Impegnativo è il gruppo di "TESEO ED IL CENTAURO" di Canova. Ideato per una piazza di MILANO, rimase incompiuto nello studio di CANOVA e solo nel 1819 fue sclopto in marmo.
Anche nel 1805, quando la composizione balenò alla mente dell'artista, l'ispirazione derivava dagli ideali antiche greco-romani -- 'classici'.
Il ritmo che lega reciprocamente le figure riprende motivi di metope del Partenone.
Ma c'è anche il ricordo di gruppi ellenistici famosi.
Tipica, nella testa del centauro, la somiglianza con Laocoonte.
Completandolo nel 1819, Canova lisciò anche più di quanto non avrebbe fatto antecedentemente la materia, preoccupandosi di dare elasticità alle due figure.
La aspirazione di Canova ad "imitare la bella natura" lo spinse fino a far trarre da un cavalllo morente un calco, conservato a Ravenna.
Forse qui Canova è veramente sincero.
Il symplegma ha tutti i crismi neoclassici e per questeo no fu soddisfatto.
Benchè ispirata dal mondo "antico" (romano antico -- greco-romano antico) è una delle meno noiose perchè Canova non tenta di celare la derivazione, ma anzi quasi la OSTENTA, riuscendo quindi simpatico se non altro per la sincerità.


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