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Monday, December 2, 2024

GRICE ED AURELJ

 L\'arte della Memoria - Manuale di mnemonica compilato secondo il sistema Aurelj Chapter 6: - IV. - SISTEMA AURELJ GIUDICATO DA AUTOREVOLI COMMISSIONI   - IV. - SISTEMA AURELJ GIUDICATO DA AUTOREVOLI COMMISSIONI    Della facile efficacia del nuovo sistema mnemonico stato concretato dal professore Tito Aurelj, se ne ha una splendida conferma non solo dagli elogi che l'egregio autore ha ricevuto da uomini illustri d'Italia e da moltissimi giornali, ma ancora e    più specialmente da molteplici, famose e prodigiose prove della memoria artificiale date da parecchi suoi alunni in occasione di pubblici esami.    Un primo saggio della scuola pubblica dell'arte di ricordare, aperta in Roma sotto il patrocinio del Municipio, fu dato il 24 giugno 1874 da uomini e fanciulli, da signore e bambine, innanzi a un pubblico numerosissimo e plaudente.    La Commissione esaminatrice composta dagli illustri uomini comm. Cesare Correnti ex ministro della pubblica istruzione, commendatore Marco Tabarrini senatore del Regno e consigliere di Stato, comm. B. Pignetti capo dell' ufficio d'istruzione nel Municipio di Roma, fece, una lunga e ragionata relazione sui grandi risultati di questo saggio dovuti alla prodigiosa efficacia delle regole mnemoniche ideate ed insegnate dal prof. Aurelj, e, riconosciuto come: “agli studi dell'arte di ricordare basti consacrare brevissimo tempo perché se ne raccolga abbondantissimo frutto”, finiva con questa conclusione:    “L'altra cosa che importa accennare perché questo pubblico saggio non resti senza qualche buon effetto, ne pare questa; che gioverebbe in qualche scuola iniziare alcuni giovanetti di vario ingegno alle regole dell' arte di ricordare, e poi tener dietro ai loro progressi negli studii, e al loro modo di giovarsi delle regole apprese per tesoreggiare le cognizioni, e all' influenza che questa nuova ginnastica intellettuale sarebbe per avere sullo sviluppo dei loro ingegni, imperocchè sarebbe, a c parer nostro, scarso il compenso alle diligentissime fatiche del prof. Aurelj, quando delle innovazioni e dei perfezionamenti da lui recati all'arte mnemonica non si traesse generalmente profitto nelle scuole e nei diversi studii.    Or si vedrà come a questo voto abbia risposto il prof. Aurelj. Il 23 e 24 giugno 1876 ebbe luogo, pure in Roma, un secondo    e maggior saggio mnemonico dato dagli alunni della scuola che era stata aperta il 13 marzo dello stesso anno per i maestri e le maestre municipali di Roma, con determinazione del Ministero della pubblica istruzione del 16 dicembre 1875. A questo saggio vennero assegnati dal Governo dieci premi di cinquanta lire l'uno.    La Commissione esaminatrice si componeva come segue:    La splendida relazione di questo saggio che predetta Commissione ha estesamente ed accuratamente redatta, merita tutta l'attenzione di coloro che si occupano dell'insegnamento, perché costituisce il più grande documento storico dell'arte di ricordare.    Di tale relazione diamo le seguenti testuali conclusioni che la Commissione ha approvato a parere unanime:    - 1. I voti espressi dalla Commissione che presiedette al saggio del 1874 sono stati appieno compiuti e i suoi consigli seguiti.    - 2. Ad apprendere l'arte di ricordare, quale è dal prof. Aurelj insegnata, basta assai breve tempo — non vi sono difficoltà — non occorrono speciali disposizioni dell'ingegno — non vi sono notabili differenze a fare rispetto all' età, ma i giovanetti l'apprendono più agevolmente degli uomini giunti alla virile età, e questi più agevolmente degli attempati.    - 3. La memoria artificiale che si acquista con questo studio è immensamente più duratura della memoria naturale, perché fondata sull'associazione delle idee e su associazioni divenute famigliari a chi ha studiato l'arte, facili a farsi, facili a richiamarsi.    - 4. La utilità dell'arte mnemonica è tanto più grande in quanto per essa si ricordano senza fatica mentale quelle cognizioni che anche alle memorie più poderose, riescono difficili a ritenere perché non legate fra di loro dal vincolo del ragiona• mento, come sono le date e le cifre in genere.    - 5. II dubbio di taluni che la memoria artificiale nuoccia all' educazione dell' ingegno, facendo apprendere e ritenere le cognizioni senza che la riflessione vi abbia parte, non ha più ragione di essere quando si consideri: — che anzitutto, anche nell'apprendere e nel ritenere per virtù dell'arte si esercita la riflessione, dovendosi trovare un'idea con cui la cognizione da apprendere e da ritenere in qualche modo si leghi: — che l'arte mnemonica non pretende di sostituirsi alla memoria naturale, né di ricordare quelle cognizioni che la mente può da sé agevolmente ritenere; essa vuole aggiungersi, non sostituirsi, aiutare, non creare o distruggere: se la memoria naturale e la cognizione che voi avete della geografia patria fanno che voi sappiate ricordare benissimo, senz'aiuto dell'arte, la superficie, la popolazione assoluta e relativa dell'Italia, e la popolazione non di xo ma di zoo città: se voi senza bisogno dell'arte, ricordate la nascita e la morte di Dante, di Colombo, di Galle°, ecc., tanto meglio per voi, ma non disdegnerete l'aiuto dell'arte quando vi occorra di ricordare la nascita e la morte di cent'altri uomini illustri, su ciascuno dei quali la vostra mente non si può tanto fermare come su quei grandissimi.    Noi faremo anzi a questo riguardo una chiara distinzione fra quelle date e quelle cifre in genere, le quali rappresentano cognizioni che diremo sostanziali, cardinali, e quelle, pur sempre necessarie od almeno utili, ma di minore rilievo; rispetto alle prime diciamo che la memoria naturale e la intensità della riflessione fattavi sopra debbono bastare a darne la ricordanza, e l'arte non deve altro fare che confermarle, porgere un aiuto a ritenerle più saldamente, più lungamente e più esattamente; alla seconda invece la memoria naturale non basta, e che la riflessione ci si fermi molto non è possibile, né desiderabile; a queste dunque deve provvedere esclusivamente l'arte.    Aggiungiamo che ginnastica intellettuale utilissima ai giovani pare a noi quella per cui lo studioso possa tratto tratto porre a riscontro la notizia ritenuta per virtù di memoria naturale e di riflessione, con quella ritenuta per la via dell'arte.    - 6. Fatta questa distinzione, per la quale non è possibile stabilire regole generali, dipendendo la maggiore o minore importanza delle nozioni dal grado ch'esse tengono nella scienza di cui sono parte, la Commissione crede che l'arte mnemonica torni utilissima ai docenti ed agl' imparanti, e possa agli uni ed agli altri risparmiare tempo e fatica, se le sue applicazioni siano fatte con ordine e temperanza ed alle sole nozioni più necessarie ed utili.    - 7. Mirabile veramente e di non contestabile vantaggio è la facilità che mercè l'arte mnemonica si acquista di ricordare e ripetere in perfetto ordine le parti più rilevanti di un libro di qualsivoglia mole, o di un discorso dei più lunghi.    - 8. Perciò la Commissione fa voti che questo utile sussidio all' insegnare, all' apprendere ed al ritenere, venga introdotto nelle scuole italiane e particolarmente nelle primarie e in quelle di medio grado, specialmente per lo studio delle nozioni di storia e geografia, e crede che gioverebbe anzitutto introdurre 1' insegnamento dell'arte mnemonica nelle Scuole normali e dar facoltà ai maestri ed alle maestre già dichiarati idonei, di valersene nelle classi loro affidate, considerando che trattasi per gli alunni non già di una materia di studio che si aggiunga, ma di un sussidio che loro si porge, perché le altre materie più agevolmente apprendano e ricordino.    - 9. Al prof. Tito Aurelj si deve riconoscere il merito di avere con uno studio paziente di più che quattro lustri, condotta l'arte mnemonica a tale semplicità e perfezione e fondatala su basi cotanto razionali, da renderla applicabile agli studi della gioventù, ed è giusto che le sue fatiche abbiano premio nella gratitudine dei suoi concittadini, e nell'incarico che dovrebbe commettergli il Ministero della pubblica istruzione d'insegnare l'arte sua nelle pubbliche scuole e di educare i maestri nell'arte sua stessa, alla quale disposizione non dovrebbe fare impedimento il pensiero di aggiungere una materia di più, ma dovrebbe dare coraggio la sicurezza di porgere un aiuto onde più agevolmente si apprendano le altre.    “Firmati: ACHILLE MAURI - CAMILLO TROMBETTA — LUIGI PIANCIANI - MARCUCCI — B. PIGNETTI — S. DELOGU”    “Roma, 31 luglio 1876.”    Dopo questo decisivo e solenne giudizio di così autorevole Commissione, non è più possibile mettere in dubbio la immensa efficacia di quest'arte di ricordare, la quale ha ormai acquistato il diritto di prendere un posto distinto fra tutte le altre nobili arti.    E questa verità di Niccolò Tornmaseo: “Insegnisi a tutti stenografia; un'arte è un'arme di più deve essere con più forte ragione applicata all'arte mnemonica, in quanto che è dessa considerata dallo stesso Tommaseo la vera stenografia della mente, oltrechè essere della mente una utile ginnastica.    Se la ginnastica fisica è considerata come mezzo principale di una sana e maschia educazione, ed è la vera applicazione del mens sana in corpore sano, la ginnastica intellettiva è a sua volta un potente mezzo per accrescere, rafforzare e sviluppare la memoria, rendendo la mente meglio atta al meditare ed al riflettere, e noi sappiamo che l'abitudine della riflessione è un gran mezzo di studio efficace e quindi giova fare ogni sforzo per acquistarla.

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