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Saturday, August 18, 2012

Il Canovaccio, Roma

Speranza

E’ scritto nell’arte.“Maktub" significa "Così è scritto”.

Per gli Arabi rappresenta il destino ma anche l’importanza di un segno tracciato su carta.

Per festeggiare il 32° anno di attività la galleria “Il Canovaccio” sceglie un titolo provocatorio per proporre una collettiva che celebri tanti anni di incontri, tutti avvenuti nel segno dell’arte.

Una mostra eterogenea che vuole ancora una volta proporre artisti diversi: da quelli di fama internazionale ai giovani esordienti. Stili e anime che dialogano tra loro con un sol fine: tracciare un segno che “incontri” il destino.

Un destino che Mara Albonetti, direttrice artistica, ha saputo “domare” nel tempo con grande determinazione.

Infatti nella storica galleria del Canovaccio, il mitico Studio di Antonio Canova, sono entrati giovani talenti come le grandi firme dell’arte.

Negli anni la galleria è stato un luogo dove arte, stile, passione, creatività si incontravano e dove i personaggi importanti dell’epoca lasciavano le loro testimonianze contribuendo a cambiare profondamente i linguaggi artistici del tempo. Ma trovare “l’X factor” nei giovani è sempre stata la passione di Mara Albonetti che da sempre scopre e promuove con intuizione e coraggio straordinari sconosciuti i cui lavori ora sono entrati a pieno titolo nel mondo dell’arte.

La mostra allestita ora a Roma, nasce con l’intento di proporre 32 artisti (uno per ogni anno di attività) , assai differenti tra loro per modalità espressive e scelte tematiche, ma riuniti in una collettiva, in grado di raccontare, per immagini, la lunga storia di un luogo (che dal 1781 quando Canova iniziò a lavorare qui), è sempre stata una Art Factory.
Una fabbrica di idee, una fucina di talenti.

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