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Sunday, October 18, 2015

LA GROTTA DELLA SIBILLA

Speranza

Grotta della Sibilla
Ingresso della Grotta della Sibilla
Ingresso della Grotta della Sibilla
StatoItalia Italia
RegioneMarche Marche
ProvinceAscoli Piceno Ascoli Piceno
Altri nomiGrotta delle fate
Coordinate42°32′24″N 13°09′15.48″E
Mappa di localizzazione: Italia
Grotta della Sibilla
Grotta della Sibilla
La grotta della Sibilla, detta anche grotta delle Fate, da non confondersi con l'omonima grotta sita nel finalese, è una caverna ricavata nella roccia e raggiungibile solo a piedi.

Si trova a 2150 m s.l.m., nei pressi della vetta del monte Sibilla che appartiene alla catena dei Monti Sibillini raggiungibile dal territorio dei comuni di Montemonaco e Arquata del Tronto.
« là, sovra i gioghi dell'Appennin selvaggio,
fra l'erte rupi una caverna appar:
vegliano le sirene quel faraggio,
fremono i canti e fanno delirar. »
     --------------------------------- Giulio Aristide Sartorio, Sibilla, 1922.
La grotta deve il suo nome alla leggenda della Sibilla Appenninica, secondo la quale essa non era altro che il punto d'accesso al regno sotterraneo della regina Sibilla.

Andrea da Barberino, con il suo romanzo cavalleresco Il Guerrin Meschino, contribuì alla divulgazione della leggenda.

Ci racconta la storia di un cavaliere errante che si recò dalla Sibilla per ritrovare i suoi genitori.

Per un anno, soggiornò nella grotta e resistette, con tutte le proprie forze, alle tentazioni invocando il nome di Gesù Nazareno.


Disegno di Antoine de La Sale dal Paradis de la Reine Sybille 1420









Numerosi filologi ritengono anche che quella della Sibilla Appenninica sia stata la fonte principale di un'altra celebre leggenda, quella tedesca del Tannhäuser, la quale in effetti presenta innumerevoli analogie con la storia del Guerin Meschino.
Il complesso ipogeo viene descritto, sulla scorta dei racconti popolari raccolti sul posto, per la prima volta nel 1420, dal francese Antoine de La Sale che si reca alla grotta su ordine della Duchessa Agnese di Borgogna.

Egli però a causa delle frane già avvenute nell'alto medioevo all'interno della grotta, può disegnarne (con rara precisione) soltanto la pianta topografica del vestibolo dell'antro ancora conservato intatto. Questo importante documento è conservato nella Biblioteca nazionale di Parigi.

Si tratta di un ampio spazio circolare, con dei sedili di pietra scavati tutt'intorno nella roccia "intalieux tout entour".
Una più recente e senz'altro affidabile descrizione, la quale tuttavia non si discosta di molto da quella del de La Sale, è fornita a metà XX secolo dal Lippi-Boncambi: lo studioso fu uno degli ultimi visitatori della grotta prima che l'ingresso crollasse definitivamente a seguito di un utilizzo scellerato di esplosivi che, invece di contribuire ad aprirla ulteriormente, ne causò la chiusura forse definitiva.

Nel 69 d.C. la prima notizia si ha con Svetonio quando dice che Vitellio "celebrò una sacra veglia sui gioghi dell'Appennino".
Nel 268 d.C. Trebellio Pollione in "Scriptores Historiae Augustae" racconta che Claudio II il Gotico si affidò in quell'anno ai responsi dell'oracolo della Sibilla Appenninica.
1320-1340 frane all'interno della grotta causate anche dal terremoto del 1328 e chiusura dell'antro per azioni politico-religiose messe in luce dallo storico Falzetti (lotte fra guelfi e ghibellini di Umbria e Marche, fra eretici e domenicani; bolle ed editti della Chiesa per contrastare le eresie di templarialchimisti, spirituali, cataripatarini ecc. che avevano trovato rifugio nelle terre della Sibilla). Alla data del 1338 si fa risalire la visita del cavaliere tedesco Her Hans Van Bamborg come dichiara Antoine de La Sale nel suo Paradiso della Regina Sibilla (diario autoptico).
1420-1450 Antonio della Sale visita in due tempi successivi la grotta, riportando nel suo diario, dedicato alla duchessa Agnese di Bourbon-Bourgogne che lo aveva inviato nelle terre della Sibilla, la descrizione minuziosa della morfologia dei luoghi e del vestibolo della grotta.
Nel 1452 in una pergamena (N°40) ritrovata nell'Archivio storico del Comune di Monte Monaco è stigmatizzata la frequentazione di Monte Monaco, del lago della Sibilla (così chiamato nella sentenza dal giudice della Marca Anconitana) e della grotta sibillina da parte di cavalieri che arrivavano dalla Spagna e dal Regno di Napoli per praticare l'Alchimia e consacrare libri magici "ad lacum Sibyllae" (di lì a poco diventerà Lago di Pilato). Viene scomunicata e poi assolta in un processo tutta la popolazione e le autorità del Comune di Montemonaco per aver aiutato i cavalieri stranieri a raggiungere il lago della Sibilla e la grotta.
Nel 1578 Emblematica data incisa sulla roccia vicino al vestibolo crollato e ancor oggi visibile. La data che si legge senza troppe difficoltà ancor oggi è 1378, ma in realtà è una trasformazione fatta nel XVII-XVIII sec. del cinque, scritto in cifra araba, in tre. Con la trasformazione operata qualcuno ha voluto probabilmente collegarla alla data di nascita (1378) del mitico Christian Rosenkreuz, ad indicare, come è stato ipotizzato anche recentemente, la presenza dei Rosa Croce nelle terre della Sibilla e il loro ideale collegamento con la mitica grotta. Rose+croci scolpite su architravi di finestre e portali in pietra, si trovano riprodotte fino a tutto il XVII sec. in numerose frazioni di tutta la cintura sibillina.
1610-1612 - Martino Bonfini affresca nel santuario della Madonna dell'Ambro, un ciclo di dodici Sibille fra cui una Chimica o Alchemica.
1870 - Esplorazione speleologica alla grotta della Sibilla, senza significativi esiti, dei fratelli nursini Caponecchi, detti i Vezzanesi.
1885 - G.B. Miliani, precursore della moderna speleologia, esplora il vestibolo della grotta e il piano di campagna circostante al fine di trovare l'ingresso oltre il vestibolo.
1889 - In occasione del XXI Congresso degli Alpinisti Italiani, tenutosi ad Ascoli Piceno, la sezione picena del Club Alpino Italiano effettua lavori di manutenzione e ripulitura della grotta; il 3 settembre alla presenza di numerosi congressisti saliti alla vetta della Sibilla, viene scoperta un targa commemorativa dell'evento dettata dall'ing. Vermiglio Vermigli. La lapide rimane visibile in loco fino alla fine degli anni quaranta del secolo scorso.
1897 - È la volta degli intellettuali Pio Rajna e Gaston Paris, che risalgono più volte alla grotta. Incontrano più volte gli amministratori marchigiani per sensibilizzarli al recupero della grotta.
1920 - Una spedizione all'ingresso della grotta, guidata dallo storico Falzetti, crede di individuare una prosecuzione oltre il vestibolo della grotta. Gente del posto, sulla scorta della notizia, che aveva fatto un certo scalpore, tenta maldestramente di penetrare nella grotta producendo solo danni.
1926 - Il dott. Moretti, Soprindentente Archeologico delle Marche fornisce i primi dati tecnico-scientifici sulle condizioni in cui versa la grotta dichiarando che "La cavità, che attraverso una singolare fenditura aperta tra i filoni obliqui di roccia non ha più di otto metri di lunghezza, quattro di larghezza e tre di altezza, non ha più accesso alle sale o agli ambulacri o alle voragini interne. Vuoto è rimasto solo il vestibolo da cui un foro lascia supporre che siano esistite o ancora esistono, se non le aule che la leggenda aveva mutuate nel Paradiso della regina Sibilla almeno altre cavità a cui la presente sia di vestibolo."
1929-1930 - Il filologo belga Fernand Desonay si reca alla grotta. Nello stesso tempo anche il Falsetti tenta una nuova spedizione senza esito.
1946 - Il poeta e scrittore Tullio Colsalvatico, si cimenta, senza aiuti, in una esplorazione subito fermata dalla Soprintendenza per il timore che usi dell'esplosivo per penetrare all'interno della grotta. Contemporaneamente il geologo Lippi Boncampi in uno studio sul carsismo nei monti Sibillini, elabora la prima relazione ufficiale sullo sviluppo ipogeo della grotta della Sibilla corredandola con elaborati tecnici (topografie, sezioni, planimetrie).
1952 - Con l'intento di valorizzare turisticamente il territorio il generale Emidio Santanché, rabdomante e presidente dell'Ente del Turismo di Ascoli Piceno, risale alla grotta sperando d'individuare (senza alcun esito) l'ingresso oltre il vestibolo della grotta.
1953 - Con larghezza di mezzi (braccia umane) il soprintendente ai beni archeologici Annibali s'impegna in un tentativo sistematico di scavo. Ma senza supporti tecnicamente adeguati aggiunge danno al danno.
1953-1968 - È in questo lasso di tempo che crolla definitivamente il vestibolo della grotta e vengono trafugate le ultime targhe di pietra, incise con strane iscrizioni, ancora collocate all'ingresso del vestibolo.
1968 - È l'anno della prima campagna di studi fatta con moderne apparecchiature, per rilevamenti geoelettrici, condotta dal geologo pesarese Odescalchi incaricato dall'Ente del Turismo di Ascoli Piceno. L'Odescalchi riesce a cogliere alcune anomalie probabilmente riferibili all'esistenza di un cunicolo oltre il vestibolo della grotta.
1983-1984 - Giuseppe Antonini del Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona, è incaricato dalla Regione Marche di ricercare il cunicolo discendente oltre il vestibolo, segnalato dall'Odescalchi, attraverso indagini, sia sul piano di campagna oltre la cosiddetta Corona che circonda la sommità di monte Sibilla e ricomprende la grotta sia esplorando la Corona stessa. Purtroppo il tempo inclemente e la precarietà delle condizioni in cui lavoravano, obbligarono il Gruppo Speleologico Marchigiano a rinunciare all'impresa.
1997-2000 - Il Progetto culturale "Elissa" di Montemonaco coordinato dalla dottoressa Anna Maria Piscitelli e presieduto dal Prof. Paolo Aldo Rossi dell'Università di Genova, dà il via a un progetto scientifico sulla Sibilla Appenninica e la sua grotta.

Nel 1998-99-2000 vengono realizzati tre Convegni e diverse Tavole Rotonde (con la fattiva partecipazione del Prof Gino Troli Assessore alla Cultura della Regione Marche), a cui partecipano studiosi di fama nazionale e internazionale, per raccogliere in un corpus sia i dati storici, letterari e antropologici del mito, sia quelli scientifici delle indagini fin qui condotte alla grotta e con lo scopo ulteriore di promuovere indagini geologiche e geofisiche che confermino l'esistenza del complesso ipogeo della grotta.

2000- In Autunno il Comitato Promotore "Grotta della Sibilla appenninica", col patrocinio della Soprintendenza Archeologica delle Marche (rappresentata in loco dalla dottoressa Nora Lucentini responsabile per la Provincia Picena), con l'attiva partecipazione del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Camerino rappresentato dal prof. Gilberto Pambianchi e coadiuvato dal dott. Angelo Beano, col finanziamento dei soci e della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, promuove le indagini geologiche e geofisiche al sito "Grotta della Sibilla". La relazione scientifica elaborata dal prof. Pambianchi e dal dott. Beano è conservata agli atti del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Camerino.

Dagli esiti delle prospezioni georadar si conferma l'esistenza di un vasto complesso ipogeo alla profondità di 15 metri sotto il piano di campagna, fatto di cunicoli labirintici e notevoli cavità della lunghezza di circa 150 m. La sintesi degli studi è pubblicata negli atti del Convegno (organizzato dal Progetto Elissa) "Sibilla Sciamana della montagna e la grotta appenninica". La successiva fase d'indagine, che avrebbe previsto il carotaggio non invasivo nei punti ritenuti più significativi del piano di campagna prospiciente il vestibolo crollato, fu interrotta.

Bibliografia:


Augusto Vittori, Monte Monaco nel Regno della Sibilla Appenninica, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1938


Antonio della Sale, Il Paradiso della Regina Sibilla, Millefiorini, Norcia, 1963.


Luigi Paulucci, La Sibilla Appenninica, Leo Olschki, Firenze, 1967


Joice Lussu, Il libro perogno, Il lavoro editoriale, Ancona, 1982

Giuseppe Santarelli, Le leggende dei Monti Sibillini, Montefortino, 1988

AA.VV., Sibilla Appenninica - I volti di pietra della Matriarchia, Progetto Elissa, Montemonaco, 1997

Sibille e linguaggi oracolari a cura di Ileana Chirassi Colombo e Tullio Seppilli, Atti del Convegno-Università degli studi di Macerata, Istituti Editoriali e Poligrafici internazionali, Pisa-Roma, 1998

Mons. Giuseppe Ghilarducci, Sulle tracce della Sibilla - Un documento del XV sec., Progetto Elissa, Montemonaco, 1998

Le terre della Sibilla Appenninica, Antico crocevia di idee scienze e cultura, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 6-9 novembre 1998, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, 1999

Anna Maria Piscitelli, Antoine De La Sale - Viaggio nei misteri della Sibilla, Montemonaco (AP), Progetto Elissa, 1999

Errante Erotica, Eretica, l'icona Sibillina fra Cecco d'Ascoli e Osvaldo Licini, Atti del Convegno di Ascoli Piceno-Montemonaco 29-31 ottobre 1999, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa, 2000

Sibilla Sciamana della montagna e la Grotta Appenninica, Atti del Convegno di Amandola-Camerino 2-3 dicembre 2000, a cura del Progetto Elissa, Progetto Elissa 2001

Cesare Catà, Il retroterra “celtico” di Andrea da Barberino. Significati storico-filosofici del mitema dell’incontro tra il Cavaliere e la Fata-Sibilla, in S. Papetti (a cura di), Atti del Convegno “Corrado Giaquinto tra Fortunato Duranti e la Sibilla”, Montefortino, 2010, pp. 63–81.

Maria Luciana Buseghin, L'ultima sibilla. Antiche divinazioni, viaggiatori curiosi e memorie folcloriche nell'Appenino umbro-marchigiano, Carsa Edizioni, Pescara, 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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