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Friday, November 25, 2011

Ferruccio Corradetti recorded "Tace il labbro" con Emma Vecla

Speranza

Ferruccio Corradetti was among the most important baritones from the late 19th century into the 1930s as well as an actor and critic.

Ferruccio Corradetti records "Tace il labbro" con Emma Vecla

Speranza

Label:

Societa Italiana di Fonotipia (Made in Germany) (White, Green and Red Label)

Diameter: -11"

Speed: -78 R.P.M.

Catalog Number: -92146 / 92147

Location / Date of Recording: -Milano, 1908

Language: -Italian

Selection/s:

"La Vedova Allegra" (Lehar) Duetto del bacio Anna-Danilo

"Tace il labbro" /

"Primavera Scapigliata" (Reiterer) Duetto Chiara-Montcornet "Vieni qui fanciulla, vieni"

Artist/s: -Emma Vecla & Ferruccio Corradetti w/ Orch. Acc. / Emma Vecla & Ferruccio Corradetti) w/ Orch. Acc.

Condition: - ( 7-8 / 9 ) Couple surface rubs on side 92146 (one rather deep at middle of recording) (Click HERE for grading chart)

eBay Title: EMMA VECLA - FERCOR Fonotipia 92146/7 OPERETTA RARE 78'

Vecleggiare

Speranza

Vero simbolo di vivace femminilità, Emma Vecla influì anche sulla moda, e

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"vecleggiare"

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significò indossare vestiti e cappelli alla Vecla.

Il primo Danilo

Speranza


VANUTELLI, Gino. The first Italian DANILO in LA VEDOVA ALLEGRA opposite Emma VECLA at Milano's Teatro del Verme 1907.

Besides the lucrative operetta career, Vannutelli sang the full lyric opera repertory up and down Italy and abroad.

Vecleggiare

Speranza

VECLA, Emma-. Italian operetta star of the first 3 decade of the 20th century. She sang The Merry Widow 985 times in Italy as well as a full opera repertory

Gino Vannutelli -- Conte Danilo Danilowisch -- "il Beniamino Gigli dell'operetta"

Speranza

Emma Vecla, la prima Vedova allegra

Speranza


21-26 maggio 1912:

Tournée Emma Vecla della Compagnia Italiana di operette

Direttore: Gino Vannutelli;

Nicola Ricci e Filippo Corbò dir. orch.

mag. 21

"Il conte di Lussenburgo",
operetta da Franz Lehar. (1)

Emma Vecla . . . . . . Giulietta
Conte di Lussenburgo . . . . Gino Vannutelli.
Francesco Pompei (Basilio)
Annetta Perretti (Angela)
Giovanni Rosa (Brissard); Amalia Rosa (cont.a Kokozoff); Ada Gianni (Rosa); Marietta Gargano (Claretta); Ugo Poli (dir. hotel, Boulanger); Alfredo Romanelli, O. Aliboni ed Ezio Gualtieri (i tre pittori); A. Artiglia (Saville); Armando Gianni (Lavigné); Carolina Meillard (groom)

mag. 22

La vedova allegra, operetta di Franz Lehar. (2)

Danilo . . . . . . Gino Vannutelli.
Anna Glavari . . . . Emma Vecla.

Francesco Pompei (bar. Zeta); Clara De Claire (Valencienne); Attilio Volta (Camillo); Alfredo Romanelli (visc. Cascada); Olimpo Gargano (Raoul); Ugo Poli (Bogdanovitsch); Ada Gianni (Silviana); Armando Gianni (Kromow); Marietta Gargano (Olga); Ezio Gualtieri (Pritschitsch); Amalia Rosa (Praskowia); Francesco Gargano (Njegus); Carolina Meillard (Lolò); G. Pompei (Dodò); L. Sessy (Jou Jou); S. Ricci (Frou Frou); F. Binnet (Clò Clò); A. Morosini (Margot); F. Gualtieri (domestico)

mag. 23

Eva, operetta di Franz Lehar. (2)

Emma Vecla . . . . . Gypsy
Gino Vannutelli . . . . . Ottavio)

Giovanni Rosa (Dagoberto); Francesco Pompei (Bernardo); Clara De Claire (Eva); Alfredo Romanelli (Voisin); Attilio Volta (Prunelles); Armando Gianni (Giorgio); Olimpo Gargano (Teddy); Marietta Gargano (Elly); Ada Gianni (Schischi)

24 mag.

Sogno di un valzer, operetta di Oscar Straus. (1)

Emma Vecla - - - Franzi.
Gino Vannutelli - - - Niki

Francesco Pompei (Gioachino XIII); Clara De Claire (Elena); Francesco Gargano (Lotario); Attilio Volta (Monsci); A.Gianni (Federica); Ezio Gualtieri (Vendolino); Ugo Poli (Sigismondo); Amalia Rosa (Fifì); Marietta Gargano (Annetta); Armando Gianni (maggiordomo); A. Pompei (Lory); Carolina Meillard (Gretel); Corinna Romanelli (Mery); O. Aliboni (dir. hotel)

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"Emma Vecla", il cui nome era

Adrienne Telmat, era nata ad Orano e aveva studiato al Conservatorio di musica di Parigi: (la Gazzetta di Parma dice) canto, pianoforte, composizione e violino.

Con il vero nome

debuttò all'Opéra Comique in

"Mignon", ed ebbe una

serie di successi in

varie opere -- tra cui in "Thais", vero banco di prova di belle donne anche bravi soprani di coloratura -- in Italia, al Colon di Buenos Aires e al San Carlo di Lisbona.

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In Italia era stata scritturata da Suvini e Zerboni per cantare nell'operetta, e aveva unito il nome alla prima della "Vedova allegra".

Quando era giunta alla cinquecentesima
replica, lo stesso Lehar era venuto ad
applaudirla, mentre quelle che presentò a
Parma furono nella serie il numero 517 e 518:

è stato scritto che nella carriera ne interpretò 985.

Vero simbolo di vivace femminilità, influì anche sulla moda, e

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"vecleggiare"

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significò indossare vestiti e cappelli alla Vecla.

Quando si seppe che avrebbe presentato solo quattro lavori in sei giorni, quasi tutti i biglietti terminarono a seguito delle prenotazioni giunte da ogni dove.

"Il conte di Lussenburgo" fu la prima operetta presentata.

Il pubblico sospettoso e arcigno si fece conquistare dalla graziosissima attrice "interprete profondamente espressiva, tutta occhi, tutta nervi, tutta sorrisi" che dette un'impronta assolutamente personale al personaggio di Giulietta.

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"La vedova allegra" le riservò gli onori del trionfo.

E anche qui la recensione fu tutta per lei e, anche se gli altri interpreti furono bravissimi, a loro toccò appena un accenno.

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"Leggiadra di figura,

fisionomia mobilissima, piena

di seduzione nel gesto e nella voce,

disinvolta, briosa con quel

brio indiavolato, abile cantante,

attrice elegantissima",

alla replica del 26, serata in suo onore, venne coperta da una pioggia di fiori.



Una novità fu Eva, in cui il pubblico non si abbandonò all'entusiasmo: "applaudì con garbo, se non con convinzione". Se piccola e povera cosa come azione, musicalmente era un lavoro ricco di pregi non comuni, e probabilmente il secondo atto era quanto di meglio avesse fino allora scritto Lehar. Il famoso autore era venuto appositamente alla prima italiana a Torino e vi aveva diretto

Gino Vannutelli

"il Beniamino Gigli dell'operetta".


La Vecla dimostrò di saper suonare il violino e danzò con grazia e rara precisione, mentre tutto lo spettacolo fu lodevolissimo per affiatamento e zelo della compagnia.

Alla replica, il 25, la Vecla ebbe bisogno di riposare, e venne degnamente sostituita da Annetta Peretti, molto "gustata" e applaudita. L'ultima serata la Vecla promise al pubblico che sarebbe ritornata.