,nepiugioueuole. Auegnacheniunoragionamen toàmepardimaggiorgioueuolezzachequesto, doue nonpuretraToscaniſenequiſtiona; maſemprehapor tomateriadiragionarene gliannipaßati alli ſcrittori Greci Latini . Etneluero chedi coſifattaquistione citrouaiſempre dubbioso difficile il nodo:&taluol ta òmenoèpiudelconueneuole,horaſchifando,hora orcando la chiarezza dicoſifatto dubbio,trauogliato &iſmarritomifonrimaſo.Ondeuncaldo&ardente diloin menacquedipotereconalcunaperjonaraffron tarmi,laqualefuße e digiudicioetdidottrinaabbon dezole, con cuiampiamente ragionandone &fanza ? moltorispetto,comeogni perſona aueduta&intenden= tefuolfare,operaßiſi,chequesta lite,ch'io prouo,à miogiouamento &prò uenißeun giorno in me termi nata. Eſſendo lauerita dellequiſtioni condimentofoa= wißimodegli animi nostri, diletteuolißimo nodriz mētoàchiunquedi ricercarelafuaperfettionericerca. Ilpche horahauendouoi M.Speronefatto àcofistret to&malageuolecalle&peranchoradamenoncono kiuto aperta&fpatiofala uiafipercheuoifojteilpri mieroàragionarne,&fi perchedi quelgiudicio fapereui conosciamo, cheſiete ſanza alcundubbio, ui preghiamochefanzatramißioned'altramateria,ciuo gliatepiulungaměteragionarediquestamoltacogni= i 4 tione 2 136 LIBRO tionedelli ſcrittori, &fpecialmente del poeta, come chedell'oratoreaffaiampiamente netentioninogli al tri, uoi n'habbiateàbastanzacotante ragioni affe gnate,tuttafiatache non uifia graue &fpiacevole il raccontarnele.Laqual coſaſeci uerrafatta ;hauronon menodaeßeretenutoàquestafala&àquestogiorno ch'io &allescuole,& altempo,ch'ioquellepoche co ſeapparai ,ch'io tengomipoſſadireubbrigato Aque storiſpoſe conpiaceuolesembiante M.Sperone,&dif fe,&perchenonprouocateuoiM.Mateo, oueroi Barocciincofifattosteccato,chenteèquesto ?M.V cenzo?perciòcheeglinotanto digiudicio dia perefoprastannoil mio debole ingegno,quanto twi auanzatetuttiquellichecercanodipoterconcorrereco eſſo uoi d'amore di gentilezza : ſapetequanto delalorotenerafanciullezzaperfinoàquest'horapre Sentehabbinofattoprofeßionegeneralmentedituttele buonelettere, &comeſon prontinel rifpondere alle raggioncontrarie,etdifendereleloro,quantunquehog giilMacignimaßimamentehabbiarottoloſcilingua gnolo.Cheiopermeuolentierigli afſegnotutta quel laauttorita&luogo di ragionare ,ch'iotengo:con= ciofiache questi ragionamentihoſemprerifiutatiqua toiohopotuto:ilcheneperſeluatichezza,neper uil tad'animofono auezzo difare,maperfuggirpiu to stoquelle riprenſionichecidanno gli ſaldi &fermi giudici,metreche noiòdallacredězadinoistessi,òdal laaffettione d'alun'amico traffortati, uogliamoquel le SECONDO. 137 lecofeueracißimamenteraffermare, lequalida un'al= troperfalfißimeferanno tenute .AllhorailMacigni rottoiltacere , &àM.Speroneriuolto,M.Sperone difſſe uoi nonhauetecagioneuerunadi diriuare questo fufciofopra lemie debolifpalle,eſſendouoigagliardif fimofostenitore&franco,comefin quiconosciuto ui habbiamo . NonJapete uoi riprese incontanente M. Sperone,Atlante,anchora chedi grandißima for= za gagliardiafifuße; hebbenulladimeno caroche Hercoleueniffeconpiccolatramißioneditempoleuan doglialcunapartedellafaticachefostenea .Se Atlan= te,ſoggiunse immantinente il Macigni,fuſſestatodi quella prodezza &forzanelsostenerelaſomadelmó do,qualuoifietenelportare lofascio chehauete pre-. JoM.Sperone,nonpenſo che eglihaueffe hauuto cas roperfolleuamentodifatica l'aiuto d'Hercole,ma che perfarifperienzadell'altruiforze l'haueßefatto, nel= laguiſa cheuoi accennatedi fare del mio poco deboleingegno,grauandonelo diquelpeso,che tut ti fanno eſſere aluoſtro purtroppo liggiero.Onde Sarebbestatomeglio,chenoi alprincipiodiquesti fa uellamenti haueßimofatto nella guiſa,che ueggiamo fardellenaui,lequalinon eſſendoforti àdifendersidal de uenti, cariche folamente delle P'ira dell'onde mercatantieagiongonuidimolta harena nellafentina perpiuſicurezzaledare. Ilche diuoiM.Speronepo tiamdirefanzaalcundubbio,alqualeseraggionando d'intornoàquestamateriaueniffealcun iſconcio ;uer LIBRO 138 rapercertoperhauernoiimpostotroppopicciolamer ceallanauedel uostrofottileingegno . Queste parole, moſſonopiacevolmenteà riderglialtri,ma M. Spero nequiuiincontanentefoggiunse,percerto M.Mateo uoihaueteungrantortoàuolerecoſi tosto questamia nauerimettere alladifcretion dell'onde:percioche ape= naègiontainporioàjaluamento; che uoi cercate con tral'opinione&potere delnocchiero di rimandarla danouoincofialto&gonfio pelago,qual è questo . MafiaconDio, ricordateni,chenonſieteperandar reaßoltoanchor uoi,percheioho intesoda M.Paolo cheegli èperdimorarqui in Padouaanchor otto,òdie cigiorni allafila,doue &àuoi , &alConte , &à lui inſiememente tocchera di fare una giornata.Quiui M.Paolotraponendosi,diſſe,ſe uoi mi uorretearifchia reàcofifatte lotteM. Sperone ,locon buona fronte negherouui, quellocheuoi diceste,ch'iofia per dimo= rarein Padouatantidi tantopiu nõeſſendo statiàquel lastipulationetestimoni preſenti; & questo non gia porfaticach'iomi ricuſi,incoſadoue ioſapia douer= ui recareil mio feruigio beneficio ò trastullo che di troppo in ciograuarnon mi potreiper amor uoftro caſocheioanchorapesoprendesi,ondeio inpoco d'ho raſapeßididouer restar fiacco &debole:mala ca= gioneècheiononmiſofingere lo Sccuola ,neil Got= ta. Soggiunseil Conte,seuoinonfapretefingereque fti due, che uoi dite S.Paolo ,fingerete.Marc'antonio è LucioCraßo ,comepiu àuoi piacera . Voimotteg giate 139 giateſopra dimefignor Conteriſpojeil Manutio,qua SECONDO. do&àuoiſiaparimenteimpostodallo Sperone come. àmedi fauellare . DißeilConteogniregolapate ec cettuationeM.Paolo, ond'ioperquesto priuileggioho penſatod'andarnelibero: &poiſapete che l'oratore nonhadafarJentenza alcuna. Ilperchenon puoM. Sperone,effendonoi in uice digiudici alsuo ragiona= mentoprefenti,terminarealcuna cofa ,senoi non gli neconcediamo auttorita ,anzibenpotiamonoifenten= tiandelui imponergli ,che ilrimanentefornisca,come hadi ragionare incominciato.ImponiamoglinecõDio diffeil Barocci, quello steßoreplicòpiuuolteilCon tarini . MailGirello, efiuuolediffe operare,cheM.. Speroneparlidimaniera,chenonmenofiada ileggi= sti ,&semplici grammaticiinteſo,che da philofophi.. Iononho ripreseM.Sperone, la linguadello fpirito Santo,ond'iopolsada diuerſenationi effere egualmen= teinteso:manehounafola apena basteuoleàragiona re,fiche egli bene stea : laqualeſeioſapeßi uolgere d miomodo, douemidarebbel'animo ;felicißimo fortunatißimo miterrei .Cofi poteße eßere,riſpoſe il Macigni,percheageuolmente inſegnarei,cofieffendo ritrouarla eloquenzaàtuttiquellichebramanodifar fiottimi &perfettioratori, chenteuoifieteM.Spero ne. Etinche modo, riſpoſeegli ,ciò fareste ? man= dandogli,foggionſeilMacigni , àragionarepotendo conquellaperfonacheuoi ſopra tutte l'altreamiate , auegnachedallasua bocca stillerebbepiuche dall'ora= tioni 1401 tioni diDemofthene LIBROT? di Cicerone&dalle proſe dat Boccaccio melefoauißimo &dolcißimo. Rifeciascu no ,&effendosidimoltecoſedetequandodal'uno quando dall'altro ; M. Speronedi poco tacito dimo ratofi,coſiparlandonelſuopriemierofauellavefi rimi Sequalestatoperdiosi puo addommādarepiu tranquil piuperfetta,quale Studiopiu degno di lode,chequellodi colui ,che lalin lo&felice,qualeuita piu beata guadolcementeiſnodando,&le paroleJaggiamente ifprimendo,ſemprecifaudire alcuna uaga sentenza, Jemprec'insegna,ſempre ci gioua, &fempreci am maestra? Ilchecomefara colui,ilquale lanaturadelle coſeignorandogittaleuoci aluento ,&leparoleim primeneirapidifiumi,ſanzaſodacognitione&fermi concetti? Efanzadubbioqueſtopoeta &questo ord= torequello,dicui ildiuinoPlatonedißepiuuolte,do= uer efferedalle citta&dalle communanzedegli huo= miniſcacciato . Conciòſiache niuna cosa èpiu noce= uole, niunadimaggior danno cagione,ch'una ueloce prontalinguafanza cognitione&ſanza precetto. Questisono quelli, l'ufficiode i qualinon è altroper auentura ,che esortare alcun prencipealla tirannia: metter difreschegabelleadunabene angariata Repu blica: trouareilmododitenere emiferi populi afflitti dmeßi:fuiareglihuominidalle diſcipline dai Studimigliori : infiammaregli animialleuendette:me ſcolaretraletranquillementi depacificialcuna efca di riſſa è dinimista :recare allefceleratezze quelle lodi que SECONDO 141 queglihonori, cheallemaggior uirtufi rendono : finalmente tenersicaro appreſſo alcunpotenteMo narcaconlaforzadellemenzogne &dell'adulatione, piuagevolmentediquellochecon il mezzodella ueria ta delledottrinenonfaraalcun buono .Ma colui , checon lanaghezzadelle parole, &con la natural protezzadelragionarehauraunagentile&delicata uita,acquistata conglihabitidelle uirtu morali, &nel Tofcriuerediquellecosefara mentione,che alla parte piudegna di lei appartengono; non purefieda me lodato&commendatoſopraglialtri;materrollo non altramente,che unooracolodituttala cittazouc eglidi mora. Etqualedolcezzacredettecheſiaquella quan donoiindeboliti fciancati anzichenòdalpeso,che glianni&laneueci recano ,non potendoquelle co=NARIA Jefarel'usodellequali tatofoleaper loinnanzitrastul nopere litions larelauagagiouenezzaconlaNatura ragionandoho mot rafoliet otiofi dimorati,horanella guisachein questo luogofacciamoquiſtionando, òpurepiu tosto alcuno desuoifecreti con bellißimaproſa òcon delicato verfo Scruendo,hauer nonfolamenteà uiletutt'altri diletti; matenerli pernulla, rifpettoàquella dolcezza ,qua leprouiamonelſentire lenostrecompofitionieffer lette damolti, lodatedai perfetti giudici, &ſperare che perl'auenirepoſſanouiueredoppole nostremorti lon gotempo ? Potrei addurui l'esempio diM.Claudio Tolomei :la uecchiezzadelquale rinforzata,conloac erefcere de ibenidell'animoſipuoteuntempo chiamar freschißima LIBRO 142 freschißima et gagliardißimagiouanezza.Potreiquel lo ſteſſodiruidelnostro caro giudiciofoM.Trifone Gabriele, ilqualeallontanatosi dallecitta &diuiſo da lecurepubliche,cerca nellefolitudiniperdergli altri huomini per ritrouarse steßo . L'etadelquale quanto venga raddolcitadalle uifitationi deidottiingegni daipellegrinigiudici;falloil Conte nostro , ilquale per le piu uolte ( merce di quell'animo,cheſt per tempo s'e auezzoàdar luogoài maturipenfieri)la ſciandolefeste lecarole, chelaſcapeftrata gioua= nezzaporgeinnanziàglialtri,prendeconeßoluido mesticamentefauellando &follazzo&gioueuolezza nonmezzana.Etpernonandaruiperglieſempi tut= t'hoggi rauolgendo;un'altro folo uene addurrò,di cuifanzach'iolongatentioneuifaccianelprouarlo,sa petepuoisteßiquatihonori,quatigradi, quantedi gnitagli habbinola uecchiezza &loſtudio recatoil BEMBOdicolauita&icostumidelqualepermol tecagionimifadi mestierech'iotaccia,pernon diredi altoſoggetto &rocopoco . Moltißimisono stati anchora,iqualinellauaghezza dellostile , ònella pro tezzadelragionare, nellaprofonditadelfodogiudicio mescolateconlacognitionedimolte cose naturaliet diuineſonoà questofegnoperuenuti:alqualeloapprof fimarfifusempre lodeuole,noncheil poterlo aßeguire. Quest'unopensieroprouoioinmedigrande conforto alleggiamento alle mie cure:conciofiachefacendo miincontro haggimaià quella eta cherende il corpo meno SECONDO 143 menoarditoallenaturali operationi,ſentonon poter mancarediquelladolcezza,laqualehora forzadı in= dilettarmiſommamentenellapiegheusle uecchiezzaò lecoſeſcritted'altruileggendo,òalcunadame compo= Jtaconlasquadradelgiudiciomiſurando.Laqualdol= cezza inpropriaformauiraccontarei, quanto ècara àglianimi &gioueuole,segiustacagionedi dirlaho ranonmitoglieſſe. Laqualeèquesta ch'ioſoche voi damesifattoragionamentonon ricercate,maplu to stovolete,che ioper lecompofitioni conducendoui ui dimostri quantouaghe ,&quanto gentili renda la philosophia le uostre fcritture . Ilche farocon quella breuita,ch'ioſaproimaginaremaggiore . Non effen dodimiodifiderio&ufficioilteneretroppoin longo le nostregiudiciofe orecchieoccupatecon quelle cose, ch'ioſodouerpiutosto hauerforzageneralmented'in crefcerui ,che giouarui. Tuttauiaiouolontierile ui ifporro nonmenoper eßereà uoiubbidiente, & am= mendatoinquellecose,doue io uerro mancando; che d'hauergiustaragionedifentiredauoialtri alcunaco Jad'intornoàcofifatta materia,chente è questane giorni,cheseguono. Maprimachealtropermesi di ca;uogliodaalcunipochiprincipigittarl'ordimento della miatela: da iqualiuerròlemieconchiuſioniàpo coàpocodiriuando.Veggiamochecosa èoratore,che ilpoeta,chefineil loro ,&incheguisa partitamente uengonoilorogeneri àdiuiderſi. Ilcheueduto paßa remofimilmenteallaphiloſophia,confiderandoilfine la LIBRO 144 lamateria, ilsoggettodi lei, dituttelefueparti: posciauenendoaglieſempi&auttoritadel Petrarca, uifaro noto,tantoeſſereapunto infatto , quanto con Jempliciparoletesteui dißi. El'oratore , quello che conladolcezzadelleuoci,&grauita dellefententie ageuolia perfuaderealcunacaufapublica dibellauoce, di gratiofemaniere, ciuile, è dichiarafauella dotato: l'ufficio delquale è ilpotere compiutamente parlarediquellecose,cheall'ujo ciuileſono ordinate, conleggi&coftumizinmanieracheegliuenga adin= fignorirficonlaforzadellalingua , conlamaesta deſuoidettideglianimi&confentimento di coloro, cheascoltano: nepotendo ciofaredeltutto ; cerchera nondimenod'accostarsiàqueſtoſegnopiuche egli fa= praimaginare, òpotrafare.Etqueſto ufficio, ch'io hodetto,nonèaltrochelamateriaisteſſa,diche egli tratta:ilquale ufficioſipuodirecheſiauno atto conue neuoleàciaf-hedunapersona,comunque ellafifia del lafouradettadiffinitionetrouareteanchoratrecoseda gliantichiaddomandateconstitutioni:cheſonoconiettu rale,legittima , giudiciale:treparti de l'oratore, lequalifpuntano dal'ufficio,&germoglianodallama teria,diche egliragiona. Altramentefu l'oratore dettohuomoperfetto, attoaragionarbene. L'effer buonoconfiftenellanatura , nei costumi, nella uita, nell'arti . L'efferpronto. ageuole al parlarleg giadramentefifadallabella& artificiola eloquenza: laqualecinquecoſeritiraconfeco,cheſono inuentione, difpofi SECONDO. 145 difpofitione,parlare, memoria ,&pronuntia . Co luiadunque ,cheſaprafauellared'intornoà quelleco= Je,che òàcafo òàdeliberationeſeglifaranno incontro fauellando ornatamente&congentile maniera profonda memoria,uferaunaregale &quafi matura grauita neldire,feradegnodiquesto leggiadro ho noratonomedi ottimoparlatore.Alqualedue lodido niamo,l'unaèdeldifputarefottilmentelecose,perca= l'altra di mouerſi con grauita affabilepercontodimoueregli animidegli ascoltanti gionedi infignare; ineſcarli con la dolcezzadi quellamagnifica &ge neroſa prontezzadeigesti,lagrauitadeiqualisi co= mefuoleeßereſopratuttel'altre cosecomendabili , coft apportaſecounaartificiofa &leggiadramaesta,laqua lenon altramente de gli animi s'infignoriſce,cheſeil freno teneßede inostrisensi delle nostreuoglie.Et perche ilparlaregeneralmenteſopratuttele cofe ren= deteftimonianzadinaturale prontezzaàtale eſerci tio;perquestofi ricerca,che egliintuttele coſeſia ac= commodatonelparlare,e habbia uirtudi perfuadere tuttoquello,che alfuoanimo uieneòpercaso,òper diz Liberationeofferto . Horaueniamo àitregeneri det ticapi:iqualiconſeguitanol'ufficio dell'oratore,chefo nodeliberatiuo,dimostratiuo, &giudiciale. Ildimo ſtratiuo èdetto nonper altro , eccetto perchefi attri buiſce in lode ò biaſmod'alcuna cosa. Inlodefi come ladouedißeilpoeta. 22 Chiuoluederquantunquepuonatura, RAGIO . : e E'l LIBRO » " دو " 146 E'l ciel tra noi uengaà mirarcostei. Si come in biasmo &uituperioſonoquelle rimeono elasciòſcritto. Fiammadalcielfuletuetrecciepioua >> Maluagia,chedalfiume&daleghiande Perl'altrui impouerirſe ricca egrande, Poiche dimaloprar tanto tigioua . Il deliberatiuo èdettointalmodo,perciò che èpo ſto indeliberationediperfuadere èſconfortarela cos ſadichefifauella. , Signormiratecome'ltempouola, Etficomelauita Fugge&lamorten'efouralespalle: دو دد ১১ " ১১ دد 22 دو Voifietehorqui,penfate allapartita, Chel'almaignuda&fola Conuien,ch'arrive àqueldubbiosocalle: Alpaßarquestaualle Piacciauiporregiu l'odio losdegno , Venticontrarialla uitaferena. Etaltrouedifconfortando ,in cotal modo. › Vergine, incuihotutta miafperanza, Chepoßi uoglialgranbijogno aitarme, Nonmilasciarinful'estremo paſſo: Nonguardarme,machidegno crearme, ১ ? No'lmioualore. Il giudiciale èquello , che poſto indifcordia ha= inſe accufatione,ouer domandacon difenfionedi chi parla.L'una l'altra di queste due parti fi uede la たば oue دد SECONDO. oueil Petrarcadiffe. >> Ferastella,ſeilcielohaforzainnoi >> Quant'alcun crede,fu,ſottoch'io nacqui, Etferacuna,douenatogiacqui, >> Etftraterra oueipiemoßipoi. Etinaltraparte. S'il dißi mai,ch'io uenga inodioàquella, » Delcuiamoruiuo &Janzailqual morrei. 147 : Alleuoltefi troueranno &l'accufatione & ladi= fenfioneinfiemegiunte, ilchein due modififa : ouero inunasteßaperſona, Imifoglio accufare ,&hor miſcuſo, » Anzimipregio,&tengoaßaipiucaro. Oueroin piu,ſi comealtroue diſſeil poeta دد دو دو Mauoieſcuſo , &mesteßoriprendo, Chenatura àuolaru'aperſel'ali Amediedeocchi, iopurnemieimali › Litenni ,ondeuergogna&dolorprendo. Etpoſtochequestitregenerifianocapidella Rhe= torica,nondimeno puostare che partitamente alcu= noſiaperfettodicitore ,quantunquene l'unoſolamen= te di queſti tre generifia eſercitato .fi comedi Tera= mene,diZenone &diGorgiasileggenell'antiche me= morie,l'unodequalifufolamenteattonelgenere de= liberatiuo , & l'altro nelgiudiciale , ſi come il terzo nel demostratiuo fueccellentißimo parlatore , anchora che nonmancaſſerodiquelli,chehebbero opinione,che il dimostratiuo doueſſeſeperarfi: &cheduefolamente k 2 rima= : LIBRO 148 rimaneffero . Laqual opinioneneà gliantichiGreci , ne alli Romani dicitori piacqueper alcuna maniera . Eccol'inuentioneſegue laquale èla prima diquellecin quecorde,chefannoharmoniaJoauißimaper lalingua dell'oratore . Quastafudagliantichidiffinitorichia mateimaginationedicoſeuereò uerifimili almeno, at teàrenderelacausa dellaqualesi ragiona probabileap preſſo ilgiudicio degliascoltanti .Seguela difpofitio ne ouerocompartimento,laquale èunoordinedi quel lecose,chedal dicitore uengono disposte:fi come la leggiadrafauella è compofitionediuoci &difententie ordinateàfpiegarequello , chedella inuentione uenne ordito &proposto . Lamemoriaèferma&Sodaco gnitionedell'animo,incuicomeinfacrouafe uengono àconferuarsituttelecose,che dalladifpofitionefurono con douuto compartimenteordinate. La pronuntia e l'anima &lofpiritorenduto allecosetrouate&difpo Ste .Laqualesifa conunagraue & matura raggione dimouereiluolto , lauoce e igesticonleggiadrauenu sta . Questa èquella, chede glianimi s'infignoriſce : pajcendodinonſoche nettaregliocchi,l'orecchi, et gl'intellettihumani ,fa chel'animebeandofi noncura= noinquelpuntomaggior contentezza : ne inuidiano l'ambrofiadelli Dij . Lequai coſe tutte uengono à ger= mogliaredatrepedali : che ſono l'arte , l'imitatione , l'effcrcitatione . Con l'uno l'oratoreprendeuna cer ta debita &ordinataragionedidire, conl'altrotolto l'esempio d'alcunleggiadro et uago dicitore,cerca alla Sua SECONDO. 149 ſuaperfettioneaccostarsi,& finalmente co'lterzoſt uiene con la confuetudine uso delparlareàgenerar quell'habito , che &prontezza & facilita,come lu= mealletenebre, ci rendenelfauellarbene . Maritor= nandoalla inuentione ,dicoella dagli antichi maestri hauerpreſoſei parti,dallequali uiene à terminarſi finire,detteEfordio, narratione , diufione, Confer matione , confutatione,&conchiuſione. L'una entra congraue&maturodifcorjo nelparlare; l'altralaco ſaſpiana &dimostra: laterza ordina &distingue:la quarta neruo &fpiritorendeallecose di chesifauella: laſeguente indeboliſcele ragioni dell'auerfario , &la fezzaiaraccoglie tuttoquelloin breuita,ches'è detto dafine alconto. Etperparlareàbastanzad'intor noàquestepartidico l'Esordio eßerel'incominciamen todelparlarechefifa, nelqualeinescandoglianimi de gliascoltanti : cattiamoattentione, beniuoglienza , inſtruttione. L'uno mettefilentio,& acquistatuttele giuridittioni degli ascoltanti . L'altro fede &cre denzane rende . Sicomeil terzofa gliauditori bene informati instrutti del caso , di che fi ragiona. Sono dueEfordi,l'unodettoprincipio & l'altro fimulatio ne.Dalprincipiouengonoàfarsigli ascoltanti attenti beneuoli,istrutti . Attenti co'lprometteredi parlarco Sealte,graui,neceßarie,gioueuoli , grande,nuoue, inufitate, alla communeſaluezzaappartenenti: allare ligione, allapieta ,alliDij, ò àquellicheascoltanotut tauia. EccoilPetrarca tuttopenſoſo e marauigliato ८. ここ ここ k 3 pros LIBRO 150 produrne gli ascoltanti una infinita attentione,nel principio di quellacanzone. » Iuopensando, nelpensierm'aßale >> Vnapietasifortedime stcho. Benzuolisi rendonogli ascoltantiin quattro manie= re,danoi steßi,dagli auerfari , dagli auditori, dalle cose, di cui fifauella. Danoi,jel'ufficio nostro uferemofanza alterezza, &ferannolelodipernoida teànoimedesimiconmodestia , ſi come. Perchelauita èbreue. " > Etl'ingegnopauentaàl'alta impreſa, دو دو Nedilui,nedileimolto mifido : Mafperocheſiaintefa >> Ladoueiobramo,&ladoueeßerdeue, >> Ladogliamia,laqual tacendo iogrido : دو Occhi leggiadridoueamorfanido , Auoirivolgoilmiodebileſtile » Pigrodaſe,ma'lgranpiacerloſprona . Similmentesedalcommun bene cominciaremo, co دو melà. Italia mia ,benche'l parlar ſia indarno >Allepiaghemortali. Odaparenti amici, » Spirtogentile,chequelle membrareggi. Odagliascoltantiſteßi , Voich'ascoltateinrimeſparſeilfuono, Queroſenoiproporremodiraccontareinos fagi,pouerta,folitudine,&miferia . ostri di 1 » Laßo SECONDO. .. Laßomech'iononſo inqualpartepieghi; ► Lafpeme,ch'eiraditahomaipiu uolte. " " " " Etaltroue, Toltom'hai morteilmio doppio thefauro : Chemifea uiuerlieto &giraltero. Et in un'altro luogo. Dipenfierinpenfier , di montein monte Miguidaamor. Etaltroue, Chedebbiofar,chemiconfigliAmore? Tempo èbendimorire, „ Ethòtardato piu,ch'ionon vorrei. : Trouafianchoralabeniuoglienzada noi steßistut tauolta chefimostra noinonhauermai fperatoje noz neinquellaperfona,conlaqualesi ragiona, come nel lacanzoneVergine bella, Amormifpigneàdirditeparole د Manonfoincominciarfanzatua dita, » Etdicolui,che amandointefipose. >> Inuocolei,cheben sempreriſpoſe . Chi lachiamò confede . Dallapersonadegliauerfaritrouaſtanchorabeniuo دو glienza,dandoli inpotere dell'odio,dell'inuidia, &del la difcordiade gliauditori , dell'odio, Fontana di dolore,albergo d'ira, Scola d'errori tempio d'heresia. Delladifcordia , >> L'auaraBabiloniaha colmo ilfacco ٢٠ こ k 4 22 D'ira 152 LIBRO D'ıradiDio &diuitij empierei. Dell'inuidia. دو 22 Odiluuio raccolto > Dichedeferti strani ১১ Perinondar inoftri campi. 4 : Dalcantode gli ascoltanti firaccogliela beniuo glienza,ſenoi diremo uoleriuftamente , fortemente " parlaredicoſe, che adesiappartenga,&lodandoli. Riconoſcicolei,che primatorſe » Ipaßituoi dalpublicouiaggio. Segue hoggimai L'ATTENTIONE,la= qualesifadatuttelecosediſopraraccontate: e maßi mamentequandopromettiamo diparlarecofe alte importanti: دو » Conquestealzatouengo àdirhorcoſe, C'hoportatonelcorgrantempo afcofe. 1 Lofimile hauraforza di operare il uolere iſnoda rele cose dubbie,dechiarire ledifficili ,ſcoprire lenon conosciute ,&le coseda altrileggiermentetoccate con ordine diftintionemarauigliosa esaminare. AM= MAESTRATI firendonogli ascoltanti pro= mettendoildirecofegioueuoli, &attead instruiregli animi loro . „ Poiſeguirofi comeàluin'increbbe » Tropp'altamente, &chedi ciom'auenne » Dich'ioſonfattoàmoltagenteeſſempio, „ Benche'lmiodurofcempio „ Siascritto altroue, »Si ز " Nefongiastanche. SECONDO. Sichemillepenne Doueproponeilpoetadidire alcune marauiglio= 153 ſetrasformationi : lequali &instruttofaranno altrui attento.In struttoper lofuggire dagliamorofitra uagli,attento perlamarauigliadel caso .LaSIMV LATIONEfifadalfingeredinonuolere alcuna coſatrattare ,&nondimenotacendo ,artificiosamente fauellarne, mostrandola neceßitadi dovere d'alcu= nacosa,communqueellaſtfia,ragionare . Tacernonpoſſo&temononadopre > Contrarioeffettolamialingua alcore. LANARRATIONE èditregeneri:il primo èquello,onde ſi racconta loſucceßo di alcu nacofa. Iodicochedaldi,cheilprimoasfalto 22 Midiedeamor,molt'anni eranpaſſati. Etaltroue, >> Standomiungiornoſoloallafinestra, » Douecofeuedeatante&finoue. " ده L'altro èquello, onde filodaalcunapersona,con dottiincidentemente àparlaredital coſa,ſt come. L'almach'efoldaDiofattagentile , Chegiad'altrui nonpuòuenir talgratia, Similealſuofattorſtato ritene . Il terzo édallecose ciuilipiu remoto, nondimen eglifamolto prò l'esercitaruift inquello altresi.Ha dueparti:conciofia che appartiene àifattio plle per ks fone 4 こ 154 LIBRO 2 Sone. Hailprimiero trecose proprie &àſe richies ste, lafauola, la storia ,& l'argomento . Elafa uolanarrationeneueraneuerifimileper alcunmodo כס دو • Lastoria écoſapaſſata,lontana nondimeno dai no= stritempi . L'argomento é coſaimaginata, nondime no uerifimile , chente èl'argomento delle comedie,del= lafauola, Facendomid'huomuiuoun laurouerde, Cheperfredda stagionfoglianonperde. Della storia accennò la ilpoeta. » VinſeHannibal&nonſeppeusarpoi >> Benlauittorioſaſua uentura . Del'argomentoladoueediffe. tettod'oro. >> Murierand'alabastro Quellochenelle perſone consiste,dee hauere pid= ceuolezzadi parlare , diſſomiglianze d'animi,graui= ta, affabilita ,fpeme ,timore ,ſoſpetto , diſio, fintio= ne,mifericordia , mouimenti dicoſe , ſtraboccamenti difortuna , disagi ,ſubitane allegrezze , &lieto fine dellecose,gli esempiprendete nel Petrarca di tutteque ftecoſeraccontate,fènon ui ènoia l'udire. >> Pigmalionquanto lodartidei >> Del'imaginetua,&quellocheſegue. Etaltroue . > Pacenontrouo, &nonhodafarguerra . Della grauita accennò in quelluogo. » Donna,chelietaco'lprincipio nostro. Dell'affabilita altroue ediffe , 2 » Quando ६ SECONDO. 2 Quandoamoribegliocchiàterra inchind. Lafpemetoccainquellaparte, Piuuoltegiadalbeljembiante humano • Iltimorenellerimeche cominciano , Quandofontutto uolto inquellaparte . Delfoſpetto accennò quandoſcriſſes دو " " Idi einguardiaàfanPietro,hornonpiunò. Deldiſioparlainquel luogo, Semaifuocoperfuocononfifpenfe. Dellafintionealtroue , Standomiungiornofoloallafinestra. Dellapieta inquellaparte. Tacitouo,che leparolemorte » Farianpiagnerlagente 155 Deistrabboccamenti uari di fortunain quelfon netto. .. Omifera horribiluiſione. Deidiſaggipurdouediffe , > Paſſermaifolitario in alcun tetto. Dellagioiafubita inquelluogo, > Dolciire,dolcisdegni, dolcipaci. Dellietofine, دو Felicefaßo che'l beluiſoſerra Chepoi,ch'hauraripresoilſuobeluelo, >> Sefubeatochi lauidde interra; >> Horchefieadunqueàriuederla incielo? Maperchelanarrationefu diuiſa dagli antichi in treparti,perquestoſeguendol'istessa openione:di= CO << LIBRO 156 co lanarrationeeßere di tremaniere,Brieue,Chiara, Verifimile. LaBrieuecomincia dallecofe neceffarie , nondagliultimiprincipij , maingencraletoccaleco fe,&ferpendoàpocoapoco ſiritira finladoue egli fabisogno,&nondoueandarfipotrebbeconlauaga ده ১১ fauellascorrendo .Eccobrieue,foccinto, &fanza cir= cuitione di parole: ilPetrarcainquellaparte. Mainonuòpiucantarcom'iofoleua, Ch'altrinonm'intendeua, ond'hebbiſcorno. La narration chiarafifa tutte le uolte, che noi diremole cofe cofifinceramente ,comeuennero opera te ,toccandoitempi &l'ordinedellecofe,fecondoche furonopofteinefecutione . Quiuihaßi conmolta diliz genza àconfiderare,chenonfi dicanole coseconfuse,ò torte,òdubbie,ò nuoue,òchefi paßi daunfatto all'al tro, &daunamateria adun'altra diſſomigliante differente dallaprimiera,oltre àciononfidee comincia reilragionamento da molto lontaniprincipij, nemol= to in longodifferirla tramadel'orditoparlamento,nó lasciando le coseneceffarie, neabbracciadolefouerchie. Tuttequestecose diligentemente offeruòil leggiadro poetaquandoediſſeinquellauagacanzone,laqualeper 1 esempio&Ideadelbenfcriuere non menolasciòil Pea trarca,cheperdichiarationedituttalafua usta. Neldolcetempodella prima etade, >> Chenafcer uidde, anchorquafiinberba, >> Laferauoglia,cheper miomal crebbe, >> Perchecantandoilduolfi difacerba, »Cantero SECONDO 03 157 Canterocomeiouißiin libertade. Lauerifimile fi fa, toccando quelle cose,che l'uso tollera , &l'opinione &laNatura , &i tempi: conla ragionedelleperſone,dignita ,conſigli,luoghi , conueneuolezze,&costumi, iqualifiorituttiqua laperlouerdegiardinodel canzonieredelPetrarcafi trouanononmenoàuaghezza dell'orecchiechegli odo no,cheà conforto, dell'intellettoche lifiuta,ſparſi, دو uditene intestimonianza di ciòquesterime. Neltempo,cherinouaimieifofpiri >> Perladolcememoriadiquelgiorno, >> Chefuprincipioàfilonghimartiri. Conglialtriquattro terzetti,cheseguono dietro alraccontato ... Aquestepartidell'oratoresi aggiugne laCONFV TATIONE, CONFERMATIONE altresi, cheſono dueuie,per lequali ſiprocedeallaper Suafione,finedellaRhetorica,comealcuni vogliono . Faßi laconfermationefortificando leragioni nostre, ft comedebilitando lecontrarielaconfutatione.L'una di fende noisteßi,l'altra offendegli nimici . Questa re= calauita alle nostrecause;quellaamazza &uccidegli auerfari . Puòadunquelaperfuafioneacquistarfi con l'unadiquesteduepartifeparatamente:macon mag giorfortezza&leggiadriaſe l'una l'altra potre moperauenturacõſeguire.Queste dueformedellaRhe torica,che confutatione&confermatione furondette, usoil poeta tanto piu uagamentede gli altri poeti, quanto LIBRO 58 quantoegli neldescriueredegliamorosicontrastifu il piueccellentediciascunochemaifcriueſſe .Etleggete= neuipregolacanzone, p› Quelanticomiodolce, empiofignore. Doue il poeta maestreuolmente finge d'accufar Amore.Poi uedetecomeeglidalleaccufationifattegli dalpoetasidifende,parteconfermando , &parteri= futando,ilcheper non recarui increſceuolezza, con buonafrontemi trappaffo . Veniamo alle constitutio= ni; lequalisonotre; Congietturale, legitima, giu } ১১ ridica . La CONGIETTVRALE,equando nafce rumore ò difcordiaperfatto d'alcunacosa,appli= cafigeneralmente àtutte lecoje,lequaliuengono àcono ſcerſi, òperpatriaò perlegge, òper costume , òper profeßione , òper habito , òperftudio,ficomedi Sap phocongietturalmenteparlò,doue dißeilpoeta. > UnagioueneGrecaàparoàparo Coinobilipoetigia cantando, رد t Ethaueaun ſuoſtilleggiadro & raro . Allargafi la congettura permoltofpatio : auegnd= dio, che daglieffetti , &dalleoperationi & acci= denticommuniuengonoà prendersilecongietture,le= condola Natura, qualita &giudicio dellecose.Lacon StitutioneLEGITIMAprendenascimentoetmet teſiin difcordiaper contodi lettereſcritte, òleggi in= terpretate. Hafei particelle, addomandate loſcritto ouer lafentenza,leleggi contrarie ,il dubio,la diffini tione ,latradottione la ragione. LaGIVRI= DICA SECONDO DICAAppartienequandoilcasoconfta:manoipro cacciamodiſaperefeegli èfattoperragione èper in= giuria.L'unodanna,l'altropurga:l'unoscioglie , l'altro lega . Mostraftlacauſa eſſeregiusta ò contra= ria allaragione,perleggi, confuetudine,&accordo ragioni, auttorita, &costumi , &eſſempi, patitadicaſo. Eccoilpoeta uolerſi sbrigaredalle cure amoroſe, aßegnandolaragionenaturalein cotalmodo, Obedirà Naturaintutto è ilmeglio : دو >> Ch'acontendercõleiiltemponesforza . Percostumeargomentaualadoueconamor fauel= Landodiße, >> Amorseuuoichi torni algiogo antico, Comeparchetumostriun'altra proua >> Marauigliosa&noua ; >> Perdomarme,conuienti uincerpria . " / Ilmio amato theforo in terratroua , Chem'en'aſcoſto, ond'ioſon ſimendico . Per auttorita degli antichi , ſi come in quel luogo دو Credeteuoi ,che Cefareò Marcello, » OPaolo,odAphricanfuſſer cotali , >> Per incudegiamainepermartello ► Pandolfomioquest'opere ſonfrali , Allongoandar,ma'lnoſtroſtudio équello, >> Chefaperfamaglihuominiimmortali. Maritornandodacapoallitregeneri ch'iodi fo prauidißi;dicoil GIVDICIALEeßerquello ९८ che LIBRO 160 che èpiuneceßario &utiledeglialtri : fi comeildi= mostratiuo èpiugencroſoet magnifico,&inperfettio nemaggiore. Concioſiachecon quello ſi mantengono lecittatranquille,leRepubliche quiete, i stati pacefi cihoradifendendo,horaaccufandoaltrui,douedimol tecoſefannobisognoalſamoparlatore:&ſpecialmen te usandolaconftitutione congetturale.percio che di congetture &d'argomentiprobabili fadi mestiere cheeglitengacognitione, adducendo comparationi fegni ,&conseguimenti ,&pruoue. lequal parti tutteſonoinquellacanzone raccolte,doue amore& il poetafi accufano ingiudicio.Eccol'argomento pro bababiledouefcriffe, ده ›› Madonnailmancopiede ›, Giouenettopos'ionelcostuiregno, Ond'altro,ch'ira sdegno Nonhebbimai. Laqual ragionefaßi dimostrando all'auerfario maieffer reſtatoin alcun tempo dimaloperare .Mala comparationeècomecaso,àcaso,fattoàfatto, &fu ceffoàfuceſſo uiene àraffrontarsi, fi come nell'iſteßa canzone. دو دد Odonnaintendil'altraparte, Che'luero,ond'eifiparte, > Quest'ingratodiraſanzadifetto. Co'lfegno fi uieneà dimostrare l'ageuole pron tezzanel reodel mal oprare,&questoinſe contiene il luogo;iltempo, lofpatio, l'occafione, lafperanza dimal f SECONDO 161 dimalfare, il difiodinasconderſi,comela, >> Perfarunaleggiadraſuauendetta, دد >> Etpunirinundibenmilleoffeſe Celatamente amorl'arco riprese, >> Com'huom-ch'à nocerluogo&tempoafpetta. L'argomentofifaconfalda ragioneaccufando al trui: òco'l testimonio deltempo paſſato, òfuturo ,o preſente, nellacanzone, che diſopra dißi leggonſi que steparole >> Questim'hafattomen amareDio, >> Ch'ionon deuea, mencurarmeſteſſo, ›, Perunadonnahòmeſſo » Egualmenteinnoncaleognipenfiero. Loconseguimentoficauada gli accidenti, che ab caſoſeguirono. » Poichefuofuinonhebbi hora tranquilla: Lapruoua equella,chenelle deretaneparti delraz gionamentos'introduce,eſſendoſi gia confermatalafo fpitioneneglianimide gliascoltanti. > Quincinaſconlelagrime e imartiri. > Leparoleeiſoſpiri, › Dich'iomi uostancando, forsealtrui. 11 › Giudicatuchemeconosci&lui. Laconstitutione legittima dißi diſopra hauere in fecinquecoſe,ſcritture , leggi contrarie, dubi, diffini raggioni. Lequal cose, per non tioni, tradottioni, discostarmi dal miopropofitoleggiermentepaffar in tendo. SimilmentelaGiuridica inſecontiene Natura, ARAGIO. 11 legge, ৬১ ٢٠ C ८९ 162. LIBRO legge,confuetudinedigiudicare,giutitia &bene, patto, dicui &glieſſempi &l'autoritafurono à ba= Stanzadiſopraaßegnate.Horadiremodegliſuoi istru menti :cheJono la comparatione latradottione,lacon= ceßione,laneceßita , lafortuna, iprieghi , l'allonta= nanzadelmaleficio ,gli argomenti, laconchiufio= ne.Dellacomparatione dißipocofadifopra,&non è altroquiuicheil uedere ,sefu meglio operare quello che il reoconfented'hauerfatto, òquellochel'accufa= toredicechefidoueafare. > Questiinfuaprima etafu dato all'arte : دو دو دو Dauenderparolette, anzimenzogne, Neparchefiuergogne Toltodaquellanoiaalmiodiletto » Lamentarsidime. ১১ : 71 Latradottionefifadalreotutteleuoltecheil com meſſo peccatofi trasferisce allacolpad'altrui. >> Neparchefiuergogne Toltodaquella noia almio diletto دو دو ১১ Lamentarsi di me,chepuro&netto Contraildiſio,cheſpeßo'lſuomal uole, Lui tenni,ond'hor fidole Indolceuita,cheei miferiachiama rodo t La conceßione si fa allhora ,chenoi domandia= momerce,&fperiamochelenostre colpe cifien ri= meffe >> Misereredelmionon degnoaffanno , " Riduciipenſferuaghià miglior porto ... دو こ i C Ramenta SECONDO. » Ramentalor,com'hoggifostiincroce. 163 Laneceßitasi usanel mostrare cheilreo non po teaperqualchefortißima ragione riguardarsidi non " peccare. Però turbata nelprimieroaſſalto, >> Nonhebbetanto neuigornefpatio >> Ch'albisognopoteſſeprender l'arme. Aggiugnesil'escusationefatta dalreoper inauer ১ tenza, دو " Trouommi Amordeltutto disarmato, t Etapertalauiapergliocchialcuore. Conlafortunafi conferiscela causa honestandola appreßoilgiudiciodegli ascoltanti: >> Amor, Fortuna,&lamiamenteſchina, >> Diquelcheuede, nelpaſſatouolta >> M'affligon , fi, ch'ioporto alcunauolta >> Inuidiaàquei,chefonful'altrariua. ९ Iprieghi fifanno allhora,che ilreo chiede miſez ricordiadellecommeßecolpe,non nefacendo cagione nefortuna,nedestino, nepoco auedimento ,ne altrui perfuafione ,ma tuttoil difetto trasferisce inſe me= defimo. » Pentito tristodemieiſiſpeſianni , >> Chefpenderſi doueanoinmiglioruso > Incercarpace&infuggiraffanni, >> Signor,cheinquestocarcerm'hai rinchiuso, Tramenefaluodaglieternidanni, •, Ch'ioconoscoilmiofallo&non loſcuſo. ८८ 12 L'allone LIBRO 164 L'allontananza dei commeßi diffettififa dando nelacolpaòallacauſa, ò all'huomo cagione di tutto ilmale. > " ده Mainotturnophantasma, D'errornonfufipien,comeei uernoi, Ch'èingratiadapoi CheneconobbeaDio, allagente, t J Diciòilſuperbofi lamenta,&pente. Segue l'argomento,ilqual uienediuiſoincinquepar ti : auegnache eglicontiene,proposta ,ragione,con= fermatione,ornamento, abbracciamento , con la propoſtaſiadduce in breuita il fatto in propria for= ma. Laragionebrevementedimostra quelloche pro= uar intendemmo. Laconfermatione con molti argo mentibreuementefortificala ragione esposta. L'or= namento é quelloche abbelliſce &honesta la causa:l'ab bracciamento foccintamente comprendecioche d'intor noallepartidello argomentofu proposto. >> Semaifocoperfoco non ſiſpenſe, >> Nefiumefugiamaifeccoperpioggia, دو >> Maſempre l'unperl'altrofimilpoggids. Etſpeſſo l'un contrario l'altro accense: ১১ » Amor,tucheipensiernostridispense >> Alqualun'alma induicorpis'appoggia, Perchefaiinleicondifusatafoggia >> Menpermoltouoler leuoglieintefe? : Laconchiuſioneouero Epilogo èfatto per replis carelecose inbreuita,di che longodiſcorſonella nar ratione 63 2 : こ ८८ ここ SECONDO. rationefifece.ha treparti dette enumeratione, eſage= 165 ratione &miferia.Conl'unainſomma breuitafirin= frescailcaso: conl'altraſieſaggera lacofa cone die= ciprecetti della Rhetorica:con laterzaſi muouono gli animi trappaſſandoper le nostremiſerie, &disagi diſauenture mostrando lepiaghe dateci dalla fortuna gliinganni teffuticidainonueriamici,gliefigli, lepo uerta,idanni, ipericoliingiustamenteſofferti: Com parandolepaſſateuenture conle calamitaſouraftanti òpreſenti:dimostrando quantofurono in altrui benefi= ci&lapietapernoi uſata:facendo nota lafermezza costantia nostranegliingiusticolpi della fortuna, ne iuelenati morſidell'inuidia , ò nelle acerbepercoffe dei nostri nimici. In quattro luoghi s'intesse dell'o= ratione l'Epilogo uolendo, nelprincipio,nella narra= tione,enelJodoargomentare,&nellafine . Matempo ėdilasciareil Giudiciale, uenire hoggimaialDelibe ratiuo. Sonoledeliberationididue maniere, oueroal lhora cheſiricercaqualediduecofe debbiamettersi in effecutione ; oueroà qualpartito attacarsi maßimamen tesiarichiesto , tramolti checi uengano propostiEc coilpoeta di questi trattiſauißimo &accorto maestro, dubbiare, àqualdi duecoſe debbiaopporſi ò allaut= دو tafuamanincoſadarfineper morte , ouiuere , come eglifacea,addolorato. S'io credeßipermorteefferescarco » Delpensieramoroso,chem'atterra, >> Conlemiemanihaureigiaposto in terra 13 »Queste 166 " LIBRO Queſtemembranoiofe&quell'incarco, Maperch'iotemo ,chefarebbeunuarco ده " دو Dipiantoinpianto&d'unain altra Diqua dalpaſſoanchor , chemififerra, raguerra; »Mezzorimangolaßo &mezzoiluarco Diliberadipiucoſeladouelasciòfcritto. Chefaialma ?chepensi?hauremmatpace? A 4 »Hauremmaitriegua? odhauremguerraeterna? Il dimostratiuotuttodaoperanelſuoconto ò nello dare ènelbiafimarealtrui.faßilalodepermezzode ibenidell'animo,delcorpo,dellafortuna,faßiilbia= fimoperil contrariodeigia raccontatibeni. La lode èilpremiodell'operecomendabili,ſicome il uitupe= rio ècastigodelleſceleratezze,ouero dellecose abhomi neuoli.Etperparlaredellalodedico,chepotiamo al= cunacofaesaltare ,occorendo l'occaſione,toccandola parentela,lacreanza, le ricchezze,ta poſſanza,la gloria,lacitta l'amicitia,per conſeguente ancho rauituperando.Etquestecosedameraccontates'intern donoquantoallibeniistrinſichi.Potiamo lodare dalla partedelcorpo,toccando ecommodidilui,ficomela uelocita , la destrezza, la leggiadria,leforze,la diz gnita,lafanita, l'ottima compleßionecon labellez za,icuicontrariferuirannocial uituperio. Similmen te all'animo uieneàdarſi lalodedalla maturezza dei penfieri,dallagrauitadeiconfigli,da l'acutezza del l'ingegno,dallabuonamemoria,dalfacile apprende re,dalle discipline,dalleuirtu,comeſono la giustitia, laforz 1 SECONDO. 167 lafortezza, &lamodestiadalli cuicontrarifidiuifa noiuituperi ibiafimi dicoloro,chenoiflagelliamo conlasferzadellelingue:&uccidemo con il coltello dell'eloquenza. Loda il Petrarcalafuadonnapertut= toilcanzonieredallanobiltadelfangue,dall'ingegno, dell'animo, dallebellezzedelcorpoinmaniera,che lamaggiorparte dellefuerime ſono orditealſubbio diqueſtogeneredimostratiuo,&fouerchio reputolo addurneinciò testimoniāze:percheiopotrei (uolendo increfcerui conla longhezza delle parole)mandara uialfonetto. » RealNatura,angelicointellettoka > Inqualpartedelcielo,in qual Idea. » PermirarPolicletoàprouafifo. » QuetolfeAmorl'oroetdiqualuena. Et Et Et Et » Od'ardenteuirtuteornata &calda. Similmente allacanzone. Etàquella » Gentilmiadonnaiueggio. › Verdipannifanguigni,oscuri,operfi >> Inquellaparte,dou'amor mifprona 4 oueramente. piutosto » Tacernonpoffo,&temononadopre..... Mapercheogn'unoſatutte lerimedel poeta effer piene delle lodidi Laura, di quellenon altrimen= te ornate mostrarfi, di quello,che faccianoi limpie diferenidella notte d'infinite chiarißime stelle,par= ce mi il uoler parlarne, altro non effer perauentura, che annoverare ad una ad una l'arene del mare,o contarquante goccioled'acquafonodal maggior pez 14 lago LIBRO 168 lagoentroàfuoi termini raccolte. Si che lasciamo leui prego. Del uituperarefu quest'huomo diuino tantoparco; che ben pare egli effer nato per par larbene. Eccoquellamodestia, quellaleggiadria,que costumi,quella riverenza, quella humanita ineffabile, quella bonta indicibile,ſempregentile ,ſemprecom= mendabile usare lefue cortefie. Etperchesono tal uolta iuitij tantoempi ,lefrodiſiſpeſſe, lefcelera= tezzefimanifeste , che igiusti nonlepoſſonoſofferi relungotempo,perqueſto alcuna uolta riprendeRo ma,ficomela. > Fiammadalcielfuletuetrecciepioud. Tal uolta adiratosi,maperòmodestißimamentemet teralalinguanelPapa. >> I diein guardiaàſanpietrohornonpiuno. Alcun'altrabiafimeragliinganniamorosi,lacru= deltadellaſuadonna, il mutabile uolere del destino, iltempoe'lcielo uolubili, l'ingordigia d'altrui,lefe= ditionid'Italia , comegiustissimo giudice dannera inſemedefimolo sfrenatoappetito,lauoglia ingorda, latimidezzadellaſualingua,ilpaſſardeglianniſanza frutto,&dirà confeueroanimo. » Mabenueggiohorfi'comealpopoltutto » Fauolafuigrantempo,ondefouente › Dimemedefmomecomiuergogno. t Potrei(poſciacheiluento della licenza data mi di ragionareha tantoinnantiſpintalanauedelmiopar= Lamentoperl'ampiopelagodiſialtamateria )condu= cerui SECONDO. cerui distintamenteàuedere,checoſaſia difpofitione , pronuntia,tenerezza diuoce , attitudine di mouer il corpo, memoria,mabastiuidi quelpococh'io dißi diſopra,ſanzach'io difouerchioui aggraui nell'u= direcofadauoimilleuolte ueduta, & ampiamenteda meſcrittaaltroue àbastanza,Hora eglimipartempo, pernólasciarel'incominciatoordine,cheio dianzipro poſidimantenere,di uenire hoggimaialla cognitione destili,chesi oßeruanonel ragionare, òpiu tostopar lando&fcriuendofi acquiſtano.Etauegnadiocheioal treuoltemi sforzaßi diaggiugnerelemanierede stili conli tregeneridelle cauſe,dianziproposte, amen= duiquestico'l mouimento,&inuentione,&difpofitio= ne,&insegnare,&fauella, &diletto;nondimeno da capoalcunecoſenedirò,maßimamente richieste aldiz mostraruiquello,che io nell'animo miointendodi ragio nare.Sonoadunquegliſcrittorididuemaniere(& ba= stimi perhorasedidueſoli non dipiu ragionare mo)alcunioratori, alcun'altripoeti addomandati. Glioratoriſono di tremaniere, l'unodettograue,il qualeconl'ampiezza &maestadellefententie&qua ficonunaregalpreſenzadiparole éageuoleet accom modatoàmouereglianimiconlaforza,&uarieta, moltitudine,&grauitadiquellecosediche egli ragio na:Liqualipoßono efferedi due maniere,inquatocheal cuniciofannorozzaměte;altri cõleggiadriaet arte. Alcunifonodimeßiliqualicõistilepiubafſſo ušnoditut telecofegeneralmentefauellando,&quelle steße face= do 170 LIBRO dopiuchiare,mamenoampie&graui:dequali alcu niciòfannoingegnoſamente,maconpocauaghezza:al tripiuornatamente,hora motteggiando ,hora alcuna cofafaceta degnadi riſa mescolandouidentro.Nel mezzodiquesteduefpecie,ch'io dißi,è ilmezzano,il= qualeugualmentedalli stremidiſcoſtandosièpiu difua naturatemperato,non ditantauaghezza come questi, neditantagrauitaquantoquelli , magiustamente tra amenduiposto:dicui èl'ufficioragionareconunacer tamodestia &qualita,laqualein ognitemposteabene: oltreà cione dimoltabaßezzanedi troppagraui tariceuaodore.Etqueſte trefpecie ch'iodißi ſono di tanto ualore &forza,chechiunqueſeperatamenteinal cunadiqueſteè stato eccellente&ejercitato 3sipuòad domandare ottimo &perfettoſcrittore,manondiquel lacompiutaperfettionecheſi ricerca:perciòchetutti trenelbuono perfettißimoſcrittore, di cuisiragio na,ugualmentefi ricercano,ſicomepotiamo diredi De mosthenetraGreci, diCiceronetraRomani ,deli quali l'uno l'altrofu graue,dimeßo,&tempera to.IlchepotremmonelBoccaccionon menocheneglial tricomprendere:perciòchelo stiledella Fiammetta po tiamo perlopiuaddomandargraue&maturo,fico= mequellodelphilocoloingegnoſo &dimeßo, quel= lodelDecameronetemperato Guago,anchorachepar titamenteintuttiquesti libri,ch'iohodetto, ſieno tut= telefpeciedellostilemeſcolate.Ilchepuò procedere dal lauarietatantodellamateriadichesiragiona,quanto dallo ECONDO. dalloaccrefciere 171 diminuirelaforzadelleparole usa te.EtparlandodellenouellefugraueilBoccacciolado uecominciòordireilprincipiod'eße,ingegnoſo&piu baſſonelconchiudere,matutto nellanarratione tempe rato:nequestodicofolamente auenire adunaisteßa no uella,mafattoàfattomateriaàmateria,caſoàcaſo; ragionamentoà ragionamento comparando.Mauenen do alpoeta,ilqualediquellesteffetrefpeciepartitamen tefipuoritrouare,ficometraGreci&Latinifouente uidicocheglipoetipoſſonoeſſereſeperatamentegraui dimeßi, mezzani.Grauediremocheſia Catullotra Romani Horatio,dimeſſoQuidio,fi come tempera tiVirgilio&Tibullo,&deiToscaniilPetrarca,il= cheſipuòuederetuttauoltachefifentirannoquelle ri= me,chevengonodidietroàquelprincipio, Donnachelietaco'lprincipio noftro .こい Delftiledimeſſotestimonianzacipuò renderequel fonetto. >> S'unafedeamorosa,uncornonfinto. Etaltrouetemperatamentefuſcrittoquello , >> Mentreche'lcorda gliamorofiuermi. Incompagniadelqualeualamaggior partedegli altridalPetrarcaſcritti.Ilche potra ageuolmentecono ſcere,chiunquehaueradeſtro,di uedere, ilnumero,la qualita,lamaniera ,&lagiaciaturadelfonetto: sa pradistinguerelefpeciedeſtili &la uariatione della materia,dichiragiona.Anchorachelauarietadellosti letrapoetistfaccianonpuredallamateria diche eßi parla LIBRO 172 parlanozmadalladifferenzadellatesturadeiuerfi,che JonappreßogliRomaniendecafillabi,Sapphici giam= bi heroici,eleggi,etfimiglianti,liquali rispondonoàTo ſcaniſotto quest'altre uociſonetti,capitoli,canzoni,Se= Stine,ballate,Madriali,ſtanze,& altrecosifatte com poſitioni. Perciòche la teſtura delle canzoni,diremo eſſer grauißima &matura:ficome dimeßa quella che nelle ballate &nellestazeſi ricerca,&temperataquel ladelfonetto . Etperconchiuder tostoquellocheio ne Sento;diremofotto lo stilegraue mettersilacanzone, doppo lafestina,&àquelladidietro ilMadriale.fot= toildimeſſoſtarannoleballate,poſcialestanze, ultima mentegli capitoli;comeetiandioſotto ilmezzano lofo lo ſempliceSonetto.Laqual uariationenondalrima tore ;ma dall'arte &manieradiſcriuereprocede,ſe= condolaqualeeglidiragionare comporrepropone. Etquestatalenaturadiſcriuere ò di stile mai non fi muta,in quantocheè naturaledellauariatione &fpe= ciedele rime&nondi nostrouolere,à ciascuno che Scriuecomunqueegliilfacciagenerale.Sicomenepro fatori uannodiparile Orationi,le nouelle,l'historie, et lelettere,&quafiàlorogiustamentecorrispondenti fi poſſono chiamare: percio che l'orationediremo effere una artificiofa & regal mescolaturadi parole, laqua= lefecofempreportauna quaſiſemplice&naturalgra uita:dicuipocomenone recanolehistorie.Auegnadio che l'historia èdettada gli antichi diffinitori ,hiftoria &artificiofa &feueranarrationedeglihumanifucce= dimen= 4 . SECONDO 173 dimenti,pienadiprecettiper lauitadegli huomini op portuni,maestradel uiuerhumano,nuntiatricedellaue rita,fplendoredelle paßate uite&dell'antiche memo= rieprontißimaconferuatrice,laqualeneluero égraue, mamenodell'orationealquanto.Lalettera fiaddoman dera unachiusuradischietteuoci,fatta affinedi ripor= taraltrui unaquaſipronta&neceßaria testimonian zadellehumane biſogne:laqualeperciocheilpiu delle uolte è adalcun amico,che cheſia,indirizzata;perque ſtoricercaunaſemplice &famigliar confuetudine di parlare,ilqualedi nonmoltagrauitariceua odore,co= mealtrotanto lefifadi bisogno l'eſſere candida, fince= cera,etuaga.Ilchefa la letterahauerdimestierechefla inistile dimeſſo &communeſcritta.La Nouella effendo mezzanadifauola &d'historia,quaſidell'uno&del l'altropartitamentepartecipa, digrauita dico baßezza.Questaſteſſadiuifionedellostileſipuò aggiu gnereallauariationedecomponimenti,chefono Come die,Tragedie,Egloghe,Fauole, di ciascun'altra fpecie dicomponimento:maperchehoranomoltomiimporta no,intendoinaltrotemporagionarneàbastanza.unafo la&femplicecoſaricordando,chelo stile,che propria menteèinpoterdelloſcrittore,ſolodalleuocifi prende SecondocheſonoAntiche,Noue Vfate,nonVfate,Tra sferite,Tralignanti,Ardite,Languide,Gonfie,Roton= de,Baße,Tacite,Strepitoſe,Naturali,Improprie,Tar de,Veloci,Rintuzzate,Intiere,& Sceme.Lequali tut= tepoſſonoprodurre unadelle trefpeciedi stile,p aiuto nondi 174 LIBROS nondimenodellamateria,&dellatestura,oltreche nel loaccompagnarleſipoßonouariareleconstructioni,le fententie&iperiodi,dequaliſono generali accidenti LeCadenze,ilfuono,l'harmonia,la Dolcezza,loStrea pito,laQuiete,ilMouimento &lefigure.L'ornamen to &Splendoredicui,Specialmenteſipoſſonoaddoma dareleComparationi, leTraslationi,dellequalco= fefemaggiorimpedimento nonmeneauerraintendoal troueragionarneàbastanza. Etpernon trappaſſare inutilmentequestepocheda mepurhoraraccõtate,bre uementediremo cofi,certißima cosa è& uerißima che Leuociantichedomandanoſiquelle,che ò perl'uſo òper lamutationedellaetaſonodiſmeße inmaniera,chene fole,neconlenoueaccompagnaterendonopiuquellana tia famigliardolcezza all'orecchiedi chi l'ode.tali fipoſſonodirequelleMeo,Deo,Piacenza,Doglioreche fouenteſidiſſe, Follore,&Sorbondato,& Sgozza re, Foruiare, Alpostuto,&Sentißate,&Bi= ſcazza,&Dolfi,Ondunque,&Quandunque,&Bra colone, &Frugone, Caualcione,&Misfare,et.Mi Sagio,Trafandato, Altrotale, Calere,&Blasmo Placere,&Lucore, Amanza,conaltre infinite appreſſo:l'uso dellequali èſopra ogni estimationefpia= ceuole&noioso, daognilodato componimento lon meno tano.Maquesteuociantichepoßonoeßerpiu diſuſate ro tempi wani i tralasciate,in quanto che alcuned'eßeàlo luoghi posteinſieme condel'altrepiu gio fresche,poſſonodilettarci,&renderelenostre Scrittu= SECONDO 175 fcritture tantodi piugrauita;quantol'uſogeneraledi tuttelenuouediuienepiubaßo,ficomeſonoquelle,Mif fatto, Temenza,Trascurato,SormontareRappellare, Accozzato,Ingozzare,Intralciato,Stralciato,Affetta tuzzo,Forſennato,Ingombrare,Scioperato,Aldafez zo,Cappia,Scherano,Gnaffe,Fuſciello,Horreuole, So uerchio,Prouerbiare,Schiamazzio,Stropiccio,Miſcre denza,Talento, Rintuzzato Scretiato , Spigolistro, Malenſo,Cinguettare,Remarichio,àuicenda er fimiz glianti. Altreſonodiuerofi rancie &fifracide;che quantunque òperſeſoleftdicano, ò conaltremainon poſſonoriceuerealcuna uaghezza òfplendore,ò gra= tia,ògiacitura,che lodcuolefia,&peggio,cheudendo= leciapportanoquafiunodoredi rincreſcieuoluecchiez zamescolato,chentifurono quelleche diſopra ricordai l'usodellequali ſempregiudicaida ogni ſenſato &per fettogiudiciolontano.Lenouediremo effere didue ma niere,òper rifpetto diquelle antiche òpernoi diriuate trasferite:lequalıpercioche infiniteper aventura poßono eßere,&infinitamente creſcono;altrononne dico eccettochetanto piubellecipaiono communalmen te,quantotuttelecofenouelle diſuſate uengono piu dalcommunegiudiciodegli huomini approuate,etpre donoperlalorogiouanezzamaggior auttorita li cenza,che l'altrenonfanno.LeVfateſono quelle,che učgonodallaelettionedeſcrittori dalgiudicio cõmu nedeglihuomini confermate, òtrouatefi comeiodißi. Si come nonusatequelle,dicui lauariationedecostumi ९८ くだ il 276 LIBRO ilmutamento dellaeta uienela uaghezza&l'aut toritafcemando.Trasferite poſſono addomandarſiquel lechefonodinostrouolere,&cheper noiſipoßono di riuare , mutare, danuouo riformare,&questoalcu nauoltafaßi,lor diriuādo dall'istessa linguain cuifcri uiamo,comefarebbe addireIngombramento,Smarimen to,Aßalimento , Isteßita&Medefimita chedaingom brare,fmarrire,affalire,isteſſo, & medesimo fi diriua= no . Diriuerannosialtre uoltele uocidaun'altra lin= gua,diuerfa&peruenturadifferentemoltoda quella inchepernoififcriue,comeHuopo,chequafidaunuer bolatino fi diriua,altreuolteſono le uoci trasferiteda unalingua all'altra tutte intiere &queſto ſifa, ò per licenzadegliantichi,comeEstremo Efpropofito, che il Boccacciodiffe,&Commendaturo, &Amaturo, che anticamentefidiße,&leVerba, elettionefecondoil uolere le Fata; oueroper arbitrio di chiunque ha destrodi ciofare. Tralignanti inuolate dirannofi quelle,che nonſono nostredeltutto, &che dal nostro generale&communeuſouanno trauiando:dellequali niunaforſe nelPetrarcaſenelegge,eccettoche nella ca zone Laſſo mech'iononfo in qualparte pieghi , doue pur lascioſcritto, >> Dretraiſones,quieuciantendemori. >> Mifereredelmio nondegnoaffanno Etaltroue Ilchefu attosforzato,&dettocon graue&genti= leartificio:auegnadiochetaleera la mente del poeta che tutte le stazediquellacanzoneforniſſero dallo in comin C SECONDO 177 cominciamentod'alcuna bella,&uaga , leggiadra căzonedemigliorpoeti,cheàquetempifi trouaßono. Dallequal uocı nondimeno infiniteuolte,&fanza otti= macagionecheàciofare nel'induceſſe,potremouede= rel'uſoinDante,sicome ladoueeglifcriße. » PapeSathan,PapeSathan aleppe. Etaltrouepocoacconciamentefileggonoquelle, >> Ofannaſanctusdeus Sabaoth >> Super illustrans claritatetua » Felices igneshorummalaoth, Acuidipariquelleriſpondono,chediconoin cotal modo. » Deusgentesueneruntalternando Condolce&confoauepfalmodia. Etquellochediquestes'èdetto,ſipuodire delle Francesi, Spagnuole, altreBarbarelingue,leuo ci dellequaliDantehebbe per costumesi agevolmente tramettereneſuoicomponimenti.Ilcheſcufar puotein granparte,lamateriacoſigrande,&cofi ampia, cofi diuerfa,dicheegli douea trattare: oltre à ciola groſſezza &materialita,per coſi dire,dique tempi: il chenondimenofarebbeuitiofißimo hora,iperla per fettione della lingua,laquale èhoggimai nodrita et cre fciuta in uaghezzatalcichepiunonleſeparagiusta ra gionedauanti,ondeelladouutamentefia tenutamendi= carel'altruiuoci,quandodellefueproprieneſia copio= fißima&pienißimaàbastanza,oltrechedaniunopoe taòGrecoòLatinochesia stato mai,per quanto io RAGIO. " I Sappia, かき LIBRO 178 Jappia,fuposto inconfuetudine:quantunque egli non fla diſdiceuole ne gli oratori , ſi come in Cicerone fra Romanifiuede,ilquale & Grechinomi & uerbi ſententie infiniteuolte traſuoi domestici & natij ando mescolando piu uolte &ilBoccacciocomechequestost fatto costume non biasmaßelasciò questeparole notate iscritte دو " دو ১১ رد دو دو Manifesta cosaechesicomelecoſetemporalitutte ſo= no transitorie & mortali:doue appare Tranfitorie effer uerbo deltutto Romano.Et altroue ,ſiperlo me stier nostro ,ilquale loro pareiniquißimo Et quell'al tre,inquifitoredellaheretica prauita.Et quelledi piu Stima altresi una parola molte uolteper accidente,non exprodoſito dettal'ha operato, Nequestofolo fece il Boccaccio delleuoci Latine;madelleprouenzaliinfini= te uolteficomefono quelle Souente,Onta, Altresi, altrefimiglianti,&alcuna uolta le Venetiane usò ,fi comelatraquelle nonfanzagranromore dimolti,che tuttidicean cheſequel ? cheſequel? ilconduſſeinfu la » piazza.Ma l'usodiqueste taluocieſſendodirado , oltreà cioportandofècounaquaſineceßariaopportu= nitascidimostracio eſſerefatto piutosto conarte, che fconciamenteoueroàcaso,maqueſte nondimeno deono effere rare & riſpettoſe,inquanto che l'uſoloro per la troppanouitaapportataquasi una infedele&fofpetta licenza,tanto piudannoſa&inutile,quanto él'uso lo ro piuſpeſſo &distemperato oltrecheegli hadelloinetto quello che e peggio, inconfiderato affai,ge=, nera SECONDO. nerafastidio, 179 rifamolto achiunquel'ode.Arditefo noquelleuocichehannoletterepronte,&ifpeditofuo= noficomelanguidequelle&indebolitecheſonoin con trario.Per questa ragioneadunque tutte queste uoci Meleagro,Coperto,Armatura&fimiglianti,uocidel tuttopronte &arditefono,ficomelanguidequest'al= tre,Vnque,Quando,Quinto,Comunque , altreche uannodipariàqueste.leGonfieportanounacertana= turalgrauita,laqualemoltevolteuiene di affettatione macchiata,anchorachealcunidicanonon eſſere affetta tionelaloro,maquaſi unaregale & artificiosa pre= fenza,chentifonoquelleAfflitto,Afpro,Troppo , So= stiene,Destro,Antro,Diſarmato,Parlatore, Forfenna to, fimili.LeRotondemancanoditantagrauita,non dimenodi generosofpiritoſono, fimezzane traquelle magnifiche &qua le dimeſſe:pure,comique egli fifia,uengonoconlegraui ordinate, cotali fi poffono addomandar quelleGloria,Onde,Celeste,Cielo ,Gra= tia,Fondamento,Profondo,Popolo &altredicofifat= ta maniera.LeBaffe anderanno per locontrario, aue= gnadio,cheoppreſſeſono &quaficon unanaturallan guidezzamefcolate,eccetto chepiudolcezzaportăfe= cochelelanguidenõfanno,comefi uedeperlo eßempio di queſte,Mille,Minime,Nimphe,Niuna, leloro con formi:lequali tanto piu dolcifono dellelanguide;quan= tofonodipiu dolci & piaceuolilettereformate,che quell'altre,nondimeno niente digrauita ritengono . Le Impropriefonoquelle,che ilpiu delleuolte per difetto m di 2 180 LIBRO di chiunque leuſaſi commettono;&hannoſecounaqua fi sforzata,&tormentata ſignificatione diquello che diamochente èqueluerboinondare,ſeper abbondare fi usa, Montareinuece diuolare,&Caderein luo= godidifcendere,&finalmentetuttequelleuoci lequali (Jèmetaphoranonlecostrigneàciofare ) ò dubbie, sforzate,òfanza drittura alcuna diſignificationefuor diNaturafiuedranno,deono ragioneuolmente impro= prie addomandarſi.Naturali generoſeſono quelle, checonlaNaturadellecose daloro fignificate paiono effernate&cresciute,&quantopiu poſſonomai dal lorproprio&nationonſidiſcoſtano; laNatura delle qualipiuperje steſſaſicomprende &piualla difcre= tionedelloſcrittoreſirimettesche con esempioalcunofi poſſa dimostrare,Le Tardiſerannoquelle,cheper la commiffura &compoſitionedellelettere &fillabe lo= ro,portanoconfeco una difficile pronuntiatione,laqua= lead ognilingua,communqueſpcdita , partoriſce ripo fo,talifonoquelleche dicono,Vedestegliele,Manifestaz ſtegliele,Pronunciaftigliele , Dichi uiſifuſſe, Non cifi accoſta,1olami prendero,Vedeteluiuoi,&fimiglian= ti. Le Veloci &prontehanno contraria Natura,lequa lianchorachelongbefiano &diſteſe nondimeno nella loropronuncia apportanoſeco un quaſi pronto , ifpedito &ueloce discorrimento,comequesteFortuna tißimo,Felicißimo, questo ch'io horadißi Velocißi mo.Etquestonascedalla compofitionedelle lettere, che queſteuocirendonocotali,alcunauoltafifa dallo ac= cento SECONDO. 181 centoòſuonocheuogliamdire,fi comeſonoqueste La tora,Diedemi,Toljemi,Vergine, Timido. Le Rin= tuzzateportanofeco ilfinimento loro imperfetto mozzocomeſonoquelleche neuerfipiuſpeſſo chenel leproſefileggono,Quel,Qual,Lor,Andar, Legger, Venir,Sofpir,Penfier,&altredicoſifatta maniera,le quali ilpiudelleuolteper laſtretezza & neceßita del uerjo , oltreà ciò perpiuuaghezzadilui, l'ultime uocalile ſileuanocomenel Petrarca دو » Diqueiſofpir,ond'io nutriuailcore. Quelc'hanostraNaturainſepiudegno. >> Qual mifeci ioquandoprimierm'accorfi. Lofpirtodellequaluociuiene piu uago &piu gene roſo renduto diquelloche intierenonfarebbono,fi come fiuedeperquella دو 22 S'iopenſaßipermorteeſſerejċarao. Questim'hafattomenamareDio. Etaltroue Ilqualsuonodiuenneaſſailanguido &mortop quel lodueuoci effere, amare:ladouecheſe,effer,etamar fuſſerondette piuspedito &piupronto ,&di minor languidezzaſene trahea l'uno &l'altrodi que due uerſi ch'io dißi.Intiere diconfiquelleàcui nelettera,ne fillabaalcunapuòmancare,onde illorofenfo imperfet= to, la lorogiaciturasforzataſiueggia,quelle ſteſſe fornite,Quello,Quale,Loro,Andare,Leggere, Veni= re,Sofpiri &Penfiere,fidirannonelleprofe: ancho neuerſi,ſe altro impedimento non celouieta. Sceme quelleferannodetteàcuinonmanchera alcuna lettera くさ こ m 3 ofile LIBRO 182 èfillabaaltrouechenelfinimento loro ,qualisi poßoz nodirquelle Laueinuecediladoue,òme,in uecedi ol me, setu,&tutto,popoco,ben bene,& altreche de la steßamanieratuttodiſiueggono quandodarimato= ri &quandodaproſatoriufate.Queste uocida merac contate,pofte che neuengonoinfieme, &artificiosamě teſecondol'opinione giudiciodeloſcrittore accom pagnate,uengono àproduceretuttequell'altre diferen= tie che furon dette. Et primieramenteparlando della construttionediremo,quella eſſere unaſemplice& ac= commodata mutationediparole,fattadachiunque leg= ge,affinedi ritrouare loſentimētodiquellocheſotto la giacitura di eſſeuocifi contiene, fi come dicendo دد Verdipanni,ſanguigni,òſcuri,òpersi >> Nonuestidonnaunquanco, د دو دو دو ככ Ned'orcapelliinbionda trecciaattorſe Si bellacome questa,che mi spoglia dalcamin dilibertade i D'arbitrio, Secomi tirafi,ch'iononfostegno Alcungiogomengraue. Laconſtruttioneconordine afſaidal raccontato di uerſodira in cotalmodo,Donnafi bella comequesta,che mifpoglia d'arbitrio,&mi tirafeco dal camindi li= Bertade,fich'io nonjostegnoalcun giogomen graue, nonuefti unquancopanniuerdi,ſanguigni , oscuri,o perfineattorſe capellid'or in treccia bionda.Ilchenon peraltrofifa, eccetto cheper intendimentodi quello chel'ordine la giacitura primiera alquantoci re= deano G SECONDO. 183 deanopiu difficile &malageuole. Laſentenza èlo Sentimentodiciascuna compoſitionedi piuuocipofte in ſieme,cheche ellefifieno,laqualeuiene pergli interpre ti,o efpofitoricheuogliamdire,dichiarita . Altramen= tesentenzafidefiniscecheſiaungioueuole, &ammae= Streuoleprecettodellauitahumana,detta affineche noi alcunacosaappariamo,òbene operiamo . Auegnadio chetuttoquello ondefifcriuedabuoni&ottimiſcritto ri,sifa affinediinſegnarci,&rendersifaputi,maper= cheilſaperesifa ò perſe ſteſſo ſolamente,co'l mezzo deglihabitiintellettuali,ouero perdirittamente opera reperaiuto demoraliammaestramenti,perquesta ra= gioneetiandiolefententieſecondodue loro manierefi poßonouariare:alcuneferannointellectuali, altremo rali.delle primiere nehabbiamoinfinitieſſempi appreſ foGuidoCaualcanti,nellacanzone ,, Donnamipregaperch'iouogliadire: Anzipertuttieſuoicomponimenti,&quello stesso fiuedepertuttala comedia diDante,specialmente la ” " douediße , Lagloriadicolui,che'ltutto moue, Perl'uniuerfo penetra, rifplende >> Inunapartepiu &meno altroue. Laqualefentenza egli piu toſtocome traduttore, cheauttore dilei lamiſe neſuoi canti,come paleſemen= teſipoſſa credere eglidiuocehauerlatolta dagli an= tichi peripatetici il Petrarca quella medefimamente dagliAcademici,doue legge, m 4 L'alma : LIBRO دو دد دد 184 L'almache èfolda Diofattagentile, Chegiad'altruinonpuòuenirtalgratia, Similealsuofattor statoritene. Dellemoraline èpienoognifoglio, mequeſte >> Miferiiltantoaffaticarchegioua? دد ১১ ogni rima fico 1. Tuttitornatealla granmadreanticas: E'l nomeuostro apenaft ritroua. Et altrouemedesimamente " دد כל دو Feminaecojamobil per naturas InGiouenilfallir èmen uergogna, Vnbelmorirtutta la uitahonora. Veramentefiamnoipoluer&ombra. Chequantopiaceal mondo ébreueſogno. Periodo,é artificiofa&penſata compofitione di piuuociadunisteßofineindrizzate.Ilqualepuò eßez redi piumaniere,Longo toso, Languido Brieue,Dolce &Strep= Ardito,Rotondo &Baßo,Graue Dimeßo,&d'altredifferentie molte,ficometalene torendono leſempliciuoci che lo producono.Dolce breue,&inognipartediſefelicefuquello . >> Humanacofa. èl'hauer compaßioneàgliafflitti. Lon= >> go&ftrepitosoquello , Fu adunquein Genoua buon >> tempoépaſſatounGentil'huomo chiamato M. Ermi= >> nodeGrimaldi,ilquale(perquellocheda tuttieracre= د duto)digrandißimepoffeßioni & didanari di gran >> longatrappaßauala ricchezza d'ogni altro ricchißi= >> mocittadino,cheallhoraſiſapeßein Italia,&fi come egli SECONDO د 185 egli di ricchezzaogni altroauanzaua,che Italicofuf >> fescofid'auaritia دو di miferia ogn'altro mifero auaroche al mondofuffe,foperchiauaoltre misura:per= ciochenonfolamenteinhonorare altrui teneuala bor > fåstretta;manelle cofeopportune allasuapropia per دد »JonacontrailgeneralcostumedeGenouefi,che ufifono di nobilmenteueftire,ſoſteneuaegliper nonſpenderedi „ fettigrandißimi,&fimilmentenel mangiar &nelbe » re. Longbißimo, periodo quantopiueßer poßa e quellocheſeguedietro al raccontato.Mezzano & roz دد دد tondo&pienofuquello,ficomechiarißimafamaqua= >> fipertuttoilmondojuona,M.Canedellascala,alquale in affaicofefu fauoreuolelafortuna,fuunodepiu no= دو tabili, depiumagnificiſignorichedallo Imperator Fedricofecondoinquaſiſapeſſein Italia.Ardito >> grauefuquello , ualoroseDonne come nelucidi fereni »Jonolestelleornamento del cielo, nella primauera i >> fiori ne uerdiprati; coſidelodeuolicostumi &dera= >> gionamentiplaceuoliſonoi leggiadrimotti. Languido debole,fi puoaddomandare quello Giouani Don= >> nefpcßeuoltegiaadiuenne,che quello che uarieripren >> fioni &molte penedateadalcunononhannopotutoin " " luiadoperareunaparola molte uolteperaccidente,non cheexpropofitodetta,l'haoperato.Dolce,&graueet >> maturofuquello,Ahidolcißimo albergodi tuttii miei ১১ » piaceri,maladettafia,la crudelta dicolui ,che con gli occhi dellafrontehor mi tifa uedere.La cadenzaè fini mentodelperiodo altramentenellaprofa,Caltramen= mste く 灣 186 LIBRO teneluerſocompreſoPerciòchel'unocon fimiglianza egli pare &conformezzadi uocififa,&difuono;l'altroconfo cheWilla giustamifuradelle uoci.Quella deluerfo comefi Cainterfaccia ènotaaciaſcheduno,perciocheſecondolanatura alwanak milaret qualitadella compoſitionecofi etiandio altra &al= tracadenzaſenetragge.Sicomealtra nericarcala ſe Stina&lacanzone,altrailCapitolo il Madriale all'uno & l'altro diſſomigliante lo Sonetto Ballate.Quelladellaproſa ètale,cheſempre debbe em= pirl'orecchia, le conchiudere l'intieraJentenza del pe riodo,nequantofiadiſe laſciarl'animo dubbio. Laqua lequantofiepiudolce,tanto piu reca diſiderioditrap= paßar leggendopiuoltrelamisura,il numero, ilmo do diquella,perciochein poteredechi ſcriue consiste, piutoſtoper naturafiappara,cheperartes'insegni . auegnachequelladel tuttofirimetteal giudicio,ſape= re,auedimento,offeruanza,&orecchiadi chiunqueſcri ده ני ue.Fu dolcißimo &bellissimo &molto lodato perio= do, gentilcadenzaquella:Giouani Donne, come ne lucidifcrenifono le stelleornamentodelcielo,& nella primavera ifiori deuerdiprati, decollirivestiti al= buscelli ; cofi de lodeuoli costumi &de ragionamenti belliſono i leggiadri motti:liqualipercioche breuifo= „ no,tanto stannomeglio alledonne,che àgli huomin', >> quantopiuàledonne,che àglihuominiil molto par= دو larſt diſdice.Lo ſuono adiuienedalla commiſſura delle uoci,ilquale può eſſere Graue,Dimeſſo,Ardito Langui do morto,Strepitoso,Tacito,Soaue,Spiaceuole,Dolce من 2 الية SECONDO. crudo,altramente nella profa,che nel uerſo.Nella profafuiltenorediquelleparoledolcißimo,lequaldi= 187 ده د 23 د cono,Nellaqualnoiatantodi refrigeriogiami porfe= roepiaceuoliragionamentid'alcun amico,&lefuelo deuoli confolationi;ch'ioportofermißima opinioneper quelle eßeraduenutoche iononfiamorto.Sicome gra= ue&maturoquello,adunque,acciocheinparteperme s'ammendiilpeccato dellafortuna,laquale doue meno eradiforza,ſicomenoinelledilicatedonneueggiamo, » quiuiplu auarafudisostegnoinſoccorso, rifugio di » quelleche amano. Nel uerſograue&generoſoſuonoèquello,che in cotaluoci fifente, ,, Redeglialtrisuperbo,alterofiume. " Graußimo Fior',frond', herb',ombrantr',ond',aurefoлиі, : 3 ” Dicuipocomenofuquell'altromaturo Rhodano,Hibero,Rhen,Sena,Albia,Hera,Hebro. Dimeſſofuquello >> Volgersialtroue àteeſſendoignota دو Voich'ascoltateinrimeſparſeilfuono. › Questim'hafattomenamareDio. Neàleitorreanchorfuadignitate. » Primach'io mi diſoßi &ſnerui &ſtolpi. " دو › دو Amoriofallo&ueggioilmiofallire. Sentol'auramia anticaeidolcicolli bella, Santa,faggia,cortese,honesta, Percheàfaluarte menull'altra uia. >> Animabelladaquelnodosciolta. ८ Ardito Languido,... Morto, Strepitoso Tacito, Sodue, Affettato, Spiaceuole, Dolce, Crudo, Con ر 188 دو LIBROT Conl'arbofcelcheinrime orno &celebro. L'harmonia,ladolcezza,& lo strepito per eſſer partidelsuononon anderannoaltramentefeperate.La quietesifa dalla grauitadelleparole,ſi nella profa,co= >> meetiandio nellerime:Etcõqual compagnia nepotrei io andarpiucontenta,èmeglioficuraàluoghi non co →, nosciuticheconlei. در Etil Petrarca Dolce,mio caro,&preciosopegno. >, Nondal'hispanoHiberoall'indo Idafpe. òquello Ilmouimento dalla prestezza delle uocine naſceſi comelà ›› L'odorifero lucidoOriente. Lacomperatione è una artificiofa fimiglianza di due òdipiucofe traſeſteſſepari &conformiper alcu nalorocommunediffofitione, laqualenon altramente cheunlume,rendeallaſcrittura fplendor grandißumo tutta uolta cheellanonfiafuordibisogno, di tem po, dimisura, ouerononfiatiratapecapelli&af= » fettata, Effo hauead'intorno dase perlo mezzo » inaſſaiparti uieampißime & dirittecome strale. EtilPoeta , » Paffermaifolitario inalcuntetto >> Nonfuquant'io,nefera in alcunbosco. LaTraslationefifaalhora, che noi dall'una cofa all'altra tiriamo quellochenoi uogliamdire&ènon altramente,chelume&uaghezza dell'oratione, dinonmezzanofplendoreapportatrice. » Ondequagiuſounbelpietofocore Tallh or 2 7 7 SECONDO. Tallhorfipafcedeglialtrui tormenti. 189 Etaltrouca „ Piagnerl'aria laterrae'lmardeurebbe. EtinaltraparteilBoccaccio دو Carißimedonnesiperleparoledeſauihuomini udi= „ te,&fiperlecose molteuolte dame & uedute, ” letteistimauaiocheloimpetuoso uento & ardentedel l'inuidia nondoueſſepercuotereſe non l'alte torri, ò le >> piuleuatecimedegli alberi. Dunque ritornandocold onde ciſiamo dilongati dico,cheficometreſonoleuie dello stile,con che al ragionarefiperuiene, detteGraue,Mezzana,&Di meſſa,altretanteſono etiandioleune delpeccare d'in= tornoadeßi stili. Eccoilgonfio ,con undenfiatapre Jenza diparoleoffendere l'orecchie & l'animodi chiascolta: perciocheſicomeueggiamo iltumore dei corpi affomigliarsi alla ottimaſanita medesimamente credonogliſciocchi quelparlareeffer graue,chetrop po altamentefigonfia,&fa ilgrande, conun conte gnodiparole,nonmenoimproprie,che strepitose.Si= milmentecoluichepenſadiconſeguireloſtile mezza= nouieneàraffrontarsimolte uolteco'lparlarlangui= do,fanzaarte,ſanza neruo,&ſanzagiudicio , onde dalmezzoſcoſtandofiuieneàtraportar ſeſteſſonell'u nodegli estremi , Etficomein tuttelecose èdifficile ilritrouarela mediocritadi maniera,chenon piu qua chelauengaàpiegarl'effettodella nostraelettione;me defimamenteèmalageuoleſemprelaforma,la ragione, laugualita, ilmododelmezzanostileofferuare:per cioche こ : 3 1 مو LIBRO ciochetroppoinalzandociueniamoàcapitarnelGon fio,òtroppodeprimendoci,ciaccostiamo àquelparla retanto humile,chenonaltrimentechelaferpecamina fanzahauerpuntodiforzanell'alzarfidaterra. Ilter zouitiofifa peccandod'intornoallostiledimeſſo:allhot ta,chenoi uscendodelparlarefaceto & motteggioso, c ueniamo adar dipettonello stile, baſſo, langui do,&feccoinmaniera,che diplebeo&feminileragio namentotengasomigliazapiu,ched'altro.Maperche giaflamomeßi àsfrondarequestaſeluaſiampiaet lar gadellabellafauella;ueggiamo quellecosebreuemente, cheallaelocutioneuengon dietro.Questesonotrepar= ti addomandate.EleganzaCompofitione, La Eleganzafa cheleparoleda noiuſate, leggiadre, دو propriefonodette. S'honestoamorpuòmeritarmercede, Etfepietaanchorpuòquant'ellaſole; Mercedebauro,chepiuchiarache'lJole Amadonna almondoèlamiafede. Lacompofitioneè construttione Dignita. pure, ordimento di paroleugualmente inſieme, & con discreta mifura commeffe.dicuiſono treparti neceßarie ,l'ordine, la Congiuntione &ilNumero.douesi hadafuggire lo fpeßoabbattimentodelle uocali,&il molto uſo d'una Steßalettera,faluose conartificiononsifa,ficomein quellaparte. " Prima cheimi diſoßi &fnerui&fpolpi. Etuolendol'esempiodellacompofitione,miratequel le SECONDO leuoci,chedicono, » Famanel'odorato&riccogrembo دو اوا >> D'arabi montileiripone &cela, Cheper lonoftrocielſialtera uola. LaDignitaèquella cherende ilparlareuago leggiadrocon lauarieta:laquale uienefatta dall'orna mentodellebelle uoci,&delleuagheſfententie. l'uno l'altro dellecoseministro.Et èdelleparoleritratto, perchequestecosemeglioueggiamo, piu distintamen te;comincieremodallefiguredelleparoledette altra= 萬 mentecolori &ornamenti.doue toccatich'io hauro i piuneceßari, comechedeglialtriinquestoluogonon intendafauellare;uerro àquellidelle uiuefententie fi= milmenteconl'iſteßa ragione difcorſo.Etcomincian dodallaREPETITIONE dicuella eßere una figuradelparlare,fattanonperaltro,che peraccre= fciergliene&uaghezza &auttorita. >> Veramenteſiamnoipoluere&ombra, › Veramenteèlauogliacieca e ingorda, >> Veramentefallaceèlaſperanza. A AcuiſegueilRivolgimento,detto anticamentecon uerfione,&perdonatemiſeioanderoferuendomi del leparoleanticamenteuſate,perciochequestofaccio àfi nedinonintricaruoi con uocaboli freschi , &per auenturapiunonuditi &pernonaffannarme steßoin dar loro il battesimo tuttohoggi:faßiquesto colore allhorache noilasciateleprimeparole uegniamo à re= plicarel'ultima conuariationedelleprimiere.ilqual or namento, : 193 LIBRORA namentoradoònonmaidapoeti uieneuſato,madagli oratoripiufpeßo èpoſtoin costume. &quello isteßo auienedella Tradottione Abbracciamento: Punode : qualireplica la parolainognimaniera. : دو Dilorchim'aßicura, >> luogridandopace,pace,pace. L'altrodopoalcunadomanda,ſpeßefiate replicata con diuerſeparole,rispondeperò con l'isteßa cosa piu conuencuolealleprofecheaiuerfi. LaContentionegiuocaſopraloEpiteto contrario allacosa,concuisiaggiugne. › Dolcidurezze&placiderepulfe. L'esclamationefatta nei debiti tempi luoghi por taconJecounamarauigliofaforza appreso l'orecchie dichi ode:laqualefifain lode&uituperio,fi comeap pareperquellerime,oueſi legge, » Ofeliceeloquentia, olictoingegno. » Onostrauita,chesi bellain uista, دد Com'perdeageuolmentein unmattino Etaltroue » Quelch'inmolt'anni àgranpenas'acquiſta Faßil'Esclamationehoraneprincipi,horanelmez יית " zo, horainfulafine:&talhorſemplice, talhoraco replicatione:della ſempliceſono testimoni i uerfi gia detti:della replicata ſi ragiona in quelfonettoś Otempo,ò cieluolubil,chefuggendo ,, Ingannieciechi, miferimortali, " Odiuelocipiucheuento ò strali. LaInterrogatione ècolore attofacilmenteàtrali gnare SECONDO 193 gnareinbaſſezza&inettia,jenonuiene conleggia dramanierafostenuta:felicißimafuquelladelpoeta,la r " doueelasciofcritto, دو Ondetolſeamor l'oro&diqualuena? Etquella, Inqualpartedelcielo, inqual Idea? Et quell'altre » S'amornone;chedunqueéquelch'ioſento? Etaltroue, 2, Chefaialmachepensi?... SeguelaSentenza,dellaqualehabbiamo àbastanza dettodiſopra,horadellaContradittione diremo:della qualeauegnadiochehierilungamentehabbiamo fauel lato,&dimostrotuttoilPetrarcaeſſernepieno;nondi menoperhoracicontentaremod'unſoloeffempio. », Voloſenz'ali,&nonholingua&grido, » Etbramodimorir,&chieggioaita, » Ethòinodiomestesso,&amoaltrui. Ilmembrofifadalleparoleincife, lequaliconchiu= donounaſentenza, noneſſendoanchora ilfinedelpe riodo,&faßihoradiduefententie, ficome. M » Lefoauiparole,eidolciſguardi; Hora di tre, >> Chefai,chepensi,che purdietroguardi? Horadiquattro, » E'lriso,e'lpianto,ela paura,el'ira. Ettalhor di cinque uediffe, piu,ſi comeſiuedeladon »Veggio,penso,ardo,piango,&chimisface » Semprem'cinnanzi. RAGIO. nI L'articolo 3 A LIBR 194 L'articolofifa allhora,che interrotto ilparlareuč gonoleparoleàdistinguerfiin cotalmodo, » Amor,glisdegni,ilpiato, la stagione. Etaltroue. Santa,faggia,cortese,honesta, LaContinuatione consiste nelpronuntiareſanza riposo bella... دو دو 22 tramißione di uoce alcunperiodo,tutta uol= tache eglifia dalloscrittore continuatamente cõposto. Peròs'alcunauolta io ridoò canto; Faccio'lperch'iononhosenonquest'una Viadacelarilmio angosciosopianto. 1quaitreuerfifonotanto continuiche apenafifen teinloroilnumerodelpoeta sifamigliare&dome= stico .Finalmente àquesti colori,ch'io u'hò racconta= tifeguonol'vguale,lo Similecadente, lo Simileceßan te,l'Annominatione,la Soggettione , l'Andamentola Diffinitione, ilTrappaßamento , la Correttione, l'Occupatione :à lequal figureficcedono quell'altre dette:Congiungimento , Diſcioglimento , Aggiungi mento, Conduplicatione , Interpretatione, Con lequt liučgonoincompagnia la Commutatione,laPermißio ne,laDubitatione,l'Eſpeditione,la Diffolutione,&la Precisione.Allequalifuccedonola Conchiuſione,laNo= minatione,ilCognome,la Denominatione,la Circuitio ne,la Trasgreßionela Suplatione,l'Inteletto,l'Abuſio neslaTraslatione,laPermutatione,la Distributione laLiceza.Cõqueſteuano.fimilmente icolori Rhetorici chiamati , Diminutione,Deſcrittione, DiuifioneFreque tatione,Politezza,Indugio , Difcordia, Somiglianza, Effem= まこ SECONDO. 195 Eßempio,Imagineſimile,la Fattura , la Notationc,il Parlarfinto,la Confermatione, laſignificatione , la Breuita, la Demostratione.Ma àmeincrefcieuera mentemolto lo andaruinoiando conquestecose, infini teuolteperaventura dauoilette & udite, & dame piufiateraccoltein oßeruatione.Perlaqual cosa ètem podidarfinealliprecetti dellaRhetorica:come che à bastanzafiadetto,checosa è Oratore , chefine ilfuo, chemateriaouerufficio,in quantigenerifienostate le causediuife:quantefiano,leconftitutioni ,che cosa fia elocutione,come diparole &diſententieuengaàfarst finalmenteche coſaſono lefiguredeldire,oueroco loriRhetorici.Veniamo alpoeta.Queste cosehauendo dettoM.Sperone,ſubitamente preſealquanto di filen= tio ilche uedendo ilGirello,diße,L'arroganza, che io prendonelfauellare,mi ſiaimputata àdefiderio difa= pere,piuche àuitio,che ellafla.Etperquesto dico ,che uoiM.Speronenonhabbiate curadi coſttosto fornire ilragionamento uostro d'intorno alla. Rhetorica :che quellochecenehaueteſopraciofattofentire,nesforza àdifiderarepiuoltrein tale materia ad uddrui, ne ua= glialascusaperuoifatta,chele coſe raccontateci fieno note, dauoi pofteinoffcruatione che l'unonöuilibe radaquestocarico nonlehauendomatjentitein cotal guiſa,comeborafacciamo ,nel'altro anchora,eſſendo noiperlopiudallevostrerenghelontani.Et accioche ilmiodomandareuiſla noto ; uorreiudirealcuna coſa d'intorno allaperfuafione,& ben fauellare:&checire 2 jol n 196 LIBRO Soluestequanto aldiletto,che porge l'oratorenel dire, incheconsistequestaperfettionedel benragionare: ſel'artepuòpiuchela Natura inſimilcaſo,etseè tenu to(comefannoipoeti)l'oratoredilettare &giouare ò nò&finalmente perche mipareleggendola Rhetori= cadiCicerone,hauerinteſo,che eglialquantoda l'ordi ned'Aristotile è differente,perciouorreiſapere,queſta taldifferenza loro,&in checosaconſiſta.Rife à que Steparoleil Macigni.ilcheſentendo lo Sperone;fubita= mente nella risposta entro in tale maniera , cheniu= nofpatiotralaproposta del Girello & larisposta fu compreſo.Affaicofein piccolfasciostrigneteM. Vicen zo: perauenturatalischeDioſa,ſejipotranno con tanta diligenzaesaminare, con quanta prontezza le proponeste.Oltra diquesto allaqualita delle quistioni dauoifatteaffai comprenderepotiamodileggierotan touoifaperedella Rhetorica, quanto à mesta maleil farilCraffoo'lCotta,ilcheha porto(perquanto pen= fo)nonpocasperanzaàqueſti ſignorid'udirda uoi in talemateriacoſenon menbelle,che gioueuoli.Dicoche i dubbinostrisono &grandi bellißimi:Alliqualicer chero nonperuiadirifolutioneriſpondere; maingui= Jadiragionamento probabileal meglio,cheio potro, dir l'opinion mia.Quello,cheiofento d'intorno al diz letto(da questaparte incominciando)ſi è quello che io altre uolteper la boccadelmioBrocardo dißi( &ua= gliamihorailreplicarlocon quellemigliorparoleche prouedutamentefaprofingere) il diletto eßere tutta quella SECONDO. 197 quellaforzadelparlare;ondeuiene àprodurſi la ua= ghezzadellafauella, la uirtu diperfuaderelacausa appreßo ipieghevoli confentimenti delle ascoltatrici orecchie, auegnadiocheildicitoreper conto difeme defimopoſſa &giouare, mouere;egli nondimeno per moltißimecagionipuoeßereimpeditodinonconfegui re ildiſideratofine.Taliſono l'eßere inetto nello iſno= daredellalingua,dibrutto afpetto,diff iaceuoli mouiz menti,ditrista uoce, di cattiua pronuntia Allequal cofefimigliantemente s'aggiungonola nonbuonafama deldifeso,lacaufapreſa contra ilgiusto l'honesto, taluoltalalunghezzadelparlare.Perciò chefico meueggiamoilcorpod'alcuncibo,quantunquedilicato al gustopiaceuole,allungo andarefatiarsi,onde fchiuodalmangiarenediuiene, ſatio;medesimamen= tefal'animo, l'orecchiedegliascoltantisà qualifen donellungodigiunodeifilentij offertocibo piaceuolis fimo perla lingua d'alcun uago dicitore,facilmente permolto moltodireuerrebbonol'orecchieàfatiar fidelcontinouomasticare,& l'animo etiandio delfem= prepafcerfi.Nonuiparlodiqueglioratoripoi, liquali Juenturatifononelfauellare:percioche l'animofuggen dol'imbeccate,piutostomuordifame neidisagidelta cere,che uolerſicibaredicoſa,ilcui gustoglifiafpiace= uoleſopramodo.Oltreà cioildicitore uolendo ritira regliascoltantiperla uiadegliaffetti,etmouergli ad odio,àmifericordia, altrefimili perturbationi,é te nuto difarciòconattopiaceuole,onde alſuouolerecõ n 3 sentano 198 LIBRO fentanogli animiperpropria uolonta &non sforza= ti ò tiraneggiatidallaforza di qualche impeto ferino fpiaceuole,perciocheeſſendol'animo cosadiuina liberazdee mouersi àgliaffetti parimentecon ilpro= priopiede,&nontiratope capelli.Al fare di questi mouimenti deeprocurare ilparlatore cautamente, con molta diligentiadiſapere la natura,qualita,manie rccostumi,uita,eta,&profeßionedichi ascolta,percio chealtramentefimouonoi uecchi che i giouani, altra= menteipoueriche iricchi,&fimilmente i dotti & i uolgari,inobili &uili,ibuoni eireizi domestichi peregrini.Adunque l'oratore ſempredee conilmele dolcißimodeldiletto stempraretutti gli affetti , onde dolcißimipaianoàquellicheneglianimiloroſono per riceuergli,benche&fpiacevoli,et amarißimi ſienoper sestoßi.Etquelloche ioho dettoquanto al mouimento uoglioche ſlainteso etiandioquanto alloinfegnareme defimamente:comechel'insegnareſanza piaceridi chi ascoltaaltro nonfia,che unuolerſeminarefanzaſeme, illustrarle tenebreſanza lume.In talemaniera adu quecon laforzadeldiletto uerrannolenostrelingue à prenderdominioetgiuridittioneſopralalibertadegli animiliberi,o mouendo, òinsegnando ,&tanto piu dolce,d'ognialtraciſaraqueſta uittoria;quanto piuci uerradonatafanza uiolenza etsforzodegliauditori, tantopiuhauremodestrodiconferuarla;quantoche iuintiinebriatidalladolcezza d'una uaga et leggida drafauellapenſeranno trarguadagno dital perdita. re Ouita SECONDO. وو •uittoriagiocondißima:laqualemettendofrenoalpiu coiaro &piupreciofodono, chela Natura ci habbia porto,che èl'animo;faichegli huomini tanto tra eßi oprastannol'un l'altro quanto eglinodelle fierefono maggiori&piuperfetti.Che altrofipuo credere,che fuffe ladilettanteGetharad'Orpheo, che le feluatiche fieredailorboschi, glialti alberi dal lor terreno, daglihorridı montileſodepietre,er irapidifiumi dailorcorſi rimoueua,chelapura & leggiadrafauel lad'undiqueprimi oratori ? laqualtuttavia ueniano ſeguitandoqueglihuominirozzi &feluatichi,chene i monti nelle ſeluetra le bestie albergauano ?certo nientealtro.Maſopratutto,doue io bramochela for= zadiquesto dilettofi comprenda,ſi ènellecoseafpre et alla natura nostra contrarie,perciò chelafciando an= choradaparte,infiniti eßereſtati quelli,chepercagio= ned'unbello &arditoparlare,fimifero àſtrani peri= coli àdannoſeimpreſe,ſi come àprenderl'armi cõ tralinemicifoscener l'impetud'una battagliaconpoca compagnia, finalmentemettersiàmilleriſchidimor testratti spinti dalla forza d'una lingua ; Parmi quello anchoramarauiglioso,che l'orationed'uno hab= batantalicentia;che penetrandonellapiu occulta puprofondapartedelcuore,&quiui inaffiandolefa= uile degliaffetti,poſſa accendereadira,ad odio, àmi fericordia,à diſio,à timore, &adaltrimouimenti . Et quello che è dipiu,molte uolte hauer forzadi mouere Ranimopiu alpiantochealrifo,piu altimoreche alla fpeme 114 LIBROT 200 fpeme,piuall'odiocheall'amore,piu allisdegni chealla pace:&nondimeno naturalmentefiamo piutostoàque ſticheàquellipiegati.Et cheglifia il uerosiopiagner piufacilmentefoprai caſtdiGifmonda, che io non po tromouer lerifa ſopralefacetiedelPicuano:temero piudolcementeſopralediſgratie&pericolidella mo= gliediBernabojchenonmifarannofperarealcun pia= ceuolefine lefauoledelPoggio:piu arditamente conci= taròl'odioſopra Ambrogiuolo,cheamoreſoprailSe= raphino: finalmentepiu sdegnoin me nafceralegge dolacrudeltadiGuglielmoRoßiglione,chenonm'ac= cheterannoifesteggioflprouerbi del Cornazano:quan tunquel'animonostropiufacilmenteamiglieſempi cõ trari,ch'io dißi.Et lacagionedicio pensandoche potes ſeeßerezgiudicainon altro,che la Elocutione .dicui parte &membro ildiletto, dicendo chefuffe cuor anima,nonerrareifouerchio . Etauegnadio che i dilettofiaun condimentogeneraleditutta l'oratione; nondimenopiuriſguardalaElocutione,comeradice principio.Douel'insegnare&mouereper fefoli fa= rebbonofreddi &Spenticarboni,se non fuffequest'u nodiletto,che nelliſcalda & accende:oltre chelo infe gnareeattoproduttodallabontade iconcetti fatti la coluicheragiona,piutosto chedallalingua, òdallaclo cutione:bencheſia neceffario albendire,ilpenfaredin= tornoà belli ſaggiconcetti.Onde l'inſegniamento i cosa proprißima leggittima delphilofopho, ilqualt perlacognitionedelle cosehumane&diuinecicondu ৫. SECONDO 201 ce.ilcuifine,èlauerita,oggettoſolo dell'animo.Mala Rhetoricanonhauendoquestofine,ma ilperfuadere co mealcunihandetto,ouerocome altriuogliono, ilfauel largentilmente&bened'intorno alle cosesi communi comepriuate;nondeeparimentehauere perſuoufficio legittimo&naturale lo inſegnare;ma artificiosamen te loacconciareinſieme &con leggiadro modo quelle parole,cheporterannoal difuoriqueconcetti,da iqua li uieneàfarsi l'insegnamentoàquellicheascolteranno. Etse puresi ritrouaſſeperſonatanto empia,&dalle leggidellanostrahumanitalontana,laquale diſideraſſe d'usarquest'artecofibella &leggiadra, ſolamente in perfuaderecoſacheneinsegnamento ,negioueuolezza alcunacirendeſſe,maſempre àpeßimifatti,àciuiledi= ſcordie,àfcostumatamente uiuereci indirizzaße,confi= dandoſtſoprauna ragione, laquale èche l'oratorenon haperfinelauerita,ſi come io dißisnel ueroquesto tale nonOratorefarebbedegnod'effer nominato ,mahuo= moperfido,etiniquo,natotraglialtri,cometrailgra nonasconolelappoleetloglio. Etfarebbefimileadun peritomedico ,ilqualebencheegli haueſſeuirtu conla forzadellafcientiadonare à mille laſaluezza;eglinon dimenoconuelenimortiferi poſſenti tutti gli occi= deſſe.di questi gliantichiparlarono,quandolaRheto= rica comecofadannoſa allauita humananemicari= fiutaronoHoralasciandoſtarel'insegnamento,concede temicheiopaßi almouimento Rhetorico, comeà cofa piu all'oratorepertinentedell'insegnare.Muoue il dici Store, n LIBRO 202 tore,&muoueintalemaniera,comedallasualinguadi pendalalibertadeglianimi nostri:&fpecialmente de i primimouimenti:dequalinonèdubbio,che eglin'efiz gnore, esfil'ubbidiſconoinmanierapronti &ardi= tischead altrononpaiononati,che àuolontariamětefer uireunaleggiadra &felicelingua, Ilqualemouimen= tononuipenfate,chefifaccianeconfaticadellelingue, neconresistenzauerunadegliascoltanti,ma ècosafpi ritale,purißima,et dinoſtra uolonta. Perciochegliani mimoßiòdafinediletteuole, òdafperanzadicoſabuo na,òdiconfermezzadipenſiero,òdilibertadellafauel lahauenteforza dipenetrare leſegreteuiede inostri cuoriliberamenteconſentonoalla forzadellapersuasio ne: allaqualesimuouonononcomelaterraalcielo,ne comefuocoalcentro;macomeilcanebenaffamatoalci bouicino indebitadistanza,ò come pietrad'altoca dentein uerlaterra : tale èil mouimentofattodagli animi noftri,mentreſeguendo lainclinationedelcofen= timentoloro,fipiegano inuer l'affetto ,chelitira non perforzasmaperelettione: &altramenteoperandosa rebbel'oratoreilpiuperfido Tiranno,il piu crudoNe rone, chemaisforzaßecontraognigiusta &ragione= uoleconftitutioneubbidire alſuo uolere,altrui.Etfico meildicitore uienenelfrontedellaſuaorationeà tro= uarbeniuolenzada gliascoltantiscoſiuerebbeàtrouar odio&sdegnoinmaniera,cheprimacheegliforniſſeil fuoragionamentouerebbead eßere ò lapidatoòtraffit to,òd'altramorteugualeallifuoi meritipunitodaquel lich 2 2 SECONDO. li chel'ascoltaßono. Ecco adunque comeilmovimento preſupponenon altramenteildiletto, diquellochefac= ciailmeleladolcezza, il solelofplendore,lanottele 203 tenebre, l'acquailmare VedeteilCuocoadunfole= neconuitometterin ordinemilleuiuande,contantifa= pori,etantiintingoli,che fannoprimacheglineaffa giateiluostrostomacofatio&confuso perlaloroud rieta & moltitudine:nonpenfatechetanta uarietadici bifuße ritrouata operdebilitarui lo stomaco,ofatiar= ui primache limangiate,chel'unoſarebbecosacrude= le, l'altro d'auaritia non mezzanoinditio:macio fapercontodimostrarela liberalitadel Signore, oltreàcio,percheciascuno prendadiquella uiuanda,di che eglipiufidiletta:medefimamentefa l'oratoreCuo= codellamente,ilqualeperdarciboàglianimi incopia grandißima,&inmanierachetuttin'habbiamo lapar tefuacomepiuglipiace;millecosecondifce,milleinuen= tioniritrouxper infignorirſideluolerealtrui. Eccola dolcezza de imotti,la ſoauita delleproposte,la piace uolezzadel rifpondere,lofalfodellefacetie,loacutode iprouerbi,l'amaro delle ironie,loausterodeidettipro uerbiofi,l'arcodelle rampogne,ildolcedellelodi,con in finitealtrecoseche ufanoidicitori, nonperaltrochep recarpasturaalle mentiaffamate dal digiuno degli otiofiripofi. Perquestogliantichihanopiuuoltecõps rato laRhetoricaadunacucina, dimolte uiuandepie na:&quelloteſſohannofattoallapittura,dichealtro ueintendoragionarneampiamente Matornadoàpro pofitos 204 LIBRO pofito,dicoconqueste uarietapaſſare l'oratorė perli nostri affetti beneſpeſſo,accendendol'ire ,destandogli orgogli,infiammando l'amore, aguzzando l'odio, im= pallidendo l'inuidiatingendolauergogna,&humilian dolamifericordia,come à luipiace. Di qui najce che leggedoalcunolefauole,quantunqueegliperfalſenar rationi le tenga,auenendoſtnondimeno àparte òmife= raòlieta,conciteracontra il crederedella propria ope nione,&piantoſugliocchi,&riſoinfronte. Etper nonandareinaltruiritrouandol'eſſempio zdırodime, chemai leggo inhomero lelagrimediPenelope,larab biadegliamanti, lapatientiadi Telemaco , ipericoli d'Vliße, finalmentela uittoria riceuutap aiutodelli Dij, checonfoaue mescolatura noprouinell'animomio picta,sdegno,marauiglia,paura, et allegrezzade irac contaticafi.Mauenendoalli poeti Latinimainan per= corro lamorted'Elifa;cheiononpiangacon lei&la crudeltadelfuo destino,&ladurezzadelſuomarito. Mainonmiſirappresentala dolce&compaßioneuo= 10 lemortediGismonda;chelelagrimenon trouinop gli occhi miei liberalißima licenzad'ufcire.Etfenonfusst, cheioholettol'isteſſo effere auenuto alli fanti Padri della nostra religioneztemeri inſu quel pontod'eßerdi uenuto troppo lafciuoòfeminile.ma infatto èpureegli dalcantodellascrittura piuchedallabaßezza dell'ani= modichi la legge. Quellosteßoprouano euolgarinel leggerelefauoledeiRomanzi,doue lelagrime, rifi,&fperanze,&timori,&gioie,&doloriuengo nod SECONDO. 205 noàſottrardiquellepiacevoli fauoledallilorotestori ptrastullodeglihuominiuolgariin tal materiaordite. Naſconoquestimouimenti damoltecagioni &fpecial= mentedalladifpofitione dell'animodichilegge,poi dal= la confermezzadello affetto,indidallaforzadella bel= laelocutione, etdaifemidelladolceetpiegheuolehuma nitaſparſidallanatura nellefibredeinostricuori.Dalla difpofitionedico,in quatocheuna voltapiudell'altra fi trouanoglianimidiſpoſti àcõjentire àgliaffetti:concio fiacosachehoggipiagnera alcunoleggendoil quarto librodell'Eneida,chedomaninonpotrapurfareilmso arcigno.Dalla cõformezza delloaffetto, percheunona turalmenteferapiuinclinatoà ridereconTofano ; che piagnerecon Lisabetta,un'altropiu uolontieri entrera inſoſpetto de ipericolidimadonnaBeritola,che infpe ranzadigioire amorosamente con Mafettoda Lampo recchio:&cofidicodegli altri affetti. Etio fogliodi re,chepiudolcemente piangoſopra lamorte di Pom= peoscheiononridofopra la uitadiLabeone.Dallafor zadellafauellafaßietiandio questo mouimento inqua tochelamorte di Didonedetta perlafelice tromba Mantouanacommouerainmelelagrime,laqualedipa rolainparolaraccontatadaiuerſid'unoaltroſcritto redipocaeloquentia & minor giudicio anderaàriz ſchio difarmi ridere.Similmentedalnostropiegheuole confentimento l'iſteſſo adiuiene,inquanto cheposto che noiſiamod'animoritroſo&crudele;nondimeno alle uoltefiuieneàpiegarelanostrahumanitaper mezzo d'alcu LIBRO 2 206 d'alcunoaffetto.OndeNerone ingiusto fitrouopiagnerepercompassione leggendoinunaGre difpietato, catragediala morted'Iphigenia,piuuolte: ditalief ſempiuenepotreiadduretestimonianzaingrancopia. Maueniamoaldiletto,ilqualeconfifte ,ſicome dißi di Sopra,nellaElocutione,cometronco nellesue radici,ò radicenelſuoterreno.Haperſuoi fergenti&ministri lefacetie,imotti,i tratti,i colori,lefigure,la uariatione labellalingua,l'ottima pronuntia, lemaniere leggia= dreigeſtigraui,iripoſi,leuelocita,letiepidezzedel di re,ledigreßioni,lafauellanumeroſa,etlo accommodar delle paroleatto &uagoneidebititempi & luoghi, dallequal cofeftcomebelladipintura di molticolori & inbontafinißimi,&nelle debiteparti accommodati, tantobella riescie l'oratione all'intelletto diletteuo= le,quatoladipintura àgliocchi dichilamira.Etauer tite,cheil dilettoèditremaniere,l'uno dell'animo fo= lamente,qualeèquellodicolui,che contemplandoleca gionidellecosenaturali,ſanza parlare,òſolingo stan= do,ònella cameretta otiofopensando trappaßa l'hore migliori,dinotadoallapallidezzadeluolto,etmaninco niadelpensieroſe eſſere philofopho naturale,ò divino. Un'altro dilettohadettofenfitiuo,ilqualepuo eſſere ò distemperato,òdallaragionetemperato.Si comedistem peratodiletto èilmoltogoderedeipiacericoncupifci= bili,il molto attuffarsi nel cibo,neluino,nelſonno, altridiquesta isteſſaqualita.Temperato diletto, tut touolta,che noigli occhi,l'orecchie, gli altrifenfi in dilettiamo SECONDO 207 dilettiamodeipropriogetticontemperataragione.Ec ciun'altrodiletto,il qualepartecipadifenfitiuo&in tellettuale,quale èquellodella Poesia,Rhetorica,etMu fica:perciocheàqueste trecoſeſono communi idiletti dell'animo &dell'orecchia . Diletta all'animo ilpoeta conl'arte,inuentione,inſegnamento, gioueuolezza delle cose dette:piaceall'orecchieco'l numero,&bonta della elocutione.Lofimilefa l'oratore , eccettochenon èristrettodalegged'accenti, comeipoetiGreci,non daterminidi piedicomei Latini,ne da uaghezza di rime,&conformezzadiſuono,&numerodi fiilabe, comeiToscani:quantunquenelleproſeſi ricerchi il pro prionumero, terminatione,comedi ſopraſt diſſe. Ilmusicofaquelloisteſſo,che opera & l'oratore &il poeta,mainquestoèdifferente, che diletta con la uoce L'orecchie,per mezzodi quell'artificioſa mescolatura di uocitemperate &proportioneuoli:lequalicon loan darehoralto,horbaſſo,hormolle,horconcitato,hor ta cendo,horparlando,hor replicandohorſeguendocon= tinouamenteuengonoadeſſerſoaui &diletteuoli:lado uechel'oratore&ilpoetaciofannofolo co'l bello artificiosoacconciamentodiparole,conlequali uengo= nomagnificamenteadifprimereiconcettidell'animo lo ro.Hora;perciòche buonauiaſonoperquesta campa gnacaminato,tempo ècheall'altradomandadelGirel toconfentiateche io miriuolga, ſeionon m'ingan= no;mi richiedesteuoiM.Vicenzoqualdiduecofehab biamaggior forza ſoprailben parlareè l'arted la Natura 1 LIBRO 208 Natura;perquesto,benche io sappiauoiper tentarmi piucheperignoranzaditalequistionehauermiciò do mandato,diſiderosod'ubbidireallegiuste&amicheuo li preci dichi reputo poteretanto agevolmente, com= mandarmi,quanto àmeſtabene l'ubbidire &presto uolontieri,diròtuttoquello,che ioneſento.Dicoche ſeuoiconfideraretemoltobenechecosafiaarte&Na tura,trouerete l'unadi rado dall'altra diſcostarsi:anzi moltecose dall'artefatte hannodi mestiere dell'aiuto della Natura.Sicomecoluichetigne ipanni,hadi bifo gnodelSolecheliraſciugailfornaio non cocerebbeil paneſanzal'aiutodelfuocomedesimamentelaNatura producendonelcampoilgranoha dibisogno dell'arte, laqualeuengadelloglio&dellelappole, dell'altre herbeinutili àpurgarlo,oltre l'arardelterreno,semi narlo,tagliar leſpiche,trebbiare,&nettar il grano. lequaloperationitutteſonofatte dall'arte,per aiutono dimenodella Natura.Perquestopotetegiudicarequato uaglia l'oratore,ilqualesolamenteper Natura perfua de,oueroquelloche conl'arte folasi faualere. Eccoil cauallobello, proportionatodaNatura,quanto ries Sciefornitodiricchißimi &riguardeuoliguernimenti. Imarmibianchißimi da artificiofa mano intagliatiuen gonopiubelli&piuprezzati.Accreſcono igioiellie ri allegemmefinißimecon l'artegratia & bellezza. ProducelaNaturaper leſelueglialberihorridi &di niunoornamento,iqualiintagliati,&conadorno ar tificiodißegnati,uengono adeſſere bellißime traui delle regal SECONDO 20 regalcaméretuttid'azurioltramarini belli compas fiuagamentedipinti.Etseben parealcunauolta chela Naturarifiutil'operadell'arte,ficomeinunabellafan ciullettafiuede:labellezzadellaquale & lafreschezza dellecuigotefendotintad'alcunliſcio,parechevengaà fcemarebuonapartediſuaperfettione,questo non ép altro,senonpchenell'operarelaNaturaalleuolte per uieneaduncertotermine,oltreilqualenonfipuo difi derarpiuinnanzi:ma nell'artedel parlare l'una l'altradiquestedueforelleu'ha giuridittione, & per questo l'aiutodiquesta &diquellaſi ricerca. Ecco il dicitoredi piazzacon unapronta&arditafauellana turalmenteacquistatadilettarmolti,chein girogli sta nopreſenti,nondimenoqueldilettamentoàperfonain= tendente èsi freddo spento;che tostoinnoiasegli conuerte.Vedidall'altra parteuno inetto daNatu ramalformatoàqueſto eſercitioparlandoconla lin= guadiDemosthene,òrecitandolebelle orationidiM Tullio,òlegentiliprofedel Decamerone affligertiinfi nitamente:ladouecheaccompagnandofiin unomezza naarte&mezzanaNatura,maggiordilettofi proua nell'ascoltarlo, cheestrema arteòestremanaturafuole, ritrouandofi.Per questoſuolegenerarsimarauiglia ap preſſoilgiudicio dimolti:onde ciòfiachei piu antichi piufauiingegni,qualfuronomaßimamentePlatone Aristotile,habbinotenuto contraria opinioned'in tornoàcosifatta materia,l'uno dicendo la Rhetorica efferefolamente opera di Natura l'altro effetto .del RAGI0. 210 dell'arte LIBRO nond'altrui.Maionon pensoeſſere tra questi duenobiliintelletti alcuna difcrepanza,se bene miriamo.ilcheprima che iouidimostri,confentiate, che io tocchi in breuitaleragioni,che probabilmětesi poſſo noteffereperl'una parte&per l'altra . Tienesi per fermonellememorie,degliHebrei, Egittij cheinnan ti allaedificationedella torre di Babel,tuttiipopoliha ueſſerounafolalingua,conlaqualegeneralmentefauel= laffero tutti glihuomini:&questatal lingua uarian= doft(ilchepocoleueniafatto)folamenteprendeua alcu= nedifferentieaccidentali,ſicometralelingued'Italiafi uede.Mafacendosiper la edificationedi eſſa torre la di Stintionedelle lingueſopra glihuomini;fra l'altre tre furonoprincipalitenute piudegne, 'Hebrea,laGre cae laRomana.douenonfolamenteil carattero lafauellabebberodiuerfita traloro;ma ilmodo fimil mentedifar lapronuntia:percio che noiſenſibilmente ueggiamogliHebreiparlarenellagola,ficomeiGre= ci nelpalato, iLatini fradenti,lequaldifferentiena fcendodagli organi istrumenti naturali,pare che lafauellafia del tuttoper Natura&nonperarte A questosi aggiugnel'iſperienzadi molti,iquali parla= noornatamente&inmaniera bene,che &perfuade= re&dilettarpofſſonoſanza arte ueruna.Dall'altra parteparchefiaAristotile,dicendo ilbenparlare eße rearte, arteriadeltutto.cõciofiacosa cheeglipare chedaunaartificiofaperfuafione molteuolte uengono ottenutefra ipopolilepartipiupericolofe,&dimag= gior 1 SECONDO. giordannocagione:anziqueſt'artetiranneggiando oc cultamentegli animi,parechesiacoſadalla nostrahu= manitalontana:oltrache ilcommoueread iraàſdegno adodio lagrime,à uendetta 211 altri affettifimili, par chefiacosaspiaceusle¬oſa.Maper concordanza diquestedueparti,douiamoſaperealtro eſſere il parla reciòèl'articulationedelleparole,altrol'artificio,con chefimettonoinsieme, altrol'uſo loro.Non é dub= biocheſenoiparliamo della uirtudelleparole,con che l'huomofratuttigli altrianimali uieneà manifestare iconcettidell'animoſuoschetale uirtuci uienedatadal laNatura:laqualeuolendofarl'huomopiuperfettode ibrutti, oltreà cioconuerfabile &ciuile,fu dime= Stiere,che ella ilfaceffe di tale strumentodotato,conche egli parlare&riſponderſapeße.diquesta natural uirtuparlòil diuinoPlatone,ſi comeiopenſo ,&chi altramentecrede erra.L'uso delle parolefimilmente, cheèilnominare lapietrapietra, il cielo cielo,quan doadunaguisaappreſſo iRomani,&quandoinun'al traappreßo,iGreci,è artefolamente,&ècosalaqua= ledipendedalla libertadella nostra elettione.di questo inteſeAristotile.Traquestiduiestremi èposto l'orna toparlare,ilqualecome ornatosifa dall'Arte, & co= me parlaredalla Natura : & questo è l'effetto della Rhetorica,ilqualedadueradiciegualmentemandafuo riilſuo pedale.&perqueſtaragionediſſeM.T.Cice= roneilbenparlarefarsidall'uso,dall'arte, dallaNa tura infieme.Etperquestotutte leragioni,chedifo 2 pra LIBRO 212 praprobabilmente addußi ,ſipoßonouerificare nella guisa,ches'èdetto.Maquanto àquellaparte,chedanna etuituperaqueſtaarte eccellentißimazintendo dire alcu nacosapofcia che ilmioparlarenonuiè fpiacevole, perquantoio poſſo comprendere . Fu primieramente opinionedi Socrate,ferquantofipuò leggere appreffo Platone,la Rhetoricanon efferene arte,neſcientia: ma unacertafagacitapienadi menzogne, riccadiadu lationi.Nellaqualfententia accennarono di peruenire Lifia,&Cleante:fimilmenteuenne dannatada glianz tichi Lacedemoni:iqualifi diederoadintendereilpar= lared'unhuomo accostumato &buonodouereffer na turale,&noncopertodalliſcio della Rhetorica,e trali gnantediutilecofa in uilißumaadulatione.Hebbedaal finito cunitalediffinitione,Rhetorica, e artificiodiſaper mě +tire.Ondefi leggePericleeſſere statoditanta audacia, che hebbe ardirepoter con laforzadellalingua acqui Staretuttoquello,checon l'armi conle leggi hauea di Coraceprometto perduto.NemenodiCarneade nol'antiche memorie; ilchedi Protagora affermanofi milmentei dialogi di Platone: ilqualelasciò per legge inuiolabile che l'oratore doueſſeeſſer cacciato dellaRe publicainfieme con lipoeti & l'histrioni.Chiamò l'o ratore Euripidetiranno atrocißimo.Et di ciò prendete l'esempioin Bruto,Caßio,Gracco,Catone,Cefare,Cice rone,Eſchine,Demosthene:iquali fi come furono elo= quentißimi,cofieranofeditioſi,&pienidi tirannißima ambitione.Et per nonandaretantoinnanti trahendo i uituperi SECONDO. 213 uituperi diquest'arte,chepermia mala uenturaueniffe àfarsiqualchesinistraperfuafione nell'animo del Gi= rello,ilqualetantofacilmentefuol credere ( bontafua) allemieragioni;dico breuemente, tuttequeste ragioni poterdannarenonlaRhetorica: mal'usodi lei ,&la pocamodestiadicolorochel'adoprano, prendasil'e ſempiodalmedico,ilqualecomemedicoſemprefana fempregioua:ma comehuomoignoranteòperfido am= mazza,&nuoceſommamente.&questobaſti al ri fponderealli argomenticheprouano idanni etle afflit tionidellegenti preuenuti dalla Rhetorica. Diquesta parlauaSocrate&gli altri.questafuda igiusti Lace demonisbanditadallecommunanzedegli huominitră quilli.à questa conuienela fouradetta diffinitione: conquestasi ualeuaPericle, glialtri,ch'io dißi .Et febeneBrutoCaßio &gli altrialcuna uoltal'usaro noinmalaparte;fia ilbiafimo diBruto di Caßio,et nondell'arte,ficomeil coltellofatto dall'artefice affiz nedigiouare all'huomoin molteoccorrentie,ſedaun perfidouerrausato nell'uccidere altruiznondee la col= pariceuereegliè l'artefice ,macolui,che malamente usandolo,miſeadeffetto in talemaniera loſuoſcelerato proponimento.Quantoàquellochefidißecon laRhe toricatiranneggiarsi glianimizcerto ſequesta tiranni defafauolontariamente&nonàforza,&ſeſi com metteper contodiqueldiletto,cheapportaunaleggia dralingua,piucheperforzadi efigli,colle,croci,fuochi altritormenti;nonſoperchetaletirannidenondeb 03 bia LIBROCE A 214 bia&dolce&tranquillaaddomandarfi . Ioper me uorrei ſempre questogiogo questo peſoſopralamia liberta,ne credo,cheperſona delmondo poteffe ritro uarſitantodilicata, ſchiuachenon poteſſefofferirlo dolcemente.Similmentechinonſa,che ilconcitarenegli animinostriira,dolore,pianto,ſofpetto,paura, odio altriaffetti,nonfia male,quando uengono afarsi con fpiacevolezza & noiadelliſofferenti? perciòcheſola lanoia,laqualealligiadettiaffetti uiendietro come om braalcorpo,cifaeſſerequellepaßioniaccerbe&dolo rofe:mafe alliraccontatiaffettiſeguirail diletto;non feranno diletteuoli&cari? certofi.Etperchel'o ratorenondeemouere gli animi per la stradadegliaf fetti,ſenonconpiaceuslemouimento &dolcezza;per questo,gliodi,&l'ire &glialtriaccidentiferannodi Tettofietfoaui,iqualifi prouanoper contodellamanfue tißimafierezzadeldicitore.Mauoi chepurnoleteche piu oltre procedendoalcunaltro precetto d'intornoà questa nobilarteragioninellaqualetraGreciAristo tile&Hermogenealtamente &perduenturaindiuer saguisafauellarono:&traLatiniCicerone& Quin= tiliano(comeche de l'altruigiudiciopoca curami prě da)iochediſidero ubbidirenon laſcieròquesto uostro difiderio eßerſcarſo.Etprimieramentelasciando indi= Sparte tuttigli altri,&folamenteaccostandomiàque= stidue Cicerone&Aristotile,dico chealtrimente l'u= no &altrimente l'altronello inſegnare dei precetti dellaRhetoricausòdiprocedere.Sicomefie manifesto facen SECONDIO. 215 facendouitoccarconmanoognilordifferenza.Et inco minciandoda l'ordinedal buon Romano tenuto,egli primieramenteintreparti ladiuiſeche ſono Officio , Oratione,et Quistione.l'Officio nellefentěze et nellepa roleconfifte.Doue eda auertire,cheſebeneleparole fiuenganoàtrouare difporre nell'isteßaguisa,che foglionoleſentenze,nondimenocotal ritrouamento& difpofitioneferàpropriadelleſentězepiu che d'altrui. Auegnadiochela Inuentione&difpofitione delleuoci piuconueneuolmentefi deechiamar Elocutione,che al= tro,laqualuienedipoidalla Voce,dalMouimento, dal uolto&finalmentedatuttal'Attione accompagnata. Lequaicoſetutteuengonoadeßerenelpretiofotheſoro della Memoriaguardate cuftodite.Leparti del'o= rationefonoquattro,detteNarrattione,Confirmatione Probemio,Epilogo.Hannoledueprimiereforza diin egnare farpalejetuttoquellodichefitraita&ra giona. L'altrehanno uirtudi muouereglianimi delli apoltanti.Ela Quſtionedi dueparti,l'unainfinitadet taconaltro nomeConfultatione:L'altra difinita ad= donandataaltrimenteControuerfia . Ma perchetra-tutte l'altre cojemaßimamente all'oratore èneceffario ilriirouare:per queſtoſommamente ètenuto di ritro= uarlauiadifarfedeappreſſolapiegheuoleopinionedi coloro,alliquali intendecon ognifuo sforzo perfuadere chechefia: comeglianimi delli ascoltantimouendoft poßadellelor uoglieinfignorire.Vienela fede adac= quistarſi con lauiua &Sodaragione delli Argomenti: 0 4 liquali 216 LIBRO-liquali tuttauiafi uengonoàtrarda iluog i,ouero congiunticonlacaufa,oueroda eſſacaufalontani.Sono iluoghiquellinequalistannogli argomenti riuchiufi, l'Argomentononèaltrocheuna cosa uerißimile, nonadaltro fineritrouatocheperfar fededi ciò ,che noitrattiamo.Vengonoquesti due modi à diuiderſiin cotalguiſa,perciòche icongiuntiſonoquelliche hanno conlacaufa alcunacongiuntione:Ilontanifi addoman danoquellialtri,chefacilmenteuiene ritrouando l'ora red'altronde,qualiſonoitestimoni.Hà iltestimoniodi uifionein diuino humano.Contiene ildiuinoſottodi fegliOracoli,gliAufpici,iVaticini,lerispostede isa cerdoti,delli Harufpici&delli interpretidell'infogni. l'Humanoprendeoccaſioneſopral'Authorita,Volun ta&parlaridelleperſone:liquaiparlamentist vengo noàfar ò dinoftralibera elettione ouerofendo dalla raggionecostrettichentiſonole ſcritture,gliaccordi lepromißioni,i giuramenti,&finalmentetuttoquell cheperforzadicolla,difuoco òd'altri tormentiforo glihuomini sforzatidiconfeßare. I Congiontiſno quelli,cheſonopostinellecause,tutta uolta,che noi ar= gomentiamoòdaltutto,òdalleparti,ò dallaSignifica tionedella uoce,òdaquellecose,chefiauicinano, han norispetto, quafiaffinitàconquellodichefi quistio na.Quelli,chetuttalajostanzadellaquiſtione abbrac cianofonoitreprimi,cheio ho detto:la Diffinitione, laNumeration delleparti,& la significatione della soce.Quelli altrichetuttala quiſtione noncontengo no,fi SECONDO 217 no, fiuengonoàdiriuartuttauiadallecoſe,chest acco ftanosolamente, hannonellaguiſacheio dißizrifpet to òquafiaffinita conquello,cheinquifitione èpropo sto.Etfono inmaggior numerod'affai, altro nome riceuono.Perciòche,alcunifonodetticongiogati, altri dalGenerealtridallafpeciediriuati.Altri fimilmente dallafimilitudinesi dicono eſſer prefi,altri dalla diffe= renza,altridalcontrario.Alcunidalle cofccongiunte, alcunidalleprecedētialcunidalleconſeguenti,alcunidal lerepugnantififormano.Qualidallecagionifi tolgono qualidalli effettifi deriuano. Finalmente moltifi trannodallacomperatione dellecosemaggiori, delle'mi nori, delle uguali,comeſonoſpecialmente laDiffini tione,ilContrario,lecofe,che ad effo,ouero al contra= riodi luiſonoò fimili,o differenti. Leconueneuoliò ſconueneuoliquelle chesonoquasi congionte,òche tra ſetengonoquafialcunaripugnanza.Lecagionidi cio, chesitratta.Lecose,cheſonouicineadeſſer effetti di eſſe agioni,lediuifionisigeneri delle parti, leparti deigeneriiprincipidellecose,ouer lecagionilontane, dallequalifi uiene àformartaluoltaalcunafoda ragio ne. Lecomperationidellecosedalpiualmeno,dalme noalpiu,dalleuguali ,nellequai comperationift uen= gonoadagguagliartraſe,òlenature, ouero la forza dellecose trafe comparate.Hora chequestecosehabbia mod'intornoallainuentioneraccontate,fadi mestiere, chealſecondomembrodel'Vfficio,iomirivolga,det= toDifpofitione.Questanon èaltro per duentura,che os ordine ية 218 LIBROS ordinedellecoseritrouate.Procede laDifpofitione,nel= laQuiſtioneinfinita,quafi con l'iſteſſoordine,cheioho detto,fauellando de iluoghi.Nelladefinitafadi mestie= reaggiugnerequellecose cheſono atteà destareleper turbationide l'animo.I precettidelfarfede &mouer glianimi,tengonoalcuni loro communiluoghi. Aue= gnachealtro non èlafede,cheuna ferma stabile openione:ma ilmouimento èuno occolto&tacitoriuol gimentodel'animoallagioia,oueroallanoia,allatema, oueroallafperanza tanteſonoapuntolefpecie delmo= uimento;benchein maggiornumerocrefcanopoile par ti di ciascuna.Hora io metto laDifpofitione alfinedel laQuistione,ilqualeperciòche nella Conſultationenon èaltro,chelafolafede, nella Controuerfia lafede, e'lmouimento,nejègue,che chunque ragionadellacon= trouerfia(poscia chein eßaaltresificontienela conful tatione)uiene à ragionare & dellafede: &del moui= mento.Placciaui,cheio mi riuolga hora alla Contro= uerfia.laqualefecondola maniera delli ascoltanti fi di= uide.Perciòchecolui che ascolta,ouero,che egli è ſem= pliceascoltante,fanzapiu,ouero é moderatoredella cau ſa&dellafentenza,in maniera,che ouero eglihà da prenderfolamentediletto,ouero determinarealcuna co ſa.Questioueroditerminadellecosechegiàfono feor= fe,quaieèilgiudice:òdellefuture,qualil Senato : doue nascono letremanieredella controuerfias'che sono la Giudiciale,la Diliberatiua,la Dimostratiua:detta inco talmodo,perchetuttain loded'altruiſifrende. L'ora tore 2 SECONDO. 219 toreperqueſti tre generi incotalmodotrappaſſa,per= ciò che nella Dimostratiua propone ildiletto:nellaGiu dicialela Seuerita ò Clemenzadelgiudice:nella Diliz beratiuala Sperăza ouerlatemadicolui,chedilibera. Etauertitechenonperaltrofifoglionoporlefpecie,in questoluogo,dellacontrouerfia,cheperapplicare ipre cetidellaDifpofitione,allafineditutte tre . Percio che inquelleorationi,chehanno ildiletto per lorofine,ud= ri&diuerfitraſeſono gliordini della difpofitione. Auegnadioche,òfiferuano i gradideitempi, òſidiui donolemanierede beni,odallecofeminoripaßiamoal lecosemaggiori,òdalle maggiori alle minori fiuiene discendendo,ouerocondiuerfita difuguale distinguiamo congnignendolepicciolecon legrandi,leſemplici con lecongionti,l'oscureconle manifeste,le lietecon le tri= Stileincredibilicon leprobabili,lequai cofetutte cado nonellaDimostratiua.Nella Diliberatiua eda auerti= reſopratutto,che iprincipi nonſieno tirati troppo in lungo: anchomoltefiate fi debbono tralasciar del tutto,perciòchequelli,che diliberano alcuna cosa,fono perpropria cagionepurtroppodiſpoſti adudireoltre chefpeßo,neluero,nonsi douiamo affaticarenellaNar ratione,fendoellaòcircale cofe andate ò tuttauid pre fenti:mala diliberationetutta allefuturesi rivolgeper laqualcosaegliadiuiene,chetutta l'oratione &allafe dealmouimentoindrizarfidebbe.NellaGiudiciale ſiusalariſpoſitionein altro modo:perciòche laDifpo Ationedel reo,non èquella iſteſſache allo accufatore S'appar LIBRO 220 s'appartiene. Perciòche l'accufatoreſuole indrizzar l'ordinefuo,ſecondoquellodellecose,dicendoleragioni argomentiad unoaduno:& comeseegli teneße un'hasta inmano,propone arditamente, conchiudefor= tißimamente,confirmacon tauole,condecreti,contefti= moni,&conognisuadiligenzabada nellaesaminatio= nedituttelecose.Oltrecheeglififerue di precetti del= loEpilogosiquali uaglianonel commoueregli animi delli ascoltanti.Etquestofà tantonel rimanente della Oratione,uscendo alquantodel dritto corso del dire, quantoetiandio,&conmolto maggiorforzanelloEpi logo hauendoinanimodirenderilgiudicecrucciofo et pienodisdegno.Il reohàdafarquestecose,in maniera moltodiuerfa.Ilprincipio deeacquistar beniuogličza, lenarrationiſienobreui,hauendoforza di offendere,o filafcinoindifparte,ſeſonodeltuttomoleste. Confutar fidebbanogliargomentida jiauerfari,non altrimente che acutißime &uelenoſeſaette nel'animo delreo,git= tati:ouerofidebbonorender ofcuri,ò conlelunghe di= greßioni affogarglideltutto,nelfondodellaobliuione. Sia l'Epilogodififutta tempra,che penetrando nelle fegreteunedeicuori,deſtila morta compaßione,accen= dalaſepoltapieta, rauiuerfaccialapiegheuole mi fericordia.Sequehoggimaila Elocutione,laquale èdi due maniere:l'una dellequali èperfe steffa aperta diffusa,l'altramutatadeltutto alterata.Laprimie= radiqueſteè nelleſemplici parole, l'altranelleuoci composte infiemelegate confifte.Leuoci chefempliz cifoz 1 SECONDO. cifono,ſonodaeſſereindustriosamenteritrouate,le com 221 posteuengonoadeßere gentilmente&con leggiadro artificio diſpoſte.Traleuociſemplici, alcunefono na= tie,alcune fi ricercano.Natiefonoquelleche vengono ft gnificateco'lſenſo:Ritrouatequellechedaquestefi fin no,òſi rinouellano perfimilitudine,òper imitatione,ò aggiugnimento diparole.Vn'altra diuifiones'e data alleparoleincotalmodo,perciò che alcunefonodaNa tura,alcunedal'uſofi prendono.Quellecheda Natu raprendono origine,alcunefonoconsonanti,graui,lig giere&quaftcomede l'altre piu nette, altrefonoal contrario.Quelleche l'uſoforma, ſifanno allbora,che fiprendonoouero iproprinomi delle cose, ouero ag giunteſonoalnome,òſono nouellamenteformate,òanti che, òdal'oratoreſecondo ilſuo giudicio alterate al= quanto:Si comeſono quelle,chefi uengono à trasferire cangiare,oueroquelle,che noiquafi inmala parte uſiamo difarfentire,ò quelle,chenoiofcuriamo,ò quel le,cheincredibilmentetogliamo,o uero chepiu mard= uigliosamente,diquelloche nonſoffreilcostume,faccia= mouaghe leggiadrefentire .Maperche di queſte fempliciuoci,tuttigliauenimenti, tuttele differenties tutti ipartimenti ,che riceuer poßonohò disopra da quello,che iRomanietGrecinefauellarono in propria formaraccontato,conſentiteche delleſemplici iomi tac cia,&allecomposteindrizzi laueladelmio ragiond= mento.Nellequalidue coſeſono auezzi di confiderare gli antichi maestridi questanobilarte:inumeri,&la confe 1 LIBRO 222 conseguenzadelleparole.Delnumeroſono giudicil'o recchie,in fare,chenon fiuengaàlasciare,quello, cheft propone,imperfetto,ouerodiſouerchio nonciſla alcu nacosainterposta ò aggiunta l'fficiodellaconseguen zaèilfare,che l'orationenon uenga à turbarsi.conge neri,con numeri,contempi,conperſone,èconcost.Che ficomenellamoltitudinedelleſemplici parole,quellame ritevolmenteſtimiamo effer uitiofa , che pura Toscana. oueroItaliana nonè,medesimamentetra il numerodel lecongionte èdegnadi biafimo quella,che non èin ma niera confequente ,checome ingiusta corda stempra l'harmonia delle compagne,ſono alleuoci ſemplici congiontecinquecofecommuni,quaſtcinquelumi delle parole,la chiarezza,la breuita,la probabilita,la gran dezzaillustre,&laſoauira.La chiarezzanafce dalle paroleusate,proprie,difpofte,ouero per circonfcrittio ne,opertramßione,òper troncamento diparole al contrariodiuienel'ofcurita òperfouerchia lunghezza òpercontrattioned'oratione, òper dubbiezza, òper piegamento mutationediuoci.La breuitauļaparo leſemplici,nonfacendoſoprad'una isteſſacoſa alcuna repetitione,ne adaltroattendendo,eccettocheilparla= reſia chiaro &purgato. La oratione probabile non ricercad'eßeredifouerchio ornata &uaga,ma uuole hauerenonſochepeso&authoritanelleparole,&di fideraefferpiena digrauifententie,ouero alla opinione costumidellihuomini accommodate. E la oratione illustre &magnifica,ſefie riccadi paroleſcielte generofe, A SECONDO generofe,ettrasferite,etſopraposte, 223 alnomeaggiu te,&duplicate,&quell'iſt ſſoſignificanti, ne lontane deltuttodallaattione& imitationedellecose . Ma la Joaueorationeſifaprimieramente dallaleggiadra dolceNaturadelleparolefonanti,&gioconde : pościa percongiontione,laqualenonhabbia abbatimenti mol= toafpri,neaperti feperati : &fia circonfcritta di nonlunga rottura,mafiaallospirito della uoce ubbis diente&presta,habbia fomiglianza & ugualita di parole, prefadacontrarieparole,le molteallemol te, leparialleparigiustamente,àguiſa di tempera= tecorderiſpondino,fi mettonole riferiteal medesimo uerbo,&cofileduplicateoueropiuuoltereplicate al= trefi: lacostruttionedelleparoleuengadalle congio tioni unita, daliſciolgimentitalhoraslegata.Oltra che, l'orationesifa in unoaltro modo,affaidifferente piacevoleetuaga.Etquestoadiuienetuttauolta che noi diremoalcunacolanonpiu ueduta inaudita &nuoua deltutto.pciòchenaturalmeteſuolci indilettare tutto quelloche apporta marauiglia,etfpecialmeteſiamomos fidaquella orationeche èageuoleàdestarealcun moui mentonel'animonostro:&chefignificagliamabilico stumi dell'iſteſſo oratore.Ma molti ſono iprecettidella dolce&gioconda fauella, liqualifannoil parlarnoz stro è piu oscuro,ò menoprobabile,deiquali,iochera gionoperpiacerui, piuche perrecar noiaalle uostre pacientißimeorecchie,nonanderòilnumero aumentan do,efacendoconnoiosa perdita ditempomaggiore. tempo LIBRO 224 tempoéhoggimai di auicinarſi alla oratione mutata Laqualeconsistenella mutationedelleparole : & nelle ſempliciparolefiuieneàtrattaringuiſa,chel'oratio= neoueroperlaparolaſiuengaà dilatare&iare, oueroneluerbo àrestrignerſi del tutto.Perla parola dico,allhora,che òpropriaeffendo,òquell'isteſſoſignifi cando,ouerolaparolagiafattainpiuparoleficondu= ce.Perl'oratione,quandocheèla definitionefi ritira adunaſempliceparola,òleparoledanoipreſeſileua= no,oueroincircuitioneſiindrizzano,ouero nella con= giontionefiuiene àfarunafolaparoladidue.Cofinel leparolecongionte tre mutationifi fanno, nondelle isteſſe parole masolamentede l'ordine difpofitione loro:ficomehauendo unavoltadettodrittamente,come porta ilcostumediNaturafiuieneàcangiar l'ordine quaſi l'isteßofiuiene àraccontareinjuſo didie tro,poſciail medesimo,con interposta rottura &con= fuſamente.Tutta laforza & eſercitationedella leggia drafauellaconsisteinquesta maniera diparlar mutato. Horaèdadirealcunacosad'intorno alla Pronuntid= tionelaquale pur fidiuideindueparti, dettefiguradel lauoce,&mouimento dituttoilcorpo,perciò che leparole, lecoseisteſſe uieneſeguitando.Questaren deilparlarechiaro,magnifico,probabile,&fuaue:non conleparole,mapiutostoco'l mezzodellauarietadel lauoce,delmouimentodelcorpo, del uolto:lequalco fegrandeneluero &uaghezza&forzaaggiungono alparlatore,tuttafiata che alla qualitadel parlare corri= A SECONDO 225 corrifpondano,&lauariationedieſſoparlareuenga noconpari uestigiseguitando.Appreßoqueste cose fuccedeiltesorodellamemoria laqualenon altrimente fi informadeleimagini&luoghi,cheàleiſonoconfe gnatidiquellochefaccialacera,tuttafiatache noi im primiamoineſſaleialcunalettera ouerfigura. Fu tra gliantichinonmezzanaquistione,ſelamemoria tutta fußeperNatura,oueroinſeriteneſſealcunapartediin dustria artificiofa.Nondimenoinquesto,perhorami ri Soluo,chelamemoriaèdidue maniere,l'una naturale, l'altraartificiofa. Natural memoria addomandast quella chedaNaturaciuieneſutadata,poſtadaiphilo Sophantinelaparteposterioredelnostrocapo:laquale infieme co'lpensierouiene àproducerſi. L'artificiosa e quella checonfirmatauienein noidallaeſercitatione ragionedeiprecetti,attiàpolirla, renderlaoltreil naturalcostume,perfetta.cheſi comeinmoltecofeauie= ne,che l'arte aiuti il corſo diNatura, quale ueggiamo l'agricoltura eßerauezza difare,&lamedicinaaltre fi,medesimamentemoltobenepuòl'artificioſa industria donarealla naturalmemoria,uncerto accrefcimentodi piu,che eßaNatura nepuò,ne intende didonarci.Coft auieneche coiprecettilanatural memoria agiatamen= tefi rendamaggiore &piu illustre.La naturale adun queconprecettificonfirma: la artificiofa con inge= gnos'acquista.Perciochemanco inquestocaso,chenel l'altre cosesiricercanol'ingegno,ladottrina ,gli am= maestramenti,& laforzadiNatura.Maquesto basti RAGIO. P per LIBRO 226 perhoraquanto àquelledue partidella pronuntiatio ne,dettefiguradellauoce,Attionedi tutto ilcorpo , allamemoria,& anchoſlailfinedelle cinque parti de l'ufficio,che all'oratore s'appartiene. Segueilfecon= domembroprincipaledituttal'arte,detto oratione le cuiparti dißi efferquattro &nonpiu.dette,Prohemio Conchiufione,Narratione,Confirmatione.Et bechetut tequeste cofecongliesempi delPetrarcauifienostate dimostrate,pureduealtreparolene diròp dimostrar= ui quella differenza,che da me diſideradi intender il Girello.Laprimera l'ultimadi queste parti aßai forzaritěgonoſoprai mouimenti de l'animo,ilqualeet neprincipi &nellafineuienead eßercommoffo. L'al= tredueacquistano alparlamento nostrofede& creden za.Cominciandoda iprincipidico ,che questio dalle perfone,ò da lecose isteßesiprendono.Etquestifi pren donoper tre cagioni:&per eſſere amicheuolmente,in tendentemente,&attentamenteascoltati. dellequai cofe laprimiera innoi medesimi confifte,neimoderatori dellafentenza,&negliauerfari.Trouafi il principio della beniuoglienza òper meritinostri,òper dignita, òperqualchefortediuirtu,&fpecialmente della libe= ralita,uffici,giustitia,fede.I contrari loro fi debbono imputar alli auerfari: ſein noifuſſealcun odio oue= roalcunaoffefaperauenturariuolta, douiamo affati carſi di leuarla,ò ſminuirla,co'l purgarfi, iſcuſarfi,ri= compensando,òpregando.Masenoiuogliamo proccac ciard'effer intendentemente &con ſomma attentione afcolta= SECONDO 227 ascoltati,dalle cose isteſſe prenderemo ilprincipio.Fa= cilmenteintendel'ascoltante,sedaprincipio abbraccie remoilgenere &laNaturadellacausa:se diffiniremo Sediuideremo,senonimpediremo lafua prudentia con laconfufionedelleparti,ne la memoriaconlaloro rin crefceuolemoltitudine.Se noi uorremo acquistaratten= tione,comealtreuolte ui dißi,proponeremodidirecofe grandi,neceffarie,oueroappartenentiàquelli,che tutta- uiaodono.Nellanarrationedipoi,laquale è dichiara= tionedelle cose,&quafifondamento dellafede,uferemo didirequello,chenell'altre parti della oratione ſiamo auezzidioßeruare,cheèparteilraccontarlecofe ne= ceffarie,partequelleche all'orationerendonouaghezza ornamento.Neceffario,è deltutto ilnarrardelle co Jechiaramente, probabilmente,etco dilettodichiun que ascolta.doue ciualeremodiquellecose che difopra ui dißischefuronoicommuniprecettidelparlar, chia ro,probabile, &foaue.Vengohora àquellecosecheci acquiſtano fede,dette argomenti,lequaliſi diuidono in confirmatione &Riprenfione. Laprimiera di queste duepruouaquello,che ànoifa di mestiere:l'altralera gionicontrarierende deltutto inferme deboli. Et perciòche tuttoquellochefi mettein controuerfia,ſt ricercaſe egli é,ò no,ouero quello che egli è, oueroqua leeglififia,terquestoalprimierogioudla congiettu= ra,àl'altro ladiffinitione,& al terzolaragione. In cominciamo da iluoghi della congiettura laquale fe= guegliindicijpropri delle cose uerifimile .Verifi= P 2 mile LIBRO 228 milepotiamo direcheſiaquello cheilpiudelleuolte cofi auiene,ficome dicendola uecchiezza efferinclinataper propriaNatura alla auaritia.L'argomentochedalpro prioinditioprocede,équello chefifa,da cosa che non puo altrimete uenir cagionata,tale e il dire che il gior nofia:percheueggiamo ilfole,ſopra dellaterra.Il ue= rifimile fi trouaper leparti&membradella narra=-tione:sicomenelleperſone,neluoghi,netempi,nefatti, nelli effetti,nelle nature dellecose isteffe.Nellepersonest guardanoprimieramentelemaniere dellaſanita,figu= ra,eta, ſeſſo,&questodicoquantoal corpofolamen te.Nel'animofi confidera come egli èdifposto,quanto alle uirtu,uitij,arti,&pigritie: ouero incheguiſaſono commoßi,per cupidigia,paura,piacere &affanno.Et questecosenellaNatura consistono. Nellafortunari= Iguardasiilsangue,leamicitie i figliuoli, iparenti, le ricchezze,glihonori,le potesta,la liberta, conque= Hi i loro contrari altresi.Quantoàiluoghificonfide= ranoquelli,cheſonoperNatura,ſe marini, ò dal mare lontani,piani ò montuoſi,ageuoli ò malageuoli,falubri opestilentiofi, opachiouero aprici:fimilmente i luoghi cheperfortunaſonotali,colti, incolti,habitati,ofolin= ghi,edificati o abbattuti,nobili o ignobili,facri ò pro= phani.Netempifiesaminano,ipaſſati ipreſenti ifu turi.Etconquesti lecose uecchie,freſche, einstanti. ol treche quelle differentie naturali del tempo confide= rarfi debbono , ficomeil ucrno , la primauera,la state , l'autunno :ouero itempide l'anno ,ficome ilmese, SECONDO. 229 ilmese,ilgiorno lanotte,l'hora,il momento,che tutti SonodaNatura.Perfortunaifacrifici,lefeste,igiuochi lenozzelfattieteffetti, oſono coconſiglioet diſcorſo operati,oueroimprudentemente,laqual imprudentia o confisteinuncerto mouimento del'animo,òuieneàca= foAcaso,tuttafiata,cheegliauienecoſa oltrelafperan za ilpensiero.Per mouimento d'animo,quandoo l'obliuione,o l'errore,òlapaura,ò altrafimilecagio= nehal'animocommoſſo.Lecoseisteßeuengonoad eßer conſommadiligenzaconfiderate,lequaliſonodi trema niere,nel'animo,nel corpo, nelle cose istrinfeche, queſtetuttefidiuidono in buone&rie.Prendesiun'al= troargomētodaiuestigi dellieffetti,ſi come ildardo, ilsangue,ilgrido,la instabilita,ilcangiar delcolore, il parlareinconstante,lapaura contuttoquelloche alfen forecaalcunoinditio,ſefuapparecchiatoordine alcu= no,ſepaleſatofuad altrui,ſeſiuidde òintefe, òfigiu= dicò effetto ueruno.Tralecose,cheſonouerifimili, al= cuneperpropria auttoritamuouono,alcune,bencheper ſeſteſſeſienodipoco ualore, nondimenoposte infieme Soglionogiouarebenſpeßo grandißimafedefuolfare allaſomiglianzadeluero,l'efſſempio,di poi lo introdu= cerdellafomiglianzadella cofa,&taluoltalafauola: laqualeje bene èfalfa &incredibile,nulladimeno muo uegli animifouente. Maueniamoalla diffinitione. La diffinitionedicoſageneralefifa&dipropria.ma per chefpeßeuolteficontended'intorno alle cose proprie, molteuolteeglifadimestierediffinireper i contrari, p 3 molte 230 LIBROD T molteper lecose diffomiglianti &molteperleuguali. Habbiamodettoquellecosecheappertengonoquandoil fatto èmanifesto, quellocheegliſignifica,parliamo horaquandola qualitadel fattoſi ricerca,douee da auertireche èper ragioneſi uiene àdimostrar l'effet= to d'alcunacosa cheche ellafifia,ò percagionediuin= dicarsi,ò perpieta,òperpudicitia, òper religione,òp nomedellapatria,ò perneceßita,òper inauertenza,o àcafo.Perciòche quellecose,cheſono accadutepermo uimentod'animo,ſanza ragione,neluerononriceuono difenfione dellalorofceleratezza neilegitimigiudicij: neiliberi nericeuonotalhora.Cerchiamoadunque nel= laqualitadel fatto,se con ragioneè giustamentefia auenuto ilcafo.Lacuidifputationenon d'altronde che dailuoghi dalla lorodeſcrittioneſi prende.Maper che nel diuideredela fedede l'oratione iodißi , l'una parteaddomandarfi Confirmatione,laquale ègià piez namentedichiarita:l'altra Riprenfione,non anchora danoi perauentura diffinita,dico,che l'ufficio della ri= prensionenonèaltro che ilnegaretuttoquello che l'a= uerfariopreseper ingagliardire leſue ragioni:tutta fiata che noipotremodimostrareleragioniſue eßerfal laci,&fintedeltutto, ouero fiedi mestiere abbatter tuttigli argomenti,cheuerifimile poteanofar parere ilfattodel'auerfario.Primieramente dimostreremo le cofedubbie,efferstatepresepercertißime,&in quelle, chechiaramenteſonofalſe,potersiil medesimo inferire. ouero potremodimostrare,cheleragioni nonsono al propo SECONDO. 231 propofito accomodate,&finalmentetuttele cose che ci ostanodouiamospezzare , adducendo gli effempi per liqualisipruoui infimigliantecasononhauerſi datoal cunaminimacredenza:&oltreàciò, doniamo dolerſt ſopralaconditionedelcommunepericolo,ſein arbitrio dellihuominiſcelerati èposta la uitadelli innocenti.Re Sta àdiredel'argomentatione,laqualeè la dichiara= tione,del'isteſſo argomento,attaàprendersidai luo= ghigià damepocofa raccontati.Questasifa,prenden docoſenondubie,ouer probabili, con lequali tu faccia quello cheèdubioperſe medesimo appare omeno pro babile.Dueſonolemanieredello argomentare:l'unadel lequalidrittamente riguarda lafede,l'altrafipiega al mouimento,questosifa,allhorache noi proponiamoal= cuna cosachehaforzadiprouare,poi prendiamoquelle che noi habbiamoper costumi:&questeconfirmateha cuendo,ritorniamo alpropoſito,conchiudendo. Quell'al traargomentatione,quaſtàdietro,&alcontrariopro cedědopredequellecoseche lepiaceprima,etquellecon firma:dipoinelfine,ſendogiaglianimicommoßi,pro= poneciò che ellaintendeua Equellauarieta dell'argo mentare,nonfpiaceuole:fi comequando noifogliamodo mandarealcunacosa,ànoimedesimi,òcomandare, òdi fiderare,lequaicoſe,con molt'altreſono ornamenti del= Lefententie.Hora diròdiquellecose,cheſanzaarteſono etuengonoistrinsicamentepreſeda l'oratore,lequalinel uerofanzaartefonodette,nonperche niuntarte ,infe steffe richiudino,maperche,nonfonodal'artedell'ora= p 4 tore 232 LIBRO torepartorite,mad'altronde.Nondimeno con arte A trattano altresi:&fpecialmentediqueſtaNaturaſono iteftimoni. Douecercheremotuttala generationede i testimoni render inferma,uſeremoin cioglieffempicon liqualidimostreremo quantopocafede douiamo pre= star àtestimoni, della loro qualita ragionando,fare moconoscerecheſonouani,leggieri,uitupereuoli,&fe dafperanzaſonomoßiàtestimoniare,dapaura,da sde gno,&dacompaßione,ſeàciofurono per premio o perfauoreindutti.Speſſe uolteanchora douiamo refiz ſtereallequestioni,dimostrandoche moltiper fuggire ildolorehannoilfalſoconfeßato,uolendopiu toſtomo riredicendolabugia,chemantenendoilueroeßerafflit ti tormentati.Moltianchoralapropriauitafprez= zarono,per liberarequelli,cheſopradellaloruitaama uano.Altriopernaturadelcorpoloro &perconfue tudinediſofferirei tormenti oper temadifupplicio,o morteſupportaronolaforzadelmartorio.Alcunimen tironoàdannodeiproprinimici.lequalcofetutte con eſſempiconfirmarfidebbono,&perciocheaffaimani festo é,chemoltieſſempiſono alcontrariodiquesteco Seraccontate,perciooccorrendo ufareicontrari,conl'i Steſſa confirmationed'esempiprocederemo,se eglifie dimestiere.Ma parmicheegliſlatempodiuenire alla conchiuſione,laqualeèoßaifacileàcomprendersi. Per= ciòche induepartifi diuidedetta esageratione&nu= meratione.Ela amplificatione oueresageratione(come cheniuna differězaiofacciatraquestedueuociphora) und SECONDO. 233 unagrauißima affirmatione,laquale neldire acquista fede,peraiutodelmouimentodel'animo.questa confi steinparoleet ineffetti.Leparolefi usanotali,chehab biano forzadiilluftrare,ne fiano dal'uſolontane,ma graui,piene,fonanti,gionte,fatte,noncommuni,ſopra poste, specialmentetrasferite.Accrescono anchora leparoleriferite,replicate,&duplicate,&quelle che pergradi afcendonodallecosehumilialle ſuperiori.Co queste parole,tanto piuageuolmenteconſeguiral'effet toalcuno,quantomegliopotrà usarelapronunciadella uoce, iluolto,e'lgestoconueneuole, &al muouer de glianimiaccomodato.L'amplificationedellecose,fi to= glie dali isteßiluoghi,dalliqualifi prende tutto ciò,che fedeacquista:Specialmente uagliono le diffinitioniinse medesimeprocedenti&l'uſode iconſeguenti,&lame ſcolaturadellecosecontrarie,dißimili traſe repu= gnanti: lecause, ciochedellecaufeuiene àprodu= cerſi,ſpecialmenteleſomiglianze&gli eſſempi.oltre àciòleperſonefinte,&ſeſipuoparlino lecosemute, selacausaloconſente,fi dicano tuttelecoſe grandi eimportanti.SonoalcunecoſegrandiperNatura,alcu neper costume.PerNatura, ſi comelecosecelesti &di uineouerochehannolelorocagioniofcure.qualisono tuttelecoſein terra ònelmondo,chemarauigliaci rez cano adudirleòuederle,lequali moltociferuono albi= Sognoinmolteoccorenze.Peruſoſicomequellechegra dementeſonogiudicatedallihuominio gioueuoliodan nose,dellequalitregeneriſono alla amplificatione attri Ps buiti LIBRO 234 buiti.Perciòchegli huominiſono atti àmouerfip cari tadeideiodellapatria,odeiparenti:ouero peramo= re,ficomedeifratelli,dellemogli,deifigliuoli&del= liamici:oper honestà,si come delleuirtu , & fpecial= mentediquellecheſonoutilialla communioneo liberali tadellihuomini.Conquestimezziſi prende almante= > nerdiqueste cofelaefortatione, &fiuienead eccitar odio,uerfocoloro che l'hannoper propria maluagita contaminate,&finalmentequinci la compaßione& la mifericordia nenafce.Eproprioluogodello accrefcie= re &lificarequest'unocheinqueste cosefi pren= de,dimostrandola perditadicoteftibeni ,o'l pericolo diperderli,uicino.Niuna cosaè piu compaßioneuole, cheilfentir alcunodibeatoeffer infelicißimodiuenuto, maſiatuttaquestamiſeriaaltrui, in breuitadi parole riftretta,auegnadiocheprestoſi uengono àraſciugar lelagrime,ſpecialmentecadendoſopra ilſucceſſodel'al truimiferia. Nellecause,cheà diletto fogliono eſſere adornatefi debbono trattar queluoghi ,che poßono muouere l'efpettatione,lamarauiglia e'lpiacere.Nelle efortationi moltouagliono le enumerationide beni demali&glieffempi,neigiudicij quelle coseche sde= gnopartoriſconouersol'accuſatore&alreocompoßio ne.Eueroche l'accusatoreè tenuto alcunafiata muo= uer misericordia, pe'l contrariosdegno il difensore Succedela enumeratione alcuna uolta al dimostrante neceſſaria,al diliberante non molto,alloaccufatore mol topiuchealreorichiesta.Habbiamogiaaßai difouer chio ८ SECONDO. 235 chiofauellatod'intornoallidue membri principali de l'arte,cheda principiodißieſſer stati addomandatiuf= ficio&oratione.Vengohoraal terzodetto per pro= prio nomeQuistione,laquale èdi duemaniere,l'unafi nita detta controuerfiaouer caufa,l'altra infinita addo mandataconfultatione,ouerpropofito.Lafinita edetta coſuperche riguarda certitempi &certe perſone de= terminate:lainfinitaſichiama in cotal modo per non haueràfignificarepreſcrittione alcunaneditempi ,ne di perſone.Maparmiche l'anticoRomano,di quest'ar temaestrouoglia cheanchorachelaquistioneſia diui= Sainquestedueparti,dette Controuerfia & Confulta= tione che nondimenolaConfultationeſi poſſa chiamar partedellacontrouerfia &dellacaufa,perciò che l'in finito èſottodelfinito compreſo, anziàquelloſi riferi ſcono tuttele cose.Perlaqualcoſa,ſeguitando questo iſteßo ordine(poſciache ioqueste cose racconto,non co medamepenfate,mapiutoſtoofferuate nell'orare,che iotalhorafo)dico,cheprima delpropofito raggionan do,edaſapere,cheegli èdidue maniere,traſeperauen turadifferenti.L'una èdella cognitione ,ilcuifine èil fapere:l'altra appartieneall'attione,ilqualeſi riferisce adalcunacosa,chefarintendiamo: ſicomefe noi ricer= cheremoinchemodoſioſſerua lagiustitia òla religio ne,odaltro.Ilprimieromodo dettodella cognitione, e diuiſointreparti:ſelacoſa èòno,quellocheella e, qualeellafifia.se eso no,ſicomecercandodi ſapere ſe laleggeènaturaleodinoftrocostume.Quelloche, ella A esfe LIBRO 236 è,selagiustitia èquellache indrizza glianimià dar àciascuno,quellochejegliconuiene.Qualeellafifia,fe egli èutile il uiuereuirtuosamente,ò no.Medefimamen tel'Attione,fidiuideinduefpecie,l'una èquellache co fiftenelprocacciare alcunacoſaofuggirla deltutto,fi come,con chemezzialla beata tranquillauitapoßia moperuenire:ouero inchemodo poßiamo fuggire le falſeaccufationidelli huomini maluagi.L'altrafpecie de laAttionefiattribuisce adalcun uso, comodo :ficome cercado ilmododigouernarelafamiglia,oueroconche mezzoſipoteſſeammorzarel'incendiod'unadifcordia publica et ciuile.Oltreàciòdallacõſultatiõe dellacogni tionedouealcuacosafia,òſe ellafia,òſiaſtata,òſiapdo uereßerefiricerca,unafortedi quistioneè ſe alcuna coſaſipoſſafare,fi come ricercando,chipuò eſſerepie namenteinquestauitafelice'altrae,inchemodo cia= ſcunacosasifa:ficomein chemaniera potiamo confez guireilpregiodellagloria,oconuirtu,ocon lettere,o conarmi. Sottodellaqualfpecieſi contengonoquelle co ſe,dicui lecagioniproccacciamo diſapere, ilche nelle quiſtioni ofcure &naturalibeneſpeſſoſucl auenire.Ve niamounpocoalgenere,nelqualficotiene ilfapereche cofafiaquella che noiproponiamodi conoscere.questi haduegeneri,nel'unodeiqualidiffutiamojelacosaè diuerfa,o furquellaisteßa,fi cõe l'ingegnoe'lgiudicio, lauirtuse'lſommobene.l'altrodeſcriuela coſaet quasi uieneàdipignere laformadichechefia:ficomericercan dodiſapere,qualefial'huomoliberale, oueroche cofa fia SECONDO. 237 fial'auaritia.Nelterzogenere,nelqualenoiuogliamo Saperequalefialacoſa cheſi ricerca,fadi mestiere par lare ò del'honestà,ò de l'utile,o della giustitia, de l'ho nestà diremo in cotalmodo,ſeeglièhonesta coſa per lapatriaſofferire alcun affanno opiutosto conferua rela propria tranquillita. De l'utilediremoin cotal modo:ſeegli èutileilricercar magiftrati&ufficinel la nostracitta.Delagiustitia fi dirain questaguiſa,ſe egli ègiustopriuarilfigliuolo maluagiodella pater= naheredita,ſottodiquestogenere,nelquale ricerchia= mo laqualitadelle coſe,ſicontengono anchorale qui= Stionifatteper comparatione adaltrui,ſicome ricercă doqualcoſaſiapiuhonesta,piuutile,piugiusta: etiandioqualehonestißima utilißima &giustißima.Si come,ſeegli èfelißima coſa iluiuere uirtuosamente, questedifferenzetutteſonoalla cognitioneappartenen= ti. PrendiamohoralaAttionelaqualehaunafpeciefot todiſe,attaàcomandare&imporrealcunacosa,che allaqualitade l'ufficio appartenga,ſicome,inchemo= dofidebbaadorar Iddio,honorareimagistrati, amar gli amici,ubbidiralpadre &somiglianti. Laſeconda fpecieconfifteneltranquillarde glianimi, &fanarli conladolcemedicinadellaoratione,fi come confolan= donelletristitie,leuando isdegni, rimouendo lapaura, etſminuendolacupidigiaaltrui.Alqualmododi attio ne,uieneàcontradire quellafpecie diargomento, laqua leconsistenello eccitardeimouimenti del'animo ilche fifa,comegiasi èdetto,nello amplificaredella oratio= ne. 238 LIBRO 2 ne.Et edaduertireche la ragionedi difporre di ſtribuiretuttequestecose,conquelisteßoordineproce= de,chel'altre procedono,da mepocofaraccontate.Ha= ucaquestecosegiafornite di dire lo Sperone,quando fendoalquantorachetato, fececredere,chealla incomin ciatamateriahauefſſe postofineilcheuedendoil Conta rini,diße:che le cose,dauoi M. Sperone raccontateci piacciano credo,che ampiafede,uenerendiquestacom mune&uniuerfaleattentioneladolcezzadel cuifilen tio haforzatalhoradifardire, àquelliche fauellano, moltopiu diquello che eßtper aventuranon haueano propostodifareſicheui preghiamo,che altutto cifac= ciatefentirealcunodiqueſti uostridiſcorſi ,ſopra de i tregeneridellecaufe,cheſebenediſoprane diceste al cunacosa,mi penjo,che ciòfacestepiuper ritrouar gli effempidelPetrarca,cheperdichiarirelaforza dieße cause.Cofié riſpoſé M.Sperone:&perciò parendomi hauernedetto àbastanzaperquanto al mio propofito era dimestiere, forſediſouerchio riſpettoànoi,che miascoltateper cortesia nostra,piu cheper bisogno, che adappararequel tanto,cheion'lodetto,uimuoud, giamieraalprofondo &oscurogiudicio d'Aristoti= leuoltato,doueconfiderando ilmarauigliofofuo giudi cio,l'ordineincomparabile,la breuità delle parolela co pia dellefententie, anchoper uerdire, la difficulta malageuolezza delloeffetto,miſtaua nonaltrimen teſoſpeſo &dubiojodiquellochegia feceilgran caual lierRomano,appreſentatoalla profonda cauerna,che นκο SECONDO. 239 uiuoil douea perlajaluezza commune inghiottire recargliſepultura.Ma poi,cheuoiM. Luca uolete, che iodifferiscaquesto sbalzofon contento:ondealli tre-ge neridellecauſeauicinandomt, dicochela loro forma è diduemaniere:l'unadellequali propone ildiletto,non altrimente,cheſoauißimocondimento delle ascoltatrici e orecchie:l'altra contende diprouare & conseguire il ſuoproponimento.La primieraornamentofipuochid mare,laqualebencheſiaampißima&fpatiofa, nondi menohaunaparte,conlaqualenoilodiamoglihuomi= ni illustri generofi, ifceleraticon lefaitedelbia ſimopercotiamoniunogeneredi parlare èpiu ampio copioso diquesto,nepiu magnifico &ſecondo l'o= penionediCiceronepiugioueuole allecitta, &commu nanzedellihuomini,oueronelquale, piufacciadi me= ſtiere all'oratore il conoscere la Naturadelle uirtu, la qualita de iuitij. L'altro genere ò che confiderafo= pralaprouifionedeltempofuturo,oueroconfifte nel lacontentionedeltempopaſſato,dellequai cose,l'una ap partiene alla diliberatione, & l'altro algiudicio. Dal= lequaldueradici ſpuntarono itre generidelle cause, unodetto laudatiuo , togliendo ilnomedalla miglior parte &piuperfetta &piu di nostra Natura:l'altro fudettodiliberatiuo fi come il terzogiudiciale.Ilper cheincominciandodalprimiero,dicoche la ragiondel lodare&biafimaredaqueſtiprincipi ſiprendono. So nodaeſſerelodatetutte quellecose,che hanno alcuna congiontione con lauirtu:fi come uitupereuoli quelle, che LIBRO 240 chealuitiofi accostano.Onde auieneche ilfinedel'uno l'honestà,del'altrola dishonestà . Questo generedi parlaresifanarrandoifatti,ſanzaargomenti, èac commodatopiutostoà commouer piacevolmente gli animi,cheàfarfede,oconfirmarla.Perciochequiui nõ ftordiſcecoſaalcunadubbia,o difficilead effercreduta masitrattadicoſechiare,oche liggiermětesi credono: perlaqualcosa,fi replicheranno i precetti del narrare accrefciere,dallecose dianzi raccontati.Ma perche in cotestecause, ogniragione,ogniattosi riferisce al piacere&aldilettodel'ascoltante,fadimestiere,che nel dire diogniparolausiamoquelle cose,chehano mol to di piacevolezza:cio e chenoi usiamole parolefatte antiche, molteuoltetrasferite: nella costruttione deuerbidouiamosforzarſidimetterepariconpari,fi= miliconfimili,et talhora cofecõtrarie, et talhoradupli catecouna circoscrittione numeroſa,laqualneluerono flacomeiluerfocanora, maritenědolapropriaharmo niain dilettil'orecchiecodolcezzapiaceuole.Moltefia tedouiamoriccorreralli ornamentidellecose,chefono marauigliose,nonpenſate ,ouero dacoſe mostruose prodigiose predette,oche allapersonachefi lodaſe= rannointeruenuteperuoleredeicieliodeifatı.Aue= gnadiocheogni improuiſo auenimento,apportaàcolui che ascolta,infinitodiletto&placere.Ma perche ilbe= ne&ilmalecõsistonoin trecoſe,cheſonole cose istrin Ache delcorpo, del'animo,primieramenteparlere modelle istrinfiche, lequali siprendono dalla nobilta del SECONDO 241 delfangue, con laquale breuemente &poco hauendo lodato,ouerofefieinfametacendo,ohumiletrappaßan do,operaccrescimento dell'altrui gloria,toccandoleg= giermente,potremoſel'effetto il comporta dire delle ricchezze&fortunedellodato.Poſcia uenendoàbeni delcorpo,loderemoquelliſpecialmente, cheſono attià fignificarelauirtu,qualemaßimamente è labellezza. Mauenendodipoiallacommemorationedellieccellenti &generofifatti,cominciaremo daqueſto cantopiuam piamentelodare.La difpofitione deifatti èdi tre ma= niere:percioche oferuare fidee l'ordinedel tempo, oueroalcunacosafreſchißimaraccontaremo,oueromol ti Mapercheilcampodeiuitii diuerfifatti indrizzaremo ne ipropri generi. delle uirtu eampißimo fpatiofißimo &infinitamenteaperto,perciò lasciando lelugheeinfinitedifputationi,ched'intornoà coſifatta materiamuouerfipotrebbonoetſeguědounauiamodi: facile L breue perhora,diremo,lauirtu eſſere indue pciòche la uirtuò cõſiſte inſapere oinoperare. Sicõe laprudentia,l'aftutia, quellachecograuißimo nome Sapientia uienechiamatapernome,lequalitutte nelfa= pereficontengono.Quella uirtucheperratemprarele concupifcenze idiſideri,gli apetiti dei nostricuori, peraffrenareimouimentiſouerchide l'animo,e detta temperanza,neluero nell'operarconsiste. questa nel lecose,familiari,temperanza domesticafi chiama , nelle cosepubliche,temperanza ciuileuien detta. Simil= mente la temperanza nelle fuecoſe proprie nelle RAGIO. com= LIBRO 24 communi ediuifa, indue effettiſieſercita nelle cose commodeouero nondifiderandoquellochenoinon hab biamo,ouerodaquellecoſe,chefonoinpoternostro afte nendosi.Cofietiandionellecoseincommodelatemperan zaritienedue gradi:perciòchequella temperanza,che Aopponeallefourastantifciaguredellauita , fortezza uien dettama quella cheiprefènti affanni conferent fronteſofre,&toleraarditamente,ènominatapacien= tia.Quellachetuttequeſte uirtu inſieme abbraccia gra dezzad'animouiendetta;dicui èlaliberalita, laquale consistenel'uso deldanaio: con tutto ciò insieme a l'altezzade l'animo,inriceverelecosenoiose neuoli, dan fpecialmente le ingiurie,&finalmente tutta quelloche ègraueadefferſofferto,ſpiaceuole,increfcie= uole,&atto à muouere&turbarelafelicetranquilli= tadellauita delli animinostri.Quellaparte,chenel lacommunanzadellihuominiconsiste,é nominatagiu= Stitialaqualeuerfo liDijreligione fichiama, &uerso ilpadre lamadrepietadaluolgodettabonta, nelle cofecredute,fede,nellatemperata ragionedi conuerfare piacevolezza,amicitianello amare.Etqueste uirtu tut te nelle attioni nostre consistono.Sono alcunequaficom pagne,&ministredella ſapientia ,dellequalil'unadi ftingue &giudica,qualifienoneldifputarelecofe ue= re&falfe,&comedaalcuniprincipi,uenganoà dirt= uarfileconchiuſioni,laqualetutta nellaragionedeldiz fputareconsiste:l'altra è l'oratoria . Perciò cheniente altro éla eloquenza cheunaſapientia,che artificiofaz I mente SECONDO. mentefauella:laqualediriuando,dal'iſteßogenere, da cui èdiriuataquella che ildifputareciinſegna,e alqua 243 todileipiu ampia&fpatiofa,&almouimentodel'a nimo, sentimento deluolgoaccommodata.Maquella chetuttele uirtu àguiſa diottima ministra cuſtodiſce guarda diligentemente,nel uero potiamo dire,che fiala uergogna.Queste uirtuſono quaſicerti habiti de l'animo,talmentedifposti,che tuttiſi poſſano chiamare 1 trajeperpropriogenerediftinti.Da cui tutteleattio= nihumanediriuanti,honestefidebbonochiamare Guir tuoje.Altrihabitifiritrouano,chevengonocome difpo sti studi, apparecchiati perla uirtu,co'lmezzode i buoni arti,ſicome lo studio delle lettere,dei numeri deifuoni,dellestelle,de lacavalieria,del'armi,&della caccia.Nellecosecommuni,ſono li studi d'alcuna forte eccellentediuirtu:ouero ildaropera allediuine cofeè nelloamarecaldamenteiparenti,gliamici, iforestieri: questisono igeneridelle uirtu,alliqualis'oppongo= noquelli de iuitij.Sopra tuttodouiamoefferaccorti,che fotto fpecie di uirtu,nonſiamo daluitioingannati, che Acomepuòl'intelletto,dalfalſo,uenire,ſottofomiglian zadi ueroingannato,coſipuòdal'isteßa somiglianza ingannarſilanostra elettione.Cofifuoletalborala ma litiaprenderſembianzadi prudenza , &la durezza d'animo infprezzar lecoſediletteuoliimitala tempe= ranza,lafuperbia éfimilebenſpeſſoallagrandezzade L'animo nelgonfiarfi,la prodigalita ci ingannafotto ombradiliberalita,l'ostinatiõehaforza diſomigliarfi १ 2 alla LIBRO 244 allajofferenza,l'austeritaſegue confalfiuestigila giu Stitia,laſuperstitioneprende coloredireligione,lamol litiadel'animo perpiaceuolezzaſi prendefouente,la timiditafi ueste talhora dellihabiti della uergogna,la uana &increfciosacontentionedi ciancie inutili , bene fpeßo,acuta ragionedi difputareuienegiudicata, la fcioccamoltitudinedelleparolefouerchie,cercadi para gonarſi allaforza delparlarefacondo. Perquesta ra= gione,ogni mezzodi lodare biasimarefi prendera di questeparti,diuirtu òdiuitij:ma nel contestodel'o rationeſpecialmentequeste coseillustraresidebbono,fi come,inchemanierafiaalcunoche noi lodiamo, gene= rato comenodrito,come alleuato come inftituito , come bene accostumato. contuttociò, ſe àlui alcuna cofa grande,notabile,eccellente,magnifica,o marauigliofafe raperauenturaaccaduta,& maßimamentesepotremo prouaresche ellaſia peruolerdiuinooccorsa,einterue= nuta.Oltreàciòlodandola uitad'alcunocheſianondo uiamolasciar lamorteſua,ſealcunacosa notabileui ri= troueremo per duentura, degna d'eßerifposta , Specialmenteſopra lamanieradella morte difcorrendo, oſopra le cose,che eßamorteſeguitarono.Paßiamo ho ra àla Diliberatiua caufa,ilcui fine èl'utile,alquale tutte lecose,onelconſigliare,o neldiredellaſentenzafi uengonoà riferirein maniera,cheprimaſonodaeßere uedute queste cose,da colui chepersuade,odiffuade, che fono,qualcosasipoßafare , o no,&qualeſia necef= faria afarſiono.Percioches'alcuna cosanon èpoßiz tile SECONDO. 245 bileàfarsi,ſubitamenteſi leua ognioccafionedi dilibe= rare,bencheſiagioueuole:erſe ella è neceßaria, quello èneceßario,fanzadi cuinonpotiamoeßer nefalui,ne liberi,degnod'eßerantepoſto à tutti glialtricommodi honestà,nellaragionciuile.Et ricercandoquelloche fipuòfare,èdauederequantofacilmenteſipoſſa fare. Perciocheſpeßo adiuiene,che quelle cose cheſfonodiffi= cili &malageuoliadefferfatte,fihannoperimpoßi= bili.Etparlandodelecosenecessarie,auertiremoàquel le,cheſebene alcunaneceßitafeconon arrecano,nondi= menoſonogradi&importati,&confidereremo quan tola lorograndezzaſiſtende. Auegnadioche, quello, che égrande,moltefiate,in uecedineceßariofuoleeffer preſo.Perlaqualcoſaſendo tuttoquesto genere intento allaperfuafione,òdißuafione,proprioferadel perfua denteditrattare,ſelacosa è utile, ſeſipuofare,che altuttofimetta in effecutione.Ma colui,chediffuader intende,due coſepropone,l'una è,ſelacosa non èutile impedireche ellafifaccia,l'altrafenon èpoßibile,che nonfiaccetti.cofi appare manifestamente,checolui,che persuade l'uno l'altro è tenuto didimostraremaco luichedißuadeètenutofolamente ol'uno ol'altro di confutare.Ma perche ilconsigliarconfiste in arbitrio, tantodicolui,che perfuade, quanto di quell'altroche dißuade,primadiremoalquantepocheparole d'intor= noall'utile,ilquale consiste neldestinguere &feparare lecoſebuonedallerie. Sonotrai benialcuni neceffari, fi comelauitalacastita,i figliuoli,laliberta, lemogli, 93 ipa LIBRO 246 iparenti,ilpadre Jari,deiqualialcunipersesteßiſiricercano,qualisono lamadre.Alcuninonſono necef nelle uirtu consistono, alcuni altrifi difiderano,per riſpettod'alcunbene,che tuttequellecosechenelli uffici ci arecano, ſi comele ricchezze& lacopiadei bend istrinfichi.Quellecose,che per se steffe fidifiderano,al= cuneperhonestàvengonodiſiderate ricerche, alcu neper commodo.Perhonestà quelle che nascono dalle uirtuprecedenti,da mepocofaraccontate,cheperfeme desimesonolaudeuoli.Percommodo,alcunecheſonoda eßerricerche ,neibenidel corpoouer dellafortuna. Dellequal cofe alcunefonoquasi come congiontecon P'honesta,fi comel'honore&lagloria,alcunefonodi uerſe,ſi comeleforze,labellezza,laſanita,lanobilta, lericchezze,& lacopiadeiclienti Eanchoraà guiſa dimateriafoggietta à l'honestasuna certacofa,laquale fpecialmětesi trouafraliamici,le amicitiecöfistononel lacarita, nellaamoreuolezza.Allacaritaſiuleneà riferireilcultodeidei,delpadre de lamadre,delta patria, &diquellihuomini,cheſonoo pſapičtiaoper ricchezzeillufcri.Ma loamoresiattribuisce allemogli allifigliuoli,allifratelli,o altrià noi per uso operfami liaritacongionti.Conoscendoquestecose,in cuiconsisto noibeni,agevolmente etiandio uerremo in cognitione dellilorocontrari.Cheſe noipoteßimoſempre abbrac tiarlecoſebuone,nonmolto cifarebbedimestiere ric 4 correre all'aiuto del conſiglio.Maperche ne itempi è unagran forzadi alterare la fimilitudine dellecose egli 3 SECONDJO. 347 eglifpeßo adiuiene,che l'utilecontendacon l'honesto,et perciòlacontentionediquelle tai coſeuieneàproducer lediliberationi,chesifanno difputando,ſe lecofeconue= neuoli efpedientiſidebbono lasciareper conto della dignita,òlehonestepercontodel'utile.Douefadibifa gnohauere alcuniprecettid'intornoàquesta cotaldif ficulta, liqualibreuementeintendodiraccontare. Pri= mieramenteèdasaperechel'oratione non solamentefi deeaccomodarealuero,maanchoraalla openionedico loro,che ascoltano,perciò,primaſaperdouiamo dueef= ferelemanieredellihuomini,alcunifono rozzi &maş teriali,liquali antepongonoſemper l'utileà l'honestàs alcun'altriſonociuili bene accostumati,liquali ante pongonoladignita àtuttel'altrecose Aqueſtiſi deb= bonoproporrelalode,l'honore,lagloriaslafede,lagiu ftitia,&finalmente ognifpecie diuirtu,à quelli ilgua dagno,l'utile,e'l frutto: &molteuolte anchorailpid= tere, ilquale è ſpecialmente nimico alla uirtu , &fot tofallacefomiglianzadibene,ingannaconlefuedol= cilusinghela nostra elettione:proccacciatoda qualun= queBarbaro &ferignoanimo,anzidaluinonſolamë teallecosehonestemaneceffarie anteposto altresi. Que ftouieneadeßer lodato,allhorache perfuadendo,àque stitaliſi uoltiamo,per configliare.Sonocerti huomini natiperuiuer honestamente,madipeßimoculto ,&di praueopenioni corrotti.Nello eshortarefaradi mestie reinſegnarelauiadiconſeguire il bene ,&fuggir il uitio.Maappreſſoglihuomini beneaccostumati douia q 4 mo 248 LIBRO molungamenteragionaredeipreggi dellalode ,della gloria, del'honestà fpecialmentefauellaremode Lecoseche alla communeutilita appartengono,se ap= preßogliignorantiparleremo,proporremoil frutto, Putile,il piacere ilfuggirdeldolore,aggiugnendo an= chora ilbiafimo &l'ingiuria.Cheniunagentesi tro= uafi rozza&malcriata,chenonmouendosiperl'ho nestà,almenodallaingiuria,ò uergogna nonuengacoz moffo.Fin horahabbiamodettodel'utileàbastanzaje guehoggimaiilmodo,con che ricerchiamosela cosaft puòfare,òno:doueanchoracerchiamoquantofacilmen tesipoßafare,&quantofia efpediente l'effettodi che chefia:fpecialmentequeſtoſtricerca inquellecause,che fannoalcuna cofa.Sono lecauſedipiumaniere.Alcune fonochehannoforzadioperare:altre nonfanno cola ueruna, ma alfarearrecanobenſpeſſoaiuto,le prime fi chiameranno efficienti,l'altreferandette tali,chefar zaeffenonsipoſſafare.La caufa efficiente può eſſere perfefinita &perfetta:oucropuò eßere compagna el aiutrice,piu menotalhora.fonofimilmentecerteal trecause,lequaliefficientiſonodetteoueroper loprin cipio,operlafineloro. Quando adunqueſi ricerca qualcosafiamiglioreàmettersiineffecutione, allhord òl'utileò lafperanzadifare,sforzaglianimidi con fentirealla eſſecutionedello effetto. Hora hauendo ra= gionato àbastanzadel'utile,parliamodellaragiondel operare.Doueeglifadi mestiere di ricercare confoma madiligenza,leperſone,iluoghi,itempisi mezzi,con t cui. SECONDO. 249 cuialcuna cosafarintendiamo,ſi comeſeconarmi,ò cõ denari,ò compagnia douiamoche che sia mandar ad eßecutione.Oltre chenon solamentequelle coseconfide rardouiamo,cheſonoinfauornostro maquelle altre fischeciſonocontrarie.Coſiſelecose nostreferannopos fibili,nonsolamente la loro poßibilita dimostreremo, mapjuaderemo,cheſienopiuageuoli,piu disposte, piu pronte piupiacevolidel'altre. Volendo diffuade reouerogittaremoper terra l'utile,ò mostreremo la difficulta,&questofar potremo conl'isteßi precetti de Laperfuafione,fanzariccorrer à luoghipiu particola= ri distinti.Nelfare dellaperfuafione, è diffuafione douiamoproccacciared'bauerfempreallemani unaco piad'eßempifreschi &nuoui,oueramenteuecchi , per daremaggior authorita al ragionamento nostro. fia= nogli ingegni nostri in ciò, dimaniera eſercitati,che poßiamohorale coseutili&ncceßariepreporall'ho= neste,horaqueste àquelle piuſpeſſo. Giouera grande= mentealmouerdelli animi,fegli eccitaremoco imezz zi,che appartengonoàfatiaregliappetiti,ouer,l'ocio, òuindicarsi delleingiurie.Sele coſe ſeranno profpere mostremolaloroincostanza,biſognando,conlo incer= toandamentodellecose, con ledubbieforti,delle co= Sefuture.ſeſeranno auerfe, auerferemoil loro perico= 10,òſourastante,òtoſto uicino. &questiſono i luoghi delloEpilogo.Neldiredellefententie,ſieno iprincipi breui. Perciò che l'oratore inquejta parte nonuieneà guija di fupplicante ,ouero adeccitar compaßione al qs giudice, 250 LIBRO : giudice,matomesempliceefortatore , & authore.Per laquatcoſapropongajolamenteil modo lamaniera, concheèperdire,quello che egli intende, eshortigli afcoitanti adudirlo,ciòcheegliconbreuitàuuoltratta re.finalmente tuttal'oratione dee eßer,pura,ſemplice, graue, riccadimoltefententie,&pau difententie che diparole, lendida&uaga.Paßiamshora alge= nere dettoGiudiciale ilcuifineèla giustitia.laqualenõ Briguardasemplicemente,maincomparatione,ficome quandofidifputajuicafideluerißimo accufatore oue ro,quandofidomandalapoffeßioned'nnaheredita,fan zaleggie, ſanzatestamento:nellequai cauſeſiricer caqualcosafiapiugiusta ,ouer giuftißima.dellequai cause,fi prendonogli argomentidailuoghi della giu ftitia,dicui parleremopoco dipot.Oltrecheauantiche fiailgiudicio,fogliamo cercare,ilmododella coſtitutio ne di eſſo giudicio. Si come allhora che noi conten diamo ſel'attioneappartieneàcolui,chefa, àfean= chora gliuiene, òfeella è digiafornita, ouerofe eßa attionefiacon tale&tallegge,ò contali talpa= role:lequaicoſeſebene nonsono giudicate, &de terminate,innanti chelacoſaſiapoſtain giudicio,non dimenoineßi giudicijſonodigrandeimportanza,di= cendoin cotalmodo . Tu haidomandatopiudeldo= uuto,tardièſtatala domanda,larichiestanon èsta= ta tua,non dame, non per questa legge,non per tal parole,non perquesto giudicio. Hora nell'or= dinaredelle attioni,&prendere&accettardeigius dicij, SECONDO. 291 dicij,delleuarela giustitia, &acquiſtarſila giustitia, per eßercoſe,dital maniera,che benchein eſſogiudicio fi rimettino,nondimenoinnantial giudiciofi debbono trattare,alquantoio leſeparoda i giudici ,quantoal tempodelfare,piutosco,che per diſſomiglianza,dige= nere qualita, cheeffehabbino.Perciòchetutte quel lecofè,chefidifputano circa algiusto albuono,ca= donoinquellaforma,nella quale dubitiamo,diquello chealcunacoſaſtſia,laqualenella giustitiafpecialmen= teconsiste. Intuttelecauſe adunquefonotregradi, dei qualiunoprendernedouiamo,percontodivoler refi= tere,se piunonpotremo. Perciò cheoche negheremo eſſerfatto,quello checi uieneopposto:oueroconfeffando egli eßer auenuto,negheremo,che eglihabbiaquellafor 1 za,chel'auerfarioaccusando intendediprouare, oue= roſedelfattononfi puodubitare,negheremo eglieffer tale,quale l'auerfarioefferafferma, &cio che noidrit tamenteeßerfattodiremo,conpruoue &ragioni use= remodi difendere agramente.Perlaqualcosaauiene,che. quelprimo stato,oueroconteſa,che noiharremo conl'a. nerfariouieneda effertrattato con alcuna congiettura: ilſecondoconla diffinitione,ilterzocon la difputatio= nedelfiusto,del uero, deldritto, &della humanita facilealperdonare rimetter l'ingiuriadelle com= meffecolpe.Etpercbecolui,che difende,ſempre è tenu tononfolamente direſiſterecon alcunodi quelli stati dameraccontati,o negando,òdiffiniendo,òconoppor . remediantelagiuftitio, maanchora ètenuto diaßt= gnare 1 LIBRO 252 gnarelaragione delſuo ricuſamento: per questo egli adiuiene,chequelprimo stato,ch'io dißi , ritieneinſela ragionedellafalfa accufatione;&effa negationedelfat to:ilſecondo contiene il prouareche quello chel'auerfa rio affermainparole,nonſia ueroin effetto : Il terzo Stato contieneil cõfeßareſanza alcuna contesailfatto, manondimenoegliragioneuolmenteeßerfatto fidimo stra.oltre à ciòfa dimistiere,cheàtutte leragioni,uen gaoppostodall'accufatorequello,che noneffendo nella accufatione,ft uerrebbe deltuttoà rimoueressa caufas Perlaqualcosa,tuttoquello,cheuiene incotalmodo à ri ferirfi,chiameremouna ragione laquale inſe contiene ricchiudelecaufe:bencheleragionidel difendere nõ menocomprendanole cause,di quellochefaccia tutto ciòchecontrala ragionedeldifendereſi produce.Ma percagionedi andaredistintamente , noi domandere= moragione,quella cheuieneprodottadalreonello ri cufare,percontodifcacciardaſelacolpa del'imposta accufatione:laqualenon eſſendo,nonharebbeil reo cofa uerunadadifendersipunto.Coſidomanderemo Firma= mentoquellochecontralaragionefi adduce,per conto di abbaterla &stenuarlaiſanzadelqualel'accufatione nonpuòhauerluogo.Daquestedueparti adunquetra Serepugnanti&contrariedette ragione,&firmamen to,mentretrafetenzonano,&quafiarditamentecom battono,neuieneànascereunacertaquistione,laquale anticamentefuchiamata difcettatione:nellaqualesifuol cercarequellocheuienein giudicio, &dicuificonten de. 4 ▼ 253 de.Perciòche laprima conteſadelli auerfaribala quiz SECONDO. tioneaſſai ampia &fpatioſa,ſicomenellacongiettura SeGiouannihabbia prefi idanari:nella diffinitioneſe Pietro habbia offefala marsta,nellagiustitia,jeà ra= gioneLucilliohà ucciso Settimio. Questesonoquelle co fe,cheuengonoadoccupar iprimiluoghi dellaconteſa, quanto all'argomentare &resistereampißime&fpa tiofe.La contesadelleragioni firmamentiritienepiu Stretta difputatione&controuerfia:poiche nelle con= gietturenonhàluogoueruno.Perciò cheniunopuote,ò debbe,òſuole,renderlaragion diquello,cheegli niega efferfatto.La ondeauiene,cheincotestecause maquistione, lapri l'ultima diſettatione èquell'istessa.Ma inquelle.douefi dicein cotal modo, Eglinonha offeso lamaesta , perhauerſidiportato uerſodi Cepione al= quanto finistramente . Perciòcheil giustosdegnodel PopoloRomanofucagionedieccitarequellaforza, nonl'ufficiodel Tribuno. Lamaesta adunque,(Sendo unagrădezzadelpopolo Romanoilconferuar lapro pria authorita,)epiu tostaaccresciutache ſminuitapu to &anchora quando coſiſi dice, Egli è Maesta de l'imperio &honore ditutto ilpopolo Romano,ilqua leſminuiſce colui,cheperforza,commiſepublica difcor dia:nascequelladifcettatione,fe habbiaminuitala Mae ſta,colui,che per uoleredelpopoloRomanobà conuio lenzafattocoſagrata &giusta.Inquestecaufe,douefi difende alcunacosa eßerragionevolmentefatta,ficome fendodaOpimio riferito,giustamente hofatto, perca= gione 254 LIBROS gione della communeſaluezza &per conferuatione della republica: da Decio eriferito,Tu nonhaipo= tutoneluero,ſanzagiudicio,per alcunaragione,ucci= dereuncittadino,quantunquefceleratißimo:nafcequel= ladifcettatione,feeglihapotuto uccidere ragioneuol menteuncittadino,per laſaluezzadella republica , di Struttoredellacitta ſanza effer condannatoingiudicio. Cofiauiene,chequeste difcettationi ,lequali confiftono inquellecontrouerfie,cheà certeperſone & tempipar ticolarmentefiriferiscono,fifannodacapoinfinite: leuandoneitempi&leperſone,ficonduconoda capo nellaforma&ragionedellaconfultatione.Ma ne ifir= mamentidimoltaimportanzaſidebbono anchor meiz tere,quellecose,che ò perloſcrittodella leggie,ò delte ſtamento,ò delleparoledieſſo giudicio,òd'alcunaſtipu lationefiuengonoadopporsicontrariealladifenfione. Etqueſtogenere anchoranonpuòhauer luogoinquel lecause,chefonodalla congiettura comprese. Perciòche quello,cheneghiamo eßerfatto,nonſi puòcon iſcritto confirmare.Similmentenonhà luogonella diffinitione percontodelgenere&dellaqualitadi eſſoſcritto.Per ciòcheſe alcunaparola delſcritto uiene adeffer diffini ta,percognofceredi qualforza,che ellaſi ſia ſi come Sarebbeaddirealcunauoceneitestamenti,ò nelle leggi didifficile, oscuraſignificatione allhoranon uieneà farsilacontrouerfiadalgeneredi eßoſcritto,ò testa= mentoòleggie,odaltro cheeglifia,matutta la diffu= tationeconsisteſopralafignificationedellanoce ofcu= ra,o SECONDO 255 rajòqualuncheparoladifficileadeffer compreſa. Ma comeauiene,che'lſcrittoſignifichipiu coſe,per rifpetto della dubbiezza,checadeſopraalcunauoce ,allhora la difcettatione nascedalla contesadelſcritto:ondenelleco Sedubiesi contendaſoprala fignificatione di eße uoci: nella differenzadelſcrittoòdellaſentenza quale delle duepartifiatenutodiſeguitarilgiudice:nela contra= rieta deſcritti,qual partesia piuprobabile.Ma come la difcettationeècostitutadeeeſſerepropostada l'ora tore,in maniera,chetutti gli argomenti fi uenganoà trarredailuoghidelritrouamento,fi comenella con= giettura,mentreilreo niega &resiste,del'accufatore confiderarefpecialmentequesteduecosecheſono lacau ſa l'effetto.Lacausadomādiamo la ragionedifare, che chesia : l'effetto èquello ,chedaeßacausanenafce. Dellecausenonparleremopiu,hauendone ragionato à bastanza,tra iluoghidella perfuafione.Perciòchequel lecofe,chenelprenderedelconfiglio quanto al tempo futurouiricordai, inche modoò utilefignificaßero,o forzadi operare,quelleistefſſeè tenuto di oßeruare.co= lui,che di eßofattodifputa. La congiettura del'utilest muoue,ſequello,chefi proua,ſi diraeſſer fatto ò con fperanzadi bene,òconpauradi malc:ilche tanto piu agramente fifa ,quanto ſi dimostrano lecose àl'u na , & l'altra di queste due cagioni appartenen= ti, effer maggiori . Si riguardano , anchora alla cagionedelfatto,&beneſpeßofi confiderano,imcui= menti del'animose l'ira éfresca,ſel'odio eantico,se defide= \ LIBRO 256 diſiderio di uendetta ui hà luogo,ſedolord'ingius ria,se cupidigia d'honore,ſe di gloria,ſe di im= perio,se di denari ,ſepauradi pericolo,sedifficul tadicurafamigliare,seaudace,ſeliggiero,ſecrudo,ſe impotente ,se incauto,se stolto,se amante, se tur= bato,seimbriaco,Jeconfperanzadifare,ſecon ope= nione di celare:oueroſendo ilcasoaperto,feconinten= dimentodiſcancellaril commeſſomaleficio, ò ritirarin lungailtempo,ojelapenadelgiudicio éminore,che ilpremiodelfatto:òſe maggioreil piaceredella com meßafceleratezza,cheil dolore dellacondannagione. Con questecosefiuieneà confirmarela ſoffitione del fatto,quandofiuengonoà ritrouarlecauſedella uolun tanelreo.Etquestocibastiquantoalladiuifioneditut telepartidella Rhetorica,ſecondo laforma, chegiale diedeilfacondooratoreRomano . Alla cui ordinata compoſitione diedero norma ®ola nonlecoseda Greciòpreſe,òtrafportate,ne icampi Latini, ma l'e= Jercitio,l'industria et lelunghefatichedel fauellarepu blicamente,quandoinungenere &quandoinun'altro ſecondochepiu gliueniaà destro.Hora uegniamo ad Aristotilebenchepochecoſemi prometta licenzadipo terdire iltempo:perciòchegiamipar diuedere effer giuntalafera,ondealchiuderedellalucediurnafiebuo nocheioparimentetacendo,impongafilentio almiote nebroso parlareilqualepuòpiu tofto offufcaregli ani miuostriconlafuaincrefcieuol longhezza,checo'lſuo lume,farli d'alcuna lorodifficulta chiari rifoluti, chente SECONDO 257 chenteioſtimo.Horauenendo all'ordinepiu anticamen tedaAriftotileofferuato,dico,chelaprimacofa,laqua leoccorreda effertrattata è ladiffinitionedi effa Rhe torica,laquale &dalſuogenere,&dallefue differen= tiesi toglic.Queſtogenerenon è altro,chequesta uoce Arte,laqualeèattaadefferinregole precettirac colta.Etuolendonoicompiutaměteeſercitare quest'ar te,egli neluerofadimestiere,cheaquellecose indriz= ziamol'occhiodel'animo,cheſononeceßarie,piucheà quelle,cheſonoistrinſiche diniun momento. Sicome fecerogliantichiſoprailsecolodi eſſo Ariftotile , Platone,liqualitralasciandogli Enthimemi, cheſono gliargomentitral'altrefpeciedelprouare, fortißimi digranualore,fi accoſtaronosolamente a cofe di pocaimportanza,qualeèilcommouerdelli animi alterarglico'lmezzodelli affetti. Lequaicofenullaal fattoappartengono,maſonopiutoſto atteatiranneg= giarel'animodelgiudice,&inescarlo,chead altro. PerlaqualcoſainfinitamentelodarfidebbonogliArco pagiti,hauendo deltutto uietato allioratori il mouere delliaffetti. Con tutto ciò ſipuò dire questa arteeſſer Sipiunellitigareadoperata,che in altro .Nealtroef ferl'ufficiodellitiganteche dimostrareſela cosa , o no,&fe'lfatto , òno.Ilcheper meglio poter fare è tenutodiconoſcerleleggi.Qualle fonoottimeleggi, le qualiabbraccianotutto quello che puooccorrer infat= to.lecofedipocomomětoſilascianoinarbitrio&po'e ſtadelgiudice.Maperchegliantichihalbinoputosto RAGIO. I cfercis r 258 LIBRO efercitato il genere giuditiale, che ildiliberatiuo ,fen= do quello co'l dimostratiuo molto piuperfetto del giu diciale, piuutile,nõſtarò a dimostrarla ragione,ha uendone molteſopra ciò raccolteilfauio Aristotilene iragionamentidellaſua Rhetorica.Equest'arte utilißi maperciochenaturalmenteſono migliori piugio= ueuolile cofe uere&giuste,che lilor contrari,allequa li ella tuttafi indrizza.Mala cognitionedelprouare, fecodolaformadelli Enthimema,liqualihabbiamo det toefferquelli in cui consiste tuttalaforzadellaperfua fione,dipendedallacognitionedelfillogismo,ilche per horanonintendodimostraraltrimente . Ne eda cre= dere,cheilfine di questa arteſiailperfuadere,ma ildi re agiatamente percontodiacquistarlaperfuafione.. Oltrea cio eda auertireche non èpoſtoin costumeil nominarquellichemalamente usanoquest'arteſi come èdatoilnome àquellichemalamenteusanola Dialetti ca.percioche proponendoqueſti taliper lorofinelapõ pa,ouerguadagnoſonochiamati Sophiftigeneralmen= tedaciascuno.Horaritornado alladiffinitionedella rhe torica è daauertire,chequelſuo generedettodanoiar te,chepur dianzihabbiamo ritrouato è alquanto com mune, perciocheà molt'altre coſeſiſtende : ondefadi mestiere cheun'altro ne ritrouamo piu proprio particolaredelprimo,& questa chiameremo noiPo= tentia.laquale è differentedal'arteinquesto,chenoipo tiamoilfinedi questamalameteuſare, ilchedel'artenõ ſipuòfarein alcun modo . ilche medesimamente auiene de SECONDO. 259 della medicina, lequai difcipline del'artemilitare hannounfinechepuòegualmentebuono rio uenir conseguito. Diremoadunquela Rhetorica eßer una potentiadiritrouaretuttocio,che inogni propofito fiaperfuafibile.Vieneàconseguirela Rhetorica ilfuo intendimentoco'lmezzodelleproue.Dellequalialcune fonoartificiali,altreſanzauerunoartificio. Quello é fanzaartificio,che l'oratore nonritrouamaJolamen= te uſa.Etſonolepruoueſanzaartificiocinque &non piu:detteleggi,testimoni, giuramenti,tormenti patti,lequaicoſe,comefi ufinoſarebbe conueueuoleà di chiariretuttauoltache labreuitadeltempo il compor taffe.leproue artificialiſono ditre maniere: laprimie ra,laqualeottienetra l'altrelamaggioranza,&del= Laqualeniunamentione fecerogliantichiconsistenello infegnare.Lafecondanelmuouere & la terzanelcõ= ciliare.Parliamo diquestaprima:laqualehadueistru menti addomandatiEnthimema & Eſſempio. Nafce l'Enthimemadacofecredibili daſegni.1 Segnifo= nodiduemaniere,perciochealcunineceffariamentecon chiudono,alcuninon neceffariamente. Similmenteogni enthimema òchesiprendeda iluoghicommuni , ouer daipropri. Domandoluoghicommunil'amplificatio ne,laqualebencheal dimostratiuo propriamente ap= partenga,nondimenopuò feruirealtresialli altri due generidiliberatiuo&giudiciale. Eun'altro luogo co mune,ildimostraresela coſaèpoßibile,ouero impoßi bile,ilqualealdiliberatiuos'appartiene.benche alli al tri r 2 LIBRO 260 tri etiandiofi uengatal uolta adaccomodarſi.Segue il terzoluogo commune,che è ildimostrare ſe la coſa è fattaònò. Ilqualequantunque ſia proprio al genere giudiciale,nondimeno conuieneetiandio alli altri due generi.Sarebbedi mestiere il raccontar partitamente tutti queluoghi,chealli tregeneriappartengono ,ma diciòmi riferuoà douerne ampiamentefauellare,quan doaueniffe,che noi parlasſimo de iprecettidellaRheto rica, percontodiinſegnarla distintamente: &nonuo lendofolamentedimostrar la differenza,chetraGre= ci&Latinioratoriconsiste. Equestaartein tregez neri diuifa,addomandati Dimostratiuo , Diliberatiuo, Giudiciale.Trefono lemanieredelli ascoltanti,tre Sonoitempi ,&altretanti ilorofini.Pereoche iltem popassato, l'ascoltantegiudice,&ilfine addoman datogiustitia ouero ingiustitiafono propridel giudiz ciale.Iltempopreſente, l'ascoltantedetto Spettato= re, ilfinechiamatohonefto ouernonhonesto appar tengonoalDimostratiuo. Iltempofuturo, Pacol= tante Senato,e'lfinedetto utile ouer inutileafpettano al generediliberatiuo.Oltre àciodouiamoſaperequa lifienoquellecofè,cheal diliberars'appartengono. E daſapere,che ognipublica diliberationeconfifteincin= quecose,chesonol'entrate, lapace, &laguerra,ipre Jididella ragione&delle citta , le mercatantie che fi portanodentro ofuori , &finalmente il creare&co Jeruaredelleleggi.Et perche ilfine del diliberatiuo é d'intorno all'urile ouer inutile,comes'èdetto; ogniuti leſendo SECONDO. efendoinquantoutile,buono,neſegue che della felici= tafiatenutoàparlarildiliberatiuo, ouero castretto di confiderarla almeno,come uniuerfalisſimogenere,di tutti ebent . Pofcia dee confiderarebeni particolarme teſecondotutte lelorfpecie,cheſonodelcorpo, del lafortuna,quelli del'animofilasciano,come da questo 261 generelontani&differenti molto . Trattera adunque il diliberatiuodei beni difortunaſotto quelli metten= dolanobiltadei fangue,l'amicitiebonorate &mol= te,lacoppiadelle ricchezze, labonta della prole,la profperitadella necchiezza. Sotto e beni del corpo fi porranno ladolcezzadellaſanita,iluago della bellez= za,lagrandezzadelcorpo,ilforte dellemembra , la granfama, lofpiritodellagloria la felicitadelliho nori Etenutocontuttociòſapere il diliberatino tutti queluoghi,da iqualififormanogli Enthimeminelſuo propriogenere.de iqualisi potrebbe alcun precette raccontare,fe la lunghezzadella materia il compor= taffe oltrea cio,uolendonoiproporreuna ottimacon= fultationefadimestiereconoscere i costumi del Re, le manieredellaſuauita,&qualicoſepoſſono &foglioz nomuouerlo alli affetti, diche cosaeglifuole pren derſitraſtullo &piacere. quellocheio dicodelRes ſipuointendereditutte l'altre maniere di Monarchie reggimenti.Veniamohoraal dimostratiuožilcuifi nehabbiamodettoeffer l'honesto l'inhonesto. l'und dellequal coſe appartiene alla lode,&l'altra al biafi mo.Perquesto ètenuto costuiragionardella uirtu del LIBRO 262 deluitio.da iqualiogni lode&ogni biasimo non al trimentenafce,chefacciaognialbero daſuaradice. Questatrattationefieutilealterzo generedellepro= ue,cive a conciliar l'animode l'ascoltante . Sifaquesta conciliatione,ouero per mezzodellabonta,dellauita, del'oratore,ouero con lauaga &artificiofa maniera diorare. Perlaqualcoſa ètenuto il dimostratiuo non folamenteabbracciarleuirtupercontodi lodaralcu= no,ma anchoraacquistarſico'lmezzodieſſeuirtu,ase medesimo ottimafamadiuirtuosoetaccostumato. Met terannoſiſottodella uirtu tutte leſuefpeciead una ad una:facendofentireilſeuero dellafortezza, il dritto della giuftitia,il largodellaliberalita, lofplendidodel lamagnificenza,ilgrandedella magnanimita, ilcondi mento della temperanza,con i lorocontrari.Dallequai cofe,comedapropriluoghi,ſiprendonogli Enthime= mischeaquestogenereappartengono.Oltreàcioquat trocoſein questogenereſi oſſeruano. Primieramente, fequelli chenoilodiamo nonſonotali,douiamo hone= ftaregli stremiincuiessipongonolalorcura: &que stosifaradallecose propinque&somigliante.Sicome P'auarofaremoparco:ilprodigo liberale&somiglian ti.Faanchoradibisogno ilconfiderareappreßodi cui fifaquesta lode. Perciochenonè coſadifficile (ft co= mediceua Socrate)gli Athenieſt effer lodati appreſſo deiſuoi. Anchoradouiamo affaticarsi di dimostrare igestidichichefia eßerdegnidiquellichevennerodal liſuoianteceßori ò maggiori .Etfinalmentenafcendo ogni SECONDO. 263 ognilodedalleoperationi &effetti,reffendoproprio al'huomo perfetto l'operarefecondo la elettione ,per quejtofi debbono dimostrar questi effetti efferauuenu= tinonàcaso,òfcioccamente,mapiu tosto con difcorſo elettione. Passiamoalgiudiciale, nelquale prima confiderarfideequellocheſignifica l'ingiuria,&qua liſonoquelli,chefanno eße ingiuriedchefine, à qualihuomini ſpecialmentefifacciano Edafapereche l'ingiuria fi faperduecofe,oueroper l'utile, ouero p lopiacere.Dellecoseutiliſi è dettonelgenere dilibera tiuo: Dellepiaceuolianchora raccoteremotuttelediffe rentie,fi cõeilpoſſedere de ibeniche a l'animo ouero al corpopoßonorecardiletto,lequalitutte direi,ſela lun ghezzadelamateria'cõgiustaragioneda dirle nõmi toglieffe.quiui anchoraeglifa dimestierecõſiderarche coſaſialegge,&cõealcunesi addomadanoſcritte,alcu ne naturali.dallequalitutto il giudicio prende occafio= ne òdi condennare,òdi afſſoluerealtrui. Mahauendo dettopocofastre eßer igeneridellepruoue il primo il qualesifainsegnando,dicui a bastanza habbiamo det= todifopra,ilsecondo checonsiste ne imouimenti ilche nelli affetti consiste,perqueſto egli è neceſſario conofce retuttelefpecie delliaffetti, quelle alli lor generifa perattribuire.doueprimieramentepaßeremo allaira, dimostrando come ella fiaccenda,comefi muoud come creſca &comeinfinita ſi renda.contutto ciofitocche= rannoglihuomini attiadinfiammarſt, accenderfi arderedalfuocode i sdegni,dimostreremo anchora il r 4 piace= LIBRO 264 piaceuoledellamansuetudine, ildolce de l'amicitiail freddodella paura,iluermiglio della uergogna,iluago della gratia ,ilpietoso dellacompassione , ilnoiosode isdegni,ilmaluagio dell'inuidia,l'inuido della emula= tione, somiglianti.Etpercioche questi affetti fono proportionati allediucrsemanieredelaetàdellihuomi nifi di mestiere cõfideraregli affetti, à qualiſonoſop posti igiouani,iuecchi,i mezzani,inobili,gli ignobili, iricchi,i poueri, i potenti &fortunati, altri. Per= ciocheil mouimeto altrimenteſi inſignoriſce de l'unodi quefti , &altrimentede l'altro.Segue la terzapruo= ua,laqualesifa cometo dissi conciliando:&questafi prendeda i costumidell'oratore,ouero dala maniera dellaoratione:fendo tuttalaſuauaghezzapostanella corrispondenzaditutte lefueparti,nelcorrer libera= mente, nelterminare connumero ,& hauerlepa role non trafportate,ouero istrinſiche;manaturali,pro prie&quaficonl'effenza delle coseprodotte. Maqua toalladifpofitione dellepartidi eßa oratione confide rar fi debbono tuttequelle cose,di cui ampiamente habbiamo diſopraragionato,cheſono Probemio,Nar ratione, Confirmatione , &Epilogo. Comelo Speronehebbequeste ultime parole finitodi dire,tutti gittaronogli occhi alle finestre,che dall'uno decanti della camera porgeano lalor luce, & ueden docheilfolegiaerainclinato all'occidente, parědo alla bellabrigata,che il ragionamentoſopra lecosedella poetica&dellaphilofophia,qualeM.Speronehaueadi uifato SECONDO 265 uiſatodifarfentire,nonpoteſſe caperein quel pocodi tempo,cheſoprauanzaus,&oltreàciòeßendo lo spe roneanziſtancochenòdelmoltofauellaresparue àcia ſcuno,cheeglidoueſſeperhora ripoſarſfi: dicendoche quandoàlu nonincrefcießefarebbe stato conueneuole cofa alſeguentegiorno rimettereilrimonente.Diche lo Sperone,ilqualed'ubbidire &far piacereàquegen til'huomini erafommamenteuago,fu contento.Perche inaltroparlamento entrati , buona pezza stettero in ragionamenti piacevoli &festeggiofi. Маросо doppo , i giouani leuatifi da ſedere &lasciatoM. Speroneincasa,daeßoaccommiatatiſt, quando tempo lorparuefipartirono, chiqua auiati. chi la allelor cafe 1 LIBRO TERZO. VANDO giafagrantempo proemis gli antichi Crotoniatieranodi tut folkfuste te lericchezze,cheà libero popo di parda 9 lofannodimestiere, abbondeuoli, Karacio 15 ingaw tra noi Italiani felicißimi per vori not lelorofortunetenuti,eßiconmol= одо to studio & curaprocacciauanod'empireil Tempioà Cibrode Giunoneconsacrato di belle &uaghedipinture,&tut murxhe to dentro &difuoridi finißimi marmi pietre di ve Straniere contradeportate cercauanod'ornare :percio rsche LIBRO 266 chetale Deaeracon moltareligione& riuerenzada ciascunod'eßihonorata &temuta. Ilpercbe effendo al= ThoraZeufidigran longaà tutti glialtri dipintori di que tempifourastante, &daeßi medesimamentetenuto diquella artemaestro eccellente,congrandißimo prez= zoàCrotoneil conduſſero:doueeglidi bellißimecosedi pinfe,dellequali una buonaparte perfino alfelicefecolo de iRomanifuconferuata &riguardeuoletenuta,po= fciadaRomaniinqua,parteperoffesadegli anni,par= teperingiuriadeglihuominiedeltuttospenta &per duta.Matral'altrecose,che eglifarepropose, diffe per teftimoniodellefue fatiche degnod'alcuna memoria neiuenentifecoliuoler dipingerela bella et marauiglio ſafigurad'Helenagreca.Ilcheà Crotoniatifumoltoca ro : Auegnadioche eßimolto beneperiſperienzasapea no,quanto egliuagamentepenellaualebelle & leggta= drefiguredelledonne. Et oltre à ciò stimaronoquest'u nafatica potereeſſerecoſa al lor Tempio d'honoregră dißimo &preggio,quandoaueniſſecheeglififattopro ponimento mandaſſe ad effetto . Ne furonoquesti tali peralcunamanieradellaloroopinione ingannati:per= cio cheZeusi immantinentecomando,cheglifuffero ap= preſentate di belle &uaghefanciulle auanti : àcuiegli= nomandaronononlefanciulle ,comehaueadetto;madi dipiaceuole afpetto, della lor citta : comequella che nehaueadepiu moltifanciulli &garzonettibellißimi , belli ,cheinquelleparti ſipoteſſonouedere , &oltre à ciò difpostißimiper li loro lodeuolieſercitij chefacea= 10, SECONDO. 267 no. Perchel'acorto maestro rimirandoilorobellißimi proportioneuolicorpi ; dimandoseeßiperduentu rahauefferoforelle, &effendoglirispostochefi; diffe, ſeuoidameuolete una perfetta & leggiadra figura per operadelmio penellodipinta;fadimestiero ch'io tolgal'effempiodelleforelle uostre.IlcheudendoiCro= toniatipergeneral conſiglio di ciascunogliconduſſero allapreſenzadimolte uergini donzelle dellacittas dellequali cinqueneſcelſe,come à luipiacque, all'altre diede congedo. Cofidaciascunadellecinque tolſelepar ti piu belle piuriguardeuoli ,perfarnenascere und formaperfettißimaetintiera ,ualendoftconl'arted'un folo esempio, ladouela naturainmoltis'era adopera ta,Etciofeceildegno&fauio dipintore,fapendomol= tobenechetutte lebellezzenon si poteuanoritrouar nellasuperficie d'unſolocorpo.Percio chenellefimplici fpreßionidellanatura radoò nõmaiadiuene,chetuttele partiintieramenteformate,ueganocomegiuste cordeà rifpondereinſieme:effendo coſa difficile etmalageuoleil ritrouarlaſommapfettioned'alcunacoſatranoi,laqua lenõuengad'alcunneodidiffetto òd'errorecofidel'ar tecomedellanaturamacchiata. Laqualcosamedesima= mentenoihabbiamoprocacciatadi fareuolendo questi breui ragionamentiandarteſſendod'intorno alliprecet ti dello ſcriuere oparlaregentilmente .Douenonpure unafola &ſempliceformadi precettidagli antichihab biamoraccolto; matuttiquellichedicio hannolonga= mentefauellato inuno isteſſo luogo hauendo ridotti, quelle LIBRO 268 quellecosehotolto,che àmeſonoparutedipiu uaghez= zaòdimaggior uerita:horaaggiugnendo,horarefecă do,horadubitando,hora lecoje incerte rifoluendo,fecon dochealmiodebolegiudicio è statoin poter difare. Il perchegraueetnon mezzana stoliezza mi èparuto il uolerpercagionedi contendereſcioccamente,farmicon= te trarioalleuere opinioni di quelli,chein talemateriaha nocongiudicio &conuereragionifauellato:neminor biasmoho tenutoiluolereinalcunaloro falfitatrabboc candocadere ladoueionehabbia alcunpíuſaggio piuueroprecettoalloincontro.Laqual cosa intutte l'al tre ottime difciplinehoggiadiuiene,cheglihuominigiu diciofi uannopiutostoquelle cose abbracciando,chepiu lorodilettano cheloeffereadunſoloſcrittore intutte lecoseaffettionato: &ciofanno affine di non ostinata= menteperfeuerarenellefalſeopinioni, etdi nonmostrar fiuiepiudell'honored'alcunoſcrittoreamico;che della uerita,madre & cõferuatricedellauitadeglianimino Stri.Ondeadiuiene,cheſequellaisteſſa perfettacognitio • leinZeusil'arte necircaallecosedell'oratore et delpoetafufſeinnoi,qua ilgiudicio delpencllo era profon dißimo;digran longa egliuerrebbedanoi adeſſerſupe rato: perciòche eglid'unafolacittatogliendo l'effem= piodell'oprafuas nonditutteledonne,madicinque Solamente,chebelle uidde dimarauigliosa uaghez za,lahorreuoledipintura hetraſſe,ladouechenoiho= rada tuttiepoetie buoni ricordi etammaestreuolipre cetti ritogliedo,horaperle ampie ethonorate ſcuolede iphilofo SECONDO. 269 iphiloſophiſpatiandomolti piu eſſempihabbiamo eletti daimitare,chenonfece l'accortodipintore.Laqualifpe riențiache noihabbiamofatto,fecegiagrantempoildi uinißimo&graußimoPlatone :ilquale partitamente tutti eprecetti della philoſophiada infiniti altrimae= ſtritolje,poi quelli con moltauaghezza in uncorpori= duffe,quafimembradellaceratoHippolito, per lemani d'Esculapio reintegrate,dando loroquellauita,cheda i laceramentidellefalſeopinioni qua &laſparſehauea= noperduto.LofimilefeceCicerone,traRomani:alla cui industriadiedeforma &fplendorela gentile&abbon deuolecopiadiquellaſuaſacraethonoratalingua. Tra Toscanıpochißimiui ſono stati ,&perdiremeglioun folo;ilBEMBO dico,horalaDiomerce Cardina= leillustrißimo &fignormio : lacui diligenzaficome intuttele formedeldireè statanon mencaracherara; cofidalBoccaccio dal Petrarcain qua è stata non menoprima chefezzaia: etperdonimiqualunqueſiſia, àchiquestogiudiciofuſſefpiacevole. Mauenendobog= gimaialfattode ipoeti de glioratori;dicocheda queste duefamiglie ,&daquelladeiphilofophantito= gliendo le formedeifuturi ragionamenti intendoalla dianzipropostamateriadarfine. Ladouesequellepo= checose, che ioho raccolteàcoſifattamateriad'intor= noferanno ottimegiudicate;fialalodenond'altri, che della affcftioneportata alla uerita:fi come alloincontro etiandios'alcunacosafieda me liggiermente&conpo cogiudiciotrapaſſata,è pocouagamentedescritta, con 270 LIBRO conistiledalla natiaproprieta diquestalinguadifferen te;uolontiericangieroopinione,tutta fiata che d'alcun 1 Saldo&fermogiudiciouenga amaestrato.Perciòche nonilpocofaperefudigran biafimo cagione;mafibe= neiluolerenellapropria opinione durare,et aldiſpetto dellaragioneperfeueraruilungamente. auegna chel'u= noconlaimbecillitàdeglianimi nostriattinaturalmen teàfallireècommune, l'altro di uitiofaarroganza di grandıßimaostinationeèueracissimo argomento. Mapernonandaretenendopiuinlungoiragioname= tinoftri,&àquellecoſeritornando,che iodiſopra la= fciaizanderofecondoildouuto ordineda meincommin= ciatoquelleiſteſſeſeguitando.Dico dunque,cheilgiorno feguente,parendoche moltecoſe auanzaſſerodadirefo= pralapropostamateria,tuttiquelli che iprecedětigior ni baueanoascoltato,piuper tempo,cheglialtridi non s'erafattouenneroin cafaM.Speroneidacuicorteſemě te,cõe è diſuocoftume,furonoraccolti.Et eßendociascu nogia dipezza raffettato;sentironounpicchiardipor tagrandißimo,&pocodopounfamigliareuenirein ca mera&dire,comenouellamente erafouraggiunta una groſſa brigata di gentil'huomini, liqualitratti dal gri dodiqueparlamentieranouenutiperſentireM.Spero neApenahebbeilfamigliarenutiatala loruenutasche eßifi trouaronoſopraquelliche in camera fistauano, quandotuttidafederſileuarono,inuitandoàfederenei Loroluoghi inouellamente uenuti.&eßirifiutando l'in uitotuttavia,tantoſtettero,cheda ifamigliari furono portati SECONDO 271 portati dimoltiſcanni perloſedere : doueagiatamente tutti ſi rafettarono . Erainquesta compagnia uenuto MonsignordafanBonifatio, M. CardinoCapodiuac= ca,M.Cola Bruno,M.Giouan Cornaro,ilmagnifico M.Marc'antonio Morefino, ilPanico,conunafrot= ta digiouani studenti.i quali M.Cardinoperpoterco= nofcere,preſeilfuoocchiale, cõquello fi diede à guar dareſottilmenteper tutto.Riſe alquanto ciascuno: per= che M. Cardino,ficome inogniſuoatto èpiaceuole cortese,diſſe:questa nostraetà èpurcorrotta,quandoio ci penſo, posciache egli uiene beffato ſchernitogene ralmentedaciascunocolui,cheha confumatalauista A cuiforridendoriſpoſeil Panico,Mercèdella natura,la= qualehàuoi&mefimaleguiderdonati. MaditeciM. Cardino,checofa uoleuateuoi difcernere con l'occhiale purhora?Iomipenſaua ,diſſeegliincontanente,checi fuſſe raccoltaquaentro l'Academia . Rifpofe ilMaci= gni,cheper notareipoueri Academici,qualibaueteA maltrattatiquest disfacendolidipignerein caſa uostra informa di ſimie?HaueteiltortodißeM. Cardino, al Macigni,ch'ioneluero altracoſa uolli fignificareſotto diquellemiedipinture,ſebeneſonostatidiquelli,che ue= dědoui lafimiabianca,hannocreduto cheeglifiailPani co,&quelle duechegiostranoinſieme,hanopensatoche fienodiquellicheſonotuttauia qua entro. maquestiſo no ingegnitroppopenetratiui.Quiui interponendofi il Baroccidiße,to nonſoſe iodebbo accufare è l'ostina= tione di M.Cardino,òlapoca diligentiadelſuoconfes fore 272 LIBRO fore,chequell'occhialeistrumento nefandißimo ditante occhiate lafciue, &tantiſguardi amorosi non lasci sta= reungiorno,ficomelaſcianoglialtrichristiani le cose, chesonoiftrumenti della loro dannatione, cheſi, che il Panico,quantunqueueggapeggio di lui, nonloporte ra. AllequalparoleriſpoſeM.Cardino Vditebella ra= gione fignori,che ilBarocci afſegna:&comelasciando L'occhiale,potrei ucdereleuarlofacramento?o lefigure deifantinellechiefe? mail Panico ilqualeamalaſuado naquanto alle bellezzedel'animopiuchedelcorpo,po cohadaricercarl'aiuto delliocchiali.Quiusfu riſo al= quanto, effendodimanoinmano peruenuto fifatto ragionamento,diſſeil Cornaro,Signori,noiſiamouenu tiperudirequellochenoifappiamodouereM.Sperone fauellarehoggitrauoi, piuchepermotteggiare. Siche quandoui piacciadarprincipio àcoſi fatto ragionamě to;àmebasta l'animodifartacereM. Cardino inma= nierascheparramutolo.IlcheudendoM.Cardinodiffe, fiacconciadomiuoiperun Maſſettoda Lamporecchio, inluogo douehaueßiàfendereilegnami, etpassarpon teàl'oca AquestoriſpoſeM. Sperone,maletrattareste uoi lefuoreM. Cardino, perciocheuoimiſomigliate Maffettopiu attoàl'uscire, cheall'entrar nelmoniste= ro,ſela neuedelletempieuostrenonmi inganna.Ma ri fpondendo alCornaro,dico ,chepocopiacere prouera eglidiqueſtoſuodifiderio che èdiuolermifentireàfa uellare in cofa,lacui longhezza & difficultaportera primaalsuoanimo increſciquolezza,cheallamateria compi TERZO. 273 compimento.Quiuifumoltobenerifpostodamolti: doppolerifposte,fiuenne a prieghid'ogn'uno,cheM. Speroneuoleßefornireilragionamento lasciato laſe= raauantiimperfetto.Perlaqualcoſa nõpotendo lo Spe ronedafifatto obligoritrarſtdoppohauere alquanto penfatoſopra,tacendoſi gia ciascuno,preſe addire. Voi uoletecheiofauellidiquellecose,doue tante,&fidiuer ſeopenioniſono state,&tuttauia creſconoogni di: lacui difficultapiutostomi inuita àfentire l'altrui opinione;che ardiremiporgadi paleſarmilamiama poichefiuolete,&ionegarenon uipoſſo cofi dritta cosihonestadimanda ,pregandomiin cofa ,lado= cio, uel'ubbidire mi reputononmezzanofauore, &elmi piace. Hieriuilasciai,ſebeneui ricorda , nella fine deiprecetti della Rhetorica: hoggiin breuita intendo toccaruiduecofe:l'unailuederequai precetti,qualuffi qualfinehabbiailpoeta àſe proprio richie Sto.Dipoi nellafineintendoco l'eſſempio deipoetimo strarui la cognitione alta fonda, chealloſcritto àcuifuccedelaregola, redeuerfi èneceßaria.Incominciamo adunquedalpoe ta.laprima differenzache tra l'oratore nafce,et ilpoe taèchel'unoricercail perfuadere,et l'altro l'imitare, normadi parlare , in quanto che l'oratore uſaparoleſcioltedalegamide i piedi. liberedall'obligo dellefillabe astretto all'una delle rime, l'altra legge.Et benche anticame tefußelapoesiadiuiſa in Epopeia,Comedia,Tragedia Dithirambicacon altredifferentie,lequalıfiuenia= J I no il poeta 274 no adaccommodareallecanne, LIBRO alle cetharestutteno dimenohaueano questo dicommunecheerano imitatio trattoda Aris 02: ne &fono.Maquesta imitatione è di tregeneri, per= cioche ò vengonoadimitaripoemi con coſe differenti di natura, genere,o cosedistinte trattano tuttauia quero inmanieradifferente,Sicome appareper l'eſſem emur piodiquelliche tolgono l'imitatione dellecose permez zodeicolori la confuetudine, dellefigure : questi con arte,quelli co molt'altri con lauoce;ſimilmente ne lefouradetteparti dellapoesiaadiuienezonde esercita= no l'imitatione connumero,conparlare, conarmo nia:&questoin due maniere, oſeperatamete,òconfuja mente,tutte queste coseponendo in uno,lequal differen tiem'ingegnereidi tramettere, unireinſieme;sel'u ſodeinostri tempi,vilguastosecololotolleraße,Ma prendiamo ladiffinitionedelpoeta, laquale è questa. imitatore degli attihumanicon marauiglia dichi scolta. Nellaqualdiffinitionefidaàcomprendere,che lapoesiafia imitatione; l'a perche l'imitatione èta= leriſpetto àcoluiche opera,quale l'ombra dicorpi;p questo è neceſſario,che operandoſtin due maniere ò be ne omale(comechetutteleattionihumanevenganoad eßer differenti per contodeluitio &dellauirtu)fimil menteogni imitatione à fimileadiuiene , ò migliore, à Ferma tionele piggioredell'effetto,lequal differentie medesimamente hannoluogonelladipintura. Auegnadioche,come af= Aristotile, Polignotofacea per operadell'imita cofemigliori, ſicome PaufonepiggiorizetDio nifio TERZO. 275 niſtoſomiglianti:lequalpartiuoglionoalcuni,checon l'isteſſoordine corrispondonoàMichel'agnolo,Belliz no, Titiano.Cofiauienetrapoetiantichi:percioche Homeroformaglihuomini eccellenti,Cleophonefimili Natoda Hegemone uilisfimi &abietti. L'isteßa proportione cadetra Romaniin Virgilio,Horatio , Martiale.con questo ordined'imitationeprocedela Comedia & la Tragedia;auegnachequestafingeglihuominipiuge= nerofi &piueccellentide l'effetto , &quelladimeno aſſai.douehaueteanchoraper questa isteſſa ragiõetra questedueforme dicomponimentimanifesta differen= i = : za E' questaimitationcfondatasopragli affetti della nostrahumanita,ſopraicafidellafortuna,ſopra ibeni dell'animo delcorpo.Quantoàgli affetti,imita la Tragedialeſperanze idefii,ledifperationi, ipianti,i moral ricordi , &lemorti.La Comedia iſofpetti, le paure,iſubiti mouimentidalbene al male, dalmale albene,leſaluezze,leuite, glihumani contenti.Dol cipenfieripartoriſce&magnifichelodiil Saphico:hu mili baßecurelo Endecafillabo: lagrime &fofpiri laelegia:precetti,costumi,ricordi,amori, &loded'al trui le Ode:diſcorſial uiuerebeatamente neceßariifer moni;uituperidel uitioſo uiuere,&premi delle uirtu, leSatire:gesti illustri &generosi l'heroico stile,& co fiprocedendoneglialtridimano inmano. lequal diffe rentieanchorachequanto allatesturade iuerfinonue ganoàfarfineuolgarcomponimenti; nulladimeno fi fanoper conto dellamateria trattata: percioche i Ca § 2 pitoli pe LIBRO 276 pitoliper lopiuuengonoadimitarelecoſe alte,ficome appareperl'effempio di quellidi Dante ca. Ilfonetto riguarda tuttigli affettigeneralmente,al cuni àſeproprinericercala Sestina,ſi come le cofe delPetrar piu graui&piumagnifichelaCanzone. Alleottaue stanzedannoļilemateriebaſſe,ſi comele mezzane al Sonetto.L'humilechiamano le Barzelette ò Ballateche uogliamdirenellaguiſa che alliMadrialiſiconſegna= noleuaghe pure.Etquestaimitatione nafcedallaua rietadellerime.Ecceneun'altra, chesifadalla manie= radelcomponimeto,quale èlostileHeroico,Tragico, Comico,Elego,Lirico, conlequaldifferentiesimetto= no tuttauiaglihinni,le ode,le egloghe, altre uarie= tadicomponimenti:lecui differentie altroue faranno dameraccontate.Conſentite horacheallaincominciata imitationeimi riuolga:&auertiteche anchorachetut ti ipoetiuengano adimitare;nondimenopoſſono eſſere valto da diffomigliantinellaguifa ouermanierad'imitatione,on Notre deleggedoHomero Sophoclenonsitrousdifferěza tor: tra eßi uerunaquantoallacoſacheessitolgonoad imi tare,conciofiachel'uno l'altro imita gli huomini generosi&eccellenti,maſibene ritrouarete nel mo= doalcuna differenza nella ragioned'imitare , quello iſteſſo dico anchoradi Aristofane,cofi Michel'a gnolo &Titiano potrannoperauentura imitare l'i= steßa cosa,nondimenodißomigliantemente. laqualedif ferenzacomprenderſipuo medesimamentenel Petrar caeinDante.Riguardateanchora laforza di questa imita= TERZO 277 imitationeinun'altra cosa : laqualè chemoltiin guiſa imiterannomeglio in ungenere, moltiin un'al tro,ondehebbesi opinioneche iDoricifußero nella co= una media eccellenti &nella Tragedia;ficomenella come wat d diafolamente iMegaresi, i Sicaliant:l'origine delle An quali eßihannoàsesteßi attribuito,fi comeiprouense: zali i Sicilianimodernile rime,che horatra Tosca nicotantofonoin uso.Etsebene confiderarete d'intor= noàquesta materia; neluerouederetenelle comedieua lereottimamente i Ferraresi,neſonettiiVenetiani,ne Capitoli iMarchigiani.nelleBallate iVicentini,nelle Ode HinniiRomani,nelleTragedieiPadouani,ne queſto bastialla imitatione.Ve= niamoall'originedella poetica.Dueſonolecagioninel ſciolti iFiorentini, ueronaturali &Jemplicißime,perlequalisi proual'o rigine incominciamentodelpoetare.Primieramen teuoiuedetelanaturahauerneornatidafanciullipron tisfimi allo imitare:&tanto piu degli altri animaliz quantopiuhabbiamogli istrumentidifposti àtaleeffet to&delleimitationinostreprendiamo diletto. dicio malto da prēdetel'eſſempionegli effetti, che tuttodifiueggono. Aristi Perciochequellecoſe,chetanto ci paionohorride, & (rella poe fpiacevoli,ſeauienecheda maestramanouenganoinge niosamente dipinte;ci diletterannoſommamente:ft co= melamorte,glihuomini uccisi, iferpenti , lecrude fiere.Etperquestocotanto di trastullociporge ilue= derelafiguradi Laocoonteperſeſteſſamiferabile, in quantoche lamorte, lapaura, ildolorehase 3 CO 278 LIBRO 4 coquafinaturalmenteespressi &medesimamentedico del'infernodellefiamme, de i demoniſpauenteuoliſ fimi diMichel'agnolo inRoma. dichela cagione èil diſiterio communedella nostrafpeciedi apparare intendere.Però auienecheinqueste imitationi rimiran doueniamoàrallegrarcinonperaltro,cheperlo infe tratto da gnamento,cbeindinenasce. Eſſendoadunquel'imitatio neànoinatural cofa,infieme con l'harmonia & co'l ariyonl numero(taccioiuerſiiqualiogn'unc v'unoſa eſſereparte, et membrodelnumero)apparequestihauerhanutoforza diincitarglianimi àdilettarſidellefintioni poetiche, fattenondimenoadimitationedellecose uere, ficome neluedereildolorediLaocoonte,lapaura dell'uno de ifigliuoli, ilmorirdell'altro,con loauinchiarſide i ferpentimortiferi crudelicotantodi diletto prendia mo,quantunque&lamorte,e imorfi,&iſofpiri , lestrida, iltimoreſien coſetriſtißime &odiofe;me defimamenteiluedereòfentiredalpoeta glialtruitor menti,stratij,morti,efigli,fupplici,&affannicidiletta confoauepassione,&tormentaconamara piacevolez za.Ondeecheiopiuuolontieripiango conle Trage= die,ch'io nonrido coiComici. Queſtopiegarsidegli animiuerso ifpiaceuoliaffetticonpiacere nondimeno gioia,fuefpreſſoper l'antica fauola d'Orpheo , al suonodella cuicetharafifermauanoicorrentifiumi,fi moueanoglihorridimonti, taceanoicantantiaugel li, ſeguitauanlolefiere,quantunqueàifiumi,àimõ ti,àgli augelli,erallefierefuſſeroquestiaffitti fpiace uoli uoli TERZ 0. lõtanidalcorso della lor natura.Quato àipri mimaestri,che àquestaſinobilartediederoprincipio, nonafpettatedamech'iouiraccõttinomiet le patrie: percio chemalageuolmentepotrcidifiantica cognitio nedir cofa,laqualpareßeuerifimile:etfra lemolteope nioni,cheinciòſi leggono,difficilmenteperfuaderquel la,cheioſeguitasfi,eſſendocoſaprobabile 279 dubbiofa Sopraogni istimatione.Solodirò ella eßere stata anti chissima,&comealcuniuoglionoprimahauerhauuto originetra gli Aßiri &Egittij,chetraGreci,&heb beſiopinione,che il medesimofuſſero i Theologi che i poeti:oltreche ipoetifurono profeti chiamati. diche làcagione èquelfuror diuino,dalquale inebriati que ſti&quellivengonoàpredirelecofefuture benefpef= fo:HebbelaPoetica,comemoltiuogliono,principiodal cantareconcerto numero,&certechiusuredifententie regolatoordinedipiedi,&terminato andamento di uoci lelodi delliDij: & questo primieramente tra Barbari,poitraGreci,ilche Mose,Dauid, glialtri profetiſantihauerfattochiaramentefiuede: come l'i stefſſohauer operato Orpheo,Lino, & Muſeofi com= prendeaſſaimanifesto,iqualialtamentecantarono, conmagnificoplettrolelodidiDio accompagnarono co'lsuonodellemellifluecorde:la cui dolcezzafu tale cheAmphionemouendolepietrefecealzarlemuradi Thebe; Arionedandoleggeconpiaceuoleſenſo d'hu manitaalmostro marino,fecuramente uarcauasopra dellesuespalleleliquideuiedel mare. ARomatienefi 14 la 280 LIBRO lapoesiahauerhauutoforma ®olaper inuentio edi LiuioAndronico,comealcuni affermano: &Nu mareligiosoofferuatoredelleſanteleggihauere ordi= nato,chelelodediuinefußero in uerfi cantate. Tra Grecihanno eprimiluoghioccupati,Homero, Pinda= ro, Sophocle,Hesiodo, Callimaco , Phileta, Euripide, Aristofane, altri. Si cometra Romaniinfiniti ,che io laſcio à dietro per nonrecaruinoiainraccontar co ſachiarissima&manifestaad ogn'uno . Succefferopo ſciaiToscani,traqualiiprimi luoghi tieneM.Dante ilPetrarca:l'unodi grauißimiconcetti ricchißimo fi come l'altrodi purißimeparoleabbondeuole:questi difiorifi uede uagamentedipinto,quelli difrutti gufte Danteuoli &gratiofifitrouacopiofo. Lasciostarei molti, cheinnanziaquestiduediederoiprimiprincipi della toscanafauella:huominipartediſangueillustri , parte G dimoltacognitionedotati,SicomeM.CinodaPistoia, Guido Guinicelli,Guido Caualcanti,Guittond'Arez= 20, altriinfiniti:perciochequando all'artificio normedelpoetareuicondurrò; intendodiprendergli eſſempiſolamentedaiuaghi, gentili componimenti diDante delPetrarca. Iltestimoniodellacui aut= torita ageuolmentepotrabastarein confirmatione de mieidetti,ſanzacheioprědafaticadipiuin prouarla lorouerita effermanifesta. Queste cose hauea dettolo Sperone,quadoilCõtediſſe,digratiaM.Sperõe nõst diacoſitostofineàīstaparte,mafateci intéderequal= checosaptiněte alfineet ufficiodelpoeta: ſetralui l'ora 281 esl'oratorefitroua altra differenza ; raccontatecela. SECONDO. Acui ſoggiunseegli,io afpettaua nonprieghidauoi fi= gnorConte,madubitationi &argomenti :hauendoui detto,cheiononparloinguiſadi uoleredeterminare questamateria,manellaformachefaceanogliAcademi ci,liqualiàtuttele partiargomentauanoſopra ogni quiſtione probabilmente: mapoichelanostracortefia cotantomi honorape'lmezzo dellasuagentilezza, mi offendeco'lpregarmi;uagliami l'ubbidireà uoi non Solamenteinqueſto ufficio,che io ui debbopercompia= ceruizmain tutte l'altre coſe altresi,doue lemieforzeui poſſonofarcofa,cheuifia di gioueuolezza. Dißi difo= pra l'oratoreperfuadere, il poetaimitare:&incio ui afſegnaiquelleragioniche iojeppiimaginarpiupos= fenti.horadoueteſapere,che anchoilpoetapersuade,che uoi non credestetaluolta daqueſtofineeglifarsilonta= no:anziui dicopiu,cheall'uno,& l'altroſonocommu nilamaggiorpartedellefigure,colori, ®oledidi re : ambidue sonotenutidilettare&giouare. Sono però differenti in questo,che l'oratore fuggel'usodelle fauole, inuecediquelleabbraccia leleggi,icostumi, gli effempi &l'historie:ladouecheil poeta dandoco'l penellodellaperfuafionecolore allemenzogne, cifapa= rereilfalſo uerifimile.Se adunque ilpoetaſcriueracoſe tali,cheſieno ordinategentilmente,&uagamentedifpo ſtein maniera,che&giouino&dilettino;neluero po= tremodire eglihauere conseguitoilſuofine &ufficios Sendoilfinenon altro,che conſeguimento diciochedian zi 282 LIBRO zil'ufficiohauea proposto & diuiſatodifare.Hanno hauutoi poetialcunediumſionida gliantichi, inquanto chealcuniſonoſemplici, altricompoſtiſtati chiamati . HoraperAttiuo,cummune, &Narratiuofuronodiui fi:lequaldifferentie naſcono dalleuariemaniere,conche L'auttore&leperfoneintrodottefauellano . Matempo ècheiouiguidiallainuentione:laqualefate contoche fia lepietre,dellequaliſi hanro àfabricareilpalagio, ouero ilegnami, dicheſihannoàformarelenauidalli loromaestri.Perciòche malepotrebbono icoloriprepa rarſidaldipintoreper dareallefigure uita,fpirito, difpofitione,mancandolaſuperficie,ſopradellaqualeil penello habbiaàdiſtendere letinture de icolori E' adu quelainuentioneriſpetto dell'altredueparti,difpofitio nedico,&elocutione,qualele tauole,imuri , &letele aldipintore. Etfi comeuoi uedreteſoprad'unmuro in equale scabro, & rozzo malamente potereil dipintore formareuna bellafigura,doue,cheſoprad'unafuperfi= cieterſa, piana,&ugualefacilmente potrascoprirele *forze dell'arte;medefimamente auienealpoeta :ilquale hauendoinuentioneòbaſſa,ò uile,òfpiaceuole,ò rozza, con gran difficulta potrapermezzodella difpofitione polirla, dellaelocutioneornarla:la douechelamate= ria eſſendouaga,piaceuole,graue,perje stessa desidera= bile,moltopiugentilPoema ciapportera chealcontra riouenendoimaginata. Etfe tal'horafiuedealcunpoe tahauerpreſoſoggettobaßißimo,inutilerozzo, &di pocapiacevolezza,come quellichecantaronodellaMo= Seas SECONDO. 283 ſca,delleFaue,dellapeste,&piuanticamentedellapo= uerta, anchorapiudellerane dei toppi;questo credohauereeglinofattaperisfogareuna diquelle noz gliefolletiche,chetal uoltafara àTitiano prenderun tizzonedelfoco'are,&foprad'unmuroſcabro etroz zoinquattrotiratefarunafigurailaqualecon millepe nelli inunauagajuperficienonpotrannofare glialtri dipintori.Maparlando ordinariamente,uuoleeſſerela materiadaPinuentione ordita,pura,uaga,piaceuole,uti le, generoja,laquale ordita alJubbiodel Poemauen gaadeffertramatadallebellefiladelladifpofitiõeetdel laElocutione.Questainuentionemale(peruerodire)fi puòadditare;eſſendocommune,ampia,&generale,che auegnadiocheilpoeta fiuegga perlopiuſcriuereco Jepiaceuoli&fauolose;nondimenoilritrattodiquelle coſepuòprenderedatuttoquello,che Iddio&lanatu rafattoha.Eglipertutteleuiedegliaffetti humanica mina:di tuttiebenidellafortuna,delcorpo, dell'aniz moragiona:fcriueleſanguinoſeguerre,lepacitogate,i lafciuiamori, lediſcordiedeigrăRe:armailididihuo miniguerreggiofi:cuoprelemarineuiedilegni;canta lelodi delleuirtu,fulminaiuitij priuati,&lepubliche ſceleratezze: penetral'aria:miſura laterra:redecoto della ragion de i tempi: numera le stelle:contempla gli elementi:difcorreperlicieli ,&per mezzodelfuror poeticofileuatant'alto:che lauiſtadebole deglihuomi niſciocchi nonpuò affifarlo.Con tuttoquesto egliſcher zafulabruttafiguraetſozzastăpadell'anticoChaos: celebra LIBRO 284 celebra ipartidi Venere leguerredeGiganti,lafan= ciulezza diGioue,gliingannidiRhea, i legamidi Sa= turno ilfurto diPrometheo,gliamoridel Sole,glierro ridiDelo,lefatiche di Latona, lamortediPitone ,gli aguati di Titio,ildiluuiodi Deucalione,lefrodidiGiu none,l'incendiodi Semele,laftirpediBacco. Similmen= teparladiMinerua, di Vulcanodi Erithonio , di Bo= rea,d'Orithia,di Theſeo,di Egeo, diCastore, di Pollu= ce,diHelena,d'Hippolito.Conlequalicofeeglimescola tuttauiailpiantodi Cerere,il ritrouamento di Profer= pina,lefatiched'Hercole,la guerradiNettunoco'l So= le,le trasformationi di lo , la cuftodiad'Argo, il uello dell'oro,lamortedAgamennone,lofuppliciodiCliten nestra. Appreſſo allequalinuētioniaggiugnei fattidi Mino,di Cadmo,di Niobe,di Pentheo,di Atteo, diEdi pode,di Peleo,di Iafone,di Medea,diDanae, di Perfeo, diCaßiopea,diAndromeda,diOrpheo,Nelascialaui= ta &costumid'Oreste,d'Enea,d'vliffe,di Circe,di Eo lo,di Palamede,d'Aiace,diDaphne,di Ariadna,d'Eu= * ropa,di Phedra,diPasiphe di Dedalo,d'Icaro, diGlau co,d'Atlante,dıGerione,diTantalo, diPan,deiCen tauri,de i Satiri, delle Sirene,deiFauni , delleNimphe, altre deita dellaterra.Dellequalcofe il poeta ne èfi= gnore, conferuatore: Oltreche egli ètenutoſapere tuttel'arti, tutte le buone discipline: nellequalicome inlucentißimifpecchi rimirandouedetuttele coſe,cheal Saperedilettare &giouarefannodimestiere. Nonui parlodelleleggi,de icostumi,deifacrificij ,delle reli= gioni, SECONDO 285 gioni,de gliandamenti,deglihuomini,deipensieri, disegnihumani,delle uite,delle patrie , delleprofeßioni checontezza eglifiatenutod'hauere ,eſſendo fimiadi tutti igesti humani, douendo offeruareil Decorodel leperjone,fiato,&fpiritodellecose per noi raccontate, Tacciodegliaffettiamorosi,effendo àciascunomanife= ſto,oltreàquellocheilprimogiornocon l'effempiodel Petrarcauidimostrai.Delleſelue,deimonti,deilaghı, deifumi,deiprati, dellepiaggie,delle riue , &altri luoghilacognitioneè infinitanel Poetadeglianimali, dellepietre, dellepiante ilmedesimofi uede.Delle ſcie tiecofidiuine ,quantohumanepocafaticamifie àpro= uarlo,quandomillechiarieſſempi, mille domest che testi monianzen'habbiamonegliantichipoeti. EccoHome= rouenircitatopiuuoltedaldiuinoPlatone, da Ari= Scotele nelle piugraui piugeneroſeſententie daloro dette. EccoHefiodoaltamente&conprofondogiudicio cantaredellagenerationedelli Dij, &lo steßofareOr pheo, Linofiuede.Ecco Lucretio neicampiLatini Virgilio,nelqualecome inuerdegiardino fiorisco= notuttel'arti &tutta laphiloſophia.Mamolto nell'in uentionedituttiglialtri piumagnifico eccellenteri miratetra ToscaniM. Dante,ilqualetanto altamente deistati degli animi parlò,&dellecosediTheologia Philosophia; chesidimenticò piuuolted'efferpoeta. Guardatecon tuttociòilfiorito Aprile(che cofichia= marfoglioil Petrarca) uedetese coſa fu,che àbella dotta inuentione appartenga;ch'eglinonlaſapeſſe: della LIBRO 286 dellalinguanonparlo perchetantohebbeàcuoredipo lirla ornarla;cheſolamente accennolacognitione dellecose.Dellaqualecomperationeuoglio,che argomen tiateil Petrarca effer statomaggior poetadi Dante,fi comeDantemigliorphilofophodiM.Francesco.Quiin terponendosiil Contarini diffe, iononſocomeegliuist debbaconcedereM. Speronequello,cheuoiditeilPe= trarcaefferdiDantemigliorpoeta : &queſtoperdue ragioni,lunaèchehauendouoipiuuolteprouatolaphi lofophia efferalpoeta neceffaria ;parecheſendo Dan= te migliorphilofopho, uenga adeſſereparimentepiugë tile&piuuagopoeta delPetrarca. Oltreàciò iotro= noAristotelecomparandoSophocleadEuripide,loda= repiu Sophocle,pereßer statopiuriccodicocetti,qua tunqueEuripidenelparlarefuſſepiuuago&piuper fettodicitore.Parueà ciascunoche ildubio del Contari nifufſenonmenoacuto,cheforte; ondetutticominciaud nogiaàpiegareuerſol'opinionſua. Quandolo Spero ne entrònella riffosta in cotalmodo. Sebeneuoiconfi= deraste, magnifico M. Lucacomeio stimo,quelle cose ch'io dißiallhora, che ioprouai ilpoeta douereſſerphi lofophosui ricordareteanchora, cheioſoggiunsimenon dimenononvolere(&questasteßaopinionefudeglian tichi altresi ) cheil Poeta in ogni uerſoch'egli fara, in ognifuocomponimento ſiatenutodi parlare dellaim= mortalitade glianimi,della prouidenzadi Dio,&d'al tre quiſtioninaturalı perciò chequandociòfuffe,auerz rebbeche Lucretioparladodiphiloſophiapiuche Vir gilio; 1 SECONDO. gilio;fuſſe miglior poetadi luisilche èſciocchezzapur 287 àpenfare.SicometraGreciſarebbepiuperfettoEmpe= docled'Homero,cosafalfißima &fpauenteuole adudi= re.Voglioadunquechemigliorpoeta fiaquello &piu graue,checon l'aiutodellaphiloſophiajapra renderi Juoi componimentipiubelli&piugraui ,ma nonper questo che eglidi philoſophia tenzoni òparli. Etper questo nonuisi concede,che Dantequantunquesiamag giorphiloſophozuengaadefferpiugrauepoetadel Pe= trarca, Percioche ilPetrarcaquel tanto diphilofophia intese,che a recarfpirito &fermezza allefuerimeba= Stauaila douechepoi nellabella elocutione, dallaqualest denomina il Poeta,comepiuàbaſſo uidirò,fu diDan= temigliore , Ondeconchiuderfideeegli effer stato di Dantemigliorpoeta . &di gratia nonmi fateadirar conDate,perciòchetoſto uerreià biaſimaremoltedelle fuesupstitiofe offeruationi, et licetie,ſi come quella, ?, S'iomiintuaßicome tutiimmij, Maquantoallacomperationedi Sophocle &diEu ripide che diceste;dico cheil Poetaindue coſe migliori dell'altreficonsidera,ouero quanto aldiletto, oquanto algiouamento.Ilgiouarenascedalle fententieficomeil dilettaredalla leggiadrafauella.Etperquestohauendo Aristoledetto Sophocleeſſerſtato piuperfetto diEuri pidescio diſſequanto allo inſegnare &giouare:laquale proprieta ecommuneetiandio co'lphiloſophobarbaros Mauontrouarete mai,che Sophocleſia migliorequan= to allaelocutione,dallaquale nasceildilettoproprijßi= ma LIBRO 288 maproprieta delpoeta, dacuiegliuienepoetachid= mato,ficomefauio&dottodall'inſegar bene. Queste parolehauendo dettelo Sperone,ſeognuno rimaſedi questa rispostafatisfatto ;non èdadomandare. Perche egliſeguitandol'ordinedello incominciatoragionamen todiffe.Horaper uenireàquesta materia chedalla in= uentioneuieneamministrataalpoeta,dico,che ellafi puo uariareinpiumodi,inquanto chealtrane ricercauna manieradicomponimento,&altra un'altro.Perciò chelemateriepiggiori &uiliallacomediaſidanno,co melemagnifiche &realiallatragedia ,ficomegliec= cellenti&generofifattideiprencipi allicomponimen= tiheroici,dellequalidifferentie,perciòchediſopra abbon deuolmentes'èdetto: piunonintendodiragionare.Solo mireſta ilmostrarui con l'eſſempioaltrui , quantotra Toscanifieno statequeste materie &foggietti offerua= ti, &cominciandodalle cosediuine leggeteil capitolo della diuinita,doue trouareteuna materia graue &ma gnifica,fi come religiosa&humile,quellacanzoueleg gendo. >>>Verginebella chediſoluestito. Etparlandodeluiuere morale;miraretei bellissimi triomphi: &milleluoghiqua &la ſparſi,come stelle ne ilucidifereni delcielo,per locanzonieredel Petrar ca.VoleteunamateriaAmorofa,&piaceuole?ricorre teàquellaparte " Gentilmiadonnaiveggio . Etpiacendouil'udirealquante bellissime trasforma tioni TERIZIO. tionimoralizandateàquelle rime, » Neldolcetempodella primaetade. 289 4 M Maquandouidial'animo diuedereipericoli,& lerouinepreueduteſopraalcunacitta, ò prouinciasno arrestate di leggerquellacanzone. »Italiamiabenche'lparlarſia indarno.serv Etcomeordirfidebbanote lodi d'alcuno illustre fignore,òeccellenteCapitano,ògenerosoPrencipe;ha ureteda stupiremiradoquelle rime,cheincominciano. >> Oafpettataincielbeata bella.όπαλουςΙωά Selamateriauaga, quasiunaartificioſa confusc fioneuidiletta; tostohauete, ondetrouarpoßiate l'es Sempioinquelle, ce ८ »Verdipanni,ſanguigni oscuri, perft. Similmentedilettandouidiaffettiamorofitraſe diſet ορατός Somiglianti&differenti;riccorrerpotete la; doueil poetalasciòſcritto. » Giouenedonnaſottounverdelauro. giá Quandodellatormentoſa uitad'unoamateàſeſteſ ” ſoincreſcioso &durouipiacciauederun ritratto; nd turalißimoil uedreteinquelleuoci. Si èdebile ilfiloàcuis'attene. Etnellacanzone >> Nellastagionche ilcielrapido inchina. 2 Et quella ८८ ມານພາ 18 Cofipiacendouiinaltrui ueder ilfuocodei sdegni, ee » Laſſome,ch'iononſoqualpartepieghi. lafreddezzadellagelofia,& il timoredelfofpet= to,quanto fierepassioni arrechinoin altruiz mirare J RAGIO. t I te 290 tequelleuoci. LIBRO »Mainonuòpiucantarcom'iofolcua.is og.... Etseuoleteuedere ilparagonedelledueuitefamo= JeAttiua &Speculatiua; non lasciate ditracorrere tutta quellagentilcanzone » Unadonnapiubellaaffaich'elfole. Jor ۲۴ A Sedeidolcipenfieri &uaghe rimembranze, che nellementi degliamantiſi uolontierihannopercostu mediinestarsi;uolgetegli occhi àquelleparti. در Se'lpensier chemi strugged Etaltroue Della bellezza,come, &incheguisafiricerchi, » Chiarefreſcheedolciacque. di cheparteuengaaformarsi,&tra quai terminifia circonfcritta ragionano quellerime, ث ٢٠ در » Inquellaparte,doueamormifprona. Parladellafolitudinetantoallitrauagliati amanti piaceuolequellacanzone. » Dipenſierinpenſierdi monteinmonte. Appreſſodiciòhaueteconlemarauigliedel mon= dolacomperationedeimiracolid'amoreartificiofamě tedifcritta inquelluogo. » Qualpiudiuerfa&noud... ३८ Succedel'humilta,laqualeſiſcuſaſopra della pro= priainnocenzacondennata àtortodallefalſe calunnie in queuerfi. » S'ildissimai,chiuengainodio aquella. Si comedelleamorose diſaguaglianzeſimostrano menoinacerbita chepienaquellacanzone. »Ben そ ここ 21 TERZO » Benmicredeapaſſarmiotempohormai. 201 Sicomedella rinouationedeglianimi noſtri dopo lecommeſſecolpe,nonmeno leggiadramente chemo= ralmentefifauellainquellafestina. » Anzitredicreataeraalmainparte... Allequal cofefuccedonoi calori amorofile di= ftemperatezzedeluiuerhumano,ipensieri lafciui, icostumidiquellichedi fouerchio amanonelledueche Seguono, » Nonhatantianimali ilmarfra l'ode. Etin quella. » Lauerl'aurorachefidolceLaura. Similmenteseuoiuoleteuedereilcontrasto chefan no ipensierid'alcunperdutobene;gittategliocchi alle rimechedicono. Iuòpensando, nelpensierm'aſſale... K1 Sicome idubbidel uiuerhumano,quando aſſaliti dalleauerfitadellafortuna,nonsappiamoàqualparte riuolgere inostri penfieri,appaionoper quellenoci, "Chedebbiofar?chemiconfigliamore? Appreſſodicio,perchedicontinuo combattelacar nee'lfpirito,liſenſi,&laragione,l'appetito & l'in er telletto,il piacere &l'honesto,&come nuouiauoltoij connuoui laceramentiritornanoſempremaiàtormen tarci qual Titij i piaceri, leconcupifcenze,miratela guerratra'lsenso laragionela doue il poeta la= Jciòfcritto, >> Amorseuuoi,ch'iotorni algiogoantico. Conquestefifatteinuentionitramettetequelladoue ここ 42 t 2 M.Fran= LIBRO M.Francescocon tantoartificiopredicelamortedella fuadõnaſottolauifionedelleferimagini,nella cazone, Standomiungiornofoloallafinestra. A Seguonole lodi,chedar ſi poſſonoadunabella leggiadra Donna,dette contantaarte,&confileggia dramaniera,conquantamaineGreconeLatinopoeta haperfinoàquest'horapotutodifcriuere.&in testi monianzadicio leggetein quellaparte, „ Tacernonpoſſo&temo nonadopre. Eccolacomperationedel uiueretranquillo&chia rointorbido &oscurocangiatoperlemanidella uo= lubilefortuna,ladouefi uedeſcritto, " Miabenignafortuna,e'l uiuerlieto. Dolce,amorosa,leggiadra &artificiosauis.one,fat taadunmiferopriuodicoſa, ondeil suo refrigerio. Jaluezzadipendea, con dolci,amorofe,leggia= dre, artificiojeparolehauetedalle rime, , Quandoilfoauemioconforto. b Vnalitetra Amore l'amante,conragioniall'u na parte l'altrafortißime uedretetutta in genere giudicialeformata,mirandola canzone. » Quelantico miodolce,empiofignore. 1 Contutto cio agguagliati i statidegiianimi,imo uimenti,affetti, perturbationi nostrealli triomphi, trouarete,unordine marauiglio,o,una catenaindiffolu bile,un magiſtero profondo,unagrauita indicibile,una harmoniaJoauißima&unoartificioinfinito.Et que to bastui quantoalainuentionedelpoeta:di cuil'ef Sempio 40 C こ TERZO 293 ſempio&unagiustadrittura uoglioche togliate dal Petrarca,icui concettinon meno moraliſono dotti diquello,chelasualingua leggiadra, pura , in ognipartefelicißimafifia. Lafcioanchoraſtaretan te belle materie,tantouaghifoggetti,tante leggiadrein uentionide ifonetti,&madriali:dellequali &graui= do, fertile,&fruttifero oltre ogni iftimatione è di queſt'huomo ilfingularißimo Poema. Ma datemi li cenzache alla difpofitionetrappaßi, perciò che delle •materiealte&grauiin altraparteintendo ragionar ui . E' ladifpofitioneal Poemaquale icolori & liz neamentiallefigure,leformeà iliquidi metalli, im preßionidelloſcarpello àimarmi. Percioche apparec= chiatelefuperficie,i bronzi, imarmichesono dalli lor maestri,uanno eßiraßettandoi pennelli,ſtempran= doicolori,bozzandolefigure,racconciando leforme, difponendolepietre , onde poſcia artificiofamente inuolando alleuere coſeicolori,ifpiriti,gli atti, le maniereuenganoinplatoconlanatura.Perlaqualcosa ilprimoprecetto delladifpofitione appreſſode gli an= tichinon èaltroperauentura,cheilfaredelPoemapia no,terſo uguale, àfesteſſoproportioneuole,vin ogni parteferuanteharmonia gratia inmaniera,chel'u naparte all'altra in alcuna guisa repugnante nonft ueggia,nequeſta daquelladifſomigliante:nellecoseha rafienoconcise, rotte,hora aperte &languide,bo= raftrette &difficili,accio che il Poemaſcioccamente ordito nonueniffeinnoi àpartorirequelle riſa che fa quella LIBRO 94 quellafiguramostrofadalbuon testore Romanodipin ta,laqualealcapohumanofitrouahauereil collodelca uallo aggionto.ouero da laparteinſu ritiene afpetto di bellissimadonna,terminandofi poi in brutta &foz zafiguradipescie.Che quantunquea Poeti & dipin= torifiadataunaugual licenza difingere;nulladıme= nomaifieriputatoeffettodiragione il mettere infie= meitoppielagatta:òfarcheaduna iſteſſafontanaue ganoaberepacificamentelepecoree ilupi, ojcherzi= noinflemeileoni eledame. Aiquali precetti ſegue . quello,dalqualeanticamenteciuenne ricordato chenoi nondobbiamocominciareda cofealte &graui poi à poco àpocoperdendo digrauitaandareà dardipet tonellalanguidezza&nellecosecommuni,nellagui= Jachefarebbeundipintore,ilqualeallatestad'Atlante ueniffe àpoco àpocoàcongiongereilcorpod'hunbuo momezzanoetcommune.Cosinellauariationedelpoe madobbiamoauertire,chelecoseper noi alterate & Cuariate nonuenganoàdiventare inette ,& moſtroje nellaguisachefannoquelledi colui, che iguizzeuoli delphininellefeluedipigne, oueroicinghialinell'onde marine.Sia adunquelamateriapiana, accommoda= taalleforzedichiunqueſcriue,ſichene leggiadrafa= uella,nechiaroordineuenganelPoema à diſiderarſi: matuttochiaro,tuttoſplendido, tuttocopiojofi ueg gia.OltrechenelcominciaredelPoema ſonodausare moltimodididiligentia.percio che hora trouarete i poetinellafrontede ipoemi & fpecialmenteHeroici ufare TERZO 295 usareletrefiguredettepropofitione,inuocatioe,etnar ratione. Si come Homero &Virgilio, &Hea دو fiodo &Quidio Danteusodifare, diciòprende te l'eßempiodaquelleuoci. ,, Per corrermiglioracqua alzaleuele Homailanauicelladelmioingegno, Chelaſciadietro àſemarfi crudele: › Etcanteròdiquelſecondoregno, : » Douel'humanospiritofipurga, ,, Etdifaliral cieldiuentadegno. » Maquilamorta poesiariſurga: " Ofantemufèpoiche uoftrofono. 1 ! Alcunauoltala propoſitionenelprincipiofifa cõ tantiuerfiapunto,con quantiſonoilibrichedi talema teria ragionano;nella guiſa chefece Marone nella Ge= orgica,ilche nõſolamětetiene deluago, &leggiadro, madicoſaetiandiomarauigliosa. Altrefiateferadet tainunfoluerfo,&alleuoltecon mezzo ſolamente il chefece Tibullonelle lodidi Meſſala.Faßidi due uer fi,nellaguisachefece Ouidionelle transformationi". LonghißimafuquelladiStationelleguerre di The be.Taluolta èlapropoſitionemeſcolata con lainuoca tione,ilchefa Hesiodonellagenerationedelli Dij , Homeroſempre;laqualcoſa oſſeruaparimente Statio この ১১ nell'Achilleide. Sicome alccun'altra uoltaſene leua noledue prime, &fubitamente entra ilpoeta nella narratione, comeDante. › Nelmezzodelcamindiuostrauita t 4 »Mi LIBRO 296 55 Miritrouaiper unaſeluaoscura.pหมือน สองวิน Allacui imitatiõeſcriffeilPetrarcaquella cazõe. >> Neldolcetempodellaprimaetade. Queſtodisponimento di propofitione èchiamato damoltihistorico &naturale ,&iosono auezzo di chiamarlonarrationeſubita:percio cheſanza chieder ne licentia dallapropofitione &inuocatione entrafu bitamentenellamateria,laquale narrationeuedreteha uerusatailpiudelleuolteilPetrarca ne iprincipidel lefuecanzoni,nellequali entra immantinente nelſuo parlamento,comefiuedeperquellerime. Gentilmiadonnaiueggio →, Nelmouerdeuostr'occhiundolcelume. AlcunafiatalasciailPoetalapropofitione,&in uoca,ficomenellacanzone, › Verginebella,chediſoluestita. Alcun'altratuttetre le figureusa,ilchechiaramen teficomprendeperlecanzoni, Perchelauita èbreue. Etperquella „ Poichepermiodestino. Doueilpoetapropone,inuoca, narra,neuipaid marauiglioso,eßendolacanzone allafimilitudine d'u nopicciolo Poema,che queste tre coſe uengano alle uoltein eſſa adofferuarſt. Oltredciopiacemi, cheil principio dellapropoſitionenonſiatantogonfio, che Spiacciaàgli ascoltanti èleggenti, ne tanto baſſo,che uengaàfuilireilrimanente,maſiagraue,maturo, magnifico, di parolegenerofe.Ilchefucagione, che hauendo TERZ ΟΙ 297 hauendo Virgilioquattro uerfitroppobaßi humili preposti alſuo Poema;Tuccadiligenteofferuatore del lagrauitanelileuaße, &piacemi queſtoſuogiudicio: percioche&Homero&HefiodotraGreci s'ingegna ronosemprediprenderuocineiprincipialte&gra= uinonhumili,nongonfie,nonpiane.Oltrechedouendo neiprincipileparolehauere l'accentoſoprala fillaba penultima comeèopinionede i perfettigiudici,ſopra laqualfillabariposandofiloſpirito lapronunciano Strauegnaàfarelaprolationepiumatura;nonſouede recomeallıprincipi steanobeneleuocihumili&baße peralcunamaniera.Veniamoallainuocatione,laquale puòeſſereòſempliceòmiſta.della mista, quale uſaHo= mero,habbiamodettodiſopraàbastanza dellasempli ce,laqual uiendietroalla propofitione , èdasapereche ellahorabreue,horalongafifi,nonhauendoriſpettoal lalonghezzadelPoema,maſecondoiluoleredichiſcri ue,cheauegnadiochelaGeorgicafia minoredell'Enei= desnondimenobebbepiulongainuocatione,&l'Eneide piubreue.Sicomeugualel'Iliaded'Homero etlaguer radellerane,quantunqueingrandezzanonfiatraque Aiduecomponimentiproportioneueruna.Faßil'inuo cationehoraadunafolamuſa come Virgilionell'histo= riad'Enea,etHomeronell'Iliade:horaalcorodellemu Jegeneralmente, comeDantenelpurgatorio,Hesiodo nellagenerationedelliDij ,&Homero nellabattaglia deitoppi.horaadunoamicoparticolarecomeVirgilio ManilioàCefare,HoratioàMecenate, Tibullo,à Meffala 298 Meſſala ilPetrarca. LIBRO » Spirto gentilchequellemembrareggi. » Oaspettata incielbeata&bella. Etaltroue. AlcunavoltaalliDij &Dee: qualeè l'inuocatione delaGeorgica delletrasformationi d'Ouidio . Ma tempoéhoggimaiche allanarrationeiomiriuolga.Al laqualuogliochedoniatetuttequelleparti, chehieri A diedonoalla Oratoria:Jendo inpoteredel poetamolte fiated'accufare, &difendere,lodare, &biafimare , finalmenteoperar tutte quellecose ,che all'oratore ap partengono.Siala narrationecolma,uera, òuerifimile almeno,uguale,piana,àfesteſſa inognipartefimile,in niunadiffcrenteò repugnante, gioui &dilettiquanto piupuo.Corrisponderedeeparimenteallaproposta, trattaredi quellecosechel'uſo,la uita,lapatria,icostu= mi,la religione, leleggicomportano:acciocheilcon trariooperando,nonueniamo contrailſecondoprecet= to dell'arte àpeccare, che è comeui dißimetterinſieme gliaugelliet iferpenti,ouerogli agnelli, letigri.Sia riccadi precetti,copiofa diragioni,grauida di bellefèn tentie,abondeuoledifigure,dipinta dileggiadreparo= fle,colmadipurißimilaffetti ,festeggiosa dibelli motti, &grauedimaturidiſcorſiinmaniera, cheperuenendo alloEpilogositrouinoglianiminonmen paghi &ri= folutidellecosedette,chedesideroſi d'udirpiu auanti.So pratuttosiadibellapura leggiadra elocutione, laquale èquellauirtu,cherendequellaisteſſa uaghez zaaibellicomponimenti,qualerendono l'ultimeimpres fioni TERZO 299 flonidelloſcarpellodiMichel'agnoloallefigurenonbe ume&fpirantiformatedagli altrifcultori: ò gli ulti mitratti di Titiano,che alle figuredeglialtripittori recanolalenae'l polso .Dellaqualeelocutione anchora chemoltecosesifienodetteil paffatogiorno;pure egli mifadimesuere,chealcun'altrase nedicapiupropria alPoeta.QuiuidiffeilGirello,uiricordoM.. Sperone cheanchorachebieri dellaelocutione oratoria ragiona ste;eglifadibisognochepermaggioreutilenostro per pufodisfattionediquestialtrigentil'huomini,che i paffatı dınonfuronoatalragionamentoprefènti,non firifpiarmifatica,nefirifuggia alcuna diligenza in di= retuttoquelloche intalemateriaſipuoper uoi ragio= nare,auegnachelamateria édifficile&bella ,&Dic ſaquandociuerramai piufimileoccafioneà destro,on dediſifattecoſeſi poſſaquistionare, &permezzo del uostrogiudicio rifoluerfi.Io nointraiinqueſta arena, riſpoſe immantinente loSperone,M.V.cenzoperconto di rifoluere, ma perdirequellocheda imieipochiStudi uigiliehocercatod'apparare ;&tantopiuproba= bilmente debbo ragionarne,quantoche dellamateria ladifficulta lamoltitudinedelleopinionilo richie dono.Dicoadunque,chehauědonoi in noisteßiduepar tidellanatura,ilpensiero&lalingua: &eſſendoilpë fieroquello,che regola, &forma, &fignificatione recaalleparole;auiene medefimamente lalinguataleef fereall'animo,qualeilmartello all'artefice,oueroil ca= uallo allabriglia. Perciocheparlandola linguaaltri= mente 300 LIBRO mentediquello,chel'animoſente; nasconolebugiefebre mortaledelnostrointelletto,oueroparoleſcioccheetud nedeltutto. Ladoue che effendolalinguamoſſadalpë fiero,uengonoàproducerſi leuere narrationi ſalez= za,refrigerio, Janitadell'animo.Etperciòeſſendoci datalafauella,moſſadalcorpo, ®olatadall'animo comefuameſſaggiera,laqualehaueſſead interpretare queconcetti,chenelpensiero fannotuttauia reſidenza; Jeguedineceßita, chel'uso delparlarefiainnoi nõper Sesteffo,map cagiond'altruiformato. Etperche ilpar lardiuocififa,lecuidifferentieuannoin infinitocre= ſciendo;diqui fi comprendelafauella efſſeredi noftro arbitrio&uolere.ilperche tante &fidiverseformedi ragionareuennerodall'uſohumano trouate,conche 1 Greci, Barbari,&Latini&Toscanidiſſomiglian tementeuengonoadesprimereli loroconcetti.fonoadun queleparolefruttidellanoſtra uolonta. Etpercheil parlarenonuieneàcrearſijènondauncerto ufogene rale,alquale iluulgodonaoccafione,inquanto chemai unalinguanon uennedaunapriuatafauellaàformar= fisper questoiofogliodireeſſere leparole nellabocca deluulgo tali,qualisono ifiori all'herbe , ol'herbeài prati .Laragionediciòprendeteneluederelauarieta dellecinq;fauelledellaGrecia,differentipercontodella diuerfita diquellepronuncie,dondenacquero;douealla communediedeluogounageneraluſanzadeluulgo,che cotuttequellelinguefauellaua.Quelloſteſſoargometa teneluedereinognilingua diſmettersi tuttodiuocabo livec TERZO جرم li uecchi ,&introduruiſinoueuoci.ilche 301 la lingua Greca laRomanahannovedutopiu uolte :&hora uedetuttauia lanostra,nellaqualefiuedeunainfinitaco piadiparoleeſſeretralasciatainmaniera, cheudendole generanoetnoiaetincreſcieuolezzagrandißima. Que fło daaltro nonadiuiene,chedallaopenionedeiuolga ri, iquali introducono tutto dil'usodelleuocifreschezet pofpongonoquellodelleantiche.onde é,chenonfolamen te inDante,lacuilicenzafù alquantodeglialtripiu li : bera;ma nelBoccaccio, nelPetrarca altresi ritroua= reteuoci del ttuto abbandonate &tralasciateindifpar te,nefolamente deluulgoſipuòchiamarequestaautto= ritapropria,che èilrinouareleparoleditempointem pozmadiformareunalinguatutta intieraetiandio:ft co medietro àgliHebreihanno iGrecioperato,&dopo iGrecifecero iRomani,&horanouellamentehanno fatto iToscanituttauia,chentefiuede.Maprendiamole uoci,lequaliho detto eſſerſeguacıdell'animo;dicocheſt comedell'intelletto nostroalcune operationi ſonoſem= plici,quale èlointendereil fuoco,il sole, il cielo ,una pietra un tronco:alcune composte, comeloaffermare et negare chefifa.fimilmenteun'altrotalepartimentofi donaalleuoci:dellequalialcuneſemplicifono,alcuneco= poste.dituttequestelaGrammatica eſſendomaestra diffefatrice,recaordine,regola, misuraàciascunasle femplicidiuidendoinNomi,Verbi,Participi,Pronomi, Aduerbi,luteriettioni,Prepoftioni , &Copule: dalla cui mescolatura,come damoltefila , uieneadordirſila tela ৬০ LIBRO 302 teladella oratione:laqualeinteramente poiuieneàue= Stirfi dellaueraòfalſaſignificationedelle coje.Di que= ſte adunqueuieneàfarsicomebella dipinturadipiuco lorila Elocutione:lecui partiſonoEleganza,Composi tione, dignita:dicui altre uolte uifudetto E' adun= queconcedutoalPoetaufareleuocicommuni, tal'ho rafingeredellenuoue.Nuoueintendoquellechevengo= no dall'uso nouellamenteprodotte:fi come altempodi M. FrancescofuronointrodottequelleMio,Dio,Piace= re,Dolore,lequaliprimaMeo,Deo,Piagenza,Doglian zaeranoproferite.Taluoltaunauocefera aßailangui daòuolgare,cheperilnumerodell'altre compagneuer raàprenderealquantodi ardıre òdiuaghezza.Lan= ره guidauocefu quellaDefpitto,ma ardita&prontanon dimenoadiuieneperquelle. Perisfogarilſuoacerbodefpitto. : Sicomeinetta&communequella,Belzebub laqua= leuagaetbella diuienepla mescolaturadiquell'altre. : Perlecameretuefanciulli&uecchi در Trescandouanno &Belzebub inmezzo. Maèdaauertire,cheficomefredda&fpenta ela lodediquellearti,chehannoilloro eſercitioperiglioso, qualeilcaminarſopra lefuni, òilcalarſidallecimedel letorri,eßedoilfatto accõpagnatodaun rischiodubio fo,ilqualedipědedallemani dellafortunapiuchedadrit taclettione; medesimamentel'uſodelleuociinette, lan= guide&attenuate,quantunqueriescaalcunafiataper conto della artificiofateſtura,pureneſicuro è potendo cadere TERZO Y 303 cadere in trafcuratezza,neutile,potědo tralignare age volmenteiniſconciouso. PerlaqualcosalodocheilPoe tas'ingegniditrouare rimebelle,&pure&ifchiette, lequalifienoallamateriaaccomodate,con leparolepro prie,inmaniera,chepaianonateconlanaturadelleco fe.IlchefuchealPetrarcadoniamo quepregichegli fi conuengono,eſſendo statoditantofenno &giudicionel lo eleggere delledure&leggiadreuoci.Etfepuretal uoltadiededimanoàparole strepitose &afpresciofu di rado,&affine diarricchireicampidellalingua ,ft comeinquellerimefiuede. 2 رو » Nondal'HifpanoHiberoàl'Indoidafpe. Et in quellaparte .. S'amoràmortenondaqualcheſtroppio . Etnelfonetto. » Dolcidurezze, placiderepulse. Lacuiraritanonmenoèperdutanelnumeroditan tealtrerimecandide&pure;checomendataperl'arti ficio&diligenzadelpoeta. Dall'altrocanto nonpoßo ſe nonstrettamentebiafimarequelli,che unamanieradi fars Poemafilicentiofa&commune abbraccierannocheec cellentißimamente inquellaſcriuendo niuna lodegline ) concedelatroppalicenza,ſicome mezzanamentenello ſcriuere diportandosi neacquistano dishonoriestremi. Je Questitalichecio fannoio raſſomiglioadun Soldato benißimoguernito,ilquale fi mettainordine percom battereconungarzonettodifarmato:cheda uittoriano puofperarniungradodiriputatione,madallaperdita puo 304 LIBRO puobeneconſeguiretuttiquellidellauergogna.fciocco anchoraauedimento tengoquellodicoloro,chetraspor tandod'unalinguainun'altralefententied'un leggia= droPoeta,quelleiſteſſetraſportano conaltrotantonu= mero&peſo:perciochelafctamo starecheogmlingua habbiaifuoi terminipriuati,leſueleggi partitamente diftinte, et lefueforme diuerſedelfauellare, ondel'una all'altrap ogniuerfonopuòquadrar Grafſſomigliar figmaquestoèanchorabiafimeuoledipiu,che eßiniuna lode,&niunopregioacquistano,uestendosidell'altrui uestimenta, &daudoperlomezzodelletradottioniin predaalliſciocchilecoje fideGrecicomede Latini,la douecheilualerfidellecosealtruiconragione&giudi cio,mostranonmenol'arte;chelaintieracognitionedi coluichediciofarebàdestro. Laqualeopinione nonſo lamentefumia;madiCicerone d'Horatioaltresi, duelumidella Romanaeloquenza:co'lgiudiciodequa= lipiutoſtotorreterrare;chejapereconl'ardiredi que Stitali.De i principifilanguidi,come gonfidiſopraui befsen dißi il poetadouer fuggire la bellezzae lo strepito. Ondemainomisilasciò crederecheilprincipiodiquel lerime,perlalorolanguidezza fuſſeuago&piaceno lein Dante. >> Alfindellesueparoleilladro >> Lemanialzoconambeduelefiche >> GridandotolleDio,chetele quadro. Sicomegonfioditroppofuquell'altro,pur nell'ia Steſſopoeta,&peruerdirestrepitoso. 44 Ofanna د د 22 TERZO. OfanaSanctusdeusſabaoth. Si comeduro,&increſcieuolequello, Horaera,che'lfalirnon uoleastorpio Ch'elfolehaueailcerchio delmeriggio Lasciatoil Tauro, la nottealloſcorpio. 305 Megliodiſſeil Petrarca, trouandoparolegraui, nnmeroſe,ſchiette &pure,fi come, >> Neltempocherinouaimieiſofpiri Perladolcememoriadiquelgiorno, >> Chefuprincipioafilunghimartiri. Etuoleteinquestiuerfi uedere la grauita,guarda techetutte ledetteuocihanno l'accentoſopralafilla= ba,che è uicina all'ultima.uoleteil numero? pesate le cadenze finimentodei tre uerst co'l principio co'l mezzoloro.uoletelaſchiettezza? uedetecometut teleparoleſonointiere,non rotte,non languide, non aperte.uolete lapurita ? miratel'uſo,lacandidezza et ) facilitadi eſſeuoci.Etoltreà cio uedete come dallas, las ve fi èilpoetaquantopiuualſe astenuto,perche ifiſchifus Der v Jerolontani. Etpoichedelnumerouiho toccatound JuShep parolascontemplate come altroue con la S,accopagnar) دو uollelaR,acciòchela piaceuolezzadell'unadi queste lettere stempraſſe lo strepito dell'altra: quando diße. Voich'ascoltate in rimeſparſeilsuono, Madiciòfauelleraßialtroue à bastanza , doueui mostrerò effer auenutofouente,che moltiincontrando fi nellagrauitahannocredutoche ellafia gonfiezza. Si cometrouandoappreſſodiM.Francescolo stile at= RAGIO. u1 tenuato; L LIBRO 306 tenuato;hannocredutocheſia illanguido.Maionon maiperauenturaardireiditrouare languidezza & gonfiezzafifacilmentenel Petrarca,laqualetrappaf= faffeun uerfo oduealpiu.Etper nonpaſſarecosa che alli precetti di questa arteſia richieſta; dicochegran= demente ne i Poemigrandi massimamenteHeroici èdaauertire,che nõfidebba ordireilprincipio(come inprouerbio èpoſto di dire)dall'uouo:cheetanto in= cominciaredalnascimentodellecose.Percioche noi ueg giamol'Iliade incominciaredallepreghiere diChrifa Sacerdote,sendogia noue anniintieri statoiGreci co'l loroeſercitod'intorno la citta di Troia.Similmente co mincial'Odißeadalconfigliodelli Dij raunatiſopra i fattid'vliße,hauendoeglidimoltotempo qua &la confumatouagando.ilqualuitiohebbe àfuggirDante fimilmente incominciando ilſuo Poemadalmezzodel camindinostra uita.Etperdirediciòlaragione, on= defiacheiPoemi non debbano incominciare dallepri meradici ; dicoche àquestoprecetto diede formalari putationedellecosedette.comeche nonriducendoleco= Jeneſuoiprincipi,apparel'historia ouero narratione effere piu approuatadal giudicio uniuerfaledeglihuo mini, piucommune.Dallaqualragioneconchiuder fipuomedesimamenteHomero(tuttauoltache alcuna testimoniazanonehabbiamo)hauerhauutolaguerra Troianacommune&nonpropria, nedaluiimagina ta:eſſendo statoquellochelecosedeGreci &Troiane hanondalprincipio;madall'ultimo annodellaguer= γλ 1 TERZO 307 raordito.L'altra ragione èpercheiprincipidelleco= Jeſonoàciaſchedunomanifeste:la douechetuttibrama nocaldamente udire quegli effetti,che da iprincipide lecofeuengonomoßi.oltreche il uolere minutamente ogni cosacomprendere,tirain longocotantola narra tionesche i lettori infastiditiper lopiu laſcianodi ue= dereilrimanente .Nelqualuitioeſſerecaduto Antima chouoglionolamaggiorpartedeidotti:ilquale uenti quattrolibrihaueadigiacompostoprimacheſetteCa pitani dell'effercitohaueffe condottiàThebe:horpensa te chefabricafipoteuafperareda cofi longofondamen to.EtfeHomerohaueßedall'uouoincominciato, &di anno in annofauellato de i Grecijui domandoche ope= rasipoteapensarechefuſſel'Iliade, eſſendonondimeno fiampia&grandeteßutaſopra ifattid'unoannoſo= lo?Iopermenonſoſemihaueßedato l'animodipoter lain tutto lofpatiodi mia uitaleggeremai.Quantoal lafauola,dellaquale ouerifimilmenteparleralo Heroi co,òdalComico, Tragico fieinatti & in parole rappreſentata auanti ilpopolo,dico elladouer primie ramenteeſſere artificiosa,diletteuole,&uaga.onde ne lecoseui manchino,nelagratiadeleparoleuifi difide ri. douendo mancare,inunadiquestedueparti;ma chipiu tosto nella uaghezzadelleparole,che nellagra uita dellecose,Percioche piufuole alle orecchie commu ni dilettare una copia dibuoniſentimentiſanza orna= mentodi uoci,chebelle uoci ſanzalumedi ottimi con= cetti; la ragione èperquantoioftimo ,che effrendo) u 2 ilpen= LIBRO 308 (ilpensieropiunobiledell'orecchie,ſi egli appare che maggiorifconciouengaacagionarſitutta uoltachefi tieneà disagiola cosapiuperfetta,ondemaggior dan= no èche ilparlare ſia priuo deisentimentifpo= glie delitie dell'animo ;che nudodiuaghe parole (ornamento&contentezzadell'orecchie. Maquello à cui l'esercitationedellafauella dellecose apporterauirtu difare la molta cognitione quello; neluerohadaottenerepergeneralgiudiciotutteleuo questo ci.Perciò che stimarnonſipuò mescolaturapiuperfet= ta,chequella,ondel'utilecon ilpiacerefiuiene àmefco 1arinfiemene igentilicomponimenti . Perquesto sti= maronogli antichi moltigradid'honore poter ritro= uarſiin tutte ledifcipline,ſicome iſecondi, i terzi o imezzani ladouecheal buonpoetaſemprefi ricerca no eprimi. Sicomebuon dipintore ſi puo chiamare uno,quantunque sia di Titiano mancoperfetto, &gen tiljcultorequell'altro,benche a Michel'agnolo fia di granlungainferiore.Ma il poetaper mezzanoch'egli fifia,mainonpoßedeil nome di buono ò diperfetto.la cagione di cio é,perchel'utilee'l piacere hanno inſe questa differenza,che aſſai commendabile èquelloarte fice,cheòlaſanita cirende,ò la liteci donaper guada gnata,quantunqueegliperfetto nofia:ladouechechiu que proponedidilettarci,qual èilpoeta, il muſico, Senonempietuttiigradi,ettuttigliinteruallidelpia ceresnonsipuodomandar buono.Hareıda dirui(poi che aquestapartem'hannoleparoletraſportato)della modestia TERZO 309 modestia &fofferenza delpoeta,cheegli deehauere nello eſſereammonito &corretto, moltefiateungentile, comeauiene,che leggiadro dicitoreſia stato auertitoda unaperſona ò uolgare,ò dipoche lettere. perciochemolteuolte ſupera ilgiudiciodella naturalo sforzodell'arte .Ilchequanto meglio poſſafare perso naaueduta, nei studiauezzadieſercitarfi; ciascu= nopersesteſſo puòfapere,Janzacheeglifacciadimi Stiere il perfuaderlo altramente.Mainonhòtenuto ef Sereàl'huomouileilpeccare,mafi beneil perfeuerare ostinatamentenellefalſe opinioni:maiuergognosol'ef= ferammendato,maſibene ilnon fofferire di riceuer correggimentodachipiuintende:maibiafimeuoleil co feßaredinonſaperequello che noiignoriamo,maſibe ) neilfarprofessioned'intendere ciòche non sappiamo Potrei anchora ricordare cheil poetaſia cauto di ligentenelſentirelelodi date àſuoicomponimentiper laboccad'altrui:&fpecialmenteſendo eglituttauiad quellepresente.Auegnadioche troppo folta elaſelua degliadulatori, àuolerla sfrondare; eglineluero piudell'opera,chedelgiorno auanzerebbe . Fuantico precettodeimigliortestoridellapoetica,cheilpoeta faccial'iſperienzade iRe,iqualiuolendoſapere chi gli efidato, traditore,glidanno tantoda bere,che egli ebbro &pazzodiuiener & percheinquellaſtor digionel'animononusa riſpetto,riuerenza ,o temadi futurodanno,perciomandaper labocca fpenfierata mente ifecretidelcuoreall'orecchie dichiunque afcol 43 th 310 LIBRO ta douei ueri &falfiamiciuengonofacilmenteàcom prenderſi:fi come ibuonigiudicij gli adulatori fi jcuopronoperl'iſteſſaragione.Etnon uolendofarque sta ifperienza affaichiarotirendora l'animo dell'ami colalongadimeſtichezza,l'uſo il mododellodarti, et lemaniere,hauendo l'occhio allaqualita delle maraui= glie,altorceredelleciglia,alchiuderdelle labra, &in gegnadoti difarilGiano,fefie possibile,perchedauă ti a tel'amico nontifaccia delle marauiglie, poi al uoltar dellespalle,non fi trasformi inuno orecchiuto afinello.Onde credendotid'hauer compagni Homero, Virgilio, &ilPetrrrcanelloſcriuere deiuersi, per gratiadellemuseparticolare acquiſtati,confolle gra= uita,&gonfiaimaginationenonvenghiadefferfauo= ladeluulgotenuto.facendofentirepofcis alledotte o= recchie quelleſciocchezze,cheallaimmortalitatua in= drizzanounapiramided'eternouituperio. Ma è ap= preſſol'altre questa unadelleſciocchezzetue, chetuti credieſſereben uago&benleggiadro dicitore, ar difci diuolere leggere inpreſenzadi moltipublicamě te ituoipriuatidishonori,increſciendo noiando il gustodichit'ascolta,&aguisadiſanſuga mailascia dolacotenafinoàtantochediſanguenon ti trouifa= tio&pienodeltutto.QuiuiruppeilfilentioM. Lu= caGirolimo diſſe,ſeeglinonuidanoia(comeionõ credo)M.Sperone,uorreipermiocontento chequanto aiprecettidelaelocutioneuoiritornaste,&quellici faceftefentirealquantopiucopiofamentediquello, che non TERZO: 311 nonhauetefatto.Perche nelueroeglimi pare,che da questocantoſiprendatutto il fondamentodeldiletta= repoeticamente:comeanchorauoipocofa, ci ricorda= ste. Io aponto à questapartehaueateste disegnato di ritirarmi riſpoſeM.Sperone:mapofciacheuoiM.Lu came'lcomandate;tantopiuuolentieriuiučgo.Hodet toleuoci eſſereſemplici&compoſte, &quaidifferen zefienodatedalliGrammaticialleſemplici: lequalida me perhoranon afpettateche io piu distintamente ui dichiari:per eßere materiaallo grammatico richiesta, nonal poeta E' uero chedi eſſe uociſemplici per compiacerne'al Contarini diro quellepoche cofe , che piufanno all'ordimentodiquelcheſeguedibisogno.So noledittioniouerſchiette uocicomposte dipiu parti, inquantocheeßevengonoaformarsidilettere,difilla bedicongiontione,dinome, diuerbo,dicaſo,di artico= lo, d'oratione. La lettera éparteindiuifibile della uoce.Lafillaba è uocediniuna fignificatione. Lacon giontione èdellaisteßanatura, maquestodi piuritie= ne,che ella eatta adeßeredipiuuoci composta, &tie neconueneuoleproportione co'l mezzo &conl'estre model'oratione.L'articoloè uoce di neſſunaſignifica futefly tione,preposto nondimenoallauoce per terminatione fimon chiarezzadilei.Ilcaſo èlauariatione,laquale adi uiene àinomipercagionedella loroinfleßione.Note: meèuocefattaſanzaſpressioneditempo,le cuipartic niunafignificationeritengono. Verbo èpartedell'o= rationefattaconfignificationeditempo.Oratione euo 44 cc + LIBRO 312 cedicomponimento d'altreformata:lecuiparti tengo notraſediuiſe alcunafignificatione.Maſtandoſopra ifemplici nomi(come chedi doppianchorafe ne ritro= ( uino,qualeè equivalente,drittangolo, &altriinfini= ti)dico che egliperopinionedegli antichi può eſſereò Proprio,ò rubato,ò tradotto,oornato,òfinto,ò pro= dotto,osottratto,ò prestato.lequaldifferentie hebbeil nomeper opinioned'Aristotile.Et anchora ch'iomol naseden tepuledimostraßihieri,nondimeno baftar potra di soilmoto fouerchios'iodiquestepocheperhoggirenderò la ra usaioda gione.Proprionomeèquellocheadunalingua conuie sur nein maniera,cheadun'altranõmaissicomeſonoquel Arift: yulenociFuoco,Barca,Paura,Augello,&fomiglianti. with poe: Altrisonotoltedaun'altralingna,comeOnta,Talen to,Souente,Altresi,Teſte,che da prouenzali nella no= Stralinguadiriuarono:Etmifericordia,Longeuo,Ima go,Bibo,Frange, altrediquestaiſteſſamaniera,che dallafauella Romanafurontolte,&pofte in usonella Toscana.Tradottifi chiamanoquelli, cheuengono da diuerfi altrinomi trasferiti, laqual traslatione fifa dalgenereallafpecie,dallafpeciealgenere,dallafpecie allafpecie ouerofecondo altre maniereatte àferuarefi militudinetrase proportione.dalgenere allafpecie prendetel'effempionelpoeta. › Chiarafontanainquelmedeſmobosco >> Sorgead'unsasso. Doueapparecheilnafcere èuna certa fpecie del ( forgere.Dallaſpecie algenerefatraslationeilpoeta quan= TERZ quandodiffe. " » Millepiaggiein ungiorno&milleriui Mostratom'haper la famosaArdenna 313 >> Amor. Nelqualluogofiuede,che milleſonomoltonumero, permoltosiprendono.madafpecieàſpeciefa traf lationeilpoetadicendo. » Quelfuoco èmorto,e'lcopreunpicciolmarmo. Douel'effercopertofi prendeper l'effermorto, questo perquello,l'uno &l'altrodeiqualistaperef ferestinto. Proportioneuoletraslationesi faperconto d'alcunasomiglianza tra molti terminitrouata. Sico= me,talifonoleſtelleal cielo;quali ifiorialla terra. Di= remoaduuqueifiori efferleſtelledella terra ſicomele Stelleefferi fioridel cielo.Similmente talediceſieſſerela fera algiornosqualela mortealla uita. Diremo adunq; quyto lin laſera émortedel giorno, fi comelamorte èſeradella opróprio uita. Et accioche ioinquesta bellißimatraslationeui di mostriconl'eſſempiode ipoeti; piacemiraccotarui quel lav bellißimo leggiadro Epigramma ſcrittoſopra la oris, morte d'unfanciullo,quale eglififia,daldiuino Plato= ne:delqualeconfeſſone ilarghi campi della Greciamai nonhaueruedutopiugratioſone ilpiu leggiadro.Di= rolloToscanamente,accioch'iofiaintesodacoloro,che nõhãnodelleGrechecõpoſitioni alcunacontezza.Et perche intendomanifestaruiil ſenſo delleparole Gre= che,lodirodiuocein uoce,&ſanzarime: Risguardao stella mia tra l'altre stelle: : »Cos'io cimal ma ここ LIBRO 314 Cos'iopoteßi diuentar il cielo, » Perpotertiueder conmoltilumi. ,, TULVCIFEROinuitaefferſoleui, ১১ » ComeHESPEROtramortihorarifplendi. Piacque la traslationedi Platone oltre ogni istima tioueàciascuno. PercheM. Speronerientrandonelfuo ragionamento,foggionſe in cotalmodo.Finti nomijono quelli,cheuengonodalpoeta nouellamenteritrouati,no toltid'altrui:fi comeapparenelpoeta ladoueediffe. Iluicario di Chriſto chelafoma. i Doueperlouicariointefèil Papa. Sicome l'iſteſſo adiuiene chiamandolecornarami;l'ondepecore: Roma francor Babilonia:la terra madreuniuerfale, &fomiglianti. I rrijke prodottififannodalloaccrefcerelonghezza ad unaſil= lababreue:fi come èquellochediceAnnibale ilcuiacce retoordinariamentecadeſu lafecondafillaba, &fabreue lapenultima:matostoche iodiro Annibale;diuentapro Brettdutto,ilche diſſeilPetrarca. " • EtAnnibalquandoall'Imperioafflitto . Sicomebreuenomeilfece inquella parte Ch'Annibalenon ch'altrifarianpio. Ifottrattififannodallo accorciamento,quale épenſier inuecedipenfieri,&martirinuecedimartiri . › Diqueifofpirond'ionutriuailcore. EtDante > Togliendoglianimà,cheſono interra .- Ilche nellaproſaalcunauoltahaluogo, benchedira do.I mutiouero alterati ſifanno dallo accrefcierealcu= nauoce,nonvariandoperò la ſignificatione:ficomefi 4 ueduedeperlomezzodiquellieſſempi . Primiero entrandoall'amorofauita. 315 Doueprimiero staperprimo òprima,conaccrefci= mento nondimenodilettere. comefuquella uoceche il Crefcenzousòſouentemente , &auegnadio ,laquale JanzaDiopotrebbehauerluogo. Ilchesifaòsemplice menteperaccrefciereforza &uaghezzaallauoce,ò p distinguerla da un'altralingua,come èquellaetiandio, uocebella dellaproſa, allaqualefi diedeaccrefcimen= to,perchenonfuffepura&schiettalatina.L'ornamen= todeinomiperefferaccidenteistrinsico, &apportato dallacompofitione,seràdichiarato,quantochedelleuoci ſiragionera,che tengonocoponimento.Raccoltecheuoi haretein offeruanzaqueste regole tutte;l'altredifferen zeuiferannomanifeftedelleuoci.etfapretequaliuocift deonochiamarecommuni,qualiproprie , qualistranie= re,qualtnuoue,&qualianticheondechi è,cheuedendo quellauoceHuoponon sappiaellaeſſere communealla lingualatina , prouenzale, Toscana?Chinonuede Ofanna,Sabaoth, malaotheffereproprieallahebrea: ficomeSanctus, Deus,&gentes,etaltrecheusòDã telatineſolamente certo niuno.Similmenteogn'unoue= deDorare,Inostrare,Imperlare, Inforſare, Smorfare, Difoffare,Sneruare, Spolpare,effer uocifresche&diri uated'altreuoci,ilcui uſo è piucommune. questedi= riuationitantopiuſonoſpeſſe in Dante;quanto èl'uſo loromencommendabile.Aggiugneteàqueste pochele differentie, conlequalihierifi diedepartimentoallefem plici 316 LIBRO plici uoci,&haretepienamentetutto ilconto diuiſatoz che ionon intendofaruiundittionarioditutti inomi di queſtalingua,bastafolamente, ch'io mostrila natura et qualitad'alcunid'eßi. Vogliobeneche auertiateeffere alcuneuoci chehorcrefcoro,horſcemanoſecondoilgiu diciodique chegli ufanosi qualinel numerodeiprodut ti&fottrattiſi poſſono mettere, quandouidial'animo difarlo,ficomeMAGISTERIO Magistero, IMPERIO Impero,MAESTRO Μα stro &altri dell'isteſſamaniera.Veniamo allefigure,et primieramenteparliamodiquelle,cheseguonol'usodelle parolecomeuoci,poſcia uerremo all'altre. Creſcono & ſcemanſimolteuocifi nomi,comeuerbiper cagionedel= laloro communenatura, fi comequelle PROVI= DENZAProuidentia ,ISPERIENZAIfpe : rientia:DILIGENZA Diligentia,chenella profaneluerfofidiceàl'unmodo&l'altro. Altre ciofanno,percioche il uerſo l'unmodoricerca,ficome laprofal'altro, qualisonopenſir'Dolor'martir,nelnu merodelpiu,cheneluerfofidicono ladouechenellapro Safidirannointiere.Et coſi auieneà iuerbi,chebenenel uerſodiro andar,dieder,donar andaro,diedero,dona ro:chenellaproſaandarono, dierono&donaronoſidi rapiugentilmente.Cofi CHIVSE richiuse,AF FERMA raffermariceuonoaccrescimento,òper conto di replicamento , òpercontodi maggior forza. Quellostesso si fapernaturapropriadellauoce attaà uariarsiàl'unmodo l'altro dicendoSTESE,di Stefe, TERZO Steſe,COMINCIOincomincio, DORMEN 317 TATOaddormentato , CHIESTO richiesto, SFIDOdisfidoSCENDO difcendo, SPIA CEdifplace, SPARVTOdifparuto,&fomiglian ti,lequal differentienonvengono àfarsiper lauariatio nedeluerfo òdellaprofa; maperlicenza liberadi eſſe uoci; Conquestesi mettonotuttauid PRODVR= 1 RE, producere, STRANO straniero,che libereſonodeltutto. Etpoiche inquestamateria iofo= noentrato:dicocheficomenellelingueGrecheuot uede temolteuariationi tantodelſcriuere,quantodelprofe rire;medefimamente èauuenutoaquesta nostra,doue chi SIMILMENTE, GENTILMEN gentilemente ; tal'hor fimigliantementedirapiu uolontieri,con lequal TEuedreteuſare,chiſimilemente differentieuanno quelle del SIMIGLIANTE somigliante, PENSIERE pensiero, MI= STIERI,mistiero, mistiere,chetuttauiafidico= no,moltiuogliono ALTRIMENT I, moltial= tramenti, altri altrimente. EccolaQVISTIO= NEcolaQuestionefarrumore:&CRIAR Econ il creare mettersi inpiato .ilnumerodellequaliaccre= ſconoquelledipiu etiandioVENGOVegno, TEN GOTegno,VEGGOVeggio,SEGGOSeggio. quell'altre ESSISTESSI,Eglisteßi,ESSO STESSOEglisteſſo checommunalmente entranoin ufo.medesimamente CIASCVNO Ciaschedu= no,CHIVNQUE Qualunque,A CHIet A cui: LIBRO 318 cui:DICHI etDicui.Quasiunasteſſalegge écomune alNESSVNO,Veruno,Niuno,etNullo:eccettoche ilNeffuno èpiudeluerfosladouechegli altritre me= glionellaproſaſi mettono.Altritoglionoàſcriuerepiu uolõtieri HABBIAMOchebauiamo altripiu tostohauemo:comemolti SENTIAMO etnõfen timo,SEGGONOetnõſiedono,TRAHI piuche Traggi.TO IpiucheTogli,SAGLIENTEpiu cheſalente:DOGLIONO piucheDolgono. Per l'istessa ragione uoitrouaretealtre moltedifferentiedi questeſempliciuoci. Ondealcunidiranno PROFE = REREpiucheProferire,PENTEREetnonpë tire,CAPEVOLEetnoncapace:HAVIENO, PONIENO,SERVIENO, CONSEN= TIENOpiucheHaueano,Poneano,Seruiano,Cofen tiano.AltriA MASSERO, LEGGESSE RO,PRESTASSEROſcriuerano,cheun'al= trohaura piudiligězanelloſcriuereAmaſſeno,leggeſſe no,preſtaſſeno,ſicome iterzi dirano Amaſſono,Leges fono,Prestaſſono. Simigliantemente dira colui F Ep feci,SEDEIperfedetti,TEMEIper temetti,DO VEIperdouetti.Sicomeun'altroMORDEI morfi:che pur differenzahannoinjegrandißima,et nu merodiffomigliate.Ecco la proſadirpiutosto SPAR TOchefparfo:ficomeiluerso l'uno l'altro abbrac cia.SENTISTI nonſentestilodalaindustria d'un'altro:ficomeA MARONOet PORTARO NOpiucheamoronoouerportorono.&CONCE= DV= TERZO 319 DVTOpiucheconceffo,Sicomealcontrario S PE= SOpiucheſpenduto.Metteinuso laregoladi quell'al= tro ſcrittore piu ildireRADOcheraro, SAR= ROinuecedifalirò MERRRO'ininluogodiMe nerò,fi come PERRO, GVARRO , SOF FERROin ifcambiodi penerò ,guarirò,soffrirò EtcontuttociòR 1 SAPRAGGIO riſaperò farannoadalcunocheſianonpiccoladifferenza,sico= meHAGGIA, habbia,SAGGIO,&fauio, OPERAGIONI operationi,TORRABO Torrò,chediffe il Boccacciofouente E' anchora ap= preſſo ilgiudicio de iletterati fatto differenzanel dire AMERETEchepiubella piu legiadrauoceé cheAmarete:ficomePOTRIAcheporria: &com munalmenteuerrannopostein usoquellechediconouor rei chetumi A MASSI, uorreichetumiamasti, FACESSI facesti,&DIMANDAS= SI &domandaßi dimandasti domandaſti, FESSI &faceßi&FESTI&facesti. Sicome FOSperfoffe cheilBoccaccio, Dante&ilPetrar caufaronodidire.Sicome HAVESSI, DICES SI, FACESSIinterzaperſonanellaguiſacheet haueſſe&diceſſe&faceſſepiulicentiosamentefifoglio nousare,cheil Petrarcaſolodiße. Cofihaueddettolo Sperone,tacédoſialquanto,quafiàchecheſiapenſando, quandononafpettandocheilparlaregliueniffe inter= rottoimmantinenteſoggionſe. Infiniteſonoleuariatio= ni diquestalingua,&perauenturapiucheinaltramai che 320 LIBRO chefifuſſe.Percio cheinquesta isteſſa parola ch'ioho dettotrouafi differenza.auegnacheFOSSE &fuße fièdettopiuuolte:fi comepiu anticamente HABBI ENDO DOBBIENDOperHauendo douendofi diffe . Sicomehoggidi cõmuneměte s'usano quest'altre FIE, FIENO, SIE, SIENO, FIAFIANOSIASIANO.SimilmenteHAG GIO Hồ, nonHabboche Dantediffe. Allequa= liſoggiungono SACCIO diffe: sò,cheil Boccaccio HEI per hebbi cheusò M. Cinoda Pi= stoia:fi come SAPE ८ sàinterzaperfona. QVI, QVA, LI, LA,chegeneralißime uociſono&àmouimento & luogocommuni.parimen teCOSTI costa,che ſonodifferentie del luogo , douefi trouaquellacotalperſona,conchififauella.Ecco ilDONDEpiusonoro piupoeticochel'onde.ft come queſtipiunaturaledelleprofediquelli.lecui figni ficationiquanto belle quantoſteſſo ,&quantoad ogni propofito accommodabilififieno ;ageuolmente fiuede leggendo ognifoglioognicartadi Dante,diM.France fco,diGiouan Villani,et del Boccaccio.oltrecheilCre ſcenzo&tuttiglialtri dicitori fi Toscani come Pro= uenzali nefonopieni.Eccianchorafimilitudinetraque Ste dueQVINCENTRO &quaentro,ficome tantouale POI DA CHE perauentura piu leggiadramenteèdetto,cheildire,dapoiche:quantun= que l'uſonon tolleri la molta licenzadel primo. Sico= MEIL CHE POIinuecedipoiche, DA CHE per TERZO 321 perdapoichepl'iſteßa ragione.Medefimaměte la pro SauuoleilDILVNGI dalungi,ficomedalun geiluerfo.alqualefida L'HORA etiandio,ficome TESTE testeſſoalcunafiatadelleproje. Alcuni dirannoconmigliorgustoPRESTAMENTE, cheimmantinente,ficomeincontanente &fpacciatamen tefanzafaruialcuna differenza. quantunqueuocifleno tuttecommuni &buone.qualimedesimamenteſonoAP PRESTARE Apparecchiare: APPRE= STAMENTO Apparecchiamento: diME RIGGIE, diMeriggio,&di Meriggiana. Metteilgiudiciosodifferenza tra L'ANCHE, an cho&anchora;ſecondo lauocaleè confonantecheſe= que:ondeeglidiraanchorapietrou'era &nonancho: ficomeanch'iomiui ritrouai, nonanchorio.Niuna ſenefatraildireD A SEZZO aldaſezzost comequell'ifſteſſo adiuienedel NON PER TAN 1 TO nientedimeno.comeunacoſaſola hannoàfi= gnificarquelle PEROCHE, percioche,impero= che,impercioche, perchetuttafiata, che questa uoce Sezzaianonſia postopercontodarenderla ragione òdomandaralcunacosa cheche ellafifia. Niunadiffe renzafogliofaretralo AVEGNADIO, che, Ben comeche.Grandißimafaccioſu leſignificationi del CHE, comechealcunauolta steaperſiche, piuchenellagu'sache IL NON CHE ſiprende alleuolteper benche &perdonatemise iouiuado no= tandoconlaincrefcieuolezzadi queſteuoci: lequali mi RAGIO. x I re LIBRO 322 fonostatedateinpenitenzadal Contarini àcui ubbidi rem'eforza:poicheiodiquestamateria ragiono per compiacergli non peraltro. Sonoalcunealtreuoci lequalileggiadramenteſiconfondono &ſono PAR TE &Mentre,sicomedicendoParteche iofon sta toadudirti affaidolci mi furonoletueparole. Sicome tanto ualeperauentura ildire IN QUELLA,che in quelpunto:qualdicendo mentre iofofpiraua,in quel lamiuenne lamiadonna ueduta fi come IN QUE STA alleuoltetantouale,quanto in questo,in que statutto miriſento, dellapauraſoprapresomirima fitutto sbigottito Conqueſte differentiemettetequella deldire, IO SON VSO, tosonoufato,iosono auezzo,chemescolatamatefi uſanodallifcrittori.Qua Lemedesimamenteè VISSO Vinuto, OBLI GATO &Vbrigator PERSO perduto, IGEVOLMENTE Ageuolemente, PVR MO, purhora, ALTRETTANTO al trottanto, BIASMO biasimo , AVANTI, innanti, innanzi, TVTTA FIATA, tut tauolta, DENTRO &Drento, DRIETO Dietro,Retro,Diretro, Dirietro,chetutti diffeDa te.con lequal uocifi mettono quelle DI ΡΟΙ, Ο dapoi, DRIZZARE, indirizzare, DRIT TAMENTE Dirittamente,cheDantehebbe p costumedidire.SimilmenteETERNO Eter nale, ETERNAMENTE eternalmente, FVORA fora, fuori, fori, forest come TERZ O. 323 come SV ſuſo, GIV giuſo,chedal Pe= trarcaficonfondonomolte uolte. FINO A TAN TO &perfinoàtantohannolaiſteſſalegge. Sico= me HORMAI, horamai,homai, hoggimai, INFINO infinoperl'iſteſſa ragione uengono àmettersiin ufo,&fi comela licenza étanto auanti peruenuta;cofibahauutoforza dipenetrar piu oltre inuariarel'usodelleuocitoscane, percioche FOLGO RANDO folgoreggiandosidiffe,& GVA TARE guardare,ficome ALLHOTTA alihora, AVACCIARE &auanzare in unaiſteſſaſignificatione,cheaffrettare uoglion dire, TIMORE temenza, SPEME &fpe ranza, DISIO,&diſiderio, CRI cre de, ME meglio, AGRO acro, NVDO &ignudo. TRATENGO etin tertengo, RICORDARE,Gramembrare, RASSOMIGLIO Graffembro, VN QVANCO &finohoramai, LAVDEO lode, MARAVIGLIA &merauiglia,COM PERATIONE, &comparatione, PIETA piatd,ASCOSTO, nafcoso,NVDRIRE nodrire,&nutrire, MINIMO menomouifi aggiungonoaltresi ,sicome PENTERE etpein tire, OFFERERE offerireuannodipari. conquelle OBEDIRE Vbidire, OVRA= RE &operare OLIVI, uliui. PARTI RE dipartire, PRO FERERE,&proferi x re 2 324 LIBRO rire, PARTICCIVOLA &particella, GRANDO, grandecheilBoccacciousa,PVO TE pote, PRESVME Oprofume,PRE SONTIONE &proſontione, PARSO paruto , PARTVRISCE, partorifce PREZZARE, &pregiare, PONNOO poffono, PRODVRRE producere, CON CETTO, &conceputo,PARVOLETTO من pargoletto, RICOMANDO,&raccoman do, RIFIVTARE, &rifutare, ROGGIO roffo, CONSEGVIRE, affeguire, PIN= SE, spinse, RINCORARE, & rancora re, RICHIVSO racchiuso, VOLTA uolge, uolue, RIGIRARE ragirare,RI MANGA rimagna, SPENGE fpegne SEGVITARE ſeguire, SAPEVAMO sapauamo cheDante laje oſcritto Aquesticorrif= pondonodipari SII uerbo fe, SOLVERE fciogliere, FRENO &affreno, SVOLI, Jogli,VVOI &uogli,SEMBIARE ſem brare, TORCE ſtorce, SATISFARE fodisfare, PATRONE &padrone, VISTO ueduto, TREMO, triemo, TEPIDEZ ZA, tiepidezza, SAPENDO &fapiendo. Lequaluarieta appreſſodeimiglior dicitoridiqueſta 4 linguaſonotuttauiaà l'unmodo&àl'altro poſte in ufo.Et dell'altrece nefono,lequalifornireidi racconta rein propriaforma,segiusta ragionedadire nonmi ritoglieffe. 325 TERZO. ritoglieffe.Quiui da ciascunofupregato moltoM. Spe rone,che egli l'incominciato ordineſeguitaße: raßicu= randolo,che quandodellungodireàlui non ueniffeal cunanoia,cheper lungoascoltaremai nonfarebbe ad alcuno perdoueruenire. Ondeegli ciò udendodipoco fpatiofermatofi effendo, questeparole andò conlepas fatecontinuando.Sono DIANZI &dinanziuo= cidell'istaßafignificatione: fi come NVLLA niente mailnulla piuſpeſſoentranelle profe,ficome il nienteneluerfo. horadiduefillabeſifa horadi tre, ilcheil Petrarca all'una guisa &all'altradiße.Dicefi anchora LEGGIERMENTE, & liggier= mente,ſi comeleggieramentein Dante appreßodelqua lefidiffeanchora lievementefi come OLTRE O oltra:ılprimiero nelleproſepiu ſpeſſo,fi comeilfecon doneiuerfi.conquesteuoci uengono PΟΙ po jciacommunia iuerfi&alleprofe,ficome PRIA, prima.Nelle prose PERPETV AMENTE perpetualmentediciamo. Si come QVAN DVNQVE &quantunque.QVI &quapoz trebbono fignificarel'iſteſſo,senonfufſe cheil qui al leuoltedaDante dalPetrarcaſipreſe perhora. Dante, >> Maquilamorta Poesia riſurga. Aggiugnefiil RVVIDO ベスト rozzo, SE= CRETO segreto, TOSTO tostamen te, TARD ) tardo, VIA PIV &uie piu, VOLUNTIERI uolentieri EGVALE x 3 326 LIBRO uguale, VNQVE &unqua.Potrebbonoha= uere unafolafignificatione AHI &ab,ſenon ſiue deßeeffere in uso,cheilprimierofignifica sdegno, L'altro compassione,nellaguiſache far fuole HAI ΜΕ & ΟΙΜΕ, maoimeèpiudeluerſo,ficome ahimedella profa,quantunqueDanteunafol uolta hab bianeluerfo postoloahime.la doueche dall'boimefi a= Stenne, &in iſcambiodiquellanocediffe OME. Suc cedonoquelle uocilibere &communi àuerfi &profe ALTRI altrui. QUESTO fiatachefiprendanonell'istessa maniera. E, ciò, tutta , uannodipariſicomedicendoEbuoni,I buoniE rei,et irei,cheall'unmodo l'altro Dante usaneluerfo,ben che ilfecondouogliail Petrarca , le proſel'uno & L'altrofanza differenza.ficome EI, egli,&Ellifi diſſenelnumerodel meno, in quello delpiu ESSI elli,et eglino.trattonefolo eglinopiuproprio dellepro ſe. Nemancol'usodi ESTO &diquestoin una iſteſſa fignificatione appreßo Dante.ilchefece alle uol= tefanzaimpedimento uerunodeluerfocomelà. 6, Estopianetaòficomecomparte. 3 Alleuolteastretto dalla chiusura Socomealtroue, terminideluer >> D'estaseluaseluaggia &afpra &forte L'usodellaqualuoce,come che distemperatofuße; Sommamenteſpiacqueall'orecchiediM.Francescofico mebenediede regolaà QVE &queicheindifferen tementeſipoteſſero uſare.EtDantenon contento delle dette TERZ O. 3271 dettelicentie delfauellarehebbe anchor percostume di accorciar leparole diprodutte,ch'io difopra diß Secondounafigura allafauellaRomanapropria &fa migliare metterlenellefottratte:ficomequadoegli ufa VOpuoisetVOperuoglio,cheè piudellaprofa, TV,pertuo ſicomeMI, ME,SV, I, inuece didi remio,meglio,fuo,iosanchorache queſta uocefizzaia il Petrarca illustraffemoltonellefue rime. CIO CHE quello,che nonprendonoalcunadifferenza,fi come ne PRESSO neappreſſoſenonincerticaſichedi radouengonoinuso.ſimilmente adiuiene di SECO confeco &fegocheDantelascioſcritto, D'AT TORNO &d'intorno,alquanto dedifferenzada quelledue uocidiede il d'ogn'intorno, come che mag= giorforzauengaquest'ultima uoce ad efplicare. SO VRANO fopranoficome SOPRASTA RE&fourastarequelloiſteßofignificarfoglionofan zapartimento.con lequali uanno CONTRA incontra, VERSO inuerfo, VER inuer,tutta uoltache àmouimento fidannocomeprepofitioni.ME CO &conmeco. PROFITTO o pro,con lequaliprodemiſeDante,quantunqueprodeſempreua lorosofignifichi nelleprofediM.Giouanni.Nefonoda una iſteſſa ſignificatione diuiſe AVENGA auegna duegnadio:ſeben quest'ultima uoce si met= tein ufo anchoperbenche& piu leggiadramenteche inaltrofentimento,con laqualeio uolontieri nell'isteſſo periodohòpercostumed'accompagnare,nõdimeno che x 4 tanto 328 LIBRO tantoualequantonientemeno, nientedimanco, nul ladimeno, nonpertanto,cheilBoccaciodiffe. Seguo no DII dei,ilprimo édellaproſa ſicome l'altro deluerfo.Oltreche questecongiuntioni, BENCHE, auegnache,anchorche,tuttoche tuttauiache,&quan tunqueſi comehannosenza partimento l'isteſſanatu= ra,bell ßimeſiſono etiandio &ufateda miglior dicito ri:Quantunquel'ultimafia piuuaga &piunumerosa piuposta inusodel'altre.cosifanno ILQVA LE &loquale,checommunalmenteſidiſſero.ſi come QVALI quai&quafouentefurondetti.Non parlo diquelleuoci cheper propria naturaſono atte à prendersiinl'unmodo &l'altro:aiternando àuicen= dacomehermaphroditi,deiquali Greci Latini ragionanoneilor componimenti. Percioche à tuttiè noto potersi dire CASTELLI Castella, MEMBRIOmembra,VESTIGI,uestigia, PECCATI peccata, MVRI mura,OREC CHI orecchie DITI dita, BISOGNI, bifo= gne,SACCHIfacca, STRIDI strida, FRVT TI frutta, CERCHI cerchie,GINOCCHI ginocchia, altriſomiglianti.&per tornare àquel lecheſonouariatefolamentedall'uso,dico,che queste no cicheseguonotutteſono poſte in usodi dirsiVSVRA 10 ufuriere:VIRTVTE uirtude: HONE= STA honestade : VOPO huopo: VINCVLO uincolo:VANGELIO uangelo: TERREMO TOtremuoto; SVGGETTOfoggetto, S.V= SPI TERZO 329 SPIRO fofpiro: SOGNO &fonno: SO= LITARIOfolingo : GVARDIANO guardingo, STORIA historia, SCANDO LO fcandalo. SIGILLO fuggello, STILE ftilo, SEPOLCROfepulcro: SELVATI COfaluatico, DIMESTICO domestico,FA MILIAREfamigliare. SEMENTEfemen ta: RITONDO rotondo, HARENA rex na: RIVERENTE reucrente, PICCOLO picciolo, PALAGIO palazzo, OBIETTO ogetto, NVVOLI nubi,nugole, NIMICO nemico:MANDRA mandria, MAI mali, MACVLAREmacolare,MAVMETTO macometto: LABBIA labra LOICA logi= ca, LITTERATO letterato,NVMERO nouero, LABOLE labile, IMAGE imago, imagine: HEDRA, hedera,hellera, DEMO NIO dimonio : CONCISTORO confifto= rio, CILESTRO celeste, CHETO quieto, CA' cafa, BOLLENTE bogliente, BER= ZAGLIO bersaglio, VCCELLO augelio, ANCVDE Incude,AGNOLI angeli, AR BORI alberi. Traqualiconſentiate,che uenganoà numerarſiquegli altri ANCISE no uccise, l'u= l'altro delleprofecommune:ficomediparicon sentonoAVINCHIARSI auinghiarst,che legarsiugualmente significano . BIBO & be= 10, CAGGENDO cadendo, CHERO, x 330 LIBRO chiedo, DEVRIENO dourebbono. fi come DEVRO'chealcunavoltain uicedidoueròdalPe deb trarcafidife.co qualisi mettono DEVB be, DEONO denno debbono, DESCRI=. VO defcribo,cheilPetrarcahebbepercoftumedi . dire,ficome DIVEGNO &diuerto,SGOM BRA disgombra,SFOGA disfiga,SFA CE disface,DORAindora, SENDO effendo, ENNO fono, HAGGIATE hab biate, INDIVINOindouino,NEVICA neua,chediffeM.Francesco, NVDRISCO nu drico,PAVENTAflauenta,PLOROO piango, SCONTRARE Incontrare, SCO= ucden= VERSEſcopersſe,VEGGENDO do,quantunqueuedotoscanauocenonfia,comeueggio. ALTRONDE &altrouesonotrasedifferenti, chel'uno daluogo, &l'altro aluogoſignificaqualdi cendod'Altrondeegli è venuto,cheda Roma, Al= troueeglihoraseneua. Cofi ugualforzaritengono quelle ALTERO altiero, SVBITO difu= bito, DOLCEMENTE dolce,cheilPetrar cadiffeadimitationedi Flacco, NOVAMEN= TE nouellamente, SVBITANTEfubita mente, ESILIO,exilio, figlio, APPO ap preffo, A GVISA, & in guifa, POTEN TE, &poſſente, ADVERSARIO auerfa= rio AVIENE adiuiene, VELENATO auelenato,BARBARO barbarico, CATE= NA f TERZO NATO incatenato, PRIGIONATI impri 331 gionati, CHIOVO chiodo,CONCLUSIO NEconchiufione, CVLLA cund, DRAGO dragone, DESIRE defiro,fi come DISHO= NORE,erdisnore,cheusòM.Fracefco,ESTRA NIO iftrano,FE fede.GENAIO, ge naro,GVERRERO guerrieri, GVIDAR DONE guiderdone,EBBENO &ebbano, chelegnopretiofofoglionofignificare. Aggiugnete d questi LIDI Liti,quandovengonoadesprimere gliultimicorfinidellaterradalmarepercoffa, NA= TIA, natiud, NATO nasciuto, PREGO priego, ARTEFICE,artifice, PITTORE, dipin tore, QVADRELLAquadrelle, REDE herede,REregi RVBELLO ribello,STA TEestate,VERNO inuerno, STRACCO Stanco , SENSI, sentimenti,ſentimenta, TEBRO Teuere, VEGLIO uecchio.l'usodellequaluoci è communeperla loronatura.Etpercheintendo accre= fciere ilnumero diquestenoci, dico chealle gia rac= contate ui si aggiungono queste altre ACCO= MANDARE ricomandare,chePiſteſſo inm= portanocome,LATTAREallattare, ALLEG GIAREaleviaresCAPE capisce,CERCO cer cato, GOVERNO gouernato, HORRE= VOLE honoreuole,CONTENDERE con trastare, CORCATO coricato,COSSE cocette, DIVERRAI, diventerai, DOR= RO LIBRO 332 RO dolerò,GVARNIRE guernire, FINGENDO infingendo, DISTORRE istorre, MANDOE mandocheilBoccacciodif Je NOTARE &natare; CAVRIOLO capriolo, RAMARICO ramarischio,REDI MEREridimerecheM.Gouannifcriffe, SPACIA RE passiggiare, STARNVTO ster= nuto, SCHICCHERARE, &fciccarare, TACQVONO tacquero SCEVROfe parato TRASVEDERE trauedere quel loisteſſononvoglionoſignificare,perciocheil primie ro diqueſti uerbiualtanto quantopiucheuedere, : l'altrouna cofàperun'altra uedere. Sicõe STRAN TENDERE &frantendereſonodißomiglianti: Punoſignificandopouche intendere, l'altro intende reunacoja perun'altradifferentemolto.Ondeincio n'hauete ilteftimonioſopra ladifauentura di Solofmeo chepernonparlar ifſchiettopreseungranchio ,ondei Toscanidiconto →, Qui graceilsoloſmeo,che'l uotoappese, >> Cheicapogliscemaffe,&gli ècresciuto, PerchePannuntiatatoframese. Vjafiil TE, perto,onde diceßitequestolumebuo nobuomosuoceMarchigianaprucheToscana, fi co me DILEGGIERO dileggierifidice, BREVE brieue, I'NDARNO e inua= no, INSIEME einfème,infiememente dal Boccac cio,comeinſembredaM.Dante.MERIT A MEN TE TERZO 333 TEanchorasidice&meritevolmente, MICA, miga,SENON&fenonne.colequaluociuongo notuttavia ELLE elleno,COSTVI Stui alleuolte, STA MANE cote istamane, benchestamaneſiapiudeluerſo, come stamanedcen dodellaprofa. FRA &trafonocommuni, eccetto cheallaprima fecondaperfonafidapiu gentilmen= teildirefra miocuore,frafepenſaua.che tramio.cur re trajepenfaua.nellaterzasinelnouzrodelpu, o medelmenoficonfondono,ondefidirafraquesteualli. comepiueglici piace. Cosil'iſteſſoimportano SE= COSTESSO, fecomedfimo. COMVN QVE comemai. Riceuono differenza queſte due CONCIOSIA COSA CHE laquale ſipuòdareàtuttiitempideluerbo &maniere, che co ciofuſſecoſache non ſidirafenonin cotalmodo , Con= ciofuffecosa chequel terreno producaCipolle che diße ilBoccaccio quella isteffa forza portano conico, CHE CHE &qualunquecofa, ARANGI aranzi, ARROSSITO arroTato, BAC CIELI &Bacceli,CAMICLAcanifcia,C.E THERA cetara,CINGHIALEcinghiaro, CERVO cerulo, COCVMERO cocomero, CORSARO corfale, DOVITIA diuitia, DVCENTO dugento, EBBRO ebbriaco, IMPETO empito,FRATELLI frategli,BE= NIVOLENZA beniuoglienza, FESTEGIAN= TEfestante, LA FINE ilfine, FIRENZA fiorenza 334 LIBRO fiorenza,il primodella profa&ilsecondopiudeluer Sonaturale proprio.Aggiugneteildire INCAN TO incantamento,incantesmo,incantesimo,incanta= tione,incantagione, NERBVTO neruojo,MO GLIETA moglietua MOGLIEMA mo gliemia, MONAGI monici, MICIDIO homicidio, MERCATANTVZZO, mer cantuzzolo, MORTAIO permortale,che il Boccacciousodi dire. SOSPETTIONE fo fpittione, SORGOZZONE &fergozone ch'anchorahoggidileuatenelarouſanodi dire iMar= chigiani. VERMIuerminicheM. Giouanni diffe.Eccoadunquequantefonole uariationi del dire chein questa linguaàtratto àtrattoſiritrouamo, ueggonfigermogliaretutt'hora:dellequaliio nonande roaccrefciendo piuilnumero:parte per non incre= Scierui,&partepernonfoucnirmene hora piuallame moria.cheradeuolte auiene,ch'altripoſſadi tutto ciò chehuopoglifa ramemorarfi. Maperuenendohoggi mai adalcunepiupriuate regole,concuifiindrizza= no comedagiustediritture,leuoci dico, cheuoiinque ſtalinguatrouereteparoleslacui produttione ac crescimentofifa,&netuerſo nellaprofa, in molte maniereficomenelprincipio,in quelle, DISDE GNO, ISTESSO, RACCESO, DI SPARVTO, DISTESO, chepiufemplice mentefidiconosdegno,stepo,acceso,ſparuto , steso. ne penfatechelacagionedicotali accrefcimenti fiauand من ۱ TERZO 335 di fouerchio. Percioche borafifa per replicamento, come RIVEGGIO,che dacapoueggiofignifi cazhorapermigliorſuonocome INGATENA TO, cheuaghezzaritieneinſemigliore,che ildire catenato:horaperfuggir lo strepito delle confonanti, Stemprando la loroamarezzacon lofpirito& teno= redelle uocali:chemigliorſuonouerra dicendo I O VOGLIO fariſperienza,cheleuandonelai, dire iouoglio farifperienza: ſicomefeguitando la uocale pernonfarne'ljuonosdruccioloſo &mozzo ui leue= remo la uocale dicendo IO FAREI ſperienza, &nonfareiifperienza.Crefcono alleuolte leuociper piuforza dellalorofignificatione,comeche piu cofa uenga àfignificarsi co'l dire DISDEGNO chesdegno, o RACCESO che acceſo A V E= ENATO cheuelenato.Sicometaluolta sifa p dire ilcontrario,quale ènellanoce,GINTO, che aggiugnědoui letterein manierache dica Difcinto, uie ne àriceuereſentimento &forzadallaprimiera con= traria.Alleuoltefifa peraccreſcier uiolenzaàquello chediciamo:fi comeogn'unoſa che TIENE Oriz tiene in questoſonodifferenti,che l'uno accrefcieuiolen za,&poſſanzaall'altro . Creſcononumero &forza tutte quelle CONTRISTA, DISFIDA, DISPIACCIA, DISCENDE, DIS= FRANCA, DISBRAMA, DISNEВ BIA, DISCIOGLIE,DISTEMPRA DISPARE, INCOMINCIO, RA SCIV= 336 SCIVGO, LIBRO T ADDORMENTARE, (ABBRVSCIARE, altre,à questefimili ( deltutto.Etfi comel'accrescimentodiqueste sifa per questi effetti, medesimamenteo per inchinarla forza della uoce,òper humiliarla,ò peraltro effetto meneà jcemarſi laparolaneifuoiprincipi.Accrefcieſiancho ra&fcemafinelmezzo, come SV BITA MEN T.E, fubitanamente, MERCATANZVO LO, mercatantuzzolo,ETERNAMENTE eternalmente , AGEVOLMENTE ageuole mente, altreòper efferedalcommune uſolontani,o per recaremaggiorgrauita, piulungamisura alla uoce &fuonopiugeneroso.Etfimilmentenelafinefi Seemalauoceòpernecessità,òpernatura.Pernecesita fi comeauieneneluerfo,nelqualemartir',dolor , pen= fier',filegge inuccedi martiri,dolori,penfieri. Ilcon trariofalaproſa,chelunghezzaetermineporge alle uoci,come quellacheiperiodi, &ilnumerohapiulite ri ischietti.Per naturasifal'accorciamentoòla lun ghezza,fendolauocedafeftoffa comune, fi comeVO Cuoglio, PVO, puote, FE, &fede,conl'e quali ME meglio,TV, tuo, SV,&juofi poſſonoaccompagnare.Oltreche uoci fi trouaro,alle qualinon fida accrefcimentonelprincipio ne allafine, manelmezzofiuariano quantoalla ſcrittura,come BERZAGLIO bersaglio, BENIVO LENZAcheinbeniuoglienzafi cangia, BEL LI inbegli, 2 SALENTE chepiu gentilmen te 337 tefi cangiainfagliente.laqualuariationefifa dallara TERZO. gionedeliafcritturafolamente,&non d'altronde un quanco.Paßiamohoraalleuoci,cheforzahano diıfpri merealcunamanierad'affetto. dellequali alcunefanno Segnodidolore,alcunediallegrezza,alcunedimaraui ** glia,comemoltealtrediuarimouimenti degli animi tanoinſieme ira nostri.Primieramentetrouaretealcuneuoci,che dino= dolore , qualisono AHI, AHidellequalilaprimieradimostrapaßionesdegno= fa,òsdegnoaddolorato. AhiPisauituperiodellegenti. Etl'altra doloreſanzapiu.come appreſſo del Pez trarca. >> Ahnull'altrochepianto. Altreuocihannoforzadimanifestarehumiltà d'a nimo, &mouimento dicuore in domandar piata ò Soccorjoaltrui. Dehporgimanoàl'affannatoingegno. Si comequellastessauocepuò haueruirtu di per= fuadereòd'ishortarealcunoche sia. >> Dehpercheuai?Dehperchenont'arresti? Valeanchoranelloimpetrare alcunagratiada chi chefia,conattopiegheuole &affettuoso: „Dehmettialmiouolertoſtocompenfo. Sicomerichiedendoalcunacoſa ufiamodi scongiu rarealcunocondire >> Dehsegiustitia&pietauidiſgreui. * Prouocaanchoraadudire à uedere cosecheinse RAGIO. yi riten I LIBRO ১১ در 338 ritengonomoltadimarauiglia. Dehrestateauederqualeilmiomale. Succede loAhime,che carfuole. Ahimechepiagheuidinelormembri Ifprime la o,marauiglia, dolore, compaßione, in= dolore terceßione, biafimo, allegrezza &altri effetti. Marauiglia Ofelice eloqnentia,ò lietogiorno. : pietàſignifi Dolore Odelmiomalpartecipe&preſago. Compaßione. در دو دو در در رو Ogiornoòhora òultimomomento, Ostellecongiurateà impouerirmi. Intercesfione. OuiuoGioue Mandaprego il mioprima,che'lſuofine. Biafimo . Oterrenianimali,ò mentigroſſe. Ofacro,auenturoso, dolce loco. Allegrezza Sdegno, Defiderio Ochebel morir erahoggihaterz'anno. Derifione Ofouratuttemal creataplcbe. Onostra uita,chefibella in uista. Valeanchorainquesticaſiil LASSO OMI SERO nell'istessoaffetto , inquanto che amendui efplican'ildolore. » Lafſomech'iononſoin qualpartepieghi. Anchoracheilmijeroučgaàmanifestare compas fioneinaltrui.- Miſeroamante, chedolorilmena. Segue L'O IME,laqualuocediradoDante co : me ✓ TERZO " 339 mepiuſpeſſo il Petrarcalapoſeincostumedidire. Oimeilbeluifo,oimeilfoane sguardo, Etaltroue. رو دو Oimeterra efatto ilſuobeluifo. Vienein compagnia di queste L'O ME: à cui Dantediedepiu regola &ujodi M. Francesco: questa uocefignificanonpur dolore;mapaura , marauiglia. Omemaestro,che equelch'iueggio. Taluoltasi compongonoper accrescimento diaf-- fettodueuocidiqueſtamaniera,ſi comefeceM.Fran= ceſcoquando ediſſe, OIME LASSO; laqualfor madidiremedesimamenteusò un giouane della no= ſtra cittàinuna ſuacanzone,dicendo. „ Etfonfattooimelapo , Nonformad'huom,mad'inſenſibilſaſſo, Etperche iofon entrato negliaffetti cagionati da quelleuoci pure, dolci,&fpirituose , nellequal ha luogol'H; uengohora à quelle, chehumilta &mode Stia importano,fi come VAL CHE SI SIA, COMVNQVE EGLI SI SIA, QVA= LVNQVE SI SIA QUAL CHE SI FVSSE, &fomiglianti, ilcui fenfobafſſezzad'ani m &modeftiapiuimporta,che altro .Quantunque allaproſapouche aluerſoſiaquest'usodifauellarecon ueneuole richieſtosnondimeno Dantehebbe à dire. >> Qualchesifuſſe lomaestrofelli. Pasfiamo horaalleragionideldirefigurate: delez quali laprimiera ètuttauolta chesidonaunacommu= 2 2 ne LIBRO 340 ne proprietà ad untutto, laqualepoi artificiosamente uieneinpiupartiàriceuerdiuifione & partimento ... dellaqualfiguraètutto ilcanzoniere delPetrarca di= pinto,ſi come inquellaparte. כל در גל Amor,Natura, labell'almahumile, Ou'ognialța uirtutealberga Contramefongiurati. . regna Finqui haueteiltutto,dietro allequaluociſegue la diuifionein cotalmodo, ?" دو دد » Amors'ingegna Ch'imora afatto,e'nciò ſegueſuoſtile. Naturatiencosteid'unſigentile Laccio,che nullo sforzo ècheſoſtegna. دد כל در ?? Ella èſiſchiua c'habitar nondegna Piunella uitafaticosa &uile. Alleuolte àdue òpiucoſecompreſeſottoil nume= rodel menofidonailuerbodelpiu,ouero l'aggiun= to . ilche il nostro Padouano diſſe non iſconciamente inunfonetto. Etl'uno &l'altro fole Didolcezza d'amorfereni &caldi. : Un'altrafifamentrechenoiprendiamouna pro=3 prietaconpiuuociinſieme,&quella ad unafola do= namo,fi comedicendole stelle,i cieli,et lanaturaàpia gner mi costrigne:doueappar cheil uerbo coftrigne uieneadunirſicon lanatura piuchecon l'altre uoci,il cheappareperquesto effempiodiM.Franceſco... › Crudeli stelle Orione armato, » Spezza TERZO » Spezzaà tristi nocchier gouerni eſarte: 341 Alleuolte piucofehauerannouna steßa proprietà, 4 nonpercontodellauoce;madellafignificatione. دو Qualfiorcadeafu'l lembo >> Qual fuletrecciebionde. Seguelafigurachepermaggior chiarezza d'alcu nacosaaggiugneproprietà,che inſe ritiene dichiara= La tione,&dimostramentodiciòcheſi ragiona, » Ladonna,che'l miocorneluiſoporta, " A " دو Ladouefolfrabeipenſterd'amore Sedeam'apparue. Similmentefadimestiereſapere quella ragione di parlare,ondefi mettono insieme moltecoſeperse steffe permanětiinunoisteſſolegame,dettaAppoſitione. Piacciauiporregiu l'odio losdegno Venticontrarialla uitaferend. Etfinalmentefuccedequella, ondegliaccidentid'al 7 cunapartefiafſegnano altutto. Unastranaphenice ambe duel'ale, › Diporporauestita e'lcapod'oro. Piacciauihorach'iomi rivolgaadalcune offeruan I zenonindegned'efferudite,specialmente da coloro, chenonhannodiquestalinguaferma &certacontex za,fassiunafiguradettaTramisfione,nonſpiaceuole, nedipocolumeapportatrice, è tuttauolta che ilfen ſouieneperlainterpofitioned'alcuna uoceà diuiderſi ilchefailpoetaladouediſſe. >> Delfiorirqueste innanzi tempo tempie. 23 Et LIBRO 342 Etpoichequestoverſomihamandato allamemo ria laforma del Biſticciare,che alcuna uolta rende uaghezza nonmezzana àicomponimenti; dico ilBi= sticcio effere un giuocofatto ſopra alcunauoceconua= riatione delle uo cali delfignificato , onde il Pe trarca. " Quest'ècolui,che'l mondochiama Amore Amarocomeuedi. EtDantealtrefi x > Ch'iofui perritornar piuuolte uolto. Fassiun'altratramisfione.per contodichiarezza, d'alcuna cosachepotealasciarel'animodello ascoltan tedubbitoſodettaParentesi. I l'ho piuuolte(horchifiacheme'lcreda?) دو Nel'acquachiara. Alcunafiata egli adiuiene,che da gli accidentifi descriuono lecose leſostanze loro , fi comefignifi= candoalcunacosa auenire nella state ò neluerno;dire= mocioeffereauuenutocoifioriòconlaneue, " Sich'allamorte inunpuntos'arriua 1 Oconlebrumeòconlebianchechiome. Chetantouolledire,quantoègiouane,duecchio. Aquesteragionifi aggiugne quella,onde alcuna coſaſilodaò biafima per eſſempio d'altre nell'istesso genere. » Nonfurgiamaiuedutiftbegliocchi 13 >> Onellanostra etadeòneprimianni. Etoltreàciouannoincompagnia diqueste la ra= gione TERZO 343 gione,chefifa argomentandoſoprale coſeimpoßibili, nel dimostrarelafermezzad'alcunacosa, chechefia: Quandohauroqueto ilcor,asciuttigli occhi; 12 دد Vedremghiacciarilfoco,arder laneue. Conjentelamodestiadeglihuomini,che nelle cose!4 dubbiofefipaßi con difcrettione,in maniera, chefiuen gaàrisentire la propriafragilita,onde errando s'ac= quisti perdono: dicendo s'io non crro,s'io non m'in= ganno,cometo stimo,perquantoio mi penfo,se be= ne miauifo . Ches'al contarnonerrohoggihafett'anni, >> Cheſofpirandouòdiriuainriua. Vfanoepoetialcuna uolta ilnumero infinitoper 15 lofinito. » Nonhotanticapelliinquestechiome » Quantiuorreiquelgiorno attenderanni. Etaltroue. ›› Benmillefiateòdolce miaguerrera, » Perhauercobegliocchiuostripace, → V'haggioproferto ilcuor . Accresconotalhoraipoetilacoſacolafiguragene 16 ralmente detta inalzamentodipiudicendo dell'effetto, » Unadonnapiubellaaffaich'elfole, » Etpiulucente. Auienemedesimamenteche l'effetto d'una cosa fi 17 diaadun'altraincotalmodo, ., Finchel'ultimodichiudaquest'occhi. Cheilchiuderdegli occhiſi attribuisce a'llultimo giornodella uita,inquantocheintaldi uiene quell'i y 4 stesso LIBRO 344 18 stessoeffettoadoperarfi.Seguelo abbracciamentofat= to nellaconchiuſlonedipiucofe con unaſteßachiusura fi comefa ilPoetanelfonetto, » Opaßifparfi. Douetrattieneillettorefino all'ultimo uerſo, quello steſſo in quelle rime, " Pacenon trouo. Tırădolocondiſideriodiuederlafinepiuchemez 19 zanamente.Conquestoprocedequell'altra,con chef aguaglia l'unostatoall'altrodituttelecose per con D) trariaragione comedicendotantodeluedertifon lie to,quantodelnonuedertimifero, Et quanto eramiauita all'horgioiofa >>M'insegnalapreſenteafpra&noiosa. Valacomperationeisteßamolteuolteſucoſenon / " contrarie;ma pari &fimilideltutto, Chedilagrimepregni... Siengli occhi miei,fi comeilcordidoglia. E'dametterein usoaltresiquellaformadidire,que ſto tempo miuietailnauigare,inuecedidire,inquesto tempomifi uietail nauigare, E'lbelgiouenil petto >> Torred'altointelletto, 22 Micelanqueſtiluoghi alpestri &fieri. 71 Iniſcambiodidiremificelainquestiluoghi.Ag= giugnete quella figura,chesifatuttafiatachesi met teiltuttoper laparte, >>> Perchedi nottegliocchimieifonmolli. Vnd 4 TERZO 345 Vnauenehàdiquestamaniera,quandochenoiacaZ2 compagniamopiucoſeſoprad'unoisteſſofine con un Jolouerbo. 1. >> Neperuolgerdicielo òdipianeta. Figuratamentediciamotuſeperuenuto à tale talgrado, dando ciochealmouimento appartiene,à caſo d'altrafignificatione, Poichesegiuntoall'honorata uerga. Si comeneperMetaforaufare,nepercontodicom 23 paratione,fidiraadalcuna coſauillanie,togliendolaft militudine da coſadifferente molto:comeilpoetadell'I taliaparlandotuttaua diffe, „ Vecchiaotiofa&lenta, Dormiraſempre &nonfiachilafuegli? 4 Conqueſteſimette lafigura,che inſeritienecondi 25 tionefoprailfauellarechesifa, →, Etfecoſadi quanelcielficura. Peraccrescimento diforza,& permaggioraffet 26 23 " tofaßi lareplicatione etiandioincotalmodo. Gridanòfignor nostro aita aita. Iouògridandopace,pace,pace. PapeSathan,pape Sathanaleppe. Etaltroue. EtDante. Bellißima &leggiadraforma di dire quella,onde 27 noiſopra lafermezza d'alcuna coſa argomentiamo dalloeſſempio d'altre cose, intal guiſacheſi uenga à confermare l'intendimentonostro,faßicoſi, › Mentrechealmardifcenderanno ifiumi, Etlefere amerannoombrofeualli: 43 Fid ٢٠ " LIBRO 346 » Fiadinanziabegliocchiquella nebbia » Chefanafcerdemieicontinuapioggia. Segue quella,che i Latini coſiſpeſſo uſano, tuttafid tacheil numerod'alcunacosauengonocomparandoà quellod'un'altra, » Peradequarco'lrifoidolortanti. Drizzanoipoeti il parlaremolteuolteàcoſepri I uedisentimento,&inanimate,trattandole comefen= fibili &animate:ilcheinfinitamentehebbeper costu me M.Francesco didire,mabaſtiuid'unfolo effem= pioperhoras » O'poggi òualli òfiumi,òſelue,òcampi. دو Otestimon dellamiagraueuitd, » Quanteuoltem'udijtechiamarmorte? 30 A`cofe contrarie molteuoltefidarannoproprietà nondiuerfe:qualdicendo,amartinondebbo, ti nonpoffo,il parlarnon miſtabene, 31 2 l'odiar iltacerenon mièconueneuolc, > Lostarmi strugge,e'lfuggirnonm'aitd, Adiuieneanchora,chenoi uogliando comprendere... untutto,tocchiamoleſue stremita, necui termini egli uieneàcontenerſi ,ſicome uolendodire, in tutto il mondo nonritruoarſtlapiubelladonnadi coſtei.dirò dal'Oriente a l'Occaſo noneſſeredonna dicostei piu bella:postoanchora,chealtrepartiſieno diqueste nel mondolaqual figuraneldescriuere tuttol'annousò il poeta,dicendo. » Etquando'luernofpargelepruine, » Et TERZO 347 » Etquandopoiringio,ueniſcel'anno. Anchorachefoglianotuttelequattroſtagioni di pingere i poeti,comefecequelnostrogiouane dicui diſopraragionai. " ८८ Comeche ilcaldodie Fendeilterreno, comedellefponde ,, Biancoiluerderitorna, » Etcomeprimaueracolliadorna Etcomecaggionpoileuerdifronde, Dauafi alloistrumentomoltefiate ilnome pacheal72 tri conuiene,qualdicedo ilmartellohauerfatto ilchio uo comecheilfabbronesia statocagione,peraiutono dimenodelmartello, دم Chinonhàlauroo'lperde, » Spengalafetefuaconunbeluetro, Rendeuaghezza &fplendore allicomponimentila J3 uiuafentenza,& ilprouatoprouerbio,dellafentenza berifi diſſeà bastanza:horaprendiate l'eſſempio del prouerbio, Amachit'ama. Etpocodoppo >> Checonuench'altriimparealleſueſpeſe. I qualidettiriceuonogrande,&difficilepartimen to,ilqualeperchehoranonimportaintendodilasciar= lo.Sonoli Enigma anchoraincerticaft leggiadri & 3 + diletteuoli,tanto piuquantoà glianimicurioſt reca دو " nounpiaceregrandißimo&diletteuole. Etgiadiladalriopaſſatoèilmerlo. Dehueniteàuederlo. Tal LIBRO 35 348 Taluoltaàduecose differentiſi danno proprieta diuerfe,che uicendeuolmenteſipoſſono uerificare,nel= laguiſachenoifogliam dire,tu segentile,come tuo padrecortese:cheualequantoil dire, tuse cortese: quantofutuopadregentile:bella &figurata ragio= nedidire. „ Beato il padre benedettoilgiorno; „ C'hà diuoiilmondoadorno. 36 ' dinonpocolumeapportatricequella chiara gentilefigura,concheſopral'impoßibilta s'argomen tad'alcuno effetto. دو Adunaadunaannouerar lestelle: >> E'npiccioluetrochiuder tuttel'acque » Forſecredea,quandoinfipocacarta,う 37 38 Conquelcheſegue. Segueunaragiondi dire,of Seruatatuttauolta che noi moſtriamofar dibisogno il dired'alcunacosa,quantunquenulla rileui quelcotal ragionamento . >> Italia mia,benche ilparlarfia indarno, Co'lrimanente. Metteſialcunavolta loacciden 79 teperlacoſaprincipalmente inteſa:neliaguisa che fi dice,nelSenatohoggieranopiudimilletoghe,inuece didire piudimillehuomini togati. >> Chefanquitanteperegrinefpade? In uece didiretanti huomini diſpade guerniti. Siz milmente uedretene imigliordicitoriper accrescimen tod'alcunacosa ufarsi ilprenderproprietà dißimile et contralanaturadichechefla:comeseio diceßi ,u'era 1 ۲ た tan= 1 TERZO دو 349 tant acqua chehaurebbeſpentounmardifiamme. Ch'uncor dimarmoàpietàmoſſohaurebbe. Metteſialleuoltein uso difignificar lo stato delle 41 coſeſecondo alcuneproprietamolto accidentali, د dal fatto lontane:ficomes'to uogliodirenon effere il piu perfidohuomo d'alcunocheſia,dirònon eſſereſotto il cielo il piu ribaldodilui. Chetanti affannihuom maifottolaluna >> Nonfofferse.quant'io. Etaltroue, →, Quanto'lfolgira,amorpiucaropegno » Donnadiuoinonhaue. EtDante >> NonuedeilSol,chetutto'lmondogira, Trouafiunafpeciedicontrapofitione (ilqual àfuof1 luogofiragionera)fattatra duecofecontrarie,ma con •legatura difimile.comefeiodirò, colui è gentil'huo= modiuilla,ſcientiato d'ignoranza,accostumatodi ui= tij,ricco di pouertà, somiglianti. Poich'amorfemmiun cittadindeboschi Allequalmanieredidires'aggiongonoquelle,onde 47 diciamoadunfanciullouecchio didieci anni,&adund feminagia difpoſſente&antica,giouinettadiſettanta anni.Etunochediffe M.ColaBruno,ad unochehaued fatto unPoemaſcritto in foglio, &alto un palmo, pouero &di stile&di cognitione,questi s'hafat= tounpublico tropheo delleſuepriuateignominie. Faf43 fi fimigliantemente la interpretatione,ilche ètoglier dàunalinguaunaſentenza n'altra conaltre uoci, accommodarla ad u= 22 Per 350 Perlodolcefilentiodellanotte. LIBRO دو Feminaècosamobilpernatura. Et altroue Laqualtradottionesifa imitandoalcunauolta l'i= steffe parole dicolui,che in altralingua ſcriffe. Ilche feceilPetrarca,mettendo ildolceper dolcemente, à fimilitudined'Horatio,che lo fimile fece nell'iſteßo propofito. » Etcomedolceparla dolceride. 44 Nonèdalasciareuntrattogentilemolto & leg= giadro: ondefiuieneà mostrarladifferenzadidue co Jediuerseconproprietà contrarie,ſi comedicendo , tu Jeunatorrecontrailuentodel'inuidia,tufefcogliodi pacienza contral'onde delle maluagielingue. >> Ellaſijtapurcomeafpr'alpe al'aura. Etquelloisteſſo inunfonetto da me non ha guari . : 45 د ככ ده دو ueduto. Cheinuoifara co'lſuotenaceoblio Comedifole unpicciolraggio in marmo, Odinpiufaldoscoglio ondamarina. Allaqualimpoßibilità accennò ilpoeta medesima menteinquellaparte, Etco'lbuezoppoandremcacciandol'aura, Moſtraſiparimentelauanitàd'alcuno effetto , in cheſpendiamo opera&ftudio inutile,in cotalmodo. >> Inrete accolgol'aura,e'n ghiaccio ifiori, rigid'alma. » Einuerfitentoforda Deiquaicolorifonodipintetutte leſcrittureGre= 46 che&Romane.Accrefconfianchoralecosepercagio= ne TERZOSIS 351 nediargomentodettopiuforte, ilche chiaramentemet tein ufo il Poeta,quandodice. >> Sefubeatochilauide interras >>Horchefiadunqueàruederla in cielos Etaltroue. Chedouedelmalſuoquagiusilieta " » Vostrauaghezza acqueta >> Vamouerd'occhio,unragionaruncanto; >> Quantofiaquelpiacer,ſequesto ètanto? Eleggiadro gentiletrattoquello, conchefido= 47 naalcunaproprietàd'unaparte adun'altra,che eſſen dolauergognaaffettodelſanguejparſo alle parti if trinfichedelcorpo,nondimenoperche piu dijua appa renzatienenel volto,fi diede aluijoda M. Francefco. دد » Signormio,chenontogli Homaidaluolto mioquestauergogna? ८८ ५८ Succedonolefigureche apportano merauiglia à 48 chiunque l'ascolta;dellequalichiminutamente ilnume= rowlauariatione uoleſſe giudicare, nel uero ha= urebbedatemere, chepiutostoilgiorno ,chelama= teriagli ueniffemancata. Perciochetutto pieno , tut= to riccoinogni parte, ſene dimostra il poeta : pernon trappaßarequestaparteſanzaeſſempio;udi= tequandoeglidiße, » Ethorcarpone,horcontremantepaſſo >> Legno,acqua,terraòfaßo. >> Verdefacea,chiarafoaue l'herba >> Conlepalme&coipiefresca&fuperba, } ८८ そこ co » Et 352 LIBRO >> Etfiorircobegliocchi lecampagne, >> Etacquetariuenti &letempeste. Daßianchoraadalcunacosaquello,chepermezzo + d'altriuificonuiene: fi comedicendoquestecarte pia gono:questerimeſoſpirano;doueegliſi appare che il lagrimare&sofpiraresiattribuiscono allecarteetal lerime,pciochefannoaltrui&piangereetfofpirare. » Eifoauiſofpiri,e'ldolceſtile » Chefolearisonarinuerfieinrime. 4 50 Giuocafifopraalcunauocebeneſpeſſo non perra= gion dibiſticciare;ma percontodiScherzo,ilchefiue deinquellerime, » Necontramortefperoaltroche morte. >> Mortem'hamorto&folopuofarmorte دو Ch'i tornià riuederqueluiſo lieto. Alleuolte ilgiuoco uaſopradue cofe diuerfe contrarie, > Nonpuòfarmorte ildolceuiſoamaro, >> Ma'ldolceuiſodolcepuòfarmorte. Etfalloilpoetaalle uoltepercontodi contrapofi tioneincotalmodo. » Egliattiſuoifoauementealteri › Eidolcisdegni alteramentehumili. ; : La onde,che alcuniperfarneloſcherzopiuleggia dro inuecedifoauementeſcriſſerohumilmente,noauer tendocheilgiuocouàfulafentenza,&nonfulauoce. Auegnacheſoauehoradolce,horahumileſignifica,fi cõenellacăzone,Verdipani,fi uede,quado édiffe 3 ১১ Et د TERZO. » Etogni sdegno Failuederleifoaue. 353 Chedolcenonpuòfignificare,uolendodire ilcotra rio dellosdegno,cheel'humiltapiuche ladolcezza. Figuratafauella èfimilmenteil daradintenderele 51 cofedailorocommuni accidenti,nellaguiſachenoimet tiamoincostumedidire, C'horfußiiofpentoallatte & allaculla, ८ Inuecedidireſendobambino &fanciulletto : da gliaccidenticommunitoccado la naturadi quello che trattiamo.Vieneàfarsimedesimamente unaffecie di affettione,laqualenellafèntenzapiuchenelleparole co fiste:&ciòadiuiene,quandoche nellodare òbiafima= realcunotogliamoglieſſempidacoſefuordi ragione differentidal corſodinatura. رو Dolcemente&s'adira Conparoleche ifaßiromperponno. » Romperlepietre&piagnerdi dolcezza ८ Etaltroue 1 Piaceanchoranellecosecontrarie usarl'iſteſſa pro $7 prietà,nellaguisachenoifogliam dire,ſi come iopo= coàtefui cortefe; coſiuoglitubora eſſereà me mol= toliberale. › Verginedolce&pia >, Queilfalloabondòla gratiaabonde. > Raddoppiasialcuna uolta l'effettod'alcunacofa,il 54 cui utileò honoreòpiacereuieneadeßerecommuneà noisteßis àcolui conchifauelliamo :comedicendo, tanto équeſtaperditaàtedannoſa;quantoàmefpiaz RAGIO. 12 ceuole LIBRO 354 ceuolestantoioamo te; quantotuſempremigioui. » Porfinealmiodolore, Ch'àtehonore, &àmefiafalute. Etaltrouc, 55 ›› Vostrofia'lbiasmo, &mio'ldanno&lapena. Faßiun'altramaniera difigurato parlare tanto perauenturaſpeſſonel Petrarca;quantoaltra cosa che fiueggiapostaincostume,che èdallaproprieta diuna cofaadun'altra trasportarſione laguiſache fi dice, IL VICARIO diChristoperloPapa, IL FRENO per logouerno,la CHIAVE per l'auttorita, L'ORO perlechiome,la NEVE perlegote,i CORALLI perlelabbra,la LV GERNA perlofoli, BABILONIA per Roma, SAN PIETRO perilPontefice , PIOGGIA per lelagrime, VENTI perfo fpiri,NAVE perlautta, DIAMANTER caftita, SMALTO perladurezza GHIAC 36 CIO perl'ostinatione, &altre uocifimili infinite, cheparteallegoria ,partetraslatione inſe ritengono conleggiadramaniera. Un'altro accrefcimento fifa talhora quando noi Sempreinalziamoquellochepernoifi dicedi uoce in uoceperfinoallafine,ſi comedicendo nonpuriot'ho= noromariuerisco,amo,&adoro.doue appareſempre lacoſastarincrefcieretuttauia,inquestomodo, Etfiammeggiarfralaruggiadae'lgelo, Chepocoeraildirelarugiada,douealgelopaſſa per ১০ TERZO. perpiuforzaledare.&queſto accrescimento èquato 355 àdueuoci,onde ditrefonoquelle rime,che dicono. دو » Amorchenelpensiermiouiue®na E'lſuoſeggiomaggior nelmiocor tiene. Etdiquattroanchora, در Rotta è l'alta colonna,e'l uerde lauro, Perdutoboquelcheritrouarnonfpero, ) » Toltom'haimorteilmiodoppioTeſauro. Laqualfigura èaffaicommune in costume po= Sta,bencheio non astringaalcunoàtanta ſoggettione, chealtrimentefcriuernonpoſſa. Sicome con l'isteſſo ordine ua talhorailpoetaadieci, &quindeciuocicre fciendo,fi comecalandoſempreladouediſſe, » Lestelle, ilcielo,&glielementi àproua. Etaltroue, Santa,faggia,leggiadra,honesta, &bella. ८८ Nonèdalasciarelafigura, laqualecirconfcriue il 57 nomedellecose:&fasſiinpiumaniere,horapermode Itia,horaperfuggir nomibaßiet communi, horaper maggioreſpreßionedell'eccellenza d'alcunacosa.Per modesteain talemauiera, L'auaraBabiloniahàcolmo ilfacco Intendendoragionardi Roma,perpiu modestiaBa bilonia la chiamò,aggiugnendo anchor fignificatione allacirconscrittioneperfuggirnomicommuni. » Ilfucceffor diCarlo. Significandolo Imperatore.permaggior efpreßio ne,incotalmodo,parlando diDio, 22 "Quel 356 לק 58 1 LIBRO arte Quel cheinfinitaprouidentia Mostrònelſuomirabilmagiftero. Rimanecheio ui dica,comeſi ufano lecomperatio= ni,lequalihorafifannosottol'iſteſſa ſpecie,horafot= tol'istessogenere,&horaneà l'unmodoneal'altro: uannosottodel'isteſſaſpecie, fi comenelfonetto, " دو دد Mouefi'luecchiarelcanuto&bianco. Valacomperationedahuomoadhuomo ,fi come dahuomoadaltrafpecie, Cometalhor alcaldotempofuole Semplicetta farfalla allume auezza. Nellaguisa chefuor di genere èquella compera tione. Mortehebbeinuidia almiofeliceſtato, Anzi allafpeme&feglisiall'incontra » Amezzauiacomenemicoarmato. Dellequalcomperationifuor digeneretutta n'ẻ So pienaquellacanzone,Qualpiudiverfaernuoud.Vſa no anchora i poetileallegorie,lequaliftfanno percon todiparlarecofe,dicheiluulgo niuna contezzahauer poſſa: perloprufonotuttelecose dapoeticatatetes futeàquestofubbio,doueperhauernea bastanza quel 60O tantoragionato,cheilprimo di ſentisteuerroai con traposti,chesonofigurebellißime,dellequalituttouer gatofidimostra quelfonetto,Pacenontrouo: infini te altre rime,comequelleche alPetrarcafurono piufa migliari,cheàfcrittoreGreco ò Latino, chein tali fi gure diragionarefi esercitaffe.Di queſte fifattecotra ٢٠ pofi 357 TERZO. poſitionilungamenteſi tětionò nel primogiorno:refta ch'ioui affegniun'altralorofpecie,cheinonsifatoccan docontradittione nell'iſteſſo tempo,main diuerfi:nella guiſache fogliamdire,quantogia in ndiot'hebbistan tohoraiot'amo.Giabella cortesetufusti:hora brut taingrata.laqualcontradittione donaueritaall'u no l'altro stremo. دو Cantai,horpiango. Ipianfi,horcanto. Etaltroue. » Inajoglioaccufare,&hormiſcuſo... ficome 1 Fassi anchorariſpetto alla diuerfitade i tempi, 62 » Doueilgranlaurofupicciolauerga. Si come riſpettohauendoà diuerfecagioni di tale 63 contrarieta. دو Lietepenſoſe,accompagnate&fole. Etaltroue ba >> Lofpirto éprontomalacarneestanca. Dellequalicontrapofitionialcuneſono ſemplici di cuiglieſſempihò inpropria forma raccolti; &al= 64 tredoppie, nellamaniera che molteſe ne ritrouano nel Petrarca, unadamenonhaguari ueduta nella fine diunfonetto. د > Dolce&ficura,horfon cagionch'ioproui Gliocchi,ond'iofogliohauer ristoro &pace. » Acerboaffanno,&perigliosaguerra. rieproprietainfieme congiunte,&adunoisteſſofine : Douequattro contrarihauete, &quattro contra= z3 indriz 358 LIBRO indrizzate . Cofidipocohauealo Speronedettotacen doſi ogn'uno,quando ilGirello diffe: Horach'egli mi fi daad intendere,che uoiM.Speronefetedigiaper uenuto allafine dellefigure,onde al ragionamento Spirito&alli concetti &uaghezzasi rende,hauendo dell'altrechefoprauanzano,fauellatobieri di fouer= chio, quali massimamente,ſono ilRitorno, ilgridola diffinitione,lafintione,il Dubbio,la domanda, ilnasco dimento, la dimostratione,laſentenza & quelleonde le coſeſi tacciono, òfipermettono,òfi correggono,ofi difciogliono, ò ſilegano,òfi abbelliſcono, èfiprouano òſi ripigliano òſieſaggerano tuttavia ,uipreghiamo cheuogliate anchorapiuparticolarmente toccarci al= cunapriuatalocutioneda uoi offeruata: percioche in questoſtimiamo coſiuoi eſſere auezzo &affaticato di darforma;comeintuttel'altrecoseda uolracontate, Cheildarediquestefigureadintendere altronon mi pare,cheſiaſanzaaltro,che ſe Michel'agnoloiſuoi Scarpelli isuoicolori benißimodisposti &stempra tideſſe adalcuno inetto ſciocco dipintore,imponen= doglichelefigurepennellaßefimilialleſue,fanzadar gliquell'arteparticolare,con che egli pennellar juole fileggiadramente,cheſcorno rendeàgliantichi , come inuidia alla natura.Che benpotraalcuno cheſiaſape= re, chenelPoemafidebbonotramettere tali talifi gure,mauenendoalleuoci, uſerainmaniera ò perdi fettodellapocaeſercitatione,ò dellanaturaldebolezza pocadiligenza,che ſciocco infelice dicitorefie ripu= TERZO. riputato.Sicomeſapendoche bello è il formare della 359 comperationeàtempo &luogoconueneuoli ;nondime nomeglio laformerauno poeta dell'altro ò difestef= fo:comeche plu uaga & piugentile lane formaſſe دو " Dantequandoediße. Comeal nomedi Tisbe aperſeil ciglio Piramoin fulamorte&riguardolla >> Allhorche'lgelfodiventò uermiglio. Cheallhora, che egliquell'altra pocodoppo lascio Scrittanebellanepiaceuole. ›› Qualifistannoruminandomanfe >> Lecapre staterapide&proterue. >> Sopralecimeauantichefianpranfe. Sorriſe uncotalpocolino M.Sperone, riſpoſe. Voimirichiedete unacoſa M.Vicenzo,laqualnonpu re è difficile per se steßa:ma per le molte & quafiinfi nite,che ineſſaſicomprendono: auegnache tantifono imodi lemanieredellelocutioni,quanteſono leco Jedicheparlaronoitre lumidi questalingua,cheſono Dante,il Petrarca, ilBoccaccio,& àuolerneli in numero&ſegnaturariducere , nel uerofarebbedibi fognodipiulongalettione,ch'iononhofatto, di pu tenace memoria,chenonèlamia, e dipiu tempo di quellocheneſoprauanza.Map mostraruicheà menõ Aconuieneilrifugirepercompiacerui fatica ò studio, ficomequellochegentilefete & amoreuole,&benein ogniparte àuoimedesimorifpondete, °noper i costuminostriche gliamiciuostritengano àpiacere z 4 quello 360 LIBRO quello,cheadaltri èdinoia difatica cagione, mi contentodiciochea uoi piace: promettendoui dirac= contarnealquante(dlquelleformeparlo delfauellare, cheuoidicestepiuparticolari)con questo che uoi pres ghiateM.Paolo,che uogliaalcunacosa diruianch'egli deinumerialtreſt,ſgrauandomidiquelpejo ,che atte fuefpallefiemoltoliggiero. Quelloisteßoreplicarono adunoadunotuttigli altri,uenendoperfino àiprie= ghi.IlcheuededoM.Paolodiße,impongaſiquestoinca rico al Barocci,oueroal Macigni,etnõàmeM.Spe= rone.fi comequellichetanto inciouagliono,quantoet dicognitione,&digiudicio miſonoſuperiori. Quiui fumoltobeneriffofo&piuuoltereplicatodaciascuno delli due, dagli altri,chefuforzacheM.Paolo, ilBarocci, ilMacignifi cõtentaſſerodidoverragio naretuttauoltache aM.Speroneplaceße,&inquella materiachepiuglifußea grado.IlpercheM. Sperone dipocofpatiodimoratoſi,coſi andòſeguitando, da ca= poentrandoneiprecedentiragionamenti.Tuttelefor medellafauella Toscana riceuono partimento di due maniere:ouerocheſonocommunifi come ildire IO TI AMO, IO DISIDERO d'efferdeibe nefici ricordeuole, IO SPERO difarti cofauti le&piaceuole:Querochehannoconfeco una certa uaghezzaper contod'eleganza,laqualefafede nome rodella cognitione.chedelgiudiciodiqueltale, chene la uſa. Sicomedicendo, QUANDO ellaſiſareb beuolutodormireegliladeftaua.Etanchora PVR SEa TERZO 361 SECO proposediuolertentarequantunque in cio farſenepoteffe,&altre, dellequaliio alcuna intendo diricordarui,ficomemeglio mi uerraallamemoria . Bello &leggiadromododi dire èquello onde noi al uerbodoniamofulafinele uoci Ti, Te, Mi, Me, chealtrinoncostgentilmentedanno nelprincipio, on= depiuuagamentediraßi TERROTT I fempre per amico,cheio ti terrò:fiperche la uoce èdimiglior numero,&fiperchefiuiene àrifugire la moltitudine delleparole. SARATTI utile, FARATTI prò, AMEROTTI ſopratuttiglialtriamici, RICORDERATTI delmiobeneficio A mili,in uece didire,tifarastifarà,tiamero,tiricorde rai,che languideuociſono dipoconumero altreft. Similmente STAROMMI foloVIVEROM MI lieto, ANDEROMMI inuilla. FAM MJ questagratia, LEVERAMMI d'affan nicheil dire,mi starò,mi uiurò,mi anderò,mi fa,mi leuerai.Conlequaliuanno dipari SOVVI certa resin uece diuijocertare, DIENNE unfalu to,inuecedinediede. Vieneſi anchoraaleuardi te= nebrequellalocutioneda pochiuſata,con l'uso didire NOI trarentila, inuecedidiretitraremo ,ficome MENRENTI pertimeneremo,cheDantediffe. ΟΝΟΙ ΝΕ uenimmoalla citta,inuece di dire uenißimo Valeanchoradi piuil dire FORA che fariaòfarebbe,ondepiugentilmentefidira,se queſto auenmßechetu di,fora distrutta ogni nostrafperanza, zs che LIBRO 362 chesarebbe distrutta. Leuafi alcunauoltaunalettera aduna uoce,accrefciendo nondimeno laforzadella fi= gnificatione, PARTITI tostodiquinci, qua tala entrochiu'é:douefiuedechechiu'è,ualtatoqua to chi iui è.Leggiadramenteanchora nello accompa= gnardellaprima &ſecondaperſona èdaauertire,che dietro aluerbo nonfidoni quelfinimento,che harebbe laprimafolamenteò lafeconda.ficome egli bene fidi ce ELLA NON puòamarmi, non amarme. ellanonpuò amarti nonamarte.Mafelaprimaper fonaallafecondauieneàfar comparatione; per niun mododirete amarmi &amartimaamarme amar te, ondedipocogiudiciofi uerrebbeàfar questafauel la,crudelefu il miofignoreànonpunirti,&premiar miiladouechebellißimoparlamentoſeradeltutto ildi re,crudelefu il miofignore ànonpunirte,&premiar me.ilqualmododidiredißeil Petrarca. » Ferirmedifaettainquellostato, » Etduoiarmatanon mostrarpurl'arco. Cheferirminonpotedſtare,per alcunamaniera Haueteanchoradaauertirechequelleuoci, ondefidice • CALDAMENTE, gentilmente,ſemplicemen te,neiuerfinondeonopaſſar ilnumerodi cinquefilla becomefoauemente,ladouechelaloro longhezza nel laprofa bella &maturaapparisce, SVBITA NAMENTE dicendo,affettuofißimamente,Wal treſomiglianti.Ma nonpocamarauiglia mi nafcenel= l'animo,tuttafiatacheper mefi confidera inquesta lingua TERZO 363 Lingnamainoncomporfiuna uoceconun'altra,chefan zaalcunpriuatogiouamento fiueggia:fi comeTEN GAVI, PRENDAVI, SOVENGA= VI, chepiubreacmente&piugentilmente signifi= cano tengauoi,prendauoi,&fouenga àuoi. Souen= gauinellamemoria la cosacheuoifapete. Etmegliodi rete, TEL VOLLI farauifato,cheio tel'ho uoluto. Et IL VIDIRO, inuecedi dire, io uelodirò:Vfa iluerſouna licenzadidare alnerbonel numerodelpiuunnome hauente ilfuono nel numero delmeno, Etaltroue Otestimondellamiagraueuita. >> PiangaPistoia eicittadinperuerfi, In uecedi direteftimoni &cittadini,piuuagamen teuſeremodi dire GLI S'E' detto,ches'èdettoloro, ficome MOSTREROLTI inueceditelomo Strero, FELSE' perſelofece, & VEDE= DELVIuoiperuedeteuelouoi.Etpofciacheinque Ste locutioniarticolateſonoentrato, dicoegli eßerpiu leggiadromododi dire, LA VESTE cheio ti diedi,tu lami recherat &nontumela recherai . I denaridameprestatiquandoui piacciaiogliui done= ròperueglidonerò. COME la donnaentrò nel tempio tuttiglihuomini leſifeceroallo incontro, me= glio èdetto,cheſe lefecero. LA SAETTA amorofatallamitrouòalpetto, qualegli occhi della miadonnalamimandarono,fiamegliod'affai,che il diretal,me la troud.Sicomepiu gentilmentefi dira ΙΟ 364 LIBRO IO MI RIMARRO contento,io mifaroque sti trafichiziomifoncreduto,cheleuandonela uocemi, dire altramente,Si come ſe TV TI VOI par= tire, SE VOI uiuoleteandare,che leuandone il Ti, ilvi . Et dire LO, farelo,donerelo, amerelo,cheildirei,ilfarei,ildonerei,&lo aimerei . Moltagratiaallefcrittureetiandiofiarroge,ciascuna uolta,che laterza perſonaſi accompagnacon laprima nelnumerodelpiu,quale dicendo NATVRAL RAGIONE E DI CIASCVNO CHE CI NASCE,cheildirediciascunochenasce,uer rebbead eſſere piucommuned'affai . Segueil dire NON GVARI TEMPO,inuecedimolto tempo. Et VNA VE NE HA inuecedidire unauen'è dimoltecolline, che iui d'ogn'intornofiueg gono,unauenehalapiubella piu diletteuoledell'al tre. DOVERLOVI megliofidice che douer uelo,nefamestierecon altrieſſempi douerlouifar chia ro.Aggiugnesila ne,molteuolte per eleganzaà gli articoli,ouer uoci articolate,come empierlaneperem pierla.Et cioallascritturafidonaper inuaghirlane di piu:che altro nonè ilparlaruago,che ragionarecon uocipostein uso daimiglior dicitori, &lontanedalla communanzadeiuolgarihuomini;inmaniera nondi= meno chedaeßifieno leparole inteſema non l'artifi cioloroinchemanieraſia postouengaadeffercompre fo.Daottimo effempiofanno ritratto etiandio quelle formediparlare,perquellocheio micreda,Sanza le Harne TERZO 365 uarnelaMi: HAI TItusentito. NON haitu Jentito SVOLTI perſuoledte:AGGIVNSON VENEperueneagginnfono :&Fecerneinnece di direnefecero: DIETELO pertelodiedi, fico= me FOSTV, inuecedifostitu,ſidirapiu agiata= mente. Conqueste compongonſenedell'altre , come MANDATOLNE,permandatolo,ficomeIL VI inuecedi li,òdigliſidira incotalmodo, raddop piandouiſialcuoreinfinito cordoglio:che al numero delpiu delmeno, alſeſſomaschile puòferuireac conciamente.Taluoltaaccompagnarfifuoleil SIcon l'articolohora dauanti la uoce,horafulafine,ficome dicendo LESI auicino,preſalaſi,chetantoualequa toseleauicino, leipreſaſi,cheM. GiouanBoccac= cioin unaſteſſachiusura diparolediffe,prestamenteda P'altrapartelefi coricò al lato, in braccio recatala ſiſanzaalcunacontraditione. Vieneanchora leggia dramenteàdiuiderfiil uerbo dalla DI conalcuna co Sacheſia,percioche communalmente ognun diceDI COLLARgiu,diMONTARfu,ladoueche •meglioiſtadigiucollare, diſumontare,cheſanza in= dugioprocacciaſſe diſu montarui, raccontaſſe ciò cheuifuffe.Dicefianchora PVOLLOCI, inuece di celopuòpiugentilmente , & SVOLOCIin uece dicelofuole, ilqualeſolociò checifabisognoco= nosce&puollocidare.&ficomepercontodi piuu = gafauellafi daabbreuiationealleuociscoſtſi da l'ac= crescimentod'unalettera,come ISTESSOperstef fo: LIBR 366 fo:dichelaragionediſopraui dißi: DESSOP altroconto,percioche diremoegli èdeßo, &noneffo Curradoauifo luidouereſſerdeffo:fi comediremo effo fece,eſſodiffe,&nondeſſo,efſſo hauea d'entorno dafe, &perlomezzoinaßaipartiuie ampißime. Accre= fcie anchora uaghezzapiuche mezzanalauoce, SI, quandoàconueneuolepartefiaggiugne: 10nonſopia ceuoli donne s'eglimiſi uerrafatto di faruicon una mianouellettanonmenuerachepiaceuole,tantoride= re.Metteſianchoral'Asinuece diperuno,noningrata mentein cotalmodo,&haueuaſiun'ocaàdanaio , &. unpapauerogiunta. Sicomeadalcunuerbo uagamen tefi aggiugnequelloche HAVEREfignifica,on= demegliofidiraegli m'hebbetrouato;cheeglimitro uòzefßi m'hebbero alufingare,in uecedidireeßi milu fingorono:questodiauolodiquestafemminamaladetta miſiparòdinanzi, hebbemi ueduto,Trouarete an= chorala maggiorpartedicoloro cheſcriuonousare il uerbo CERCO inquestamanicra,iocercounmio amico, iocercoueamiacofaperduta , quando ch'egli nondimenopiugentilmentefi dica,io cerco d'unmio amico,io cerco d'unamiacofa: Dießiadunqueàcerca re dicostoro altroue.cominciarono adandaringiu dellapietracercado.Vēgonotreuerbiinfiniti àlegar ſitaluoltainsiemecopiacevole maniera,fi comedicen do, VORREI potere amareilmiofignore,s'egli parte inſeriteneffeuirtuofa.ilchediſſepiuacconciamen teilBoccacciozethauedouedutoin cheguisa quiuipue= 14= TERZO r 367 nutafuſſe;s'auiſodi poteredouerlahauere.Bella ancho raragionedidiree IO MI VADO auanzādod'al cunacosainuecedidirio mipreuaglio,io procaccioal cuno utileM.Guafparinoſiparti&inpiupartiandò inničtepotědoſi auizare.Sicomepiuaccõciamětesidi ce INQVELmezzotěpo,cheinquelmezzodi těpo: laqualeinquelmezzo těpo era tornata, nonfenza gramarauigliadellagětildõna, E'iluerbo VALI CAREpurißimo etleggiadro,ilqualetanto uale,qua totrappaſſare: Etgia l'hora delaterzaualicata,effa, chelafèradauanticenato nonhauea,difamecostrettaà pafcerl'herbefidiede:Fassianchora nell'iſteſſa chiusu radi uocireplicamětod'una uoce,ſpecialměte quadosi prendela primaperfonaòlaſeconda,l'unanelnume= rodelmeno, l'altradelpiu. IO VAN DERO 10, VOI LOfareteuoi : 10 VENTRE= ROdentroio,&coſidettopostoilpettoſopra l'or= lo,&quelcheſegue.Tal uoltabàforzalo A CHE dipercheficomela,iononſoache io mi tegno ch'io nonuegnalagiu. SicomeMIGLIORE può ut lere tantoquanto meglio;nonuolere sta notte effere uccijocostisuatteneper lo tuomigliore.Et DI TAN- TOpertanto:&ditanto l'amò Iddio;cheniunmale ftfecenelacaduta.Fuordi regola &ragione deltut= to eildire DOMENICA dimattina, Giouedi Sera,douechelenandoneilD I ſi dirapiugentilmente, Domenicaferainfu'luefpro , dall'hostefuo informato. VfastinueceilGVARI , uoce laquale nonfola mente 368 LIBRO mentealtempofida,dichetuttelecarte neſonopienes maadogn'altracosa,checheellaſi ſia unanouellanon guarimeno dipericoliinſecontenente, chelanarrata dalauretta. PRESSO CHE piugentilmente fi dicechepoco menoche:alqualenonbastandolasuaric chezza,defiderandodiraddoppiarlauenne preſſo che fattodiperdercontuttaquellasesteßo. Bella & leg= giadrafauella èquella,ondeil uerbo VOLERED douerefiufa in cotalmodo,enonſiuuoleuſaretuttala crudeltachealtrimerita.la ondeilBoccacio,ma ciòno fiuuolecon altruiragionare,ficomeilCADERE peruenire.maquelloche nell'appetito loro giouentle 4 cadeuadiuolerfare. SANZA MODO dicefi perfanzafine,incioſeguendounaragionepropria de lalinguaRomanadegli accidenti di Martellino da Neiphile raccontatiſanza modorijeroledonne.Met= tefi incostumelauoce BEN, per da: comedicendo BENMILLEfiorinihofpeso perfaldar imiei debiti.Jubitamenteuditoqueſto ;bendodici defergen= ticorferoladoueilmifero Martellinoeraſanza petti necarminato.Dicefiparimentequestacoſaeſſere auue nuta FVORIDITVTTA opinionedicid= ſcuno,in uecedioltreadogni iftimatione : &poifuori dituttofuo penfiero affaifelicementeradunnostro cit= tadinoadueniffe. ET HO TALENTO difa= relatalcosa,in uecedidefiderioò uoglia. Primaßo il qualehaueatalentodimangiare, comecoluichecami= natohauea.Leuifiaduna uocel'articolo,tuttauolta che i TERZO. chenoidicoſaragloniamonon determinata,nellaquija che noidiciamolauirtu è comehuomdicefermezza et nodrimento dell'animo.Douepciochenonsi determina qualhuom ciòdica;percio àquella uocefiuieneàleuar quell'articolo onde in altrotempoſi direbbe l'huomo: 369 ciòdiſſeM.Francescos. >> Ilfonno èueramentequalhuomdice >> Parentedellamorte Et ilBoccaccio , 1 2 Veramenteèquesti cofimagnificocomehuom dice.Di marauigliosauaghezzacagione è ilVERBO uentre, come adaltrisiaccompagnafuoridella propriafignifi catione, dicendoeglimi uennetrouato,ellamiuenneue duta inuecedi dire lui trouai elia uidi:gliuenne uedu taunagiouinettaaſſai bellaforſe figliuola d'unde lauo-ratori della cõtrada.Et in uece di collocato èſpeſouſe remo IMPIEGATOfuoridell'uso, mauocenon dimenogenerofa.Perdutaholafaticalaqualottimame temi pareahauerimpiegata.Vale IL PIVfoaue mentequelloche ildirela maggior partefuolualere.co meilpiuimercatantifannofare.Etdoue communal= mentediciamo DEL mettendoui infuocambio DI, veniamoa trarnelalocutionepiu bella,cofi dicendo:El la èfattafeminadimondo :Iddio lamadre &tutta lacorte di paradiso.Et A,iu uccedialla: io uò infino à cittaperalcunamia uicenda Douenon èdapretemet= terelauoce SVTO, laquale horaperfe fa, hora con altreaccompagnata: Sola incotalguijahorbene RAGIO. I tu da LIBRO 370 tumi dicheſeſutomercatanteingannasti tumai perfo= na?Si come accõpagnatal'usoM.Giouaniquadoediffe Seiohaueßicreduto,checoncedutomidoueffe effer futo tungotempo èchedomandato l'hauerei.Che tanto ual futoinquestocasoquanto ildir stato,chediſoprafatto piutostohaueaforzadifignificare.Cosip l'isteßaca= gionedonafi adunnomelauoce DI,alterando ilcaso et accrefciědoelegazaad effo nome.Piudi noia,chebifo < gnonomieraſpeſſfeuoltefentir mifacea.Inuecedidire piu noia .Etaltrouedellaualledelledonne aſſaidi bene di lodenediffero,in luogodiaffai bene etlode.Simil mentemegliodirajši , IO HO MENO di ſperienza , JO HO PIV digiudicioche tunontipenfi.In uecedi dire io hò minor iſperienza-ò maggorgiudicio:laquale douemeno eradi forza si comenoinelledelicatedonne ueggiamo. Etalcun'al= tra uoltadiretefiguratamente quiui éM. Pietro no= ftroET NON E' CHI HONORARLO perchil'honori : ET SECI FVSSE CHI FARGLI pertuttodolorosipiantiudiremosinuece didire se cifuffechi gli faceffe:locutione leggiadra da pochiffimi(ch'io ueggia)postainconfideratione. Sicomequella ondefi fuol dire FACENDOSI A CREDERE, inuecedicredendo ò stimando che pur leggiadramenteſuonafacendosiàcredere,che quellea lorficonuenga&non fi disdica,che all'altre fimigliantemente donaſi alleuoltel'articolo allauoce, cheterminediluogofignifica :onde communemente fi dira TERZ O. dira,ioho penfato diandarmiin altroluogo, ET DO 371 VE, giatuttauiauomecoſteſſo rauolgědo.mapiuleg giadramentefidirànellaguisa che diſſe M.Gioudani reputoopportunoilmutarcidiqu', &andarnealtro-ue, ildoueho gia penſato,inuecedidiredouefan=- zaarticolo.Etfimilmennte ildire TAL QUALE inuecedicomunque,ò comeche megliorilieua:Niuna tuacosapotrebbeefferaltro,che bella piaceuole, percio talqualtu l'hai,cotalela di. Et il COSI in uecedifubito:lequali come il giouaneuide,cofi doman doilpadrechecosaquellefuſſero. Et QVALE in cambio di chi &domandatoqualgridaße,&qual fuſſedelrumor lacagione,riſpoſe ,cheil rumore cra tra Licifca Tindaro.Etficomepocofaui ricordai lauoce DI aggiugnerſi adalcun'altraper uaghez= za, ſiegliuienfatto altresi,che noi perl'iſteſſa cagio= neadaltrefi leui checommunalmenteuno diràla bel= lezzadi costui,il giudiciodi coſtui,douemeglioleuan donela DI, دو mutandol'ordine diremo la costui bellezza,il costuigiudicio. Giouinettopoſiionelcostui regno. Segueil dire CIO FV, che molteſegnatefor medifauellarefignifica:perciòche horaimporta que= ſto, horaquesti,horaquesta,horaqueste. Ciò fu M. Pietro,ciòfuronoinostri amici,ciò fuMadonna Lau ra,ciòfuronolenostre uicine Vjafilauoce EGLI nonpurenellacommune ſignificatione, eglimi piace, eglimi diede;maneiprincipi delle cose agiatamente, ad 2 co'l 372 LIBRO co'l dire eglimifi lascia credereò donne,niunacoſaeſſe repiulodeuole. Eglinonfarebbegran fatto,cheella noniluoleßeamare.Taluolta inuece diEgliſe leda la Enell'isteßosentimento:E mipare,cheegliftea in maniera,chefanzaalcun maestroiomedesimatel tra= roottimamente.EtHO CERCO, in uededi cer cato,chepercertodiquantomondoeglihaveacercoset quelchefegue.Horailuerbo GODO unaaffaiuol garmaniera, concheſipronuncia io vorrei goder le tuebellezze,comeche piugentilmente fi dica DEL= LETVE bellezze,longamentegoderonodelloro amore.Iddiofaccianoi goderedelnoſtro.Meritòdigo deredelſuo defiderio. Si comeperl'isaßa cagione iſconciamentefidira 10 MIDEGNO, TV NON tidegni , QVELLI NON fi degna, mamegliouarraildire IO DEGNO, tudegni quelli nondegna,ondeM.Francesco, >> Ched'habitarnondegna, » Piunellauitafaticosa &uile. در 4 Etaltroue , Onde'lmotoreterno » Degnòmostrardelfuolauoro interrd. Matempoèhoggimai,che alBarocci fidonifpatio diragionare,cheiopermeneſonſtanco, &uolontieri afpettod'udireò lui,òM.Paolo,òilMacigni,odaltri faellarefopra il rimanentediquello chem'auanza.Cofi haueadettoM.Sperore,quadoilPriuli diſſe,nonhaue dofinhorapiurottoiltacere,di troppoanderdegli be ne TERZO. 373 ne,sequeſto ordinesi offerua che M.Speroneci ricorda maparrebbemi,cheſeperatamenteinquella che auan= zaciascuno ragionaſſe, ogn'unoquella materia di questitreraccontatiabbraciaſſe,che piu neglipiaceffe. Ilchefarachenoibene àprò uedremo recarsi questa uariatione,in quantochemoltecose nonpoßonojènon damoltileggiermenteefferinteſe,macontalpatto,che ilContariniacutißimod'ingegno,comeciascunpuò fa pere,talhorafopralecosedifficiliuenga argumentan= do,affinedi rifoluerci, il GirelloconilConte stan= doallefrontierenonlaſcinopaffarcofa,laquale alcun dubbio potefferecarci.l'auifodel Priulipiacquefomma menteàciascuno: benesicomprendeaeglihaueredi fpostol'ordinedi queſti ragionamenti conmoltogiudi cio,&misurataragione.IlpercheparendoàM.Paolo difcortesia il nonuolere à coſifatto ordine&proponi mentoconfentire; aspettatobuonapezza,chealcunoal troincominciaße, & non ueggendo alcuno farmoto cofigentilmente ,come in ognisuoatto &modesto piaceuolefi dimostra,preſeaddire. Poichecofi à uoi piace,honestißima &gentilißima brigata,cheiofa= uellar debbaincostampia&difficilmateria,chente e questa, dellaqualesi ampiamente dottamenteha ra= gionato M.Sperone,nondilongandomidalla maniera tenutaper lui, lecuiparole leggiadre riſolute furono dimarauigliosoordine, inpoche parole ui faroilparermiomanifesto ilqualeſeuoicon il noſtro configlioterretecheſtacommendabile:intendodifegui da 3 re LIBRO 374 re.Etperchetratutte le cose,che nelleſcrittureriluco nononaltramentecheſtelleneilucidiferenidella notte miparecheſienoibellitratti che non tantodalla coltu radellalinguauengono àprodursi,quanto dall'inge= gnodicoluicheſcriue,&oltreàciononaltrimentefo nouaghidiquellocheſieno ifioriper iprati, gli ar bufcelli perle piaggie:perquestoà meda l'animodi douernericordarealcunod'eßi,&mi silascia credere questa materianonmeno douerui dilettare udendola, chelepaſſatequantunque il dicitore non ugualmente flaperdoueruipiacere.Perciocheà niuna persona di noi cheſiam qui,meglio starebbequestaparte,che allo Sperone,ilqualenel raccontarui di questitratti,tratti bellissimiharebbeusato,raccontandonegli. Rife loSpe 1 roneet diße, et uoi hora untrattohaueteufatoM.Pao lo,ftchepaßiatealcontouoftro,mentreiopenfèrofo= pral'obligatione qualui tengo,nelloeſſereda uoipiu caldamentechegiudiciofamente amato.Quiuipiaceuol menteforrifeciascuno:percheil Manuccio immantinen teſegui.Questibellißimi tratti,chenon motti ,nonfa= cetie,nonfauoleaddomandiamo;mafali dellescritture, condimentiloropiacevolißimi,uengono àformarsi dal'intelletto,piuche della lingua anchorache ne lo e= Splicarneglipiuadun modoche ad un'altro uenga à dargliuifi maggiore ominoreuaghezza.Diqualido= uendoioragionarnealcunacosa;mifadimestiereusa= reunacertaloro diuifione,onde dalpartimentolo roordine,&dalladistintione chiarezza fi uenga à gene ▼ TERZO. 375 generare:perciochel'isteſſonon pur consentono , ma etiandio comandanoiphilofophanti,che intuttelecose, comunquefifienofarfidebba. Primieramentediquelli raccontar intendo,che inſeritengono colauaghezza delleparole efpreßioneleggiadra & purad'alcunaco fa,posciauerremo àquelli,che in biaſimo òlode d'alcu naperfonafifogliono usare, finalmenteà idettife steggiofi ò mordaciuerremo, al daſezzo. Etcomeche io intendadiquelliaddurgli effempi,che da Greci Latini, Toscani, altrenationtdiriuarono,da menonafpettate,cheleparolein teftimonianza ui ad= ducadiquestitali:percioche la loro uaghezzapiu con l'acutezza dell'animo,checonparolefimifura ,&fen te.Iointendomostrarlagrandezza d'alcuna cosaesse redifugualealleforzedella mialingua,allhordirò,SE 10 HAVESSI tantadiuitiadiparole,quanta e lecitodipoterformarecon l'imaginatione, ouero efpri mereco'ldefiderio nonardireidipoterelaminima lo daredelleuoftre rareuirtu.Si comeintendēdo parlare cõpſonagentile,laquale tuttauiafta in attedere anfio Saalcunmeritatopremiosdıro coſt, TO STO EGLI VI uerrafatto,chequaleèilmeritodellanostra gen tilenatura;taleſecondo ildifiderioditutti ebuoni ,fla terimunerato . Aperfonadanoiaffettuoſißimamente amatadiremo, IO VI RACCOLGO ad o= gn'horapiufresconellamiamemoria, tengodentro naſcoſodelgrembodemieidifii.Volendofignificaredu bitationed'alcunacosazuſeroil dire : INCERTO aa 4 LIBRO 376 dubitofo diqualfariodebba mifono.Parlandodicõ fortoad alcunocheſperi &diſideri di conſeguire cofa dicontentezza;fi dira, SE IL GIVDICIO nonm'ingannaztosto,mifi daàcredereche la fortuna Spenga intequesta ogni altra brama . Volendoà quelli che ascoltanoconmodeftiaaccrefèier feded'alcu namarauigliapernoiraccontata, diremointalmanie ra. SE TROPPO lentifieteàcredermi;cionõ uidee recarmerauiglia,che iocheil tuttouiddi,apena ardiſcodicredere àmeſteſſo.Etfignificando unoeffer diuenutocieco;dirò, EGLI E' fattodella uista di= giuno.Ringratiandoperfona,comericordeuoli d'alcu= nobeneficiohabbiamo addire , SIGNOR MIO L'obligoch'iotengoconuoiinfinito pareggia il bene= ficiodauoi riceuuto,ondeficurezzamidonaste, &le uastemidimillependentiperigli.Alla bellezzahauen= do riguardod'alcuno ; si potradire, I'L LVME DEL SOLEfarebbepouero ſcarſoacompe= ratiouedi queluiſo à null'altrofomigliante ,che àfe Steffo.Adalcunoingordo,lecui uoglie l'offendanotal hor3 dirò, SE TV NE HA I diquestotuodi fideriotroppoaffannosincolpanelatuauoglia,àciool tre ognidouutaragioneattenta.Etuolendopregarp= fona,chenonciuietiquello,che noitantobramiamo;ha remo addire , SCIOGLIETE in me queldiz giuno,chealladiſiderofa animamiarecasi granfame uiprego.Dinotandoadalcunoperſcherzohauer det= toalcuna cosa,fidira, A GIVOCO mifonte CO TERZO Y coſcherzato.Adunoanimoſodiremo,EGLI NON 377 MENO E'armatodelcuore,cheſicuro dellafron= te. Adunfuggitonedauanti, DINANZI mifi tolje,qual ombradauātiàgli occhidelſole.Adunoco tra l'opinione diuenutoci nimico,fidira, QUESTO SCELERATO fuord'ognidrittaragione mi s'efatto nimico. Lodando isembianti d'alcuno che fia; dirò, FONON POSSO credere,che uoi nonfiategentilißimodinatura , ſegli atti uoſtri non m'ingannano,ueracıßimi teftimonid'uncor genero= fo. Parlandod'una gioia QUESTA ALLE GREZZAinmenouellamentetraſcende &for= montatutte l'altre inſieme chefino horahannoporta= toall'animamia dolcißimorefrigerio .Volendopale= fareconaffettuosadimostratione l'amore ad uomoà donna; potremdire , IO BRAMO non allifio ridelleparoleſcoprirtil'amor mio;ma alli frutti dei ueraci effettifarti conoscere,chetantofon tuo quanto dimeſteſſo.Parlandodelauaghezzadegliocchid'al cunadonnazharaßiadire, I BEATISSIMI AR= DORI, ipurißimilampi leamorose fauille degli occhiuoftri,nonpurstelle lucenti; mafoli diuinißimi nonmenorafferenanoconil lorſplendoreletenebrede mieitorbidi pensieri,diquellocheoscurano tuttelebel lezzedei piuchiari piuſcintillatilumi.parladodel feguirealcunocogliocchidilontano;diraßi TAN TO TI SEGVI conla uiſta, quanto l'occhio miopuotetrar d'ale,&piutifarebbeſeguito quando A aa segli LIBRO 378 eglihaueffehauutolepennedelcuore.Similmenteuo lendoragionared'unguardointento moltospotrem di re, GLI OCCHI MIEIeranfißineltuouol to,comehorau'e l'animo miointento . Lodando uno sguardo piatofo; diremo, VIDIVI ORNA= TA iluoltodiquellapieta,che uimancauad trarui delnumerodelledonne,&farui angelodelcielo. Voz lendodirealcunacoſaeſſeredinotte auenuta;diremo: TANTO VISTETTI, quantolestellebeb beroagiodipafcere i celestiinflußine ifereni campi delcielo:quantol'hore notturne tardarono à destaril Jole,quantoche l'Orizonte tenne chiuſo ilgiorno:qua tolaterratennedauantiagliocchilanegra benda. Ragionandodellaliberalita òaltrauirtud'alcuno; po trem dire, LA VOSTRA liberalita fignor mio,ètale;cheiuoſtri nimicinon nepotranno tenere lalinguamuta.Parlando d'undolce riso, ERA DI PINTO iluoltoſuod'unriſodolcissimo,attoàfa redinotte ofcuraferenißimogiorno. Adun'altrorifo fintodiremo, ERA INVITRIATO iluol tofuod'unriſoacerbisfimo,daſtempraretuttelecon= tentezzede icuori. Nelloeſſercidatelodigradißime daperfona&digiudicio di grado;diremo, IO CHE INFINO àquest'horanon mi tenni per nullauogliocominciaramarmi & apprezzarmi piu dell'usato.Difcriuendolenostrelagrimesharemo a di= 2 re, SON CERTO CHE feuoiuedeste quel lelagrime,cheperlegote midistilla il dolore; uoi du= rißimo TERZON 379 rißimo terreno diuerresti tenera ungiorno: Et della paurafauellando. ERANO GLI OCCHI miei confufiftupefattiisentimenti & l'animosimaga o in manierazehe un'ombraputosto,che uiuaforma mi haresteinſuquelpuntogiudicato Parlandodella pie tatealtrui;si puòdire, TALE E LA TVA pieta,chenon folamenteàquelli che ti richiedonofoc= corre;mafouenteprecorrealledimandealtrui.Nelri ferirgratic ad alcuno; fidirà in cotalmodo, DI QVANTI BENEFICI ho riceuutidalla tuabonta&potere,riconoſco la gratia& la uirtute. Adunoſcriuendoalcunfoffertonostro accidente; po trem direin tal guifa DOPPO LA trattadi uno amarißimofofpiro,apenahebbi la uoce per ri= fpondere, &rihauutoche io l'hebbi pocomeno che le labbranonlapoteronoformare.ondedi ciò tifi rende certezzaco'l uedermida l'hora innanzi fi afflitto ;che lamiapelleuieneadinformarsi da tutte l'offa. Parlan dodelladifficultadellodare alcuna persona , APE= NA CHE eglimiuieneconceduto ilpoter adom= brarelelodiuostre,non cheal mio stileſiadonato po tered'incarnarle.Parlandodellacortesiad'alcuno;di= rete, TANTO E' ſignor mio,diuoi naturalco= Jàlacortesia;che neſſun'altro nonu'ha parte uerund. Etdolendonelaperditad'alcun nostro bene;diremo, FVLMINATE &morteſonotuttelemiefpe ranze,lequalinon dıdiamanteeſſendo; ma diuetro,fo= nocadendomidimanomiferamentefpezzate.Bellisi mo LIBRO 380 motrattofuquello diM.Speronequandoparlando de lauitahumana,diſſeGLIDII eßerintēti àuedereilfi nedella nostra Tragedia:&che noieffendo occupatip lopiu inquestebellezzefecciose &mortalıJiamoinui tati a goderedelleeterne celesti dalleſtelle che col fuofcintillareneaccenano,che taroſtomettiamo in effet to il defideriodifalirealcielo.Nellelode dateci d'alcu= noamico,oltreildouuto;diremo POTERIA VENI REcheſendoinganato dall'affettione, l'amore habbia fpētoilsuodrittogiudicio.Eteſſendo ò nellofcriuere ò nel donarealcunacoſa ſtatipreoccupati d'alcuno ami= cosrifpõderemo AQUESTI SEGNInoihauercono Seiutoaccrefcimēto nella obligatiõesmanõgia nell'amo re,comechel'unopoſſadiuentarmaggiore,&l'altro mainonriceneaccrefcimentoueruno,òpoſſariccuerlo. Volendodimostrara plonadanoiamatamolto,ildift deriodiadoperarfipiu inalcunaſuabiſogna diquello chenoinonfacciamo, &massimamenteſendo l'amico in iftranierepariipercontod'alcunefiglio,odaltro ac 1 cidente;fidirà, IO CON OGNI MIO uffi cio,anziconogniragiondipietà, nel tuoferuigio fe= cicecontcondoPopinionediciascunomiaffatico con molta fo= nelfinedisfattioneditutti; ma ſecondo ilmio uolereniuna ope ramipard'ufare.Nelqualtratto,mostrate allo amico dinonmăcareperdiffettouostro,anzifartuttoquello cheeglidefidera:oltreche nell'animo gliaccendete non fochefperanzadiconseguiredauoi maggior diligen= zanelfuobisogno,Nelricompēſarealcunbeneficioda chi TERZO 381 chi cheſiaricevuto conqualcheſegno picciolo digrati tudine,dobbiamofporreilnostroauiſo intalmaniera. SENDO L'OBLIGOinfinito,ch'iotengocoeſ fouoi, infinitoildefiderio,con chedesidero alcuna parteleuaredicioch'io ui debbofignor mio,meglio sti maiunpiccioldonoconeniruiſicheunomaggiore:si p nonpareringratoconquello, quantofitemerariocon questo;ch'iopensasipotereall'obligojodisfare con co ſadimaggiormomento:non potendolopagarecon al= tromezzoche conl'efferuidinouotenuto,quando aue niffeche lauostra cortesia midonaſſel'obligatione,che io hotuttauiacon uoi.Etocccreendonoi ò conuiuafa= uella,o lettera dimostraread alcuno,di nouo effere in noi alcun beneficio riceuuto accrefciuto obligatione ta= lecheaumentarfinonpoſſaperalonnamaniera; ufere moquestaformadiragionare ofcriuere, NON MI DIFFIDO punto,chebenchelemie lettereàtefi Speßomandate,&difi leggiero argomento fcrittefi fieno,checare leggiadre,mercedell'humanità tua nonfienogiudicate,anzinondebbanoda teeffertenu= te fermißimo testimoniodella miapietàuerſodite.Al laqualenel uerofento(ilcheapena ardiua di credere) effer datononpiccolo accrefcimento per inouellibenefi ci.Perciòchefi comeprima lamoltitudine de gliuffici àmeusatifece,ch'ionopoteßihauerdi temaggior obli goàperſonauerunadel modo;cofihora èſiauantiper uenuta l'obligatione;che dipiu non poſſa eßerti perl'a ueniretenuto diquelch'iofono.Cofiragionando òfcri uendo LIBRO 382 uendotuttauid adalcunoamico, quanto poco alcuna proferta meritiamo,&quanto diquellaferuirsihabbia mo defiderio; potremdireincotalguifa , SEIO DELLA promeſſafattamıperuoi nonmenolibe= ralechecortese,tanto ringratiare uiuoglio, quanto io ne lamerito;pochiffime parole in ciopotrannoperauen turabastarmi :mauolendoſecondolaforma del defi= deriomio cio farezinfinitece neuoranno,&àpenapo trannoàquestapartepienamentefodisfare. 1cufando lanostraprefontione inprender cosa & difficile alle nostreforze, malageuoleadeffer conſequita;hare=-moaddire, SE IO MI DIEDI afarcofa,che al mio deboleingegno,ne allemieforzeſofferiuadi patirproportione;iſcuſimi il defiderio dell'ubbidirui, 1 dalquale in manierafui forzato &moßo;cheminor fallo mi èparutol'eſſere preſontuoſo giudicato; chedi= Subbidientea perfona,lacui auttori altruituttelegran colpecommeffe larein ico piacerle. Etuolendoesprimerecor affentofia mogratid'alcunriceuutobeneficio,co'l dimostrare la grandezzadi lui;diremo, POTREI NELL'A NIMO ferbarlamemoriadi coſifatto beneficio fi= gnormionell'animoinfinitoperproprianatura,quan doauenißecheeglipiucheinfinitononfuße. Adonna drizzando ilparlare da no moltoamata, &digen= tili costumi,diraßi, QUESTO РОТЕТЕ A VOI STESSAficuramentepromettere,che &qui&altroue,&felice&sfortunato, inaltaod A in TERZOT 383 in baßafortunasemprefonper eßerequelfedele Helio tropio,dcui con eternafermezza uoifola in ogni tempofareteil Sole.Ad uno,la cui protettionefoglia ef ferejopradinoilarghißima, dıraßi. TALI SO NO imeritidellanostrahumanita benigna natu raichenonpuremi recaardire,ricorrerealei,doue la Juagratiamifadi mestiere adoperare;mami rendono certißimodinonpotereusltarmi altrouefanzafarui offofagrandißima. Similmentehauendo à dimostrar Pobligo di checheſfiaad alcunoamico,potremo met= ter inusocotestaforma diragionare, IO NON SO COME poterrendergratiedell'infinita cor= teslauostra,mabensò,ch'io non mipentod'hauerle in finita obligatione:nemidiffido puntodinon hauere cõ ledoti dell'animo mioà mostrarleundiquatoioleſia tenuto,sebenelafortuna non midailpoteretrouar al traremuneratione,chepareggiarpoſſa lasua gentilez za.Dubitandoalcunochelofcriuere,chenoi glifaccia modirado&breueměte,nonuengadaincrescimétodi Scriuerglicagionato uſeremo incotal guisa le ragion ८ nostre, ESSENDO LO SCRIVERVI cheiotalhorafo,àmediqueldilettocagione, che cre= derfipuochemifia,hauendoauoi riſpetto, auoi che perfona gentilißimaſete, inogni uostro affare amo reuolißima,mi trattatedahuomononincrefcioso , ma priuod'ognilumedigiudicio,pensandoche io non ui Scriuaambitiosamentenoncheuolontieri . Ettuttauol tacheuoletepurech'ioconfeßid'hauererrato;micon tento LIBRO 384 tentodeltutto,quandofia certoche l'errorea negligen za,piuchea pocaamoreuolezza uengadauoi imputa to. Aperfona,laqualehaueßecon plu che mezzana diligenzaprocacciatodifarsi nostro amico, modesta= mentedimostrandola noſtrabaßezzadiremo, V.S. QVANTVNQVE piuchemezzanamentefi fiaadoperata,nelfarmiſiamica,nonpeſipero d'hauer fattotuttoquelguadagnoin effetto,che ildefiderio L'amorelelaſejauano credere dipoterfare:perchera= doadiuienechetaleflal'effetto, quale èil grido d'al= cunacosacidetta,òildefiderio raccendeneinostricuo ri:èuero chedallo amoremio uerſodi uoi nonfarete ingannato,ficomequello cheſuperbetto eßendo,anzi cheno,uorrapiatirco'l uostro,non cedendoui punto: ladouecheintuttel'altreuirtuconfeßodi douerui cf= ferinferioregrandemente. Etmalperuoije l'animo uostrofusse stato auzzodidare beneficiaduſura,che uiprometto,che altro nonharebbetrouato queficurar ficheſopral'amore l'obligationmia. Adunalette racortese&amoreuoled'amicogentilßimo&acco= Jtumatopotrem rifpondere, CHE PIV DOL CE, &piuſoauelettera, poteuada uoi afpettare, chetuttodolcezza, &foauitajete ,&pienodi tanta amoreuolezza,che ioqualprimagentilißimomitenni ardiuafarprofißionedicortefia, hora rozzo Janzacostumimitengo. Ad alcuno,che per contodi qualfiuogliaobligatione,cercheradigiouarne incofa danoiſommamentedefiderata,diremo, SON CER TISa TERZO 383 TISSIMO cheſeV.S.uorrà inciò adoperarsi, quanto è tenutadifare,chenonpurefodisfera à l'obli go;maresteraditantocreditrice,cheà menonfi da= ramododipoterlainalcuntempofodisfarle. Simiglia tementegiocandoJopral'amore obligationediremo SE QUANTO L'AMOR miofuperaquel lodituttiglialtri amiciuostri,tanto imeritimieiauă zaſſerolaſommadeiuostri benefici, potreifperare di pagarui ogni obligationech'iotengoconuoi . mapoi chequestononpuòeſſere;contentateuid'eſſer ficuroſo pral'amormio,ilquale inmaniera stabiltrouarete, •nonalienatoadaltruischeleragionuostreferannoper Jempreſicurißime. Volendoà donna ouer huomoda noicaldaměteamatofarfededelloamornoftro, qua fificuropiucongli effetti,che con leſempliciparoledi remocofi, PERCIOCHE molteuolteuedrete- alcunoconſegnodiſtremapietà lagrimarcongli oc= chiſopraicaſi d'alcuno,con animo nondimeno&lie to &festeggioso,&altriòconlingua ò coniſcrittu ramostrargrandißimiſegnid'amore ,hauendo l'odio nondimenonelcuorepiucheauuelenato;per questoio bramopiutosto moltoamandoui&pocoparlando ef Jerdauoitenutomeno amoreuole,cheilcontrario fa= cendomaligno. Efortandoalcunfigliuolo alla imita tionedelleuirtupaterne;diremoin cofifatta maniera 3 PREGO DIO CHE VOI talmente ui di= portiate dolce ilmiofigliuoletto,chepoßiateapprende remoltedelleuirtudiuostro padre, conlenostrere RAGIO. bb cargli 386 LIBRO cargliallegrezza &marauiglia:onde piu tosto per conto dipiupretiofo ramoueniamo à tralignare dal uostro pedale cheper eſſere menohonorato fimile te nuto Achis'affaticaneldiredellelodi nostre, LE LODI DA VOI datemiſonoà mecarißime, perciochedauoicara &gentileperjonauengono: & tantoanchorapiucare,quantoelle tengono inſepiudi cortesiachedi uerità.A perfona danoi amata,laquale cihabbiainfperanzad'alcunacosa lungamente tenuti diremo , VOI FORSE MI FACE ACESTE afpettartanto leuostre dolci &amoreuoli lettere,per chepiu caremifußero.ilche nelueropocoficonuenia, fiperche taleè ildiletto,cheper effe,nefentoinognitë poschenonpoteariceuere miſuraalcuna di maggior crescimento,&fi perchetaleèla loro auttorita ap= preßod:me;chefelicißimoſipuo tenerecoluiàchi,quă dochefia,uenganolegratiofißime parole uostre con= cedute.Adhuomo,àcuisi tenga obligoper contodibe neficio,potremdire DOLCISSIMA COSA MI FIE ricordarmiadogn'horal'efferui infinita mentedebitore,dalqualobligopiacciaà Dio di mainõ mislegarinalcuntempo. Douese cofahaueffe ditan= topregio,chepareggiarpoteſſequello cheioui debbo; nelueroglieloproferiret, maperche alcuna tale non uenehò,&perchegiatuttofonfattofuodono,folol'a moreperficurißimopegnolelaſcio.Adonna,laquale dubitaſſelefuericomandationihauer luogo,conquesto trattofi dee rifpondere, SONOMI ſtate ledubi tationi 3 TERZ O. tationidiV.S.in un tempo &dolci, amare :dolci, hauendodaquestocanto,ondefperare,che mi amiate: amareper lapocacredenza,laqualprestate alla mia fede.Nemifarebbequeſtaamarezzaper la compagnia 387 diquell'altradolce cagionefpiacevole;ſein ciò nonui interueniſſe uostroparticolarfpiacere:ilperche la noia fuperadigranlunga ognimia contentezza. Senoiad un tempod'alcunoamicoharemo , come perduentura egli occorre lettere, doni;allhor diremo HEBBI LE LETTERE &ilpresenteuostrofignor mio,uenutimiaduntempoàrallegrareiſentimenti l'animo; l'unopartoliberalißimodella uostra cortefe natura,&l'altrofrutto pretiofißimodelnostro inge= gno,ambidueàmeugualmente &rari cari. Ad uno cheardentementeabbracci lelettere & le uirtu, diremo. PIACCIA A DIO DI conferuar uilungamentein questobuonanimo,ondeui ingegna tedifaramicitiaconlelettere,&la uirtu , guerreg= giando conl'ignoranza quilla, coluitio:laqual pace , laqualguerrapoſſanoeternamente stare l'unatran= l'altra turbatanell'animo uostro.Volendolo darepienamentealcunaleggiadra compofitione,laqua lefła stataoltre il commune uso d'alcungentile fcritto reteſſuta;diremo , BELLO ET LEGGIA DROcomponimentoil uostro,&àmeparuto diuoi degno &naturale:nelqualecofiuinceteuoiſteſſo;quan toconglialtri,tutti quellicheà questi tempi si diletta= nodiſcriuere . Adunoamico,qualetemadi noneße= 1 66 2 re 388 LIBRO reda noiamatoſi caldamente,quantoegli dimostra di amarnoiparebbemichefidiceffe, CHIARISSI= MOfegno,cheiouincauoi nelloamore, mipareche eßer poßaladubitatione,chehauetedinoneßeredame uicendeuolmente amato,perciò chechi caldamente ama credeauuenireche talmentefia l'amorſuo manifesto; cheperquello meriticambieuolmented'effer amato. Si milmenteuolendoſopraalcunanostranegligenzatro= uarifcufatione appreßo l'amico ;hauremmo addire , PREGOVI VOGLIATE hauerelamiane gligenzaperiſcuſata,laqualeneluero nonhebbecagio ned'altro,che dallafedech'iotengo che uol mi amiate inmaniera;cheà conferuatione dießo amore,nonft ricerchino queste operationi istrinſiche &accidentali, conlequalicredonoeſciocchiconferuarfileuere amici tie,nonsapendoche nell'animoſonopiantate nonne leparoleleradicidelperfetto amore. Adonnaſcriuen dodanoiamata, dubitandodinon eſſereſodisfatti di ingratitudinediremo, SON CERTISSIMO che uoi nonpagaretedifiacerba &manifesta merce= delamiadolce&fecretaferuitu,aßicurato da i testi= monidella uoftrainfinita &naturalcortesia.Modesta menteuerremo àrispondere alle lodi datecida alcuno amico òinuerſo òinproſadicendo, I VOSTRI VERSI caro diligenteſignormioſon stati in ogniparteloro puri Soggetto: gentili,for chemancanodi di cio incolparſenedeeilfouerchio amo= rechemiportate inmaniera,chetalhora uiene iluo= ftro TERZO. stro intutel'altre cosedritto &fermogiudicioper= 3.89 dendo.Bellißima corrispondenza è quella & leggia drachiusura diparole,concheſi uienead alcuno ami= co,acui noui&grandihonorihabbia recati lafortu= naòlaelettionedeglihuomini,àmanifestar l'allegrez zariceuuta, &lafperanzadimaggior coſe, infimil cofedicendo, SIGNOR MIO HONORA TISSIMO pofciacheiointeſilafortunaet ilfauor deglihuominigiuſtihauerui à cofi degno&rarogra dod'honoreinalzato,chente fperarfipoteada ibuoni diſideraredallinimiciuostri; ionon ne prefi però nequellamarauiglia,cheprendiamo generalmente di tutte lecosegrandißime&inaspettate,netutta quella allegrezza,cheſentirſipuònell'animo maggioredi co filieto accid nte,hauendouoigia conglifrutti dellepaf fateopere,&conifioridellefuture,cacciatadell'animo l'altra nonpotendointieramente riceuer nelmio cuore,non eßendoeglidicoſiinfinito benecapace,&el lacrefciendotuttauia con la fperanza, raßicuratada i pregidellauoftramaggiorgloria. Toccando l'humani tadiperſonacortese, gentile,diremo, TALE E SIGNOR MIO labenignanaturauostra3che iocheardirenon poteaprenderedimeritare nepmeri todibenefici, nepersomma d'amorela gratiauostra, horaper l'humanissimauoſtra cortesia miparedime= ritarla aßai bene.ondeinguiderdonedicio unafedeui profero di maniera,chequandoellanonſiaperpocoua loredaeffer tenutacara,permolto uolere, grato bb 3 animo 390 LIBRO animo,&ricordeuolememoria dei benefici riccuuti nonuerramaitempo,nelquale d'hauermiamato , giouato,habbiate àpentereper alcunmodo. Et pure nelfimil casopotremo direin cotal modo, SE LE STELLE NON MI darannopotere alcuno difarmi meriteuoledeibenefici uostri ; nonrimarra,ch'ioeternamentenonui rendagratie,et grato della cortejeuolontauostrauerſo dime, & dell'hono= ratotestimonio,che digiouarmi &amarmialtruiren dete.fra tantolo uiurodicontiuouocon lafrescamemo rianell'animo miodella gentilezza &ualoruostro. Bella&d'amoreuoleconfidenzapiena èquellaſcuſa, checonunperfettoamicofifa,ſopra o negligenza di fcriuere, ò tardanzadiferuigio ,o d'altro accidente, co'ldire. CERTO IO RIGVARDAN= DO alperfetto amoruostro,chemiportate;io non poßoappreſſo di uoi errare,hauendo l'ibertad'eſſere quanto iouoglionegligente,opotendo liggiermente dallanostranatia dolce manfuetudinericeuer per= dono.Mauolendodellanostrafede renderſicura alcu naperfona,intal manieraſcopriremo il disegno no= Stro: VOI BEN POTETE, &qui&al= troue, ricca &pouera,&lieta&ſcontenta,inal= toò inbaſſogradodi meprometterui, ſicurißimate nerui,cheniuncontrarioaccidentealuiuer uostro deb biahauerforzadimouere,ne intepidire il miofermo caldopeufiero:anzipotrebbonotuttele perturba= tioni uostredipiuſcaldarmi, cõfermarminell'amor vostro : TERZO. اولى uostroa ciascunhora:&quantopiulafortuna cotor bidi auenimenti turbaffe(che àDiononpiaccia)lafere nitade ipenfieruostri,tanto piuuedresteilmio duris fimotopacioaffinarſi, diuentar chiaro. Rifponden= doaletteraamoreuole ſpecialmenteda donna reca= tacizdiremo HO LE VOSTRE letereriue= rentemente riceuute madonna, conquellatenerezza lette,chenellefibredelcuoremifparfe la loro dolcez= zainfinita,lequalicomeſogliono eſſeretuttelecojeuo ſtre,eranopienediqueimele,chefolo daifioridelleuo Strediuineparolette,piuche in altrapartefiuede stilla re.Ondefiperquesto,quantoper altreoccafioni infini te,bramai &bramo, bramerò d'hauerſempre quel loch'io bofperato,&fpero,&fpereròdi continouo, chealtro non èpure,che ilconferuarmi nellagratiauo ſtra,&inquellaconfermarmiciascun dte. Mandando alcunodenostricomponimential giudiciodiperfona, nonmenodi ottimi costumi chediprofonda cognitione diremo MANDOVIQVESTE cartefi= gnormio,nonanchorauscitedella mia cameretta,àgui Jadipure innocentißimedonzelle,perchefpecchian dost nelcristallolucentissimo delgiudicio uostro, or natefi con l'aiutodi quellopoſſano belle riguar deuoliusciredellematernemani, nellepublichecaro lemetterſiſanza biafimo delle loro bellezze. Adami coſcriuendo,ilqualetroppoaffannatoſiſianel profe rirfioltre ildouuto diremo, IL VOLERE RINGRATIARVI dellelonghe, reitera bb 4 te LIBRO 392 teproferteuostre,coſiſarebbe àmediſdiceuole, comefu difouerchio in uoiil replicarlepiuuolte. Ma rifpondě donell'isteßocasoà persona di grado conditione horreuole, pracemi di mutarproponimento & dir in cotal modo , IN ISCAMBIO delle proferte uostre,nonp contodi contrapesar di equalfommailbe neficio;ma percheinme coſe nonsi troua di maggior prezzo,piacciaui àuoi steſſadiproferire tutto quello che iomifono,standoſicura,tanto iopiudouere me stef ſoaprezzare&tenercaro,quantouoipiu speßo conmaggior confidanzadegnaretedicomandarmi.Ri fpõdendoàlodedatecidaperfona inognifuoattoamo reuole, fi potra dire, VEGGIO CHE VOI SI HONORATAMENTE dimefauella te,piuper abbondanzadella uostra humanita,& per l'amore che uoimi portateschepermeritomio, che à ciòfareu'induca.Di che uiringratioſommamente,non giapercheiopenfi ò diſideri con queſto ufficioſcemare l'obligation mia,che l'uno nonpoſſo, l'altro nondeb bo,nonhauendoioinmeparte,onde poſſameritare,che mifiatetenuto,&effendodi tantoalcunobeato, quan tomeritaperſuauenturad'haueruiobligatione,map= che la uoſtragentilezzanel richiede.In casodiraccon= Solarealcuno amicopermortedi padre,òmadre, òfra tello,òd'altri,diremo, QVESTE POCHE COSE uihouolutoſcriuere,nonpercheio stimi di potereconlimieiconfigliſanarla penetreuolißimafe ritadell'animo uostro,eſſendo purtroppodaſe prude te; TERZO. 393 te;neperdimostrar d'hauerincioſipocodolorſenti to,cheàuoipoteßirecarparte alcunadiconforto, ef= fendoiodellamortedel noſtro carißimofratello rima= > fooltreadogniiftimatione stordito &confusoinma= niera,cheiono poßonell'animorivolgere dacofiacer bopensiero,negliocchidallelagrime, lequali anchora fcriuědomiponejugliocchi la tenerezza delmiomol toaddoloratocuore;maqueſtofeci per non mancare diquelloufficio, àcheconpietami costrigneusaruer= ſodiuoil'amoreche uiporto.Infimigliantecafo dire= moaltreft, SETANTO DOVESSIMO aprirlauiaaldolore,quantofu l'acquiſto d'alcunap= duta coſa&lieto dolce;potrebbe amenire, cheuoi meritevolmenteil uoſtrodolcißimofratello piagneste, adogn'horaapiufreſche lagrime u'ingegnaftedi daruscita,ma perchedipiu ualela ragionenelmitiga reifouerchi affanni,che'lſenſo àrallegrarsinellegusta teallegrezze; per queſtoui conforto à dar triegua àgli addolorati occhi &pace al mestißimo cuor uoftro . Nell'isteſſo propofito ufereteanchora un'al= traformadi racconfolationedicendo , DISIDE= RO SIGNOR MIO chetantohabbinolemie confortatrici paroledi forza in aquetareil uostro ani mo,quantohebbeildoloredella mortedelnostro genti lißimofratello inturbareil mio.Soncerto,checio effen dofiuerrebbono à stagnarein granparte quell'onde, chegliocchiuostri d'eternelagrimenodriscono .Deh fignormio nonuiricorda,che il rafrenare dellefouer bbs chie 394 chieangoscie LIBRO allegrezzetantocifa eſſerepiudegli altrifortißimi &generofi;quanto il non potersi da quellerattemperareci annoueraconglihuomini uolga ri, dibaſſocuore?Etpostoche dolerefommamente ui debbala mortedilui,hauendo nonſolamenteunfra telloperduto ilche perſe ſteſſoſuole effergraue&do lorofo;maunfratellocheſolohaueuate,gentilißimoud lorofo, d'alticostumi,ilquale, leuostre cure al= leggiarepiuchelefuepropricdifideraua , &oltre à ciofu'l fiore dellajua giouanezza, &nel colmo di quellefperanze,chenell'animo diciascuno prometteua noper l'auuenireinfinitihonori,dallequal cagioni egli merita quantofuuiuodauoiamaio,tanto effer morto lagrimato nondouetepercioconfinite lagrime cerca= redipareggiarunainfinitaperdita.Et perquesto co= mesdegnoſodouete piutoſtouindicaruidicofifatto ol traggioridendouidellafortuna, chedandoui iu preda deldolore,accrefcterealla uoftranimica ilnumero del leuittorie.In un'altramanierarisponderemo àperfo= na,laqualefifia diligentementeper noi adoperata di= cendo, SE IO HAVESSI dubitatodella tua fede&diligenzauerſodime ;neluero egli farebbe Statocoſa nonconueneuole neallanaturatua,laquale è ficortese,chepiu operadiquellochenoi nelle noftre bi fognefferiamo &bramiamodipoteraſſeguire,nealla grandezzadell'animomiorichiesta,ilqualefemprefpe radipoterimpetraretuttelegrancofe,non percagio d'arroganza;mapergrandezzadi quelloamore,on= de TERZO 395 deionontollero d'alcunoaltro amico effer ſuperato giamai.Rifpondendoàperfona laquale ècon lettereà conrelatione d'altrui ſi fia affaticata di ricordarsi di tutti e benefici da noi ricevuti ; placemi che fi dica , POCO FV neceffariaquellaparte,onde uoi rinfrescatela memoriadeibenefici ufatiui: ilchefa tetuttauiacontante&fi cortesiparole. Perciocheſe uoiciofatepercontodibenignitadella natura uostra, fpintodallagrandezza delloamore in me uoftros mirallegro uoi eſſeredi coſi chiari &eccellentico= stumi,ne penſo poter ritrouarfi naturapiugratane piuamabile dellauoftra. Maseilfate per dimostrarui. grato, confermarenello amor uostrol'animo mios neſſuna diquesteragioniuiſtconuenia.Noneßendone uoiingratopunto,nepotendoiomairitrarmi dall'af= fettioneincredibile,cheiouiporto:Adalcunochehauef Sericercatocongrandeinscantia hauereil nostro giu= dicioſopragli studiſuoiuogliochefidica,QVAN DO uoifcriueteſommamentehauercarocheiouiren daragione giudicioſopraiſtudiuostri;nelueromo ſtrateche ioui porti grandißimo amore, donate al miogruditiotroppaauttorita:l'unadellequalcose po teteſperarecheingannarnonuidebba;l'altranonmol to.Inquestamaniera uoglio,cheunopadreſcriuendoà ſuoifigliuoliquantogratagliſia stata larelationefat tagli delprofittodeiſtudiloro,dica, IO HO DOL CI mieifigliuoliinteſo,quantadiligenza ſi metteda glianimiuostrinelloapprendimento deifanti coſtumi LIBRO 396 et dellebuonelettere di chel'allegrezzaé tale chelela grimenonhopotutoritenereper fouerchia dolcezza dacofifattanouellapartorita,ondeàme cheu'amaită to,quantopadreamarpoteffefigliuoli,sifacredereho rachenullaamatiu'habbia, coſt accreſciendo lemie Speranze &inostrifruttiingegnateuidifare,cheper l'auueniretantoui,ami,cheio credad'haueruià questo tempoodiatiriſpetto allo amore,cheallhorami mette ranell'animo lauostra uirtu diligenza. Scriuendo àdonnanonmenod'alto ualore,che auezzadi leggere le anticheſcritture persesteſſa trar alcuna uaga compofitionediremo, VOI NON peraltro ma= donnafètepiuuagad'ornar l'animo uostro delle belle uirtu,chedipreciofiuestiriilcorpo ; onde tutto quel tempo,cheperuoisipuo,trapaſſate òleggendo l'anti chememoric,òdiuaghicomponimentile nostre carte uergando,nonper altro,eccettocheper potereditan= toconlabellezzadelcorpoallebelledonneſoprajtare, diquantoconquelledell'animofuperateleuostre. Scri uendoàperfona,chepercõtod'affettioneragionatrop-pocaldamentelelodinoſtre,diraßi. VOI FRA tantoriguardatemoltobene,che promettendo dimeal cunoeffettotroppoeccellente dalla uerita lontano, nonuifacciatedi me malleuadoreinmaniera,che non potendo iorispondere allaeſpettationeuoinon paghia *teildebito:percioche io molto bene hò conosciuto piu uolte,quanto errinofouentequelli chedifouerchioama no concedendopiualloamore,cheallauirtu effendolo= ro TERZO. 397 rocostumedi affermare nelleperſone amate ritrouarsi quelle cose,che eſſi diſiderano,ſebene il piu delle uolte nõjononemolto,nepoco.Adiuienealcunauolta,chenoi òpermalignita d'altri, òperfalſe relationi,ò perfo= ſpettod' alcunamico,faremo statiàtorto accufatifal= Jamente,piacemi,che dopo l'hauereottimamente rifpo= sto alle ragioniingiustedegli auerfari,eſſendo laper= Jonaconchiparliamodigrandeaffare, cofibumilmen te dichiamo; QVANDO iofußi statoſipreſon=--- tuoso,che iſcuſandomihabbia offefa l'altezza uostrafi gnormio,lafupplico cheuogliaquesta & ogni altra offejain ciò auuenuta perdonarmi, imputarnel'erro reallaſmiſurata angoscia,ch'iojoffero,perlasommadi fi acerbodolore,ilquale toſto uerrebeà terminarimiei dolorosigiorni,quandoaueniſſe chequella nõaccettaſſe lemie ifcufationi che anchora che mal uolontierigli huomini patiſcano ogni maniera di afflittione;quella nondimeno piu citormenta&impaſſiona,che dagli nemici noftri ci uiene àtorto recata: intollerabile par che ſia quella ferita,cheinnocentemente ciuieneà tormentare Euero cheaffai confortomi deerecare ' efferinnocentemariguardando allapersona uostrazdi piuforzainquesto caſotieneilſenſochelaragiõeVno ci ringratiad'alcunbeneficio,eſſendonoidi primaàlui legati dinonmezzanoobligospiacemichefidica: E STATO ilvostroaccumularedicotanti ringratia menti in uoi diſouerchio,per due ragioni:l' una,per cheditanto anchorami fete creditore chemainon mi uerra 398 LIBRO uerra fattodicompiutamente poter ſodisfarui,&l'al altra,perchelamianatura mifaobligato àtutti quelli àchipoßousaralcunbeneficio.Nel domandare alcuna gratiaàperfonagrande &illustre,doue il riſpettoci costrigne à parlar meno licentiofamente, dirafſſi: SON CERTISSIMO cheper lofcriuermio Sopradicoſifattamateriaparràdi leggieroche la aut toritamiaſia diquesta gratia,ch'iodomandominore, l'ardireche incio prendomaggiore:ma diciò im putiſilacolpapiuallaconfidenza,chemi donalauoſtra cortesiascheàjouerchiaaudacia mia.Giocandoſopral'a moreuolezzad'alcuno amico,dimostrataciinlettere od altro,diremo:CERTISSIMOteftimonioche uoimi a= miatepiuche ionomerito,miparcheſiachelemielette retantocareuiſieno,&tanto leggiadreparute,quaio uoi affermate. Perciocherozzeeffendo deltutto l'amo reinmanierale abbelliſcescheà usicoſi pure,& cofi dolcipaiono,mercedell'affettiõe,laqualealmio difetto d' ugualſommafuppliſce.Douendodinuouo adoperar unoamico,come cheperaltrefiate egli fia statoaffati cato,diremo: VOIPOTETE chiaramentecom prendere,quantofaldaèlaſperanzach'iohofondatafo pralafede humanitauostra:che nonhauendo ancho raſcoutatoquello,cheio ui debbosintendofar un nouo debito.Et ciò auieneperdifetto dell'animo, mioilquale ditantoſiſtima,che ardiſcepoterefopportarilpeso di questo degli altrioblighi. Modestamentemipiace ches'entria domandarealcunpiacereincotalformadi dire : * 4 TERZO dire, ESSENDO certißimodinonhauermaia meritar alcunbeneficioco'lJeruirui,per la moltafpro portionedellauoſtra magnificaet miahumilefortuna; misforzeròdimeritarioco'l comandarui, conoſcendo taleefferelauirtu, 399 natura uostra chenon minoro= bligoportateàchiconfedeuicomada, cheàquelliche caldamentefiadopranonelferuirui . Volendo dimo= ſtrar l'affettion nostraquantosia grande, ad alcuno chefla,diraßi: MI INGEGNAREI dimanifeſtar uico'l testimoniodelleparolequantorocaldamenteu'a mi;senonfufſechetropporagionandone;miparrebbe porrein dubbioilmiogiudicio, la grandezza di lui:ilche l'unoper ignorantemipotrebbefar conosce= re, l'altroperpocoamoreuole.Rallegrandofitardi- conunoamicod'alcuna dignitanouellamentericeuuta; diremo: QVANTVNQVE ionelrallegrar mi con letteredeglihonor uostriſia stato tardo;non fuiperònetardo,nenegligente à prenderne infinita confolationenell'animo mio. Nellocreard'alcun magi • Stratopotremmodirfimilmente, HARESSIMO dapiagnerhoggiplu chedafarſegnidi commune alle grezza,pdědouncoſiſanto giusto amministratore, qualep lopassatohahauutolanostracitta;senonfuffe lafperaza,chetuttauiaciporge ilſuoſantißimo etgiu ſtißimofucceſſore:colqual pocodeiriceuuti honori dob biamorallegrarci,hauendo egli co'l testimonio delle paſſateopere, con lafperanzadellefuture maggior honoripiuuolte meritati:douechelanostra citta , con laquale. LIBRO 400 Laqualeragionevolmenteallegrarnepoßiamo,ha con feguito reggimentopiuhonoratodiquello,cheeſſa non afpettaua,nefferauadipoter afſeguire . Volendo im= petrardopomolteunagratiadaalcuno principe,òft= gnorediremo. QUANDO V. S. Illust.uorrà darfinealnumerodei benefici fi largamente per lo adietrouſatimi,pregolacheellafla contenta difuggel= largliconlapreſentegratia,cheio le domando.Volědo darricordodinoiadalcunamico;ſtdeedire gétilměte-incotalmodo;M'E' parutocõueneuoleildarui ricordo dime,nonperch'ioſtimiciò eßeremoltoneceffariaalla gentilnaturauostra;ma percompiacereà quell'arden tediſiderio,ch'iotengod'eſſerſculpitonellanostrame= moria. Adunocheſommamentedefiderilenostrelette reſpeſſouſeremocotestaformadifauellare: NIV NO dilettopuònelcuormiotrouarpiudolcericetto diquello,che è ilſapere che lemie lettere ui ſienocost care&cofidilettewoli;dalqual dilettotratto cofispes fouifcriuo.doues'alcunaincreſcieuolezzaueniffeà ge nerarfidalcontinououſo lorozincolpateuolstußo , che diciòfetecagione ,mentreio credendo piacerui uòà riſchiodiſommamentefpiacerui.Incasodi dimostrare quanto cifia stata acerba la morted'alcuno ò difangue òperaltro accidenteall'amico congiunto;sidirà: SE DELLA mortedelnoſtrodolcißimopadrehebbi dolore;falloIddiocheuidde il cuore, &tutte leperfo= ne,cheudironoilsuono deiſoffiri,Guidderola copia delleinfinitelagrime.Effendo incolpatifuordi ragio= ne TERZO. ned'alcunſcelerato effetto ; diremo: NON MI 401 DVOLE tantoperla colpadicoſi ſcelerato maluagio effetto uenirincolpato,ilchedase è puregra ue &doloroso;ma piumirincreſcielohauere lafortu nalasciatoincorrerequesta openione dime nell'animo uoſtroiche l'unoaſſaidi riparo&giustificationemi re cheral'innocenzailadoue che l'altro uiene à minuire quellafede inuoi,qualdianzi era uerſodimefi pura, &cofischietta.Rispondendoà lettera òrelatione d'a= mico,ilqualepernoneßere statocon lettereda noi ul tatoſiſia moltodoluto;direte: SE MAGGIOR difpiaceredee nafcernellapriuationedelle cose,douela perdita èpiugrande;nel uero uoi haurete cagionedi poco dolerui,hauědofattopfchissimapdita:ladoueche iodimeàragiõedolermipoßo,haučdo leuoſtre lette repdutetatodolci,tatocare,&in ognilorparte coff diletteuoli.Et crefcerebbeinmequesto affanno,s'ionõ conoſceßi,chetaleè labenignanaturauostra cheglier ronidagliamicicomeßi,tuttiugualmentegiudicatea= moreuolmete,affermado piutostonointědere lacagio nedelmacamětocheimputarloal difettodello amico. Cofihauea dettoM. Paolo,dipoco dimorato eſſendo, quadoaccorgedosi,che ciascunoafpettaua,ch'egli ra= gionadoſeguitaſſe;prefeaddire.Veniamohoraà i detti conchebreuementesi toccanole lodi & il biafimo di chichefla.ciòsi fauariamenteſecondola diuerfitadelle Lingue&nationi:fi cometra latiniſonoalcune priua teformedi lodare,òbiafimare o dir uillania adalcuno RAGIO. che i CC 1 402 LIBRO chetraGrecinonfiuſeranno òtraToscani; & molti traquestichein quellinonsi trouano giamai. Etlaſcia do stareicommuniluoghi del lodare òbiafimare,iqua lisi prendono dagli effempi,dailuoghitopici, dalle biftorie,fi comedicendotuſepiuchiaroche'lfole,piu stabileche la terra,piuoscuroche letenebre,piu muta= biledellefrödi de gizalberisiqualiluoghicommuni fo noàtuttelelingue;ueniamoalleformedelparlarepiu particolari e diftinte,ſicomefonoquelle, quando lo dandoalcunodiremo,egli ègiouanedelicato, egli ha unauezzofagratiain tuttieſuoimouimenti,hauno in gegnomarauigliofo,unuederefottilißimo, una intelli= genza profonda, èdeditoalle uirtu,dotato di buon coftumi ,finceronella conuerfatione, amoreuole nel fauellare,modestonei gesti, ſpedito nelle attioni. Allequal lodiuannopercontrariotuttauiaqueste ra= gioni di dire. Egliè giouane rozzo, egli hà und poßima gratia in tutti emouimentiſuoi,hauno i = gegno rintuzzato, unuedere groffone, und intel genza materiale, èdeditoalle opereuitiofe, uesti to di peßimi costumi, inetto nella conuerfatione fciocconelfauellare, distemperato ne i gesti, tard nelle operationi . Lequallocutioni ſecondolecoſe, di chepuresiragiona,uanno ininfinito crescendo tutta= uia.Lodafi anchora &fi biafimainuno altromodo to gliendo òconmetaphora,ò confimilitudine,è con alle goriaalcunacofadalfatto nostrolontanissima, ac= compagnandolaconquello,dicheragionar intědiamo: Si 403 1 TERZO. Sicomelabilancia ècofadaunhuomo moltodifferen= te,nondimeno dicendo uoiſetebilancia digiustitiazaſſai acconciamenterieſcie il nostro detto ; gli altri effempiadducailteftimonio tuttequeste uan= nodipari,uoijete lagloriadell'affettione, la uitadela religione,l'anima dellebelle uirtu,ilpolſodellapruden tia,lalenade ibuonicostumi,il fiatodellaliberalita, il ritratto della magnificenza,ilnidodeibuoni ammae Stramenti,lofuggellodella bontajil librode la ueritas l'albergodellefante opere.Faßilofimile per biafimo, con appofitioni contrariedicendo , uoiſetela infamia della affettione,lamortedellareligione,la perditadelle belle uirtu,loſmarrimentodella prudentia , lafreddez zade ibuonicostumi,l'affogaggine della liberalita, il dißimiledellamagnificenza,l'efigliodeibuoni ammae Stramenti,ilpurgodella bonta,letenebre deluero , lo Stimolodellefante opere.Alcunauoltasi aggiugnealle detteuocimaggiorcompofitione,percagionedipiufor perche iode za, dichiarezzamaggiore,dicendo,uoifeteildente sdruccitore della pellede iuitij, uoifeteil coltello ta= glientedellemaluagieopere:fi come in biasino quello, uoifeteildentesdrucitoredellepelledelleuirtu, quel l'altro,uoifete ilcoltello taglientedelle ſanteopere. Aggiugnesi appreßo diqueste ragionidi dire quel= la , onde noiàguiſadiottimi dipintoriqua &lato gliendo icoloridellecose,facciamo riuscirnela figura del nostro parlarebelliffima & riguardeuole:dalle bel lecofetogliendolabellezzaper lodare, ficome dalle こ CC 2 brutte LIBRO 404 bruttela bruttezza perbiasimare.Bello è ilfole, bella lafenice,belleleſtelle, ci,i rubini,le perle, con questi l'oro,laneue,itopa. lo alabastro:dellequaliuerremo àformarelabellezzad'unadona òd'altri.Brutto eil demonio,bruttauna strega,bruttigliocchi del guffo, conquestiilcanape,la pelle dellacapra,ifunghi, le Spugne icarboni, lacotennadelle raggie: dellequal دو ১১ ” cofefiuienea dipingere l'altruifozza &ffauenteuo= le deformita.Sicome piacendoui udir l'esempionelPez trarca aſſai chiaroui ſidimostra perquelleuoci, Realnaruraangelicointelletto, Chiar'alma,pronta uista,occhioceruiero, Prouidentiaueloce altopensiero. 1 Chi echenonueggiaqueste paroleeſſerdette inlo dedi Laura,togliendodallecoseil bello ilbuonosla doueche inuituperio fi acconciarebbono l'isteſſe uoci dicendo,rustica natura,diabolico intelletto , ofcura al= ma,deboleuiſta,occhioditestuggine,prouidentia infer ma,baſſo pensiero.Similmente biafimando il poeta Ro mahebbeaddire: » Fontanadidolore, albergod'ira, Scolad'errori, tempiod'heresia, دو دو GiaRoma,horBabiloniafalfa&rid, Percuitantosi piagne&ſiſoſpira. →, Ofucinad'inganni,òprigiond'ira, دو Queilbenmore,e'lmale si nutre&cria, Diuiuiinferno, Douemutadol'ordineformarpotretelelodidiRo ma TERZO. 405 ma,dicendo,fontana d'allegrezza,albergo di tranquil lita,ſcoladifanti precetti,tempio di fede,GiaRomahor Gierufalemmeuero &buono,percui tantoſi ride, fifafesta,fucinadifincerita,libertabenigna,oueilmal more,e'l benfinutre cria,di mortiparadijo. Si lo= da fiuituperaanchoraper eſſempio d'altri lodati et biafimati ò dalleantiche memorie,ò dalle openioni delle psone inalcunoc'anchorauius tu tauia.Lodafiuno di cendo,uoi fetedi religioneun Numa,difortezza un Ca tone,diClemenzaunCefare:ficome p biafimofi dirà uoifete di difpregiodelliDij un Dionfio,dipufillanimi taun Labeone,dicrudeltàunNerone. Maartificiofa= mentefiuieneàdirle lodiiuituperital uolta con l'effempiocontrario,contrariamente inteſo: come uolen dolodareunodifortezzadiremo,tuſetimido comeCa millo,auarocomeAlessandro,uitiofocomeun Scipione: chetuttelocutioni ſono bellißime in lodealtrui leg= giadramentedette.Sicome; inbiafimoufiamo l'istes fi luoghidicendo. TusereligiosocomeDionisio, com= paßioneuolecomeun Silla,benigno comeNerone. Et tuttequesteformedidetti,uengono à trarsi comeiodis Adallememorieantichedegliſcrittori.alcunauoltaft fannotogliendoglieſſempi daquellicheuiuono:ma ta= lemanieradilodeagevolmentesipuòcangiarein adu= latione, il biafimo in maluagia calunnia: nella guiſa che noilodadounoamicoofignorediremo, uoiſeteglo riofocomeunCarloquinto,liberaleaomeFarnese,dot tocomeun Sadoletto,accostumatocomeun Sauello,giu CC 3 dicioso Y LIBRO 406 ciofocomeunTriphone: uituperando alcuno dire, conl'effempiod'alcunodeimodernilefueſceleratezze uitij. Faßi un'altra lodegiuocando ſopral'isteßaparo la,laqualmanieradi lodareageuolmente puòdiuenta= re uilisimafpecied'adulatione ; tanto alli Spagnuoli piuin uso,quantoalleItaliane orecchieſuole eſſerefpia ceuoledicendo,uoi fetepiubello della bellezza,piudot todella dottrina,piugiudiciofodelgiudicio,&piusan todellafantita,iqual luoghi albiafimouengono adac commodarfifacilmente Voifiete piubruttodella brut tezza,piuignorantedell'ignoranza, piuſciocco della ſciocchezza &piuribaldo della ribalderia. Taluolta uengonoàmutarsile uoci,restandonondimeno l'isteßa fignificatione:qualdicendoin altrui lode, uoiſete piu bellodella uaghezza,piu dotto dellefcientie,piugiudi= ciosodell'ingegno, piuſantodella religione. Soglio noanchora eſcrittoriconartificiofacatenatura accom pagnareleudci,continoatamenteprocedentiinfino alle fini,co'l dire.Odolcezza ſoaue,òfoauita giocondissi ma,ògioconditatranquilla,òtranquillitafelicißima, lo eßeredue amantideltutto,deluolere & dell'animo in ogni tempo,inogni stato,in ognilorofortunacongion ti. Sicome in biafimo diremo ilcontrarioin cotalmo= do,òpaßioneamara,òamarezzadolorißima,òdolore inestimabile l'eſſere dagliacuti morſi dellainuidia la= cerati.Ma tempo è ch'iouiconducaàcerte particolar ragionididire,concheſt biafimaalcunocon parolenõ dimenocheniuna riafignificationeritengono: ilqual biafimo TERZO. 407 biaſimoſifa òpercontodidileggiamento,ouero per= chelacattiuanaturad'alcunoſiaſimanifesta ,che per difpregioogn'unopenſi quelletalparoleofferglidette: ficomediraßiad uno cheragiona in contegnoffuta perle,er aduno cheuaditropposu la grauita piu di quellochela eta,ò l'habito,ò la profeßionenon richie= de,ilſeicento,ouer untheatrodifenno,od altra cosa fi migliante.Lequalparoleanchorachedasenullo biafi= morilcuino;nondimenoàtalepropofitorecano uitupe riograndißimo.Altreportanouituperioaccompagna tenondimenoconuocifuordipropofito,qual dicendo aduno,montoneordinario,afinoincremifi, &fciocco diterzopelo,fi comequelleanchorfanno,cheaccennan do lelodid'alcuno,uengonoàdar dipettonel biafimo intalmodo.Honoratacofaèiltempio,maaggiugnen= douidiricottastofto uiene àcaderein iſcorno d'altrui comedicendo adalcunoioticonsacrero untempiodiri cotia,tiſcolpirònel cauiaro,t'intagliero nella midolla delle rapist'immortalero alla eternita dimeloni ,tula ueraiiltuo mortaleconl'orina dellemuſe,ferai adora tonellago diComo,leuoſtrerimeſonoparteghelfe et parteglibelline,Apollouilegheraun ditral'altreima ginidelcielocon laſtregghiadelmulopegaseo doureb bonoifecolifar lepazzie, percheui imparentaſte un giornoconlefibille.Voifetepiufauiodeldidelgiudiz cio. I uostriuerfinonharannonefreddonecaldo,per chelifapetefare &nudiuestiti.Lequalformeneda Grecineda Latinimainõhebberoalcunuso, perquan cc 4 to 408 LIBRO toiomipenfi,&perciononmolto loderei l'uſo loro: tantopiuquantoallaloro legaturauiſiricercapiuto. sto lanaturachel'arte:neper moltochenoi ci affatiz chiamo po remoàquelſegno peruenire,che ilnoſtro diuinoM.Pietrocoſiageuolmentehebbedestrodiacco Starfi.Veniamoàquelli, chepercontodibiafimofiuen gonoàformareconlegaturadicoſecõtrarie,nellagui Ja,che noidiremo,uoi conquesteuoſtrefatiche uihare= teguadagnatountropeo diuergogna , unapiramide d'ignominia,unconfalonedi uilta,unaſtatuadi dapo= cagine,effendogiocatorefolenne. pazzo diuino,dotto d'ignoranza. Conquestimetteteil doleggiare alcuno conparole,ilcuiſenſomouailridereinaltrui:fi come adunafeminadicendo,Voifetel'intingolodellemiebu della,il tringiamentodella mia sbudellata milza,losco pisciato appetito dell'anima miaconcupifcibile,etil ez zojo difideriodelmiopolmonesſoncerto chetenendoß offesadauoigrandemente;cercheradifarne quelle uen dette cheſetuttel'iſconcie&uillaneparole al ſuo honorepiunimichelehauestedetto.Etfi comel'uſolo= ro èfpracenole adhuomo accostumato &ciuile;coft deono efſſeredalpoeta &dall'oratore lontane , come quellechepiufannodelbuffone chediperſona aueduta giudiɔlofa. Piacemi anchora,chefuggirfidebbano quelleſciocche affettationi checotantoſpeſſefiueggono neicomponimentiSpagnuoli,&coficarealleorecchie degliignoranti,ondeeßidicono, imiei ſenſi ſono per amordiV.S.impiccati: ſquartata el'animamiaper le TERZO 409 le manidiqueltradittor bo'a amore.Nonuipare,che udendoquesti strepiti & questi auenimenti horribili, L'orcecchieuostre,sisdegninodicoſifatte affettatiõi?Ec coquell'altro,tuttelepeneamorofefentoregistratefu'l librodelmiocuore,cheſciocchezzeſonoquestesPuoes ferechegl'Italianihuominidifenno di giudicio (il cui ualore noncredo cheneglianimi lorofiaancho= rafpento)habbinoſidimenticata l'anticadiligenza nel giudicare;che ardischinodi dire itratti Spagnuoli& i lovodetti effere piualti&piugenerofide gli Italia= ni?Perciochelaſciamo stare,checonquesta opinioneuč ganoàpreporreiSpagnuoliàGreci &Latini;non è anchoramifera &compaßioneuolecoſadeltuttoilgiu dicaregrauiiconcetti baßißimi,magnifichi eſciocchi, generofiquelli che muouonoleriſa?Certo à me in= creſciemolto,che hoggidilamaggiorpartedegli huo miniuolgari habbinoauttorita di lodare &biafima= rele compofitioni: piu miduole,cheidottiſeguendo ilgiudiciocommune,uadinodietro algiudiciode i mol ti . Quiuidiſſe ilContarini,EmiſilasciacredereM. Paolocheilgiudicioche moltifannoſopra delle cose Spagnuole,nonuengad'altro, chedauna certaopinio nechenoihabbiamodidiletarnoi steßipiuco'l piace= re,chegiouarconl'utile. massimamenteeſſendo i loro dettimescolatihoracon lemetaphore,horacon lecom parationi,horaconlebugie,lequalbugie mescolateda capoco'l liquorediquella adulationetrafcurata,fanno riderechi lefente gliignorantifpecialmente,chepia : CC 5 cere LIBRO 410 ceretrouanointutteleſciocchezze,e idotti di riſo ſol letico&generatodaluederequellepazzie,forſe loro dileggiandoin cotal modo:Etperquiſtoil giudiciodi M.Paolo èstato bonißimo,chequesteaffettationifiano dafuggire,comepiufia ànoipoßibile. Quiuidißelo Sperone,un'altra cosapenſodouerefommamenteſplace reàM.Paolo,quellofcriueredilettereloro, con que periodi,che mai non trouanolauiadiuenir àcapo,co= fadaGreci Latinitantodiſuſata,&fuggitadai miglior Toscanialtresi.Etpercheionon parlı in cio piupercompiacerealManutio &al Contarini,cheal >> lauerita;uditequesteparole,Moltefiateuòtra meme defimo confiderando la miagiouanezza,&mifouiene >> ch'effendo io lettorein Rodi,lamia giouenilcarne non » menofralechetenera,meſſaſinellaprimauerafi trouò >> infolitudine, lafolitudine inſieme cõla libertafiuta >> ronoilmondo, fiutandololoſenti, sentendolo lo »ſeguito, seguitandolol'aggiunje, gusto, gustandolol'amariggio, giognendolo lo amariggiando= lolorifiuto, rifiutandolololasciò,&lasciandolo ri tornò, دو ritornandolo loraccettò,&finalmenteconui tatomi ilmondo, ionon lorifiutando, cinquanta due annihabbiamouno isteſſopanemangiato,Ginuna , casa medesimadimorati,cisiamo.&cofiinsieme stan >> do,quando touedeua ilmondoadirato; loferuiua , & ›, egliquando miuedeuamaninconico; miaccarezzaua, > quandoiolo uedeuaprofpero glidomandaua,quando 22 miuedeuanolieto;m'ingannaua, quando diſideraud » und TERZO. ১১ دد 411 unacofazmiaitaudàconseguirla,&nelpiu bello che lagodeua,melaritoglieua,quando miuedea contento, دد " " miuifitaua,&quandocontento; midimenticaud,quan do oppreßomiporgealamanoperch'iofalißi, qua domiuedeafaltto;mi leuaua il trefpidoperfarmi cade re,&inconchiufione,quando mipenſaua hauer pur qualchecosa al mondo;trouochecioche egli poßiedee unsogno. Hor cheuiparediquestaeaggerationes uisòdirechequellapoueraconchufione doued penar l'animaafpettado chel'auttoredoueſſefinirdidarle la collata.Certoſe il buö Spagnuolo stauaunpocodipiu atormentarla;lefacea confeßarqualchealtrapazzia. Rijeroquiui tuttidelleparolediM.Sperone, ilMa cignidiffe,quelfuomondo,che luiha cofimalacconcio, doura eſſere unamalabestia leuandoïi come feceil tre= fpido.Anzierahuomodiſauio giudicio,dißeilPriuli, àconfolare il buonMarconellemiferie, ingannarlo nelleprofperita,perche ne difperato nellefciagure , ne-fuperbonelleallegrezzenon diuentaße.Sidiße ilCon teerahuomodigiudicio il mondo,ma nonperòdifcreto molto ,hauendo ilpanedell'Imperator Aurelioman= giatocinquantaanni & poi affaßinarlo.Comedomine fateuoiche'lmondoeraunhuomodiffeilBarocci,ha= uendolo descritto l'auttoreperunmelone?quandodif= Seche lafualiberta lofiuto&fiutandolo loſenti.Dif= SeallhottailGirello,fubellißimamethaphora il chia= marlomelone,uolendofignificarilmondo effere di fi= gurarotonda.Etco'ldire diquesteparole ciascuno fi dicde LIBRO 412 diedearidere.mailConte Fortunatorivoltoà M. Paolo diße,di gratias'alcuno di questi detti ue neri cordatepiacciauidifarcelofentire, perchenoi dal lon goascoltaregiastanchi anzi chenò,prenderemoalqua todiristoro.Soncontento riſpoſeimmantinenteilMa nutiofoifequi.Iolaſciero raccontarequedetti coſilon ghi,cheM.Speroneciricordò,comeche di cofi fatti maiuerunononhabbiaſoffertodimandarà memorias dirò quelliche brevementeuengonoàſporreilfatto loro.Tojonodißeunoinnamoratoallaſua donnafcri= uendo,l'idea della compaßione,ilprincipede gliaffan= ni,ilfecretario delle miferie,perciochenellemie uifcere hòdepofitata lacoßadi tutteletribulationi. Et altrc= uefcriuendounoadunoamicodiße,ioho deltuodolo= regrandolore,&dellatua marauigliagranmaraui= glia,perche iltuo dolore &la tuamarauigliafono ra dicati nelmio cuore.Un'altro uituperando la inuidia diße,neluerocontradel'inuidia riunobafortezzada difendersi,negrotta danafconderſi,ne cimadainalzar fi,nemontagnadaridurſi,neboscoda imbojcarfi,nena uedafuggire,necauallodacorrere,nedanaiodariſcat tarfi. Per confolationed'uno amicofcriße in cotal mo= douno,anziperdimostrargliſeeſſered'ognifuomale partecipe;Tanto mi tiene afflitto la tua afflittione , tormentatoiltuotormento, addoloratoiltuo dolo= reschementretupiagnicon gliocchiistrinſichi letue Sciagure;io quelleisteßepiangointeriormente con gli occhi dell'animamia. Sicomeun'altro ad unafuadon= na TERZO : 413 naſcriuendodiße,se lefiammechem'ardono,tali uſcif= ferofuori,qualiàdentro mi conſumanostengereiil cie= loco'lfume, la terrafareidiuentarbragia.Etnello isteſſo auuenimento,io deliberal con deliberata delibe= rationefcriueruiquſtalettera,perintenderefe ui era in piacere,chelefaettede i miei sguardi pigliaffero di miranelberfagliode lauostraferuitu. Ad unadon= naostinata &crudele,uoi adempietelauostra publica crudeltacon imieidanni priuati, &con lemieango= ſciefecrete. Ad una persona laquale habbia posto in difparte l'amor noftro , uoi hauete ne i paest dell'obliuione sbandita la memoria de tuojtri ami= ci. Adonna crudele eßi diranno ,se tu defi= deridiſuperarmi; mi tidonoperſuperato:ſedistrug= germişmitidonoperdistrutto:ſedi ancidermi ; mi ti donoper ancifo,sedi affliggermieternamente, mitido nopereternamenteafflutto,percio che neluifo, nell'an= darenello stare,e inogni mia attioneſipuò uedere co meiltuofpeßo offendermi, &il mioraro difendermi fonoedificipiuattiàdarmimorte, chead aßicurarmi lauita.Nelloisteßo auuenimento procaccieremo d'im= petrarpietàdicendo,poſciachela mia liberta èconden nataalfiſcodellatuaferuitu, piucarom'è il per= dermiperamortuo,cheacquistarmiperconto d'altri; conſenticheioſiatantocertodellatuafede, quantofei tudellamiaaffettione. Affettatißima esclamationefie quella,ondeſopra laliberta delle donnedirà lo spa= gnuolo.Ahigiustitia del mondo ingiustißima, pofcia che 414 LIBRO chefi uccidonoglihuominiche inuolano larobba le ricchezze,& fiperdonaallefemine,chetroncanoleno streuite traffiggono inostricuori,fucchianoil nostro fangue,&cauanolenostreuifcere,nonnelasciandol'a nimaanchorfana ſicura. Un'altrafifasopradel propriocuorein tal guija,o molto appaßionatocuore, ch'effendofanofustiferito,eſſendo intierofusti diuiſo,ef fendolieto fufti tribulato,effendo uiuofustiucciso,&ef fendomiomifusti inuolato . Questipochi adunque,che cheiohòraccontatifin hora,bafterannodifouerchio p fodisfarlealdefideriodelConte. Vnafolcoſaaggiu= gnerò,alleraccontate,che i detti Spagnuoli quanto fo= nopiuingegnoſitiratidai Francesi;tantopiufono éFrancesipiupuri&piu dolcid'eßt,in ogni lorpar te.Etcontuttochelalingua Tedescaſia cofi Barbara ſi ſpiaceuolecomelafua pronunciadimostra;non= dimenonello efflicarealcuno effettoè di tanta forza; ch'egli èuno stupore.La lingua ondefauellinoeturchi specialmentenella citta di Costantinopoli , eſſendo pronuntiatajulalingua&neiconfinidedenti de lelabbra,hafuonolanguidetttoma diflinto&chiaro. ondeperl'isteffa cagioneſono i lordettipiaceuoli, festeggiofi,&per lopiuuanno ilovo tratti non allap Sona conchififauellazma àcoſadifferente. Sicomefcri uendoadunaamica diranno, òcielo, perche ofcurando tinonfaiſegnodelmiodolore.ò stelle perche piangen dononfatefededellemiepene.Eccocheimontiballano, laterrafi muoue ilfolefiofcura &gliaugellinonca tano TERZ0.. 415 tanoperpietatedelmio cuore IGrecipronti & leg= giadrimaestriditutte l'arti, ricchi dimolteuarie= tadidire,hanno unaloroinfinitanatural gratia nello efplicare nonfologliaffetti;ma lodare biafimare chechefia.Neglieffettibaſtiui queſto eſſempio. Era unoche caldamenteamaua,uede un'altro cheua cercan dodelfuocop apprendereunſuo lumicino,dice l'aman te,o tucheuair cercandodellefiammeueniàme, ac cofta il lume all'anima mia,quiuitanto fuoco ritroue rai,quantoCerbero uedeardereneiregni infernali. Parlandodellapocacertezza qualhabbiamo dellafede degliamicidicono,Lamaggiorpartedegli amiciuen gonoàterminarfineiconfinidellaſalutatione, percio cheoltre àquestofegnononardiſcono di trappaſſare. Similmenteragionandodelfilentiodicono: mentreche chel'huomo fitace,comunqueſciocco &ignoranteche egliſiſia può darinditio di accorto &fauio, celando Sottol'ombradeltacerele bruttemacchie dell'animo.3 Inmateriadell'inuidiaeßidicono,L'inuidia éfra tutti iuitij peßimacosa nondimenoinſeritiene tantodibon tasche maceragliocchi&l'animo dell'inuidioso.Ad unocheconilportaredellabarba lunga foltauoglia daradintendereadaltrui d'eſſerſauio,diconoſe ilnu= trird'unagranbarbaéſegno di dottrina ; ancho il barbutobeccoſi potra chiamareunfauioPlatone.Ma dòPericleadunaſuadonnaunuaſodi precioso odore dicendo,ioti mandoquest'odoreſoauißimo,nonperche àterendagratia;maperchedal tuoodorediuentipiu pre= 416 pretioſo LIBRO perfetto.AdunadonnadirailGrecoaman te,uoihauetegliocchidiGiunone,lemanidiMinerua, lepoppedi Venere,legambediTheti , adunque felice chi ui uede,beatochi ui ascolta,mezzoIddiochi ui ba= Scia,eternodel tuttochi gode delloamor uostro.Bellißi maesclamationecontral'oro,fu quella,O oro padrede gli adulatori, figliuolodellecure&l'hauerti è ti= morese'l nonhauerti é dolore Vnabellezzaſanzagra tie dirannoeßereun'hamoſanzal'esca.Diſcriuendoun baſcioamorosofoglionodire ,fu nelbaſciarui l'anima miaarijchiodi rompericonfinidellelabra,peralber-garneidolcipaesidellanoſtra meliifluabocca. Etcon tuttochelaGrecia partehabbiahoggidiperdifettode IafortunacangiatalafuanatiafauellainTurchesea, Barbara,partepermalitiadegli anni fia tralignata pocomenochedeltuttodalſuoanticopedale;nondime= nolauolgarfauella,conche iGreciàtempi nostri ra gionano,ferbapuranchoraalcunueftigiodellapristi=-nadolcezza &forzanell'efprimeredolcementei no= Striaffetti,fi come appareco'ltestimoniod'una can= Zoninauditadame inlinguaTurchesca,&inlingua Greca,laqualehauea quiſtoſentimento.cheuna gio= uanettacantando fidoleuadellapartitadelſuo aman= tedicendo. „ Bafilicòhopiantato, Etroſeſon nafciute; „ Dentrodellicui rami , Cantanlerondinelle. L „Deh TERZO. Dehrondinellemie » Pregouinoncantate, " " Poiche'ldolcemioamante Radicedelcormio ১১ Sifadamelontano, >> Fuggendoildolceporto, Perritrouarfra l'onde Tempestofitrauagli. دو دو Dehrondinellemie >> Pregouinoncantate; » Mapiutostopiagnete, >> Sepietoſeuoi fiete. 417 Piacquel'udirequestacanzone àciascuno,&fpe= cialmenteal Conte alBarocci,percheM.Paulo per compiacerloro, recitòquest'altra ,laquale affermaud hauerudito inPadouadauna gentilegiouane Greca, laqualdicea in cotalmaniera. כל دو " " 22 " Donnas'allebellezzerade òjole Hauesteugualpietate; Foranlefiammemiedolci &beate. Ets'inmefußeiluoftroduroorgoglio, E'n uoilamiabumiltà non temopunto, Ch'alfommodel miobennonfufſigiunto, Ch'iononſonſidiſcoglio, Ch'iodonaßiàpietàtantocordoglio: Fates'èmorta almeno » Illegame,ch'alcor m'hauete auinto, , Co'lmedesimodiſcinto 4 : RAGIO. : و 3 Sid こ こ : C ১ dd د LIBRO " 418 › Siaperchemortehomaim'hapostoilfreno, O'metrabete à tempopiufereno. Et nell'istesso tempo,che ioinPadoua mi ritrouai, Sentij unaferaunoſcolare Ungaro,ilquale mormoran dotrafe,nonſochecantauapienamente:&percheegli era alquantomio domestico,ilpregai che egli latina= menteuoleffe efpormiquella cotal canzone,&egli uo= lontierila mi diße,onde molto restai della purita di quella linguamarauigliato,&à dirla toscanamente uerrebbe àfignificarequellocheuoi udirete. دو دد ” " " ” " رد Donnac'hauetenelbelpettofanto Millecor,millepalme Dimillefuenturateamoros'alme, Chefala miasben sò,che'l sdegnoe'lpianto Del'altretutteinſemedesimatolle, Perched'ogn'altra èpiutenera &molle: Etuiepiuſo di uoſtra crudeltate Ch'ha presoqualitate; > Quest'una dogliail corbendeepatire, >> Malepene d'altrui nonpòſoffrire. MatempoéhoggimaididarluogoalMacigni, il qualeſochetanto piubellecosedimeuifarafentirequa toilfuogiudicioreputograndementein ogni attomi glioredelmio. Etciòdetto ſubitamenteilManutioft diedeatacere: Laqualcosauedendo ilMacigni dopo unhauereciascunode gliascoltanti riguardato nella frontepiacevolmentepreſe adire.Egli èpurforzache lariuerenzadameportatauiuinca la debolezza del ٢٠ こ 2 mio : TERZO. 419 mioingegno,poſciacheàuoi piace ascoltarmi mentre io ragionerò anch'iodiquelleconditioni,che nelpoeta nell'oratorefonoadhuoporichieste: non perche io fperidiconseguireineffettoqueltanto, che le amoreuo liparoledel Manutioui promiſe di me nelfinir dei ragionamentifuoi;ma perubbidiruiſanzapiu. Emi ricorda leggendo ilDecamerone hauer uedute quelle parolenelprincipiod'unanouellettaaffai piaceuole le qualdicono,cheficomene lucidifereniſonole stelleor namentodel cielo, nellaprimauerai fiori de uerdi prati,&decolliirivestitialbuſcelli,coſi de lodeuolico ſtumi&deragionamenti belli ſonoileggiadri motti, liqualiquantopiubreuiſono,tantofuronopiu bellida gli huomini giudicati & hebbeft per l'isteßa cagione openione,chemeglio alledonneconueniffero,fi perche piualle donne,cheàglihuominiil moltoparlare ſi diſ dice,ſiperchetantofonopiuleggiadri;quantofono det tiall'improuiſo ; ilchediradouiene àglihuominicon= ceduto, alledonnepiuſpeſſo,comequellecheſopraua zannoinellefubitanerifpofte,&piudegli huominiua glionomolto E' iluerochehoggidilenostre femmine s'intendonomegliodeldirefufo,&conochia& arco laio, contuttociò piu astuteſono nelfar mercatoco lalauandaia, &faper quante uouafi mettono àcoud= re;chenetempiopportuniſaperrifpondere, òpropor realcunaleggiadracosa,oueralcunodi questi leggid= drimottifarfentirene loro tempi. Etpercio radifono glieffempi, chedalledonneprender fi poßono, onde dd 2 que LIBROL 420 quepochi, che di miglior gustofifentono,par che da glihuominiuengano aformarsi. Etpercio effendo il motto,ſpirito &dolcezzadelragionamento noftro,at to àleuare la noiadellongofauellare, didolcißimo conforto all'orecchie degli ascoltantiminiſtrozàmepia cerebbeche eglital uolta &dalpoeta &dall'orato reuenißeusatoznondimeno conquellamodestia & con ueneuolezza che10faròfentire.Auegnadio,che conci= tando il motto o rifo,ò marauiglia,òbiaſimoinaltruis non dee eßerefpeßißime uolteuſato,nonfacendolapia ceuolezzainfciocca buffoneriaperauentura traligna= re, lofalfo delle parolein ifpiaceuoleinettiacangiar fi.Et dicioprendetenel'eſſempioin HomerotraGreci fonte uniuerfalißimodi tuttelegratie,et trouarete egli hauernenon altramente alcuno d'eſſiſeminato per lo fuo poemasche fioriper lo prato uerdißimodellapoe= fia.Tal uoltaalcunod'eßiDemosthene nehafattifenti re&fimilmente iſocrate,Eschine, glialtri: &per uenire alliRomaniCicerone,Cefare,Hortenfio,Hora tio,&Martiale,& altrinonistaro à prender fatica in dimostrarloui,effendoàtuttimanifeftißimo . Ettra Toscaniſcrittori Dantetuttolieto & tuttofesteggio fo,&ilBoccaccio intutteleſuediuine profeſalfo motteggioso.Ilchenonpuotefar ilPetrarca,fi perche lamaterianon loricercaua, &fiperche eglista me= glioildirdeimottialla profa,che aluerfo.Ondeall'o= ratoreſonoper l'iſteſſa cagionepiu chealpoetarichie sti &conueneuoli.Maèdaauertire ilmotto eßeredi piu 421 piumaniere:percioche alcuniſono dishonesti , alcuni TERZO. empi,altri mordaci,altri chemouonolerifa, &alcun' altricheperrispostaſidano adaltrui.Lequal differen= zeuengono òmarauiglia àgenerarenegli ascoltanti, ògiuoco,òbiasimo in altrui , per dichiarare tutte tuttequeste fpecie,dicoildishonesto poterfarsi ò per rifpettodellamateria,òpercontodellapersonafi come effendodettoin preſenzadi donnediottimafama, oue rotraperſonereligiofe,ouero riſpetto al luogo come neltempio,deiqualidamenon afpettategli eſſempi. Gli empifono quelli,onde uiene il motto a cangiarsiin unacertamalignità,laquale&gli ascoltantiinfastidi fce; &biafimogenera incoluichenel'uſa. Sicomead unpouero imprigionatodicendo,colui éfattouccellodi-gabbiaòdomandandoadunpouerofegliha monetadi unoscudo,ò dicendoaunciecoſeuuol giocare à paro caffo:òinuitandouno aßideratoàcorrere. Similmē tenonfideemotteggiareſopraglihuominidifanta ui a, diottimicostumi,nedileggiare iuecchi,nebeffar idelloandar iſcalzodeicontadini,neriderſi dell'al= trui calamita altrimente uengonotuttiquemotti ades fer empiescelerati, inditiorecano d'animo torto maluagio.Spiaceanchorailmotto detto folamente perincaricarealtrui,ſanzaeſſerne data occafione da colui, fopradichiuiene uſato, &fpecialmente quando mordaciſono,&àtuttinell'istesſſaprofesionesi poßo noattribuire: Si come uedendounhuomomaritodibel lamoglietemerariamente dire,Costuisifaombradelle dd 3 Jue LIBROT 422 fuecornaàſeſteffo:Etadun medico,non uiaccoſtateà colui,cheputedi sterco:& aduno aduocato fuggiteco lombe,che quiui èilfalcone. Et uedendounnotaiocon lapennanell'orecchia,coſtuiportaconſeco il testimo= nio degl'iſtrumentifalſi chehafatto.Etuedědo uncor tegianochi cheſia,chiamarlo cortigianoſpelato. ue= dendoperſona perbaßezza difortunapocoriſpettata dirlemurofanzacroceſcompiſciato daciascuno:Simil menteincontrandounuiſodalla naturacontrafattofo= glionoalcunichiamarlouolto diphantafima, uoltodi baronzo,capodafruſtatedi meloni,&altrefimilcian cie:lequalificomeinetteſonoscoſifanfededi nonſoche importunita intollerabiledichtl'uſa. Sicomeuedendo unoundiquezoppischeuannoconlagambadi legno, diße,costuifarebbebuonoda andarinuolar ilporcodi Calandrinofanzaeßersentito. Imordacififınno per contoditoccar iſentimentid'alcuno acerbamente, ma inmaniera cheilmorſo diletti à gli ascoltanti: ciòfarfi dee conperſonenontantoſciocche,che ilmot= tononvengaaperderedi ſua riputatione;necon uir= tuofi ,acciochemalignonon fiažneditanto alta fortu na,chenonsenericeuaqualche afprapunitione:macon quelli,cheſonodi buonointendimento, pocofauoriti oucroamatidagliascoltāti,et dimezzanafortuna.On denonlodo coluichepiuardito chefauio eſſendoglida unCardinalestatoiniradetto afino indiscreto,riſpoſe queſto nonm'èdifcaro ad udire, perchel'iſteſſoſi di= ce diV.S.Reuerendißimaanchora.EtAiacemorden do TERZO. 423 doVliffe,accennòvliſſe eſſerefraudolente & tradito reſanzacagionedicendo,Domandateo Grecideifatti di costuialla notte,chedituttineèconſapeuole,&fu dituttelefueunpreſeſolateftimonio .Sicomefentendo unoparlarealcunaperſonafreddamente,chi chieglifi fuſſe,diceacostuimunge unbecco.Eteßendoun giorno uenutoilMarulloà Bolognanel tempo di Fhilippo Beroaldo, alcuni Bologneſiunamattinaper tempo le= uatiandaronlo àuifitare portandogli alcuni uerfi di M.Philippoinlodediluicomposti: i qualiuedutiche glihebbe,fanzaaprirbocca gli gittòſoprad'una ta= uolatacendo.Etinscando igiouanidiſentiril giudicio fuocaldamenteilpregarono,cheilMarullo uoleßedi= requellocheglipareſſedellepianteBolognesi,fuperba menteriſpoſe,ſe cotesta uostra piantahapaßato dodici anni;nonaspettate daleifruttodiforte alcuna.Hor ue detecomeilMarullofuinuntempo mordace difcor tese.Non mipiaceanchorailmordere motteggiare fopralecofefacre,nellaguiſa chefeceGianpolodaVe netia,chestandoinconditionedimorte, &hauendo ri ceuutol'ogliofanto,fudomandatodaunſuoamico,co= meeglistaudz eglibeneriſpoſe,nonuidubitate che iofcorreròbenißimoeſſendotuttounto .Sonoancho= ramordaci quelli,ondefi tocca alcunocon ingiuria dimolti ,ficome diße il Sanfeuerino di Pietro da Valle in una brigata di perſone ,guardate feegli è pazzo , cheè Sanese ,se egli è tristo cheèprete, feeglièsfacciatoche éallieuodicaſaN.douemorden= dd 4 do LIBRO 424 do Pietro ueniuaadoltraggiar molti altrifimilmente per l'istessa cagioneHabbinoadunquei motti unalo= ro falfa &conuene.uole opportunità ,trouata dalla difcrettionedell'huomo accorto,ilqualefperain questa parte ualerfi. Sono alcunialtri motti attiàmouere le rifadegliascoltantiinmaniera,che apenaſipoßono uolendo racchettare:onde dolerele mascelle,&fcop piarui ilpolmone,&fuffocar le uiſcere uiſentite con quella piaceuoleamarezza,chediede alpicciologigan= tello,neluederelafimiacalzarſi,ſiſoaue morte. Ilqual riſo procede,ficomeſapeteda unacertadolcezza ,la= qualedilettaglianimi noftri percagionediuedereòd' udire cose strane,allhottachelauolontà moßadall'affet tionedell'oggetto,conſentealla allegrezza , àcuiubidi ſconoque nerui,che uolontariamenteſi muouono: dai quali tiratala pelle i muscolidel uoltoueniamo àra nichiar iluso, fareque ceffi chefi ueggionofar ri dendo. Ilqual riſo, s'è macchiato d'odio,didolore, òd'altrononpuòfarsiperalcunamaniera, eccetto se nonsifaceſſeſimile àquellodi Annibale,quando rife tralelagrimede fuoisoldatiperdifperatione. Questi adunqueotraffiggono iuitij altrui,òſcuſanonoimede fimi,òrispondonoquandod'alcun'altro ueniamopro uocati.De iquali,per darneglieffempi dico,cheleggia dramentefiuieneamorderealcuno chesia nella guiſa chefeceGuido Caualcantiicauallier Fiorentini , MonaNonail VeſcouodiFirenze. Sicomeiniſcuſa difenfioned'altri uengonoquelli,chefi leggono nel la TERZ 425 JanouelladiMadonnaPhilippa,diCichibio cuoco, di M.Forefe.Etin risposta d'altrui quelladiCistiforna= io: fi comepercontodi reprimereilfollediſideriod'al cuno,quellachelaMarchesanadi Monferrato.E'bel loquello,ondenoiueniamo àtoccarel'auaritia o poca cortesiad'alcuno,fi comehauendo un gentil'huomofat todardamangiareadunſuo lavoratoreſolamentedel pane&deluino,ilcheuedendo ilcontadino,comeardi renonoſaſſedimangiare,nonſochetrase steßo penz fandosi staua:Ilebeuedendo ilmeßere dißc,perchenon mangitu àcuiriſpoſeilbuon huomo ,meſſere questo uostropane euinofono tantodifcreti,che nonuoglio notraghittaresenonvengonoglialtricompagni. Et replicando piuuolteunfratead un'altropouerohuo moſantoChriſtofanoeſſer statoperſpecialegratia da Iddiofattodegno disostenereſoprale ſue fpalle ilfuo figliuolo,diſſequel cotale, meſſereſeſanto Chriſtofa= no,portauaChrifto, &Christoſoſtieneil mondo con lefuemani;ditemidouefermaua i piedifuoifan Chri stofano? Fece ridereM.Pieriouna brigatadouefira gionauainPadouasopraicaſid'un dottore della no= tracittà eßendomolti, iquali diceano lui douerfi maritare nonhauendoalcunoherededellasuafamiglia chi diceala tale starebbebeneſuamoglie, &chilata le,diße ilPierio,fignori nonuiaffaticate dipersuader costuiàmaritarſi conalcunadiqueſte,che uoiraccon tate,ch'io uiſodire che egli èinnamorato nellaTrap, polina, questaamaſopratuttel'altredonne delmo dds do. LIBRO 426 do. Ilqualemottogiocauafoprail dubbio eßendo la TrappolinaunagentildonnaPadouana,madellecarte intendeua, della Trappola,dicui eglimolto fi dilet taua.Vnmaestrodigrammaticahauendoconuitatoun fuoamicoàcenacõfeco, standoin cucinailmaestro uoltaualoſchiedone,doueeraunapiccolaquantitad'ar rosto: uoltandofi mise àprouare,che gliantichinon ufauanocapitoni,adducendoſopradi ciò l'auttoritadi Virgiliozdicheinfastidito l'amicorifpofe,fere uoi uiue tetuttoallamoderna,perciochene ancho si troua che gliantichicuoceſſero arrostodiun'onzadicarne,come fateuoi Vnodolendofi chelamogliegli era fuggitas glifudettodaun'altro, benſeipazzoàprendertique stifaftidi, lascianelacura allifuoifratelli,&non te neimpacciare.Giuocaſital uoltafulafimilitudine d'al cunauocecnnun'altraznella guiſache feceilGiuccari, ilquale ritrouandoſiſuunballo,doue erano celebrate le fested'unaſpoſa, ſentendodire che iſpoſi erano Statiinſiemeallefrontiere, diſſecostorohannofattome gliodime,perciòchehannoconfumatoil matrimonio, &ioilpatrimonio E' anchoragentilmodo di riſpon= dereinmaniera,chelarispostanengameno à lasciare l'animorefolutoetpagodeldomadantecheprima.Ta lefu quellod'uno,che idenari, &leueftimenta haurd ſu'lgiocoperdute,ondefidiede amarameteàpiagere. fudomadatocioch'eglihauea, eglinienterispose,du quediſſe l'amico,senonhai nullazperchepiagni?a cui Jempre rifpondeaquell'altro,iopiango perche io non ho TERZ O. 427 honiente.Scherzandofu'ldubbio, chefacedil nienteal tramentedalui,che dalcompagnointeſo.Mordestl'al= trui inſolenzahonestamente,ilcontrario rifpondendo àquelloch'èl'opinioned'alcuno,nella guiſachefece Ce farezàcuieſſendomostrata unaferitada Pompiliofuo Joldatohauuta fu'l fronteperluinella battaglia,etha uendopiuuoltereplicato queſtobo ſofferto ò Cefare peramortuo,fastidito Cesaredeltanto replicare,ri= fpose,un'altrauoltafugendononti uolterai in dietro. Alcune uolte fi uieneà riprendere ilfolle ardimento d'alcuno,con cheegli ſimette àfar coſa for di propoz fito,&daljuoſapere lontana:nella maniera che fa= cea un Saggitaro,ilquailefiuantauadi tirar d'archo benißimo &uenendoalleproue;mainonpotetoccaril bersaglio,itcheuedendoDiogeneſimiſe davanti alſe= gno, effendoglidomandato perchequestofaceſſe ri= Sposesperefferficuro che colui non mi percotafarttan= do. Quasifimileàquestamanieradi motteggiarefuc= cede quella ondeſi rifponde alle parole mordaci d'al= cuno,dandolorouna interpretatione diuerfa.si co= medicendounBergamasco à M. Pietro Aretino,le fuecompofitioni eſſerſanzaarte, ſanza neruo,ri= ſpoſe 'Aretino àmenonfadibiſognone d'arte ne di neruo,effendogentil'huomo &non Bergamasco.Puos fianchoraquellochealtriſtimaua eſſer coſa horreuole bella,con intendimentodißimiletirar in uituperio. ficomedomandandounprencipeadun'altro,comegli fomigliaua lafuaformascolpitain unmarmo,diffe l'a mico, LIBRO 428 mico atteſalagroſſezzadelprencipe,ilqualeera inet tomolto dipocogiudicio,fignoreellauifomiglia in animaeincorpo.Vieneſtanchora à riprědere alcuna trafcuratadomandainbella maniera,dicendonellagui Jaschediffegiaunphiloſopho aduno,chemarauigliado ficheeglimangiauamarzapani,hebbe addire,che man gianoquestecoseiphilosophitet egliriſpoſe,perchenos penſituchelanaturahabbiaproduto il zuccherofola menteperigaglioffi &ignoranti?Si morde anchora gentilmentecon lo afpettarechealcunuega àprouocar-ci d'alcuna coſa ueduta da noi.Si come M.Lodouico Tofettomedicofacetiſſimo eſſendo ilgiornodinatale à meſſa congliRettoridiPadoua nela chiesadifanto Antonio,&co'l Simonettafrate minore&Theologo, douendoſileuar l'Eucharistia, il Tofettoquale era uicino al Simonettafiparti, Gandoà nascondersidie trod'unacolonnapernonuedereilfacramento, poile= uatachefu l'Eucharistia torno alſuoluogo,doueil Si monettaperfarrideregli Rettoriſu'lfatodel Tofetto, qualeper communegiudicio eratenuto heretico,diffe, cheuiparfignoridelbuono eſſempiodatocidaM.Loa douicosuiparecheeglicihabbia rifoluti di quello, che perfofpettodei uulgonoi habbiamotanteuolte intefo, eglieſſereheretico manifesto? àqueſto riſpoſe ilTofet to,ſignoriqueſtononfeciio,pche io non credain Chri sto; mà perche miuergognaua,che meſſer Domenedio miuedeſſein compagniadiquestofrate:icuiuitij fono troppograndi, Ilmedesimo anchorauedendo in Pado= 144 TERZOf 429 uapaſſarlaproceßionedella madonna,laqualfifaced percontocherestaßeroalcunepioggie ch'erano alco tadodigrandißimodanno, uedendoilVescono i Canonicinostriconglialtripretiandar cantandofor temente,diffe Tacetepreti,cheguaiànoiſeChristo ui ſente.Vn'altrauolta,hauendo uno comperatounpolmo nediuitellocon gli altri interiori, &incontrandoM. Lodouicoglidißein atto diſcherzaremeſſereguarda teseiohofattobuonaſpeſa:àcuiriſpoſeegli, megliosa rebbestatoche tuhaueßicomperatoilceruello,chedel polmonetunehaipurtroppo.Bellißimafularisposta LaqualdiedealmedicoZerbo,quandoilZerboeffendo sdegnatodinonſochecon ilToſettoglidiße. Tacifo chino,nonſoiochetuo padre fumuratore ? Rifpofe il Toſetto,Neſſunoaltrotelo puòhauerdetto,chetuo padreilqualportaua lacalcina &lepietrealmio... Un'altrauoltahauendodetto che nei frati nonſono buonelettere.il che udědo unfrateminoreandòincole ragrandißimadicendo,&qualisonoqueste buonelet= tereignorante?acuinullariſpoſe.ilche uedendo ilfra tetutto leuato incontegnoſoggiunse,tunon rispondi huomodabene? egli,nontirispondo,perchenonmi domandicoſacheappartenga alfattotuo.Significando chelebuoneletterenoneranocoſache àlui s'apparte= neße Vnoopportuno per trauagliarloſopraicaft de lafuaMadalena,laqualeeradonnamoltodalTofetto amata,glidiffe,Meffere ditemiperuoftrafe la Mada lenaèmoltolargadi quellafacenda? riſpoſeegli imz man= 430 LIBRO mantiněte,afſſaimaco di tuamadre.No e datacerequel 10,cheegli dißeunavolta inquesto proposito.Vsano i ScolariinPadouacomeſapete,farogn'anoil lor retto re,l'ufficio del qualein moltecoſedello studio è neceßa rioquell'annoera elettoperauenturaun delcontado diBergamo,huomodiuolto dicorpo contrafatto et tortoinmaniera,cheparcaunaphantafima. Elettoche egliuiene,è costumedi appreſentarlo alVescouo &al liRettori contuttoloſtudio,&il piuuecchio dottore dicealquanteparolein lodedelloeletto , accio chegli Rettoriuogliano confirmarel'elettionfatta. Auenne adunquecheà M.Lodouicotoccoilfardelleparole, il qualeoltra l'hauerlojommamentelodato, nellelodi affirmatoche egliera un miracolo,un mostrodi natu= ra,conchiuſe l'oratione in cotalmodo, Etcertofignori magnificitalifonoleuirtudi queſtonoſtro eletto ;che uoi potetefperare che ingouernarequesto studio in prouedereàtuttii bisognisuoifera cõlaJua diligenza etastutia un'altroBartolomeo daBergamo. Quiuifu moltorifodaogn'uno.Perchetacčdosid'ognipartenõ guaridopoilMacigniripresoilſuoragionamětofog giunse.Mottopiaceuole èquello medesimamente, onde nelrispondere neniamoa direilcontrariodiquelloche fuproposto,nellagniſache ragionandosi d'unaperfo= natra certi gentil'huominipoco amica di M. Pietro Aretino, uolendounodella compagnia reprimere la follemanieradi parlarediquel tale, diffe cheegli parlandoerafi inetto,che la parola gl moriuainboc= ca TERZO 431 ca.dißeallhoraM.Pietro Aretino ,anzigli nasce in bocca, se beneauertiste.douepochifurono chefiaccor= gefferodel tratto.auegnadioche ciascunopěsò chel'A retino uoleßelodare ilſuo nimico,uituperandolonondi meno acerbamente,co'l dire,ſicomeanticamente ufaud noiRomani,ch'eglidiceaparoledaſpenſierato, come coluichenondall'animo ò dal cuoreleformaus,matra dentiſanzauerundiſcorſo.Simotteggiaſopral'affetta tione d'alcuno anchor leggiadramente , fi come il Panico,ilqualeuedendounafemmina,cheſoprail mor tomaritopiagnendoſiſtracciaua icapelli, &faceua'il piuaffettato ramaricodel mondo, uolendo unole= uarladiſopra il mortopercompaßionediße , lafciala fare,cheadognimododahoggiin lanonfara piu cote ste pazzie.Affettationefu anchorquella grandißima d'unanostragentildonna Padouana , allaqualeeßendo domadatodaalcunealtredõne,s'ella eragrauida,riſpo ſe,iononfocerto,domandateneMeſſer Francescomio marito,chefaquestecosemegliodi me.Etun'altra che uedendosuunafestadiM.Gian Cornaro, accederſi la notteparecchi torchi, diffetutta melenſa, egli è pure granpeccato,chetantebellecerefi cõſuminoperunpia cerechesiprestopaſſa.Rife quiuiil Cornaro,&diffe, Voipotete aggiugnere quella diun'altra gentildona, laqualepureraju lamedesimafestach'iofeci,àcuidiffe ungiouanepadouano,ueggendola startuttamaninco= nica penferofa,Madonnachehaueteuoi,ch'iouiueg giocofiturbata?diffeladonna,ſopral'animamia,che mi LIBR 432. miuienegrandißimamarauigliaquando iopenſo alla pocadifcretionediuoiafini mostrando la moltitudine deigiouani fiscolariquantoPadouani, chestauanoà guardareintentamenteledonne:&ſoggiunse,Vedete digratiacheuificagneſchi come stanno inattodifalta readoſſo alepoueredonne.dcuiil giouaneimmantinen teriſpoſeMadonnatuttinonpoßonoeſſerecostdifcre ti come è frateArcangeloda Modona ilche udendori masetuttasbigottita,auedendosicheeglifapea ilfrate eſſereſuo amante, goderedelasuagratia. Quan= tunquefimulaffeconleſuehippocrifieſciocche d'effere lapiufaggia&pudicadell'altre.Riſe ciascuno,& il Macignipurſeguitandoilfuofauellare,diffe:Bella ra= gionedimotteggiarefuoleeſſer medesimamentequella, ondegiocandofu'ldubbioueniamoà reprimere alcun uitiodichi chesia.Qualfuil mottodiDiogene,che ue= dendo unmedico libidinoso di temeraria luffuria medicar l'occhiod'unafanciullaſanzamadre padre rimaſaingouernod'alcunitutori,accostatofial medi= co diffe,di gratiafii diligente, guardati di non cor romperlapupilla intendendodellafanciulla&nondel l'occhio Vno amicodiMonsignorValerio,dinonmol to altafortunadiffe, Monsignoreheridi notte mifon Sognatocheuoimifaceuateheredeuostro uniuerfale,a cui rifpoſeil Valerio,Questononhopensatoiodifare giamai,ma benedi lasciaruiheredepriuatofo pensiero ungiornogiocandofu'lpriuato altramentedal Vale riointeſodiquellochecommunalmenteſuolefignifica= re TERZO. 433 realcunauoltaconmetaphorauerremo à dimostrare alcunanostraincreſcieuolezza òfpiaciměto:ficomeun fecretariodellanostra Academialeggendounaoratio= netantolunga,che&lasualingua, l'orecchiedegli ascoltantihaueagrandementeinfastidite, uoltato ilfo= glio,&uedendo eſſereuicinoallefini,diſſe forridendo un cotalpocolino, Siaringratiato meßer Domenedio ch'ioueggiopurterra.In cafa M.Odo medico ritro uandomiungiornodistate,uenneungiouine,ilqualefa ceuatuttoilmotteggioso, hauendoperpartedinon fochifattounarelatione, afpettandod'effer inuitato a bere,ficomequellochenehauea uoglia,&uedědoM. Odoeßerintentoad altro,cominciò tuttoriverenteco laberettain manodir,fignornò,eglinofa dibiſogno; questoeffendoreiteratodaluipiuuolte;diſſeM. Odo, Checofadicituchenonfabiſogno? a cui il giouane, chequestarispostaattendeua,ſoggiunsenonmi inuita= teuoiaberemeßere?norifpoje M.Odo,ch'ionõpë Sauaàfimilcoje,bonestamente mordendo lo sfacciato giouanechedimotteggiarfacedprofeßione. Vienesi anchoraàripercoterealcunmordace con l'istessomot to,con cheegli disegnatohauea dipercoter noi, Sico= meM.GiulioBoldudißead uno,cheperiſcherzo ju'l giocodellaprimiera glidomandò,ſeſiricordauaqua doandòàrischiod'efferfrustato ,ſoggiugnendo M. Giulio,miricordochefuallhora,che io hebbi fi gran paurajentendo igridi,chetufaceuidellepercoffeche à tedauatuttauiailboia.Nefu minorequellad'unosco RAGIO. lare ec LIBRO 434 lare in Padoua ilqualeamauaunafigliuolad'un genti l'huomodellanostra città, &era nel'amorfuo cofial padre coc à moltialtri manifesto.ritrouadofiun gior noilpadreincõpagniadimoltimagnificifignori, co meécostumefulaportadellaſua caſaragionado,uidde ropaßar loscolaresonde ilpadredella giouane riuol= to àquegentil'huominifi gli diffe: fignori io intendo faruiridere,&tuttoaduntrattoſi riuolfe alſcolare dicendogli unaparola.gentil'huomo,ſe egli nonuifpia ce,ilquale corteſemente,benche marauigliatosi riuolſe al gentil'huomo,&diſſegli,eccomi ſignormio,che mi comandate: dißeallhora il gentil'huomo , Noiſiamo in unagran difcordiatranoi,dellaquale niuno ci può meglio rifolueredi V.S.&perciòui pregoche ciuo= gliatedire,se uifonoanchornaſciutiipeli deitefticoli ònò? allhorauditala uergognoſaproposta,lietamen teriſpoſeilgiovane,fignor mio uoi uenepoteteinfor marconuostrafigliuola,domandateneàlei.Vedeteco meélecito rifponderàquelliche toccanofù l'honore, inmaniera ch'altriuengadell'honorea rifſentirfi. Lo fimilediße ilBernaaduno che lo rimproucraua con parole dishoneste &fozzerifpondendo, Queste paro let'inſegnò tua madrestrattandocoluidafigliuolo di femminadishonestaet meretrice A' Bolognaera l'Hu more,non menofacetoehegentilezilqualeeſſendoueftiz topercapricciodibigio;unaſua donna uedendolo in cotal'habito ueftitoforridendoglidiffe,hora uoimipa retequelloAfinocheio uhòſempremaiconosciuto. à cui TERZ . 435 cui riſpoſel'Humore,Madonnaſeuoicoſtſomigliaste unbuecomeunauасса;поifareßimoun bellißimopre= Sepio diChristo.Vn nostrogiudicedettoil Macaffo= lapersonaaßalcortese&faceto,ſentendodueauerfa= ricontenderinſieme&gridartanto fortemente, che tutto ilpalazzo nerimbombaua,riuoltoadalcuniami cichegliſtauano uicinidiſſe,costorouanoàrischiod'eſ ferprefidai beccaiper duecastroni.Tal voltariffon= dendoalmotto mordace,ueniamo àtradurlacolpafo pral'auerfario, Jonoquestimottidoppi; percioche dannoallapropostalafuaparte, oltre àcio riper= cuotonolaragionedelprimieromorditore:fi comea= uenneaduno,ch'effendo maritatoinunauedoua, &do uendolaprimanottemettersi al paragone ,gli parfe trouar lauia molto ampia&fpatiofa: perchein atto dimorderelamogliediſſe,moglie tufarestiſtata buon nanoce.Significandola noceeßermigliore quanto è piularga,malamogliemalitiofcttaeßendo,rifpofe. tumaritomiofarestiſtato buona rapa , perciò che- tienelerapeeſſeretantopiuperfette,quantohanno la codapiufottile.Caualcaua ilPiceno perla Marcafo= prad'una cauallauizza &magratantochel'ossalest farebbonocontate,ilcheuedendoalcunigiouani,perten tarlodiffero.Quanto quelcorſiere?allhora il Piceno alzatalacodadellacaualladiffe,fignorientrate inbot tega,checiaccordaremo perlecose honeste. VnVe= ſcofendoadiratoconunſuo famigliareglidiffe, tu se unpazzo:àcuieglirifpofe. E'ilveroche io cifono, prea ee 2 LIBRO 436 perciocheſe iofußiſauiozlecoſeuostreandrebbono af fatmeglioco'lqualmottotrattòil eſcouoperpazzo egualmente comelui.Trouafialcuna uolta alcunmotto perconto difaluare òlauita o l'honore,astutamete ac conciandoilfattonostro inalcunaopportuna occorre za,nellaguisachefece frate Cipolla , quando uolendo moftrareàicõtadinilapěnadell'agnoloGabriello, in luogodiquella trouòcarboni,qualidifſſe eſſerdi quelli chearrostironofan Lorézo.Sonoalcunefacetie,lequa lifannoridere,raccõtadolein altrui,chepiu tosiotego nofimilitudine dipiccola nouelletta,che d'altro. Si co meappreßoHomerofilegge,cheVlißehauendoſipre fonomediuerfofifaceadomandarneßuno, inmaniera chehauendocauato l'occhioaPoliphemo, &egli gri dandoperildolore chiamauaadaltauoceglialtriCi clopi,chegli porgeßeroaiuto:iquali uenutifuor delle lorgrottedomandaronoà Poliphemo chesifuße quel locheilmolestaua,sempreriſpoſenißuno.ondeeßisti mandoegli eßereimbriaco,illasciarono àfuo piacere gridare.Queroraccontandodiquelfrate,ilqualepre= dicandoin uillaàicontadini,uenendoilVenerdifanto, feceunapredica bellißima,&dimostrandoipeccatide Icontadinieſſerſi graui,cheperquellinonmeritauano diuedereilnoſtrofignoresin iſcambio d'un crocifißo mostrò loro unabalestrain unfacco ,facendogli pia gnereamaramente.Et un'altro predicandofu'lconta= dodi Padoua,nel torcomiatofece ungran strepito& rumore,gridando dolendosicheleſuepredicheha ueßero TERZO.. 437 neßerofattofipocofrutto:chetratate perſone,cheiui erano,nonhaueaacquistatopiuchecinqueanimette,in tendendodi cinquefemmine conuertite à confentirea ipiacerifuoi.Oueroquelladei uillano, che uolendo al podestadescriuerelaformadelſuoauerfario,diße,mes fereeglièuncertoanimalazzogrande comefete uoi. Ouerola burla diTitianoſcultorequando,diedeadin tendereàun Abbatecheuncertofcioccodipintorefa= peafonar fibenedi liutoche era unamarauiglia; ma cheeffendocapriccioso;nonfipoteafarjonarefanza darglideipugni. Ilcheintendendo l'Abbate, feceà ſeuenirildipintore,hauedo conuitatimolti gentil'huo miniper udırfonarcostui,tantomarauigiosamente. il qualeuolontieriuiandò, penſando,chel'Abbate uoles feferuirsidiluineldipignere. Mal'Abbatefattopor tarnonſocheliuti intauola cominciò pregar costui, che uoleßeperfatisfattionediquegentil'huomini toc= carneuno.Ilcheudendoil dipintore,stauatutto attoni to,neſapeaaltrorifpondere,che dire,chequellano era Juaarte.Horahauendo l'abbatepregatoinfinitamente costumfecea jeuenirunbastone,dicendochequandonõ Jonaße,egli lobastonarebbe:alhorail dipintore sbuf fando,sileuò ſuſotuttocaldodallosdegno,uolědopar tirfi,ma l'Abbate alzando ilbastonegline diedeuna, ildipintorequestouedendo siaccostò al'Abbate, cominciòfonarilliuto coipugniinſieme, &cofifendo azuffatifidiedero alquantodelli urti,de ipugnif pelaronoalquanteciocchedellabarbafino atanto,che ٥٢ ee 3 que LIBRO 1 438 quegentil'huominigliſepararonol'unodal'altro:fen dopocomeno,cheſmaſcellatidalle rifa. Et quella dal medesimo ritrouata,quandouolendofiuedicare delfuo maestro,cheglihaucafatto non ſocheſpiacere, ilcon= dußeàmeßanellachiesadelſanto, quiuiconfembia tediuolerfollecitarilfrate,cheprestouenißeall'alta= re,andò nellafacrestia, prego un frate,che àmezza lameßa,comeècostume,uolejšericomandar al popolo quelpoucro hebreofattoChristiano,cheegli haurebbe uedutoin tal luogo delſuo maestrointendedo.ilcheriu fcicongrandijs mafaciliti,&nonſanzariſodiquelli, cheallameßafuronprefenti.Quero quando eßendoun dipintorechefaceaprofcßione difar uerfi , ilqualeà trattoàtrattoueniaàtrauiare unfuo compagno dal laucro, ond'egli un giorno àquifa di Martellinoff cominciofarsiinpreſenzadi quel taletutto attratto, gittarmugiti&gridida indemoniato, tutto ad untempofaltargliadoßo, darglitantipugni cal ci,chepocomenocheper mortonon lolasciò, hauendo. loprimamoltobenecarminatoſanzapettine.Dicheil compagnodolendofico'lbattuto,diceaquesto eßerper cagionedicertihumorimaninconici,liqualià certi te piglidauanotantanoia,checomeindiauolato&paz zodiuenia.Ilcheſentendoildipintoremaipiunon heb beardirediapproßimarsiàcafaM.GianCornaro,do ue ildipintorebebbe lepercoffe; anzi incontrandofi Punl'altroungiornoperauenturaſu lapiazza;comin ciòTitianouedendolo,soffiare,&torcerſt, &mugia re TERZO. 439 re.ilcheuedendo il dipintorefidiedecontantafrettaà fuggire,cõquantas'eglihaueße havutodietro tuttii sbirri.Bella piacevolenouelletta fu quella chefece l'antica Thaide,adunſcultorefamoſißimo,detto per nomePraßitele,ilqualegrandementel'amaua. Perciò chedifiderandocostuigoderedel'amorfuo,tedoman= dòcheprezzoellauoleße. Laqualediffe, che uolea la piu bella ſcolturach'egli hauBe incasa, ilche lepro= mifePraßitelo:con animonondimeno di dartene und mediocre.MaThaideaftutißimahauendolo introdotto incasa,nefidandofidilutmolto,chela promeßa figu rale donaß,primacheeglipoßediße lefue bellezze, finfecheun meßoueniße correndoà lui,auifandogli, comelafitacajajibrufſciaua.Ilchefentendo Praßitele, mijėun grandißimogrido dicendo,oimeilmio Cupidi ne,che èdelmiocupidine? A questoconobbe ladon= nacheilCupidineeralapiubellafigura,daluifcolpi= ta,ondedopolohauergliſcopertalacosasuolle ilCupi dineneliemanisauantiche ilbuonfeultore,ficogiacef= fe. V'nbuffonedelducadiMantoud,detto Ambruo gio,perfarunabeffaadunoabbategraßißimo,glipu fèil colloconunoago,dandogliintendere, che erasta tounofcorpione,ilqualecredendoloſidiedea gridare, faltare, tuttoaduntemposlacciarsi,fintatoche in camifciafifogliò inpreſentia dimolii gentilbuo minial tempodel'inuernata,ilchefecepoi rider tanto, che anchorajenetienmemoria.Taluoltaſitoccal'al truiuitio, raccontandoalcunadiquestenouelle,laqua ee 4 Le LIBRO 440 lemarauigliofamentediletta.Sicome èquella del'aua ritiad'unCardinale.ilquale leuandoſilanotte, ne an= dauaarubarlabiadadavantiaifuoicaualli,ilchefen tendounpalafreniere,&accortofiche egli erailfuoft gnore,piu piuuoltetacque,ſanzafarmotto.Allafi nediliberòfaruntratto,ilqualefu queſto:chefendo il Cardinaleuenutounanotte,fileuòdelletto,&preſo unbastonecominciòdarglineparecchie,dicendoà que stomodotraditore,coſiſi aßaßina il miofignore,al miofignoresifaquesto oltraggio? tuttauidtened co'lbastonea raßettargliilfarfetto d'intornoilCar= dinalelasciandolabiadainterrafuggidella stalla, fifaluò,fanzaaprirboccaadalcunodiqueſto fattote nendo di certo noneßer statoconosciuto, nonfola mentehebbein animodinon uindicarsi,ma tennesem= premaiquelpalafreniere,perlo piu caro fidato huomo cheeglihawßenellafuacorte . Un'altropur Cardinale anchorapaßandoà cantoad alcuna chiesa fu'lmezzogiornoentrauafubitamenteadentro, fa cendosi afpettar difuori iſuoiferuitori, nellachiesaen traua,&comeuoleßeſecretamentefarorationeferra ualaportadellachieſa, cercandopertutti gli alta= ri,ricoglieuaimoccolidellecandelle, perchenongli fußerouedutisegli attaccaua àliferretidelleſtringhe àcafasegliportaua.Moltomaggiorefuquella di unogentil'huomodellanostracitta,ilqualejèndo cala toilprezzode ifrumenti , hauendone una gran quantitadauendere,difperatofiappiccocon unlac : cio TERZ O. 441 rioaduntrauicellodellacasa.Questoperauenturafen= tendounfuoferuiiore,corſeàlui immantinente, tro uandolouicino dipocoallamortefubito tagliòillac= cio, cofi nelliberò dallaMorte.Auenne cheincapo dell'anno,nonuolendo ilferuitorepu star in caſa di costui,uennefu'lfar de iconti, doueà conto delfalario tral'altrecose,che ilferuitorehaueahauutoglimife an chorail laccio,cheglitagliofendoapiccato.Nonman= copiacevolefu quella,chein Padoudauennenon éan= choragrantempo,adunſcolarTrentino,ilqualfendo auezzodiimbriacarſiſpeſſe uoltequa &laſigittaua adormire:douetantouidimoraua,chefi ueniaàſmal= tiriluino.Auenneun giornotrallialtri,cheſendoper mortoaddormentato,alcunifuoicompagni, uolendofi pigliarpiaceredicostui,il mijero entro un'arca di ta= uole,comefe eglifuffemorto: prejal'arcalaporta= ronoinunacantina,&quiui il lasciaronotanto,che fi accorgefferoeglihauer liberiisentimenti.Poifingendo allhorache egliincominciaua amuouerſiunode i com pagniefferfoura un cimiterioſacro, comepauraha ueßedinonſoche,diße,in uerl'altro. Perdio noiandia moaquest'borequinciattorno,come noifußimo ipiu bendifpoftihuominidel mondo: &fpecialmenteſopra diquesto cimiterio,douefoglionoil piudelle uolte ap parirel'ombrede imortiAcuiriſpoſeil compagno, fattiilsegnodellacroce,&noncipenſarſopra.diffeal lhorailprimoztu di pur latua,infediChrifto,che ta mifentotutti rizzarmiſiipelidelaperſona.certoche ee S el'az LIBROT 442 èl'anima diPhilippo,ch'aquestidi e morto,ilqualfen docomefaidamorteſubitanamancato,ſanzaconfeßio ne&ordini dellachiesa,ò ſeradannato, òcheil fuo fpiritoanderàquincierrando,per finoà tanto,che ci purgheraalcunjuopeccato.Coſimidubitoanch'io,ri fpojeil compagno,ondeandianciconDio, diciamo deipaternostriper l'animafua,cheIddio habbiapieta dellafisa anima.Etcofifingendo d'effer partiti,muto lifidiederoadascoltare,quellocheil mifero Philippo diceße.Ilqualeiltuttoudi, &poſciachemanifestamen tes'auided'efferinun'arcaposto,tennedi certofe ef fermortoonde amaramentefidiede apiagnere,&uo lendomouerfiqua &la,chiaramentecompreſeſe effe= reinunaarcaricchiuso,ondealtamente gridando, fi diedeàchiamare&dire.Apritemi chetofon wino Maicompagniſtando tuttaviacheti,ſidiedero ada= Jcoltarpiuoltre,cioch'egli diceffe.Philippo dopoba uerlungamentechiamato &gridato, comincioaper fuadereàfe medesimod'eſſer morto,plaquat difcorren doſopradeifuoicasi,fidiedeàparlaretra fe medefi= mopiuchetamentedicendo,o mijero &infolice meſe iofon morto,mortofon io,òuiuo :nel uero se iofußi mortononpiagneretnepotreiparlare. Ma chenon puoparlarel'animafendo dal corpo diuifas certofi. Dal'altrocantofe iofußiuiuofarei statofepelito co= mehòuditochiarameuteinquestocimiterios certo no. Adunqueiofon morto.Tantopiu,che io mi ricordo, cheiouenniallemaniconqueitre,chemidiederotante ferite, TERZO 443 feritechemiuccifero.Nõ éuero,iofon morto dafebre pestilentiale,ch'horamifouiene alla memoria,comeda Jouerchiadietaindebolito,mi fon morto. Oime benfo= nodistrutto rouinatodelmondose èueroch'io fia morto.Ne accadedubitarne,cheiosentol'ardoredelle frameinfernali,che mibrusciano l'anima,percioche io fonmortoinpeccatomortale:&cofitrafefauellando Philippocominciòanumerartuttiifuoipeccatiaduno aduno,co iqualigiudicauahauer offeſoIddio:&per quelli effer auuenuto,che eglifufſſedannatoalle penede L'inferno.Mapofcia,che ifuoicompagnififuronolun gapezzatraſtullati,aprirono l'arca, &egli ufcendo ne,benchefdegnatoſiparti. Ilchefu cagione, che da quell'horain poi, ma piu non ftuide imbriaco.Ma l'u fodiquestenouellettefi comesta meglioà perſone te nere, molli, dilicatezdeeeßere nonmolto caroal Poratore, occorrendoperricreationede gli afcol= tantifarne alcunafentire,fiainmanieralegatacon la materia diche eglifauellaschequaficostretto paid eße rediraccontarnela.Horaritornandoàimotti dicoal cunauoltaeßerincostumedi motteggiarecontalma= niera,chenoi piaceuolmente rifponderemofu'l dubbio inmaniera chefuoridell'opinionefi trarrà la rifpo Stadicoluiconchifi parla. Nellaguisachefece uno, l'annocheerapenacapitalein Venetia àparlar dico fenoue,òricercarne,ilqualeuolendounpaiodifear= pezandodauncalzolaio, hauendogliil mastrofat= touedereun paiodiſcarpe rifattediße,ioleuogliono ие LIBRO ciò replicandopiu uolte; diſſeilcalzolaio,uer Joifuoicompagni,in uoſtra preſenza,costui na cer= 444 ue, candodicoſenoue.Taluolta è il mottoreplicate in di uerſemaniereda molti,ficomeauenne,non è anchor grantempo,nellanostracittà,nellaqualefi douea fare unagiostra,dellaqualefu ilpregio dellavittoria difes gnatannaghirlandafattadimoltifiori chefoura un ballodonaronotuttelegentildonne,doueniunafuche ilfuonondonafſſeuolontieri,uenendo i giouani foura ciò elettidimanoinmanoadunabellißimagentildon= na,lapregaronoconmolteinſtatie,chealcuni fiorido narloro lipiaceffe,qualiellanelJenoteneafralemam melle.ilchefempre constantemete loronego:neperpre ghi scongiuricheigiouani lefaceſſero,mai nopuo teuoltarl'animodidonargliene. Laqualostinatione ſpiacqueà molti: ilprimocheſopraquestamateria fauellaße,fuunodicaſaMonsignor LeoneOrfino, il qualepocomenoche adiratodiße,Percerto io ofodire chelanaturausò grandißimaſcortefia in dar a coft fatta bellezza fiduroanimo.Seguiun'altro,chiſa che queldono ò nonfußed'alcunofuoamante, ouero non baurſſegiadiſegnato nell'animodidonarlo àlui.Sog giunseilterzoforſe uorraqueſtagentil madonnadar adalcunodiquegiouaniquefiorià talhora,ch'eßipof fanoconlepropriemanicoglierlifanza eßer ueduti. Dißeun'altro,piutosto direi che ella uogliadaradin tendere,cheoffendoifioricoſalanguida mancheuo le,nonuuolechel'amorſuoſiaſipocodureuolegiudi= cato TERZO 445 cato,quanto él'odore &lafreschezzadi quefiori. Anzi,dißeun'altro,ellauuolfareifperiězadiquegio uani,uedendo seeßi perlongopregareuengono afgo= mentarsi hauer diffidenzadi lei : Soggiunsel'ulti= mo,piu toſto credereiche questa gentil madonna gli habbianegatoiftoriperdonargli ifrutti delſuoamo re. Eccocomeinunoisteßoaccidenteſipoßonoima= ginarpiucofe,tuttenondimeno differenti, &talhora contrariedeltutto,auegnachedellerisposte date da i Jeigiouani,alcunauenehadifdegnofa,alcunamorda= ce,ficometalunaſe neuedebiaſimeuole,&altragenti le.Tal uoltafigiuocaper contodel dubbioſu la cofa detta,dandoleinterpretationefuor di propofito, fico= mediffeil CardinaldeMediciadunjuo cortigianoſen tendodireneltempodella stateigiorni effertanto lon ghichemainonuentafera,costuidee eſſere difperato, chenonuedel'horadimorire. Et meßer Lampridio uolendotrattarunoinfolentedabestiaad una tauola, doueeraMonsignordiFano, ilmagnificoM.Alui giPriuli,diffe,iopensochePithagora, quando affer= mòleanimenostredouer entrareneicorpidegliani= malibrutti,prendeſſe ungranchio&uoleſſeintendere chealcunauoltaleanimedellebestie doxeſſero entrar neicorpihumani.Tacitamente mordendoilpreſontuo So,ilqualehauealacierad'huomo &icostumibestiali tantofumigliore,quantodalmordutononfuinte= fo.Vieneſtanchoraàreprimeralcunadomandahone= stamentegiocandoſopra alcunauerifimile escusatione A 446 LIBROT ficomefeceunnostrogětil'huomodeitoM. Annibale Capodilista,alqualeeffendodaunfuoamicodomanda= tidieceſcudiin prestanza,diße(percioche egli eraCa ualliere, buomodigrandeauttorita)àme nonsico uieneimpreſtarfi poco.Replicò l'altro ,fènon uolete darmenediecemene daretecento.Eteglirifpofe,cote= Staſomma è troppogranderiſpettoalla tua conditio= ne.L'amicoparendoglidipoterloſula meta tirarlo, disse,datemene almeno cinquanta OriffofeM.Anniba le cotestononfarò ioperchei beatiuogliono lauiadi-mezzo,iononglifareimaiqueſto torto. HauedM. GianPifaniunfuopodere,nelqualeper tempi paßati haued ridotteinfiniteualliinfruttiferepoßißioni, eßendoper commandamentodellafignoriadi Venetia determinato,chefußero tagliaticertiripari,iqualiaf fogauanoconl'acque delle uallilepoßeßioni di molti al tri priuati gentil'huomini,con ifmifurato danno, fpiaceredelPifani,moltidella nostra cittàandaronop uederequesto effetto:doue uisi ritrouò ilCipro,faceto gentileoltremodo,con unauestedi rafo ,ilcheue= dendoM.GianPifanidiße,Ciprochi uihaimpreſtata questauestesàcui riſpojeilCipro,Magnifico patron mioziol'hoprejaanolloper uenirauederequeste uo= stre allegrezze. Tal uoltafi motteggia,togliendo fenfocontrariodellecose,ficomefecegiaunoſcolarein Padoua ilqualeucdendounVeſcodipochißima entra ta il pouerofarmercatod'unfcriniobellißimo,&di bellefigure intagliatofiaccostoalVefco inatto dima raui= TERZO 447 rauigliarsidellasuaartificiosa testura ,ondeilVesco uoltatofialloſcolarediße,che uiparediquestofcrinio, penfatecheioharròfattobuonaſpeſa?Monsignor no rifpofeloſcolare,perciocheuoi andate àrischiocheun giorno,nonuiuenganofpezzatilidenari & rubato loſcrinio.Significandoche piu ualeuala casa,chenon eranolifuoidenari.Ilfimilediße Castruccio castraca niuedendounacajapiccola baſſa, con una porta moltoampia grande,perdiodißeegli,chequellaca Saungiornousciràfuoridiquella porta,&fuggirane altroue.questamanieradi motteggiarosi stende à tut= telecosechenonhannodouutaragioneò proportione cofiM.Tulliouedendofuo genero di piccola ſtatura portarun granfpadoneàlatodiße,eccomiogenerole gatoallafpada.Alcuna uoltafi rifponde oltrel'efpet= tationedi coluicheparla, fi comeauenneal moroduca diMilano,ilqualehauendo mostrato alliambasciatori fiorentinituttoilſuotheforo,ilqualeneluero era gra dißimo,che ui parfignori,hoioforſedibisogno almõ dodicoſa chedefiderarfipofa? Signorfiriffofe uno delli ambasciatori, uostra eccellenza ha bisogno d'un chiodo,d'arrestarla ruotadellafortuna,chenongiri. Sottodel'istßogenereanderàla rispostadiM.Luigi Alemani: ilqualeritrouandoſiunamattinaadefinar conungentil'huomofranceseal tempode l'inuernata, perciocheifranceſiuſano davanti alfuocole stuo re,percalarlegiufacendocaldodifouerchio,fendogia ditropposcaldatalacamera,illuogodouefimagiaua, diße LIBRO 448 dißeilfranceseadunſuoſeruitore,affoga quelfuoco conlaſtuora,ilcheudendo loAlemani,ſubitamente ri= fpose,cosisi potràaffogareuncaneconle lasagne an= chora.HaueafattodipignereunducadiMilano,la Ita lia&lui infieme,ilqualetenendo unaſcopa inmano Janettaua,fignificadofeeßerquello,che l'Italia tenea purgatadalle nationibarbare.Auennechedichiaran= doquestainuentioneaduno ambasciator Fiorentino, glidamandòqueliochedital ritrattoglinepareße,il qualeimmantinenteriſpoſe,dicendo eglimi par bene. nauoftraeccellenzaſitiratuttalapoluereaddoßo. Il chefuinfiemeriffofta & uerißima prophetia . Tra questifimettonoanchorquelli,cherifpõdono for difpe ranzaaltrui,bisticciando tal uoltafopral'iſteßauoce ficomeappreffo il Rembo,dicendouno , chele donnefi diconocosiperchejonodidanocagione,a cui rifpofe un'altrofile uecchie,manonlegiouani,percio cheeße giouano.AppreßoAristophaneungiouane dettoper nomeChremilogodea de l'amored'una uecchia per prezzo,maſendoilgiouanearrichito,cominciòprocac ciarsidelle uenturealtroue,dichedolendoſt lauecchia, uolendodimostrarealgiouaned'eßer anchoratut taattilatadiße,infediDio,cheiopasserei perun'anel lo,ilquaiprouerbiouſauanoegreci,efprimendol'atti= Latura,àcuiriffofeChromilo,ſiſe l'anellofußeun cer chiodibotteVnodißeadAristippo,cheglisciogließe undubbio,qualglirecauamoliofastidio,alhorarifpo JeAristippo,jelegatotida noia,chefarà eglifciocco Sendo TERZO 449 Sendoslegato?giocandoſu'ldubbio contra l'opinione. dicolui,chehauea domandato.VoleaunPeruginouen derunfuocaualio,&eßendo uenutoamercatocouno, ilqualegli domandaua,ſeſapeacorrerbene,risposeche correacome unuento.diße allhoracolui,perdionon lo uoglio,perchefuggendomiilperderei.Simileàquesti dell'isteßo generefu la rispostadata da un conta= dinoadunfrate ilquale uolendoſommamente lodare SantoFrancesco,lungapezzahaueadifputato in qual luogoeglifuſſepoſtoinparadiso,allafinegridandoad altauoce,inqual luogodiflemetteremoquesto glorio Jopadre,ſiche egli steabene? acui ilcontadino,leuan= doſidafedere,&uolendo partirfi,per lofastidiodi fi Jungoragionamento, diſſe padre reuerendo ponetelo nelmioluogo,cheioglielconcedouoluntieri, etciòdet tofubitofiparti.Sonoalcuni motti, alliquali doniamo occafione di effer dettiadaltrui,peralcunanostrapar ticolarutilitàè piacere:fi come auenne àPhiloßeno,il qualecenandoallatauoladi Dionisio,&uedendo che Dionisiohaueddauantiunpesciedilicatißimo &grof So,douecheàluiunpesciolinoera stato appreſentato, Aaccostòconl'orecchia alpiccolo inatto di afcoltare quello,cheeglidiceße,di che accortofi il Re domando Lacagione,ilqualefuimmantinentedaPhiloffeno rifpo ſto,fignoreiohouedutaqui dauanti eſſermi appreſenta galathea,da cui difideraua intenderealcunecofe,mala fanciullamihariſpoſo chepereßeretroppo tenera di cta,nonmipuò dar informationealcunadi quello che RAGIO. ff io 434 LIBROT io uorrei:ma cheio domandiafuo auo,chenon é di qui moltolontano,cheegli,mipotrà chiarirdel tutto. rife il Re,questeparoleudendo, comando,cheilfuope= fciefuſſe a Philoffenoappreſentato. Similmentefendo Zenoneadun conuito:&fentendocheciascuno cicala= uamangiando,inmanierache eglierauna confufione: uolendofignificareque ragionamenti effere inetti increfcieuoli,fidiede achiuderla boccaſanzaman= giare,ilche uedendo ilfignoredel conuitoglidomandò-lacagiõediquestochiuderlaboccaacuiriſpoſecheciò faceua per dimostrarecheathenenõ erauenutaancho ratantoalbaffo,chein leinonfitrouaſſe uno, chene conuitifapeffetacere.Portauaunbergamascosolamen= teunguanto,dicheſendoglidomandatala cagioneda molti,atutti rifpondeua,perche uoleaimitareipretiet fraticheportano,l'unamano aſcoſache èquella delda re, l'altrapalese,che èquelladeltuorre.Mal'uso diquesti mottinonmoltoloderei,fipercheſonopenſati fi perche aldirgliricercano l'occaſione dai domanda ti.Perl'iſteſſaragione,nonloderei molto quelli, chef dicono,percontodioltraggio dichichefia, posto an choracheilfoggettolomeritaſſe:hauendo anchoraeßi cagione,ſopral'effer penſati.nellaguiſa che diffeAri stophanelalucernaeſſer ilfole dellecortigiane: uno uedendotregobbi,diße criccadigobbi.Altridiranno adunriccoignorante,afinocaricod'oro.Allelagrime d'unauedouapioggiadiLuglio.Aduno infame ffen= nacchiacredito.Adunprelatoſenzaentrata,cestofan za TERZO. 435 zamanico,fportoſanzafondo, ſcarpaſanzaſuola, cie baloſanzafonaglio,portaſanza battaruolo, bottega fanzainfegna.Adunaingordameretrice,perlaſanza buco.Adungobbodirannoalcuni,costuiuiue felicißi= mo,perciochequandoglialtritengono ifastidi & le curenelpetto,egli lefigettadietro lespalle . Aduno chenonuadimaifuoridellaſuapatria uien detto,che egli èunalumaca:perciòchelalumacaſempresi por= talacaſaconfeco.Adunofallito,fi dira talhora uita fpelata.Adunoche lodi,perſonagrande mauitiosa,fi dicecostuigratailporco. Adundottorignoranteluce tenebrofa.Adunriccoauaro,feliceinmiferia.Aduno troppofauiofumed'incenfo.Adunoadulatore,agnello rapace.Aduntraditorecolombauelenofa.Adunoche troppofacciadelgraue,ſputa bambagia.Adun'amico finto.pillulainzuccherata.Adunſuperbo,ueßicapiena diuento. Adunapersonacheuestaoltrelafua condi tione,ſonaglio fanzapillola.Adunpaponebolgia Fra cefe.Adunoimbriacouaßel tedesco. Adunoiracondo altarchefuma.Aduno chetutto'lgiornouadierrando augeldibosco.Adunochesiaper lebolledel malfran ceſetuttoſegnato,coſtui èhuomogiusto.conciofia cofa chegiustifidicano èpeſt &lemiſurechesono ben bol late.Infinitiſonoperauentura,queſtitali,liqualiquan= tunquetalhorapiaccianoad eſſerſentiti,nondimenop= ciochepoſſonoeſſerpenſati,perdonoalquanto diriputa tione.Piacemiilmotteggiare,tuttauolta,che alcuno o percontodilodarcıòpercoprirealcunamanifestafpe ff 2 cie OLIBERTO 452 cied'errore,dicendo alcuna coſa laqualfrera, chefia creduta,ne riceuerifpoſta,laquale accenna di confenti= re, nondimenotacitamente repugna.nella guiſa che dffie,Ciceroneadungottoſo, ilqualeper najconderela Suainfirmitàfiuantauadi caminar due milla paßial giorno,àcuirifpofe,i giorni debbono eſſere piu lun ghi delfolito. Similmente auenne , che uantando fi uncardinale difar una gran fpesa,(fendonon= dimenoauarißimo)riſpoſeunsuo cortigiano , perdio monsignore,che io mi marauiglio moltodell'ostinatio nedelleperjone,cheuedendolochiaramente no'luoglio nocredere . Siuantaua unod'hauertiratoconun'ar= counafaettalungeunmiglio:&parendogliche alcu ni,nonglielcredeſſero,chiamòunjuoferuitore,dicen= docheeglineera testimonio: domandandogliſecofi era,perconfirmarilſuodetto,rifpoſe ilferuitore,mef ferfi,mauoihauesteiluentoprofpero.Talhorafi giuo cafoprailcontrariodiciò che noiintendiamo diconfe guire.SicomeM.Pietro Aretinocaualcando alparo diCarloquinto,Imperatore,altuordelcomiatochefa ce,glidiße l'Imperatore M.Pietroche micomandates ilqualejentendo ciò, sapendoche talhora con gran Stentihauea certidenari,che l'Imperatoregli dauao gniannod'entrata,percontocheunMarcheſe talhora differiuaildargliene, oltreildouutotermine,tutto al contrario riffofe,diquello,cheegli intendeua, diße iocomandoalla eccellenzauostracheuogliapregar,ra de uolte la CefareaMaestadelMarchese,cheque dend ri, TERZO. 453 ri,che non ètenutodarmi,me lifaccia bramar molio, primacheegli nonmeglidia,chetuttoal contrario fi intendeua,uolendodireche pregaualafacra maestàde l'imperatore,che comandaßefouenteallaeccellenzadel Marchejecheli denaridouuti, non glifaceßi bramar tanto,primachelifußero dati.Cofifacendojembiante unodi rallegrarſi, cheun'altrohaueſſe meriteuolmen= teconſeguitononſochehonore, sapendoegliperaftu tia fauorihauerlo afſeguito,diße mi rallegromolto, cheiltuomerito,nontuaaftutia,le uirtu ,non le ric= chezze,t'hanfattohauerehonorato grado. cheritor= nandoin dietro dirà,grado honoratohauerfattot'ha nolericchezze,nonleuirtu,tuaastutia,non iltuo meri to.Quafifattode l'isteßogenere sipotranno mettere quelle interpretationi,chefi donanoadalcunacosafuo= ridell'opinionedichi chefia.Sicomeauenneadun gio uanedellanostra città ilquale ritrouandoſcrittoà ca= ſoſoprad'unmuro questelettere P. P. P. S. S. S. S. S.S.P.P.P. domandòal Thebaldino , ilqualefeco tuttauia.eracheſenſoſi poteße dare,àquellelettere le= qualiàcajopareano,incofifattamanierafcritte,à cui rifpofeil Thebaldino,comediteuoi àcafo ? anzifapen doil loro fignificato loderetefommamente chi nele fcriffe.Perciòche dicono,Papa, Preti, Paraßiti, Soli, Sempre,Stentano,cioealcontrario Soli, Sepre, Sguaz zano, Papa,Preti,Paraßiti;Mafefuſſeroſoggiŭfeque ſte isteſſe lettereſcritteincotalmodo P. S. P. S. P.S. S.P.S.P.S.P. direbbono,PapaSanto,Prete Sauio,Pa ff 3 raßito LIBRO 438 raßito Semplice,Salutifera Pestilentia , Sapientißime pazzia,Soaue Paßione.Questetali interpretationifo nopiacenoli , &farebbonoanchoradiqualchemomen tofeeglinonaucniſſe,checi recaſſero ſofpitioned'effer penfate,ofcritteda colui che gli dà il lorofenfo. Mo= ueriſo ilmotto,tuttauoltaanchorache noi moftriamo lafciocchezzad'altruifi comeſi riferisce, che gia in Moncellefe casteldel Padouanofuun podesta , ilquale nonhauendomaipaſſatoperauantilelaghunedi Viz negia, sentendoparlareunlitigante, parendogli cheleragionidiquellapartefußero uerißimene potes ferohauercontraditione,ſiuoltò con uiſo tutto turbato alliauerfari, diffe,àquesto modoftuienedinantial lamiapreſentia,hauendomanifeſtamente iltorto? to= glieteui toſtouiadi quinci,ſenon ch'io ui castigherò talmente,qualuoimeritate.Gliauerfariquejto udendo ilpregarono,che uoleſſeudirla contrariaparte ancho ra,ilche appenauolleconſentire, mainfastidito dalle lu ghepreghiereglidiedelicětiadi usarle lororagioni. Etparědogli nõmenofortileſeconde,cheleprimiere, inattodiconoſcermolto bene d'eßerbeffato,dißetutto in colera,a mean?ghiotti,ghiotti,che uoi siete,uoiuipë fate,ch'io nonmene accorga,chetutti uoihaueteraz gionmanifesta, &uenitequiperburlare.Maandate cheperquestavoltaioue laperdono.Ragionauafiad unatauolainPadouatramoltigentil'huomini di coſe nuoue. eſſendoil ragionamentodimano inmanofo= pradiuerfecoseperuenuto,fiuenne aparlar delmon= do TERZO 439 donuouo.Traqualialcuni uoleanoſoſtentare, chein quellepartifußeritrouatauna infinita quantita d'o= ro,alcuni contradiceanodeltutto,dicendoche egli era bugia,ilchesentendoungiudice groſſone & materiale molto,ilqualeſi ritrouòperauenturaquel giorno tra que gentil'huomini,riſpoſe,comediteuoi,chenon ui é quantitad'oro ?anzihointeſo,cheegliue ne e tanto, che nonfi trouanodenariperoro.Ilche proacò tuttià ridereſommamente.Sonobellißimeleriſpoſte,chesida noalledomandetantotrascurate,comefordi tempo. nella guisa chediffeun Parmegianoaduno,cheglido= mandoquantelibredifumerendeuauncarrodilegna, ilqualeriſpoſe,peſerai lelegna primache ſieno bruscia te,poibrujciatecheferannotorneraiàpesar leceneri, il restoferatuttofume.Eraun duca,ilqualeangariaua molto isudditi,in manierachediTirannohauea acqui tatopubliconome, questodipiusiaggiugneua alla qualita de iſuoiuici,chetutta lafuacorteera piena di adulatori ¶fiti,ficomequello che niente haued in preggiola uirtu l'honore.Domandandoungior nocostuiqualanimalefuſſenelmondopiunociuo,glifu riſpoſoda ungentilbuomofignore,tra lianimalidife rignanaturailpiunociuo èil Tiranno tra idomestici L'adulatore. cofiaduntempotoccoicostumidelDu ca dellacorte.Simotteggiaanchora rifpondendo à propostalaqualeperinalzarilſuo intendimento dice cofafuordiragione.Sicomedicendouno eßer stato d Sentirunacomediapiacevolißima, uolendoperfuda f4 dere LIBR 456 derelaſomma piaceuolezzaſua ad alcuni compagni diffe,ſeuoi l'hauestefentita,fareste morti dalleriſa, à cuiriſpoſeuno,èstato megliopernoi ilnon eßerui sta ti.Similmentediße uncontadinoad un prete dellafud uilla ilquale uolendoeshortareicontadini afarunali= mofina,prometteuainpremio centoperuno: ilcheſen= tendocostuifi leuò,&dißequesto èilbuono eßempio checidatemeßere anonpeccare,infediDio,chetale ufura,noncommetterò io.Ilchefecerider tutta la briga ta.Cofihauendounferuitorecommeſſononſo cheerro re,uerſoilſuopadrone ,&uolendoſcuſarſid'hauerlo offeso nonuolendo,riſpoſeilpadrone , &nonvolendo porterailapena.Diffeun medicodella nostracittà,in= contrandounphilofophoper lauia,inattodimostrare che imedicieranoricchißimisla doue che i philoſophi uiuonopoueramente, pouera&nudauaiPhilofophia. Acuiimmantinenteſeguitoilphilofopho,rifpondendo, Dicelaturbaaluilguadagnointeſa.Mostraua unri tratto uncortegianoadungiouaneFiorentino,nelqua leeradipintounPapa,con lettere,chediceano,Flagel lodei Fiorentini à cuiriſpoſeilFiorentino immanti nente,ipoeti ipittorifoglionoegualmente mentire. SilamentauailSacerdotediGioueappreßoAristofaz ne,cheleperſonereligioje non portauano piu offerte altempio,macheſendoiltempiofattoàguisad'unafpe lonca,nonui uenianoleperſoneſenonperorinare,& Scaricariluentre,ilchefentendounodiße, prendete la decimadicotesteofferte,che noi dite.Quanteuoltehab bia TERZO 457 biailmotteggiaregiouatoad altrui, lungo forail rac contarlo,maiounoeßempioue nedarò non hà guari interuenutoin Venetia,doue eßendosidisfidati duegio uani allecoltellatefu'lcampodifan Stephano,& eßen dofegnatal'horadelcombattere, l'uno d'eßianimosa mente comparse; l'altropiu diduegroffehoredop poilterminedatofece dimoraadapparire , alla fine giugnendo tuttoardito,fu moltoripresodaalcunifuoi compagni,chegranpezza l'haueanoatteſo:&eglino nimarauigliatese ioſon ſtatotanto auenire,rifpofe,p= ciocheioho uoluto mettere tutte lemie robbein barca acciòchemortoch'ioharoquestogaglioffo,iopoßaim mantinentefuggire.Ilqual mottotanto terroremife ne Panimodell'auerfario cheegli,pauroſo tristosene andòaliroue,fanzauoler combattere. Motteggiasige tilmentefu'ldannodelcompagno,dimostrando dipro cacciarilſuoutile,nella guisa chefece un di caſa il ma gnificoM.CatarinoZen,alquale eſſendo ricorso uno peraiuto,che inunadifcordia nata fprouedutametetra Lui&certialtrigiouani,haueadatodimolteferitead anod'eßi&pregando ilfamigliare di M.Caterino, che uoleßeimprestargli uncauallo dafuggire(percio cheinuillaerano)co'lqualfuggedo poteßefaluarfida coloro,chetuttauiadilui cercauanoperdarglidellefe rite,diße.cofite nehaueßonodataunabuona,perchepo testipoidarlaquerelaſopradiloroper casopensato. Piacemi adunque che il mottoqualfi mette in ufodat= Poratore,òper mordere l'auerfario,op biaſimarlo, fs per LIBROT 442. per rifpõdereadalcunatrascuratadomandadellapar tecontrariastantoingenerediliberatiuo parlado,qua togiudicialedebba eßere,raro,modesto, leggiadro: ondeneilbiafimouengaſopradi lui aterminarſt, ne rendalacaujadishonesta,neoffendal'honore dellepso negrandi, accostumate,neinacerbiſcalepiaghedei miferi,neſcherzi fu la ignoranza d'altrui, tuciononuengaàprouocareperſone illuftri contut grādi allauendettadefuoimorſi,&ficomein tutte l'altre cofe deeefferel'oratoremodesto ; in questaſiricerca egließeremodeftißimo,&difcretoſopra modo.Sapen dolalinguaeßer l'arma,ondel'anima,&glihonori nonmenofiuccidono,checonlecoltellafifaccianoleui tedeicorpihumani.Etquesto basti,quantoalla ragio nedelmotteggiare.CofihaueadettoilMacigni,quado il Barocci uedendod'ogniparteciascuno starcheto afpettare,ch'egli,ſecondol'incominciato ordine,ſegui taffeco'lfuofauellareilragionamentodeglialtri,tut to,com'ègratia etfpirito,fi diede addire.Carißimi fiz gnori,pche iuoftri cenimiſonpreghiere et lepreghie recomadaměti,ficomequesti,leggideltutto inuolabili pciòſapedoeßerinpiaceruostro,ch'iocol'isteßo ordi nedaglialtri tenuto,dicainquestamateria alcunaco Jalietoadubbidıruimimuono,fperado nosologuada gnarlodeincõpiacerui,quatop eſercitarminellaquali tàdiquelſoggetto,ch'ioraccōtar intedo,chenon èal tro,cheilraggionardeinumeritlacognitionedequa li tatoilprimogiornouifecefentire M.Sperone,qua to TERZOL 443 tobastauaàcompireilſuodiſcorſo.Horapchequesta cofifattamaterianonmenopiacevoleèchedifficile, et nopurdaToscanipoſta inquistiõe;maprimadaiRo mani, ſopraqueſtida Greci,&fpecialmětedaquel leggiadro prontoingegnod'Aristotile&da Cice rone,comeogn'undiuoipuòhauer letto; perciò con tuttequelleforze ch'iopotro maggiori,dirò quelloche d'intornoàtalecognitioneſi ricerca,breuemente non dimeno,qualficonuiene alla breuitadeltempo, 7 perdarluogoaglialtrimedesimamente,à qualiferă inpiaceredi ragionaralcuna cosa . Etpercio cheo gni cosa uieneà terminarſi & comprendersi dalla fuadiffinitione;perciòincominciarono àuedere, che *cosafianumero,delqualeritrouò duediffinitioni, l'u napiugenerale, l'altrapiu alnotropropofitofpe ciale&propria.Generalmentefudettoil numeroeße remisurata ragionedituttelecose. Ilchemoſſo Pitago raàdireicieli,gli elementi, finalmente tutto il mondo eſſereconharmoniacomposto: atteſo l'ordine bellißimo,ladifpofitioneconueneuole, ilmovimentomi furato, il numero proportioneuoledituttelepar= ti diquestamachina,chenoi mondo chiamiamo . Ilche questoisteßo nome,cheio teste dißi,mondo , medesi mamenteimporta,quaſi nettofignifichi , ouero orna= tocomediconoiGreci,chetato e,quatoildir bello, mi furato, conmarauiglioso ordinedisposto. Ma laz friandoquestaampia largaſignificationedel nume ro, uenendoàpiuſpecialediffinitionesdico ilnume= ro 460 LIBROS roprendersiperuna misura,laquale nelfare d'alcuna cosafiricerca, questapuò eßeredi piu maniere: in quantochetal'una misuralaucce,tal'unailmouimento tal'unai corpi: prendiamogli eſſempinellecosechia re&fenfibili,Voihaucte uncorpo grauediotto libre, Gun'altrodiquattro,lacuifuccede ilterzodidue;ma nifestißimacosa e chequesticorpiferberanno trasenu mero,ilqualenascedalla proportioned'alcunalorqua lità,ouirtu cheuogliam dire.Cofifala lunghezza di ottopalmi àquelladiquattro, questaàquelladidue, perl'isteßa ragione.Lamisuradel mouimento nafceà dallaproportionedelloſpatio,ficome il movimento di ottomiglia di quattro, didue e numerofotouerodel tempo,nellaguisa che ilmouimentodidodicihore,diſei di tretieneragiondi misura,ondeleparole,chenoi diciamofatteàtempocotantocidilettano,nonper al= tro,cheperchefononumeroſe, empionol'anima no= ſtradi amicheuoliinterualli musicheproportionifor mata.Vedetelamoreſca,il giuocodelleſpade , de i martelli leforze daluulgochiamated'Hercole, conche ibuffoni cotantotrastullocirendono,tuttique giuochi Jonomisuratidaltempo, percheincerto mouimento confiftonoragioneuole &numeroſo perciò numeroff fono diletteuoli. Ondegliantichi nel lustrar de i campi, inalcuneloroparticolarifolennità,foleano Saltandofanzamifuracantarcertilor uerfi , nonpal trocheper eßerlecitoinquegiornifarilpazzo,come chepazzauengal'animanoſtra ritogliendola del nu mero. TERZ 0. mero&dallaragionemiſurata, laqualecotanto dilet 463 toporgeàleinoneßendo occupata &ſoprapresada acciděti distemperati.La misura della uoceè diduema niere:l'una,laquale all'orecchie diletta , &l'altra allo intelletto.Laprimiera è ditrefpecie,oueronellecorde ònellecanne, ò nelleuocihumane.maqueste tre fpecie uengono tutteàproducereillornumero harmonia dalla misura delgraue&dell'acuto,comedaduefon ti,daqualicondiuerjealtredifferentie,quafipiccolica nalettida eßi diriuatiuengonomoltealtre uociagene rarfi,ondemegliopoßanogliinterualli empiere proportioni loro &piuperfettoſuono apartorires le Questaamicheuoleſcordanza,ò difcorde amicitia,èuna ruffianadolcißima,laqualeconlelufinghedellefue dol cezzetiral'animainquelcontentoadamareunnonfo che,chenoinonbenesappiamo,anchorache ePitagori cihabbindetto,chequestooggetto fia Iddio, nellacui opinioneaccennòdiperuenire Platonealtresi. Oltradi ciò ricercaafarelamusica numeroſa,il regolato giudi ciodeltempo,ondeéche Pitagorafentendo l'harmo= niadeifabri.primaconobbeil batter lorofarsicon mi fura,poiplopesodeimartelli compreſeleproportiont daquellehebbe la ragionediquelsuono numeroso, ch'essifaceuano.Tutti queſtinumeri chedi graue acuto daltempomiſuratinasconoò nelle corde,ònelle 2 canne,ònelleuocihumane,ſonodilettcuoli àſenſino stri; maſopratuttiqueſtiunaforteuenehà tantopiu perfetta dell'altre, quanto quescafola basta a dilet tar LIBROT 446 tar l'animo di cui eßa é miniftra: ilqual numero è quello,chenoidoniamo alleuoci nostre,noncomegraui acuteconfiderate;mapiutostocomein tale & ta lemaniera composte,per manifeftare alcun concetto dell'animo. Quindi nasceilnumeroſo giudicio , con che&leproje&iuerfiuengonoad effer misurati. Eccoadunqueilnumero, chenoi ricerchiamo,eßer la mifuradelleuocihumane,noncomegraui´ma comegiustamentemiſurate,perpiu dilettar l'animodi chiascolta o legge.Ilqualnumero quantofi auicinial= T'harmonico; diquiprendetela ragione,chepiu dolce= mentecanterannoimuſiciibelli misuratiuerfi , piucidiletteranno,che cantando irozzi&mal com= posti.Ma edaauertire,chequeſtamiſura puòfarſt in piumodi:auegnachenoiueggiamogli Hebrei mifura reilorouerfine conpiedi,neconſillabezma con certo loroandamentodiparoleperinfino aduntale tale termine.iGrecihannolaragionedeipiedi nelfargli, manelpronuntiar lorouſanogli accenti.Copiediren dono numerosi iRomanigliloro,ſicomecon numero difillabe con mouimento riposo di pronuntiae Toscani.I Tedeschi,gliUngari,& i Francesi quello iſteſſofannoconquantitadi fillabe,& molte uolte con ufodi rime. Malasciando indifparte tutte le lingue barbare,&uenendoalnumero delleprofenostre dico, lalororagioneconsister nel bello &artificiofocompo nimentodipiuuoci,tutteadunfineindrizzate. Etp= chel'orecchia e quella,the giudica questo cotalcompo nis TERZO 447 nimento perciòdobbiamo eßerdiligěti nelloaccommo darealle uoci tal legatura;chehoradolci,horagraui, horaueloci,horatarde,horalanguideuengano atrar Ji ledefinentie loro,accio che adarte fiafatto quello, cheàcafocredonoeffer dettoesciocchi . Ondechinon uedeadarteilBoccaccioperlopiudicendocoſefecrete opiano,usarparoletacite , &fuggir la S, lettera di Strepito,laquale co'lſuo fiſchiohaforza d'eßer udita, ficomeladoueGirolamo eracoricato allatodelafal= » uestrasegretamente diße, O animamiadormituan > chora? EtaltroueſecretamentemoſtrandoGabriot >> toeßerſtatodall'Andreuolaamatodiße.Inunbelgiar <家 $ >> dinodelpadredileipiu &piuuolte àdilettodell'una >> partedell'altrafumenato. Similmente riuſci peril moltousodella s,strepitosoquelperiodo , quando la moglie diTofano, ferratoilmaritofuordi casa, fi diedeàgridardicendo.Horuedete,chehuomoche eglice ८० ८८ ?? e,chediresteuoi,s'ioffußinellauid , come eegli, » eglifuffeincasa,comeſonio? in fe d'Iddio che io د " dubito, che uoi noucredestecheeglidiceßeil vero. » Benpoteteàquesto conoscere ilfenno fuo. Eßo mi credete ſpauentareco'lgittar nonſoche nel pozzo, , maboruoleße Iddiocheegliuififuße gittato da doz » uero,&affogatoſi . Cofiuolendoefprimere questo fingolarhuomolalanguidezza & la grauita nella nouelladiGuifcardo,feceàGifmondahoraparolegra > uietgenerofe ragionare,ficõequelle.Nonficõueniua >> ſepolturamendegnached'oro àcofifatto cuore,chen= ১১ te 464 LIBROT ..teèquesto,difcretamentein ciòhailmiopadreadope " دو rato. Lalanguidezzamojtrò nella infelice donna di cendo. RimaneteconDiocheiomiparto. Mostròil dolore losdegnodellainnamoratagiouane,quando »conpiuftrepitoseuocidiſſe, Ahi dolcissimo albergo dituttiimieipiaceri,maladetta fialacrudeltàdicolui, checongliocchidellafrontehor mitifauedere.Tardo alcunafiatauà ilperiodo per riſpettodegliaccention detardi &grauießeriprincipi,affermanoglihuomi nigiudiciofi,douendol'accentoriposarsiju lafillaba, cheall'ultima èuicina.fi comeapparenel principio di 1 : •, quellagiornata. Haueuala Luna eſſendo nel mezzo :: delcielo perduti iraggiſuoi, giaperla nuous luce » uegnenteognipartedel nostro mõnda era chiara. Dante, ⚫, Nelmezzodelcamindinostrauita Miritrouaiper unajeluaofcura. Neldolcetempodelaprimaetade, i EtilPetrarca. >> Chenafceruide. » Quandoilfoauemiofidoconforto. Etaltroue, 3 ここ Deerßereanchorailfinimento della parola poſta : per terminedelperiodo,dell'iſteſſa maniera: ondeman .. candoilperiodoin unauoce,ilcui accentofitrouaſſeſu L'ultimafillaba; farebbe imperfetto &mozzo.qualifo noleuoci cofi fenti ledie,camino,che nelfinimento nulla rieſcono,ouero eßendo lauoce di quattro fillabe conl'accentofulaprima qual e'ildireMacinano,Ter minano,chefuonolanguido&ſcarſorendonofu'l fi いい nimento TERZO. nimento delperiodo.Vieneadunque àfarſi ilfinimen 465. to oconparole, ilcui accentofiripoſaſulafillabauici >, naall'ultima,comequello, Percomandamentodellarei D2 »nafimiferoamangiare,oueroinnantiallapenultima,à tuttiparue didoueruerfocaſatornare,perche uoltati » ipaßilaſeneuennero.Accrefcieancholo Epitetofor= za&numeroallecose,ma l'usodi questo taledeeeße= re temperato & modesto inmaniera,chetroppa affet= tatione non cirechi,ouero nonfaccia laprofa cantante. FuleggiadramentedalBoccaccio ufatol'Epitheto,qua >> doediffe,LaqualnoichiamiamoLucifero,che anchor >> luceuanella biancheggianteaurora. Etneiprincipiaf fai grauitàrendenelragionare,amabili donne, Amo= >> rosedonne,Cortefi giouani, somiglianti. Machel'u ſoſpeſſoofferuatodiqueſti Epitheti nonſtapiaceuole ; fi dimostrachiarißimamente:perciocheſeM.Giouan nihaueßedetto,giapertuttohaueua ilchiarofole rez cato conlasuarifflendente luce ilnuouogiorno, i cantantiuccellifupergliuerdirami cantandopiaceuo liuerfi nedauanoallehumane orecchiecertißima testi monianza.Ilchepoteadireuolendo ,ma meglio, doue » piugentilmentediſſein cotalmodo . Giàpertuttoha >> ueuailfolerecatoconlaſualuceil nuouo giorno , „ gliuccellifupergli uerdiramicantandopiaceuoli ar ,, finedauanoall'orecchie testimonianza. Viene ancho= railnumerodellaprofaàuariarsi ingrauita baßez= za,languidezza,ftrepito,tardanza,&prestezza,ſe= condolamateriadiche sitratta. Ilcheageuolmentefi RAGIO. uede 1 28 I 466 LIBRO uedecomparando trasele nouelledi M.Giouanni,ica fi,gli auuenimenti,&gli effetti loro d'uno inuno. On defi come niunadipinturapuò eſſereſanzacolore,niū corpofanzagrandezza,niun mouimentoſanzatempo cofiniunauocepuò effſerſanzanumero. &perciòtutti iuerfi &tutteleproſeſononumeroſe,cometutti icor piopposti alfolefannoombra,comunquebelle ò brutte fificno,maalnumeroritrouarforma perfetta,laquale diletti con lafuauaghezza, & gioui con l'artificio; questa èl'opera,&questaèlafatica.Ilcheperpoterui piuchiaramentedimostrare,intendouenire à iuerfi,i qualififormanodiquelle iſteſſeuoci,chefannoetiandio laprofa,macon definenzeſimili,&certaquantità di Mlabe, chiusura diuerfamoltodaquelladelle profe. Doueprimieramente e d'auertire, ilnumeroriceuer partimentoſecondo la differenzadella testuradel uer fo.Perciòchetalenumero ricercailſonetto chealCa pitolonon starebbe bene: talealCapitoloſiconuie= nechenon allaCanzone.intendendoche leleggi de i componimenti Toscantuengonoà uariarſiſecondoche con uocihorafonore,horabaſſe,hora mezzaneuengoz noa comporfi.Ma lafciamoquestiprecettiparticolari prendiamoigenerali,cheatutteleſpeciede icom= ponimenti conuengono,dicoilpoetadouereco'lgiudi ciodell'orecchiemescolareinſieme leuoci rotonde, con P'humili,l'humili con lefonore,lefonorecon lelangui= de, queste con legraui.onde la grandezza dell'une temperata con la humiltà dell'altre uenga àfare : : und TERZO. unamescolaturaperfetta, un condimentoſodue. La ragione difarquestoperhora nonſiinſegna, eſſendo 467 tutta inpoteredelloſcrittore,&nond'altri.Maper= chedelnumerodel uerfofauellar intendo ;dicoiluer= foeßereunaartificiofa mescolatura diuoci accompa gnateinſiemeconmisurain maniera,chealjuo tenore L'orecchiaconfenta &peruenuta alfine abbracci la quiete.Etperchefuronoi uerfitrouatitali,checo'lcan tare&sonaresipoteßero unire infieme in maniera, chedolcementerifpondeßero ,&eßendo ilcantare di piumodi,inquantochepiulongheopiu breui uiene à terminarelefuedefinenze;perqueſtofurono i uerft ritrouatidagli antichirimatori,quandodi dodicifilla be,quandodiundici,quandodi dieci:&con tuttocio d'otto,difette, anchoradimeno,ficome nell'antiche ballate fi uede,acciochela breuitàd'un uerso tempe= raſſe la lunghezzadell'altro intiero,come che le rime fpezzatefienodelleintierepiudolci, &queſtediquel Lepiugenerofe.LaondenonſanzaragioneM.Tripho neGabrieleuuole,chelematerie Heroichefi fcriuono coterzetti,iqualisono uerfi,chetantoauanti procedo noiquantouogliamo.ilcheà neßuna altrafpecie di co= ponimentiauiene; &oltre àciotutti isuoiuerfi ri= cercaintieri.tlche la Canzone & altri componimenti *nonpoſſonoconseguire.Parlando adunquedegl'intie= risdicoilPetrarcanonhaueruoluto uerfi di piu che d'undicifillabe,uedendo che iluerfodidodici ,ò fanza armonia ueniaàfarſt,ouerosdruccioloſodiparolela 2 guide ১১ 88 LIBRO 468 guide,nellaguiſachein Dante medesimo infinitiſe ne leggono,&pereſſempioprenderpoßiamo quello,on= de dißeilPetrarca, » L'undi uirtute&nond'amormancipio. Ilqualesifa tuttauolta,che nell'ultima uoce fiuiene àriposarl'accentoſopral'antepenultimafillaba. Succe deà queſtoil uerſo di dieci fillabedi rado dal Petrar= ca ufato,comemolto piuſpeſſo daDante:ilquale moz zo &imperfettoproduce ilsuononelſuofinimento,co meappreßodi M.Francesco. » Alessandro,ch'almondobrigadie. Adunqueegliparcoſaragioneuoleil conchiudere, cheil uerfo diundicifillabe,nelanguido eſſendo,netro cato,fiail piubello,& ilpiunumeroſode gli altri. Ondenon edalajciartral'intieriquest'uno tanto da M.Frăcescoposto inufo,ilcui ingegnofi come intutte lecosefumarauigliososcofiilgiudiciodell'orecchiaheb befratuttiglialtri rimatori perfettißimo & leggia= dro.Veniamo hora almouimento &quietedel uerfo, chenonſono altrocheilviaggio ilriposodella no= ſtra pronuntia,douefi uede eßapronuntia alcunauol tafermarsi conbellagrauitàſulaquartafillaba, come inqueuerſigrauementedetti. » Donna,chelietaco'lprincipionoftro. >> Rapidofiume,ched'alpestrauena. » Quelch'infinitaprouidentia & arte. Fermaſitaluoltail uerſoſopralafesta, » Era ilgiornochealfolfifcoloraro. : » Quand'io TERZO در Quand'iomouoifofpiriàchiamar uoi. Nondal'hiſpanohibero àl'indoHidafpe. 469 Laqualpronuntiatantopiu corrente il uerſo piu mobile rendedell'altra;quanto la primiera è di quest'altra &piugraueepiu temperatanelmouimen to.Nafce anchorailnumerodaparoleincui entrinola r. lasilt, &delleuocalilao, ficomeſono Soggiorno Rapido,Antro,Ardori,Acerbo, Vestigia,Amoroso, Sparſo. Dellequaluoci,òſomigliantiàqueste èteßuto quelfonetto.こ Rottael'altacolonna,e'luerdelauro. " Iterime dolentialchiusosaßo, » Acuiſeguequell'altro,che diße.. » PermirarPolicletoàprouafijo. Etquello, 7 Eccoanchora ne iprincipidelle canzoni &deica pitolifimpre il Petrarcahauereusato perlo piuuoci d'unafolafillaba, 1 laſcioſtare iſonetti,per non eße= .. reastretti à cotallegge,ilchefiuede p questi eßempi. , Aqualunqueanimale. >> Neldolcetempo. دو " دو O'afpettata in ciel. si èdebileilfilo. Nelastagion. Poichepermiodestino, Chièfermato... Mainonuòpiucantar. Se'l pensier chemi Arugge; " » Inquellaparte. 88 3 »Di C 1٠ ce 479 Dipensier'inpenfier. LIBRO .. Qualpiudiuerfa&noua. دو " Aladolceombra. Ditempointempo. S'il dißimai. , Benmicredea paßar. " Nonhàtantianimali. ; Lauerl'aurora. دو دو ده Iuopensando. Chedebbiofar. Miabenignafortuna. כס DS › Quell'anticomiodolce. Neltempocherinoud. →, Lanottecheſegui. Nelcorpiend'amarißima, » Dapoichemorte. ره . Piend'infinita. Iononſapeadatal. DelTaureoalbergo. ,, Dapoicheſottoilciel. ► Quelc'hanostranatura: Horauenedoàpiugeneralregoledeinumeri dico numeroſoparimentediuentariluerfoper cagionediua دو "R riatione di lettere,fi come inqueluerſo Dehporgimano all'affannatoingegno. Sicomeper le moltecolliſioni diuenne quell'altro, pieno,Canoro,graue,&magnifico. odan',Hibero,Rhen ,Sen'Albi Her'Ebro. ८ : Alcuna 832 TERZO 471 Alcunavoltafifuggeilterminar una uoce in un tuono,dalqualeuengaàcominciarlaſeguente,ondeme gliofuildire, >> Quand'ioſontuttouoltoinquellaparte Cheincotalmodo, >> Quand'iofonuolto tutto. Perciò chelauicinanzadelt,potca generarestra no&cattiuofuono . Et hauendo ilPetrarca tal'hora Etl'horadiſideriod'inalzarſico'luerfo, darnella grauitàufa lauoceonde,fonora&piena, » Del'empia Babilonia,ond efuggita : ›Ogniuergogna,ond'ognibene efuori.. Si comel'ist.Bopoeta lasciandole lusinghe dell'os recchie,&uolendoil numeropiudimeſſo,dird ; Inquelbeluiſoch'ioſoſpiro &bramo. Doue,ond'iofofpiro & bramo,potea direvolendo, こ こ この 4 22 mauiddechesoffiro erauoce graue, &bene potea em pieriluerſo ſanza aiutod'altrui. Similmente adarte uolle M.Francescolanguidotrarqueluerfo S'iopenſaßiper morte eſſereſcarco. Facendolocadereconqueluerbo eſſere,percheſigni ficaſſela languidezzache era in lui dell'amoroso peso. perciochebenehaurebbe potutouolendo ardito ren derlodicendo. » S'iopenſaßi permorted'eßerſcarco, Queropiu acconciamente. » S'iopenſaßiper morte eßer'iſcarco. Tiene alcunauoltailpoetail uerfoabada co'l fo 1 88 4 Stea LIBRO : 472 Stenerloin maniera,che non uenga à precipitarfi per latroppauelocità, .. Afprocore, ſeluaggio,&crudauoglia. Chepiuriposatodiuenne,cheildire „ Afpro,ſeluaggiocor' crudauoglia. Ilqualuerjotantodivenneuolgare,quanto quell'al uerjo trofudegnodegliorecchidiM.Francesco.Cofiuolen dodimostrareuncontinouomouimento;feceiluerſo in manieracontinouato;cheapenapuòla pronunciafer= marſineſulaquartanefulaſeſtaſillaba, » Nonmiouoler,mamiastellaſeguendo. Etpiacendoglifarfu'luerſoſentir quello ſtrepito, che egliesprimerintendeua ;uoci strepitoseet gon fietroud,con bellißimoartificio,dicendo » NonbollimaiVulcan,Lipari,od Ischia, ›, Stromboli ò Mongibello intanta rabbia. Etjeuoletecõl'orecchieſenterlostracciardellecar ni,etsbranar lepolped'alcuno,leggete ladoue ediffe. Primach'i midiſoßi, ſnerui,&fpolpi. Cosifa dibiſognoalcuna uolta offeruareil numero tranquillo,come è lapura orationedellaprofa. Ilchefi faneiprincipid'alcunanarratione,douenonſi ricerca altezzadiparole,nepesodifententie,masolamente fi fannoattentigliascoltanti,ficome dicendo » Neldolcetempodelaprima etade. Vedetechepura &ſempliceformafuquesta difa uellare,douequestoriſeguentiuerfi hannoparoleue locietfuggitine,ficome uelocissimel'hebbequell'altro L'os در : : TERZO. L'odorifero 473 lucido Oriente. Hauendodueuocisdruccioloſe,dafar precipitare ilſentimento&la pronuntia.coſipurißimafuancho raquellanarratione&lubrica, >> Dettoquestoallaſuauolubilrota Siuolfe, inch'ellafila ilnostro stamе. に Paſſano adunquei numeriinmanierainqueſti eßë piarditi prontischeniunacosapard'eßipiu liggie ra,ondeſanzaarte,&fanza cura uengano àparer formati difposti.Ecco perfare innarcar le ciglia, con rotondapronuncialeggereiluerfo,inmaniera cheiluersotuttopieno quantobene diſſeilPoeta ardito uengaà generarfis »Alepungenti,ardenti, lucid'arme, Alauittoriofainſegnaverde , Contracuiincampoperde : " › Gioue&Apollo,etPoliphemo,etMarte. Etaltroue. >> Nondal'hifpanoHiberoall'IndoHidafpe. Voletelapiacevolezza &grauitàfanza ftrepito ueruno;leggeteil principiodiquelfonetto,cheilPe trarca tolſedaTheocritopoetaGreco:quando latran quillita del marefcriße,wilfiletio della notte,etguar datesemaifunarrationepiutranquilladiquesta, دو در رد 22 Horche'lcielo laterra e'luento tace, Etlefere gliaugelliilsonnoaffrena, Notte il carro stellato ingiromena, Etnelsuo lettoilmarsenz'ondagiace, Etperchenonpaia cheipoetihabbiano àcafodiz 88 5 pinte LIBRO 474 pintelecose,uedete come con arte uolle M. Francesco torquella ufata forza aluerjo,dicendo la rouina&la mortedi Sanfone. " Viddiilgiusto Ezechia, Sanſon guasto. Ammiroladiligenzadiqueſt'huomonel uerodiui noanchora in un'altracosa,chehauedoeglialcunauol tadettounuerſodilanguidofuonostoſto l'innalzacon laforzad'un'altro,empiedolone diqueltanto,chepri maglifutolto,fi comeſi uedeinquella parte,doue di Curtioragiona. » Chediſe del'armeempielofpeco » Inmezzoilforohorribilmenteuoto. Ilqualprimouerſolanguidoučneper leuocali,che efprimerſidebbonoſanzarottura,ſicomealtrouetut tiquestialtrießempineſonotestimoni. „ Defendermidahuomcopertod'arme. Ethaueaunsuostil leggiadro&raro. دو در Nelmezzoèun'ombrojo &uerdecolle. >>Cheéhogginudoſpirto&pocaterra. Ch'altro ch'unſoſpirbreue elamorte. » Volgersialtroueàte eßendoignota. », Efferestatodanno &nonuantaggio. Lalanguidezzadei qualiſemprea d'alcunprece dente òſeguenteverſo èinmanierafolleuata;che arte *fipuòdirechesiapiutosto,chepouertàdiparole ilco-fifare nelloingegnodiquestopoeta.Viene anchorail uerfolanguidotutta uoltachel'accentoſi riposasu la fillaba quinta,comeinquelluogo, ১১ Enone C TERZO 475 EnonediParis Menelao. Ilqual uerſoinnalzoconquelcheſegue, D'Helena, HermionchiamareOreste. Poconumeroſouieneanchorailuerſoquando l'ac cento &lapronunciahannoiſuoidebiti luoghi,ma nõdimenolauocehasforzatagiacitura,ſicõe appreſſo Dante,uolendo hauer riguardo piu all'accento della uoce, ch'allaleggedeluerfosui riposaretefu lafecon= dafillaba... Aue'rrois,che'lgrancommentofto. Oueroſejula quartauorreteriposarui ;allhorafi daràaccentopellegrino straniero in tempoallauox ceneproprioneconueneuole,comedicendo Auerroi's,che'lgran commentofeo. Nellaguifach'appreßo ilPetrarcaſuonaqueluerfo, →, EtfecoHippomenes,chefracotanta. Doueripoſandouifulaquarta;il rimanente uiene aſſailanguido;ma dandolaquieteſulafestahauraotti دو moſuono,mal'accentodellauoceuiene adalterarfi , fi comefi uedeperquell'altro esempio, L'altraPenelope,questegliſtrali. Chepiacedogli haurebbepotutodireHippomened et Penelopea,cheſuonoleggiadrohaurebbepartorito, > macofiuolledireperuariare inumeri laforza de uerfi.Taluoltadonasi acconciamento aduna uoce,face doladimanconumero,eſſendonacuralmětedipiusi co mefacedo Clio,Dio,d'unafillaba etHebreodidue, Herfiliadi trep cagiondeluerfo. Ilche M. Francesco usò LIBROT 476 usoſpeſſefiatedi dire,facendo anchoraTroia d'unaso lafillaba, Pistoiadi due >> DaIndia,dalCattaio,Marrocco رد ſimilmenteCattaio con l'aiuto peròdiquellapronuntia,ficomequandodiße, Spagna EccoCinda Pistoia,Guittond'Arezός Si comeintiere lefece,quandoediße >> QualnelregnodiRoma,o'nqueldiTroia. >> PiangaPistoiae icittadınperuerfi. Nequestiaccorciamentiſifannoſolamente nelmez zodeluerfo,ma anchorafu'lprincipio >> Milciade,che'lgran giogoàGreciatolfe Ettal'horafu'lfinimento, › DißeioSeleucofon, queſtieAntioco. : Etficomeuengonoàricevereleuoci accorciamen= to;parimenteuengonoàprolongarſiperl'isteßaragio ne.ondediremo MorioperMori FeoperFe,&Fue inuecediFù. >> Lagranuendettamemorabilfro...... >> Cheſolſenzaalcunpar almondofue. Etaltroue. Horaquatoalnumero, èd'auertire,cheſi comela quiete deefarſi oſu laquarta òfu la festafillaba;mede fimamětetatopiufie ilnumero rotondo,quantofu la quarta òſulafestauieneàfinirela uoce, &riposarst il sentimento,fi comefù la quartainquesto uerſo, >> Noncorsemaifilieuementealuarco. Etſopralafestainquest'altro, ›, Chegiamaiſchermidornonfu fiaccorto. : 3 こ こな ifrat insec Madiqueste due manierede numeri la prima a me piu TERZO. 477 piugraue&piu magnifica ,onde occorrendoil non auertireàquesteleggi;adiniene che iluerſo uiene dallaこ pronuntiafpezzato &diuiſo,fi come chiaramentefi uedeperquelleuoci, Comechifimifuratamenteuuole. Etperche naturalmentes'aita. Etaliroue, Douefi uede,chequelle due uociſmiſuratamente, : : naturalmentefi uengonodallapronuncia à fpezzare &diuidere E' anchorcagionedelnumerouelocela uo cesdrucciola,perciocheritieneforza d'un di que pie= di.che appreßo i Romanidona aluerſoſi libero ſpe dito corſo detto Dattilo;quale èla uoce,termine,Logo ro,&fomiglianti,ondeuelocißimo nacquequel uerjo, » Dipoemachiarißimo&d'historia. ১১ Taluoltanascelauelocitàda natural prontezza delle uoci,fanza effersdruccioloſe, Dellepericoloſetuefauille. Alcunauoltafinijcelapronuntia,doueanchotermi nalauoce,mafilascialoſentimčio imperfetto,comela. » Speßo,comecaualfren,cheuaneggia. Douenoiprononciadoloueniamo àfermarciſula festafillaba,fpezzandonõdimeno lafentëtia. Mapche pocofa,ch'iodißiil uerſo molteuoltefarsilaguidetto, A quandoleuocalicocorronoinſiemeſanza collisione;p queſtoàquellaregolaſi donauna eccettuatione,cheta= T'horanohaluogo,fpecialmete nell'efplicar alcuno af= fetto.perciocheinquelcaſo iluerſo acquista forza grauità,piuchelanguidezza,fi comedicendo, دو : Chi LIBRO " 478 Chiuedràmaiin donnaattoperfetto? Ohumane fperanzecieche &false. 4 Etaltroue Humilediuieneil uerfo,&dipoco numerodalfini mento d'una uoce,laqualenaturalmentediſidera d'ef feraccorciataficomeinqueluerfocheM.Sperone hie riciricordò. Questim'hafattomen amareDio. CheamarIddiofifarebbepiunumeroſamentedetto altroue. Neltriomphod'altruiſeguireſpiacque Maperchel'uno l'altrouerso doued efprimere unatto humile&dimeſſo;artificiosamentefuronodal lortestore in cotalguiſa,comeſiuede,formati.Si mette rannoanchora cõleggiadronumerodueuoci corrifpă denti in uno isteſſoſuonocõbellagrauitàdicendo, Allepungenti,ardenti&lucid'arme. دو Etaltroue, Iui n'aggiunse &necongiunseamore.--Questoanchoradipiuritrouarete in M.France= ſco,mainonfartuttoiluerfodi uocisdruccioloſe quan tunqueil uerſo uoglia &mobile&ueloce,таЈетрле temperaruollela lorouelocità co'lnumerograue,fi co me in quedueuerfiditreuoci, ›› L'odorifero lucidoOriente. Doueledueprimeuocitemperarglipiacquecon la terzapiugraue:&quelloſteſſo in quell'altrodoue an tepone la uocegrauealle dueprecipiteuoli&mobili. Dipoemachiarijšimo &d'historia. Diedeanchorafineadunuerſoconfuono heroico, termi ? TERZO 479 terminandoloindueuocihauentiforza di Dattilo difpondeo,dicendo, • Morteconlaſuamanun'aureocrine. i Similmentetanto ègrandela diligenza di queſto poeta;chemaiin tutto'lſuo canzonierenon uiddipiu cheun'uerſo,alqualecolapronuntia nonſipoteſſe dar riposofu alcunadellefuefillabe :ilquale credo ch'egli laſciaßescritto nonperaltro cheperunparagone del la bellezza & bontàdeglialtri,nellaguiſa chefanno lebelle donnemettendofiincompagniad'una fozza et laidafemina,accioche col'esempiodella bruttezzauč gonodcrescerforzaallabellezza loro.il uerſoèquesto » Etlemitreconpurpureicolori. Douemainonmijeppiingegnaredipoterlo profe rireconriposodellapronuncia,chebene steße.Cosi nel difcriuer alcuna cosa il poetaſuole eſſereinmanieradi ligente ;che iſuoi uerſi trasforma nellanatura dicio, ch'egli esprimereintěde.Si come uolendodire ledifcor danze&contrarietàdellafuauita amorosa;fece tre uerſideltuttodifcorditrafe,& allauitafua conformi deltutto.mentreediße. », Coficaldo,uermiglio,freddo bianco, >> Hortristo,hor lieto,infinquit'hò condutto › Saluo,ond'iomi rallegro,benche stanco. Un'altracosafi troutnelPetrarcadegna di am= miratione, cheſcrivendo alcunuerſo alto & graue, alcunauolta trametteglihumiliin maniera;chelagra uità nonuieneapercuotereinunaſtrepitoſagonfiezza A LIBRO 480 ſi comechiaramenteficomprendeinquelfonetto,fcrits todi dueftili, duenumeri,alto &dimeffo:douela= ſciato anchora l'usatocostumedifar,cheilsecondowar ſorispondial terzo, ilquarto alprimoglipiacque alternandoformarlo,perchela rima Afpenorendeße conlafuauicinanzatroppo strepito. >> Nondal'HispanoHibero,àl'IndoHidafpe, » Ricercandodelmarognipendice >> Nedallitouermiglioàl'ondeCaſpe, » Neinciel,nein terra èpiud'unaPhenice. Ondeiononpoßonongrandemente marauigliar= mi deinostripoeti moderni,cheſolonumerosi stimano queuerfische òftrepitofanno conl'afprezzadello R, S, T,conl'altezzadellaO,oltreche nonaprez-zanoquelfonettoè quellacanzone,cheſanza gonfiar delleuifcere dicolui che nellalegge,nonſipuòprofere resouerochemai co'luerfouieneàfornirelafentenza daiqualuitijtantosiaftenne ilPetrarca,quantoaltro maicheinqueſtalinguafcriueße.Etperchegließem= pi neſono troppofpeßi&ingrannumero;perquesto unſolo neaddurrò,doueje l'incatenarde i uerfifu à questopoetamaifutoconueneuole; erain questo caso, doueful'ultimouerfohaueadariposarsi , &finirla Sentenza: nondimenodiße. >> Gratie:ch'apochiilciellargodeftina, رد دو دو Rarauirtùnongiad'humanagente, Sottobiondicapeicanuta mente, E'nhumildonnaaltabeltàdiuina, .. : 2 » Leg= د " ৬১ د دو در دد ERZ0. Leggiadriafingulare&pellegrina, E'lcantarchene l'animaſiſente L'andarcelestese'luagoſpirto ardente, Ch'ognidurrompe, ognialtezzainchina, Etquebegliocchi,cheicorfannoſmalti Poßenti a rischiarar'abıßo notti, Ettorrel'alme àcorpi darlealtrui, Co'ldirpiend'intellettidolci &alti, Coifofpirfoauemente rotti, Daquestimagitrasformatofui. 481 Hoggimaihauetefentitoilnumero & l'harmonia diquestodiuinpoeta,nonconosciutadagli orecchide lamaggiorpartede inostrimoderni,faluo che dal dottißimo M.PietroRembo:delquale non haurò riz pettoaddire,dalBoccaccio dal Petrarcainquanõ eßer maiſtatobuomo checon piufaldo gusto aẞag= giaffe idolcißimi puricondimentidiquesta lingua anchoracheallifciocchi paia l'arteaffettatione , la puritàdellafauella bumiltà&baſſezzaſiagiudicata. Rendeanchorabellißimo numero il tramettere delle uocid'unafillaba,comequelle che la pronuntia tratten gonocongraueintendimento riposatocamino;on= degraue fuquelprincipio. >> Voich'ascoltateinrimeſparſeilsuono. 1.Douequattrouocifimplicißimeſi leggonocheſono uoi,che, in,il. Sicomenelquinto uerfo dell'ifteßo so= netto altrequattro ſineleggono, " Deluariostile,in cuipiango &ragiono. bb I Le ٢٠ ১১ AAGIO. LIBRO 482 Lequalfono, Del, In, Cui,Et. ficome cinque in quell'altro Etpunirinundibenmille offefe. Laondedibaßonumerojenetraſſequellodoueniu nauoced'unafolafillabafi troua inDante, در Cantando comedonnainnamorata . Etnel Petrarca. » Fianchi, stomachi,febri ardentifanno. Etpercheleuocid'unafillabaui moſtrai eßerusa tein tutti ibuonipoetineiprincipid'alcuna narratio ne,ſi come inDante, Nelmezzodelcamin. Percorrermiglioracqua دد دو Lagloriadicolui Volch'ascoltate, Neldulcetempo Neltempo cherinoua, EtM.Francesco, Perquestoritrouareteper lopiul'uno & l'altro di questi duepoetidoppolauocedettad'unafolafilla= ba,accompagnarneun'altrao dell'iſteſſa natura, come inqueluerfo „ Voi,cheascoltate. Quero diduefillabe,comefiuedenegli altri cin= queeßempi,che testeui recitai . Belnumerofi dice an= chorquello,ondefiprendonotutteleuocid'una &di duefillabe,ma teßuteunaconl'altra , comefi uede in queſto eßempio,for che l'ultima,laquale èditre. um MY Paßa LA NaueMIA,colmaD'oblio Stannoanchora queſteuocinonſparſetal uoltama 0 tutte 1 TERZO. tuttecontinouate,nella guiſacheſonoqueſtecinque, 483 DS ده دد Trouasti ET,CHI, DI,T E,SI, altofcriße Vengonoanchora ad accommodarſi ne iprincipi perfermarelaprestezzadeluerfo, Èmipard'hor'ınhoraudirilmeſſo. Lidiindiuocangiandoiluiſoe'lpelo. Si comediſetteſe netraſſequello, „ NE,SI,NE,NO,NEL,COR,MIſonointiero. Nellafinenon usanodimetterle ibuonipoeti,per ciòcheòfanza numerouieneiluerfo ,come nello ef= SempiodiDante : › Aragazzoaspettato daſignor So. Ouerocheil uerfo farebbedidiece fillabe di rado dalPetrarcausato, » Alesandro,ch'almondobrigadie: Romanipiuſpeſſo uſano Ladoueche iGreci questo numero, éappreßodellelorlinguediforza nonmezzana,&fpecialmentequandocominciano& finiscano dal'istesseuoci d'unafolafillaba. : : Hannoanchoragrannumeroleuocididuefillabe, inquantoche nesdruccioloſeſono nediprestomouime to.òfianone iprincipideluerſo,ònelfinimětoò teſſu= » tinelmezzoſicome, Geri,quando,talhormeco. Sicomenellafine, >> Vnfocoquandouerna. در 2 Meſcolati, O'paßiſparſi èpensieruaghi&pronti. Sicõetuttoilverſodiparoledi duejillabeéquello; hb 2 د Dol= ۱ LIBRO קק D در در دد 484 Dolci,ire,dolci,sdegni dolci,epaci, Etquantoqueuerfichediuociconſtanodi talema nieraJonograui&rotondi ;tanto quellichelehanno ditreſono correnti&baßi, L'odorifero, lucidoOriente. VidıAnafarcointrepido&uirile Iui era ilcuriofo Dicearco Quintiliano,Seneca &Plutarco. Nelcorpien d'amarißima dolcezza. Ondequantopiu i uerſiſonodipocheuoci,tantofo nopiuuelocementedella pronuncia proferiti, &meno graui. Ilchefece,che mai M.Francesco nefcriueffealcu nodi dueuoci,comechepoßibilefia, ma languido baßonumerodiuentarebbe,qualdicendo Sdegnosissimamentedifperato. >> Inefpugnabilißima fortezza. Iqualuerfi Ouero. dello inettoſanno,&dilettar pof= ſono gli orecchidel uulgo piuche deglihuominigiudi دو " cioft.ondechi èchenon ueggia anchornelleproſe rite= ner moltodigrauital'uſo delle uoci didue fillabe,come in quelprincipiodell'unadelledieci giornatefi uede,il qualediquestetaluoci nehaunagranparte. HauealaLuna,eßendo nelmezzo delcielo , perduti i raggifuoi, giaperla nuoualuceuegněte ogni par ,`tedelnostro mondo erachiara. " Ladouechequell'altroperlocontrarionon hebbe queltantodi numerofagrauità Anchora eranouermiglicertinuuoletti nell'Occiden= te, C " در دو " در TERZO. te,eßendogiaquellidell'Orientenelle loro stremitàA 485 miliadorolucentißimidivenuti E ueroche il comin= ciar un uerfo da treuocidi trefillabe éleggiadronu= meroſoſicomelà. Piouommi. amare, lagrime,dalufo... Ouerohauendo nelprincipio & nella fine quelle isteße, si come. DATEMI paceòduri miei PENSIERI. Etmegliohauendoneun'altranelmezzo. TREMANDO bor di PAVRA hordi SPERANZA. Vieneanchora ilPoeta àfarnumeroſo il uerſo ac ⚫compagnandodueuocidiquattrofillabe etcioper non lasciaruarietàalcuna,laqualepoteffe con dolci lufin= ghedilettargliorecchi,ficomequando ediße. Verme 5 د fi DOLCEMENTE FOLGO RANDO .Etnelprincipioaltreft, د دو در VINCITORE ALESSANDRO. l'irauinfe. Similmentedicinque,nelprincipio &nelfine. D'ABANDONARMIfufpeffointradue. Chel'auaramoglierD'AMPHIARA O. Etnelmezzoufolla etiandio,dicendo, „ Liete,penfojė, ACCOMPAGNATE, &fole, 5 Nequestofolamente;manelprincipio nelmez zoinsiemeanchoralonefece. در » Et LA ODAMIA,ilfuo PROTESILAO. Ilqualnumero mai,perquanto iomi ricorda,paß درا hh 3 il 486 LIBRO ſette, il Petrarca. Quantunquelaproſa habbiauocidiſeifil labe, otto&noueanchorasilchefi uede in queſte . DOLCISSIMA MENTE, DI= STEMPERATISSIMO, TRASCV= RATISSIMAMENTE,AFFETTVO SISSIMAMENTE. Vieneanchora iluerfo " " د atrarsinumeroso,&magnifico,quandouengonoleuo ci tra la uocale adinteſſerſi ,ſicome, O'fiumi,ò ualli,è monti,o poggi, ò riue. Et altroue Etfimilmente, Otempo,ocieluolubil. Ogiorno,òhora,oultimomomento. Si comedalla rottura della penultimauoce acquisto numeroqueluerſo ,, NeCiroin Scithiaouelauedou orba. Faßianchoranumeroſoiluerſodaun'altrafigura formadiusarleuoci , & ciò adiuvene tutta uolta chenoi incominciamo dall'iſteßa lettera due otrepa= role,nonfacendoperò replicamento dell'istesla uoce,ne dell'isteſſojentimento:nellaguisa chefece il Poeta. 5, Fauolafuigrantempo ده " د Dolcidurezze. Dodicidonne. Come'lcandidopie Lietifiori &felici PiangaP stoid, , Ioſonſiſtancosottoilfafcio. •, Laurache'luerde Lauro, L'aureocrine. Etpofciachequestonumeromi pardi uedere che ٠٦ 45 して affai TERZ O. 487 aßaiuifiagrato;piacemi di dirueneuno,chemi rimaſe tramolti,ch'io leßiunafiata,nella memoria,ſommamë tedacommendareperpiuriffetti,ſiperche traduce di paroleinparolaunodiquedi Virg lio,douedella cor niceragionanellaGeorgicaz ſi percheuacon l'istes JoordinedelleparoleLatine,&comincianoſemprele uocidalla S, come quellede Virgilio anziempieiluer ſod'unadipiu,cheilLatinononfece. EtSola,fico fpatia,inſecca(abbia. Faßianchoraquestoreplicamentonon continoata= mente,macon interpofitione d'altreuociſi comeſipuò uedereinquesti eſſempi, • Nelbeluiſodiquellacheu'hamorti. " » DaLEI tiuenL'amorosopensiero. Mentr'iofonoàmiraru!. » Folgorauad'intorno ilfune auolto. Bafcialeilpiede,ò la manbella e bianca Bellißimo numero è il tramettereunafolauoce, ده : E' non Furonmaifiuminestagni. Ilche anchorfi fa leggiadramente nel finire d'un uerſo,&incominciardell'altro. . Quest'ecolui,che'lmondo chiama Amore, » Amarocomeuedi. Fasſiun'altro replicamento dilettereda tuttii rac contatimodi diuerfo.Et eallhora,che dall'isteßa lette ra cominciaunauoce,nellaqualefinisce la precedente, ouero dall'isteßafillaba,fi come , Menamiàmorte bh 4 „Di 488 Diquesta breueuita LIBRO : " " Mortet'hatolto. כו Lafcifconfolato &cieco. →, Nonuolendomimai.... Suoleanchora nel Petrarcafarſi un'altronumero, tuttauolta che una uocefinisce nell'iſteſſa uocaleèconfo د " nante,dallaquale cominciapoilaſeguente,dellaconfona tefi uedeperquello esempio Infragillegno. Neperſuomiritien' neſcioglie. Madelle iſteſſe uocalipiuſpeßofi trouanoglieffem pi,eßendo diquesteil numeropiu uagoinelaguisache fileggonoquelleuoci, » Fior,frondHerbe. Lauramiuolue fon. » Quituttahumile در رو quilauidi, Ond'ogni beneefuori. >> se'lfaſſo ondeépiuchiusa. Co'ldolcefpirtoond'io. →, Fattohauea Silla àl'ultimo » Ettalhormengamorte. Parmi cheneltefferdeiuerſi ,questo diuin poeta alcunauoltafacciaquello che lebellefanciullehanno p costumedifare lequali alla bellezza &ornamentode lorcorpi rendono marauigliosa uaghezza con una piccolagemma",ouerounfiore ,che coſeſono di pic= ciolomomento , nondimeno alla loro beltàrecano nonmezzanoaccrescimento gratia.onde nelPetrar 一 3 44 4 485 cauedretetalhora alcuneoßeruationidipiccolomom TERZO. to,lequalietuagheet gratioferendonolefuerime.on demiratequanta dolcezzahabbinoqueuerfi,lecuino cifiniscono inuocali, cominciano daconsonanti. >> Dunque,PerchE,MI,DatE,questA,Guerra. Etaltroue. >> AuenturoSO,PIV,D'altro,Terreno. Dannoanchor numeroleuocidiuifedallanoce ,E Hor,Ne,fi come EttemoEtfperoEtardo,Etſonounghiaccio. Etinaltraparte, Horafpra,Horpiana,Hor difpiatata,Horpia. 2 Si come mescolatamentecon bellißimoordinefimet tonoinsiemelaHor la Et. » HorrimeEtuerfi,Horcolgoherbette, Etfiori. DellaNe testimoninefono queuerfi. دو دو Nedeluulgomical,Nedifortuna, Nedi memolto,Nedicoſauile, Nedentroſento,Nedifuor gran caldo. Si comeilQui, medfimamentefece numero crescimento di affetto. Quicantodolcemente, quis'aßife, » Quifiriuolſe, Quiritenneipaßi » Quicobegliocchi mi trafiffeilcuore. » Quidißeunaparola, Qui Sorrife » Quicangioluifo, ac Madequeſtinumeriaßain'habbiamodetto,quado furagiõatodelleuocid'unafillabahora cõſentite,ch'io bb S mi LIBRO 490 mi riuolgaàquelleleggi,ch'appartegono all'ingegno et prudēza delloſcrittore,in dartale et talenumeroa uerſi,ſecondol'affetto,etla materiadi chesiragiona.-Sicomeparlandodella prestezza fece il Poeta quel uerfo uelocißimo, „Veggiolafugadelmiouiuerpresta. Etpocodoppo, » EtnelfuggirdelSole » Larouinadelmondomanifesta. Verſobreuißimo,&uelocedel tutto,ma nel dire dellatardanza,usaquellagrauita,chefi uede in questo efſſempio, » Miraialzandogliocchigraui,&stanchi, Douenoaltrimete èiluerſo &graue quellocheſeallhora,ch'egliildiße,dalfonnopigro letosifußedestato.ufa anchoragrau taet riposouole دو staco,di dodescriueriluolgersichefa unoàpiupartidelluogo Cosi'horquinci,horquindirimirando Doueeglipar bene,cheiluerfocon la quietedella quartafillaba,&delledueuocalıfanza rotturauenga àuolgersico'lpoetainſieme,coſi neldimostrar lo stre pitod'unfumecorrente,ufaildire » Rapidofiume,ched'alpestrauena „ Rodendointorno. LequaluociperlaR,&perlaS,&perilT, di= uennarostrepitose, oltre àciòperlaloropronun= tia afpra rotonda. Malosdegno dipinje intutta quella canzone,Mainonuòpiùcantar, com'iofoleuas doue paroleinordinatediße, cojetrafenonbe= ne TERZO 491 neconueneuoli, chenteè costumedifare l'huomo sde= gnoso, di rabbiaacceso, uolendoſentirela lan= guidezza d'unoamanteleggete quelfonetto } دو " رد 4 دد دو Laßo,ch'ioardo,&altrinonme'l crede, Sicredeogn'huom,ſenonfolacolei, Cheèfoura ogn'altra, ch'iofola uorrei: Ellanonpar,che'lcreda,&ſiſeluede. Conquellochetuttauiafegue . Etuolendo mostrar attoforzato uiolento,troua uocichehannodeldu= rouiolento. S'amoromortenondaqualchestroppio Allatelanouella. Cofinelladiſcrittione d'alcunafortuna marina usa ilmoltoafprofuonodellaR.ilche chiaramentefi uzde intuttoquelfonetto,delqualtreſoli uerfi ne addurrò pereßempio iqualinonmenoſdegnoſi,chemormore= uolififannofentire, » Allborriprend'ardir Saturno &Marte, Crudeliſtelle, Orionearmato " Spezzaàtristinocchiergouerni&farte. Mapchediquestiaffetti fudi ſouerchiodetto diſo prashopěſatodirecarfinealmio ragionaměto,Sicõe quelloch'abastaza èſtatologo,etforſeincresc euolep Souerchia ambitionenelvolerquestecosetroppo minu tamentecõſiderare,ch'io disſi.Maquestofeciuolõtieri pubbidirui,etpche la bellezza di questa materia lorichiedeua.Doueso,chemoltecoſehòpartedeltutto lafciate,partetrappaßateliggiermente,fipche ragio nando My 492 LIBRO. nandotrapfetti&leggiadrigiudicij nonfadi mestie reognicosaminutamente riferirez ſipchequestama teria haura forse in altrotempo ò parlatorepiu giudi cioſo,òſcrittorepiu grauedi quelloch'ionomisono. Affaichiarofeceàciascunpalese ilBarocci coqueste •parolehauerimpostofinealſuo ragionamento;quado M.Speronediße,to nosochealtro resti,che ilparlar della imitatione:pciochegli huominigiudiciofi &dot tipiulodano loſtiledi quel poeta,& di quell'oratore cheſcriueimitado imigliori che l'acquiſtarſene unpro prio,&particolare.Ilcheſeà medial'animodi crede reò no,intedoinaltri tempiragionarneàbastanza. Quiuidiße ilConte,intědoche'l nostro Tomitanone hàſcrittoſopradiciòalquantecarte,nongia con ani mo didarefratanteopinioni,checiſonoſentenza ;ma pmescolarefra l'altreragioniprobabili,alcuna delle Jue,difputandoin cionella guisa chefecerogli antichi Academici.RiſpoſeàquestoilBarocci,la materia ébe lißima,porgeplafuadubiezzaardiredifauellarnelõ gaměte.Cosiporgeſſeella licenzadi ragionarne rifo lutamente,rifpofe ilGirello,ſi che laquistione ueniſſe plutestoàterminarſi,cheàmoltiplicarin numero di opinioni.Ionõ sò tāteopinionidiffe M. Luca Cotarini mabenfoglionellecoseapparteneti all'intelletto pren derl'esempiodallecoſeſenſibili:pcio chenoiueggiamo inoftri moderni dipintori ſcultoritantoefferpiu il lustri,quanto con laperfettione dellalor artefi poffo= noaccostareall'esempiodegliantichi,ouero ritengo= : 11

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