, Prof. ENRICO MORSELLI Direttore della Clinica delle malattie nervose o mentali nella Università di Genova PSICOLOGIA <. i SPIRITISMO,, Impressioni e note critiche sui fenomeni medianici di Ensapia Paladino TOMO PRIMO con VII tavole e 21 figure Apri alla Verità, che viene , il petto. Dante Amohiku . f\T»/ TORINO FRATELLI BOCCA, EDITORI MILANO - ROMA 1908 I Proprietà Letteraria Torino - Vincknio Bona, Tipografo .lolle LL. MM. e dei KB. Principi (10466,. PREFAZIONE « Lo studio accurato e serio dei fenomen i di trance e degli stati medianici, è una delle necessità più urgenti della Psicologia » . \V. James. Quest’opera non è nè vuol essere, almeno nelle in¬ tenzioni dell’Autore, un trattato didascalico della ma¬ teria di cui porta il titolo in fronte; e neanche una monografia completa sul soggetto, di cui indica ^ i 1 nome nel sottotitolo, cioè sul medium Eusapia Pa¬ ladino. . . Per svolgere a fondo il vastissimo ed intralciatis¬ simo argomento dello “ Spiritismo ,, non avrei an¬ cora l’esperienza e l’autorità elio si richiedono, io lo studio da anni, ma appena posso dire d'aver varcato le soglie del tempio. Colui che ha scritto il libro più stimato sullo spiritismo contemporaneo, Alessandro Aksakoff, ci ha messo trent’auni ; ma neppur ci ha data un'esposizione intera o sistematica dei latti e ddle dottrine! E quegli che ha raccolto il materiale piu copioso sulla psicologia supernormale, Federico Myers, ci lia messo tutta la vita; ma neppure la sua grande opera postuma esaurisce la tesi e risponde alla antitesi. VI PREFAZIONE Questi esempi hanno fin qui dimostrato agli stu¬ diosi e cultori di Metapsichica che su un terreno così incerto o scottante bisogna procedere con prudenza, e li hanno distolti dal sodisfare al desiderio espresso da C’aklo Rum et, che s’augurava la comparsa di un trattato organico della materia. Mi dovrei perciò trat¬ tenere anch’io dal dare oggi alla luce il presente libro; e in verità per oltre cinque anni me ne sono trattenuto. Perocché esso è scritto da un pezzo nelle sue parti sostanziali, ma è rimasto in un cassetto del mio scrittoio per due ragioni principali: prima, perché reputai inopportuno lanciarlo in mezzo alle burrascose dispute che erano scoppiate all’epoca delle prime mie investigazioni nel campo della medianità; poi. perché colTallontanarmi dalle cose stupefacenti che io avevo vedute, crescevano i dubbi: e nell’esitaxe giu¬ dicai necessario che le mie opinioni fossero consoli¬ date da nuove esperienze. La conferma é venuta nello scorso inverno, ed io, rompendo l’attesa, pub¬ blico il libro. Ma, certo, se lo avessi dato fuori allora (nel 1902), avrei precorso molti che passano per in¬ novatori in questo campo di ricerche, e non incorrerei nel rischio di sentirmi dire: u troppo tardi! „. Al punto cui siamo adesso e col profluvio di scritti in prò’ ed in contro della Eusapia Paladino, é diffi¬ cile che si trovino nella mia opera cose non vedute e non giudicate da altri osservatori, sia perchè mi hanno preceduto nelle stampe parecchi di coloro in¬ sieme ai quali io ho studiato la medium (prof. E. Pobko, L. A. Vassallo, E. Sozzano, dott, E. Venzano, Luigi Bakzini), sia perchè costei, dopo quei nostri studi e anzi in conseguenza di essi, è divenuta meno restia alle indagini scientifiche d’ordine fìsico e fisiologico, e qualche studioso ha forse potuto a quest’ora por¬ tarle più avanti di me. Ben più difficile è poi che i competenti in psichismo PREFAZIONE VII e spiritismo rinvengano, qua entro, idee nuove e pe¬ regrine: oramai tutte le spiegazioni possibili o vero¬ simili dei fenomeni sono state avanzate, e anc ìe il gran pubblico le conosce, almeno di nome. fi mio scopo è limitato. L’opera, divisa per neces¬ sità di formato, in due tomi, si compone di tre parti. La prima è un conciso e rapido sguardo ai problemi generali dello spiritismo e della mediamta. La se¬ conda, assai più estesa, consta delle A ote e degli p- punti critici che io, volta per volta, ho scritto, assi¬ stendo dal 1901 al 1907 a oltre trenta sedute della Paladino. La terza, pur essa breve, presenta a mo di epilogo la sintesi dei fenomeni osservati e delle ra¬ gioni per cui non ne accetto ancora la spiegazione spiritistica. Non è improbabile che quest ultima parte diventi, col tempo, il nucleo di altro libro rivolto a esporre e a discutere i fondamenti, i metodi e le dot¬ trine della Metapsichica. . .. Sia dunque ben inteso fra me e il lettore che il contenuto principale e le conclusioni del presente la¬ voro si riferiscono solo ai fatti che io ho veduto e studiato. Forse le mie analisi e deduzioni psicolo¬ giche potrebbero facilmente applicarsi ad altri molti fatti consimili, che figurano fra il materiale di prova dello Spiritismo; ma la cerchia di questo è assai piu ampia di quella nella quale, per ora, io mi muovo e volontariamente mi chiudo. Del resto, quando nello scrivere se n’è offerta l’occasione, non mi sono impe¬ dito dall’ operare ravvicinamenti, paragoni e persili digressioni, delle quali però ogni studioso saprà scor¬ gere il filo connessivo e le conseguenze. ^ L’opera, constando in massima di osservazioni e di riflessioni buttate giù in fretta allusene da ogni se¬ duta. ha un solo pregio agli occhi del suo Autore : questi l’ha, per così dire, vissuta, giacche sostanzial¬ mente essa è la storia di una convinzione e di una Vili prefazione opinione, che furono acquistate prova per prova e giorno per giorno. Ma io non mi illudo sull acco¬ glienza che le toccherà; essa ha troppi difetti di forma e di contenuto per potere sfuggire alle critiche: tut¬ tavia, prima che gli altri me li dicanoe affinchè non mi si rinfaccino, dirò e confesserò io stesso fin dal bel principio i difetti che ci veggo e riconosco. Rispetto alla forma, l’opera è troppo lunga, none sistematica, e presenta delle ripetizioni. Ma la sua lunghezza dipende dalla quantità e qualità veramente eccezionale dei fatti cui in quella trentina di sedute ho assistito, e dalle riflessioni particolareggiate che occasionavano. Si pensi che dopo sole quattro o cinque sedute di blusa pia, altri osservatori hanno scritto vo¬ lumi di 300 e sin 500 pagine! Ad ogni modo, ho cer¬ cato di rimediarvi, ommettendo un gran numerp di appunti meno interessanti e restringendo il discorso intorno alle ultime sedute. Quanto alla mancanza di ogni sistemazione nel contesto, l'ho voluta di propo¬ sito, per mantenere al libro il suo primitivo carattere di freschezza e di schiettezza : io Ilio composto (salvo gli indispensabili ritocchi di stilo) cogli appunti ge¬ nuini che dettavo d’impulso e senza piano prestabi¬ lito a seconda di quanto era caduto sotto i miei sensi. E più che descrivere i fenomeni uno per uno, pedan¬ tescamente, ho badato a riflettere sul loro signifh ato e sul loro insieme; nè mi rileggevo mai. Cosi, data In uniformità fondamentale delle cose osservate, sono naturalmente tornato sugli stessi subietti; ma si vedrà che ritornandoci con sempre maggiore esperienza, io compio quasi ogni volta un passo in avanti, e le ti- petizioni sono più apparenti che reali. Rispetto al contenuto, i conoscitori potranno rile¬ vare nel libro lacune e qualche inesattezza storica,; ma in un campo cosi vasto e complesso non v è di¬ ligenza che salvi dalle sviste e dallo ommissioni. Però PREFAZIONE IX il difetto più grave risiede nelle contraddizioni che forse risalteranno qua e là agli occhi dei lettori. Nè io le nego: esse esistono certamente, sia tra le ma¬ niere diverse con cui descrivo alcuni fatti, sia tra i pareri che progressivamente esprimo in loro riguardo. ( 'iò nonostante le lascio tali e quali le ritrovo, dopo anni e mesi di riposo, nel manoscritto: esse sono il ritiesso sincero delle oscillazioni e fasi diverse per le quali è passato il mio animo dalla prima all ultima seduta; del che si accorgerà ben presto qualsiasi let¬ tore colto e illuminato. Mi si chiederà perchè riconoscendo tante mende nell’opera, io la pubblichi egualmente. Ecco: la pub¬ blico, perchè, quantunque redatta in grandissima parte per me, essa può servire a chi, interessandosi delle opinioni d’un alienista in argomento, vuol saperne lo sviluppo e le ragioni. Poi l’avevo annunziata, e da qualcuno ora ed è benevolmente attesa: mi pare giunto il momento di mantenere la promessa. Essa accerta la realtà di fatti, che molti contestano ancora o pon¬ gono in ridicolo; essa dimostra che un uomo di scienza può, anzi devo investigarli senza menomare il carat¬ tere scientifico dei propri lavori e anche senza abiu¬ rarci a nessuna norma del metodo positivo; essa esa¬ mina e discute, come forse non si era ancora fatto (se il sentimento di paternità non mi inganna), il de¬ terminismo intrinseco dei fenomeni medianici; essa ne prospetta alcuni lati meno oscuri e può valere di traccia per un programma di ricerche future; essa conferma i resultati di altri osservatori degnissimi di fede, eppure sospettati o accusati di soverchia inge¬ nuità; essa giunge a conclusioni cui un certo numero di essi è pure arrivato, ma le rinvigorisce con argo¬ menti non volgari; essa, infine, espone un processo mentale di convincimento graduato e, a quanto credo, ragionato, e perciò, oltre essere costituita di un ma- X prefazione terni le sostanzialmente psicologico, è, a sua volta, un’esperienza di psicologia introspettiva e di logica in azione. Però chi vorrà cercarvi una spier/azione dei fenomeni medianici che lo appaghi e, non tro¬ vandola, resterà deluso nel leggermi, voglia benevol¬ mente considerare che per ora l’argomento è appena sfiorato e che io stesso non considero esaurito il mio compito ed il mio dovere rispetto alla Verità. Certo, le conclusioni cui giungo per adesso di fronte alla questione generale, scontenteranno i miei amici “ positivisti „, non contenteranno i miei colleglli " spi¬ ritisti È la sorte di tutti coloro che assumono una posizione mediana, tra la negazione assoluta e la af¬ fermazione incondizionata. Ma io non credo di venir meno ai principi che per tanti anni ho professato: non mi sono mai preclusa la strada a modificare le mie idee, se la ricerca compiuta con metodo speri¬ mentale mi vi avesse condotto, nè intendo precluder¬ mela neanco adesso. Mi duole, si, di staccarmi pei molti riguardi da uomini d’eletto ingegno e di spe¬ ciale coltura psichicistica, coi quali ho avuto comune il campo di studio: io penso, ciò nondimeno, che il mutuo rispetto delle opinioni personali contraddi¬ stingua i veri studiosi. Alle recriminazioni, alle ironie e fors’anco alle ingiurie dei settari e dei fanatici ho l’animo preparato e ben temprato! Esprimo qui un ringraziamento ai molti amici che mi hanno stimolato a scrivere e mi hanno sor¬ retto nella redazione dell’opera. Il mio memore pen¬ siero evoca, a capo di tutti, la cara imagine di Lumi Arnaldo Vassallo, che fu un grande ed integerrimo pubblicista, un convinto ma tollerantissimo spiritista ; e mi agevolò l’occasione di queste indagini di Meta- psichica, Sono poi debitore di molte preziose contri¬ buzioni al sig. E un k sto Bozzano e al dott. Giuseppe Venzano, due fra i pochissimi psichicisti davvero PREFAZIONE XI competenti ed autorevoli in Italia. Accanto ad essi ricordo gli italiani C"e Baudi ur Vesme, direttore delle “ Annales des Sciences pst/cliii/ues ., di Parigi; A. Mar- zorati, direttore del u Luce e Ombra „ di Milano; A. Reghinj, preposto alla. u Biblioteca tilosotica „ di Firenze; V. Cavalli, da Napoli; E. Cahreras, da Roma; e i reputatissimi stranieri Carlo Richet, Oi.. Lodge, von Schrenck-Notzing, A. Le maitre, J. Jung, E. Botrac, L. Gardy, E. Anastay, ciascuno dei quali o con la parola o con doni mi ha prestato aiuto cortese. Ma in particolare sono riconoscente al distinto pittore italo-argentino, Arturo Berisso, che ha accettato di tradurre ed ha egregiamente tradotto i miei abbozzi su taluni fenomeni medianici in di¬ segni di lino gusto artistico e raffiguranti con esat¬ tezza. le vive impressioni di chi li percepisce in un ambiente di seduta. Eusapia non mi leggerà, perchè è analfabeta, ed è stato un gran bene, per gli studi compiuti sulla sua personalità eccezionale, che essa lo sia. Ma se qual¬ cheduno vorrà, o ingenuamente o per malizia o per zelo settàrio, farle sapere ciò che io penso e sciavo di lei, lo prego a volerle anche ricordare e spiegare il vecchio aforisma metodologico di Biagio Pascal: “ lì funi savoir donici' où il fa ni, assurer où il faut, se sonmettre où il foni ,,. Ed io 1 ho recato . in atto. Genova, autunno del 1907. Prof. Enrico Morselli. LA BIBLIOGRAFIA DELLO SPIRITISMO Per intraprendere con profitto lo studio dei fenomeni che vanno sotto il nome di “ spiritici „ io penso che sia neces¬ sario conoscere, almeno nelle sue produzioni F» e caratteristiche, la letteratura dello Spiritismo. Questa let teratura è quasi tutta di data recente, e ciò nonostante è oltremodo ricca: si contano a migliaia i volumi e gli jpu- scoli venuti alla luce negli ultimi sessantanni; e si contano a centinaia i periodici nati ed estinti, fioriti e vissuti per poco, o tuttodì fiorenti, che sono esclusivamente dedicati alla descrizione dei fenomeni, alla illustrazione ed alla pro¬ paganda delle dottrine spiritiche. . , Quando gli adepti di queste dottrine ammoniscono gli scet¬ tici e i critici di non accostarsi alla fenomenologia, sulla duale esse sono fondate, senza prima averne una conoscenza teorica, hanno perfettamente ragione. Nessun ramo di scienza può essere coltivato nella parte sperimentale senza un av¬ viamento preparatorio del discente nella parte teorica. Non si salta a piè pari entro nessuno dei recinti destinati al sa¬ pere positivo: e poiché lo spiritismo non e costituito solo dai fitti, ma altresì da una loro spiegazione sistematica anch’esso ha diritto che chiunque intende osservale quelli e giudicare questa, si accinga a ciò con un coiTedo suffi; ciente di nozioni preliminari tanto storiche, quanto dottr fiali È poi inutile rammentare come, trattandosi di fenomeni in massima parte di indole psichica, e che per giunta ci si presentano con caratteri di straordinarietà quasi Atr^cen^®"‘ tale o come oggi si suol dire, di supernormahta, sia neces¬ saria per bene apprezzarli, una buona coltura psicologica, tanto nel campo della psicologia normale patologica quanto in quello dei nuovi “ studi psichici , o metapsi ciuci „. XIV PSICOLOGIA E SPIRITISMO Questo volume si apre, dunque, in modo insolito: con una “ Bibliografia dello Spiritismo La quale però è un sem¬ plice elenco di ciò che presentemente forma, secondo le mie informazioni, la porzione veramente importante della copio¬ sissima, strabocchevole produzione libraria sull’argomento. In questa produzione io ho, ben si comprende, fatta una cèrnita, indicando preferibilmente le opere che a mia saputa hanno un reale valore, sia per la storia e lo sviluppo dello spiritismo, sia per l’autorità incontrastata degli autori. Quando mi ò stato possibile, ho dato tutte le indicazioni che, se¬ condo le buone norme della Bibliotecnica, mirano a prestar servizio sicuro ai ricercatori ed agli studiosi. Generalmente gli scrittori dello spiritismo, massime se sono adepti di qualcuna delle scuole dogmatiche in cui esso è diviso, si mostrano assai trascurati nelle indicazioni bi¬ bliografiche. Spesso le loro citazioni sono monche e imper¬ fetti; il piti delle volte è accennato il solo nome dell'autore o il solo titolo del libro o dell’articolo; non raramente anche questo titolo è enunciato in modo diverso, o nelle loro traduzioni, senza richiamo all’edizione originale, all’anno e al luogo di stampa, ecc. Studiando per lungo tempo questa letteratura, in massima parte costituita da opere polemiche e teoriche, non ho potuto a meno dal vedere la sua grande somiglianza con la produzione religiosa dogmatica e rituale, dove pure si trascura ogni esattezza bibliografica e si citano le opere e le idee delle autorità riconosciute senz’alcun accenno che valga a guidare lo studioso neofita nel rile¬ vamento delle fonti. Questa particolarità bibliografica (non dispiaccia il raffronto agli spiritisti) ha qualche cosa del confessionale, del mistico: vengono in mente le innumere¬ voli edizioni della Bibbia, dell 'Imitazione o del Catechismo! E in realtà, per certi seguaci dello Spiritismo o Spiritua¬ lismo moderno, questo ha o dovrebbe avere l’indole chiusa di una scuola con maestri indiscussi e allievi fanatizzati, o di una Chiesa o setta con Precursori, Messia ed Apostoli, a un dipresso come il Cristianesimo dei primi tempi, col quale disgraziatamente e a torto l’attuale movimento spiritico è stato paragonato. Io non presumo di aver fatta una scelta che possa con¬ tentare tutti. Vi sono certamente opere da ine sottaciute od onimesse, che qualcuno troverebbe degne di figurare nella bibliografia dello spiritismo, e ve ne sono forse parecchie che io vi ho inscritte e che altri giudicherebbe degne invece di LA BIBLIOGRAFIA DELLO SPIRITISMO XV oblio. Neanche pretendo che questo elenco, sebbene possa a qualcuno parere esuberante, esaurisca tutti gli aspetti dello spiritismo: io ne ho lasciato a bella posta in dispaile tutto quanto sconfina troppo verso 1 occultismo, la teosofia, ] Illuminismo od altri territori contermini. Restringendomi però ai lavori puramente o quasi esclu¬ sivamente spiritici, mi sono sfuggite senza dubbio od ho i onorato opere di qualche valore, tors’anco di valore supe¬ riore a quelle di parecchie fra le citate. E dichiaro pertanto in precedenza, a scanso di critiche assai facili, che la mia lista conterrò qualche errore: chi si è accinto una sola volta a compilare un fastidioso, eppur tanto utile indice biblio¬ grafico, saprà scusarmi le sviste e le lacune in cui even¬ tualmente io possa essere caduto. Io non mi sono occupato in generale che di libri, ossia delle pubblicazioni autonome di maggior mole: pochi opu¬ scoli, frale migliaia e migliaia venute in luce, ho indicato ; e pochissimi articoli di periodici ho prescelto, fermandomi a quelli che hanno avuta, secondo ine, importanza storica nell’osservazione e interpretazione dei fenomeni. Si troveranno divise le opere in alcune rubriche, ma anche queste divisioni vanno intese, dal benevolo lettore, più come un semplice mezzo di orientarsi nello studio dell’argomento, che come indicazione precisa della natnra intrinseca di ciascun lavoro citato. In particolar modo la distinzione tra opere dog¬ matiche e opere polemiche era ardua. Lo spiritismo ha incon¬ trato sempre, tino dai primi suoi passi, ostacoli .fierissimi, ha vissuto combattendo, ed è cresciuto polemizzando di continuo, per cui anche nei libri dei suoi Apostoli, quali fu¬ rono ad esempio Ar.. Aksakoff o Cablo Du Prkl, molto posto è assegnato alla discussione con iscapito della spontaneità dello scrittore: a mala pena si conterebbero sulle dita le opere di dogmatismo puro quali sono quelle del Dai is e dell’ Allan-Kahdeo che sono il Battista dello spiritismo americo-anglosassone ed il Mosè di quello celto-ibero-latino ! Quanto ai periodici, fra i morti aventi valore storico e i tut¬ todì esistenti, che salirebbero a centinaia, io ho scelto quelli che a giudizio dei competenti offrivano miglior carattere scien¬ tifico, o che sono indizio più sicuro e autorevole del movi¬ mento spiritico e psichico. Da ultimo, mi scagiono di un’altra facile accusa: ed è di voler far pompa di erudizione in un subietto che per essere ben conosciuto e seriamente approfondito dovrebbe, al dite XVI PSICOLOGIA K SPIRITISMO desili adepti, costituire per anni ed anni, fors’anco per tutta la vita l'unico ed esclusivo pabulum mentale d'uno studioso. Dichiaro subito che non ho letto, naturalmente, tutti i libri e periodici di cui dò i titoli, ma fra essi ne conosco m numero e di pregio tale da ritenermi sufficientemente istruito sul conto dello “ spiritismo „ e dello “ psichismo „. D’al¬ tronde, il presente libro non è un trattato organico della materia: e perciò il saggio bibliografico, raccolto di mano in mano che me lo imponevano le esigenze di scrivere le mie Noie ed impressioni sui fenomeni medianici di Eusapia Paladino , ha più il valore di una guida particolare per chi le leggerà e vi troverà citati molti nomi di autori, che non quello di una vera guida generale per lo studio completo ed esauriente dello Spiritismo. Debbo, prima di concludere, una parola sincera di ringra¬ ziamento al sig. Ernesto Bozzano di Genova, il quale con cortesia ineguagliabile ha voluto mettere a mia disposizione, non solo la sua ricca libreria privata, ciò che già sarebbe stato un segnalatissimo favore, ma anche gli ammaestramene di quella solida e vasta erudizione in materia che fa di lui incontestabilmente il più istruito e autorevole fra 1 cultori degli studi psichici in Italia. Genova, 30 giugno 1907. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO fino al giugno 1907. 1. — Per la storia dello Spiritismo: [Vedi anche § n, A, B e C]. A) in senso apologetico: Aksakofe Alex., Predvestniki Spiritizma za poslednie 250 lyet. Pietroburgo, 1895, un voi. [1 precursori dello spiritismo durante gli ultimi 260 anni]. — — VorUlufer des Spiritismus. Trad. dal russo. Leipzig, 0. Mutze, 1904. p. 384 (trad. frane. Les précurseurs dn Spi¬ ritismo, Paris, Libr. Spir.). Bachi di Vk.sme Conte Cesare, Storia dello Spiritismo. Tonno, Tìoux, Frassati e C°, 1896, due volumi di pp. 379 e 674 [L’opera diligentissima' non completata nell’edizione italiana, poiché si ferma al secolo XV111]. — — Geschirhte der Spiritismus. 'l'raduz. di 1 eilgenlinuer. Leipzig, Mutze, 1904, in tre volumi [L’opera è portata piu avanti nella edizione tedesca (III” voi., p. 386), ma non è ancora com¬ pletata]. Blanc Hvfpoi.ite, Le merreilleux dans le Jansénisme, le ma - gnétisme . le spiritismo. Paris, H. Plon, 1865. 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[Questo egregio nvvocato-fìlosofo scrisse lunga¬ mente, fra i primi in Italia, di magnetismo e spiritismo, sotto lo pseudonimo di Lisimaco Vekatti]. Phaneu E., Louis XVII et V Astrologie. Paris, Dujarric et C., 12°, 68 pag. [Sul famigerato Nauendorff, pseudo-Delfino di Francia, che è stato un precursore del moderno spiritismo]. Bossi imi Giustiniani, Le Spiritualismo dans l’Histoire. Paris, Libr. de Psych., 1899. Rouxel le Dr, llistoire et philosophie du Magnetismo. Paris, Libr. Spirite, Libr. du Magnét., 1895-6, in 2 voi. — — Le Spiritismo urani le nom. Paris. Libr. Se. psycli,, 1907. Savaoe Minot .T., Life begond Death. A Review of thè World 's Beliefs on thè subject, etc. London, Spirit. Alliance, 1902. Wahu l)r. Le Spiritismo dans Vant ignite et dans les temps mo¬ derni s. Paris, Libr. Spirite, 1885, due tomi in-18°, pp. 352 e 398. Zi no Alloro li. Gesta d'uno spirito nel Contento dei Gerolomiti in Napoli, eco., con introd. di E. 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[È opera popolare, ma (li notevole significato per la intelligenza delle credenze occultistiche odierne |. biiAUN L Experiinenteller SpirUualismus. Leipzig, 18 1 2. Bbausewkttsb Ernst, Wunder. Eia Hdbch. d. spiritischenThat- saehen and Lehren (trad. dal danese). Leipzig, Spolir, 19002 Brkvior TnoMAS, The tiro Worlds: thè naturai and thè spiritual. London, F. Pitman, in-8u, p. 461. . , . Cahaonet L. A., Sanctuaire du Spini uahsme. oh et. de l Ani e humaine et de ses rapports awcl’Utiivers d'après le somnambu- lisme et l’extase. Paris, 1850 [Delle numerose opere di questo magnetizzatore occultista, indico solo la più affine agli studi 8PgÌken]teoi'ilo, Lo Spiritismo in senso cristiano. Torino, Unione Tip.-Editrice, 1898, un voi. p. 360. [L’A. fe pseudonimo]. (■ox E W. What am I? The mechanism of Man. 2 voi., London 1873-4; IH ediz., 1876-77; TIP ediz., 1879 Dabcey Emmanuel, IT Nomine terrestre. Paris, Libr. de Sciences psych., 1904, di pag. 173. Daumbr G. Fr.. 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Volpi, c. s., Guida dei medi e degli evocatori. 1887). _ _ (Eutres posili umes , avec discours de C. Flammahion. Paris, Libr. Spirite, 1868. — — La Giiìèse, les mi facies et les prMìctions selon le Spi¬ ritismo. Paris, Libr. Spirite, 1868, varie ediz. Kitsou Abtiiur, Outlines of Spiritualism. London, Office of thè ‘ Light „ s. d., un voi. m . Lazei.t.f. H. M., Matière. force, esprit. Trad. de Montonmer. Paris, Libr. Se. psych., 1903, 16", p. 210. Leadhreater, Les aides invisibles. Paris, Soc. public. theosoph., 1902, di pag. 155 [Spiritista teosofo]. . — — Le pian astrai. Trad. de 1 augi., I1IL ediz., Paris, Collin, 1906, 18°, p. 167. . . .. Levi Eliphas, La Science des Esprits. Paris, 18/0 f [E la più. affine all’argomento nostro fra le tante opere kabbalistico- magiche di quel paranoico sfortunato che fu Alfredo Constant]. Lied Nioro, Occultismo. “ Manuali lloepli ,. Milano, Hoepli, 1905 32° [Cfr. p. 213-307]. n . Morf.au (Mad.m*), Lumière et viriti. Pref. de Forget. Paris, Libr. de Psych., 1904, un voi. in-12' di pag. 318. N. N., Au page des Esprits. ott Roman récu des mystères de l’occultisme. Préf. par Papus. Paris, G. Ficker, 1905, in-8", p. 4->8 [Sotto le apparenze di un romanzo, questo libro è una com¬ pleta esposizione delle dottrine oceulto-spiritiche]. Noeooerath Rufina, La sunne, su rialiti, sa manifestatton et philosophie. ll'édit. Paris, Libr. se. psych., 1897, con prel. di O. Flammarion, un voi. (trad. in ted. col titolo : Das Leipzig, Mutze, 1903). Nouv. édit Paris, Flammarion. 1907,]). 391. Nns Euoène, Choses de Vautre Monde. Paris, Marpon et Flam¬ marion, 1890. XXIV PSICOLOGIA E SPIRITISMO Nus Eocène, Les Grand* Mgstéres, Paris, ivi, s. d.. IV» ediz. _ _ 4 la recherche des destinées. Paris, ivi, 1891. Owen Bob Dale, The dehatable Land beticeen this World and thè next. New-York. London, 1871 (trad. in ted. col titolo: Da* streitige Land, in due volumi, di p. 725. 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[Libro di una dialettica stringente]. Capuana Luigi, Spiritismo ? Catania, N. Giannotta, 1887. xxvi PSICOLOGIA E SPIRITISMO Cavalli V., 1 punti oscuri dello Spiritismo. Note alla rinfusa- Trani, Vecchi, 1900, in-8° gr., p. 170. _ _ Spiritismo non è Satanismo. Salerno, Jovene, laUl, in-8° gr., p. 142. Coates James. Seeing thè Invisi bl e. l’ractieal Studies in psycho- metry, ... telepathy ... London, Off. * Light „, 1906. Cvuiax B., Wie idi ein Spiritualist yeioorden bin i' II ediz. ampi. Leipzig, Mutze. 1900? | L’Autore è anche un medium]. Dallas Hei.en, Objections to Spiritualism. London, Spiritualist Alliance, 1905, in-12°. _ . Damiani G., Spirito e Materia, dramma in 6 atti. Napoli, R. Acc. delle Scienze, 1860, in-4", p. 134 [Il D. è lo spiritista militante che ha scoperta e sviluppata la medianità di Eusapia Paladino]. . Delanne Gahuikl. Le Spiritisme devant la Science. Paris, Cha- muel, 1895, III" ediz., in-18“, p. 470. — — Le phénomène spirile. Thnoiynage des sor ante. V* ediz. 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Senillosa F., Concordanciu del Espiritismo con la Ciendai Buenos-Aires, M. Biedma, 1891, due voi. in-88 gr., p. 330 e 889. Smith L, Science versus Spiritualismus. Melbourne, Bruce a. Davies, 1905. Stead W., Reni Ghost Stories. London, 1897. [Interessante per l’autorità del celebre pubblicista], Tournikr V., Philosophìe du boti sens. Le Spiritarne devant la Raison, etc. Tours, cbez M"1' Tournier, 1900, un gr. voi. in-4°, p. 775, con ritr. [Contiene altri scritti polemici]. Tummolo Vincenzo, Sulle busi positive dello Spiritualismo, ov¬ vero alcune risposte, ecc. Viterbo, Donati, 1905, un gr. voi. in-88 di p. 700 con tav. [In questa opera di viva polemica sono presi di mira gli scienziati “materialisti .. Mcynert, Baillarger (?), Ilaeckel, Sergi, Morselli, Blaserna(y), Moleschott, Maudsley ecc.]. Tubiselo P., Lo Spiritismo italiano e la Scienza. Napoli, Tip. R. Università, 1897. Uluici H., Der sogennante Spiritismus. Eine irissenschaftliche Erage. Antwort auf Un. Prof. Wundt. Halle, Pfeffer, 1879. Visani-Scozzi Paolo. La medianità. Firenze, Bemporad, 1901, un voi. in-8” illustr. [Uno dei migliori libri sullo spiritismo]. Wallace Alfred Russell, The scienti/ic aspeet of thè super¬ imi arai. London, 1866 (trad. in tedesco. Leipzig. 1874). — — On Miracles and modem Spiritualism, pubb. da J. Burns. London. 1873 (numerose ediz. e traduz. ; la trad. frane. Paris, Leymarie, in-8“ gr., p. 382). [Opera di alto valore perla dottrina]. Wippbecht, Der “ Spiritualismus , vor der Forum der TJ'is* senschaft. Leipzig, 1880. XXVIII PSICOLOGIA E SPIRITISMO C) Scettici e contrarii: Arcklin Adbien, La dissociativi psychologique. ‘ Revue des qutst sdentifiques „ Bruxelles, 1901. (Estr. m un voi. Paris, B'bois Junes, Le Miracle moderne. Paris, Libr. Ollendorft, 1907, V* odi-/ 8° "f . P- xli-411. [Critica briosa, ma alquanto leggera,. Dnp Okkulte Fallen und Fallenstellen. Schunedeherg, R., umano 1907, op., 8», p. 78. [Contro le ciurmerie dei medi], Colacurcio G., Scienza o mistero ? Napoli, 1905 [Contrario in senso teologico cattolico]. _ . . Cowan Cn . Thoughts on Satamc inflttence, or Modera Spi) i- tualism considered. London, 1854. [Teologo protestante] Cuoco (le Dr.) (fila), L'Hypnotxsme scxentifique II écLt Paris, Soc d'édit. scientif., 1900, in-8° gr.. p. 612. [Cfr. PP 455^506]. Davfnpout R. B., The death blow to Sptntuahsm, New- York, 1888. [Sullo smascheramento o apostasia delle due sorelle Doxj. Davis Pii-, La fin da monde des esprit». Le spiritisme devant la raison et la Science. Paris, s. d. . „ i Dechambre [Hai.m-Thomas], Art. Spini, ente in Dici, en- cvclopéd. des Sciences médicales Paris, lobi». • p0gSA prof. rev. Giov., La chiave dello' Spiritismo. Milano, Gasa editr. Volonté, s. d. [Critica in senso cattolico]. P Gl. G. (d. C. d. G.), Lo Spiritismo. Manuale scien¬ tifico popolare. Roma, Tip. Artigianelli, 1893. [Attribuisce i tutti 8Pg1asset 3* Le Spiritisme decani la Science. Montpellier, Cou- let et F ■ Paris, Musson et C., 1 ediz. 1904, p. 392. — — L’ Occultismo hier et aujourd’hui. Le Merceilleux pre- scientifique. Montpellier, Paris, id. id., 1907 in-8* picc., p. 4, •>• Gotberlet C., Dee Spiritismi, s. Fulda e Leipzig, 1885 [Cat ^Haeckei. E., Die WeltrSthsel , 1“ ediz„ Bonn, Strauss, 1899, cfr Confer. XP-XVI*. [Di quest’opera v. anche la trad. ital. con una mia Introd. e molte Note, di cui quelle a pag. 177, 284-7. 415, concernono lo spiritismo]. . Hammond W. A., Spiritualista and allied eondttions ofnervous derannements. New-York e London. 18<6, in-8 , di P. 366 Hartmann (von) Ed., Der Sptrittsmus. Berlin, 1885 (trad. in in^l ) [È l’opuscolo che ha provocato la memorahile polemica con Aksakoff: questi ha risposto con la sua grossa opera : Amimi. Und_ ^^Die^Geisterlnjpothese des Spiritismus und seine Phan- tome. Leipzig, Friedreich, 1891, in-8“, p. 126. [Controreplica al libro polemico di Aksakoff]. .. , Hcbbelt. G. C„ Facts and fu nei, inS,nmtual,sm. Theosophy and psychical research. Cincinnati, R. Clarke, 1902, m-8 , p. 20 Hutchinson G., D reame and their meantngs. London, Longmans Green a. C., 1901, in-8°, p. 330. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XXIX Jacolliot Louis [= Philyps), La fin du Monde de* Esprit». Paris, 1867? [Svelamento elei trucchi usati dai medium spi¬ ritici: importante pel nome dell A.]. Jankt Pierre, Le Spirititene contempo ratti. Rovue philoso- phique „, tomo XXXIII, 1892, pp. 413-442. — — L’automa lisine psychologique. già cit., pp. 380-410. Jastrow, Faci and fatile in Psychology. Boston, Houghton, London, Macmillan, 1900. , Jones John, Spiritualism, thework of Demone. Liverpool, 18/1. La no Andr., Cock lane and common-sense. London, Longmans Green a. C., 1894. . . ., 1U(17 _ _ The hook of dreams and Ohosts. Ivi, ìd.» lo»/. — — Magic and Religion. Ivi, id., 1901. [In tutte le opere del celebre mitografo e folklorista si trovano accenni alle ori¬ gini ataviche e all’evoluzione della ipotesi ammo-spiriticaj. Lapponi G., Ipnotismo e Spiritismo. Studio medico-critico. Roma, Lesclée- Lefel» vre , 1906, 1 voi., trad. in ted. e m frane. [Catto¬ lico, medico dei Papi. Di quest’opera esiste una 1“ ediz.. tip. Poliglotta, 1897]. . , * Lévéqle CnABLEs. La Science de l Intnsible) études depsycho- logie et de ihéodicie. " Bibl. Philos. cont. Paris, Germer-Bailliere, 1865, in-8", p. 190. _ Li Ta’ì, le D' (pseudonimo), Le Mystère posthume. Cu usff***f médicales sur la Mori et sur la Survie. Paris, Schleicher, 1704, 12° p. 192. [Critica in senso umoristico, ma di buona legaj. Lj\min A., Spiritismus triumphatus (die wissensch aftliche L nt- Milana des Sp.). Trad. Leipzig, Mutze, 1905, op. di p; 36. Loeweneeld L., Somnambnlismus und Spiritismus, in Grenz- Fragen des Nerven- und Seelenlebens ,, I. Wiesbaden, Berg- munii, 1900, p. 5 1 . , , . , 7 4 M ir ville (M.i8 de) J. E., Pneumatolog te. Des espnts et de lem s manifestations diverses ( fhiidiques,historiques , etc.l. Paris, 1“ ediz., 1853; 11“ ediz., Krayet de Surcy, 1854, in-8° gr., di p. 4,5; JV* ediz., di p. 482; ediz. ultima in 5 voi. Paris, 18bu-64. Oldfielu Tk. (pseudon. di Samson G. W.), The Daimonion, or thè spiritual medium, its nature illustrated by thè htstory , etc. Boston. 1852, di p. 157 [11 ‘ demonio „, qui, e il principio V1 Ottolenohi Salvatore, La suggestione e le. facoltà psichiche occulte in rapporto alla pratica legale e medico-forense, Blbl. antrop. giurid. „. Torino, Frat. Bocca, 1900, gr. voi. 8 , p. ilL Parisii Edm., Ueher die Trugwahrnehmungen (ffaìluematum und Illusioni. Leipzig. Abel, 1894, 8", p. 246 [Critica protonda delle allucinazioni dei sani in veglia e delle illusioni da lrodoj. P^lin G., Les phénomhies du Spiritisme dévoiles. I ans, E. Dentu, 1865. in-6", p. 104. , . _ , Peppeu, Leidy, W kir-Mitcekll ed altri. Preliminari / Report of thè Seubert’s Commission appointed bg University of Pennsilvania. Philaiìelphia, Lippincott, 1887, in-8*, p. 159. [Il lascito Seybert XXX PSICOLOGIA E SPIRITISMO di L. 60.000 per lo studio dei fenomeni psichici fu esaurito con questa celebre relazione del tutta negativa!]. Kidglky Evans, Uours u-ith thè Gosts. Chicago, Laird-Lee, 1897, p. 302. [Risultati sfavorevoli di uno studio obiettivo]. RomNsoN W. E., Spini slate-writing and kindred phenomena, New York, London, 1899. |Le scritture dirette spiritiche su la¬ vagna dimostrate un trucco]. Kogers E.C., Philosophy of miste) ious Agente human and man¬ dane, or thè di aa mi e Lame and relations of Man. Boston. 1853, di p. 336. [Le “ spiritual manifestations , spiegate come feno¬ meni naturali]. Rolfi [Padre], Magia moderna. Mondavi, 1900. Il* ediz. (trad. frani;, par K. Méric, sulla 111"’ ediz., 1902). S. E. [Padre Savino], Il magnetismo, l’ipnotismo e lo spiri¬ tismo, onero Satana o la moderna magia, i curatori misteriosi e gli indovini. Benevento, De Martini, 1895. Schixtze Fa., I>te Grundyedanken des Spiritismus and deren Kritik. Leipzig, tìiinther, 1883. Seboi G., Animismo e Spiritismo. Torino, Fr. Bocca, 1902, op. Sioowick Hknby, Art. Spiritualism, in ‘ Encyclopaedia Bri¬ tannica .. IS édit. [Più tardi l'A. parve mutare opinione]. Sorvillo Enrico, Stadio sullo spiritismo considerato in ordine alla teologia e alle scienze speculative. Chieti, Tip. del Popolo, 1904, n p. 173. Sundiìrt.anu Laiiov, The trance and correlative phenomena. Chi¬ cago, 1868. [Attribuisce tutti i fenomeni “ odici , a suggestione]. Sdriii.eoGc Y>v.),Spiritu(disme et spiritismi’. Paris, Douniol, 1898. — — Spirites et médiums. Choses de l'autre monde. Paris, Charles Amat, 1901, in-12°, p. 534 [Contrario in senso cattolico]. Tissandiur, Pes Sciences occulte S et da Spiritisme. (‘ Bibl. Phil. contemp. „).* Paris, Gcrmcr Baillière, 1866, in-8“. p. 180. Tissor 1., L'imagination... surtout dans le domaine da mer- peilleux. Paris, Didier, 1868. \V KATKttLv and Maskklvnh 1. N„ The supernatural. London, 1891. [1 ‘ fenomeni „ spiegati con la prestidigitazione]. Wìclmann J.. Rnthilllen/en ilher d. Treiben d. Spiritisten. Ham¬ burg, 1885, con fig. [Smascheramento di medi truccatori]. — — Moderne. Il 'under. Natilrliche Erkl&rung der Geheimnisse d. Spiritisten a. Antispiritisten, eoe. Leipzig, 1877, III* ed. eon 71 fig. [Questo prestidigitatore notissimo cerea spiegare, con lo solito gherminelle della sua professione, i fenomeni spiritici]. WiritOT \V., Per ‘ Spiritismus „. Rine soyenannte trissenschaft- liche Fra te. Leipzig, Engelmann, 1879. [Polemica eon UlrieiJ. Yunu É.milr, Hypnotisme et Spiritisme. Faits positifs et faits pri!sumés. Genève Paris, 1890, iu-8“ gr., p. 174. Zerffi G. E., Spiritualism and animai magnetism. London, 1871. [Attribuisce i fenomeni ad allucinazioni d’origine ma¬ gnetica]. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XSXI j[I_ _ per la descrizione e autobiografia della medianità. [Vedi anche § II, A e B, e § V]. A) (li contenuto fideistico: A. (le général), Le Problime de VAu-de-là. Conseils des invi- * iblea, reoueillÌ8 par... Paris, Libr. se. psych., 1902. AksaKoff Alex., Un cr/s de dimatérial ieation partitile du corpi d'un m/dium. Trad. dal ted. Paris, Libr. Art. indip., 1896, con fìg. [Il medium è la D’Espéranco). Bokmann W., Dei- Scimi te Home. Eia physiopsychischer Zeut/e des Transcendenten im XIX Jahrliundert, Leipzig, Mutze, p. 100. [Studio apologetico su Home, “ il più potente dei medi „ fin qui sottoposti a ‘ prova ,]. Daii.ky Ami., Molile Fancher : an authentical statement... of thè psychologienl morrei of thè XIX Century. Brooklyn, U. S. A., 1899, di p. 362. [Panegirico di una celebre isterica, ‘ medium veg¬ gente „. del genere della notissima Mlu' Coufidon). Davis A. .Jakson, The yreat Harmonia , beiny a philosophical Retei ation of thè naturai, spiritual a. celestini Universe. Boston, Colby, 1890, 5 voi. in-8° gr„ ult. ediz. [Questa e forse la prin¬ cipale e più caratteristica opera ‘ inspirata , del celebre vi¬ sionario, profeta e precursore, del quale gli spiritisti ameri¬ cani non reincarnazionisti si proclamano discepoli]. — — The princìples of Nature, her divine Revelations and a voice of Mankind. Boston, “ Banner of Light „. P XXX\ “ ediz., in-8 ’gr., p. 786. (Trad. ted. Prinzipien der Nat-ur. Leipzig, 1869); Belarne E., Recherches sur la médiumnité. Paris, Libr. de psych., 1902, in-8*, p. 515. [Tratta specialmente dei medi psi¬ cografi]. D’Escéranck E., Shadow Land, or Light front thè other Side. London, 6. Redway, s. d. (1897), di p. 414, con fotografie di fan¬ tasmi (Trad. tram,:. : Au paga de l’ombre, Paris, Leymarie, 1899; ted.: Im Reich der Schatten, Berlin, Siegismund, 1901). [Autobio¬ grafia di questa celebre medium con materializzazioni strabi¬ lianti di spettri !J. D'Oitmu Cu., Nos Invisibles. Paris, Chacoruac, 1907, un voi. in 4", con illustr. [Opera di lusso — “ Comunicazioni di grandi spiriti „, come Lacordaire, il curato D’Ars, Maupassant, ecc., e superbe tavole a colori del rinomato acquarellista italiano Mainella, le migliori di tutta la iconografia spiritica). Farmer John 8., Ttvixt tiro World» : a narrative of thè life and worlc of William Eglinton. Londou, The psychol. Press, XXXII PSICOLOGIA E SPIRITISMO i noe AO di p. 200. con ritr. e 8 gr. tav. [Apologia entu- 188*v.„ a-ì innata con gran lusso, «li questo medium altret¬ tanto famoso per le scritture dirette, i nodi in corde anulari, le luci le apparizioni di spettri interi... quanto per la sua ca- auta finale in bugarde manovre]. ^ ^ ^ Berlh, K. SiegTsmund, 1890-97. [Opera di ‘ gran lena , per lo spiritismo •lì rivelazione, sullo stile (li Davis, Moses, eco..]. T • :« Kiufsk Rob., Stivimeli aus devi Reich der Geister. Leipzig, Mulze, IV* ediz., 1903, 8°, p. 472, con tav. [Comunicazioni e mite and other psychic phenomeva New-York, Funck a. Wagnall, 1905 [Il Funck è editore spiritista . (ìabtjv L Le mèdium llome, sa vie et son taiactère, ecc. «gaJStss.'K £»«.'”■ » <*. n- m*-** Ph. Wellhy, 1905, in-8u, p. 304. [Scelta di saggi spintici dalle -WS Karl Max, Auf den 'l'iefen dee Traumlebens. Halle, ^GaArs Fa! Contr. allo studio della psicografìa. Napoli, Pietro- u, iHQ3 od fSnl medio scrivente A. Frezza). ■ H^vIbach Lazab (Fr. von), Etne Philosophie des gesunden Menschenrerstandes. Leipzig, Mutze, s.d., P- 290. [Contiene a - tulli articoli interessanti sui fenomeni psichici supernorinali SUHn^eDrSS David (medio), Incidente in my Life. London, 1863 (TrJd. in frane, col titolo: Récilations sur ma me surna- /tirelle 1 HI* édit. Paris, Dentn-Didier, 1864, un voi., pag. 337). _ _ Lights and shadows of Spirituahsm. London l877 (Trad. in frane, col titolo : Les lumières etlesombres du Spt- aitimi istìtp nei* cura di La Luberne. I aris, lo-oj. HoSsì^ora), Daniel Dunglas Home : IJis life. and mediumship. London^Trilbner^lSSS^ ^ ^ Kegftn Patll> 1890, ^ HowrrnWATER (M.r!), Pioneers of thè Spiritual Reformation. London, 1883. [Messaggi e disegni mediumnici duna psico- grKA«ADÌA Mary (Princ.). Mot Ljuset. Stockolm. d. 1 [In svedese], — - Spiritistische Phaenomene. Leipzig, M. Spohr, • [Comunicazioni medianiche. La Pnncipessa Karadja e una fervente apostolessa suedo- turca dello spiritismo nel Nor J. Marrva/flobence, There is no death. Leipzig, Heineman Bahistier, 1892, in-18», p. 304. [OsservaMoniaccmrate della ce¬ lebre scrittrice su molti dei medi piu famosi. Nel 1894 op. e stata trad. parz. in ital. dalla cont. MamardiJ. _ _ The Spirit World. Leipzig, Tauchnitz, 1894, P- 3 • Moses Stai.nton W. lM. A. Oxon), Psychoyraphg, London, 1878 f NOTE BIBL10GBAFICHE SULLO SPIRITISMO xxxm Moses Stainton W. (M. A. Uxori), The higher aapects of Spiri- tualiam. Lomlon, 1880. — — Spiri! Teuchings , through thè mediumship of W. S. M., London, Office of ‘ Light „ 1883 (varie edizioni, fra cui la “ me- niorial , del 1898, p. 291; trad. frane.: Les enaeignements spi- ritualiates; trad. ital., Sampierdarena, 1907). — — Spirit Identità- London, Spiritualist Alliance, 1902, in-8", p. 152 (varie edizioni e traduz.). Olcott H. S., Feople front thè other World. Hartford, Conn., Ainer. Pubi. Comp., 1875, 8°, p. 492. Owen Robert, New existence of Man iipon Earth. London, 1855. [Contiene molte “ comunicazioni „ fatte al celebre socialista e filantropo dagli * spiriti Phblfs M" Stuart, Au delà dea Port.es. Trad. de l’nngl., Paris, Carrington, 1903. Piudington, On thè types of phenomenu disphtyed iti M" Thom¬ pson’ a trance. London, Soc. f. p. R., 1904. [Rapporto sulla oramai famosa Sigr‘ Thompson, pubbl. nei “ Proc. S. f. p. R. » XV111], Piti hytko fi W. v., Die Mediumsehaft der Frau E. r. Fribyt- t.-off [sua moglie], Trad. dal russo. Leipzig, O. Mutze, 1905,8°, p. 160, con fig. Reichel Wii.lt, Kreuz a. guer durch die Welt. Okkultistische Reiseerlebnisse. Leipzig, Mutze, 1906, 8°, p. xxn-214 (trad. frane.: .1 travet' s le Monde , ecc., Paris, Gittler, 1907, 12°, p. 112. [No¬ tizie sommarie su molti medi americani, massime sul Miller]. Rossi-Padroni P. e Morosi dòtti.. Alcuni saggi di medianità ipnotica. Pesaro, 1888 (trad. frane., Paris, Leymarie, 1896). Schnììtgen Paul, Die zeitgenossische Geisterseherin voti libiti. Leipzig, Mutze, 1906, p. 72. [Osservazioni su una visionaria o “ medium veggente , di Colonia]. Simokin A., Dialogues elitre de grande Esprìts et un vivant. Paris, Launaz, 1893. Sinnbtt A. P. (medio teosofico), Le monde occulte , hypnolisme transcendant ett Orient. Trad. dall’ingl. Paris, 1887 (con un rap¬ porto di Hodgson alla “ Soc. for psyeh. Re9. ,). Smf.dley Alfred, Some reminiscences on experim. Science, e CC. London, Office of “Light,, 1900. [Esperienze con M." Wood, medium ad apparizioni]. Soc. Ért riES psycb. de Ge.néve, Autour “ Des Inde a à la pia¬ néta Mare „, Bflle-Genève, Georg et Cie, 1901, di p. 222. [Critica di D. Metzger, in senso spiritico, dell’opera di Th. Flournoy]. [Stead W.], Letter fiotti Julia, or Light front thè Borderland. London, Gtant Ricliards, 1899, in-18“. p. 120. Strwbns E. W., The Watseka wonder. Chicago, 1887 [Stato ‘ meraviglioso , di doppia coscienza durato alcune settimane con apparenze spiritiche]. Tuttle HrDsoN, Arcana of Spirituali sm. A M attuai of spiritual Science and Philosophy. Manchester, * Two Worlds ,, 1900, in-8° [Scrittore medianico di valore]. Mokrki.i.i, Psicologia e spiritismo . in XXXIV PSICOLOGIA E SPIRITISMO TJnderwood Sarah, Automatic or spiri, ( ’hicaeo T. Newmann, 189o. ìn-e , p. *>*» ^ tev^Eroduzione medianica di scritture identificate (?) dÌWvS', Adklma Fr., nata cont. Wurmbranu Stadie* . after die Geistesieelt. Leipzig, 1876. [Le companva M^ de H^boldt^ le dava notizie e disegni sugli abitanti del pianeta Mercurio da appaiare con quelli del pianeta Marte visti poi dalla Smith .]. J . , IB E. W. a. M. E., A guide to medtumshtp. London, Office of ‘ Light 1906. [Buona guida per comprendere la psicoge- n8WELooN Gborgina,1 Vingt ans après... Paris, Libr. Se. «P»r- et nsych.. 1902. [Autobiografia e poesie. Comunicazioni poetiche, strambe e inverosimili, dello ‘ spirito , di Gounod .]. Woou H., Ideal suggestion through mentili Photography. Boston, T.ee-Shepard, 1899, iin voi. di p. 163. ' L Writino Lima», After her Death.-The story of a summer. London, Sampson Low a. C., 1899, di p. 180. [Messaggi di una giovine defunta, ottenuti per mezzo della PiperJ. j}) con metodo i njv’estig'a torio : Hnc C Spiritisi», hypnotism and telepalhy, a» involved in thè caTof MrsZonora Pipe,, ‘ Med -legai Journal New-York, 1900 [Critica dei * fenomeni , della famosa medium]. Boni Euicn, Der Fall Rothe. Fine kn mtnal-psychologi sche Tlntersuchuna Breslau, Schottlander, 1901, 8°, p 158, con fi„. — 1 — u.' Busse H., Geistenschriften und Drohbnefe. Munchen, K 8chiiler 1902. [Dimostrazione dei trucchi usati da certi medi, fra cui a fomigenrta Anna Rothe, la ‘ medium dai fior, e aranci , /mascherata dallo stesso ‘ occultista . Bohn!]. Fi.ouksoy prof. T., Des Indes à la planète Mars. Essai sur un cas de somnambulisme aver glossolalie. Pans-Geneve, Alena et f • i Q(io rii n 400 con 44 ficr. [Questo studio sulla Siu“lile"s„V (*1“ un JUl « i—*— » p8,t.)logio.^Bjntìc: ,ur „„ .... de tomnam/mlume. Genève 1901, un voi. di p. 160. [Appendice al precedente]. 1Goodr*ch-Frerr]. Essays in psychieal Research. London, G Rcdway 1895, p. 330. [Buone ricerche sulla criataUosoopia]. G RiZZcì V SoLolism and Psycheism. Il* ediz London, 18ol. ratudio di ‘ Emma , la famosa visionaria e profetessa]. Hodgson Richard, Observations of eertain phenomena of trance . Pr“ S f p R TUI, 1898, p. 284-582. [Primo rapporto d, un autore competente sulla celebre medium Sig^ Piper]. Htslop James E., Science and a future Life. Boston, 11. lurncr 1905 8“ un voi. p. 372. [Studio continuato per piu anni sulla psicogenesi delle comunicazioni spiritiche della celebre medi» americana signora Piper. L’A. pubblicò prima su costei un lungo NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XXXV rapporto d’oltre p. 600 nei “ Proc. of thè Soc. for psych. Research „ di Londra, 1901]. Jung Dr C. G., Zar rsychologie und Politologie sogenannter okkulter Phànomene. Leipzig, Mutze, 1902, p. 121. [Studio dili¬ gentissimo d’un medico-alienista su di una sonnambula-medium offrente molte rassomiglianze con la Elona Smith di Fi.ournoy]. Paladino Eusapia. [Per questa medium, veggasi Biblio¬ grafia speciale, raccolta nel Cap. Ili, della Parte Prima del presente libro], , Saok M.. Madame Piper et la Soditi anglo-américaine poter ìes recherches psychiques. Paris, Leymarie, 1902. 18°, p. 272. Soi.ovyokf, Su di una moderna sacerdotessa di Iside (in russo). St.-Pietroburgo, 1894 ». [Studio critico arguto sulla famosa si¬ gnora Blawatsky, medium teosofico, sbugiardata anche dalla * Soc. f. p. R- »£ Vkhball A. W. (signora), On a series of automatic Writings, London, Soc. f. psych. Res., 1906, di p. 432. (Importantissimo studio della esimia psichicista sulla scrittura automatica, pubbl. nei “Proc. S. f. p. Res. XX, 531]. IV. — Pel fluidismo e neo-dinamismo [“ animismo „] in relazione al “ magnetismo animale ». [Vedi anello § II, A e B; e 8 V]. All ara Vincenzo, Il magnetismo negli animali e nelle piante. Milano, Chiesa, 1893. Assier (d’) Ad., Revenants et fantòmes. Essai sur l’IIumanité posthume et le Spiritisme. Paris, J.-B. Baillière, 1883, 18°, p. 308. . [Importante per le idee personali dell'A. che spiega i fatti spiritici e la esistenza temporanea dei “ fantasmi „ coll’etere mesmerico]. Balfour-Stewart, Un thè conservation of Energy. “ Intera. Scient. Series ». VI, London, Kegan Paul, 1873. [Alla ediz. americana e all’italiana (Milano, Dumolard, 1875), sono ag¬ giunti saggi di Le Coste, Al. Bain, Robert, sulla : Correlazione della forza ritale e nervosa colle forze fisico-chimiche]. Balfour-Stewart et Tait, The unseen World, or Physical spe- culation on a future state. London, Macmillan, 1875 (L’ Uni ver s invisible. Trad. de Bangi. Paris, Germer Baillière, 1888). Baraduc H., La force vitale, notre corps fluidique, sa formule biométrique. Paris, 1894. — — L'&me humaine, ses mourements, ses lumières et V icona- • graphie del’ invisible fluidique. Paris, G. Carré, 1896,in-8°'gr., p.299. — — Les forces inconnues: la force vitale, in ‘ Chron. mé¬ scale „, 111, 1897, pp. 257-265. XXXVI PSICOLOGIA E SPIRITISMO Baradcc H., L’iconographie en anses. Paris, 1902. — — Los vibrati/) >is de la vitalité humaine. Paris, J.-B. Bail- lière, 1904, un voi. di p. 280. Bahétv, Le magnétisme animai étudié sous le nom de force neurique ra pannante, eco. Paris, Doin, 1887, in-8° gr. — — Force neurique rayonnante. Paris, 1882. Bi.ondlot, Les rayons N. Paris, Gauthier-Villars, 1904. Bois Jules, Le monde indsible. Paris, E. Flainmarion, 1902 [Brillante studio critico], — — ‘ L’Au-delà , et les forces inconnues. — Opinion de l'elite sur le mystère. Paris, Ollendorff, 1902, di p. 387. Bosc Ernest, L’homme incisible. r.t. .sur l'aura humaine, ses couleurs eoe. Paris, Libr. Bodin, s. d , p. 48. — — La psychologie devant la Science, ecc. Od et fluide odtque , polarità humaine, ecc. Paris, Chacornac. 1896, un voi. Botto» Gamhieb, Psychic force. An exper. investigation of a littloknoicn power. London, ‘ Light », un opusc. Brat Charles, On force, ite mental and mora! correlates,... with speculation on spiritual i»m and other attorniai conditions of Mind. London, 1867, in-8", di p. 164. Carrington Herward, The physicàl phenomena of Spiritualism. Boston, Turner, 1907. Charpignon J., Pliysioloyie, moderine et mHaphysique du ma¬ gnétisme. 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[Opera di valore eccezionale per lo sviluppo delle dottrine psichiciste ; trad. in tutte le lingue, in ted., Leipzig 1874 ; in ital., Locamo, 18?7 ; in frane., Paris, 1878, ecc.; più volte edita]. Dklannk E., Le périsprit. Paris, Chamuel, 1899. Dialectical Society, Repori on Spiritualism of thè Committee of thè D. S. London, 1871,8°, p. 412. [Primo saggio di una osser¬ vazione scientifica seria ed imparziale dei fenomeni spiritici], - Rapport sur le Spiritualismo e cc. Trad. frane, par Dcsart» NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XXXVII «nm la dir de A. De Rochas. Paris, Libr. Spirite. 1903, p. 352. (Vi è pure una trad. tedesca per cura di Wittig: Biricht, eoe. Leinzig Mutze, p- 535). . . • lìnns Rover .1.. Spirit manifestano»», exgmtned and explatned. Mi>w York 1854. [Spiedate mediante 1’ ‘ elettricità vitale ,] nnavo LE Henry, Traiti expérim. de Magnèti»,»*. Thèorie» et ^,'Ss PariB Libr. du Magnetismo, 1898, due voi. in-32», C°Fhvy' Alfred Le Psychisme expèrimental. Étude dea phènomines JSSirSK Kl— io». .895, di p. 34. |P,«E. ,). 1 Fkchneu. Erinnerungen a. d. letzen lage d. Odlehre u. I tir 1 ’f^mmaiuon^cImIlle. Le» force» naturali»» inconnues. Paris, E. Flammarion, 1907, 18-, di p. 604, con molte fig. [Vedi anche: HFuua.ron, Essai sur le» phinom. électrique» dee (tre» virante. Explication scient. des phénomènes spirite ». L aris, Libr. Magnet., ^Ga'sc-Deskossès Ed., Magnèti»,»» citai. - Contrite fxpèrim.à V étude par le galea no mitre de V ilectro-magnetisme miai. Pana, Soc ÉdU Scient., 1898. 1“ ed., p. 325: altra edu. Pana, Ru- He vai 1907. di p. 500. [Utilissimo per le vedute odierne]. Gasfarin AgéUe (Cernite de), Des tables tournantes du sur . nature! en général, ecc. Paris, 1854, già cit. [Classico], Grimrs J. 8., Etherology and thè phreno-p hilosophy of mesmer i sm and magic eloquence. Boston a. London, 1850. , . , Guppy Samuel, Mary Jane , or Spirituali»», chemically ezplatned. London. 1863, in-8* gr. di p. 379. Hkrméis (pseudonimo), Des forces natureltes tnconnues. Paris. Didier 1865; nouv. édit., Libr. Soc. psych., 1902. . Leumann. Aberqlaube and Zauberei, trad. ted. dal dan. di Petersen. Stuttgart, Enke. 1898. [Critica acerba delle celebri esperienze di W. Crookes], v i _ Lazellk U. M., Matiire, force et esprit. Irad. de l ungi, par Moutonnier. Già cit. [Da consultare pel neo-dinamismo]. Lafontainr, Ij Art de magnètiser ou le magnèti», ne citai. \ euit. Paris’, F. Alcun, 1886. Mahan Asa, Modem Mysterie» explatned and exposed. Boston, Cleveland Umv., 1855, in 8», di p. 466. Morir A.-S., Du Magnèti», ne et des Sciences occulte». I aria, Libr. du Magndtisme. , „ , . iaQA Perronnet Cl., Magnèti», ne animai. Lons-le-Saulnier. 1884. _ _ Force psychique et suggestion mentale. I aria, 1880. Petuovo-Solovovo, Mediai nieheskiga fizicheskiya 1 avlemya » ikh nauchnoe Izsledovanie. St-Petersburg, 1900. [Sui fenomeni fisici della medianità: eccellenti osservazioni]. P etti nei. li I)r Parisino, Una nuova forza biologica che agisce medianicamente a distanza. Savona, Bertolotti, 1903. op. con g. Pictet R., Étude critique du Matérialisme et da Spirituahsme XXXVIII PSICOLOGIA E SriBITISMO par la Physique expérimentaU. Genève, Georg: Paris, F. Alcun 1896, un gr. voi. in-8°. Pioda A.. Memorabili a. Bellinzona, C. Colombi, 1891, 32*,p.531. [Contiene la traci, delle famose memorie di Crookes e di Tih-ry, più un Commiato „ del traduttore sullo spiritismo in genere]. Porro Fr., Le forze psichiche, in “ Confer. fiorentine, (1905) Milano, Treves, 1907, voi. II, pp. 425-471. Reichenuach v. Fb. Ch., Physikalisch- physiolog. Untersuch. iiber die Dynamide dea Magnetismus, der Elektricitilt eie. in ih rea Beziehungen zu Lebenskraft. Braunschweig, 1“ ediz. 1845 , 11“ ediz 1850, in due voi. (trad. in ingl. London, 1851; trad. in frane! rocent. per cura di A. de Rociias, col titolo: Ben phénomcnes odigueiì. Paris, Chacornac, 1904, un voi. in-8», con tìg.. di p. 562). — — Odisch- magnetiche fìriefe. Stuttgart, 1* ediz., 1852;’ | ® .?•» 1°*>6 (Irad. in fr. : Lettres odigues-magnét ignee. Paris, G. Bailhère, 1858, in-6", p. 126). — — Per sensitive Mensch u. sein Verhalten zar Ode. Stuttgart 1854 5o, due voi. — — Wer ist sensitiv wer nicht? Kurze Anleitung sensitive Persone n zu finden, ecc. Wien, 1856. — — Aphorismen iiber Sensitivitlit und Od. Wien, 1866, con tre tav. [Indico soltanto le cinque più caratteristiche fra le opere numerose dello scopritore dell’ ‘ od Rocuas Alb. (Comte de), Les forces non dt'fìn ies. Reeh. histor. et expérim. Paris, Musson, 1887. [Opera che fa epoca nella storia dello psichismo odierno]. — — Les frontiires de la Science. 1“ et II8 sèrie. Paris Libr Se. psychiques, 1902 e 1904, due voi. — — Le fluide des magnetiseurs. Prède dee expèriencee du Bar. de Reichenbach. Paris. E. Carré, 1891. Rocxel, Rapports dii Magnètisme et du Spiritisme. 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NOTE BIBLTOGB^FÌCHB SITLLO PI'IRITISMO XXXIX V. — Per gli studi metapsichici e per la psicogenesi della medianità. [Vedi anche II, 0; IH, B; e IV], Acevedo M. Otero, Fakirismus und Wissenschaft. Trai), dallo spagn- Leipzig, Mutze, 1901, op. di p. 57. Azam F., Hypnotisme, doublé conectence et altérations de la personnalité. Bibl. scient. contemp. „). Paris, .1. B. Baillie re, 1887, in-18", p. 300. _ — Hypnotisme et doublé eonscienee. ungine de leur elude, ecc. Paris. F. Alcun, 1893, in-8° gr., p. 375. Beard G. M., Nature and phenomena of trance. New- York, 1881. _ — The studi/ of trance, muscle-reading ami allitd nervous phenomena. New-York, 1882. Bbnnktt Ed tv., La Soditi anglo-amérieaine pouf les recherches psychiques. Trad. par M. Sage. Paris. Libr. Bodin, 1906. Bezemer Fn„ Die Gangli'èn-Psyche. Meiding tot de stadie der occulte Wetenschappen. Amersl'oort. 1906, 8°, ili., p. 418. Bigelow, Le mystère du sonimeli. Paris, Fischbaeber, 1906, 12°. p. 230. Binet Ai.f. 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Ermacora (I., La Telepatia. Padova-Crescini, 1898, in-8" gr., estr. dalla ‘ Riv. St. psichici di pag. 150. — — L’attività subcosciente e lo Spiritismo. Padova, estr. [Psichicista esimio e tra i primi, l’Ermacora avrebbe dato altri frutti bellissimi del suo ingegno se la vita non gli era tron¬ cata tragicamente avanti l’ora], Fi.ammarion Cn., L inconnu et les probtèmes psychiques. Paris, Flammarion, 1900, varie ediz. (Trad. ital., Bari, Laterza, 1904). Ctiirney, Myers and Podmore, Phnntasms of thè Livinfj. London, Trubner and C„ 1886, due voi.: I» di p. l.xxxiii-5'73; II" di p. xxvit-i33 [Trattato classico della materia, sul quale si basa e dal quale si svolge tutto il corpo dottrinale della nuova psicologia supernormale o metapsichica]. — -Les hallucinations télépathiques, réduetion par L Ma- riUier. Paris, F. Alcan, II* ediz., 1892 (trad. in ted. Leipzig, Mutze, 1897). Gyei. E. (Dr Geley), L’étre subeonscient. Essai de synthèse explica- tire des phénomènes obscurs de psychologie normale et anormale. IP ediz. Paris, Alcan. 1905. [Libro eccellente per la sistema¬ zione spiritica , della psicologia supernormale]. Hart É.. ffypnotùm and mesmerism, and thè new Withcraft. London a. N.-Y., 1893, di p. 182; II* ediz., 1896, di p. 212. Hvblop J. H., Borderland ofpsychical Research. Boston, Turner, s.d. [1903?]. — — Enigma» of psycliical Research. London, G. P. Putnam, 1906, in-8°, p. 427. [Conclude con molte prudenti riserve], Janet Pierre, L’automatisme psychologique, già cit. — — Etat mental des hystériques. (“ Bibliot. Charcot-De- bore „). Paris. Rueff, 1893-4, due voi. in-18". — et Raymond F., Ne'vroses et idéesfixes. Paris, F. Alcan, 1898-9; due voi. in-8" gr., I", p. 407; 11", p. 332. — — — — Obsessions et psgchasthénie. !d., id.. 1903, due voi. in-8" gr., passim. Iastrow $., The subconscious. Boston, Londres, A. Constable, 1906. [Critica delle idee del Myers sul subliminale]. Lkfi.vrf L., Les phénomènes de sugyestion et d' autosuggestion, précédés d un Essai sur la psychologie physìologique. Bruxelles, Lamertin, 1903, 8°, VI1I-294. Liébaclt A. A., Étude sur le Xoomagnétisme. Paris, Nancy, 1888. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XLI Lombroso Cesari:, Le spiritismi et la psychiatrie, in 4 Ann. Sciences psychiques ,, 1892, p. 148. . _ _ Sui fenomeni spiritici e la loro interpretazione. La Lettura ,, Milano, N° nov. 1906. [Sono i due soli lavori sinte¬ tici sulla questiono fin qui pubblicati dal celebre Maestro]. Loose P„ 1 Vie wirke teli in die Ferite? Praktische Auleti, zur Ausilbum 7 der Telepatie, ecc. Leipzig, Fiedler, 1907, 111‘ediz., op., p. 22. , Lijys J., Le» imotious dans l'Hypnotisme et l action a distane e des substances mèdicamente! tses et toxiques. Paris, .T.-B. Baillière, 1890, un voi. con tav. Mason H. P., Telepathy and thè subliminal Self. New-Y orli, Maurv Alfred, Le Somme.il e.t les Reves. Ili' édit., Paris, Didier, 1865. [Opera giustamente assai reputata]. Maxwell ,1., Les phinom&nes psychiques. Reeherches, observations, méthoits. 4 B ibi. de Phil. oontemp. ,. Paris, F. Alcan, 1905. [La¬ voro di un osservatore serio e imparziale]. — — Revue de M/tapsychique, in “ Année psyehologiquc „, XII'-XIU" années. Paris, Masson, 1906-7, pag. 525-549 e 100-114. Melcior et Farse, Los eslados subconscientes et las aberrrteiones de la persnnnalidad. Barcelona, Carbonell, 1904, un voi. > Méric Elia, Il Meraviglioso e la Scienza. Studio sopra I ipno¬ tismo. Torino, tip. Salesiana, 1889, in-8°, p. 448 [Cattolico]. Metzger D., Ipnotismo e Spiritismo. Trad., Torino, 189 1. di ^Milse-Bramwbll J., Ilypnotism: itshistory, practice, and t henry. London, Grant Richàrds, 1903, p. 478. Moll A., Der 4 Rapport , in der Hypnose. Untersuchunyen uh. d. thierischen Maynetismus. Leipzig, Abel, 1892, in-8°, p. 242. _ _ Sypnot tnus, mit Einschluss der ITauptpUnkte der Psychotherapie u. des Oceultismus. IV* Aufl. 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VII-1X (traci, in “ Ann. Se. psych. ,). — — The human personalità, già cit. Ochorowicz J., La suggestion mentale. Paris, 0. Doin, 1886, 18°, p. 560. [Opera di sommo pregio per lo sviluppo della meta- psichica], — Magnetismus unti Hypnotismus. Leipzig, 0. Mutze, 1897. Otto LENO ni S., Le facoltà occulte, già cit. Pappai. aiuio A., La telepatia. Milano, Hoepli, 1899. Podmobk Fa., Apparitions and Through-transference ‘ Contemp. Scient. Serie» „. London, Walter Scott, 1894, p. 395. — — Studies in psychical Research. London, Kegan Paul, 1897, un voi. in-8, p. 458. Rambosson J., Phénomènes nerveux, intellectuels et moraux : leur transmission, ecc. Paris, 1883, 8" gr., p. 400. K iciikt Charles, I)u Sontnumbttlisnu proroqué, “Journ. de l'Anat. et de la Phys. , 1875, e * Revue philosophique „, X, 1880 (Vedi pure: “ Rev. philos. ,, XV, 1883). — — La suggestion mentale et le caletti de probabilità», in “ Rev. philos. „ XVII, 1884. — — Discours prMdentiel, in “ Proceed. 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Stuttgart, Enke. 1892, gr. voi. in-8" gr., p. 424. Schopield A. T., The uncottscious liind. London, 1898, p. 436. — - — The force of Mimi, or thè mental factor in Medicine. London, Churchill, 1902, in 18", p. 309. Schhesck-Notzino (Fr. von) u. Schdltze O., Die Traumtiinzerin Magdeleine G... Line psgchologische Stadie ilber Hypnose u. dra- matische Kunst. Stuttgart, Euke, 1904, in-8", p. 176 [Riduzione del “ meraviglioso „ caso della celebre ipnotizzata coreo-musi¬ cale alla nota legge psicopatologica dell’obbiettivazione dei tipi per autosuggestione ipnotica. — V. anche Manche]. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XLIII Sedir, Le Fakirieme Indou. Paris, Chacornac, 1906. Sirus Boris, The psychology of Suggestion. A research iato thè subconscious nature of Man and Society. New- York, Appleton, 1898, di p. 386 (con prefaz. di W. James). — — a. Goodhart Simon, Multiple Personali! y. An experim. Investigation iuta thè nature of human Individuality. London, Sidney, Appleton, 1905. Sfitta Hbinr., Die Schlaf and TraumzustUnde der tnenschlichen Seele. Tubingen, 1878. IP ediz. 1892, di p. 420. Sdndrrlan n Lavoy, The Trance and correlative Phenomena. Chicago, 1868. Tamburini A , Spiritismo e telepatia, in 4 Riv. di fren. e med. leg. „ XV1I1, 1892. Thuft C.*, La suggeetion au paini de vue spiritual iste et spi¬ rile. Paris, Vigot, 1906, 16°, p. 424. [Kardechiata primitivo ed ingenuo]. VI. — Per la stampa periodica dello spiritismo. L’elenco seguente è soltanto approssimativo: non intendo dar fondo alla innumerevole bibliografia spiritica, ma porgere una guida a chi vuole saperne la estensione in genere. Al Congresso dell’89 (Parigi) erano rappresentati 88 periodici della materia: ma ogni dì sorgono e muoiono efemeridi, ogni dì mutano i nomi dei direttori ed editori : forse alcuni dei perio¬ dici qui indicati non vivono più, ed altri ne sono nati che non conosco, e perciò non cito. Così nel solo Brasile dal 1875 al 1900 ne nacquero 81, ma ne sopravvivevano appena nove o dieci! Qualcuno ha tentato una statistica della stampa spiritica (Tu¬ ribolo, Pappalardo, Maxwell...), ma con precisione sempre re¬ lativa per le ragioni ora accennate. Indico, quando lo posso, i nomi dei direttori o redattori, e le date di nascita e morte di alcuni periodici. a) Efemeridi spiritistiche pure o affin i (omesse quelle esclusivamente occultistiche, teosofiche, ermetiche, ecc.). Nell’America del Nord: — ‘ Banner of Light, (Colby, Rich), Boston: 4 Mctaphysical Magazine „, New-York; * Liclit- strahlen „ ted., ivi; 4 The moming Star „; 4 The metaphysica) Journal „, Chicago; 4 Progressive Thinker „, ivi; 4 Religio-phi- losophical Journal , (Underwood, Colon. Bocndy), ivi; 4 Golden Gate , (J. .1. Owen), S. Francisco; 4 The Eden Vale ,, ivi; 4 Ce- lestial City , (Innis), N.-York; 4 Morden Thought „ Kansas C., Mass: 4 Logos Magazine , (Thacker), Apiegate, Cai. XI.IV PSICOLOGIA E SPIRITISMO Nell'America Centrale: - ‘Lanueva Alianza,(E.HoRTA), Cienfuegos Cuba; ‘La Luz,, Portorico-Haiti ; ‘ La Uustracion espirita”, (RefcoioGonzales), Messico. Nell'Argentina: — ‘ Revista espirita ,, Buenos-Aires ; ‘ Constancia ., (Senillosa), ivi; “ Luz astrai ,, ivi; “ Fraternidad univeraal ,; 1 Luz del Alma ‘ Philosophical Journal ,, San- Diego, Patagonia. Nell'Australia: — ‘ Harbinger of Light,, Melbourne; “ Progressive Thought ,, Sydney. In Austria: - “ Seelenkunde ,, Wien ; * Novoslawetzeeo ,, in czeco, Praga ; * Novo sutice , (Hinktovitcu), in croato, A.grnm. Nel Belgio: — “ Moniteur spiritique et niagrtétique , (Martin), Bruxelles; “ L’Au-delà , (D’Avesnbs), ivi; ‘ Le mes- sager . (Piivis, Vànderyst, ecc.), Liegi. Nel Brasile: — * Reformador ,, (1883, Da Sìeva, Ri¬ chard), Rio-Janeiro; ‘ Revista spirita ,, (’93), Bahia: ‘ Veridad e Luz , (’90), S. Paulo; * La Luz , (’90), Curityba; ‘ 0 Gu;a ,, Recife; ‘ Rovista spirita „, Porto-Alegre ; * Aurore spiritique , (D’Ari. e) ; * A Paz , ; ‘ 0 spirita Alagoano Maceja, ecc. In Francia: — ‘Revue spirite, (1868, Alean-Kardec.Ley- marie), Parigi; ‘ Le Spiritismo , = ‘ Revue scient. et mor. du spiritisme , ('94, Delanne); ‘ Le progrès spirite , (De Faceti; “ La Lumière * (Lucia Ghangk); u Kev. du monde invisible r . * Écho da merveilleux , (G. Méry); ‘ Le spiritisme moderne , (Beaudelot); * Revue immortaliste „ ; * Revue spiritnaliste il* lustrée ,; ‘ L'initiation „ (Papus): “ L’ Aurore , (Ducb. di Pomar); ‘ Revue de l’Ame , (R. Caii.i.ié); “ La Résurrection , (A. Jodnet) St. -Raphael; ‘ Les temps meilleurs (Lessar), Nantes; La vie posthunie n (Georges), Marsiglia; “ La Paix universelle v (Bouvier), Lione; ‘ La Vie nouvelle , (Couhiuer), Beauvais ; * L'Étincelle , (Jorio), Vincennes, ecc. _ In Germania: — “ Zeitscbrit't ftir Spiritismus , ( 96. r kie- qenuauer), Lipsia; ‘Psycbische 8tudien„(+ Aksakofe, Fu. Maier). ivi; ‘ Neue spiritualistische Bliitter , (Cyriax), Berlino; Die uebersinnliche VVelt , (’95, M. Rahn), ivi; Licht, mehr Licbt , (+ Rat-fard); ‘Spiritistische Rundschau,; ‘Neue metaphysische Rundschau,; '99 ‘ Jahresher. d. spirit. Vereius ,, Colonia; ‘Sphinx , (’86 + DoPree,Hubre-Sculkirf.n), Monaco-Baviera, ecc. Nell'India inglese: — “ Psychic notes ,, Calcutta. In Inghilterra: — ‘ Light , (1881, + Oxon [St. Moses]. Spirit. Alliancb), Londra; ‘Spiritual Magazine , (+ Howjttj ; ‘ Medium and Day-hreak , (+Bdrns); Borderland ,; ^ Co- ming-Events 14 Spiritual Review 14 Lyceuni Banner 9\ ine coming Day ,; ‘ Oecult Review , (Sirlky); “ Broad Views , ; “ Light of Reason tt The Grails 14 The Crani „ ; Lucifer “The two Worlds , (Emma Hardinge-Brittkn), Manchester ; Notes and Queries ,, ivi; “ The human Nature » (+'75), eoe In Italia: — “ Annali dello spiritismo „ (’64, Daemazzo, Scarpa), Torino; “ Vessillo spiritista , (Vou-i), Vercelli-Roma NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XLV /_j- 1902); 14 Lux „ (Hoffmann), Roma; * NovaLux ivi; Luce e Ombra , (1901, Marzorati, Ravegoi), Milano; “ Campana del mattino , (anti-spiritista), Napoli; 'Stùdio e Scienza , (id.), Sira¬ cusa; ‘Il Veltro, (1906, Ricci), Sampierdarena. Nel Messico: — ‘ La nueva Era, ,, Mexico. In Olanda: — ‘ De blijde Boodscliap , (Roorda v. Evs- sinobn), L’Aja; ‘ Gurt en Leven , (Bkvrrbluu), ivi; ‘ Op de grenzen van free Werelden , (Elisa van Calcar); “ Het spiri- tualistische Weekblad , (Van Stbaatee), Middelbourgb; ‘Het toekomstig Leven , (Goebel), Utrecht; * Het ceuvnge Leven , ('85-90, Huet); ‘ Sursum corda ,, Rotterdam, ecc. Nel Perù: — ‘ E1 Sol , (Paz v Soldan), Lima. In Portogallo: — “ Revista spirita,, Lisbona; ‘Ro¬ vista de estudos psychicos , (de Sooza Cooto), ivi. In Rumenia: -- “ Covintul , (1btrai.iI, Bukarest. In Russia-Polonia: — ‘ Rebus , (Ohistiakopf, Prv- bitkoff), Pietroburgo; ‘ Les merveilles de la vie , o ‘ Dzywa Zycia ,, in polacco, Varsavia. I„ Spagna: — ‘ E1 criterio espintista , (A. (jarcia- Lofez), Madrid; ‘ Lumen , (Gonzalo e Comes) ; * La irradiaoion ,; • RI faro espiritista ,; ‘ Luz y Union , (+ Tobres-Solasot, Aouahod-Torrero, Esteva...), Barcellona; ‘ Los albores de la Verdad, (Esteva, Ma vata); ‘Revista espiritista „ (De Ier- nandez). Tmjillo-Estremadura , ‘La Revelacion ,, Alicante; ‘ Lumen , (Lopez-Gomez), Tarrasa, ecc. In Svezia-Norvegia : — Elterat,; XX Seklet In Ungheria: — ‘ Magyar Sphinx ,, ecc. b) Efemeridi metapsichiche, o parzialmente dedicate alla psicologia supernormale: Neil' America del Nord: — “ Journal of thè amer. Society for psychical Research , (I. 1885-6; fusasi coll ingleso , resasi di nuovo autonoma, col 1907 : ora Hyslop), Boston; " Psyehic Revieiv , (Pooi.e), ivi; ‘ The Arena , (Tyner), ivi. In Francia: — ‘ Annales des Sciences psychiques , (1891-1904: Dariex e Richbt; tini 1905 Baldi di Verme); ‘ Revue d’études psych. , (1904: B. di Vesme); ‘ Tribune psychique 4 Moniteur des étudos psychiques ‘ Bull, de la Soc. études psychiques , (Joire); ‘ Les Nouveaux Horizons de la,. Science et ile la pensée , (M. Sa.ge); ‘ Rev. Libi, des ét. psychiques ,: ‘ Bull. Soc. ét. psych ,, (Thomas), Nancy ; * Bull, du centre d'étudcs psych. ,. (1902. Anastay), Marsiglia. In Germania: — ‘ Psyehische Studien ,. già oit. f74); • Sphinx ,, già cit. ; ‘ Wissenschaftliche Rundschau fur Xeno- logie , (Maack), Amburgo. XI, VI PSICOLOGIA E SPIRITISMO In Inghilterra: — “ Proceedings of thè Society for psy- chical Research , < I-X XIII, 1882...), Londrae New-York ; “ Journ. of t. S. f. p. R. , (1, X I 11, '84 . ), ivi [celebri pubblicazioni, fondamentali per la conoscenza dello psichismo scientifico] : * Annals of psyehioal seieuoe , (Sigr“ Laura Finch), Londra [sono la ediz. ingl. delle * Ann. Se. psych. , di Parigi], In Italia: — ‘ Rivista di studi psichici, (1-1 V, 1895-8, -+■ Ekmacora e Finzi), Padova-Milano ; La stessa (V e seg., 1898-1900, Riunì di Vksme), Parigi [si è poi fusa nella * Rev. Ét. psych. , e nelle ‘ Ann. Se. psych. ,, già cit.J; “ La Nuova Parola , (A. Ckrvesato), Roma; * Riv. delle riv. di St. psichici , (-j- 1905, in app. alla precedente); * La Medianità , (E. Car- reras), Roma, f 1903. In Olanda: — ‘ Comptes-rendus du Bureau permanent d’ét. des phénomènes spirit. ,, Anversa; “ Dreimonatl. Bericht der psychophysisehen Laboratorium , (I, 1907, Fl. Jansen), Amsterdam-Steenwijk. In Portogallo: — ‘ O psyehismo , (Dr Fdnskca), Lisbona. In Spagna: — “ Revista de estudios psychologicos , (Visconte Torres- Soi.anot), Barcellona. In Svizzera : — ■ “ Bull, etrapports de la Société d’études psychiques , (’95, + Metzger/ sigr* Rosbn-Dui aure), Ginevra. c) Pubblicazioni ufficiali di Congressi: Congriìs de Barcblone (Compte-rendu du), Premier Congr. spi¬ rite intern., tenu en 1888. Paris, Libr. Spirite, 1889. Congrès Spirite et Spiritualiste intern. du 1889, tenu à Paris (Compte-rendu du). Paris, ivi, 1890, un gr. voi. in-4" picc., p. 454. [Con bibliografia e copiosissime notizie sul movimento spiriti¬ stico di tutto il mondo]. Congrès, ecc. du 1900, tenu à Paris ( Compie rendo du). Paris, Soc. franj. Études psych., 1902, gr. voi. in-4" picc., p. 781. [Libro di consultazione obligatoria per lo studiosol. d) Efemeridi di indole gonerale: Buoni od utili articoli sullo spiritismo, sugli studi psichici e sulle questioni annesse, sono apparsi più o men di recente: 1" Nei periodici di filosofia, per es., in “ Revue philoso- phique ,, Parigi; ‘ Archives de Philosophie chrétienne ,, ivi; Revue des Questions scicntifiques ,, Bruxelles-Louvain; “ Phi- l NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XLVII losophisches Jahrbuch ,, Fulda; ‘ The Monist , (P. Cabus), e * The open Court ,, Chicago. 2* Nei periadici di psicologia , per es., “ Archives de Psy- chologie de la Suisse Roraande , (Flouk.noy, Claparéde), Gi¬ nevra [contiene articoli e bibliografie importanti] ; ‘ Archiv f. d. gcs uumte Psychologie , (E. Mkumann), Zflrich-Leipzig ; ‘ Journ. de Psych. uorin. et pathol. (D. P. Janbt et E. Dumas), Parigi; ‘ Bulletin de Tlnstitut intern. psychologique , (Yourewitch, Cocbttkb, eco.); ‘ Année psychologique , (A. Binet), riviste bibliogr. 3" Nei periodici di magnetologia e ipnologia, p. es., “ Journal du magnetismo ,, Parigi; * Revue de l’Hypnotismc „ (Bérillon), ivi; “ Zeitschrift fur Hypnotisinus ,, Lipsia; “L'Ipnotismo,, Firenze (t Dal Tobto); 4" Nelle riviste enciclopediche, per es., “ Revue des IJeux Mondes ,, Parigi; “ Revue des Revues ,, ivi; “ Le Mercure de Francc ,, ivi, “Civiltà cattolica,; “Nuova Antologia,; “ Rassegna nazionale ,, “ Riv. d'Italia „. Roma; “ La Lettura ,, Milano; ‘ Scena illustrata ,, Firenze; “ Welt-Spiegel ,, Berlino; “ Coenobium ,, Lugano, ecc. 5° Nei periodici di medicina mentale e psicopatologia, p. es., “ Annales médico-psychologiques ,, Parigi; “ Nouv. Icono- graphie de la Salpétrierc ,, ivi; “ Rivista di Freniatria, (Tam¬ burini, Morselli, ecc.), Reggio K. ; “ Arch. di Psichiatria e Antro¬ pologia criminale , (Lombroso), Torino [il rinomato periodico ha da qualche anno assegnata una rubrica speciale ai fenomeni di “ medianità , e psichismo]. 6" Nei giornali politici, per es., ‘ Corriere della Sera ,, Mi¬ lano; ‘ La Stampa ,, Torino; ‘Giornale d’Italia,, Roma; ‘ Le Matin ,, Parigi, ecc. e) Alcuni fra gli Editori e Librai principali dello Spiritismo e subbietti affini: Barcellona : — D. Jose Battaglia. - Carbonell y Esteva, Tip. e Casa editr. Basilea: — Adolfo Geering, Libr.-antiq. Berlino: — Karl Siegismund, Libr., Dessauerstrasse, 13, S. W. Bonn: — Franz Teubner, Libr. ant., Miinsterplatz, 2. Boston: — Colby a. Ridi, Bosworth Street, 9. — Herbort li. Turner a. C., Edit. Libr. - Small, Maynard a. C., Beacon Street, 15. (Casa editr. fusasi colla precedente). Chemnitz: — Bruno Lasch, Edit, Libr., Turnstrasse, 20. Chicago: — “ Open Court , publishing Company. — Thomas G. Newman, South-Western Avonue, 147. XLVIU PSICOLOGIA E SPIRITISMO tv Biblioteca ‘ Scienza- Filosofia-Religione „ Piazza Firenze; p. ter, (Bibl. circol.)- t • • Ofiwald Mutze, Edit.- Libraio. _ P„ctoiofcàiPr..,,Cr..« Start, 10. Str.nO. — G. Putnam e C., Edit. — IionÉrmans, Green and C., JwlM. \ (' Fifìeld Edit. 44, Hcet Street. Q — .,V* * n-V ! r' Tic! 164 A ldey seate Street. ; KÌT 55i Hit- « ci.ii c«»«. w.c. »*": - ’iSS.tt’n- . Ota» Ub.- *p. _csr:^rt.ii. Edit. ub,.. rata pi.bi.cit.. ?"i“- P_-8FL.'r~“>., ÙSSh. 4» «tata psyehiq.e, - r S^IjiaSB&RSW ta «»»dT z jsS&sTrt sa* n»2ssràwite, sJSBS? * PARTE PRIMA LO SPIRITISMO ED UNA PITONESSA MODERNA « Tonte ronttruction est fatte de debri* . et rieri rTest no urenti en ce monde t/ueles fomiti » . Ma iu'KI.lo SmwoB. M ok.skij.i . Psicologia e spiritinolo. 1 I. Spiritismo e metapsichica. Le zone del sapere. Un’opinione modernissima intorno al valore ed ai limiti del sapere umano, è questa : che la scienza non è mai finita nè definita; che essa non è mai fatta, ma si fa e si disfa continuamente da secoli e secoli ; e che le convinzioni scien¬ tifiche, al pari delle filosofiche e religiose, dipendono dalle contingenze del di fuori, dal temperamento personale e anche dall’educazione mentale degli scienziati, filosofi e credenti. Tutto questo non è una novità, sebbene i seguaci del neo-idealismo ne facciano ostentazione: — il concetto del pio- gresso della conoscenza, e pertanto della nascita trasforma¬ zione e caduta incessante delle nostre idee intorno all’uomo e alla natura, è stampato in ogni pagina, in ogni riga della storia universale e delle storie particolari di ciascuna disci¬ plina scientifica. Non è una novità, sebbene qualcuno voglia trarne la conclusione che la scienza dei “ fatti „ , scambiata con le sue ipotesi e teorie esplicative sempre caduche, è uno stru¬ mento transitorio, di cui l’uomo si serve per un po’ di tempo e poi si libera con disdegno per volgersi ad altri ideali più utili e ad altre ipotesi più utilizzabili: — il concetto dei limiti della conoscenza risale a Emanuki.e Kant, e quello dell'utilità sua nello sviluppo storico intellettuale e morale dell'umanità appartiene ad Accosto Comte. Si, certamente: ciò che oggi pare scienza sarà domani un rifiuto del pensiero; e ciò che per tempi più o meno lunghi fu rifiutato dalla scienza vi entrerà e diverrà nozione positiva, opinione della generalità, postulato e magari assioma, nonostante le opposizioni di chi crede rappresentare il sapere fatto e sistemato in un dato momento dell’evoluzione della coltura. Cosi avverrà o, 4 psicologia e spiritismo, i meglio, così sta avvenendo di quell insieme di fatti, di fe¬ nomeni e di apparenze che oggi è detto ‘ Spiritismo ». incora. Si può paragonare il dominio del sapere a una nebulosa in via di condensazione: al centro un piccolo nucleo solido e luminoso, tutt’ attorno una stretta fascia fluida e pel¬ lucida, indi una più larga zona appena chiara, poscia una lai - ^diissima vieppiù evanescente e in penombra : al di la 1 ombra immensa Così i limiti del conosciuto non sono quelli del conoscibile, e le sfumature fra le diverse zone cangiano di chiarezza e di estensione. 11 centro è costituito dai fenomeni percepiti e ammessi da tutti, noti e accertati, provati dal¬ l’esperienza, dimostrati dal ragionamento, adattati al nostro pensiero, utilizzati per le nostre esigenze di sentimento e di vita. Ma nelle zone sfumate vi sono categorie intere, nu¬ merosissime, anzi innumerevoli senza dubbio, di fenomeni indeterminati, che sfuggono per del tempo alla investiga¬ zione e alle regole deila logica umana; che non hanno in¬ dole precisa: che restano a lungo impercepibili, solo perchè non sono percepiti dai nostri sensi disannali o dalla mente non preparata ad accoglierli; e che sembrano collocati più verso l'Inconoscibile che non ai confini stessi del conoscibile. La scienza, impersonata negli uomini che la coltivano o che ne traggono sostentamento (essa, lo abbiamo detto, non esiste se non come un astratto i, non li cura e li disprezza: non sa trovare loro un posto nel sistema chiuso delle sue costru¬ zioni : e per liberarsi da cotale impaccio non trova di rne- i/lio che negarli ! Ma queste negative durano poco, quando i fatti hanno realtà. Quante categorie di fatti, che parevano non soltanto nltrascieutifici ma pure antiscientifici, fanno ora parte della cosi detta conoscenza positiva! Così è avvenuto di quasi tutto l’empirismo curativo, da cui si è costituita la medicina : così, pochi anni or sono, dell’ipnotismo, della suggestione e di tutto quanto loro si connette; cosi forse avviene sotto i nostri occhi di quegli oscuri fenomeni bio¬ dinamici e bio-psichici che sono il magnetismo animale, la bio- elettricità, la bio-fotogenesi, la polarità umana . A quando a quando una categoria di fenomeni ignorati esce dall ombra, si accosta alla penombra, si fa bene o male discernibile ; e sempre nella loro forma indefinibile lo scienziato vede una ragione di dubbio e nella propria incertezza un motivo di non oc¬ cuparsene. Però il movimento d’arrivo di quei fenomeni verso la luce del vero si continua : e una categoria nuova, inattesa, di fatti naturali viene infine' a collocarsi nella zona piena¬ mente o almeno sufficientemente illuminata del sapeie. IL SAPERE E LO SPIRITISMO 5 Tutto è uscito dall’ignoto per passare nel noto ; in ogni parte del sapere l’occulto è diventato il palese. Ora, questo è avvenuto o, meglio, sta avvenendo sotto i nostri occhi di quell’insieme di fenomeni, sino a ieri apparentemente anomici mostruosi e iraaginart, che si designano sotto i nomi di sogni premonitori!, di autoscopia, di presentimenti, di premonizioni e retroeogni- /.ioni, di magnetismo e fascino, di ossessione e possessione, di lucidità e chiaroveggenza, di azioni a distanza per telestesia e telepatia, di visioni e apparizioni, di spettri ed allucinazioni veridiche, di scritture automatiche e di personificazioni, di tiptologia, telecinesia e telergia, di psicofania e materializza¬ zioni, di fantasmi e perfino di necrofonia... A riguardo di tutto ciò siamo in un periodo di lotta fra il dubbio sistematico che rasenta la negazione completa, e la credenza altrettanto si¬ stematica che diviene la affermazione assoluta: da una parte lo scetticismo ametodico, dall’altra la fede. Ma senza badare a quelli che vieterebbero senza ragione l’entrata di codesti fenomeni nella zona conoscitiva per lo meno rischiarata da una debole luce e, vorrebbero ricacciarli nell’ombra nera del¬ l’Occulto, ecco due correnti affermative immedesimate in due termini : Spiritismo e Metapsichica. * * * La questione dello Spiritismo. T,o Spiritismo odierno è l'insieme della dottrina (teoria, fatti e conseguenze) che crede nella sopravvivenza dell anima o parto spirituale dell’uomo, nella sua evoluzione traverso i tempi e lo spazio, e nella possibilità che le anime dei defunti (gli “ spiriti „ i abbiano mezzo di comunicare coi viventi. E il mezzo, “ medium „ secondo gli “ spiritisti,, sarebbe dato per lo più da persone eccezionalmente fornite di facoltà o “ forze , speciali, cui si darebbe il nome di * medianiche „ e, per astratto, di “ mediumnismo , o * medianità Queste facoltà consisterebbero : 1' nel cadere in possesso degli “ spiriti , o dei “ disincarnati „ che si “ incarnereb¬ bero , o incorporerebbero temporaneamente in quei soggetti, parlerebbero col mezzo della loro voce . scriverebbero col mezzo della loro mano, eco.; - 2° nell’11 esteriorare , o emanare un “agente vitale, di natura ignota, sia fluido “animico, o 6 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I « odico ,, sia “ perispirito del quale gli spinti si servireb¬ bero per manifestarsi, per “ plasmarsi „ in “ forme „ tan¬ gibili visibili e fotognifabili, e per agire a distanza. A queste due principali si potrebbe aggiungere una terza facoltà straor¬ dinaria che però concerne una categoria distinta , sebbene affine, di fenomeni psichici “ supernormali e consisterebbe: _ 3» Uel percepire senza impressione diretta sui sensi co¬ muni e nell’indurre a distanza stati percettivi ed emotivi su altre persone simpaticamente od egualmente “ sensitive „. Tralascio perora i particolari della dottrina e le divergenze profonde fra le diverse scuole spiritiche ; tralascio la possibi- bilità di comunicazioni spontanee, per lo più non medianiche, delle entità spirituali occulte, come si ammette avvenga nelle case infestate, nelle apparizioni tradizionalmente premoni¬ torie, nei fuochi fatui e simili altri fenomeni presunti spi¬ ritici; tralascio anche la differenza tra animismo e spiritismo, e le relazioni fra i cosi detti “ fenomeni psichici meglio denominati adesso k metapsichici „, come sarebbero la tele¬ patia le premonizioni le allucinazioni veridiche, e quelli propriamente “ spiritici „ secoudo l’accettazione generica di tale termine. Qui, in sul principio, mi contento di osservare che non è esatta la anglo-americana sinonimia fra spiritismo e spiritualismo, come appare spropositata la pretesa del primo di accentuarsi filosoficamente e teologicamente quale “ neo¬ spiritualismo .. Si può essere spiritualisti, ammettere cioè il dualismo della natura umana composta di spirito e materia, o anche il pre¬ dominio e la preesistenza dello spirito sulla materia, senza essere con ciò “ spiritisti „. Moltissimi filosofi e tutti gli adepti delle grandi religioni, salvo qualcuna, sono convinti o credenti dello spiritualismo, ma non accettano con questo la dottrina o ipotesi spiritica. Ciò che caratterizza quest ul¬ tima è la credenza precisa e determinata nell’intervento di “ Entità „ o “ Intelligenze occulte , (per lo più i defunti) in certi fatti che avvengono alla presenza dei medii, Ira i quali sarebbe Eusapia Paladino, e nella possibilità di loro comunicazioni o messaggi. Inoltre lo spiritismo ammette 1 esi¬ stenza di tre e non di due soli componenti dell’uomo, del¬ l’essere vivente incarnato : il corpo, il perispirito , e 1 anima o spirito propriamente detto. E il perispirito non è spiri¬ tuale nel senso filosofico e teologico, bensi materiale : una materia sottilissima che sembra esser intesa dai più come simile aU’etere dei fisici e astronomi, al radio e all’elio non ancora isolati dai chimici, o anche essere l’etere medesimo LA QUESTIONE DELLO SPIRITISMO che si trova nel cosmo e negli astri e al quale perciò danno anche il nome di corpo “ astrale E difficile orizzontarsi in mezzo alla confusione delle lingue spiritistiche spessis¬ simo inquinate da occultismo, magia e superstizioni d’ogm genere: ma credo di non aver frainteso la generalità della dottrina. . , Lo spiritismo è la * questione del giorno „ su cui non si può più gettare l’ombra della trascuranza, nè ostentare uno sprez¬ zante silenzio da parte degli uomini di scienza e dei corpi accademici costituiti. Io non dirò, come pretendono gli spi¬ ritisti, e come essi hanno voluto proclamare al loro Con¬ gresso di Parigi (1900), che lo spiritismo sia o debba essere fa massima, la suprema preoccupazione degli uomini civili ; questi, appunto perchè sono civili e vivono sulla terra in contrasto fra di loro e in lotta colle forze naturali, hanno altri argomenti più positivi da studiare, altri campi più pra¬ tici da coltivare. Ciò nonostante lo spiritismo racchiude e mette innanzi problemi importantissimi di biologia, di psicologia, di storia, di mitogratìa, di filosofia e metafisica, fin anco di so¬ ciologia pratica e morale; pertanto si può sentire, pur senza sorpresa, uno scienziato qual’è Oliviero Lodoe attribuirgli il còmpito di illuminarci sui destini umani. Prima però di^ affi¬ dargli tale còmpito, che non è lieve, bisognerà che lo “ spi¬ ritismo „ concepito quale dottrina dell’intervento degli spiriti nella vita umana, dimostri meglio il suo fondamento nella realtà: fino ad oggi questo non gli è riuscito, e dubito che gli possa arridere la speranza di riuscirci domani o posdomani. Lo spiritismo è una credenza di moda. È vero che non bisognerebbe che l’uoino di scienza si lasciasse mai guidare nella scelta degli oggetti di studio dalle opportunità del mo¬ mento; ma codesto va inteso in un senso non troppo ristretto. La scienza (ho detto in un mio discorso del 1894) ha due scopi: un primo è di conoscere la verità, cioè investigare i fe¬ nomeni naturali ed umani, stabilirne le leggi, possibilmente scoprirne la causalità od il rapporto coll universale; un se¬ condo è di utilizzare, pel bene materiale e morale degli uomini, queste sue conquiste conoscitive. Ora, 1 illuminare 1 igno¬ ranza, il distruggere gli errori, il combattere i pregiudizi, è un’opera utile, come il diffondere la verità, il rendei la palese e il rilevarne la bellezza è utilissima cosa. Se lo spi¬ ritismo è erroneo, l’uomo di scienza farà bene a disvelai ne le manchevolezze, a ostacolarlo, a oppugnarlo; ma se fosse una verità, farà ancor meglio a cercarne altre prove più positive, a difenderlo e a propagarlo col peso della sua autorità. In 8 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I ogni caso, per agire prò e contro, bisogna conoscerlo ; e non lo si conosce se non lo si studia; e non lo conoscono se non quelli che se ne occupano ex professo : di ciò siano ben convinti gli increduli, i curiosi ed i dilettanti. Lo spiritismo è un argomento irritante, scottante. Non se ne può discorrere senza che le opinioni più contrarie si driz¬ zino l’una in faccia all’altra e vengano in lotta , senza che gli animi dei disserenti si scaldino, senza che la parola degli increduli diventi sarcastica od offensiva e quella dei credenti tremante per emozione e intollerante. A due amici che si vogliano bene e desiderino stare in pace fra loro, non si può dare altro consiglio che, avendo parere differente intorno , allo spiritismo, non ne parlino mai. Lo spiritismo è, ciò nondimeno, una materia affascinante. Chi gli si è accostato una volta, non sa staccarsene più ; chi ha gustata la soddisfazione d’una “ buona „ seduta, non si sazia dall’andare in cerca di “ medi „ e di “ fenomeni „. E lo studioso, che prima per scetticismo sistematico o per mi- 'soneismo non ne voleva neppur sentire a parlare, appena ha messo gli occhi sulle descrizioni pressoché inverosimili di ciò che si “ manifesta „ in un “ circolo spiritico per poco che sia desideroso di comprendere prova fi bisogno di veder chiaro in una categoria cosi straordinaria di fatti, e sente nascere in sé viva e inestinguibile quella curiosità che per la mente umana è il primo stimolo verso la conoscenza. Importanza e serietà dell'argomento. Lo Spiritismo tradizionale, come ogni altro sistema chiuso di idee, vuol esseree fermamente crede di essere la Verità: ora questa pretesa non può lasciarci indifferenti. Agli estremi del problema abbiamo due soluzioni : o lo spiritismo odierno, come si è venuto americanamente costituendo dal 18-17 in poi, con la sua tecnica, con le sue rivelazioni, con la sua ricca letteratura, con le sue dottrine cosmopsicologiche, è tutto vero, come pretendono quelli che ci credono e non si lasciano smuovere dalle obbiezioni o dai sarcasmi : e la cosa sarebbe gravissima per la scienza, per la filosofia, per la religione, per la pratica della vita umana. 0 lo spiritismo, nell’insieme IMPORTANZA DELL ARGOMENTO 9 eteroclito della sua dottrina dei suoi fatti e delle loro con¬ seguenze, è un ammasso di sciocchezze, di inganni, di su¬ perstizioni, come giudicano quasi tutti coloro che non vi credono e propendono a scorgervi una religione in putrefa¬ zione: e il demolirlo sarà opera utile per i progressi della coltura. Ma questi due opposti assoluti, certo, non sono giusti: ogni tesi ha la sua antitesi, però si conclude sempre con una sintesi. È più probabile, in ragione della sua stessa natura e complessità, e al pari di ogni altra cosa trovata o esco¬ gitata dagli uomini, che lo spiritismo comprenda del vero e del falso, del buono e del cattivo, dell’utile e del dannoso. In tal caso, può l’uomo di scienza esimersi dal suo duplice ufficio che è, l’abbiam detto, di andare in cerca della verità liberandoci dall'errore, e di rendere utilizzabile la verità dis¬ coperta ’? Inoltre : un errore, un concetto falso, un sistema inesatto di idee, possono aver peso soltanto come prodotti intellet¬ tuali astratti, e non influire menomamente snlla salute e sulla felicità degli uomini. Questo avviene, ad esempio, di certe ipotesi filosofiche e scientifiche che non hanno relazione diretta colla vita. All'uomo che vuol rimanere sano di mente e di corpo, e compiere pacificamente il suo ufficio, piccolo o grande che sia, in mezzo a’ suoi simili, può restare, e resta davvero indifferente, che Giove abbia sette piuttosto che otto satelliti o cbe l'Idea (con i grande) debba essere intesa al modo di Platone o di Hegel. Forse avverrà che una no¬ zione od una astrazione di tal genere entri, una volta o l’altra, in un sistema cosmo-sociale e divenga con ciò un elemento importante per la teoria e per la pratica della vita, giacché scienza religione e filosofia sono le cose di maggior momento che si portino nel nostro campo di coscienza. Ma, insomma, vi è per ora un grandissimo numero di conoscenze e di cre¬ denze che si formano, crescono, muoiono e rinascono nella mente dei dotti e dei pensatori senza avere efficacia alcuna sulla condotta e sul destino della immensa maggioranza degli nomini. Invece lo spiritismo ci obbliga, per amore o per forza, a guardarlo in ben diversa maniera. Da un lato, con le “ sedute „ e le “ manifestazioni , della mediumnità a base di isterismo, di ipnosi e di suggestione, di psicologia anormale e supernormale, di morti che ritornano e di spiriti che parlano o picchiano, esso tocca la salute fisica degli individui e della collettività, eccita e sconvolge i nervi degli invalidi, minaccia l'equilibrio mentale dei deboli, fa anche impazzire (non sono io che lo dico, é lo. spiritista Moutin): 10 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. I e quindi, sotto il riguardo della igiene privata e pubblica, della nevropatologia e psichiatria, non si deve restargli in¬ differenti. Io Tho cominciato a studiare da ben trent’anni sotto questo aspetto, e credevo che bastasse : ero allora sotto il dominio delTantispiritismo ufficiale di cui tutti, in medi¬ cina in psicologia e in antropologia, dalla lettura degli ar¬ ticoli e libri di Dkchambrk, Tissandier e Ad. Bastlan eravamo impregnati, e tanto i medium quanto gli spiri¬ tisti mi facevano l’impressione di veri ammalati. Come alie¬ nista e uevrologo, li compiangevo; come antropologo, li collocavo in discendenza dai popoli selvaggi; come psi¬ cologo, mi ostinavo a trovare la spiegazione di tutti i fe¬ nomeni spiritici entro i rigidi concetti della scienza costi¬ tuita o di quella che a me pareva tale; infine, come igienista e cittadino, ini preoccupavo del contagio psicopatico di cui lo spiritismo rappresentava un pericolo immanente. Si può essere tuttora, a riguardo dello spiritismo, in queste disposi¬ zioni di animo, e, o disinteressarsene come fanno gli antispiri¬ tisti tenaci, o dirlo un danno da schivare e proclamarlo una grande illusione da curare : ma si deve riconoscere che oggidì siffatto atteggiamento di cieca ostilità uegativistica o di sprezzante noncuranza sarebbe oramai da porre in disuso e da considerare nocivo ed incivile. D'altro lato, lo spiritismo ci viene innanzi con un insieme ben coordinato e sistemato di idee o di imaginazioni circa la natura e il destino della specie umana, circa ai problemi metafisici di Dio del Mondo e dell’Anima, circa ai problemi pratici della morale, della libertà e responsabilità personale, del merito e demerito durante questa esistenza terrena, e circa ai rapporti delle cose visibili con un “Al di là invisibile „ che nel tempo e nello spazio agirebbe su di noi, tanto come individui dalla vita limitata, quanto come umanità collet¬ tiva dalla vita ultrasecolare... E tutta questa coordinazione e sistemazione di nuove credenze ed ipotesi sarebbe destinata a surrogare nella coscienza dei popoli moderni le religioni rivelate che sono in via (li disfacimento, e soprattutto il Cri¬ stianesimo nelle sue due branche principali, la cattolica e la protestante, la latina e la anglo-germanica. Gli spiritisti annunziano d’essere oramai in 12-14 milioni, disseminati in tutti i paesi civili : ma anche se tale cifra fosse esagerata, non resta meno evidente a chiunque si guardi d’attorno che la credenza è diffusissima in Europa e in Ame¬ rica. massime nelle classi sociali alte e medie, e spinge larghe propaggini anche nelle classi inferiori. I circoli, i gruppi IMPORTANZA IlEL MOVIMENTO SPIRITISTA 11 spiritici, sono numerosissimi ed operosissimi : essi attraggono sempre più gli animi disillusi o mal soddisfatti dalle vecchie “ verità „ religiose, non appagati dalle risultanze positive del sapere scientifico, non tranquillati dalla serena conside¬ razione delle leggi naturali, ed in cerca ansiosa di credenze per i loro bisogni di mente e di cuore. Abbondano le pub¬ blicazioni a stampa destinate alla propaganda e alla difesa delle dottrine spiritiche; le decine di grossi volumi si avvi¬ cendano alle centinaia di opuscoli; aumentano i periodici della materia, e trovano ovunque a migliaia collaboratori spontanei e lettori appassionati. Si radunano Cougiessi nazio¬ nali ed internazionali, ed accolgono adesioni entusiastiche da ogni parte, e non trovano aule abbastanza spaziose per le loro frequentatissime assemblee. Ricchi mecenati aiutano con somme ingenti le “ ricerche psichiche ,, sotto cui in gene¬ rale si ammantano per ora, salvo poche eccezioni di inve¬ stigatori veramente liberi, le preformate tendenze neo-spi- ritualistiche degli adepti. Un fervido movimento di simpatia collega oramai fra loro, nella lotta impegnata contro la “ scienza materialistica del secolo XIX ,, tutte le scuole, le chiese e le sètte che. si inspirano al misticismo novello, all idealismo rinascente, all occultismo, all intuizionismo, all' illuminismo, e perfino alla magia ed all'alchimia risorte aU’improwiso dalla loro tomba medievale, dove pur ieri le ritenevamo estinte e putrefatte. Siamo dunque di fronte ad un avvenimento importantis¬ simo di psicologia sociale, che deve colpire l'attenzione anche dei meno veggenti; che deve anche preoccuparci per le sorti della Civiltà avvenire, qualunque sia il nostro modo di cre¬ dere e di pensare. Questo Spiritismo, che vuol’essere “ uno spiritualismo sperimentale ed una filosofia cosmo-sociale „, che pretende di darci una nuova Wcltmmchauuny o inter¬ pretazione del inondo ed una nuova Regola permanente di condotta, vive e prospera in mezzo a noi forse perchè tutte le altre credenze con lui in antagonismo, o sono troppo vecchie per mantenersi ancora vigorose e resistergli, e questo avviene delle fedi religiose; o sono troppo astratte e lontane dalla co¬ scienza comune per diventare altrettanto accessibili alle menti della maggioranza, e questo accade di tutte le filosofie scien¬ tifiche. Lo spiritismo si vanta perciò di essere 4 moderno „ e di corrispondere cosi ai bisogni morali ed alle tendenze mentali della nostra epoca storica, come ai dati positivi della scienza dell'anima. Ma qual’è questa sua modernità pratica e qual’è questo suo contenuto concettuale? 12 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I * * * Dati storici. Lo Spiritismo, nell’insieme delle sue teorie e delle sue con¬ seguenze, nella quasi totalità dei suoi fatti , è di origine re¬ centissima: ha appena sessantanni di vita, ed è nato in America nel 1847. Gli spiritisti pretendono che questa af¬ fermazione storica sia erronea, perchè vogliono assorbito nella loro prediletta dottrina un gran numero di fatti elo¬ giatici e storici di più o men vecchia data, alcuni dei quali raccolti fin i popoli inodorili, nitri anteriori di molto ai picchi misteriosi di Hydesville in Arcadia, anzi risalenti fino ai tempi cd ai popoli più antichi. Ma qui essi giocano, scientemente o no, su un equivoco di parole. Xoi discorriamo di modernità dello spiritismo-dottrina ; ed essi, eludendo la questione, in¬ tendono ricordare l’antichità dei fatti presunti spiritici, ossia analoghi a quelli che oggi si designano sotto tale nome. Xoi 4 diciamo che io spiritismo, qual fu sistemato su Ani-rea Jackson Davis o da Ai.i.an Kari-ec, è una pseudo-religione dei paesi quasi esclusivamente Cristiani e delle popolazioni latine ed anglo-germaniche ; ed essi si inalberano e protestano chele credenze “ spiritiche . sono universali, di -tutta l’umanità. , ,{® Lra?*e preistoriche ai più parigini fra gli europei attuali, dal Occidente all’Oriente, dal Nord-Atnerica alla Fuegia, dal ' U|l- Africa »al Giappone. Questa secolarità preistorica e sto- nea, questa generalità del consenso umano nelle tre credenze dell Anima,, della sua Sopravvivenza al corpo e delle Coiuu- n inazioni fra i trapassati e i viventi, sarebbe, secondo gli adepti, un grande, un invincibile argomento per la solidità dello spiritismo. benza dubbio, le credenze ora accennate sono antiche: ma non erano sistemate: — senza dubbio, alcuni dei fatti che oo-gi dicono spiritici caddero sotto l’osservazione dei nostri ante¬ nati o furono il prodotto di illusioni sensorie non dissimili dalle attuali; ma non erano avvicinati, nè coordinati. Io am¬ metto, anzi, che le credenze animistiche, progenitrici delle spu distiche, siano una delle prime manifestazioni, se non la prima addirittura nell’evoluzione della mentalità umana: e ammetto che 1 Homo sapiens primaecus, come io ho tentato di ricostituirlo nella mia " Antropologia generale non lo trasse dal fondo vergine della sua coscienza, non le inventò LO SPIRITISMO NELL' ANTICHITÀ 13 <li sana pianta, ma le ricavò da una qualche osservazione, o insufficiente o fallace, di molti fatti interiori e di alcuni altri esteriori. Ciò nonostante nessun etnografo psicologo e «li¬ tografo saprebbe fermare se codeste vetustissime intuizioni di animismo, nate tanto di buon’ora e sopravissute per mi¬ gliaia e migliaia di anni sotto cento forme diverse, per lo più embrionali, siano paragonabili menomamente ad uno spi¬ ritismo consapevole e maturo a pari dell attuale ! Certo, da tempi immemorabili l’Uomo ha creduto nella esistenza di un suo doppio veduto in sogno, nella separa¬ zione transitoria di esso dal corpo durante la vita, nella sopravvivenza di esso al corpo dopo la morte, e nel suo ri¬ torno in forma di ombra o di larva attorno ai sepolcri per funestare quasi sempre, per soccorrere quasi mai, i super¬ stiti parenti. Da epoche antichissime, e in tutte le razze, e sotto tutti i climi, l'uomo ha creduto nelle apparizioni, nell'in- tervento di entità invisibili sul proprio destino, nell’esistenza non solo di una umanità postuma, ma pur di una immensa gerarchia di spiriti piu o meno imperituri dimoranti in luoghi più o meno determinati dello spazio, in cielo, negli astri, sotto terra, oppure dotati di erraticità ueH’atmosfera stessa che egli respirava. Tutte le storie ce lo dicono; tutti i miti a noi pervenuti ce lo ricordano; quasi tutte le leggende e le fiabe ne sono intessute. E come delle credenze, così delle pratiche oggi battezzate per “ spiritiche „. L’antichità ha avuto contezza dei tavoli e trepiedi semoventi, delle penombre e visioni suggestive, dei suoni misteriosi e dei vari trucchi ingegnosi usufruiti nei “ Mi¬ steri „. Se ne trovano traccia talvolta evidentissime nei culti e riti del Sacro Oriente e della civiltà classica. In Caldèa ed in Persia i maghi, in Egitto in Siria e dovunque i sacer¬ doti, fra gli Ebrei le pitonesse, fra i Greci gli oracoli e le pizie, fra i Romani gli aruspici e le Sibille, facevano dello * spiritismo „ a tutto spiano. E poi c’è sempre la risorsa dell’India e della Cina da citare : anche se attorno al nostro vecchio Mediterraneo mancassero argomenti storici, là, sulle rive sacre del Gange, là, in quelle estreme contrade del Drago celeste o del Sole levante, quanta messe per i ricostruttori palingnostici della “ Storia dello spiritismo , I Tutto ciò fu detto e ridetto: a che ripetere facilmente da Wahu e da Gaudi di Vesme, da Bonnbmère e da Dankmab, quanto essi accumularono con forte e nudrita erudizione? Chi non saprebbe stralciare qualche fuggevole accenno ani- mico-spiritico dai papiri di Menti e Tebe, dalle tavolette di 14 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Ninive e Babilonia, e non citare i Vedanta cogli immancabili Mahabbarata, e T Avesta, la Bibbia ed Omero, Sagomatone e Virgilio, Esiodo ed Ovidio? Chi non sa fare una scorsa pei Libri di Tito Livio cosi pieni di « meraviglioso storico o per le Istorie di Ammiano Marcellino cosi feconde in ri- co,. 1 'V8®*13*? E nell'intermezzo ci sono anche i Quattro Vati- neh coi demoniaci liberati dal gran medium o “ gran fakiro dì Nazareth (sic, Hellenbaoh), il quale godette la facoltà di sdoppiarsi nella trashgurazione e di risuscitare, per un pro¬ cesso di allucinazione veridica, agli occhi delle pie donne. E ci sono gli Atti degli Apostoli con Simon Mago “ levi¬ tante per aria con la visione damascena di Paolo, con le fiammelle tluidiche della Pentecoste. Indi i primi Padri delln Chiesa , Tertulliano e Origene sopra tutti, forniscono facili notizie da sfruttare; e poi, rinforzo mirabile!, soprag- gmnge la scuola di Alessandria, con Plotino Po un rio ^SAr,r;IC0’ fC°n 16 ^uizioni auto-ipnotismi e le levita- ziom della estasi gnostica. Seguirebbe, ^ nelle citazioni, la lunga notte del Medio-Evo, m cui i latti spintici „ sovrabbondano, naturalmente, nella antasia e nella realta, perocché, ad accrescere le orde degli invisi^1 immaginate dagli antichi Mediterranei e quasi soltanto composte di anime erranti dei trapassati, calarono dal Nord germano-scandinavo le falangi tetre dei gnomi e vampiri e quelle gaie delle ondine e dei folletti. Chi non sa che nel &a51-ia ^ moderna ^cebo Bacone, Raimondo Lullo, I ietro d Arano, e poscia il Paracelso e il Cardano, ebbero o narrarono avventure e credenze “ spiritiche „ ? Le ereditò Si »*rSi6wr,oV‘K""' e ,e i,ort6 c°“ ,'ì"feii“- Nè c’è molto sforzo mentale a scorgere che la magia e la stregoneria sfruttavano per l’appunto molti e svariati feno¬ meni di psicologia patologica e supernormale attraverso alle SlT; 161 P^n oooum, dell’alchimia ed ermetismo. (ìc cldn Tu"S’ dei Sa,bbatl diabolici> dell’incanto, del malo occhio e della punzecchiatura alle figurine di cera, delle di¬ vinazioni d ogni sorta, dalla oneiromantica alla necromantica r " ' neuropatologo, illuminati dalle ricerche di Calmeil, di Hecker di Cuarcot e Richer, di Charbonnier Rnll ® ?‘ATZ’, S1 godano benissimo traverso gli in-folio dei Bollando!, traverso le fresche ingenuità di S. Francesco d Assisi o i mistici rapimenti di Santa Teresa e di Santa Cat- „„r‘„n“’pe[. nn !®n.lre una imponente collana di « fenomeni su- 1 normali Noi, alienisti, conosciamo ed insegniamo da un LO SPIRITISMO NELL’ANTICHITÀ 15 pezzo le vicende deH’isterismo, della psicosi epidemica e della suggestione nei secoli scorsi; noi sappiamo minutamente le tragicomiche crisi delle monache innamorate di Urbano Gran¬ dmo, o dei Giansenisti convulsionari sulla tomba del diacono Paris. Ogni lettore, anche mezzanamente colto, ha a sua di¬ sposizione il Figuier, e se vuole dilettarsi nell’apprendere le gesta dei maghi moderni Conte di S. Germano e Cagliostro, attinge non malsicure nozioni dai romanzi di Alessandro Dumas. Pur gli effetti stupefacenti della tinozza “ magnetica „ di Mesmbr non sono più ignoti ad alcuno: tutta la storia del magnetismo animale, del sonnambulismo artificiale, dell’ipno¬ tismo, fu resa venti anni or sono popolarissima; ed io stesso l’ho riassunta in un altro mio libro (il magnetismo animale, la fascinazione e gli stati ipnotici. Torino, 1880). Salvo che lo spiritismo attuale, nato contemporaneamente all’ipnotismo scientifico, è stato assai più avveduto di questo, perocché ha raccolto i rifiuti che la medicina e la psicopatologia disde¬ gnosamente lasciavano ai mesmero-magnetisti, e ne ha saputo ricavare quel materiale prezioso che è costituito dal nocciolo solido della psicologia supemonnale odierna. Adunque, fatti spiritici si sono mostrati in ogni tempo, e credenze negli spiriti hanno vissuto e prosperato presso ogni popolo, si in alto che in basso della gerarchia intellet¬ tuale e sociale. E già i tavolini o i trepiedi, ciò che è lo stesso, si movevano e fremevano, davan picchi e responsi ai cre¬ duli interroganti di Deio. E a Saul appariva, per la media¬ nità di una pitonessa Ebrea, l’ombra di Samuele. E anime erranti e doppi di morti, fantasmi avvisatori e segni arcani per “ scritture dirette „, se ne contano a decine nella storia; dall'alcoolizzato re Baipassare e dall’astuto Costantino alla infelice Maria Antonietta ipnotizzata da Cagliostro ; da Bruto, che ebbe la tetra visione di Filippi, a Napoleone III, che alle Tnillerics, in una seduta col medio Home, avrebbe ri¬ cevuto conturbanti messaggi dalla fluidica “ mano „ del suo grande zio. E anche in tempi vicini a noi, dame bianche e spettri di veri revenants, dominati da monoideismi secolari o professionali, sono apparsi a quando a quando nei vecchi ca¬ stelli, nei casolari perduti, nei cimiteri, o per autosuggestione di visionarli, o secondo narrazioni di allucinati per progetto... Su queste apparizioni, che sono il più popolare e il più cre¬ duto e temuto dei fenomeni spiritici, esiste una copiosissima, notissima letteratura di tre generi : il genere storico-aneddo¬ tico, che, per citare alcuni nomi, va dal Calmet alla Crowe; lo scientifico, dal Waoener al Briehke (de Boismont); il PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I 16 romanzesco, dalla Radclikee e da Walter Scott al nostro Fogazzaro. Chi non ha letto i Misteri di Udolfo, la Dama del Lago, e i Malombra ?... E chi non sa che dalle case infe¬ state ò fautasmogene, come le disse I'Ekmacora, stettero lontani in ogni tempo gli inquilini, ben prima che il fattore americano Fox andasse ad abitare ad Hvdesville ? Chi ignora che fatti di premonizioni in sogno e in veglia, di lucidità o vista d’eventi a distanza, di telepatia fra vivi, e fra morenti e vivi, e magari fra morti, sono raccontati nelle cronistorie d’ogni epoca? La metà del secolo XVII ebbe in Swedenborg il massimo, forse, dei “ medi „ intuitivi e visuali. E la prima mèta del secolo XIX, oltre ad esser piena di magnetizzatori, tutti va¬ lentissimi nel determinare ed osservare fenomeni straordinari di supernormalità psichica, quali Puységdii, Du-Potet, De¬ leuze, Paria, Teste, ecc., ecc., ha dato allo spiritismo un certo numero di sempre più prossimi precursori. — Vi si è accorsi ad ammirare la famosa “ veggente di Pre versi. , la Federica Hauff, che vedeva gli spiriti e conversava con essi, illustrata dal poeta Kkrner (1826). - Vi si è avuto un medio chiaro- udieute in quell'orologiaio Naundorff che pretendeva essere Luigi XVII, ossia il piccolo Delfino di Francia scappato dal Tempio, e che finì la sua vita avventurosa profetizzando nella solitudine (1845). — E come vi si affollava a veder volare i mobili smossi dalla incredibile medianità fisica della Angelica Cottin, la “ ragazza elettrica , descritta da TancuoU, stu¬ diata da Arago, messa in riposo subitaneo dalle troppo ac¬ curate osservazioni di Babinet (1846)! — E come s'era rimasti stupiti alla gesta della Deodata Dittus di Mottlingen, maneg¬ giata dal pastore evangelico Blurahardt (1840) ! — Ma sopra¬ tutto s’era avuto nel calzolaio Andrea .Jackson Davis il Battista dello spiritismi dottrinario, il visionario chiamato dagli spiriti di Galeno e di Swedenborg a compiere la sua grande missione etico-religiosa e terapeutica nell’umanità; egli si diceva lo sve¬ latore delle Armonie arcane delia Natura, il creatore dellafilo- sofia deH’interiore o spirituale, dell’ “ Univercoelum „ (1845-47 ): ancora adesso gli spiritisti Americani , .contrarii al dogma della reincarnazione, lo riconoscono per il loro Profeta. — E in Francia, contemporaneamente a Davis, un seggiolaio fat¬ tosi magnetizzatore, il Caiiaignet, aveva tratto dal suo sog¬ getto sonnambolieo, da Adelina Maginot, gli elementi di una consimile non meno farragginosa “ rivelazione „ sugli Ar¬ cani della cita futura (1848|. — E in Germania, nel frattempo, il Bar. di Reiciiesuaoh già aveva fatto le sue prime espe- ORIGINE DELLO SPIRITISMO MODERNO 17 rienze sull’ “ od , (annunciate nel ’48), s’era, cioè, incam¬ minato da solo, forse troppo presto e con soverchia imagi- nazione, per quella via costeggiente il dominio delle scienze esatte, nella quale oggi si vuole immettere la corrente espli- catrice dei fenomeni psichici. Tutti questi sono dati storici non più nuovi per chiunque si sia accostato, anche per poco, alla innumerabile e spesso stucchevolmente uniforme produzione libraria del movimento spiritico; sono, per così dire, l’albero araldico novellamente disegnato dagli storici-apologisti dello spiritismo, presso a poco alla maniera di quelle famiglie borghesi arricchite, alle quali un compiacente archeologo specialista ricompone la ge¬ nealogia con antenati oscuramente plebei o imaginari. Per con¬ tinuare nella metafora, è su quell’albero, cresciuto sempre fra le penombre ammuffite della civiltà, e per secoli e secoli quasi vergognoso di spingere i suoi rami contorti e bizzarri verso la luce della grande storia palese e della scienza esatta; è su quel tronco “ esoterico „ che ad un tratto, al di là del¬ l’Atlantico, nel paese delle stravaganze e dei “ miracoli mo¬ derni , , s’è vista spuntare un’efflorescenza colorita e tosto spam¬ panata. Senza ricordare altri fatti storici precursori, e persino coetanei all'insaputa gli uni degli altri (fra cui nel 1849-51 i fenomeni del presbiterio di Cydeville in Normandia, analoghi agli spiritici, ma ritenuti per diabolici dal march. De Mir- yille), i tempi erano, dunque, maturi, l’ambiente s’era pre¬ parato, e gli “ spiriti „ stavano pronti per mettersi all’opera. Ci si misero nel dicembre 1847 in una fattoria del borgo di Hydesville, circolo di Arcadia, contea di Wayne, Stato di Nuova-York: e picchiarono forte sui muri dell’umile casetta, dove era andato ad abitare da pochi dì il fittavolo Giovanni Fox colla moglie Margherita e colle due figlie adolescenti Margaretta di 15 e Katie di 12 anni (una maggiore sorella, nuch essa divenuta poi “ medium , potentissima e notissima sotto i nomi dei tre successivi suoi mariti Fish, Brown ed Underhill, viveva allora a Rochester, N.-Y.). Lo spiritismo moderno, quello che conosciamo sotto questa denominazione, è nato da quei picchi e da quelle due zi¬ telle in fermento di pubertà: tutti gli storici dell’argomento, siano spiritisti o antispiritisti, sono in ciò di accordo, checché si dica da coloro che, forse per nobilitarne le idee, lo vogliono di origini antiche. Anche Carlo Darwin ha avuto dei pre¬ cursori fino fra i Greci; e fatti di indole “ darwiniana, ci sono sempre stati in natura : ciò non impedisce di dire che il darwinismo „ , quale teoria dell’ evoluzione organica Morsem.i, Psicologia e spiritismo. 2 18 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I mercè la selezione naturale e la lotta per la vita, non sia nato nel 1859 alla comparsa del celebre libro sull origine ^NeancTè vero cbe lo spiritualismo sperimentale sia sorto, come alcuni pretendono, in reazione al “ materialismo im¬ perante Queste asserzioni vengono da una semplice igno¬ ranza o dimenticanza di date. E bensì vero che già Augusto Conte era insorto contro la gazzarra metafìsica che unp versava in Germania e contro la filosofia cristianamente in¬ colore che dominava in Francia : ma il positivismo non e sinonimo di materialismo; e in letteratura furoreggiavano i romantici. Le opere celebratissime di Moleschott, di Vog , ,li Iìììouneu, da cui unanimemente s’è datata la rinascita del filosofia materialistica, sono tutte apparse tra il e il do (cfr Langk. Uist. dii Matir., voi. II): e sono pertanto po¬ steriori, non solo ai picchi spiritici di Arcadia, ma pur anco all’invasione dei medi americani e dei tavolini parlanti 1 Europa. Sarebbe piuttosto da dirsi che il materialismo scien¬ tifico della seconda metà del secolo XIX è nato per legit¬ tima reazione contro la epidemia spinto-spmtualistica che scoppiò violentissima nei due Mondi tra il 1848 e il od. Neanco è vero che gli “Invisibili, si siano rivelati da sè eolie il concetto dell’intervento di “spirita, odi Rimedi defunti, sia venuto subito ai primi picchi uditi sul muro. Si sapeva che la casa deUe Fox era “ infestata (hantée) già prima che la famiglia ci andasse ad abitare: ciò nonostante occorsero tre buoni mesi di fenomenologia bussante prima che venisse alla madre delle ragazze 1 idea di interrogare in¬ visibile produttóre di quei colpi: E come furono mteUet- tuali , le prime risposte date in marzo 48 dal rapping spirit „ o “ Poltergeist „ ! Egli seppe dire, gran miracolo in¬ vero, quanti anni avevano la Margherita e la Cattenna. In realtà corse del tempo prima che le comunicazioni diventas¬ sero meno stupide e i messaggi dell’ Al di là mmpnli. L’alfabeto 'convenzionale, a numero di battiti sulle pareti, ,fu imaginato dal misticista Isacco Post nell agosto di quell anno. In America si pehsa presto all’utile. Nel 4J già troviamo che la famiglia Fox, per dare spettacolo (pagato) agli accor¬ renti da ogni parte, sedeva sola attorno alla sua tavola d. pranzo: la vera “ catena tiptica , di tutta 1 assistenza, ripro¬ duzione di quella magnetica attorno alla tanozza di Mesmer, pare si sia formata un po’ più tardi poiché legge ! ch® s°l0 nel gennaio del '50 anche i consultanti sedevano aliatavola si ottenevano però soltanto picchi e movimenti di questa. Mei LO SPIRITISMO AMERICANO 19 dicembre del ’50, quando il rumore dei “ fenomeni , già cor¬ reva per i luoghi vicini , le due ragazze furono sottoposte ad un primo esame di tre medici, professori all’Università di Buffalo • esame che convinse pochi e incollerì i più, cosicché esse corsero quasi pericolo di venire americanamente linciate. Ma dal ’48 al '52 l’epidemia di medianità tiptica si estese a tutte le città dell’ Unione: lo “ spiritismo approfittando dell’impressione svegliata dal Profeta-precursore Davis, ebbe presto cultori e seguaci ardentissimi , per cui i fenomeni crebbero di varietà o di intensità: già si parlava di quelli luminosi e di quelli acustici , da aggiungere ai primordiali meccanici di più semplice fattura. Le polemiche acri, formidabili di quell’epoca giovarono, come sempre, alla diffusione del movimento. Nel ’52 le due Fox furono riesaminate, anche questa volta da una Commissione scientifica, che le collocò su di una tavola da autopsia (?), in mezzo all’aula, con i piedi posati su cuscini: si udirono egual¬ mente i rapi, e la maggioranza ne restò persuasa. Fu questo anche l’anno della conversione definitiva del Giudice Edmonds, reputatissimo giureconsulto, al quale ben presto s’associarono il prof. Hare, il chimico Mapes, ed altri autorevoli Univer- sitarii, non che una folla di ardenti ministri e oratori Uni¬ tariani, Universalisti, Revivalisti, Socio-riformisti, eec., fra cui primeggiava A din Hallo l', l’eloquentissimo propagan¬ dista dello spiritualismo. 11 ’52 fu l’anno del primo Congresso di spiritisti, che si unirono a Cleveland ; fu pur l’anno della pe¬ tizione mandata da migliaia di cittadini al Congresso Legisla¬ tivo affinché si deliberasse “ lo studio di questa forza occulta quasi improvvisamente manifestatasi alla umanità, che si ado¬ perava a sollevare rattenere sospendere e modificare in diversa guisa la posizione normale di un gran numero di corpi, ap¬ parentemente in contraddizione piena con le leggi di natura: che produceva chiarori e lampi di diversa forma e di vario colore in stanze al buio; che si faceva udire con rumori e picchi, con suoni armoniosi e voci umane,' e perfin con ac¬ cordi di strumenti musicali mossi da personaggi invisibili Per questi ultimi fenomeni acustici si direbbe che lo spiri¬ tismo abbia regredito! Ma in America non cessò un momento dal progredire : nel ’55 la sola Filadelfia contava 300 cir¬ coli, dove si comunicava incessantemente coi morti ; e fra questi erano già venuti a dare “ messaggi „ molti “ magni spiriti»: eran venuti Platone, Aristotele, Seneca, l’Alighieri (ahi, padre Dante!), Newton, Washington, Penn , Byron, Franklin... In quel frattempo Davis , non volendo lasciarsi 20 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I sopraffare dalle Fox e dagli altri medi minori ovunque pul¬ lulanti e comunque comunicanti, seguitava a conversare a tu per tu con Solone, con San Paolo e con San Giovanni... H ’52 è proprio l’anno * fatale , per Io sviluppo dello spiri- tismo moderno. Nel luglio (le notizie correvano allora meno rapide di adesso) un periodico diffusissimo nelle buone famiglie europee, 1’ “ Univers „ di Parigi, annunziava e commentava il movimento spiritistico transatlantico; e nel dicembre i primi medi Nord-Americani, nell’intento di far quattrini con le loro sedute anche su questo vecchio Continente, sbarcavano in Scozia e ad Amburgo. Da allora ad oggi i fasti mondiali dello spiritismo segnano date liete e date infauste, vittorie e sconfitte, anni di effervescenza e pause di prudente silenzio. Giova forse ricordarle qui tutte ? No : chi vuole notizie mi¬ nute sa dove trovarle, se è uno spiritista ; se poi il lettore non lo fosse e desiderasse qualche indicazione, credo che, oltre alle opere non più fresche del Bersot, della Habdinge e del Wahu, al riassunto di Leymarik, ai capitoli storici dei trattati dogmatici o polemici sulla materia, per es. quelli di Dénis e di Figuier (tutti diffusissimi fra il pubblico), potrà ricorrere con maggiore profitto all’edizione tedesca della storia del Baudi di Yesme (il III voi. non è uscito in italiano); alla grande opera critica del Podmobe, completissima per i paesi Anglo-Sassoni, meno completa per gli altri, fors’anco un po’ troppo “ critica „ ; ai libri, classici per gli spiritisti, del russo Al. Aksakoff: potrà consultare con fiducia le opere tedescamente erudite del Peiity, Do Pbel, D’Hellenbach e Dankmar (poco conosciute, mi sembra, dalla maggioranza dei gregari). Qui, per schiarimento della tecnica e fenomenologia osservabili nelle sedute dell’Eusapia Paladino, basterà ram¬ mentare in succinto le vicende principali e più caratteri¬ stiche dello spiritismo contemporaneo. In queste vicende alcuni fatti, innegabilmente storici, ci colpiscono: — Dii progresso tecnico abbastanza lento dello spiritismo dal 1847 al 71-73-74; — 2° la sua immobilità dot¬ trinalo e tecnica,, dopo la sistemazione inflittagli in Europa dall Allan-Kardec tra il ’58 e il ’65, immobilità durata per un buon trentennio ; — 3° il decadere della sua parte dot¬ trinale, nonostante la sua diffusione tra le masse, negli ultimi due lustri, sia per i dissensi intervenuti fra le varie scuole o sètte, sia sopratutto per la creazione ed il carat¬ tere scientifico sempre più evidente della psicologia super¬ normale; il che significa che quanto più si è penetrato nel meccanismo e nella psicogenesi dei fonomeni detti spi- SVILUPPO DELLA TECNICA SPIRITICA 21 ritiri, tanto minore si è rivelato il loro contenuto “ spirituale , o “ spiritismo „ . La affermazione del primo fatto dorrà, ne sono certo, a quegli adepti dello spiritismo, e sono i più di numero ma non i dappiù in coltura, che raccontano o credono essersi gli “ spiriti „ rivelati all’Umanità verso il mezzo del secolo XIX in tutta la pienezza delle loro manifestazioni. Non è vero : gli “ spiriti „ sono stati anzi piuttosto lenti e di scarsa ima¬ ginativa nel rivelare i loro “ poteri occulti Per un gran pezzo si sono contentati di picchiare, di suonare od emetter suoni, di far movere tavoli e altri oggetti, di fare scrivere o di scrivere essi stessi; ma stavano nell’ombra dell’ Al di là. Dopo vari anni di questa tecnica, o provincialmente rumo¬ rosa o misteriosamente ciarliera, tutt’al più interrotta da qualche vaga luminosità, finalmente si sono decisi di... ap¬ parire; e prima hanno mostrato solo le “ mani „, poi si sono “ materializzati „ in forme indecise, da ultimo, ma sempre con grandi stenti, si sono formati a “ fantasmi „ aventi una data personalità (?). E un fatto che ha, per lo psicologo, un grande valore : indica a chiarissime note che nelle conquiste0 dello spiritismo moderno vi è una logica evoluzione, come in ogni altra branca dell' attività umana. Lo “ spiritualismo speri¬ mentale „ è cresciuto passo passo con un processo non dis¬ simile da una tecnica scientifica, o (il confronto calza meglio) da un’arte industriale: l’ingegnosità dei “ medi „ ed iHoro allenamento hanno aperto, come si suol dire, il varco alle “ Entità o Intelligenze occulte „; queste, meschinelle, hanno aspettato secoli e secoli per manifestarsi con tanta dovizia di mezzi e di metodi, con più o meno buon gusto, ma per loro conto si sono mostrate e ogni di vie più si dimostrano di una indicibile povertà mentale, di un passivismo assoluto inintel¬ ligente e abulico. Fin dai primi tempi la pietra angolare della nuova religione cosmo-filosofico-socinle fu trovata nel fenomeno del tavolino bussante danzante e parlante, essendo esso il più facile il più comodo e il più frequente ad ottenersi, avendo cioè tutti i requisiti dell " Americanismo „ che vuol sempre far presto e fare in copia, perchè dalla fretta dalla abilità e dalla quantità dei risultati giudica le proprie operazioni. Cosi in borsa, come in filosofia ed in religione! È vero che ai fenomeni tiptici (prescindendo dal contenuto ideativo delle comunicazioni, e a parte il fiorire abbastanza rapido della medianità intellettuale) se ne aggiunsero di buon’ora altri e facili, e numerosi, e violenti, e" rumorosi, e spettaco- 09 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I losi, sempre “ nord-americani , insomma. Gli “ spiriti , non si risparmiavano davvero nelle sedute delle Fox e dei rivali medi transatlantici : di guisa elle presto si ebbero, come si desume dalla petizione surricordata, movimenti d'altri corpi oltre al tavolino, azioni meccaniche a distanza, rumori e grat¬ tamenti, strepiti da assordare, suoni a ritmo e melodie sera¬ fiche. Ma poi vennero anche le scritture dirette lasciate da mani invisibili, a matita su carta, o a gesso su lavagne; gli apporti; i profumi e unguenti deliziosi (oggi diventati raris¬ simi) ; la incombustibilità corporea dei medii (pur essa quasi scomparsa) ; — vennero le firme autografe di defunti del secolo antecedente ; — vennero, supremo fenomeno “ psi¬ chico,, le comunicazioni in lingue sconosciute ai medi (uno dei più famosi fu la giovinetta figlia del giudice Edmonds). Il talento umano è fertile di risorse. Sebbene non sia age¬ vole orientarsi in mezzo al tumultuoso succedersi e propagarsi delle manifestazioni dello spiritismo d’allora, parrebbe che le prime apparizioni spontanee di spiriti completamente mate¬ rializzati siano state quelle annunciate nel novembre ’51 dal medium Fowler di New-York, studente in medicina. Svegliatosi una notte di soprassalto ad un rumore insolito, egli avrebbe “ visto „ nella sua camera “ cinque personaggi vestiti all’antica „, i quali in prova della loro realtà e identità gli avrebbero lasciato, scritte in 4 vecchio ebraico,, alcune “ frasi della Bibbia ,. Non già che gli “ spiriti , si faces¬ sero, e neanche ora si facciano molto pregare dagli evocatori per “ manifestarsi „ nelle sedute degli innumerevoli medi Nord-Americani che sono per lo più potentissimi e... abilis¬ simi : tutt’altro ! Di spiriti se ne sono sempre manifestati a josa (anche troppi!), cosicché fin dal ’52 due medi ebrei di Dover neU’Obio, Gionata e Nahum Koon, padre e figlio, unendo la loro folte medianità erano in comunicazione con ben cento sessantaqinque disincarnati che si dicevano Pren¬ danoti dall’anglico nome King (prego di tenere a mente questo particolare storico). E dappertutto c’era un brulichio stupefacente di trapassati comunicanti coi vivi. Si può dire che siamo sotto tale aspetto in decadenza : alcuni medi come la D’Espérance o il Bailej o il Miller o il Bandone hanno ancora quattro o cinque spiriti-guida; ma se il Politi si dà il lusso di averne due, la Cook si contentava di una sola, della Iùitie King, e la Paladino, presentemente, d’un altro solo, del suo John King. Anche le materializzazioni parziali sono relativamente ve¬ nute presto: ossia “mani spiritiche,, ombre scure dissolven- SVILUPPO DELLA TECNICA SPIRITICA 23 tisi rapidissamente (Gravi, e anche, in qualche privilegiata seduta, fantasmi temporanei aventi vaga rassomiglianza con persone defunte e riconosciute dall’assistenza (Mapes). Ma le prime grandi materializzazioni evocate propriamente sicure e, dirò cosi, appartenenti al patrimonio percettibile dello spi¬ ritismo, sarebbero apparse più tardi. Tali la figura femminile luminosa e velata, veduta da Ron. Dalr Owen in novembre del ’60 ad una seduta della medium Fox-Underhill ; e il fantasma della moglie del banchiere Livermore, apparsagli durante una lunga serie di cento sedute colla Catterina Fox in gennaio del ’61. Le sorelle si facevano concorrenza! Allo stesso modo è difficile trovare l’anno di nascita del “ gabinetto oscuro „ dove si formano (e spesso si manipolano) le più cospicue materializzazioni e donde escono i fantasmi, esaudendo per apparire i desideri degli evocatori, ubbidendo per scomparire e per inabissarsi sotto il suolo alle ingiunzioni dell’impresario o conductor d’ogni medio professionista. Ma si parlava del cabinet già verso il ’60 a proposito delle se¬ dute inglesi e continentali dei medi Squire, Foster, Home, Redmann, sopratutto dei famigerati fratelli Davenport, tutti “ invasori americani „ (scrive il Podmore); e però è da ri¬ tenersi che l’utile invenzione risalga a qualche anno prima e sia pur essa... transatlantica. Tuttavia, lo ripeto, il “ tavolino parlante „ era sempre (e lo è ancora) la grande consolazione degli spiritisti, il grande bersaglio ai sarcasmi ed alla incredulità degli antispirjtisti, la grande preoccupazione dei pochissimi dotti che, per primi, vollero accostarsi con iscopo di seria investigazione ai nuovi Misteri, e cominciarono metodicamente a indagarne il feno¬ meno elementare. La moda della danza tiptica fu per alcuni anni, e massime dal ’52 al ’55, una vera generale frenesia: tutta Europa si raccoglieva la sera attorno al tavolino, e lo si faceva battere e girare. Così fu che la questione delle tàbles toarnantes in Francia, del table-turning in Inghilterra, del Tischrilcken in Germania, attrasse l’attenzione dei maggiori scienziati e li obbligò a intraprenderne l’esame. Vi si accin¬ sero adunque, nel ’53, il citato chimico americano IIake che ne divenne spiritista convinto, ed il fisico inglese Faraday che disse i moti del tavolo dovuti alle spinte comunicategli dai formanti la “ catena Nel ’54, l’astronomo La nix et li spiegò colla ipotesi dei “ moti iniziali „, ed il chimico Chevreul loro applicò, non senza valide argomentazioni , la sua teoria dei “ moti incoscienti „ trovata buona per la bacchetta divi¬ natoria. Nel '55 il conte di Gasparin ne negò la soprannatura- 24 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I lità, ossia l’origine spiritica, e vide in quei moti acutamente da lui investigati un fenomeno d’ordine magnetico; mentre il fisico ginevrino Thuby, suo compagno di osservazione, li attribuì ad una nuova e ignota forza edenica, irradiante da individui particolarmente dotati; mentre il geniale biologo Durano (da Gros) vi scorgeva dell’ “ elettro-dinamismo vi¬ tale Ommetto i cattolici, come De Mibville, che ci vede¬ vano e seguitano tuttora a vederci l'opus diaboli ! Anche il ’55 fu un anno provvidenziale per lo spiritismo: il Carion pubblicò il libro sull’ evoluzione degli spiriti; - la isterica Maria Kahlbommer, di Monaco, ebbe “ comunica¬ zioni „ strepitose; — si convertirono Vittor Hugo e la signora Gibabdin: ma quel che è più, il pedagogista ripetitore Ippolito Rivail, già adusato alle pratiche mesmeriche, entrò nello spiritismo militante. Un gruppo di adepti ferventi, fra cui erano il drammaturgo Sardou allora ventiquattrenne e 1 accademico poliglotte Taillandier, aveva ricevuto dal ta¬ volino parlante una folla di comunicazioni disparate e scucite, dalle quali, unendovi tutte quelle venute ormai alla luce da ogni parte, forse si sarebbe potuto trarre qualche lume sulla vita dell’AJ di là. Il Rivail, da metodico retore qual’era, si accinse a questo lavoro fratesco di coordinazione: ed elimi¬ nando di qua, aggiustando di là, mettendovi interpretazioni tutte sue, riuscì in pochi mesi a spremerne la prima edizione del Libro degli Spiriti (’57), che apparve sotto lo pseudonimo oggi celebre di Allan Kardec: una seconda edizione rive¬ duta è del ’58, anno di fondazione della “ Revue spirite „. Nel '59 l’opuscolo Che cosa è lo spiritismo ? e poi il Libro dei medi, la Genesi ecc., completarono la sistemazione della dottrina-religione, in cui, a differenza del profeta Davis e degli * spiriti » transatlantici che non ne vollero mai sapere, gli “ spiriti „ celto-latini interrogati dal Kardec, e un poco a malincuore quelli tedeschi e alcuni olandesi trascinati dalla corrente, introdussero il dogma della reincarnazione. Il decennio tra il ’60 e il ’70 vide la conversione di molti illustri inglesi, fra cui primeggiarono il già citato diploma¬ tico R. D. Owen, l’ingegnere elettricista P. Vaklev, il cele¬ berrimo naturalista A. R. Wallace, l’astrouomo De Morgan. Quel decennio vide le gesta medianiche dei più famosi medi pubblici, fra cui Davide Home e Fiorenza Cook, non che dei moltissimi privati, fra cui la sig.ra Guppy, la sig.ra Everitt, la sig.na Nichol (alle sedute di costei assisteva il Damiani, lo scopritore e l’educatore di Eusapia). Si videro pure, fra i tanti casi, l’ entusiasmo spiritico di Massimo d’Azeglio, e LO SPIRITISMO CONTEMPORANEO 25 l’Home alla Corte di Napoleone III, e l’entrata in canapo del giovane Camillo Flammarion col suo primo saggio sulle Forze ignote. Ma sopratutto rumoreggiò la nomina di quella Commissione della Società Dialettica di Londra, il cui rap¬ porto, rifiutato inutilmente per le stampe dal suo presidente l’antropologo J. Lcbhock, pubblicato privatamente due anni dopo, sta tuttora fra i titoli più preziosi in appoggio della fenomenologia fisico-spiritica. Il decennio tra il ’70 e l’80 non è stato meno fecondo. -Vi figurarono, in prima linea, le celebri ricerche sperimen¬ ta^ di Guglielmo Croores, massime sui medi Home e Cook, le quali rappresentano anche adesso lo sforzo più vigoroso nel dominio delle “ forze psichiche „ ; vi comparve il libro impressionante del Wallace sui “ Miracoli del moderno spiritualismo vi si compirono le sperienze non meno famose dell’astronomo tedesco F. Zòllner sul medio Slade, con le sue ipotesi esplicative di fisica trascendentale; e vi si agitò l’acre polemica tra il Wundt e I’Ulrioi, questi sinceramente convinto e persuasore anche del filosofo Fichte, quegli non men francamente a vversario. Quello è il decennio della ripresa degli studi sull’ipnotismo delle isteriche per opera del sommo neuropatologo Charcot, continuatore del Braid , e degli studi sulla suggestione della scuola psicologica di Nancy : ma in particolar modo è il periodo in cui Carlo Richet, abbordando l’esame sperimentale del sonnambulismo magne¬ tico, vi apportava la lucida genialità della sua mente di vero fisio-psicologo, e creava la “ metapsichica,. Nel frat¬ tempo però lo spiritismo-sistema riceveva due fieri colpi: l’insuccesso completo delle esperienze medianiche compiute a Pietroburgo da una Commissione scientifica, di cui era ornamento l’illustre chimico Mkniìeleieff (1876); e il sosti¬ tuirsi, sia pure eccessivo ma in molti punti razionale, della condizione ipno-patologica alla presunta estasi o “ trance „ spiritica. Fin d’allora si potè dire incominciato lo sgretola¬ mento dell’edificio teorico-religioso dello spiritismo. Il decennio successivo (1880-90) segna pertanto una sosta. Vi si segnala, è vero, la fondazione di quella Società anglo¬ americana per le ricerche psichiche, dalla quale doveva ve¬ nire tanta luce decorosa e sicura sui fenomeni detti spiritici. Ma in realtà lo spiritismo-dottrina, irrigiditosi nel catechismo di Kardeo o sviato nelle fantasticherie di Davis, non sarebbe scampato all’ inesorabile naufragio che già gli s’annunciava, se non sopraggiungevano a salvarlo gli studi più positivi di psicologia supernormale. E non avrebbero certamente solle- 26 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I vata la sua sorte le stupefacenti manifestazioni di alcuni medi abbastanza spesso trovati in frode, nè le esperienze, per quanto più attendibili, del Gibier, del Mac NaB, del Wagner..., nè le astruserie metafisiche del Do Pbel, nè i rin¬ forzi non chiesti offerti dagli occultisti e teosofi. Occorrevano ormai fatti materiali, non astrattezze; occorrevano documenti sperimentali, e non elucubrazioni euri-catechistiche ; ebbene, sono gli ultimi sedici anni, dal '91 al 1906, quelli che, ricon¬ ducendo gli sperimentatori a camminare sulle orme stampate dal Crookes, hanno per l’appunto corrisposto a questo bisogno dello “ spiritismo scientifico „ . Lo studio del medium Eusapia Paladino inaugurato egre¬ giamente nel’92 a Milano, in casa Finzi, da una Commissione, ove figuravano due dei più bei nomi italiani, quelli di Scuiap- parelli e Lombroso, vicino a quello simpatico di Richet; — l’opera riduttrice, sotto le parvenze apologetiche, dell’AKSA- kow apparsa nel ’95 ; — le straordinarie inchieste ed investi¬ gazioni sulla telepatia, sulle allucinazioni veridiche, sulle apparizioni di doppi dei morenti e sulla medianità intellet¬ tuale di alcuni medi meno sospetti, condotte a termine da Gurney, Mvers, Sidgwick, Podmore, Ermacora, sig.ra Ver- rai.l, Hodgson e Hyslop ; — le bellissime indagini del Le Rocuas sugli stati ipnotici e sulle esteriorazioni della sensi¬ bilità e motrieità ; — le numerose esperienze dirette ad accre¬ scere di una “ forza psichica „ o di un “ agente bio-neurico „ l'elenco delle forze naturali, togliendo così allo spiritismo, comunque inteso, il vecchio suo abito di supernaturalità e di meraviglioso occulto ; — l’assentimento dato da una folla di uomini competenti, di scienziati e filosofi di primo ordine, alla realtà gd autenticità di “ fenomeni „ per lunghi anni rele¬ gati fra le fiabe le allucinazioni e gli inganni ; — il diffondersi di forti e ben fondate nozioni psicologiche, quantunque la psicologia soggiaccia all’infestazione del dilettantismo d’ogni specie; — l’opera monumentale induttiva di Federico Myers, che, pur nei suoi eccessi fiduciosi di sintesi, è giunta opportu¬ namente a sostituire quella dogmatica di Kardec; — l’ac¬ coglienza della metapsichiea nei Congressi internazionali di psicologia, purché faccia opera seria e stia attaccata al metodo della scienza severamente positiva ; — la fondazione di Isti¬ tuti e Laboratori ben forniti per lo studio dei fenomeni psichici, con sempre alla testa la celebre Society f. p. li. di Londra e V Istituto internazionale di Parigi; — ecco gli avvenimenti più significativi di questo recentissimo risveglio. Ciò che rimane tuttora sul telaio dello spiritismo, I CONGRESSI Iti SPIRITISMO 27 sia trama di fondo, sia ordito di risalto, sarà qua e là da me rammentato, o di prospetto o in iscorcio, nelle pagine del libro. Dati dottrinali. Per ben conoscere le dottrine filosofiche e i principi pra¬ tici dello spiritismo moderno non c’è che da leggere i rendi¬ conti dei Congressi spiritici tenuti negli ultimi venti anni a Barcellona (1888), a Parigi (1889), a Madrid (1892), a Londra e a Rio Janeiro (1898), a Parigi nuovamente (1900). Nelle due grandi riunioni internazionali provocate dalle Esposizioni universali dell’87 e del 1900 si dettero convegno a Parigi i seguaci più autentici e caldi dello “ spiritismo uffi¬ ciale,. Là erano rappresentate tutte le scuole, tutti i gruppi; i kardechiani reincarnazionisti vicino ai davisiani e sweden- borghiani neganti la reincarnazione; gli ortodossi del par¬ tito, legati rigidamente alle tradizioni classiche di Allan- Iyardeo, e gli eterodossi, marsigliesi olandesi ed americani, di più libera apertura mentale; i cristianeggianti, dirò così, infal- libilisti, e i positivi-futuristi pressoché atei... Vero è che agli spiritisti veri si mescolavano teosofi, occultisti, ermetisti, rna- gnetisti o mesmeristi, e che accanto agli studiosi disinteressati sedevano e si agitavano molti medi professionali, alcuni soltanto scriventi, ma altri curanti per taumaturgia: di guisa che le due riunioni risultarono abbastanza disparate e multicolori, e non mancarono comici eventi medianico-isterici nel bel mezzo delle sedute (cfr. per es. il “ Oompte-rendu „ del Congr. del 1900, a pag. 158,162,201). Ma insomma, i lavori dei congressisti furono diretti o in persona o in iscritto dai campioni più au¬ torevoli delle diverse scuole spirito-occulto-magnetiche : daDe- lanne, Dénis, Levmarie, Lekmina, Papds, Pascal, Ciiazarain, Durvii/le, Baraduc, Moutin, Fauvéty, ecc.ecc., per la Francia; da Huemus Temi-rado, M. Vivés, Aguabod Torkero, Gaggia Gonzales per la Spagna; da Volpi e Hoffiiann per l’Italia; da Van Straeten e Beversluis per l’Olanda; da Henrion e Donato pel Belgio; da Lachoix, Lireiit e signore Anni- Balou e Stannard pel Nord-America ; da Deineiard e Schei- di.er per la Germania; da De Népluyeìt e Seménoff per la Russia; da Padéano per la Rumania; da Gardy per la Svizzera; da Nyssa per la Scandinavia, ecc., ecc. 28 PSICOLOGIA S SPIRITISMO, I Orbene, gli spiritisti hanno colà a due riprese proclamato, come l’avrebbero latto dei Ooncilii ecumenici, i principii fondamentali delle loro dottrine. Udiamo dapprima, in estratto, quelli del 1889, anno che era, si noti, il centenario della celebre Dichiarazione dei diritti umani e civili : Per lo Spiritismo: 1° La dottrina spiritica è riconosciuta come intimamente connessa a tutti i dati scientifici o filosofici oggidì conosciuti. 2° ... Lo spiritismo fornisce le prove inconfutabili della perpetuità dell io cosciente e dei rapporti fra i riri ed i morti. •j’-4 Queste affermazioni si appoggiano, da una parte sulle esperienze eseguite con i metodi sperimentali della scienza po- sihya da uomini eminenti di tutti i paesi d’altra parte, sui dati piu larghi e progressivi di una filosofia razionale colle¬ gante la piu alta ragione alle più elevate aspirazioni dell’anima. •> Lo spiritismo fornisce una base realmente stabile a una morale altissima, ecc., ecc. Per la Iuuncarnazione : — 1" La grande maggioranza delle sP)>'itiche afferma che l'evoluzione dell'uomo non può effettuai si se non mediante successive reincarnazioni del suo principio superiore, l’anima. 2“ Fra Luna e l’altra sua incarnazione l’anima, accompa¬ gnata dal penspirito, conserva intatta la personalità del disin¬ carnato: e questa personalità è intera, ossia dotata di memoria di intelligenza, di volontà. ... ,}f incarnazione seguente è determinata dai meriti acqui- suti nell esistenza anteriore senza possibile ritorno a gradi in¬ feriori (retrogradazione). 4°-5° L’anima incarnata conserva inconsciamente il ricordo dei suoi acquisti anteriori, acquisti il cui insieme costituisce le idee innate,. —Queste idee o imagini, costituenti l’insieme dei meriti e dementi delle esistenze anteriori, sono i fattori del- l organismo materiale e le fonti dirette del suo divenire... Per la Medidmnità : — 1° grazie al quale ha luogo la bile e l'invisibile. Il medium è l'essere intermediario, comunicazione fra il mondo visi- 2°-^° Il medium, strumento assai delicato e irresponsabile deve essere oggetto di cure premurose da parte degli assistenti i qua i possono produrre su di lui una influenza buona o cattiva. Lgli deve prepararsi, con studi preliminari e continui, alla sua missione: più lo strumento sarà perfetto, e più belle saranno le manifestazioni che si otterranno. 4° Mi astanti influiscono Aulicamente sulle manifesta¬ zioni : quindi è indispensabile ottenere prima la omogeneità di IL * DOGMA „ SPIRITICO 29 pensiero delle persone presenti, le quali formano un vero mezzo ambiente. 5° Certi ciarlatani possono tentare la imitazione dei feno¬ meni, ma sono falsi medi, massime se mercenari. 1 medi veri, essendo uno strumento passivo, non sono mai certi in prece¬ denza del buon esito dei fenomeni. Per i Fenomeni: — 1° 1 fenomeni ottenuti nelle sedute spi¬ ritiche sono di tre ordini : — a) fisici : spostamento di oggetti materiali, apporti; — b) psichici: incarnazioni; — c) fi nidi ci: materializzazioni, scrittura diretta, disegni, ecc. 2°-3°-4° 1 fenomeni fisici possono essere scientificamente con¬ trollati col mezzo di apparecchi, di reagenti chimici ordinari..., e sopratutto della fotografia (con elogio speciale al capitano Volpi)... Eccellente base di osservazione sono anche le impronte e le modellature, ecc. Per il Fluidismo : — 1° 1 medi possono essere e sono spesso eccellenti soggetti sonnambolici. 2° 11 medio veggente è un legame vivente fra lo spiritismo e il magnetismo: esso dimostra V identità delle due dottrine sul terreno psichico. 3° Gli invisibili possono agire sul medio o sugli astanti come agisce il magnetizzatore visibile sui suoi soggetti : in questo caso i fluidi prodotti sono analoghi ai fluidi magnetici. 4“ Lo Spiritismo, a pari del magnetismo, proclama resi¬ stenza reale di fluidi invisibili sparsi nell'Universo (“ C. R. Congr. Spir. intern. de 1889 „, Parigi, 1890, pp. 85-87). Come si vede, il Sillabo della sezione spiritista e spiritua¬ listica del Congresso del 1889 aveva un lato pratico di molta importanza : stabiliva anche le norme per il metodo delle se¬ dute medianiche. Ma una lacuna grave, che nessuno sforzo di spiritista ha mai saputo colmare, si rileva in queste propo¬ sizioni, ed è la natura e la posizione del “ perispirito „ in tutto il sistema. Neppure le conclusioni pi-esentate dal Papus, a nome della Sezione occultistica, schiarirono abbastanza, a mio parere, l’intralciato problema della costituzione trinitaria umana, e men che mai ci dissero il processo pel quale gli spiriti dei disincarnati arrivano ad assorbire il “ perispirito „ o corpo astrale dei medi. La Sezione dell’Occultismo dell’89 emetteva questi articoli di fede: Per la costituzione dell’uomo: — 1“ La costituzione del¬ l’uomo è insegnata in modo identico da tutte le scuole spirito- 30 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I spiritualistiche, sebbene sotto nomi differenti: ed è sempre trinitaria. Spiritism o Cabbaia Teosofia 1. Il corpo 1. Il corpo organico 1. Il corpo (Nephesh) (Rapa) 2. Il perispirito 2. Il corpo astrale 2. Il corpo astrale (Ruah) (Lmga sharira) 3. L'anima 3. Lo spirito 3. Lo spirito 1 (Neschàmah) (Ai ma) 2“ La divergenza fra le dottrine spiritiche e le occultistiche riguarda la trasformazione di questi principi costitutivi dopo la morte: 1 occultismo crede alla dissoluzione totale del peri- spirito dopo un certo tempo. Per i fenomeni spiritici: — 3° L’occultismo non nega la possibilità delle comunicazioni fra i vivi ed i morti : ma i f e - nomeni delle sedute spiritiche sono spiegati in maniera diversa dagli occultisti [Dico subito: in maniera meno irrazionale !J. 4“ La affermatone che la rito umana può uscire coscien¬ temente o inconsciamente dall'essere umano (fuoruscita del corpo astrale „) spiega un gran numero di fenomeni ottenuti «elle sedute spiritiche o presentati dai falriri indiani. •5* L'allearsi conscio od inconscio dei corpi astrali del medium e degli astanti, con o senza influenza di esseri psichici esterni, spiega un'altra parte dei fenomeni. 6° L'influenza reale degli spiriti è fin qui incontestabile in un gran numerosi* casi; tuttavia bisogna premunirsi contro le cattive influenze, tanto per le manifestazioni che per i medium. Per il ferispibito : — 7° La embriologia e la fisiologia mo¬ derna confermano i dati dell'occultismo, mostrando che il corpo astrale (= fluido nervoso organico) precede l’anima e fabbrica il corpo materiale, fisiologicamente parlando. 8“ Da ciò può desumersi una teoria scientifica dell'incw- nazione : secondo l’occultismo, l’anima non è mai totalmente incarnata nel corpo; — l’ideale dell'essere umano ò formato dalla parte estranea al suo corpo {higher-self degli inglesi). Per la Reincarnazione: — 9° Le scuole d’occultismo che in¬ segnano la reincarnazione, pretendono tutte che l'anima soltanto, la parte più elevata dell'essere (Neseh&ma- Aldina) si reincarna, e che il perispi rito si discioglie col tempo e passa allo stato di iinagine astrale... Ma la reincarnazione b contestata da alcune scuole. divergenze fea gli spiritisti 31 10° Il corpo organico e la parte del corpo astrale (il pe- rispirito) in rapporto con esso possono essere analizzati dalla scienza materialistica; ma le funzioni intime del corpo astrale e i suoi* rapporti coll'anima sfuggono all’analisi dei metodi sol¬ tanto usati dal materialismo, e sempre gli sfuggiranno. Per I'Omanità: — 11“ Il perispirito si rinnova incessante¬ mente nelle sue parti costitutive (?) mediante la azione speciale del nervo gran simpatico sulla vita arrecata dal globulo san- trui<mo, il quale la attinge per suo conto dall’aria ambiente... " 12° L’umanità è il cervello della terra: ciascun essere umano fe una cellula nervosa della terra, ecc., ecc. (‘ C.-R. Congr., „ c. s., pp. 90-92). Io tralascio tutta la parte strettamente filosofica delle conclusioni allora approvato e racchiudenti la dottrina: gli spiritisti tendendo, in grande maggioranza, a fare di questa una specie di religione deistico-umanitaria, connessa da un lato al cristianesimo, dall’altro aH’umanitarismo fourieriano e comtiano ; gli occultisti-teosofi mirando a costruire un bizzarro ilo-zoo-cosmo-panteismo, che si riattaccherebbe da un lato ai concetti magico-ermetiei di Paracelso e di Van- Helmoni, dall’altro agli insegnamenti esoterici dell’estremo Oriente. Le divergenze fra le scuole, chiese o sètte rappre¬ sentate al Congresso dell’89 erano però, lo si vede da queste citazioni, piuttosto gravi, sopratutto su tre punti essenziali : su Dio (?), sulla reincarnazione e sul destino del perispirito. Xeppur si può dire che sull’ufficio e sulla costituzione intima del perispirito vi fosse accordo: anche adesso, trascorsi di¬ ciotto anni, la identità del perispirito col corpo astrale degli occultisti e teosofi, col fluido vitale o neurieo o bio-elettrico dei magnetisti, non appare dilucidata, checché dicano e pre¬ tendano i fanatici del sistema. Ma tutti, dai reinearnazionisti Delanne, Gonzalès e Df.Nis alla loro intelligentissima avver¬ saria la Yak Calcar, dal canonico Roca sospeso a divinìs per le sue idee cristo-kabbalo-saintsimoniane al marsigliese Georges rappresentante del gruppo positivo-futurista pressoché ateo, dal dissidente antikardechista Chaignead al capo degli oc- culto-kabbalisti Papds, fino al più caldo oratore fra i magne- tologi presenti, Dr Crazarain, tutte queste scuole o sètte s’affermarono concordi ed unanimi su due principi fonda- mentali delle dottrine spiritualistiche: 1° persistenza dell’io cosciente e personale dopo la morte ; 2° rapporti possibili fra i vivi e i trapassati. 32 PSICOLOGIA E SPIBITISMO, I Il Congresso internazionale del 1900, anziché essere più largo nelle sue vedute filosofico-sociali , come si sarebbe dovuto aspettare dallo sviluppo preso in questo frattempo dalla scuola puramente psicliicista o seientilico-positiva, invece fu più dogmatico ancora del precedente. E il suo assolutismo si palesò particolarmente in questo, che, contrariamente a tutte le norme di prudenza per le quali si era prestabilito di non toccare l’argomento, e non tenendo alcun conto del sempre crescente moto di dissidenza che viene staccando dall’anti¬ quato dogma teo- cristo-spiritualistico (Kardechismo) le co¬ scienze più libere e illuminate fra gli stessi spiritisti, quali ad es. il Fauvéty, I’Anastay, la Calcar, il Geley. senza dire del Myers e di quasi tutti gli Anglo-Americani, si volle ad ogni costo esprimere un voto sull’esistenza di Dio. A cen- tosette anni di distanza, lo “ spirito , di Robespierre deve aver gioito a questa proclamazione solenne di un Dio da parte di un’assemblea: occorreva proprio un Congresso di spiritisti per votare ad alzata di mano 1’esistenza o no di un Essere supremo ! Ecco infatti nella sua concisione l’eptalogo teo-spiritico-spiritualistico approvato all’unanimità nel “ me¬ morabile „ pomeriggio del 25 settembre 1900: 1° Riconoscimento deH'esis/e»»za di Dio, Intelligenza su¬ prema, Causa prima di tutte le cause. 2° Pluralità dei mondi abitati. 3° Immortalità dell'anima, e successione delle site esisterne corporali sulla terra e su altri globi nello spazio. 4 Dimostrazione sperimentale della sopravvivenza dell’a¬ nima mediante la comunicazione medianimica cogli spiriti. 5° Condizioni felici o infelici della vita umana in ragione degli acquisti anteriori dell'anima, dei suoi meriti e demeriti, e dei progressi che ella deve compiere. 6° Perfezionamento infinito dell’essere. 7" Solidarietà e fraternità universale (Cfr. “ C.-R. Congr. , del 1900, p. 392). Il resoconto narra che tutte queste proposizioni sono state adottate all’unanimità, meno un solo voto contrario alla re¬ incarnazione (partiva però dalla tribuna del pubblico), e che la seduta è stata tolta in mezzo all’ entusiasmo generale. E così si dipinge, meglio di ogni mio commento, ciò che sia lo spiritismo moderno o neo-spiritualismo nella coscienza della immensa maggioranza dei suoi adepti : una vera e propria religione nata, ha detto briosamente il dott. Fed. Venanzio, come un gas di putrefazione dal decomporsi del Cristiane- LO SPIRITISMO- RELIGIONE 33 simo nella coscienza moderna dei popoli civili, così del mondo latino (Oattolicismo), come dell’anglo-sassone (Prote¬ stantismo). Nè il contributo arrecato testé a questa evo¬ luzione della coscienza religiosa Euro-americana dalla in¬ vasione e mistione di credenze venute dall’Oriente (Teosofia, Buddismo e persin Confucianismo e Lao-tseismo!), mutala sostanza delle cose: io direi, anzi, che la peggiora. Perocché, mentre i congressisti dell’89 s’erano divisi soltanto in tre sezioni schiettamente spiritiche — quelle della Reincarna¬ zione, della Mediuranità e della Propaganda, — la grande Riunione del ’900, avendo aperte le sue porte ad elementi troppo disparati, si dovette comporre di quattro sezioni parallele aggregantisi nelle sedute generali : la Spiritica pura, la Magnetica, la Ermetica, la Teosofica. Sette anni or sono si vide, adunque, una miscela ancora più eteroclita di ten¬ denze antipositive, mistiche, pseudo-scientifiche ; e si udirono ancora evocare ex aequo in seduta i nomi di Dio Padre “ in spirito e verità „ e di Dio forza e anima universale, di Gesù Cristo fattosi Verbum-caro e “ Cavaliere Rosa -f- croce „ e di Annie Besant, del profeta Elia e di... Allan Kardec!... Gli spiritisti non possono negare, per quanto i più in¬ tellettuali fra di essi lo facciano a malincuore, il carattere religioso e filosofico-sociale del movimento che sorse in Ame¬ rica sessant’anni or sono, e che, immigrato in Europa, vi si è fuso con la corrente mistica orientale o indo-mongolica. Le religioni di indole semitica sono in via di dissoluzione, perchè o per un verso o per l’altro si sono irrigidite; e, sebben tentino ora reciprocamente di riallacciarsi e di fecon¬ darsi, sebbene accettino il rinforzo delle superstizioni in- dosinicho (veggasi il Congresso delle Religioni di Chicago del 1890), un fatto chiaro e lampante risalta agli occhi del¬ l'osservatore spassionato : quello che le coscienze non se ne contentano più, e sono oramai come un terreno sterilizzato dalla eccessiva coltura, il quale ha sete di germi nuovi ed anche di nuove materie fertilizzanti. Ora, lo spiritismo vero, quello che riconosce per suoi legislatori un Davis e un Kardec, o un Cahaignet ed un Lévy, quello dei Congressi interna¬ zionali dell’89 e 1900, quello capitanato dai Dénis e Delanne, dai Fernandez e Gonzalès, dai Dalmazzo e IIoffmann, dagli Hellenbach Cyriax e Beversluis, a parte le lievi diver¬ genze di stile e di metodo ha realmente la pretesa di sostituirsi presto o tardi alle religioni rivelate moriture. Non per nulla uno spiritista spagnuolo, più coerente degli altri nel suo iberico fanatismo, ha gridato ai convenuti in Morselli, Psicoloyiu e spiritiamo. 8 34 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Parigi clie lo spiritismo era la 8 Terza Rivelazione „ (la prima sarà stata quella di Mosè, la seconda di Cristo, la terza... questa di Allan-Kardec !). Su ciò v’è accordo dichiarato fra tutte le scuole “ pure che vogliono restare o pretendono di essere sulla via maestra dello Spiritismo. Il Grau, che parlava al Convegno dell’89 in nome degli “ spiritualisti „ tedeschi, vi diceva che le idee dei grandi filosofi spiritisti di Germania, di Zollner, Feohner, Ulrioi, Fichte, Hellenbach , Du Prel, Perty e di molti altri, si fondono con quelle del “ grande francese „ (Rivail) per condurre l’umanità tutta intiera sulla via della salute. E nel 1893 Angelo Brovferio , presentando agli Italiani un’opera di Du Prel che compendia il sistema filosofico dello spiritismo scientifico, scriveva che la credenza alla soprav¬ vivenza dell’anima e alle riapparizioni dei defunti , cioè 10 spiritismo, “ sarà la religione del secolo XX, come il so¬ cialismo sarà la sua politica „. E nel 1900, di nuovo a Pa¬ rigi, la signora Stannard parlando in nome degli spiritisti Anglo-Americani, sebbene divisi sul tema della reincarna¬ zione, esclamava che tutti gli adepti camminano sotto la stessa bandiera nella battaglia contro il 1 materialismo „ e sperano di * giungere ad illuminare il mondo col nobilissimo scopo dell’unione di tutta l’umanità,. Ora, religio è proprio derivato da r digare, ossia da unire: che se lo spiritismo non è una religione nello stretto significato (sebbene abbia anche 11 suo rituale!), pure “ esso, col corteo dei suoi dogmi, ci offre ciò che la sostituisce „ : sono parole, queste, di Let¬ icarle, il grande editore spiritista, il successore di Kabdec. Per dirla in una frase eloquente di un americo-latino, lo spiritismo, cosi concepito dal punto di vista filosofico-reli- gioso-sociale, sarebbe “ la idea più grandiosa che possa aleggiare sulla umanità terrestre „. * * * Il fallimento dello Spiritismo-sistema. Ben è vero che in questi ultimi tempi, lo Spiritismo-si¬ stema si trova in pericolo di “ bancarotta „. Anche agli occhi degli stessi suoi campioni più serii e più calmi, esso è apparso oramai suscettibile di molti assottigliamenti nella parte dot¬ trinale derivatagli in massima parte dai Davis e dai Kabdec, e nello stesso tempo bisognoso di tagli generosi nei suoi fallimento hello spiritismo-sistema 35 legami colle altre scuole occultistiche. Alcuni arrivano a volerlo, anzi sfrondare di tutto ciò che non è positivamente dimostrabile coll’osservazione metodica e coll’indagine spe¬ rimentale dei fenomeni detti * spiritici ». E fra i cultori di questo “ neo-spiritismo scientifico , , che si presenta svestito del suo laticlavio sacerdotale, depurato dalle sue scorie e raf¬ finato attraverso la filiera delle “ ricerche psichiche », vi è perfino ehi guarda con aria di indulgente compassione gli slanci mistico-religiosi dei vecchi e impenitenti dottrinari, so¬ pratutto dei kardechisti e davisiani ortodossi. Non parliamo poi degli occulto-ermetisti capitanati dal Patos, o dei teo¬ sofi camminanti sulle orme malfide della Blawatski, cotanto fieramente percossa nella sua personalità morale dagli psi- chicisti Inglesi: essi tutti sono a mala pena tollerati quali alleati provvisori nel campo di battaglia contro il “ mate¬ rialismo » e il “ monismo ». Se ancora non si è rotta la lega, se della guerra inte¬ stina, che fra poco scoppierà furiosa, s’odono solo le prime avvisaglie nelle discussioni fra oratori e nelle polemiche fra periodici, certo è che i ‘ psicliicisti „ si guardan bene dal farsi vedere a braccetto con gli “ spiritisti » schietti. Al Congresso del 1900 non intervenne nessuno dei maggiori rappresen¬ tanti del psichismo scientifico: non Guglielmo Crookes nè Oliviero Lodge, non Carlo Richet nè Camillo Flammarion, neanche Aless. Aksaeoff, men che mai Federico Mters, la cui presenza avrebbe, almeno, elevato il tono della riunione. Anzi, in mezzo al fervore delle acclamazioni con cui la quasi totalità dei presenti, trascinati dal misticismo anglo-iberico e americo-latino, salutava il sillabo teologico-spiritualistico ricalcato sul catechismo kardechiano, qualcuno osò esprimere il voto che gli spiritisti potessero pensare un po’ più libe¬ ramente e frangere i rigidi cancelli (stile letterario) del sistema-religione: — cito a titolo d'onore la operosa e geniale spiritualista olandese Elisa van Calcar, lo sweden- borghiano Leoomte, e il maglierista Moutin. Ma... apriti cielo h Non è loro toccata migliore accoglienza di quella con cui nel convegno dell’89 i pochi dissidenti coraggiosi come Fauvéty, Ciiaigneau, Georges, furono aggrediti dalle elo¬ quenti ed acclamate apostrofi di Leone Dénis. E poi, era possibile che delle eresie fossero tollerate in un Congresso nelle cui sale vicine ricorrevano le citazioni di San Paolo e di Nostradamus, i raffronti fra il Drago Celeste dei Cinesi e lo Spirito Santo dei Cristiani, e neologismi come questi i Omniteismo, Infimo ergale, Archeometro e via via ? 36 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Per adesso lo spiritismo resiste ancora quale religione, ossia nelle sue manifestazioni inferiori, nelle credenze dei gregarii incapaci di ragionare la loro fede, nelle pratiche spiritiche che ne sono la parte rituale : similmente a quanto avvenne del Politeismo ellenico-latino che sopravvisse per alcuni secoli fra le masse popolari e rurali (nei * pagi „ , donde Paganesimo). Ma realmente, nelle sue manifestazioni superiori, fra gli “ intellettuali „ del partito, lo spiritismo impallidisce e respira di già affannosamente. Ben è vero che la enorme fragilità della così detta base “spe¬ rimentale „ su cui per cinquant’anni s’è osato alzare e si è saputo abilmente tenere in piedi il barcollante edifizio dello spiritismo-sistema-religione, s'era palesata chiara e netta agli occhi non totalmente accecati dei migliori fra i suoi seguaci. Perocché fa meraviglia il vedere su quali e quanti “ fatti positivi „ si sorreggeva fino a pochi anni fa, e tuttora si sorregge in massima il “ neo-spiritualismo „! S’intende che gli spiritisti più illuminati, pur non arrivando sempre a sconfessarle apertamente per onor della causa, hanno sempre prestato poco valore e tanto meno oggi ne prestano alle miriadi di “ prove „ raccolte nelle comunicazioni tiptiche, nelle in¬ carnazioni, in certi giuochi fisici dei medi d’ogni condizione e coltura, dilettanti o professionisti, semplici curiosi o sinceri adepti, talvolta imbroglioni o fanatici autosuggestionati. I più studiosi fra i credenti, degni di migliore successo nella loro buona fede, hanno sempre cercato con ansia prove si¬ cure e decenti (sotto l’aspetto scientifico) fuori della so¬ spettata sfera d’azione dei “ circoli spiritici „ . Ma fino a tutto ieri non trovarono altro che le esperienze, senza dubbio bellissime, del Cbookes, ma risalenti al '71-74, nè più da lui riprese ; le esperienze dello Zullneh, anch’esse invecchiate perchè del '75-77, nè convalidate da veruna conferma ; le più recenti del Gibier edite nell’86, ma già meno reputate; quelle di Mao Nab verso l’88, senza dubbio sincere ma non circon¬ date da quel prestigio che deriva dalla fama scientifica o dalla competenza sperimentale... Di guisa che si rimane stu¬ piti alle pretese di una dottrina che vuol dar fondo o press’ a poco all’universo intero, e pretende offrire all’ umanità il rifugio da ogni malessere intellettuale e morale, presentan¬ dosele poi con sì meschino bagaglio di prove e di metodi. Eccovi il solito fantasma di Katie King; eccovi le levitazioni al buio di Home; e le lavagne di Slade o di Eglinton; e le fotografie del buon capitano Volpi; eccovi i giochi gin¬ nici di Annie Abbott, o i mobili semoventi di Eusapia : come deficienza, di prove positive 37 è possibile non meravigliarsi dell’oltracotanza e del fana¬ tismo intollerante di certi spiritisti dottrinari?... Ed allor si capisce come la estrema povertà dello spiritismo in fatto di vere prove e dimostrazioni, appetto alla sua straboc¬ chevole ricchezza in elucubrazioni ipotetiche ed in esercita¬ zioni pseudo-filosofiche e pseudo-scientifiche, abbia sempre costituito il suo lato più debole, la ragione prima della osti¬ lità manifestatagli nelle sfere della scienza esatta e positiva. Ciò salino così bene i suoi apologisti maggiori, quali I’Aksa- eokf, il Dei.anne, I’Encausse, che non si peritano dal rac¬ comandare agli adepti di non fanatizzarsi nell’ investigazione, di essere severissimi nell' accoglienza ai medi professionisti, di attenersi con scrupolo al “ controllo ,, perchè la storia dello spiritismo empirico è piena di falsificazioni e di ciur¬ merie. Un grande, un soverchio numero di medi professionisti, sopratutto Americani, è stato talora scoperto in frode o ha confessato i propri inganni. L’elenco comincia coi nomi dei medi più famosi del periodo eroico, con le stesse sorelle Fox, e continua ininterrottamente con quelli dei fratelli Davenport, dello stesso Home, della stessa Cook-Corner, dello stesso Slade, e poi della Williams, della “ Rita „, del Brédif, del Lacroix. del Buguet, dell’Eglinton . per giungere ai recen¬ tissimi e poco degni nomi dell’Anna Rotile, dell’Eldred, del Craddok, dell’Ebstein e d’una folla di consimili mistifica¬ tori. Altri medi, comunque non smascherati, si sono con¬ dotti o si conducono in modo da giustificare ogni sorta di diffidenza; cosi ai nostri giorni il Bailey, il Miller, il Po¬ liti, la D’Espérance e, al dire di certuni, la stessa Paladino. Inoltre, tal giuoco di parecchi medi s’è potuto ripetere con maggiore o minor perfezione da abili prestidigiatori, da Ro¬ berto Houdin, dal Maskelyne, dal Devey, dal Grasso, si da fare emettere da alcuni spiritisti ingenui la curiosa idea che alcuni giochi di celebri maestri della prestidigitazione, quale ai suoi tempi fu Bosco, fossero prodotti con “ forza media¬ nica , !! Tutti «mesti innegabili segni di precoce decadenza senile empiono d’amarezza l’animo degli spiritisti istruiti e intelli¬ genti, che perciò amerebbero essere designati piuttosto col termine più dignitoso di “ spiritualisti „ (ad es. in Olanda) e aspirano a quello assai più serio di “ psichicisti „ (massime in Inghilterra). Al Congresso dell’89 fu proposto di costituire una sezione di uull’altro incaricata se non dello smasche¬ ramento dei medi; e alla Società di studi psichici di Londra s’è deciso di non occuparsi affatto della fenomenologia fisica 38 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 o esteriore, non strettamente “ psichica „ e pertanto di grado inferiore e troppo spesso di indole dubbia. Ve n'è abba¬ stanza per risvegliare un senso di pena anche nell’animo dei più scettici fra gli avversari dello spiritismo-sistema. Ed è penoso guardare lo sforzo che i vecchi spiritisti, at¬ taccati tenacemente alle tradizioni, massime tra i francesi e spagnuoli, hanno fatto nel 1900 per patrocinare il ritorno al kardechismo puro e originario. Oramai, nonostante le fiere e alate dichiarazioni dei Dénis e di tutte le “ Federazioni „ portoghesi, brasiliane, messicane, patagoniche, ecc., nonostante i voti delle maggioranze e la pedissequa acquiescenza delle migliaia di gregarii, la marèa psichieista trasporta, sbatte e sconvolge l’antica nave: il naufragio è imminente. E va bene. Io conosco questo movimento di revisione della dottrina, di depurazione della tecnica , questa tendenza a ridurre lo spiritismo a qualche cosa di più concreto e po¬ sitivo, conservandone soltanto la parte sicura e la “ plau¬ sibile „ (come ha scritto, parlando appunto di me, uno di questi spiritisti più fini e colti, il Marzobati, nel “ Luce e ombra „ di Milano). In tal caso lo spiritismo, liberato da ogni superflua e pericolosa efflorescenza spiritualistica, filo- sofico-religiosa, sociale-umanitaria, ecc., ecc., sottratto al¬ l’influenza postuma dei suoi primi profeti, separato dalle dot¬ trine formulate verso la metà del seeolo scorso “ con scarsi elementi critici „ (è sempre il Marzorati che parla), si ri* solverebbe nella credenza, e voglio anche dire, nella opinione “ della possibilità scientifica, resa plausibile, se non anche provata, della sopravvivenza dell’anima ; del persistere, cioè, di energie psichiche individuali che rammenterebbero in modo impressionante qualche aspetto della personalità dei defunti, e che si manifesterebbero — forse, anche per opera di vi¬ venti — quasi sempre in modo limitato e subordinato al carattere del medium e all’ambiente psico-fisico degli speri¬ mentatori ,. — E un vero programma minimo! Sì, conosco seguo e apprezzo questa crisi storica dello spiri¬ tismo tradizionale, e nel contempo scorgo in modo nettissimo il movimento psichieista che tende a sostituirglisi. Poiché, se lo “ psichismo „ ha arrecato argomenti di indubbio valore a prò’ del concetto centrale o nucleare del neo-spiritualismo — argomenti , se non probatori , certo almeno degni della maggior riflessione da parte di tutti i veri uomini di scienza, filosofi, biologi e psicologi di professione o di ufficio — esso ha poi anche condotto le menti più elette, che si trovavano da tempo o che entravano nell’indirizzo spiritistico, a porsi in RIDUZIONE E RIEDIFICAZIONE DELLO SPIRITISMO 39 una attitudine di prudente riserbo circa alla natura intima dei fenomeni “ spiritici „ e circa all’azione ed identificazione delle “ Intelligenze , che vi si rivelerebbero. Dimodoché a quest’ora nella vecchia fenomenologia medianica si distin¬ guono, con I’Aksakoff, i fatti soltanto personistici (avveran- tisi nella persona del medium per processi che noi diremmo fisio-psicopatologici) e quelli animici (avverantisi fuori della persoua del medio e per una sua facoltà di esteriorare della vitalità o del “fluido,), dai fatti propriamente spiritici. Questi ultimi si sogliono ridurre oramai da taluni (ossia dagli scrittori e dagli studiosi piu austeri e competenti) ad un piccolissimo numero, così da costituirne una specie di raro succo quintes- senziale di tutto il materiale accumulato in fretta e con buona fede stupefacente durante il sessantennio 1847-1906. Sopratutto si buttano oggi a mare le comunicazioni e le in¬ carnazioni dei Grandi Spiriti, che per lunga pezza vennero a manifestarsi nelle sédute medianiche, da Socrate a Campa¬ nella, da Alessandro Magno ad Attila, da G. Cesare a Na¬ poleone, da Dante a Vittor Hugo, da Abelardo a Don Cot- tolengo, ecc. Oggi si pone lo spegnitoio sui messaggi teme¬ rariamente o pazzescamente attribuiti all’Arcangelo Gabriele, a San Paolo, a Gesù Cristo e a Maria Vergine ; e in pieno Congresso spiritico, un’autorità non sospetta, il Delannk, riconosce persino che “ nello spiritismo sono entrati di straforo molti fenomeni dubbii spettanti alla patologia mentale , (sic : “ C. R. Congr. 1900 p. 70). Guai se un alienista, come me, avesse osato dir tanto ! Ma gli è pur vero che a questo lavoro di riedificazione di tutto il corpo dottrinale e tecnico spiritico prendono parte per ora pochissimi “ spiritisti „ veri: la più parte degli innovatori si vien formando fra gli studiosi della psicologia supernormale; ed essi sono guardati con sospetto e con mal celata avversità dai “ puri ,, dai “ veri spiritisti „ per tema che ricadano nelle braccia deH'aborrita “ scienza materialistica ,. Ma gli è pur vero che appena sette anni ci dividono dalle solenni proclamazioni ecumeniche del 1900; ed oggi, se si riunissero i seguaci dello spiritismo di nuovo a Congresso, la immensa maggioranza loro respingerebbe la riduzione del davisismo e kardechismo ufficiali, e obbligherebbe al silenzio i dissi¬ denti, i troppo liberamente pensanti, come avvenne allora all’ÀLLARD e alla Van Calcar. Nè mi si obbietti che io dò troppo valore alle delibera¬ zioni di quei Congressi , dove , essendo in preponderanza i mediocri sui migliori, si è ripetuto il solito fenomeno della 40 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I psicologia collettiva di tutte le Assemblee ed Accademie! ossia si è rimasti attaccati alle consuetudini mentali inve¬ terate, e si è disconosciuto o finto di non vedere la necessità di un'innovazione, di un ringiovanimento. Anzitutto, i Con¬ gressi, appunto per ciò , servono a denotare la condizione statica di qualunque dottrina o sistema rappresenti la “ cor¬ rente predominante di un’epoca o di una scuola E poi, coloro che capitanavano a Parigi le mosse degli spiritisti erano quei medesimi i cui libri danno il la alla armonia degli animi fuori delle riunioni ufficiali. Conosco, e mi si crederà sulla parola, buona porzione della letteratura spiri¬ tica moderna: ho perduto assai tempo (troppo, a paragone del profitto reale!) per leggere, non ciò che io nella mia incompetenza spiritologica avrei forse malamente prescelto, ma ciò che mi veniva indicato da vecchi e fedeli seguaci della dottrina, da competentissimi cultori del “ neo-spiritismo scientifico „ quale ammaestramento e guida per una buona iniziazione ai “ misteri dell’invisibile „ o dell’ * ipersensibile». Sono aneddoti personali, ma in questioni come questa hanno il loro significato. Quando chiesi di essere accolto nel “ Circolo Minerva „ (psichicista) di Genova per sperimentare e per vedere, il mio esimio e compianto amico Luigi Arnaldo Vassallo (Gan- dolin) mi porse subito gli Spirit Teachings di Oxon (pseudo¬ nimo di Stainton-Moses), libro apprezzatissiino dagli spiritisti che vi trovano a un dipresso quello che i Cristiani veg¬ gono nelle Epistole di San Paolo. Lo lessi, e ne rimasi disilluso. Certo c’è da ammirarne la elevazione morale , massime a riguardo dell’auto-didattica della volontà, e questo si accorda col nobile carattere di quello scrittore-medium; ma il valore filosofico degli Insegnamenti Spiritici è nullo : essi paiono, ora un’omelia frammentaria da pastore evangelico, ora una specie di risciacquatura incolora e incoerente del deismo e spiritualismo eclettici, come li concepiva un nostro pro¬ fessore liceale d’alcuni anni fa, alla Cousin o alla Mamiani. Sono un libro di pietà, iusomma, senza alcuna vera origina¬ lità, e dove nulla si apprende intorno al problema principale che era allo studio: la dimostrazione sicura, documentata, di una vita dell’ Al di la. E dopo questa prima prova per me sconfortante, mi sono rivolto recentemente, per lo stesso motivo, a due o tre “ modernisti „ fra i più noti cultori dello psichicismo ( alias “ spiritismo scientifico „): dall'uno ho ricevuto la traduzione italiana del V Enigma umano di Carlo Du Prel , dall’altro POVERTÀ DELLO SPIRITISMO CLASSICO 41 quella del Dopo la morte di Leone Dénis. Conoscevo i due libri da un pezzo : che anzi, col filosofo e misticista tedesco ero in amichevoli relazioni fino dal 1888 , quand’ egli mi mandò in dono la sua Monistisehe Seelerdehre, opera di pregio assai maggiore, nonostante certe ingenuità storiche, per la teoria spiritica dell’aniraa (cosa ignorata, sembra, dai suoi stessi ammiratori che mai la citano !). L'Enigma umano lo giu¬ dicai quando ne apparve la traduzione : “ è una disquisizione sulla metafisica dello spirito, ma niente di psicologico nel vero senso della parola... Il profittare delle naturali man¬ chevolezze della scienza della psiche per formulare teorie sull'ignoto è prova di poco criterio scientifico „ (“ Riv. di Pii. scient. „ in “ Pensiero Italiano „ , genn. 1895). L’ho riletto; e chi ritiene le risultanze positive, anche le più magre, prefe¬ ribili sempre alle lussureggianti e ipotetiche astruserie che non sono mai suscettibili di dimostrazione alcuna, può giudicare se il Bar. Do Prel sia stato un “ gran filosofo „ e sopratutto un * solutore dell’enigma „ ! Quanto allo scrittore francese, io ho sempre ammirato la eloquenza e il calore del suo stile: ma nel contenuto del libro, e fra i continui richiami alla Divinità, alla teologia, alla giustizia, alla solidarietà, alla virtù, ecc., si sorte forse dalle rotaie che Allan Kardec gettò e ribadì, più per deviare che per avviare a sicura mèta lo spiritismo? Anche il Dénis è preso dalla manìa « celtica „, com’egli stesso ha dichiarato, della sopravvi¬ venza personale : anch’egli vede nello spiritismo “ una scienza sperimentalo ed una filosofia morale ad un tempo „ ; e gli domanda, nientemeno, “ un concetto completo del mondo e della vita „ ; e vuole che ci riveli “ la legge morale „ e ci tracci “ la linea di condotta „ ; e lo proclama * la sorgente celeste cui vadano a dissetarsi tutti i sofferenti e gli as¬ setati di verità Troppo, troppo, troppo! Ho allora cercato al di fuori dello spiritismo classico, consacrato dalla esuberante produzione emi-secolare: mi sono rivolto alle più fresche sorgenti dello spiritismo. È innega¬ bile che questo nuovo movimento ha mostrato, fin dai primi suoi passi, la tendenza a separarsi dalla vecchia e popolare corrente spiritica, diventando dello “ spiritualismo sperimen¬ tale,, abbandonando le infide vie aeree dell’astrazione, dove il subbiettivismo si espone tanto facilmente e quasi istintiva¬ mente alle più pazze scorribande, per incamminarsi nei più aspri, ma più sicuri viottoli terreni dell’investigazione obiet¬ tiva. Tutto il lavoro psichicistico inglese, e per suo riflesso anche quello delle altre contrade, è essenzialmente extra-spiritico, 42 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, l non dico poi extra-davisiano o extra-kardechiano. Ma pure, nella stessa opera lentamente preparata e meditata per un ventennio dal Myers, che della nuova direzione è il più insigne rappresentante; ma pure, nella elaborazione ostenta¬ tamente induttiva della sua ammirata ipotesi del sublimi¬ nale e della personalità sopravvivente alla morte corporale, nella sua sistematica “ sinopsi della facoltà vitale ?, si scorge sempre quel carattere di primitività mistica, di sentimen¬ talità deistica, di candore etico, che basta a mostrarci ab¬ binato sempre lo spiritismo-scienza allo spiritismo-religione, la “ ricerca fredda e serena del fatto „ con la “ aspirazione dell’anima, base di ogni vita morale e religiosa, verità su¬ blime e fortificante e confortante *• * * La realtà dei 4 fatti , non è prova della 4 tesi „. È dunque vero che i libri e i periodici dediti alla causa del neo-spiritualismo non s’occupano soltanto di * psichi- cismo sperimentale „ , secondo desolerebbero od esigerebbeio trli oculati studiosi in codesta direzione davvero più 11 plau¬ sibile „, ma coltivano e svolgono ancora, sia francamente e con schiettezza dichiarata, sia meno esplicitamente e con accor¬ tezza fra le righe, le vere e proprie dottrine spiritiche ormai cinquantennarie. E perciò, in questo mio libro, che con¬ tiene molte mie “ Note e impressioni „ di quattro o cinque anni or sono, non posso ancora prendere in esame la ipotesi-dottrina spiritica in quello stato di restringimento al quale, con potatura più o meno feroce , vorrebbero ri¬ durlo oggi alcuni dei suoi cultori e seguaci per renderlo più presentabile sotto l’aspetto scientifico. Io sono costretto a considerarlo tuttora com'esso è realmente, nel suo vasto 'e ipertrofico corpo dottrinale. . . Ma supponiamo pure, che facendo un arbitraria distinzione fra il sistema ortodosso, che nonostante l’età è tuttora ar¬ zillo ben costituito e pugnace, e l’abbozzo eterodosso che appare bambino ancor poco formato e quasi timoroso di cam¬ minare colle proprie gambe, io considerassi soltanto lo spi¬ ritismo a scartamento ridotto: — non tocca esso sempre uno degli enigmi fondamentali che l'umanità si trova dinnanzi da centinaia o migliaia di secoli; voglio dire, quello della SPIRITISMO K DESTINO DELL TOMO 43 sopravvivenza dopo morte e del possibile ritorno della nostia “ anima „ alla superficie terrestre? , Che se la psicologia scientifica contemporanea è stata detta, e lo è e lo deve essere, una “ psicologia senz anima „, ciò non toglie che il problema toccato dallo spiritismo non sia di primissimo ordine per ogni uomo che pensa e riflette, bi ammetta pure che il termine “ anima „ rappresenti soltanto un’astrazione verbale, con cui da secoli ) umanità designa il complesso delle sue idee, dei suoi sentimenti, delle sue ten¬ denze. Checché si dica da coloro che veggono soltanto il lato grottesco della tecnica spiritica, cioè 1 tavolini parlanti, 1 gabinetti oscuri e le mani in catena, e con ciò sono tratti, non senza buone ragioni, a giudicare lo spiritismo pratico come un giuoco innocuo o semi-stupido, rimane lo spiritismo- dottrina. Ora, il -filosofo, che vi vede impegnata/la formida¬ bile questione della spiritualità dell’anima; l’uomo religioso, ché vi trova viva e incrollabilmente ferma la fede m un ritorno di quest’anima dopo la sua separazione dal colpo, il psicologo, che vi si incontra ad ogni piè sospinto con un cumulo enorme di fatti riguardanti nuove e misteriose at¬ tività della psiche; il sociologo, che vi sente espressa la dot¬ trina di un intervento di queste anime personali ed ultra- terrene nei destini umani, non hanno più il diritto di lasciar passare la fiumana senza indagare se sia acqua limpida, o fanwo, o anche acqua eventualmente sudicia e che sia su¬ scettibile di depurazione. Se v’è del vero , ve lo cerchino, ne lo snucleino e lo dimostrino; se v’è del falso, lo disco- prano e lo espongano inesorabilmente alla chiara luce. Suppongasi ora che la dottrina consistente nella soprav¬ vivenza e "nel ritorno delle anime dei defunti, nostri antenati e contemporanei, fosse esatta: uscisse cioè dal suo stadio di credenza, e diventasse un postulato secondo il desiderio deo-li spiritisti. Come non dovremmo occuparcene noi tutti, che a nostra volta saremmo destinati a dover ritornare sulla terra, ad accorrere alla chiamata di un qualunque siasi me¬ dium dell’attuale o della prossima generazione , e anche a compiacentemente far danzare un tavolo o a far volteggiare per aria una chitarra? Qualche spiritista convinto ha ferina¬ mente e seriamente annunziato agli amici e compagni di fede che andato all'altro mondo avrebbe fatto di tutto per manife¬ starsi ai vivi ; e si è non meno seriamente annunziato che la promessa fu mantenuta. Pare anzi che i casi di questo ritorno di anime per impegno di parola d’onore comincino a spesseggiare, massime in America (ciò che non ci deve 44 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I meravigliare !) : alla medium Sig.r“ Piper di New-York: si sa¬ rebbero a tutt’oggi manifestati due di questi reduci volontari dall’ Al di là, il Dott. Giorgio Pelham (pseudonimo di un defunto cultore di studi psichici!, e il Prof. A. Hodgson, il notissimo antispiritista e antieusapiano, morto nel die. 1905, e convertitosi negli ultimi anni di sua vita. Prescindendo dalla prova non ancora sicura della loro identificazione, e dalle deboli riserve di Hyslop a riguardo del “ ritorno „ del fu Hodgson, prescindendo anche dalle disillusioni avute in Europa per simili promesse date solennemente dai vivi ma non effettuate dai morti, certo è che i due eventi spiritici Nord-americani sono di grave importanza, non fosse per altro almeno per il loro significato e posto fra le credenze dello spirito nuovo, del neo-idealismo. Io dichiaro sinceramente che questo mio probabile e pos¬ sibile destino secondo lo spiritismo, non mi lascia freddo. Potrò sorriderne come di cosa estremamente inverosimile e (uso la dura parola, ma sono un alienista!) apparentemente paranoica ; potrò considerarla come un’impossibilità assoluta in un mondo costrutto, a quanto pare, con intenti più seri, e con un ordinamento meno offensivo per la dignità delle creature viventi ed animate; potrò trovare che siffatto ritorno forzato attorno ad una tavola magica, circondata di brave persone che non avrò conosciute in vita e che mi saranno affatto estranee ed indifferenti, forse antipatiche dopo morte, costituisce anche per qualunque anima di defunto un’operazione inutile, un assurdo impiego di forza, un vano consumo di una porzion- cella della sua esistenza ultraterrena, sia per la sua sorte “ spirituale»,, sia per la sua compartecipazione alla vita * universale „. Ma alla fin dei conti, conosco uomini seri, assennati, equilibrati, abilissimi nella loro professione, logici in tutti i loro pensieri, corretti in tutta la loro condotta, i quali credono a questa possibilità: veggo che ci crede, fra i tantissimi di molto minor conto, un Alfredo Rdssel Wallace, veggo che vi hanno anche creduto un Fecuner. uno Zòllner, un Brofferio, un Myers (parlo di “ spiritismo „ puro, non di * psichicismo , ) ; e allora mi domando se non valga la pena di occuparsene ! Non accetterò senza riserva il ritornello caro agli spiritisti, che lo spiritismo sarà il problema del XX se¬ colo; ma, ad ogni modo, ritengo che sia venuto per tutti noi “uomini di scienza o di filosofia,, il momento di pre¬ stargli quell’attenzione che pur si è concessa o si concede ad altre opinioni meno diffuse e ad altri sistemi di credenze assai meno interessanti l'umano destino. SPIRITISMO E FILOSOFIA 45 Ecco perchè l'argomento dello spiritismo mi occupa adesso tutto, e pur non avendo potuto, per mancanza di propizie occasioni, esaminarlo direttamente in azione con medi abba¬ stanza potenti e immuni da sospetto, perchè me ne ero sempre occupato. La mia attenzione era attratta da ciò che lo spi¬ ritismo-sistema mi sembrava un grande errore mescolato forse a qualche piccola verità: pertanto a suo riguardo dissi e scrissi parole dure e, ora lo veggo, poco serene; ma seguivo la corrente scientifica, e d’altronde non parrai che, avvicina¬ tolo, io debba sostanzialmente mutare di avviso circa al suo contenuto pseudo-filosofico e circa al suo empirismo per tanti anni pseudo-scientifico. Tutto al più sono adesso, e mi rico¬ nosco in obbligo di ampliare la quantità di vero che esso contiene, di comprendere e scusare con ragioni storiche e psi¬ cologiche la sua grossolanità tecnica, di attenuare 1 aspetto psicopatologico di talune sue manifestazioni, infine di acco¬ starmi con minore diffidenza al nuovo e più scientificamente accettabile aspetto che gli hanno dato i rigorosi e vigorosi studi recenti di psicologia anormale e supernormale. Io non sono così ostinato avversario dello spiritismo, come mi si vuol far credere o come parrò, forse, dal tono di alcune mie pagine: sono pronto a riconoscere, da un lato la logicità delle sue origini e del suo svolgimento rapidis¬ simo nella seconda metà del secolo scorso, dall'altro i be¬ nefizi morali che innegabilmente esso ha arrecato a due generazioni di adepti. Anch'io trovo alla fine, con Podmoue, che lo spiritismo, pur non avendo alcuna profondità filo¬ sofica, pur non concependo neppur da lontano le immense difficoltà dei problemi dello Spazio e del Tempo, dell’Essere e della Conoscenza, del Bene e del Male, della V olontà e della Legge, che attacca con estrema leggerezza e con su¬ perficialità desolante, pur non giungendo all’altezza di nessuna Teologia o Cosmologia, pur basandosi in grandissima parte su errori di percezione e su deficienze di ragionamento, rap¬ presenta però le conclusioni del cosi detto senso comune, corrisponde alle riflessioni dell’uomo ordinario messo di fronte a certi fatti che gli si manifestano e che gli chiedono di essere percepiti accolti e creduti tali e quali senza sforzo di critica, senza psico-analisi del loro determinismo contingen- ziale e causale. Anch’io veggo bene, che non esigendo dai suoi cultori slanci di imaginazione, contentandosi della spie¬ gazione più semplice e comoda, anche perchè giacente da millennii nei bassifondi ereditari della nostra mentalità, sodisfacendo i bisogni del cuore procreati dai rapporti [ a- 46 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Tentali e sociali, lo Spiritismo dev’essere apparso a migliaia di persone normali e sane come un ristoro nella agitata crisi odierna delle coscienze, come una tavola di salvezza nello scombussolio della vecchia Religione e della vecchia Morale. Per molti lo spiritismo, ritornando alla fonte primordiale di ogni credenza religiosa, ossia al culto dei morti e degli antenati, è stato la pace dell’anima e il surrogato della fede perduta: esso ha anche rinsaldato i legami storico-mentali fra le successive generazioni umane, e intravveduto i legami cosmo-sociali dell'Umanità col resto dell’Universo. Veggo questi suoi effetti benefici, e li dichiaro; ciò non mi impedisce di trovarlo indimostrato ed improbabile. Su questo atteggiamento conciliante verso lo spiritismo non c’è da farsi illusioni : gli antispiritisti inveterati diranno che cedo alla nuova corrente o che, invecchiando, capitolo e lascio entrare il nemico in quella fortezza di positivismo dove da anni fungo da araldo o da corifeo (secondo la be¬ nevolenza dei miei critici). Gli spiritisti fanatici e intolle¬ ranti, di cui è dovizia nel partito, mi respingeranno, non solo, ma mi grideranno la croce addosso perchè espongo e non spiego. In compenso mi contenterò di essere in buona compagnia, per esempio, con Carlo Richet, con Giuliano Ochorowicz, con G. Maxwell; mi rallegrerò anche di vedere che Crookes ed Hyslop sentono e scrivono di non avere ancora la prova desiderata, e che Camillo Flammarion opina adesso e dimostra di non aver trovata nessuna traccia di “ spi¬ riti di defunti, nei fenomeni “spiritici, . Ammettere, dopo prove e controprove, la realtà di molti fatti sui quali si fonda lo spiritismo, non è accoglierne la dottrina : respingere la spiegazione spiritica, non è diminuire la portata scientifica di quei fatti. Si può prendere una po¬ sizione di mezzo, e, per quanto l’eclettismo, come dicono gli assolutisti perpetui del prò’ e del contro, sia una misura da persone prudenti ma indecise , sia una opinione da animi deboli e senza slancio originale, pure ha in suo favore la storia di tutte le idee e di tutte le tendenze umane. L’eclet¬ tico non contenterà probabilmente nessuno, ma sta in pace con la propria coscienza: e questo è lo stato d’animo al quale vuol giungere l’uomo di scienza, quando ha da un lato motivi per ammettere i fatti , e dall’altro motivi per respingerne una determinata spiegazione fondata su non pro¬ vate ipotesi, e artificiosamente tramutata in dottrina. Durante questi ultimi sei anni sono uscito dalla fase esclu¬ sivamente teorica delle mie prevenzioni intorno allo spiritismo, TESI E CONTHOTESI SPIRITICA 47 e mi son munito di sufficiente esperienza, passando alla fase pratica. Dovrei forse studiare ancora; ma veggo che bisogna dire oramai quello che ne penso. Potrò sbagliarmi, potrò anche col tempo cambiare di idee se i fatti mi obbli¬ gheranno a cambiarle: ma oggi, come oggi, mi credo in diritto di avere una opinione, e, avendola, trovo che sono sempre in pieno ed aperto contrasto con lo Spiri¬ tismo-sistema. Dopo averlo studiato davvicino, le mie acqui¬ site tendenze antispiritiche, piuttosto che restare affievolite dal contatto colla Paladino e con altri medi, come qualcuno sperava, si sono invece rinvigorite, direi quasi rinsaldate incrol¬ labilmente nell’animo mio. Ma pur avendo combattuto lo spiritismo, in passato, per principio ; pur portando ora un con¬ tributo di osservazioni psicologiche per dimostrarne la inve¬ rosimiglianza, io non mi rinserro in un recinto fisso di idee, nè mi chiudo in una opinione cristallizzata che sappia di fede filosofica o di dogma scientifico: mi propongo di se¬ guitarne lo studio, mi dico anche pronto a modificare la mia attuale opinione, se mi sarà dimostrato che ho torto e che attorno alla seggiola della pitonessa Eusapia o di qual¬ chedun’ altra consimile, si presenteranno proprio dei defunti a me noti, e verranno evocati proprio quei cari morti, che io solo, senza pericolo di telepatia o di suggestione mentale tra me ed il medio, potrò identificare. Con ciò dò anche la dimostrazione della importanza che allo spiritismo-tesi io assegno fra le credenze umane e fra i reliquati meno lodevoli • del secolo XIX. Non perderei il mio tempo se non stimassi che la cosa lo merita davvero. Spiritismo, occultismo e retaggio animìstico. Gli spiritisti non sono pochi; sono centinaia di migliaia e forse son milioni disseminati bensì in tutto il mondo, ma uniti da una sola identica fede. Variano, come ho detto, le loro scuole; variano le loro tendenze, massimamente fra quelli di Francia e di America, d’Inghilterra e di Germania, d’Italia e di Danimarca ; variano gli scopi dei singoli gruppi e circoli, ora rivolti a soddisfare soltanto la curiosità o le deprecazioni degli aderenti, ora invece indirizzati a fare della propaganda 48 PSICOLOGIA E SPDUTI8MO, I a favore di date idee filosofiche, religiose e morali. Ma prescindendo dalla antipatia profondamente scettica che gli spiritisti inglesi e tedeschi, in generale, hanno per la feno¬ menologia fisica dello spiritismo cui non credono o di cui te¬ mono, le differenze tra le scuole o i gruppi spiritici riguar¬ dano piuttosto le parti più elevate ed astratte del sistema. Gli uni si arrestano subito oltrepassata la cerchia del supernor- inale, e si contentano del “messaggio, o della “comuni¬ cazione,, lasciandoli nella loro indole frammentaria spesso discorde; gli altri costruiscono nella loro mente un universo a base di “Spiriti,, di “Entità, e di “ Intelligenze „, ricom¬ pongono la storia col filo dei fatti spiritici, uniscono l’Occidente semitico-mediterraneo all'Oriente brahmanico e buddistico, si levano a volo sulle ali dell’intuizione teosofica. Sotto questo aspetto gli Spiritisti rappresentano almeno due confessioni principali, lo Spiritismo esclusivo e lo Spirito-occultismo , divise in numerose sètte. Nei loro Congressi si è operato un ailvi- einamento, non una fusione; e i loro centocinquanta perio¬ dici sono di colore diversissimo, talvolta in acerbo, inconci¬ liabile antagonismo. A questo proposito annunzio tosto (perchè non mi si accusi di ingenerare confusione) che separerò anch’io dalla genuina caterva spiritica l' ancor sottile manipolo rappresentato dagli spirito-psicliicisti, dediti quasi soltanto alla investigazione, prudentissimi e riservatissimi nella elaborazione teorica del materiale raccolto. Essi costituiscono la scuola dello Spiri¬ tualismo sperimentale (bella denominazione, ma che nasconde un controsenso); e sono il ponte di passaggio tra il vecchio spiritismo e la scienza metapsichica. 11 Delanne, il Moutin, il Bonnardot, che rappresentano questa tendenza moder¬ nissima, hanno anche tentato di fondare o hanno fondato a Parigi un “ Istituto delle scienze psichiche „ analogo a quelli di Ginevra, Lille, Nancy, Barcellona, Anversa, tutti però, sotto uguale nome, larvatamente e tepidamente spi¬ ritistici. Io ho dato più su una definizione generica dello spiri¬ tismo. ma per quanto mi sia studiato di rimanere neutrale in mezzo alle diverse sue scuole o sètte, temo di incontrare la critica di quelle delle quali non avrò richiamate le particolari dottrine. Così, nella confessione dello Spiritismo esclusivo vi sono : 1° gli adepti della diffusissima chiesa Kardecista, so¬ pratutto nei paesi latini e sud-americani, fondata dal Rivail o Allan-Kardec, capitanata oggi da Lkymarie, Leone DIcnis e Gabriele Delanne in Francia, dal Tcmmolo e Hofkmann LE DIVERSE SCUOLE DELLO SPIRITISMO 49 in Italia, salvo varianti di non poco momento tra kardechisti puri, futuristi e “positivisti, (?); essa crede nella reinearna- zioDc. _ 2° Per contro gli spiritisti della scuola anglo-sas¬ sone, diretta per lunghi anni dall’ Oxon (= St. Moses), dalla E. Hardinge, da Roueks Dawson ed E. T. Bennktt, non ac¬ cettano questa credenza, e praticamente, all’ inglese, si con¬ tentano di predicare lo “ spiritualismo morale „, più regola di condotta nella vita che sistema di cosmologia. Gli Ameri¬ cani e gli Olandesi sono pure, in grandissima maggioranza, antireincarnazionisti : Ira i primi furoreggia sempre lo spi¬ ritismo spettacoloso, a base di medianità fisica piena di risorse inaspettate. . Anche la confessione Spiritoccultistica ha due propaggini distinte. Queste due altre chiese (uso codesto termine pei' il loro dogmatismo ben fissato) sono : — 1" la Occulto-cabbalistica, che mescola lo spiritismo con la cabala ebraica, con la magìa, alchimia, astrologia, chiromantica, ecc., ece., insomma con tutte le così dette “scienze aberranti „, le quali vagano senza metodi definiti nel dominio sconfinato dell'esoterico: essa è in Francia rappresentata oggi specialmente dal dott. En- causse o “ Papus,; in Germania dalTHuBBLE-SoriLEiDEN e dal IÌoiin ; — 2° la Teosofica, che pretende derivare dalle anti¬ chissime scuole vedantiche o brahmaniche, ed ha avuto per Messiade la signora Blawatsky (un medium forse falsario), per Apostoli I'Olcott e Asme Besant: essa è abbastanza vigorosa anche in Italia, dove ha circoli a Roma, a Genova, a Milano. I teosofisti Americani si sono però di recente staccati dagli Europeo-Indiani : inoltre fra i Kabbalisti vi sono gli Indipendenti e i Cristiani ; e fra i teosofi vi sono pure i Cristiani e i Buddisti. Alquanto più in disparte, tra la massa pluricolore dello spiritoccultismo, stanno: — 1" gli Illuministi, che seguono an¬ cora le orme del visionario Swedenboro, negano la reincar¬ nazione, e in America continuano perfino la sua sètta della * Nuova Gerusalemme „ ; — 2° i Martinisti, discendenti da quel vanitoso Saint-Maktin che al principio del secolo scorso si annunziò per il “ Robinson della Spiritualità , ; 8* fors’anche i risuscitati Rosa feroce franco-germanici, che sulle orme del Guaita rimettono in onore la tramutazione dei metalli e la magìa bianca; — 4° e ultimi, venuti da poco, gli Ermetisti o Iperchimici o Rosa- Alchemici, capitanati dal francese Joluvet-Castelot, e rimbaldanziti dalle scoperte dei raggi X, del radio e dell’elio, non che dalla scompo¬ sizione dell’atomo in elettroni. Mousk:,li, I'sicoloijia c spiritismo. 4 50 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Parallela alla grande corrente spiritica, e con lei confluente in più punti, v’è pur la vecchia ed oggi un po’ ringiovanita corrente del Mesmero-magnetismo continuata con tenacia da Durville, Mangin, De' Cuampville, Rouxel in Francia, da Diaz in Spagna, da De Nakkiewicz in Russia, da Babbitt in America. I magnetisti hanno portato or ora allo spiri¬ tismo decadente un buon rinforzo con le loro ipotesi delle emissioni tìuidiche e delle ondulazioni dinamiche. Metto per ultimi in un gruppo distinto quegli studiosi più rigidi che, senza far mostra di fede nello spiritismo dogmatico, ne accolgono la dottrina della sopravvivenza e dell’intervento dei defunti fra i vivi, ma piuttosto che su concetti filosofici o religiosi si basano in prevalenza su deduzioni da dati ob¬ biettivi e su argomentazioni fisio-psicologiche, collegando in tal modo lo spiritismo alla metapsichica. Alludo al più celebre di tutti, all’inglese Federico Myebs, imitato sotto molti riguardi dai francesi conte De Rooiias e Dott. E. Gyel, dall’americano Hyslop e dai nostri P. Yisani-Soozzi, E. Boz- zano ed A. Mabzorati, i tre rappresentanti dei gruppi più autorevoli e dotti fra gli spiritisti Italiani. Ma vi è un cemento che collega tutti questi gruppi e indi¬ vidui: esso consta di una credenza fondamentale e di un rituale conforme. Il rituale consiste sempre nello sfruttare la patologia del sistema nervoso dei così detti “ medi * : purtroppo anche nello spiritualismo sperimentale più arieg- giante a scienza positiva, la tecnica è prefissata e sta alle soglie delle Cliniche neuro-psichiatriche, e talvolta anche del Manicomio. La credenza, l’ho detto, è sopratutto quella che gli uomini (la cosa resta dubbia per gli animali) ab¬ biano uno spirito che sopravvive alla morte del corpo, e che può tornare a comparire sulla terra in forma tangibile, vi¬ sibile ed udibile per comunicare coi vivi. Questa credenza (per quanto eufemismo ci si voglia mettere a definirla e a denominarla) altro non è se non una forma di sopravvi¬ venza mentale; vi si trova riprodotto e non migliorato l’antichissimo animismo dei nostri antenati, conservatosi attra¬ verso i tempi nei miti, nelle fiabe, nelle leggende, nelle re¬ ligioni, e passato sotto forma men grossolana nelle filosofie dualistiche e spiritualistiche. Nello spiritismo la credenza animistica (non facciamo equi¬ voci sui nomi, come si fa dall’AKSAKOFF in poi) risuscita nella sua forma primordiale. So che questa mia asserzione mette in collera qualche spiritista, che non vorrebbe sentirsi rammentare le analogie fra le sue dottrine predilette e le SPIRITISMO EH ANIMISMO PRIMITIVO 51 credenze dell’uomo preistorico e precivile; ma tant’è: i dogmi spiritici della “ disincarnazione „ e “ reincarnazione , sono una metamorfosi puramente verbale dei miti selvaggi delle anime ritornanti attorno alle tombe, o della possessione dei vivi per opera di mali spiriti. Il “ perispirito „ di Allan- Kardeo è l’ombra di cui parlavano a loro tempo Omero e Virgilio ; e non sono io che lo dico : sono i trattati e le storie apologetiche dello spiritismo che ce lo insegnano ; sono i sociologi e mitografi. gli storici e i filosofi del pensiero religioso che ce lo dimostrano. Pei primi basterà svolgere le pagine dedicate dal Conte Cesare Baudi di Vesme a rin¬ tracciare le origini e a ritessere le fila della credenza spi¬ ritica traverso i tempi, fino in Egitto India e Mesopotamia; oppure quelle più recenti dell’ Elbe sulla saggezza degli antichi in fatto di vita ultraterrena. Pei secondi mi ap¬ pello ai classici dell’etnografia, al Waitz ( Anthropologie dar NaturvSlker, ’58), al Tylor ( Primitive Culture, ’7 1), oppure ai mitografi più recenti, ad Andrea Lang, a R. de la Gra.s- serie. Quest’ultimo, classificando le religioni, ha messo lo spiritismo accanto all'animismo, nel punto in cui convergono le due grandi correnti di pensiero religioso primitivo , tra la subiettiva e la obiettiva ( De* religiom comparènti au paini de vite sociologique, ’79, p. 172). L’altro scrive: ‘ La scienza e la magia dei selvaggi riposano in parte sulla credenza che il mondo è popolato da * un coro invisibile o, per lo meno, da un coro che non è visibile se non a persone dotate di particolari virtù o facoltà, gli stregoni e gli indo¬ vini [corrispondono alle pitonesse degli antichi, ai ‘ medium , degli odierni]... Il Tylor, seguendo Omero e Lucrezio, fa deri¬ vare la credenza agli spiriti dalla interpretazione che gli uo¬ mini primitivi si sono dovuto creare per i sogni, per i deliquii, per le visioni procurate da narcotici, per la morte, e per tutti gli altri fatti che possono suggerire Tipotesi di una vita separata dal corpo- È giusto aggiungere che la categoria ili fatti sulla quale si sono portate le indagini della Society for psgchical Ite¬ ne trek, — per es. Tapparizione delle persone al momento della loro morte in luoghi lontani da quello in cui esse erano realmente, i rumori e le visioni delle case infestate da spiriti, — è ben conosciuta dai selvaggi .. È naturale che codesti soggetti oscuri, che limino arrestata l’attenzione e la riflessione di tanti uomini colti e civili, abbiano agito fortemente sulla credula imagi- nazione dei primitivi, ed abbiano originata o anche confermata la credenza che la vita pub persistere e manifestarsi dopo la morte del corpo. Alcuni esempii di storie di fantasmi o spettri raccolte fra i selvaggi hanno una sorpri udente rassomiglianza 52 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 coi fatti sui quali si esercita l'attività indagatrice della ‘ So¬ cietà per gli studi psichici , ( Myth . ritual ami Reìiyion, 1887, trad. frane- '96, pag. 98'. 10 non voglio scrivere un libro di erudizione, ciò che mi sarebbe abbastanza facile in questo campo di studi al quale da anni dedico gli intervalli liberi del mio tempo: ma vale la pena di citare, fra le centinaia di esempi, questi quattro significantissimi. TI primo concerne gli Australiani, ossia dei selvaggi veri. Le tribù degli Acunta, nell’Australia Centrale, credono che in una specie di paese delle fate risiedano degli spiriti puri individuali, chiamati iruntarinia, che possono entrare in relazione coll’ nomo vivente, dargli poteri eccezionali, farne nn mago, e istruirlo sul culto: essi possono anche rapire il suo doppio detto arumburinga , che è una specie di perispirito, (veggasi in : Spender e Gillen F., Nat ice tribes of Central Australia, '99, cap. XV). 11 secondo esempio è tratto dalla civiltà classica. 1 Greci pen¬ savano che in ogni uomo superiore — quelli di basso grado, morivano in loto, come taluni spiritisti odierni credono che avvenga degli uomini dal cervello ottuso e dalla coscienza non evoluta! — l'ombra o e'tòuAov sopravviveva alla disso¬ luzione del suo inviluppo corporeo e si portava sola nel “Hades,: e colà essa era perciò una semplice apparenza, che riproduceva la forma del corpo del vivo e si supponeva costituita da una materia assai più sottile e delicata (cfr. Gbcppe, Grierhische Mythologie , 1908). Il terzo riguarda i Cinesi, che possiamo dire dei barbari, ma che possiedono un completissimo insieme di credenze intorno all’anima umana. Quest’anima è, per certi riguardi, identica all’ ombra, è mobile e non necessariamente attaccata al corpo: essa va in pellegrinaggio durante i sogni, i deliqui, il coma e la catalessi ; alla morte se ne parte definitivamente, ma prima, in certi casi, può separarsi in via provvisoria dal corpo: anzi, vi sono uomini che hanno il potere di in¬ viarla fuori di sè stessi (cfr. Ghoot, Religious System of China, voi. IV: The love in pkilosophy and folk-conception, 1901). Il quarto ed ultimo esempio spetta alla psicologia delle classi inferiori dei popoli inciviliti. Potrei indicare le superstizioni animistiche dei campagnuoli Italiani, ma preferisco citare quelle dei fieri montanari Scozzesi, degli “ highlanders secondo i qnali l’uomo è provvisto di più sorta di spiriti visibili soltanto a individui dotati, per momenti o costante- SPIRITISMO ED ANIMISMO 53 mente, di una seconda vista. Un primo “doppio,, distinto dalla sua anima, appare a insaputa dell’uomo là dove egli deve passare : è l' imagine del suo essere futuro ; ed ecco la pre¬ monizione. Un altro appare al veggente quando è in punto di morte; ed ecco le allucinazioni veridiche. Un terzo doppio compare ancora quando egli desidera o fortemente pensa di essere ed agire; ed ecco la volontà scliopenhaueriana, 1'“ io intimo e profondo , dei neo-idealisti e dei bergsoniani, che si realizza in forma di fantasma. Tutti questi doppi agiscono diversamente: gli uni hanno gesti propri, ma ve ne sono di quelli che ripetono i gesti del veggente, a un dipresso come “ John King „ di Eusapia eseguisce gli spostamenti dei mobili indicati dalle di lei contrazioni muscolari. Inoltre i veggenti , che gli spiritisti chiamerebbero medi, hanno molta dimestichezza con una folla di spettri provenienti dall’altro mondo! (cfr. J. G. Camciiell, W'itcraft a. second .-tight in thè Highlands and Scoti and, '902 1. Non si possono negare, dunque, le sorprendenti analogie tra le credenze animistiche e le dottrine spiritiche. Vi è di più: lo spiritismo-sistema o religione, ciò che si equivale, predica il ritorno aH’evemerismo primitivo, al culto degli antenati. Al Congresso dell’900 il Bktim, che non era il più fanatico dei presenti, esclamava: ‘Quale spettacolo bellissimo presenterebbe la vera famiglia spiritista, in cui il padre e la madre, i tigli e gli amici, si riunissero tutte le sere, all'ora della preghiera, per invocare gli antenati defunti, gli amici disincarnati e le guide fami¬ gliar!! S'avrebbe allora la vera religione, il vero culto,. (* C. R. Vongr. „ p. 417). Lo spiritualismo classico, filosofico o teologico, ammette due soli principi nell’uomo: la materia o corpo, lo spirito o anima; ma bisogna riconoscere che ci lascia incerti sul suo concetto intorno alla vita. Il neo-vitalismo propende a ritornare al¬ l’idea o ipotesi di una forza vitale diversa dalle forze fisico¬ chimiche: e allora, se gli spiritualisti fossero coerenti, do¬ vrebbero considerare l’uomo un misto di tre cose differenti: il Corpo, la Vita, lo Spirito. Sotto questo aspetto lo Spi¬ ritismo offre maggiore coerenza dello spiritualismo: salvo le varietà di scuole, chiesuole o circoli, e tenendo conto della fonila sotto la quale ci è presentato oggidì dai suoi più stimati teorizzatori (peres., dal Dfijtis, dal Gyki., dal Du Prel, dal Mybbs, dalPEscAUssE . ), esso ammette per l’ap- 54 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I punto, come ho detto, tre elementi: Corpo, Perispirito, Anima : il primo, costituito di materia grossolana; il secondo, di materia sottilizzata, che sembra essere una sola cosa con il * fluido vitale il terzo, lui soltanto!, spirituale. Nel così detto spiritismo evolutivo, tutti e tre questi elementi sarebbero in evoluzione progressiva : il corpo od organismo, secondo le leggi latnarckiane e darwiniane; il perispirito, mediante la composizione della quintessenza degli elementi naturali combinatisi nelle incarnazioni anteriori dell’individuo, quin¬ tessenza tanto più sottile o meno materiale quanto più elevato è l’essere; l'anima, mediante l’accumulnrsi dei ricordi delle personalità anteriori, la trasmissione ereditaria degli acquisti fatti dai progenitori, e lo sviluppo personale cre¬ scente della coscienza e della libertà morale. A proposito dell’anima c’è un po’ di confusione ingene¬ rata dall’ infelicissima idea dell'AiiSAKOFF, di chiamare ani¬ mismo l’ insieme dei fenomeni (medianici) che si effettuano fuori dei limiti del corpo dei medi per esteriorazione del loro potere o “fluido animico Il differenziamento dei fe¬ nomeni personistici, ossia subbiettivi nel medium e negli astanti, dagli animistici, che io direi elettivi, e dagli spiritici, che sono i soli e pochi, anche per I'Aksakoff, da attribuirsi a) l’intervento degli spiriti, denota certo un sano criterio nel ce¬ lebre scrittore russo, ed è stato utilissimo alla causa dello spiritismo scientifico, buttando a mare tutte le impurità ed im¬ pudenze ed ingenuità onde era costituita la massima parte del suo bagaglio. Ma il termine “ animismo „ aveva da molto tempo un altro significato in storia della filosofia, in etno¬ grafia ed in autografia comparata. Erano animisti i .Tonii, i Pi¬ tagorici, gli Eleati, gli Ilozoisti, i Panteisti, nonché Platone, Aristotele e Galeno, nonché gli Stoici e i Neo-platonici, e gli stessi scolastici. Furono animisti i nostri grandi filosofi della Rinascenza, L. Tomeo, Pomponazzo, Patrizi, Bruno ; e poi molti medici e filosofi dal ’500 al '700, Paracelso, Fludd, Van Hélmont, Staul; e più vicino a noi si sono pronun¬ ciati per l’animisino il Réoahier e lo Chauffard; e in mezzo a noi fanno del neo-animismo scientifico il BrNGE, il Rind- fleisch, fors’anco il Reinke e I’IIeidesjiain. Si conosce poi l’animismo dei popoli primitivi e selvaggi (Tylor), e v'è tutta una collana di nozioni mitografiche relativa alla credenza nelle anime dei morti separate dal corpo e mal distinte dalle divinità inferiori e dagli altri esseri spirituali di natura non umana. Il termine era, dunque, consacrato dall'uso per altri concetti filosofici e storici e mitici; mal fece I’Aksakoff a SPIRITISMO E SUBCOSCIENTE 55 deviarlo dal suo significato, profittando del fatto che certi inesmeristi avevano detto “ animico » il fluido magnetico od c, dico, radiante dal corpo dei loro soggetti. Intendiamoci bene, pertanto. Questi “Invisibili,, quelle “ Entità intelligenti ed occulte „ che vengono evocate nelle sedute dei medi, la Eusapia compresa, e che ci si manifestano con fenomeni di due specie, intellettuali e fisici, sono per .di spiritisti puri (a parte certi spirito-occultisti) “le anime dei defunti „, sono la “ parte spirituale degli uomini che si sono disincarnati,, provvista però, a quanto pare, di un involucro materiale sottilissimo, che è il “ perispirito ,. Ora, siccome sarebbe il “ perispirito , dei medi quello che progettandosi pro¬ durrebbe od eseguirebbe i fenomeni animistici di Aksakokf, così per essere coerenti e chiari (due doti non frequenti fra i teorizzatori dello spiritismo) si dovrebbe dare al perispirito il nome, non più di “ anima , in genere, ma di “ corpo ani¬ mico , o anche di “ anima finidica od odica , di natura materiale, per distinguerla dall’ “ anima spirituale,, dallo “ spirito, propriamente detto, dotato di coscienza e di volontà. Ma anche quest’anima non è tutta cosciente, nè libera : ve n’è una parte importantissima che rimane al di sotto della soglia o limen della coscienza, ed è pertanto subcosciente o subliminale (Mvebs). Essa opera sopratutto per automatismo, ed è di gran lunga più estesa e potente della parte superiore o coscienza; essa è quella che si rende palese in molti stati pato¬ logici, nei sogni, nel genio, nell’ estasi, nell’ipnosi, nello stato magnetico, e in tutta la categoria di fatti psichici trascendenti i confini e la legge della fisiologia e psicologia normali. Orbene, pare (ma non è chiarito) che gli spiritisti ammettano in questa coscienza subliminale o "subcosciente il potere di proiettare fuori dell’uomo vivente il suo perispirito: quando essa me¬ desima se ne riveste, dà origine agli sdoppiamenti della per¬ sonalità; quando lo cede agli “spiriti, dei “disincarnati, che corrono ad impossessarsene, loro fornisce il mezzo di agire meccanicamente e di rendersi visibili, luttavia non si sa come avvenga la separazione tra il superliminale e il subli¬ minale : si direbbe che gli psichicisti, inebriandosi del loro verbalismo, separino in sostanzialità ed in potere le due “ coscienze , e concepiscano due emi-anime addossate 1 una all'altra come due fratelli Siamesi, o sottostanti come uno strato d’acqua ad uno di olio, ma disgiungibili per lo mezzo o per traverso, e suscettibili di diventare estranee fra loro. Essi non si accorgono che la “coscienza, non è un entità da tagliare in due metà o parti, ma una qualità , di de- 56 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I terminati fenomeni, la quale va per gradazioni insensibilmente sfumate da un maximum ad un minimum di chiarezza: le parole * soglia e sottosoglia “ coscienza superiore e co¬ scienza inferiore „ hanno appena un valore metaforico: non sono sostanze, ma nomi sostantivi !! Insistere ora su queste dottrine è un fuori di luogo. Noi dobbiamo piuttosto domandarci se, di fronte ad esse, la scienza odierna psicologica non abbia una via sua propria da se¬ guire, meno fantastica e più solida, meno ipotetica e più empirica; una via, dove non si incontrino antichi ruderi di miti, e vecchi frammenti di concetti mistico-filosofici; una via materiata e costeggiata da fatti positivi di osservazione e di esperimentazione, che ci conduca ad una mèta, sia pure provvisoria, giacché la scienza sa di non essere in grado di darci 1 Assoluto, ina per lo meno tanto sicura, proporziona¬ tamente ai mezzi di conoscenza di cui disponiamo, da con¬ cedere un po di riposo e di calma a noi affaticati da secoli e secoli di escursioni e capitomboli nei domini tenebrosi dell Occulto e dell Invisibile. Orbene: da alcuni anni si può dare una risposta affermativa e consolante a quella domanda. Ma qui, a meglio comprendere le cose, bisogna rifarsi molto addietro nella storia delle dottrine vitalistiehe e spiritua¬ listiche : i lettori impazienti saltino pure queste poche pagine di storia filosofica. Alle fonti della pneumatologia. L'esistenza di un * perispirito „ è il cardine dell' ipotes spiritica: quest’anima semimateriale, senza di cui rimar¬ rebbe incomprensibile il presupposto ufficio intermediario dei “medi,, trova le sue origini nell’antica e vecchia pneu¬ matologia. Non mai ha dominato, u riguardo della natura dell’uomo, e sopratutto a riguardo delle sue funzioni mentali, un dua¬ lismo puro e assoluto : voglio dire che mai, anche nei più bei tempi dello spiritualismo classico, da Platone a Tom¬ maso d'Aquino,da Descartes a Cousin, da Kant agli odierni pnrallelisti „ e meglio ancora agli odiernissimi neo-vitalisti e neo-idealisti, mai 1 uomo fu concepito come un doppio semplice, risultante dall unione di un corpo con un 'anima (della CORPI», VITA E SPIRITO i>7 “ Materia , con lo “ Spirito , ) : sempre tra questi due ter¬ mini opposti, lo volessero o no i filosofi dualisti, se n'e intromesso in maniera più o meno aperta un terzo, e questo terzo è rappresentato dalla Vita. Nell’uomo i dualisti più esclusivi non hanno mai saputo nè potuto assimilare i fenomeni “ psichici „ veri, il sentimento l’idea e la volontà, ai fenomeni “vitali,, alle attività meno elevate dell'organismo; in quanto che, dando all’anima l’attri¬ buzione generica di rendere attivo e di “ far vivere „ il corpo, sia nelle sue singole parti, sia quale complesso armonizzato di parti, bisognava necessariamente dare un’anima non dissimile anche agli organismi inferiori e perfino a quelli costituiti da un solo elemento monocellulare. Se l’anima era nell’uomo inca¬ ricata. non solo di sentire pensare e volere, ma anche di nutrire respirare crescere e riprodurre il suo corpo, come non avrebbe dovuto godere le stesse attribuzioni o facoltà anche nel bruto, e giù giù, scendendo a gradi tutta la scala ininterrotta degli esseri viventi, anche nell’insetto, nell’in- fusorio e nell’ameba? E da questi estremi gradini della serie animale, come non passare, senza disgiunzione arbitraria, alla serie vegetale ? In altri termini, la Vita era essa la Mente ? Il problema formidabile si è imposto da secoli alla meta¬ fisica ed alla psicologia, ma non ebbe mai una soluzione decisa. Credo anzi che moltissimi biologi e psicologi non se lo siano mai posti, 0, se lo hanno intravvisto, se ne siano pru¬ dentemente scostati. Sono specialmente gli spiritualisti dua¬ listi che bau cercato di eluderlo: essi sono stati costretti a trovare un compromesso miope, distinguendo la Mente, prodotto di un’“ entità spirituale „, dalla Vita, prodotto di un’ “ attività vitale „. Evidentemente non si voleva ricono¬ scere che, se l’organismo era capace in sè e per sè di dare i fenomeni “vitali „, poteva ben essere in grado di dare anche i fenomeni “ psichici „. Più coerenti sono stati perciò gli spiritualisti unitari o idealisti del tipo di Berkeley: almeno essi hanno proclamata l’esistenza di sole sostanze spirituali, riducendo tutto allo spirito, negando la materia ; e così sono arrivati a quel semi-delirio paranoico che è il solipsismo ( l’esistenza di una sola coscienza che cren il mondo e tutti gli esseri, quella del “ pensatore „ ; la non esistenza del corpo e di tutte le altre coscienze come cose reali!! — ). _ Ma tutte le scuole dualistiche, dette impropriamente spi¬ ritualistiche, sono state incoerentissime: l’Uomo, come esse ce lo descrivono o come se lo raffigurano, non è già una dualità, ossia un composto di Corpo -j- Anima, ma una 58 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 trinità, ossia un composto di Corpo -f Vita -f Spirito. In tal modo, però, esse han simulato di non accorgersi cbe sono tre le correnti da mandare avanti senza contraddizioni : Organicismo (materialismo) -+- Vitalismo + Spiritualismo. È difatti in ogni tempo la filosofia ortodossa ha separato i fenomeni “ vitali per un lato dai “ materiali „ o fisico¬ chimici, per 1 altro dai “ mentali „ o psichici. L’imbarazzo di illuminarci su una siffatta separazione non é stato meno grande eli quello incontrato dagli stessi filosofi per dimo¬ strare l’indipendenza dei fenomeni psichici dagli organici! I più astuti, pui' non volendo unificarli, hanno finito collo scoprire le teorie anodine del “parallelismo fisio-psichico „ e dell ‘‘interazione o azione reciproca tra fisico e psichico „, che naturalmente lasciano le cose come le trovano e sono appena un contentino per le coscienze timorate cui fa paura il dubbio di passare per “materialisti „. I più logici, invece, dovrebbero accostarsi, senza tante fisime, allo spiritismo, come avea finito col fare Angelo Brofferio : lo spiritismo, infatti, col suo “ perispirito „ , sostiene la composizione trina dell uomo, laddove l’occultismo è giunto anche alla penta — ed all epta-essenza ! ossia ai cinque o sei elementi. E assai difficile orientarsi in mezzo alla moltitudine di queste ipotesi, congetture e denominazioni filosofiche; e, in particolar modo, è arduo voler raggruppare attraverso i se¬ coli le fila delle dottrine esplicative intorno alla natura del- 1 anima e ai suoi rapporti coll’organismo. Ma con un po’ di sforzo sintetico, si riesce a capire che i maggiori fra i filosofi idealisti dell'antichità, messisi in antagonismo con la grande corrente monistica creata da Eraclito, Parmenide, Empedocle, Anassagora e Democrito, e non sapendo come trarsi di impaccio, avevano finito coll’am mettere la pluralità delle “ anime „ : e in ciò erano più onesti (la parola è dura, ma risponde proprio al mio pensiero) di certi spiritualisti-idealisti odierni. Platone, ad esempio, suppose l’esistenza in noi di tre anime: una pensante, il vo0<;, avente sede nella testa; una sensitiva, il Ouuót;, siedente nel petto e specialmente nel cuore; ed una appetitiva, l’òmòtiu'iTixóv, mal definita e mal denominata, localizzata nel ventre, al di sotto del dia¬ framma : In prima sola, di origine divina ed immortale ; le altre due, di bassa estrazione e mortali. È supponibile (per non abbassare di troppo la posizione filosofica del “ divino , Platone!) che questa trinità animistica fosse soltanto meta¬ forica; ma le metafore hanno purtroppo nella storia del sapere umano un’influenza funesta : dal gregge innumerevole fonti della, fnedmàtologia 59 dei seguaci di una dottrina o di una scuola sono prese come verità, come rappresentazioni della realtà. Ed ecco perchè il pluralismo psichico platoniano non è scomparso quasi più dalla filosofia dello spirito: esso è durato per secoli; esso nei tempi antichi ha dominato nomini di mas¬ sima genialità come Aristotele e Ippocrate, e nel medio¬ evo gli scolastici, compreso Tommaso d’ Aquino; ed esso si trova ancora sotto le vesti malcucite del “ neo-spiritua¬ lismo ,, intendo dire dello spiritismo ! Vale la pena, talvolta, di rimontare alle origini. Aristotele mutò, tuttavia, alquanto il concetto delle tre anime: lasciò sussistere l’ anima pensante o noetica, quindi unì insieme le altre due, la sensitiva e la motrice (nella quale esiste il desiderio o appetito), e ne fece V anima animale-, ma, da grande naturalista qual’era ancor più che grande filosofo, vide che le funzioni di nutrizione crescenza e ripro¬ duzione, possedute anche dalle piante, non erano ascrivibili iille due anime precedenti, e ne ammise una terza, V anima regetatii-a. La scala era cbsi stabilita: 1° i corpi materiali senz’anima (individuale); 2° gli esseri viventi vegetali, con un corpo ed una sola anima; 8“ gli esseri viventi animali, con un corpo e due anime : 4° l’essere umano, con un corpo e tre anime, ciò che costituiva una quaderna e non più una terna! Lo strano si è che quarant’anni or sono, sotto la designazione vaga di * cause „ e in aggiunta alla gravitazione regolante i fenomeni di moto kepleriano (astri e sistema solare), un antropologo insigne, Ariti, de Quatrbfages, pretese risuscitare le tre anime aristoteliche per distinguere i regni naturali, cosicché l’uomo sarebbe stato il prodotto di cinque cause : gravitazione, eterodinamia (forze fisico-chimiche), vita, anima animale, anima umana o razionale (Rapport sur V An- ihropologie, 1867; L’Espèce humaine, 1875). La Scuola di Alessandria, per merito di Ekasistrato e di fiero di Efeso, semplificò alquanto le cose: riunì l’anima vegetale alla animale, e ne fece il “ pneurna vitale „ , met¬ tendogli al di sopra il “ pneurna psichico La Scuola di Per¬ gamo, con Galeno alla testa, senza grandi esitanze ed incer¬ tezze ritenne e consolidò la “ pneumatologia „ (questo nome è ricomparso con De Mirville negli inizi dello spiritismo): se non che, parve che Galeno volesse assimilare il pneurna psichico alla sostanza dell’anima intelligente; ma non scor¬ gendo il mezzo di collegare piante ed animali in un solo impero dei viventi, ei ritornò a disgiungere gli “ spiriti vitali , di natura più bassa (la vita vegetativa) da quelli “ animali „ di 60 PSICOLOGIA F. SPIRITISMO, I costituzione più raffinata (la vita di relazione). Orbene: sono questi galenici “ spiriti animali , che, — una volta imaginati per ispiegarsi le attività non ancora psichiche o spirituali, e non più semplicemente vegetative od organiche dell’uomo, — hanno attraversato il medio-evo senza alcun mutamento essenziale, e dalla medicina si sono imposti alla filosofia per più secoli : sono anche i imOnct che si ribattezzano col ter¬ mine di peri-spirito. L’Aquinate e gli scolastici li accolsero nella loro sbiadita e involuta psicologia; e i medici-filosofi del Rinascimento li adoperarono per chiarire (?) le funzioni di innervazione: secondo l’espressione di Varolio (1572), gR “ spiriti animali „ avevano “ l’ufficio di presiedere alle operazioni superiori del cervello „ . Ma erano “spiriti, in realtà molto materiali, cosicché hanno proprio i caratteri del “ perispirito , dello spiritismo odierno; per esempio, Gl v i»k Chauliac nel 1663 li faceva derivare da una “ distillazione degli inferiori spiriti vitali traverso la rete mirabile dei tessuti,. E codesta loro materialità fu mantenuta nella metafisica dello spirito dal grande instauratore del pensiero moderno, dal Cartesio. Si è detto che Renato Descartes (i cui scritti memorabili vanno dal 1637 al 1667, compresi quelli postumi), negasse l'anima ai bruti, qualificandoli per meccanismi automatici senz’anima; ma la cosa va intesa in un senso più riguar¬ doso per la gloria della psicologia cartesiana. Ai bruti egli accordava almeno gli “ spiriti animali , che già trovava nella medicina del suo tempo; salvo che in luogo di figu¬ rarseli spirituali come 1’ “ anima razionale „ da lui collocata nella ghiandola pineale a mo’ di un ragno nel bel mezzo della sua tela, li pensava materialisticamente Nel suo pensiero erano “ spiriti „ diversi solo dai “ vitali , per una maggiore finezza; erano un qualche cosa di assai più fino dell’aria, una specie di “ vento sottilissimo ,, o, piuttosto, una fiamma vivacissima e purissima. Questa “fiamma,, spinta dal calore del cuore (centro della vitalità o degli “ spiriti vitali „ i, possedeva una velocità estrema, e, arrivata alla testa, si spandeva pei ventricoli del cervello, penetrava nei pori della sua sostanza, ne sortiva pei nervi e si rendeva ai muscoli, causando non soltanto le azioni naturali (le organiche infe¬ riori), ma pur le “ animali , Ile sensibili, le motrici, la memoria, l’imaginazione, la ragione). Come poi Descartes concepisse i rapporti di questi “ spi¬ riti animali , con la sua anima razionale e unificatrice di tutte le attività escogitanti, non è dato a nessuno di capire; GLI “ SPIRITI ANIMALI „ 61 10 mi ci sono scervellato indarno ! Non tatti gli storici della filosofia dello spirito sanno che una distinzione ben netta fra uvèuMa materiale e anima immateriale si è formata len¬ tissimamente: nè Descartes, nè Spinoza, nè Leibniz ave¬ vano un'idea precisa sui rapporti fra l’attività mentale e il cervello. Ad ogni modo, gli spiriti animali, rinvigoriti dalla adesione di Descartes e sempre concepiti materialistica¬ mente, per es. da G. Borelli e dall’HoFFMANN, durarono ancora per molto tempo. Non valse che il Virdssbns (1684) pretendesse spiritualizzarli, vedendo in essi * una sostanza immateriale sottilissima, volatilissima,, offrente i caratteri della materia eterea (il principio astrale degli occulto-spiritisti nostri): chè in quel tempo stesso A. Mayovv (1681) li diceva bensì * sottili, agili ed elastici „, ma, da coerente chimiatre, 11 assimilava allo “ spirito nitro-aereo „ esistente nell’aria; il che preludeva nientemeno alla scoperta dell’ossigeno fatta cent’anni dopo dal Lavoisier. Dirò di più: la definizione del Mayow era anche un preludio di quelle del perispirito avanzate adesso in senso chimico, quando lo si imagina affine o riducibile al radio ed all’elio. Gli spiriti animali, così materializzati e sempre più de¬ tronizzati dalle loro alte funzioni, sono scomparsi a poco a poco dalla scienza, in principio sconfitti dall' “ animismo „ ultra spiritualistico dello Staul (1707), malamente risuscitato trentanni fa dallo Chauffard(1878), in seguito sostituiti dalle dottrine fluidistiche vissute fino in pieno sec. XIX. Però non è dubbio, per chi studii la storia dei concetti filosofici e me¬ dici intorno alla vita, che il “ fluido vitale , dei biologi vita¬ listi ad oltranza, questa entità iiuaginaria collocata al posto delle antiche personificazioni mitologiche, non fosse una sola e medesima cosa cogli “ spiriti vitali , di Galeno e del medio-evo ; come è evidente che il “ fluido nervoso ,, rimesso in onore anche recentissimamente sotto il nome di “ forza neurica radiante „ e simili, si risolve psico-geneticamente negli “ spiriti animali . di cui ho parlato. Purtroppo, si deve ri¬ conoscere che Inscienza rifà soventi volte lo stesso cammino, illudendosi di mutare i proprii concetti quando muta i nomi sotto i quali se li rappresenta. D’altronde gli spiritisti me¬ desimi, specialmente i più astrusi che si compiacciono di tendenze occultistiche, affermano che il perispirito o corpo fltiidico attuale è tutt’uno col hai degli Egizii, col linga- sarira degli Indiani, col nephest degli Ebrei, col corpo spi¬ rituale di San Paolo (?), e . (chieggo perdono dell’avvici¬ namento) col corpo aromale del Fouiuer. 62 PSICOLOGIA K SPIRITISMO; I Alla fine i “ pneumi „ o “ spiriti „ e i * fluidi „ sono stati, tutti in massa, abbandonati o sottaciuti quando, al chiudersi del XVIII secolo e al principio del XIX, i fenomeni vitali ven¬ nero concepiti quali effetti di una “ forza specifica vitale „ agente in conformità delle altre forze naturali fisico-chimiche, ma in conflitto permanente con esse. Però anche codesto vita¬ lismo, sebbene appoggiato dall’autorità di un Biohat, di un Giovanni Mùller, di un Liebio, non ha potuto resistere alla corrente meccanicistica e deterministica, che formò il carattere culminante della filosofia biologica del secolo XIX sotto l'im¬ pulso dei progressi enormi compiuti dalle scienze fisico-chi¬ miche. Anche la “ forza vitale, era stata cacciata pochi anni fa dai più riposti angoli di un organismo, che si concepiva e si vedeva sperimentalmente regolato in modo esclusivo dalle forze comuni agenti nella natura esteriore e trasformantisi l’una nel¬ l’altra, quali modalità di una sola Energia cosmica : essa era andata a raggiungere per vari decennii gli spiriti e i fluidi. Ma oggi, eccola, dopo i trionfi del meccanicismo unitario che pare¬ vano sicuri, eccola risuscitare, se non quale “essenza,, almeno quale specificità formale degli esseri viventi nel neo-vita¬ lismo odierno di Bonge e A. Gadthikk, di Hetdenuain e Paulow, di Reinke e di Driksoii. Ebbene: checché si dica da questi chimici e fisiologi e botanici neo-vitalisti, che verosimilmente non ci hanno pensato e protesterebbero indi¬ gnati, io dico che le loro dottrine hanno ricevuto inconsa¬ pevole spinta anche dalla corrente spiritistica. Per me la colleganza storica dei concetti esplicatorii della vita è evi¬ dente : quando si vuole dare al fenomeno vitale una spe¬ cificità distintiva dal fatto fisico e dal fatto psichico, si ricade nel pluralismo antico pneumatologico ; e tra orga¬ nismo e pensiero, tra cervello e coscienza, tra corpo e mente, tra materia e spirito, si deve per forza intercalare un qua¬ lunque siasi irviuqa, o uno “ spirito vitale ,, o un “fluido vitale „, o una “ forza vitale , o... un perispirito! Ma perchè, si chiederà, perchè questo sfoggio di ricordi eruditi ? Unicamente per chiarire l’origine storica di tutte le ipotesi non strettamente spiritiche o alquanto diverse dalla spiritica, le quali furono enunziate recentemente onde spiegare l’insieme dei fenomeni fisio-psichiei procreatori dello spiritismo-sistema, o da lui assorbiti come pabulum in¬ dispensabile, divenuti anzi la sua ragione prima. Non si creda invero che, per quanto staccati dai fenomeni vitali e mentali ordinari, quei fenomeni che sono la manifestazione soggettiva ed obbiettiva di poteri ancora quasi sconosciuti, IPOTESI SCI FATTI “ SPIBITICI 63 o quanto meno eccezionali dell’organismo umano, siano poi stati spiegati con ipotesi troppo diverse da quelle or ora da me rammentate in pneumatologia o in vitalismo: noi pas¬ siamo a vederlo. * * La corrente esplicatrice preterspiritica. Accanto allo spiritismo, e di pochissimo tempo a lui posteriore, ma con radici approfondate molto più in addietro, si è originato e svolto un insieme di nozioni e di ipotesi preterspiritiche, le quali, pur restando ancora nella zona di pe¬ nombra del sapere umano alla quale accennavo, non mancano di consistenza e non difettano di chiarore : esse sono, insomma, un frammento della nebulosa conoscitiva che, distaccandosi dal regno interminabile e indeterminabile dell’oscurità, si è venuto accostando per gradi al nocciolo già costituito dalle scienze fisiche biologiche e psicologiche. Questo nuovo dominio della conoscenza si è dapprima sviluppato sotto la solita forma di “ ipotesi esplicativa „, poiché la mente umana comincia sempre con un lavoro frettoloso di sintesi sui pochi fatti che ha osservato in un qualsiasi dominio naturale, e solo tardi, quando si è servita di cotali ipotesi come di linee direttrici nella ricerca analitica, scompone quei suoi primi tentativi di spiegazione gettandone via tutto ciò che vi era di prematuro e di empirico, e li ricompone con nuovi elementi in teorie meglio coordinate e più sicure. Così si vengono sempre delineando due correnti parallele: quella ardimentosa, ordinariamente precoce, delle spiegazioni, che risponde al bisogno istintivo del perchè ; e quella prudente, ordinariamente tardiva, della investigazione e sperimentazione, la quale conduce modestamente alla conoscenza del come. L’ipotesi, che nei fenomeni dello “ spiritismo moderno „ iniziatosi coi picchi delle sorelle Fox si manifestassero le anime dei morti o di altre “ entità invisibili „, non poteva soddisfare chi, senz’essere animista nè spiritista, doveva rico¬ noscere la loro realtà ed autenticità. Si ebbero, dunque, fin dai primi anni, nello stesso Nord-America, gravi ed acerbi dibattiti sulla natura dei nuovi “ barlumi del soprannatu¬ rale „ (Elliot) e sul valore della riapparsa “ psicomanzia „ (Page). Chi non poteva adattarsi a vedere nelle “ manife- 04 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 stazioni spirituali , dei dialoghi con trapassati o con altre entità occulte, ne cercò altrove una spiegazione: e ben presto la trovò o credette di trovarla. Questa corrente esplicatrice dei fenomeni, che per bre¬ vità dirò anch'io con Grasset “prescientifica,, è stata sollecita a formarsi per il motivo che in un dominio contermine e molto affine del “meraviglioso,, in quello dei fenomeni “magne¬ tici,, le ipotesi non mancavano, erano, anzi, da molto tempo in fiore, inquantochè nate ad uno stesso parto con la creazione della tecnica produttrice di codesti fenomeni ad opera di An¬ tonio Mesmer (1766). Ma veramente, per le ragioni storiche da me addotte nei paragrafi precedenti, si sarebbe potuto risalire di circa duecento anni, collegando la neo-pneumato- logia o teoria americana dello “ Spiritual World „ con la vecchia pneumatologia degli “ spiriti animali e vitali , da Galeno a Vieusskn». Quegli “ spiriti ,, ad esempio, che agi¬ vano entro i confini dell’organismo individuale, perchè non avrebbero potuto imaginarsi dotati della facoltà di fuoruscirne e di agire a distanza, sia su altri organismi viventi dotati di sensibilità particolare o “ sensitivi ,, sia sugli oggetti materiali? Ed ecco la psicogenesi dell’ipotesi enunciata nel 1675 da Guglielmo Maxwell, medico del re Carlo II d’In¬ ghilterra : il quale congetturò che dall’ uomo vivente sfug¬ gissero dei “ raggi corporei „ aventi molta affinità cogli “ spiriti vitali ,, ma usufruiti eventualmente dall'anima che operava al di fuori del corpo per loro mezzo e dava ad essi la energia e la potenza di agire (De medicina magnetica, Londonii, MDCLXXIX). È a questa ipotesi pressoché immutata nella struttura, appena diversa nel nome, che si connettono a un secolo e poco più di distanza le idee di Mesmer, Puységur, Tariiv he Montravel, Deleuze, Ducotet, ecc. circa la esistenza di un fluido particolare battezzato come “ magnetismo animale ,. Si supponeva, cioè, da oltre ottanta anni prima dei picchi pro¬ dotti dalle sorelle Fox. che neH’atmosfera della nostra terra arrivasse dal sole e dai pianeti un fluido sottilissimo, etereo, che penetrava dappertutto ed agiva particolarmente sul sistema nervoso dei corpi animati. Dapprincipio lo si disse tutt’una cosa con il magnetismo della calamita, ma poco dopo lo si differenziò e si ebbe cosi il “ magnetismo dei corpi animali ,. Era un nuovo fluido che si aggiungeva agli altri enti incoercibili e imponderabili, che i fisici avevano ima¬ ginato per servire di intermediar! fra i corpi influenzanti e i corpi influenzati, e con cui spiegavano i fenomeni calo- IPOTESI DEL FLD1D1SMO fi 5 rifici, luminosi, elettrici e magnetici. Se non che, esso doveva essere più simile al “ fluido vitale con cui i biologi pre¬ tendevano capir meglio i fenomeni degli organismi viventi, e al “ fluido nervoso „ più o meno risolvibile nel precedente e col quale i tisiologi si ingegnavano di spiegare la tras¬ missione delle impressioni sensitive dagli organi al cervello e quella delle incitazioni motrici dal cervello agli organi. In realtà, bastava irnaginare che codesto ultimo imponde¬ rabile ipotetico fuoruscisse dai confini di un dato organismo ed andasse ad influenzarne un altro a distanza, per trasfor¬ marlo nel fluido creatore del “ rapporto „ magnetico; e cosi si trovò spiegata, dai mesmeristi e dai magnetologi che successero al Mesm.br, la facoltà posseduta da certe per¬ sone i i magnetizzatori) di trasmettere e comunicare i loro pensieri e la loro volontà ad altre persone (i magnetizzati, i “ sensitivi ,). Ancora adesso, il “rapporto, è il cavallo di battaglia usato contro l'ipnotismo scientifico. E là che debbono essere scorti i primi elementi di tutte quelle spiegazioni dei fenomeni magnetici, sonnambulici, ipnotici, lucidi, bio-elettrici, spiritici e telepatici, che sono state formulate negli ultimi sessantanni, il più spesso, è vero, in appoggio, ma talora anche in opposizione assoluta alla ipo¬ tesi dell'intervento e comunicazione delle anime dei defunti. Questa corrente preterspiritica di indole strettamente mec¬ canicistica e materialistica (è inutile che si protesti il con¬ trario), a base di effimii, di emanazioni, di radiazioni più o meno sottili a mo’ degli antichi “ spiriti animali „, e più o meno ipotetiche a mo' dell’etere dei tìsici, ha oramai un bi¬ lancio assai ricco. Vi ricorrono nomi di dotti di primo ordine, anche se dai contemporanei non sono sempre stati apprezzati come meritavano; e vi si succedono, vi si sostituiscono o combinano ipotesi non prive di genialità, uè mancanti di ra¬ gionevolezza, anche se considerate con aria di disprezzo dalla “ scienza ufficiale „ o da quegli scienziati che si imagiuano di rappresentarla e di tenerne acceso gelosamente il sacro fuoco vestale. Vi si incontra, in primo luogo, l'ho già detto, tutta la lunga serie dei magnetizzatori e magnetologi, continuata da Messikk a Gkssmann, da Dupotet a Mootin, da Lisimaco Vekatti (— G. Pellegrini) a Durville e Rouxbl, i quali, sopratutto per illuminare le azioni a distanza, hanno trasportato il “ fluido magnetico , o 1" etere mesmerico „ in pieno spi¬ ritismo. Essi lo hanno assimilato, in forma ora esplicita ed ora latente, al perispirito, al “ corpo astrale „, all’“ anima fluidica Morselli . Psicologia e spiritismo . che si estrinsecherebbe dai medi e che sopravvivrebbe, ora Cóme inviluppo post-mortale definitivo dell' *• anima spiri¬ tuale ora come fantasma o ammasso fluidico dissolvibile nell’ “ essere postumo „ (D’Assirb). Appartiene a questa schiera, pur divergendone sensibilmente, anche il conte Age- uoitic de Gaspabin, che all’epoca dell'invasione degli anglo- americani tavolini giranti (1854) respinse, nonostante il suo cattolicissimo modo di pensare, ogni intervento sopranna¬ turale di demonii o di anime di morti, ed enunciò l’idea che l’agente misterioso di quei moti fosse un “ fluido vitale „, forse il magnetismo di Mksmeh, fors’anco il calorico. E vi appar¬ tengono pure lo CiiAiiPiGNON, il Despine. il Ramhosbon, ece., che non sapendo spiegarsi con le funzioni nervose ordinarie i fatti d'azione a distanza, della trasmissione psichica, del con¬ tagio mentale, hanno supposto l’esistenza di un agente miste¬ rioso, semi-materiale ma invisibile, che passerebbe dal magne¬ tizzatore al magnetizzato, dal soggetto attivo al passivo, e spiegherebbe il famoso “ rapporto » fra l’uno e l’altro, rap¬ porto non chiarito dalle investigazioni e dottrine sull' ipno¬ tismo e sulla suggestione (non mentale). In secondo luogo, con successione parallela alla precedente magnetologica, talvolta del tutto distinta (almeno in appa¬ renza), tal’ altra convergendo verso di lei, vi figura la schiera di tutti gli scopritori e denominatori di qualche ipotetico prin¬ cipio attivo (mesmerico o no), che sarebbe più fino della ma¬ teria onde consta il corpo organizzato, e avrebbe la facoltà di fuoruscirne, di rivelarsi con azioni meccaniche u distanza e con particolare balistica; che mostrerebbe fenomeni di pola¬ rizzazione, e potrebbe anche rendersi percettibile alla vista di individui peculiarmente dotati di sensibilità ad hoc, perciò detti “ sensitivi „. Questo principio o agente pressoché mi¬ sterioso, non ancora riconosciuto dalla scienza positiva di laboratorio e di clinica, lia avuto nomi diversi e non si è appalesato sempre fornito dei medesimi caratteri e delle me¬ desime qualità: il che ha accresciuto i dnbbii e le diffi¬ denze. Inoltre, non viene chiarito abbastanza se noi abbiamo da intenderlo come un’emissione o una vibrazione od un’on¬ dulazione analoga alle altre forze naturali: non c'è, come osserva l’illustre D’Absonval, altra via che uua di queste tre, per ridurre le azioni a distanza sotto il dominio della fisica. Per comprenderne la comparsa e i nomi, bisognerebbe anche qui rifarsi a capo di un capitolo importantissimo di storia della fisiologia; bisognerebbe indagare con buona critica la influenza che le scoperte ammirabili dei nostri grandi Galvani, Nobili, rixiiiissio t. psicodinajii.smo . 67 Mattbccci sull’elettricità animale — compiute dal 1797 al 1845, confermate poco dopo daDc-Bois Reymond f’48-77), poi da Hermann e Kchne(’67-98) — debbono avere esercitato sulla fantasia dei mesmeristi magnetologi e neurologi- Non altri¬ menti io mi spiego il fatto che fino dal 1842 il doti. Rode» Buchanan di Cincinnati (ci imbattiamo continuamente in Americani, quando si tratta di cose ardimentose!! avesse inventata la sua teoria della nervatira : questa era una sottile emanazione data dal sistema nervoso, massime dai centri ce¬ rebrali; era un che dimezzo fra l'elettricità e il calore da una parte, la volontà e la coscienza dall’altra; essa agiva poi da - mediatore „ (si noti !) Ira le due entità, corpo ed anima, costituenti l’uomo. L’anno stesso in cui nacque lo spiri¬ tismo odierno nella fattoria delle sorelle Fox, un rev. Boveio Dops di Nuova-York parlò senz’altro di elettricità vitale 1 1847 1; e tre anni appresso un medico di Boston, il dottore S. <T. Gtìumes, suppose la esistenza di un lluido sottilissimo, Yetherium, cui assegnò tutte le azioni curative del magne¬ tismo animale fabbricandovi sopranna sua eteropatia (’50). Contemporaneamente, in Europa, l’austriaco Bar. Di Rki- CHBNBAOU, dopo lunghe indagini, usciva con la sua congettura dell’orf. L’ “ od „ pervade l’intero universo; è rivelato dagli or¬ ganismi con particolari effluvii, ma è diverso quale “ dinamide „ dal calore, dalla luce, dall’elettricità e dal magnetismo ; è for¬ nito di poteri motorii attrattivi e ripulsivi, non che di po¬ larizzazione; ed agendo a distanza sui corpi tisici e viventi, è il vero “termine intermedio | ecco ancora la medium nità ! | fra il mondo degli spiriti e quello dei corpi , (1849-’66). É giusto ricordare che all’ipotesi dellW hanno aderito uomini di levatura, fra cui citerò l’esimio ingegnere e fìsico inglese Fletavood Varley (’69), che fu compagno del Crooices nelle celeberrime esperienze sul medium Fiorenza Cook, e il conte Col. Aus. de Rochas, un eminente cultore della òdierna meta¬ psichica (’95). Ed è pure atto di giustizia riconoscere che all’od reichenbachiano, sebbene riguardato quasi come un’invenzione pazzesca da Helmiioetz e da Di' Bois Reymond, si connet¬ tono tutti gli agenti ipotetici, tutte le forze ignote imagi¬ nate in questi ultimissimi tempi per ripiegare tanto i fe¬ nomeni mesmero-magnetici, quanto gli spiritici, e massima¬ mente fra questi ultimi i fenomeni tisici od esteriori. Dovendoci restringere, qui citiamo: — lo psicode, detto anche forza edenica, con la quale il tisico ginevrino Turar, riprendendo le osservazioni del Gasparis, volle chiarire il fatto materiale dei tavolini giranti, in quantochè gli “ edenici „ t 68 PSICOLOGIA B SPIRITISMO, I permettono alla volontà, prescindendo dall'azione muscolare, di agire a distanza sopra i corpi inerti ( 1858-881 ; — la forza nervosa, assimilabile all’elettrica, che Cablo Bbay sostenne ca¬ pace di dare anche il pensiero, pur dichiarandola un particolar modo della comune ed universale energia, convertibile e reversibile nelle altre forze naturali (1866) ; — il fluido ner¬ voso, con cui Chevillaiui volle risolto il problema spiritico' (1869); — la forza neurica radiante, scoperta e lungamente studiata dal dott. Baréty ( 1881-87); la forza, pure essa con¬ cepita analoga all’elettricità ed al magnetismo, che il celebre filosofo En. v. Hartmann suppose emanata dal corpo dei medium, e nella quale I’Aksakoff ha creduto di scorgere un’esagerazionedeH’animismo (1885 ); — le correnti di polarità, determinate nell’organismo umano da Chazaraink e Déclé, visibili ai medium pel loro colore azzurro e rosso a’ due lati del corpo, e che gli scopritori dichiarano invece diffe¬ renti dalla polarità magneto-elettrica (1886); — da ultimo, per chiudere la serie, la forza vitale fluidica, stabilita e mi¬ surata con “ formula biometrica „ dal dott. Ipp. Babau l'C ( 1894-96), seguito da quei pochi psichicisti, come il dottore Joike, che preferiscono teorizzare precocemente anziché con¬ tentarsi dello studio esatto e spregiudicato dei fenomeni. Gli * Studi psichici , e la Metapsichica. È soltanto in uno studio dei fatti, scevro per adesso da pre¬ mature generalizzazioni e da affrettate ipotesi esplicative, che si rinchiude la corrente investigatrice veramente seria, stret¬ tamente scientifica, dell’epoca attuale. I suoi inizii furono po- lemico-critici. ma ebbero tosto quell’impronta positiva che sol¬ tanto poteva darle il metodo obbiettivo-sperimeutale. Nei cenni storici precedenti ho accennato di scorcio alle fasi precipue di questa investigazione metodica: dò qui alcuni maggiori particolari di rilievo. Fu il di 23 gennaio 1869 che la Società dialettica di Londra, volendo veder chiaro nei tanto decantati fenomeni di luci¬ dità e di comunicazioni spiritiche, accettò la proposta del dott. Eumcnds e nominò una Commissione di trentasei per¬ sone allo scopo di esaminare e di riferire. Erano in troppi e GLI STIIIÓ PSICHICI 69 di troppo diversa attitudine per esperimenti che richieggono competenza speciale , ma vi erano intanto dei naturalisti, dei fisici, dei medici di alto valore, come A. R. Wallace, Serjkast Cox, F. Cromwell Yarlkv, Carlo Bradlaugh, H. G. Atkinson... non che gentiluomini coltissimi, come Lord Lindsay conte di Crawford... Non vollero entrarvi il Tyndall, nè I’Hdxley, nè il Carcenter, perdendo in tal modo una magnifica occasione per illuminare con la loro grande autorevolezza in fisica ed in biologia la intralciata questione. Ad ogni modo, i 36 Commissarii sentirono testimoni, raccol¬ sero documenti, e divisi in sei sub-comitati fecero molte “ se¬ dute , sperimentali. Ne uscirono quasi tutti convinti della realtà di taluni fenomeni (ad es. moti di oggetti a distanza, vibrazioni sonore e tattili prodotte senz’azione muscolare o meccanica diretta, linguaggio tiptico convenzionale, neces¬ sità della presenza di determinate persone): ma la relazione presentata il 20 luglio ’70 non fu ammessa negli Atti uf¬ ficiali del sodalizio ; si dovette stamparla a parte, e, come non mostrava accordo unanime dei Commissarii su tutta la fe¬ nomenologia, così non elimini) i dubbii e le opposizioni. Fu in quel luglio istesso che Guglielmo Crookes annunziò formalmente il suo proposito di voler sottoporre a sistema¬ tica investigazione i fenomeni fisici dello “ spiritualismo „ { “ Quarteria Jouru. of Science „ 70-71); e mantenne la parola. Per tre anni egli esperimentò insieme con valorosi amici, fra cui il Varley e il Cox, sui due medium allora in mag¬ gior voga, l’Home e la Cook, e pubblicò in varii articoli quelle sue famose Ricerche che, per il metodo dei cimenti sperimentali, per le conclusioni coraggiose dei risultati af¬ fermativi, costituiscono ancora il caposaldo del così detto ‘ spiritismo scientifico „, o, meglio, sono il primo e più im¬ portante passo storico nello sviluppo della metapsicologia. Per uno di quei fatti di convergenza che non sono ra’ri nella storia delle conquiste umane, l’ iniziarsi della fase scientifica dello spiritismo ha coinciso quasi colla ripresa degli studi positivi sul magnetismo animale. Il Dott. Braid vi aveva portato molta luce con la sua dottrina dell’ ipno¬ tismo (1848): questo certamente spiegava un gran numero di fatti già segnalati dai mesmeristi e magnetizzatori, ma non sollevava affatto il velo ricoprente tutto il meraviglioso psichico contenuto nel campo stesso del “ magnetismo „ mesmeriano e del “ sonnambulismo „ puyseguriano , men che mai illuminava le ombre addensantisi sul contermine dominio dello spiritismo. Chi per primo, nel 1875 , si ac- 70 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I corse della imperfezione delle dottrine ipnologiche allora imperanti, e portate poco dopo al l'esagerazione dallo Charcot e dalla sua Scuola neuropatologica della Salpétrière, l’u un giovine medico, il cui nome di tisiologo e di psicologo è oggi divenuto notissimo e caro a quanti si occupano di studi supernormali: intendo Carlo Riciiet. Egli narra die, avendo assistito per caso ad una seduta magnetica, fu colpito in specialissimo modo dai fenoraeui “ sonnambulici „ dei sog getti magnetizzati, e progettò di studiarli con le nonne della tisiologia. Comunicò la sua intenzione al padre, che era un grande chirurgo e membro dell’Istituto: e questi cercò dapprima di distogliernelo, avvertendolo del pericolo che in¬ correva della scomunica da parte della scienza universitaria, con probabile danno della sua carriera futura: ma poi, vedendolo risoluto a compiere quello studio, gli disse : “ Ebbene ! se tu credi che quella sia la verità, dilla : il dire il vero diventa un obbligo, sopratutto quando è un atto di co¬ raggio „. Cosi di C. Rum ut apparve il primo lavoro vera¬ mente scientifico sul Sonnambulismo (“Journal de l’Auat. et de laPhysiol. „, ’75), continuato dalle bellissime indagini sulla Obiettirazione della personalità nei soggetti ipnotizzali (“ Bev. pbilosophique ,, ’84): essi valsero molto a chiarire il pro¬ cesso psicogeuetieo delle personificazioni (= incarnazioni) spiritiche, e furono seguiti dalle ricerche ulteriori, nuove ed importanti, sulla Probabilità della suggestione mentale (ivi, ’84), primo passo verso la teoria odierna della telepatia. È giusto però ricordare che in quegli stessi anni le os¬ servazioni di medici di acuto ingegno, come quelle di Kms- ii a ber sulle strane modificazioni del sentimento dell’io nelle malattie nervose, e sopratutto gli studi di Azam sugli sdoppia¬ menti della vitirpsicliica e della coscienza, avevano aperto vie nuove e fino allora intentate alla psicologia. Se ne accorse il grande intelletto del Taire che, forse primo fra i psico¬ logi, sfruttò i “ casi „ descritti dai cliuici e dai malati stessi per lo studio della psiche normale (De V Intelligence. TU' édit, ’78|. L’ammirabile caso della Fètida di Bordeaux illustrato dall’ Azam (’76) fu la prima pietra su cui si basa tutta la teoria odierna del subcosciente o subliminale. Io credo pertanto che alle origini della corrente investi- gatrice in psicologia supernormale, da un lato per ciò che tocca i fenomeni fisici dello spiritismo, dall’altro per ciò che concerne i fenomeni psicologici, si debbano porre ed appaiare i nomi del Crookes e del Riciiet. Tanto il fisico e chimico inglese, quanto il fisiologo francese, ebbero il co- OLI STUDI SULL'IPNOTISMO 71 ra„gio di non contentarsi dell’ atteggiamento scettico, anzi ostile, che la scienza accademica ostentava verso quelle penombre misteriose ed occulte. Essi vi penetrarono senza preconcetti, con quegli stessi metodi di osservazione e di sperimento, che già sapevano adoperare in riguardo degli altri fenomeni: sono essi i primi che hanno tentato di ri¬ durre il soprannaturale al naturale, l’occulto al conoscibile, il miracolo alla legge comune. Ma le difficoltà non erano vinte. 11 CnooKBs, forse disanimato da qualche delusione non ancora dichiarata durante il corso delle sue esperienze, fors'aneo dissuasone dall’animavversione delle sfere ufficiali o dal discredito che la cattiva accoglienza fatta alle sue ricerche psichiche poteva gettare sovra le altre sue mirabili scoperte nel dominio della fisica e della chimica, abban¬ donò la via per cui si era incamminato con tanto fervore e con cosi buone promesse: e lo “ spiritismo scientifico „ rispetto ai fatti medianici fisici sperimentabili è tuttora quale Pirli lo ha lasciato or sono trentatrè anni, quasi senza aver compiuto un passo in avanti. D’altra parte, le indagini del Bu'iikt, che pur si movevano arditamente in un’orbita distinta da quella circoscritta troppo dal Buail» col suo " ipnotismo . , le stesse bellissime osservazioni di Azam sul doppio io, fu¬ rono per alcuni anni assorbite dalla preponderante influenza di Cuakcot e dalla battaglia fra le due Scuole ipnologiche di Parigi e di Nancy. Tutti ricordano le fasi di questa lunga lotta: una scuola trovava la base dell’ipnotismo nella ma¬ lattia, nella neurosi; l'altra la scorgeva, pjù giustamente e con più fino criterio analitico, nella psicologia individuale e collettiva. I due decenni tra l’80 e il ’900 furono contras- segnati da una fioritura innumerevole di articoli, memorie e libri sull’ipnotismo secondo i due punti divista: ciò valse almeno a rendere popolari i nomi, se non i precisi con¬ cetti, di ipnosi, di suggestione, di autosuggestione... Il famoso neuropatologo Parigino, dopo aver sistemata a modo suo la fenomenologia dell’ipnotismo facendone una appendice ed una manifestazione della neurosi isterica, auto- suggestionandosi fra le sue malate della Salpètrière, e sug¬ gestionando, colla autorità del suo nome, una vera falange di discepoli di seguaci e di imitatori in tutte le (dioiche del mondo — me compreso! — s'era bensì accorto all ultimo che i fenomeni ipnotici da lui studiati (o provocati?) non erano tutto il “ magnetismo animale , nè tutto il “ supernor¬ male psichico ,. Invero, questo nel frattempo continuava a sussistere indipendentemente dall’ ipnotismo braidiano o 72 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. I dalla suggestione bernheimiana. Perciò lo Ciiarcot aveva promesso di portare le sue investigazioni anche sui fatti dello “spiritismo ma la morte gli impedì di effettuare tale divisamento. E forse molto più innanzi saremmo adesso, se un uomo dall' ingegno potente e dalle ricche risorse, come quel grande maestro, si fosse accostato venti anni fa alla feno¬ menologia medianica, ricalcando pei fatti fisici le orme di Crookes, per i psicologici quelle di Ricukt. Ma sta il fatto storico che la luce non c’ò venuta dalla Francia, uè men che mai dalla Germania, dove sotto il peso dello scetticismo di Wcnut e sotto il colpo della pazzia da cui si disse colpito lo ZOllneii, che fu il solo scienziato tedesco di fama avvicinatosi con coraggio allo spiritismo perle sue ricerche di fisica trascen¬ dentale sul medium Slade, la scienza universitaria è stata ed è tuttora ancora più arcigna e inimica verso la Metapsichica : la luce sullo spiritismo ci è venuta dall’Inghilterra. Fu nel gennaio 1882 che dietro l' iniziativa del dublinese prof. V. F. Bakrett si riconobbe la necessità di una investiga¬ zione sistematica sui fenomeni fisici del neo-spiritualismo e su quei subbietti apparentemente aliini, delle apparizioni di fantasmi, della trasmissione del pensiero, della chiaroveg¬ genza e delle manifestazioni generali della cosi detta “ media¬ nità „ . All’eminente fisico si accompagnarono subito uomini di opinione diversa, ma tutti di alto ingegno, di vasta coltura, di animo aperto ad ogni novità: da una parte, degli scien¬ ziati non ancora spiritisti, il filosofo E. Sigdwick, il tìsico A. Balfour-Stewa rt, gli psicologi En. Giuinev, Finn. Mveks, il dottor R. Hutton, cui si aggiunsero in breve l’ex-prirno ministro Arturo Balfoub, Lord Ri te, Francesco Poumore, il fisico Oliviero Lodge; dall’altro, alcuni fra gli spiritisti più autorevoli e seri, Stainton Moses, Rog cileno Dawson, Tbobaldo Morell, E. T. Bennett, il dott. S. Wild . Così nacque quella celebre Society for psychical Research, che Ila finalmente incominciato nel campo della psicologia super¬ normale l’opera metodica da tanto tempo attesa, con finalità scientifica immane da ogni sistematico preconcetto. La creazione di questo centro comune di studi , privo d’ogni colore settario e dogmatico in un senso o nell’altro, è stata una grande e luminosa affermazione di quel senti¬ mento civile di mutua tolleranza che oggi deve riunire tutti i veri studiosi per la ricerca della Verità. Sullo stesso ter¬ reno degli “ studi psichici , in ogni parte di Europa e di America procedono insieme uomini di segnalato valore: il fi¬ siologo RionET, il oolonn. De Rocuas, l'oculista Dariex, il LA META PSICHICA 73 magistrato Maxwell, l'astronomo Flammarion, il fisico D'Ar- sonval, i neuropatologi Brlssaud e Ballet, i dottori Joire e Mangin, i filosofi Bergson Boiuao e Liabd, il conte di Gramhont... in Francia ; il prof. G. Ochorowioz in Po¬ lonia; il consigliere aulico Aksakoff e il professore Borr- lerow in Russia; il dott. Schrenck-Notzing in Germania; il filosofo-psicologo Flournov in Svizzera ; il. conte B. di Vesme. il grande nostro antropologo Lomisroso, il dott. Er- macora, il fisico Finzi, il celebre astronomo Sciiiapi-arelli, il gruppo genovese di psicliicisti capitanato da E. Bozza no e G. Venzano e quello milanese da Marzorati e Raveggi, in Italia; il famoso psicologo G. James e il filosofo llvsi.or in America; il dottor Hodgson dall’Australia . Molti di questi nomi appartengono, lo si vede, alla prima aristocrazia scientifica; e se in riguardo ai fenomeni ultra-psichici do¬ vessimo attenerci al criterio dell’autorità per formarci un’opi¬ nione, servendocene accanto agli altri due dell’esperienza di¬ retta e del ragionamento, certo dovremmo riconoscere alla Metapsichica, poiché si presenta coltivata e protetta da uo¬ mini siffatti, il diritto di figurare accanto alle discipline scien¬ tifiche dotate di principi logici, di metodi rigorosi e di un avvenire degno d’ogni fiducia. La corrente investigatrice dei fenomeni psichici è venuta ingrossando anno per anno: un numero sempre maggiore di Società, di periodici, di sperimentatori, costituisce la prova materiale della sua vitalità ; ed i risultati delle sue indagini, delle sue inchieste, delle sue sperienze sono diggià tali da prometterci una messe sempre più ricca e feconda. Vi sono da vincere ancora molti ostacoli, e primo fra tutti la instintiva tendenza di alcuni cultori della Metapsichica a generalizzare, a indurre immaturamente ed a dedurre an¬ cora più affrettatamente, a teorizzare; ma questo difetto è proprio delle scienze giovani in via di formazione, sempre esuberanti, sempre ardimentose. Se a pari di tutte le altre “discipline scientifiche, la Metapsichica saprà liberarsi di co- desti impazienti ed entusiasti, o, per lo meno, se saprà fre¬ narli e farli tacere in tempo, prima che ne compromettano le sorti col dare nascita e sfogo ad ipotesi malfondate o pre¬ mature, essa si porrà sul cammino sicuro della Ricerca esatta. Bisogna ed urge che essa si attenga rigidamente a questo programma: — l’osservazione e l’esperimentazione, prima: le spiegazioni e le dottrine induttive, poi. II. Medi e medianismo. La ricerca fondamentale: — ' il medianismo Secondo la stretta applicazione del metodo positivo, nella ricerca metapsichica bisogna tare, anzi tutto, lo studio dei “ medi „ e «lei u fenomeni di medianità B , affrancandosi tanto dal giogo dello scetticismo irrazionale e tenace fin qui osten¬ tato nelle sfere in cui troneggia l’incredulità accademica, quanto dal fanatismo delle congreghe o sette spiritistiche kardechiane o davisiane, occultistiche, teosofiche , illumi¬ nistiche e alchimistiche. Su questa via regia delle vere in¬ dagini sperimentali e positive siamo diggia a buon punto. L pili seri e i meno infiammati fra gli adepti avevano visto be¬ nissimo che a salvare il vecchio e tremulo spiritismo-sistema filosolieo-socinle, si doveva dare il passo ai metodi positivi, chiuderlo invece agli impressionismi ed ai sentimentalismi. Se non che, la dottrina spiritica, massime dopo la hsio- psicoanalisi dei fatti metapsichici di medianità, si viene aihe- Voleudo, smorzando, mutando. Si lascia oramai in disparte il contenuto intellettuale della fenomenologia spiritica per in¬ vestigare la genesi e la natura delle cosi dette facoltà me¬ dianiche e salvo a riprendere poi col dovuto rigore di critica la demolizione delle viete dottrine, adesso si ricostruisce di pre¬ ferenza lo “ Spiritismo senza spiriti Puf) parere un bisticcio, ma non lo è agli occhi di chi guarda con mente serena e non impacciata da vincoli di sètta o di scuola le odier¬ nissime “ ricerche psichiche „. Non solo ai lavori di spi mia ,1 convinti si vede dato il titolo men compromettente di Me¬ dianità ,, di “ Medianismo di 4 Studi medianici „, sebbene. LO STUDIO DELLA “ SUEDI AXITA , 75 codesti termini siafio uno strascico verbale di concetti espli¬ cativi ben determinati e propriamente inspirati alla vecchia ipotesi spiritica: ma per di più, al nome latino-romanico di “spiritismo , si sostituisce quello anglo-sassone di spiri¬ tualismo,, e la qualifica di "spiritista, si muta volentieri nell’altra meno precisa di “ psichista , o “ psiehicista Le ricerche fondamentali dello spiritismo scientifico sono rivolte a due intenti: — 1° ad accertare la realtà ed auleti- tirila dei fenomeni medianici-, - 2“ a stabilire la Jiswpsico- loqìa e la psicopatologia dei soggetti aventi la facolta di pro¬ durli . ossia, per usare il vecchio termine, dei medium, hi- rifa cosi tutto il cammino percorso durante questi sessanta anni, ossia si ritorna là donde si sarebbe dovuto prendere le mosse con la necessaria circospezione scientifica. È chiaro che si deve ricominciare con lo studio dei feno¬ meni elementari, delle manifestazioni più agevolmente accer¬ tabili della facoltà chiamata medianica o “ medmmuita , o « medianità „ (quantunque, come dissi, il termine includa e sot¬ tintenda. una dottrina determinata, lo adotterò per ragioni di brevità e perchè oramai è consacrato dall'uso). Si dovrebbe, ad es„ investigare il l'atto apparentemente semplice del movi¬ mento’ di un oggetto senza alcun contatto : 1 innalzamento di un tavolino per l'aria, la sua “ levitazione „, come la desi¬ gnano, è di questo genere; — eppure, non sembra ancora assi¬ curato alla psicologia supernormale ilo dice L. Uicuet), jier quanto si ci siano messi attorno investigatori d altissima competenza nelle discipline fisiche e meccaniche. Lo stesso dicasi delle “ luci fluidiche ,: — furono tra ì tatti iniziali nella serie delle manifestazioni visibili; eppure, non sono ancora state oggetto di ricerche sicure: se ne posseggono descri¬ zioni e fotografie, ma non vengono da fonti assolutamente pure da preconcetti spiritici. E che sappiamo noi a tutt oggi dei famosi picchi o raps, che pur sono, a detta degli spi¬ ritisti, — ed è vero - la manifestazione più volgare delie sedute e la più spontanea e tradizionale degli “ Invisibili » • Nulla o ben poco ! Taccio poi delle cosi dette materializ¬ zazioni di forme e di fantasmi: persino fra gli psiclncisti ve qualcuno che non le ha vedute con certezza o che, avendole viste, non ne è o non se ne dice affatto sicuro. Per me, dunque, è, oggetto di maggiore stupetaziOne, non già il contenuto barocco e pseudo-filosofico dello spiritismo moderno, bensì il caso curioso che esso si regga su basi cotanto incerte e fortuite, su fenomeni cotanta disputati o si fieramente negati in massa, su soggetti medi cotanto so- 76 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I spettabili, su una tecnica cotanto grottesca, e su una buona fede cotanto degna di sorte migliore. Il “ miracolo „ più «rande dèlio spiritismo è... lo spiritismo stesso; e il fatto psichico più “ supernormale „ che si possa imaginare è la sua pretesa di essere ormai giunto alla fase scientifica. Che strano concetto si ha delle scienze e dei suoi metodi e cri¬ teri di prova in certi ambienti spiritici o psichicisti! E si badi, in proposito di tali indagini, che per detta dei medesimi spiritisti i medi da prendere in considerazione sono scarsissimi negli stessi centri spiritici più caldi e più numerosi. Anche prescindendo dal Nord-America, dove i falsi medium spesseggiano e imperversano, nell'Inghilterra si è diventati diffidentissimi : una buona parte dell’operosità della Società per le ricerche psichiche si esaurisce nello smascheramento delle medianità menzognere. L’Olanda, la Spagna, il Sud-America son torse, in rapporto al numero degli abitanti, i paesi dove le dottrine e pratiche dello spi¬ ritismo hanno la voga maggiore: ebbene, il va.n db Wall dell’Aia confessava al Congresso dell’89 che in tutti i Paesi Bassi si conoscevan pochi medi meritevoli di assoluta fiducia ; e il De Souza Cooto narrava al Congresso del ’900 d’aver penato assai a trovare un medium sicuro ed efficace, fino alla scoperta casuale della medianità in una dama della sua famiglia. Anche per la Francia, patria di Allan-Kardeo e dello spiritismo dogmatico, lo Ohadlois in pieno Congresso lamentava la mancanza assoluta di buoni medi per la propa¬ ganda: e alle sollecitazioni dell’Istituto internazionale di Psicologia, diramate per ogni dove allo scopo di trovare dei medi che acconsentissero all’esame delle loro facoltà, nessuno ha ì-isposto dal 1904 a oggi ! In Italia, lo stesso. Da quando si è saputo che io mi occupo di spiritismo e psichicismo, mi è giunta un" infinità di consigli, di propóste e anche di invettive, pazienza; ma mi si sono pure denunciati fenomeui strepitosi di medianità, e indicati nomi e gesta di medi * ottimi „ e * meravigliosi Quando però ho voluto acco¬ starmi a quei fenomeni, tutti sono svaniti (come mi avve¬ niva anni fa per le meraviglie dell’ipnotismo, della lettura del pensiero, della trasposizione dei sensi...): e quando mi sono dichiarato dispostissimo e lietissimo di vedere quei medi in azione, non son riuscito ueanco a ottenere più un seuir plice colloquio. Cosi la investigazione seria viene uccisa prima di nascere, e il mediumnismo sembra voglia sfuggire al ci¬ mento della prova anche più elementare, che è la pura e im¬ mediata osservazione. LO STUDIO DEI MEDIUM , 77 La storia dello .spiritismo ei dice che i medi accessibili a sperimentazione scientifica non sono fin qui stati molti. Al¬ cuni dei più famosi, per es., l'Home e lo Slade, sono morti ; dei viventi, qualcheduno s’è ritirato dall’agone e si limite a tener conferenze o a scrivere articoli, come la D’Espéranee. Quasi sempre i medi si fanno ammirare in circoli ristretti o privatissimi, dove la scienza vera non penetra mai o pe¬ netra a stento: per es. la moglie dell’ammiraglio russo De Pro niTKOFF, donna Marinila Alice De Correa che è quella segnalata dal Souza-Oouto, la sigr,‘ Maria V*** illustrata dal Dusaiit, la Smith-Muller dopo le indagini del Fi.oubnoy, i Bandone di Roma, ecc. Poi vi son quelli che volentieri sfug¬ gono ad un controllo serio, e sono i più, massime fra gli Americani; quelli sempre sospettati, come il romano A. Po¬ liti; infine, non mancano, a parer mio, i conclamati psi¬ copatici, come la D’Agullana. Qualora anche l’uomo di scienza sia ammesso a “ vedere „ , e, secondo che dicono con illusorio eufemismo, a “ sperimentare „, deve in ge¬ nerale sottoporsi a condizioni, se non antiscientifiche, per lo meno ana- o prescientifiche; e gli parrà soventi volte di essere un astronomo entrato per caso in un baraccone di astrologò o un chimico in una fucina di alchimisti, o un medico- biologo in uno stambugio di erboristi e tauma¬ turghi. Nella migliore delle congiunture , gli si concederà quella operazione mentale che negli ultimissimi tempi (1906) si lasciava generosamente libera a chiunque era ospitato nella famosa villa Carmen presso Algeri, in casa della Generalessa Notti, dove i medi erano almeno quattro alla volta e i fantasmi materializzantisi altrettanti: vedere e non toccare. Dei moltissimi medi, il cui nome si incontra ad ogni pagina nelle pubblicazioni spiritistiche, massime di quelle che se¬ guono gli ammaestramenti kardechiani e consimili, de' medi psicografi, degli intuitivi, dei visionari, la immensa mag¬ gioranza sfugge all’esame degli scienziati competenti. Pertanto risulta che oggidì i medi suscettibili di investigazione me¬ todica si contano sulle cinque dita della mano. Su quattro donne sopratutto si agitano da tempo le questioni della veridi¬ cità e della attendibilità delle prove : e son la italiana Eusapia Paladino, le nord-americane Eleonora Piper e signora Pepper, la inglese signora Thompson. Cogliamo, dunque, l’occasione d’esaminare a fondo, se è possibile con buone norme psico¬ logiche, la medianità di Eusapia : delle quattro è quella che porge, con i suoi stupefacenti e relativamente facili fenomeni 78 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I fisici, le maggiori possibilità ad una ricerca obiettiva vera¬ mente proficua, veramente sicura. Le varie forme della medianità. Una delle difficoltà maggiori che incontrano tutte le 4 So¬ cietà di studi psichici „ (ii nome è poco bene scelto e forse sarebbe stato preferibile quello di 4 iper- o meta-psichici „), anzi la difficoltà massima, l'abbiamo visto, sta nella scarsità di buoni e sicuri soggetti da studiare, tanto se si tratta di semplici ricerche sull’ipnotismo e magnetismo animale, quanto, e più, se si vogliono spingere le indagini negli sterposi e fino ad oggi quasi inesplorati campi dello “ spiritismo Qui si comincia dall’ignorare quasi ilei tutto la fisiologia la psicologia e la stessa patologia dei “ medium ,, cioè di quelle persone che sole, secondo la ipotesi spiritica, servono da intermediari fra i viventi ed il mondo degli spiriti, e che ne agevolano le comunicazioni permettendo alla “ tluidità peri¬ spiritale o astrale di questi spiriti la captazione e l'uso della loro 4 liuidità vitale Toltene le bellissime osserva¬ zioni di Pietro Janet sull’automatismo medianico scrivente e di T. Flou luto v sulle meravigliose personificazioni del suo celebre soggetto, la signorina Elena Smith, le nozioni scien¬ tifiche sulla 4 medianità „ sono in generale di seconda mano ; ossia si limitano a quanto ce ne dicono gli spiritisti mede¬ simi, per lo più semplici e fiduciosi orecchianti in psico¬ logia, quindi o incapaci o incompetenti. Fino ad oggi nè Lomiiroso, nè James, nè Riciiet, nè Oohorowigz, neanco lo stesso Mybrs, hanno raccolto sulle “ facoltà medianiche „ elementi positivi sufficienti ad illuminarne, pur da lon¬ tano, la natura e il legame cou le altre attività bio-psichiche. Quanto ai fisici che si sono accostati all’argomento, nè Crookiss, nè Varley, nè D'Ausonval, nè lo stesso glorioso e sfortunato Curie, hanno saputo o potuto esprimere nn solo concetto approssimativo sul posto che alla 4 forza me¬ dianica „ spetterebbe nella serie delle energie cosmiche. I medium non si lasciano studiare facilmente nella loro personalità, perchè se sono falsi (e ve u’è un numero strabi¬ liante, massime nei paesi Anglo-Sassoni e in Francia), natu- VARIE FORME DI MEDIANITÀ 79 miniente temono die da tale esame siano anche svelati i loro processi trandolenti; e se sono sinceri, hanno ragione di lagnarsi dell’ostinato dispregio in che li ha tenuti portanti anni la scienza ufficiale. Da parte loro, gli scienziati com¬ petenti a giudicare dello stato fisio-psicoìogico dei medium non sono i fìsici nè gli astronomi, ai quali sembra dall’opi¬ nione pubblica voglia affidarsi l’esclusivo titolo di giudici della medianità. Sicuro: Guglielmo Crookrs e Giov. Schiap¬ pa relli, ad esempio, sono due grandi scienziati. Ma quando si pensa che il primo ha avuto a sua disposizione la si¬ gnorina Fiorenza Cook per circa tre anni, e che ad eccezione dei suoi mirabili e classici sperimenti d’ordine tisico e mec¬ canico, non ha saputo dirci nulla sulle condizioni somatiche e mentali del medio, e tanto meno ci ha dato il quadro del determinismo psicologico individuale e collettivo nel quale avvenivano i fenomeni e sopratutto le materializzazioni ce¬ leberrime dello “ spirito „ di KatieKìng-, quando si leggono le riservate conclusioni del nostro sommo astronomo messo al cospetto dei fenomeni dell’Eusapia che egli, alla pari di tutti gli osservatori, doveva considerare esclusivamente nella loro esecuzione per cosi diro materiale; quando a ciò si collega la immensa e pressocchè inutilizzabile moltitudine di “ sperienze „ compiute da dotti e indotti non psicologi sui fatti medianici, e dove non si va quasi mai oltre alla loro esteriorità e appariscenza, e dove ben poche volte se u’è potuto per ovvie ragioni analizzare il determinismo bio¬ psicologico ; — allora si deve augurarsi una ripresa di simili studi ab ovo : voglio dire, una investigazione fondamentale sulla vera genesi e natura della medianità. Bisogna però rico¬ noscere che ci sono da fare distinzioni importanti, le quali restringono ogni giorno dippiù la vecchia cerchia spiritica anche a detta degli stessi spiritisti (àksakofk, Delanne, eco.). Si sa che i medi sono di vari tipi. — a) Il più comune, quello scrivente per automatismo, ha la sua fisio-psicologia già quasi accertata. Rimane lo scrivente in modo diretto , ma è rarissimo, e gli esempi che se ne citano, svegliano sospetti (Slade. Eglinton), massime dopo che abili prestidigitatori, come Davey, ne hanno smascherato e ripetuto il giuoco, ( Hoduson). Qui pertanto c’è da stabilir prima la autenticità del fatto: in seguito, verrà lo studio sul determinismo psi¬ chico della cosi detta “ psicografia „. b) Altre categorie di medi, ad esempio gli intuitivi, gli udi¬ tivi, i veggenti (o visionari sullo stile di Swedenbobu), f musi¬ cisti e i disegnatori analoghi agli scriventi per automatismo 80 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, so pure offrono molta importanza per la metapsicologia, cadono per lo più nel dominio dei fenomeni mentali di abbastanza facile interpretazione. Quando dall’albero fron¬ doso della psicologia supernormale si taglino i rami ecces* sivi i parassitari e gli appiccaticci, si resta davanti a fatti di automatismo senso-ideo-motorio, di telepatia, di seconda vista o chiaroveggenza ; vale a dire, a fenomeni “ psichici „ nel senso odierno, sia pure, ma pur sempre a fenomeni abbor¬ dabili con metodi e criteri psicologici. c) Il tipo a incarnazione, nel quale cioè si presume venga a incarnarsi temporaneamente uno spirito che parla per bocca del medio, appartiene alla categoria abbastanza nota ai psico¬ logi dogli sdoppiamenti di personalità, e non si scosta molto, qualunque cosa pretendano gli spiritisti, dalla psicologia patologica. Anche in questo tipo di medianità intellettuale ha un còmpito amplissimo la telepatia, che non è più spi¬ ritismo. Supponendo accertata la sincerità dei medi nei quali avviene la incarnazione transitoria o la possessione, nessuno vorrà sostenere che le indagini sul dinamismo psicogenetico di cotali fenomeni vadano lungi dalla sfera di competenza del psicologo. Ma per ciò che è l’identità personale delle “ entità occulte », si passa (lo scrivo con disgusto, ma ripeto quello che han già detto il Flournoy e qualche spiritologo più illuminato) si passa pur troppo in una sfera di inve¬ stigazioni che quasi non è piu d’ordine scientifico, ma d’ordine morale: presso a poco nel dominio della po¬ lizia giudiziaria! Bisogna infatti eseguire una “ istrut¬ toria », fare il “ processo „ d’ogni singolo caso d’incarna¬ zione": e allora... ! Questa identificazione personale dei defunti che si rima¬ nifestano, dei disincarnati che ritornano al commercio cogli incarnati, è il grande e supremo intento della dottrina spi¬ ritistica, ma è anche, fino a tutt’oggi, il massimo scoglio contro il quale essa ha naufragato, quantunque si so¬ stenga che accanto agli innumerevoli fallaci tentativi di “ identità degli spiriti , comunicanti, se ne sia accertato qualcuno indiscutibilmente e irrefragabilmente. Si cita sopra tutto la identificazione dello spirito di un Giorgio Pelham manifestatosi per il celeberrimo medio americano, la signora Piper: e due filosofi e psicologi di valore, I’Hodgson e I’Hyslop, avrebbero legato il loro nome a questa meravigliosa avventura. Peccato che sotto l’aspetto scientifico tutta la apparente enorme ricchezza accumulata nei fasti dello spiri¬ tismo prima della odierna fase psichicistica, si risolva in VARIE FORME DI MEDIANITÀ 81 monete false o di lega metallica similoro, messe e accettate bonariamente in circolazione, ma oggi cadute fuori corso! d) I medium tiptologi o tiptografi, quelli che fanno parlare i tavoli, cominciano a destare un po’ più l’interesse degli stu¬ diosi. Il meccanismo tisio-psicologico degli sdoppiamenti e della coscienza subliminale, come l’ha designata P». Mnsns, poti à illuminare, torse, i messaggi e le comunicazioni, purché in taluni casi gli si aggiunga il grande coefficiente telepsi¬ chico o “ mentevismo,, termini spiritistici significanti la sug¬ gestione mentale o trasmissione del pensiero. Ma il movi¬ mento del tavolino non è spiegabile con questi processi interiori o psicologici ; e nemmeno lo sembra con la vecchia teoria dei movimenti incoscienti, salvo i numerosissimi casi spuri e falsi. Qui siamo già di fronte a dinamismi ignorati, a forze verosimilmente diverse dalle ora conosciute; ma la indagine ne va fatta senza i preconcetti inspirati dalla fisica e meccanica ordinarie, le quali non veggono che il lato ma¬ teriale dei fenomeni e non penetrano al di là della super¬ ficie. Il moto, o la oscillazione vibratoria, o il sollevamento del tavolo è un fatto fisico, sia pure, ma è nello stesso tempo un fatto psichico perchè rivela una intelligenza ed una volontà. E, dunque, la analisi psicologica dei fenomeni tiptici che può dirci donde viene cotale energia; mentale. e) La persona che muove i tavoli senza contatti o, quanto meno, con contatti sproporzionati all’effetto, appartiene diggià alla categoria piuttosto rara dei medi ad azioni fisiche o mec- laniche ti distanza , di cui la Paladino è oggi il campione più famoso. Questi medi raggiungono talvolta poteri addirittura strabilianti, che sembrano contraddire, ad esempio, la legge di gravità, e non si adattano alle formule della meccanica né al parallelogramma delle forze, a quei principi cioè che ci rendono l’Universo comprensibile e razionale secondo le argomentazioni della logica normale e della scienza esatta. / ) Ma. oltre ad essi vi sono i medi ancora più rari che si direbbero plasmatori, in quanto posseggono la straordinaria facoltà di esteriorizzare „ fuori del loro corpo i “ fluidi vitali o perispiritali „ di cui questo dispone in tutti gli individui, ma che non in tutti soli capaci di fuoruscire ren¬ dendosi tangibili, visibili, fotografabili . La teleeinesia e la materializzazione „ di forme che gli astanti possono per¬ cepire, sono presso all apice, tanto dello “ spiritismo „ inteso rigidamente nei suoi canoni kardechinni ancora dominanti presso tutti i circoli e presso tutte .le diramazioni della scuola o sètta o confraternita classica, quanto del “ psicliismo , Moksei.1,1, Psicologia « spiritismo. n PSICOLOGIA E SPIRITISMO, «2 _ _ _ _ che accoglie oramai il gruppo più serio e indipendente degli studiosi della fenomenologia medianica. Per il Prlln° ’ h u sono gli spiriti o anime dei defunti che impadronendosi del “ fluido del medio arrivano a materializzarsi in modo piu o meno completo, ad agire, a manifestarsi, ad apparire , ; e cosi saremmo alle “ manifestazioni „ sensibili di un mondo ordinariamente ultra-sensibile o uUra-terreno, dell Ai di 1 quasi costantemente ed universalmente invisibile ed intan bile- saremmo agli “ interventi , ed alle / apparizioni, di fantasmi veri e veridici, che i credenti nel o spintismo sostengono identici a determinate persone già uscite di vita o disincarnate. 11 psichicismo, invece, quando ammetta la realtà dei fenomeni (ciò di cui il sagacissimo gtuppo In¬ glese della S.f. p.R. sembra assai spesso dubitare .non crede per ora di andare oltre alla ricerca positiva del fatto nel presupposto di dinamismi bio-psichici tuttora ignorati. Le " materializzazioni „ sono un problema oscurissimo, cosi fisico come psicologico, che rasenta il pai adesso. g) Ci troviamo egualmente nella parte piu discussa j della medianità quando ci si citano i medi apportatori, guelfi che - apportano „ da lontano, magari attraverso porte e preti, oggetti materiali, ad es. fiori, ramoscelli d alberi .sassi, con¬ chiglie, gioielli, monete, pezzi archeologici, eco. Per C0“Pre^ dere tale “ fenòmeno „ si suppone che essi abbiano il potere d. dematerializzare tali oggetti, di disaggregarne la compagine molecolare, di farli attraversare cosi disaggregate traverso corpi ancora materiali, finalmente di ricomporli tali e quali, ossia di' riaggregarne le molecole affinchè riabbiano i loro ca¬ ratteri fistef e materiali quando vengono a ricomporsi ne le mani degli astanti. Miracoli, di fronte ai quali tutte le espe rienze dei Laboratori scientifici sono un Kloclie'®'lo'R0'' -presa la liquefazione dell’aria di Piotet mazionedi diamanti artificiali nel forno elettuco di Moissan la stessa acclamata telegrafia senza fili di M Arnioni ! Ma gli “apporti, sono un argomento gravissimo d dubbio Se raccertarli non è facile. La non rata smaschera tura di medi falsi apportatori fra cui 1 Anna Rothe di Ber lino il famigerato medio degli aranci e dei fiori, e poco corretto portamento di altri, ad es. del Bai ®^j C ^ coni- tavolette caldaiche e monete assire di Poco ' ^ J perate sui mercati pseudo-archeologici di Dàmasco Beyreuth, obbliga lo studioso seno ad unasonmadUh denza e gli stessi spiritisti piu imagmosi ad un grande riserbo. L'apporto, simile in ciò alle fotografie spiritiche, ha VARIE FORME DI MEDI ANITA 83 occasionato gravi delusioni, giacché la sua frequente fraudo¬ lenza ha prodotto incrinature ad totani sabstantiam nell’edi¬ ficio teorico-pratico dello Spiritismo. Adunque, prima di slan¬ ciarsi nelle regioni astruse della * fisica trascendentale „ IZòlIjNEb), dello spazio a n dimensioni, della evoluzione e trasformazione alciumica o ermetica della materia, bisogna cominciare con più prudenza a studiare la mentalità dei medi apportatori; psicologia e . polizia giudiziaria! li) Colloco agli estremi della scala di medianità quella che dicono psicometria (non si sa poi, per quale pervertimento di un termine scientifico da lunghi anni adoperato per il ramo di psicologia sperimentale rivolto a studiare la legge del tempo nei fatti psichici!). I medi * psieometri „ sono quelli che al contatto di un oggetto appartenuto ad una persona, sia vivente presente o lontana, sia defunta, ne sanno ilare i connotati, indicare le vicende, intuire anche cose scono¬ sciute agli stessi interroganti e che poi si trovan vere. Sono numerosissimi nei paesi Anglo-Sassoni, dove di questa loro singolare facoltà fanno mercato: un’intera pagina in-l° a due colonne e a caratteri fitti del “ Light „, il gran gior¬ nale spiritico di Londra, ne fornisce nomi e indirizzi e ta¬ riffe ad uso dei buoni clienti. Qui — supposto di non ca¬ dere tra le mani di ciurmadori e di “ sonnambule , disoneste — siamo di fronte a fenomeni, che non soltanto vanno oltre ni confini di ogni nostra concezione scientifica positiva, fisica o psicologica, ma che pure si rivelano mediocremente acces¬ sibili alle abbastanza elastiche teorie del psichismo. Certo è che le divinazioni “ psicometriche „ non hauno da fare di¬ rettamente colla ipotesi spiritica, anche se si congetturano delle radiazioni del pensiero, il quale lasciasse qualche cosa della sua aura ovunque venga espresso. Ad ogni modo, anche qui c’è un lato psicologico fondamentale da investigare: la sensitività particolare degli psicometri, la mentalità degli in¬ dovini e quella . dei clienti. i) Quanto ai ramoscelli ancor più aberranti dati dalle altre divinazioni presunte medianiche, ad esempio la cristalloscopia, un psicofisiologo vorrà prima vederci chiaro col lume dato dalle nozioni sulla suggestione ed autosuggestione: solo quando abbia eliminato ogni fattore di natura psicopatologica, potrà passare nel dominio degli studi psichici e trattare, anzi tutto, il problema telepatico. In sostanza, la telepatia hn spostato molti fenomeni fino a ieri considerati come ti¬ picamente spiritici. 84 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, 1 Chi deve studiare la medianità ? Si scorge da tutto ciò come nello studio della medianità sia intempestivo e superfluo mettere avanti la ipotesi spiri¬ tica prima di averne stabilita la psicogenesi. Ora, il dibattito che qualcuno ha creduto sollevare sulla competenza di chi avrebbe avuto il diritto di osservare e di interpretare per primo i così detti “ fenomeni spiritici „, è, a parer mio, ri¬ solto da questa imprescindibile e fondamentale esigenza della stessa medianità. Qualcuno — forse perchè voleva eludere la giusta accusa di immaturità e di precipitazione nel conclu¬ dere, nonostante la sua valentìa di specialista in questo o quel ramo di medicina o di fisica, — ha proclamato che l’esame dei fenomeni medianici poteva essere fatto da ogni persona dotata di buoni sensi e di senso connine. Ma codesta pre¬ tesa ingenua o temeraria o astuta (secondo i casi!) sarebbe la condanna di ogni tecnicismo specializzato, la negazione di ogni metodo sperimentale, la morte d’ogni disciplina scien¬ tifica: il “ dilettantismo „ elevato a nonna di ricerca e a criterio di giudizio?! Certo, le questioni di competenza sono nel campo scien¬ tifico irritanti ed antipatiche, giacché mettono in azione la molla dell’amor proprio, lo spirito di casta, la dignità pro¬ fessionale ed altri sentimenti consimili di indole egoistica. Nel diritto teorico e pratico le competenze trovano norme prestabilite e Corpi giudicanti fino alla terza istanza, per essere definite e convenientemente assegnate. Ma nella scienza la cosa è diversa: le pretese “ leggi dei fenomeni „ non hanno sanzione alcuna, neanco son “ leggi „ nel vero significato della parola; e il rispetto verso le gerarchie accademiche ha più danneggiato che favorito il progresso. Questo fatto è evidentissimo nella storia dolio spiritismo e di tutta la psicologia supernormale: bisognerebbe, dunque, lasciarvi la più ampia libertà diesarne e di apprezzamento; tanto più che vi è un primo passo da fare pel quale non occorre essere uomini di scienza e tanto meno di una data scienza: vi è da accertare con buoni e sani occhi, con mani agili e pronte, che i fatti esistano ! NECESSITÀ DI CONOSCENZE SPECIALI 85 E sta bene: per la materialità del fenomeno, per la realtà della* manifestazione per Inautenticità della ‘•comu¬ nicazione „ basta avere occhi, tatto e criterio ordinari... Ma anche per vedere che i corpi abbandonati al proprio peso cadono verso terra, non occorre essere uri Galileo; per discernere che una candela illumina e scalda solo quando la stearina si fonde e si consuma, non occorre essere un Tendali. nè un Bertuelot. Se invece qualcuno volesse co¬ noscere meglio il determinismo della caduta dei gravi, o della combustione d’un grasso, dovrà ricorrere ai lumi del fìsico o del chimico. E così, per la medianità obiettiva o tì¬ sico-meccanica di un Home e di una Eusapia, chiunque sarà in grado di accertarsi della levitazione di un tavolo, chiunque udrà il suono dell’armonica non mossa da mani visibili, chiunque vedrà nella penombra profilarsi una figura impal¬ pabile... Ma costui sarà penetrato con queste percezioni elementari nel contenuto “ psichico „ o “ psicologico „ dei fenomeni V II più oculato fra gli astronomi, il più consumato dei tìsici, il più valente dei fotografi o degli ingegneri, il più abile dei medici, il più geniale dei pittori e comme¬ diografi, il più esperto degli anatomici, ove non possegga nozioni di psicologia e metap sichica non si eleverà d’un cen¬ timetro nella valutazione intima del fenomeno medianico al di sopra del bravo commerciante, dello zelante impiegato, della operosa massaia, della “ intellettuale „ zitella e del militare a riposo, che in generale sono i membri più in¬ fluenti e attivi dei “ circoli „ o “ gruppi spiritici ,. Già: anche l’uxoricida Oliva, prima di tentare di seppellirlo nelle acque del porto di Genova, ha squartato con tagli sapienti il cadavere della sua vittima; ma chi vorrà dire che per ciò egli sia divenuto un anatomico o un anatomo-patologo? Bisogna che nello studio della medianità distinguiamo due generi di ricerca: quella della realtà dei fenomeni, quella del loro determinismo. Alla prima può bastare qualunque testimone degno di credito : perocché, come si chiedeva Voltaire, che cosa occorre alla critica storica in tatto di testimonianze? “ Un gran numero di testimoni: 1“ che siano sensati e abbiano visto bene ; 2° che siano sani di mente e di corpo; 3° che non abbiano interesse alcuno nella que¬ stione; 4° che le attestino solennemente „ (Dict. philoso- phique, art. “ Certitude „). Orbene: i fenomeni spiritici sono stati accertati da un numero così grande di testimoni aventi tutti questi requisiti, che risulta ormai assurdo e ridicolo dubitare della loro realtà. Io ho davanti a me l’elenco degli 86 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I illustri, che videro e annuirono; e lo trovo, sotto l’aspetto- epistennologico e metodologico, di un valore formidabile Vj figurano almeno due o tre centinaia di personaggi dì primo ordine : matematici, astronomi, fisici e chimici, 'natu¬ ralisti, biologi e antropologo fisiologi, professori di medicina e cimici, filosofi e teologi, ingegneri, elettricisti, inventori tec¬ nici ed esploratori, scrittori, letterati e pubblicisti, artisti c scrittrici, magistrati e alti militari, poeti ed eroi, diplomatici e ministri di Stato, finanzieri e prelati, dame, principi e sovrani; tutta una eletta per l'ingegno, per la coltura, pel¬ le bravura, per la posizione sociale, per la nascita, per la ricchezza, per il potere. Come buttare da banda un insieme si imponente d. allermazioni decise, di testimonianze disin¬ teressate, di convinzioni sincere? Eppure, io ne avrei il coraggio, non già per l'accerta- myUo estrinseco de. fatti, bensì per il loro apprezzamento tnUinseco : in quanto che, salvo poche eccezioni, tutte quelle autorevoli „ persone, mancando di competenza psi¬ cologica, non sono giunte a costituire quell’ “ autorità „ che la metodologia scientifica esige quale criterio di verità ; tanto e ciò vero, che ancora oggi, nonostante le filze di nomi celebn messe in bella mostra dagli apologisti polemisti dello spiritismo, la immensa maggioranza degli uomini seguita a non crederci affatto. Per mio conto, ritengo sufficientissime, anzi esaurienti le testimonianze affermative dei fatti ; ni a se voglio passare alla . loro comprensione psicogenetica, nò Humboldt o Sohiapparelli, uè Yittor Hugo o Massimo d Azeglio, nè Sardou o Gordon-Pascià, nè Edison o Marconi, lle, 1’ udienza Marrtat 0 la regina Vittoria, a parte il loro valore morale, possono contentare la mia sete di conoscere, la quale non si appaga con ciechi ossequi alla superiorità men¬ tale e sociale di cotali testimoni. Neppure un Wallace o uno /oLLNKii, nè menomi Crookes o un Richet avrebbero forza d‘ impormi le loro opinioni sulla possibilità e veridi¬ cità di certi fatti spiritici e animici se, oltre al riconoscerli un grande naturalista, un eminente astrotisico e filosofo, un geniale chimico e fisico, un valoroso fisiologo, io non li sa¬ pessi anche versati negli “ studi psichici Mi affido perciò con altrettanta sicurezza alla testimonianza di un Lombroso •li un Dc-Prel, di un Flocrnoy, di un Brokferio, di un James perchè ninno dubiterà mai della loro altissima competenza in osservazioni e ricerche d’ordine psicologico. Infine, accò¬ glierò e ascolterò col rispetto che si meritano i lavori ei pareri di un Ermacora, di un Aksakoff, di un Mykrs, di un IL OÒMPITO SPETTA ALLA PSICOLOGIA 87 Gornby, di un GiniER. di un Hodgson fra quelli pur troppo rapiti alla scienza, di Lodge, Podmobe, De Rochas,.Delanne, Flambarmi», Bozza no e altri esimi investigatori viventi, poiché so tutta 1 eliicacia che la “ scienza psichica , da essi creata o coltivata ha avuto, ha presentemente e meglio avrà in futuro sulla correzione evoluzione ed elevazione del vecchio tarlato spiritismo. Ma in sostanza, il credito di cui essi godono non deriva dalle peculiari loro conoscenze fisiche, letterarie, astronomiche, filologiche, mediche, politecniche, filosofiche, nè dalla loro carica politica o universitaria, nè dalla loro attività di propagandisti , bensì unicamente dalla loro specialissima e dimostratissima coltura psicologica. Lo studio della “ medianità „ spetta, dunque, alla scienza psicologica, importa poco se normale, anormale o supernor¬ male ; se fisiologica o trascendente o fenomenale; se rivolta al tatto “ psichico „ nel senso consacrato dall’uso classico o in quello venuto ora di moda per un deviamento sema¬ siologico del termine. “Psicologia, è il generale, “ psi- chismo „ è il particolare. Gli “ spiritisti „ hanno sostenuto che bisogna staccare e distinguere assolutamente questo da quella: ma in che risiederebbe la ragione del distacco? Non vediamo noi forse la medianità svolgersi su condizioni in¬ dividuali spettanti alle comuni fisiopsicologia e psicopato¬ logia, constare essenzialmente di fenomeni affini a quelli piecisamente descritti dai psicologi analisti e dai clinici psi¬ chiatri, arrecare con sè un inseparabile corredo di sintomi ueuro-psicosici e di effetti somatici osservabili e misurabili con i consueti strumenti della fisiologia e medicina? Dove termina il normale e dove comincia il “ supernormale „ ? Alla fin dei conti, lo stesso edificio faticosamente costrutto da Federico Myers e che rappresenta il supremo sforzo del psi- chismo, è composto, nelle sue fondamenta essenziali, da quelle nozioni ed idee sul subcosciente che già la psicopatologia aveva a lungo e in largo enunziate e dimostrate. Qualcuno ha cercato un criterio fuori della scienza già tatta, ed ha preteso di trovarlo per l’appunto nelle stesse qtotesi che si debbono sottoporre a positiva dimostrazione. e~°! . ® “ Briect, nella serie dei fenomeni “ psichici „ lo Spiritismo , comincerebbe soltanto da quelli in cui vi sono esteriorazione detta sensibilità e motricità ed apparizioni (fantasmi, materializzazioni): al di sottodi codesti fenomeni vi sarebbe il “ Psichismo „ semplice o di grado inferiore, al quale spetterebbero la lucidità, la visione a distanza, la te¬ lepatia, ecc. : e ancor più al di sotto si rientrerebbe nella 88 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, * Psicologia pura „ normale od anormale. Ma ecco un dubbio: nello stato di salute e in certi stati di malattia non sfug¬ genti alle leggi consuete della patologia, si può escludere a priori ehe non esista la esteriorazione nel senso psichicistico? No, certamente: la scienza medica conosce casi, per quanto rarissimi, in cui s’è osservato, ad esempio, un effluvio visi¬ bile (Febèi). Dunque, la medianità, pur essendo un fatto ec¬ cezionale apparentemente esulante dai domini ordinari del sapere costituito, e quindi preterscientifico; pur allargandosi nelle penombre dell’Ignoto, al di là dei margini di quanto fino ad ora risultò accessibile alla conoscenza ed all’umana ragione, non diventa ciò nonostante un quid di estraneo alla vita dello spirito qual’è stato concepito ed abbordato in ogni tempo dalla scienza positiva ; e anch’essa, la “ facoltà medianica „, è, a pari delle altre nostre, subordinata ai prin¬ cipi e ai metodi della psicologia. È curioso rilevare come lo studio esatto della medianità occupi poco posto nella innumerevole letteratura spiritica. Non ci si illuda sul numero delle produzioni autobiografiche dei medi o di quelle descrittive dei fenomeni medianici, che figurano nella bibliografia dello spiritismo: gli adepti della dottrina e i membri dei circoli e gruppi sfruttano le fa¬ coltà medianiche dei soggetti, ma non si preoccupano molto del loro stato fisiopsicologico. Con enorme e fastidiosa pro¬ lissità si distendono verbali dello sedute, ma unicamente per riferire “ messaggi e comunicazioni Questa miseria di no¬ tizie non limitate alle curiosità ed ai sentimentalismi ha colpito penosamente gli stessi spiritisti più competenti (ad es. ìIDklanne, I’Anastay, ÌIMetzger, il Baudi): essi domandano per ciò con gran voce ai loro gregari impazienti che i medi vengano meglio studiati e . meno strapazzati. Nè la produzione teoretica è, sotto tale riguardo, più seria e sicura di quella empirica. Il famoso Libro dei medi non ha alcun valore scientifico; e infatti il Rivail, da bravo pedagogista pestalozziauo alla Condillao, accetta la facoltà medianica già bell’e fatta e insegna a svilupparla e ad uti¬ lizzarla, ma non si preoccupa delle sue cause ed origini, delle sue condizioni determinanti, delle sue conseguenze fisio-psicologiche... Per lui, come per quasi tutti gli spiri¬ tisti, il medio “ è uno strumento „, anzi, letteralmente, un “ mezzo „ per raggiungere il fine di “ comunicare „ cogli “ spiriti E come l’artigiano incolto non perde il tempo a chiedersi di che materia consti e con quali procedimenti tecnici fu ottenuto e da quali leggi meccaniche o dinamiche LA PERSONALITÀ DEI SIEDI 89 sia regolato l’utensile di lavoro, martello o dinamo che sia, del quale si serve, cosi lo spiritista-tipo si conduce ri¬ spetto alla “ medianità „ : generalmente i circoli o gruppi che si riuniscono attorno ad uno o più medi, non sanno, non capiscono, non investigano nulla ! Più di tutto fa pena cercare invano nella Bibbia attuale degli spiritisti, — alludo, si capisce, &\V Animismus nnd Spiritismus dell’AicsAKOFF — qualcosa più delle venticinque righe dedicate nella prefazione alla fisio-psicologia della medianità, battezzata in blocco sotto il nome di “ personismo Se non fossero venuti i lavori degli psicliicisti odierni, con a capo Fed. Myehs e Alb. Db Kochas, si potrebbe af¬ fermare che in circa mezzo secolo di fervore e di “ espe¬ rimenti „ (?) lo Spiritismo non aveva saputo uscire, di fronte al fatto straordinario della “ medianità „ . dalle pastoie del più grossolano e del più limitato empirismo. La personalità dei medi. Sulle maggiori figure che empiono di sè, attraverso i secoli, la scena della popolarità, e specialmente su quelle di cui si costituisce la storia del meraviglioso, bene spesso manchiamo di notizie precise, e, per ricostruire la loro per¬ sonalità, siamo costretti di ricorrere ad induzioni e a con¬ getture. Egli è che, in generale, questi personaggi si circon¬ dano di mistero, speculando sull’ignoranza e sulla buona fede dei contemporanei per ingrandire la loro figura e lasciare nell’oscurità l’origine dei loro poteri occulti. Ne sono esempi classici e noti a tutti il Conte di San Germano, il Cagliostro, e quanti altri, com’essi, hanno lasciato fama, di taumaturghi. Questi personaggi sono veduti attraverso una fitta nebbia, e neppure le loro reincarnazioni sullo stile di quella con cui Cagliostro s’è impersonato in * Leopoldo „, lo spirito-guida della .media Elena Smith, cosi argutamente illustrato dal Floubnoy, vengono a illuminarci sulla vera loro entità : si direbbe anzi che, reincarnandosi, essi medesimi, quei facitori di miracoli facciano anche quello di diminuire ed ottene¬ brare ancora più la personalità loro. L'Occulto è in grande, in massima parte, nato dall’inganno 90 PSICOLOGIA E SI’IJilTISStO, I disposato all’ ignoranza ; è stato tenuto a battesimo dalla credulità; fu nutrito iìn dal primo esistere mediante la bugia e la frode : per ciò, quel che rimane di verità nella storia del meraviglioso, può raffrontarsi al piccolo diamante, che si ricava da un cumulo enorme di minerale pressoché tutto inutile, e talvolta così duro da. scalfire, e così pesante da smuovere, che il valore della preziosa pietra smarritavi entro non compensa le fatiche del suo ritrovamento. Sotto questo aspetto, i “ medium „ dello spiritismo mili¬ tante assomigliano ai taumaturghi della magia ed ai maestri della prestidigitazione. Sull’Home, sullo Slade, sull’Eglinton, sullo btainton-Moses, sulla II' Espérance, ecc., abbiamo bensì notizie autobiografiche e gran copia di documenti : ma, se si volesse fare con questi opera ricostruttrice atta a schiarire i più importanti punti della loro esistenza, ci troveremmo davanti ad elementi infidi, a prodotti di vanagloria e di ciarlataneria, a oscurità volute dai loro stessi amici e cre¬ denti. I ra mezzo a tante cose non sicure o poco probabili viene a mancare il criterio della verità. Ad esempio, nelle autobiografie ci sono troppe reticenze da una parte, troppe amplificazioni dall’altra : per di più l’estasi, detta il * trance „, non lascia ai medi migliori la facoltà di ragguagliarci sulie loro condizioni subbiettive che costituiscono il punto cen¬ trale più oscuro del raedinmnismo. Sarebbe come se per costruire i capitoli di- Neuropatologia e Psichiatria sull’iste¬ rismo, sull epilessia, sull ipnotismo e sonnambulismo, sui delirii sensoriali metabolici (tutti stati anormali con cui la medianità ha vincoli o somiglianze inconfutabili) ci voles¬ simo servire delle notizie dateci dai pazienti : la medicina scientifica ha progredito in questi capitoli dirigendosi pre¬ feribilmente, con Richkt, Cha rcot, 3d kidenmain, .1 a net, Lom¬ broso, nelle vie della indagine obiettiva. lutti gli spiritisti lamentano la fastidiosa e imbarazzante necessità in cui la “ scienza „ si è trovata finora, di dovere studiare la fenomenologia più caratteristica ed importante del medianismo attraverso le gesta spesso sospettabili e la personalità spesso tarlata dei medi “professionisti „, perocché quelli privati,, sulla cui sincerità, salvo le opportune limi¬ tazioni, si potrebbe meglio fidarsi, non si prodigano tanto facil¬ mente e preferiscono farsi ammirare in circoli ristrettissimi. Per quanto si sappia che da anni io mi occupo di “ spiri¬ tismo , e abbia cercato di ottenere sedute da vari medi che mi si erano denunziati attivissimi o che sono giunto a sco¬ prire attorno a me, la quasi totalità di essi mi è fino ad NUMBBO E SELEZIONE DEI MEDI 91 ora sfuggita : in massima, non ha troppa fidanza nella scienza e negli scienziati. _ Nè si creda che il numero dei “ medium „ sia piccolo. E As¬ sociazione spiritualistica degli Stati Uniti e del Canada an¬ nunciò nel 1900 che colà i medi salivano, tra pubblici e privati, alla rispettabile cifra di 10.000, tutti arruolati per la causa, tutti fervidissimi nell’ esercizio : vi erano inoltre 350 oratori propagandisti, 3G0 società spiritiche, 82 Chiese spirituali¬ stiche..... Ma noi non siamo così fortunati; ciò non pertanto abbiamo in Italia, al presente, alcuni medi di gran forza, la Eusapia, il l’oliti, i fratelli Randoue (per citare quelli conosciuti per le stampe). Ma i due primi sonò professio¬ nisti e per di più medi a effetti fisici : qualità queste che bastano a renderli sospetti nei centri più severi delle ricerche psichiche „, voglio dire in Inghilterra e, di riflesso, in Ger¬ mania. I medi fisici hanno così spesso ingannato che la “ Society for psijchical Research „ li lascia da anni in disparte, e senza tanti riguardi li considera con disprezzo: dirò anzi che i medi a pagamento, scoperti in frode con una deso¬ lante frequenza, sono oggi messi al bando dai circoli inglesi, tedeschi e olandesi. Anche in 1 rancia e Svizzera i Gruppi psichicistici di Parigi, Marsiglia, Nancy, Ginevra non li ac¬ colgono senza circospezione. Di guisa che nella Gran Bret¬ tagna, al dire della autorevolissima spiritista. Sig" Stennabd, la "medianità fisica è pressoché scomparsa, e vi si veggono e studiano di preferenza i medi intellettuali. In America, no : perdura la tradizione delle Fox, ma non è a dire con (pianta e quale degenerazione professionale 1 Bisogna leggere quello che la celebre scrittrice Fiorenza Marryat narra di molti medi transatlantici, e di certi loro imitatori cisatlantici, per sapere fino a qual punto arrivino lo spettacoloso delle loro sedute di H materializzazioni n, la astuzia smaccata dei medi e impresari, la beata semplicità •della loro clientela, E taccio degli accampamenti estivi spi¬ ritici (“revivals„) cotanto frequenti e frequentati nel Nord- America, e dei quali non arrossiscono di vantare l’efficacia moralizzatrice e “ spiritualizzatrice „ sulle masse, spiritisti ac¬ creditati e di talento come la Adiiì-Baloo, il Libeht, I’Owen . Spettacoli da fiera, carnevalate, niente altro ! Nel Nord- America si esercita un impudente mercimonio delle facoltà me¬ dianiche, siano vere, siano spurie; e nonostante 1 esempio della famiglia Fox lasciata lauguire ed esentasi quasi del tutto nella più squallida miseria fra la indifferenza colposa degli spiritualisti americani, non si cessa dall imitarne le ■92 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I gesta del periodo eroico-arcadico di Hydesville-Rochester : le “ unirne dei trapassati „ costituiscono ancora, in un paese così facile alle più stravaganti credenze, un buon mezzo per far denaro. E il peggio si è che anche in Europa, ora perchè invasa da “ celebri „ medi americani, australiani, indiani, ecc., ora perchè lo spiritismo non trova altri metodi di diffusione, la medianità professionale è quasi esclusivamente la sola che serva agli studi psichici ; donde la diffidenza generale degli psicologi competenti per il meraviglioso modernissimo, donde la legittima sfiducia e ripugnanza degli scienziati positivi di darsi a codesti studi. La medianità, ha scritto il Diclanne, è la pietra angolare dello spiritismo : è per suo mezzo soltanto che noi possiamo dare le prove (?) della sopravvivenza; e meglio la conosce¬ remo, più sarà potente la propaganda per lo spiritismo „. Ma se la medianità serve quale strumento di propaganda, ben pochi fra gli spiritisti si danno briga di conoscerla a fondo. Questa noncuranza è massima fra i dogmatisti: Allan-Kabueo ad esempio, consacra pochissime linee alla facoltà dei “sen¬ sitivi „ (medi) e ai fatti fisiologici, alle “ sensazioni „ che accompagnano 1 estasi medianica. Ma neppure i psichicisti odierni sono più intraprendenti in codesta indagine fondu¬ mentale: lo stesso Myers, che senza dubbio è penetrato meglio d ogni altro nelle ombre misteriose della coscienza sublimi¬ nale, si occupa preferibilmente degli effetti “supernormali „ delia medianità, e poi ci lascia all’oscuro sul processo fisio- psicologico di essa. Quel poco di sicuro che ne sappiamo è opera, non di spiritisti, nè di psichicisti, sì bene di psico¬ logi sperimentatori o di clinici-alienisti : cito fra primi Pietro Janet, le cui ricerche, comunque giudicate dagli spiritisti, sono state imitate e usufruite dal Myers su ampia scala. I medi, d'altra parte, salvo rarissime eccezioni (di cui la Eusapia Paladino è una) non si prestano volentieri ad esami scientifici sulla loro personalità fisio-psichica ; appena per¬ mettono, prima delle sedute, di essere frugati sulla persona, sotto le vesti, e la maggior concessione che fino ad ora taluno di essi abbia fatta alla scienza è di lasciare usare, con molta discrezione però, la fotografia e qualche strumento fisiologico di facile, sollecita e spesso poco utilizzabile ap¬ plicazione. Così si riesce difficilmente a penetrare e speri¬ mentare con frutto nei circoli e gruppi spiritici dove suc¬ cedono, al dire degli inscritti, le cose più strabilianti. Da un po’ di tempo in qua, l’accesso alle sedute è forse meno CARATTERI PSICHICI PEI MEDI 95 arduo, specialmente da quando l’Eusapia ha dato ai medi il buon esempio di lasciarsi studiare, e da quando lo psi- chicismo ha ripresa la gloriosa tradizione di CnoOKBS ; ma per lunghi anni le porte dei santuari ci erano chiuse non appena si sospettava che vi volessimo portare i nostri intenti inve¬ stigatori. Lo stesso Papus narra che volendo vedere le ma¬ terializzazioni operate da un medium che gli si decantava, ha dovuto sottoporsi al fastidio di tre lunghi mesi di inutili sedute preliminari ; finalmente, quando il medium si fu as¬ sicurato della simpatia della sua assistenza e si fu persuaso ohe “nessuno avrebbe acceso fiammiferi durante i fenomeni, allora solo si decise di . materializzare. Ciò che in particolar modo sarebbe necessario studiare con tutti i mezzi dei quali dispongono la fisio-psicologia e la psichiatria clinica, sarebbe la personalità dei medi. Le so¬ miglianze tra l’estasi medianica o trance e le note sindromi accessuali delle nevrosi (isterismo, sonnambulismo, epilessia) sono ormai indiscutibili, malgrado le opposte insipienti ne¬ gazioni di certi spiritisti dottrinali che nulla capiscono di psicopatologia: ma pur qui, non andiamo più in là di una co¬ noscenza abbastanza superficiale, malgrado le ottime osserva¬ zioni di P. Janet, Joiue, Jung, Grassbt, ecc. Gli psicologi analisti sono ormai certi che il “medium, è per lo più un individuo dotato di una costituzione psichica anomala, o, quanto meno, situato all’estremo gradino della scala delle varianti normali relative alla coalescenza degli elementi psi¬ chici. Nel medio tale coalescenza è lassa e labile all’estremo; e quindi in lui, quando sia messo o si metta in circostanze propizie, avviene con facilità la disgregazione personale, la separazione più o meno completa della coscienza superiore o vigile da quella inferiore o subliminale, cosicché questa seconda entra in una più intensa ed estesa attività automa¬ tica, sensoria motoria ed imaginativa. Orbene, a coonestare la ricerca affannosa di medi cui si danno i circoli spiritici e l’allenamento spesso noioso cui li sottopongono e di cui si dolgono i migliori (p. e., il Mabzohati, in “ L. e 0.,, TT. 415), certi spiritisti sostengono che il mediumnismo non è facoltà tanto eccezionale: tutti gli uomini la possederebbero in grado più o meno agevole a rilevare. In sostanza, i medi non dif¬ ferirebbero nella organizzazione tìsica dagli altri individui, e solo sarebbero caratterizzati da una maggiore recettività sensitiva e da una maggiore esteriorazione animica (F. Nègrb). Ma altri, massime fra i psichicisti, negando codesta, univer¬ salità delle facoltà mediumniche, le ritengono addirittura I 94 PSICOLOGIA E SPIIIITISMO, rarissime e specialissime (Mangin). Qualcuno ha pure pre¬ teso che i medi si distinguessero per dati caratteri somatici, ad esempio, per la variegazione colorata dell’iride (Maxwell). Qui bisogna intendersi. Che la facoltà medianica sia ge¬ nerale, e che basti saperla “ sviluppare „ (come dicono gli spi¬ ritisti) per metterla in evidenza, no davvero ; ma che, d’altra parte, sia un’eccezione in natura, una varietà isolata di costi¬ tuzione personale umana, ueanco : la fisiologia, l’antropologia e la psicologia scientifiche si oppongono ad ambedue questi modi di vedere. Vi sono individui ipnotizzatoli, è verissimo, ma la immensa maggioranza non lo è: — vi sono delle per¬ sonalità che si disintegrano e, per così dire, si sfasciano al minimo urto di un emozione, di un ordine altrui, di una allucinazione eventuale ; ma per fortuna la generalità degli uomini oflre, nel complesso integrale dei fenomeni di co¬ scienza, una sufficiente forza di coesione per resistere a simili attacchi. Questo non significa però che l’ipnotismo e tutti gli altri fattori congeneri di dissoluzione della personalità non trovino in questa medesima, e nel modo con cui si forma e si mantiene, le loro ragioni preparatorie e le con¬ dizioni agevolanti la loro efficacia dissolvente. Per tali motivi io non so adattarmi all’idea che il mediumnismo non si attacchi a facoltà o a funzioni esistenti nella gene¬ ralità delle persone : sarebbe l'unico esempio di una attività vitale o mentale regalata da non si sa quale potere arcano, nè si capisce per quali predilezioni più o meno benefiche, solo a pochissimi “ eletti „ . Inoltre, se la dottrina dell’evoluzione spirituale è vera, secondo che con gran valore suppongono gli spiritisti kar- dechiani swedenborghiani davisiani, e anche gli psiehicisti camminanti sulle orme del Myeks, bisogna ammettere una delle seguenti due possibilità. — 0 la facoltà medianica è un ge¬ nere di attività vitale in via di estinzione, perchè non venendo utilizzata nel decorso dell Evoluzione pei bisogni della lotta per l’esistenza, mancò di sviluppo rimpetto alle altre attività fisio-psichiehe (il grande Myers la pensava a questo modo). Ed allora la medianità si deve trovare, almeno quale rudi¬ mento atavico, in tutti gli uomini: sarebbe come chi dicesse un’appendice vermicolare del cieco, o un muscolo plantare gracile, salvo che nel campo funzionale della psiche. _ 0, per contro, il medianismo è un acquisto novello dell’Evo¬ luzione, una forza rimasta in noi latente o pochissimo attiva per secoli e secoli, rivelatasi o risvegliatasi ad un tratto in Hydesville (per decreto della Provvidenza, secondo i ere- NATURA DEL MEDIANI.SMO 95 denti dogmatici,/, ma chiamata a rendere sempre più intimi i rapporti fra il mondo sensibile e l’Invisibile. Dimodoché l’umanità avrebbe davanti a sé un lungo avvenire in cui sempre piu godrà dei poteri psichici e di lucidità, di tele¬ patia e di azioni a distanza sulla materia (alcuni neo-idea¬ listi, ad es. G. Papiri, lo congetturano). E iu tal caso, non potendosi la medianità creare dal nulla, si dee ritenere che essa si sviluppi fin d’ora da una predisposizione alla meta- psichicità esistente, in genere, in tutti gli individui umani. Ter mio conto, propendo a opinare che il medianismo sia un fatto anormale della personalità fisio-psichica umana, il quale, a pari di tutte le altre anormalità e anomalie indi¬ viduali, non si crea ex novo iu mezzo alla universalità degli uomini per un capriccio o dono improvviso di natura, ma si collega direttamente alle condizioni normali somatiche, fisiologiche e mentali dell’animale Homo sapiens: sono, anzi, disposto a credere che anche gli animali (del che gli esempi abbondano e furono egregiamente raccolti dal Bozza no) siano suscettibili di quelle percezioni sensitive e di quegli auto¬ matismi motori onde risulta la medianità. Natura non farit saltus, è un vecchio adagio della filosofia, che ha già avuto estesissima applicazione nel campo biologico e psico-socio¬ logico (trasformismo lamarcko -darwiniano, evoluzionismo spenceriano) e che deve egualmente averlo nel Campo “ psi¬ chico Pertanto, la singolare personalità di “ medium „ è semplicemente una varietà secondaria della personalità neuro- psicosica : spesso, anzi, non è altro che questa nella sua forma tipica, per quanto lo possa anche essere in molti medi soltanto a modo transitorio ed accessuale. La facoltà medianica è stata osservata in persone di età diversissima. Si sono annunziati medi fanciulli, medi bam¬ bini, e persino, stupesco referens !, medi lattanti; in taluni medi di gran forza s’è visto perdurare la. medianità alle soglie della vecchiaia (lo Slade, la Rothe, la stessa Paladino). Ma d’ordinario il manifestarsi dei poteri ha luogo in gio¬ vinezza, frequentissimamente coincide colla pubertà, massime nelle donne; e va soggetto, talvolta, a lunghe incompren¬ sibili pause, ovvero anche cessa ad un tratto. Il sesso femminile non vi sembra più predisposto del maschile, se si bada al numero totale dei medi registrati nella storia e nelle effemeridi dello spiritismo. Ma è indu¬ bitabile che nella donna si hanno le forme più alte e com¬ poste di medianità, appunto perchè l’isterismo è nevrosi ca¬ ratteristica del sesso femminile, pur non mancando nel 96 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I maschile. Notevole il fatto che l’Horae offriva varie stimmate di femminismo somatico e psichico. Certo si è che presente- mente i medi sembrano destinati a fallire rumorosamente, laddove le medie trionfano. Quanto al temperamento che predispone meglio al pos¬ sesso della facoltà, io dico, da convinto alienista, che è quello neuro-isteropatico ; ma il Patos ha imbrogliato le cose an¬ nunziando ehe fra i medi vi sono, nientemeno, ventiquattro temperamenti diversi, e che perciò occorre accostarsi ad essi con ventiquattro maniere diverse di contegno investigatorio, a seconda della loro “ formula biometrica „ (Baraduo). Del che io, per quanto adusato all’esame clinico d’una moltitu¬ dine pluricolore di ammalati, mi dichiarerei incapace ! Del resto, lo sperimentare coi medi non è tanto agevole. È vero che i gregari dello spiritismo — caterva innumere¬ vole di dilettanti incompetenti e di eccitatori incoscienti dello spettacolo medianico — vi si accingono, per loro conto, alla leggiera, come ne fanno fede il numero esorbi¬ tante dei “ gruppi , e l'abuso incredibile delle * sedute ,. Ma noi, scienziati, dobbiamo procedere con grandi cautele : se no, incorriamo nell’accusa di rendere ammalati i medi, di guastarne non soltanto la fenomenologia, ma pur la poten¬ zialità medianica, e, insieme a ciò, di rovinare la loro salute esponendoli con i nostri eccessi di “ controllo , e con la nostra smania di “ indagine fisiologica „ al pericolo di crisi gravissime e persia di morte ! Lo strano si è che dandoci codesti ammonimenti, lanciandoci codeste accuse, gli adepti non si accorgono di riconoscere implicitamente la natura anormale e spesso morbosa della medianità. * * Caratteristiche psicologiche e fraudolenza dei medii. Ninno che li abbia veduti in opera (durante il “trance,) dubiterà un solo istante che i medi non siano persone di eccessiva emotività-, i “ fenomeni „ variano sempre a seconda delle loro emozioni gradevoli o sgradevoli. E un carattere comune agli isteropatici. Altrettanto è palese che i medi offrono una enorme sug- (festività: ed ecco un secondo carattere affine tra raedianismo AFFINITÀ TRA ISTERISMO E MEDIANISMO 97 ed isterismo. Tutto quello che i medi attuali dicono o credono intorno all’ intervento degli spiriti nei loro fenomeni , o è una spontanea reviviscenza dell’antico animismo giacente nei bassi fondi della personalità, o è un prodotto di sug¬ gestione d ambiente. “ Dite ad un medium (scrive sempre il Patos) che lo spiritismo è una pazzia e che i suoi feno¬ meni sono gherminelle, poi sperimentate su di lui: il medium, spaventato, non vi darà più nulla „. Inoltre la fenomenologia medianica ha un terzo carattere isterico ; è presentata con la ostentazione dello straordinario, dell’eccezionale, per sentimento di amor proprio, per bisogno quasi irresistibile di farsi ammirare. Tutti i medi, anche i più riservati, quelli che agiscono nei circoli privati, o nelle famiglie, sono dominati dalla vanità che li porta allo spet¬ tacoloso. E forse in causa di ciò la medianità, si professionale che libera, è tutta quanta impregnata, di sciocche od astute simulazioni e dissimulazioni, siano conscie od inconscie, siano volontarie o involontarie, siano automatiche o riiiettute. Non esiste condizione mentale umana che più della isteria e del medianismo esponga il ricercatore ad essere ingannato. Per tutto ciò la affinità tra medianismo e istero-psicosi degenerativa si ritiette in quattro particolari caratteri: emo¬ tività, suggestibilità, vanitosità, mendacio. E ora usate mo¬ derazione, se lo potete, con quegli spiritisti dogmatici che hanno avuta la temerità o la stupidità sacrilega, (in riguardo alla loro fede religiosa, della quale menan vanto) di collo¬ care fra i medi Gesù Nazareno ! Vi sono certamente dei medi sinceri, onesti, spontanei, che non giuntano mai ; e pur quei medi, che furono tro¬ vati in frode, non sempre sono stati o sono menzogneri. Ma il numero degli smascheramenti eventuali di medi “ potentis¬ simi , e “ famosissimi „ è così grande, da ingenerare la più nociva indeterminatezza nella ricerca, il più amaro sconforto nel ricercatore. E badiamo bene : non siamo noi, scienziati “ materialisti , (la qualifica è, sotto la penna degli adepti, la più grave delle incolpazioni che ci scagliano), non siamo noi, fisiologi psicologi ed alienisti, che abbiamo riempita questa pagina penosa e un po’ ridicola dello spiritismo con¬ temporaneo; sono in maggioranza dei cultori fedeli e peri¬ tissimi della dottrina, i quali con un bel gesto di signorilità b anca ed aperta hanno spezzato a tempo i loro stessi arnesi di guerra quando si sono accorti che erano di cartapesta. Nel 900 il Papus confessava che lo spiritismo è tutto un Mobsei.m, Psicologia e spiritismo. 1 98 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 inganno e che da due anni, dopo avere operato con molti medi, si era accorto di essere stato sempre burlato. Ma il Pa pus è un occultista, e l’occultismo è un pruno negli occhi degli spiritisti : ascoltiamo, dunque, soltanto questi. Ora, che cosa ci narrano un Ermaooba, un Myuks, un Flammarion? Che la massima parte dei medi spettacolosi, a effetti tìsici 4 all’americana „ furono una volta o l’altra trovati in frode; che anzi, molti dei più ammirati, altro non sono stati in passato, altro non sono al presente, se non giocolieri e im¬ postori. Il giudizio è grave, nè lo direi plausibile senza riserve. L’aver frodato una volta o più volte, quando vi sono prove si¬ cure e numerose della sua sincerità in altre esperienze, non vuol dire che quel medio sia sempre e incessantemente uno sfacciato bugiardo. Vi sono molte ragioni che, se non giustifi¬ cano, almeno spiegano una eventuale o transitoria fraudo¬ lenza : — vi è la stanchezza, la troppa frequenza o lunghezza delle sedute, la diminuzione intermittente di forza medianica ; vi è il desiderio di fare e strafare, il bisogno, l'avidità, la vanagloria ; vi è la suggestione intempestiva dell’assistenza ; vi è, insomma, un cumulo di fattori predisponenti o por¬ tanti diritto filato agli stratagemmi sostitutivi, ai giuochi di mano, alle gherminelle. Inoltre debbo riconoscere che molte accuse di frode sono basate piuttosto su congetture e sospetti che su prove manifeste: talvolta un osservatore scettico può tenersi sicuro' di avere scoperto il tiro, e non aver poi ar¬ gomenti per dimostrarlo. E questa autosuggestione dell’ in¬ credulità è talvolta quasi peggiore della ingenuità della cre¬ denza. Ad ogni modo, se si procede ad uno spoglio della letteratura spiritica (non dell’antispiritica !), si trova una lunga serie di disgraziate rivelazioni. Mi limito a dime qualcuna. Owmettiamo pure le sorelle Fox, la cui apostasia teatrale, con accompagnamento di confessioni poco onorifiche e ripu¬ gnanti, solleva il dubbio di un doppio mendacio comprato o im¬ posto per ragioni di bigottismo. Lasciamo i fratelli Davenport, che si scioglievano dai più stretti nodi per mano di spiriti nel loro armadio furbescamente congegnato : è storia ormai vecchia (1865), e pressoché dimenticata. E trascuriamo anche il pro¬ cesso clamoroso intentato al fotografo spiritista Buguet, cui nulla ha giovato il tentativo di riabilitazione della ottima Sigr* Lev- marie. Come ricordare tutti gli altri pseudo-medi che durante gli ultimi quarant’anni si sono burlati della buona fede altrui con artifici di prestidigitazione, all’ultimo rivelati e manifesti? Ma il prof. Oliviero Lodge, fisico e psichicista insigne, ha .spiegata anni fa per primo la falsa medianità ginnastica di MEDI IMPOSTORI E BUGIARDI 99 Annie Abbott. — L’Hodgson, oggi divenuto convintissimo della sopravvivenza, ha rivelato gli stratagemmi delle lavagne di Eglinton e di Slade, nel quale smascheramento gli fu com¬ pagno il prof. Ray-Lankester, reputatissimo biologo. — Il Bona, accorto occulto-psichicista , ha preparata la scoperta poliziesca dei falsi apporti di fiori e frutta di Anna Rothe. — 11 LKVMAniE, direttore della * Revue spirite ha affer¬ rato pel collo il “fantasma, materializzantesi nella Sigr“ Wil¬ liams. — E lo Smith, uno psichicista acuto, ha schiarita la somnomanzia della Baldwin. - — Il Myers stesso ha polveriz¬ zata, con la sua austerità di indagatore, la bugiarda azione a distanza dell’americano Husk e la non meno falsa medianità musicale dello Sheppard. — Il colonnello Bundy, spiritualista avveduto, portatosi in uno degli accampamenti spiritici del Nord-America, vi ha stimmatizzato il * vampirismo „ (sic) di cinque medi patentati, tutti ciarlatani della più bell’acqua. — E l’altro colonnello psichicista Mayhew, insieme col contrammi¬ raglio Moork. hanno smaterializzato gli indegni artifici del Craddock. — Il dott. Ahr. Wallace, pur esso versatissimo in psichismo, ha colto in fallo l’Eldred, medio stimatissimo a ma¬ terializzazioni di fantasmi che uscivano da una sua seggiola imbottita di fantocci. — 1 redattori del “ World , hanno se¬ gnalate le trappolerie di Miss Cadwed. — Camillo Flammarion, ili cui ninno contesta la profonda competenza e la antica fede, ha narrato or ora aneddoti edificanti sulle ciurmerie dei medi più famosi, da Home ni recentissimi: sopratutto egli ricorda la falsa tiptologia della Rodicre, le false apparizioni del Brédi, e le non meno burlesche voci «piritiche che udiva o faceva udire il Lacroix. — Il prof. Sidgwick e la sua consorte, il cui nome illustre va appajato nella storia dei più sicuri studi psichici, hanno disvelato il procedimento menzognero delle scritture su lavagne della Wood e della Fairlamb, non che quello delle pseudo-materializzazioni dell’Hatby. — La stessa Sigra Noeg- 4i erath, la ‘ nonna amorosa degli spiritisti francesi ,, ha levata in casa sua la maschera al medium Ebstein . Insomma, se non fossimo certi che il “ psichismo „ ha un attivo di fenomeni oramai provati e al disopra d’ogni incer¬ tezza, se non potessimo tranquillizzarci con la convinzione che nella fenomenologia medianica, tolto il falso e l’illu¬ sorio, rimane ancora tanto da bastare alla costruzione della metapsichica (per lo meno, in futuro), che fallimento! che rovina ! che precipizio ! E nessuna, ahimè! , nessuna delle maggiori figure dello spiritismo storico sfugge al sospetto o al sarcasmo da parte di alcuni correligionari, giacché lo spiritismo ha la sventura di tutti i culti: è diviso in sètte e chiesuole, e gli adepti del- PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I 1O0 l'una dilaniano la fama e persona di quelli delle altre. Il Davis? Un simulatore per i reincarnazionisti. Il Cauaignet? Dii pa¬ ranoico furbo per certi spiritisti non occultisti. Allan- Kakuec ? Un ciarlatano per V. Saiidou e, pare, un po' anclie per Flajmarion che pur gli servì di medio nel compilare quello zibaldone di nozioni vecchie e di errori nuovi che è il libro La Genesi. E Fiorenza CookV Si è detto che sia stata scoperta in flagrante bugia quando era divenuta la Signora Corner, ma non è provato : intanto l’Home, che se uè intendeva, riteneva che ai suoi tempi il Crookes ne fosse stato atrocemente canzonato (?). E l’Home stesso? Messe in quarantena le sue “ facoltà stupefacienti „ dal Flammarion, sulla cui fama popolare giuravano fino a ier l'altro gli spi¬ ritisti di tutto il mondo. E lo Slade? Deprezzato agli occhi dei suoi apologisti dopo la sua condanna per scrocco. E la D’Espórance ? Alquanto oscurati! la sua carriera medianica da fenomeni troppo incredibili per le menti anche meno corazzate e da fenomeni certamente troppo intaccati di van¬ teria femminile. E la teoso fessa Blawatslci? Povera “ Iside svelata ha proprio perduto ogni velo ad opera di quegli arcigni censori di ogni fallace medianità che sono gli auto¬ revolissimi membri della Society f or psy eh icid Research ! Fra i medi contemporanei più in vista, che cosa pensare della Piper, del celeberrimo medium americano a incarna¬ zioni e a messaggi? Qualcuno, ad esempio l’ipnotista Bé- ktllon, ne pronuncia il nome a denti stretti — e lo stesso Hyslop, elle 1’ ha' portata ai primi onori dopo cinquecento sedute, si dichiara ancora adesso indeciso davanti all’ “enigma- psichico „ perchè non ha la prova necessaria per “ sapere „ mentre ha soltanto buone ragioni per “ credere,. -- E che dire della Pepper, altra consimile medium a rivelazioni psi¬ cometriche strabilianti ? Molti psichicisti ne sussurrano con tono espressivo di incredulità, massime dopo che si è fatta sposare da un credulo cliente arcimilionario. — E l’australiano Bailey, che “apporta, uccelli esotici (morti) e monete assiro- caldaiche (imitate o senza pregio) ? Il Baudi di Vesmk e altri psichicisti valorosi lo hanno accusato di essere sfuggito ad ogni accertamento scientifico. — E il californiano Miller, il pre¬ sentatore di più spettri alla volta, che si “ materializzano „ e passeggiano nella sala? Anche per lui Baudi di Vesme non si perita daU’esprituere sospetti gravi, e intanto propone controlli pili efficaci. — Lo stesso contegno di sospettosità dichiarata è tenuto di fronte al medium indiano Yogualtama che fa scaricare scintille odiche dalle candele steariche : — MEDI SOSPETTATI 0 SOSPETTABILI 101 di fronte all'altro californiano Fed. Evans che scrive, anche lui come Slade, spiriticamente sulla lavagna; — di fronte al sassone Enrico Melzer che apporta, anche lui come la Rotile, fiori a bizeffe. Non dico poi niente della tanto de¬ cantata e mai seriamente accertata medianità fisica o ma¬ gica dei Fakiri indiani : il Myers protestava da pari suo contro le “credulità per progetto, (proprio cosi) di chi ad 0<rni costo viene in Europa a sballarne le gesta poco pulite o°sfacciate ; e dei loro pretesi fenomeni occulti, scriveva che erano “un tessuto di menzogne, (“Proc. of. S. f. p. R.„, 1895). l<; spiegabile allora il fatto curioso che, chiamandosi per dispregio col nomignolo di “ fakiri , i falsi medi spuntanti d’o«ni dove nei gruppi spiritualistici del Nord-America, si sia pensato or ora di fondare una Antifakir- Society a tutela del decoro della dottrina. Che più? 1 migliori periodici psichi- cisti, la “ Rivista , del fu Ermacoha e oggi del Baudi, gli ‘ Annales , del Dariex e Ricukt, i “ Proceedings „ della Società Londinese, gli "Psyehische Studien., dell’AKSAKorF •e Wittig, l“Écho du merveilleux,, del cattolico Gast. Méry, i " Bullettins ,, dei reputati centri di Marsiglia e Nancy, sembrano presi adèsso dalla smania di depurazione del mediumnismo ; essi vanno d’accordo nel segnalare le menome lacune del “ sistema „, nell’ indicare i punti deboli delle “esperienze,, nel fulminare di motti ironici la ingenuità di certi “ speri¬ mentatori „ . A poco a poco, nella frenesia di espellere i medi impostori e quelli dubbi dal tempio novellamente eretto e consacrato al psichismo scientifico, si minaccia di lasciarlo privo di sacerdoti officianti e vuoto di pitonesse. Non sfuggono ai sospetti neanco i “ medi intellettuali Appena qualche studioso discopre il processo suggestivo, o subcosciente, dei loro romanzi imaginosi a base di “ incar¬ nazioni , e di “ emigrazioni del doppio „ ; appena qualche fisiopsicologo indica la genesi non spiritica ma verosimil¬ mente telepatica dei loro “messaggi,, quei medi, fino allora proclamati eccellentissimi, passano meschinamente nella ca¬ tegoria deprezzata degli “ spuri , o “ pseudo-medi „. Questa de¬ gradazione. è toccata, sotto la critica dell'iinmortalista Michele Sage, alla Elena Smith di Flournoy, alla M.** V.** di .Ti no. Lo stesso accadde al Pikrnan, al Dalton e ad altri loro com¬ pagni nella lettura e divinazione del pensiero, di cui l’ul- timo, l’americano Ahrensmeyer, non ha trovato da far bene se non passando al servizio della polizia. Lo stesso minaccia di accadere alla media musicale, la Nydia; alla media dan¬ zante, la russa Maddalena G. ; ai medi pittori, il parmigiano 102 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I F. Scaramuzza e il berlinese Machuer; al medio disegnatore il commediografo Sardou ; al medio scultore, il Galli-Ba- reggi. Gli psichicisti non la passano buona alla folla innu¬ merevole di medi autori, filosofi, moralisti, cosmologi teofì- lan tropi, poeti, romanzieri, ai quali si deve l’indigesta e caotica letteratura medianica: _ tutti scrivono per puro automatismo ; tutti, dal fiammingo intuitivo Uose al cat- tolicheggiante Teopilo Coseni, dall’anima candida di Stai sto n Moses all artificioso neo-evoluzionista Th. Dariel, o si sono ubbmcati (come diceva lo spiritista D. Mbtzgbr) coi grandi nomi di spinti che imaginariamente loro si “ comunicano • ovvero sono portati dalla interna fede spiritica a non sapere analizzare in se medesimi la genuina sorgente criptomne- sicji dei presunti messaggi ^ . Certamente, io sono con Do Prel nell’opinare che la frode comunque frequente e varia, non distrugge la medianità auten¬ tica, e che lo smascheramento dei falsi medi non risolve “rrne de “ spiritismo,,; ma io son pure del parere d elio stesso insigne filosofo-psichicista quando sentenzia : L esercizio della medianità può ingenerare danni seri nella monti ita di certe persone, le quali vi si danno in circostanze inopportune , : — e le circostanze sarebbero, ora il bisogno di denaro, ora il fanatismo di propaganda, ed ora la funesta spinta suggestiva dei dilettanti di sedute. Ma conforme a quanto accade nell’ ipnotismo, dove soltanto i soggetti moralmente inferiori o di debolissimo carattere accettano le suggestioni intra- o postipnotiche di atti criminali ed osceni; conforme a quanto si osserva nel campo neuro-psi- copatologico, dove la labe costituzionale ereditaria e la ac¬ quisita, dove 1 isterismo l’epilessia e la paranoia originaria ci pongono cotanto spesso alle prese con la menzogna, con la simulazione, con la mitomania, con la calunnia e con tutti 1 subvalori etici della condotta umana ; cosi anche nel mediummsmo, vista la lamentata sequela di giunterie si deve supporre logicamente la non rara presenza del fattore degenerativo o patologico, che indebolisce o pregiudica la personalità, morale dei medi. Alcuni trattatisti di Psichiatria (S. Venturi, E. Kkaepelik) hanno descritta a parte una varietà di psicopatici degene¬ rati: i bugiardi costituzionali Ebbene: certi medi, che usano artifici e ciarlatanerie anche quando non ve ne sa¬ rebbe stretto bisogno, ne formano una caratteristica pat¬ tuglia: essi sono ì lanzichenecchi dello “ Spiritualismo I ORIGINE PATOLOGICA DELLA MEDIANITÀ 103 La psico- e neuro-patologia dei medii. È ima fisima di un buon numero di spiritisti quella che i medi siano persone fisicamente e mentalmente sane anche durante le loro sedute, e che la medianità non si acquisti o non si eserciti a prezzo della salute corporea e mentale : i fatti, du essi medesimi narrati, attestano perfettamente il contrario. Ecco pochi cenni su alcuni dei medii più tipici. A) Medi con infermità organiche del sistema nervoso. I. Enrico Slade (“ dott. ,?), medium americano famoso per effetti fisici e scrittura diretta bu lavagne, studiato da Cox, Carteb-Blake, Zollner, Gibieh, era affetto da emiparesi destra (forse per antico processo infantile di encefalite): e «orlo pochi anni fa in una Casa di salute. Qui egli si dimostrò al D' Spinney, che lo curava, estremamente sensibile, facilmente soggetto a in¬ fluenzo psichiche (suggestionabile). La sua ultima malattia, con¬ trassegnata da amnesia e demenza, ha avuto i caratteri della paralisi generale progressiva (‘ Ann. Se. psych „). II. Il giovane medium fisico Durand, illustrato dall esplo¬ ratore Bavol, è un ragazzo sfortunato che ha la gamba sinistra del tutto atrofica (poliomielite infantile ?) : cammina con le stam¬ pelle, nè può fare un metro senza di esse; tuttavia nel trance,, è preso datali sussulti muscolari da sbalzare alla distanza di quattro metri (‘ Compt.-rend. Congr. spir. 1900). III. Anche il sig. F.R., di Roma, distinto medium a per¬ sonificazioni e a qualche effetto fisico, illustrato da E. Oarreras, è infermo e zoppicante ad una gamba, forse per poliomielite in¬ fantile (‘ Luce e Ombra ,, passim). IV. Carlo Bailey, medium ad apporti archeologici ed orni¬ tologici mirabolanti, mostra nel suo ritratto molte note dege¬ nerative: acrocefalia. idrocefalia, progenerino, asimmetria naso¬ facciale, orecchio a lobo scssile; ha inoltre torace conformato ad imbuto (Dott. Ferrari, in 4 L. e 0. „, ’05). B) Mei«ì con disturbi funzionali del sistema nervoso. IV. Daniele Dunglas Home [ o 4 Hume „?], famosissimo per le esperienze di Crookks e di Brewster. nacque m America da madre veggente dotata di seconda vista, e che profetizzava (isterica?); ha avuto due zii materni pur essi veggenti (alluci- 104 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I iiatiO. Fu gracile fin da ragazzo, nervosissimo, con sonni agi- tati, c ili salute cosi delicata da non poter prender parte giochi dei compagni: ebbe opinioni religiose ad impulsi A 4 ann ebbe una visione (telepatica), a 13 anni altra visione di lumi! nosita ; a 14 cominciò a spostare i mobili e a produrre rumori senza contatto. Egli stesso racconta di essere andato soggetto èiSSiii'S" - *^438» sp.r"jo0j Ca >6 meZZ0 d’un 'liscorso ( “ O.-r. Con.gr. salante a ftrsnss ter'"*— * VII. La Maria V... illustrata dal Ddsaht seniore » miei Congresso, ha avuto numerose visioni fin dall'infanzia alluci¬ nazioni nel sonno, indi cefalalgie violente, poSrna capa- .ì steriam1n ?, ere 18C.U°la ; al,a P«»>«ftà ha presentato crisi di isterismo estremamente torti, con gridi acutissimi dolori perdila prolungata di conoscenza, ecc. (Ivi). * ’ eseguito 'nil lh?Rdi‘Um an°"il110' su cui 51 Dosali. Mac-Nab ha eseguito nell 88 le sue interessanti esperienze, era un isterico av velato e un grande simulatore (‘ Ann.. Se. psych. ,), IX. La Anna Roihe, di cui ho parlato, ha sofferto .li allu¬ sioni* elT ? C,;m",ciiuv da ^ annidi vita: alla pubertà le vL sioni allucinatone si sono fatte più frequenti. Dal suo matri¬ monio ha avuto otto figli, ma due soli sono scampati • uno b . . *■**• "■* “»»• ffi^^^SSUSttatXSS cauiére *a bbàndmia te ' D,morava> uaa vecchia casa, le cui’ forieri n , .te -1 empivano ai suoi occhi di fantasmi pro- tefidenza aìlIUf«°, i' ‘n° ' • SVllu,ipo nei P('teri attentivi, estrèma Istmi™ al‘a fantaatlch.erm: incapacità di darsi a lavoro serio. suoi parenti, impensieriti di queste anomalie di carattere la fecero visitare da medici (‘ Auto-biografia „). ’ Si potrebbe continuare questo elenco di personalità anor- ranUòrri Vhri-ne?a’ fra l„comPetenti. che la medianità abbia appoiti strettissimi con 1 isterismo e con le neurosi dege¬ nerative. Il D> Joire, valentissimo psichicista, annnnziò'da ESTASI MEDIANICA E ORISI ISTERICA 105 vari anni che tatti i soggetti, nei quali aveva scoperto fa¬ coltà medianiche, mai gli erano risaltati sani. Sotto le ap¬ parenze della salute covavano la isteria; e l’occhio sagace del clinico la discopriva nelle paresi delle membra, nelle zone anestesiche o iperestesiche, nell’erotismo imperante associato, come sempre, a misticismo: qualcuno fu trovato neuropa¬ tico in grado estremo per la sua eccessiva sensibilità. Ora, tutte queste sono stimmate appartenenti all’isterismo statico o intorparossistico (Gilles de la Toukette, Sollier). Quanto alla medianità in azione, la comparsa dei sintomi della grande nevrosi non è meno evidente. Spesso si dà il caso di medi che entrano spontaneamente in crisi di sonnambulismo o che si auto-ipnotizzano. XI. L’esempio dell’lf/enn Smith di Ginevra è tipico. Dopo che essa è divenuta la Sig“ Miiller e che per gelosa clausura dei circoli spiritici dai quali è sfruttata, ha potuto sfuggire all'osservazione psicologica del Flouunoy e del Lema'Itrk, le sue straordinarie facoltà medianiche nella sfera intellettuale non hanno cessato dal perfezionarsi. Da sette anni le si fe svi¬ luppata la medianità pittorica: ma agli infantili disegni dei paesaggi e personaggi del pianeta Marte si sono sostituiti, pel rincrudire del misticismo visionario, i quadri di alto carattere religioso, le figure del Cristo che essa ' vede „ nella crisi me¬ dianica. Codesta crisi è un puro attacco isterico: comincia con una visione fulgida (il Signore e la Vergine le appaiono e le parlano: aura allucinatoria visiva ed uditiva), indi essa cade in istato di ipnosi che dura un quarto d’ora e durante il quale essa disegna ammirabilmente a matita le figure vedute (auto¬ matismo grafo-motorio). (Cfr. 11 TlMatin „ di Parigi, 18 maggio 1907). Non sempre i fenomeni procedono così semplici e senza patimenti: per lo più i medi, nel cadere in estasi o “trance,, soffrono abbastanza. La crisi medianica è simile in tutto all’isterica. L’offuscamento di coscienza, il torpore o letargo, le modificazioni di circolo e di respiro, il singhiozzo, gli sbadigli, il sudore profuso, il tremito, i convellimenti mu¬ scolari, le contratture, la anestesie, lo spasmo faringeo, il riso spasmodico, le espressioni estatiche del viso, la foto¬ fobia e la iperacusia, l’estro erotico, gli atteggiamenti pas¬ sionali, le stereotipie mimiche e vocali — nulla manca del quadro ben noto ai neuropatologi ed alienisti. A ragione il Néc.re, davanti ai suoi correligionari che ne dovevano alli¬ bire, esclamava: “ La medianità si riduce alla ipnosi: un buon sonnambulo è sempre un buon medium, e viceversa 106 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Gli studi ammirevoli di Pietro .Tanet sulla forma più elementare di medianità che è quella dell’automatismo scri¬ vente, sono confermati ad ogni riga e frase nelle descri¬ zioni inconsapevoli degli spiritisti. Esempio : XII. Joumier, medio scrivente, ha 23 anni ed è tìsicamente sano fri: quando però lo ‘ spirito , viene ad incorporarsi tran¬ sitoriamente in lui, egli è preso da forte tremito al braccio destro, cui seguono contrattura estesa e anestesia a manica (stimmate stupendamente isterica/: nel contempo soffre di car¬ diopalmo (“ Revue spirite 1903). Non mi è stato difficile accertarmi del fatto nei medi scriventi che io ho potuto esaminare. E se leggo i resoconti degli spiritisti mi consolido nell’opinione che il rapimento medianico, quando sia sincero e profondo, costituisce sempre un “ equivalente isterico „ e non leggero. È assolutamente erroneo che gli individui dotati di facoltà supernormali si sottopongano con gioia alla prova sempre più o meno pe¬ nosa di una seduta. I professionisti lo fanno per le stesse ragioni per cui un funanibulo, avido di guadagni o di gloria a suo modo, si slancia al pericoloso giuoco del salto mor¬ tale sul trapezio o al terribile “ anello della morte „ ; i medi privati lo fanno per quello stesso fascino che spingeva i sog¬ getti ipnotizzati da Donato o da Hansen a ricercare ansio¬ samente lo sguardo del loro fascinatore o la punta del bastoncino del loro abile magnetizzatore. Anche questa attra¬ zione irresistibile verso la “ seduta „ accresce, se ve ne fosse bisogno, l’analogia fra isterismo e medianità. Intanto, i medi soffrono. Esempi: XIII. La Fiper entra con grandi patimenti in “ trance , : essa si agita, si scioglie i capelli giù per le spalle, geme. Si stira e contorce le dita, emette profondi sospiri, si aggira con¬ vulsamente col tronco sul bacino, ecc. (Hyslop). XIV. La D' Espirati et, che ha messo sei anni di sforzi in¬ cessanti e di tensione nervosa prima di arrivare alle sue grandi materializzazioni, ritiene che l'esercizio della medianità sia sempre un pericolo di vita pel medium e una causa di males¬ sere, persino di malattia, negli sperimentatori. Durante le prove, la sua sensibilità diventava eccessiva; sensazioni peno¬ sissime la travagliavano; essa ne usciva disfatta e stanca. XV. Il Sig1' A n\ N. C., che ha goduto per un po’ di tempo ottime facoltà medianiche a effetti fisici (telecinesia), mi narrava che ogni volta era preso da una cefalalgia atroce nella regione frontale, tanto da doverla premere fortissimamente ANOBM ALITA FISICO-PSICfn OA PEI MEPÌ 107 per alleviare la sua sofferenza: egli ha dovuto perciò smettere dal fare esperimenti. Si noterà l’analogia con il beneficio ar¬ recato dalla compressione delle zone isterogene nei grandi pa¬ rossismi della nevrosi. Anebe il Nègbe, che è tra i pochi spiritisti che abbiano studiata con cura la facoltà mediumnica, descrive le sensa¬ zioni morbose nei lobi cerebrali, nel cervelletto, nel midollo spinale : i medi avvertono, ad esempio, una sensibilità ec¬ cessiva all’osso frontale ed all’occipitale, provano peso e stiramenti alla nuca, sono invasi lungo la schiena da un freddo brivido u di natura speciale _. Qualche medio prova una specie di ebbrezza; in quasi tutti si oscura e anche si perde la coscienza dei fatti interiori ed esteriori. Per la qual cosa si trova vera e preziosa la confessione di Leone Dénis ,-he la medianità, anche quando si svolge in personalità non costituzionalmente tarate (come avviene d’ordinario), offre nn deciso carattere intermittente, più o meno lungo, di anormalità fisico-psichica. E invece dobbiamo dar torto a G. Delanne, quando con invidiabile prosopopea di incompetente in psicopatologia, sentenzia, in riguardo alla scrittura automatica, che fra iste¬ rismo e medianità esistono differenze tali da creare quasi un antagonismo. Ora, nessuna delle sue proposizioni pseudo- cliniche °è esatta. Non è vero che gli isterici abbiano sempre la salute turbata e i medi l’abbiano sana : lo abbiamo ve¬ duto. Non è vero che i fenomeni automatici dell' isterismo si svolgano dopo allenamento e quelli della medianità com¬ paiano spontanei ; e non è vero che gli isterici agiscano per suggestioni tattili e i medi senza suggestione verbale. E poi °in sussisten te che la scrittura automatica dell'isterismo si produca solo nello stato di “rapporto, coll ipnotizzatore, che essa sia involontaria e incosciente, nè contenga cose supe¬ riori all’ intelligenza normale del soggetto. Da ultimo, è er¬ roneo che l’automatismo grafico manchi negli isterici maschi, mentre lo presentano i medi d’ambo i sessi e perfino i medi fanciulli. _ _ . Sarebbe lungo discutere tutti questi punti : mi limito al presunto carattere differenziale dell’ allenamento. Come mai al Delanne viene la idea di cancellare, cosi, ad un tratto, tutto quello che gli spiritisti teoretici e pratici hanno scritto e insegnato sul modo di “ sviluppare , la medianità ? Vi sono manuali od hoc fino dai tempi arcadici dello spiritismo americano ; un buon libro di Habe è tutto materiato di ìe- 108 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I gole e di consigli per aiutare le ‘manifestazioni,; e il Rivail precisa tali norme nel suo pedantesco Libro dei meda. Anelie ai nostri di la Alleanza spiritistica di Londra raccomanda in ogni numero del suo “ Liglit „ il manuale di Mediumship scritto dal redattore Wallis e da sua moglie. Possiamo fidarci di questi due coautori? Mi pare di si. Secondo il Wallis, l'ufficio di medium é sacro, e nella storia risale oltre ai tempi biblici. I ‘ sensitivi , debbono essere col¬ tivati esclusivamente nei 4 circoli spiritici , : operando da soli si espongono a cadere in “ ossessione „. Con il dovuto tirocinio si acquistano lo facoltà fondamentali del medianismo: la chia- roudien/.a, la chiaroveggenza, la scrittura automatica, il po¬ tere taumaturgico magnetico o magico, la psicometria, il rapi¬ mento dell estasi o 4 trance la parola inspirata... Ma nello stesso tempo il buon medium deve coltivare psi¬ chicamente sé stesso. Ora questa pnychical self colture consiste, iinz! tutto, nel conoscere la propria anima e i suoi poteri nello scendere nella propria subcoscienza , e nel l’accrescere la sua psichica suscettibilità, nel 4 realizzare sé stesso secondo un tipo prestabilito „. A tale scopo il medium si abituerà al- 1 ipnosi, si concentrerà, ed astraendosi, intensificherà il proprio volere e il proprio potere di pensare: in una parola, saprà fortemente e rapidamente ‘ anto-suggestionarsi „ (sic). E non trascurerà il fisico : si occuperà del proprio regime dietetico, imparerà a respirare profondamente; e dopo tutto questo po’ po d esercitazione mentale e corporale, il medio arriverà a visualizzare, a sentire le voci degli spiriti, a dissipare i mali alti ni colla imposizione delle mani, a guarire anche le anime, ad alzarsi verso le, pure cose di spirituale significato, a posse- dem tutto... E come l'opera sua avrà un valore religioso e altruistico sempre più grande, cosi il suo io si accosterà allo scopo supremo, che é la Divina Immanenza! • V’è bisogno di commenti ? Non si scorge a chiare note in questo processo di “ sviluppo della medianità „ un mec¬ canismo psico-genetico ben noto agli psicologi sperimenta- hsti ed ai clinici psichiatri? Come negare l’efficacia del- 1 autosuggestione e dell’autoipnosi, le analogie sorprendenti tra la medianità e le estasi del misticismo, quali ne ebbero ì gnostici e i santi, e i rapimenti concentrativi dei monaci om falò-psichici del Monte Athos, e i dolorosissimi noviziati dei fakiri e bonzi, e le prove delle iniziazioni e dei Misteri ?... Non altrimenti colui che deve diventare * buon medium , deve — insegna il Ni:, ire _ scendere nella “ intimità se¬ greta del suo essere „ ; quando si possegga o si acquisti, alla fine di sforzi lunghi e pazienti, codesta facoltà, “ si può BASSO VALORE SOCIALE DELLA MEDIAX1TA 109 entrare in comunicazione cogli spiriti ,, si può allargare le sue “facoltà vitali ,, secondo Myers, fino al terzo grado dei fenomeni di coscienza subliminale, ossia fino a quelli posti sotto il “controllo spirituale, (di spiriti disincarnati). Il “ dono , della medianità non è, davvero, da invidiare: consta adunque di variazioni estreme e di bizzarrie, di la¬ cune e di eccessi, di anomalie e di morbosità. Infatti, un buon medium sviluppato a quella maniera è un soggetto psichicamente anormale, se non durante tutta la esistenza (ciò che avviene abbastanza spesso), per lo meno nei mo¬ menti e periodi durante i quali cade in “ trance „ ed opera mediumnicamente. Nella gerarchia dei valori umani la per¬ sonalità dei medi sta sempre molto bassa, salvo poche ecce¬ zioni ; e anche queste poche che hanno mostrata una certa superiorità morale, voglio alludere sopratutto allo Stainton- Moses, aH'OLLCorr, al Forsboom, alla Kakadia... non figurano certo nella scala intellettuale, nè per talenti superiori, nè per invenzioni utili, nè per concezioni filosofiche peregrine. Tutta la enorme, farraginosa produzione spiritico-medianica non vale generalmente la carta su cui è stata impressa ! ila raramente i medi giungono a questi contini superiori della medianità : per lo piu, ci ammaestra il Marzobati, “ si arrestano a forni e intermedie, a connubi ibridi che get¬ tano la confusione nelle menti è formano la disperazione dello psicologo „ (“ L. e 0. „, II, 413). Dello psicologo, no, egregio collega : degli spiritisti, forse ! Lo psicologo sa tradurre in moneta spicciola il “ connubio ibrido „ di cui la totalità dei medi dà spettacolo ai presenti alle sedute. Quel connubio vuol dire che i fenomeni spiri¬ tici veri sono ormai, anche per gli spirito-psiehicisti, una rara eccezione ; e che d’ordinario le comunicazioni non derivano dal mondo ultrasensibile, ma sono la traduzione immediata dei pensieri sentimenti e voleri della persona stessa del medio o fakiro e di chi gli sta attorno e lo suggestiona. Vuol dire che 1’ automatismo senso-motorio medianico non è già “ controllato „ da entità spirituali invisibili, da coscienze estranee, ma trae le sue ragioni d’essere unicamente dal disgregarsi della coscienza personale. Pure il Metzoer — che lamentava “ le difficoltà enormi opponentisi alla perfetta tras¬ missione del pensiero degli spiriti perchè i medi vi intro¬ ducono sempre “ l’elemento perturbatore della loro coscienza e volontà,, veniva onestamente a riconoscere quello che la psicologia dello spiritismo, sebbene nata da poco, ha dimo¬ strato : cioè la superfluità o la immaturità, per lo meno, 110 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I dell’ipotesi spiritica per comprendere la genesi delle mani¬ festazioni del mediumnismo. Un altro psichicista oculato I’Anastav di Marsiglia, dice al proposito : * Se il fenomeno spiritico esiste, esso è in verità tanto raro, quanto gli spi¬ ritisti [della vecchia scuola] lo credono frequente : esso è attorniato da pseudo-manifestazioni altrettanto numerose, quanto di sottile e delicata interpretazione Questa mescolanza “ ibrida „ di innumerevoli fenomeni di bassa lega con le rarissime manifestazioni di alta spiritualità — mescolanza che forma l’agguato in cui cadono i gregari e la u disperazione., degli spiritisti colti — fin d’ora costi¬ tuisce una tremenda fenditura nell’edifizio : io, anzi, vado più in là, e vaticino che presto o tardi sarà la negazione spe¬ rimentale della dottrina in massa. Ma l’esercizio della me¬ dianità è ben altrimenti pericoloso per chiunque vi si dia. 11 ripetersi delle fasi di disgregazione della personalità non avviene senza turbare sempre più profondamente l’ io cosciente dei medi: la credenza negli spiriti-guida, vogliasi spontanea per atavismo emerso dai snblimini mentali, vogliasi sug¬ gerita dall’ambiente di fede onde i medi sono subito cir¬ condati, porta costoro ad un vero monoideismo anormale. Ognuno di essi — lo si sa — non è in rapporti colla tota¬ lità del mondo spirituale, come sarebbe consono alla dot¬ trina se questa avesse in sè logica coerenza, ma comunica soltanto con determinate “entità occulte,, una sola per lo più, due tre o quattro qualche rara volta : tutte le altre “ Intelligenze invisibili „ vengono ordinariamente a comu¬ nicare o chiamate dagli spiriti-guida, o sostituendosi, talora violentemente, a questi. ha Oook aveva per protettore lo spirito ‘ Katie King „ ; l’Eglinton, lo spirito * Joey „ ; e la D'Espérance, lo spirito “ )o- laniia v: ma il Moses ne aveva parecchi, che da brave guide d'un ex leclttrtr di studi classici si denominavano ‘ Rector “ hn- perator , e * Doctor „ come nelle scuole secondarie della mia adolescenza eravamo a vicenda ‘ Imperato r Romanorum „ o Legatile Carthaginensium „! La Smith di Ginevra ha il suo “ Leopoldo „ (alias ‘ Cagliostro „), ma non le mancano gli altri personaggi del “ suo romanzo subliminale „ : il sig. R. di Roma ha ‘ Uomo-fui „ ‘ Cesare , e altri parecchi; la Piper, che prima era inspirata da un ‘ D’ Chiniti t „ e poi lo è stata da ‘ Giorgio Pelham r (in vita Dr Robinson), sembra adesso in via di una terza incarnazione. Ma basti : tutto ciò, me lo perdonino gli spiritisti, è alle soglie della follia, ossia di quelle forme di psicosi in cui il SPIRITISMO, MJ5DIANISMO E PAZZIA 111 povero alienato si crede inspirato da un personaggio estraneo cbe “gli parla nel cervello,, ne ‘legge il pensiero,, e spesso finisce" collo “spossessarlo della sua anima,. Patti psicopa¬ tologici di vecchia data e di comunissima osservazione, sono questi ; e l’alienista meno perito della sua materia ne vede a iosa nei manicomi e nelle cliniche: egli li diagnostica ora per idee fisse impiantatesi in una coscienza che si disgrega ed ora per automatismi stereotipi, massime mantenuti da creazioni oniriche. L’origine, cosi spesso stupida o puerile, delle sedicenti inspirazioni e incarnazioni palesa troppo spesso di trovarsi terrestremente nell’Àl di qua, e non nell’Al di là! Effetti nocivi del mediumnismo. Cosi è spiegato, senza tante reticenze, perchè i medi di¬ ventino talvolta isterici conclamati, o istero-epilettici , o pazzi addirittura. Lo Charcot, 1’ Habtenberg, il Hai.lf.t, lo Janet, lo Joike, I’Oppenheim, A. Marie, ci hanno de¬ scritto casi parecchi di questa misera fine, ed io stesso, solo negli ultimi tre anni, ne ho raccolto quattro. I. Dna signora, buon medium scrivente, è caduta per ec¬ cesso di questo esercizio in un delirio sensoriale o allucina- torio vivacissimo, che l'ha portata al manicomio. II. Dn impiegato, pure ottimo medium a incarnazioni, ha finito col credersi * posseduto , e il suo delirio di persecuzione ha concluso in un metabolismo completo di personalità. III. Un giovane ventenne, robusto, facoltoso ma ignorante e svogliato, dopo aver dato prove di efficace medianità fisica tiptologia, movimenti di oggetti a distanza, luminosità), fu da me visto or ora in preda ad una gravissima istero-epilessia. IV. Un altro giovane, ventiduenne, allievo ingegnere, di¬ stintissimo e coltissimo (parla quattro lingue straniere ecc.), datosi allo spiritismo per la morte dell’adorata sua madre, e dopo udite le conferenze recenti di F... a T... sulla Paladino, è divenuto delirante, allucinato, con idee di grandezza, di rinnovazione messianica della religione ecc., ed fe, pur troppo entrato or o ra in un sanatorio. Ma badiamo bene che io parlo di persone impazzite o rese ammalate dalle pratiche medianiche; non parlo di spi- 112 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I ritisti conturbati mentalmente perchè adepti alle credenze spiritiche, il che è cosa diversa. Dai casi surricordati si è, invero, voluto desumere che lo spiritismo-credenza, oltre ad essere indizio per sè solo di debolezza mentale (il che è assolutamente erroneo per un torte numero dei suoi sostenitori), fosse anche capace di in¬ generare con grande frequenza disturbi psichici. È una esa¬ gerazione, come ho già detto nel primo capitolo. Che fra gli adepti vi siano dei fanatici più prossimi alla sragione¬ volezza che al freddo e calmo raziocinio, predisposti da ciò a piu facili perturbamenti psichici, è fatto di agevole e comune osservazione, confessato dagli stessi cultori più re¬ putati della dottrina (per esempio, dal Dénis, dal Metzgkh, dall Anastay), manifesto a note stridenti nei resoconti dei loro Congressi e nei verbali di numerosissime sedute, com¬ provato dalle narrazioni sbalorditive sui revival* spiritici di America, consacrato nelle effemeridi delle diverse Chiese spiri o-occult.isticlie e teosofiche, e non raro purtroppo in certi gruppi o circoli privati, dove il contagio morale opera lun- gamente e fortemente. Ma questo fatto doloroso è compren¬ sibile a chiunque consideri l’indole intrinseca della dottrina stessa e i suoi rapporti col sentimento religioso cotanto soggetto a perturbazioni, ad esagerazioni, a pervertimenti. ' Klea °'le 1 defunti „ si manifestano ai vivi non può essere senza pericolo per l’equilibrio mentale di questi, .lata la plurisecolare trasmissione di miti di leggende e di favole paurose attorno alla morte, data la vetustissima credenza ammica che fa temere, più che sperare, il ritorno dei tra¬ passati daL regno delle ombre. Gli spiritisti perciò non pa¬ gano tributo maggiore alla follia se non quando vengano presi e soggiogati da codeste sopravvivenze e reviviscenze atavistiche del pensiero, se non quando siano dominati da soverchio entusiasmo, se non quando abbiano sopratutto la sventura di un cervello debole o strapazzato : ciò, per fortuna avviene nella grande minoranza di essi, presso a poco come av¬ viene in tutte le altre credenze, chiese e sette religiose; guai se ogni fede creasse sempre dei Davide Lazzaretti n dei Tor- quemada ! Tra parentesi, lo spesseggiar di deliri spiritici dimostra che, contrariamente alle sue pretese, lo spiritismo- credenza non è una filosofia, ma una religione : nessuna opinione filosòfica ha mai perturbata lamenta degli uomini- nessuno ha fanatizzato per il sistema idealista di Platone ne per il criticismo di Kant ! Intendiamoci, pertanto : è la medianità che assume non PATOLOGIA DELL’ESTASI MEDIANICA 113 di rado un deciso carattere psico-patologico, non lo spiri¬ tismo. Gli spiritisti però, a discolpa della loro dottrina, alle¬ gano che i medi cadono nello stato di “ ossessione , e “ pos¬ sessione „ ad opera di “ spiriti maligni „ o di “ entità occulte di grado inferiore,, soltanto per ragioni estranee al medium- nisino. Qualcuno dice prosaicamente che ciò loro accade quando versano in cattive condizioni di nutrizione; per cui basterebbe allora (così sdegnosamente protestava la spiritista Lucia Grange) dar loro ben da mangiare e da bere per ve¬ derli tornare alle “ buone e savie comunicazioni Qualche altro sostiene, più idealisticamente, che i medi incorrono in quei pericoli quando non sanno padroneggiare le prave ten¬ denze dell’istinto, nè prepararsi con saggezza di vita al sacro loro sacerdozio . Ma vi è pure chi avendo una più esatta conoscenza della verità positiva, consiglia di calmare il medio, ora agitato (e convulsionario) ed ora posseduto (e de¬ lirante), coi passi magnetici, o con le compressioni sul capo e sul ventre, ecc., a un dipresso come procedevano i giansenisti sulla tomba del diacono Pàris, o i magnetisti d’attorno alla tinozza di Mesmer. Queste empiriche misure degli spiritisti coincidono coi mezzi psicoterapeutici adoperati dalla medi¬ cina scientifica dopo che l’ipnotismo divenne materia di in¬ vestigazione fisiologica e strumento di cura nelle mani dei competenti. Quindi, si è sempre lì: isterismo e medianismo! La crisi medianica non è tutta di un solo colore, nè di una sola intensità: voglio dire che il mediumnismo in opera attraversa, in ciascuna “seduta,, fasi differenti, durante le quali i fenomeni offrono varianti numerose e più o meno evidenti. Dagli spiritisti, dopo decenni di sfruttamento della medianità, non s’era ricavato nessun quadro descrittivo esatto e veritiero: la nosografia dell’ ipnosi, quantunque intesa di¬ versamente dalle varie scuole ipnologiche, comunque ancora incerta nelle sue descrizioni e distinzioni di tasi o stadi dell’attacco sonnambolico, ha reso almeno il servizio di schia¬ rire per riflesso la fenomenologia medio-spiritica. Vi è un innegabile parallelismo tra le fasi dell’ipnosi e quelle della medianità : i sapienti tentativi del De Rociias e del nostro Visani-Scozzi corrispondono alle descrizioni dei migliori osservatori delle “ meraviglie spiritiche „ ; per esempio, sono in perfetto accordo con gli ottimi rilievi della Fiorenza Marryat, che ci ha dato relazioni su di un numero straordi¬ nario di medi famosi, con lo studio di Dailey sulla veggente Fancher ecc. ecc. Avrò occasione di riportare anch’io i fenomeni della Eusapia Paladino agli schemi ipnologici dei psichicisti. s Morselli, Psicologia e spiritismo. 114 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I I medi persone spesso evidentemente anomale, se non anco gravemente inficiate nella loro costituzione fisio-psicfcca ma sempre, ad ogni modo, colpite durante l’esercizio dèlie Inno fGC°lta dt\ U" dlsordlne funzionale del sistema nervoso sono dunque, la sorgente prima, abbastanza impura, da cui è scatunto tutto lo Spiritismo moderno. Solo in seguito alle gesta dei medi, massime nord-americani, si è pensato di con- 2‘e r! l0r° fen0"ieni generalmente provocati quelli di indole più . o meno palesemente spontanea , che, in mezzo a nebbie irriducibili, a fole inconcepibili e a fantasie inveii tone la leggenda la tradizione le cronistorie tramandavano ncordavano e contenevano : tra le scorie e i detriti ingene¬ rati e lasciati cadere dal lavorio progressivo dell’ incivili¬ mento, si trovano migliaia di apparizioni, spiriti folletti tutto ‘mSte6’ ,nannf,ri . Ma insomma, a parte tutlo questo materiale insuscettibile di esame diretto e quindi dl scarf 0 dl ',lul10 ™loie restano a costituii" il tesoro tangibile di “ prove avente corso monetario nello namhnTin?’/l1iattaC!i‘-1 1.steroidi 6 >Pnoidi, catalettici e son- nambolici della medianità contemporanea Questo è il materiale utilizzabile, sebbene ancora grezzo in grandissima parte, da cui s’è ricavata quella vuntatis- sirna gemma «iella coscienza contemporanea \ilie è lo “ Spi- ' =rilfn1Sn ° sPenraentalf. - Mia anormalità si è passato senza salto alla supernormahta, e da questa con un salto mortale aila metafisica, alla più alta filosofia, alla più astrusa e complicata cosmologia. Ma ecco che il progresso degli studi slW ,1 ha ,8la tarpate le ali e ridotto i voli della fanta¬ sticata dottrina, riconducendola a terra. Soprut, utto - ]q,0 scntto — avrà un buon risultato la metapsichica che si sta ora creando ; essa dimostrerà in modo perentorio quello «die già e stato largamente intuito : che il psichismo. traverso la lente analizzatnce «iella scienza psicologica vera ed austera alla Riceri Cam^?- del fatt' e delle naturali accessibili’ alla Ricerca positiva. Avrà inoltre quest’altea conseguenza umanistica: insegnerà a scoprire e a svolgere i poteri niedii- nici nel campo delle facoltà normali dello spirito e delie ad onfSÀChlChe me?h° conosciute e meglio utilizzate. Fino ad ora è penoso a dirsi, ma lo spiritismo è stato un “vani- n!-ni "/ ir 'fn;’"lta sofferente: nonostante tutte le sue nobili pioteste di elevatezza morale, di solidarietà, di teofilantropismo di bpuituahsmo socio-etico eco. ecc., esso non ha fatto che’ sfruttare il Male e comprare o vendere il Dolore. ■ cnvo queste parole di accusa, pensieroso io stesso della DANX0S1TÀ E IMMORALITÀ DEL MEDIANISMO 115 graviti! loro ; ma l’accusa è basata sulla mia esperienza di clinico e di psicologo. Non sono mai uscito da una seduta spiritica senza provare in me stesso un sentimento di rimorso. Noi medici, che sappiamo i mali fisici e morali, e ne va¬ lutiamo l’azione minoratrice e degeneratrice della personalità, la efficacia perturbatrice e anche pervertitrice della moralità, dovremmo, forse, senza fremiti di sdegno vedere la indiffe¬ renza con cui moltissimi dilettanti di spiritismo sfruttano e strapazzano in sedute reiterate e disordinate i poveri medi? Qualche voce di protesta si è già alzata contro tali abusi in seno agli adepti (cito il fu spiritista ginevrino Metzger a titolo d’onore) ; ma la massa dei credenti è del tutto in¬ conscia e apatica al cospetto di un attacco di “ trance , : l’am¬ mirazione pel ‘fenomeno, annichila e ottunde, per lo meno, il senso di pietà per chi lo produce. Io sono per la libertà e l'ho dimostrato apertamente, non senza coraggio, quando si è trattato di imporre restrizioni regolamentari agli spet¬ tacoli di ipnotizzazioue. E adesso, checché dicano gli empirici magnetologi spiritualisti che tacciano di misfatti orrendi gli scienziati ipnotizzatori (leggere, per credere, i resoconti dei loro Congressi), la pratica dell’ ipnosi risulta ai miei occhi molto meno nociva, in generale, di certe pratiche spiritiche. Oggi, che è venuta meno la creazione artificiosa delle grandi fasi dell’ipnotismo istero-charcotiano ; oggi, che noi clinici e psico-terapeuti siamo tutti convinti della bontà delle idee della scuola di Nancy e ne applichiamo con Dobois i metodi blandamente persuasivi, l’attacco sonnambolico provocato non si associa più ordinariamente a fenomeni di spasmo, contrat¬ tura, rigidità muscolare, nè a delirii allucinatorii... In quella vece, certe sedute medianiche sono una successione ininter¬ rotta per ore ed ore di crisi isteriche: e mentre i nostri ipnotizzati escono riposati dal torpore o semisonno sugge¬ stivo, i medi si trovano spessissimo affaticati, tremanti in tutte le membra, ansimanti, sofferenti, esauriti... Vi è pertanto da chiedersi se non sarebbe opportuno un intervento dei Poteri pubblici a regolare, per iscopo di igiene e di etica civile, l’esercizio del mediumnismo oggidì lasciato purtroppo spesso in balìa del capriccio, della curio¬ sila malsana, del guadagno illecito, dell’apostolato settario. Lo spiritismo-dottrina è in decadenza anche per questo motivo umanissimo che non è sfuggito alla riflessione dei suoi migliori paladini e cultori. Ma purtroppo prima che la credenza-fede si disciolga in una opinione-conoscenza pas¬ serà ancora del tempo, specialmente negli strati inferiori delle x-oxuuijOtìlA ojtjukitismo, chiese o sette spiritiche • „ , l’indegno e talvolta ignobile snettf ° . fra^t®niP0 seguiterà alcun, infelici trasformato in fonte dT«°« hr T,essere di e semiraorbose. Io non ... ; ° • d sublimità „ spurie morale se uou come una logica Spi6^ai e si fatto daltonismo mistico-religioso si è mescolato ^fgue.I,za di quel che di spiritiche: tutti i fanatismi sonr buonora alle pratiche credenze vogliono i loro martiri -pietó’ come tutte le sacrificati. ° martm ehe » sagrifieano o sono un’ gran numero d^cin-oh^con1 p 'e .•ec,ute “comincino in spiriti ; e consistano o nell-alis^ 6"6 -a Dio 0 ai '“oni uv.dità di emozioni ili’ itSdS af T e c°” Pidirsi isterico di una ereat™. ! ’ 1 . convellersi e all’ista- di coscienza, di dignità personfi'07^8 pure di sensibilità, pietismo cattolico furoregJS 8fl ° *qUe3t° aspett° il ' Pompei , il bigottismo .brahmanL Lourdes 0 a Valle di bonzi -falciri, che si arricchii «sasperantesi nei suoi schifose e terrificanti infermità" VJaT?? al so]e le Più tuarie e mutilazioni, possono and ire U St° lde attltudini sta- spintismo-fede o filosofia teo-cosmo .bracce^° con quello ~ cb.e dir si voglia - i] ^^ '^o-animico-socm-umanitana infesti, sebben lungamente addormì.8?'*”^*0 ftlon da germi e mostruoso, e adesso apLsUjTe 1 ’ 6 “T Ut° Gonfio preparato dal Morbo, semfnatÒ dalle « *ldl ua terreno "rt Imp»cr ”M 0 co"ci- «ostro secolo di queslo Pianticella sana e vigorosa n!' Jn do qualche tempo una alle efflorescenze fuor di stagione pì>rtata, al,e ^trofie ed coi suoi rami sempre più fr°n2ùt .!*“ 8 "!®cerà e darà Pu. saporiti, il refrigerio desiderato ? frutti sempre la vera Scienza spinto dalla sete deltoVeritr”3"11”3 V6rS° III. Eusapia Paladino. Chi è l’Eusapia Paladino. Olii è l'Eusapia Paladino e quali sono le circostanze della sua esistenza che ne hanno fatta riconoscere e ne hanno siste¬ mata la potente medianità fisica? Nelle numerose opere che la riguardano, ben poco è detto intorno a ciò, tranne che dal De Rochas, Pappalardo. G. Bois e Paola Lomtiroso; e, quel poco, non sempre è concorde, per cui si deve sospettare che neppure in tutto sia conforme al vero. La Paladino non è una narratrice esatta; e il suo parlare tronco, a frasi raramente complete, in dialetto poco com¬ prensibile, quasi un mezzo gergo dove accanto al motto popolano trovi storpiata e pretensiosa la terminologia spi¬ ritica, contribuisce assai poco a illuminarci sul suo conto. Inoltre, o per difetto di memoria, o per mancanza di atten¬ zione, Eusapia si contraddice non raramente, così che qualcuno ha concepito il sospetto che essa mentisca anche quando ciò realmente non avviene. Per solito, nel narrare di sè, Eusapia si ferma alle vicende degli ultimi anni che l’hanno resa famosa nei circoli spiritici e l’hanno portata a uno dei primi posti fra i medium viventi ; ma anche quelle sembrano da lei ricordate in modo confuso, talvolta sommario. Certo, delle sue sedute, e di quanto vi si produce, essa non ha mai me¬ moria precisa: confonde le date, scambia i nomi degli espe- rimentatori, e si intrattiene su incidenti futili, mentre tras¬ cura o dimentica i più notevoli; più spesso, appena finito un racconto, ci ritorna sopra per ripresentarlo alquanto diverso nei particolari. Un colloquio colla Paladino è perciò stra- 118 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I ordinariamante noioso e vacuo, almeno per me, ed io che più volte mi ci sono messo con le migliori intenzioni di venirne a capo, ho dovuto quasi sempre troncare la con¬ versazione con impazienza e fastidio. Ma non erano i suoi trionfi e le sue avventure di medium oramai mondiale, che io voleva sapere; erano, per le ragioni che ho detto piu su, le prime sue vicende: desideravo, da buon medico, sapere la sua “ anamnesi ,, e non ci sono riuscito che in parte. Pertanto, quello che qui riferirò, va accettato con riserva, poiché si compone di informazioni ricucite e rappezzate, per cosi dire, dalla mia critica storica: nell’in- sieme, però, corrisponde alle notizie di De Roohas e della Lombroso. Potrà qualche altro interrogatore più abile e ini¬ ziente di me rifare meglio questa storia individuale e cor¬ reggerne le inesattezze. * ★ * LEusapia Paladino è nata nell'anno 1854 a Minervino i urge tProv. di Bari), da poveri contadini. Viaggiando l’anno scorso per le 1 ughe, ho visto il luogo nativo di Eusapia c m. sono risovvenuto delle sue paurose storie di brigantaggio L un grosso borgo, appollaiato a mezza costa di un alto poggio, in mezzo a una campagna affatto deserta : le sue case spiccano da lontano e sembrano bianche e linde, ma in realta Mmerviiio è composto nella massima parte di abi- fazioni contadinesche. In quelle contrade, così spesso per¬ corse nei secoli passati da invasori di ogni stirpe e da bande rliù?rleSCì!’ neSSU,n0. ablta , nelle campagne, e non esiste ditterenza tra popolazione urbana e popolazione rurale. ,n<~a , dl Eusapia mori, a quanto pare, nel darla alla luce; il padre le fu ucciso dai briganti della banda pseudo- borbonica capitanata dal famigerato Crocco. Dice bene Giglio Pois : Eusapia è, dunque, figlia dello spavento. Della sua infanzia sa pochissimo. A Paola Lombroso ha raccontato che ì suoi l’affidarono ad alcuni villani che la J°;ar°n° CildeTe. , a terra- e così rimase ferita gravemente al capo (dove tuttora porta una profonda cicatrice cutaneo- °r,Ì-al f.,RocnAS,e a m.e 1,a invece detto di avere sof- erto di un tifo tra gli 8 e ì 10 anni, di esserne divenuta . e iran te, e, buttatasi giù dal letto, d’aver riportato quel trauma. Ha pure narrato a, me di avere sofferto di vainolo ( levi tracine cutanee del viso parrebbero dimostrarlo) e di erisipela. Rimasta in tenera età orfana di padre e di madre. CHI È l'eubapia paladino 119 , i. ffl mi do’ dalla nonna paterna; poi a 8 anni, fu accolta fn tenuta un P ti (0 di conoscenti?), i quali la con- in unafam.ghadijP^ essi la volevano fare istruire dussero « 1 intelligenza non le mancava, era scaisa di «»“>»»"'■ Costrrttorf oppi**» invece la sua i & aUa scrittura, ai lavori don- 11 al DÌanoforte(?), essa faceva col suo cervello (così narra) neschi.alpianotoiteM, di „ fatt0; anzi, si di- s,0Sò “rii IS * “.“"T "Sfidale elle non si confaceva alle sue attitudini eredi- ! Ne sorse nei suoi benefattori una severità estrema a ■sjjT&ìf s se if»n ~ Un giorno venne, a quanto pare, rriargulU p.o *.*t Erjr.ìErs- : “rr.8^« « .o -7ìSiìo * . . - j-s fers ài caia lo spontaneamente rifuggita?) « obbligata » — ■dira famiglia di conoscenti, presso un ingegneie Bar ian ,ia]P la follia morale, la paranoia originaria, l sterl*' °' l'epilessia, ci forniscono esempi numerosi di impulsi insen- sJi di automatismi ambulatori senncoscienti durante aia- Srita. « l'adolescenza : por coi, .e b »«*»■“ h““ substrato psico-neuropatico, con,, orama' rtó. provato dallo su i unasi costante associazione con 1 isteiismo col so nn'mbulismo e coll’ipnotismo, il caso ^ Eusapia costitui¬ rebbe una conferma di codesto rapporto etiologico. Inoltre, l’Eusapia fanciulla non sfuggì ad un altro inw dente psicopatico, che già abbiamo visto m vari medi anch’ella ebbe delle allucinazioni visive. Se ho ben ^capito la scena dell’ammazzamento di suo padre eia il soggetto di queste “ visioni „. 120 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I - / Fu nella nuova casa dove s’era ricoverata, che si rese, per la prima volta, a 13 anni, palese la sua facoltà medianica ; e fu un evento fortuito. In quella famiglia si facevano da qualche tempo delle esperienze di ‘ spiritismo „ coi tavolini parlanti, e la casa era frequentata dai pochi cultori della nuova dot¬ trina che allora lossero in Napoli. Una sera, mentre la Eu- sapia, ancora ignara di tutto ciò che fosse la tiptologia, se ne stava in un angolo della stanza dove avevano luogo le sedute, si trovò mancante un membro della “ catena „°e la giovinetta lu invitata a sostituirlo. Ed ecco, non appena essa è entrata nel circolo e ha protese le sue piccole mani presso a quelle dei compagni, che il tavolo si mette in movimento, batte colpi, freme nella sua compagine, e si alza dal suolo. 1 presenti, sorpresi della novità, non credono ai propri occhi, tanta è la veemenza con cui si annunziano gli “ spiriti „ : si indaga chi sia fra i presenti il fortunato possessore di ■ tanto “ fluido „ e, per via di esclusione si scopre che è la quasi ignota e selvatica ragazzina entrata accidentalmente nella catena. Da quel momento cominciò la serie stupe¬ facente^ di fenomeni meccanici che costituisce la singolarità della Eusapia: questa non fu più mandata in convento, dove la si voleva rinchiudere; un nuovo medium s’era rivelato, e gli annali dello spiritismo dovevano ben presto essere riempiti delle sue gesta. * * * Lo sviluppo della medianità di Eusapia. In quei giorni (erano gli anni 1871-72?) era tornato da Londra quel certo sig. Damiani, cultore indefesso della scienza occultistica, versatissimo nelle manovre spiritiche, seguace fanatico della dottrina d’Allan-Kardec, membro di tutti i più reputati circoli spiritici della capitale inglese, autore di un dramma Spirito e Moteria (Napoli, 1880). Il Damiani aveva dovuto lasciare l’ Inghilterra con grande dispiacere, perché (racconta la Paladino) non era sicuro di trovare in Napoli le due cose che più gli stessero a cuore: un bell’appartamento, provvisto di un giardino e di tutte le “ comodità all’in¬ glese B (!), e un buon “medium,. Tuttavia era ritornato pieno di speranza: in una seduta, per lui memorabile, tenuta in LA MEDIANITÀ DI BUSA PI A 121 un circolo Londinese, lo spirito che da più tempo a lui ed a’ suoi compagni di tavolino si rivelava sotto il nome di John King (retaggio nord-americano!) gli aveva profetizzato che a Napoli esisteva un medium potentissimo, “ non ancora sviluppato „, e lo aveva stimolato a cercarlo e ad aiutarne lo “ sviluppo Ora, per una strana coincidenza, comprensibile solo in ra¬ gione dei rapporti che legano in ogni paese i credenti nello spiritismo, il Damiani frequentava la casa dove 1’ Eusapia s'era rifugiata; per cui ben presto gli arrivò notizia della magica ragazza, provocatrice inconsapevole di moti tiptici così solleciti e intensi. Gli giunse inoltre la novella che, oltre al tavolo, la sola presenza della Eusapia era capace di muo¬ vere e spostare altri mobili, fra cui un pianoforte. Si può comprendere con qual gioia ei vide cosi presto effettuata la profezia del suo John King. Il quale, infatti, non appena l’Eusapia fu presa sotto la guida dell’accorto spiritista, si presentò alla seduta, e lì proclamò che prendeva la giovi¬ netta medium sotto la sua protezione “ quasi paterna „, che mai piu l'avrebbe abbandonata, e sarebbe accorso ovunque essa lo avesse chiamato, per dare segno della sua presenza e della sua attività. D’allora in poi John King, entrato per l’azione suggestiva del Damiani nella monocerchia delle idee e delle attività spiritiche della Eusapia, ha fatto sempre le spese delle sue serate medianiche e s’è procurata la nomèa di * spirito „ impareggi abilmente ed instancabilmente operoso. In che abbia consistito lo “ sviluppo „ della Eusapia come medio per intervento del Damiani, non è facile descrivere, ma è facilissimo intuire. Evidentemente, si è trattato di una azione suggestiva operata giorno per giorno dall’abile e con¬ vinto spiritista per dirigere la medianità della giovinetta verso prestabiliti effetti, per inculcarle la ipotesi esplicativa delle comunicazioni cogli spiriti, e per abituarla soprattutto al tecnicismo già in uso nei circoli spiritici inglesi. Abbiam visto che le origini e ragioni della tecnica spiritica debbono essere cercate nelle vicende primitive dello spiritismo americo-britannieo. Al Damiani, in quell’epoca, non poteva venire manco in mente il dubbio che altri metodi ed altro istruinentario fossero ugualmente idonei per “ sviluppare „ la “ forza fluidica „ della ragazza medium, a lui profetiz¬ zata appunto in Londra da John King mediante quei metodi e quello stesso istrumentario. Tavolo e catena degli astanti, spazio chiuso da nere tende, oscurità o penombra, battiti convenzionali per le diverse modalità dello “ esperimento „, 122 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I tutto il bagaglio tradizionale era venuto con lui da Londra a Napoli; e tatto fa reso cosi abituale alla Eusapia (a pari ebe agli altri medium formatisi alla medesima scuola) che essa non accoglie più senza diffidenza i minimi cambia¬ menti nel modo di operare. Perocché lo “ sviluppare , un medium , nel senso spiri¬ tico, non consiste altro che in dare un opportuno allena¬ mento, un’ artificiosa e oramai stereotipa direzione alla sua medianità: questa, quale facoltà individuale di sdop¬ piarsi nella personalità, di scrivere automaticamente, di fi¬ gurare impersonato in qualche trapassato, di agire a distanza sugli oggetti, di produrre effetti fisici, è sostanzialmente in¬ genita e non si acquista con nessuna sorta di esercizio. Al piu, potrà aumentarsi e perfezionarsi, allo stesso modo che si accresce e si fa più vivace e completa la suscettibilità dei soggetti ipnotizzatali. Per gli intimi legami che passano tra ipnotismo e medianità assai bene descritti, quantunque- singolarmente interpretati, dal Visani-Soozzi, da De Rooiias, da Geley, ece., lo sviluppo dei medii si assomiglia estrema- mente a quella educazione dei soggetti tipnotici), che i magnetologi conoscono da tanto tempo. Anche i soggetti educati da qualche magnetizzatore di professione, come Do¬ nato o Grasso o Pikmànn, presentano, similmente ai medium dei circoli spiritici, un carattere sistematico, un modo uni¬ forme di agire nel sonno ipnotico; e ciò si rivela evidentis¬ simamente con quello che si chiama “ rapporto „ fra magne¬ tizzatore e magnetizzato, fra l’ipnotizzatore e i soggetti affascinati. Forse nel magnetismo vi è qualche cosa di più profondo che non nell’ipnotismo (telepatia?): però è sempre la suggestione che foggia o modifica o colorisce i fenomeni, dei quali il sistema nervoso vivamente suscettibile dei pazienti e dei medium diviene capace. Yi è, insomma, in tutti questi stati fisio-psicopatici una “ maniera „ o una “stilizzazione,, come la si scorge nelle opere artistiche e nelle dottrine scien¬ tifiche di una “ scuola ,. E lo spiritismo, sia nelle mani- lestazioni individuali dei medium, sia in quelle collettive delle sue sètte o scuole, ubbidisce alla legge generale del¬ l'imitazione, che è un gran fattore della psiche umana. Perchè avvenisse il completo sviluppo della medianità di Eusapia sotto le suggestioni del Damiani, occorsero vali anni (quattro?). Dapprima, il Maestro educò con grande pa¬ zienza e con esercizi frequentissimi la sua allieva: ma una volta formatasi in costei l'attitudine a estrinsecare la sua “ forza „, quel faticoso tirocinio cessò. Anzi, per qualche anno, LA MEDIANITA DI EUSAPIA 123 essendosi la Eusapia fidanzata ad un giovane che non ve¬ deva di buon occhio le sue relazioni con estranei che sem- bravano sfruttarne quelle misteriose facoltà, le pratiche spiritiche si rallentarono; dal 1872 al 1880 le sedute con¬ cesse da lei furono pochissime e riservate a pochi e fidati 11 Damiani intanto era morto, e la Paladino era conosciuta solo nei non numerosi circoli spiritici di Napoli, perchè un adepto, il sig. Scifone, ne aveva descritte le meraviglie: ma chi ,le diffuse la fama tra gli spiritisti del mondo intero, fu il cnv. Ercole Chiaja, un gentiluomo studiosissimo di scienze occulte e di nobile e fiero carattere. Neir86 egli ne riprese ]a educazione, la perfezionò, e, trovatala medio più potente assai di quanto Damiani e gli altri antecessori suoi avessero imagi nato o saputo scoprire, si propose di convincere per mezzo suo gli scienziati fino allora ostilissimi allo spiritismo. La Paladino, presa da lui a proteggere, fu aiutata in tutti i modi, ed essa ne lo compensa tuttora con un sentimento di profonda venerazione “ figliale „. TI Chiaja è morto nel 1905, non senza potersi giustamente inorgoglire di aver data alla medianità di Eusapia Paladino una base inconcussa con la sua tenace propaganda fra gli scienziati. Egli l’ba condotta a Roma, a Milano, in Francia, in Inghilterra, in Polonia, procurandole per “ controllori „ e spettatori uomini autore¬ volissimi, fra i più reputati del mondo scientifico : astronomi e fisici come Schiapparelli, Flammakion, Oliver Lodge; fisiologi come Ricuet e Luciani; psicologi come Lombroso ed OoiroRowiez; psichicisti come Aksakofe. De Rocuas. Maxwell e Mvers ; filosofi come Broeferio, Hodgson e Sigdwick; poeti e letterati come Sully-Prudiiomme e Sardou; gior¬ nalisti come L. A. Vassallo . Questi nomi ci dicono che il fiore della intelligenza europea è stato, mediante l’apo¬ stolato di E. Chiaja. messo in rapporto amichevole con - John King „ padre (putativo) della “ Rafie King , di Crookks. Ne segue che la vita di Eusapia durante gli ultimi diciotto o venti anni è soprattutto costituita dalle sue relazioni con due generi ben deferenti di persone, che diversamente hanno agito sulla sua fenomenologia medianica. Da una parte, in un primo periodo giovanile, essa è stata “ sviluppata „ da spiritisti ligii alla tecnica tradizionale ed alla, dottrina clas¬ sica (reincarnazionistica): dall altra, nel periodo della matu¬ rità. e quindi troppo tardi per potersi modificare nelle abi¬ tudini e liberare dalle subite suggestioni, essa è venuta in contatto con uomini di scienza che ne hanno , osservata la 124 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I medianità quale si era svolta e stabilita sotto l’azione effica¬ cissima dei suoi due principali educatori. Darò in ultimo, sul conto della Paladino, questi rag¬ guagli. Per lunghi anni, essa ha vissuto in condizioni mo¬ destissime, rasentanti la povertà: abitava un infelicissimo " q mirtino „ costituito da una stanza sola, che era salotto, •camera da letto, cucina, e... gabinetto medianico tutto in una volta. Essa si è maritata piuttosto tardi (a 83 anni), ed allora ha aperto in un basso, o androne a pianterreno, del rione più popolare di Napoli, un piccolo negozio di mercerie (riven- dugliola), che essa medesima per qualche anno ha gerito ed amministrato con mediocrissima fortuna. La sua cultura ■è infatti rimasta sempre bassissima: dall'alfabeto in su, le sue nozioni letterarie sono nulle, cosicché sa appena scri¬ vere il proprio nome, e non è in grado di pnrlare altro idioma che un dialetto misto di pugliese e di napolitano. Essa è propensa invece alle opere manuali: buona massaia, cucitrice abile “in bianco,, cuciniere esperta, tali sono le •qualità di cui mena vanto al pari di quelle medianiche. Mai ha avuto figli; ma li ha molto desiderati, perciò accoglie presso di sè dei ragazzini randagi da assistere e da beneficare, poiché Eusapia, pur essendo povera, si spoglierebbe per gli altri: e il vicinato lo sa e ne approfitta. Dal 1904 è rimasta vedova, dopo che il marito non le aveva,, a quanto pare, troppo rallegrata l'esistenza. Quando soggiorna a Napoli, Eusapia va dimessa nel vestire, accudisce alle faccende domestiche, cucina il modesto pranzo sul marcia¬ piede; e ehi la va a cercare per qualche seduta la trova, plebea napoletana tipica, in atto di sbucciare i pomodori e di scodellare i maccheroni (Pappalardo). Dal popolino è rite¬ nuta per “ maga „ e viene spesso consultata come una co¬ mune sonnambula: per contro essa ha poca fede nella propria facoltà divinatoria, e quando si trova in imbarazzo o vuole * sapere la verità , va a consultare le altre sonnambule ! * * * La personalità flsio-psichica di Eusapia. Dal punto di vista fisico la Eusapia fu studiata bene, la prima volta, dal dott. Harcskwicz di Varsavia quando essa vi andò ospite del prof. Oohorowicz : fu anche esaminata dal LA PERSONALITÀ FISICA Iti EUSAPIA 125- dott Belfiore, distinto specialista napoletano, lo pure ho potuto eseguire su di lei nel 1901-2 alcune indagini antropo- fisiologiche; ma bisogna subito dire che, per misoneismo di popolana e per diffidenza di medium, essa si sottopone mal volentieri a misurazioni e ad esami sulla propria persona. Eusapia Paladino è di statura piuttosto bassa, di corporatura tozza, di costituzione robusta: scheletro e muscoli sono svilup¬ pati un po' più che nella media delle donne. Ha il tronco alquanto corto rispetto alle braccia ed alle gambe: le mani e ■ piedi sono però piccoli e di bel tipo femminile. Ha occhi neri, mobilissimi, sguardo vivace e penetrante (‘ indiavolato, ,|i,:e Bois); e questa è la maggiore bellezza del suo viso anzi che no volgare. Il cranio è ben conformato e, toltane la lesione traumatica di cui parlerò, toltane anche la forma larga e a bozze pronun¬ ciate della fronte, dove si potrebbe scorgere una lieve stilli; m ite (idrocefalica), non presenta deformità nè indizi rilevanti di processi patologici infantili. È mesocefalica: la faccia è larga e bassa, gli zigomi sono piuttosto forti, il naso pronun¬ ziato e a dorso aquilino, il mento proeminente ed aguzzo, co¬ sicché il profilo del suo volto ha qualcosa di grifagno: questo carattere, oltre ad essersi reso più sensibile cogli anni, si ac¬ centua nelle fasi diverse dell'autoipnosi (‘ trance „) medianica. Eusapia, come quasi tutte le meridionali, è di pelo bruno, ma presentemente la sua capigliatura, fine e non abbondante, è brizzolata dalla incipiente vecchiaia e dagli strapazzi delle soverchie sedute cui si sottopone. Ai lato sinistro della testa, all'orlo dell’impianto sulla fronte, cresce da molti anni un ciuffo di capelli imbianchiti precocemente, ben visibile anche nei suoi ritratti, e del quale, quando era più giovane, si diceva dispia¬ cente così che lo copriva con ogni cura. Ma oggi, sia perche l'età l'ha resa indifferente agli assalti della senescenza, sia perchè ha saputo che è una singolarità condivisa da altra ce¬ leberrima donna (Eleonora liuse), sia infine perchè le si è detto che forse quella stimmata era legata alla lesione cranica della stessa parte, cui attribuisce virtù magiche, Eusapia mette con civetteria in mostra la sua “ ciocca bianca „. Sulla località dell'antico trauma, alla regione fronte-parietale sinistra, circa verso il mezzo della sutura coronaria, Eusapia porta tuttora un incavatura del cranio, una specie di breccia ossea in cui si approfonda alquanto il dito dell'esaminatore. È una fossa che prende forse la metà o poco più dello spessore della teca cranica (ossia il tavolato esterno), ha forma o vaiare, allungata per 2 centim., larga meno di un centimetro: quivi è poco tollerata la pressione, ed Eusapia dice di risentirvi spesso dolore, massime in relazione ai cambiamenti di stagione ed agli sforzi di mediumnismo. Per quanto apparentemente robusta, Eusapia, oltre alle ma- 126 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I lattie infantili già ricordate, è stata spesso infermicela : da gran tempo soffre di dolori articolari, di mialgie, di cefalee ; è assai sensibile alle vicende meteoriche. Da qualche anno è inoltre affetta da diabete: le sue urine contengono una discreta quantità di zucchero e anche di albumina, per cui è costretta a regimi speciali, per lei fastidiosi e costosi. Come molti dia, botici, ha patito anche di fortissime nevralgie (sciatiche) e non le sono mancati i fenomeni di insufficienza renale (edemi alle estremità inferiori). Il colonnello De Rochas scrive che nella Eusapia fu diagno¬ sticata 1’ “ isteria con tendenze erotiche „ ; ma bisogna inten¬ derci. Della grande neurosi sembra che in realtà non siano man¬ cate le manifestazioni parossistiche più comuni (gli attacchi convulsivi, le crisi lipotimiche, ecc.); ma la cosa è incerta. Nel 1002 essa mi narrava di andare soggetta a “ convulsioni „ la cui descrizione conduceva a pensare al tipo della epilessia jaksoniana, perchè Eusapia non perderebbe la conoscenza e avrebbe tremori e sussulti muscolari al lato destro. Qui forse non abbiamo propriamente F isterismo, ma una conseguenza della lesione traumatica di sinistra, la quale cade, è vero, un po’ in avanti dell'area cerebrale epilettogena (zona rolan- dica), ma può nonpertanto causare stimolazioni morbose in tutto il territorio corticale vicino. Adunque, se cotali “ crisi convulsive „, nè da me, nè, per quanto so, da verun altro dei suoi recenti esaminatori presenziate, non starebbero a prova clinica sicura dell’ isterismo, indicano pur sempre una con¬ dizione patologica del sistema nervoso. Quanto all’erotismo, di cui anche G. Bois parla con vivaci colori, io non l’escludo: ma, anzitutto, esso non caratterizza le isteriche, come pare voglia dire l’esimio colonnello psichicista; e per di più io reputo che esso si riveli, non nella condotta di Eusapia sveglia e conscia, bensì in certi atteggiamenti e contrassegni delle sue crisi onirico-mediauiche. Per contro, innegabilmente esistono nella Paladino le stim¬ mate persistenti che diremo di “ isteria normale „ sia nella sensibilità e motilità, sia nel carattere : inoltre, si possono considerare gli accessi aperiodici di mediumnismo come equivalenti isterici. 11 dott. Belfiore nel ’92 non ha trovato l’ isterismo fra i precedenti anamnestici di Eusapia. Però dai miei esami ho rilevato che nel ’901 e anche nel '907 essa ha presentato a quando a quando una debolezza muscolare del lato destro ( emiparesi accessuale), per cui agli sforzi dina¬ mometrici talvolta risulta mancina, al più ambidestra, ma anche a sinistra facilmente esauribile. Ho trovato, per contro, LA PERSONALITÀ FISICA DI EUSAPIA 127 che vi è lieve diminuzione, pure intermittente, della sensi¬ bilità tattile a sinistra (emnpoestesia). Ecco i dati da me raccolti : Din a mo ine tri a di E. F. (16 maggio 1902). Mnno Destra Mano Hinistra / I* chilogr. 25 !/j 37 Serie di sforzi \ 11° , 22 l/a 42 a 3' di intervallo j 111° , 22 llt 29 f IV» . 21 26 Diminuzione 16°/„ 30 ”/o Est e stono me trio di E. P. (stessa data). Tatto. — 11 vellicamento fe avvertito benissimo alla faccia e al dorso delle mani : la sensibilità tattile appare delicata. Col com¬ passo di Weber si ottiene la percezione della distanza delle duo punte al polpastrello del dito medio di D,a 2 mm. ; di S, a 2,8 min. Dolore. — Si saggia la sensibilità dolorifica di E. colla fa¬ radizzazione mediante il solito apparecchio (slitta di Du Bois Reymond). Tanto a D, quanto a S, essa avverte la corrente alle mani alla distanza di 9 centirn. ; diventa dolorosa già a 7,7, il che vuol dire un certo grado di iperalgesia. Sensi specifici. — La vista di E. è eccellente; nella scala di Snellen essa legge, nel mio stadio, a luce discreta le lettere del tipo XV (altezza mm. 8 circa) alla distanza normale di metri 4,80: è dunque emmetrope, nonostante l'età. L'udito è ottimo : essa avverte il tic-tac leggero del mio oro¬ logio da tasca a 2 metri. Eeflettività di E. P. (stessa data'. I reflessi iridei di E. P. sono vivissimi e pronti : per contro, quelli tendinei, ad es. sotto la rotula, alla piegatura del pugno, all'estensor comune delle dita nell’avambraccio, sono tardi e scarsi. Abbiamo intanto un segno importante rivelatore della neu¬ rosi isterica, ed è la facile ipnotizzazione di Eusapia. L’hanno ipnotizzata il De Rochas e 1’ Oohorowicz : nel gruppo dei soci del Circolo Minerva di Genova godeva su di lei d’u¬ guale potere ipnotico il sig. Avellino, che narra d’averla ad¬ dormentata anche col solo pensiero : io pure l’ho agevol¬ mente e più volte fatta cadere in ipnosi, massime allorché occorreva calmarne le smanie del “trance,. Del resto, quando 128 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Eusapia è fisicamente sofferente, perde molto della sua po¬ tenzialità medianica : il che si sa avvenire anche alla l’iper. uli attacchi del “ trance „ quali furono accuratamente descritti da Belfiore e da De Roohas e mediocremente indicati da tutti i dilettanti psichicisti (ahimè, quanti !) che sperimentarono con Eusapia, sono tipicamente isterici, e li descriverò più avanti come io li ho veduti. Si aggiunga che Eusapia accusa sofferenze ben note agli specialisti : bolo esofageo; cefalalgie intense, massime in forma di emicrania alla metà sinistra del capo, in corrispondenza della breccia cianica ; vertigini, talvolta con diplopia; malessere interno indefinibile, oppressioni di stomaco e meteorismo. Queste alterazioni della cenestesi o senso interiore caratterizzano, lo si sa, le persone nervose e sono tipiche stimmate del- 1 isterismo. Non ho potuto, per le ragioni più volte accennate, sot¬ toporre Eusapia ad esami metodici coi cimenti o tests della odierna psico-fisiologia individuale. Ecco, intanto, un dato interessante sulla Abilità motrice, di E. P. (giugno 1902). Alla prova del Jastrow — segnare eoi lapis, a ocelli prima, aperti poi chiusi, tre righe perpendicolari e tre orizzontali della identica lunghezza — il senso muscolare di Eusapia mi si è dimostrato abbastanza fino : essa tende però ad accorciare in ambo ì sensi le righe riprodotte. Questo risultato collime¬ rebbe colla congettura, da alcuni avanzata, che essa goda di non comune attitudine nel guidare la propria mano e rego¬ larne ì movimenti. Ma nella prova ben più importante del Munstburerg — trac¬ ciare contemporaneamente. a occhi chiusi, colla mano destra tre righe parallele verticali e con la mano sinistra tre righe orizzontali — Eusapia non b riuscita con altrettanta agevo¬ lezza: alla terza riga la sua mano sinistra si è imbarazzata, e ne e uscito uno sgorbio. Questo esperimento fisiopsicologico conferma la maggiore esauribilità motoria del lato sinistro (visibile anche nelle mie cifre dinamometriche); non conferma invece la perizia singolarissima di fare agire contemporaneamente le mani in movimenti disparati, come le si attribuisce dai discopritori delle sue “frodi „ manuali (Torelli-Viollibr, Croco, Pavoni, (tiordana, ecc.). Del resto, conosciamo già che Eusapia gio¬ vinetta non seppe apprendere a muovere partitamente le due mani quando si volle addestrarla al pianoforte. LA PERSONALITÀ PSICHICA DI EUSAPIA 129 Ma le note più caratteristiche della isteria si rilevano nella mentalità e nel carattere. Ognuno che sia venuto in rapporti colla Paladino, ha rilevato che la sua personalità intellettiva e morale è fatta tutta di contrasti : un misto di luccicori e di ombre, di lati pregevoli e di lati censurabili. Eusapia è nata da contadini Pugliesi : della sua stirpe me¬ ridionale essa ha la prontezza di percezione e la svegliatezza di intelligenza, la franca impulsività, la vivacità del gesto, la facondia; della sua casta ha l’ignoranza e il poco desi¬ derio di sapere, l’astuzia che diviene a tratti mendacio e simulazione, la diffidenza e le tendenze superstiziose, l’astio¬ sità e la rustichezza. Si è asserito che Eusapia era assai intelligente e furba, così da comprendere persino gli idiomi stranieri che fossero parlati in sua presenza (?). — Non esageriamo : quella popo¬ lana comprende presto e bene, o, a dire più correttamente, indovina i discorsi altrui, anche se tenuti con sottintesi e fra reticenze, ogni qualvolta vertano sui “ fenomeni „ che essa pro¬ duce e sopratutto sui dubbi di inganni e sulla tecnica del * controllo „ delle sedute : ma perchè ? Perchè, tante volte imputata di frode, Eusapia afferra rapidamente i minimi accenni al sospetto, le più fuggevoli espressioni di dubbio nel solo tono della frase: perchè, d’altra parte, essa esercita • da oltre trent’anni la professione di medium, che l’ha messa in rapporto con ogni qualità di persone e con ogni grada¬ zione di intelletti e di caratteri, di guisa che la sua mente se n’è avvantaggiata ; e, dato il lunghissimo e ripetutissimo commercio di idee intorno allo spiritismo ed alla propria potenzialità, essa intende subito tutto ciò che tocca quest’ul- tima in modo diretto o indiretto. Ma se si sonda la intel¬ ligenza d’Eusapia fuori di tali soggetti abituali, si trova in lei tutt’altro che una buona apertura e agilità di compren¬ donio : si scorgono, cioè, una scarsa capacità di attenzione, un debole potere ritenitivo e rievocativo di memoria, una superficiale e labile associazione di imagini ed idee, e ri- strettezza di concetti, e miseria di astrazione. La dipinse bene il Belfiore : “una donna del popolo che vive del suo lavoro, semplicissima, ignorantissima „ ; ma poi esagerò trovandola di “ limitata intelligenza „. Eusapia non è allatto stupida; che anzi, i reiterati colloqui coi primi ingegni d Europa e con personaggi di primissima qualità sociale le hanno raffinata abbastanza la mente contadinesca; e se non le hanno dato coltura, perchè questa non giovava e forse avrebbe nociuto alla sua medianità facendole leggere Moubelli, Psicologia e spiritismo. 9 130 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I e discutere tutto quanto si è scritto in prò e contro di lei, hanno però allargata la sua mente nella sfera pratica e spe¬ cialmente nella conoscenza degli uomini. Intanto una qualità che attesta intelligenza, perchè implica visione delle cose e rapida associazione di idee, è il facile e pronto orientarsi di Eusapia in ogni nuova situazione. È difficile prenderla di sorpresa : essa sta sempre all’erta, e se la sua perspicacia le fa subito riconoscere amici e nemici, ossia creduli e scettici, in coloro che avvicina, la ingegnosità sua le fa anche subito trovare il modo migliore di condursi nelle più diverse contingenze. Nei suoi ragionamenti Eusapia fa per lo più mostra di buon senso ; certi giudizi che emette bruscamente sulle per¬ sone e sui fatti, sorprendono per una innegabile penetra¬ zione. Acuta è, ad esempio, la sua capacità dì cogliere il lato ridicolo di coloro con cui ha sperimentato, non giù sotto il riguardo fisico ma sotto il riguardo intellettuale e morale; e questo prova una certa finezza nello spirito d’osser¬ vazione. Aggiungerò che con Eusapia non si vince facilmente nel motteggio : è prontissima alla botta come alla risposta, e con lei bisogna stare in guardia, poiché la prova, data la sua indole rusticana, può presto trascendere i limiti della con¬ venienza. Alcune sue franche osservazioni a Principi, a Du¬ chesse e a esimi personaggi stupidamente sgarbati verso di lei, confermano, da un lato, la sua permalosità, dall’altro la sua capacità simpatica di una valutazione morale al di¬ sopra d’ogni orpello sociale. La memoria di Eusapia è piuttosto debole, non dico per ciò che le accade in seduta, chè allora essa è amnesica, parlo dei ricordi relativi alle sue stesse vicende personali. L'ho già detto in principio di questo capitolo : i nomi delle persone e dei luoghi, le date e le successioni degli avve¬ nimenti sono spessissimo confuse e incerte nella loro rie¬ vocazione ; qui Eusapia offre lacune enormi. Altre deficienze si scorgono nell’associazione delle idee: i suoi discorsi son cicalate, tanto sono farraginosi, soventi volte senza appa¬ rente nesso logico, sconclusionati. Il carattere di Eusapia è particolarmente anormale: vi giganteggiano molte note isteriche. L’umore variabilissimo, per cui essa passa dall’allegria smodata alla taciturnità me¬ lanconica; l’emotività eccessiva, per cui improvvisamente la si vede piangere e singhiozzare alla disperata, senza che si capisca il motivo e senza che si riesca a confortarla, finché con altrettanta rapidità la si scorge sorridere e rasserenarsi ; LA PERSON’ALITÌ PSICHICA DI EUSAl’IA 131 la volubilità del contegno, per cui da scherzevole e leziosa passa ad essere quasi selvatica ed imperiosa: ecco la trama di fondo della sua persona morale. È ad intervalli irascibile •e mite, orgogliosa ed umiliabile: ha attacchi violenti e bruschi di collera, e periodi egualmente fuggevoli di ac¬ casciamento ; è pronta alle simpatie come alle antipatie ; „ode che si parli di lei, ma si adonta solo che dalla into¬ nazione della parola appaia la minima indecisione sulla realtà dei suoi ‘•fenomeni,. Tutto questo insieme di con¬ trasti rendono Eusapia ora piacevolissima a trattarsi ed ora addirittura insopportabile. _ Anche nella volontà si osservano salti enormi, dalla piu affaccendata e instancabile operosità domestica alla più com¬ pleta dedizione al “ dolce far niente „ dei meridionali. Come la sua è una natura tutta ad impulsi e a slanci, cosi per giornate intere essa rimane inerte, triste, silenziosa, poi d’un tratto è presa da smanie di fare e strafare. Eusapia, ho detto, è povera ; l’esercizio della medianità non l’ha arricchita. Nonostante la sua fama ormai mondiale, nonostante i suoi viaggi per l’ Italia e all’Estero, essa non ha saputo mai utilizzare abbastanza le proprie facoltà : nè il piccolo commercio, nè lo spiritismo le hanno data 1 agia¬ tezza, neanco le comodità di vita adeguate al mal uso che essa è costretta di fare della propria salute fisica. Contra¬ riamente a ciò che si crede fuori dei circoli spiritico-psiehi- cistici, e a differenza di moltissimi altri medi, sopratutto nord-americani, Eusapia non è venale: spesso in compenso delle sedute accetta più volentieri l’ospitalità o il regalo di oggetti pressoché superflui ; il che non toglie che essa chiegga anche somme non lievi di denaro, quando si incapriccia di fare l’orgogliosa o la riservata. Non rompe mai gli impegni presi, anche se dal rifiuto di nuove proposte le deriva (ciò che negli ultimi tempi è avvenuto spesso) una perdita non lieve di guadagno. Eusapia, pur essendo di bassa nascita e condizione sociale, non s’è mostrata mai priva di aspirazioni e di sentimenti estetici, che insieme alle prove numerose della bontà del suo animo sono la nota simpatica della sua personalità mo¬ rale. Tiene molto alla bellezza dei suoi nerissimi occhi, alle sue mani ben fatte, e le mette ostentatamente in mostra, alla piccolezza dei suoi piedi, e li porta sempre elegante¬ mente calzati. Ama abbigliarsi ‘da signora, e parla volen¬ tieri dell’abito * magnifico , che portò allo sposalizio della signorina Richet, a Parigi. Essa ama gli oggetti di prezzo, 132 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I ma non disdegna quelli aventi un puro valore artistico. Desiderò per molto tempo di avere un arredamento decoroso di casa, con bei mobili, e sopratutto con eleganti ninnoli da signora; e ne ebbe, ma sfortunatamente nel ’96 i ladri le entrarono in casa e la spogliarono di tutto. Vuole anche i propri comodi, ma solo in (pianto le apportino piena libertà, cosicché fuori del suo quartiere e della sua Napoli ha molte esigenze, e l’ospitarla non è sempre la cosa più gradevole, desiderando Eusapia essere tenuta alla pari, sia dai suoi ospiti, sia fra tutti coloro che frequentano la casa. Delle attestazioni di simpatia è avidissima, e ne serba ricordo e gratitudine. E permalosissima per ciò che concerne la sua forza medianica: guai a chi s’esprime davanti a lei con qualche frase o gesto di dubbio! Per poco essa non consi¬ dera i suoi poteri a livello di tutto quanto c’e di più alto- in questo mondo : l’aver frequentato persone di nascita ec¬ celsa, uomini di fama mondiale, principi del sangue e prin¬ cìpi del pensiero, le è montato alla testa, ed ora l’umile plebea è divenuta orgogliosa e perfino talora sprezzante, ila ecco un’altra nota simpatica : Eusapia, comunque igno¬ rante, ha molta più deferenza per gli scienziati che per i gentiluomini di Corte: si gloria dell’amicizia che benigna¬ mente le portano Richet, Ockorowioz, Lombroso, Flam- mabion ; e invece discorre ironicamente della grande aristo¬ crazia Europea cui ha “ concesso „ sedute. In sostanza, la Eusapia nelle relazioni consuete di vita si mostra di un’indole bonaria; essa è un’anima poco evoluta intellettualmente, ma fornita di retto sentire, come avviene di tutti i semplici e degli umili. Ciò che si è detto di Eusapia Paladino. Sulla Eusapia Paladino esiste oramai una intera biblio¬ teca. La celebre medium non s’è mai rifiutata ad essere os¬ servata e studiata nei limiti della sua tecnica ; e da alcuni anni le riviste di spiritismo, di psicologia trascendentale, di psichicismo, le monografie sulPoecultismo scientifico, i trat¬ tati sulle facoltà psichiche occulte, i resoconti delle società italiane e straniere dedicatesi alla ricerca dei fenomeni psi- bibliografia paladiniana 133 ciuci supernormali più meravigliosi, contengono e ripetono migliaia di volte il suo nome. . . , . . Si può affermare che neppure le sorelle Fox. le iniziatrici ramose dell’attuale movimento spiritico, godettero una cele¬ brità consimile, e neanche la stessa Miss Cook (Mad. Corner), .1 e fu il soggetto delle memorabili esperienze di Guglielmo KKS ha raggiunta la notorietà della umile popolana di "N a noli .* Questa prende ormai posto fra i medi più potenti , cui si vanti lo “ spiritismo moderno anzi, di tutti, A senza dubbio la più studiata, quella che meno si è rifiu¬ tata alle osservazioni ed agli esperimenti degli scienziati. Eusapia Paladino nel 1892. Per chi esige dagli autori saggi di erudizione, riunisco 1 titoli ed il contenuto dei principali lavori, dove, a mia sa¬ puta, è discorso della Eusapia. Ve ne potranno mancare non pochi, che mi saranno sfuggiti in mezzo alla profluvi® i scritti cui ha dato origine l’odierno movimento spiritistico; ma i qui citati basteranno a dimostrare che 1 fenomeni pro¬ dotti dalla Paladino sono stati oramai l’oggetto di piu che sufficienti osservazioni per considerarli reali e autentici. Si cominciò a parlare di essa nei periodici spiritaci a 1- tnlia e di fuori trentaoiiique anni fa (p. es. fra gli straniali in * Spiritual Magazine ,. 1872, p. 287; Spintualist „, 1873, p. 140; “ Human nature „, 1872, p. 222, ecc.), ma il mio indice bibliografico vuol essere soltanto la stona scientifica della medianità della famosa Napolitani! durante gli 134 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 ultimi diciotto anni. Per ciò esso deve cominciare (à toni sei ff neo r tont honnenr) con la memoria inviata da Èrcole Chia.ta, che ne fu il rivelatore, al Congresso spiritico-spiri- tualistico di Parigi nel 1889, e con lo scritto di Cesare Lombroso che, per primo, a quasi venti anni di distanza da Cbookes, Wallace e Zòi.lnkh, ha avuto il coraggio di ac¬ costarsi nella sua qualità di grande e universale scienziato ai fenomeni spiritici. •i* * * 1889. Chia.fa Ercole, Lxpé rìences in éd ioni rnìques, Móm. lue au Congrès Spirite et Spiritualiste de Paris, 1889, “ Coinpte- rendu già cit. Bibl., pag. 326-331 (1). fll Chiaja riassume i fenomeni da lui osservati in vari anni di paziente studio su Eusapia, e narra della conversione del prof. Otf.ro-Acevedo di Madrid alla dottrina, per lo meno, dello sdoppiamento dell'anima: egli si dice ‘pronto ad aiutare con tutti i mezzi quegli uomini di scienza come Dal Pozzo (fisico a Pe¬ rugia), Morselli, Dovi (fisico a Bologna), Lombroso, Mosso ed altri, che volessero sondare il gran mistero del post-mortem „. Nonostante questa dichiarazione, io però non fui accolto dal Chiaja tre anni dopo, alla prova solenne di Milano (1892) !]. 1891. Lombroso Cesare, Lettera al Cav. Gioì fi, in “ Tribuna Giudiziaria ,, giugno 1891. [Fino dall’agosto 1888, il celeberrimo Maestro di Torino era stato invitato, con sfida cortese, a esaminare i fenomeni della ‘ mabr“ napoletana „ dal cav. E. Chiaja (in ‘ Fanfulla della Domenica „): ma il Lombroso, allora, non ne volle sapere. (1) Avverto il lettore che la indicazione ‘ già cit. Bibl. ., si riferisce alla Bibl%otf rafia detto Spiritismo che ho premessa nel presente volume, e di cui era inutile ripetere qui tutte le notizie. bibliografia paladihiana (1891) _ 135 L'accertamento delle meraviglie della Eusapia, annunciatogli per lettera «lai professore spagnuolo Otero Acevedo, noto pel suo scetticismo ‘ materialistico „ forse contribuì a persuadere il Lombroso che la cosa meritava qualche attenzione da parte degli psicologi ; e perciò, trovandosi a Napoli nel febbraio 1891 per compiere una inchiesta ufficiale sui Manicomi Italiani, ac¬ consenti finalmente al desiderio del Chiaja, e nell albergo, ove soggiornava, ebbe dalla Eusapia due sedute, il 28 febbraio e il 2 marzo. Vi presero parte, col Lombroso, altri tre alienisti e neuropatologi insigni: il Tamburini, il defunto prof. F. Vi- zi0li, il prof. L. Bianchi: e vi assistettero vari medici, il dot¬ tore Penta di Napoli, l’Ascenzi di Roma, ecc. Si ebbe il risultato importantissimo che il Lombroso ‘ arrossendo d’aver fino allora combattuto con tanta ostinazione la possibilità dei fatti spiri¬ tici , ne riconobbe la realtà, pur opponendosi, allora, alla spie¬ gazione dello spiritismo]. Acevf.do M. Otero, Los Fantasmas, “ già cit. Bibl. [11 professore madrileno narra del suo invito al Lombroso (v. s.) ed espone brevemente le sue osservazioni sullo stato morboso di Eusapia durante le sedute e su alcuni dei^ ienomeni da lei prodotti. Più a lungo ne riferì sul periodico “ Hojas de Propaganda „, di Madrid]. Oioi.fi T.. Riduzioni' sulle esperienze di Napoli, in “ Tri¬ buna Giudiziaria », 26 giugno 1891. |Sono i primi resoconti sulla Eusapia accolti con attenzione dagli studiosi psichicisti, sopratutto in riguardo dell’autorità mondiale del Lombroso. • I resoconti del Ciolfi vennero tradotti in francese sul Mo- niteur spinte et magnétique , di quell’ anno, e riprodotti in 4 Aiutale» des Sciences psychiques », voi. I, 1891, pagg. 326-322]- Dariex X., DeVexpérimentation dansles phénomènes psy- chiqites, in “ Ann. des Sciences psychiques », 1, 1891, p. 333. [L’esimio psichicista prende occasione dalle esperienze di Lombroso per segnalarne l'altissima portata scientifica, e per dichiarare che Eusapia renderebbe un grande servizio alla scienza se permettesse ad alcuni sperimentatori autorevoli di stabilire sperimentalmente e con prove materiali la realtà dei fenomeni osservati a Napoli. Ciò è stato permesso dalla Eu¬ sapia più e più volte, come si vedrà dalle citazioni seguenti!. 136 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I Ehrenfreund dott. E., Il prof. Lombroso fra gli spiri¬ tisti, * Magnetismo e Ipnotismo », Firenze. Anno II. nov. 1891. 1892. Lombroso Cesare, 1 fatti spiritici e la loro interpretazione psichiatrica, in * Vita moderna », 1892 (trad. in “ Revue de 1 Hypuotisme », 1892) ein ‘ Archivio di Psichiatria ,. [Riferisce su nuove esperienze da lui stesso compiute sulla Eusapia P. col prof. De Amicis direttore della Clinica sifilogra- fica di Napoli e con F. Verdinois, notissimo pubblicista : inoltre da cenno di alcune * apparizioni „ di defunti vedute dal dot¬ tor Barth, dal banchiere Hirscb, ecc. Insiste sul carattere neuro¬ psicopatico dei medi (particolarmente della Eusapia , ed esprime alcune idee geniali sulla natura dei fenomeni, assimilando il pensiero al movimento]. Belfiore dott. Giulio, Realtà dei fenomeni psichici , in “ Trib. Giudiz. », Napoli, 5 febbr. 1892. [L autore è un medico distinto ed ha pubblicato due notevo¬ lissimi libri sull'ipnotismo e sul magnetismo animale. Qui da ragguaglio di una seduta data dalla E. Paladino in casa della contessa Piccolomini a Portici : egli non dubita della realtà dei fenomeni e conferma che la Eusapia è un soggetto ipno¬ tico “ non però completamente passivo ». Il fenomeno più curioso della seduta consistette nei guaiti di un cagnolino che si ritenne * molestato da John King » !]. Ehrenfreunu dott. E., I fatti spiritici spiegati dal pro¬ fessor Lombroso, in “Magnetismo o Ipnotismo », marzo 1892. [I, Autore, sforzandosi di vedervi soltanto stati di suggestione, scrive a proposito della Eusapia: “ I medii sono soggetti ipno¬ tici perfetti, circondati da una società d’individui neuropatici, ad alto grado suggestionabili ». Opinione altrettanto diffusa quanto ingiusta e impertinente ; ma che io pure avevo e ma¬ nifestavo nel mio periodo di scetticismo pre-sperimentale !]. Moli, Albert, Professsor Lombroso und der Spiritismns, in “ Zeitgeist », 8 e 15 febbr. 1892 (trad. da C. Krantz in “ Rev. de 1’ Hypn. », giugno 1892). [Conclusione : “ L. va lodato per essersi occupato dello spi¬ ritismo, ma non può pretendere che le sue esperienze con la BIBLIOGRAFIA PALADINIAKA (1892) 137 E. P. siano tali da escludere la frode... Egli è caduto vittima di una furba ciurmatrice , (!)]. Verdinois F., Spiritismo - Processo verbale ili altri espe¬ rimenti spiritici fatti dal Prof. C. Lombroso ecc., in “ Trib. Giudiziaria 25 aprile 1892. [La riunione era quella composta di Lombroso, Verdinois, Chiaja, Ciolfi e De Amicis. Il Lombroso praticò esperimenti con due dinamometri, e accertò lo spostamento dei loro indici senza contatto colla mano della Eusapia], Lombroso C.. Le Spiritisme et la Psychiatrie. Explication psychiatriqne de certains faits spirites, in * Ann. Sciences psychiques II, 1892, p. 143-151. [Riferiti sommariamente i fenomeni Eusapiani da lui visti a Napoli nel 1891 e rivisti nel 1892, l’Autore enuncia, pure con¬ cisamente, una sua ipotesi sulla verosimile interpretazione dei fatti, massime dei movimenti senza contatto : — “ Nelle isteriche e negli ipnotici (come sono i medii) la eccitazione di certi centri, divenendo possente per la paralisi degli altri e provocando una trasposizione e trasmissione delle forze psichiche, può in¬ durre anche una trasformazione in forza luminosa, in forza mo¬ trice. Si comprende, in tal modo, come la forza che io direi corticale o cerebrale del medio, possa, p. e., sollevare una ta¬ vola, tirare la barba a qualcuno, batterlo, accarezzarlo, ecc . 11 pensiero è un movimento... non vi è dunque difficoltà per ammettere che le energie si trasformino e ohe tale energia- motrice (psichica) diventi luminosa o calorifica „. Questa spiegazione del Lombroso non è, veramente, “ psi¬ chiatrica „, com'egli dice, ma psicofisica: le odierne scoperte e idee sulla Energetica mostrano che anche qui il Maestro è stato un precursore. Presentemente non si concepisce in maniera diversa la “ medianità ,], Tamburini Augusto, Spiritismo e telepatia, in “ Rivista Sperim. di Freniatria,, Reggio, t. X, 1892, p. 411. [L’egregio alienista, che col Lombroso prese parte ad alcune sedute di Napoli, non ne condivide la opinione sulla sicura realtà dei fatti, non trovando, nelle condizioni in cui si verifica¬ rono, “ quella assoluta e irrefutabile dimostrazione scientifica che permetta di escludere qualsiasi inganno „ : però, ammette che vi sono dei fatti difficilmente spiegabili con la frode o con qualsiasi altra ipotesi naturale]. 138 PSICOLOGIA B SPIRITISMO, I Checchi E., Battaglia Spiritica, “ Fanfulla della Dom. 2", 1892. Finzi E., Ebmacora, ecc., Relazione della Commissione radunatasi in Milano, ecc., N' vari di novembre 1892 e Sappi, dell’ “ Italia del Popolo „, Milano, n. 883. [Nell’estate del '92 ebbero luogo a Milano in casa del D'G.Finzi, egregio cultore di studi Osici, varie sedute coll’Eusapia allo scopo di veriOcare con metodi possibilmente esatti i fenomeni meccanici resi notori dopo la dichiarazione del Lombroso. La relazione dei molti fenomeni, rigorosamente redatta, ebbe un'eco clamorosa: fu riprodotta da un gran numero di giornali e periodici, tradotta in francese (sugli “ Anuales des Sciences psychiques „, 111, 1893, 39-64), divulgata anche in altre lingue; e la si trova riportata integralmente o parzialmente in un gran numero di opere generali sullo spiritismo e sulla medianità, per es. da Coste, du Durano (de Gros), da A. De Rochas, da Orocq, da Pappalardo, da Dupocy, da Fi.ammarion ecc. La Commissione era composta dal russo Alessandro Aksakoff, Consigliere di Stato di S. M. l'Imperatore, direttore del perio¬ dico ' Psycbische Studien „ di Lipsia, l’autorità massima in materia di medianità e spiritismo; dal sommo astronomo Gio¬ vanni Schiapparelli, una delle menti italiane più equilibrate; dal filosofo e ned-mistico Carlo Du Prel di Monaco ; dal filosofo e psicologo Angelo Brofferio, professore nel Liceo di Milano; da Giuseppe Cerosa, professore di fisica nella Tt. Scuola d’Agri- coltura di Portici; dal dott. G. B. Ermacora, studiosissimo di psicologia supernormate e poco dopo fondatore della “ Rivista di studi psichici „ ; e dal Finzi. Ad alcune sedute assistettero il Lombroso c Carlo Richet, allora direttore della “ Revue Scientifique Io pure chiesi di esservi ammesso, per incarico del ‘ Corriere della Sera ma non fui accettato, dicendosi completato il “ circolo „ : il che diede luogo ad un’ aspra po¬ lemica giornalistica attorno al mio nome e al rifiuto di Eu- sapia o, meglio, del Chiaja. Per l'autorità di coloro che attestarono colla loro firma l’au¬ tenticità dei fenomeni medianici della Paladino, il rapporto delle esperienze di Milano forma testo, e nella storia scienti¬ fica dello spiritismo ha una importanza di ben poco inferiore a quella della famosa relazione di W. Crookes sulle sue espe¬ rienze col medium Cook]. BIBLIOGRAFIA PALADINIANA (1892) 139 Torelli-Viollier E., Sugli esperimenti rii Eusapia Pa¬ lati ino, articoli nel “ Corriere della Sera „, 7-9-11 ott. 1892. [L'insigne giornalista critica acerbamente gli sperimentatori di Milano, accusando la Eusapia di frode, e tenta di dare dei fenomeni meccanici di lei una spiegazione assai semplice ba¬ sata sul presupposto scambio delle mani e dei piedi. Le “ rivelazioni , del Torelli Viollier produssero molta im¬ pressione; furono accettate da tutti gli avversari dello spiri¬ tismo, e si trovano riprodotte, con figure illustrative, da pa¬ recchi autori antispiritisti, fra i quali lo Stefanoni, il Pavoni e il Crocq; furono anche discusse dal Do Rochas e dall’Ochorowiez]. Morselli E., Intervista sui fatti di Milano, in “ Gazz. Piemontese „, 1" nov. 1892. [Nell’intervista che io ebbi in Genova con A. G. Bianchi, acuto e valoroso giornalista milanese, mi dichiarai dispiacen¬ tissimo dell’inopinata esclusione, che contrastava coll'invito formale fattomi dal Chiaja stesso al Congresso di Parigi (v. s.) e con le sue lettere private. Esposi poi i miei dubbi sulla possibilità di inganni, pur ammettendo che nella fenomeno¬ logia detta spiritica dell’Eusapia doveva esserci del vero]. Cipri ani 0., La polemica degli scienziati sullo spiritismo, Suppl. “ Italia del Popolo n° 883, 17-18 nov. 1892. [Questo naia, straordinario contiene una risposta alle accuse di E. Torelli-Viollier; il rapporto della Commissione riunita in casa Pinzi; una lettera del sig. Bolaffio, in casa del quale il To¬ relli avrebbe scoperte le frodi di Eusapia (il Bolaffio dichiara invece che nelle sedute di casa sua tutto fu regolare ed au¬ tentico); due scommesse di L. 3000, che il Torelli non accettò ; varie testimonianze di medici e scienziati favorevoli alla sin¬ cerità della Paladino, ecc.). Volpi E., in “ Vessillo spiritista „, Vercelli, 1892, passim. Brofferio Angelo, Per lo spiritismo, già cit. Bibl. [Non ostante la forma un po’ acre e la quasi sofistica sotti¬ gliezza del ragionamento, questo libro del Brofferio c uno dei più ragguardevoli scritti della letteratura psicologica trascen¬ dentale; fa onore allo spiritismo italiano, poiché in vigore dia¬ lettico supera quasi tutto ciò che si fe scritto all Estero. L au¬ tore, per concludere in prova della pura ipotesi spiritica (ritorno e comunicazioni delle anime dei morti], si basa paiti- 140 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I colarmente su quanto egli ha visto nello sue sedute private colla Eusapia (?). La Commissione di Milano, di cui Brofferio faceva parte, si era per contro arrestata ai fenomeni fisici]. 1893. Kioiiet Charles, Expériences de Milan, in “ Ann des Sciences psycb. III, 1893, pag, 1-31. [L eminente fisiologo Parigino discute minutissimamente per suo conto i risultati di Milano, esclude le troppo superficiali ac¬ cuse del lorelli-Viollier, e non nasconde la intima propensione ad ammettere 1 autenticità dei fenomeni. Ma da scienziato pru¬ dente qual’è, pur riconoscendo che le prove date sarebbero suffi¬ cienti, ad es., per un’esperienza di chimica, le dice non bastevoli per una esperienza di spiritismo; e conclude testualmente così : “ Ancorché assurdi e stupidi siano i fenomeni prodotti dal- * l’Eusapia, mi sembra difficile attribuirli a una gherminella “ sia cosciente sia incosciente o ad una serie di gherminelle. “ Ciò non pertanto manca la prova formale inconfutabile, che t n]3n '' s*a frode da parte della E. e illusione da parte nostra; bisogna dunque cercare di nuovo una prova irrecusabile „J. Dn Pbel C., in “ Psyehische Studien „, die. 1893. [Dà cenno delle famoso esperienze di Milano, ripetendo di credere nella severità del controllo messo in opera]. Pinzi G„ in “Congresso delle Scienze psichiche,, Chi¬ cago, agosto 1893. [La nona seduta del Congresso fu quasi tutta occupata nella lettura del rapporto di Pinzi sulle esperienze di casa sua, in Mi¬ lano; esso tu letto dall’illustre geologo prof. Elliot-Coues, un’au¬ torità fra gli spiritisti" americani, e fu seguito dalla comunica¬ zione di alcuni appunti del Richet, Con tuli rapporti il nome di Eusapia passò l’Oceano]. ' i“SAK0FF ^l0tes au Rapport de la Commisxion réunie « Milan, ecc., in “ Ann. des Se. psych. „, III, 1893, p. 39-64. [Queste note del celebre psichicista, aggiunte alla traduzione francese della Relazione di Milano ,, interessano vivamente pei i particolari di metodo cui si riferiscono : esse posero fuori di contestazione la sincerità di Eusapia], Wagner N. P., Compte-rendu d’ expériences faites d Nanles m gennaio 1893. 1 BIBLIOGRAFIA PALAI* INI A NA (1893-4) 141 [Trovo questo resoconto nel libro di De Rochas citato più avanti. Il Wagner è professore di zoologia nellTstituto agrario della R. Università di Pietroburgo, e si occupa di psicologia trascendentale. Nell’inverno 1893. essendo a Napoli per ra¬ gioni di salute, volle assistere ad alcune sedute della Eu- sapia. Le sue credenze spiritiche sono profonde, ed egli si preoccupò specialmente di convincere un collega, il prof. K..., ma non sembra che vi sia riuscito). Cavalli (e Filaletk), in “ Annali dello Spiritismo in Italia „, Torino, passim, spec. a p. 127. Spoto Santangelo, 1 fatti spiritici e la loro spiegazione filosofica. Venosa, 1894. Coste A., Les phénomènes psychiques occultes, già cit. Bibl. [È la prima tesi per dottorato in medicina in cui si faccia un'analisi scientifica dell’occultismo e che sia stata accettata dalle Facoltà universitarie francesi. Vi è ampiamente discusso della medianità della Paladino, ed è lavoro assai diligente e ben fatto], OcHOROWioz, Sulle esperienze medianiche di Roma, in “ Kurier-Warzawske „, giugno-luglio 1893 (in polacco), [L'insigne psicologo, autore del classico volume La Suggestione mentale , e che ora fu chiamato a dirigere l’Istituto intem. di Psico¬ logia (Parigi), ’e certo uno degli uomini più competenti in fatto di ipnologia e metapsichica. Sorpreso dei risultati riferiti dal Lombroso e dal Richet, si recò a Roma nel 1893, e in casa del ce¬ lebre pittore Siemiradski (che è anche un dotto naturalista), fu presente a varie sedute della Eusapia; ne diede notizia sui gior¬ nali polacchi, affermandosi convinto della realtà dei fenomeni. Le sedute si ripeterono l’anno dopo (1894), e vi presero parte anche il Lombroso, il Richet, il dott. Schrenck-Nortzing, noto psicologo bavarese, l’illustre prof. Danilewsky della Scuola medica di Pietroburgo, e il dott. Dobrzycki di Varsavia. Di tutto venne dato conto dal padrone di casa in una relazione conse¬ gnata alle stampe dal De Rochas, nel suo libro sulla esterio- razione della motricità (pagg. 125-136)]. 1894. Durand (De Gros) Le merveilleux scienti fique, già cit. Bibl. [Questo sommo biologo e filosofo-naturalista, uno dei pensatori 142 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I più geniali di cui debba onorarsi il secolo XIX, precursore sotto più riguardi della odierna scienza biologica ed ipnologica, de¬ dica alla E. P. le pagine ultime del suo capitolo : “ Occultismo e spiritismo T (pagg. 326-341); e dalle esperienze di Milano trae conclusioni favorevoli all’esistenza di un mondo spirituale]. Ochorovioz J.. Expériences médianiques de Varsavie, in “ Revue de l’ Hypnotisme „, luglio-dicembre 1894. [Non contento degli esperimenti di Roma, l’Ochorowicz fece andare nell’inverno 1893-94 l'Eusapia a Varsavia e la studiò per oltre due mesi in quaranta sedute, cui assistettero il ge¬ nerale Starynkiewicz, alcuni notissimi letterati polacchi, fra cui il Mataszewski, l’ingegnere elettricista Reichmann, e vari medici, fra cui l’Harusewicz che esaminò clinicamente l'Eu- sapia. Di quella serie sperimentale (la più lunga fin qui com¬ piutasi sulla medio napoletana), non fu pubblicata una rela¬ zione completa, ina solo qualche cenno sulla * Illustrazione di Varsavia Il Kranz ne diede un sommario su altri fogli, e il De Rochas, su appunti fornitigli di poi, lo ha accresciuto di notizie ( Extèr. motricité, pagg. 137-168). L'Ochorowicz, da me interpellato in proposito, cortesemento mi ha risposto che un suo volume sulle esperienze di Varsavia, già preparato, non vide ancora la luce : m'avverte però che il resoconto del Kranz è imparziale e ben fatto. (Nc parlò anche il Lanu, in “ Psy- chisehe Studien „, XXI, Lipsia, 1894). Tutti i fenomeni che s'erano visti a Milano, si riprodussero con la medesima costanza; ma i presenti dissentirono sulla spiegazione dei fatti, e ne nacque sui giornali di Varsavia una polemica acre e vibrata. Il Keichman denunziò la frode * che ci riportava al medio evo „ ; il Kranz, il Mataszewski e altri sostennero la buona fede dell'E. e la realtà dei fenomeni. L’Ochorowicz, per suo conto, non vi scorse prove favorevoli alla ipotesi spiritica, e si dichiarò propenso ad ammettere sol¬ tanto la realtà del medianismo; cioè “ di una azione fluidità del medio, il cui spirito sarebbe il centro di azione dei fe¬ nomeni, coadiuvati dalla psiche dei presenti, e a cui bisogna concedere un doppio fluidico o ‘ corpo astrale , distaceantesi dal suo corpo materiale ,,. Ipotesi auimica per eccellenza]. Podmoue I’., Report of Milan experiments icith Ens. Pai., in “ Proceéd. Soc. for psvcliical Research „, voi. IX, 1893-94, p. 218-225. BIBL10GRA FI A PALADINI ANA (1894) 143 Lodge J. Oliver, Experience of /musical physicaJ pheno- mena occurring in thè presume of entranced persoti (Eusapìa Paladino), in 4 Journal of thè Society for psychical Re¬ search „. voi. VI, n. 114, nov. 1894, p. 306-336 (Discussione, l>. 336-345 — Appendici, pag. 346-360). Trad. in ital. “ Riv. Studi psichici „, I, 1895. [L’illustre fisico e membro della Società Reale, il cui nome va unito alla storia recentissima e gloriosa «Iella telegrafia senza fili, e a numerose ricerche e scoperte nel campo «Iella elettricità dell’ottica e della termodinamica, riferì nella XV111 riunione della Società per le ricerche psichiche sulle sedute me¬ dianiche tenute dall’E. P. in casa del prof. C. Richet durante l’estate del 1894, prima in un isolotto di sua proprietà, all'atto disabitato, nel golfo «li Marsiglia (Isola Roubaud), poi in una sua villa presso Tolone (Castello di Carqueiranne). Alle sedute assistevano uomini di altissimo e indiscusso valore scientifico : il Richet; il Lodge, sua moglie od il Myers, tutti e tre andativi da Londra; l'Ochorowicz, venuto appositamente da Varsavia; il prof. Enrico Sidgwick di Cambridge, uno dei primi filosofi e psicologi inglesi, e la di lui consorte, distintissima studiosa e scrittrice di psichicismo; il dott. Bar. von Schrenck-Notzing di Monaco; e il dott. Ségard, medico principale della marina francese. I processi verbali accuratissimi non lasciano dubbii sulla autenticità dei fenomeni. Alla discussione, che seguì la lettura del Lodge, presero parte il Myers, il Sidgwick ed il Crookes : i due primi, per confermare nelle linee generali le narrazioni del Lodge, pur ripetendo alcuni dubbi che già in casa Richet loro tenzonavano pel capo; il terzo, per rallegrarsi che un eminente scienziato, come il Lodge, fosse arrivato alle stesse conclusioni cui egli da più anni, sperimentando coll liome e con la Gook, era pervenuto. L’appendice 1 è il processo verbale di quattro sedute ; la 11 è un cenno prezioso del come, secondo 0. Lodge, dovrebbe es¬ sere disposto e formato un laboratorio ‘ psichico ,]. Crookes W., Discussion, ivi, ivi, pag. 341-5. [Nella osservazione del Crookes sul rapporto del Lodge sono da ritenere le differenze che il celebre scienziato dichiarò di avere rilevato fra gli effetti fisici dell llome e quelli della Paladino]. 144 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I 1895. àksakojtf Alex., Animismi ■ et Spiritisme, già cit, BibJ. [La versione francese indica come autentici i fenomeni della . Paladino sulla fede di altri osservatori, ma l'Akeakof, quando scriveva la prima edizione tedesca del libro, non aveva ancora assistito alle sedute di Milano, e però ne fa cenno fugace a pag. 509, citando le esperienze dell'Acevedo compiute a Napoli nel 1889 (impronte sul mastice). Egli ha poi più volte parlato di Eusapia nel periodico ‘ Psychische Studien „ (L’Aksakott è morto in questi ultimi tempi)]. Hodgson Richard, The vaine of thè evidence l'or super¬ no r mal phenomma in thè case of E. P., in “ Joum. Soc. for psyck. Research „, voi. VII, n.116, marzo-aprile 1895, p. 35-55. [L'autore, noto allora pel suo assoluto scetticismo (si è poi ricreduto per opera della medium americana sig.ra Piper !), critica acerbamente il metodo usato nelle esperienze colla E.P. in casa Richet, e solleva dubbi sull’esistenza di possibili frodi. 1 dubbi dell’ Hodgson sono, a un dipresso, sempre i medesimi del nostro Torelli- Viollier e si fondano sopratutto sui moti muscolari incoscienti, o no, delle mani e dei piedi del medio]. Myers P. W., llepli/ to Dr. Hodgson, ivi, p. 55-64. Lodge 0., Additional remarks , ivi, ivi, p. 64-67. Ridirai Cu., A propos des expériences faites uvee E. P. Reponse à M. Hodgson, ivi, ivi, p. 67-75. OonoBovicz J., Péponse à M. Hodgson, ivi, ivi. p. 75-79. [1 nomi di questi scrittori che, polemizzando con l’Hodgson, dimostrarono l’insussistenza delle sue critiche e si scagiona¬ rono dall’accusa di ingenuità o di fatuità mentale, costitui¬ scono, da soli, una buona prova dell’importanza scientifica dei fenomeni paladiniani], Dixon T. Edw., On experiments with E. Jf>, “ Journ. Soc. 1- psych. Res. „, voi. VII, n. 119, maggio 1895, p. 93-95. Retro vo- Solo vovo M., On experiments with Eusapia P., Letter to thè Editor, ivi, ivi, giugno 1895, p. 111-2. [Contro il Dixon, che aveva sollevato nuovi dubbi (in 4 Jour¬ nal ,, maggio 1895), il Petrovo affermò che l’autenticità dei fe- bibliografia paladini ana (1895) 145 nomeni di Eusapia, essendosi fotografate le levitazioni del ta¬ volo, riposa ormai su solida base]. Stufahoni Luigi, Magnetismo ed ipnotismo svelati, già cit. Bibl. [Riporta le osservazioni di Torelli-Viollier sulla E. P. e ne amplifica le conseguenze a tutta la fenomenologia psichica supernormale. L’A. si vale principalmente dei miei studi e delle mie osservazioni sperimentali sull’ipnotismo e sulla pre¬ sunta divinazione del pensiero; ma egli non mi ha capito, allargando le mie conclusioni indebitamente. Quest’opera è su¬ perficiale e non ha alcun valore scientifico]. Lodge Ol., Bericht iiber Eusapia Paladino, in “ Psy- chische Studien „, Lipsia, 1895, n. 1-10. Maskklynk N., On exper. of Eus. Pai., London, 1895. [11 famoso prestidigitatore ha assistito ad una seduta della E. P. e ritiene di averne smascherato i “ trucchi „ esibendosi di riprodurli a richiesta di chicchessia. Non risulta che la prova sia mai stata fatta da lui, nè da altri giocolieri]. Sidgwick prof. A., Presidential Address, in General Mee¬ ting, ecc., in u Journ. Soc. f. psych. Res. „, voi. VII, n. 1— , ott. 1895, p. 131-5. — — Eusapia Paladino, ivi, n. 123, nov. 1895, p. 148-59. [Il discorso è l’annunzio, e l’articolo è il sunto delle sedute date dalla E. P. nel 1895 a Cambridge, dove l’avevano chia¬ mata gli psichicisti Inglesi. Le esperienze sulla E. P. ebbero luogo in casa Myers nell e- state del 1895 ed il gruppo degli osservatori comprendeva dapprima Sidgwick e sua moglie, il Myers e la di lui moglie, la sig.,ia Alice Johnson, segretaria della S. t. p. R. e redattrice del giornale, la sig.“ Dorotea Stanley, il botanico Francis Darwin, figlio del celebre naturalista e lui pure scienziato di vaglia. Più tardi intervenne l’americano dott. Hodgson, la cui presenza diede alle sedute un carattere dannoso di ostilità e di diffidenza verso la Eusapia. Stando ai verbali, pubblicati del resto solo a frammenti (perchè, disse il Sidgwick, * sarebbero stati intollerabilmente noiosi e illeggibili ,), i risultati delle venti sedute furono ne¬ gativi, in quanto non convinsero gli sperimentatori della au¬ tenticità dei fenomeni; anzi, essi credettero di scoprire che il Morselli, Psicologia e spiritismo. 10 146 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I medio aveva usato sistematicamente mezzi fraudolenti in tutta quella serie di sedute, e tali mezzi * erano bastevoli a spiegare se non tutti , almeno la maggior parte dei fenomeni di appa- renza supernormale osservati in quella occasione Ma la Com- missione era dominata, diremmo quasi suggestionata dai dubbi dell Hodgson, che mise avanti la spiegazione del noto strata¬ gemma della sostituzione della mano e del piede, non che dalle prevenzioni della signorina A. Johnson. Chi legga però attenta- mente 1 (rammenti di verbali e sopratutto la narrazione del come facessero il controllo le signore Stanley e Johnson, chi ab na acquistato pratica sufficiente dei fenomeni prodotti dal- !,. “ 1 " slc°rge subito che a Cambridge la medio fu messa nel- 1 impossibilita, non solo materiale, ma altresì morale di agire uh operatori, mostrandosi poco adatti a bene sperimentare in materia di medianità, davano un’eccessiva, quasi assurda im¬ portanza ai più piccoli movimenti muscolari dell’Eusapia, senza poi preoccuparsi del quesito più interessante, se, cioè, con quei movimenti cotanto incriminati tutti i fenomeni medianici fos¬ sero spiegabili; il che assolutamente è iperbolico, illogico e però antiscientifico. ha lettura del rapporto negativo di Sidgwick sollevò seria discussione (pagg. 132-5). L’Hodgson ripetè * tutto inganno! , : il Lodge ed il Myers sostennero efficacemente che la frode, pur esistendo in un certo numero di fenomeni elementari, è 'inap¬ plicabile alla totalità degli effetti medianici dell’E P Vi sono essi dissero, buone e cattive sedute, e la Commissione di Cam¬ bridge ha avuto soltanto la sfortuna di assistere ad una serie di sedute poco concludenti e dubbie: ma quelle di casa Richet erano, certo, genuine e sincere, anche perchè la medio non si trovava m mezzo a controlli dannosamente inibitori]. Erny Alfred, Le Psychisme expérimental, già cit. Bibl [E una revisiono minuta, ma molto chiara e ' precisa dei fé- nome» psichici supernormali. A più riprese sono citate favo¬ revolmente le esperienze della E. P„ p. es. a pag. 18 e nel- 1 appendice II pagg. 27 e 228. L’Erny, che è amico del Sardo,,, e, come lui, uno spiritista convinto]. Acevedo Otero, Los Espìritus, Madrid, 1895, voi. II. Dénis A. Essai d’une théorie de la tèlépathie, “Ann Se psych. „, voi. V, 1895. * C- BIBLIOGRAFIA PALADINIANA (1896) 147 [Cita ‘ le materializzazioni della famosa E. P. , in conferma dell'esistenza d'una forza psichica]. Erma gora G. B., Sopra le frodi della E. P. alle recenti esperienze di Cambridge, in “ Riv. di Studi psichici,, I, 1895, p. 435-7. “ [La questione dei fenomeni della E. P. è lungi dall’essere completamente risolta... Questo stato di cose deriva dalle gravi difficoltà intrinseche inerenti alla sua soluzione... Gli spiritisti furono i primi a constatare l'esistenza di processi fraudolenti alternandosi con quelli di apparenza (!) supernormale „]. 1896. Sabati eh, De Rochas, e altri, Expériences de l’Agnélas sur E 1\, in “Ann. des Sciences psych. VI, 1896, pi 1-55 con fig. l’rad. in ital. “ Riv. di studi psichici „, li, 1897. [Le sei sedute ebbero luogo aJi’Agnélas in Francia durante l'autunno del 1895, in una campagna del colonnello De Rochas. Vi presero parte, col padrone di casa, il Dariex, il sostituto Pro¬ curatore generale (oggi anche medico) Maxwell, il naturalista professore Armando Sabatier di Montpellier, i dottori in tìsica conte A. de Gramont e Bar. C. de Watteville. I risultati furono soddisfacentissimi: la sorveglianza sul medio era estremamente rigorosa, e il rapporto, corredato di piani e di fotografie, è un vero modello del genere : vi viene discussa a fondo, ed esau¬ rita in senso favorevole alla Eusapia, la vessata questione della frode, basata sul leggendario stratagemma della sostituzione di mani. Si ottenne, fra altre, un'esperienza semplicissima, ma concludentissima: l’abbassamento di un pesa-lettere senza con¬ tatto di mani e alla chiara luce del giorno. La relazione forma anche il lungo capitolo IX del libro : Extfr. de la motricité (I* ediz., pagg. 255-315) ]. Delanne E., PUnomène spirite, già cit. BibL, pag. 85 e seg. — Evolution animi (pie, già cit. BibL, pag. 6 e 663. Aksakoff Al., 1 precursori dello spiritismo, già cit. Bibl. [Sou riportati in appendice i verbali delle esperienze di Eu¬ sapia dal 1892 al 1891. Da registrare è il fatto che l’Aksakoff pone la fenomenologia paladiniana allo stesso livello delle ce¬ lebri manifestazioni spiritiche delle sorelle Fox di Hydesville]. l 148 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 Hopps J. Page e Myers T. W„ Correspondance conce mina E. P., in “ J. Soc. psych. Res. „, VII, n. 123, nov. 1895, p. 163-4. Richet Gii., Eusapia Paladino, Corrésp., ivi, die. 1895, p. 278-80. [Osservazioni critiche sulle sedute di Cambridge, che ancora oggi, dopo la dimostrazione della inesperienza degli osservatori, vengono citate dagli nntipsichieisti per infirmare la medianità della Paladino], Hyslop James, Corresp. conceming E. P., in “ J Soc psych. Res. „, voi. VIII,n. 126, febb. 1896, p. 210-2. [L’Hyslop, professore al Columbia-College di New- York, è divenuto famoso in tutto il mondo degli spiritisti e spiritualisti per i volumi da lui dedicati alla medium Piper, nei cui mes- saggi aviebbe trovata, sebbene ancora non sicura, “ la prova dell’immortalità dell’anima „. Colpito nelle sue convinzioni spiritualistiche dai risultati auti- eusapiani di Cambridge, dichiara che nei fenomeni della E. P. non v è intervento di intelligenza spirituale, trattandosi di tatti fisici dipendenti solo dalle condizioni del sistema nervoso l’insuccesso di Cambridge non intacca, pertanto, i prinoipii dello spiritualismo trascendentale]. ^ iSidgwiok II., Eusapia Paladino, in “ J. Soc. psych. Res VII, n. 128, aprile 1896, p. 230. ‘ [Dichiara con prudenza che le sue conclusioni negative si riferiscono solo alle sedute di Cambridge, non a quelle che l’E. P. può aver fatto o potrà fare altrove], Damex X., Que doit-on pensee des phénomènes mediani- f'*de f’ ln “ Aun- Se. psych. „ VI, marzo-aprile 1896, p. 65-78. r [L’egregio direttore della reputata ‘ Rivista di studii psi¬ chici „ che è un medico oculista parigino consideratissimo, e assai competente in psicologia supernormale, prende in esame i risultati contradditorii degli esperimenti di Milano, dell’isola Roubaud, dell’Agnélas, di Carqueiranne e di Cambridge, per concludere: che la irode di E. P. non può negarsi in taluni fe¬ nomeni, ma che non ci illumina sul modo di produzione del maggior numero dei fenomeni paladiniani], Ochorowicz .Tules, La ipiestion de la fraude dans les ex- périences aver. E. P., in “ Ann. Soc. psych. „, VI p 79 _ Trad. in ital. “ Riv. di Studi psichici „, II, 1896. BIBLIOGRAFIA PALADINXANA (1896) 149 [Critica profonda e convincente del rapporto negativo di Cam¬ bridge : 1 insigne scienziato vi esamina con logica serrata e con rara acutezza psicologica la tesi della frode, e, pur ammettendo che la medio, in date circostanze, possa ricorrere a stratagemmi e ad inganni, combatte la conclusione negativa generalo che da ciò si volesse trarre in riguardo della autenticità dei fe¬ nomeni più significanti. Il rapporto dell’O., scritto per l’opera seguente di De Rochas, fu tradotto in ital. sulla 4 Rivista „ dell’KRMAcoKA, II», 1896, pag. 185 e segg., ed è magistrale per la soluzione del quesito delle frodi coscienti ed incoscienti dei medi]. De Rociias (A.), Rctériorisation de la Motricité, già ciò.Bibl. [La maggiore e più originale parte del libro (pagg. 1-315) è dedicata alla Eusapia : ne narra la vita, ne descrive la perso¬ nalità, e la segue minutamente nelle esperienze di Napoli <1891, con Lombroso ecc.), di Milano (1892, in casa Finzi), nuo¬ vamente di Napoli (1893, con Wagner), di Roma (1893-94, in casa 8iemiradzki). di Varsavia (1893-94, in casa Ochorowicz), di Carqueiranne e dell’isola Roubaud (1894, in casa Richet),' di Cambridge (1895, in casa Myers), dell’Agnólas (1895, in casa De Rochas). L'insigne psichicista valuta sempre la possibile miscela del vero col falso, e con serenità di giudizio distingue l’uno dall’altro: però, la conclusione di tale studio critico (che è poi la conclusione definitiva dell’importante opera), anziché essere in prò dello spiritismo o intervento di defunti, ò favo¬ revole all autenticità dei movimenti di oggetti inerti senza contatto per mezzo di una esteriorazioue di motricità medianica, d’onde la ipotesi di un doppio fluidico ecc. ecc. 11 libro del Rochas era, prima di quelli del Visani-Scozzi e del Fontenay, il miglior documento sintetico sulla Eusapia Paladino]. Dariex, Desbaux, Mangin, etc., Expérienees d’Auteuil sur E. P., in “ Ann. des Se. psych. voi. VI, nov.-dic. 1896. [Le sedute furono tenute nel settembre ’96 ad Auteuil presso Parigi, in casa del sig. Marcello Mangin, che ò persona ver¬ satissima nelle scienze psichiche ; assistevano, fra altri , il dott. Dariex, Emilio Desbaux cultore e scrittore di scienze tìsiche, ed il celebre poeta-filosofo e accademico francese J. Sully-Prudhonme. 1 risultati furono soddisfacentissimi, e la relazione conclude in favore della genuinità del massimo nu- 150 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I moro di fenomeni: essa trovasi tradotta in ital. sulla ‘ Riv. St. psichici », voi. Ili, 1897, pagg. 100, 134, 164 e 187. Rispetto alle insidie della Eusapia, il Dariex attesta di cre¬ dere fermamente nella serietà del controllo operato dai pre¬ senti sulla medio; il sospetto non deve oltrepassare certi li¬ miti, altrimenti non sarebbe più possibile alcun progresso scientifico. * Se non vi fossero stati mai fenomeni autentici nelle sedute della E., uomini di cui si onora la scienza e che occu¬ pano le posizioni più eminenti, non avrebbero consacrato, nel corso di molti anni, settimane e mesi a simili esperimenti ,]. Sclly-Prudhomme, in “ Humanité intégrale,, Paris, dé- eembre 1896. [L illustre poeta di Giustizia e di Felicità esprime la sua opi¬ nione favorevole alla realtà dei fenomeni di Eusapia], i 897. Blech (Mme) E., Expériences de Tremezzo, in “Ann. Se. psych. ,, VII, 1897, p. 1-5. [Rapporto su di una seduta, fatta nel settembre 1896, nella villa Blech sul lago di Como. L’Eusapia ha molta amicizia con questi signori], Fontenay (de) Guillaume, A propos d’ Eusapia Paladino’ Les séances de Moni fort-U Ammiri) (25-28 juillet '97), Paris Soc. d'Edit. Scientifiques, 1897, 1 voi. in-8'*, di p. xxx-281 con illnstr. [La metà del volume è dedicata ai fenomeni prodottisi in altra villa dei signori Blech alla presenza dei padroni di casa, di De Roehas, del celebre e popolare astronomo Cam. Flam- marion, dell'autore e di alcuni invitati venuti appositamente da Parigi. Il de Fontenay non ha dubbi sulla sincerità dei fatti osservati, sebbene essi non siano stati n'e vari nè cospicui. La seconda parte del volume è occupata da considerazioni astratte, di buon valore filosofico-psieologico, sulle ipotesi espli¬ cative (massimamente sull’energetica). La relazione dei feno¬ meni è assai diligente e precisa]. B. di Vesmb, Esperimenti sulla E. P. fatti a Parigi nel settembre 18.96", “ Riv. Studi psich. „. II, 1897. — — Esperienze sulla E. P. a Tremezzo , ivi, ivi. BIBLIOGRAFIA PALACINTA?» A (1897) 151 Crocq (le Docteur) (fils), L’occultisme scienti fique, “ Revue eneyclopédique „, Paris, Larousse, 20 febbr. 1897. [A proposito del libro precedente del De Fontenay, l’autore, che è un distinto neuropatologo belga, discute lungamente i fenomeni medianici della E. P. e si addimostra estremamente scettico, propendendo per una spiegazione mista,1 da lui stesso così riassunta: ‘frode ed automatismo psicologico e patolo¬ gico,. Dall'insieme delle sue critiche risulta chiaro che il Crocq, non solo non ha mai assistito a sedute medianiche, ma non se n"e fatta neppure un’idea approssimativa; egli si trova qui nella identica condizione di spirito in cui io stesso mi trovavo nel 1892. Se non che, io non ho mai pensato o creduto che il tavolino sollevato dall’Eusapia nelle sedute di Milano, Parigi, Varsavia, ecc. girasse, ballasse e parlasse ‘ in grazia dell’au¬ tomatismo psicologico, in cui fossero caduti gli scienziati os¬ servatori. o della posizione cabalistica da essi assunta nel formare la catena ,(?!). Il Crocq, del resto, non ammette resi¬ stenza di forze ignote e rigetta, senza grandi ragioni, la tesi della esopsiehicità o esteriorazione dell'energia psichica, che io da molti anni (nell’86 e nel ’94)ho, invece, riconosciuta come possibile e non contraria al positivismo scientifico]. Turiello Pasquale, Lo Spiritismo italiano e la Scienza. Memoria letta alla R. Accad. di Scienze morali e politiche di Napoli, in “ Atti , della stessa, 1897. [È la prima memoria sullo spiritismo che sia apparsa in “ Atti accademici , e fu pubblicata col consenso dei colleghi che le premisero soltanto una dichiarazione a discarico. 11 Tu- riello basa la sua nudrita argomentazione sulle sedute dategli dalla Eusapia]. Rf.gxabd F., Hypnotistne et Réligion, Paris, Schleicher, 1897 (Sulla E. P., vedi p. 259). Parseti, Fenomeni medianici operati in presenza della E. P., in * Riv. Studi psich. „, III, 1897, p. 24. Boirac E., in “ Revue philosophique „ di Ribot, XLIII, 1897, p. 321-826. [Analisi dell’opera di De Rochas : L’ extériorisation de la mo- tricìté, con alcune giustissime considerazioni sulla tecnica dei fenomeni medianici (paladiniani) ]. Podmore F., Studies in psychycal Research, già cit. Bibl. [Opera fondamentale di uno studioso profondo ed eruditis- 152 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I situo dei fenomeni metapsichici, ma armato di uno scetticismo ad oltranza. 11 Podmore non ha mai risparmiato giudizi sejeri e ironici sui fenomeni fisici dello spiritismo in genere, dèlia Eusapia in ispecie]. Ermacora E. B., Supposta azione della elettricità nei fè»w- meni della E. P„ in “ Riv. Studi psichici Ili, 1897, p. [La nega assolutamente]. Negri Gaetano, Segni dei tempi. Profili e bozzetti, Mi¬ lano, Hoepli, 1897. [Al saggio ‘ Il problema dello spiritismo , è aggiunta una nota (pagg. 365-367), dove l’illustre scrittore narra di una se¬ duta spiritica della Paladino, cui fu invitato (in casa t inzi) . egli ne h uscito incredulo, sia per ragioni morali, sia per il metodo degli esperimenti : ‘ tanto più forti i dubbi, quanto più spettacolosi i risultati ,]. De Rochas N., Expériences de _ Choisy-Juvac, ecc., in “ Ann. Se. psych. „, genn.-febbr. 1897, p. 6-28. [Queste nuove esperienze furono eseguite in un castello presso Bordeaux, di proprietà del Maxwell, e vi assistevano il De Rochas. il conte De Grammont e il bar. A. de Watteville. I risultati furono ottimi: nel suo rapporto sommano il De Rochas dice provato che ‘ la Eusapia è un soggetto sensibilis¬ simo alle manovre magnetiche „ ; che essa produce movimenti degli oggetti senza toccarli, lievi contatti di mani invisibili, formazione di mani spiritiche visibili, ecc. ecc. Egli conclude nuovamente per la realtà della esteriorazione della motricita da lui già, per primo, illustrata. L’autore ha ripetute le stesse considerazioni sulla E.]P. in un articolo della “ Revue spinte ,, giugno 1897]. Flammarion 0., in “ Revue morale et scientifique du Spi- ritisme luglio-ag. 1897. 1898. Tcriello P-, Dello Spiritismo in Italia. Saggio, Napoli, Tip. Golia, 1898, 1 voi. [È la ristampa del discorso letto l'anno prima alla R. Acca¬ demia di scienze morali e politiche]. BIBLIOGRAFIA PALADINI AHA (1898) 153 B. DI Vesme, Esperienze di Camillo Flammarion con E. P., in “ Riv. Studi psich. », IV, 1898. [Su queste esperienze, cfr. il libro recente ,1. Flammar.on stesso: Forces natureUes inconnues, pag. 11S e segg.J. Db Roohas N., A propos d’ Eusapia Paladino. Les sia nc^ de Montfort-L’ Amaury, m Ann. Se. psych. », I , ’ p. 148-169, con molte fig. . [Da paf 148 a 164 si discorre della E. P. e si riferiscono ì fenomeni da lei prodotti in casa Blech. L’A. studia specialmente le impronte di faccie, di profili e di mani ottenute sul mastice]. Leumann, Aberglaube and Zauberei, gut cit. Bibl. (Nel capitolo sulle superstizioni spiritiche le combatte, valen¬ dosi delle risultanze contrarie alla Eusapia enunciate dalla Commissione di Cambridge, ma tacendo, a torto, di quelle fa¬ vorevoli, accertate da osservatori ben altrimenti versati in sperimentazione metapsichica. Come il Lehmann, moltissimi giudicano ciurmatrice la Paladino senza conoscerne la feno¬ menologia]. , . Schuknok-Not/.ing Bar. F. (voti Dr* Die MethoM diumnistischen Untersuchungen , in Wissenseliaftl. Zeits. t. Okkultismus », ott.-nov. 1898. [Risponde alle critiche della Comm. di Cambridge, citando so¬ pratutto il metodo che hanno seguito gli investigatori piu seri nel caso di Eusapia. Egli vorrebbe sottrarre, perb, . medi al ¬ l’influenza ormai nociva dei ' circoli ben pensanti , secondo il vangelo spiritico]. oi co aq Abignente F., Fede e Ragione, già cit., pag. 21, ba, »». Pappalardo, Spiritismo, già cit. Bibl. [L’A. scrive una vera apologia dello Spiritismo. A pag. 48-154 del volumetto sono riferiti alcuni particolari curiosi sulla vita intima di Eusapia e su di una seduta dell agosto 1875 col prof. Capuano, ‘ il decano degli spiritisti napoletani ,J. Dupotrv, Sciences occultes et phys. psych., già cit. Bibl. [Altro libro di uno spiritista convinto, da collocarsi accanto a quelli di Brofferio, Erny, ecc., ma con una certa pretensione scientifica (‘ fisiologia psichica ,). Si basa molto sui fenomeni della Paladino, e ne riferisce le esperienze piu memorabili a pagg. 134. 147, 246, 258, 262, 271]. .... tj, i Geley [Gyel], Essai synthét. dii Spiritisme, già cit. Bi > . 154 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I [“ La sintesi dell’autore ù desunta dai fatti „ : ora, fra questi hanno posto di onore le esperienze sulla E. P. di cui parla a pa g. 27-29. fi opera di altissimo pregio per chi voglia una esatta conoscenza dello spirito-psichismo odierno]. Croco (le Dr.), L’occultisme scientifique, in “ Journal de Neurologie „ , Bruxelles, TU, 1898, p. 378-387. [Ripete sul suo periodico quanto aveva scritto l’anno pre¬ cedente sulla “ Revue encyclopédique „ e nel suo libro]. Myers F., V., in “ Proc. Soc. f. P. R. seduta del 9 di¬ cembre 1898. | Basandosi su nuove esperienze da lui fatte il 1° ed il 3 die. del ’98 in due sedute della E. P., in casa del prof. Richet a Parigi, il celebre psicologo dichiara di essersi riconvinto della genuinità dei fenomeni e di aver cancellato dalla sua mente i dubbi che potevano esservi rimasti dalle poco fortunate espe¬ rienze di Cambridge. Alle sedute di casa Richet assistevano anche il Flammarion, il prof. T. Floumoy di Ginevra, insigne psicologo e attivissimo investigatore dei fenomeni supemormali, il sig. Adolfo Brisson, pubblicista esimio, direttore degli “ Annales politiques et lit- téraires „ di Parigi : tutti restarono convinti della sincerità di Eusapia e della importanza dei fatti]. 1899. Geley [Gyel] (le Dr.), L’ ótre subconscient, già cit. Bibl. [Fra le prove più sicure della azione a distanza della motri- cità, riporta integralmente nelle note di questo suo notevolissimo volume (pagg. 61-73) varie esperienze della Eusapia]. Delanne, Udine est immortelle, già cit. Bibl. [In più luoghi anche questo zelante campione dello spiritismo ritrae, un po' arbitrariamente, conclusioni spiritualistiche dai fenomeni di Eusapia, V. pagg. 227-8, e 260]. Boirac E., Due sedute con E. P. a Parigi, in “ Riv. St. psieh. ,, Y, marzo 1899, p. 105. [Anch'egli ha assistito alle sedute del dicembre 1898 in casa Richet, e dà ragguaglio obbiettivo sugli straordinari fenomeni osservati, che giudica autentici. Per chi noi conosca, il dot- BIBLIOGRAFIA PALADINIANA (1899-1900) 155 tore E Boirac è rettore dell’ Università di Grenoble e vi in¬ sega dottamente filosofia e ottimo trattato su L’idée da (pans 1895) Jh 6 poi un genialissimo sperimentatore sm fenomeni psichici, P quali ha anche inventato strumenti di precisione], Mvkks F. W„ E P. en Paris, ■ Jow. &J. Jg*- Res. „ voi. IX, n. 155 e 157, genn. e marzo 1899, p. 4 e io. [L’eminente psichicista accentua il suo convincimento ^fa¬ vore della natura genuina dei fenomeni di . • (egli dice) date da E. in casa Ricliet in die. 98 hanno co vinto tutti se un mutamento è avvenuto nelle sue opinion , la ragione sta nel migliorato metodo di ricercai- ^ P' [Risele che le esperienze della E. P. a Milano e a casa sua, erano circondate da tutte quelle cautele che. ^ fenomeni «- dinari, basterebbero a ingenerare la certezza. 11 Myers aggiunge una nota (pag. 157) per i ic imi. c ' ' ' Cambridge ned ’95 ebbe ragione di dubitare, a Bang,, nel 98. le esperienze gli parvero concludenti]. Baddi pi Vf.smf. C., La E. P sulla via della, riabilitazione, in “ Riv. St. psich. », V, 1899, p. 73. [Si rallegra che le nuove osservazioni di Parigi e e a es di uomini "come Riche,. Myers, Flournoy, * i rispondano ai dubbi ed ai sospetti ingiusti lasciati dalle dute di Cambridge]. 1900. Ottolen-ghi S., La suggestione eco., già cit. Bibl. [Nella Parte I, cap. 3». da pag. 139 a pag. 220, e discorso a lungo e con molta serietà dei fenomeni medianici, con parti¬ colare riguardo a quelli della Eusapia Paladino (pagg. 186 e ) L’A. conclude col Cari ex in favore del azione motoria di E P a distanza senza contatto visibile: il fenomeno si deve considerare come reale, e non già come mipossibi b Sulle materializzazioni di E. P. egli è meno esplicito: ritiene che tali fenomeni possano avere molteplici origini e accenna 156 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I a frodi, a suggestioni, eco. Per l'insieme dei fenomeni media¬ nici l’Ottolenghi accetta l’ipotesi di una ‘ fonia psichica „ si¬ mile alle altre forme di energia, e mi cita in appoggio], Aroelin A., La dissociation psychologique, in “ Revue de qnestions scientif. „, Bruxelles, 1900-01. [Questo lungo studio di uno scienziato cattolico pubblicato da una rivista notoriamente scritta sotto gli auspicii dei Ge¬ suiti, anziché concludere per l'intervento diabolico accoglie l’interpretazione psico-fisiologica dei fenomeni medianici e spi¬ ritici: la E. P. viene parecchie volte citata fra i * medi più degni di studio „]. Flocrnov, Des lndes à la planète Mars, già cit. Bibl. [In quest’opera, oramai celebre, l’acuto psicologo ginevrino esamina profondamente il caso della sig.”* Elena Smith, che è un medio dei più spettacolosi in fatto di reincarnazioni o per¬ sonificazioni : egli vi dimostra, nel modo più evidente, l’origine psicologica normale di tutti questi romanzi e fenomeni straor¬ dinari di medianità intellettuale. La Smith non ha molta energia medianica fisica: ad ogni modo, ha provocato anche fenomeni di telecinesia, ossia movimenti a distanza, analoghi a quelli prodotti dalla Kusapia. Rispetto a costei, il Flournoy ri¬ getta la spiegazione della impostura e ne riconosce la veridicità]. Petrovo-Solovovo, Mediamicheskiya Fizicheskiya Yawle- niya, ecc. già cit. Bibl. [Conosco quest’opera per l’analisi fattane dal Poggenpohl negli “ Ann. se. psych. „, X, 1900, pagg. 242-7. 11 Petrovo So- lovovo ha assistito alle sedute date dalla E. P. a Pietroburgo, in casa dell’Aksakoff, durante la primavera del 1898, e delle quali non ho potuto raccogliere altre notizie neppure da Eu- sapia medesima. Novanta pagine del volume sono dedicate alla medio napoletana, nei cui fenomeni l’autore distingue con molto acume il vero dal falso. A tale proposito, è opportuno rilevare che egli non è tra gli entusiasti della fenomenologia spiritica e che il suo libro, a giudicarne dall’analisi del Pog¬ genpohl, è modello di critica seria ed efficace]. Avellino F., Due sedute con Eusapia Paladino in Na¬ poli, “ Riv. di Studi psichici ,, voi. VI, iiov.-die. 1900, p. 357-867. [L’Avellino, commerciante genovese, è tra i membri fondatori BIBLIOGRAFIA PALADINI AN A (1900-1) 157 del Circolo Minerva, dove avvennero le esperienze con Eusapia cui io lio assistito (1901-2). Furono le relazioni dell’Avellino che indussero gli psichicisti genovesi a studiare la famosa medio]. Villari L. Ant., Spiritismo e magnetismo, già cit. Bibl. [L’autore, che è uno spiritista convinto, dice di avere assi¬ stito, molti anni prima, a sedute di E. P. in compagnia di Gabriele D’Annunzio, Fed. Verdinois, Andrea Torre e altri^ ma non ne dà ragguagli e si perde in disquisizioni teoriche]. Cbocq, Hypnotistne scientifique, già cit. Bibl. [11 raffronto fra le due scuole ipnologiche avversarie — quella neurologica di Parigi (Charcot) e quella psicologica di Nancy (Liébault, Bernheim) — è completo ed esauriente : le conclu¬ sioni che risultano favorevoli alla scuola psicologica, sono a un dipresso le medesime da me avanzate fino dal 1886 nel mio libro: Il magnetismo animale e la fascinazione (Torino, Roux). 11 cap. XIX, sui fenomeni psichici occulti, contiene da pa¬ gina 460 a pag. 566 una lunga discussione sulle manifesta¬ zioni medianiche della Paladino; ma essa non è in gran partfe che la ripetizione dell’articolo già indicato sull' “ occultismo scientifico ,. 11 dott. Crocq è ancora scettico a riguardo della Paladino : egli riproduce anzi le figure del De Rochas indicanti il presunto trucco della sostituzione delle mani, ma mostra di non conoscere bene la questione. Dice, ad es., che il tavolino si alza e balla solo quando gli assistenti fanno catena, trova che le esperienze di Milano del '92 non furono dimostrative (?) e preferisce le esperienze di Cambridge. Per lui tutto è impostura conscia o inconscia dal lato del medio, automatismo psicolo¬ gico dal lato dei presenti : il che è erroneo ed assurdo]. 1901. SiiBBLED (le Dr.), Spirites et médiums, già cit. Bibl. [Lavoro di compilazione, d’un dotto cattolico : vi si discorre della E. P. come di un medio d’alta potenzialità fisica, e non se ne dubita]. Visani-Scozzi dott. P., La medianità, già cit. Bibl. [È una delle poche opere importanti e serie fin qui uscite in Italia sulla fenomenologia spiritica : essa può figurare degna- 158 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 mente accanto ai libri dell’Aksakoif e del Brofferio, che gli aderenti considerano come testi classici per lo “ spiritismo moderno Consta di tre parti: la prima contiene uno sguardo generale sui fenomeni magnetici, ipnotici e spiritici; la se¬ conda e la terza, da pag. 159 a pag. 462, sono dedicate inte¬ ramente alla E. P. e si basano sopratutto su quattro sedute cui l'autore ha assistito. Per la descrizione minuta dei feno¬ meni, il Visani-Scozzi è insuperabile, ed e per questo motivo che io, anziché descrivere particolareggiatamente, e anche fastidiosamente, le manifestazioni medianiche da me vedute, ho preferito pubblicare in questo volume le mie impressioni generali]. Porro Francesco, Eusapia Paladino a Genova. A ari ar¬ ticoli in “ Secolo XIX „, maggio-giugno 1901. [È l’esposizione succinta delle sedute date da E. P. nelle sale del Circolo scientifico Minerva. 11 Porro è un valentissimo astronomo e geodeta, chiamato ora a dirigere P Osservatorio nazionale di La Piata (Argentina); e qui si addimostra con¬ vinto spiritista. Però i resoconti, da lui dati giorno per giorno, hanno un grande carattere di obbiettività e sono esattissimi]. Baldi di Vksmk, Eusapia Paladino à Génes et M. te prof. Morselli, “ Revue des Étud. psyeh. Parigi, aprile- maggio 1901. [Registra, con piacere, il mio ingresso nello studio obiettivo, sperimentale dei fenomeni 4 spiritici „ e se ne ripromette qualche vantaggio per la Psicologia supernormale]. Porro F., Séances avec Eusapia Paladino à Génes, “ Rev. Ét. psyeh. „, giugno-luglio 1901. Porro, Bozzano et. Morselli, Les séances mèdiumniques de Génes, in “ Rev. Ét. psyeh. „,ag.-ott. 1901, Vassallo L. A., Gli studi medianici, in “ Secolo XIX „, dicembre 1901. Frezza Alessandro, Spiritismo speri mentale, nella pubbl. mens. “ Religione e Patria „, Firenze-Pistoia, voi. XII-XI1I, nov.-dic. 1901, gemi. 1902. [11 lavoro porta questo sottotitolo : “ Seduta emozionante colla nota medio Eusapia Paladino . e descrive ampollosamente, con inspirazione spirito-cristiana, i fenomeni e le materializzazioni provocate da E. P. in una seduta ormai vecchia del 1691j. BIBLIOGRAEIA 1* AL AD INTANA (1902) 159 1902. Vassallo L. A., Cinque sedute con la E. P. - I precau- zionisti. - Frodi , suggestioni e spiriti, ecc. Vari articoli in “ Secolo XIX genn. 1902. [Il celebre giornalista (Gandolin) racconta delle cinque sedute date dalla E. P. nel dicembre 1901 e gennaio 1902 al gruppo di soci del Circolo Minerva del quale egli e Porro facevano parte : io ero in altro gruppo, e le nostre sedute si alternavano]. Gcastavino Pietuo, Una seduta spiritica di E. P. al Cir¬ colo Minerva, nel “ Caffaro genn. 1902. [Una di quelle del presente volume. Parte 11, serie 2*. L’e¬ gregio giornalista ammise la realtà di alcuni fenomeni, altri credette dovuti a stratagemmi, ed altri a illusioni]. Vassallo L. A., Nel mondo degli invisibili, già cit. Bibl. [Buona parte del libro consta della ripubblicazione degli ar¬ ticoli editi nel die. 1901 e genn. ’02. 11 Vassallo era divenuto uno spiritista fervente, e le sue descrizioni dei fenomeni ga¬ reggiano per brio ed evidenza con quelle ammirabili del Bar- zini sul “ Corriere della Sera „ (gennaio ’07). La difesa della E. P. contro l'accusa di ciurmatrice, e quella degli assistenti contro la tesi dell’allucinazione risultano di rara efficacia per l 'humour di cui sono intessute]. Pavoni Leo, Contro lo spiritismo. Polemica, nel giornale “ La Patria Roma, primavera del 1902. [Il Pavoni, prendendo le mosse da una conferenza fatta da L. A. Vassallo all’ Associazione dei giornalisti in Roma, intra¬ prende con questi articoli brillanti, ma superficialissimi e senza fondamento scientifico, una fiera campagna antispiritica, di cui Eusapia Paladino in particolare ha fatto le spese. Le critiche del brioso giornalista non erano nuove: erano le solite accuse di * trucchi „ e di illusioni, ma senz’altra novità che il racconto di una seduta nella quale alcuni giovani burloni avevano po¬ tuto mettere John King, lo spirito-guida della Eusapia, in comunicazione grottesca con alcune entità spiritiche da essi inventate. Il fatto, anche se veridico, nulla prova contro la me¬ dianità di Eusapia; prova solamente che il di lei subcosciente è suggestionabile, e il Pavoni non ha capito neanco l’impor¬ tanza psicologica della burla !]. f 100 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I [Anastay], Lss séances des Gènes, avec Le medium E. P. ** Bull, du Centro d’ét. psych. de Marseille », I, 1902, p. 15. Vassallo L. A., Nouvelles séances médiumniques à Gènes, in “ Rev. des Ét. psyeb. febbr. 1902. B. ri Vesme, Les séances de Gènes aver Mad. Paladino, ivi, marzo-aprile 1902. [Ne rileva la importanza per gli studi psichici]. Bois Jcles, he miracle moderne. Psychologie citi medium. La f rande et les forces inconnues, in “ Revue bleue 12 marzo 1902, p. 380 [L’erudito critico e popolare scrittore di occultismo si intrat¬ tiene particolarmente sulle “ forze ignote di cui sembra dis¬ porre la medium napoletana]. Pavoni Leo, Al di qua. Contributo allo studio dei feno¬ meni spiritici, con introdnz. del Prof. P . Blaserna, Roma, Roux e Viarengo, 1902, 1 voi. in-18°,di p. xxiv-190. [È una ripresa della campagna antispiritistica dell’A., basata su documenti di scarsissimo valore dimostrativo, fra cui le confessioni di un falso medium imitatore grottesco di fenomeni pseudo-medianici. Il Pavoni seguita a prendere di mira 1 E. P. e riproduce le “ smascherature , di Rob. Bracco (nell 86), di E. Torelli (nel ’92) e di P. Guastavino (nel ’902), citando anche le conclusioni di Sidgwick (a Cambridge nel ’96): ma egli non ha sperimentato mai, nonostante un colloquio con Eusapia. La prefazione del Hlaserna vale soltanto a provarci che 1 il¬ lustre tisico ignora quasi del tutto lo stato odierno degli studi psichici. Con severità inadeguata alla sua incompetenza psicolo¬ gica, egli giudica mal condotte le esperienze del Crookes e Varley, dandone una interpretazione, per me, inconsistente. I trucchi dei quali discorre non sono, intanto, applicabili ai fenomeni della Eusapia;|e sono di una ingenuità tale, che, se può conturbare e ingannare un esordiente, non doveva certo sfuggire al buon senso di qualunque ‘ scienziato ,]. Venzaso J., Une merveilleuse siance médianimique avec E. p, . Plusieurs matérialisations. etc., “ Rev. Et. psych. „, sett. 1902. [Questa seduta straordinaria è la medesima cui io ho assi¬ stito in casa Avellino e della quale riferisco i fenomeni nella Parte II del mio presente volume]. 161 BIBLIOGRAFIA PALADIXIANA (1902-3) Podmure, Modera Spiritualism, già cit. Bibl. [Nel voi. II, al libro IV: Problemi della medianità „, al cap. I, pagg. 198-203, l’illustre critico dello spiritismo parla brevemente di Eusapia, basandosi sulle sedute di Milano (1892) e dell’isola Roubaud (1896); ma egli si attiene alle conclusioni del Comitato di Cambdrige e alle negative ostinate dell’Hodgson, e pertanto si esprime contrariamente alla provata esistenza di poteri supernormali nella medio napoletana. La sua spiegazione dei fenomeni eusapiani non va, però, oltre all’ imaginario scambio delle due mani! In altro luogo (pag. 178), il Podmore ammette che le sedute di E. P., controllate da scienziati come Schiapparelli, Richet, de Rochas e Ochorowicz, hanno avuto una grande influenza nell’odierno movimento spiritistico]. Falcomer 1., La gran questione dello Spiritismo, nel gior¬ nale “ Il Caffaro „, Genova, num. del 25-26 marzo 1902; ri- prod. in “ Luce ed Ombra „ , giugno, p. 230-8. Cesava L., Pro Spiritismo, articolo nel “ Messaggero ,, Roma, maggio e giugno. De Rociias A., Les frontière* de la Science, già cit. Bibl. Cfr. passim. Danza Dom. ed altri. Relazione sulle sedute med . con E. P. a Palermo, nel “ Pisani „, giorn. di patologia nervosa e mentale, XXIII, 1902, fase. 3° (Riport. in “ Luce ed Ombra fase, di aprile, p. 165-171). Bore Jules, Le monde invisible, già cit. Bibl. Cfr. a p. 379. 1903. Peebles D., Bad method of investì qation, in “ Light num. 28 febbr. 1903, pag. 95. [Questo signore, spiritista o medium che sia, riferendosi al rapporto del Veuzano, protesta contro di me perchè nella seduta Limosa di casa Avellino, della quale darò ragguaglio, noi abbiamo legata la Eusapia sulla branda, nel gabinetto nero !]. Bozzato Ernesto, Ipotesi spiritica e teoriche scientìfiche , già cit. nella Bibl. [E una dottissima discussione delle varie teorie enunciate a spiegazione scientifica dei fenomeni medianici di fronte alle ipotesi tradizionali dello spiritismo. L’autore si vale sopratutto Morselli, Psicologìa e spiritismo. 11 162 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 1 SZ. 'ZZ iTJ dà 1. delle pià «*«». ,. , „ : Dronte di ‘ forme materializzate „ su mastice stK'h , t te da Eusapia tanto a Napoli, quanto a Genova. -££?£££ - tt?}? ì£ , • i ■ ; u.i nn viirore non comune dialettico. Enli ì - le ''ipotesi della frode, dell'allucinazione e della suggestione; .or poco accettabili le teoriche dell’animismo Aksakoff) della creazione psico-fisica collettiva (Ochorowmz), e dello sdoppiamento della personalità 6 Jf^^f^iPesistenza eUÈdannlevare l’interpretazione assai differente dalla mia che 1 autore presenta a riguardo di molti fenomeni visti da ■ • „ i„: il raffronto fra le nostre impressioni n rultlrh molto' interessante per chiunque si occupi di studi me- . . . • - , vi sL scorderà come possa variare 1 apprezzamento .lui a, a„ ri: d.fl, migliore mtenóone di bene o.,er,.r« e d, fedelm.nlo scrivere le cose percepite]. Maxwell J„ Les phénomènes psychiques .già «t. Bib . fMoltissima parte dell’eccellente libro di Maxwell e basata sulle sedute della E. P. L’autore, che vi ha assisto in ca«a d J Hi eh et e in casa propria, ne trae conclusioni di alto 'More . Articolare la piena convinzione sulla realtà dei fenomeni m particolare pien e sulla evidenza di sull'inconsistenza delle accuse da leggere e nuove ed ignorate forze naturali. Il libro fe tutto da legger da meditare, perchè dimostra la estrema importanza de - meni prodotti dalla Eusapia. tu or ora tradotto m g se ne sono fatte più edizioni francesi]. mnIHZ (S?2”oS)'h! Esperì*, »<* ««»' e- <di p- *?’•, i» • «•- gè- febbr. 1903. BIBLIOGRAFIA PALA BINI ANA (1903) 103 Samara Carmelo, Esperienze di Palermo, “ Ann. des Se. psych. 1903, p. 72-82. Bozzano E., Filo di refe o pia mento fluidico? (A propo¬ sito di sedute con E. P. a Palermo), in L Riv. di St. psich. marzo 1903, p. 86. [Ermacoka] Recensione dell’opera di E. Bozzano: Ipotesi spiritica e teorie scientifiche, in 4 Riv. St. psicli. „, apr. 1903, p. 125 e seg. Carrf.has E., Una seduta di E. P., nella * Medianità Roma (ripr. in 4 Rev. seient, et mor. du Spiritisme „, Parigi), maggio 1903. — — Eusapia Paladino a Venezia, 4 Riv. di Studi psich. „, nov. 1903. Crookes W., Quelqties différences entre les phènomènes produits par la médianité de Daniel D. Home et par celle de E. P., nella riv. 4 Lux 1903, trad. da Des-Combes (eit. da De Rochas, Ext. de la motr., IV ediz., p. 500). Mvers F., Human Personnalitij, già eit. BibL [In quest’opera monumentale del massimo fra gli psichicisti inglesi (pubblicata però postuma), non è dato gran peso ai fe¬ nomeni della E. P., anzi a pag. 502 il Myers sembra volerla porre fra i medi di dubbia sincerità. Ma noi sappiamo già che egli si era ricreduto, dopo forse avere scritto quel capitolo del suo libro], Dessoir Max, Sulla E. P„ in “ Berliner Lolcal-Anzeiger ottobre 1903. [Riferisce in una conferenza, su cinque sedute con la E. P. accusandola di ciarlataneria]. Bokmann Walter, in “ Uebersinnliche Welt „, Berlino, ottobre 1903. [Difende la E. P. contro le accuse del Dessoir, dimostrando che egli non ha saputo sperimentare, n'e è riuscito a scoprire, tanto meno a dimostrare le frodi denunziate]. Baldi di Vesme C., Eusapia Paladino, malmenata da due dottori tedeschi, u Riv. di St, psichici „, nov. 1903, pp. 240-249. Faifofer Afreliano, Medianità, in 4 Luce e Ombra 1903, 1° ott., pag. 448. [Ha sperimentato lungamente con E. P. ; ammette che essa trucca * negli intermezzi , (?) ; e ragguaglia in succinto su vari fenomeni ottenuti]. 164 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I 1904. Feilding Ed. e Johnson Alice, Oh Maxwell’s “ Phéno- mènes psychiques A bibliogr., in “ Proc. of thè Soc. f. psych. Res. „ voi. XVIII, 1903-04, p. 498-505. [A pag. 498 il Feilding parla delle sedute di Cambridge (1896) riproducendo le accuse di malafede. E a pag. 501 la sig.n* Alice Johnson ribadisce che E. rifiutò di acconsentire alle condizioni imposte dalla Commissione. Fra queste vi era quella, efficacis¬ sima, di separarla mediante reti dagli oggetti che si pretende essa muova senza contatto ; si volevano pure vari modi di le¬ garla; si chiedeva che operasse sempre in piena luce! . La Johnson si lagna che Eusapia concedesse solo il metodo di essere tenuta (controllata) dai due che le sedevano vicino. Ora, a parte ogni interpretazione sui moti muscolari del medio, di cui a Cambridge si fece tanto chiasso sconoscendone la vera portata, tutto il determinismo medianico dev'essere accettato qual’ è in questa sua odierna fase di semplice osservazione empirica. Verrà poi l’applicazione del vero metodo sperimentale]. B. di V., Una seduta con E. P. all’istante della levitazione completa della tavola, “ Riv. St. psich. febb. 1904, con tav. Contessa Greffulhe e Marchesa De Ganay, Sur quelques séances d’ Eusapia Paladino, ‘ Bull, de l’Instit. gén. psych. „, seduta 18 genn. 1904, p. 160-62. [B. di V.j, Un processo di Eusapia Paladino, “ Riv. St. psych. 4-, giugno 1904, p. 215. N. N., Eusapia Paladino in Pretura, “ Luce ed Ombra „, giugno 1904, p. 286-288. [Dai giornali napoletani risulta che l’E. P. era accusata di essere stata istigatrice di un reato di sfregio con la sua in¬ fluenza magica o ‘ medianica „ ! Fu assolta], Gkassf.t, Le Spiritisme, già cit. Bibl. [A pagg. 294 298 del libro parla della Eusapia, e ripete le accuse di frode basandosi sui risultati della Com. di Cambridge. Quosto libro del Grasset, stimabile per ciò che concerne l'ipno¬ tismo, non ha molto valore per quanto dice sullo spiritismo: l’illustre clinico non aveva avuto ancora, come ha avuto poi, pazienza di approfondire l’argomento]. Pasclo Silvano, Una seduta medianica con E. P., “ Il Tempo „, 15 genn. 1904 ; ripr. in “ Luce ed Ombra „, febbr- 1904, p. 940-47. BIBLIOGRAFIA PALAR INTANA (1905) 165 1905. Zingàropoli T., In memoria di Ercole Chiaja, in ‘ Luce ed Ombra ,, apr. 1905, p. 201. — — L’opera di Ercole Chiaja, ivi, 451-465. B. pi Vesmk, Ercole Chiaja. Necrologia, in * Ann. Scieut. psycli. voi. XV, maggio 1905, p. 815. Cakreras E., in * Rev. Scient. et morale du Spiritismo,, 1905, p. 450 (cit. da “ Luce ed Ombra apr. 1905, p. 268). N. X., Eusapia Paladino a Roma, in ‘ Luce ed Ombra ,, luglio 1905, p. 335. Marzorati G., In memoria di Ercole Chiaja , “ Luce ed Ombra „, 1905, fase, di sett. Zingàropoli E.. Processi verbali di sedute medianiche con la E. P., in “ Luce ed Ombra „, 1905, p. 495. [A questo articolo è unita la fotografia di una levitazione di tavolino ottenuta dalla Paladino con Schiapparelli e Du Prel]. Gellona E., Calchi medianici ottenuti col medio E. P., in “ Luce ed Ombra ,, ott. 1905, p. 508-513, con fig. e tav. — — Il calco medianico su creta, in “ Luce ed Ombra ,, nov. 1905, p. 568-572. Ven/.ano F., Des phénomènes de transmission de la pensée en rapport avec la médianité, in “ Ann. de Se. psycli. „, XV, nov. 1905, p. 672-701. [Riferisce i fenomeni ascrivibili, secondo il suo avviso, a suggestione mentale avveratisi con E. P. nelle sedute di Genova del 1901-2. Non posso in tutto accordarmi, come si vedrà nel presente volume, coll'egregio mio amico]. Lieo Nigra, L’occultismo, già cit. Bibl., a pag. 233-4. Acevkdo Dr. O., Ueber die Gespenster, già cit. Bibl. Tcmmolo V., Basi positive dello spiritualismo, già cit. Bibl. [È una voluminosa difesa dello spiritismo tradizionale, con eccessivo carattere polemico contro gli “ scienziati materia¬ listi „ : fra essi figuro anch'io accanto a Haeckel, a Sergi, a Blaserna, a Meynert, ecc. e sono anzi preso particolarmente di mira per tutto quanto ho scritto o detto contro la ipotesi spiritica. È un volume frutto di buona fede, di convinzione sincera, di erudizione speciale, ma scarso di valore intrinseco, inferiore assai alle opere di Brofferio, Visani e Bozzano. Sulla Eusapia il Tummolo parla in più luoghi, a pagg. 458, 166 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, I 466, 470, ecc. eco.; ha assistito, a quanto pare, solo ad una seduta (pag. 458)]. 1906. Bozzano T., Cesare Lomhroso e la psicologia supernor¬ male, nel volume giubilare dedicato a C. Lombroso. Torino, F.lli Bocca, 1906, estr. di p. 10. [Il Bozzano parla specialmente delle esperienze di C. L. con la Eusapia, ed esprime la sua ammirazione per l’opera di lui coraggiosa in favore della meta psichica]. Lapponi, lpnot. e Spirit., già cit. [Libro di mediocre valore scientifico; ha fatto rumore unica¬ mente perchè il suo autore era stato archiatre di due Papi. L'egregio medico però, ancorché cattolicissimo, si sa abilmente schermire dalle credenze diaboliche. Qua e là nell’opera di¬ scorre di Eusapia, ma senza averne conoscenza diretta]. Maxwell J., Revue de Méta psycMque, in “ Année psy- chologique „ di A. Binet, XII année, Paris, Masson et C., 1906, a p. 525. Gellona E., Un’altra seduta con E. P. a Genova, “ Luce ed Ombra „, maggio 1906, p. 251-3. [Il sig. Gellona chirurgo dentista è amico e abitualmente ospite della E. P. quando essa viene ora a Genova. Egli porge notizie su di una seduta alla quale aveva assistito il Principe Sergio Yourievitch, fondatore e segretario dell’ Istituto inter¬ nazionale di Parigi]. B. di Vesme, A propos d’ime séance chez M. Gellona, in “ Ann. Se. psych. „, giugno 1096, p. 393. Gellona E., A proposito di una seduta con E. P., “ Luce ed Ombra ,, luglio 1906, p. 358-61, con fig. [Risponde ai dubbi sollevati dal Principe Yourievitch, il quale ha negato di avere avuto, nella surricordata seduta con E. P. in casa Gellona, manifestazioni tali da fargli credere nella presenza di suo padre, in realtà, i fenomeni più cospicui fu¬ rono impronte di dita sulla creta e suoni vocali (V), che il Gellona credette in lingua russa, cosa negata di poi dal Yourievitch]. Monnosi, Relazione sulle esperienze fatte da due scien¬ ziati italiani su E. P., in “ Giornale d’Italia ,, 18 ag. 1906. Ripr. in “ Ann. Se. psych. „, XVI, ott. 1906, p. 652. BIBLIOGBAFIA PALADINI ANA (1906) 167 [1 due scienziati sono : il celebre fisiologo prof. Luciani di Roma, ed il distinto clinico prof. G. B. Queirolo di Pisa]. Zingaropoli F., Una seduta con E. P-, “ Luce ed Ombra die, 1906, p. 593-97, con fig. . .. Gblloka E., Esame dattiloscopico di calchi medianici, in « Luce ed Ombra », die. 1906, p. 608-10, con fig. De Rocdas Alb., L’extériorisation de la Motridté, c. s., IV édit. mise à jour, Paris, Cbacornac, 1906, 1 voi. in-8° gr. di p. xi-602 con ‘fig. e tav. rAncbe in questa ediz. lo studio di E. P. occupa la maggior parte del volume (da pag. 1 a pag. 430). Vi sono successiva¬ mente esposte le esperienze di Eusapia fatte sotto la vigilanza di uomini competenti, da quelle di Napoli 1891 e dell Agnélas 1895, già narrate nelle precedenti edizioni, alle ulteriori di Tremezzo, Auteuil e di Choisy-Juvac 1896, di Napoli e Roma 1897, di Genova 1901-902, di Roma e Parigi 1905. Il cenno sulle sedute del Circolo Minerva, delle quali questo mio libro parlerà a lungo, e dal Rocbas dato in modo assai incompleto: egli si limita a tradurre un articolo del mio col¬ lega prof. Porro, articolo esclusivamente dottrinale e polemico, ma dal quale non si dfesume alcun particolare importante sui fenomeni da noi verificati: preferibile era tradurne invece gli articoli espositivi. Questo mi ha convinto che la pubblicazione delle mie impressioni e note non sarà inutile alla storia ed allo sviluppo della metapsichica]. Lo-mbiioso C., Sui fenomeni spiritici e la loro interpi da¬ zione, “ La Lettura „, nov. 1906. (Rispetto alla Eusapia, l’A. ritorna sulle già note esperienze, da cui esclude i * trucchi „ ; dimostra con esempi la morbosità personale dei medi; e si dichiara propenso ora ad ammettere che 4 la presenza dei medium in trance provochi spesso la com¬ parsa o l’attività più o men vivace di esistenze che non ap¬ partengono ai vivi, ma ne acquistano momentaneamente le apparenze e molte delle proprietà „]. B. ni Vesme C., Eusapia Paladino, sul giorn. “La Stampa », Torino, num. del die. 1906. Fi.ammabion C., Les forces naturelles inconnues, in “ Revue des Revnes », Parigi, num. 21-24 nov.-die. 1906 (in parte riprod. in “ Giorn. d’Italia », Roma, n° 2 die.). [11 famoso e fecondo scrittore, riassumendo le sue idee ed 168 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. I osservazioni intorno ai fenomeni fisici dello spiritismo, si in¬ trattiene sopratutto sulle sedute di E. P. (Lettera III* e IV*). Per quanto credente nell’esistenza del mondo spirituale e con¬ vinto che nei fenomeni d’Eusapia agisce un elemento psichico, un’ * intelligenza direttrice ,, egli sembra fin da principio pro¬ clive ad escluderne l’intervento di “ spiriti , o anime di disin¬ carnati. Le sue conclusioni sono basate specialmente su quella nota serie di sedute che la Eusapia tenne in sua casa a Parigi nel ’98, coll’assistenza anche di Sardou, Clarétie, Bichet, G. Le Bon, Ad. Brisson, G. Bois, G. Delanne, G. Méry, e altri distinti studiosi, dei quali quasi tutti, toltone il Le Bon, restarono con¬ vinti dell’autenticità dei fatti]. Bécocr le Dr, Histoire de Fantòmes , d'une femme et de cent savants. Paris, Edit. “ La Vie Nouvelle „, 1906, pag. 64. [Difesa della E. P. dalle accuse di frode, dimostrazione della autenticità dei fatti visti e sorvegliati da “ cento scienziati „ di primo ordine, e sopratutto apologia del disputatissimo fe¬ nomeno della ‘ materializzazione „J. Giordana T., A caccia di fenomeni, in * La Tribuna „, Roma, 2 e 4 die. 1906. [Resoconto di due fra le sedute date da E. P. alla Società milanese di studi psichici nel novembre e dicembre 1906. Assistevano l'illustre romanziere Fogazzaro, il Marzorati, di¬ rettore di ‘ Luce ed Ombra ,, il prof. G. Scotti, il march. d’An- grogna, il conte Visconti di Modrone,ecc. 11 Giordana, che vi rappresentava la Tribuna, non restò convintoj. Barzini Luigi, Nel mondo dei misteri con E. P., sul “ Corriere della Sera „, Milano, die. 1906. [Acute ed impressionanti osservazioni dell’ ormai celebre giornalista-viaggiatore sui fenomeni prodotti dalla E. P. in due sedute cui egli ha assistito presso la Società milanese di studi psichici, e in altre tre sedute date da E. alla redazione del ‘ Corriere della Sera „. Con questi articoli di Barzini inseriti nel primo e più serio giornale d’Italia, l’attenzione di tutta Italia si è riportata sui fatti di mediumnismo]. 169 BIBLIOGRAFIA PALADINIANA (1907) 1907 (1° semestre). Barzini L., Nel mondo dei misteri — - Nuove esperienze, * Corriere della Sera Milano, genn.-febbr. 1907. Morselli Evinco, Impressioni di un uomo di scienza sui fenomeni “ Eusapiani „, “ Corriere della Sera ,, febbraio- marzo 1907. _ — A proposito dei fenomeni medianici e della loro spiegazione scientifica. Ivi, num. del 4-5 maggio 1907. Mucchi A. M., Impressioni sui fenomeni di medianità , ecc. (da sedute di E. P. nel Laboratorio della Clinica psichia¬ trica diretta da C. Lombroso), “ La Stampa „. Torino, num. del 4, 9, 11, 22 febbr. 1907. Aggazzotti Ale., Foà Carlo, Hbrlitzka Arot., Quello che hanno osservato quattro assistenti, ecc. Ivi, 1 e 3 marzo 190 < (Trad. in “ Ann. Se. psych. „, XVIII, n° 4, pag. 265-94). Foà Pio, “ L’opinione pubblica e i cos) detti fenomeni spi¬ ritici. Conferenza. Ivi, marzo 1907 (trad. in “ Ann. Se. psych. „, n“ mai, pag. 305-325). Marzorati A. e Bacoigaluppi A., Esperienze medianiche con E. P. alla Soc. di st. psichici di Milano, “ Luce e Ombra „. VII, febbr. 1907, pag. 60-84. Scotti prof. Giulio, Note e impressioni intorno a quattro sedute di E. P. Ivi, ivi, pag. ^2-102. Cipriani O. e Massaro G., Sulle sedute del 23 e 26 no¬ vembre 1906. Ivi, ivi, pag. 103-111. Marzorati A., Ombre medianiche. Ivi. marzo 1907. pa¬ gine 117-119. Morelli G., A proposito del prof. Morselli e dei feno¬ meni “ eusapiani „. Ivi. ivi, pag. 134-138. Viola A., Tre sedute medianiche con E. P. Ivi, aprile 1907, pag. 169-178. Flammarion C.. Les forc.es natur. inconnues, “ Revue des Revues ,, num. 1-6 genn. -marzo 1907. Arlllani P. F., Sulla medianità di Eusapia Paladino, “ Collezione Scienza », Torino, Rosemberg-Sellier, 1907, 32°, pag. 41. [Opuscolo compendioso, ma ben fatto. 1/A. ha assistito ad una delle sedute dirette da Lombroso, ammette i fenomeni, ma rigetta la ipotesi spiritica attenendosi a quella che diremo * animica „]. 170 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, I Tommasina T„ Intorno all’ignoto: i fenomeni medianici: loro cera natura , “ Coenobium ,, Lugano, n‘ 3, marzo- aprile 1907, pag. 118. [Nonostante il titolo presuntuoso, questo articolo mostra che l'egregio fisico ginevrino nulla sa ili metapsichica e poco ha compreso nelle descrizioni delle sedute di Eusapia. Egli seguita a spiegare tutti i fenomeni colla ipotesi della suggestione al¬ lucinatoria operata da Kusapia sui presenti (V) e domanda, come fosse cosa nuova e non mai effettuata, che il medium operi in mezzo alla stanza, senza contatto cogli assistenti!! Quando finiranno questi signori fisici, chimici, ingegneri, anatomici e “ scienziati , — tutte brave persone, ma estranee alla psicologia — di voler discorrere e sentenziare su cose e teorie non di loro spettanza? Me sutor altra crepidam : vec¬ chissimo, eppure, nella smania odierna di apparire tutti non digiuni di coltura alla moda, obliatissimo adagio!]. Lombroso Paola, Eusapia Paladino, “ La Lettura „, maggio 1907, pag. 389-394 con fig. [Sulla personalità del Morselli Henri, Eusapia Paladino et la reali te ’Jesphe- nomènes médiumniques, “ Ann. des Se. psych. „, Paris, A\ 11, n" 4, avril-mai 1907, pag. 225-264. . Flammarion Camille, Leforces naturéUes inconmies. Hans, E. Flammarion, 1907, un voi. in-18°, pag. 604 3 tav. (Riproduz. anni, dei già cit. articoli J.Cfr. p. 16-42, »y-cSiU. Grasset J., L’ occultismi. Ilìer et aujourd’hui. Le me>- veilleux préscientifique. Montpellier, Coulet; Paris, Musson, 1907. 18°, pag. 435 (Terza ediz. del libro sullo spiritismo complet. rifatto). Cfr. pag. 56, 373. Bracco Roberto, Lo Spiritismo a Napoli nel 1866. Na¬ poli, 1907, un voi. in-18°. [L'egregio commediografo narra briosamente, ma con am¬ plificazioni sproporzionate, la burla di cui ho latto cenno a pag. 159. L’ingenuo John King fu messo in rapporto con un falso spirito Chicot ed altri esseri immaginari. Peri, neanco il Bracco ha compresa la vera portata scientifica dello scherzo : questo annichila lo ‘ spiritismo „ nella medianità di Eusapia, ma non l’esopsichismo o esteriorazione psicomotoria]. PARTE SECONDA LE SEDUTE MEDIANICHE CON EUSAPIA PALADINO « Credete voi , dunque, che le Scienze si sarebbero sviluppale e ingrandite, se non le avessero precedute i maghi gli alchi¬ misti gli astrologhi e le streghe, i quali suscitarono , anzitutto, con le loro pro¬ messe e con le loro rappresentazioni , la sete la fame e il gusto delle potenze occulte e vietate ?... ». Federico Nietzsche. SERIE I. Le dieci sedute della primavera 1901 al “Circolo scientifico Minerva,, PRELIMINARI Il Circolo Scientifico Minerva E Circolo Scientifico Minerva, costituitosi da qualche anno in Genova, particolarmente allo scopo di riunire gli studiosi e i più seri dilettanti locali della cosidetta psicologia super- normale. in prevalenza aderenti però alle pratiche e dottrine spiritiche, aveva nel 1901 per suo Presidente Luigi Arnaldo Vassallo, Direttore del Secolo XIX, riconosciuto universal¬ mente per uno dei più insigni, o piuttosto il primo fra i giornalisti italiani, oggi, purtroppo, defunto prematuramente. Erano fra i suoi membri più attivi e noti il prof. F. Porro, direttore dell’Osservatorio Astronomico nella li. Università, oggi alla Piata (Argentina); il dott. G. Venzano, distinto medico-chirurgo e perito nei Tribunali ; Ernesto Bozzano, studiosissimo ed eruditissimo “ psichicista „ ; Carlo Peretti, già ufficiale nella R. Marina, che appassionatosi da molti anni per le pratiche spiritiche ne è diventato il più zelante e tenace propagatore in Liguria; Felice Avellino, impiegato di commercio, pur egli molto avanti nella teoria e cono¬ scenza pratica dello spiritismo. Attorno ad essi si era formato un gruppo di signori e signore della migliore società genovese e della colonia stra- 174 PSICOLOGIA E SPIKITISMO, li niera, al quale l’adesione incondizionata allo spiritismo non toglieva tuttavia la liberalità di aggregarsi, nella osserva¬ zione dei “ fenomeni „ e nella discussione delle dottrine, anche persone incredule, o scettiche, o non invase da fede eguale alla loro nella disincarnazione e reincarnazione, cioè nelTintervento degli spiriti o anime di defunti durante le sedute tiptolo- giclie e medianiche. Cosi avveniva che al Circolo Minerva accedessero persone estranee alla corrente spiritistica, e le più spregiudicate a riguardo dei fenomeni dell’ occultismo, e per¬ sino quelle che, notoriamente come me, per principii scien¬ tifici 0 per temperamento o per mancanza di prove evidenti, si sono dichiarate avverse alla spiegazione rigidamente tra¬ dizionale degli spiritisti. Fra gli stessi soci ve ne erano però alcuni ancora indecisi, se non intorno alla realtà dei fatti, almeno rispetto alla loro interpretazione : questi cercavano al¬ trove la “ chiave del mistero „ , ma ciò non toglieva che potes¬ sero liberamente assidersi anch’essi attorno ai tavolini par¬ lanti, e partecipare alle sedute medianiche insieme con quelli che credevano nell’intervento di “ forze occulte „ nel più largo senso della parola, o nel ritorno espressivo e loquace dei defunti e di “ Entità „ consimili. Insomma, il Circolo Minerva era una vera e propria So¬ cietà di studi psichici , simile , nonostante la ristrettezza della sua sfera di azione e la limitatezza de’ suoi mezzi, ai sodalizi sorti durante questi ultimi anni in Inghilterra, Nord-America, Francia e Germania, e delle quali il tipo è sempre dato dalla celebre “ Society for Psychical Research „ di Londra, nata — lo dissi — nel 1882. I fondatori del Circolo si accordarono tosto sul programma da effettuare : si doveva cominciare con la investigazione sperimentale delle prove obiet¬ tive dei fatti. Per questo motivo i medi ad eiìètti fisici, come sarebbe stata la Eusapia Paladino, hanno per lo studio dei fenomeni spiritici la maggiore importanza. E poiché nessuno tra i medi in auge, inclusa la Piper, la Pepper, il Miller, sembra avere i poteri dinamici esteriorizzatili con forza eguale alla sua, l’ Eusapia costituisce il problema ambu¬ lante più caratteristico dello spiritismo odierno. Si sapeva che una sua seduta è una successione di vere “ meraviglie e che una serie di sedute è un progredire continuo, se non regolare, verso le altissime vette della medianità. Bisognava dunque, che i.1 Circolo “ Minerva „, per iniziare con profitto la sequela delle sue osservazioni, trovasse modo di chiamare la Paladino a Genova, dove mai era stata; e questo fu ottenuto nella primavera del 1901 per merito dello zelan- II, CIRCOLO MINERVA DI GENOVA 175 tissimo consocio sig. Avellino, il quale aveva in Napoli co¬ nosciuta la celebre popolana, e, godendone la simpatia, potè ottenere il suo assenso. Fu allora organizzato in seno al Circolo un gruppo di nove cultori della psicologia supernormale, annuenti a sostenere le spese, e ad essi mi si offerse gentilmente di unirmi per una prima serie di dieci sedute ; numero ritenuto sufficiente, non solo per farsi un’idea esatta della tecnica e della fenomeno¬ logia personale di Eusapia, ma verosimilmente per avere dalla sua medianità tutte le più caratteristiche manifestazioni. Queste sedute ebbero luogo, in prima serie, dal 17 maggio all’ 8 giugno 1901: e ne diedero relazione il Porro sul Se¬ colo XI X, il 13 audi di Vesme nella Rivista di studi psichici; ne parlarono tutti i periodici speciali e molti dei giornali quotidiani: — si può affermare, anzi, recisamente che, dopo lo smacco di Cambridge del 1896, le sedute di Genova costi¬ tuirono per Eusapia una vera risurrezione, tanto fra gli stessi psichicisti, quanto al cospetto della pubblica opinione. Ed ecco quello che io trovo nelle mie Note scritte allora giorno per giorno. * Il locale delle sedute. La sede del Circolo Minerva è in Via Giustiniani, n. 19, in una delle strade più caratteristiche della Genova medie¬ vale, là dove prima della costruzione della * superba „ Via Nuova (oggi Via Garibaldi) abitava nel ’500 l'aristocrazia della Repubblica. Il Circolo occupa il mezzanino di una vecchia casa, che ai suoi tempi dovè essere il palazzo di una ricca o patrizia famiglia ; e questo appartamento, abbastanza alto verso la via, trovasi invece gradatamente a livello del suolo nelle stanze prospicienti un vicolo laterale a salita. Esso è com¬ posto essenzialmente di una anticamera; d’una sala maggiore destinata alle adunanze della Società ed ora alle sedute pala- diniane; di un salotto contiguo, che serve pure da biblioteca : di un andito, di un’altra sala pel bigliardo, e infine di una cucina : tutti locali quasi bui come nelle vecchie abitazioni. Si veg¬ gono i segni degli adattamenti operati dai diversi proprietari; 176 PSICOLOGIA E SP1KITISMO, II ina non vi sono camerini tenebrosi, nè sottoscale, nè bugi¬ gattoli che possano servire da nascondigli o da agguati. D'altronde, l’arredamento (toltone il salotto) èridotto a ben poca cosa: nell’anticamera si sono ammucchiati i mobili della sala, due armadi a vetro, due scaffaletti, una cantoniera, un pianoforte verticale, qualche seggiola. La sala delle sedute, tranne gli oggetti che dirò, è completamente vuota. Questa sala, dove io sono chiamato a vedere le meraviglie che mi si annunciano, è abbastanza vasta : misura circa 5 me¬ tri e mezzo per lato ed è pavimentata alla veneziana; vi sono due usci, uno verso l’anticamera ed un altro verso il salotto ; quest’ultimo è chiuso a chiave ed accuratamente sigil¬ lato. Di fronte all’ingresso sonvi due grandi finestre come si usava costruirle a Genova nel sec. XVI, col parapetto piuttosto alto dal pavimento e munite di un gradino per giungere a manovrare le invetriate e gli scuri ; esse guar¬ dano verso la strada, ma sono munite di grosse inferriate e di graticolato. Nel vano di una di esse è disposto il cosi detto “ gabinetto nero o spiritico „, quello nel quale avven¬ gono e dal quale si manifestano le materializzazioni. Consta in sostanza dell’originaria tenda in stoffa damascata, pesante, di cotone, che faceva già parte della suppellettile dell'alloggio, al pendone della quale furono attaccate due cortine in stoffa nera pure di cotone, ma più sottile (di quella ordinariamente usata a foderare abiti dozzinali), divise per lo mezzo e cosi lunghe da formare strascico sul suolovriVin vetriata è chiusa e sigillata; inoltre tutto il vano della finestra è tappezzato in nero con stoffa eguale alle cortine. È assurdo pensare che da quella finestra, come dall’uscio dell’attiguo salotto, possa penetrare persona umaua (il presupposto “ compare „ o “ segretario „ di Eusapia). L’altra finestra è pure essa chiusa, ma si potrà aprire nel caso che si voglia dare aria alla stanza. Allo scopo di isolare il gruppo dei soci formanti catena col medio attorno al tavolino, una parte della sala è stata divisa mediante una ringhierina fatta di rete metallica intelaiata e con sportello d’accesso; in quel recinto si dovranno trat¬ tenere coloro che ad un dato momento non faranno parte della catena o che saranno eventualmente, ammessi ad assi¬ stere da lontano ai fenomeni. Alla parete di destra della sala sono appesi alcuni quadri di soggetto spiritico, fra cui ammiro le figure delle impronte la¬ sciate dallo spirito-guida dell’ Eusapia e i ritratti di celebri psichicisti. Ma di mobili non veggo altro che due tavoli, IL LOCALE DELLE NOSTRE SEDUTE 177 una dozzina di seggiole e due o tre poltroncine addossate alla parete di sinistra, tino dei tavoli è il tavolino “ medianico in legno di abete soltanto lisciato ma non verniciato, del peso di cbilogr. 7,500; il suo piano misura 1 m. X 0,70; i — • V i c o 1 o _ Pianta della Sala del Circolo Minerva, in Genova. [V’1 è raffigurata la disposizione abituale della .catena tipticn . e dei rnobil. durante le nostre sedute del 1901-1902, n almeno al principio di esse: ma non poche volte il tavolino, con attorno l'assistenza ed d nSaPì’ “ r"rtava’ strisciando e saltellando, verso il bel mezzo piedi, per maggiore solidità, sono fermati da traverse ango¬ lari; e il piano non sporge dalla inquadratura di sostegno, ma ha i bordi a picco così da escludere il dubbio che il mobile possa essere mosso od alzato con una mano abil- Morselli, Psicologia e spiritismo. 12 178 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II mente posta o portata sotto l’orlo. L’altro tavolo, che si trova accostato al muro fra le due finestre, è un tavolone grosso, pesante oltre ai 12 kg., a due cassetti; e su di esso stanno collocati vari oggetti d’uso tradizionale nelle sedute spiritiche : un blocco di mastice tenero o plastilina, pesante 9 chili, per le impronte; un tamburello; una bottiglia piena d’acqua e un bicchiere; un calamaio, carta, lapis; due palle di gomma, pezzi di corda e ceralacca ; una trombetta, ecc. Siccome la “ catena „ si costituisce al davanti del gabi¬ netto nero, al quale il medio volge ordinariamente il dorso, questi oggetti verranno a trovarsi ad una certa distanza dalla spalla destra di Eusapia ; misurandola, l' ho trovata di circa 1 m. pel più vicino ad essa, il che vuol dire non a portata di mano di una persona seduta al tavolino e mante¬ nuta, come dicono, “ sotto controllo „, ossia vigilata dai due assistenti laterali, uno alla destra, l’altro alla sinistra. Altri oggetti sono nel vano dell’uscio verso il salotto : una chitarra, una seggiola impagliata (su cui più avanti sarà collocata una pesante macchina da scrivere di tipo Co- lumbia-Barlock), ecc. Nell’interno del gabinetto nero sta una sedia su cui hanno posato un secondo blocco, accura¬ tamente spianato, di plastilina. L’apparato — lo si vede — è piuttosto semplice e primi¬ tivo, ma è di prammatica. Fino ad ora la tecnica spiritica non ha saputo scostarsi molto dagli utensili più volgari ; e migliaia di sedute si sono, dal 1850 in poi, susseguite senza l’uso del più elementare strumento scientifico, eccettuate le indagini di quei pochi veri studiosi che hanno osato penetrare nel “ mondo dei misteri „ : da citare, a titolo d’onore, il Crookes fin dal 1873, il Pinzi col Lombroso nel 1892, il Richet e 1’ Oclio- vowicz nel 1896, e pochissimi altri. Ma più avanti la dire¬ zione del nostro Circolo ha intenzione di adoperare stru¬ menti meno semplici di un tamburello o di una trombetta da fiera; sebbene, in sostanza, poco valga l’indole dell’og¬ getto per cui si manifestala potenzialità del medio: ciò che importa è che dessa si manifesti in modo sincero e sicuro. Mi si avverte che all’uso di apparati fisici e di metodi fisio- psicologici si oppone l’inveterato misoneismo della Eusapia, della quale dicono sia stata guasta in due modi : dalla intol¬ leranza degli spiritisti; dalla sfiducia offensiva degli scienziati accademici. IL GRUPPO DEGLI OSSERVATORI 179 * II gruppo degli osservatori e il loro regolamento. Fino alla terza seduta il gruppo sarà composto di dieci persone, delle quali l’Eusapia Paladino ignorerà il nome e la qualità ; di questo nostro anonimo la ragione consiste nella probabile negativa che il medio avrebbe opposto a la¬ sciarmi entrare fra gli assistenti. Ho ricordata in altro capitolo (p. 138-9) la storia dei miei primi rapporti con l’Eusapia, e poiché la mia presenza si legava alla campagna avversaria me¬ natale dal 1 orelli-Viollier, era logico supporre che essami avrebbe rifiutato. — Forse anche tale supposi/ione si basava su di una imperfetta conoscenza dell’indole di Eusapia, la quale, in fondo, è una buona e brava donna, incapace di rancore e di lunghi risentimenti, e per giunta assai desiderosa di convin- ceie uno scienziato sarcasticamente scettico n, come mi crede o come mi hanno rappresentato alla sua docile immagina¬ zione. Infatti alla terza seduta ella già sapeva chi era il “ N. 5 „, e non se ne adontò nè si addimostrò per questo meno famigliare ed arrendevole alla sua maniera. — Ad ogni buon conto, è stato deciso di designarci con un numero progressivo; ed ecco i nomi dei componenti il gruppo: N. 1. — Sig. A villino Felice, già ricordato ; N. 2. — Sig. Bantle Augusto, rappresentante di com¬ mercio, di nazionalità inglese; N, 3. — Marchese E. Da Passano, appartenente al pa¬ triziato storico genovese; •N- 4. — Sig. Fkrraro Fausto, possidente e commer¬ ciante. giovane coltissimo, dedito a studi filoso¬ fici ed economici; N. 5. — Prof. Morselli Enrico; N. 6. — Sig. Peretti Carlo; N. 7. — Prof. Porro Francesco; N. 8. — Contessa Rey Adele, presso la quale dimora 1 Eusapia: essa ci garantisce del riposo di costei negli intervalli fra le nostre sedute ; N. 9. — Sig. Schjiolz Carlo, procuratore della Banca Russa, cultore assiduo della materia spiritica ; 180 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II N. 10. — Dott. Venzano Giuseppe; N. 11. (aggregato alla quarta seduta) — Capitano De Albektis Enrico, notissimo viaggiatore e geo¬ grafo, appartenente a famiglia di celebri e ardi¬ mentosi esploratori. Le dieci persone, con le quali mi troverò, sono, sotto ad ogni punto di vista, ineccepibili ; le une, per la conoscenza profonda dell’argomento e per la coltura generale; le altre, per la considerazione che le circonda, per la serietà del ca¬ rattere, per la posizione sociale ragguardevole che occupano. La presenza della signorina Rev, oltre ai motivi più su in¬ dicati, era anche consigliabile perchè gli spiritisti ritengono essere l’elemento femminile un coefficiente vigoroso della fenomenologia medianica ; e in questi primi passi degli stu¬ diosi in un terreno cotanto nuovo e aspro, conviene met¬ tere i piedi sulle orme di chi ci ha preceduti, se no si fa¬ rebbe falsa strada e potremmo essere accusati di porci in condizioni sfavorevoli all’esperimento. Quantunque i componenti del gruppo fossero tutti con¬ vinti della necessità di procedere con ordine ed in buona armonia, si è tuttavia compilato un “ Regolamento delle se¬ dute „ ; e a dimostrazione della disciplina che in esse co¬ stantemente impererà pel migliore conseguimento dello scopa comune, eccone taluni articoli: Art. 1° — Fra i dieci membri componenti il Gruppo, sarà nominato un Direttore il quale dirigerà le sedute, seguendo le norme dettate dM' esperienza e dalla consuetudine, ed esi¬ gendo dai convenuti quel contegno sereno e calmo che è necessario per il libero sviluppo dei fenomeni. Art. 2” — I membri componenti il Gruppo si obbligano di rispettare l'autorità del Direttore, di non fare atti e pronun¬ ciare parole che possano compromettere lo svolgersi delle ma¬ nifestazioni medianiche. A ut 5° — È assolutamente proibito di promuovere discus¬ sioni durante le sedute ; solo è concesso di valutare la since¬ rità dei fenomeni. Art. 6" — Saranno preventivamente stabiliti i metodi di controllo, ritenuti necessari per 1’ accertamento dei fenomeni^ Tanto prima che dopo la seduta potranno venirne proposti degli altri, ma la maggioranza giudicherà della maggiore o- minore opportunità della loro applicazione. JL regolamento delle sedute 181 ^ET 70 — Lo svolgersi dei fenomeni avrà luogo in quattro ■condizioni distinte di rischiaramento : a) nell'oscurità la più completa; b) a luce bianca debolissima; c) a luce rossa; d) a piena luce; a seconda delle richieste dell’ “ Intelligenza » che si manifesta. 11 solo Direttore potrà agire, indipendentemente da essa, di propria iniziativa, quando lo credesse opportuno. ^RT go — È convenuto che si useranno le abituali comuni¬ cazioni tiptologiche di intesa tra gli sperimentatori e 1’ “ Intel¬ ligenza , maiiifestantesi nelle sedute : ossia due colpi, No; — tre colpi, S'i — quattro colpi, Parlale! — cinque colpi, Oscurità — sei colpi, Luce rosea — sette colpi, Luce bianca (debole) — otto colpi. Luce, piena. Art. 9° — Durante la seduta ognuno dei componenti il ■Gruppo dichiarerà i fenomeni tattili e muscolari che potrà perce* pire, specificando l’imprcssione ricevuta nel modo più conciso e preciso. Solo nel caso di fenomeni visivi e uditivi, tali sen¬ sazioni saranno semplicemente dichiarate, ma non specificate, in attesa che altri le confermi e analogamente le specifichi; e ciò allo scopo di attribuire a tali manifestazioni medianiche valore ili oggettività. Art. 10° — La scelta e la disposizione degli sperimentatori che comporranno la catena, saranno fatte volta per volta a seconda delle indicazioni dell' “ Intelligenza „. In caso diverso saran disposti giusta il criterio del Direttore e con tutta la possibile imparzialità di scelta... Art. 1*2“ — Dopo ogni seduta sarà redatto un rendiconto dei fenomeni osservati, ed uno dei presenti a tal uopo desi¬ gnato si incaricherà di compilare un regolare verbale di tutte le manifestazioni. Nel verbale, che dovrà venir approvato e sottoscritto da tutti i presenti nella Seduta successiva, saranno semplicemente esposti i fatti avverati senza deduzioni e senza apprezzamenti di sorta. A ciascuno dei componenti il Gruppo è poi concessa la più ampia libertà di commentare i fenomeni segnati a verbale, tanto in iscritto quanto verbalmente, fuori della sede ove eb¬ bero luogo le sedute. A schiarimento degli art. 7, 8 e 10 ricorderò che per gli spiritisti ogni medium, massime dui-ante il “ trance „ o stato di autoipnosi profonda, è guidato e anche posseduto da una 182 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Entità occulta (da un “ disincarnato , che ritorna): le mani¬ festazioni e comunicazioni, avendo un carattere di finalità ed anche abbastanza spesso un contenuto intellettuale, giustifi¬ cano, fino ad un certo punto, la denominazione di “ Intelli¬ genza Questo è il linguaggio specificatamente denominativo della dottrina spiritica: ma, come si vede dagli articoli ri¬ portati, non si pretende da me o dagli altri del Gruppo una incondizionata adesione a tale dottrina, sebbene professata dalla maggioranza dei miei compagni. Per quanto ne so, almeno quattro su undici siamo agli antipodi dello spiritismo, o non abbiamo preconcetti nè pregiudizii sull’argomento : io, il Ferrar o, il march. Da Passano, il cap. De Albertis versiamo, cioè, in quell atteggiamento scettico (nel significato filosofico del termine) che è proprio di chi intende formarsi un'opi¬ nione col puro criterio dei fatti obbiettivi. Si desidera dai miei amici del ‘Circolo,, massime da L. A. Vassallo, che io vada vegga tocchi ed esamini, e che da quanto mi sarà concesso di vedere toccare ed esaminare tragga le conclusioni, a giu¬ dizio mio, più logiche, e arrivi alle convinzioni più conformi al mio temperamento. Potrà accadere che da queste sedute colla Eusapia io esca spiritista e perchè no V II positivismo che professo da tanti anni, non mi arreca anche il dovere di inchinarmi ai latti positivi bene osservati e accertati '? Lo stato legittimo mentale dell uomo di scienza, del filosofo vero, non si do¬ manderà mai al dommatismo di qualunque specie esso sia. Vi sono dei dogmatisti, degli assolutisti fra i comtiani i darwiniani gli spenceriani, fra i fisici gli psicologi e gli alienisti, come ce n’è fra i teologi cattolici protestanti mussulmani e buddisti, o fra i neo-kantiani i mamianisti e i rosminiani. Certe menti non comprendono la scienza se non è fissata in leggi ed in forinole, la filosofia se non è irrigidita tutta d un pezzo, e, naturalmente, la religione se non è cristallizzata in quella data fede ed in quel ritualismo ; ma che menti sono queste, non ostante la laurea l’apparente coltura e forse la cattedra, se non piccole e meschine ? Io in¬ tendo e sostengo il positivismo come metodo di filosofare e di interpretare la realtà, non come sistema nè come concetto insormontabile dal mio pensiero; e ho anche scritto e procla¬ mato che per me, ad esempio, la teoria dell’evoluzione, non è uua spiegazione del perchè, ma una norma metodologica per il come. Io non sono nè posso essere dualista spiritualista per ragioni scientifiche le quali mi appaiono superiori in logi¬ cità. in sodezza, in positività, alle ragioni avversarie : ma COME REDIGERÒ LE MIE NOTE 183 appunto per ciò, ed anche per una certa ripugnanza che dirò morale, non posso finora capire nè ammettere lo spiritismo, che dello spiritualismo è in parte una derivazione frettolosa e d’abitudine, in parte una degenerazione ed in parte una caricatura, a seconda del temperamento in cui si riflette o del prisma mentale che attraversa. Questi miei giudizi potranno essere errati, potranno anche mutare e perfino invertirsi, purché i fatti vengano a recarmi la prova che mi si preannunzia : la troverò forse nelle sedute di Eusapia?... Intanto, qui io mi considero e mi sento libero di credere e di non credere, di interpretare e giudicare con¬ forme alla mia diretta impressione ed ai miei convincimenti, sebbene mi trovi fra persone in maggioranza credenti. Anche se fosse vero che la credenza dei membri di una “ catena „ agevola le manifestazioni delle Entità occulte, secondo che assicurano i “ pratici „ dello spiritismo, dovrei esserne ben contento: osserverò più cose che in un ambiente meno saturo di coltura spiritica non avrei visto. Ma la mia testa segui¬ terà a ragionare egualmente a modo suo, anche quando la fede spiritica dei presenti facilitasse il compito di codeste forze misteriose : non mi lascierò, certo, trascinare ad an- nuenze simulate, ma non avrò neanco da temere, in mezzo a questi gentiluomini, le angherie dell’ intolleranza e le esplosioni del fanatismo. Ecco intanto come procederò nel redigere queste mie Note : — Se la seduta terminerà prima della mezzanotte io, rincasando, mi proverò a scrivere senza indugio le impres¬ sioni ricevute e le riflessioni cui esse daranno luogo ; in caso di troppo ritardo nel rincasare, dedicherò tutta la mat¬ tina o il giorno appresso a tale lavoro. E affinchè alle mie Note rimanga quel carattere di fresca schiettezza, che farà, io spero, la loro migliore giustificazione se verranno pubbli¬ cate, io ne consegnerò le cartelle manoscritte al collega prof. Porro in busta suggellata. Così non ritornerò mai su quello che avrò scritto di immediatamente sentito e veduto, di interiormente pensato ; il libro, se libro diverrà, sarà iRSomma, come oggi si dice, veramento vissuto. Io ho in animo di illustrare con figure i “ fenomeni „ ogniqualvolta potrò farlo con una certa approssimazione, e sopratutto quando la fotografia — che sarebbe il più de¬ siderabile dei metodi di riprova — non ci riescirù, com’è purtroppo prevedibile. Vorrei in particolar modo cogliere gli aspetti fuggevoli delle apparizioni e fantasmi, che per nostra buona ventura si “ materializzassero „ durante queste sedute. 184 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Io ho una mediocre attitudine e abilità nel disegno; e ne profitterò, nei limiti del possibile, per fissare sulla carta le linee, le ombre, i contorni delle forme o i movimenti degli oggetti. Se fra i compagni miei ci sarà qualcuno che faccia altrettanto (1 uno all insaputa dell’altro) si avrà dal raffronto dei nostri disegni un buon mezzo per valutare le apparenze e i caratteri visivamente percepibili di certi fenomeni. La macchina fotografica sarà, mi dicono, messa in opera, ma purtroppo si prevede diggià che la rapidità e il nessun or¬ dine delle “ manifestazioni „ ne limiteranno assai l’uso. Per quanto un disegno a lapis o a penna sia men sicuro e pre¬ ciso di una imagine fissata dalla lastra chimica, non è men vero che per la subiettività del fatto percepito esso rimane un documento sempre utilizzabile. In fin dei conti, si tratta di stabilire che i nostri occhi vedono e come noi vediamo gli spiriti, e le loro gesta; le mie saranno impressioni gra¬ fiche da aggiungere a quelle ideative e raziocinative. Genova, 15 maggio 1901. LA PRIMA SEDUTA {17 Maggio 1901) Ciò che è avvenuto nella serata. L’invito alla riunione era per le 20,30, ma io non ho potuto arrivare in via Giustiniani prima delle 21,20. Quando, dopo avere bussato molte volte, sono stati finalmente levati i suggelli tirati i catenacci e aperto con cautela un battente della porta, io mi sono trovato neiranticamera debolmente rischiarata da due candele poste a terra vicino all’uscio della sala : questa invece era illuminata da una lampada a gaz, con reticella Auer, sospesa nel mezzo, il che significa un'abbondanza ragguardevole di luce. Diro subito che spento il gaz, la sala, restando aperto l’uscio, riceve un debole chiarore dalle candele suindicate, e questo costituisce la “ luce bianca debolissima „ di cui parla il regolamento ; ma altra gradazione di luce “ bianca „ può essere ottenuta ab¬ bassando la fiamma del gaz. Quanto alla luce rossa, essa è data al salotto da una lampadina elettrica a vetro rosso da fotografia, appesa al soffitto al di sopra della * catena tiptica „ : tale luce si accende e si spegne mediante un inter¬ ruttore terminante con lungo cordone, il quale viene affidato aH’uno o all'altro dei presenti. Il mio ingresso non ha interrotto le * manifestazioni „ che già erano in corso. Siccome, ad eccezione di saggi un po’ superficiali o poco proficui, era la prima volta che assistevo ad una seduta in un circolo schiettamente psichi- cistico ( = spiritistico), ho osservato con curiosità la scena : e, lo confesso, l’ ho trovata priva non solo di scientificità (chieggo scusa del neologismo), ma anche un po’ comica in considerazione che con quell’ istrumentario eteroclito e con quegli atteggiamenti inusitati di otto o dieci persone dob¬ biamo metterci in rapporti coll’ “ Al di là „ e accostarci al grande Enigma ! A capo del tavolino e subito davanti al gabinetto nero sedeva 186 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 1 Eusapia, tenuta alle mani e premuta ai ginocchi e sui piedi dai due suoi vicini; alcuni membri del gruppo, seduti pur essi in atteggiamento di severa concentrazione, formavano at- toino la cosi detta “ catena „, ossia tenevano le mani appog¬ giate leggermente sul piano del tavolo, a dita alquanto divaricate e disposte in modo che tutti i mignoli dei vicini si tocchino (ho poi saputo che questa disposizione “ a ca¬ tena „ è tutt altro che uniforme, e non è continua, e neppure necessaria). Il tavolino era in moto: si inchinava ora di un lato ed ora dall altro, si alzava ora su due piedi ed ora su uno soltanto, e alla fine io l’ho visto alzarsi tutto per circa 10-15 centimetri, rimaner sospeso alcuni secondi al di sotto ' elle mam m catena che si protendevano, e poi, come se ad un tratto fosse venuta meno la spinta che lo incalzava o la forza che lo sorreggeva, è ricaduto con rumore sul pa- i:n‘“t0, ,Da ^l^tante i « fenomeni „ non hanno mai cessato dal mamfesters! : qualcuno dei più competenti mi ha confortato dicendomi a bassa voce che “il medium era in ottime condizioni fisiche e morali ,, per cui c’era da sperare una lunga e numerosa serie di manifestazioni. lo non sono entrato subito nella catena, e avrei anche voluto esimermene per osservare a miglior agio e libero da ogni altra preoccupazione: ma poco dopo, la voce dell’Eu- sapia, una voce piuttosto rauca e, a parer mio, alterata, mi ha ingiunto di prendere posto attorno al tavolo. Nè molto Sedete8?0 T'* i £aSSflt° al “ controllo , che consiste nel sedeie accanto ad Eusapia, nel mettere un piede sotto o sopra uno dei suoi piedi, neU’accostare un ginocchio al suo ginocchio, nel prendere la sua mano senza troppo stringerla o nel lasciarsela appoggiare sulla propria. Ordinariamente, non sempie, il controllo voluto o accettato daEusapia è questo: il vagliatore dei lato destro mette la sua mano sinistra sulla destra e il suo piede sinistro sul piede destro della medium : il vagliatore del lato manco tiene la sua destra sotto la si¬ nistra ed egualmente il piede destro sotto quello sinistro del medium. I contatti delle mani e dei piedi sono in generale piuttosto superficiali : a destra non si stringe nè si preme troppo perchè delle strette alla mano e delle pressioni al piede Eusapia si lagna; a sinistra però, se non si è stretti ?re??1 .]a S1 è sPesso quasi schiacciati dalla punta de piede di Eusapia. In taluni momenti bisogna però anei lai e fortemente il medium alla mano, al polso, all’avam- bracdo, secondo che la sua voce lo chiede o lo comanda, i ico la voce , e non lei, perchè, secondo la interpretazione LA DESCRIZIONE DELLE SEDUTE 187 spiritica, durante il trance non è l’Ensapia che parla, ma il suo spirito-guida, il famoso John King, padre anche della Katie King di Crookes, e ultimo residuo, a quanto pare, d'una intera dinastia di King (per ehi noi sapesse o non badasse al bisticcio, king in inglese significa re). Tuttavia fin dalla prima seduta questa reincarnazione momentanea o personificazione non mi è parsa completa nè sempre sincera : per lo meno è repentino, e talvolta ben opportuno, il passaggio dal trance con “John, impersonato in Eusapia alla veglia con Eusapia cosciente del proprio io. Io non stendo queste Note per descrivere i fenomeni nè per fare la cronistoria delle nostre sedute. E il bravo dott. Venzano che redige i verbali, ed io lo veggo, o lo sento quando siamo nell’oscurità completa, febbrilmente annotare a lapis i fenomeni che accadono, le impressioni che i presenti di¬ chiarano, gli atteggiamenti di Eusapia. Potrei riportare qua¬ lunque dei suoi ottimi verbali, non fosse che per dimostrare la severità con cui il nostro gruppo osserva e registra: ma non lo credo necessario. Oramai di sedute spiritiche ne sono state descritte decine e centinaia ; i cultori della specialità non ne hanno bisogno, gli increduli trovano materia di sor¬ riso e di riso nella stessa meticolosità cronologica della descrizione, e gli incompetenti non comprendono la portata di certi particolari apparentemente futili. Ed io nelle mie Note non mi prefiggo di far cosa punto fastidiosa. D'altronde, ogni fenomeno ha una sua speciale maniera di essere e di manifestarsi ai presenti. Chi lo percepisce in quelle condizioni che gli sembrano idonee ad inspirar fiducia piena e completa, scorge sinteticamente la sua realta obbiet¬ tiva e il suo valore morale di prova ; ma chi è fuori di seduta, e sopratutto chi della tecnica spiritistica non ha co¬ noscenza diretta, dovrebbe esigere per convincersi una de¬ scrizione cotanto particolareggiata da renderla pressoché ineomprensibile. Questo è un fortissimo incaglio per la pro¬ pagazione della certezza a riguardo dei fatti di mediumnità: me ne sono accorto fino dalla prima sedata, e più me ne accorgerò, senza dubbio, col progredire delle manifestazioni. Da lontano le sedute d’ Eusapia si imaginano diverse da quello che sono. A me è avvenuto, per esempio, di non essermene potuto fare un’idea esatta leggendo il Rapporto della Commissione di Milano (’92). Ma anche i verbali accu¬ ratissimi delle sedute di Parigi (’94) o dell’Agnélas (’96), sono lontani dal chiarire quelle particolarità topografiche, cronologiche, fenomenologiche, ecc. ecc., dall’insieme delle 188 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li quali gli assistenti e percipienti traggono le loro convin- ®“Ila real.ta del fatti, laddove gli assenti trovano motivi ntaie e di criticare. Soltanto a pensare ciò che sarebbe pur necessario di scrivere quando si volesse dar conto appuntino del fenomeno più semplice — puta caso del sol¬ levamento del tavolino - c’è da^llarmarsene - quante m! nuzie da esporre ! con quanta meticolosa precisione e con divini1 dMnce^t pr0,hssità, si rJovrebbe descrivere sala, con¬ dizioni di luce, tavolo, catena, situazione di ciascuno atte»- guarnenti del medio, posizione di tutte le mani e dei p edi che posson cambiare a volontà, distanze, altezze, misu e d tempo, angoli e direzioni dei movimenti . , e ria via' 610 a,ndat°, ler*era aIla coll’intenzione di bene ossei vai e il modo di procedere d'Eusapia, magari con la tudine^ln'p^ 6 - m fal!°’ aVend° fiducia nella miaabi- ,-nn V g '• ? .pm complessi e delicati, come sono quelli inerenti a l’ esercizio della Neuropatologia e PsicSria le ^ branche più ardue della medica; f mi dicevo ' vedrai tutto, saprai tutto ciò che desidererai di sapere Ma alluna che crura sol™1 SOn° ntrovato “ via Giustiniani convinto questo mondo ”,UT"a aPPena ad orientarsi in questo mondo di meraviglie e dubito che anche con dieci avrò diritto d. concludere. È curiosa, per non dir altro a sicurezza con cui certuni, usciti da una prima seduta trinciano giudizi e si dicono ormai in possesso della verità sul conto dello spiritismo : io veggo invece che mi si pre¬ para un lungo e penoso tirocinio. Pertanto penso chequi limiterò a scrivere le mie Impressioni a seconda che mi sor- gono in mente e scaturiscono dalla penna : il lettore, se ne avrò, potrà mettere dell’ordine nel mio volume quando ne avra scorse tutte le pagine, o quando, per lomej ne avra letto il Riassunto sintetico alla fine. Condizioni del medium. 1. La Eusapia Paladino mi è parsa una donna incolta, ma intelligente, piu astuta di quanto si sia detto: volo-are nei sentimenti, ma di buona indole: ristretta nelle idee "per mancanza di coltura, ma capace di comprendere con rapi- LE CONDIZIONI DEL MEPIOl 189 dit-à i sottintesi ; ben forte suggestionata (dal Damiani, Mal Ca¬ puano, dal Chiaja o dai suoi primi “sperimentatori,) e auto- suggestionata nel senso dello spiritismo. Mi è constato però, da talune sue risposte, che essa ha della dottrina spiritica un'idea appena approssimativa, puerile e barocca. Eusapia Paladino nel 1901. 2. Essa è dominata, troppo apertamente, dal desiderio di riuscire negli esperimenti (così detti) spiritici. Questi medi professionali sono più difficili di tutti gli altri da stu¬ diare: hanno troppo interesse nel buon esito delle sedute, il che li porta inevitabilmente a giuntare non appena lo possono o quando non si sentono “ in vena „ di medianità : oltre a ciò, il lungo esercizio li ha resi abili nel giuocare tiri agli ingenui, fra i quali essi dicono che gli “ scienziati „ tengono la palma. Bisogna stare in guardia da tanto zelo per i “ fenomeni „. 3. Eusapia si preoccupa troppo del controllo, e ostenta di desiderarlo più severo ed oculato ogni qualvolta si prepara a produrre un fenomeno. Questo atteggiamento di lotta a. 190 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II contro il dubbio finisce coll’essere noioso per l’uomo di ?,nc,he 11 P1" S,CettlC°: a rae’ ‘luel c°ntinuo esclamare conti olio, controllo. „ è parso ìersera che potesse influire sulla pei cezione ‘piami ménte di qualche fenomeno anche quando non 7, sarebbero state le condizioni favorevoli per la sua effettuazione. evoa Per 4. Nello stato iniziale di trance la Paladino non perde mai iiTam'i oT os C°SCÌenZa: qUesta donlina’ come suol dirsi, L iT° • • osservazionei e sopratutto non le sfu-™e il scettici ha^Tsu dH D0 * ^ "egli astanti’ botali attenni scettici hanno su di lei un azione stimolante, e la eccitano e snetHHeCCltan° P®r • a Produzione di fenomeni nuovi, ina- spettat! e sempre piu straordinari. Si direbbe che ali sti- «caìo rr™t“gan° "el SU° sub-cos«ente eri agi- 5. Uguale azione - ma per motivo diverso - ha Yen- è o Tsent61 C?mPonentiJa, catena: infatti la Eusapia. quando multinlfe ni!!'UnSICf1'a n S“° ambiente’ Produce fenomeni “odi -V -1, n l] T ,9Uest0.n,i è Pal’S0 avvenire in due C i - , , • al m°ma degli animi e la consapevolezza della hduua altrui agiscono da dinamogeni sulla medianita • — ov¬ vero anche la confluenza delle nostre volontà si traduce in una cessione di energia della quale approfitta il medium. Non f però che per taluni fenomeni elementari, p. es i moti e le risposte del tavolo, non possano agire anche i movi CHEraEUL^B'vmvF? * T aSt8ntÌ SeCOnd° k t60rÌa Classica di ’ 1 Faraday . ma in verità ciò che ho visto ìersera ha diminuito assai in me la fiducia che prima piùZ MqrSt"rg“ Cred,° Cì‘e si debba ..tolto pu m ia- 1* tavolo se mosso ed alzato, sotto i miei occhi toctU""”? ' piL“"" for"“"",c> •" "i* « »o» »è setti™1™0 'k'"> che sia dubbioso o scettico, e venga messo vicino e sopratutto al controllo della in aZr; la8'3 antardare: allungare, ostacolare i fenomen i in allora la media entra in agitazione, come se fosse con¬ trariata nell esercizio di una attività. Ciò significa forse che la pefchèZffli0induce affieV°we “f,1 m6dÌ0 rener?ia medianica 1 0Ii induce uno stato d animo poco propizio come ®pi.nt^? °non sarebbe piuttosto una inibizione hi! ' ’i 1 impedimento ad ogni gherminella? ìersera ho osservato che gli indizi più lievi di scetticismo (forse « suir&ntTff h 6S?reSS10n,e dsi°noniica 0 mimica) hanno Eusapia 1 effetto di svegliare immediatamente e coni- STATO DEL MEDIO! DURANTE LA SEDUTA 191 p latamente la sua coscienza, togliendola da quella torpida e taciturna astrazione mentale dall’ambiente che preannunzia l'arrivo del sonno estatico o “trance,: è come un risveglio da un appisolamelo di dormiveglia. 7. Durante la produzione dei fenomeni meccanici di spo¬ stamento. dei rumori, ecc. i muscoli della media eseguiscono delle contrazioni, hanno tensioni e sussulti, che il più spesso li precedono o anche li accompagnano, mai li susseguono Per cui, contrazione muscolare della Eusapia e percezione di fenomeni da parte degli spettatori sono o successive o coesistenti, quindi unite da vincolo causale. Ma a me è parso evidente, subito da iersera, che la Commissione di Cambridge come bene osservarono I’Ochorowicz e il De Rocuas, ha esa¬ gerata la portata del fatto. Io stavo, naturalmente, in sul¬ l'avviso per quanto ne hanno scritto Sidgwiok, Hodgsos e la Johnson: con somma meraviglia mi sono convinto che le contrazioni muscolari di Eusapia, sebbene innegabili, vi¬ sibili se in luce, percepibili al senso tatto-muscolare se in oscurità, non hanno alcuna proporzione causale coll’effetto meccanico che loro si attribuirebbe. Se ingannò c’è, non può certamente consistere in quei moti muscolari che Eusapia non inibisce a sè stessa e che lascia scorgere, anzi, con ostentazione! ‘ -■ j0 stat° di così detto trance, nel quale durante la seconda parte di questa 1“ seduta ho veduto cadere la Pa¬ ladino, non ha tutti i caratteri, a me ben noti, dell’ipnotismo • e già da altri osservatori ciò fu detto. Il trance medianico f dapprima uno stato subipnoide, in cui seguitano a dominare le idee e le preoccupazioni della veglia (successo degli spe- rimenti, posizione di mani e piedi dei controllori, dubbi e diffidenze altrui risentimento, ecc.). Ciò mi ricorda piuttosto gli sdoppiamenti di personalità. 9. L'iperestesia alla metà sinistra della testa del medio mi e parsa assolutamente auto-suggestiva, perchè non le vieta di fare, come vedremo, un esperimento di toccamente con pres¬ sione. Anche la iperestesia dopo la seduta ha tutta l’apparenza di un pretesto per non lasciarsi avvicinare o, per lo meno di una autosuggestione. 10. Il non lasciarsi esaminare polso, muscoli, ecc. dopo la seduta permette alla Eusapia di celare le possibili modi- in™ °“\dea clr£olazione> respirazione, ecc., indotte dal tr?"ee j Pei’° malSrado il dispendio di forza che r"S1°na a, seduta- essa è tranquilla e presto riprende lo stato normale Fino ad ora, essa diffida degli esami : biso¬ gnerà prenderla con le buone. 192 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li Il metodo delle sedute spiritiche. 1. L’ambiente “ spiritico „ non è il più favorevole alla os¬ servazione calma dei fenomeni: vi sono troppe tensioni di spinto in alcuni dei presenti, e sono quelli coTquTli avven¬ gono 1 fenomeni piu numerosi e importanti. succedono ffen™ ™ P°’ S.cettiche sono quelle cui finora Paladino diffida d m P‘U, lnS,gmfk'anti: ridentemente la Dure noi 1 almeno in una P™a seduta, op- CS»Tn'Kti»d. ’ “ *”iam° * » ostante fr' Cate.na non turbano per nulla (non- stazioni Lid i - fTaZI0D1 degli sPiritisti) le manife- Non esiste dnn?, " e" ta Co1 pensier0 di ostacolarle, on esiste, dunque, antagonismo per suggestione mentale 'a Stduta “ h° fa,t0 ** espSza mr senza ramente Cbenfi e “ r 610 “ “ catena ■ ho Pensato inten¬ samente che il tavolino non si movesse, ma si è mosso -“Tf deUe volonl4 »11™ (oonmnl- sr^scrco“,en‘“I tavoio?,i“‘ »<”■'*““ '■ ■»» c . 4‘ ' fenomeni multipli avvengono quando l’ambiente è srtmo psicoloyieamente di “ spiritismo „ : — nei momenti di fredda calma, le manifestazioni o non avvengano o sono costanza di fatto, che i presenti contribuiscano, coi loro pen¬ sici i e con le loro volizioni, al prodursi delle manifestazioni» ritisticoi 7 ÌieCnaa (Se e0?* Si può chiamare l’apparato spi¬ ritistico) e di ordine interiore: si tratta di precauzioni snesso provvisorie, di norme frequentemente disobbedite, di distanze non sempre mantenute, nè, a parer mio, misurate con suL c lente precisione e severità, ecc. Ad esempio, la distanza di Sa Dortetagd-°ggettl ^ mU0?e’ è daPPrima bensì superiore taSr del e “aD0’ “5 D6g,i .inevitabili spostamenti della e nn datn n ri *0I'Dlantl catena spesso diminuisce stanza dSle nfrc PU°- dlVentarle accessibile. Anche la di¬ stanza delle persone cui avvennero iersera i tosamenti non piedeadeSlTmede “5? (dlcia“° eosi) Portata di mano ’o di piede della media. Bisogna, dunque, fidarsi molto sul con- IL METODO DELLE SEDUTE SPIRITICHE 193 trollo delle mani e dei piedi: in altri termini, sono i due vigilatoli ai Eusapia che decidono in massima della auten¬ ticità o falsità dei “ fenomeni 0. La tecnica è disordinata: ora c’è bisogno di silenzio, ed ora di rumore; ora di luce, ed ora di oscurità, o di semi¬ oscurità; ora di catena strettissima, ed ora di rilassatezza: ora di concentrazione di tutti in un solo pensiero, ed ora invece di dispersione di attenzione. Insomma. non esiste un determinismo severo ed unico per la produzione dei feno- meni: ed io, avvezzo al severo metodo sperimentale, massime nelle indagini psicologiche, qui mi trovo del tutto dis¬ orientato. Certamente, c’è da rifare lo “spiritismo, o la “ ri¬ cercandoli occulto „ con un indirizzo più scientifico. 7. La tecnica è in taluni punti puerile, spesso è biz- zana, spessissimo non ha palese ragione logica, se non nel capriccio del famoso John, vale a dire nel subcosciente del medio. 8. La tecnica di Eusapia (come quella di ciascun medio) ha qualche cosa dell abitudine, dell’automatico : come avviene in un esercizio ginnico o di prestidigitazione, i cui singoli momenti sieno legati dal bisogno di ottenere il successo col minimo sforzo possibile. 9. 11 gabinetto oscuro, di cui a prima vista ogni no¬ vizio sospetta come di una fucina di insidie, viene° giusti¬ ficato dagli spiritisti perchè avrebbe una funzione riparatrice dalla luce e dai contatti esterni perle “ Entità occulte, che vi si “ materializzano - In realtà, quelle tende nere che si avanzano e tanno tante cose, queUe “forme, che si sentono al di la delle cortine e non si veggono, svegliano l’idea di una ciurmerla: qualcuno non può credere che vi si nasconda un compare di Eusapia? Se non fossi sicuro della serietà di chi ha preparato queste sedute, ne dubiterei anch’io. 1. ecisamente, bisogna che lo “ spiritismo , abolisca questi suoi apparati rituali, ingeneratori di dubbi e forse, in non pochi cast, favoreggiatori dell’inganno. 10. L’ illuminazione della sala è stata quasi sempre scar¬ sissima : a luce piena si sono avuti fenomeni più semplici moti iniziali del tavolino); a luce debole e a luce rossa tenomeni piu complessi (svolazzo delle cortine, levitazione del tavolino, toccamenti ai vicini); a luce debolissima le cose si intensificano (spostamenti e trasporto di oggetti, ecc.). Questo rapporto inverso fra la percettibilità visiva dei feno¬ meni e la loro intensità mi è sembrato iersera infirmare la sicurezza e la sincerità delle manifestazioni. Sarebbe meglio MoKHKi.i i, Psicologia e spiritismo. 13 194 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II che ci si vedesse sempre bene: perchè non abituare i medi ad operare anche in luce ? . Vorrei che fossimo tutti d'ac¬ cordo nell'esigere da Eusapia una fenomenologia, magari semplicissima, ma non al buio: e mi si dice dal Peretti e dal Venzano che a ciò arriveremo con pazienza. I 4 fenomeni I. Vi sono fenomeni reali di cui è facile verificare la obbiettività: — tali sono i moti oscillatori e la levitazione del tavolo, il gonfiamento e svolazzamento della tenda, i rumori e picchi (“ raps „ ), gli spostamenti dei mobili. II. Altri fenomeni sono meno passibili di osservazione, venendo accusati dai singoli: cioè i toecamenti di mani, le visioni di luci, le carezze sul viso, i soffi, eco. III. Fra i fenomeni presunti spiritici da me visti la prima sera non v’è uno solo in cui sia evidente la azione di uno spirito (“ John „); — sono tutti fatti meccanici e fisici, o sensazioni grossolane, senza contenuto intellettuale, bizzarri e illogici nella loro apparizione e successione, puerili nella loro indole intrinseca, e tali da non prestarsi a nessuna con¬ siderazione e riflessione di ordine elevato. A me sembra che anche al più superficiale degli osservatori, anche al meno “ psicologo „ dei presenti, dovesse fino dalla prima sera rendersi evidente che la psicologia di “ John King „ è . quella stessa di Eusapia. IV. I fenomeni reali, obbiettivi di cui ho constatata la esistenza e di cui non mi so dare spiegazione, sono: a) i movimenti del tavolo e la sua levitazione (mi nacque il dubbio se non sia talvolta il piede della media che sol¬ leva il tavolo portandosi sul mezzo del suo piano inferiore, ma non ne sono sicuro ). Jersera il controllo non si è mai effettuato durante la levitazione, ma soltanto dopo, quando tutto era tornato a posto. Tuttavia la levitazione è un fatto positivo; è avvenuta mentre io occupavo il posto di vigi¬ lanza, a destra di Ensapia, e sono certo che, pur contraen¬ dosi i muscoli del suo avambraccio, la forza che sollevava il mobile non era data da una spinta fraudolenta dal basso verso l’alto: era tutto il tavolino in massa che si alzava e restava FENOMENI REA LI 195 sospeso per qualche secondo, lievemente ondeggiando: lio premuto con la mia sinistra sul suo piano ed ho sentita una discreta resistenza alla mia pressione, nè sono riuscito a vincerla. Tenevo il piede destro di Eusapia sotto il mio : non s:è spostato di un centimetro. Dunque?... h) gli ondeggiamenti e il gonfiamento della tenda posta dietro la seggiola del medio. Qui la distanza delle cortine dal corpo del medio che le agita, è minima; tuttavia credo di ì.'oter escludere che la tenda fosse spinta o tirata dal medio, o scostata da lui; tale spiegazione nell’esperimento di ier- sera sarebbe assurda. Si è detto da qualcuno dei presenti che dietro la tenda agitata si sentivano delle resistenze come di mani o di corpi o di membra umane : io non ho percepito che la tensione elastica di una stoffa rigonfiata come se al di dietro spirasse una forte corrente di vento ; c) lo spostamento di una pesante seggiola. Questo è av¬ venuto in mezza luce. La seggiola era posta dietro il me¬ dium, alla distanza di non oltre 60 centimetri: si è mossa strisciando pesantemente e rumorosamente sul pavimento in avanti e in addietro. Mi è stato proibito di toccarla, solo permettendomi di starle vicino mentre si moveva. Dichiaro però che se vedevo il sedile e tutto lo schienale distinta- mente, non discernevo i piedi, massime quello di destra e davanti, il quale toccava quasi la seggiola del medium-, d) rumori e picchi. Tre forti collii su di una tavola vicina sono stati uditi, e mi è sembrato difficile che fossero prodotti dai piedi del medio: ma quando sono avvenuti questo ed altri fenomeni straordinari io non formavo parte della catena, e però non esprimo aleun giudizio ; e) le vibrazioni d’urta chitarra. Era posta a circa 1 m. e più dalla persona del medium-, la si è sentita vibrare nelle corde perchè scossa e urtata contro la parete. 11 fenomeno ha avuto luogo in piena oscurità ; ed io non posso darne giu¬ dizio perchè ero fuori della catena. V. I fenomeni che ritengo reali, ma che essendo perce¬ zioni di singoli astanti non possono essere verificati nè confermati da altri, sono : a) i toccamenti accusati da vari dei presenti, quasi però sempre dalle due persone vicine al medio, e più spesso nel fianco o nelle parti del loro corpo rivolte verso il medio stesso. La natura di questi contatti varia, sembra , tra l’un a e l'altra persona, ma più per la spiegazione che ciascuna ne da e per quello che di personale ciascuna ci mette, che non per apprezzabile diversità intrinseca dei toccamenti; 196 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II b) picchi e colpi sulle seggiole. Sono accusati da chi tiene il medio ; non è escluso che possano essere fatti con qualche membro del medio, ma possono anche essere reali ; c) il vento freddo dal gabinetto oscuro. Io non l'ho avvertito, ma poiché la sensazione annunziata da taluno dei presenti corrispondeva coll’ agitarsi delle tende che essi pol¬ la loro posizione non potevano scorgere, cosi ritengo auten¬ tico il fenomeno; d) aggiungo che qualcuno ha sentito soffi sopra le mani, e a me è venuto in mente la brezza marina che gonfia le vele delle paranze liguri : questo moto degli strati d’aria retrostanti ad Eusapia è addirittura cosa da sbalordire; e) visione di globi oscuri con aureole, ecc. Furono ac¬ cusati da due dei presenti, sopratutto da uno; possono es¬ sere state illusioni visive, ma non esprimo apprezzamento, non essendo io allora in posizione di confermarle; f) percezioni di mani , corpi, ecc., nascosti sotto la tenda. Sono stati accusati da parecchi ; ma io, lo ripeto, non sono riuscito a sentire altro che la tensione della tela ri¬ gonfia. Siccome il medio era visibilmente al di qua della tenda, il fatto — anche senza la presenza di tali mani o corpi al di là di essa — non resta meno straordinario. Non posso darne spiegazione, ma dichiaro che la sensazione di resistenza che io ho provato non aveva nulla di anormale. VI. In alcuni fenomeni ho subito dubitato che vi fosse in¬ ganno, o cosciente o automatico che sia, della Eusapia. Di due fenomeni, fors anco di quattro, sono quasi sicuro che furono fraudolenti, e ne dò la spiegazione, o quella che mi par tale. a) soffio sul viso. Fu sentito anche da me, ma era evidentemente la Eusapia, che nello stesso tempo esclamava: sarà il fiato del medio „. L’esclamazione era ironica, ina il fiato suo era realmente proiettato verso di me; non si potrebbero spiegare allo stesso modo i soffi sulle mani av¬ vertiti dai vicini? E la prima idea che viene a chi li oda annunziare ; ma il vento dal gabinetto ?... Assolutamente io non lo comprendo falsificato da Eusapia! b) La tenda mi ha, nello svolazzare, fregato la faccia e fatte cadere le lenti a pince-nez. Ho avvertito chiaramente che dietro c’era una mano, e ho detto fra me: “ è certo la mano sinistra dell Eusapia perchè in quel momento vi era il solito trambusto che accompagna la produzione di fenomeni multipli, e il controllo forse era diminuito. Il gesto di quella mano invisibile era frettoloso, rapido, legge¬ rissimo, come di chi vuole far presto, ma la sensazione è FENOMENI SOSPETTI 197 stata quella di un contatto materiale e naturale, E vero die secondo gli spiritisti le mani “ spiritiche „ sono con¬ formate e sentite come quelle dei vivi, ma confesso che chi le sente una prima volta resta conturbato dal sospetto di Il braccio ‘ Uuidieo » di Eusapia. [Fa vallato da tue la sera del 17, V, 1901 mentre smuoveva le seggiola del controllore di sinistra, — Il disegno è di A. Berisso su di un mio schizzo a lapis eseguito seduta stante). un tiro del medio. Come non pensarlo dal momento che si era al bujo?... c) Altra frode parmi aver sorpreso coi miei occhi nel •J spostamento della seggiola del sig. Peretti, che sedeva al¬ lora al controllo di sinistra. La tenda, la solita tenda, che, secondo la tecnica abituale, in certi fenomeni ne aiuta assai 198 raiOOLOQrA K SPDHTISàÒ, II i lati del medio: fronte, vedevo distintamente fotta I ,T\ troVMdo,ni di disotto della tenda un Man i r “ SpaUa della E., ed al perchè ad un dato momeTTTiTT’ abbasta,lza chiaro tatti, io abbia visto E±i nfh è '■ ^ K acc"Sava con stofla scura?), che dalla spalla della EnT SCU''? (° rivestit° di a sl?alpera della seggiolai le jlt® pia S1 Portava verso movimento di retropulìne Ho a'^, uu rapido, violento percezione del fatto, che m'quelSnr *. ’ netfesima niente come se assistessi ad n„ • stante bo seguito fredda- ostante il desiderio di * svKT^T1-™801^ Iua "ot¬ tenuto per non interromnere lèi ““J8" •• mi sono con- , d) Un fenomeno Te In , m d<*h pimenti, perchè proveniente dai tenebrori T S81je.bbe «^ordinario, indicante l’azione di un Invisibile è gfblDetto medianico, amento duna terza nLLZ/jl’ * 8£to ^Uo del Sc¬ abbia provato in tutta la serata nT p unico che io di controllo e di vicinanza incestante T? ' u- Un’0ra abneno venuto mentre io, seduto ! ? Ì ,rnedl°). Esso è av- posata lamia mano sinistra sulla' re a ‘ ^ blto. manco, avevo desti-a dell’Eusapia, la quale mi T"6 Paiaeto-temporale trapassare colle mie dita lT L ‘accomandava di non ol- mentro, la mano desta di I ZdU T eoP°- *• ^ mano aestr», e la sua sinistra dT aV6Va afferrata mia astante f?). Dopo una lunga attesa e n T” tenuta d« altro ondeggiamenti della tenda (i nu di re succede™no altri accaduti quando dovevano verificar ; dPì?renteSÌ’ S°n° Wo nomem;, ,0 ho sentito toccarmiTf • d C?Dtatti 0 altri fé- dne volte da una mano 2 . T8™ ^cernente per mano piccola, dall’ossatura sottile d u ddle dita- Era una coll’epidermide alquanto secca con, ^ “olli e toPifh‘> ypn manuali... Era forse una mano Pm°Da ded‘ta a ]a- si nistra della Eusapia cdie sfoT T “e c?gnita, - era la mente passando dal di dietro delhF™ 8 3 v,^llanza, e abil- Ea posizione delle dita che mi sS'01 VM,Va 8 toccare?- vano a un tempo era appunto questa feTt? 6 .reSpi,1"e- il pollice in addietro.. J ’ ® dlta minori m avanti, d’aver colta la PalatinTTfrode1' ma ^ convmzione volendo cerziorarmi della cosa non e,ne sono trattenuto p ,é ’l”"a ‘ ““ • * - *»««.” ,X£2°,lr„S ; LE MIE PRIME IMPRESSIONI 199 appena accortasi del mio tentativo di analizzarne la confor¬ mazione. Questi fenomeni mai abbastanza sicuri lasciano un’inquietudine che confina con lo scoramento: quando e come premunirsi dalle burle? * * * Le mie prime impressioni. In sostanza, per me le impressioni di questa 1“ seduta si riassumono così: 1* Lo “ spiritismo , è un arruffio di cose vere e false, di automatismi e di simulazioni, di fenomeni psicodinamici ancora inspiegabili e di puerilità stupide, indegne d una 1 Intelligenza „ meno che fanciullesca o sciocca. 2» Vi sono stati jersera fenomeni reali, di cui non posso dire altro che sono straordinari sotto il punto di vista della meccanica e fisica a me note : cioè la levitazione del tavolo, i picchi e rumori lontani, l’ ondeggiamento e gonfia¬ mento della tenda, il trasporto di oggetti ; e tutto ciò senza contatto evidente o con contatto insufficiente di busa pia. 3° Vi sono altri fatti subiettivi, dei formanti la ca¬ tena, i quali possono anche essere illusori od allucinatoli. V Vi sono, infine, fatti in apparenza fraudolenti, la cui esecuzione mostra una certa abilità (non potrebbe essere automatismo?) nel medio. , 5» L’ambiente di un circolo spiritico, dato il metodo di produzióne dei fenomeni, non è ambiente sperimentale, ina solo serve alla semplice osservazione, lasciando a parte ciò che vi mette la curiosità ed emotività dei presenti. 6- Il controllo esiste solo in quanto viene continua¬ mente dichiarato nei momenti di calma, ma non si ha mai la certezza che continui sempre e per tutti ì fenomeni. 7° La fantasia degli astanti è ciò che da il colorito super¬ normale ad alcuni fenomeni (non però a tutti!). Così avviene per le descrizioni talvolta macabre dei toccamenti, delle ca¬ rezze, dei soffi, delle ombre; cosi delle luci, della resistenza dei corpi' mossi dal medio, dei picchi, ecc. La fantasia di certe persone si mostra capace di dare interpretazioni le pivi di¬ verse: questa diversità nelle percezioni dei singoli astanti 200 - - — ^Ritisho, ii “ «na catena significa, r; ~~ ~~~ - - Sl tratta, dnnnnf Z. n ““Portanza delibi senso volgare TcnJ>0, Sì>tsso di fenoL ®®6^0 ^sonale Psicologia dell’ambienf!. d.e,ia P^ola, perchè” ì^S1C0}°Bici nel >si?ffiC8,U f * ^oSèavCt° 'JaJ,a non ven,Wo anei Pienti siTnn^f .essi ^ \n°go a percezioni dw- da,Ia fredda osserv*0”1’ Je qaaIi> ove £B2£rsft e ,a feti comunica^0-® viene Wvolta^-f0®*0- Cosi 'o ™le fonti dalnasn r sPJnticamente p, ■ Ml,|to a picchi »«». S"kit°, «WoSta n^ta * ì**1** S **»•*««•. °ll'° »™ »» .(fai, , ?!,“ |X'r »PM» P;» ^ '•pene (c-e. s°na nuova (o LcJa finanza ed - p0'16 di fenomeni • ^orttaS ?) '»™« »» ^ H'o». p™ Jte *“ » - fi.tr t P«»3«) » tonai, sz“ fo„e p,^'4 ” Progrosso *"« Pi». !? S,"°“b™' "«or. lo sì ff* «Min nelPosc ‘WS Statto”1', ■ »S"pi“„° ri '«“«"«St r» Ziyr* mCrr* r ”e' '*“«?. inSSB?ta. ri|““ »» olSoS0 «or- ^on vi è origina)i(. J??8® UD? «poi-/ di ,Jn” to',la «antel- sP^m’ssLzz ^pocedSint iè ^iSrrs ^ra"i"tóo»--»^a.sss»“s;sfc LE 511 E PIÌI51E 13IPBEESI0XI 201 14" Lo spirito famigliare “ Jolin King „ è ridicolo e stupido; esso ha una psicologia analoga a quella del feticcio che viene adorato e... bastonato dal selvaggio Negro quando costui ne vuole ottenere qualche cosa. L’impressione che fanno uomini seri a mettersi dattorno ad un tavolo per sollecitale, plaudire, incoraggiare ed elogiare un personaggio cosi grottesco e frenastenico come “ John King », mi è riesci ta penosa. Chiunque ha senso di dignità umana troverà che la guida spirituale della popolana di Napoli sfigura in maniera sconfortante quando si pensa agli spiriti %-ctor Doctor e Imperato r di Staixton-Moses, alla Yolanda alla \\llaÀ a! ^ar^er e al I -ay-alì della D’Espérance, al Leopoldo de a bmith... o anche alla sua imaginaria figlia, Ratte Rina, della Cook. Rileggevo ieri l’altro Allan-Kardeo : ebbene, . ' obn ” deX essere uno di quegli spiriti inferiori, più o meno ignoranti, di cui parla il legislatore dello spiritismo, di “oriz- •/onte morale e intellettuale molto limitato, di perspicacia ristretta „. Ma “ John „ ama lo scherzo ed è un bonaccione: non ha egli dato, traverso le nere cortine, una stretta finale di mano a tutti ì presenti, meno che a me?... Ah no, non posso vincere il mio disgusto, nè simulare una fiducia che non sento, ne adat tarmi a scendere, così, fino al livello di una Eusapia... o d' un falso pirata che si protende dall’Ombra... Questo e dunque, lo “ Spiritismo „ che deve rinnovare la nostra coscienza religiosa, decidere dei destini umani, aprirci le porte dell Oscurità immensa?... Buon Dio, da dove si comincia! Ma queste sono le impressioni che io ho da una prima se¬ data-, ora, mi si dice che una sola seduta è insufficiente a convincere ed anche a comprendere la fenomenologia me- 'ùamca. Mi si assicura pure da coloro cui confesso i miei du j fi su alcuni dei fenomeni veduti, che anche ad essi è succeduto così, ma poi, seguitando a vedere e a “speri¬ mentare si sono convinti di tutto. Ecco: per adesso dico soltanto che del vero, e più di quanto credevo fino ad oasi c e in questa mediumnità della Paladino; può anch’essere che io finisca, osservando in buone o migliori condizioni, a ritenere tutto o quasi tutto veridico, ma non mi so capa¬ citare che diverrò mai “ spiritista „. Stiamo a vedere. Benova, 18 maggio 1901. LA SECONDA SEDUTA (1!) faggio 1901). Inizio e sintesi della seduta. Ja Lusapia^Ho saluto che^’ C"'C°'° prima che giungess ]TS daf,a s'8‘norina Bey e cheT* •S°/Te-liata «morevol Quando Kapia £555"*““ pertiJ1^K nosTrogl-^ Pfr convincermi Che nulla not^ ln7ltato ad esaminar^ K'SLtirs tzr asa «** Vnlf- ° deDtro iJ lau.stoi ' C0Sa P°trebbe celare sotto Sst^SSSiwriB ® ir COME 8* INIZI ANO LE SEDUTE 203 Esamino anche fuggevolmente i riflessi rotulei • ma Eusapia, ohe non sa ancora chi io mi sia, non vuole indagini di me¬ dici sul suo corpo, e per di più è sempre diffidente ^ circa allo eose di cui ignora 0 non comprende la ragione: si inal¬ bera e non mi permette di proseguire. Anche alcune mie do¬ mande, rivolte a meglio conoscere il suo passato e le sen¬ sazioni che prova nello stato di “ trance „, non son meglio accette : qualcuno dei presenti sembra, anzi, poco propenso 'a lasciarmi proseguire, ed io, per ieri sera, ho fatto di neces¬ sità virtù, ripromettendomi di indagare con maggiore pru¬ denza, o quando sarò liberato da ogni espressione ostile di diffidenza “ spiritistica 01 La seduta è incominciata senza molti preamboli alle ore - l,o . . ed ho visto che gli esperimenti non sono preceduti da alcun rituale come avviene, secondo le informazioni date a stampa, nelle riunioni spiritiche di Inghilterra, d America, e anche di Germania e di Francia. Questo cerimoniale ìmziatono, che consiste in preghiere od in canti di genere sacro, tara parte della tecnica spiritica nei circoli strettamente adepti alle dottrine pure dello spiritismo sistematico, e sopratutto alle varie sette o congregazioni in cui la grande corrente, venutaci dagli Stati Uniti or sono cinquantanni, si e divisa. Gii spi- ritisti-kardechisti, i cristianeggianti, gli illuministi, seguitano nelle abitudini trasmesse loro dai primi propugnatori e se¬ guaci dello spiritismo: ogni seduta tipica, avendo per iscopo la evocazione di spiriti di morti, deve per tradizione e per soddisfacimento dell’istinto atavico di evemerismo condurre ad un rito esoterico. Qui, invece, siamo m un Circolo di studi psichici, e procediamo avanti nella “ ricerca » senza forma¬ lità ritualisti che tradizionali o settarie. E un'altra osservazione faccio a riguardo della fenome¬ nologia spiritica di Eusapia: niente musica, niente canti ne suon! durante la seduta; ma, o il silenzio più completo da parte del medium e dei presenti, tutti in attesa del feno¬ meno . o un parlare confuso, un discorrere senza senso, un interloquire a vanvera di tutti gli incatenati attorno al tavolo, ogniqualvolta il ‘John,, esigente ed impetuoso sempre, batte i sacramentali quattro colpi che vogliono dire: Parlate.... Sta per aver luogo una manifestazione V Si ordina tipto- lomcamente di “ parlare „. E quanto più è grande ordina¬ riamente la babele delle lingue, quanto piu disordinata e confusa è la miscela di parole o frasi prive di senso e di coerenza che ciascuno dei presenti immette nella conversazione, tanto più varia e più intensa appare la fenomenologia eusapiana. 204 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Adunque, per la Paladino il cicaleccio degli assistenti sosti¬ tuisce il suono del pianoforte o la salmodìa, eui ricorrono altri medii per produrre i fenomeni. E tale abitudine non fu già presa — me ne accorsi l'altra sera e piti me ne sono persuaso ieri sera — per distrarre la attenzione dai tiri che il medio potrebbe giuocare alla assistenza. La prima volta ho avuto anch io questo dubbio, e sono partito da via Giustiniani poco soddisfatto della parte ingenua di cicalino cui io stesso mi ero prestato, anzi addirittura furibondo di non aver forse ba¬ dato ai fenomeni che durante quello stupido esercizio erano accaduti sotto i miei occhi. Ma, in realtà, i parlanti non ne sono distratti, perchè non seguono col pensiero le frasi sciocche e insensate, talvolta i semplici ritornelli in tralalarà. che dicono a mezza voce, a fior di labbro : qualcuno, per di più, continua a tacere e ad invigilare. Si tratta, adunque, non di un sotterfugio, bensì di una necessità. Gli spiritisti affer¬ mano che quel chiasso agisce come stimolo sul medio ecci¬ tandone la proiezione di “ fluido „ : e questa opinione non ha nulla di contrario alla fisiologia normale, poiché sap¬ piamo che tutte le funzioni effettuantisi a scariche (p. es., la sessuale) hanno bisogno di uno stimolo, di cui costituiscono un reflesso. Anche nella sfera psichica certe attività non si sprigionano senza una opportuna stimolazione : Lombroso ha dimostrato che in moltissimi uomini di genio l'estro poe¬ tico, l’opera d'arte, l’elaborazione pressoché automatica delle imagi ni e delle idee avvengono solo in determinate condi¬ zioni di luogo, di tempo, di temperatura, di abbiglia¬ mento, ecc. ece.. sino ad aversi esempi dei bisogni più stra¬ vaganti (v. L’Uomo di genio, passim). Ora, a mio avviso, 1 attività medianica può benissimo richiedere un analogo determinismo fisiopsicologico per esteriorarsi : le stimolazioni acustiche, siano musicali, siano rumorose o chiassose, arri¬ veranno ai centri psicomotori del medium e ne ecciteranno la esteriorazione di forza. Ma quel comando del parlate', che generalmente prean¬ nunzia un fenomeno di rilievo, può anch'essere derivato da una associazione originaria fra gli inevitabili momenti di disattenzione dei formanti catena e la produzione di dati eventi medianici. I toccamenti di “ Invisibili „ sono fra questi; e così ci sono pure, da quanto ho già veduto, i trasporti di oggetti. Si ha insomma un fatto di autosuggestione : i medi hanno bisogno di credersi non invigilati, lasciati cioè alla loro spontaneità, e quel cicaleccio li illude. Può anche essere che si illudano al punto (la Eusapia, forse) da ritenere che gli RIASSUNTO PEI FENOMENI „ OSSERVATI 205 assistenti dirigano minore attenzione al procedimento del fe¬ nomeno, e chi sa? anche alle manovre fraudolente che i medi stessi sono tratti più o meno inconsciamente a fare quando sono stanchi o quando non sono in vena di dare “ belle „ ma¬ nifestazioni. Ad ogni modo, io starò attento ; e se mi accor¬ gerò che, cicalando o discorrendo, cesso dall'esercitare tutta fa oculatissima sorveglianza che mi sono proposta, tacerò. Durante la seduta io ho preso il “ controllo „ dapprima alla sinistra della Eusapia. Poco dopo mi sono sentito toccare e premere fortemente fino al dolore, nella regione lombare destra : ora, non è stata la mano sinistra di Eusapia che tenevo nella mia, nè credo che il vigilatone di faccia (il signor Bantle) abbia lasciato libera la destra di lei. Il fenomeno mi ha colpito assai, perchè sono sicuro che la mano o corpo toc¬ cante e premente veniva dal di dentro del gabinetto e ad una certa distanza dal fianco di Eusapia: veniva, anzi, co¬ perto dalla tendina nera. Poco dopo sono ritoccato più volte, la tenda mi viene gettata addosso : ed io so che tengo sempre la sinistra del medio : come avrebbe essa potuto adoperare la destra, anche se libera, portandosela dietro al dorso, dietro alle spalle dalla mia parte, e spingere o lanciare la stoffa pendente dnU’interno del gabinetto nero? E inespli¬ cabile! Or bene: in condizioni di sorveglianza che a me son parse sicure, i fenomeni hanno seguitato per un pezzo: moti convenzionali del tavolino (tiptologia), toccamenti a me e ad altri, colpi formidabili sul tavolino, apparizioni di forme lu¬ minose a mezza luna (?, che io però non ho veduto), picchi sulle seggiole, oscillazioni e sollevamenti totali del tavolino. Passo al controllo di destra, e le cose camminano ancor più intensamente: — toccamenti sincroni, moti e strappi alla mia seggiola, carezze e scherzi di mani invisibili coperte dalla tenda, correnti di aria fresca, svolazzamenti di carte non toccate, trasporto di oggetti distanti dal tavolino (un can¬ deliere, un calamaio, della ceralacca, eec.); poi, alzamento del tavolo, trasporto in giro di una seggiola attraverso la catena, moti spontanei della pesante tavola situata a destra del medio, suono spontaneo della chitarra appesa .al muro, tintinnio di campanelli, e contemporaneamente sempre mani che palpano me; indi, vista di un globo oscuro (una testa?) che s’accostava al vigilatore di sinistra, un batter di mani per l'aria, rigon¬ fiamento della tenda, e finali strette di mano concesse a tutti attraverso la tenda da un personaggio invisibile (John King) come per dire è ora di chiudere!... 206 PSICOLOGIA E -SPIRITISMO, 11 La tecnica delle esperienze. Rimango ferino nelle stesse impressioni che mi hanno fatto le “ esperienze „ della prima seduta: 1. La tecnica dello “ spiritualismo sperimentale „ (?) è assurda, anorganica, non scientificamente sistematica, puerile. 2. Sembra che i mezzi eoi quali si ottengono i feno¬ meni — tavolo, mani in catena, oscurità o semioscurità, luce rossa e simili — siano divenuti una maniera sistematica di tecnicismo empirico, più per cattiva abitudine o per mimetismo irriflessivo, che per vere esigenze dei fenomeni stessi. Una grandissima parte di queste pratiche o manovre è stata im¬ maginata da persone poco colte e di intelligenza inferiore alla media. Nessun vero uomo di scienza, accingendosi a provo¬ care sperimentalmente dei fenomeni così importanti nel loro intrinseco valore, avrebbe ideata una tecnica così grossolana e bizzarra come la “ spiritica „ . 3. La tecnica non ha metodo, nè regola : finora sembra a me che si proceda a seconda del capriccio dello “ spirito „ che figura quale agente occulto, o meglio del subcosciente atassico della medium. 4. Una certa parte delle raccomandazioni o imposizioni tecniche — aumentare la luce, fare oscurità, parlare o tacere, stare in catena o non starvi — pare sia fatta per una in¬ tima e misteriosa ragione (apparente), ma è fatta sempre o quasi sempre: «) per preparare gli astanti a mettersi in condizione aspettante ; — 6) per produrre su di essi sor¬ presa e meraviglia; — c) per provocare fenomeni insoliti e importanti... Ma questi, una volta prodotti, possono gene¬ ralmente, ad eccezione di pochi, essere ripetuti in condi¬ zioni affatto opposte, in luce od in oscurità, fra il silenzio o fra il tumulto, ecc. Tnsomma, nessuna rigorosa applicazione del determinismo sperimentale. 5. La “ catena „ non influisce sulla crescente produttività di fenomeni in una serata: direi anzi che se in principio è mantenuta scrupolosamente da tutti, medium e astanti, diventa poi sempre più lassa, discontinua, e alla fine inu¬ tile e superflua. Nella ultima parte della seduta i fenomeni avvengono anche se regna nella catena e nella sala il più completo disordine. CREDULITÀ ED INC REDUX1 T A DELLE SEDUTE 207 * * * L'assistenza. Lo stato mentale dei presenti. 1. La presenza di spiritisti convinti nella “ catena „ formata attorno al medium non è il solo fattore della pro¬ duzione dei fenomeni più straordinari. — Questo è contrario a quanto dapprima supponevo. L’ esserci vicino alla Paladino dei credenti come la si¬ gnora R. o degli increduli nello spiritismo come me, non influì jersera sui fenomeni. I più belli e i più numerosi sono avvenuti con me, fossi a destra o fossi a sinistra del medium : il che finalmente mi ha addimostrata la realtà dei fenomeni stessi e, fino ad un certo punto, mi ha attestata la loro sincerità. Credo che nessuno si sia mai accinto alla osservazione dei fatti spiritici con maggiore scetticismo del mio; eppure, debbo riconoscere che i miei sospetti erano eccessivi. Anche aguzzando occhi e orecchi se siamo in mezza luce o in pe¬ nombra. anche esercitandomi ad analizzare intensamente le minime sensazioni di tatto, i minimi atteggiamenti e sposta¬ menti delle mie membra (senso muscolare di sforzo e di spazio) se siamo in ombra completa, io non riesco a negare questo fatto semplicissimo: — il tavolino si alza e si muove senza alcun contatto, senza spinte da parte di Eusapia. — Ho un bel dirmi attento che ti inganna ; ma se l’inganno non riesco a scoprirlo, come debbo concludere? 2. Tutti noi (anche gli “ spiritisti „) eravamo manifesta¬ mente nella più seria condizione di mente per osservare e annotare i fenomeni. La sola persona che ha avanzata una in¬ terpretazione troppo spiccatamente spiritica (lasignoraR... che ha creduto riconoscere nelle carezze di una mano “ fluidiea „ quelle della propria madre) non ha ottenuto alcun assenso dalla riunione: quella interpretazione è stata — per tutta la seduta un fatto isolato. Forse da chi crede si ha delicato riguardo al mio scetticismo , che si vuol vincere per logica naturale degli eventi e non di sorpresa? 3. I più scettici, io e il signor Ferraro, non eravamo i meno stupiti dei fenomeni. Io posso garantire d’avere serbata la più completa serenità di spirito anche in mezzo alle stra¬ ordinarie manifestazioni spiritiche in cui ero preso di mira: 208 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ho esaminato tutto attentamente, freddamente: non ero nè commosso, nè impressionato in qualsiasi altra maniera, quan¬ tunque i toccamenti siano tutt altro che piacevoli per un novizio e da essi io abbia riportata dolentezza ai lombi. 4. Sono certo, arcicerto di avere osservato bene, di non avere subito allucinazioni, di avere avuto percezioni reali, sane, obbiettive, tanto tattili e termiche, quanto acustiche e visive: i miei sensi erano in perfètta normalità (direi anzi che. sebbene miope, la mia vista dopo lunga abitudine alla semi¬ luce ed oscurità s’era fatta più acuta); la mia intelligenza ragionava con logica serrata e ferma; sono stato presente con la mia coscienza piena, lucida e quasi direi intensificata, a tutti gli avvenimenti veramente memorabili della serata. Dunque, ho sentito, ho visto, ho udito, ho toccato Con tutta la normalità fisiologica e psicologica di cui sono capace. 5. Di tutti i presenti alla seduta e partecipanti alla ca- tena i signori Per raro e Bau tl e sono freddi e calmi osservatori: il prof. Porro si lascia un pò* troppo presto portare alle espressioni di meraviglia; il dottor Venzauo è ammirabile per la calma con cui tutto annota, sebbene quando i feno¬ meni lo toccano mi sembri molto facile alle emozioni ; più ancora emotivo è il marchese Da Passano; la signora Iter è portata alla parte mistico-trascendentale dello spiritismo puro ; il signor Peretti è da lungo tempo un convinto, os¬ serva e non discute; il sig. Schmolz ha, dicono, qualche forza medianica, è pure un convinto, ma è alquanto emo¬ tivo ; il signor Avellino ha presa fin qui poca parte, quasi mostrandosi oramai sicuro della realtà dei fatti paladiniani e per ciò lieto del successo : ma tutti questi signori avendo partecipato poco finora alle esperienze, non ho avuto occa¬ sione di studiarne la psicologia. Nessuno però intralcia il corso delle manifestazioni con inopportune inframettenze, nessuno si assume di fronte a me l’ufficio, che mi sarebbe antipaticissimo, di “ cicerone „: ognuno è lasciato nella più completa libertà di interpretazione su ciò che succede. Nell’insieme 1 ambiente è adunque propizio a bene osser¬ vare (non dico a sperimentare, ma ciò dipende dalla prefis- sata tecnica delle sedute): — se vi è gruppo spiritico in cui la veridicità e serietà dei fenomeni potranno mettersi fuori di contestazione, a me pare questo. E in complesso sono sodis¬ fatto di farne parte: un altro ambiente avrebbe forse sve¬ gliata la mia diffidenza. PSICOLOGIA DEL MEDIUM 209 * * * Il medium 1. La Paladino si occupa specialmente, anche troppo, del controllo : essa prevede abbastanza spesso che avverrà “ un fe¬ nomeno „, e si mette e fa mettere gli altri nelle condizioni che le sembrano opportune, non già per il metodo o pro¬ cesso di produzione del fenomeno stesso, ma per la vigilanza, affinchè la manifestazione abbia un po’ dello spettacolo. 2. La Paladino è più furba di quanto appaia ; è vana, perciò tiene molto al successo dei suoi esperimenti; è abile nel preparare l’animo dei suoi spettatori... Ma dopo questa se¬ conda seduta essa non mi sembra tanto capace di ingan¬ nare, per lo meno coscientemente, ad ogni costo e pei" in¬ veterata ciurmeria come da certuni si crede: è una buona donna, nella pura espressione del termine. 3. Le sue smanie durante la prima parte della seduta, quando non avvenivano fenomeni, mi sono sembrate sincere; invece ho osservato, non senza meraviglia, che il successo brillante dell ultima parte non l’ha eccitata nè allietata : è vero che in allora era stanca, e sopratutto in condizione più inoltrata di autoipnosi. Osservando bene la mancanza di manifestazioni durata iersera per più di un’ora, ritengo che ad Eusapia accadesse di non poter entrare nello stato medianico per un impedi¬ mento fisio-psicbico non dissimile da quello che toglie il sonno a ehi vuol dormire. Tutte le persone che hanno sof¬ ferto d insonnio (ed io, purtroppo, sono fra esse) sanno per prova che cosa sia l’agitazione smaniosa da cui sono prese al non sopraggiungere della desiderata incoscienza. Ora, Eusapia riproduceva iersera davanti a me questo noto quadro: se ne deduce facilmente che la medianità è legata indisso¬ lubilmente agli stati auto-suggestivi di sonno ; i medi sono soggetti che si ipnotizzano da sé. 4. I fenomeni mi paiono prodotti dalla Paladino senza cor¬ rispondenza assoluta colla profondità o fase del suo stato di t lance. La tavola del V isani-Scozzi è affatto teoretica, e, per quanto ho visto in due sedute, erronea : non mi risulta vero che a determinati stati medianici (ipnoide, catalettico, ecc.) corrisponda sempre una data serie di fenomeni. Questi se- Morsklu, Psicologia e spiritismo. y 210 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II guitano a prodursi senza regola, tanto in estasi o trance quanto in veglia : quando la Paladino La prodotto lo spostamento della mia seggiola, era pressoché sveglia ; non era in son¬ nambulismo quando mi ha fatto vedere il globo oscuro nel chiarore della porta; la “ levitazione „ del tavolo ha luogo anche senza ipnosi o altro stato consimile del medio. Quindi tutta la teoria o costruzione del Visani-Scozzi cade da sé. A schiarimento di quanto dico, riporto in succinto la tabella dell egregio psiehieista fiorentino, cui egli dà questo titolo : Condizione psico-nervosa indotta e modificata per suggestione mentale da Intelligenze extraumane nel medio , (La Medianità, 1901, pag. 392-3). I- Veglia ' Medianità intuitiva, — parlante, — a effetti 1 fisici di moto IsnORfn.TnAnlr, rii 1 Medianità intuitiva. — parlante, — scrivente, 11. I retinosi tiptologica, - a effetti fisici di moto (spo- 1 stamento di oggetti), — id. di rumori. ' Medianità parlante, — scrivente, — tiptolo- gica, — a effetti fisici di moto (spostamenti, levitazione, trasporti), ... di rumori, . di luci, a materializzazioni precarie par» riali, tangibili e visibili. Medianità tiptologica, — a effetti fisici di moto (c. s., più la levitazione del medio),... di rumori, ... di luci, — a materializzazioni precarie semi-integrali, tangibili e visibili, — a dematerializzazioni (apporti?). Medianità tiptologica, — a effetti fisici di moto, ... di rumori, ... di luci (c. s.), — a ma- V. Letargia terializzazioni precarie integrali 'tangibili, l Visibili o nnrlanH - o * _ • visibili e parlanti, — a materializzazioni parziali permanenti, — a dematerializza¬ zioni (apporti). La progressione dei fenomeni medianici sarebbe completa e in buona rispondenza simmetrica con le presupposte fasi r 'fi”08-1 £ia ' Stabilite dallo Charcot e dalla sua scuola. Ma gli ultimi studi di ipnologia hanno provato che la successione ° s“a“ catalettico, letargico e sonnambulico era un prodotto artificioso e raro di suggestione sulle grandi isteriche della Sal- petnere. Oggidì si sa che gli stadi ipnotici sono ben più nume¬ rosi e vari; e massime in riguardo della medianità le ricerche del colonnello Dk Rochas (Les états profonde ... et superficiels de l Ht/pnose) hanno reso le cose assai più complicate che non creda il V isani-Scozzi. Il De Rochas, infatti, descrive nei suoi _ lr0RZI DEL medIdm E prodi APPARENT! 211 soggetti un succedersi multinln w; „<.„*• ir • nambulismo, letargo, che sarebbe ^ a^enu Jl catalessi, son- basti il fatto che la ‘ mediati nf. -PP° lun»° «Produrre; ma la gradazione iniziale, bensì la nifi \uP " I,on è già, secondo lui, se non i soggetti che ’si sciolgono da JnY r" T vi arri' ano **P“ "j. proSnto? cmSS SiSSSr,“* coi ,,,U» E"- troppo, anche della correlaz”oLq fri fe Vl8A^'Sc0ZZI ^ ““ P« dianici) e stati superficiali n „? f ■ fe“°“e“‘ spiritici (= me- descntta dall’insigne psichieista francò d® a lpnosi- qual’è del mediumfmó0»“,“e ques^Mn i"%“ “”l!re' d* P*«e contrazioni muscolari (talvolta i,v -è soItanto «velato dalle quasi costanti) ; è ad °S»i modo, di Eusapia quando si accinse a rP •*? n6 conteg’«o generale festazioni , dell’ipotetico Al di là In^orf * *“? “ ma,li- una vera frenesia- sosnim ln a ora essa è presa da geme, si lagna, emette esclamai g l8’ respira affannosamente, cini, si stira, reclina la fP-.fn a e mam dei suoi vi- spalle dei vigilatori si abbandnn ^ r*0 fin° a toccare le io v.d„„ ’rr* che a' tanta soffra folororissi^cT' S°n-° -rÌmast° «5*o ,emb6™sr„?i4 tr^ST r' dino in frode dueo'tre volte^du'n ? P*?*0 di trovare la Pala¬ la mia attentissima osservazione ^ & S®co.nda’ nonostante dezza (che dà tanto da faro oli V mia lnesorabile fred- anche nella semioscurità, glf oe3^fi«i « qg“le ha sempre- ho potuto scoprire nessu/ nganno o n r lo' *“* Ì0 ‘10n sono nescito. Ma ciò basta a ’ ’ pel, 0 meno> 11011 ci 7. E ben pensando^ “1 8 qualche gherminella V della mia mano posta sul nari / i'6 j°Pj° d nuovo toccamento toccamento comiduto iersera 1 d6Stro della Paladinp. ~ della prima sera, anzi' dirette toCd-f™*”0 dÌV6rS.a da ciuella io non ho più i] diritto d; ' e dìta m senso inverso, — analogo del 17 maggio doveP nTer ^ nel tosamento og 0Ve nn eia apparsa un’abile ma- I 212 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II novra. Inoltre, ieri sera, io vedevo abbastanza distintamente U braccio sinistro della Paladino tenuto sulla tavola dalla sia.' Rey, mentre la destra era da me controllata, eppure, sono stato toccato. Supporre che la Paladino 1 abbia tatto col piede è assurdo : e poi ciò che mi toccava anche questa volta era proprio una mano, con dita a segmenti articolati, con polpastrelli, con falangi corte e lunghe, non già un corpo ^Dunque, per un qualsiasi supposto agguato n<d toccamente di una mano posata sulla testa di Eusapia, debbo lealmente ricredermi : - per lo meno, l’estremità organica da me pei ce¬ rata ieri sera è stata realmente “ fluidica „ (cito il termine consacrato dal linguaggio spiritico senza discuterne e tanto meno adottarne, per ora, il significato). . 8. L’altra frode che ho creduto scorgere la prima seia nello spostamento della seggiola di Peretta è di altro genere. Pino a dimostrazione del confrano, seguito a. credere che il prolungamento che ho visto partire dalla spalla della al¬ dino era, proprio un braccio, ossia un membro (sebbene co¬ perto, mi parve, dagli abiti o da una stoffa nerastra) costi¬ tuito anatomicamente. Il movimento di sforzo che gl mò compiere nel tirare indietro e a sè la seggio a u que o un vero arto umano composto di ossa, muscoli, enc ini, e funzionante in modo normale. Che cosa pensarne 9. Jersera invece il movimento della mta seggiola, assai più complicato e straordinario di quello del Peretta, è avvenuto (ne sono certo, fermamente convinto) senza intervento del braccio destro (anatomico) della medium, perchè io lo tenevo colla mia mano sinistra, lo sentivo contro il petto, e non 1 ho abbandonato un istante. Quanto al piede destro della l a a dino. esso era sul mio sinistro e non mi ha lasciato mai inoltre, come fare salire una seggiola su di un tavolo e come farnela discendere con un piede calzato, senza un imma^i- nabile acrobatismo di tutto il corpo che invece era fermo . Resta l’ipotesi enunciata dal Richet e dal Lodge che io abbia anche la sera del 17 visto un bramo radiante o fluì; dico In tal caso bisogna supporre od ammettane ohe ì prolungamenti del doppio contengono tutti i caratteri mo foloaici e fisiologici delle membra reali; e che un traccio- animico non si distinguerà, ai nostri sensi: da uno > £ mica ! A pensarci su, c’è motivo da restare muti e sbalordita. Quel braccio aveva però anche tutte le situazioni SP®C1* 1 " ' significherebbero un furbesco giuoco di ® P°r“J dovevo vederlo proprio io, di faccia ? perchè in tutti gli I FENOMENI MECCANICI E FISIO-PSIOOLOGIOl 213 altri spostamenti e nelle azioni a distanza questi bracci ani¬ mici non si veggono ? .... Regna nell’ insieme dei fenomeni medianici il più grande disordine, sicché sembrano Feffetto di una volontà instabile, bizzarra, tutta ad impulsi... Altro che “ Intelligenza „ coll’ » grande ! Mi sembrano intelligenze appena uscite dalla fase bambinesca o ritornate alle scem¬ piaggini e agli arruffamenti sconclusionati di un sogno. * * * I fenomeni. 1. I fenomeni della prima metà della seduta sono stati insignificanti : quelli dell'ultima ora, dalle 1 1 alla mezza¬ notte, addirittura stupefacenti. 2. I più straordinari dei fenomeni sono avvenuti a me ; e furono in parte di indole meccanica, e quindi percettibili e udibili e visibili da tutti : in parte di indole che dirò fisio-psicoloyica, perchè colpivano i miei sensi, ed io soltanto li ho percepiti. 3. I fenomeni meccanici o fisici consistettero precipua¬ mente nei moti del tavolo, nello spostamento di oggetti, nel¬ l'avanzamento della grossa tavola che è venuta a battere, come un ariete, contro le mie spalle... In sostanza, sono i medesimi che si veggono descritti in tutte le sedute della Paladino. La loro straordinarietà sta : a) nell’avvenire senza contatti o con rapporti insufficienti con la persona del medio, e sotto la vigilanza più completa ; b) nell’avvenire a distanza talvolta abbastanza grande dalla persona del medio. 4. Parlo delle mie percezioni : a) Ho sentito toccamenti sul fianco, gli uni delicati e carezzevoli, altri più grossolani ; i primi mi parvero perciò di mani leggere, gli altri di mani pesanti. Un pigiamento sul fianco destro mi ha lasciato dolentezza per circa un’ora (vi soffro di nefralgia). Ho anche sentito lo strisciamento di una mano invisibile sulla testa, sulla schiena , sulla faccia. bj Mi si è nuovamente fatto toccare da una mano spiritica nuda o carnea, ma diversa da quella della prima sera. La differenza fra le due mani era notevole : la prima, quella del 17, era femminile, o almeno mi parve tale, e sospettai, come ho detto, che fosse di Eusapia ; per contro jersera era 214 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II una mano vigorosa, più grossa, maschile, a dita forti, a gesti risoluti: quando ho tentato di avanzare per meglio sentirne le forme, essa mi ha respinto fieramente!... c) Mi hanno messa la punta di un dito nella conca del padiglione auricolare di destra (la mano della medium era nella mia, e a destra avevo il signor Ferraro sul cui contegno sono sicuro). E mi si è anche preso l’orecchio si¬ nistro fra le dita di una mano. d) Mi si è sottratta di sotto la seggiola, cosicché sono stato costretto ad alzarmi; e poi mi si è tirata la giacca per farmi risedere sulla seggiola ritornata al suo posto. e) Mi si è battuto amichevolmente sulle spalle, sul dorso, e anche sulla testa con tre colpetti diversi, come di approvazione a giudizi (benevoli) che esprimevo sui fenomeni. f) Ho sentito, propriamente sentito, sulla mia regione occipitale, sulla nuca (si badi che sono, purtroppo, abbastanza calvo), non che sulle orecchie prima destra poi sinistra, una specie di ventilazione come d’ala di uccello : ho avuto la netta percezione di avere un grosso ma domestico uccello, per es. una tortora o un piccione, sul bavero dell’abito, che eolie ali mosse mi ventolasse la testa. Il signor 1 erraro mi ha detto che in quel momento io avevo un che di biancastro sul collo, dietro della testa. Non eravamo nè l'uno nè l’altro commossi: meravigliati, sì, ma freddissimi osservatori. Non era un’allucinazione, ma poteva ben essere un’illusione dei miei centri cerebrali eccitati : forse un’allucinazione veri¬ dica ?... Ma fino ad ora il materializzarsi di entità animali è dubbio ; e poi eravamo in quella malaugurata mezza oscu¬ rità e bisogna stare in guardia... g) Ilo visto nettamente, quantunque nella semioscu¬ rità, un candeliere trasportato medianicamente, inchinarsi, spostarsi, ballare sul piano tutto biancastro e visibilmente libero del tavolo : nessuna mano lo toccava. La Paladino era in quel momento controllata da me. h) Attraverso una tenda, dietro alla quale, essendo essa alquanto sollevata, si vedeva il vuoto (alla piena luce di una lampada a reticella Auer un po’ consumata), ho sentito chiaramente una stretta di mano : la mano mi è parsa grossa, robusta, come di un uomo dedito a lavori grossolani, e mi ha afferrato e compresso la punta delle quattro mie dita fra le sue dita minori da una parte ed il pollice dall altra. Ci si vedeva chiaramente anche a leggere ; e guardando la tenda mentre mi toccava, io ho scorto coi miei occhi formarvisi delle pieghe come attorno ad una mano reale. Inutile dire mm un’apparizione ri forme , 215 cltó sollevata in quell’ istante la tenda, nulla c era di dietro: « ,-he la Paladino era ferma al suo posto. Anzi, per arrivare a toccare la stoffa dall’altra parte , io mi sono levato mezzo da sedere e ho passato il mio braccio dinanzi alla medium. Apparizione di un “ globo oscuro „ (testa?). rOnesta figura sferica ei è apparsa più volte neUe sedute ili Eusapia : sono in generale i due vigilatoti che se ‘.'l ve4°f° aPp?Pg’ ® nello spazio interposto tra essi, al davanti o dai lati di hnsupiaj. i) Ho visto un globo oscuro partire due volte dallo spazio fra la testa della medium (che allora si appoggiava contro lamia) e quella della signora Rey poste in ombra: il globo si è proteso due volte fino a metà e più della tavola, con direzione evidente verso il signor Ferraro. Anche qui non ero allucinato, ma percepivo nettamente e calmamente il feno¬ meno : ne sono stato, si capisce, un po’ commosso, giacché in fin dei conti non sono casi di tutti i giorni, ma non ho per- 216 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II duto un solo momento la tranquillità dello spirito. Ho su¬ bito dichiarato alla Paladino che quel globo mi pareva dato dalla tenda nera disposta attorno ad un che di rotondo, che io paragonerei ad un cocomero più che ad una testa: in avanti era a contorno tondeggiante, in dietro, verso la sig.*Rev, si continuava nell’ombra e forse nella tenda. Questo globo, l’aleggiare di un uccello (?) sulla mia testa, le strette di mano attraverso la tenda, sono i fatti che mi hanno jersera più colpito : tutti e tre erano reali, veri, sicuri, come sicura è la esistenza di ogni oggetto esterno che colpisca i nostri sensi della vista, del tatto e della termoestesi. k) Ho udito anche dei rumori, come di piccole mani che applaudissero. I miei compagni dicono che erano schiocchi di dita, e anche a me hanno poi fatta questa impressione; ma li ho uditi poco, prima perchè erano deboli, poi perchè mi giungevano in quel momento le esclamazioni della signora Rey. l) Ho sentito del vento sulla gota destra, sulle mani, ma è stato fenomeno passeggierò, direi quasi abortivo. Ve¬ niva dalla tenda nera posta alla distanza di circa 80 cm. da me, ma cessò subito. Non era prodotto da differenze termiche delle mani o delle persone vicine: neanco era pro¬ dotto da fiato , chè la superficie percorsa dalle variazioni termiche era troppo grande, e la testa della Paladino era lontana e con la faccia rivolta altrove... Mi son ricordato che anche il Crookes sentiva questa corrente di k freddo „ sperimentando con l’Home. Eppur si muove ! La storia dei * tavolini battenti, danzanti e parlanti „ è oramai vecchia : per lo più gli “ Invisibili del mondo ultra¬ umano e ultraterrestre „ comunicano con i vivi mediante l’a¬ gitarsi ed il sollevarsi dei mobili. Potrebbero gli “ spiriti „ dei trapassati, o quegli altri enti spirituali erratici di inde¬ terminata natura, che gli occultisti e anche certi spiritisti imaginano al loro posto, potrebbero, dico, muovere altri oggetti che non mancano nelle nostre case dove la civiltà ne accumula ogni giorno in numero sempre più grande, di forme sempre più varie e di uso ognor più diverso: ma il “ tavolino „ resta lo strumento intermediario per eccellenza tra l’Al di qua e l’Al di là. È il retaggio delle Fox che si I TAVOLINI PICCHIASTI E PARLANTI 217 perpetua: la tavola da pranzo di Hydesville e Rochester ha figliato una innumerevole caterva di quadrupedi lignei semo¬ venti e a gesti intenzionali, quasi intelligenti. Io li chiamerei gli “ altari „ di un novello culto, se non sapessi che oggi lo spiritismo-religione sta fallendo e che si va smarrendo la fede nei messaggi degli “ spiriti „ mediante i tavolini. L’al¬ tare è stato profanato dalle mani scettiche dei fisici, fisio¬ logi, psicologi e alienisti che vi si sono posate su con aria spesso di scherno, sempre di dubbio ; e il rito ha perduto il suo carattere di spontaneità: esso è divenuto un’arma di combattimento, l’arco e la fionda dello “ spiritismo „ ; esso è oggi appena un mezzo di prova, un apparato tecnico di sperimentazione. Adesso il tavolino si muove per convincere, e lo fa con un’ostentazione sistematica di polemista ansi¬ mante e collerico: les Dieux s'en vont. È interessantissimo lo spettacolo di quel mobile ligneo che dal principio alla fine delle sedute di Eusapia non ha mai requie; e siccome si muove a piena luce e al buio, lo si direbbe un essere privo di sonno. Ma ecco un’osserva¬ zione curiosa: il tavolino non si muove solo per dirci qualche cosa, o per esprimerci qualche pensiero, no : — in principio e anche in seguito lo si vede agitarsi e scuotersi, lo si ode fremere per di dentro, senza una ragione al mondo: — è “John King, che si avvicina e che si vuol far sentire pre¬ sente? Niente aifatto. Guardando l’aria sorniona che si di¬ pinge in volto alla Eusapia quando è avvenuto il movimento, e quando l’osservatore, che essa vuol guadagnare alla sua causa, fa mostra (come io ho fatto più volte) di non accor¬ gersene e di non dare importanza al “ fenomeno „ , si com¬ prende subito ehe il movimento ha soltanto significato in sè e per sè: realmente “John, non può voler dir nulla con quelle oscillazioni, ora in un senso ed ora in un altro, ora su due zampe ed ora su di una sola, a destra o a sinistra, per 0 lungo o per traverso. E poi, ehe contenuto intellet¬ tivo ha la stessa levitazione del mobile? Nessuno; è uni¬ camente un giuoco ginnico, una mostra di acrobatismo, un * fenomeno-fenomeno,, nient’altro. Vero che in aria ci vanno i Santi, qualche volta, e ci andava Simon Mago che poi precipitò giù e si ruppe il collo: ma il tavolino non può “ levitarsi , per simboleggiare il protendersi supplice o esta¬ tico verso il Cielo . come avveniva a San Giovanni da Co¬ pertine o a Sant'Antonio da Padova... Riguardo a questa categoria di manifestazioni delle facoltà di Eusapia dirò soltanto che oramai, dopo una serie di sol- 1 218 PSICOLOGIA E SP1BITJSMO, II levamenti del tavolino con leggerissimo contatto di mani e anche senza alcun contatto , avvenuti tutti sotto i miei occhi e sotto le mie mani (anche a luce completa), non c’è più ragione plausibile per dubitare : - ■ Eppur si muove !.. La ipotesi dei moti incoscienti comunicati dagli astanti al piano del mobile potrà torre valore al fatto per le sedute di famiglia o di circolo spiritico, dove l’analisi del fenomeno non si fa o, se si fa, è imperfetta ; ma qui, al Circolo Minerva, il tavolino oscilla, s’alza su di un piede o su due piedi, s’eleva m atta e vi si mantiene per alcuni secondi senza che visi¬ bilmente ni uno più lo tocchi... Ammenoechè non si allunghi 1 azione psicomotrice scoperta da Chbvheul fuori delle estre¬ mità delle dita e della palma, ammenoechè non si proietti la t orza nervosa traverso lo spazio, sia pur esso di un milli¬ metro solo o di una spanna e talvolta di due, la trasmis- sione del movimento non avviene qui secondo il dogmatismo della t isiea e Meccanica ordinarie. Bisogna pensare ad un'Ener¬ getica diversa! * * * Sintesi. L'impressione sintetica della 2* seduta è che la Paladino sia davvero capace di sviluppare una “ forza „ esteriore alla sua persona, la quale agisce probabilmente con due processi • a) meccanico, sugli oggetti, sui corpi, fors’anco sulle aggregazioni molecolo-atomiche o su quei centri o vortici di energia che noi chiamiamo ‘materia,. Su questo punto non c è da parlare di “ spiriti „. ma di ‘ forze io, lo dico e ripeto da anni, non sono affatto monista-materialista nel sigmhcato volgare che tutti attribuiscono a questo ter¬ mine: propendo da molto tempo al pandinamismo ; b) fisio-psichico, sui sensi dei presenti, in modo da pre¬ starsi alla interpretazione di determinate sensazioni. Su questo secondo punto, mi rimane il dubbio che la stessa “ forza „ hn qui ignota non sia anche capace di provocare delle sen¬ sazioni cui corrisponda realmente uno stimolo sulle estre¬ mità nervose (telepatia? allucinazioni veridiche?). Ripeto però che i fenomeni prodotti sono elementari; non hanno contenuto ideativo: sono movimenti o sensazioni setti- IL FALSO SPIRITISMO , DI EUSAPIA 219 j ìlici. Il loro contenuto ideativo è affatto convenzionale : le risposte del tavolo sono ristrette a regolare la tecnica dei fenomeni pel migliore loro successo o per colpire l’animo dei presenti. Non v’è ombra di un’idea, soltanto negazione o affermazione quando l’idea è dai presenti formulata. Anche i sentimenti espressi dal tavolo, dai picchi sugli oggetti, dai toceamenti sulle spalle, sono elementari : approvazione, dis¬ approvazione, dispetto, scherzosità, collera..., il tutto con¬ dito da poco spirito e manifestamente dovuto ad una men¬ talità di grado inferiore. Io penso più che mai alla teoria della disgregazione psi¬ cologica : — è la personalità inferiore, puerile, della medium quella che si manifesta nei fenomeni : questo pel contenuto, dirò così, intellettuale, dei fenomeni. Quanto alla loro mec¬ canica, parmi che si debba preferire sempre la spiegazione della esteriorizzazione del pensiero (subcosciente e automa¬ tismo). L’ “ intervento di spiriti „ per me riesce finora inam¬ missibile: pare impossibile che persone di senno, come Brof- ferio o Wallace, possano vedere in questi fenomeni di natura ignota e occulta, sia pure, ma di indole così volgare e bassa, l' opera di spiriti erratici o di intelligenze extra-umane. Neanche degli ex-umani, cioè dei “ disincarnati „ che furono uomini e pensarono e agirono come tali durante la loro esistenza terrestre, possono essersi rimbambiti o imbestialiti nell’Al di là, tanto da dare manifestazioni così tipicamente degne di una rivendugliola o di un lazzarone napoletano ! Eusapia e lo “ Spiritismo,,. È notevole il fatto che solo a 22 anni la Paladino, fino allora inconsapevole delle sue facoltà meravigliose, si è con¬ vertita alle rivelazioni del suo spirito-guida. Essa ha adot¬ tato, però con mediocre calore, la dottrina spiritica : ciò che la là spiritista non è la conoscenza della parte teorica dello spiritismo, ma la convinzione monoideistica di essere in rap¬ porto con quell’entità misteriosa che le hanno detto chia¬ marsi John King e di cui essa ha una rappresentazione del tutto grossolana, a mo’ di quelle imagini che i popolani si fanno degli esseri spirituali. 220 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II In lei difatti c’è sempre la superstizione popolare che parla. Ad esempio, il furto di cui è stata vittima nel ’96 mi fu da lei narrato jersera con un subisso di circostanze strane, nelle quali si riflettono le credenze napoletane nei sogni ; essa avrebbe avuto sogni premonitori ripetuti, incontri per la via di persone rassomiglianti a quelle vedute precedentemente in sogno, precognizioni di indole emotiva . Ma in sostanza Eusapia fu volgarmente svaligiata da un noto camorrista con la complicità della sua fantesca. Non mi par vero quanto di lei asserisce G. Bois, che cioè essa si creda l’apostolessa di una nuova religione (?) e che per ciò corra di città in città “ esteriorando i suoi sogni, proiettando nell’atmosfera circumambiente il disordine dei suoi nervi,,. No: Eusapia non ha queste pretese; tiene molto alle sue facoltà “ spiritiche , [verso di me si mostrò of¬ fesa perchè le diedi il mio ritratto con la scritta: — in segno di gratitudine per le sedute medianiche favoritemi — ]; ma proprio per la propaganda della dottrina è e si addimostra abba¬ stanza tepida. È vero che dei problemi formidabili sollevati dalle sue gesta di medium, Eusapia non comprende la por¬ tata; le sue idee intorno allo spiritismo e psichismo sono le più semplici e grezze che si possano imaginare: e questo, contrariamente alle pretese propagandistiche di Home, della d’Espérance e in generale dei medi psicografì, attesta in favore della sincerità della Paladino. Ma Eusapia parla mal¬ volentieri di spiritismo e di fenomeni quando è fuori di se¬ duta: come tutte le persone la cui fama si fonda sui fatti, essa preferisce l’agire al discorrere. Genova, 20-21 maggio 1901. LA TERZA SEDUTA (22 maggio 1901). Che cosa si pensa di noi. Il compare di Eusapia. È indicibile la impressione che producono nel pubblico 1 resoconti delle nostre sedute “paladiniane, che il prof. Porro ha cominciato a inserire sul Secolo XIX di Genova. Tutta la città ne parla, ed io, di cui si conosce da un pezzo 1 at¬ teggiamento scettico rispetto allo “spiritismo,, sono special¬ mente preso di mira : mi si ferma per la strada, mi si cir¬ conda ovunque vado, mi si interroga, mi si mettono davanti quesiti dubbi e consigli (sempre i medesimi !), mi si critica apertamente, e non meno apertamente mi si fa già capire che non mi si crederà, anche se affermerò d’aver veduto coi miei occhi il famoso tavolino di Eusapia andare in aria . La psicologia degli increduli fu già scritta con molta ar¬ guzia dall’ Ern-y (Psychisme expérimental, pp. 33-44). \ i sono Sii increduli scettici che negano perchè, loro, non hanno an¬ cora veduto; — i bene equilibrati, che si imaginano di avere il cervello più sano di tutti gli infelici che videro e di cui proclamano l’imbecillità; - i furbi, che subodorano la ciur¬ meria, e a cui “ non la si farebbe mai „ ; — gli pseudo-scien¬ ziati , che spiegano tutto con la frode dei medi e colla sug¬ gestione degli sperimentatori ; — i teorici, che si sbracciano a esporvi le loro spiegazioni incomprensibili; — gli igno¬ ranti, che non si capacitano, ad esempio, della necessita di un medium, e vi perseguitano con una folla di domande sconclusionate senza nesso alcuno coi fenomeni ; — \ pedanti, che applicano a dritto e a traverso le nozioni rudimentali, ma dogmatiche, attinte dai manualetti di scienza popolare; — gli scrupolosi, che anche al cospetto del fenomeno piu evidente seguitano a tentennare la testa e a spremere dubbi e paure di sottintesi ; — in ultimo, gli indifferenti, che giu- 222 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II dicano cosa futile l’occuparsi di spiritismo e di medianità, essendovi nella vita problemi pratici ben più importanti ! Non. ,caso ^ rispondere a tutti, e meno ancora è il caso di iniziare un apostolato “ prò spiritismo Anzitutto, non è verso la dottrina spiritica che io mi in¬ cammino, dato che io veda, che confessi di vedere e dichiari di avere veduto. Da quanto mi si dice a viva voce o mi si scrive (poiché comincia a piovermi da ogni parte un episto¬ lario, per lo più anonimo, e bene spesso offensivo !), desumo che sarò difficilmente compreso da spiritisti e da a nti spiritisti : quelli mi accuseranno di fermarmi a mezza strada, questi mi taccieranno da “transfuga del positivismo „, eccetera, ec¬ cetera. A me poco importa: vorrei invece assicurare quei benevoli che mi consigliano di aver prudenza, e quei malevoli che mi incolpano di non averne abbastanza, vorrei, dico, assicurarli che noi dieci del Circolo Minerva non siamo nè burloni nè burlati. Qualcuno seriamente mette avanti il sospetto che nei locali del Circolo si introduca un “ compare „ di Eusapia. al quale costei affidasse il compito di fare i rumori miste¬ riosi (i “ raps „), di smuovere i mobili, di avanzare mani o testa dal gabinetto medianico restando nascosto dalle tende, e sopratende, di suonare là entro la trombetta e il mando¬ lino, di stampare le impronte ; insomma, di agire da Invisi¬ bile-tangibile, burlandosi atrocemente di noi. Questi furbissimi non comprendono la buaggine della loro spiegazione. Come se non si perlustrasse ogni sera il locale del Circolo, dove mai prima del 17, mai se non per le sedute, Eusapia ha messo o mette il piede! come se noi operassimo sempre nelle più fìtte tenebre, e non avessimo mezzo di illuminare d’im¬ provviso il campo delle gesta paladiniane! come se dieci persone sane di mente e non prive del ben dell’intelletto diventassero ad un tratto imbecilli, solo perchè si chiudono in un appartamento di via Giustiniani! come se il sedersi in catena attorno ad un tavolo di Pitonessa moderna, ba¬ stasse a fare d un’accolta di persone studiose e serie lo zim- bello d una volgarissima e puerilissima astuzia continuata per più ore di seguito ! Forse il sospetto del compare proviene dalla conoscenza del noto giuoco di prestidigitazione detto dell’ uomo nero, I giuoco in cui eccelle adesso Leopoldo Fregoli. Sul fondo di un palco scenico, addobbato tutto in nero, tenuto al buio, può benissimo passare e agire, indistinguibile alla vista del pub¬ blico, una persona vestita completamente di nero, masche- INSUSSISTENZA DEL COMPARE 223 rata di nero: si veggono allora con meraviglia i mobili « levitare „ volare e danzare senza che si scorga colui che li sposta e li trasporta. Ma come è possibile imaginare un si fatto stratagemma nelle sedute di Eusapia ? Lo si è nar¬ rato del medium Home (se la memoria non mi falla) alla Corte d’Austria, però non senza che io debba stupirmi della stupidità di quegli eccellentissimi Arciduchi e Arciduchesse. Fors’anco qualche scettico, edotto dalla storia dello spi¬ ritismo, ricorda i medi, massime americani, trovati sfacciata¬ mente in frode e i cui artifici si riducevano alla complicità del loro impresario. Nel libro Non v’è la morte della Marrtat si legge che i medii pioventi in Europa ogni tanto dagli Stati Uniti e famosi per materializzazioni di fantasmi, operano generalmente seduti entro il gabinetto nero, davanti alle cui cortine sta il loro “ conductor „. Costui, tenendosi sempre in vista degli spettatori, è là apparentemente per regolare l’ordine delle sedute, per impedire ai fantasmi materializzati che si manifestano di rientrar troppo presto nell’ombra, per obbli¬ garli anzi a disciogliersi forum populo, a svanire nel mo¬ mento opportuno e a sprofondarsi nel pavimento davanti agli occhi dell'assistenza.... In realtà, l’ufficio dì quel “Barnum„ è di riparare il medium nelle sue manipolazioni, è di sot¬ trarre la scena di simili teatrali assurdità da un troppo penetrante esame di qualche incredulo introdottosi fra il pub¬ blico pagante e... credente. Si è pensato per un po’ di tempo fra gli antispiritisti che il cav. Chiaja, zelantissimo accompagnatore di Eusapia traverso il mondo, avesse un còmpito non dissimile dal precedente. Ma il sospetto, ingiuriosissimo per l’egregio gentiluomo Napoletano, non ha fondamento veruno nella procedura usata ora dalla Paladino : essa va sola, e la seduta può esser diretta anche da chi non ha, come me, nessuna simpatia per 1’ Occulto, nessun motivo di difendere gli In¬ visibili dalle investigazioni rivolte ad accertare per intanto l’esistenza e sincerità delle loro manifestazioni. I fenomeni e il 4 controllo ,. Jersera, non appena Eusapia mi ha visto arrivare, mi si è avvicinata, e a bruciapelo mi ha detto: k Voi siete Mor- 224 — _ _ _ PSICOLOGIA E SPIBITISMO, II 2 ? '?*» .»*► e sotto il dominio dei sentimenti d; . sedute di Milano, gerito contro di me “ scettico rancore cIle le hanno sug- presenza al Circolo Minerva le fo^d'8*9 ln.lpenitente ». la mìa “John King „ mi rifiatasi Jf n?' T’Uta ìnsolì'rih ile, e imbarazzo di quel piccolo colpo df scende ^ J’ÌDe.vitabile proche spiegazioni, io e il buon « iJf ’ ? , avvenute reci- earne ed ossa) ci siamo pacificati - ' . Eusapia in patto di alleanza, e visto clip non e sottoscritto un » ^.pTàs^rKnlr»'11" Erpi*1 prim* ■ t-K d.u. 8Mlbe raffinai «■— temi, oS «.rXòrfd ~ quando eravamo seduti nè ’m n rl i u° ™at sfuMite> nè ‘ John io sono stto ’costretto ad ? " Ia Se^‘ola da per un quarto d’ora chinato in il f,-™1 e a mantenermi quando fummo tutti in piedi attorno ^l18811?3 Posizione, nè mezzo della camera, nè jmmdo ^volo spostatosi nel quando ci rialzamml aufZe ddk??°f H ?s,siderci. anche quando non fu nelle mie fili pUta‘ -L altra “ano, congiungendo in aria le nostri , Eusap^a prediligeva m faccia a me da persona la ma era tenuta b) Il controllo dei ! ^ insospettabile. sempre mentre eravamo seduti"- di !?’ P>-edl 1 10 sentiti 2*“»’ cbe la mia attenzione ri vS’ d’C°?uasi sempre, confessando* fella testa, ora alla pedone dlf fp^0-10, de,le mani e la impressione della loro pressioni ™0m?ni’ Asciava uscire scienza; ma anche in misi i ° contatto dalla mia co¬ tali da supporsi eseguiti coi^iTdTdeUa §>n°me?i non erano con le scarpe e degli arti inferiti reidi) E" (Par ° del P'edi contr°’ dichiara *• sfuggì mai la impossibilità, Ten^r r fino "™'0 ^ mi ceva, che fosse fatto col piede della medii fen0meno. 81 P^r - A'ffi ,che - p^^'Ept FENOMENI E VIGILANZA SUL MEIIIUM 225 pressione di una grossa, di una vera mano d’uomo che mi strin¬ geva colle dita divaricate la sinistra mentre io ero al controllo, è suppone una cosa più assurda ancora dello spiritismo stesso. 2. Quando eravamo in piedi, ho perduto talvolta per minuti il contatto e controllo del piede e della gamba della Eusapia: ma il tavolo si è levitato in mezzo alla sala mentre tutti gli eravamo attorno, e sotto di esso io vedevo nettamente le gambe di tutti, distinguevo il corpo immobile della Paladino che poggiava i due piedi al suolo. Questa levitazione del mobile a vista di tutti e in buonissima luce, mi basterebbe a convin¬ cere che i fenomeni tiptici sono, in buonissima parte, reali. 3. Quando gli oggetti sono venuti dalla tavola al ta¬ volino, i fiori portati sotto il mio naso, la bottiglia alzata ed abbassata fino alla bocca della medium ecc., la sua mano sinistra era stretta nella mia: — inutile dire che gli oggetti erano visti muoversi in aria senza alcuna mano che li "so¬ stenesse. In un dato momento si sarebbe detto che tutti quegli oggetti erano animati: un tamburello ha attraversato la camera •. una chitarra si è mossa da dove era appesa ed ha preso il volo, ha letteralmente volitato sulle nostre teste; un mazzo di fiori è arrivato per farsi fiutare dai nostri nasi ; una bottiglia piena di acqua è venuta a collocarsi sul tavolo quando uno di noi ha esclamato che faceva troppo caldo e che bisognava bere; una pesante macchina da scrivere del tipo Bailock si è alzata da sò, è passata tra le spalle di due di noi e si è posata piano piano sul tavolino . Ecco dei fatti straordinari che non crederei se narratimi da altri, ma che debbo ammettere perchè sono avvenuti sotto i miei occhi, anzi, ciò che più mi importa, sotto la mia vigilanza. 4. Debbo invece correggere una interpretazione dei miei col leghi. La bottiglia si è alzata, si è avvicinata alla bocca della Eusapia, questa ha bevuto (si è sentito il gorgoglìo dell acqna deglutita): ma la bottiglia non fu da nessuno vista a prendere la posizione atta a versare l’acqua. Non posso però dire che ciò non sia avvenuto. A me parve che anche questo fenomeno sia stato spurio : ossia la bottiglia non è arrivata a far traboccare l’acqua “ nella bocca del medium (la cui testa, che si discerneva abbastanza, non s’è piegata in - dietio per ricevere 1 acqua); eppure, noi avvertimmo il suono come se si verificasse un atto normale di bere ad opera di qualcuno. La cosa è ancora più itomirabile, perchè la insor¬ gere il dubbio di una percezione indotta, non reale. 5. Il trasporto della pallottola di gomma nella mia mano che ho stesa aperta per riceverla dietro il preannunzio e la Morselli, Psicologia e spiritismo. « 226 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ingiunzione della medium si è effett„„* (invisibile) me la depositasse nel !" ttuato .eome se mia mano delicatamente. dell» , la mano di Eusapia, e costei non •’* * • 8?a* ma 10 sentivo Io non so di giuocatori di presti^ T** P6r USare ^ 6. E avvenuto invece un fen Slano caPae> di ciò. nunziatomi toccamente nella r, • omeno fImrio nel prean- s»p» »i i» imnZzz“‘c;:zz rrf il e.. mi duole , (essa ha saputo della mi-, * ^ t,OCCato “ « dove P^amento è avvenuto 8 centime W : ÌDVece il regione iliaca. Ciò indica che ! al dl sotto. sulla anatomiche sulla posizione del “e^Um_no^ ^conoscenze medianica ha prodotto il toccamento ò 1» ° S“a attmtà spondente in me, ma ha sbarrimi, ■> f sensazione eorri- conosce evidentemente l’an iin ** Sede: lo sPlrit° John non corpo. D» ciò * »?» »•<!• certo ,oi„ solo quel ehe c’è nell» intelli^enz» del »!10menl s, produce nonostante il « trance non i med!nm’ 6 dm Eusapia, 7- H toccamento p’iù SmHW?6 ch,lar<lve^nza. provato, sotto il riguardo de UW l- “A® finora io abb>a contemporaneo di due corni è stato quello teste tintane, i quali mi bannA jnr. I’ ' Url’ £rossi come due mente da un lato e dall’altro dell» A °i 6 Premuto fortissima- rollo di destra, e tenevo la mai ^ er° allora al con - ho avuto una sincrona sensazione t li ,asa/’la:. se, dunque, diversi del mio corpo e amme«n *atto:barica m due posti latore di fronte fosse 'buono n ° if 1 controllo del vigi- questo fenomeno di doppia materilr ° • ra^ioni di credere, Ma suppongasi pure avvenuto il SnTT aj?Parirà sicuro. e sostituzione delle mani- come u Ì r dl frazione mano sola a premermi ancheTall» ^ EusaPla con una noti cbe eravamo a lime ,i,.i V • 1 Parte opposta a lei? Si di »ntic»n«ran„“ H* kcli™. (cW.ro,. delle c»„de2 ,8-, V» »ltro “"e*0? condizioni di vigilanza, risulta !! P?C.° dopo nelle stesse secondo ogni principio 'logico sulle no lmPortante> perchè tanto l’inganno quanto lalluoinn-/; Percezioni esclude sig. Schmolz, el mi sedeva a 7/? A U° dato ™*™nto la catena guardava dietro di e.,pur mantenendo sempre bisogna guardar^ Quandi .Sonetto dove nalizzazioni tangibili o visibili hi 6 e,ntrat' m fase di mate- oatoL... invero io mi sen tivo al£, l6SC!amato: & 5, lei è toc 6 Errato alla nuca da t' premnto ma avente tutti i caratteri di d° per me invisibile, caratteri di un braccio umano articolato e BRACCIA ATOMICHE „ E TRASPORTO DI OOOETTI 227 Er era u1n,?}raccio proveniente in linea dotta dalle ende, al disopra della spalla destra di Eusapia; 10 Schmolz lo lm visto e descritto! In assentimento ed ap¬ provazione del nostro concorde giudizio quel braccio è riu- scito dal gabinetto, mi ha battuto e mi ha scosso violen¬ temente per il dorso. Lo Schmolz e altri hanno veduta la scossa comunicata a tutta la mia persona, tutti poi hanno udito il rumore del colpo. 1 E più possibile pensare in questo caso alla impostura? No perche nessun essere umano può avere tre braccia: ose ha 11 sinistro libero di agire (il destro di Eusapia era da me menomamente controllato ed io lo percepivo in tutti i suo. dettagli morfologie, al suo posto), quel braccio non può assumere la direz.one da noi sentita o veduta nella torma materializzatasi. Nè manco all allucinazione comunicata si può ricorrere: le percezioni di Schmolz, le mie, quelle di tutta 1 assistenza essendo diverse a seconda delle singole situazioni e delle diverse partecipazioni al fenomeno, si cor rispondono, si confermano e si sintetizzano in un fatto reale 9. 1 movimenti degli oggetti che si vedevano iersera ab¬ bastanza distintamente nella semiluce, non sono eguali _ Gh uni sono diretti, come se gli oggetti fossero portati in¬ tenzionalmente da mani (invisibili); vanno cioè dal posto in ciu si trovavano all’altro posto, seguendo la linea che ima- ginaie si può percorsa da una persona che li tenga in mano Altri invece quelli che avvengono nell’aria (ad esempio ii volteggiare della chitarra), non rispondono a nessuno Spo¬ stamento intenzionale : voglio dire che l’oggetto incoordìna- tamente si sposta nello spazio, non mostrandosi portato ma mosso gita e la senza alcuna direzione ragionevole. S’intende fnsan, eftUD? T“° sos,teneva la chitarra, e io ne vedevo con¬ fusamente la forma, le superficie, il manico ora in alto ed ora in basso, le corde e i fori della cassa, la parte convessa luccicante perchè inverniciata. Non dnS/rtSa-?UantjdÌC0n0 che c’è seraPre intenzionalità, Non nego che il medium possa dare agli oggetti mossi e o spazio una traiettoria corrispondente al trasporto ver opei a di una persona conformata come noi ; Eusapia può ben oueiroLflt^PPreSnntarrUn lndividu° invisibile che trasporta quell oggetto, e allora 1 oggetto si muoverti ai nostri occhi come se fosse realmente portato. Ma così non avviene che raramente e quando la seduta è avanzata, l’estasi profonda la personificazione in * John . completa: per lo più sfa nella maggior parte della seduta sia durante certe sedute intere, 228 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ;L«:r“ K "“tsr ■" ™ *•>*»■ » «• collaudo. Ora, io spiego questo volle e?^10’ 1uasi direi cara- come se fosse il pensiero di fa,- °°'are dl °gget(-i nell'aria oggetti a quel modo, che si realizza Non Tè* ■*" *K *tessi un movimento tale da lasciar è’ lnsonmia, sempre bile che agita l’oggetto ma c’è in ne r08- Persoua invisi- questo qua e là.cSSsipuàTdeilSeS HIT passr di cosa portata nello spazio dal vento A nei P C°?° dl u"a la ipotesi spiritica e amioo-p-ia i ■ ’ J‘^r!e*je questo esclude esteriorizzazione di movimenti pensai PS1ChÌCÌstica deIla unque, due sorta, di movimenti: presentazione generfea^d!' soTt6^^'21^0116 di una raP‘ ' b) quelli l>XarLfP ment0 neII° sPaziO; 1 zione di individuo a forma u™!!*? d/ n?,a raPPresenta- 10. Anche il fatto che o r P°rtante Aggetto, colpiscono le persone, va intesf nel S^.P0,5*^ in aria non gina portati, ad esempio sul tavoloT0 Che la EnsaPia Ji ™a- della catena. Lo stesso per oul ZtT 6 Palha assistenti: il contatto è reale non TiT *•' a e?ntatto degli uon e niente affatto demateriaìizznfnf i CU,ator3° ’ ]’°ggetto inr.",a : s *°p“rs 11. Tal ““ 16 lp*”“6' lorosa (non mai eccessiv-impni» u i P d sensazlone do- sappia, lesioni traumatiche o ferite 1° T^^Vn?»n “ai’ CÌle io violenza del moto, è deteriorato ■ cade^ t« ^ °?getto’ per la per spiegare tale varietà di fm,n t a e S1 rompe. Ora Eusapia pensa il movimento con mnH ’ due : ~ 0 la di pensarne anche la velocità 1» rii lta.raPldltà e non ha tempo dell'oggetto spostato lee ne! ^ 11 PUnto di ‘'Presto sorpassa P intenzionalità’ àelV^t^ * f?n,0meno medianico cosciente della Paladino) perchè non ^d” **! è p01 U Sub‘ sentato nell’atto della provocazione adeguatamente raPPre- stessa del medium che vuol dare oueP, 0ppureè la volontà o rompere quel dato ovatto Tn min- sensazione Penosa (fanciullesco) del mediami ,?n “ * casj è l] dispetto 11 n iltto di diffidenza soverchia Tome0 ° tr°,PP° Spint°’ per CONTRASTO DI IDEE, NON DI PERSONE 229 il parere di John e se ne sente ributtato, e, magari, schiaf¬ feggiato ! Il preteso sdoppiamento psichico. Il parere di John espresso in comandi tiptologici, talvolta fiacchi, tal’altra perentorii e dispotici, è un altro aspetto curioso di queste sedute, ma non ostacola la ipotesi fisio- psicologiea. Per lo più il comando dello spirito è in relazione alla tecnica, e la favorisce : mai c’è caso che il comando implichi una trasgressione alle regole del metodo spiritico, o metta la medium in imbarazzo per ciò che riguarda la produzione dei fenomeni, ecc. Talvolta vi è contrasto fra la volontà cosciente espressa dall’Eusapia (per es., quando vuole far cessare la seduta dicendosi stanca, quando vuole uno nella catena, ecc.) e il comando del tavolo o, meglio, la manifestazione dell’io sub- cosciente. Ma è un contrasto, dirò così, di parata: * John King, farà continuare la seduta, escluderà la persona deside¬ rata dall’Eusapia, ecc., ma tutto ciò non ha influenza sulla provocazione dei fenomeni. Spesso si direbbe l’espressione d'una vanità della medium che a parole dice di voler cessare, ma col linguaggio tiptologico (il suo subcosciente) segna invece di voler continuare. Questo subcosciente è, dunque, dominato dagli stessi desideri ssntimenti e tendenze dell’ io cosciente. Il contrasto di idee, ripeto, è psicologicamente spiegabile, non per una opposizione di altra volontà (spiritica), ma per il bisogno di parere medium più medium del verosimile, spesso per il desiderio di convincere sempre più i presenti (in questo caso, me). Tanto è vero che, cessando noi dallo sperimentare, nulla succede di tragico; e il buon “ John „ si acconcia volentieri alla tregua. Tanto è vero che, noi insistendo per mutare la catena, non si inibiscono poi i feno¬ meni; e l’ottimo “ John „ non ce ne tiene il broncio. I miei colleghi Porro, Vknzano, Peretti, danno grande importanza a queste mostre di contrasti. Ma la interpre¬ tazione della finalità dei fenomeni spiritici non mi pare mai avanzata con abbastanza serenità, sia (dal prof. Porro) nelle nostre sedute, sia (per ciò che ne dicono Ochorowioz e Visani-Scozzi) specialmente nelle sedute altrui. 0 si è 230 ’SICOLOGI A E SPIRITISMO, II tratti ad attribuire troppa intenzionalità all’agente occulto o si è disposti a vedere Y antagonismo di due personalità" una umana (1 Eusapia) ed una spiritica (il presunto John) — ’ quando invece c’è semplicemente contrasto di due tendenze talvolta anche contrasto interessato e intenzionalmente osten¬ ti? di idee, m una sola ed unica personalità, che è poi quella comL^aÌadT 6 ^ S?gglaCe, “d Un Prooesso abbastanza comune di sdoppiamento psichico. * * * Il linguaggio tiptico. Stante la molteplicità e la varietà delle manifestazioni è “"° distribuire il lavoro di indagine: mi sono occupato jersera sopratutto dei movimenti e battiti isolati del tavolino Consta, a chi legga la storia dello spiritismo moderno che da principio si usarono le tavole da pranzo o da cucina • che pm si preferirono i tavoli rotondi, muniti di rotelle ai’ piedi e taci 1 mente scorrevoli sul pavimento, o anche i nic- aaI?hT a, trepiedi (“guéndons,); che solo in ul¬ timo si adotto la torma rettangolare attuale, in legno W- giero di abete, a quattro piedi, senza rotelle. Consta pure che da prima il movimento impresso al mobile era rotativo talvolta vorticoso (Gasparin ne da esempi bellissimi); i tavoli ebbero anche un contegno poco dignitoso, danzarono e “val- sarono,: adesso, il contegno è piu calmo, ma nel frattempo la tiptocinesia si è resa più varia e più espressiva. C’è stato dunque una evoluzione del linguaggio tiptico. 1. In più modi il tavolino di Eusapia parla: a) con spostamenti e moti setisibili alla vista ed al tatto, ossia con sollevamento parziale da una parte e con battito di un piede, talvolta di due , sul pavimento. È il modo piu ordinario di dare i segni convenzionali per la pro¬ cedura dei fenomeni. I battiti sono ora leggeri, ora fortis¬ simi: nè sempre è il lato cui siede il medium quello che si eleva e si abbassa ; i battiti avvengono anche dal lato opposto : piu frequentemente però è uno dei piedi posti al Iato del medio, e a contatto o a poca distanza dai suoi gi- nocchi e piedi, quello che dà il segno. un nriT Che 51 1Ìng“*ggÌ0 tiptico sia un prodotto intenzionale di subdoli movimenti muscolari di IL LINGUAGGIO DEL TAVOLINO 231 Eusapia. Ma sedendo al controllo io non lio potuto scoprire fino ad ora l’inganno, pur restando perplesso di fronte al fatto innegabile che il tavolino non segna inai con questi battiti numerici se non ciò che Eusapia evidentemente pensa desidera vuole ed impone. La teoria dei moti incoscienti comunicati al tavolo è un po’ troppo semplice: è difficile conciliare, ad esempio, il sollevamento del mobile dal lato opposto ad Eusapia con le nozioni meccaniche sulle leve, sui fulcri, sulle potenze e resistenze, sul parallelogramma della forza, e via via. Una certa categoria di battiti forse ci cape, ma non tutti. Non si vede e non si sente il tavolo “ parlare „ anche quando le mani di Eusapia vi stanno appog¬ giate lievissimamente cosi da sfiorarne il piano appena con la punta delle dita, e persino quando le mani sue sono sol¬ levate in aria? Per questi fenomeni la fisica e la meccanica ordinarie non servono : bisogna congetturare o scoprire altri dinamismi. Lì con vibrazioni interne (molecolari?), ossia con cre¬ pitìi, scricchiola, grattamenti, piccoli scoppii e simili altri rumori che si odono provenire dalla stessa sostanza lignea ond’è composto. Sono i famosi “ raps „ degli Anglo- Americani, e costituiscono un problema curioso e nuovo offerto dallo spiritismo o psichismo alla scienza fisico-chimica e mecca¬ nica. Qualcuno pensò di spiegarli con uno stratagemma fisiologico dei medi. Fino dai tempi delle sorelle Fox si cre¬ dette che i “ picchi „ fossero prodotti abilmente e subdola¬ mente da contrazioni muscolari o da scrocchi articolari di qualche membro del medium coperto o no dalle vesti; per esempio, dal tendine del muscolo peroneo alla caviglia del piede, dalla rotula del ginocchio contro la testa della tibia, dalle articolazioni falangee delle dita, dall’articolazione me- tacarpo-falangea del pollice, ecc., ecc. I na delle prime Com¬ missioni mediche americane, il fisiologo Maurizio Schife, il chirurgo Jobekt de Lamballe, credettero in buona fede d'avere scoperto l’arcano; e l’austero Istituto di Francia ac¬ consentì nel ’56 a udire i colpi pseudo-spiritici che Schlff, seduto in mezzo all’aula, produceva contraendo la sua gamba... Cose vecchie e oramai seppellite, che occorre mettere in tacere anche per non fare arrossire la scienza! I “raps, si sentono chiarissimamente provenire dal tavo¬ lino, e non da fuori di esso; dal piano e dall impalcatura del mobile, e non dalla persona di Eusapia; talvolta vicino a lei, ma più spesso lontano da lei, all’estremo opposto. E non si odono soltanto coll’orecchio, si percepiscono con la 232 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II mauo, o, meglio dirò, con quella forma ancora poco cono¬ sciuta e studiata di sensibilità tatto-muscolo-ossea per la quale noi percepiamo le vibrazioni degli oggetti applicati sulle diverse parti del nostro corpo. E il legno che scop¬ pietta, che beine, che risuona e vibra nella sua compagine: vi si sente come una specie di agitazione interna molecolare, la cui propagazione nell’aria dà origine al rumore udibile anche da lontano. Quando si ha la mano poggiata sul tavolino e Lrvmertf0“%questl \rapr ” vien voglia di ridere aI ricordo dell illustre Schifi- che forse non li aveva mai sentiti se non per descrizione altrui e pretendeva imitarli! Più riusto sarebbe paragonarli agli spontanei piccoli strepiti che si odono di notte provenire dai nostri mobili, ora prodotti da modificazioni [ termiche nella coesione del legno, ora indizio dell instancabile e divoratrice attività di larve di insetti, ter qualche rap„ avente rassomiglianza con gratta- r°n T 6 Vle£ d‘ S6?he in risibili, viene il sospetto che Eusapia li produca soffregando il pollice o altro dito o la palma apPhcate J8al Piano del tavolo, o il ginocchio contro 1 orlo dell inquadratura di sostegno, o la punta del piede contro una zampa del mobile... E credo anch’io che certe sere, quando non rierfe a produrli medianicamente, hodi a quella maniera: io l’ho colta una o due volte in atto di muovere ed agitare lievemente uno dei suoi pollici mentre ne tenevo la mano; ma poi debbo dire che non sono sicuro dell inganno, anche perchè ai fenomeni si accom¬ pagnano sempre dei movimenti consimili che ne sono la rappresentazione mentale necessaria per la scarica di media- mr.a. Inoltre, la spiegazione si adatta ai “raps, che si pro¬ durrebbero col grattare raspare o soffregare, ma non a quelli apparentemente dovuti al crepitare, allo scricchiolare, al fre¬ mere, allo spaccarsi del legno. Così per quei raps aventi il carattere di vere pulsazioni del mobile, non è possibile che Eusapia li produca col battere lievemente sul piano; il loro suono è talora forte, e sarebbe enormemente sproporzionato alla estensione ed al vigore di moti inavvedutamente lasciati compiere al medium dai due suoi vigilatori. Non parlo poi dei picchi isolati fortissimi, delle bussate formidabili, che talvolta scoppiano all’improvviso e ci fanno sussultare tutti sii le nostre seggiole: qualche novizio o credente ingenuo nel potere degli spinti può anche interpretarli come fiere proteste del mondo occulto e pensare a scherzi addirittura satanici. Il diavolo, non riuscendo ad aggraffare la nostra anima miscredente e “ vuota stringendo la terribil ugna LA MIMICA DEL TAVOLINO 233 si vendica come meglio può, in questa alba del XX secolo!... 0 è “ John King „ che schiatta dalla voglia di spaventarci alla sua maniera, come quando da bravo pirata dei mari trans- atlantici, scaraventava pugni sconquassanti sui suoi soggetti ovvero anche giocava partite ammaccanti di box... Scherzi a parte, la ipotesi dei moti incoscienti è resa muta e inane davanti a questi strepiti, di cui rintrona tutto l’appartamento di via Giustiniani. 2. Oltre il linguaggio a segni (tiptologia propriamente detta) il tavolino di Eusapia ha un suo linguaggio mimico di vivezza singolare. Quel mobile che oscilla, si scuote, pende da un lato o dall'altro, si inchina, si stacca dal suolo, si alza in aria e là resta sospeso ondeggiando come se galleggiasse su di un’acqua or tranquilla ed ora agitata, che volita come un aeroplano, è già per sò uno spettacolo interessantissimo. Ma che dire delle sue espressioni di sentimenti V II tavolo afferma e nega, comanda ed annuisce, mostra simpatia ed antipatia, accarezza e respinge, approva e biasima, scherza e va in collera, ride e sghignazza, fa i “ capricci „ come un fanciullo dispettoso o picchia come un ragazzaccio brutale . Vi è dunque una tiptologia affettiva, come ve n’è una in¬ dicativa e denotativa di carattere intellettuale: ma il suo livello è altrettanto basso e il suo contenuto altrettanto po¬ vero. La personalità * spirituale „ di John (se a lui si vuole attribuire tutta la tiptologia di queste sedute) non è che un doppio, meglio: un riflesso speculare di quella di Eusapia. Sincronismo di più fenomeni. Questo della contemporaneità di più fenomeni, ossia della provocazione di fenomeni mediumnici distanti e diversi nello stesso tempo, è una gravissima preoccupazione degli spiritisti nelle sedute della Paladino. He desumono che ci siano due o più altre “ Entità occulte „ a manifestarsi. 1. Un primo fatto da rilevarsi è che nella massima parte, soprattutto al principio delle sedute, i fenomeni sono assai distanziati nel tempo-, ossia avvengono con intervalli di molti minuti, talvolta perfino di mezze ore e di ore. 234 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 2. Il loro succedersi si fa più rapido nella seconda metà della seduta : alla fine, essi sono rapidissimi, sicché ad una osservazione superficiale possono anche sembrare, più spesso che non siano, contemporanei (sincronismo). 3. Questa loro rapidissima successione può sembrarci sincronica e non esserlo, perchè le nostre percezioni tattili, uditive, occ., impiegano, come si sa, per prodursi, un certo tempo che varia da ‘/g a l/ltl di secondo. Dato ciò, conver¬ rebbe adoperare strumenti misuratori di tali tempuscoli prima di affermare la sincronia di due o più percezioni im¬ mediatamente successive. 4. Di più, dato che ciascun toccamento, ogni spostamento di 0£getti od altro eftetto meccanico qualunque a distanza dal medium sia, come a me ormai pare, il risultato dell’este- riorizzarsi di una sua imayine o rappresentazione, si avrà la rapidità dei fenomeni spiritici eguale a quella dei fatti psi¬ chici interiori al medium stesso : ossia una successione ritmica al più di 8 o 9 rappresentazioni al minuto primo (il vero tempo psicometrico più breve essendo di 120): ma si resterà sempre a 3 o 4 al massimo per 1'. 5. Queste rappresentazioni capaci di Esteriorizzarsi sono, certamente, di due sorta : coscienti', e subcoscienti o automa¬ tiche. Io nego — come più avanti dirò — che siano tutte automatiche o subcoscienti o della personalità inferiore, come pretenderebbero Myers, Visani-Scozzi e forse P. Ja net. a) Le coscienti e volontarie sono distanziate assai, mai sincrone, sia perchè a produrle occorre più sforzo, sia perchè i fatti coscienti impiegano un tempo più lungo degli automatici. b) Invece i fatti del subcosciente o subliminali del mediiun possono essere rapidissimi, più rapidi delle percezioni conscie degli altri individui formanti la catena. Il tempo psi¬ chico è dimostrato che tanto più si abbrevia, quanto più si progredisce nell abitudine di un dato atto mentale: coll’eser¬ cizio si rende questo atto automatico, e allora si ha un notevole accorciamento della sua durata, finché arrivano a parere sincronici per la coscienza sveglia (degli astanti) vari fenomeni che invece si succedono con intervallo, sup¬ pongasi, di Vg, di un 710 di secondo. 6. La varietà dei fenomeni medianici ritenuti sincroni non parrai neppure essa difficile a spiegare. Anzitutto, questa varietà è più apparente che reale. Si tratta, ad es., di toc- camenti contemporanei (ho detto in quale maniera fisiopsi- cologica questa loro contemporaneità probabilmente va in- SINCRONISMO DI FENOMENI 235 tesa), oppure di rumori sincroni, o anche di spostamenti di oggetti, di azioni meccaniche coincidenti (ad es. suono di due o più strumenti). Orbene: la Paladino prima della se¬ duta o durante la seduta si guarda sempre d’attorno, guarda cioè le persone della catena e gli oggetti circostanti come per fissarseli bene in mente : e questi sono a lei relativamente vicini. Si può fare la prova da uno di noi : guardare ciò che c è in una stanza e pensare rapidamente che certi oggetti presenti risuonino e si muovano, nel mentre noi allunghiamo le mani a toccare più persone presenti, ecc. L’esperimento da me fatto mi prova che in uno spazio di un minuto si possono pen¬ sare almeno cinque fenomeni diversi : ora, abbreviato che sia il tempo di loro produzione, le imagini o rappresenta¬ zioni di quei cinque fatti diversi (p. es., due persone toccate, un tavolo smosso, un tasto di pianoforte premuto, spento un lume a gas... e simili) si svolgono nel medium con velocità automatica maggiore assai della normale, e i fatti realizzan¬ dosi parranno sincroni alle persone presenti, mentre sincroni non sono e invece sono successivi. 7. Ma ammettiamo che la sincronia perfetta esista per due o tre fenomeni (non mi è parso fino ad oggi che la Paladino — caso mai — sia capace di un di più di feno¬ meni supposti o apparenti contemporanei) : per esempio, toecamento ad una persona in catena, squillo di campanello. Ebbene : rimane forse esclusa nel subcosciente la proprietà di una disintegrazione tale dei centri nervosi da permettere loro di funzionare contemporaneamente, quello psicomotorio ' del braccio destro che tocca e quello del braccio sinistro che scuote il campanello ? No : data la oramai provata disgre¬ gazione della personalità, la cosa rientra nella psico-fisiologia normalissima, e non vi è più... la imaginata truppa degli spi¬ riti toccatori e battitori. * * * Il capriccio e la vanità del medium. 1. Non esiste nella Paladino solidità nè elevatezza di idee : essa è una analfabeta, piena dei soliti pregiudizi delle donne del popolo, piuttosto vana, ma di una vanità ingenua e primordiale... E i fenomeni si addimostrano proprio il prodotto 236 psicologia e spiritismo, II di una personalità così costitmh. n su per giu i medesimi, perchè la’ pj 'r° U anni essi sono nazione fervida, e non sa tZ J V?Iad,no. ha imaoi- colti, come Home, Slade St. Afose'1 lue^'0.' p0‘ medium nazioni di effetti spiritici assai niù hòii^n S1 hanno combi- 2mr°fenom C°'SÌ dette “ Intelli^,"e omÌiS*”0 Pr°P,'Ì0 producono, ma nSa^Ioro esSf e^onte* ''7° C”°? Cui si P‘dt che si possano immaginare , °“tenuto sono i più $tu- dalie trovate dei dirigenti le sedutelo 71 è d‘ nU°V0 è dato seduta un esperimento lù fatto con n' P’ es‘’,.se nel,a terza e perchè si pensò di metterla ' una macchina da scrivere nel vano del™ pò L 17? M®0?1"'' s" Ji »»* camminato, ma non ha scritto n La Barlock ha famigliare della Paladino è mol to nr' (" "l Che ]° S',in'fc° fossero inventate o messe in ,! prl.ni.a che tali macchine agito erroneamente perchè la VallT *'' '* meccanismo ha si e sentito a battere sul, tasto non, ,sa. adoperarla ; e mosso, ma naturalmente non sf a lnter,™ h’ 11 carreU« si verrà insegnare o dire alla Pai J no aV"a surittura- Con- a macchina, e allora... verrà o 7 7 iT" Si fa “ scr^re Quella macchina non ha ser.-lt ,fdtera saHa carta!... spostamenti di oggetti. Lo “ Snirito° 7 &d Uno dei soliti ' potenzialità facendola scriveresti-’ poteTa m°strarci la sua nosce le lettere una per una £77“° cha la Pa]adi«o co- sa leggere): invece io “spirito si è .Coml,lta appena e non dipeso la Barlock e a portarla LlttSiC°TOdat0a togliere la forza psichica occulta ha spost ilo nn°Ì°’ \ .mirablle’ perchè facendogli percorrere un „!/! , oggetto di chilog. iti. nalizzazioni e materializzazioni succec ^pazio' ^a le deinate- provate in nessuno dei fenomeni mecca7® mi sembrano ladino: sono proprio gli ometti Zr T ‘ndotti dalla Pa‘ spostano tali e quali, non gKe • rX ■ Ch® ? mu0TOll° e si « loro reintegrazione nel nuovo nottn’0"6 ^ elementi eterei Risani -Scozzi. La cosa è 77 ' , ’ C°T sembra cred-re al buio succederà codesta iperehimic ^ 'Uce; raa n®anco . ?.. Dunque, niente ^ varietà 7 - mefav^lia » ! ripetizione dei soliti fenomeni non sol una .monotona ma divenuti anche un automati* S? ° automatici per sé, circoscrizione dei lloTZTi ^77 °ssia ""tipica limitatissima, stereotipa di fenomeni rizlbUl 7r° Una s^era "are campanelli, toccare, levare 77 ul™ 77°’ faro suo' ,_on .lln fatto di intelletti lìfà ‘ oc,10^e ^ sotto ad ano, ece. ideati va di alcun valore.. Gli 4n?P°ric’ °°j un associazione Americani, del resto, da cui Ili FATTORE PSICOLOGICO DEI FENOMENI 237 è derivata tutta codesta infantilità, sono in generale rozzi, poco evoluti, amanti dello spettacoloso. 4. I fenomeni provocati hanno sempre un colorito senti¬ mentale volgare : la imposizione o il comando, l’approvazione o la disapprovazione, il contento e il malcontento; e quasi sempre y1* ordine alla tecnica dei fenomeni. Talvolta il presunto ‘ John „ si compiace di spaventare la assistenza con uno o più colpi formidabili, aH’improvviso, come per scherzare grossolanamente. Ma anche il giuoco della seggiola levata di sotto, messa sul tavolo, posta sulla testa di qualcuno in equi¬ librio, ecc. è quale può pensarlo un burlone di pessimo gusto o un ragazzo. Gli stessi toccamenti sono senza finezza, salvo le carezze sul viso che naturalmente hanno leggerezza, sono blande, altrimenti non corrisponderebbero alla" rappresenta- zione (nel medium) di una “ carezza „. T picchi sulle spalle, le pressioni, ecc., sono quelle che una persona comunque può immaginare di fare : il pudore del medium lo trattiene dal fare toccamenti osceni, ma non sarebbe male domandare ciò allo spirito di Eusapia ; si avrebbe una prova della umanità completa delle rappresentazioni esteriorate. Del resto, sento dire e leggo che in certi circoli le cose sono spinte al di là del segno. Questo avverrà, come nelle suggestioni ipnotiche, in piena relazione con la personalità morale del medium e dei presenti. Nei bassifondi del nostro subconscio si mantengono gli amoralismi delle fasi primordiali di civiltà, e discendono anche gli immoralismi determinati dai pervertimenti odierni • ebbene, non c’è da stupire se nel “ trance „ di taluni medi o nell’ inconsapevole partecipazione di taluni astanti, questi istinti atavici o bestiali o morbosi vengono a galla. 5. Il capriccio in taluni casi, V opportunità in altri (massime in quelli di maggiore momento) dominano la pro¬ duzione dei fenomeni. Ho già detto che la tecnica, mantenuta nella prima parte della serata, viene poi assolutamente tras¬ curata: anzi, i fenomeni si ottengono eguali colle disposizioni piu diverse di medium, di catena, di mobili e via via. Sol¬ tanto le condizioni di luce sembrano avere una maggiore costanza rispetto alla indole delle manifestazioni, che esse^aoe- volano o contrariano; certi fenomeni (dicono, ad esempio, i toccamenti di mani carnee invisibili, le grandi materializzazioni tangibili autonome, le luci) non si ottengono che al buio: ma la levitazione del tavolo — il fenomeno tanto discusso tra noi e fuori di qui! — succede indifferentemente al buio, a mezza luce, a luce di gaz, a luce rossa, e persino a luce solare, di mezzodì! Oggi, la Paladino l’ha prodotto di giorno alla presenza di Porro e di Schmolz. 23S PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 6. La prima parte della seduta, a tecnica rigorosa, è fatta per preparare il medium alla condizione di medianità attiva (qualunque essa siasi): più tardi, ottenuto il trance completo, i fenomeni si seguono per l'automatismo del sistema nervoso, senza bisogno di determinate condizioni esteriori, o almeno di tutte quelle prima necessarie. Così non c’è alla fine delle sedute che il disordine : non è più necessario un ristretto numero di persone, non più la catena, non più roscurità, neppure più il tante volte desiderato cicalio dei presenti. Ta¬ lora i fenomeni avvengono nel silenzio, tal’altra nel rumore : spesso l’ordine parlate non è ubbidito che per pochi istanti, poi i presenti ricadono nel silenzio, eppure il fenomeno av¬ viene... Neppure la oscurità è desiderata dal medium in relazione alla gravità dei fenomeni: talvolta si direbbe che la Paladino sbaglia nel determinare la condizione di luce fa¬ vorevole al fenomeno ; ottenuta, ad es., l’oscurità richiesta, non si produce nulla : invece dopo poco, i presenti fanno luce bianca debole o luce rossa senza chiedere sempre il per¬ messo a “ John „ , e avvengono manifestazioni ottime! 7. Ciò che mi sembra oramai dimostrato dalle tre se¬ dute cui ho assistito, è che non è vero essere la volontà e la coscienza del medium estranee sempre al fenomeno. L' Eu- sapia si mostra a Genova un po’ troppo preoccupata di convincerci, me soprattutto, dopo che ha saputo chi sono. Tutta la seduta del 23 è stata fatta a mio beneficio; ora in tale contegno della Paladino vi è una ragione personale ben nota. Ciò indica tre cose : a) la coscienza del medium è in grado di determinare una maggiore attività della forza medianica ; b) i fenomeni sono prodotti in ragione dei sentimenti o delle idee esistenti nella coscienza sveglia o superiore del medium ; c) la personalità inferiore (subliminale) riceve impulso da quella superiore e si atteggia in conformità degli stati psichici di questa : per cui il supernormale si riduce, sotto questo aspetto, al puro normale. 8. La Paladino mi preannunziava il fenomeno, che già si rappresentava nella sua mente, e questo preannunzio è dato con coscienza svegliatissima : passato un breve inter¬ vallo, in cui la donna sembra cadere in estasi o trance (ma non sempre, perchè i suoi moti, atteggiamenti, parole, sono di persona sveglia), il preveduto fenomeno si effettua. 9. In taluni casi il desiderio di dare una prova è supe¬ riore alla capacità medianica di quel momento. Trovo questa TESTATIVI INFRUTTUOSI DI SUGGESTIONE 289 deficienza accessuale di medianità specialmente nella produ¬ zione di fenomeni visivi : qui la Paladino è assai meno capace che negli altri fenomeni, ed allora ricorre ad un metodo sug¬ gestivo che, sotto l’aspetto fisiopsicologico, mi sembra me¬ ritevole di un paragrafo a parte. * * Mezzi di provocazione delle sensazioni nei presenti. Varie osservazioni si possono fare sul modo con cui la Eusapia cerca di provocare sensazioni di contatto, di pres¬ sione, di ombre e luci, ecc. 1, Ho già detto della sensazione “ di un uccello sulle mie spalle „ da me provata la seconda sera. Ebbene: il tavolo con¬ fermò coi soliti tre colpi la mia interpretazione , quando espressi l’idea di averne sentito l'aleggiare delle ali. Ma da quello che è avvenuto nella terza seduta, e dalla correzione fatta nella propria percezione visiva dal signor Schmolz che aveva visto un che di bianco sulle mie spalle, è risultato che la sensazione mi fu prodotta invece da un foglio di capta venuto dal tavolo a portarsi sulla mia nuca, e proprio dal regolamento del Cir¬ colo che fu trovato alla fine della seduta fuori di posto (affer¬ mazione del signor Peretti). Ora, come si spiega che il tavolo — {John!) — abbia approvata la mia erronea interpretazione dell’uccello ? Perchè la personalità infantile della Paladino, dominata sempre dalla vanagloria delle sue facoltà occulte, è stata lusingata da quella mia asserzione, e non le è parso vero che l'agitarsi d’una carta esistente nella sala fosse ritenuto lo svolazzar di un uccello, creato, diremo così, spi¬ riticamente!... Non le bastava il fatto già straordinario dello spostamento dell’oggetto e della sua venuta sul mio collo : voleva anche esagerare la portata del fenomeno. E se non avessimo corrette le nostre percezioni, saremmo, forse, rimasti fermi nell’ idea d’avere assistito alla formazione di un animale fluidico ! 2. Io penso che molte sensazioni visive, interpretate alla stessa maniera dai presenti e con approvazione di John alla annunciata interpretazione (illusoria), siano provocate con mezzi elementari a portata del medium; — è la fantasia di 240 PSICOLOGIA E SFIBIT1SM0, II taluni dei presenti che aggiunge una certa parte de] mera¬ viglioso, precisamente come avvenne delle mani credute dalla signoia Rey quelle di sua madre defunta, e come avverrà nelle effigie o fisonomie fluidiche appena percettibili, eppur riconosciute dai presenti per quelle dei loro morti. man‘festazioni visive non sono quasi mai (io non mi ncordo di nessun esempio) visibili da tutti. Ci sono individui, come me, che lorse avendo un controllo più severo sulle proprie sensazioni visive, sono sfortunati, diciamo cosi, nel percepire le luminosità, i fantasmi, ecc. Io non sono riuscito mai (finora) a vedere i chiarori, le luminosità bian¬ castre, ecc., accusate da altri sodi. Io non ho visto che due ombre: la rotonda o globo della 2“seduta, della quale serissi di aver supposto tosse la tenda conformata a quel modo, forse spinta innanzi dalla mano reale (sinistra) del medio ; e una specie di braccio pendtdo percepito iersera, che arieggiava pur esso, nel primo momento, quello della Ensapia atteggiato in flessione per dargli la forma opportuna, a) La prima mi aveva dato la sensazione di una testa (ma poi non era affatto una testa umana, bensì una specie di grosso cocomero o sfera). Ora, se dovessi procedere colla rigidità eccessiva della Commissione di Cambridge, potrei anche supporre, non avendo avuto il controllo della mano sinistra, di essere stato ingannato. Ma più ora ci penso, e più la cosa non mi pare spiegabile cosi, perchè anche un braccio atteggiato a flessione nel pugno e nel gomito non dà un contorno sferico cotanto perfetto come mi parve quello che vidi; inoltre il braccio della Paladino non è così lungo da potersi, senza spostamento di tutta la persona che io avrei avvertito, spingere fino al punto cui arrivò il globo. Debbo dunque correggermi : il “ globo „ del 20 maggio era una vera produzione ex novo : anche se veniva avanti coperto dalla nera cortina, dietro di questa non ci poteva essere il braccio di Eusapia; c’era qualcos'altro . b) Jeri sera, dopo un imperioso preannunzio di guar¬ dare davanti a me, la Paladino ha cercato di suggestionarmi che dovevo vedere un’ “ ombra „ : ma non c’è riuscita. Io sono 1 rea do o duro „, come dice essa. Non suggestionandomi esprimo ciò che penso), essa ha allora tentato di produrre la lorma mediante la tenda nera : e l'ombra si è formata, ma io non mi lascio dominare dalla apparenza, e affermo subito che mi pare sia la tenda ricoprente un braccio La t aladino non insiste sull’esperimento, com’essa chiama queste sue produzioni medianiche, e quel braccio pendulo che sembra VISIONE DI UN BRACCIO FLUIDICO 241 quello di un fantoccio, scompare nell’ombra, verso il gabinetto nero. Qui ho un lontano sospetto che essa (svegliatissima in quel momento) abbia voluto fare impressione su di me, convincermi, ece., ossia, in altri termini, che non riuscendo a ottenere il puro genuino successo medianico di una forma Apparizione di un “ braccio pendulo „ , IL'^SaZear^aada “e aTOt\è. stata fissata immediatamente st.Ua stionè. rappàrsoriU * ' “ntora«5- visibile (fantasma) al di qua delle tende, abbia tentato sosti- tu irvi qualche cosa di analogo da dietro alle tende stesse. È questa una frode?... No: oso affermare che l’inganno ci fu per metà : una « materializzazione „ imperfetta s’è formata, ma non fuori del gabinetto. 4. Questa miscela di fenomeni genuini provocati dall’au¬ tomatismo e di fenomeni sparii voluti (fraudolenti forse alcuni, equivalenti sub-medianici per deficienza di medianità certi altri) costituisce una grossa e noiosa complicazione di cui bisogna tener conto. L’Ochorowicz ha dimostrato che la Moh selli, Psicologia e spiritismo. t 242 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Eusapia inganna inconsciamente : io credo invece che la povera donna, costretta ad esaurirsi per persuadere colpire trascinare e sopratutto soddisfare il suo pubblico, ricorra anche coscien¬ temente all’inganno; ma rimedia pure col sostituire fenomeni medianici elementari, di cui è sempre capace anche se in scarsa medianità, a quelli di alta complessità che per qualche ragione interiore od esteriore non è in grado di produrre in quel momento. Mi sembra sopratutto che il desiderio di con¬ vincere gli increduli (me, per esempio) sia troppo vivo in lei, e che costituisca un pericolo per la sincerità delle mani¬ festazioni. Oltre a ciò, la vanità sua le fa sembrare insuffi¬ ciente la prova: produce realmente tre, cinque, e vorrebbe produrre otto, dieci fenomeni. 5. Ammessa, dunque, la mescolanza di vero, di spurio e di imperfetto, si dimostra anche — dal momento che io la rico¬ nosco e la affermo (almeno nei fatti visuali di cui sopra) — come non sia giustificabile la volgare spiegazione del tutto trucco. Quando si abbia un po’ di buon senso, si sia abituati all’osservazione scientifica, ci si mantenga sereni e calmi os¬ servatori (ed io cerco di mantenermi tale, e sono sicuro che ci riesco), non v’è possibilità di essere turlupinati: io di¬ stinguo benissimo i fenomeni reali da quelli in cui forse vi è produzione spuria o insufficiente di medianità; e per ciò dovrei essere creduto se dico che vi sono straordinari fenomeni medianici assolutamente certi, come lo sono quelli da cui desu¬ miamo la esistenza e la natura del mondo circumambiente. * * * Le esteriorizzazioni. 1. Conviene ammettere una cosa che sembra irrealizza¬ bile nolle conoscenze odierne: — che alla base di codesti fenomeni — ben lo ha visto e teorizzato A. De Rochas — stia forse la proiezione di un che di ignoto dotato di qua¬ lità dinamiche dal corpo di Eusapia. 2. Adottando in via transitoria il nome di “ anima „ (Aksakoff) per questa forza biopsichica irradiante o ema¬ nata, per un processo tuttora sconosciuto, dall’organismo umano vivente (senza pregiudicare per ora il problema della sua origine, natura, attività e sopravvivenza), conviene am¬ mettere, in certi individui come Eusapia Paladino, la super- IPOTESI BELL’eSOPSICIIISMO 243 formazione, mercè elementi mimici, di organi forniti di tutte le qualità anatomiche, morfologiche, funzionali, come sono le normali. Giacché ottenendosi dei risultati meccanici che ri¬ spondono a determinati congegni organici, e non ad altri, si devono costituire per l’occasione, e in soprannumero, o in duplicato, congegni perfettamente eguali. 3. Un braccio animico articolato nello stesso punto (articolazione scapolo-clavicolo-omerale) dove si attacca l’arto anatomico, è un po’ difficile a comprendere: tuttavia, con questi fatti medianici sott’occhi, si deve ammettere che là dove si trovano gli elementi anatomici normali, carnali, possano fuoruscire anche i loro corrispondenti elementi gui¬ dici o animici (“ prolungamenti protoplasmici „ di Richet). La cosa non è impossibile, ma apparirà addirittura fantastica. 4. La rapidità e la fuggevolezza delle esteriorizzazioni sembra significare una produzione accidentale di forza : spesso la stessa medium ignora la spesa di energia che deve fare ; nè sempre l’etfetto corrisponde alla preparazione. 5. Si può congetturare, non senza ragioni di esperienza e di analogia, che anche le persone presenti alla seduta e convibranti, a cosi dire, col medium nel loro stato orga¬ nico e conseguentemente nelle loro operazioni mentali (ce¬ rebrali), contribuiscano in più o meno larga proporzione, e senza averne coscienza, al processo di proiezione della ignota forza biopsichica, emanata o irradiata dal medium in estasi, e sopratutto contribuiscano a dare certe apparenze alle sue plasmazioni transitorie. 6. Proseguendo nell’ipotesi che nel suo proiettarsi la ignota forza (o materia radiante?) bio-psichica sia diretta e, per di più, plasmata dal pensiero onirico o subcosciente del medio, si vede la spiegazione del progresso dei fenomeni che diremo di psicotei ecinetica e psicoteleplastica: a) Dapprima si esteriorizzano solo le rappresentazioni di movimenti semplici ; più tardi, forse quando vi sia accordo mentale dei presenti, anche quelle dei movimenti complessi. b) Lo stesso avviene nelle esteriorizzazioni delle rap¬ presentazioni di senso tattile, termico, acustico, visivo, ecc. Da principio avvengono esteriorazioni di imagini semplici, che non si organizzano nè si plasmano in forme distinte; in seguito, massime con la cooperazione dei presenti, possono proiettarsi e plasmarsi imagini composte. Occorre insomma, un processo abbastanza lungo (in gene¬ rale, non costantemente) per lo sviluppo delle telecinesie e teleplastie. 244 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 7. Non è vero che le Intelligenze “ occulte „ siano dotate di poteri superiori e facciano cose meravigliose. Dato che la medianità sia una forza invisibile e intangibile, essa la molto meno di quanto facciano l’elettricità ed il magnetismo. Gene¬ ralmente non opera che movimenti o sensazioni di movimenti semplici ; non materializza che f olismi o sensazioni di lumi¬ nosità semplici, actismi o sensazioni di rumori e suoni sem¬ plici; rarissimamente va oltre. Essa non produce poi alcun effetto chimico nè dinamico utilizzabile. È subitanea e si esau¬ risce presto. È impulsiva, e non ha ordine, non si sistema. E automatica, e non risponde mai a stimoli precisati. E for¬ nita da un organismo umano simile a tutti gli altri, ma non si trasmette che in minima parte e in condizioni eccezionali. 8. Tutti i fenomeni della medianità intellettuale hanno molta somiglianza con quelli degli stati sonnarn bulini che si svolgono spontaneamente o si possono artificialmente pro¬ vocare nelle persone isteriche e in altre suscettibili all’ipnosi ed alle manovre magnetiche. Ciò lascia logicamente supporre che la trasmissione e la lettura subconscia del pensiero (“telepatia,) esercitano un ufficio sostanziale nel medium- nismo ; ma tale supposizione non è applicabile ai fenomeni fisici e meccanici. 9. I congegni od organi bio-psichici che svolgono T “ oc¬ culta forza, medianica non sono molto evoluti nè utilizza¬ bili ; sono anche incoordinati, e sembra, per di più, che non arrivino se non con stento ad operare insieme. 10. Le proiezioni eso-psichiche di Eusapia, anche se si plasmano in forme tangibili e visibili (“ materializzazioni „) in rispondenza alle sue invagini oniriche o eventualmente telepatiche, non hanno autonomia: per ciò non possono avere che un’esistenza effimera e accidentale, per quanto riescano a lasciare traccia materiale ed indelebile di sè (mutamenti e spostamenti di oggetti, segni grafici, impronte, negative fotografiche). Senza dubbio, tutte queste asserzioni ipotetiche sono para¬ dossali ; ed io stesso, nello scriverle, ne riconosco la enorme portata, ne rimango stupefatto. Ci si consola col dire che, alla fine, queste ipotesi sulla esistenza di forze naturali, anzi vitali, tuttora ignote, sui loro effetti dinamici e sulle loro produzioni transitorie, non escono dalle possibilità scienti¬ fiche e positive. Sta bene, io pure la penso così, e non da oggi soltanto, come dimostrano i miei scritti anteriori: ma non è men vero che ci incamminiamo oltre ai margini dell’odierno sapere,... in una zona tuttora piena di Enigmi... UN FENOMENO DI TROPPO ! 245 * * l Un giuoco. Lo spettacoloso - (per usare un termine comprensibile), esiste un po’ troppo nei fenomeni della Paladino. Vi si vede il desiderio suo di colpire, di strappare il plauso, di trascinare altri alla fede : ma è uno spettacolo un po’ misero nella sua parte imaginativa, e sempre di contenuto intellettuale basso. Così io qualifico quel trasporto inaspettato del bracciale di tenda e della sua rosetta di stoffa sulla finestra alta e cieca dell’anticamera, che l’Eusapia sul finire della seduta, con una pantomima napoletana vivacissima, pur essendo (o si¬ mulando di essere?) ancora in “ trance», ci ha fatto capire che doveva essere avvenuto. Sarebbe stato un “apporto , da da uno ad altro locale del Circolo, però a porte aperte! Certo, il fenomeno sarebbe per sè stesso straordinario, tanto che, sorpassando forse l’ intenzione del subcosciente della Paladino, raggiunge i caratteri del tracco : fa sorgere cioè il sospetto d'una cosa preparata, e sotto il punto di vista della serietà dell’osservazione non mi produce, no, un sentimento genuino di ammirazione ; è troppo, e si è inclinati a scher¬ mirsene. E infatti, quei pezzetti di stoffa sono passati attra¬ verso tre camere, hanno percorso almeno 10 o 12 metri, e si sono alzati di circa 2,50 o 3 metri. Il modo poi con cui 1’ Eusapia ce ne ha rivelata lassù l’esistenza è stato teatrale, e rientra nella psicologia della simulazione isterica, adatta alla sua mente volgare. Ammesso pure che il fatto in sè (strappamento del bracciale, e suo trasporto per medianismo in trance) sia autentico (?), esso intellettualmente ha valore minimo, e se gli “ spiriti „ non sapessero fare altro che questi miseri giuochi di prestidigitazione, li compiango. Genova, 23 maggio 1901. LA QUARTA SEDUTA (24 maggio 1901). Condizioni fisio-psichiche del “ medium „. 1. Ieri sera la Eusapia non è entrata in trance elle tardivamente e per pochissimo tempo: anzi, fn un trance leggero, superficiale. Ciò spiega forse la relativa scarsezza dei fenomeni, la loro ripetizione monotona, e le esperienze, a mio parere, assai sospette o, per lo meno, aventi appa¬ renza di frode. Non spiega però che le poche manifestazioni avute siano state di grande intensità. Posso congetturare due cause di ciò. In prima l’intervento di una persona nuova (il cap. De Albertis), che al solito ha fatto regredire il medium verso fenomeni più semplici e che inoltre, come ogni novizio a sedute spiritiche, si è mostrato molto sensibile ai toccameuti invisibili ; ho veduto che questo infastidisce la Eusapia. In secondo, una discussione fra me e il prof. Porro, avvenuta al principio della seduta, è stata udita dalla Paladino e forse ha turbato il suo animo. Si sa che essa è sensibilissima, come ogni medium, non soltanto all’accusa, ma pure al dubbio e al semplice sospetto di bu¬ giarderia, per quanto la discussione vertesse sul modificare 0 no soltanto le condizioni delle esperienze. 2. La Eusapia è, nello stato normale, di una ingenuità straordinaria nel frodare. 0 essa, per non venire meno al suo carattere di isterica, non è in grado di esercitare un pieno governo sulle proprie tendenze alla simulazione (per lo più incosciente, secondo I’Ocuorowicz, assai spesso cosciente, se¬ condo mei ; oppure calcola sulle emozioni, sull’entusiasmo e sulla disattenzione dei suoi osservatori. Mi sembra che essa sia stata male educata fin dal principio dello sviluppo della sua medianità per opera del Damiani e anche del Chiaja, accordandole talvolta troppa libertà di movimenti ed ese¬ guendo controlli troppo condiscendenti. Non altrimenti si CONDIZIONI FISIO-PSICHICIIE DEL MEDIUM 247 può spiegare l’ingenuità che essa ha dimostrato a Cambridge, a casa di Richet e (secondo me) anche al nostro Circolo “ Minerva „ ieri sera, tanto nello spostamento della seggiola di uno dei suoi vigilatori di destra (cap. De Albertis), quanto nella impressione su plastilina. A me questi due fenomeni, come dirò più avanti, sono apparsi di grande dubbiezza, sebbene la frode non s’abbia potuta cogliere in fatto. Del resto, si dovrebbe dire che per riguardo a certi fenomeni si ha sempre il dubbio del dubbio! 3. L’Eusapias’è rifiutata di lasciarsi esaminare fisiologica¬ mente. In parte io ne la scuso, perchè gli spiritisti le hanno sempre inculcato ostilità a siffatte investigazioni. Anche qualcuno dei membri del nostro gruppo sembra diffidare, non so perchè, delle mie intenzioni : ho chiesto di esaminarne la sensibilità per stabilire la esistenza o no di stimmate isteriche (ricerca affatto innocua), ma pare che si tema da ciò una diminuzione della medianità, e quindi una defrau¬ dazione di fenomeni. Questa riluttanza dell'Eusapia è il pro¬ dotto della sua ignoranza, del suo misoneismo volgare e della sua educazione compiutasi fuori del dominio della scienza. Fin qui, lo ripeto e ripeterò, lo spiritismo è nel limbo del metodo scientifico di osservazione e di esperimenta- zione. Si ripensino le auree regole che di questo metodo ha dato Claudio Bernard pei fenomeni biologici ; si legga ciò che Guglielmo Wundt dice del metodo da usarsi nei feno¬ meni psicologici ; si vegga anche quello che dice un inge¬ gnere di larga coltura, il Favrk, nei suoi libri sui metodi scientifici in genere: e allora la procedura delle sedute spiri¬ tiche rivelerà tutta la sua irriducibilità odierna alle norme della ricerca sperimentale. 4. L’Eusapia ha una lesione al capo dal lato sinistro, nella regione parieto-frontale ; da un fugace palpamento che ivi mi ha lasciato effettuare, ritengo che tale lesione sia vecchia e di origine traumatica, secondo che essa afferma. La lesione impegna il tavolato esterno della teca cranica e giunge fino al tavolato interno, ma senza scopertura delle parti molli endo-craniche ; è lunga almeno due centimetri e mezzo, coi bordi a picco, appena inspessiti per la riparazione ossea: essa sarebbe sensibile (dicela Eusapia) alle pressioni esterne ed alle vicende meteoriche. La sua sede è precisa- mente sulla sutura coronaria sinistra, e prende tanto il frontale quanto il parietale. Topograficamente potrà corri¬ spondere alla parte media della regione rolandica, ma di questa non impegna, certo, che piccola porzione della circon- 248 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II voluzione frontale ascendente, nell’area dei centri psicomotori dell’arto superiore destro ; sovrasterà, in particolar modo, al piede della seconda frontale, dove si ammette da taluno il centro evoluto della scrittura (?). 5. L 'iperestesia della metà sinistra del corpo accusata dalla E., parrebbe di natura isterica, ma non si riesce a sa¬ pere se prenda tutte le forme di sensibilità. A giudicare da quanto avviene nel tentare di toccarla, direi che essa ri¬ guarda sopratutto la sensibilità tattile superficiale o cutanea, non la profonda (tendineo-muscolarel ; e mi ha tutta l’aria di essere suggestiva o autosuggestiva. Le reazioni della Eusapia quando la si tocca lievissimamente fuori della ipnosi me¬ dianica (perchè durante il trance io, a bella posta, l’ho pre¬ muta fortemente nella parte sinistra per svegliare la sua attenzione), mi sembrano esagerate sproporzionatamente al grado della ipersensibilità reale. 6. Sarebbe di sommo interesse il fatto che mi è sem¬ brato iersera di rilevare: — quando Eusapia è in principio di auto-ipnosi o sotto la ipnotizzazione (mi è riuscito di farle qualche “ passo magnetico „ sulla testa, massime sulla sua breccia cranica e l’ho veduta suscettibilissima a queste manovre), quando, dico, Eusapia si incammina verso la subcoscienza, la sua iperestesia di sinistra le rende insop¬ portabile i contatti a distanza. Voglio dire che avvicinando uno spillo alla sua mano fino a 2 centim., ma non toccan¬ dola ancora, essa ha percepito il dolore della puntura. Sa¬ remmo qui davanti all’eccezionale fenomeno dell’ “ atmosfera neurica „ circondante il corpo umano secondo le afferma¬ zioni quasi favolose di Baraduo e Barf.tt? Mi contenterò di esprimere la possibilità che, esclusa la simulazione, Eusapia offra davvero quella esteriorazione di sensibilità che fu il¬ lustrata dal Conte De Rochas. 7. Le crisi cui va soggetta ora la Eusapia sono, a giu¬ dicarne da quanto ne dice essa stessa, di carattere istero- epilettoide. Dice che le vengono attacchi in cui “ perde la coscienza , ; sono preceduti da forti cefalalgie al lato sinistro ; manca il ricordo al risveglio, mentre per l’addietro la me¬ moria dei deliquii non era oscura. Si potrebbe sospettare l’esistenza di parossismi parziali di epilessia jacksoniana (?). 8. Lo stato psichico normale di Eusapia fuori della me¬ dianità non ha note morbose. Tuttavia la memoria è debole assai ; non si rammenta sempre i nomi e le date, e poiché le sue vicende sono note a qualunque studioso di spiritismo, si vede agevolmente che essa confonde date, luoghi, persone; COSCIENZA E VOLONTÀ NEL “ TRANCE 249 non sempre ricorda dove e quando le sono stati fatti ap¬ punti, critiche, ecc. ecc. Ma di due cose soprattutto ha me¬ moria viva, e se ne rammarica : 1° d’essere stata sottoposta in un luogo all’Estero (forse a Cambridge) a un’investigazione poco discreta, di carattere vergognoso, che l'ha umiliata : essa non sa darsi pace di aver dovuto subii- esami perfino nelle cavità sessuali del corpo, per vedere se vi tenesse nascosti degli ordegni, indagine stupida e che naturalmente diede, come doveva dare, risultato negativo ; e 2° dell’essere stata derubata d’ogni suo avere da ignoti ladri, penetratili in casa. Di questi fatti la sua commozione dura tuttora vi¬ vissima, ed è tale da non doversene parlare senza compro¬ mettere, essa alìerma, l’esito delle sedute. 9. Da quanto finora mi risulta e specialmente dalla seduta di ieri sera, reputo antipsicologico raffermare che la coscienza e la volontà della medium sieno estranee ai feno¬ meni detti spiritici, come asseriscono certi psicl\icisti non psi¬ cologi. Neppure è vero, però, che si abbia sempre un auto¬ matismo per disgregazione della personalità, come ha preteso P. Janet: l’Eusapia (ai miei occhi di clinico, per lo meno) spesso era sveglia e voleva produrre i fenomeni, anzi quei dati fenomoni, e li ha prodotti. Ora una delle due: — 0 lo stato di “ trance „ è necessario alla medianità ; e allora non si comprende come fenomeni me¬ dianici cosi cospicui come la levitazione del tavolo, la produ¬ zione di fiammelle, gli spostamenti di oggetti a distanza, le materializzazioni di forme tangibili sebbene invisibili, gli atti complicati di sfibbiamento, di appuntamento di spilli, ecc., ese¬ guiti all’oscuro da silenziose “ Intelligenze occulte „, siano tal¬ volta possibili senza l’estasi : non nasce il sospetto legittimo che la dottrina fisio-psieologica del trance sia erronea, o, per lo meno, non assoluta? — 0 lo stato di “ trance „ è superfluo: e allora non si comprende perchè in dati momenti e quando stanno per avvonire fenomeni che potrebbero anche effettuarsi, come ho veduto ieri sera, in apparente veglia, il medium entri in pieno istato autoipnoide. Non esisterebbe là una autosuggestione, che però lasciasse il medium libero di ope¬ rare anche fuori e senza di essa?... 10. Per me è ormai certo questo, sotto il punto di vista psicologico : — la coscienza e la volontà intenzionale del medium sono costantemente in opera anche durante la pro¬ vocazione dei fenomeni cosi detti del subcosciente ; sono esse che dirigono le vicende delle sedute. — Io ne veggo una prova nella crescente, teatrale complessità successiva di una 250 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II serie di sedute, mentre se i fenomeni fossero in tato subcoscienti e automatici, oramai, dopo tanti anni, dovrebbero subito raggiungere l’acme. Vi è troppo programma in tutto quanto fa la Paladino per escludere l’efficacia della sua intenzione voluta e premeditata. — Altra prova, e di somma importanza, la scorgo nel fatto cbe esprimendo il desiderio di un feno¬ meno, anche senza dirigere una formale domanda al medium, il fenomeno avviene nella stessa serata. Ciò indica che le percezioni della coscienza vigile scendono al disotto dell’alle¬ gorico livello della subcoscienza, cosicché il subliminale di Myebs per sé non è attivo, ma riceve impulso dall’alto. Sono i raggi luminosi della coscienza superiore che ha già per¬ cepito e pensato, quelli che calano ad illuminare i bassi fondi della cosi detta subcoscienza. C’è da ritenere che R. Abdicò abbia ragione e che la ipotesi dell’ “ incosciente „ sia un lusso inutile per la psicologia. Questa mia constatazione mi sembra che sposti di molto il problema della medianità, e lo metta sotto una luce che non fu ancora vista (per quanto io ne so) da altri psicologi. Inoltre, se ne desumono nuovi apprezzamenti in rapporto alle frodi. I)a un lato sorge il sospetto che essendo le vicende della seduta prestabilite conforme a un programma generale che si deve alzare da un fenomeno semplice a fenomeni più complessi per meglio agire sull’ animo dei presenti, ciò ac¬ cresca la tendenza alla bugia cosciente. D’altro lato, può anche essere che non entrando la E. in trance per ragioni indipendenti dal suo buon volere (non si riesce sempre a prender sonno quando si vuol dormire), essa sia obbligata a giuntare per non scontentare il suo pubblico. Ciò fu detto anche da Ochorowicz ed è giusto. 11. La uniformità dei fenomeni che da anni ed anni Ensapia Paladino produce (basta leggere i numerosi verbali delle sue sedute) sta a significare la predominanza di alcune poche idee fisse nel suo pensiero. Il medium Pugliese evi¬ dentemente fa come certi grandi artisti drammatici che si formano un repertorio di poche tragedie e commedie, e le ripetono ovunque e per lunghi anni, raggiungendo per mezzo deli abitudine e dell’automatismo una sempre crescente forza di espressione artistica. Anche la medianità di Eusapia si è fissata e sistemata in uu numero abbastanza ristretto di atti : e questo monoideizzarsi costituisce forse la più potente causa dell’efficacia che raggiungono in lei le produzioni del sub- cosciente. D’altronde, tutto lo spiritismo sovrabbonda di dette idee fisse, ed è questa una buona argomentazione in POCA SPONTANEITÀ OKI FENOMENI 251 favore dei suoi rapporti con l’isterismo, con le monopsicosi, con tutti gli stati psichici di riduzione, e di sistemazione, e di... impoverimento mentale! 12. Ne segue che le “ manifestazioni „ di medianità, come le scorgo avvenire in queste sere, sono bensì deter¬ minate dalle intenzioni del medium, ma d’ordinario solo nella cerchia delle sue fissazioni, dei suoi monoideismi psi¬ cosensori e psicomotori. Ciò riduce estremamente la spon¬ taneità dei fenomeni, giacché porta il medium a ripeterli immutati quando si sente sotto gli stimoli consuetudinari di sedute organizzate sempre ad un modo. La personificazione di “ John King , che da anni ed anni fa l’Arlecchino da strapazzo o il servo da farsa in tutti questi fenomeni, è il più tipico dei monoideismi di Eusapia. Poi vengono uno per uno tutti i procedimenti empirici con cui essa provoca o produce i fenomeni. Decisamente quel subliminale di Myetìs ha ben poca autonomia! * * * L’ambiente delle nostre sedute. 1. Dalla discussione avuta col prof. Porro, il quale mi ha dichiarato a voce e per iscritto anche sul Secolo XTX che le spiegazioni “ psicologiche , hanno il peccato di essere iperseientifiche (sic), temo che l’ambiente nostro non alzi so¬ verchiamente il diapason della sua ammirazione per la Eu¬ sapia perdendo la calma che da principio addimostrava. Panni, anzi, in seguito alle mie interrogazioni ad Eusapia, di essere circondato d’un’ atmosfera di diffidenza, non da parte di tutti i membri del gruppo, ma da parte dei più infervorati. Ciò mi ha deciso a tenermi un po’ più in disparte durante le sedute, anche perchè, avendo avuto troppa parte¬ cipazione alle esperienze del 22, ho ritenuto conveniente iersera di usare discrezione per lasciare il posto di vigilatori ad altri compagni. Ciò sembra contrariare la Eusapia che, nonostante io sia rimasto sino alle 11 3/( estraneo alla catena, mi ha seguitato a prendere di mira nelle sue manifestazioni. Anche questo fatto ha per me la sua importanza psico¬ logica : indica come sia vivo nella Eusapia il desiderio di convincere quegli assistenti, dalla cui approvazione crede possa venirle vantaggio morale o materiale. E un sentimento di vanità che la domina! e fu già rilevato dall’OcHOHOWicz come 252 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II pericoloso alla sincerità delle sedute, giacché spinge il me¬ dium, quando non è in grado di fare un fenomeno°genuino, a sostituirvi qualche equivalente spurio o fraudolento. 2. Giudicando sinteticamente, mi sembra che avvenga nel nostro gruppo, me compreso, un certo esaurimento deh ì attenzione in quanto al controllo. Più si assiste ai fenomeni e più si è tratti a considerarli nella loro entità o apparenza, perdendo di vista il contegno del medium. Ma io penso che una volta veduto come i fenomeni siano monotoni e poco variati, riprenderemo tutti la tensione necessaria per un contiollo severo. Sono certo che in una seconda o in una ulteriore serie di sedute eusapiane io mi abituerò ad ese¬ guire ad un tempo una rapidissima vigilanza sul medium ed una accuratissima osservazione sui fenomeni. È questione di esercizio e abitudine nell’attenzione. ■1. Ho osservato che la sorveglianza si attenua verso la fine della seduta, e precisamente allora quando avvengono ì fenomeni più straordinari e tumultuosi. Ieri sera, però, essendo io fuori della catena e vigilando attentissimo sulla condotta di Eusapia, credo di avere inibita la solita tumul¬ tuaria fenomenologia della fine. Per cui l’ho spinta forse io stesso a quegli atti che paionmi giustificare il mio sospetto di una frode (p. es. alla impressione di tre punte di dita sulla plastilina). 4. Rilevo, non senza intimo ma non rivelato malcontento, che si prendono decisioni intorno al metodo di sperimentare senza prevenirmene : fluisco coll’essere un semplice invitato e non coopero affatto alla preparazione dell’ “ambiente,. Cosi si sono scostati i mobili della sala. A destra del medium si è collocato un pianoforte chiuso, il cui lato dista di circa <kwO centimetri dalle di lei spalle; il grosso tavolo si è por¬ tato più in avanti, ecc. Io avrei voluto mutamenti più radicali nella tecnica, ma non sono comportati dalla tradizione. Da oltre cinquantanni, cioè da quando tavolino, catena “ ma¬ gnetica „, gabinetto a cortine, ecc., sono stati introdotti in America, non si è fatto un passo solo divergente da quella regola un po’ puerile. Sempre nello stesso indirizzo si vuole ottenere la scrittura diretta sulla fàccia interna di due la- vagnette da scolari, applicate l'una all’altra, legate e sug¬ gellate. E l’esperimento celebre in cui eccellevano "l’Eglinton, di cui il Fabmer narra mirabilia nella sua sfarzosa biografìa’ e lo Slade, di cui il dott. Gibier dà largo cenno nella sua opera sullo “ spiritismo „. Ma Eusapia non sa scrivere e allora ? . FENOMENI MEDIANICI SICURI 253 I fenomeni da me accertati iersera. Reputo che iersera i seguenti fenomeni, non essenzial¬ mente diversi da quelli veduti nelle sere anteriori, siano stati realmente prodotti da Eusapia senza inganno, quantunque in oscurità quasi completa. a) i moli e il sollevamento totale del tavolino : quest’ul¬ timo una volta si è “ levitato „ all’altezza di 1 metro ; il. solito linguaggio tiptico, che però sembra fissato entro limiti assai stretti (almeno per la Eusapia). Avverto intanto che tutti siamo d accordo nel chiedere fenomeni fisio-meccanici od obiettivi, perchè più facilmente sindaca¬ bili, mentre lasciamo da parte la fenomenologia intellettuale, di cui le comunicazioni tipticlie dei disincarnati costituiscono l’elemento precipuo, se non anche l’esclusivo nelle sedute spiritiche volgari; c) i rumori e picchi leggeri prodotti dal e nel tavolino (alcuni dei quali, cioè, nella stessa sostanza del legno). Questi “ raps „ mi sono parsi autentici, sebbene per certuni si abbia il sospetto di una provocazione artificiale, avvenendo essi in uno stretto circuito davanti al medium e non mai oltre ai 50-60 centimetri dal suo petto (sarebbero forse prodotti, nei momenti di simulazione, dal soifregamento del ginocchio, del pollice d’una mano, delle stecche del bustino contro l-’orlo della tavola?...); dj i picchi fortissimi, vere e proprie bussate, che si odono sul tavolino, e anche qua e là per la sala, massime entro il gabinetto. Non c’è spiegazione. Trucco, no, perchè qualcuno è scoppiato come il tuono mentre io, fuori di ca¬ tena, discernevo debolmente, ma abbastanza sicuramente, Eusapia immobile a capo tavola. — Spiriti?... Evvia; se girano per lo spazio a n dimensioni nella loro eroticità Kardeehiana, avranno altro da fare che venire a intimorire a quella ma¬ niera le persone sensibili e le donne, con un processo che ricorda T ingenuo mascherarsi e il bau bau dei ragazzi e dei selvaggi in guerra. e) ì toccamenti di mani (non visibili), che sono stati più scarsi, meno significanti di quelli delle altre sere, però talvolta sincroni in due persone. Un certo momento io mi 254 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II sono sentito tirare la giacca pel petto, come se avessi avuto una persona „ in piedi davanti a me; f) il vento freddo dal gabinetto nero, anc-h’esso però transitorio (il tavolino si era spinto smaniosamente ad una distanza maggiore del solito dalle cortine, certo per corri¬ spondere ad una mia proposta fatta poco prima al profes¬ sore Porro, di portare il circolo nel mezzo della sala) ; g) l’ ondeggiamento e gonfiamento delle cortine nere ■ h) \o spostamento delle seggiole dei vicini ad Eusapia; t) 1 apertura e chiusura del coperchio del pianoforte-, j) 1° spostamento e trasporto di oggetti a distanza. tra questi fenomeni alcuni mostrano senza dubbio intenzio¬ nalità, il che non vuol dire che siano opera di intelligenze estranee agli intervenuti e tanto meno ad Eusapia. Si direbbero giuochi di destrezza compiuti al buio da prestidigitatori in¬ visibili ed anche intangibili; ma sempre rivelano, nella loro quasi comica e talvolta grottesca esecuzione, una intenzione dei tutto umana, quale può essere quella del medium di convincere facendo “ un bel gesto Questo è il fine poco recondito di quasi i nove decimi della fenomenologia eusa- piana: finora non ci veggo intenzionalità superiore! tale è il caso delle due lavagnette accollate che mi sono sentito mettere (al buio) nella mano sinistra. A prima vista può dubitarsi che l’oggetto sia stato preso e dato dalla mano destra della Eusapia, ma la distanza in cui io, in piedi, mi trovavo dalla tavola grande su cui le lavagnette posa¬ vano, mi sembrò tale da non appoggiare tale interpretazione tio anche ricevuto quasi sulla testa la borsetta rapita da mano occulta alla Contessa Rey : questa personale direzione dell oggetto smosso dallo “ spirito John „ mostra come sia sempre la volontà del medium quella che produce il feno¬ meno Ha ragione I’Ochorowicz : “ John „ non è altro che uno stato speciale psichico della Eusapia, una simbolica personificazione del suo automatismo medianico. Ma dissento dallo psicologo polacco in questo che egli assegna al fan¬ tastico John King „ un posto nel solo subcosciente di usapia, laddove a me pare che la personificazione sia man- enuta e usufruita anche in completa veglia. Il buttare proprio a me la borsetta implica la solita intenzionalità di conver¬ tirmi , intenzionalità evidentissima, persistentissima nell’a¬ nimo della Paladino, e non fuori di lei. Potrei dire il medesimo degli altri “giuochi, avvenuti ìersera al buio ; per es. l’avere tolta una spilla-fionda (detta da balia,) alla signorina Rey e l’averne cucita la di lei IjA MATERIALIZZAZIONE DI FORME . ATTIVE 255 manica sinistra con quella destra del prof. Porro. La straordi¬ narietà di questa burla non risiede tanto nel trasporto e nell'uso intenzionale dell’oggetto, quanto nella complessità di movimenti e atti che essa ha richiesto. Il fenomeno ac¬ cadeva in oscurità: e credo che la cosa non rieseirebbe fa¬ cile neanco a persone svegliatissime, avvezze a manovrare quei piccoli meccanismi deU’abbigliainento femminile. Vi è stata pertanto una delicatezza e finezza incomprensibile nel- l- “ entità occulta , che ha sfibbiata la spilla e ha eseguita quella attaccatura. Ma pur troppo l’accadere tutto ciò fuori di luce, nella impossibilità di invigilare la persona di Eu- sapia, toglie al fenomeno la sua meravigliosità spiritica e lascia al suo posto il sospetto. k) la materializzazione di “ forme „ soltanto tangibili aventi caratteri umani. — Dirò soltanto quello che ho per¬ cepito coi miei sensi in perfetto equilibrio. Io ero in piedi, dietro la seggiola di uno dei formanti catena, ed ho avuta ad un tratto la sensazione come se davanti a me fosse ve¬ nuto un “essere invisibile,, alto anche più di me, piuttosto grosso che mi si è accostato e mi ha premuto il petto: poco dopo, come ho detto, mi sono sentito tirare lo pistagne della giacca e sono stato scosso in tutta la persona. Non basta: quando mi è arrivato in mano il pacchetto delle due lavagne, ho avuto la impressione di un essere in carne ed ossa che me lo allungava, e quasi si impazientiva perchè io non prendevo bene l’oggetto abbastanza presto. Non basta ancora; poco dopo quelle due lavagne mi sono state afferrate e con violenza strappate di mano, indi è avve¬ nuta una lotta consimile fra 1’ “ occulto „ personaggio e il sig. Schmolz : le lavagnette ci erano date e tolte, ridate e ritolte con una intenzionalità stupefacente. Ma la mia stupefazione ebbe motivo di aumentare ancora : un po’ commosso e impensierito di quanto mi era accaduto stando in piedi, io m’ero andato a sedere su di una delle poltroncine quasi addossate alla parete della sala, a circa due metri, dal lato destro di Eusapia. Ebbene, 1’ “ Invisibile , è arrivato anche là: per due volte io mi sono sentito, lucidamente sentito toccare da una mano che offriva tut.t» le caratteri¬ stiche della vitalità ! Dirò a tale proposito che le “ forme „ che agivano a quel modo sui miei svegliatissimi sensi avevano una consistenza solida: ognuna era. come si direbbe, uno stereoplasma o stereo-fantasma invisibile, ma nettissimamente composto di sostanza resistente , impenetrabile, insomma materiale. Niente “ entità fluidica , sensu strictiore! 256 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Questi fatti sono di gravità eccezionale per me, che quasi non credo ai miei occhi leggendo le mie stesse righe mentre mi escono dalla penna : ma tant’è ! Le mie percezioni erano nette e precise: il fenomeno, però, al buio è altrettanto ge¬ nuino ? Quella malaugurata oscurità, come ci obbliga a mettere in quarantena tutta questa parte meravigliosa della feno¬ menologia spiritica! . La oscurità è necessaria, dicono gli spiritisti, per la formazione delle “ materializzazioni „ giacché alla luce i disincarnati non riescono ad impossessarsi del perispirito fluidico del medium (non si capisce allora perchè certe volte le apparizioni avvengano in piena luce e anche al sole!!); — la oscurità sarà necessaria, dicono gli odierni psicliicisti teorizzatori, perchè l’energia fuoruscente dal medio e dagli astanti non si potrà accumulare alla luce, anzi, quando si è concentrata nell’ombra, alla luce si dissolverà... In sostanza, siamo proprio al buio, e bisogna rinviare la spiegazione a un domani molto, ma molto lontano ! Os¬ servo tuttavia che neanco il carattere intellettuale e volitivo degli atti compiuti dall’ “ Invisibile „ prova che essi siano il prodotto di entità autonome, estranee al medium: io dovrei propendere (non dico più — horresco referens! — ) a supporre la possibilità di uno sdoppiamento personale completo di Eu- sapia... e anche quella che il suo “ doppio „ sia ora un quissimile ed ora un dissimile dal suo corpo fisiologico. Ma come “ dissimile „ e fino a qual punto? Ecco, forse, il pro¬ blema vero dello “ spiritismo „. Fenomeni acustici e luminosi. 1. Iersera i compagni signori Bantle, Ferravo e Venzano hanno accusato il primo dei fenomeni acustici di queste se¬ dute. Mentre sotto le tende del gabinetto oscuro si mate¬ rializzava e si avanzava verso la catena, ai lati di Eusapia, una “ forma „, essi avrebbero anche udito il suono di una voce rauca, afona, “ stertorosa , : a qualcuno parve che essa loro provenisse da dietro, anzi dal vuoto dell’ombra in cui si trovava la sala. Non avendo percepito tale fenomeno perchè ero troppo lontano, nulla ne dirò: parlerò invece delle “ luci spiritiche „ che io stesso ho viste iersera. 2. Ho già detto come io fossi stato fino a ieri refrattario alle percezioni luminose, salvo alle due materializzazioni in FENOMENI LUMINOSI 257 forma di “ ombre „ fattemi vedere da Eusapia Paladino e che descrissi di già come fenomeni spurii, Iersera finalmente, quando già altri dei presenti dicevano di vedere fiammelle e fosforescenze, ne vidi due : ero fuori della catena, e il feno¬ meno non fu certamente allueinatorio, perchè la percezione lu¬ minosa fu in me limpida e netta come di realtà; comparvero e disparvero senza che il mio animo si conturbasse. Le “ 1 uci fluidi che „ , benissimo visibili, partirono tutte e due dal disopra del medium, un po’ più verso destra, e per¬ corsero in aria un certo tratto, lentamente, in linea curva e sinuosa ; il fenomeno durò almeno tre secondi ogni volta. L’un a comparve più vicino alla testa del medium, l’altra più verso il pianoforte, ma non erano in posizione d’esser provocate artifiziosamente dall’ Eusapia, giacché non v’era possibilità che essa giungesse ad allungar le mani fino al punto cui la seconda arrivò. E poi non erano affatto simili a luccicori di fosforo ! Erano fiammelle circoscritte, di colore giallognolo ; vivacissime, ma non illuminavano, ossia non irradiavano luce: luminose per sè, senza effetto sugli strati aerei circostanti; grosse un po’ più di quanto ci appaia al buio una lucciola, con cui mi sembrò avessero la massima analogia; il loro percorso però era più lento di quello del¬ l'insetto, e lo splendore assai più vivo. Nessuna luce naturale e artificiale fin qui da me veduta presenta eguali caratteri e, questo è asserito da tutti i pereipienti. Ambedue le luci sono state viste dal sig. Schmolz con cui ero a bi accetto in quel momento. Ed Eusapia non era allora in “trance,, bensì sveglia, come si rilevava dalla sua voce naturale. Ciò conferma la mia critica alla tabella sche¬ matica del Visani-Scozzi, secondo la quale le luci sarebbero prodotte dai medi solo in istato di catalessi. Aggiungo che altre luci sono state annunziate iersera dal dott. Venzano provenire dal piano del tavolo, e serpeg¬ giarvi sopra : ma io non sono giunto a vederle. * * * Una apparizione? Ecco un altro fenomeno che sarebbe ben importante per me, ma che io non ho veduto. È stato il signore Schmolz che ci ha segnalato di vedere distintamente a sinistra del medium, ma più in qua del vigilatore (che in quel momento Morselli, Psicologia e spiritismo. yj 258 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II era la signorina Rey), “ una figura di uomo, alta più dei presenti, coperto da' un turbante, il quale si avanzava verso di lui fino a mettergli la faccia quasi a contatto con la sua „ : egli aggiunge che ne distingue “ gli occhi vivissimi e la barba a pizzo Ma nessuno dei presenti conferma la visione ; io che mi trovo vicinissimo al percipiente, nulla scorgo. Ho già detto che il sig. Schmolz è un “ visuale ti¬ pico n ; a lui i fenomeni luminosi e i visibili risaltano più numerosi e frequenti che a tutti gli altri. Vi sarebbe in ciò un motivo per congetturare che Eusapia provoca allucinazioni sensoriali diverse secondo la indole psichica dei percipienti ? La cosa è improbabile, poiché bisognerebbe che essa ci cono¬ scesse intimamente tutti come uno psicologo consumato ! Piuttosto è da ritenere che certi fenomeni siano l’effetto di una tensione cerebrale dei presenti, e che l’eccitazione del cervello indotta dal medium stimoli in ciascuno i centri che sono abitualmente più vivaci nella loro funzione, per cui essi percepiscano meglio i fenomeni che riguardano codesti centri. Suggestione mentale e interpretazione dei fenomeni. Un fatto che a me sembrò dapprima di suggestione men¬ tale, ma che propriamente, come dirò, non lo è, è il seguente : Messomi dietro la seggiola del De Albertis, che fungeva da controllore di destra, imaginai che sarebbe stata smossa come la mia secondo il solito. Ero nell’ombra (tale credo che fosse anche per Eusapia) più completa: e silenziosamente avevo portata la mia mano sinistra sul pomo sinistro dello schie¬ nale senza toccarlo. E là sono rimasto in attesa : tenevo la destra nella sinistra del sig. Schmolz o appoggiata al suo braccio, e pensavo che il medium avrebbe cercato di prendere furtivamente la seggiola di De A., cosicché la mia mano messa colà in agguato, avrebbe potuto coglierla nell’inganno. Dopo V4 d’ora d’ inutile attesa, in cui sempre badavo al controllo ed osservavo, ho sentito sul mio petto (ero in piedi) un toceamento ampio, ma diviso in due parti, una superiore ed una inferiore. In queU’istante ho avuto la sensazione come se una seggiola di legno mi fosse applicata contro il corpo a premerlo intenzionalmente: le due metà del contatto mi davano l’impressione dell'orlo del sedile e della traversina APPARENZE DI SUGGESTIONE MENTALE 259 inferiore. Ma non così era realmente : nessuna seggiola era stata portata a premermi il petto dall Invisibile ; la mia mano destra invano la cercò, non palpai che l'aria. Come ebbi, dunque, quella percezione ? Qui, una delle tre: - ola Eusapia ha indovinato il mio pensiero che rifletteva la seg¬ giola del capitano, e mi ha prodotto per telergia meccanica un toccamento di forme corrispondenti; in tal caso avrei la prova di una suggestione mentale, o lettura del mio pen¬ siero, però una lettura, direi, elementare, semplificata : — o quel toccamento fu in me una allucinazione; e avremmo la provocazione, per dinamismo associativo, di una sensazione irreale corrispondente ad una idea : — oppure è stato il mio pensiero che intensificato nella imagine della seggiola e del mio controllo, mi ha fatto interpretare a quel modo un toccamento (medianico) di cornun genere. Pino a prova contraria debbo ammettere la terza interpretazione come la più verosimile ; ossia un fenomeno che io dico spurio, in quanto consiste nella interpretazione subiettiva per parte mia di un reale fenomeno medianico, il quale si riduce poi a questo, pur sempre straordinario: il materializzarsi di una persona invisibile che tocca e preme un assistente fuori di catena, posto ben lungi dalla portata di mano del medium. Dopo quel contatto rude ligneo e premente, mi sono sen¬ tito accarezzare la mano che stava in agguato ; e forse queste carezze erano esse pure medianiche, ossia eseguite con un pro¬ lungamento esteriorizzato (?). Non nego però che non potessero venire anche dalla mano anatomica della E. liberatasi dalla vigilanza del De Alb., che in quel periodo delle prove, toccato com'era, da mani medianiche a lui fastidiosissime, pareva avesse perduta la sua calma di grande marinaio e viaggiatore. Ma allora ho da osservare che la Eusapia non ha indovinato il mio atteggiamento di diffidenza quasi ingiurioso per lei. Non accortosi del mio agguato, “ John „ non si è vendicato respingendomi e battendomi, come fa tante altre volte quando lo si vuole disturbare nella produzione dei fenomeui. Ciò significa, in sostanza, che Eusapia in medium nisruo non “ legge „ il pensiero, o che, per lo meno, questo potere è in lei rarissimo, quasi accidentale. Taluni dicono che la Paladino sia affetta da nittalopia, o, meglio, della facoltà di raccogliere i minimi raggi luminosi nell’oscurità. Questo sintomo non è raro nell’isterismo, e se esistesse in Eusapia farebbe rientrare molti dei suoi fenomeni “ spiritici „ in una sfera quasi fisiologica, per lo meno in un ordine di fenomeni anonuali e non supernaturali. Non po- ; 260 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II tendosi finora esaminare le funzioni sensoriali della Paladino, si ha il diritto di avanzare interpretazioni naturali dei suoi fenomeni fino ad esaurimento degli estremi della fisio-pato- logia e fisio-psicologia. Quanto alla direzione della borsetta che mi fu gettata nel buio e non mi raggiunse, può benissimo spiegarsi colla stessa ragione : la Eusapia percepiva iersera, nello scarso chiarore della porta dell’anticamera, la mia posizione nello spazio ; il tiro era diretto alla mia persona, ma la borsetta invece andò contro il muro. C’è qui intenzionalismo evidente, ma non di uno “ spirito ,, bensì della Eusapia. La radiazione neurica (?). Iersera ho sentite le “ radiazioni „ della fluidità scono¬ sciuta che emanano dalla testa di Eusapia e precisamente a sinistra, là dove ha la sua breccia cranica. Io ero atten¬ tissimo al fenomeno, e questo non fu allucinatorio nè illusorio. Conosco l’ ingannevole impressione che può dare il calore della mano quando si avvicina ad una superficie cutanea, e si avverte lo spostamento degli strati d’aria che si spo¬ stano al contatto. Nelle mie esperienze sulla credulità per suggestione nei normali ho dimostrato come si riescisse dal Pikmann ad ingannare con sì fatto procedimento di illu¬ sione (Cfr. in “ Riv. di filosofia scientifica „, voi. IX, 1891). Ma qui è altra cosa. Dalla testa della Paladino s’alzava, in linea verticale sul bregma e sulla regione parietale sinistra, una corrente distintissima di “ fluido „. Era un soffio fresco, che non poteva partire da un’apertura orale stretta (pel caso che si sospettasse del fiato di Eusapia, la bocca di costei io la vedevo perfettamente sul sue volto biancheggiante e a circa 20-25 centimetri dalla palma della mia mano). Era proprio un’irradiazione diffusa su di una superficie di almeno un decimetro quadrato o poco meno, e proveniva da tutto il sincipite del medio. Questa esperienza mi ha dimostrato per la prima volta che dal corpo umano parte in determinate circostanze un che di invisibile, ma di sensibile al tatto e al termotatto. Dicono che codesto quid ignoto (“ fluido, ? “ neurara , ? “etere animico,? . ) può anche acquistare visibilità. Finora IiA RADIAZIONE NECRICA 261 io non l’ho veduto : ma non dispero di vederlo nelle sedute successive. Porse è col suo mezzo che si formano i “ doppi ? Confesso che le osservazioni del Babaduc, del Baréty, dello Chazabaine, e quelle ancora più antiche del Barone Reichenbaoh, sebbene rimesse in onore dal valentissimo psi- chicista colonnello Conte De Rochas, mi sono sempre parse fantastiche, particolarmente perchè questi osservatori usano soggetti ipnotizzati e danno peso alle osservazioni di co¬ storo che dicono di “ vedere „ il proprio “ fluido animico „ o “ neurico „ o anche “ odico „ ora a destra ora a sinistra ed ora anche ai due lati del proprio corpo, qua di color rosso, là di colore azzurro, e taluno aggiunge perfino di “ polarità „ differente. A chi ben rifletta, però, l’esistenza di radiazioni indeterminate dal corpo umano ed animale non è poi tanto inverosimile. Che ne sappiamo noi, sopratutto dopo la scoperta dei raggi ultravioletti, dei raggi catodici, dei raggi di Rontgen...? E le “ linee di forza magnetica „, e le onde herziane, non sono esse ammirabilmente incomprensibili, eppure evidenti ed attive sotto i nostri occhi?... * * * Fenomeni sospetti. Due fenomeni mi sono parsi iersera abbastanza dubbii perchè io ne discorra a parte. 1° Il primo è stato lo spostamento della seggiola del visitatore di destra (cap. De Albertis). — Io avevo sempre cambiato, nell’ombra, la posizione della mano messa in ag¬ guato, e l’avevo portata nel vano tra lo schienale e il primo traversino, al di qua dell’asta di sinistra. In tale posizione essa non poteva più essere vista dalla E., dato (come ne avevo sospetto) che questa la avesse veduta prima. Ora, ad un certo momento, quantunque fossi leggermente distratto verso altri fenomeni, io ho sentito una mano piccola, che a me è parsa di carne ed ossa, cercar di afferrare la seggiola ; ma incontrata o appena sfiorata la mia, quella mano si è rapidamente ritirata, e il progettato spostamento, che certo era nelle intenzioni dell’* invisibile „ non ha più avuto luogo. Ciò mi ha ritornato affa memoria il braccio che avevo visto la 2* sera allungarsi verso la seggiola del signor Feretti e che poi ho dovuto riconoscere per * medianico „. Orbene : — 0 quella mano avanzantesi nell’ombra era reai- 262 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II mente quella della E., e si capisce che mi abbia data l'impres¬ sione netta di essere una inano “ viva „ : si trattò forse di un tentativo fraudolento da me sventato ? Io ho taciuto su quel tocco a bella posta per vedere se la E. tornava a fare la prova ; ma essa ha modificato subito la serie degli sperimenti, e la nostra attenzione s’è rivolta altrove. — Oppure era una mano “ medianica „ secondo che spiegano in casi consimili i cre¬ denti spiritisti : questi affermano che le mani “ spiritiche , toccate e palpate a nudo danno la impressione di mani reali. Anche qui crederò quando sentirò. Tuttavia dichiaro che non lo credo più impossibile, data la realtà per me oramai incon¬ testabile di un buon numero di fatti medianici; ma confesso pure che, dopo quanto dissero il Dariex, I’Oohorowkjz, il Richbt, e sopratutto la Commissione di Cambridge sulle frodi (incoscienti o coscienti) della E., propendo a sospet¬ tare che quella mano fosse proprio la mano anatomo-morfo- logica della medium ; nella fuggevolezza del contatto mi parve che ne avesse la torma, la pelle, ecc. 2° Per me è stata incerta anche la impressione delie tre dita mila plastilina molle, che si è ottenuta finalmente jersera: sarò anzi il solo degli undici membri del gruppo a credere che queste non vennero da altre mani se non da quelle della E. P. Siccome l’“ esperienza „ fu fatta col mio inter¬ vento, ritengo di essere nel pieno diritto di giudicarla mal¬ sicura, quale mi risulta da uno studio sereno della cosa. Durante la seduta il piatto con la plastilina era su di un tavolino nel vano dell’uscio del salotto. Ora, la medium dap¬ prima ha fatto girare tutta la “ catena „ in piedi sino a portarsi nella direzione di queU’uscio. Lì per lì io non ho badato a tale voluto nostio avvicinamento al tavolo della plastilina; ma riflettendo di poi sulle vicende della serata, mi sono ben ricordato il contegno di Ensapia. Essa (per quanto posso giudicarne dalla semioscurità in cui allora eravamo tutti, e valendomi dei ricordi approssimativi che ne serbo) è giunta a non più di 75 centim. dal blocco di mastice che doveva essere “spiriticamente, impressionato. Non è da so¬ spettare che, colla sua mano destra resasi libera, E. P. abbia prodotto le tre impressioni di dita sulla superficie molle ve¬ nuta in quel momento a sua portata?... Ecco ora l’ulteriore diportamento non meno sospettabile di Ensapia. Eravamo alla fine della seduta, e il medium non era in “trance „. Si era formata la catena stando in piedi, e da qualche tempo nulla avveniva, quando “John, sempre ordinando col linguaggio tiptico (interpretato e spesso anti- LE IMPRESSIONI “ SPIRITICHE „ SL'L MASTICE 268 eipato dai più competenti fra di noi), ha voluto che io, fino allora fuori di circolo, ci entrassi. Messomi adunque a destra del medium, poco dopo questa ha esclamato con la suu voce naturale: “mi tirano, mi tirano in qua ! „ ; e tenendo la mia sinistra nella sua destra, mi ha condotto verso il piatto del mastice : là giunti, mi ha fatto dirigere la mano verso quella superficie lisciata, a circa 15 centiin., e stringendomi sulle dita ha fatto il gesto di imprimerne le punte nella plastilina. Erano le mie dita che dovevano lasciare lor traccia, o quel gesto di direzione simboleggiava soltanto il fenomeno? Levata la seduta abbiamo verificate le impressioni; ed esi¬ stevano veramente quelle di tre dita di una mano, il medio più lungo, e i due lateralmente più corti. La plastilina si era piuttosto indurita: nel centro del polpastrello si vedeva un rialzo come se, distaccandosene le dita dopo la pressione, il mastice fosse ì-imasto aderente alquanto alla cute e solle¬ vato. La Eusapia assisteva alla verifica del fenomeno, e mi sono agevolmente accorto che essa spiava il mio volto con una ingenuità che mi ha fatto sorridere. Questo fenomeno solleva molti dubbii: a) per la teatralità con cui fu ottenuto; bj per essere avvenuto con me, che sempre vuole la Eusapia convincere (è curioso ricordare che anche Pikmann, messo alle strette, si servì di me per frodare in teatro un' ultima clamorosa volta il pubblico genovese !) ; cj per la troppa ansietà di lei, motivata dall’operazione della verifica; d) perché le impressioni sulla plastilina appaiono fatte da una mano proveniente da un lato, e non daU’alto al basso com’era diretta la mia ; ej perchè sono situate verso il contorno della focaccia costituita dalla plastilina, mentre la mia mano stava a 15 centim. dal mezzo della sua superficie. Si avanza, qui, la ipotesi che le impronte di membra e anche di faccie su mastice o in paraffina siano prodotte dal “ doppio fluidico „ o “ auimico „ dei medii; ciò che non è inverosimile, ammessa la possibilità della telergia cinetica. Allora, per identificare la mano di chi ha fatto quelle impres¬ sioni bisognerebbe studiarne la morfologia e le linee papillari. Ma per rispetto alla forma, alla grossezza delle dita, ecc., è notorio che le impressioni in sostanze molli, in paraffina o in creta da scultori, come pur quelle in plastilina, non riproducono mai esattamente i caratteri precisi dell’oggetto premente, tanto più quando questo è la mano stessa che si muove e sposta la sostanza molle in cui si immerge: il raffronto la¬ scierà sempre dell’incertezza. Quanto alle linee papillari, la cui importanza in antropometria è stata con tanta genia- 264 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II lità segnalata dal (j-alton e usufruita poscia dal Bertillon, io credo che potrebbero fornire un ottimo termine di con¬ fronto e di identificazione. Mi propongo di studiarle in se¬ guito, approfittando del fatto che io sono stato fra i primi, fin da quando ero studente, ad eseguire ricerche morfolo- gico-comparative in proposito (Sulle linee papillari della mano e del piede nel Cercopiteco , “ Ann. Soc. Naturalisti Modena, 1874). Ma badiamo bene: qui io dubito assai, altri invece crederà nella realtà del fenomeno. A me pare che prima d'ammet¬ tere^ nelle impressioni che abbiamo avuto iersera un effetto dell esteriorazione della motricità „ nel senso voluto dal De Rochas, convenga andare molto adagio ed escludere assolutamente ogni sospetto di inganno. La condotta di Eusapia non mi lascia tranquillo su questo, come lo sono oramai su altre “manifestazioni di medianità,. Io esigerò _ se mi sarà possibile — delle impressioni ottenute senza spostamento di catena, senza passeggiate in tondo, e senza apparecchiamenti teatrali, i quali danno sempre l’impressione di un fenomeno troppo, ahimè, coluto dalla Paladino. Dov’esiste qui 1 automatismo motorio del subliminale, se ogni gesto, ogni parola del medium mirano ad uno scopo?... * * * Le frodi. Questa delle frodi della E. nelle sedute mancate non è una scoperta mia, è oramai vecchia : ma io mi distacco tanto dalla Commissione di Cambridge, quanto da Ochobowicz. La prima sostiene che ogni frode della E. (dice anzi frau¬ dolenta tutta la sua fenomenologia ! ) è cosciente, cioè voluta, prestabilita, premeditata. Ciò non è vero: vi sono fatti me¬ dianici leali, e già a quest'ora (IV seduta) mi sembra che siano la grande maggioranza; e vi sono fatti non veridici, ma mi pa- jono diggià in piccola minoranza. L’Ochobowioz riconosce invece che la E. froda, ma che non trucca quasi mai coscien¬ temente: le sue sarebbero frodi incoscienti per medianismo deficiente o di grado inferiore, tanto in veglia quanto in istato di trance,. Ammetto anch’ io che la E. inganni in sonnambulismo senza saperlo (incoscientemente): ma non ammetto che tutte le sue frodi siano incoscienti ; essa ne commette delle Coscientissime anche in veglia e in subveglia LA QUESTIONE DELLE FRODI 265 o preipnosi. Quando però essa raggiunge il Fero letargo (estasi profonda), l’impostura non può più concepirsi. L’argomento delle frodi è purtroppo assai grave ; e finché lo spiritismo, o, per dire più correttamente/ la medianità fisica stile Home, Slade, Paladino, ecc. non si sarà liberata dalla miscela eterogenea di simulazioni fatte allo scopo di convincere e di stravincere, finché la fenomenologia non verrà ridotta alla sola parte genuina spontanea e sincera, finché non verranno eliminate circostanze che ingenerano sfiducia (la oscurità, la catena con contatto, ecc.), la que¬ stione verrà discussa irosamente da credenti ed increduli, i primi per tutto discolpare e tutto trovare ineccepibile, i secondi per tutto negare e per distruggere anche le porzioni di vero che oramai nessuno può rifiutarsi di ammettere. Avverrà del medianismo quello che è avvenuto in ogni capitolo di scienza: il meraviglioso sussiste, ma l’occulto°di origine subdola, il falso introdottovi per interesse o per eccesso di propaganda, scompariranno ; pochi fatti veridici sa¬ ranno ritenuti sufficienti per lo studio del medianismo, e non vi saranno più medii simulatori. Basterebbero, anzi, le più semplici azioni meccaniche a distanza, ma bene accertate. E ciò anche perchè, conosciute meglio le condizioni produt¬ trici della medianità, i medii operanti a pagamento o per sentimento di vanità, non saranno più costretti ad esagerare, a fingere, a simulare, a dissimulare. Non è avvenuto cosi nel magnetismo animale ? Cagliostro, Mesmer, e fors’anco il Poységur, sebben gentiluomo, facevano dei falsi affinchè si accettassero i fatti veri che casualmente avevano scoperto e che usufruivano pel loro interesse o per sete di fama o per malintesa filantropia. Oggidì i magnetologi ne commet¬ tono assai meno, perchè i fenomeni mesmerici sono accolti dai più. Aggiungo subito che gli stessi studiosi dell’ipnotismo hanno commesso errori molti, si da rasentare la falsificazione inconsapevole dei loro risultati, o per cattivo metodo di sperimentazione, o per desiderio di scoprire delle “novità,. E incomprensibile come certi osservatori manchino d’ogni criterio nell’osservare e di sincerità nel riferire! E probabile che la Eusapia, se non fosse spinta dall’in¬ saziabile morbosità dei suoi spettatori a produrre ad ogni costo dei fenomeni anche quando o non ne ha voglia, o non riesce a porsi in “ trance „, o non è dotata di sufficiente potere medianico, è probabile, dico, che non ingannerebbe mai. I suoi falsi sono, dunque, provocati dall’ambiente; di¬ ventano per lei una necessità fatale, ed essa li commette 266 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II anche suo malgrado. Il suo intelletto astuto bensì, ma in¬ colto, di campagnuola non le lascia scorgere la ingenuità di certi suoi stratagemmi. Ipotesi psicologiche sulla medianità. Più considero e medito la fenomenologia di questi fatti, e più mi convinco che fin qui non venne approfondita la oppor¬ tuna ricerca fisiopsicoloyica sul mediumnismo. Se ne sa ancora ben poco ! Ma chi lo può studiare secondo le buone norme del metodo clinico, dato il modo con cui avvengono i feno¬ meni, dato il ritualismo tradizionale della tecnica, infine date la suscettibilità dei medium e le correnti antipsicolo¬ giche dell’ambiente che si forma attorno a ciascuno di essi? Prendo le teorie relative alla coscienza ed alla personalità quali oggidì sono ammesse nella psicologia scientifica (cfr. James W., Princ. diPsicol., trad. ital., 1901, X-XI, p. 23C e s.), e con sotto mano i fatti medianici che sto studiando, mi convinco che esse sono ancora insufficienti a spiegarmi il meccanismo della fenomenologia Eusapiana. Io non dico che non illuminino le condizioni psicologiche o, meglio, psicopato¬ logiche dei soggetti in estasi medianica o “ trance sebbene qui pure le difficoltà siano grandissime; dico, che con quelle teorie non si spiegano i prodotti o eiletti dell estasi stessa in quanto sono o paiono la risultante di un’attività bio-psichica, o di altra forza consimile, o di una modalità sconosciuta dell’Energia, che ^i esteriora e si proietta nello spazio. Ma già anche per i rapporti tra la coscienza e la sub¬ coscienza non si va fin qui oltre a rappresentazioni metaforiche, tanto se valendoci dell'analogia col “ campo visivo „ inva¬ giniamo la coscienza come un’ estensione più o meno il¬ luminata e chiara dal centro alla periferia, quanto se cer¬ chiamo di intenderla mediante una graduazione in altezza non dissimile da certi nostri strumenti fisici (termometro, barometro) e oscillante attorno ad un punto o livello me¬ diano e medio che diciamo soglia o limen. La parte estraniar - ginale nel primo caso, la parte subliminale nel secondo, corri¬ sponda pure alle gradazioni successive dello stato normale, che andranno dall'attenzione concentrata al sonno profondo o al coma, e a quelle dello stato anormale le quali scenderanno dall’estasi propria dei visionari e allucinati mistici alle tre fasi classiche della ipnosi e all’ipoletargo (Cabcs); ma in sostanza, UNO SCHEMA BEL SEBCOSCIEHTK 267 dove si collocherà su quel bersaglio a zone concenti ielle o su questa scala a gradi raffiguranti schematicamente il campo l 2 5^1 a 5 | A • O O CA O m ■z Co c oa o O (/> n fU Z n NORMALE ^ Attenzione COI* CESERÀ. noni _ Docili ti ElVELLQ DELIA /dntaot iche ria 5 opere minimum della Dormiveglia S ogni. MINIMUM della Sonnolenta sojhi \US1MHM delle tfonno profondo MINIMUM, dell i Coma. PERICOLO ANORMALE E i t a s i DELLA MESTE So jj^e-stibi 1 1 La COSCIENZA DI & Allucinazioni COSCIENZA VIGILE Stato , sonmmbut1 CO ATTIVITÀ PSICHI Ci Stato catalettico E PAI IONI NERVOSE Stato leta-rjsico ATTIVITÀ NERVOSA Stato ipo letargico DI MORTE Ul mJt k < 2? Raffigurazione schematica dei rapporti tra coscienza e subcosciente (P. Casus). ILa parte centrale di questo psieometro simbolico è tolto da P. Casus 1 (The Soul , Chicago, 1S01), e quantunque invecchiata. massime in ri¬ guardo alle fasi deU’ipnoai, quantunque criticabile per ciò che con- cerne le gradazioni degli stufi normali e anormali, la giudico irti Ussima aflo scopo di chiarire gremente le idee «Berne sulla coscienza vigile o superiore e sulla inferiore o subliminale]. o la livellazione psicometrica, dove si innesterà, domando io, il punto di attacco del dinamismo esopsichico procreante le esteriorazioni di sensibilità e di motricità della Eusapia Paladino V Su quali argomenti di prova lo si collocherà I TRANCE" MEDIANICO 268 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II nella zona estramarginale. o nei gradini estremi soggiacenti della sua coscienza ? Sta il fatto che il medium non è sempre addormentato quando opera, oppure, se lo è, il suo sonno non 1^o^lunoe c*ie raramente e tardi il grado di abbassamento ed oscuramento di coscienza richiesto dal letargo ; ciò signi¬ ficherebbe che 1 esopsichicità, base del medianismo fisico- meccanico, si effettua in condizioni varie della coscienza, rn da trovare una spiegazione fisiopsicologica atten¬ di!5116 del fatto apparentemente contraddittorio che allo stesso effetto conducano, tanto la concentrazione dell’attenzione co- sciente quale si vede nel rapimento dei mistici, degli allu¬ cinati, del genio in creazione (la vera “ estasi „), quanto la sua scomparsa e la dissoluzione conseguente della coscienza de 1 w come si scorge nel sonno della medianità (la “ estasi , del trance , ). Nelle ipotesi del supernormale e subliminale il trance „ medianico sta sotto la soglia, ossia al di là de<rii s essi margini della, coscienza dell'io, in una zona oscurissima ipotetica di attività individuale, confinante con il mondo infinito e indefinito delle forze occulte, o, come diceva En. von Hart¬ mann, confondentesi coll’Anima universale. E sta bene- ma come si spiega il fuoruscire e il proiettarsi della forza vitale o biopsichica che dà luogo alle azioni a distanza, alle telecinesi alle telefanie, alle teleplastie? Confessino francamente gli spirito-psiehicisti che anche le j j- • <le MrBRS lasciano un vacuo enorme o fanno un salto addirittura mortale, tra il concetto che noi possiamo farci dello stato subiettivo dei medi, ossia della medianità in potenza, e una congettura pur che sia concepibile sulla natura della forza proiettata da essi, e originante i fenomeni obiettivi di Eusapia, di Home, di St. -Moses ecc... Quelle dottrine meta- psichiche nulla ci dicono sulla forza “ vitale „ emergente dai medii fisici, assumente attributi materiali ed attività non dissimili da quelle delle altre forze naturali fìsiche, e sopratutto capace di concentramenti spaziali di codeste sue attività in modo da originare forme sensibili tangibili e visibili, parziali ed integrali.... Insomma, resta non solo ignoto (pazienza!), ma assolutamente mcomprensibile anche col criterio analogico il processo, o meccanico o energetico che sia, col quale il subliminale « secondo Myers, l’attività bio-psichica in genere secondo me, riesce ad esteriorarsi e a manifestarsi con fatti e sopratutto con forme attive percettibili ai nostri sensi. Genova,' 25-26 maggio 1901. / .• v. LA QUINTA SEDUTA (26 maggio 1901). Suggestibilità ed ipnosi del medium. 1. La Eusapia non era, in principio di seduta, e tale rimase per circa due ore e mezza, fornita di molta energia medianica. Fu già osservato l’alternarsi di sedute ottime a sedute mediocri, e in queste ultime la tendenza alla frode. E perciò accortomi della scarsa medianità della Eusapia Paladino, accrebbi iersera la mia vigilanza, per vedere se le frodi da me sospettate nella seduta precedente si rendes¬ sero più numerose e grossolane ; ma non sono riuscito a scoprirne, salvo qualche presumibile indizio che dirò più oltre. Il sig. Ferrare invece, messo anch’egli in sull’attenti dal contegno imbarazzato della Eusapia, mi dichiarò d’averla colta in evidente fraudolenza, ma non mi ha indicato in quale fenomeno. Ciò insegna che in una serie di sedute a pagamento, quando si osserva una diminuzione di media¬ nità, è giustificabile il sospetto di una più o meno consape¬ vole tendenza all’inganno, e si debbono aumentare i rigori del controllo. v 2. La suggestibilità della Paladino si è resa evidentis¬ sima iersera. Io, vedendola distratta e poco fornita di media¬ nità, avanzavo ad alta voce varie spiegazioni (puramente ima- ginarie o fortuite) della mancanza di manifestazioni, e sempre il tavolo assentiva coi tre colpi di prammatica : ero io che suggerivo a “ John la spiegazione. 3. Ma il linguaggio tiptico — si dice — è causato dal- V automatismo dei centri inferiori. Bisogna però riconoscere che in moltissimi casi essi enti-ano in attività, non spon¬ taneamente, ma per riflessione di percezioni ed idee discese, per così dire, dai centri superiori o coscienti (in realtà nella co¬ scienza non c’è alto nè basso, non superiore nè inferiore). La attenzione della Paladino, ogniqualvolta durante la se- 1 270 PSICOLOGIA E 8PJBITISMO, II duta tra noi si parla di lei e dei fenomeni anche quando è (o sembra ? ) in “ trance è cosi serrata che non solo essa ri¬ sponde ai presenti e si intrattiene con essi, ma fa anche rilievi ed osservazioni giuste come persona normalmente sveglia : inoltre è in grado di governare, secondo i bisogni del mo¬ mento e secondo le esigenze dello esperimento in corso I automatismo subcosciente, ossia di dirigere le “ manifesta¬ zioni „ verso un fine prefisso. Questo * automatismo „ è, dunque, da intendersi in modo assai vario e vago ; per certi nguanli mi sembra puramente metaforico. 4. Anche la disgregazione della personalità non mi convince più tanto, ora che ho veduto i fenomeni medianici inatto, come mi convinceva prima. Un certo numero di feno¬ meni medianici fp. es. la scrittura automatica, i moti incoscienti prepaiatoru del dinamismo a distanza, ecc.), sono spiegabili assai bene col disgregarsi dei centri automatici dai voli¬ tivi-coscienti. Ma come spiegare allora l’ abbastanza fre¬ quente intenzionalità consapevole di frasi, di atti, di ordini relativi alla tecnica, ecc., detti o compiuti dal medium quando si personifica in “ John „ ? Non la si vede convergere ogni suo sforzo cosciente (1 attenzione è il carattere fondamentale della coscienza) verso il buon esito della manifestazione ? Dov’è allora la soluzione di continuità che disgrega la porzione superiore dalla inferiore del processo funzionale cerebrale? •j. 1 orno alla forte svggestionabil ità della Paladino, e dico che uno dei presenti può dirigere fino ad un certo punto la fenomenologia di una seduta : — a) Affermando, p. es., una causa imaginaria del malessere del medio; allora “John „ ì i sponde sempre assentendo, perchè, come ogni persona di scarsa coltura, ha una specie di venerazione pei medici : — h) N on mai è avvenuto di affermare una cosa relativa al metodo ed alla interpretazione dei fenomeni provocando l’opposizione di John purché ciò lusingasse l’amor proprio del medium, fio già detto che la Paladino, ormai sapendo chi io sono, mi ha pigliato di mira e mi vuole convincere della sua forza fiersera in “ trance „ mi ha detto all’orecchio che “ John nu vuol bene! „) ; e però l’assenso di “John, si spiega come guidato dall orientamento della volontà del medium ; — e) Ben di rado un fenomeno che si chiede * con emazia è buone maniere „ è rifiutato da “John iersera esprimemmo il desiderio di sentire colpi dalla tavola non più dati da un pugno chiuso, ma da una mano aperta, e poco dopo il suono di una forte spalmata a piatto scosse tutto il mobile, ci fece sussultare sulle nostre seggiole e rintronò per la sala ! SUGGESTIBILITÀ E IPNOSI DEL MEDIO! 271 6. L’Eusapia è suscettibile all 'ipnotizzazione. Nonostante che in veglia e prima della seduta si sia mostrata scettica, > anzi abbia preso in ridere il mio formale annunzio che l’avrei “ ipnotizzata come aveva fatto I’Ochobowicz, essa durante la seduta, mentre smaniava perchè non succedeva alcun fe¬ nomeni, ha domandato che le facessi alcuni passi magnetici (“ fate come Giulio „, mi ha detto con voce roca); e subito si è calmata, e i fenomeni tanto attesi hanno cominciato a prodursi e a crescere di intensità. Ciò prova, fino all’evi¬ denza, che medianismo, isterismo ed ipnotismo sono stati allotropici o isomerici della personalità. Verissimo quanto dice Giuliano Oohokowicz: “È l’ambiente che suggestiona il medium „ ; ed io aggiungo : — c’è sempre nella assistenza qualcuno da cui l’Eusapia, soggetto ipnotiz- zabile, riceve suggestioni per la produzione o non produzione dei fenomeni. — Generalmente la suggestione è verbale o mi¬ mica, ma vi sono anche momenti nei quali può pensarsi alla suggestione mentale. Comincio a crederla possibile, sebbene non ne abbia ancora una prova decisiva e sicura; ma sarà difficile che io mi convinca, senza prove provatissime, che esiste una suggestione mentale da parte dei “ disincarnati , sopravviventi o delle Intelligenze occulte agitantisi nell’abisso dell’Al di là su questi poveri esseri ammalati o anormali che sono i medi. Cattivo mezzo, davvero, di comunicazione fra i due mondi ! Ma ci credono gli spiritisti “ modernisti „ . 7. Nello stato di “ trance „ la Eusapia è entrata poco dopo i miei passi magnetici. A parte la questione complessa e insoluta delle differenze fra “ magnetismo animale „ e ipnotismo, ciò vuol dire che non solo la medianità è un effetto di auto- ipnosi, ma può anche seguire in certi soggetti alla etero-ipnosi. Mi riconvinco che non esistono nel sonno medianico della Paladino le tipiche fasi della ipnosi che am¬ metteva la scuola di Ciiaucot. Sempre più mi consta che non sono esatte e costanti le corrispondenze imaginate da V isani-Scozzi fra le presunte fasi della medianità — preipnosi, sonnambulismo, catalessia, letargia — e i fenomeni media¬ nici. Questo schema, del resto, è charcotiano, ossia è in arre¬ trato rispetto ai lavori più recenti intorno all’ipnotismo ed all’isterismo. Senza dubbio il “ trance , o estasi di Eusapia presenta delle gradazioni che possono anche assomigliare alle fasi del grande ipnotismo determinate alla Salpètrière trent’anni or sono ; ma non mi è risultato, ad esempio, che nella medium Pugliese siavi la ipereccitabilità nerveo-muscolare e neppure la flessibilità 272 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II StlSKlSLf *“• '* " ieto*». i* - I fenomeni sono in rapporto, per quanto ormai ne so e ne penso finora, con tre gradarioni : Teglia (preipnotica) stato superficiale d. ipnosi; stato profondo di ipnosi ’ prima è la veglia completa ; e la destono cosi menìtf ” “ f 0SServa nella Paladino che sia psicologica¬ mente anormale: eppure, essa produce moti e sollevazioni del avolo, toccamenti, vento, luci, materializzazioni! Pu^nascere i S0SPett0 che ,tali fenomeni siano allora, in picconarle Hv' n,005016"*.1 ‘ A leS«ere il rapporto di Canfbridge si ar- potente senza che ci sia bisogno di vedere dannerfnt+n la menzogna e la malafede. 6 dappertutto namJUJf: nel sow* ÌS0’KV,t,re<?: dj ™. ipnotizzato: e tutto ciò arriva da sbadigh, da singhiozzi, da eruttazioni dallo stomaco da mo i di deglutizione come si scorgono nell’ipnosi vera “ estarin°“lann P"‘C°J°glC0 Più interessante di tale stato di ; è la Peisonificazione attualmente autosngfrestiva ma (peL’opcira di&r’e> poteva Sr^che Tu PsicHcoWicolMeSaZpaladin^ dfven to6bbe d6tt0 .P^^^^^Pi’rito famigliare*" Eustpk sempre che Impersonarsi di “ John King ' iia snperfidl° STSrìì«S!=fSf 3C «APPORTI TRA MEDIAN1SMO E IPNOTISMO 273 sopratutto con la teoria psico-patologica della trasforma¬ zione di personalità, si dà una base scientifica alle credenze negli spiriti-guide dei medium, i quali risultano creazioni di so°rio non sostanzialmente diverse da tutti i fantasmi onirici. Inoltre, la parte intenzionale della medianità va a confondersi con gli stati ben noti di doppia coscienza, il cui meccanismo sarà bensì oscuro, ma che non fuorescono dai domini della psicologia patologica, voglio dire dalla scienza. c) Nel terzo grado, che è di ipnosi profonda, si po¬ tranno trovare analogie con il letargo dei soggetti ipnotizzati mediante le manovre del Charcot; ma fino ad orala Paladino non mi ha dato codesta gradazione avanzata. Dicono che vi arrivi soltanto di rado, particolarmente quando essa è posta nel gabinetto nero, e che produca allora le grandi materializzazioni visibili. 8. La Eusapia è una isterica ipnotizzatile e autoipno- tizzabile. In lei si provocano spontaneamente delle crisi sonnamboliche, durante le quali essa si personifica in uno spirito americano detto “ John King „. Questa personificazione si riproduce ad ogni seduta per lo stesso processo per cui, in tutte le isteriche, le singole crisi riproducono sempre lo stesso delirio, le stesse parole e frasi, le stesse allucinazioni, gli stessi atteggiamenti e gesti. E come un’idea fissa siste¬ matizzata; ed è, nel medesimo tempo, un conato di auto¬ spiegazione dei fenomeni medianici che essa produce. Questa spiegazione è tratta dalla zavorra di pregiudizi animici la¬ tenti in ciascuno di noi, ed è “ spiritica „ perchè la Eusapia fu educata come medium in un ambiente spiritico. Se con il suo isterismo, con la sua potenzialità “ medianica „ non ancora evoluta nè usufruita da alcuno, essa si fosse imbat¬ tuta in uno scienziato, competente e sagace analizzatore dei fenomeni psicologici, come Jan et o Flournoy ; se, in luogo di essere stata assunta come soggetto tiptologo da quel primo circolo di tanti anni fa, fosse andata in un Labora¬ torio di psicologia sperimentale, certo avrebbe data la stessa serie di fenomeni veramente straordinari detti “ medianici „, ma genuini e senza l’attuale colorito spiritistico, quindi de¬ signabili con altro nome (“ esopsichici „ V). E peccato che soggetti consimili diventino medi siste¬ matizzati tradizionalmente in quel senso. La psicologia su¬ pernormale progredirà immensamente, quando degli scienziati saranno i primi a porre le mani su individui capaci di esteriorare la sensitività e la motilità, e li educheranno con altrettanta pazienza e convinzione quanta ce ne han messo is Moitsi:!.!.!, Psicologia e spiritismo. 274 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II e mettono gli spiritisti a svilupparli e a sistemarli attorno a idee trascendentali. Io sono convinto cbe, ove avessi agio e tempo, col potere di ipnotizzazione che ho acquistato sulla Eusapia e che più acuirei coll’esercitarlo, purché le lasciassi la credenza (lusingante la sua vanità) di produrre fenomeni sempre meravigliosi e di essere sincera, arriverei a sradicare la sua idea fissa della personificazione di “ John King „ e da medium spiritico la trasformerei in un soggetto eso-psico- dinamico. Allora essa opererebbe egualmente come ora, ma sarebbe diretta dalla, idea di agire al di là dei confini tan¬ gibili e visibili del suo organismo mediante poteri fisico¬ vitali del tutto simili alle altre forze naturali cbe ci circon¬ dano, e delle quali noi forse siamo soltanto trasmettitori e trasformatori secondo le dottrine dell’ Energetica. * * Il tipo mentale degli assistenti. Vi è una notevole diversità fra gli assistenti ad una se¬ duta nel percepire i fenomeni : su ciò influiscono il tempe¬ ramento, il tipo mentale, il sesso, la coltura, l’indole morale. Mi fermo al tipo mentale. 1. Certuni sono prevalentemente visuali, ossia veggono prima, più facilmente e più spesso degli altri. Per és. il sig. Schmolz vede meglio di tutti noi : egli però non sembra abituato a correggere sempre con freddezza le proprie im¬ pressioni visive. Il prof. Porro, per contro, vede poco, perchè, come egli giustamente osserva, è abituato ad una scienza d’osservazione, l’astronomia, che insegna a dominare le proprie facoltà visive e a correggere continuamente gli er¬ rori. In quanto a me, non sono certamente un visualista, e dei fenomeni percepibili col senso della vista non ne ho visto che tre: il globo nero, l’ ombra del braccio penduto, le luci ; ma i primi due erano probabilmente fenomeni spurii di ma¬ terializzazione (di forme umane), ossia semi-frodi incoscienti della Paladino che mi ha voluto fare interpretare secondo il suo desiderio, cioè spiriticamente, due effetti medianici pre¬ sumibilmente solo meccanici (gonfiamento delle cortine); le luci furono reali, e la mia retina le ha percepite in buone condizioni. IL TIPO MENTALE DEGLI ASSISTENTI 275 2. Altri hanno più fini e vigili i sensi cutanei, e sono di tipo termo-tattile. Tale mi sembra il dott. Venzano, che distingue subito le minime variazioni di temperatura del- 1' aria ambiente e preannunzia ai compagni il soffio freddo dal gabinetto. 3. Qualcheduno è di tipo uditivo : percepirà più faeil, mente e presto le impressioni del senso acustico. Tali, que. colleghi che hanno percepito rumori impercepiti da tutti noi- 4. Io mi riconosco, più di quanto sapevo o supponevoi di tipo tatto-muscolare : avverto immediatamente e designo con precisione i toccamenti, i moti degli oggetti, i cambia¬ menti di posto, di peso, ecc. T<’oscurità acuisce questa mia forma di sensibilità. 5. Altre differenze costituzionali di mentalità non mi è stato possibile ancora di rilevare. Converrebbe sottoporre, prima di formare un gruppo, tutti gli assistenti ad un esame psico-fisiologico preliminare, e forse, saputo il tipo preva¬ lente, e conosciuto il predominio di individui di un tipo determinato sull’assistenza, si riescirebbe a prevedere in parte la fenomenologia della seduta. Se si ammettesse che la Pala¬ dino esercita un’azione suggestiva sui presenti a seconda della loro personale suggestibilità, allora le impressioni di questi sarebbero “ allucinazioni veridiche „ a un dipresso come si crede oggi che siano quelle “ telepatiche 6. La diversità mentale degli astanti si rivela pure nella singolare maniera con cui certuni segnalano (ad alta voce, secondo il prescritto) le loro percezioni. Sono stato sorpreso, ad esempio, dalla vivezza e stranezza di alcune imagini con¬ tenute nella segnalazione e descrizione dei toccamenti. Qual¬ cuno descrive la mano invisibile che lo tocca, con un det¬ taglio tale, da lasciar supporre un’analisi completa di tutti gli elementi della percezione: — ora è “una piccola mano di bambino o di donna che accarezza „, ora una “ grossa e ruvida mano di operaio „ ; ora uno avverte il contatto “ come se fosse di un bastone flessibile che sotto la resistenza del corpo si piega,. Curiosissima è la interpretazione dei feno¬ meni acustici: i “raps, del tavolino sono uditi come ru¬ mori di ogni sorta, e ci vorrebbe il dizionario per segnarli tutti: raspamenti, grattamenti di unghie, strisciamenti di stoffe di seta, ecc., ecc. Certi leggeri raps sono stati sentiti come “ colpettini determinati sul piano del tavolo da una zampettina di gatto zoccolato,!! Che fantasia! e come si illumina, con si fatte segnalazioni, la psicogenesi dell'Oc¬ culto ! 276 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II E infatti sono impressioni inconsuete della sensibilità gene¬ rale e dei sensi specifici, percepite in condizioni non abituali, che bisogna definire. Non si è mica esposti ogni giorno a sentirsi sfiorare al buio la fronte o il dorso delle mani da un contatto ignoto! Non si prova mica troppo spesso in penombra la pressione di un corpo duro ai lombi o su di una scapola! Nè guardando fissamente nel fosco di un an¬ golo tappezzato di nero e malamente illuminato di riflesso si è fatto mai da ciascun astante l’esperimento dei fenomeni endottici, fosfeni, mosche volanti nel vitreo, ecc., che i suoi centri cerebrali in tensione vi proietterebbero! Cosicché io ritengo ora senza esitare che un certo numero di fenomeni sia deformato, ingigantito, variato, se anche non creato, dalla imaginazione personale dei percipienti. Qui si avvera la stessa influenza del carattere individuale che agisce pure sulla parte intellettuale della mediumnità, dove ciascun medio introduce, inserisce e coltiva in particolare quello che pre¬ esisteva nella sua coscienza. È un personalismo, non un per- sonismo nel senso di Aksakoff. 7. A tale proposito aggiungo però, che la differenza dei contatti sentiti dalle persone della catena può derivare da ciò che il medio imagini di voler toccare col piede o colla mano. Anzitutto, i toccamenti grossolani accompagnati da pressione e che non sembrano di mani, avvengono per lo più nei fianchi delle due persone messe al controllo, e precisamente come se la idea della Eusapia fosse di toccarli col suo piede. T toccamenti più delicati, che si direbbero fatti solo da mani, sono invece nella parte superiore della persona degli assi¬ stenti, alla faccia, alle spalle, alle braccia, al capo, sulle mani, ecc., ben raramente alle estremità inferiori. Le persone lontane sono sempre toccate o in faccia o in sul dorso delle mani, perchè la rappresentazione di toccare con tali estre¬ mità chi ci stia di fronte, è la più ovvia che possa venire in mente alle medium : esse non sentono mai pressioni ai fianchi come latte da un corpo duro (piede animico ?). Altra consi¬ derazione è questa : non è possibile che ordinariamente ci si immagini di pizzicare, di palpare, di carezzare per mezzo di un piede (cosa che riescirebbe soltanto a piede nudo e dopo un lungo tirocinio). Questo genere di toccamenti non è pen¬ sato e avvertito altrimenti che eseguito da mani (dinamiche). Tutto ciò porta alla conseguenza che si tratta sempre di procedimenti comuni di psicologia umana dinamizzati al di fuori, esteriorati ; non di una psicologia diversa dalla nostra. DINAMISMO E VARIETÀ DEI FENOMENI 277 I fenomeni della serata. Possiamo dividere i fenomeni ottenuti ieri sera in due gruppi: isoliti, già esperimentati, e i nuovi: quelli, fiacchi e stentati; questi, intensi e facili. Osservo però che quando poche manifestazioni si avverano nelle prime due ore o due ore e mezza, sono più intensi e vari i fenomeni terminali. Si direbbe che nel primo caso vi è diffusione, nel secondo con¬ centrazione della stessa energia, la quale, essendo (nella Eu- sapia) di una quantità e di un potere determinato, deve distri¬ buirsi proporzionatamente per dar luogo a fenomeni di varia portata. Tutto ciò rientra nelle leggi comuni di conservazione della energia, sia questa nelle sue modalità fisiche conosciute, sia anche nella suamodalità “ bio-psichica „ (umana). Uno sforzo psichico di dieci è capace di diminuire per un tempo maggiore la facoltà elettiva (“ medianità „) che non uno sforzo psichico di cinque. Dal che concludo ancora che non siamo di fronte a un dinamismo che sfugga, come si pretende, alle leggi naturali accertate dalla scienza : tutto sta nello studiarne meglio le manifestazioni e le determinanti. Io penso che se si potesse applicare uno strumento graduatore, uno psico¬ dinamometro alle manifestazioni singole di una seduta, si avrebbe ad un di presso una cifra corrispondente al potere esopsichico di cui gode ciascun medium. Ieri sera abbiamo introdotto qualche variante nella pro¬ cedura della seduta : si sono legati solidamente i piedi di Eusapia alle gambe della sua seggiola; — ci siamo legati tutti, in catena, con una unica funicella annodataci a ciascun polso ; — sotto il piano del tavolino si è fissato un grosso cartone attraversato da numerosi chiodi colle punte in fuori, allo scopo di ottenere le bussate di “John, anche attraverso cotale ostacolo ; — si è anche fatto un esperimento di sug¬ gestione mentale. Ecco il riassunto dei fenomeni più im¬ portanti : a) il sollevamento completo del tavolino (“ levitazione „). mentre Eusapia aveva ancora i piedi legati. — E stato lun¬ ghissimo e colla intenzione di mantener la tavola abbastanza alta perchè potesse essere fotografata. Noto che io, tenendo la mano sinistra della Eusapia, la sentivo contrarsi e premere 278 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II fortemente sull’orlo della tavola: in quel momento sono sicuro che il controllo del piede dal mio lato era buono; d’al¬ tronde, la pressione della mano avrebbe dovuto fissare il tavolo sul pavimento, anziché alzarlo. La fotografia, mentre io ero in catena, non è riuscita dimostrativa per la posizione dei piedi di Eusapia; inserisco, invece, quella di un’altra levitazione, che fu fatta nella stessa sera (dal fotografo signor A. Testa), e dove è evidentissimo il fenomeno; b) lo scioglimento ilei nodi fatti con una corda attorno ai piedi del medium fissati alla seggiola. — I nodi allacciati da me a sinistra erano sette e molto stretti : a destra erano stati fatti dal cap. De Albertis alla “ marinara „. Ebbene: una mano invisibile, che mi ha anche toccato nella regione tibiale, ha sciolto tutti quei nodi e la corda è stata gettata nel bel mezzo della sala. 11 controllo è stato ottimo sulle mani e sui piedi per parte mia e di De Albertis: d altronde, come pensare che dei nodi si possano sciogliere coi piedi calzati?; \ . c) il distacco e il trasporto del cartone armato dal di sotto al disopra del tavolo. — Notevolissima manifestazione dell’energia medianica, questa che da sola basterebbe a di¬ mostrare l’autenticità dei fatti! Si pensi che quel cartone era conficcato da vari chiodi ; che ciascuno di questi ha dovuto essere schiodato con uno sforzo non indiflerente di trazione; che il cartone, per venire sul tavolino, ha dovuto passale fra l’orlo di questo e il petto e la mano dei formanti ca¬ tena (Porro, Peretti e Schmolz hanno infatti avvertito con¬ tatti di “ punte „); e che tali manovre implicitamente signi¬ ficavano un’ironica risposta di “John, al nostro tentativo di castigarlo dei suoi pugni formidabili ! E il subcosciente di Eusapia che elabora tanto intellettualmente, ossia con finalità prestabilita, gli ignoti dinamismi di cui dispone?; d) la suggestione mentale. — Il prof. Porro ha suggerito mentalmente’ a Eusapia di recare a me alcuni fiori che con altri oggetti stavano sulla tavola ; e subito io ho sentito nel¬ l’oscurità accostarsi un oggetto molle e profumato alle mie nari. L’esperimento sarebbe, dunque, rieseito: il medium ha avuto per telestesia la indicazione della mia persona, e dell’oggetto da scegliere e da portarmi: vi ha aggiunto solo l’atto dell’annusamento trattandosi di fiori e per una naturale associazione di idee. Qui noi abbiamo, caso mai, un fenomeno di lettura del pensiero, analogo a quelli di Pikmann, Zaniboni, Bellini, Grassi ecc. ; niente adatto dello spiritismo ! ; Morselli, j'sicotòfjia t »S//i rttisniOy T. Tav. L telecinesi® e teleplastie 279 _ e; la ««e del ■tari»; P« -1»» .«■», S""“ MeriS che ta tS seduta sulla propria seggiola. Menta cue io a fenomeno eccezionale, e lo faccio piu ava , f) la percezione tattile di ima forma barbuta uscita a cortine del gabinetto. - Veramente, nessuno 1 ha viste^ tanto il Porro ne ha sentito la barba in alto alla sua des^ Trance, di cui ha raggiunto il grado pru . avanzato (le¬ tico) talvolta la Eusapia, consentendo all invito dei pre senti eseguisce la prova di muovere oggetti senza aleun con tatto' Iersera cessata la levitazione, essa si trovava seduta iS'ca l mètro dal tavolino: stringendo le mie mani con freS convulso, ha eseguito gesti di “ne 6 di spinta, e il mobile, a ciascuno di questi, si e mosso ! iè scostato. Altre volte l’Eusapia fa muovere con gli stessi iresti piccoli utensili (bicchieri, campanello, ecc.), OOTure fa manovrare piccoli strumenti (p. es. un carillon). Dko laveritó - la parte più interessante della fenomeno¬ logia Paladini ana è data da questi XsV- ■nHi elementari ma forse racchiudono in sè il germe e la so stanzi di ^ tutti S altri; sono i più sicuri, perchè avvengono quando Eusapiaèin buone condizioni di medianità e anche a^hice completa ; sono, infine,! più prodotti da lei, non spontaneamente ma per invito attlni. Ecco delle vere esperienze: come dubitarne. * * * La a levitazione Gli Atti dei Bollandoti attribuiscono a molti Santi la facoltà di “ levitare , nel rapimento mistico dell estasi . e annali dello spiritismo narrano sollevamenti dal suolo alcuni medii, di Home in particolar modo, e mai in piena 280 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II luce. La Eusapia Paladino non levita che in oscurità quasi assoluta e mai da sola: le è necessaria la “ catena tiptica , . ossia essa si eleva dal pavimento, per lo più insieme con la sua seggiola, quando è in mezzo a persone che possano veri¬ ficare il fenomeno mediante le loro percezioni tatto-muscolari. Sulle percezioni visive, quali possono aversi in una sala de- bolissimainente rischiarata da una candela posta neU’anti- camera, non c’è da fare assegnamento. Inoltre, quella cerchia di persone assistenti (e per la levitazione “ John , esige che non si infranga la “ catena spiritica „) serve ad impedire la caduta del medio, a sorvegliare che il tavolino non si spezzi sotto il peso che va a gravitargli sopra, e ad aiutare in ultimo la Eusapia a discendere e a rimettersi nel suo posto. Rammento tutto ciò per dimostrare che la levitazione di Eusapia, sebbene straordinaria pel modo con cui viene ese¬ guita, richiede circostanze tali di tecnica da attenuare assai la ineravigliosità con cui la si definisce. Ai lati del medio eravamo io e il prof. Porro : ora, le mie percezioni tatto-muscolari sono esatte, e mi hanno permesso di sentire la prima volta che Eusapia, dopo avere esclamato mi tirano , mi tirano! — si alzava in piedi, che poi seguitava ad elevarsi col corpo in stazione eretta, con le mani nelle nostre (per lo meno con la sinistra nella mia destra), colle gambe rav¬ vicinate e contratte : arrivata un po’ al disopra del piano del ta¬ volo, ossia a circa 80 cent. dal suolo, essasi è portata alquanto alPinnanzi e ridiscendendo è venuta a collocarsi, sempre in piedi, quasi nel mezzo del tavolino. Dopo pochi secondi, fra esclamazioni di spavento, ho sentito il corpo di Eusapia ir¬ rigidirsi come se volesse spiccare, diciamo cosi, il volo: il Porro e il De Albertis affermano di aver potuto passare le mani fra la suola delle scarpe di Eusapia e il piano del ta¬ volino ; si tenga in mente però che eravamo nel buio quasi assoluto, anche perchè tutti, stretti in catena, facevamo ressa attorno attorno. Tenendo la mano del medio io ho dovuto accompagnarla nella ascesa: e istintivamente credo di avere aiutato, anche pel desiderio del fenomeno, la sua levitazione. La discesa dal tavolino si è effettuata con lentezza. Ma pochi minuti appresso una seconda levitazione ha portato Eusapia, con la seggiola su cui sedeva, nuovamente in alto e poscia in avanti, ancora sul piano del tavolino. Eusapia si mostrava molto turbata e impaurita del fenomeno, che naturalmente vorrebbe attribuire ad uno “ scherzo „ dispo¬ tico del suo “ John „ (o di altro spirito burlone e maligno?!): e poco dopo, sia per la fatica, sia per l’emozione si è ab- LA LEVITAZIONE DEL MEDIUM 281 bandonata in letargo, fra le nostre braccia. La sua estenua¬ zione era tale che la seduta ha dovuto aver termine. 11 Porro, descrivendo il fenomeno, dice che la Eusapia si è alzata dal suolo “ come se realmente fosse stata tirata da una forza esterna „ : ma io credo che le nostre impressioni debbano interpretarsi diversamente. La sensazione che il braccio del vigilatore prova nel momento in cui Eusapia levita in oscurità, è tutta muscolare e tattile: ossia è sen¬ sazione di posizione e di sforzo. Essendo noi ai fianchi suoi e percependo un mutamento nella sua collocazione spaziale senza prender visibile appoggio sul suolo, crediamo che l’alza¬ mento avvenga dal di sotto in su, come se fosse tirata: ma è evidente che sono le nostre sensazioni, le quali congiunte alla realtà dello spostamento corporeo ci forniscono l’ele¬ mento rappresentativo per interpretarlo a quel modo. La levitazione avviene senza scosse, come se la persona fosse portata in alto lentamente, non però da una forza (leva) che prenda il suo fulcro al di fuori della persona del medio, bensì come potrebbe avvenire il trasporto in alto del corpo di un individuo il quale pensasse di innalzarsi, ^i ha tal¬ volta nel sogno normale la identica sensazione di levita¬ zione. Quando si sogna di alzarci a volo , non si sente più il bisogno di appoggiarci su di una superficie resi¬ stente : noi pensiamo di volare per una facoltà insita nel nostro stesso organismo. Esiste nei centri del senso muscolare la capacità di rappresentarsi il pensiero del volo mediante imagini kinestetiche autonome (allucinatorie) : donde la conse¬ guenza, che non è “ iperscientifica „ , per quanto sia sempre una ipotesi (siamo nel campo delle ipotesi, non delle teorie I, che anche la levitazione sia la trasformazione di una rappresenta¬ zione interna del medio in un fatto reale, lo, se penso di levarmi a volo, mi rappresento d’essere leggierissimo e di staccarmi dal suolo senza alcuna fatica: e questa rappresentazione fa senza delle così dette leggi statiche. Nessuna meraviglia, data la ipotesi della esopsichicità, che tale rappresentazione tanto più si avveri nel suo complesso durante lo stato onirico, quando i eentri cerebrali funzionano più agevolmente in modo autonomo (dissociazione), e che si avveri con tutti i caratteri che avrebbe nella psiche normale, sia sveglia, sia addormentata del medio. Se la levitazione fosse 1 effetto di uno spostamento esogeno , dovrebbe avere i caratteri della spinta all’insù: ha per contro quelli di un’elevazione a volo, come è proprio della imaginazione sognante di pensarla. Non credo perciò che la questione della levitazione si 282 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II debba trattare soltanto sotto il punto di vista fisico-mecca¬ nico, come ha preteso il Fono: si tratta anche qui di ma¬ nifestazioni risolvibili, almeno parzialmente, in un dinamismo bio-psichico. Il supposto poi che sia un’ “ entità , estranea alla Eusapia quella che l’ha sollevata, non si appoggia su nessun argomento, tranne la consueta tradizione spiritica e tranne le esclamazioni auto-suggestive del medio. Allora, perchè lo spirito la solleva su di una tavola, eseguendo una serie di movimenti così superflui, mentre potrebbe sollevarla in mezzo alla sala e farla salire, come fa del tavolino, da sè in aria? Sempre perchè non avvengono, in forza della me¬ dianità, se non che i fatti possibili di cui si ha una idea' una rappresentazione; e questa viene data dalla individua¬ lità del medio: Eusapia si levita, cioè, quando pensa di farlo ed è ben sicura di non cadere. Vi è un’altra riflessione sul contenuto intellettivo di tale levitazione. Essa è compiuta evidentemente per produrre un senso di meraviglia e di stupore negli astanti; ed è pur qui una rivelazione del solito amor proprio della Paladino. Qn al¬ cuno può obbiettarmi : e allora perchè la E. non si alza in mezzo ad una stanza, in piedi o con la seggiola, a soli 20 o30 centimetri, anziché seduta in catena a circa 75-80 cent.? < — Ma, evidentemente, perchè nella sua intelligenza semplice e in¬ feriore (tanto più inferiore quanto più opera nel subcosciente), essa ritiene che questa prova sia bastevole a convincerci. Pertanto, un contenuto intellettivo non esiste nella levita¬ zione dei medii: lo stesso Home, nonostante le sue pretese al “ soprannaturale „, levitava per fare... del rumore. Levi¬ tano i Santi perchè immaginano di essere attratti verso Dio; e così il loro alzarsi dal suolo implica l’idea del distacco dall'impura sfera materiale. Ma un’Eusapia perchè “ levita „ ? Gli annali spiritistici novellano di levitazioni ben più stre¬ pitose. 11 Pektt narra che il medium Carlo Williams spa¬ riva, levitando, pel soffitto (?); e la Marryat avrebbe veduto il medesimo miracolo con la medium Virginia Roberts. Pec¬ cato che in Amsterdam il Williams e la sua celebre com¬ pagna “ Rita „ siano stati trovati da un gruppo di fedelissimi “ spiritualisti „ in sfacciatissimo trucco, mentre con delle stoffe nascoste “ materializzavano „ il fantasma del pirata... “John King,, proprio lui! E quanto alla Roberts, se quella veduta a sparire dalla celebre scrittrice inglese è la stessa a effetti fisici ( “ rapping , medium) che arrivò in Europa tra le prime dall’America col suo bravo conductor, un “ Dr„ in mesmerismo e in elettrobiologia, c’ è da prestarci assai LA LEVITAZIONE DEL MEDIUM 283 limitata fede: erano gli albori semimitici del nuovo spi¬ ritualismo, e del “controllo „ non si aveva l’idea che se ne ha adesso. Neppure è esatto che la levitazione sia in sè tanto perico¬ losa. Anzitutto, la medium è tenuta da due persone, poiché essa grida, strepita e chiede aiuto quando si eleva e mentre sta sul tavolo in equilibrio un po’ instabile ; essa prega sempre che “ non si rompa la catena per non rovinare la medium (!) „. È “ John King „ che parla ; ma questo “ John „ ha troppi accenti umani di ansietà e di paura, per non interpretare tali gridi spontanei come la manifestazione dell'istinto di con¬ servazione della Eusapia stessa. Invero, se si “ rompe la ca¬ tena „ costei potrebbe precipitare fuori della cerchia ripara¬ trice degli assistenti e farsi realmente del male. Dunque, anche qui c’è tal contenuto psicologico puerile da far rien¬ trare il fenomeno (a parte la eccezionalità del dinamismo medianico) nella più completa normalità. Neppure è tanto straordinario, come ci è parso nel mo¬ mento della produzione del fenomeno, che i piedi posteriori della seggiola levitata colla Eusapia fossero fuori del piano del tavolino. Ho fatto io stesso la esperienza: ora, una volta arrivati sul tavolo (qui non è più in questione il come ci sia arrivata la medium) si può stare in perfetta sicurezza con la seggiola mezza fuori, purché vi si stia seduti pog¬ giando in avanti sul sedile oppure si tenga la seggiola pen¬ dente in avanti. Qui dunque niente “ statica abnorme „ o “ antifisica “ (?): tutto, anzi, rientra nelle modalità conosciute dell’equilibrio meccanico (potenza, resistenza, leva); e si spiega coll’elementarissimo parallelogramma delle forze. La levitazione dal piano del tavolino fu da me avvertita mediante il senso muscolare del mio braccio che teneva la Paladino e mediante il tatto del gomito che sentì la seggiola sollevarsi alquanto. Ma dichiaro che il controllo non esisteva più inappuntabile durante quel breve tempo: 1° eravamo tutti troppo impressionati dalle deprecazioni del medium che “ la si salvasse 2° eravamo anche, per la novità e varietà del caso, in uno stato naturale di eccitamento che non ci permetteva forse di percepire con esattezza; 3" la sensazione tatto-muscolare è dubbia in molte persone quando non è corroborata da quella visiva o acustica ; 4° la simultaneità del passaggio delle mani di Porro e di De Albertis sotto ambedue i piedi del medio, non è provata: il loro gesto può essere stato eseguito in tempo diverso (pochi secondi) ; 4° potrebbe la simultaneità del controllo di Porro e di 284 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II De Albertis essere apparente, anche perchè nel tentativo di elevarsi dal tavolo l’Eusapia alzasse i due piedi alternativa- mente anche senza alcun pensiero di fi-ode; 6° io ho tentato lo stesso controllo colla mia mano sinistra, ed ho sentito il piede sinistro della Eusapia posato sul piano del tavolo • era contratto dallo sforzo muscolare di reggerla colà seduta in equilibrio malsicuro, e posso aggiungere che anche la gamba dello stesso lato era in buona contrazione; 7° la levitazione della seggiola non è stata controllata pienamente. Rimando perciò m dubbio che giunta sul piano del tavolo la Eusapia abbia continuato a levitarsi: se ciò è avvenuto, lo sforzo durò pochissimo, non più di due secondi, se pur tanto. Si presenta ora il quesito della spesa di energia, adope- rata dalla Paladino nella levitazione. Il suo corpo pesa circa 60 chilogrammi ; la seggiola circa 8 e mezzo: l’altezza rag¬ giunta e di 75-80 centim.: si ottiene pertanto uno sforzo di circa 50-55 chilogrammetri. Per quanto meraviglioso, il fenomeno è forse di natura diversa da quelli che consistono m spostamenti e trasporti di oggetti? Il sollevamento del tavolo a pochi centimetri dal suolo richiede, è vero, sforzi di pochi chilogrammetri ; ma lo sposta¬ mento del grosso tavolo (effettuato celermente con un piede di¬ namico) avrà richiesto il tiro di chilogrammetri 20-25 almeno La macchina da scrivere, che fu spostata l’altra sera di 1 metro e piu m senso trasversale e sollevata di almeno 50-60 cen¬ timetri, pesa chilogrammi 15: si ebbe dunque uno sforzo psi- codinannco di circa chilogrammetri 18-20. 1 colpi sul tavolo t battuti aneli essi da una mano dinamica di Eusapia che li attri¬ buisce ad una burla di “ John „ ) sono fortissimi, certo prodotti con una forza di chilogrammetri 25-30 circa. Orbene, nella levitazione del corpo con la sedia vi è una spesa doppia, tripla o quadrupla di energia, ma restiamo pur sempre nello stesso genere di fenomeni: la maggiore estenuazione del medio, dopo essersi levitato, dipende dalla perdita e tras¬ formazione maggiore di energia. Resta come avvenga che la Paladino si sollevi da sè. Certa¬ mente, ciò sembra contrario alle leggi statiche : abbisogna un punto di appoggio negli sforzi tisici : ma nel dinamismo bio-psichico c e bisogno di ciò ? Data la origine endogena della scarica che produce a distanza il trasporto di un° og¬ getto e una battuta sul tavolo mediante dei prolungamenti animici „ dal corpo della medio, può congetturarsi che, sempre in virtù di codesto dinamismo vitale, si allunghi 1 intero doppio „ tanto quanto è necessario per portarla in SFORZO MEDIANICO E CONSUMO DI FORZA 285 alto, sia sola, sia con la seggiola. Intanto vi è una circo¬ stanza che dà da riflettere : perchè la E. P„ una volta giunca sui tavolo, non si eleva più, oltre pochi centimetri? Non si ha altra spiegazione, se non che lo sforzo consumato nello al¬ zarsi abbia esaurita tutta l’energia bio-dinamica di cui essa e capace: e dalla sua caduta Anale, dal suo abbandono fra ie nostre braccia, parrebbe che cosi si debba intendere Ancora un interrogativo: se in luogo di un tavolo con un piano a io cent, dal suolo, fosse disposto davanti al medio un banco a soli 40, avrebbe forse la Paladino la capacità di elevarsi ancora di quei 35 centim. dal suo livello ? L’esame del medio dopo gli esperimenti con forti e celeri spostamenti degli oggetti e dopo la levitazione, mette in rilievo come essa sia affaticata: lo dicono il suo abbandono, lo stato di letargo, la debolezza muscolare misurabile col dina¬ mometro. Ciò dimostra che i “ fenomeni „ consumano della sua energia organica, ossia sono una estrinsecazione delle forze esistenti nell’organismo: e cosi rientriamo, anche per questa porta, nel ciclo della conservazione e trasformazione dell energia. Pare anzi che la perdita di forza si estenda a tutti i presenti m una catena : ciascuno, col suo pensiero, anche soltanto inteso come suggestione come assenso o come aiuto al medium, fornisce un po’ di energia (lasciando da pai te, come ho detto, gli effetti di stanchezza per la atten¬ zione, per la veglia, protratta, per la emozione, ecc.). Adunque: — i fenomeni medianici sono l’effetto di una trasformazione delle forze vitali od organiche del medium e degli assistenti mediante un processo tuttora ignorato; essi appartengono perciò alla sfera dinamica del mondo reale dove tante altre oscurità permangono, non a quella di un mondo uitra-nmano. * * * Gli esperimenti non riusciti del 26. 1. Non è riuscito l’esperimento dei grossi colpi sul taro/o perchè sul piano disotto erano stati messi dei chiodi, intatti era impossibile che la medium si rappresentasse l’atto di battere- con le mani su quella superficie irta di punte. E non si spieghi altrimenti l’insuccesso. Certuni fra gli scettici pensano che il miglior controllo (1 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II consista in vessazioni al medium, in dichiarazioni troppo aperte di sfiducia, ecc. Apparentemente Ensapia si dice lieta di tali controlli di indole meccanica (legatura con funi, chiodi che possono ferirla, ecc.), ma poi credo che in “ trance „ non giunga a rappresentarsi abbastanza intensamente l’atto da compiere, perchè l’imagine ne è contrastata dall’altra del¬ l’impedimento frapposto al compiersi dell’atto stesso. Questa semplice spiegazione psicologica non sarà causa di stupore, non riuscirà indiscreta se non per chi viva e opini fuori della psicologia. Ma, purtroppo, quando si tratta di argomenti psicologici tutti si industriano di emettere giudizi ritenendo facile di parlarne, massime oggi in cui il dilettantismo psi¬ cologico è divenuto fatalmente di moda. Dico dunque che quel fenomeno non riescito conferma la verosimile interpretazione fisio-psicologica di molti feno¬ meni medianici. La affermazione oppostami. “ che le esterioriz¬ zazioni di motricità(DERooHAs) sono state distinte da quelle di sensitività,, dipende da un’imperfetta conoscenza della questione. Ogni movimento implica sensazioni muscolari, tendinee, ossee, cutanee, ecc.; quindi le due esteriorizzazioni non vanno mai disunite. Quando io penso di fare un mo¬ vimento, lo sento-, ossia sento tutto il mio braccio a mo¬ versi, a fare uno sforzo, a spostarsi ; sento sulla mia pelle i contatti dei corpi esterni, ad es. degli strati atmosferici.dei vestiti. Quindi la “ sensibilità , si sposta insieme con la “ mo¬ tilità „, e questa sempre funziona con quella. Inoltre, quando la E. pensa a produrre un toecamento (sensazione), lo pensa con un suo movimento. Ecco come il dare un forte colpo su di un tavolo implica il sentire la resistenza del piano, la com¬ pressione delle carni, ecc. ; e nell’imaginare di farlo le ima- gini sensitive si associano alle motrici: ora, se sul piano c’è un chiodo, io mi rappresento anche il dolore della lacera¬ zione dei miei tessuti, e mi ritraggo dal pensare al movi¬ mento suddetto. Certi controlli sono, per questi motivi psicologici, inibi- torii : non c’è bisogno di sospettare del “ trucco „ quando si crea un’inibizione sui processi mentali del medio. La me¬ dianità — se lo ricordino i curiosi e gli incompetenti — è di spettanza della biologia e psicologia, non della fisica e della prestidigitazione. 2. Anche non riuscì la slegatura delle mani nostre dalla medium, slegatura che avevamo chiesto venisse eseguita da “ John „. Questo fenomeno è riuscito altrove: come dunque spiegarsi l’insuccesso di iersera? Forse perchè la E. FENOMENI SOSPETTI E INIBITI 287 ha frodato tutte le altre volte, e non ha potuto eludere la sorveglianza attentissima che io e Porro esercitavamo? Un atteggiamento insolito delle mani e delle braccia della E mi aveva messo in sospetto. Leggendo ciò che dissero Torelli e oli psichicisti parigini sui tentativi continui di frode incosciente5 (?) della E., sopratutto per la sostituzione delle mani mi sembrò in certo momento che essa mirasse (“ inco¬ scientemente „ sia pure) a ripetere quello stratagemma. Av¬ vicinava adagio adagio le mani da noi controllate, accostava il gomito al mio braccio (forse per invigilare i miei movimenti di ricerca nel buio?); e però quando io sentii che si tirava la corda e si tentava di slacciare i nodi, dovetti pensare al¬ l’inganno. Ancora più sospetto mi fu il toccamento di una mano, che provenendo dalla parte del Porro giunse a sfio¬ rarmi l’avambraccio, e si ritrasse subito: ritenni fosse la mano della Eusapia liberatasi dal controllo. Ma non ne ho la prova, come sempre avviene in queste manifestazioni che succedono troppo vicino alla persona della medium. In sostanza, il controllo della legatura neutralizzò l’energia della E., ma non si deve ammettere soltanto che ciò ac¬ cadde perchè le fu impedito di frodare; c’è la supposizione legittima che Eusapia non sia riuscita ad entrare in “ trance „ stantechè la immagine dell’impedimento servì di contrap¬ posto all’esecuzione degli atti medianici che doveva pensare. Nè pericolosità nè utilità dei fenomeni. 1. Non si producono mai fenomeni che implichino un vero pericolo o danno per il medio e pei presenti. Anche le percosse (medianiche) hanno sempre un che di scherze¬ vole e di discreto, che sta in perfetta relazione coll’atteg¬ giamento psichico del medium: questo non pensa mai di of¬ fendere troppo, di ledere e ferire eco. gli assistenti. E però i fenomeni di medianità eusapiana da me fin qui veduti rimangono nei limiti di una conversazione fra persone civili, riunitesi per essere convinte, per curiosità, o per proselitismo. Nonostante le migliaia di esperimenti spiritici, siano psico¬ logici, siano meccanici, non si conosce esempio di fenomeni tragici: gli spiriti dei defunti sono per lo più moderati ed 288 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II educati , talvolta burloni, rarissimamente ostili ai vivi ; mai veri criminali. Di delitti commessi col mezzo dello spi¬ ritismo non se ne conoscono, appunto perchè con la sua tecnica puerile e bizzarra esso è divenuto piuttosto un di¬ vertimento di famiglia o di circolo che una nuova utiliz¬ zabile forza individuale e sociale. Vero è che si discorre di sedute un po’ licenziose, dove * spiriti maligni „ commettono o dicono indecenze e scurrilità: sarà, nel fattispecie, la scarica di tendenze automatiche di basso valore morale da parte di certi medii. In realtà lo spiritismo non ha, nel suo pas¬ sivo, i peccati che almeno i contemporanei attribuivano al mesmerismo e al giansenismo convulsionario di Saint-Mé- dard, e che oggigiorno vengono narrati oscuramente di certi famosi “ meetings „ spiristico-occnltistici del Nord- America. Il dott. GiniEiì, nel suo libro Analyse de s choses, fa gran caso di una seduta al buio, nella quale si sarebbe rivelato uno “ spirito „ violento e brutale al punto da mettere in peri¬ colo la vita dei presenti (?). Ho letto con attenzione quelle pagine e non ne ho avuta davvero una impressione cotanto tragica: direi piuttosto d’averci veduto, tra le righe, del grot¬ tesco. Quanto al grosso membro virile che uno spirito bur¬ lone ha fatto sorgere dalla fronte e dal naso della signora Agullana, che se l’è trovato colassù in una sua fotografia (cfr. “ C..-r. Congrès spirit. „ Parigi), il fenomeno indecente si spiega con le condizioni psicopatiche della medium. Le battute sul dorso e sulle spalle, i pizzicotti, i cetfoni, somministrati dallo “ spirito „ irato alla medium o alle per¬ sone della catena, potranno essere grossolanità (ciò che è in rapporto colla personalità incolta e fatua dei medium, per lo più donne volgari ed isteriche), ma non una reazione profon¬ damente sentita del mondo di là sul nostro. La emotività dei “ disincarnati compreso quel bonaccione di “ John King è sempre superficiale, e conserva in ogni momento l’aspetto di un giuoco o di una farsa persino quando (ed è grave!) vengono anime di defunti evocate pei presenti. 2. Neppure un fenomeno utile fu mai dato dallo spiri¬ tismo. Nella sfera puramente meccanica, non uno degli sposta¬ menti o trasporti di oggetti che potesse essere utilizzato a benefizio di qualcuno, men che mai un’ indicazione di nuove forze fisiche per le quali venisse aperta all’umanità in lotta con la natura una via per lo innanzi ignota ! Nella sfera dei fenomeni luminosi, ad esempio, non una “ visione „ degna di rilievo, non una invenzione da pareggiare quelle dei raggi x, dei raggi ultravioletti, della “ luce nera „!... Tutti i fenomeni SCARSA UTILITÀ DELLO SPIRITISMO 289 medianici sono o inutili, o superflui, al più divertenti ma sempre con mediocrissimo buon gusto. Ora, questo contenuto idiotesco c fanciullesco della medianità obbiettiva, che pur sarebbe, a detta di certuni, la più proficua e promettente alla speeie umana, significa a chiare note donde viene il dina¬ mismo dei fenomeni: o dalle zone ideative pressoché incolte o dagli strati inferiori automatici della personalità della medium ! Non discuto qui della decantata utilità e nobiltà delle manifestazioni intellettuali dello spiritismo (la Eusapia è un medio quasi puramente meccanico, e non est hic locus): ma ora¬ mai è risaputo che dalle migliaia di “ comunieazioni „ e di “ messaggi „ spiritistici non ci è venuta una sola idea nuova, neanche una sola associazione inconsueta di idee vecchie: non dico poi di concetti filosofici aventi qualche valore !... Tutta la enorme letteratura del neo-spiritualismo, anche se ammannita sulle “ rivelazioni „ di Sookate, di Pla¬ tone, di Aristotele, di Dante, di Giordano Bruno, di Bossuet (che gli annali spiritici avevano fino a pochi anni fa il coraggio di pubblicare, ma che adesso, per accresciuto pudore, pas¬ sano nel cestino) ; tutta la fioritura poetica e romantica det¬ tata dagli spiriti di un Pulci, di un Ariosto, di un Milton, d’un Lamartine e di un Dickens (che si dicono avere dato nuovo sentore di sé); la stessa vita di Gesù da lui narrata medianicamente (che è stata il “ colmo „ della temerarietà incosciente spiritica), tutto ciò può essere venduto a basso prezzo sul mercato della produzione intellettuale umana.., salvo le volte in cui il medium era inconsapevolmente un V iTTOR Hugo, o suo figlio Carlo, o un d’AzEGLio, o un Flammarion, o una Maria Karadja, o un Tuttle Hudson, tutte persone dotate di alta mentalità o di speciale coltura. La dottrina dogmatica dello spiritismo, sia essa fantasticata da un Davis, sia sistemata pedantescamente da un Allan- Kabdec, sia espressa con maggiore elevatezza ma non con mi¬ nore confusione da un Moses o da un D’Hkllenbach, di altro non consta se non di ricalchi e rifritture delle credenze ata¬ viche animistiche e spiritualistiche, creazionistiche e deistiche, cristiane e buddistiche, kabbalistiche e romantiche: la filo¬ sofia dello spiritismo è degna sorella della sua ridicola em¬ pirica, della sua povera teologia, della sua scolastica cosmo¬ logia. Si fonda tutto ciò in un crogiuolo, che riceva compia¬ cente tutto quello che vi si butta, e, quale condimento, vi si aggiungano parecchi grammi di misticismo a intenti vaghi e nebbiosi di filantropia, di umanitarismo cristianeggiante, di Moi: selli, Psicologia e spiritismo. 19 290 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II intuizionismo orientale: e si avrà il prodotto di questa no¬ vella religione (parlo dello spiritismo-sistema, magari col suo inferno e paradiso cristiani!). Una miseria assoluta, che fa sorridere chi s’è per pochi istanti arrestato sul pensiero gemale, veramente sopraumano, di quei grandi colossi della umanità “ incarnata „, che rispondevano al nome di Aristo¬ tele, di Descartes, di Kant, di A. Schopenhauer... Val la pena di mettersi in comunione col mondo dell’Al di là per riceverne un cattivo riflesso di tutto il peggiore o ingombrante bagaglio antropomorfico dell’al di qua?... Ma qualcuno spera nella utilizzazione delle forze medianiche: anima nostra, protestano i neo-idealisti, agirà sempre piu sul mondo e lo muterà a suo beneplacito... — Che idea! Io dico che, se per movere una seggiola o per prendere un bicchiere debbo prima diventare un medium, ossia un essere ammalato, e rinunziare alle mie facoltà naturali di motilità e di senso per acquistarne delle patologiche, e collocarmi in trance „ con grande sciupìo della mia salute fisica e con peiditempo indicibile, troverò sempre preferibile restarmene sveglio e lucido, allungare un braccio anatomico, scaricare alla buona un po’ di corrente entro i miei nervi. La cosa mi nescirà sempre più facile e perciò più utile. Non nego la possibilità remotissima che le forze bio-psichiche arrivino a operare gli stessi “ miracoli „ di Eusapia senza tutta quella preparazione a colorito isteropatico: ma per adesso lo sperare nello sfruttamento meccanico della energia me- dianica presuppone l’ignoranza delle condizioni non invidia¬ bile dl cui la medianità stessa costituisce finora la risultante. Sotto il punto di vista della filosofia, della scienza, della industria, dell’arte, della morale, cioè del Vero, del Bello e del Buono (con iniziali maiuscole), lo spiritismo ha fatto bancarotta... prima di aver messo banco : dirò meglio, non è riuscito a mettere in circolazione che delle monete di vecchio stampo, e spesso, ahimè, dei valori fuori corso o delle monete di stagno indorate a rame !... Genova, 27-28 maggio 1901. yrgrrrr» • »'»*. -Y-rrrTr rvvvvV' LA SESTA SEDUTA (29 maggio 1901). Lo stato del medium e la sua psicologia. La seduta del 29 è stata importantissima per la varietà maggiore dei fenomeni; per la evidente mescolanza di fatti fraudolenti con fatti veridici; per la dimostrata suggestibi¬ lità del medium e la sempre più scarsa sua inventiva ; per la condizione di veglia in cui il medium si è quasi sempre tro¬ vato. L'Eusapia non è mai entrata in vero e lungo trance: ep¬ pure. ha riprodotto quasi tutti i fenomeni delle sedute pre¬ cedenti, tranne la levitazione sua; e ha prodotto fenomeni nuovi ed interessanti. Ciò mi prova ancora una volta che il trance, o non è necessario alla produzione dei fenomeni medianici, o al più è parziale e può essere ridotto a momenti brevissimi, come avverte anche W. James : certo i fenomeni possono essere effettuati e ripetuti in veglia ; qualche scet¬ tico direbbe, imitati a perfezione fino ad ingannare. a) Nel 1° caso la cosa è assai grave sotto qualunque punto di vista: anche sotto quello fisio-psicologico, confesso che mi riesce quasi inesplicabile. — Allora, dove andrebbero la disgregazione della personalità e l’attività automatica del ■“ subliminale „ e via via tutte le ipotesi esplicative di ca¬ rattere fisio-psico-patologico ? . Ma la cosa mi sembra ancora meno chiara e logica per lo spiritismo : dunque , gli spiriti vanno e vengono senza occuparsi di ciò che si passa nella medium ? E allora, perchè non lo fanno sempre, rispar¬ miandole tempo, fastidi, malessere, patemi morali, stan¬ chezza e attacchi neurosici? b) Nel 2° caso rientriamo invece nella sfera compren¬ sibile sopratutto dai medici psichiatri, i soli competenti. — Io penso che dopo un certo numero di sedute costituenti un allenamento, si svolga nel medium la facoltà di passare ra-. pidissimamente, e per brevissimo tempo, in estasi, cioè in I 292 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li quello stato psichico abnorme che gli è necessario ( « trance ) Sarebbero come delle “assenze, istero-epilettoidi provocantisi con piu agevolezza quando i centri nervosi si sono T disintegrarsi Oltre all’esempio dei fugaci parossismi dìe ci h!«n?V»tte 6 neUr0'pS1C0SÌ ln cui c’è uno stato affine (mor¬ boso) della coscienza, cioè la epilessia e l’isterismo — esempio che ogni alienista ha campo di vedere ad o-ni momento - abbiamo il fatto che le stesse neuro-psicosi offrono talvolta stati psichici apparentemente vigili, in cui per contrario esiste il più completo sonno della coscienza superiore Tale è il e i-o del sonnambulismo per isteria, eco. T Ma non usciamo — se si vuole - dallo “ spiritismo 0 che nell elementarissimo dei suoi fenomeni, nella scrittura deH ,1?!! t?C t’ n0,‘ C ® 10 s.tess0 notissimo, evidentissimo latto della disintegrazione parziale di personalità, anche quando la coscienza de lo scrivente sembra sveglia? I medium psico^rafì le pnme v°lte sono costretti a concentrarsi, a chmdero t porte dei loro sensi, a sfuggire ogni impressione esterna a cadere in una assenza „ volontaria della coscienza - ma noi coll esercizio arrivano ad operare da medium scriventi (“ a scrivere sotto la dettatura o con la guida degli spiriti , i„ istato di veglia: la mano va dove deve andare, automati¬ camente, per suo conto, quasi fosse staccata dal corpo intero del medium e avesse acquistata esistenza autonoma. Cosi avviene, certo, nella Eusapia dopo alcune sedute Si forma anche in lei l’allenamento, non già perchè essa ne abbia bisogno (sono convinto che sino dalla prima seduta ' !‘a serie Potrebbe produrre fenomeni senza cadere in vero j'?l’Ungat0. tr.ance ) ma perchè la sua medianità si o-iova delle energie psichiche degli astanti; e perchè le sembra più \n w\ di gente nuova, procedere a gradi e perchè vuole prima assicurarsi dell’annuenza e indulgenza ( omogeneità ) di coloro con cui opera; e perchè la tradi .ione de. circoli psichici esige il • trance J lungo e eomSeto ed essa 1, accontenta, in quanto il suo “ sonno f è volontario' spettacoli PS1C0 0g-a della E‘ P- d] iersera è stata per me spettacolo ancora piu interessante dei suoi stessi fenomeni (ormai abbastanza monotoni e stucchevoli!). Sveglia sempre salvo forse negli accennati momenti di disintegrazione rapida’ essa ha rotón produrre determinati fenomeni, e li ha pro¬ dotte Piu spesso che nelle sedute precedenti la sua volontà sceglieva gli oggetti da spostare, i contatti da provocare i movimenti da indurre, ecc., ecc. Assolutamente non è vero che, LA VOLONTÀ DEL MEDIUM 293 la volontà cosciente della medium sia estranea ai fenomeni : I lio già detto altra volta, ma la prova di iersera fu la mi¬ gliore perchè durt> tutta la serata ; I’Aksakoff ha torto. — Abbiamo, dunque, una simulazione? Chi ha visto una isterica anestesica in tutta la metà si¬ nistra, ad es. , dichiarare di non avvertire i contatti e le puntute, e poi, opportunamente distratta dalla sua mano ane¬ stesica, fare movimenti di difesa contro le punture (espe¬ rimento classico dello Charcot), è tratto, se non è psicopa¬ tologo, a dirla una simulatrice: invece non è simulazione cosciente, ma fatto di disintegrazione della coscienza. Leg¬ gere L automatismo di Janet per poter parlare, con cono¬ scenza di causa , di ciò che noi psicologi intendiamo per disgregazione della personalità! La simulazione (che è la terza possibile spiegazione del manifestarsi dei fenomeni senza “ trance „ vero e proprio) può evocarsi per vani di essi, non per tutti. Iersera, con buona pace dei miei colleghi di gruppo che pensavano di¬ versamente, io sono convinto che alcuni fatti fraudolenti si mescolavano in proporzione maggiore del solito coi veridici. E il come lo dirò più innanzi. L intervento della volontà del medium nella fenomenologia spiritica compromette assai la veridicità di tutti i fenomeni. Una volta che questi avvengono quando la medium li vuole, è chiaro che la loro produzione spontanea risulta meno si¬ cura. Non parliamo della volontà estranea di uno spirito, chè qui, dopo le tante esperienze di iersera, volute, ovvero presentate preannunziate e preparate, anche accettate pas¬ sivamente per iniziativa nostra, sarebbe assurdo. Era la vo¬ lontà nostra che agiva mediante quella del medium ! Già prima della seduta la Eusapia Paladino ha annunziato un probabile “ apporto „ : a metà della seduta, ad un tratto, con una ingenuità che non onora la sua intelligenza, ha preteso che io, proprio io! le sondassi le tasche e i vestiti, e poiché non ho ceduto a tale invito, 1’ ‘ apporto „ non è venuto. Dico “ poiché „, per il motivo semplicissimo che un apporto che si preannunzia con questa teatralità farebbe nascere il sospetto anche in un cieco-sordo. Piu che mai iersera si è visto che i comandi del più luce, del meno luce, ecc., sono dati per il volere della medium quando le conviene: — la oscurità, per preparare un feno¬ meno di contatto (materializzazione di mani), o per eccitare la curiosità e la attesa dei presenti ; — la semioscurità, o, meglio dirò, il semplice chiarore dalla porta dell’ anticamera, 294 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II per produrre illusioni visive di ombre e fantasmi- — ia piena luce quando si tratta di fare constare un fenomeno Sead?ume °’ S°PratUtt° " è StrM0 0 lusinghiero per H Quel “ luce!, luce /„ (cinque colpi tintici) chiesta scamente ogni volta che la cordaci slacdiva e f annodava' SULtavolino trasportati, o che li potevano vedere atteggiamenti stravaganti del medium e dei due controllori, mi faceva nascere -Iodico francò - ver™1"16'10 dl d,1Spett0 yerso tanta fatuità, e un po’ di 118 JZr ^ ,CLe d0VeV° esPrimere meraviglia non sen¬ tita emettere esclamazioni di finto stupore t simili ' Mi sembra avere notato che anche in altri compagni si sveUa- sornrf S ®s Sl ra°cofb tan^0 che Je espressioni obbligatorie di soi presa, con cui si applaude il bravo u Tnltn ^ « i.,- feT «z: w S^ÈriaTiE pe"trsff „r T8li"“. 1W Won dico ciò se non per una sincera dichiarazione delle di1^""^fS10n1,PrrSOnali- Mai’ c°me iersera, i fenòmeni me- « Jolm dUl° a“n° aVnt° tUtta 1,esteriorità dei ffwocfn. John, era come un prestidigitatore puerilmente verifi030 C le’ °perato lo scambio dei bussolotti, dolesse far aTmeZ-Per T presenti che i bussolotti s^no sempre gare i? “ en°HnS °-df pr.lma- . Questo antropomorfismo vol¬ gare in entità spirituali „, ,n « intelligenze occulte ne fiale Sae se «JohnVmi° “i Sempre pÌÙ 11 iivel,° mteilet- ® ?e . , Klng„ litt vissuto ed ha avuto un aual- ‘ , sociale, o era un imbecille allora, o lo è divenuto “ Toev q d^P° mi°rt0' Ma ha dei collegbi nell’Al di là - anche scrive fra feì;vamSf!nt°'Pnda ^’^uton, s’affannava a avagne . Il vostro medium è sincero „ ! La suggestività del medium. g o abnorme, con una antica lesione (traumatica) al capf, LA SUGGESTIVITÀ DEL MEDIUM 295 isterica, probabilmente anche epilettica; ed è ipnotizzatole e suggestionabile. Da ciò la origine esteriore suggestiva di gran parte dei fenomeni medianici che E. P. produce : forse, se si avesse il mezzo di rifare tutta la storia della sua media¬ nità fin dal principio, si vedrebbe chiaro che la intera sua fenomenologia rispecchia la coltura spiritica del Damiani, del Chiaja, del Capuano e degli altri credenti di Napoli! 2. La suggestibilità della Eusapia Paladino, oltre a manifestarsi fuori delle sedute (non ne ho sufficiente cono¬ scenza per prove mie, ma fu dimostrata, se non erro, da Rioiiet e da Ochorowiozì, si rivela in più modi durante le sedute, come già avvertirono De Fontbnay, De Rochas, G. Bois, Sohbenck-Notzing, ecc. a) col soddisfare i desiderii manifestati per lo innanzi dai presenti: — i fenomeni si producono generalmente in conformità di quanto chiedevamo la sera prima o le facciamo sapere al suo arrivo ; più visibilmente però adesso, dopo al¬ cune sedute, che non prima: e questo accade per la solita ragione che si deve creare una certa armonia nella condizione fisio-psichica dei formanti la catena o il gruppo; b) co\V eseguire esperimenti mediante gli oggetti portati o disposti opportunamente da noi: — iersera, ad es., un tamburello, due anelli, un dinamometro da me deposti in mezzo al tavolo, dettero luogo a varie manifestazioni media¬ niche, sempre in causa della povera inventiva della Eusapia, che aveva veduto con piacere il mio gesto: ella mi era ri¬ conoscente di porgerle del “ materiale da lavoro „ : c) coll eseguire fenomeni chiesti durante la seduta: — questo accade in più limitata maniera e sol quando si tratti di fenomeni semplici (trasporto di oggetti, toccamenti, luci). La apparizione di mani medianiche visibili e luminose non si è potuta finora da noi ottenere in sei sedute: tuttavia so che la cosa accadde dopo che fu domandata ; d) co W eseguire fenomeni in rapporto ad affermazioni fatte dai presenti, anche senza espresso desiderio di eccitarne la produzione. — Io ho, ad es., detto ad alta voce che avevo sete, e pensavo in quel mentre alla bottiglia d’acqua posta sul tavolo grande, riflettendo però che per esservi stato a bagno dei fiori, l’acqua non era più bevibile. Dopo un po’ di tempo ha avuto luogo il trasporto della bottiglia sul tavo¬ lino davanti a me; dunque, io avrei suggerito alla Eu¬ sapia di fare questo trasporto di oggetto; e) colV eseguire fenomeni pensati dai presenti, in eondi- zioni tali da lasciar congetturare una “ suggestione mentale 296 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II — NeH’esperiraento or ora citato la suggestione (di portarmi da bere) è stata mentale solo apparentemente. È vero che si è spostata la bottiglia cui avevo pensato, ma è vero pur’anco che avevo detto ad alta voce di avere sete: ora, l’acqua era il solo liquido che potesse soddisfare quel mio bisogno e alla portata del medium. Questa ignorava che nel salotto vicino c’erano copiose bevande rinfrescanti e non “ apportò quelle ! Ad ogni modo, non nego la possibilità della sug¬ gestione mentale : dirò che anche questa volta non è provata. filmane l’altro fatto che il tavolo abbia battuto 11 colpi due volte, quando il cap. De Albertis stava per andarsene : tatto nel quale si potrebbe vedere il risultato di una tras¬ missione di pensiero. Ma ciò non pare : il De Albertis aveva già detto ad alta voce che partiva, la cosa era anzi stata ripe- uta da me e da altri, e soltanto dopo si sono avuti i “ sa- uti „ del tavolo al partente. Niente suggestione mentale rispetto all atto ; e neanco percezione supemormale dell’ora, che non era, è vero, stata preannunziata dal capitano, ma eie ormai si poteva, per l’indugio suo, imaginare arrivata, li tatto si riduce semplicemente, per me, ad un saluto del tavolo a chi aveva annunziato di partire. f) Alcuni fenomeni, se non sono effetto di premedita¬ zione consapevole (del che io ho qualche dubbio), lo sono d’o«- tosuggestione. — Ad es., il complicato fenomeno “ spiritico „ dello slacciamento (al buio) dei nodi da me fatti al medium dietro suo espresso desiderio, e poscia dell’ allacciamento due volte compiuto, nell’oscurità, di nodi colleganti prima me alla medium sola, in sèguito noi due alla seggiola della signoiina Bey, mi ò sembrato una serie di autosuggestioni, (esprimo il giudizio più benevolo per Eusapia). La legatura a mio polso segnava infatti una simbolica rappresaglia al controllo che io avevo voluto legando il medium ; ma tale controllo specifico era stato chiesto insolitamente dalla Eu- sapia Paladino. Dunque, o “ John „ si è lasciato guidare nel produrre 1 fenomeni dal fatto iniziale di quella lega¬ tura, e rientriamo nella serie delle suggestioni: — o “ John „ non altro è se non un simbolo sotto cui si cela la intenzio¬ nalità del medium che vuole e premedita un fenomeno ; ed alloia siamo purtroppo nel dubbio (già manifestato in pro¬ posito da altri sperimentatori), che tutta la manovra dei nodi e snodamenti e riallacciamenti sia intaccata da frau¬ dolenza! PARACINESIE E TELECINESTE 297 * * * I fenomeni della seduta del 29. Furono su per giù essenzialmente i soliti, variando solo nella modalità esteriore. a) Moti, oscillazione, sollevamenti del tavolino, che io dirò anorganici o alogici. — Non mi consta, in proposito, che questo ed altri fenomeni fisico-meccanici accadano prevalen¬ temente da un lato di Eusapia; secondo il Porro, sarebbe il sinistro. Ma in realtà, la fenomenologia Paladiniana è così disforme da sera a sera sotto questo riguardo, che non oserei accordarmi coll’esimio astronomo. A me è parso sempre che la Eusapia badi piuttosto a chi deve convincere ; e se questi è il vigilatore di destra, i fenomeni avvengono preferibil¬ mente da quella parte ; se è quello di sinistra . viceversa. b) Movimenti intenzionali del tavolino sotto forma di “ tiptologia „. — Avverto qui che i cinque o sei segni conven¬ zionali di Eusapia non sono sempre quelli consacrati dalle tradizioni spiritiche, ma su per giù è oltre mezzo secolo che i ta¬ volini “ parlano , bussando. Ho notato iersera che il linguaggio tiptieo tanto più si semplifica, quanto più il nostro gruppo è adusato ai fenomeni medianici della Eusapia. Oramai in¬ terpelliamo poco il famigerato “John „, e, voglia egli o no, lo costringiamo tutti, spiritisti ed antispiritisti, a fare un po’ la nostra volontà. In gran parte oramai siamo noi che de¬ cidiamo dei fenomeni : ed è in questo senso che facciamo degli “esperimenti,. Come nella lettura del pensiero non erano il Pikman nè il Dalton che operavano, bensì le loro guide, così qui 1’ Eusapia, esaurito il piccolo e meschino programma delle sue “ manifestazioni , spontanee, si trova sempre più alla nostra mercè. Vedremo nelle ultime sedute se essa è capace di darci altri fenomeni veramente spontanei, o se non saremo sempre più noi, i componenti del gruppo, che dirige¬ remo “John, e lo obbligheremo a contentarci, alimentandone la scarsa imaginativa e facendone, fino ad un certo punto, un nostro servo di scena. c) Spostamenti e trasporti di oggetti. — Ho già detto come essi avvengano quasi solo per oggetti messi attorno alla medio: l’azione a distanza di costei sulle cose circostanti finora mi consta cessare ordinariamente a metri 1-1,50 (la 298 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II cosa fu già asserita da altri). Lo spostamento più forte si ebbe pel pianoforte e per la bottiglia dall’acqua, ma ambedue non si trovavano più lontani di m. 1,80. Gli oggetti messi sul tavolino o dentro al gabinetto (sedia, tamburello, anelli, ca¬ rillon*, ecc.) sono sempre i più soggetti ad essere trasportati. <ÌJ Snodamento ed annodamento di una corda. — Ho detto come l’allacciamento della Eusapia alla seggiola sia stato tatto dietro sua domanda : ciò mostra che si preparavano fenomeni (uno scettico impenitente direbbe “ un giuoco „ !) in codesta nuova situazione. Lo snodamento ha avuto luogo in due tempi, prima a sinistra dalla parte della sig.‘ Rey, poi a destra dalla mia parte. Il riannodamento attorno alle mie dita e al polso destro della media, poi attorno al mio polso, al polso sinistro della media ed allo schienale della seggiola della signora Rey, è stato veramente ammirabile per la precisione dei nodi, .tuttavia, essendosi effettuato in piena oscurità esso mi è parso intaccabile, ossia non del tutto privo di dubbii. Dirò che la “ mano invisibile „ che mi allacciava era leggiera e piccola: ne sentivo solo le dita ed erano dita umane, umanissime. Io non sono ancora riuscito a sentire mani “ gelide „ nè mani “ più calde „ delle nostre, come altri attorniano : le differenze morfologiche delle mani mate¬ rializzate che toccano fuori del solito riparo delle tendine nere, risiedono soltanto nella grossezza loro, nella delicatezza o rozzezza dei toccamenti, nell’agilità delle dita, ecc. e) Toccamenti, solleticamenti , ecc. — Anche qui io ho sug¬ gestionato almeno tre volte “ John „ : parlando di solletico, mi sono fatto fare il solletico nella schiena, nel poplite (due volte), nella gamba . Un’altra suggestione abbiamo fatto io e Porro dicendo che i piedi e le gambe non ci venivano mai toccati : poco dopo io mi sono sentito atterrare la gamba sinistra, e premerla, e soffregarmela alla superficie posteriore fino alla metà della coscia sinistra. Evidentemente era una mano dinamica (a controllo sicuro), ma si era formata là sotto dopo l’espressa volontà nostra che si formasse. f) Luci. — Queste erano state chieste già da noi più volte, e “ John „ aveva promesso tiptologicamente di soddisfarci. Le luci dipendono, dunque, anch’esse da un’azione fisiopsichica collettiva ? Mai come allora eravamo tutti desiderosi di veder fenomeni luminosi. Ora, la nostra azione si riduce soltanto a suggestionare la medium perchè operi medianicamente in un dato senso? oppure il desiderio e l’attesa non fan che preparare i nostri sensi a percepire una data qualità di fenomeni ? Mi pare che, oltre al tipo mentale dei percipienti, LE LUCI SPIRITICHE 299 favorisca le percezioni una specie di stimolabilità latente 0 preparatoria dei singoli centri percettivi: il fatto è che Eusapia, non solo ha soddisfatto il nostro desiderio, ma eravamo anche avvertiti da un “ personaggio invisibile „ dove le luci si producevano, affinchè dirigessimo colà i nostri sguardi. Per tre volte con toccamenti chiarissimi, intenzio¬ nali, come di uno che stesse vicino a me, mi si è fatto “ segno „ di guardare prima davanti a me, poi a destra, poi a sinistra; e a sinistra finalmente ho veduta una “ luce I fenomeni visivi son quelli che più agevolmente si pre¬ stano alla tesi popolare dell’allucinazione. Debbo pertanto dir qui le ragioni per cui reputo che le manifestazioni lu¬ minose diiersera non siano state allucinatorie, e sopratutto non effetto delle pretese “ illusioni sensoriali collettive 1° perchè soltanto alcuni dei presenti, non tutti, hanno visto le luci allo stesso posto in cui io le distinguevo; 2° perchè la in¬ dicazione misteriosa fattami due volte inutilmente (non già per mancanza della produzione luminosa, ma pel mio ritardo a distinguerla in causa della miopia) implicherebbe allucina¬ zioni combinate di altri sensi, del tattile e del muscolare col visivo, il che non è ovvio supporre; 3° perchè Eusapia ancora sveglia mi aveva preannunziato il fenomeno, ed io stavo bene in guardia sui miei sensi. Se non che, ecco nascere il dubbio di un’allucinazione, non più spontanea per “ attenzione aspettante „ , bensì sug¬ gestiva e, quel che è più, veridica. Sono quelle percezioni lu¬ minose di origine indotta, da suggestione? Ossia è la Eusapia che esercita sui centri cerebrali dei presenti un’azione capace di svegliare sensazioni di luce V Non escludo questa possi¬ bilità, che del resto farebbe rientrare la “ telefania spiritica „ nella più completa sfera fisio-psicologica (fatti consimili si osservano tutti i giorni nella ipnosi): ma non credo di accet¬ tarla. - Anzi tutto, io non ero in istato di suggestibilità da parte della media: questa è suggestionabile da me, ma io non lo sono da essa ; di noi due l’agente sono io, la paziente è la Eusapia, e così per tutti forse i presenti. — In secondo luogo, io ero in uno stato antagonistico di credulità. Colle mie ricerche del 1891 ho dimostrato che per credere bisogna essere disposti a credere ; se no, si è scettici. - Terzo : le luci sono state diverse questa volta dalla prima. L’altra sera vidi delle * luci „ a mo’ di lucciole, giallognole, vivaci, circoscritte nettamente, senza aureola, senza radiazioni ; ieri sera ho visto due luci (dirò cosi) fosforescenti, larghe come una moneta da 2 franchi, tonde, a contorni indecisi e sfumati, massime 300 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II la seconda, pallide, un po’ più condensate nel centro, meno intense alla periferia, a un di presso come si raffigurano le nebulose nei libri di astronomia con un nucleo che sta per solidificarsi ed una zona periferica ancora gazosa. Le luci sono comparse alla distanza di circa m. 1,60 da me, a sinistra, un po in alto: andavano lentamente dalla mia destra verso la sinistra, descrivendo una traiettoria obliqua. La seconda la vidi meno chiaramente e fuggevolmente: la prima per contro ebbe la durata di almeno 3-4 secondi, e mi parve che avesse anche una specie di palpito, a mo’ di movimento piotoplasmatico. La diversità delle luci da me viste in due volte denota che non sono allucinatorie: perfino lo stento con cui le percepisco è prova della loro esistenza reale. Codeste “ telefanie „ non hanno significato intellettivo, nè forma definita, nè ragioni “ spirituali „ o “ animiche „ ; evidentemente si produssero per volontà di Eusapia, ed in conformità dei nostri desiderii a lei espressi vivamente. La successione di “ luci „ in un dato momento della seduta, e non in un altro, non prova, secondo me, che sia necessaria una condizione fisiopsichica speciale inconscia (subliminale) del medio : in quel momento la Eusapia era rivolta conscia- mente con la sua attenzione alla provocazione di luminosità visibili, tanto vero che le preannunziava; dunque, l’atteggia¬ mento psichico involontario della Eusapia (l’estasi medianica) non è condizione determinante necessaria di esse. g) Spostamento dell’ indice di un dinamometro. — Questo strumento da me recato al Circolo Minerva ha occasionato vani fenomeni, agendo da eccitatore: mi fu dato in mano più volte, mi fu messo in tasca, gli fu mutato il posto del- 1 indice, e sempre da agenti invisibili; ma io ho la ferma convinzione che sulla molla dello strumento non fu eseguito nessuno sforzo di pressione, solamente fu spinto l’indice ai vani punti che io dovevo poi rilevare col tatto, al buio. Questo esperimento è stato per me tutt’altro che convin¬ cente, e mi tocca confessare che nell’insieme ne ho avuta limpiessione di un inganno; al più potrò concedere che sia fenomeno spurio, e più avanti ne dico le ragioni. h) Fantasmi. La Eusapia, che parea perfettamente sveglia, mi ha nuovamente voluto far sentire e vedere quelle materializzazioni a forma più o meno umana che diconsi fantasmi „. Ora che li ho visti e toccati sono ancora più scettico di prima circa la loro natura spirituale (“anime di defunti „). Dedico loro un paragrafo. LE MATERIALIZZAZIONI DI FORME 301 * * * Le forme materializzate. 1. Il primo fantasma, è apparso veramente davanti a me, ed è stato formato nel solito modo. Dopo che E. mi avea date ambedue le mani (si noti che tale atto permette l’inganno perchè cessa il controllo dal lato sinistro, e certi medii, con un giuoco sapiente di contatti, sanno far credere al control¬ lore di destra di tenere le due loro mani, mentre ne hanno serbato libera una), visibile al chiaror della porta dell’anti¬ camera è comparsa un’ombra nera e opaca avente la forma bizzarra di una grossa testa di caprone, il cui muso allungato andando a sfiorare la faccia del signor Scbmolz, seduto vi¬ cino a me, gli ha dato l’impressione di una barba. Questa “forma,, stravagante era forse la mano sinistra della Eusapia che, coperta dalla tenda nera, si protendeva nella pe¬ nombra fino al volto di Schmolz? Non lo credo, per il suo stesso contorno e per la sua grossezza. E allora, era forse un prolungamento medianico, che assumeva quell’aspetto ingannevole? In tal caso avremmo un fenomeno spurio; ossia una produzione animica reale, ma per condurre ad una inter¬ pretazione illusoria. Ad ogni modo, nessuno ha insistito, contrariamente all’uso, sulla apparizione; e questo mi fa supporre che gli altri abbiano condiviso i miei dubbi. 2. Una mano nera che ho veduto avanzarsi, sempre dalla sinistra del medio, col pollice in alto e le dita minori in basso, era una sinistra: si può chiedere perchè, a meglio con¬ vincermi, non sia venuta una mano destra? 0 quell’appa¬ rizione di una forma materializzata e opaca di mano, era una frode, ma questo è escluso dal controllo; oppure era una mano dinamizzata della media, il che è ipotesi più ve¬ rosimile che non quella di attribuirla ad un altro essere collocatosi nel corpo stesso di Eusapia. 3. Il contatto d’una barba. La Eusapia, di cui facevo il controllo di destra, dopo avermi annunziato colla solita teatralità ingenua, che alla sua destra c’era “ un uomo e dopo di avere emesso esclamazioni (molto esagerate) di paura, mi ha invitato a reclinare la testa verso la mia spalla sinistra: e in verità ho avuto così la sensazione di una certa 302 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il quantità di peli, o qualcosa di simile, che mi sfiorasse la fronte e il sincipite. Ma dubitai che quei contatti derivassero dai capelli della Eusapia, la quale in quel momento incli¬ nava la sua testa sulla sua spalla destra. Si noti che era¬ vamo al buio! Quando ho detto che era “ una barba fine ■come capelli „ (Ilio detto ad alta voce intenzionalmente!), Una “ materializzazione „ in forma di strana apparenza da me percepita la sera del 29 maggio 1901. [Questa figura, al pari di tutte le altre disegnate appositamente pel mio libro da A. ilerisso, ha lo scopo precipuo di porgere rimaglilo sintetica, approssimativa, dell’ambiente medianico: la si deve guar¬ dare wr ciò da una certa distanza, affinchè i tratti del disello si fondano insieme]. Eusapia non ha fiatato: ed il fenomeno non si è più ripro¬ dotto. E poi, come curioso, e come rispondente ai bisogni della “ prova è il comportarsi del piccolo * Uomo invisibile „ che spinge innanzi la sua “ barba , quando Eusapia e il vicino accostano mutuamente le loro due teste! fenomeni su cui esiste dubbio 303 Q • , ji osto per un cenno sulle esclamazioni, depreca¬ tole lamentele di Eusapia quando le deve accadere qual¬ cosa di strano. Le sue voci e la sua mimica sono siimi, per . „„ ftcarrerazione, per isolamento da altri movi- Espressivi inimici riflessi, a quelle delle isteriche che si¬ mulano un accesso, e sopratutto a quelle degli ipnotizzati, “more compiacenti verso chi loro suggestiona delle alluci- n /ioni terrifiche. Esse hanno un che di superficiale, che Rvesrlia nell’uomo dell’arte l’impressione della loro natura finta e simulata. In esse trovo analogie con le sciocche espressioni resentàtive di certi artisti drammatici dozzinali: si sente, cioè che non sono “ sentite „, che stanno a fior di pelle. Io analizzo freddamente i fenomeni, esamino con scrupo¬ losa e affaticante attenzione tutto quello che fa o dice la media, nè mi lascio ingannare dalle apparenze. Certo, tale analisi non è facile, ma chi ha vissuto, come me, ventisette anni in mezzo a soggetti di cui bisogna studiare ogni mi¬ nimo atteggiamento, gesto, moto iniziale, parola e segno grafico, acquista alla fine tale esperienza della fenomenologia elettiva degli stati psichici che difficilmente gli sfuggono le simulazioni e le dissimulazioni. E tra altre cose la Paladino, anzi che furbissima come gli increduli la ritengono, è in¬ genua anche nel simulare. Fenomeni sospetti, . o interpretabili non spiriticamente. Giudico che siano intaccati da grave sospetto i fenomeni se¬ guenti avvenuti a me iersera (sulle percezioni isolate degli altri consoci non intendo dare giudizio) o anche avvenuti per tutti, ma interpretabili con piena e assoluta indipendenza di criterio: a) le apparizioni del fantasma-caprone e della mano opaca. — Questi due fenomeni visuali, se non sono stati del tutto fraudolenti, consistevano per lo meno nello sfrutta¬ mento di fenomeni medianici più semplici (avanzamento della cortina nera, prolungamento psico-dinamico non formato), che furono fatti poscia percepire e interpretare come “ ap¬ parizioni spiritiche „. Riguardo al profilo, la sua stessa con¬ formazione sembra provarmelo: percepito nella mezza oscu- 304 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II rità, epperò senza contorno deciso, un rigonfiamento di stoffa attorno ad un arto “ fluidico „ può dare quella im¬ pressione visiva. Riguardo alla mano nera, forse io stesso nel percepirla ho completato colla fantasia le linee imper¬ fette di un prolungamento qualsiasi esopsichico: qualcosa, a codeste percezioni labilissime e incertissime, aggiunge sempi-e l’automatismo associativo o sincretico dei nostri centri di imagiui. Più rifletto, fuori di seduta, a questa possibilità, e più mi pare cosa verosimile; b) il trasporto di molti oggetti deposti sul tavolino, — fra cui il dinamometro che mi fu messo nella tasca esterna del petto : io ero a destra del medio, e senza un controllo se¬ verissimo della sua mano sinistra, che era affidata alla si¬ gnora Rey, non oso dire che tale mutamento di posto dello strumento sia esente da dubbio ; c) la barba fluidica : — come ho detto, io sospetto che la Eusapia abbia prodotta in me tale sensazione colla sua testa reclinata: la situazione della presunta “ barba , corrispondeva nello spazio (al buio) precisamente al posto cui la testa della media poteva arrivare ; d) gli spostamenti dell’indice del dinamometro : — dico a bella posta * spostamenti „ perchè non v’è prova di sforzo operato sulla molla. Questo esperimento è avvenuto quattro volte : nella prima, l’indice fu avanzato fino all’ultimo grado della scala, a 150 chilogrammetri (?) ; nella seconda, fu spinto tino a circa 100 chilogrammetri ; nella terza, fino a 30 ; nella quarta fu lasciato a zero. Evidentemente la successione dei presunti sforzi dinamometrici non è stata che una voluta dimostrazione dell’ “ Intelligenza occulta „ : nella stessa sua regolarità si vede la suggestibilità della media, che si ri¬ cordava come io avessi narrato di altri sforzi consimili pro¬ dotti medianicamente. L’esperienza , in prima, parvemi so¬ spetta, perchè il controllo delle mani del medio lasciava forse, in quel momento, a desiderare. Ma da questo lato, credo di poter escludere che sia stata adoperata da Eusapia la mano sinistra, che non può dare lo sforzo di 100 lcgr. Esclusa la frode, rimane la spiegazione di un fatto spurio; ossia il dinamometro ha potuto essere afferrato da una mano dinamica del medio e il suo indice spostato a piacere col dito, perchè disgraziatamente è allo scoperto: e ciò senza pressione sulla molla. Ora la Eusapia da molto tempo conosce com’è fatto un dinamometro, e sa metterne a posto l’indice. Dunque, può essere insorta in lei la rappresentazione del semplice moversi dell’indice, come può esserci stata quella * » AZIONI DEGLI “ INVISIBILI „ 305 dello sforzo. Però siccome Eusapia era sveglia e il suo si¬ stema muscolare non ha rivelato sensibile contrazione, come avviene sempre quando essa deve medianicamente eseguire sforzi intensi i parziali ), così ritengo che la pressione sulla molla non sia avvenuta. Se la Eusapia cade a terra spossata e geme e suda quando le tocca eseguire sforzi di soli 18 a 25 chilogrammetri (la macchina Barlock trasportata e il tavolino levitato informino), quale esaurimento non avrebbe do¬ vuto iersera mostrarci dopo avere assommato nientemeno che tre sforzi di 150 — 1— 1 00 — j— 30 — 280!! Adunque si è avuto lo spostamento degli indici per contatto in iscala discen¬ dente onde dare al fenomeno l’apparenza di una prova di medianità. Non vi è fondamento per supporre che i quattro sforzi dina¬ mometrici siano stati fra loro differenti perchè diverse erano le mani, ossia le entità spirituali che li producevano : un Ercole, un uomo robustissimo, una persona debole, un bam¬ bino! Questa interpretazione parte da un’inesatta nozione dello strumento, che può essere stretto diversamente anche da uno stesso individuo: ma qui, ripeto, non ci fu sforzo o attività di energia da parte della media ; la mano (dina¬ mica?) di questa che spostava lo strumento e me lo conse¬ gnava nel buio, sapeva anche spingere l’indice dove voleva. e) gli allacciamenti del nodo attorno alle mani. — Fu già da altri osservato che la Eusapia tende spesso a liberarsi pol¬ lice e dita minori durante il controllo della mano. Ora, anche prima e durante tutto il fenomeno dell’allacciamento la destra era da lei stata posta sulla mia sinistra e mi premeva sulle falangi colla sua regione palmare e col pugno, mentre le dita erano estese in avanti e da me non più sentite. Sono esse che la signora Rey dopo un po’ di tempo aveva a contatto, credendo di tenere la sinistra del medio liberatasi abilmente ? Siamo cioè davanti allo stratagemma descritto da Torelli- Viollter e figurato da De Rociias e Cbocq? Lo si potrebbe sospettare, anche pel riflesso che Eusapia non era in “trance „ ; e quando è sveglia e vuol produrre fenomeni, tende alla ciurmarla. In tal caso sarebbe con la mano sinistra che essa ha potuto annodare la cordicella, utilizzando le dita della destra che più non mi toccavano. Si dirà: perchè io, come I’Hodgson e i membri della S. f. P. R. di Cambridge, abbia favorita la frode del medio, se frode c è stata ?... Rispondo che bisogna pur vedere e provare. D’altra parte, a un certo momento ho cercato di sincerarmi della cosa , ed ho toccata la mano che io sentivo lavorare Morselli, Psicologia e spiritismo. 306 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II nel buio: era una mano piccola e tiepida, le cui estremità delle dita fuggirono subito il contatto della mia, non cosi presto che io non distinguessi, dalla posizione delle dita, che era una mano sinistra : quella della Paladino ?... I movimenti del medio. Mai come ieri sera l’Eusapia ha eseguito movimenti in¬ cessanti, sia per le ragioni che dirò più innanzi, sia per la manifesta tendenza a liberare le mani e i piedi dal controllo: i suoi piedi mi sfuggivano spesso, ed io, che a bella posta lasciavo fare, ero poi richiamato, dopo qualche tempo, dalla Paladino sull’ avvenuto loro distacco dai miei, con ostentato rimprovero alla mia negligenza. Ma non mi si imputerà di avere stimolato la Paladino a frodare (come fa I’Ochorowioz alla Commissione di Cambridge), perchè la mia compiacenza era concessa per prova e non per sistema. Ho anche lasciato spesso la mano della Paladino in quell’atteggiamento particolare che essa prende: di premere col pugno soltanto e colle eminenze tonare e ipotenare sul dorso della mano, o sull'ar¬ ticolazione metacarpo-falangea del suo controllore (certamente per avei-e libere le dita). E senza dubbio tale posizione delle mani favorisce l’inganno ; ma io l’ho tollerata porgendo atten¬ zione al presupposto moversi e agitarsi delle sue dita. Debbo dichiarare per la verità che le dita restavano quasi sempre ferme, sebbene estese in aria; e al più avevano moti lievi, poco estesi, di flessione ed estensione. Non c’è bisogno di pensare sempre (spiegazione troppo facile e, se generalizzata, assurda) a trappolerie : io spiego i fatti con le conoscenze fisio-psicologiche. Nel rappresentarsi efficacemente l’atto di eseguire nodi e di scioglierli, occorre alla Paladino di percepire le sensazioni muscolari e tattili (kinestetiche) della propria mano, nelle dita sopratutto, e di figurarsele libere-, allora essa si rappresenta più fortemente l’atto che poi medianicamente si compie. E lo stesso pro¬ cesso per cui non battè il pugno sul cartone irto di chiodi; per cui porta il piede in avanti verso la gamba del ta¬ volino quando pensa di levitarlo ; per cui le si contraggono le braccia e le gambe e accennano a moversi verso le dire¬ zioni dove si udirà il colpo o si avvertirà il contatto. MOVIMENTI DEL MEDIUM E TELERGIA 307 Oo-ui movimento muscolare del medio non deve esserci sospetto come fraudolento : e per chi studia i fenomeni della Paladino con metodo scientifico, con competenza psicologica, non attraverso a prismi spiritici o antispiritici, i moti sono indizio prezioso di quegli stati o atteggiamenti interiori, dei uali p0; i fenomeni fisico-meccanici della sua medianità sono la risultante. Ed è già molto averne cosi stabilita una condizione determinante fisiologica: noi entriamo nel campo vero delle osservazioni scientifiche, noi usciamo dalFempirismo. Quando avremo allo stesso modo studiate tutte le altre con¬ dizioni determinanti della medianità, l’avremo probabilissi- mameute ridotta entro la cerchia di fenomeni normali all’or¬ ganismo ed alle sue scariche di energia. Ma questo degli sforzi muscolari del medio, durante la seduta, è argomento che richiede un po’ più di attenzione. A. — Movimenti palesi di Eusapia. Il Medium eseguisce numerosi e continui movimenti, anche quando è in riposo apparente. Questi movimenti pos¬ sono dividersi così: 1. Gesti involontarii. Un certo numero di gesti indicativi e connotativi, fatti senza volontà dalla Paladino (in veglia e in preipnosi), hanno senza dubbio lo scopo istintivo di intensificare la sua imagine del movimento da produrre. 2. Atteggiamenti di mira. La P., quando con uno di noi arriva alla seduta, guarda prima intensamente le persone su cui vuole agire, gli oggetti che dovrà muovere , ecc. Il suo sguardo fisso (che gli ignari di psicologia non piglieranno mai per un movimento!!) è una presa di mira, analoga a quella di chi vuole dirigere uno sforzo reale dei propri nervi c muscoli verso un dato bersaglio. 3. Atteggiamenti contorti del corpo. Questi hanno tutta la apparenza (ne hanno anche la sostanza) di quelli atteg¬ giamenti che ognuno di noi prende spesso automaticamente, quando deve fare uno sforzo, ma non sono “ convulsioni „ come qualcuno non competente ha scritto. I contorcimenti e il dibattersi del medium in trance, che abbiano indole convulsiva vera e propria (nel senso clinico!), non esistono, almeno nella Eusapia. Questa possiede oggi tale abitudine nel produrre i fenomeni, che ha sostituito intense rappre¬ sentazioni di movimenti (ossia imagini kinestetiche) a quelle attitudini e mosse, con cui forse i medium meno potenti di lei realizzano la scarica delle loro energie. 308 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 4 Tic. La E ne ha parecchi, fra cui quello di strin¬ gersi la fronte di pigiarsi la testa, di reclinare il collo, di agitare la punta del piede sinistro, ecc. Sono tutti auto¬ matismi di scarica: sono perfettamente identici a quelli che certi mdiyidm fanno quando pensano intensamente all’atto che compiono (dondolarsi il corpo, moti ritmici dei piedi grattarsi la testa, ecc.). 1 ’ 5. Reazioni al dolore endocranico. La Paladino accusa cominciata la seduta, dolore al capo, massime nella narici Tn v uenta’ ® 71 ?°''ta k SUH mano (è anche 3uesto un tic), talvolta vi porta la mano del controllore di sinistra e ve la tiene pigiata per alcun tempo; tal’ altra chiede che vi sia applicato un solo dito dello stesso controllore di cui tiene Ja mano, e con esso preme fortemente avanti" ,momenti la E- reclina la testa in avanti e la appoggia sul proprio avambraccio o anche sulla mano controllata da le persone vicine. Non di rado Ja vuole appoggiare sulla spalla o sul parietale del vigilatole di destra o di sinistra, massime quando intende produrre materializ¬ zazioni visibili dai medesimi (preferibilmente dal primo) 7. Mani. Le mani della Paladino sono assai spesso "in tendone e movimento: essa ne cangia di frequente la posi- fr!nn!t,| er ° ?,1U ^ P°ne "" quolle dei due controllori, appog- f d0 e con lI, Palmo (regione carpo-metacarpea) e tenendo so levate e mobili le dita: il che ha fatto nascere qualche cospetto, essendo allora il contatto al buio assai più diffi¬ cile da sorvegliare. Talvolta le allaccia a quelle dei suoi vicini stringendo le punta delle dita del controllore, massime di destra, fra le sue fino a produrgli sofferenza. Le mani della E. eseguiscono inoltre movimenti di fles¬ sione e di estensione di chiusura del pugno, di stiramenti " 111 aIto> dalle Parti. In certi momenti hanno ri emiti : s. contraggono poi quasi ad ogni sperimento in cui la L. vogha o spostare oggetti, o produrre rumori, o fare toccamenti distanti. Un gesto frequente di Eusapia è strin¬ gere il pugno e fletterlo fortemente sull’avambraccio, mentre Si pe™.’ 81 1,1 «* »»pi» 8. Piedi. Anche ì piedi della E. sono tesi ed in continuo moto. Spesso tentano scappare, e scappano effettivamente dal controllo (osservazione già fatta dal D.vriex); ma questo pei poco : essi cambiano invece di posizione. Quella prefe¬ rita è anche qui sopra al piede dei controllori; il che costi¬ tuisce un atteggiamento che si è prestato al sospetto, ma è MOVIMENTI DEL MEDIUM E TELEBGIA 309 impossibile che Eusupia possa allontanare molto i proprii piedi. 9. Gambe e coscie. Il controllo delle mani dei vigilatori sulle coscie e sui ginocchi tanto frequentemente richiesto dalla E. sembrerebbe permettere ad essa di avere liberi i piedi per taluni movimenti . però questi sono sempre li¬ mitati, ed è assurdo supporre, per le cose dette di già, che la E. si serva dei piedi per afferrare, toccare, dar pizzicotti, premere a ino’ di punte di dita come con la mano, ecc. Tutto al più si potrebbe diffidare dei toccamenti grossolani che i controllori sentono qualche volta nelle parti laterali e in¬ feriori del corpo, o degli spostamenti del tavolo e dei mobili lasciatile troppo vicini: ma la E., malgrado i ripe¬ tuti controlli visivi miei (io guardo assai spesso sotto il ta¬ volino) e di altri osservatori, mai fu trovata in fallo. 10. Aggiustamento delle vesti. E un moto frequentissimo e destò più volte sospetto (a Cambridge, all’Agnélas). Dicesi chela E. lo faccia per avere maggior libertà dei piedi; a me sembra che ciò avvenga preferibilmente quando deve pro¬ durre forti movimenti e levitazioni del tavolo. Non si possono spiegare con manovre subdole, con fili, capelli, ecc. ciò che mai fu visto: ad ogni modo, questo continuo aggiustarsi delle vesti attorno alle gambe — anche quando sembrerebbe non esservene bisogno — svegliò la attenzione de’ vari scienziati che sperimentarono con la Paladino, e sarebbe meglio im¬ pedirglielo: bisogna invigilarla con la massima cura. 11. Movimenti premonitori i dei fenomeni. Sono di genere diverso dai fin qui accennati, inquantochè sono intenzional¬ mente ostentati. Suddividerò questi movimenti in varie specie : a) consensuali. La Paladino accompagna con un moto del piede, della mano, della testa molti dei movimenti che nel tempo stesso si sono iniziati negli oggetti: si direbbe che essa ne determina a quel modo la direzione e li segue con intenzione di indicarne l’esistenza. bj impellenti. Sono moti che indicano un movimento di oggetto o un contatto da produrre. Spesso sono rapidi, decisi, come di comando che si propagasse a distanza al tavolo che ne risuonerà, all’ oggetto che si muoverà, alla per¬ sona che si sentirà toccare o premere, ecc. La Paladino, ad esempio, fa un rapido accenno ritmico colla sua mano (spesso accompagnata da quella del vigilatorei di battere la solfa in aria, sia col pugno chiuso, sia colla mano aperta; e allora si sentono i colpi (“ raps „). c) direttivi. Questi servono a dirigere l’azione verso 310 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li nn determinato punto: vengono eseguiti sopratutto quando si debbano spostare da lontano grossi oggetti, e si con¬ fondono coi seguenti. Per lo più sono fatti mediante la mano del controllore portata in alto dalla Eusapia. d) attrattici. Qui il movimento è di due varietà: la E. fa segno di attrarre, di sollevare colla propria mano l’oggetto lontano o sottostante; oppure si serve della mano del controllore che sa disporre nella maniera opportuna (talvolta a palma aperta e soprastante all’oggetto). e) ripulsivi. Hanno l’effetto contrario ai precedenti. f) protettivi. Vi sono moti di contrasto e di ribel¬ lione quando la P. non vuole (la sua coscienza superiore) che “ John „ (l’automatismo inferiore) le faccia produrre dati fenomeni o la sollevi in alto, ecc. Allora essa grida e geme, contemporaneamente all’ irrigidirsi del suo corpo, delle sue braccia, delle sue gambe in un atteggiamento di resistenza. Soventi volte codesti gesti e gemiti mi sono parsi artificiosamente esagerati. 9) indicativi. Questi moti sono per lo più comunicati alle mani ed alla testa dei controllori: la E. dispone e ag¬ giusta l’una e le altre opportunamente con le sue stesse mani, affinchè il fenomeno sia meglio percepito. Tutte queste osservazioni mostrano la varietà e ricchezza di movimenti che la Paladino eseguisce nel produrre i feno¬ meni. La quasi costante coincidenza di moti muscolari, di atteggiamenti, di segni e gesti, porta a concludere che 1 azione muscolare è necessaria per la comparsa dei fenomeni medianici: questi, insomma, sono assai spesso un semplice pro¬ lungamento a distanza dei movimenti reali del medium, e per ciascun fenomeno meccanico si potrebbe trovare il suo equiva¬ lentebiologico (proiezione di forza, trasformazione di energia'?). 13. — Movimenti negativi e latenti in Eusapia. Bisogna poi aggiungere i movimenti che dirò negativi e latenti, aneli essi importantissimi per la fisiopsicologia dei fenomeni. Eccone alcuni: 12. Movimenti negativi. Sono atteggiamenti di concen¬ trazione che la E. prende quando deve produrre, non più fenomeni meccanici grossolani , ma fenomeni dinamici , per esempio i luminosi. Allora essa rimane per un po’ ferma, quasi irrigidita, in una specie di tensione o conato iniziale di movimento. Si tratta di uno sforzo intenso di attenzione, forse portato sulla imagine del fenomeno che si deve pro¬ durre? Il silenzio della medium e la sua immobilità prò- MOTI LATENTI E REAZIONI ORGANICHE 311 mettono la comparsa di manifestazioni e sono pertanto un pre¬ avviso cosi frequente per noi che, quando la vediamo o la sentiamo al buio in quell'attitudine, prevediamo ed atten¬ diamo qualche novità: capiamo che essa entra in “ trance Già prova ancora una volta che alla produzione dei fatti medianici è necessario un determinato stato psichico del medium: o scarica al di fuori dell’energia nervosa (movi¬ mento attivo), o scarica al di dentro (meditazione, atten¬ zione introspettiva) : sempre però uno sforzo. 13. Moti latenti. Noi non sappiamo ancora ciò che avvenga nel polso, nel respiro, nei muscoli della vita vege- tativu^della Eusapia: non riuscirà tanto facile convincerla di lasciarsi mettere pneumografi, cardiografi, sfigmografi, ecc. Possiamo però logicamente supporre che le funzioni organiche si modifichino in relazione al fenomeno medianico che si sta per produrre, da ciò che in fine di seduta si vede la medium affaticata. I visceri e i vasi prendono certamente parte an- ch'essi allo sforzo dello stato medianico, anche se le loro contrazioni sfuggono al nostro esame : e poi in “ trance „ si avverano emozioni profonde, cui debbono corrispondere mu¬ tamenti fisiologici. 14. Reazioni organiche della medianità. Sarebbero degne di studio le reazioni che l’esercizio della medianità sveglia nell'organismo del medium. Intanto vediamo che il principio del “ trance „, lo stato superficiale di ipnosi, è già contras- segnato da sbadigli ripetuti, da serramenti di pugno, da ten¬ sioni e contorcimenti delle braccia, da moti impazienti dei piedi, talvolta da dolori lungo le gambe... Vediamo poi nello stato profondo dell’autoipnosi (“ trance „) la respirazione di E. farsi affannosa, la voce diventare interrotta e gutturale, il sudore imperlarle la fronte , sopratutto quando debbono pro¬ dursi forti spostamenti, levitazioni, materializzazioni, ecc. Tutto ciò conferma che la medianità implica sforzo di tutto T organismo e spesa di energia, come ogni altra fun¬ zione fisiologica e psichica, come ogni altro lavoro soma¬ tico e cerebrale. E cosi i fenomeni di medianità rientrano nella legge comune : perchè si producano, occorre una sca¬ rica di 'forza, e questa non può essere se non fisio-psichiea. Ossia il dinamismo del fenomeno medianico risulta una prosecuzione o un effetto o un equivalente o un parallelo 312 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II fenomenT'fis'ieo-cWmici Sedani tatti quei infestazioni dei co™? Sventi - ^ nia' problema se essi sieno colati 7 J !aS°!“do In disparte il neo-vitalisti, da nn • principio vitale'^’ C°me V°gl‘0nC> 1 * * 75 % 10 % 5 % 10 7„ La veridicità e la frode. Consta ed è assicurato che la F P ì ■ medium del mondo ino-mna f , a Pan di tutti i fatto medianico verìdico le 'coffa PfBrC!lè la Pr°dazione del scansarli più che sk possibile Ahh Ì ^ cerca di “T t”s' I fenomeni veridici sono almeno il p esenti con assenso interessato di “ John corretto li p”e"ltf »•» Rimane un certo numero di frodi. \ \ \ 10 », sia anche' mLore^^olc\è\frPOrZi°DendeÌ fatti ^dolenti camenti! df ^Sio^lT^? certi toc-' convinsi con un esame contimi ° °’ e nmase’ come me ne ebbe a dichiararmi dmeno tre llf Come essil esplicitamente produsse gli sS InoZ^i nierosi e vari dellp oifw» . . anici ec» anche piu nu- sineerità anche del « trance ^ °n nascono dabbi sulIa ■e ««rSrtJ m*gs.ior' ad ■*». r-'ow cintano ™ senso, — - ^ , LE FRODI E LA CREDULITÀ SPIRITISTICA 313 viva attenzione delle prime sere i fenomeni. Quando si chiedeva (un po’ svogliatamente, a dir vero) la luce dopo la produzione di un dato fenomeno, non v’era più il coro di meraviglia delle altre volte : noi tutti (mi sembra) cercavamo per così dire, di esaltarci ; ma toltine i due o tre più en¬ tusiasti, gli altri, allo scorgere sempre e sempre le stesse cose, rimanevano un po' freddi. Ciò significa che nella me¬ dianità non è poi cosi necessaria la intera partecipazione psichica dei convenuti. Ma ciò è anche una prova della na¬ tura genuina, non allucinatoria, nè fantastica, delle perce¬ zioni per parte dei presenti. Debbo però fermarmi ancora sull’argomento delle “ frodi „ (e ci ritornerò, di sicuro, altre volte), perchè non si finirebbe mai di discuterne. Ne dirò ora qualcosa in rapporto allo stato della coscienza. 1. L’Ochorowicz sembra dubitare che la Paladino faccia frodi coscienti, pur ammettendo quelle incoscienti di media- nismo inferiore e superiore (com’egli dice). Io, invece, ho la ferma convinzione che la P. perfettamente sveglia e consa¬ pevole eseguisca talvolta ad arte fenomeni “ quid-simili „ ai medianici, sia per non defraudare i suoi spettatori, sia per stornarne 1’ attenzione, sia anche per allenarsi , e sia infine per sentimento di vanità. Direi anzi che essa è lieta di di¬ mostrare (dopo 3-4 sedute) che provoca fenomeni anche allo stato di veglia: questo dà adito amplissimo — anche nella dottrina del trance fugace d’ origine isterico-degenera¬ tiva — al sospetto che essi siano simulati, o almeno, voluti. Del resto, il Myers, che è severissimo contro la credulità sistematica degli spù'itisti, scrive che i medi li ingannano in tre modi: 1° utilizzando abilmente le forze naturali; 2° impiegando dei compari; 3° suggestionandoli sopratutto coll’aiuto deH’oscurità (“ Proc. S. f. p. R. „, ’95). Queste tre manovre implicano furberia, quindi piena consapevolezza nel falsificare e giuntare! Il Myers dice, addirittura “ sfaccia¬ taggine „, ma egli cade poi in un eccesso di sfiducia verso i medi che al pari delle persone isteriche e bugiarde, ingan¬ nano anche involontariamente, e non incoscientemente, voglio dire per un impulso istintivo, morboso, irresistibile di farlo. 2. Le transizioni della E. P. da uno stato medianico ad un altro non sono così chiare come l’O. pretende. Anzi¬ tutto, la E. passa rapidamente dalla veglia al trance com¬ pleto (letargo) senza passare prima per le fasi catalettica e sonnambolica : di poi, queste fasi non hanno mai caratteri netti, come pensava la scuola di Charcot e come di riflesso, 314 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II per la grande autorità sua, abbiamo pensato e scritto tutti. , a già la scuola del Beenheim lo aveva negato, e un inno- l0g0 nel 1886 o giù di li (era il BrLmato) distingueva non so se 1_ o 14 stati ipnotici , il che voleva dire che non ce n'era alcuno di veramente fisso. Il De Rochas fa meglio di tutti a parere mio: si contenta di due stati, il superficiale e ii profondo ; ma poi complica enormemente le cose con le sue ripetute alternative di letargo, catalessi, lucidità, ecc. Da medianità, essendo un fatto psicologico analogo al- 1 ipnosi, non ha regole, nè può farsi entrare nei nostrf soliti cesellarli : per ora essa appare quasi anomica. 3. La iperestesia della mano sinistra della E., su cui Ochorowicz insiste tanto , non corrisponde alla fase iniziale della seduta: sembra piuttosto “sonnamboliea, o della seconda lase ; intanto non ha importanza, nè relazione alcuna coi feno- mem: quando ne avvengono di importantissimi, la mano della D. non e piu iperestesica, può essere compressa, ecc. . Da anestesia non caratterizza, per suo conto, la fase avanzata di medianità, tranne il letargo: io ho potuto ac¬ certarmi che anche mentre si provocano le manifestazioni medianiche piu cospicue, la mano della Paladino avverte benis¬ simo se la si controlla o no: possiede, cioè, una sensibilità tatto-muscolare sempre delicata. Soltanto nel letargo la medium diviene incosciente e insensibile (anestesia, analgesia). n V- ^ movimenti delle mani e dei piedi non sono sempre nella direzione dell’oggetto mirato: lo sono spesso, come dissi, ma non costantemente. Ciò può essersi avverato però solo negli ultimi anni dacché la P. non è stata più vista dall’ Ocno- aow'icz; ossia può dipendere da questo, che alla rappresenta¬ zione del movimento da compiere non abbisogni ora l’ele¬ mento della sua direzione, restando intensificata internamente 1 nnagine psicomotrice senza corrente impulsiva centrifuqa nei muscoli che debbono entrare in azione. Precisamente come in cln legge molto, mancano quei moti esterni di pronuncia fatti prima automaticamente dal bambino che apprende a compitare ad alta voce. L’illustre psicologo po¬ lacco studio la Paladino nel 1892-95: sono passati 9-6 anni, e in questo frattempo i moti consensuali esteriori possono essersi resi meno necessari o meno evidenti (o anche può la Dusapia meglio dissimularli'?). 6. Lo sdoppiamento della coscienza del medium descritto da U. a p. 109 (“ Ann. Sciences psychiques „) è vero, ed anzi rientra nella interpretazione fisio-psieologica della me- diamta, ma non è così regolare com’egli descrive. Talvolta SDOPPIAMENTO PSICHICO DEL MEDIUM 315 «i ha sdoppiamento graduato dagli strati inferiori ai su¬ periori della coscienza (come quando la E. cade a poco a poco in trance durante un’intera seduta e provoca 1 fe¬ nomeni più cospicui solo alla fine); tal’ altra lo sdoppia¬ mento è improvviso, e mi sembra avvenire come per un disgregamento violento. Io direi (ma occorrerebbe studiarla più a lungo) che la volontà della P. non sia estranea adesso a questo°disgregamento, cioè che essa si auto-ipnotizzi co¬ scientemente. Anche i medium psicografi penano dapprima a prendere l’abitudine di scrivere automaticamente ed hanno bisogno di distrarsi, arrivando a poco a poco allo stato psichico desiderato ; in sèguito, la disgregazione è fulminea, e basta che prendano il lapis in mano e si atteggino a scrivere perchè il fenomeno (la inspirazione) avvenga. 7. Riguardo alla preferenza supposta per dati assistenti, non è esatto che “ John „ elimini le persone troppo sveglie e oculate: qualcuno potrebbe invece osservale che egli al¬ lontana quelle svogliate, disattente, stracche. La preferenza data ad alcuni fra i presenti non prova allatto che essi siano più ingenui e creduli o meno attenti nell invigilare . io, che sono desideratissimo dalla Eusapia al controllo, vi sono entrato scetticissimo e mi vi mantengo attentissimo. Direi piuttosto che la medium sembra compiacersi di avere vicino i più increduli ed i piu vigilanti. Invece non soffre quelli che si pongono in un atteggiamento troppo chiaro di ostilità: ma come non giustificarla? Faremmo noi stessi un’operazione mentale qualsiasi (lasciamo stare un’opera¬ zione “ fisiologica „ !) sotto gli sguardi di persona che ci scorgessimo o ci indovinassimo contraria, armata della cattiva volontà di trovarci in fallo o di farci fallire ? Lo dica colui che deve sostenere un esame sotto un esaminatore eviden¬ temente animato da antipatia verso di lui o da eccessivo rigore. Ricerche dinamometriche e spesa di energia fisica. Fra le ipotesi emesse per spiegare i fenomeni straordi¬ nari che si succedono in una seduta, una delle più seiie è quella della “ procreazione fisio-psichica collettiva L Ocno- 316 PSICOLOGIA SPIRITISMO, Il Kowioz, ira gli altri, suppone che il j- "orazione della propria enerJ? ni®dlum« oltre all’este- trarre e di attrarre a sè rtfrtò ^°S,feda ,a facoltà di sot ciascuno dei componenti la catena^eH-”6^6 ^ttmti a pei tanto, considerare ogni man fZ .medlanica- Si dovrebbe awis s4-K?3te, “t£“ r»e '» a la fine di questa, una perf £ trovare in tutti s,Ì!JUa,lt'ltó e intensita ^i fenomeni • ? Proporzionata e ibero che equivalenti del questi, insomma, non ta“° nell, .«dii, ,So t ,.“nr‘° di- ?"* lo penso che la teoria delln V , ra esistenza, applicabile ai fatti sni,;V ■ trasformazione delle forze «i vuol, ~»e » to(ti ,Ml]i *'°"e del principio consacrato dalle peD*a,r.e ,a Siffatta esten- herto Mayer, di Hermann- w„ oeniali intuizioni di Eo giacché se questo prìZSovT”' dÌ^E 6 di Cesiti cosmica (salvo il fa^to dellWbfmè Ene^ia 'riversale o entropia, imaginato dal Claosiiw l to. per®Me di forza duziom sp’ntiche di movimento di t T- nn,cbe ?er le Pro- cita, dato che pur di queste due nifi C6’ ' calore. di elettri- ne produca qualche poco nella d T ®odalità di energia se siamo misurare la spesa fatta dal mld^' 0r,bene- noi non pOS- con metodi fisiologici : dovremmo ^ 6 daÌ presenti 86 non temperatura del corpo, il ricambi; d eSemp,0> studiare la sia nei tessuti, il ricambio )! gasoso> sia nel sangue lare, la neurilità sen^o Lfó CTtr°fic°' ,a forza mulo-’ dl una sedata... È un Drotrra 0m’ ? mentalità prima e dono si esaurirà certamente se ^ Stupendo (ii indagini, e lo ramente lodevole della Paladini dr;„SegntDd° Pesempio dagli scienziati, non saranno ni ! " ”..Sc1,lerm"'si totalmente gazioni scientifiche sui loro con o e ! ' \ daVMfi a.lle irivesti- ' Psichici ; ma per ora doKKin ^ UJ 010 poteri fisiologici appena in' Zut,^ * «»>"« »P Io ho cominciato col nmt; ■ 6 «ella Ricerca, metriche nel presupposto ^ dinamo¬ in una pressione di mano s;., n„ , nuscolare> rivelatesi ninussima parte !) della quat", T" esP°nente (lo è in mi- un individuo. Porgo in tabe ! ; • uenei'gia posseduta da chTt fonometriche di ieri sera^d ^ d*1Je mie niisi!ra- RICERCHE DINAMOMETRICHE 317 Tabella L Ricerche sulla forza muscolare dei componenti la catena. Dinamometro a molla di Collin — Cifre in chilogrammetri. 2i» maggio 11)01. Cognome ed età degli Assistenti Prima della Seduta Dopo la Sedata Perdita o acquisto Al. D. — M. S. Al. D. AL S. Al. D. AL. S. r - Anni 1. Avellino, 42 73 55 65 40 -8 — 15 IT. Bantle, 38 73 70 75 65 + 2 — 5 ITI. Da Passano, 44 95 75 88 70 — 7 — 5 IV. Ferrare, 24 69 65 66 Va 57 - 2.5 — 8 V. Morselli, 48 68 65 52 50 - 16 — 15 VI. Peretti, 54 52 42 59 50 4- 8 VII- Porro, 40 47 */, 40 50 35 -f- 2.5 — 5 Vili. Sig”“ Rey, 32? 24 25 24 21 = — 4 IX. Schmolz, 37f/s 90 80 85 72 — 5 — 8 X. Venzano, 42 70 51 55 45 — 15 — 6 Somme 661 568 619 505 - - - ^ — 1229 1124 Eusapia Paladino 29 32.12 25 29 — 4 -87, meccanico). Sommando le perdite avvenute, si avrebbe : a destra, perdita di chilogrammetri 42 ; a sinistra, perdita di chilogrammetri 63 ; totale 105. I presenti che hanno perduto di più sono : il prof. Morselli, che è sempre stato al con¬ ti-olio durante la parte più importante della seduta, chilo¬ grammetri 31 ; il signor Avellino, 23; il signor Schmolz, 13; Tl march. Da Passano, 12. La Paladino ha perduto in tutto chilogrammetri 7 : è da notare però che non cadde mai in letargo. Non si può da questi dati numerici desumere molto, e so¬ pratutto molto di sicuro: tuttavia mi permetto di osservare che la perdita complessiva di energia dei membri di una seduta spiritica può avere due spiegazioni ; a) può essere una cessione di energia al medium o anche alla medianità col¬ lettiva ; b) può essere un effetto naturale dell’esaurimento : PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 318 dovuto alla veglia, alia attenzione prolungata, ecc. Ho già detto che l’OcHOBOWicz propende verso la prima spiegazione. Ora il risultato delle mie indagini di iersera portaborse a concludere che la medianità sia davvero un fatto bio-psichico collettivo i La cosa è dubbia: e bisogna esaminare prima 1 altra ipotesi spiegativa. Realmente una seduta stanca : si invigila, si sta attenti, si vocifera, ci si muove, si è commossi, si inibiscono movi¬ menti di impazienza, ecc., ecc. Dopo ogni seduta, massime quando sto al controllo, io mi sento affranto, e dormo malis¬ simo o non dormo affatto in causa della fatica nervosa. Aggiungerò che, durante questo periodo di esperienze, sono ì inagrito, ho inappetenza, difficoltà di digerire, smanie, senso di battiture nei muscoli, crampi alle sure, stanchezza cerebrale : sono, insomma, affetto da nevrastenia acuta per esaurimento da soverchio lavoro. Ma bisogna avvertire che mentre frequento le sedute e opero spesso da attentissimo controllore, sèguito a lavorare assai : ho affari gravi cui at¬ tendere, due insegnamenti, la clientela, la presidenza di circoli, le consultazioni, le gite alla mia Casa di cura : donde una diminuzione della mia salute che non può essere posta tutta a carico delle sedute... e di Eusapia. E come di me, avviene degù altri dieci miei compagni. Tutto ciò è vero, ma è altresì vero che la perdita di energia eccede i calcoli preventivi: tutti hanno perduto in forza (tranne uno solo che è già abituatissimo a questi fenomeni, ed è freddo e calmo perchè convinto da molto tempo). Ma la perdita complessiva per uomini sani, robusti, in una seduta di quattro ore mi sembra superiore a quella che normal¬ mente possa avvenire, ad esempio, in una serata non me¬ dianica, in una veglia prolungata, pur anche con ricchezza di impressioni sensorie, ecc. Liò mi induce a ritenere per verosimile una cessione di energia vitale durante la seduta. L’O. dice che tanto più perdono ì presenti, quanto minore è il loro numero. Non starebbe ciò in relazione col fatto che, essendo in pochi, si soi veglia con più attenzione e si ricevono più manifestazioni ? tuttavia si può congetturare che al medium occorra oo-ni sera un tanto di energia e che perciò i pochi debbano cedergli quello che esso sottrarrebbe ai molti. Supponiamo che in luorro di dieci o undici, noi fossimo stati cinque e che la medianità ci avesse assorbita la stessa energia : tutti insieme avremmo perduto 105 chilogrammetri, ossia, invece di */., soltanto se ne sarebbe andato */„ o V8 della nostra forza muscolare. SCIENZA, IPEBSCIENZA E SPIRITISMO 319 I, costanza, è verosimile e probabile che 1 fenomeni me- ln- ,: risultino in parte dall’associarsi di forze individuali fi1 -n Psichiche (medium e presentii : e anche qui ci accostiamo ad linaUzione più scientifica della medianità. * * La interpretazione dei fenomeni. Ti Porro ha chiamato iperscientifiche le teorie fisio-psico- . ■ ,lie della medianità. Sarebbe come chiamare ìperscien- S la ipotesi che i raggi X consistano in ondulazioni longitudinali piuttosto che trasversali, o viceversa, dell etere (PTÒ sobemsS^'che le nostre spiegazioni, siano ipotesi cimo teorie rappresentano appena dei tentativi per appi os- simTrci alla’ Verità, il più delle volte riducendola a simboli t verbali), spessissimo servendoci soltanto di guida nella hi- cerca E questa nozione positiva del valore quasi esclusiva¬ mente metodologico delle ipotesi e dottrine scientifiche è la ragione e forza del positivismo. La scienza non conosce che fatti : la Realtà ci sfugge; e non è buon osservatore, mostra anzi di portare nella scienza idee e sentimenti di un empi¬ rismo grossolano, chi si imagina che la mente umana possa fornire la spiegazione rem dei fenomeni naturali. Anche 1 « lecere della gravitazione „, tanto cara agli astronomi, e una ipotesi. Il sommo Newton diceva: “ tutto avviene come se esistesse una attrazione dei corpi maggiori m minori ,. Ma di tale “ attrazione „, che ha anche un nome antro¬ pomorfico, l’essenza ci è ignota: eppure, si tratta del fatto fisico più volgare, la caduta di un peso ! Che cosa sarà dei fatti vitali e psichici? yf. — Contro la ipotesi spiritica. Gli spiritisti dicono : “ Tutto avviene perchè degli Esseri intelligenti, che si dicono le “anime di defunti,, messisi m comunicazione con noi per mezzo del medium, operano sugli ometti esterni e sui nostri sensi,. Ma intanto: ^ 1° Resta io-noto il perchè questi esseri abbiano ordina- 320 PSICOLOGIA E SPITUTISMO, II riamente bisogno di un intermediario: — tutte le spiegazioni spiritiche in proposito sono congetture mal fondate, e il peri- spirito ne è una ! 2° Rimane incomprensibile perchè si debba qualche volta usare e qualche altra lasciare la prescritta tecnica del tavolo, del buio, della luce rossa o viceversa della luce piena : — qui non v’è determinismo alcuno per degli “ spiriti , , salvo nel capriccio o nella somniazione del medium. 3° Resta inesplicabile perchè le manifestazioni degli spi¬ riti siano antropomorfiche in doppio modo : per la loro na¬ tura generale ; per la loro corrispondenza alle vicende pa¬ tologiche d'uria personalità quasi sempre inferiore (medium): — un mondo ultraterrestre, che si rivela a noi con balli di tavolo e tra convellimenti isteroidi di una Eusapia, non ha nè può avere alcun valore morale. 4° È inesplicabile perchè le manifestazioni dell’Altro Mondo siano fatue e puerili quando il medium è una Eu¬ sapia ; elevate e astratte quando il medium è un Moses, o una Weldon, o un Dalmazzo: — questo parallelismo abbassa PAI di là e non innalza PAI di qua! 5° Perchè codeste Entità sono suggestionabili da noi, e operano sul tamburello se diamo loro un tamburello, su di una fisarmonica se c’è la fisarmonica, su due lavagne chiuse,... — e non su una bella e vasta lavagna comm populo ? 6° E perchè i loro poteri non sono spirituali, ma gli ef¬ fetti ne rientrano nella più volgare e materiale sfera umana? — Lo spiritismo ruba a torto il nome di spiritualismo „ ed è antiscientifico in tutto il suo sistema dottrinale: esso con¬ duce a materializzare lo Spirito, laddove il pensiero moderno tende, in ogni caso, a spiritualizzare la Materia. 7° E come si concilia la “ spontaneità „ presunta di tante manifestazioni spiritiche (apparizioni, case infestate ecc.) coli il bisogno ordinario, normale, delle entità occulte d’o¬ perare mediante un materiale fornito dai medi? — Il peri- spirito è una superfluità ed nn enigma di fantasia. 8° E perchè mai fu dato ottenere dallo spiritismo, non una sola novità geniale, nè un solo processo utile, — ma con¬ traddizione enorme coll’ immaginaria “ azione direttiva „ operata da codeste Intelligenze invisibili sul corso della storia umana (A. R, Wallace!), nulla ci fu largito dagli spiriti pel nostro progresso materiale e intellettuale ? — Le “ rivelazioni „ sul sistema del pianeta Urano fatte media¬ nicamente da un fu astronomo, la ultimazione del romanzo Edivin Drood dettata dallo spirito del fu C. Dickens — cioè i SPIRITISMO E PSICODINAMISMO 321 (ine maggiori prodigi, secondo il fidentissimo Aksakoit, delle comunicazioni spiritiche — sono ormai passate tra le fole da contare davanti al camino in una accidiosa sera d’in¬ verno: la prima è un errore astronomico (Flammarion) ; la seconda è stata la invenzione di un cronista nord-americano disoccupato (sig.‘ Fairdanks). 9° E poi, come mai non ci allestirono, codeste * Entità sopravvissute „ alla vita terrena, neanco una elementarissima notizia sul destino dell’umanità sopravvivente? — Lo “ spi¬ rito , cattolico, bussando al tavolo, parla di purgatorio e di inferno ; il protestante, di Bibbia e di Gesù “ via della Ve¬ rità „ ; il teosofo, di intuizione di Dio,.... forse un fakiro e un buddista parleran di Indra o del Nirvana. Dunque, è la religione del medium che si travasa nell’ Ultra e si spiritifica ! 10° Nè si capisce perchè gli spiriti non trovino modo di rappresentarci la loro esistenza, salvo con perifrasi vaghe che a nulla servono ; è ridicolo ed è contraddittorio objettare che “ noi non li capiremmo „ : son tanto umani in tutto ciò che fanno, che ben potrebbero uscire dal trascendentale anche in ciò che dicono o scrivono ! 11" Perchè variano le loro comunicazioni, non soltanto se¬ condo le condizioni personali del medium, ma pur con quelle de<rii individui in catena, dei paesi, della civiltà, dei climi? — Chi spiega, con un briciolo di senso comune, il contrasto stridente costituito da questo dogma bicornuto: reincarna¬ zione di qua, niente reincarnazione di là dalla Manica? 12" Infine, è inesplicabile perchè nella evocazione degli spiriti si verifichino i fatti che conosciamo propri della psiche umana inferiore: — l’automatismo, la frode incosciente, il restringimento della coscienza, i moti impulsivi, il tras¬ porto grottesco di oggetti con sperpero inutile di forza . Che deficienza psicologica, che abbassamento morale, che avvilimento della dignità umana in questo Al di là che si rivela traverso il subcosciente dei medi! E perchè, ad ogni modo, gli “ spiriti „ scelgono strumenti consimili? B. — In favore della teoria psicodinamica. La spiegazione fisio-psicologica di molti fenomeni spiritici intellettuali (per es., le personificazioni, le criptomnesie, ecc.) è certamente più positiva della supposizione ztillneriana dello spazio a n dimensioni... E la cosa non è diversa per la spiega¬ zione dei fenomeni fisici. Noi diciamo che tutto avviene come se dal corpo del medium si esteriorasse la sua forza Moksklu, Psicologia e spiritismo. 21 322 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II bio-psichica (non nn “ fluido „ speciale, da aggiungere al¬ l’etere o al quid intermedio che riempie lo spazio). Questo fatto àsWeaopsichicità non è più inintelligibile dell’altro dell’elet¬ tricità che si propaga a distanza senza conduttori e produce fenomeni di movimento, chimici, luminosi, sonori, ecc., ecc. o dell’altro di un grammo di radio che è un serbatoio di milioni di chilogrammetri di energia sprigionantisi conti¬ nuamente, ecc., ecc. I medium , per noi psicologi, sono soltanto individui che hanno il potere di esteriorizzare più degli altri la forza psi¬ chica. La immensa maggioranza degli uomini la estrinseca me¬ diatamente con la mimica, con gli atti muscolari, con la pa¬ rola che è pensiero trasmesso a distanza, o con lo scritto che suggestiona visibilmente gli altri. I medium invece hanno una esopsichicità immediata , un dinamismo vitale tanto più potente nelle sue estrinsecazioni, quanto meno vi partecipa la coscienza. Porsi in istato di medianità (“ trance „) è to¬ gliere l’inibizione dei centri superiori sugli inferiori, i quali allora scaricano più liberamente, ossia in modo automatico, la loro energia latente. Però questo loro automatismo non costituisce già una funzione più perfetta della cosciente, come pretendono Myehs e Gelby, ma bensì una funzione di grado inferiore in quanto la scarica avviene secondo la legge di siste¬ mazione e associazione meccanica dei refles^j. La coscienza è un perturbatore dell’automatismo ejettivo: essa dirige l’energia nervosa secondo vie determinate dalle necessità della vita, dalle impressioni sensoriali o dai loro equivalenti (ricordi, idee). Per ciò lo stato di medianità dev’essere accompagnato da un oscuramento, o da un restringimento, breve e fugace talvolta, largo e profondo tal’altra, della coscienza superli- minale che è la vera mente umana. I medium sono diversi tra loro : gli uni intellettuali o spirituali ; gli altri fisici o materiali. Ciò significa che la medianità è il riflesso (sotto l’aspetto di un dinamismo par¬ ticolare bio-psichico) della loro individualità acquisita, e non già di un ipotetico subcosciente generale. Le differenze tra medium intellettuali e meccanici non dipendono soltanto dal grado di disgregazione della personalità cui giungono, ma dalla tempra individuale, dal carattere, dalla coltura, dalla associazione fra i centri nervosi della vita mentale ; e tutto questo è acquisto e funzione evoluta della coscienza superiore, dell’io personale. Che cosa rimane al subliminale di Myers quando gli si toglie quello che gli arriva dal su- perliminale ? PSICOGEXKSI DELLA MEDIANITÀ 323 Si vegga il contenuto intellettuale. Negli scritti dei me¬ dium psicografi, se c’è una buona coltura, se ci sono remini¬ scenze letterarie, si hanno rivelazioni e messaggi di un certo valore estetico o filosofico (p. es. il ragazzo Gordigiani, lo Stainton-Moses, ecc.); in altri si hanno invenzioni semi-puerili e romanzi sentimentali (nella folla degli scrittori diretti, nella Smith ecc.): ma insomma, delle idee. Invece nei medi meccanici l’intellettualità è ridotta al minimo. Or dunque, la individualità dei medium è manifestata : a ) dalla divergenza degli effetti ; b) dalla differenza del contenuto in¬ tellettuale di codesti effetti ; c) dalle diverse personificazioni del loro stato onirico speciale, analoghe alle consimili del¬ l'ipnosi, ma che essi simbolizzano sotto il nome di “ spiriti Ciascun medio ha almeno uno spirito famigliare personale, perchè ciascuno ha una individualità propria ; tuttavia, siccome sono suggestionabili, e nei fenomeni spiritici, dalle sorelle Fox in poi, domina la imitazione, cosi la personificazione simbolica (il “ disincarnato „) spesso ha origini chiarissime nella storia personale del medio o in quella generale della dottrina spi¬ ritica. Per me “ John King „ non è padre, ma fratello mi¬ nore di “ Katie King », per lo meno, è suo gemello: de¬ rivano ambedue da una dinastia di spiriti “ King „ vissuti in America circa venti anni prima, importati di là coi “ ta¬ volini giranti „ e col “ gabinetto oscuro „ in Inghilterra. Inoltre nelle catene “ spiritiche „ che si propongono di assistere a « sperimenti „ soltanto meccanici, come sono di preferenza quelli della E. P., questo individualismo medianico che deriva dalle Intelligenze occulte, appare sempre più scarso fino a scomparire. Ora l’intera assistenza, ora ciascuno dei pre¬ senti ci mettono assai o un po’ del loro pensiero, suggerendo fenomeni, portando oggetti, variando le condizioni (super¬ ficiali) delle sedute, ecc. E però i fatti medianici della E. P. hanno solo l’apparenza della varietà; sono invece d’un sem¬ plicismo singolare, monotoni, e di indole poco varia. Sembra anzi che le differenze esistenti tra i diversi medium meccanici consistano nella estensione dei movimenti più che nella loro varietà. Se la Eusapia si levita fino al piano del tavolo, Daniele Home dicono che arrivasse fino al soffitto; se la Eusapia muove un tavolo di 7-12 chili, Stainton-Moses ne moveva uno pesantissimo . In sostanza, però, il fenomeno non è diverso. Questa uniformità, scolorita quasi, della me¬ dianità meccanica dipende dalla maggiore limitazione delle cose che possono servire alle manifestazioni. H “trance, è dunque come l’ipnosi, in cui i fatti suggestivi, le trasformazioni di 324 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II personalità, le allucinazioni, ecc., diversificano secondo le suggestioni del di fuori ; e se l'ipnotizzatore non ha inven¬ tiva, i fenomeni si ripetono eguali all’infinito. !Nell automatismo della medianità non essendovi o essen¬ dovi ben poche associazioni nuove spontanee, la psiche spi¬ ritica risulta inferiore alla media della intelligenza umana • ad ogni modo, non esiste individualità negli spiriti frappeur’s e acrobati o prestigiatori dello stile di “ John King , ap¬ punto per questo motivo. Tutti sono burloni o fanciulleschi, ostili o amici, compiacenti o dispettosi, secondo un grado assai basso, ma invariabile, della gerarchia mentale. Quando si analizzano a fondo le cose, dopo parecchie sedute paladi- niane non si trovano rivelazioni di entità “ spirituali „ degne di questo nome: ci si chiede, stupiti: — a cosa serve tutto quell’arruffìo di fenomeni insensati? — Se lo spiritismo fosse davvero uno “spiritualismo, in azione (?!), non dovrebbe cercare altrove la sua evidenza, se non nella medianità intel¬ lettuale ; ma anche questa consta di ciò che c’è di latente e di nascosto nel deposito sottostante del subcosciente. Tutta la psicologia intellettuale e morale dei medi oggidì famosi, ma messi sotto un più sicuro controllo, si riduce ormai a un nucleo ristrettissimo : se leviamo la Paladino che non ha intellettualità, restano la Piper e la Thompson. È poco ! A me pare sempre più evidente, che bisogna cercare nella biologia e nella psicosociologia il fondamento dei fatti spi¬ ritici: questi sono contenuti cioè nel mondo umano, non ael- l’ultraumano. Il loro processo di produzione è biologico-, il loro significato intrinseco è troppo spesso psicopaiologico. L antropomorfismo delle manifestazioni spiritiche corrisponde all antropomorfismo delle teologie e delle cosmologie create in ogni tempo dall’uomo con elementi tratti dal proprio io. La psicologia dello spirito “ John King ,, e degli stessi “ Rector, ed “Imperato!-,, di “Jolanda, e di “ Giorgio Pelham ,, è bassa e inutilizzabile al pari di quella del feticcio negro, del .Tehova proto-israelita, del cherubino Assiro, dell’angelo Cristiano, del gnomo medievale, ecc. Sono tutti e sempre allargaiuenti o accorciamenti, ipertrofie o atrofie, spesso imbelli menti, ma non rare volte anche imbruttimenti e degradazioni della psiche umana. La ipotesi conciliativa del Gley e del Visani-Soozzi, - i quali accettali la dottrina fisiopsicologica delFautomatismo dei centri cerebrali inferiori dei medium, dai quali si scaricherebbe la “ forza , che esteriorizzandosi produce i fenomeni detti medianici, e poi ammettono che tale forza venga presa e usu- dinamismo della medianita 325 fruita a loro capriccio da “ intelligenze occulte „ (spinti), — è un’inutile complicazione, un connubio poco logico della spie¬ gazione scientifica con l’animismo. Questa captazione, dire- none e sfruttamento del dinamismo sprigionantesi dai centri inferiori del medium resi indipendenti dai superiori e funzio- ant, automaticamente, come si efl'ettua ? Quale utilità ne risentono, caso mai, codeste fantastiche entità spirituali, che ei mirano’ attorno invisibili e si rendono tangibili e visibili soltanto quando un isterico o un degenerato mezzo convulsio¬ nario sta seduto davanti ad un tavolino?... Che strana ma¬ niera di manifestarsi ! Che determinismo bizzarro per un av¬ venimento così importante quale sarebbe una comunicazione tra i due mondi, ira quello sensibile incorporato e il mundm intéUigibilis incorporeo di Em. Kant ! Noi siamo sempre * spiritualmente „ in un mondo elementare, grossolano, poiché codesto dinamismo è caratteristico di personalità in¬ feriori (per lo più donne di bassa o dubbia estrazione, uo¬ mini di scarso talento, di dubbia moralità, ecc. ecc.). La “ esteriorizzazione di un dinamismo bio-psichico „ dei medium senz’ altro intervento, è oggidì la sola verosimile in¬ terpretazione dei fatti spiritici : ma l’edilizio teorico, sebbene egregiamente costruito dal De Rochas, ci lascia ancora ve¬ dere* la superficialità enorme e il basso valore dei materiali ond’esso è tratto e si costituisce. Limitata è la facoltà esopsichiea, ma contro all’opinione del Mveks, e in considerazione delle fasi storiche dello spi¬ ritismo moderno, sembra che dai tempi antichi ai nostri si sia resa più frequente, più agile e più espressiva (?) : qual¬ cuno la dice, anzi, una facoltà che l’umanità viene acqui¬ stando, quanto più evoluta è la sua coscienza superioie. L'incosciente partecipa, dunque, al processo mentale evolutivo ; assorbe cioè per sè quegli acquisti che fa la coscienza univer¬ sale. Edoardo Hartmann dice questo a un dipresso, e forse non ha torto: col suo “ Incosciente», inteso però in maniera positiva e non metafisica, egli è andato più di tutti, a mio avviso, vicino al nodo della questione ; la sua filosofia, in¬ fatti, non è cosmologica, nè ontologica, ma essenzialmente psicologica. Lo spiritismo non potrà mai essere spiegato da fisici, nè da meccanici con principi desunti dalle loro scienze, ma solo da cultori della psicologia. Genova, 30-31 Maggio, 1" Giugno 1901. LA SETTIMA SEDUTA (31 maggio 1901). L ambiente e la tecnica eusapiana. ■ e la ottava seduta si tengono in casa del sig. 1 eretti dietro mia domanda che si sperimentasse alla luce di luna piena: secondo le informazioni dell’OcHonowicz la luce lunare favorirebbe le manifestazioni. Siamo in do¬ dici, poiché è presente anche la padrona di casa L appartamento del Peretti comprende anche un’ampia veranda coperta di invetriate, un vero giardino d’inverno dove la luna può mandare i suoi dolci raggi ad illuminare Ja nostia catena medianica. Come mostra la pianta, vi si è-, disposto un gabinetto oscuro e sono pronti gli apparecchi lotografici per fissare sulle lastre le « levitazioni , del ta¬ volino e ì fantasmi „. Ma la Eusapia male sopporta le innovazioni; sul terrazzo fa molto caldo e noi tutti ne siamo dopo appena mezz’ora, infastiditi, il medium più di tutti ’ E cosi il bisbetico “ John „ ce ne fa una delle sue. Lascia decorrere una prima parte della seduta nella veranda, senza pro¬ durre altro che ì consueti fenomeni a luce discreta (picchi, fremiti e moti del tavolino, qualche levitazione che però ha tanto piu valore in quanto è veduta chiaramente, qualche fugace toccamente al più vicino...); ma poi, ad un tratto, dopo vane scosse violente, ecco il tavolino - come si scorgeva evidente. la volontà di Eusapia in questo « fenomeno spiri- ìco , . muoversi in direzione ben determinata verso luscmle che s1 apre in un vicino salotto; e camminando a lievi sbalzi, strisciando sul pavimento con tutti noi at¬ torno sempre in catena e obbligati prima ad alzarci, poi a incedere curvi e alla meglio, eccolo penetrare nello studio- salotto. Ed eccolo, la, come ogni tavolino medianico che si rispetta, andarsi a collocare nel punto più lontano dalla TECNICHE MAL TOLLERATE 327 INNOVAZIONI . 0 :vi ■ indicarci , con il suo muto linguaggio che deve ì^’rlnta essere continuata se si vuole qualcosa di buono. U Tutte le novità sono nocive alla fenomenologia: si ha un 1 1 fiìre e volere che il determinismo dei fenomeni venga bC nlato con norme più omogenee, più stabili, piu preparate. Qm non si tratta di ordegni meccanici, di apparati fisici, di Q _ . ss ,3 ! (£) uV ct^n.ty' £*• h Pianta dell'appartamento Peretti, in Genova. [La unea RVa^a»’Amito^in cui mison portato al loro apparire segue la ^a viBuirànoil luogo dove giudicai si formassero i fantasmi, materializzantisi a sinistra di tusapia]. reazioni chimiche, di preparati microscopici, neaneo di vi¬ visezioni. nè di registrazioni grafiche, in cui tutto può esseie prestabilito e predisposto ad un fine: qui ci son di mezzo la psiche del medium, la sua coscienza, le siie idee ì suoi sentimenti, la sua emotività, le sue abitudini; e bisogna adattarsi a fare una “ esperienza psicologica „ confoime alla natura psicologica dei fenomeni. Anche a me pareva, prima, che si dovesse tutto mutare, innovare, prestabilii e, ma ora, dopo queste sedute, in cui dominano il capriccio la permalosità la diffidenza e le abitudini di John „, mi rassegno ad osservare (non a “ sperimentare ) i fenomeni eosffome arrivano. Siamo in una fase empirica quasi direi simile all’alchimia rispetto alla chimica o all astrologia il- 328 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il spetto all astronomia; contentiamoci, dunque, della osser¬ vazione di una bella notte stellata o lunare come quella di ìersera, o al più raccogliamo ciò che si distilla nel mal connesso alambicco. Ad ogni modo, si sappia che quando si impongono ai meda condriomi diverse dalle solite, si comincia col rendere loio difficile il cadere in auto-ipnosi o “trance, completa: e con questo solo li si spinge, involontariamente, verso l’in¬ ganno. A me è parso che iersera, in casa Peretti, ciò sia avvenuto per logica conseguenza del mutamento inflitto alla sene delle nostre sedute. Ma la seduta, nell’insieme, è stata per me importantissima: in primo luogo, mi ha chiarito sempre meglio la partecipazione della psiche del medio ai feno¬ meni, e il suo bisogno di dare “miracoli, anche a costo di truccare; in secondo luogo, essendosi finalmente ottenuto il letargo, ho visto le prime vere materializzazioni complete, 16 \r ®PPanz-,on' ”>.e questo mi compensa il disinganno. Nella veranda si sono avuti moti e levitazioni (visibilis¬ sime) del tavolino; picchi formidabili sul suo piano; mo¬ vimenti e spostamenti d'oggetti vicini; danza ritmica del tavolino, accompagnante il suono stridulo di un carillon girato dal sig. Peretti; un abbozzo di scrittura diretta o spi¬ ritica a lapis (?); nessun toccamento in alto, perchè c’era tioppa luce, bensì un solo toccamente al mio ginocchio, ossia sotto il tavolino ; quindi una grande mimica sussultoria di questo, quasi a rallegrarsi dello scherzo. Nel salotto-studio — dove il Peretti, prevedendo l’ombrosità di John aveva ben disposto il solito occorrente (gabinetto oscuro, tende alle poi te, illuminazione a debole chiarore proveniente dall'altra stanza, lampadine elettriche rosse e verdi ad interruttore, ecc.) ~ Easapia è a suo miglior agio. E infatti, oltre alle manifesta¬ zioni solite, ai moti tiptici, toccamenti, bussate sul tavolo, vento freddissimo, ecc., se ne ebbero delle insolite: atti scher¬ zevoli o violenti compiuti da mani invisibili su parecchi di noi, su me sopratutto; stiramento e strappamento di mano, accen¬ sione e smorzamento della lampadina elettrica ; scrittura di¬ retta sul mio sparato di camicia (?!) ; un apporto (?); delle luci (viste però da un solo): e finalmente, essendo la medium in profondo trance sonnambolico e agitatissima, delle mul¬ tiple apparizioni. — Non possiamo lagnarci di un programma cotanto nutrito. Notisi 1 abborrimento alla luce, sia pur lunare! Per un certo numero di manifestazioni la luce è del tutto indiffe¬ rente : non è vero quanto si crede dai più che le sedute di VERIDICITÀ DEI FENOMENI 329 Eusapia succedano al buio. Iersera, ad esempio, il chiarore che veniva dalla vicina sala ed era dato da una o due can¬ dele, bastava a rassicurare sulla impossibilità che la Pala¬ dino producesse le larve vedute di poi sullo sfondo illuminato della porta: si vedevano le ombre e si vedeva contemporanea¬ mente la medium in una posizione diversa dello spazio, e questo mi pare escludere la illusione e l’inganno. Ma pur¬ troppo la oscurità è necessaria per moltissimi fenomeni: questo fatto sarà sempre uno scoglio grave per la accetta¬ zione della medianità fra le forze sperimentabili, finché non si troverà il mezzo di invigilare e studiare tutti i movi¬ menti dei medium anche al buio. Il “ controllo „ , che si fa con le mani e coi piedi da due vigilatori, è vigilanza stucche¬ vole e un po’ capricciosa, per quanto ordinariamente sicura ; lo si è fatto con legami e anche con apparecchi segnalatori (elettrici e simili): ma la luce soltanto dà alle nostre per¬ cezioni quella sicurezza, che è il fondamento della prova. Jersera i fenomeni si ottennero tanto allo stato di veglia quanto di u trance „ : i primi, tranne le levitazioni, hanno avuto qualche cosa di sospetto, come dirò più oltre: — gli altri, e ben più importanti e significativi secondo me, sono stati genuini. Tattavia non vi è regola : pare che una parte di fe¬ nomeni cominci in consapevolezza e finisca in semicoscienza, e viceversa. Non mi è dato scoprire le ragioni di codesto disordine nelle modalità dei fenomeni; certo, siamo ben lon¬ tani dall’austero determinismo sperimentale. Ma non sarà spiegabile con la natnra psicologica delle manifestazioni di medianità ? Un rapporto causale assoluto, no ; ma un certo parallelismo tra dati fenomeni e lo stato della coscienza, indubbiamente esiste : non se ne scorgono, però, le ragioni evidenti. I fenomeni. Si ebbero, al solito: a) fenomeni veridici, o che almeno hanno avuta, per me, tutta l’apparenza della veridicità ; b) fenomeni spurii : noto che per produrre quelle ma¬ nifestazioni che appartengono alla ristretta e abbastanza monotona cerchia delle “ materializzazioni tangibili „ eseguite in questa serie di sedute dalla P., costei si occupa sempre prima con grandi particolari della preparazione del fenomeno ; c) fenomeni illusorii dei percipienti. massime per la 330 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II interpretazione e definizione dei toccamenti e per le luci- alcune volte essi son corretti da colui che li percepisce, o da<rii' altri presenti, o dallo stesso medium (che in ciò si mostra sensato): ma altre volte non son corretti, e allora passano per veridici; ... ad es., i “ toccamenti di piccole mani ,, o di mani infantili „ mi sembrano interpretazioni allegoriche di contatti leggieri e delicati, più che vere percezioni di mani aventi le caratteristiche morfologiche della infanzia o della femminilità; ré) fenomeni, secondo ma, sospetti di frode. Anche questa volta parlo soltanto di quelli avvenuti a me, o percepiti da me : di essi posso dire che la mia attenzione sempre sveglia mi ha permesso di sospettare ragionevolmente il trucco, in quanto la E. P. li ha eseguiti su di me o con me: nulla posso o voglio dire di quelli eseguiti su altri; ma eviden¬ temente anche là su cento fenomeni ce ne debbono essere almeno cinque o sei (a dir poco) intaccabili o sospettabili di falsità. Se la E. froda con me, di cui vuol fare la con¬ quista e di cui deve oramai sapere come sia quasi sempre sveglio il potere d’attenzione, che sarà rispetto a coloro dei 3”. ■ °. Per In loro poca attenzione e scarsa attitudine all analisi sperimentale, o per lo stato d’animo, o per le opi¬ nioni già bell’e formate, essa è o si crede sicura?.... — Trovo per" nelle relazioni fin qui pubblicate dagli sperimentatori, che la Eusapia con una strana semplicità da interpretarsi benevolmente come simulazione inconscia o subconscia _ ha tentato ingannare anche uomini versatissimi nelle espe¬ rienze psichiche, come De Rochas, Dariex, Ochorovvioz, k.inuvyH.'K’ Lodge, Richkt... Il Dariex scrive che la tendenza alla frode è una mala abitudine di cui l’Eusapia, anche nelle buone sedute, non sa disfarsi. È una vera disgrazia per la tesi della medianità! 1 la i fenomeni che iersera vidi e accertai, ominetto i co¬ muni, coinè i picchi, i moti ritmici e mimici del tavolino 1 b asporti di oggetti distanti, e parlo solo dei meno abituali. * * Movimenti tiptologici. — Frequentissimi, alcuni vio¬ lenti, altri deboli: si sarebbe detto che iersera il tavolino avesse un anima : da notare anzi come il mobilissimo mobile diriga sempre la procedura sperimentale e rivolga la parola ai pre¬ senti (pur senza raggiunger mai la complessità e “ subli- m. , ! ? C i* messa®P * da altri medium). Lo si scorge ubbidite ad una volontà e ad una coscienza ; ma, per ragioni oramai chiarissime e per quello che dirò in avanti, sono la coscienza e la volontà della E. P. che nella tiptologia Morselli, Psicologia e Spiritismo , I. Tav. ii. F. Ferraro Sig.tt Foretti Eusapia Sig.* Rey Prof. Porro Prof. Morselli ' F. Avellino Dotti. Venzano Cap. De Alberti» Fotografìa istantanea di una * levitazione „ di tavolo (Seduta del 31 maggio 1901). FENOMENI VEBI E FENOMENI DEBBI 331 manovrano il più spesso con fili interiori (il sistema asso¬ ciativo dei neuroni) i centri automatici inferiori, loro co¬ municando dai centri superiori le idee (elementari) che deb¬ bono esprimere. Usando la metafora di Oxon, non c’è proprio nessuno “ all’estremo opposto della linea! Dopo aver avuto per sei sere soltanto i soliti segni stac¬ cati, e convenzionali di affermazione o di negazione, chiedenti luce od oscurità, ecc., da due sere otteniamo qualche asso¬ ciazione meno elementare di battiti esprimenti idee. La sera del 29 avemmo il saluto degli undici colpi alle ore 11, ossia il saluto al partente Cap. De Albertis. Jersera abbiamo avuta per due o tre volte e rabbiosamente battuta dal tavolino, una frase di due parole, abbastanza significativa, ossia quattro colpi seguiti da altri cinque, 4 -j- 5 —parlate N.5 (prof. Mor¬ selli). Era un comando diretto a me perchè dichiarassi ciò che in quel punto stavo osservando nel campo luminoso di una porta: ne discorrerò più avanti. 2) Levitazioni del tavolino. — Ne abbiamo ottenuto jersera molte, e bellissime: sicure pel controllo, concludenti per l’azione a distanza (tutte le mani in aria), notevoli per l’altezza (fino a lm!) e per la durata (da 4" a 20"). Alcune si potettero fotografare istantaneamente a luce di magnesio (Veggasi la tavola). 3) Toeeamenti di mani e personaggi invisibili. — Iersera le mani le braccia e le persone (frammentarie, mai intere) materializzantisi erano più ardite, agili e perfin brutali: ci toc¬ cavano sotto al tavolo i ginocchi, ci stringevano e afferravano il braccio, premevano, attiravano e respingevano violente¬ mente gli astanti, trasportavano con violenza gli oggetti sulla testa di questi (un mandolino ce la sfiorò a tutti, e volteg¬ giando, andò a fermarsi , dopo un giro vizioso di almeno tre metri, al posto di prima), toglievano bruscamente la seg¬ giola di sotto, facevano piegare fortemente la testa . Però, di vari contatti etoccamenti a me successi durante le tre ore che rimasi in seduta (a mezzanotte dovetti assentarmi) due mi sono parsi fraudolenti. — a) Il primo era dato da una mano sinistra, che giudicai fosse quella della E. che mi palpava l' avambraccio e tentava toccarmi il viso : colla mia destra l’ho afferrata rapidamente, ed era una mano vera di carne e di ossa, che s’è ritirata in fretta dopo aver sen¬ tito il mio contatto, ma non si è dileguata niente affatto evanescendo, come taluno le descrive. Può essere che ciò avvenga, ma delle tre volte oramai che io ho afferrato la mano frugatrice o toccatrice, due volte non ho avuta altra 332 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sensazione che di lina estremità carnea abilmente staggita alla mia presa: una sola volta, la mano che mi ha respinto dal bregma della Eusapia e mi ha sfiorato, aveva la consistenza semifluida. lersera ritenni che fosse la sinistra del medium: eravamo in piena oscurità, e la Eusapia faceva un gran movimento di mani, che mi ingenerava diffidenza. Non ho sicuramente la prova formale dell’inganno, ma solo la con¬ vinzione morale. Di quel mio atto di vigilanza ho poi avuto il solito castigo da “ John „ (lieve percossa sul braccio), ma timidamente e fuggevolmente. — b) Il secondo toccamente ingannevole s ’è avuto forse quando al buio completo ho sen¬ tito una mano avanzarsi versolo sparato della mia camicia da sinistra, e muoversi in su in giù come per scrivervi (era però una scrittura geroglifica). Pel momento ho interpretato questo fenomeno per un tentativo “ spiritico „ (diciamo cosi) di togliermi le spilla della cravatta o il bottone della ca¬ micia ; coltivando questa idea, ho detto ad alta voce “ troppo basso ! „ perchè la mano invisibile era arrivata a strisciarmi le sue presupposte dita circa 5-6 cent, sotto le spilla. A quella mia frase, che interpretava erroneamente quel tocca¬ mente come la ricerca del nodo della cravatta, il tavolo ha risposto i soliti tre colpi affermativi; — il che era falso, trattandosi invece di un saggio di scrittura diretta (?), che, come si vedrà, si preparava su di me. Ciò è grave poiché alimenta il dubbio che la scrittura sia stata fatta allora! 4) Apertura o chiusura di un circuito elettrico. — Questo fenomeno, ripetuto iersera più volte, ha avuto buon esito dopo vari infruttuosi tentativi di “ John „. Fu veridico? A quanto potei giudicarne li per li, parve di si: e sarebbe cer¬ tamente ammirabile. Questa forza occulta, che va in quasi oscurità a cercare un piccolo bottone di interruttore a pera, lo preme e intenzionalmente dà o toglie la luce dalla lampadina ! Però il cordone conduttore era stato attirato dalla stessa “ forza occulta „ un po’ troppo comodamente, cioè su le gambe della medium, e la pera stava sulle sue ginocchia o fra i suoi piedi. Il controllo in quel momento avrebbe dovuto farsi con severissima attenzione : io non dubito delle due signore Peretti e Rey, che erano ai fianchi di Eusapia ; ad ogni modo, la posizione raggiunta dal bottone elettrico troppo vicino alle mani od ai piedi della medium mi fece nascere sospetti, che disgraziatamente non ero in grado di dile¬ guare con un esame diretto. Debbo francamente dire che più assisto a questi fenomeni della Eusapia Paladino, e più mi convinco che la tecnica FENOMENI DUBBI E ILLUSORI 333 corrisponde mediocremente ai due grandi vanti della media- njT,l: _ 1» agire a distanza sempre maggiore di quella cui possono arrivare le estremità e la testa del medium: questo avviene solo nella minoranza dei fenomeni, la mag¬ gioranza succede nella zona di possibile azione di essa: tuttavia basteranno poche e sicure telecinesie per dichiarare la esistenza di forze esteriorantisi ; — 2” agire a piena luce provocando fenomeni eguali a quelli prodotti al buio: anche questo è solo parzialmente vero; per es. le grandi materia¬ lizzazioni tangibili, no: ma non vi sai-anno ragioni fisico¬ chimiche, come per i raggi solari ultra-violetti, o per quelli Rontgen, in favore della assenza di ogni luce? 5) Movimenti di oggetti a distanza. — Avendo la Pala¬ dino affermato per la prima che il lampadario sospeso in mezzo alla stanza si moveva, dubito che possa avere tentata una suggestione su di noi per illuderci visualmente : in quel momento infatti la luce rossa, il cui bottone era a portata di mano della P., oscillava per ripetute e rapide chiusure ed aperture intenzionali del circuito , e con ciò si favoriva la illusione che gli oggetti scarsamente illuminati e sospesi in aria si movessero. Fatto sta che nè io, nè il cap. De Albertis, situati lateralmente al lampadario, l'abbiamo visto muoversi; io l’ho visto invece rischiararsi alquanto e ricadere nell’ ombra alternativamente. Del resto, può anche essere che si sia mosso; — sugli spostamenti degli oggetti a distanza non ho dubbio alcuno: molti sono veridici. Un altro movimento di un piccolo tavolino a tre piedi (“ guéridon „) avvenuto in veranda, a luce lunare, fu segna¬ lato dal sig. Ferraro: secondo lui il mobile s’era avanzato; ma in una seduta spiritica ogni benché minima apparenza di movimento, di luce, ecc. può scambiarsi per effetto me¬ dianico. A me che lo guardai, il tavolino non parve spo¬ stato affatto dal suo luogo di prima, e la medium stessa tacque, sebbene sia così sollecita ad accogliere e ad appro¬ vare coi tre colpi tiptici sacramentali ogni denunzia di fenomeni, e spesso con aria di trionfo o con frasi di sod¬ disfazione: d’altronde, il “ guéridon „ era a portata della sua mano, e l’esperienza avrebbe poco valore. 6) Scrittura diretta. — Furono due tentativi di questo fenomeno così importante nella storia dello spiritismo, ma un po’ ingenui: il primo (per me) dubbio, il secondo ancor più sospettabile; ma “ John , è un illetterato!... a) Il primo. — Sul tavolo medianico stavano due fogli di carta, e sopra essi era stato collocato appositamente 334 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II un lapis. Ad un tratto la E. (sempre suggestionata nei suoi esperimenti da ciò elle le si tornisce) si è alzata mentre noi restavamo seduti , e dopo essersi inclinata sui fogli come per fissarli fortemente o per magnetizzarli (conosco da tanti anni codesta manovra che non mi è sfuggita l’ inten¬ zione di quell’ atteggiamento) , ha afferrata la mia mano destra, mi ha messo fra le dita il lapis, e me l’ha guidata per tracciare in aria a circa 8-10 cent, dalla superficie bianca del foglio (che io sapevo vergine) uno sgorbio circolare Segni tracciati per ‘ scrittura diretta , o spiritica (?) da Eusapia la sera del 31 maggio 1901. [A sinistra il senno elissoide tracciato sulla carta; a destra le tre righe verticali tracciate sullo sparato della mia camicia]. non uncino, una specie di lettera o mal formata. Tutte queste mosse parvero effettuate in istato sonnambolico e di semi¬ coscienza, perchè la E. P. pronunciava frasi sconnesse, s’im¬ pazientiva al non potere io tenere dita e lapis al modo come essa voleva, e finito quel singolare maneggio lia emesso sospiri profondi come di chi, compiuto uno sforzo, si riposasse. Ora, sul foglio è stato trovato realmente uno sgorbio a lapis che riescirebbe pertanto una “ scrittura spiritica a distanza Siamo lontani dalle meraviglie che intorno a questo feno¬ meno si narrano nelle cronache dello spiritismo. Non pre¬ tenderei già quella strabiliante avventura della medium si¬ gnora Everitt, la quale ha visto volar via dopo tre colpi — pan, pan, pan — un foglietto di carta, e tornare dopo tre secondi coperto da 930 parole (sic, in “C. -r. Congrès 1889 „, p. 386): mi sarei contentato di cose molto più semplici, di una frase o parola, anche di lettere singole... ma in condi¬ zioni meno incerte nella loro fattura. Questo “ esperimento „ è veridico ? A me, dopo mature ri¬ flessioni, pare di doverne dubitare per le seguenti ragioni : - a) Troppa preparazione da parte d’Eusapia : il suo atteggia¬ mento di magnetizzare il foglio parvemi simulato, e d’ai- SCRITTURA DIRETTA MA DUBBIA 335 tronde questa mescolanza del magnetismo con lo spiritismo che ragione avrebbe? Eusapia non aveva la solita fisonomia ad espressioni rigide, superficiali, che io conosco assai bene nelle isteriche e nei soggetti ipnotici. — 3) Prima delle esperienze, circa ‘It d'ora, essa aveva toccato e preso il lapis, e lo aveva gettato sul tavolino vicino, allegando che era inutile vi fosse ; invece, poco dopo.il lapis fu da noi rimesso, ed essa esegui, con la solita volubilità dei suggestionabili, il fenomeno: c’è pertanto il sospetto che quel primo superfluo afferra- inento del lapis sia stato accompagnato da un suo movi¬ mento abilmente circolare o elissoidale della mano, e cosi abbia tracciato il segno. — y) La Eusapia è analfabeta : e il segno è il solito che fanno i bambini e le persone illet¬ terate, quando vogliono tracciare col lapis qualche sgorbio sulla carta: niente, adunque, di “ spirituale , ; — b)la forma allungata e stretta del segno corrisponde perfettamente a quella che si traccierebbe in fretta alla maniera da me suaccennata. Ho fatto alcune prove (da notarsi che si era in mezza luce), e ho visto che riesce facile imitarlo senza che si abbia l’aria di tracciare nulla ; d’ altronde, quando non si pensa che la mano di un medium faccia cosa fraudo¬ lenta non vi si presta attenzione, e l’atto di segnare in frodo può esserci sfuggito quando E. la prima volta prese il lapis e lo gettò via. — X) L’ atteggiamento che essa voleva dare alla mia mano, e che riuscì poi a darle, era inadatto a scri¬ vere: la punta del lapis essa me la faceva tener rivolta in avanti, colle dita minori piegate in maniera ridicola come quelle di un bambino che comincia a tentare di scrivere: in questa posizione non avrei scalfito il foglio di carta colla matita, ma col mio dito anulare: tutto ciò in rapporto colla scarsa coltura della E. Ammenocchè quel giro im¬ presso alla mia mano non dovesse simboleggiare il feno¬ meno; ma allora perchè esigeva che io tenessi il lapis? Bisognava o bastava fare il segno in aria con la mano disar¬ mata, — e) La figura ottenuta non corrisponde al movimento circolare che abbiamo fatto; è troppo grande e lunga, mentre la mia mano guidata in aria da quella della E. P. ha fatto un movimento più piccolo e un vero o : questo accadde perchè la mia destra assai abituata a scrivere, aiutando coi suoi moti involontari la Paladino, si è mossa nel senso di un 0 (il segno alfabetico più comune agli illetterati, o a chi è tenuto da altra mano), risultandone quello sgorbio elittico. b) Il secondo. — Il 2” esperimento di scrittura media¬ nica è ancora più sospettabile. Ho già detto come essendo in ca- 336 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II tona (il secondo a destra di Eusapia) io mi fossi sentito stri¬ sciare qualche cosa, che giudicai una mano, sullo sparato della camicia : ora, era bensì una mano, ma probabilmente annata di lapis o di grafite che mi lasciò tre righe verticali in quel punto !... È il solito vieto esperimento che la Paladino fa sui polsini di qualcuno della catena : ma stavolta ha tutte le ap¬ parenze dell’inganno. Invero poco dopo essa si alza, do¬ manda che il N° 11 (De Albertis) entri in catena, ne prende la mano, ne solleva l’indice, e appoggiatolo — siamo sempre in semi-oscurità — sul davanti del mio petto, là dove io avevo poco prima avvertito un lieve toceamento, vi fa atto di tracciare dei segni. Orbene : finita la seduta, si trovarono sicuramente i tre segui fatti col dito del De Albertis in aria, ma, per quanto ho detto, credo' che già ci fossero e che mi siano stati fatti assai prima dalla “ mano di uno spirito „ che venne a simulare di togliermi la cravatta. Si paragonino le sensazioni di quel toceamento, la mia esclamazione “ troppo basso „, la teatralità ingenua della esperienza; e si entrerà nella mia convinzione : frode ! Qui sorge un dubbio sul dubbio : quella mano che simu¬ lando toccamenti alla cravatta, mi fece i tre segni, era dessa vera ed anatomica, oppure medianica e fluidica ? Potrebbesi, nella migliore delle ipotesi, ammettere che quella mano fosse dinamica: in questo caso si avrebbe non più un fenomeno falso, ma uno spurio, ossia un effetto a distanza della forza esopsi- chica lasciata poi interpretare in un dato senso. Però, se penso che iersera ho afferrata la mano carnea (reale) della Eusapia, e che tutto l’esperimento di questa “ scrittura diretta , (?) ha l’aria di un giuoco abbastanza infantile di prestidigitazione, se metto i segni in relazione all’analfabetismo della medium, debbo purtroppo inclinare a dirla tutta una commedia. Insomma, “ John „ non è fortunato quando vuol compiere con me imprese superiori al suo intelletto. Apporto. C’è stato iersera, finalmente, anche un “ apporto „ come dicono gli spiritisti : ad un certo momento è caduto sul tavolo (eravamo in semi-oscurità) un che di duro, che poi è stato verificato essere un sassolino, uno di quei pezzetti di selce che si trovano nelle strade di campagna. Ma questo CH APPORTO „ SOSPETTABILE 337 fenomeno, avvenuto senza precedente controllo (esame delle vesti della medium ?), è assai sospetto. Inoltre è anch’esso indubbiamente d’origine suggestiva, avendo il sig. Peretti narrato in sul principio di seduta che in quella sala ove eravamo avvengono con altri medi fenomeni spiritici straor¬ dinari, fra cui chiusure ed aperture di circuito con accen¬ sione e spegnimento di lampade elettriche (le si ebbero, difatti!), e apporti spiritici fra cui specialmente quello di * un sassolino „ e d’un grosso chiodo di ferro. Gli apporti — che esigono il passaggio della materia per almeno tre fasi diversissime di aggregazione: solidità ma¬ teriale, fluidità immateriale, ritorno alla solidità anteriore, senza contare il fatto meccanico del trasporto nello spazio, — sono sempre stati una difficilissima e rara manifestazione dello spiritismo : un gran numero di medi c’è caduto in trappola, desiderando dare con tali fenomeni la prova della propria potenzialità e... frodando ! Nei circoli spiritici gli apporti avvengono però con discreta frequenza, ma non sono circondati dalle cautele necessarie : per la Paladino poi, che è medium professionale e non spontaneo, le cautele dovreb¬ bero moltiplicarsi. Io non credo che iersera l’esame del medium prima della seduta sia stato completissimo ; e quando il sassolino è piombato fra di noi, mi è sembrato di scorgere espressioni di dubbio e di diffidenza in buona parte dei 'pre¬ senti. Eppure, se vi è stupore quando ha luogo un tocca¬ mente. imo spostamento di mandolino, un suono di trom¬ betta od altro fenomeno consimile oramai comune per noi, quale meraviglia non dovrebbe svegliare un “ apporto la venuta cioè dal di fuori e da lontano di un oggetto mate¬ riale che ha dovuto traversare porte e muri, o soffitto, o pavimento, e spazio aereo di chissà quanti metri ! bi pensi alla straordinarietà del fatto, all’opporvisi tutte le nostre cognizioni sulla inerzia, sulla aggregazione e dis¬ gregazione degli atomi, sulla impenetrabilità della materia (cioè di quella forma dell’Energia universale che a noi si fa sentire come resistenza, forse in ragione della velocità enorme delle sue vibrazioni): e si vedrà quante cose siano necessarie perchè un corpo materiale ubbidisca ai poteri subcoscienti del medium. Per stabilire unapporto veridico occorrono : a) esame del medium prima della seduta, anche, se in donna, compiuto brutalmente „ ; — b) conti-olio della sua persona durante il fenomeno (gli apporti sono sempre improvvisi, imprevedibili, mai preannunciati come gli altri fenomeni) ; — c) esame della locai ite) prima della seduta; — d) circostanza utile ed espres- Morselli, Psicologia e spiritismo. 03 338 PSICOLOGIA U SPIRITISMO, II siva: la rarità dell’oggetto apportato,... qui invece si trattava di un pezzetto comunissimo di selce; — e) ricostruzione della giornata di Eusapia (è stata in campagna? ha potuto prendere il sassolino in qualche angolo di strada?...) Insomma, non nego a priori, dopo il mio ingresso in questo mondo straordinario, gli “ apporti , : dico che nel caso nostro manca ogni sicurezza, e che il “ fenomeno , mi ha lasciata l’im¬ pressione di un giuoco andato a male... E poi un pezzetto di selce vai proprio la pena che gli “ spiriti „ si incoinmodino? E messi in riposo gli “ spiriti », non c’è nella subcoscienza di Eusapia un po’ più di imaginativa per disgregare e riag¬ gregare oggetti meno comuni che sassi, chiodi e pianticelle dei terrapieni di Genova o ramuscoli di rose ovunque fiorenti ? Rammento di avere avuto, anni fa, tra le mani alcune imagini sacre, con evidentissimi caratteri di incisioni su legno del secolo XVI: mi si presentavano come piovute dal soffitto della camera, dove si materializzava lo spirito di quella suor Caterina che dicono fosse l’amante di Martin Lutero: ecco degli “ apporti » interessanti per la storia e la paleografia! Disgraziatamente il periodico spiritoccultista “ Sphinx „ mi fa sapere che certi disegni medianici furono discoperti essere abili riproduzioni di vecchie incisioni te¬ desche. Ma io leggo adesso di pillole medicamentose arrivate dal mondo dell'Al di là al sig. Enrico Sausse di Lione, che ne guarì da certi suoi malanni (“ C. -r. Congr. 1889 », p. 387). E leggo sorridendo di quei diamanti che piovvero seminati a piene mani da generosissimi defunti nella camera, dove la signora Agullana vede e fa vedere ai clienti tante cose ammira¬ bili (“ C.-r. Congr. 1900 », p. 163). È vero che poi i diamanti scomparvero quasi tutti, e si ridussero a tre : ma ecco degli apporti veramente utili, e stiano in guardia i farmacisti e i gioiellieri che speculano sulle miserie o sulla vanità per venderci i loro prodotti o i loro pezzetti di flintglass... Ma che significa o a che è buono il sassolino di queU’avaraccio o meschinello di “ John King , ? « * * Apparizioni autentiche. Ben diversa è per me la autenticità delle grandi forme materializzate che ieri sera, finalmente, ho veduto coi miei occhi in modo completo. Fino ad ora le materializzazioni. APPARIZIONI DI “ FORME , 339 salvo quegli informi profili di teste braccia pugni e mani da me percepiti in semi-oscurità, e salvo quelle frammen¬ tarie resistenze tangibili venutemi a palpare e afferrare dal di sotto delle nere cortine, io non avevo toccato nè visto “ fantasmi Iersera li ho visti chiaramente sullo sfondo del chiarore dato dall’uscio semiaperto della sala da pranzo. Un “ globo nero „ (testa materializzata). [Prima fase del periodo delle apparizioni. — Si scorge nella penombra la testa d’Eusapia, della qnale il « globo nero • si direbbe tra .doppio».— Questa serie di cintine figure di «fan¬ tasmi» fu disegnata da A. Berisso|su miei schizzi a matita]. Non erano apparizioni luminose, ma opache ; non erano, for¬ mate secondo le tre dimensioni spaziali, ma a semplice con¬ torno, quasi come lastre di vetro affumicate. Premetto che dopo circa due ore di veglia e semiveglia, Eusapia era caduta finalmente in piena estasi di medianismo, come si rilevava da tutto il suo comportamento, e che era- 340 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II vaino a luce debolissima, ma con ottima vigilanza sulla per¬ sona del medium. Il fenomeno straordinario fu da me percepito anche in un momento nel quale non ero più in catena. Dapprima mi ero Un braccio ‘ fluidico , sporgente dall’ombra. [Seconda fase del periodo aizzato si atteggia in e riconosciuto per un delle apparizioni. — L’ « arto » media- modo da essere più. facilmente veduto braccio piegato]. seduto su di una poltroncina, vicino aH’uscio della veranda : poi, attratto dalla curiosità di vedere nella penombra 1 moti sussultali del tavolino che in quel momento “ rideva a, cre¬ papelle „, mi sono alzato e avvicinato al circolo tiptico. Al- 341 apparizioni DI * FORME lnrasi è voluto che io vi entrassi, e mi vi sono introdotto ledendo tra il controllore di destra (signor Bantle) e il signor Sclnnolz. Là seduto e mentre il tavolino seguitava nel suo cachinno espressivo, ho cominciato a percepire qualche ombra mobile a sinistra di Eusapia, sul fondo di fievole luminosità costituito dall’uscio semiaperto dell’altra camera. 1 er smce- Uno strano profilo di * forma » materializzata. (Terza fase del periodo delle npparizioui. — Ho disegnato 1 il profilo tal quale fa da me percepito; si ‘ direbbe olle la «forma > era in via di sviluppo e indecisaj. ranni della cosa e per escludere ogni artificio, io mi sono tolto di catena e sono andato in perlustrazione. Ero quasi nel mezzo della stanza (come mostra la figura di p. 327, dove ho segnatala mia posizione con un occhio simbolico), quando sul fondo rischiarato dell’uscio a me di fronte ho riveduto una specie di globo riero avanzarsi dalla medmnr verso la 342 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II signora ttey, che era al controllo di sinistra. Siccome in sulle prime credetti che fosse la testa di Eusapia. così ho taciuto, e contrariamente alle disposizioni regolamentari ed alle mie consuetudini, non ho segnalato il fenomeno. Fu al¬ lora che “ John „ con cinque formidabili picchi indicava il Dn “ fantasma , creato medianicamente da Eusapia. [Quarta fase del periodo di apparizioni. — Il «fantasma* si presenta un po' in alto, evidentemente penda'; io lo vegga: si avanza da sinistra a destra, indi si ritira. Si rilevi che in basso le larve non sono completate e sembra che si continuino (nella ombra) fino alla persona della Paladino). mio numero e con quattro significanti “ parlate ! , mi in¬ giungeva di dichiarare ciò che 1 vedevo Qui occorre la solita osservazione : che il subscosciente di Eusapia agisce proprio come una coscienza vigile, accorgendosi della atten¬ zione e partecipazione dei presenti, dei loro dubbi e so- APPARIZIONI DI * FANTASMI „ spetti, e condacendosi in relazione a tali sensazioni reali con tutta l'apparenza (e la sostanza I della volontarietà. Alla ingiunzione del tavolino, che sembrava diventare fu¬ rioso pel "'mio silenzio, ho finalmente ubbidito quaudo al globo nero sono succedute altre apparizioni di prolunga- menti pur neri, e sopratutto quando ho scorto delle specie Lo stesso ‘fantasma, medianico che ritorna e saluta. róuinta ed ultima fase del periodo di apparizioni. — Il - fan¬ tasma » si rende nuovamente visibile, ancora piu m alto, e, “per meglio essere percepito, si inchina in avanti, inai si ritira da dove è venuto, e scompare]. di larve umane o antropomorfe passare colà, o, meglio, avan¬ zarsi e inchinarsi verso la Rey come per salutarmi o per rendersi a me beu visibili ! Bolo allora che io fui certo di non essere vittima di un’allucinazione, annunciai i fantasmi, e questi furono subito veduti anche dal signor Schmolz che opportunamente si portò nel punto istesso dove io li scor- / 344 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gevo : furono inoltre veduti e riconosciuti distintamente da tutti i presenti alla seduta (tranne Avellino e Bantle, mos¬ sisi troppo tardi), perchè, recatisi dietro di me, o tra me e lo Schmolz, si sono messi nella direzione opportuna di visuale (a tale uopo io l’ho indicata nella figura con una freccia). Adunque, in un periodo calmissimo di seduta, — mentre la Eusapia era caduta in un profondo sonno letargico (“ trance „ ) e compassionevolmente gemeva, piangeva, domandava aiuto, e si dibatteva sotto il controllo dei due vigilatori, — dieci per¬ sone perfettamente sveglie, tutte di intelligenza superiore alla media, e di cui almeno tre assolutamente scettiche in fatto di fantasmi, hanno percepito le apparizioni, se le sono reciprocamente confermate, ne hanno anche discussa a lungo la natura e le forme perchè hanno avuto il tempo di farlo . In tali condizioni di luogo, di tranquillità collet¬ tiva, di vigilanza sul medio, di mutua valutazione delle cose percepite, non si può, certo, parlare di allucinazioni visive (salvo quelle “ veridiche „ del Gurney e Myehs), ma di per¬ cezioni reali. Siccome fissando fortemente in quel chiarore mi si producevano delle contrazioni del muscolo ciliare e quindi degli oscuramenti improvvisi e fugaci del campò visivo, ho sforzata la mia attenzione svegliatissima a di¬ scernere il passaggio vero delle ombre medianiche da ogni altro mio fenomeno endottico; e ci sono riuscito. Perciò mi credo in .obbligo di dichiarare sinceramente : — 1° che le apparizioni di ombre medianiche non sono allucinatorie nè per l’individuo, nè per la collettività dei presenti, ma bensì obiettive ; — 2° che la medium non poteva produrle con spostamenti artificiosi della sua persona , perchè essa era visibile nella penombra simultaneamente alle larve, e perchè era col corpo inclinato (a bella posta per autenticare il fenomeno ?) verso il controllore di destra, sulla spalla del quale sembravami appoggiasse la testa come sempre fa nel produrre le grandi materializzazioni ; — 3" che la medium aveva intanto voluto che io le tenessi la mia sinistra sul capo mentre guardavo : ciò che ho fatto allungando tutto il braccio al di sopra del tavolino e passando in mezzo alla catena (la quale in verità più non si manteneva, essendosi gli astanti alzati tutti, tranne i due controllori, per passare dov’io avevo dichiarato di percepire le ombre); — 4° che la testa d’Eu- sapia, trovandosi a circa 60-70 cm. di distanza dalla zona rischiarata, non poteva menomamente dare le forme di cui offro le figure ; — 5° che le materializzazioni richiedono uno sforzo potente di medianità, come rendevasi evidente alle APPARENZE ANTROPOIDI DELLE FORME 345- sofferenze di Eusapia, al suo respiro affannoso, al suo polso aritmico, ai suoi gemiti, ai suoi convellimenti muscolari (non convulsioni); — 6° che, d’altra parte, una persona seduta fra due altre che la invigilano e ne tengono le mani, anche se con fina astuzia riuscisse a fare il giochetto della sostituzione di mani, non riuscirebbe mai ad alzarsi ed a piegarsi come hanno presentato i fantasmi ; — 7" infine, che la Eusapia è di corpo tozzo e di statura bassa, mentre le apparizioni erano alte e piuttosto gracili. Le apparizioni sono state da me e dagli altri percepite sette od otto volte di seguito, ed ogni volta mutavano le loro linee di contorno, la grandezza, le proporzioni delle parti o membra. Ho già detto che erano imagini nerastre, a contorni semplici, date come da una sostanza opaca ; però mi facevano l’impressione di essere come tagliate nel car¬ tone o nel vetro affumicato, non avevano cioè rotondità nè spessore : il contorno era sfumato, come può esserlo quello di un’ombra su di un muro. Aggiungo che le imagini erano dense e impenetrabili, nè mi lasciavano più vedere la debole luce posta loro dietro. Le forme materializzate avevano lontana rassomiglianza : — a) con teste umane o quidsimili, ma erano globose, senza capelli; una era piriforme e piccola, ed un’altra più rotondeg¬ giante e grossa; la prima più in basso, la seconda più in alto nel vano della porta ; — P) con membra articolate, cioè con braccia umane: una volta il braccio apparve alzato, ma fu apparizione fugacissima e da me mal percepita : altra volta ap¬ parve piegato nel gomito con un grosso pugno chiuso, levato due o tre volte in aria verso la medium, che ne sembrava colpita alla testa e ne gemeva; — y) con persone visibili a mezzo busto ed a figura intera. Questi fantasmi totali erano più informi delle figure precedenti, parevano individui alti di statura, rivestiti dai cappucci della Confraternita della Miseri¬ cordia, senza naso nè mento, e anche senza proporzione nelle parti ; due volte questi fantasmi mi si presentarono inclinati in avanti verso la signora Bey come volessero o salutarmi o comparire tutti nel fondo chiaro che ne permetteva la visibilità. Dico “ i fantasmi „ ; ma forse era il medesimo che si mo¬ strava, diversamente da noi percepito ogni volta. Le figure partivano dall’angolo oscuro dove Eusapia si lamentava e contorceva, e andati fin verso la signora Eey, net vano del chiarore, si ritiravano. Duravano ciascuno, in tale movimento, tre o quattro secondi o poco più. Io ne ho rico¬ struite le figure con tutta l’esattezza possibile, quali le avevo 346 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li vedute, mezz’ora dopo, giacché per non cadere in paramnesia ho eseguito i miei disegni prima di partire da casa Peretti : qui le riproduco, per quanto non fotografate, come sarebbe negli ideali del metodo obiettivo. Da rilevarsi è l’apparenza strana che ci fece subito esclamare: “ sembrano animali simili a foche, ma disposte perpendicolarmente Quali deduzioni possano trarsi da coteste singolari e tan- tastiche produzioni della medianità, è arduo dire : la loro morfologia lineare eia stravaganza generale delle forme vietano qualsiasi tentativo non solo di identificazione, ma pure di personificazione. Non erano persone umane quelle che sono apparse, ma si direbbero piuttosto imagini di sogno : vero¬ similmente siamo di fronte a creazioni oniriche del medio, il quale dà alle sue imagini la figura fantastica da noi perce¬ pita. La teleplastia eusapiana è, insomma, adeguata alla sua coltura intellettuale, salvo forse quando produce fantasmi abituali o pensati in forma precisa per riproduzione di ima¬ gini (telepatiche?) realmente percepite e ricordate. Dicono che talvolta alle sedute di Eusapia si siano resi visibili il fantasma personale di “ John „ e quelli di deiunti; il pruno identificato per tradizione dei circoli spiritici, gli altri, chi 10 sa ? per una cooperazione inconsapevole della imaginazione e memoria dei percipienti. Mi auguro di avere la lortuna di assistere a tali straordinarie manifestazioni. ..... Ma mi si dirà : — non avete dubbi sull autenticità di quei fantasmi ? siete voi sicuro che non siano un tranello di Eusapia, aiutata da compari introdottisi segretamente in casa Peretti ? — Comprendo benissimo che contro al dubbio scettico e siste¬ matico, non c’ è difesa. La garanzia morale di nessuna compartecipazione dei padroni di casa e della loro seivitu al fenomeno esiste piena ed assoluta per me, che conosco 11 Peretti, e ne so l’austero ed intemerato carattere, la serietà di vita, la incapacità di prestarsi a sì tatto inganno . non esiste forse per gli altri, che non hanno veduto e che chie¬ dono di essere convinti con argomenti di fatto e di logica. Orbene, lasciamo in disparte le garanzie morali e anche quelle materiali da me acquistate coll’ispezione preventiva e po¬ stuma delle sale in cui avvenivamo i fenomeni, con la lonta¬ nanza di ogni persona non addetta al nostro gruppo, con la pie- senza sincrona e sicura di tutti i componenti il nostro gruppo (in più la signora Peretti) nella sala, attorno al tavolo . Esa¬ miniamo i fatti nella loro oggettività, e ragioniamone. 1° Possono quelle figure essere date da persone vive o reali che passassero nella sala da pranzo i No, perchè le APPREZZAMENTO PEL FANTASMI 347 ombre erano da noi percepite al di qua dello spazio illu¬ minato : noi le vedevamo staccarsi dal posto che era occupato dalla Eusapia e traversare lo sfondo luminoso avanzando verso la sigma Rey. 2° Possono esse imaginarsi date da contorni normal¬ mente visibili di persone umane? — No, perchè la loro forma, pur richiamando l’umana, ne era diversa per una certa incompletezza di parti (per es. , le braccia sottili e le due gambe, accostate, gracilissime rispetto al tronco) e per una certa deformità bizzarra (per es., nell’acrocefalia). 3° Può sospettarsi un inganno simile a quello operato dalla medium Williams quando a Parigi , presente il Lev- marie ed altri illustri studiosi, apparivano dei “ fantasmi „ e si scopri che erano costituiti da fantocci disegnati sulle sue sottane ? „ — No, perchè pur non avendo noi ricorso a nessuna violenta verifica, le apparizioni di iersern, piatte e senza spessore quali erano, non avrebbero potuto formarsi fraudolentemente se non mediante grandi fogli di cartone o, meglio, lastre di vetro affumicato (?) che la Paladino o un compare invisibile (?) fossero riusciti a nascondere, e poi a metter fuori nel momento opportuno, a distendere e ad alzare proprio nella nostra visuale, a spostare avanti e indietro, a ritirare ed a rinascondere, ecc., tutte assurdità più incom¬ prensibili ancora del fatto, oramai per me possibilissimo, di una teleplastia. 4° Quando rifletto alle forme vedute, non mi esimo, nel mio pensiero, dal raffrontarle a quelle figure in piano e senza terza dimensione che ognuno di noi conosce sotto il nome di “ ombre chinesi V’è anzi qualcuno, come il distinto pittore Campi di Milano, che eccelle nel produrle con le sole dita mani e braccia abilmente atteggiate. - Ma qui non è il caso di parlarne sospettando stratagemmi consimili ; Eusapia non si moveva, e con le braccia (dato che le avesse liberate dal controllo) non poteva, certo, proiettare figure come quelle I 5'’ Una seduta è, per molti, fonte di illusioni ; credo perciò che in talune sedute male organizzate le presunte apparizioni possano consistere in ingannevoli apprezzamenti delle ombre proiettate da qualcuno degli astanti, massime se fuori di catena, sulle pareti vicino o dietro al medium (alcune fotografie di pretesi * fantasmi „ da me esaminate mi hanno data l’impres¬ sione di un’origine cosi fatta pel “ fenomeno „ !). Non era ciò possibile jersera, perchè lo sfondo su cui apparivano le ombre non era pieno e solido, non era muro nè battente di porta, ma era lo spazio vuoto della stanza vicina debolmente illuminata. 348 PSICOLOGIA E SPIH1TISMO, II Tuttavia, questi ultimi dubbi mi fanno sorgere in mente l'analogia fra quelle apparizioni e le nostre imagini normali di umbra : tutti noi, volendoci rappresentare un fantasma vero, ce lo rappresentiamo piatto e sottile, senza spessore, a contorni sfumati, al modo istesso con cui percepiamo l’ ombra data dai corpi opachi, intercettanti i raggi luminosi. Ciò mi porta anebe a credere, - per quanto si scorge nelle materializzazioni meno formate che Eusapia rende visibili attorno a sè, ad esempio nello spazio aereo e in alto sul tavolino, o ai propri fianchi, che il medium pensi i fantasmi come ombre e li proietti o esteriori con le caratteristiche visive di macchie nere o nerastre, a chiaroscuro. Lo stato della medium. Ho detto che iersera Eusapia è caduta in vero “ trance „ letargico : ne abbiamo avuta tutta la sintomatologia. 11 suo stato" durante la provocazione delle ombre era compassione¬ vole : si lagnava, si contorceva, piangeva, domandava aiuto a Giulio (Gchorowicz), forse pel ricordo che lo psicologo polacco, nei momenti di agitazione medianica, la ipnotizzava per cal¬ marla. Nel suo delirio sonnambolico essa mi scambia sempre con l’OcHOROWicz e vuole ch'io le faccia eguali passi magne¬ tici per tranquillizzarla. A me, pur abituato a vedere migliaia di pazienti, fa pena lo spettacolo di questa donna che soffre, spesso soltanto per soddisfare la curiosità di chi la paga : epperò, acconsento volentieri a metter fine al suo attacco medianico (auto-ipnosi) perchè la veggo patire. Con opportuni passi magnetici, accompagnati da suggestione vo¬ cale, le ordino di calmarsi; e normalmente ciò avviene dopo pochi momenti. Iersera dopo le apparizioni l’abbiamo tras¬ portata a braccia, tant’era disfatta di forze, sul terrazzo scoperto, a un magnifico chiaro di luna: e là io ho aspettato che rinvenisse. Eusapia al risveglio si è trovata a sua insa¬ puta col volto tutto inondato di lagrime, stanchissima, con senso di rottura nelle ossa, col polso debolissimo e celere (100 pulsazioni), madida di sudore, ma, contro il solito, in¬ differente alle pressioni ed alle punture nel lato sinistro, dove è pur sempre iperestetica. A questo momento ho dovuto purtroppo assentarmi essendo mezzanotte e dovendo partire al mattino di buon’ora per un consulto in provincia ; ma Eu- STATO PSICHICO DEL MEDIUM 349 sapia ha voluto che si continuasse, e oggi ini si è detto che la seduta è durata in mia assenza un’altra ora e mezza con manifestazioni straordinarie. Nella prima parte della seduta la Eusapia Paladino era sveglia e preparò tutta la fenomenologia della seconda parte. Intenzionalmente fu essa che spinse il tavolino dalla veranda nel salotto, per forza medianica soltanto in parte ; io rilevai anche sforzi muscolari e spinte semi-coscienti, per non dire volontarie (fraudolente?) delle sue due mani che si appoggia¬ vano fortemente all’orlo del tavolino per dirigerlo nella sua escursione, mentre a noi raccomandava di tenere le nostre sollevate in aria. Fu per me evidente poi la preparazione cosciente, che direi premeditazione, delle esperienze ulte¬ riori ; — a) Ho già detto della preparazione della “ scrit¬ tura diretta „ sul vergine foglio di carta del tavolino. — b) Avvenne lo stesso degli altri segni fatti sulla mia camicia. _ c) Aggiungo che le apparizioni furono pure premeditate, e la Eusapia pensò anzi di farle vedere proprio a me. Quando il tavolo fu spinto dal terrazzo nella sala, noi ci trovammo in mezzo di essa, quasi addossati ad un mobile a scaffale su cui si era posta la lampadina a luce rossa. Io mi trovavo allora vicino a questa e colle spalle volte alla porta, al cui chiarore dovevo vedere poi le ombre. Perciò la Eusapia finché io rimasi alla sua sinistra, non “ materializzò „ affatto; più tardi, quando mi richiamò attorno al tavolo, non solo mi fece sedere dal lato destro, ma volle che si cambiasse la disposizione, della catena in modo da lasciarmi libera la visuale verso la porta della stanza vicina: respinse anche il professore Porro che poteva impedirmi la vista del fenomeno che si preparava, lo fece uscire di circolo e col solito lin¬ guaggio tiptologico gli ordinò di sedere fuori della mia vi¬ suale. Ciò fatto e tutto ben disposto, sopravenne il son¬ nambulismo ed incominciarono le apparizioni. — d) Anche la esperienza del bottone elettrico mi sembra sia stata pre¬ meditata : per lo meno fu l’effetto di una nostra sugge¬ stione ; noi desideravamo il fenomeno e questo è venuto. Quanto più durano le sedute, tanto più mi convinco che la Eusapia Paladino, esaurite le poche esperienze fondamen¬ tali con cui comincia, è nella sua medianità alla mercè del circolo che sperimenta. Ossia, le persone astanti indicano prima alla medium, o cogli strumenti ed oggetti che met¬ tono a sua portata di mano e di vista, o colle parole di¬ rette, quali sono i fenomeni che si produrranno : è una vera collaborazione involontaria, ma non si esclude un’altra col- - 35Q PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li laborazione, quella inconsapevole, che venga effettuata col fornire della energia biopsichica al medium, sia, per cosi dire, dinamicamente, sia mediante suggestione mentale. Quest ul¬ tima non mi sembra ancora molto sicura nelle nostre sedute. Più volte mi sono messo a suggestionare mentalmente la Eusapia, che pure domino colla ipnotizzazione o coi passi magnetici : mai però ha eseguito i fenomeni che io le sugge¬ rivo, pensandoli fortemente. Inoltre, la suggestionabilità della Paladino si intende limitata ai fenomeni meccanici semplici che essa può fare o che è abituata a fare : — ogni novità di esperienza, intendo novità essenziale, non apparente, non limitata a circostanze accessorie delle manifestazioni, diffi¬ cilmente riesce con lei: essa ne diffida, e allora ci afleima, un < po’ alla buona, che ò “ .John „ il renitente a non volerne sa¬ pere! E quando la personificazione nega, bisogna desistere. Nelle crisi di “ trance „ Iche durano un tempo vario, ina non mai più di u\’ora completa, dopo di che cominciano 1 sin¬ tomi di esaurimento) la Eusapia mostra di soffrire assai. I movimenti e contatti a distanza, la produzione di fenomeni luminosi, massime delle ombre, i sollevamenti prolungati del tavolo, le impronte su mastice, le levitazioni del proprio corpo, sono i fatti medianici di più penosa e stentata pro¬ vocazione. Si direbbe che ognuno di essi implichi una per¬ dita maggiore di forza e che, una volta eseguiti, esauriscano il medianismo. Ciò sta a provare che nella medianità 1 in¬ tervento di forze occulte, estranee al medium, non esiste : e che se avvengono moti, trasformazioni di forze, modifica¬ zioni nell’equilibrio e nel peso dei corpi, tutto ciò si effettua mediante un consumo di energia vitale: — questa proviene sopratutto dall’organismo del medium, fondendosi forse con una certa porzione di energia proveniente dalle altre persone della catena. , . Quanto alle grida di Eusapia durante il suo levil arsi, io ho finalmente capito che cosa sia per gli spiritisti ]& osses¬ sione spiritica da essi descritta e tanto temuta nei medium: ne avevo davanti a me i preliminari. Quelle smanie, quelle- paure, quelle esclamazioni riferentisi a violenze in via di esecuzione, erano in tutto simili alle reazioni agitate di un incubo, erano cioè sintomi di un processo allucmatono oni¬ rico. Nella sua somniazione Eusapia si crede presa e tras¬ portata per aria, non differentemente da quello che succede nella fase delirante e passionale dell’attacco isterico, o negli episodi allucinatorii dell’alienazione mentale. La ossessione per opera di “ disincarnati s fa il paio colla ossessione per MEDIAKITÀ ed energie bio-psichiche 351 parte dei demonii ; al medesimo modo, la personificazione spiritica va a collocarsi, in Psicopatologia, vicino alla pos¬ sessione diabolica! La medianità, comunque la si voglia in¬ tendere, dà alle sue manifestazioni il colore dell’epoca, spesso le foggia alla moda: — nell’antichità classica agiva sotto la spinta furibonda delle Eumenidi d’Averno o quella serena degli Dei di Olimpo; in Oriente è travagliata dagli spiriti maligni; nel Medio-Evo era pressoché tutta satanica; — da sessantanni in qua è guidata dagli umani defunti o, al più, ila entità astratte in cui si impersonano cattive nozioni di fisica cosmologica (gli “ eiementali „) o simili. Tutto ciò non torna ad onore delTimaginativa degli spiriti: il loro Mondo¬ invisibile è materiato, visibilmente, di mimetismo. Cessione di forza dagli astanti ? Ho ripetuto iersera le mie indagini dinamometriche su tutti i presenti : prima della seduta; e a mezzanotte, quando ho dovuto lasciare casa Peretti. Eccone, nella Tabella ap¬ presso, le cifre in chilogrammetri misurati col solito appa¬ recchio Colin. 1° Sommando la forza muscolare dei presenti, escluso il medio, si ha in chilogrammetri: IL D. Prima della seduta 767.5 j Alla mezzanotte. 721.0 \ Perdita 46.5 ) M. s. 688.5 ) 592.0 - 96.5 \ 14 »/o. È rilevante che nell’insieme si perdè da tutti assai di meno a destra che a sinistra. 2° Dei presenti, quelli che fino alla mezzanotte hanno fatto parte più a lungo della catena, cioè Da Passano, Bantle, Ferravo, Schmolz e Venzano, hanno subita la perdita maggiore, sopratutto il dottor Venzano, che spende dell’energia cere¬ brale anche nel redigere al buio i verbali. 3° La medium ha guadagnato alla M. D., diventando destromane mentre normalmente è mancina. 4" Il fatto più notevole è la modificazione del mio tipo di¬ namometrico : mai, durante tutta la vita, io mi sono trovato mancino, sebbene abbia misurata la mia forza muscolare cen¬ tinaia di volte. Ora, a mezzanotte io ho segnata all’indice una 1 3' W ) ) 352 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II Tabella II. Ricerche sulla forza muscolare dei componenti la catena. 31 maggio 1001. NOME Prima Dopo Differenze M. D. M. S. M. D. MS. M. D. M. S. Sig. Avellino 62 39 50 45 -12 + 6 „ tìantle 100 98 100 75 = — 23 „ Da Passano 967* 87 90 65 - 6 7* -22 „ Ferraro 68 75 65 55 — 3 — 20 Prof. Morselli 62 45 46 52 -16 + 7 Sig. Peretti 57 45 55 45 — 2 = Prof. Porro 49 42 7j 50 40 — 1 - 2 7* Sig.ra Rey 20 29 20 20 = — 9 Sig. Schmolz PO 85 95 65 + 5 -20 Dott. Venzano 62 54 50 40 — 12 - 14 Oap. De Albertis 101 89 100 90 - 1 "T 1 Eusapia 24 27 7* 30 25 + 6 - 2 7* forte perdita a destra, con acquisto di forza a sinistra : nè vi •è stato errore, perchè lo Miqrzo fu da me ripetuto e fornì quasi le medesime cifre. Sarebbe tale fenomeno dovuto all’avere io tenuta la sinistra sulla testa di Eusapia, mentre essa faceva sforzi enormi per provocare le apparizioni ? Si potrebbe al¬ lora supporre che in quel momento avvenisse dai miei centri nervosi una radiazione o emanazione di forza vitale (?), e che questa, nel proiettarsi, sia passata parzialmente nel mio braccio, e mi abbia reso mancino. Questa è una supposizione da mettere avanti col serio intendimento di trovare un appoggio alla ipotesi della esteriorazione ed a quella della collaborazione di tutti i presenti nel produrre i fenomeni. Non trovo per nulla affatto contrario alla scienza biologica positiva che il nostro corpo irradi correnti di energia; come pure non re¬ puto antiscientifica l’ipotesi che il medium, mediante processi fisiologici ancora oscuri, aiuti questa emanazione o radia¬ zione, sottragga cioè forza ai presenti e se ne valga per la produzione delle teleeinesie e teleplastie. Certo, vi è più serietà in codeste ipotesi su poteri ancora ignoti dell’orga¬ nismo umano che non in quella dell’intervento di spiriti. (renova, 1° giugno 1901. la ottava seduta. (2 giugno 1901). I resoconti dei fenomeni. Anche iersera ci siamo riuniti con Easapia in casa Pe- re(h, e, come per la seduta precedente, neppure a tutta questa del 2 giugno ho potuto assistere. Ho troppo la voro da com¬ piere nella giornata, e le sedute spiritiche, per uno che ci vada come me, per osservare e studiare seriamente, per accertarsi della autenticità dei fatti, per scoprire il processo psicogenetico, se ciò è possibile, dei fenomeni, riescono fati¬ cosissime : da quando cominciarono, io ne sono dimagrito ' Al mio giungere mi si narrano le “meraviglie, accadute la sera del 31 maggio dopo la mia partenza; e sembra, a dir vero, eli io abbia perduto moltissimo non fermandomi. 1 fenomeni accaduti sono stati dei soliti, non sostanzialmente diversi da quelli accaduti prima di mezzanotte; ma alla ri¬ presa, Eusapia era ancor più potente nella sua medianità, e ì miei compagni ebbero manifestazioni intensissime e nume¬ rose : levitazioni complete di tavolo ; trasporti di oggetti ad es. earillons, campanelli, senza alcun contatto e a mezza luce; moti ed azioni di strumenti musicali, che volteggia¬ vano e davan concerto in aria; sollevamento di una seggiola mano di De Al) ?|«net?c“’ coll’apposizione della , l"° n A bertlS; materializzazioni tangibili, di resistenza e aciSt?°rdLnarle : .ì?CCamentl multipli e sincroni a vari *_ infine, scrittura diretta eseguita dopo la seduta da Emapia semi-sveglia con un dito del prof. Porro fatto pas¬ sare a distanza sui polsini di altri due fra gli astanti, e con questo di particolare , che il Porro avvertiva nel frai¬ na!, n° rnS6DS° dl fT,ÌCOl̰ "el dit0 affen-ato e steso dalla mano della medium (parestesia auto-suggestiva ?). — Ma il “7° aP1Ui -rar° Ju, 1 aPPar>zione di un'ombra, non più sullo sfondo chiaro dell uscio di sala da pranzo, com’io avivo Mokselu, Psicologia e spiritismo. 28 g54 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, U _____ _ . veduto, bensì a destra admjgj. ^UampadTelettnS donde filtravano pochi < oc a - volte e assunse la della strada. Quell ombra aPPl ' j avanZasse e ritirasse se =: letta defunta da alcuni anni. mezzanotte : Sono desolato di non es «»*“ t'd™1 7°to veduto da tutti sebbene il fantasma di u < De A1|)ertis non rm- i presenti (i signori Ave > mèrfvvicrli0so di una appa- scirono a distinguerlo), sta il fatto merav^ g ebe mi è rizione omogenea, per cos • (;i l Minerva, prese in tg.’srs» rXo,oi.i » * *** ben difficile sarà ottenere fenomem consim 1.^ accer. Ma io non insisto su ima questione dello tato coi miei sensi . in q ^ d- scienza si attenga, per ora, spiritismo bisogna che L o , aj es> non mi so con- al criterio della oggettmta ®pen ' ciie M onesta mi vien ceder, «otto .1 criM» “ $ £ L l” eh. avanti sotto gli auspici rispetto ma per ragioni mai (lo dico «enza malfar loio di aspetto, di metodo) di un Arsakof scrivere. nè sono agevoli da razioni di sedute sono criudici istruttori in Francia capire. Bisognerebbe mutare ig ottimo risuitato per la che con teatralità, sia pui ’ . 1 , D0St0 di un delitto, e colà, razionalità della prova, vanl . individui, ricostruiscono la sia coll’imputato, sia con < minime loro particola- scena e riprod^o gh delle rità. Converrebbe fare 1 medium e astanti, in sedute medianiche : rime 'situazioni occupate du- piena luce, in perfetta ca ni. , modalità di posizione, rante un fenomeno; ditemi di spazio; e poi ristabilire le distanze, le ie a . . ^ possibili o vero- discutere una per una tutte esp o *• ed alla fisica simili secondo processi contarmi alla e faticoso lavoro I RESOCONTI DEI FENOMENI 355 pubblico ne capisce assai meno degli specialisti — può farsi un concetto sempre preciso e completo delle condi¬ zioni in cui i fenomeni sono percepiti. Ciascun fenomeno richiederebbe particolari così minuti su ogni elemento di fatto, sulla posizione e sui gesti del medio, sulla catena e sullo stato psichico degli assistenti, sul controllo, sullo svi¬ luppo durata e intensità delle manifestazioni, sulle circo¬ stanze preparatorie e su quelle consecutive, ecc., ecc., che la descrizione ne diverrebbe addirittura illeggibile, o, quanto meno, inafferrabile con una rappresentazione normale sin¬ tetica. E ciò che disse il prof. Sidgwick pei verbali delle sedute di Cambridge 1 Forse, trattandosi di un gruppo ac¬ creditato che negava ogni medianità sincera aH’Eusapia, la conoscenza minuta di tutti i fenomeni incriminati avrebbe servito a chiarir meglio le ulteriori possibili investigazioni sulla affermata ciarlataneria; ma per i verbali in genere, l’msigne filosofo-psichicista avrebbe ragione: essi tutti, o sono insufficienti, o sono dei veri rompicapo. Ne segue che il pubblico diffida dei resoconti, o non se ne persuade ; e molti scettici, ad ogni narrazione di feno¬ meni, ricominciano le consuete, eterne domande dettate dal dubbio. Tutto ò ragione d’incredulità per chi si ostini ad essere o ad atteggiarsi scettico: — il controllo delle mani? la situazione dei piedi? l’atteggiamento della testa? la di¬ stanza dall’oggetto? l’attenzione dei due vigilanti di destra e di sinistra ? le convulsioni del medio ? le emozioni dei pre¬ senti ? la gradazione di luce?... Ah, sopratutto quest’ultima arresta i dubbiosi : li si sente sempre, ad ogni momento, tornare alla fissazione del buio, come se le sedute avvenis¬ sero tutte o sempre nell’oscurità, e come se gli studiosi, massime dopo lunga pratica, fossero incapaci di orientarsi coi loro sensi e coi loro centri percettivi, solo perchè manca la luce! Si ha un bel rispondere esaurientemente a codeste obbie¬ zioni : tant’è! tutti ritornano a ripetervele, come se avessero fatte altrettante scoperte, e come se essi soli, gl’increduli che non videro, possedessero la chiave del segreto... tranello. Moltissimi dicono: “ crederò quando vedrò e sta bene: intanto essi credono, senza verifica, che Nansen è arrivato aH’86"4 verso il Polo Nord, ma non che io abbia assistito ad una reale levitazione di tavolo o ad una visibile e tan¬ gibile materializzazione di mano. Sono nel loro diritto: ma Eusapia non può prodigarsi a tutti, e i suoi fenomeni me¬ dianici non possono servire di spettacolo alle platee. I 356 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il Medianità e misoneismo. Tutti gli studiosi della medianità si sono ingegnati di mettere un po’ di ordine nella sconclusionata tecnica delle sedute spiritiche e di introdurvi i nuovi mezzi che la fisica e la fisiologia pongono ora nelle nostre mani, sia per accer¬ tare l’autenticità dei fenomeni, sia per meglio stabilirne il determinismo ; ma non sono riusciti a vincere sinora il mi¬ soneismo dei medi e degli spiritisti. Vero è che l’Eusapia Paladino è, fra tutti i medi viventi fin qui venuti a contatto con gli scienziati, la meno intollerante di esami e la più desi¬ derosa di controlli ; di questo bisogna riconoscerle il merito. Ma essa non è in grado ancora di superare l’avversione, in¬ genita nel suo animo di popolana a rinvigorita dalle con¬ suetudini spiritiche, contro le novità metodiche. Jersera avevamo disposto nella sala di seduta gli appa¬ recchi per produrre varie sorta di luce : 1" la illuminazione piena a luce elettrica .stradale (lampadine ad incandescenza); 2° la illuminazione ottenuta con la combustione di sostanze grasse (candele steariche); 3° la luce senza raggi actinici, ottenuta con la lampada elettrica da fotografo (a vetro rosso); 4« ]a luce verde ; 5° la fluorescenza mediante fogli cosparsi di polvere di sali fluorescenti (raggi di Becquerel) ; 6° infine, la luce catodica ottenuta con una grossa ampolla di Crookes messa in attività mediante pile. Il gabinetto medianico era stato anche tappezzato di tela bianca allo scopo di rendere meglio visibili le forme mate¬ rializzate sul fondo e poterle eventualmente fotografare. Si era anche migliorata la disposizione delle macchine fotogra¬ fiche allo scopo di fissare le levitazioni del tavolino. È la fotografia il mezzo più facile e nello stesso tempo più si¬ curo e convincente per autenticare i fenomeni : la lastra sensibile non subisce suggestioni, nè ciò che essa registra può certamente dirsi di indole allucinatoria !... A riguardo della fotografia, il misoneismo di Eusapia oramai ha ceduto, purché non si pretenda di sottoporla anche là a procedimenti inconsueti : ma la luce catodica e il dia¬ framma bianco sul fondo del gabinetto non sembrarono con¬ venire a “ John King „ il quale, quasi al principio di seduta, diede segni tiptologici non dubbi della sua opposizione. Inco- 357 ITETI ANITÀ E MISONEISMO mineiamo a togliere il diaframma, e ci contentiamo che il fondo del gabinetto sia invece costituito dal battente della porta: quanto alla luce catodica, ho poi saputo che dopo la mia partenza “ John „ si è adattato a lasciarla usare, ma senza notevoli mutamenti nella fenomenologia. Abbiamo anche cercato di ottenere fenomeni un po’ diversi dai già ottenuti, sebbene si tratti di prove di potenzialità medianica oramai tradizionali nella storia dello spiritismo : 1° impronte sulla farina (se n’ è messo un piatto pieno entro il gabinetto) : 2° il passaggio di due anelli di legno l'uno entro l’altro, restando essi intatti (famoso esperimento di “ fisica trascendentale „ avuto dallo Zòllneb eoi medio Slade) ; 3° l’annodamento di una cordicella senza fine (altro «sperimento celebrato dello stesso illustre fisico-astronomo). Ma abbiamo avuto insuccesso completo, per quanto “John „ non abbia mostrato al riguardo nessun senso di avversione, certamente perchè dal lungo frequentare con spiritisti e con studiosi, dei quali ascolta sempre eoa grande attenzione le parole cercando penetrarne il senso con accorta intelligenza, Eusapia sa che quelle là sono manifestazioni medianiche con¬ sacrate anche nei penetrali dei tempi spiritici. Ma la cosa è stata ben differente per la luce catodica e per le fluorescenze. Questo misoneismo, che la medianità mostra sempre per ogni procedimento nuovo, è di evidente origine psicologica, e risiede nella medium, non in John. Si spiega facilmente : - a) per V abitudine : oramai la tecnica spiritica è formata : i medium, che generalmente sono di scarsissima inventiva, se¬ guono pedestremente le manovre imparate, e come si conti¬ nuano ad usare i tavolini che sono il retaggio dell’americanismo, così si è arrivati, tutto al più. alla luce rossa dovuta alla introduzione della fotografia per mezzo del Crookes, nome simpatico e non sospetto nei circoli spiritici ; — b) per la ignoranza dei medium : questi ignorano le leggi fisiche, e quindi essi non sanno la innocuità delle altre luci speciali. E però non sono stati capaci fino ad ora di provocare, ad es., nessun fenomeno chimico: al pari della biologia, la chi¬ mica non è ancora nelle buone grazie degli * spiriti „ seb¬ bene questi si mostrino potenti in meccanica ed in ottica. È vero che dall’OCHcmowicz si è saputo che la luce t enie e la la mire favoriscono (?) i fenomeni medianici: ma essendo la Eusapia Paladino povera di memoria, non sfrutta tale fatto, e rimane pressoché inamovibile nella sua vecchia strada; c) per la diffidenza : tutte le persone ignoranti diflìdano di ciò che non conoscono ; inoltre, nel caso presente, temono i 358 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II i medium che l’introduzione di insoliti processi luminosi possa arrestare o diminuire la loro medianità, ovvero anche costituire un controllo di nuovo genere. Finché i medium non saranno studiati nei laboratori scientifici di psicologia e di fisiologia, la questione dello spiritismo, appunto per la defi¬ cienza e la capricciosità della sua sedicente tecnica “ spe¬ rimentale ,, farà pochi passi o ne farà solo dei lentissimi e stentati. * * * Determinismo. — Capricci del subcosciente. Ritengo, dopo quanto ho visto in otto sedute, che si sia molto esagerata la necessità di un dato determinismo dei fenomeni spiritici. In linea generale soltanto si possono enun¬ ciare queste “ leggi „ rispetto, per es., alla illuminazione del¬ l’ambiente dove opera l’Eusapia: — 1” a piena luce o a luce discreta si hanno preferibilmente i movimenti del tavolo, gli spostamenti semplici di oggetti, le attrazioni che dirò magnetiche, gli aumenti o le diminuzioni di peso (rarissimi); — 2° in penombra o in oscurità, preferibilmente i contatti, le levitazioni del medio, i trasporti aerei di oggetti, i feno¬ meni luminosi, le materializzazioni tangibili. Ma non si riesce a dare valore assoluto a questo determinismo. Quando si è avuta fin da principio la opposizione aperta di “ John , ad un dato determinismo, p. es. a formare o a modificare la catena in una data maniera, bisogna quasi sempre fare di necessità virtù. Non vi saranno ragioni com¬ prensibili, sarà manifestissimo un puro capriccio della per¬ sonificazione secondaria d’Eusapia, se pur non c’è da parte di costei un’ostentazione di comando o di rifiuto: ma tant’è, “ John „ si intesta, e resistendogli acremente non si andrebbe avanti di un passo. Ma alle volte basta insistere, basta cioè non cedere ai desideri ed alle ingiunzioni dello spirito-guida; e i fenomeni desiderati si avverano egualmente ! “John,, che non si lascia imporre dai modi aspri, è invece sensibilissimo alle blandizie e agli elogii. Molte volte, direi abbastanza spesso con noi, “ John „ finisce coH'accondiscendere e col fare ciò che si vuole bonariamente ed impetra da lui. Si vede insomma che nel subcosciente della Eusapia si riflet¬ tono tutti gli stati di coscienza che si formano e si succe¬ dono nell’io superiore dietro le impressioni arrivanti dallo porte non chiuse dei sensi (udito, vista). Il suo subcosciente CAPRICCI uel SOIÌCOSCIESTE 359 è un la co immobile, dall’acqua profonda ed oscura, posto in mezzo ad un fitto ed impenetrabile bosco, sulla cui super¬ ficie si riflettono dall’alto i chiarori del cielo: per sè quel ]a„0 non ha luminosità, nè onde. Più che mai si è avuta jersera la prova dell’incostanza di propositi e della vanità di “John Egli si guarda bene, insomma, dallo scontentare gli adunati attorno al tavolo. Ingenuo come un bambino, che fa il giuoco del rimpiatterello, Pgl, chiede con cinque colpi “ la luce „ ogni qualvolta si tratta di fare ammirare la grossa seggiola spostata sul ta¬ volo e là in equilibrio pericoloso, od il mazzo di fiori o altro oggetto qualsiasi trasportato da distanza e messo davanti a ''qualcuno, o i segni fatti a lapis sui polsini inamidati..., e via via : il buon “ .John „ è come l’araldo, più che l’agente della medianità di Eusapia. Grande è pur sempre la suggestionabilità tutta eusapiana dello stesso “ spirito „. Iersera, festa dello Statuto, si è messo a fare il musicista : i moti snssultori del tavolino accompagna¬ vano il ritmo della marcia reale canticchiata a mezza voce e con gioviali stonature dai presenti : — nè “ John „ avrebbe pensato di suonare il tamburo che gli si era messo a por- tara di medianità, se non gli si dava la spinta. Nel gabinetto oscuro era una fisarmonica, di cui però Eusapia ignorava resi¬ stenza: bastò che il signor Peretti eccitasse “John „ a ricordar¬ sene perchè la fisarmonica entrasse in azione. Anche la col- locazione di un tavolinetto entro il gabinetto medianico occasionò subito qualche fenomeno. Decisamente, la imagina¬ tiva di “ John „ è esaurita, ed io comincio ad essere infastidito delle sue oramai viete e monotone manifestazioni. Come non annoiarsi a questi giuochi bambineschi che stanno cosi lon¬ tani dalle sublimità dottrinali di cui lo spiritismo — anche il psichicista — ha la pretesa ?... Trovo, per altre ragioni, di molto significato psicologico il fatto dell’arrovesciamento dispettoso del piatto di farina, su cui si sarebbe desiderato vedere stampare un’impronta. Finora di impronte abbiamo avuto solo quella (assai dubbia a mio av¬ viso) delle tre dita sulla plastilina : niente mani, niente piedi, niente visi o profili a maschera. 0 che forse la poco felice riuscita della prima impronta smorza, neH’automatismo della Eusapia Paladino, il fervore di propaganda a ripetere il fe¬ nomeno ? Fatto sta che jersera la farina andò per terra, il che mi dimostrò due cose : che non si voleva da “ John „ eseguire l’esperimento; e che poi nelle azioni medianiche non si ha sempre quella delicatezza di percezioni e di movi- 360 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II menti che si attribuisce agli * invisibili Vero che essi in ge¬ nerale smuovono trasportano e fanno volteggiare in aria grossi e pesanti corpi senza sbatterli sulla testa dei presenti, toc¬ cano con leggerezza, fanno nodi intralciati al buio, eee., ecc.; ma talvolta non misurano il colpo, e rompono anche og¬ getti od imbrattano... Qui non era il caso di spargere quella farina a rischio di spolverarcene tutti : * John „ si è mo¬ strato mal destro o cieco. Aggiungo, che una grande quan¬ tità di movimenti del medio (precursori o fattori indispensa¬ bili dei fenomeni meccanici) sembrano ora eseguiti senza scopo o, per lo meno, senza effetti : talora si direbbe che Eusapia si muova pensando a fenomeni che poi non avvengono, so¬ pratutto quando non ha avuto il tempo nè il mezzo di informarsi, ad esempio, degli oggetti da trasportare, delle manifestazioni da dare, ecc. Naturalmente la interpretazione di questi insuccessi o deficienze di medianità varia secondo le opinioni e le disposizioni d’animo degli interpreti: io, che sono sempre più alieno dall’assegnare all’occulta “ Intelli¬ genza „ una grande intelligenza, propendo a vederci una prova che là dove la coscienza superiore della Paladino non sa, anche il suo subcosciente ignora. Veggo pure che le scariche di energia provocate dalla medianità attiva sono spesso assai poco intenzionali, o, per lo meno, non raggiungono lo scopo; e talora commettono gli stessi errori di senso muscolare che i movimenti fisiologici dei nostri muscoli ci mostrano ad ogni istante, massime se ci manca il sussidio della vista. * * * * La fenomenologia di jersera. La seduta cominciò tardivamente per preparare le luci {liverse con cui si voleva sperimentare: luce catodica, luce anodica, fluorescenza, ecc. Ma neppure jersera, fino alla mez¬ zanotte, si è avuta novità grande di fenomeni: - i soliti movimenti tiptologici, qualche levitazione, contatti (non molto numerosi), spostamenti di mobili e di altri oggetti posti dietro al medium, arrovesciamento di un tavolo, ecc.. ecc. Vi fu un solo fenomeno nuovo (almeno per me, che non avevo visto la sera procedente l'uguale fenomeno fatto dalla Eusapia Paladino per mezzo del capitano De Albertis): una azione attrattiva a distanza. INTENSITÀ DIVERSA DEI FENOMENI 361 Ho assistito ai fenomeni fino alle 23,30 : anche stavolta dovevo partire la mattina dopo, e questo mi ha impedito di vedere le interessanti manifestazioni dell’ultima ora di seduta. Ordinariamente le sedute di Eusapia si dividono in due parti: nella prima, quando essa è ancora vigile o cade al più nello stato superficiale di ipnosi, come direbbe A. De Ro- cuas, si ha la fenomenologia di grado inferiore e semplice; nella seconda, quando essa raggiunge gli stadii profondi del¬ l'ipnosi, ossia la incoscienza quasi completa e sopratutto lo stato letargico, si ottiene la fenomenologia di grado supe¬ riore o complessa. Non tutte le sere si raggiunge qnest’ul- tima fase della medianità e le manifestazioni rimangono fiacche, scolorite, anodine: fino ad ora, anzi, a me sembra che durante le sedute del nostro Circolo la Paladino non sia giunta quasi mai al vero e profondo “ trance „ durante il quale accadono, per quanto se ne sa o se ne asserisce, le grandi manifestazioni, ossia le organizzazioni di forme visibili, le levitazioni della medium stessa, le apparizioni identificabili da qualcuno dei presenti ('?). Il completo oscurarsi della coscienza superiore è necessario, secondo la ipotesi del subli¬ minale, per la scarica deU’automatismo teleplastico e per l’assorbimento (dato che avvenga!) della forza biopsichica degli astanti, non che per la lettura telepatica del loro pensiero : mentre forse tale condizione non è indispensabile per la esopsichicità nella sfera deH’automatismo sensorio e motorio. Ad ogni modo, la fenomenologia delle prime due ore si svolge di preferenza, come è succeduto jersera , nei moti, nella oscillazione e negli innalzamenti del tavolino, nel linguaggio tiptieo, nelle bussate formidabili (al buio o in scarsissima luce), nei raps correlativi a contrazioni muscolari e a gesti simbolici, negli spostamenti di oggetti e nel funziona¬ mento di apparecchi musicali, ne! vento freddo dal gabinetto, in rumori misteriosi nell’oscurità di questo, nelle passeggiate peripatetiche della solita seggiola smossa dal gabinetto e fatta uscire, alzata, spinta a mezz’aria sul braccio o contro le spalle di nno dei due controllori, e poi fatta arrivare sul tavolino, in bilico più o men sicuro e con grande conten¬ tezza di “ John „ che allora domanda la “ luce „ perché. tutti ammirino le sue prodezze . E l’elenco si ripete a sazietà. Ma iersera, come ho detto, Eusapia ha voluto che io assi¬ stessi ad un fenomeno non comune : all’innalzamento di un oggetto pesante per forza di attrazione. Qui v’è quella miscela del “ fluido magnetico „ o “ mesmerico „ coll’ “ occulto spiri- i 362 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II tistieo „ che fino dai primi passi del neo -spiritualismo anglo-americano è nato dall' innesto delle due correnti di meraviglioso moderno. Che cosa ci abbia da fare lo “ spirito- John „ nell’attrazione di un tavolinetto da salotto coll’in¬ termezzo della mia mano, è difficile capire ! Il fatto sta che la Eusapia, attirato prima il tavolinetto (gueridon) verso di sè per circa un metro colla sua azione a distanza (e il fenomeno era già, per ciò solo, singolarissimo), mi ha invitato a mettervi sopra la mano destra; e, mentre io le tenevo ferme colla mia mano le gambe (la sua mano sinistra era controllata dal sig. Ferraro), mi ha stirata la pelle nella regione meta¬ carpo-digitale, come in atto di sollevare ciò che vi stava sotto, e il tavolinetto s'è alzato realmente dal suolo perdite volte di 15-30 centimetri. L’esperimento è stato eseguito con sicuro controllo ed io sono certo della sua veridicità, tanto più che avveniva visibilissimo a luce rossa. Qui non abbiamo però la sicurezza che si tratti di “ attra¬ zione „ ; potrebbe anche essere un movimento ascensivo dello stesso genere di quello che eleva il tavolo e sembra venire dal disotto. Sono prolungamenti medianici o dinamici delle gambe di Eusapia che si spingono sotto il tavolino, secondo la ipotesi di Ricuet? Anche io lo direi per due ragioni: 1“ il tavolino s’innalza ' solo di quel tanto che può essere fatto da un piede (ideato) che lo spinga in su ; 2° i muscoli delle gambe della F. si contraevano mentre il tavolino si alzava. Tuttavia l’innalzarsi del tavolino avveniva senza scosse nò sobbalzi, ma “ levitando „ nel modo più classico. Anche il tavolo medianico non fa mai salti, come dovrebbe essere se fosse alzato con inganno, cioè coi piedi o coi gi¬ nocchi o con le mani di Eusapia abilmente portate sotto il mobile dopo essere sfuggite al controllo : la frode non potrebbe infatti compiersi se non all’improvviso e con mossa rapidissima, occorrendo riprendere subito la posizione di prima. Io oramai sono convinto dell’autenticità dei sollevamenti di oggetti I tavoli, corpi, ecc.) senza contatto alcuno o spro¬ porzionatamente al contatto sussistente tra la superficie del¬ l’oggetto stesso e il corpo del medio : come dubitare di un fatto che viene fissato dalla lastra fotografica, quale cioè si è egregiamente ottenuto l’altra sera?.... Le figure soli tanto convincenti che non occorrono dilucidazioni : basta guardare dove stanno i piedi e le mani di tutti i formanti la catena. Nella seconda fotografia si scorgono tutte le mani in aria, co¬ sicché la levitazione si è effettuata sicuramente senza contatto. Non conosco istantanee più dimostrative di questa nostra. Molisi- M I Psicologia e Spiritismo, I. Tav. m. .23 ftS-S •- g *2 é . a «t t- &§ f £ FENOMENI POCO EVIDENTI 363 Fenomeni invano desiderati o poco evidenti. Pongo ora qui la nota dei fenomeni che fino ad oggi ab¬ biamo inutilmente desiderato o non ancora ottenuto: 1“ le vaste impronte sulla plastilina o altre sostanze impressionabili, e sopratutto la maschera di John; 2“ le apparizioni ili mani chiare e per sè luminose ; 3° X apparizione di spettri visibili, come ne descrive uno il Visaxi-Scozzi e un altro il Dakiex; 4° X aumento o la diminuzione di peso del corpo della Pala¬ dino; 5” le modificazioni di temperatura, così negli oggetti esterni come nel proprio corpo ; 6° X alzamento e l'abbassa¬ mento di una stadera o di una bilancia senza aggiunta o sottrazione di peso, o altro fenomeno analogo a quello ce¬ lebre del pesa-lettere descritto dal DeRochas; 7° la scrittura diretta su lavagne; 8° i fenomeni zollneriani di fisica trascen¬ dente, o spaziali a «-dimensioni (?); 9° i fenomeni di me¬ dianità intellettuale o subbiettiva propriamente delta. L’esperimento delle lavagnette da scolari, che ha un posto di primo ordine nella storia dello spiritismo, poiché tutti i grandi medi, Slater, Eglinton, Slade, e molti altri americani ne ricavavano fama e.... quattrini, ci starebbe molto a cuore. Lo Zoli.nf.r, il Wallace, I’Hellenbach, il Giuier, PAksakoff, i maggiori dottrinari dello spiritismo (non parliamo poi degli apologisti dei singoli medi, come il Farm eh) ci fabbricano su questo ragionamento: che quella scrittura diretta, ottenuta, spesso al bujo!, sulla faccia interna di due la¬ vagne juxtaposte o di una lavagna applicata al di sotto del tavolino coll’opportuno lapis o gesso chiusovi frammezzo, non possa prodursi se non per opera di enti spiritici, giacché questi, vincendo le leggi tisiche della materia impenetrabile e dello spazio, e non esigendo per iscrivere gli atteggiamenti morfofisiologici necessari all'uomo, sono capaci di farlo in quelle posizioni stentate, comiche, assurde!... — Ma la Com¬ missione dell'Università di Pennsilvania pel lascito Seybert, ma il Robinson, ma lo stesso spiritofilo Hodgson hanno fatto scempio di codesto miracolo: nè noi, l’ho narrato, ci siamo riusciti... E vero, che abbiamo un medium analfabeta. Ma alle Intelligenze invisibili deve proprio abbisognare che il medium sappia scrivere, per ripeterei a volontà quel magno loro modo 364 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II di manifestarsi? Anche l’apparato si assomiglia alle trovate di prestidigitatori da piazza; tuttavia potremmo anche loro accordare libertà di scelta pei mezzi di manifestazione. Ciò che intimamente contraddice le pretese dello spiritismo a me par questo : che in certi casi gli “ Occulti agenti „ trag¬ gano bensì dal medium fenomeni contrari alla fisica e mec¬ canica, non siano però mai in grado di dargli abilità asso¬ lutamente nuove, ad esempio la scrittura a chi non sa scrivere, la lettura a chi non sa leggere, il canto o il suono a chi non sa cantare e suonare, l’uso di meccanismi compli¬ cati a chi non ne ha la pratica, e via via. Insomma, “ il miracolo „ del neo-spiritismo è determinato un po’ troppo dalle condizioni personali di chi lo produce. Ricerche dinamometriche. Anche iersera volevo indagare la perdita di energia ner¬ vosa che ciascuno dei presenti subisce durante una seduta, ma in causa della mia partenza anticipata non ho raccolto che i dati dinamometrici di prima sera. Ne riporto qui le cifre a scopo di raffronto colle tabelle precedenti: Dinamometrici in istato di riposo. „ • 2 giugno 1901. Sig. Avellino D. 67 S. 40 Sig.r* Rey D. 26 d. .24 „ Bantle , 97 , 89 Sig. Schmolz . 87 . 70 , Ferrare , 70 „ 45 Dott. Venzano » 15 , 55 Prof. Morselli , 59 , 58 Gap. De Albertis , 97 , 86 Sig. Peretti , 58 , 46 Sig.ra Peretti . 42 „ 40 Prof. Porro » 55 , 41 Eusapia , 30 , 29 * * * Contrasto di volontà o di intenzioni nei fenomeni medianici. Si è basata la ipotesi spiritica, fra gli altri argomenti, anche sul presuuto contrasto di volizioni che si osserverebbe CONTRASTO DI VOLONTÀ 365 fra la volontà del medium e quella delle Intelligenze occulte Emessa in particolar modo mediante i segni tiptologici. In ferità tale contrasto esiste, ma a parer mio non va inteso ^ favore del dualismo di volontà antagonistiche emananti da X o più personalità distinte, da quella del medium e da quella dello spirito “ John „ o di suo. compagni. Chi interpreta quel fatto in questa superficialissima maniera, dimostra di non avere abbordato neppure gli elementi di psicologia! Ci ritorno sopra, perocché tra 1 miei compagni di seduta se ne fa un gran discorrere. . , Prendiamo in esame un dato fenomeno telecmetico, che la cosa riescirà più chiara. Il contrasto, sia duale sia plu¬ rale esiste nelle idee o rappresentazioni psico-motrici della P., non è già fuori di lei. Tutti quelli che ben conoscono fenomeni di contrasto negli alienati, nelle isteriche, negl ossessi o affetti da idee e impulsioni incoercibili, negli stessi ipnotizzati, sorrideranno all mgenuo concetto che 5 la medium vuole la luce ed il tavolino indica invece di volere la oscurità, ciò avvenga perche la volontà XISo del medio si metta in lotta con un altra volonte alti ettanto personale della sua, la quale si manifesti mediante il moto t'1 Anzitutto una volta ammessi (e gli stessi spiritisti non digiuni di vera psicologia lo ammettono) l’automatismo dei centri nervosi inferiori, la indipendenza lunzionale dei centri stessi per disgregamento della personalità e lo sdoppiamento frequente della coscienza nei medium scriventi, nei medium a medianità tiptologia semplice o interiore e “ei med anche intellettivi, quella pretesa opposizione di due io] lonta » chiarisce come la manifestazione di un antagonismo mtenoie o subiettivo di idee, volizioni e tendenze, esistente in una sola coscienza che per l’appunto si è disgregata e sdoppiata. In secondo luogo, basta avere assistito a queste manifesta sdoni di presunto antagonismo per vedere come siano super- liciali talvolta appena abbozzate, cosicché ogni tentativo d contrasto scompare al minimo ripristino della coscienza vera ^Terzoffi rileva agevolmente come tali contrasti siano abbastanza spesso artifizii belli e buoni, che odorano di trucco anche 1 distanza. Generalmente il contrasto è espresso quando esso torna utile ad avvalorare l’importanza o la meravigliosità di qualche fenomeno; per cui, se anche non Emulato coscientemente, è simulato inconsciamente. Chi non ha visto l’isterica portata dalle sue idiosincrasie mor 366 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. Il bose ad inghiottire sterco per apparire meravigliosa e in anta¬ gonismo superficiale coi proprii gusti, ma in verità per stupire medici e famigliali'? Essa è sempre una comme¬ diante in sulla scena: fa mostra di opporsi ad un esame serio della “ meraviglia „ in lei impersonata, e per contro appalesa in tutte le sue mosse il desiderio vivissimo di essere “ osservata „ ed ammirata. Quarto: non c’è alcuna costanza nei dualismi volitivi di Eusapia, ossia nel contrasto Ira ciò che essa dice di volere e ciò che il tavolino esige o comanda. Anche quando si tratta di continuare o di interrompere la seduta in vista dello strapazzo del medium (manifestazione la più frequente del presunto antagonismo 1), si scorge l’artifìcio: la “ lotta „ è così debole che tutto si fa a piacere dei convenuti! Ordi¬ nariamente è il subconscio “ John „ che comanda di conti¬ nuare, se la Eusapia si dice stanca e si lagna di non poterne piu: ben raramente avviene l’inverso, ossia la volontà supe¬ riore del medium si impone aH’automatismo tiptologieamente espresso. Ma ciò è una pura parvenza. Dove sono qui le ter¬ ribili battaglie interiori delle personalità veramente doppie e contrastanti, come ne vediamo noi alienisti e neuropato¬ logi? Il mio caro amico prof. S. Desanctis ha illustrato da pari suo i fenomeni “psichici di contrasto,, e non occorre altro se non rinviare chi voglia erudirsi alle sue pubblica¬ zioni. I fatti di allucinazioni bilaterali e di delirii a duplice personalità sono cosi noti agli alienisti, e cosi davvero com¬ penetrati nel pensiero nel sentimento e nella condotta dei pazzi, che i superficialissimi, menzogneri, quasi testi-ali anta¬ gonismi fra l’io della Paladino e il fantastico “John „, mi muovono addirittura a riso: sono, cioè, contraffazioni mal riuscite di un fenomeno che la patologia mentale ci mette dinanzi in linee che direi, al raffronto, michelangiolesche. E pensare che il Brofferio, pur essendo un valoroso psicologo, si è lasciato indurre dai meschini artificii sub-eusapiani a consi¬ derare questi fenomeni puerilmente capricciosi di contrasto quali prove sicure dell’ intervento delle anime di defunti agenti fuori del medium e contrastanti col suo volere!.... Per fortuna che secondo altri spiritisti, A. R. Wallace alla testa, “ spiriti , così sciocchi decidono dei destini dell'u¬ manità ! Nè mi si venga a dire che “John per imporre la continua¬ zione degli sperimenti quando la P. desidera di smettere, “ la percuote „ e “ la maltratta „ con pericolo della sua CONTRASTO K MOLTEPLICI! À Dt ENTI OCCDLTI 367 salute e (perfino si è affermato) della sua stessa vita! Eh via ! Ij,< grida, i lai e le agitazioni di Eusapia, per chi conosca lo ansie e le crisi significanti i veri antagonismi subiettivi di coscienza, sono un giocherello : neppure una pallida idea di (juei tragici contrasti che avvengono nei deliranti che si ritengono ossessi o posseduti dal demonio. Il buon John „ (se ne convincano gli “ spiritisti,) non ha autonomia: è solo una metaforica personificazione di uno stato psichico speciale di bassa gerarchia, svolgentesi nel la P. quando è in medianità; non ha sentimenti, nè volizioni, nè idee proprie, p l'incosciente della P. che si fa il giullare della collettività bio-psichica costituita dalla P. stessa e dai presenti nella catena, e fa quello che vogliamo noi. Muove i tavolini e le seggiole, soffia nelle trombette, batte i tamburelli, accende luci, e, se vuoisi, tocca e fa solletico, fa scherzi e minaccio più o meno di buon gusto, perchè siamo noi che lo suggestio¬ niamo. Talvolta quell’ incolora e larvale creazione del sub- cosciente della medium fa le bizze, si impermalisce, si offende ed offende, percuote, resiste, si mette in assetto di guerra, fa i capricci, come un bambino di pessimo carattere, egoista e spietato: ma è il fondo della coscienza della P. che ribolle a quel modo, non un’entità mentale fuori di lei. Non si confonda adunque il contrasto dualistico entro una sola coscienza, con una lotta di volontà estranee l’ima all’altra. Quando si guardano attentamente le manifestazioni di quelle volontà extra, le si veggono soltanto interessate alla riuscita dei fenomeni, a colpire di stupore gli astanti, a esagerare la portata delle sedute; sempre pronte insomma a favorire la tesi della, supernormalità di Eusapia (costei, in sostanza, è affatto indifferente alla credenza nei disincarnati). Io poi sono indotto a ritenere che anche le battaglie incruente tra la coscienza vigile e la subliminale di Eusapia siano il ri¬ sultato di un’abile etero-suggestione e di un vero allena¬ mento simulatorio di isterica. Presenza e molteplicità di “ Intelligenze occulte , nei fenomeni medianici. Nelle sedute medianiche della Eusapia esiste talvolta l’ap¬ parenza di una origine multipla e diversa delle manifesta¬ zioni: ossia pare che i fenomeni siano produzioni di più 368 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II “ Intelligenze occulte ,, le quali vengano evocate dalla catena spiritica, circondino la Eusapia e il suo tavolino da pitonessa, e conservando una propria personalità si manifestino in modi differenti. Ma la molteplicità ditali “ entità , è basata su apparenze (a parer mio) ingannevoli, o perché sono male percepiti dei fenomeni, o perchè dati fenomeni sono inesatta¬ mente interpretati e sopratutto incompletamente esposti. Ecco su che argomentano alcuni il pluralismo spiritico cir- eum-eusapiano: 1" sulla differenza delle mani “ materializzate „, le quali vengono a toccare i presenti , e avrebbero forma, grandezza e caratteri morfologici diversi, non che differente modo di manifestarsi, ora rude e grossolano, ora delicato e carezzevole, ora maschili e femminili o infantili, ora fini ed ora rozze, ecc. : 2° sulla differenza delle apparizioni, che sono ora mani grosse ed ora minuscole, ora teste (veramente “ globi , a ino’ di anguria o zucca! grandi ed ora piccole, ed ora sferoidali o piriformi , ora fantasmi alti ed ora bassi di statura ; 3° sulla identificazione, che di tali contatti e fantasmi darebbero alcuni dei presenti alla seduta, i quali vi riscontrano qualità e modalità, lineamenti e connotati spettanti a deter¬ minate persone defunte della loro famiglia o ad essi note: questa ricognizione è la base della credenza animistica, ma è anche la più intralciata questione di tutta la dottrina e pratica spiritica; 4" sulla diversità degli sforzi meccanici, eventualmente prodotti dalla medium in una data seduta, come sarebbero stati, nel caso nostro, i quattro o cinque sforzi muscolari di cui si trovarono gli effetti nelle diverse situazioni dell’ indice del dinamometro da me arrecato al Circolo; 5° sulla indole differente dei fenomeni sotto l’aspetto intellettuale e morale, gli uni sembrando fatti per l'inter¬ vento di “ Intelligenze „ elevate e colte (p. es. quando fanno buon uso di strumenti musicali), altri da “ Intelligenze „ di bassa estrazione: talvolta si manifestano “ entità „ di umore allegro e festevole, tal’altra vengono in scena entità capricciose o iraconde o brutali e perfino oscene; 6° sulla asserzione delle pretese Intelligenze occulte, che dicono tiptologicamente di essere in molti attorno al tavolino o di andare a chiamare qualche compagno nel dominio miste¬ rioso dell’Al di là, perchè comunichi con i presenti, ecc. ; 7° sulla simultaneità di fenomeni medianici ; 8° infine, su ciò che ogni medium ha, è vero, il sho spirito famigliare, ad es. 1’ Eusapia il suo “ John King ,, come la INSUSSISTENZA DELLE FOLLE SPIRITICHE 369 Cook aveva “KatieKing,, eia Smith il suo “Leopoldo,, e il digiunatore Succi il suo spirito “ Leone ed Eglinton il suo “ Joey Sandy e la Piper il “ dott.Phinuit ,, ecc., ecc.: ma è anche provato, dalla varietà delle “ comunicazioni , e delle “ incarnazioni „, che accanto alla guida si presentano altri “ spiriti „ più o men bene sviluppati: un “ Ernesto „ (?) è apparso a mezzo ed ha talvolta operato vicino a “ Joey ,; presunti “ planetari „ di Marte sono scesi ad aiutare “ Leo¬ poldo „ nelle sue gesta; nel sig. Randone di Roma si im¬ personano un “ Cesare un bisbetico “ Uomo-lui „ (!) e altre consimili entità a mimica e a linguaggio personali, ecc. Tralascio altre sorgenti della credenza nella molteplicità, quasi innumerevole, di entità spirituali che si presenterebbero attorno ad un tavolino spiritico, quasi farfalle attorno al lume; e dirò subito che, a giudicarne precisamente da quanto ho veduto nelle sedute della Paladino, questi argomenti sono di minimo valore per uno psicologo. aj Partiamo da un supposto scientifico prima di entrare nel mare infido del l’animismo polipersonale. Se ciascun feno¬ meno medianico è, come alcuni autorevoli psicliicisti riten¬ gono, la “ proiezione materializzata, di un’ imagine o rap¬ presentazione del medium, la differenza fra le mani, le faceie, i fantasmi, ecc. così esteriorizzati ne costituisce un effetto naturalissimo e chiarissimo. Io posso rappresentarmi come e quando voglio una serie di mani, di teste, di omeri, ecc., individualizzando ciascuna di queste figure o forme nella mia mente senza che ciò implichi una reale e originaria indi¬ vidualità obbiettiva di tali apparizioni. 6] L’apprezzamento degli evocatori è affatto subiet¬ tivo, tanto è vero che la storia dello spiritismo da ben mezzo secolo annovera adesso sulle dita di una mano le “ identifica¬ zioni ,. Sopratutto se il percipieute propende alla ipotesi spi¬ ritica, ed è convinto che le anime dei suoi defunti si possono evocare a piacere colle manovre di una Eusapia o di un Politi qualunque (?), sarà tratto anche dallo stato emotivo a perce¬ pirne illusoriamente i contatti, le vaghe forme, ecc. 0 si tratta di illusioni, nello stretto senso del termine, per cui il feno¬ meno medianico, pur essendo reale (nella migliore supposi¬ zione), acquista caratteri specifici, anzi individuali, per ragioni di subbiettività nella persona che vi è presa di mira. Oppure si tratta (e la questione non è ancora risolta) di illusioni cd allucinazioni veridiche provocate per telepatia dalla medio in istato di “trance,, quando cioè il suo subcosciente è capace di percezioni supernormali e va ad attingere nei recessi della Morselli, Psicologia e spiritiamo. 24 370 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II memoria dei presenti le imagini da proiettare e da presentare teleplasmate. , I Per bene giudicare di codeste evocazioni bisognerebbe tare un’analisi minuta psicofisiologica del fenomeno, e questo non è possibile, date le circostanze peculiari in cui le comu¬ nicazioni avvengono. Credo che ognuno debba contentai si di analizzare le proprie percezioni e giudicare soltanto di quelle: nella identificazione vi è troppo soggettivismo, troppa facilità all’autosuggestione, troppa probabilità di una invo¬ lontaria compartecipazione all’evento. Del resto, non sembra che la Paladino sia fornita di grande potere evocatore : olt re al suo “ John „ non sono venuti attorno al tavolino ov essa lavora, che fantasmi impersonali, entità indecifrabili e vaghe. Tale è l’impressione che mi hanno fatto finora le apparizioni da me viste; 6Dariex, e Vis ani- Sgozzi, e De IIochas, e h i.am- marion, non danno informazioni diverse. Parlo di sedute fatte con un po’ di metodo e con qualche criterio scientifico, non di quelle che Eusapia pub aver dato a certi circoli spiii- tistici, o che potrà seguitare a concedere nel suo modesto quartierino da “ Sibilla Napoletana „ a chi ci va a cercare i compiacimenti del dilettantismo occultistico o le emozioni della credenza immortalistica ! t Ho tratte fuori ed esaminate le figure stravaganti che l’altra sera Eusapia ci materializzò e che io disegnai alla grossa e in fretta dopo averle percepite. Che razza di gente è rappresentata da quelle larve umanoidi V Gli spiritisti ri¬ sponderanno che si trattava di fantasmi in formazione, ai quali si sarebbe poi dato del subliminale di Eusapia una confi¬ gurazione ed una attività più personali. Ma non si capisce perchè avendo la forza di entrare nel nostro piano „, quel¬ l’essere misterioso o quegli esseri aspettassero la partecipa¬ zione biopsichica di qualcuno fra i presenti per identificarsi: perchè talvolta appaiono senza codesta condizione? perchè tal’altra volta, e questo vale di più, appaiono senza dina¬ mismi perispiritali o astrali di medi e in forma identica, a quella di un vivo, persino coi suoi abiti? Contraddizioni e difficoltà fondamentali! Invece, più io le considero, e meglio mi sovvengono le creazioni della fantasia popolare di ogni tempo, di ogni razza, di ogni fase o forma di civiltà. Come cultore del¬ l’antropologia, vado ad attingere raffronti nella mitogiafia comparata con cui lo u spiritismo n ha tante analogie . e rifletto che i medium dei popoli Europei inciviliti pensano e fanno apparire i loro fantasmi di sogno con un aspetto de- MONDO SPIRITICO IMAGINARIO 371 cente, con un sembiante melancolieo in rapporto al concetto triste che noi Occidentali abbiamo della morte, e involti nel leggendario paludamento bianco , che era il color di lutto tra gli antichi e che è nella superstizione mediterranea la tinta incolora assunta dagli enti spi¬ rituali. Per contro un medium Greco, sempre in accordo eoi sereno concepi¬ mento ellenico dell’Al di là, avrà im¬ personato i suoi fantasmi in una Vedere (meno male!) o in un procace fauno dalle gambe caprine, o in un’ombra sme¬ morata venuta su da Vìtìade». Infine, un medium o stregone Pelle-rossa (fra i sel¬ vaggi mediumnismo e stregoneria si con- sriungono) imaginerà e proietterà spetti'! ridicoli, come questo degli Irochesi, che An. Bastia» molto opportunamente avvicina agli animali del pianeta Mercurio comunicati alla Von Vai dallo spirito di Humboldt. Anche il carnevale di ciascun popolo ha le sue maschere tipiche: e forse non si va troppo lungi dalla vera spiegazione del “ mondo spiritico „ evocato dalle D’Espérance e dalle Ensapie cercandola o tentandola nel folklore, nella psicologia e nell’etnografia comparate. p] La esperienza degli sforzi dinamometrici non significa affatto che la serie decrescente sia stata l’opera di altret¬ tante entità occulte, messe in scena dalla più forte alla più debole. Si rileverà che quella stessa decrescenza regolare di sforzi ha tutta l’aria di essere stata voluta dal medium : ossia di essere una delle solite ingenuità di dimostrazione cui Ensapia, nella sua limitata intelligenza, si lascia andare volen¬ tieri. La serie fu di 4 sforzi: dovremmo ammettere, dunque, 5 personalità con quella della Paladino : ora tutti sanno che sui dinamometri si possono fare sforzi scalari anche per vo¬ lontà di un solo. Desumere, dunque, che quattro fossero gli “ spiriti „ prementi sulla molla, poiché si vide l'indice spo¬ stato diversamente, è un po’ arbitrario ed anche semplicista. D’altronde, l’indice si spostò, è vero, ma perchè non am¬ mettere che fosse spinto con un dito dinamico sul quadrante a punti diversi della scala senza che la molla fosse niente affatto premuta? Infine, la mano che mi restituiva lo stru¬ mento dopo ogni presunto sforzo mi sembrò sempre la stessa; i suoi movimenti di ricerca delle mie dita per divari¬ carle e porvi in mezzo lo strumento erano identici, e nella Uno spettro degli Irochesi (da A,,Bastiak>. 372 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II oscurità giurerei di avere ogni volta riconosciuto quella mano femminile, piuttosto piccola, abile neireseguire un movimento e uu contatto, rapida nello sfuggire alla presa (0, come si dice in spiritologia, nel dileguarsi in forma evane¬ scente): insomma, la mano “ lluidica „ della medio Napo¬ letana ricalcata teleplasticamente sulla vera. ÒJ Quanto alle differenze percepite nei toccamenti di mani occulte, si tratta di apprezzamenti anch’essi subiettivi da parte dei presenti alla seduta, e suggestivi da parte del medium. I primi derivano da ciò che i presenti tendono ad inter¬ pretare assai spesso con preconcetti i fenomeni : se un colpo è violento, naturalmente lo si attribuisce ad una entità occulta grossolana, ineducata, ecc. : se è una carezza od un contatto leggero, si pensa ad una entità cortese, affettuosa, ecc. Ma è fa¬ cile accorgersi che la differenza è superficiale; risiede piuttosto nelle definizioni che nelle percezioni cere dei presenti. D'altra parte, chi esclude che non sia la volontà della medium quella da cui vengono dati caratteri diversi alle forme materializ¬ zate? Direi anzi che la stessa successione, per esempio, di toccamenti di indole differente ha sempre un che di artifi¬ cioso, come se appunto la Eusapia volesse provare la molte¬ plicità dei compagni di “ John „. .Si aggiunga che questo “ John „ si mostra di umore volubile da una seduta all’altra, da un esperimento all’altro; ora, il suo caprìccioso com¬ portarsi può benissimo dar luogo alla illusione di più per¬ sonalità. Si direbbe che “ egli „ • voglia suscitare l'impressione del multiplo collo stratagemma ottico che si esegue sui teatri, quando fra le quinte dieci o dodici persone giranti in tondo svegliano l’illusione di un’intera armata che stila.... come nel primo atto della meravigliosa Dannazione di Faust di Berlioz! e] Mi sembra poter rispondere che l’affermazione dei “ de¬ funti , (che sono poi i fenomeni stessi personificati!) di essere in parecchi, comunque accettata dal Brofferio, non abbia più valore deH’àltra asserzione consimile di quei paranoici che si dicono posseduti da più diavoli o che imaginano le loro pancie trasformate in sede di un concilio di vescovi. L’atl'ermazione viene fatta anche qui dal medium, o per mezzo del linguaggio tiptico, o per la sua bocca: nel primo caso, non ha più importanza di quello che abbiano le altre sue inintellettuali manifestazioni, e le sue bugie, e le sue capricciosità, ecc.; col secondo, si rientra in uu fenomeno ben noto agli psico- patologi, cioè di delirii concernenti la personalità. Potrei rammentare un certo numero di alienati in cui esiste lo CREAZIONI FANTASTICHE DEI 1IEDÌ 373 stesso sdoppiamento e triplicamento di personalità parlanti : qualcuno dialogizza con tono e timbro di voce diversi, raffi¬ gurando personalità distinte. Ma avrò occasione di tornare sugli io secondari del sonnambulismo medianico. X] Ho già scritto in altra mia “Nota, che la simultaneità delle manifestazioni è apparente, o, se esiste, può benissimo spiegarsi colla legge di disgregazione psicologica, ciascun centro operando allora disassociato, come avviene nella isterica che scrive automaticamente con la diritta mentre con la sinistra sèguita nel movimento del far la calza, ecc. D’al¬ tronde, i suonatori di pianoforte e di violino non sono capaci di simultanei atti nerveo-muscolari differenti V g) Tutte le credenze dei medium in uno spirito famigliare, sullo stile di Socrate, non altro sono se non una personifica¬ zione metaforica del loro stato secondo: ossia dello stato fisiopsichico abnorme in cui li getta l’autoipnosi della media¬ nità. La storia individuale degli “spiriti famigliaci,,, che si può seguire abbastanza facilmente anche in “ John-King , emigrato prima dall' America all’ Inghilterra, poi dalla Gran Brettagna all’Italia con Damiani; l’analogia che esiste sempre fra l’indole e la gerarchia dello spirito-guida e la intelligenza la moralità ed il carattere dei medium, cosicché agli incolti e volgari come Eusapia tocca in sorte uno spirito allegro e bonaccione come “ John „, mentre alla signorina Smith doveva logicamente toccare in “ Leopoldo, uno spirito più educato e sapiente;... tutto ciò porta a concludere che .lo - spirito „ protettore e inspiratore è un parto della fantasia creatrice personale dei medi. Ricavare dalle asserzioni, così spesso pregiudicate e stu¬ pide, di costoro la grave conclusione che gli spiriti si mettano in folla attorno ad una accidentale “ catena magnetica , ed eseguiscano, come altrettanti buffoni assoldati ad hoc, tutto ciò che il nostro capriccio 0 beneplacito loro imponga o richieda, è un avvilire la sublimità della fede spiritualistica, alla quale tanti illustri pensatori hanno dato il fiore della loro mente e gli aneliti delle loro più sacre aspirazioni. Io non sono spiritualista, ma conosco e apprezzo il valore delle concezioni filosofiche diverse dalla mia : dico pertanto che, se spiritualista fossi, arrossirei di vergogna all’udire che le sedute di una Paladino, di un Politi, d'uuaRothe, possano servire di prova e di conferma alla ipotesi dell'anima. Questa idea di più “ anime , folleggiane stolidamente tra le trombette e i mandolini, tra le seggiole in aria e gli ondeggiamenti di una cortina di nero percallo, raggiunge il grottesco e mi 374 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sveglia un senso di pietà e di ripugnanza. Ho scritto una volta che gli spiritisti, anziché giovare alla “ spiritualizzazione del- 1 essere „ , come ne hanno pretesa (parlo di quelli che dalle sedute eusapiane traessero appoggi irrazionali alla dottrina onorata da un Platone o da un Rosmini), finiscono col materializzare lo spirito nel modo più grossolano. Ed io mi stupisco che sì tatto spiritismo suoni, per menti superiori come sono, quelle di un Wallace o di uno Stkad, di un Dénis o di un Brofferio, di un Pekty o di un Ulrici, quale sinonimo ed equivalente di neo-spiritualismo. Ben è vero che 1 Aksakoff ha messo in guardia contro a confusione tra fenomeni animici e fenomeni spiritici , questi ultimi riducendo ad una frazione minima della feno¬ menologia detta abusivamente “ spiritualistica „ . Ma in pra¬ tica mi accorgo che la saggia distinzione (mettendosi dal punto di vista del celebre psichicista Russo) non è tenuta in conto; e che per avere contemporaneamente sentito mano¬ vrare un carillon dentro il gabinetto oscuro, e avvertito un solletico alla regione rotulea , qualcuno congettura la esistenza di almeno due “Intelligenze, (?) operanti insieme! , ,0’ n.0- Quand'anche si mutino le mie opinioni intorno alla reità dei fatti, e per quanto le “ materializzazioni che più non posso negare, siano uno spettacolo conturbante, io non mi veggo costi-etto ancora, nè dal fenomeno obiettivo nè dalla logica, ad avvicinarmi alla tesi spiritista. Sicuramente i fatti mi restano oscuri nel loro meccanismo di proda- À zione, ed è molto se ne intravedo qualche aspetto psicoge- netico ; sicuramente, io non ho o non trovo una spiegazione sodisfacente che me ne chiarisca la natura; ma che vuol dir ciò? Vorrà dire soltanto che la Metapsichica, al pari di tutte le altre scienze consorelle vecchie o nuove, classiche o romantiche, normali od aberranti, fisiche o morali, naturali o sociali, si trova in faccia ad Enigmi. Genova, 3-4 giugno 1901. Un processo verbale impressionante. Prima che cominci la seduta il dottor Venzano mi porge notizie su ciò che è accaduto la sera del 2 in easa Peretti dopo la mia partenza. È una successione strabiliante di fenomeni. Infatti, dapprima, rimessisi tutti in circolo tiptico verso la mezzanotte, si sono avuti (in oscurità) i soliti movi¬ menti e sollevamenti del tavolino, indi una serie di colpi misteriosi battuti a ritmo spontaneo, come di tamburo. Al¬ lora l’assistenza ha intonato a mezza voce un canto di marcia, e l'invisibile percussore (un vero spirti rappnuj, secondo lo stile americano di Hydesville, un esprit frappeur) si è sbiz¬ zarrito ad accompagnare i cantori con tutto l’arsenale di strumenti musicali tenuti a sua disposizione dal Peretti, ossia li ha messi per lo meno in moto: fisarmonica, trombetta, tam¬ burello ; e in quel mentre che il tavolo batteva la cadenza sul pavimento, una grossa mano la batteva sul sincipite del Venzano. Insomma, una baraonda musico-meccanica, sulla quale i miei colleghi di gruppo insistono per ammettere la contemporanea azione di più entità od intelligenze occulte, In un’ora tale fenomeno si è ripetuto almeno cinque volte. Ho già detto che cosa penso di questo multiplo inter¬ vento dall’occulto. Nella teoria “ animistica „, che attribuisce fenomeni ad azioni bio-psichiche del medium, basta sup¬ porre che questi pensi o imagini quella gazzarra con disper¬ sione della propria energia esteriorata verso direzioni di¬ verse e con finalità differenti, ma concordanti, perchè si comprenda la psicogenesi del fenomeno. Se io mi rappre¬ sento una fanfara di quel genere, naturalmente nella mia coscienza, sopratutto se subliminale (come avviene quando si sogna una folla semovente, o un evento complicato nelle 376 l'SIOOtOfilA K SPIRITISMO, Il cose esterne), lo ho imagini psicosensorie e psicomotrici multiple che si succedono con tanta rapidità da fondersi apparentemente m una rappresentazione sintetica. Ciò basta numerose' P°C° P" ' 16 1>Ìntervento di spiritici^ • fenomeni accaduti in mia assenza, ma non di divei/o tetti S°.n0 Statl toccanienti simultanei su più punti tatt h della s essa persona o su piu persone ad una voùa anche per essi può valere l'interpretazione precedente Indico in sommario le manifestazioni ulteriori - suo- zioni tSribiliaanertt<? * °gfttÌ 6 m°b,li - ~ '^terializza- Scuno de nf ' '"•n,0d° Un P°’ brusco * fastidioso su Se P HPen;,|)lfin,,.:.'. enfiarsi e ondeggiare delle nDt ’-suon erded.,| T’ lnVÌSÌbÌH SOpla alle ^ dei se- aiata’ solo d * bsarm?,"lca ,n aria, mentre era appog¬ giata solo da una parte sulle spalle del Venzano e una piano altrettanto invisibile ne alzava ed abbassava il mantice (è scritto andieTfp0116 eelebre esPerimer>to di Home de- 11Y.? j n d Lhookes) i ~ lacerazione, pur sempre in battere8 di diu'w'l I'1 Ivi tambureUo ! ~ trasporto e mutuo li facesse n» r ‘ d‘ ^S110’ messi aPP°sta perchè “John iStetìs “i? ara raisS volino medianico e trovata tutta ritorta, il finire della se¬ duta insieme con la fisarmonica ed altri oggetti «otto il mento del capitano De Albertis. Sg ’ ~otto " Ventalo trfdel-dÌ1-ÌgentÌSSÌr Vfirbalfi redatta dal dottor oraemezzadfseTranpgure d! "°n avere assistito all’ultima 01 a e mezza di seduta. Rilevo intanto il fatto che sempre la Sa di Xi6 P1Ù‘ riCCllÌ" SU,,a fine’ 1uando Eusapia oltie- passa gl, stadi incipienti o inferiori di “ trance e o-ionge visto6 lusii no VlfSANI'S00ZZI- qQesto ' iguardo, ha nife J • • sussiste- Pet’ quanto posso giudicare dalle medianica ehTfì “^P01*0 dirctto tra l’intera fenomenologia ZrÌ Tly{LfSf 'P?° ie ; -ma sussiste innegabilmente una bionsicHcl i -, ^ ln,tenSltà deU’esteriorazione di forze un altro fitro f-0™0 ,letar^c0 <?eI medium. Rilevo poi “sere Ira « q"?sf° dolg° : la mia presenza sembra la iecl I Vpef'e dl mibizione sui fenomeni, giacché è già la seconda volta che, assentandomi per obblighi professionali! FISIOPSICOLOGIA DELLA MEDIANITÀ 377 mi privo della parte migliore di due sedute. Non vi sono accaduti fenomeni sostanzialmente nuovi, ma più numerosi ed intensi. Sono io, dunque, un fattore di interferenza sulla medianità della Paladino? » * * Medianità e ‘ Intelligenze occulte A tutta la seduta del 5 giugno ho assistito ed ho preso, anzi, parte attiva nei fenomeni della sua seconda parte. Siamo tor¬ nati nel locale del Circolo , e la sala era iersera sgombrata da ogni mobile ed oggetto trasportabile. Si desiderano sopra* tutto le impronte sulla plastilina o sulla paraffina ; poiché, sebbene questo esperimento sia stato eseguito altrove molte volte dalla Paladino, noi non siamo giunti ancora ad otte¬ nere un buono i voglio dire un autentico) risultato. Tolti gli oggetti che la medium aveva a sua disposizione e che ridu¬ cevano la fenomenologia della intera seduta a spostamenti, a trasporti, a movimenti in distanza, ecc. aventi un po’ troppo l'aria di giuochi di prestidigitazione, abbiamo ottenuto mani¬ festazioni alquanto differenti con un certo contenuto intel¬ lettivo più chiaro di prima; e finalmente abbiamo avute nuove apparizioni. Il fatto che la Eusapia si lasci indurre a fare piuttosto gli uni che gli altri esperimenti — o meglio, a produrre fenomeni a seconda delle circostanze di ambiente — è la più chiara dimostrazione di due postulati fisiopsicologici che ho ricavato già dalle sedute precedenti: a) I fenomeni medianici sono principalmente in dipen¬ denza dallo stato fisio-psichico del medium ; secondariamente (e dubbiamente) sembrano in relazione con lo stato mentale e fisico dei presenti ; b) lì medium in istato di autoipnosi, tanto inferiore, quanto superiore, presenta una suggestibilità eccessiva che con¬ tinuamente si palesa dal principio alla fine della seduta. Quando si voglia, si può dare pertanto ad una seduta spi¬ ritica un contenuto generico determinato : un medium come la Paladino non vi mette altro che l’esercizio della sua fa¬ coltà eccezionale esopsichica, che diciamo * medianica „, quan¬ tunque^ tal termine implichi un’ipotetica interpretazione dei fatti. Sotto questo riguardo è lecito davvero affermare che 378 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II una seduta spiritica è, nei suoi avvenimenti, il prodotto di un dinamismo psico-collettivo. Si può intendere questa affer¬ mazione in due sensi: — 1» il fenomeno medianico è la ri¬ sultante di un associazione delle forze biopsichiehe dei con- venuti, o di una sinergia cerebrale tra medium e «astanti • - , fen°meno medianico, anche se non vi partecipa la psiche delle persone presenti ed è un prodotto del solo medium rimane pur sempre in una relazione diretta coll ambiente ove io stesso medium deve operare ; e questo ambiente può essere per riflessione, o senza, preparato e modificato in qualsiasi maniera. lutto ciò viene a diminuire molto — se anche non viene secondo me a distruggere del tutto - l’importanza e l'in¬ tervento delle così dette Intelligenze occulte. Siamo sempre davanti allo stesso quesito, del rapporto fra il fisico e lo psiciuco : giacché, come nelle manifestazioni psichiche del- 1 individuo normale, tutto dipende dalla struttura, disposi¬ zione, nutrizione, eoe. dell'organo cerebrale in cui si assomma il determinismo dei fatti di coscienza ; così nelle manifesta¬ zioni medianiche la relazione reale del medium col suo am¬ biente, siano oggetti materiali, siano altri cervelli senzienti pensanti ed impellenti, costituisce il substrato necessario e la norma ineluttabile della attività psicodinamica. Questa «at¬ tività per se non può nulla, non sa nulla, non vuole nulla ove non riceva dal di fuori (io dico dalle creature umane • invece 1 psico-spiritisti dicono da entità occulte), la spinta a potere, 1 alimento a sapere, la ragione di volere. Sono, adunque, gli uomini presenti alla seduta — medium individui in catena, altre persone presenti — quelli che di¬ rigono le attività esteriorantisi; non sono già queste che si ri velino autonomamente dotate di una forza extra-normale che ci si imponga e governi la nostra coscienza. Io direi anzi che non vi e nulla di più povero e ristretto, di più intrin¬ secamente limitato, d’una pretesa Intelligenza occulta. Non solo la sua psicologia è sempre, in ogni caso e sotto o°mi aspetto, puramente umana, ma ogni qualvolta le si chieda dei supposti miracoli “ fisio-psiehici „, è addirittura sub-umana e si addimostra umile schiava dei nostri capricci, delle nostre decisioni, dei nostri procedimenti empirici. Io, che ho letto molte opere del così detto spiritismo superiore (Owen, Kakdek, Coseni, Moses, Fkikse, Hudson, i knis, ecc.) e non vi ho trovato che una scipita diluzione di alcuni concetti mistico-gnostici o una verbalistica maschera- tuia di credenze semi popolari animistiche ed uraniche, mi INCONGUCENZE DELLO SPIRITISMO 379 sono convinto da queste sedute della Paladino che lo spiritismo interiore, quello risolventesi in fenomeni meccanici, non esce dall’empirismo più grossolano, non ha spontaneità, non ha inventiva, non ha neppure quei poteri dinamici super- umani che la opinione spiritica tuttavia presuppone. Queste Intelligenze misteriose, che spostano tavolini e mobili, che suo¬ nano fanciullescamente trombette e tamburelli, che produ¬ cono luci e ombre informi senza una linea estetica di sorta, e sopratutto che debbono, per fare qualche cosa di diverso, ricevere il suggerimento di noi poveri mortali, sono molto al disotto di noi. E se esistono negli spazi interminati, e se vivono per tempi immisurabili a quella maniera così poco diversa dalla nostra più bassa gerarchia sociale, anche con la speranza di montare un po’ di grado e di 4 evolversi ,, dico con Tu. Floubnoy che sono da compiangere ; e in luogo di obbligarli a compiere cose cotanto stupide sarebbe umano, non che supernmano, di lasciarle tranquille. Perchè evocarle sulla terra per fare delle sciocchezze, per giocarci delle gherminelle, per sbizzarrirsi in tiri di pessimo gusto? I soli meritevoli di siffatta evocazione saranno i comuni¬ canti, i messaggeri dell’Al di là, sia mediante il linguaggio tiptico, sia mediante scrittura diretta (la “ necrofonia „ è tenuta come assai malsicura dagli stessi spiritisti) : ma in so¬ stanza, anche essi nulla ci hanno dato di nuovo e di utile. Quanto agli spiriti “ manovali „ sullo stile di 4 John King „, a questa categoria di invisibili giocolieri od Arlecchini buffo¬ neschi e frivoli, come dire che sia dignitoso per essi, deco¬ roso ed utile per noi, evocarli ed obbligarli ad agire? Si intende che mi imagino di considerare le cose dal punto di vista dello spiritismo-sistema, non dal mio. A me riesce comprensibile la psicogenesi eusapiana della fenomenologia tìsico-meccanica fin qui veduta : mi resta invece incomprensi¬ bile come altri l’interpreti quale opera di intelligenze estranee a quella del medio ; addirittura mi ribello poi alla curiosa speranza che tali scariche di esopsichismo o di forza me¬ dianica siano utilizzabili per l’umanità civile. Come si fa ad utilizzare, caso mai, dei poteri eccezionalmente manifesti solo in individui degenerati e nevropatici, e per ottenere i quali occorre mettersi in uno stato semi-patologico ? Per portare un tavolo da un punto ad un altro di una camera, per aprire un pianoforte, per bere da una bottiglia, per togliere una seggiola di sotto a qualcuno, per accen¬ dere delle lampadine elettriche, non c’è bisogno nè di ipno- tizzazione, nè di passare nel mondo “ spirituale „ : quando 380 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II si volesse far servire i nostri ■ morti . a codesti fini poco evoluti, tutti 1 miei sentimenti si rivoltano, e affermo che allora lo spmtismo costituirebbe uno sfruttamento ignobile dei disincarnati „, una immoralità indecente della umanità postuma verso la umanità già vissuta. I miei sarcasmi potranno sembrare eccessivi, ma io non in¬ tendo altrimenti la credenza “ spiritualistica Vi è tanta logica nel ritenere che 1 fenomeni medianici della Eusapia Paladino siano la manifestazione di attività ultraumane, quanto ve ne sarebbe nel sostenere che i rozzi segni fatti sulle roccie dai nostri antenati preistorici hanno un contenuto ideale simile a quello della Divina Commedia. Un mondo sopra- sensibile e ultraumano che è costretto a rivelatisi dina¬ micamente con esperienze di si bassa indole, vale proprio la pena di occuparci e di preoccuparci? Non è superiore in untamente ad esso il dinamismo cerebrale consapevole che crea la pila, il telefono, il telegrafo a distanza?.... Fi¬ nora tutto questo dinamismo spiritico, dimostrazione di In¬ telligenze invisibili, non ha sollevato il benché minimo angolo del velo onde 1 Inconoscibile è coperto. Ciò torna a dire che il subcosciente (e mi sembra questa la condanna di molte dottrine o teorie circa la natura del genio), anche se portato alla sua massima intensità di azione, rimane di gran lunga inferiore al cosciente ; il che è in accordo colla evoluzione psichica, la quale dalla coscienza iniziale dell'es¬ sere organizzato più basso, del feto e del neonato (grado di coscienza cui corrisponde il subcosciente degli organismi superiori e dell’individuo adulto), ascende fino alla coscienza elevata dell io. Come mai F. Mvers ha potuto assegnare al subliminale „ poteri così sconfinati e sublimi, dal momento che il suo scaricarsi è per lo più il risultato di una disgre¬ gazione, che è un evento abnorme o anomalo in personalità aiggia tarate o ramate dalla neuròsi? L automatismo o la medianità. „ Nel),a. ‘Potesi che i fenomeni medianici siano l’opera di spinti «mane sempre a spiegare perché sia necessario intervento dell automatismo dei centri inferiori del medium La ipotesi neo-psichica (che è poi la medesima, se non automatismo e mbdianita 881 erro nel Kardek, nell’AKSAKOFF, nel Visanl-Scozzi, nel Bbof- fbbio e in tutti i teorici dello spiritismo, dall’ invenzione del - nerispirito „ in poi) parte dal presupposto che questo automa¬ tismo dei centri nervosi del medium serva alla scarica della energia o del fluido vitale al di là dei limiti dell’organismo : 5en/.a tale condizione di automatismo dei centri stessi, codesta “ energia animica „ non potrebbe essere usata, come stru¬ mento intermedio della loro azione, dalle tntità occulte che errano nello spazio e si manifestano nei fenomeni spiritici, siano intellettuali, siano meccanici. E’ una ipotesi molto complicata e poco chiara : e non hanno giovato a chiarirla molto le eleganti elucubrazioni del dottor Gyel, nè le pazienti enumerazioni di automatismi senso-motorii subliminali del Mvers (per non citare che 1 più degni di essere citati). È intanto diffìcile comprendere perchè le Intelligenze occulte, vogliansi anime dj morti, vo¬ gliaci spiriti di altra natura, come sembra pensare l’occultismo, non possano rivelarcisi senza questa preparazione o stato speciale dei centri nervosi. Si vedano intanto due cose: — 1' che gli stessi spiritisti ammettono come condizione de¬ terminante dei fenomeni medianici uno strumento, il sistema nei-roso (lei medium ; — 2“ che gli stessi spiritisti sono co¬ stretti a fare intervenire 1' automatismo dei centri interiori di codesto sistema sciolti da ogni colleganza funzionale coi centri superiori, e con ciò resi liberi dal predominio e dalla inibizione di questi. , Lasciamo da parte il fatto che il mondo degli spiriti, al sen¬ tire gli storici della credenza (Wahu, HEbLENBACig Daumer, di Vksme...) si rivela a noi anche senza intermezzo di “ meda „ ; si rivela spontaneamente nelle apparizioni di fantasmi di morti, nelle * dame bianche , ritornanti a periodi, nelle ossessioni ritenute demoniache, nelle case infestate o fantasmogeiie... Stridente contraddizione, che basterebbe a rovinare qual¬ siasi altra dottrina che si lusingasse di essere logica!... I ce¬ rniamoci alle manifestazioni provocate dello spiritismo a base di tecnica anglo-americana. Perchè qui abbisogna un medio che ora è sveglio ed ora no? Ammettiamo anche (bisogna far sempre concessioni in dispute cotanto intralciate), am¬ mettiamo pure che sia giusta la conciliazione di Aksakoff tra fenomeni animici e spiritici : ma per quali occorre auto¬ matismo ? Se solo pei primi, come sarebbe più logico rite¬ nere in vista che anima - ■ fluido o forza biopsichica, allora cessa il richiamo che tale sostanza materiale, ma poco meno che imponderabile, eserciterebbe sugli “ spiriti , eventualmente 382 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II SlpSSSjSessS deli1 Vk^kof.° ££*"» eS8® I‘vven?0n0’ P®r confessione i- , T,AV’ eoc'> senza intervento di spiriti oe>Sònt, 6 °Le uutoiMatisino sia iniziale e poi cessi incontra^ -T1 da una condizione di eo e Ce si i porS ianSd^b;oradh’ -1™ ™an, ente; e con ciò tini “e0sCdatÌ afe il m£ dU^ire e manifestarsi sulla immensa maggioranza degli uomini ° 1 in secondo luotfo. non fa pQjiftr» nV»o *■ , 4 doVa'bbia servi to' a*** dare *Ia ig? *T£b ZVrìEì psicologici di automatismo con disgreeazione II! ^ ft£?& SP=? *“ ssfsst- «zi T.Ì » n»-ciT0,„‘0 mL.ir ,,ofa;6 **— già moltissime volte il suo compii sUto dfv^l ® m0strat? ad una medianità di ottimo ToÈl^D ^u f^che"^ SLjEmrs; ss?*-** * ~ SiZmir‘r' “t— -*.wì1“’k £ ilT 'lnoJ'* fi” p* f»““> i* -m ? S.T Ve(*e C^e ^ automatismo li comincia e li nn. compagna incessantemente dal principio al fine \fn; '* ~M» l'intervento £ tZLc p£wL“S entrate in comunicazione cogli altri individui presentì, la Pa- AUTOMATISMO E VOLONTÀ DEL MEDIO 383 ladino si serve di due mezzi: — a) i segni convenzionali tiptologici; — b) la sua parola diretta. Ma la tiptologia è il prodotto genuino deU’automatismo, anche a detta degli stessi dogmatisti dello spiritismo “ scientifico „ ; e la parola diretta o vocale con cui il famoso “ John „ rivela i suoi desideri, non altro mette in mostra se non una delle solite personificazioni da noi studiate negli ipnotizzati e dipendenti da auto-suggestione o da esosuggestione, qui divenuta auto¬ matica per monoideismo. Ciò mi concede di rilevare (sia detto ai dilettanti ed agli intrusi in codesto campo di studi) la costante innegabile predominanza del fattore psicologico; ossia la riduzione del determinismo iniziale, o della parte intellettuale del determinismo ulteriore dei fenomeni pala- diniani, alle leggi meglio note della fisiopsicologia e psico- patologia. Ora, a ine pare che questo sia un risultato ab¬ bastanza significante delle nostre osservazioni sui fenomeni e valga a dare un po' di luce sulla natura del medianismo. « * * Intenzionalità e volontà del medio. Uno degli egregi miei compagni del Circolo, il sig. Fer¬ raio, giovine di raro equilibrio mentale e di vivissimo acume, mi diceva, pur lui, uscendo dalla ultima o penultima riunione, che l’azione della volontà del medio era evidente in quasi tutta la serie dei suoi esperimenti : che cioè la Eusapia produce i fenomeni che vuole produrre. Io sono lieto che una persona intelligente, non legata a preconcetti scientifici, arrivi col solo buon senso a si fatta importantissima osser¬ vazione. La Eusapia — gioverà ripeterlo — produce un buon numero di fenomeni tanto in oscurità, quanto in semi-luce o in luce, senza entrare in trance aideico, nè in piena subcoscienza. Non escludo che essa abbia allora delle brevissime assenze, durante le quali si sprigioni quel suo potere speciale da cui nascono i fenomeni medianici; ma è certo che essa intensamente si prepara col suo volere a produrli. Prima di ogni esperi¬ mento essa guarda fissamente le persone che toccherà, o per mezzo delle quali farà quel dato esperimento : essa guarda anche fissamente gli oggetti di cui si servirà, la tenda che si gonfierà e darà luogo poi alle materializzazioni tangibili, i ta- ?>84 MICOLOGIA K SPIRITISMO, li voli e 1p seggiole che sposterà, gli Oggetti che trasporterà, H chiarore delle porte semi-aperte contro cui faro apparire le ombre. Questo suo processo di attenzione attiva, di iperpro sessia, significa la messa al punto cheinizia il fenomeno, ed im¬ plica pertanto una prima fase psicologica della medium, che lo dirò di attenzione o presa di mira : è, come si vede, u j nttl°n Cunaieseconda°fase vi è il silenzio della Eusapia, una specie di concentrazione del medium, accompagnata abba¬ stanza spesso da un ben sensibile contram e irrigidirsi de 1. persona delle membra, di tutto il sistema muscolare. Questa tensione o stato di sforzo precursorio indica, certo, unlavono interno di rappresentazione : la Eusapia non solo si iap- nrueenta le persone, gli oggetti ecc., ma si ìmagma ani he Intensissimamente l'atto che compirà, l’evento che succederà: il suo dinamismo sta raccogliendosi, e questa fase la duerno di ^iòL o di carica. È la Eusapia Paladino cosciente di ciò ^ In un notevolissimo numero di esperimenti essa noi cade in sonnambulismo nè in letargo - passato un tempo di preparazione muta, essa ritorna a parlare, dirige la tecnica, discute rivolge l'attenzione dei presenti sui fenomeni che si produrranno; non li ricorda sempre (è vero), ma questo non vuol dire che non li sappia : la sua amnesia pare spe?so un ab. e mezzo per colpir di più la meraviglia degli astanti, lutto il contegno di Eusapia è insomma quello di persona che vuole e di volere un fenomeno. Il De Fontkcat designa onesto stato col nome, abbastanza bene scelto, di trance attivo intendendo denotare che allora la medium ha la coscienza della mancanza di certe forze o fluidi di natura speciale ,, e nello stesso tempo “ la intuizione dei mezzi atti a farli nascere e accaparrarli „ U propos de h. P., 98InPuna71tìse ulteriore, che diremo di scarica, i muscoli della Paladino entrano in piccola contrazione, passano dallo stato di tono a quello di clono : al si'enzio eoncc- ^ trativo succede (se i fenomeni saranno molto intensi) una specie di agitazione convulsa della medium ; si capisce > coni dal suo corpo si sprigioni allora la energia che provoca il movimento, il trasporto, la luce, la apparizione di ombre^ecC; Tutti questi atti di attenzione, concentrazione e convul sibiliti dònno fondamento alla dottrina cbecom.deraiW meni di medianità meccanica come il risultato d1 una torte scarica di un’energia che parte dal medium; e cosi si toglie altrettanta base alla credenza che tali fenomeni sieno h VOLONTÀ E SUBCOSCIENTE DEL MEDIO 385 manifestazione di entità occulte estranee al medium stesso. Quale sarebbe, caso mai, il nesso che lega l’atteggiamento particolare della coscienza e volontà del medium con queste coscienze e volontà ultraumane?... Bisognerebbe ammettere che la rappresentazione o imagine di un movimento, for¬ mandosi nel cervello vigile del medio, faccia entrare in vi¬ brazione corrispondente telepatica le Intelligenze extra-ter¬ rene, e le faccia accorrere ed agire a quel modo che il medium ha pensato e voluto (spessissimo per suggestione dei pre¬ senti): ora, sarebbe questa una inversione completa della ipotesi spiritica. Gli spiriti diventerebbero gli strumenti del cervello del medium, non già gli agenti dominanti. Anche per il passaggio in trance la volontà della medium è attiva nella maniera più evidente. Una sera che poco si produeeva, essa era agitata e scontenta, il che può ad un osservatore superficiale far credere che i fatti medianici si producano senza e nonostante la volontà del medium : la ragione però del ritardo con cui si produssero i pochi feno¬ meni di quella sera, stava semplicemente in questo, che la Eusapia Paladino non era in tali disposizioni mentali da riuscire a concentrarsi sufficientemente per cadere in auto- ipnosi ed in sonnambulismo. Poiché anche per arrivare a codesto stato è necessario da parte sua uno sforzo di atten¬ zione, di volontà : il trance si provoca quando essa lo voglia fortemente, a un di presso come si avvera il parossismo della isterica quando questa si autosuggestione. Ma anche durante il trance la volontà della medium mantiene un certo dominio sui fenomeni. Eusapia grida, geme, domanda aiuto perchè vuole la produzione del fenomeno: e se questo non riesce a buon fine, manifesta con lagni, con frasi sconnesse e quasi delirando, il proprio rammarico. Essa segue pertanto colla sua attenzione cosciente tutto lo svolgimento del fe¬ nomeno; nè risulta vero che in simili casi la medianità agisca oltre alle “ frangie , o alle peuombre dell’io superiore nè che entri in contrasto colla volontà e coscienza del medium. Il presunto antagonismo fra la medium ed il suo “ John abbiamo già visto consistere soltanto in un’ apparente lotta di volizioni: ma la lotta riguarda sempre circostanze accessorie di minima importanza (se un astante debba o no uscire dalla catena, se vi debba essere luce o penombra se continuare o no la seduta); mai riguarda la produzione ilei fenomeni più cospicui, quali le materializzazioni, le ap¬ parizioni, le impronte. In allora ogni traccia di antagonismo tra fio cosciente e Pio subcosciente della medium scora- Morselli, Psicologia e spiritismo. «5 386 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II pare : tutta la psiche della Eusapia è concentrata fortemente nel fenomeno, e questo si svolge in dipendenza di un inten¬ sissimo suo lavoro di attenzione, di tensione psichica, di sentimenti, di volontà : l’estasi di medianità non è altro ! Un altro fatto abbastanza significativo conferma questo risultato del mio studio psicologico. Ed è la incessante preoccupazione della Eusapia Paladino di convincere qual- cimo fra i presenti (adesso sono io il renitente!) della realtà dei fenomeni. Fino alla III seduta, essa ha ignorato ehi io ero e i suoi fenomeni si dirigevano a tutto il gruppo indi¬ stintamente : dalla IY in poi si è rilevata la preferenza che essa mi dava, ora perchè la controllassi, ora perchè fossi in ca¬ tena, ora specialmente per produrre col mio intervento 1 fenomeni più interessanti. Dirò subito che questa singolare mia posizione nel gruppo degli 11 o 12 colleghi la debbo soltanto alla notoria mia posizione scientifica di fronte allo spiritismo. Ora, la preoccupazione della Eusapia si spiega col desiderio di convincere, di u convertire „ il Ninnerò Cinque-. forse le hanno detto che ciò può giovare alla sua fama (non alla dottrina, di cui mi pare poco curante). Non comprenderei affatto perchè agli spiriti all’ignorantissimo * John . so¬ pratutto, ■ che potrebbe ottenere soddisfazioni piu vive diri¬ gendosi ad altri meno scettici di me, torni vantaggioso co- desto apostolato ad hominem. Invece tutto si illumina quando sì mette in azione la molla dell amor proprio della Paladino, la quale può (panni) desiderare che io aggiunga il mio assenso a quello degli altri scienziati ormai convinti della sua veridicità. Anche in “ trance „ essa ricorda sempre u suo “ Giulio „ (I’Oohorowicz I o il suo “ Carlo „ (Richet). Nè soltanto la Eusapia Paladino prende sempre me di mira nello stato di veglia : anche in sonnambulismo non mi dimen¬ tica ; e questo mostra che il trance non le fa perdere la perce¬ zione della realtà, nè il ricordo dei fini cui tende nella veglia, nè la utilizzazione della persona da cui può sperare qualche vantaggio per la sua credibilità. Pare immersagli pieno anideismo, insensibile, incosciente ; eppure cerca il A '* 5 » , vuole le mie mani, si serve di me per la produzione delle impronte tanto desiderate, ecc., ecc. Non abbiamo in ciò la prova che la volontà del medium — più assai che quella delle Intelligenze occulte — prepara e sviluppa i fenomeni ? La fenomenologia della Paladino ha, dunque, due origini : — da un lato, i suggerimenti degli astanti ; — dall altro le tendenze (diciamolo per una volta tanto) interessate della medium. Che cosa ci verrebbero allora a fare le famose Intel- INTENZIONALITÀ DEI FENOMENI 387 licenze * erraticlie „ ?... E che l’attenzione della medium non veima meno mai, quando essa ha prodotto intenzionalmente un fenomeno, lo si è visto quella sera in cui, avendo pro¬ dotta una * forma „ secondo il solito a mio benefizio esclusivo, ed io restandomene in silenzio, il tavolo imperiosamente disse che il “ N° 5 „ parlasse. Non vi è là la più bella prova che l'automatismo tiptomotorio della medium opera per una spinta che viene dall’alto e precisamente dalla sua coscienza vigile, cioè dalla sua preoccupazione di stravincere, di servirsi di me pei suoi scopi particolari ? Questa intenzionalità versus me l’ha però portata ad ec¬ cessi : un certo numero di fenomeni che essa ha voluto prodm're con me e su di me, sono stati assai probabil¬ mente falsi o non hanno avuto esito. Tal è sopratutto la serie di tentativi tatti, sempre col mio mezzo, per stampare le impronte sul mastice. Codeste impronte erano molto de¬ siderate dai miei colleghi, che loro annettono grande impor¬ tanza : ma non si sono avute se non impronte poco signi- cative. La prima — lo dissi — per me puzza di bugia - la seconda, quella delle dita che hanno asportato un po’ di mastice facendone pallottola e consegnandomela (due volte fu ripetuta questa manifestazione), non è sodisfacente perchè avvenuta in pieno buio, e perchè non corrisponde al desi¬ derio comune, anzi lo elude : — la terza, che consiste Della « forma „ di una mano sinistra, premuta finalmente jersera a pugno chiuso entro la massa de! mastice, è la sola impor¬ tante, e mi riservo di discorrerne a parte. Jersera (5 giugno) si è avuta altra prova della intenzio¬ nalità della Eusapia Paladino. A un dato momento il plico che io consegno seralmente al Porro, gli fu levato di tasca e mi fu gettato quasi sdegnosamente davanti, poi mi fu ri¬ preso, ridato, tornato a prendere, ed infine restituito con la busta strappata in un angolo. Vi è senza dubbio dello straordinario in questa sottrazione e trasporto di un oggetto mediante mani invisibili : Tesserlo andato a prendere al buio nella tasca del Porro, l’averlo portato a me e non ad altri. Ta¬ verne strappato un angolo di busta senza che nessuno avver¬ tisse il rumore!.... Ma guardando al contenuto intellettivo del fenomeno, sempre si vede riflettervisi la preoccupazione della Eusapia verso di me. Sta bene che si dica che 1 ha fatto John , per vendicarsi (del resto, cortesemente) del mio scetticismo : ma questo essere spirituale si trova allora al servizio della volontà della Eusapia. Da tutto questo è convalidata la mia opinione ormai ferma circa il contenuto psicologico della me- 388 PSICOLOGIA E SPIBITISJIO, Il dianità, contenuto del tutto proveniente dai desideri, dalle emozioni , dalle idee del medio, e per nulla all'atto rivelatore d’una qualsiasi Intelligenza distinta dalla sua. Insamma “ John King „ altro non è se non una condizione psichica speciale del medium : nella veglia o in preipnosi “ egli , ne è una credenza fissa, ma suggerita, un monoideismo di ma¬ niera; nella auto-ipnosi o “ trance „ ne è una personificazione; in ambo i casi è un simbolo, non una realtà. E come lui, così è tutta la illusoria sua compagnia d’altre entità occulte, o anime di “ trapassati „ , sia che ci si manifestino materializ¬ zandosi in mani invisibili che toccano, sia in mani visibili, sia in forme resistenti al tatto, sia in ombre di diversa gran¬ dezza e densità, sia infine in più spiccate apparizioni personali. « * * La legge dello sforzo minimo nella medianità. Mi sono convinto che nella psicologia della medium do¬ mina un’altra legge fisiopsicologica : quella del minimo sforzo. Tutti i fenomeni pajono ottenuti mediante una evidente scarica esopsichica (lascio per ora di trattare la natura di codesta energia); ma la Eusapia tende sempre a risparmiare il suo “ efflusso „ nerveo per i fenomeni più importanti. I primi toccamenti sono fatti alle persone più vicine: — i primi fenomeni sono sempre i più deboli: — gli oggetti spostati sono in generale dapprincipio i più leggieri, solo in seguito i più pesanti; — e cosi via via. La linea di direzione degli esperimenti è determinata più che altro dalla abitudine : ove la Eusapia fosse stata edu¬ cata secondo una finalità più intelligente, quali fenomeni non si sarebbero da lei prodotti! Qui invece, stante il mi¬ soneismo dominante nei circoli spiritici, essa preferisce ripe¬ tere sempre le stesse imprese, nè si preoccupa di pensarne delle più significative. Gli “ spiriti „ non sono in grado di suggerirgliene di diverse, appunto perchè nella sua psiche domina — come in ogni psiche umana — la tendenza ad agire col minimo dispendio possibile di forza, e senza sforzo. ( Ogni sforzo implica pena o dolore : da ciò la tendenza del medium alle fi-odi coscienti e alle incoscienti. Tutto questo è della più pura e genuina psicologia umana, e non già della mentalità occulta e iperumana ! LÀ ABITUDINE ED IL RITMO 389 Una volta presa una direzione, la fenomenologia media¬ nica si viene ripetendo da anni ed anni, e si ripeterà inde¬ finitamente e fatalmente, se il rigore scientifico non vi tras¬ fonde un po' di sangue nuovo. Cosi si spiega, per la Paladino, la ripetizione del giuoco abbastanza assurdo della seggiola sottratta di sotto e poi messa sul tavolino (esperimento venuto, con piccolissima insignificante variazione, almeno sei o sette volte). — Così si spiega la poca varietà dei toccamenti, che sono sempre ad un di presso i medesimi, e coi soliti significati convenzionali di debole contenuto espressivo per annùnziarsi, per affermare o negare, per assentire e applau¬ dire, per schernire e punire, ecc. ; in tutto, non più di otto o dieci espressioni simboliche, che non è vero variino per modalità personali, ma solo per caratteristiche esteriori. — Cosi si spiega il fatto che una volta preso un oggetto (ven¬ taglio, fazzoletto, plico, borsetta, ecc.), la medium continui a servirsene a lungo quale strumento di manifestazioni, quasi non sapesse più uscire dal circolo dove la volontà o il capriccio dei presenti, o anche il caso (si noti bene) l’hanno fatta entrare. Occorre abbastanza spesso una spinta estranea, un — basta, cambiamo ! — dei presenti, per indurre il subconscio della Eusapia a iniziare altri fenomeni : e questo non avviene mai senza una pausa che implica la già indicata prepara¬ zione al nuovo sforzo che le si chiede, e la premeditazione del nuovo fenomeno. La sola spontaneità delle manifestazioni appartiene alla fase profonda, sicura di ipnosi (“ trance, le¬ targico, che Gnu., de Fontenay chiama “ trance passivo „). * * * Fenomeni meccanici e acustici. 1. Ritmo e intellettualità. La sera del 2 (Vili seduta) e del 5 giugno (IX seduta) i colpi o raps e i moti del tavolo hanno assunto un ritmo deciso, imitativo, identico a quello che noi produciamo scat¬ tando le dita automaticamente o accompagnando un’aria colla cadenza del piede. Il contenuto intellettivo ne era per¬ tanto assai scarso. Oltre al fatto che tale manifestazione era stata suggerita da noi e corrispondeva al “ fausto evento „ della giornata (nascita della Principessina Jolanda), 390 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II „coli 'Azione a distanza e trasformazione di forza, senza dubbio, mirabili per la bio-meccanica e per la Ps^ol°^ fisiologica ; ma niente di speciale per la psicogena del fe- n°Questò dico perché qualcuno pretende scorgere una prova di intellettualità in codeste elementarissime marni di senso musicale: sono le medesime cheJ^n,'0 ^\^1 ed del ritmo, il quale è nato per 1 appunto nella ^ ora continua a comparire nell individuo pei mez . sri srr ” riuscito ad avere una prova di intervento di spinti Duo orecchianti. “ Intellettualità,, dunque, come in tutto il resto. li gnificato dei battiti e toccamenti o è musicale (ritmo, cadenza), o è convenzionale. Nell’uno e nell altro caso si do¬ vrebbero trovare curiose differenze fra > medium dei vari e delle diverse razze. Un fakiro indiano, ad esempio, probabilmente si esprimerà con ritmi e simboh d altra na¬ tura dei nostri: e cosi avremmo una prova di piu delio ril -Tfci fenomeni mediamo!, 1. quje r. «reato nella psiche dei medi, e non in esseri extraumam. Ora a usi che individuale risulta di retaggi e mimetismi dalla psic K&;r««tto le g™di «oriti, iutrodottóv, M , gemo « le piccole acquisite dalla esperienza personale. Ecco pere nella Paladino, che dà al suo tavolo una mimica cotanto meridionale, anzi napoletana. L mtellettaaMà , d^l dianismo paladiniano, per quanto a me consta, si riduce tUAl Sproposito, trova qui il suo posto un’osservazione che io sono venuto facendo, tra me e me, nello studiare l’argomento anche in riguardo alla filosofia della storia all’etnografia. La uniformità delle comunicazioni spiritiche è curiosissima: bisognerebbe analizzarla minutamente per stabilire il contrasto fra la loro monotonia^ e le caratteri¬ stiche storiche etniche e individuali degli spinti ,. Leg gSo ijSSiel « 1 libri dogmatici dell, sfinimmo Iarde- uniformità e frivolezza dei fenomeni 391 kiano, davisiano, teosofista, illuminista, ecc ci «trovadavanti a continui non-sensi. Ad esempio questo, che SoOTAte e Franklin, Tommaso Campanella e Garibaldi, *an Luigi re di Francia e Camillo Cavour ,, entrano in scena colle stesse identiche espressioni verbali (traduzione motoria del pen¬ siero) : ciò significa che il medio odierno trasporta nell Al di là le sue nozioni convenzionali. Tutto il lavoro imm® dell’identificazione sarebbe da rifare. Anche da questo lato scrive argutamente W. James: * Una cosa comune a quasi tutte le manifestazioni degli .tati ipnotici Se 'medianici, è la loro somiglianza generica nei d^ersiMndividui. L’ ‘ estraneo ,. lo ‘ spinto „ o e fatuo insi¬ gnificante e grottesco [p. es. - John King ,], oPP^e. ^ sc^nd dalle regioni più elevate, si esprime con un linguaggio inde finito vagamente ottimistico, con una filosofia vino ed acqua, in ^ spesso ricorrono frasi sull'armonia, la bellezza. « Plesso U, sviluppo morale [p. es.. " Imperator „ di Moses Malia , di Hr ò d'ALÉsv ì ‘ gran prete Liana „ della Rufina Noeggkratb, Emanuele , di For^oom, ecc., ecc.]. .Quasi Bembra che unabnona metà di tali messaggi sia stata scritta da un solo autore, sen curarsi delle persone che li avrebbero messo fuori. Non so se tutti gli Io subcoscienti dipendano in modo peculiare e in certo grado dallo * spirito del tempo , e fa esso si inspirino ma questo si può certamente affermare delle Persona ita . ■ e- «m dalie che ‘ si sviluppano , nei circoli spintici , (Pnnc. di Psicologia . trad. ita!., p. 270-1). 2. Ritmo e sincronismo. La contemporanea azione a distanza su due o tie o più stili menti (tamburello, trombetta tavolino) per dare ^rc^OM. acustiche ù presenti, è stata udita e accertata, e non per tove tempo, anche jersera. Ma anche qui, oltre all. p _ contenuto intellettivo (l'accordo armonico fra gf stnimenti non si è mai udito, stante la nessuna capacita musicale della Ensapia, e quindi con perfetta corrispondenza alla sua ana musia costituzionale ), non vi è ragione di desumerne a Pr®s ‘ di più Intelligenze dell'Al di là, ciascuna delle 9»ah abbia af¬ ferrato uno strumento e abbia voluto agire in un c fanfara. Il movimento esopsichico può benissimo comuni carsi a più oggetti in una volta, sia se lo si vu calo da/ cervello del medium in forma di energia diffusa, sia che lo si creda ima proiezione di imagmi con rappiesen- tazione di movimenti. Io posso facilmeu e miag , suonare un’intera orchestra : posso, cioè, rappresentarin l 392 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II entrata in movimento dell'aria smossa da varii strumenti e con vibrazioni distinte per numero, ampiezza e timbro. Chi non è capace di zufolare una marcia quale si sente da una banda? E il fonografo non stampa forse e non ripete nello stesso tempo un numero vario di vibrazioni sonore, cosi da dare l’impressione di una assemblea parlamentare discu¬ tente, d’una banda in esecuzione collettiva, di un canto di voce umana accompagnato da violini e violoncelli? Tutto questo può fare uno stile metallico scorrente sudi una stagnuola (mec¬ canismo stupendo, ina semplicissimo): ora. perchè non potrebbe farlo — caso mai — il nostro cervello posto in condizioni di disgregazione dei centri, quando ognuno di questi ac¬ quista una maggiore indipendenza funzionale ? Non affermo che questa sia la spiegazione definitiva dello straordinario * fenomeno „ della simultaneità di suoni prodotti dal medium con strumenti diversi: dico che prima di asserire o di cre¬ dere che vari spiriti, evocati a bella posta, si siano messi bambinescamente a comporre quel fracasso, chi a soffiare in una trombetta, chi a battere colle dita su di un tambu¬ rello, chi a scuotere a ritmo un tavolino, ecc., ecc., si de¬ vono esaurire le possibilità più verosimili, e sopratutto questa: che quei movimenti elementari e discordi siano il risultato di una rappresentazione composita del medium. In quanto alla simultaneità dei toccamenti ritmici, non ripe¬ terò quanto ho detto in un paragrafo precedente : sono convinto che nel più delle volte la sincronia è apparente per ovvie ragioni fisiopsicologiche , ossia quale rappresentazione di un’associazione tumultuaria di “ fenomeni „ esopsichici. — Debbo ammettere però che vi possano essere palpamenti e altri fenomeni del genere (colpi, battiti, ecc.) sincroni, ina diversi d’indole e distanti gli uni dagli altri nello spazio, anche per un altro meccanismo: ossia in rapporto colla possibile emanazione di due, tre, quattro membra dinamiche (due mani e due piedi) del medium, ciascuna delle quali sarebbe diretta nella sua attività esteriorizzata secondo un fine distinto intenzionale. * • * Trasporto intenzionale di oggetti. Jersera “ John King „ si è imposto di dimostrare la sua abilità prestidigi tatoria, approfittando del plico dove chiudo TRASPORTO INTENZIONALE DI OGGETTI 393 le mie Note critiche alte sedute e che consegno ogni sera al professor Porro. Questi se l’era messo in tasca, quando trovan¬ doci noi immersi in debolissima luce, dirò anzi nella semi- oscurità, egli si è sentito frugare : e dopo alcuni minuti io, che ero bensì in catena, ma di fronte ad Eusapia al¬ l’estremo opposto del tavolino, mi sono sentito mettere in mano un oggetto che col tatto ho riconosciuto essere il mio plico chiuso in busta ; ma quasi subito mi è stato ritolto, è scomparso, è stato via un po’ di tempo , mi è stato ridato, poi ritolto con colpettini significativi di una mano invisibile sul dorso della mia destra. E il giuoco con¬ tinua: il plico è riportato in tasca del Porro, ripreso e mes¬ somi nuovamente fra le dita da una grossa mano che scher¬ zando mel consegna e mel riprende, poi se ne va con esso... Sempre al buio mi sento di poi consegnare un pezzetto di carta, e si rileva che è un angolo lacerato della busta del plico. Non basta: questo oggetto ha decisamente svegliato il buonumore di “ King „ : egli lo fa passeggiare ancora per un pezzo dall’uno all’altro degli astanti... finche se ne stanca e si dà ad altre manifestazioni. Questo trasporto volitivo di un oggetto ha qualcosa della finalità: lo si direbbe una burla di “John, per dimostrare il suo sarcastico modo di considerare le mie Note antispiritiche. Si può indurne un fatto di telepatia o suggestione mentale? Non credo: eravamo in troppi a sapere la cosa; è probabile, anzi quasi certo, che pure Eusapia aveva saputo di questo patto intercorso fra me e il prof. Porro, e sapeva del plico a lui consegnato ad ogni seduta e quella sera istessa, e sapeva anche la tasca dove l’oggetto era stato messo. TI fenomeno telecinetico non resta meno straordinario anche per la distanza dal medio, alla quale avvenivano quelle sue azioni complesse di psichicità esteriorata o radiante. Più probabile rimane, iuvece, la suggestione mentale in altri due trasporti consimili di oggetti, avveratisi dopo es¬ sere stati pensati e voluti da due miei compagni. Una prima volta, il sig. Fausto Ferrare si è tolta una moneta di tasca e ha pensato intensamente che la occulta “ Entità „ operante nella penombra glie la prendesse di mano e la recasse a me : ebbene, egli si trovava allora fuori di catena, ad un metro e mezzo dalla destra di Eusapia. ed io ero di fronte a costei, distante di tutta la lunghezza della catena : il fenomeno è avvenuto puntualmente come Ferrare lo pensava! Una seconda volta, lo stesso fatto si ripete per volontà del March. Da Pas¬ sano, che si trova dietro a Ferrare, quindi ancor più lontano da 894 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li Eusapia : i due soldi gli sono sottratti di colpo, e poco dopo mi sono introdotti tra le dita! La suggestione mentale è, qui, evidente, e io debbo riconoscere che, data la sicurezza morale la più assoluta in cui mi trovo rispetto ai miei col- leghi, non rimane altra spiegazione verosimile: non ci sarà però intervento di “ spiriti „ dal momento che siano accertate la facoltà telepatica e quella medianica (— animica) di muo¬ vere e spostale gli oggetti materiali senza contatto alcuno. Trova qui posto una considerazione sui fenomeni di tele- cinesia. Un grandissimo numero di persone che non hanno assistito mai a sedute e sentono in particolar modo narrare dei moti e delle levitazioni del tavolino, è tratto a ritenere che questo solo sia l’oggetto capace, per la sua forma e colloca¬ zione, di prestarsi all’attività medianica, e perciò si fa un gran discorrere sugli stratagemmi che la P. potrebbe industriarsi di mettere in opera per scuoterlo, inclinarlo, sollevarlo. Ma in queste sedute Eusapia ha scosso, mosso, sollevato, spostato, fatto volitare una folla di altri oggetti, la cui forma e col- locazione a distanza non si presterebbero ai supposti tiri insidiosi. Un tavolo grande a scrittoio, un pianoforte, dei piccoli tavolini a trepiedi, delle seggiole impagliate e delle altre pesanti imbottite, i piatti del mastice, una macchina da scrivere, delle bottiglie e dei bicchieri, calamai, lavagne, ventagli, portafogli e plichi, trombette, mandolini, chitarre e carillon s, campanelli, palle di gomma, fogli di carta e lapis, vasi in ceramica, mazzi di fiori, una borsetta, dei iaz- zoletti, un cappello, una nappa . Questo è l’elenco som¬ mario, e potrebbe continuare. Le impronte sul mastice. Anche la sera del 5 non si è ottenuta la desiderata im¬ pronta di un viso, come ne ha date tante la Eusapia: si è pro¬ dotta soltanto quella di una mano sinistra premuta a pugno semichiuso sul mastice collocato nel gabinetto oscuro. Il calco dell’impronta, che riproduco in figura, dimostra che essa fu fatta poggiando le seconde falangi delle quattro dita minori ed il bordo esterno o radiale del pollice contro la sostanza molle impressionabile. Quella mano è piccola, e non ha caratteri morfologici tali da potersi riconoscere, anche Mousei.m, Psicologia e Spiritismo 1. Tav. IV. Calco in gesso dell’impronta di * pugno spiritico „ ottenuta l.v sera del 5 giugno 1901 in una seduta di Kusapia al * Circolo Minerva „ in Genova. le impronte sur mastice 395 ss JT-= te"v ' ( ^esteriorizzazione della motncità. La medium in ZTe di°afferrare ert attirare gli oggetti, di toccare, ecc): ciò ìe costa moltissimo sforzo ed è causa ■«*«»"* di esaurì- Ists béso.p.t'rt & 5£S“sr -”4" “»e meno desiderato da tutt P uale anzi j nostri La mano che ha stampato la impronto non e gmi , è difficile dire se diversa o simile a quella della radino, •o per Ts a direi piuttosto somigliante. Ma quando si ri¬ farà la prova. si vedrà come nel mastice da vetraio una dalla diversa pressione esercitata sulla duttile SOstanza^Nep , ure si riesce a dire se sia una mano maschile o .femminile^ per 6 la sua piccolezza la direi di do^a — « per la forma del pollice che si presenta piuttosto sottile I 396 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II gato in leggiera estensione. Penso intanto che le mani “ dina¬ miche » emesse dal medio, o sono simili alla sua, il che sarà frequente, o assumono una forma e grossezza differenti, ma questo avverrà solo in un certo numero di casi: il più delle volte è una imagine di mano plasticamente proiettata in forma impersonale e che perciò non ha caratteri speciali; ossia la materializzazione teleplastica forma *■ una mano .. nient’altro, non 1; quella data mano Lo stesso direi che avviene delle teste, dei piedi, delle braccia, dei profili, tanto se materializzati per la vista quanto se per il tatto. Dna prova di questa impersonalità vaga e generica delle materializzazioni si ha nella stessa uniformità loro. Noi non abbiamo ottenuto finora (e me ne duole assai) impronte di faccie o profili, ma probabilmente al Circolo Minerva Eu- sapia avrebbe plasmato a distanza il solito volto di vecchio sbarbato, magro, a profilo adunco, a capo e a mento promi¬ nenti, a zigomi larghi, a bocca beante, che da anni ed anni la sua imaginazione sa, e quindi può, esclusivamente 01 gamzzare con gli elementi diremo u fluid ic i „ nei quali si esteriorizza la sua medianità. Tutto attorno nella sala del nostro Circolo stanno appese le fotografie dai calcili eseguiti dal eav. Chiaja sulle maschere di defunti impresse nella creta e gettate in scagliola : è un solo ed unico volto, riprodotto dalla E. le dieci e le venti volte. 0 è il suo “ doppio , : o la visione interna di quella maschera le è divenuta abituale, strettamente parlando “ stereotipa „ ; e come avviene nelle stereotipie dei pazzi allucinati e visionari, essa si riproduce automaticamente, salvo leggiere e insignificanti varianti, nel pensiero di Eusapia e quindi nelle sue projezioni di pensiero. Allo stesso modo è uniforme V atteggiamento delle mani medianizzate ed impresse da questo medium. Possono va¬ riarne la forma e la grandezza, dalla mano infantile ottenuta da \ is ani -Scozzi alla ben più grossa eseguita alla villa dei Bleeh a Montfort-l’Amaurv e anche a Genova : può qualcuna essere imperfetta o deforme, come accade assai spesso sul mastice troppo indurito : ma son sempre le punte delle dita che si imprimono divaricate; è sempre la stessa mano se¬ michiusa tra pollice e dita minori a mo' di anello, che si immerge nella pasta e ne asporta un pezzetto : è sempre lo stesso pugno spinto con forza dirittamente nel mastice o stampato di fianco dal lato del pollice. La costanza del mo¬ dello implica monoideismo dell’esecutore. Un rilievo interessante concerne il velo , che ordinaria¬ mente ricopre le membra e le faccie improntate nella creta. Morselli, Psicologia e Spiritismo, I. Tav. V. Calco in gesso dell’impronta di ‘ volto spiritico „ prodotta medianicamente da Eusapia, in Napoli (dal Cav. E. Chiaia). . . - LE IMPBON'TE SUL MASTICE 397 Whe nel calco dell’impronta da noi avuta si scorgono la u-iun e le pieghe di un sottile tessuto involgente S pugno “ fluidico t. malime sul dorso del pollice. Gli scettici obiet¬ tano per l’appunto questo dettaglio per sostenere che si tratta di un’impostura bella e buona: il medium astatamente, prima di allungare la mano o di premere con la faccia sul piano della molle e untuosa plastilina, si ricopre di un faz¬ zoletto o di altro pezzo di stoffa nascostosi in tasca, ovvero lo stende frettolosamente sulla superficie liscia, aflinchè non gli rimangano appiccicate porzioneelle di quella sostanza e non si avverta di poi sulla sua persona l'odore dell’olio di Imo ondè impastata... .... , , • Ri certamente, tutte le spiegazioni di questo parUcolaie medianico avanzate in senso spirìtico, rimangono insufficienti e 'non vincono il dubbio. - Le analogie del drappo bianco in cui si presentano avvolti 1 fantasmi, riproduce sotto alti o aspetto ma non risolve il problema — La necessita che le materializzazioni si circondino di stoffa per mantenete la con¬ densazione della sostanza fluidica onde son formate, per quanto si ripeta nel quasi costante agire delle entità invisibili pa- ladiniane dietro le cortine del gabinetto medianico pare a me una petizione di principio: e poi, perchè veli ebbeio al lora mani carnee percepibili al nudo, e impronte scompa¬ gnate da quella trama protettrice ?... — Confesso che la cosa rimane enigmatica; e mi lascia nell’incertezza anche un conato qualsiasi di spiegazione psicologica questo, per esempio, che la medium proietti l’imagine pensandola ricoperta e protetta a quella maniera da una stoffa, allo scopo, pure pen- safo.di ritirare nette la mano o la faccia dopo il contatto con la plastilina; ovverossia per il predominio dell idea fissa consistente nel trionfo della causa. Ma che funambu- lismo del ragionamento apologetico, e in tutte le dilezioni che gli si vogliano dare! Fenomeni luminosi. Apparizioni di mani e figure. La nona seduta è stata contraddistinta più di tutte le precedenti da fenomeni luminosi, lo, per mio conto, trovan¬ domi sia di fronte al medium nella catena, sia alla sua si¬ nistra come controllore, ho avuta la percezione ripetuta di codesti fenomeni. ■398 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II 1° Luci spiritiche di due qualità. — a) Le une in basso, nette e molto vivaci, a contorni precisi, di splendore giallastro, 1 le quali si muovevano dal tavolo e dalle mani del De Al- bertis come lucciole, senza però averne il ritmico alternare | di ombra e di lucentezza. Non irradiavano luminosità, erano | lente nei movimenti, e sono apparse due alla volta. h) Le altre più in alto, al di sopra della testa del medium: queste apparivano fosforescenti, azzurrognole, glo- bulose, grandi come uno scudo, persistenti e lente nella loro traslazione spaziale, a contorni sfumati; esse apparvero isolate e durarono in vista un po’ più delle precedenti. Apparizione di una ‘ mano fluidica „ nerastra. [La mono materializzata è qui raffigurata da A. Beri sso su un mio schizzo a lapis, in atto di « mostrarsi » semplicemente dal gabinetto nero, non in atto di toccarmi]. 2° Apparizioni di mani di due qualità, — a) Le une nere ed opache, uscenti dalla tenda posta alla mia destra, quasi sempre staccate o frammenti di membra, una almeno munita altresì di una porzione distale di avambraccio. Ogni volta la tenda si moveva, si gonfiava, e sembrava che dietro di essa¬ si facessero dei tentativi di liberarsene: alla fine una mano si mostrava dal bordo della tenda stessa, e si avanzava verso di me. Io non le potevo vedere di prospetto, ma solo di APPARIZIONE PI * MANI FLULDICHE „ 399 profilo e nella zona più esterna del mio campo visivo, nel fosco della penombra che si perdeva nell'angolo nero delle sopratende del gabinetto medianico: però chi era di fronte o di fianco a me le ha viste ogni volta nettamente e con linea visuale diretta. Una volta, come ho detto, oltre alla mano è apparso tutto l'avambraccio, e l’arto nerastro dinamico si è spinto avanti tino alla mia persona toccandomi alla nuca, al dorso e alla testa: il contatto da me provato fu quello di una mano carnea, tepida, vivente, a moti delicatamente intenzionali. 11 fenomeno è stato abbastanza prolungato, perchè io abbia avuto il tempo di riconoscere che la mano, comunque avesse la consistenza carnea, non era completamente costituita: che era una sinistra : che il suo pollice era volto in alto e in avanti, le dita minori ravvicinate e tenute distese : però la forma di tale mano era imperfetta, come imperfetto e sfu¬ mato era il contorno deH’avambraccio. Con questa visione mi si è schiarita quella del 29 maggio (VII seduta, p. 301); anche allora io devo aver percepito una “ forma „ reale, bj Mani bianche: per due volte furono da me viste ed una distintissimamente, in modo che ho potuto disegnarne dopo due ore la impressione. Era anche stavolta una sinistra, aperta e diretta in alto, quasi a meglio rendersi visibile, con il pollice appena addotto, le dita ravvicinate ed estese, la palma rivolta in avanti. Tale mano è apparsa al di qua della testa (Rii E. P. e un poco al di sopra di essa. La sua apparizione biancastra era visibile sul fondo nero della tenda: al polso essa terminava indecisa, ma pure indeciso ne era il contorno. La forma non era neppure morfologicamente corretta : pareva la mano di un ammalato di atrofia muscolare progressiva, lunga, scarna, dalle dita affusolate sottili, e quasi diafana: la palma era stretta. Un antropologo l’avrebbe chiamata una mano di scimmia; uno spiritista convinto la dirà una mano di defunto ; un osservatore spassionato troverà che dovendosi rappresentare alla mente una mano spettrale, non si potrebbe far meglio di quanto faccia la fantasia onirica, subnormale della E. P. Il colore biancastro della apparizione non mi è jiarso do¬ vuto a riflessione della luce esistente in quell’istante nella sala del Circolo; questa era in mezza oscurità, e se si trat¬ tasse di semplice riflessione di raggi luminosi emanati dalle candele accese nella antisala, avremmo distinto meglio il volto di tutti gli astanti, quello di Ensapia particolarmente. Per contro la mano fluidica era assai più discernibile nella sua 400 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li forma biancastra, che non il volto del medium, quantunque Eucapia apparisse ancora visibile nella regione foschissima ael Apparizione di una ‘ mano fluidica , biancastra. [Questa apparenza di - ielle — renza ai «mani bianche» ò abbastanza co¬ mune nelle sedute spiritiche, tanto di Eusapia. <P“Wato di tutti i medi a materializzazioni. Furono viste dalla Commissione di Milano l’92't all Agne as ( . Parigi (’08), eco.]. gabinetto. Forse il fondo nero della cortina, sulla quale ap¬ paiono queste impressionanti esterioraziom del psico-dina¬ mismo medianico, aiuta assai e rinforza il discernimento del FOSFORESCENZA “ FLUID ICA „ 401 loro bianco centrale o palmare e della loro sfumatura di con¬ torno; ma questo non toglie che non si debba attribuire alla apparizione una qualche sua facoltà fotogenica. Però si rimane incerti sulla vera natura e portata di questa. 0 le mani fluidicbe, aventi quei caratteri, trasformano la luce che rice¬ vono in radiazioni luminose di maggior lunghezza d’onda; e si avrebbe allora un tatto di fluorescenza. Ovvero possie¬ dono la proprietà di svolgere della luce nell’oscurità, senza calore, nè combustione sensibili; e saremmo davanti ad un fatto di fosforescenza, come tanti se ne osservano nel mondo vivente massime inferiore, tra i protozoarii, echinodermi, venni, crostacei, miriapodi, insetti, non escluso però il phylum superiore dei tunicati e vertebrati. Vi sono, fra gli altri, dei pesci abissali, forniti di organi fotogeni ; ma, quel che è più, perfino nella specie umana si è osservata la produzione di luminosità. A parte il dubbio che in molti casi riferiti da autori antichi e moderni si trattasse di parassitismo (mi¬ crobi luminosi) o di decomposizioni chimiche, restano però sicuri alcuni esempii di luccicori emanati dal corpo di in¬ dividui sani e ammalati. Il Dubuis ne parla con qualche dettaglio nel suo bel volume sulla fotogenia organica (cfr. Le<;om de Phys. génér. et eomp., Paris, ’98, p. 487). Vero è però che tra l’uno e l’altro fenomeno fisico non esiste distacco assoluto se non nella brevità del primo e nejja maggior persistenza del secondo (Ei>. Becquerel); ma appunto per il rapido comparire e sparire delle mani bianche, nonché per la mancanza di quelle fluttuazioni di luminosità che danno ordinariamente nelle tenebre le sostanze fosfore¬ scenti sia minerali, sia animali, si dovrebbe propendere ad attribuire piuttosto alle materializzazioni per sè visibili nelle sedute di Eusapia la qualità fluorescente. Per quanto ne so, esse non si rendono visibili mai in oscurità completa, ma in semi-oscurità, ossia quando nelTambiente esistono radia¬ zioni luminose da assorbire e da trasformare. E leggo che il medesimo accade per lo più nelle apparizioni mag¬ giori cioè nei veri fantasmi, tanto della Paladino quanto degli altri medii a più famose materializzazioni, per es., delle Fox, della C'ook. deU'Eglinton, della d'Espérance... fatta riserva esplicita sulla autenticità, oggi assai assai sospettata, delle loro produzioni spettrali fuor di modo meravigliose! 8° Apparizioni di larve. — Furono vedute col debolis¬ simo chiarore che proveniva dall’anticamera, giacché con¬ trariamente alle materializzazioni soltanto tangibili, quelle visive (salvo le “ luci „) hanno naturalmente bisogno di un Mor«ei.li, Psicologia e spiritismo. 26 402 PSICOLOGIA F. SPIRITISMO, II po’ di luce per essere percepite. Comparvero una prima volta mentre Eusapia in estasi profonda era attentissima- raente vigilata, e si vedeva nella penombra biancheggiare l’ovale della sua faccia convulsa e il dorso delle sue mani contratte tenute sul tavolino dai controllori. Erano forme a figura bizzarra, ma per lo più indeterminabile, che si ma¬ terializzavano al davanti del medium e in mezzo al circolo dei seduti, sei dei quali (io, De Albertis, Ferraro, Peretti, Porro, Schmoltz) le hanno percepite diversamente secondo la situazione, ossia secondo le leggi ottiche di riflessione e di intercettazione dei raggi luminosi : per ciò gli uni le hanno dette biancastre, gli altri, me compreso, le hanno viste più fosche del fondo oscuro, ora forse guardandole dal lato fio¬ camente illuminato ed ora da quello contrario alla luce de¬ rivante dalla anticamera. Una figura s’è projettata all innanzi e si è fermata alcuni secondi, di guisa che in una pausa ulteriore della seduta io l’ho disegnata : il profilo è stranissimo, con una fronte depressa, un naso enorme e adunco, un mento acuminato (forse il pizzo della barba?). Ne riporto la figura in tavola separata; ma il più importante è questo,' che un altro dei percipienti a mia insaputa, ha disegnato quel profilo e i nostri due disegni concordavano in tutto e per tutto! Salvo ad ammettere una ipotetica suggestione mentale fra noi due, questa conformità spontanea e la diversa luminosità delle “ forme „ escludono l’origine allucinatoria della nostra visione. Ricomparvero ombre una seconda volta, più tardi, dopo che Eusapia, tornata ad un certo grado di coscienza, aveva, potuto dirigere con la sua completa frase tronca e rauca altri esperimenti : credo però che fosse ricaduta in letargo. Questa volta quattro di noi (io, Da Passano, Schmolz, De Albertis) scorgemmo figure incerte, biancastre, nell’interno del gabi¬ netto: erano larve indefinibili e, certo, non erano, in quel mo¬ mento almeno, la “ forma „ o le “ forme „ da cui sentivamo toccarci e di cui vedevamo fuoruscire dalle tende le mani e l’avambraccio. La durata di codeste apparizioni e la loro im¬ perfetta consistenza dimostrata dal contorno evanescente e indeciso, non mi hanno concesso però di discernerne netta¬ mente la figura e tanto meno di disegnarla. Per questi “ fantasmi ,, che han sempre puro carattere onirico, è senza dubbio, necessaria l’entrata del medium nell’anideismo, — come lo chiamerebbe I’Ochorowioz — del “ trance „ passivo. Morseli.!, Psicologia e Spiritismo, I. Tav. VI. Apparizione di un’ombra dal profilo diabolico la sera ilei 5 giugno 1901. (Disegno di A. Berisso da un mio stilizzo a lapis). » LA TESI DELL’ ALLUCINAZIONE 403 * * * Non sono un allucinato! Quando si tratta di percezioni visive, il sospetto di una illusione sensoria, anzi di una vera allucinazione è quello che per primo sorge nella mente, così di coloro che negano la realtà dei fenomeni, come di quelli stessi che, accostatisi allo spiritismo in atteggiamento scettico, credono necessario esaurire tutte le spiegazioni normali fisio-psicologiche e ma¬ gari psico-patologiche prima di adottare quelle superuor- mali. E questo è il caso delle “ forme „ che si vedono. Non si può parlare di allucinazioni : — 1° perchè il feno¬ meno fu percepito senza che io ci mettessi nessuna tensione di animo ; — 2" perchè, ad es., la mano che ho vista dietro di me, l’ho anche sentita tepida toccarmi, per cui mi converrebbe ammettere che io sono stato vittima di una allucinazione combinata di quattro sensi: il visivo, il tattile, il muscolare e il termico ; — 3° perchè l’hanno vista altri compagni, ma solo quelli che otticamente erano in condizione propizia per ve¬ derla, ; — 4» perchè solo chi guardava nella direzione dove si formavano le larve o le mani le vedeva, mentre non le vedeva chi cercava qua e là i fenomeni da noi dichiarati e non ne indovinava la precisa località : i fatti allucinatoli suggestivi hanno altro processo; — 5° perchè le mie percezioni non collimavano con quelle degli altri, se non quando eravamo nelle identiche condizioni per riceverle dai nostri sensi e per definirle col criterio normale della ricognizione: — 6“ perchè le apparizioni ubbidivano alle leggi dell’ottica fisica, e fra le altre, a quella della loro posizione in uno spazio a tre dimen¬ sioni; — 7° perchè ero presente a me stesso, analizzavo e correggevo le mie percezioni, e mentre guardavo fissamente nel luogo delle apparizioni, seguitavo a tenere stretta nella mia la mano sinistra e a premere con la mia la gamba sinistra della P., ossia e$prcitavo un controllo rigoroso. Ora, chi eser¬ cita un controllo duplice sensorio e motorio non può dirsi in stato di allucinosi acuta. Del resto, come potrebbe la Eusapia suggestionarci im¬ pressioni sensorie cotanto particolareggiate ed intenzional¬ mente coordinate per una data percezione, nello stato di incoscienza nel quale si trova quando cade in “ trance „ assoluto? Secondo l’esperienza che noi psicopatologi abbiamo 404 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II dell’ipnotisino e che gli stessi mesmeristi hanno del magne¬ tismo animale, una suggestione non si prodnce senza il con¬ corso di due coscienze, delle quali una attiva (il suggestionatoref l’altra passiva (il suggestionato (. Anche nelle “ allucinazioni veridiche „ descritte da Gituney, Poumore e Myers con tanta penetrazione psicologica, il * fantasma , si mostra al percipiente lontano per un atto di volontà, per un desiderio o un ricordo di colui che versa in pericolo od in immi¬ nenza di morte. L’allucinazione provocata s’intende, dunque, l'effetto di un pensiero volontario e cosciente, anche quando sembrerebbe esclusa l’azione della volontà e della coscienza. Che dire allora di uno stato allucinatorio collettivo che verrebbe indotto da un soggetto inconsapevole, privo della possibilità di ideare un atto volontario e di dirigere a suo beneplacito le energie psichiche dei circostanti? Mal si riesce a comprendere il meccanismo di una allu¬ cinazione collettiva di simil genere operata da Eusapia in letargia, mentre ella non sente nulla e non fissa nel suo cervello verun ricordo di ciò che le succede attorno e di ciò che fa; mentre essa è in preda ad una sofferenza grave, e geme, e si dibatte, e chiama aiuto, e sembra sognare avvenimenti terrifici od oppressioni atroci o pericoli spaventevoli, verso i quali tutta l'energia psichica, onde può disporre in quel momento, è rivolta. In questa condizione di “ trance , agitato e convulso è piuttosto la Eusapia che cade in preda ad allu¬ cinazioni, ad emozioni, a un vero e proprio delirio onirico, molto analogo a quello delle isteriche (terza fase del grande attacco secondo Charcot) o agli incubi descritti nei libri di stregoneria (Bodin). Qualunque alienista la vegga in così com¬ passionevoli condizioni di corpo e di mente, non può nep¬ pure lontanamente supporre che in quel periodo essa sia il soggetto attivo, e che l'assistenza, composta di persone in¬ telligenti sveglie ed attente, componga una massa passiva¬ mente suggestionabile. A chi è mai venuto in mente che i fenomeni medianici e sopratutto i più importanti, cioè le grandi materializzazioni tangibili e visibili, manifestantisi solo quando i medi, come Eusapia, cadono nel trance passivo letargico, siano illusioni create dalla volontà di costoro? Rimane, è vero, il subcosciente, al quale si attribuiscono facoltà supernormali: si suppone, cioè, che anche in “ trance , le proiezioni, diciamo, allucinanti del medio acquistino una energia straordinaria, e arrivino a mettere in azione i centri percettivi dei presenti anche senza che il medio stesso pensi e voglia il fenomeno. Io osservo che il modo di procedere LE PRESUNTE ILLUSIONI DEI PERCIPIENTI 405 di Eusapia Paladino nelle sue sedute implica sempre, da parte sua, la premeditazione di ciò che deve manifestarsi : •questo primo tatto mi sembra ormai fuori di contestazione, e vale a limitare di assai la presupposta attività del subli¬ minale. Ma non basta: se badiamo alle materializzazioni tangibili o visibili, noi le vediamo spessissimo rispondere a desideri o a domande dei presenti; ora, prescindendo dall’i- dentitieazione. che può essere in parte effetto di un processo suggestivo, rimane il fatto che nella rievocazione delle forme con quei determinati caratteri il fattore passivo diventa il medium, sul cui subliminale agisce il pensiero conscio o subconscio dei percipienti. Il subliminale, insomma., è dotato di autonomia molto relativa: e il suo automatismo si com¬ pone per lo più di elementi cedutigli dalla coscienza supe¬ riore, per quanto il Mters si ingegni, col suo solito vigore, ad argomentare il contrario. In un volume sulle Illusioni pubblicato molti anni fa (“ Internat. scientifìc series „, XXXI V, 1881), Giacomo Sully, rappresentante della psicologia classica, sosteneva che tutta la fenomenologia delle sedute spiritiche è illusoria, inquan- tochè i presenti versano in uno stato di “sub-aspettazione, o di attesa emotiva , che li dispone a percepire pronta¬ mente solo ciò che lor sembra strano o misterioso, e che li porta anche, per il suo colore emotivo, ad anticipare il fatto e “ a dargli realtà,. Questo esclude, egli diceva, ogni calma attenzione; l’ iperprosessia diventa, in sostanza, una para- prosessia, poiché lo sforzo attentivo, anche per esaurimento dei centri cerebrali, li fa cadere in un’esaltazione che turba il processo normale di percezione e ricognizione. Il Sully arriva a dire che le sedute spiritiche agiscono sulla psiche come una vera intossicazione (forse voleva dire una ebbrezza), la quale non solo colpirebbe la percezione, ma avrebbe poi il suo contraccolpo : 1° nella memoria, donde le pseudo- mnesie dei fenomeni veduti ed asseriti ; 2” nel giudizio, donde i sofismi di fallace testimonianza; 3° nello stesso criterio, donde la trascuranza di ogni saggia norma sperimentale. È un quadro desolante che deriva in linea retta dalle famose e acerbissime critiche del Caupknter (v. Mental phy- siology, IV ed., p. 456', ma che non risponde a nulla di vero. Anch’io credevo che nelle sedute spiritiche ci fosse tutto quello che occorre per illudere, e anche per allucinare le persone, e propendevo al consueto dilemma : o frode, o illu¬ sione sensoria (individuale e collettiva). Ma l’esperienza, che 406 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li oramai ne ho fatta, mi costringe a dichiarare assolutamente erronea l’ipotesi esplicativa così cara al gran pubblico. Il Carpente» ha esagerato l'intìuenza perturbatrice della sua expectant attentimi : questa, in generale, si limita a modificare una semplice impressione sensitiva o sensoria reale, e la altera preferibilmente in conformità dell'emozione che si attende; però, d’ordinario, non crea ex novo una percezione complessa e duratura. La visione, ad esempio, di un fantasma materializzato in una seduta della Paladino non è un fenomeno così fugace da non poter essere ana¬ lizzato, apprezzato, e, se occorre, emendato, sia con una migliore critica delle proprie impressioni da parte di ciascun pereipiente, sia col raffronto delle percezioni dichiarate dagli altri: quando è che le illusioni da tensione di attesa hanno questo carattere ? Inoltre, se l’attesa crea i fenomeni, massime nel senso della vista, perchè le materializzazioni visibili, le luci, le ombre, i fantasmi sono poi così rare, che occorrano varie sedute di seguito prima di arrivarci? Direi, per contro, che dal lungo aspettare dovrebbe venire (e in realtà deriva) una decrescenza dello sforzo attentivo ; il che provoca una dispo¬ sizione d’ animo perfettamente opposta a quella pretesa dal Carpente», e che è, ad un dipresso, la medesima ripetuta tuttora dagli increduli fra il volgo profano e dagli scettici fra qùell’altro volgo costituito da sedicenti scienziati. Se analizzo il mio stato d’animo durante una seduta, anche quando assisto allo stupefacente manifestarsi di forme materializzate, e se lo paragono a quello che io provo mentre sto scrivendo i miei appunti, io non riesco a tro¬ varci alcuna differenza: sono calmo adesso, come ero ieri l’altra sera. Senza dnbbio, chi legge o sente narrare di ap¬ parizioni e di ombre di defunti (?), suppone che il vederle induca una profonda emozione e perturbi il corso normale dei pensieri, la formazione dei giudizi, le operazioni del processo logico: ebbene, niente di tutto ciò! Fu già notato il fatto curioso che generalmente gli individui soggetti alla telepatia veggono i fantasmi (siano essi doppi reali, o alluci- nazioni veridiche, o allucinazioni semplici) senza grande ter¬ rore e quasi senza commuoversi. Ammetto che quella fred¬ dezza può essere indizio della predisposizione individuale alla fenomenologia iperpsichica ; ma intanto io, dapprin¬ cipio, non me ne sapevo capacitare, e l'evento telepatico io lo dissi e sostenni dipendente, il più delle volte, da un dissesto costituzionale della coscienza che rimarrebbe per ciò RITORNI ATAVICI NELLO SPIRITISMO 407 indifferente al fenomeno, siccome avviene nei deliranti di fronte alle più stravaganti creazioni della loro malata fan¬ tasia. Ma adesso che, senza terrore e a mente serena, ho. visto Testa di Mammone, da una stampa del XVII secolo. [Il Bastia» ( AUerlei zur Volks- nnd Menschenku nde, 1888, voi. IJ, tav. Il) riproduce questa figura da un libro di F. Barrzt, edito nel 1606. Questo demonologo dava Mammone pel demone della « lussuria o rabbia erotica * (lovetousne&s) e lo poneva a capo della schiera dei diavoli « tentatori e arcai lappiatori »]. anch'io le “ ombre „ famose (per quanto ancora non ben con¬ formate nè personificate), escludo in modo assoluto la esi¬ stenza di un perturbamento emotivo capace di alterare la coscienza e il giudizio dei percipienti. E poi dove troveremmo noi, nel nostro pensiero di uomini colti e in massima spregiudicati, gli elementi per costruire e per proiettare imagini così tipicamente “ magiche „ come quella da me distinta e disegnata?... Io, nel vedere uscire quello strano profilo dalla mia matita, mi sono risovvenuto 408 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II di certe figure diaboliche che la fantasia popolare assegna al Gran Maligno ed agli spiriti infernali, platonici. In una opera riboccante della sua solida, quantunque farragginosa erudizione, Ad. Bastia n mi porge, come materiale di con¬ fronto etnografico e mitografico, alcune teste di demonii creati dalle paure medievali del misticismo cristiano: e tra esse ne veggo una di Mammone, il demone della lussuria, del * peccato della carne „, la quale straordinariamente as¬ somiglia al profilo caprino fattomi vedere da Eusapia. Noto che costei ha “ materializzate „ cotali figure, o figure con¬ simili, in altre sedute oltre alle nostre, per es. a Choisy... Quello da me figurato dev’essere a un di presso il profilo “ a gran naso, a fronte enorme e con barba „ veduto dai Blech a Monfort-L’Amaury... Se si considera che il suo sogno medianico non è mai privo di espressioni mimiche e anche verbali di colorito erotico, come De Rociias e G. Bois hanno giustamente rilevato, vien voglia di chiedersi se quel ceffo grifagno proiettato davanti o accanto al medium estasiato, non costituisca una simbo¬ lica rappresentazione delle imagini oniriche procreate nel fondo del suo subconscio da un serotino rinfocolamento del sessualismo isteropatico. Il “ caprone „ larvale non mostra l’occhio ardente, nè la bocca anelante nell’estro venereo, nè la lingua spinta lussuriosamente fra le labbra del Mammone mitologico; ma l'analogia è sorprendente, e la psicopatologia, convalidata dalla storia delle credenze popolari, reca indub¬ biamente qualche luce sulle barocche fantasticherie dell’a¬ tavico mondo subliminale. « * * Produzioni teleplastiche. Anche il fenomeno delle “ materializzazioni tangibili „ rag¬ giunse la sera del 5 giugno un’intensità eccezionale. Fino a qui la Paladino non mi aveva mostrato questi fenomeni a distanza tale dalla sua persona, da escludere ogni dubbio in chi sen¬ tisse descrivere i toccamenti da noi subiti e le membra dina¬ miche da noi vedute o toccate e premute o afferrate fuggevol¬ mente. Nè fino a jer l’altra sera nessuna delle manifestazioni medianiche aveva assunto quei caratteri personali che servono di base alle credenze spiritiche. Ebbene : eccomi a dichiarare LE MATERIALIZZAZIONI „ GENERICHE 409 che ho assistito finalmente a fenomeni cotanto eccezionali e per me incredibili. 1° Materializzazioni di forme impersonali tangibili , a distanza. — Già nelle sedute precedenti anche i membri della catena tiptica meno vicini al medium avevano sentito i misteriosi toccamenti di mani invisibili, pur essendo a circa un metro e più da Eusapia, la quale a questa distanza non si capisce come avrebbe potuto allungare fin là le sue braccia o le sue gambe di carne (dato che qualcuno avesse la bizzarra idea di spiegare quei toccamenti con sì fatta ginnastica dei piedi !). Ma jer l'altra sera, i tocchi, i palpamenti, le percezioni di *mani fluidiche „ avvennero quasi sempre a distanze mag¬ giori e su astanti fuori del circolo, tanto da farmi ritenere che la medianità di Eusapia fosse singolarmente rinforzata. Nei contatti vicini alla persona del medium si trova quasi sempre interposta la tendina nera o la sopratenda del ga¬ binetto : le si direbbero utensili di difesa per gli * etìiuvii , condensati. Ma nei contatti distanti cessa la funzione pro¬ tettrice e limitatrice di quelle stoffe: e si ha l’impressione di “ agenti „ affatto liberi nelle loro movenze. Il fenomeno è avvenuto sulla persona di parecchi di noi, però nella quasi completa oscurità : nè soltanto erano contatti leggeri, bensì azioni vigorose di mani e braccia percotenti, respingenti, attraenti, fino al punto che qualcuno diceva di trovarsi impegnato in una specie di lotta con personaggi percettibili solo traverso sensazioni di resistenza, di spinte, di pressioni. Gli stessi “ invisibili „ frugavano nelle tasche, ne toglievano oggetti, li portavano dall’uno all’altro; com¬ mettevano anche scherzi piuttosto grossolani, quali fregare tali oggetti sulla faccia, tirare fortemente i peli della barba, scuotere con violenza per le spalle, far reclinare con altret- tenta violenza la testa in avanti, ed altre volgarità di simil genere, tutte espressioni di una “ Intelligenza „ assai me¬ diocre, per non dire inferiore. Nessuno di questi atti aveva caratteristiche personali : * John King „ è un burlone, un bon-à-tout faire, ma senza alcuna nota individuale. L’idea fissa di Eusapia è di svegliare pur sempre la me¬ raviglia dei presenti, e quando questi dichiarano quei toc¬ camenti e quelle azioni complicate a distanza, esprime la sua soddisfazione coll'accrescere la mimica espressiva del tavolino: il mobile s’agita convulso e “ride,. Ad un tratto, essendo io fuori della catena ad osservare, Eusapia ha chiesto che io le dessi del * fluido „ e mi ha indicato che dovevo 410 PSICOLOGIA E SF11UT1SM0, II eseguire gesti magnetici verso le nere cortine del gabinetto: poco dopo si sente là entro un fruscio, il medium domanda la mia mano, io glie la porgo attraverso la catena dall'e¬ stremo opposto, ed essa me la porta fin contro le cortine. Dapprima io sento un vento freddissimo, e poi qualcosa di consistente e pastoso mi è messo Ira le dita: mi accerto che l’oggetto è un pezzo del mastice tolto dal piatto entro il gabinetto. Dichiaro però che non ho capito come l’atto sia stato eseguito : e allora Eusapia mi afferra con le sue due mani la sinistra, e mi dice di portare la destra verso l’apertura mediana della tenda; e là mi incontro, al di sopra della sua testa, con una mano destra aperta, che appena toccata la mia mi respinge: tento di avanzare e sono respinto con forza ; ri¬ tento, e lotto per un poco con questo segmento invisibile di corpo umano che mi pare guidato da una volontà decisa. ^ on basta: Eusapia sempre tenendo la mia mano sinistra fra le sue, vuole che io alzi ancora più la mia mano; lo faccio, e alla massima altezza cui io possa arrivare in punta di piedi, sento ancora la stessa mano destra, ruvida e vigo¬ rosa, di consistenza carnea, che mi afferra e stringe nelle dita. Più levo la mia, e più netta è la percezione di quest’altra mano che sembra scendere dall’alto e venirmi incontro por¬ tata da un braccio esteso verso il basso; ne sento la forma, la presa, le successive pressioni. Salgo in ginocchio sul ta¬ volino, e sempre con la sinistra nelle mani di Eusapia vado a cercare con la destra più in alto ancora : e colassi!, fra un agitarsi straordinario delle cortine e sopratende, riafferro la invisibile mano. Sono giunto cosi a circa m. 1,25 dal piano del tavolino, e a m. 2 dal pavimento ! La straordinarietà del fenomeno consiste : 1° nella distanza della materializzazione dalla persona del medio ben controllato, donde la impossi¬ bilità anatomo-fisiologica o, come si dice, materiale che sia un suo inganno ; 2° nella posizione e direzione della forma organizzata, la quale farebbe supporre che la entità cui la mano apparteneva fosse levitata fino all’altezza del pendone della finestra; 3" nella sua diversità morfologica e funzionale dalle mani di Eusapia: parvemi una destra di maschio vigo¬ roso. Evidentemente qui ho assistito ad una teleplastia di forza non comune. 2° Materializzazioni di forme tangibili personificate. — Con queste materializzazioni saltiamo a piè pari in pieno spiritismo. Tutti i fenomeni fisici, meccanici, luminosi, tele- plastici fin qui enumerati non avevano caratteri personali, LE “ MATERALIZZAZIOKI „ SPECIFICHE 411 salvo la arbitraria loro assegnazione a “John King,; la massima parte di essi (se non la generalità, per mio avviso) entra nella fenomenologia “ animica „ degli spiritisti odierni. Questi, da Aksakoff in poi, sono diventati più prudenti e meno inclinati a vedere in tutti i fenomeni la “ manifestazione , di entità occulte distinte dalla persona del medium. Se al- l’animismo così inteso, che è poi in fondo un “fluidismo,, si dà il ragguardevole aiuto che gli viene dalla dottrina del subliminale del Myers disgregatosi dalla coscienza superlimi- nale e fornito delle attività esteriorizzantisi descritte dal De Rociias, si ha una spiegazione dei fatti che ci trattiene molto al di qua dello spiritismo, perchè tacente di ogni in¬ tervento di defunti o di altre intelligenze misteriose. E tanto di qua ci trattiene, che finiamo col trovarci davanti ad un meccanicismo dei più puri, ad un vero ultra-materialismo. Altro che “ spiritualità! Ma ecco che ier l’altra sera la Paladino ci ha portato in là daH’animismo fluidico: essa ha dato ad uno di noi (al prof. Porro) una « comunicazione con personalità determi¬ nate ,. Io dico che “ ci ha portato e ha dato „ perchè anche in questa parte più alta della sua fenomenologia medianica era chiarissima in lei la volontà di produrla fino dal prin¬ cipio della seduta : il subliminale, insomma, non ha tutta quella iniziativa che il Myers, il Gyel, e lo stesso Flournoy gli attribuiscono. CXrlo Dr Pkel parla di un “ io magico „ che possederebbe, lo dice il nome, virtù misteriose e tra¬ scendentali: io credo che anche nella ipotesi del dottissimo psichicista tedesco, come in quella del genialissimo inglese (i due capisaldi dell’odierno indirizzo spiritico), manchi as¬ solutamente la prova del distacco tra l’azione dell’ io vigile e quella dell’io onirico. Comunicazioni di una entità personale. Il fatto del materializzarsi tangibile di una entità perso¬ nale di defunto che sarebbe stato identificato, richiede da me una analisi più minuta. Fin dal principio della seduta qualcuno dei presenti, dichia¬ rando i toccamenti che provava, li descriveva con caratteri 112 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II allusivi ad una individualità o femminile o infantile. Era infatti una “ manina „ che gentilmente palpava sulla testa, sulla faccia, sulla spalla il De Albertis, e dava anche “ col- pettini „ sul tavolo; una “mano di bimba, che sfiorava il dorso della mano allo Schmolz; era una “ piccola mano „ che carezzava in viso il Porro o andava a frugare nelle sue tasche o lo tirava per la giacca . Io non ho avuto tocca- menti di queste mani di dimensioni minime e di delicatezza nei gesti: le mani che io ho percepito tangibilmente erano invece piuttosto grosse e rozze, e stringevano con forza e respingevano con energia. Avremmo pertanto due generi distinti di percezioni tattili che valgono quali rivelazioni di ‘ entità „ differenti secondo gli spiritisti, ma che psico- geneticament.e potrebbero anche essere, come già dissi, la conseguenza di un partieolar modo di apprezzare le proprie percezioni dei singoli membri della catena; mentre, d'altra parte, non si esclude che il medium possa dare intenzio¬ nalmente caratteri diversi di forma e di contegno alle sue membra animiclie. LI caratterizzarsi dei fenomeni è il primo passo verso quella identificazione personale delle entità comunicanti, che è alla cima delle speranze di ogni spiritista convinto, e che è lo scoglio massimo contro il quale lo spiritismo, seria¬ mente analizzato, è andato finora ad infrangersi. Tutta la letteratura spiritica è dagli stessi spiritisti più serii ricono sciuta inetta a darci la certezza in proposito (Aksakofi. Metzger, Anastat, eco.); un lavoro non difficile di critica ha bastato per ridurre tutto l’enorme preteso cumulo di identi¬ ficazioni a pochissimi casi — si contano sulle dita di una mano ! — dove non si è saputo trovare l’origine delle in¬ formazioni date dal medium. È davvero pochino per lo spiri¬ tismo ortodosso dopo una vita cinquantenaria cosi intonsa e cosi pretensiosa ! Durante tutte le nostre dieci sedute non si sono “ evocati „ gli spiriti: questo è avvenuto per un accordo tacito fra i componenti del circolo, allo scopo di mantenere alle sedute il carattere investigatorio che dovevano avere. Tuttavia alla seconda seduta si era udita dichiarare una interpretazione assolutamente spiritica : la Sig.* cont. Rey aveva creduto rico¬ noscere al buio nella presa e nelle carezze di una mano dina¬ mica le caratteristiche percepibili di una persona a lei cara (la madre'?); ma, come narrai, fu per comune desiderio di tutti i presenti invitata a desistere da siffatte dichiara¬ zioni. Qui ognuno è libero di interpretare i fenomeni, come COMUNICAZIONI DI UN’ENTITÀ PERSONALE 413 crede, ma si vuole altresi lasciare sgombro il terreno da ogni preconcetto dottrinale. Una seconda definizione personale si è avuta l’ altra sera, ma questa volta non si è soffocato il “fenomeno, in sul nascere. Quei toccamenti e quegli atti che parevano fatti da “manine dinamiche di bimba , sono stati interpretati come 1 opera dello spirito di una fanciulla defunta a 8 anni e legata da strettissimi vincoli di parentela al prot. Porro. Dal resoconto che egli ha dato sul Secolo XIX di Genova, stralcio alcuni periodi, che daranno una idea di codesta “ personificazione „ della entità invisibile manifestatasi alla nostra seduta: ‘ La serie di fenomeni, che immediatamente seguì alla ve¬ rificazione dell’impronta, ha avuto un carattere di intima per¬ suasività personale, su cui mi sembra poco opportuno insistere in queste pubblicazioni. Mentre infatti, da una parte, non potrei sperare in altri la viva e convincente impressione che io ne ho riportato, e della quale i miei compagni di gruppo ebbero la pio va immediata nell 'accento di emozione schietta che ho dato alle mie parole, sarei d’altro lato molto perplesso innanzi di specificare la natura e l’indole delle manifestazioni veramente straordinarie, cui ebbi la ventura di assistere nella memorabile seduta del 5 giugno. “ Per eliminare ogni sospetto di impressioni subbiettive allu¬ cinatorie, delle quali io sia stato zimbello, posso ricorrere con piena confidenza alle meno importanti manifestazioni, mercè di cui gli astanti poterono, contemporaneamente a me, e senza avere speciali indicazioni mie. riconoscere i caratteri concor¬ danti dell’entità che a me, con peculiare pienezza di mezzi e con evidente gratissima predilezione, si è rivelata per il con¬ tatto delle mani e della testa, per il respiro (distintamente ed a più riprese percepito anche da altri) c per la parola. Al suono gracidante, afono, udito una prima volta, è succeduta, per mìo intenso desiderio, l’articolazione netta, limpida, indiscutibile, di una parola bisillaba, che fu pronunziata chiaramente al mio orecchio, mentre io era materialmente sicuro che la testa del medio e quelle di tutti i presenti erano a distanze non infe¬ riori ad un metro. “ Come ho detto, lo svolgersi continuo di fenomeni per sè meno importanti ha dato, indipendentemente da me e contem¬ poraneamente alle manifestazioni da me avvertite, la prova dell’esistenza obbiettiva di un'entità, i cui caratteri io non po¬ tevo aver rivelato e nessuno dei presenti poteva aver intuito. A questa, o ad altre entità insieme operanti, debbono logica¬ mente ascriversi i delicatissimi, continui atti avvertiti or dal¬ l’uno or daH'altro degli astanti, riproducenti in modo affatto nuovo, con una finezza di tratto e di espressione singolare, gli usuali sforzi di comunicazione degli occulti agenti. 414 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 ‘ Tralascio di descrivere questi atti, e quelli osservati iu una fase successiva meno intensa, e sopra tutto meno improntata a soavità ed a dolcezza. Ricordo che a un certo punto ebbi l'impressione di un braccio che mi toccasse, ricoperto da una manica di storta increspata, che non poteva appartenere se non ad un abito femminile. Sospettando potesse essere il braccio del medio, di cui tenevo la mano, portai questa al disopra, finché incontrai la sua manica, e la riconobbi di percallo satinato, adatto liscio e rasato, impossibile, anche per una persona non esperta, qual'io sono, a confondersi con la storta dianzi toccata Noi desumemmo che al Porro toccava la ventura di cre¬ dersi entrato in rapporti con una persona a lui dilettissima e il cui dolce ricordo è stampato indelebilmente nella sua memoria e nel suo cuore. La parola bisillaba, cui egli ac¬ cenna, è la piu dolce che possa esser detta da creatura umana ad un uomo : ed egli assicura di averla udita distin¬ tamente (la seconda volta); dice inoltre di avere riconosciuta la stoffa di cui discorre in fine del brano riportato. Non discuto la interpretazione personale dell’esimio astro¬ nomo ; questi in seduta dichiarò anche di avere avvertito dal lato destro, mentre controllava mani e piedi di Eusapia, “ vicino a sè come la presenza di una bambina ma non disse da quali impressioni sensitive egli traesse siffatta percezione connotativa. Anche non so se la voce da lui udita sia stata da lui riconosciuta dalle peculiari sue qualità di timbro ; certo, il tono ne era affettuoso (questo sappiamo), e la palese, forte emozione del Porro tradì il processo rapidissimo di identificazione operatosi nella sua mente. E stata la prima volta che io ho assistito ad una evoca¬ zione, ovvero alle “ comunicazioni (per quanto rudimentali) di un dato defunto, ; e la cosa vale la pena che io mi ar¬ resti un momento. Ebbene, dirò che il processo psicologico di identificazione non mi è parso avvenisse con la calma sufficiente e con tutto quell’ insieme di discriminazioni che possono condurre alla diagnosi di una personalità. Premesso che una fanciulla ottenne si trova in un periodo di sviluppo in cui mancano ancora caratteristiche individuali precise, qui si avevano troppo scarsi clementi per identificarla. Con perce¬ zioni esclusivamente tatto-muscolari e fugacissime sull’al¬ tezza della forma teleplastizzata sotto una tenda, sulla pic¬ colezza delle mani, sui giochi eseguiti col mio plico o col portar soldi dall’uno all’altro di noi (dato che codeste ope¬ razioni degli “ Invisibili „ si attribuiscano alla piccola en¬ tità manifestatasi in seguito), con una parola comunissima, COLLABORAZIONE DEI PRESENTI AI TELEPLASMI 415 per quanto soavissima, pronunciata afonicamente in modo più o meno intelligibile, e infine con la impressione di una manica di stoffa increspata, si ricostruisce appena una generica personalità infantile. In linea generale intanto è da avvertire il fatto che, nelle otto sedute precedenti, la Eusapia Paladino non aveva chia¬ mato attorno a sè altri spiriti perchè (al dire degli spiri¬ tisti) sfruttassero il suo “perispirito, se non quello a lei famigliare di “ John King Verissimo che qualcuno dei miei colleghi credette nell’intervento di molte Intelligenze attive in un tempo solo; ma oltre alla dubbia psicogenesi di co- desta pluralità, c’è da notare che nessuna di esse diede, ad ogni modo, sentore personale di sè ; e tutta la fenomeno¬ logia eusapiana, rumorosa e molteplice, svanisce per lo più in un indistinto e indeterminato assoluto. Io penso, in tale riguardo, al contributo psico-individuale e psico-collettivo dell’ambiente in cui si tengono le sedute. Evidentemente una collaborazione dei presenti — consape¬ vole o inconsapevole, normale o supernormale — abbisogna: gli “ spiriti „ vengono e comunicano per i loro amici, se¬ condo lo stile inglese in materia. Ma toltine l’Avellino e il Pe- retti che essa conosceva al suo arrivo in Genova perchè avevano già sperimentato con lei in Napoli e, credo, in Roma, Eusapia si è trovata in mezzo a sconosciuti: e perciò revo¬ cazione di defunti appartenenti a qualcuno di noi non le era possibile, secondo il concetto psicogenetico che io mi faccio di codesto fenomeno medianico, e che viene per l’ap¬ punto confermato dalla lunga assenza dal Circolo Minerva di entità personali diverse da “John „. Sono le nozioni accolte dalla coscienza vigile che scendono a fecondare, per così dire, le attività rappresentative del subconscio. E infatti il primo tentativo di presentazione di uno spirito è stato quello (messo ben presto in silenzio dal contegno del gruppo nostro) della madre della Sig.“ Rey, con la quale Eusapia soggiorna e di cui naturalmente conosce i ricordi familiari. La iden¬ tificazione di quella prima “ entità invisibile „ sentita dalla nostra compagna era così imperfettamente basata, che gli stessi spiritisti convinti del Circolo Minerva non le permi¬ sero di continuare, e, tanto meno, di ritornare a manifestarsi ; e 1’ “ entità „ non trovando l’ambiente propizio, non è infatti più ricomparsa! Nè apparse sono altre “ personificazioni „ giacché nessuno di noi le desiderava o richiedeva. Il che prova quanto di soggettivo, per parte dei percipienti, ci sia in queste “comunicazioni „ di defunti. 416 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il Per la fanciulla legata al Porro da intimi vincoli paren¬ tali, è occorso quasi un mese di relazioni tra noi ed Eusapia; il Porro ha avuto, inoltre, sedute particolari del medium (ed io ne darò il risultato nella bellissima levitazione di ta¬ volino avvenuta di pieno giorno). Ora, a questo modo si vengono a conoscere molte cose sul conto delle persone ; e la Paladino è abbastanza intelligente per approfittarne, e per accumulare nei depositi profondi della sua memoria un buon numero di ricordi costituiti da impressioni consape¬ volmente subite o anche cadute alla periferia del suo campo di coscienza, ovvero anche inconsapevolmente date. Non emerge dal suo subcosciente se non ciò che vi è stato immerso; e lo desumo dalla fatta esperienza. Questo vale per il processo di presentazione delle “ en¬ tità „ individualizzantisi nelle “ forme „ proiettate teleplasti- camente dal subliminale di Eusapia. Quanto al processo di identificazione per conto di chi percepisce col tatto quelle forme e le personifica, rilevo ancora la parte predominante che ha il soggettivo nell’apprezzamento dei contatti, delle carezze, dei gesti ed atti generici percepiti. Io trovo in essi una assenza completa di connotati personali : e sospetto che questi connotati vengano a poco a poco, inconsapevolmente, for¬ niti dal percipiente al medium nel suo stato di emozione che lo porta inevitabilmente a tradirsi, a rivelare ciò che sa e ricorda, ad aiutare con le sue progressive ricognizioni l’individuarsi o, meglio, il “ personificarsi „ del fantasma. Questo, dapprincipio non è persona, ma fantoccio : il suo manifestarsi con caratteri personali si compie gradatamente, e si ha lo “ sviluppo dell’entilà „ , come dicono gli spiritisti, per un processo di intussuscezione di elementi connotativi forniti dal percipiente cui è rivolta la “comunicazione,. Farlo per ora delle materializzazioni tangibili, dal cui pro¬ cesso formativo non escludo il fattore telepatico, cioè della suggestione mentale dal percipiente al medium, ma assegnan¬ dogli una parte molto limitata. Non forse è cosi nelle ma¬ terializzazioni visibili (che fino ad ora non ho veduto): là credo che la telepatia agisca maggiormente, ammesso che le entità telefaniche abbiano davvero le personalità annun¬ ziate e vantate dagli spiritisti, quoti est, per me, videndum ! Senza pretendere di stabilire che il fenomeno telepla¬ stico sia un prodotto psico-collettivo secondo l’ipotesi di Ochorowioz, certamente la compartecipazione dei formanti la catena esiste in larga misura nella connotazione dello “ spirito , e sopratutto nei suoi caratteri fisici costruiti con impressioni SCARSI ELEMENTI DI IDENTIFICAZIONE 417 tattili e kinestetiche (muscolari). Io, ad esempio, che con ho mai avuto l’idea di essere toccato da persone (fiuidiche), non ho potuto mai attribuire ai toccameuti una qualsiasi caratteristica personale : erano contatti per lo più fuggevoli di inani e arti che dirò irriconoscibili. Si può obbiettarmi che erano mani sconosciute, e però che non potevano avere per me caratteri morfologici e fisionomici tali che corrispondessero, nella loro impressione attuale, a ricordi miei di nessuna sorta. Tuttavia questa obbiezione cade quando si pensa che nessuno di noi. tranne che la Sig.* Eey ed il Prof. Porro, ha attribuito le mani fiuidiche a persone di sua cono¬ scenza. Dirò inoltre che le mani stesse non mi sono sem¬ brate mai intere e ben formate, tranne quando ho potuto osservarne una completa, di cui non posso escludere che non fosse la mano dinamica della Paladino stessa (o quella vera incoscientemente da lei avanzata V) : il che nel corso delle espe¬ rienze è avvenuto almeno tre volte, e a me è parso ricono¬ scerla alla forma, alla grandezza ed alla epidermide. Ad ogni modo, Pimpressione mia, per quanto concerne la identità delle manine sentite dal Porro, è che egli sia stato nel suo alletto parentale, e nella commozione dell’animo, troppo facile a personificarle. Neaneo risulta che la entità personale gli si sia manifestata interamente: egli ne avverti la presenza in quel sentimento indefinibile che si prova al buio quando una persona ci si avvicina (io l’ ho provato un’altra sera per la presenza di “ John King „ davanti al mio petto), ne sentì i tocchi delicati, il frugargli in tasca, ecc., ma niente di più personale. Più personale sarebbe stato il dato acustico, poiché il Porro ne avrebbe udita anche la voce, dapprima afona, poi nettamente articolata in una parola. TI giudicare di per¬ cezioni aitimi, massime uditive, riesce sempre assai difficile: tuttavia, siccome la parola fu pronunziata così bassa che niuno la udì tranne il percipiente, ritengo che solo il con¬ tenuto ideativo di essa (significante in modo famigliarmente affettuoso un grado strettissimo di parentela) indicasse Iden¬ tità invisibile „, non il tono, nè il timbro, nè le altre qualità veramente personali della voce. Qui davvero lo stato tensivo di attenzione aspettante produce singolari, ma pericolose acutezze delle nostre percezioni in un senso determinato. Io penso che la parola udita solo la seconda volta in modo distinto dal prof. Porro, corrisponda precisamente alla ipotesi che l'elemento subiettivo dell’ascoltante sovrappostosi all’ob- biettivo dapprima indeterminato (cioè al fenomeno acustico Morselli, Psicologia e spiritismo. 27 418 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II afonico) e fusosi imaginosamente con esso, abbia dato alla percezione uditiva quei caratteri più o meno spiccatamente personali che forse da sè non aveva. Quella imprecisione generica, quella indeterminatezza che esiste nelle manifestazioni tangibili, si deve avere anche più nei fenomeni acustici. Le voci spiritiche sono quasi sempre afone, gutturali, rauche, irriconoscibili (dato che le si vogliano attribuire a determinata persona): è detto e scritto che paiono uscire da una strozza. Non furono mai ben personificate, se non con una intensa partecipazione subbiettiva del percipiente che le udì e già era disjjosto a riconoscerle. Per lo più anche le rarissime manifestazioni vocali “ si svi¬ luppano „ (per usare un termine spiritistico), come le tangibili e le visibili: il procedimento di tale “ sviluppo „ lascia adito ad affermarne la origine psico-collettiva o, meglio dirò, inter¬ psichica fra il medium e il percipiente. Con ciò non dico che siano allucinatorie, anzi trovo che se fossero tali, cioè il prodotto di una reminiscenza interiore di ricordi, pos¬ sederebbero fin da principio carattere ben più definito e per¬ sonale, come avviene negli allucinati comuni, che spesso dicono di riconoscere le voci. D’altronde, la voce umana è assai male ricordata: provatevi a pensare alla voce di persona cara con cui abbiate dimestichezza : vi riescirà difficilissimo immaginarvela viva e sonora all’orecchio : voi la udite fioca, lontana e incerta, con qualità contuse e diffuse. Questo si verifica certamente anche nelle voci medianiche, le quali, siano pure il prodotto dell’energia radiante dal medium, debbono, per assumere un’indole personale, essere sottoposte al processo di riconoscimento per conto della persona cui sarebbero dirette. Tutto ciò io scrivo esaminando oggettivamente i fatti e valendomi delle impressioni dirette a me lasciate dall’avve- nimento. I miei criterii di interpretazione, contrarii al perso¬ nificarsi della forma tangibile di jer l’altra sera, non saranno accolti con favore dal collega, tanto in lui fu profonda e forse rimane la persuasione sull’autentica presenza di quella pic¬ cola persona. Vuol dire che in questi fenomeni, quando man¬ cano le prove oggettive, e V identificazione si compie la mercè di elementi subiettivi particolari a ciascun percipiente e in¬ verificabili in modo oggettivo, la scienza deve procedere con cautele maggiori, con metodi più severi e secondo esigenze ancora più inesorabili rispetto alla prova. E qui andiamo tutti d’accordo : spiritisti (non intendo quelli che vivono di contrabbandi scientifici); psichicisti, e psicologi. LIMITI DELLA MEDIANITÀ. DI EUSAPIA 419 ♦ * * Fenomeni invano aspettati. Ho già detto che vari fenomeni da noi chiesti non furono fino a qui ottenuti, sia perchè importavano modificazioni nella tecnica sperimentale (p. es., le bussate sul tavolo irto di chiodi, gli effetti della luce catodica), sia perchè piuttosto rari nella fenomenologia paladiniana (p. es., le voci udibili da tutta l’assemblea, le forme personificate per intero e agenti lontano dal medium, le apparizioni fantomatiche). Dirò qualche cosa su alcuni altri * esperimenti „ mancati che si prestano a considerazioni di psicologia mediumnica. 1° Non produzione di suoni melodici, nonostante la collocazione ad hoc di un pianoforte. — Il Sig. Bozzano mi ha narrato che tali suoni vennero prodotti in una seduta data da Eusapia in casa Avellino: ma con una analisi minuta del fenomeno si trova che erano tentativi di iniziare appena qualche accordo armonico semplice ; il che, a parer mio, è adeguato alla ignoranza musicale della Paladino. Anche nella narrazione e interpretazione di codesti eventi acustici risulta chiara e lampante l’importanza del subbiettivismo dei presenti: sono questi che definiscono le loro impressioni più assai di quello che esista di definito nel fenomeno reale e genuino. 2° Non scrittura di segni alfabetici. — Non ottenemmo la scrittura sulle o tra le lavagne, nè ci fu concessa veruna altra manifestazione d’alfabetismo: ciò pure in relazione col grado di coltura della medium. Gli spiritisti scuseranno la mancanza di scrittura perchè John non può servirsi di mani ignoranti per scrivere; egli esegue quei fenomeni che lo “strumento, somministrato da Eusapia gli permette (salvo che anch’esso in vita non fosse, come pare, un ignorantone) . Ma tale scusa è affatto gratuita: contraddice intanto il fatto che il presunto John eseguisca molti fenomeni che oltrepassano la abilità, la forza, la coordinazione muscolare del medium: ad esempio, come conciliare in tale supposto la mancanza di segni alfabetici o numerici con lo sforzo dinamometrico ottenuto la sera del 2 giugno, e che si spiega collo spostamento ben valutato dell’indice dello strumento? e come spiegare che “ egli , assuma l’incarico ben più de¬ licato di plasmatore e scultore nelle impronte in mastice?... Resterebbe poi incomprensibile perchè “ John ,, che riesce 420 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li a tracciare segni a lapis sui polsini o sullo sparato dei presenti, non sia in grado di imitare lo scritto stampato (leggendo materialmente nel pensiero) come fanno gli affetti da sordità e cecità verbale. Pare tuttavia che a ciò arrivi la Paladino, ammessa l’autenticità di qualche scritto me¬ dianico a lei attribuito. Infatti il sig. Bozzano dice che nella grandiosa seduta in casa Avellino in cui Eusapia suonò, si ebbe finalmente una scrittura diretta, ossia si trovò la parola morto (scritta a lapis aH’oscnro), in risposta ad una inter¬ rogazione rivolta agli occulti agenti sul destino ignoto di un parente. Sarebbe interessante accertare la verità del ferale annunzio: ma, riguardo alla materialità dello scritto che risultò in caratteri stampatelli o infantili, essa conferma la ipotesi fisiopsicologica più su esposta. 3“ Non indovinazione di un numero d'oggetti. — Questo esperimento l’ho già narrato: la divinazione del numero di faginoli da me estratti sarebbe stata un fenomeno di chiaroveggenza, come tanti se ne raccontano nella storia del meraviglioso psichico. Però il medium interrogato non ha detto il numero giusto, il che prova che se Eusapia possiede le straordinarie facoltà animiche della telecinesia, telefania, teleplastia, ecc., non è chiaroveggente, allo stesso modo che possiede ben poca capacità telestesica e telepatica. 3° Non impressione di maschere facciali sulla plastilina. — L’insuccesso, qui vale come argomento contro l’ipotesi deirOcnoRowicz, che i fenomeni siano sempre il risultato di un concretarsi sintetico delle energie dei presenti sotto forma materiale. Io invece, a parte il contributo prestato dai dinamismi biologici, assegno alla psiche dei presenti quasi soltanto l’efficacia suggestiva, ideale, non materialmente concreta. Era tanto desiderato il fenomeno, tutti noi ave¬ vamo così intensamente rivolta l’attenzione all’ impronta, che se questa dovesse venire dalla somma (fisica) dei nostri dinamismi, si avrebbe dovuto ottenere il volto medianico fin dalla seconda o terza seduta. Parmi invece che questo fenomeno vada soggetto a grandi varianti. In taluni casi lo si è ottenuto facilmente, come ne fanno fede i calchi del Chiaja; ma non l’ha, che io sappia, ottenuto nessuno dei gruppi di investigatori che studiarono la E. P., iiè a Carqueirnnne, nè a Parigi, nè all’Agnélas, nè a Varsavia, nè a Milano, nè tanto meno a Cambridge. E venuto, per contro, nella ospitalissima casa dei signori Blech a Mont,fort-l’A- maury, dove Eusapia ha soggiornato liberamente come in casa sua ! limiti dell’esopsichismo d’eusapia 421 Con ciò non voglio esprimere dubbi sulla sincerità del fenomeno: ma certo è da notarsi codesta resistenza di John anche quando (come nel nostro gruppo) tutte le circostanze sembravano favorevoli. Forse elle la E. P., malgrado tutto il nostro e suo buon volere, non è giunta con noi a quello stato biopsicbico che rende possibile la proiezione della forza suffi¬ ciente ? Questo efflusso richiede probabilmente scariche intense di energia, diciamo, fluidica. Dagli sforzi che la P. esegue quando si tratta di far un’impronta di mano o di dita (esterio¬ rizzando così le contrazioni delle proprie membra) si inferisce che lo sforzo per imprimere una faccia o testa dovrà essere ben più grande : 1° perchè si tratta di una parte del corpo che ordinariamente esegue pochi e deboli movimenti; 2° di una parte del corpo, che non ha l’abitudine nè il potere di influire sulla forma, resistenza, grandezza degli oggetti esterni; 8° di una parte del corpo, che ha caratteri troppo individuali, co¬ sicché richiede un lavoro cogitativo più intenso per essere rap¬ presentata nei suoi particolari caratteri: sudi ciò tutti avranno osservato quanto sia difficile rappresentarsi mentalmente una fisionomia, sia pur quella di persona convivente e a noi lunga¬ mente abituale; 4“ perchè le mani, stante la loro natura di organi di presa e di espressione, proietteranno più facilmente e più da lontano la energia vitale o nervosa : e questo sa¬ rebbe provato dalle investigazioni del Baradoc, dello Ciia- zarain, del Delanne e Dagret [— Trgrad], collegabili a quelle sull’od, per lungo tempo derise ma scientificamente non impossibili, del barone De Reichenbaoh. Genova, 6-7-8 giugno 1901. LA DECIMA SEDUTA. (8 giugno 1901). Uniformità e variazione dei fenomeni. Sedata ultima di questa serie, e seduta importantissima, forse la più ricca e varia in manifestazioni! Perchè? Credo che a questo moltiplicarsi ed intensificarsi dei fenomeni con¬ corrano più cause: — 1° La minore diffidenza con cui la Eusapia ci tratta dopo tante ore di comunione spiritica, avendoci trovati ben disposti verso di lei; — 2° L’aumento reciproco di fiducia che oramai tutti noi riponiamo nella sincerità dei medium: anche i più scettici della compagnia (io e Ferraro) siamo guadagnati, per lo meno, dall’evidenza dell’autenticità’ quasi generale dei fenomeni ; • — 3° La mi¬ nore importanza che noi diamo alle strettoie del “ controllo „, non già per rilassarlo fino all’indulgente compiacenza verso Eusapia, ma per averlo reso gradatamente meno fastidioso e meno discontinuo in ragione della abitudine da noi contratta in effettuarlo : io sono convinto che l’invigilare i medii non sia cosa tanto ardua da non assicurarci contro l’inganno anche senza queirincessante cercare le mani e i piedi di Eusapia e quell’insopportabile incrociarsi delle domande di prammatica : “ ha lei la mano? tiene lei i piedi ?„ : sovente con essi si interrompe l’attenzione sui fenomeni e si turba la li¬ bera loro estrinsecazione. — 4° Pongo, in ultimo, la au¬ mentata affinità psicofisica stabilitasi tra tutti noi, anzitutto fra i formanti il circolo, indi fra il circolo ed il medium : è quello che i magneto-spiritisti chiamano “ omogeneizzazione dell’ambiente „ . Io non credo che preponderi in questa mag¬ giore concordia di animi l’azione di un fattore arcano, quale sarebbe una congetturale “ polarizzazione di fluidi „ o una “ risultante media di dinamismi bio-psichici „ : parmi sem¬ plicemente che si crei e si fortifichi sopra tutto quella comu¬ nanza di sentimenti, di idee, di tendenze che è inevitabile si stabilisca fra varie persone viventi lungamente a mutuo rap- ABITUDINE E VARIETÀ NELLA TELECINESI 423 porto, in uno stesso luogo, sotto le medesime impressioni ed in circostanze ohe nelle nostre classi sociali vietano gli aperti dissensi e finiscono coll’inibire le espressioni abituali dei sin¬ goli caratteri. Ciò non pertanto sarebbe illogico negare la verosimiglianza di “ flussi nevro-psicbici „ sinfonizzantisi tra loro, come le onde hertziane. Siamo sempre nella sala solita, ma vuotata di mobili per obbligare l’attività medianica di Eusapia a darci fenomeni meno materiali dei consueti, possibilmente delle grandi ma¬ terializzazioni. Però la prima parte della seduta è consumata in una successione de’ consueti fenomeni di moti e levitazioni e battiti ritmici del tavolino, di toccamente di scherzi con la seggiola di uno dei visitatori, ecc., ecc., giacché il m.se Da Passano, che non è mai stato al controllo, ha chiesto di esservi messo iersera, e ciò induce la Eusapia a beneficarlo della solita ormai vieta fenomenologia. Siamo, dunque, sempre di fronte al doppio rilievo psicologico da me fatto: 1° la me¬ dianità è influenzata, nelle sue manifestazioni, dalle con¬ tingenze esteriori in cui il medium opera; 2° la medianità è sistemata automaticamente nella Paladino, così da renderla inetta a imaginar cose nuove (nel suo subcosciente) e da costringerla a reiterare in serie i fenomeni, a mo di un ro¬ sario sgranato sempre nel medesimo senso ! Ma esaurita la serie abituale, ecco iersera incamminarsi la Eusapia per vie meno comuni, e darci, come dissi, non solo notevolissime varianti ai fenomeni già prodotti, ma al¬ tresì fenomeni nuovi. 1. Varianti nella telecinesia. a) Per dare una risposta al dubbio espresso da qual¬ cuno, tanto dentro che fuori del nostro Circolo, che nei mo¬ vimenti. del tavolino agisse la pressione delle mani di Eusapia, jersera intenzionalmente il mobile si è alzato ora da un lato ed ora dall'altro : ossia dapprima si è inclinato obliquamente verso destra quando la mano della medium ne era sollevata dal controllore, indi si è inclinato verso sinistra nelle iden¬ tiche condizioni. Non basta : il tavolo si è alzato sui due piedi anteriori (quelli verso Eusapia), indi sui due posteriori, anche quando nessuna delle nostre mani lo toccava. Noto che tutto questo ondeggiare del mobile è avvenuto alla luce “ - - IH"-*? f 424 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II di una lampada elettrica di 5 candele! Sul cosi detto 11 fe¬ nomeno del tavolino „ io sono oramai sicuro nella mia co¬ scienza di osservatore scrupoloso: la telergia medianica di ordine cinetico è una realtà. La cosa fu resa jersera evidentissima anche in altri espe¬ rimenti. A un certo momento, e mentre avevamo una bel¬ lissima illuminazione (da una lampada a gas con reticella Auerl), il tavolino s'è mosso dal solito posto, e obbligando tutti noi ad alzarci e a seguirlo per tenerci in catena , è andato a fermarsi nel bel mezzo della sala: quivi, sotto i nostri Occhi, ed essendo noi tutti in piedi, si è sollevato fino all'altezza delle nostre teste, ossia di circa un metro dal suolo: ne vedevamo distintamente (sfido io, a quella luce!) i quattro piedi in aria, e curvandomi ne ho veduto la faccia inferiore del piano. Nessuna forza visibile lo aveva portato e lo teneva a quell’altezza: le nostre braccia estese e alzate non lo toccavano, e la medium aveva le mani pur essa in alto al livello medesimo delle nostre, ed era inoltre sorve¬ gliata da tutti noi. Quella levitazione straordinaria in piena luce è durata 15". Aggiungo che il tavolino iersera pa¬ reva in preda ad una vitalità anormale : ha battuto più volte la solfa ; si è espresso mimicamente alla sua maniera, ora brillante e burlesco, ora imperioso e violento; si è rial¬ zato almeno sei o sette volte fino a 85 ceutim. e ad un metro, mentre a luce debolissima eravamo in attesa delle impronte sulla plastilina. Cadendo dall’alto, si è poi sconquassato. Ma avvenga esso a luce o al buio, con contatto o senza, con sforzo visibile o in quiete di Eusapia, il fenomeno ha ormai per me la medesima autenticità e la stessa causa. Non lo spie¬ gano i “ moti incoscienti „ del Ciieyreul (forse applica¬ bili soltanto ai tavolini parlanti o danzanti nei salotti per puro divertimento); nè i moti iniziali, e poco estesi, ma irresistibili, del Babinet (inservibili quando manca ogni con¬ tinuità nelle linee di forza). I vecchi congegni immaginati dal Faraday, dall’HARE, dal Gasparin , dal Thcry , dallo Chambers, i più complessi del Crookes e Varlky, e i recen¬ tissimi della Commissione di Milano, di Richet, De Rochas, Wattevillk, OofioROWioz, ecc., non hanno impedito che gli spostamenti tiptici si producessero in contrasto con le for-1 mule della meccanica, con le leggi note della fisica, con il pa¬ rallelogramma delle forze, insomma con tutto il codice legis¬ lativo della scienza esatta. Che cosa pensarne , se non che naturalmente e logicamente siamo davanti a fenomeni reali derivanti da cause o forze tuttora sconosciute? TELECINESI® A GRAN FORZA 425 b) Al tavolino hanno fatto iersera degna compagnia altri oggetti mobili. Per due volte si ripetè il giuoco della seggiola tolta di sotto aH’astante, allontanata, riportata, ri¬ tolta, rimessa a posto da personaggi invisibili che sanno agire al buio senza sbagliare mai nella estensione e dire¬ zione dei movimenti. La seconda volta la seggiola tolta al Dott, Venzano viene a trovarmi mentre io sono fuori di catena seduto su di una poltroncina, a circa un metro dal mio collega ed almeno a un metro e 75 cm. da Eusapia ; e quando le pongo le mani sulla spalliera, essa mi viene presa, bru¬ scamente strappata e riportata al Venzano, che però non può servirsene in vista di un nuovo scappargli dell'irrequieto mobile. E lo scherzo continua per una buona mezz’ora ! e) Quando siamo andati nel mezzo della sala dietro al tavolo semovente, il recinto in legno e reticolato di ferro costrutto su di un lato di essa per i soci fuori di catena, si è scosso, ha ondeggiato, si è mosso quasi preso da con¬ vulsione: tutti vedemmo il fenomeno, perchè eravamo in piena luce, e la Eusapia era distante da quel recinto non meno di un metro e mezzo. ‘d) Anche in ottime condizioni di luce eravamo mentre Eusapia effettuava due volte il fenomeno Ae\Y attrazione su corpi pesatiti senza alcun contatto. Dapprima essa ha sol¬ levato sotto i nostri occhi una seggiola, sulla spalliera della quale mi aveva fatto collocare ambo le mani, applicando poi le sue sulle mie: ad un suo gesto, che dirò simbolico, di tra¬ zione all'insù eseguito coi muscoli degli avambracci , ha seguito l'alzarsi della seggiola dal suolo per circa 12-15 cen¬ timetri. Riaffermo che le mani di Eusapia non toccavano il mobile essendovi di mezzo le mie mani, ed avendo noi tutti gli occhi bene aperti in una sala pienamente illuminata. Più tardi, al finire della seduta e mentre ci preparavamo tutti ad accommiatarci da lei, Eusapia si è accostata nell’an- tieamera al pianoforte, sul quale stava un piccolo campa¬ nello usuale di bronzo; e facendo con la mano il gesto di attirarlo verso di sè, lo ha realmente smosso e a piccoli tratti condotto fino all’orlo del mobile donde è caduto in terra: il campanello ha percorso lo spazio di circa 20 cen¬ timetri e il fenomeno è accaduto a luce di due candele, al cospetto di tutta la comitiva. Basterebbero questi fenomeni elementari di telecinesi» per darla vinta ai sostenitori delle azioni psichiche a distanza in contraddizione a tutte le leggi conosciute della meccanica e della fisica. Non sono infatti le grandi e complicate ma- 426 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. Il nifestazioni della medianità quelle che possono condurre al convincimento, poiché allora l’intrecciarsi delle contingenze determinanti il fenomeno lascia adito a sospettare dei medii e a dubitare delle proprie osservazioni. Qui, invece, il fatto è semplice e percettibile in tutte le sue modalità, è chiaro e limpido nel suo determinismo: si dovrebbe, dunque, cominciare da questi effetti iniziali della facoltà telergetica, giacché un solo fenomeno di tal genere, accertato con ogni mezzo possibile di investigazione, darebbe la prova assioma¬ tica della esistenza di poteri supernormali d’esteriorizzazione dinamica. Ma vediamo: nelle condizioni in cui Eusapia ha provocato quel moto di campanello senza contatto apparente, senza applicazione visibile di una forza meccanica ordinaria, siamo noi sicuri? Vi fu l’imprevisto, è vero, da parte del medium perchè il suo passare vicino al pianoforte e il fissarsi della sua attenzione sull’oggetto eventualmente collocatovi sopra sono stati fortuiti : ma dalla sala, dove si teneva la se¬ duta, non aveva essa potuto gettare lo sguardo nell’antisala e premeditare il fenomeno?... Si è infatti parlato di una frode che essa usi commettere in detto esperimento: ossia il moto attrattivo dell’oggetto sarebbe ottenuto mediante uno dei suoi capelli che strappatasi dal capo, essa saprebbe abil¬ mente far girare attorno all’oggetto preso di mira, e tenen¬ dolo fra le dita utilizzare quale strumento impercettibile, per la sua finezza, dagli astanti. Assai semplice e comodo mezzo di attrazione ! Il tiro fu scoperto dal De R-ochas e dal Flam- marion nelle sedute di alcuni anni fa: e non può dirsi che la ipotesi del “ capello (luidico „, avanzata da qualche spi¬ ritista distintissimo, valga a distruggere il dubbio della ciurmeria cosi schiettamente degna di un’isterica. Per esclu¬ derò l’intervento di un “ capello organico , o tegumentale di Eusapia nel fenomeno di stanotte , non abbiamo altra ragione se non quella che nessuno di noi ha veduto un solo movimento di lei, atto a ingenerare sospetti (strappo del ca¬ pello, attorcigliamento al dito, cireumduzione del campa¬ nello, eoe.). Ma il non aver sorpresa Eusapia in fallo, basta a togliere di mezzo il fallo stesso? E il supporre dei “ ca¬ pelli , effimeri, fabbricati all’istante con la materia eterea o astrale, e fatti sparire magicamente, non sarà, in codesti fenomeni tuttora sub judice, un “ miracolo „ per la stessa metapsichica ed nn sillogismo di petizion di principio per la logica? ~ — — LE IPOTESI SULL’ ORIGINE DEI “ COLPI , 427 2. Varianti nella telecrasia. Denomino grecamente così i rumori e suoni che si odono durante le sedute : e ve n’è di tantissime specie ! Gli uni sono dati dai famosi colpi e battiti o raps che si sen¬ tono nei mobili , sopratutto nel tavolino medianico, nelle pareti, nel soffitto e persino nel pavimento della stanza, entro il gabinetto oscuro, talvolta vicini, tal’altra lontani, ora deboli e fiacchi, ora forti e potentissimi fino a rintro¬ narne tutta la casa... Ieri sera i raps del tavolino hanno avuto il carattere di picchi ritmici, di raschiamento, di grat¬ tamento, di fremito intrinseco nella sostanza medesima del legno... Anche questo è un fenomeno elementare, comunis¬ simo ; eppure, nè fu ancora studiato abbastanza, nè c'è mezzo di comprenderne la natura. Conosco le spiegazioni che ne hanno dato gli anti spiritisti non scienziati e gli antispiritisti scienziati, ma nessuna mi convince. Ho già parlato delle contrazioni muscolari con le quali, secondo fisiologi insigni, i medii saprebbero dare l’ingannevole percezione di quei suoni. Il Flint, clinico medico a Buffalo, pensò ad uno scricchiolìo prodotto nella giuntura del ginocchio dall’urto fra tibia e femore; lo Schifi-, che insegnò fisiologia, a Fi¬ renze e a Ginevra, attribuì i rumori al battere del muscolo lnngo peroneo; lo Jobebt, chirurgo di Parigi, credette arre¬ care prova di ciò in certi casi patologici di contrazioni clo¬ niche muscolari... Ma per chiunque abbia udito un solo ge¬ nuino rap, codesti conati esplicativi sono inammissibili, anzi (mi duole dirlo per la dignità della scienza anatomo- fisiologiea) addirittura grotteschi. D’altronde, come si spie¬ gherebbero con sussulti tendineo-muscolari i picchi e suoni produeentisi lungi dal corpo del medio, e sopratutto quel battere assieme di mani invisibili che stanotte abbiamo udito nettissimamente scoppiare a mo’ di plauso in aria, sopra le nostre teste, e dentro il gabinetto oscuro? Per quanto in apparenza i picchi interni “ spiritici „ siano di pura indole fisica o materiale, è giusto il rilievo fatto dalla Com¬ missione dell’Università di Pennsilvania nominata pel lascito Seybert (1884-87): — essi sono in innegabile rapporto colla coscienza e volontà del medium, e non ne sono affatto indi- pendenti come protestano gli spiritisti. — Ensapia sa sempre 428 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II quando e dove i pretesi esseri misteriori colpiscono e bus¬ sano: essa è, anzi, così attenta a non essere prevenuta dagli astanti e a non lasciar dubbi sulla sincerità dei fenomeni, che quando un rumore diverso, uno scricchiolìo di mobile, un urto di oggetti, un moto di seggiola induce qualcheduno in errore, è la prima a correggerlo e a dichiarare la causa del¬ l'illusione. Il rilievo torna da un lato in conferma del “ per- sonismo „ (secondo la terminologia di Aksakokf) dei feno¬ meni percussori, dall’altro vale in risposta agli scettici che sostengono la natura illusoria dei fenomeni stessi indotti per suggestione del medium sul suo circolo. * 3. Varianti nella telefonia. Jersera le “ luci spiritiche „ , che son sempre un fenomeno tra i più rari, non si formarono soltanto in aria, ma sulla stessa mia mano tenuta sul tavolino medianico. Io ero il secondo della catena, a sinistra di Eusapia, e l’assistenza era in quasi completa oscurità: ad un tratto una luce globulare , ma sfumata, di colore azzurro-verdognolo è apparsa sulla piega cutanea tra il mio pollice e l’indice, ha oscillato alquanto, si è mossa e posandosi sul dorso della mano è salita verso l’avambraccio, ivi scomparendo. Tre altre volte la manife¬ stazione luminosa si è riprodotta, e ogni volta è stata vista da tutti. Io guardavo il fenomeno con la testa piegata ed avvicinata alla mia destra, e la fiammella non mi produ¬ ceva calore: dirò anzi che neppure irradiava luce: era lu¬ minosa in sè stessa, ma non rischiarava le parti del mio corpo su cui passava. Altre luci sono apparse più tardi, in alto, di contro alle cortine nere, o sulla testa di Eusapia, ma non differivano da quelle già vedute precedentemente, se non nell’ insolito splendore. Io ne ho percepite distintamente due a livello del lato sinistro della testa di Eusapia, nel punto della breccia cranica: erano diffuse e non circoscritte. Una terza, che direi più condensata, della grossezza di una noce avel¬ lana, di aspetto fluorescente, è comparsa in alto e si è man¬ tenuta fissa per almeno 10", scindendosi poi in due e dile¬ guandosi dopo altri 10" : le mani del medium erano invigilate da me e da Venzano, ed erano nel contempo visibili in pe¬ nombra. È utile avvertire che le luci preannunziano gene- TELEFAME ED AZIONI A DISTANZA 429 Talmente altri fenomeni cospicui, soprattutto materializzazioni : e infatti, dopo quella telefonia vivissima, io ho avvertito una “ piccola mano di bimba „ accarezzarmi graziosamente il viso. Delle materializzazioni visibili (“ fantasmi „), le più rare a presentarsi nelle sedute medianiche dell'Eusapia, fino ad ora non abbiamo ottenuto che fantasmi indecisi e senza ca¬ rattere personale : se fosse da accogliersi per vera e reale senza alcuna miscela di soggettivo, la impressione visiva che il Dottor Venzano dichiarò jersera di avere provato, cioè di un'ombra avente la statura e i contorni di una “ bambina ,, noi andremmo accostandoci alla fase delle vere apparizioni. Ma peccato che tale interessantissimo fenomeno non sia an¬ cora caduto sotto i miei sensi ! Ne parlerei con cognizione di causa, mentre debbo limitarmi a riferirlo in maniera gene¬ rica, non senza osservare che la connotazione del perci- piente gli poteva essere, in parte, suggerita dalle convinzioni del collega Porro. 4. Varianti nelle azioni a distanza sulla ma¬ teria inerte. Designo in questo modo quei due fenomeni abbastanza differenti nelle loro apparenze, ma in sostanza non dissimili fra loro, che sono le impressioni su corpi molli (creta, pla¬ stilina, farina, sabbia, carta atfumata, ecc.) e gli apporti: in ambedue i casi la materia, o ciò che chiamiamo con questo nome, subisce l’azione a distanza della misteriosa forza ema¬ nante dal medium, la quale ne muta le disposizioni mole¬ colari e la situazione nello spazio. Nelle impronte vi è au¬ mento di coesione; negli apporti, che sono assai più ardui ad ammettere e ad essere compresi, vi sarebbe invece dap¬ prima cessazione dello stato coesivo (“ disgregazione ,), indi, attraversato uno spazio qualsiasi nonostante gli ostacoli ri¬ tenuti per impenetrabili, ricomparsa della identica coesione anteriore per sintesi dei suoi elementi atomici (“ riaggre- gazione ,). a) Finalmente jersera abbiamo avuto un'impronta di profilo sulla plastilina; ma ad onta degli sforzi di Eusapia, che per produrre tale fenomeno era caduta in fortissima agitazione e mostrava indubbi segni di sofferenza e di per- 430 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II turbamento (li coscienza, l’impronta è riuscita debolissima: il mastice è poco compresso, il profilo è appena appena di¬ scernibile; soltanto il rilievo del padiglione di un orecchio rivela che si è tentato applicarvi un lato della testa. Ho la certezza assoluta che tale impronta non fu eseguita fraudo- lentemente : la plastilina era stata bensì per due terzi della seduta su di una seggiola a non grande distanza da Eu- sapia e alla sua sinistra, ma questa, controllata sempre con gran rigore, non le si era avvicinata mai con la lesta (in¬ ganno troppo facile a scoprirsi da undici persone intelligenti ed accorte): inoltre, avevamo a quando a quando ispezionata la superficie liscia della pastosa focaccia. Per produrre l’im¬ pronta Eusapia ha proceduto cosi: — lamentandosi e chia¬ mando aiuto, essa si è svincolata ad un tratto dalle mani di Venzaqo e De Albertis che la controllavano, ha afferrato la mia mano e mi ha trascinato verso il gabinetto; quivi si è coperta la testa con la tenda nera e poi ha applicato l’orecchio al petto del De Albertis, comprimendolo fortemente: alla fine, come se tale sforzo di compressione avesse sortito il suo effetto, ha emesso un sospiro di soddisfazione e si è abbandonata in quasi completa risoluzione muscolare. — Io l’ho ricondotta alla sua seggiola; e rifatta la catena, mentre Eusapia era in evidentissimo “ trance „, abbiamo udito i sette colpi chiedenti la piena luce : solo allora abbiamo scoperto che la plastilina era rimasta impressionata. In tutta questa manovra v’è, lo si scorge benissimo, l’in¬ tervento volitivo del medium: non ci riesce però di scoprire la frode, e quell’impronta è, secondo me, autentica. Al pro¬ posito dirò anzi che Eusapia si è mostrata dolente di non aver potuto stampare “ orma più profonda „ sul nostro ma¬ stice : ma a giustificazione sua, sta che la sostanza preparata non era abbastanza molle. Anche gli spiriti esigono che sia loro facilitato il còmpito! b) Il secondo apporto della nostra serie di sedute eusapiane, s’è avuto iersera : forse ne abbiamo, anzi, ottenuto due. Dna prima volta, al marchese Da Passano, vigilatore di destra, è stato messo all’improvviso in mano un ramo¬ scello con due foglie verdi: si era in semi-oscurità, e quel vegetale non si trovava, per saputa nostra, nelle sale del Circolo: veniva, dunque, dal di fuori; ma in qual modo? - La seconda volta, sono apparsi due ramoscelli, credo, della stessa pianta : uno è stato ridato, da invisibili mani, al Da Passano, ma forse era il medesimo di prima; l’altro è ca¬ duto sul tavolo sfiorando il viso di Venzano. Ma anche APPORTI? - LETTURA DEL PENSIERO? 431 questi donde venivano? La pianta è botanicamente comu¬ nissima. ed io confesso che non so esimermi da dubbi gravi sulla veridicità del fenomeno: per accettare un apporto in si fatte condizioni, abbisogna una buona fede superiore alle mie forze. Vorrei che ad ogni seduta, massime quando ac¬ cadono fatti consimili di “ disgregazione e riaggregazione di corpi „ o di “ dematerializzazione e rimaterializzazione di corpi solidi „, in assolutissimo contrasto con le leggi fon¬ damentali della fisica e chimica, si esercitasse una vigilanza par¬ ticolare: vorrei lo svestimento del medium dai suoi abiti, e l’esame della sua persona a nudo (anche se convenisse ef¬ fettuare quelle investigazioni intime che tanto ferirono l'amor proprio di Eusapia a Cambridge); vorrei dati al medium stesso abiti nuovi, accuratamente ispezionati; vorrei anche un po’ più di luce o un po’ meno di oscurità; e vorrei che l’oggetto apportato fosse di tale natura da escludere l’in¬ ganno. * * * Lettura del pensiero? Un fatto di lettura del pensiero sarebbe questo: — Il De Albertis av“jva recato con sè e teneva in una tasca interna dell abito un ventaglio che una signorina di sua conoscenza gli aveva dato affinchè gli venisse tolto dalle “ Intelligenze occulte , e consegnato a me, senza che nessun altro sapesse di tale desiderio. Era, adunque, un vero esperimento tele¬ patico, che il capitano tentava ; e si è verificato appuntino. Il De Albertis stava fuor di catena, seduto su di una pol¬ troncina a un metro e mezzo da Eusapia, e là una mano è andata a toccarlo, mentre altra mano gli estraeva dalla tasca il ventaglio e lo portava da lui a me. Il ventaglio ha fatto cosi più giri attorno, trasportato invisibilmente dal¬ l’uno all’altro di noi: dippiù, ai nostri lagni di provare troppo caldo, si è messo a rinfrescarci cortesemente la faccia, utilizzando per bnona mezz’ora tutto il dinamismo medianico della Paladino. Senza dubbio, si è veduta la intenzionalità dell’agente in¬ visibile in tutto questo trasportare e trasvolare del ventaglio : ma essa non è dissimile nei trasporti e trasvoli degli altri oggetti, trombette, chitarre, tamburelli, ecc., avveratisi nelle 432 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sedute anteriori. Per contro l’azione iniziale del togliere il ven¬ taglio al suo possessore e del portarlo a me, conforme al pen¬ siero di lui, ba i caratteri della suggestione mentale. Osservo tuttavia che jersera si sono avute altre manifestazioni eguali (p. es. al Da Passano è stata presa di tasca una borsa da tabacco, e il tabacco è stato sparso sul tavolino): per ciò potrebbe anche trattarsi di pura coincidenza senza telepatia, pur restando ammirabile tutto l’ulteriore complicato itine¬ rario dell’oggetto cortesemente inviatomi, con quel mezzo nuovo di comunicazione, dalla bella sconosciuta. * * * Le materializzazioni. Numerosi e vari sono stati la sera dell'8 giugno i feno¬ meni di teleplastia: vi abbiamo toccato un punto di medium - nismo cbe raramente con Eusapia si raggiunge. 1. Materializzazione di mani isolate. Tutti gli atti superiormente descritti presuppongono la for¬ mazione teleplastica di mani operanti intenzionalmente. Il più spesso le si sentono al tatto o le si odono lavorare nell’oscnrità : non di rado esse ci toccano, e noi le tocchiamo; ci palpano, ci stringono e ei afferrano, e noi le palpiamo, le stringiamo e afferriamo. Ordinariamente son ricoperte dalla nera cortina di cotone o dal drappo delle sopratende damascate che chiudono il gabinetto medianico : più di rado, le vediamo confusamente passare davanti a noi, o di fianco a noi, come ombre fosche pro- lungantisi dal medio o fuoruscenti dalla stoffa o dalle fessure del gabinetto. E desse — ormai mi sono convinto — non sono le mani della Paladino. Eusapia ha ripetuto iersera col signor Schmolz il fenomeno della mano materializzantesi nel gabinetto, in alto, quasi al disotto del pendone : là lo Schmolz ha sentito, al disopra della testa della medio, una mano 4 grossa e robusta di uomo La Paladino, chiamando me a testimonio, ha fatto constatare che la mano fìuidica era diretta dall’alto al basso ; con ciò (si sottintende) non poteva essere la sua, senza parlare del con¬ trollo che in quell’atto e momento era severissimo. La per¬ sistenza della Paladino nel rilevare le caratteristiche più MECCANISMO E INTELLETTI7 ALITA SP1JÌ1TICA 433 minute dei fenomeni, sempre a conferma che non sono trap¬ polerie, dimostra, oltre alla sua preoccupazione costante di convincere, che essa vuole quel dato effetto e sa come si produce: con me l’ha notato di nuovo quel calmo osserva¬ tore che è Fausto Ferravo. Codesta intenzionalità è interessata, e risponde all’apo¬ stolato ed alla vanità della medium ; non ha invece ragione alcuna nella psicologia (diciamo così) degli spiriti agenti “dall’altra parte della linea Queste “ Entità „ non dovreb¬ bero avere, io penso, tanta premura di produrre fenomeni che sei vano unicamente a riprova della veridicità della medium : a che prò' consumare così la loro attività? a che prò’ ridurre l’intervento di codeste Intelligenze ad esser una dimostrazione scolastica, sistematicamente pedantesca e stucchevole, di un fatto che nessuno di noi pone più in dubbio, cioè della re¬ altà dei poteri eusapiani? Non sarebbe più utile per la causa dello “ spiritismo che ci dessero comunicazioni più intellettuali? Ma non bisogna augurarselo troppo! Gli stessi spiritisti di buon senso, messi alle strette intorno al nullo valore ed alla inverosimiglianza dei messaggi dell’Al-di-là, messi in imbarazzo dallo scisma colossale fra Kardechisti e Davisiani, cioè fra gli “ spiriti , eelto-latini che insegnano e affermano la reincarnazione e gli “ spiriti „ anglo-sassoni che la ignorano e la negano, confessano che è miglior con¬ siglio non chiedere a “.John King ,, più di quanto possa dare..', la mente della popolana di Minervino. Dicono che la fenomenologia meccanico-tisica interferisce o sostituisce sempre quella intellettuale, e Allax-Kahdec affettò dispregio perciò verso quella: i medi come Eusapia spendono l’energia loro nel far mutare di posto e di peso agli oggetti, non nel dare novello assetto alle nostre idee. Ma ecco una delle solite contraddizioni che risultano ad ogni punto dello spiritismo teoretico: Oxon, ossia Stainton-Moses, era un medium in¬ tellettualissimo e fisicamente potentissimo; e come lui, tanti altri!... Chi concilia tutte codeste asserzioni? Che una “ mano spirituale , scenda dall’alto, da tanto alto che io e lo Schmolz dobbiamo porci in ginocchio su di un tavolo per palparla e sentirne la stretta, è un’ostentazione pura di tecnica mediumnica : non certo un bisogno nello “ spirito , di rivelarsi in così bizzarra e aerea maniera. Solo uno scettico imbecille può supporre che le sensazioni di mano a livello normale siano prodotte illusoriamente da Eusapia con la sua testa (sic) o con un suo piede calzato di stivaletto (sic, sic): niuno di noi sentiva proprio la ne- Morselli, Psicologia e spiritismo. 28 434 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il cessità di quella controprova. Io, ad esempio, avrei di gran lunga preferito che mi si lasciasse ispezionare il di dietro delle cortine, il di dentro del gabinetto, per vedere che cosa vi si ordisce teleplasticamente in rispondenza alle forme tan¬ gibili per di fuori. È vero che tra le fessure del cortinaggio, smosso dal vento glaciale e sepolcrale che preannunzia i fe¬ nomeni, o quando le tende gonfiandosi vengono avanti si scostano e lasciano penetrare qualche po di luce nelle te¬ nebre del gabinetto, nulla vi si vede per solito (tranne le formazioni radianti, biancastre, di cui qualcuno ha avuta la percezione in certe sedute di Eusapia): ma si desidererebbe, ciò non ostante, penetrare di più nel mistero. Se durante l'esperienza della mano scendente dal soffitto io fossi entrato dietro le tende, avrei percepito forse il prolungamento di¬ namo-plastico, che arrivava colassi! dal corpo della medium V Ma inoltre: quella mano dall’alto non risponde a nessuna configurazione, a nessun atteggiamento immaginabile di una forma umana o antropoide. Ne ho avuta l’impressione che fosse una mano isolata, non un segmento terminale di arto e tanto meno di un arto dipendente da un corpo. Per ve- nire così dall’alto converrebbe ammettere che la persona cui quella mano apparteneva fosse salita o levitata nel vano del gabinetto oscuro, e che la sua testa, non solo arrivasse fino al vólto della finestra, ma traversasse il soffitto. Ne desumo che la medium può organizzare mani e teste nello spazio senza che con ciò esse siano parti di una intera torma umana o consimile alla umana. Debbo aggiungere qui, una volta per tutte, che le mani spiritiche sono sempre state da me percepite nei toccamente nelle pressioni, nelle strette come staccate ed attive per sè ed in sè, non come emananti da un corpo (fantasma) intero: — anche le apparizioni già indicate nelle sedute precedenti mi sono parse incomplete e frammentarie. Aggiungo che la mano da me toccata in alto era cosa morta, quasi un guanto riempito di crusca o di stoppa. Altre volte invece le mani, massime quelle sentite e toccate a livello della persona del medium, o poco piu in su o in giù della sua spalla, danno la sensazione di organi veri e vivi per sè, e non di simulacri, nè di * mani di morto „. Se penso alle apparizioni delle larve e dei profili veduti finora, sempre più legittima appare codesta mia deduzione. Anche quelle teste ed ombre (non escludo il caso contrario, ma io non ho peranco avuto la fortuna di imbattermivi) non sono mai completamente formate, e non si presentano neppure come dotate di esistenza autonoma: tutte erano in INCOMPLETEZZA BELLE MATERIALIZZAZIONI 435 un modo o nell'altro imperfette, non finite, e sempre ave¬ vano qualche nesso con la persona corporea del medium. Le ombre figurate nella seduta Vili si protendevano spiegavano in avanti, ma in basso finivano nell’oscurità indistinta e non si allontanavano dalle vesti di Eusapia con cui direi si conti¬ nuassero. Le teste, formate di profilo, ugualmente: dietro quelle teste ho sempre scorto un prolungamento dell’ombra nella direzione del medium, e dietro quello strano profilo un enorme collo allungatesi fino nell’angolo buio ove la Eusapia sedeva. Questo rapporto di continuità (o conti¬ guità?) fu già registrato da altri, se non erro da Carlo Riohet : non dev’essere, però, generale ed assoluto. Le mani formatesi in alto dietro le cortine e le braccia fuoruscenti dal gabinetto appaiono isolate : ma lo sono poi in realtà ? non potrebbero essere in invisibile continuazione animo- fluidica coll’organismo della Paladino? Sarà diversa la cosa solo per le forme personali che si materializzano al buio anche in mezzo alla sala e che entrano (dicono) in relazioni affabilmente espressive colla assistenza... Ma il mio noviziato spiritico non mi ha concesso ancora queste meraviglie, di cui i tipi classici, ma inconcepibili, restano sempre la “ Katie King „ del medium Cook, il barbuto apparso pel fluidismo (?) di Eglinton, e gli spettri numerosi evocati dalla D’Espérance. La situazione spaziale di queste teste, mani, membra, ecc., é pure assai diversa: ora sono più ed ora sono meno alte dal suolo. E pur quando dovrebbero appartenere alla immagi¬ naria personalità di “ John „, esse non corrispondono a nessuna stabile forma corporea, di statura e di mole ben determinata. Anche prescindendo dall’oscura ipotesi di Feij. Zòllner , dello spazio a più dimensioni, gli spiritisti obbietteranno che — lo “ spirito „ non occupa nello spazio una estensione come la intendiamo noi, e che può librarsi indifferentemente tanto in equilibrio nell’aria a qualunque altezza esso voglia, quanto a metà sprofondato al disotto del pavimento: poiché gli oggetti materiali e impenetrabili per noi, a “ lui , non arrecano alcun ostacolo, e ne sono attraversati, come i corpi opachi non intercettano i raggi Rontgen. — Ma al solito questa risposta urta contro la forma personale sotto cui si materializzano le entità occulte, siano o no formate dal perispirito. “ John disincarnato „ dovrebbe avere una statura e mole precisa come “ John incarnato „ ; e invero quando John è sentito da coloro che egli preme od abbraccia, che afferra o colpisce, lo dicono “ grande, grosso e robusto „ si da parere “ un mari¬ naio inglese, (è tradizionale che fosse un pirata!). Ma al- 436 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II lora, come avviene che le sue mani (se sono sempre le sue!) escano da tutte le altezze, da tutti i punti dello spazio, e siano dirette in tutti i sensi, senza nessuna relazione mor¬ fologica con una personalità avente i caratteri somatici umani ? Io spiego il fenomeno con una formazione spaziale di mani dinamiche, quali si rappresentano alla mente del medium; ossia non altro che mani, teste e corpi come tali, e senza che siano pensate quali parti di una persona intera. Questa può bensì essere immaginata dalla Eusapia (ma è caso rarissimo, che le costa sforzi straordinari di concentrazione attentiva e scariche fortissime di telergia): e allora appare il fantasma in¬ tegrale. Ma ordinariamente, per la legge fisio-psicologica del minimo sforzo, il medio non si rappresenta che quella parte del corpo che vuole fare agire nel fenomeno, sia una mano, sia una testa, ecc., e se la rappresenta nello spazio, là dove il toccamento, la stretta, la presa e il trasporto dell'oggetto, la messa in azione di uno strumento, ecc. importano che l'arto (dinamico) o il personaggio-automa i pur esso dinamico o “ doppio „) siano formati e rappresentati proprio nell’atto di toccare, di premere, di prendere, di comunicare un movi¬ mento... Sono le idee psico-motrici che per un ignoto pro¬ cesso di esteriorizzazione si organizzano invisibilmente e anche visibilmente? sono le idee-forze di Alfredo Fottillée che operano quei miracoli? . 2. Materializzazione simultanea di due mani. Io avevo espresso a bassa voce al signor Schmolz , mio vicino di destra, che la materializzazione avveniva sempre d’una mano sola per volta. Pochi secondi dopo, la mia si¬ nistra che tenevo nella destra del marchese Da Passano, è stata all'errata, sollevata, e a circa 30 centimetri dalla catena tiptiea mi sono sentito abbrancato, è il termine pre¬ ciso, da due mani distintissime, una destra ed una sinistra, le quali mi hanno stretto al polso ed all’ avambraccio fa¬ cendomi provare per alcuni secondi la loro simultanea pres¬ sione. Espongo che quelle due mani mi hanno dato l'im¬ pressione di essere rivolte in alto dal piano del tavolino, come se le braccia che esse terminavano provenissero da persona non di fianco, ma posta in basso : ho anche sentito che al di là delle mani v'erano due avambracci. Le mani erano nude e mi davano la sensazione reale di essere in carne ed ossa, di aver palma, dita e pollice, polso; ma nello MATERIALIZZAZIONI SIMULTANEE LI MANI 437 stesso tempo pareyami di sentire (forse per la loro posizione spaziale?) che non appartenevano a una persona intera, che erano membra staccate, agenti per sè. È inutile soggiungere che il controllo esisteva; che anzi ho subito interrogato i due controllori, ai quali le mani della Eusapia non erano in quel frattempo mai sfuggite. L'importanza di questo duplice contatto materiale è gran¬ dissima. Prima di tutto, quelle due inani erano un invio persuasivo (medianico) di Eusapia in risposta al mio dubbio sulla unicità delle mani toccanti. In secondo luogo, per la loro posizione e morfologia, esse appartenevano ad una entità personale sola: il che (data la bontà del controllo) proverebbe che dal medium possono partire contemporaneamente due braccia dinamiche bilaterali e differenti, con che si spiega il sincronismo dei toccamenti, quando ci sia realmente. In terzo, quelle mani, essendo una destra ed una sinistra, im¬ plicherebbero, per essere attribuite ad Eusapia, l'abilità di ingannare ambedue i controllori. Qui non è più da parlare della sostituzione delle mani tante volte supposta ed altret¬ tante non provata (neanche da me durante queste sedute). Tale spiegazione potrà evocarsi solo per una certa categoria di fenomeni, per quelli che avvengono in oscurità e nella cerchia d'azione anatomica della persona del medium; ma per quelli in luce, sia piena sia moderata, e per quelli a distanza e ad altezza tali da superare la lunghezza dei suoi arti, essa è inaccettabile: ora, la grande maggioranza dei fenomeni in una buona serie di sedute come la nostra , appartiene a questa seconda categoria, ossia consta di azioni medianiche a vera distanza e discernibili anche alla vista. Infine, pub 1 artificio indicato dal Torelli -Yiollier burlare i due invigi- latori ad un tempo? Si è pensato che Eusapia, avvicinaudo astutamente la mano destra dell’uno alla sinistra dell’altro arrivi a farli toccare, dando loro l’illusione di controllare sempre le mani del medium che cosi si trova libero di mo¬ verle a suo agio. Ma questo sospetto è ingiusto quando si vegga in qual modo si effettui il controllo, specialmente quando accadono le manifestazioni più belle e valide ; in al¬ lora I’Eusapia afferra e stringe convulsamente le mani dei due suoi vicini, le move in tutti i sensi, le porta alla testa, va alla ricerca delle mani di altri tra gli astanti... insomma non ha certamente più il mezzo di insidiare, nè di falsare la veridicità dèi fenomeni. Qui cade in acconcio una osservazione sulla qualità delle mani che si materializzano. Avrei osservato che in generale i 438 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II a sinistra della medium si sentono e si veggono mani di sinistra, mentre a destra toccano e si palpano mani di di¬ ritta. Non però costantemente: se la mano che si materia- lizza non ha altra intenzione che di farsi sentire toccare afferrare e rendersi visibile nella sua qualità di segmento termi¬ nale di un arto , allora si ha la unilateralità morfologica e simmetrica: la mano medianica, insomma, è una neo-pro¬ duzione plastica del lato corrispondente della Eusapia Pa¬ ladino. Altrettanto direi delle braccia. Ma quando il fenomeno di materializzazione mira ad altro intento, panni che non sia più così: allora le mani e le membra si formano indif¬ ferentemente nello spazio e non presentano più connessione organica colle due metà corporee della medium. Anche qui si scorge che il fenomeno varia secondo la intenzionalità della medium stessa. 3. Materializzazione di pugni e braccia. Abbastanza spesso escono dall’ombra e si prolungano' in avanti, ora ai lati della testa di Eusapia, ora a livello delle sue spalle ed ora più in alto, delle propaggini fosche, offrenti a chi le vede la impressione di grossi pugni chiusi o di avam¬ bracci imperfetti, intenzionalmente rivolti verso l’assistenza. Talvolta il loro “ gesto „ sembra di minaccia; ma per lo più la comparsa loro è un’ostentazione di vitalità (diciamo cosi) da parte degli “ Invisibili „. La cortina nera copre quasi sempre queste “ forme „ impressionanti, le quali per ciò non si protendono troppo al di fuori e difficilmente si discernono da rigonfiamenti limitati della nera stoffa. Tal¬ volta però i “ bracci Huidici „ sono lunghi abbastanza per giungere a toccare i vigilatori e perfino (mi si dice, ma finora non l’ho veduto) il secondo assistente in catena. In certi casi la “ forma „ si proietta dalla superfìcie della tenda, come se la traversasse e questa non presentasse ostacolo mate¬ riale al suo passaggio. Vi sono rari esempi di cotali pro¬ paggini che abbiano avuta apparenza chiara e biancastra come le “ mani „ : esse sono ordinariamente nere o nerastre. Ripeto che la cortina del gabinetto medianico ha in tutte queste materializzazioni tangibili una funzione riparatrice di primo ordine: ma la ubicazione delle forme teleplastiche non giustifica il sospetto che facilissimamente si offre al pensiero di chi legge od ode queste “ meraviglie che cioè siano le mani e le braccia della Paladino. La cosa è as¬ surda, per nove decimi almeno dei fenomeni: in qualcuno MATERIALIZZAZIONE DI BRACCIA E TESTE 439 solo, senza luce, la cosa è possibile. Debbo però rammentare una diagnosi fatta jersera espressamente dal dott. Yenzano, che sedendo al controllo di destra si senti prendere la mano Apparizione di un 'pugno fluidieo, minaccioso. T L’impressione visiva che ne ho avuta è che l’avambraccio protoso a pugno chinso non fosso coperto dalla tenda, ed anzi 'uscisse dal bel mezzo della stoffa. Anche questo è disegno di A. Beri sso]. di sinistra da una mano robustissima, larga, con dita vigo¬ rose, che lo obbligò a battere colpi violenti sul tavolo : quel¬ l'organo imperioso terminava (egli dice) un braccio atletico, fornito di muscoli potenti! 4. Materializzazione di teste. Le teste si materializzano allo stesso modo e nella iden¬ tica connessione colla personalità fisica della Eusapia: esse 440 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sono rivolte in avanti, se la medium mira innanzi a sè, sono invece voltate o di profilo se dessa ha lo sguardo rivolto di fianco: mai si presentano ombre i cui profili siano capovolti, e neppure rivolti all indietro. Altresì le ombre mantengono nello spazio 1 atteggiamento umano, ossia sono in piedi; colla testa in alto, le braccia in avanti, il corpo eretto o appena ripiegato. Data la ipotesi che le entità spirituali non siano contenute nello spazio a tre dimensioni, ma possano anche manifestare la loro attività in uno spazio a ne più dimen¬ sioni, secondo le idee di Zòlln'er. questo atteggiamento non avrebbe più ragione di esistere: ma sotto il punto di vista psicogenetico, esso ritorna integralmente alla rappresenta¬ zione che noi ci facciamo di una creatura umana o avente forma umana; e però il fantasma medianico appare anche in ciò un prodotto meta-psichico, non meta-ontològico. Nelle sere precedenti mi fu dato di sentire la pressione di una “testa, che si materializzava al di là della tenda. Non¬ ostante che sia difficile percepire in tali condizioni mediante la sintesi di stimolazioni successive tattili e bàriehe, posso assi¬ curare che l’impressione ricevuta da quella specie di eorpo duro grosso e rotondeggiante, non fu quella di una tosta umana intera, ma bensì quella di una testa mal formata, priva di capelli, senza propri lineamenti, una specie di cocomero (pei dirla in una parola), rivolta aneli essa dall’ indietro all avanti e piegata un po’ da un lato, precisamente come se fosse stata una copia mal riuscita del capo della Paladino. La medesima sensazione di lignea incompletezza mi fu data, alcune sere fa, da due globi (teste?) fra i quali il mio capo fu lateralmente compresso. Jeisora fui partecipe di un fenomeno assai più significante in codesto riguardo. A un dato momento mi fu di nuovo afferrata la sinistra da una mano occulta e mi fu alzata in mezzo alla catena, al disopra del tavolo, facendomi colà toccare colle punte delle dita la parte superiore di una fronte, in sulla linea di impianto dei capelli. Tale impres¬ sione fu netta: i capelli erano molti, divisi in sul mezzo, un po’ ondulati (forse arricciati), duri e resistenti al tatto, come se fossero di persona di pelo forte e ruvido : la fronte soggiacente era larga e convessa. Accusando il fenomeno, dissi che dal tatto di quei capelli duri avrei arguito fossero di colorito bruno o nero: ma più che risultato delle osser¬ vazioni di un antropologo, quella mia asserzione era un semplice tentativo per definire ai compagni la mia sensazione. I tre colpi dati fieramente dal tavolo ( “ John „ assentiva !) MATERIALIZZAZIONE DI TESTE E DI MANI NUDE 441 furono la conferma inaspettata di una fantastica definizione, e novella prova della suggestibilità del medium. Il curioso si è che altri dei presenti, suggestionati dalla mia affermazione, avvertu-ono pure col tatto il “ color nero „ della invisibile capigliatura ! C’è bisogno di dire che non era la testa di Eusapia quella da me toccata nel mezzo della catena'? Da rilevarsi in pro¬ posito il paragone che essa ha immediatamente voluto io facessi di quella testa animica con la sua testa reale, facen¬ domi toccare quest'ultima per vedere se era quella da me sentita nella forma della fronte. La differenza nella ricchezza durezza e acconciatura dei capelli, e nella forma della fronte erano abbastanza sensibili, perchè io debba escludere un tiro ; ma c’è di più : mentre toccavo la testa che dirò medianica, 10 discernevo in penombra il chiaro del busto intero della medium, la quale non si mosse. Del resto, come poteva muoversi se era ben tenuta dai controllori '? Per farmi sentire 11 suo capo verso il mezzo del tavolino sarebbe abbisognato che si levasse quasi da sedere e si inchinasse in avanti con tutto il corpo, tradendosi troppo stolidamente. Anche questa testa capelluta era rivolta in avanti, ma io ne ebbi la impressione di un frammento di persona; cioè che si fosse materializzata là dove io la sentivo, anzi in quella sola parte che io toccavo e palpavo. Dichiaro però che questa incompletezza può essere stata una mia illusione, dipendente da ciò» che il toccare al buio un punto e arco qualunque di una superficie sferica o couvessa, sveglia una sensazione locale separata e discontinua: è facile cerziorarlo coll’esperimeuto. 5. Mani multiple, diverse, eccepite anche nude e direttamente. A una certa ora della serata io sono uscito dalla catena e mi sono messo a sedere su di una poltroncina situata a destra del gabinetto medianico, a circa 80 era. dalla so¬ pratenda damascata, e quindi ad almeno 1,".50-1,".75 dalla Eusapia. Vicino a me, poco più in là, si era seduto il Prof. Porro. A schiarimento di quanto narrerò, perchè dav¬ vero ne vale la pena, riproduco la pianta della sala indi¬ cando le nostre singole posizioni. Aggiungo che io e Porro eravamo alquanto stanchi, ma in pienissima calma di spirito, per nulla predisposti ad illusioni, niente affatto ansiosi dì manifestazioni. E si era in oscurità quasi completa: daH’an- 442 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ticamera filtrava un piccolissimo chiarore, che non lasciava distinguere nettamente neanco i contorni delle cose. Mentre avvenivano nella catena i soliti toccamenti e spo¬ stamenti di oggetti, ed io stavo alquanto distratto a udire i miei compagni accusare questo o quel fenomeno, ho avuto Pianta della sala e disposizione della catena al finire della seduta dell’8 giugno 1901. [Ln parte punteggiata del gabinetto oscuro indica la zona dove nrean burnente si materializzavano le . forme»; « !.. r ind" ,lnó tre osi di°meSTnl8lVev drappeggio della Hnestra che si avanzava versò 1 *!c - in x >° ho avuta la percezione tattile di una . forma » invi¬ sibile con alcune apparenze morfo-flsiologiclie infantili]. ad un tratto sugli stinchi un fiero colpo: era la seggiola del doti. Venzano, che gli veniva bruscamente tolta di sotto ed era gettata con violenza dalla mia parte. Dopo aver notato entro di me che tale urto maldestro contraddiceva alla supposta nittalopia delle “ Intelligenze „, ho presa la seggiola e ho tenuta ferma con la sinistra appoggiata sullo schienale- un tosamento leggero e fugace mi ha fatto capire che si stava per riportarmi via la seggiola. Ho allora distese le due gambe sul sedile per assicurarmene, ma tosto ho avvertito 1 atto di presa di una mano invisibile, indi varii conati per togliermela. Per un po’ ho voluto resistere e ho infatti ob¬ bligato 1 occulto agente a lottare con me, finché, rinforzando il suo attacco vigoroso, “ egli , è riuscito a strapparmi la 443 UNA FORMA PERSONALE TELEPLASMATA seggiola di mano ed a ridonarla rumorosamente al Venzano. Annoto di passata ehe queste lotte atletiche sono un diverti¬ mento per “ John ,, come ce ne diede prova la sera delle lavagne! Ed anche jersera il via-vai autonomo, in parte scher¬ zoso, in parte violento, della seggiola da Venzano a me e da me a V enzano, è durato un bel pezzo, tanto che ambedue ne eravamo infastiditi. Poco dopo quasi che la medium avesso voluto con questo primo esperimento assicurarsi che io ero nella sua cerchia, d’azione — hanno cominciato i più straordinari fe¬ nomeni di tutte le dieci sedute: siamo entrati, cioè, a vele gonfie nell alto mare delle medianità telepl asmatica. Tutto il panneggiamento laterale, sopratende e cortine, si gonfiava e si avanzava verso di me, fino a toccarmi : mi si stimolava quasi a palparle, ed io ho infatti sentito dietro di esse della resistenza : durante questo palpamento allungando io le mani, esse mi sono state afferrate e strette più volte. La prima volta mi stringevano mani piuttosto grosse, forti, maschili, e mi sono rivolto al Porro per esprimergli il dispiacere di non avere, mai potuto toccare le piccole mani che tutti dicevano di sentire: orbene, subito (questo è da registrarsi) la tenda si è riavvicinata a me, e al di là di essa ho potuto avvertire affer¬ rare e [tal par e in tutti i sensi una manina corta, piuttosto larga, dalle dita tozze, una mano di fanciulletto, ma non ben formata: le sue dita troppo corte non riuscivano a cir¬ condare, a prendere, a stringere la mia mano. Con ciò ho avuto la prima manifestazione dell “ entità „ non visibile che si organizzava dietro la tenda, avanzandosi nella sala. Avendo detto che le malli mi si facevano sentire sempre coperte dalla stoffa, e che così mi si rendeva incerta la perce¬ zione della loro forma, la tenda si è riavanzata verso di me, ina si è spostata verso la parete per lasciare adito in mezzo : allora, dall’orlo ne sono uscite due mani (dico due) di adulto in carne ed ossa, le quali hanno afferrato e stretto con pres¬ sione significante ambe le mie. Qui è palese l'intenzionalità dell agente, ma è pur sempre la medium preoccupata d’a¬ gire per convincermi. L impressione delle due mani nude ena tanto realistica che ne ho sentito l’intera forma, il pol¬ lice e le dita, le masse muscolari, le pieghe volari, la epi¬ dermide, il tepore. Ma... eran forse le mani della Paladino? No, 1 inganno era impossibile : non solo in quel momento il controllo era ottimo, ma dippiù io mi trovavo a tale distanza e seduto così in basso, da risultare impossibile che le mani mi giungessero dalla Eusapia senza una fenomenale 444 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II creatura disattenzione dei controllori. E poi si era al semibuio ma l’in "*£Ì*Tl, '■ ii ZÌI se si tosse levato da sedere e fosse venuto fino a me Ad- «lungo che le mani animiebe erano più grosse e vigorose di quelle a me ben note della Eusapia. vigorose 6. l' orinazione stereoplastica di una ottenne. n, " mera^li« : » della serata non erano finite : mi si è manifestato, tangibilmente, un “ fantasma , o meglio dirò “ 113 stereoplastica avente la statura, il volto e il con¬ tegno di una creatura umana vivente. Non l’ho veduta cogli occhi perchè la tenda accostatasi a me la copriva tutta ma l’ho percepita benissimo facondo funzionare in modo OlO W. tallii, . il „,i0 ZZhL - vevo gran desiderio di accertarmi che quelle piccole mani appartenevano ad una forma più completa e l’ho espresso forte al Porro: questi poi mi Lse dTZa-e durante la serata nutrito ripetutamente egual desiderio, rivolgendosi col pensiero „ alla piccola entità che gli si era manifestata aftnchè anche « me fosse dato di sentirla e di convincermi di nuovo TrTT aCCadllt0- QuelJe piccole mani mi hanno nuovo toccato, quasi per avvertirmi che essa era là sotto- indi una grossa mano di adulto mi ha presa la sinistra 1 ha alzata fino a circa m. 1,25 dal suolo, e traverso la stoffa coernoTegg,°fi m‘ ha fatt° palI,are dall’alto al basso un chemihadaroh «T*?8’ della Rudezza di una testa e esse,” m a t ® lmPressl0ni cutaneo-kinestetiche di a6, h° palpat0 nettissimamente il profilo la fronte il dorso del naso, gli incavi degli occhi Paper pureboa e:-lnfa t0’ SOp,'a k fr0nte ho anche avvertito (op- P Onl) v^fUnt° I0’ Per Slncretls"10 sensazionale ?) dei capelli smunto e maTn "* T* ““ PTTOmÌ di P-filo accentuato smunto e magro : ne ho ricevuta 1 impressione di una faccia voltaf^in suasorio r ^ e,n°"- m°rta> giacchè sembrava voltata in su, e sotto la mia palpazione m’è parso che si mo¬ vesse nelle palpebre e nelle labbra. Due volte la mia sinistri riXrr rihri * t **»«««» « tutto ?■?’ • Iff VII /‘ “ 'r,l!eri‘ che potuto raccogliere tutta 1 energia della mia attenzione in modo da acuire la straordinaria percezione. Ho potuto infatti disegnare seduta 5 TteJad Pr?m° u arn° 6 delicato di fanciulla. Si! perchè dal tatto quel volto mi si raffigurava alla mente come Morselli, Psicologia e Spiritismo, I. Tav. VII. Ricostituzione ideale della faccia di fanciulla percepita in una materializzazione n tangibile parziale la sera dell* 8 giugno 1901. (Disegno di A. Berisso da un mio schizzo a penna). I . FNA FORMA PERSONALE TELEPLASMATA 445 quello di una creatura di 7-8 anni (il prof. Porro dice che 1 età corrisponde a quella della entità per lui evocata). La tavola che annetto è la riproduzione artistica del mio ab¬ bozzo, coll’avvertenza che i tratti del volto che vi si vede sono la rappresentazione ideale di eiò che ho toccato. Una terza volta quella manina mi ha ripreso, e ’ dopo che essa mi aveva sollevato la mano (quasi volesse portar¬ mela all altezza di quel viso) io mi sono sentito premere due labbra sul pollice nella prima falange, uno al lato dorsale ed uno al lato volare, fortemente, cosicché ho gridato- mi morde . .. Era invece un bacio che la creatura, sentita dal mio tatto a traverso la tenda, voleva stampare sulla mia mano. Intatti dopo avere mantenuta per alcuni secondi e ripetuta quella strana pressione, quasi un succhiamento del bordo radiale del mio pollice, le labbra si sono separate : e tutti abbiamo udito il rumore, la esplosione di un bacio ! Lieo tutti, perchè in quel momento l'intera assistenza, sotto lo stupore delle mie ininterrotte ma calme definizioni dei fe¬ nomeni che percepivo, taceva, e nel silenzio il rumore del bacio scoccato è stato distintissimo. E dopo il bacio si è udito da molti dei presenti un sospiro, quasi quell’atto avesse costato alla invisibile creatura uno sforzo penoso o anche corrispondesse ad un sollievo: ma io, che non l’ho raccolto col mio senso acustico, ritengo che sia stato ema¬ nato dalla Eusapia come ordinariamente le accade dopo i piu cospicui fenomeni psichici. La medium era stanchissima e la seduta si è levata in mezzo ai nostri commenti. Che durante questa successione di fenomeni medianici fos- sero le mie percezioni un fatto reale e esatto, che io non sia stato cioè vittima di allucinazioni, nè di illusioni, parmi dimo¬ strato : — 1° da ciò che le sensazioni di tatto erano unite in me alle muscohin, alle visive (vedevo la tenda e ne seguivo cog h occhi 1 avanzare, il gonfiarsi, il retrocedere), ed alle acu¬ stiche, per costituire il complesso del fenomeno ; - 2“ da ciò che le mie sensazioni sono state condivise da altri fra i presenti da quelli che erano in posizione, ad es., da vedere nella pe- nombra 1 ondeggiare e lo spostarsi del drappeggio, da sentire il fruscio della tenda che si muoveva verso di me, lo scoccare del bacio il sospiro ; - 3° da ciò che il fenomeno s’è ripetuto per mia domanda cosicché ho avuto mezzo di analizzare fredda¬ mente e di rinforzare le mie sensazioni, di meglio riconoscere, ad es., la lunghezza e finezza del profilo da me palpato, la piccolezza e cortezza delle mani, ecc., ecc. Se dovessi dubitare- 446 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II della realtà di tali percezioni, dovrei allora ammettere che m piena veglia della coscienza, con libero il sensorio da ogni altra impressione contrastante, con un processo inten¬ sificato di attenzione e di critica delle mie sensazioni, io divento un illuso e un allucinato. Ma che allucinazioni sa¬ rebbero ad ogni modo, queste mie, se non quelle ‘ veridiche eli (jubnkt, Poomore e Myers?... Un po di teoria sulle materializzazioni.... A chi mi chiedesse che cosa io opini circa a queste roa- infestazioni, risponderei di trovarmi al cospetto di fatti cosi strabilianti che non oso tentarne una spiegazione : e se ora la tentassi, vorrei prima mettere innanzi le mani per non ca- pi tombolare nell inverosimile. Dunque uno “ spirito , materializzato ? Confesso che questa è la spiegazione più semplice e, come direbbe Brof- ferio, piu economica: ma io diffido sempre delle semplifi¬ cazioni, e quando si vuole spendere poco (in questo caso sarebbe un risparmio di lavoro mentale) si finisce col mo¬ rire d inedia. Per adesso mi contento di dire : il fatto c’è ma non c’è la spiegazione del fatto. Mi occorrono, anzitutto.’ altre prove, le quali non abbiano troppa apparenza di opnor- tunisino, di argomentazioni ad hominem come quella di iersera • in secondo luogo, voglio che servano a farmi comunicare con esseri a me solo conosciuti, e non ad altri. Io penso che la prova di identità, tanto facilmente ammessa da' creduli spiritisti, debba essere convincente e non derivare troppo dall apprezzamento subiettivo della persona a benefizio della quale ha luogo 1 ‘apparizione spettrale,. Una prova d’iden- ìta sarebbe accettabile solo quando avesse le seguenti con- ,!°ni .l0 riconoscimento completo di una intera perso¬ nalità tisica e morale di defunto: 2° rivelazione di circo¬ stanze di fatto e di luogo, e di persone e di avvenimenti, ignorate da tutti i presenti: 3° esclusione d’ogni possibile o verosimile azione telepatica. Nel caso nostro siamo a mille miglia da questo programma minimo delle identificazioni: dubitavo 1 altra sera ; dissento in modo assoluto dal collega 1 orro dopo i fenomeni, per quanto stupefacenti, di ieri sera Invero, da quanto io ho potuto verificare nelle sensazioni DIFFICOLTÀ E LACUNE DELL’IDENTIFICAZIONE 447 che danno codeste materializzazioni, panni che la identifi¬ cazione sia molto arbitraria. Con elementi cosi scarsi come, sono una manina mal formata che carezza o che ci tocca, un visino palpato attraverso una tenda e dal profilo scarno e allungato, ma vagamente marcato e inespressivo, una bocca che bacia e emette un sospiro (?), e una voce fievole che dice in modo indistinto papà o mamma o figlio mio (udita solo da colui cui sarebbe diretta), non si ricostituisce una deter¬ minata individualità. Sono elementi frammentarii che la mente del percipiente collega e fonde per un rapido pro¬ cesso di associazione, ma senza quell'analisi critica e com¬ parativa, senza quella sicurezza di ricognizione, che un tanto evento richiederebbe. Nello stato d'animo in cui si trova uno spiritista credente o uno inclinato a credere, avviene la fusione (e confusione) di sensazioni talvolta assai distinte perchè manca il tempo di discernerne le dissomiglianze, o perchè l’emozione porta istintivamente a non tener conto sufficiente di quelle che ci sono. Si dirà : sono intuizioni ed hanno il suggello della verità dalla loro stessa immedia¬ tezza . . ma questa opinione può andar bene per dei teo¬ sofi, non per un uomo di scienza. Il soggettivismo in co- desti apprezzamenti è tale che si arriva rapidamente alle conclusionali del ragionamento di percezione (come direbbe A. Binet); e l’emozione che guida o, meglio, che sprona in questa operazione mentale, quasi sempre obbligatoriamente rapida, può celare e coprire tutte le manchevolezze e irre¬ golarità illogiche di tale ragionamento. Io non mi sono persuaso che dietro la tenda si fosse formata una personcina intera : quelle piccole manine, quel fino pro¬ filo, mi sono parsi frammenti di una materializzazione che non si completava. Dirò ancora più : dalla posizione spaziale delle mani e della faccia, ho bensì ricevuta l'impressione sintetica di un piccolo essere, di bassa statura, di 7-8 anni, ma quell’ “ entità „ era in pezzi, mal formata, e costruita a un presso a poco. Nè le sue parti erano proporzionali fra loro : ad esempio, la faccia era certamente troppo lunga per le mani, le labbra che mi strinsero il pollice troppo grosse e sporgenti per essere quelle di una faccia puerile. E l’avenni fatto palpare separatamente e con ostentata insistenza prima le mani, poi la faccia, poi le labbra (quando queste mi premevano e mi baciavano avevo l’impressione che fossero staccate da ogni corpo e come autonome), e l’aver fatto scoc¬ care al momento opportuno il bacio, poi emettere il sospiro, costituiscono nell’insieme un procedimento frammentario che 448 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 va dal semplice al composto e sembra piuttosto una manovra progressivamente calcolata di persuasione su di me da parte del medium (o dicasi pure, da parte di “ John A che non una rivelazione spontanea del mondo spirituale. 8e dell occulto „ c’ è, esso rimane insomma nel modo con cui tuli apparizioni si tormano ed operano, più che nel- 1 aspetto eventualmente personale da esse assunto. La per¬ sonificazione mi sembra il risultato di un processo psicolo¬ gico avverantesi in massima parte fuori della cerchia d’azione el 'ne.di ; e infatti è rarissima, il più delle volte imperfetta: la storia dello spiritismo si è composta a furia di aneddoti non sicuri, di riconoscimenti approssimativi, di rassomiglianze prese per eguaglianze... Neanco “ Katie King,, il fantasma classico, sè mai saputo “ chi fosse .., e tutto porta a cre¬ dere che, se autentico, usci dalla fantasia sognante di Fio¬ renza Look Così per queste materializzazioni delle sedute d Jtusapia. Checché si dica, sono impersonali, o solo parzia- lissimamente personali nei connotati, nell’ indole o natura e nella attività di esse. Per la loro natura si tratta evi¬ dentemente di formazioni teleplastiche costruite sempre per un Insogno o per un desiderio o per una suggestione del medium : e la loro attività si riduce ad un giuoco, non già soltanto di scarso valore nel contenuto intellettuale (su di ciò, sia per la generalità dei casi, sia per qualche caso parti¬ colare, sono anche disposto a transigere cogli spiritisti), ma anche di povero significato emotivo ed affettivo, senza al¬ cuna caratteristica schiettamente personale. Questi “ defunti „ ci si rivelerebbero in condizioni talmente basse di intelletto e di sentimento, con tale impersonalità ed apatia affettiva, da obbligarci ad esclamare : “ se è avvenuta in voi codesta mi- „ ,’01’azlonf, qualitativa della vostra personalità mentale, , *. IT1 là Jove siete : è più confortante per noi, è più dignitoso per voi, è più morale per la umanità credente , ! -Non è in questa maniera vaga, impersonale, scolorita, che lo spiritualista dovrebbe immaginarsi la rivelazione dell’Altro Mondo: qui si scorge troppo a nudo la trama psicogenetica del fenomeno,. Non è l’entità trascendente che coglie la insolita e (rticono) ambita occasione per rivelarsi ai vivi e si serve del medium come di imo strumento: è il medium, è una Eusapia Paladino qualunque o, quel che è peggio, un A. Politi, che 5" sr . dl ™nitù e di proselitismo si serve, caso mai, e o spinto dell anima di un defunto, come di un rumoroso Uim tam per captare l’attenzione, per colpir di stupore, per far propaganda ,. Tutto ciò costituisce prove o tentativi di un’ipotesi sulle matebializzazioni 449 prove della esistenza di esseri ultranormali occulti, mai rivela¬ zioni di quello che sia o del come possa essere fatto questo loro mondo ultraterreno. In altri termini, la formazione dei fenomeni tradisce la solita preoccupazione dei medium, ri¬ sponde al loro stato psicologico, ed è anche eseguita in modo da svegliare sensazioni incerte e separate, di cui lascia al per- cipiente il compito suggestivo di sincretizzazione, preparan¬ done, per così dire, l’identità. D'altronde, mi chieggo se nel riconoscimento di sensazioni cotanto incerte, nella sincresi di percezioni così indetermi¬ nate, non agisca pure la suggestione mentale di colui che evoca lo “ spirito „ (Podmobe). Supponiamo che i medium come la Paladino abbiano la facoltà di dare forme o appa¬ renze di fantasmi mediante l’esteriorarsi radiante delle loro forze, alle emanazioni od ondulazioni bio-psichiche proiettate dai centri delle imagini (a codesta ipotesi veggo che mi accosto oramai senza l’antico timore di cadere nel misticismo) ; e supponiamo per dimostrata, come oramai pare, la telepatia e la telestesia. Anche senza giungere ad ammettere resi¬ stenza di “ disincarnati , che si rivelino a noi rivestendosi provvisoriamente di quelle emanazioni, e diventando appa¬ renze estese spaziali sia pel nostro senso tatto - musco¬ lare (come nel caso' delle manifestazioni tangibili), sia pel nostro senso visivo (come nel caso di veri fantasmi), si com¬ prende egualmente la possibilità della formazione telepla¬ stica, dell’organizzazione effìmera di entità identificabili. Nel fenomeno entrerebbero tre elementi : 1° La ignota forza bio-psichica, o vibrazione ectenica, o emanazione, proiettata dal medium fuori della sua persona tìsica, avente per lo più i caratteri del doppio materiale, seb¬ bene ordinariamente invisibile e intangibile, del suo corpo, ma in grado di assumere anche forme diverse; 2° La immagine del defunto, esistente, con tutti i ri¬ cordi accessorii connotativi e storici ad esso relativi, nella memoria consciente o nel sub-cosciente dell' individuo evo¬ cante: immagine e ricordi letti dal medium per processi di percezione supernormale ; 3° La facoltà straordinaria, eccezionalmente concessa a pochissimi medium, di plasmare il proprio effluvio radiante secondo il modello supernormalmente percepito e registrato nei propri centri percettivi, e rievocato in istato di sogno, dandogli poi con un progresso continuato di successivi adat¬ tamenti di plasmazione la forma e le caratteristiche indivi¬ duali della evocata e suggerita personalità defunta. Morselli, Psicologia e spiriti# ino. 29 450 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II * * * Una dichiarazione per finire... e per ora! Tutto ciò appare, a prima vista, paradossale, incredibile, assurdo, e, ciò che più ferisce le nostre abitudini di pen¬ siero positivistico, diverso da quello che fin qui sappiamo ed ammettiamo. Io stesso, certamente, non avrei detto un mese fa che sarei giunto, coll’osservazione positiva dei fatti, a non scorgere più il paradosso, nè l’incredibilità, nè 1 assurdità di codeste congetture o ipotesi. Ho detto però che la fenomenologia da me osservata è diversa da tutto quello che si sa e si ammette nel sapere positivo, nella scienza formata e bene o male sistemata : non ho detto che gli sia contraria, cioè in contraddizione colle lecrgi naturali, con quelle, almeno, che consideriamo come rappresentazioni astratte delle cose interne ed esterne, psi¬ chiche e fisiche costituenti la Realtà. Se c è dell incompren¬ sibile nelle tre proposizioni surriferite riassumenti un conato di spiegazione verosimile della teleplastica medianica, se c è dell’oscurità in quanto ognuna di esse proposizioni deve essere ancora provata scientificamente, vale a dire con me¬ todo sperimentale sicuro e sotto un determinismo esplicito e costante, ciò non vuol dire impossibilita assoluta dal lato della Realtà, illogicità assoluta dal lato del Pensiero. Bisogna semplicemente rifare la nostra educazione mentale : ci era¬ vamo abituati a ragionare e ad argomentare con troppa fi¬ ducia nella rigidità dei nostri sillogismi. Bisogna allargare le idee che possediamo sui poteri del nostro organismo e sulla dinamica delle cose esterne: ci eravamo formati un concetto troppo ristretto della natura. Bisogna spogliarci «li ocni preconcetto : la filosofia che ciascuno di noi preferisce, ha sempre altrettanti preconcetti e altrettanto meschini quanti ne contengono le superstizioni dei selvaggi, dei bar¬ bari e dei civili inferiori. Bisogna liberarci da ogni pregiu¬ dizio: la scienza sistemata o quella che alcuni, immemori di Kant di Comte e di St. Mia, presentano come tale, ha altrettanti pregiudizi, e altrettanto imperativi sulla nostra logica, quanti ne hanno le religioni dogmatiche e rituali. Sono contento di sentirmi in teoria e di trovarmi in pi atica capace di queste dichiarazioni. Certo, esse palesano un muta¬ mento di idee: ma ciò mi prova che ho il cervello ancora mal- LA MIA POSIZIONE RIGUARDO ALLO SPIRITISMO 451 leabiie e che non sono un " indurito, nè, meno ancora, un ‘‘cri¬ stallizzato Quando i fatti mi parlano in un modo che debbo riconoscere conforme al buon metodo di osservare e alle buone redole dell'argomentare, io, che mi proclamo da anni ed anni positivista, e che credo, senza falsa modestia, di aver gio¬ vato al positivismo (metodo, non sistema filosofico) in Italia, debbo ascoltare i fatti e accogliere quello che essi mi insegnano. Non muto il mio pensiero in ciò che esso può avere di caratteristico e di organico; muto soltanto il mio atteggia¬ mento di fronte ad una verità che mi si para innanzi sus¬ sidiata da un numero imponente di prove. Adesso, io mi domando dove sono andati i miei sospetti di inganno continuo in ogni cosa che riguardasse lo “ spi¬ ritismo „ '? dove, la sicurezza che prima avevo che forse sarei giunto a smascherare la impostura? In dieci sedute ho so¬ spettata, ma non ho scoperta la frode : sarò forse poco abile al paragone di Eusapia, oppure di sera in sera mi sono auto¬ suggestionato ? Il progresso delle mie convinzioni sulla realtà e sincerità dei fenomeni è stato evidente a me stesso che mi esaminavo. Dapprincipio, tanta è la stranezza di ciò che qui cade sotto i nostri sensi abituati a vedere, sentire, toccare, percepire ad. un dato modo, che si diffida di ogni fenomeno, si teme ovunque la prestidigitazione, si giurerebbe perfino che c’è sempre sotto la ciurmeria e che un bel momento si riuscirà ad acchiapparla. Ma poi... i fatti si seguono nelle nostre per¬ cezioni, si accumulano nella nostra memoria, si sovrappon¬ gono e si associano nella nostra riflessione. E poi... si ana¬ lizzano le condizioni in cui essi avvengono sotto i nostri occhi, sotto le nostre mani; e da tutta questa serie di ope¬ razioni mentali vien fuora, per necessità ineluttabile, la evi¬ denza di ciò che è reale. Ragioniamo. A fil di logica, lo Spiritismo, che si atteggia a “ scienza sperimentale „ (?), non può pretendere di co¬ struirsi epistematicamente, ossia in modo puramente razio¬ nale e deduttivo; vorrà e dovrà ben essere costruito epa- gogieamente, ossia in modo razionale, senza dubbio, ma induttivo : anche in riguardo all’ Occulto — più ancora che a riguardo di ciò che è disocculto — - si procederà dunque dai fatti alle leggi, dal concreto all’astratto. Ora, per trarre induzioni da fatti concreti bisogna che siano prima osservati e sperimentati, accertati e provati: quale ragionamento spe¬ rimentale avrà consistenza se non gli si trova e consolida una base nella dimostrazione della realtà? Ma per dire che un fatto è reale, noi abbiamo i tre criteri della certezza: 402 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 1° Il criterio estrinseco d eìYantorità, non fideistica o tra¬ dizionalistica, ma scientifica, consistente cioè nell'affermazione di uomini che hanno, prima di noi, osservato e sperimentato e di cui conosciamo per altre prove la credibilità. Qui siamo a buon punto rispetto ai fenomeni detti “ spiritici „ : troppe persone autorevoli li hanno veduti ed accertati perchè noi possiamo dubitare della loro autenticità. 2“ Il criterio, esso pure estrinseco, AbW evidenza, cioè di quell’insieme di caratteri del fatto e di condizioni causali o coincidenti in cui esso si effettua, dal quale desumiamo la sua esistenza obiettiva, preesistente alle nostre percezioni. Questo è il punto di vista della scienza positiva, in quanto soltanto il sensibile è oggetto di conoscenza; ed anche in suo riguardo i fenomeni “ spiritici „ risultano, in un buon numero, evidenti al pari di tutti quelli * non spiritici „. 3" Il criterio intrinseco 0 psicologico della concepibilità , come l’ha stabilito Erberto Spencer. Ora, vi è deH’inconcepi- bile nel fenomeno medianico in sè e per sè, prescindendo da ogni sua spiegazione ipotetica? No : al suo raffronto alcuni anni fa appariva maggiore la inconcepibilità della telegrafia senza fili; eppure, oggidì questa non solo la concepiamo possi¬ bile, ma la percepiamo reale. Anche il fenomeno medianico, percepito in buone e sicure condizioni, entra nella cerchia del concepibile. E come non risulterebbe, per contro, inconce¬ pibile la sua negazione assoluta ed ostinata, quando i sensi e il ragionamento immediato ce lo danno per reale, quando alla fine, secondo il linguaggio filosofico, esso è un dato che la igente nostra non può inventare nè mutare? Dunque: ha detto benissimo Guglielmo Crookes: “il fatto non soltanto è possibile ; il fatto sussiste 9. Ma la spiega¬ zione del fatto?.... Lo “ spiritismo „? Non mi consta: l’ ipotesi racchiusa nelle tre proposizioni ut. supra è dessa forse più oscura e incomprensibile dell’ipotesi spiritica ? Niente affatto : lo spiritismo si illude stranamente quando grida ai sette venti che la sua ipotesi è più com¬ prensibile e chiara. Nessuno ha ancora saputo dire — se non verbalmente — in quale maniera arrivino le Intelli¬ genze occulte, che sarebbero anime immateriali, ad assorbire il fluido medianico o il presupposto od, che, sia pure sottilis¬ simo e volatilissimo quanto si vuole, è sempre un che di mate¬ riale. Anche moltiplicando le sostanze intermedie, come fanno certi teosofi che portano a cinque o a sette il numero degli elementi costitutivi dell' Uomo, rimane sempre una disconti¬ nuità fra l’uno e l'altro, fra l’immateria o spirito e la materia MEDI AVITA E NATURISMO SIONISTICO 453 o corpo (organismo o fluido, poco importa). Ecco perchè il monismo che vede nella materia e nella forza, nel corpo e neU’anima, una sola e medesima cosa o sostanza, è più ra¬ zionale del dualismo spiritualistico e del pluralismo spirito- occultistico. In un certo senso ha ragione Carlo Du Prel. quando afferma che la dottrina monistica dell'anima deve condurre ad ammettere la possibilità di questo mondo misterioso di fantasmi e di spettri. Alla fine, 1’ “ anima degli spiritisti „ elle fuoresce dalla persona del medio, e assume forme, e agisce con membra rivestite di un “ protoplasma „ resistente al tatto, per lo più invisibile, ma talvolta anche visibile, non risulta forse fatta di una sostanza materiale, materialissima, al pari del suo corpo od organismo ? Intendiamoci però subito su questa esteriorazione parziale o totale da un essere vivente : essa non può aver luogo se manca, e dove manca, e quando manca questo dato essere vivente ; ne è la pro¬ paggine, ne è fors’anco un doppio intero, variamente plas¬ mabile ! Però non avrà esistenza autonoma : non possiede vitalità propria, non dura, né resiste agli urti degli agenti fisico¬ chimici naturali, della luce sopratutto; si dissolve, svapora e scompare col disgregarsi, disfarsi e perdersi della perso¬ nalità bio-psichica da cui è emanata, di cui allarga a di¬ stanza il campo d’azione motrice, di cui porta con sé gli impulsi volitivi e con ciò le espressioni, di cui riproduce e plasma le immagini oniriche, di cui trasmette e ripete i pen¬ sieri sub-coscienti?.... ma alla quale non sopravvive nella eternità del Tempo, nè come individualità cosciente immor¬ tale nell'infinito continuamente mutabile dello Spazio, nè come centro o sistema di forze personalmente attive in seno all’Energia universale. Ipotesi, ipotesi ! lo so e lo veggo, ma non inconciliabili con un sano e severo naturismo monistico... E basti; poiché mi pare di esser arrivato sinceramente e spregiudicatamente al punto massimo, cui mi diano diritto e ragione d'arrivare i dati positivi e sperimentali fino ad oggi raccolti. Genova. 9-10-11 giugno 1901. Fise del Tomo Primo. INDICE DEL TOMO PRIMO Prefazione Pag. v La Bibliografia dello Spiritismo (moderno) . . , un Note.bibliogrufiche fino al giugno l'J07 . - r»n 1. Per la storia dello Spiritismo . . . li. Per la dottrina dello Spiritismo . . . . , xx III. Per la descrizione e autobiografia della me¬ dianità . • • • • » XXXI IV. Perii fluidismo e neo-dinamismo [“animismo,,] in relazione al Magnetismo animale . . „ xxxv V. Per gli studi di metapsichiea e per la psico¬ genesi della medianità . . ■ ...» xxxix VI. Per la stampa periodica e gli editori di Spi- 9 ritismo . . xmii PARTE PRIMA Lo Spiritismo ed una Pitonessa moderna. CAr. I. — Spiritismo e Metapsichica. Le zone del sapere . Pag. La questione dello Spiritismo . * Importanza e serietà dell’argomento . . Dati storici . * Dati dottrinali . » Il fallimento dello Spiritismo-sistema ...... La realtà dei “ fatti , non ì; prova della “ tesi „ . „ Spiritismo, occultismo e retaggio animistico . . „ Alle fonti della pneumatologia . . * La corrente esplicatrice preterspiritica . ... , Gli “ studi psichici , e la Metapsichica ..... 3 5 8 12 27 34 42 47 56 63 68 l 456 INDICE Caf. II. — Medi e Medianismo. La ricerca fondamentale: — il ‘ medianismo „ . Pag Le varie forme della medianità . Chi deve studiare la medianità? La personalità dei medi . Caratteristiche psicologiche e fraudolenza dei medi „ La psico- e neuropatologia dei medi . ’ Effetti nocivi del mediumnismo . ’ Cai>. III. — Eusapia Paladino. Chi è l'Eusapia Paladino . . . , Lo sviluppo della medianità d’Eusapia ....”' La personalità fisico-psichica di Eusapia p Ciò che si è detto di Eusapia Paladino . „ 74 78 84 89 96 103 111 117 1-20 124 132 Bibliografia paladiniana. I. Dal 1889 a tutto il 1895 Il Dal 1896 a tutto il 1900 III. Dal 1901 a tutto il 1905 IV. Dal 1906 al giugno 1907 . I-H , H7 , 157 , 166 PARTE SECONDA i Le sedute medianiche con Eusapia Paladino. [Serie prima]. Sesie I. — Le dieci sedute della primavera 1901 al Cir¬ colo scientifico Minerva. Preliminari. Il Circolo scientifico “Minerva . pna 173 Il locale delle sedute . Il gruppo degli osservatori e il loro Regolamento ’ La prima seduta (17 maggio 1901). Ciò che è avvenuto nella serata . Condizioni del ‘ medium » . Il ^metodo delle sedute spiritiche . ’ I “ fenomeni , . Le mie prime impressioni sullo “ Spiritismo „ in azione . 175 179 185 188 192 194 199 1SD1CE 457 La seconda seduta ( 19 maggio 1901). Inizio e sintesi della seduta . La tecnica delle ‘ esperienze ] L’assistenza. Lo stato mentale dei presenti Il “ medium , . I ‘ fenomeni „ . Eppur si muove! . ' Sintesi . . . . . . Eusapia e Io Spiritismo . Pag. 202 . 206 , 207 » 209 , 213 „ 216 , 218 » 219 La terza seduta (22 maggio 1901). Che cosa Si pensa di noi. Il compare di Eusapia I fenomeni e il “ controllo „ . II preteso sdoppiamento personale . ’ 11 linguaggio tiptico . . ... Sincronismo di più fenomeni . Il capriccio e la vanità del medium Mezzi di provocazione delle sensazioni nei presenti , Le esteriorizzazioni . Un giuoco . 221 223 229 230 233 235 239 242 245 La quarta seduta (24 maggio 1901). Condizioni fisico-psichiche del medium . . L'ambiente delle nostre sedute . I fenomeni da me accertati jersera . Fenomeni acustici e luminosi . Una apparizione? . Suggestione mentale e interpretazione dei fenomeni La radiazione neurica? . Fenomeni sospetti . Ite frodi . , 246 , 251 „ 253 , 256 , 257 , 258 „ 260 „ 261 , 264 La quinta seduta (20 maggio 1901). Suggestibilità ed ipnosi del medium . 269 Il tipo mentale degli assistenti . ’ 274 I fenomeni della serata . . . ' 277 La ‘ levitazione . . ” 279 Gli esperimenti non riusciti del 26 . ’ 285 Nè pericolosità nè utilità dei fenomeni . ... [ 287 La sesta seduta (29 maggio 1901). Lo stato del medium e la sua psicologia . . . „ 291 La suggestività del medium . 294 I fenomeni della seduta del 29 . * 297 Le forme materializzate . " 301 Fenomeni sospetti 0 interpretabili non “ spiritica¬ mente . ,303 458 rspiflB I movimenti del medio . Pag. A) Movimenti palesi di Eusapia . , B) Movimenti negativi e latenti di Eusapia „ La veridicità e la frode . . Ricerche dinamometriche e spesa di energia fisica , La interpretazione dei fenomeni . , A) Contro la tesi spiritica . , B) In favore della teoria psicodinamica . . „ La settima seduta (31 maggio 1901). L’ambiente e la tecnica eusapiana . . I fenomeni meccanici . . Azioni di personaggi invisibili . , Un apporto? . . Apparizioni antentiche . , Lo stato della medium . . Cessione di forza dagli astanti . . La ottava seduta (2 giugno 1901). I resoconti dei fenomeni . , Medianità e misoneismo . . Determinismo. Capricci del subcosciente . . . „ La fenomenologia di jersera . , Fenomeni invano desiderati o poco desiderati . , Ricerche dinamometriche . . Contrasto di volontà o di intenzioni nei fenomeni medianici . . Presenza e molteplicità di “ Intelligenze occulte , nei fenomeni medianici . „ La nona seduta (5 giugno 1901). Un processo verbale impressionante . . Medianità e “ Intelligenze occulte „ . . L'automatismo e la medianità . , Intenzionalità e volontà del medio . . La legge del minimo sforzo nella medianità . . „ Fenomeni meccanici e acustici . . Trasporto intenzionale di oggetti . Le impronte sul mastice . . Fenomeni luminosi. Apparizioni di mani e figure , Non sono un allucinato! . . Produzioni teleplastiche . . Comunicazioni di una Entità personale . . . ■ „ Fenomeni invano aspettati . . La decima seduta ( 8 giugno 1901). Uniformità e variazione dei fenomeni ..... 1. Varianti nella telecinesia . . 306 307 310 312 315 310 ivi 321 326 327 331 336 338 348 351 353 356 358 360 363 364 ivi 367 375 377 380 383 388 389 392 394 396 403 408 411 419 422 423 INDICE 459 2. Varianti nella telecrasia . Pag. 427 3. Varianti nella telefania . . » 428 4. Varianti nell’azione a distanza sulla materia inerte . » 429 Lettura del pensiero? . » 431 Le materializzazioni * 432 1. Materializzazione di mani isolate . . . , ivi 2. Materializzazione simultanea di due mani , 436 3. Materializzazione di pugni e braccia . . „ 438 4. Materializzazione di teste . . 439 5. Mani multiple e diverse percepite anche nude e direttamente . » 441 6. Formazione stereoplastica di una creatura ottenne . .... , 444 Un po’ di teoria sulle materializzazioni ..... 446 Una dichiarazione, per finire... e per ora! .... 450 Avvertenza. — Il tomo II contiene il resoconto di altre tre Serie di sedute medianiche con Eusapia Paladino e un Riassunto sintetico di tutta l’opera. Indice delle Illustrazioni del Tomo I. I. — Tavole separate. Tav. 1. — Fotografia istantanea di >ina ‘levitazione, di tavolo, al Circolo Minerva di Genova Pag. 278 I] _ Fotografia istantanea di una levitazione di tavolo, in casa Peretti, a Genova . , 330 IH. - Fotografìa istantanea di un’altra levita- zioue di tavolo, in casa Peretti, a Genova , 302 XV — Calco in gesso di impronta di pugno spi¬ ritico ottenuta al Circolo Minerva . . , 394 V. — Calco in gesso dell’ impronta di volto spiritico ottenuta in casa privata . . , 396 VI. — Apparizione di un’ombradal profilo diabo¬ lico, disegnata da me al Circolo Minerva , 402 VII. Ricostruzione ideale della faccia di fan¬ ciulla da me percepita tangibilmente, al Circolo Minerva . » II. — Figure intercalate nel testo 1. Ritratto di Eusapia Paladino nel 1892 .... 2. Pianta della sala del Circolo Minerva, m Genova . 3. Eusapia Paladino nel 1901 . . 4. Il braccio ‘ fluidico , di Eusapia . . • • 5. Apparizione di un ‘ globo oscuro , (testa?) 6. Apparizione di un ‘ braccio pendulo , . ■ • ■ 7. Raffigurazione schematica dei rapporti fra coscienza e subcosciente (P._Cakbs) . . • . 8. Una “ materializzazione , in forma di strana ap¬ parenza . .-.•••••■ 9. Pianta dell’appartamento Peretti, in Genova . . 10. Segni tracciati per ‘ scrittura diretta . da Eusapia 11. Un ‘ globo nero , (testa materializzata) . . . . 12. Un “ braccio fluidico . sporgente dall’ombra . . 13. Uno strano profilo di ‘ forme , materializzate 14. Un ‘fantasma, creato medianicamente da Eusapia 15. Lo stesso “fantasma, medianico che ritorna e saluta 16. Uno spettro degli Irochesi (da A. Bàstian) . . . 17. Apparizione di una mano tìuidica * nerastra 18. Apparizione di una mano tt fluidica * biancastra 19. Testa di ‘Mammone, da una stampa del sec. X\ 11 20. Apparizione di un pugno ‘ fluidico , minaccioso 21. Pianta della sala e disposizione della catena la sera dell’8 giugno . Pag 133 177 189 197 215 241 267 302 327 334 339 340 341 342 343 371 398 400 407 439 442 ERRATA-CORRIGE del Tomo I. Pus:. 16 linea 11 . 29 27 44 58 64 99 105 110 144 170 11 la 21 2a(dal basso) 1“ 27 logge** secolo XVIII alle gesta dell’89 togliere i punti ai cinque o sette per servire da poscia divenuto Brédif, in luogo ■ secolo XVlì alla gesta dell’87 di New-York: ai cinque o sei per servire di oggi divenuto 07 Bròdi ureuu, 14..11* Qui e riprodotta dai giornali fnincesi una 14 ^ notizia erronea concernente il celebre medium noto sotto lo pseudonimo di Elena Smith. Essa nasce d} cognome Mailer od è tuttora nubile [Comun. del prof. A. LemaìtreI. 4a (dal basso) È altra notizia erronea tolta dai Pe- riodici male informati. Risulta ora ine il - Giorgio Pelliam , non fu m vita un “ Robinson ma un Mleic. Non afe mu¬ tata, per riguardi di famiglia, che 1 ul tima sillaba. Ricbtet Richbt Si aggiunga a que¬ sto occhietto inter- lermedio la ìndica- Egerie Ia — 1901). cazione seguente, che designa la materia duVTg^e sono state disegnate dal ,i<r. A. Berisso su miei schizzi a matita. Come 'e detto a pag. 302 (sctto la fi- srura) tutti questi disegni del Berisso, comprese le sue tavole, debbono essere guardate dal lettore a una certa di¬ stanza dall’occhio: il loro espressivo è allora piu evidente. Lo av¬ verto per desiderio del distinto artista. • personale spilla-fibbia violatore 23 1 215 e 241 Fig. Le 229 linea3* psÌ,?HC° 5 254 , 2a (dal basso) spula-tionda 2gj ’ 24 visitatore 319 ’ 11“ (dal basso) in minori sui minori 464 ERBA T A -COTÌEIG K Pag. 394 linea 7* (dal basso) Da un esame più attento del calco (Tav. IV") trovo che la impronta, an¬ ziché a pressione, può attribuirsi alla introduzione della mano disposta ad ar¬ tiglio nel mastice, in atto di carpirne una porzione : ciò che corrisponde ad un fenomeno altre volte eseguito dalla Paladino. MORSELLI E. - Psicologi" <• t Spiritismo ». Impre-- òioni o note eritielie sui fenomeni medianici di Eusapiu Paladino. Torino, Rocca, 190R. In-8. 2 voli. XUVIIM61- XVIU-S86 pp., 41 fin. n. t., 19 tav. f. i (Esaurito e rarol. -- -I-llS lno--Prof. ENRICO MORSELLI Direttore della Clinica delle malattie nervose e mentali nella Università di Genova PSICOLOGIA E S P I R I T I S M 0, Impressioni e note critiche sui fenomeni medianici di Ensapia Paladino TOMO SECONDO con XII tavole e 20 figure Lasciate le Ombre, e abbracciate il Vero. Giordano Bruno. Proprietà Letteraria Torino — ViiccBicxo Bona, Tipografo 'ielle LL. MM. e dei KB. Principi (106911 NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO in aggiunta a quelle del Tomo I. \ Nel mentre che io redigevo o rivedevo le mie Impressioni e note critiche sulle sedute date dall’Eusapia Paladino in Genova durante l’inverno 1906-1907 (serie IV"-, Tomo II, pagg. 265-4831, sono pervenute a mia conoscenza o in mio possesso altre opere sullo Spiritismo e argomenti affini, delle quali reputo utile dare ai lettori le indicazioni in aggiunta a quelle del Tomo I (pagg. xvii-xnin). Neppure queste indi¬ cazioni esauriscono, naturalmente, la Bibliografia dello Spiri¬ tismo, ma serviranno di guida ai lettori che nelle mie pa¬ gine si incontrassero con nomi di autori o di medi, sui quali desiderassero maggiori schiarimenti. Colgo poi l’occasione di questo Supplemento Bibliografico per emendare alcune sviste e dimenticanze occorse nell’ Indice premesso al Tomo I, e per meglio chiarire il contenuto di alcune opere colà citate. I. — Per la storia dello Spiritismo. [Veili pagr. xvu-xx del Tomo I]. Abbott L. D., The Soni. A xtudg of post and prese ut Beliefs, “ Amer. Journ. of. Psyehology r, apr.-luglio 1904 [Bellissimo studio sulla genesi dell'idea di 4 anima „ e sulla rappresenta¬ zione (ordinariamente materiale) che ne hanno le persone civili]. Bokcueret A., Der Animismus, otler Ursprung and Entwicke- lung der Religion aus den Seelen — Ahnen- and Geisterkult. Freiburg, < ’haritas-Verband, 1900, 8°, p. 240 [Culto delle anime, degli spiriti e degli antenati]. VI PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Bousset D. W., Die Himmelsreise der Sede, in “ Arch. f. Re- ligionswiss. 1901 [Spiega l’origine delle credenze spiritico- popolari sul viaggio dell'anima traverso i cieli]. Charles R.-H., A criticai history of thè doctrine of a future Life in Israel, Judaism and Chrislianity, eco. Londra, A. e C. Black, 1900, 8“, p. 428. Dupouy E., Psychoìogie morbide. — Dei s résanìes réligieuses, er- reurs, croyances fixes, etc. Paris, Libr. Se. psych., 1907, 18“, p. 240. , Fabia, l’Abbè, De la cause du sonimeli lucide, ou l’ Elude de la Nature de l’Homme. Réimpr. de l’édit de 1819, préf. eco. par Dki.gado. Paris, H. Jouve, 1906, 18° [Il famoso magnetizzatore parla anche dei ‘ fantasmi ,]. Fbey Joh., Taci, Seelenglaube and Seelencult ini alten Israel. Leipzig, Deichert. 1898, 8", p. 244. Hartmann von E., Die moderne Psychoìogie. Eine krit. Oc- schichte d. deutschen Psychoìogie in der zie. Hàlfte des XIX Jahrh . Berlin, 1901. Hook Stefan, Die Vampyrsagen und ihre Venvertung in der deutschen IJtteratur. Berlin, Duncker, 1900, 8°, p. 134 [Origine popolare e onirica della leggenda dei vampiri]. Kant Imm., Trilione eiues Geistersehers. KOnigsberg, 1766 [Studio importantissimo sulle visioni di Swedenborg], Kerner .T., Die somnambillen 'lische. Zar Gesch. u. ErklSrung diesel • Erscheinung. Stuttgart, 18S3 [Importante per la autorità del celebre poeta e pneumatografoj. Kiksewettkr Karl, Gesehichte d. neueren Okkultismus. — Ge- heimwissenschaftliche Systeme von Agrippa von Nettesheim bis Karl Du Prel. 11* ediz. aument. da R. Blum. Leipzig, M. Alt- man», 1907-8, 8° gr. [L'opera si pubblica a fascicoli dipag. 80. 11 Blum ha arricchito di preziose ed esatte notizie i capitoli VIII-X11 di quest’opera monumentale concernenti la storia dello spiritismo moderno]. [Kiti.f.nbf.ck] Wilu. Ludwig, Spaziergdnge eines Wahrheits- suchers ins Reich der My stile. Leipzig, O. Mutze, 1890. Mandel Tu. H., Der Sieg von Mvttlingen , im Lichte des Glaubens u. d. Wissenschaft. Leipzig, O Mutze, 1907, 8° [Studio critico sui rapporti del prete Blumhardt attorno alla celebre visionaria-medium Gottliebe Dittus di Mottlingen]. N. N., Geister-Offenbarungen aus dem Eriche der Kuigkeit mieli Gottes Zulassung ; zugleicb die Fortsetzung 4 Die Mitili eilungen seeliger Geister rom Jahre 1855 „. Mtinchen. K. Scherzen, 1907, di p. 550. Negelein von .1., Die Reise der Seele ins Jenseits, in * Zeitsch. t. Yolkskunde ,, 1901 [Da raffrontare colle idee dello spiritismo evolutivo]. Pember G. II., Die ersten Zeiten der Erde in ihrer Verbindung mit < lem Spirittsmus u. d. Theosophie tinserer Zeit., trad. della eont, Goeben. Leipzig, M. Altmann, s. d. (1905?). NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO VII I’iobb Pierre, L’Année occultiate et psychique (I, 1907). Paris, ìlaragon, 1907, in-18°. ... Roudk Krwin, Psyche. Seelencult und Unsterblichkeitsglaube der àriechen. Freiburg, Mobr, 1898, due voi. di p. 329 e 436 [Im¬ portantissimo studio delPanimismo (“spiritismo.) presso ì Roisel, L' idée spiritualiste. Paris, Alcan, 1896, 18°, p. 200 [Storia dello sviluppo dello “ spiritualismo, dalla credenza negli spiriti]. . ... «r, , Sagerét, Ite l'esprit magique ù l esprit seleni ifii/ue. Kev. pulì. ,, marzo 1907 [Sviluppo delle idee magiche, animistiche, eec.]. Schinoleh IT. B., Das magische Geistesleben. Riti Beitray zur Psychologie. Breslavia, 1857, 8”. _ , SriEss, Rntwickelunysgeschichtc der Vorstellungen cotti Zustana tuteli detti Tode. Jena, Fischer, 1877. Szapary von F., Das TischrUcken. Geistige Agapen. Psychogra- phische Mittheilutigen. Paris, 1854. II. — Per la dottrina dello Spiritismo. (Vedi putì- xx-xxx del Tomo 1]. A) dottrinarii, polemisti, teorizzatori: Aksakofe Al., Animismus und Spìritismus, ecc. Ultima ediz. con pref. e biografia dell’A. per cura di t ir. C. Wittio. Leipzig, O. Mutze, 1905, 2 voi. di compì, pag. 900, con tav. Beaucie A. (La), Les nouveaux horizons de la Pie. Nouv. édit. Paris, Libr. Magnét., 1908, in-12°, p. 238. Berant Annie, Rapporti dello Spiritismo con la Teosofia. Con¬ ferenza (18. si. ’02). Roma, Kdiz. d. Soc. teosofica, 1903, opu¬ scolo di p. 18. Bosc Ernest, la Psychologie derant la Science et les Savants. Troisième édit. Paris, Daragon, 1908 [Tratta dall’od, della forza psichica, dello spiritismo, ecc. secondo le dottrine occultistiche. Libro confuso e privo d’ogui- valore scientifico]. Dénis Leon, Le problème de l Ktre et de la Destinee. Paris, Libr. d. Se. psych., 1907, in-180. Fkchnbr Tu.. Die Tagesansicht gegendber der Nachtansicht. Leipzig, 1879, in-8°. p. 274. Fieuler W. E., Der Tag nudi detti Tode, oder das Zuckati- fiit/e Lelteti a. d. Forschungen tl. Wissensehaft. Trad. di v. Busch. Leipzig, 1876, con 10 fig. Fi.ammarion C., Lumen. Trad. ital. di N. G. Paol iteci e pret. di A. Zingaropoli. Roma, E. Voghera, 1907, in-18°. Vili PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il Fugaibon L.-S.. La Survivance de l’Aine, oh. la Mori et la Re¬ naissance chez les étres vivants. Paris, Libi-. Magnét., 1907, in-18"/ p. 286. / Hartmann J., Mysterien, Symbole and mayisch wirkende Kriifw. Leipzig, 1902, in-8", p. vm-250. Hasurd Bodgan P., Sic cogita (in rumeuo). Bukarest, 1888 ? [Dichiarazioni dell’illustre storico-filologo in favore dello Spi¬ ritismo, dopo la morte di sua figlia Giulia]. Hrllk.n bacìi L. B. (vnn), Rine Philosophie (les gesunden Men- schenverstandes. — Gedanken iib. d. Wesen A. menschlichen Ers- cheinung. Leipzig. 0. Mutze, s. d., in-8" gr., p. 290. Hennk-Am rtHYN(pseud.?), Das Jense.it. Kulturgeschiehtl. Dar- stellung d. Ansichten Uber... die andare I Veli and d. Geisterreich . Leipzig, 1881, un voi. Hoèll Ruuoi.ph, 1 Vas ist Spiritisinus, oder Spiritualismus ? Leipzig. 0. Mutze, 1906. op. 8°, p. 32. Jacchini-Luragiii Francesco, 1 fenomeni medianici. Inchiesta internazionale. Milano, Ediz. del ‘Pensiero Latino,, 1907, in-18' [Contiene le risposte di circa 100 personaggi più o meno com¬ petenti (psichicisti, spiritisti, scienziati, letterati) sulla realtà dei fenomeni medianici e sullo spiritismo come * ipotesi di lavoro ,]. Jesiahu J., Wird d. Mensch nach dein Tulle leben ? Dardi der Okkultismus erbrachte Reweise f. d. Unsterblichkeit li. f. d. Fort- ilaiter d. persa ni. Individaalitat nach d. l'ode. Jena, Fischer. 1899, iu-8" [Molto importante]. Kneifel Rudolph, Die Lehre con dar Seelenwandernng. Rine jmpul.-phiios. Abhandlung. Leipzig, O. Mutze, 1906, in-8". Lancf.lin Ch., L’ Au- de -là et ses problènies. Paris, Lib. du Ma- gnétisme. 1907, in-18", p. 304. Lane C. Martin, The theory of Spiritualista. St.-Louis, N. O., Evergreen Pubi. Oomp., 1907, 12", p. vui-373. Lorenzixi Al., Vera e nuora legge dello Spiritismo, eco. — Scoperta scientifica per comunicare, con le anime dei trapassati. Pisa, Mariotti, 1907. 8° [Titolo espressivo per uno studioso di psicopatologia]. Myers Fr., Science and a future Life. London, Macmillan a. C.", 1893, 8". Pasoh prof. Lucian, Katechisinus des reinen Spiritualismus. Wegweiser zar Erlangung eines glttcklichen Lebens un Diesseits and Jenseits. IP ediz. Leipzig, Mutze, 1890, p. 250 [L’A. deve essere un mattoide o paranoico : in altra opera, intit. Post ini¬ bita l’/iiibiis, egli ha dato il piano del Paradiso !] Richard Adhèmar, Souvenirs, expériences et riflexions d'un penseitr moderne. Paris, Daragon. 1907, 8"gr.. p. 512 [Guazzabuglio ili idee spiritiche, pseudo-mediche, pseudo-politiche, ecc.]. Rossi Pagnoni J., Lo spiritismo. Istruzioni pubbl. dulia So¬ cietà Pesarese di studii spiritici. Torino, Unione Tip. Ed.. 1875, IP ediz.. op. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO IX Rouxel, La quintessenee da Spiritismi. Paris, Leymarie, 190i, 18°, p. 92 [Sotto forma di dialoghi popolari], Schwahin L. von, Christhenthum unii Spiritismus, unii die Gleichartigkheit ihrer Beweise. Leipzig, 0. Mutze, s. d. Sf.pp J. N., Orient unii Occident. Hundert Rapi tei ab. d.Nacht- seite dei • Ratur, eoe. Leipzig, Edit. M. Altraann, s. d. (1904 V). [Una delle solite ‘ insalate , occultistiche, magiche, spiriti¬ stiche. ecc.]. . Svnpicat I>E LA presse SPIRITUALISTI:. La Psychologie e.rpt ri- mentale. - Manifeste adressé au Congrès spiritnaliste de Londres (juin, 1898). Paris, Libr. du Magnétisme, 1898, op. di pag. 31 [Opera collettiva ‘ di investigatori indipendenti r : fedele rias¬ sunto dello spiritismo “ scientifico -, depurato]. Thompson Robert, The Proofs of Life after Death. A collation of opinions... of thè I Vorld' s niost eminent Men, ecc... Boston, H. Turner a. Comp., 1906, in-8°, p. 365. W teser .1. E., Der Spiritismus u. das Christhenthum. Kegcn- shurg. 1881 [Con una appendice sullo spiritismo di 0. Fe- chnerj. Wirtii Moritz, Herrn Prof. Zóllner’ s Experimente... undsetne Hypothese intelliqenter vierdimensionaler 1 Teseti. IlPediz., Leipzig, Mutze, 8», 1893.' discettici e contrarii: [Anonimo], Modem Spiritualism, ~ Edinburg Review r 1903. voi. CXOV1I1, p. 304 [Critica robusta dei lavori di Myers, Wal¬ lace, ecc.]. Caiius Paul, Spirit or Ghost. “ Mouist „, XII, 1902. pag. 365- 403 [L’insigne filosofo conclude così : — Credo nello spirito, ma non negli " spiriti , !J . Fichte Imm. H., Der neuere Spiritualism nst setti " arili unii seine Tiiuschungen. Leipzig, 1878, 8", p. 115 [Correz. da p. xxvi. Bibl., 1° Tomo]. . J , D, Grasset .1., Introduction physiologique a l elude de la Phllo- sophie. — Confir . sur la phys : ìii t syst. Rerveux, ecc. Puiis, Alcan. 1908, 8° gr., p. 366 [Cfr. sui medii e sui fenomeni medianici a p. 66, 78, ecc.]. Hennig Rich., I V under and Wissenschaft . Rine Krdtk u. L r- kliirung der occulten Pillinomene. Hamburg, Gutenberg, 1904, 8", p. 248 [Critica giudiziosa e serrata di varii fenomeni occulti¬ stici, fra cui le tavole giranti]. Kircuner Fil, Der Spiritismus, die Narrheit unserer Zeital- ters. Leipzig, 1883. — _ — ’s, Worterbuch der pliilosophischen Grundbegriffe, V* Aufl. neuarb. von D.r Cari Michaelis. Leipzig, Diirr’ s V., 1907 [Diversi articoli]. 1 X PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Jastrow J., The moderne occidt, ‘ Pop. seientific Monthly New-York, 1900, LV1I, p. 449. — — The subcnnaeious. Boston, Houghton, 1906, in 12", p. xii‘550. Trad. frane. : La subconscience. Paris, AleaD. 1908 [Agg. alla indieaz. di p. xl, Bibl. Tomo I"]. Schneidek W., Ber tiene Geisterglaube. 1882. Scheffi.hr Hehm , Das Wesen dei- Geister. Braunschweig, 1899, 8 , p. 218. Sttbbled Geouoes, Spiritualisme et spiritisme. IP édit. Paris, Tèqni, 18”, 1900. Tbiesdkei. W.. Bottoni Facts concerni ng Spiritualism. New Edit. New-York, 1900, 18". Wìnki.ek Wii.ii., Zar Reform des impennatiteli Spiritismus. Leipzig, M Altmann, 1906 [Opuscolo interessantissimo, perche basato sull’esperienza decennale dell’A. colla celebre medium di Berlino conosciuta sotto il nome di Temine inas/jin'e. : egli in¬ voca una riforma dell’antiscientifico e inopportuno modo di sperimentare degli spiritisti]. 111. Per la descrizione e autobiografia della medianità. [Vedi pag. xxxi-xxxv ilei Tomo 1]. Darkl Tu.. La spiritiuilination de Tètre par V Ènti ittioli, la Mo¬ rale et le Fgychisme. Genève, 1896-7 [Scritto per mezzo della medianità della signora Erath], Dufaux E «MANCE, Vies dictées d'outre-tombe. — Jeanne d’Arc par elle- niènte. Melun, 1855, op. [Opuscolo importantissimo: lo spirito di “ Giovanna d'Arco „ detta la propria biografia (!!!) a Ermanzia Dufaux, medium di 14 anni]. Eiikiu.e Kari. Fk., Fine Soitinambule-kranken Geschichte, ecc. Leipzig, O. Mutze, 1907, 8°, p. tv-150, con fig. [Illustrazione di un caso abbastanza raro, per opera d'un magneto-patologo]. Goopn. A.. Polir et Cantre. Recherches datts T incorniti. Tours, Arrault, 1893 [Lo spiritismo sarebbe una conferma dell'animismo universale. — 11 medium dell’A. era sua moglie]. Laxgsdohfe v., Die Schutzgeister nml eine vergleichende I eber- sicht der Erscheinnngen des Lebinsinagnetismus. Leipzig, O. Mutze, s. il., un gr. voi. [La prima parte, sul futuro, è scritta media¬ nicamente sotto dettatura di un’ “intelligenza occulta,. In ap¬ pendice : Erlebnisse des Meditane ani llofe Alexander HI zti Pe- tersburg], N. N., Reisen in den Monti, in tnehrere Sterne ti. in die Soline. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XI Geschichte einer Somnambàlen, eco. Heilbronn, XIII* ediz.: Saint- Gallen, XXYII* ediz. !!, di p. 836 [Viaggio nella Luna, nel Sole e nelle stelle, di una visionaria di Weilheim sulla Teck, nel Wurtemberg: sul genere dei viaggi di Elena Smith in Marte]. Pkociiabzka u. Grììnhct, Reflexionen aus der Geisterwe.lt. Buda¬ pest, 1873 [Interessantissima raccolta di comunicazioni spiri¬ tiche, ottenute in un circolo di “ Spiriter-Forscher , a Buda¬ pest]. Rudolphio (?), Die junge Hellseherin. Tubingen, 1858, 11“ ediz. [Cotnunic. e visioni di una sonnambula, Ifigenia Stradella (ita¬ liana?), sull’avvenire, con i soliti viaggi planeto astrali nella Luna, nel Sole e nelle stelle !] Santonoceto Gaetano. Il Viario degli Spiriti. Messina, 0. Trin¬ cherà, 1907, 8°, p. 272 [Narrazione, a mo’ di romanzo, delle gesta di una giovane medium : si dice però che i fatti narrati siano veridici !] Sardou V. et Pradei., La Clef de la vie. Paris, 1857 [Ce¬ lebri comunicazioni ottenute dal famoso commediografo col medium Luigi Michele de Figani'eres : il sottotitolo è espres¬ sivo : “ L’Uomo, la natura , i mondi, Dio. — Anatomia della vita umana. — Rivelazioni stilla scienza di Dio!,] [Saubkrt], Quelques pensées de l’Ésprit frappeur. IIe edit. Car- cassonne, 1878 [Poesie, racconti, fiabe, eec., dettate da uno spirito tiptologico]. Schrerkr D. P., Denl'wii rd igkheiten eines Nervenkranken. Ba¬ silea, Libr. A. Geering, 1903 [Descrizione ili meraviglie super¬ sensibili esperimentate dall’A. in istato di pazzia : pregievo- lissimo contributo alla psicopatologia dello Spiritismo]. SiNNKTT Tu., The occult World phenomena, and thè Society f. psychical Research, 1895 [È la difesa della Blawatski contro le acerbe critiche dell’Hodgson e del Solovyoff]. U ni. mann J., Blicke in dus Jenseits. Bern.. 1853 [Visioni di una sonnambula ‘ chiaroveggente „, Maddalena Wenge di Berna]. BJ con metodo investigatorio : Abbott David P., Behind thè scenes with thè Mediatila, Chicago, Open Court Pubi. Comp.. 1907, in-lS”, di p. vi-328 [Spiega con trucchi prestidigitatorii, da lui abilmente ripetuti, gran parte della fenomenologia straordinaria dei medii Americani profes¬ sionisti]. Flournov Tu., Choréographie somnambuligue. — Le vas de Mugdeleine G. ~ Arch. de Psycb. „, III, 1904. p. 357, 374, con tav. [Cfr. con lavori di Magnin e Schrenck-Notziug sul mede¬ simo soggetto]. Henry V-, Le langage martien. Elude analytique de la génèse d'iute langtie dans un cas de glossologie somnambuligue. Paris, XII PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Maigonneuve, 1901 [Il caso è quello di Elena Smith (Muller) di Ginevra ; e l'Henry dimostra che il preteso linguaggio mar¬ ziano è un miscuglio di parole derivate dal francese, dall’in¬ glese, dall’ungherese, ecc. lingue, tutte, più o mino conosciute dalla medium]. Gessmann G. W„ Die Psychographie, das isl die Gaie d. me¬ di uniti istiseheu Schreibens und Zeichnens. Berlin, K. Siegismund, 1897, con tav. e fig. Skkmaxs Bar. Hartwv, A round thè World witli a mayician und a Juggler (scritta nel 1872), pubbl. nel 1891 [Sui fakiri in¬ diani e sui giuochi pseudo-spiritici del famoso giocoliere Bel- lacchini], Yost s, Spiritualistica Siate and Dictionary. Philadelphia, Yost a. C., s. d. [Guida, cifrario e istruzioni per i trucchi dei falsi medii Nord- Americani], IV. — Pel fluidismo, animismo e neodinamismo. [Vedi pag. xxxv-xxxvn del Tomo I], Beugiter A., Die von d. menschlichen Kòrper uusstrbmende Kraft. Wismar, 1898 904, due parti con XX fig. Br.im Robert, Die vierte Dimension. Leipzig. Max Altmaun, s. d. (1906?). Bonn ax si È. La force psychique et lee inetr amenti qui serveni à la inesurer. Lyon, chez l’A., 1908, in-8“, p. 38. Brandi.kr-Pracht Kari-, Lehrbuch der Entwickelung iter ole- kulten Krafte im Menschen. Leipzig, M. Altmann, 1907, 8" gì-, p. iv-220 [Nella 2* sez. tratta dell’od, del corpo astrale, ecc.]. Bucuneu L„ Dae Od. Darmstadt, 1854. Ohazarain et Dèci.k, Les coltrante de la Polarité. Paris, O. Doin, 1887, 8" gr. [Correzione alla Bibl. Tomo I. pag. XXXVI. dopo: Chéviu.ard]. Heli.ex bacii L. B., Der Aether aìs LSsung der mystischen Riithsrl. Leipzig, O. Mutze, 1887. Lièbaclt H.. Polir conetater la réalité da May né tir me. — Ex- tériorisation ile la force neurique. Nancy, 1“ ediz. 1883 ; IP ed., Paris, Libi-, Maga. [Piccolo, ma rilevantissimo opuscolo del grande ipnotizzatore di Nancy]. Ostica cip W.. Vorlesunyen aber Naturphilosophie . Ili Aulì. Leipzig, 1905 [Per le teorie odierne sull’Energetica]. Verworn Max, Die Mechanik dee Geisteslebens. Nella collez. * Aus Natur. und Geistwelt ,. Leipzig, Barth, 1907, 8°, p. 104, con 11 fig. SOTE BIBLIOGRAFICII E SULLO SPIRITISMO XIH Wachtelborn K., Die Setlkunde auf energetischer Grundlage, eco. Leipzig, M. Altmann, s. d. (1907?), 338 p. con 17 fig. [Libro po¬ polare. ma buon indizio dei tempi : nella I* parte tratta della “ forza magneto-vitale ,]. V. — Per gli studii metapsichici, e per la psicogenesi della mediumnità. [Vedi pag. xxxix-xi.ui del Tomo I]. Ben net Edw., Spiritualista : thè psychical phenomena. Con in¬ troduzione di 0. Lodge. London, 1907, con diagrammi. Bigklow J., The mystery of Sleep. New-York, Harper, 1903, 8°, un voi. di p. 216. Hoirac E., La cryptopsychie. ‘ Rev. philos. „, agosto 1907, p. 113-144. — - La Psycliologie ineonnue. lntrod. et Contribuì, à l <?- tutte expérim. des Sciences psychiques. Paris, F. Alcan, 1908, 8" gr., p. 346 [Ristampa, aumentata e coordinata, di vecchi articoli, massime sui fenomeni ipnnidi e magnetoidi : molta pru¬ denza per rispetto allo spiritismo!]. Bois Henri. Le Réveil au Pays de Galles. Toulouse. Soc. public. mor. et relig., 1906, 8°. p. 6Ì3. con 28 fig. [Notizie interessan¬ tissime sulle manifestazioni fisiche straordinarie medianiche (p. es., luci, lettura di pensieri, ecc.) che si osservano nei tu¬ multuosi e fanatici ‘ risvegli Gallesi ,]. De Laurence L.-W., Hypnotism. Chicago, Henneberry Co., 1901. 8°, p. 256. Del Greco Fr., L'io subliminale del Myers e la psicologia con¬ temporanea. ‘ 11 Manicomio „, Nocera-Inf. 1906. estr. [Forte cri¬ tica delle idee di Myers]. Donath J., Hystero-Epilepsie dar eh Spiritismus hervorgerufen. “ Wien. Klin. Wochenschrift ,, 1903, n" 3. Ermacora G. B.. Telepathic dreams experimentally induced. ' Proc. Soc. of. ps. Res. XI, 1895, p. 236. Freud S., Die Traumdeutung. Leipzig u. Wien, Deuticke, 1900, 8°. pag. 372 [Importantissimo e originalissimo, per la psico¬ logia dei delirii onirici . — — Zur Psychoputhologie des Alltagslebens, ecc.. nebst He- merkungen dbereine ÌVurzel des Abergluubens, ‘Monats. f. Psych. u. Neurol. „, 1901 [Originalissimo studio di 'psico-analisi „ sulle fonti ordinarie della superstizione]. — — , Zur Neurosenlehre. Wien, Deuticke. 1906. Gabbe R., On thè volontari/ “ trance , of India n Fakirs. “Monist Chicago, X, 1900, p. 481. XIV PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il Gif.ssi.kr Karl Max, Aiis dein Tiefen des Traumlebens. Halle, 1890, 8°, p. ‘210. Hyslop, H. James, Science and a future Life. Boston, H. Tnrner a. G, 1905, 18°, p. xii 372. — — — — Borderland of psychical Research. Ivi, id., 1906, in-18°, p. x 425 [Correz. da pag. xl, Bibl. Tomo I”]. Jouli-'. Fall, Traité de l’ Hypnotisme expéri mental et thérapeu- tique. Paris, Vigot, 1908, in-180, p. 456 con 44 fig. LOwenkeld L., Dir Hypnotismus. llandbuch d. Lehre con der Hypnose and d. Suggestiva, eoe. Wiesbaden, Bergmann, 1901, 8° gr., p. 522. Maga in Emilk, L'art et l' Hypnose. Interprétation plastique d'oeurres littéraires et musicales. Genève, Edit. “ Atav. ,. Paris, F. Alcan, 1907, in-4° picc. con molte illustrazioni [Splendida pubblicazione sulla famosa medium mimo-musicale russa, Mad¬ dalena G., in contrasto con l'opera di Schrenck-Notzing, eit. nella Bibl. Tomo I, p. mi], Martin L., Le Magnétisme humain en face de l’ Hypnotisme. L’ Action curative à distance. Moutiers, Ducloz, 1907, in-16°, p. 220. Maxwell J., Tmjchologie et métapsychique. ‘ Année psyeholo- gique „, XIII, 1907, p. 100. Melville John, Crystal Gazing and Cldirvoyance. London, Nichols and Co., 1903. Miller Frank, Miss, Quehjues faits d’imagination créatrice subconsciente. “ Arch. de Psycbologie „, V, 1906, p. 36 [Osser¬ vazioni introspettive di molto valore; applicabili ai ‘ romanzi , spiritici]. Mììller R., Hypnotische I lediseli- Experiment ini Dienste der naturwissenschaftlicher Seélenforschung. Leipzig, 1898-99, due voi. [Correz. da p. xli, Bibl. del Tomo I"]. Nagel D.r L., Die Genialitdt , ci tic Schwester der Mediulitdt , ecc. Leipzig, O. Mutze, 1906, op. 8°, p. 32. Pkirce A. H, .4/1 appeal from thè prevaiting doctrine of a detached Conscio ussness. Boston. New-York, Houghton a. C., 1906, in-8* [Opuscolo di sole 36 pagine, ma di alto pregio» anche per la fama dell' A., che è il creatore del pragmatismo]. Sabatieh Camillo, Le duplicarne humain. Paris, F. Alcan. 1906. 16°, p. xvm-160. Stanley Lefevre Kbers, The Late of suggestion. Chicago, Science Press, 1907, 8°, di p. 158. Street, A genette study of Immortality, in “ Pedagogical Se- minary ,, 1900, u" VI [Acutissimo studio psicologico sull'ori¬ gine dell’idea di immortalità]. Sithuled Georges, Le Sous-moi. Paris, A. Maioine, 1908. 18“, p. 160. Tissié Ph., Les Réces. Paris, Alcan, 1890, II* ediz., 1898, 18°. NOTE BIBLIOGRAFICHE SULLO SPIRITISMO XV VI. — Per la stampa periodica dello spiritismo. [Vedi pag. m.hi- xlthi del Tomo II a) Efemeridi spirito-psichicistiche : Nell’America del Nord : — “ Philosophical Journal „ (-(- Dr. Newmann, J. Munsell Chase), San Francisco. Cali!'. ; ‘ Sunflower „ (M. Buon), Chicago. In Austria : — “ Lieht des Jenseits r (-(- 1867-68, Delhez), Vienna. In Francia : — * Revue spiritualiste „ (-(- 1858-69, Z. Piérart) : ‘ Nouv. Revue des spirites „ (+ Lachatre) : “ Rev. génér. d’Études psychk[ues „ (1907, E. Boso), Parigi: “ LaNou- velle Pensée , (C.-R. Sadi.er', ivi. In Germania : — “ Psyche, Zeitschrift fiir Odwissen- scliaft , (-+- 1865..., Bertuelbn), Grossenh.; “ Neue metaphysische Rundschau „ (1896, Zillmann), Grosslichterfelde, presso Berlino; “ Lucifer, Zeitschrift f. Seelenlehen und Gcisteskultur, ecc. r (l>.r Rud. Steiner), Berlino; ‘Zeitschrift fiir Okkultismus „ (D.r Brandler-Pracht), Lipsia; ‘Sphinx, (edit. C. Schwetschke), Gera-Berlino. In Inghilterra : — “ Human Nature. A monthly journal of Zo'istic Science „ (1867-70 ?). Londra. Iu Italia : — ‘ Ultra, rivista teosofica , (Decio Calvari), Roma, con rubrica sullo spiritismo. b) Editori e Librai principali dello Spiritismo: Barcellona: — Libr. Carbonel y Esteva, Rainbla de Cata- liina, 118. Berlino : — C. A. Schwetschke. Grosslichterfelde b. Berlin: — Paul Zillmann, Ringstrasse, 4 a. Leipzig: — Oswald Mutze, Liudenstrasse 4. — M. Altmann, Verlag, Salomonstrasse, 11./ Mexico : — Agencia de Rivistas espirìtas y teosofica.?. Re- stituto Callejo. D. F. I. a. Indipendencia, 9. Milano : — Libr. edit. Ars Regia del D.r Sulli Rao (teo¬ sofico). Paris : — A. Daragon, Lib.. Rue Duperré, 30. f) Negozianti di giuochi ‘spiritici, di presti- digitazione secondo l’arte americana: Chicago: — George L. Williams a. C.°,Cluunplain Avenue, 1145. Philadelphia : — Yost and Company, “ dealers in magica! apparatus, spiritualistic secrets, ecc. „. SUPPLEMENTO ALLA BIBLIOGRAFIA DI EUSAPIA PALADINO [Vedi pag. 170 del Tomo 1). 1907 (l e 11 semestre). Baezisi Luigi. Nel mondo dei misteri con Eusapia Pa¬ ladino, con pref. di C. Lombroso. Milano, Baldini Gastaldi e C., 1907, in-8°, pag. 200, con tav. [È la raccolta degli articoli pubblicati prima sul Corriere della Sem, ai quali fa da prefazione un articolo già edito dal Lombroso sulla Lettura], Baudi de Yesmb C., L’explication spirite et spiritualiste des phénomènes psychiques, “Ann. d. Se. psych.„, giugno 1907. [A proposito delle pubblicazioni di Lombroso, Morselli, Foà, Aggazzotti, ecc., sulla medianità d’Eusapia]. — — Eusapiana, “ Ann. Se. psych. 1907, giugno, pag. 448 e seg. con ritr. Berndt G. H., Das Buchder Wunder, già cit. a pag. xxi, Bibliogr. Tomo I. [Nel Voi. Il, la maggior parte del capitolo sullo spiritismo fe occupato dalla trad. del rapporto della Commissione di Mi¬ lano (p. 876-905), con ritratto di Eusapia]. Bosc E., La Psychologie, già cit. Bibl., Tomo II, pag. vii. [Le prove della realtà dei fenomeni spiritici, a pag. 186-201, sono desunte esclusivamente dalle esperienze di E. P„ ma con molte inesattezze di fatto e con scarsa critica]. XY11I PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Bottazzi Filippo, Nelle regioni inesplorate della Biologia umana , * Rivista d’Italia luglio-agosto 1907, trad. in “Ann. d. Sciences psychiques „, n' vari del 1907. con fig. [Importante studio di un esperto fisiologo, associato ad altri sperimentatori di vaglia, fra cui l’esimio patologo Prof. Ga¬ leotti. sulla autenticità dei fenomeni medianici della E. P.]. Du Pbel Cabl, Bei- Spiritismi u, già cit., pag. xxiv, tomo I. [11 111 eap. dell’opuscolo (p. 72-97), sotto il titolo : Lotta at¬ torno allo spiritismo in Milano, è dedicato alle sedute del '92, di casa Finzi : e l’autore parla di John Kings come di un per¬ sonaggio reale !] - Die magische Psgchologie. Jena,H. Costenoble, in-8“. [È la seconda parte dell’opera: Die Magie als Natuncissen- schaft, e si occupa molto dei fenomeni della Eusapia Paladino, ai quali attribuisce la qualità “ magica ,]. Loewenfeld L., Somnambulismus und Spiritismos. IIe verni. Autìage. Wiesbaden, Bergmann, 1907, in-8° gr., pag. 71. [Sui fenomeni fisici cita la E. P. per le sedutedi Genova compiute sotto la mia direzione e riferite dal Barzini]. Ruggebi D., Altre sedute con Eusapia, “ Luce e Ombra „ , giugno 1907, pag. 291. _ Per “ Le impressioni di un uomo di scienza sui fenomeni Eusapiani „, ivi, luglio 1907, pag. 329. [Osservazioni critiche garbate ai miei articoli del Corriere della Sera]. T anfani A., La Paladino alla Società Romana di Spi¬ ritismo, “ Luce e Ombra „, luglio 1907, pag. 347. — I grandi medi dello Spiritismo (Eusapia Paladino), • Luce e Ombra „, nov. 1907, pag. 587. Yenzano dott. G., Contributo allo studio delle materia¬ lizzazioni, “ Luce e Ombra - , agosto-die. 190 1, tiad. in “ Ann. de Se. psychiques „, Parigi, 1907. [Narra sopratutto di fenomeni di materializzazione ottenuti con Eusapia nelle sedute di Genova. Da raltrontare con le mie Impressioni e note sulle medesime sedute]. PARTE SECONDA ( Segue). LE SEDUTE MEDIANICHE CON EUSAPIA PALADINO (Serie II, Ili e IV). * Deputi qu'eUe existe VJIumanité n 'a pus avance d’un pus sur ìa rotiti du m untóre que notte méditons ( « V Im¬ mortaliti »)... Il n’y a peut-étre aucun rapport poasible ou imaginahle entre Vergane qui pose la question et la réalité qui devrait y répondre » . Maurizio Maeterlisck. Morselli, Psicologia Spiritismo, II. 1 SERIE li. Le cinque sedute dell' inverno 1901-1902 al “Circolo scientifico Minerva,. PRELIMINARI Composizione e intenti del ‘ gruppo „. In questa seconda serie di esperienze con la Eusapia Pala¬ dino, tornata appositamente a Genova dietro nostro invito, gli osservatori furono diciotto, in parte scelti fra quelli che operarono nel maggio-giugno, in parte nuovi, aggregati con libera votazione dei primi. Per rendere le esperienze più facilmente accertabili, ed anche perchè la pratica degli spiri¬ tisti liguri ha dimostrato utile limitare il numero dei presenti ad una seduta, si stabili di dividerci in tre gruppi, di sei persone ciascuno. Il primo gruppo, presieduto dal sig. Carlo Peretti, operò dal 21 di novembre al 4 di dicembre, in cinque sedute a giorni alterni : non ne furono mai pubblicati i ver¬ bali. Il secondo gruppo, presieduto da me, operò in altre ciuque sedute dal 5 al 16 dicembre, e qui riporto tali e quali le mie Impressioni di allora. Il terzo ed ultimo gruppo, diretto dal Prof. Porro, tenne occupata la medium pure in cinque sedute dal 16 al 31 dicembre, e di questa serie diede ragguaglio L. A. Vassallo [Gandolin], prima sul suo giornale 11 Secolo XIX, indi in un volume a parte {Nel mondo degli Invisibili). Ogni gruppo rimase libero di procedere negli V I 4 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il esperimenti come meglio credette, sia per i metodi di con¬ trollo, sia per la preferenza verso determinate ricerche, sia per il luogo e le ore dei convegni con la medium. 11 nostro gruppo si compose come segue: 1. Dott. Vittorio Cantò, libero docente di Patologia medica, Medico Primario dell’Ospedale Galliera ; 2. Sig. Fausto Ferraro : questi, essendo il più giovine, fungerà da segretario e redigerà i processi verbali ; 3. Prof. Panagino Livierato, prof, di Patologia spe¬ ciale medica; 4. Prof. Enrico Morselli ; 5. Ing. Comrn. A. Omati, direttore dei Cantieri Ansaldo' a Sampierdarena; 6. Prof. Guido Pellizzari, direttore dell’Istituto Chi¬ mico nella R. Università. Dei sei membri del gruppo, due soli, io e Ferraro, cono¬ scevamo la Paladino e avevamo acquistata in undici sedute pratica conveniente, l’uno per dirigere, l’altro per narrare le sedute. Un terzo, il prof. Livierato, aveva già assistito ad una seduta in casa mia (della quale dirò in altra parte del libro). Gli altri tre compagni erano affatto digiuni di spiritismo e di fenomeni Ensapiani. Dopo lunga discussione decidemmo di tener le sedute nel locale del Circolo Minerva, in via Giustiniani. Il primf> gruppo aveva operato in casa del suo direttore, il sig. Fe¬ retri; ma per conto nostro opinammo che era preferibile un luogo neutrale, tanto più che la sala maggiore del Circolo, facilmente chiusa ad ogni intervento estraneo, collocata in una parte remota e silenziosa della vecchia città, ci permetteva di eseguire ogni sorta di vigilanza. E poi c’era già nell’aria, per Eusapia, l’influenza psichica delle buone sedute della pri¬ mavera avanti : era sperabile che il medium vi riprendesse la serie dei suoi successi e andasse anche oltre. Nè mutammo l’arredamento e neanche l’istrumentario con¬ sueto delle sedute spiritiche, salvo l’aggiunta di una stufa a gaz pel riscaldamento. Già Eusapia se ne sarebbeimpressionata, e fino ad allora era inutile parlare di strumenti scientifici, di registrazione grafica dei fenomeni, di esami fisiologici sulla sua persona: io l’avevo ben capito nell’ andarla a salutare nella casa ove stavolta era ospitata. Dissi a me stesso : — Fra qualche tempo, rotto il ghiaccio, si avrà una Eusapia sempre più malleabile sotto quel riguardo : e allora chi verrà dopo di noi potrà con minori stenti applicare metodi scientifici, magari rigorosissimi, allo studio della medianità. — Precisamente NUOVE ESPERIENZE CON LA PALADINO 5 così è avvenuto di J. M. Oharcot nel campo dell ipnotismo : c e sempre chi trae profitto nel camminare spediti per una strada da poco tempo aperta da altri pionieri; ma cammina sulle orme altrui e malamente riesce a farle dimenticare, pur stampan¬ doci entro le proprie e così cercando abilmente di cancellarle... Il programma delle sedute di cui disponevamo avrebbe do¬ vuto essere combinato in modo da sfruttare, per così dire piu completamente che fosse possibile la potenzialità del medium. Noi tutti desideravamo, — anche quelli che non avevano visto mai l’Eusapia all'opera, — di arrivare sollecitamente alle mas¬ sime manifestazioni spiritiche, quali sono le apparizioni o ma¬ terializzazioni visibili. A tale scopo sarebbe stato opportuno però che la nostra attenzione, più che sui metodi di con¬ trollò, si fosse portata sui fenomeni, incoraggiando in tale <niisa la medium a darci le prove più alte e complicate delle sue facoltà medianiche. Ma, purtroppo, noi non pensavamo, da un lato alle abitudini oramai inveterate e immutabili dell Lusapia, dall’altro alla composizione disarmonica del nostro gruppo Fino dalla prima seduta si ebbe infatti un arresto della indagine alla fase preliminare, perocché si cominciò a dare eccessiva importanza al controllo sulla persona de la medium, e indisponendone l’animo, se ne paralizzarono anche le_ azioni, sopratutto a distanza. La cosa era prevedibile essendovi ne t'runpo due soli ( io e Ferravo) oramai convinti della sincerità dei fenomeni, almeno pel massimo loro numero: un terzo ancora fortemente dubbioso di essere stato ingannato nella sola seduta cui già aveva assistito (il prot. Livierato); e tre atfat o nuovi ed inesperti, e però tratti naturalmente a dubitare e ad esigere un controllo continuo, fastidioso per la Eusapia, faticoso per noi stessi, e in generale ritardante, se non ini¬ bente, le manifestazioni. Le cinque sedute sono perciò li¬ maste poco fertili in “ fenomeni „, come si vedrà, e noi non siamo andati di molto oltre a quello che avevamo ottenuto nella serie sperimentale di primavera. Ciò nonostante, fino dalla prima serata si ebbero inamte- stazioni varie e, per chi ne conosce la portata, eziandio sicure e sincere; non tali però per numero e per evidenza da tra¬ scinare alla convinzione quelli tra di noi, che tuttora si ro- vavano nella fase dello scetticismo pre-spenmentale. Qui avverto, intanto, che alla fine della prima seduta il professore Livierato si dichiarò pienamente convinto dell autenticità dei fenomeni e, in particolare, del trasporto di oggetti senza vi¬ sibile contatto, anche fuori della portata di mano della medium. Altri due colleghi, il prof. Pellizzan e il dott, Oantu, 6 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II uscirono, per contro, da tutta intera la nostra serie di sedute ancora dubbiosi, non tanto sul modo di interpretare i fatti veduti, quanto sulla stessa realtà di alcuni fra codesti fatti Io non voglio occuparmi dei giudizi altrui sui fenomeni eu- sapiani, quando pur si tratta di persone con le quali mi sono trovato a sperimentare: dovrei allora cominciare a discutere sulle convinzioni dei miei compagni “spiritisti,, le quali hanno, per lo meno, il carattere di induzioni ricavate dagli stessi argomenti positivi dei quali io mi valgo per dichia- rarm1 ancora “antispiritista,. Per me la realtà ed auten¬ ticità della massima parte dei fenomeni, che ho raccolto nelle sedute con la Paladino, non ha più ombra di dubbio pur riconoscendo che vi esiste una innegabile miscela di stra¬ tagemmi e di manifestazioni spurie. Intanto, neanche ai miei compagni piu scettici e più austeri del 1901-2 riuscì mai di cogliere in fallo, seduta stante, l'Eusapia. In questo campo specincp ed irregolare di fatti naturali si ha talvolta l’im¬ pressione vaga dell’ inganno, si sente, per così dire, in aria che il fenomeno manca di sincerità od è effettuato con ar¬ tifici, e che quindi non ha indole propriamente “ spiritica e neanco psich.cistica , ; ma poi non si giunge a scoprire I insidia ne a sventare la trama. Il dubbio rimane, ma si esaurisce in tanti ma ed in tanti se . E allora si capisce come una discussione basata su elementi incerti, su impres¬ sioni fuggevoli, su apprezzamenti spesso più di sentimento c ìe di ragione, a poco approdi; e poi, nulla valga per la so¬ luzione definitiva del problema. E meglio è che io esprima sinceramente ma esclusivamente le mie impressioni proqres- swe. “i allori‘> e tenga conto di quelle degli altri solo' per quei tanto che esse abbiano servito a correggere o ad asse¬ verare ed a confermare le mie. Anche per questa seconda serie di sedute avevo adottato il metodo di annotazioni che usai nella prima: ossia, munto a casa, ho scritto dopo ciascuna serata ciò che ne pensavo meno preoccupandomi della descrizione dei fenomeni che deli esame delle condizioni in cui avvenivano. Infatti, il valore di queste nostre esperienze paladiniane del dicembre 1901 piu che da novità o eccezionalità di fenomeni, deriva dalla costituzione del circolo : nessuno dei sei assistenti era spi- ì insta , tutti eravamo piuttosto inclinati all’ antispiritismo • eppure, le manifestazioni fisiche si sono avute egualmente.’ Segno, questo, che la “ fede , aiuterà sopratutto le manife¬ stazioni intellettuali dello spiritismo, i messaggi, ma che a i iguardo dei fenomeni obiettivi di medianità, che sono poi NUOVE ESPERIENZE CON LA PALADINO i più sperimentabili, la Metapsichica può diggià camminare < 0 \ o n 6 c^er a * più da mettere le mie impressioni al cimento della disputa con gli altri membri del Circolo Minerva, e nero i fogli delle mie estemporanee scritture sono limasti sempre presso di me. Dichiaro, però, che le ho redatte m gran fretta affinchè non mi sfuggisse il ricordo esatto delle cose percepite, nè mai le ho rilette: le rivedo ora dopo cinque anni e mezzo per darle alla stampa, e le inserisco qui aflatto immutate, salvo insignificanti ritocchi di forma. Genova, maggio 1907. LA UNDICESIMA SEDUTA (5 dicembre 1901). I fenomeni della serata. La prima seduta del nostro gruppo cominciata alle 21 30 è terminata verso le 12,20 di notte, e non ha dato “ fenomeni di grande rilievo, massime per me che oramai sono corazzato contro le meraviglie , usuali della medianità paladiniana. Come in tutte le prime o isolate sedute che concede la Eu- sapia le manifestazioni sono state elementari, anzi un no’ stentate e incoerenti, come se la medium avesse bisogno di orizzontarsi nel nuovo ambiente. Io non ne darò una descri¬ zione minuta; dal verbale che Fausto Ferrara ha redatto e che con grande sollecitudine mi ha consegnato, t.ol<ra le seguenti sommane notizie. ° A luce piena [ becco di gas, reticella Auer): - Moti e solle¬ vamenti parziali del tavolino; - picchi (• raps ,) entro la so¬ stanza del legno, sia spontanei, sia in risposta a colpi eseguiti da noi; - sollevamento completo (‘ levitazione „) dei tavolino senza alcun contatto della media, e con la catena delle nostre mani sospesa per aria, a circa qualche centimetro dal suo piano A luce debole (chiarore proveniente dalla porta aperta del- 1 anticamera, in cui brucia una candela stearica): — Soffi freddi sulle mani e sulla faccia dei vigilatoci ; — moti di avanzamento e regresso delle cortine nere del gabinetto; - solleticamenti leg- ^ìeri (di mani invisibili) ai fianchi dei due violatori de*°lÌ«silna o semi-oscurità (chiarore "come sopra, con chiuso un battente della porta d’anticamera): — Toccamenti piu torti e meglio sentiti ai controllori; — sottrazione abba¬ stanza violenta della seggiola a quello di sinistra (Livierato) A luce rossa (lampadina elettrica da fotografo, di 5 candele): — Levitazioni complete del tavolino, della durata di 5"- — son- t™n„ne r stnaL;larae,>t0 e di battiti sulla spalla di un con- mente J lì 8lnls^a’ mG?tre Eua*P>a strofina e picchia legger¬ mente sulle spalle e sul capo di quello di destra; — picchi dentìnÒd8ULe p,mb®.de1llaf^iola di un controllore, corrispon- lenti ad uguali gesti di Eusapia; — gonfiamento e svolazzo SISTEMAZIONE DELLA TECNICA MEDIANICA 9 della tenda che è proiettata sul tavolino; — vento freddissimo dal gabinetto; — attrazione della cortina nera, operata da Eusapia con movimenti visibili della sua mano a distanza; — sollevamento, pur visibile, di una seggiola non toccata. In oscurità completa: — Toccameuti reiterati ai controllori; — trasporto di oggetti situati a distanza di circa 80 cent, e a destra di Eusapia (una cornetta, un'armonica) e loro arrivo sul tavolino; — scosse e avanzamenti del grosso tavolo sul quale essi si trovavano; — suono della cornetta; — una potente bussata sul tavolino medianico; — spostamento della seggiola già sollevata a luce rossa, e tentativo (non riuscito) di ripor¬ tarla al controllore cui fu sottratta. Questo ultimo fenomeno esaurisce la Eusapia. che alla mezzanotte chiede di riposare. Notevole il fatto che durante tutta la seduta la Eusapia rimase sveglia, tranne un corto periodo di semi-trance du¬ rato non più di mezz’ora, e preannunziato da sbadigli e da lievi contrazioni delle braccia : ma in tale sua condizione si ebbero soltanto sensazioni di toccamenti e di soffii freddi. Il medium e la sua sistemazione tecnica. Eusapia Paladino è tornata a Genova in condizioni di salute più prospere che in maggio-giugno. Questa volta non si lagna delle sue solite mal definite o indefinibili sofferenze nervose (iperestesia del lato sinistro, cefalalgie, ecc.) : ed è apparsa a tutti di buon umore, fatto questo che i compe¬ tenti in spiritismo ritengono favorevole alle manifestazioni medianiche. Nonostante che abbia superate diggià le cinque sedute del primo gruppo di “ sperimentatori iersera non si mostrava stanca: però, come le accade ogniqualvolta deve “ sperimentare „ con persone a lei sconosciute, si trovava in uno stato psichico di lieve apprensione. Mi ha salutato senza alcun segno di compiacenza e dirò lepidamente, ma questa sua accoglienza non mi meraviglia; infatti, io, che essa ritiene d’essere riescila a convincere fin dalla primavera, non rappresento più per lei un ostacolo da superare, nè un motivo di diffidenza. La sua vanità di medium è sodisfatta per quanto mi riguarda ; e però essa rivolgerà ora la sua at¬ tenzione agli altri del gruppo, che le sembreranno ancora increduli. .Tersera palesò specialmente che le stava a cuore 10 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II di convincere Livierato, di cui essa sa il giudizio non troppo favorevole sui fenomeni veduti in casa mia: ci accorgiamo tosto che con civetteria quasi fanciullesca essa vuole abbo¬ nirlo, disarmarlo. Questo bisogno di abbattere i dubbi e vincere i sospetti è naturalissimo, ma alla fine diviene una causa d’arresto nello sviluppo dei fenomeni in una determinata serie di sedute ; dirò di più : deve avere arrestato anche l’evoluzione progressiva delle facoltà medianiche d’ Eusapia. Da molti anni le manifestazioni di costei sono sempre le medesime, nella pura sfera meccanica: pochissima, come dissi, ne èia intellettualità. Ferma nel proposito di dimostrare la propria energia medianica mediante i fenomeni più grossolani (alza¬ mento di mobili, spostamento e trasporto di oggetti, trom¬ bettate, chitarrate, ecc. ecc.), la Paladino è alla lunga un medium monotono; le sue sedute si assomigliano troppo, e finiscono coll' ingenerar noia anche là dove^ i fenomeni sa¬ rebbero eccellenti. Si ha un bel chiedere a “ John „ di ope¬ rare con maggiore sollecitudine, di manifestarsi con un po’ più di vivacità, di inventiva, di intelligenza; ma tutto è inutile. La sfera d’azione del disincarnato corsaro è oramai fissata. * iò porta a pensare che sarebbe veramente utile per la scienza psicologica il trovare dei medium vergini, immuni da ogni pregiudizio di tecnica, pienamente liberi di mani¬ festare senza regole o norme scolastiche le loro attività iper- psichicbe; dico “scolastiche, perchè si tratta di una vera scuola a un dipresso eguale a quelle ginniche ! Fino a che la psicologia sarà costretta ad accettare i medium che le provengono dui circoli spintici, e già adusati a quei metodi a quelle formule a quella tecnica un po’ bizzarra e un po’ sciocca, non si potrà ottenere una grande varietà di fenomeni: e neanco si sarà sicuri che la produzione costante di quei determinati fenomeni non sia conseguita mediante un abilis¬ simo esercizio. Io non voglio dire con ciò che la medianità sia tutta un arte prestidigitatoria, come qualcuno sogghi¬ gnando ei soffia dietro le spalle : ho già espresso la mia opi¬ nione che è oggidì favorevole alla realtà e veridicità dei fenomeni (salvo la mescolanza di alcuni stratagemmi e di alcune illusioni sensoriali). Voglio semplicemente dire che la medianità studiata negli Home, negli Eglinton, negli Slade, nelle Paladino e nei Politi obbliga la scienza psicologica ad °Pei^aie 'n circostanze troppo prefissate, e che non sono scien¬ tifiche. la costringe a rispettare abitudini spesso viziate, e preconcetti spesso ridicoli; e le vieta di scorgere le azioni AUTOSUGGESTIONE DEL MEDIUM 11 di questa più o meno occulta forza bio-psichica nella loro indole genuina e spontanea. Il Metzger non si mostra alieno dal credere che i medii siano spinti a frodare dalle stesse esigenze del metodo scientifico ! Un’altra conseguenza dannosa dell’uniformità della tecnica spiritica della Paladino è che essa non le giova molto per vincere lo scetticismo. Ed è veramente contradditorio questo bisogno che la medium avrebbe di trascinare gli increduli fuori del dubbio, con le limitazioni intellettualmente basse che essa medesima, o per abitudine o per misoneismo, im¬ pone alla propria fecondità medianica. lo scrivo di proposito che essa medesima se le è imposte, giacché sono sempre più convinto che la volontà della me¬ dium opera continuamente nella produzione dei fenomeni, i quali non è vero che avvengano completamente fuori della Sua coscienza. Basta guardare alla sua preoccupazione inces¬ sante del controllo, alla preferenza verso quei fenomeni che colpiscano la fantasia o sveglino emozioni inattese nei pre¬ senti, ai sarcasmi ed alle riflessioni che essa loro intra¬ mezza, per acquistare la certezza che lo stato auto-ipnotico (“ trance „ o estasi) è solo un mezzo per ottenere meglio e più speditamente un certo numero di fenomeni, ma che questi sono in generale pensati prima dalla coscienza ancora vigile della medium. In altri termini, il programma eli ogni serata sembra prestabilito, come lo è in linee più grandi il programma di una intera serie di sedute, nelle quali la Eusapia va ordi¬ nariamente dai fenomeni più semplici ai più complessi, dal moto dei tavoli alle materializzazioni personali complete (quando ci va!). E ciò non basta: è anche prestabilita nella mente della medium la maniera in cui deve effettuarsi la maggior parte dei fenomeni. * * * L’auto-suggestione e la fisiologia della “ trance „. Più studio queste straordinarie manifestazioni dell'attività psichica umana, e più mi accorgo che la loro incoscienza o subcoscienza è da accogliersi in modo relativo. Dissento, lo si vede, non soltanto da Pietro Janet e da tutti coloro che per spiegare i fatti spiritici si basano sulla disgrega¬ zione della personalità e sul dominio dell’automatismo o 12 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II delle facoltà psichiche inferiori, ma anche da Mvers. da Gelei e da quanti spiritisti o psichicisti danno estrema importanza al subliminale. Poiché non mi risulta che Eusapia produca i fenomeni in tali condizioni psichiche da avere ottenebrata e inutilizzata sempre la sua coscienza superiore ; tutt’altro. In massima, ogni fenomeno vien prima pensato (e perciò rappre¬ sentato e voluto....) dalla medium: quando questa ha formato il suo piano, allora si sforza di entrare nello stato psichico anormale, in cui le è permesso di svolgere meglio la sua energia radiante per agire in quella data maniera. La rap¬ presentazione, ad esempio, del moto del tavolo, dello sposta¬ mento di un oggetto, del toccamente ad una determinata persona, ecc., ecc., si forma dapprima nella coscienza alta, poi si riproduce nello stato secondo (“trance,). È una vera auto-suggestione ipnotica o ipnoide, e si asso¬ miglia a quel fatto abbastanza volgare della psicologia nor¬ male, per cui noi ci proponiamo di avere un dato sogno; e in realtà nel sonno quel sogno si avvera poi per una rie¬ vocazione delle iinagini che avevamo ruminate durante la veglia: anzi, quelle iinagini rievocate sono ancora più vive e limpide delle vigili. Adunque, l’automatismo, per cui si liberano le energie medianiche, sarebbe, conforme alla defi¬ nizione di Hartley, nn automatismo secondario; esso è pre¬ ceduto da una fase in cui il movimento finalizzato (la causa interna del “ fenomeno „) è perfettamente conscio. Il passaggio dalla condizione di veglia a quella di auto¬ matismo involontario si effettua in modo diverso : ora gli ab¬ bisogna un tempo piuttosto lungo, ed ora è rapidissimo. Nella prima parte della seduta la medium dura fatica a passare in trance: più tardi questa si forma più facilmente e svel¬ tamente. Dapprima, la coscienza della medium si sveglia spesso, e si hanno alternative continue di veglia e di stato secondo: allora la si ode avanzare qualche riflessione sui fenomeni, sul senso da attribuire loro, sul procedimento da preferire per ottenerli; oppure la si sente schernire e sfi¬ dare i suoi denigratori. Più tardi la coscienza si oscura (generalmente), e il sonno della “ trance „ si fa più lungo e pro¬ fondo. Ma dapprincipio i periodi di subcoscienza sono anche soggetti di più alla autosuggestione della medium ; ossia essa entra in “ trance , con la sola forza della sua volontà ogniqual¬ volta, ideato un fenomeno, si proponga di effettuarlo. Alla perfine l’estasi si stabilisce profondamente e si emancipa dalla volontà della medium: — solo allora i fenomeni sem¬ brano più spontanei, e perdono quella finalità (convincere un AUTO-IPNOSI SUGGESTIVA 13 dato incredulo) che avevano prima; solo allora, vale a dire nell’ultima parte della seduta, si ha il tumultuoso succe¬ dersi di manifestazioni inaspettate e del tutto “ subliminali Con ciò viene dimostrato erroneo il sospetto che il pro¬ gresso dei fenomeni durante una seduta o una serie di sedute sia solo apparente, e ehe lo si debba alla minore resistenza dei membri della catena, ossia alla convinzione via via for- mate per cui essi si lascino più facilmente colpire da date sensazioni. Io ammetto che la psiche dei presenti agisce insieme a quella del medium, si da dar luogo a fenomeni piu cospicui quando vi è accordo o sinergia delle attività indi¬ viduali; ma tale influenza collettiva, oltre ad essere di natura ancora indefinita, non può forse dare la produzione di fenomeni esopsichici come effetto di una sominazione di codeste atti¬ vità. Penso invece che il progresso si abbia per la sempre più grande facilità del passaggio dalla veglia all’estasi nella medium. D’ altra parte, lo stato di “ trance „ è ordinariamente superficiale, e solo per breve spazio di tempo diventa profondo. L’attitudine particolare dei medium come Eusapia, consiste nel provocare in sé stessi per autosuggestione lo stato favo¬ revole alle azioni automatiche, pur conservando ancora un certo dominio della coscienza sui proprii pensieri ed atti. La “ trance „ di Eusapia assomiglia per lo più ad un dormiveglia . di quando, cioè, l’individuo sonnecchia, e ha la percezione confusa di quanto gli avviene d’intorno, esegue atti automa¬ tici di difesa, si ripara dalla luce, risponde anche alle do¬ mande, ma al risveglio non conserva più che un ricordo vago e sommario di tutto il periodo di sonnolenza. Ani. he nella Paladino la memoria dei “fenomeni „ è spesso incerta, ma raramente manca del tutto: essa mostra doverne serupie un ricordo, per lo meno generico. Può nascere però il dubbio che tale ricordo si riferisca soltanto alla rappresentazione che dei fenomeni essa aveva prima di cadere in stato ipnoide : tanto è vero che essa sembra rammentarsi spesso (quasi sempre) del fenomeno, ma non del modo con cui si è effettuato. Vi sono però dei fenomeni medianici, che oramai non p are richiedano più uno stato psichico particolare della medium, o che sembrano avverarsi luori di un estasi manifesta e con¬ tinua; ed uno dei più caratteristici è la levitazione del tavolo. Non si può escludere però che durante tali fenomeni , latti in veglia apparente, la Paladino non cada momentaneamente in estasi, o meglio in corte “ assenze , corrispondenti ad una “ trance ,. giacché il fenomeno è breve, oltrepassa raramente 5-10-20 secondi, e 1’ attenzione nostra, colpita dal fatto in 14 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sè, non si porta forse abbastanza sulla medium. Certi stati di incoscienza o subcoscienza della neurosi epilettica ed isterica danno un’idea, caso mai, di quanto deve avvenire nella medianità, giacché anche essi sono fugacissimi, eppure bastano a causare i rapidi ma completissimi atti automatici degli ammalati. Ho esaminato più volte, sopratutto iersera, le modificazioni che la fase attiva di mediumnismo arreca nelle funzioni or¬ ganiche della Eusapia; e sebbene i miei esami, eseguiti in fretta e quasi di sorpresa, non siano definitivi, ne do qualche risultato : 1. Nella circolazione: — In istato normale Eusapia ha la media di 60-70 pulsazioni e le sue arterie sono molli, com¬ pressibili: invece durante la fase d’automatismo il polso diviene più frequente, sino a 90 per 1 , e la tensione arteriosa aumenta. ^ 2. Nella respirazione : — Oltre agli sbadigli di cui ho parlato, la ‘trance, è annunziata da alcune profonde espirazioni (sospiri) ed accompagnato da moti sussultorii del torace che poi si ir¬ rigidisce: allora il tipo respiratorio si fa decisamente addomi¬ nale, come si vede nelle crisi di molte isteriche. 3. Nella fonazione: — La voce cangia sensibilmente nella “trance, : il suo timbro si fa rauco o gutturale, la sua intonazione più alta: non di rado i fonemi emessi tradiscono l’ irritazione, il sarcasmo o l’erotismo. 4. Nelle secrezioni: — Tutto il corpo del medium in son¬ nambulismo si copre di sudore, lagrime abbondanti colano dai suoi occhi, e l’urina emessa dopo la crisi è naturalmente più densa e carica di sali. Eusapia dice che anche le mestruazioni sono rese più copiose e disordinate dall’eccesso di pratiche medianiche. 5. Nella sensibilità : — Nella fase sonnambulica, ho già detto esservi una palese iperestesia del Iato sinistro d’Eusapia : ma in “ trance , letargica subentra una completa anestesia ed anal¬ gesia, in relazione collo stato di incoscienza ed amnesia. 6. Nella reflettività : — Durante la crisi le pupille sono enor¬ memente dilatate (anche perche si opera d’ordinario in mezza oscurità), e nel risveglio le si trovano poco pronte a reagire. 1 retiessi tendineo-muscolari, ottusi in istato di veglia, sono aboliti del tutto durante la “ trance , e non si ristabiliscono se non qualche tempo dopo. 7. Nella motilità: — Dei movimenti d’Eusapia, che sono il fatto fisiologico più visibile del suo attacco autoipnoide, ho già discorso a lungo : è indubitabile che quei tremori e cloni e spasmi tonici equivalgono ai sintomi motorii delle altre grandi neurosi convulsive. Ma, uscendo dalla estasi, Eusapia fe amioste- nica, con un po’ di paresi nelle membra, massime a destra. L’accertamento di queste reazioni fisiologiche della ine- LIMITI BELL’AUTOMATISMO SUBOOSOIESTK 15 dianità vale contro la tesi scettica della frode generica : sono sintomi che non si possono simulare. Miseria intrinseca dei miracoli Eusapiani... e del miracolo spiritico in genere. a) Il fatto della poca intellettualità dei fenomeni medianici della Paladino di fronte a quelli altamente evoluti sotto l’aspetto ideale di M.lle Smith di Floubnoy, dipende certa¬ mente dalla scarsa coltura della popolana Napoletana. Le idee che dalla coscienza passano al suo subcosciente sono sempre le medesime, e stanno a significare appunto il suo scarso potere imaginativo. Anche nella Smith, però, checché dicono il Mktzger e gli spiritisti ginevrini, non si ha altro che un ■ travaso delle' idee Immerse nel suo subcosciente quelle idee hanno dato origine ad un lavoro meraviglioso di associa¬ zione su cui forse la coscienza non agisce più, non ha più sovranità: ma prima ha bisognato che quelle idee passassero attraverso la coscienza vigile della giovane commossa, sia pur fugacemente (una lettura, una veduta, una percezione sonora, la rappresentazione di un atto). Ciò diminuisce assai il valore creativo del subconscio, e determina meglio la ragione della intenzionalità dei fenomeni, che gli spiritisti attribuiscono alla volontà o al capriccio di volontà personali (?) estranee al medio o suggestionanti mentalmente il medio stesso (Visani-Scozzi): si può parlale solo di un trapasso di finalità degli atti dal campo della coscienza lucida a quello della subcoscienza. Ciò toglie anche molta base alla ipotesi polizoistica e polipsichica del Durano (de Gros), giacché quei suoi io secondari, soggiacenti all io cosciente, non sono in grado di creare gran cosa per loro conto: se qualche cosa sanno, fanno e vogliono, è solo di seconda mano, quasi come uno strascico o, meglio, un dono spesso immemore dell’io primario. Si guardi Eusapia all’opera. Muovere tavoli e far volteg¬ gierò oggetti per aria, toccare e palpare le persone, formare delle luci indefinite e anche delle apparizioni personificate (ul¬ timo sforzo della medianità fino ad oggi), tutta questa fenome¬ nologia è di origine conscia: è discesa dall alto in basso, cioè dalla coscienza al subconscio; non è salita, inaspettata e nuova, da questo a quella. Ed è fenomenologia miserevole rimpetto alle invenzioni conscie dell’intelletto umano ! 16 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Non mi si venga a dire che i trapassati non possono far di meglio per difetto di nn dinamismo intermedio bene adatto : lo capirei per le nozioni di alta filosofia, cosmologia, teosofia, ecc. ecc., ma per produrre fenomeni meccanici o fisici non c’è bisogno di simboli. Che povertà di logica in questo spiritismo spurio, stile Eusapia! Domandiamoci che cosa stiano a farci degli io secondari, delle personalità sub¬ conscie, che non sono capaci di pensare nulla di “perso¬ nale Li si direbbe, scusandomi del paragone, scimmie o pappagalli, che all oscuro ripetono atti, impulsioni semplici e raramente emozioni dell io superiore, il quale pertanto ri¬ mane il burattinaio padrone e agitatore dei fili della medianità. b) Un altro punto da guardare è l’influenza dell'otò//- dine. Anche nella medianità questa impone alla lunga deter¬ minate manifestazioni, sia perchè le rende più agevoli, sia perchè accresce l’ automatismo corrispondente, sia anche perchè risparmia ai medium la fatica di imparare a com¬ piere nuovi fenomeni. I medium cercano di raggiungere il loro scopo percorrendo le vie già aperte: per eit” sono" restii alle innovazioni, si infastidiscono d ogni dubbio normativo che loro imponga fatica, c cercano, quando possono, di in¬ gannare. La cosa fu studiata stupendamente dall’OcHOROwicz e non ha più bisogno di essere “scoperta,,: rispetto alla Eusapia posso confermarla per mia diretta esperienza. Tutto ciò impoverisce in guisa pietosa il “ miracolo „ eusapiano. 11 \\ allace ha scritto il suo libro sui Miracoli del moderno Spiritualismo non riflettendo che il concetto di “ miracolo „ implica, non soltanto il contrario alle leggi note della tìsica e della scienza in genere, ma pure il caso nuovo e imprevedibile nel mondo. La previsione dei fatti naturali e delle conseguenze dei nostri atti, da un lato è puro em¬ pirismo, dall’altro è vera scienza, secondo la complessità dell operazione mentale che 1’ uomo compie nel prevedere. Ora, quando io prevedo che mettendomi in catena con Eu¬ sapia il tavolo si moverà ed alzerà in quelle date e oramai notorie maniere, io escludo il prodigio e nello stesso tempo ammazzo 1 Occulto. Ci sarà da cercare il determinismo del fatto, e particolarmente ci sarà da stabilire perchè la attività che dicono medianica si spanda in codeste futilità da ra¬ gazzi; ma neanco si seguiterà a dire che un Occulto siffatto abbia valore intellettuale, morale e materiale per 1’ umanità. La sua importanza non sta nel contenuto intrinseco : sta nel processo estrinseco di sviluppo e di effettuazione. Qui 1 Occulto ha interesse solo perchè stiamo per disoccultarlo. GENESI DELLA MEDIANITÀ INTELLETTUALE 17 Ma gravita — nella bilancia — il pondo delle manifestazioni intellettuali. Si è detto e affermato die certe nozioni “ rive¬ late „ erano all'atto nuove, che non provenivano dalla co¬ scienza del medium, e gli erano inspirate da altre coscienze una volta esistite sulla terra (comunicazioni di defunti). Ed io riconosco die tra l’immenso materiale raccolto, come Dio vuole!, dallo Spiritismo-sistema, si trovano dei fatti non facilmente spiegabili colle ipotesi psicopatologiche e neanco con le animistiche e psichicistiche. 1 primi spiritisti dissero — e moltissimi kardechiani ri¬ petono tuttora — che le inspirazioni avvengono mediante una incorporazione diretta dei disincarnati nei medii : ossia uno spirito penetrerebbe nel corpo del medium, quando co¬ stui entra in “trance,, e mentre la sua “anima, o il “doppio, si ritrae o se ne va forse a passeggiare (come credono i sel¬ vaggi ). Sarebbe dunque la coscienza personale di un morto che^si sostituirebbe alla coscienza dormiente o esulata del vivo: donde la credenza che le parole e gli atti del periodo sonnambolico siano le comunicazioni immediate dell’Oltre¬ tomba. Ma oggidì la cosa è intesa diversamente e meno fan-- ciullescamente : i trapassati inspirerebbero il medium con suggestioni mentali, e le comunicazioni loro diventerebbero telepatiche. Aggiungono, anzi, che vi dev’essere una continua telepatia, assai più maravigliosa e potente della nostra, ira gli spiriti sopravviventi nell’ Altro Piano: di guisa che il disincarnato che sta “ comunicando , potrebbe ottenere age¬ volmente informazioni ignorate dal medium, e da lui stesso, rivolgendosi per trasmissione di pensiero a qualche altro suo ompagno “ errante nello spazio ,. - Ma la cosa - dicono — non è facile da capire? non corre il pensiero velocissimamente dall'uno all’altro polo e dalla terra ai corpi siderei?!! — - È permesso ai Dénis e alle Noegoeratii di ignorare le leggi psicologiche dell’ associazione. A questo modo il dogma spiritico, con un antropomor¬ fismo degno di tutte le fedi religiose, fa sopravvivere i tra¬ passati dall’Altra Parte con le stesse facoltà che noi uomini possediamo durante la vita terrena. E non considera che i viventi le posseggono unicamente perchè son costituiti da un organismo senziente e reagente, messo in rapporto con determinate forze naturali, e solo in conseguenza di un’evolu¬ zione fisica, chimica, geologica e biologica di cui essi viventi sono altrettanti anelli inscindibili. Questo “ spiritualismo , è di così povero e puerile contenuto filosofico da lasciarci stu¬ pefatti che uomini d’alto intelletto non ne scorgano la con- Woksei.m, Psicologia e Spiritismo , II. 2 18 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II traddizione enorme con lo stesso concetto metafisico dello Spirito. Si lia il coraggio di citare Kant; ma il Mundm hi- teUigibilis del grande filosofo nulla ha che fare cogli “ spi¬ riti „ di Allan Kabpec, composti di “ materia fluidica , e accorrenti attorno al tavolo delle Pitonesse moderne per darci le loro “ rivelazioni In primo luogo, quando pure queste si studiano profon¬ damente, come ha fatto Flournoy per le “ rivelazioni „ tra¬ scendentali della sua medium, si arriva a scoprirne con in¬ finita verosimiglianza il meccanismo: sono fatti per lo più di criptomnesia. — In secondo : anche se non sono ascrivibili a reviviscenze di ricordi latenti, vi 6 il dubbio di una telepatia -, cioè di una trasmissione di pensiero da qualcuno dei pre¬ senti al medium. — Terzo: la telepatia potrebbe avvenire non soltanto tra coscienza e subconscio, ma tra due subconsci, cioè tra quello della persona presente e quello del medium : questi forse leggerii un ricordo latente che la coscienza della persona ha dimenticato o ignora di avere. — Quarto : dato pure che la nozione non arrivi al medium da nessuno dei presenti, non si sa come escludere una azione telepatica a di¬ stanza tra un vivo lontano e il medium stesso. — Quinto: in ogni caso vi è da guardar bene alla identificazione del pre¬ teso defunto: i casi fino ad ora sicuri per gli stessi psichi- cisti piu oculati e temperati non sono più di tre o quattro, forse anche meno ; ma forse non si è fatto per nessuno un processo discriminativo, un’inchiesta radicale del genere di quella di Flournoy. A volere essere schietti, lo stesso “ caso Pelliam „. sul quale gli spiritisti odierni fanno tanto rumore, non esclude l’i¬ potesi di un io secondario della Piper (James), pur ammettendo costei dotata inoltre di poteri supemormali eccezionalissimi. Già quel succedere di “ Giorgio Pelliam , [— Pellew] ad un “ Dott. Phinuit „ (che era evidentissimamente una personalità seconda del medium) compromette il valore del caso e, se¬ condo me , lo demolisce. Non importa se “ Giorgio „ ha vissuto | sotto il nome reale di Pellew], e se “ Phinuit , è imaginario, giacché il processo psicologico di impersonazione è stato il medesimo nella medium di Salem, tanto se il primo suo personaggio era una creazione del sub-cosciente, quanto se l’altro è una suggestione dell’ambiente psichicistico in cui essa vive da anni. E poi I’Hodoson non avrà preteso di edificare una scienza nuova — e che scienza! quella che ha da scoprire le “prove, dell’immortalità dell’anima! con un caso unico, sul quale neppure I’Hysi.op, suo apolo- rfiOBLEMI “ SPIRITICI „ DA BISOLV EBE 19 farolaaCCredÌtat0’ L'rede °he sia stata detta Intima, definitiva PLornroTlaascLhealS°St0 COnfess,are die 'a analisi del sciite della Smith *,? f Senesi di certe conoscenze san- alla medium Ginevri.,-, ’ lu‘l[‘lnt ^a come lrj riguardo spiritisti dappochi il a'rebbero toi'to di cantar vittoria gli inesica ’o SI a ““duTn V* k tbnte ^ di concludere seny'-.l,1 ] u tre tenomem non dà diritto terrena cos? in ^ mdugl° ^ Ja ioro orig™ ultra- zzi S&Z3& asserir autentici). Ma ormi an” i‘ ^ ,clbl b (lsolatl e verosimilmente » miracoli 1° goio del saPere non ha forse i suoi nelle nostre ^formule^ nen *** sforzi si facciano, ‘ teorie 3 U0Stre **8# », "elle nostre * * * L’accertamento dei fenomeni. Jò TcS„;:TiiVe,iir„5tutt" '* ^ tenuto mano, ginocchio e piede dèstro deU° r° ^ L° certo di non averli abbandoniti ° della medium, sono anche ritenere per fermo ni, * / un so ° istante : debbo .«»<» * ciaacum t “*» sam inopportuno affermare che tre ma'ncli’ k m!’”"*0 proca nei membri di um tìnti, a Ia nducia reci¬ devi il benché minimo dubbio sulla ove si raffermato controllo non imi,-, 61 1,tu ed esattezza del - nella sincerità dei fenomeni (W J)arlarsl (,i convinzione sotto ogni rapporto serio >, ; r .S t ‘< 0 uu. uomo stimabile servare,C anche Pse nèn^ versato tX, ? 0 ad <>s- di sensi buoni e quindi in Ledo r lb,'aito acoro a. trattiene k mano „ 5 pi,ie .ffiTdi Zfl ££ 20 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II mano e quale piede, mi assicura di non esserseli mai lasciati sfuggire, io debbo credergli sulla parola. Sono io certo del mio controllo? Se si, debbo anche essere certo del controllo di altri, quando questi è un medico valoroso e dotto come Li vierato o Cantù, uno scienziato abituato a sperimentare nel suo laboratorio come Pellizzari, una persona avveduta e di carattere fermo come Ferrato o l’ Ing. Ornati. Altri¬ menti, in quale maniera acquistare la “ certezza „ ì I. Esperienza e certezza. I logici, si sa, discutono anche oggi, ed hanno in ogni tempo discusse le basi della certezza. Naturalmente, in tondo ad ogni affermazione di un fatto, vi è la percezione dei nostri sensi. Quando il fatto è affermato da noi perchè noi ]• abbiamo veduto, sentito, toccato..... il solo dubbio che si possa conservare è che i sensi ci abbiano tradito: — ciò vuol dire che dovremo allora mettere in campo la teoria delle nostre sensazioni e percezioni; e se si vorrà risalire alle origini, o, meglio, approfondire le radici del fenomeno percettivo, potremo arrivare anche alla metafisica della cono¬ scenza umana, alla gnoseologia dei filosofi tedeschi. Ma a che prò' ? Tutta la vita pratica umana, individuale e collettiva, è basata sul simbolismo delle percezioni sensorie: e da quello che rie possiamo giudicare, lo stesso avviene nella vita ani¬ male. Dubitare del mondo esterno perchè non siamo certi, filosoficamente parlando, che il nostro mondo interno di sensazioni, di imagini, di idee lo rappresenti nella sua realtà e neppure lo ridetta o riproduca qual’ è, non ad altro ci con¬ duce se non a dubitare dell'esistenza di noi stessi. Un sif¬ fatto pirronismo potrà costituire un esercizio scolastico ele¬ gante e da cervelli raffinati . tanto per abituarci anche a danzare sulle funi della sofistica: ma l’Uomo non ne cava alcun profitto per la soluzione del problema ontologico: ed una filosofia che non serve neanco nella sfera intellettuale, che valore può avere o pretendere? La “ cosa , è: ecco quanto possiamo affermare sulla testi¬ monianza dei nostri sensi, sul ragionamento e sugli effetti della nostra condotta. Ora, la “ cosa „ è, tanto nella sfera normale ed ordinaria dei fenomeni che da lunghi secoli di- clamo naturali, quanto nella sfera anormale di questi che sono detti e creduti fenomeni preternaturali. Ij' idealismo suppone che la “ cosa , sia soltanto nel nostro io interno, e non nel mondo reale, che cioè sia il prodotto di una nostra alluci¬ nazione. Applichiamolo ai fatti spiritici, e vedremo che e è ESPERIENZA E CERTEZZA 21 tanta ragione di dirci allucinati (nel senso psicopatologico ordinari (Tl in riguardo a questi fatti che avremmo percepito, quanto a sostenere metaforicamente, con lo stesso grande Ip¬ polito Taire, che le nostre percezioni della realta esterna sono allucinatorie! Ecco qua: noi tutti siamo desti, aguzziamo il nostro potere di attenzione, abbiamo contemporaneamente percezioni di contatti, di atteggiamenti muscolari, raccogliamo vibrazioni di rumori, di suoni e di voci, distinguiamo anche con la vista i contorni delle persone e degli oggetti in perfetta corri¬ spondenza della luce che noi stessi sappiamo d'avere lasciata trapelare nella stanza, e in conformità delle leggi della pro¬ spettiva; possediamo, insomma, tutti gli attributi che sogliamo assegnare allo stato vigile e normale di coscienza, eppure siamo ‘■allucinati,! Nessun alienista potrebbe citare casi simili a questo. Come mai questa allucinazione si presenta ad un tratto, in mezzo alla più completa salute dello spinto, nell' equilibrio, almeno fino a quel momento, perfetto delle facoltà, nella calma dell' animo di chi sia abituato ad os¬ servare ? Esclusa la idea volgare che si tratti di illusioni sensorie per errore morboso degli organi e centri percettivi, rimane il dubbio che si abbia un'azione telepatica della medium: taluni lo affermano, ed io non lo escludo a priori. In tal caso, però, si scorge fa grave importanza del fenomeno psicologico. vi sono, dunque, degli individui che quando stanno per cadere in estasi medianica o quando vi si trovano interamente, possono con un atto volitivo del loro subconscio (ini si passi il bisticcio) indurre, in un gruppo di persone presenti, delle illusioni ed allucinazioni cotanto intense e pronte da dare ad esse la convinzione della realtà d’alcune categorie peculiari di fenomeni, facendo nascere nella loro mente quella atti¬ tudine speciale che chiamiamo certezza ? E dico cettezza, perchè io sono certo, più che certo, di avere veduto il tavo¬ lino alzarsi dal suolo senza che io potessi in quel momento trovargli un solo punto di appoggio, di avere avuto sulla mia spalla sinistra la pressione di una mano senza che questa mano io la vedessi nella penombra e mentre la destra della Ensapia era serrata fra le mie due mani insieme alla mano dell’ big. Ornati, tutte tenute ferme sul mio petto !... Dato che queste ed altre consimili mie percezioni, convalidate nel primo caso dalle contemporanee ed eguali percezioni degli altri tutti presenti, nel secondo dalle percezioni tattili e mu¬ scolari del mio compagno di destra, siano allucinatorie ed -- PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li io debba porre in dubbio la esistenza di quegli oggetti ed atti correlativi fuori di me, il fatto non perde menoma sSdianteSU° Straordinari°. diviine addirittum Ammessa tale spiegazione, non solo cade il criterio della certezza basato su, nostn sensi, ma ci troviamo anche costretri ad ammettere che certi individui privilegiati abbiano il poterò di allucinare, gl, altri e di presentare loro un móndo falso di realtà inesistenti e di moti eterei imaginari. n. Il criterio della testimonianza (“ autorità „). Un altro criterio .li certezza che viene a subirei potenti attacchi degli scettici impenitenti, è dato dalla testimonianza umana. Dopo , nostri sensi, noi annettiamo valore alle af fermaziom altrui : crediamo quello che altri or, r avere veduto, toccato, sentito afFern,a dl no^c;5rVrrent: altrove questa so,-^nte ^ne ostrecieclenze. Tutta Inesistenza conscia e deliberata del- 1 Umanità si fonda su questa certezza di seconda mano Noi Cre- Ìanì? eh,e Glu1.10 Gesare fn pugnalato nella Curia di' Roma e ce Napoleone ha vinto ad Austerlitz, perchè molti dei loro fmelrnP0,aò-el C‘ han"° afferraato codesti fatti, e perché di IWr TlranwT g,Ì fettl TuttÌ da lJ lAsrEt R in poi, all esistenza di minutissimi organismi uni¬ cellular, che agiscono da fermenti nelle soluzioniktSe bu- irriche, alcooliche ecc„ e ben pochi al mondo si son dati la ,bn£a dl ceical1' „co] 'Microscopio. Così ninno mette in dubbio la esistenza dei canali „ di Marte scoperti da Giov Schiu»- PABELLi sebbene sia così difficile vederli anche col telescopio Noi crechamo inoltre, che l'acqua sia il prodotto di unTc^-' d’aver fattaì °SSIgen0 e dl Erogeno, perchè vi è chi ci dice 1 uvei fatta la esperienza e di avere acquistata la convinzione che ovunque due atomi di idrogeno si trovino a contato di’ un atomo di ossigeno, essi danno origine ad una molecola di acqua : ma sui mille e cinquecento milioni di uòmini , esistenti SZ£ ? = da uom ni di r/ T gran hnme> abitata da animali e sebbene uno solo .stanza coraggioso per andarli a vedere, ci narri d'ès’serci ÒìpSm f. j ' descriva : come riteniamo per provato che ni! 86 .83 d, latitudine nord, il tenente di vascello Cagni ha IL CRITERIO BELLA TESTIMONIANZA lasciato una bandiera Italiana, traccia del suo ardimentoso arrivo colassù... . * Se non credessimo a questi eventi storici, a questi tatti naturali, a queste azioni eroiche, ogni esistenza individuale sarebbe una così faticosa conquista della verità, che 1 uomo non si sarebbe mai incivilito, e tutti noi ci troveremmo nella più completa barbarie. L’umanità ha progredito nella coltura, nella morale, nella industria, nella sua stessa con¬ formazione organica e potenzialità mentale, perchè, gli uo- miui, confidandosi, narrandosi, trasmettendosi dall uno al¬ l’altro, e da generazione in generazione, il risultato delle loro singole esperienze, cioè delle loro percezioni sensorie e dei loro^movimenti muscolari, si sono mutuamente creduti sinceri, veridici; e ciascuno ha prolittato della esperienza altrui, mentre faceva anche profittare gli altri della propria. Ebbene: trasportiamo questo criterio di certezza nel campo dei fenomeni medianici. E allora ci domanderemo a che cosa approda il dubbio continuo sulla osservazione altrui, quando abbiamo tutte le ragioni per ritenere che questi altri non siano nè stupidi, nè falsari, nè allucinati? La sola scusante per gli scettici, è questa: che trattandosi di fatti straordinari i quali sorpassano ogni esperienza quotidiana, anzi vanno al di là dei limiti del credibile, ciascuno di noi vuole vedere, toccare e sentire per proprio conto. Ci si dimentica pero di una cosa; ed è che vi sono nella scienza dei fatti straor¬ dinari che pure ammettiamo per reali sulla parola altrui senza esprimere dubbi. Per esempio, al grande fisico Crookes tutti credono, sulla sua parola, che egli è giunto a scom¬ porre certi corpi ritenuti semplici e a trovare che sono in¬ vece mescolanze o combinazioni di altri elementi veramente semplici : la rarità dell 'yttrium è tanta, e il procurarsene piccoli frammenti costa tali somme e tali fatiche di labore- torio, che nessuno (per quanto io soì ha potuto ripetere finora quelle memorabili sue esperienze : ciò nondimeno il ri- sultato ne è ammesso senza discussione dalla scienza attuale. Ma ecco che cosa avviene nei fatti spiritici. Lo stesso Crookes ci afferma di avere avuto per tre anni la certezza die il medium Florence Cook faceva comparire nel suo studio un fantasma semovente, parlante, eco., che si presen¬ tava per Katie King ; afferma di avere tenuto sotto braccio questa creatura deliziosa, di averne veduto e fotografato il dolcissimo volto, di averle chiesto ed ottenuto un pezzo di vestito . E allora moltissimi non credono più al grande scienziato, e dicono: — Noi esigiamo altre prove, altie espe- ! 24 PSICOLOGIA E SPIB1TISMO, II dev’essere la evidenza della prova. L *’ tant0 ,llu forte scibile, anzi tift^’e^ìe^a^ bimana ^ 5lf®bb,I?care lntt° lo personali, bisognerà pure adattar^ V llma fl‘ osser azioni di cui uomini compete, iti in,!?',! ad, “'«mettere un fatto spirito, creduti autorevoli’ in ahn" n S* f® corpo e dello mano l’esistenza. Tutto sta npir ’> / ' amp.1 del saPere. ci affer- Gli scettici si appellano di quel fatto! torità: - fortilchEo a^nn, P ?.enZa; 1 eredeuti' «11’ au- avremo raggiunto il nostro scopo. dell’altra- e Genova, 6-7 dicembre 1901 LA DODICESIMA SEDUTA (7 dicembre W01). Dal verbale della seduta. X fenomeni nuovi della serata del 7 dicembre — uuovi rispetto a quelli della prima — sono stati i seguenti : In piena luce : — Dopo varie altre poco riuscite, una levita¬ zione completa del tavolo, nonostante che la Eusapia promesse fortemente con la sua mano sinistra in mezzo al piano di esso (dubbio di sottrazione d’un piede e suo avanzamento sotto una «jumba del mobile?). A luce debole: — Spostamento e arrovesciamento di una seg¬ giola entro il gabinetto oscuro, di dietro alla Eusapia; — moti e tentativi di alzamento di un piccolo tavolino a trepiedi si¬ tualo a destra «li Eusapia, ma non toccato da lei; — trasla¬ zione del tavolo fin verso il centro della sala, e quivi, essendo tutti noi in piedi, e nessuno, neanco Eusapia, toccando con le mani il mobile, levitazione bellissima di questo all altezza «li 40 centim., durata -r." ; - improvviso alzamento «li una seg¬ giola, suo passaggio automatico, diro così, tra il medio ed il vigilalore «li sinistra (prof. PellizzarD. suo arrivo e arrovescia- mento sul tavolino, e quivi conati multipli di movimento in avanti e in addietro, senza che Eusapia minimamente la toccasse. In piena oscurità: — Toccamenti multipli ai controllori ese- ^uiti da una grossa e invisibile mano sporgentesi fuori del ga- binetto, ma ricoperta dalla tenda; — e spinte violente or del¬ l'uno ed or dell’altro controllore verso il suo vicino «li catena. La vigilanza sulla medium è stata rigorosissima durante tutta la serata, specialmente da parte di Cantù, di I el- lizzari e di Ornati: 1’ Eusapia s’ è. anzi, più volte lagnata di avvertire “ un contrasto di volontà diverse, non all uni¬ sono con la sua Ma di queste percezioni oscure delle in¬ negabili diffidenze di qualcuno fra noi così simboleggiate, essa, interrogata da me, non sa dire la natura, nè In provenienza. Essa ha acquistato coiresercizio una finissima facoltà di per- — — 26 psicologia e spibitismo, n eepire nelle strette di mano atteggiamenti dei vigilatoli* le nlùPH®!°ni,dei Piedi> negli Gestazioni dei sentimenti di sospetto i r e(.f“gb'evoli mahi- Iei- ma qui non vi è certe™™* dl sfidneia verso di pernormale, e tanto meno un 6 nes*nna “rivelazione, su. spinto-guida) Vi è solimi a certamente protettore dello niuscolari, „„„ fetL” S*" **ri' ? l^onTrciS •smaniava. Dopo quasi un’ora di "l?stlaV;l Inoccupata e ne assai deboli di medianità è e ™n manifestazioni sernidpnome. ma era una « £ce l in tostato ,en poco la sua coscienza S’ f ’ ■ ggera che oscurava di 7? da»a fisionomia dal' ®'ÌPf ° Wnon.ta, a gLdt ed ha cominciato, come semnrl° 1 da a voce> in “ John Jre del tu ai presenti e ad li?? le in tale stato, ’a ° 6 con voce rauca, di eseg,d,a !«• r™’ COn tono <“«- finzione dei fenomeni. ° tù lavorevoli alla pro- ^^o#e>VriIate1^ba“t^!.1’Ja Più consueta, è quella del — delle manifestazioni meno cEffl8 ^ antecedenza ,a consideri derivata da nna c^ i-' H° glà detto come io siipia, se pur non è un avanzo^!?-* autosnéTgestione d’Eu- t udì ne dei cantici rituali. ' lldlme»tale dell’antica abi- di portarla in alto s^proprie Sl°e d* U"°i ^ eontrolloi'b stanza, talvolta anche di 30 'l'- 6SSe ;senipre però a di solito, allora,- ’ Cea •metri). Il comando è per annunzio ora del sÌmpHce ~ *d indica il ’pre- ora dell’avBnzare di formeg“ . 6 Protendersi delle tende goffa ne > ma ^-me. matena Rizzate, ricoperte*® 1 nomenologia riesce di m-adn tto’ .ed ora anche, se la consegna, per opera di man 7Jni#r,0«-. ,a ^oruscita e entlo ' egl', che fossero statT^1 iDTÌSÌbili’ di teial- entio il gabinetto medianico \r precedentemente messi Et&rZLt ir CONTROLLO, CONTROLLORI E ERODE 27 * * Il “ controllo La questione della frode è sempre là, almeno per adesso, a screpolare tutto l'edifì/.io del “ neo-spiritualismo E non Crè mezzo di risolverla in maniera soddisfacente per tutti. Fra noi sei qualcuno seguita a esprimere il dubbio che siamo vittime di non so quali ingannevoli e ciarlataneschi artifici. Come uscire da questa maledetta incertezza? Fotografando la sala prima e dopo della seduta si avrebbe facilmente, sulle lastre, la conferma objettiva degli effetti meccanici della medianità; ma chi dubita che gli oggetti si spostino sotto le azioni delle ignote forze psichiche radianti da Eusapia? La fotografia, eseguita a quel modo, mostra il fenomeno avvenuto, non dice niente sul come avvenga. 1. Il “ controllo „ vale solo in quanto valgono i “ con¬ trollori Per autenticare un fenomeno medianico qualunque, bisogna che esso avvenga in modo da non lasciare a nessuno dei presenti un dubbio purchessia sulla sincerità del medium : basta che uno della assistenza esprima il sospetto del “trucco, e tutta la fenomenologia ne rimane inquinata agli occhi di coloro che non erano * in seduta. Ora, fra le condizioni che determinano o agevolano i fatti eusapiani ve ne sono alcune che non permettono a tutti coloro che sono là una perce¬ zione perfetta e integrale del fenomeno, o che si prestano ad illusioni sensorie, o che inducono in erronei apprezzamenti di causalità. Cosi, se uno spostamento di un oggetto non troppo lontano dal medium accade a poca luce, o, peggio, nella oscurità, chi non sia incaricato del controllo delle mani e dei piedi non ha il mezzo d'accertarsi con il tatto e la vista se lu mosso dal medium mediante un impulso dato direttamente colla mano o col piede o colla testa, oppure se il movimento è dovuto proprio ad un’azione a distanza. La tecnica spiritica, consistendo in disposizioni insolite ed in atteggiamenti illo¬ gici rispetto alla presunta causa dei fenomeni, sembra fatta apposta per alimentare i sospetti. Che bella cosa sarebbe per la medianità se riuscissimo a liberarla dal così detto “ con- 28 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II frollo „ il quale è spesso addirittura vessatorio, eppur non cancella le diffidenze! Si guardi bene in che consiste questo famoso e fastidioso * controllo Consiste nel tenere e mantenere mani e piedi del medium, possibilmente anche testa e ginocchi, in po¬ sizioni tali da non lasciargli più di un ristretto campo di movimenti, onde non arrivi a spostare il tavolo le seggiole ed altri oggetti vicini o lontani, nè a toccare le persone della catena o le altre eventualmente spettatrici nella sala. Ma per la sicurezza assoluta del fatto, necessita che i due vicini al medium non ne abbandonino per un solo istante le mani che essi toccano o stringono colle proprie, i piedi che per lo più si posano sui loro, i ginocchi che ordinaria¬ mente premono dalla loro parte . Quell’ istante anche bre¬ vissimo (uno o due secondi) che si reputerebbe insufficiente nella fisiologia normale a fare il più semplice movimento, basta per infirmare tutto un fenomeno medianico ! l’or esempio, se la medium ha prodotto lo spostamento di un tavolo pesantissimo posto a circa 75-80 centimetri dal suo fianco destro, si deve essere certi che essa non lo ha potuto fare nè colla mano destra collocata a contatto colla sinistra dell’astante A, nè col piede destro posto esso pure sotto o sopra il piede sinistro della stessa persona. Non parliamo poi dei due arti di sinistra affidati al controllo dell’astante B, che tiene la sua destra sulla sinistra del medio, e il suo' piede destro sotto il piede sinistro. In questa prigionia delle sue membra, è evidente che se la Eusapia eseguisce uno sforzo muscolare capace di smuovere un peso da 25-30 kg., ciò non sfuggirebbe alla percezione dei due vigilatori che si suppongono «vegli ed attenti. Intanto il fenomeno av¬ viene : si sente la grassa tavola spostarsi rumorosamente di due o tre o anche dieci centimetri, senza che la medium sia stata sentita toccarla (dico “ sentita „, giacché imagino che siamo all’oscuro o in penombra); e fatta la luce, si trova il mobile realmente spostato. Orbene, tocca al controllore di destra sorvegliare che il corpo dell’ Eusapia rimanga immo¬ bile o che, per lo meno, non possa eseguire spostamenti tali da indurre nel sospetto di una frode. Se egli ci assicura di non avere perduto il contatto della mano e del piede, non abbiamo altra risorsa, per sostenere il trucco, se non supporre che la Eusapia si sia liberata della sinistra o del piede sinistro ingannando il suo controllore di quel lato ; e se anche questi ci assicura di avere continuato il suo ri¬ gore, dovremmo avere la certezza assoluta di non essere stati IL GIUOCO DELLA SOSTITUZIONE DI MANO 29 ingannati. Si noti però che, a meno di ammettere una elasticità insolita delle membra in donna anziana, è quasi impossibile imaginare come l’esperienza del tavolone possa avvenire frau¬ dolentamente operando con il braccio sinistro piegato per davanti tra il medio e il vigilatore di destra, giacché dal di dietro l’anatomia umana lo vieterebbe ; oppure con la gamba sinistra, che giungesse a passare in maniera incomprensibile tra le sbarre della seggiola e si contorcesse e si allungasse d'almeuo un metro !.... . Adunque, per lo scetticismo non vi è altra supposizione ve¬ rosimile se non che ambedue i controllori si siano lasciati in¬ cannare e abbiano cosi scarsa potenza di attenzione da perdere, sènza accorgersene, il contatto delle membra della Eusapia. 2. il giuoco della sostituzione delle mani è vero, ma non vale a spiegare la fenomenologia. Suppongasi pure che per istanti il controllo venga meno e che la Eusapia riesca a liberare una mano, per esempio la destra (osservo qui che i fenomeni avvennero in queste due nostre sedute con maggior intensità a sinistra del me¬ dium per cui la frode è anche meno concepibile). Lo stra¬ tagemma discoperto dal Torelli-Viollier, per quanto ingegnoso e per quanto magnificato dal ( noeti, non serve a spiegare cran che: tutto al più potrebbe applicarsi ad alcuni feno¬ meni avverantisi a destra e nelle vicinanze. Ma come capire con esso i fenomeni che avvengono, per es. sopra la testa di Eusapia, o a sinistra, o sugli assistenti del lato manco, o dentro il gabinetto nero, o sugli assistenti di fronte, o sugli oggetti posti a sinistra dietro la medium e a distanze vaiia- biì? da 60 centim. a 1 metro e più V Come spiegare l’alzamento del tavolo a luce perfetta, le “ luci „ in aria, le materia¬ lizzazioni di mani ?... Audi’ io ho creduto per un pezzo a tale artifìcio: è una fase scettica che quasi tutti attraversiamo, e che anche due nostri colleghi, dopo le prime sedute, ci di¬ chiarano di attraversare, fermamente convinti d’avere indo¬ vinato l’ inganno. Io però, fino dalla primavera mi convinsi subito che la frode, quale fu descrìtta dal giornalista milanese, ordinariamente non esisteva, perché il controllo del braccio sinistro della Paladino non è più fatto stringendola ai polsi, cosi da lasciarle libera la mano che poi andrebbe ad ingan¬ nare colle punte delle dita il controllore di destra,, ma è praticato adesso mediante il contatto della mano stessa, ciò che rende assai meu facile lo scambio delle due mani. 30 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II Ad ogni modo, imaginiamo — ho detto — che la mano destra o la sinistra della P. si sia liberata : quanto tempo occorre per la produzione di un movimento che valga a spostare il grosso tavolo, o a portare un oggetto sul tavo¬ lino degli sperimenti, o a toccare la faccia o il dorso di un astante? Effettivamente, occorrono alcuni secondi, giacché la fisiologia neuro-muscolare ci dà i mezzi di misurare questo tempo, e noi sperimentalmente sappiamo che per la effettua¬ zione di un atto così complicato non possono decorrere meno di 2 o 3 secondi. Se i controllori eseguiscono con diligenza il loro compito, la frode non è fisiologicamente effettuabile in nessun modo. Manco un prestidigitatore di professione, posto fra due persone e seduto, ci riescirebbe : bisogna regalare alla Paladino una agilità tale da oltrepassare il tempo psi¬ cofisico deH'automatismo, anzi del puro riflesso : invece, i suoi movimenti anche nello stato di estasi sono piuttosto lenti e goffi, tutt’altro che svelti e rapidi. To dirò a questo proposito che jersera non abbiamo ope¬ rato che per pochissimo tempo in piena oscurità ; quasi tutta la sera siamo rimasti in una semiluce più che sufficiente, non solo per discernere le persone, ma per percepire anche i gesti ed atti della Paladino; io ne vedevo e seguivo le mani in tutti i loro movimenti. Ebbene : i fenomeni (sposta¬ mento di oggetti, levitazione del tavolo, palpamenti di mani invisibili) si sono effettuati lo stesso ! Per un certo tempo la destra della Paladino restò poggiata fortemente contro il mio petto, premuta dalle mie due mani e dalla sinistra dei- fi Ingegnere Ornati che era seduto vicino a me; altrettanto avveniva della mano sinistra della medium tenuta ferma da un controllore diffidentissimo ed attentissimo come il dottore Cantù. Tn tale atteggiamento delle braccia, e mentre io e il Cantii sentivamo il contatto dei due piedi della P., il tavolo si è scosso smosso e avanzato, si sono sentiti picchi, e io ho avuto sulla mia spalla sinistra la forte spinta di una grossa mano che mi ha fatto violentemente piegare verso Ornati: ora, in quel momento si distinguevano benissimo tutte le persone della catena. Per me questa serie di fatti è tra le più straordinarie cui abbia assistito, giacché vedevo ad un tempo le dite mani della medium, ne sentivo il piede destro pigiare fremente sopra il collo del mio piede sinistro si da indolenzirmelo , scorgevo la sua testa con la faccia rivolta verso la spalla destra, come se volesse chiamare qualcuno : (e aveva infatti esclamato alla tenda il suo solito — ajutami tu! — ): eppure, sulla mia spalla sinistra è venuta a posarsi morii APPARENTI E MEDIANITÀ CONTROLLABILE 31 una mano, una vera mano, di cui ho sentito la forma, la pressione e la spinta. 3. Il contatto delle vedi di Eusapia cogli oggetti apostati non spiega meccanicamente il fenomeno telecinetico. .Jersera, tanto in piena luce, quanto a debole rischiara¬ mento, abbiamo visto più volte rigonfiarsi le sottane d’Eu- sapia fino a toccare le gambe del tavolo : mentre dura il contatto della stoffa col legno il mobile oscilla si agita e si alza. La Commissione di Cambridge lm giudicato perciò frau¬ dolento ogni fenomeno tiptico del medium italiano: e un membro del nostro gruppo ha espressa un’eguale opinione. Ma analizzando il fatto si trova: a) che il gonfiamento degli abiti d’ Eusapia non è costante; — b) che ad ogni modo è sproporzionato agli effetti meccanici ottenuti ; — e) che le vesti si vedono talvolta avanzare anche verso og¬ getti da smuovere lontano, e cui certamente esse non arri- v irebbero mai : d) che tastando la stoffa non si sentono già il piede calzato o la gamba di Eusapia, ma si percepisce qualcosa di resistente e di elastico ad un tempo, una specie di veseica ripiena d’aria, la quale premuta si ritirasse, anzi si sgonfiasse sotto le dita dell'investigatore. Da tutto ciò si inferisce che quell’apparente artificio con¬ siste nella reale esteriorazione di corrent i nervee radianti : donde la ipotesi di una formazione ectoplastica di membra * animiche „ (“ dinamiche „). 4. Il controllo più severo non impedisce le azioni me¬ dianiche a distanza. Potrei descrivere altri fenomeni similmente invigilati: ma a che prò ? Quando si è assistito a molte sedute della Pa¬ ladino e le si è lasciato libero lo svolgimento della forza medianica, ci si convince che il controllo delle mani e dei piedi, cui gli estranei, gli inesperti e gli increduli impeni¬ tenti assegnano tanta importanza, ne ha invece assai poca : futt’al più, potrebbe averne se i fenomeni avvenissero sempre al baio e nella cerchia di azione personale della medium deter¬ minata dalla struttura morfologica del suo corpo : ma ciò non è. Vi sono spostamenti a distanza incomprensibili, anche se si lasciano libere tutte quattro le membra del medium se¬ duto. Si noti che la Paladino, trovandosi a sedere, anche se liberasse le due mani, ha i moti delle braccia e delle gambe limitati dalla stessa impossibilità di contorcerle e slogarle nelle loro articolazioni. 32 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Non si può dimostrare menomamente che un ometto sia v.sto volare per aria (come è avvenuto della chitarra nelle sedute di primavera al Circolo Minerva), perchè la Paladino r/eera lo trasporta e lo agita. Dico lo agita, giacché quellog- getto non va dritto traverso l’aria, ma gira r volteggi, , ossia s. sposta nello spazio come se qualcuno lo portasse capric¬ ciosamente: va avanti ed indietro, in alto e in basso, tocca 1 P01 iSe allontana- esegue delle vere capriole e toma finalmente al suo posto. Ancora meglio: quell- og¬ getto che può essere, dunque, una chitarra, o un tambu¬ rello o un mandolino, o una bottiglia, ecc. - non solo subisce un moto di traslazione che dovrebbe essere effettuato da una mano, ma è sottoposto ad altre manovre che lo fanno entrare in azione secondo la sua speciale natura. Se è uno s tramenio musicale, o s. sente risuonare; cosicché fa d’uopo ammettere bàttano fi? man° plZZ1C'hl ]e sne corde- o delle altre dita battano sulla . pergamena , premano la palla di cauciù. ecc Se è una bottiglia che trasvola, la si sente stappare è ve,, sare acqua..... Sarebbero dunque due mani che la Paladino dovrebbe liberare: ì due movimenti sincroni di traslazione e d lamio, lamento di un utensile non si possono eseguire con una mano sola; e ,1 tiro di Torelli-Viollier non fa presa' • niHC°T?, pl.u os;ulI'° e >1 meccanismo d’altri fenomeni con- ner ’àJn tro'llbet.ta 81 leva dal suo posto, s’alza, passa pe, aria, e nel frattempo suona . Vi è dunque una inano die la scosto ed una borra (o altro meccanismo agitatore dell aria) che v, soffia dentro. Se la Paladino esegue 11 “ £ e svelta nefran° Cntemente’ l)IS°gmi cLe eSSa sia ben ahile c svelta per liberare una mano, per allontanarla dal con- c itnTn a l,C!ngarlR bno al tavol° o al muro dove è collo- . 1 oggetto, prendere e portare quest'oggetto verso la tavolo’ aVV1.C,narI° alIa bocca> soffiarvi entro, slanciarlo sul ir ma Si n.w’T® ^aCC’a 6 ,,,ani sotto 11 controllo di prima, hi piovi a far ciò una persona per quanto agilissima al tavolo del n “ ? U “ fe"omeno - esanco attorno risuolfent 1 T1 P* *??"Siire p0i qnando 11 mandolino nsuona entro il gabinetto, alle spalle di Eusapia. o quando a trombetta emette i suoi rauchi suoni in aria sulla testa dei presenti i ? Certo, sarebbe meraviglioso che uomini dalla mente sveglia e abituati ad osservare i fenomeni biologici tanta L6SS0 ™r!?bili- si Piassero ingannare con tanta ingenuità Un simile inganno è quasi più meraviglioso v’è ImT-Tni n SS° °he rrerebbe a spieSare- Sicuramente v è una Intelligenza „ ehe opera fuori e lontano dal me- LO SCETTICISMO E IL DETERMINISMO MEDIANICO 33 vi sono “forze psichiche, invisibili ed ignote, che entrano e stanno per un po’ di tempo in azione: ma c’è bisogno di congetturare che le nostre potenze intellettive e volitive terminino di agire ai limiti tegumentali dell’or¬ ganismo ? Rispetto allo “ spiritismo tutti quelli che non hanno speri¬ mentato, attraversano una specie di fissazione deH’incredulità. Ma lo scetticismo che rende vanitosi gli increduli inesperti, non serve che pochissimo davanti alle prove positive dei fatti “ medianici „ : può essere che perduri dopo la prima, dopo la seconda, fors’anco dopo la terza seduta, giacché la mente umana difficilmente si sveste delle sue abitudini, e di fronte a fatti così straordinari ed eccezionali cerca ogni scampo e fa ogni supposizione esplicativa, pur di non ce¬ dere alla novità. Ma in seguito, chi alla seconda e chi alla terza sera, tutti finiscono col convincersi che la medianità Eusapiana supera sempre, presto o tardi, ogni cerchia limi¬ tante e si manifesta con fenomeni che sembrano uscire dalla sfera naturale, e non sono ascrivibili nè all' impostura, nè all’ illusione. * * * Luce ed oscurità — Chiasso e silenzio. a) Avviene della luce quello che abbiamo detto del con¬ trollo sulle membra della Eusapia. Siamo così abituati a servirci delle sensazioni visive nelle contingenze normali di vita, che leggendo le narrazioni delle sedute spiritiche lo scet¬ ticismo universale si alimenta con la obiezione che alla fine si tratta di fenomeni succedentisi al buio, e che dove manca la luce tutti gli uomini sono facilmente tratti in inganno. Certo, è dispiacevole che i fenomeni medianici richiedano in generale la mancanza di luce, o luce così scarsa da lasciare una percezione incerta delle forme, da togliere del tutto quella dei colori. Ma, anzi tutto, non è vero che tutti i fenomeni av¬ vengano in completa oscurità o in penombra : un buon numero, e non dei minori, avviene in buone condizioni di rischiara¬ mento, e taluni, che prima si effettuano solo al buio, acqui¬ stano intensità tale da poterei verificare anche a piena luce. Inoltre, bisogna intenderei sul * buio „ delle sedute. Si può fare anche l’abitudine all’oscurità e dare alle proprie perce- 3 Morselli, Psicologia e Spiritismi o. IT. 34 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II zioni tatto-muscolari ed uditive una sicurezza non minore di quella che ordinariamente accompagna la funzione degli occhi. Noi vediamo che i ciechi, ad esempio, sono in grado di per¬ cepire nettamente quanto loro avvieno d’attorno. Gli speri¬ mentatori novelli provano dapprima un certo turbamento dall’insolita circostanza di dovere osservare senza luce o in penombra. Ma ben presto chiunque abbia il dominio cosciente delle proprie percezioni tattili, kinestetiche i muscolari, ten¬ dinee, ossee), acustiche ed olfattive, arriva ad acuirle in ma¬ niera da suiTogare, se non totalmente, almeno sufficiènte¬ mente le visive che gli mancano. Io , dopo quindici sedute con Eusapia, posso dire di avere acquistato coll’esercizio una cosi lucida percezione tatto-muscolare da sapere per¬ fettamente indicare gli atteggiamenti delle mani e piedi della medium quando sono da me controllati ; e per l’udito, ho appreso a discernere nello spazio la direzione donde mi arrivano i rumori, i picchi, ecc., ecc. Bisognerebbe negare al nostro cervello la capacità di adattamento alle condizioni esterne per gettare l’assoluto discredito sulle osservazioni fatte nell’oscurità : non abbiamo noi tutti la facoltà di com¬ pensare le sensazioni che ci mancano o che possediamo in piccolo grado, con una esagerazione funzionale di tutte le altre ?... Si rilegga il sommario dei fenomeni accaduti le sere del 5 e del 7 corrente : e si vedrà che per certi fenomeni l’o¬ scurità non è stata necessaria, solo fu richiesta per certuni ; ma anche per questi, quando si sia formata fra i presenti la omogeneità opportuna, la luce non è più in antagonismo con la medianità, e si ottengono buoni fenomeni a rischia¬ ramento più che discreto. La sera del 7 noi abbiamo avuto, per esempio, dei toceamentì, mentre la penombra era tale da discernerci tutti in catena e da veder biancheggiare la faccia e le mani della Paladino al loro posto naturale: nella serie sperimentale della primavera mai era stata raggiunta un’ intensità così grande in questo fenomeno, che implica la “ materializzazione „ di mani non vedute. Anche la levita¬ zione del tavolo è avvenuta in ottima luce (gaz, Auer). Del resto, 1’ Eusapia ha potuto alzare completamente la tavola anche di giorno, in pienissima luce solare : erano presenti Porro e Sohmolz, e la fotografia colse e fissò in modo de¬ finitivo il fenomeno. b) Gli increduli e i profani volentieri iraaginano nello stesso tempo che i fenomeni medianici richiedano per pro¬ dursi tali mutamenti di attitudini nel medium e nella catena Morselli, Psicologia e Spiritismo, II. tav. vra. Fotografìa di una “ levitazione , di tavolo (presa di pieno giorno). (I duo vigilato™ sono: a destra di Eusnpia, il Sig- Carlo 8elimolz: a sinistra, 11 Prof. Francesco Porro). I DUBBI INGIUSTI SUI FATTI MEDIANICI 35 •da ingenerare confusione assoluta nelle percezioni: ma cioè insussistente. La catena non subisce, nella grandissima mag¬ gioranza dei casi, il più lieve mutamento, sia che si spengano, sia che si riaccendano lampade e candele : degli interruttori elettrici a portata di mano, o dei compagni sicuri fuori di catena, che socchiudano o aprano gli usci, bastano alla bi¬ sogna. Ordinariamente il passaggio dalla luce al buio o dal buio alla luce è chiesto dall’io secondario della Eusapia : e questo modo ingenuo di procedere sta nel “ programma pre¬ fissato „ delle sue sedute. Ma anche se d’improvviso si ri¬ schiara la stanza, o si fa tenebra assoluta, il mutamento di luce non provoca disordine (salvo nei periodi di 4 trance „ sonnatnbuliea avanzata e di 4 trance „ anideistiea). cj Vi è chi fantastica sulle — tremende convulsioni iste¬ riche — d’Eusapia. Anche questa causa di disorientamento nelle percezioni degli astanti non esiste. Durante la massima parte delle manifestazioni, la medium non si contrae nè si agita affatto; essa, anzi, è compostissima, e muove appena di quando in quando le mani e le braccia senza scostarle dal tavolo, appena volge qua e là la testa, tutto al più la posa sulla spalla dei controllori o reclina la fronte verso il tavolo. dj Vi è infine chi suppone che, desiderata e imposta dal medium, ci sia grande confusione di rumori e di voci. È vero che spesso 4 John „ comanda di parlare, ma i pre¬ senti parlano a voce bassa, e nell’attesa del fenomeno ordi¬ nariamente pronunziano parole e frasi senza senso che non implicano sforzo mentale alcuno : nè la loro attenzione è distratta dalle voci dei compagni. Forse potrà sfuggire in allora qualche rumore (fruscio dell’abito della medium, eoe.), ma quel cicaleccio, anche se infastidisce l’udito, lascia tran¬ quilli e operosi gli altri sensi. D’altra parte, molti fenomeni avvengono durante il più completo silenzio, per cui, dato che si sia al buio, sarebbe sempre possibile udire se la medium si muove. Gli sforzi muscolari del medio. Uno di noi, rincalzando i suoi dubbi anche dopo la se¬ conda seduta, mi ha detto che la Eusapia 4 esegue dei mo¬ vimenti sospetti colle mani e coi piedi „, e che sopratutto 36 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li “ agita le dita, le quali cerca di mantener libere da pres¬ sione e da contatti dei due vigilatori La cosa è vera; ed io ne ho già scritto (Tomo I, p. 306). Tuttavia mi tocca ora fare le seguenti avvertenze: 1" I movimenti visibili della medium non sono costanti. Alcuni fenomeni avvengono quando essa è o pare immobile, e quando nessun suo muscolo si contrae sensibilmente. 2" I movimenti della medium sono in generale leggieri. Non esistono, da parte della Paladino, quei contorcimenti con cui altri medium accompagnano la produzione dei fe¬ nomeni: Eusapia in seduta si contiene; se talvolta sbadiglia o si torce le mani, se stira le braccia o stringe i pugni, se preme, scuote ed alza le mani dei controllori, tutti questi atti sono eseguiti in un spazio limitatissimo, e non sono neppure accompagnati da sforzi muscolari intensi ; inoltre, s’eseguono spesso in direzione opposta a quella dell’oggetto spostato. 3° I movimenti della medium non sono assolutamente nè sempre sincroni col fenomeno, così da lasciarci supporre che lo producano (direttamente): d’ordinario lo precedono d’un tempo più che bastevole a farci convinti che, se non manca un rapporto causale, questo consiste puramente in un'azione a distanza. Quando il movimento, — per esempio stringere la mano di un controllore, battere ritmici colpi in aria, ecc., -accompagna il fenomeno cronologicamente, Eu- sapia chiede sempre il controllo più rigoroso. 4° I movimenti non sono proporzionali per intensità all’effetto ottenuto. Il collega dubbioso di cui sopra, accen¬ nava al fatto che la Eusapia, invigilata da lui, eseguiva dei “ piccoli gesti colle ultime falangi delle dita di destra, mentre si muoveva un tavolo o una seggiola posti alla sinistra „ : giudicava, dunque, “ non sicuro „ il fenomeno ! Ma qui , la relazione causale manca affatto, giacché sarà ben arduo capire come col battere leggermente delie dita di una mano sul piano di un tavolino la medium riesca a spostare una scrivania o ad alzare una seggiola pesanti più chili e situate a circa un metro o poco meno dalla mano che si agita!!... Io non dico che i moti muscolari della Paladino siano inutili nella pro¬ vocazione dei fenomeni meccanici senza contatto o con con¬ tatti leggieri ; tntt’ altro : sono , senza forse , necessari per quella estrinsecazione del dinamismo medianico cui tien dietro l'effetto voluto (dal suo subconscio). Ma dico pure che vedere mendacio e trappole in una contrazione muscolare cosi inadeguata, è spingere la diffidenza oltre ogni possibilità logica. 5“ I movimenti non sono fisiologicamente in relazione MOTI UFI. MEDITO E FENOMENI TELERGETICI 37 coll’effetto-, intendo dire che se si dovessero spiegare i feno¬ meni della Paladino con una sua azione muscolare diretta, bi¬ sognerebbe che questa corrispondesse loro pienamente : a) per la ^topografia del gruppo di muscoli messi in movimento; b) per la coordinazione delle loro contrazioni ; c) per la spesa d’energia; d) infine, per la direzione del movimento nel senso concesso dalle strutture anatomiche. Ora, un altro collega ha dubitato, per esempio, che il piccolo tavolino rotondo o guéridon messo a sinistra della medium si alzasse si avvi¬ cinasse ed allontanasse per mezzo dei movimenti del gomito (?), oppure perché la medium vi teneva la punta del pollice si¬ nistro ferma sull’orlo (!). Ma basta pensare che un gomitò può sospingere e scostare, non attirare ed avvicinare un mobile poggiante coi piedi sul pavimento : basta riflettere che nes¬ suna disposizione strutturale, nessuna attività fisiologica dei muscoli del pollice concedono che, messo a contatto dell’orlo di un tavolo, questo dito di una mano custodita (si badi bene) dalla mano destra di un controllore, sia in grado di imprimere al tavolino moti di va e vieni , di rotazione, di alzamento e abbassamento, e simili. 6° Altrettanto dicasi della nessuna relazione auatomo- fisiologica fra un gesto qualsiasi della medium simile a quelli incriminati a Cambridge e i trasporti di oggetti per aria, o il funzionamento di apparecchi musicali, o il palpare di mani invisibili, ecc. Badiamo un po a questi tocca menti. L pos¬ sibile, davanti alla logica ed alla morfologia, che Eusapia, agitando le punte delle dita o stringendo la mano del con¬ trollore di destra, possa riescire, ingannando, a dare al suo vicino di sinistra la sensazione di una larga palma di mano che gli si poggia sul dorso o di dita divaricate di una mano che lo afferra perla spalla? Ciò è inconcepibile: tra latto sospettato e l’effetto percepito c’è chiaramente una soluzione di continuità ! Il dubbio sistematico. Vi sono alcuni in cui l’ incredulità di fronte ai fenomeni medianici è tanto radicata da divenire un abito irremovibile del pensiero. È forse più agevole convincere chi non ha mai assistito ad esperienze ed accoglie in buona fede il criterio 38 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, Il della testimonianza altrui, che non chi, avendo assistito ad nna sola o a due sedute, e non sapendo arrendersi all’ evi¬ denza perché non sa spogliarsi di quell'abito inveterato, se la cava con dei vaghi accenni di dubbio, con dei se e dei ma... Questi peritosi — che direi i timidi della verità, come ci sono dei timidi del sesso di fronte alle donne — sono più nocivi che non gli increduli negativisti ad oltranza. Lo “ scetticismo metodico „ è necessario ai progressi del sapere umano. Dubitare dei propri sensi è sempre atto pru¬ dente; diffidare del proprio ragionamento è pure un segno di riflessione matura; arrestarsi davanti ad ogni fatto straor¬ dinario ed esigere le maggiori cautele nell’osservarlo è in¬ dizio di equilibrio, di sano criterio... Ma persistere nel dubbio quando la prova si è effettuata nelle condizioni volute, enun¬ ciare supposizioni indefinite che nulla spiegano e mirano solo ad accentuare le incertezze, non è più prudenza nè metodo: è impermeabilità mentale bella e buona, è irrigidimento del dinamismo logico. D’altronde, certuni credono d'aver dato fine ad ogni cri¬ tica della medianità quando esclamano il solito orgoglioso — ah, se ci fossi io !... Ora, è logicissimo che ognuno de¬ sideri di vedere e di sentire per convincersi, o, meglio, per confermare le asserzioni di chi dice di aver visto e sentito ; ma non si capisce perchè in fatto di medianità debba essere necessario codesto individualismo nelle esperienze, codesto criterio egoistico ed egocentrico nella indagine. Nessuno che non abbia fatto studi astronomici o chimici o biologici si crede in diritto di esclamare — ah, se io ci fossi stato; — ah, se io cedessi, se io toccassi... — quando ode o legge di un fenomeno meteorico straordinario, di una reazione chimica eventuale e difficile, di un pesce delle profondità pelagiche stranamente conformato : — ma tutti in fatto di medianismo si ritengono competenti ; anzi , fermamente opinano di sé che essi soli sarebbero in grado di scoprire la verità. Altri dice : — ci crederò quando il tale dei tali, che so scet¬ tico, finirà coll' ammettere la realtà dei fenomeni. Costoro si appellano al criterio deH'autorifà, ma unicamente perchè sperano che lo scienziato X, Y, Z, in cui hanno fede e si è detto scettico , seguiti a negare dopo avere sperimentato. Veggo che a me succede questo ; la mia “ autorità „ di una volta (del 1892!) io la perdo o sta diminuendo di “ peso „! Le “ scetticismo „ non è, per dir vero, preparazione baste¬ vole per giudicare proficuamente in fatto di Metapsichica; è utile, ma può anch’essere dannoso. Spesso chi si dice “ scet- LA FILOSOFIA DEL DUBBIO 39 tico „ non fa che ubbidire a pregiudizi: 1 abito 'scientificamente scettico è assai raro, nè in tutta la evoluzione del sapere si può credere l’abbiano posseduto un gran numero di ricerca¬ tori. L'uomo raramente si accosta ad un problema conosci¬ tivo senza prima averci pensato; e avendoci pensato, si è già formato, a sua insaputa, un modo particolare di considerarlo. Per essere * scettici „ nel vero significato metodologico della parola bisogna scomporre tutta la propria ideazione, cancellare ogni traccia impressa nel cervello da letture o da affermazioni altrui, buttar via tutto il frutto delle proprie meditazioni, rifarsi in una condizione affatto vergine di spi¬ rilo ; cosa impossibile a chi non è filosofo, difficilissima al filosofo medesimo. 11 volgo non è mai “ scettico „ , ha sempre qualche preconcetto o pregiudizio; e da questo lato gli uo¬ mini dotti o creduti “ colti „ sono spesso più volgari, intel¬ lettualmente parlando, del popolino, giacché hanno assorbito nozioni determinate e giudicano secondo criteri acquisiti. Fra gli * uomini di scienza , poi l’abito di pensare secondo de¬ terminate formule è ancora più tenace: ciascuno di noi, che studiamo, ha polarizzata la mente in un dato senso. Ossia, non si sa dubitare, se non quando il dubbio assume una determinata forma od è basato su determinati criteri. Genova, 9 dicembre 1901. LA TREDICESIMA SEDUTA (10 dicembre 1901). Interventi ‘ spiritici „ sospetti. Seduta più corta del solito, perché Eusapia appariva poco ben disposta, apprensiva, quasi sfiduciata; e perciò dopo solo un ora e mezza di “lavoro,, ha domandato di smettere. fenomeni scarsi e stentati, forse perchè alcuni del gruppo paiono invasati da un sentimento di diffidenza e di ostilità verso la medium, e tors’anco perchè tale atteggiamento psi¬ chico di taluni astanti crea disarmonia nei nostri voleri, tuttavia ne abbiamo ottenuto alcuni assai intensi nella ca¬ tegoria delle “ materializzazioni , percettibili col tatto. Alle 21,30, siamo solo in cinque (manca T Ing. Ornati) e formiamo catena in piena luce: si odono dopo un po’ i soliti scricchiolìi del tavolino, ma Eusapia chiede l’oscurità: le si concede diminuzione di luce, e si hanno allora i moti tiptici consueti. Diminuendo ancora la luce, si osserva una bellissima levitazione del tavolo che si alza, ondeggiando, fino a 70 cen¬ timetri dal pavimento e sta in aria per 5 ". In seguito, sempre a luce debolissima che è quasi oscurità, si ottengono: — toc- camenti numerosi, svariati e contemporanei sui due control¬ lori ; — spostamento e sottrazione della seggiola (che è il giuoco preterito da “ John „ con una costanza degna di mi¬ gliore causa); — danza mimica del tavolino che si agita, trema, e sembra accennare a un moto convulso di riso, diremmo quasi di sghignazzamento, se il termine antropomorfico può adattarsi agli scotimenti di un mobile : — pugni formidabili sul piano del tavolino stesso; — gonfiamento ed irrigidimento della tenda, come se dietro a lei ed in basso si fosse for¬ mato un grosso corpo resistente, pesante, irremovibile dalle nostre spinte di mano... Ma furono jersera i toccamenti, i palpamenti, le pressioni di mani il fatto culminante su cui dovemmo fermare la nostra LE “ MANI SPIRITICHE „ A NUDO 41 attenzione. Si sarebbe detto che in compenso di altre ma¬ nifestazioni ci si volesse far sentire la presenza di “ Invisi¬ bili B in numero maggiore e piu diversi tra loro del solito. Nel suo verbale il Perraro scrive : “ Col progredire della seduta i tocchi di mani nude, non co¬ perte dalle nere cortine, sono avvertiti contemporaneamente da due. da tre dei presenti. Accusano nello stesso istante la pres¬ sione. il toccauiento e la carezza di mani di digerenti dimensioni. Canta, Livierato e Morselli. Tutti rilevano che la forza me¬ dianica che si manifesta è aumentata persino di intensità e di capacità comunicativa: — 1° perchè ha il potere di rendersi tan¬ gibile in più punti contemporaneamente ; — 2" perchè estende il raggio d'azione sino a toccare quegli che occupa il secondo posto, si a destra che a sinistra della medium; — 3“ perchè le mani materializzate, che nelle prime due sedute si avvertivano dietro la tenda, orasi manifestano libere allo scoperto, e aventi caratteristiche umane, cioè con perfetta struttura carnea, sicché danno l'impressione anche del calore animale, di essere costi¬ tuite da ossa, muscoli, legamenti, cute, ecc. Questa faccenda delle “ mani carnee o nude „ che si per¬ cepiscono sempre nel buio, mai in luce, è conturbante. Si sa che “ Katie King „ (per fermarci su di un avvenimento spiritico caduto sotto l’osservazione di scienziati) si lasciò toccare, abbracciare e baciare, diede al Ckookes il suo polso da tastare, tagliò con le forbici pezzi del suo vestito tramato di “ materia eterea „, strinse le mani a tutti prima di par¬ tire ;... e fu sentita di carne ed ossa. Ma quel fantasma è restato più unico che raro: e se nelle sedute dei circoli spiritici si raccontano altre maraviglie congeneri, la scienza metapsichica più austera le lascia volentieri nell ombra. Anche tra la fenomenologia paladiniana figurano i palpamenti e le strette di “ mani carnee , ; ed io stesso ne ho perce¬ pite: ma v’è la certezza del fatto autentico ? A prima vista non si sa eliminare il sospetto di un’abilissima giunteria. Ensapia non ha potuto trarci maliziosamente in ag¬ guato tutti quanti ? Una mano che ci tocca al buio e ha tutte le apparenze della vita, sarà mai creduta senza riserve una mano “ spirituale »? Io confesso che per crederlo ho bi¬ sogno di una sicurezza assoluta, di una evidenza quasi ir¬ realizzabile nella procedura “ spiritica „ : aneli io sono uscito da questa seduta con una folla di dubbi che mi tenzonavano nel capo. Porse non è supponibile che Eusapia abbia liberate le sue due mani ad un tempo, così da toccare a destra ed a sinistra? Seduta stante, il controllo fu detto e ritenuto 42 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II rigoroso, efficace, sicuro : io non ]’ ho avuto che per breve tempo, e sono certo d’averlo mantenuto buono: l’hanno avuto per più tempo il Pellizzari e il Ferraro, che sono freddi osservatori ; ma insomma, appena si è fuori della sala del Circolo Minerva e si ripensa alle meraviglie che poco avanti vi si percepivano, par sempre d’ esserne lontani per anni e per miglia. E uno sconforto, ed è una smania di afferrar sempre meglio la verità ! * * Controlli di sorpresa e salute dei medii. Quando si cade in questi sconforti nello studio imparziale della medianità, vien voglia di adottare i metodi violenti e brutali di verifica, che taluni ritengono gli unici adatti alle difficoltà ed oscurità dell’argomento. Illuminare di improv¬ viso il campo d’osservazione (“accendere il temuto fiam¬ mifero „, come scrive Patos); afferrare in aria quelle mani “ invisibili „ ; acchiappare quelle barbe “ tluidiche „ ; acciuf¬ fare quelle teste “ animiche „ ; sollevare d’improvviso le tende del gabinetto e cacciarvi dentro occhi, braccia e .... piedi; stringere i “ fantasmi „ che vi si accostano, e non la sciarseli sfuggire a rischio di trovarsi poi fra le braccia.... “ non un doppio „ bensì il medium stesso vivo e ansimante: dar di piglio , magari , al bastone e (come un bell' umore anonimo mi ha consigliato) menar botte da orbi, là, nel buio, a rischio di massacrare la medium, ma allo scopo di ren¬ dere “ palpabili „ e ben palpati gli spiriti.... ecco delle buone armi tattiche contro l’Occulto secondo la strategia di certi increduli. La storia generale dello spiritismo (fatta dagli stessi credenti) narra episodii graziosi o crudeli in proposito; e la storia particolare di molti fra i “glandi medii „, com¬ presa la stessa Eusapia Paladino, non ne va priva. 0 non si è raccontato, che nell’anno di grazia 1880 e nel mese di febbraio la celeberrima Fiorenza Cook, divenuta signora Corner, ha subito uno smascheramento del genere per opera di sir Sitwell e di Carlo von Buch?... Ah pos'era “ Ivatie King „ ! La sfacciata ciarlataneria di certi medii giustifica tutti i metodi possibili di controllo. Se un mariuolo sulla piatta- LE VERIFICHE DI .SORPRESA 4S forma di un tram mi introduco di soppiatto una mano in tasca per derubarmi, io ho diritto di acciuffarlo, se me ne accorgo, e di somministrargli in flagranti una meritata le¬ zione. E se un medium mi inganna (massime quando fa professione di mediumnismo) , io, che ne sono giuocato e frodato, ho il sacrosanto diritto di tutelarmi dalle sue menzogne, tanto conscie, quanto subconscie. Ma altra è la teoria, altra è la pratica: vi sono molte ragioni che trat¬ tengono lo studioso serio dal commettere violenze e dal fare chiassate. Prima di tutto, la categoria delie ragioni morali : aj le egoistiche: l'attesa del “ miracolo „ , ossia di feno¬ meni sempre più mirabili (che il più spesso non vengono); il desiderio di non aver perduto il suo tempo ; la speranza di raccogliere prove più sicure; — h) le altruistiche : i doveri di ospitalità; la educazione, che vieta tutti gli eccessi ; la convenienza di non turbare le osservazioni dei compagni; il rispetto alle loro opinioni od alla loro “ fede „ ; un certo spirito di tolleranza, che non si disgiunge mai dul- Y animus óbsermndi del ricercatore scienziato; una certa indulgenza per il medium, anche se si nutre verso di esso una misurata fiducia. In particolare gli alienisti, che debbono considerare i medii come persone ammalate (sia pure di una malattia transitoria), assisteranno sempre alle sedute con un sentimento acquisito di pietà. Qui s’avanza la seconda categoria , quella delle ragioni tecniche: ne indico cinque, che mi sembrano di buona lega: a) 1’ indagine scientifica sui fenomeni vitali e mentali non ricorre mai a processi violenti: anche vivisezionando gli animali, il fisiologo cerca di diminuire le loro pene; — b) i medium sono persone umane, e sono “ sensitivi , : bi¬ sogna riflettere che la medianità consta di elementi psichici, e resperimento psicologico non è mai offensivo: c) la difesa contro la menzogna si compie più vantaggiosamente con i mezzi morali che non con i materiali: per smasche¬ rare un reo simulatore o reticente il perito e il giudice istruttore non ricorrono più alle vecchie torturanti e anti¬ umane procedure; — d) la salute dei medii può essere com¬ promessa dai controlli aspri e rozzi durante il periodo sonnambolico ; e) i poteri medianici possono essere abo¬ liti, senza aleun vantaggio per la metapsichica investigatrice, dalle scoperte di qualche frode inconscia o apparente. Gli spiritisti si fondano specialmente sulle due ultime ragioni per condannare i controlli di sorpresa. Essi sosten- 44 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gono, nd esempio, che durante le manifestazioni richiedenti l’oscurità, quali i toccamente e le materializzazioni in ge¬ nere, una luce improvvisa potrà far cadere il medium in “ attacchi terribili „ : al Congresso del 1900 si è proclamato che le esigenze degli scienziati compromettono persino la vita dei medii ! E si citano esempi. La D’ Espérance racco¬ manda, per propria esperienza sull’eccitabilità nervosa accom¬ pagnante la medianità , di non adoperare “ mezzi che ap¬ portino rischio di morte,. La Noeggeratii narra di una ragazza-medium (forse tubercolosa?) che materializzava in¬ tensamente delle “ forme personali „ e che ha avuto un deliquio quasi mortale ed uno sbocco di sangue, perchè uno dei presenti, nel suo entusiasmo spiritistico, ha voluto ab¬ bracciare lo spirito di un “ gaio fanciullo , materializzato da lei: aggiunge per di più, che ne segui la perdita defi¬ nitiva d’ogni facoltà mediumnica. Nessun neuropatologo esperto negherà a priori codesti casi. Le isteriche , che simulano o inventano, son prese da una crisi nervosa acutissima, quando si sta per discoprirne le astuzie e le malignità. Certi medii impostori saranno capaci anche di fingere un attacco epilettico, per impressio¬ nare i credenzoni e per stornare il pericolo dello smasche¬ ramento. Ma ammettendo di agire su di un medium sincero, e riconoscendo che la medianità in atto implica un dato disequilibrio del sistema nervoso ed una forma particolare di sonno o di rapimento , si capisce benissimo come ogni cangiamento inaspettato nelle condizioni dell’esperienza possa causare una perturbazione organica e funzionale nel sog¬ getto autoipnotizzantesi o diggià sonnambulico. Uno psi¬ chiatra, convinto della morbosità fondamentale del medinm- nismo. non sarà dunque mai uno sperimentatore grossolano. Sulla Eusapia la “ prova del fiammifero , (eseguita anche col mezzo dell’ interruttore a pera di una lampada elettrica) è stata la sola che ci siamo permessa qualche volta ; e realmente (non sempre, però) ha provocato grida, agitazioni, convellimenti facciali, spasmi palpebrali, moti di difesa contro la luce, abbandono del corpo.... e consecutive forti crisi di pianto, mutismo, tremore, ecc. Ma non giurerei che non ci fosse un po’ d’esagerazione isteroide, in rapporto con la suggestione inculcatale che la luce sia dannosa ai feno¬ meni. Intanto però quel brusco controllo non ha mai giu¬ stificato i nostri sospetti: ogni volta Eusapia era ritrovata sulla sua seggiola, colle mani e coi piedi a posto. Noi non siamo riesciti ad acchiappare mai le parrucche , le barbe l’autofiducia del medium 45- finte, le molle, gli spolverini, le pupazzole , ecc., di cui si favella nei crocchi dei “ furbi , , e di cui si hanno , pur¬ troppo, esempii significativi e accuse formali nelle “ vite e miracoli, di molti medi (la stessa Paladino compresa!). Quando nelle “ ricerche psichiche , si adempiano le tre norme metodologiche — ispezionare a fondo il medium prima della seduta; invigilarlo attentamente durante i fenomeni; non cedere che per eccezione alla frequente domanda tiptica dei cinque colpi (oscurità) — ci si garantisce a sufficienza contro quelle brutte sorprese, e si può aver fede anche nella Me¬ tapsichica quale materia conoscitiva suscettibile, in un futuro non lontano, di vera disciplina sperimentale. * • L’autoflducia del medium. Sarebbe opportuno indagare quanta parte si debba nella provocazione dei fenomeni al sentimento di fiducia in sè stesso, che ogni medium deve possedere quando si accinge ad operare. Per ipnotizzare con rapidità e fortuna occorre — tutti lo sanno — che non soltanto il soggetto sia suggestionabile e provi un sentimento di dipendenza al cospetto del suo ipnotizzatore : occorre, per di più, che questi abbia fiducia in sè medesimo e, come si dice, voglia fermamente. Questa sicurezza, questa fermezza di volontà danno al suo sguardo, alla sua parola, al suo gesto quelle note speciali che impres¬ sionano i soggetti suscettibili. Ove l’ ipnotizzatore sia fiacco, stanco, sfiduciato, ove tema di non riuscire, l’ipnosi non si avvera, o rimane leggerissima. Lo stesso avviene di certo nelle autosuggestioni dei me¬ dium. Bisogna che la Paladino sia convinta di superare ogni contrarietà, perchè giunga ad estrinsecare l’energia neces¬ saria alla produzione dei fenomeni. Soggetto eminentemente suggestionabile, come tutti i medium, essa accoglie le sti¬ molazioni che le vengono dal di fuori e le trasforma in fatti medianici con tanta maggiore agevolezza, quanto più è la concordanza di esse col suo modo di sentire e di pensare. Ensapia ha bisogno di sapersi capace di spostare oggetti, di produrre contatti, ecc. ; e, inoltre, la sua autosuggestio- 46 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, Il «abilità richiede da parte dei presenti un rinforzo. Ma siamo sempre li: questo rinforzo è di semplice concorso morule o è, per contro, di vera sinergia biopsichica ? Io non escludo 1’ ultima ipotesi, perchè sarebbe assurdo negare l ezione mutua fra i cervelli umani, quando la con¬ cediamo alle forchette metalliche costituenti un diapason, a le corde di un pianoforte o ad un apparato telegrafico Marconi, che al raffronto dei nostri centri nervosi superiori sono strumenti di una grossolanità ed elementarità assolute Ma io debbo pure tener conto, come psicologo, dell’azione prettamente morale, ossia dell’incoraggiamento che la medium riceve dalla condiscendenza e dalla fiducia dei presenti : tale ■corrispondenza mentale , senz’essere una complicità , è un fattore che rinvigorisce le attività della medium, in quanto che non lascia ingenerare nella mente di costei contrasti psi¬ chici capaci di inibire le scariche di forza medianica. . e e vero che per i fenomeni si richieda uno stato tran¬ sitorio o duraturo di oscuramento della coscienza superiore e di simultanea ettervescenza subcosciente (coscienza sublimi- naie), Insogna concedere alla medium almeno la possibilità di collocarsi nell atteggiamento psichico necessario. Ora, la coscienza dell io superiore non si oscurerà e non darà il posto all io interiore quando sia sovreccitata da sentimenti di col¬ lera, da sdegno per ostilità e sfiducia eccessiva, quando sia mantenuta vigile dalle idee penose che un ambiente ostile solleva nell animo della medium. Questa non riesce allora ad auto-suggestionarsi, e non cade in quel rapimento cotanto pro- tondo che occorre per mettere in azione l’automatismo dei -centri inferiori, o per liberare quella qualunque forza di cui i fenomeni sono la manifestazione. Non è cib conforme alle leggi della fisiopsicologia e della fisiologia cerebrale ? Lo stato ■ i medianità, sia esso un sonno speciale dei centri di coscienza, sia una condizione particolare della energia vitale, non può intendersi in contrasto assoluto con i principi che regolano la vita psichica normale. Genova, notte del 10 dicembre 1901. LA QUATTORDICESIMA SEDUTA (13 dicembre 1001). Di meraviglia in meraviglia. Seduta ottima, quella di jersera! Il medium, ben disposto d'umore, e ben provveduto di potenzialità esteriorante ; l’am¬ biente, un po’ più ammansito nella sfiducia verso Eusapia (siamo in cinque, mancando il prof. Livierato) : la feno¬ menologia, eccezionale per quantità e qualità di manifesta¬ zioni : e quel che più importa, fenomeni nuovi e insoliti. Avendo qualcuno espressa la temenza che il nero colore delle tende del gabinetto servisse artificiosamente a coprire i movimenti del medio, si è ad esse sovraggiunta una balza di cotone bianco, mantenuta distesa da una sottile asta di ferro : così, anche a luce mediocre, discerniamo Eusapia vestita di scuro sul fondo chiaro. Speriamo, anzi, che su questo bianco si rendano più percettibili alla vista le “ forme „ o i “ fantasmi „ che si materializzassero. Ma di ombre non ne abbiamo viste : in loro vece sono apparse delle luci. Un’altra innovazione. Leghiamo tra loro i piedi di Eu¬ sapia con una cordicella girata ed annodata al di sopra dei malleoli, ed io ed Ornati ne teniamo i capi : io me la giro e rigiro attorno al polso. Dico subito che l’“ esperienza „ cosi proposta al “ buon John „ e cosi da noi sperata, ossia che la medinm fosse sciolta dai suoi legami da mani invi¬ sibili, non è riuscita affatto. Abbiamo avuta la sensazione acustica di una mano che lavorasse a tale scopo nella oscu¬ rità. sotto il tavolo ; ma quel lungo fruscio misterioso non ha operato il miracolo. Eusapia, forse per aiutare coi suoi movimenti reali quelli ideali del liberarsi dai nodi, moveva e agitava le dita delle sue mani tenute dai vigilatori (Ornati e Pellizzari) ; ma tutto inutilmente. Si era al buio. Dei fenomeni della serata, ecco i più rilevanti : 1° Moti ritmici del tavolino imitanti una marcia, e grandi espressioni tiptiche „ di emozioni gioconde (in oscurità e con Eusapia in stato di veglia). 48 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li 2“ Sollevamenti) e gettito della tenda bianca al eli sopra delle teste dèi controllori, senza che l'asta metallica li colpisca (oscurità; stato di " trance , leggiero, a intermittenze). Visto che la tenda seguita a svolazzare furiosamente, come agitata da un uragano, crediamo di capire che “ John , ne sia seccato, e ritorniamo allo sfondo nero! 8" Spostamento e avanzamento della scrivania posta a 1 m. di distanza e mentre uno di noi, messosi carponi sotto il ta¬ volino, sorveglia i piedi di Eusapia, altri due ne tengono la destra, ed un quarto ne afferra la sinistra. Durante questo con¬ trollo soddisfacentissimo, che si fa a luce debole e non al buio, il fenomeno si ripete, a nostra richiesta, altre due volte; il pesante mobile avanza e indietreggia * come un pachiderma , (Lombroso) per circa un metro, si alza dal suolo, e ricade ru¬ morosamente (Eusapia pareva in ‘ trance „). 4“ Battiti spontanei di comando del tarolino, mentre tutte le nostre mani erano in aria e noi vedevamo quelle di Eusapia ben controllate. 5“ Toccamenti multipli, sincroni e differenti a tutti gli astanti in catena, anche a quelli di faccia ad Eusapia i in oscurità completa). Jo ho sentito una mano riva toccarmi lievissima- mente sul capo, carezzarmi, scendermi fra i capelli alla nuca... Ma (piando c’è di mezzo una stoffa i toccamenti sono sempre più lunghi e ostinati. 6° Movimenti e trasporto di varii oggetti ad un tempo, dalla tavola grande al tavolino medianico. Questo fenomeno, asso¬ lutamente raro, costituì una vera ridda: una bottiglia d'acqua, un’armonica, un timbro, una trombetta, ci arrivano da lontano; contemporaneamente, qualcuno si sente toccato. E come non bastasse, la trombetta fa uno sbalzo, vola per l’aria e suona ; indi va a sfiorare la faccia di Cantò, che tenta di acchiapparla sveltamente con la mano, ma che se la sente portar via da una strappata vigorosa. Sempre in quei pochi minuti di tram¬ busto, la bottiglia si stappa da sè, si inclina, spande un po' d’acqua sul piano del tavolino, poi si alza aneh'essa e passando sulla testa d’Omati va a versare altra acqua fuori della catena, quindi ritorna in mezzo a noi (Tutto ciò al bujo, ma niuno eccepisce sul controllo, niuno esita nel giudicare genuine quelle traslazioni e quelle azioni automatiche di utensili, che non si veggono toccati, portati nè adoperati da mani visibili!). 7" Levitazioni complete del tavolino senza alcun, contatto delle mani di Eusapia: furono due, durarono almeno 10", e in una fu raggiunta l'altezza di un metro dal suolo (oscurità piena, ma vigilanza sicura). Noi premiamo in tre, in quattro, tutti, sul tavolino mentre levita, e non riusciamo a farlo discendere se non con grandi sforzi : si percepisce una resistenza elastica che sembra a istanti diminuire e poi riprende con vigore. E un fatto che vedemmo varie volte anche in primavera. FENOMENI LUMINOSI 49 b° Luci ‘ s piritiche , : dedico loro un paragrafo. 9° Apparizione di un giuba biancastro (‘ lattescente „). della grossezza di un pugno involto in un fazzoletto, e che parve per un momento assumere la figurazione della maire. Era a sinistra della Palatiino. visibile sul fondo nero, immobile, e poi scom¬ parve lentamente. Tutti lo hanno percepito per 8-10 , eccetto me. perchè mi trovavo al controllo di sinistra, e anche volgen¬ domi sul fianco destro non riuscii a scorgerlo o non seppi guar¬ dare là dove s’era formato. Le « luci » spiritiche. I. La sera del 13 abbiamo avuto una straordinaria, ric¬ chezza di “ luci „ : tutti le abbiamo viste, e tutti abbiamo avuto tempo di rilevarne attentamente i caratteri. A me interes¬ sava soprattutto il parere del mio collega Pellizzari, chimico valentissimo, e più di tutti noi competente in proposito : ora, egli si è oggi convinto, come me, di due cose : la prima, che le luci sono reali, e non allucinatorie, nè frau¬ dolente ; la seconda, che sono di natura finora ignota. 11 più gran numero delle “ luci „ o “ fiammelle -, si è formato in aria, in alto, sulle nostre teste, a distanza tale dalla medium (le cui mani, d'altronde, erano strettamente controllate) da non potersi attribuire a sue manovre. Tal¬ volta esse si formavano sul tavolo, tra le mani in catena, oppure sulle spalle, sulle maniche degli astanti... Del resto, la assicurazione che i fenomeni luminosi non possono essere prodotti artificiosamente dalla Paladino, è forse necessaria per chi non ha assistito alle sue sedute ; non lo è più per chi una sola volta le abbia vedute. 11 crederle effetto di fosforescenze fraudolente non ha senso comune ; sia perchè non hanno in generale nessuno dei caratteri del fosforo, sia perchè il controllo sulla medium è stato sempre sicuro, nè si capirebbe come una sua mano potesse arrivare ad un metro, ad un metro e mezzo, a due metri e più di distanza da lei . Non si supporrà che noi fossimo così distratti da lasciarla libera proprio quando si presentò e si mantenne per alcuni minuti un fenomeno di tanta impor¬ tanza, nè che, appena avvertite le luci, noi non avessimo stretta la nostra sorveglianza. Non merita questa patente di stupidità nessuno degli scienziati, nè un Lombroso , nè Morselli, Psicologia e Spiritismo , II. 4 I 50 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 un Richet , nè un Flatnmarion , elle dichiarano di avere vedute le misteriose fiammelle d’Eusapia. II. Le “ luci „ sono reali come i suoni, come 1 con¬ tatti, come le levitazioni ; sono cioè percezioni precise, non confondibili con verun’ altra, soggette alle leggi del ricono¬ scimento, soggette (quello che più importa) alle leggi fisiche dell’ottica. . . . Riguardo a ciò tutte le materializzazioni visive (luci, torme di mani, pugni, braccia, fantasmi) sono identiche: ossia il nostro senso della vista le percepisce quando si trovi nelle condizioni fisiologiche e materiali di percepirle. — a) iNon tutti le vedono, perchè sono spesso improvvise e fugacissime, cosicché quando sono annunciate da colui o da coloro che le scorsero, spesso son già scomparse prima che gli altri ab¬ biano tempo di comprendere dove debbono guardare, Se fossero allucinazioni indotte, le si vedrebbero ovunque. — b) Sono vedute però frequentemente da due, da tre, da cinque operatori ad un tempo : le esclamazioni di sorpresa, le defini¬ zioni del fenomeno, prorompono nel medesimo istante-, il che prova che, se la percezione loro è illusoria o allucinatoria. 1 centri corticali della visione dei percipienti sono stimolati nel medesimo tempo: non si tratta di fenomeni soggettivi, ma di vere e proprie percezioni di realtà. — c) Inoltre sono vedute da tutti coi medesimi caratteri, or di lucciola, or di fiammella splendente senza aureola, ora di apparizione lu¬ minosa filante nello spazio con lentezza, in direzione ascen¬ dente, o discendente, in traslazioni orizzontali, ecc. Dunque, la forma, lo splendore, il moto translatorio essendo per¬ cepiti egualmente da tutti, appartengono al fenomeno in sè, non ai cervelli che ne sarebbero stimolati ab intra. La sola spiegazione (caso inai) sarebbe questa, che le luci spiritiche siano “ allucinazioni veridiche „ : ma tanto più allora il fatto fisio-psicologico resta supremamente degno di studio. III. La varietà delle apparizioni luminose, soprattutto per quanto si riferisce al luogo dove appaiono, alla intensità loro, e alla direzione e rapidità del moto nello spazio, è un altro punto degno di riflessione. Giacché, se venissero pro¬ dotte (come gli astutissimi credono) per giuoco della Pa¬ ladino, bisognerebbe ammettere che essa cela nelle tasche una corrispondente varietà di sostanze luminose. Ma quali? Ecco dove ci soccorre la esperienza del chimico. 11 Pelliz- zari, che maneggia ogni giorno nel suo laboratorio le so¬ stanze chimiche più diverse, dichiara che le luci da noi ve¬ dute jersera non possono essere nè di fosforo, nè di sali FENOMENI LUMINOSI 51 di bario, né d’altro qualsiasi corpo conosciuto dalla chimica minerale. Si potrà forse supporre che siano luci prodotte da sostanze organiche ; ma quali ? Non da lucciole artificiosa¬ mente lasciate scappare dalla Paladino (ipotesi da me udita !), perocché le fiammelle non hanno mai il carattere pulsante di (pesto insetto ; e d’altronde Eusapia produce le luci anche nelle stagioni in cui di lucciole non se ne trova nei prati e sulle siepi : nessuno capisce poi dove andrebbero a finire gli insetti fosforescenti, che la prestidigitatrice napoletana lan¬ ciasse al volo in una stanza, dove, ultimata la seduta, sarebbero trovate... Altre sostanze animali e vegetali emananti luce, e che la Paladino possa avere a sua disposizione, non se ne conoscono : passando in rassegna il bel libro di Raffaele Dubois, dove la fotogenesi animale è studiata a fondo, tale ipotesi si riscontrerà assurda. Ma quale sorgente luminosa di natura conosciuta sarà questa da cui non emanano raggi, sicché non illumina attorno a sé lo spazio quando appare e passa per aria, nè gli oggetti sui quali si posa o dai quali fuoresce ? Sulla palma della mano dell’Ing. Ornati, fatta aprire e posare sul tavolo da Eusapia, è brillata una di queste luci, ed è durata abbastanza perchè tutti noi, sorpresi dalla sede strana e dalla vivacità del fenomeno, ci alzassimo dalle nostre seggiole e tenendoci in catena con le mani avvicinassimo la nostra faccia per meglio osservare. Quella misteriosa fiammella, grande come un mezzo corpo di lucciola, ma meno splendente, ferma e non pul¬ sante, si dondolava (per dir così) sulla cute palmare della prima falange del dito medio di Ornati, ed egli ha potuto nel frattempo muovere la mano e le dita per tentare di cacciarla via. Non scaldava, non illuminava tntt’ attorno la pelle ; è venuta e se ne è sparita ad un tratto, sotto ai nostri occhi intenti e meravigliati a guardarla ! Che luccicore è quello?... Si può pensare ad un’astuzia di Eusapia che abil¬ mente abbia appiccicato alla mano dell’ingegnere, che prima teneva nella sua, una sostanza luminosa?... Ma fosforo non era di certo ; e allora che cosa era? Fra i medii capaci di ingenerare delle * luci „ primeggiò tra il 1875 e l’83 Gugl. Eglinton; ma le sue “ produzioni luminose „ erano diversissime da queste della Paladino. Constavano infatti di corpi ovoidali o discoidali splendidis¬ simi, tenuti in mano dai suoi spettri parziali o integrali, e aventi una lontana rassomiglianza con saponette o con ciottoli luminosi ; in qualcuno si vedevano striature rosse indicanti l’organizzazione come di “ vene „ e di “ sangue flui- 52 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 dico , (Osservinsi le tavole del Farmer). Che io sappia, di quelle “ luci , là non se n’è più vedute; e chi sa per quale facoltà meravigliosa (o con quale manipolazione) Eglinton, due volte smascherato di poi, le produceva (o preparava). IV. Ho detto che le condizioni ottiche per la visione delle luei spiritiche sono le medesime di quelle per le per¬ cezioni luminose normali. Infatti, se le palpebre sono chiuse (io ne ho fatta la prova), la fiammella non è più veduta : dunque, non è un fatto subbiettivo endottico. Se lo sguardo è rivolto da altra parte, neppure la luce è percepita : tal¬ volta, avvisati dalle esclamazioni di chi la scopri, ci si ri¬ volge istintivamente dal lato dove si imagina avvenga il fe¬ nomeno, e si arriva appena in tempo per vederla sparire : se fosse un’allucinazione suggerita, si avrebbe la percezione intera. Quando vi è un oggetto che intercetti lo sguardo,, manca pure la percezione del fenomeno : io non ho veduto, ad esempio, la massa luminosa formatasi a sinistra della Paladino e dietro di lei, perchè trovandomi alla destra il suo capo me ne impediva la visione; ora, i fenomeni allucinatoli non obbediscono a codeste leggi ottiche. Infine, io non ho vedute le luci filanti che si sono formate al di sopra di me e che sono state vedute da tutti gli altri, perchè non ho al bregma nessun occhio veggente, colpe gli antenati dell’ /lat¬ teria punctata, che avevano un occhio parietale! V. Sul moto traslatorio delle luci ho già discorso negli appunti delle sedute del giugno : dirò qui soltanto che la ascesa e la discesa sono così lente da confutare senza re¬ missione l'ipotesi che si tratti di corpi luminosi lanciati abil¬ mente in aria dalla Paladino. Di qualunque sostanza li si voglia imaginare (ma, dico, quale V !), essi sarebbero sempre soggetti alla legge di gravità e di energia: nel lancio sali¬ rebbero con più violenza; e giunti alla fine della loro traiet¬ toria cadrebbero più rapidamente. Il Pellizzari osservava acu¬ tamente che dovrebbero imaginarsi provvisti di un para¬ cadute ! Egli paragona le due luci apparse in alto, al di sopra di me e discese lentamente, a due grosse goocie di un sciroppo luminoso che fossero lasciate cadere. Ma il pa¬ ragone implica che cotali goccio cadano con lentezza, perchè hanno un filo appiccaticcio di sostanza densa e glutinosa che le tien sospese alla massa da cui si staccano : qui invece la u goccia . sarebbe distinta, autonoma ; e perchè non si mo¬ verebbe in una verticale piano piano ? S’aggiunga che altre volte le luci hanno un moto trasversale, o ascensionale, mai però vorticoso o a ghirigori, nè a zig-zag. Anche quando le l’azione suggestiva del medium 53 luci traversano lo spazio a scatti, accendendosi e oscurandosi alternativamente, è permesso scoprirne la traiettoria che viene costituita sempre da una linea continuata. VI. Da ultimo, la forma circoscritta delle luci è con¬ traria alla loro origine fraudolenta. Chi le ha vedute sorride all'idea grossolana che la Eusapia si serva di capocchie di fiammiferi. Al fosforo si accostano solo per il colore, ma non tutte : ve ne ha di azzurrognole, di verdastre, di gial¬ lognole, di biancastre. E poi sono inodore, non lasciano traccia, e non danno quell’emanazione fumeggiente e tremula, che il fosforo dà sempre nell’oscurità, massime se soffregato. Stato psichico del medium e dell’assistenza. Anche la seduta del 13 dicembre conferma la influenza che lo stato morale ha sulla potenzialità medianica. Il dot¬ tor Cantù è riuscito a disarmare le paure e le animosità della Eusapia ; e questa giunse alla “ Minerva „ piena di buonumore e più sicura di sè... Ecco il motivo per cui i fenomeni non tardarono a manifestarsi non appena formata la catena ed in piena luce. La Eusapia stessa ha voluto che si sperimentasse al chiaro. La sua fiducia si rivelava nella fisonomia ilare, nelle parole più recise, nei gesti più risoluti c in un non so che di più energico e volitivo. Non si può credere che tale atteggiamento psichico fosse in lei artificioso, cioè assunto per regalarci un qualche stra¬ tagemma : esso proveniva dalle circostanze in cui sapeva di operare e dalla diminuita sua diffidenza riguardo alle cinque persone presenti. Neppure si può ammettere che la volon¬ tarietà di iersera fosse in relazione con un presunto potere suggestionatore della medium, la quale si trovi adesso so¬ vrana sicura delle nostre sei coscienze. — Anzitutto, questa padronanza e azione suggestionatrice della Eusapia non è provata; ed io penso, per di più, che non esista se non in quelle limitatissime forme ed in quel minimo grado, che pos¬ siede ogni nostra coscienza individuale quando spesso opera in collaborazione con altre (su di ciò io penso, cioè, diversa- mente da Ochorowicz). — In secondo luogo, questa azione avrebbe cominciato, caso mai, ad esercitarsi jersera, se non PSICOLOGIA e SPIRITISMO, II su tutti i membri della catena, almeno «nlli (tre su cinque). Pino alla terza seduta due (Va ” SnT di . ersera erano rimasti scossi si “ 1 Presenti di m»ni, e più toelm.U adZ» «te» “ ,« f“<" noscere la medianità. Dunane k ™ uccatura, che a rico¬ pi noi cinque si opererebbe ad un tfftto J°da eUSapÌana s.u l’altra, e, quello che è più straccarne don “ S6ra a1’ infelice da cui, anticliè combattati®! dubbiTi ““ “dn? if «t?" ' S0S"«“™ <»™Vern°^ie^ “S “ dl , tesi della suggestione collettiva ( “ allucinazioni in^o i fenomm” Sr’non risuE?(«ttto'»,°u "U“ !ue“*sio“ ogni singola sriuù Z . p .n med,Um epcttalon. I„ .omo ,1 maJ™ tr* dnl mi- successi,,, siamo ordinariamento di “uoìo Tc'E i'1"11* serie manca osmi recolnm • , a caP°- In una buone no succedono °di i”!’ tant° C,‘e a sednte dei presenti. — Quanto ■diw ■ teclPazi°ne inconsapevole tatto di udito di vista di' 12 °r0 Sfìnsazionl multiple di nascere nella loro mente h *• I'1 rrcoo irere, in modo da far f>SSL'iSS T JZ 3»Tne1LTaì”t ^iltiTnL^cct/t IT™ ' S ■«- ficolare, tanto nella „,diul„ qn,„tf nXSK'a “ P"' VOLONTÀ E AUTOMATISMO Le volizioni dell’io cosciente e le operazioni dell’io subcosciente. Adopero questi termini io-cosciente e io-subcosciente per conformarmi alla psicologia oggidì dominante nei nostri centri scientifici. Sono il primo a riconoscere che è contrad¬ ditorio parlare d'un io “ subcosciente ,, d’uria volontà “ sub¬ conscia . e simili, giacché dove si palesano personalità e vo¬ lontà non puf) a meno dall’ esistere una coscienza. Ancora più improprio sarebbe qui il termine di incosciente, e pelò non lo adopero : mi contento di dire subcosciente, come scri¬ verei marginale o frangiato (alla James), perchè in modo fi¬ gurato si può discorrere di un quidsimile della coscienza che sta al di sotto o ai margini o alle frangio della coscienza personale. Stimo pure che il termine subliminale (sotto la soglia) non sia molto bello, essendoché “ soglia „ o lirnen si riferisce ad una separazione sostanziale tra ciò che è nella coscienza e ciò che è fuori di essa: la metafora è il grande scoglio della scienza fatta ! Se chiamiamo volizione un “ atto predeterminato ad un fine „, la volontà non è altro che una astrazione in doppio senso : l’astratto della qualità di essere rivolto a raggiun¬ gere uno scopo*, e l’astratto sostantivato dì tutti gli atti adenti codesto carattere. Quando l’atto è accompagnato (alcuni psi¬ cologi dicono “ seguito „) dalla consapevolezza di eseguirlo, e se noi ce ne ricordiamo, lo diciamo volontario : quaudo 1 atto manca di tali qualità, cioè non è conscio nè ricordato, e l’agente non se ne accorge che dopo la sua esecuzione e lo ricorda solo in succinto, lo diciamo automatico. Orbene, gli atti medianici della Paladino in quale categoria li dobbiamo mettere? Sono intenzionali e coscienti, cioè volizioni, oppure intelligenti e in[sub|coscienti, cioè automatismi?... A me pare che siano l’una e l’altra cosa insieme : mi spiego. Alcuni fenomeni sono certamente rolliti dalla medium , altri non lo sono, e risultano, non soltanto imprevedibili dagli astanti, ma altresì imprevisti per lei. Gli uni si prepa¬ rano nella coscienza vigile della medium ; poi, sopraggiunta la estasi o “trance „, si approfondano nella subconscienza, e la scaricano il dinamismo “ medianico Altri invece sorgono 56 rsroot,OGu e spiritismo, ii fenomeni non hanno alcuna u’renLJiV1* anldeico : qnesti tomaticamente. Ma smebbe SXTSdì.* LZTT ^ pomi possa aadre la sncr<Tcaf,v., 1 n C Je soltanto sui anche quegli automatismi^ ? de"e perSone estranee = ™ita i2 rshtaòTa"^ TTrr»*- ta|- SC..0 ne, bassifondi psichici c li dimeni d" vedere le « 1„,.; 1 • l nL,I|)l° espresso il desiderio di ss Avevamo è vero riilJf i , ■ tte le sedute anteriori, sere avanti; ma s’iccomevi 'érafr?'"'0 d,eside,io anche nelle credere possibile il fenomeno luminoso n°n SX sstss- Ah°"“e 4 -r due tei piùiLntiTr^4 di ...oai.mti.iZ™ ", *L:r r?„ r."°- ’t*?- .noa,,»ic. dalle tradmoni dei circoli spMcf 1 P01*»”*1'1* Io .» escludo, co» ciò, che Ens.pi, abbi, », ,,rogr,„m» LA PERSONALITÀ DI “ JOHN KING „ 57 progressivo : questo è troppo conforme al concetto volgare clie^tu. tti hanno di un’arte persuasiva, per fargliene un ap¬ punto. Comunemente è ammesso che per convincere occorra andare dal semplice al composto, dall'elementare all’evoluto, precisamente come è di empirica nozione che non si impari un mestiere, un’arte, una professione senza un metodico ti¬ rocinio. E però la tecnica dei medium (Eusapia compresa) è intaccata da codesto pregiudizio : esso fa si che la medium probabilmente eserciti dapprima una inibizione volontaria sulle proprie attività medianiche, le diriga fino ad un certo punto, e voglia “ fenomeni , di quella forza e gradazione che le paiono opportune, onde abbiano efficacia argomentativa per la convinzione dei presenti. Questo doveva sopratutto avvenire e avviene realmente negli ambienti nuovi, massime quando ci siano increduli da convincere, o, pei medi professionali, paganti da contentare. La cosa è più che logica. Se invece l’ambiente è imbevuto di spiritismo, la inibizione direttiva esercitata dalla Paladino sui suoi fenomeni non ha più ragion d’essere: e allora essa dà esteso corso al suo automatismo: allora si assiste di buon’ora alle manifestazioni più straordinarie senza il bisogno di arrivarci a poco a poco. Anche sotto questo riguardo, dunque, la medianità ubbi¬ disce alle leggi normali della psicologia : ed io credo che a poco a poco, studiandola con metodo analitico, si arriverà a farla entrare tutta nel campo della naturalità. Non vi deve rimanere nulla di trascendentale. * * * La personalità di “John King,,. Chiunque assista alle sedute della Paladino, sapendo che essa si crede guidata da uno spirito che in vita sarebbe stato un u John King », resta meravigliato della poca parte perso¬ nale che in generale questo essere “ disincarnato „ prende ai fenomeni. Solo di quando in quando egli viene nominato da chi dirige la seduta, allo scopo di pregarlo di manifestarsi o in modo generico o in quei modi che l’assistenza desidera. Quanto al presentarsi in persona tangibile e visibile, c’è un bizzarrissimo suo modo di fare: “ egli » va e viene, appare PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II S£ra**2?ÌKi5T logìco' *lc“ ”otiv'’ J!n£af.°4g ^,r“£v‘ Vf- - ■**>”■>» Alle Jo’irZUSr t“"i“ AtKp'erime °til »S «* ^.&&P£Sr2?S: pure siano obbligate di esnrit sPerte .1D)un idioma in cui wjrjsr-sr **3n • ~~m , I C è» LJT*. P»1'"”" 'uterpietnrs i a un “ parlate e bùio Zf ■ ?rUno momento si credette più la luce, togliendo* 'lo scar™ “3*eTa ad abba“»re ancor anticamera Ma Tnhn i * ° 1 biarore proveniente dalla Finalmente sT canl che7f r 6 riPeteva 1 '^que colpi, care me 1 P2V0 1 Ì °llmp3ZÌent-e voleva indi- mini ; — “ parlate voi ” PP° ■' nnmerJL 5 ! in altri ter- Ebbene, qu^L è statali •C‘”2“e » (Pro{: Morselli) _ tiva non dà mai sentore di Zi !,0vert'' deplorevole nell’inven- grattamenti snl o entro il tavolo*' 'or™6 C°? ' ,f.iccbi ® Pn£ni » agli astanti, di nessun contenni c.outattl e palpamenti mente rivolti a farci sentire chi Vf6^170; ?.uasl esi'lusiva- l’ombra dello spazio a n-dimenciA • -f® 1 ? * ?’ Presente nel- senza che se ne caoisfi il "V-1 quale poi.all’occorrenza, teiTestrissimo sn^rf L /r0Ce-lm.ent0> risnlta «“ere un manifestaSi tt ^ eST ‘ Ta,V,0,to “ Job" » - battere amichevolmente In ’ n0n n,olto intelligenti : le lenti dalnaS0“rare 1^1“° SU] braccio- ^Here smuovere le sego-iole solleticarle^™ scapaccioni e ceffate, * °le, soùeticarne il sedile per di sotto, ra- BITRATTO MORALE DI JOHN KING 59 sparne i piedi, ecc., ece. Tutto ciò sicuramente manifesta una “ intenzione ma non una idea, e meno che mai un con¬ cetto astratto. Il solo concetto, diremo cosi, teleologico, che imprima con la sua finalità un certo carattere intellettuale alle manifestazioni di questa anima ultraterrena, è quello, molto semplice, che egli... vuole e può “ manifestarsi „. I movimenti del tavolo, le levitazioni del medium, i contatti, le mani materializzate, gli spostamenti di oggetti, il trasporto e l’uso di strumenti ; tutta la fenomenologia paladiniana frammentaria, a sbalzi, senza legame alcuno che ne associ le singole parvenze e le sintetizzi in un che di mediocremente tollerabile, tutto 1’* ensapianismo „ è rivolto ad un solo ed unico intento : — farci sentire che “ John „ è attorno a noi, in mezzo alla catena, sopra o sotto il tavolo, al di là o al di qua delle nere cortine, e in grado di rivelarci il suo “ potere ,. Ciò non pertanto, se si radunano tutte le altre manifesta¬ zioni, e se si tiene conto di quanto l’automatismo medianico della Paladino ci rivela saltuariamente e in sensi diversi, si arriva a figurarci, a ricostruire a un di presso la personalità i li John King. E allora si trova ciò che segue: I. Ritratto morale ni ono spirito-guida : 1° “ John „ possiede un’ intelligenza incolta e poco evoluta : non sa leggere nè scrivere, e tutta la sua mentalità è rivolta a scherzi di pessimo gusto. È ignorantissimo, e non parla, a -frasi corte e spezzate, che un italiano imbastardito da napoletanismi. Però non è stupido ; da molti segni lo si trova abbastanza furbo, e perfino astuto, sempre però nella cerehia delle idee relative alle sue “ manifestazioni ,. 2° Il suo carattere è piuttosto bisbetico, volubile, puerilmente vano e irascibile, ma in fondo sostanzialmente piacevole (bonaccione); egli ama scherzare e non sa mante¬ nere il broncio, tanto meno la collera. 3° Le sue emozioni sono semplici e grossolane : gli piace ridere, sghignazzare, e magari schernire, è inveire, ma non sa neppure sorridere e piangere: i suoi furori sono im¬ belli, e se si riesce sovente a farlo andare in collera, questa dura pochissimo. 4° Il suo umore è variabile, diremmo quasi isterico : ora è disposto ed ora no a “ comunicare , : certe sere è allegro, fa ballare il tavolo, lo fa battere a ritmo di marcie e di valzer, lo fa ridere, ecc.; certe altre è di malumore, suscet- 60 PSICOLOGIA E SPIBITISMO, II ti bile, schivo dallo scherzo: talvolta appena risponde, diremo cosi, a monosillabi, a spinte ; altre volte è loquace, ecc. 5* li suo volere è capriccioso, e perciò ostenta’talvolta di mettersi in opposizione con sua “ figlia „ (Eusapia): non le permette di bere, quando ha sete ; vuole il buio quando essa desidererebbe la luce, e viceversa; pretende che si con¬ tinui la seduta quando essa si dice stanca, ecc. Ma — lo vedemmo tutto questo è a fior di pelle, e non dà me* 'ioniamente^ luogo alle lotte tremende di cui ci si parla a proposito di altri medium (veggasi ad esempio in Gibieb). 6* John è ingenuo, poiché indovina raramente l’ironia scettica che c’è nelle nostre preghiere ed esortazioni affinchè si manifesti : spesso non comprende l’incredulità, quando si abbia 1 avvertenza di non farla troppo trasparire; prende per buoni tutti gli elogi e non ne sente la superficialità, ecc. . ' ' J°‘ln è anche privo di costanza. La sua attenzione si lascia facilmente distrarre : basta il più piccolo incidente per impedirgli di lavorare o per arrestarlo a mezzo nella presentazione di un fenomeno. Quando non può fare un fe¬ nomeno, ci si prova due o tre volte, ma poi si stanca e ab- bandona 1 impresa. 8° John è suggestionabilissimo : come ho dimostrato, in generale basta esprimere il desiderio di un fenomeno perchè questo presto o tardi si produca. 9° J?hn non è un volitivo, ma un impressionabile, non è un riflessivo, ma più spesso un impulsivo, che agisce a scatti a seconda delle circostanze del momento, pur^ ser¬ bandosi fedele alle linee generali dei suoi programmi di esecuzione ginnica o prestigiatoria. 10" John non ha iniziativa-, egli è schiavo delle abi- Udini ; opera da lungo tempo a quella maniera, e però la sua tecnica rimane fìssa e irrigidita, le sue manifestazioni da più anni non progrediscono, le sue azioni, che viste una volta • sembrano mirifiche, hanno poi una monotonia tale che fini¬ scono coll'infàstidire. Egli è pertanto uno scansafatiche : ha imparato ad agire così, e cosi gli basta: non gli doman¬ date di piu. Il1 John è misoneista: non può soffrire la varietà, sia perchè gli costerebbe fatica il comprenderla, sia perchè sospetta di tutto ciò che non è a portata della sua intelli¬ genza breve e labile. 12° John è un permaloso: pretende che si creda sempre nella autenticità dei suoi fenomeni, e ogni accenno a dubbio Io inquieta e gli fa tenere il broncio. Ma il broncio è come AIorsu li, Psicoio, lin e Spiritismo, 11. Tav. IX. Calco in gesso dell'impronta di -, olio ,pWtic ottenuta la sera del 31 gennaio 1902 m una seduta di Eusaoia in „ D • r-usapia m casa Ramorino, a Ge RITRATTO FISICO DI “ JOHN KING 61 quello di un bambino: dura poco; e l’orizzonte di quella coscienza imperfetta e puerile si rasserena presto. II. Ritratto fisico di uno spirito-guida: A questi caratteri psichici corrispondono i seguenti fisici di cui ricaviamo la scarsa conoscenza dalle diverse sue ap¬ parizioni, tanto a Genova che altrove : 1° John King non dev’essere più giovane, a giudicarne dal fatto che ha già delle figlie da marito, come “ Katie King,, e delle anzianotte come... Eusapia. 2° John, quando ha concesso di lasciarsi vedere “ for¬ mato „, pare di alta statura, di corporatura grossa, di largo torace , quasi un gigante : le sue mani sono grandi, ossute e forti ; quando picchiano o afferrano , picchiano sodo e si addimostrano vigorose. •i” .John ha la taccia larga, la fronte bassa, il naso un po rincagnato, e un aspetto volgaruceio anzicchenò: sembra un bravo facchino. 4° John ha ordinariamente la testa circondata da una specie di turbante, come è di moda fra le Entità spi¬ rituali dell’Altro Mondo. 5° John fin qui si è rivelato afono : — nessuno, per quanto io ne so, lo ha udito mai parlare, salvo per bocca di Eusapia nella quale egli “ entra „ e si reincarna a tratti ; allora la sua voce è rauca e gutturale. 6° Il suo portamento è piuttosto grossolano; — ma la cosa si capisce dal momento che, quando viveva, “ John , era, come i tanti King del mondo spiritico... un Onde Sani! Nel descriverne la fisonomia, io sono partito dal supposto che non spetti a John King il volto cadaverico tante volte impresso sulla plastilina, e di cui il Chia.ia, il Bozzano, il visaxi, il De Fontenat, hanno riprodotto le varianti. Quel volto senile, sbarbato dal naso aquilino, dal mento adunco, dalle labbra rientranti su mascelle sguernite di denti, dal profilo grifagno, somigliante in modo straordinario ad una Eusapia invecchiata, sarebbe quello di sua nonna. Tale, al¬ meno, è la dichiarazione che essa jeri mi ha fatto; ma so che certi spiritisti ch'inno altra interpretazione su quella faccia spettrale : ad ogni modo , dal frequente manifestarsi di un “ John King „ barbuto, si deve escludere che l’ impronta miri a identificarlo. In sostanza John è una personalità fisiopsichica di grado poco elevato, ciò che si attaglia alla medium che ha preso 62 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II a guidare e ad aiutare. Lo si direbbe un popolano (di Na¬ poli), un ragazzaccio, un semplicione, un “ lazzarone che nel suo analfabetismo vive giocondamente più che può. Il vero si è che la sua personalità — come si scorge nella sintesi che ne ho fatta — non è affatto virile, tranne nei pugni di quando in quando battuti sul tavolo, ina che hanno tutta l’aria d’una spavalderia per parte d’un debole. Anche la sua mano, grossa e robusta, si limita a trasportare oggetti, ma lo fa sempre con delicatezza femminea, e ben raramente, nei grandi trasporti al buio, avvengono guasti e rotture. I suoi palpamenti sono cortesi e scherzosi, quali può imaginarli ed eseguirli un fanciullo allegro o petulante: i suoi atti sono rarissimamente violenti, nè quali dovrebbe fare un gigante della sua possa; ma pure in collera * John „ si diporta come un ragazzo maleducato che si compiace in una partita di box o foot-ball . Corre nei circoli spiritici italiani la leggenda che “ John King „ abbia vissuto sulla terra nel corpo di un uomo di mare Anglo-sassone. Ma di tale sua esistenza anteriore non si vede nessuna caratteristica : fra le altre cose, mai lo si è sentito o visto ubbriaco, mai discorre, perchè non saprebbe come cavarsela, di cose marinaresche ! E sembra inoltre che passando nel mondo di là, John King abbia perduta ogni memoria, non tanto della sua professione, ma pur della lingua materna: a Cambridge imparò appena che yes vuol dire sì, come a Carqneiranne balbettò i primi oui... Una delle due : o non ha saputo parlare mai l’idioma natio, e fu un idiota in vita, come è un semplicione dopo morto : oppure il tra¬ passo lo ha reso smemorato e afasico, arcidemente. Ma usciamo dalle metafore spiritistiche o neo-spirituali- stiche „ (!). “ John „ si conduce come farebbe una perso¬ nalità fanciullesca deposta nel cervello della Eusapia da una suggestione ricevuta nella sua giovinezza e risorgente quale personaggio onirico ogni volta che ella entra in media- nismo. Tutto porta, a credere che “ John „ non è mai esistito se non come simbolica rappresentazione nel subconscio della medium. La sua “ anima „ è il riflesso impiccolito, sotto certi riguardi, di quella della Eusapia, come se costei si tro¬ vasse di fronte ad uno di quegli specchi che, riflettendo una figura, la allungano od accorciano deformandola. La volubilità, la incostanza, la incertezza, la ignoranza, la ingenuità, la fatuità, la suggestionabilità di “ John „ appartenevano alla coscienza prima infantile della Eusapia ; e il suo incosciente PSICOLOGIA K PS1COOEXESI DEGLI “ SPIRITI-GUIDE 63 la rispecchia ancora tale e quale, come in un’acqua stagnante si mira a rovescio il bosco ceduo che cresce sulle sue rive. Anche quel paesaggio capovolto nelle acque sembra diverso dal paesaggio reale diritto ; ma è la nostra percezione che ci dà la illusione della diversità : solo perchè i raggi lumi¬ nosi arrivano alla retina con un angolo differente, noi per¬ diamo la percezione della realtà e ci crediamo trasportati in un mondo fantastico ove gli oggetti contraddicono alla legge di gravità, dove gli alberi crescono colle radici in aria e le fronde in basso, dove il cielo azzurro si approfonda nelle viscere della terra piuttosto che ricoprirla. Cosi avviene della personalità sonnambulica “ John „, che è quella della Paladino talora un po’ mascolinizzata. Ma siccome i caratteri sessuali primari non entrano mai in evidenza ed in azione du¬ rante le sedute {e pour cause), il “ buon John „ si limita a dare una vornice di rozzezza ai proprii atteggiamenti e ad alcune caratteristiche somatiche accessorie ; batte i pugni, fa sforzi ginnici e si fu sentire grande, grosso e barbuto : ecco in che consiste tutta la sua virilità ed il suo professiona- lismo piratesco! Altro che “io magico, del DuPkel!! Psicogenesi delle ‘ Guide Invisibili ,. In questa faccenda delle “ personalità „ (entità occulte in¬ telligenti) che si manifestano sempre le stesse, per bocca e nella condotta dei medi, i teorici e gli empirici dello spi¬ ritismo-sistema non sono andati mai oltre alla superficie. Con una ingenuità che fa il paio con la loro incompetenza psicologica, mai hanno cercato di scoprire e stabilire la psi¬ cogenesi di quei poi-sonaggi, che pur hanno tanta affinità, checché scriva D. Metzger, con le personificazioni transitorie che ci mette davanti agli occhi la “ obiettivazione dei tipi „ suggerita nei soggetti ipnotizzati e descritta da Carlo Ri- OHKT nelle sonnambule da più di trent’anni. L’affinità è inne¬ gabile ; solo che nei medii la credenza nella personificazione è persistente, è un monoideismo più profondo. C’è da stu¬ pirsi nel leggere in Bboffrrio che bisogna credere siano spiriti di trapassati „ perchè “ essi stessi lo dicono „ (per mezzo degli automatismi dei medi, non mai direttamente) : PSICOLOGIA E SPIRITISMO* II 64 oppure, quel filosofo era uno psicologo di vaglia... Ma non era un clinico, e di psicologia anormale non aveva alcuna idea- di là questi suoi spropositi. Invece, il Iloursov, nello studio ammirevole dedicato alla E lena Smith ed alle multiple personalità seconde che in ei si rivelano — “ Leopoldo , , • Cagliostro „ Maria An¬ tonietta „, la piu o meno indiana “ Simandini ecc. - ha di¬ mostrato, con finezza inarrivabile di analisi psicologica, come esse altro non siano se non riproduzioni parziali della perso¬ nalità prima, ossia creazioni fantastiche del subcosciente della medium, la quale da loro ciò che può dare: il proprio modo di sentire, di pensare, di volere, ed anche il modo di discor¬ rere, salvo una drammaticità romanzesca intensa ed esteti¬ camente eccezionale. Sono insomma dei mascheramenti, sotto ai quali e permesso di mettere a nudo le caratteristiche fon¬ damentali della personalità che vi si ridette Non può esservi dubbio sull’analogia dei due personaggi: Leopoldo è psicogeneticamente un compagno di John Ehm Ala siccome la personalità primaria della Ginevrina è gran¬ demente superiore per intelligenza, per elevazione morale, per coltura a quella della Napoletana, così anche lo spirito-istrut¬ tore della prima è immensamente più evoluto dello spirito- guida della seconda. Dalla coscienza superiore della Smith molto si poteva e può immergere nelle sue delicate profondità su '-coscienti ; invece da quella della Eusapia pochissimo è di¬ sceso e si deposita nel suo grossolano e atavico subliminale: roba di scarto, senza alcun valore. Di tanto John si rivela ancor piu materiale e volgare di Eusapia sveglia e cosciente, di quanto Leopoldo ci appare più idealista, più romantico e serafico di Elena in stato normale. Perocché, toltene alcune sue peculiarissime facoltà, il subliminale elabora sempre il superliminale, nei medi come negli ipnotizzati, nel sognante come negli uomini di genio. E Mvers non sembra essersene sempre accorto o ricordato! La diflerenza si scorge fortissima nel modo con cui Leo- pò do e John regolano la condotta della loro rispettiva pu- pnia. - Leopoldo „ si è più intrinsecamente immedesimato con la personalità medianica di Elena : filosofeggia su tutte le circostanze della vita, dirige i suoi pensieri più profondi, inspira 1 suoi sentimenti più intimi e salienti, la consiglia negl atti piu complessi e fini della esistenza: insomma, è una guida intellettuale, che ha anche saputo dare alle maiii- lestaziom medianiche della sua protetta un poetico e compli¬ cato contenuto ideativo. — Per contro, “ John , non si rivela PSIC0GBNE3I DEGLI SPIRITI-GUIDE , 65 alla coscienza vigile della Eusapia con altrettante intensità: durante il “trance, non le porge che l’opera sua di prestidi¬ gitatore e di ginnasta da strapazzo ; in veglia sembra che si contenti di dirigerne solo le maggiori vicende della vite, non scendendo alle minuzie di cui Leopoldo si compiace. Poco però possiamo sapere sul conto delle “ inspirazioni „ provenienti da John ; la Paladino è a tale riguardo pressoché mute, e mai, spontaneamente, se non in estasi, parla della sua guida spirituale. Solo una volte, a mio figlio Arturo, che le chiedeva se avesse avuto prole, ha risposto sgarba¬ tamente , come se si meravigliasse che la cosa era da lui ignorate : — “ Ma John non vuole che io abbia figli! — Pare dunque che una certa influenza, almeno sul destino bio¬ logico della Eusapia e sulle sue grandi funzioni organiche, John la eserciti in qualche modo. Di quanto però la sua azione “ protettrice „ sta al di sotto di quella di Leopoldo !... Ma John è proprio una “ personalità seconda „ ? E lo è Leopoldo ? Il Flocrnov ha dimostrato, da par suo, che in questo “ spirito „ si tratta piuttosto di uno stato secondo, o di un monoideismo, non di una personalità introdottasi con caratteri sicuri di identità nella compagine psichica della sua medium (ossia “ reincarnata „ transitoriamente), e quale noi alienisti vediamo assai meglio nei paranoici giunti al meta¬ bolismo personale. La cosa sembrerà ancora più giuste rispetto a John King , di cui il subconscio di Eusapia Paladino, in tanto tempo da che quell’essere spiritico si manifeste e dà .spettacolo di sé, mai ha saputo fornire un’imagine completa così da lasciarcelo raffigurare vissuto per davvero. In quasi Irent’anni, per mancanza di conoscenze (lingua, costumi del¬ l'epoca, mestiere, vicende storiche individuali) la monoidea di John King non è arrivata alla “ identificazione , che sta tento a cuore agli spiritisti. La sua povertà psicologica non è già una caratteristica connotativa di persona, ma il prodotto di una vera deficienza nella formazione del simbolo,; il risul¬ tato di una mancata associazione onirica fra gli elementi che potevano unirsi per dar origine ad una “ coscienza „ intera, e sopratutto per darci quella del pirata americano Giovanni King, vissuto, a quanto si dice, in epoche remote. Ne consegue che John rappresenta uno scorcio deforme di individualità, e però non può farglisi neanco l’onore di costi¬ tuire una intera personalità-seconda: appena si può dire che con tutte le sue manifestazioni riunite, tanto fisiche, quanto psichiche, si arriva a formare dei frammenti slegati di un personaggio mitico, del quale poi non si ha alcun dato Morselli, Psicologia e Spiritismo, IL 5 66 PSICOLOGIA E SPIBITISMO, II per identificarlo. Se Leopoldo di Elena non è giunto, malgrado il potentissimo lavoro di associazione subconscia, a formare un io secondario completo, si imagini come poteva riuscirvi il preteso John, al quale mancavano tanti elementi per di¬ ventare quel dato “ individuo „ ! Adunque, il differenziamento della personalità dimezzata di John da quella della Eusapia è ancora più incompleto del lieve differenziamento descritto dal Flou uno y per la perso¬ nalità di Leopoldo rispetto a Elena. John non possiede qua¬ lità psichiche nuove : la sola che egli si arroga (o che gli attribuiscono la Paladino e i credenti nella natura “ spiri¬ tistica „ delle sue gesta) è la potenza di manifestarsi mec¬ canicamente e luminosamente senza farsi per lo più vedere ; è la facoltà di chiamare attorno a “ sua figlia „ altri esseri (“ disincarnati „) capaci di produrre, con un mimetismo sci- miesco, che denota la loro origine identica, efletti eguali ai suoi, e di renderli in qualche maniera tangibili e visibili (materializzazione). Tutti i “ trapassati „ che arrivano chia¬ mati da John, sono altrettanti “ John „ camuffati a seconda delle circostanze. Ma non c’è prova che una potenzialità occulta o magica spetti a John. Anche se si toglie dai fenomeni di Eusapia questo assurdo personaggio, le “ meraviglie „ del medium rimangono identiche : tanto è vero che Eusapia opera media¬ nicamente in piena veglia, in dormiveglia e in estasi, solo aumentando l’intensità, ma non mutando l’intrinseca natura dei fenomeni. E poi l’introduzione di “ John King „ nel di¬ namismo medianico che fa ? a che cosa serve ? che vantaggio arreca per comprenderlo? che elementi logici ci fornisce per spiegare le scariche automatiche del subcosciente, secondo le teorie sintetizzate dal Dr. Gley, in telergia, telefania, tele- plastia, ecc.? Qui vi è sempre un fatto che nessuna ipotesi illumina : nè quella della disgregazione della personalità, nè quella del subliminale. Il Dr. Oscak Voigt, parlando al Congresso psicologico in¬ ternazionale del 1900 contro lo spiritismo (“ Compte-rendu „, 1901, p. 656), vorrebbe che si ponessero i medium in quello stato ipnoide speciale che egli chiama di “ veglia parziale sistematizzata „ , e che allora si ingiungesse loro di dire come fanno ad eseguire i loro miracoli... o i loro trucchi. — Sarebbe una vera procedura da inquisizione, obiettano gli spiritisti; — ma lasciando in disparte il lato morale della precauzione chiesta da Voigt, io non ho speranza che da Eusapia ipnotiz¬ zata e obbligata a spiegarsi si avrebbero lumi atti a schiarire l'SICOOF.SESI DEGLI INVISIBILI , 67 molto la sua fenomenologia. Gli ipnotizzati resistono, in mas- sinvi a sì fatte ingiunzioni, quando hanno l’idea che ubbi¬ dendo si danneggiano. E poi, nell’ipnosi non si creano mica nozioni nuove, che ci apranola via a spiegazioni scientifiche diverse dalle già esistenti. Allora, tanto vale aver fede nelle u rivelazioni „ degli spiriti, che pure si effettuano in istati psichici (medianità) non sostanzialmente diversi dall’ipnotismo, anzi isomerici con esso. Porse il processo investigatorio di Vi.igt varrà per i medi intellettuali, a personificazioni, a messaggi: ma come basarci sii qualche speranza peri medi a effetti fisici, con azioni a distanza ? £[0t n0 . — John non esiste e non è mai esistito : la sua esistenza si riduce ad una parvenza di vita; ed è parvenza debole, scialba, costituita di frammenti mal cuciti assieme, nè omogenei, nè mai in equilibrio abbastanza stabile per dar luogo ad una condotta individuale intelligente e affettiva. E lui tolto di mezzo, lui ricacciato fra le creazioni oniriche, quale consistenza, quale autenticità, quale identità possono avere o sperare le altre “ Intelligenze occulte „ che quel sim¬ bolo verbale chiamerà a raccolta dalle pretese ombre inac¬ cessibili dell’Àl di là ? Genova, 14-15 dicembre 1901. 1 LA QUINDICESIMA SEDUTA (15 dicembre 1901). Dal verbale della serata. La seduta di questa sera — io scrivo all’ima del mattino — per un pezzo ha languito. Secondo me, c’erano due mo¬ tivi: una certa stanchezza di Ensapia; l'azione negativa di uno dei due controllori dm-ante la prima ora e mezza. Noi speravamo che essendo questa l’ultima sera, la Paladino ci avrebbe allietati di “ grandi „ manifestazioni; ma non si raggiungono tanto facilmente le cime dello spiritismo, quando agli “ spiriti , non si crede ancora o si crede tepidamente. A tale uopo avevamo levati dal raggio d’azione di Eusapia tutti i mobili e gli utensili, a dir così, ufficiali ; solo, a terra, a destra di lei, per non inferocire * John „, mettiamo la chitarra. Ma nonostante le nostre migliori intenzioni, da principio non progrediamo gran che dalia fenomenologia anteriore. La stessa medium si lamenta della inerzia del suo spirito famigliare e lo provoca meglio che può, chiedendo l’oscurità perfetta, bussando sul tavolino colle nocche, ecc. Noi le portiamo il soccorso della nostra conversazione ad alta voce ; noi ci mettiamo d’accordo per desiderare o volere almeno qualcuno dei soliti trasporti d’oggetti, non fosse che la chitarra... 1. Siamo in parte contentati con una bellissima levita¬ zione del tavolino. Questo si scosta dal gabinetto, si avanza verso il centro della sala, e là (al buio), mentre gli siamo in piedi tutti d’attomo, e le nostre mani appena lo sfiorano, si eleva di oltre un metro (1“20) ; il piano del mobile si trova per alcuni secondi al di sopra della nostra testa, e noi siamo costretti ad estendere le braccia quanto son lunghe, giun¬ gendo a non toccarlo più se non lateralmente. Il controllo di Cantù e Ornati è ottimo : nè si comprende in qual modo potrebbe Eusapia giuoearci il tiro di mandar colassù il ta¬ volino, sotto il cui piano io porto rapidamente la mano, e lo sento libero da ogni contatto sospetto. DAL VERBALE DELLA SEDUTA 69 2 Viene dopo un po’ di tempo, sotto lo stimolo della nostra vociferazione, la volta della chitarra. Questa si scuote, si solleva strimpellando da terra, e ripete l 'itinerario aereo già nercorso dalla bottiglia nella quarta seduta [XIV]; passa sul capo mio e di Livierato, vigilatore di destra; si posa sul tavolo continuando a vibrare leggermente nelle corde ; prende la rin¬ corsa, si rialza, passa sopra la testa di Ornati (che è sempie violatore a sinistra), si avvicina al gabinetto, discende lungo le 'cortine e si posa al suolo, infine tacendo. Eusapia segue sempre il trasporto dell’oggetto con moti delle braccia, a un dipresso come farebbero i colombieultori del mio paese natio (Modena) quando dalle loro altane eccitano col gesto m tondo il giro dei loro branchi di piccioni! Ma la chitarra non cheta; poiché noi lo domandiamo insistentemente, il docile stru¬ mento si riscuote e si rimette in cammino ; la sentiamo levitarsi dopo alcuni tentativi (che escludono una presa volontaria di mano, e dimostrano l'origine psicodinamica dell’agente invisibile); e traversando la catena, viene a ricol¬ locarsi in mezzo al tavolino. 3. Fra gli altri fenomeni della serata ricorderò alcune palpatine, che raggiungono anche i secondi della catena. Note¬ volissima la dichiarazione del Linerato, che accusa di essere letteralmente preso pel collo, alla nuca, da una mano viva, carnea, grossa, di cui percepisce esattamente la torma e la pressione delle unghie! 4 Si presenta in seguito una delle solite luci, ma si spegne tosto- la vediamo io e Livierato a sinistra di Eusapia, in alto in faccia a noi. Il mio collega dichiara appresso di scorgere sopra al capo del medium ‘ una mano fosforescente apparsa fra le tende nere del gabinetto e subito scomparsa come per dissoluzione „; ma niun altro di noi ha eguale fortuna, probabilmente perchè guardiamo altrove. Questo intanto elimina la suggestione indotta o a due nella visione della luce precursoria della materializzazione. 5 Nell’intervallo fra una toccata e l’altra, udiamo da dentro al gabinetto, alla sinistra d’Eusapia, dei piccoli rumori definiti come prodotti dallo scoppiettar delle dita. Questo e stato nno dei rarissimi fenomeni acustici (intendo prodotti da corpi vibranti invisibili) che io abbia percepito in tante sedute; e il comportamento tranquillo del medium, che nel frattempo discerniamo immobile, parrebbe assicurarcene la natura medianica... Ma ecco sopravvenirci in mente le spiega¬ zioni degli scricchiolìi tendineo-muscolari (sig* Sidgwick), per imbrogliarci sulla origine di quel rumorino secco che noi, 70 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II con un po’ di incertezza per la localizzazione nello spazio acustico e per la provenienza del suono, attribuiamo al rapido scattare del pollice sulle punte oppostegli delle dita mi¬ nori... Quelle del medium?... La cosa è possibile, e lo scher¬ zevole bel gesto di John King, o di chiunque altri per lui si fa vivo nelle tenebre, perde il suo carattere ultra-psichico, e cade, ahimè, come tante altre di queste meraviglie, fra le tenaglie della critica e fra le morse del dubbio! 6. Ma quel buio quasi assoluto non ci tranquillizza ; chie¬ diamo luce, e ci viene concesso di accendere la lampadina a vetro rosso, sufficientissima per vederci; alla sua luce di¬ stinguo le sfere del mio orologio da tasca, e questo criterio mi ha servito in molte sedute per determinare il grado di visibilità in cui si sperimentava. Ecco che cosa ha scritto il redattore dei verbali : Fatta la luce rossa, si avvicinano al gabinetto Pellizzari e ì erraro, per ritentare l’esperimento (dei tocchi). Avanzando la mano, Ferraro è toccato M'interno del vano oscuro, al di là delle tendine, da una tnano libera e calda, con un pollice molto grosso e gonfio, sproporzionato al resto di questa estremità umanoide. Quindi entrambi sentono dietro la tenda un braccio vigoroso che li respinge per due volte verso Livierato; essi ne hanno 1 impressione di una persona che, in piedi, si trovasse nel gabinetto oscuro e agisse intenzionalmente a quel modo. Livierato annuncia nel frattempo che ha visto, in faccia a se, una luce sfilare rapidamente in senso orizzontale e sparire. Le manifestazioni si arrestano. Allora, abbassando il rideau bianco che sere fa fu aggiunto e poi tirato in su, accendendo una lampadina elettrica appesa, nel vano scuro, e lasciando al buio la sala, Ferraro tenta nuovamente di ottenere la comparsa di qualche ombra sul diaframma, ma inutilmente. E poiché la medium dice di sentirsi spossata (il tavolino, interrogato, ce lo conferma), leviamo la seduta poco dopo la mezzanotte „. 7. La fine della serata ci riserva qualche sorpresa, quan¬ tunque non si esca dall’abituale paladinismo. Io sono invi¬ tato a salire in ginocchi sul tavolino e a protendere in alto la destra verso il gabinetto, mentre la mia sinistra è afferrata dalle due mani di Eusapia. Or bene, lassù, a circa un metro dal bregma di costei, sono toccato da una mano ; quest’or¬ gano non visibile, ma di consistenza anatomica, rimane fa¬ sciato dalla nera stoffa. Soddisfatta che io dica d’aver sentito, Eusapia mi fa discendere, e pur rimanendo a sorvegliarla il prof. Livierato e 1 iug. Ornati, rompiamo la catena (ci ba¬ dino coloro che la ritengono indispensabile per le ghermì- GLI SFORZI E LA FATICA DEL MEDIUM 71 nelle del medium). Ed io e Cantò chiediamo di tornare a tasteggiare l’Invisibile che si cela nel gabinetto. Eusapia ac¬ consente: — la tenda si solleva dal suo lato destro, e a circa mezzo metro al di sopra della sua testa si forma colà entro un che di solido, che avanza verso di me e per tre volte garbatamente mi tocca e stringe. E certo un arto umano ro¬ busto, grosso, e che ha buoni muscoli; anche Cantu ne av¬ verte la presenza, ma non lo sente o non lo definisce con altrettanta precisione. La fatica del medium. Il fatto che durante una seduta la Eusapia perde di mano in mano le sue forze fisiche sì da essere alla fine estenuata, ci spiega la remittenza nella potenzialità medianica, be è vero che per la produzione dei suoi fenomeni meccanici e laminosi abbisognano un effluvio ed uno sforzo della medium - sforzo che ci rivelano le contrazioni muscolari lo sba¬ diglio, l’affanno, i gemiti e tutti i gesti precedenti od accom¬ pagnanti il fenomeno stesso - si comprende che, alla lunga, lina successione di sforzi consimili le tolga per un po di tempo la capacità di agire efficacemente. E ciò risponde alla nota legge fisiologica che 1 organismo è capace di fornire una data quantità di lavoro, scaricando una corrispondente energia, al che segue il bisogno di ripa¬ rare le perdite con un periodo di riposo. Nella scarica della energia vitale vi è un maximum, che si può raggiungere me¬ diante l’esercizio : e chi si addestra per la esecuzione di iin dato movimento riesce a sorpassare 1 limiti della normalità, ma oltre a quel punto vi è sempre una caduta piu o meno rapida della capacità di lavoro. - Se si tratta di muscoli, le bellissime osservazioni di A. Mosso (anche se all in erpre- tazione degli ergogrammi si debba portare la riforma ideata dal Treves) hanno provato che la fatica sopravviene quando si sia eseguita una certa somma di lavoro, rappresentata, ad es., dai sollevamenti di un peso; il muscolo affaticato deve ristorarsi , e non riprende la sua potenzialità di con¬ trarsi, per dare un rendimento utile, se non dopo un deter¬ minato tempo. - Se si tratta di nervi, il loro funzionamento ‘ “ _ fSIOOLOr.IA E SPIKITI8MO, n te mi lu s“- te ifiSaHr senza vero rischio e nericoln r Pf-°' D j. nPet:ers> di spesso affaticati, si sono alleniti , ’ 'lr ‘ medlura soverchiamente (ritenta medianica, i'h.MO ristati’ ™ t i"me '» loro H • wtejs ed indicono un, ,, S. d? rilf “ '"fondono Ens.pi, ma non bisogni «Si. se, it “!T ■“*•»«! scarsa fertilità di una serata alla 6SSa at,trlbulsce <a Ss medium qualche influenza Y#> fJani?° ^anno nella donna- medii, in genere qualche M TT Se,S8Uali? Esiste nei della ignota forzi Zo,ta T? , ■ ^?ltà . attiva viduale? Lo studio della m/rT uJai!< 1 finsi deHa v’ta indi- i teorici dello s^So snnn ^r- C°SÌ P?C0 e pienti, che neanco la niù «p. r a' -Sln flm cos* poco sa- fis iologico dei fenomeni è sin ' °n “0Z?0”e sul determinismo della Eusapia, che io ho inter T- Stata raecoIta- AI d"’« menstruali esercitino azinn r ' 1 * PloPoslto> le funzioni dianiche; ciò staSbe fòri ; st,m.ola.tnce sulle Cecità me¬ menti indubbiamente eroici annali T SU0Ì atte^>- date, come ha or ora rilevàfn T. ^ ’ dur81lte ce«-te se- Gidlio Bors?... ' sa£eiandone però la portata, avere sedute *“ buone0” "j"*® è seml)re sicuri di buone Nessuna seduta, tra quelle cui finora LA FATICA, E IL CONTROLLO DEL MEDIUM 73 furonTn^t0’ è S-ata del tutt0 sterile5 ma almeno tre o quattro ruiono povenssime, monotone, pressoché insulse niente af- se^atonehenT„tÌ; ^ 1 “ T»?™’ *•« iTgTà os- • , cbe Eusapia è tratta istintivamente a simulare La mmoT'16.51 arr®sta naturalmente ai fenomeni inferiori e « la(iCaSme^1VI-: l>Ur qui SÌ rivela un «^'O effetto della fatica medianica Qualora Eusapia, in possesso di tutte ; :72 ;»•»“. '«» «■••MI. simulatrice, fornii , S fenomeni D hsneifCred,ere' dov1rebbe imitare «Ceciatamente i il P1P ttaf'° 0S1 Per levare dalla mente degli astanti il Si: ianr fdeirinutiie ^ ^ rsi fenomeni el ^ Cntaie, contro il suo interesse, altro che al pianto mTenttat? ; !SSa S-, ne aCCora’ se ne commove fino o per lo* “ Ut°- Inub,e: la medianità spossata tace, o per io meno è limitata e parziale. Le interferenze psichiche. Non si creda che il controllo abbia sulla medianità della Eusapia .in azione tanto più riduttrice e inibiS quanto 111110 nSoroso- Chi non V ha veduta operare , tiene per si- S* Una. severa sorveglianza basterebbe ad impedire le manifestazioni, perchè porrebbe la medium nella impossibi¬ li' d mentire e di agu-e ingannevolmente a distanza Eb¬ bene non ci sono riusciti uomini di altissima lettura e muniti di mezzi complicati di accertamento (contatti e iu- teirutton elettrici, cassette pei piedi so-abelli n lili r spo«t,„,„ enunciato o aspettato. pi4 ie ™mì„ , 2“ medium sono invigilate (afferramento dei pugni piedi tenuti termi da un osservatore in ginocchio sotto il tavolo ecc eS L^noP1VtThe’fÒ- SÌnCer° è stat0 in taluni casi il nomeno. Si direbbe, dunque, che il controllo, anziché im- 74 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II pedire, stimoli la projezione di forza, cosa che parrà addi¬ rittura paradossale a chi teme e vede la bugia dappertutto, ma di cui lo psicologo capisce facilmente le ragioni. E queste stanno nelle caratteristiche della personalità stessa di Eusapia. Perocché, essendo costei dominata dall’idea di convincere della propria sincerità, è questa la idea che continuamente si riaffaccia alla sua coscienza superiore, non solo in prin¬ cipio di seduta, ma anche dui-ante le continue oscillazioni dello stato ipnoide. Nei parziali ricuperi della consapevo¬ lezza piena, Eusapia ritorna in “ trance „ mediante un forte atto di autosuggestione, ma porta con sé la sua ossessione, e la forza medianica si sprigiona allora automaticamente con tensione più grande. Perchè ciò avvenga, occorre certa¬ mente che la medium si trovi in condizione fisio-psichiea propizia al passaggio immediato in estasi : ora, questa con¬ dizione è preparata dalla prima parte della seduta, durante la quale l’Eusapia si assoggetta ad un vero allenamento. In principio essa non passa quasi mai rapidamente in “ trance „ , salvo in certe sere di ottima disposizione; essa ha bisogno di un po’ di tempo per “ concentrarsi e guai a distrarla in quel periodo! Ora, la si distrae specialmente in due modi : — 1° svegliando la sua propensione alla ciarla; bisogna perciò guardarsi dal rivolgerle la parola, dall’interrogarla sui fatti suoi o sulla sua storia; essa non tacerebbe più, e si dovrebbe aspettare per un pezzo il manifestarsi dello “ spirito „, com¬ piacente sì, ma permaloso di vedersi trascurato; — 2” pa¬ lesando in modo troppo aperto che si diffida delle sue pre¬ sunte bugiarderie; ciò la indispettisce e la tiene sveglia. Non è dunque la materialità del “ controllo „ che vale a so¬ spendere i fenomeni; è il suo lato, dirò così, morale, psi¬ cologico. Gli increduli inesperti operano allora una contro¬ suggestione, e poi si stupiscono se la serata è vuota o... troppo piena di astuzie ! Gli “ spiriti , dipendono sempre, nel loro manifestarsi, dalle condizioni bio-psichiche dei medi : queste sono, che li paralizzano, o li galvanizzano, e così li addimo¬ strano una creazione dei medi stessi. Una volta superato il periodo di preparazione, che anche nelle serate più favorevoli non dura mai meno di un’ora o un’ora e mezza, Eusapia diventa capace di autoipnotizzarsi e di ridestarsi da un istante all’altro. Debbo avvertire però che il risveglio intra-accessuale , col perdurare della fase sonnambulica e coll approfondire della letargica, diviene sempre meno completo; ecco perchè quello definitivo richiede qualche tempo, da venti minuti a mezz’ora dopo data l'ul- INTERFERENZE PSICHICHE 75- tima scarica, prima ili ricondurre la coscienza : intanto Eù- sapia guarda, parla e cammina con attitudini d’automa. Che il periodico risvegliarsi della coscienza sonnambuliea sia incompleto, lo prova il modo tronco, confuso, di parlare della medium in quei momenti. Essa vorrebbe, ad esempio, stabilire le maniere di controllo, la disposizione della ca¬ tena, ecc. , ma spesso non riesce a farsi capire, tanto sono incomprensibili le sue domande e poco precisi gli ordini di “ John Inoltre in quei risvegli parziali si nota una defi¬ cienza di memoria. Eusapia intenderebbe, puta caso, indicare uno dei presenti perchè le pigli le mani, o si alzi a vedere e a toccare, o in altra guisa partecipi al fenomeno che sta preparandosi o svolgendosi. Ma di rado essa giunge a no¬ minare le persone che ha in mente. Dalla sua bocca, con voce rauca, alterata, non escono che frasi dimezzate. “ — 7 tt, tu... prendi tu... „ è la indicazione cui ordinariamente si ri¬ corre allora dalla medium ; e la penombra in cui ci si trova ci toglie spesso di capir subito a chi quel tu sia rivolto. Si va avanti interpretando alla meglio le apostrofi tronche o i risi sarcastici di Eusapia; ma normalmente è la persona che costei vuole convincere quella che deve afferrarle la mano, pigiarla sulla testa durante il fenomeno, recarsi a verificare di dietro alla tenda ciò che succede. Orbene, siccome questa persona è quasi sempre il più incredulo e supposto scaltro della compagnia, si vede chiaro che la presunta azione ne¬ gativa degli astanti sulla potenzialità della Paladino cessa del tutto non appena il rapimento medianico si sia real¬ mente prodotto : allora essa, insensibile ed inconsapevole, non soffre più inibizioni rappresentative od emotive. L’interferenza dello scetticismo è scarsa o nulla per Eu¬ sapia ben medianizzata : ha appena efficacia nella prima parte di una seduta. Allora, sì; commettendo l’inavvertenza di porle vicino qualcuno di quegli increduli incapaci di domi¬ narsi e tratti ad esprimere con soverchia candidezza le loro paure di frode, la serata corre il rischio di naufragare. La coscienza dell’Èusapia ne rimane attraversata da emozioni penose e da imagini sconfortanti, che non cedono il passo alla idea autosuggestiva del sonno medianico. Avverrà allora nella sua coscienza ciò che si verifica in chi accingendosi a dormire pensa alla funzione del sonno ansiosamente, come fanno certe persone afflitte da insonnia; in realtà il sonno non arriva, e l’infelice si dibatte invano contro l’idea antagoni¬ stica del non-sonno. Andate a far comprendere, se vi riesce, questa psicologia elementare del successo o insuccesso di 76 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II una seduta agli scettici perpetuamente sospettosi! Vi è proprio anche una ossessione di incredulità, come vi è nei fanatici quella della credenza ad ogni costo , tanto bene schernita e stigmatizzata da Federico Mvers. Tangibilità e visibilità indiretta delle forme materializzate. Chiamano gli spiritisti * materializzazione „ tutto ciò che nello spazio vuoto (aereo) diventa tangibile o visibile sotto razione misteriosa dei medium. Il fatto è paradossale, e gli antispiritisti l'oppugnano dichiarandolo prodotto di un errore dei sensi: illusione tattile ed allucinazione visiva. Posso io però ammettere questa- spiegazione così semplice, che pure soddisferebbe il mio gusto per la psico-patologia V No. Tor¬ niamo ad esaminare quello che avviene in una “ materializ¬ zazione „ che ci si rivela soltanto con sensazioni tatto-mu¬ scolari (stereoplasmi). I. — La sera del 18 dicembre 1901, essendomi stata portata via di sotto la sedia dal misterioso “ agente „ che operava intorno a noi, io sono stato costretto ad alzarmi in piedi. Mentr’ero in questa posizione, * mani „ invisibili hanno continuato a brancicarmi, a stringermi il braccio, a battermi amichevolmente sulle spalle, a tirarmi per la giacca... Ad un certo punto ho avuta la completa sensazione di un’intera “ persona „ che mi si fosse accostata dal lato sinistro , e mi si addossasse tutta sul fianco, e passandomi il braccio sul dorso mi andasse con le dita a premere, solleticando, sotto 1 ascella destra. Per quanto fossi impressionato dalla corpulenta mole e dall’alta statura (o da quelle che tali mi parevano) del mio petulante abbracciatole, non ho perduta la tranquillità dell’animo ; e ho lasciato perdurare la stretta dell’invisibile sul mio fianco sino a che quel “ gigante „ delle tenebre non si tosse allontanato. Ho dunque avuta una percezione abbastanza complessa; 1° stimolazione tattile di al¬ meno quattro zone cutanee: il fianco sinistro, la spalla si¬ nistra, il dorso, l’ascella destra ; — 2° stimolazione dei nervi incaricati d’avvertire la pressione, ossia della sensibilità bo¬ rica ; 3" stimolazione della sensibilità delle masse mu- IMPRESSIONI SVEGLIATE DAGLI STEREOPLASMI 77 scolari, aponeurosi, legamenti articolari attorno alla spalla ; — 4° inoltre quel braccio mi ha tratto da destra a sinistra, tutto il mio corpo ha oscillato, la mia colonna vertebrale si è piegata, il mio centro di gravità si è spostato... e ho avuto perciò mutamenti nel mio senso complesso di equi¬ librio (posizione nello spazio, atteggiamento del corpo). In sostanza, un numero cospicuo di elementi somatici ha trasmesso fisiologicamente ai miei centri coscienti le impressioni medesime che avrei provato se, in luogo di un personaggio fatto d’ * ombra „ (mi si passi, per adesso, questa definizione), fossi stato abbracciato da un uomo fatto di carne. Quella è stata una materializzazione di “ persona „ ancora più avanzata dell’altra che alla 10* seduta mi dette la persuasione e l’ imagine sintetica di una creatura in età fanciullesca avanzatasi (sotto la tenda) incontro a me, senza contare le tante volte in cui ho provato la impressione di mani vive che mi venivano a toccare. Codesto sviluppo dei fenomeni non può essere risultato di allucinazioni ; si tratta di sensazioni percepite, riconosciute, corrette. E la Eusapia che si sdoppia e crea quelle “ forme „ nello spazio attorno a sé?... Ma sdoppiandosi, come fa ad assumere altri carat¬ teri personali? . II. _ Ieri sera ho avuto altre sensazioni di torme ste¬ reoplastiche consimili, ma ancora più stupefacenti, perchè le ho percepite nello stesso tempo col tatto, col senso kinesle- tico e con la vista. — A un certo punto della seduta, dopo che avevamo più volte pregato “ John „ di comportarsi in ma¬ niera percettibile, la Eusapia mi ha ingiunto di lasciare la catena, di passare a sinistra del prof. Livierato (controllore eli destra ), di protendermi dietro di lei fino a portarmi con la parte superiore del corpo davanti la tenda, e, in questa situazione, di avvicinare alla stoffa la mia mano sinistra più in alto che avessi potuto. La lampadina rossa illuminava debolmente la stanza, ma ogni oggetto era discernibile; io distinguevo sotto e davanti a me la Eusapia, vedevo le sue mani tenute dai due controllori, la sua testa toccava il mio gomito sinistro. Ebbene, dopo alcuni secondi di attesa la tenda si è sollevata come se dal di dentro del gabinetto fosse sopraggiunta una “ persona,; e la mia mano, il mio avambraccio sono stati toccati e respinti da qualcosa di re¬ sistente che mi è parso una specie di braccio duro, piuttosto voluminoso, rotondeggiante. H sollevamento ( visibile ) della tenda e la ripulsa del pre¬ sunto braccio ( visibile anch’esso indirettamente, e per di più _ _ _ _ PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II i sTipetu“ lungamente di quello sottostante del medhim Dffkt PT Sl èf dl nuovo allevata in corrispondenza dàlia protesa, e questa è stata afferrata e str«L • “«sinistra tre volte da una mano di n-ossea^ medin a“Iche.v°lniente eepito il pollice in alto e lf altre dita nh’ s™ ’‘° ')ei" di consistenza molliccia o nwi; r ,a ln tasso (una destra), percezione è eS “r'e „S‘ ° , “p, ““»■ U veduto la tenda sollevarsi e la mia n * tfa ■ presentl hanno misteriosa. Dopo di che sono “SItat“ dalla stretta mio posto con un: ora basta! d<dl’Eusapfa ^ t0niare al alhidnatl di impressioni noi fossimo lue-inazione suggestbf se T IV d F,0var,°- ~ La ai- dizione patolojfa o [ quinto mènnUale’ nC!1Ìede con¬ io si vede nei soletti mnnt.V™«Drì anormaJe della psiche; porre che noi fossimo pisciti nelìiDnZJanhbe ridìcol° SUP‘ ridestati ; »» TOli .Sfa ™« P«( uno , poi collettive esigono pure condivid i- T Le allucinazioni ha studiato fa psicologia co P6CuLfn che bene Tarde, Le BoNf P f. ^ ° mtersociale (Wde, “ folla „ fanatizzata, nè un’accdta d? C°stltuiamo una di apostoli. Che anzi le materiali. ' c.redent). nè un sinodo ctocl» SS f sC,”.”™;Srr.““!̰“’ "" I>°’ “ '»»S<> Canti., egli ha cLstoT ’ jl“0Ì ?SSend°. sera!,re « dottor infestazioni a suo beneficio e a tal«* * rep ifa di quelle ma¬ la tenda nella posS„e che in U°P° S‘ è Collocato presso abbastanza lunga, e mentre la if']0 ,assu”to- ,}opo un’attesa denti per sprigionare la su, fJ™ 7 ^ COnati ri¬ solo la sensazione di auJZ/ , medlan,ca- egli ha avuto * e lo respingesse • K^.^^“0Ves“ dietro Ia tenda sioni di mano. Su di lui quella nWme° Pu° •<j°Cchl’ nè Pres’ lueina., te , - chiamiamolo cosi éUm>-’ P-r°CeSS° “ a1' tanea - non aveva dimane Le! concessione momen- “ materializzazione ’ si imzia’va S6 D°n- Parzlalinente: la Questo fatto è sfato Zì i ? nou 81 completava, nostre sedute con EusaniiV ! * 3 me w,oite vo^te nelle altri medium: se ne desume trova segnalato rispetto ad fe.Otacnologi. ,»p.„0r„.u) PROIEZIONI DI FORZA ED ECTOPLASMI 79 giori fenomeni, e specialmente delle materializzazioni tangibili e visibili, abbisogna la partecipazione della psiche dei pte- senti. Ma in qual modo? E forse per un contributo di energia fisio-psiehica, secondo che suppone la dotti-ina animistica anche nelle vesti di quella psico-collettiva dell Ochorowicz ? 0 è dai margini del nostro ultra-cosciente, che qualche cosa di ancora ignoto si protende verso il medium e si confonde col suo subliminale, si da dare origine a centri intermedi e inter-individuali di energia? Io Don escludo che il nostro subcosciente possa aiutare le manifestazioni medianiche; se fosse vero che tutti gli uomini, come pretende anche Gugl. Crookes, sono capaci di proiettare la “ forza psichica „, ciò avverrà nei soggetti normali senza che se ne accorgano. La cosa non è improbabile, ma non ò provata; e 1 illustre scien¬ ziato acquisterebbe assai più gloria a tentare in questa via che non a scoprire altri elementi semplici. . _ , Da modesto psicologo credo che la partecipazione dell io cosciente degli astanti sia, in generale, assai più semplice. Quando abbiamo voluto che un fenomeno avvenisse, quando abbiamo concentrato il nostro pensiero su di una manifesta¬ zione che desideravamo , il nostro aiuto alla Paladino si operò mediante suggestione; ossia il medium, già messosi in istato auto-suggestivo, ha ricevuto dalla volontà altrui un rinforzo per meglio scaricare i suoi effluvi fisiologici. Può essere che il rinforzo sia dato per via telepatica; e che il subliminale del medium riceva vere impulsioni dal pensiero unisono dei presenti trasmesso e avvertito a distanza, senza, intermezzo dei processi sensitivi-sensoriali comuni. Ma una spiegazione da non trascurare e più naturale, è che Eusapia resti anche suggestionata dall’atteggiamento concorde dei presenti, dalle esclamazioni di assenso che tutti emettono in prova del loro sforzo volitivo, dagli sguardi intenti sul punto dove si suppone debba avvenire il fenomeno: allora il suo automatismo sovraeccitato si scarica pienamente. Il dottore Cantò essendo però in questi momenti il meno espansivo dei cinque, può determinare la imperfezione delle materializzazioni. IV. — In seguito la Eusapia ha domandato che io ve¬ nissi in aiuto al collega, che ambedue ci avvicinassimo l'uno dietro l’altro al gabinetto dallo stesso lato, e che congiunte le sinistre ci accostassimo coi nostri due avambracci e fianchi sinistri alla famosa tenda nera. Così vien fatto, e là atten¬ diamo. Dapprima io ho di nuovo la sensazione di una mano che dall’altra parte del sottile diaframma mi tocca e respinge; il Cantò annunzia di avvertire, invece, tastatine indetermi- so PSICOLOGIA E SPIIUT1SMO, II nato Poscia, ambedue avvertiamo nello stesso tempo una "ressione mólto estesa, che dalle mani tenute in alto c. si prolunga in basso sui fianchi. La una percezione è lucidi - siimi- un “ essere umano „, restando invisibile dentio al a ìlinetto mi si appoggia contro con tutto un suo banco e Srribótte vigoroPsPamente verso il tavolo. La stessa impres¬ sione dichiara finalmente di avere avuto Cantò. Io ricevo inoltre quasi a compenso della violenza subita, una ami- c li e vote stretta di mano; all’opposto Cantu avverte una palma di mano che si posa contro la sua e lo respinge. Io appunto in proposito che durante tutta questa elaborazione medianica, K fioca luce in cui si trova la sala ci lascia scorgere la Pa- !adt seduta davanti e. per così dire, sotto di noi con- trollata in ambe le mani, pressoché immobile, con la testa alquanto piegata a destra dalla nostra parte, come se io- ipcqe evocare il suo u John . . . « Qui si sono avute sensazioni diverse in due ucmnm sveg nosti nelle medesime condizioni per riceverle ; ciò esclude^ contacio psichico fra i percipienti ed abbatte lo spauracchio dell alìucmàaione. Eccettochè non si volesse fantasticare che Eusapia sa allucinare gli astanti in gradi diversi, pro¬ pinando all’uno una dose maggiore di influenza magnetica, all’altro una dose minore... Ma buona parte defle diverge^ Ira i percipienti dipende - l’ho già detto — dall elemento personale; forse io sono indotto a completare, a perfezionale e a sintetizzare le mie impressioni sensitive e sensoriali piu che non lo sia il dott. V. Cantò. Non v’è più dubbio alcuno per me: - in condizioni de¬ terminate tìsio-psicologiche di un medium, a luce «ufficiente ner impedire ogni inganno, in un locale chiuso a chiave, L un angolo di stanza quasi vuota e con le porte suggel late nel vano d’una finestra munita di doppia inferriata foderata da drappi inchiodati al telaio, in uno spazio pe - ttmente liberi d’ogni cosa materiale cbeP^a moversi od essere messa in movimento si forma adun jrjto un corpo o essere avente tre sorta di qualità. . materia ossia ha resistenza, volume, peso, massa, impene¬ trabilità’- 2“ Biologiche: è vivente, in quanto si muove, va e viene agita una tenda, esercita una pressione e poi si ntira, ha una' conformazione analoga all’animale; ha una hinzio- nahtà che non solo lascia supporre nia dimostrajidd nttura una struttura anatomica ben nota (umana); - 3 rstctocne. I capace di eseguire atti intenzionali ed esprimenti stati OLI ECTOPLASMI E LA LORO PERCEZIONE 81 emotivi e volitivi elementari (amicizia, ripulsione, desiderio di manifestarsi , eec). E questo corpo materiale pressoché completo, ma sempre imperfetto, organico e funzionante ad un tempo, con attività psichica apparentemente autonoma, scompare con altrettanta rapidità là dove si è formato, senza lasciare traccia alcuna di sé... tranne nella estenuazione evidente del medium al quale, dopo tanto sforzo, concediamo finalmente il chiestoci riposo. Mai, fino a jersera avevo avuto una più esatta dimostra¬ zione della realtà dei fenomeni ectoplastici ; sia perchè del controllo sono sicuro, non tanto per affermazione altrui quanto per visione diretta, sia perchè le mie impressioni sensitive, tatto-muscolari e visive sono state condivise da chi era ma¬ terialmente e tìsio-psicologicamente in condizioni di subirle eguali a me. No ; non siamo stati lo zimbello di una ciurma- trice, nè vittime di allucinazioni: tutto è avvenuto mentre possedevamo il pieno dominio dei nostri sensi e la maggiore lucidità di coscienza. È meraviglioso, ma è vero. * « * Limitazione fisiologica della spiritualità “ spiritica Rari sono i fenomeni medianici che si dirigano al senso dell’udito. 1 piu comuni sono i tatto-muscolari ; in secondo ordine, ma già a grande distanza, vengono i visivi ; ultimi, e apparentemente più difficili e rarissimi, compaiono adesso gli acustici, quasi mai gli olfattivi, mai (per quello che mi consta) i gustativi: e passo sotto silenzio i fenomeni (fisio¬ logici) elettrici, magnetici, eec. Ho detto “adesso,, perchè nei principi dello Spiritismo moderno gli acustici e gli olfattivi erano più frequenti e... clamorosi ed odorosi. Vi è forse ragione di sospettare che tale rarità sia dovuta a particolari condizioni fisio-psicologiche di questi sensi ? L’udito che ha sorgenti fisiche (percezioni di onde aeree) è, chi noi sa?, un senso altamente intellettuale : esso condi¬ vide con la vista, quest' altro senso a base fisica (percezione di vibrazioni eteree), l’ufficio supremo di fornire alla mente umana la maggior parte dei suoi elementi costitutivi, ossia di nozioni sul mondo esterno. Anche il tatto e il senso mu¬ scolare, le cui percezioni sono ugualmente di origine fisica ti Morselli, Psicologia e spiritismo, IL 82 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II (percezione della energia condensata in materia) vi parteci¬ pano ampiamente con nozioni relative a proprietà fonda- mentali degli oggetti, ma sopratutto con nozioni sul nostro corpo e sue attività. Quanto ai due sensi chimici, gusto ed olfatto, tanto meno contribuiscono allo sviluppo del pensiero, quanto più si sale nella gerarchia dei Vertebrati. Ma, tra i sensi specifici, l’udito, in quanto è la sorgente delle imagini verbali che sono le più adoperate nel corso del- 1 evoluzione umana sociale ed individuale, occupa il primo posto tra i costru ttori del nostro pensiero. L’umanità pas¬ sata e presente ha pensato e pensa preferibilmente con la memoria acustica (voci dei nostri simili); e anche l’individuo colto, che forse potrebbe pensare con imagini visive (segni della scrittura), adopera di preferenza le imagini sonore, alle quali si aggiungono però le imagini verbo-motorie, solo in pochissimi eletti le imagini grafomotorie. Naturalmente scrivendo ciò voglio alludere al pensiero logico, in cui il simbolo verbale lappi esenta lidea; ossia il logos che contraddistingue l’uomo. TI pensiero contiene altri elementi, cioè le impressioni sen¬ sitive ^e sensoriali dirette, non trasformate in simboli acustici e grafici (parole); e tutti gli animali, tutti gli uomini pri¬ mitivi e ancora alali, i bambini in tenera età t in-fantes, non parlanti), i sordomuti, gli individui colpiti nel cervello si- nistio e pei ciò afasici, pensano per mezzo di codeste imagini, magali sovrapposte e sintetizzate per legge di associazione fisio-psiehica, ma non ancora astratte e simboleggiate in segni indiretti (motorii). Or dunque, come avviene che la medianità si estrinsechi con manifestazioni che con tanta frequenza ci stimolano il tatto e il senso muscolare, meno frequente¬ mente la vista, più di raro l'udito, e rarissimamente, almeno nella fase attuale dello * spiritualismo scientifico „, l’olfatto ed il gusto, meno che mai il senso organico fondamentale, la cenestesi? È problema che non veggo, o non so che sia stato posto e discusso prima di me. Lo voglio considerare in breve sotto due aspetti: le sue ragioni; le sue conseguenze. 1 Rispetto alle prime, io ricorderò che i medium giun¬ gono all esame dell’uomo di scienza quando già sono abi¬ tuati ad una determinata tecnica e ad una determinata fe¬ nomenologia. Nei circoli spiritici, nonostante la pretesa di fare delle ricerche sperimentali (?), realmente si propende a fare solo del trascendentalismo o dell’impressionismo emotivo ; e vi si è in fatti molto digiuni di psicologia, soprattutto di fis’io- PRESENTE E FUTURO DELLA MEDIANITÀ 83 psicologia : quest’ultiraa, per la sua stessa indole di scienza positiva , ha sempre risvegliato le antipatie degli spiritisti. Dirò per vero che gli stessi psicologi competenti hanno con¬ tribuito finora, col loro contegno verso lo spiritismo, alla limitazione artificiosa e sempre più sistematica della feno¬ menologia metapsichica: — noi, dediti alla scienza, abbiamo polpa se la medianità, abbandonata alle correnti mistiche ed occultistiche, ha preso abitudini viziate, si è collocata da punti parzialissimi di veduta, e non ha dato ancora tutto quello che certamente poteva dare e che darà in mano dei veri sperimentatori. È prematuro pronosticare i risultati che la medianità è in grado di fornire quando accolta nei grandi nostri labo¬ ratori, sottoposta a prove veramente serie, sarà coltivata senza sottintesi spiritualistici, o animistici, o teosofici, ma soltanto come un’attività nuova, particolare, inesplorata, del¬ l'organismo umano. Evidentemente allora il territorio d’azione dei medium si allargherà, ed ai fenomeni fin qui prodotti se ne aggiungeranno altri che colpiranno tutti i sensi in ma¬ niera per ora sconosciuta e imprevedibile. Sarà allora pos¬ sibile vedere manifestazioni sicure medianiche gustative, olfattive, fors’anco cenestetiche. Sotto quest’ultimo aspetto si arriverà forse ad una più diretta trasmissione del pensiero dal medium ai presenti e da questi a quello; si avrà la immissione della medesima sensazione e idea entro più cer¬ velli insieme operanti ; e giungerà il momento in cui (chi può negarlo a priori ?) le coscienze convibreranno integral¬ mente aU’nnisono, e gli io secondarii o subconsci dei con¬ vibranti si immedesimeranno e diventeranno veramente si¬ mili; l'umanità potrà essere mentalmente omogeneizzata. Nè la fenomenologia sperimentale futura si arresterà qui : potranno perfezionarsi i meccanismi esopsichici proiettanti gli effluvi o dinamismi interiori del nostro cervello; potranno acuirsi altre categorie di sensazioni, che sin qui sono poco sviluppate nell’uomo, ad esempio il senso magnetico, il senso complesso dell’ orientamento nello spazio, la visione dell’in- trarosso e dell’ultravioletto, ecc. Il campo è aperto ai ricer¬ catori: - felice colui che avrà mezzi ed agio per investi¬ gare! Quali e quante scoperte avverranno in questo campo!... Ma oltre all’educazione circoscritta dei medi, dobbiamo tener conto della natura delle sensazioni chimiche e di quelle della cenestesi. Esse sono, l’ho già detto, di valore inferiore per l’intelligenza, e forse è per questa loro inferiorità che istintivamente i medium da una parte, gli spiritisti dall’altra, t ! S4 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II non le hanno richieste e coltivate. Ciò che più convince gli nomini li deve toccare nelle sfere sensoriali elevate e più direttamente accertabili, che son quelle del tatto, della vista dell udito (questo senso, se per sè non va soggetto che à rarissimi fenomeni , partecipa intanto ai fenomeni tattili e muscolari in quanto sa percepire i rumori e i suoni accom¬ pagnanti 1 movimenti, e cosi rinforza la percezione reale dei fenomeni stessi). Invece non si convince nessuno per mezzo di sapori, di odori, o di sensazioni viscerali, sia perchè queste sono troppo subiettive e ninno avrebbe mezzo di verificare le impressioni dichiarate da altri, sia perchè si tratta di sensi che possono entrare facilmente in azione per stimolazioni organiche malamente percepite. Da un lato, dunque, non giovava allo spiritismo di fare proseliti mediante codeste sensazioni di grado e di contenuto basso ; e quantunque si fossero nei primi tempi presentate (anche con Moses si sen¬ tivano profumi !), la tradizione dei circoli le ha abbandonate. D altra parte, quei sensi danno percezioni poco definibili sempre vaghe , esclusivamente soggettive , facilissimamente illusone. Nella psicopatologia è notoria la difficoltà .li di¬ stinguere le illusioni di olfatto, gusto, cenestesia, dalle al¬ lucinazioni corrispondenti. Questa mdistinzione fra fatto reale, fatto illusorio e fatto allucinatono nella sfera dei sensi organici spiega, a parer mio, la nessuna partecipazione da essi finora presa nella fenomenologia medianica. II. Le conseguenze di ciò sono importanti. Una prima concerne la natura generale dei fenomeni medianici; ed è che se questi si rivelano preferibilmente nella sfera delle sensazioni superiori e nell’ideazione, la medianità non può appartenere verosimilmente a tutti gli esseri animati • nè essere un potere atavico in via di estinzione, come pensa il Mano in : — piu verosimilmente essa sarà funzione di coscienze evolute o in via di raggiungere il massimo sviluppo, secondo che crede 1 W allace. Io opinerei che la possieda soltanto 1 uomo Nella vita psichica degli animali inferiori gli elementi costitutivi predominanti sono per l'appunto quelle sensazioni ed imagini che nell’uomo hanno scarsa efficacia ideativa (tropismi fisico-chimici ; tatto ; olfatto ; istinti...) ; per con¬ verso , nella medianità sono gli elementi più elevati più umani , quelli che predominano, e ciò in accordo coloro gresso terrestre (organico e storico) dell'io cosciente. Con ciò si troverà ragionevole ammettere che la medianità ORIGINE ED EVOLUZIONE DELLA MEDIANITÀ 85 si risolva in uno stato di disgregabilità psichica particolare all'uoruo, ossia che consti di atteggiamenti peculiari della sua coscienza in rapporto alla autonomia della sub-coscienza ed aliali tematismo dei centri di innervazione. Gli spiritisti pre¬ tendono che anche gli animali vadano soggetti a telepatie, ad allucinazioni veridiche e simili ; ma traggono questa loro ardita asserzione da fatti inconcludenti (cani abbaianti nel buio animali terrorizzati di notte, presunte premonizioni di terremoti od uragani, ecc.). Bisogna procedere, dice bene il Titchener, con grande prudenza nelle induzioni di psicologia comparata. Una parte di quei fatti si spiegherà con processi allucinatoli , tanto più forti in quanto il pensiero animale consta di pure imagini: un’ altra parte sarà da ascrivere a sensazioni organiche in essi ancora vivaci e abbastanza de¬ terminate, in noi uomini resesi oscure e sempre piu inde¬ terminate a causa dell’evoluzione mentale. LI Mvers, andando contro alla corrente spiritistica, opinava che la facoltà medianica fosse un residuo di antichissimi, perduti poteri della * coscienza „ sulla terra. Ma qui il co¬ raggio della sua genialità innegabile è stato pm grande della sua coerenza. Se così fosse, la medianità dovrebbe constare di automatismi a effetti non cosi eccelsi, coni egli noi sostiene: dovrebbe inoltre rivelarsi ed esaurirsi nelle sfere più profonde e primordiali della mentalità (affettività, cenestesi, sensi inferiori), e non offrire fenomeni soltanto propri deliamente umana (intelletto, personalità) ì dovrebbe anche essere più intensa ed evidente negli ammali, giacche essi e non noi, sono vicini allo stipite, per così dire, della “ coscienza deirio „. — Ma forse che il Mykbs poneva dietro alla umanità presente, non un passato animalesco coinè pro¬ varono l’antropologia e la filogenia, bensì un passato edenico, uu’éra di più nobile e completo sviluppo psichico, dal quale saremmo degradati ; ovvero vite precedenti di più lina ed estesa psichicitàV È anche possibile, essendo i di lui con¬ cetti impregnati di misticismo, fors'anco non liberi di remi¬ niscenze bibliche e apocalittiche. _ ... Ma il mondo animale non ci mette davanti agli occhi fatti sicuri di supernormalità psichica, nostre essendo, e non degli animali stessi, le interpretazioni antropomorfiche dei loro stati oscuri e vaghi di coscienza. Il vero è che per disinte¬ grarsi, per potersi scindere in un io soprastante ed in altri io sottostanti al suo livello medio, la umana coscienza è «Ie¬ ri vata da forme inferiori e più povere di poteri, mediante un lunghissimo e complicatissimo processo di coalescenza 86 PSICOLOGIA E SPIRITIS3IO, II zione. durante l’evolu- mediamsmo il germe di una -a JP°tesi che vede nel " altrf* conseguenza riguarda la* lj!erps{c^Ca del futuro, operazioni mentali, dei processi o ie|C? g0na Specia,e delle Nanismo nei formanti la catena 1 of , p,'ovocata dal me- rnodificazioni nella sfera rappresentJr^ esclusi™mente di yoM, magmi. Nulla mai d^emSn ^ sensazi^i, perce- daria, e men che nulla imi rv ° r.°-' se n.on ln via secon- brezzo dei contatti psichici ’si ’ha0^1^1 ^ ha paura e «- essere toccati, si prova mérav ia , ^° di vedere o di sente; ma codesti stati nfTair -°^d per Cld che si vede e * i» Snhfdi ‘T° >«« SUi un sentminlo „rim f||' “f*"4' «no emozion» stanza si riduce a fatti srro J,,].,. \ ta la azione a di- terializzazioni cadenti sotto ? * f Weccanici 0 a rna- iutamente negare che i presunt i!' S*8"0* Si Può asso- azione psichica su di noi sulle ni ?'* ese!'c!hn° una vera quel quid di profondo che sta tant ^ attlvifil intime, su giacché, se così fosse dnw» tto a cuore ai neo-idealisti- din d.fe ««ozioni, dei senti ZI h^deH^ ÌIlflaenza ®d appetiti, degli impulsi^6 te“denze istintive, il mondo dell’Al rii là ; pulsi «d agire. oltrepassa pertanto nei suoi pETal^ "elle E^apie, non nostra personalità, la scorza materie S^cie esterna della del nostro io.- — elle , ,q; 3 ? S1 passi il termine) penetra nella intimità della Puntualità è questa, che non 1 nostri istinti, non guida le nostre T- ' C0.ndo^a> uon modera du-e e credere l'illustre ~-°/a’ COme Pub mtà „ si rivelino (o si fahk,.;„i? °.1e con si fetta “ media- arbitri dei nostri destini?! "n° ’> color° che sarebbero * * In conclusione . sempre per Qra duwmsamni, 1u«sfe hmitarione9 deli?*™ su lkte categorie feti" r;^ nTtro' qDeSta “Za dÌ °®n* P°^c^di^onvibmioné affittivate LE MIE CONCLUSIONI ALLA FINE PEL 1901 di impulsione attiva, finiscono collo scalzare, secondo me, la base su cui si è costrutta la ipotesi-credenza dell’intervento di esseri spirituali. ... . . Se costoro sono degli uomini disincarnati che ritornano, l'attribuire le ridicolaggini del loro processo di presenta¬ zione, le manchevolezze dei loro modi di mnnitestarsi, le mi¬ serie ’e le astuzie del contenuto ordinario delle loro comuni - azioni, alla difficoltà che quei sopravviventi incontrerebbero per rimettersi al nostro livello, per ritornare a pensare e ad esprimersi come i viventi, è un colmo di antropomorfismo,... e di inetalogica. E poi che contraddizioni strane! Dove sono allora tutte le “ forze occulte „ che essi possederebbero nel- l'Iperspazio? Perchè non se ne servono? Perchè hanno aspet¬ tato che Rontoen scoprisse, per caso, i raggi X e i coniugi CimiE il radio? Perchè sono incapaci di usare le parole degli idiomi umani, e poi fanno uso di segni umanissimi, anzi pri¬ mitivissimi, come i picchi e i salti numerati di tavolo ? Non sono forse anche questi elementi di linguaggio?.... Doni e sempre antifilosofico questo “ neo-spiritualismo „ nelle sue argomentazioni dialettiche! . . Se poi sono spiriti di natura differente dalla nostra, sia in¬ fra lituana (elementali, quintessenze delle cose, uomini non nati ancora, larve, gnomi, ecc.), sia ultraumana (angeli, diavoli, esseri interplanetari, porzioni dell’Anima universale, ecc.), 1 quali arrivano alle sedute medianiche da altri “ piani „ che non sono il “ piano terrestre „ (secondo un termine di pram¬ matica caro agli spirito-occultisti, e che nella sua parvenza geometrica non indica nulla di concreto); allora c è da doman¬ dare perchè cotali “ Entità occulte „ si antropomorfizzino in quella maniera, e ci si manifestino con tanta limitazione di poteri. Perchè quei frammenti inferiori di persona, e quei sub-valori mentali, e quegli io dimezzati e bassi, aventi pur tutti e pur sempre caratteri umani, umanissimi?... Non sa¬ rebbe l’occasione propizia per darci sentore più diretto di sè stessi e del loro modo di esistere, dal momento che sanno mettere in azione un po’ dei poteri occulti di cui godono, e ci lasciano intravedere dal di dietro delle nere cortine d un gabinetto spiritico le invenzioni gioconde del loro buonumore o i miracoli del loro acrobatismo infraspaziale?... Tutto ciò mi dimostra, fino ad oggi, a note per me lim¬ pidissime, che tutte le “ intelligenze , attive nelle sedute di Eu- sapia sono creazioni effimere, non autonome, non preesistenti. Vivono appena per quel tanto che dura lo stato onirico della medio ; agiscono solo a quel modo che imagina, vuole 88 Micologia e spiBms,rn „ *8 rebhero "un suo™® j'UU'' cosicchè «no ad'nn^erto ' '~’0nfeetti> ai tato e parziale ET° ” dunque per lo oiùZ S’‘ di‘ somatismo ^ "netnTii parsa di forme^ì^T n°n sono sempre coslUE81 T,b,ne,Sca- nKtAtp^ i Q0PP10 nsio-ns in|„vn . L • “ 1 lnsurnoieiiza del- tgrr ^ssissrt * £»» G &“■ - óm'Sr.,01'1' iìgSigsss :lS^-£§3=H-5 ÌSSfli|53g Genova, 14-15-16 diceml; ere 1901. SERIE III. Appunti su altre sedute della Eusapia Paladino in Genova, durante il 1901 e il 1902. PRELIMINARI Il metodo e il contenuto delle sedute spiritiche. Nelle due dimore fatte da Eusapia Paladino in Genova durante gli anni 1901 e 1902 io ho avuto occasione di as¬ sistere a varie altre sue sedute medianiche, oltre alle quin¬ dici fin qui illustrate : alcune tenute nello stesso “ Circolo Minerva „ da altri gruppi di osservatori; qualche altra m casa mia o in altre case private. In tal modo si accrebbe la mia esperienza a riguardo della tecnica e fenomeno- loma Paladiniana, e si arricchì il fondamento di fatti sui quali si sono di mano in mano fortificate le mie opinioni teoriche. Però, o per mancanza di tempo o per scarso interesse sve* gliato in me dalle cose vedute, io non ho redatto Note dif¬ fuse su tutte queste sedute separate : di più, mi andarono accidentalmente smarriti parecchi fogli di appunti. Riman¬ gono da sfruttare, per la progressiva esposizione delle mie idee odierne sullo spiritismo. le particolareggiate annota¬ zioni che io scrissi sulle sei o sette sedute più importanti: e ripeto che le scrivevo la sera stessa o, al più tardi, il giorno appresso. Ma neanche tutto il materiale raccolto mi sembra adesso meritevole di stampa : sia perchè in ragione 90 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ritornar. tTOtotf 5*U“ E"“P» dovrei (|ueOe aventi segnalato carattere !-1' e specialmente su sr*8— — jaj sedute ,M’l?M-02t7o1hJ,1S;titoe^nfdne ° Ìn tre di ^ueUe nari eie mai la medianità di EusaiEp^T'1 più straordi- fesso di vedere agli studiosi f ■ Paladlno abbia con- zione con lei: credo, anzi di averèC^CIS“°/enUtÌ in rela' ben poche volte dagli altri suerimeJ *gg.lunk> Clme toccate questa fortuna ? A due cause • «Ile fi?*0”* $ che debbo io ambiente nel quale, come si vedrà COndizioni di l averia seguita senza dannose retiVf P i.°perava; ed al- sione dei suoi poteri medianici. "elIa I,bera espan- occaVS8MH^^n:edentì «'•ano State troppo si esauriva sulla procedura tecnica ‘hTf cosiccb? 'a attenzione considerati. Inoltre, si badaw tronn?” »mentl polarmente medianità fisica, inibendo a™* «^stazioni di Propriamente spiritistica della sua fe2 all2 l'arte tetto di metodo in cui «nnn i ten°menologia. É i] ffi_ dir fritti i m sono caduti quasi tnt« ff te: accostatisi ai fenomeni Eusaniani li g 1 no'lnn' di scienza su per l’erta via dello spiritismo ph”arrat° dl essersi spinto Z10'lf; dei « disincarnati „ °he conduee alla evoca- scientificT^volérri applicare ^ Tàtod*™ extra- 0 pre' le scienze diggià discipline mettaS Ì!?" dÌ rieerca che 0 torse un precludersi la vii ali porosamente in opera certo è un freno per là t Scoperta di 'atti nuovi Talvolta può tornare vanW So V ^ fenomeni’ e Persin assurdi di ricerca -g?w • accett?re Processi goffi »> ogni parte della conosceDzÌSm"T° P'u, grossolano ha ,oglco- e la prima legisEone deTT, ^eaeduto i] sapere i ai amente si desume da modalità i 1, ^°! ' .lnvestPatori non banche, di osservazione. EccJ nere T8°ìfnafne’ quasi bar- corrente dominante in due o tre rS’ abba“donandomi alla tici, sono arrivato a cogliere frutti ; ' fattamente spiri- ' ere 'rutti insperati dalla mia indui- II, METODO DELLE SEDUTE MEDIANICHE 91 oenza verso metodi forse meno austeri o meno arcigni di ooeiartnmento sul formalismo delle manifestazioni. più prezioso è che le sedute migliori (sotto l’aspetto stori fcolosfico) cui ho assistito, hanno sempre conti-addetto 1 canoni metodologici dei dogmatisti in spiritismo. Sta bene che per ottenere comunicazioni o messaggi dai nostri “ Amici dello spazio „, come li chiama Bottina Noeg- ’Rhatii o dagli “Arcani operatori intelligenti dell altro estreme) della linea „,come con metafora elegante li designava Stainton Moses, convenga essere “ puri di cuore e sani di mente Io non mi so negare, e non le nego ai miei com¬ mon eventuali di seduta, queste due qualità : ma soltanto osservo che Eusapia, adattandosi allo stato psichico del primo e del secondo nostro gruppo, non ci ha portati spontanea¬ mente verso le evocazioni dell’ Al di là. Ciò significa che gli esseri che vi si movono non discendono verso i “ terrestri , „er libera loro iniziativa e con autonomo potere, ma bensì sol uuando nella mente del medio nasce e si svolge la ni¬ tida idea della opportunità del loro amvo. E dunque un in¬ tervento a rime obbligate. Sta bene che quando ci si ferma troppo sui fatti di me¬ dianità fisica non si va innanzi di molto verso quelli della intellettuale , in quantochè , dice sempre il Moses , bisogna “ salire al di sopra del piano materiale „, sprezzare le prove di valore morale inferiore come sono le meccaniche, cui at¬ tendono i sopravviventi più umili ancora legati al tango terrestre, (A. Kardec, Coreni). e non chiedere troppo che 1 - disincarnati „ si rivelino con fenomeni di nostro gradi¬ mento (L. Dénis). Tutto ciò tradotto in moneta scientifica, in¬ tendo dire interpretato con criterio psicologico, significa che anche nella attività delle ignote forze biopsichiche, onde consta il mediumnismo, domina la legge di equilibrio tia le diverse loro estrinsecazioni : dirigendole da un lato solo, si toglie al medium la capacità di usarle sotto altre forme. Quando Eusapia si impone o accetta il còmpito di provare l’autenticità delle manifestazioni agli occhi di osservatori ancora increduli, — cui il fatto materiale tangibile e visi¬ bile, ossia percettibile coi sensi, parla un linguaggio piu sicuro ed eloquente di qualsiasi “ incarnazione di trapassati ,, — essa è obbligata a impersonarsi tutto al più nel consueto “ John King „, a levitare il tavolo e a battere sui tambu¬ relli. Ma il suo fermarsi, il suo insistere fastidioso su codesti fenomeni non dipende già dalla natura “ inferiore „ del suo spirito-guida : dipende rl^i „ ~ ~ «ente di popolana nutre da TnnTjm eml,ij*° che la sua r,! ? fPr°r deIla sincerità e n^™0- ?-lla bontà di si Si t:drte-C0SÌ StteoraP°tenZlahtà dÌ -d-- confesso francamente? una certa es°it°’ ^ Ìardo 3 me> lo <1| tutti noi pareva guidato di rm/fnZa,’, da,,a cluale l’animo infestazioni schiettamente spiritiche m j- 3 possi,)ilitó di ma- poiché questa avrebbe ormai n ni! d .f0uomeM obiettivi, esentemente chiaro per Ja scienz canisill° interiore, silfi¬ di personalità. A me è parso che ’ B a.lterazioni comuni tutti avremmo veduto i mali’ P'n,tlstl 0 non spiritisti hgenza, cosi poco promettente COn aeente alla sua i„tel- investigatori, fors’auche urtante i noi ^ fl°stra severità di ??h defunti. Ed è S® che 3enbmenti di rispetto demi oscuri della morte e della " ^ faccia *i pr°- tisti vi si slancino tanto sopravvivenza, gli s„;r: assistano passivamente a scene T Ì!gg6r?zza indicibili e bero figurare, senza perdere n "li» J 7eTocazio"e «he potreb- «na legenda di stregoneria , ed “tat ora in , un Sunoco mondano di società """ flUSa da ,mrattìni delle personalità evocate.... tó’ a sec°nda dell’indole ad essere un “ imnmrtalista 6SSendo 0 1,011 riuscendo ancora (col quale, in fine, potrei anche"/! ^rAt RlzIo Maetbrunok mi troverei avvilito da certe „ ; „ / * audar d’accordo) che Si W0„0 nelle opere maSoriÌa^0ni ?®!I/A1‘«» mondo e consistono nella ripetizioni „ ° sPm'tismo-dottrina cose piU insulse e vacue di 3 Amplificazione delle “John King,, Chi dl questo mondo terrestre TTn sui misteri dell’ uitra-sensibilerNeH^ ?U3l-°0Sa di serio vengono mica gli spiriti maìmi If ,*6 di E«sapia non agevolezza casa Noeggebath® nè CaJ >equentano c°n tanta /,an Giovanni Battista, nè I»a7|n *'“uni> ,lè Socrate, nè ss? ■— «S ! n‘sc™?™» '• “date *l»ritoIogi, am,„0. salvo « a ingenerar confi™ e ni, Tv,5™0 a niente, .polarità del,, sedate, ,e q„,u Il METODO DELIE SEDETE MEDIANICHE 93 porre siano “ continuate per anni , ; che le persone, deside¬ rose di “ giungere alla radice della cosa debbono essere sempre le medesime, radunarsi nel medesimo luogo, osare la medesima procedura... Nessuna di queste norme fu obbedita nelle sedute di cui passo ad esporre i fenomeni più cospi- : . _ tutto mi conferma nell’opinione che lo spmtismo sia un cumulo ex-lege di fatti aberranti e di dogmatismi sbran¬ dellati : ciò che vi resta di accettabile e la autenticità di latti ubichici fin qui negata, ma la cui sintesi è tutta da rifare. Questa sintesi è forse diggià possibile? Non lo credo: per quanta unità si voglia mettere nella caterva multicolore dei fenomeni “ spiritici „, non si mtravvede ancora una ipo: tesi e tanto meno una teoria, che possa tutti abbracciarli e rènderli comprensibili sotto un solo unico principio una cagione fortissima di ciò risiede nell assenza di metodi rigorosi nello studiarli. Genova, maggio 1907. La sedicesima seduta (12 giugno 1901). Ciò che è avvenuto in casa mia. jersera^muf era ^ f'P’!'’ « e scelta ]8 stanza adatta. È Ih secondatili "* S‘ ricevimento , dalla quale nor 1> delle nostre sale di mobili e dove in un angolo nel vwnrìi™ ” aspo,'lano Val'i verso l'anticamera, si organizza li 1 n,'a Porta che si apre Questo e chiuso al daSdaJn^Li11 gabinett° oscuro. ^ in luogo delle solito tendine n “! T T stoffa di se‘«. mezzo un tappeto giapponese nure di °° 1°“® S' appende nel derato, e perciò pesante f,’nc , sehl’ damato e fo¬ nata é coibente *K;tSSf»±1??S“a °S3er™ I» a * sedervi „ ugualmente davanti' An” ”la p01 S1 adatta provviso si prepara il consueti™11' ^ ste®s° modo e all’im- d tavolino medianico è nuovo ,-noT^ “entano delle sedute: gabinetto, su di una semola ’.c°?trutto appositamente; nel (due monete antiche, unventarifo d‘^110,n°0"0 diversi oggetti si colloca un tavol netto r^ ^’ ^); a destra del ««Bum Pel rischiaramento cTsonJ t e °d«/ ra°gano' a tre pWL vicino, le lampade elettriche a ini k- 300636 ln un flotto terruttore, ecc. B B nCbe’ ° IUC6 bianca e r°ssa, con in- Fu' '»» »o8lie la ospite di Ensapia- il Drof " P 7 medl0lnai Ia c°nt. Rey, medica; Pavv. P.'t’l tu'dSt 0*?**° è?611* FaColra tutti, tranne me e la Rev atr-.ii/ ’ • medico alienista: ultimi, non solo increduli ma diffidU°r *• °- sP‘rit'smo; i tre 51 T. L. e il C. C quasi d^i ?, rtlSSInn e> specialmente assistere ad una fèsta d d6^a'ne?te .convinti di venire ad di invitarli, e perciò non Fu mio l'errore pressoché ostile di almeno la S°den’UeS-°t atte^iamento UNA SEDUTA IN CASA MIA 95 e palese finalità di comprendere e sorprendere il “giuoco, e di intralciare il decorso dei fenomeni; l’evidente contrasto degli animi nostri; e forse la preoccupazione di prodursi in casa mia, hanno ristietto e parzial mente inibito, come sempre avviene in sedute consimili, l’attività mediumnica d’Eusapia. Pianta della sala e disposizione della catena nella seduta di casa Morselli (12, vi, 1901). [Ho indicata la posizione cho il Dott. X. (C. C.) occupava, fra me e mia spiritiche1!'''1'10 teUt° meannarci '‘aitando malamente le . lmd Non desciivo in particolare i fenomeni, ma ecco quello che abbiamo osservato jeri sera di veridico: 1° Osculazioni, movimenti e battiti del tavolino, e varie sue levitazioni incomplete e complete, tanto in oscurità, quanto a luce rossa e bianca abbassata; 2” Ondulazioni, gonfiamenti, avanzamenti delle portiere e del panneggiamento giapponese verso la medium e i due emi¬ ro 11 ori: una volta la stoffa è stata spinta tanto avanti da LrvmaAToT U per30na del eontrolIore di ««atra 96 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 3“ Tocchi, pigiameli e stringimenti operati sulle nostre persone uà dita, da mani e, ci parve anche, da piedi invisibili. Un toccamente singolarissimo si ebbe mia moglie, che dap¬ principio non aveva voluto far parte della catena e poi, ai reiterati cenni d’invito fatti dal movimentato tavolino, s'era inc otta ad entrarvi ponendosi di faccia ad Eusapia : appena seduta, essa, ha sentito (al bujo) una bocca vivente accostarsi al dorso della sua mano destra poggiata al tavolo e due labbra tiepide deporvi un bacio rispettoso. Questa, dei baci di Invisibili, j “"^““«iMstazione materializzata che io avevo percepito fino da la II seduta, e che si ripete abbastanza spesso nella fenome¬ nologia di Eusapia, come in quella di moltissimi altri medium • gli spiritisti ne deducono che gli ultraterreni ci sono amici devoti, e che scendono da sfere più o meno alte per eonfor- taici, per istruirci (?), ma sopratutto... per autenticare la sin- centa dei medj e la tesi della incarnazione... 4 Colpi ( raps „) sul tavolo e per entro il suo legno, sulle • Vlcun> su'*° stipite deH’uscio dietro al medium: battiti ritmici sui mobili distanti; colpetti sul braccio di un astante (il secondo della catena, a destra) sincroni a gesti in¬ dicativi da parte di Eusapia, scanditi con la sua mano sollevata in aria ; 5“ Spostamento in avanti e retrocessione del tavolinetto ro¬ tondo situato a destra del medium; suo innalzamento dal suolo (levitazione) eseguito per attrazione, ma coH’intermezzo della mano d uno di noi ; 6 “Vento freddissimo dal gabinetto (tra le portiere dell’uscio di anticamera, scostatesi a quella brezza); 7* Sfioramento di capelli percepito nettamente sulla faccia da un astante; 8° Sottrazione della seggiola al controllore di destra (mio tiglio Arturo) e consecutivo suo trasporto sul tavolo, dove ri¬ mane per qualche tempo adagiata facendo vari movimenti come se si tentasse di levarla di là e di ricondurla a posto. In certi movimenti abbiamo avvertito che la seggiola premeva assai sul tavolo, come se qualcuno volesse mantenervela a forza ; ma il fenomeno era falso, artatamente prodotto dal dott. C éd io me ne sono accorto dalla stessa rigidità di quella resistenza ; y tomparsa di una luce azzurrognola in forma di mezzo ùisco o di mezzaluna, della grandezza di quasi uno scudo che si e mossa lentamente per circa 15-20 centimetri da mia moglie verso il mezzo del tavolo. Messo in sospetto dalla grandezza e direzione insolita di quel chiarore, io non ho tardato a vedere in mezzo a noi, a poca altezza dal tavolo, altre fosforescenze multiple e agguantisi pure insolitamente a zig-zag. L inganno era evidente, ma non era Eusapia che ci tradiva: era ancora il dott. C... che voleva saggiare (a quanto sembra) a nostra credulità o mettere a prova la mia esperienza di FENOMENI INTRUSI E RIDOTTI 97 10“ Un altro fenomeno pur esso dubbio è stata la Rimari zione di una mano aperta a mo’ di ombra opaca che ff™ cato T. L. Un quel momento controllore di sinistra) avrebbe' percepito avanzarsi dall esterno verso il medium, dal suo lato manco; la percezione avveniva sullo sfondo di chiarore elettri™ filtrante tra le imposte della finestra che prospetta in via* As sarotti Ma il non avere nessun altro confermata la visione e piu di tutto, anche qui la insolita ubicazione e direzione in* versa della mano, lasciano supporre che l'avvocato (se non ha' inventato .1 fenomeno!) sia stato vittima di un’illusione 0 0he qualcuno degl, astanti abbia inavvedutamente alzata una mano dalla catena e cercato d, tastare l’aria al di sopra di es“a Da questo elenco, e a parte l’introduzione di falsi effettuati con poco tatto da uno almeno dei miei ospiti, la seduta d casa mia deve considerarsi come rudimentale Ciò non ostante essa è stata per me dimostrativa sotto più riguardi- per il controllo minuzioso, quasi vessatorio, mantenuto dai tre im creduh miei ospiti; per le stravaganti spiegazioni a basedi trucco , che due di essi hanno di poi avanzato sui fatti di telergia ; infine per essermisi resa evidente la diversità presenti^1*16111 "" * qaelH imitati Èscare un tiro ri Fenomenologia ridotta. La seduta del 12 giugno consta dei prodotti più comuni del medi anismo fisico. Si riosserverà, a tale riguardo c<Tè Eusap, a presenti ristretta e sistemata la sua fenomenoE quando !e occorre di entrare in un ambiente nuòvo ^ lavorare „ con persone sconosciute. Sembra che a tutti i 1 r. Mokskli.i, Psicologia e Spiritismo , II. g8 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, H _ _ - - d'VtS“« taS. 't un arando o ad un piccolo ; hic0 dell’ambiente: mod? di operare a di effetti, essi vogliono sem^® °° le condizioni propizie, la loro arte oltre ai quali, se m»» ° ta ragione per dubitare che s’arresta. Vi è dunque an . ff risultato di scariche di i fenomeni di Eusapia ,swn Losciente; certo, esiste sempre automatismo involontario p ^ ia e ]e infligge un dato qualcuno che dirige la fenomeno - , I f lligenza „ sara Srotter.. M. 4n«to „ forse fuori del determinimi spetta sempre alle Fra i fenomeni tipici il Pn P. ello si appunta; danze ed alle levitazioni del W ^ ‘V ^ compagni vano ìersera gli sguai l. i tutto, a trovare Eusapia scettici, ma non «'«"titolari Competenti che il fenomeno in frode. Dicono gli 8?m^ * ditoni favorevoli: 1° che il tiptico esige al1m®norC^^ invisibili sia in quantità sufficiente-, fluido raccolto dalle Entità anno aizzati fra loro; 2° che i fluidi degli assisten daUo spirito (qui luf- 3'’ che la provvista di fi .)m della seduta (.), ficio spetterebbe a x “ che l’assistenza abbia nè troppo presto, nè tr0PP , r„ ’(,pe ci si attenga ai tempi fatto un tirocinio convenien . A Kardkc, R. Noeg- ed ai modi ordinati dagli «PJ™. , tacendo della prima che geratu, Chazaraik, ecc. • d ^ altre condizioni ìndi- è affatto introvabile, P088?™. iersera: eppure, il tavolo spensabili per la tip d; più è salito in aria, per si è mosso e si è sollevato: per di pm ^ ^ ^ Qn s* “oXu-* - — = quelle oscillazioni e quegli onaeg costituire sempre ogni ** altrettanti tentativi idei . proiettarsi telergeticamente. la propria capacita, e p P 1 cnduti, al solito, tutti Una volta levitati, 1 due u‘ . e sul pavimento, come se la d’un colpo, battendo con rumore in alto si scaricasse tensione dinamica che ih. aveTO P sfor/0 Questa specie ad un tratto dopo aver effetto ^ dinamismo organico di scatto corrisponde alla ipo TOga); ma non caratte- diretto da una volon a c abbastanza spesso il movi- rizza però tutte le si termina in modo lento e w.,,n(n minresso all oggett tiptocinksi ordinaria e straordinaria 99 misurato, come se ima mano celata ai nostri ocelli, dopo averlo preso e trasferito, lo deponesse piano piano nel suo nuovo posto con palese intenzionalità di non lederlo. Infatti avviene talvolta che le levitazioni e le trasferte seguite da caduta improvvisa sconquassino mobili ed oggetti fino a renderli insei*vibili : jersera, p. es., il nostro nuovo tavolo non ha resistito alla precipitazione da mezzo metro, e ha subito avarie. E so di veri impulsi clastici (distruttivi) addimo¬ strati da altri medi meccanici. La tiptocinesi d’Eusapia si ripete identica tutte le sere: anche qui la sua educazione medianica e la sua imaginativa sono rimaste piuttosto povere. Ben altri voli di tavolo si leggono nella storia dello spiritismo o si sentono raccontare. Tavoloni enormi del peso di oltre un quintale, resistenti agli sforzi di un uomo robusto, sono stati smossi e trascinati dall’effluvio delle mani di medi potenti, per es., da Home « da Moses, anche se portati a distanza ; e mobili iracondi, spinti con violenza, hanno cacciato perfino gli astanti fuori della sala d’operazione. Fra le tante meraviglie, che hanno, esibito di mostrarmi, a scopo di convincermi, i numerosi corrispondenti ignoti di questo periodo dei miei studi spiri¬ tistici, c’era pure la levitazione di una grossa tavola da pranzo, su cui l’assistenza accatastava più seggiole che poteva si da formare una piramide da circo raggiungente il soffitto : il medium, che era una giovine ventiseenne dotata di forte medianità, muoveva e spostava qua e là per la stanza tutto quel peso ! Ma ho aspettato invano di essere chiamato a vedere ciò che mi si voleva far credere: il proselitismo spiri¬ tistico ha sempre di queste vanterie e di queste renitenze. E neppure ho mai visto, e disporo di vederlo effettuato da Eusapia, il fenomeno tiptico sbalorditivo raccontato dal Dusart: il suo medium, la Marie V***, è capace di levi¬ tare una grossa tavola del peso di 17 chili appoggiandovi sopra fortemente le mani e sollevandosi a gambe in aria con essa (“ C.-r. Congr. 1900 ,, p. 186). No: la rozza corporatura del medium Pugliese le impedisce codesti acrobatismi , dei quali, dico la verità, mi sfugge qualsiasi motivo sensato per conto delle “ Intelligenze occulte „. Poveri esseri agenti nell’ombra del mistero, quale còmpito vi si assegna per la propaganda della tesi della sopravvivenza ! A meno che non ci siate predisposti dalla vostra natura di “ anime degradate,, o di “ esseri preumani „ o di * elementali „ ancora incoscienti, o, chi lo sa? di piccoli “ gnomi „ sul modulo del Nano che ruba l’oro del Reno (l’immaginazione di certi occultisti si 100 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II dà qui libera carriera), vi si fa agire peggio dei funamboli di piazza e dei giocolieri di palcoscenico, vi si sottopone a prove ben umilianti ! Certi esperimenti spiritici sono, dal lato intellettuale, pa¬ ragonabili a giochi di fisica dilettevole, come se ne legge nel libro popolare di Tissandier o nei manuali di prestidigita¬ zione : per es. questo, di sospendere il tavolo medianico al soffitto con una corda, nella quale si è interposto una bi¬ lancia americana a molla spirale (o bilancia tascabile) per leggere i mutamenti di peso del mobile. L'esperienza sarà sempre poco confacente alla dignità degli ultra-terreni, quantunque “ Fénélon „ abbia risposto medianicamente alla buona signora R. Noeggkrath che gli “ amici dello spazio, fanno quel che possono “ per il piacere „ dei congregati attorno al tavolo {La Survie, ’97, III sèrie): essa sarà, in¬ vece, significantissima per la materializzazione della sedicente spiritualità, giacché proverà senza contrasto il carattere mec¬ canico dell’esopsichismo, che il Crookes suppone costituisca una facoltà posseduta in grado diverso da tutte la persone e che sarebbe assai vantaggioso rendere sensibilmente attiva con metodi semplici e alla portata di tutti gli sperimentatori. Su questa via lo psichicismo sperimentale ha mosso appena qualche passo: c’è da elogiare il Dariex di avere sfidato il ridicolo, esponendo le sue curiose esperienze sui moti spon¬ tanei (notturni) degli oggetti in uno spazio chiuso. I mobili si spostano; ma par necessaria sempre (anche nelle case in¬ cantate) la presenza di qualche vivente e più o meno consa¬ pevole medium. Trucchi iperbolici. Il carattere fatuo e asimbolico dei fenomeni indotti da Eusapia fa nascere subito, in chi per la prima volta vi as¬ siste, l'idea della ciarlataneria; il sospetto del trucco, l’ho ben visto dalla loro fisonomia, non ha jersera mai abban¬ donato un solo momento l’avv. T. L. e il dott. C.C.: il solo prof. Livierato, a metà della serata, si era convinto della autenticità dei fatti. I sospetti vertono sempre sul noto gioco delle mani, sulla estensione dei movimenti incessanti che si sentono (nell’oscurità) o si veggono (a mezza luce o a luce totale) eseguire dall’Eusapia. Non si prende costei LA OSSESSIONE DEL TECOCO 101 in fallo tanto facilmente, nè si sa dimostrare che per l’am¬ piezza -loro quei suoi gesti di mano, quei suoi fremiti di piede, bastino a spiegare il raggio della sua azione a distanza. Non si pub dire in qual modo, per la loro rapidità e per lo scarso sforzo muscolare che li accompagna, essi corrispon¬ dano poi alla intensità e durata dei fenomeni (p. es., al levitare di una tavola di 7-8 chili per un minuto intero, allo spostarsi di un pianoforte, al reiterato ondeggiamento di tutta una tenda, alla lunghezza carezzevole di certi tocca- menti, al lento o rapido passaggio delle ombre fluidiche, ecc.). Neanche si saprebbe, da alcun auatomo-fisiologo, caso mai, con quell' agitare delle dita, con quello stringere di pugno, con quel battere di piede, interpretare i movimenti di esten¬ sione, flessione, adduzione ed abduzione necessari per la presa e la trasferta di oggetti lontani, ora collocati dallato ed ora daddietro ai medium.... Ma tant’è: si dubita sempre, e piuttosto che cedere alla verità, si mettono avanti le spie¬ gazioni più straordinarie. a) Jersera la levitazione del tavolino fu attribuita a un trucco addirittura iperbolico. Si è pensato, fra le altre, che Eusapia sollevi il tavolo “ col suo seno proteso aH’iuuanzi col trattenere il respiro e col gonfiare la cassa toracica „ : compito ben arduo per delle mammelle di donna non più giovane! E si è asserito che Eusapia poteva avere nascoste delle suste o molle d’acciaio nelle scarpe, e che le spingesse fuori al momento necessario (con quale altro meccanismo ?, con quale suo organo anatomico ?) per scuotere o per man¬ dare in alto i due tavolini. Si è perfino osservato che sudi un piede del tavolo, fatto di legno fresco di abete, c’era un po’ •di resina, e questa sostanza poteva benissimo aver servito di punto di “ attacco „ per la ipotetica susta... Eusapia, che aveva udito dall’altra sala esprimere queste congetture sin¬ golari di meccanica prestigiatoria , si è impazientita , si è chinata, e levatesi le scarpe le ha buttate verso il critico arguto; nè ancor contenta, si è spogliata da capo a piedi, restando in sola camicia e invitandoci a perquisirla. La visita era stata fatta accuratamente, prima della seduta, da mia moglie, ma anche ripetuta in controprova non ha messo in luce nessun ordigno nascosto. È mirabile la acquiescenza di certi “ furbissimi „ verso tutte le spiegazioni basate sulla trappoleria o sulla simula¬ zione. Certi trucchi proposti a spiegare la medianità sono cosi complessi e richiederebbero tale cumulo di condizioni intricate da parte del medium, dei presenti nella catena e ! 102 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II persino degli oggetti e mobili spostati, che non ci sarebbe congegno capace di eguali effetti in nessun laboratorio di strumenti di precisione. Qualora un medium del genere della Paladino fosse riuscito a dare apparenze supernormali a simili trucchi sotto gli occhi degli uomini intelligentissimi e one¬ stissimi che testimoniano diggià in suo favore, godrebbe davvero di una ingegnosità meravigliosa, di un'inventiva senza pari, di un’abilità assolutamente unica: che cosa sa¬ rebbero i giuochi di un Bosco, di un Cooke, di un Haskelyne, di un Houdin, vicino ai suoi miracoli di prestigio ?... Supponiamo per un momento che Eusapia sia in grado di portare con sè un “ ordigno „ capace (?) di produrre la levitazione di un tavolo, o, come vedemmo al Circolo Mi¬ nerva, il volteggiamento per aria di una chitarra, ecc. Tale ordigno dovrà essere pìccolissimo per sfuggire al tatto dei presenti; silenzioso per sfuggire al loro udito; invisibile pei' sfuggire alla loro vista; dotato di una energia latente capace di produrre parecchi chilogrammetri di forza; automatico, ma dirigibile a volontà nello spazio. E se si pensa che congegni eguali sarebbero necessari per produrre i suoni, per formare le luci, e altri per fingere il vento e l’ondeg¬ giamento della tenda , e più altri ancora per imitare gli strepiti sui mobili, e altri per fare uscire le apparizioni di mani bianche e nere, e altri, magari in forma di manichini, per trappolare le apparizioni di fantasmi piccoli e grandi, si finisce colFimaginare una cosa ancora più stupefacente della stessa medianità : Eusapia che va alle sedute tutta im¬ bottita di congegni e apparecchi fin qui sconosciuti alla mec¬ canica ed all’industria; e uomini adusati a manovrare gli strumenti più complessi inventati a scopo di scienza, come uno SeiiiAPPARELLi, un Lodge, un Riciiet, e fisici come Wat- teville, e Porro, e Gerosa, resi ad un tratto inetti a sco¬ prire l’artificio ! A Cambridge, nel '95, I’Hodgson, coi suoi primi sospetti su questa via, s’era reso insopportabile. b) Sul vento freddo si è congetturato che fosse pro¬ dotto dal fiato della medium. E questa supposizione sarebbe plausibile se il vento fosse debole e poco esteso, sentito in una sola direzione, non troppo freddo, a ondate e interrotto, come avverrebbe pel bisogno di respirare ; e se limitato alle parti superiori del corpo dei presenti, cioè alla faccia ed alle mani; e se lo spostamento d’aria non avesse azione mec¬ canica al di dietro della testa e schiena della medium. Ma in mia casa, come al Circolo Minerva, il vento che esciva dal gabinetto medianico aveva tali caratteri che assolutamente LA OSSESSIONE DEL “ TRUCCO 103 non si conciliano col troppo comodo supposto dell’alito della medium. Anzitutto c’è una impossibilità fisiologica: Eusapia parla durante la produzione del fenomeno, e riesce impos¬ sibile comprendere come modulando la voce e articolando le parole, possa contemporaneamente soffiare. Inoltre, quel vento veniva da tutta la metà destra della porta da dove la portiera si era spostata, ossia da una superficie d'almeno un metro quadrato. Era poi abbastanza freddo, cosi da sot¬ trarre calore su tutto un fianco a mio figlio (controllore di destra) e a me suo vicino, ed era abbastanza forte, così da sollevare la grave portiera foderata , che pareva divenuta una vela . Con che mi sembra escluso il trucco. Notevole specialmente è la penetrazione di quel soffio freddo sotto gli abiti: la sottrazione di calore è reale. Al Cir¬ colo ne fui varie volte investito per tutto il lato del corpo verso la finestra-gabinetto, cioè dalla testa alle gambe (che si trovavano, è chiaro, fuori di portata dal fiato della me¬ dium 1), e ne provai un vero senso di raffreddamento, dirò anzi dì intirizzimento: almeno due volte la pelle mi si è accapponata. Checché se ne pensi, non ci si astiene la pii ma volta da un po’ di ribrezzo: si pensa al “ freddo sepolcrale „ ! La cosa è conosciutissima nei circoli spiritici, e supporre che Eusapia faccia uscire quel vento da un soffietto cela¬ tosi tra le vesti o arrampicantesi sul suo dorso, è una ridi¬ colaggine: eppure, l’ho udita dire sul serio! c) Vi è poi ehi attribuisce alla Paladino una inconce¬ pibile destrezza. Io, per dir vero, a giudicarne dai movi¬ menti che eseguisce fuori di seduta, non la crederei dotata di grande abilità motrice: la sua andatura è tutt altro che svelta, il suo portamento, anche per la struttura tarchiata del corpo, è alquanto goffo : per cui non si capisce come nello stato di “ trance „ le sue membra dovessero acquistare l’agilità eccezionale idonea a produrre la sua intera fenomenologia. In tal caso essa dovrebbe poter allungare di 60-80 cent, o di lm,50 le braccia, senza muoversi da sedere; rivoltare la testa peggio di un impiccato; estendere il collo meglio di un fenicottero o di una giraffa ; portarsi i piedi dietro al dorso, suU'occipite e sul sincipite, o lanciarli fino al secondo ed al terzo assistente di destra e di sinistra passando con le gambe fra il tavolo e i due suoi vigilatori, o dietro alla schiena di costoro. Dovrebbe poi vedere e distinguere nel buio perfetto (nittalopia), udire nel silenzio e comprendere in mezzo al fracasso ( iperacusia ), possedere un tatto ultra¬ delicato e un senso muscolare più che squisito (acroestesia, 104 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il iperestesia): nello stesso tempo essere insensibile ai con¬ torcimenti più strani dei suoi tendini e legamenti, come un acrobata (analgesia profonda). Dovrebbe sapersi tenere in esercizio come il più consumato funambolo Malubarese; supe¬ rare in sveltezza il più abile giocoliere di bussolotti; vincere in agilità il Fregoli che va e viene, appare e dispare, si spoglia e si riveste a quel modo sorprendente che tutti sanno, jb dovrebbe Eusapia coi suoi piedi, nonostante le strettoie delle scarpino eleganti e attillate in cui li serra per civet¬ teria femminile, manovrare così egregiamente, da gareggiare coll uomo senza braccia che si è ammirato di questi anni nei circhi equestri. 0 il giocoliere Maskelyne non pensava che Eusapia sollevasse il tavolo coi denti?! E cosi, assommando tutte le abilità, cui dopo stenti in¬ dicibili si è arrivati da pochissimi individui in tutti i tempi e nel inondo intero; e cosi, ricapitolando in sè sola tutte le eccezioni della morfologia e fisiologia umana (senza dire di quelle mentali, accortezza, astuzia, previdenza, ecc., ecc., occorrenti per mettere in azione e per coordinare tutte co- deste disparatissime facoltà), Eusapia diverrebbe Ietterai- meni,e il vero “ monstrum „ delTumanità vivente, al solo scopo di dimostrare I intervento di quella postuma nei suoi miracoli „ e di ingannare il fior fiore dell'intelligenza Eu- roPea . Vla> usciamo da questo limbo della “ sapienza po¬ polare ,, da questi non-sensi del cosi detto “ senso comune! * * * False imitazioni di fenomeni. Qualche importante deduzione si può trarre dalla stessa inopportuna introduzione di falsi fenomeni fatta dal dott C in quella seduta di casa mia. Chi non he assistito mai a sedute medianiche, oltre a non farai un idea esatta della tecnica per quanto concerne la posizione e gli atteggiamenti del medium, le distanze cui arriva la forza esteriorata, la percettibilità visiva di certi feno¬ meni, neppure imagina le caratteristiche che distinguono ciascun fenomeno genuino. Tutte le manifestazioni del me- duministno, siano intellettuali, siano materiali, hanno un che di specifico che permette agli esperti di riconoscerne l’au¬ tenticità. Le personificazioni spiritiche, ad esempio, si asso¬ migliano a quelle psicopatiche, ma non sono identiche per FALSE IMITAZIONI DEI FENOMENI 105 la loro rapidità, per la loro transitorietà, per il loro con¬ tenuto, ece. ; le proiezioni a distanza poi, quali le telecinesie, le telefanie. le teleplastie, agiscono sui nostri centri percet¬ tivi in modo diverso dalle sensazioni ordinarie. Per questo le imitazioni dei fenomeni, come si ingegnano di fare certi prestidigitatori, o come qualcuno dei formanti catena può inserire nel corso di una seduta allo scopo di saggiare la credulità dei compagni o di cogliere in mendacio il medium, ben difficilmente riescono ad ingannare lo psicbicista avvezzo all’osservazione e lo studioso appena appena avveduto. Cosi accadde delle due falsificazioni giuocateci dal dott. C. a casa mia: prima, la pressione eccessiva sulla seggiola arrivata medianicamente sul tavolo ; seconda, la comparsa di fosfo¬ rescenze artificiali nel mezzo della nostra catena. a) La pressione della seggiola era prodotta dal dottor C... che teneva fortemente applicato il pollice sinistro sulla intelaiatura e impediva le escursioni ulteriori del mobile. Ora, basterebbe avere esperimentato anche poche volte sulle para- e telecinesie di Eusapia per distinguere le speciali resistenze che i mobili ed oggetti levitati e spostati media¬ nicamente oppongono agli sforzi estranei : io ritenni tosto, e lo dissi ad alta voce, che quella seggiola resisteva in modo allatto nuovo per me. — Prima di tutto, la pressione era insolita nella posizione coricata della seggiola stessa. Se i fe¬ nomeni medianici rispondono a imagini o a rappresentazioni del medium (e mi pare che sia proprio cosi !), si capirà che una seggiola sia sentita più greve o più resistente al moto im¬ pressole da fuori quando essa è in posizione normale e vi si può imaginare seduta una persona. — Inoltre, la traslazione della seggiola è un fenomeno tipico di Eusapia e si ripete sempre a quella maniera: il mobile levita, s’arresta un po’ sul tavolo, indi si leva e se ne va con un movimento rego¬ lato: mai è avvenuto che “ John King „ lo immobilizzasse in mezzo o addosso a noi. — Si aggiunga che la resistenza era sentita come se qualcuno tirasse la seggiola in basso, il che non si verifica nelle telecinesie sincere: la Eusapia, caso mai, avrebbe pensato di inchiodarla sul tavolo pigiando dall alto in basso, giacché nella sua fantasia onirica è John King in piedi, dappresso e attorno alla catena, che produce quegli spostamenti. Ma vi era anche un’insolita rigidità in quella pressione. La genuina resistenza degli “ Invisibili „ (della forza esterio¬ rizzata da E.) non è ostinata, bensì elastica: si ha l impres- - 106 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sione di una forza antagonistica che lotta, ma che è cede¬ vole, tanto che insistendo di troppo nel trattenere l'oggetto in procinto di muoversi e di spostarsi (ad es., il tavolo, la trom¬ betta, ecc.), la trazione od azione dell’agente occulto cessa ad un tratto, ed il fenomeno si interrompe. Anche questa è cosa saputa e risaputa nei circoli spiritici, cosicché i legis¬ latori della tecnica mediumnica danno istruzioni in proposito. Evidentemente il dott. C..., tentando imitare la telecinesi, fece falsa strada, perchè era molto ignorante in metapsichica. b) Ancor più chiara apparve subito ai miei occhi la infelice falsificazione delle luci spiritiche. Io ho giù descritte quelle vere, le quali sono assai difficili da concepire e perciò da imitare da chi non le abbia mai vedute nella loro realtà. Quando la prima di quelle luci eterodosse apparve sull’orlo del tavolo tra mia moglie ed il collega, ossia dal lato opposto ad Eusapia, e salì lentamente in mezzo a noi. la vidi subito troppo grande : poscia, la sua apparenza di mezzaluna (dovuta senza dubbio alla forma del polpastrello del pollice fregato contro un fiammifero) accrebbe la mia meraviglia, giacché le luci vere sono o rotondeggianti o linguiformi. Mentre gli altri della catena denunziavano, stupiti, il fenomeno rite¬ nendolo genuino, io non tardai a convincermi deiringanno, giacché il mio ospite, continuando nella sua impresa pertur¬ batrice, faceva apparire altre due “ luci „ movendo in aria la mano sulle cui estremità di due dita (pollice ed indice) i nostri occhi percepivano nel bujo delle fosforescenze az¬ zurrognole, palpitanti e fumose..., e il nostro olfatto avver¬ tiva il puzzo di fosforo. Se ne accorsero tosto mia moglie (che sedendo vicino al dottore, ne aveva notata una sottra¬ zione sospetta di mano dalla catena) e mio figlio (verso cui le “luci, si avanzarono). Ma più agevole ancora fu a me riconoscere che quelle stravaganti fumosità non avevano il moto di traslazione che caratterizza le fiammelle medianiche : — passavano per l’aria troppo in fretta, e le loro trajettorie a vortice erano troppo ghiribizzose. Nè esse avevano l’aspetto omogeneo delle luci vere; si vedevano nel loro centro delle aree più luminose (particelle di fosforo in processo di ossidazione) e dal loro contorno emanavano vapori: inoltre stettero troppo tempo davanti a noi. E dott. C. ignorava che le luci prodotte da Eusapia sono ordinariamente isolate o, al più, compaiono a pajo ; che si formano quasi sempre dal lato del medium, e ben di rado sul tavolo; che quando sono in due, esse si rin- T- MEDIANITÀ E PRESTIDIGITAZIONE 107 coirono, ma sono indipendenti l’una dall’altra e non stanno equidistanti, come naturalmente ha luogo di due dita tenute divaricate; che traversano lo spazio in linea retta e non a ghirigoro (che è il moto istintivamente dato da noi ad un corpo luminoso, ad una bragia, ad un fiammifero acceso, quando lo vogliamo far distinguere nel buio !) ; che sono di breve durata; che non si incamminano mai, come quelle sue, verso il viso delle persone sedute in catena... D’altronde, eseguendole in maniera da simulare un’insidia dell’Eusapia, è assurdo imaginarsi che un medium ciurmadore sia cotanto ingenuo da formare artificiosamente delle luci in mezzo al¬ l’assistenza col pericolo di essere acchiappato. Ma Eusapia non si lasciò jersera cogliere: il tavolo confermò con tre picchiate sollecite e vibratissime (tipt. sì) la mia dichiara¬ zione che era quello uno scherzo... di pessimo gusto. Adunque, se il mio collega ha voluto darmi una lezione di prudenza e dimostrarmi che assistendo alle sedute pala- diniane si cade in preda ad illusioni, se ha preteso di effet¬ tuare su di me un esperimento ad hominem, non c’è riescito: gli sono anzi gratissimo della sua improntitudine, giacché mi ha insegnato che i fenomeni luminosi detti spiritici hanno caratteristiche peculiari non imitabili, e che chi vuole in¬ trodurre burle maliziose tra le manifestazioni veridiche della medianitò cade da sè nel proprio tranello. Genova, 13 giugno 1901. LA DICIASSETTESIMA SEDUTA (15 giugno 1901). Coram populo !.. lina di invitati, fra cui molte siano™- qUaran' 32* PtJi jr ; veniva' a trovarsi 'jhisapia, ras^istenz^udi^’bOTM^^umore cliiat azioni dei fenomeni enunciati ad alta voce d»; viguaton ; ma nuITaltro' p “ voce aai due m.'^iTtoJp„*Tn seSTctaU "‘V? * S>W“™°. « Mtarat'ditsiS'TThLlT’j T'f0'' «nr«to„.‘X^ofs P'r - ™“ *•*<* <* » »>» »5iC.v“ 109 LE SEDUTE PUBBLICHE DI “ SPIRITISMO , ziato. Alla esistenza dei così detti “ canali „ del pianeta Marte scoperti dallo Sohiapparelli, tutti coloro che cono¬ scevano la serietà del nostro sommo astronomo , hanno creduto subito, prima che giungessero le serotine conferme degli astronomi Americani o Tedeschi. Ma se interrogo cento persone tra quelle estranee agli studi psichici, le quali sanno avere lo Sohiapparelli atfermata anche la autenticità delle azioni meccaniche a distanza di Eusapia da lui accer¬ tate a Milano nel ’92 assieme a due altri fisici valenti, il Pinzi e il Aerosa, e a psichicisti di grido, io ne sento più di metà obiettarmi che quella serie di esperienze, fatta in così piccolo circolo, non basta e che occorrerebbe una prova “ più in grande Ora, la medianità non è un’arte nè un genere di virtuo¬ sità che si possa produrre sui teatri come lo è, fra i “ Mi¬ racoli moderni „ , la lettura cumberlandica o pikmanniana del pensiero. Mentre qui la presenza di una folla può perfin favorire l’uso della facoltà di percepire i moti minimi dei soggetti -guida, giacché questi, nell’emozione di agire in un esperimento spettacoloso, sono inconscientemente tratti a tradire il proprio pensiero (quasi sempre costituito, in quel caso, da imagini di movimento); per contro, nelle esperienze medianiche i soggetti debbono operare in condizioni che mal si accordano con la pubblicità. Debbono, anzi tutto, non essere distratti, concentrarsi, autoipnotizzarsi : e a ciò non si giunge in mezzo alla confusione ed al rumore. Inoltre, la loro azione ejettiva non oltrepassa una determinata e abbastanza limi¬ tata distanza: e chiunque si trova al di là di questa non è in grado di apprezzare fatti che non arrivano fino a lui. Per di più, una grande quantità di fenomeni consta di per¬ cezioni di individui singoli o, al massimo, di quei pochi che vi assistono in situazione speciale propizia o in istato idoneo dell’animo. Come realizzare questo determinismo psicologico in un ambiente teatrale ? ovvero in un salotto mondano ? Anche il più abile dei fisiologi si vede spesso fallire “ un esperi¬ mento di scuola „ cui pur si era prima preparato nel silenzio austero del suo laboratorio; anche il più acuto dei clinici psichiatri non sempre riesce a mettere in mostra davanti agli scolari il sintomo morboso, sia allucinazione, sia delirio, sia idea ossessiva, che pur sa esistere nel suo paziente. I fatti biologici e psichici non si dimostrano mai eguali nelle nostre contingenze sperimentali, nè si eseguono a beneplacito come quelli chimici in una reazione tra sostanze conosciute o quelli fisici in una sbarra metallica riscaldata e in un elettroscopio. 110 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il * * Coscienza, subcoscienza e ipnosi dei medi. Io procedo severissimo, forse, allo spiritismo dottrinario dell’ultimo terzo del secolo XIX, oggidì in disfacimento davanti ai nuovi metodi e intenti della Metapsichieu: ma l’analisi di molte affermazioni dei suoi maggiori maestri mette in chiaro l’accumulo di troppi errori e di troppe in¬ genuità a riguardo della psicologia del medianismo, perchè si debba o possa tacere. Tacciono per prudenza molti dei psichicisti odierni più autorevoli, benché siano stati i primi a scorgere il vacuo e il falso di un buon numero di aforismi e dogmi spiritici; ma chi si accinge ad uno studio obiettivo dei fatti medianici deve cominciare a liberarli da tutto ciò che ne disforma la natura. E questo va detto, in principili modo, della mentalità dei medi durante la provocazione dei fenomeni. Ho già insistito in queste mie Note psicologiche sullo stato della loro coscienza e volontà; ed ho dovuto dar torto al- I’Aksakoff che li dice inconsapevoli e volitivamente inerti, e al Moses che si pretendeva strumento passivo in mano alle entità occulte o sideree. — Contro I’Aksakoff, basta os¬ servare che Eusapia si suggerisce il movimento da produrre o la allucinazione da risentire; che prova sempre il desi¬ derio imperioso di far percepire agli altri i fenomeni che sente o vede, anche quando sembra passata in • trance „ ; che essa si pone volontariamente in istato di medianismo, e, se questo non è profondo, ne esce quando le fa comodo : che dirige essa medesima le esperienze, fa rivolgere l’atten zione dei presenti verso dati punti e preannunzia molti fe¬ nomeni ; che solo nella “ trance „ completa, cui però E. si è preparata mettendosi a volontà in condizioni antosuggestive di sonno, questi fenomeni avvengono di impulso, scattando le molle subconscie deU’automatismo. — - Contro il Moses, sta il fatto die Home non dormiva, per confessione dello stesso Aksakoff; cosicché parrebbe che il sonno medianico sia più necessario alle manifestazioni intellettuali che non alle ma¬ teriali: nella scrittura automatica si può dire che dormono solo la mano e il braccio del soggetto psicografo. Del resto, in favore del mio asserto stava giù la pratica di buoni e LA MEDIANITÀ IN VEGLIA E IN “ TRANCE , 111 imparziali osservatori, come Mac-Naii, il cui medium ìste- ropatieo non cadeva mai in vera “ trance , nonostante la rara dovizia e forza delle sue manifestazioni. E sta la pratica di chiunque, con un po’ di accortezza psicologica, si trovi a sperimentare con Eusapia. Io ho notizia d’almeno cinque persone dotate di potente medianità fisica luna signorina di 16 anni, un’altra zitella di 26, una signora di 45, un gio¬ vine di 19, ed un signore di 40) che produrrebbero in per¬ fettissima veglia, e con lucidissima consapevolezza dei loro prodigai, ottimi fenomeni tiptologici, telecinetici, telefanici e persino ’stereoplastici ! Li studierò se ne avrò tempo e voglia. v ]gel]a seduta pubblica di cui ho parlato, i fatti di tipto- cinesia, di tiptologia e di materializzazioni tangibili (assi¬ curati 'nella loro autenticità dalla stessa singolare modalità della seduta) si producevano in piena veglia. Anche il De Fontesa v, che l’ha osservata con finezza nelle sedute di casa Blech. divide lo stato medianico della Napoletana in tre gra¬ dazioni: 1“ veglia; 2° trance passiva; 3° trance attiva. In quest’ultima, che sarebbe una specie strana di sonnambu¬ lismo vigile, la coscienza non è oscurata che a tratti, e la volontà agisce opportunamente a seconda delle circostanze esterne : il subliminale è guidato, nei suoi automatismi, dai pensieri della veglia. Questa distinzione, a parer mio, è la più semplice e nello stesso tempo quella che meglio si ap¬ prossima alla verità. Certamente, lo schema tassinomico del dott. Visani-Soozzi (ommettendone la incongrua miscela di credenze spirito-telepatiche) supera quello del pubblicista parigino per una più precisa definizione e classificazione dei singoli fenomeni a seconda del loro carattere psichico; ma per l’appunto codesta precisione è, a parer mio, la sua pecca precipua. Un si fatto rapporto assoluto tra l’indole dei sin¬ goli fenomeni e lo stato della coscienza d’ Eusapia io non l’ho visto, quantunque sia visibile un tal quale parallelismo tra la fenomenologia in generale e il grado più o meno avanzato dell’estasi medianica. Da un pezzo gli spiritisti lo avevano notato. Ad esempio, le grandi apparizioni di fantasmi interi (quando siano au¬ tentiche!) sono materializzate quasi soltanto dai medi che raggiungono il “ trance „ più profondo : il Crookes vedeva sempre la Cook addormentata mentre “ Katie King „ si mo¬ strava; e la Marryat, che ha descritto con concisa esattezza la caratteristica fenomenologia dei medi maggiori , li vide sempre in istato di sonno mentre le “ entità „ evocate appa¬ rivano all’iiurresso del gabinetto nero o si avanzavano nella 112 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, li s“la (?)‘ ~ S!c.°“d° le preziose istruzioni “ comunicate „ dagli stessi Invisibili amici extraterreni , al circolo di casa JS'oeggerath, i medium a incarnazione, per la cui voce parlano gli spiriti prendendo possesso del loro corpo (mediante un pi ocesso di sostituzione transitoria, onirica, di personalità, ben noto agli psicopatologi), ovverossia i medium detti “ oratori debbono essere inconsci di ciò che in essi avviene e non ser¬ barne memoria all uscita dalla “ trance ,. - Tutto ciò nassa per un dogma! Eppure; anche questa correlazione tra il fenomeno culminante della mediumnità e lo stato psichico PlLfintnnT, r è-iC0St,arte: S1 legge di certi niedi> cui Eghnton [ed ora il californiano Miller], che essi materia¬ lizzano i fantasmi pur restando svegli , e funzionando essi medesimi da ciceroni per 1 propri spettacoli. A meno dal supporre, con qualche fondamento, che tutta questa roba non menta cieca fede, si ha sempre più diritto di esclamare che lo spintismo tradizionale si compone in¬ concepibilmente di contraddizioni e di anomie. Ed io mi do¬ mando, con buona pace degli ammiratori del Mvkks, se sia veramente ben scelto il termine di “ supernormali , da lui proposto per applicarlo a tutti i fatti psichici chiaramente patologici, entrati di straforo nello spiritismo (G. Delanne) o sottratti arbitrariamente alla psicologia normale ed anor¬ male m via di sviluppo entro la cerchia della scienza posi¬ tiva (E. Anastat i. Certo è che un limite netto fra normalità, anormalità e supernormalità non esiste; più si avanza nel- analisi dei fatti, e meglio si scorge l'incastrarsi continuo dei tre domini psicologici. Rispetto allo stato mentale della Paladino, se si bada ai suoi fenomeni piu dimostrativi e sicuri - che sono i tiptici le luminosità, gli spostamenti di oggetti, il manovramelo di piccoli apparecchi a distanza, le materializzazioni parziali tangibili e visibili - io trovo che essi si potrebbero, al più, distinguere in tre categorie: 10 Fenomeni che avvengono in istato di veglia e di prevpnosi (\ isam-Scozzi), con piena lucidità della coscienza superiore. Qui l’automatismo di scarica messo in azione da impressioni ed imagini coscienti potrebbe, fino ad un certo punto, paragonarsi a quello di certe epilessie parziali, note agli specialisti sotto il nome di epilessie jaksoniane (dal neu¬ ropatologo inglese Huohlings-Jackson, che per primo le di¬ stinse e descrisse). L’accesso convulsivo è allora abitualmente circoscritto a date regioni del corpo, assume, a seconda del LA MEDIANITÀ IN TEGLIA E IN “ TRANCE „ 113 punto di partenza nei nervi sensitivi e della diffusione dei crampi nei gruppi muscolari, i tre tipi facciale, brachiale e crurale; esso si inizia e abbastanza spesso decorre tutto senza perdita della conoscenza, o questa è tardiva e incom¬ pleta (salvo nel tipo facciale); di guisa che il paziente ha sempre consapevolezza della sua crisi, assiste per cosj c]jr(; a|. l’attacco e ne serba il ricordo. A me sembra che un feno¬ meno consimile accada alla Eusapia durante la prima parte delle sedute, e anche durante quelle sedute intere, che sono contraddistinte da manifestazioni iniziali e semplici di media¬ nità; tuttavia vi è questa differenza: il crampo epilettico è disordinato e non risponde a nessuna finalità; la scarica me¬ dianica è intenzionale e risponde a fini prestabiliti. In codesta fase quasi esclusivamente preparatoria la perso¬ nificazione non avviene, o è annunziata verbalmente per puro rispetto alla tradizione o per i bisogni della pratica. 2° Fenomeni che avvengono in istato di ipnosi leggera e intermittente con obnubilazione passeggera della coscienza su- penort . — In questa condizione psichica Eusapia cade dopo un certo tempo di preparazione, e per vera autosuggestione di sonno medianico. Mentre si effettua la proiezione df energia essa ne è o ne pare quasi del tutto inconsapevole, anche quando il fenomeno corrisponda, come tanto spesso abbiamo veduto, ad una rappresentazione psicomotrice, o ad una sug¬ gestione altrui, le quali furono bensì accolte dalla coscienza vigile ma si sommersero nella subcoscienza per trasformar- visi al momento opportuno in scariche esopsichiche. Il sonno medianico però è breve, rapido nel comparire e nel dile¬ guarsi. simile in ciò a quelle assenze che si osservano nelle grandi nevrosi, nell epilessia, nell’isterismo, ecc., che sono di breve durata, occasionano appena alcuni fugaci e spesso impercettibili moti convulsi, e son seguite dal ritorno pres¬ soché immediato della coscienza, senza che il paziente abbia memoria della lacuna intervenuta nella sua corrente di pen¬ siero. Anche Eusapia, che tra un fenomeno e l’altro conversa coi presenti, dirige la tecnica delle sedute e rileva le par¬ ticolarità di certi fenomeni, non li ricorda però che in sommario. Questo è lostato psichico che il EeFontenay designa come * trance attiva „ e che forse corrisponde alle due fasi cata¬ lettica e sonnamboliea del Visani-Scozzi; non è, ad ogni modo, una condizione continuata, anche perchè non è sempre accompagnato dalla personificazione, oppure questa fa ap- Morselli. Psicologia e spiritismo , U. g PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II parizioni fugaci e superficiali, sebbene basate su di un con¬ vincimento autosuggestivo continuato anche in veglia. 3° Fenomeni che avvengono in fatato di estasi completa, con oscuramento pieno della coscienza e con lacuna accer¬ tata nella memoria. — Qui siamo nella “trance* più avanzata detta “ passiva „ dal De Fonfenay, o nel letargo del Visavì (che non è però la stessa cosa del letargo di De Rochas); esso viene raggiunto dall’Eusapia solo nell’ultima parte delle sue sedute migliori, mentre manca del tutto nelle sedute di minore entità , che pertanto si potrebbero dire pseudo-son- nambuliche. Le caratteristiche dell’estasi profonda sono: a) la incon¬ sapevolezza : è rivelata dal silenzio, dall insensibilità, e da tutto il contegno di Eusapia; — b) la amnesia, di cui mi è parso qualche volta avvertire che la crisi dissolva anche ri¬ cordi immediatamente ad essa anteriori e posteriori, avendosi così quella forma peculiare all’isterismo che i neuropatologi conoscono sotto il nome di “ amnesia anterograda e retro¬ grada „ ; — c) la personificazione, che nell’ estasi è completa con invasione dell’io secondario schematizzatosi nella spiritica entità di “ John-King , e con le corrispondenti espressioni mimiche e verbali ; — d) atteggiamenti passionali, ora aventi una decisa impronta erotica, massime in riguardo ai suoi vigilatori laterali, ed ora denotanti emozioni di paura, di collera, di ironia sarcastica, a seconda della indole e del contenuto degli automatismi medianici; — e) ossessioni ideative, di cui l’una si estrinseca nel desiderio di imperso- nazione, l’altra tenacissima è quella della propria sincerità di medium ; — f) allucinazioni sensoriali, che si desumono dai tronchi accenni di visioni spettrali o di azioni violente ed inconsuete da parte di personaggi invisibili; — g) in ultimo, sonno profondissimo, con cui si vede tagliata a mezzo, qualche volta, la crisi estatica: esso ha qualche cosa del comatoso, in quanto che fa cessare ogni sorta di manifestazione medianica.. Ora, da questo quadro clinico, che qui porgo in riepilogo, si scorge la intima analogia fra il rapimento medianico di Eusapia e il grande attacco isterico ; la somiglianza è anche accresciuta dagli effettti posteriori, cioè, dalla, risoluzione muscolare, dalla confusione mentale del risveglio, dalla len¬ tezza con cui il medium riprende i sensi, dalla fatica che consegue ad ogni seduta, e dalla stessa periodica diminuzione della 'medianità che a quando a qnando toglie ad Eusapia i suoi poteri eccezionali. INCARNAZIONI E PERSONIFICAZIONI 115 * * * 11 Entità spiritiche „ ed ‘ io sonnambolici , Di tutti gli accennati caratteri del medianismo della Pa¬ ladino (messa da parte la esopsichicità che cosi fortemente la individualizza), il solo che abbia apparenze spiritistiche è la personificazione. Ma essa pure, assieme a tutti gli altri sintomi interiori delle sue sedute, non piglia piede fuori della psicopatologia. “John-King„ è un mezzo io secondario che a pari di tutti gli altri “ spiriti incarnati „, si è costituito con elementi di varia provenienza: in maggior numero, caduti dall'alto della coscienza dell'io personale; in minor numero (checché dicano Myers e Geley), derivati dalle attività sub¬ psichiche, non però da coscienze estranee al medium e men che mai da reviviscenze mnesiche di esistenze anteriori. Tutti i suoi elementi (rudimentali e slegati) sono analoghi a quelli degli io secondari che si svolgono nell’isterismo e nella psicosi, molti dei quali emergono dal fondo in cui si agita con la cenestesi la vita organica. Tanto nei medi, quanto nelle isteriche e nei soggetti a doppia coscienza, la perso¬ nificazione (che nei medi diventa “ incorporazione spiritica „) si sistema per monoideismo e si ripresenta sempre identica, ad ogni ritorno dello stato medianico, della crisi nevrosica, dell’alternativa mentale. Nei medi a incarnazioni variabili, il comparire di “ spi¬ riti comunicanti „ è dovuto ad altrettanti rapidi attacchi sonnambnlici di impersonazione seconda, di possessione tran¬ sitoria; tuttavia, anche la scelta delle personalità che si in¬ carnano non è casuale , perchè trae sempre le sue ragioni dalla individualità del medio stesso (età, carattere, istruzione, educazione, vicende domestiche e personali, impressione di eventi politici, ecc.). Invece nei medi a incarnazioni stabili e univoche il fenomeno psicopatico, comunque accessuale, è giunto alla fase di sistemazione: ogni crisi medianica ri¬ pone il medium, come l’isterica, nello stato di personalità seconda. Tutti gli “ spiriti-guida „ dei medium interiori, tutti gii “ spiriti-istruttori „ di quelli più elevati sono io secondari sonnambolici fortemente organizzati e definiti: John- King va a braccetto, non solo di Katie King (della Cook) sua prossima parente, ma pur dei suoi compagni Joey 116 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Sandey (di Eglinton), Emanuele (di Forsboom), Rector (di Oxon), Yolanda (della d'Espérance), Leopoldo (della Miiller Smith), Couc-Dijla o Eloim (del circolo della Noeggerath), dottor Phinuit (della Piper), ecc., ecc. Questi sono personaggi fantastici, ma lo stesso deve dirsi dei personaggi storici che si incarnano da anni con sorprendente ubiquità, e spesso con stupefacente uniformità di selezione, nei circoli spiritici del mondo intero. Chi non vede l’origine psicopatica ed onirica dei tanti “ Fénélon „, k Bossuet „, “ Abramo Lincoln *, “ Byrou , e “ Napoleoni „ da strapazzo che scendono dal- l’“ altro piano „ e tirano la corda dall’ “ altra parte della linea „ V Chi non scorge la stilizzazione obbligatoria del “ Galileo „ di Kardkc-Flamharion, dell’* Humboldt „ della Adelina von Vay, dell’" Ariosto , di Scaramozza, del “ Gounod „ della Weldon, del “ Robespierre „ , della Noeg- geratii, e del “ don Cottolengo „ (sacerdote filantropo tori¬ nese) del nostro bravo Teokii.o Coreni? Alcuni di codesti io secondari sono spontanei, subitanei, e insorgono all impensata, davanti alla coscienza superiore, certe volte fino dal primo assidersi di un individuo predi¬ sposto alla medianità attorno al tavolo magico o fino dal suo primo entrare in una “ catena „ magneto-spiritica. Ne restano sorpresi tutti : coloro che assistono a queU’irrompere duna entità bell’e pronta, che si denomina senz’altro; e colui che si trova medium evocatore ed inearnatore, comu¬ nicante coll Al di là, quasi a sua insaputa. L’evento fortuito (formazione di un “ circolo ,, apposizione delle mani sul tavolo) agisce come un dissolvente gettato in una soluzione chimica ; e il paragone tanto più calza in quanto quel pre¬ sentarsi d un “ ente occulto „ è dovuto alla fulminea disgre¬ gazione della personalità. Ma la venuta improvvisa dalle ombre del Mistero è solo apparente. Le “ entità spirituali „ che si dicono il più spesso “ anime di defunti , ma che possono anche, per stranezza del caso, essere persone vive lontane e persin qualcuna fra le presenti (!|, non sono formazioni ex-novo : constano di ima- gini, di ricordi, di osservazioni approfondatesi da tempo im¬ memorato, sia prossimo, sia remoto, nella subcoscienza, e vengono su con impeto, ed oltrepassato il limen salgono a illuminarsi effimeramente ai raggi sottratti alla coscienza nor¬ male. Però il loro insorgere non è sostanzialmente diverso, ad onta della loro complessa integrazione, da certe remi¬ niscenze inaspettate che riportano nel campo di coscienza vecchie impressioni celate da anni nei depositi della me- PSICOGENE*! DELLA INCARNAZIONE 117 moria, nei recessi dell’/o non più smossi, nè coltivati per le contingenze di vita. Chi le possiede, le ignora: ma il non conoscerne il modo come siano arrivate colaggiù e come si siano conservate e come tornino a galla, non implica che esse provengano dal di fuori: il Flournoy egregiamente sin¬ tetizzò il processo chiamandole “ criptomnesie „. E ve ne ha di individuali, che rappresentano i detriti e i reliquati del¬ l’esperienza di ciascuna persona quando ha vissuto in rap¬ porto col mondo esterno fisico e sociale. E ve n'ha di uni¬ versali, che si trovano congenitamente in ognuno dei viventi ancor prima d’ogni loro acquisto pratico, e che son date dagli istinti oscuri della specie e del sesso, dai sentimenti e pre¬ giudizi ereditari della razza, dagli adattamenti mesologici delle stirpi e famiglie. Quelli, e non altri, sono gli elementi psichici onde constano gli io secondari che prendono par¬ venza di persone. Il processo psicogenetico è il medesimo, tanto se lo spi¬ rito-guida è uno solo, quanto se sono due o più. Infatti le cose non restano sempre cosi semplici come in Eusapia. Tal¬ volta le personalità seconde si moltiplicano. Accanto alla principale o tipica, che è ben formata e che facilmente dagli osservatori viene ogni volta “ identificata „ in vista della costanza vivacità e determinatezza delle sue manifestazioni traverso la persona del “ medium „ (modo di invasione, lono di voce, fisonomia, gesti e atteggiamenti, frasario, stile delle comunicazioni, abbigliamento, ecc.), altre ne compaiono, le quali si organizzano in maniera più o meno completa. Qualcuna giunge persino a lottare pel predominio con la prima che s’era sviluppata, e la caccia al secondo posto, e anco la surroga totalmente nella coscienza del soggetto. L'esempio più suggestivo lo si è avuto nella celebre medium americana Piper. Durante varii anni essa servì all’incorpo¬ razione dello spirito di un “ Doti. Phinuit „ (vecchio medico francese dal nome ostrogoto, imitato dal “ Finnett „ del medium Cooke, sbagliato ortograficamente); ma poi, negli ultimi tempi, la Piper è divenuta il tramite delle comu¬ nicazioni di un “ Giorgio Pelham „ (pseudonimo di un av¬ vocato psiehicista, ucciso nel 1892 da una caduta da cavallo) e il nuovo ha scacciato quasi del tutto il vecchio inquilino (*■ Proc. of Soc. f. psych. Res. passim). Questo fatto fu già osservato dagli specialisti neH'isterismo e nella pazzia ; certo, però, è più frequente nel medianismo, di cui rappresenta una delle poche note differenziali in mezzo al gruppo psicopatologico dei perturbamenti, sdoppiamenti 118 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II e stati alterni della personalità (cfr. i bei lavori di Azam, Janet, Fredd, Jung, Morton, eco.). Egli è che i medi sono individui a personalità disgregabile, ed una volta ehe la disgregazione di personalità si è resa abituale, la moltipli- cità delle loro personificazioni oniriche è agevolata. Talvolta i “ disincarnati „ si succedono rapidamente nella coscienza del medium, e questi passa da un atteggiamento all’ altro come farebbe un abile artista : si assiste persino a dialoghi e a piccoli drammi ricchi di sapore artistico a seconda della ricca o scarsa attitudine e della capacità rappresentativa del soggetto. Una seduta a incarnazioni è per lo psicologo urftT spettacolo interessantissimo, giacché i medi intuitivi, intellet¬ tuali, oratori, comunicanti, come dir si vogliano, sono talvolta veri artisti del genere. Dirò anzi che lo stato di incoscienza loro permette una inpersonazione più sentita che non agli attori di teatro, sui quali la presenza del pubblico, Tamor proprio, il desiderio di recitar bene, agiscono da inibitori. Perciò la “ rappresentazione „ medianica è più sincera. La affinità di procreazione ed evoluzione tra gli io secon¬ dari nevrosici e paranoici da un lato e le “ entità spirituali » dall’altra, sussiste chiara e lampante, e resiste alle negative sdegnose degli spiritologi interessati a segnare un preteso distacco tra medianismo e neuro-psicosi. Nessun documento è più prezioso di certe ingenue descrizioni di sedute a incar¬ nazione. Prendasi La Survie della Noeggerath, libro onorato d’una prefazione psichicistica di Flammarion, e si leggano i brevi accenni agli stati ed atteggiamenti dei medi ; sono come le didascalie delle opere drammatiche. Due esempi basteranno : Incarnazione di Robespierre: — “ Il nuovo arrivato si accomoda l’abito come se ne facesse due grandi pistagne [il costume dell'Epoca]; passa la mano sulla sua fronte e rigetta i suoi capelli completamente in addietro [la pettinatura ‘ alla Bruto . ]. Detta Robespierre : — ‘ lo ho un nome che fa tremare, ecc., ecc. , (Loc. eit., Vili* serie). Incarnazione di una strega bruciata vira, e ehe si denomina “ La fata d’ oltre tomba „(!!): — È annunciata prima da un altro spirito: “ C’è là una vecchia e ben brutta donna; è tutta curva e si appoggia su di un bastone ; nè ha l’aria dolce... „. Il medium passa tosto ad incarnare la nuova venuta: — ‘ La persona che si incarna [intendasi il medium] „ esamina, guarda con curio¬ sità i suoi vestiti macchiati: essa tiene le mani una sull'altra alla maniera delle persone d’una età decrepita. Ad un tratto spinge un grido terribile: “ Il fuoco, il fuoco! , — Nuova ca¬ talessi (del medium) ecc., ecc. (Loc. cit., XV* serie). GLI SPIRITI E GLI IO SECONDARI 119 A questi mediocri saggi d’arte rappresentativa chiunque abbia pratica di ipnotizzazione ha assistito le dieci eie cento volte ; i dottrinari, i credenti dello spiritismo debbono es¬ sere ben semplici o ignoranti di psicologia per non ammet¬ tere o per non iscorgere la genesi simbolica delle sedicenti incarnazioni. Questi io secondari del sonnambulismo media¬ nico si moltiplichino pure, ma la loro composizione risulta sempre eguale alla precedente. Anch’essi, ora fanno irruzione improvvisa manifestandosi in modo violento, brutale, e sono detti allora “ spiriti malevoli » o “ cattivi „ in antagonismo con quelli “ amici „ e “ confortatori „ ; ed ora si affacciano timidi tra le quinte del subconscio e domandano uno svi¬ luppo suggestivo. L’“ Ernesto „ di Eglinton, 1 Esenale „ della Smith, la “ Chlorina „ della Eleon. Piper, appartengono a questa famiglia di io sonnambolici secondarii, dei quali però il maggior numero rimane agli inizi dello sviluppo, oppure abortisce e addimostra deficienze di formazione, o non arriva ad agire con bastevole autonomia e si manifesta saltuaria¬ mente e frammentariamente. Spiriti, questi, in sottordine, quasi attori generici o anche semplici comparse nei drammi e romanzi ora schematici ed ora ingrovigliati, che il subco¬ sciente dei medi fa germogliare organizza ed espande dai suoi segreti recessi, lo secondari, insomma, che non hanno vigore sufficiente di assimilazione e di coordinazione, e dei quali ciascuno non riesce ad essere che una pallida copia degli io precedenti, sia del normale e fondamentale, sia del primo anormale ed alterno che s’è venuto meglio organiz¬ zando col processo di reiterazione onirica. Se non che queste entità spiritiche sembrano, ma non sono persone. Chi può dire se “ John King „ , come ce lo presenta la inintelligente medianità di Eusapia, sia davvero una coscienza personale sopravissuta? Chi ha mai conosciuto gli “ Alfredi „, le “ Yolande „, gli “ Abdullah „, le * dulie ,, i “ Cesari „ e le innumeri altre personificazioni imaginarie od astratte di cui formicola la letteratura spiritica ? Il problema psicologico che li riguarda è, a parer mio, di grande sem¬ plicità; ma non così semplice si presenta il problema quando siamo di fronte ai fatti di evocazione di dati defunti, rico¬ nosciuti, a quanto si afferma, da coloro che li conobbero in vita, ovvero anche identificati dalle circostanze peculiarissime e a tutti ignote che il medium incarnatore od evocatore ha saputo indicare. In primo luogo, i casi di codeste identifica¬ zioni esistono veramente? E quanti sono? E come sono? Chi ce ne garantisce la storia ? E in secondo luogo ; prima di giun- 120 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gore aUa tesi spiritica, non ce ne sarà altra da accogliere e da difendere con argomenti positivi? C’è qui un campo im¬ menso aperto alla Metapsichica, e vorrei che si cominciasse col- “ sfnrUtaieiU1* ?ntlea P‘U r,&oro8a e Penetrante sulle troppe r; e:UUOn l,Che Vrac0?ntate nei circoli e accolte nei pe- c tà dei » ^ "• t Che SÌ disting^se fra l’autenti- deHe “ stonV HUen 'f ® Sm£ole storie » e l’autenticità delle storie documentate Quanti problemi particolari aspettano una soluzione prima di poterla sperare per il gran problema generale dello Spiritismo! be poi esclamo dalla medianità intellettuale e torniamo a quella esopsiclnca sullo stile della Paladino, le cose of- lf?ROFUna C0IUpl8S?,tó ancora Più g^nde. Come mai Aixan- Kardeo capiva cosi poco della sua stessa dottrina del “per¬ óni •’ Ti dlSpr®zzare 1 fenomeni fisico-meccanici, che di fazione Pnit T, T ^ ° Mtrale sarebbero la rive¬ lazione piu diretta e genuina? Non pensava il legislatore Derisori tifi « toc®asslra<jl 0 cedessimo una “ materializzazione fil i1 ” a ql',ie davvero assumesse forme e conno- tat, e azioni personali, saremmo davanti al nocciolo sostan¬ do ìli!" ° spintlsm0? Poicliè al cospetto di fenomeni super- normali come sono quelli di Eusapia e degli altri medi a iTÌit1! iT0n' antonome (dat0 che siano genuine e provate), • letapsichica avra un problema duplice da risolvere: ... " ‘ P’egnfe l’ignoto dinamismo della forza bio-psichica che si estenora che agisce sui corpi esterni, che crea suoni luci e forme, e che organizza entità con morfologia umana; il pro,cedllnento ancor più sconosciuto, per ■nffrni a quest‘ teIepIasm. possano essere date dal medium, detefmTnlfó qUaft0 nanan° 6 C1'edono & spiritisti, una richfam f confourazwne Personale ed attività bio-psichiche ìSssii asr ° ■*“ — i”"« PT° dei qu®siti ha Ia sua '-agion d’essere, per me rVI ente’-fei MtJ pr°d0tti finora sotto i miei sensi ■a„a 1 alad‘"0, 1} secondo sarà propriamente tutto un’illu- ° U" ln menziono degli spiritisti, come da tantissimi si congettura e s. sostiene? Vorrei, nelle sedute ulteriori con jusapia, procedere un po’ più speditamente verso il conte- noritàSdir rT° deUia ' C°Sf ; salv0 che non mi dia qualche novità di rilievo, la sua telergia finisce coll’annoiarmi. Genova, 16 giugno 1901. LA DICIOTTESIMA SEDUTA (23 dicembre 1901). Verso 1' ‘Altro Lato,. L stata la seduta più importante finora per me, e mi toccherà a dilungarmi nell'illustrarla. * Dopo sei mesi di riposo e di meditazione sulle meraviglie fisico-meccaniche viste a produrre daEusapia Paladino, e dopo le nuove esperienze che mi vi hanno ancora trattenuto, eccomi ieri sera saltato a piè pari in pieno spiritismo di evocazione. Mi si e invitato a partecipare a qualche seduta del gruppo di soci del Circolo Minerva presieduto, come dissi (pag. 3) dal prot. Porro, e del quale fanno parte il Cav. Adolfo Erba, Console di Costarica; 1 Tng. Cav. L. Ramorino, ad- detto ai cantieri navali di Sampierdarena e la di lui ’ con¬ sorte; L. A. Vassallo (“ Gandolin „); e il Dott. Venzano. La disposizione della sala è la stessa che già conosco: di fianco al gabinetto medianico è collocata la pesante scrivania con su gli oggetti abituali. L amico \ assallo mi ha detto che assisterò sicuramente a manifestazioni ammirevoli per intensità e per qualità • perocché il gruppo, che gode la simpatia della Eusapia, si e proposto di lasciarla agire liberamente, senza affaticarla con eccessivi controlli, salvo quelli indispensabili sulle mani e sui piedi. A tale uopo io mi accordo tosto coi miei nuovi compagni sul modo di invigilarla: non ne lascerò mai la mano e cercherò di non perdere il contatto del suo piede e del suo ginocchio, ma ne seguirò docilmente tutti i moti, ne asseconderò col mio contegno e col pensiero l’attività medianica; insomma , mi comporterò in tutto e per tutto come un convinto “ spiritista „. 122 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Nelle sedute cui mi si invita, noi siamo in faccia alla tecnica ed alla fenomenologia spiritica più decisa; mi si annuncia che “ veri spiriti „, oltre a “ John King „ sono venuti a manifestarsi e che ne avremo comunicazioni e messaggi. Fino a iersera * John King per quanto inevi¬ tabilmente rammentato e invocato dai presenti, costituiva piuttosto uno stimolo simbolico cui bisognava dare un nome o su cui fare affidamento per ottenere le scariche psicoer- getiehe di Eusapia, senza che veruno di noi credesse o mo¬ strasse troppo apertamente di credere alla esistenza del personaggio. Ma ora il “ corsaro „ transatlantico diventerà qualcuno; e se non lo vedremo in carne ed ossa, sarà al¬ meno il riconosciuto agente occulto, quasi sempre invisibile, ma talora anche visibile, che non si contenterà più di pro¬ durre gli effetti desiderati daH’assemblea nell’ordine mecca¬ nico, che non solo assisterà e proteggerà la sua “ figlia „ (il medium), ma le condurrà anche dappresso altre entità spi¬ rituali, o nel gabinetto oscuro, o attorno al tavolo: stasera, finalmente, “ John „ sarà il Mercurio solerte e compiacente che ci metterà in commercio coi sopravviventi o cogli eie- mentali dell’Altro Lato. Ecco pertanto un cambiamento radicale nelle attitudini psichiche dell’assistenza, nella terminologia, nel metodo dei fenomeni, nella finalità di tutta la mia serata. In prima¬ vera e nel mio grappo invernale ci eravamo fermati nel prònao, e le azioni esopsichiche del medium non ci portavano oltre al personismo ed all’animismo, secondo la distinzione dell’AKSAKOFF e deU’ÀNASTAV: è giunto il momento di pe¬ netrare nel santuario. La sola differenza fra le sedute del gruppo che mi ospita e quella dei “ circoli „ spiritici radunati per la evocazione e, quasi si direbbe, pel culto dei loro morti, sta nell’assenza di ogni rito. Si sa come procedono i gruppi ascritti alle diverse sètte della religione spiritica: essi si vantano di con¬ tinuare le pure tradizioni Kardechistiche (cfr. “ C-r. Congr. Spiri!, et Spiritual. „, 1900, p. 521). Si comincia colla lettura del processo verbale e con una allocuzione del presidente; quindi si innalza una preghiera a Dio e alle “guide abituali „, affinchè si degnino di “ co¬ municare „; si abbassano le lampade, e fatta l'oscurità si entra in un raccoglimento generale. Dopo un po’ di tempo i me¬ dium “ veggenti „ percepiscono vicino a ciascun astante lo spirito di un suo famigliare o di un amico, nominano e descri- IL “ RITO EVOCATORIO „ BEGLI SPIRITISTI 123 vono i nuovi venuti e trasmettono le loro “ comunicazioni „. Si passa in seguito alle “ incarnazioni „ ; e dapprima si in¬ carnano (ossia si impersonano nei medi) i disincarnati pro¬ tettori ed “ educatori „ del gruppo, il quale ode con com¬ punzione ripetere per la centesima o millesima volta le solite rigovernature di Armonia, di Amore, di l inanità, di Progresso. Arrivano poscia altri spiriti mono elevati, ciascuno dei quali lia scelto un modo individuale di manifestarsi, sia producendo un rap o picchio particolare, sia facendo assu¬ mere al medium un atteggiamento ed un tono di voce diversi. Quando “ tutti „ sono venuti e radunati, si stabilisce una conversazione generale, tanto tra i disincarnati e i viventi quanto fra i disincarnati medesimi che si compiacciono di ritrovarsi novellamente su questa terra, pur restando nel- 1’ “altro piano La seduta rituale termina con una pre¬ ghiera di ringraziamento. La venuta dello entità occulte per opera di Eusapia non richiede tutto questo cerimoniale, ma non dà neanche le soddisfazioni affettive e intellettuali che i credenti nello spi¬ ritismo traggono dalle sedute dei grandi medium a incar¬ nandone. lo non parlo che delle sedute concesse dalla 1 aladmo durante gli ultimi anni agli studiosi: esse hanno sempre avuto uno scopo di propaganda più per la realtà che pel contenuto e significato intimo dei tatti spiritici, e perciò si sono attenute per ordinario al solito carattere scettico, un ei quasi irreligioso (dal punto di vista dello spiritismo clas¬ sico). Il più spesso non vi accorre che “ John King del quale le altre entità spirituali, affollantisi nello spazio, si guardano bene dal venire a disturbare l'opera attivissima esteriore o gli ' a solo , composti di interiezioni o di frasi tronche quando si personifica in Eusapia : cosicché si do¬ vrebbe ritenere che fra gli “ ultra-sensibili „ continuino i ri¬ guardi umani e che pure essi non vadano in casa altrui senz’essere chiamati o invitati ; prova questa di una ben piccola loro libertà d’azione verso il nostro mondo terreno. Ma anche le sedute di evocazione date da Eusapia non bril¬ lano per soverchia intellettualità: il suo medianismo è co¬ stituito sempre di schemi poverissimi: dimodoché non soltanto la sua vecchia reincarnazione di “ John „ manca, come ho provato, di qualsiasi personalità, ma tutte le sue altre evo¬ cazioni di defunti, a giudicarne dalle descrizioni fin qui stampate, si riducono a comparse, a gesti e ad atti di or¬ dine elementare, vuote di ogni spiritualità, adeguate al suo cervello incolto e superstizioso di popolana. 124 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II L;i ragione di questo spiritismo di bassa lega risiede anche nel genere di medianità, che contraddistingue la Na¬ poletana e che è tutta d’indole fisica o, come dicono, “ ani¬ mistica Noi dobbiamo logicamente aspettarci (se la psico¬ genesi dei fenomeni in senso scientifico è esatta) che cotale sua caratteristica mediumnistica perseveri anche nella feno¬ menologia propriamente spiritica, sia questa data da manife¬ stazioni contenute nellu persona del medium (incarnazione subiettiva oratoria, inimica, ecc.), sia invece proiettata fuori della sua persona (incarnazione obiettiva o materializzata in forme tangibili, visibili, ecc.). Quest' ultima specie di presentazione delle entità evocate è, intatti, la predominante in Eusapia, che vi può far uso della sua singolarissima me¬ dianità fisico-meccanica : essa, cioè, preferisce “ materializ- zare » gli spiriti evocali anziché incorporarseli, giacché in tal caso sarebbe obbligata a far mostra di facoltà intellet¬ tive ed espressive che le mancano del tutto. Quando un medium a incarnazioni sia ben fornito men¬ talmente, abbia ingegno naturale e coltura, -sia dotato di viva imaginazione e di calda emotività, quando sopratutto sia flessibile e vario nei moti espressivi dell’animo, tanto nella voce che nella mimica, si comprende che debba im¬ personare egregiamente colui o colei che ritorna dall'Al di la. Ho letto in questi giorni vari volumi di spiritismo puro (Ora.'OTT, Simonin, la Maervat, Moses, Fiuesr) e sopratutto JjH Survi/t della lì. Noeggekatii, libro prezioso per chi voglia acquistare una chiara idea della strettissima analogia fra le personificazioni medianiche e quelle sonnambuliche. Del resto, con un “ buon „ soggetto ipnotizzabile quali sono la “Lina, e 1’“ Alberto, di De Rociias e qual’era il Dott. C*"' nelle mie esperienze di fascinazione del 188(5, si arriva ad effetti suggestivi veramente estetici e di una drammaticità singo¬ lare. Ma. Eusapia non lui alcuna attitudine al riguardo; "ed io mi dicevo già a priori che, se alle sue sedute venissero degli “ spiriti ,, non darebbero probabilmente altro che una scipita riproduzione delle gesta del suo “ John „. Ne ave¬ vamo già veduto un campione nel preteso intervento sin¬ crono di “ multiple Intelligenze occulte Ammesso che realmente ci fossero stati, degli “Altri „ accanto a “ John „, essi non ci diedero mai un solo connotato personale: accorre¬ vano unicamente per lo scopo di confermare la potenzialità e la veridicità del “ nostro „ medium, ma non perchè avessero rapporti affettivi con nessuno dei presenti. Erano proprio dei ‘ doppi , di “ John , che è il duplicato di Eusapia, a I “ MESSAGGI , PEI DISINCARNATI 125 un dipresso come quelle imagini che si riflettono all 'infinito fra due specchi paralleli, l’uno di prospetto all’altro. Or bene, è assai dimostrativo per la psicogenesi scienti¬ fica dello spiritismo che il mondo ultra-terrestre rivelatoci dalle Eusapie e dai Politi ci mandi soltanto di questi av¬ visi grossolani mediante “ spiriti ,,che nulla dicono, nulla fanno sapere di sè, quasi non ci parlano, e che si contentano di toccarci, di pizzicarci, di giuocarci scherzi di pessimo gusto, o al più di rintronarci le orecchie col suono disarmonico di una trombetta. Sono “ messaggeri „ pressoché idioti, per lo meno alogici, che ci parlano il linguaggio elementare dei gesti o ci divertono coi loro giuochi di mano. Gli spiritisti si cavano d’imbarazzo, dichiarandoci, senza batter di ciglia, che con la Paladino vengono solo “ spiriti inferiori e ane- voluti „ ancora grossolanamente attaccati alla terra, con tutte le idee passioni e tendenze della porzione meno avan¬ zata dell’umanità vivente, anzi dominati nella loro postuma esistenza da monoideismi stupidi, come accade a coloro che ritornano in cerca d’un cappello perduto o per la fissazione di ripetere le piccole azioni professionali compiute durante tutta la vita terrena. Con Eusapia non si manifestano dei “ disincarnati superiori „ in quanto che, ci si dice, il suona¬ tore esegue una buona od una cattiva suonata a seconda dello strumento di cni dispone. Lasciamo il paragone che, a parte il lieve valore analogico, nella pratica è inesatto ed ogni dì contraddetto dalle risorse dell’ingegno umano : un Niccolò Paganini sa trarre effetti ammirevoli da una sola corda, quando tutte le altre gli si siano spezzate nell’estro della sua arte geniale. Per soprappiù i periodici e i trattati di spiritismo sono pieni zeppi di * eccelse comunicazioni „ cosmologiche, metafisiche, teofilantro¬ piche, poetiche, pietistiche, ecc., ottenute in via supernormale da medium illetterati e di poca levatura, cosicché i dogma¬ tisti ne menano vanto come di una irrefutabile “ evidenza , per la loro tesi (si dovrebbe premiare chi fosse in grado di conciliare le contraddizioni di cui la dottrina spiritica è tutta intessuta!). Ma fermiamoci al caso concreto di cui discorriamo : non è forse vero che qualunque uomo di senno non assiste allo spettacolo di una ordinaria evocazione eusapiana di “ Invisibili „ senza dar saggio di una grande pazienza ed indulgenza ? Si sorride, ma a fior di labbro, e si sente (lo confesso per me, ma credo che lo confessereb¬ bero egualmente tutti i psichicisti meno avventati), si sente un malessere morale, con la giunta di un po’ di compassione 126 psicologia e sprarrisMo, n I S 'riT f ° tnna costretta a vaiei's> di simili “evidenze e ad addestrarsi poi m sofismi ed in petizioni di principiò P SonoC? ,Ptpne 6 atU! In1!ufficienze e le stridenti antinomie • ono io lei sera uscito finalmente da questo spiritismo di bassa lega, perché di stile paladiniano ? Ho io Ppro^dito di un passo solo, ma sicuro, verso l’Occulto ? Se dò non e avvenuto, come narrerò in appresso, non si attribuisca a disposizione poco favorevole dell’animo mio ne a nreeon cetti antispintualistici: io mi ci son messo 'con il massimo volontà° credere ch°.° ""P,05*0 looll'fttoggi.mento dell, te Sommario cronologico dei fatti. Per l’intelligenza di quanto dirò in seguito credo oppor- fendo cheT "e6!1111 SUnt° cronoloSico della serata, avver- ^ do che la catena „ rimase sempre immutata nell’ordine de suo, componenti, e che io e Porro siamo stati in" nTer- lottaniente al controllo, io alia destra, Porro alla sinici,-, rii Eusapia. Costei passò rapidamente in “trance,, ora fermandosi neti/3-86 iaUlVa (s0nnamblllica)> ed ora arrivando alla passiva ,„fa P(er° senza corrispondenza chiara del sui stato ipnoide coi fenomeni straordinarii da lei provocati' Edsapia Ram. Doti. Vexz. Prof. Mors. L. A. Vass. • • a Prof • Por. •ìl£ • Prof. • • Por. Ing.r Ram. L. A. Vass. Ing. Ram. D ott. Vesz. A. Prima disposizione della catena. Prof. Mors. ErsAPiA B. Seconda disposizione detta catena • occ unua apposizione della c( Per " , SOMMARIO DELLA SERATA 127 Pkim \ parte. — La “ catena , è disposta normalmente : ossia il mediani siede davanti al gabinetto oscuro, ad uno dei lati stretti del tavolino ifig. AL a) Sono le nove di sera, e cominciamo a luce moderala : — avvengono i consueti fenomeni attribuiti alla nota occulta entità virile, battezzata come ‘ John King,. b) Si ordina la oscurità (intendo dire che il tavolino batte i cinque colpi di rito; e cosisi intende dei comandi ulteriori) : _ si manifestano nelle tenebre successivamente due ‘ entità invisibili „, una infantile definita come la fanciulla cara al prof. Porro; ed una maschile giovanile, definita come un ado¬ lescente carissimo a L. A. Vassallo. c) Rischiariamo la sala a luce rossa (lampadina da foto¬ grafo, di 3 candele) : — continuano le manifestazioni della en¬ tità giovanile suaccennata. _ i <i) Si richiede il bujo completo : — accadono manifestazioni d una presunta * entità muliebre adulta , sempre invisibile, che viene qualificata come persona defunta a me carissima. e ) È comandato di fare piena luce : — si constata allora che Eusapia, in sicura fase letargica, è al suo posto, per cui il comando ha evidentemente la intenzione di farci escludere l’inganno dalle grandi manifestazioni “ spiritiche „ di cui io sono stato l'oggetto. f) Si ridomanda pochissima luce, e la si ottiene abbas¬ sando la fiamma del gaz; — ricominciano le comunicazioni dello * spirito , che è venuto per me. :/) Illuminiamo a luce mediocre (lampadina elettrica di 5 candele): — si osservano fenomeni sincroni di materializza¬ zione tangibile di due entità, formantisi visibilmente dietro le tende, quella infantile a sinistra d’Eusapia (per il prof. Porro), quella muliebre a destra (per me): inoltre si hanno numerose e cospicue materializzazioni visibili di mani, braccia e globi lu¬ minosi (teste?!. Eusapia, che si trova esaurita da tante prove di efficacissima medianità, chiede ed ottiene di riposare por alcuni minuti. Seconda parte. — Alle 28,30 ci rimettiamo in catena: ma subito il tavolo si incammina (come in casa Peretti), e vol¬ tandosi giunge verso il centro della sala ; e noi, che lo abbiamo seguito senza perdere il contatto delle mani, ci troviamo di¬ versamente orientati e più comodamente disposti, in guisa che Eusapia siede ora da uno dei lati lunghi, e tutta l'assistenza è a circa 1 metro e mezzo dal gabinetto e a 2 metri dalla scrivania dell’angolo (fig. B). h) Al debole chiarore proveniente dall’anticamera: — si riproducono le gesta di 11 John , che ordinariamente precede sempre coi suoi giuochi l'arrivo delle altre entità, o empie gli intermezzi dello svariato programma. Fra gli altri si ripete quello che chiamerei il fenomeno del dar da bere agli assetati. ! 128 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Io dico ad nlta voce di aver sete: e tosto un pietoso invisibile „ trasporta dalla scrivania sul tavolo la bottiglia dell’acqua, la stappa, empie un bicchiere e l’avvicina successivamente alle labbra di ciascuno di tutta la compagnia, toltone Vassallo, cui per uno dei soliti capricci imperanti nella medianità viene negato quell'appngamento. È inutile dire che al primo rumore prodotto dalla bottiglia che qualcuno deponeva sul tavolo, io ho stretto il controllo su Eusapia: orbene, non si tratta di irode, nè di allucinazione, poiché la bottiglia s'e poi trovata con meno acqua in mezzo a noi, e col suo tappo sul tavolo. i) Si ridomanda diminuzione di luce e la si ottiene soc¬ chiudendo l’uscio, cosicché siamo quasi al buio : — avvengono allora manifestazioni complicatissime attribuite ad un'entità spiritica di un vecchio specificatamente definito dai coniugi Ra- morino, ai quali toccano ora comunicazioni di carattere intimo e per essi persuasive. jj Si impone l'oscurità perfetta'. — ed in queste condizioni sempre sospettabili, avviene un apporto personalmente a me diretto e che sarebbe meraviglioso e prezioso, se non ... fosse illusorio o spurio come fra poco dirò. k) La seduta si chiude al debolissimo chiarore dato da una candela, essendo il medium abbattutissimo e incosciente, nè volendo noi provocare una sua crisi con una stimolazione lu¬ minosa eccessiva. È l’una dopo mezzanotte ! I cinque ‘ spiriti » della serata. Le manifestazioni del 23 dicembre sono state attribuite dai miei collegbi a cinque diverse “ entità „ fluidico-spiri- tuali, e ne dico subito i nomi: 1" l’immancabile “ John King » ; 2“ una persona cara al prof. Porro ; 3" una persona diletta al Vassallo; 4” una persona carissima a me; 5° una persona parente dei coniugi Ramorino. Sebbene imperfettamente eseguito, come a suo luogo mo¬ strerò, il contenuto spiritico della seduta era completo : e se ciascuno di quegli esseri rimasti per noi invisibili o poco meno, si fosse davvero manifestato con le caratteristiche personali cognite dei defunti che dovevano o volevano ìap- preseutare, avremmo assistito ad altrettanti casi di identità, ad un vero censimento spiritico; e la cosa risulterebbe di gravissima importanza per me e fors anche per la mag¬ gioranza dei miei lettori. Ma Oxon, Aksakoff, Delahne, I CINQUE SPIRITI DELLA SERATA 129 tutti i maggiori fra i teorici della nuova lede evemeristica, ri pongono all’erta contro le troppo corrive identificazioni : “ la prova incontestabile dell’identità personale degli spiriti, scrive I’Aksakofk, mediante qualsiasi loro manifestazione, è impossibile „ (Anitn. et Spirti., p. 624). E allora, la pru¬ denza decrli evocatori non sarà mai in eccesso. Considerate, se vi piace, che ogni identificazione d’entità non visibili, come quelle venute iersera al nostro circolo, è desunta da percezioni abbastanza labili del tatto e da altre rarissime, il piu spesso indistinte, dell’udito: al più vi si acnnungono talvolta percezioni incertissime della vista. Ciascun membro della catena percepisce di regola isolatamente, e ■rii altri non hanno modo alcuno di apprezzare quanto val¬ gano le sue dichiarazioni dei fenomeni. Da quello che ho veduto, rilevo che la correntezza di ricognizione dei cre¬ denti, o per l’emozione subitanea o pel rinnovarsi delle loro sentimentalità più delicate, è assai pericolosa per la discri¬ minazione e la critica delle percezioni provate. Ed è ernioso che la grandissima maggioranza dei percipienti non si ac¬ corga delle manchevolezze logiche del loro processo mentale di interpretazione e di attribuzione connotativa. Non t ragga in inganno l’accordo del “ circolo „. 11 più spesso gli altri che assistono, consentono in quella definizione sin¬ ergica delle impressioni sensoriali provate da chi le denuncia (ed io ho consentito di proposito senza palese contrasto) per motivi che non figurano fra i criteri razionali, ma che sono d 'indole simpatetica e convenzionale. 0 si vuol mante¬ nere la concordia degli animi, pur concependo dei dubbi ; o si desidera di non intralciare il corso dei fenomeni; o si tace per rispetto cortese alle opinioni ed agli affetti dei consoci. In ogni modo, l’assenso dei presenti, anche se ge¬ nerale, su di una data identificazione (?), non ha alcun valore di argomentazione, quantunque gli adepti vi facciano molto assegnamento. Salvo il caso abbastanza raro in cui un dato defunto era ben noto a due o a parecchi fra i presenti, e questi assentono nel riconoscerlo su dati sicuri, la ripresen¬ tazione teleplastica è sempre incerta, quanto, in genere, è incompleta. Di maniera che, la identificazione rimane affi¬ data ai fragili apprezzamenti subiettivi del percipiente che vi è interessato: ossia è il prodotto di un convincimento personale insondabile e scientificamente improvabile, coni è il caso dell'HvsLor rispetto all’identità di Giorgio Pelham, o della Writino rispetto alla giovane sua amica pur essa rivelatasi mediante la Piper, o dello Stead per la Julia . Morselli, Psicologia e Spiritiamo, li. 9 130 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il restraa sssik d>i l“?“- -SSS&LSS 2££tSlSS^’s lettissimi e superficialissimi Ìli in 6’ 6 SU ni210c'nì imper¬ io per le identificazioni (?) d irimfJS5b»I<jf °°' =^4^SSSsS®! I. L’occulta entità abituale (“ John King ) valli, e alla fine, con le sue notissimi s.eduta’ e neSh mter- 5Sì SSMS stó-p ’-&p> p^fripS,"" “““ *;™= xsa j II. L’occulta entità puerile specificata. comprendere di dare aUc « entità P ni! , Ulnno dafo. 0 Sciato IO considero, col rispetto che' si l’occulta entità puejule 131 sentimenti delle persone stimabilissime, con le quali Lo stu¬ diato Eusapia ; ma non essendo quelle identificazioni d’al¬ tronde sommane, il prodotto di impressioni munte 'diret¬ tamente al mio cervello, di riconoscimenti e di raziocini elaborati dalla mia mente, nè le accetto o neretto nè le discuto. 9 Chiunque avrà letto e rammenterà le riserve da me falle neU’illustrare i fenomeni terminali della X seduta, e leggerà fra poco le ragioni sulle quali argomenterei fallita la identi¬ ficazione della presunta entità che mi riguardava, capirà facil¬ mente ed approverà la mia rinunzia ad una discussione, che non smoverebbe alcuno dal suo parere e mi trascinerebbe inu¬ tilmente a divergere dal mio intento, che è scrivere la storia e o sviluppo dei miei convincimenti graduali sulla psicologia dello spiritismo senza preoccuparmi di quelli degli altri Or dunque, la « figliuoletta „ del Porro si sarebbe mani¬ festata alla sinistra di Eusapia con leggieri picchi sulla seggiola del professore, col gonfiamento della cortina nera dada sua parte lino a toccarlo e a premerlo sul fianco destro dandogli la sensazione (tattile) della sua gracile personcina, con toc (lamenti e carezze delle sue manine avanzantisi sotto la tela, con baci pur sempre dati dalla bocca ricoperta, infine , nu°v° 'come 111 giugno! con due parole articolate l’nna dopo 1 altra. La prima era «sillabica C papà! j udita solo dal 1 oiro e dal Venzano; la seconda parve trisillabica, pronunziata si forte da farne arrivare il suono fino a me e al Vassallo- non distinsi bene, ma mi sembrò che la voce dicesse “vicino ' (torse ultima parola della frase: — “ ti sono vicino— ?) Noitutt' percepivamo con la vista il gonfiarsi della tenda! coll udito il rumore dei baci e ì suoni vocali: il Porro de¬ nunziava per intanto i fenomeni e li descriveva con tanta esattezza da farci assistere dal nostro posto a tutte le af¬ fettuose, dolci e carezzevoli “ comunicazioni „ delle quali egli era oggetto. Io non potei riconoscere a quella voce un timbro infantile: mi giungeva indistinta, come se uscisse penosamente da una bocca semichiusa. La “ fanciulletta „, che sarebbe stata l’agente ultraterrestre <ii queste comunicazioni tangibili ed udibili, non si è ma¬ nifestata in nessun modo al nostro senso visivo. Che se io tossi chiamato ad esprimere ciò che penso del suo ricono¬ scimento, direi con piena sincerità che, pur sommando tutte le manifestazioni da essa date nelle sedute in cui l’ho vista formarsi e comunicare, col Porro, siamo sempre assai lontani da una identificazione „ quale esigerebbero ; " 1 piu 132 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II elementari precetti della metapsichica sperimentale. Diciamoci pur disposti ad accogliere con la massima indulgenza gli effetti istintivi, irresistibili, del sentimento nella sfera ela- boratrice delle nostre percezioni, dove “ la voce del cuore , è capace di trasformare le impressioni più vaglie e mal si¬ cure in convincimenti profondi. Ma forse , per quella ten¬ denza all’analisi delle mie sensazioni ed idee, cbe La fatto di me un psicologo, io sono tratto logicamente a paragonare la facilità, con cui veggo da taluni miei compagni ricono¬ sciuta e creduta la identità personale di forme cotanto in¬ decise e imperfette, con le enormi e il più spesso insormon¬ tabili difficoltà che gli stessi adepti dicono confessate dagli “ spiriti „ per bocca o per mano dei loro medii quando si accingono a entrare in commercio con questo nostró Mondo. IH. L’occulta entità oiovanilk specificata. Più completa, perchè rivelatasi anche visibilmente, è stata la muterializzazione della forma attribuita ad “ Arnaldo „, di¬ lettissimo figliuolo del nostro compagno Vassallo, venutogli a mancare nella verde età di 16 anni. “ Naldino „ si era manifestato sin dalla prima seduta del gruppo, e con carat¬ teri tali da non lasciar dubbio alcuno al padre sul ricono¬ scimento della sua completa e a lui ben nota individualità : gli aveva detto tiptologicamente il secondo suo nome di battesimo, Romano , a tutti ignoto (?); ed era apparso in un profilo d’ombra percepito da parecchi degli astanti, le cui descrizioni, corroborate da disegni, concordavano nel rico¬ struirne la figura. Il Vassallo trovava che quella lunghezza di viso, quel ciuffo abbondante di capigliatura ritto sul fronte, quella forma alta di testa, corrispondevano ai connotati del defunto giovinetto. D’altra parte, le “ comunicazioni spiri¬ tiche „ attribuitegli si distinguevano per una certa sveltezza e giocondità, come di chi è educato agli esercizi ginnici e gode di tutta l’energia giovanile. Anche iersera “Naldino*. per non venir meno al suo tipo, si è rivelato in modo gajo: ha cominciato a grattare lie¬ vemente la mia mano destra e la sinistra di suo “ padre „ le quali per stare in catena erano ravvicinate sul tavolino ; indi è passato a premermi e a sospingermi per il braccio, a battermi energicamente, sebbene educatamente, sulle spalle quasi volesse indicarmi che mi togliessi di mezzo. Io lo sentivo alla mia sinistra, attraverso le tende e copritende che mi venivano a toccare: avvertivo, cioè, un che di duro e mobile l'occulta entità giovanile 133 che si avanzava ed agiva là entro; però non posso dire elle avesse i connotati particolari denunziati: a me sembrò una delle solite forme attive, ma frammentarie ed incomplete, che si materializzano con Eusapia nel vano del gabinetto. Certamente dietro le stoffe qualcuno pareva esservi, o for¬ marsi e agitarsi: ma.... era * Naldino „ ? Ce lo ha detto Vas¬ sallo. che con viva commozione ci ha dichiarato di ricono¬ scere in quel prorompere di manifestazioni vigorose e ad un tempo affettuose la personalità a lui legata dal più tenero dei sentimenti : e poco dopo ci ha ragguagliati di avvertire la particolare stretta di una mauo invisibile (passata tra me ed Eusapia) e di sentirsene attirato così da dovere alzarsi, sporgere la testa sopra di me, che gli sedevo a fianco, e allun¬ gare il braccio fino al di sopra del capo del medium. Il povero padre era cosi infervorato dall’idea di riavere qualche relazione coll’adorato figliuolo, che ha voluto rendermi par¬ tecipe della sua gioja; e rivolgendosi all’invisibile gli ha detto: — * Vieni: abbraccia anche Morselli, chq è tanto amico mio! „. Io mi sono sentito, quasi subito, afferrare la testa fra due mani, e una bocca appoggiarsi sulla mia fronte e baciarmi : nell’impressione di quell’attimo le palme e le labbra mi sono parse fredde e secche, ma non ho avuto il tempo di analizzare le mie sensazioni. Forse avrei distinto meglio quei contatti se, come n’avevo pregato Vassallo, ne avessi ottenuta la ripetizion e. Ma pel mo¬ mento 1' “ entità „ si ritira: in seguito però si rende visibile, e noi assistiamo a un fatto sorprendente che non è illusorio, seb¬ bene riguardi un senso tanto facile agli errori. Per due volte in oscurità, un globo o meglio un ovoide a contorno sfumato, di colore chiaro, quasi fosforescente, è apparso in alto sulla destra, di Eusapia : e sotto gli occhi di tutti noi, si è mosso da sinistra a destra lentamente, e percorsi trenta centimetri è disparso. E per altre due volte, a luce rossa, noi tutti abbiamo visto nettamente una mano ed un braccio nerastri uscire dal ga¬ binetto e accennare ad allungarsi verso il Vassallo. A me è parso che tali membra fluidiche attraversassero la stoffa : anche De Fontenay vide il medesimo nelle sedute di casa Blech a Montfort, IV. Un’occulta entità mulieiihe... da specificare. La terza “ entità „ arrivata jersera, secondo quello che Eusapia Paladino ha insinuato o cercato di insinuare nel- l'animo dei presenti, sarebbe stata lo spirito di mia madre. 134 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li Io chiedo perdono alla purissima memoria di Lei se debbo discorrerne in questo processo allo spiritismo: ne avrei ta¬ ciuto il nome, se inopportunamente e senza chiedermene il permesso, non si fosse detto e stampato che io, non solo ero entrato in comunicazioni spiritiche con lamia buona mamma,, ma che ne avevo anche accertata la identità. Ora, da quanto schiettamente narrerò più avanti, si vedrà se tutto questo sia vero ! Io non ero andato alla seduta del 23 dicembre con lo scopo di evocare nessuno degli “ spiriti „ a me noti. Anche se cre¬ dessi alla sopravvivenza dell'anima e al possibile ritorno dei trapassati (due fatti ai quali mi inchinerò, nel mio positivismo costante, soltanto dopo la prova della prova !), io non chie¬ derei mai la dimostrazione della prima e le emozioni del secondo alla fenomenologia di un’Eusapia Paladino o d'altro medium similmente inferiore. Il crederci in mezzo ai tiri e ai lazzi di “ John King „ era subito parso, fin dalle prime sere, un assurdo alla mia ragione educata al metodf spe¬ rimentale delle scienze medico-naturali, agguerrita contro i fallaci impressionismi dalla analisi dei fatti cui mi abitua la filosofia positiva: e ne risentivo anche, con Gaetano Negri, un’offesa angosciosa al mio senso morale e ai miei sentimenti più profondi. Che altri vi creda, sia pure: ma a me, dopo il cimento della prova, quella credenza risulta illogica e ancor più ripugna. Che ci verreste a fare in questa baraonda insensata e in mezzo a tante volgarità e a tante sfacciate e inconscie astuzie di un’isterica, voi, creature a noi care e sacre, la cui convi¬ venza ci ha diretta e allietata la miglior parte della vita ? Che sareste diventate, se ciò fosse possibile, voi, persone dilette, che avevate un'intelligenza degna di istruirci e di guidarci, un cuore ardente di amarci e di sorreggerci ? Voi, che avete gioito e pianto per noi e con noi, rasserenandoci lo spirito con le inesauribili tenerezze degli affetti famigliaci, sorri¬ dendo ai nostri successi, asciugando le nostre lagrime, è credibile che sopravviviate cosi orribilmente mutilate nelle facoltà intellettuali e così stupidamente burlesche nei modi di ripresentarvi ai superstiti ? Se esistete ancora quali per¬ sone coscienti in qualche parte dello spazio infinito, io vi LA VERA IDEALE SOPRAVVIVENZA 135 (V, grazia di ritornare fra noi a mostrarci la degradazione c la miseria in che siete cadute : preferisco ripensarvi quali vi ho conosciute e amate in vita, e, se non migliori, poiché Ili morte non può avervi aggiunto nulla, neanco peggiori. i E sento allora che nelle profondità del nostro essere voi seguitate veramente a vivere perenni, voi che o ci avete dato il primo impulso alla esistenza trasmettendoci le energie seiiipre rinnovantisi della vita universale, o col gesto con le parole e con gli atti di ogni giorno avete formata tanta parte della nostra personalità. Nè il tempo nè le vicende hanno forza di cancellare le traccie che gli antecessori ci lasciano cosi nel corpo, come nello spirito : per ciò ed in ciò solo voi sopravvivete ; e con quello che noi avremo saputo o potuto aggiungere di nostro alla lunga catena degli eventi naturali ed umani, i postumi vostri biologici e spirituali passeranno ai tigli ed ai nepoti fino alle epoche più remote, fino alle estreme generazioni. Voi morti, noi vivi, ed i no¬ stri discendenti, e gli umani futuri, costituiremo cogli esseri tutti una serie coordinata e indefinita, la cui esistenza si propaga lontano, nel passato e nell’avvenire, senza interru¬ zione, senza principio e senza fine. Gli uomini hanno pensato e creduto di sopravvivere come persone e con la stessa loro coscienza terrestre, perchè non sanno 0 non vogliono concepire l’Essere se non traverso il prisma ingannevole e deformante del loro egoismo. Ma pel vero filosofo, da Aristotele in poi, l’identità è nel fondo per¬ manente delle cose, l’eternità nell’oceano dell’universo; e solo permane l’Essere, dal quale si svolgono le linee ondeggianti e variabili dell'individualità. Io rinunzio a concepire e a sentire altrimenti la conti¬ nuità della vita e dello spirito. E dico e proclamo ad alta voce che Tu non sei venuta, o madre, neanco quale soprav¬ vivi nella mia memoria e nel mio amore figliale. Io mi ri¬ fiuto ad ammettere che quelle parvenze generiche e volgari, quegli artifici guasti dalla sciocchezza e dalla menzogna, fossero le projezioni di ciò che rimane di Te nella tomba dove da ventisette anni riposi. Io ti so. -ti ricordo e ti ri¬ penso qual’eri da viva, e non quale costei presume e pre¬ tende falsamente che tu fossi. No, o madre : questa grande consolazione di saperti, di sentirti a me vicino, in quella forma corporea che tu avevi vivente, no, io non l’ho pro¬ vata iersera; nè mai la proverò. 13*5 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Quando sono avvenuti i primi indizi della serie di comu¬ nicazioni occulte a me dirette, io non pensavo a mia madri : io lio percepito un leggero raspamento al piede posteriore sinistro della mia seggiola, quasi vicino al suolo. Pareva qhe qualcuno ne grattasse intenzionalmente il legno coll’unghia; onde io, adattandomi alla direzione ormai assunta dalla se¬ duta cui assistevo, e in cui ben poteva rivelarsi qualche altro “ spirito famigliare mi sono voltato d’istinto e ho fatta la domanda di prammatica: — chi sei ?..... sei forse qualcheduno che mi appartiene ? — • E, come se non si fosse aspettato altro stimolo evocatorio, il tavolo di Eusapia ha battuto tre fortissimi colpi affermativi, picchi più decisi sono stati dati sulle traverse inferiori della mia seggiola, e una pressione leggiera di mano invisibile sull’avambraccio sinistro mi ha confermato tacitamente che io entravo in re¬ lazioni con un “ essere dell'Altro piano „ . Non stupirò nò farò sorridere alcuno se dico che ho tra¬ salito. e che quell'evento per me nuovo e straordinario mi ha sconvolto. L'idea che uno dei mìei cari morti tornasse a farmi sentire la sua presenza, non si era mai formata net¬ tamente nel mio pensiero. Assistevo da mesi alle sedute di Eusapia col fermo proposito di studiare i fatti e di sotto¬ porne la medianità alla verifica più attenta e spassionata: ora, l'evocazione deliberata dei defunti sarebbemi parsa (ed è infatti) un menomare la obiettività dell’indagine scienti¬ fica. nei mentre che è anche un esporsi volontariamente agli assalti nocivi della svegliata e alterata emotività. E perciò nel chiedere chi fosse l’invisibile fattore di quei palpamenti e di quei picchi, io non ci ho messo alcun calore di senti¬ mento, nè alcuna intensità di volere: scrivo questo per chi ritenesse necessario un conturbante stato emotivo o una forte tensione di animo per la provocazione di siffatti fe¬ nomeni metapsicliici. C'è chi vi si prepara, è vero, con una specie di entusiasmo appassionato, che indubbiamente age¬ vola e affretta il processo di presentazione e ricognizione delle “ entità personali „ : ma questo non era il caso mio. L assenso tiptologioo mi ha trovato impreparato, e perciò mi ha colpito: contrariamente alla teoria di Lanob-James- Sebqi. qui la emozione non è stata primitiva, ma è derivata bensì dalla precedente, per quanto subitanea rappresentazione MIEI RAPPORTI COLL’ “ INVISIBILE 137 della straordinarietà del mio caso: — Enrico Morselli diret¬ tamente alle prese coll’Occulto ! Tuttavia, finché hanno durato le pretese comunicazioni spiritiche, mi sentivo bensì commosso dalla realtà delle im¬ pressioni, che agivano immediatamente sui miei sensi e in via associativa sui miei centri cerebrali ; ma nel tempo stesso facevo sforzi potenti di volontà per mantenere la calma necessaria ad un investigatore, e per subordinare al freddo ragionamento la persuasione sentimentale che stava forman¬ dosi in me. E dico persuasione, non convinzione, giacché nel momento in cui gli altri mi udivano e ini credevano in atto della massima espansione affettiva verso quell’invisibile fantasma, da cui mi sono poi sentito carezzare, dir qualche parola e abbracciare, io analizzavo le mie sensazioni e le raffrontavo a quelle che avrei realmente dovuto provare se il ritorno di mia madre fosse stato veridico. Ahimè, quanto erano differenti ! Così è che davanti alla mia coscienza più che mai vigile ed attenta sorgevano e passavano tutti i dubbi razionali che distruggevano inesorabilmente il “ miracolo „. Io mi versavo tutto in una specie di sdoppiamento dell’io. - Ciò che costituisce la parte affettiva della mia personalità è stata per alcuni minuti dominata dalle impressioni eccezionali di quell’arrivo inatteso, e non sono mancate, naturalmente, le reazioni istintive dell’organismo: un brivido mi ha percorso il dorso, il cuore mi ha palpitato, il sudore mi imperlava la fronte, la voce mi usciva strozzata di gola, le lagrime scorrevano dai miei occhi ; ed io provavo quel misto di gioia e di tristezza che è proprio delle grandi emozioni di tene¬ rezza. — Ma la parte intellettiva dell’io si ribellava a quella prova, e riflettendosi su sé stessa scorgeva lucidamente le lacune deplorevoli dell’evento, la incongruenza delle circo¬ stanze tutte che lo accompagnavano, la stolida miscela di frivolezze indegne del solenne momento e di insidie al mio amor figliale con fatti autentici di mediumnismo ectopla- stico da cui fuggiva ogni spiritualità. Voglio dire con questo, che la ragione, vincendo per fortuna il sentimento, mi dimostrava l’assurdità logica e la sconve¬ nienza morale di quella pretesa rivelazione dell 'Ultra. E Plotino stesso redivivo avrebbe invigorito il mio scetticismo esclamando che non eravamo usciti, no, dal “ piano della natura inferiore „ degno di Eusapia. È mancata, nonostante i tentativi del medium e la annuenza dei presenti, è asso¬ lutamente mancata la identificazione dello “ spirito „ di mia 138 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II madre “ disincarnatasi , nel 1874; ma poiché necessitano particolari, li esporrò più avanti. V. L’occulta entità senile specificata. Le più prodigiose comunicazioni di jersera sono state però quelle dell'ultima parte di seduta, e hanno preso di mira la coppia Bamorino. In realtà c’è da ammirarle, poiché accadevano a chi si trovava di fronte a me e al medium, dall’altro lato della catena, a quasi due metri da Eusapia, la quale so benissimo di avere rigidamente invigilata du¬ rante tutto quel tramestìo. Ricordo che eravamo caduti, per ordinazione tiptiea di “ John in bujo quasi completo. L'ing. Ramorino ha dapprima sentito toccarsi ; ma non erano i soliti contatti: una mano lo premeva sul petto, là dove teneva il portafogli , e subito egli ha interpretato le intenzioni deH’oceuito agente. — È lui , ha detto, eccolo : noti può essere che lui ! — ossia il suo vecchio padre, di cui aveva portato con sé, allo scopo di evocarlo, una bianca ciocca di capelli. Egli crede che il defunto si fosse diggià materializzato e palesato fin dalla seduta antecedente, facendo toccar con mano al figlio il taglio della barba identico al suo (a fedine); di guisa che jersera le comunicazioni dell’entità ormai spe¬ cificata hanno ripreso quasi al medesimo punto, cui erano rimaste la sera avanti ; e l'ingegnere ci segnalava le azioni complesse delle quali egli era objetto. L’Invisibile, fattosi di nuovo riconoscere con una sensa¬ zione di barba sul volto del figlio, gli ha premuto dunque sul petto, gli ha sbottonato l’abito, gli ha tolto dalla tasca interna il portafogli, lo ha portato in alto e ha battuto sopra di esso alcuni colpetti significativi. — Ecco, soggiungeva il Ramorino con voce vibrante, ecco una prora (l’identità ; ti ringrazio, tu mi hai compreso ! E il portafogli, battutogli dall’” entità „ anche sul dorso della mano, gli era ridato e rimesso in tasca. Poscia lo stesso personaggio, che nessuno aveva capacità di discernere nel¬ l'ombra, gli carezzava la mano, gli toglieva un anello dal dito e lo infilava nell'anulare della Signora, che sedeva in ca¬ tena al di là del Venzano (v. fig. B). A complemento di che, la destra dell'ingegnere era presa e, passando davanti al dottore, era condotta verso la omonima mano della consorte, sì da sovrapporle e da indurli a scambiarsi una stretta calorosa. Finalmente, le loro due teste sono state spinte da due mani invisibili Tona verso l’altra, come se si volesse invitarli a baciarsi. l’occulta entità senile 139 Noi altri quattro, spettatori della interessantissima scena spiritica, abbiamo avuto tutte le impressioni sensorie cor¬ rispondenti ai fatti che i due coniugi ci denunziavano. Ab¬ biamo, in prima, udito il fruscio caratteristico del soprabito che si sbottonava, poi i colpi in aria (che a me son parsi un'apertura e chiusura rapidissima del portafoglio): indi i miei occhi, meglio abituati a raccogliere gli scarsissimi raggi luminosi di quella mezza oscurità, hanno potuto discernere i gesti obbligatori delle inani e delle teste degli sposi, pur non scorgendo chi le sollevasse, conducesse o spingesse. Ma a schiarimento di questa intralciata fenomenologia, dove la materializzazione ha avuto un carattere così spiccatamente intenziouale ed un’efficacia così drammatica, sarà opportuno ricordare che al principio della seduta i Ramorino avevano regalato Eusapia di un bell’anello d’oro. Dimodoché il dono non ha agito soltanto da motivo per la riconoscente pro¬ duzione di quella pantomima di famiglia, essa ne ha pure proposto in parte il programma : indizio non nuovo della suggestionabilità del medium. Anche in riguardo della identificazione del vecchio invi¬ sibile, io non posso mutare il mio modo di vedere, sebbene il processo ricognitivo sia qui parso più progredito o “ svi¬ luppato „ che nelle incompletissime specificazioni della fan¬ ciulla e del giovinetto. Chiunque esamini però col criterio investigatorio della odierna psicologia supernormale la somma dei dati su cui si basa il riconoscimento dell “ entità Ramo¬ rino „, la troverà deficiente sotto molti aspetti. La serie degli atti compiuti dall' “ Invisibile „ fu certamente ammi¬ revole per precisione e per nesso logico; ma essa appartiene ad una categoria affatto impersonale di manifestazioni: non c’è alcuna prova dell’intervento di un’intelligenza diversa da quella del medium. Lo stesso carattere un po’ ingenuo e un po’ teatrale di quella miihiea lascia intravvedere, dietro le quinte dello scenario metapsichico, la finalità opportunistica di una dimostrazione a esclusivo vantaggio della potenza medianica di Eusapia. Quanto al connotato fisico del taglio di barba (a prescindere dal subbiettivismo del percipiente), una nozione in proposito può essere giunta al medium o per vie normalissime (informazioni dirette e indirette, indu¬ zione dall’analogo tipo barbale del figlio, eec.), o anche per telepatia, sebbene questa genesi mi sembri eccezionalissima in Eusapia. 140 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II * * -» Le mie comunicazioni coll’Al di là. Ho già detto in qual modo poco serio lo “ spirito „ ac¬ corso per me dai tenebrori del HAI di là si era manifestato alla :nia sinistra. Ripiglio adesso il (ilo della narrazione, e mi scuso fin da principio delie minuzie in cui entrerò, tua che sono necessarie alla completa intelligenza dei fenomeni. Piuma fase: — L' “ Entità occulta „ si forma, mi torca, mi carezza, mi preme. Adopero i termini “ Entità occulta „ per sintetizzare l’in¬ sieme delle impressioni sensitivo-sensorie, che mi davano i fenomeni teleplastici provocati medianicamente daEusapia: ma si deve accettare questa designazione come puro simbolo verbale senza alcun sottinteso spiritico, anche se eventual¬ mente potesse avere apparenze animiche. Adunque, dopo le raspature e i colpetti sulle gambe po¬ steriori e sulle traverse della seggiola, e dopo quei tocca- menti sul braccio e sulle spalle, una mano invisibile mi ha carezzata la testa. La tenda intanto si gonfiava dalla mia parte, si avanzava, e un che di duro e di mobile, formatosi dietro ad essa, si spingeva contro la mia spalla sinistra, un po' bruscamente, come se mi si volesse dire: - non qua per te! La stoffa proiettata dal solito vento freddo mi ha coperto sul capo e sul dorso, indi è retrocessa; e ciò per tre volte. Sotto di essa una inano mi premeva espressivamente, poi liberatasi dalla tenda mi si ò posata a nudo sulla fronte, mi ha sfiorato blandamente dall’uvanti all'indietro fin sulla nuca, poi è ritornata verso la mia fronte, e coi suoi tocchi scherzosi è parso mi volesse togliere dal naso le lenti a molla che da anni costantemente porto. Onde io ho esclamato con tono commosso di voce: — Chi sei?... sei tu? — e tre picchi carezzevoli sulla mia spalla hanno risposto affermativamente. Era pertanto a quel modo che si manifestava mia madre, cui il mio pensiero era andato d’istinto ? Mio padre è morto quando io avevo solo tre anni e mezzo, e non ne serbo che due o tre vaghissimi ricordi; non basterebbero, io opino, ad un’evocazione e ricostruzione ectoplastica, anche se il medium 141 1 SriEI PltlMT RAPPORTI COLI,’ “ AL DI LÀ , leggesse per telepatia nei depositi della mia memoria. Ma mia madre è trapassate quando mancavano pochi mesi alla mia laurea in medicina, da lei, poveretta, tanto aspettate ; ed essa sopravvive, come ieri, nel cuore devoto dei suoi due figli. I tocchi sul capo che adesso ho calvo e sulle lenti che allora non portavo, volevano forse accennare al muta¬ mento fìsico che l’invisibile, “ ritornando verificava in me? Confesso che, sorpreso da quegli atti che risvegliavano in me, per diretta associazione mentale, l’idea di un loro in¬ tenzionale significato, ho pensato immediatamente che l’In¬ visibile volesse darmi una prova di riconoscimento: e l’ho anche detto ai miei compagni. Ma riflettendo ora su essi, e paragonandoli ai gesti che John King esegue per abitudine e senza distinzione sulle persone dei presenti (per cui mi ha più volte in altre sedute passata la mano in quella maniera sul capo e latte cadere le lenti), debbo togliere alla mimica preannunziatoria dello “ spirito „ ogni espressione personale. È difficile immaginare come nelle serate spiritiche, al buio o mezzo buio, i sensi nostri si acuiscano e forse si esal¬ tino. Così, avvenute la risposta alla mia domanda, io ho avuto la limpida percezione che qualcheduno era venuto e stava dritto nell’ombra, vicino a me: io ne avvertivo la presenza in quel non so che di radiante che emana dai corpi vivi. Un morto rifattosi vivente ? . o un vivo che faceva da morto? . o non forse il doppio di mi vivo, che si foggiava ed agiva da morto? . Sull’atto ho rabbrividito, aspettando in ansioso silenzio: sono istanti indimenticabili! Non indifferentemente, si creda o no nell’Oltre-tomba, ci si trova ad un tratto e nell’oscurità a contatto di cose ignote ed arcane; le sedute evocatone do¬ vrebbero essere tollerate sol per chi possiede equilibrio per¬ fetto di nervi e di cervello. Tacevano immobili tutti i miei compagni, ascoltando dipoi con stupore le segnalazioni che ho cominciato a dare dei fenomeni, prima a frasi tronche e con voce convulsa, in seguito con parola più calma e voce più ferma. Perocché, passato il momento inevitabile di commo¬ zione, io son certo di aver ripreso il pieno dominio su me stesso e d’avere freddamente analizzato ciò che sentivo e ciò che accadeva vicino e intorno a me. Sopratutto ho ba¬ dato al controllo, per sincerarmi che in quella fenomenologia di suprema importanza per un uomo di scienza non c’era frode per parte d’Eusapia, nè illusione dei nostri sensi, nè allucinazione suggestiva. Ora, la mia mano sinistra teneva la destra del medium , il mio ginocchio stava d’aecanto al 142 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. II SUO il mio piede sopra il suo ; e non dubito menomamente che’ dal lato manco il prof. Porro non invigilasse con al¬ trettanta diligenza. Sn quella prima parte delle comunica¬ zioni che mi riguardano, sono pertanto sicuro : sebbene si operasse senza luce, inganno non c'era; Eusapia stava se¬ duta al suo posto, nè ci giuoco il noto tiro di scambiale le mani. D’altronde, anche liberando una mano, non avrebbe mai potuto darmi le sensazioni di un essere vivo pressoché reale, sebbene non integrale, che mi si taceva palese. Noti ho sentito che la mano dell entità occulta, carezzan¬ domi, mi penetrasse con le dita nel cranio e mi si immei gesse nella massa cerebrale come nell’acqua : questo narra di sè la principessa Maria Karaiua (“ Congr. Spmt. bit, p. 234), forse per una illusione psico-sensoria originata dal- l' associarsi dell’ idea preconcetta di “ fluidità „ alla perce¬ zione del toccamente di entità incorporee. Ma il “ fantasma „, comunque si fosse formato, stava di certo alla mia sinistra e d’accanto a ine; non capivo, però, se tutelato dalla solita tenda, oppure del tutto fuori del gabinetto. Debbo credere che ne fosse fuori, perchè mi son poi sentito baciare ed ab¬ bracciare dei esso per tre volte (dico tre !). Seoonpa fase : — L'Entità occulta mi abbraccia e mi parla. Due mani apparentemente vive nella loro consistenza, forma e mobilità, non più fasciate dalle tende, mi hanno preso e scosso pel capo, l’una colla palma applicata sulla fronte e l’altra sulla nuca ed al collo; una testa si è avvicinata alla mia; una faccia mi ha sfiorato la tempia; e una bocca dalle labbra carnose e dall'alito tepido, mi ha dato due o tie baci sui capelli. Nel frattempo il mio fianco sinistro, dalla spalla all’anca, era premuto da un corpo, del quale giudicai che avesse tutte le caratteristiche della vitalità. Era una per¬ sona invisibile che in piedi, presso la seggiola, nn si addos¬ sava in atto intenzionale, si piegava su di me e mi baciava: il suo braccio sinistro , la cui mano mi premeva la nuca, gravava sensibilmente col gomito sulla mia regione scapolare. Ed era una donna : alla spalla ed alla regione omerale supe¬ riore ed esterna io sentivo appoggiarmisi un seno femminile. Al primo abbraccio è succeduta una pausa: poi di nuovo la persona invisibile mi ha ripreso nella sua stretta, si è n- chiuata su di me per riabbracciarmi, e dalla bocca che s era accostata al mio orecchio sinistro, e mi premeva su queste TENTATI VI DI RICONOSCIMENTO 143 e mi ribaciava sono uscite, pronunziate in modo pressoché afono, queste due parole: — Tua mamma! — A quella dol¬ cissima fra le parole del linguaggio umano io mi sono sentito tutto rimescolare, e ho provato un’indicibile commozione: era un misto di sentimentalità delicatissime ed intimissime, che ne venivano risvegliate, con un sentimento di profondo dolore, perchè si osasse evocare la mia dilettissima. Lagrime calde ed amare mi sono scese sulle guancie: e una mano, che non vedevo, mi ha toccato le palpebre come per chiedermi : — Piangi? — ed al mio gesto affermativo di testa, mi ha sof- fregato (maldestramente) con la nera cortina gli occhi e le guancie in atto di asciugarmele : quindi è ripassata a sfiorarmi i radi capelli sul capo e a toccarmi le lenti, come aveva fatto nel suo primo manifestarsi. Allora io ho esclamato, siccome l’eroe di Virgilio : — Mi trovi mutato, non è vero ? ma, ahimè, sono venti¬ sette anni che ti ho perduta! e non son più quello! — Ma dopo altri palpamenti e un terzo abbraccio le mie co¬ municazioni coll'Occulto sono state interrotte ad un tratto: l’invisibile, eppur tangibilissima forma si è ritirata nel¬ l’ombra, ed il tavolino medianico ha battuto gli otto colpi ordinanti la massima luce, affinchè si constatasse ben subito che Eusapia era seduta al suo posto, sotto il nostro controllo! C'era infatti, e versava in stato letargico profondo, appa¬ rentemente sincero, cogli occhi semichiusi e fisi, le membra contratte, la testa in abbandono sulla spalla. Ma io ho pro¬ vato dispetto per una cosi volgare ostentazione di ridarne, intramezzata a fenomeni di “ spiritualità „ delicata. Sempre cosi questi medii professionali ! Terza fase; - L’Entità occulta tenta di farsi ri¬ conoscere. Se non che le comunicazioni sono tosto ricominciate, a bassissima luce, con carattere differente. La medium s’è ri¬ volta verso di me, e fissando il suo sguardo trasognato sul mio viso, ha dato alla sua fisonomia un’espressione di cupo dolore. Io non ne comprendevo il motivo ; ma nelle sedute spiritiche c’è sempre chi assume spontaneamente l’ufficio di interpretare la mimica e gli atti dei medium, spiegandoli quando sono incomprensibili, completandoli quando sono imperfetti o iniziali. E in quel punto è stato L. A. Vassallo che mi ha voluto portare il soccorso non chiesto della sua 144 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il «£“(') allora’ n singh i o z za re a p rof òn dTm ente ° ’ poi ,CO,Ìinciato a alzatomi l’indice fra le sue diti a.tarai la festra ed toccare l’angolo esterno del suo o, ,“VU!se mp ne lla l'atto dotte le punte fra le tremule palpebre mìT’iZ ha ÌU,r°' due o tre volte sulla sua sclerotica M« ? fatt° Pr<>mel'e ne vuoi, che cosa vuoi dirmi? — a pigiare coll’indlce'ii suo*!! lobo*1 ag!,il,a’ ,ai costretto nuovamente intervenendo, ha spiegato- 0r“ Vassallo> ticolareY- ^ »««**• *»o carattere par- portava Sa TonSlTn ^visiSle^e^ h‘ 'nia defu,lta madre e accettando la spiegazione !g c dl nconoscimento ; , . f ™r, 5srsj”i r Srtc8i“ni° • »,Lyr °jr:r i, della faccia, sotto l’occhio Ko!’ n"- 7 t0cca,° punti andasse a tastoni : Umilmente si “èfe^kta ^ *" qUasi di un dito al disopra della metà • f ^ aon 1 estremità sopraccigliare destra. L’incertezza rTIhis d- * mia.arcats intanto il punto indicato ,!! , 1 EusaPla era evidente : mente a quello del swmn n®Ponde solo approssimativa- «1» «I contatto ** «W. con un istintivo trasalimentn , onta,e destra io non abbia, moto di assenso, ?Zto ùn d„t r” “fontano precoce la mano cercante di Eugenia- rit!’?7° Per arrestare di semplice lettura muscol ire defoh .costltuirebbe un fatto stasse, caso mai, il fattore tele, JdlZ™*™’ qUUl°ra "°n W del dubbio. Superatele nrinip -da Un Pezzo nella via dissimiglianze tra la statura e {”0Z10D1' avevo notato le gravi terializzata con quell^dS d efZT T ^ ^ tiase era pure insolita , ’ e la brevissima sua madre; Je quelle trZ ™l *"? detto ~ T“a «.e .a*. LA PREVENZIONE NEI “ MESSAGGI „ 145 j tredici colpi, che corrispondono alla lettera M, che sarebbe stata giustamente la prima della parola domandata. Si im¬ magini la mia ansietà! Ma la seconda lettera indicata per ben tre volte (con un picchio solo) era un’yl, e sull'atto son ricaduto nel mio ragionato scetticismo: infatti avrebbe do¬ vuto essere un E! Era chiaro che per la identità onomastica .lohn „ si ingannava: ma io avrei volentieri continuata esperienza, se uno dei miei compagni (spiritista convinto), traducendo ad alta voce 1 ottenuta sillaba Ma... per il prin¬ cipio della parola madre, e rammentando all'assistenza (con molta opportunità per la tesi spiritica) che ‘ John non indica mai 1 nomi propri dei disincarnati che richiama dal- 1 Ombra, non avesse troncata inopportunissimamente la co¬ municazione e deviato il corso dei fenomeni. Son tanto più dispiacente di quest’altra interruzione in¬ volontaria delle spenenze, inquantochè il nome proprio di mia madre è tra i più rari in Italia, e inoltre non so se in Genova, faon della nostra piccola famiglia, esista alcuno che lo conosca o se ne ricordi. Qualora il nome fosse uscito dalla tiptologia di Eusapia, non sarebbe stato, certo, un ar¬ gomento abbastanza valido per rimediare alle gravi lacune che io già scorgevo nella tentata identificazione; ma mi avrebbe dato almeno un saggio di quella telepatia che tutti, me compreso, ammettiamo nei fenomeni di medianità, ma che fino ad ora nella fenomenologia paladiniana non mi è risultata sempre manifesta e sicura. Colgo anzi l’occasione per rilevare un grave difetto di metodo in cui incorrono i frequentatori di sedute tiptologiche. bia nelle serate “ spiritiche „ trascorse con Eusapia, sia con altri medi, ho visto sempre una sollecitudine eccessiva nell interpretare i picchi del tavolino : d’ordinario non lo si lascia terminare, e già dalla prima lettera battuta si ricava aftrettaiamente ciascuna parola ; e con le parole cosi indovi¬ nate si costruisce ciascuna frase, completando Ja comunica¬ zione in buona conformità dei pensieri, desideri e sentimenti dominanti nel circolo. Sebbene questo ufficio di interpreti e d. compilatori resti affidato, per cortese o imposto con- senso dei presenti, a coloro che nei circoli si dicono o son creduti piu avvezzi a tenerlo, e che si considerano i più ca- Er-LT T 1>Tufflo dei segni tiptici bene spesso inintelligibili e disordinati, io dico e protesto, per la pratica em?r .*?qm!tata nella f'accenda- eh e qui si pecca di troppa semplicità nei criteri e si commettono molti arbitri. Il più delle volte si precorre al vero intento del messaggio, o si Morselli, Psicologia t Spiritismo, II. 10 146 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II su£8està°na il sempre duttile subconscio del medium secondo un dato senso : in tal modo si hanno i messaggi che si aspet¬ tano o che si desiderano. Non conviene facilitare di troppo il compito dei medi, i quali, per la legge del minimo sforzo, accolgono volentieri nel loro stato sub-ipnoide o addirittura ipnotico i suggeri¬ menti del di fuori, quando non trovano nei loro bassifondi mentali imagini e idee sufficienti per presentare una frase nuova od un discorso lontano della comune. I vigorosi se°ni di assentimento del tavolino di Eusapia ogni qualvolta le si allunghi, per cosi dire, la corda, sono stati per me una pe¬ rentoria dimostrazione di questo errore di metodo. La sola giustificazione del quale, sta nella noiosissima lunghezza che avrebbero le comunicazioni composte di lettere singole bat¬ tute numericamente (da un colpo per l'.-i a venticinque per la Z !). Perciò gli spiritisti, sempre pieni di risorse adeguate alla loro lede, hanno immaginato mezzi spicciatila di lin- guaggjo automatico: — tavolette di legno provviste di in¬ dici ( planchette „); alfabeti a zona circolare, uso orologio, e con relative sfere segnalatrici che si muovono sotto l’im¬ pulso esopsichico del medium ; tavolini a doppio piano, l’un piano scorrevole sull’altro, ecc. E i disincarnati si sono ad¬ dimostrati arrendevoli : hanno parlato con ogni mezzo loro proposto, adattandosi alle abitudini ed alle imaginazioni degli umani, e hanno parlato o scritto su per giù come questi !... Ma se si dovesse togliere dalla letteratura spiritica tutto ciò che vi hanno introdotto la prevenzione e l’arbitrio, a cominciare dalla sistemazione inflittagli in America da Davis, in Europa da Allan-Kardec e dai suoi continuatori dogma¬ tici più o meno fedeli, si vedrebbe ridotta a ben poca ma¬ teria, e tutta d un colore indistinto, la produzione diretta e sincera dell’automatismo subliminale, anche se ottenute me¬ diante quei meccanismi ingegnosi di così miserabile idealità. E tornando alle comunicazioni che mi riguardano, dirò ' che accortosi forse della pessima impressione destata in me da quel tentativo di identificazione andato a male, “ John „ ha accolto con favore l’interruzione di fenomeni in cui pe¬ ricolava la sua abilità evocatoria: e ha chiesto tipticamente piu luce „. Del resto, non debbo tacere che durante tutto quel trambusto di manifestazioni telecinetiche e teleplastiche nell’oscurità, io mi ero accorto, da alcuni moti sospettabili della Eusapia, che costei mirava ad introdurre nella serie qualche aggiunta, giacché, quando le tende, gettate all’avanti dal solito vento, ricoprivano le sue e le mani dei due con- MENZOGNE ISTERICHE E VERITÀ 147 trollori, io l’avevo sorpresa in atto di portare pian piano la mia sinistra verso la sua mancina, ossia verso la destra del prof. Porro che mi stava di fronte. Il giuoco di sostituzione delle mani mi è subito sovvenuto, e anche Porro, al fine della seduta, mi ha dichiarato lealmente d’aver provato un identico sospetto. Forse Eusapia, che in quel momento ap¬ pariva in “ trance attiva „ o sonnambulistica, voleva artifi¬ cialmente produrre su di me un toccamente di ntano nuda? È probabile: ad ogni modo, questa ostinata e sciocca miscela di falso col vero, non distrugge il fatto che io abbia per¬ cepito alla destra d'Eusapia, seduta e pressoché immobile fra noi due vigilatori, la presenza e le azioni suaccennate di una forma “ organizzata „ apparentemente autonoma. Ma qualcuno, in vista della frode, obietterò: - siete proprio sicuri che il medium non abbia abbandonata la sua seggiola, dopo avervi portato a stringere mutuamente le mani, tradendovi nel buio? — Io rispondo che purtroppo l’intru¬ sione di quegli indizi di falso inquina un po’ la esposta feno¬ menologia, ed io non posso accertatamente dichiarare di non essere stato, almeno in parte, burlato. Però, c’è sempre, per la tesi animistica (lascio la “ spiritualità „ che qui mi risulta del tutte naufragata), c’è il rifugio non antiscientifico dello sdoppiamento personale fisiologico del medium, come dirò in appresso. E per l’autenticità della serie di fenomeni, c’è la considerazione morale che si basa sulla nostra perspicacia di controllori, e sulla contemporanea sorveglianza degli altri presenti; c’è il ragionamento deduttivo, che un tiro del ge¬ nere sarebbe già arduo per prestigiatori agilissimi, fossero anche l’inglese Cooke, il tedesco Willmann o l’italiano Fre¬ goli ; e c’è, infine, la controprova dataci dal subitaneo illu¬ minarsi del teatro, dove tutti abbiamo scorto Eusapia al suo posto di capotavola, con mani e piedi bene invigilati, e in stato manifesto di sonno medianico... Qui aggiungo, di passaggio, che questo stato sonnambo- lico del medium, sicuro e sincero, se non toglie la men¬ zogna incosciente della isterica, che può frodare anche in “ trance elimina, per chiunque sappia gli elementi di psi¬ cologia, la tesi popolare del trucco ottenuto allucinando gli spettatori; salvo che non lo si porti (l’ho già scritte) nel- 1 importantissimo e tuttora astruso campo psichicistico delle allucinazioni telepatiche. 148 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 Quarta fase: — L’ Entità occulta si rende media¬ tamente visibile. Aumentata la luce, secondo il comando di “ John la medianità di Eusapia, quasi a toglierci di capo ogni diffi¬ denza a suo riguardo, ci ha data una serie imponente di materializzazioni tangibili e visibili. Noi seguitavamo infatti ad evocare la ricomparsa dei due “ spiriti „ che nel- 1 oscurità s erano rivelati al Porro ed a me. E allora, sotto ai nostn occhi attentissimi, mentre ci sentivamo in un per¬ fetto equilibrio di mente e di corpo, mentre le percezioni dirette tatto-muscolari dei vicini ad Eusapia combaciavano esattissimaraente con quelle acustiche e visive di coloro che ne sedevano lontano, in un locale sufficientemente illuminato, tutti abbiamo veduto le due cortine nere e le sopratonde scostarsi dalla finestra e rigonfiarsi dai due lati di Eusapia e avanzarsi verso me e verso Porro, come se dietro vi fos¬ sero due persone vive agenti con intelligenza e con volontà propria e distinta. Nelle tende agitate si formavano visibilmente quelle bozze e prominenze che offrono tutte le storte sotto cui si nasconda qualcuno: noi scorgevamo le convessità dei due corpi, delle due teste e di braccia che si portavano, ricoperte, verso di noi, venivano a toccarci ambedue, e si lasciavano anche toccare e afferrare. Dal mio lato, io ricevevo le impressioni tatto-gnostiche kinestetiche e ottiche che avrebbe potuto dami, una persona adulta (nella statura, nella grossezza, nella conformazione); dal suo lato, il Porro denunziava di avvertire una personcina delicata e di bassa statura : <di altri confermavano, con la vista, le nostre sensazioni. Per tre volte io ho palpato colla mia destra, liberatasi dalla catena, quel gonfio della tenda, e ho sentito che al di là c'era un corpo apparentemente vivo: per tre volte ho stretta una mano di dimensioni medie e di consistenza un po’ molliccia. Ma sotto le storte, in realtà, non c’era nessuno : le due tende, divari¬ candosi nell avanzare, lasciavano tra esse un intervallo aperto pel quale spingevamo lo sguardo ansioso nel gabinetto: quello spazio del mistero era assolutamente vuoto Nè basta: sempre a sala rischiarata dalla lampadina elet- r'?a. i.*- 6 e e con Eusapia accuratamente -invigilata, noi tutti abbiamo veduto delle mani e delle membra abba¬ stanza ben torniate uscire varie volte di seguito dai margini dei drappi scostati per lo mezzo, e ritirarsi rapidamente. Dalla mia parte, circa 35-40 cent, al di sopra della mia SALUTI E APPORTI DALL’ u AL DI LÀ „ 149 testa, è apparsa infine la metà di una mano destra, le cui dita erano per me visibili fino all’articolazione della seconda falange: quelle dita, rivolte verso di me dal lato palmare {appartenevano pertanto, in posizione normale, ad una sini¬ stra) si sono trattenute ferme un po’ di più in vista, e poi si sono piegate in un lento movimento alterno di flessione ed estensione, come per salutarci, indi sono scomparse. Erano dita piuttosto corte e grasse, di colorito grigiastro, ed io ho avuto tempo di distinguervi perfin le unghie, che mi sono parse brune al punto da farmele giudicare poco pulite (!) ; ma forse questa apparenza era dovuta al forte rilievo d’ombra dato dalla luce elettrica. Qualcuno dei presenti, affrettandosi, secondo il costume, a spiegare il fenomeno, ha detto che la mano salutava me in atto di addio o di arrivederci; ma questo messaggio per¬ sonale non mi è risultato evidente: d'altronde, quel teleplasma non presentava nessuna rassomiglianza con le forme affilate e magre della defunta, a me presenti tuttora nella memoria. È penoso che in un’assemblea mista si debba sempre lottare contro le prevenzioni degli increduli e contro le importunità dei credenti o annuenti per progetto. Quinta fase: L’ Entità occulta mi fa un apporto inaspettato e _ sospetto. La seduta del 23, per tanti versi memorabile, doveva finire purtroppo con un “ apporto „ a me dedicato. E scrivo purtroppo, giacche questo genere di fenomeni è difficile ad ottenersi sincero, ossia in mezzo a tutte le cautele necessarie, ed è molto ostico l’accettarlo per qualunque mente d’osser¬ vatore non corazzata dalla fede. Gli apporti di Eusapia ac¬ cadono poi sempre in contingenze così deplorevoli sotto il punto di vista dell’autenticità, che li accettano a malincuore gli stessi spiritisti meno avventati : quando accadono, bisogna contentarsi di un malsicuro determinismo ed arrampicarsi sugli specchi della metalogica per patrocinarne la veridicità. L'apporto dell’altra sera u me parve appunto a quel modo. Infatti, finite le comunicazioni coi coniugi Ramorino, e quando stavamo per levar la seduta, Eusapia mi ha afferrato d improvviso la mano sinistra, e, portandomela in avanti, me 1 ha fatta applicare fortemente con la palma sul piano del tavolo, dicendomi con voce alterata e con frasi smozzicate, press’a poco inintelligibili: “ qui, qui f cedrai! E fattasi la 150 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II luce per richiesta imperiosa di “ John „ io ho tolta la mano e guardando attentamente nel posto dove avevo premuto, abbiamo visto alcuni scarsi e corti capelli. Erano al più otto o dieci, lunghi all’incirea 3-4 centimetri, espressamente ta¬ gliati colle forbici, alcuni di color bruno, quasi nero, altri affatto bianchi, così da dare l’impressione che provenissero dalla capigliatura grigia d’unu persona vecchia. Ma non so come e ehi, in quel momento cotanto importante, abbia tolta la luce; non potrei dire che sia stata la medium, che non s’è mossa, e d’altronde gli apparecchi dell’illuminazione non erano a portata della sua mano: latto sta che nell’atto di guardare quella ciocca di capelli senili sparsa sul tripode della Pizia , siamo ricaduti nel buio pesto . Portato dal Venzano, più presto che potè, uno dei candelieri dell’antisala allo scopo di farmeli meglio osservare e raccogliere, non abbiamo trovato nulla : con mia somma delusione tutti i capelli s’erano “ dematerializzati „ , secondo la sollecita di- lucidazione di uno dei presenti. Ad ogni buon conto, tutti consentirono nell’opinione che quei capelli, apportati con tanto ostentata indicazione al Numero cinque , appartenessero alla defunta che si era ma¬ terializzata per me: ed io, per non sollevare sul momento inutili discussioni, e perchè giudicavo quell’ “ apporto „ una profanazione dei miei sentimenti più sacri, non proferii motto. Mi sarebbe stato assai meno penoso il ricevere dall’Entità oc¬ culta qualche dono non affatto personale, ad esempio, se non i diamanti della medium Agullana, le monete d’oro da 20 o da 50 franchi arrecate dagli “ spiriti „ generosi al dott. Bonnet (“ C.-r. Congr. Spirit. „, 1000, p. 140)1 E se neanco quelle, almeno le monete di metallo economico che, anni fa, “ John King „ distribuiva ai frequentatori di casa del cav. E. Chiaja a Napoli, o, in loro mancanza, le rose che vi faceva piovere sull’assemblea . Ma 1’ “ apporto , di quei capelli tagliati con forbici rea¬ lissime e metallicissime non era, a parer mio, di legittima provenienza dall’Occulto. Che se, nella migliore delle conget¬ ture, era davvero un generico fenomeno di “ aggregazione e disgregazione di materia „ effettuato dalle trascendenti facoltà d’Eusapia, quei peli grigii non appartenevano a nessuna delle personalità evocate l’altra sera; non alla fanciulla di Porro, non al giovinetto di Vassallo, non alla donna venuta per me. Perchè mia madre è morta in età ancor fresca, a 40 anni, e nonostante i patimenti morali, non ostante le lunghe e atroci sofferenze fìsiche della sua ultima malattia, non aveva in testa CONATI INFELICI DI IDENTIFICAZIONE 151 un solo capello bianco : inoltre, la sua capigliatura era di color castagno-scuro, non bruna! Neanco potevano attribuirsi al vecchio Ramorino, che aveva in vita una bellissima ca¬ pigliatura perfettamente bianca, lunga, forte e lucida, come rilevai nella ciocca mostrataci dall’ingegnere. D’altronde, se fossero state di quell’entità senile nettamente specificata dai oonjugi, a che scopo Ensapia mi avrebbe costretto a inter¬ venire in quella manifestazione ? Così : essa intendeva proprio arrecarmi, nel sonnambulismo medianico, una materialissima prova di identità per colei che osava e malamente tentava di organizzare nei suoi manichini teleplastici; ed ha fatto, nel caso concreto, piena e ridicola bancarotta. Ciò le accade , del resto, negli “ apporti „ con soverchia frequenza, come già rilevai per quelli di casa Pe- retti e del Circolo Minevra (Tomo I, pagg. 836 e 430). Perfino a Choisy, nel '97, l’arrivo di un garofano fra gli sperimentatori risultò più che sospetto (Maxwell): e non si sa capire com’essa si incapricci a voler produrre quel dif¬ ficilissimo fenomeno in circostanze addirittura stolide, se non attribuendo tale ostinazione alla inconsapevolezza semi¬ puerile del suo rapimento medianico. È ormai certo per me che “ John „ eoi suoi sassolini di casa Feretri e con questa ciocca spropositata di capelli ò divenuto più economico e.... meno abile di una volta. Un deficiente principio di identificazione. I “ disincarnati „ — dicono gli spiritisti — si ripresentano ai vivi in due maniere: o per apparizione immediata, con tutti i caratteri che avevano in vita, e talvolta perfino cogli stessi loro abiti; o per sviluppo progressivo, tanto se si rein¬ carnano in medii oratorii, quanto se assumono forme mate¬ rializzate. TI primo modo o processo di creazione della identità per¬ sonale dei fantasmi medianici è assai raro, e non è quello che Eusapia sembra prescegliere : certamente, non è stato da lei adottato nella presentazione della mia defunta. Il secondo modo è il più comunemente osservato in spiritologia, e direi che Eusapia ha cercato di applicarlo al caso mio. Pare anzi a me che lo adotti in via generale per tutte le sue evoca- 152 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II zioni, tanto se tentate più raramente e fugacemente, come accadde l’altra sera col processo di immedesimazione son- nambulica (reincarnazione del trapassato nel medium), quanto se effettuate un po' più frequentemente e lungamente col¬ l’uso dei poteri teleplastici (materializzazione di forme e fantasmi offrenti rassomiglianze effìmere col trapassato). Voglio dire che l’identificazione avviene per solito a poco a poco mediante la preseutazione preliminare d’un fantoccio generico, al quale più presto o più tardi, con maggior o con minore facilità per il medium, vengono progressivamente ap¬ prestati dati caratteri individuali fisici e morali, in guisa da giungere alla rassomiglianza per lo più parziale, quasi mai o ben di rado totale, con dati defunti. E codesto “ sviluppo „ ha luogo mediante la addizione di piccoli indizi raccolti un per uno dalle irriflessive e intempestive dichiarazioni sfuggite ai percipienti nella sorpresa emotiva della “ comunicazione „, oppure lette dal medium, col procedimento cumberlandico tatto-muscolare, nelle espressioni reflesse del “ comunicante „, o anche (se si vuole) attinte nel pensiero conscio e subconscio di costui, dove andrebbe a pomparle, per così dire, la sua facoltà telepatica subliminale o estramarginale. Qualche medio più astuto potrà anche trar profitto dalle piccole indiscre¬ zioni e informazioni che arriveranno, sponte o spinte, dal di fuori, ora in seduta ed ora tra le relazioni mondane, alla zona intramarginale della sua coscienza vigile e attenta. Non affermo che questa sia la psicogenesi dell'identità spiritica in generale, e neppur dico che tale sia quella di tutte le personificazioni attribuite alla medianità di Eusapia : converrebbe fare per ciascun caso od esempio di identifica¬ zione un processo minuto d’indagine, pel quale mancherebbero sempre gli elementi indispensabili di giudizio. Mi arresto, da coerente positivista, al caso mio; e affermo e sostengo essere mancato ogni principio di identificazione nella pretesa entità che si presentava l’altra sera come mia madre. Pas¬ siamo, ripeterò con le parole di Leone Denis. “ passiamo al vaglio sottile di un sereno criterio „ le sue rivelazioni ; e si vedrà come io abbia ottimi argomenti d’ordine mate¬ riale e d'ordine morale per rifiutarle tutte: troppe ne sono le deficienze. I. Mancanza dei caratteri fisici della defunta. Quantunque sia passato tanto tempo, io serbo un vivo e completo ricordo della carissima genitrice ; sono indelebil- MANCANZA DEI CARATTERI PERSONALI 153 niente stampate nel mio cervello le imagini della sua persona breve e delicata, della sua fisonomia atteggiata a mestizia dalle dure traversie dell'esistenza, della sua parola affettuosa ma seria, della sua voce misurata ma limpida. Orbene, nes¬ suna delle impressioni di iersera si accorda con la figura di lei. a) Quel fantasma tangibile che mi si accostò, mi baciò e mi si avvinghiò, aveva una corporatura troppo grossa e tozza, una statura alquanto più alta, un seno (sopratutto mi colpì questo particolare, da me nettamente percepito nei tre successivi abbracci) troppo voluminoso e ben provvisto, le mani troppo grasse e molli, le labbra troppo spesse e carnose... insomma non era essa, per ciò che concerne i connotati so¬ matici. Essa era di statura un po’ sotto la media, di corpo mingherlino, di costituzione delicata, resa ancor più debole dalle pene della precocissima vedovanza (a soli 21 anni), dimagrita dai lunghi anni di dolori morali e patimenti fisici ; e aveva bocca grande ma a labbra sottili, mani esili e secche. Prescindo dall’arrivo di quei capelli grigi, pel caso che Eusapia li avesse (come tutti opinarono) composti o aggregati di materia fluidica per me , non lasciandomi però il tempo di sincerarmene. Fermiamoci sull’insieme dei dati fisici, dai quali dovrebbe costituirsi una persona identica alla defunta. Ammenoeebè non si avanzi la comoda congettura che la “ disincarnata „ si volle presentare per burla sotto altre spoglie (?), o che preferì riprendere i caratteri somatici della giovinezza , quando aveva corpo llorido e buona salute, si scorgerà da ogni lettore e giudice imparziale che la iden¬ tificazione corporea fin da principio accennò a fallire. 11 fantasma teleplasmato da Eusapia (?) sarebbe da definire piuttosto per quello di una “ donna qualunque „ un po' troppo simile al medium: un manichino di “ madre gene¬ rica „, al quale poi vengono prestati caratteri specifici quando la commossa fantasia dei percipienti lo comporti, e quando la “ identificazione „, come per solito avviene, gradatamente si “ sviluppi „. b) Neppur la voce, ne son certo, era quella di lei, seb¬ bene il ricordo dei caratteri personali delle voci umane sia per lo più sbiadito ed incerto. Le due parole che io udii dallo “ spettro „ furono pronunciate con la bocca applicata alle mie tempia e a voce soffocata, per cui all’orecchio mi giunse, è vero, un suono quasi afono, ma non così indistinto che io non ne abbia notato il timbro piuttosto grave, mentr’mo 154 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II l’aveva di timbro piuttosto acuto. Nè la intonazione tradiva la commozione di quell’istante, bensì la solita intenzionalità di convincermi. Non potei esimermi dal pensare che quella voce somigliava a quella susurrata della Paladino. Era, dunque, tutta una commedia la presentazione della “ entità „ materializzatasi con tanto vigore al Circolo? era il medium abilmente liberato dal controllo e venuto in persona viva e reale a me d’accauto per ingannarmi così sfacciata¬ mente ? Non giungo fino a questo sospetto, perchè invigilavo accuratissimamente la Eusapia, e costei lo sapeva e non si sarebbe esposta così imprudentemente ad una smaseheratura: inoltre, io la sentivo neH’oscurità al capo di tavola anche per i ripetuti contatti della nostra mano che io ho descritti. Ag¬ giungo la controprova del rischiaramento immediato della salacche ce la mostrò al suo posto abituale, e quella ancor più decisiva dell’ulteriore autenticissima fenomenologia nelle “ comunicazioni „ coi Ramorino. Si può invece congetturare la fuoruscita e l’attività esteriore di un doppio fisiologico della Pitonessa, creato da forze psichiche ignote, e al quale naturalmente si associerà anche il suo somatismo , il suo timbro o tono di voce... Di queste tre spiegazioni : o impo¬ stura, o allucinazione , o esopsichismo , 1’ ultima non esce adatto , nel caso concreto, dalle possibilità naturali. c) Rimane il fatto precipuo della avvenuta comunica¬ zione, ossia il tentativo di identificarsi con la indicazione di un peculiarissimo connotato finivo posseduto in vita dalla de¬ funta. Mia madre portava al lato esterno destro della fronte un tnmoretto, forse un piccolo lipoma o fors’anco una cisti sebacea, che mai s'era decisa a farsi estirpare. E a chi legga superficialmente la narrazione dei fenomeni del 23 di¬ cembre potrà sembrare che la occulta entità abbia inteso di rammentarmelo mimicamente per darmi una prova della sua identità. Ma analizzando tutta quella mimica d'Eusapia, e Fintervento inopportuno del Vassallo, e lo sfuggitomi ac¬ cenno alla vera ubicazione del segno caratteristico vicino all’occhio, e, nonostante tutto ciò. la errata indicazione defi¬ nitiva della sede del connotato, facilmente si mette al nudo la procedura tipica di codeste graduali identificazioni. 1 primi bizzarri gesti d'Eusapia, che mi faceva toccare le sue palpebre e calcare coll’indice il suo globo oculare, vo¬ levano certamente dire: — Vedi ? tu piangi; ho sentito le lagrime colare dai tuoi occhi: dunque, è proprio venuto chi ti appartiene. — Però li per lì questa interpretazione non mi COME SI “ IDENTIFICA „ UN CONNOTATO 155- sovvenne. Fu lo schiarimento dato da Vassallo a quegli atti per me incomprensibili del medium, ciò che valse a diri¬ gere consecutivamente le manifestazioni del suo io secondario. Eusapia colse al volo, per così dire, la mia esclamazione irreflessa — non lì, ma vicino! — che, confermando l’idea del nostro compagno, limitava in modo troppo preciso la ricerca del connotato. Infatti il segno esisteva a non più di cinque centimetri dall’ angolo palpebro-scleroticale, pi¬ giato in quel momento dal mio dito sul volto di Eusapia, sotto la guida della sua mano ; e la sfuggitami indicazione non poteva condurla molto lontano, essendo assai brevi le distanze su di una faccia umana! Perciò, quando Eusapia portò il mio indice a indicare su di me la sede del segno, essa aveva da tastarmi le palpebre, e le toccò ; l’angolo interno dell’occhio, e lo toccò; la regione zigomatica della guancia, e la toccò; la radice del naso, e la toccò; l’arcata sopraccigliare, e la toccò; la regione sopraccigliare interna della fronte, e a quella arrivò e... si fermò, forse perchè nella comunicazione e nell’ansia io ho trasalito. - Ma sba¬ gliò egualmente: il luogo indicatomi non corrisponde al vero e ne sta distante di alcuni centimetri. Io, per non compromettere i miei studi sulla medianità, e ripromettendomi altre sedute, ho annuito ; ed ora la Paladino è senza dubbio fissata sulla esistenza di un qualche cosa (di cui ignora la natura) sulla fronte di mia madre. Se la re¬ incarnerà o la telepatizzerà ancora, si varrà di questo con¬ notato che è giunta a conoscere approssimativamente con una vera manovra di captazione mentale, e il cui ricordo sarà ormai sceso nel suo subcosciente; si varrà, dico, pre¬ feribilmente di esso per completare o tentare di renderne meno erronea e difettosa la presentazione. ri) Ho detto che anche la identificazione minuta del nome era fallita, giacché respingo la indulgente interpreta¬ zione del collega Porro : no, il tavolo non batteva la parola generica madre o mamma , che sarebbe stata ormai inutile ; rispondeva proprio alla mia preghiera di dire un nome; e sbagliò, perchè mia madre si chiamava Melania ! E cosi non uno dei caratteri materiali dell’entità rivelatasi ha dato sod¬ disfazione al mio desiderio di arrivare ad un principio di identità. PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 156 I(. Mancanza dei caratteri murali della defunta. Non meno gravi sono le conseguenze morali della pretesa 41 comunicazione Giustamente annotò Gaetano Negri che il ritorno dei deiunti sarebbe il l'atto più solenne fra quanti la storia potesse tramandarci, e il ripresentarsi ai lòdi e ne- poti dovrebbe nuche pei sopravviventi nell’Al di la costituire un avvenimento augusto della loro esistenza ultraterrena. Ora, sia pur vero che le personalità evocate dalla Paladino han sempre un carattere onirico, atassico e frivolo, quale può concepirle la sua mente ignorante e grossolana; e sia pur vero che il dramma delle sue apparizioni sia schematico, semplice e uniforme, senza alcuna varietà intrinseca di pre¬ sentazione, cosicché i loro “ messaggi „ si risolvono nelle espressioni comuni all’universale. Ma nel caso mio, l'Invi¬ sibile si è rivelato in maniera da ferire anche il mio senti¬ mento figliale. Dna madre, che dopo ventisette anni di si¬ lenzio dell’oltretomba si manifesta raspando l’estremità del piede di una sedia, scuotendo le lenti sul naso, e scherzando sulla calvizie del superstite!.... Eh, via, per credere cieca¬ mente in un suo arrivo dall’Altro Mondo, bisognerebbe che io, con irriverenza umiliante per me, supponessi la completa spersonalizzazione e disumanazione di Lei. la sua caduta in una di quelle sfere inferiori, dove, secondo la fede occulti¬ stica, si agitano idiotamente soltanto spiriti non evoluti, subumani, o degni del limbo cristiano. Io son anche pronto ad accogliere la tesi kardechiana che non dobbiamo attribuire ai disincarnati l'acquisto di facoltà straordinarie, né aspettarci da essi comunicazioni superumane o superterrestri, sia perché la morte - come dicono — non aggiungerà nulla agli acquisti fatti in vita, sia perchè non le capiremmo. Il complemento della tesi è questo, che la maggioranza dei trapassati sta per del tempo indefinito nelle identiche condizioni mentali della sua esistenza terrena (anzi, per lo più in quelle degli ultimi periodi o istanti di vita), e che ciascun disincarnato non sale i gradini della ipotetica gerarchia spirituale se non dopo una lunga erraticità nello spazio. I reinearnazionisti sostengono, per di più, che questa Ili SOBDELIRIO DEOIil SPIRITI COMUNICANTI 157 6 evoluzione „ ultra-corporea si effettua mediante nuove esi¬ stenze, ossia nuove incorporazioni sulla terra o su altri pianeti. Sta bene: — ditemi allora come avvenga che tutte le tran¬ sitorie “ reincarnazioni „ per opera d’Eusapia e dei medi congeneri siano caratterizzate da un abbassamento intellet¬ tuale e morale dei presupposti defunti ; ditemi perchè manca loro ordinariamente ogni personalità vera e intera. Ma allora, se mi colloco da questo vostro punto di vista, se seguo la “ linea „ dall' attacco col Di qua all’estremo del Di là, io non veggo motivo ragionevole per giustificare la stranissima, puerilissima condotta delle Entità che ritornano a salutarci ; e protesto, con tutte le forze dell’animo, contro la sacrilega offesa recata alla memoria dei defunti, ai nostri affetti, al mio senso estetico, al senso morale, e pur anco al sentimento di quella religione dei morti, di cui qupste farse indegne e di pessimo gusto vorrebbero essere un rito. Questo è il grande scoglio contro cui va ad urtare lo Spi¬ ritismo, anche secondo l’avviso di alcuni psichicisti valorosi di più sereno criterio (p. es. il C.“ Bachi di Vesmk). S’è tentato di trovare una scappatoia, accettando per buona la spiega¬ zione data dagli “ spiriti „ stessi (per bocca dei medi in¬ carnatoci o per scrittura di quelli psicografi) : e si è detto che i disincarnati, quando ritornano nella nostra atmosfera terrestre, quando si accostano ai superstiti e si “ sforzano „ di comunicare con essi, riprendendo forme e attività umane o umanoidi , debbono mettersi in una semi-ipDOsi che ha molte analogie con uno stato di “ ebbrezza „ (forse per l’os¬ sigeno dell’aria?!) o di “ subdelirio „ (forse per la dissuetu¬ dine a servirsi di un cervello o a funzionare come se di nuovo lo possedessero ! ?). Gli “ spiriti „ che si impersonano nella Piper, lo hanno ben detto ai loro interpellanti (Hodoson, Iìyslop). 11 * doti. Phinuit , : — ‘‘Un medium 'e per noi una finestra luminosa [per mezzo della quale i 11 disincarnati „ guardano da questa nostra parte!]. Voi terrestri siete per noi straordi¬ nariamente oscuri e materiali , ma di quando in quando noi troviamo di queste luci: è come una fila d’appartamenti oscuri con alcune scarse candele ad una estremità... ,. * Giorgio Pkj.ham „ : — “lo ho ora più chiarezza su tutti i punti che non quando ero chiuso nel corpo. Ma per entrare in comunicazione con voi ci bisogna penetrare nella vostra sfera, ed ecco perchè noi commettiamo errori e confusioni. Mi sembra ehe tutto ronza attorno a me. e che io devo strisciare dentro un alveare enorme , (“ Proc. S. f. p. R. ,, passini). 158 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Questo subdelirio con disorientamento colpirebbe sopratutto gli esseri spirituali di alta intelligenza: i più grossolani, quale sarebbe “ .John „ , incontrano minore imbarazzo nel comunicare coi terrestri, tanto più quando non si tratta di esprimersi in discorsi di stile letterariamente forbito e fiorito, ma in atti di semplice manualità. Le differenze individuali durano anche nell’Al di là ; e lo ha insegnato lo “ spirito di Gali „, che sui rapporti tra anima e corpo, senza dubbio, sopiav vive competente. Però, se badiamo agli ammaestra¬ menti di un altro spirito ben più saggio, quello di “ Càhva- Muni „, detto popolarmente il Budda ( levatevi il cappello ! .. tutti i disincarnati che si reincarnano, soggiacciono bensì ad una legge di obblio rispetto alle loro esistenze antecedenti, ossia non ne ricordano che una alla volta; ma, per lo manco.’ loro tornano le rimembranze del carattere, delle virtù, dei difetti che possedevano nella “ incarnazione „ che riprodu¬ cono. Com’è, dunque, possibile che al suo ritorno la defunta non si sia ricordata esattamente nè il suo nome, nè il suo lieve difetto fisico? Come è giustificabile che essa nulla mi abbia saputo dire di caratteristico per sè, di confortante per me? Mi soggiungono i gregarii che soltanto gli “ spiriti supe¬ riori „ le “ guide „ amiche dello “ spazio „ ci inviano telepa¬ ticamente, traverso il cervello o la mano dei medii, comunica¬ zioni elevate, istruttive per la mente, consolanti pel cuore. Al che io controrispondo: — Tutto P immane bagaglio romantico-filosofico dello spiritismo, in cui si assorellano fi¬ lantropia e zoofilia, non è che un’amplificazione cosmico* planetaria del motto di Augusto Comtk: “ V Amour pour principe, l’Ordre pour base, le Progrès pour but „. Or dunque, stando prima sulle generali, in nessuna sfera spirituale pro¬ lungata dall’ umana o ricalcata su di essa, esisteranno fra gli individui, che supponete tuttora provvisti di * coscienza personale rapporti più alti e nobili di quelli tra madre e figli. Pertanto, dallo stesso punto di vista spiritologico, non •è concepibile che il solo passaggio da questa all’altra vita, pur essendo dolcissimo e piacevolissimo (tanto ha affermato “ Giorgio Pelham „!), cancelli di un colpo le sentimentalità piu squisite, e distrugga ipso-facto le espressioni adeguate alla parte più intima della personalità cosciente che è la affet¬ tiva, conforme alle nuove tendenze della Psicologia. E ricalcando poi sul caso speciale, chi dice che la defunta •personificata o presentata da Eusapia con tante laenne da un IDENTIFICAZIONE MANCATA 159 lato e tante esuberanze dall’altro, non fosse, come in realtà era, una donna di ingegno aperto e colto, di indole seria, di umore mesto, resa sacrosanta ai due figli dalle sne sventure e dal suo spirito d’abnegazione? Perchè Eusapia non ha letto in fondo alla mia coscienza il ricordo di una perso¬ nalità eletta, cui la nascita patrizia e la severissima educa¬ zione di famiglia e le vicende di vita avevano dato quelle maniere contenute e fini di espressione, che la sua volgarità plebea di medium non conosce, né sa comprendere, e che neanche in sonno medianico è in grado di imitare, o, più correttamente parlando, di scimiottare? ... Perocché — bisogna scriverlo a schiarimento del giudizio critico su questo tentativo difettoso e lacunare di identifi¬ cazione — qui è mancata persino ogni traccia di telepatia. Eusapia ha saputo percepire qualche moto minimo dei miei muscoli, arrestandosi di sbalzo al mio trasalire durante la ricerca affannosa del segno; ma neppure ha colto i miei movimenti inconscii al batter delle lettere del nome; ma nulla ha saputo attingere dalla parte meno illuminata della mia coscienza, dove pur giacciono incancellati i miei ricordi teneri e devoti di figlio. Genova. 24-25-26 dicembre 1901. LA DICIANNOVESIMA SEDUTA (29 dicembre 1901). Frodi, illusioni e suggestioni. Anche questa è una seduta del gruppo presieduto dal prof. Porro, ma ci troviamo in numero maggiore: è infatti piesente il cav. Erba, e insieme a me assiste, invitato, il doti, pi of. Arturo Risso, distinto specialista in dermosifilo¬ patia. Cosicché siamo in otto. Ma, o perchè sia una cattiva serata per la Eusapia, o perchè c’è un nuovo arrivato che cagiona con la sua presenza il solito arrenamento del me- diumnismo paladiniano ai fenomeni elementari adattati ai novizii, la fenomenologia si mostra fin da principio fiacca, stentata, sconnessa. Eusapia stessa se ne preoccupa e lagna: e noi aguzziamo i nostri sensi per non lasciarci prendere negli agguati delle sedute infelici. Per lo spazio di oltre un’ora, silenzio perfetto: le mani¬ festazioni di ogni sorta si fanno aspettare; poi cominciano quelle che costituiscono 1 abc del paladinismo, ma anch’esse intramezzate da lunghe pause. Il tavolino freme, sussulta e si solleva, ma di pochissimi centimetri e non senza contatto delle mani; rimbombano colpi formidabili sul suo piano; una seggiola d'accanto al medium vi fa l’adusato giro peri- patetico, e poi malamente ci arriva al livello delle° braccia; la tenda si gonfia ed è proiettata in mezzo alla catena; qual- cuno dei presenti avverte contatti, ma son thggevoli, quasi timidi, di mani ben percepibili, che si avanzano ricoperte dalle tende nere; ed io registro che i toccamenti, pur arrivando fino a me che sono il secondo della catena a destra di Eusapia, av¬ vengono sulle mani, sulla faccia, sul petto, ossia dal davanti... Durante una pausa, e mentre si muta la disposizione della catena per ordine dell immancabile u John „ dato coi segni convenzionali del tavolino, io e Porro ci scambiamo le nostre impressioni ; e conveniamo in ciò che forse Eusapia, stremata di forza medianica e neanco in grado di cadere in auto-ipnosi, FBODI E ILLUSIONI VISIVE 161 froda allegramente! Non l'abbiamo colta sull’atto; ma quella mano, che mi veniva a toccare intenzionalmente sul dorso della destra e alla fronte, differenziava troppo per consistenza e motilità da quelle fluidiche ormai a me ben note. Ben è vero che alla domanda suggestiva se quei tocchi e solletichi siano * la rivelazione affettuosa di un’entità che mi appartiene „, il subconscio dialogizzatore tiptico ha risposto affermativamente. Ma il venire avanti, pur pretendendo d’es¬ sere “ materializzata sempre al buio e al riparo, il suo sfuggire ad ogni lievissimo mio tentativo di sentirla e di pren¬ derla, la natura stessa dei suoi movimenti che avevano (come dir meglio?) un’indole affatto muscolare e non dinamizzata, tutto mi dava ragione di dubbio. Non era , certo , 1’ entità di una defunta più o meno legata a me dal vincolo di sangue (?); era una vivente, in carne ed ossa. E Porro, che dm-ante quest’armeggio sta al controllo di destra, mi con¬ ferma a voce alta, con frasi convenzionali, che la mano di Eusapia gli è sfuggita e che io stia in guardia! E all’erta ci sto. Noto infatti che dopo avere fatto mu¬ tare la catena per una sesta volta, Eusapia ricorre al pro¬ cesso preferito da lei in simili frangenti : essa cerca di sug¬ gerire all'assistenza la percezione di fenomeni visivi o, quanto meno, si rivolge col potere medianico di cui dispone a pro¬ durre stimolazioni del senso della vista. Che la donna ricorra a codesto procedimento suggestivo si desume, per mia os¬ servazione, dal fatto d’essere allora essa la prima a segna¬ lare i fenomeni. Sarebbe eccessivo ed illogico trarre da ciò l'illazione che tutta la fenomenologia delle sedute eusapiane sia un’illusione, o derivi da una strepitosa influenza allucina¬ toria del medium sui presenti: ma è innegabile che, fra le tante maniere con le quali si estrinseca l’attività medianica, c’è anche questa manovra suggestionatoria nelle sedute mal dirette o mal riuscite. Se le persone in catena vi sono pre¬ disposte o dal tipo mentale o dalla credenza spiritica o da una loro particolare suggestionabilità, parecchi dei feno¬ meni accusati entrano in questa categoria spuria già da me segnalata nelle sedute di primavera (1901). La vista, per le sue stesse condizioni anatomo-fisiologiche, è un senso intellettualissimo e finissimo; ma perciò appunto, messa in contingenze adatte, cade più facilmente nell’illusione. Già ve la portano i suoi numerosi fenomeni endottici, i fosfeni da pressione del globo, i corpi fluttuanti nel vitreo, l’ombra dei vasi capillari della retina... Ma anche nella per¬ cezione visnale della realtà esterna noi andiamo soggetti a Morselli, Psicologia e Spiritismo, U. 11 162 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il più sorta (li illusioni. Eccone le principali: — 1° le ottico- geometriche, che riguardano la forma, la grandezza e la di¬ rezione apparenti : tutti conoscono le figure speciali atte a illustrare cotali errori di senso, ideate da Hklmholtz, He- ring, Zollnkr, Thiéry, Muller-Lier, Lipps, ecc., ecc. r- 2 le illusioni di irradiazione, per la quale le superficie il¬ luminate ci sembrano più estese di quelle scure, come pro¬ varono Volkmank e Plateau ; — 3“ le anortoscopiche, pur esse studiate da Plateau e da Zollner, che ci portano istin¬ tivamente a correggere le deformità di certe configurazioni quando siano viste parzialmente e traverso altri oggetti in moto; — 4° le illusioni di movimento, fra le quali occupano oggi il primo posto, coll’industria fiorente dei cinematografi, le cinematoscopiche derivate tutte dal primitivo zootropo di Hornku e dal fenatiscopio di Plateau; non che, le autoci¬ netiche consistenti nell’attribuire del moto ad oggetti effetti¬ vamente fermi, quando si fissino con grande intensità di sguardo: furono studiate specialmente da Moi*pe, Albert, Exxer ; — 5° per ultimo, le illusioni dipendenti dalle irna- gim consecutive, che sovrapponendosi a percezioni reali val¬ gono talvolta a farne apprezzare erroneamente la grandezza, la posizione e direzione , le forme , i movimenti , i colori e perfino la localizzazione nello spazio, secondo che dimostra¬ rono Zkiiender, Maykriiausen, Stern, Mach e Schivar/ (cfr. per questo argomento l'ottimo lavoro di Boubdon, La per- ception visuelle de l’cspace, 1902, e i periodici spec. di Psicol. sperim.). Io ho sentito molti increduli, che non vogliono arrendersi alla realtà dei fenomeni telergetici del medianismo, spiegare empiricamente, e senza nnlla sapere di questo capitolo di fisiopsicologia e di ottica, le percezioni di movimenti pro¬ dotti a distanza dalla Paladino con fatti di a illusione n ridu¬ cibili scientificamente alle accennate categorie delle illusioni autocinetiche e delle imagini consecutive. Ed io non dico, sicuramente, che la spiegazione non sia plausibile in certi casi, massime quando la oscurità e la debole intensità lu¬ minosa del punto fissato, la fatica della retina, la stanchezza muscolare e tattile degli occhi, la posizione della testa (nei due vigilatori), il pensiero anticipato del fenomeno e sopra¬ tutto quello della sua direzione, conducano l’individuo spe¬ rimentatore all’ incapacità di rendersi esatto conto della po¬ sizione degli oggetti nello spazio, e, addizionando i piccoli moti successivi dei proprii globi oculari , ad attribuire un movimento apparente agli oggetti stessi. I ILLUSIONI E SUGGESTIONI 163 Ma queste illusioni ottiche potranno darci la chiave di un piccolo e ben determinato gruppo di fenomeni visivi spiritici: saranno sempre movimenti illusorii di debolissima estensione; o punti luminosi („ fiammelle „) non vedute da tutti gli assistenti ; o nebule di lievissima sfumatura intrav- viste da qualcuno nel gabinetto e di brevissima durata. Pel¬ le grandi e durature materializzazioni visibili , massime qnando alle sensazioni ottiche si aggiunga il sussidio di quelle tattili e kinestetiche, la realtà concreta del pereetto non viene infirmata dalla possibilità generica degli errori nostri di senso: bisogna provare, caso per caso e punto per punto, che la fenomenologia medianica è inconsistente o per falsità intrinseca o per fallacia estrinseca. tuttavia, anche nell evento migliore, non è sempre agevole distinguere obiettivamente ciò che in un dato fenomeno ottico spetta al dinamismo esopsichico reale da ciò che creao vi aggiunge o sovrappone lo stato psichico o fisiologico dei percipienti. Jersera a me parve che in questo senso non sfuggisse alla cerchia d’azione, in parte suggestiva, in parte autentica dell’Eusapia, chi denunziava certe “ apparizioni „ : la stessa differenza con cui queste erano definite dai perci¬ pienti mi colpiva. A un certo punto della seduta, per esempio, il Dr. Ven- zano, invigilatore di destra, ha detto dapprima di vedere una piccola figura umana, come “ di un bambino lattante „, che, comparso fra lui e il medium sarebbesi avanzato in seguito sino alla metà del tavolo: ma i due compagni di prospetto, il Porro e il Vassallo, hanno scorto prolungarsi invece “ una forma di braccio „ : e questa definizione si può ritenere più vicina al vero. Il \ enzano ha poi accusato una apparizione più completa: vicino a lui si sarebbe formato un “ fan¬ tasma „ tangibile e abbastanza visibile, del quale avrebbe distinta la testa con naso, occhi e barba a pizzo; e quella forma gli si sarebbe avvicinata fino a baciarlo e a farglisi sentire viva e calda, con particolarissimi connotati a lui fa¬ migliavi, dileguando poi vaporosamente dopo alcuni secondi. Nessuno di noi ha veduto ciò, ond’io allora, giudicando che la seduta volgesse a male per gli inganni del medio e la singolarità delle manifestazioni spiritiche, ho pensato di fare, da psicologo indagatore, qualche esperimento di sugge¬ stione. Ho detto al mio compagno di faccia che scorgevo alla sua destra “ qualche cosa di indeciso „ (il che non era); e tosto una “ apparizione „ è stata anche da lui veduta! La¬ sciato passare un po’ di tempo, ho ripetuta la prova: ho di- 164 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II chiarato di percepire qualcosa di scuro, che avanzava e indie¬ treggiava dal panneggiamento della finestra a sinistra del prol. Porro, controllore di manca; e anche stavolta l’iroma- ginaria forma è stata confermata ! Ma il più curioso è questo, che il tavolino ha annuito con tre picchi potenti; dal qual fatto si desume sempre più che il subliminale del medium si lascia a sua volta suggerire, o che Eusapia, con accorgi¬ mento un po’ ingenuo, tenta di sfruttare abilmente anche le illusioni da altri provocate. Questi risultati, al pari delle frodi, non infirmano la au¬ tenticità dei fenomeni delle “ buone sedute „ ; nè distrug¬ gono 1’esistenza dei dinamismi biopsichici ignoti, onde consta la medianità: ma arrecano intanto un contributo di qualche valore alla spiegazione psicogenetica di molti fenomeni er¬ roneamente e corrivamente ascritti allo “ spiritismo „. ♦ * * Fallimento del conato di identificazione. Esperienze di inibizione spiritica. A schiarimento di quanto ora passo a narrare, dirò che prima di sederci in catena qualcuno di noi aveva espresso jersera il desiderio di entrare nel gabinetto oscuro durante le possibili e tanto domandate materializzazioni. I conosci¬ tori presenti dello spiritismo hanno subito obiettato che la prova era stata eseguita e non aveva approdato: Eusapia ha sogg*unto che in Francia uno degli studiosi dei suoi fenomeni (se non erro, il Bar. di Watteville) aveva oltrepassata la nera cortina, ma che non ci aveva distinto nulla. La cosa non mi riesce inesplicabile. Se là dentro agisce una energia sco¬ nosciuta emanante daH’organismo del medio, col rinforzo di alti e minori somministrate dai presenti, essa darà origine a quegli aggregati di sottilissima materia o a quei centri di forza che, senza far torto alcuno alla scienza fisica e natu¬ rale, possiamo supporre che corrispondano alle “ materializ¬ zazioni soltanto in assenza della luce. Ora, dal buio non vengono onde che influenzino, come raggi luminosi visibili, le nostre retine se non in condizioni particolari, cioè quando in quello spazio si formino corpi irradianti una luce propria: ma sembra che i fantasmi in genere, e quelli di Eusapia in NUOVA VENUTA DI UN* “ ENTITÀ OCOULTA » 165 ispeeie, non posseggano d’ordinario tale facoltà, o al più la posseggano in minima proporzione. Ma 1 idea era gettata, e la coscienza superiore del medium, accogliendola, l’ha trasmessa al piano inferiore subconscio, dove ha agito da fermento : — nella serata qualcuno di noi doveva assolutamente entrare od esser trascinato dagli “ In¬ visibili „ ad entrare nel gabinetto ; e il qualcuno sono stato io, il Numero Cinque I Eravamo tutti scontenti della cattiva piega assunta dai “ fenomeni quando aU'improwiso Eusapia, sotto il con¬ trollo di Porro e di Venzano, cerca la mia mano, mi trae verso di sè, mi obbliga ad alzarmi, e mi ingiunge di uscir dalla catena e di collocarmi in piedi, alla sua diritta, accosto alla tenda del gabinetto. La sala è debolmente illuminata dal chiarore della candela d’anticamera, ma si distinguono le figure e i contorni degli oggetti. Io mi accorgo che Eu¬ sapia è trasfigurata in viso; ha i lineamenti rigidi, quasi catatonici, lo sguardo fiso, la voce grave e roca: certamente essa è ora “ entranced „ , secondo la terminologia psichici¬ stica inglese, ma il suo stato di “ trance „ è attivissimo (son- nambulico). Certe crisi mediumniche sono fulminee! Ed ecco che cosa succede. La cortina, che ha tanti uffieii nel paladinismo, si gonfia, si tende, avanza verso di me, mi tocca e mi preme. Allungo una mano, che prima viene afferrata da un invisibile, poi respinta. Tasto e sento, per gnosi tattile, che alle bozze della stoffa corrispondono delle resistenze dure, ma mobili, in¬ somma delle parti di una persona, non percepibile per intero, ma come a pezzi: ho percepito due mani che mi afferravano, ed una testa che mi si è appoggiata sul capo. Quell’” entità „ chiaramente mostrava di volere agire su di me per farmi eseguire un dato movimento: mi ha tirato, mi ha fatto ri¬ girare sulla persona, e, volto il mio dorso verso il gabinetto, mi ha avvicinata la seggiola che stava là entro , e mi ha premuto sulle spalle perchè, sedessi. Così mi sono trovato se¬ duto, mezzo dentro e mezzo fuori dal famigerato vano scuro, con la tenda buttatami a ridosso e scendentemi sul petto. Era la suggestione, di lasciarci entrare nel gabinetto, quella che operava sulla medianità in azione. Noto anzi, per il miglior intendimento dell’avventura, che in quella posizione io mi trovavo dietro al fianco sinistro di Eusapia: costei sedeva fra i due controllori (Porro e Ven¬ zano) resi più attenti dalle mie vive istanze di invigilarla, ma io pure ne sentivo coi ginocchi la seggiola, resistente pel 166 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II peso del corpo ; inoltre, sul fondo chiaro lontano dell’uscio, ne distinguevo il profilo. Orbene, con la sicurezza completa di non essere stato ingannato per ciò che concerne quella “ ma¬ terializzazione , formatasi dietro di me, ossia a circa 80 cent. — Ira. dalle spalle di Eusapia, dirò che per buoni venti nii- nuti io sono stato l’oggetto delle più affettuose dimostra¬ zioni d’un “ essere „ apparentemente vivo e tangibile, anzi tangibilissimo ed attivissimo, ma invisibile, che stava entro il gabinetto: io sono stato toccato, palpato, carezzato, abbrac¬ ciato, baciato e ribaciato... Se contro queste emozioni non si è agguerriti dalla scienza filosoficamente scettica o dalla fede irremovibile e sicura, stimo pericoloso esporsi alla prova di rapporti così impres¬ sionanti e realistici col Mistero, sia esso fisico o iperfisico, psichico o metapsichico. Io, intanto, preso da quella esplosione di calda simpatia di uno che non si palesa ai miei occhi invano cercanti di pe¬ netrare di scorcio nell’ombra, chiedo se l’agente occulto sia “ qualcuno dei miei rari , : e tre picchi su uno dei piedi po¬ steriori della seggiola (voglio dire, effettuati da chi stava dentro al gabinetto) e tre battiti scherzosi di mano sulla mia nuca, mi hanno risposto di sì. Con lo stesso linguaggio mimico s’è poi detto che quel- 1’“ entità, era ancora mia madre! Ma questa volta il ram¬ marico perchè contro ad ogni mio desiderio si rinnovasse incautamente da Eusapia quella evocazione, ha soffocato ogni altro sentimento: al figlio che gli “ spiriti , vogliono forzato a comunicare coll'Occulto , si è sostituito immediatamente lo studioso che intende discendere, ove lo possa, alle radici psicologiche della cosa. E pertanto più non mi sono com¬ mosso a tale annunzio; il mio scetticismo spiritico si trovava rinvigorito dalle miserie della serata precedente; anzi, sul¬ l’istante ho fatto proponimento di rincalzare la prova. Fino dalle mie prime riflessioni sulle lacune dell’identifi¬ cazione spiritica mi sono fermato attentamente sul notissimo fenomeno fisiopsicologico della lettura del pensiero, basato, da una parte sulle espressioni involontarie delle imagini degli astanti, dall’altra sulle percezioni minime che debbono essere attivissime nel monoideismo subipnoide dei medii. Non già che io creda essere tutto là il processo della connotazione determinativa delle subpersonalità spiritiche: giacché adesso mi associo al parere del Podmohe e d’altri psichicisti d’eguale valentia, i quali attribuiscono l'efficacia maggiore alla sug¬ gestione mentale (telepatia). Ma a presupporre che il fattore l’origine della connotazione dei defunti 167 telepatico agisca solo modestamente nell’identificazione delle “ entità , presentate dalla Paladino, sono tratto specialmente dalla considerazione che il riconoscimento si opera quasi sempre a pezzi e bocconi, come se le “ personalità „ si ma¬ nifestassero frammentariamente. Le nozioni sul personaggio evocato potranno benissimo essere lette dal subconscio del medium nel subconscio del¬ l’evocatore, l’azione telepatica essendo, in generale, ostaco¬ lata dall’intervento della coscienza superiore o sociale dei soggetti messisi in rapporto per la evocazione. Però io nutro da gran tempo il dubbio che in certi medii, fra cui metterei volentieri la Paladino che ha scarsa attitudine a telepatizzare e ad essere telepatizzata , esercitino un còmpito più facile esplicito ed ordinario le piccole intuizioni della loro subco¬ scienza, e gli abbandoni involontarii della subcoscienza altrui. In altri termini, la connotazione è spesso una denotazione car¬ pita all’inavvedutezza ed allo stato emotivo degli assistenti, che a loro insaputa diventano le guide dell' automatismo medianico ; al modo istesso con cui certi soggetti fortemente ed involontariamente espressivi aiutano le perspicaci facoltà degli indovini e cumberlandisti o pickmannisti professionali. Su questa via della sperimentazione psicologica, poco bat¬ tuta fin qui, la sera del 29 ho deciso di cimentare — Do¬ minerò i miei nervi e muscoli, mi sono detto, affinchè nulla tradisca nella mia persona fisica lo svolgimento interno dei ricordi e dei sentimenti. — Per vero, nei rapporti ordinarii di vita io non sono troppo padrone di me: penso e opero molte volte con slancio, e mi conduco troppo spesso con soverchia spontaneità , il che è noto ai miei famigliali ed amici. Ma nell’indagine scientifica e nell’esercizio professionale so mo¬ derare a tempo e luogo le mie reazioni nerveo-motorie, fre¬ nare le mie impazienze, inibire i miei impulsi. Ho pertanto riflettuto rapidamente sulla prova da tentare. — Se (ho pensato), se mi vieto ogni gesto, se misuro le in¬ flessioni di voce, se mi irrigidisco ad arte in una posizione fissa del tronco e collo, se non batto ciglio, se tengo im¬ mobili tutte le membra, Eusapia (o più propriamente la sua coscienza estramarginale) non saprà leggere nulla nelle fibre dei miei muscoli: così la porrò nell’imbarazzo; essa non in¬ dovinerà alcun connotato personale di colei che vuole ad ogni costo presentarmi. Nella stessa direzione e per con¬ troprova, potevo anche saggiare il medium con altro cimento di psicologia sperimentale, che ho usato tante volte negli ipnotizzati e nei così detti lettori del pensiero, fuorviandoli 168 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ad arte dalla verità : io potevo, cioè, trarre in inganno la attenzione vigile d’ Eusapia, se avesse operato in veglia, la sua facoltà subcosciente di percepire, qualora fosse entrata in trance,, come ini è parso le avvenisse fuggevolmente durante quelle manifestazioni. Un lieve moto volontario, un trasali¬ mento simulato, un vacillar a bella posta del corpo e del capo, le avrebbero fatto credere di scoprire in me i ricordi più intimi, le imagini più riposte, le rappresentazioni più latenti, quelle del linguaggio interiore (endotàsia). Così ho fatto, e così consiglio di fare a quegli investiga¬ tori che intendano studiare la psicogenesi degli “ spiritici defunti Di tanto sono controindicati i controlli brutali e violenti, cbe compromettono la ricerca psicologica, di quanto si giustificano tutti gli accorgimenti valevoli per la scompo¬ sizione dei fenomeni psichici nei loro elementi e nelle loro contingenze determinanti. A riguardo della sincerità dei medium la Society for psychical Research fornisce bellissimi ammaestramenti agli investigatori in Metapsichica : non c’è che da seguirla in questa via. Ma ritorniamo all’esposizione dei fatti che verso le ore 22.45 accadevano al “ Minerva „ tra me e la personificazione ma¬ terializzata da Eusapia, la quale mi aveva tirato e fatto se¬ dere dentro al gabinetto medianico. Io indicavo, dunque, ai compagni le mie sensazioni. — Mi tocca..., mi stringe..., si appoggia su di me, ma non parla... Mi carezza..., mi bacia..., mi ribacia, ma non si esprime con la voce. Perchè non parli ? Dimmi almeno una parola che mi provi che tu sei presente!... Dimmi, io esclamo, dimmi l'età che avevi quando moristi!... — E l’Invisibile, rispondendomi dopo un po’ di manifesta titubanza, mi batte amichevolmente sulla spalla una lunga serie di colpetti in cadenza mentre a voce alta io li nume¬ ravo. Ne ho contato cinquantadue (anni) . La cifra era sbagliata, perchè avrebbe dovuto essere di 41, ma al qua¬ rantunesimo colpo io me ne stavo attento sì, però immobile : la nessuna mia partecipazione psicomotoria al fenomeno conduceva evidentemente la subcoscienza d'Eusapia fuori di strada, e la prova, che io avevo tentata, dava una sollecita conferma ai miei dubbii. — Va bene. Dimmi ancora quanti figliuoli hai avuto? — E in mezzo alla regione scapolare, fra il silenzio di tutta 1 assemblea, ho sentito battermi prima un colpo, e dopo ima pausa (certamente cagionata da un moto di attenzione del FALLIMENTO DI UN’ IDENTIFICAZIONE 169 medium su di me) altri cinque colpi, battuti distintamente con lentezza studiata per una palese aspettativa del segno d’ar¬ resto. Ossia, 1 “ entità „ indicava set (figli), mentre siamo in soli due, io e mia sorella Giuseppina. Sbaglio fenomenale! — Non ti ricordi? pensaci bene! — E l’interlocutore misterioso, sempre più esitante, ha ri¬ battuto cinque colpi, correggendo bensì se stesso, ma non rimediando all’errore. Era chiaro e lampante oramai per me die i disincarnati non hanno buona memoria sulle circostanze -più tipiche della loro personalità; allo stesso modo che diventano grassi, pol¬ puti e grigii di capelli quando sopravvivono alla inesorabile morte terrestre del loro corpo sottile, magro e ancor gio¬ vane! E allora, se fin da principio mancavano i connotati fisici personali ; se esulavano dalla “ comunicazione spiritica „ perfino le circostanze meglio individualizzate, e le sole pro¬ priamente indicative, che perfino sono scritte nei registri municipali dello stato civile (è un gran dire!); se quella presunta entità sopravvivente nulla sapeva di preciso e di determinato circa sè stessa, come avrei io potuto prestare ascolto ad una “presentazione, cotanto deficiente? come credere, in seguito, alla sincerità e sicurezza di una “ iden¬ tificazione di sviluppo , che forse sarebbe stata carpita, al pari di tutte le altre sue consimili , sfruttando le involon¬ tarie piccole rivelazioni del percipiente o dell’assistenza? Ne avevo abbastanza dello * spiritismo evocatorio „ d’En- sapia; e con un pretesto mi sono allontanato dalla casa di via Giustiniani poco dopo le 23. Ma avevo l'animo deluso ed amareggiato! * * . Teleplastia e pneumatologia. Adunque, il fenomeno teleplastico è reale, ma illusoria, secondo me, è la sua personificazione. Nelle “ materializza¬ zioni „, per adoperare la terminologia aristotelica, ci son due cose da osservare: quella, per cosi dire, di fondo o ne¬ cessaria, la materia-, e quella contingente, la forma. I. La Teleplastia. A. — La doppia tesi ani mi co-spiritica. E nota la dottrina del “ perispirit.o „. La forza che emana dai medii, è considerata dagli spiritologi come un che di va- 170 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gamente materiale oflnidieo, di cui gli “spiriti, sorvolanti nello spazio (siano anime dei definiti, siano dementali, esseri oc- Raffigurazione schematica dell ipotesi spiritica, sulle materializzazioni (1859). [1^ opero ili Hohnvng, da cui traggo questa interessante figura, furono scritte durante 1 epoca in cui Karhkc sistemava lo spiritismo, ma conservano tracoie delle idee fluidistiohe anteriori. Si scorge inoltre che il medium, dal cui corpo è supposto emanare il « fluido » atti- rato a se o sfruttato dallo * spirito », non sedeva allora nella catena tiptica, tua le dormiva vicino. Il sacerdote Indiano (?) in alto a destra raffigura lo « spirito * che comunicando mediante il tavolo spiegava ai convenuti il processo di « materializzazione ». Si raffronti ai molti sacerdoti indiani che « comunicano messaggi * nei circoli di Casa Nokgoeràtii e Ciiazarain (v. La Survie t 2*-4* ediz.)]. culti, od entità super- o subumane. ecc., ecc.) sono avidissimi, e che tosto accorrono ad assorbire ogni qualvolta da un medium LA IPOTESI SPI RITO- FLCIDIOA 171 esso venga spremuto o proiettato in giro. Gli spiriti, che già sarebbero per loro conto rivestiti (o costituiti V) da una iperinatena o fluidità consimile, unirebbero per un processo arcano di combinazione ultracliimica i due fluidi, e si for¬ merebbero un involucro o inviluppo capace di rendersi sen¬ sibile ai nostri sensi e di impressionare le lastre fotografiche. Quest'ultimo processo di manifestazione è supposto dipendere da ondulazioni eteree congeneri a quelle che noi chiamiamo luce, forse composte di raggi infrarossi od ultravioletti or¬ dinariamente invisibili ai nostri occhi. In tale costrutto c’è sempre la solita contraddizione che inquina tutti i dogmi spiritici: non si chiarisce il determi¬ nismo, pel quale gli “ spettri „ fabbricati dagli “ spiriti „ con quel misto duplice di “ inviluppi , ora siano visibili ed ora no. In un vecchio libro spiritico deH’HoRVDKG, comparso pochi anni dopo l’arrivo in Europa dei primi medii Americani ap¬ portatori del “ tavolo magico trovo una figura molto espressiva con cui si rappresenta l’ipotesi fluidico-mesmerica. E dopo cinquanta anni siamo sempre allo stesso punto ! Il dott. Gyel (= Geley), che sintetizza e rappresenta le idee degli odierni spiritisti più autorevoli, dice che “ la mate¬ rializzazione è una reincarnazione anormale, relativa, rapida, momentanea Essa sarebbe costruita lì per lì dal perispi- rito del disincarnato, che “ raggruppa le molecole „ prese dal corpo del medium, e necessariamente dagli “ astanti ,, o da ‘animali e vegetali,. Per suo conto, il soggetto in “trance, mediumnica sembra possedere sulle molecole materiali una vera potenza organizzatrice e disorganizzatrice: egli “ può organizzare in forme più o meno complesse una trama ma¬ teriale emanata o esteriorata dal suo stesso organismo ,. Orbene: in questa diversa organizzazione delle “forme, sta il nòcciolo della questione. — Se le forme sono plasmate colle emanazioni “ molecolari „ del medium per opera d’ agenti estranei, si ha o lo Spiritismo quando questi sono detti gli spiriti sopravviventi degli umani, o 1 Occultismo quando sono indifferentemente creduti spiriti di uomini trapassati od en¬ tità spirituali di altra natura (elementali, ecc-.). — Se per contro le forine sono teleplasmate dal subconscio esterio- rato del medium, senza intervento di alcun agente spiritico, siamo soltanto nell Animismo. — È una differenza capitale su cui I’Aksakoff ha giustamente (dal suo punto di vista) insistito di fronte alle interpretazioni preferibilmente “ ani¬ mistiche , del Hartmann. Ma per gli spiritisti si passa insensibilmente dall’uno al- 172 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II l’altro caso, voglio dire daH’animismo allo spiritismo. Però essi si guardan bene dal determinare le ragioni e i limiti di codesto passaggio dall’azione semplicemente esteriorata dei medium all'azione propriamente estrinseca degli “ spiriti .. La facoltà organizzatrice mediumnica può concludere, se¬ condo il Gyel, a formazioni variabilissime per nettezza e per complessità. — a) Nei casi elementari, si producono organi incompleti ed effimeri, e luccicori fosforescenti. — b) Nei casi medi, si formano orgaui ed organismi ben caratterizzati e che, copiando in modo esatto, sia fisicamente, sia psicolo¬ gicamente, gli organi ed organismi naturali, debbono con¬ siderarsi dei “ doppi „ capaci di agire meccanicamente e di trasferirsi lontano. — c) Nei casi avanzati, le forme si materializzano completamente: sono cioè esseri organizzati, con ossa muscoli e visceri funzionanti in modo non diverso dal vivente, il più spesso simili ancora al medium , più raramente dissimili. Solo queste ultime materializzazioni potrebbero parzialmente o integralmente assumere caratteri¬ stiche individuali, e raffigurare “ personalità medianiche au¬ tonome, indipendenti, diverse dal medium,, e qualificantisi quasi costantemente come “ spiriti „ di determinati “ defunti „ (L’ótre subconscient, pag. 199). — Sta benissimo per la tesi animieo-spiritiea a due faccie ; ma non è detto, nè spiegato perchè, nè come, nè quando avvenga questo importantissimo grado supremo di organizzazione di una teleplastica indivi¬ dualità! B) — La contro-ipotesi psichicista dell’i- deoplasma. La facoltà di esteriorare delle forze psichiche e di costi¬ tuire col loro mezzo dei fantasmi agenti sui nostri sensi con le qualità della materia, non si può più negare: l’ho scritto esponendo la ipotesi dell’ eso-dinamismo medianico fin dal momento che mi sono trovato di fronte ad azioni mecca¬ niche a distanza, non altrimenti spiegabili (Tomo I, p. 242). Questa ipotesi è apparsa da molti anni ; e non sono cer¬ tamente i novizii, che la mettono sempre avanti come una invenzione propria, quelli da cui impariamo a valutarla in tutta la sua arditezza ed estensione. Prescindendo dalle scuole mesmericlie magnetiche e tluidistiche, la Metapsi¬ chica, dapprima con le intuizioni degli americani Bovee-Dod> e Grimes, poi con gli effluvii odici del Bar. De Reichkn- bach, in seguito con le dichiarazioni del Varley e del Cox LA CONTBO-TPOTESI PSICO-DINAMICA 173 (due psichicisti della prima ora !) , in ultimo con le espe¬ rienze più o meno concordabili del Babaddc, del Babèty, dello Joibe, ecc. e di tutti gli analoghi discopritori di ef¬ fluvi i, di emanazioni, di radiazioni e di forze nemiche pro¬ rompenti dall’organismo umano, s’è trovata in possesso, forse troppo prematuro, di una spiegazione pressoché fisiea o meccanica dei fenomeni di materializzazione. Trascinata di buon’ora su questa china, la Metapsichica accenna ad incon¬ trarsi in un solo trivio con la Pneumatologia, creatrice del perispirito o corpo animico ; e con l’Occultismo teosofico portante con sé il grosso fardello delle sue elucubrazioni sul corpo astrale, nei rapporti, da un lato col corpo o piano fisico, dall’altro col piano mentale. È difficile decidere adesso, in una fase cotanto poco avan¬ zata degli studii di psicologia supernormale, se con tali ipotesi e congetture vaghiamo tra le nubi e i miraggi della pura fantasia in un aere che debba rimanere irrespirabile anche alla scienza positiva più remota, o se erriamo, come naviganti ancora smarriti, in un oceano immenso e inesplo¬ rato, dove tuttavia arriveremo a prender terra. Io non credo che la esistenza di forze bio-psichiche, ema¬ nanti dal medium, e organizzatrici di forme transitorie me¬ diante una aggregazione e direzione intenzionale di circo¬ stanti centri o sistemi di quelle ordinarie forze naturali sotto cui opera l’ universale ed unitaria Energia, contrasti menomamente con le nozioni accertate o verosimili di cosmo¬ logia, di biologia, di psicologia. Di sicuro, la tesi non è in opposizione con la filosofia che sento di dover coltivare nel¬ l’intimo dell’animo e professare negli scritti o dalla cattedra, perchè si concilia con le operazioni logiche della mia ragione e appaga le tendenze ingenite della mia natura. Qui penso che avesse ragione, a suo tempo, Giovanni Mabia Guyau quando proclamava l’individualismo della religione: siamo in una zona del sapere, dove mancano i punti fermi di ri¬ trovo necessariamente stabiliti per tutti, e dove ciascun pen¬ satore e investigatore s’avvia guidato dall’indole propria, e assecondando i proprii impulsi. Se così è, e se la ipotesi della “ teleplastia „,per un po¬ tere organizzatore esopsichico o psicofisico tuttora scono¬ sciuto, comunque ardita e paradossale, si conferma, la scienza dovrà aggiungere un anello di più alla serie delle forze na¬ turali, dovrà prolungare la catena degli eventi cosmici: ecco tutto. È ammesso oggi che vi sono forze e centri o sistemi di forze nel fatto astronomico, nel fatto fisico, nel chimico, 174 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II nel biologico? Ebbene, vi saranno anche nel fatto psichico e nel fatto iperpsichico. Data la conoscibilità dei fenomeni medianici di “ mate¬ rializzazione „ si tratta di stabilirne il determinismo, cioè come avvenga Videoplasma. Ma la loro realtà particolare è entrata o sta per entrare nella massa di nozioni, della quale per la mente umana si compone la Realtà universale ; e vi entreranno senza portar con sè inutili e premature franine di ipotesi esplicatrici , senza dense ombre di misticismo°o di mitologia, senza vaste penombre di metafisica ontologica o panteo-ilozoistica o teofilantropica, al modo istesso corquale modestamente vi si collocano, ciascuno al suo posto, tutti gli altri fenomeni ed eventi di Natura. TI. La Personificazione. A) — Nel caso particolare. Il presentarsi di “ spiriti „ materializzati non è frequente, checché dicano i gregarii. Autorevolissimi teorizzatori e po¬ lemisti in favore dello spiritismo dichiarano candidamente di non averne veduti, o, se loro sono apparsi, di non escludere il dubbio di un'illusione o di un inganno. Quanto alla per- somficaz'one, è vero che gli “ spiriti „ la tentano spesso, si direbbe, anzi, troppo spesso; ma nessuno degli studiosi seri anche se ammette con Crookes la possibilità del teleplasma integrale e completo sullo stile della celeberrima Katie Kimi osa scrivere e neanco pensare che il fatto autentico sia fre¬ quente e facile. L’Aksakoff lo dice espressamente: - per identificare un fantasma, che si è materializzato sotto i vostri occhi o che avete toccato, il lavoro critico dev’essere lun- gli issi ino, spietata 1 analisi, sicura la prova. Siamo noi giunti a tanto > No... Ma qui bisogna procedere ponderatamente e con metodo scientifico, caso per caso. Per ciò scrivo — NO — in riguardo alla entità teleplasmata da Eusapia per me, alla quale è mancata definitivamente l’iden- tiheazione. E mi spiego l’insuccesso come segue. Io non ho fornito inconsapevolmente alla Paladino (fosse in veglia, in preipnosi, in sonnambulismo, o in estasi) nessun dato informatore; io non mi sono lasciato consapevolmente s wggoe nessun indizio, nè emotivo (espressioni organiche reattive), nè rappresentativo (espressioni verbali). Eroiche essa neppure ha saputo leggere telepaticamente nel mio io IMPERSONALITÀ DELL’IDEO PLASMA 175 profondo, il suo tentativo di presentazione di un teleplasma o di una reincarnazione personale è miseramente caduto in rovina. Se tutte le pretese evocazioni di “ defunti „ identi¬ ficati camminano sulla procedura che a me è toccata in sorte, la “ pneumatologia „ dei De Mikville e dei Du Pkel, delle Crowe e dei Delanne, è costrutta sul vuoto ed è fatta di aria: itvfu ua, itvfuga!! Io ammetterò , bensì , in Eusapia (e nei medii “ materia¬ lizzatoti „ suoi pari) l’eccezionale potere di esteriorare le sue forze bio-psichiche, sia per agire a distanza sugli og¬ getti, sia per dare origine a produzioni temporanee agenti in modo tuttora sconosciuto sui nostri sensi normali : ma l’esperienza che a quest’ora ho acquistato sui suoi fenomeni mediumnici, mi obbliga a fermarmi qui. Essa proietta le proprie imagini di sogno, e ne organizza delle forme ; ma il fantasma generico creato da Eusapia, pur avendo la capacità di assumere vari aspetti o mascheramenti, ha un’ossatura fondamentale sempre eguale. Per lo più non ha personalità intrinseca veruna ; raramente giunge a rassomigliare a qualcheduno che fu vivo: ma le rassomiglianze son sempre dapprincipio scarse e incerte, rarissimamente, e solo dopo reiteratissima procedura di sviluppo, diventano più numerose, meno sicure e meno infide. I “ fantasmi „ ideoplasmati dalla Paladino hanno, d’ordi¬ nario, una impersonalità vaga e confusa. Se nella coscienza del medium non penetra dal di fuori nessun raggio di luce informatrice o direttrice, essi restano muti, nonostante il loro affaccendarsi pantomimico. Se nei recessi del suo sublimi- naie mancano elementi criptomnesici, racimolati dalle rela¬ zioni diurne e calati laggiù da tempo non memorato , la teleplastia generica non soggiace ad evoluzione, non si tras¬ forma in qualcosa di più consistente sotto il riguardo per¬ sonale. E se, come è accaduto con me, Eusapia non indovina i connotati del fu vivo, oppure se le sue percezioni minime errano o inciampano nell’agguato dell’investigazione, alla sua coscienza in cerca del punto d’appoggio non s’affaccia nulla di concreto: e la personificazione risulta un aborto o un embrione senza carattere. Suppongasi che io fossi arrendevole nell’ accettare l’ ap¬ prossimativa connotazione del segno caratteristico della mia defunta, passando sopra alla casualità dell’accenno, alla in¬ congrua intromissione del Vassallo, ai tentennamenti d’Eusapia nel cercarne la sede sulla mia fronte, alla non precisa ubi¬ cazione del punto indicato. Non saremmo forse davanti a 176 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II uno stereoplasma, in cui cominciano a disegnarsi i lineamenti della persona? Suppongasi inoltre che, anche mancato la prima sera quel segno, io avessi fornita la seconda sera coi miei moti in¬ coscienti la informazione precisa delle due cifre domandate (età, numero dei figli): non si sarebbe avuto un ottimo prin¬ cipio per l’ iscrizione della povera mia madre nell’ elenco degli spiriti che si sono “ manifestati „ e “ identificati „ ? E questa è la credenza nella quale ho lasciato e forse si mantengono i miei compagni di seduta. Ne chieggo loro, qui, scusa, ma il lasciarveli era necessario per i miei scopi inda- gatorii: io volevo sapere fin a qual punto il teleplasma foggiato da Eusapia in forma provvisoria e squallida avrebbe progredito nella personificazione ; volevo scoprire il processo col quale si realizza la tanto discussa entità spiritica. Ora, l’esperimento è riuscito negativo , e sebbene io non ne abbia finora altri da citare in appoggio della fenomeno¬ logia paladiniana (sulla quale mi baso ed arresto intenzio¬ nalmente), io son convinto e certo, come ho detto, che con me la medianità d’Eusapia, pur restando assicurata alla Me¬ tapsichica, è rovinata in riguardo allo Spiritismo. Forme personali non si plasmano, nè si sviluppano forse con questa medium , quando non le si apprestano o somministrano i connotati: quando si sta in guardia, il fatto spiritico puro svanisce, perchè la identificazione abortisce. Meno male che la mediumnità della Paladino non si espone alle colossali burle che si leggono avvenire ogni anno nello spiritismo militante, il quale , fotografando le proiezioni mentali di certi medi, osa risuscitare i più lontani morti ano¬ nimi, prestando alle imagini del sogno medianico una fiso- nomia ed un abbigliamento personali ! Che ne sarebbe di tante evocazioni spiritiche qualora le si sottoponessero tutte ad una inchiesta severa, come ha fatto la esimia psichicista signora Sidgwick sul ritratto dello spettro di “ una antica sacerdotessa di Venere in Cipro „ apparsa nel 1891 davanti alla macchina per evocazione del medium Davide Daguid? Si legga il periodico spiritista “ Lìght „ sul conto di quella presentazione temeraria; era sicuramente una sacerdotessa di Venere, ma... modernissima! Sicuro: la medium Pugliese è discreta. Già la sua ignoranza archeologica, storica e geografica le impedisce siffatti estri sonnambolici, permessi appena alle veggenti di Próvorst, alle Van Dat ed alle Smith ; siamo con lei in uno spiritismo che si tiene terra terra, e ci dobbiamo contentare del poco che IMPERSONALITÀ BROLI IDEOPLASMI 177 la sua fantasia può e sa produrre. — Ma che affettazione, che ricerca dell’effetto, nel modo di presentarsi di coteste larve di persona ! Gli “ spiriti „ vengono a caso pensato, quando la disposizione della catena e l’animo dei percipienti sono stati accomodati a puntino affinchè sia ben palese la sincerità e la potenzialità del medium: qui Eusapia può dar la mano ad Eglinton. — Ma che compassionevole miseria di contenuto in quelle comunicazioni dei suoi “ ultraterreni ! Neanco un cenno delle faconde apologie della dottrina, neanco un rudimento delle iraconde difese della spiritualità contro il materialismo, come se ne sentono tante dai disincarnati evo¬ cati per opera degli altri medi superiori! Attenendomi al metodo positivo e discorrendo in ragione di ciò che ho veduto e investigato, opino che in generale la “ durezza „ (come la chiama Eusapia) dello sperimentatore accorto e padrone di sé medesimo sia la causa vera del ne¬ gato “ apparire „ subitaneo o del mancato “ svilupparsi „ tanto delle forme o entità aventi alcune caratteristiche per¬ sonali, quanto di quelle più spesso composte di parziali e stentate analogie (neanco rassomiglianze!) con qualche deter¬ minato defunto. Ora, se difetta o non esiste affatto la identità personale, che cosa resta delle “ materializzazioni „ d’EusapiaV Tutte queste sue entità semi-corporee, sentile parzialmente con impressioni malcerte e sconnesse che la fantasia e l'emozione fondono in un presunto complesso reale, tutti questi esseri anonimi o pseudonimi degni del sogno di un’isterica, hanno delle impronte psichiche comuni, dell’ingenuità, della frivolezza, della volgarità, della primitività. Vi è in tutte un nòcciolo sostanziale : ma le esteriorità che noi sentiamo, tocchiamo ed udiamo, sono parvenze e maschere. E sono effimere-, durano solo per quel tanto che durano la scarica esopsicliiea d’Eusapia e l’atteggiamento attentivo dei percipienti. E non sono autonome: è il pensiero (subliminale, ma sceso dal superliminale) del medium, che si esteriora e propaga lungo certe linee di forza ; e i teleplasmi agiscono con spon¬ taneità apparente, come funzionerebbero dei fantocci mossi da fili invisibili. E non sono preesistenti : ossia non vengono da lontano, nè per lo spazio, nè pel tempo ; sono “ entità „ create seduta stante, al momento opportuno, e si dissolvono in nulla quando la loro opportunità cessa. Io noto al proposito che un certo gruppo di spirito- 12 Morselli, Psicologia e Spiritismo f II. 178 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II psiehieisti (il primo, per data, è il D'Assier), e la maggio¬ ranza degli occultisti-teosofi ammettono la sopravvivenza temporanea e parziale della “ umanità postuma „, la quale però, dopo uno spazio indeterminato di tempo, si dissolve¬ rebbe in seno alle forze cosmiche. B) — Nella generalità dei casi. Leggendo i verbali delle sedute evocatone e di incarna¬ zione, si è colpiti dagli sforzi che debbono compiere gli io secondarii del medium (domando scusa, le “ entità occulte , o gli “ agenti ultraterrestri „ ) per individuarsi, per dar mes¬ saggi personali ai loro “amici,, sopratutto per provare la loro identità personale. Quasi sempre quest’ ultima è fornita con “ prove, di una tenuità e fragilità indicibile: minuzie insi¬ gnificanti, aneddoti generici, fatterelli privi d’ogni interesse, particolari d’ultimo ordine, che sorprendono l’evocante e lo persuadono troppo presto dal lato del “ cuore ,, mentre resterebbero inutilizzabili da quello della “ ragione ,. Nè la fede di un Moses basterà mai a rinforzare la povertà intrinseca delle ordinarie “ prove d’identità ,. Un psicopa¬ tologo le direbbe contraddistinte da un “ manierismo , pres¬ soché puerile, anzi addirittura demenziale! Ma piuttosto che perdersi a smuovere ricordi indifferenti sommersi nei depositi mnesici dei comunicanti , perchè non snocciolare alla buona, e fin dal primo apparire, le date e le cifre inscritte per ciascun cittadino nella anagrafe? L'Hyslop sostiene che anche i viventi, quando vogliono identificarsi fra di loro a distanza, per esempio traverso ai fili del telegrafo o di un telefono smorzatore del timbro personale di voce, scelgono di preferenza particolari di mi¬ nima importanza, presso a poco come fanno i disincarnati. Egli lo avrebbe dimostrato, ponendo in comunicazione anche delle persone intelligentissime e coltissime. Ma io osservo che queste esperienze condurrebbero i comunicanti a dirsi almeno mutuamente il nome e cognome, l’età, lo stato civile, il numero dei figli, e la data precisa delle vicende principali della loro vita, quali la nascita, la laurea, il ma¬ trimonio e la morte. Orbene, sono per l’appunto queste le in¬ formazioni che l’immensa maggioranza dei trapassati reduci dall’Al di là si dimentica di somministrarci ! Gli spiritisti confessano francamente che i disincarnati penano molto a manifestarsi e che solo dopo sforzi enormi riescono a farsi riconoscere. La tesi compiacente è che queste LE IMl'ERFEZIONI DELLE COMUNICAZIONI 179 pene e questi ostacoli derivino dal trovarsi essi su di un * piano „ differente dal nostro. Ma la controtesi critica porta a concludere piuttosto in favore del più o meno utilizzabile, più o meno rapido e più o meno inconsapevole rifornimento di indizi, segui, connotati, informazioni e notizie relative al defunto per parte degli evocatori e comunicanti. Gli spiritisti, con a capo il Russell-Wallace, dichiarano poi che, derivando da esseri disincarnati “ tuttora imperfetti come noi „, le comunicazioni debbono necessariamente essere fallibili, e perciò da accogliere sempre con diffidenza. È una tesi di abile rifugio; ma io controsservo che la fallibilità potrà riguardare le conoscenze astratte che noi pretendes¬ simo dagli „ spiriti „, non già le notizie più semplici sulla loro persona. Dove andrebbe a finire , in tal caso , la loro decantata capacità d’identificarsi? Gli spiritisti rincalzano che la personificazione può restare imperfetta per lo shock che i disincarnati risentono nel passare da un “ piano „ all’altro: I’Hyslop, sulle informazioni di Giorgio Pelham (?), avanza la scusante che essi soffrano di u amnesia „. Ma si vede come l’esimio psicbicista sia un professore d’etica, non un psicopatologo! L’obblio del proprio nome, della propria età, dello stato di famiglia, s’ incontra solo nei più profondi oscuramenti di coscienza; gli alienisti sanno per prova che neanco i bimbi, gli idioti e i dementi scordano queste loro caratteristiche fondamentali di indivi¬ dualità. Quando V Ego è disciolto a quella maniera, come si può più discorrere di personificazione? Ma ecco giungere l'armata ausiliaria degli occultisti e teo¬ sofi, che nelle loro innumerevoli categorie di esseri spirituali ultra- preter- super- e subumani , dagli “ elementali „ ai “ demoni „ ed “ angeli „ della gerarchia astrale e met, astrale, trovano facilmente l'entità che si incarica di surrogare il fallito disincarnato, e gli affibbiano la facoltà o il ghiribizzo di simularci da questo lato del “ piano astrale , una “ rein¬ carnazione „ e di trarci in compassionevoli inganni, lo cito la tesi, e non la trovo ancora meritevole di esame, nè tanto meno di confutazione nel periodo attuale degli studi meta¬ psichici: per me basta enunziarla per vederne la sofistica inconsistenza sul terreno del sapere scientifico, che è tut- t’altra cosa dalla “ saggezza „ dei sommi sacerdoti dell’Eso¬ terismo antico e moderno. Bisogna tarpare le ali alla fantasia che, colpita dalla po¬ tente suggestione del Mistero che si nasconde sotto queste manifestazioni di forze ignote, perde le staffe e si lancia a 180 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II corsa pazza nelle regioni dell'Occulto. Gli spirito-psichicisti sono tratti alle ipotesi azzardate dalla indole stessa della ma¬ teria che trattano. Io non parlo poi degli spirito-occultisti e spirito-teosofi : le loro dottrine, per quanto più coerenti in taluni punti e persino più positivistiche delle spiritiche, sono in sostanza costrutte di astrazioni insuscettibili di prova, al cospetto delle, quali il linguaggio metafisico di un Platone di un Leiunitz, di un Kant, o di un Hegel brilla di una perspicuità incomparabile. Io mi limito agli spiritisti puri e schietti, dei quali 1 Eusapia Paladino è la pitonessa popolare e piu consultata. Quando le personificazioni a incarnazione “ oratoria „ sono fallite perchè, con pochissime eccezioni, le dimostriamo com¬ poste di materiali antropomorfici, ma senza alcun valore reale per il progresso umano, gli spiritisti si appellano all’impene- ti abilità conoscitiva dei fenomeni tìsici e meccanici del me- diumnismo, giacché, — ci dicono - quelli là, almeno, non li spiega la scienza, e bisogna riconoscervi l’opera deH’Oeculto. V iceversa, se le “ materializzazioni „ (personificate o no) fal¬ liscono, essi si rifugiano nella parte intellettuale dello spi¬ ritismo; allora buttano a mare i medi a eftetti tìsici, si aggrappano ai medi veggenti, psicografi ed inearnatori, e si appellano al gran fattore della telepatia. Ed ecco come. Vi è, essi dicono, la trasmissione del pensiero tra i vivi (e sia pure, la Metapsichica qui è formata); ma vi è anche quella tia i vivi ed i morti, i quali agiscono sui vivi suggerendo loro le proprie imagini idee e ricordi, e con tal mezzo “ co¬ municandosi „ ai terrestri. Nè basta: qualche teorico passa la soglia,, corre a precipizio lungo la “linea,, e giunto coll immaginazione all’ “ altro piano „, ipotetizza anche la telepatia fra gli * spinti „ erratici, ultraterreni, intraplane- tali, pencosmici, ecc., ecc. Cosicché, se il defunto A , evocato, non sa nè ricorda, invia il proprio pensiero, sulle ali di sco¬ nosciute ondulazioni eteree od ultra-eteree, a chiedere le informazioni al disincarnato amico B; e se 71 a sua volta ignora o ha obliato, cè sempre la iperbolica fila degli spi- V^iVlì ecC' ’■ cos^ Alienti 1 Umanità o la Superumanità dell Al di là, tutta intenta a udire le evocazioni dei superstiti, desiderosa di farsi ancora “ viva „ con essi, e accorrente at¬ torno al tavolo delle Eusapie e dei Politi, o (se la grave dot¬ trina spiritica arrossisce di cotali Apostoli!) dappresso ai Moses, alle Karadje, ai Friese, in cui qualcuno dei sopravvi- venU si incorpora o dal cervello dei quali invia le onde ultra-herziane dei suoi pensieri. PNEOMATOLOG1A E CSIOHICISMO 181 la tal modo ogni medium Ila il suo romanzo spiritico o spiritualistico, non sempre interessante a leggersi o a udirsi come quello stampato or ora dal Du Pkel (* Dos hreuz am Ferner,, Stuttgart, 1901), nè come V Urania dal Flammarion; ma romanzo di avventure, schema di epopea, intelaiatura di dramma, o spunto di l'arsa, a seconda della personalità e carattere morale di chi li crea nel sonnambulismo. Un alie¬ nista che legga le fantasticherie storioo-indo-astronomico- romantiche della Muller-Smith, non può esimersi dal para¬ gonarle ai deliri genealogici e palingnostiei di certi paranoici; invito gli spiritisti a cercare il volume Mémoires dune alièné.e (la Ersilia Rey) pubblicate dal signor E. De \ akennes nel 1883. Che simiglianza di imaginazione! Ma l’azione dei personaggi incompleti, sbozzati dalla tele- plastia d’Eusapia, è semplice, come umile è il suo intelletto : le sue creazioni hanno sempre un che di fanciullesco che ne tradisce la genesi psicologica, 11 buon Broi'kebio scriveva che dobbiamo credere che anche le creazioni di Eusapia siano anime di defunti, perchè “ esse „ ce lo dicono; ma in verità ce lo dice il suo tavolo o ce lo batte sul dorso, puta caso, uno dei suoi bracci animici. Nessuna delle prove addotte in fa- vore della loro personificazione può resistere alla analisi cri¬ tica della metapsichica positiva. Intanto le illazioni sono queste: I" Tutta la pueumatologia è adeguata al cervello ed aH’orgnuismo dai quali si crea e si esteriora ; dal di fuori le arrivano e la rinforzano i contributi dinamici e mentali dei vivi presenti, ma dall’ Al di là non scende alcuno a dare colorito trascendente ai “ fenomeni 2° Tutta la psicologia dei fenomeni medianici è umana, la più umana possibile : le sue apparenze trascendentali sono costumi da maschera presi a prestito, o direttamente dai depositi mentali dei medi, o indirettamente da quelli dei componenti il circolo: sono le stesse nozioni e gli stessi ele¬ menti che troviamo in noi e nei nostri simili vissuti o vi¬ venti, quando ve li sappiamo cercare; e sono le identiche no¬ zioni e gli identici sentimenti di cui si è intessuta la nostra coscienza superiore o “ sociale „ (come direbbero Mvers e James) nelle vicende della esistenza quotidiana alla superficie del pianeta. . Io non mi faccio illusione sui tentativi di spiegazione che si avanzano ; veggo coi lumi della critica che siamo, ancora, chi sa per quanto tempo ?, in un dominio prescientifico, su un terreno tutto da dissodare. Ma ammessa la ipotesi della 182 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II esteriorazione di forze psichiche ignote , e la loro capacità 1 aggiogarsi al di fuori in centri o sistemi, in cui si con- fnnw tai "ne ,lma?!ni del nostro pensiero; aggiunta l’altra ipotes!, alquanto piu prossima a dimostrazione, che codesto pensiero si trasmetta da un cervello all’altro, sembra a me che si sia a buon punto e ci si incammini su buona strada, i ce'7ell° u"la"0 e un apparecchio magnifico, il più com- TeiTa TI qT IEvoluzlo"e organica abbia prodotto sulla vel7n , 1 1 S1K, a nerv°so ,1ei medi, e soprattutto il loro cer- vello potrebbe, in via di provvisoria ipotesi, imaginarsi prov- i fimiH dell f aiSS,0?SÌC0l0gÌche enorrae>nentR sorpassanti , "T* ,delle Scolta ordinane, e per definire le quali ci aiuta analogia delle forze fisiche, ad esempio la luce. - Da un aio quel loro accentramento di sostanza nervea, versando Wf 6 con‘lnuo disquilibrio, diverrebbe un apparecchio in e.- or^IT^'- pr1°,ÌfiZÌOne per le sue «tesse attività sarei h (snhc™elent*, subliminale); - dall’altro lato, esso sarebbe uno strumento indiretto o mediato di trasmissione e f' I u'T6 nnforzata dell« attività d’altri sistemi nervosi ro,Jl7 • fTZ10na"tl 111 raodo sln tonico sotto determinate ter -' !" q“ft0 sens0 soltant°, e a rigor preciso di termini, si dovrebbe parlare di “ medianità In soprappiù delle spontanee facoltà d’ esteriorazione io paragonerei volentieri i centri cerebrali di un medium’ ad un insieme di innumerevoli mezzi rifrangenti, traverso i qual, ciascuna imagine, idea e tendenza dei membri di una catena deve passare per darsi al di là di esso una forma Wo a;/ U" d,lpress,0c0me accade dei '‘aggi luminosi che, b , sando una lente biconvessa, formano nel punto focale un imagine virtuale dell’oggetto dalla cui superficie sono riflessi. La necessità dei medium per la produzione dei fatti spuntici è la piu bella scoperta dello spiritismo em¬ pirico e dello scientifico (psichicismo), ma è ad un tempo la H«mdnTDw n 'j°rte- deUo «Piritismo teorico (neo-spiri tua- S” \ ;7u,la dl P'u materialistico, nulla di più meccanici¬ stico della medianità così intesa. Genova, Capodanno del 1902. LA VENTESIMA SEDUTA (18 gennaio 1902). Fenomeni accertati a viva luce. Non siamo più nelle nude e gelide stanze del Circolo Minerva, ma in un palazzo di via Assarotti presso la la- miglia Ceiosia, che è tra le più distinte dell'alta borghesia ligure-lombarda ed è notissima per l’amore della coltura e la illuminata munificenza. La padrona di casa, signora Carlotta, una delle dame più squisite; il cav. Domenico, già assessore al Municipio; il figlio dott: Paolo, naturalista geniale e direttore della superba Rivista di Scienze Biologiche ; il tenente generale A. Cerbcti [senatore ed ex-sindaco di Genova]; il profes¬ sore P. Porro; il dott. G. Vacca, studiosissimo fisico-matema¬ tico ed orientalista; il prof. Giovanni Vailati, acutissima mente di filosofo; e lo scrittore di queste Note, compongono la assistenza. Si attendevano da Torino anche Cesare Lom¬ broso e Guglielmo Ferrerò, dalla città l’illustre geologo e paleoetnologo prof. A. Issel, ma iersera non sono intei venuti. Una sala è stata disposta per la circostanza col tradizionale armamentario del medium. Noto che il gabinetto oscuro è costituito, cornette casa mia, dal vano di una porta che mette in un ampio salone di ricevimento, e davanti al quale pendono pesanti cortinaggi di seta gialla damascata, con in mezzo le tradizionali cortine nere. Eusapia, che nella sua noncuranza di meridionale e nella vanagloria di “ gran medium „ è avvezza ad operare, tanto fra il lusso dei saloni più aristocratici quanto nel più mo¬ destissimo quartino di Napoli, tanto in mezzo a zelanti adepti di facile contentatura spiritica quanto al cospetto dei più austeri ed esigenti uomini di scienza, non è per nulla im¬ pressionata da quel gruppo di “ intellettuali - : è invece adira¬ tissima per le accuse di ciurmeria, che le ha stampate contro un giornale cittadino. Al mio arrivo mi chiama in disparte 184 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li e mi avverte che si trova in tm periodo mestruale nel caso che volessero perquisirla sulla persona... Che le cond rioni SSlSf*' .8ìsc„„”ST non le impedisce, nè le diminuisce; fors’anK e stato del Della PaiadÌn0 la --rifa nevrfri N°n uscimmo però jersera dalla fenomenologia consuetudi dì noritT'll‘1 r-i— » è 1»'“»™»* • STvì mimi n<mz!. Il programma ne varia pochissimo così che pfccU o ramori lnCa P!'eSta Dfpprin,a 1 »«>ti del tavolino! i piceni o immoli 10 svolazzare del cortinaggio i contatti nifi o meno energici e lunghi sulle braccia e sulta spX dei due v, gUatar., lo spostamento delle seggiole ecc!; in eguito ta matenalizzazioni P‘Ù C°SpÌ0U° delIa fase in “«ma) alcune debbo* rilevare * T n- Vf- imPor‘anza Per l’autenticazione aenoo rilevare, durante l’intiera seduta non siamo mai stati rioni d? “Tohn ’ aMd reSÌtnd? Vandamente a,,e ora fortemente ^ t ?° te"uta la sala sempre rischiarata, fnfniln V'6 lamPade elettriche di 16 candele fin totale, dunque, alla luce di circa 48 candele nominali) ora da ma sola lampada a vetro rosso, ma di incandescenza tal- suoi raggi** ed*^ ‘Otatrovandomela di fronte, ero disturbato dai suoi raggi ed ho dovuto mutare d posto. A questo o-r-idn d; rischiaramento si discerneva Eusapia al fuoTo tofosto I. SVifi Z ”n mh° m”i * vi.1. KS bianco!* SH CU‘ Sp,CCava a bella P°sta 1111 fi<hù oref'dentfirr ’r S'S0n0 effettuate alcune levitazioni sor¬ prendenti de) tavolino, hno all altezza di 1 m., cosicché pre¬ cipitando poi al suolo, gli si sono spezzate due gambe A hice moderata, ma con perfetta visibilità di tutto l’ambiente atatin aP|,a.rse fuon del gabinetto ed hanno agito su di noi p stat0 : ” .mate'lIahzz.ate- Aggiungasi che il controllo e stato rigorosissimo da prima tenuto dal cav. Celesta e dal gen. Cerniti m seguito da donna Carlotta e da me Nel sun° di noi ha scoperto un solo gesto di Eusapia che po- tesse occasionare sospetti : di certo, essa non si è mai mossa dalla sua seggiola, nè mai ha potuto liberare le mani per TKLECIKESIE E MATERIALIZZAZIONI 185 portarsele dietro il dorso o per attrarre a sè le portiere o per dare a me le impressioni che fra poco descriverò. Quando, oltrepassata la mezzanotte, alle dichiarazioni di “ John „ (tiptologiche) che si cessasse per la stanchezza del medium, si è rotta la catena ed Eusapia se ne stava, al so¬ lito, in quel torpore e semistupore che la colpisce all’uscire dalla fase medianica, Paolo Celesia ha tentato un esperimento di vera telecinesia. Recato un gran bacile pieno d’acqua vi ha messo a galleggiare alcuni di quei piccoli uccelli fatti di sottilissima cera, e perciò leggerissimi, che si acquistano presso i negozianti di giocattoli; quindi ha incitato Eusapia a farli movere coll'azione (radiante?) delle sue mani a distanza. Anche stavolta, in pienissima luce, abhiamo visto qualcuno di quei singolari galleggianti moversi alla superficie del¬ l’acqua secondo la direzione dei gesti del medium ; e il fe¬ nomeno ci è parso genuino (cfr. pag. 135). Non debbo però reprimere il dubbio che il moto, avendo consistito nell ac¬ costarsi degli oggetti alle sponde del bacino , non fosse causato daìle forze fisiche ordinarie di radiazione termica, di idrostatica e di capillarità. Ancora delle materializzazioni tangibili e visibili. Il fatto più cospicuo di ieri sera ha consistito in una serie di ottime materializzazioni tangibili e visibili, che av¬ venivano in “ trance „ molto avanzata di Eusapia, e che tutta l’assistenza h| avuto tempo ed agio di accertare. 1. Apparizione di mani e braccia “ fluidiche Una prima volta, tra le due tende nere, è apparsa una mano biancastra, nettamente distinguibile per la forma e la mobilità delle dita a contorni degradati : è rimasta in vista per circa 3-4 secondi. Altre tre volte — mentre io invigilavo ac¬ curatissimamente a sinistra la medium e ne discernevo la persona a mezza luce — è uscita fuori dall orlo della gialla portiera una forma cilindrica e nerastra, una specie di braccio con la mano chiusa e fasciata o nascosta entro la manica, 186 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II che si è proteso visibilissimamente l’intenzione di toccarmi, ma senza verso di me, quasi ave sse raggiungermi. Apparizione di aua ' forma fluidica [Per la su» configurazione si sarebbe detto un erussissinm voU -i Tre preCIS0’ dlro che EusaPm preannunziava ogni volta il fenomeno : questo esclude la frode, inquantochè ad asseverare che siamo caduti tutti in trappola non c’è altra ■ cusa se non quella di considerarci in sull’atto imbecilliti vero è che il preannunzio farà nascere l’idea di una provo¬ cazione suggestiva di sensazioni illusorie ; ed io non esclu- avrelT m°d° a8Sol“to . codesta possibilità, che, del resto, aviebbe sempre grande importanza per la psicogenesi dei atti spintici. Ma aggiungerò pure che la ipotesi dell’illu- lériX mi6 COnh‘addfttii dalla circostanza affatto ma- mie che chi durante quella materializzazione non si trovava in situazione da sentirla o da vederla, nè la sentì nè la , ' opPure la dlstlnse. ln conformità delle leggi ottiche di prospettiva in uno spazio normale a tre dimensioni. lln smanio anche tutti veduto formarsi nel cortinaggio delle lozze mobili e dei ngonfiamenti estemporanei, i quali, toc- MATERIALIZZAZIONI SOTTO CONTROLLO 187 cati palpeggiati ed esplorati, Lamio offerto al nostro senso stereognostico i caratteri morfologici e funzionali di mani e di braccia (staccate) di persone reali. Si formavano nel vano buio deH’useio e s’avanzavano verso di noi, separate però da noi mediante il sottile diaframma abituale delle tende nere, con l'aggiunta delle portiere ; ina percepivamo benis¬ simo che quelle membra invisibili ci premevano, ci respin¬ gevano, ci stringevano. Le mani che io ho afferrate e strette tra le mie, erano due di diversa grandezza : una piuttosto piccola, che avrei detto femminile dalle movenze miti e leziose; l’altra grossa, maschile nei gesti energici e nelle pressioni vigorose. 2. Materializzazione di un' “ entità „ personale. Nel mentre che queste intense materializzazioni si succe¬ devano colpendoci di meraviglia, Eusapia ha chiesto inopi¬ natamente il più strano dei controlli. Ha voluto : 1" che le sue mani fossero tenute e strette dalla sinistra della signora Celesia e dalla mia destra; 2° che la sua gamba destra in estensione stesse appoggiata sulle due ginocchia della si¬ gnora sino a toccare col piede la seconda persona seduta in catena (il prof. Porro); 3° che la sua gamba sinistra allun¬ gandosi restasse collocata sulle mie eoscie e il piede atter¬ rato dal mio vicino (il dott. Vacca); 4° finalmente, che sulla sua testa un altro dei presenti (Paolo Celesia) applicasse una mano. Un siffatto modo di procedere era insolito ; ma io mi son presto capacitato che Eusapia voleva o credeva dare con tale manovra una risposta ai suoi denigratori. Difatti in quella bizzarra attitudine che pareva mettere Eusapia in croce, essa è passata quasi fulmineamente in estasi. Era convulsa e fremebonda; scuoteva la testa di qua e di là, come una grande isterica in attacco epilettoide; gemeva; pro¬ nunziava frasi tronche e con voee rauca, ora in tono di preghiera ed ora di paura : la udivamo, non senza un certo ribrezzo per chi era nuovo allo spettacolo, invocare il suo “ John „ come forse facevano le pitonesse dell’antico tempio di Delfo verso le divinità d’Averno, o le streghe medievali nei loro incantesimi verso le Potenze infernali . Ed ecco che dopo questa strana evocazione — meglio dirò, in linguaggio fisiologico — dopo questa verace parturizione della ignota energia bio-psichica che irradia da Eusapia, ecco che io sento avvicinarmisi dal di là del cortinaggio un'entità consistente e semovente, della quale ho l’impressione sinte- l 188 mOtìLoCIA t SPIRITISMO, II tica che sia il cohìa rii n r, « _ percepisco intero, e penso che h*”n "on lo eflerma che , toJJZS »™„? °J' Ì-PL-^ *-* mai sono completi : ma pur le sue ,L„h dl .ettl or8'anici. nè essa , mi tocca, mi prende nel I -ra aol.SC0n0 su di me ; spmge, mi scuote, quasf volesse ÌT!°’ attira> ™ *o- tameuie si esprimesse: — son nu; .Isl ,en sentire e mu- negare. _ I,a mi;1 • , ' °n ?“»- •» e non mi puoi ?' vota da una partefsi S edÌ‘Utt°i qUeI Pestio, s”t s ;; - b"s“ • specie di dimostrazione Jrf^S^eH”Sh ““‘•T06 »> questa 1 occulto agente se era “ persona M,» • “S1 domandato ai¬ ri sposta convenzionale «fi Tre batti?!'1 a,,Pa,'tenesse stata affermativa. Pernia mnm.ni T S“ 3 mla spalla è corpo, la grossolanità dei gisti 1« ìa™° ® e ^assezza di quel sita, corrispondevano ancofa ,l, n e dl °Sni “ffettuo- cedenti, sebbene essa, come ho detto mi ? ?elle pre¬ di caratteristiche personali. Lo «stólto T lTs* ‘,riva il. fantoccio, su cui si impernia tuttJ ^ C'asa Ce,esia era di Eusapia, e che verosimilmente i so,nniaz;one metanica pi esentarsi, salvo l'ulteriore sur r ir semPre d medesimo a « meno personale. Ho poi'irol^°Mmo,,t° in fo^ia più seduta anteriore a queJnostra iftrof InZT lu la percezione che una forma te LnUahV bl’°S0 aveva avuta Eusapia corrispondesse a taluni Procreata da non esprimerò alcun giudizio sulle n^' * S,Uft madre- sono certo che Eusapif è in m Ji di^ ”1 altrui: P« me, t'Po o modulo, la cui idenESi™ ^durre un ectoplasma approssimativa) viene lasciata pero alIa'nT "• ÌlnPerfetta 6 nerico.6 Que> gabinetto ieiT'L'ano ' II!!?!, f, bbunTT' ^ niaterializzazione nel f ba avvertito, eJJZio EusaP- » satra la testa del medium ’ è /„ , / ,?e dl seguito : — quel suo riso sardonico che fi mediu,!l! » - con Anche in piena estasi non l’abbandnS laaia Persln diabol'co. sare per ciarlatana at>bandona il dispiacere di pas- RADIAZIONI BIOPSICHICHE K FORME VISIBILI 189 * * Le forze biopsichiche radianti e l'ipotesi del * doppio , bio-psichico. jL — Come forse si organizzano le materializzazioni. T. Nelle materializzazioni di casa Celesia mi han colpito con maggiore evidenza due fatti, die trovo registrati in ap¬ punti miei anteriori. a) E il primo è questo : che le condensazioni di iorza bio-psichica si formino e si rendano visibili anche in buona luce, laddove si suppone ed asserisce che soltanto l'oscu¬ rità sia loro propizia. Pur questo è uno dei tanti punti oscuri e contraddittorii, che macchiano la tela del dogmatismo Sp Le forme plasmate dalle forze biopsichiche radianti del medium si procreano, dunque, indifferentemente nel buio o si espandono alla luce : ora sono impercettibili alla nostra vista, sentite soltanto dalle sostanze chimiche da cui è sen¬ sibilizzata una lastra fotografica; ed ora impressionano, come tutti gli oggetti materiali, anche il fondo del nostro occhio e sono percepite al di la della retina nei centri vi¬ suali del cervello. Non si vede precisamente il determinismo « scientifico „ di cose cotanto disparate; nè il contrasto si cancella mettendo avanti la dissolvibilità 0, per lo meno, la in visibilità degli esoplasmi sotto l'azione nemica della luce solare, giacché le apparizioni “ spontanee „ di fantasmi av¬ vengono di notte e di giorno, allo scuro ed al chiaro, secondo narrano con gran lusso di particolari le storie aneddotiche dello spiritismo. Insomma, s’avrebbero qui radiazioni un po capricciose, che non ubbidiscono a nessuna delle leggi da noi discoperte nelle altre radiazioni vecchie o nuove, dalle calorifiche alle elettriche, dalle luminose sideree alle cato¬ diche e rtintgeniane. b) L’altro fatto risiede nella direzione assunta talvolta dalle “ forme parziali „ che, materializzandosi, si prolungano fuori del gabinetto. Non risulta evidente che esse siano in continuità e neanco in contiguità della persona d’Eusapia ; anzi parventi jersera che si possano organizzare senza alcun rap¬ porto immediato visibile con essa. Ma quel che è piu, sembra che si avanzino dalla superficie delle tende del gabinetto come 190 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II se penetrassero traverso la stoffa, pur avendo il considerevole volume di un arto umano. Ciò porterebbe ad ammettere che la materia per lo meno la tessile, non offra talvolta nessun ostacolo a loro passaggio. Eppure, la vivace opposizione d Eusapia alle esigenze tecniche della Commissione di Pam bndge, che voleva circondarla d'una rete a larghe maglie ■ le 5”ll Z“' “ ,kri.medl' » <• osS,rS"*|l’bo Sa rtl^cTmT klled- proposito. E possibile, è verosimile la perce^nT de” passaggio attraverso le tende sia spesso illusoria è "he le rinlTflnate?U'ZZatj fSCano lnvece dalle fessure di separa¬ zione tra 1 drappi del gabinetto. d II. La limpida percezione delle mani e braccia che si sono materializzate in casa Cplesia so<f« ; • • ‘ Llie sono “°donnSio E . PenSÌ!r?,raÌ è rivennIa la teoria esplicatrice del oppio „ , che potrebbe essere parziale n fof«ìn p . i • a°tbrn tratterebbe. soltal,to di radiazioni a fascio' bastevoh (R COTTI 6 ri pr0 UKngaraeDt0am,0’dÌ un * arto piasmatico „ (KiciiEi). vi sarebbe pur anco la possibilità di un 'emana- ione pm vasta e ad onde più larghe, cosi da riprodurre e da raffigurare un corpo pressoché intero 1 tome si organizzino codesti prolungamenti parziali e rad riiSrSr ° ~ mt^a,Ì d’Eusapia,^ eoscu e ma u°dTnS°n0 u "rado' non «he distaili- urne, ma poi d imagmarne un ben intelligibile processo i. ®r "ril S1 direbbe che, formandosi, allunghino d ordinano le membra normali anatomiche, e cheneporbo ontano le correnti d’innervazione motoria; avan Lò a c ie e superficie esterne sensibili nello spazio, per lo meno fino ad una secando le" hne?T? a" af lvita ,loro- P^'e che essa si effettui «In! 'Za de,terrainate dalla direzione centri- nervoso. Ma non è sempre cosi: talvolta arto dinamico non costituisce un prolungamento deH'ani- e°™C<\ P°lch®. sembra uscire da altre parti della persona ff!bLÌ!l me!3lUni; 6 Pe>'chè, cpiando si forma nel vino del gabinetto e s. protende verso l’assistenza, appare staccato rXle" e Sott° 11 "*uardo morfologico, autonomo sotto ^soe cht‘0lr,°-pCOnCeSSa P6r0’ in Via di ipotesi> ]a radiazione esopsichica, può bene imagmarsi la procreazione anche di IL “ DOPPIO , E LE MATERIALIZZAZIONI 191 me mitra teleplastiche organizzantisi separatamente lontano dal medium e agenti nello spazio quali sistemi circoscritti di forze psichiche. 6) Lo stesso si dee pensare del doppio, dato che ci si arrestasse di preferenza a codesta ipotesi. 11 più delle volte la forma invisibile o visibile che si materializza ed agisce, è in continuazione col corpo del medium ; rare volte si orga¬ nizza a qualche distanza da lui, ed appare allora soltanto in contiguità col suo corpo, sebbene si possa sempre sup¬ porre un qualche fascio radiante che serva di impercettibile tratto d'unione morfologica e di tramite per la conduzione delle linee di forza. III. Ho osservato che gli studiosi, anche se assistono a se¬ dute d’Eusapia in cui si materializzano fantasmi, passano con ostentato silenzio vicino a questo fenomeno che pur di tutti sarebbe il maggiore: o, se ne scrivono, han l’aria di tenere la penna in mano come un oggetto scottante che li ob¬ bliga a sbrigarsene in fretta. Nei verbali e rapporti delle Commissioni di Milano, di Parigi, dell’Agnélas, di Varsavia, di Roma, di Carqueiranne, si veggono apparire i fantasmi d’Eu¬ sapia, ma li si lascia anche sparire senza considerar troppo il fenomeno. Lo stesso Visani-Scozzi, diligentissimo nel riferire e acutissimo nell’illustrare i fenomeni, dedica loro poche righe : è vero però che alle sue sedute si ebbero ma¬ nifestazioni elementari in questa parte della fenomenologia eusapiana. Eppure, le materializzazioni sono per lo Spiritismo un elemento di forza; e la Metapsichica noii può mica pas¬ sarle sotto silenzio, pel pretesto che sono per lei un imba¬ razzo o un ingombro. Il De Fontenay , che ha scritto un grosso libro su tre sole sedute di Eusapia (a Montfort-L’Amaury nel ’97), ha voluto costruire sulle materializzazioni da lui vedute un’ipo¬ tesi cosmologica, addirittura ! Egli ne trae conseguenze az¬ zardatissime sulla * Sostanza unica „ dell’Universo, sull’ “ E- tere „ e sull’ “ Energia sui “ Corpi „ e sulle “ Forze sullo “ Spazio „ e sul “ Movimento vitale „, conchiudendo alla fine che “ la morte non è che un’apparenza „ . Credo che convenga essere più modesti: e preferisco associarmi a quanto egli, in altra parte ben più misurata dell’opera sua, scrive sullo sviluppo del fenomeno. 1° Generalmente le materializzazioni che si producono vicino ad Eusapia sono incomplete, non tanto nella forma, quanto nelle loro proprietà. 192 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li 2° Le proprietà che da principio si ottengono più fa¬ cilmente, sono la consistenza e la forza meccanica che ne deriva: in una prima fase però le radiazioni di forza bio¬ psichica non sono dotate del potere di emettere, assorbire e riflettere la luce, e perciò restano invisibili. 3° Ulteriormente si può produrre la pisibililà, la quale però escluderà d’ ordinario le proprietà tìsiche anteriori, cioè la consistenza e la forza meccanica, di guisa che in codesta fase le forme saranno percettibili dalla vista, ma non dal tatto e dal senso muscolare. 4° L’ultimo sviluppo è raggiunto quando la materia¬ lizzazione acquista tutte le proprietà fisiche, la consistenza, la forza meccanica e la visibilità, questa nei suoi attributi caratteristici di opacità, di rilievo plastico, di colore (il più spesso bianco o biancastro, rarissimnmente colorato con ra¬ diazioni fotocromiche dello spettro solare). B. — Come forse le idf.e del mkdicm si telkplasmano. Sia pur vero che la congettura di “ forze bio-psichiche ignote „ proiettantisi dai medi collimi con la ipotesi dell’a- nimismo, quantunque io giudichi che l’nna non s’adagia perfet¬ tamente sull’altra e che, nonostante le analogie, passano tra di esse numerose e profonde dissomiglianze. Fatto sta che con essa non ci allontaniamo molto dai concetti scientifici odierni intorno alle forze naturali, e che nel dominio delle radioat¬ tività eteree, appena intravveduto dai nostri occhi meravi¬ gliati, c’è posto amplissimo per qualunque possibilità natu¬ rale a riguardo del medianismo. 11 grosso vascello-fantasma dell’ipotesi spiritica qui corre al naufragio : anche se la fo¬ tografia fissa sulla lastra chimica l’imagine dei teleplasmi medianici, ciò non significa affatto che quelle impressioni avvengano per la presenza di esseri ultraumani : basta alla Metapsichica l’idea verosimile di radiazioni umane proiettate dai viventi, senza ricorrere ai sopravviventi. Radiazioni indeterminate si formano, secondo A. De Rocbab, attorno al soggetto “ Lina „ quando essa è in istato ipnotico ; e altri medi hanno fornito imagini sostanzialmente simili. Facciamo una sottrazione generosa a tutti i capitoli del- I’Aksakoff che si riferiscono a questa “ fotografia dell'oc- PSICHICO?™ E TELEPLASMI 193 culto „ ; e prendiamone la parte che forse può servirci di lume per penetrare nel mistero delle materializzazioni. Sono molti anni da che il dott. Baraduc proclama di es¬ sere riuscito a dare sperimentalmente la prova, mediante il suo “ biometro „ (che è una semplice variante del magne¬ tometro dell’ab. Fortin adoperato in meteorologia), dell’e¬ sistenza di una “ forza vitale „ radiante dal corpo umano, non solo esteriorizzantesi in modo generico similmente alla luce, ma bensì in forme precise, più o men vagamente ef¬ figiate in conformità delle nostre imaginazioni e volizioni. Sarebbero queste psichicone (o imagini psichiche) suscettibili di impressionare le lastre fotografiche, date però certe con¬ dizioni del bagno sviluppatore. Prescindendo dalle analoghe “ scoperte „ che ogni di ci vengono annunziate dai fogli americani, ma delle quali poi nessuno più sente parlare, ci sono stati recentemente saggi di conferma alle “ psichicone „ del Bahakcc; e ognuno vede l’estrema importanza della cosa. Al Congresso spiritistico del '900 il comandante Dagret (== Tegrad) e il Delanne hanno comunicato di aver potuto “ fotografare il pensiero „. Applicando una lastra chiusa nel suo astuccio opaco sulla fronte dei medium, essi avrebbero visto apparire allo sviluppo sulla negativa delle macchie, la cui figura confusamente assomiglia a quelle che corrispon¬ derebbero ad impressioni sensorie immediatamente anteriori all’esperienza (p. es., un bastone, una bottiglia) o ad ima¬ gini evocate col pensiero (p. es., un’aquila). Effetti non dis¬ simili di “ fotografie del pensiero „ avrebbero enunciato il russo Narkjowitz-Jodko e il rumeno Istrati: quest’ultimo narra di essere riuscito a ritrattare l’ imagine di un amico che sognava di andarlo a visitare nella sua camera da letto. Quanto vi sia di esatto e di accettabile in queste straordi¬ narie comunicazioni, io non so ; ma non vi veggo un tranello, nè un assurdo logico, nè una inverosimiglianza fisio-psichiea : saremmo, intanto, su di una strada poco “ spirituale „! Io considero invero che se una lente di vetro mi dà al suo foco un'imagine virtuale, ben la possa dare anche quell’apparecchio immensamente più complicato e meravigliosamente organiz¬ zato che è un cervello umano. In tale supposto , il tele¬ plasma sarebbe una specie di accentramento e condensamento delle radiazioni medianiche proiettate nello spazio conforme ad una legge sconosciuta, particolare alle ignote forze bio- psichiche. Io non reputo poi assurdo che, se un’imagine ottica si proietta come forma visibile dai centri cerebrali destinati ai Moksf.ll,]. Psicologia e Spiritismo , II. 13 194 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il depositi dei percetti e ricordi visivi, non possa con uguale procedimento esteriorizzarsi un’imagine tatto-cinestesica dalle zone in cui si registi-ano le nostre percezioni cutanee e mu¬ scolari, cosicché al di fuori la proiezione assuma i caratteri estensivi o spaziali e ci dia la sensazione di un corpo tan¬ gibile. Ogni imagine, in sostanza, si proietterebbe dal medio con le sue qualità fisiopsicologiche : — la tattile , con quelle di resistenza, durezza, impenetrabilità e peso ; — la musco¬ lare, con quelle di movimento e di sforzo ; — la visiva, con le proprietà di forma per lo più incolora e di “ fantasma „ ; — la uditiva, infine, con le altre di suono e di voce o * acusma Ad esempio, non veggo ragione per negare in modo assoluto che i raps, scompagnati da vibrazioni meccaniche di telergia, non possano essere spiegati con imagini allucinatorie acu¬ stiche semplici proiettate dal cervello del medium. In questa ipotesi sarebbero anche comprensibili le imagini di membra e di faccie impresse, mediante ideoplasmi esteriorati pres¬ soché sempre identici e veramente stereotipi, nelle sostanze molli (Tav. IX“ e X*). * A questo effluvio di supposti e presupposti sorgono da ogni parte, chi non lo vede ?, obbiezioni formidabili : ma non c’è ipotesi prescientifica e neanco scientifica che non ne soffra. Mi si dirà sopratutto : - come spiegare che si pro¬ ietti un’imagine completa qnal’è quella di una entità per¬ sonale '? Il Dei.anne, prevedendo che i fatti da lui riferiti circa la fotografia del pensiero darebbero un colpo mor¬ tale allo spiritismo, s’è affrettato a dire che le apparizioni non sono idee esteriorate dalla coscienza sonnambolica o magica del medio perchè sono molte; e perchè sono diverse tra loro ; e perchè riproducono figure a lui e a tutti i pre¬ senti sconosciute. Nessuna, in verità, di queste ragioni mi par plausibile. a) La moltitudine delle imagini, che possono sorgere in un cervello d’uomo, è certamente innumerevole ; ma per suo conto ciascun medium (Eusapia informi) projetta costante¬ mente un grappo abbastanza limitato di imagini e, quel che è più, di imagini semplici di forme e di movimenti. Accogliendo per autentiche le “ psichicone „ del Babaooc, le si vede sempre corrispondere alle imagini dominanti nella coscienza della persona che le esteriora e fissa sulla lastra (per es. quella madre addolorata, che proiettava la imagine Moiisei.u. Psicologia e Spiritismo, II. Tav. X. Calco in gesso dell' impronta dì “ piede spiritico ottenuta al “ Circolo Minerva , di Genova nelle sedute date da E. Paladino nelPamio 1902. TELEPLASMI E PERSONIFICAZIONI 195 del suo bimbo morto). E a un dipresso quel che avviene delle idee ossessive e imperative degli psicosici e neuropatici, le quali acquistano su tutte le altre il dominio in ragione della loro efficacia e costanza. Le forme ectoplasticbe, come dimo¬ strano le impronte su mastice effettuate dalla Paladino (e m genere da tutti i medi plasmatori), olirono quella uni¬ formità che contraddistingue per l’appunto le ossessioni e i monoideismi. b) La diversità tra le forme materializzate ed i medi, quando si esca dall’innumerevole torma di teleplasmi anonimi o informi o “ non sviluppabili „, è dubbia anche pei fantasmi personali conclamati, persino per quello classico della Katie Della quale leggo, infatti, nella documentatissima storia del Podmohe, che un osservatore degno di fede, il Volkmann compagno del Crookes in varie sedute, dichiarò la grande rassomiglianza tra il fantasma ed il medium (Fiorenza Cook). Figuriamoci poi negli altri casi, quando i fantasmi appaiono imperfetti, vaghi, a linee indecise e con “ somiglianze ap prossimative „ ! D altronde, la dissomiglianza può essere prò' creata con un processo che nulla significa a favore dello' spiritismo, come fra poco dirò. c) Il terzo argomento torna poi tutto in favore della mia tesi. Se il teleplasma è irriconoscibile, la cosa non si ascri¬ verà per questo alla ignoranza od alla amnesia dei presenti: la irriconoscibilità può benissimo derivare dall’essere il te¬ leplasma un prodotto di associazioni oniriche fra iinagini originalmente sconnesse di lineamenti o di connotati. Come le personificazioni del sonnambulismo medianico, così le grandi materializzazioni sono per ordinario uniformi, stabili, stereotipe : ciascun medium provoca l’apparizione dì detei minati spettri. Ciò avviene poiché agli io secondari della medianità intellettuale che si ripetono ad ogni attacco di stato secondo, fanno parallelo le proiezioni, pur esse fis¬ sate e sistemate, della medianità organizzatrice. La disso¬ miglianza tra il medium e il suo effimero “ doppio esopsi- chieo „, analizzato del resto assai raramente, non è mai stata sottoposta a seria investigazione, e, salvo per la “ King „ , fu sempre osservata in circostanze tali che si direbbero' piut¬ tosto di avventura o di spettacolo interessato che di vero espe¬ rimento. Qui tutto il materiale dimostrativo dello spiritismo ha bisogno d’una revisione critica profonda, tanto più che le dissomiglianze tra il medium ed i suoi teleplasmi sono il cavallo di battaglia contro la tesi circoscritta della radia¬ zione psichica (“animismo»); e le rassomiglianze più o meno 196 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sicure di qualche fantasma con determinati defunti, accertate od asserite da alcun percipiente, costituiscono l’argomento principe per la tesi dell’intervento concreto di entità estranee (“ spiritismo „). Su di un tema così dibattuto fra credenti ed increduli, e con davanti a- me un materiale per novantanove centesimi, se non più, di origine sospetta perchè creato fuori della scienza pura dalla fede, dalla buona tede e dall'impressionismo dilettantistico, io non posso, nè voglio esprimere un giudizio generale : men che mai posso emettere un’ipotesi die valga per tutti i fatti narrati o intravvisti, ripetuti ad eco^o documentati, i quali non conosco per esperienza diretta. Ma anche a riguardo di quelli che conosco per averci as¬ sistito, mi sono convinto della impossibilità di accordare in un giudizio unanime i temperamenti e le fedi diverse dei miei compagni percipienti : dimodoché sto fermo alla norma del metodo positivo, e parlo soltanto di ciò che ho esperimentato e meditato io stesso. E dico : 1° che i teleplasmi parziali e integrali d’Eusapia di tipo non identificato; se davvero presentano tra loro differenze di forma e di lineamenti e di attività, lo debbono ad essere creazioni oniriche, ora isolate ed ora reiterate, costrutte me¬ diante l’associazione di vecchie imagini dalla sua fantasia subliminale. 2° I teleplasmi antropomorfi capaci di qualche identifica¬ zione progressiva, per la quale assumono a poco a poco fi¬ gure simili ad un dato defunto, o ritenute per tali, sono il prodotto di una graduale e più o meno rapida intussuscezione di connotati, secondo il processo che io ho discoperto nel¬ l'entità che si materializzava per me : un’analisi altrettanto, accurata delle apparizioni con caratteri di identità condur¬ rebbe, secondo me, a risultati eguali. 3° Quanto ai teleplasmi che fin dal loro primo apparire avrebbero caratteri personali immediatamente identificati, certo se ne raccontano molti esempi ; e ne sa qualcosa chi abbia la pazienza di scorrere le collezioni della lievue spinte, della Light, della Zeitsehrift filr Spiritismi^, degli Annali dello spi¬ ritismo in Italia... Ve n’è perfino qualche esempio nelle sedute della stessa Paladino... Ma prescindendo dalle apparizioni, in cui è evidente al nostro criterio logico o è stata oramai provata la frode ; ommettendo le storie inventate o arricchite di tor¬ tuose frangie dalla caracollante fantasia dei fideisti ; ritenendo che dopo questa vagliatura, il materiale di cèrnita si riduce a poca cosa, io dico che la Metapsichica, prima di regredire SATANA E LO SPIRITISMO 197 sull'instabile e mal fido terreno della dottrina spiritica, ha da percorrere tre buone strade — l’illusione psico-sensoria dei percipienti : la suggestione mentale (trasmissione del pensiero, telestesia) : — le allucinazioni veridiche (telepa¬ tiche). E percorrendole sino al termine, non uscirà mai dal dominio solido e fermo della scienza positiva e sperimentale. Ora è per di là che bisogna incamminarci! Satanismo e spiritismo. Quel braccio nero che si sporgeva minaccioso di tra le portiere di casa Celesia, a qualche novizio, predisposto alla insorgenza delle paure e credenze sataniche, poteva ricordare il verso della Basvilliana “ Vuota stringendo la territiil ugna „, e spingerlo istintivamente verso le spiegazioni mitico-teolo- giche dei fatti spiritici. E in realtà la fenomenologia me¬ dianica assume talvolta un carattere ateo, irreligioso, diabo¬ lico... Fin dai primi tempi ■ Arcadici, nella stessa sua patria Americani, per quanto aperta ad ogni forma ed espressione di fede religiosa, lo spiritismo si è trovato a contatto e in contrasto con le religioni positive e rivelate. Esso si imme¬ desimava, a modo suo, le vecchie credenze della spiritualità ed immortalità delle anime; ma mutando radicalmente le idee sul destino umano dell’oltre-tomba conforme al merito e demerito, veniva a sconvolgere le concezioni teologiche intorno ai rapporti tra Dio, il Mondo e l’uomo; si atteg¬ giava, anzi, a riformatore della coscienza religiosa e morale. I credenti, i ministri, i preti, i teologi, i filosofi cristo-spi¬ ritualisti, tutti quelli che videro minacciata la loro fede, se ne commossero ; e cominciarono a proclamare che le presunte comunicazioni dell’Al di là erano dovute ai poteri terribili ed occulti dello “ Spirito del male „ o d’altri spiriti suoi emissarii. Poiché da vari millenni l’uomo, scorgendo il Male nella natura e sentendolo in sé medesimo, è stato condotto a personificarlo, come ha fatto del Bene : e all’essere che lo impersona, a questo Anti-dio che pugna con Dio nell’u¬ niverso fisico e nella coscienza umana, ha assegnato tutte le malevolenze e tutti gli errori, tutti gli inganni e le men- 198 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II SKnSSLì vizl e le colpe’ ond’è ricca e tu,'bata la «» Pel M.se de Mirvillb, per de Moussead, pei pastori evan¬ gelici Cowan e Jones, per il gesuita P. FRANcoPper il cano¬ nico Savino, e per una folla di teologi e demonologi arci- vescov. e ministri intransigenti del culto cristiano? era SaW che muoveva 1 tavoli per far girare le teste, deboli nella fede dei buon, credenti; era iJ Diavolo 0 "uoi emis saru, spirit! inferiori, che rispondevano per l’evocato defunto tiss,m, cattolici e protestanti, era divenuto e tuttodì si con- ®®,nra ®ln0nl,m° dl, sntanisrno Gli spiritisti hanno difeso calorosamente contro questa vituperazione le loro predilette dottrine: e negli ultimi tempi si è veduto qualche teologo sacerdote° istru?^alChe 8Clenzi?*;0 °. medico elidente, qualche (per es il S mmlT meno «calcitrante nella sua ortodossia difLrp .b0“LBDv Lapponi, [Stoppani]) abbandonare la tesi tXnt i far- l0rmen° lascia:lil “ uell’onibra,ac tifiche d med, anici , conforme a spiegazioni scien- cricj° contrari al d\rÌp.etere sgomenti spiritolo- * ci contrari al preteso satanismo (limando fra i tanti al grosso ,0‘p „ Tournibb, .U'opracol„ Cavalli). L neanche nn spetta di mostrare in quale maniera tjZl p 0pere di C,t0'VELI ’ di B™are, CORENl Dtas’ Srao P ’n t1>CSeCC" 81 conciliino con mutue mutilazioni spiri¬ tismo e uistianesimo in genere, spiritismo e protestantesimo spiritismo e cattolicismo (l’apice dei connubii ibridi), spiritismo * budd,S,n°’. mTU <ron fucianismo, nell’estremo Giappone dr.”rorr.dr-che,““,“"i!"ii» »"»»» ss ai creare o d, scoprire tra lo spiritismo da una parte e XUlt',Sni° ?■ ’• C°SÌ detto es°terismo dall’altra, tra la teo- rantistà ^vTr 6 ,Inoderno’ 0 illuminista od oscu- “ * , idealismo vecchio o nuovo e il pragmatismo desti e pratici^" "" trattÌ6ne in C0nfilli Più ">0- laÌl'!.t 8*nt° CLe ,gH .sPir*tisti dogmatici non si debbono lagnane dell accusa lanciata loro dagli ortodossi di essere njlì“0ne eoi Diavolo e di lasciarsene fatuamente burlare Sacibre Si dte T v" * dÌletta troPP° * evocazioni che cbhnia if 2 C le- a Pang’ V! 8ia una sètta spiritistica cne chiama il demonio a comunicare. A Lipsia nel 1858 un medium veggente annunziò che del suo perispirito fluidicò rivestivano esseri larvali, e li disegnò: nelle due figure che SATANISMO E SPIRITISMO 199 qui riproduco, ognuno facilmente riconoscerà le popolarissime fisonomie diaboliche che il medio-evo impaurito ci ha tra¬ mandate e di cui ora sorridiamo con indulgenza. In una seduta, della quale discorse il Dr Bonnet all’ultimo Congresso spiritistico di Parigi (“C.-rendus,,p. 120), si è presentato uno.... scheletro! Quanto a noi, abbiamo visto le larve stravaganti materializzate da Eusapia (Tomo I). Figure spiritiche (diaboliche) apparse a Lipsia nel '58. (Da A. Bastia»), Orbene : se si leggono le opere degli occultisti e teosofi si troverà che, in fondo, essi sono più coerenti degli spiritisti puri o kardecbiani. Questi, non sapendo in qual modo spie¬ gare le apparenze talvolta bizzarre delle forme materializ¬ zate, le dicono fantasmi di disincarnati in via di sviluppo : l’occultismo, per contro, ammette, accanto ai morti che ritor¬ nano, altre categorie di spiriti inferiori all’uomo, e allora è comprensibile che per schernirci costoro assumano quelle raffigurazioni diaboliche o gnomiche o larvali. Sarà, se si vuole, un simbolismo di parata: ossia gli “ elementali „, vo¬ lendo (?) rivelarsi a noi, sapranno prendere forme accessibili al comprendimento nostro, chè certo nella loro essenza non possono avere la configurazione organica stabilita dalle leggi dell’ Evoluzione biologica. Supporlo , sarebbe dar segno di una vera semplicità di spirito ! Ad ogni modo, c’è adesso un gruppo di spiritisti, che fru¬ gando fra le righe dei libri “ rivelati „ di St. Moses trova qualche oscuro accenno all’intervento di esseri spirituali di¬ versi dalle anime dei trapassati. Donde il dubbio che il Gran Maligno, ora nelle sue favolose personificazioni di Satana, Lu¬ cifero, Belzebù, Azaziele, ecc., ed ora aiutato dai suoi accoliti Asmodeo, Astarotte, Mammone e simile genìa malefica, esca dalle tenebre e venga a tormentare i nostri tavolini e a schernirci sotto parvenze antropo-spiritiche. Così siamo ri¬ cacciati addietro di quattro secoli, all’epoca in cui G. Bodin 200 PSICOLOGIA B SPIRITISMO, II ascriveva i patimenti isterici alla possessione diabolica, e nelle stimmate anestesiche additava, con orrore, la porta d ingresso dello “ Spirito malo E chi sa che non dob¬ biamo augurarci fra poco che ritornino un Becker, un Tho- masips, un Wier a liberarci dalla recrudescenza di queste pazze e puerili fantasie! 4 Come pretendere che uno psicologo ed un sociologo, di fronte a codesti fatti, non rimangano impressionati dalle evi¬ dentissime sopravvivenze mentali che illuminano di luce me¬ ridiana la psicogenesi delle produzioni medianiche ? Non si vuole che si giudichi acerbamente la dottrina spiritica in- quinata da si fatti regressi atavici e da superstizioni barba- nche? E allora lasciate in pace il * Gran Maligno „ ; to¬ gliete dal cuore dello spiritismo tutta la cancrena che lo rode da anni e lo ara putrefare; e se siete o bramate di essere i pe 1 egri ni della Nuova Ricerca, cavatevi i sandali cosparsi Scienza6™ mfetta pnma dl Penetrare nel santuario della Genova, 19 gennaio 1902. LA VENTUNESIMA SEDUTA (26 gennaio 1902J. Seduta breve, ma espressiva. [Seduta, questa del 213 gennaio, concessa da Eusapia Pala¬ dino per dar prova della sua onestà di medium in risposta alle critiche dubitative apparse sul giornale genovese Caffaro ; e peroiò seduta, quasi direi didattica, di dimostrazione dei fenomeni più incriminati. Ne tacerei del tutto in questa mia opera, non essendovi apparsa novità alcuna, se lo stato psi¬ chico del medium, la non comune velocità dello sue azioni medianiche, e la sicurezza di taluni interessanti fenomeni, non mi dessero occasione di stralciare i seguenti appunti dalle mie Noie manoscritte di allora. Giugno l!>07). Siamo solo in cinque: Eusapia ; io; il cav. Furetti ; 1 ietko Gcastavino, direttore del Caffaro-, ed il sig. A. h erro, addetto all'Amministrazione degli Spedali di citta. E ci ritroviamo nella deserta e fredda sala del Circolo Minerva, fra il con¬ suetudinario apparato, dove nulla si cambia mai per non sve¬ gliare la suscettibilità del bisbetico “ John „. e Da principio io e Ceretti sediamo soli, vicino a,d Eusapia, e avvengono buoni fenomeni tiptici, alla luce di un becco Auer, con e anche senza contatto delle mani. Ma poi Eu¬ sapia chiede con voce imperiosa l’intervento dei due ospiti, che si collocano al controllo e più non lo lasciano durante la serata. I fenomeni non si fanno aspettare : ma al cospetto di novizii in spiritismo, “ John „ sfila il suo abituale pro¬ gramma dimostrativo. 202 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II • cd"i “*“■ »«.- A debole chiarore: — Ancora levitazioni; moti della tendi vento gelido; toccamente ; sottrazione della seggiola a un con À 0r^oU8C,tPaa.nbalZÌr’ad,tr.a se^ioladaI Setto. L0” mento della pesante scrivania e stanno sopra; trasporto d’un campanello dalla scrivani! a M- ninn ° ’ .°801j-azl0De ed urti d> a|ouni strumenti (mandolino' tim P A%Zarta&) IT;1;0®0 e dÌ8tantì dallamédimn appena^ sfiorato" di jnf l^qui'do S^°per^ rirca^S*— c manose**" ^ ,^?o**e^Pane|lo) ttf 1 2 ttszzs&rzz: » ' firndi«E°85pia in Un accasclamento completo. Gli ultimi due esperimenti, per la loro semplicità e ner di tfr«adCa<^‘ pienlssimo rischiaramento del locale, sono ih grande interesse per la ipotesi della forza psichica ra diante. Ecco come il Guastav.no li descrive: d'azione a diuturna : - “ Prendo il cimni del favolino “W M 6 lo -euTnel^Xo nei Tavolino. La medium, giunte le mani ad arco si cTrco1areCasean™aatoe ese8ufndo movimento semi- Xha centimetri In I°- 6 te?endo '? dita lllla distanza di Pa- qnilli e amHam ,Ure è. ComP.ieta- ««no tutti attentissimi.'tran- svn i’ an<lamo. ragionando del fenomeno man mano che si per movL^nfo^comu6 - hSÌ “ttÌm° fr ilttìni('' “cimento poi movimento, u comunichiamo scambievolmente le imnres sion,, e c, accertiamo benissimo che in quesfopiccofo X>co 2. Esperimento di azione a distanza : — * Levata la seduti e rientrati nella camera degli esperimenti, io e il prof M ci esperimenti di azioni a distanza 203 avviciniamo al mandolino e al timpano che pendono all altezza Siile nostre teste; e la medium, a distanza, stando seduta sulla d «X-ona ci «rida: - Non toc-cote! Non toccate! — e questi [strumenti, in piena luce, lì sotto i nostri occhi, si mettono a dondolare leggermente. Indi l’Kusapia s’alza, avvicina la mano ì mandolino mantenendo uno stacco di cinque centimetri e fa u movimento di spingerlo innanzi; il mandolino segue he riissimo tale movimento orizzontale, come se avesse ricevuto ef¬ fettivamente una spinta „. Io ne avevo già osservati dei consimili nelle sedute ante cedenti. Dalle mie Note particolareggiate sui fenomeni del- 1-11 dicembre 1901 estraggo la descrizione seguente; 3 Esperimento di azione a distanza : — " La seduta fe finita, ed Eusapia barcollando s’fe rifugiata in un angolo della sala, dove siede in atteggiamento di stanchezza estrema, m istato subipnoide, con la percezione confusa, lo sguardo imbambolato e fisso, la fronte madida di sudore, il polso frequentissimo: essa è pressoché incapace di pronunciare parola. La sala « rlsAbiara a da un becco a gas con reticella Auer. Io prendo dalla tavola il carillon (giocattolo a scatola con ruota dentata che fa scattare delle laminette metalliche flessibili), e mi accosto al medi invitandola ad estendervi sopra le mani e a tarlo suonare, hu- sapia sotto l’imposizione del mio sguardo che la suggestiona, ubbidisce : e dopo alcuni secondi di attesa, senza che le sue mam neanco abbiano sfiorata la manovella, questa si inette in moto, e percorre mezzo giro, cosicché dall’ istrument.no escono due o [re de’ suoi suoni caratteristici. 11 fenomeno s’e npetuto .lue altre volte sotto gli occhi dei compagni accorsi a vedere^L ul¬ tima volta il carillon stava nelle mani del prof. Pellizzan. Ho misurata la forza occorrente per mettere in azione la ma¬ novella e l’ho calcolata di circa l)„ di chilogrammetro ,. In questi effetti telergetici si scorge sempre un subitaneo cessare del movimento dovuto all’esopsiclnsmo radiante dal medium, il quale sembra scaricarsi d’ impulso ed esaurirsi rapidamente. Il fatto è sopratutto visibile nei moti del a tenda nera; questa dapprima ondeggia pian piano, poi sotto l’incalzare delle ignote forze in azione si agita si avanza e proiettata con veemenza, e si gonfia a tutela delle invisibi ì forme materializzate nel gabinetto, mostrandosi resistentis¬ sima per qualche po’ alle pressioni esterne : poi d un tratto cede e, come una vescica piena d’ana che si vuotasse, si sgonfia si affloscia e ricade verticale col suo strascico inerte. Non si ha qui una bella dimostrazione della ongine nervosa della forza irradiata dal medium ? Le “ entità fantomatiche » scompaiono con lo sgonfiarsi della stoffa. 204 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Gli Sforzi rappresentativi del medium in relazione ai loro effetti. Jersera lo stato d’eccitazione d’Eusapia mi lia concesso di are agline interessanti osservazioni sulle sue condizioni osi cluche in rapporto alla rapidità e intensità dei fenomeni „ ndtà dlìì? Che elk deVe sostenere Per Produrli in confor mitd, delle sue rappresentazioni interne colt-itenird'r^,>tentament'e- Era Uerv0sa’ Perrnalosa e n d flt0; S1 aitava sulla sua seggiola con- nr'rn 0 ,S1 Inter‘-ompeva, dicendosi (da “ John ) stanca e reclinata la testa vi portava la mano in atto di sofferenza restnief cnVno ^ >,ie"at° co1 sulla tavoli? lava che s ennr ^ Indl 81 scuotev“> « sussultando vo- levache si continuasse, che si stringesse il controllo- e allora con sfoi zì veementi proiettava la sua “ fluidità radiante {oriente ' Affa fi*8 P°teVa’, sm?"iava 6 gemeva come una par¬ torente. Alia fine, spossata, ci ha dichiarato di non poterne niù f"* d‘ Piant°’ ^ante CKri-’ masta come trasognata, sembrando non dare ascolto alle ru‘.r,„PZ''diJ“for“ ed1*"« Obbligatorie pa. nostja sodisfazione per le “ meraviglie „ vedute lima di assidersi al tavolo Eusapia si mostrava nreoc capatissima: ha voluto che io le spiegassi i termini scien bigione che*? ™uscoIare’ di rappresentazioni motorie . di ini- Romeni ed alt" ^ r° tl'°VarSÌ- neUe Pole">^ sui suoi !“ ! ' ,,a neSll0> como si può ben capire pensando barazto Ara|della lnasPettata scolara, mi sono cavatHiT forze nsiX hpPOCO Y*90*?- che si Parli di occultismo, di termi ! Sichiche ignote, o di spu-itismo: un po’ diffida dei ermini mediammo e medianità, perchè sospetta che vi sia che le stl io-XèT denÌerazio“® ! ma> in sostanza, ciò sta a cuoi e è d! essere considerata e trovata sincera VOLONTÀ E POTENZA NEL MEDIUM 205 durante le sedute. Che anzi, jeri sera, a proposito del valore spiritistico dei fenomeni eusapiani, è accaduto un latto cu¬ rioso : Eusapia ha respinto con sdegno l’accenno all’evoca- zione di qualche spirito famigliare ad uno dei presenti, gri¬ dando che si domandava l’impossibile, che non era il caso di esaurirla con simili richieste, e che l’assistenza si conten¬ tasse dei fenomeni quali venivano spontaneamente ! Il suo amor proprio, punto sul vivo dalle accuse di lrode, diventa uno stimolo per la medianità in azione : e questo vale a riprova che non è necessario un ambiente credulo, e neaneo un gruppo cosi omogeneo di astanti, come si proclama, e che le idee imperanti nella coscienza superiore sono sempre le determinanti delle scariche d’automatismo, tanto è vero che nella seduta del 26 gennaio non c’è stato indizio dell’affet¬ tato contrasto tra le due volontà (quella del medium e quella di “ John „). Inoltre, Eusapia. che pur parla poco, ci ha mostrato un altro particolare degno di rilievo. Durante l’estasi, e mentre pareva capace ancora di potenti ejezioni di forza, uscivano dalla sua bocca queste parole, che già io le avevo altra volta udito pronunciare tronche e confuse : “ Povera figlia ! Non me ne falò più , non me ne fido più! „ - Ribellandosi all’invito di pro¬ durre fenomeni eccezionali per meglio convincere gli scettici, ba anche ripetuto più volte con tono stizzoso : — “ Povera fiqlia mia!... latriate in pace, mia figlia ! , • Naturalmente queste frasi ed altre consimili che Eusapia borbotta in “ trance , esprimono il suo timore di un insuccesso per ec¬ cesso di sforzi e consecutivo esaurimento della potenzialità medianica: figurano bensì dette da “John King „ impersona¬ tosi nella Paladino, ma perla psicologia scientifica esse sono la rivelazione della capacità che ha il medium di seguire con attenzione le scariche dell’automatismo subconscio. Se ne cava la illazione che dell’atto medianico sono necessarie condizioni la volontà di agire (rappresentazioni psicomotorie intense e chiare) e l’autosuggestione di poter agire (il senti¬ mento di fiducia nelle proprie forze). L'idea di potere è dinamogena, laddove l'idea opposta di non-potere è inibitoria: questo si rende palese in tutti gli individui addestrati a qualche esercizio difficile e straordi¬ nario, ai quali il fattore indispensabile di successo non è tanto il plauso degli spettatori, quanto la fede in sé mede¬ simi. T medii hanno lo stesso bisogno: debbono autosugge- stionarsi per agire, ed è loro nociva la interferenza prodotta da troppo manifeste ostilità e sospettosità nella assistenza. 206 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Io noto a tale riguardo che l’ingenuità con cui Eusapia accetta la simulata partecipazione volontaria dei presenti, non torna molto ad onore della perspicacia e intelligenza che le si attribuisce. Si scorge lo stesso fatto di credulità nei soggetti ipnotizzabili. In fondo non c’è bisogno di cre¬ dere in poteri arcani per essere buoni ipnotizzatori; per la stessa ragione, non sono indispensabili nei formanti una ca¬ tena spiritica particolari stati intellettuali emotivi e volitivi per vedere ed accertare i fenomeni : bastano un’attenzione sostenuta, un animo calmo, un diportamento sereno. E con questo si giova all’autosuggestione della medium, che non ha affatto bisogno, siccome taluni suppongono, di aver d’attorno a sè dei fideisti e degli scriteriati, nè delle persone nutrienti per lei una viva simpatia (qualcuno dei percipienti mi ha anzi confessato di provare ripugnanza al contatto di Eusapia !), nè degli individui tesi con tutte le molle della loro psichev verso il conseguimento dei fenomeni. Basta in realtà mostrare l’atteggiamento esterno di volere, e non occorre l’intensifi¬ carsi reale delle volizioni. A me sembra piuttosto il contrario: cioè che la medium, quanto più avanza in “trance,, tanto meno subisca la volontà altrui. Per esempio, ho fatto più volte l’esperienza di impedire col mio pensiero un fenomeno o di dargli una direzione di¬ versa: quantunque il mio potere ipnotico su Eusapia sia grande, non ho ottenuto alcun effetto in antagonismo alla proiezione dinamica prestabilita dalla medium o in decorso. Dirò, anzi, che a me pure, nel mentre la magnetizzavo e le suggerivo d’essere calma, è accaduto di sentirmi dire da « John „ (per bocca d’Eusapia): — * Bette-, per questa rotta tu l'hai ipnotizzata, ma un’altra volta io lo impedirò. Primati cinque, pròvati anche dieci volte, e non et riescirai ! , . E un’altra delle frasi stereotipe che escono dalla medium in sonno. Alla Paladino, per autosuggestionnrsi nel senso di potere, bi¬ sogna l’altrui contegno apparente di piena fiducia. E aggiungo che mi par difficile e raro si consegua in un’assistenza, per lo più promiscua, quell'affiatamento di volontà, che la ipotesi delle azioni psico-collettive o 1 altra dell’ “ armonia o somma- zione dei fluidi „ debbono logicamente presupporre. Uno sguardo gettato in fretta sui miei compagni di seduta ini ha permesso di osservare che i loro sforzi di volontà erano spesso, come in me, affettati di fuori, superficialissimi di rientro, se pure non sorgeva in essi, come in me, dal fondo LE IDEE-FORZE SELLA MEDIANITÀ 207 della coscienza una qualche idea di dubbio che avrebbe do¬ vuto agire in contrasto ed in inibizione dei fenomeni, qua¬ lora la telepatia avesse sempre e tutta la efficacia asse¬ gnatale da taluni (p. es. dal Podmore). L’Eusapia, sicuramente, ha bisogno di credersi aiutata e rinforzata dalle volontà altrui. Allora essa diventa capace del doppio ordine di sforzi dai quali dipendono le manifestazioni: 1° Intensificazione interna delle rappre¬ sentazioni. Alla base della medianità, secondo che abbiamo provato, sta una concentrazione del pensiero. Bisogna che il campo di co¬ scienza si circoscriva per più o meno tempo, e che tutta l’at¬ tenzione si porti sulle imagini che il medium (a effetti fisici) vuole esteriorare eolia supponibile radiazione di forza viva psichica. Questo restringimento della coscienza, che giunge al monoideismo, dà ragione della così detta “ estasi medianica „ (cfr. nel Tomo (, lo schema di pag. 267). Tutte le categorie di imagini ed idee sono suscettibili di intensificarsi e di isolarsi nella disgregazione della per¬ sonalità che contraddistingue la “trance,; tutte, per un pro¬ cesso anatomo-fisiologico ineluttabile, tendono a trasformarsi in azione, giacché in ogni nostra imagine ed idea esiste sempre un contenuto motorio. Pertanto questo contenuto varia a seconda della origine sensitivo-seusoriale o percettiva degli elementi rappresentativi; e in relazione a ciò le imagini diversificano nella loro proiezione centrifuga. Naturalmente le idee motrici sono dotate della maggior forza projettiva : per esse la concentrazione estatica dei medi può aneli essere parziale e incompleta, riescendo ogni semplice rappresenta¬ zione di movimento a tradursi con facilità in impulso ed in atto. La teoria dei moti incoscienti (Cheviieitl) ha reso popolarissima codesta nozione fisio-psicologica, e non è il caso di ritornarci su a lungo. Basta una osservazione superficiale su Eusapia all’opera, per vedere che le manifestazioni mecca¬ niche della medianità (movimenti e spostamenti di oggetti) non richiedono il passaggio ad un letargo passivo profondo, ma avvengono agevolmente anche nel sonnambulismo attivo. S’intende che più forte è l'ostacolo da vincere nella estrin¬ secazione dell’idea psico-motrice, e più intenso anche sarà lo sforzo di rappresentazione: ciò è manifesto anche nel di- portamento del medium. Ma per la generalità dei fenomeni si può formulare la seguente legge fisio-psicologica: 208 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il Legge I. Il grado di restringimento dello coscienza dell'io e l’intensità dello sforzo interno di rappresentazione sono in proporzione inversa col contenuto motorio delle imagini ed idee da esteriorare. Ne segue che le imagini di indole intellettuale, come sono le visive (e le acustiche, così raramente esteriorate), richiedono un’estasi più avanzata: p. es., le materializzazioni di fantasmi visibili non avvengono se non in “trance, letargica, giacché si tratta allora di una vera ideoplastia, o radiazione ed orga¬ nizzazione di imagini aventi un carattere più ideale. Noi ci invaginiamo con visualità interna una fiamma, un volto, una figura, un’iscrizione, senza provare in noi nessuna vibrazione percettibile di fibre muscolari, quantunque alle percezioni ottiche si accompagnino sempre atteggiamenti di attenzione e minimi moti dei globi oculari e della iride (Helmholtz, Acbert). Possiamo anche pensare, con udizione interna, a suoni, rumori e voci umane senza palese partecipazione mo¬ toria dell’apparato organico di fonazione. Ma non sì tosto pensiamo ad un movimento, l’idea sorge con un prepotente impulso a trasformarsi in atto. Ecco perchè le danze del ta¬ volo, il suo linguaggio a battiti, i toecamenti, gli spostamenti di oggetti, le azioni complesse, non attraversano in idea la coscienza del medium senza destare anche dei moti e gesti consensuali : ed ecco perchè, al pari della scrittura automa¬ tica, essi possono eseguirsi dal medium in uno stato par¬ zialissimo di disintegrazione della personalità e di obnu¬ bilamento della coscienza, ma con la coscienza di essere ancora sveglio. Sono le “idee forze, più penetranti nella Realtà. Si affaccia qui il problema della varietà delle manifesta¬ zioni acustiche da parte di Eusapia. Costei parla poco anche in personificazione di “ John „,e a differenza dei medi ora¬ tori non dà messaggi vocali se non rarissimamente (e, se¬ condo me, dubbiamente). Si sa che il linguaggio interiore consta, nel più gran numero di persone, delle imagini mu¬ scolari delle parole o verbomotorie ìStricker, Egger) e di quelle acustiche o verbo-uditive (Wernicke), le quali ten¬ dono però a immettersi nelle vie di conduzione centrifuga e a diventare voce articolata o susurrata. Ad ogni modo, sarei portato a ritenere che in Eusapia l’endofasia sia debole, e che nel suo pensiero dominino piuttosto le imagini concrete o prassiche tatto-muscolari e visive. Questo suo tipo mentale darebbe ragione della indole materiale o meccanica della sua medianità: — in lei i centri psico-motori e i kinestetici sareb¬ bero i più attivi ; — verrebbero poi i centri psico-ottici : — in AUTOMATISMO E SUBCOSCIENZA 209 terzo, i centri psico-acustici ; — e ultimi i centri associativi o logici, raramente e debolmente in essa operosi. ' Dirò al proposito che non si deve supporre che i fatti psichici o interni, corrispondenti alle scariche automatiche di energia radiante, si localizzino nei centri cerebrali inferiori anatomicamente sottostanti alla corteccia, ossia nei grandi gangli mediani e della base (nuclei del corpo striato, talami ottici, ecc.), dove arrivano le sensazioni grezze e dove forse si formano gli impulsi elementari. Tale supposizione è contrad¬ detta dalle odierne conoscenze sulla struttura e sulle fun¬ zioni dell encefalo umano. (Quella teoretica disintegrazione che contraddistingue gli sdoppiamenti di personalità, le co¬ stituzioni di io secondari, gli “ automatismi subliminali „, tutte insomma le manifestazioni del subcosciente, non si ef¬ fettua già fra centri anatomicamente alti (la corteccia) e centri bassi (gangli subcorticali), come si vorrebbe allegorizzare in una concezione ingenua e primitiva del fatto anormale, o isterico o medianico che sia: — essa può avere effetto, e realmente lo ha nel più dei casi, se non sempre, fra i centri per cosi dire paralleli della corteccia, fra le zone psicosen¬ sorie e psicomotorie da un lato, le associative dall’altro, op¬ pure anche Ita le contigue e congeneri zone di associazione. Localizzare l'attività radiante a dati organi cerebrali, e ne¬ garla o limitarla ad altri, sarebbe presentemente un errore fisiologico; e i psichicisti di talento che teorizzano intorno al subietto, ad es. il dott. Geley (L’étre subconsci fati; Syn- thèse du spiritisme), se ne guardano bene, dimostrando con ciò di possedere un più profondo comprendimento del dina¬ mismo cerebrale che non quegli alienisti che localizzassero le allucinazioni e la telepatia ad isolati centri psicosensori ! Se il medianismo si intende spiegabile con la teoria del subcosciente rinforzata dall’ipotesi dell’esteriorazione di ef¬ fluvi dinamici, se insomma esso risulta dalla facoltà di rea¬ lizzare ed organizzare al di fuori le imagini ed idee depo¬ sitate nei centri psichici, l’esercizio progressivo di questa facoltà tanto più esclude le operazioni della coscienza vigile o superiore, quanto più intimo ed esteso è il lavoro che deve compiere il cervello per rappresentarsele. 2° Badiazione della forza bio-psichica. Tutto il contegno di Eusapia in seduta dimostra che per pro¬ iettare dai centri rappresentativi Timagine o l'idea-forza che si realizza all’esterno, essa effettua uno sforzo fisiologico. Ho Morseli.], Psicologia e Spiritismo . II. 14 210 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II già detto dei movimenti manifesti o latenti che accompa¬ gnano i fenomeni meccanici : queste scariche di innervazione motoria sono generalmente in proporzione colle resistenze fisiche che la medium incontra (leggi di inerzia e impene¬ trabilità della materia, di gravitazione, di equilibrio dei corpi, ecc.). La tensione dei muscoli si associa a reazioni svariate, a congestione del viso, a contrazione delle palpebre e delle labbra, a turgore del collo, ecc. Sono desse che danno alla fisonomia d’Eusapia l’espressione singolare colta dalle nostre fotografie istantanee (v. Tav. II*); si direbbe una donna in atto di spremere qualcosa dal suo corpo, e i suoi atteg¬ giamenti di sforzo hanno un che di convulso, quasi di epi- lettoide. Ma bisogna non restare ingannati dalla espressione di smarrimento che sulle negative assumono gli occhi del medium e dei formanti la catena accecati dall' improvviso lampo dol magnesio. Ad ogni modo, dallo studio compara¬ tivo degli atteggiamenti e diportamenti d’Eusapia Paladino durante la provocazione dei fenomeni medianici, parmi che si possa formulare una seconda legge fisio-psicologica : Legge II. Oli sforzi fisiologici (muscolari, vasomotori, secretori, ecc.) di esteriorazione sono in rapporto diretto con le resistenze fìsiche da vincere nello spazio esterno. Da ciò consegue che, tra tutti i fenomeni di medianità, le telecinesie e le teleplastie tangibili e attive hanno, d'ordinario, un corteggio più palese e più materiale di reazioni fisiolo¬ giche ; e sono caratteristiche degli stati di dormiveglia, di preipnosi, di “trance, sonnambolica o attiva. Laddove le tele- fanie, siano luci semplici, siano materializzazioni visibili, importano reazioni fisiopsicologiche meno estrinseche ma più profonde, e fini, e silenziose; ossia si producono preferibil¬ mente nell’ipnosi letargica o passiva, allo stesso modo delle personificazioni complete (fenomeno completamente subiet¬ tivo), da cui è nata la parte intellettuale dello Spiritismo. Fenomeni di telestesia. 11 conte De Roohas, accanto alla esteriorazione della mo- tricità (cui attribuisce, in massima, i fenomemi medianici ca¬ ratteristici di Eusapia), dichiara d’avere scoperta anche quella della sensibilità. E la descrive all’incirca. cosi: ESTERI OR AZIONE DELLA SENSIBILITÀ 211 In un certo numero di soggetti la sensibilità disparsa du¬ rante il sonno ipnotico [o magnetico, o medianico] dalla su¬ perficie del corpo, si ritrova al di fuori del loro corpo soma¬ tico; e il magnetizzatore può accertarsene con vari processi. Un primo strato sensibile segue i contorni del corpo per uno spessore di 3-4 centimetri. Attorno ad esso si scoprono altri strati equidistanti, separati da intervalli di 6-7 centim. e che si succedono fino a 2-3 metri. Spingendo la ipnosi più lontano, gli strati sensibili si condensano su due poli di sensibilità, l'uno a destra, l’altro a sinistra del soggetto. Alla fine questi due poli si riuniscono, e tutta la sensibilità del soggetto si trova riportata, come un abitò su di un manichino, su di una specie di vero fantasma capace di allontanarsi agli ordini del magnetizzatore e di traversare gli ostacoli materiali conservando la sua sensibilità. Se queste “ scoperte „ dell’esimio psichicista francese fos¬ sero confermate (e il dott. Joikk pensa che già lo siano), si avrebbero dati preziosi per ammettere gli sdoppiamenti di persona, non soltanto psicologici o interni, ma somato- iisiologici o esterni. Ne sarebbero anche illuminate certe an¬ tiche e non credute osservazioni dei mesmeristi e magnetiz¬ zatori, certe vecchie e derise esperienze dei dottori Bourhit, BcitoT e Luys sulle azioni a distanza delle sostanze chimiche e medicamentose; ma, in particolare, se ne avvantaggerebbero le asserzioni dei discopritori dell’ “od „ (De IIeiuiienbach), delle “ correnti biologiche polari umane „ ICiiazarain e Dècle) e dello altre analoghe “ radiazioni „ o “ forze neu- riche „ (Barèty, Bahaduc, [Bettinelli], ecc.). Ma si teme da molti che il De Rociias sia stato vittima del suo eccessivo zelo di studioso. A parte l’ipotesi della frode, che infirma ogni capitolo e ogni paragrafo della Meta- psichica, c’è sempre da dubitare della connivenza incosciente e dell’autosuggestione dei soggetti, ai quali (come io rilevai nelle mie lunghe esperienze sulla fascinazione e sull’ipno¬ tismo) non par vero, nella docile condizione di mente in cui cadono, di seguire la direzione delle idee preconcette e in¬ consapevolmente manifestate dal loro “ magnetizzatore È difficile trovare un campo scientifico dove si investighi tanto male, anche da psicologi e da alienisti di gran fama, come questo della psicologia supernormale: moltissimi “ sperimen¬ tatori „ si conducono durante 1’* esperimento „ in presenza dei soggetti come se questi fossero assolutamente insensibili e come se la loro coscienza neanco ai margini fosse in grado di accogliere percezioni! Inoltre l’elemento, non mai elimi- 212 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II nabile per intero, della suggestione mentale, dovrebbe met¬ tere maggiori freni alla smania di dedurre e di teorizzare. Riducendo le straordinarie affermazioni del De Rochas al nucleo di verità positive che indubitabilmente racchiudono, io credo che sia necessario, davanti ai fatti mediumniei di Eusapia, ammettere la possibilità di un’esteriorazione anche della funzione sensitiva. a) Anzitutto, per ovvie ragioni anatomo-fisiologiche, sempre la sensibilità accompagna e segue la motilità. — Un braccio dinamico che si prolunga nello spazio reale (non in quello imaginario a quattro o a «-dimensioni !), e che vi pro¬ duce degli effetti meccanici, deve naturalmente supporsi anche fornito di sensibilità tattile, muscolo-tendinea, osseo-arti- colare : altrimenti non sarebbe in grado di compiere atti di presa, di sollevare oggetti in relazione al loro peso, di collocarli allo stesso posto ; nè saprebbe agire con quella fi¬ nezza e destrezza che esigono i toccamenti, le strette di mano, il maneggio di strumenti, ecc. Capisco che simile asserzione appaia paradossale : ma non veggo come si riescirebbe da alcun fisiologo ad ideare privo di°sensibilità un arto inorile dinamico o triàdico che eseguisse le telecinesie di una Eusapia o di un Home. b) In secondo luogo, vi sono le osservazioni dirette sul medium in azione, quando volendo produrre un dato feno¬ meno a distanza, dichiara di incontrare ostacoli e resistenze. _ Questo fatto è chiarissimo nelle impronte su plastilina. Noi abbiamo, per es., sempre collocato i vassoi con la materia pa¬ stosa dentro il gabinetto nero prima dell’arrivo d’Eusapia, che non ha avuto quasi mai il mezzo di vederla e di tastarla ; eppure, molte volte, accingendosi a produrre le famose im¬ pressioni di mani e di profili, essa ha esclamato : — è dura! e troppo dura! — Ed era vero; o perchè mal preparata, o perchè induritasi troppo presto, la nostra plastilina non offriva piu la malleabilità conveniente, per cui la impronta non riusciva o restava superficialissima ad onta degli sforzi di Eusapia. Si è pure veduta una controprova di codesta telestesia nel caso opposto, quando cioè la pasta era troppo molle e si attaccava attorno all’arto immessovi entro : Eusapia se ne ac¬ corgeva. Ora, ciò porterebbe a credere che essa percepisca coi suo! prolungamenti “ animici „ le proprietà fisiche della ma¬ teria. Lo stesso fatto si è, invero, verificato quando volen¬ dosi ottenere dei getti di mano in paraffina, il medium si è lagnato che la sostanza fosse o “ troppo calda , o “ troppo raffreddata! „. ESTERI ORAZIONE DELLA SENSIBILITÀ 213 c) In terzo luogo, abbiamo l’esperimento diretto da me compiuto sulla iperestesia tattile e dolorifica a distanza del braccio sinistro di Eusapia (cfr. TomoI, p. 248). A. De-Rochas, che mi ha preceduto in questa indagine, ne ha arguito che anche Eusapia in istatodi “trance, sia circondata da uno strato di sensibilità esteriorata. Certo, la prova ha condotto anche me ad eguale congettura [Di poi, in altre sedute lad es., in quelle del giugno 1902), una puntura di spillo è stata av¬ vertita da Eusapia a circa tre centimetri dall'avambraccio (coperto dalla manica) e a cinque o sei centimetri dal dorso della mano sinistra (nuda) |. S’intende che ho fatta la prova a sua insaputa : or bene, io ho visto in Eusapia le reazioni nor¬ mali al dolore fisico ; ha scostato vivamente l’arto, ha emesso un piccolo grido, e si è volta a guardare con sorpresa verso il punto cui si dirigeva il mio spillo in aria. Però a spiegazione del fenomeno può anche valere la ipotesi che non la sensibilità di Eusapia si esteriori, conforme alla ipotesi di De Rochas, ma che si acuisca in essa la facoltà di percepire le radiazioni degli oggetti materiali appuntiti, par¬ ticolarmente dei metalli. Senza dubbio l’organismo vivente av¬ verte le azioni elettriche, le magnetiche, le meteoriche, in più delle caloriche e delle luminose ; nulla ci vieta di credere che esistano condizioni eccezionali di sensibilità a riguardo delle altre molte e indeterminate forze naturali ignote. Una “ me¬ tafisica „ nel senso letterale avrà il suo parallelo preciso in una “ metabiotica „ ed in una “ metapsiehica ,, senza ne¬ cessità alcuna , per la nostra mente, di uscire dai limiti e dai poteri della Natura. Genova, 27 gennaio 1902. LA VENTESIMA SECONDA SEDUTA (1° marzo 1902). Ai fastigii della medianità Eusapiana L II luogo e le persone. Con quello che io passo a narrare, noi saliamo ai fastigii della medianità d’Eusapia Paladino. Nessuna delle numero¬ sissime sedute date dalla celebre medium napoletana in Italia e all’Estero — giudicandone dalla ricca letteratura che la riguarda — ha mai offerto fenomeni ectoplastici così vari e intensi come quelli del 1° marzo 1902 in casa dei signori Avellino, in Genova; mi dicono che lo stesso cav. Chiaia ne ha ottenuta appena una consimile. E se non fosse che sono certo di quanto i miei sensi hanno percepito, non crederei a me stesso! Il solo difetto di questa fenomenologia da strabiliare è che si sia verificata presso una famiglia che aveva qualche relazione con Eusapia, e senza quell'uso di apparecchi au¬ tomaticamente registratori, che taluni si augurano a garanzia della verità e a salvezza della Metapsichica dai sarcasmi degli increduli. Sicuramente, sarebbe stato meglio che Eu¬ sapia avesse prodotto le apparizioni, non in un’ “ agape spi¬ rituale „ (secondo la classicheggiante terminologia usata dal conte De Szapary nel 1854!), ma davanti ad un areopago di tisiologi e di dotti sperimentatori, per esempio nell Istitnto Internazionale di Psicologia a Parigi, o in uno di quei La¬ boratori! ideali di “ ricerche psichiche „, che già si proget¬ tano, e forse saranno ultimati e pronti fra poco. Ma bisogna per ora adattarsi al principio _ teorico difeso dagli spiritisti, che vogliono attorno ai medi un ambiente omogeneo e ad essi simpatico. 11 Gyel scrive che le condi¬ zioni perchè buoni fenomeni si producano, sono abbastanza « delicate — un’assistenza preferibilmente di sei a dieci persone; un gruppo possibilmente composto per metà di UNA SEDUTA FAMOSA 215 uomini e per metà di donne; la passività degli assistenti; l’armonia dei loro pensieri; — e per la sicurezza dei feno¬ meni non la oscurità, ma una luce moderata, ed un gabi¬ netto nero appositamente confezionato (Essai de rev. gin. du Spir., 1898). Orbene, in casa Avellino eravamo in regola. Gli ‘assistenti erano nove: quattro membri della famiglia, cioè il padre ultrasessagenario signor Giambattista, la madre signora Rachele, il figlio Felice e la figlia signora Adele, che «ode di qualche facoltà medianica: io; il dott. G. \ en- zano! il signor E. Bozzano ; il signor Montaldo, segretario al Municipio, buon conoscitore in materia e ottimo dilettante fotografo ; e la sua consorte signora Attilia,, gentildonna assai colta , scrittrice di cose pedagogiche , poetessa, e pur essa buon medium (scrittura automatica): tutti, me escluso, armonizzati dall’esercizio e dall’annuenza alle pratiche spi- ntLa presenza dell’elemento femminile, e sopratutto di due signore provatamente fornite di medianità, era già un proba¬ bile fattore di successo. Inoltre, c’era in Eusapia Paladino la migliore disposizione: per lasciare buon ricordo del suo sof'dorno in Liguria, aveva annunziato una seduta piena di manifestazioni straordinarie Che anzi, in una serata anteriore, “ John „, bussando al tavolo, non solo aveva so¬ lennemente promesso di manifestarsi “ in forma visibile ma aveva fatto intendere che con lui sarebbe venuta 1 altra sua figlia „ (Katie King !): all’uopo indicava le condizioni della seduta. Nè erano mancati < conforme a notizia perve¬ nutami in maniera confusa) altri accenni a qualche cosa di specialmente interessante per gli Avellino. Non è questo un indizio delTazion© d©lla volontà del^ medium . Veramente, questa preparazione apriva il varco ai soliti dubbii; ed io non ho aderito all’invito senza esitazione, nè ho assistito a quelle “ meraviglie „ senza una certa appren¬ sione di essere caduto in un agguato d’Eusapia. tuttavia, la conoscenza personale di chi componeva la riunione, la seve¬ rità del controllo che avrei praticato , 1’ accurata ispezione del luogo e del suo arredamento prima e dopo della seduta, mi garantivano, con ragioni d’ordine morale e materiale, contro l’inganno. Ci troviamo in via Cuftaro, al terzo piano del n* 29, cioè ad un’altezza di almeno 12"' dalla strada. F. quando io arrivo, nulla è ancora pronto : non si sa neppure in quale stanza ter¬ remo la seduta, e me se ne lascia la scelta in tutto 1 alleggio. 216 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il Prescelgo la sala da pranzo perché, come mostra la pianta, tolta di mezzo la tavola, rimane uno spazio sufficientemente largo davanti all’unica e larga finestra, in cui il Dr. Venzano Pianta della sala da pranzo di casa Avellino, in Genova, dove si tenne la seduta del 1" marzo 1902. [5I\ M!. M3, indicano le diverse situazioni, in oni mi sono collocato du¬ rante le prandi materializzazioni di fantasmi che descrivo nel testo. L'aste'riseo * indica la posizione della lampada a paz. Le sbarrette nere indicano i punti dove si formavano i fantasmi]. rapidamente costruisce sotto i miei occhi il gabinetto nero, chiudendo con cura persiane invetriate ed ante, inchiodandovi sopra una coperta di lana di colore scuro, e attaccando due striscie (nuove) di pereallo nero al pendone. Nel vano che ne risulta trasportiamo una branda comunissima di ferro, lunga 1“,75, larga 75 eentim., e con un materasso, pure prescelto lì per lì, ne facciamo un letto da campo sul quale dovrà cori¬ carsi il medium. La figura mostra la disposizione del nostro gruppo lassamente “ incatenato , in faccia al gabinetto, durante il periodo delle ap- ISPEZIONE E CONTROLLO SELLA MEDIUM 217 parizioni. Quando avrò soggiunto che la lampada a gaz, con reticella Auer, sospesa nel mezzo, è stata sempre accesa e solo se ne abbassò la fiamma a seconda del bisogno, avrò anche fatta l’esplicita dichiarazione che nessuno dei fenomeni è av¬ venuto al bujo: tutti, si badi bene, tutti si sono presentati in discreta luce; taluni, per di più, in vivissima illuminazione. Non ommetterò il particolare che prima di assiderci, Eusapia {che durante i nostri preparativi mai è entrata nella sala) si sottomette in una camera vicina ad un esame minuto delle signore : queste le fanno spogliare e ne ispezionano con com¬ petenza muliebre la veste di lana bleu, la camicetta di flanella rossa, la sottana e il corpetto di flanella rosa, le mutande in lana rosa, le calze di cotone nere, la bianca camicia. Nella unica tasca della veste c’é un fazzoletto bianco già adoperato : nulla, dunque, di sospetto che ricordi lontanamente i fantocci dipinti sulle sottane della Williams (Lkymarib) [o nascosti entro la poltroncina speciale di Eldred IAbr. Wallace)]. Eusapia si è rivestita sotto gli occhi delle signore Avellino e Montaldo, che non l'hanno mai lasciata un solo minuto e 1 accompagnano poi nella sala dove ogni cosa è pronta. Eravamo tutti in grande aspettativa, e questa non è an¬ data delusa. Se le apparizioni che i miei occhi hanno veduto dovessero restare col battesimo che fu loro dato sul momento, la storia dello Spiritismo avrebbe in casa Avellino ripreso e riattaccato il filo genealogico (o psicogenetico?), dal quale nei misteri dell’Altro mondo sono ancora vincolati i membri della spirituale famiglia dei “ King „ originaria dell’ Ohio ! II. La SUCCESSIONE DEI FENOMENI. Alle ore 22,05 ci sediamo in catena attorno al tavolo, e a luce normale cominciano le esperienze. 1. Il controllo e le prime scariche di “ me¬ dianità lo mi metto al controllo di sinistra; e poiché sono preavver¬ tito della straordinarietà di ciò che sta per succedere, invigilo con cura ancor piu grande del solito. Durante la primissima fase della seduta, noi conversiamo ad alta voce intorno al re¬ cente smascheramento dell’Anna Rothe, il medium prussiano 218 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II dagli aranci. Eusapia ci ascolta con la massima indifferenza, come se quell’argomento bruciante non la riguardasse : mi ac¬ corgo che è distratta, concentrata, coll’occhio fisso e la fiso- nomia immobile. Ben presto cominciano gli sbadigli e gli stira¬ menti premonitori della “ trance „ : le sue mani tremano nelle mie, le sue gambe fremono contro il mio ginocchio, tutto il corpo passa rapidamente da una specie di tremore epilettoide ad una rigidità catalettiforme (catatonica). E dalle 22,10 alle 22,20 si scatena sotto di noi una irruente fenomenologia tiptica. Il tavolino non si muove, bensì si sbatte e sbalza in aria con veemenza, dandoci Io spettacolo di alcune straordinarie levitazioni a gran luce e dove ogni gherminella è impossibile. A un tratto — sono le 22,21 — Eusapia ritira vivamente la mano e il piede dal uno controllo, si alza in piedi con aspetto trasognato, e come presa da irresistibile impulso si dirige verso il gabinetto, ne scosta febbrilmente le cortine disordinandole, e si butta sul lettuccio con tanta violenza da smuoverlo dal suo posto. Mai io l’avevo veduta in una crisi cosi rapida e profonda; e poiché per rimettere tutto in ordine abbiamo dovuto sollevarla, farla alzare ed uscire gemiti e suoni inarticolati di malcontento uscivano dalla' sua bocca. Sorreggendola a stento, l’abbiamo ridistesa sul materasso, con la testa verso il pianoforte e i piedi verso 1 uscio d anticamera; impersonandosi allora in “ John ci ha ingiunto con voce rauca e intercisa di legarla : alle nostre proteste di piena fiducia, essa ha risposto smaniando e but¬ tandoci le sue scarpette, che si è levate stizzosamente col tallone di un piede applicato contro l’altro. Guardandola in quelle smanie, mi son ricordato delle Pitonesse, che gli storici antichi ci descrivono invasate dall’estro apollinèo e che i pittori hanno disegnato con figure di convulsionarie. E anche un sono venute in mente le crisi delle donne isteriche d’at- torno al mastello del Mesmkr, pieno d’acqua e di misteriosa limatura di ferro, che parlava con tanta forza alla loro ri¬ scaldata imaginazione. Tutte queste condizioni abnormi del Sistema nervoso hanno tra di loro estrema analogia. Ma dovendo obbedire alle insistenze del medium , Felice Avellino ed io abbiamo proceduto alla sua legatura. Mi si vorrà credere sulla parola se affermo di averci messo del- ìmpegno, approfittando della pratica che in tal genere di operazioni ho acquistato nei Manicomii, dove purtroppo, per LA LEGATURA DEL MEDIUM 219 le malintese economie delle Amministrazioni, che ci fanno curare e custodire i pazzi in locali disadatti e non ci prov¬ vedono di un personale sufficientemente numeroso e istruito, noi alienisti italiani siamo stati costi-etti per tanti anni a lodare e ad augurarci l’umanissiino sistema del no-restraint, ma intanto a fissare in letto o in poltrona i nostri ammalati. Adunque, la fissazione del medium è stata eseguita nel modo seguente con due lunghe funicelle dello spessore di mezzo cen¬ timetro : - 1" Una è dapprima annodata alla sbarra laterale Come è stata legata la Paladino la sera del 1° marzo 1902 (vista in sezione trasversa). [L’L»'', le due sbarre laterali del lettacelo ; MM'. il materasso, su cui giace Eusapia ; T. d. E. P. , il giro della corda attorno al tronco della medium; Bdf, É&, i nodi attorno ni due polsi]. della branda, poi è girata attorno al tronco d'Eusapia, indi allacciata all’altra sbarra che accosta il davanzale della fi¬ nestra: tirandola verso di noi, la avvolgiamo ed annodiamo at¬ torno ai due polsi ; infine, la passiamo nuovamente sotto la sbarra esterna, e qui ne lasciamo pendere i capi per poterli all'uopo sorvegliare (v. tìg.); — 2“ l’altra fune è al medesimo modo girata ed annodata attorno ai malleoli, con i due capi pur fissati prima e dopo alla traversa di fondo della branda. Debbo però dire che i quattro capi delle due funi non rimasero in vista, nè furono tenuti da noi durante i fenomeni, ciò che intendo fare se avrò occasione di ripetere queste esperienze di gabinetto e ciò che consiglio agli sperimentatori successivi. Ad ogni modo, la nostra legatura assomigliava a quella che trovo descritta nelle esperienze sul medium Sambor (* Ann. 220 PSICOLOGIA E SP1II1TI8MO, II So. psych. ,, '99. p. 360), ed io son sicuro che Ensapia era so¬ lidamente fissata: in quelle condizioni, poteva tutto al più alzare il dorso del materasso per soli 10-12 cent., ma non vol¬ tarsi, tanto meno sedere sul letto : alle mani ed ai piedi le era impedita ogni sorta di movimenti sospettabili dai molti e stretti nodi, sotto ai quali io non son riescito a passare la punta del mignolo. Finita la legatura, ci disponiamo tutti seduti di faccia al ga¬ binetto, scegliendo ciascuno di noi il posto che più gii aggrada, e formiamo due file (v. p. 216). Quella anteriore è composta da Avellino padre, da Venzano, da me, dalla signorina Avel¬ lino e da Avellino figlio: in quella posteriore, siedono il signor e la signora Montaldo, la Avellino madre e il signor Bozzano. Cosi mi vengo a trovare nel bel mezzo della catena, quasi sotto la lampada a gas, di cui abbassiamo la fiamma fino a lasciare un mite rischiaramento della stanza: io faccio tosto una esperienza elementare di fotometria, e provo che a quel grado di luce riesco a leggere i più piccoli caratteri (corpo 6) di un giornale, a vedere l’ora sul mio orologio da tasca, e a discernere nettamente i chiaroscuri delle incisioni e fotografie appese alle pareti. L’assemblea era libera: sede¬ vamo senza tenerci per le mani ; solo per comodità nostra le appoggiavamo sulle seggiole dei vicini : per di più potevamo alzarci e muoverci per la stanza, senza alcuna ingiunzione contraria di Eusapia. La medium napoletana ha dunque più sicurezza di sè che non mostrino nei loro spettacoli a paga¬ mento altri grandi medi a materializzazioni (massime Ame¬ ricani) ; costoro esigono un’assemblea fiduciosamente immo¬ bile e “ incatenata „ sulle seggiole, e i loro “ spiriti-guide „ vietano espressamente, per bocca del medium o per quella del “ conductor „ (impresario), qualsiasi tentativo di avvici¬ narsi al gabinetto o di toccare i “ fantasmi Disposti nel modo suddescritto, attendiamo in silenzio per un buon quarto d’ora. Dapprincipio non scorgiamo altro che qualche fugace moto del cortinaggio, come se nello spazio circondante la Eusapia si svolgessero delle ondulazioni aeree: per tre o quattro volte le tende si sono gonfiate e hanno sventolato alternativamente a destra e a sinistra, un po’ sopra al livello del corpo disteso d’Eusapia; pareva che una per¬ sona le spingesse e le sollevasse, quasi per far entrare la luce. Poi d’un colpo il tavolino, che per ordine di “ John „ avevamo lasciato in mezzo al semicircolo, ha sussultato, ha Morseli,!, Psicologia e Spiritismo, II. Tav. XI. Primo fantasma materializzato da Eusapia la sera del 1" marzo 1902 nella seduta di casa Avellino in Genova. (Disegno di A. Bkkisso da un mio schizzo a lapis). XjA prima apparizione 221 dato un sobbalzo e si è messo a danzare senza che alcuno 10 toccasse. Per tre volte l’a-solo coreografico del mobile si è effettuato davanti ai nostri occhi stupefatti a quella no¬ vità, che non potevamo, certo, attribuire ad uno stratagemma : 11 tavolino stava discosto dal gabinetto, e neanco il lungo strascico delle nere cortine ce ne nascondeva o ne accostava i piedi. Ad ogni buon conto, per cerziorarmi della cosa sono corso a perlustrare: il medium giaceva lungo disteso sul lettnccio, in semi-ipnosi, in rigidità catalettica, e 1 nodi eiano intatti. una pfmsa d,Qn aUr0 quurt0 d’ora, durante la quale noi, un po’ impazientiti, scongiuravamo il buon « John „ di manifestarcisi. Dal gabinetto giungeva al nostro orecchio il respiro cadenzato e affannoso di Eusapia; la sen¬ tivamo gemere e lagnarsi a bassa voce, come di chi dor¬ mendo facesse un bratto sogno. Guardavamo con ansia muta or qua or là, verso la fessura mediana e verso i lati del cor¬ tinaggio, non sapendo se e dove e quando sarebbero apparse le Monne Ma il tavolino ha battuto i quattro colpi che significano — parlate! - e noi per obbedire ci siam messi a discorrere, tutti, alla rinfusa, producendo il chiaccherìo stupido tanto caro a “ John „ in certi momenti. Pero il di¬ scorso era fiacco; e di quando in quando si ricadeva, per l’attesa, in silenzio. 2. La prima apparizione. A un tratto - erano le 22,50 — le tende nere si sono allontanate l’una dall’altra nel mezzo, ed all’altezza di 1"\60 circa dal materasso, a 2 m. dal suolo, si è presentata proprio in faccia a me una prima “ apparizione „. Ecco in qual modo la descriverei secondo le mie immediate percezioni visive . I. È una giovine donna, della quale si vedono la testa, le spalle e la metà superiore del tronco. Ha colore biancastro e mi fa l’impressione di non ricevere soltanto i raggi lumi¬ nosi del gas, ma di possedere forse essa medesima una certa luminosità che paragonerei ad un pallidissimo chiarore lu¬ nare. Però è sbiadita, a contorni alquanto confusi, a linee indefinite; direi che si mostri attraverso una nebbia: in basso si sperde in una specie di sfumatura. Un turbante di véli le avvolge la fronte e i capelli appena visibili presso rim- pianto delle orecchie : un’altra benda le gira attorno al collo e ne copre anche il mento , a un bel circa come usano le 222 PSICOLOGIA E SPIUITI8MO, II Turche; a me pare che la benda arrivi fino alla bocca. Del viso rimangono pertanto scoperte la zona sopraccigliare della fronte, gli occhi, il naso, le guancie, raffigurando così una bavutta „ o maschera veneziana all’inverso. Il corpo è pure avvolto in una stoffa apparentemente di sottilissima trama, come un velo bianco che le si panneggia sulle spalle e attorno alle br accia (non discernibili). La testa sembra più grande del naturale, ma forse tale grandezza dipende dallo spessore dei veli; sta piegata alquanto verso la spalla destra in atteggia¬ mento di dolce rassegnazione. Gli occhi mi paiono velati, nè posso distinguere se ci guardino o no; i miei compagni però 10 affermano (v. Tav. XI*). L’apparizione è durata in queli’immobile attitudine per circa 15-20' ; ma avendo io esclamato che non potevo di¬ stinguerla bene a causa delle bende e dei capelli che mi parevano ombreggiarla, essa ha portato ambedue le mani fino all’altezza dell’orecchio e con un gesto grazioso si è disco¬ perta un po meglio il viso ; poi ha leggermente inclinata la testa in atto di grazioso saluto ; infine, sfumando abba¬ stanza rapidamente, s’è dileguata. Mentre essa era visibile, abbiamo avuto il tempo di comu¬ nicarci le nostre impressioni; ce ne segnaliamo a vicenda le particolarità, ne discutiamo la grandezza del viso, l’espres¬ sione degli occhi, la posizione e' i giri dei veli: e correg¬ giamo l’un l’altro i nostri apprezzamenti. È una figura carat¬ teristica che mi sembra di riconoscere issofatto, e invero odo vicino a me susurrare un nome celebre nella storia dello spiri¬ tismo . Kutie King „ / Intanto è certo che noi tutti vediamo 11 simpatico fantasma sotto un aspetto medesimo, quantunque con quei lievi dissensi che ingenerano la evanescenza dell’ap¬ parizione, la differenza delle acutezze visive, e la nostra col- locazione di prospetto o di fianco. Mi si dice che nel salu¬ tare la giovane abbia anche inviato un bacio e che se ne sia sentito il suono ; ma io non ho visto nè udito ciò. 2. La seconda apparizione. ■ S‘ dl,S™teva ,aucora sulla figura, e il tavolo, riprendendo i suoi balli solitarii , partecipava secondo il suo muto lin- guaggio alla nostra conversazione, qnand’ecco, alle ore 23 una seconda “ apparizione „ e sempre nel vano del gabinetto! subito dietro le cortine, che si sono sollevate nuovamente, ma ad un’altezza maggiore (2m.-2m. 20) dal suolo. Moksklli, Psicologia c Spiritismo , li. Tav. XII. Secondo fantasma materializzato da Kusapia la sera del 1° marzo 1902 nella seduta di casa Avellino, in Genova. (Disegno di A. Beiusso da un mio stilizzo n tapi») LA SECONDA APPARIZIONE 223 II. Questa volta è la figura di un uomo; ne sono vi¬ sibili, come della prima, la testa, il collo, le spalle, la parte superiore del torace. Anch’esso appare di color biancastro, ma, a differenza della giovine, non lo direi luminoso per sè, quan¬ tunque un astante, a me vicino, gli abbia attribuito un po’ di chiarore; però ne distinguo benissimo la morfologia. È un, vero gigante, di statura alta, di corpo vigoroso, dall’ossatura potente . ha la testa molto voluminosa ; la faccia è larga e a zigomi forti, col naso grosso e corto, rincagnato; ha barba che sembra folta, corta, ispida e ricciuta: le spalle quadre e robuste; il collo toroso; il petto ampio. Un velo del solito tessuto “medianico „ gli ricopre capo, viso e barba; e della stoffa si scorgono ai lati del collo le pieghe, come avverrebbe d’una pezza di garza applicata ad una persona o, meglio, ad un busto di materia plastica. Ciò nonpertanto due dei presenti (Bozzauo e Venzano) dicono d’averne intrawisto il color bronzato del volto (Tav. XII"'). Anche il secondo fantasma, restando in vita per 1’, ci ha dato il tempo di giudicarne la fisonomia e persino di di¬ scutere se non fosse , finalmente , la figura tradizionale di “ John King Ci è parso che ci salutasse con movimenti espressivi del capo; poi si è dileguato rapidamente, prima rendendosi incerte le linee facciali, poi sfumando nei contorni fino ad essere sostituito dal nero sfondo della finestra. Le cortine si sono riabbassate, e qualcuno di noi ha udito un batter di mani provenire dal gabinetto ; ma io non ho avuta questa percezione. Mi sono invece levato in fretta e son corso a verificare lo stato della medium ; giaceva sempre distesa, in semi-letargo, ansimante e sudante, e sempre solidamente legata. Ma poiché si lagnava di avere i polsi indolenziti perchè troppo serrati, ne sciolgo non senza difficoltà i nu¬ merosi e complicati nodi, e cosi, liberatele le mani, la lascio legata soltanto pei piedi e pel busto. Però non sono tornato al mio posto di mezzo. Quivi in¬ fatti i raggi luminosi del gas, cadendo perpendicolarmente, si riflettevano sulle mie lenti e mi abbagliavano; perciò ho esclamato che desideravo poter guardare senza quell’ineom- modo, e tosto la voce fioca ed alterata di Eusapia (imper¬ sonatasi di nuovo in “ John? „) ha ordinato che il Numero Cinque mutasse di sedia. Mi sono allora portato a sinistra mettendomi ultimo della prima fila davanti a Bozzano e ac¬ canto alla signorina Avellino (v. fig., p. 216). 224 PSICOLOGIA 15 SPIRITISMO, II 4. La terza e la quarta apparizione. Rilatto così il semicerchio dell assistenza , abbiamo visto ed udito nell’angolo in semiluce il coperchio del pianoforte aprirsi e rinchiudersi automaticamente; io, che gli ero tanto vicino, non scorgevo alcuno che lo alzasse ed abbassasse. Ma quasi nello stesso tempo uno dei presenti raccomanda a tutti di guardare da quel lato. Quivi infatti, un po’ in alto dal piano-forte, sullo sfondo abbastanza chiaro della parete, una figura sporge la testa dall’orlo della sopratenda fiorata della finestra. III. — Chi si mostra è una persona manifestamente fem¬ minile, giovane, di grandezza naturale: io ne scorgo la testa, il collo, la spalla destra, piccola parte del petto, ed un braccio: quest'ultimo spenzola, a così dire, dall'angolo del coperchio del piano e non sembra completo ; è floscio, come se la ma¬ nica non contenesse il membro anatomico. La figura pare a me abbigliata in costume orientale ; una benda le gira più volte attorno al capo in forma di turbante (però meno vo¬ luminoso di quello della precedente figura): un altro velo nasconde ai miei occhi il suo mento e la parte inferiore della faccia; una fascia le si avvolge attorno al collo e mi fa l’ef¬ fetto di ricadérle sul seno a mo’ di sciarpa. Il volto mi appariva nudo solo nella zona mediana, che va dalle arcate sopraccigliari al labbro superiore; io non distinguevo bene la bocca, e a prima vista non avrei potuto farmi una idea esatta della fisonomia. Questa non si disegnava nettamente, come sarebbe avvenuto di una persona viva affacciatasi o di un fantoccio esibito a quel modo dal ga¬ binetto ; e per quanto le linee fossero regolari e meno neb¬ biose che nelle due apparizioni di mezzo, anche la terza figura mi diede l’impressione di non so che di incompleto e di non pienamente formato (v. Tav. XHI). Tuttavia debbo riconoscere una notevole differenza fra i fantasmi ; alla luce moderatissima della stanza il viso di questo non era biancastro, bensì di colorito naturale : direi inoltre che la benda a sciarpa aveva striscie trasversali più scure; le sopracciglia, gli occhi, il naso si disegnavano con riflessi d’ombra, come può darli una persona reale di carne ed ossa che venisse illuminata un po’ di traverso. Aggiungo che l’apparizione doveva essere solida, opaca, inquantochè la sua ombra si proiettava distintamente sulla parete: io notai che arrivava fino ad un almanacco attaccato lì appresso, e che Morselli, Psicologia, c Spiritismo, IL Tav. XII L Terzo fantasma materializzato da Eusapia fuori del gabinetto medianico la sera del 1“ marzo 1901, in casa Avellino, a Genova. (Diseguo di A. Bkrisn» da uu mio schizzo a penna). LA TERZA E QCABTA APPARIZIONE 225 seguiva i moti della testa. Inoltre la figura aveva le qualità ottiche del volume; i diversi piani della testa davano sulla mia retina la impressione di una forma tondeggiante, mentre i due spettri precedentemente apparsi sullo sfondo mi ave¬ vano dato quella di essere in piano e quasi senza spessore. La terza apparizione è rimasta a guardarci per alcuni se¬ condi, si è inchinata due o tre volte, e poi si è ritirata al modo istesso d’una persona viva, ossia senza propriamente dileguarsi ; ma ci ha lasciato al solito il tempo di apprez¬ zarla e di scambiarci le nostre idee: io ho segnalato, tra altre cose, le somiglianze turche del suo abbigliamento. Qualcuno nuovamente pronuncia il nome di “ Katie King „, sebbene vi siano differenze tra la prima e questa figura. E come se si volesse risolvere il quesito vediamo far capolino una seconda volta, dopo dieci minuti circa, la testa bendata che di nuovo ci rivolge la faccia. IV. — Anche questa volta l’apparizione misteriosa sembra incompleta nel corpo e nel braccio destro che tocca il piano. Mentre la testa, involta da fascie che la ingrossano oltre misura, presenta i particolari della realtà morfologica, la parte sottostante non appare interamente formata ; si sarebbe detto che le stoffe della veste fossero vuote per di dentro. All’opposto i tratti e contorni del viso mi appaiono meglio disegnati, la pelle ha colorito naturale, gli occhi si fissano su di me ; ond’io, colto da un subitaneo impulso di curiosità, mi levo e mi avvicino a soli 75-80 cent, dalla figura, e at¬ tentamente, fissamente la guardo (v. Tav. XIII). Non c'è dubbio: i lineamenti della faccia che stava sotto quell’ ampio turbante, quantunque discernibili, non erano netti e ombreggiati come mi si sarebbero mostrati quelli di un vivente a quella breve distanza: gli occhi stessi, pur pos¬ sedendo uno sguardo e pur dando qualche riflesso brillante nella cornea, sembravano annebbiati nel loro disegno. Tut¬ tavia, ebbi tempo di notare alcuni particolari antropologici : la testa mi risultò alta sotto l’acconciatura, il volto appariva giovanile fresco e di forma ovale, il naso fine, l’attacco naso¬ frontale di buon tipo, la fronte tenue e liscia, la rima pal¬ pebrale piuttosto grande, l’espressione sorridente ed amabile. Il tronco era fasciato da bende di un tessuto più spesso d’una garza, più sottile di una battista. Per accertarmi e sempre per meglio analizzare le mie sen¬ sazioni, mi son rivolto in fretta e ho fatto un raffronto con Morselli, Psicologia e Spiritismo , II. 15 226 PSICOLOGIA E SPIBITISMO, II SriSTIST1 VÌSÌVf Che a quel grado ^ lice mi davano crii ggetti reali guardo con eguale intensità i volti dei coni- pagm piu lontani da me, e li discerno nettissimi, con spie- reTelto lra‘ A| mi° appre™, ‘he poneva anche essere smalto da un toccamento, la figura non s’è mossa fiUfT . Cl-e 10 mi Sla avanzato due volte, non ha mani ’ festato alcun timore. E mentre io, meravigliato ma nn, srir?"” ■? Tmi“ri*' — i» A” \°z rnJT? f tt braccl0> 1° ha agitato due volte lentamente come fosse una sciarpa in atto di saluto, cosicché ho visto che terminava quasi sfrangiato; e alla fine s’è ritirata. Io ritorno con la massima prestezza a verificare la medium " ™ e 1^> da impietosire; e la ritrovo n0n mTni f ,P°f. come io l’avevo lasciata, ma con un au- S strettii noÌeTÌ: !, P°'SÌ S°n° °ra fondati da cani intoS A c°rda’ e questa è rifissata coi suoi p i terno ed esterno alle sponde della branda T a io die- !,at“.ralme“te lo stupore dell’assistenza; ad ogni mode? riessendo a s^d ^ EuSapÌa queI,a tortura, Tnon m a ntn i\ 1 colle mie dita, chiamo Avellino olo per i I busTo 6 gambe’ D0Ì la '«mo fissai a sedere ì ass.,cunaij10 P*rò che non può levarsi .ed .re, e tanto meno in piedi sul malfermo lettuccio. 5. La quinta e sesta apparizione. di rimessici in circolo, siamo spettatori questa via i Cl? P’U Eristica apparizione; anzi seguente: S°D° dU6’ 6 SÌ P^entano nel modo , , V'- ~ La cortina si riapre, e in alto, sempre a 2 m fo’ Pa?ment<J’.COmpare una figura che all’istante ho giudicato ricnL VeCCba’ ™ Che P0i’ meglio fissando su lei f L occhT riconosco per una donna dell’età tra i 40 e i 50 “anni I ó orlai da t6Sta 6fle circonda il volto una specie di cuffk la lucetel i, stnscierella di stoffa increspata, della quale luce del gas rende discernibili colle ombre regolari lo piccole pieghe; ma non distinguo i nastri di color rosa che fraTpresenti S°l̰ SeC0?d° le dichiarazioni d’ateuio ciò nonnorfwIV r3 è qUalche P0’ «™ebbiata; veggo il nrnfil i totche ! Ilneamenti sono scarni, il naso piccolo profilo alquanto volgare, e che la parte superiore del busto Morselli, Psicologia e Spiritismo, It. Tav. XIV. Quarto e quinto fantasmi materializzati da Eusapia la sera del 1“ marzo 1902 nella seduta in casa Avellino, in Genova. ( Disegno di A. Bekisso da miei schizzi A matita). 227 LA QUINTA E SESTA APPAKIZIONE è ricoperta da una specie di scialletto {fichu) a cocche so¬ vrapposte sul seno (v. Tav. XIV). Quella figura non risveglia in me e negli altri astanti nessun ricordo personale : io mi sovvengo d’una vecchia nobile prozia materna che ancora viveva quando ero scolaro, e che portava una copertura consimile del capo; ma il fantasma non le si assomiglia, è assai meno attempato, e ha piuttosto l’aria di una fantesca. La visione è però assai meno chiara delle precedenti, quantunque non traspaja coperta dal solito velo medianico. Mentre stiamo dissertando sull’apparizione di quella donna a tutti sconosciuta ed emendando a vicenda le nostre descri¬ zioni e interpretazioni del fenomeno, ecco apparire dalla destra della donna (cioè alla sinistra dell’apertura) un altro fantasma ancora meno formato, agli occhi miei, dei precedenti. VI. — Dal mio posto lo vedevo di fianco ed un po’ di scorcio; era una forma rotonda, che si è avanzata a celarmi la faccia della donna, le si è avvicinata e se ne è scostata per tre volte. Aguzzando la vista ho riconosciuto l’occipite di una piccola testa di fanciullo, dai 3 ai 4 anni, coperta di capelli corti e tosati: ne scorgevo il vortice. Ma quel suo triplice movimento mi sarebbe restato incomprensibile, perchè il viso rivolto in lii mi sfuggiva, se dalle esclamazioni dei compagni situati a destra del circolo, e quindi in condizioni propizie per meglio osservare, non avessi saputo e capito anch’io che nell’atto il piccolo fantasma baciava vivacemente il fantasma maturo, il quale si chinava per ricevere quei baci. In sostanza, era una affettuosa scenetta di famiglia, che il sigr Montaldo ha tentato di cogliere con la fotografia. Mi si è poi detto che del fanciullo si vedeva da destra anche una parte del corpo fasciata dalle tipiche striscio di tela fine e bianchissima ; ma in complesso tanto le due fi¬ gure quanto la loro mimica sono state percepite con minore precisione delle quattro antecedenti. Da ciò e dai gemiti di Eusapia era ormai palese che si doveva purtroppo interrom¬ pere la serie delle “ apparizioni „ ; la voce piagnucolosa di “ John „ chiedeva pietà per la sua “ povera figlia „ e alle 23,35, rotto il circolo, siamo penetrati nel gabinetto. 6. Fenomeni terminali. Lo stato del medium, dopo tutte quella imponente feno¬ menologia, merita stavolta un cenno particolare. 228 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Eusapia giace immota ed inconscia : il polso batte 94 volte al minuto, ed 'e duro e teso come se l’arteria stesse per Scop¬ piare ; il respiro è anelante ; un sudor freddo le imperla la fronte e le inumidisce le palme; le guaucie cascanti, gli angoli della bocca abbassati, il naso profilato danno al suo volto un aspetto invecchiato ed una espressione quasi cadaverica (facies ippo¬ cratica dei medici) : le membra in risoluzione palesano la perdita enorme d'energia che tutti quegli sforzi medianici hanno pro¬ vocato. La trasportiamo fuori a braccia, e la adagiamo com¬ pletamente letargica su di una poltrona. Quando Eusapia cade in attacchi cosi profondi di “trance,, ne esce sempre in uno stato compassionevole. Se durante il periodo sonnambolico, di “trance, attiva, essa è in grado di svolgere dai muscoli una forza non comune (e lo pro¬ vano le” strette dolorose che infligge alle mani e alle dita dei vigilatori), invece al cessare del periodo passivo, contras- segnato dalle maggiori materializzazioni, l’ esaurimento è tale che manca perfino durante un certo tempo quel ri¬ sveglio dell’attività esteriorante da cui s’originano i fenomeni elementari di telecinesia già descritti. Eusapia, di certo, non simula agli occhi di un neuropatologo esperto ; la amiostenia dà alla sua andatura un tipico aspetto atassico-paretieo, le gambe affaticate le si piegano sotto, il tronco si inchina, perchè i muscoli dorso-lombari non la sor¬ reggono più; tutto il corpo si accascia, cosicché è costretta ad” appoggiarsi al muro o ad abbandonarsi sui vicini, che la portano di peso sino alla prima sedia sulla quale si butta scompostamente. La faccia pallida, le palpebre semichiuse, l’occhio smarrito, la voce semispenta, la parola tronca e inintelligibile, il cardiopalmo, l’affanno, il pianto a singhiozzi, completano il quadro ; e questo stato non dispare che len¬ tamente. È occorsa quasi mezz’ ora prima che Eusapia ri¬ prendesse sufficientemente i sensi. Jersera pensai di sfruttare nuovamente l’occasione che mi si offriva di saggiare la telecinesia in quello stato intermedio tra sonno medianico e risveglio, che giudico costituisca per sè solo una garanzia fisio-psicologica contro la bugia. Depongo sul tavolino, in mezzo alla stanza, un bicchiere, un campanello di bronzo, un quaderno di earta; e condottavi l’ Eusapia ancora barcollante, insisto perchè li faccia muovere senza contatto. Essa allunga, trasognata, le mani tenendone le tei.f.cinesie vere e false 229 palme a 10-12 centim. dagli oggetti; e poco dopo noi scorgiamo il bicchiere moversi e scostarsi all’indietro percorrendo sul piano un certo tratto, come se venisse respinto da una forza invisibile. L'esperienza non si è però ripetuta, e tentata tre volte anche col campanello, non ha avuto esito, il che esclude l'allucinazione! Ma la esclude ancor meglio il fatto che volendo noi ottenere da Eusapia la identica azione telergetica sul qua¬ derno di carta, essa dapprima ha tentato di attrarlo per “ forza magnetica „, poi, non riuscendovi, ha gestito vivamente come per respingerlo, e in quell’atto ha tentato realmente di cac¬ ciarlo in là sollevandone alcuni fogli con la punta delle dita. Eravamo in vividissima luce (becco a gas, Aner), e quel vano stratagemma di Eusapia ci ha fatto sorridere. Indub¬ biamente essa era ancora in dormiveglia; e quella sua frode da vera isterica, o da bambina capricciosa, deve porsi fra le incoscienze di cui parla rOenoitowicz. Le è avvenuto presso a poco il medesimo in Francia quando vi andò nel '94 chiamata da RicnET all’Isola Roubaud: colà pretendeva che gli sperimentatori accettassero per autentici i rumori da lei prodotti visibilmente col tallone su di una tavola! L aver potuto diseemere agevolmente i falsi presta appoggio alla valutazione critica ilei fenomeni veridici. Io sono partito , dopo mezzanotte, da casa Avellino , la¬ sciando Eusapia sempre abbattuta, anestesica, semi-sveglia, disorientata, confusa, incapace di ben capire le domande e di rispondervi congniamente. E le perturbazioni dell’organismo corrispondevano alla profondità della superata crisi media¬ nica, che, come si vede, nulla ha da invidiare ai più gravi parossismi isterici. Ho poi saputo che è occorso ad Eusapia un’altra mezz’ora per rimettersi completamente, ma che il giorno appresso essa risentiva ancora gli efletti dello strapazzo. Per l’autenticazione delle meraviglie vedute. Non farò considerazioni sull’importanza dei fenomeni del 1° marzo 1902; i particolari, in cui di necessità sono en¬ trato, me ne dispensano. A giustificare nondimeno la fiducia che io pure, insieme ai miei compagni di seduta, nutro in 230 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II riguardo alla loro autenticità, ad escludere insomma che noi siamo stati spettatori di furbesche imposture, valgano le seguenti riflessioni: a) Per i fenomeni teleoinetioi: Già una sola levitazione di tavola, come le prime di jersera, — col mobile discosto dal gabinetto oscuro , in diagonale della stanza; con tre sole persone in catena (io, Venzano, la signora Montaldo) assise da un lato ; coi piedi lignei visibil¬ mente lontani dall’abito del medium; con un sollevamento, che raggiunge l’altezza di 35-50 centim. dal suolo, e fa on¬ deggiare il tavolo come se una mano invisibile applicata supina per di sotto lo bilanciasse in aria per più di mezzo minuto, mentre nessuna mano reale lo tocca, toltane la si¬ nistra di Eusapia leggermente appoggiata su di un angolo del piano, — tutto ciò veduto alla brillantissima luce di una reticella Auer, una levitazione siffatta, dico io, mi sembra rispondere pienamente alle regole di esperimento desiderate dagli scettici in fatto di tiptocinesi, compreso il dott. Crocq di Bruxelles. Che dire poi del volo e del ballo “ a-solo „ dell’irrequieto ligneo quadrupede lasciato in mezzo alla stanza e senza con¬ tatto di nessuno? Val la pena di assicurare l’egregio neuro- patologo belga che non siamo stati tanto ciechi da non di¬ scernere le mani o i piedi d’Eusapia, ove li avesse potuti slegare e fossero spuntati dallo strascico delle tende per but¬ tare in aria il tavolo? Nè che siamo tanto sciocchi da non aver saputo afferrare un presupposto cordoncino o filo me¬ tallico da prestidigitatore? Lo stesso diremo del pianoforte. Sarà vero che le tavole e altre suppellettili non possono essere “ animate „ : ninno di noi, che ammette per genuina la telecinesia, si sogna di dire queste bestialità. La forza che muove e spinge in aria l’oggetto sta fuori di esso, quan¬ tunque si debba ammettere che ne penetra la materia, come provano i “ raps „ intrinseci. Ma contrariamente alle asser¬ zioni del Crocq, il tavolo “ balla , anche se gli assistenti non lo circondano; e quando il medium è tranquillissimo, nè agitato, nè convulsionario; e in luce artificiale tanto viva da accecare; e al sole di mezzodì; e senza spinte nè con¬ tatti di mani, di gambe o di poppe della medium ; e senza aderenze sospette del busto o degli abiti di costei, chè tra l’altro Eusapia non porta mai il busto; e se la sua sottana si avanza sino a toccare le zampe del mobile, le sue gambe autenticità dei fenomeni 231 amtouiiche ne stanno sempre discosto... Ed assicuro poi che la teoria della disgregazione psicologica e dell’automa¬ tismo, cosi nella Eusapia come negli astanti, è ottima per lai spiegazione del processo interiore della medianità, ma a nulla serve per la definizione dell’attività esteriore delle ignote forze psichiche o vitali agenti nel fenomeno tiptico e in ogni altra congenere manifestazione. A questo proposito, sono arcicerto che nell’osservare non ero “ disgregato „ ; percepivo il fatto coi sensi, ma lo ap¬ prezzavo nel tempo stesso con la ragione ; vedevo fuori di me ciò che succedeva nella stanza, e sincronamente il mio io avvertiva le punture dolorose che mi infliggevo a scopo de¬ liberato di cimentare la mia consapevolezza e la mia co¬ scienziosità morale. Dunque, per la fisio-psicologia positiva non c’è scampo : quelle sono le condizioni di un io vigile e lucido, e non di un io dissociato o sognante nelle sue ope¬ razioni appercettive e raziocinative per suggestione altrui o per autosuggestione. b) Pf.k le materializzazioni di fantasmi: I medesimi criteri possono applicarsi alle percezioni dei fantasmi. Nessuno di noi aveva l’animo turbato, e la nostra commozione si riferiva piuttosto alla parte estrinseca dei fenomeni che a quella intrinseca. Intendo dire che le appa¬ rizioni svegliavano in noi meraviglia, ma non emozione af¬ fettiva: nessuno le conosceva, e tutti assistevamo al loro ap¬ parire e sparire con semplice sentimento di curiosità. E neanco può congetturarsi che il preannunzio datocene dalla medium ci gettasse in quello stato di expectant attention cui certuni assegnano, niente di meno !. l’ufficio procreatore delle ima- gini (allucinatorie); aspettavamo, sì, delle manifestazioni ec¬ cezionali, ma non sapevamo nè prevedevamo quali sarebbero state. Per ciò mancava la predisposizione psichica a fatti illusorii di quella determinata specie. D’altronde, ho già in¬ sistito apposta sul procedimento logico di ricognizione e valutazione dei fenomeni, al quale mai siamo venuti meno durante quell’ora di meraviglie. Ed è pur certo che le condizioni tecniche della seduta sono state ottime, e unanimemente ci sono parse tali ; a me sembra che, per lo meno, non ci si possa accusare di poca cir¬ cospezione riguardo al controllo. Per l’autenticità di certe materializzazioni di medii famosi sembra che le cautele degli sperimentatori Don siano man- 2.32 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II cate davvero. Si sono circondati i medii con ogni sorta di impedimenti contro le possibili falsità; qualcuno è stato messo entro un sacco (p. es., lo Slade, il Politi), qualche altro entro una rete, o sopra sgabelli a segnale elettrico (0. Richet per Eusapia a Carqueiranne). Il Gibier ha co¬ municato al Congresso psicologico internazionale del 1900 d avere ottenuto materializzazioni di fantasmi anche es¬ sendo il medium legato pel collo, o chiuso a chiave e sSal Pm5,T901) metanica (“ C.-r. Congr. Psycli. intera. [, , Ma a'tre. v?lte óT,i sperimentatori sono stati più longanimi e piu fiduciosi verso i medium. Corrono per le storie dello p.rit,smo racconti classici di materializzazioni in condizioni assai meno sicure di quelle di casa Avellino. Tralascialo medi americani, che generalmente non accettano procedure resti itti ve, si sa che il Crookes non legava la giovinetta Cook alla seggiola nel suo studio; che la Guppy! Rito fì Lsperauce operavano in libertà; e che per solito i modi sono messi a giacere o a sedere liberi entro al gabinetto al cu. ingresso si mostrano poi le materializzazioni cori da bornia eden0fSrP,'e ÌCam 6 tailt0 ,,,eno accertate’ la auto- non è Pe, lW bu0n nunler0 di “ apparizioni „ non e tacile eliminare il sospetto di un loro scambio collo stesso medium fraudolentemente mascherato e apparso fug¬ gevolmente sull uscio. Neanco difettano esempi di clamorose sorprese su compari, giuocanti all’ “ uomo nero „ nel buio ni zzati TseV" Tu de‘k aut®nticità ^ fantasmi mediai n.zzah a sera del 1 marzo, abbiamo varie garanzie : 1 le morali : 1 insospettabilità assoluta della famiglia il serate^deT AtleiVS,ng0h,C0,Up0nentÌ rassisten*a; l’essere 2“ le materiali: la scelta fortuita della sala; la costru- del gabinetto, e la sua collocazione in un vano di finestra molto alta all’esterno ; l’uso di attrezzi do- ;llli El,1S'l|’ia ; la Perquisizione accurate avrabbeqwClf° ‘bierata “ P°lsÌ rimase fissata sol° Pel piedi, fessuri ° l frSie Presentarsi eretta di contro alla te al lr3 ^ 90rt,n???,0> con la testa all’altezza delle teriahzzaziom; poi la visibilità del teatro operatorio: ag- AUTENTICITÀ DEI FANTASMI 233 giungete la rapidità con cui si sono succedute le diverse fasi delle materializzazioni; lo stato fisio-psicopatolooico d’Eu- sapia; e la sua fatica enorme da me accertata clinicamente con sintomi obiettivi, e che non sono suscettibili di finzione- ■ 4 le Saranzie Psichiciatiche-. la diversità dei fantasmi bnlSf'e’ m .&rosseZza i in consistenza; la loro apparenza ne- bulosa e a linee sfumate, inimitabile, a quanto parrai, con mezzi artificiali ; il loro dileguarsi in nebbia gradatamente ritenni 6 ^ v*? T'*™ di re"ola nelle materializzazioni ritenute sincere); la oro assoluta dissomiglianza dalla Eu- s^n!.ardr,nna mob,Iltà, fisionomica; r espressione dello , ^Ua!.che ( S?8*0. che sem brarono voler rispondere in odo sufficiente al dubbio di fantocci abilmente posseduti di rr ìì sr nel huio e & Debbo, in proposito della legatura del medium, dichiarare che tale precauzione non salva in modo sicuro dall’ino-anno ® JPer^è, C1 sono persone capacissime di svincolarsi di ogni lo Innnn egam' paz?‘ sottoposti a coercizione meccanica Io hanno insegnato agli alienisti!), sia perchè la storia dello spiritismo annovera burle cospicue del genere, poi infine perchè Eusapia ha dimostrato altra volta che il s!io miste- r oso potere mediamco è in grado di rivelarsi anche a sca¬ pito dei lacci, ora snodandoli ed ora annodandoli, li. casa Avellino essa si fece ritrovare rilegata dopo alcune mate- nor^nerT’ * eVI<jel?te scopo di accrescere il nostro stu- EeIrePfl . ^ “T Veduto : ® sempr® ^ stessa finalità di auten- ticare il pra che e possibile i fenomeni. Ho già provato che nrerìet • tl'ance 1 automatismo si scarica secondo linee p edeterminute; si può, in questo senso, parlare di una vo¬ lontà subcosciente. Ma come Eusapia si rilegò? e sopratutto come fece ad allacciare la fune attorno ai due avambracci ed del snn,-SP°nfde‘ |La C0Sa ? sorPre,|dente, però non ha affatto “ snirifò catUra 6 ’ T C, è bls°bTno d> imaginare che mio spinto „ compiacente, fosse anche quello di “ John sia vi^W, da A d' ^ g'USt° per ,a ProPagenda del “ mèra- glioso „ o... per aiutare la medium a burlarsi di noi della medianità ci porta in piena metageometria zollnenana, e sembra dar ragione a coloro che suppongono il formarsi di un’atmosfera spaziale a più dimensioni attorno ai medi (V). Ma più ci rifletto sopra e più i leggo i mie. primi appunti, temo che la nostra meraviglia la scoperta di quel riallacciamento e il desiderio istintivo di progredire verso altri fantasmi ci abbiano impedita o 234 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II resa troppo sollecita la osservazione minuta del fenomeno. Aneli io pel momento ho partecipato allo stupore generale; mi rimprovero adesso — per quell’incessante dubbio, che martella nel capo quando il fenomeno è passato — di non avere scrutato meglio. Non posso escludere perentoriamente che l’Eusapia medesima, nell’oscurità del gabinetto e mentre noi parlavamo ad alta voce, non abbia avuta in “trance, l’abilità manuale di eseguire quella complicata legatura usando il pezzo libero della lunga corda che seguitava a trat¬ tenerla pel busto. Ricostruendo in questa congettura il singolarissimo evento (non raro, del resto, negli annali spiritici e non unico per la stessa Paladino), possiamo immaginarci che Eusapia sia riuscita ad annodare colla mano destra prima la cordicella più volte attorno al polso sinistro, indi a girarla egualmente attorno al polso destro valendosi delle libere dita di sinistra, ma lascian¬ dola abbastanza lassa per poter giungere poi a fissarne il capo attorno alla sbarra laterale di ferro, e tirando fortemente al- 1 insù a stringere i nodi dei polsi. 11 fenomeno metaspaziale sarebbe sicuro soltanto nel caso indicato da Zoli-ner, di una corda chiusa ad anello, o, come si dice, senza fine: ciò che non era disgraziatamente dei legami della Paladino. Ma supjiongasi pure Eusapia liberata dai vincoli, che le dovevano teoricamente inceppare i movimenti delle braccia e del tronco e vietarle ogni sotterfugio ; con quale astuzia avrebbe potuto presentarci quei fantasmi ? Non vi sono che tre possibilità di frode : 1° 0 era la Paladino stessa, in condizioni naturali, che si mostrava. — Ma tale supposizione, oltre a sottintendere una vera cecità in tutti noi che non la avremmo saputa in¬ dovinare sotto quelle apparenze, è contraddetta dalla eviden¬ tissima differenza morfologica delle sei apparizioni. Tuttavia bisogna riconoscere che, se la dissomiglianza era chiarissima e lampante per le quattro figure apparse nel mezzo, era al¬ quanto meno evidente per la testa presentatasi di fianco, anche per il grado minore del rischiaramento in quell’angolo della stanza riparato dal cortinaggio. Qualcuno può benis¬ simo supporla di origine fraudolenta. — Avreste dovuto (mi si è detto) toccarla, anzi acciuffarla, magari brutalmente, come fece il kardecliiano Lkvmahie in casa della duchessa di Pomar quando smascherò la Williams, oppure accertarvi IPOTESI SULLA SATURA DEI FANTASMI 235 che nel tempo stesso Eusapia seguitava a giacere, legata, sulla branda. — Ma che il medium fosse sempre immobilizzato ce lo pro¬ vavano i suoi laghi e l’affannoso respiro che udivamo pro¬ venire a livello del materasso; e che la testa apparsa non fosse quella d’Eusapia, ce lo dissero sul momento le appo- renze di giovinezza e di avvenenza sotto le quali noi pei- eepìvamo la figura. La conformazione generale non mi sembrò quella del medium, che ha la faccia quadra e bassa (came- prosopa) e il bregma depresso (platicefala) , laddove la ap¬ parizione era di un bel viso ovale e stretto (leptoprosopa). e di cranio elevato nel mezzo (ipsicefala). Aggiungerò un curioso effetto ottico, che sul momento giurerei d' avere percepito all’ avanzarsi e al ritirarsi della figura- questa non smuoveva nè sollevava la soprateuda dal cui orlo si protendeva, come avrebbe dovuto fare una per¬ sona reale : io, quanto meno, non distinsi alcun moto della stoffa. Ma non fu questa una imperfezione delle ime perce¬ zioni derivata dall’aver fissato lo sguardo sulla parie centrale dell’apparizione, anziché sugli oggetti vicini? 0 non in anche una illusione secondaria, questa volta creata dalla idea d’essere davanti ad un fenomeno spettrale ? Sull’atto mi son persuaso che Eusapia non era; ma pur¬ troppo, volendo giudicare confonne al metodo scientifico, confesso che difetta la prova. In condizioni cosi insolite di osservazione, non si è neanco sicuri delle proprie impressioni sensorie; e adesso non riesco a cacciare il dubbio che anche la testa della matura Eusapia, circondata di bianche bende, che si mostrasse in semiluce, non possa assumere agli occhi dei percipienti qualche ingannevole apparenza giovanile ed estetica. Ridncendo la superficie visibile di una faccia se ne smorzano le disarmonie e le dosimetrie dei tratti ; ogni mo¬ naca che incontriamo per via, con la faccia cinta da lascio inamidate, ci sembra bella, e mi par di rammentare che Li. - MONDO De Amicis dica lo stesso delle odalische di Costan¬ tinopoli.... Ma poi, ripensando, mi obbietto : — come po¬ teva Eusapia affacciarsi da quella parte e a quell altezza, se aveva i piedi strettamente fissati alla testiera opposta, e il suo corpo tozzo e poco agile non si allunga nè si accorcia a piacere? •2° 0 era Y Eusapia sotto mentite spoglie, camuffata a se¬ conda del “ fantasma „ che ci voleva atnmannire. — Ma oltre all’ispezione che ci aveva cautelati preliminarmente, oltre alla 236 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II impossibilità fisiologica di levarsi o di inginocchiarsi sulla branda, avevamo la difficoltà materiale di tutti quei succes¬ sivi travestimenti, pei quali (a parte il fanciullo) sarebbero abbisognate almeno quattro maschere e numerosi indumenti. Mi domando se lo stesso famosissimo illusionista Leopoldo Fregoli , dopo essersi fatto legare disteso ad una branda a due passi dagli spettatori, sarebbe in grado di eseguire quattro o cinque trasformismi a quella maniera. Si aggiunga il presentarsi simultaneo dei due ultimi fantasmi. Ed in riguardo ai mezzi fraudolenti imagi na bili in un giuoco prestigiatorio , c’è anche il problema delle stoffe con le quali Eusapia si sarebbe accomodata. Noi sapevamo, uno per uno, i suoi indumenti; e non ce ne aveva di bianchi che la camicia, e non ne portava di seta. Ora, i veli alla beduina dei fantasmi erano di colore bianchissimo e apparivano di trama sottile; la ciarpa della giovine, pendente sul piano (se non era il braccio!), misembrò fine, sericea, tramata a striscio, frangiata; il fazzoletto a cocche della donna col bambino mi ricordò gli analoghi pannolini di stoffa dozzinale in uso tra le popolane o le vecchie d’una volta; la bordura pie¬ ghettata della cuffia non era imitabile con alcun mezzo, ecc. 3° 0 Eusapia, imitando altri medi gabbamondi, ci ha ferocemente burlati mostrandoci dei fantocci, come farebbe un burattinaio dal suo casotto in piazza. — Ripeto che la mobilità fisionomica e mimica della apparizioni si oppone alla ipotesi dei simulacri materiali, che sono sempre rigidi (ma¬ schere, pupazzetti, involti figurati, ecc.). Però le avventure della Williams, del Brèdif, forse dell’Eglinton [e le recentis¬ sime dell’Eldred|, se dovrebbero non lasciare i sonni tran¬ quilli agli spiritisti fidenti, faranno anche stare sull’avviso qualunque sperimentatore in psichicismo. Io stimo però che le condizioni, in cui noi abbiamo osservato in casa Avellino, ci premunissero contro le grossolane e sfacciate falsificazioni di cui provatamente si accusano certi medi ciarlatani ; e siano state tali da garantirci contro l’origine furbesca dei fenomeni veduti. 4° L’apparenza nebulosa, senza densità, delle apparizioni •del gabinetto ha fatto nascere perfino l’idea bizzarra di una artificiosa proiezione di imagini su di un diaframma con una lanterna magica. - Come se nel vano del gabinetto ciò fosse concepibile, qualora si supponessero le imagini proiettate dall’interno ; o come se un macchinario del genere potesse INCORPOREITÀ DELLE FORME TELEPL ASTI CHE 237 sfuggirci, qualora irradiate dall’esterno ! La supposizione è indegnamente calunniosa per i nostri ospiti ed inutilmente offensiva per la nostra intelligenza. E altrettanto insosteni¬ bile e ridicola sarebbe la ipotesi di figure ritagliate in carta o cartone e innalzate dall’Eusapia a quel livello. Cito anche queste “ spiegazioni „ perchè qualcuno le ha enunziate sul serio: gli enigmi spiritistici sono cosi allettanti per il pub¬ blico, che non ci si libera mai dagli intrusi in questo campo, e bisogna adattarsi a sentirne i giudizi più impertinenti e presuntuosi ! Del rimanente, codesta caratteristica di apparire incom¬ plete, estese in superficie, ma quasi incorporee, io l’avevo già registrata nelle larve di casa Peretti (tomo T, p. 347): non mi risultava nuova, nè mi meravigliava ; io la giudico, anzi, corroborante del “ psichismo , dei fenomeni. Caratteri percettibili e apparenze di vitalità dei fantasmi. Ben di rado le materializzazioni visibili assumono, non¬ ostante il loro nome, una consistenza materiale ed una forma avente in modo decisivo le tre dimensioni spaziali dei solidi ordinari. Esse sono estese in larghezza ed altezza, ma non in profondità: hanno superficialità (geometricamente par¬ lando), e con ciò parvenza larvale o di “ ombre „. Neanco le tangibili avrebbero sempre, a detta degli spiritisti, tutte le qualità fisiche della materia, la densità, la consistenza, la impenetrabilità, la opacità assoluta, ecc. Non a capriccio o per pura analogia verbale si parla di “ fluidi di “ effluvi „, di “ aure nemiche „ e simili a pro¬ posito di fenomeni “ animico-spiritici „. Io non ho sufficiente esperienza al riguardo: non credo però che tali apparenze let¬ teralmente “ metafisiche „ contraddicano le nozioni scienti¬ fiche odierne sulla materia radiante e sulla radioattività dei corpi in generale: siamo nell’alto mare della u metapsichica „, cioè d’una pre-scienza eterodossa, e bisogna che coraggio¬ samente ci liberiamo dai vecchi concetti intorno alle forze naturali, come di una zavorra inutile ed ingombrante. In un’epoca, che passerà famosa per la innovazione da cima a 238 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II fondo delle teorie fisico-chimiche e delle ipotesi filosofiche stilla costituzione della “ Materia „ e sulle forme per lo in¬ nanzi ignote dell’ “ Energia non c’è da mettere i freni arbitrari alla nostra concezione delle possibilità naturali. Ma si formano anche materializzazioni complete, che non si distinguono affatto dalla “ materia non tanto inorganica o, come si suol dire, bruta, quanto organica, anzi organiz¬ zata: allora lo stereoplasma esopsichico par vivere d’una vita integrale, apparentemente autonoma. Tale la giovine donna, mostratasi a noi dalla sopratenda del gabinetto. Pareva ai nostri occhi che possedesse tutte le caratteristiche della or¬ ganizzazione, della attività fisiologica, dell’intenzionalità co¬ sciente negli atti ; e c’è il caso — dirà qualcuno — che fosse anche un fantasma spurio ! In verità, essa è stata cosi differente dalle altre apparizioni nella maniera di presentarsi, nella conformazione, nella solidità geometrica, che il dubbio arriverà a galoppo davanti alla mente del più ingenuo tra i miei lettori (se ne avrò). Però anche gli altri spettri di mezzo offrivano apparenze di vitalità. La loro fisonomia aveva della espressione; lo sguardo era mobile; il gesto della presunta “ Katie „ nello scostare bende e capelli, il saluto datoci da essa e dal sup¬ posto “ John „, i baci del fanciullo, il chinarsi della vecchia, costituiscono, malgrado il loro schematismo, una mimica ab¬ bastanza varia, denotante della volontà, del convenzionalismo cerimonioso, delle relazioni affettive, come le si potrebbero richiedere da dei viventi. Li (è un paradosso, ma lo dico), lì c’erano organi morfologicamente costrutti e fisiologicamente operanti in vista di un fine intenzionale : lì, secondo la tesi ordinaria degli spiritisti, c’era una “ Intelligenza „. Ebbene, per la Metapsichica positiva quelle apparenze di vita piena e intera sono effettivamente un grave inciampo, e gli “ psichicisti „ più prudenti sembra che trascinino i casi consimili di fantasmi-vivi come palle da cannone attaccate ai piedi, di guisa che avanzano malvolentieri da quella parte, e li passano sotto silenzio o li rinviano a futuri giudizi in appello. Ma per lo Spiritismo ortodosso e fervente non esistono difficoltà: non lo imbarazza nessuna delle raccontate e vantate materializzazioni “ fantomatiche „ con i caratteri della vita; intendiamoci bene, della vita organica, quale si è svolta sul nostro pianeta e quindi fatta di strutture ana¬ tomiche e di attività funzionali. E perciò, a schiarirci in parte il “ caso „ straordinariissimo -del 1“ marzo, sopraggiungerebbero “ fantasmi „ che respirano, APPARENZE DI VITALITÀ DEI FANTASMI 239 hanno polso e termogenesi, parlano, agiscono ed impressio¬ nano le lastre fotografiche, avvolgendosi tragicamente in un bianco sudario, o magari presentandosi alla buona nei loro vecchi abiti come lo farebbero gli umani. Di codesti fantasmi costruiti perfettissimamente come gli incarnati terrestri, e forse un po’ più leggieri soltanto, non c’è penuria: certo, non son frequenti, ma insomma non man¬ cano nella storia o nelle “ storie „ ; e sono stati visti, e sono creduti. Lo spiritismo classico se ne fabbrica un argomento che reputa incontrastabile; anzi, tale e tanta è la vitalità anatorao-fisiologica loro attribuita nel calore della polemica, che quei fantasmi sembrano persino esseri sovreccitati dal respirare nuovamente nella nostra atmosfera, come i perso¬ naggi di quella città cui il “ Dottor Ox „ di Giulio Vernf, somministrava ossigeno ad esuberanza. Non soltanto i fan¬ tasmi-vivi compaiono, ma per soprappiù escono dai gabinetti medianici, passeggiano per le sale, conversano, abbracciano parenti ed amici: v’è al mondo qualcuno che può vantarsi d’nverne tenuto a sedere sui propri ginocchi ! E questi com¬ piacenti “ esseri , costrutti di etere perispiritale o di corpo astrale condensato, non scappano nè svaniscono, qualora si accolgano con buone maniere: regalano, per di più, agli amici dei pezzi del loro etereo vestito, pezzi che poi non si ha il tempo di analizzare al microscopio nè chimicamente, perchè... svaporano ! Ecco pertanto la risposta che darebbero e che forse da¬ ranno gli spiritisti a chi obiettasse che la appariscente gio¬ vane dalla testa fasciata, veduta, ma non tócca e tanto meno acchiappata da noi in casa Avellino, non possa essere stata un “ fantasma „ con tutte quelle caratteristiche di “ realtà viva „. E risponderanno in modo eguale a chiunque rile¬ vasse che anche le figure di mezzo , quantunque piatte al- l’ apparenza , vaporose e poco corporee, offrivano troppo il contegno di creature viventi per essere degli “ spettri Ma lo studioso prudente di metapsichica seguita ad inve¬ stigare e si domanda se, per avventura, Eusapia non abbia potuto e saputo ingannarci con una finzione pur che sia. Discutiamo un momentino, ma qui fermiamoci alla proce¬ dura, non al significato intrinseco del fenomeno. Sta bene che io sono accorso a guardare la “ forma „ a pochissima distanza dal margine della sopratenda; però non ì’ho toccata io, non l’ha toccata nessuno, e bisogna pur con¬ fessare che il tatto avrebbe giovato a convalidarci l’impres¬ sione visiva. Ciò nondimeno, non si saprebbe attribuire alla 240 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II matura ed abbastanza vizza faccia di Eusapia, impudente¬ mente affacciatasi, la capacità di assumere le apparenze di quella fresca ed avvenente giovine. Ordinariamente, per giudicare che un fatto visibile è si¬ curo e reale, noi ci contentiamo di guardare senza toccare. Se un amico, o, meglio, un'amica mi si affaccia da una finestra, io credo al mio senso visivo, e per essere sicuro che essa è là in carne ed ossa, non lio bisogno, anche se lo desiderassi, di palparla e di serrarla fra le braccia. Nel caso nostro, dato che io avessi afferrato uno dei fantasmi e me lo fossi sentito tra le mani vivente e smaniante, accessibile al tatto, ma ribelle alla presa, impenetrabile alle mie dita, ma agile ab¬ bastanza per scapparmi (come succede tanto spesso delle mani fluidiche „, che si dileguano al toccarle), neanco sarei m possesso, al dire degli spiritisti, di una prova certa del- l’inganno : vi è la probabilità di acciuffare il “ doppio „ del medium, mentre sta per organizzarsi in “ fantasma di disin¬ carnato „. E vero poi che in alcuni casi si è trovato ehe il “ doppio „ del medium era.... il medium stesso in persona; ma insomma, la ipotesi spiritica passa abilmente per questa trafila di ragioni difensive, e la spiegazione metapsiehica del fenomeno, restando nei pressi dell’ “ animismo , dove operano forze biopsichiche ignote, non contrasta fondamen¬ talmente a nessun principio di buona e vera scienza natu¬ rale. Un fantasma „ esteriorato da un vivo mediante la radiazione e coalescenza di qualcosa di vitale, deve logica¬ mente avere ancora le qualità e le apparenze della vita. D’altra parte, convengo che quel modo di presentarsi di spiriti-spettri „ non sembra plausibilmente ascrivibile a creature ultra-terrene: esso ha un che di cosi ammanierato, da indurre sospetti in chiunque lo senta descrivere e anche in chi 1 abbia visto e ci mediti sopra. — Non è quello, mi son chiesto subito, un presentarsi affatto umano? Come si fa d scorgervi ud& comunicazione di entità occulte ed una prova di sopravvivenza spirituale?! — Ma anche in riguardo a ciò, anzi per ciò, il dogma spiritico risponde che un buon numero di disincarnati sopravvive nello spazio, non lontano dalla terra e durante un certo tempo, con tutte le caratteristiche dell’ul¬ tima loro incarnazione: donde, p. es., la conseguenza che gii ella la della tenda poteva, essere stata in vita una ragazza abituata a curiosare o a mostrarsi dalla finestra. Anche i psicbieisti più indulgenti, sulle orme del D’Assibr, suppon¬ gono che 1 umanità “ postuma „, quantunque di esistenza transitoria, seguiti per un po’ a pensare e ad agire come FANTASMI CON CARATTERI DI VITA 241 l’umanità vivente, prima di sperdersi nell'Amma Universale. Vegga ciascuno fin dove arrivano per sè i limiti della credi¬ bilità. Uno psicologo trova che* la genesi dei lantasmi dal subconscio dei medi spiega luminosamente il loro umanis¬ simo comportarsi : la botte dà del vin che ha ! Gli oppositori, che negano l’autenticità delle grandi ma¬ terializzazioni onde menarono vanto le Fox, l'Eglinton, la Guppy, la Fairlamb, la Wood e gli altri medi storici, rile¬ vano che essi operavano di preferenza in condizioni sospette o non sicure, fuori degli ambienti scientifici. Per esempio, lo spettro di Estelìa Livermore, che per cinque anni si è “ ma¬ terializzato , ad opera della Fox-Jeneken con grande conso¬ lazione del suo addolorato consorte, apparivu nelle stanze più intime della casa maritale (a New-York): e niun estraneo fu mai ammesso, che si sappia, a fare colà una severa verifica sul caso maraviglioso. Ma di contro a fatti così manche¬ volmente “ sperimentali „ (?) gli oppositori odono sempre evocare i lantasmi della D’Espcrance perchè autenticati dal- I’Aksakoff, gli altri intraveduti dal Giiìikr, 0 fotografati dal capitano Volpi, ma sopra a tutti quello della Katie King [e in questi ultimi tempi il fantasma di una “ Eleonora „ che si materializza a Barcellona, nelle sedute medianiche dirette dal noto spiritologo Esteva-Marata], Vero, che la venuta dei “fantasmi, non è stata un fenomeno troppo precoce nello svi¬ luppo dello spiritismo moderno : dai picchi d’Hydesville ai primi “ spettri ,, apparsi verso il 1865-1867, sono corsi venti anni di aspettativa e... di elaborazione; ma in questi ul¬ timi trentacinque anni se ne sono veduti, e in discreto numero ! Si lascino tuttavia in quarantena, fino a depurazione com¬ pleta nel crogiuolo della critica, i fenomeni asseriti da teorici apologizzatori o da psichicisti di pasta tenera : e si restringa la “ prova „ allo spettro femminile materializzatosi con tanta efficacia dal ’71 al '73, non soltanto nel suo ambiente dome¬ stico, dove tra gli spettatori figuravano forse troppe signorine Corner future cognate del medium, ma proprio nello studio del Crookes, dove si deve supporre presa ogni cautela neces¬ saria. Ci sono poi le materializzazioni prodotte dalla Eusapia medesima con tutte le particolarità del somatismo più consi¬ stente (ad es., le “mani carnee a nudo,) davanti a uomini che non si sono certamente ingannati nel giudicarle autentiche. Di¬ modoché in favore dell’autenticità dei discussi fantasmi pseudo¬ viventi di casa Avellino starebbero, da un lato garanzie mo¬ rali e materiali di notevolissimo valore, dall’altro argomenti di analogia generale e speciale da sottoporre a confutazione. Morselli. Psicologia e Spiritismo, II. 16 I 242 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il La ipotesi spiritica delle apparizioni spontanee od evocate trova sempre o crede di trovare mezzi dimostrativi nelle stesse indefinibili ed interminabili oscurità del subietto. Fra l'ammasso eterogeneo delle sue “ prove „ c’è innegabilmente di che imbastire una filza di ragioni suscettibili nè più nè meno di discussione, e c’è poi di che appagare tutte le lèdi. Ma gli psichicisti seri — citerò OcnoRowicz, i due Siuuwick, Visani-Scozzi, De Roohas, Sagk e Flammaiuon, perchè stu¬ diarono Eusapia — veggono limpidamente che il materiale del neo-spiritismo è costruito per 999 millesimi di aned¬ doti leggendari e di presso-a-poco tradizionali. Tuttavia, date le fragili condizioni sperimentali nelle quali fin qui s’è la¬ vorato in metapsichica, si capisce benissimo che ci si debba contentare di materializzazioni osservate e descritte con qualche indulgenza: esse costituiranno pur sempre (come le nostre) un materiale di saggio per un programma di ri¬ cerche future. Eppure, rispetto alla genuina natura mediumnica e me¬ tapsichica dei fenomeni, io non credo di essere stato ingan¬ nato la sera del 1° marzo. Non spero — s’intende — di innestare in altri una persuasione, che io stesso sento, pur¬ troppo, di non poter trasformare in una convinzione neanche di moderato vigore ; e per ciò preferisco designare il mio stato d’animo di fronte a questi fatti col nome di “ credenza in conformità del metodo positivo non posso dire altrimenti, mancandomi la prova sperimentale. Il meno che si pensi di chi asserisce d’aver veduto dei fantasmi di quella specie e in quelle condizioni di “ fattura „ è che sia caduto in illusioni sensorie; i poco indulgenti mi giudicheranno, senza appello, vittima di un tiro ciarlatanesco; i più sapienti scioglieranno le difficoltà enigmatiche del “ caso Avellino „ cnunziando che siamo stati “ allucinati „ dall'Eusapia. Tante sono state le obiezioni che io stesso ho fatto e faccio alle famose materia¬ lizzazioni della Cook studiate dal Crookks, e tante sarebbero ancora quelle da opporre alle procreazioni strepitose che si annunziano ogni giorno ad opera degli innumerevoli medi Nord-Americani, che mi sento accapponar la pelle al sem¬ plice sovvenirmene. Sono sempre in assoluto scetticismo (scientifico) di fronte alle * apparizioni „ decantate da altri ; comprendo che gli altri lo siano egualmente in riguardo alle mie: ciò non impedisce però che io non creda di avere ve¬ duto coi miei sensi e giudicato col mio cervello , gli uni e l’altro in normalissimo esercizio. I FANTASMI d’eOSAPIA E LA REALTÀ 243 ♦ * * Come Eusapia può aver prodotto i fantasmi ? Dunque, Eusapia Paladino autenticamente estasiata (tra¬ duco in lingua italiana 1’ “ entranced „ degli Inglesi) ha la capacità eccezionalissima di provocare veridicamente la “ te¬ lefonia „ o la “ epifania „ degli spettri ? Secondo i risultamenti della mia osservazione, io direi di si: ma una mia affermazione assoluta, incondizionata, sa¬ rebbe gravissima, ed io pertanto la avanzo con quelle ri¬ serve che un uomo di scienza, dinnanzi a fenomeni cotanto fuori dell’ordinario, non deve mai dimenticare. Io confesso per di più, che ogni ora che passa da quel meraviglioso spet¬ tacolo fa sorgere nel mio animo qualche peritanza. Sull’atto ini son trovato persuaso (e lo sono tuttora); ma allontanan¬ domene col tempo, sento che per un convincimento formale avrò sempre più bisogno di riosservare, di rivedere, di ri¬ provare. E credo (si parvum licet comparare maximo) che lo stesso Crookes vada pur lui in cerca della certezza me¬ diante altre e definitive prove. Per mio conto però rifiuto, dopo quella della frode, anche l'ipotesi dell’illusione sensoria. I fantasmi di casa Avellino sono stati, per me, altrettante realtà obiettive ; giacché, anche tralasciando la certezza assoluta in cui dichiarano di trovarsi i miei compagni di seduta (fra cui qnattro assai competenti: il Bozzano, il Montaldo e la sua consorte, il Dott. Venzano), le ragioni contrarie non le trovo cosi vigorose da scalzare la mia opinione affermativa, quantunque le riconosca sufficienti per ingenerare dubbi ed esitanze. Ma nè ammetto uè am¬ metterò, fino a dimostrazione obiettiva, la venuta di entità personali estranee, alla Paladino. Seguace del positivismo (non sistematico, bensì metodo- logico) imporrei a me stesso, consiglierei agli altri, di fer¬ marsi per ora all’accertamento del fatto: se è giunto il momento di osservarlo scientificamente, non è ancora quello di comprenderlo. Ma se si vuole o pretende una spiegazione, qualsiasi biologo e psicologo troverà che per le materializ¬ zazioni da me descritte la ipotesi spiritica è superflua ; e mi si concederà d’altro canto, senza aggrottar di ciglia, che la induzione scientifica (data l’autenticità dei fatti) ci con- 244 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, duce alla tesi ardita, eppure logica e verosimile della forza esopsichica. In termini brevi ed in attesa di ulteriore prova speri mentale, io credo che Eusapia Paladino, caduta in pro¬ fondissima “ trance „ e perciò dotata di medianità eccezio¬ nalmente forte, valendosi delle forze biopsichiche tuttora ignote che può irradiare od emanare attorno a sè, fors’anco assorbire parzialmente dagli astanti , sia riuscita questa volta a produrre degli “ ectoplasmi „ completi . foggiati in “ persone „ d’una data apparenza conforme a ricordi tradi¬ zionali latenti e ad imagini assorbite dall’ambiente e discese nella sua subcoscienza. Qualche telepatologo enuncierà invece la supposizione che Eusapia sia riuscita a provocare sui nostri centri cerebrali delle impressioni sensorie (visive in massima parte, uditive in minima), da noi quindi esteriorate. Ossia quei due fan¬ tasmi consistettero in altrettante nostre allucinazioni veri¬ diche simili a quelle descritte nei Phantasms of Living, de¬ rivate dalla obiettivazione di imagini pensate da una sola ed unica subcoscienza, quella del medium, ina trapassate nelle nostre. E noi le avremmo da prima evocate, per un processo suggestivo a distanza, nelle zone ideo-sensorie del cervello traverso i sensi; indi le avremmo proiettate nello spazio al posto suggeritoci, come fossero imagini reali. La spiegazione sarebbe imperfetta qualora l’allucinazione provocata dal medium si intendesse limitata ad una stimo¬ lazione esclusivamente interna dei centri cerebrali dei per- cipienti: le percezioni di costoro hanno la conferma della collettività, e anche se si attribuisce tale consenso ad una specie di contagio psichico, rimane a dilucidare il punto più importante, ossia la localizzazione di quei fatti alluoi- natori nello spazio e la loro materialità resa evidente dagli stessi effetti ottici. Dunque, non soltanto saranno processi allucinatorii interiori, ossia “ visioni „ nel senso classico ; ma per necessità, date le contingenze in cui esse si presentarono e date le loro caratteristiche, saranno pure delle realtà esterne, ossia “ spettri „ e sempre nel senso tradizionale. L’osservazione che taluno di noi aggiunse alle visive anche delle percezioni uditive (il rumore del bacio e del batter le mani), mentre altri, io per esempio, non le avrebbe avute, sembrerà forse ad ogni fisiopsicologo, conoscitore dei tipi mentali e della loro efficacia nei fenomeni medianici (cfr. Tomo I, pag. 274), un argomento in favore della pura tesi allucinatoria. Alla quale, s’ intende, non dovrà mancare l’assentimento di quegli alienisti che da tempo attribuiscono PROIEZIONE DEI, LE IMAGINI DAI, CERVELLO 245 le allucinazioni (lei delirio e della pazzia, e conseguentemente anche degli stati onirici, ad un processo irritativo dei centri delle imagini, ma poi non si domandano mai come avvenga che l’individuo visionario od allucinato vegga ed oda quelle sue incitazioni endogene fuori di sè, precisamente al pari delle altre cagionate da stimolazioni esogene. Ora è tempo che la psicopatologia si proponga con co¬ raggio il problema se proprio si possa rinchiudere il feno¬ meno anormale dell’allucinazioue, dato il suo esteriorarsi per la coscienza del soggetto, entro gli organi nervosi irritati o sovraeccitati. E già non saranno questi i soli limitati centri psicocensori corticali, come sulle orme di D. Fbrrier teo¬ rizzò il nostro Tamburini, ma occorrerà una più larga parte¬ cipazione degli organi cerebrali alla coesione delle imagini allucinatorie, così da rendersi più verosimile l'odierna teoria del Tanzi, che le spiega con un riflusso dai centri inferiori delle percezioni a quelli superiori delle idee. Intanto, tutti noi alienisti siamo d’accordo nel riconoscere che il sognante, il delirante, l’isterico, il paranoico, l’alcoolizzato, l’ipnotiz¬ zato proiettano all’ esterno il fatto allucinatorio e lo localiz¬ zano nello spazio ordinariamente con tutti i caratteri della realtà, ossia con una forma, con un colorito , con una esten¬ sione nei tre elementi spaziali, ad una data distanza, e via via. Ora: consta a qualunque cultore di psicologia normale e patologica, più ancora agli studiosi della gnoseologia, che la obiettivazione delle percezioni nello spazio è tuttora un fatto oscurissimo della esperienza (come dicono i filosofi): e le difficoltà sono anche maggiori per l’obiettivazione dei loro residui cerebrali reviviscenti nella coscienza (imagini). Psicologi e metafisici dibattono da secoli il problema della origine delle nostre percezioni di Spazio, Tempo e Causa: e naturisti ed empiristi se lo palleggiano. Naturalmente io sto per l’empirismo , rinverdito dalla psicogenia evoluzioni¬ stica: ma veggo che tutte le ipotesi intorno alla localizza¬ zione spaziale, che sono almeno una ventina solo dal Kant in qua, e dei primissimi fra i dotti (Giov. Mììller, Hbrbart, Weber, Helmholtz, Spencer, Stumpf, Rieul, Lotze, Taink, Dulboeue, Wundt...), sono insufficienti a dirimere ogni dif¬ ficoltà. Resta il fatto assicuratoci dalla esperienza, che gli oggetti sono bensì percepiti e riconosciuti dalla coscienza, ma da essa attribuiti al mondo di fuori: per cui sono i nostri processi interiori che si proiettano nella esteriorità da noi chiamata “ spazio Esiste un circolo unico, perenne e ne- 246 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II cessano di relazioni tra la Natura e lo Spirito. Ma come avviene codesta proiezione dell’io nel non-io V Per capirla, qualche filosofo panpsichista e ilozoocosmista ha eliminata la coscienza personale : ma senza andare a questo estremo, è certo che non si può negare un’attività esteriorante del pensiero sotto le specie di una conduzione centrifuga della corrente nerveo-psiehica. Codesta centrifu¬ gazione dove si arresta ? prosegue forse oltre ai confini del nostro corpo, rendendoci in tal guisa partecipi del Movi¬ mento universale più di quanto si sia fin qui creduto ? Il distinto alienista tedesco Hoppe, che studiò su se stesso, dicono, il fenomeno morboso deH'allucinazione, si chiedeva nel 1873: — Non sono forse i fantasmi | allucinazioni vi¬ sive] creati da un’irritazione centrifuga dei nervi di senso ? “ Deutsche Klinik n. 42-47). — E il nostro G. Sergi ha dato alla fisiopsicologia una eccellente teoria della perce¬ zione basandola sull’onda riflessa della corrente eccitatrice, dai centri alla periferia ( Teoria firnol. della percezione, ’81). Orbene: basterà supporre per ora, e dimostrare col tempo, che la corrente bio-dinamica sorpassa i limiti dei nostri nervi ed organi sensori, e che si prolunga con “ onde „ simili alle herziane e capaci di riformare a distanza degli aggre¬ gati di centri o sistemi d’Energia. Non ne deriverebbe forse un qualche fondamento scientifico — e, si noti, un fondamento meccanico-fisico! — sia alla ipotesi della telepatia e delle allucinazioni veridiche procreate per suo mezzo, sia alla ipo¬ tesi della esteriorazione e riorganizzazione teleplastica di forze biopsichiche ancora da determinare? La psicologia supernormale, da qualche tempo in qua, modifica le proprie dottrine fondamentali intorno alla tele¬ patia: il concetto primitivo, che se ne aveva pochi anni fa, appare già troppo semplicista e, direi, empirico. Più non si crede nè si sostiene che lo “spirito, dell’agente si trasporti con caratteri personali, magari coi suoi vestiti (?), nel campo visivo e acustico del percipiente: la tesi popolare dei “ fan¬ tasmi „ era in effetto poco accettabile, e ha risvegliato subito la opposizione degli psicologi positivisti (fra cui pongo me stesso!). Secondo le nuove teorie metapsichiche il fenomeno telepatico consiste in imagini che per un processo interno psicologico, diremo così, di sintonizzazione nerveo-cerebrale, e quindi materialissimo, si risvegliano nel percipiente in cor¬ rispondenza con quelle dell’agente. Ma chi le objettiva nello spazio è colui che riceve il messaggio (per lo più un sano sveglio o dormiente), e non già colui che le trasmette (p. es., TELEPATIA, TELEPLASMI A E P8IOHICONE 247 il sognante, il soggetto in “trance, medianica, il morente . ); e cotali imagini “ allucinatorie veridiche , sarebbero irreali. Ebbene: io non ho difficoltà a procedere oltre in questa teoria meccanicistica del fenomeno, e domando: — perchè la imagine telepatica non potrebbe essere reale, ossia con¬ stare veramente di un quid di objettivo prodotto dal cer¬ vello e mantenuto transitoriamente nello spazio per azione ejettiva del subjettivo? — Gli studiosi di metapsicbiea non ignorano che in questo campo quasi inesplorato della Energetica biologica s’è appena intrapreso un lavoro di dissodamento, che sarà probabilmente altrettanto fecondo di scoperte quanto lo è stato l’altro con¬ simile delle forze radioattive e delle luci ultra- ed inffa- spettrali. Noi abbiamo però qui un materiale già abbastanza copioso nelle esperienze psieoergetiche a distanza, psicosco- piche, effluviografiche , biometriche, bioradiografiche, steno- metriche, ecc. eseguite finora isolatamente e senza l' oppor¬ tuna coordinazione, dal De Reiciif.nbach allo Joiiie |e al nostro Pettinelli], dall’alienista Luys agli elettrologi Ba- réty e Baraduc, dai francesi Daoket, Delanne e David al Nakkjowitz-.Jodko e all’IsTRATi [non che al dott. Kotik di Mosca. Questi avrebbe recentissimamente annunciato d’es- sersi convinto con esperienze che il cervello dell’uomo vi¬ vente è la fonte di un’energia particolare sotto due forme distinte: dei raggi cerebrali, quasi soltanto fisici (non saranno i famosi raggi NI) ; ed un 'emanazione psico-fisica, assai attiva psichicamente e con cui si spiegherebbero la seconda vista, la suggestione mentale, il medinmnismo ( settembre 1907)]. Certamente, tutto sarà da discutere, da rivedere, da con¬ fermare: e il Guèbuard, e l’eminente fisico Brandy, hanno cominciata quest’opera critica di revisione; ma anche pre¬ scindendo dalle fotografie spiritiche di gioconda memoria, e delle quali è prudenza non servirsi affatto, io opino che vi debba essere del buono e dell’utilizzabile in questo capitolo pressoché vergine di bio-dinamica. Davanti a me veggo am¬ mucchiarsi le prove documentate dell’esistenza di proiezioni bio-psichiche (“ materialismo „, checché si dica, “ della più bell’acqua „), e non sento nella mia coscienza di positivista irremovibile nessuna ripugnanza ad accettarle. Già il fatto, se esistesse effettivamente, paralizzerebbe ogni negazione si¬ stematica ed assolutistica: e anche se questo fatto fosse rap¬ presentato dalle psichicone del Baraduc, ossia da imagini proiettate fuori del cervello di certi soggetti (neuropatici, isterici, ipnotizzati e medium), raccolte su lastre bromurate 248 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il e stampate colFordinario processo fotografico, che cosa ri¬ marrebbe da objettare? Unicamente questo: che le psichico ne possono essere il risultato di cattive esperienze, di inabilità sperimentale di coincidenze fortuite, o di altre cause naturali (radiazioni ter¬ miche, passaggio inavvertito di raggi luminosi, “ luce nera correnti elettriche del bagno, ecc., ecc.). Ad ogni modo c ’iJ qui un subjetto magnifico di studio: da una parte ci sono fatti da verificare; dall’altra c’è già una teoria che nessuno vorrà ostinarsi a dire trascendentale od occultistica tanto è grande la sua possibilità in astratto, tanto è riconoscibile la sua verosimiglianza conforme al principio logico della analogia nel campo dei fenomeni fisici. La sola° difficoltà che possa avanzare un biologo — essere, cioè, quei fatti in- comprensibili alla fisiologia odierna, che non discopre d’or¬ dinario azioni a distanza negli organismi viventi _ ha li¬ mitatissimo valore, essendo un argomento ab ignorante o, come scriveva Uaoone, della classe sofistica degli idolo, specus se non pure degli idolo theatri. Una “ materializzazione di fantasma ideale „ si concepisce adunque, abbastanza facilmente anche quando la si supponga provocata per telepatia. Ma io propenderei a darle una realtà maggiore di quella che consisterebbe in una semplice proie¬ zione di imagini ingenerate nei centri dei percipienti e da essi objethvate : la “ psichicone „, insomma, sarebbe mate¬ riale, secondo me, nel senso schietto della parola: voglio dire che potrebbe essere fatta di “ energia „, come lo è la°materia secondo la gemale intuizione del nostro Marino Pomi-ri (’83). Io reputo che il grave problema delle materializzazioni sia duplice, biogenetico (la « sostanza,), psicogenetico (la torma „); ma, in conclusione, e provvisoriamente, io opi¬ nerei che le figure da noi vedute e apprezzate fuoruscivano dal cervello del medium, erano produzioni estemporanee del suo pensiero proiettatesi nello spazio, creazioni effimere e inconsistenti destinate ad apparire e a sparire in quelle con¬ tingenze peculiari, e non in altre. E che quelle apparizioni possano, in via di ipotesi e nel presente stadio della Meta- psichica, attribuirsi ad ectoplasmi transitori irradiati dai centri nervosi d’Eusapia e foggiati idealmente dal suo sub¬ liminale senza verun superfluo intervento di entità estranee subumane o ultraumane, è per me chiaramente desumibile anche dallo stesso loro significato raffigurativo, dalla stessa loro analogia con altri fantasmi classici o tradizionali nella storia dello Spiritismo contemporaneo. IL FANTASMA DI “ JOHN KING 249 * » * Chi sarebbero i personaggi della rappresentazione eusapiana? Le apparizioni del 1“ marzo 1902 differivano tra loro per l’aspetto, per la grandezza, pel colore, per l’atteggiamento : si può pertanto dire che ciascuna aveva caratteri personali. Ma erano davvero persone , vale a dire forme figurate, non sol¬ tanto individualizzate (su ciò non corre dubbio), bensì anche contraddistinte da caratteri e connotati che si potessero ri¬ conoscere ed identificare ? Ed erano fantasmi di vivi o fan¬ tasmi di defunti ? I. La personificazione obiettiva dei.lo spirito-guida. 11 fantasma gigantesco maschile, dalla faccia quadra e dalla barba ruvida, è stato attribuito allo spirito-guida della Eusapia. Ma per dir vero, toltane la promessa da “ lui , fatta di rivelarsi finalmente ai “ suoi amici „, non abbiamo ricevuto “ messaggi „ diretti atti a personificarlo. Per quanto dalla storia dello spiritismo (eir. Podmoke (ri¬ sulti che dopo la sua disincarnazione ha operosissimamente guidato e inspirato un bel numero di medii. “ John King , è una personalità spiriticamente poco sviluppata; e la sua identificazione nelle seduto della Paladino è lasciata un po’ troppo al beneplacito ed alla fantasia degli astanti. Eusapia stessa si guarda bene dal fornircene troppe notizie, e si con¬ tenta di assentire quando * John , è da noi dichiarato pre¬ sente nei fenomeni che gli si attribuiscono, o quando membri della catena aftermano di percepirlo in forma invisibile, ma tangibile, traverso le mani robuste, le ruvide strette, gli atti burleschi di gusto discutibile, e sopratutto gli scapac¬ cioni che qualcheduno, troppo audace nelle indagini, ne riceve, o dalle partite di box a corpo a corpo, che sono la sua caratteristica. Se poi si intravvede un’ “ ombra alta e grossa „, è * John „ che si manifesta; tanto meglio se il percipiente gli descrive “ un quidsimile di turbante attorno al capo „ : il fasciarsi la testa con delle bende ò una moda assai diffusa nel mondo ultrasensibile. Nonpertanto da questi connotati un po’ vaghi e impersonali si giudica che appaia 250 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II l’inconsistente brillante da farsa della compagnia paladinesca di “ Entità occulte Ne segue che anche la identificazione di “ John King » nella seduta di casa Avellino rimarrebbe sempre un po’ ar¬ bitraria. In quanto a me, lo vedevo per la prima volta, e credo che anche i miei compagni non si trovassero con una migliore conoscenza del ridanciano personaggio. Però i ca¬ ratteri fisici dell’ individuo corrispondono a quanto ce ne racconta la copiosa letteratura sulla Ensapia, e a quanto dichiara di avere visto Ensapia stessa o in sogno o per al¬ lucinazione durante qualche seduta (cfr. tomo II, p. 61). L’aspetto rozzo, la statura, la corporatura, la barba ispida e tagliata corta, l’espressione volgare e gaja sono bene adatte ad un vecchio “ lupo di mare „ dedito a lavori di fatica, massime se duplicato in un “ pirata o filibustiere dell’epoca dell’invasione dei Mori „ (? !), come dice la tradizione dei fidentissimi circoli spiritici. Ma nonostante che io me lo sia sentito “ accanto „ e anche “ addosso „ due o tre volte, nonostante che le sue mani abbiano strette e scosse le mie, mi manca una connotazione esatta di quell’essere “ spiri¬ tuale „ (?): tuttavia mi son convinto alla prova che, se Eu- sapia lo proietta quale se lo raffigura, esso sia degno in tutto e per tutto della sua fantasia ingenuamente popolana. Fra i molti “ attori lignei » che sino dalla sua infanzia avrà ve¬ duti e ammirati nelle baracche di burattini sulle piazze di Napoli, si sarà stampata nelle cripte della sua memoria una testa volgare di quella fattura ; e quando il Damiani le in¬ nestò il monoideismo della sua guida nord -americana del¬ l'Altro Lato, certamente essa lo rivesti delle forme che le parevano adatte all’epoca ed alle qualità del defuntissimo suo padre nell’ “ anteriore esistenza Ensapia s’ è però sempre dimenticata di dire, e forse non l’ha mai pensato, che iti allora non doveva essere nata sul colle di Minervino Murgie e portava un altro nome; nessun ricordo innato le è rimasto da quella sua “ incarnazione precedente „. E in¬ tanto il ritratto di “ John King „, se è quello da noi veduto, si è stereotipato nel suo subcosciente. II. Il ritorno ni “ Katik King»? Il fantasma femminile e giovanile apparso pel primo fu battezzato — come si è detto — sull’istante : e sarebbe niente meno che Katie King, una volta, in una delle sue esistenze anteriori, “ Annie Owen Morgan », ma presentatasi sotto 251 IL RITORNO DI ‘ KATIE KING „ ? quel nome e cognome nelle sedute della Cook tra il lbil e il 1874. Non c’è da farne qui la storia (cfr. il riassunta datone da M” de L.*** con pref. di Del anse): chi non la conosce dopo le coraggiose pubblicazioni del Chookes t Pochi personaggi storici hanno una fama eguale alla sua ; e lo spiritismo-dottrina per poco non l’ha messa sugli altari Ritratto del fantasma denominato ‘ Katie King „ e medi anizzato per virtù della signorina Fiorenza C’ook. [Da una celebre fotografia di Guglielmo Chookes eseguita l’anno 1S78- nel suo studio privato, dove si presentii va lo spettro materializzato uscendo dalla prossima biblioteca in cui stava, assopita, la medium]. come nua Giovanna d’Arco simbolica dello “ spiritualismo sperimentale ». LI suo viso è stato mille volte riprodotto dalle fotografie originali del celebre scienziato inglese ; e pittori illustri, fra cui Gabriele Max di Monaco, ne hanna idealizzata la effigie: dimodoché, quando dal nostro gruppo uscì, esclamato, quel battesimo, nessuno di noi trovò a ridire, ed io non fiatai, tanta era (e mi par giusto che fosse) la mia 252 PSICOLOGIA E SPIIUTISSIO, li «ntìtònspTritkaTedermÌ f8CCÌa 3 faCCÌa C°n ‘JUeila le^'>da.'ìa Certo, per la storia dello spiritismo contemporaneo la ricomparsa della “ King „ sarebbe un avTCnimen£, di rimo ordine, e noi che per primi dopo il Crookes, il Cox, il Lei ma rie, coll intervallo di quasi trent’anni, ravremrao rive¬ duta c, troveremmo in una situazione fortunatissima, ecce¬ zionale fra tutti i cultori odierni della Metapsichica. Si ri¬ legga la patetica scena dell’addio supremo di 6 Katie King descritto in stile ammirevole dal Crookes. Il 29 maggio 1874 a Cattermetta aveva annunziato che sarebbe tornata in luglio per congedarsi. “ Quando fu giunto per Katie il momento di prendere com¬ miato, io [narra 1 insigne tìsico] le chiesi il favore di poterla «stanti ^atiV ? Term"lat<’ le sue istruzioni a tutti gli astanti, Katie mi invito a entrare con lei nel gabinetto Ilo ■ Lidio], e m, permise di restare sino alla due. Dopo avere abbassata la cortina, ristette un poco a discorrere con me- poi, attraversando la stanza, si diresse verso la signorimi Cook che giaceva senza sensi sul pavimento. Chinandosi su di lei e toccandola - sre.a/ialeri Fiorria [Fiorenza], svegliateci , ]e disse, orma, è necessario che io ri lasci. - La Cook si riscòsse «^piangendo pregb Katie di restare ancora per qualche tempo , i , eara< ’!on PO**»: la mia missione è finita. Che Dio ri •ilrnni* m ’ t-rifi>0Su> ^at!e- lu,li esse parlarono insieme per naroh C s fi“,0he le. Ia-rnnf' impedirono alla Cook ogni ™ SeSuendo le ingiunzioni di Katie io mi lanciai a so¬ stenere la Cook che sera abbattuta al suolo tra singhiozzi disporle' „GUa a‘ lltt0rn°’ ma Ka,Ìe 6 k sua ljianca veste erano La Cook-Corner, morta nel 1904, ha bensì impersonato, du- rante la sua fortunata carriera di medium, altri spiriti: negli ultiun anni si materializzavano per suo mezzo tre fantasmi, una Mary, di poco differente in bellezza e attività dalla “ Katie un Indiano di alta statura e che * parlava inglese ,. e una vecchia monaca... Ma * Katie King , non è più venuta e si dovrebbe supporre che stia da allora attendendo alla sua noveila missione Ciò nondimeno, gli esempi del ritorno di altri spiriti-guide dopo più anni di assenza non mancano (lo stesso John King, informi!]: e quindi a priori non si : ^ndne k P°s«bihtà Che anche “ Katie „ si ripresenti un giorno o 1 altro. 1 magni spiriti , che scendono ad inspi¬ rare i medi! infamatori ed oratori, non si affacciano forse reiteratamente da questa parte terrena dello Spazio, e non LA PARENTELA DEGLI SPIRITI KING , 253 si manifestano indifferentemente, magari nello stesso istante, a Boston e a Parigi, a Rio-Janeiro e a Pietroburgo, e, ehi 10 sa ? forse anche a qualche medium anglo-sassone emigrato col suo bagaglio onirico a Calcutta o a Tokio?...' — Gli “ spiriti , non soffrono limitazione di tempo, di spazio, di attività umanizzata: — e Luxmore, Cox.gli stessi Ajcsakojt, Varley e Crookes, che ebbero la fortuna di vedere con¬ temporaneamente il medium e il suo fantasma distinti , non si arrogheranno , certo, il còmpito di avere esaurita la ca¬ pacità presentativa (o rappresentativa) dell’entità che loro disse di chiamarsi Katie King e li salutò cosi affettuosa¬ mente. Si salutano gli amici quando si parte; ma dopo aver viaggiato negli interspazi si può andare a fare la conoscenza d'altri luoghi e d'altre persone... Insomma, teoricamente nessuna obiezione spiritistica al ritorno di Katie nelle sedute paladiniane ha valore o, per lo meno nessuna lo avrebbe, se Katie davvero fosse ritornata. 1 “King, sono spiriti intraprendenti e amanti dei viaggi, su¬ scettibili anzi della bilocazione : il papà attuale della “Katie,, 11 barbuto “ John ,, non s’è forse presentato, a faccia tosta, or ora nelle sedute di Augusto Politi, che ha voluto indub¬ biamente fare un po’ di concorrenza alla sua compagna professionista di Napoli? Questa molteplicità di apparizioni è, dunque, una prerogativa di famiglia. Ma il bianco fantasma medianizzatosi per opera di Eu- sapia davanti ai nostri occhi, era proprio la “ Catterininn „ che avesse voluto ricomparire alcuni momenti prima di suo padre “ Giovanni , e fuoruscire dal sogno di sua “ sorella „, reincarnandosi ambedue, con uno spostamento di domicilia e di razza, per opera di una semi-contadina delle Puglie ? Veggo bene, da medico-alienista qual sono, che credere a tutta codesta parentela dell’ Al di là rasenta (me lo perdo¬ nino gli spiritologi) la follia : ma non è mia la colpa se mi tocca di dire cose quasi insensate. La stessa sorte spetta a chi pretende acclimatare certe piante esotiche: spesso non gli na¬ scono che degli aborti e dei mostri. E scempio e mostruoso è tutto codesto edificio onirico travasato dai medii nord¬ americani dell’Ohio agli inglesi, e dagli inglesi a quelli di altre contrade, dall’Olanda a Napoli. Forse nelle borgate dell’Obio, dove i “ King , nacquero, la loro leggenda ul¬ traterrena poteva passare, ma nella nostra classica e scetti¬ cissima Italia ha tutta l’aria di una fiaba da folklore. Queste creazioni associative del subcosciente sono, in ge¬ nere, ben poco sublimi. Pur salendo dai recessi mnesici di 254 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II una Elena Smith (anche essa ha il suo sogno genealogico e la sua palmgenes.), sembrano romanzi d’anT-endlce rafàzzo nament. da scntton maldestri, aborti letterarii, fantasticherie troppo sapiente per lei, col vincolo di sangue E così “Tom ìSrs •%$?«“* •— «*—*-. » = Nessuna meraviglia, se alla storia dello SniriHamr. poraneo la volontà subcosciente della Paladino avesse creato »1!“ rl'T $ Zii"T7ie“aZs"y, quell, paradisiaca -bellm. som uni ZnZrT LE DUE CATERINETTE KING 255 stieo amplifica anche le impressioni estetiche. Della “ lvatie „ fantomatica è assai più bella la “ Kathi „ ideale dipinta dal Max: ha un ovale perfetto di viso, un naso più regolare, occhi di un azzurro celestiale, bocca finissima, capigliatura abbondante ed aurea, collo da cigno, e seno virginale di un candore abbagliante. Laddove moltissime premiate a un “con¬ corso di bellezza „ potrebbero dare dei punti alla “ Catterina King „ rediviva. La storia di questo spettro vivo con “ mormorio respi¬ ratorio „, di questa “ creazione temporanea d’un corpo umano completo „ !, è così straordinaria che si prova un sentimento istintivo di diffidenza davanti allo stesso criterio dell’autorità impersonata in un uomo di primo ordine. Certo, il Crookes avrebbe su di noi il vantaggio di non averla soltanto veduta, ma di averla toccata, abbracciata, condotta a braccetto, foto¬ grafata ; di averle ascoltato il cuore, tastato il polso, misurata la statura, tastati i capelli sulla fronte; di averle recisa una treccia, tagliato un pezzetto d’abito, perfettamente come se “ Katie „ fosse una deliziosa creatura vivente. Invece, da¬ vanti a noi la “ Katie „ avrebbe assunta appena la forma spettrale. Ma in sostanza, ambedue i fantasmi, il visibile-tangibile ed attivissimo materializzato dalla Cook, il visibile e appena mo¬ bile materializzato dalla Paladino, si addimostrano all’analisi critica nati con procedimento psicologico eguale. Se lo spettro presentatosi a noi è un sogno abbastanza squallido della napoletana, anche il fantasma manifestatosi al Crookes sarà stato un sogno vivacissimo della inglese. Ambedue sono prodotti endogeni del medium, e non entità spirituali. Am¬ bedue hanno lo stesso diritto a figurare nell’anagrafe imagi- naria di questo mondo terrestre: le inscriveremo sulla stessa pagina del registro “ metaeterico „ di stato civile con la “ Meggièn e il “ Be.nny „ della Wood, con V “ Abdullah , dell’Eglinton, e con il “ Mercedes, figlio di Dio „ (! !) della Maria Blin, col * Botton di rosa „, col “ Raggio di sole „ e con le quattro altre personificazioni inspiratrici della isterica Mollie Flan- cher, col “ Dr. Phinuit „ della Piper, con 1’* Esmale „ della Smith, e anche con 1’ “ Arcangelo Gabriele „ della istero- patica Mlle Couesdon... È tutto un popolo di ombre eteree apparentate dalla nascita, salvo che in tutte le “ personifi¬ cazioni „ ora accennate la persona estranea, ossessionante, non si materializza, mentre che John e Katie King e Benny ecc. hanno preso corpo fuori del medium : in quelle la produzione è di ordine esclusivamente psicologico, in questo è di ordine du- 256 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li plico, biofìsico (la materia, ossia il “ doppio 1 e risichi™ tu “ forma , ossia Pimagine foggiata a fantasmi) P C° ,g“U h° Vide’ *Pi!r P°e0 lunie psicologico abbia innanzi agh occhi, che tolta di mezzo la bastarda figura americo- ang o -italica di John King „ (e mi pare chi . miei due tomi io accoppino senza speranza di risurrezione), gli spiri¬ tutti &ì «Sf£rZerebbu° 'nVUn° di ridare esistenza esogena a ‘ King ultraterreni. Chi s’è mai sognato di fare la Morgan aZv° Il ^ ha avuta mai notizia di “ Annie Morgan „ . Il Ckookes, purtroppo, se n’è disinteressato- e neppure mai s’è troppo aperto sul conto di ■ Katie tanto che gli spiritisti più accesi, inquieti per quelle ostinate re° ticenze, 1 hanno chiamato il “ silenziario „ (V. Cavalli) e per ?0causa°n cuiinaveva"d ri^„ e d'avere tradita la ”a i dato ln sulle Plime tanta parte di sé stesso e del suo nome altamente stimato nelle scienze In venta, le dichiarazioni ulteriori, vecchie e nuove di Gu- GLiELMo Crookb circa alle conseguenze teoriche di quei suoi ce ebratissmu studi (col rispetto dovuto a tant’Uomo) ri¬ co, dano un po’ l’oracolo dell’,% r edili s... : c’è dentro tanto tìsnintS T-nP,r *Stl deC!S1’ sPir*tualisti, psichicisti e... an- ed o nu è l°CIT" ,CZ Stl,m‘ cbe egli veduto bene, ed o pure lo credo: ma ciò nonostante l' indagine non fu da lu spinta fino al punto necessario e fondamentale l iden “rs0 & trm e .°ggb dati i progressi e le esigenze positive della Me- tapsichica, sarebbe assolutamente necessario di comprovare a scanso di invalidamento di tutta la osservazione! Neanche 1 Crookes checche dicano gli entusiasti, potrebbe oggidì ““ Sir'SE™ a,,e *— i™ ■&» Lo ripeto: le differenze fra le due forme, la storica e la eusa- vòtufA n0n lnfin?erebhero la supposizione che Eusapia abbia voluto proprio ripresentarci la Katie. Le somiglianze tra il medium e il fantasma creato dal suo subcosciefte sono spie fate.nflla dottnna fluidica o animistica mediante l’ipotesi Sin dd°Pir10 ,0 0gK'° A : IAksakw>' ammette che il mimo passo dal! ammismo allo spiritismo consista nella azione estracorporea dell uomo vivente (medium) procreante ]W parizioue della propria imagine, sia in una forma visibile f0 4^“ °on attnbutl di somatismo o teleplastica. Per ciò gli spiritisti sostengono che nelle evocazioni il “ doppio estenorato „, che dapprima poteva anche conservare qualche somiglianza col medium, si muta a poco a poco nel fantasma LA KATIE KING , IN INCOGNITO? 257 di un defunto per un processo or più lento ed or più rapido di sviluppo : allora ogni somiglianza tra i due (tra il me¬ dium e la psichicone) scompare e si lia la personificazione. Orbene: in codeste congetture è chiarissimo il processo psicologico e metapsichico del differenziamento dei fantasmi : questo si effettua solo in proporzione del contributo (diretto o indiretto, suggestivo o telepatico) fornito dai presenti, e specialmente da colui a benefizio del quale si fa revoca¬ zione. Oggidì gli spiritisti meno fanatici si contentano infatti di dirci che le rassomiglianze con determinati defunti sono per lo più parziali e approssimative. Evidentemente, se la Katie King di casa Avellino (dato che fosse!) differiva da quella di casa Ckookes in qualche particolare, ciò dipendeva dalla imagine mnesica — non però criptomnesica nel caso nostro — che la Paladino serba di quella sua parente del- l’Al di là sulle impressioni dei ritratti da lei veduti o uditi descrivere nella sua ormai lunga carriera professionale di medium ricercatissima e disputatissiraa. III. Una sconosoidta? La giovine donna affacciatasi di fianco alla finestra non ha ricevuto battesimo: per tutta l’assistenza è rimasta una sconosciuta. È bensì vero che qualcheduno ha creduto rav¬ visarvi lo stesso fantasma di mezzo, al quale s’era data la denominazione di “ Katie King „ : gli rassomigliava nell'ab¬ bigliamento del capo, nelle linee generali del volto, nella stessa cortesia del saluto... Ma tale somiglianza può esserci apparsa maggiore di quel che fosse realmente, in causa della singolare acconciatura. Si notò, per di più, qualche diffe¬ renza anche tra le due comparse successive di quella forma : nel modo di presentarsi e nel complesso dei lineamenti si sarebbe detta la stessa “ persona „ , ma la seconda volta il suo turbante appariva ingrandito. In ogni caso, anche questa sconosciuta, o mal riconosciuta che sia, era un prodotto manifestissimo d’Eusapia. Quell’af- facciarsi aveva i caratteri stereotipi del suo puerilismo men¬ tale in rapimento medianico: la “ persona „ pareva volesse curiosare nella stanza, e far con noi il giuoco fanciullesco del rimpiattino. Miserie della “ spiritualità „ quando diviene materialità ! Io inclino perciò a credere che con quella testa il subco¬ sciente d’Eusapia abbia voluto proiettarci nuovamente il ri¬ tratto pseudo-vivente della sua “ sorella „ imaginaria dell’Al Morselli, Psicologia e spiritismo, li. 17 258 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II di là: giacché eravamo immersi in un pateticume di famiglia. Dietro la “ figlia „ era venuto il “ padre e dopo di “ fui „ ben doveva ritornare “ lei rendendosi ancora più percet¬ tibile ai nostri sensi. Infatti, la dimostrazione della tesi, che è sempre in fondo al pensiero apparentemente addormentato dei medium, conduceva a questo perfezionamento del feno¬ meno esopsichico : se “ padre „ e “ figlia „ s’erano mostrati a ino di imagini alquanto sbiadite, spianato, non aventi quasi spessoie, a un bel circa come le imagini ottiche virtuali pro¬ dotte da una lente o da un prisma, conveniva passare alla presentazione di una forma stereoplastica più distinta e che offrisse le caratteristiche del volume, del colore, della spes¬ sezza opaca e conseguentemente con la sua ombra... Intendiamoci bene : ricostruisco il processo logico della psicogenesi della materializzazione nel supposto (secondo me più probabile) che non siamo stati ingannati dal “ fantasma , laterale. IV. Un’evocazione di famiglia. L apparizione della donna dalla cuffia e del bambino che l’ha baciata, hanno per contro ricevuto un battesimo. Era intanto verosimile che noi dovevamo il 1° marzo assistere ad un evocazione di “ fantasmi di defunti , appartenenti alla famiglia dei nostri ospiti, giacché “ John „ lo aveva preannunziato vagamente. Ma è dipoi venuto un accenno esplicito di Eusapia, che in “trance, e impersonatasi in “John, avrebbe risposto a chi l’interrogava (Bozzano), che la donna matura sarebbe stata la madre della signora Avellino, morta in età ancor fresca, da quasi quarant’anni ; e il bambino un figliuoletto suo, deceduto nella tenera età di tre anni. Io non ho udito queste risposte del medium, ma so che in veglia costei ha poi confermato d’aver dato, con quella evo¬ cazione, un saluto di riconoscenza ai suoi buoni amici. Nello spiritismo il sentimento d “ amicizia , gode di un grande prestigio; e il buon John „ ha funzionato amichevolmente da ellenico Ermete psicopompo. Nessuno dei presenti dichiarò di ravvisare le duo figure : gli stessi membri della famiglia non le riconobbero. La sola che si ricordasse di sua madre, era la signora Avellino, ma torse non era in posizione atta a ben percepire: il fatto sta che non identificò la donna, tanto meno il fanciullo. Ri¬ guardo a questo, se la ricognizione di un fantasma infantile risulta sempre più stentata di quella di un adulto, gli è perchè un’evocazione spiritica famigliale 259 i connotati dell’individuo si costituiscono a poco a poco, e perchè nell’età prima il differenziamento personale è assai limitato. Ma nel caso presente la stessa maniera di presen¬ tarsi della forma (faccia rivolta verso la “ nonna „) impediva il riconoscimento. E anche per la donna la evanescenza dei tratti del viso non dava presa ad un’ identificazione sicura. C’è però il dato della cuffia e dei suoi nastri rosa (?) al¬ lacciati sotto il mento : la signora Avellino se n’è di poi rammentata, chè sua madre realmente la portava in quella foggia; ma senza i tratti personali del viso si può parlare di un riconoscimento ? Mi dicono che della defunta esista un ritratto in una villa a Stradella, e che il disegno generale dell’abbigliamento del fantasma ricordasse quello della pittura. Ma se è vero che Eusapia non è stata mai a Stradella, è tra le cose pos¬ sibili che ne abbia avuto sentore. Intanto si vorrà ammet¬ tere che un processo di identificazione basato su ragguagli cotanto incerti, e rimasto così imperfetto, ha poco valore. Che l’acconciatura del capo e il fazzoletto a cocche corri¬ spondessero al costume di quell’epoca, è certo un particolare notevole ; ma non di tale portata da costituire un fatto che dovesse essere interamente ignoto ad Eusapia. Costei appar¬ tiene ad una generazione che ricorda le mode e i costumi dell’ epoca , mantenutisi d’ altronde nelle persone longeve, nostre bisnonne nonne e prozie, fino a due o tre decenni fa. E poi “ una nonna generica „ non si immagina da tutti con una cuffia ? Basta ricordarsi di quei vecchi daguerrotipi e di quelle ingiallite fotografie, che sono alle pareti o negli album di tutte le case borghesi appena agiate e che stanno a ricordarci i più prossimi nostri morti. Rimane poi sempre l’ipotesi di una captazione telepatica di qualche connotato tra il subconscio d’Eusapia (per quanto mediocre “ lettrice del pensiero altrui ,je i recessi mnesici della signora Avellino. Noto in riguardo a ciò, che, se di tutti i particolari visibili del fantasma, non i lineamenti, ma la cuffia e i suoi nastri rosa apparvero più spiccati e ri- conoscibili, s’avrebbe una corrispondenza del dato telepla¬ stico col ricordo caratteristico e ad un tempo il più vivo sussistente tuttora nella sola persona presente, che poteva rammemorarsi la defunta. Niente “ spiriti „ ! Io sono disposto a credere — ammessa la rassomiglianza vaghissima e incertissima di quell’ecto¬ plasma speciale con una persona già vissuta — che Eusapia abbia fatto (medianicamente) il tentativo di “ pomparne „ il 260 PSICOLOGIA E SPIlttTlSMo, Il 7C,?rd° ,nel, cervell° f?1 ?noi ospiti, massime della figlia della defunta, e quindi si sia cimentata a presentarla con fonit»"™ “ ® • Persoflfic™or'e simile a quella sfortunata e fallita per mia madre. Porse, in una fase ulteriore, con altre fantasmi di ^ ° ° C°gli Avellino fra Assistenza, quei fantasmi di nonna generica „ e di “ bimbo generico si sarebbero meglio sviluppati, ossia si sarebbe andati incontro fo«p pr0grefsiva loro sPe«ficazione. Quando agli Avellino fossero sfuggiti inconsapevolmente, o a parole o a gesti riferentisi1 Ju'0””0^ pÌÙ precisi e di eventi ^i|liari ? aIla. loro madr® suocera e nonna, al loro figliuo¬ la 6 quand° ,EusaPia avesse continuato ad attingere, puta caso, nella loro coscienza e subcoscienza cornrdpf0 d’T? ° °°\ ^ alIa Presentazione riepS completa di determinate personalità. E il processo di idèn- ' Sti gli 5'S; "rebbe ♦ * * Un tentativo di fotografia spiritica. V fantasmi ” fissarne cioè le imagini sulle della nnhàmichef 6 non . vanno soggette alle illusioni deUa nostra retina, è il pensiero predominante degli spiri- t‘tllCheiSOtng?n°Jla venutadi entità superterrene, e degli re«ì Tn Cihe des,derano investigare la realtà ed il pro¬ cesso delle loro apparizioni. Cosicché abbiamo tutti provata una grande compiacenza quando il sig. Montaldo, che pronto “ 3h'na fin dal principio della seduta, aveva fatto scattare 1 otturatore proprio nel momento delle prime ap- f. ?,?"1 lenZ alc"n ,efetto- ci ha annunziato finalmente elio dn,-ant« i 'ndub^ S?.gm, di essere rimasta impressionata duiante la comparsa degli ultimi due spettri. della dU T0’™, C1 asPettevamo le imagini più o meno nette della vecchia dalla cuffia e del bambino; ma pur troppo, le ■ , <n 1 m desiderate dei fantasmi non si sono sviluppate dopo \ bagm rlvelatojn’ 6 s°no invece apparse delle macchie bian¬ castre non aventi alcuna analogia con figure umane. Il signor ™ldo’ poco soddisfatto del risultato, non ne ha dapprima enuto conto ; ma 1 esame della fotografia ottenuta è tutt’altro FOTOGRAFIE SPIRITICHE 261 che inutile, giacché la lastra presenta delle impressioni lu¬ minose insolite, non ascrivibili a penetrazione inavvertita della luce del gaz, nè ad errori di tecnica, nè a difetti del vetro. Chi le ha sviluppate è un valentissimo dilettante di fotografia, ehe s’è diggià esercitato in queste ricerche e che dà affida¬ mento di competenza. Forme o radiazioni ‘ fiuidiche . invisibili e di natura ignota, fotografate in casa Avellino dal sig. Montaldo. [Queste apparenze fotografiche corrispondono al momento della presen¬ tazione dei due ultimi « fantasmi » per opera di Eusapia]. Gli oggetti esterni che rimasero fotografati nella camera oscura della macchina rivolta verso il gabinetto medianico 262 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II e pm precisamente verso la cortina nera alla destra dell’assi- stenza, dovevano emettere o riflettere realmente dei raJ di ince i quali hanno attraversato l’obbiettivo, ne sono°°stati rifratt! e sono giunti allo strato sensibile nel punto focale La iI,oC0nfignrrr è]ale da escludere tanto il dubbio di una impressione da luce diffusa, quanto l’altro della fotografia de a lampada sospesa nel mezzo della stanza. Come si scorge lalla porzione che qui ne riproduco, sono dischi o fiocchi lu TanUdi lum ma-a; ne“a qUaIe si Percepiscono alcuni materia- “ lntensa’ <luasi di condensazione della materia qui c è una sorprendente analogia con certi corni »oS.( ■ ™b°'0!e) folo8ra“ •“ i*b“»to,v «z: Che cosa pensare di queste apparenze? La questione delle “ fotografie spiritiche . occupa un posto di primo ordine nella discussione sulle “ prove sperimen¬ tali „ dello spiritismo. Con essa incomincia la dimostrazione polemica dell Aksakoff contro i dubbi di Ed. de Hartmann e con essa si può dire che finisca (cfr. Anim. ’ frane., pagg. 26-86, 92, 172-242, 504, 607). Per uno stesso Sm’sulla lfstrfia “ tras.cfendentale ». cioè quella che rende e sonrah tto 11 ■°g5eti‘,ed 1.ma?ini invisibili all’occhio, e sopratutto fantasmi di determinati defunti, fu elevata dal Congresso spintico-spiritualistico di Parigi al grado di prova tunaue°rèffefte “"‘f*8 di un Mondo «lira-sensibile, . uan- tunque effettivamente gl, spiritisti di stirpe latina fossero ?e ^ capnEP0SVoLe°,.aTna -delle dubbie icnografie spiritiche nei cap. E. Volpi! Piu ricco, è vero, sembrava digerii lo delP Aksak orf ° •iVneri caP °. come si rileva dalla citateopera campo una foli» dl ™en°. essendosi verificata in questo campo una folla di inqualificabili frodi industriali e di com- dei credenti teS‘ aI.,a ,n"enuita ed al sentimentalismo dei credenti, non si era giunti allora a nessun grado di cer¬ tezza e si rimane ancora adesso ben lontani da o<»ni evidenza scientificamente accettabile. ° eviaenza rit£eqUÌ bÌS0«na distinguere : le fotografie che dicono « spi- ' Cb ® ” ,sono assal d'verse, prima per ciò che rappresentano terni tend0n° ™PPresentare, Poi a seconda del procedimento tecnico con cui sono ottenute. «imeneo fotografie spiritiche 263 A) Rispetto alle cose rap presentate, noi possiamo dividerle in otto categorie: 1° Fotografie degli effetti materiali del medivmnismo, come sarebbero i mutamenti avvenuti nella sala delle espe¬ rienze durante la seduta, le traccie lasciate mediante stru¬ menti registratori dai fenomeni accaduti, ecc. Questo primo gruppo di “ prove „ fotografiche ha un modestissimo signi¬ ficato, giacché i fenomeni non vengono colti sull'atto, e le lastre si limitano a confermare fatti che d’ordinario nessuno mette più in dubbio. 2" Fotografie dei fenomeni meccanici in attuazione : e tali sarebbero quelle di levitazione del tavolino , che io ho annesso alla mia opera (Tomo I, tav. 1, III, IV, e Tomo II, tav. Vili), e che si trovano in parecchie altre pubblicazioni sulla Paladino (Aksakoff, De Rochas, Fontenay, [Flam- marion], ecc.). Sono esse una riprova formale di autenticità per un fenomeno ancora discusso dagli scettici ; ma non hanno sostanzialmente altro valore se non di conferma ai fatti diggià percepiti dai sensi degli astanti. 3° Fotografie degli effluvi e delle emanazioni più o meno visibili all’occhio ^fiammelle, luccicori, aureole, ecc.), ora provenienti dal corpo del medium o degli astanti, ed ora formantisi intorno al medium, o nel gabinetto oscuro, ecc. Sempre meglio i dubbi dell’illusione riguardo ai fenomeni veduti sono opportunamente risolti dalla lastra sensibile. Le opere di Aksakoff, De Rochas, [Santini], ne contengono qualche esempio, quantunque sia riuscito finora difficile fo¬ tografare gli effluvi tante volte visibili anche attorno alla Eusapia. 4° Fotografie delle radiazioni di natura ignota im¬ percettibili ai nostri sensi normali, projettate dal medium in “ trance „ , o eventualmente dagli oggetti esterni che ne sono influenzati, o dagli stessi astanti della catena ; radia¬ zioni forse analoghe a quelle molte, prima sconosciute, che la fisica moderna ha rivelato esistere a nostra insaputa nel mondo, sia oltre ai limiti dello spettro solare (infrarosso, ul¬ travioletto), sia nella serie interminata delle forze naturali. Di queste radiazioni, che si formano attorno a certi medi e soggetti ipnotici particolarmente dotati forse di bio-ecte- nismo, gli archivi spirito-psichicistici offrono esempi sufficien¬ temente sicuri: rinvio anche su di ciò ad Aksakoff, a l) r Rochas. a Delanne, non che al Baraduc e al nostro Car- reras che vi si sono specializzati. [Aggiungo le opere più recenti di Bosc, di Gasc-Desfossés e di Santini], 264 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II errali < ^ot?Srafie . de?le forme siano parziali, siano inte-/ g ah ( materializzazioni,) che visibilmente si mostrano npr opera dei medium organizzatori di teleolasm? Z ° . 81 tJ “•camici , che pur con tanta freouenza « n«- capiscono nelle sedute. Io non so. per esempio TfotoJafie 1 „“ni sPettrah „ eseguite nel momenti^ della loro” così fugace comparsa; mentre tutti sanno dei ritratti <T°*2i« t^'Dg ». non che dei “ fantasmi „ materializzati d-illn nT forse, pur medianicamente suggestionava], ’ top - fotografie dei fantasmi invisibili, che si nresen tano pm o meno vicino al medium o nel c-anino delk snà azione medianica, e che, pur restando impercettibili per poter, di £ dopo zz^’ro <-* ° nnpUeK-f è la Categoria deUe vere fotografie spiritiche- e «negabilmente acquisterebbe valore stragrande se fosse dato d confermarla come la accettano gli spiritisti (efr Del J'e di 'mova tT0rielle’ ’99)- Se ne desumerebbero tre spechi - dte ■&* j; conda, m favore dello spiritismo evocatorio, poiché spettri co, ma uon visibili pero ad occhio amano, comparirebbero ncoroato dalla coscienza o giacenti nella subcoscienza del. ^r?0’ qUe 6 che a@lrebbero impressionando la astra rH ? = fz conta di frodi così clamorose e furfantesche (p. es. quelle FOTOGRAFIE SPIRITICHE 265 del fotografo parigino Buguet tra il 1873 e 74) da doverci camminare coi pie’ di piombo. Ciò non di meno, i dogmatisti dello spiritismo, fra cui A. R. Wallace, St. Moses, Aksa- koff, Lkvmarie Perty, Dénis, non che tre fra i propagan¬ disti come W. Stead, Humber e il cap. Volpi, ne vantano e ne mostrano esemplari * autentici ,, su ciascuno dei quali bisognerebbe operare una inchiesta e, qualcuno anzi dice una istruttoria! ’ Molti anni or sono le fotografie di cui si tratta mi furono comunicate dal colonnello Daviso, spiritista zelantissimo, e ne ebbi un impressione poco favorevole : vi lessi sotto l’inganno piu manifesto. Ma forse ero allora in un atteggiamento di eccessivo scetticismo. [Ho veduto in seguito le fotografie straordmarie ottenute a Roma dalla medianità dei due fra¬ telli Bandone; e specialmente dopo le dilucidazioni di E. Car- reiias le trovo ammirevoli... e conturbanti, ma, checché egli argomenti con calore di convinzione, non affatto dimostrative per la tosi spiritica, non potendosene eliminare l’origine psi- coradiantej. La Eusapia, per quanto mi consta, non ha mai (lato esperienze fotografiche di questo genere. 1" Fotografie delle apparizioni spontanee, cioè in as¬ senza di ogni medium. Ritengo che quest’ ultima categoria sia tuttora un desideratimi-, non si conoscono imagini di spettri autonomi apparsi senza l’azione biopsichica di qualche individuo sensitivo. E già la rarità dell’evento, fors’anco la sua costante natura allucinatoria, lasciano presumere che un si tatto argomento di supremo valore mancherà per un pezzo allo spiritismo militante. Io opino, anzi, che la sua man¬ canza dia la conferma più vigorosa alla necessità di surro¬ gare il termine di “ medianismo , (salvo il mutamento di si¬ gnificato intimo) a quello di spiritismo. 8" Fotografie di apparizioni provocate volontariamente per telepatia tra vivi. Si rientra con esse nella metapsichica sperimentale, massime dopo i tentativi abbastanza fortunati dei rumeni Istrali e Hasden, del quale ultimo il “ doppio bisecatosi sarebbe stato fotografato dal primo accanto al proprip letto di notte (cfr. in Barai. uc, L'Iconographie de df ripeterli f6 ’ PeCCat° clle llessano sia piu stato in grado , , B)flRi?uard° ,al Processo tecnico che produce le fotografie psichiche „, si scorge dal fin qui detto come se ne possano distinguere due gruppi principali : a) Le fotografie degli oggetti visibili , che impressionano 266 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II anche la nostra retina: di esse dobbiamo effettivamente af¬ fermare che siano prodotte da raggi di luce identica a (.nella, cui durante l’Evoluzione biologica si sono adattati funzio¬ nalmente 1 nostri apparati di senso; b) Le fotografìe degli oggetti invisibili , la cui esistenza ci rimarrebbe ignorata qualora non ce la rivelassero le lastre sensibili al bromuro: logicamente esse saranno il prodotto di reazioni chimiche svegliate da radiazioni di ordine differente da quello delle luci a noi conosciute, ossia dipenderanno da radiazioni (ondulazioni eteree) non letteralmente luminose, Je quali per ciò debbono figurare nel novero delle forze na¬ turali ancora ignote. La fotografia ottenuta la sera del 1° marzo in casa Avel¬ lino riproduce oggettinon luminosi, che noi non abbiamo per- cepito e che indubbiamente si debbono essere formati poco distante dalla medium, al di qua del gabinetto oscuro, e in relazione cronologica con la comparsa dei due ultimi fan- . apparterrebbe pertanto al gruppo delle fotografie dell’ invisibile Non è possibile affermare nulla di più. Qualcuno forse penserà che quelle macchie biancastre corrispondano a ra¬ diazioni di natura ignorata precedenti alla formazione degli spettri che poi ne sarebbero, per cosi dire, una condensazione- altri preferirà di credere che invece la lastra abbia colto il momento della loro dissoluzione quando sfumarono davanti ai nostri occhi; e fors’anco si dubiterà che l’Eusapia in trance „ abbia proiettato dal suo organismo soltanto quegli ectoplasmi indeterminati, quelle radiazioni transeunti, e che poi ci abbia suggestionato (mentalmente) di percepirli sotto una forma piu distinta e più personale... Siamo nelle incertezze riguardo all’interpretazione del fatto, ec! è miglior consiglio arrestarsi a esaminarne soltanto l’au¬ tenticità ovverossia a chiederci se proprio quelle forme flui- diche della negativa rappresentino oggetti reali comparsi nel campo dell obiettivo. Io ho già detto le ragioni per le quali propendo a considerarle per tali. Certamente, la “fotografia dell invisibile „ espone a molte illusioni ed è fonte di nu¬ merosissimi inganni; ma qui mi sembra che, per quanto mo¬ desti, ì nostri risultati non siano trascurabili nò mal fidi. Questo genere di fotografie è proprio quello che avrebbe diritto a denominarsi “ spirituale „, giacché non corrispon¬ derebbe a nulla di materiale pei nostri sensi. Ma ciò non implica che esse si debbano coII’Aksakoff chiamare “ tra - FOTOGRAFIE SPIRITICHE 267 seendmtali „ ! La terminologia introdotta dal celebre psichi- cista russo non è mai felice. Già i suoi termini di “ perso- nismo„ ed “animismo, non hanno servito che ad ingenerare confusione (cfr. Tomo I, pag. 54) ; ed ora questo di “ tra¬ scendente „, se è preso dal linguaggio comune, non ha senso alcuno in scienza; se poi si pretendesse toglierlo di peso dalla filosofia, riceve un'applicazione sbagliata, qualunque ne voglia essere la derivazione, se dagli scolastici o dal Kant. Ma lo si prenda pure nel significato semplicistico di supe¬ riore alla nostra osservazione ed esperienza: come possono dirsi trascendentali dei modestissimi risultati di facili ma¬ novre tecniche su lastre chimicamente preparate ad hoc? Non è corretto nè esatto lo scorgere della trascendenza fuori che nei concetti aprioristici e nelle intuizioni gnoseologiche, o, al più, quale equivalente di ciò ehe supera i poteri ordi¬ nari dei nostri sensi e della nostra ragione. Ma è abusivo chiamare “ trascendentali „ i postumi effetti di reazioni chi¬ miche: tanto varrebbe assegnare della trascendenza ai raggi X, ai raggi ultravioletti e infrarossi, alla cosi detta “ luce nera „ di G. Le Bon, perchè sfuggono alla percezione diretta e ci sono rivelati solo la mercè di provvedimenti tecnici speciali. Adunque, le fotografìe spiritiche, se sono vantaggiose per lo studio della medianità, non apportarono fino ad oggi alcuna prova in favore della sopravvivenza umana e men che mai della spiritualità di ciò che di noi sopravvivrebbe alla morte. Prescindendo dalla possibilità che tutti gli og¬ getti esterni le cui imagini si sviluppano sulle lastre, siano produzioni delle vibrazioni cerebrali accompagnanti il pen¬ siero di un vivente (e buoni argomenti ci lasciano sup¬ porre che ci dirigiamo con qualche successo da questa parte), non si può asserire altro che questo: — certe azioni radio- chimiche di forme ancora ignote di Energia sorpassano la serie di vibrazioni eteree accordate alla impressionabilità fotochimica delle cellule nervee della retina umana, e lasciano traccio durature di sè mediante opportune preparazioni di Laboratorio. — Ed ecco come il mondo “ metaeterico „ di Mvers rientra in quello etereo dei fisici; e la “spiritualità, si materializza attraverso i nostri grezzi meccanismi nella maniera più desolante. Gli spiritisti si consolano, supponendo che lo “ spirito „ è fatto di etere o di metaetere, e non ac¬ corgendosi, con queste ingenuità, di dare un calcio a tutta la filosofia veramente spiritualistica! 268 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II * * * Sempre sulla stessa stradai Questo il mio giudizio complessivo sulla mirabile seduta del 1" marzo 1902. Al modo come le abbiamo vedute, le grandi materializzazioni d’Eusapia, le maggiori, a quanto si dice, di tutta la sua carriera medianica, non arrecano alcun argomento positivo in favore dell’ipotesi spiritistica, mentre rimangono perfettamente comprensibili nella teoria meta¬ psichica. Io trovo che, dirigendomi da questa parte, mi in¬ cammino bensì su di un viottolo appena tracciato, ingombro di sterpi e spine , pieno di trabocchetti ; ma sentcT che i miei piedi posano su di un terreno solido, veggo che co¬ steggio la strada maestra della scienza sperimentale e della filosofia naturalistica: non ho sotto di me le sabbie mobili o le pantanose, su cui si eleva a stento la impalcatura barocca dello Spiritismo ; e neanco mi assorda e accieca il vento ap¬ portatore di nebbia che turbina giù dalle tre o sette “ sfere „ dell’Occultismo teosofico. Genova, 2-3-4 marzo 1902. SERIE IV. Le sei sedute date da Eusapia Paladino a Genova, nell’ inverno 1906-1907. PRELIMINARI Mia ripresa degli studi sulla medianità, e programma delle nuove sedute. I. Perche ho smesso e perché ho ripreso l’argomento. Dopo un intervallo di quasi cinque anni, durante il quale ho messo in disparte tutti i manoscritti delle mie Note sulla medianità di Eusapia Paladino e sullo spiritismo in generale, mi accingo nuovamente ad esaminare i fenomeni prodotti dal famoso medium Napoletano. Due ragioni principali mi avevano dissuaso dal pubblicare durante questo periodo di tempo quelle Note, come avevo promesso ed annunziato. La prima, una ragione estrinseca. — Le polemiche gior¬ nalistiche scoppiate nel 1901-2 attorno allo spiritismo in genere e alla Paladino in particolare, e nelle quali s’erano accapigliate, da una parte la incompetenza presuntuosa e sarcastica dei negativisti a tutta oltranza, dall’altra il fana¬ tismo semi-settario dei credenti di facile contentatura, non incoraggiavano un uomo di scienza a entrare nella mischia. C'era il pericolo di vedersi mal compreso in ambo i campi contendenti: e ho preferito di ritrarmene, rimandando il mio intervento nel dibattito a epoca più opportuna. I 270 PSICOLOGIA e SPIRITISMO, II bis 10 e seti ietto d'uii esame’imiiarziale def fitti' oSnltato 8enoino più che bastevole delle teorie • n, J? \ d U"a C0,10S('enza la mia coscienza di psicologo Vè ’ ? ,ssato un P0’ di tempo, dubbio di non avere invescato Ilf SOfrg,ere davanti il austero, mentre irli studi teori,.; d metodo abbastanza titillati ioi venivano Convincendo l“^Ì'ha”S» ntava una grande ponderazione Ho detto Ino- gg ° me‘ che bisognava rivedere i c0„„ ■ alloia a me stesso seminare le **££5 >* P™». ri- mi sono messo, volontariamente in sdii!0'" Pl0Pne; 6 cosl Attendevo l’occasione ri; ’• n sdenzio ed in attesa. -Paladino, gi.ediè altri medl.^SSi" ““ti' “““ T '* medianità. Alludo specialmente “el Vestibol° della genti, agli incarna^ TbeTo ta P.81C0^fi- « veg- m questi ultimi anni: la loro fio! !™ dl esaminare sommo interesse per la n«ipr i • nomen°l°gia è sempre di ma d’ordinario è disgiunta da ® 6 suPerno|male, lergia, telefania anirorfi ,„ ò C ■ eletti fisico-meccanici (te- amio avviso la norzfónl’ 'natenallzzaz‘oni)che costituiscono più scientificamente atiliS"ead!rSK5to^bÌ-e-?-PerCÌ6 E intanto nel campo della Metansirh • spiritismo», notevoli avvenimenti che l„nnn ? S1 SODO succeduti l’attitudine, cosT dei vecchi adente° " SU° rigUaado come di molti scienziati nei- In ^ d®‘ c oUnnar! spiritisti, sari o dispregiatori di questi °StlDatÌSSÌnii avve>- spMLTistrhanncfavuto^caslonelires f ^ fenomeni * psichici ZZT 6Sam,nare e di descrivere Medi potentissimi, comTfl bSt di'S 6 sign,ificanti- di S. Francisco, la Piner di «ini ^ 1 Melbourne, il Miller “Dama mascherata» di Berlino k Tho epper dj Boston, la Virginia e l’Aiscba di Vili n 3 bompson di Londra, la gnorina Carme* À ^,,1“*“? Algeri, la si- Doliti di Roma, la sSa Pfl],? °na’ 1 Eandone ed il meglio dal ^ nnhblf3 Paladlno- so”° stati conosciuti diana; e quafcuno di ell ^6" “fT della stampa quoti- ritistica dove fino allora imenivl"^ hlVltata cercllia spi- autorità scientifiche di indi.? V3’ S è lasciato osservare da •a V~«. R'”"’ ULTIMI PROGRESSI DEGLI “ STUDI PSICHICI 271 Vero è che intanto sono morti alcuni medi famosi, fra cui la Fox-Jencken, lo Slade, la Rotile, mentre altri si sono ritirati dall’agone, come la D’Espérance, non senza lasciare uno stra¬ scico di dubbi e di reticenze sul loro conto; verissimo è pure che si sono ripetuti gli sconfortanti smascheramenti di altri medi spettacolosi a “ materializzazioni „, quali Eldred e Craddock, e che i grandi fenomeni di Algeri sono stati inquinati dal- l’auto-confessione (evidentemente falsa) d’nn presunto “ com¬ pare Tuttavia, l’incondizionata fiducia dimostrata dagli adepti verso gli “ apporti „ archeologici di Bailey e verso i “ fantasmi „ di Miller, verso le incarnazioni della Smith, verso le rappresentazioni coreografiche e musicali delle me¬ dium ipnotiche Maddalena e Nydias, e verso le clamorose esperienze di telepatia teatrale dei coniugi Zancing (per non citare che i fenomeni più impressionanti arrivati a cono¬ scenza della massa dei lettori); la sfida lanciata nel 1906 dallo spiritista arcidiacono Colley al prestidigitatore Mas- kelyne, seguita dalla condanna giudiziaria di costui ; il viaggio aereo, fantastico ed ineomprensibile, di due ragazzi in Ruvo delle Puglie; le numerose case infestate o fanta- smogene discoperte nei luoghi più diversi, e con esito procla¬ mato negativo (?) rispetto alle cause dei rumori, dei trasporti di oggetti e delle sassaiole; la manifestazione, più o meno sicura, del reduce spirito di Hodgson.... ; queste e altre simili vicende dello “ spiritismo „ recentissimo hanno rivelato i progressi di una corrente ormai irresistibile di credenze, e l’esistenza reale di una categoria inesplorata di fenomeni na¬ turali su cui la scienza deve pure, presto o tardi, pronunziarsi. Sotto il riguardo delle dottrine psiehicistiche, se purtroppo sono morti in questi cinque anni parecchi degli illustri che hanno esercitato un ufficio culminante nella loro diffusione e, fortunatamente, nella loro depurazione dai vieti dogmi daviso- kardechiani, fra cui il Mtehs, I’Aksaiìoff, I’Hartmann, il Sidgwick, il Thuby, I’Hodgson fra gli scienziati, il Chiaja e il nostro Vassallo fra i propagandisti, si è avuta poi in compenso l’apparizione di un’opera di primissimo ordine, quale V Human personnality del Myers ; si sono prodotti gli studi del Richet sulla xenoglossia o parlata medianica di lingue sconosciute, quelli dell’esimio fisico Branly sulle ra¬ diazioni umane, del Blondlot e dello Chabpentier di Nancy sugli effimeri o dubbii raggi V, del col. De Rochas e del Mangin sulla mimica e sulla memoria regressiva nell’ipnosi; sono usciti alla luce gli ottimi libri, del Bozzano sull’ an¬ tagonismo fra la ipotesi spiritica e alcune teorie scientifiche, 272 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gato'ria Klitt i«7«- §§S§fg|git iillspssssg sciando nella loro rrlorin ì A-MB-8’ ®0HI.LLER e Bebgsos (la- a-jiara sfià^^sSEti &S*35££&*%£& ?°‘ ■' guaste sedute, cbe avrebbero dovuto essere di u:s,r?:™rt,.v“"ìcai0 111 rff“™ .-«uXrss: Spu “ m“ SJK25A «c“h!è SCOPO E METODO DELLE NUOVE SEDUTE 273 di trucchi „ . 6 che iu ltoiua brillanti giornalisti avevano assunto il còmpito di battere in breccia la “ superstizione spiritica „. Ora, quando la stampa più seria si impegna a fondo in una questione astratta, lontana dalle consuete preoccupazioni politiche e sociali, e senza rapporto alcuno con le vicende della cronaca quotidiana e mondana, se ne desume che una nuova e forte corrente di idee s’è formata e che il gran pubblico vi presta attenzione. Qui poi, dati i prece¬ denti del Corriere nella precisa questione della fenomeno¬ logia di Eusapia, sulla quale gravita ancora l’accusa di trucco, lanciatale da E. Torelli- Vtollier e così fortemente ricalcata dalla Commissione di Cambridge, l’atteggiamento del grande giornale milanese era, per sé solo, un indice della importanza del momento storico per lo Spiritismo. * II. Lo SCOPO E IL METODO DELLE NUOVE RICERCHE. 11 nostro còmpito non è agevole. Ci si chiede, infatti, di arrivare almeno a risolvere il problema iniziale della media¬ nità di Eusapia: cioè se i “ miracoli „ che le si attribui¬ scono, siano genuini e veridici; e qualora tutti i fenomeni non lo siano, giacché per confessione sincera dei suoi apo¬ logisti la impostura consapevole e la simulazione incosciente dell’isterica vi hanno la loro parte e vi si mescolano inaspet¬ tatamente alla, verità, noi dovremmo almeno stabilire quali tra i suoi “ fenomeni „ siano verosimilmente gli autentici. Noi non ci piglieremo certamente l’ufficio di un tribunale d'appello, anche se Barzini dovrà o potrà, per mezzo del suo autorevolissimo e diffusissimo giornale, influire sulla pubblica opinione. Per conto mio mi dichiarerei soddisfatto se con queste nuove esperienze giungessi a consolidare le opinioni che mi sono formato nelle sedute del 1901 e 1902: io non ho intenzione di darmi alla propaganda in prò' o in contro d’un determinato modo di pensare a riguardo dei fenomeni me¬ dianici. lant è, le credenze o le opinioni su questo subjetto mi sembrano del genere di quelle religiose o filosofiche: ognuno crede o giudica in conformità del suo temperamento. I iò che a me preme è di convincere o di disingannare il mio signor Io: ciò che mi spinge a scrivere è di spiegare quanto sia stato lungo, e torse tortuoso ma sincero, il pro¬ cedimento empirico e logico pel quale io sono arrivato al presente mio stato di credenza. Morselli, Psicologia e Spiritismo , II. 18 274 PSICOLOGIA E SPIBITISMO, II E mcomprensibile coree ci si trovi sempre in un atteg¬ giamento di lotta, non già circa alla spiegazione, bensì circa alla realtà dei così detti fatti spiritici dopo un sessantennio da che sono stati visti e toccati, descritti e illustrati da una toìla di persone comuni e di personaggi esimi. Eppure, è così: tanto che il programma delle nuove mie osservazioni sulla mediamta della Paladino, volendo da un lato rispondere alle esigenze di questo momento storico, dall’altro informarsi ai principi di un metodo sperimentale ragionevolmente graduato, dovrà concernere, in primo e particolar modo, la realtà e la autenticità dei fatti: in via subordinata, e solo quale possi¬ bile coronamento della indagine, potremo avanzarci forse verso la discussione delle spiegazioni ipotetiche e teoretiche dei fatti autenticati. Ora, stabilito lo scopo generale della ricerca, ci si sono parati davanti vari problemi di tattica: — come, dove, con quale procedura, con chi, e fino a qual punto sperimentare? Ma prima di esporre o di formulare un programma di ricerche, c è un quesito da guardare risolutamente in faccia- — è possibile fare dello sperimentalismo senza un’idea che serva da filo conduttore? ossia, è possibile studiare i fatti spintici „ prescindendo dallo “ Spiritismo „ ? Fra i negatori e gli asseveratori egualmente affaccendati per diminuire o per esagerare la verità, fra coloro che si compiacciono esclusivamente nel teorizzare o che disprezzano Je ricerche metapsichiche perchè non si può eseguirle con metodo propriamente scientifico, io sto nel mezzo. Penso anch m col filosofo umanista e pragmatista F. C. Scuillbr che convenga raccomandare agli spiritisti di applicarsi un po di piu all elaborazione psicologica della loro ipotesi, in luogo di meravigliare gli spettatori colle stranezze dei feno¬ meni e con la debolezza delle loro argomentazioni „ (“ Proc. S. • p. u. „, XVII, p. 251); ma non vorrei poi spingerli troppo verso le sconfinate terre dell’ipotetico. I “ fatti „ medianici sono cosi poco conosciuti nel loro determinismo, per l’ap¬ punto, psicologico, che mi parrebbe più prudente arrestarci per adesso a vederli nel loro stato di “ spettacolo „ soltanto introducendovi più ordine e più esattezza. Le sedute “ spi¬ ritiche „ nella condizione attuale del dibattito, sono una penosa necessità. Aveva forse ragione I’Hutsmans di chia¬ marle crudamente “ les goguenots de VAu-de-là „ contro chi pretende trarne illazioni spiritualistiche e principi filosofici, cosmologici ed etici ; ma insomma, come e dove studiare i SEDUTE SPIRITICHE E SPERIMENTALISMO 275 medi e i fenomeni medianici fuori della loro procedura tradizionale e consuetudinaria, e fuori dei loro “ circoli „ ? Senza dubbio si uscirà una bella volta dall’empirismo “ spiritistico „ ; chè gli stessi spiritologi, non avendo più paura degli apparecchi e processi scientifici, mostrano ora di desiderarli, anzi tanno pompa delle loro concessioni al metodo sperimentale. Infatti, scrive egregiamente il Flournoy, “ non spetta agli scienziati di abbassare le esigenze rigorose di questo metodo per agevolare la ammissione di fatti stra¬ ordinari e ancora contestati: spetta a questi medesimi e ai loro difensori di forzare, se lo possono, le porte del tempio della scienza con un raddoppiamento di prove evidenti ; e nell’attesa del successo , di tollerare l’altrui scetticismo perfettamente legittimo». Ciò nonostante, nell'uccostarci ai fenomeni di mediumnismo dobbiamo ancora ricordarci della loro storia e del modo con cui, sotto la spinta dello spiri¬ tismo, si sono fin qui effettuati e sviluppati: il mediumnismo, qualunque ne siano la natura e la genesi, ha figliato, cor. le ragazze Fox e con i loro epigoni, la dottrina spiritica, ma poi ne è stato assorbito; ed una seduta di medianità, anche se tenuta in un circolo di uomini di scienza, ha sempre un po’ dei prischi caratteri di un “ rito spiritico „ (G. Morelli). Io sono, pertanto, con Baudi di Yesme quando scrive che fa¬ cendo della metapsichica bisogna ritenere la tesi spiritica, ma semplicemente come uno strumento di lavoro, per giungere a discernere il contributo della “ intelligenza „ entro ai feno¬ meni, e particolarmente a stabilire di dove essa provenga; il che significa puramente e semplicemente fare la “ psico¬ logia dello spiritismo ». È ciò a cui fin da principio homi¬ rato con queste mie Note. Avevamo dinanzi a noi due metodi principali di ricerca: 1" osservare i fatti nella loro produzione spontanea e assistere, per cosi dire, passivamente alle manifestazioni della medianità eusapiana, annotando le circostanze tutte in cui avvenivano. — Ed è il metodo ordinariamente fin qui se¬ guito in questi studi, dove si tratta di funzioni automatiche la cui scarica, secondo gli specialisti in materia, deve per ora essere lasciata libera da ogni sorta di coercizione : lo stato attuale della Metapsichica obbliga spesso ad accettarle senza discussione, come a me è toccato di fare nelle sedute descritte precedentemente ; 2° sperimentare sui fatti, studiando possibilmente le manifestazioni medianiche secondo regole prestabilite, sia 276 PSICOLOGIA E SPIHITISMO, li col preparare e mutare opportunamente le condizioni fa¬ vorevoli o sfavorevoli alla loro produzione, sia dirigendo l’at¬ tività del medium secondo linee determinate. — Ed è questo il metodo schiettamente scientifico, sotto la cui egida vor¬ rebbero gli studiosi pronunziarsi in ordine alla realtà ed estensione del mediumnismo ; ma per applicarlo in tutta la sua interezza vi sono stati fino ad ora (salvo due o tre ec¬ cezioni) e fortissimi si mantengono vari ostacoli che ogni proponimento di scienziato non riesce a superare. Li ho piu volte indicati, e non li ripeto. a Avremmo ben voluto sistemare, nell occasione, una serie di esperienze, vere e proprie, tanto coll’utilizzare tutti i mezzi di cui oggi dispongono la fisiologia e la psicofisiologia, quanto col mutare deliberatamente le condizioni di produzione dei fenomeni. Non è difficile, per chiunque abbia conoscenza anche mediocre dei processi sperimentali, stendere un pro¬ gramma ben nutrito di studi. a) Una prima serie di indagini dovrebbe rivolgersi allo stato somatico-tisiologico del medium avanti, durante e dopo l’accesso medianico di ‘ trance „, stabilendo minutamente le modificazioni che si avverano nelle sue attività funzionali (cii colo, respiro, ricambio materiale, disassimilazione, ter¬ mogenesi centrale, termometria cerebrale, ergografia, dinaino- metria muscolare, e possibilmente bioelettro- biofoto- e ,bio- magnetogenesi, psicometria, stenometria bio-psichica, eec. i. b) Una seconda e simultanea serie di ricerche prenderà di mira le contingenze esteriori, le manifestazioni in atto e gli effetti della medianità. Si comincierà col porre il medium in condizioni tali da impedirgli ogni frode, o isolandolo o cir¬ condandolo di apparati discopritori. E questo si otterrà colla eliminazione del gabinetto nero e della “ catena tiptica „ ; con la abolizione del controllo, che si riduce ad una coerci¬ zione piu pei vigilatori che pel medium ; con l’uso di sedie, sgabelli isolatori e tavolini con suonerie elettriche o coi loro piedi in astucci isolanti, oppure a sospensione dinamometrica; col disporre uno sfondo bianco ben rischiarato, gabbie e reti divisorie, oggetti spalmati di sostanze rivelatrici d’ogni tocco colposo di mani e piedi; infine, col ricorrere al rivestimento completo del medium con abiti nuovi, ecc. c) ' passerà poi ad applicare ai fatti di telergia strumenti automaticamente registratori, come tanti ne pos¬ siedono d’uso oggimai comunissimo i Laborat.orii fisiolo- g ci e psicologici e le Cliniche (chimografi a cilindro af- fu mato girante, miogratì ed altri consimili apparecchi .» SPERIMENTALISMO E MISONEISMO DEI MEDI 277 penne inscriventi, diapason elettrici e segnali di Desprez, interruttori a leva, anemografi pel “ vento „ spirante dal gabinetto, schermi fosforescenti, bilancia di Mosso per le oscillazioni del peso del medium, ecc., ecc.). ri) Da ultimo, si sfrutteranno più largamente che sia possibile, come ha indicato Carlo Riciiet, le azioni chimiche delle varie sorta di luci, disponendo tutt’attorno macchine fo¬ tografiche o cinematografiche ad obiettivo aperto, fissando in¬ terpolatamente o continuatamente sulle loro lastre sensibili tutti i prodotti, visibili o invisibili per gli occhi, della bio- radioattività e della teleplastia medianiche (fiammelle, au¬ reole e radiazioni luminose, dislocamenti e voli di oggetti, materializzazioni, fantasmi, ecc.). Ogni investigatore può a piacere, o conforme ai suoi in¬ tenti. sbizzarrirsi in preventivi c tentativi di questo genere; e la storia delle spiritismo e psichismo ne insegna molti e variatamente disposti. Perocché, oltre ai primi congegni fisici per lo studio dei tavolini giranti e dei moti incoscienti iHare, Faraday, Babinet, Thury, De Gasparin, ecc.), il Crookks dal ’7l al ’74, il Buttlerow e il Mendèliei k nel '76, il Lodge più presso a noi (“ Proc. Soc. f. p. R. „ ’93), I’Encauhse-Pamjs (“C.-r. Congr. intera. Psych. „ ’900), il d’ARsoNVAL (“Bull. Inst. Psychol.„,’05)), il Riciiet, I’ànastay, lo Joiiie, il Boirac, il Delanne stesso, hanno gettate le basi e dettate le norme per una ottima organizzazione dei Laboratori per le ricerche psichiche. Non ci sarebbe altro che metter quei dettami in pratica e avvalersi dei loro procedimenti cosi ben coordi¬ nati e dei loro apparecchi di verifica per fare del * media- nismo (= spiritualismo !) sperimentale,.... Ma data l’antipatia misoneistica verso la scienza dei medi in genere e della Paladino in ispecie (pur essendo costei, da anni, la più accessibile all'esame scientifico), una cosa è il progettare ed altra è l’eseguire. In dicembre 1906 noi non abbiamo trovata Eusapia gran che più propensa a lasciarci “ sperimentare „ secondo il nostro desiderio ; la sua arren¬ devolezza di fronte ai processi e strumenti scientifici era al¬ quanto maggiore che nel 1901-2, ma non era assoluta. Abbiamo, dunque, dovuto fare di necessità virtù, e salvo alcuni espedienti, che a tempo e luogo indicherò, rinun¬ ziare al grosso elenco di “ Procedimenti tecnici per lo studio sperimentale bio-psicologico della medianità ,, che io avevo, con tante speranze, preparato. Dall’altro canto, non bisogna poi credere che, toltane la verifica materiale del fenomeno e 278 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II una maggiore determinatezza delle nostre cognizioni in pro¬ posito, questi procedimenti di tecnica fìsica e fisiologica, queste registrazioni grafiche penetrino a fondo nelle viscere dell’e- nigma le quali sono di indole e genesi schiettamente psicolo¬ giche. Che cosa si è ricavato a riguardo dellanaturadel pensiero dalle tante indagini sulla chimica del ricambio o sulla tem¬ peratura del cervello? Che cosa ha dato il metodo grafico, tanto prediletto ai fisiologi, di fronte al problema della spon¬ taneità del movimento negli organismi vivi o della sua deri¬ vazione dagli agenti fisico-chimici? Non facciamoci illusioni sulla possibilità di ricondurre i fenomeni medianici, che sono, alla fine, fenomeni esclusi¬ vamente bio-psichici, ad elementi meccanici mediante pro¬ cessi meccanici ; il vero positivismo non si deve più confon¬ dere con questo ormai decaduto materialismo empirico e gretto dei tecnici da Laboratorio (io lo combattevo or sono quasi trent’anni, fondando a bella posta la mia Rivista rii f ilosofia scientifica). Anche considerando il problema del medianisino come esclusivamente fisiologico • — il -che non è, essendovi una più larga e intima partecipazione della Mente che non della Vita basterà riferirsi all’aurea mas- sima metodologica, che un distintissimo biologo, Max Vkii- vvorn, ha dettato per la fisiologia generale, ma che io applico, mutatis mutanti ix, alla metapsichica: — ‘ Non esiste nessun metodo speciale; ma è buono quel metodo che conduce diritto allo scopo. I metodi vanno scelti secondo 1 problemi, non già i problemi secondo i metodi! Non e il metodo che qui sia unico, ma il problema; e per risol¬ verlo, lo studioso deve ricorrere a ricerche diverse, alle chimico- fasmhe e meccaniche, alle fisiologiche, alle psicologiche, alle storiche, ed alle filosofiche in egual modo, secondo che lo esige uno scopo speciale : ma tutte queste indagini devono tendere ad una mira sola . ,... &ÌV indagine della medianità (Cfr. Altqem Biologie, I, § 3). * Ciò che in verità il nostro gruppo desiderava, era di oltre¬ passare la sfera delle semplici e per noi oramai monotone azioni fisico-meccaniche (sebbene, costituendo esse gli elementi più strettamente obiettivi della medianità, siano sempre di sommo interesse per lo studioso): noi tutti ambivamo di pe¬ netrare meglio nel santuario della nuova religione eveme- ristica, e ci proponevamo di seguire docilmente, ma ocula¬ tamente la Paladino, qualora anche ci avesse condotti verso quelle evocazioni e comunicazioni “ spiritiche „ da cui sembra IL LUOGO DELLE NOSTRE NUOVE SEDUTE 279 che aborriscano gli stessi psichicisti, o per tema di figurare troppo ingenui, o per reticenza dettata da pregiudizi “scien¬ tifici Ed Eusapia, come si vedrà più avanti, ha infatti ten¬ tato di introdurci oltre il vestibolo del suo barocco tempio ; ma anche stavolta la Pitonessa ha rivelata tutta la miseria della sua inspirazione pseudo-spirituale. III. Il nostro ambiente sperimentale. Il gruppo di sperimentatori questa volta è più ristretto: si compone di me; di L. Barzini; del dott. G. Venzano e di E. Bozzano, la cui competenza ili metapsichica è ormai sta¬ bilita; del pittore italo-argentino Alfredo Berisso e della sua sig.” consorte, in casa dei quali terremo le cinque o sei se¬ dute della presente serie. La scelta del luogo ci aveva da principio un po’ preoc¬ cupati. Il “ Circolo Minerva „, dopo la morte di Vassallo, si trova disciolto o, per lo meno, non ha più sede propria. Avrei ben voluto che le sedute si effettuassero stavolta in un locale neutro e di carattere scientifico, per es. nel La¬ boratorio di psicologia sperimentale annesso alla Clinica neuropatologica e psichiatrica da me diretta ; ma questa ri¬ siede nel Manicomio, ed Eusapia certamente vi si sarebbe rifiutata, anche se noi fossimo andati incontro al sarcasmo degli ipercritici che avrebbero probabilmente parlato di “ cose d:”matti „. D’altronde, non è facile nè comodo sistemare in una abitazione privata una sala per sedute medianiche con tutto l'arredamento consacrato dalla tecnica tradizio¬ nale. Abbiamo pertanto accolta l’offerta dei signori Berisso che mettevano il loro alloggio a piena nostra disposizione per il tempo che fosse abbisognato, e che si incaricavano di darcelo pronto il dì dell’arrivo della Paladino. Non avremmo altrove scelto di meglio. Una ragione validis¬ sima per accettare era che il medium aveva già dato sedute ottimein quella casa; e ormai noi sappiamo come giovino alla medianità l’idea autosuggestiva di potere e il sentimento consecutivo di fiducia. Inoltre, l’alloggio esibito ci presentava condizioni favorevolissime: un quartiere eccentrico e tranquillo della città; una casa di nuova costruzione, e però senza vecchi ànditi ed armadii a muro che la potessero rendere sospetta ; 280 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II un quinto piano, ossia ad un’altezza tale dal suolo da esclu- dW^o 51 tradrnt° dal lat0 delle 'ina sala d angolo, con un solo uscio verso l’anticamera, e perciò age¬ volmente sorvegliabile. Xe dò qui la descrizione che vS per tutta questa serie di sedute! La sala misura metri 4,65 per lato, ed è abbastanza canate pel nostro gruppo: ne furono asportati quasi tutti i mobili tranne un grande pianoforte a coda che ne occupano angolo e che potrà servire a esperimenti di telecinesia (suoni a distanza)! Pianta della Sala e disposizione iniziale della “catena nelle sedute di casa Berisso (Genova). /ngr&so medmn.Vo rP°Stf fra..le.due finestre costituisce il gabinetto “eh usO dalle6 dalle d,ie sopratende, e in avanti mando nnd ? COr.tlne nCre Peud°nti dal soffitto, for- L’uscio Hfi • ,m° SpaZl° c,eco ‘"angolare, di m. 1,65 per lato. n “ dl lnoresso, chiuso a chiave all’arrivo d’Eusapia, verrà che in O snggeHato da me con spago e ceralacca: noto però nVl f, er,T’ °'tre ai due coniu^. non c’è che una gio- SdA““?P“rtS,r*™ r"eg‘“ in «- eleuirT0"? ,interna h da‘a principalmente da lampade elettriche, di cui tre sospese al di sopra del campo di opera- Morselli, Psicologia e Spiritismo , IL Tav. XV. Eusapia Paladino nel 1907. (Da una fotografia del Doti. A. Hehi.itzka di Torino). h ARMAMENTARIO DELLE SEDUTE 281 zione: una a luce bianca, dell’intensità di 16 candele - una a cLc°una8(oÌtre aT altrMamp'adal-ì' p^ee’sUtenti* iE t ' reti di contro); ma tra le ante delL CS flit™ L° ìalotto^DVdinario rnÌSCe UD moderatia««o rischiaramento <lel salotto. D ordinario non opereremo mai in oscurità completa- res era sempre accesa o una stufa mobile ad"l Tirano del uscio, o un lum, no da notte situato sotto il pianoforte ’fd"e p.1" che sufficienti a permetterci la visibilità dei con- torni e ì chiaroscuri delle persone e delle cose. domanda T v°lendo soddisfare l'insistente (lomamla tattaci dalla subcoscienza di Eusapia coi cinque collii fo. carità.) , ci siamo spesso trovati nell’imbarazzo, non rii di m0,/erare e *nd"°r' convenientemente la luce Trasportando or qua ed or là per la stanza la stufa ad alcool al riparo delle portiere delle sopratende o di un para- TOdi ’fAv°rTd° a ce,Uense con un paralume circolare fatto di van, togli di grossa carta giallognola da imballaggio abbiamo ditXmÌr,fnrante C 861 8edute- una varietà notevole di gradi d, .Hum, nazione; y»„l( mai, il buio completo. S’intende perciò che eccetto i rari momenti di tenebra da noi concessi a^ Em sapia, massime m principio di seduta allo scopo di ‘ allenarla noi ci siamo trovati quasi sempre in condizione da poter eser¬ citare le nostre facoltà visive sui fenomeni; e questi sono ac¬ caduti anche in piena e viva luce. E una circostanza che andava fin da ora annotata, dappoiché le nostre sedute mirano parti¬ colarmente a dissipare alcuni dei dubbi insorti fin dal principio latrice'de]lb„ióandl "7™ W sulla efficacia tute- latrice del buio per i trucchi della Paladino. Il tavolo medianico, appositamente costrutto, pesa chili 3 600- di fianco al gabinetto stanno un altro tavolo, pesante chili 10 300 ed un piedestal o di chili 8.600, per la macchina fotografica Alcuni dei soliti oggetti prediletti da ‘ John perché non Io costringono a grandi sforzi di imaginazione creativa ossia campanello tamburello, chitarra, trombetta da fiera, palla di gomma, bottiglia e bicchiere, funicelle, arancii, giocattoli a ma novella (carillon,), eco., sono collocati qua e là per la stanz'a sul fuori 0dXgportataUddl UDa 8?7Ìola,entro <• gabinetto; e tutt iuon della porta a di mano del medium. Abbiamo poi il con¬ sueto vassoio colla plastilina molle per le impronte Ual mio Laboratorio psichiatrico io ho recato un metronomo afi’umata,Zm,n di6 eUnCaV un ,cilindr0 Sirante rivestito di carta resc“nti dft?lano’ carte cosparse di sali fluo¬ rescenti,... tutta apparecchi atti a registrare i movimenti delia m.dium e degli oggetti da essa influenzati, segnalandoceli al bum, o conservando le loro traccie in curve grafiche in 'o rnell W^'06, eeU' grossa stadera con piatto’ à biHco sta nell antisala per pesare Eusapia prima e dopo della seduta. 282 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Tre macchine fotografiche, con obiettivo ad otturatore, sono apprestate in diversi punti della sala: quella già accennata a destra del gabinetto, un’altra sul pianoforte di fronte ad Eu- sapia, ed una terza da disporre secondo gli eventi. Alla spal¬ liera della seggiola di Eusapia io ho fissate fortemente con più nodi di cordicella due aste (bacchette da pittore), le quali so¬ sterranno al livello dell’occipite del medium una scatola erme¬ ticamente chiusa e contenente una lastra sensibile al bromuro (chàssis) ; noi tenteremo così di fotografare lo 4 radiazioni neu- riche che per avventura sfuggissero dal cervello d’Eusapia durante le sedute. Col medesimo scopo, io ho preparata una lunga striscia di pellicola sensibile ricoperta da cartone e ne faremo corona attorno al capo del medium durante l’estasi. Fino dalla prima sedata io e Barzixi sediamo al controllo, io iì sinistra, Barzini a destra della Eusapia: l’assistenza ha deciso che noi due avremmo funzionato da invigilatoci durante tutta la sene e occupato sempre il medesimo posto. A noi è parso che questa fosse una condizione favorevolissima alla verifica dei fenomeni, giacché il troppo frequente “ cambio di guardia „, quantunque domandato spesso da Eusapia sia in veglia sia in sonno, è tutt’ altro che una ragione di si¬ curezza. Alle volte sono chiamate all’ufficio delicato di con¬ ti ollori persone sprovviste della necessaria resistenza di at¬ tenzione e, specialmente, della capacità di essere ad un tempo oggetto di fenomeni e soggetto in osservazione. Intanto fin t a pruno disporci in catena ho notato, con compiacenza, che L. Barzini, col quale dovevo dividere il non indifferente peso della sorveglianza incessante sulla medium, possiede una rara calma di osservatore: non perde mai il dominio dei propri sensi; esercita un’inibizione tenace sulle proprie emozioni ; e nello stesso tempo denuncia i fenomeni perce¬ piti con la sua invidiabile chiarezza e concisa proprietà di linguaggio. Per questa ultima dote mi vien fatto qualche volta di paragonarlo a Guy de Maupassant. Lo affermo subito recisamente: noi due siamo sicuri, du¬ rante tutte le sei sedute, di cui narrerò in sommario la fe¬ nomenologia, d’avere tenuto sempre nelle nostre le due mani distinte di Eusapia, io la sinistra, egli la destra. In tante ore di contatto o di stretta si vorrà ammettere che le nostre percezioni tatto-muscolari si sono talmente affinate da rico- nosceie tosto, anche nel più completo buio ed in qualunque moment ° della serata, i caratteri morfologici e la particolare motilità automatica o volontaria degli arti superiori d’Eu- sapia. Per uno che possegga qualche nozione di anatomia e LA VIGILANZA SULLA MEDIUM 283 antropoloffia o che abbia un filo di attenzione, mi riesce incomprensibile l’inganno dello scambio di mani: una mano sinistra è sempre una... sinistra, e avrà le dita, massime il 1)01 lice e il mignolo, di ben facile riconoscimento anche al buio, essendo esse sempre situate in posizione omologa, ma arrovesciata rispetto alla mano destra: evieeversa. De resto la sorveglianza ci è stata agevolata da ciò che le mani’ di Eusapia son rimaste assai spesso visibili, dappoiché, come ho detto, ben poche volte le abbiamo concessa 1 oscurità completa. E allo stesso modo ciascuno di noi due era in irrado, dopo quel po’ po’ di esercizio, di riconoscere il piede, fi ginòcchio e la gamba del medium affidatigli da la propria narte: li sentivamo quasi esclusivamente mediante la pres¬ sione ed il contatto di vicinanza ininterrotta, ma li abbiamo anche ispezionati spesso, spingendo lo sguardo sotto il ta- ' °Eiisapia si è subito dichiarata soddisfatta della nostra vigi¬ lanza meticolosa: data la sua ossessione della propria ven¬ ustà di medium, la severità corrisponde al suo desiderio, come ho già annotato per le sedute del 1901-2. Non 1 ab¬ biamo colta mai nell’atto di giuocarci il tiro dello scambio ,li mano e di piede, tranne una o due volte che indicherò suo tempo, ma che nella massa della fenomenologia da noi osservata in un totale di ventiquattr’ore di seduta non ''"Non ' insister ò7apiù che tanto sulla questione sempiterna del “ controllo Per chi ci crede capaci di esercitarlo con costanza e con oculatezza, sarebbe superflua, io spero, ogni ulteriore e inutilmente reiterata affermazione nostra di essere stati cauti e desti; mentre per chi ci reputasse osservatori poco abili e naturalmente meno astuti del signor critico, non riusciremmo a trovare frasi abbastanza eloquenti per convin¬ cerlo della nostra capacità. L’ esperienza da me acquistata in tante sedute “spiritiche, ed il paragone che ho potuto fare tra molti investigatori dei fenomeni medianici, siano dilettanti o studiosi, siano credenti o scettici, mi permette di affermare (senza tema di peccare di immodestia) che io e Luigi Barzini costituiamo una ottima e sicura coppia eli vigilatori per intelligenza ed accortezza; e sfido cln ci co¬ nosce personalmente ambedue, di dire il contrario. Inoltre, si è convenuto che anche le altre quattro persone costituenti la nostra ordinaria catena sarebbero rimaste sempre nella stessa posizione: — alla mia sinistra Ernesto Coz¬ zano; alla destra di Barzini, la signora Bensso ; di fronte ad 284 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II A»«h. qnMto retica, a produrre e *‘st a"ebbe giovato, in via teo- e Ja regolarità del possi hi fé* n i','- tio 0^n0^re"el b;'1 dell’ambiente dinamismo dei fenomeni * contributo personale al . ». codifica™ ™» •~it. . b. asTi «'■'H» h. persone. Porse questo intervènto n i 6 SUe sedute ^Itre fenomeni rilevanti che desidera" mn " g'0Vat° n da,'ci 1 mentare il numero degli astèntiTlo"^1'?-' ?Uando appassionati del psichismo ei ivo- 0 sceglierli fra cultori per l’attività mediumnica de a pILliè da stìmoI° nuita dal 1902 in noi Ad nini , Palesemente dimi- il nostro proponimento di invta;!U°d°’ pu,'.con tali varianti, sulle produzioni deffmedianl f E® C°n rig0re di nè ostacolato. aniU Eusapiana non fu turbato, per me, neBWe cSraate'e rèff^-^t “I Sedute consiste> (e quella di Barzini) tanto „n , ra(Ì01zata. la 'ma-opinione hir:sz £S£&r*° sulla del « C0rr/«f ^st-rtèhTloaCOnt0’ PrÌma SU,le co,on"e in un volumetto a paète ’ cte irTS a,Genova’ poi Plicità dello stile difficilmente f!L b f. la legante sem- letteratura dello spiritismo tcfi- “'VT U'11 “ella immensa P.„ Milano^' 1907)0 Per ciò ^do mond\d» >»^i z|om dell’insigne pubblicista io «è™ -P C|lles,e Pubblica- nn conveniva riprodurre nella lorn L"™* dubbio se Annotazioni da ine fatte sera nei- = fo ?e"uma le molte colareggiata dei fenomeni cui assetava™* deSCrÌ2Ì0,ìe P"*- raccogliere ancora i„ una snee.e ° .?°“ Pluttost° nostre osservazioni comuni e delle •SlDt-aS1 *! f,.'utto delle di un confronto, che sarebbe st «"e riflessioni. In vista qualità di scrittore* “me*L „ ° per le descrivere ordinatamente anche If c ■ PufS° dl rmnnziare a ladiniane: ripeterei male ciò che il mio k*”6 ""e SeLrate Pa‘ con quella sua ammirabile capaci tH i a d°Uo colan m modo tacitiano 1,„P ,, dl descrivere i parti¬ ne costituisce l'essenziale “ trascura>-e di ciò che ir," •“ -w. ..iot- ANALISI E SINTESI 285 per esaminare volta per volta i diversi aspetti teorico-pratici della dottrina spiritica. Da un lato, sarebbe dannoso alla intelligenza dei fatti non tenere divise le singole sedute, giacché ognuna di esse, e per le condizioni fìsio-psiehiche del medium e per quelle dell’assi¬ stenza, ha sempre una fisionomia speciale, nonostante il fondo uniforme del mediumnismo. D’ altro lato, una minuziosità eccessiva trasformerebbe quest’ultima parte dell’opera in una successione di processi verbali, che si stenterebbe a leggere e gustare. E preferibile trattare i fenomeni nel loro insieme, quali intuitivamente il nostro pensiero li concepisce collegati da relazioni di natura, di causa e di determinismo fisico e psichico ; ed è meno fastidioso vederli sfilare in gruppi omo¬ genei o similari, illuminandoli volta per volta con qualche chiarore di sintesi, pur se questa contenga un principio o un conato di interpretazione teorica. Siano bensì i fatti alla base d'ogni ipotesi o dottrina; ma dove la ricerca non muove da idee, o non conduce ad esse, si farà del tecnicismo o del¬ l’empirismo, non della scienza. Mi ricordo d’avere proclamato questa necessità di idealiz¬ zare l’ indagine sperimentale fin da quando facevo i primi passi nella mia lunga carriera di scrittore (p. es. in Esperi¬ mento e Scienza, Modena, 1871). Spero che, almeno in questo rispetto, gli spiritisti, che avrò ipercritici esasperati, non mi accuseranno di contraddizione, essi che si protestano “ spe¬ rimentatori „ (?), e poi son così lesti a salire dalle povere loro sedute tiptologiche alla cima di colossali costruzioni teo-cosmo-filantropiche, come si scorge, ad esempio, in quel libro di Eugenio Nus ( Choses de l’autre monde, 1880), che è stato per un pezzo, ed è tuttora, uno dei loro Evangeli. Genova, gennaio 1907. ^v- LA VENTESIMATERZA SEDUTA (27 dicembre 1900). Compendio della serata. Beri s so °S«ri ’ » -troviamo Puntualmente in casa scusso, Lmigi Barami arriva da Milano- lo • , -- ss c La serata del 27 può essere divisa in tre narri- noli» ptzsrs r* “nrr n— nate: si vedrà Z Z T™ del1?- manife^oni otte- il potere medianico della pZìTsì^ ■*- sa.«ta un munire nótoo°._J “t” S“tlto ‘««e '» Wi»"» il fremito , le ,fcoKli<^„ fenomeni accertati in catena 287 2. Movimenti e levitazioni del tavolino. — Dei movi¬ menti oscillatorii e sussultorii, degli innalzamenti parziali del tavolino e dei suoi scuotimenti espressivi, ora in moto di collera ed ora di ilarità, non è più il caso di parlare: quanto alle “ levitazioni „ se ne produssero varie, alcune della durata di parecchi minuti, e anche senza contatto delle mani: tutte in condizioni assolutamente incriticabili. 3. Moti, spostamenti e trasporto di oggetti senza con¬ tatto. — Dapprima la seggiola che avevamo collocato entro il gabinetto, a l'",10 dal dorso di Eusapia si è smossa e col carico degli oggetti che vi avevamo collocati sopra (circa chili 6) ha strisciato sul pavimento ed è venuta a toccarci i gomiti. — Indi ne sono partiti e volati, per così dire, verso di noi la trombetta, la bottiglia, il bicchiere, il giocattolo: li vedevamo nella penombra spuntare traverso le tende, ora venendo da sè nelle nostre mani protese ed ora cadendo in mezzo al tavolo. Un certo momento (al debole chiarore della stufa) abbiamo visto la bottiglia, spinta o portata da una specie di prolungamento della cortina nera, uscire con violenza tra me ed Eusapia, la cui inano sinistra io controllavo, e posarsi con forza sul tavolino. — In se¬ guito la seggiola del gabinetto si è data alla sua abituale escursione: con un faticoso giro essa è arrivata sopra la testa del medium, poi è discesa sul tavolino, indi, passando tra il medium e Barami, se n’è tornata al suo posto. 4. Picchi entro il gabinetto e sui mobili circostanti. — Di questi sopratutto la mia seggiola, nelle zampe posteriori e sull’impagliatura, è stata presa di mira dall’invisibile “ picchiatore „. 5. Gonfiamento della tenda nera e vento freddo dalle fessure delle cortine. — La “ brezza „ non mi è parsa così forte e fresca come nel 1901 al Circolo Minerva. 6. Tocchi e colpi di numi invisibili. — Più volte mi sono sentito palpare da mani e dita nettamente percepibili sul braccio, al fianco, sulla spalla di destra. Una grossa mano mi ha battuto energicamente e più volte sulla regione scapolare. Anche E. Bozzano, che è lontano lm. 50 da Eu¬ sapia. si è sentito ripetutamente toccare. 7. Spostamento di un vigilatore. — Il vigilatore tirato fortemente con la sua seggiola all’indietro sono stato io: una forza invisibile mi ha allontanato dal tavolo per al¬ cuni centimetri, pur lasciandomi seduto. 8. Accensione e spegnimento d’una lampada elettrica. — Anche questo fenomeno è accaduto a me. Mi ero messo 28S PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il in tasca l'interruttore elettrico dolio 1 ecco che questa ad un tratto si ! lampadina verde; ed tivainente, indi si riaccende 6- S‘ Spegne aIteraa- ln« ^ fa male, ed io cerco invino r^'8 grida che quella spegnere la lampada; senza che lo 1l|1“teiTutt<?re per ri¬ mano penetrarmi in tasca lo si trova SeDtlto nessuna done, lanciato sul pavimento ?] ? ’ C?1„suo ,ung° cor- Qnesto fenomeno non mi ha onv T delhl Sala' avnto, per me, tutte le caratterietfl 6 confess° che ha ^'.digitazione. Notai subito eh? EuÌì * giuoco di Pa¬ gliato che io ponessi la neri dell'- f stessa aveva consi- tasca di destra della giacca- ‘ , . . l,lfemittore nella mia zioni di pena all’improvviso illumin* ?e *e esclama- ' di sala erano studiate. Giurerei X nostro anl?olo 9. Percezione d’una ’ZIZ ■ ? ' fa,nmo iodati L biamo percepita successivamente ?“ ’(t nud°- - L’ab- di Eusapia: delle “dita molli e carnei ** -° •** ' Capelli agilmente. Anche questo Gnomi ? » V1 S1 movevano avvenuto nelle sedie del 1001 " ? Stato ldentiuo a quello sh - ì spalle d' Eusapia : quando io denn^* de! gablnetto o dalle Zlr|i e Venzano vedXEo n° «L T,' toccamenti, Bar- forme sporgersi verso di me C1-e dl braccio o mano in- 11. Apparinone d! « .ven,nni a lambire, volte l’assistenza ha segnalatala nebulose- ~ Una o due castre o semiluminose aventi auliche"11581^ di forme contro le tende nere; ma non ! aPP;»;enza di “ mano „ i contorni. ‘ sl è riusciti a fissarne bene Secondo periodo. — 7 n catena i/,w ■' distante dal gabinetto oscuro. l’incomodl4LStok1 dai? racji lì fmpfe lamentata dei- stufe ad alcool, si leva in piedi e Prementi dalla quanto io avevo già veduto in cas . P taTol!no> ripetendo i ss. tv* £ FENOMENI ACCERTATI IN “ CATENA „ 280 tal modo a formare la catena lungi dal gabinetto oscuro, restando Eusapia poco discosto dalla finestra, nel cui vano sta il grosso tavolo. Io mi accorgo subito che tutto quello spostamento è stato voluto dalla medium onde potere mu¬ tare il suo campo d’operazione: adesso le azioni telergetiche Disposizione della catena tiptica nella seconda partefdella seduta del 26.X11.1906. si porteranno sul tavolo e sugli oggetti che vi abbiamo collocati^ sopra e che non sono sfuggiti allo sguardo scru¬ tatore d Eusapia, quando ci siam messi a sedere davanti al gabinetto. E infatti il cambiamento di situazione non mo¬ difica di molto la fenomenologia. 12. Spostamento della g rossa tavola. — Questa si è smossa rumorosamente sul suolo, quantunque si trovi a 70-80 cent, dalle spalle d’Eusapia. 10. Ondulazioni, gonfiamento e svolazzo della copritenda della finestra. — Anche qui il fenomeno risulta importante per la distanza del drappeggio dalla persona della medium. 14. Messa in azione del metronomo. — Questo stru¬ mento si trovava sulla tavola, quasi a contatto del davan¬ zale della finestra, ossia nel punto più lontano da Eusapia. Ad un tratto, fra il silenzio in cui ci tiene tutti la attenta Morselli, Psicologia, e Spiritismo, IL 19 290 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II vigilanza che esercitiamo, si ode il tic-tac caratteristico del metronomo che da sè s’è messo in movimento, ha battuto una ventina di colpi, indi si è arrestato, per riprendere pochi mmuti dopo la autonoma oscillazione della sua asta a contrappeso. Il fenomeno era veramente impressionante- sullo stondo di chiarore filtrante dalle fessure della finestra tutta 1 assistenza discerneva la testa e le mani d’Eusapia che, impassibile, non s’è mossa. Letteralmente il metronomo ha camminato e s’è fermato da sè! 15. Trasporto di oggetti. — Dalla tavola sono arrivati successivamente sul tavolino una scatola fotografica, lo spor¬ tellino del metronomo, e infine il metronomo stesso. Io ho veduto abbastanza distintamente traversare lo spazio tra me ed Eusapia, venendosi a collocare proprio davanti a me cosi vicino all’orlo del tavolino che solo uno spostamento di mezzo centimetro l’avrebbe fatto cadere sulle mie ginoc¬ chia. Nel suo volo aereo il metronomo era in movimento- ma appena fu arrivato fra di noi, ecco accadere, sotto ai nostri occhi stupefatti, un fenomeno straordinario. 16. Materializzazione d'un braccio attivo. — Avverto prima, che eravamo in buone condizioni di rischiaramento : la mite luminosità diflusa per la stanza ci permetteva di distinguere il medium, il piano del tavolino, le nostre per¬ sone assise, le nostre mani in catena: si vedevano biancheg¬ giare le due mani di Eusapia tenute da me e da Barzini, che siamo certi, arcicerti di non averle lasciate libere un solo istante. Ora, il metronomo, che era arrivato, come ho detto, sul tavolino, seguitava a funzionare ; vedevamo nella semiluce u contrappeso dell’asta oscillare di qua e di là, ne udivamo il tic-tac regolare. D’un tratto il drappeggio della finestra, pendente dietro di noi alla distanza di almeno 70 centim., si gonfia all’altezza della spalla sinistra d’Eusapia e alla mia' destra, si avanza tra di noi due, si allunga come se coprisse il braccio d’una persona nascosta sotto la stoffa, arriva al metronomo, vi si raggrinza e vi si indugia sopra, come se dentro vi fosse la “ mano „ di quel braccio, e afferrata l’asta la introduce nella tacca apposita, indi, fermato il moto del- apparecchio, si ritira. Ma il metronomo, che pare sèguiti ad agire con piena autonomia, si rimette in azione; l’asta riesco dalla tacca e riprende le sue oscillazioni: però la tenda si riavanza, e di nuovo increspandosi attorno alla piccola pira¬ mide, lo riferma... Questo fenomeno, uno dei più belli e si¬ cari fra quanti ne ho veduto eseguire da Eusapia, si ripete, per nostra domanda, una terza volta. azioni complesse DEGLI “ INVISIBILI 2(1 1 1 i Paladino (parlo della sua persona corporea, che l’assi- tenza vedeva sulla seggiola, e di cui noi invigilatori perce- nivanio col tatto le inani e con la pressione i ginocchi ed i piedi) era estranea, in apparenza, all’evento meraviglioso. Noi tutti abbiamo avuta l’impressione visiva perfetta che dietro la stoffa agisse un personaggio invisibile; ma Barzini, che intanto s’era mezzo levato da sedere e ha guardato nel rovescio della sopratenda, ci assicurò che non c’era nulla: quel tumore, fatto di panno semovente, è vuoto. Eppure, la prima volta io ho chiaramente distinto che la mano invisibile pe¬ nava a trovare la intaccatura del metronomo e che delle dita inesperte, fors’anco perchè un po’ impedite dallo spes¬ sore del panno, si indugiavano nel tentativo di arrestare il movimento. Anche degno di nota è il fatto che alle spalle d’Eusapia non si trovava più quella officina di macchina¬ zioni ingegnose ed ingannevoli che, secondo i negativisti as¬ soluti, è if gabinetto oscuro ; la cortna nera pendeva immota dietro di me e di Bozzano, ed in sua vece ha agito la so¬ pratenda della finestra. 17. Liberazione di oggetti fissati. — L ultimo fenomeno della seduta non è statò meno ammirabile. Ho detto che alla seggiola di Eusapia io avevo fissato due bacchette da pittore°allo scopo di sospendervi poi uno chàssis fotografico ; ina °ià ci aspettavamo che quella novità non sarebbe an¬ data a’ versi di “ John King Questi, per dir vero, durante tutta la serata non s’è fatto vivo: ma anche nel supposto che egli agisse da muta e invisibile comparsa, noi ne cono¬ scevamo a°tutte prova l’umore bisbetico e l’antipatia ostinata per ogni tentativo (mi si passi il termine ostrogoto in vista dell’eteroclito attore) di “ scientitìcare „ la fenomenologia della sua figlia o protette. E infatti il “ buon John „ ha spesse volte frustrate le speranze degli studiosi, da quando Eusapia se ne lascia esaminare ed essi vogliono mettere in uso apparecchi fisici e fisiologici. lersera è andato a monte, anzi tutto, il mio progetto di registrare col metodo grafico gli effetti delle azioni a distanza; forse è stato u «John „ che, soffregandola con una delle sopratende, ha cancellate l’affu¬ micatura sul cilindro girante del mio chimografo. Ma certa¬ mente è “ lui „ che ad un tratto ha cavate una delle bac¬ chette dai molti e stretti nodi con cui ne avevo legata l’e¬ stremità alla spalliera della sedia d’Eusapia, se n’è servito per battere allegramente il tamburo sul tavolino, e poi 1 ha gettate ironicamente nel mezzo della sala. Ciò voleva significare che era anche ora di finirla, e ai 292 PSICOLOGI A E SPIRITISMO, II sette picchi chiedenti la luce abbiamo rotta la catena e le¬ vata la lunga seduta. E suonata mezzanotte ed io corro a verificare 1 suggelli dell’uscio: sono intatti! Terzo Periodo : — Fenomeni terminali fuori catena. 18 Spostamento visibile e accertato di oggetti a distanza effettatienefiI7 .°8SÌ8.tÌto a e*P~ti di telergTa eflettnati nella fase di semicoscienza che sussegue costante- mente all’estasi mediumnica. ° slante Per rendere meno penoso ad Eusapia il passaggio dalla oscunta al chiaro noi accendiamo soltanto la lampadina dal la» c,r°SS0\r P°1Chè essa si dice e si addimostra affranta di '" Ulmn dl P-es0 e’ coPrendole la faccia, la adagiamo su Poltroncina, accanto all'alto sgabello della macchina fotografica Pochi istanti dopo, la Paladino protende le mani erso questo oggetto, e noi scorgiamo il mobile mettersi in moto, strisciare sul pavimento e accostarsi al medium poscia tornare Prr°prÌ0 .asse verticale- scostarsene e ri’ di sicuro M , -e mani de,lla donna no“ lo toccavano Ui sicuro, e poiché dall uscio spalancato penetrava altra luce seguire Zr* sala ci permetteva d seguile ogni suo gesto. Io ho dubitato un momento della sincerità di Eusapia che seduta poteva abilmente avere spinto innanzi un piede fra le zampe del mobile per trarlo a sè e poi respingerlo: ma gli abiti de medium non arrivavano visibilmente a toccarlo; e'neanco c e servi7J 0rmarS‘ "elle St°ffe delle sottane Qna hozza voL ei? a ™°Pr>re un pseudo-arto dinamico, come altre oridnr -e ^ Per ”muta’ EusaPia ha sconsentito a ri- p odane d fenomeno; e i nostri occhi, resi ancor più aperti e attentt, hanno riveduto il piedestallo muoversi di nuovo nei due sensi, pur diventandone lo spostamento vieppiù sten- tato come se la “ forza , emanata dalle dita dellla medium s. affievolisse a poco a poco sino alla estenuazione Dubbie infrazioni alle leggi fisiche di gravità. GoUoeo in paràgrafo a parte altri due fenomeni terminali della sei ata del 26 dicembre, poiché lo meritano doppiamente : dubbie infrazioni alla legge di gravita 293 er la loro novità nella serie abbastanza monotona di mani¬ festazioni paladiniane ; e poi per la loro importanza... se fos¬ sero stati autentici. Ambi i fenomeni concernono il peso del corpo d’Eusapia, e si risolverebbero sostanzialmente in due infrazioni della legge fisica di gravità! a) Diminuzione di peso della medium. — Dopo il ri¬ sveglio, favorito da un’abbondante tazza di thè caldo col latte, là Paladino è stata condotta in anticamera per esservi pesata : e la stadera ha segnato col suo stilo chili 60. Poiché prima che ci chiudessimo nella sala delle sperienze la stadera medesima, non mutata di sede, aveva indicato il peso di chili 62.200, si sarebbe dovuto concludere che du¬ rante la seduta il corpo della medium aveva subito una perdita ponderale, e che l’insieme delle sue esteriorazioni biopsichiche importavano, in materia organica, due chilo- . franimi e duecento grammi. Eusapia indossava tutti gli stessi abiti di prima, nè ancora aveva emesso urina e feci : inoltre, pur ammettendo che la traspirazione cutanea e pol¬ monare, aumentata durante gli sforzi sonnambulici, sottragga qualche po’ ai liquidi circolanti nell’organismo, non mai si raggiungerebbe in tre ore un calo sì forte. Adunque, la porzione maggiore di quella diminuzione del peso corporeo doveva, o poteva in via di congettura, conseguitare alle molte scariche di attività medianica. E badiamo bene che noi era¬ vamo convinti d’aver pesata la Paladino con esattezza, e prima e dopo. b) Oscillazioni nel peso della persona del medium. — Se non che, mentre tutti nell’antisala stiamo attorno alla stadera discutendo animatamente sulla realtà e snll’inter- pretazione del fatto, un fenomeno ancora piu straordinario colpisce i nostri occhi, che ci vedono benissimo alla luce d una lampada a gas con reticella Auer. La piattaforma su cui s’erge Eusapia in piedi per la pesatura, si scuote d’un colpo: sul braccio di leva, abbassatosi, noi verifichiamo che il peso è calato a 56 chili, ma tosto il braccio stesso si risolleva, e ritroviamo 60 chili : e così di seguito, alternativamente, pei parecchie volte. Eusapia non è inconsapevole del fenomeno : bene al contrario! È dessa che ce lo segnala, esclamando: — Ora mi fa [John?] sentire la sua mano [sulle spalle?]... Ora mi sento più pesante...'. — e della nostra meraviglia si addimostra soddisfatta, arcicontenta. Io capisco che un medium debba essere lieto dei suoi successi; ma la troppa contentezza di Eusapia ci mette in 294 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gazzo birichino che la fa lotto Tnas ,Z0Datura di ,,n ra¬ piamo benissimo che nella stori» Tu * -SU? maestro- Sap- We si contengono osservazionTSi n ° ,Spirltlsnao sperimen- ! ' 1101 sfugge l’importanza sonimadS^v6" n? ! 63 nÌUno infrazioni della leg<m di ® , e avrebbero codeste normalità „ anche Ve g-/? Per Jo studio della ^ super¬ agli spiritisti entusiasti ‘eh™? Tffret7° le g"da di «“Mo falbmento della scienza Ma noirifWff^3110 a Proclamare il e accogliamo solo le autentiche . tìttlarJ10 sulle cose vedute, spendere alle esigenze del metodo qU,ella .che ci paiono ri¬ siamo, propriamente, nel caso di ri., ° iettlvo- ^ra, Qui non n,gili' ìm»»“ i«i ir&Èn «»— •» - «li sicurezza perla mente uhiiih T >1 puigntnde strumento mepe e da Newton in „0i 1° “ è a,la fine« da Archi- “ misurazione dell’Universo ’ Ma ilT* “ nduce ad una segnava il peSo d’Eusapia sè^ifa tri br3CC10 di leva> <*• il suo desiderio di stupirci codone °PP<? C0™Piacentemente per ciò fatta subito la coiitronrnvn .ra,racolo Abbiamo stadera, e l’asta ha indicato il ^ sono salito sulla Ho allora impresso moti Ldeggianid! diat ^ 1*““ 68’500- bo invertita la posizione dolili altalena al mio corpo, l’orlo della piattaforma- e lo stiST^’ n?'sono collocato sul- almeno du/ chili, SdMdSri feWfa C0D r™. di stameuti dei piedi o co» ° ta,re che con accorti spo¬ stante parete, Pr,, «tessero artifi^'^1’ n°D visti’ aIla retio- sature. Ciò non pertanto Ensaffi' “sa“ente far variare le pe- aveva premurosamente mostrata la ^osT^0 Ìe sottane> ci Piedi, e nessuno la aveva S J , nP°slzl0ne .^ma dei suoi col tronco; è vero pure ria ?mple,re ,movl™enti sospetti- stilo s’alzava e s’abbassava k SUa Pesatura lo laddove con me balzava ‘con strenitn^*6 ® sllenziosamente, meno che con Eusapia In consci .pnre ®Postacd°si anche ralo stabile del peso corporeo dil mid' iJ11 CIÒ> ij fatto del seduta poteva forse pafsare nel , fdlUm.al a fine della lunga quello delle variazioni volonìarie'àlT i®70 eonfenna)- Ha dalla nostra facoltà di crede -e e fi™ S° P6S° SUperava abbiamo deciso di non tenerne contò v« P?™ C,0ntraria dmo essere più abile di noi Ld j .N°n Poteva la Pala- "TaH ,nftnra Che Ci ^se sfatta6 ? ^ qUalche me"- « parte, è .1 caso di domandarsi come, a 61 di logica, diminuzione del peso della medium 295 eoi sussidio dello spiritismo assunto quale “ ipotesi di lavoro », potremmo interpretare queste violazioni “ magiche» della legge di gravità. Sono esse attendibili V Sotto il riguardo storico — ci si risponde — non sono nuove; e in Spiri¬ tismo, come in ogni altra parte dello scibile, il ripetersi dei fatti parla in favore della loro realtà obiettiva : ciò che si effettua reiteratamente sotto un dato determinismo deve sfuggire, presto o tardi, ai dubbi dell’agnosticismo metodico. lu Riguardo alla diminuzione ponderale consecutiva a scariche di medianità, la cosa riesce, fino a un certo punto, comprensibile. Vi è qualche osservazione, in proposito, degna di fede: si sarebbe, cioè, accertato che pesando i medi du¬ rante le loro manifestazioni, la bilancia segnava di meno, e si dice che questo fenomeno avvenga sopratutto nelle mate¬ rializzazioni, giacché il “ fantasma , si organizzerebbe lì per 11 a spese della sostanza vivente del medium stesso: Eglinton si impiccioliva!! Il Gyki. scrive a questo riguardo: ' Ogni materializzazione si accompagna con una demateria¬ lizzazione proporzionale del medium. Questi diviene invisi¬ bile [?!], quando l’apparizione è completamente materializzata. — Se si pesano simultaneamente l’apparizione ed il medium, si verifica che questo perde esattamente il peso che quella acquista. — Dopo la seduta, il medium ricupera il suo peso pri¬ mitivo, meno alcune centinaia di grammi. — Si può concludere, da tutti questi fatti, che le molecole materiali dell'apparizione sono prese a prestito dal medium » (fissai de reme, ecc. p. 43). Io avevo scoperto, col dinamometro, che la forza muscolare dei formanti una catena spiritica diminuisce ordinariamente (Tomo I, p. 315, 351): e scrissi che questa amiostenia è spie¬ gabile quale effetto, così dello strapazzo d’una seduta, come della possibile cessione di energia fisio-psichica da parte di tutti i presenti. I “ fenomeni medianici „ significano, diciamo pure, un mutamento in un sistema dinamico determinato: dunque, debbono anch’essi ubbidire alla legge di trasforma¬ zione ed equivalenza delle forze. Sta bene: ma una diminu¬ zione di peso (e di statura!) trasporta la questione fuori del dominio della dinamica pura in quello della meccanica: non è più il caso di parlare di “ forze » o di “ Energia » , bensì di “ masse , o di “ Materia ». Ammettiamo che il fatto di casa Berisso sia veridico, e che la nostra osservazione vada a collimare con quella prece¬ dentemente fatta da altri investigatori, cioè che le manifesta- 296 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ziom ammiche, e in particolar modo le “ materializzazioni sono accompagnate o susseguite da una diminuzione di peso fn!ln°lP° del "n dll In tal Caso S1 devrebbe supporre che da XS'/’ n°n soltanto, 'rradn una forza bio-psichica impon- ’ ma e,nanl,nlt?s,ì clualche c°sa di sottilmente ma¬ teriale, eppure ponderabile. A dire il vero, non c’è che un !* SpÌrÌtÌCa ”’ ’n cui la con- gettura ileUa dematenalizzazione „ del corpo del medium abbia ricevuta una singolare conferma: ed è quello minu- ziosamente descntto e calorosamente illustrato da Aksakoff. A Helsingfois, in una certa serata, la parte inferiore del tionco e le gambe della d'Espérance si sarebbero “ dema- tenalizzate » al punto da rendersi intangibili e, ad un tempo invisibili: gli assistenti, narra I’Aksakoff nel suo libro Id ::ra;rrCar0n°mLVan°ì,a tastoni di PalPai’e o quelle poi /ioni somatiche della celebre medium, e non le trovarono °a,.a d°v®va Per necessità supporre che fos- sero. >ioto che la seduta si teneva al buio. La cosa ha sollevato gran rumore fra gli adepti i quali giurano su quella mirabolante avventura, come su di dàTmedHn^fmare dell>SÌSteDZa dinn “Pei-ispinto, emanato fati Afa in ri ì ^ US° 6 consnmo dei disincarnati evo¬ cati. Ma io dubito che a nessun psichicista di vaglia scap¬ perà la grave deficienza del miracolo di Helsingfors, presso i |nileunrCCI01SC0”° ' voli ieare> d* Simon Mag0Pe del bustìbilitl ÌlamS’ \S°nZ V- .nonnulla le prove della incom¬ bustibilità corporea dei lati ri Indiani e di Davide Home dnbhToaon eggerV VerhalÌ. della seduta P«' condividere iì scena ebePn^-° w- Un° ” testimom della indimenticabile do™ ’™ è S1 Afossf° cercate le gambe della d’Espérance m?oneldLT° P°^eVano essere Per la semplicissima ra¬ ffi pii a a C0Sa ermamente. 'na non ne sono responsabile) dall’altra parte lei fa "seggio la! ° ^ Pn'° ^ Sera voltata’ nn,iffann,°S0 • Pagare >• capo all’autorità di chi ci afferma un fatto che vincerebbe o sorpasserebbe le leggi naturali sia tfff>oUtllAlVS-K0FF ° iU”i Bollandista qualsiasi, col duplice ’pre- tes o che siamo nel dominio del « supernormale , e che i dehtL met-er6-m °Pera per apprezzarne le manifestazioni fo^Tr eSSen PIU largbÌ - Ma francamente, la super- “ mTracoto n°n f"? T masche™ P«r lasciar passare il non i 6 ■i\ a,r" 'ezza nelle valutazioni gnoseologiche - lma lndu,^nza interessata? Il Carringtox ha scritto sinceramente, or è poco, che il prodigio di Helsingfors DIMINOZIONE DI PESO e SMATEBIALIZZAZIONE 297 l’essere stato un tracco (cfr. “ Proc. Amene. Soc. f. ps. jL I- ’07): e questa dichiarazione, su di un periodico pstciifco-s’piritista, ferisce gravemente la credibilità di tutta l'opera aksakoffiana! . , , , Gli spiritisti non hanno mai nascosto la grande loro tene- pel » miracolo „ fino al punto da assorbire nella loro credenza-dogma tutti i precedenti storici del “ Meraviglioso compreso ereticamente quello che narrano 1 Vangeli di Gesù Nazareno; e anche fra i modernisti, sostenitori d’una piu limitata ed emendata “ ipotesi spiritica „ c’è cln spinge le suo simpatie per ogni sorta di supemormalità sino ad am¬ mettere le potenze magiche, le taumaturgie, e tutte le con¬ simili violazioni delle leggi e forinole scientifiche concernenti ia natura umana e la natura fisica a noi note. Essi stornano però candidamente o abilmente, il termine di miracolo dal ',10 'genuino mitologico e teologico (fideistico) significato. Ma il candore o l’abilità (a scelta!) della loro dialettica non toglie che per accettare un fenomeno di dematerializzazione tempo¬ ranea come quella attribuita alla medium finlandese, o anche semplicemente una perdita ponderale raggiunta in sì breve tempo dalla medium pugliese, non si abbia il diritto di chie¬ dere la evidenza piena e completa. Se le gambe della d’Espé- ranee potevano essere volte dalla parte opposta a quella tastata dalle mani cercatrici di àksakoff, chi sa se alla prima o alla seconda nostra pesatura una gamba della Paladino,. nel¬ l’ombra delle sottane, non s’era piegata e non premeva colla punta del piede sul pavimento o sulla parete retrostante, riuscendo, senza che ce ne avvedessimo, a spostare la piat¬ taforma e facendo segnare a quel modo un peso differente sul braccio della stadera?... Perciò abbiamo deciso di ripetere altra volta la espe¬ rienza,: e forse il signor consigliere aulico Russo, ^al suo tempo, avrebbe dovuto esaurire anche lui tutte le * prove sperimentali „ prima di conturbare il mondo spiritico esal¬ tando quella sua unica e alquanto gracile osservazione. 2° Riguardo alle oscillazioni ponderali del corpo di Eu- sapia, la straordinarietà del fatto impone cautele ancor più grandi per accoglierne la autenticità, e consiglia una scon¬ finata prudenza nel trarne illazioni. In primo luogo, quel “ miracolo fisico „ avveniva in ri¬ poso di medianità; agli abbassamenti dello stilo col peso non corrispondeva alcun fenomeno che ci lasciasse supporre una perdita di energia. Ed in secondo luogo, i ritorni al peso 298 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II -t!l, pefp™°pr^,rX,dKe“' , 'a prelezione biopsichici, si sperd.sse'.^Sfi??®'’1*""’ eh« cepib, sia perchè fuori della m,rJt j “ “0I non Per' perchè noi fossimo contemnn. poltata dei nostri sensi, sia in uno stato di “ allucinazionTT'™?"16 cacciati da Eusapia zatori ne ottengono negh ipnotizzar *y\’’r°-me gli ‘P"01'2’ di determinate sensazioni parziali o (^b.01zlone suggestiva sensazioni) ! ! — E pel secondo ? d intere categorie di dimostrato che moltissimi fenoin? •Dt°’ a il,Klmo già visto e dino in istato sonnambolico attivò* S°n° prodotti dalla Pala¬ tone di volizioni in proiezioni antom r? Vr“ trasforma- mediamea. È vero che ha medium n t “ t‘che dl potenzialità e che la sua coscienza , 1™°* ’ scere del peso comJn „ • diminuire ed il ere- lucida: ma ciò nomili ’ arava ni quel momento vigile e una serie di corte assenze sonnT ifUpC,edersi ln ciuel mentre quentemente nella prima parte ‘dònò *C !i’ *C°me avviene fre- ’t™ ‘d„ ““ p™p™.„Se md«tXute' ' 11 »*“ I» ^SKSSSnìKS; ènp^nr -t sx r »'*' * £& ventasse più lego-iero — ro ri lnvislb|le, il suo corpo ridi- Topposto di quanta Eu ani.! fe"“n,eno era Perfettamente *»> «»•«. A'm.ir «"»»»“ cresceva, ma diminuiva Mai ’ o^'^nè il peso non sionate esclamazioni mi sono IT'* 1“ T'n ® sue sconclu- trusione del monoidei 1 “ !Ut° de““ Perniciosa in- paladiniana. La nostra impressione fÒ ! fenomenologia nomeno ultrafisico avesse tutti 1 f« 1 sta: che quel fe- d’una insidia. tatta la ^figurazione psicologica preeauzi o n i^c h e*ogn u n o Òrqm ta^A d i s p e moderni » le siasi giuoco di nrestidlmt,, ■ ‘ ^dispensabili davanti a qual- sorti del neo SSo da^’ SJ fi",reb!'e co1 pV le lo scetticismo sfoderasse sì ktH ' questo nella lotta contro cresce di scriverlo ma un nul ar?oment, Eppure,mirin- scientifiche „ dello spiritismo n**,?*0 lnca!colabi,e di “prove zioni ponderali volontarie d’Er Parf P)u.Vi,bdo delle varia- risso. Chi conosce ciò che Ino Pm -mT vedute a **» Be¬ dani in questo sport audace vor^u01 ' ‘ lnre certi medi Ame- in guardia. Ho adesso davanti 1 Vneravl^ll0S°. sta sempre inviatemi dai loro editori non appena TRUCCHI AMERICANI E PSEUDO-MEDIANITÀ 299 vo a; metapsichica: una è del Carrington, che si dichiara psi- chicista convinto (The physical phenomena. ecc., Boston, 07); l’altra è dell' Abbott, che dev'essere un abilissimo giocoliere mnraticbitosi nel sorprendere il segreto dei tiri dei medium e nel ripeterli con successo ( Behind thè scenes with thè medium s, Chicago, ’07 ). I due autori espongono una serie innumerevole di “ fenomeni , così straordinariamente imitati con artifici ciarlataneschi e con trappolerie spudorate, che, leggendole, ien voglia di chiedersi sino a qual limite si spinga nel iNoril- V merica la credulità degli spiritisti. E per ciò, davanti a vio¬ lazioni miracolose delle leggi fisiche operate dai medi pro¬ fessionali, c’è sempre ragione di fermarsi. Sarebbe illogico ricavarne la conseguenza che ne traggono ■rii increduli assolutisti, quando dicono che tutta la mediamta è infarcita di inganni e di bugie. Si ponga mente che que a medianità prestidigitatoria sbugiardata da Myers, dalla Sidgwick, da Hodgson, da Carrington, e da altri insigni psi- chicisti, ridotta al nulla dalle rivelazioni e dalle prove di¬ rette di molti abilissimi giocolieri anglo-americani e tedeschi, appartiene esclusivamente alle sedute pubbliche, agli spe - tacoli di spiritismo illusionista colà fiorenti, sia nelle sale mondane a pagamento, sia nelle baracche dei rmwz/s estivi ; non alle ricerche fatte con maggiore serietà in privato. Ad 0<rni modo, per abboccare a quelle esche bisogna proprio essere degli entusiasti facili ad illudersi, o degli istupiditi inetti; e il nostro gruppo è composto di persone che hanno dimostrato di non meritare cotali battesimi. Si aggiunga che, neanco a farlo apposta in benefizio di Bu- sapia, nessuna delle manifestazioni dei ciurmadori Americani fa parte del programma della Italiana (per es., la scrittura Ira lavagne, le risposte a domande su biglietti suggellati e letti per falsa chiaroveggenza, i disegni di ritratti istantanei di famiglia, le parlate telefoniche dei mortale ca ate di spettri dal soffitto o i loro sprofondamenti in trabocchetti nel mezzo della sala, la seconda vista nei sacchetti a doppio fondo, ecc., ecc.). , , . , , , Ciò nonostante, mancandoci la certezza del fatto, e de¬ siderando di non intralciare con fenomeni di dubbia natura la valutazione obiettiva della medianità della Paladino, noi tutti, di comune accordo, decidemmo di porre in quarantena le due infrazioni alla legge di gravità che John King „ pretendeva di farci ammirare. Questo varrà a provare che nelle sedute di casa Berisso procediamo con ponderazione, e che meriteremo credito quando ci verrà fatto di asserire 300 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sinceri i fenomeni, di cui concordemente il nostro gruppo di ricercatori ammetterà la esattezza. Sarebbe indubbiamente di somma importanza per la ipo¬ tesi delle “ forze biopsichiche ignorate „ (occultismo a parte), se realmente la volontà possedesse tale potere sulla sostanza materiale componente il corpo, da attivarne d’un tratto la diminuzione intera o parziale di massa e di densità, cosi che il peso . se ne alleggerisse senza modificazione del suo volume: e poscia avesse, sempre d’un colpo, il potere di resti¬ tuirgli la densità, la massa e il peso di prima. La cosa non è concepibile in senso dinamistico: bisogna assolutamente pensarla, checché protestino gli spiritisti, nel senso materia¬ listico più puro. Quel quid, che sfuggirebbe dall’organismo e gli ritornerebbe a scatti di bilancia, entra fra i ponderabili. Anche su questo sulAetto di vera “ meta-fisica „ conosco quel che dicono i psichicVsti odierni, confortati dalla rinascita dell’idealismo: — La psiche è un principio attivo, una “ forza „ a sé, un fattore dell’evoluzione organica, fors’aneo della evo¬ luzione cosmica. E dessa che si fabbrica l’organismo, che dirige e domina il corpo ; nulla, pertanto, di più naturale che questo ubbidisca1 alla volontà, come dimostrano le mo¬ dificazioni somatiche e fisiologiche indotte dalla suggestione e dall’autosuggestione (c'est la fot qui yuérit, proclamava Charcot poco prima di morire). — E gli spiritisti aggiun¬ gono: — L’anima entra nel corpo, se lo foggia a piacer suo, lo lascia a quando a quando se le fa commodo, per es. nel sonno, nell’estasi mistica, nella 'trance, medianica; e alla fine, dopo essersene servita durante la esistenza, lo abbandona. — E sia pure la psiche una forza: — ma una “ forza , non si concepisce oggidì se non come una forma d'Energia ; per cui la causa dello spiritualismo è perduta se non riescite a staccare la “ forza-psiche „ o la “ idea-forza „ dalla catena di tutte le altre forze naturali. E sia la psiche a crearsi il vestito : — ma un’ “ anima „ che sprizzando a getti dal corpo o uscendone per un po’ di tempo lo rende e lo lascia più corto e leggiero, non si differenzierà molto dal “soma, stesso in cui e su cui agisce. Un calo di peso indica cessione stabile di materia corporea alla materia cir- cumambiente ; un oscillare di peso indica cessione e ricu¬ pero alternativo della stessa materia: ora. in ambedue i casi questi “ eventi spirituali , implicano una “ dematerializza¬ zione „ ed una “ rimaterializzazione , per un processo di analisi e di sintesi chimica. Quasi c’è da scommettere che lo Spiritismo, inconsciamente CONDIZIONI FISIOLOGICHE DEL MEDIUM 301 feroce verso eli sè medesimo, — tante sono le contraddi¬ zioni intime sulle quali imbastisce il proprio corredo di “ prove — non s’è accorto che tutti questi fenomeni di mec¬ canica, di fisica e di chimica violati si impostano malissimo nel quadro delle sue pretensioni ideo-spiritualistiche. Se i fatti fossero autentici, ci porterebbero lontano dalla “ sfera , degli enti occulti “ imponderabili „, perchè immateriali. \ Lo stato fisio-psichico del medium. A) Mediumnismo, ipnotismo e isterismo. Da cinque anni non vedevo la Paladino: l’ho trovata pallida, invecchiata, dimagrita, dall’aspetto sofferente. Sono cresciute le rughe del suo viso, e il profilo grifagno senile del naso e del mento s’è accentuato: in mezzo alla capigliatura ormai grigia spicca sempre più grossa la famosa ciocca bianca, al lato sinistro della fronte (v. Tav. XV*). Mi ha salutato con qualche tepido segno di simpatia, e su¬ bito mi ha narrato le peripezie della sua salute tìsica. In questi ultimi anni si sentiva fiacca, senza appetito, sempre assetata: l’esame delle urine che contenevano zucchero ed albumina, rivelò che una grave subdola malattia del ricambio minava la esistenza della celebre medium ; il diabete accompagnato da nefrite. Un trattamento dietetico adatto ha diminuita e perfino fatta scomparire a tratti la glicosuria, ma per ora non l’ha guarita ; e della condizione morbosa dei reni si sono viste le conseguenze in edemi diffusi alle estremità inferiori e talvolta anche alla faccia. Eusapia mi ha lasciato effettuare jersera alcuni esami cli¬ nici, ed ho notato i fatti seguenti: Peso totale del corpo (coi vestiti): eh. 62.200. Masse muscolari ancora bene sviluppate, ma meno consistenti d’una volta. Cute pallida, rugosa anche alle mani (che Eusapia ha piccole e assai ben fatte per la sua condizione sociale). Polso debole e frequente (90 pulsazioni): arterie dure con ipertensione. Le gambe, massime alle caviglie, sono succolente, ma non edematose. Reflessi rotulei aboliti da ambo i lati. 302 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Dolenti alla pressione i nervi sciatico, popliteo, peroneo e pedidio. Dinamometria: con la mano destra, chgrm. 18; con la sini¬ stra, 42. Esiste, dunque, in questo momento un fortissimo man¬ cinismo motorio. La sinistra del corpo è pure iperestesica: pigiando sulla ci¬ catrice alla testa si risveglia dolore con sollecita reazione; e al dorso della mano, da questo lato, la sensibilità saggiata con le punture risulta più pronta e viva. Eusapia appare alquanto stanca: è meno ciarliera del con¬ sueto, impensierita della propria salute, più facile a com¬ moversi, e anche più irascibile. Non ne ho tratto buon pro¬ gnostico per le nostre esperienze, anche perchè sappiamo che contrariamente ai suoi medesimi interessi si è affaticata in questi giorni col concedere sedute agli amici: siamo anzi certi che, in opposizione alle sue promesse e venendo meno ai suoi impegni formali con noi, seguiterà a strapazzarsi anche nei giorni di intervallo che vorremmo dedicasse al riposo. Avviene ai medi quello che si osserva nei soggetti ipnotizzatali : gli uni e gli altri sono attratti , per forza irre¬ sistibile, ad entrare nell’estasi propizia all’automatismo, o a ricercare il sonno che ne disintegra la malferma compagine mentale. E attorno a questi “ sensitivi „ v’ è sempre chi, per curiosità malsana o per fanatismo cieco, sfrutta la loro labilità anomala e la loro suggestionabilità morbosa, non badando al nocumento che il soverchio esercizio di tutte le forme di ipnosi arreca alla salute fisica e mentale dei soggetti. Perocché non è vero che l’esercizio della medianità sia innocuo: lo sostengono gli spiritisti, e loro fanno eco certi psichicisti di manica larga (p. es., Hodgson, Maxwell, Car- rington), forse perchè sono incompetenti affatto in neuro- patologia. Io non arriverò a scrivere, con il mio illustre collega prof. Hammosd, che lo spiritismo sia collegato sempre a disordini del sistema nervoso ; nè in un mio possibile trat¬ tato di Psichiatria clinica inserirei, come ha fatto un altro medico americano, il Dott. Marvin, un capitolo intitolato : “ Patologia e cura della Mediomania „. Questo, no; ma, per lo meno, nel sottoporre allo strapazzo delle sedute un me¬ dium sofferente, come lo è quest’anno l’Eusapia, mi ricor¬ derò, da medico coscienzioso, dei rapporti strettissimi fra il mediumnismo e l’isterismo, fra le manifestazioni spiritiche e il disintegrarsi della personalità. Il più semplice fenomeno medianico, sia esso u ina levitazione o un rap, importa, se¬ condo lo stesso Maxwell, una “ perdita di flusso nervoso „ ; SALUTE FISICA E MKDll'MNISMO 303 si pensi ora quale perdita conseguirà ad una “ buona se¬ duta , ! In Eusapia ne abbiamo visto gli effetti, e moveva a pietà (cfr. Tomo II, p. 228). È illogico, o ingenuo, o ipocrita, secondo le intenzioni palesi o dissimulate dell’asserto, accusare gli alienisti e neuro- patologi d’esagerare a bella posta i danni dello spiritismo per l’igiene del corpo e dello spirito, sotto il pretesto che taluni medii producono fenomeni pur essendo d’ordinario in piena normalità e pur tornandovi (apparentemente) subito all’ uscire dalla crisi di “trance,. So benissimo che tra i tanti esempii , una medium inglese , Miss Goodrich-Freer, famosa nella eristallo-scopia, ci fa sapere che gli anni più prosperosi per lei furono i quattro in cui s’era buttata all’eser¬ cizio di codesta facoltà supernormale (“ Metaphys. Magaz. „, genn. ’03). So pure che I’Hodgson, dimenticandosi d'avere assistito ai gemiti, alle contorsioni di braccia e allo scapi¬ gliarsi frenetico della Piper durante le sue crisi di imper- sonazione, proclama che queste non le arrecano alcuna sof¬ ferenza (“ Proc. S. f. p. R. XIV, p. 395). Ma non c’è da prestar molta fede ai medii e ai dottori in filosofia quando discutono questioni di semejotica e nosografia della medianità. L’ironia versata a piene mani da Andrea Lanu contro “ gli specialisti della degenerazione „ (cfr. Dreams a. Ghosts, ’97), mi stupisce e mi dispiace per l’autorità e per il liberalismo del simpatico mitografo ; ma poi, riflettendo alla sua incompetenza assoluta, non mi fa nè caldo nè freddo: nessun sarcasmo vale contro la realtà. Ora, è un fatto ben verificato dall’universale, che nelle persone isteriche, nei neuropatici e anche in certi psicosici avvengono con somma frequenza quei fenomeni che per l’appunto diciamo di psicologia supernormale: la ipnosi e l’auto-ipnosi , la suggestione mentale e 1’ auto-suggestione, la vita onirica più intensa e le premonizioni, la chiaroveg¬ genza e l’autoscopia interna, le illusioni sensorie e le allu¬ cinazioni veridiche, le telestesie e le telepatie, gli automa¬ tismi sensorii motorii e psichici compresa la scrittura, infine, qualunque cosa si pretenda in contrario, anche le crisi e i fatti isolati di mediumnismo. Su questo ultimo punto vanno d’ac¬ cordo gli spirito-occultisti più ragionevoli (p. es. Metzger, Négre, Delanne, Dubvillb, Bosc, ecc.), e i psichicisti più co¬ scienziosi (p. es. Myers, De Rochas, Sagk, Baraduo, Geley, Dailey, lo stesso Hyslop) con quei pochi neuropatologi-psi¬ chiatri che finora si sono accinti allo studio parziale degli stati medianici (p. es. Beard, Hammond, Freud, Janbt e 304 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Raymond, Jung, Moll, Ballet, Schrenck-Notzing, Gras- set, Donath, Marie, ecc.). Se ne vuole una prova? Si vegga dove comincia, — secondo Gyel e Mybrs, due sistematori eccellenti della psicologia supernormale — la scala delle anormalità psichiche con¬ ducente al mediumnismo intellettuale, che pure sarebbe, al dire di molti spiritisti, immune da morbosità; e la si vedrà partire dalla neurosi, e passare traverso tutte le forme patologiche di sonno e per l’ipnotismo, senza di che non esisterebbero nè sarebbero comprensibili i fenomeni super¬ normali di telepatia, lucidità e mediumnismo. L’opera mo¬ numentale del Myers è per buona metà costrutta con mate¬ riali desunti dalla psicopatologia. E poi, che cosa insegnano gli stessi “ spiriti „ agli spiritisti dottrinari, che ne ascoltano con religiosa venerazione gli ammaestramenti ? Ecco : Lo “ spirito di Fénéi.on , ['?], — * Avviene che certi grandi medii, servendo da stumento a Intelligenze [occulte] le più diverse, mancano di carattere... Dal punto di vista morale, i fortissimi medii sono talvolta male equilibrati: talora sono maniaci, versatili, anche insopportabili . Essi passano pel mondo, differendo in quasi tutti i punti dagli altri uomini. La loro volubilità fa loro forse amare la vita? No: per essi il mondo va alla rovescia, e sono i primi a patirne. La loro sen¬ sibilità eccessiva... li rende sofferenti, tristi „. Lo “ spirito di Cablo N... „ [?]. — “ I medii più potenti sono degli esseri assolutamente speciali... Nel vero sonno medianico deve mancare la coscienza... 11 medium e sempre inquieto: spesso prova lo spavento dei fenomeni: per lui, ad esempio, il fenomeno deH’incarnazione è una specie di morte ,. Lo “ spirito di Enrico Delaage „. — I grandi medii incar- natori fanno un grande sacrificio accettando questa missione penosa: essi ne perdono la loro personalità, e diventano versa¬ tili, incoerenti nelle idee... , (Cfr. Nokggerath, La survie. Nouv. edit., 1907, p. 74-88). Non sono questi i caratteri tipici della personalità iste¬ rica ? E inoltre, non è provato che il mediumnismo è d’or¬ dinario nn privilegio — se privilegio si può chiamare una condizione anormale penosa — della giovinezza, come lo è generalmente la neurosi isterica ? Dunque, se gli stati abnormi dell’organismo predispongono tanto spesso ai così detti “ fenomeni psichici „ , la proposi¬ zione inversa sta perfettamente in piedi: ossia i fenomeni psichici richieggono una condizione non normale, ossia non fisiologica, dei soggetti. — Prendansi, ad esempio, le emana- ISTERISMO, IPNOTISMO E MEDIUMXISMO 305 zioni fotogeniche: non è forse provato che si osservano, fuori della “ trance „ medianica, solo in persone neuropatiche? Il Féré ha illustrato, da pari suo, le aureole dell’isterismo. Pren- dansi ancora i picchi a distanza: quell’osservatore scrupoloso, che è K.ialmar Wijk, descrivendo il suo medium Karin agente sotto l’impulso auto-suggestivo di uno spirito-guida sedi¬ cente “ Piscator „ (1?), ha ben messo in evidenza i rapporti tra i suoi “ raps „ incessanti e la sua neurosi isterica ( “ Ann. Se. psych. „, ’05). Che se ascendiamo alla parte intellettuale della medianità, gli stessi spiritologi sono obbligati a rico¬ noscere la estrema affinità tra tutte le “incorporazioni, e le “ possessioni „ spiritiche da un lato, e i casi di sdoppiamento della coscienza e personalità dall’altro, come ne sono stati descritti a josa da Richet, Binet, Féré, Schrenck-Notzing, De Rochas, Lombroso, Joire, ecc. nell’ipnosi, da Azam, Dessoir, P. Janet, Freud, Gibert neH’isterismo, da Emmin- ghads, Ladpts, Wilson, ecc. nella pazzia. Il caso tipico di M.n° Smith, analizzato dal Flournoy, è già troppo chiaro e ostico agli spiritisti, perchè non si siano affrettati a dirlo un esempio di falsa medianità (cfr. Sage) ; ma io vorrei che essi conoscesssero e apprezzassero meglio gli altri tre casi superbamente studiati da Jung, da Sidis e Goodiiart, da Morton-Prince (vedi Bibliogr., Tomo I), per convincersi come abbiano torto nel negare e anche nell’at- tenuare la estrema rassomiglianza, la fondamentale equivalenza dei fenomeni spiritici mentali con le azioni subconscie, coi monoideismi e col drammatizzarsi delle personalità secondarie nei casi morbosi studiati dai clinici. Per convalidare le mie opinioni a questo riguardo, io mi sono prefisso un nuovo esame della suscettibilità ipnotica della Paladino. Osservai subito jersera che Eusapia si presenta adesso alle sedute più disinvolta ed indubbiamente più sienra di sè : pressoché nessun cenno di quella esitanza quasi angosciosa, che le si pingeva nel viso cinque anni fa ogni qualvolta doveva “ lavorare „ con persone nuove, o si aspettava una vigilanza sospettosa. Infatti, presentemente ha da lottare molto meno contro la incredulità generale : e forse per questa rinvigorita auto-fiducia mi è parso che sia divenuta meno facilmente ipnotizzabile. Vi fu un tempo in cui la “ Sapia „ (come la chiamano i popolani del suo quartiere) cadeva quasi subito in sonno ipnotico, sia magnetizzandola direttamente, sia talvolta per Morselli, Psicologia e spiritismo, II. 20 306 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II suggestione mentale , come potè vedere il sig. Avellino di Genova. L’ Ochorowicz e il De Rochas 1’ avevano abituata alla ipuotizzazione, massiine allo scopo di calmarla durante le crisi agitate di “ trance „ : ma nè i due psichicisti fran¬ cesi, nè il dott. Belfiori di Napoli poterono mai usare con lei il processo della fissazione dello sguardo : lette¬ ralmente parlando, Eusapia si “ magnetizza „ coi passi, non s’ipnotizza. E questo risultò a me pure fino dal 1901-2. Io Lo potuto cogli sfioramenti metodici della mia mano destra sul suo capo toglierle la cefalea, sedarne le smanie, tranquillizzarne l’animo. Ho potuto anch’io, come De Rochas, porle un braccio in eiuicatalessi, facendovi sopra alcuni “passi magnetici, dal basso in alto : quindi ho risolta la lieve contrattura, o la pa¬ resi egualmente suggestionata, con passi in senso inverso. Ag¬ giunge il De Rochas d’avere operato su di lei un trasporto di emicrania, sottraendola al conte di Grauimont e passan¬ dola alla Eusapia: ma io reputo che queste prove, anziché un fatto reale di “ transfert „ , dipendano dalla semplice sug¬ gestione orale o mimica. I miei nuovi tentativi di magne¬ tizzazione coi passi, eseguiti in casa Berisso, mi hanno di¬ mostrata in Eusapia una diminuzione notevole della sua recettività ipnotica: forse non è estranea a ciò la malattia di ricambio, di cui ora sotfre; ad ogni modo, la suscetti¬ bilità magnetico-ipnotica persiste, e conferma la anormalità fisio-psieliica del medium. Mi sono anche interessato di stabilire, con attento esame dei sintomi objettivi, come si svolga presentemente l’accesso di “ trance „ mediumnica; e differenze notevoli da quello che avevo veduto e segnato nel 1901-2 non mi risultano: ormai la medianità d’Eusapia s’è in tutti i sensi sistematizzata. a) Come tutti coloro che vogliono autoipnotizzarsi (e si potrebbero citare i monaci omfàlopsichici del Monte Athos, i Ben-Aiussa di Algeria, i falciri dell’India), Eusapia comincia a rallentare i moti respiratorii , passando dal numero nor¬ male di 18 a sole 15 e 12 inspirazioni al minuto: contem¬ poraneamente, e in pieno contrasto con la legge di propor¬ zione fisiologica fra respiro e polso, il suo cuore pulsa più frequentemente e più fortemente, giungendo in breve alle 90-100-120 pulsazioni. Questa ipopnea e questo cardiopalmo sono accompagnati da particolari fenomeni subiettivi (forse da bolo esofageo, certo da angoscia, da sensazioni cefaliche . ), che però non si riesce a far bene descrivere dalla paziente ; SINTOMI ISTERICI E CRISI MEDIANICHE 307 nia è notorio cbe con fatti consimili cominciano d’ordinario i parossismi della neurosi isterica. Poco dopo le mani d’Eusapia, tenute da me e da Barzini. si sentono e veggono prese da piccoli sussulti e tremiti mu¬ scolari; le dita si agitano e stringono con energia a riprese le nostre; le articolazioni dei pugni alternativamente ese¬ guono per lo più semplici moti di flessione o estensione, tal¬ volta invece si irrigidiscono per pochi istanti in un atteg¬ giamento forzato di supinazione o di pronazione, cui però sussegue immobilità assoluta; la stessa inquietudine sentiamo nei piedi. Il De Rochas stesso riferisce questi fatti motorii a * sintomi convulsivi isterici „ ; ma in verità la sintomatologia della prima fase delPautoipnosi medianica è sempre assai leggera, nonostante che già si estrinsechi la potenzialità te- lergetica coi moti e con le levitazioni del tavolo, coi raps e con altri fenomeni medianici congeneri: — e infatti Eusapia seguita a conversare con aria indifferente e con voce ancor naturale. b) Eusapia non è per nuH’affatto una medium ad accessi sempre impressionanti, nè convulsivi, nè tanto meno semi¬ deliranti, come sembrano esserlo costantemente la Piper, la Mollie Fancher, la Maria V...* del Dusart, la S* W* del Jung, quando cadono nelle loro personificazioni ossessive. - Molte sedute di Eusapia decorrono senza notevoli manifesta¬ zioni di anormalità fisiopsichica; ma se si produce l’auto- ipnosi medianica vera e propria, il quadro è differente, sic¬ come ebbi campo di descriverlo nelle sedute del 1901-1902. Il passaggio ad uno stadio più avanzato di “trance,, cioè al sonnambulismo attivo , è invero segnalato da sospiri , da sbadigli, da singhiozzi, da rossore o pallore alterni del viso, da sudore alla fronte, da lieve traspirazione alla palma della mano, da alterazione della voce, da cambiamenti rapidi delle espressioni fisionomiche. Eusapia attraversa allora stati emotivi diversi: ora è in preda ad una specie di collera concentrata, che è espressa con scatti, con comandi impe¬ riosi, con frasi sarcastiche dirette ai suoi critici, con sog¬ ghigni e cachinni aventi (dicono esageratamente De Rochas e Bois) “ qualcosa di diabolico „ (?); ed ora passa ad una decisa estasi voluttuosa, stirando fortemente le due braccia, premendoci con le gambe tese e coi piedi fremebondi , de¬ clinando il capo e abbandonandosi tutta col corpo addosso a me o a Barzini, che sosteniamo impavidi quell’ attacco innocuo alla nostra emotività maschile. Non m’è avvenuto di sentire Eusapia chiamarci per nome , e solo una o due 308 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II volte ci ha scambiati con il “ caro Giulio „ o con il * caro Carlo „ , mentre al Circolo Minerva, cinque anni fa, lo scambio era frequentissimo, quasi d’ ogni sera. Però l’evocazione si 1 ipresenta tuttora, quantunque la Paladino da parecchi anni non abbia seduto con Ociiorowioz, nè con Richet: e questo ripone in luce due sintomi importantissimi per la psicologia della “ trance „ medianica : la persistenza delle impressioni ricevute o degli atti compiuti una prima volta durante la crisi ; e il loro riprodursi automatico ad ogni nuova caduta in crisi. Nessun neuropatologo avrà bisogno che gli si ram¬ menti 1 analogia della crisi onirico-medianica con quanto accade negli attacchi isterici ed epilettici, o nel sonnam¬ bulismo artificiale. Un altro fatto che riproduce la sintomatologia dell’iste¬ rismo, è la polidipsia che Eusapia presenta quasi ad ogni crisi. Essa ha sempre sete, e spesso durante la estasi do¬ manda da bere: le si deve portare dell’acqua, anche se “John Klng »■ agitando il tavolo o parlando per bocca sua, pretende che le si dia del vino: gli alcoolici danneggiano In sua po¬ tenzialità medianica. Certo, è curioso il contrasto tra la co¬ scienza superiore e la subcoscienza : questa si mostra sempre in preda ad istinti più bassi, giacché Eusapia ama il buon vino, il marsala, il thè, le paste dolci, di cui bisogna esserle larghi alla fine di ogni crisi, massime letargica. Àia chi pra¬ tica con le isteriche e coi neurnstenici conosce la loro co¬ munissima avidità di alcoolici e di caffeici, che in taluni casi arriva al grado di dipsomania e di eaffeinismo. c) Anche la fase più intensa e anideistica di “ trance „ (che pelò non è raggiunta in tutte le sedute e si presenta quasi soltanto associata alle grandi “ materializzazioni ,), non ri¬ sulta molto dissimile da un parossismo isterico: ne costi¬ tuisce di sicuro un equivalente. Quando sedendo al controllo mi sento afferrare e contorcere la mano da Eusapia, ed odo costei gemere con voce gutturale e intercisa, e invocare il buio perchè la luce la infastidisce o la fa soffrire orribil¬ mente; e quando la veggo (o la imagino, se siamo in oscu¬ rità) presa da convellimenti e tremori muscolari stirare le braccia, girare la testa, irrigidirsi tutta come se volesse spremere qualcosa del corpo in un vero atteggiamento di parturizione, io non posso a meno dal pensare ad una con¬ vulsione tonico-clinica con fotofobia, con spasmo di Salarli (salutazione ritmica del capo), con subdelirio e semicoscienza, insomma con tutto il corredo inseparabile del grande iste¬ rismo. Il dire che “ tutta quella agitazione non è isterica IPNOSI, ISTERISMO E MEDIA NITA 309 ma soltanto necessaria per originare i movimenti di cui poi i fenomeni sono la manifestazione a distanza o l’esterio- razione „ , potrà concedersi ad un colonnello del genio, qual’è il conte De Rociias (prescindendo dalla sua singo¬ lare competenza in metapsichica), ma parrà una bestemmia a chiunque abbia fatto studii medici anche elementari. Del resto, dopo quanto ho scritto sulle condizioni peno¬ sissime di Eusapia all'uscire da una seduta di apparizioni ( Tomo IT, p. 240), mi credo dispensato dal ribattere le rosee e melate intromissioni dei nuovi tanatocriti nel campo per essi pericoloso della Patologia nervosa e mentale. Sì, certamente, vi sono persone dotate di facoltà media¬ niche, la cui individualità fisica e morale fuori del rapi¬ mento o estasi non si scosta, nel tutto insieme, dalla nor¬ malità fisiologica, dall’equilibrio mentale, dalla saggezza: e in un buon numero gli accessi di medianità sopraggiungono, decorrono e si dileguano senza turbare apparentemente la salute del corpo e la quiete dell’animo. Per ciò si scrive e si proclama che il mediumnismo, pur constando di “ fatti e di stati psichici supernormali „, non è patologico, ma si con¬ tiene e trattiene, al più, nella zona della semplice “ anor¬ malità „. E si cita l’ipnotismo, che dopo la vittoria della scuola di Nancy non è più considerato come un privilegio delle isteriche, nè più definito con sintomi neuropatologici, ma che è ritenuto possibile in tutte le persone, contraddistin¬ guendosi soltanto per lo “ stato di suggestibilità „ (Guasskt). Per la natura dell’ipnosi sono anch’io di questo parere; anzi, fui tra i primi (in Italia il primo) a contraddire alle pretese della scuola di Cuarcot. Ma non bisogna adesso esagerare nel senso opposto. L’ipnotismo non sarà isterismo, ma il maggior numero di buoni soggetti ipnotizzabili è dato dagli isterici e neurosici, come il maggior numero di medi potenti è fornito dagli ipnotizzabili e magnetizzabili (Négre, Faijvéty, .Toire). I rapporti tra gli stati morbosi e gli stati anormali della coscienza sono continui ed inestricabili: si passa, si trapassa e si ritorna gradatamente dagli uni agli altri (Cfr. Myers, Uum. Pers., cap. II, V, IX). Si possono richiamare numerosi esempi in appoggio di questa unità fondamentale psico-neurotica: e in medicina ne abbiamo dei cospicui. — La tabe e la paralisi generale, questi due morbi giganti della Neuropatologia e Psichiatria, non sono dovuti a processi anatomo-patologici sifilitici; però si svolgono con straordinaria frequenza negli individui che per l’addietro soffersero di sifilide, così che la infezione 310 PSICOLOGIA K SPIKITISMO, li celtica sembra nel più dei casi una loro necessaria condizione preparatoria, e quelle due affezioni gravissime sono qualifi¬ cate per metasifilitiche „ (Fournibr). — Allo stesso modo il diahete, il mal della pietra (litiasi renale e vescicale), l'asma, obesità, certi eczemi ribelli, certe neuralgie, non sono di natura gottosa nè reumatica; eppure, hanno tutte un fondo comune che è la lentezza costituzionale o il rallentamento acquisito del ricambio nutritivo organico, cosicché adesso torniamo a designarle col vecchio nome di “ artritismo sebbene il maggior numero dei pazienti del grande gruppo braditrofico non presenti ammalate le articolazioni. — Con questi ravvicinamenti si illumina la genesi di una folla di stati patologici comuni: e col ravvicinamento all’isterismo si rischiara quella della medianità e degli stati affini. La me¬ dianità è una condizione metaisterica. Badiamo, prima di tutto, che non c’è stato più proteiforme e che si sappia tanto spesso dissimulare sotto parvenze innocue, quanto l’isterismo. Il quadro completo della malat¬ tia e svariatissimo e complicatissimo, ma intanto esistono molti casi in cui l'isterismo è parziale, e si sfoga in pochi sintomi, magari in imo solo: questi mono-isterismi, che il pubblico non conosce, sono spesso più tenaci e gravi del poli-isterismo. I profani o, come si dice oggi, i “ laici „ non si capacitano mai che una persona possa essere “ isterica senza presentare attacchi “ nervosi invece, al neuropatologo basta lo stabilire l’esistenza del “ carattere „ o del “ tempe¬ ramento isterico „. Vi sono numerosi stati abnormi mentali di instabilità, di deficienza, di insufficienza, d’incompletezza di piccole manie, di emotività ansiosa, ecc., ecc., ohe ora diciamo, di psicastenia e sembrano svolgersi fuori della neuro- psicosi isterica, mentre non ne sono che manifestazioni abor¬ tive ed elementari, ma caratteristiche ed equipollenti (Se ne troverà la illustrazione nelle opere classiche di Joi.i.r, Gilles . f1' h°lLJIER> Fuei’d e Bi.kiier, e nelle recentissime pole¬ miche sulla definizione dell’isterismo sostenute tra Babinski Kai.mond, Ballet, Clai'ahéde...). Ma nei circoli spiritici, chiusi ermeticamente ai “laici, (il termine è stavolta appropriato, discorrendosi di sedute ordinariamente rituali), chi ha mai introdotto tutti i lumi che potrebbero raggiare dalla psico- neuropatologia V I lavori di Jankt, di Jung, di Mouton Brince, di Sidis, di Bali.et. Marie, Thoma, Dumi, e di pochissimi altri, restano isolati e non sono ancora completati: eppure, ci hanno già assicurato su molti punti importanti. Un attacco isterico è accompagnato talvolta da chiaro- ATTACCHI DI 4 MANCE „ E NECROSI ISTERICA 311 veggenze, da chiaroudienze, da autoscopia, da premonizioni, da visioni telepatiche, da personificazioni, che è quanto dire da una moltitudine di fenomeni psichici super-normali: in¬ formi il caso classico di MUo Couèsdon. Per contro un attacco medianico, anche quando il medium non si è mai rivelato affetto da isterismo o da neurosi, può talvolta diventare una decisa crisi istero-epilettica. In un caso che io conosco assai bene perchè ho adesso in cura il soggetto, la seduta del “ circolo „ fu interrotta dallo scoppio fulmineo d’un accesso di catalessi durato in seguito per due giorni, e dal quale il paziente non è uscito se non per mostrare i sintomi e il decorso di una forse irrimediabile dementici praecox. Casi eguali osservò il Donath; e la cosa è conosciuta da gran tempo nei circoli spiritici. Allan-Ivaudeo, cui non era sfuggita la na¬ tura morbosa del fatto, l’aveva denominato “ soggiogazione „ , alludendo alla padronanza di spiriti malvagi; ed altri dot¬ trinari sostituirono il termine di “possessione,, sempre però nella stessa direzione di idee che ci riconduce agli errori popolari ed agli orrori medievali degli “ indemoniamenti Hi pena a credere che simili reviviscenze ataviche siano pos¬ sibili nel seno dello spiritismo-dogma moribondo ! Agli occhi bene aperti ed avvezzi del neuropatologo (quelli dei dilettanti di psichismo portano costantemente la benda nera della incompetenza assoluta), un attacco di “trance, mostra singolari somiglianze, da un lato cogli attacchi isterici di sonno e di sonnambulismo spontaneo, dall’altro coi periodi di ipnosi e di sonnambulismo provocato: la serie non am¬ mette interruzione, perchè io, ad esempio, riesco coi passi magnetici a far passare la Eusapia indifferentemente dall’uno all’altro stato anormale. Per suo conto la “ trance „ media¬ nica si incarica di fornircene la controprova. Abbastanza spesso le sedute spiritiche debbono essere sospese perchè il medium entra in smanie che si calmano rapidamente con passi magnetici, a un di presso come facevano Antonio Mesmer, il M" di PrvsÉGi'R, il Lafontaine, il Donato a’ loro tempi sui soggetti ipnotizzabili e convulsionari. Or dunque, si ha ragione di sostenere che isterismo, ipno¬ tismo e mediumnismo (a prescindere dalle loro incessanti associazioni negli individui e nelle collettività “ anormali „) sono stati isomerici. Senza dubbio la loro affinità mutua si attenua passando dal primo al terzo, ma il punto di par¬ tenza è là. Il Grasset ha avvicinato giustamente l’ipnotismo agli stati seguenti: “distrazione, sonno naturale, cumber- landismo [lettura muscolare del pensiero), tavolini giranti, 312 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II spiritismo, isterismo, sonnambulismo e catalessi spontanea, automatismo ambulatorio... „ (. Hypnot . et Sugg., ’03, p. 89). Lasciando per ora da parte la sua teoria, più metaforica che esplicatnce, del “poligono cerebrale „, applicata dal clinico di Montpellier a tutta quanta la psicologia normale anormale ^e supernormale (cfr. Introd. physiolog. à la Phi- losophie, '07), e rammentandomi che la ipotesi del “ sublimi¬ nale , di Myìsrs conduce a ravvicinamenti ancora più intimi io posso anche accedere, con qualche riserbo, all'opinione del tiRASSET che definisce l’ipnosi col sonnambulismo artificiale e o spiritismo scientifico „ (intende dire la medianità spe¬ rimentabile analoga alla Paladiniana) come “stati extra- fisiologici di disgregazione personale tra il psichismo supe¬ riore o cosciente e il psichismo inferiore o automatico In questa definizione, lo spiritismo, rispetto al suo deter¬ minismo psicologico, diventa un ponte di passaggio tra gli stati ancora fisiologici di disgregazione, quali sarebbero la distrazione in veglia, gli atti abituali macchinalmente ese- glUr’ ,r so!ino’ \ sogni; e quelli addirittura patologici, quali 1 isterismo, il sonnambulismo spontaneo, e le con simili forme di automatismo. * B) Mediumnismo e Automatismo. Lo stato fisiopsichico d Eusapia in questa prima seduta del dicembre 1906 solo da principio è stato di veglia: quasi subito essa è caduta in “ trance , attiva o sonnam- bulica, con palesissimo annebbiamento e restringimento della coscienza. Nessuno di noi ha nominato “ John King „ : tuttavia Eu¬ sapia lo ha ben presto impersonato , e lo desumemmo da ciò che essa dava del tu a tutti. Inoltre, s’è avuto il fatto curioso che , durante il sonno medianico, essa è ritornata, dopo quasi sei anni, a designarmi con io pseudonimo di Numero Cinque, precisamente come se tenessimo ancora le sedute al Circolo Minerva (— “ Attento, Numero Cinque: c’è il fenomeno ! „ — “ Cinque, fa attenzione!.... „ ; — “ Prendi tu, N '. 5 „, — ecc.). Debbo avvertire che in stato di veglia Eusapia mai ha dato segno di ricordarsi di codesto particolare: ora, il rievocarlo in “ trance „ costituisce il ri¬ pristinarsi automatico d’una condizione psichica o, meglio, FISIOPSICOLOGIA DEL MEDLUMNISMO 313 subcosciente sorpassata nella primavera del 1901, e non più provata nel frattempo. C’ è bisogno di dichiarare come tal fatto confermi in maniera luminosissima le affinità tra il mediumnismo e gli sdoppiamenti di personalità? Eusapia discende in un vero “ stato secondo „ ogni qualvolta si rimette in estasi medianica: il che spiega poi la stilizza¬ zione delle sue gesta di esteriorazione bio-psichica. Salvo il meccanismo di codesta esteriorazione e ommesse le differenze di forma, di durata e di profondità, tutti i disgregamenti di personalità sono analoghi agli stati di doppia coscienza dei quali la Fètida di Bordeaux studiata dall’AzAM rimane tipo esemplare e insuperato. Rispetto alla produzione dei fenomeni , le nostre nuove osservazioni di jersera hanno confermato facilmente le due leggi fìsio-psicologiche già segnalate nelle sedute del 1901-2: a) La prima, che i sussulti del tavolo, i picchi ( raps), i moti e i trasporti di oggetti, i tocchi alle nostre persone, tutte le azioni a distanza, sono l’ eco o la ripercussione di sforzi muscolari della medium , ora più lievi ed ora piti energici, come a dire di gesti, scatti, strette di mano, irre¬ quietudine delle dita, supinazioni e pronazioni spastiche dei pugni, irrigidimento delle braccia, gambe e tronco : donde la legittima induzione che non si tratti di semplice coinci¬ denza, ma di causalità efficiente d’ordine fisiologico. b) La seconda: che la volontà di Eusapia è ben raramente estranea al fenomeno. Poiché, se essa è in istato vigile, la sola partecipazione dei suoi muscoli al fenomeno significa la diretta azione dei centri volitivi cerebrali, in quanto che ogni contrazione muscolare intenzionalmente eseguita corrisponde ad una scarica cosciente di corrente nervea dai centri psico- motori della corteccia lungo le vie piramidali di conduzione centrifuga, che i fisiologi designano infatti per le “ vie della volontà „ . Se poi essa versa nello stato sonnambulico e nel le¬ targico con obnubilamento parziale od oscuramento com¬ pleto della coscienza, lo sforzo muscolare sarà bensì di natura automatica, ma evidentemente codesto automatismo va inteso in senso fisio- e psicologico: voglio dire che, oltre alla spesa d'energia biomeccanica, implicherà anche uno stimolo interno, che, sebbene non cosciente e solo subcosciente, non cesserà dall’avere carattere psichico. Questo stimolo corrisponderà, secondo quello che io ho scritto in più luoghi di queste mie Note, a rappresentazioni di atti necessarii per ottenere un dato fine , scese dalla coscienza superiore nel cosi detto “ sub-liruinale „ e diventate subconscie e automatiche por- li 14 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sè 11 lof° originario contenuto volitivo. Qui però non sarà inopportuna una brevissima spiegazione ’ In fisiologia e psicologia si parla molto, adesso di “ auto e in psicologia of PsychoL di Baldwin, Voi I lS Ummettendo il senso che «ri; qì ja •' tuttora si ricordano i° famosi *“ automi*1 ed^Td magnificati nei secoli XV e XVII (la Vasca di iL , dloldl " la Franchie di Desca rtes, fiv~ss:-:si?ss S#=?Sz=sSS SU. movimenti che sono la traduzione di tale' Carica 3» Z SZTESi' LZ™? Utì^?c\omfssidlrmiDati' 1HÙ coscienza di codesto fine •’ 4“ la nossfbi I i t \°^6t +°l “?»r ■ d: *« * — z «.nolo mtooo rappresentatosi ,11. eoseiene, Z „ne e r.SneZJj/ZZ 7””"“ » «Ut» "ÌW r!°" defVh a»1 ed al raggiungimento del fine. l^Sa&SHSS !tat* 1»'"* •°<»XrLZ chinsfità Preferirei, per dir vero, il termine di “ mac. c hi nauta proposto nell articolo del Richkt- — “sono atti AUTOMATISMO K MEDIANISMO 315 poi cessa o diventa distraibile. D'altra parte, il reiterarsi degli stessi identici fenomeni, quando laEusapia si pone in atteggiamento di autoipnosi, ci rammenta che il ritmo e la pe¬ riodicità caratterizzano ogni psiehismo inferiore ed automa¬ tico, laddove rinnovazione e la irregolarità sono le qualità di ogni psiehismo superiore e cosciente. Anche questa legge biopsieologica sembra sia sfuggita al Myeus e a tutti coloro che attribuiscono una superiorità pressoché assoluta all’automatismo, e riducono, ad esempio, il genio, — che mai è ritmico nè periodico, ma sempre inso¬ lito ed irregolare, — ad un prodotto automatico, subcosciente e involontario. Il Myers non si perita di collocare sulla stessa scala di “ disintegrazione della personalità „ con pre¬ dominio dell’ “ io subliminale „, il genio, i sogni, l’ipno¬ tismo, l' automatismo sensorio e l’automatismo motorio della medianità. Secondo me, qui c’è un eccesso di sintesi, se anche non c’è un errore. Tra questi stati anormali e su¬ pernormali solo il genio costituirà un automatismo di per¬ fezione : tutti gli altri sono automatismi di inferiorità, di regresso, di defezione , come egregiamente ha detto il Dim- mard (" Eev. des Idées „, '01). Ecco perchè dall’ammasso di fenomeni automatici dello * spiritismo „, che deriva in linea retta dall’ipnotismo e in linea indiretta dalla neuro¬ psicosi, non ci è stato regalato nulla di nuovo nè di utile: la medianità, sia essa quella di una principessa Kahadja, sia quella di una rivendugliola Paladino, è sterile appunto perchè composta di ritmi, di ripetizioni, di “ stereotipie „. Gli alienisti che leggeranno per avventura queste mie righe, comprenderanno il valore del termine “ stereotipia . che per noi è sempre sinonimo di minorazione, di indebolimento, di decadenza della personalità. Ai non alienisti mi conten¬ terà di ricordare che i monodelirii dell’isterica in attacco sono stilizzati precisamente come i sogni medianici d’Eu- sapia. Nel campo biologico lo Swoboda ha dimostrato che dove è ritmo periodico, dove si determinano e si ripetono fenomeni simili, ivi sempre imperano le circostanze biolo¬ giche più materiali ed elementari \ Die Perioden d. menxch. Organismus, Wien, 1904). E nel campo psicopatologico, il Pailhas ha recentissimamente illustrato assai bene il feno¬ meno della periodicità, provando con osservazioni cliniche che psiehismo cosciente e psiehismo automatico si escludono a vicenda (“ .Tonni, de Neurologie „, ’07). Certo è che nei messaggi spiritici in genere, e negli acrobatismi di “ John- King „ in ispecie, non agisce una personalità libera e co- 316 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II sciente estranea alla medium- ac-isee «nlr. ;i i- toniotico inferiore, di cosiei. eS™„° ì P" S con' occhio di neuropatologo. questione con [fenomeni, automatici contraddistinguono specialmente irli stati patologici del sistema nervoso: l’epilessia l’isterisJf* la pazzia, i dehrii febbrili e tossici, le ebbrezze d'ogni specie’ e commozioni cerebrali violente, perfino certi processi ana’ tomopa «logici localizzati (p. es. i tumori, le emorragie è esion. traumatiche del cervello). È notissimo il fatto del talvolta stiaordinariamente luno-o eoli rrim imo • . conversa, c.nnn.ae delitti. ,cc aSÒVcS r” nwì 'au'n““”„; Tri *8'! * de,' lu“° ioconsapevole dèi S^egLTil'Xco 'rb* P°' d“»do » Questo fenomeno capitale non è che il caso estremo d’una serie numerosa di casi consimili. Negli stessi epilettici in altri soggetti pur sempre colpiti da una delle affezioni nervose suindicate, la crisi automatica non è con lddistin aTèbb? ^ ^ P6rdÌta aSS0lQta di coscienza? questa ^ Z io annebbiars! appena , anzi permanere abbastanza svetWia^d accompagnare 1 esecuzione degli atti ambulatorii offensivi vnbmTà *’ CTUn°S'’ °SCenÌl ecC' Contemporaneamente però Va volontà resta incapace a trattenere l’individuo- costui fu effe « precipita, vaga qua e là, colpisce, si denuda non neon’ SS ì1 St0Chèe \a’ ma- ad un im IZ?Z. ‘e riti fica, dopo gli ammirabili studii li Riciiet sono semplicemente stati abnormali consimili. In tutte Mo¬ della oTsonTA PS11ChC è PreSUpp0sta una disintegrazione personalità, con possibilità di funzionamento isolato o AUTOMATISMO, MEDIANISMO E PSICODINAMISMO 317 parziale di alcuni centri cerebrali. — Nella identica maniera spettano alla categoria degli automatismi sensorii, per esplicita dichiarazione dello stesso Myers, altri fenomeni di psico¬ logia supernormale, fra cui le allucinazioni cristalloscopiche, fors’anco le allucinazioni telepatiche. — E allora non si vede motivo alcuno per non estendere la qualifica di automatiche anche alle manifestazioni puramente intellettuali della me¬ dianità, per esempio alle personificazioni, alle incarnazioni, ai messaggi, alle xenoglossie, ed alle creazioni romantiche cosi bene sistemate e cosi spesso stilizzate dello spiritismo co¬ municatorio. La serie non può essere interrotta arbitrariamente in questo o in quel punto, col pretesto specioso che noi non riu¬ sciamo a indicare lo stimolo interno, del quale l’atto auto¬ matico, la inspirazione scrivente, la visione, la trasforma¬ zione di personalità, il messaggio, il verbigerare in idiomi non consueti, sono la risultante. Per dir vero, basta sa¬ perlo cercare, e allora, nel più gran numero dei casi (il Flournoy, il Jung, il Princk, I’Henry ci sono stati maestri) lo si trova. Saranno impressioni cenesteticlie indefinibili, perce¬ zioni oscure extramarginali, emozioni arrivanti dalla “ frangia, della coscienza; saranno imagini e ricordi che si credevano obliati, ma che invece persistono ; saranno idee che si formano per associazioni intime e profonde fra correnti intracellulari.... Ma uno stimolo ingeneratore in ogni automatismo medianico ci sarà sempre, come c'è nella deambulazione dell’epilettico o nel sogno dell’alcoolista delirante. E prima di attribuire un atto o pensiero “ automatico , di tal genere ad un’ in¬ fluenza esogena, ossia estranea alla personalità del medium, quale sarebbe, secondo il Myers, la guida o il “control, di un essere qualsiasi spirituale o ultrasensibile , sia esso un disincarnato, o un angelo, o un demonio, o un gnomo, o un dementale, bisognerebbe esaurire tutte le ben più probabili causalità bio-psichiche normali preesistenti ed efficaci nel medium stesso, bisognerebbe spezzare tutti i possibili e ben più verosimili anelli della sterminata catena degli agenti fisici sensibili . Or dunque , le scariche telergetiche di Eusapia Paladino saranno tuttavia di natura ignota nel loro dinamismo in¬ trinseco ; dipenderanno, cioè, da forze “ vitali „ di cui non sappiamo ancora dire la esatta situazione nella serie delle forme o trasformazioni dell’ Energia cosmica unitaria : ma il loro effettuarsi, manifesto nelle stupefacenti sue azioni a 318 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II distanza, non e spontaneo, come sembra a prima vista. Sotto ad ogni scarica .anche se compiuta in istato di letargo esi¬ stono delle finahtà intelligenti e volute , che gli spiritisi con astrazione superflua e temeraria, personificano in una “ In- igenza „ e precisamente, pel maggior numero di fenomeni, in un presunto John King „ : laddove io opino, dopo tante prove di fatto, che quelle finalità siano endogene, apparten¬ gano eoe alla personalità stessa d’Eusapia, con la quale si ntegrano, tanto se consistono in volizioni perfettamente co¬ scienti quanto se invece derivano da imagi, li, ricordi emo- zum, tendenze e impulsioni agitantisi nella sua subcoscienza. Io bo lungamente dimostrato come sia “ umano „ e non superumano, il determinismo psichico della fenomenolo<m paladimana. Esso e fatto di motivi d’ordine prevalentemente dindifesa' collidi T'”'! h}S°8n0 di Persuadere, istinto di difesa conti o le critiche, desiderio di svegliare meraviglia còTdet7ne’- SSltnalaZÌ0ne ’ ecc'); 6 ha mogissime affinità col determinismo assai poco intellettuale, cui si insilici I-, 2“"' È Proprio co*: stato di trance „ la medianità d’Eusapia agisce con le ap¬ parenze della spontaneità, ma si tratta, per contro di i!n automatismo secondario; le sue manifestazioni macchinali della PT°f 6 contlnuano bensi senza l’intervento direttivo d Ila volontà sono però sempre determinate e stimolate un aHon“nt 6nte 1 V0!f10ni subconscie (rappresentazione di un atto inteso ad un fine). Certo , questi due termini di “ volontà , e di * subco¬ scienza „ sembrano contradditorii, perchè nel linguaggio co- mune, e anche m quello filosofico, siamo abituati ad associare 1 concetto di volizione allo stato di coscienza: ciò non pm! tanto, sapendo ^cercare ,1 punto di partenza di moltissimi atti eseguiti in trance lo si trova in idee suggeritè ed in La sn^ff f°rmatie duninte 10 stat0 di veglia cosciente! La sola differenza sta in questo che l’atto non sarà più ac- “ fatS-da coscienza, quando la medium sia passata nel- e tos raediummca profonda; ma tale assenza totale o par- " iì coscienza renderà per l’ appunto l’atto più facile teme i 7^?-’ cTe. accade «i moti reflessi, e conseguen- (■onH tà tUtt' g ‘ attl.lnvoIontarii ed automatici. In fin dei t°l’ Ia cosc>enza, aggiungendo elementi nuovi rappresen¬ to e d!n V1’ fra,CaÌ '?■ n0zione dell’io, la percezione del ioDo e del tempo, il sentimento d’ansietà pel successo ecc madlmo mot 6 COmprimere e disturbare la scarica dell’auto¬ matismo motorio, sensorio e psichico. Ecco perchè alle attività 310 Sl'PERNOIlMALE ED ANORMALITÀ PSICHICA medianiche, consistano esse nella semplice scrittura auto¬ matica, o nella incarnazione spiritica, o nella projezione di forze biopsichiche, abbisogna sempre uno stato anormale, or transitorio ed ora più lungo, ora parziale ed ora generale, della personalità cosciente. Tutto il “supernormale , psichico si risolve nell’anormalità, e indirettamente nella morbosità. Fra gli stati patologici della coscienza è sempre l’isterismo, quando non è l’epilessia, che offre continuati rapporti di causa e di simiglianza col me- diumnismo. Nel maggior minierò dei medii (e potrei, qui, illustrarne uno caduto per l’appunto sotto la mia osserva¬ zione, mentre redigo questo paragrafo) la facoltà medianica sorge, quale efflorescenza, dal volubile tronco della grande neurosi : e i suoi automatismi , le sue incarnazioni , le sue azioni telergetiche altro non sono che equivalenti di attacchi o parossismi isterici , anche quando la neurosi preesistente tace o rimane latente sotto le parvenze della normalità. Capisco e so che tutto questo non spiega il dinamismo intrinseco della medianita ejetliva d’Eusapia Paladino e di Davide Home (cito soltanto lui, perchè gli sjjirito-psichicisti lo salvano dal naufragio della medianità fisica). Ma, secondo me, costituisce un progresso reale negli studi metapsichici la nozione ehe la fenomenologia intellettuale dello spiritismo, malgrado le sue * sublimità „, si trovi legata filo per filo alla psicologia normale traverso la anormale e la patologica. C’è da sperare e da ritenere che con lo stesso procedimento di ricerca anche la fenomenologia fisico-meccanica, prodotto di forze * ignote ,, escirà dall’occulto e si troverà in con¬ tinuazione immediata coi domimi più noti delle scienze na¬ turali. * * * “John King „ nei sogni d’Eusapia. Il presentarsi monoideistico di “ .John King „ in ogni at¬ tacco di “ trance » della Paladino è un effetto ritmico dell’au¬ tomatismo che or ora abbiamo studiato : e quella “ entità „ appare dai bassifondi della sua coscienza come uno di quei fantocci-diavoletti a molla, che saltan fuori non appena si solleva il coperchio della scatola che li rinchiude. Noi sappiamo ormai donde l’idea di questo spirito-guida 320 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 11 è derivata: la prima volta essa scese di certo nella giovine e ignara coscienza della medium Pugliese da una suggestione improvvida del Damiani. Dico improvvida, perchè erano an¬ cora i tempi in cui si “ sperimentava „ inabilmente e alla leggiera sugli stati anormali e supernormali. Oggi, forse, anno psickicista accorto non sfuggirebbe cenno della “ comuni¬ cazione „ ottenuta in Londra da quell’ardente spiritista. Ad ogni modo, io mi sono convinto che in veglia Eusapia presta tepida fede al suo “ spirito-padre „ ; crede in “ lui , senza grande entusiasmo: ma penso che “ Jokn-King „ verrebbe ancora nei suoi sogni medianici anche quando Eusapia finisse dal crederlo una “ entità „ reale: la sua apparizione con¬ tinuerebbe, come ora, per puro automatismo. * * * Tra gli spiritisti mena molto rumore il fatto che a certe persone dotate di mediumnità ancora latente o ignorata si manifesti qualche dato defunto (“ disincarnato „) fin dal loro primo accingersi ad operazioni medianiche, per esempio fino dalla prima loro seduta attorno al “ tavolino parlante „. Io stesso ho veduto ed ho provato codesta inaspettata com¬ parsa e comunicazione di “ morti „ . Ma una volta ammesso il principio psicopatologico, che la medianità si svolge sempre con una parziale o totale disintegrazione di personalità, e quindi con perfetta somiglianza al sonno ed ai sogni nor¬ mali, la cosa si rende facilmente comprensibile. La credenza nella seconda vita e nel possibile ritorno dei morti giace da remotissimi tempi nel nostro subcosciente; e lo stesso animismo, che è la sorgente preistorica dello spiritismo antico e moderno, è stato creato in massima parte dai sogni individuali, salvo ciò che in seguito gli ha arre¬ cato la psiche sociale. Da infiniti secoli l’umanità intera po¬ pola il mondo di spiriti invisibili, per lo più temibili , che poi sono in massima le “ anime dei morti „ (uomini ed animali), e da secoli li rivede in sogno. Se gli spiritisti (qui proprio non posso escludere neanco i “ modernisti „ che sono immortalisti ad oltranza), se gli spiritisti, dicevo, cer¬ cassero meglio fra i dati della mitografia e della sociopsi- cologia, saprebbero apprezzare anche più giustamente il fe¬ nomeno della proto-comparsa dei loro disincarnati. È il ANIMISMO E APPARIZIONI 321 processo mentale istesso che si avvera nei popoli selvaggi non più primitivi, cioè quando hanno raggiunto un certo grado di sviluppo precivile: anch’essi, non appena addor¬ mentati, sognano i loro morti. 1j uomo non si adattò mai alla morte; e in ogni epoca il pensiero della vita, che gli è cotanto cara, gli' fece bale¬ nare la speranza della sopravvivenza personale : i morti pos¬ sono, nella sua fantasia, tornare a comunicare coi vivi. Leggo in proposito, proprio in questi giorni, la seguente bellis¬ sima pagina dell’HERTZ (in “ Année sociologique X, 1907 p. 129): Noi non giungiamo a pensare il morto come tutto morto (1 un colpo: troppo egli ta parte della nostra sostanza, e troppo di noi abbiamo messo in lui; la partecipazione ad una mede¬ sima vita^sociale crea dei vincoli che non si rompono mai d’un tratto. L’ ‘ evidenza del fatto , è assalita da un’onda contraria di ricordi e di imagini, di desiderii e di speranze. Nello stato di veglia quest onda è in generale contenuta, perchè noi ab¬ biamo allora normalmente una percezione netta e un senti¬ mento vivo della realtà. Ma quando il pensiero si rilassa, quando la rappresentazione delle cose esterne si offusca, nel- l'ombra della sera o durante il sonno, il mondo subiettivo prende la sua rivincita: e la imagine, incessantemente respinta, del morto vivente come prima sorge a dominare la coscienza. Così lo stato di lacerazione e di turbamento interno, consecutivo ad una morte, determina allucinazioni e sogni frequenti, che alla loro volta contribuiscono a prolungare questo stato , (E cita Koch, di cui io completo la citazione: Animismus der Siid- a meri le. Indianer, in ‘ Interu. Ardi. f. Ethn. ,, 1900. Cfr. pure il mio Tomo 1, pag. 52). La psicogenesi della tanatofania, della comparsa improv¬ visa di un morto, è la medesima tanto se la disgregazione personale e il conseguente dominio dell’automatismo psi¬ chico appartengono al sogno normale, quanto se alla auto¬ ipnosi medianica. In questa ultima l’ imagine del “ disin¬ carnato „ emerge, magari intera, dal subcosciente perchè in tutti noi, uomini civili, ormai si è costituita una associa¬ zione rappresentativa fra il rito spiritico (formazione di ca¬ tena, tavolino pulsante, ecc.), e la concezione spiritica, anche se di tale associazione non siamo conscii e memori in piena veglia. Perocché bisogna ricordarsi che da oltre sessanta anm lo spiritismo si è diffuso fra i popoli Euramericani nascendo dalla lenta agonia del Cristianesimo: quando un sistema mentale si dissolve, stanno pronti a risorgere e a so- Morselli, Psicologia e Spiritismo , IL 21 322 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II stituirglisi tutti gli avanzi delle antiche idee che esso aveva soggiogato e messo un di nell’otnbra. Di là viene a galla lu¬ minismo primordiale ; di là la spiegazione tanatocritica dei fenomeni medium nici. Queste non nacque niente affatto di pnmo getto, come pretendono i dogmatisti, davanti ai picchi i Hydesvdle (cfr. tomo I, p. 17-18): occorse invece una abbastanza lunga elaborazione della credenza nei “ morti che si manifestavano con quelle bussate e con i sobbalzi della tavola da pranzo; e occorsero molti dialoghi delle Fox madre e figlie, coi muri rimbombanti... Ma appena elaborata! la credenza si rese presto popolare, e da allora è divenuta un elemento immancabile extramarginale della coscienza col¬ lettiva Europea ed Americana. Io non credo che tra tutti coloro i quali impongono le loro mani su di un tavolino per vederlo movere, o che gli si dispon¬ gono attorno in catena “ magnetica „, vi possa oggi essere nessuno che, o per via diretta o per via indiretta, abbia avuto mai sentore del contenuto dogmatico dello spiritismo • sa¬ rebbe lo stesso che supporre qualcuno ignaro della “ magia Fosso affermare che la mia generazione è cresciuta fra gli echi ancora fortissimi di almeno tre epidemie intellettuali popolari del secolo XIX : la magnetica, la frenologica e la opto-spintica. Imaginarsi poi se non sono avvenute immer¬ sioni di idee consimili nel • subliminale „ delle generazioni piu giovani della mia, con tenta diffusione della stampa quo¬ tidiana e della illustrata, con tanta propagazione di semi¬ cultura fra ì “laici „ ! Fate un poco una rapida inchiesta nel vostro ambiente domestico e sociale, e anche fra i più umili, fra coloro che stanno “ Nella penombra della ci- V1 Ita (come hanno scritto Paola Lombroso e suo marito il prof. Carrara, Fr. Bocca, ’05), troverete diffusa più che non pensiate a prima vista, l’idea dei * morti „ che ci par¬ lano per mezzo dei tavoli. Ed ecco perchè “ un disincar¬ nato „ arriva sempre, al primo balzo o picchio di un ta¬ volino, anche se coscientemente non lo si evoca. ♦ Ho voluto di nuovo indagare quali idee concepiva la Eusapia circa le proprie relazioni con “ .John King • ma come nel 1902, poco ho potuto sapere. Un fatto "però mi par certo ; ed è che essa è fermamente convinta dell’esistenza di questa entità occulta, alla quale attribuisce ogni sua facoltà * JOHN-KING „ NKI SOGNI d’bUSAPIA 323 eccezionale. Non ha però mai veduto “ John „ di giorno, ossia non fu mai soggetta ad allucinazioni in istato di veglia nor¬ male, simili a quelle di cui parlava la Smith di Flournov nella fase marziana (prima, cioè, dell’attuale sua fase cristo-mi¬ stica): ne ha avuta soltanto la visione onirica, ossia in sogno. Ma^ quando dice * in sogno „, Eusapia non allude allo stato di “ trance „, nel quale è pur presumibile che essa avverta e percepisca la presenza del misterioso personaggio ; intende propriamente accennare a quella effervescenza di imagini che caratterizza il sonno normale. Già noi lo sappiamo (Tomo II, pag. 57 e seg.). In ambedue le condizioni psichiche, di sogno e di auto-ipnosi, “ John- King le si presenta visibile come ‘ un uomo di alta statura di robusta complessione, dalla faccia larga, dalla capi¬ gliatura ricciuta, dalla barba intera e già brizzolata, dal profilo deciso; il suo portamento avrebbe qualche cosa di mi- litaresco „,ecc. In passato, quando Eusapia ha avuto qualche dispiacere, e anche adesso quando softre dolori fìsici, di cui sia preoccupata, o quando traversa periodi di malumore e di sconforto, “ John-King , le appare “ in sogno ed ella se lo vede vicino, per lo più in piedi, accanto al letto o alla seg¬ giola; “ egli „ le pone allora le mani sul capo (passi magne¬ tici y), le accarezza il volto, le batte lievemente sulle spalle, come farebbe una madre col suo bambino, o come un padre affettuoso in grandi tenerezze con una figliuola „. Du- la fase di preipnosi Eusapia rivolge spesso la parola ali Finte occulto che la protegge: essa lo prega di venire, di aiutarla, di agire con prontezza. Quando poi nel sonnambu¬ lismo medianico essa si impersona in lui, o “ John parla per mezzo suo con voce alterata e a scatti, la si senfespessò nominare “ ima figlia „ o la “ figlia ma „ : e non sembra già nel significato popolare di creatura prediletta, bensì in quello proprio di consanguineità. Queste imagini di “ sogni hanno, come si vede, il solito carattere puerile, di cui tutto il sonnambulismo medianico si trova impregnato. Durante^ le sedute, accade talvolta di sentire Eusapia escla- mare: — “ C'è un uomo, c’è qualcuno... —, e indicare, spesso con aria di spavento, il luogo della vaga apparizione che gli astanti però non veggono. Si suppone che essa vegga allora il suo spinto famigliare, ma non sempre: in certi casi il medium vuole indicare la presenza di altri invisibili. Perciò taluni spiritisti dicono che la Paladino sia un medium veggente „, come sono quelli del circolo spiritico di Tours dei quali citai le ricche e varie visioni in altro punto del- ■V •'-Tf'n " f ^ 824 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II l'opera (Tomo II, p. 122-3). Qui noi siamo al cospetto di fatti semplicemente allucinatorii : non c’è bisogno di “ spi¬ ritismo „ ; ci basta la nozione psicopatologica d eWautoscopia esterna oramai ben dimostrata nelle isteriche (Sollieii). Eu- sapia obiettiva le proprie imagini oniriche, dando loro una forma plastica: ed in questo senso essa vede il proprio pensiero. Anzi, possiamo dire che essa vede il suo “ io in¬ terno „ projettato nello spazio, ma dissimile da lei mede¬ sima. E il vecchio, ma non supernaturale fenomeno della denteroscopia, che Walter Scott descriveva in uno dei suoi celebrati romanzi ( Leggenda di Montrose, 1819), e di cui parlava mezzo secolo fa il Brierre de Boismont in un libro classico tuttora consultabile con profitto (Des Hallucinations, III® edit., ’62, p. 408). Mai “ John King „ le avrebbe parlato direttamente ; per cui non si osservano nella Eusapia quei fatti allucinatorii acustici, cui la Smith va così frequentemente soggetta. Egli è che lo “ spirito Leopoldo „ è assai più attivo dello “ spi¬ rito John , in ogni sua manifestazione : le due medianità, la intellettuale e la fisica, si oppongono. Il “ disincarnato „ dell’Ohio non è capace di rivelarsi con intensità di sugge¬ stioni interne: si contenta (a quanto dice la Paladino) di “ inspirarla „, e l’azione che “ egli „ esercita sulla vita men¬ tale della medium si limita a inviarle dei consigli in forma di imagini. Ma questo è uno sdoppiamento elementare della personalità, non già una ipotetica e inverosimile suggestione telepatica di un “ essere occulto , sopravvivente nei tetri labirinti dell’ Al di là (Visani-Soozzi). Proseguendo nelle mie investigazioni, ho saputo altri particolari abbastanza significativi per la psicologia dello spiritismo. Se, come narra la Eusapia stessa, per entrare in relazione con “ John King „ è sempre costretta di “ dor¬ mire „ (sonno normale e stato autoipnotico) e di “sognare» (reviviscenze automatiche di imagini), la conseguenza è che, almeno in questo caso tipico, i fantasmi spiritici sono pro¬ duzioni del cervello addormentato quasi tutto, ma parzial¬ mente ancora capace di funzionare. È invero molto proba¬ bile che nella “ trance „ i centri corticali di Eusapia siano sede di un’ iperattività onirica, congenere a quella di cui essa medesima mi ha parlato a proposito della visione di “ John King Specialmente un sogno da lei avuto a Cambridge, e che ella mi narrò fino dal 1901 in dettaglio, acquistò ai miei occhi un significato ben grave, perchè contraddice lo dottrine spiritistiche nella maniera più formale. MEDIANISMO E SOGNI 325 Tutti sanno che in quella città l’Eusapia nella sua qua¬ lità di medium ha superata la massima delle prove: fu là che la diffidenza de’ suoi esaminatori inflisse una quasi completa disfatta alla sua medianità fisica (cfr. Tomo I, p. 145). In quel triste periodo della sua carriera professionale, che essa non ricorda mai senza amarezza, l’Eusapia vide una notte in sogno “ il profilo di un essere strano, metà uomo “ e metà caprone, dalla fronte depressa, dal naso enorme ed “ adunco, dal mento aguzzo armato di una barbetta meli- * stofelica a punta „ : il sogno la colpì ed impressionò viva¬ mente col suo “ aspetto enigmatico e minaccioso b Quel fantasma era evidentemente un simbolo creato dalla sua imaginazione onirica, quasi a raffigurazione com¬ prensiva di tutto il pericolo che la minacciava e del danno materiale e morale che dalle critiche di Cambridge le sa¬ rebbe derivato. È notorio, che le menti meno evolute, le fantasie infantili e popolari sono pronte a connettere l’idea preoccupante della veglia alle creazioni bizzarre del sogno. Ebbene : noi abbiamo visto che quel profilo caprino figura ancora adesso fra le apparizioni più comuni delle sedute di Eusapia. Costei obiettiva pertanto i suoi stessi sogni ; e questi vanno soggetti a reiterazione automatica. LA VENTESIMA QUARTA SEDUTA (29 dicembre 1906). Compendio della serata. Questa seconda seduta di casa Berisso è stata notevolis¬ sima per il numero e la simultaneità dei fenomeni, non che per la materializzazione di una forma antropoide, della quale il medium ha nuovamente invano tentato il riconoscimento e 1» identificazione. Nulla di mutato nel locale, nella assistenza, nella catena magica attorno al tavolo, che è stato rimesso nella posi¬ zione normale (v. fig. di p. 280): soltanto, in luogo della lu¬ minosità troppo viva diffusa dalla mobile stufa ad alcool, rischiariamo la stanza con il lumino da notte, di paraffina ; aboliamo invece la luce verde, che sembra eccitare troppo e fa patire l’Eusapia. Entro al gabinetto oscuro c'è il solito piatto con plastilina preparata per l’impronte, e badiamo che sia ben molle, se no, per una contraddizione singolare con la forza erculea di cui tanto spesso fa pompa, “ John „ non riesci- rebbe a stamparci nulla. Alle bacchette annodate da me sulla spalliera d’Eusapia fissiamo uno chàssis fotografico con lastra sensibile al bromuro: questa rimane 3-4 centimetri appena distante dalla nuca della medium. La fenomenologia della serata è stata copiosissima, in¬ tensa, e in parte anche non comune: ha presentato tutto ciò che può fornire d’ordinario la medianità d’Eusapia. 1. Movimenti , sobbalzi e sollevamenti del tavolo. — Si ebbero con leggero contatto della punta delle dita o delle palme (paracinesie) e senza alcun contatto di mano (teleci- nesie vere). Mai avevo veduto levitazioni più agevoli, più lunghe e più sicure di quelle di jersera. Ho notato per la centesima volta che il tavolo si muove e si alza anche quando TELECINES1E P1VEBSE 327 si rompe la “ catena , delle mani. Cosi cadrebbe la spiega¬ zione dei moti incoscienti, se non la salvassero le sedute dei dilettanti. , ... ■ 2. Tiptologia e tiptomimiea. — Le espressioni mimiche del tavolino (come chiamarle altrimenti?) furono svariatis¬ sime: il mobile rise, sussultò di piacere, fremette di collera, mostrò simpatia e antipatia, attrasse e respinse, pianse, sghignazzò, punì colpendo e accarezzò soffogando, fece di¬ spetti, tenne il broncio, si risentì dei nostri dubbi, si com¬ piacque dei nostri elogi, ci chiamò, ci comandò con aria imperiosa Sembra che il tavolino abbia un anima; ma non bisogna calcar troppo su questa metafora che esporreb m alle sferzate sanguinose degli increduli. Evidentemente ciò che parla per mezzo del mobile è l’anima ingenua e puerile, anzi la sub-anima della Eusapia. Il tavolo ride a crepapelle e mena colpi come lo farebbe un popolano ai motti salaci o a»li scherzi maneschi: nessuna idea astratta esso e in grado di esprimere, e la sua motilità mimica corrisponde ad una psiche volgare e di grossa emotività. 3. Picchi, colpi e rumori. — Ne abbiamo udito un su¬ bisso. Alcune bussate che parevano sufficienti a fracassare il tavolo, ci hanno preso alla sprovvista e ne siamo rimasti storditi. Altre volte i picchi erano delicatissimi e i rumori le-rerissimi. Se ne udivano di ogni sorta e per ogni dove: sul tavolo, in mezzo a noi, sotto le nostre mani, a mo di colpetti, di battiti ritmici, di tamburinate, di grattamenti ; - sulla mia seggiola e su quella di Barzmi, a mo di bat¬ titi con le nocche o di raspamenti; — entro il gabinetto, come strofinìo sulle tende, o come urti sugli oggetti ivi rinchiusi. 4. Spostamento all’ indietro, rivolgimento verso destra e sottrazione delle seggiole dei due vigilatori. — Nulla di spe¬ ciale : è un fenomeno usualissimo ; ma io e Barzmi ci siamo preoccupati del come potesse agire la forza ignota nello smuovere e nel levarci di sotto la seggiola, e abbiamo concluso che la “ mano », o le “ mani , invisibi i la afferrano ordinariamente per il mezzo delle spranghe laterali della spalliera o per l’intelaiatura impagliata: talvolta però (ed è da notare!) la seggiola è tirata proprio per i piedi, ossia vicino al pavimento su cui allora è costretta di strisciare. La “ forza „ agisce ora a strappate interrompendosi a tratti, ed ora, più spesso, continuatamente tirando o premendo. Bel resto, tutte le telecinesie avvengono come se 1 energia che le produce si scaricasse passando dallo stato di latenza a quello attuale, e poi si ricaricasse in silenzio ; la fenomeno- 328 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II logia paladiniana ha sempre un che di impulsivo, anche quando è preannunziata e preordinata. 5. Vento gelido , gonfiamento a vela delle tende nere e propulsione di tutto il cortinaggio , sia sul tavolo, passando tra Eusapia e i vigilatori, sia sulle spalle e sulla testa di questi sino a ricoprirli tutti. — Il cortinaggio intero, ma spe¬ cialmente le cortine di mezzo, forse perchè più sottili e leg¬ giere, compiono sempre l’ufficio protettivo per le materia¬ lizzazioni: queste si formano, si fanno sentire, si avanzano, toccano, agiscono — nascoste per lo più sotto la stoffa nera. 6. Tocchi, pressioni e palpamenti di mani , che restavano invisibili, ma che facilmente distinguevamo dalla struttura morfologica e dalle particolarità di funzionare come mani appartenenti a corpi antropoidi aventi tutte le caratteristiche della vitalità. Ne riparlerò. 7. Trasporti e voli di oggetti non toccati e a distanza dalla medium. — Ne sono accaduti parecchi, e invero da far colpo! - — Un dinamometro che mi ero messo nella tasca della giacca, mi è stato sottratto, ed io non ho nulla av¬ vertito, come se lo strumento fosse passato, “ dematerializ¬ zandosi „, traverso la stoffa; e fin qui il fenomeno non è scevro da sospetto, potendo benissimo Eusapia avermi gio¬ cato un itiro di prestidigitazione: sarà certo il dubbio di chi leggerà che la mia tasca era quella, a lei più accessibile, di destra! Ma poi il dinamometro è apparso fuori del ga¬ binetto (in accuratissimo controllo snll’Eusapia, c’è bisogno ancora di dirlo?), sostenuto da una “ mano,: questa, io non la ho veduta, perchè fuorusciva al di sopra della mia testa, ma gli altri sì, la videro. L’arto “ tìuidico „ ha tenuto lo strumento per un po’ sospeso in aria, quasi volesse ben mo¬ strarcelo, poi s’è ritirato ; indi lo ha rimesso fuori, e infine lo ha buttato sul tavolino. Ne ho subito guardato l’indice: segnava 110 chilogrammetri, che sono l’esponente di una vigoria muscolare non comune. Il fenomeno si è, dunque, ripetuto tal quale l’aveva descritto il Lombroso e noi ave¬ vamo veduto al “ circolo Minerva „ (Tomo I, pag. 300): ma resta incerto se la sfera indicatrice segnasse davvero una pressione esercitata sulla molla. Interrogato “ John „ , ha risposto con tre picchi di tavolino affermativamente ; io penso invece che l’indice possa essere stato avanzato da un dito, sia pure fluidico. Dubbio ancor più forte mi solleva il trasporto o, meglio direi, il volo di una palla di gomma dal tavolo grande al di dietro d’un quadro sulla parete di prospetto: la palla stava AZIONI A DISTANZA E APPARIZIONI 329 a circa 1 ra. distante da Eusapia, e a 4 metri e mezzo da quel quadro. Nessuno l’ha vista traversar la stanza, e poiché è stata la Paladino a segnalarcela colà sul finir della sedata con frasi tronche e quasi incomprensibili (era in semitorpore di risveglio), io collocherò volentieri tale transferto accanto al* l’altro non meno burlesco avvenuto la sera del 22 giugno 1901 al “ Minerva , (Tomo.I, pag. 245). 8. Scioglimento di nodi a distanza. I nodi che ven- nero sciolti furono quelli che trattenevano lo chassis Ira le due bacchette, dietro al capo di Eusapia. — Sentiamo che una mano invisibile scuote ironicamente tutta quella costruzione, indi libera la scatola fotografica dai nodi, la ritira nel ga¬ binetto, strappa una delle bacchette; e scatola e bacchetta ricompaiono battute ritmicamente una contro 1 altra a tam¬ burello: da ultimo, una delle cordicelle, completamente di¬ snodata, ci viene buttata sul tavolino, che ne ride rumoro¬ samente. Le nostre fotografie di “ radiazioni neuriche „ sono state mandate in burletta! 9. Trasporto e suono di strumenti musicali non toccati. — Sono stati due: un piccolo giocattolo musicale a mano¬ vella (carillon), che uscito dal gabinetto s’è messo da sé in moto sotto i nostri occhi, i quali lo vedevano nel bel mezzo del tavolino; ed un mandolino, che prima ha suonato da sé entro il gabinetto, poi n’è sortito serpeggiando sul pavi¬ mento, s’è levato a volo compiendo parecchie giravolte in mezzo al nostro circolo, sempre strimpellando, e infine è venuto a collocarsi sul tavolino davanti a me. E quivi le sue corde, non toccate da alcuno, seguitavano a vilnare autonome: una delle cortine nere ne copriva il manico e la paletta, ma io stringevo la sinistra d’Eusapia e sotto la stoffa non c’era una mano fraudolenta che ci prendesse in giro stirandone le corde al di sopra del ponticello: no. Noi udivamo , noi vedevamo , e col tatto delle nostre mani appli¬ cate sulle corde sentivamo vibrare queste nel loro mezzo, come se un essere invisibile le toccasse o pizzicasse dal disotto in corrispondenza della rosa, ossia del foro mediano della cassa e dal di dentro di questa: il suono era un pizzi¬ cato, non un effetto di colpi di penna. 10. Apparizioni di “ mani „ e altre “ forme „ indeter¬ minate. — Se ne sono vedute parecchie nella serata: una, fin da principio, “ bianca ed affilata,, è uscita a toccarmi sulle spalle: io solo, essendo troppo vicino al gabinetto, non la bo percepita, tutti gli altri sì. Noto poi che la signora Berisso affermò d’avere distinto un altra “ mano biancastra , 330 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, II che da sotto delle cortine spostava il mandolino sul piano del tavolo, ricoprendone poi il manubrio, come ho detto più su : ma colla mia sinistra io ho palpato da cima a fondo 10 strumento, mentre suonava, e non ho incontrato alcuna mano. Tuttavia una mano è stata di nuovo veduta afferrare e ritirare il mandolino sotto le tende, entro il gabinetto. 11. Apparizioni di chiarori entro il gabinetto. — Questi 11 ho veduti io stesso: il Dr. Venzano mi avverte che posso avere scambiato per prodotti telefanici i riflessi della luce proveniente dal lumino posto sul pianoforte; ma la spiega¬ zione non mi appaga: i chiarori avevano aspetto nebuloso e contorni sfumati, e poi precedettero altra formazione lu¬ minosa di cui parlo qui appresso e della quale sono sicuro. 12. Apparizione di “ luci „ attorno alla persona della medium. — Ne abbiamo promossa noi stessi la produzione, suggerendone il Dr. Venzano l’idea alla Eusapia: costei era vigilatissima e discernibilissiroa nel suo angolo. Poco dopo Barzini ha veduto due volte formarsi una “ luce „ sulle coscie della medium, altri l’ha scorta vagare qua e là per la stanza, infine tutti abbiamo avuta la netta percezione di una fiammella linguiforme, che si ergeva sopra la fronte di Eusapia, la incoronava, ed è rimasta visibilissima per pa¬ recchi secondi. La percezione era reale, come se io guardassi fissamente una fiamma di candela; non era un’illusione, nè un falso, poiché nessuna sostanza bruciante o fosforescente la produrrebbe tal quale, nessun giocoliere, a mani serrate, sarebbe in grado di imitarla. Quella straordinaria apparenza non è nuova nello spiri¬ tismo contemporaneo. Cito due esempi. Il primo è quello della Maria Jones, un medium reputato nei meetings o re¬ tavate spiritistici del paese di Galles; essa si sa circondare di un aureola alla testa: ma la insistenza con cui se ne fa bella e la mette in mostra per trascinare alla fede i proseliti, ini pone in sospetto. Più autentico è il caso del medium M. Taylor, le cui “ luci „ gli appaiono sulle mani e hanno potuto essere fotografate (“ Pr. ofS. f. p. R. „, ’05, p. 50). Del resto il Santini, nel suo libro recente, dimostra la realtà degli effluvii umani. E la storia e l’agiografìa ce ne tramandarono casi celebri. Guardando la “ fiamma , misteriosa sul bregma d’ Eusapia, mi sono sovvenuto delle lingue di fuoco inviate dallo Spirito Santo agli Apostoli il dì di Pen¬ tecoste (cfr. “ Atti Apostoli II, v. 3), e anche delle au¬ reole attorno al capo dei Santi, rese classiche dall’icono¬ grafìa cristiana. LUCI E IMPRONTE SPIRITICHE 331 Il “ fuoco „ spiritico è apparso due volte, aveva colore azzurro-verdognolo, non molto splendente, a contorni abba¬ stanza netti, ed era come trasparente. Mai ci aveva colpiti un fenomeno telefanico di tale forza: ed io istintivamente ho pensato ad una umanità futura in cui si svolgesse, se¬ condo che pretendono alcuni psichicisti, questa facoltà su¬ pernormale fotogenica, cosi da far rassomigliare i nostri lontani discendenti a fantastiche e gigantesche lucciole er¬ ranti nel gelido buio della superficie terrestre non più il¬ luminata nè riscaldata dal sole morente. 13. Impronte sulla creta. — Sul blocco di creta molle, che avevamo introdotto prima nel gabinetto, abbiamo trovato al levar della seduta alcune impronte di * dita fluidiche A noi tutti è parso che il fenomeno sia stato genuino: Eusapia ignorava l’esistenza del blocco (poteva però averlo indovinato, figurando tale oggetto nell’usuale armamentario spiritico), non ha mai sollevato le tende del gabinetto, men che mai è penetrata in questo: il blocco stava su di una seggiola, nell’angolo delle pareti (v. fig. di p. 280 e 290), a circa un metro e più dietro il suo dorso, e io e Barzini non le abbiamo mai lasciate libero un solo istante le mani. Inu¬ tile parlare dei piedi, giacché le impronte sono esclusiva- mente digitali, ossia dovute all’apposizione dei polpastrelli delle dita in piano, come si procede nelle indagini antropo- metriche per ottenere le linee papillari a scopo di segnala¬ zione dattiloscopica (Galton, Bertillon, Niceforo). Queste da noi ottenute non sono, certo, fra le più espressive impronte effettuate dalla Paladino in “ trance „ : le collezioni di gessi del Chiaia, del Dr. Gellona, del “ Circolo Minerva „ di Genova, ne contengono delle veramente ammirabili (cfr. Bozzano, op. cit. Bibl. T. I, p. 161). Non alludo ai “ volti „ impressi più o meno profondamente nella plastilina : parlo qui di “ estremità „, cioè di mani, di pugni e anche di piedi. Questo fenomeno animico (per definirlo secondo lo schema di Aksakoff) è derivato in linea retta dai primi saggi tentati con fior di farina, che però non ne conservava le traccie, perfezionati subito dal geologo e spiritista americano prof. Bentos, che imaginò l’esperimento significantissimo delle “ forme in paraffina Credo che sia stato il cav. Chiaia ad abituare Eusapia a produrre le sue famose impronte in mastice: la tecnica è più semplice che quella in paraffina, ma è forse un po’ meno persuasiva nel maggior numero dei casi, giacché le teste e le membra fluidiche ordinaria¬ mente si stampano a piatto o penetrano diritte nella so- -332 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II stanza molle senza lasciare le uscite più strette delle cavità che vi si formano; epperò senza quel che di “ miracoloso „ che alcuni scultori competenti avrebbero dichiarato ineffet¬ tuabile da falsificatori. Checché sia, è innegabile che il fenomeno — ammessa e provata la sua autenticità — fa impressione anche se gli si applica l’ ipotesi animistica del “ doppio „ 0 quella dell'ideoplasma esteriorato. Non sempre l’impronta risulta dalla riproduzione della persona fisica del medium, nel qual caso soltanto si dovrebbe, al dire degli spiritisti, parlare di “ doppio „ : il Delanne lo ha notato, e il Gellona ne avrebbe data una prova rilevando le differenze nella disposizione delle linee papillari in un’impronta di dito anulare che non avrebbe potuto essere quello della Paladino (cfr. “ L. e 0. „, 1906, 12°). Lo stesso Gellona dice che si sarebbe ricono¬ sciuta la mano di un defunto (ivi, ’05, 10°-11°); ma io vorrei che questi riconoscimenti fossero fatti da un medico¬ legista abituato agli studii di identità somatica. Quando le impronte differiscono totalmente dalla persona del medio, taluno ha congetturato che potrebbero essere prodotte da uno dei presenti, medium inconsapevole proiet¬ tante il proprio “doppio, sotto l’eccitamento della seduta spiritica. Ma la investigazione in questo capitolo della me¬ dianità fisica è appena cominciata, e io non mi sento in grado di pronunziare giudizii. Osservo intanto che la organizzazione di questi stereo- plasmi per opera d’Eusapia offre oramai tali caratteri di reiterazione da ridurla propriamente ad un prodotto auto¬ matico, ad una vera stampa di imagini in lei sistemate e sti¬ lizzate. Anteriormente però le impronte di membra dinamiche erano più profonde: adesso, forse per suggestione delle inda¬ gini dattiloscopiche del suo amico Gellona , essa preferisce imprimere delle digitazioni, in cui i circoli, le racchette e i seni papillari siano ben visibili. Siamo sempre 11: non c’è inventiva; questo per il contenuto intellettuale del fenomeno: il mirabile risiede nel meccanismo di produzione. 14. Materializzazione di forme androidi tangibili e anche parzialmente visibili. — Siccome questa lunga serie di fenomeni ha preso la direzione di una nuova evocazione spiritica personificabile che mi riguardasse , ne discorrerò con maggiori particolari. NUOVA PRESENTAZIONE DI UNA “ DEFUNTA „ 333 Rinnovato tentativo di presentazione d'uno “ spirito Quella “ mano bianca „ che sporgendosi dal gabinetto fin dal principio delle sedute mi ha toccato alla spalla, pre¬ ludeva forse alla intenzionale formazione di un’ “ entità occulta che poco dopo s’è materializzata nelle tenebre del gabinetto a sinistra dell’Eusapia, e che celata dal cortinaggio ha cominciato col tamburare sulla mia seggiola, e poi me l’ha sottratta obbligandomi ad alzarmi, e quando stavo in piedi chinato in avanti, mi ha tirato pel fondo della giac¬ chetta indicandomi mimicamente di risedere. Ma questa serie di atti scherzevoli è così comune nelle sedute della E. P. che io non ho attribuito loro verun significato speciale. In seguito, però, il riformarsi di quello stesso “ Invisibile „ dietro la cortina dalla mia parte, e il suo insistente picchiettare sulla seggiola, e il suo continuo avanzare verso di me, e l’ostinato premermi al fianco, e il sospingermi per la spalla e l’ afferrarmi pel gomito, e il porgermi strette di mano attraverso la stoffa nera (era una sinistra, ed io tenevo, fermamente tenevo la mancina di Eusapia !), infine la sen¬ sazione complessiva tattile e muscolare di un corpo vivente che compieva tutte quelle azioni significative, hanno ben dovuto convincere me e i miei compagni che si iniziava una mia diretta comunicazione coll’Al di là. Noto subito che Barzini, levatosi in piedi, tastò anche lui con la destra quelle ingobbature semoventi del drappeggio magico, e vi sentì dietro, palpando, una “ forma umana „ che però era frammentaria: egli sollevò anche la cortina nera e guardò per entro, ma nulla vide; solo le stoffe si modellavano su di essere non visibile, e si agitavano mosse da un che di non materiale nel vero senso del termine. Un portento di “ ma¬ terializzazione „ ! _ . . Chi era, dunque, quell’occulto che agiva con tanta insi¬ stenza su di me? Le sensazioni di statura e di mole del corpo, di grossezza delle braccia e mani, non mi ricordavano nessuna persona a me nota e men che mai nessuna a me cara. Ciò che avveniva intanto a Barzini sviava infatti ogni mio ten¬ tativo di riconoscimento. Il simpatico mio collega di con- 334 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II trollo, attirando contro di sè la medium per cautelarsi nel semibuio da qualsiasi scambio di persona, ritastava con la destra quei mobili gonfiori del nero percallo, e sotto vi di¬ stingueva stavolta una testa: le sue dita, palpeggiando, ri¬ conoscevano una fronte, una faccia, un naso, una bocca se¬ miaperta e perfino le due arcate dentarie, poiché le labbra dell’Invisibile schiudendosi gli avevano afferrata la mano nel¬ l’eminenza tenare e gli avevan dato un piccolo morso. Era la ripetizione della scena consueta toccata pure a me con la figliuoletta del prof. Porro (TomoI, p. 444, tav. VII) e che evidentemente ritorna ad ogni evocazione paladiniana di “ spiriti „ personali. L’Al di là non ha, per farsi riconoscere, una mimica molto varia: la sua attività e tutta fatta di automatismi prestabiliti. Eppure, quello stereoplasma ancora impercettibile alla vista veniva proprio per me: me ne aveva preavvisato, quasi vio¬ lentemente, il tavolino, verso cui mezz’ora prima m’ero chi¬ nato, secondo l’usanza, per interrogarlo. Il ligneo mio interlocutore, rappresentante sincero della volontà subco¬ sciente di E. P., mi aveva già fatto parecchi segni espres¬ sivi. Fin dal principio della seduta s’era piegato più volte dal lato sinistro, s’era spostato verso di me, ed era venuto a pigiarmi sul petto con premiti e colpetti espressivi, quasi cimentandomi . Ma io, pur comprendendo benis¬ simo quel noto maneggio, me ne stavo silenzioso; finché un assalto più energico del tavolo e la voce rauca ed irata di Eusapia, che pronunziava la chiamata — Numero cinque!! — non mi ebbero costretto in sull’istante a uscire dal mio mutismo volontario. Si osservi come la coscienza sonnambu- lica riprenda sempre automaticamente nei punti culminanti dell’azione i suoi “ stati secondi Il nostro dialogo tiptologico •s’era chiuso, del resto, come sempre, in poche frasi. Io. — Capisco, vuoi dirmi che verrà qualcheduno per me ? “ John „. — Sì (tre picchi di tavolo). Io. — Verrai tu? (il mio pensiero era corso istintivamente a mia madre). “ John „. — Sì, sì (tre forti colpi battuti due volte). Io . — E potrò abbracciarti ? e potrò vederti finalmente ? u John„. — Sì, sì, sì (tre fortissime bussate del tavolo, anche stavolta ripetute). Ora la verifica di Barzini era stata per me una delusione : •come poteva essere mia madre quell’entità materializzata che gli mordeva la mano? Essa in vita sua non aveva mai SUGGESTIONI EVOCATORI!; 335 compiuto atti così insulsi, e roenaehe mai con uno scono¬ sciuto, fosse pure stato amico di uo figlio, si sarebbe presa licenze birichine, concesse appena a un fanciullo di sette od otto anni. Ciò nondimeno, quelle bozze e quello scompiglio delle tende mobili servivano certamente nelle intenzioni sub¬ conscie della medium a rivelarmi e a nascondermi ancora la “ disincarnata „ rivestita per intanto di perispirito sensibile al tatto, e indovinabile soltanto nelle sue forme pseudosolide traverso le modellature della stoffa. Però il preannunzio tiptologico che io l’avrei anche veduta, non si è iersera avverato. Eusapia, voltandosi tutto ad un tratto dalla mia parte, ha guardato bensì dietro la sua spalla si¬ nistra, esclamando con frasi intercise: — Vedo..., vedo una donna..., una donna con qualche cosa in fronte..., con qualche cosa come un porro! ma io, pure piegandomi e aguzzando la vista verso quel punto, non ho scorto nulla che si asso¬ migliasse ad un fantasma: c’era l’ombra più fosca sullo sfondo nerissimo del gabinetto. Noto che le parole — “ veggo una donna „ — stareb¬ bero a provare che Eusapia, in “ trance „, ha delle visioni spettrali, o, per dir meglio, delle allucinazioni visive. Ma durante quella evocazione essa era indubbiamente in “ trance attiva „ : ha, dunque, tentato di suggestionarmi ? Coloro che sostengono constare tutta la sua fenomenologia di illusioni ed allucinazioni suggerite ai percipienti, trove¬ ranno in questo mio racconto un argomento per la loro tesi : ed io non nego che questo non potesse essere l’intento della sonnambula. Nei fenomeni visivi, l’ho già scritto, le percezione dell’ imaginario si confonde con quella del reale, e anche le si sostituisce qualora vi siano le condizioni fisio- psicologiche propizie. Ma io sono assai poco suggestionabile, massime quando osservo e sperimento in cose di scienza; e debbo gratitudine a Luigi Barzini di averlo riconosciuto. Egli ha avuto occasione di sedere al tavolo di Eusapia con altri “ uomini di scienza „ ; e paragonando il mio contegno freddo e calmo di osservatore con le perturbanti emozioni cui essi soggiacevano rendendosi incapaci di ben accogliere e apprezzare le loro impressioni, mi ha reso giustizia contro coloro (F. Vizioli), che venti anni fa mi fecero passare per un “ affascinato „ dal celebre Donato, solo perchè accertai e descrissi la di lui strepitosa abilità di magnetizzatore ! L’es- sermi messo tante volte a contatto delle meraviglie e dei miracoli della psicologia anormale e supernormale — dalle più stravaganti aberrazioni mentali all’ipnotismo, dalla fasci- 336 PSICOLOGIA E SPIKIT1SMO, li nazione alla lettura del pensiero coi metodi cumberlandico, Smanniano, ««boriano, ecc., dalla presunta trasposizione dei ^ensi allo spiritismo evocatorio - non ha per nulla alterata mai la tranquillità del mio animo. Dimodocche ap parinone del fantasma di mia madre mi avrebbe, si certo, commosso, ma non sconvolto nè reso incapace d. investi¬ gare in sull’istante la psicogene» del fenomeno. ° Tuttavia la defunta, specificata con quel richiamo ad un suo male definito connotato somatico, non è aPParsa> P^‘‘ miei centri cerebrali superiori hanno opposta «» efficace inibizione ai reflessi di origine emotiva e suggestiva , e cosi non è avvenuta in me quella incipiente d^^g821011^^ coscienza, che forse è in molti percipienti il fattore indi spensabile della loro partecipazione psico-mimetica o psico collettiva ad una gran parte della fenomenologia medianica, massime di quella veramente spiritica. La forma Androide materializzatasi dietro il eort-'na g non ne è uscita, neanco ha messo fuori stavolta le mani carnee che pur avevo sentito in altra seduta: io ne ho avuta l'impressione5 che essa fosse assai meno avanzata nella sua sa irP«‘r“ -« • tutte oneste “ entità „ antropomorfe paladimane. ha p c pillai lievemente sui piedi posteriori della mia seggiola, pri sul suo telaio impagliato ; mi ha toccato al braccio pr^ muto al fianco, battuto famigliarmente sul doiso, mi ha ZlZto «... 1» !*““**> >* anche tentato di abbracciarmi... Ma o fosse la sua ìncom pietà organizzazione, o fosse la freddezza con cui accoglievo inelle stereotipiche dimostrazioni, fatto sta che tutta la sua adone pantomimica era insufficiente; le membra fantoma¬ tiche troppo corte e poco allungabili stavolta, non giunge 1. »?» rmm, • P».™!» “ST“ pareva intepidita nelle sue tenere espansioni. Insomma, una pallida, anzi una squallida scena di relazioni parentali Néeil6 irio' accostarmi volontario alla “ forma „ attiva mi ha portato più in su, verso le comunicazioni spirituali Con h mano ho tastato anch’io come Barzim poi con la fronte appoggiata contro la stoffa, ho cercato di acuire e Sta LprSni tattili, m» no» f •*> % £ vero, che un corpo tond.gg.nnte e duro, un» specie d, sto» lignea senza incavi nè rilievi, senza lineamenti decisi. Questo COMMEDIE SPIRITICHE 337 corpo semovente mi ha percosso abbastanza forte alla tempia destra, indi mi si è applicato contro la fronte e contro l’orecchio, sul quale ho percepito l’atto di un bacio eseguito malamente da una bocca a labbra stirate sui denti. Quel bacio era degno in verità dell’ul to maldestro avvenuto prima tra la mia e la invisibile u testa „ : nulla aveva di passionale; parvemi, anzi, un gesto di pura convenzione, quale può imaginarsi a priori che faccia parte delle abitu¬ dini del subconscio mediumnico. Ed infatti, anche con me suo “ figlio „ (?), l’Intelligenza occulta ha afferrato tra le labbra rigide la pelle della fronte e il padiglione aurico¬ lare, sicché ho ripensato — come nel 1901 con la fanciul- letta del Porro — che volesse mordermi. Che bacio idiota! Quel “ subliminale , che sarebbe capace, secondo F. Myers e Gyel, di tante idee e gesta sublimi, nella “ trance , di una rurale Pugliese non è in grado di agire meglio di un mediocrissimo artista teatrale, che salito sul palcoscenico per la recitazione di una commedia mandata a memoria a forza di ripeterla le dieci e le trenta volte, ge¬ stisce e declama quasi inconsapevole di ciò che fa e dice, mentre la sua coscienza superiore è rivolta altrove. Il Grassf.t direbbe “ poligonale „ o magari “ subpoligonale „ quel bacio pseudomaterno, a un dipresso come il picchio sui tasti del dattilografo. A me riesce assolutamente incom¬ prensibile che un psicologo , assistendo due volte sole a queste repliche non richieste di scenette cosi anguste , si lasci sfuggire la loro chiarissima psicogenesi nella perso¬ nalità inferiore del medium. Ma agli spiritisti non riescirà meno arduo trovare una spiegazione plausibile per tanto scimiesca “ omogeneizzazione , di tutti i disincarnati soprav¬ viventi nell’Ultra-sensibile. Il Barzini ha soggiunto però , con la sua penetrazione, che alla fin fine una persona reale in quelle circostanze, volendosi dimostrare appunto vivente, non si condurrebbe diversamente: nascostasi dietro una tenda, anch’essa, per far discernere il proprio volto ad una mano palpeggiante, sceglierebbe il mezzo spicciativo di spalancar la bocca e fingere di morsicare quella mano. Ma per dir vero , sono possibili altre manifestazioni di vitalità e sopratutto di af¬ fettuosità : p. es. , l’aggrottare della fronte, l’alzare e rab¬ bassare e il fremere delle palpebre, il volgere dei globi ocu¬ lari, lo scoccare baci veri e lunghi, l’appoggiarsi appassio¬ natamente o carezzevolmente sull’astante... Ed io riflettendo Morselli, Psicologia e Spiritismo, II. 22 338 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II agli atti che farei tornando dall’Al di là ner rivela.-™,- a treotatrè .n„i . „i„ figlio, „nto ^ tZ“ s.omp.u calde e meno volgari, più chiare e meno bambhiesche' queste invaginate dal miserabile estro di una Paladino A giustificazione della quale trovo Derò rhe in 1 ìntKtafi?' di’’ r Tr“' d* *llri m*" Soì'più ugg.„d„Tub" i ■“wLropp„VÌ" pensa come me (Tomo I n. 3911 -Vhu7 1 James. che la tronficf°^Ìa deHa Noeggerath- e' nella uniformità deU^stile ^i^ Uitto "questo Mo^ddl’/persp^è slmpS/meTef * o ex"3 "t ir Pseudogenialità subcosciente di medi d’eTeva°ta o colta intelligenza, come Davis, Owen Moses R,™ Hudson-Tuttle, Dalmazzo, “ Dr dIriel „, Marv Lr^i! ]Z7h a fiiSC°.StarSOne Del contenuto delle loro opere cosmo’ itessute e rihT?6’ eAtlC°TelÌ^Ìose- scientifiche . tutte cetti « delle • PerÒ SUl Vecchi0 P^imonio dei con cotti e delle aspirazioni umane Maxwell sia !|J„ ’ ? Choisy-Juvac nel castello del -laxwetl, sia che vengano in circoli di famiglie credenti n davanti a gruppi meno frivoli di studiosi sfa che rannre sentino persone di classe signorile, fini ed istruite o ^nto tu tePT n° °rmlCOlante nei Pressi ^ Porta Capuanf In tu te le evocazioni spiritiche cui ho assistito, non mi fu maf ■ n 1 scoi gei e alcuna vera dissomiglianza individuale nelle manifestazmm ed espressioni di affettività: quei defunti non inaili dW t‘ Sembran° al tettanti fantaccini infagottati e in* Pia d T truppa aV7ezza meccanicamente a mfnovrlrf m Piazza d’armi, senza slancio nè iniziativa. “an0Vrare funtf ^c’ersffn9^611 H1Chi ,norali “«“cavano alla mia * de¬ detto 'dalla f EV0 aImeno quelle fisiche ? L° « sarebbe detto dada frase connotativa che la Paladino mi aveva PSEUDO-CONNOTAZIONE DI UNA DEFUNTA 339 urlata negli orecchi: l’essere materializzatosi in forma tan¬ gibile era “ la donna con un qualche cosa in fronte „. Non c’era incertezza : la medium evocava propriamente la mia cara e povera mamma, poiché quello era il connotato che l’inopportuno intervento di L. A. Vassallo aveva rivelato intorno alla personalità fisico-morale della defunta (Tomo II, p. 144). Il ricordo di quel particolare ritornava adesso nello stato sonnam bulico, insorgendo dai depositi subcoscienti della memoria, precisamente come avviene di molti fatti psi¬ chici, imagini, emozioni, idee o tendenze, ogni qualvolta un soggetto isterico ricada nell’attacco della personalità seconda. Noi siamo solamente di fronte ad un esempio elementare di quelle reminiscenze mnesiche che colpiscono tanto i profani, perchè nella stessa tenacia con cui durante più anni si con¬ servano all’insaputa di chi d’un tratto se li vede riapparire davanti alla coscienza, hanno qualche po’ del meraviglioso: ma esse dipendono da un meccanismo naturale. I sogni nor¬ mali, l’attacco isterico, le pazzie ricorrenti, il sonnambulismo spontaneo, l’ipnotismo, il mediumnismo ne presentano esempi assai più complicati di questo : però il fondamentale processo fisio-psicologico del fenomeno è su per giù il medesimo per tutti. Sono le criptomnesie del Floubnoy. In vero non si può supporre che, nell’ intervallo tra le esperienze del 1901-2 e queste del 1906-7, Eusapia abbia avuta occasione di evocar più lo spirito di Melania Saccozzi in Morselli, giacché nessuno dei suoi consultanti vi poteva avere interesse: non si evocano e non si desiderano d’ordi¬ nario che “ i nostri cari morti Il ricordo del “ qualche cosa in fronte „ che contraddistingueva mia madre è, dunque, rimasto latente per cinque anni precisi nella subcoscienza di Eusapia, e non è riapparso se non quando essa ne aveva bisogno per aiutarmi (o per spingermi) ad accettare la forma stereoplastica prestata temporaneamente dal suo psicodina- raismo alla disincarnata. Ma bastava quell’accenno mnesico vago e isolato perchè io passassi alla operazione mentale di visione ed identificazione che ero chiamato a fare ? Evidentemente la sonnambula faceva troppo calcolo sulla mia duttilità suggestiva, o sulla mia acquiescenza di psichi- cista, o sulla mia emotività di figlio. Sono disposto ad am¬ mettere che E. P., in tutto quel processo di evocazione e designazione fosse sincera, come son certo che le materializ¬ zazioni stereoplastiche erano autentiche : ma qui risiede per l’appunto l’importanza psicologica della mia nuova pre¬ sunta comunicazione coll’Altro Mondo. 340 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Noi sappiamo già che il “ qualche cosa in fronte „ era stato mal designato anche nelle sedute del 1901 : ora, gli sbagli d’allora non sono stati corretti nel tentativo tànato- critico di quest’anno; che anzi, avendo voluto Eusapia de¬ finir meglio il connotato, ha ingrandito l’errore. La defunta non portava affatto un “ porro „ nè una * specie di porro , perocché (anche prescindendo dal valore dei termini anatomo- patologiei ignoto al medium), questo nome popolare signi¬ fica una escrescenza cutanea, spessissimo peduncolata, di colore e struttura diversa dalla pelle su cui si impianta ; laddove il segno della defunta consisteva in un piccolo sol- levamento cutaneo dovuto a un sottostante tumoretto (ciste o lipoma), della grossezza d’una piccola nocciuola, e sul quale la cute era intatta e sana nelle sue caratteristiche visibili di struttura e colore. Sotto questo riguardo la con¬ notazione, anche se popolarmente intesa e giudicata equiva¬ lente nei termini, è riuscita fallace. Ma poi, a guardar bene, l’indicazione del segno aveva un carattere cosi artificioso e villanamente scortese, da disobbli¬ garmi verso la medium definitivamente per questa sua in¬ sistenza di volermi aprire le porte del Mistero. La defunta poteva egualmente essere indicata e specificata per altri suoi connotati, lineamenti e particolarità somatiche : l’evocare soltanto quello, e poi smettere quando il percipiento non abbocca, mentre la “ visione „ del fantasma invisibile per gli altri poneva la medium nella congiuntura fortunatissima di potermene indicare statura, età, magrezza, colore o quan¬ tità dei capelli, foggia di vestire, ecc., pone a nudo, secondo me, tutto l’artificio mediumnico di codesti avvenimenti im¬ pressionanti solo per chi vi è predisposto e per chi li vede da lontano senza la lente del psicologo. Non mi soddisfa il fatto che anche in altre sedute della Paladino, come ce n’ha avvertito il compianto spiritista De Albertis, o in quelle del medium Politi, si vedrebbero spesso materializzazioni vaghe di forme, di figure, di volti irriconoscibili : talvolta non si avrebbero, come nel caso nostro, che sensazioni di stereoplasmi incompleti senza cranio e senza faccia, e solo più tardi si. arriverebbe a riconoscere qualcuno sotto quegli informi tele¬ plasmi (“ L. e 0. „, ’04, p. 55). Questi fatti, anche se con¬ fermati, rinvigoriscono la spiegazione metapsichica, ma non giovano, salvo sottigliezze dialettiche, alla spiritistica. Che la Paladino, pur nel suo stato sonnambulico, abbia una certa percezione dei dubbi e sospetti della sua assistenza, e accorgendosene se ne angustii, e angustiandosi se ne di- SVILUPPO SUGGESTIVO DEGLI SPIBITI 841 fenda meglio che può coll’ironia o coll’astuzia o colla pru¬ denza o con una diversione nei fenomeni, è cosa ormai notoria a chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui. Orbene: anche stavolta essa si è accorta del pericolo cui andava incontro il tentativo di evocazione spiritica a mio benefizio; e il suo subcosciente l’ha protetta. Per accertarmi del punto cui può giungere la teleplastia medianica, io ho chiesto all’ * Invisibile „, che seguitava nella sua agitazione intenzionale dietro la tenda, di lasciarsi toccare e palpare anche da me sul volto, come aveva lasciato fare a Barzini: avrei naturalmente cercato il “ qualche cosa sulla fronte „. Ma un repentino e violento no bissato da “ John King, — voglio dire, dal tavolo della Pizia — mi ha fermata la mano in aria; e l’Invisibile, sfuggendo a quella prova, ha profittato della mia esitanza per scostarsi subito da me, per Spro¬ fondarsi nelle tenebre del gabinetto, e per dileguarsi poco tempo appresso, dopo avermi data ancora qualche fiacca e sempre più evanescente manifestazione. La mia nuova delusione sul conto dell’Àl di là che sembra rifiutarmi ogni “ evidenza „ , ha un buon compenso nella conferma che reca all’ipotesi innanzi esposta circa al pro¬ cesso psicogenetico della ricognizione e denominazione dei fantasmi tangibili quando si compiono per “ sviluppo „. Sono sempre più del parere che qualora anch’io fossi caduto in stati emotivi dell’animo e avessi dato in espressioni di affetto, di giubilo, di tenerezza per la materializzata “ entità . avrei forse finito coll’autosuggestionarmi, o per lo meno avrei fornito alla subcoscienza della medium altri indizi, altre notizie, altri contrassegni che adagio adagio l’avreb¬ bero condotta ad una presentazione più decorosa, meno spuria e alquanto men lontana dalla realtà. La libertà la¬ sciata a Barzini di tastare la faccia teleplasmata non met¬ teva a repentaglio quel conato infelice di evocazione: l’avere negata a me la stessa esperienza implica — per chi non è cieco del lume di ragione — che Eusapia non faceva assegna¬ mento sulla mia partecipazione involontaria e istintiva allo schema obbligato che mi concerneva personalmente. Non chiuderò il capitolo senza rincalzare sul lato poco dignitoso di queste chiamate di defunti inframmezzate ai giuochi di prestigio del “ buon John „ o alle futilità onde consta per nove decimi una serata professionale d’Eusapia. Gli spiritisti ortodossi e i modernisti ribelli al dogma e semplici “ immortalisti , si impermaliscono quando si dice 342 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II che gli spettacoli “ spiritistici „ non sono morali: il loro cruccio sarebbe giusto se contemporaneamente non si dicesse pure dagli psichicisti, che la provocazione frequente e pro¬ lungata degli stati mediumnici può esser fonte di malanni, di nervosità, persino di pazzia. Ripeto, ad ogni buon conto, che la taccia di creare degli impostori e dei neuropatici non viene da me, nè da scienziati “ materialisti , : viene da cultori spregiudicati e onesti dello spiritismo classico, da un Dr Prel o da un Dilanke, per esempio. S’è dato recentemente anche il caso incredibile di spiritisti fanatici che, congiungendo in un amplesso mostruoso le loro evocazioni spiritiche con le superstizioni magiche, hanno preteso di agire a distanza con una specie di incantesimo su individui loro avversari: essi dichiarano di averli... fatti morire per opera degli “ spiriti „ ! ! Siamo pertanto sulla china della delinquenza supernormale; e se ogni persona assennata può sorridere a simili deliri di menti scombussolate da idee settarie, deve poscia meditare seriamente sul gravissimo significato etico e sociale di sì fatti ritorni atavici verso la Magia. E la chia¬ mano corrente neo-idealistica, questa in cui da qualche anno diguazziamo!... Non insisto: aggiungerò soltanto che io sono rimasto stupefatto dell’indifferenza con cui moltissimi credenti della nuova religione lasciano evocare i loro “ cari morti „ in mezzo alle stupide farse di queste sedute. “ John King „ si arroga l’ufficio di cercatore e conduttore di anime al pari dello “ spirito Nellie „ della Thompson e di “ Rector , della Piper: e questo può contentare e lasciar tranquilli altri, non me, cui, lo dico fieramente, ripugna che un tal Messere sia l’araldo o il nocchiero d’una persona sacra al mio affetto traverso le ombre del Gran Mistero. Il mio sentimento figliale ne è ferito, e il mio sentimento etico-estetico si ri¬ bella davanti a questa indegna associazione di cose sciocche e burlevoli con cose auguste e penose. Un po’ più di rispetto ai morti e ai sentimenti che essi ci dovrebbero inspirare, signori kardechisti e atanatisti, che sedete attorno al tavolo delle Pitonesse in crisi istero-ipnoidi, e vi servite di cotali intermediari per risvegliare in voi i ricordi più intimi e le commozioni più ideali ! Io, che sono un “ positivista indurito „, non ne ho bisogno per mantener caldi i miei sentimenti; e quasi mi vergogno di dover sotto¬ porre questi a simili prove assurde e per me disgustevoli a scopo esclusivo di studio. LA VENTESIMA QUINTA SEDUTA (2 gennaio 1907). Compendio della serata. Ho più volte segnalato il fatto che l’arrivo di una persona nuova o insolita in un circolo di sperimentatori fa ordina¬ riamente perdere il frutto dell’ “ omogeneità „ acquistato nelle sere precedenti, perchè riconduce la fenomenologia paladiniana alle manifestazioni elementari. Dinanzi ad ogni individuo di cui sospetta o di cui non ha ancor ragione di fidarsi, la Eusapia sente il bisogno istintivo di ricevere le spinte dalla tecnica iniziale, come il saltatore che indie¬ treggia fino al punto di partenza per prender la rincorsa. Ma Tessersi aggiunto a noi jersera l’Avv. Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera, se da principio ha sugge¬ rito T inevitabile e un po’ disordinata ripetizione d’alcum vieti fenomeni, ci ha poi permesso di assistere a un altro saggio di presentazione spiritica: per ciò il nuovo venuto ha reso per me un servizio alla Metapsichica. Infatti, 1 Al- bertini aveva assistito in Milano ad altre sedute d Eusapia, accompagnato dalla sua signora consorte, figlia del celebre Giuseppe Giacosa, la quale vestiva abiti di lutto: questa circostanza non era sfuggita di certo alla medium, che, ri¬ vedendolo in Genova, se ne rammentò, e dal ricordo trasse occasione ad un tentativo evocatorio. Questo nesso psicolo¬ gico era da segnalare. * La prima parte della seduta è stata consumata in mani¬ festazioni del solito stampo, ma disordinate, slegate e con lunghe pause tra l’una e l’altra: pareva che il subcosciente dell’Eusapia stentasse ad orientarsi verso uno scopo intrav- 344 PSICOLOGIA E SPIBITISMO, II veduto. Egli è che l’Albertini s’era collocato in catena tra me ed il Sozzano, e colà veniva a trovarsi fuori della sfera d’azione di * John Così per una buona ora si sono suc¬ ceduti soltanto moti inclinatorì, sollevamenti parziali e le¬ vitazioni isolate (alcune, a dir vero, bellissime) del tavolino : a un certo momento questo pareva invaso da frenesia, tanto era vorticoso il suo movimento; picchi fortissimi, come colpi di maglio, lo scuotevano. In quella disposizione ormai abituale di catena, Eusapia sembrava aver bisogno di suggestioni nostre per agire : e più volte, un fenomeno accennato vagamente o suggerito senz’altro a “ John King „ , l’abbiamo visto prodursi. A questo modo un po’ atassico abbiamo ottenuto battiti e rumori, movimenti di oggetti lontani dal medium e altri ben discer¬ nibili (a viva luce), vento freddo dal gabinetto, gonfiamenti, svolazzi e strofinìi delle cortine, e qualche apparizione di “ forme „ mal distinguibili e poco definibili al davanti del medium, nel vuoto tra me e Barzini. Ma “ John „, eccitato dalla venuta di quella sua cono¬ scenza, non poteva restarsene tranquillo. E sua consuetudine scaricare l’attività medianica su qualcuno, che gli prema, per obbligarlo all’ammirazione delle sue prodezze : e perciò gli astanti di maggior riguardo sono presi di mira, e quando si siedano al “ controllo „ si scarica loro addosso una vera furia di fenomeni. Il tavolo fa i suoi esercizi ginnici specialmente dalla loro parte, la tenda diviene una vela cbe s’avanza spinta da un maestrale impetuoso, e li tenta e ritenta, e loro si addossa, e loro è progettata sulla testa, allo scopo di celare lo “ mani invisibili , che li toccano e li premono : di guisa che, chi non è rotto a quella esplosione di contatti coll’Occulto o chi ha i nervi sensibili ne rimane impressio¬ nato, e spesso desidera che abbian fine o che gli lascino cambiar di posto nella catena. E “ John „ sembra trastul¬ larsi in questi scatti e uragani di medianità irrompente: egli esige, anzi, per lo piu che i nuovi ammessi vadano ai lati del medium per averli nella sua sfera d’azione più intensa. Ecco pertanto il tavolino ordinare d’un colpo che l’Alber¬ tini funzionasse da vigilatore al posto di Barzini, cosicché questi s’è alzato ed è venuto a sedere dietro di me, fuori di ca¬ tena. In questa disposizione dell’assistenza si sono avuti alcuni fenomeni rilevantissimi, che qui mi contento di catalogare : 1°. Sollevamenti totali del tavolino, senza alcun contatto di mani, visibili a mezza luce, e coi piedi di Eusapia afferrati dal Barzini e tenuti solidamente sul suolo. TELERGIE, EFFLUSSI E MATERIALIZZAZIONI 345 2”. Trasporto di oggetti, senza vista di mani o persone che li tenessero per aria. Era essi riscosse il nostro plauso il vas¬ soio della plastilina da modellare, che uscì d’un tratto alla se¬ miluce fuori dal gabinetto, passò tra l'Eusapia e 1 Albertmi, o venne a posarsi sul tavolo davanti a Bozzano: mentre passava ci si comandò (da ‘ John „ impersonato in Eusapia) di non toccarlo... — Un altro oggetto che peregrinò all’oscuro qua e là per la stanza, volando fuori dal cortinaggio, fu una trom¬ betta da lìera. Q. 3°. Spostamento di corpi pesanti per azione a distanza. — si sono smossi rumorosamente diversi mobili: una seggiola dentio il gabinetto, il grosso tavolo della finestra, un tagliere con uno strato di mastice spalmatovi sopra, eco., tutti oggetti pesanti da 6 a 8, a 12 chili. La seduta e stata chiusa dal so¬ lito fenomeno di attrazione e ripulsione d'un grave per forza radiante dalle mani di Eusapia (Tomo 11 , p. 228): il grave stavolta fu una seggiola, che ben rischiarata da una lampada di 5 candele vedemmo avanzarsi e ritirarsi come sotto 1 azione d’una potente calamita: Eusapia era invigilatissima. 4". Suono autonomo d'uno strumento musicale — E stata la trombetta e ha suonato in due posizioni diverse: — a) nel sortire dal gabinetto: io vedevo lo strumento di profilo nella penombra, e la sua imboccatura s’appoggiava alla cortina nera, come se dietro di questa fosse in piedi un * Invisibile „ che vi soffiasse dentro traverso la stoffa; — b) nel suo volo aereo: ognuno di noi poteva discernere la trajettona della tromba in° aria, mentre ne uscivano suoni prolungati. Qui la straordinarietà del fatto sta ip ciò che se per il trasporto occorre una mano, per il suono a fiato abbisogna una bocca o altro apparecchio immettente aria nella imbocca¬ tura. Ci si può forse imaginare che dal gabinetto esca una corrente limitata del solito vento, la quale valga a far vibiare le linguette metalliche?! Non è possibile, perchè la trombetta volitava girando su sè stessa. Il suono autonomo di stru¬ menti a corda o a tasto (chitarra, mandolino, pianoforte, ecc.) è assai più facile da comprendere, che non quello di strumenti a fiato: pei primi basta la telergia meccanica. 5°. Effluvio nem ico radiante dal corpo del medium. — Lo abbiamo risentito provenire chiaramente dalla testa di Eusapia, più precisamente dalla sua regione fronto-parietale sinistra, alla quale io e Barzini abbiamo appressata la palma della mano, tenendovela per alcuni minuti a distanza di circa 2-3 cen¬ timetri. Ne tornerò a parlare. 6°. Toccamenti e palpamenti. — Nessuna differenza sostali- zi ale da quei “ contatti , che formano una caratteristica delle sedute spiritiche; ma iersera giunsero alla seconda persona 346 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II della catena, e persino agli astanti di prospetto (alla signora Berisso); e non di rado furono simultanei. 7°. Materializzazione di membra e forme soltanto tangibili. — Le membra toccanti e prementi non si percepivano ordi¬ nariamente con la vista: agivano da sotto il cortinaggio. A Barzini vien comandato di salire e porsi ginocchioni sul tavolo, e si ripete la rituale scena dell’entità occulta che si rende tan¬ gibile e talvolta afferràbile nella parte superiore del gabinetto: vi avevo già assistito altre due volte al ‘ Minerva „ (Tomo I, p. 410), e non mi riesci nuova. Barzini al di là delle tende ha percepito in alto, a 2“.30 dal suolo, i tocchi di un corpo non duro, poi un po’ più in basso una stretta energica di mano misteriosa al di sopra della testa di Eusapia che intanto io e Albertini teniamo solidamente. 8°. Sollevamento d’una persona (?) e tocchi multipli e simul¬ tanei. — In eguali condizioni di vigilanza il tavolino su cui è inginocchiato Barzini si muove, ed egli lo sente sotto di sé alzarsi dal suolo di alcuni centimetri, mentre io ed Albertini siamo simultaneamente toccati. Sarebbe questa una levitazione eccezionalissima, impor¬ tando il sollevamento d'almeno 75-80 chili. Ma, per dir vero, se io mi sono accorto dei moti e sussulti intensi del tavolo sostenente il collega, non ho percepito affatto che fosse le¬ vitato : dubito che egli ne abbia avuta la sensazione com¬ plessa illusoria dalle oscillazioni del suo corpo e dall’insta¬ bilità d’equilibrio in cui si trovava. A me è parso che il fenomeno, preannunziato da Eusapia con la raccomandazione (anch’essa abituale in codeste contingenze !) di “ non aver paura „, fosse bensì in procinto di effettuarsi, ma non si sia compiuto: la medium, a quella scarica formidabile di me- diumnità, ne sarebbe rimasta esaurita fino al deliquio. Ri¬ mane però la impressionante simultaneità dei fenomeni : una mano fluidica che stringe in alto; due toccamenti laterali, che sono attribuiti ad altre due mani (?) pure fluidiche; una forte paracinesia esercitata su di un peso notevole. 9°. Impronte sulla creta molle. — Su quel blocco trasmi¬ grante, che ci era stato proibito di toccare, ritroviamo in fin di seduta due impronte separate. Questo fenomeno non mi risulta totalmente genuino, e ne riparlerò più avanti. 10”. Apparizione di forme mobili ed attive. — Oltre alle molte tangibili, si sono avute materializzazioni visibili in numero insolito. — Quando a sinistra d’Eusapia io mi sentivo toccare, i miei compagni di fronte e sopratutto l’ Albertini dichiaravano di scorgere “ mani e braccia , protendersi dal gabinetto verso di me : Barzini ha anche distinto una mano sinistra, aperta, carnea, che mi batteva sulla spalla. Allo stesso modo, dopo STRANEZZA DELLE “ FORME „ MATERIALIZZATE 347 una prima fase, in cui non riesco a vedere di prospetto se non avanzamenti e gonfiori della tenda verso 1 ' A Iberti ni, sono poi stato colpito dalla netta impressione visiva di “ forme , ne¬ rastre, a contorni sfumati, che si avanzavano dal cortinaggio, pur essendone certo indipendenti nella loro lunghezza e mo¬ tilità, e spesso non arrivavano a toccare nessuno, indi si di¬ leguavano. Queste forme, per la loro molteplicità proteica e per il loro significato personale compreso da noi ulteriormente, meriterebbero descrizione minuta. Alcune parevano braccia, ma tozze, corte e rigonfie a mo’ di sacchetti ripieni o di manicotti; e portandosi in avanti andavano a toccare l’Al- bertini o gli rasentavano le spalle. Altre, fuoruscenti più in su, al disopra del suo capo, erano propaggini a mo’ di clava o di mazza, che io paragonerei volentieri ad una testa de¬ forme di microcefalo sostenuta da un collo fantasticamente lungo: questa specie di cigno enorme per due o tre volte si è abbassata verso di lui, e poi si è rialzata con lenti movimenti, quasi in atto di martellargli il capo. Io e Barzini, che stava dietro di me, discemevamo codeste apparizioni sullo sfondo di chiarore che dal Corso Torino penetrava per le invetriate nella stanza, trapelando per due larghe e lunghe fessure ai lati degli scuri. A un certo punto ambedue ab¬ biamo riveduto la nota forma faunica, che tanto spesso so¬ praggiunge nelle sedute d’Eusapia (Tomo I, pag. 402): io l’ho subito riconosciuta al suo ceffo grifagno, e la descri¬ zione orale e un disegno ulteriore del Barzini me l’hanno confermato. L’esserci noi due, che vedevamo, comunicate ad alta voce le nostre concordi percezioni ha tosto suggerito al subco¬ sciente di Eusapia un fenomeno di comprovazione sinestetica: io mi sono sentito toccare la testa simultaneamente in due punti diversi: in alto sul bregma, a guisa di lieve sfioramento; in basso, sulla nuca e sulla spalla, a guisa di forte e larga pressione. Ho immantinente ideato che un grosso uccellaccio mi si appollaiasse addosso; poi ho ripensato al fantasma- caprone prospettatomi innanzi, e mi son chiesto se per av¬ ventura “ John King „ non avesse voluto darmi con quei due contatti la percezione del suo profilo adunco e mefistofelico. Strani effetti dell’associazione immediata tra impressioni sen¬ sitive e imagiui rievocabili, dove si addimostra il potere illimitato della nostra fantasia, e dove forse sta la ragione di tante interpretazioni personali di fatti sensitivi e psico¬ sensori illusoriamente percepiti e definiti ! L’interesse del 348 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II un tempo istesso tante sensazioni negli astanti P**” & natiti1" J^r^ìZ ne'sTir^T “ì "°'e ^ P^do-perso- e poiché fu il fatto menomo— ddh^sel?udél ne discorrerò più in esteso. seduta del 2 gennaio aumento di p'éso^eaUi0—0 Pesata "PParen,e seduta non 'ri è trovata Sifc E ^P° ^ vece avremmo ottenuto dulia „,0j: ' penili 08). in sua rione anoor più singolare alla legje di gTavitò 'ìlV essendo per tutti risultato sospettile, feXt qSc08a a “ Astuzie ? Stratagemmi maliziosi ? Tre volte mi è sembrato jersera che Eusapia Paladino ci ingannasse: per due sono quasi certo che ci fu inm per la terza, che tratto subito, porto soltanto dei dubbi1.110’ A) Dubbi sulle impronte. — Checché mi si dica il modo con cui appaiono comunemente eseguite le imnrnnto i mastice o sulla creta non mi lasciaTafVanS anche per la Paladino 'V’T ■*' -m.0Stra g^^elte benevolo P07 p 109? Non “f T u “-?1 t,m:0rÌ {F°rCeS natur- Eusapia n°onesiaeStaS' “a’ li££S u^mlno^^dttm) °é a pigiarvi sopra col pugno semichiuso due volte di seguito una prima volta per produrre rimpressionl che si ™ colle l™ ‘de CalC° C0“ la seconda flange delle dita minorfe colle eminenze tenare e ipotenare della palma • la seconda a càrpSalaCnLaadeir T dej- polli?e e coll’articolazione meta- aipo falangea dell indice disposti ad anello. Fu ben in auel momento che essa ci ordinò aspramente: “ non toccati' e tale affettazione mi svegliò sospetto. ’ hulle impronte da noi ottenute la sera del 2, II, ’07 manca Morselli, Psicologia e Spiritismo, TL Tav. XVL Calco in gesso dell’impronta di 8 mani spiritiche,, ottenuta in presenza di Eusapia Paladino durante una seduta in casa del D‘ Gellona, a Genova. — — — 349 IMPRONTA DI “ MANI „ FLUIDICHE la trama del sottile “ velo medianico , che, al dir dei com¬ petenti, caratterizza quelle autentiche : la si vede benissimo, con le sue piccole pieghe, nei due pugni ricalcati da stupendi esemplari ottenuti con Eusapia in casa del Dr. Gellona (Tav. XVI*). E vero che la interposizione della tela non mi risulta costante : tuttavia debbo tener conto della notizia co¬ municatami or ora da A. Berisso, che dopo le sedute di Calco in gesso di due impronte di * mani fluidiche „ ottenute la sera del 2 gennaio 1907, in casa Berisso. (I,e impronte non sono, a dir vero, fra le migliori eseguite da F.nsapia: "i1 ,r,rro“, ° 00,1 ln mano; piegata puro ad artiglio, della Tav. IV* del Tomo I, e oon 1 due bellissimi pugni della Tav. XVI* del Tomo II]! casa sua avrebbe trovato macchie di creta asciutta sulle cortine nere. La cosa non è nuova, essendosi osservata anche quando le impronte sono eseguite a distanza non sospettabile, o alle spalle di Eusapia nel gabinetto, o altrove nella sala; ma per quanto si voglia essere corrivi, la notizia porta a dubitare, o che quella stoffa servì a fasciare il pugno com¬ primente e non lasciò traccia di sè a causa della qualità e durezza eccessiva della sostanza adoperata, o che servì per 350 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II contro a ripulire la mano traditrice della medium, che infatti 3nsopotr’stringendola poi pei controii°’ saccorse si Stante le ragioni che dissi precedentemente, non è il caso di trarre illazioni da un confronto del calco con le mani di EuSap'a: "onu *'!levo Onesta volta che vi siano divergenze sensibili Si badi bene peri» che non tutto il fenomeno del- 1 impronta syegha i miei dubbi : sono sicuro che il trasporto della plastilina fuori del gabinetto fu genuino, per vera c ergia. Ara 1 psichicisti, da Oohorowicz in poi, sanno che Eusapia, al pari d, tutti i medi, mescola e intel-cala invo lontanamente (e volontariamente) fenomeni falsi e fenomeni veri ogni qualvolta, nella semicoscienza ipnoide, le riesce fastidiosa o faticosa una scarica di mediumnismo : allora ub¬ bidendo all istinto isteroide di simulazione, essa cerca di i aggiungere 1 intento col minimo dispendio possibile di forza Qui aggiungerò che giudico con meno severità di critico le impronte famose di faccio di vecchio, che da anni sono hanno EusaPla; Molti prima, e il Flammarion adesso hanno notata la rassomiglianza di quel volto sbarbato, a naso forte, a mento rilevato, a zigomi sporgenti, con la fàccia di una msapia invecchiata (l’av. IX»): parrebbe quasi che la medium percepisca le proprie fattezze per un processo di autoscopia cenestehca (e perchè no?) e che, sdoppiandosi, le impronti tali e quali sul mastice. L’autenticità di quei volti sparuti de » T eSpreSS‘0,ie S1 lntrav7ed« un'artistica raffigurazione dei postumi agonici o del riposo mortuario, può essere de- sunta, a parer mio, anche dall’atteggiamento che Eusapia 'nmfiìbe C°,S.tretta dl Prendere onde stamparli per lo pitici profilo o di mezzo profilo: il suo corpo dovrebbe disporsi in senso orizzontale. Ora, niuno la vede mai durante le sedute ordmarie distendersi a terra; essa si corica soltanto nelle sedute di grandi materializzazioni entro il gabinetto Biso- tiattohmwt °‘a ,SUpP°rre ?he. Esistenza è divenuta ad un tiatto cieca, sorda e... inebetita. n„; \!LjTlatÌV° di in HH0 spostamento di oggetti. — Qui invece ho senza dubbio colto nel segno, quando sen- endonn sfuggire a un dato momento la sinistra d’Eusapia verso ’ÌIbeV.atinigehnUainente pian0 piano ]a destra’ verso 1 Albertim, ho compreso che essa stava per giuocarci Ima su. Vro ,del sostituzione di mani. La trombetta era erma sul tavolo, ed essa voleva forse smuoverla e adopp¬ iarla per qualche nuovo “ fenomeno „ senza far più fatica! TENTATIVI DI FRODE E SUGGESTIVITÀ 351 Per avverare 1 Alberimi di stare in guardia non ho trovato miglior mezzo che di ricordargli il suo antecessore nel Cor¬ redi Vi. eSuam,!lt0: ‘ E T- V‘ -- * Eugenio To- relli-Viollier che di quel trucco si era fatta un’arma po¬ tentissima antieusapiana. Ma prima che gli altri capissero la mia allusione, 1 aveva afferrata l’intuito sempre sveglio di Eusapia, che quasi piagnucolando mi ha gridato- — ■ Vo» lo dite, non lo dite! 6 l 0n Non so se questa preghiera, sincera o accorta, provenisse dalla sua suscettibilità offesa da quel ricordo scottante, o se esprimesse il timore di rimanerne suggestionata e di agire nh-le Pagtlton?t’ T T in c*si “Mimili ha narrato avve- nnie. Patto sta che al mio dubbio la serie dei fenomeni ripresa* ■ c^Ta ^ bUOn, qUarto d’ora’ è stata subito Ì trombetta se n’è partita da sé, mentre noi vagliatori accrescevamo le nostre cautele; che, spinta da Bar- zmi verso la tenda, gli è stata presa di mano dall’Invisibile indi lanciata di nuova a corsa pazza e vertiginosa per aria ■ th,VneraeeèraPPar? parte’ paSSando tra >• ^ due Z! f la,s°Pratenda pesante, e mi è venuta a dare due potenti colpi traverso la nuca, producendomi anche un P dl dolore- E'-a “ John King „ che mi castigava di aver pronunciato quel sottinteso alfabetico. Però la mia punizione alfe namlì 5 , P° d“rÒ anC01'a la seduta- cosicchè n he i ammirazione verso fenomeni ulteriori che noi “TJf, Pronunciavamo per toglierle il rammarico di mente ^rr° am°r Pr<?pl?°’ ' eSSa ha «ridato stiz.zosa- mente. - Otà, saranno le lettere dell'alfabeto.' . - Ma vùkivaeHUSCe\° daHa >nCe” è caduta in una crisi con¬ ato VLrfnTV TT ifrefrenabile, con espressioni Sino n u 5 ° da farmi Pentire della mia impron- febb0-Tder gmStÌZÌa aUa medium : con quello fare f * “*? df\ me sorPreso *» fieri poteva, tutt’al più fare sloggiare lo strumentino da fiera, ma non esedre nessun altro numero del suo vario e complicato programma jP F*rheria nell’ abbassamento automatico della stadera * - Un abbassamento della stadera ed un conseguente Tn'- nalzamento del suo braccio di leva senza che nefsun corno pesante fosse stato deposto sulla piattaforma, costituivano un esperienza di grande nlievo: era il pesalettere di A de Rocuas ingigantito! E noi, memori dei fenomeni di lesa 352 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gravitazione della prima sera, abbiamo insistito presso Eu- sapia perchè lo tentasse alla piena luce deU’anticamera. La Paladino, che già era discesa dalla piattaforma dopo la seconda sua pesatura, ha mostrato di accondiscendere e si è accostata all’apparecchio in stazione eretta, esigendo però che 1 Alberimi le stringesse le mani e il Bnrzini , accanto a lei le premesse coi suoi i due piedi: un lembo della sottana del medium toccava l'orlo laterale della piattaforma. Dopo alcuni istanti, occupati da sforzi muscolari evidenti dell'Eusapia, noi abbiamo veduto e udito moversi e cigolare in moti alterni di alzamento ed abbassamento la stadera, che avevamo lasciato carica del peso di 20 chili. Questo peso, dunque, diminuiva o cresceva sotto l'influsso bio-psichico della medium!?). Ma è sicura questa esperienza straordinaria che, d’altronde non si potè ripetere? Ci attestò il Barzini di non essersi ac¬ corto di nessun movimento delle gambe d’Eusapia, cosicché parrebbe escluso il dubbio di un abile spostamento di un piede all’indietro o di fianco per arrivare a premere sulla piattaforma. Però essa, con un piede solo, astutamente dis¬ posto, può dare a chi la sorveglia in quella incomodissima po¬ sizione la impressione ingannevole di un buon controllo. E affievolisce l’esperienza quel contatto di sottane, per chiunque ricordi le accuse di Cambridge, sebbene la veste non sia stata veduta moversi, e sebbene sia arciprovato che la con¬ tiguità degli abiti d’Eusapia cogli oggetti che sposta (tavo¬ lino, seggiole, sgabelli, ece.), aumentata talvolta dal rigonfiarsi visibile delle stoffe, non contraddice affatto l’ipotesi meta- psichica della formazione d’arti soprannumerarii dinamici- questi si organizzerebbero ed agirebbero in una specie di gabinetto oscuro minuscolo costituito dal giro delle vesti. Se non che, noi jersera, messi in sull’avviso dalla stessa esitanza nostra ad accogliere per buono quel fenomeno, ab¬ biamo fatto un curioso rilievo: — salendo sulla piattaforma di una stadera, si riesce a farla oscillare in più ed in meno quando si appoggi una sola punta di dito sull’arcata fissa che in quello strumento comunissimo serve a impedire il soffregamento dei corpi da pesare con il meccanismo del biaccio di leva. Questa esperienza (cui ha assistito con aria sorniona la Paladino, che se ne mostrava impensierita) ci permette di sospettare un inganno nella infrazione alla lecrge di gravità constatata la sera del 26 dicembre, e pone in qna- rantena, per ciò che ci concerne, le pesate del... “ perispi- rito , o, se si vuole, dell’ “ anima ,. IMPERFEZIONE DELLE MATERIALIZZAZIONI 353 * * * Sulla definizione e denominazione delle forme materializzate. Jersera tornai a fare attenzione alla stranezza delle forme che Eusapia Paladino projetta nello spazio circostante e che sembrano larve di sogno (“ dream-ghosts „ , dice ironica¬ mente, a ragione, Paolo Cards): talvolta orride e quasi pau¬ rose, il più spesso assurde e grottesche, quasi sempre in¬ complete e male organizzate (Tav. XVIIa). È sempre il modo eusapiano di materializzare frammenti tangibili o toccanti di persone, non persone intere; ma la stessa imperfezione spetta alle materializzazioni visibili. Io sono d’avviso che il nome di “ mani „ di “ braccia „ di “ teste , sotto cui si designano queste forme, sia, nel più delle volte, abusivo. D’ordinario non sono parti morfologica¬ mente caratterizzabili di un organismo umano compiuto, ma dei quidsimili, spesso informi e strani, quasi direi mo¬ struosi nella loro larvale apparenza : certo, non hanno le proporzioni, i contorni e neppure le movenze precise che vediamo, pur sempre, nelle nostre membra agenti in pe¬ nombra, e neanco nelle così dette ombre chinesi, con cui forse avrebbero una tal quale somiglianza. I pugni sono troppo grossi, gli avambracci non han piegature di gomito, le teste son deformi e troppo voluminose, i colli spropositati e tortuosi, le capigliature e le barbe acconciate in foggio strane, i corpi disarmonici e pressoché mostruosi... Soltanto le “ mani „ che appaiono isolate, massime le biancastre (fino dai primi tempi dello spiritismo americano) si “ sviluppano „ meglio, ossia raggiungono una forma più avanzata; ma pur esse sono in generale di aspetto anormale, non cadaverico, come pare agli spiritisti, ma scimmiesche e mal fatte, precisamente come può disegnarle un esordiente od un profano dell’arte del disegno. Il che apporta una conferma all’ipotesi che le materializzazioni siano imagini pensate dalla medium, proiettate e plasmate visibilmente in correlazione con la sua facoltà rappresentativa. L’obie¬ zione che, in tale ipotesi, anche le mani e le faccie tele- plasmate nelle impronte dovrebbero essere egualmente scor¬ rette e deformi in rapporto con l’ inabilità raffigurativa Morselli, Psicologia e Spiritismo , II. 354 psicologia e SPIRITISMO, II della medium, non avrebbe molto valore per la fisiopsico¬ logia : si deve, infatti, supporre che nella esteriorazione di un arto intenzionalmente immerso in una sostanza plastica vi saranno, associate, — oltre alle visive, — imagini tatto¬ cinestetiche numerose, e assai più efficaci per la rappresen¬ tazione e produzione esatta del fenomeno (se autentico 1). La nomenclatura delle forme organizzate dai medium andrebbe, dunque, corretta e mutata, poiché chi sente par¬ lare o chi legge di “ braccia „ di “ teste „ e di “ persone viventi „ che toccano e agiscono, e poi all’atto pratico non disceme che abbozzi e aborti di corpi antropomorfi o an¬ dròidi (come scrivevano alcuni dei primi pneumatologi), è tratto a ritenere non infondata l’accusa di “ fantasie riscal¬ date „ e di “ animi sovraeccitati „ che fuori dei circoli gli scettici agnostici lanciano agli spiritisti. Una correttezza maggiore nel definire ciò che si sente, si tocca, si ode o si vede in seduta, toglierebbe forse o attenuerebbe di certo quelle divergenze che si notano fra i percipienti di uno stesso fenomeno. Rimarranno sempre le diversità nel perce¬ pire indotte dal tipo mentale degli individui, com’ io rilevai fino dai primi miei studi al riguardo (Tomo I, p. 274); ma non s’avrà più quella dissomiglianza di definizioni e descri¬ zioni, che serve a dar presa alla ipotesi esplicativa dell'illu¬ sione ed allucinazione. Ci pensino gli investigatori futuri. Un buon metodo per cerziorare le percezioni dei singoli è di paragonarne le raffigurazioni fatte dopo la seduta, o, meglio, negli intervalli di riposo. A tale scopo io ho fatto tirare molte copie della pianta della sala Berissó, e qualche sera io e alcuni miei compagni abbiamo segnato su di esse, l’uno in disparte dall’altro, i punti precisi in cui, secondo le nostre percezioni individuali, sarebbe accaduto il feno¬ meno (p. es. un trasporto), o dove avremmo veduto le forme materializzate. Il metodo ci ha servito egregiamente, inquan- tochè l’accordo costante delle nostre indicazioni topografiche basterebbe da solo a eliminare il dubbio dell illusione. Lo stesso metodo di comparazione obiettiva si applichi alle figure delle materializzazioni visibili, e si avrà un dato eccellente per la definizione e delimitazione dei percetti. Già nelle sedute del 1901-2 i disegni di “ ombre , e di “ larve „ eseguiti da me, dal Vassallo, dal sig. Schmolz e dal dot¬ tor Venzano, messi a raffronto, ci avevano dimostrato la realtà dei fatti e anche avevano servito al riconoscimento dei fantasmi (Tomo I, p. 402) : e di nuovo, nelle sedute del gennaio 1907, la prova è riuscita ottimamente. >k>ki. li . Psicologia c Spiritismo , II. tav. xvn. m. Forme di arti andròidi apparse successivamente la sera del 2 gennaio 1907 in una seduta di casa Berisso. COME SI PRESENTÒ UNO * SPIRITO 355 * * * Un’altra evocazione di defunto mandata a male. La presentazione di uno “ spirito di defunto „ che se¬ condo le istruzioni della E. P. doveva questa volta venire evocato per l’Albertini, è stata preannunziata alla solita ma¬ niera : — inclinazioni significanti del tavolino verso di lui, quando egli sedeva al mio fianco ; e con insistenza tale, che noi abbiamo ben dovuto comprendere il significato intenzio¬ nale di quelle manovre. Conformandomi al rituale, io ho interrogato il mobile sapiente, procedendo a bella posta per esclusione. D. Verrà qualcuno ? — R. S). D. Verrà per me ? — R. No (risoluto). D. Verrà per Bozzano? .. per Barzini? — R. No, no.. D. Forse verrà per Alberimi? — R. Sì, si (con gran forza). L’Albertini allora è intervenuto e ha chiesto : D. Potrò, dunque, sentirti? — R. Sì (con gran vigore). Quando il Direttore del Corriere è passato al controllo, noi tutti ci aspettavamo che “ John „ facesse onore alla propria firma... tiptologica, se non tipografica. E infatti è tosto scoppiata una imponente serie di manifestazioni me¬ dianiche rivolte aU'Albertini : - — tocchi e pressioni espressive, sventolamenti del cortinaggio, organizzazione di forme tan¬ gibili e apparizione di forme visibili, che, come ho detto, s’avanzavano, lo toccavano, si ritraevano e ritornavan fuori per scuoterlo come se volessero farsi ben sentire. Mancava, 10 si vede, qualunque siasi personalità nel modo di presen¬ tarsi del nuovo venuto, com’era mancata in quella di Nal- dino Vassallo o di mia madre. Non si varia mai. È vero che gli “ spiriti „ accorrenti all’evocazione di “ John King „ si trovano costretti nel breve spazio tra Eusapia, la tenda, 11 vigilatore prescelto e l’angolo del tavolo, in tutto un’area di neanco un metro quadrato, la quale non permette molta larghezza di movimenti. Però mi si vorrà concedere che la facoltà espressiva dei disincarnati si uniforma troppo a quel manuale paladiniano di segnalazioni e di saluti convenzionali. Ma una mano ha battuto famigliarmente tre volte sulla 356 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II spalla d’Albertini, come per farsi da lui riconoscere con un particolare carattere energico ed affettuoso ad un tempo. Qualcuno fra noi, me compreso, istintivamente pensò a suo suocero, il drammaturgo e letterato Giuseppe Giacosa (morto a Ivrea nella state del 1905), ma all’Albertini — similmente che a me per mia madre ! — ripugnavano quei contatti di forme invisibili, e più ancora ripugnava, considerando il lato fisico dei fenomeni, tirare in campo il Giacosa. Egli dichiarò sol¬ tanto ad alta voce di risentire l’impressione vaga che qual¬ cheduno gli stesse vicino, alla sua sinistra, al di là della sopratenda e della nera cortina del gabinetto. Mi ricordo d’avere provato io pure tale oscura e vaga sen¬ sazione d’una persona presente nell’ombra, tanto nelle°sedute in cui mi si sarebbe avvicinato “ John King „ invisibile, quanto nelle altre in cui fui oggetto di comunicazioni par¬ ticolari. Da quali impressioni risulta questa percezione in¬ definibile che è realissima? Forse potremmo metterla in relazione con sensazioni tattili e termiche minime percepite dai margini della nostra coscienza ; ma non sono alieno dal credere che vi abbiano parte gli effiuvii radianti dall’orga¬ nismo umano (e animale) quando è nell’esercizio delle sue attività vitali: una macchina cosi perfetta e complicata che vive, trasformando dell’energia, può bene spanderne una por¬ zione tutt attorno a sè nello spazio sotto forme ancora igno¬ rate e indeterminate. E se fosse il u doppio n che ci si av¬ vicinasse, dico per ipotesi, non potrebbe esso radiare egual¬ mente della forza? Ma quella dichiarazione d’Albertini, non accompagnata dal riconoscimento immediato della persona evocata, non poteva contentare il suscettibilissimo subconscio di Eusapia. Il “ qualcuno „, che pareva trovarsi in piedi entro il gabinetto, e del quale l’Albertini diceva di non sentire e di non vedere altro se non i soliti rigonfiamenti e avanzamenti della tenda, gli si è avvicinato e pesantemente gli si è appoggiato ad¬ dosso, indi goffamente lo ha picchiato, e forte! Una testa si è chinata su di lui; ed egli ne ha avvertito il contatto: una bocca gli si è applicata sulla guancia, e lo ha legger¬ mente morsicato. Noi conosciamo da un pezzo questo modo singolare di farsi sentire vivente, non di farsi riconoscere (Tomo I, p. 445; II, pag. 300). È una scena inescusabile per la serietà dei disincarnati che ritornerebbero, dopo as¬ senze di mesi e di anni (e quale assenza!), presso i loro cari. Tutti diminuiti nella loro personalità intellettuale e mo¬ rale : tutti personaggi da farsa, o meglio, marionette mosse CONNOTAZIONE DI UNO PSEUDO-SPIRITO 357 con manierismo cristallizzato dall’automatismo inferiore. Ad ogni modo, per secondare l’esperimento e per non contra¬ riare Eusapia nelle sue futili imprese spiritiche, l’Albertini dichiarò di “ riconoscere, a quel gesto, il caro estinto „. I disincarnati offerti in seduta dalle ruminazioni media¬ niche di Eusapia gestiscono assai (tutti alla stessa maniera), ma comunicano poco. Per saperne qualcosa di meno sbia¬ dito e di meno comune bisogna rivolgersi al tavolino che risponde per essi: Ossia è il subcosciente d’Eusapia (“ John King „) che risponde, surrogando l’ordinariamente muto fan¬ tasma organizzatosi accanto a noi. Tutte le comunicazioni dei disincarnati paladiniani si riducono a ripetere, con colpetti sulle spalle o sulle teste dei percipienti, i due monosillabi no e sì convenzionalmente rappresentati da due o tre bat¬ titi. Ma in generale la tiptologia è il surrogato della raris¬ sima e quasi sempre indistinta necrofonia. Or dunque, io ho interrogato nuovamente il tavolino: L>. Dicci chi sei... Chi sei ? — B. Si. D. Sei un amico di Alhertini ? — R. No. D. Sei un suo parente ? — R. Si. D. Sei suo zio? — R. No. D. Sei suo padre? — R. (nettamente) Si. T). Sai che eri mio amico? — R. (esitando) Si. Noto che la qualificazione di “ padre „ non corrispondeva alla presentazione del defunto, che tutti noi, compreso l’Al- bertiui, avevamo in mente, cioè del Giacosa : ma uno suocero d animo nobilissimo e affettuoso come l’illustre scrittore può bene inspirare sentimenti figliali e nutrirne dei paterni pel proprio genero. Era evidente che la evocatrice esitava, e che la connotazione dell’evoeato sarebbe continuata incerta e confusa qualora noi tutti, moderando le legittime emozioni del momento, non avessimo fornito verun dato al subliminale della medium e, magari, l’avessimo sviata surrettiziamente (a scopo d’esperienza) con domande suggestive. E ho tentata la prova: D. Potresti dirmi la tua statura ? — R. (dopo una pausa che tradisce la esitazione)... Sì. D. Eri basso? — R. No. D. Eri molto alto? — R. No. D. Sta bette: ora, all'età. Quanti anni averi? — R. (silenzio). D. Avevi cinquantanni ? — R. No. D. Avevi quarantanni? — R. (dopo una pausa) No. D. Allora avevi sessantanni ? — R. (di nuovo un silenzio 358 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li ascrivibile a peritanza, indi battiti poco energici e come cal¬ colati)... Sì, ecc., eco. Non continuerò a riprodurre il nostro dialogo : ormai si rendeva chiaro a tutti che le risposte strappate, per così dire, al mobile riluttante non ci offrivano nessuna figura personalmente distinta come quella del defunto pensato. Ne usciva un personaggio di media statura, di età incertamente sessagenaria, non del tutto calvo (beato lui!), ma ancora con capelli, con barba così così... Si può credere forse che Eusapia non intendesse presentarci coi suoi teleplasmi par¬ ziali e con le sue connotazioni tiptologiche il fu Giocosa, tanto questi ne era diverso per statura e mole del corpo, per calvizie, per età, ecc. dal disincarnato descritto in quei tratti? L’Albertini, in una delle sedute date dalla medium negli uffici del Corriere della Sera due mesi addietro, aveva assistito alla materializzazione tangibile di un’ “ entità che alla sig.' Albertini-Giacosa (in lutto) aveva dichiarato di essere suo “padre,. Forse il subcosciente della medium si è rimesso, a casa Berisso , sotto lo stimolo della presenza dell’Albertini, nelle identiche condizioni di sonnambulismo attivo, ed ha riprodotto automaticamente la intera scena evocatoria già rappresentata a Milano : è un fatto che abbiamo avuto oc¬ casione di rilevare anche nella reiterata e pur sempre infelice presentazione di mia madre. Una prova decisiva, secondo me, per questa ipotesi fisio- psicologica la si è avuta poco tempo dopo il surriferito ten¬ tativo di riconoscimento. L'Albertini, nuovamente interve¬ nendo nel dialogo, ha chiesto : D. Ti chiami Giuseppe, non è vero ? R. (prontissimo) Sì. Il battesimo, fallace per il padre di Albertini, giusto per Giacosa, non era spontaneo, era suggerito ; e ognuno comprese sul momento, l’interrogante pel primo, che il tavolo di Eu¬ sapia avrebbe risposto in modo affermativo anche se la do¬ manda, fatta con tono naturale e non commosso di voce, o senza artificio alcuno di espressione, fosse stata una o altra delle seguenti : — Ti chiami Paolo ?... Ti chiami Pietro ?... Qualunque studioso di psicologia, normale o supernor¬ male che sia, ammetterà facilmente che un’identificazione non è avvenuta neanco per lo spirito di Giacosa. Non si identifica nessuno, sia morto, sia vivo, per mezzo di assen¬ timenti di questa sorta, ottenuti dalla subcoscienza del medium con opportunità voluta o ingenua di domande, e PSICOLOGIA DEI “ DEFUNTI „ E DEI MEDI 359 con rilascio altrettanto volontario o inconsapevole di qualche connotato specificativo. Tutte queste “ entità occulte „ che tendono a personificarsi, sono informi e imperfette, come gli stereoplasmi in cui l’ideazione onirica di Eusapia tenterebbe di scolpirli : sono accozzi fortuiti di caratteri fisici, di linea¬ menti, di fattezze, di connotati, cui potrebbe uno sperimen¬ tatore infliggere con arte qualsiasi raffigurazione : il subco¬ sciente suggestionabilissimo della medium tutto accoglie e tutto riproduce nel suo lavoro di esteriorazione delle iinagini. Tanto è vero che, se gli astanti non collaborano scientemente o inscientemente alle sue presentazioni di pseudo-entità ge¬ neriche, queste non acquistano consistenza maggiore, non progrediscono mai verso la individuazione, non si “ svilup¬ pano „ neanco in più sere di seguito (come è avvenuto dello spirito vago di mia madre) : e la evocazione non avviene più, 1’ “ entità occulta „ si dissipa e sparisce. Così è avvenuto anche del u qualcuno „ che s’era pre¬ sentato dapprima all’Albertini con tanto vigore e con tanta insistenza, cosicché io ne speravo uno “ sviluppo spiritico „ più avanzato dei precedenti. La presentazione del defunto, non aiutata dall’attento dominio che l’Albertini esercitava su di sé, è cessata non sì tosto che il subconscio automa¬ tismo della Paladino s’è accorto che tutto il suo lavorio non faceva presa. Mancata la corda di salvataggio, anche questa evocazione è naufragata, e 1’ “ Intelligenza, manife¬ statasi si è addimostrata almeno intelligente nel non esporsi a fallimento più clamoroso. E poi come si rispecchia sempre, nella psicologia dei de¬ funti, la cerebralità di cui sono il prodotto ! Se lo “ spirito „ di messer Lodovico Ariosto scende a inspirare il cervello istruito di uno Scaramuzza, può anche dettargli delle inter¬ minabili ottave, che nei loro dilavati endecasillabi rammen¬ tano alla lontana lo stile ariostesco : ma se arriva un “ Gia- cosa , fabbricato a mezzo dalla cerebralità di una Paladino, che è analfabeta e parla scorrettamente in lingua, non sarà capace di dirci nulla, “ egli „ che in vita era l’ammirando dicitore, lo squisito conversatore che tutti ricordano con simpatia e venerazione ! Lo schematismo della presentazione d’un Giocosa è, nella mente d’Eusapia, il medesimo di quello della fanciulla ot¬ tenne di Porro ; ambedue , che pur dovrebbero essere così diversi nel loro comportamento di “ ritorno „, baciano mor¬ dendo o mordono baciando con eguale affettazione. E ad essi metto accanto la mia povera madre. E penoso mescolare 360 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II l’ironia a ricordi cosi preziosi pel nostro cuore, ma vi sono trascinato dalla parodia di codeste scene evocative : mi si associa l’imagine di Compare Turiddu che morde “ a buono , 1 orecchio di Compare Alfio , chè, tanto, siamo in piena mimica popolare del mezzogiorno. * Se si sintetizzano i risultamenti dell’evocazioni spiritiche cui fino ad ora ho assistito , si trova che la presentazione delle “ entità personali , procederebbe a gradi, di cui in ristretto espongo lo sviluppo : 1° grado : — plastica parzialissima e semplice, e attività automatica iniziale (es., i tocchi fuggevoli) ; U" grado : — plastica parziale più avanzata, e attività automatica con espressioni rudimentali (es., le forme mate¬ rializzate tangibili); 111° grado : — plastica quasi integrale, con attività in¬ citatrice e sollecitatrice sul percipiente, di carattere sempre espressivo o sentimentale e senza contenuto ideativo (es., le forme materializzate tangibili e attive, ma invisibili) ; iy° grado : — plastica di forme parziali visibili, non tangibili e non attive, e senza alcun carattere personale (es., i globi nebulosi, eco.) ; V° grado: — plastica di forme più complesse, in qualche momento soltanto visibili e in qualche altro anche tangibili ed attive, ma ancora senza personalità (è la fase raggiunta dall’" entità „ materializzatasi accanto all’Albertini, tangibile e attiva per lui, visibile in parte per noi di prospetto) ; VI» grado : — plastica di forme quasi integrali, tangi¬ bili, visibili ed attive, e con qualche attributo personale finalmente captato dal subconscio del medium che lo este- riora e lo scolpisce, per così dire, nello stereoplasma tele- fanico. ^TH° grado: — plastica dei veri e proprii fantasmi (“spettri,) con attributi personali, ma soltanto visibili e non identificabili da nessuno dei presenti; VIII° grado: — plastica di detti fantasmi soltanto vi¬ sibili e non tangibili, ma con attributi personali e identi¬ ficati (?) ; IX° grado : — plastica di fantasmi non solo visibili, ma pure tangibili e attivi, aventi apparenze personali, ma non identifioabili ; PLASTICA DEI “ FANTASMI „ 361 X° grado e ultimo : — plastica di fantasmi visibili, tan¬ gibili e attivi, con personalità identificata di defunti (?!). A questi due ultimi , superiori gradi , della teleplasma- zione medianica, le quali assumono la consistenza solida e le altre caratteristiche fisiche della materia organizzata (“ stereoplasmi „), non che una attività autonoma, apparen¬ temente almeno indipendente dalla persona del medio, è da riservare la designazione di “ produzioni „ od “ entità fan¬ tomatiche Nelle presentazioni di casa Avellino (marzo 1902) la Eu- sapia sarebbe con noi arrivata al 7° e forse all’80 grado : non so se essa, durante la sua carriera professionale di medium, sia passata ai gradi ulteriori. Nella scienza metapsichica hanno appena diritto di entrare, con passaporto però soggetto ancora a vidimazione, pochissimi esempi dell’ottavo, tre soli, fino ad ora , del nono e del decimo grado, i quali sarebbero quelli appena più validi per un’argomentazione in favore dello spiritismo. Parlo, si capisce, di fantasmi, la cui formazione autentica e la cui autonomia (apparente) ci siano attestate e sostenute da uomini di sicuro criterio objettivo. Dalla “Katie King „ di Crookf.s (1872-4), si salta, per autorità di nome e con intervallo di un terzo di secolo, al “ Bien-boa„ di Villa Carmen (1895) descritto e fotografato da Carlo Riohet ; ora vi si aggiunge lo spettro “ Eleonora „ di Bar¬ cellona decantato dallo scrittore spirito-psichicista Esteva- M a rata (1906-7). Ma sono tutte e tre “ persone „ senza identità, certamente perchè questi dotti ricercatori non ne fornirono loro nessuna. Il Boihac, che è uno psichicista di vaglia, ha definito assai bene il caso-tipo di questa classe suprema di fenomeni, voglio dire il caso di “ Katie King „ : — una “ inèredibile storia , (La Psych. incojinue, ’08,p. 90). * * * Principio di esperienze sulla radioattività medianica. Dove “ John King , (almeno fino a queste nostre sedute dell’inverno 1906-71 pare irriducibile a miti propositi, è nella sua antipatia per ogni innovazione tecnica. Del mio cilindro girante, coperto di nerofumo, non ha voluto saperne. Invano 362 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II l’abbiamo pregato di stamparvi le impronte della mano, invano l’abbiamo ripregato di tracciarvi sopra almeno un debole segno della sua azione a distanza : sposterà seggiole e tavoli pesanti parecchi chili, trasporterà in aria una Barlock che pur richiede uno sforzo di molti chilogrammetri; ma non strofinerà mai una punta di dito su quel nero di odore scientifico, che lo mette in apprensione e lo irrita come il rosso delle banderuole inferocisce un toro nelle “ corridas , di Andalusia. Ma Eusapia ha forse sentito raccontare di quel medium, al quale, sperimentando con fogli affumati, furono poi trovate sporche le dita al levar della seduta; e anche se sa o le han detto che la spiegazione della frode in¬ cosciente (Ochobowicz) può essere applicata a quell’appicci¬ catura sospetta di fuliggine, diffida di sé stessa e non vuole esporsi allo scacco. Avevo anche progettato di raccogliere con la fotografia le “ radiazioni neuriche , da me e da altri precedentemente avvertite col termo-tatto sul bregma d’Eusapia (Tomo I, p. 260 e II, p. 345): perciò applicai alla sua testa la corona fatta di pellicola sensibile (v. retro, p.280). La tecnica era, certamente, rudimentale e, forse, difettosa ; ma negli ambienti privati e nei circoli spiritici si sperimenta male, con stento e fatica, sempre in lotta col misoneismo di tutti, con le consuetudini e con la mancanza di mezzi idonei: bisogna adattarsi! Gli stessi psichicisti più colti non si fanno illusioni ; un vero metodo sperimentale sarà possibile soltanto in ambienti- scientifici. Dal Chookes in qua non s’è progredito affatto, in primo luogo perchè nessun uomo di scienza del suo va¬ lore s’è più cimentato in ricerche psichiche; in secondo, perchè, sotto l’impulso della inglese S. f. p. R., e sopratutto per l’autorità di Sidgwiok, Mvers,Gurnky,Hodgson, Podmobe, la Metapsichica scientifica si è rivolta ai puri fenomeni in¬ tellettuali, che ben difficilmente sono assoggettabili ad espe¬ rimento. Il metodo delle inchieste, sul quale molto sarebbe a ridire per l’eccesso del subiettivisino cui può essere in¬ dotto, ha quasi soffocato per ora quello obiettivo. Si leg¬ gono e si ammirano opere come i Pliant anni of thè Living e come Human personnality ; ma là dove manca la prova sperimentale, non nasce la convinzione nell’animo del natu¬ ralista, del fisiologo, del psicologo, abituati alla austerità della induzione dopo accertamento dei fatti: nascono, per contro, le credenze nel verosimile, le ipotesi razionali basate sul possibile o sul probabile. I Phantasm conducono a questa fase preliminare di evidenza, ma non vanno fino alla cer- DIMOSTRAZIONE DELLE FORZE BIO-PSICHICHE 363 tezza ; e la Personnality sta ancora più in qua di quei pre¬ liminari, giacché è un saggio magnifico di deduzione aprio¬ ristica da principi dottrinali ultra-ipotetici non provati, nè per ancd suscettìbili di prova. ... Pertanto noi non siamo riusciti a totografare la radio-attività cefalica della E. P.: salvo alcune lievi strisele di luminosità a ventaglio nei margini della carta sensibile, le quali possono essersi prodotte per una chiusura non perfetta del diadema, lo sviluppo della negativa e la stampa della positiva nulla ci ha mostrato di sicuro. Ciò non serve a negare l’esistenza di raggi bio-neurici o bio-psichici : io penso e spero che essi avranno consistenza maggiore dei famigerati raggi N di Blondlot, messi ormai a riposo; con una tecnica piu avanzata si riescirà a fissarli e a determinarne le leggi di radiazione e di emanazione. Può pure avvenire che^essi n.on siano assimilabili al radio, nè all’elio, nè ad altri “ corpi n aventi una materialità sottilissima, come si supponeva un tempo degli spiriti vitali ed animali (Tomo I, p.56 e s.): torse ji tratta di ondulazioni eteree, non dissimili, almeno per la comprensibilità loro, da quelle dell’elettricità e della luce unificate dal genio di E. Hertz. I procedimenti tecnici per mettere in evidenza queste ignote forze radianti e per studiarne le azioni, sono sempre gli stessi : — 1° renderle visibili , trovando il modo di sensibi¬ lizzare la nostra retina a loro riguardo: — 2° dimostrarne la esistenza mediante la modificazione chimica (= jonica) di sostanze che ne “ sentano „ l’arrivo od il passaggio, ce ne segnalino la presenza e ce ne fissino gli effetti, come può farlo la fotografia; — 3° saggiarne le azioni meccaniche sugli oggetti circostanti, a un dipresso come fa il radiometro del CRookes per la sua materia radiante; — 4° esaminarne le corrispondenti azioni fisiche, ad esempio i mutamenti indotti nella conduzione elettrica e termica dei corpi, nella direzione, rifrazione dei raggi luminosi elettrici e magnetici, nelle fluorescenze, ecc. ; — 5° stabilirne le azioni sugli or¬ ganismi vegetali td animali inferiori ; 6“ e da ultimo, analizzare l’influenza che esse esercitano sull uomo nello stato di salute e in quello di malattia, determinandone gli effetti fisiologici e terapeutici. È un programma vastissimo e non siamo per ora, si può dirlo schiettamente, in condizioni di effettuarlo. Alcune di queste vie sperimentali sono state appena aperte e qualche risultato s’è ottenuto, ma fino ad oggi le temerità apriori¬ stiche dei dottrinari si mescolano troppo alle ingenuità 364 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II tecniche dei principianti e alle insipienze dei dilettanti, perchè da^tutto quello che si è scritto e detto intorno alle “ forze ?. aui'e.’\ 0 “ correnti „ vitali, ecteniche, neuriche, polari, biG-psiemeho, bio-radio-attive, eco., ece., si possa cavare co¬ strutto seno e sicuro. Però, in questi giorni critici per lo spi- ntismo di vecchio formato, le osservazioni serie e attendibili su questo vero fascio di “ forze naturali ignote „ si avvi¬ cendano con i trovati più strabilianti : da ciò si arguisce che siamo nella corrente. E infatti si può vedere che qualche annunzio di risultati si è avuto in quasi tutte le direzioni sperimentali suaccennate. a) Per la visibilità diretta delle variazioni bio-neuriche. Un Americano, il prof. Floivkr-Gates, ha annunziato or ora di avere “ scoperto „ che certi raggi invisibili, analoghi agli ultravioletti dello spettro solare, sono emessi dagli ani¬ mali viventi, e che al momento della morte si vede come una specie di ombra o di nuvola salire dal loro corpo ancora caldo. Ma..... la notizia ci arriva dal di là dell’Oceano me¬ diante i giornali politici, e per quanto il fatto non paia inverosimile (quanto parve l’“od„ di Rbiciienuach al Du Bois KeymondI), dopo l’insuccesso dei raggi N è opportuno attendere relazioni di origine più seria prima di impiantare codeste novità nel campo inesplorato della Biologia. b) 1 er la fotografia delle stesse radiazioni. — Ne ho discorso a lungo nelle mie Note alla seduta di casa Avellino (lomo II, p. 260); ma c’è da aggiungere adesso qualche dato importante. A Torino, nella primavera del ’07, dopo la pubblicazione (tei resoconti di Barzini su queste nostre sedute e de' miei articoli sul Corriere tre giovani e valenti fisiologi, assistenti nel Laboratorio del Mosso, i dottori A. Aooazzotti, C. FoA e A. Herlitzka, ammessi a due o tre sedute di Eusapia in una casa privata, sono riusciti ad ottenere su di una lastra sensi¬ bile, chiusa ermeticamente entro una scatola fotografica, alcune macchie indubbiamente biancastre, dove si scorgono i contorni allargata di quattro dita di una mano. Ora, la scatola era stata atterrata e loro tolta con violenza dal solito ‘ Invisibile , che si torma e agisce nel gabinetto oscuro; e i tre investiga¬ tori attribuiscono perciò quelle digitazioni al passaggio di raggi d un genere speciale emanati attraverso il legno dalla occulta mano atterratrice. Ho ricevuto dal dott. A. Herlitzka alcune loro positive, e opino anch’io che si tratti di radiazioni particolari, non già di quelle termiche, siccome ha creduto di MECCANICA DELLE FORZE BIO-PSICHICHE 365 obbiettare il fisico ginevrino Tommasini (nel “Coenobium „). Il paragone con le imagini calorifiche lasciate dalle dita appli¬ cate direttamente sulla lastra (Guébhard) . mostra notevoli dif¬ ferenze: e poi qui ci sarebbe stato il passaggio, dirò così, ròn- geniano traverso il coperchio, ciò che par dubbio per radia¬ zioni esclusivamente termiche. Anche sulla pellicola-diademada noi posta attorno al capo di Eusapia si discernono alcune debolissime chiazze più chiare del fondo grigio: e forse.se si fossero meglio sviluppate, andreb¬ bero appaiate^ alle digitazioni di Torino Tuttavia siamo ben lontani dalle ' psichicone „ di Baraucc e dalle pseudo-“ imagini di idee „ del Tkqrad, e dalle fotografie del “ doppio , di Istkati-Hasdko, e più ancora dagli “ ultimi pensieri d’una morta , apparsi sulla negativa sensibilizzata dal medium sig. Bandone e pubblicati dal Carreras (“ L. e 0 ., '04)... Ne siamo lontani, ma non credo di cadere in illusioni prescienti- fiche, siccome scrive il prof. Grasset, se dico che fondamen¬ talmente (salvo le invasioni del fanatismo settario o della inabilità tecnical siamo davanti a cose molto affini e a risul- tamenti degni di considerazione. 3“ Per le azioni meccaniche. — Il prof. Pettinelli dell Istituto tecnico di Savona ha fatto sapere che con adatti apparecchi è possibile mettere in evidenza “ una nuova forza biologica che agisce meccanicamente a distanza,. Con grande cortesia egli mi ha mandato or ora il modello più semplice del suo ‘bioscopio, (vedi figura). Consta di una lastra me¬ tallica sottile, sospesa ad un filo non torto e tenuta in equi¬ librio, da un contrappeso: in alto vi è uno specchietto che può servire da riflettore di un raggio luminoso per segnare a distanza i più lievi movimenti dell’apparecchio, come nei galvanometri; in basso vi è una paletta, pure metallica, che immersa nell’acqua funziona da “ smorzatore ,. Dalle sue esperienze il Pettinelli aveva concluso per “l’esistenza di lina forza originata dall’organismo umano (e corpo animale in genere), la quale sotto l azione della luce tende ad orien¬ tare verso la persona attiva una superficie mobile qualsiasi, entro un certo raggio che può essere anche di 6-7 metri ,. E ne desumeva: — “ Tale fatto s’accorderebbe coi fenomeni mediumnici : i medi avrebbero la facoltà di dirigere e con¬ centrale la forza suddetta, comune a qualunque persona: al bujo le esperienze riuscirebbero meglio, perchè allora non si disperderebbe in tutti i sensi come lé accade sotto Fazione della luce ,. . Queste affermazioni e deduzioni di un fisico mi avevano col¬ pito : saremmo noi andati in modo così agevole verso l’agognata 366 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II mèta ? Ho ripetuto gli esperimenti, ma non sono in verità p™prbadaCOranC"war I de,1’aPParecchi° dipendono K,°f"0 una forza biologica, particolare. Non è Questo luogo di esporre 1 risultati ottenuti nè di discuterla dir/s soltanto che, pur tacendo delle ri*™ p„S r — - 10 "1 F A a* y *•'. ( S . / L jrTÉSI-' w 1 1 v ! U bÌs°3°n d?1 pr?f;,G'. Pettinelli, di Savona (1906) secondo il modello inviatomi dell’inventore rt,o9‘dfÌrÌgi;n0 10 P,aContrVaer^°8oa Z7e,C^ d°?’° Più ampia e varia investigazione, io temo che il bioscopio, del Pettinelli altro non sia se mito Tdi r°Sr0P]° Precisamente come Cbookes ha rite¬ nuto e dimostrato di altri apparecchi costrutti con le stesse calorifiche 'JZff m0t° da rad“ fisiche S^inofe neurichi t’anl? Che k° ^1° ®trett°)> non da radiazioni neuncne, tanto meno bio-psichiche. 4° Per le azioni fìsiche di polarizzazione. — Lo stesso STEXOMETBIA DELLE RADIAZIONI RIO-PSICHICHE 867 mi tocca di scrivere per l’apparecchio fatto costruire dal Dott. Joike, e sul quale ci sarebbe forse da fondare maggiori speranze. Ommetto le ricerche sulle correnti di polarità dello Chazarain e Dècle, e ricordo che al biometro del Baradco s’è fatto l’appunto di non differenzarsi dal magnetometro di Fortin e mettere in evidenza forze biologiche, ma bensì effetti fisici. Il medesimo può dirsi del dinamoscopio del Dr Coul- longes. Mi arresto perciò allo stenometro dello Joire che conosco e che ho sperimentato. E una specie di grande bussola, in cui l’ago indicatore è co¬ stituito da un’asticella leggerissima ricavata dallo stelo secco di una graminacea e sospesa orizzontalmente mediante un fulcro mediano. Avvicinandole la mano dal di fuori della campana di vetro che ricopre Tap-parecchio, si ottengono, secondo l’inventore, delle oscillazioni ora attrattive ed ora ripulsive a seconda del soggetto in esperimento: un qua¬ drante diviso in gradi permette di stabilire il valore perso¬ nale di codeste oscillazioni, le quali varierebbero poi anche per lo stato di salute, sotto le emozioni, nella ipnosi, ecc. ecc. Non sono stato più fortunato, fino ad ora, con lo steno¬ metro dell’esimio psichicista di Lilla, di quanto mi sia acca¬ duto col bioscopio del fisico di Savona. L’apparecchio, un po’ grossolano per gli scopi dell’inventore, si orienta con difficoltà: bisognerebbe aggiungervi una piccola, ma esattis¬ sima livella, o livellarlo con quattro viti micrometriche agli angoli del sostegno. Certo, l’asticella si muove; ma non mi consta 'ancora che si muova regolarmente, nè che indichi valori personali stenometriei, nè che i valori ottenuti siano costanti. Continuerò gli esperimenti, e ne darò ragguaglio in luogo più adatto, cioè sui periodici ed a consessi scien¬ tifici : ad ogni modo penso che la biometria, la bioscopia, la stenometria, la bio-psicometria, la odometria (se si battezzerà a questo modo qualche nuovo apparecchio), e ogni altro consimil genere di nuove e pressoché intentate investigazioni debbono, anzi tutto, mettere la mira nel dominio della pura fisiologia e psicologia sperimentali : soltanto provenendo di là, potranno passare in quello della metapsichica; ma adesso è prematuro, da risultamenti cotanto incerti, inferire che la medianità sia diggià chiarita e spiegata. 5° Per le azioni sugli organismi inferiori. — Cito qui i “ miracoli „ compiuti dai Fakiri Indiani, e sui quali ave¬ vamo informazioni sbalorditive da Jacolliot e da altri viaggiatori in Oriente. Secondo quello che se ne racconta, 368 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II la forza bio-radiante dalle mani di qualche fakiro avrebbe tale efficacia sui semi vegetali da affrettarne in pochi minuti la germinazione e in circa un’ora o poco più la nascita e crescita di una giovine pianta fino alla formazione di foglie 11 Urna era giustamente indignato che si fatte meraviglie venissero accolte senza veruna analisi critica: egli le bat¬ tezzava per “ sfacciate ciurmerie „; e lo seguono i psichidsti piu sera (B. di Vesmei. Nessun uomo di scienza ha mai potuto vedere quei prodigi in condizioni degne di rispetto: si tratta verosimilmente di abilissimi giuochi di prestidigi¬ tazione, di cui dalla Turchia al Malabar, dalla Persia al Giappone, gli Orientali, nel loro istinto mistico di razza e di civiltà, sono avidissimi spettatori ed ammiratori • e i takiri vi si sono impratichiti durante secoli e secoli di vita contemplativa, circoscritta ed oziosa, sfruttando la credulità religiosa delle masse. I recenti smascheramenti di pseudo- takiri, che però ripetevano, con pieno successo, le gesta di quelli veri, debbono porci in guardia contro l’asserzione di fenomeni, che per ragione delle odierne scoperte fisico-chi¬ miche non potremo, certo, dire impossibili (Garbe), ma che presentemente si trovano a mille miglia dalla scienza positiva. Il meglio è, per gli studiosi di Metapsichica, di raccogliere intanto le prove sensibili dimostranti la realtà e la estensione de la facoltà di esteriorare della “ forza „ posseduta dai così detti medi in grado eccezionale; anche se essa non si ren¬ desse dimostrabile, per ora, sulle lastre bromurate, o sui nerofumi chimogrnfici, o sui bioscopi, o sui germi vegetali rimangono in suo favore le evidenze delle nostre percezioni individuali e collettive e le induzioni dei nostri ragionamenti , ^'oPPOn0 dagli agnostici in istudl psichici la tesi comoda dell illusione sensoriale; ma, dopo le prove che ne ho rac¬ colto, credo che questa tesi sia inapplicabile all’aura nenrica fumicante, quasi, dal capo della Paladino. Ho dubitato per un po che la nostra sensazione dipendesse da uno spostamento dello strato d aria interposto e dovuto al calore della polle come io avevo provato, fino dal 1891 avvenire nelle espe¬ rienze consimili sugli effluvi delle mani di Pikmann, famoso lettore del pensiero (“Lo Sperimentale,, Firenze). Ma non sembra: la capigliatura della E. P. è abbastanza folta per impedire che si avverta la irradiazione termica, e inoltre la sua corrente cefalica è troppo forte. Però c’è da chiedersi se l’esercizio della mediumnità, con¬ sistendo in un lavoro più intenso e quindi in un ricambio Ilio AMBIO MATERIALE E MEDIANITÀ 369 chimico piu attivo nella sostanza nervosa, non potrebbe cau- “nn produzione ed una perdita maggiori di calorico. Mi anche onesto non credo. Sebbene manchino finora dat. ■ itili sulla termogenesi nella medianità, questa non .um»to di cito «vU'.rg.mmno, . cervello piu che non avvenga per il lavoro mentale O sotto niueir/ delle emozioni. Per un pezzo si era creduto che ‘ “del pensiero si addimostrasse anche con un aumento .m.cTndta to’» cerebrale: c nell» »» Clinic» pe.cb,.- . ■ Tanzi e Mosso, sperimentando delicatamente su so„ «tti ipnotizzati, rinacirono » raccogliere cifre ebe p.r.ero dimostrative. Ma ulteriori, classiche ricerche del Mosso giun sero a risultati affetto diversi, e oggi comunemente si ammette S, d pensiero non indo» grandi mod,8c.z,on. nè noto to pola/ione nè nella temperatura del cervello (Gauihier). _ In vista di ciò, opino che il senso di ventilazione che si prova alla testa di Eusapia non dipenda neppur esso da radiazione termica: io lo paragonerei piuttosto ^ soffio eh si sprigiona da un conduttore carico di elettricità statica. La ponderabilità dell’ ‘ anima , e le nuove ipotesi sulla Materia. Camillo Flammarion nel suo primo ^col°d?f ® naturali ignote (“ Rev. des Rev. „, nov. 906 ), dice che d peso del medium aumenta in proporzione di quello dell o^ Setto che eo-li solleva (ma non in proporzione esatta) n. L’oo-^etto sollevato era un guéridon, e suppongo che pesasse poco" non ho compreso però, sopratutto in causa della paren¬ tesi se lo scrittore si riferisce ad una esperienza di pesatura effettuata realmente con la bilancia, o ad una impressione cinestetica della Eusapia e dei suoi viglia tori : ne I™ caso eri opportuna un’indicazione di cifre. Ad ogni modo, 1 os servanone pone in evidenza che il mobile è stato sollevato ^ Lavanda ^ ‘potrebbe servire a prova più concludente, se la si ponesse sotto i piedi di Eusapia; e se in qualche modo se ne registrassero da lontano le oscillazioni con un sem- phee apparato a trasmissione. Mentre il medium produce Morselli, Psicologia e Spiritismo. H. 370 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II le sue telecinesie, si vedrebbe aumentare, forse, il suo peso somatico di quel tanto che corrisponderebbe al peso del¬ l’oggetto trasportato. Non essendovi contatto visibile del suo organismo coll’oggetto, si avrebbe un dato per ritenere che questo venga preso, tenuto e portato da un prolunga¬ mento “ dinamico „ secondo la ipotesi dell’ “ esteriorazione motrice Ma è altra cosa quando la bilancia viene adoperata du¬ rante la produzione dei teleplasmi a distanza, dei quali non si vedesse nè si arguisse la continuazione coU’organismo proiettante. Supponendo che la esteriorazione sia avvenuta con distacco completo del “ quid „ proiettato, la differenza ponderale del medium in meno darebbe il peso di questa sua “ proiezione „. E qualora si ammettesse quello “ sdoppia¬ mento „ intero del medium, la cui ammissione non più ri¬ salta ostica a valorosi fisiologi, si potrebbe dire d’avere pesata l’“ anima „, tanto nel significato che I’Aksàkoff ha dato all’ “ animismo „, quanto in quello che taluni psichicisti tanatocriti danno adesso alle emanazioni del medium, para¬ gonandole (e non solo metaforicamente) al radio, all’elio, aH'ipotetico * jonio , e agli altri corpi consimili che si pro¬ durrebbero, più o meno transitoriamente, nelle trasforma¬ zioni della radioattività secondo le nuove ipotesi del Rutiier- ford, del Thomson, del Blotwood... In questo ultimo caso l’“ anima „ diventerebbe un semplice anello nella serie con¬ tinuamente instabile e mutabile dei “ corpi semplici „ ter¬ restri, ossia del nostro sistema planetario: e quantunque “spi¬ ritualizzata „ in astratto e, magari, mancante di massa in concreto al pari dei raggi R emanati dal radio, sarebbe pur sempre un “ corpo „ di cui presto o tardi la Fisica deter¬ minerà le qualità fisiche e una Chimica futura le qualità chimiche. In che si distinguerebbe allora dalla materia? Io non so che sia stata provata sperimentalmente da osser¬ vatori autorevoli la alterazione di peso e statura dei medi in azione, che pur ho letta asserita senza documentazione in libri e opuscoli polemici prò spiritismo. Il solo scrittore degno di credito nel quale mi sono in proposito imbattuto, è il Gyel. Nell’universale, panni che il calo di peso e di mole dei medi durante il loro sdoppiamento, e in causa della formazione dei fantasmi, si asseveri e sostenga per ragioni aprioristiche piut¬ tosto che per accertamenti di fatto. La sera del 26 dicembre (’06) noi credemmo d’aver tro¬ vato che Eusapia calava di peso durante la seduta: l’im- LA PO NPER ABILITÀ DELL’ ‘ ANIMA 371 portanza del reperto, se fosse stato positivo, spiega il primo nostro contento. In un campo interamente coslnuovo di ricerche s’ è preparati a tutto, ma una novità di quel genere sveglia naturalmente negli osservatori un’emozione di compiaci¬ mento: si spera sempre d’aecostarsi in qualche maniera alla soluzione deH’Enigma. Infatti, quella perdita di peso andava parallela alla diminuzione di forza muscolare che mi aveva segnalato il dinamometro (Tomo I, p. 351): e ambedue le osservazioni portavano di conseguenza all’ipotesi che nella crisi di mediumnità vi sia consumo organico. Senonchè quella diminuzione ponderale appariva un effetto, anziché una condizione coincidente della fenomenologia eu- sapiana: e inoltre, non si sarebbe veduta soltanto la perdita di poche centinaia di grammi, come scrive il Gyel, bensì d’una massa rispettabile di materia! Ma... il fatto non si verificò più : e questo, unito alla sospettabilità delle succes¬ sive esperienze ottenute con quella compiacente stadera, mi induce a considerare la “ prova „ senza alcun valore. Non già che la cosa in sè sia inverosimile: tutt’altro! Se fosse vera l’ipotesi del “ doppio fisiologico una diminu¬ zione di peso, suscettibile d’essere accertata colla bilancia, somininistrereboe qualche lume sul meccanismo della me¬ dianità telergetica. E il bello è questo, che pare sfugga agli “ spiritologi „ dottrinarii : ciò servirebbe a trattenerne la spie¬ gazione entro i confini della più pura materialità, poiché non si potrà asserire, senza vergognarsene, che lo “ spirito „ inteso nel senso purissimo di “ principio attivo, semplice ed immortale dell’uomo, di origine divina „ (?), si pesi e valuti in grammi. Dov’entra la bilancia quale strumento di valuta¬ zione, c’è materia, nieut’altro che materia (naturalmente da concepirsi secondo le nuove teorie della filosofia naturale). Però è dubbio se un’anima che, sortendo da un medium, si pesa con la bilancia a “ centinaia di grammi „ (Gyel), abbia neanco diritto di cittadinanza nella fisica moderna della radioattività : sarebbe un’anima appena più sottile della materia solida, del soma, e neppure potrebbe aspirare ad essere una so¬ stanza gaziforme; giacché un metro cubo di idrogeno (il corpo o elemento più leggiero e più semplice della chimica atomistica fino a ieri), con la sua densità di 0.0095 pese¬ rebbe sempre meno di un si fatto corpo animico o astrale! Il che mi pare assurdo e ridicolo dalla parte di uno “ spiri¬ tualismo „ purchessia, mentre sarebbe perfino inconciliabile col più ostinato materialismo. Gli spiritisti , che pesano il corpo astrale, hanno forse il trave simbolico di Gesù nel loro 372 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II occhio cosicché veggono solo il iuscello nell occhio dei loro avversavi, che accusano di essere materialisti “ grossolani „ ! Ma lo stesso P. Cabus, sul cui idealismo sincero c’è da giu¬ rare, ha acutamente deriso questo “ antimaterialismo , da studentucoli liceali. ... . Recentemente, alcuni * scienziati „ Americani (non so piu se spiritisti o no, ma, certo, meriterebbero d’esserlo) hanno propalato d’essere riusciti a pesare l’“ anima „ trovandola, tutta intera, di pochi grammi. Secondo ciò che ne fu detto, essi operavano su individui agonizzanti e poi subito dopo morte. Ora, la “ trance „ è un sonno profondo, che non disso¬ miglia molto dalla morte nella dottrina spiritica e anche nello spiritismo-ipotesi a binario ridotto: il Myers le chiama tutte e due “ proiezioni dell’io cosciente o maggiore nello spazio l'una temporanea, l’altra definitiva. Ma in verità, se qualche cosa si proietta o esteriore dai medii fisici come Eusapia, e se questo quid è ponderabile, lo spiritismo scientifico sgarra in modo comico rispetto alla scienza cui pretende appellarsi. Si è appellato infatti con grande e ingenuo calore alle nuove ipotesi sulla costituzione e dissoluzione della materia; ma non ha riflettuto a due cose: 1° che la teoria atomica della elettricità, dando origine alla teoria elettrica della materia, abolisce la massa in un buon numero di trasformazioni di quest’ultima; e con ciò con¬ traddice la ponderabilità di tutti i sedicenti corpi ^astrali : 2» che, ad ogni modo, vogliasi la materia composta di atomi „ o vogliasi fatta di “elettroni,, le cose sostanzialmente non mutano per la causa della sopravvivenza della “ personalità cosciente „. — Perocché, o questa entra nell’Al di là col suo perispirito sottile, ma ponderabile, al quale(parlando nel senso dello spiritismo evolutivo) essa deve i propri caratteri ereditari ed acquisiti ; e allora la ipotesi spiritica suppone il trapasso negli spazii siderei ed ultrasiderei di una porzioncella di sostanza terrestre più o men materiale. — 0 la personalità cosciente è una “ forma „ nel senso aristotelico, cioè una serie astratta di relazioni fra cose concrete ; e queste sono gli elementi fisio-chimici e biologici, ossia la “ materia „ della personalità somatica: e allora col dissolversi di tali elementi, alla morte si avrà la cessazione e scomparsa di tutte quelle relazioni formali. Il dilemma dispiacerà agli spiritisti, ma tant è: se essi conoscessero meglio la storia delle loro stesse dottrine, come può leggersi, ad esempio, nel lavoro sintetico-tìlosofico del Dankmaii, verrebbero finalmente a sapere che il filo con- MATERIALITÀ DEL CORPO “ ASTRALE „ 373 giuntivo di tutta la Pneumatologia antica e moderna è dato dal concetto di una vera materialità di quell’elemento o componente umano detto astrale o sidereo , intermedio tra corpo e spirito, al quale si attribuiscono 1 fenomeni me¬ dianici. Lasciamo in pace gli antichi, i medievali e i moderni di cui ho parlato nella Prima parte (Tomo I, p. 12 e sg.) ; Omni etti amo Eliphas Levi, che non assegnava lunga vita individuale al suo “spirito astrale, ; e non tocchiamo i teosofi che sostengono questa mortalità appena ritardata del “ corpo astrale, : fermiamoci alla corrente pura spiritistica, affermatasi ai nostri giorni. Non è forse allo stesso “corpo astrale, che Dn Prel assegna le meravigliose imprese del suo “ io ma¬ gico „ ? E non è lo stesso “ corpo sidereo ,, in cui Fed. Myers ha voluto riporre il germe della “ personalità più ampia e completa , che, secondo la sua parola inspirata, sarebbe in vita sotto il controllo degli spiriti, e alla morte emergerebbe dalPuomo, projettata nello spazio verso 1 altro Piano ?... Aveva un bel dire Carlo Du Prel che 1 ultima, parola della magia — il corpo astrale — diventa così la prima pa¬ rola dell’ immortalità e dello spiritismo ,: ma ognun vede di quanta grossolanità sostanziale sia tessuto questo atana- tismo odierno, che non riesce a concepire e a far sopravvivere lo spirito se non traverso la materia, sottilizzando i fluidi, o at¬ taccandosi ai corpi transitorii, siano il radio, il jonio, l’elio e simili, che si formano e susseguono nella genealogia degli ele¬ menti novellamente ideata dalla Fisica. Nè meglio di questo spiritualismo a base di emanazioni, vale 1 altro che, a coi to di argomenti suscettibili di dimostrazione, ricorre all’etere e all’ancor più ipotetico “ metaetere ,, illudendosi con ciò di dare una risposta all’Enigma. Che controsenso, . questa im¬ mortalità spirituale acquistata mediante distillazioni succes¬ sive della materialità sul modulo dell’omeopatia! Il materializzarsi o, se si preferisce, il “ dispiritualizzarsi „ dello spirito in tutte codeste ipotesi iluidistiche, odistiche, nevrauristiche, emanatistiche, ultraeteristiche e simili, risulta cosi chiaro e lampante per chiunque abbia uno zinzino di senso filosofico, che lo stesso Do Prel è costretto a perorare una cosi detta “ dottrina monistica dell’anima , ( Monistisclie Seelenlehre, ’88). Su questo suo monismo, rafforzato da ve¬ dute neo-buddistiche, fanno grande assegnamento gli spirito- spiritualisti e gli spirito-occultisti (Brofeerio, Bormann, Dankmar, Hùbbe-Schleiden, ecc.). Invero vi si scorge il con¬ trapposto fortunato del monismo di quel grande antesignano del tanatismo “ materialistico „ che è Ernesto Haeckel, 374 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II contro il quale non c’è ingiuria che gli spiritisti non sca¬ glino (cfr. Seilixg), ricambiando del resto i suoi sarcasmi. Ma essi non s’accorgono che, in fondo, i due monismi non sono agli estremi o ai poli opposti di una linea retta, bensì alle faccie di una sola linea curva, siccome diceva il Lewes parlando del corpo e dello spirito. Il monismo Haeckeliano avrà, in vero, troppe tendenze al meccanicismo, ma l’altro, il Dupreliano, non avrà mai che le apparenze di un dina¬ mismo puro, finché assegnerà un substrato o un vestito, sia pur sottilissimo e volatilissimo, astrale o sidereo, ma ma¬ teriale, al suo io magico e trascendentale. A me importa poco che il perispirito astrale corrisponda al TET degli antichi Egizi, i quali ne facevano l’inviluppo del KA, formandone cosi 0 SAHU o doppio. Che cosa spie¬ gano, scientificamente, queste credenze popolari inscritte sui papiri funerari d’allora, per lo stesso procedimento psicologico che oggi fa vendere sui muriccioli, ai canti delle strade, le canzonette e le giaculatorie religiose o erotiche stampate alla macchia V Si crede proprio sul serio che quei papiri popo¬ lari, deposti nelle tombe dalla pietà dei superstiti, conten¬ gano il “ verbo „ della verità filosofica sul destino umano ? Come si può ignorare tutto l’enorme lavoro critico della mitografia comparata? — Tanto varrebbe assegnare al cate¬ chismo della dottrinetta cristiana il valore di un documento per tramandare all’Umanità futura del 7800 dopo Cristo la filosofia cosmologica e antropologica del XX secolo! Le teorie neo-tìsiche sulla radioattività portano, invece, un buon contributo alla ipotesi dell’antropodinamismo; ma non sono vere due asserzioni che in loro riguardo annun¬ ziano gli spiritisti ; la prima d’ordine storico, che cioè esse siano state un colpo inaspettato al monismo positivista; la seconda di carattere deduttivo, che cioè esse valgano a comprovare la ipotesi della sopravvivenza. Discorriamone per un poco. 1° Storicamente è inesatto che le nuovissime ipotesi sulla genesi e costituzione di ciò che diciamo materia, siano giunte inaspettate ai filosofi e naturalisti della scuola positiva. Da molti anni si riteneva che gli “ atomi „ congetturali della chimica e formanti le “ molecole „ della fisica, non etere, materia ed energia 375 fossero il primo nè l’ultimo elemento della sostanza univer¬ sale. Dopo la scoperta famosa della legge di periodicità per opera di Mendf.lkjekf, alcuni scienziati di vaglia, o, più correttamente, filosofi della natura, già sostenevano che tutti i corpi detti semplici provenissero dal più semplice di essi, dall’idrogeno. E qualcuno, sorpassando questo primo con¬ cetto, supponeva logicamente che anche l’atomo d'idrogeno derivasse a sua volta da un principio sempre più sottile, sempre più vicino all’etere ipotetico : che anzi, quel primo ri¬ sultato del condensamento dell’etere cosmico aveva ricevuto il battesimo di protile (da npùiTtx;, primo; e OXq, sostanza). Ciò portava, sempre per logica induzione, a ritenere che se la materia attuale, pesata e analizzata nei nostri Labora- terii, era nata per integrazione evolutiva, ben potesse anche tramutarsi e assumere altre forme e qualità per disintegra¬ zione evolutiva. A quelle geniali intuizioni si connettono i nomi gloriosi diMENDÈLE.iEi F, di CiiooKEs.di Thomson-Kf.lvin, di Van t’Hoff, di Ramsay.. ; ed io — non dispiaccia a chi mi accusa adesso di insussistenti capitolazioni ! - io mi posso vantare d’avere contribuito a farle conoscere e, anzi, d’averle sostenute in Italia ventiquattro anni or sono (cfr. “ Riv. di filosofia scientifica „, voi. Ili", IV", 1883-84, e posteci). Nè basta. Se nel nostro paese non si ignorasse supina¬ mente dalla quasi universalità dei “dotti, (non dico poi degli indotti!) la storia delle idee scientifiche in genere e quella delle concezioni originali e delle invenzioni nazionali in ispecie, si saprebbe pure che i rapporti tra materia ed energia sono stati da oltre un quarto di secolo concepiti ed espressi dal prof. Marino Pompei dell’ Istituto tecnico d’ Ancona. Questo modestissimo, eppur geniale studioso intuì, per il primo, con ragionamenti e calcoli ingegnosi, che la Materia no li è altro se non una forma di Energia al pari del calore, della luce, dell’elettricità: anzi, egli andò oltre nelle sue pre- veggenze, poiché pose arditamente “l’analogia tra il composto luce-bianca ed il composto materia „, e arrivò a conchiudere che luce e materia sono essenzialmente eguali essendo, per lui, i fenomeni luminosi “ veri fatti chimici, prime efficienze dei corpi, forme primordiali della materia „. Che cosa ha aggiunto di più la scienza fisica odiernissima a queste idee del Pompei? Ha identificato la luce con la elettricità, ed in luogo dei corpuscoli luminosi newtoniani ha posto i ioni o minimi elettrici hertziani ! Ma è pur sempre il concetto fondamentale del Nostro : * è dagli abissi del minimo che sorge accessibile a noi [ai nostri sensi e alle 376 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II nostre rappresentazioni] ciò che diciamo materia ». Segui¬ tando il filo di codesta argomentazione, si riesce a collocare le sensazioni di resistenza, impenetrabilità, massa e peso, che noi sintetizziamo nel nostro cervello e simboleggiamo sotto il termine di “ materia ,, nella serie tuttora indeterminata dei movimenti cosmici, ossia delle vibrazioni dell’Etere uni¬ tario, alle quali le facoltà sensitive e reattive del nostro orga¬ nismo si sono adattate durante il corso della Evoluzione biologica (Indico il titolo dell’opuscolo: La Materia con¬ siderata come forma d’ Energia, Ancona, 1884, con tav. ; cfr. la mia "Rivista di Filosofia scientifica», voi. IV", 1883-84). Cello, nel concetto del Pompei, al quale posso oggi van¬ tarmi di aver fatto festosa accoglienza, nel mentre che i maggiorenti della scienza accademica (tranne il compianto fisico-filosofo Giov. Cantoni) ostentavano di ignorarlo o, ma¬ gari , di spregiarlo, certo, dicevo, v’è dell’ immaturo e del- 1 mcompleto: ma questi sono i difetti di ogni idea vera¬ mente nuova e giovane. Fatto sta che G. Cbookes, nel suo celebre discorso monistico sulla scala delle forme d’Energia (citato da C. Flammahion fin dalle prime pagine del suo libro sull Ignoto), ha avuto per precursore un modesto, sebbene dimenticato insegnante italiano. Or dunque, le nuove ipotesi fisico-chimiche non sono af¬ fatto nuove: si disingannino, al riguardo, coloro che vi veg¬ gono un argomento in favore delle arbitrarie interpretazioni spiritiche dei fenomeni metapsichici. Noi “ monisti , le aspet¬ tavamo, anzi, da un pezzo, perchè sono nella direzione pre¬ cisa di una concezione unitaria dell’Universo : e c’è da stu¬ pirsi soltanto che la grande maggioranza dei fisici, dei chi¬ mici e dei neo-filosofi della natura ignori o disconosca gli antecedenti storici da me ricordati. 1 Tutto è Energia : tutta la materia è in continua dissolu¬ zione per ritornare ad essere Energia: — ecco, si dice, il verbo novissimo della fisica nuova, da cui scaturisce un con¬ cetto nuovo della cosmologia (cfr. le opere di G. Le Bon). E se ne trae la conclusione che il mondo è fatto di forze simili all elettricità, e che la psiche essendo una forza, ossia un potentissimo fattore dinamico dell’evoluzione cosmica, essa non abbia affatto bisogno della materia per preesistere alla sua incorporazione in un soma individuale e per sus¬ sistere (sopravvivere) dopo la sua disincarnazione da codesta forza. Ora, è facile rispondere che se la “materia» dei mo¬ nisti-meccanicisti si dissolve, anche la “ forza » dei monisti- LA ENERGETICA E LA MEDIANITÀ 377 dinamisti, individuata in quel sistema, che noi designiamo col nome di “organismo personale,, si dissolverà "egual¬ mente. E infantile non iscorgere che i due concetti sono equipollenti, e che nella nostra mente il concetto dinamico si sostituisce al meccanico senza che la sostanza delle cose si carabi menomamente (E. Mach). Giudico inutile fermarmi sulle numerose e spesso stram¬ palate idee espresse recentemente intorno all’Energetica ap¬ plicata albi interpretazione dei fenomeni medianici. Solo il Gaetani d’ Aragona, a mio avviso, ce ne ha data una buona sistemazione, quantunque sommariissima e in taluni punti azzardata, sia perchè lo scrivente non sembra avere espe¬ rienze proprie sullo spiritismo, sia per l’indole generale del¬ l’argomento che fino ad ora oltrepassa i limiti d'ogni accer¬ tamento positivo (v. “ Corr. della sera „, febbraio 1907). Lo stesso difetto hanno, secondo me, le brevi e forse troppo rapide induzioni d’Energetica biologica che i dottori Aggazzotti, Foà ed Hkrlitzka hanno voluto anticipare sulla base dei tre o quattro fenomeni eusapiani, in tutto, da essi giudicati attendibili, fra cui le impronte di dita sulla lastra lotografica di cui ho superiormente parlato (v. “ La Stampa , e ‘Ann. de Se. psych. ,, marzo ’07). Si potrebbero, con eguale ardimento, ricavare altri raf¬ fronti, altre analogie, altre interpretazioni verosimili dai libri e dalle teorie di G. Le Box, che pure è assai scettico circa la realtà dei fenomeni fisici medianici di Eusapia Paladino (cfr. L’ Svolutimi de la Mal irre , ’06; L’ Svolutimi desForces, ’07). Del resto, nell’opera di De-Fontenav sulTEusapia si può leggere un buon saggio di “ supposizioni e teorie snlla costi¬ tuzione misteriosa della materia ,, non che una “ ipotesi dinamica la quale conduce l’autore ad un monismo, dirò così, di ordine eterologico con le sue brave conseguenze d’ordine morale, insomma con tutte e quante le doti d’un sistema metafisico. Ciò mi rallegra perchè se ne ricava che à quelque chose Eusapia est botine, e mi conforta perchè sull’esempio dell’accreditato spirito-psiebista spero nell’indul- genza dei lettori per le mie divagazioni al largo dall’umile tavolo della Pitonessa. 3° Forse è prematuro discorrere di spiegazioni fisico-chi¬ miche dei disputati fenomeni medianici in un momento, nel quale e la Fisica e la Chimica attraversano una crisi, che ha perfino i caratteri di un rivolgimento anziché di una semplice riforma : tuttavia, mi preme dire due parole anche per di- 378 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II mostrare che le speranze degli spiritisti sono, qui, illusorie e basate su di una errata, frettolosa e incompleta intelli¬ genza delle nuove ipotesi scientifiche. La produzione esteriorata di un “ doppio „ include o pre¬ suppone la possibilità che la materia organizzata vivente subisca, nello stato di “ trance una specie di assottiglia¬ mento (molecolare?) per cessione temporanea d’una qualche sua porzione di sostanza. La quale porzione potrebbe con¬ stare di atomi o, più verosimilmente di subatomi o di ele¬ menti preatomici, epperciò estremamente più leggieri delle molecole fisiche, ma ciò non pertanto capaci di restare ancora aS3reSati in sistemi identici a quelli da cui deriverebbero. Questa loro capacità aggregativa basterebbe per mantenere a tali sistemi preatomici la configurazione (spaziale?) del corpo da cui provengono, e la cui esistenza contemporanea sarebbe però necessaria al fenomeno dello sdoppiamento, inquan- tocchè l’aggregazione somatica grossolana sarebbe sempre il meccanismo ingeneratore e determinatore dell’esteriore ag¬ gregazione più sottile (“ aerosoma ,). Dato pure che l’“ atomo „, o ciò che fino a ieri desi¬ gnammo sotto questo nome, non sia “ materiale . (mà chi ha mai avuto, da Democrito in poi, la ingenuità di crederlo solido e figurato?), sia invece un aggregato di migliaia di piccolissime unità dinamiche, ossia di minuscoli centri di forza cui diamo il nome di “ elettroni „ o di k ioni „, non cessano per questo la sua instabilità e la sua mortalità. La disso¬ luzione s’è portata dal composto grande (organismo) al mi¬ nimo (atomo); ma la immortalità è inconcepibile tanto nel- 1 aggregato grossissimo, quanto nell’elemento piccolissimo. Gli studi odierni sulla durata dei corpi radioattivi, nei quali soltanto si vuole e si può trovare qualche analogia colle “ emanazioni dinamiche „ dei medi , hanno dimostrato che gh elementi semplici aventi una più lunga vita sono quelli piu materiali, cioè quelli che possiamo vedere, toccare, pe¬ sare (p. es. uranio, torio, piombo, ecc., ecc.), mentre i corpi meno materiali, quelli che supponiamo più vicini all’etere e quasi intermedi tra la materia e l’etere, o imponderabili, sono costituiti da atomi iu continuo sfasciamento, in con¬ tinue conflagrazioni, per cui hanno vita brevissima (ad esempio, 1 uranio X dura 32 giorni, l’emanazione di radio A dura solo 37 minuti, il polonio dura al più 207 giorni, ecc.). Adunque, è falso che la nuova fisica dia appoggio alla ipo¬ tesi spiritica della sopravvivenza della parte più spirituale i?) del nostro essere. Quanto più ci allontaniamo dalla stabi- LA NUOVA FISICA E L’iMMORTALISMO 379 lità grossolana della materia terrestre e ci avanziamo verso la serie probabilmente interminabile delle trasformazioni dei corpi più sottili o eterei, e tanto meno possiamo sperare di vederli acquistare una lunga esistenza. Se 1’ anima „ tosse composta di uranio, potrebbe torse durare 500,000,000 di anni, e se lo fosse di torio, chi sa se non avrebbe anch’essa, l’enorme durata di 2,000,000,000 di anni, come risulta dai meravigliosi calcoli di Ruther cord, di Wilson, di Loul Kelvin !... Ma un’anima fatta di emanazioni bio-radioattive, ovvero costruita dinamicamente con un “ sistema di forze ., è condannata a sfasciarsi assai presto, e verosimilmente du¬ rerà (sopravviverà all'organismo che informa) meno ancoia delle emanazioni radioattive, le quali vivono appena 5 se¬ condi e 7 decimi di secondo ! . Ammenocchè non si fantastichi che 1 " anima „ è un ione o qualcosa di simile immensamente più tenue d un atomo (che può contenere, secondo i calcoli di Thomson, fino a 2000 ioni!)... Qualcuno forse troverà meritevole di risurrezione la monadologia di Leibniz, e fantasticherà che nel sistema com¬ ponente un atomo esiste un numero altrettanto grande di “monadi, incluse l’una nell’altra, come i germi dei “bio¬ logi „ preformisi del XVII secolo (H alleiì). Ciascuna di queste “monadi ,, liberandosi dalle scorie dell atomo primi¬ tivo, si farebbe ognor più sottile lungo una serie lunghissima di esistenze individuali, di reincarnazioni secondo la tesi pre¬ diletta ai kardechisti, di ritorni periodici secondo la lesi ultrametafìsica di Nietzsche . E ogni volta trascinerebbe con sè negli spazi e iperspazi i lineamenti e le qualità ca¬ ratteristiche della “ personalità cosciente » : sarebbe un essere sempre unico, che si incarna e si disincarna... Ma è possibile che non si concepisca l’assurdo di una ipotesi spiritualistica che ha bisogno di ricorrere alle particelle minime dei fisici per rendere tollerabile l’idea antropomorfica della sopiavvi- venza d’un “ io personale cosciente „?! LA VENTESIMA SESTA SEDUTA (4 gennaio 1907). Compendio della serata L’assistenza è tornata la medesima delle prime sere, e ci prefiggiamo di stimolare la medianità d’Eusapia a darci le desiderate “ materializzazioni „ di gabinetto. Pertanto la prima parte della serata decorre in catena, come d’ordinario, salvo che la formiamo nel mezzo della sala, con Eusapia discostata dalle cortine: nella seconda parte, Eusapia è co¬ ricata entro il gabinetto, e noi ci sediamo in semicircolo davanti a questa, aspettando di vedere le apparizioni. Ma 10 dico subito: siamo rimasti delusi: non solo i “fantasmi, non sono venuti, ma la medium era anche di pessimo umore e poco disposta da principio a cadere nella “ trance „ ne¬ cessaria. Il Uozzano reputa che la medianità della Napole¬ tana dal 1902 in poi sia in diminuzione, o per la età o per 11 diabete o per lo strapazzo ; però queste cause, se forse agiscono sulla facoltà organizzatrice di teleplasmi visibili, non mi sembra che sostanzialmente abbiano scemato di molto quella telergetica, che si addimostrò jersera ancora potentissima. Io penso, a riguardo delle apparizioni mancate, che il nostro ambiente, sebbene reso omogeneo dalla comu¬ nanza di intenti e dalla mutua inibizione delle nostre opinioni sulla medianità, non stimoli troppo il subconscio della Pa¬ ladino. Ho già detto in qual modo, secondo me, l’assistenza partecipa alla fenomenologia, specialmente “ spiritica „ : noi domandiamo molto alla attività di “ John „ ma colla stessa severità del controllo gli concediamo poi un margine troppo ristretto. Eusapia esige e quasi impetra le massime pre¬ cauzioni di vigilanza; ma, alla fine, la stessa limitazione che il controllo impone alla sfera d'azione della medianità, va a scapito della fenomenologia supernormale. EVIDENZA DEI FENOMENI 381 I Fenomeni accaduti mentre siamo in catena tiptica. L’innovazione di collocarci lontani dal gabinetto è stata inspirata dal desiderio di dare ai fenomeni in catena una direzione diversa dal solito : con Eusapia a quasi un metro dalle tende vogliamo vedere che cosa succederà in quell’an¬ golo oscuro ; le azioni a distanza ne acquisteranno una au¬ tenticità maggiore, e non sarà più il caso, se avvengono telecinesie, di sospettare che siano falsificate con trucchi a portata di mano. Non abbiamo assistito a novità vere, ma ottenemmo mani- frslazioni di intensità non comune e in condizioni tali di distanza, di luce e di effetti, da costituire una convincentis¬ sima “ evidenza „ . Tutti i fenomeni che più sotto accennerò avvennero in luce discreta : al chiarore che il grosso moccolo di paraffina spandeva nella stanza, e che dalle chiare pareti si rifletteva su di noi, io leggevo di quando in quando nel quadrante del mio orologio da tasca: discernevamo .netta¬ mente Eusapia immobile e imbroncita al suo posto di capo- tavola. Nè io nè Barzini abbiamo mai lasciato un solo istante le mani e i piedi della medium: ne siamo sicuri, arcisicuri, poiché ad ogni fenomeno ci comunicavamo le nostre impressioni di contatto e di presa: e poi, se vede¬ vamo tutta intera la persona d’Eusapia, come dubitare che costei ci tradisse usando stratagemmi inconciliabili con la sua immobilità da noi sentita e veduta? Dico e riassumo ciò ancora una volta, perchè qualcuno, cui narravo le “ meraviglie „ occorse nella prima metà della seduta di jersera in una sala abbastanza rischiarata, mi ha obiettato che forse l’abitudine di invigilare ci ha reso meno accorti e forse la reiterata compagnia di Eusapia ci ha fatto più corrivi verso di essa: dimodoché oggi saremmo quasi trascinati a raddolcire la nostra austerità di investigatori e a rafforzare, con troppo facile annuenza, la opinione favorevole espressa pure troppo sollecitamente. Insomma, a sentire questi ipercritici, noi staremmo cadendo, come tanti spiritisti dal¬ l’entusiasmo proverbiale, nell’ agguato tesoci dalla stessa nostra buona fede. E un’accusa stantìa, alla quale c’è da rispondere coi fatti, più che con le parole. Ora, i fatti sono proprio quelli da cui ricaviamo la nostra sicurezza di spe¬ rimentatori. Eccoli un per uno : 1° Il tavolino si muove , si alza e levita. Levitazioni stn- — 382 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II pendo, fino all’altezza di 50-60 centimetri, e fino alla durata di 62 e di 78 minuti contati ad alta voce dal Ycnzano. 2° Il tavolino ni trasforma in aeroplano. — La più perfetta levitazione „ che io abbia mai veduta! 11 mobile sospeso in aria oscillava come se galleggiasse in un fluido : le mani d'Eu- sapia erano da noi tenute ferme sulle sue coscie, e nessuno toccava il mobile volitante. Due volte ! 3° Il tavolo scandisce il tempo. — A questo giuoco, di ac¬ compagnare con battiti ritraici o una numerazione ad alta voce, o il nostro canticchiare, ‘ .Tolin „ ci si diverte un mondo; e jersera lo ha ripetuto parecchie volte di seguito. 4 Si raspa sotto il tavolo. — 11 raspamento pareva fatto con le unghie, ma noi tutti ci siamo messi inutilmente alla caccia dell invisibile che grattava: mentre le nostre mani cer¬ cavano in un punto, il rap scoppiava, quasi per ironia, in un altro, e poi ce lo sentivamo sopraggiungere sotto le dita! 5° Si annunzia un “ defunto , che poi non viene. — Da certe inclinazioni insistenti del tavolo verso il Bozzano s’è capito che nel gabinetto avrebbe dovuto materializzarsi una forma, pel mio vicino da destra: ma anche jersera, come ac¬ cade spesso nelle sedute d'Eusapia, al preavviso non seguì la presentazione dell entità occulta. 0 ’ John „ se ne distrae e dimentica, venendo meno alle sue promesse; oppure l’organiz¬ zazione stereoplastiea non progredisco per mancanza di forza medianica o per deficiente partecipazione psicocollettiva. 6° Le seggiole camminano. — Ha camminato la mia all’in- dietro con la evidente intenzione di trascinarmi verso il ga¬ binetto. dove, anche per me si sarebbe dovuto presentare qualcuno „. E un gesto indicativo abituale dell’automatismo d Lusapia : ci si vede, non è dubbio, della intenzionalità, ma quanto volgare e quanto convenzionale! t° La cortina del gabinetto si anima. — Siamo alle solite: quel floscio e nero diaframma penduto esce dalla sua inerzia di materia bruta e piglia un'anima; ma è un’anima effimera, che le si cela dietro e non l’invade, che agisce sempre ad un modo, e che è assolutamente anonima. La tenda lavora al pari di un automa, le cui molle siano tirate da un marionettista circoscritto nella gesticolazione dai limiti meccanici del suo congegno. L’automa, che si nasconde, sembra però vivo: si avanza, si accosta, ci tocca e si ritrae, ritorna e ci preme, si lascia palpare, ma sfugge ad un esame troppo minuzioso, ci stimola e solletica, ci blandisce strofi¬ nandoci, talvolta spinge la sua espansione a carezzarci con due inani, a baciarci o morderci con una bocca, a pigliarci fra due braccia. Ma tutto ciò è compiuto al riparo r un legio¬ nario romano non si proteggeva meglio col suo scudo dai colpi del nemico, di quanto si difenda questa “entità occulta „ GLI “ INVISIBILI , K I FENOMENI ZOLLNEKIANI 383 da investigazioni troppo spinte. Se si solleva la tenda, e le si guarda dietro, non c’è nulla ; eppure, le nostre mani sen¬ tono delle resistenze e il nostro corpo avverte i contatti multipli che rispondono a frammenti di un essere vivo che eseguono azioni abbastanza complicate. Il mirabile si è lo scorgere a mezza luce i moti intelligenti di quei rigontìi di storta, i quali gestiscono, incitano e poi si dissipano da sè, dietro ad Eusapia che ne dista 70 centimetri. Il gabinetto medianico sembra, adunque, abitato : si sente che un “ operatore „ vi si muove e lavora a suo agio, e lo si indovina provveduto delle caratteristiche personali della volontà, ossia della intenzionalità negli atti. Il nostro orecchio ne distingue ogni movenza, e lo seguiamo mentre smuove e fa funzionare gli oggetti che vi abbiamo collocato. Infatti la tenda fluttua, si inturgidisce e si abbatte, si arrotonda e si spiana modellandosi su di un corpo semovente in confor¬ mità degli atti che desumiamo eseguiti. Ma 1' “ agente „ non si vede: è come un’imboscata. 8“ V Invisibile mi perseguila. — Non trovo altro termine per designare l’insistenza con cui quel- 1’ ‘Invisibile, mi aveva pigliato di mira. Giurerei che coi suoi ‘piedi, m’allun¬ gasse dei ‘ contatti , per di sotto alla tenda, tanto erano bruschi, larghi e... grevi: in altro momento mi si ì: buttato addosso con tanta violenza, che io mi sono piegato sulla spalla destra di Boz- zano. Questo ‘ qualcuno , era, certa¬ mente, un disincarnato burlone, o “John, più facchinesco del consueto. 9° L' “ Invisibile , fa nodi in una funicella. — Un pezzo di corda spesso mezzo centimetro e lungo un metro, che dovrà servire poi a legare Eusapia, dap¬ prima ci è gettato sciolto sul tavolo; poi se ne va, e dopo un po', alla mia osser¬ vazione che l'avrei voluta vedere anno¬ data, ci ritorna con tre nodi eleganti nel mezzo (V. fìg.). L’esperimento non è neppur parago¬ nabile a quelli ottenuti da Zììllnei: con Slade fino dal ’77, quando costui, fra una serie di miracoli di fisica tra¬ scendentale, eseguì quattro nodi equi¬ distanti in una cordicella suggellata ai due capi su di un I tre nodi di fune esegùiti dall’ ‘ Invisibile 384 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II asse (cfr. le “ WissenschafU. Abhandl. „ , Tomo III); ma, ad ogni modo, è notevole per due circostanze : la prima, che esso sia avvenuto a mia richiesta, e quindi con buona guardia da parte nostra sul medium: la seconda, che, es¬ sendo le mani d’Eusapia visibilmente imprigionate, si per¬ cepiva nettissimamente da noi tutti, nel fondo bujo, lo strofinìo di altre mani sulla funicella e il loro lavorìo per avvolgerla. 10° Un oggetto penante si sposta e trasvola senza contatto. — L’oggetto di cui parlo è un’asse di legno con su uno spesso strato di plastilina, l’esava cinque chili; eppure, è stata buttata fuori del gabinetto ad un colpo, con violenza, precipitando sul tavolo dopo un volo aereo di almeno due metri! 11° Una mano invisibile stampa una orma parziale. — La superficie della plastilina lia offerto, dopo il trasporto, alcune orme di dita: ora, Eusapia non può averla toccata con le sue mani anatomiche che noi non abbiamo mai lasciato libere. 12“ Un “ Invisibile „ agisce intenzionalmente fuori del gabi¬ netto trasportando e porgendo oggetti — Noi abbiamo veduto l'asse della plastilina alzarsi da sè dal tavolo in mezzo a noi, e passando al di sopra della testa di Eusapia ritirarsi lenta¬ mente dietro il nero diaframma; quindi essa è ricomparsa in aria alla stessa altezza, come fosse una guantiera, che con stu¬ diata lentezza ci venisse mostrata da un invisibile portatore che poi l’ha debitamente riposata sul tavolino. Fenomeno di telecinesia indubbiamente ammirevole per la sicurezza del controllo, per la visibilità completa dell’oggetto trasportato lungo tutto il suo percorso, e per la invisibilità assoluta dell’ agente ! Si noti che la molle pasta arrivava tino all’orlo, e che, senza afl’ondarvisi, la mano occulta ha sollevato con qualche stento il pesante vassoio, portandoglisi poi di sotto e sostenendolo, prima oscillante e poi bene equilibrato, sulla punta delle cinque dita protese e divaricate, come si farebbe da un compito cameriere. S’intende che noi vedevamo queste “ mani „ con la fantasia: in realtà c’era il vuoto. Passando tra la mia e la testa d’Eusapia, uno spigolo dell’asse mi ha urtata la fronte ; ma, tranne questo piccolo incidente, tutta la manovra si è compiuta con precisione e con delicatezza. E noi abbiamo calorosamente applaudito ! 13“ Il “ medium „ si indiadema di “ fuoco — A un certo momento alcuni dei presenti esclamano di vedere una mano bianca e luminosa sopra la testa di Eusapia. Guardo, e a me pare invece di vedere una grossa e non vivace luminosità ARTI MULTIPLI DEL MEDIUM 385 lievemente azzurrognola, larga almeno 4 cent., alta 5., ellis¬ soide e appuntita ossia lanceolata, si da darmi l’impressione di una * lingua di fuoco , , a due zone, una interna più lu¬ cente ed una esterna soltanto chiara, a contorni non troppo sfumati. 11 fenomeno stette in vista per 4-5 secondi. 14“ Compaiono mani senza braccia e braccia senza mani. — Si sono vedute molte forme materializzate, e i miei compagni non facevano in tempo a denunziarle: erano prolungamenti nerastri o mani biancastre, che si formavano sopratutto tra me ed Eusapia, cosicché io meno degli altri potevo scorgerle bene. Ne ho percepite due distintissimamente: 1“ una mano si¬ nistra, evidentemente di fattezza femminile, di color carneo, che si fe protesa al di qua e al dinanzi della " medium , tra me e Barzini. colla palma aperta verso di lui e col dorso semi- Uesso verso di me, con il mignolo in basso ed il pollice in alto, senza contorni delimitati quasi fosse composta di nebbia ; e 2° un'altra, pur essa bianco-carnea, che si è allungata da sotto alla tenda nera gettata traverso al tavolo: essa ha tentato di atterrare il piatto della plastilina, ma non riuscendoci per il peso l'ha spinto verso il lato opposto. Ambedue le volte ne ho ricevuta profonda impressione, poiché vedevo contemporaneamente e chiaramente Eusapia munita di tre arti superiori ! Quelle mani sono state affer¬ rate dal Barzini, che se le è sentite “ defluire fra le dita come per uno sgonfiamento „ : sono estremità, egli osserva giustamente, che svaniscono in modo rapidissimo “ dopo aver avuto un massimo di energia ed un’apparenza assolu¬ tamente vitale al momento di compiere un atto „. Anch’io ho varie volte provata eguale impressione di “ fluidità „ nell’afferrare le mani che furtivamente mi si accostavano. Dirò per di più, che mentre alla vista i prolungamenti di¬ namici toccanti del medium non hanno sempre forma decisa androide, al tatto mi è riescito di tastare mani morfologi¬ camente ben fatte. Ma tale differenza fra le impressioni tattili e le visive non dipenderà dall'imperfezione con cui queste ultime sono accolte dalla retina nella penombra in cui per solito avvengono i toccamenti? Vi è per ciò da so¬ spettare che un certo numero di toccamenti subdoli sia ese¬ guito bugiardamente e che alcune forme visibili siano illusorie. A tale proposito noto nuovamente che esiste sempre una certa differenza individuale fra i percipienti, minima per ri¬ guardo alle percezioni tattili, grande per le acustiche sem¬ plici, massima per le visive e per la necrofonia: debbo però dichiarare che nelle esperienze del 1907, fatte con metodo più severo di controllo perchè più uniforme, la influenza £5 Morselli. Psicologia e spiritismo, II. 386 PSICOLOGIA F. SPIRITISMO, II del tipo mentale mi è risaltata minore di quanto avessi stimato nelle sedute del 1901-2. Direi anzi che, mantenendo costanti le condizioni d’esperimento, si eliminano molte ra- crioni di dubbio anche per la individualità delle descrizioni e definizioni dei fenomeni, pur restando fermo il contributo personale degli astanti allo sviluppo ulteriore di essi. II. Fenomeni accaduti mentre Eusapia giace entro il gabinetto nero. “ Nero „, per modo di dire: la branda di legno che vi abbiamo introdotta è troppo larga e lunga, e le cortine e so¬ pratende, che dovrebbero chiudere al dinanzi 1 angolo della sala e farvi bujo perfetto, ne restano separate. Cosi vi pe¬ netra troppa luce dalla lampadina rossa, che rimarrà accesa durante il resto della serata. Chi sa se non è stata questa la causa per cui non abbiamo ottenuto le grandi apparizioni che ci aspettavamo? È possibile, poiché passa per assiomatico che l’energia, onde si formano le materializzazioni, non si “ condensa „ e non si plasma se non neH’oscurità perfetta. Ricordandomi che i più grandi medi ad apparizioni (ad es. la Cook, l’Eglinton, la D’Espérance, il Miller, la Virginia di “ villa Carmen „) ordinariamente non si legavano nè si legano, avevo convinto i miei compagni di lasciare libera Eusapia : pensavo che la coercizione materiale, anziché gio¬ vare, potesse danneggiare la medianità proprio nella produ¬ zione di quei fenomeni che richiedono uno stato prò tondo di sonno col massimo d’automatismo, e per i quali sembia assurdo sospettare agguati. Ma questa libertà non è nelle abitudini d’Eusapia : per di più, essa rifugge dall idea di lasciare aperto il varco al dubbio. A malincuore pertanto accettò dapprima di sdraiarsi sulla branda, mentre noi ci disponevamo, a luce rossa, nel rituale semicircolo. lo occupo la seggiola di mezzo: alla mia destra stanno Be- risso, Bozzano e la signora Berisso, alla mia sinistra il U ven- zano e Luigi Barzini. , Sono le 23, ed Eusapia è al lavoro da oltre due ore: era essa affaticata e per ciò impoverita di 4 forza medianica Lo dovrei dire, perchè durante mezz’ora buona il gabinetto rimane tran¬ quillamente silenzioso. Ma Eusapia comincia a smaniare e a gemere, e con voce rotta e piagnucolosa insiste perché io la le»hi. Devo pertanto cedere ai suoi piagnistei, e avvolgerle e annodarle una prima corda attorno al collo dei piedi, una seconda attorno al tronco, ed una terza attorno ai polsi: ì capi di queste tre corde sono passati in anelli metallici apposi- LEGATUBA HEL MEDIUM 387 tamente infissi nella testata e nelle due prode della lettiera, e lì anch'essi allacciati. t _ Con che la Eusapia sembra quietarsi ; ma dopo un po' di infnittuosa e silenziosa aspettativa, eccola di nuovo seroisveglia chiamarmi con voce alterata e mostrarmi le sue «lue mani li¬ bere dai lacci ! Per dir vero, non saprei spiegare come le sia riuscito di slacciarsi, poiché ritenevo d'aver fatta una legatura strettis¬ sima e non facilmente snodabile ; ma l'avventura capita spesso a chiunque abbia da fare coi medi professionali: anzi, si deve credere che anche questo slaceiamento appartenga oramai al programma fisso delle sedute di gabinetto, poiché lo abbiamo veduto nel 1902 a casa Avellino; ed Eusapia, nel suo au¬ tomatismo, sembra pigliarci gusto ! La rilego pertanto più strettamente, e per maggior precau¬ zione le passo attorno ai due polsi una quarta corda, i cui lunghi capi escono di sotto al cortinaggio e son tenuti da me: così no avvertirò qualsiasi movimento. Inoltre, per desiderio di 4 John , che parla personificato in Eusapia, mutiamo la nostra situazione di spettatori e ci disponiamo in due file: nell'anteriore siamo da sinistra a destra Barzini, la signora Be- risso, io e Bozzano: nella posteriore siedono Berisso e Yeu- zano: in sèguito anche Bozzano passa dietro di me. Sono curiosi questi mutamenti di catena chiesti dai medi. A prima vista si direbbero inutili e capricciosi, o, quanto meno, indifferenti per la riuscita dei fenomeni : ma a guar¬ darci bene, debbono corrispondere a esigenze fisio-psicolo- giche, a un di presso come serve il volger di fianco a chi, soffrendo di insonnio, cerca accomodarsi in altra posizione per dormire. Certe volte però il mutamento è imposto per esigenze tecniche : gli astanti più dubitosi sono mandati a sedere nei punti, dove si porterà la scarica di medianità ; per la qual cosa c’è da scorgere un'altra prova della influenza della volontà sui fenomeni. E intanto nel rilegarla osservo lo stato fisiopsichico della Paladino. Essa è indubbiamente in ‘ trance ,, trasognata, se¬ miconscia, con le palpebre abbassate, le guancie cadenti, l’a¬ spetto invecchiato, cosi che non sarebbe in grado di camminare e neanco di mettersi seduta, tanto meno di alzarsi in piedi sul materasso, e di t.enervisi in equilibrio, sia pel suo stato di semisonno, sia per quello di amiostenia. Eccetto alcuni sospiri profondi o qualche gemito a mezza voce, Eusapia è rimasta silenziosa: non la turbavano, a 388 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II quanto sembra, i sogni allucinatoli, di cui altre volte in circostanze simili, con gridi e con smanie, ci ha palesato Tinsorgere repentino nella sua subcoscienza. Veggo con De Fontenay che la “trance, passiva perde i caratteri del sonnam¬ bulismo: mancano, ad es., le esclamazioni ànW'* Ajutami tu !, del * Vieni tu, vieni! ,, dirette allo spirito-guida, ora con voce imperiosa ed ora con un accento di supplica. Quando la medium si pone volutamente o per autoipnosi nello stato propizio alle grandi apparizioni, la sua coscienza si oscura del tutto, e la condizione psichica assomiglia sempre più strettamente al letargo degli ipnotizzati: i fantasmi sono, dunque, prodotti di sogno, “ dream- ghost s „, secondo il giu¬ stissimo e ironico termine di P. Carus. Ma, nonostante tutti questi preparativi, all'una dopo mez¬ zanotte eravamo ancora ad aspettarli tra gli sbadigli e la voglia di dormire. In loro vece, si sono prodotti alcuni fe¬ nomeni di non lieve significato, quantunque non nuovi nè intensi come altre volte. 1° Il tavolino danza da solo. — Non è stato il ballo stu¬ pendo di casa Avellino, ma il mobile, che era rimasto libero da ogni contatto al dinanzi del gabinetto, s’ è scosso, ha sal¬ tato qua e là. si è sollevato; e tutto da se come se fosso vivo! 2° Un ‘ Invisibile , gratta e smuove dei fogli di carta. — Questi fogli costituivano un pacco di cartelline deposte da Barzini sul tavolo. Da prima s’è udito un rumore di ra.spa- mento come se qualcuno vi scrivesse sopra; poi si sono visti i foglietti sollevarsi regolarmente l’un dopo l’altro da uno dei loro angoli, come se una mano da noi non veduta li sfogliasse. Speravamo di aver ottenuto una ‘scrittura diretta,, ma ‘John, seguita ad essere ostinatamente analfabeta! 3° lì “ Invisibile „ slaccia i polsi della medium. — Ne ho parlato ; e qui dico che l’abbia fatto una entità occulta per se¬ guitare nella terminologia interpretativa della ipotesi spiritica. 4° L’ ‘ Invisibile , solleva le tende e sopratende. — Più volte le cortine si sono aperte nel mezzo e rialzate dalle parti, come se una persona (che la nostra vista non scorgeva) le stirasse allo scopo di svelarci l'iuterno del gabinetto: in altri momenti si sarebbe detto che si cercasse invece di aggiustarle per chiu¬ dere ogni spiraglio alla luce. Quegli atti ci allargavano il cuore alla speranza: pareva quasi che un attore stesse per uscire dalle quinte di un palcoscenico da salotto; ma inutilmente! 5" Si formano chiarori e luminosità indistinte entro il ga¬ binetto. — A me e a qualchedun altro è parso di vedere rischia¬ rarsi fiocamente il fondo oscuro del gabinetto verso il mezzo della sua altezza. Per quattro o cinque volte, al di sopra di Eusapia, che tra le fessure del cortinaggio seguitavamo a ve- LUMINOSITÀ E * FOUME „ IN SVILUPPO 389 dere distesa ed immobile, si è formata una specie di nebula - bianchiccia, disposta orizzontalmente, come se da tutto i corpo della medium emanasse una luminosità vaga, di fievolissima fosforescenza: tale apparenza spariva e ricompariva alternati¬ vamente, ma dopo quindici o venti secondi s'e dileguata. Barzini e la signora Berisso hanno detto di discerncre al di sopra della testa di Eusapia una nubecola bianca, tondeg¬ giante, a contorni meglio definiti, che s’alzava e s abbassava, indi svaniva: ma io non ero in posizione per vederla. 6. Si tenta lo sviluppo di una * forma , (?). — Su questo fenomeno luminoso che "e apparso nella fessura di mezzo tra le due cortine nere, a circa l,n 50 dal suolo, gli astanti non sono stati concordi nel descriverlo e nell’apprezzarlo. Come io l’ho percepito, lo definirei — una tostorescenza bianchiccia, più chiara nel centro, striata trasversalmente da linee scure, di aspetto fusiforme, larga circa 5 cent., alta 15, la quale mi ha dato l'impressione di un volto che si stesse formando lo allac¬ ciando?)... — , . Era una specie di faccia mal tracciata da un disegnatore ine¬ sperto o, magari, da un caricaturista : i chiaroscuri trasvei sali mi suggerivano le fattezze della fronte . delle narici dilatate, della bocca semiaperta, ma gli occhi mancavano, forse perchè nascosti ai miei dagli orli delle tendine. Se considero che la sala era illuminata a luce rossa e che quell’ “ apparenza „ mi colpì pel contrasto del suo bianco col nero di queste tendine, sarei tratto a concludere che avesse una luminosità propria. Ma . stante la divergenza dei giudizi che ne ho udito esprimere in seduta, non oso pronunciarmi. Qualcuno ha sospettato che fosse 1 Eusapia a mostrarci astutamente il suo viso; ma allora bisognerebbe supporre che essa ha potuto sciogliersi nuovamente i lacci, e porsi ginocchioni sul materasso : in quella vece 1 abbiamo ritrovata dipoi coi lacci intatti, e 1 instabile equilibrio della branda, che cigola ad ogni movimento di chi vi giace, l’avrebbe fatta precipitare in mezzo alla stanza. Per me non sono alieno dall’ammettere la spiegazione datami da Bozzano e da Venzano, che cioè quell’apparenza ci abbia permesso di assistere proprio ad un tentativo di sviluppo di una “forma personifieabile ,, ossia di un “ fan¬ tasma,: la “trance, d’Eusapia era così profonda, che è occorsa un’altra ora almeno prima che riprendesse coscienza, e questa condizione fisico-psichica non si finge. Trentatrè anni di pratica neuro-patologica e psichiatrica mi hanno istruito abbastanza sulla simulazione e dissimulazione degli attacchi isterici e ipnotici, non che sulle perturbazioni della coscienza 390 PSICOLOGIA E SPIB1TISMO, II nei miei ammalati; per cui, se dico clie al rompersi del circolo e al levar della seduta, Eusapia giaceva ancora in¬ cosciente. ossia incapace di percepire e di rispondere, amio- stenica, astasiea ed abasica, ossia incapace di reggersi, di muoversi e di camminare, per di più amnesica, ossia senza memoria delle cose occorse in quelle due o tre ore, posso essere creduto. Ora, sì fatta condizione subpsichica può con¬ ciliarsi colla fraudolenza consapevole e prolungata ? * * * Eusapia e noi, ossia il medium, l’assistenza e il controllo. L La psicologia d’Edsapia durante le sedute non ha variato dal 1902. Riassumo le mie nuove osservazioni. a) Come fattore di successo le giova un certo stato fisico di benessere (per quanto è compatibile col suo dia¬ bete) e un conseguente stato di buon umore-, e se il successo della serata la rallegra, si può per converso dire che una certa altezza di tono sentimentale sia necessaria ai fenomeni. È chiaro che la cenestesi agisce efficacemente sotto questo rapporto. Forse oscure percezioni del subcosciente avvertono i medi della tensione interna della loro energia bio-psichica, e danno origine ad una specie di istinto che li porta poi a desiderarne la scarica. Questo mi spiegherebbe perchè certi individui dotati di medianità si rifiutino talvolta alle sedute : i professionisti, come Eusapia, sono invece im¬ pegnati a “ lavorare , anche quando si sentono mediumni- camente fiacchi, e allora... frodano. b) Il Myehs ha detto che le facoltà supernormali, “ controllate , da esseri estranei al medium, sono ingo¬ vernabili da costui : ma le mie esperienze con la Paladino mi hanno provato il contrario. L’ho scritto più volte in queste pagine; e scorrendo quelle delle “ Ann. des Sciences psychiques „ trovo che il Mangin, uno psichicista scrupoloso, è del mio parere (ivi, ’03). I fenomeni sono in buona parte governabili, e sempre suggestionabili. Jersera — come, del resto, in ogni “ buona „ seduta — a ciascun fenomeno isolato (in catena) seguiva una pausa, a GOVERNABILITÀ DEI FENOMENI MEDIANICI 391 ciascun gruppo di fenomeni, anclie se turbinosi, un peiiodo di calma e di concentrazione: si sarebbe detto che il subliminale di Eusapia era incerto sul da farsi, e allora bastava una nostra qualsiasi indicazione di fenomeno, la espressione velata di un nostro desiderio, perchè la seduta prendesse immedia¬ tamente una piega determinata. Ciò dimostra più cose : che i fenomeni sono in buona parte governabili ; che la atten¬ zione volontaria del medium agisce su di essi ; che il subco¬ sciente non è chiuso alle percezioni arrivanti per le vie dei sensi alla coscienza superiore ; e che sopratutto un'assistenza accorta può infliggere alle manifestazioni un dato avviamento, cosicché si spiega come in un “ circolo „ le intelligenze e i sentimenti degli astanti partecipino alla produzione dei feno¬ meni. Direi, anzi, che se “ John King „ non piglia di tanto in tanto rimbeccata, la seduta trascorre monotona e fasti¬ diosa. Ecco perchè, avendoci udito asserire che i movimenti del tavolo o degli oggetti con contatto erano poco probativi, “ egli „ ci ha dato subito bellissime levitazioni e altre te- lecinesie senza contatto di mani ; “ egli „ ha snodato lo “ chàssis „ dalle bacchette e se ne è servito poi lungamente, quasi non sapesse più staccarsene ; ecco perchè, stimolato dai nostri accenni ai fuochi fatui, “ egli „ ha fatto comparire la “ lingua di fuoco Non escludo la telepatia nelle sedute con medi capaci di percezioni extrasensorie; ma con Eusapia questo fattore su¬ pernormale sempre più mi risulta raro ; ed io opinerei che anche quando nessuno dei presenti manifesta esplicitamente la voglia di un fenomeno, Eusapia capisca per mezzo di per¬ cezioni muscolari o sensorie minime, pur avendo l’aria di farlo per “ intuito „. Essa è perspicacissima, ad esempio, per ogni sospetto di inganno : la si sente allora esclamare in tono ironico o caustico, secondo la disposizione ilare od iraconda del suo animo : — “ è il medium che froda,... saranno le mani della medium,... sarà la testa del medium ! „ — È chiaro che la sua coscienza sonnambolica ha singolari facoltà marginali, per dirla con James: la si direbbe sempre sveglia e... astu¬ tamente sveglia, anche quando è semisonne e semiconscia, tanta è la congruenza dei suoi gesti, atti e motti. Soltanto nel vero rapimento medianico che decorre con anideismo, anestesia ed amnesia, vengono a mancare questa dirigibilità dei fenomeni e questa etero-suggestibilità. c) È degno di rilievo il fatto che la Eusapia mede¬ sima è conscia di questa sua malleabilità suggestiva. 392 PSICOLOGIA R SPIRITISMO, II Ne potrei rammentare molte prove ; ma basti questa. Jet- sera, durante una pausa, noi ci scambiavamo ad alta voce alcune riflessioni sulla modalità dei fenomeni tiptici, e insi¬ stevamo (di proposito) sulla possibile falsificazione delle sue levitazioni : io dicevo di non comprendere come dagli incre¬ duli si potesse supporre che il medium tenesse °alzato il tavolino mediaute la pressione delle due eminenze tenare e ipotenare della palma contro i polpastrelli corrispondenti alle teste dei metacarpi (si sa che questo mezzo di presa è usato dai prestidigitatori che lo chiamano impalmare e lo utilizzano per fare sparire un oggetto, ecc.). Inutile che io dica come tale artificio sia impossibile con un tavolino pe¬ sante più chili : eppure, Eusapia, che ascoltava, ci interruppe gridando: - Non lo dite, non lo dite: il medium potrebbe farlo,... potrebbe tentare di farlo „. — Era la ripetizione del¬ l’ansia indotta in E. dalle mie tre lettere E. T. V.\ Con ciò essa ha dimostrato di temere i tranelli della propria suggestività, di sapere che in “ trance „ tende tal¬ volta. istintivamente alla frode, e di volersene esimere per non incorrere nella accusa di imposterà. Anche in ciò la coscienza superiore si rivela gelosa della sua facoltà di go¬ verno. E supponibile che durante le operazioni dovute al- 1 automatismo medianico, la parte alta della personalità morale di Eusapia venga talvolta in lotta con quella bassa: quando questa tende a prendere la via più corta e meno faticosa, rappresentata per l’appunto dalla frode, l'altra, che è la custode dei sentimenti di amor proprio, di dignità, di veridicità, deve provarne sgomento. Così è comprensibile il grido oneste di Eusapia contro la suggestione. d) Altrettanto è argomento della sincerità sua il preannunzio dei fenomeni. Certe volte essa lo fa con un tono reciso e imperioso di voce, come se parlasse a sè me¬ desima : ne ho avuta l’impressione che Eusapia stessa age¬ voli lo sdoppiamento della sua personalità, passando ordini dal psichismo superiore all’inferiore. Tn altri momenti si direbbe che essa preavverte gli astanti per eccitarsi, por dare una frustata al proprio automatismo intorpidito, insomma per autosuggestionarsi: e allora è decisamente Videa rap¬ presentativa che si trasforma in idea-forza. Se Eusapia fosse quella spacciatrice di menzogne che ta¬ luni proclamano, opererebbe sempre tacitamente e inaspet¬ tatamente. Non c’è che un dilemma per opinare che una levitazione, un trasporto di oggetti per aria, la messa in moto SCARSA AUTONOMIA DEL SUBLIMINALE 393 di nn metronomo, la comparsa di una forma materializzata dietro le tende, preannunziate spessissimo dal medium, siano inganni ; non c è che una via di scampo : — o Eusapia supera in abilità sbalorditiva tutti i prestidigitatori più celebrati nella loro arte, assommando in sè tutte le loro virtuosità; o gli astanti sono come incantati per una specie di magia. e) Il Myers, forse perchè non abbastanza versato in psicopatologia, ha attribuito al subliminale una autonomia troppo grande, ed una potenzialità eccessiva di creazione. Le osservazioni cliniche sull’isterismo mostrano invece che la scissione tra le due coscienze non è mai assoluta, e bene spesso è piu apparente ehe reale: l’isterica nel suo delirio sonnambulico ripete per lo più scene già vissute, ossia ri¬ produce nel subcosciente impressioni, emozioni, imagini, idee che hanno attraversato la sua coscienza vigile e sociale.' Allo stesso modo la fenomenologia mediumnica, oggidì stilizzata nella universalità dei medi, è il prodotto di 'per¬ fetti e di ricordi sommersisi dall’alto o prima o poi : anche in questo dominio psicologico si avvera la legge umana delle due facoltà opposte, l’inventiva e la imitativa. Sono pochissimi i medi inventori, dalla imaginazione ricca di fe¬ nomeni nuovi : metto in questa categoria privilegiata le Fox, FHome, la Van Day, la Marshall/ la Guppy, la Cook, lo Slade, la Pepper... e sono per lo più medi professionisti. La grande maggioranza consta di pedissequi imitatori, suggestio¬ nati in modo diretto e inavvertito dai * circoli „, e in modo indiretto, per cosi dire mesologico, dalla corrente “ spiritica „ che da oltre mezzo secolo stordisce, trascina e affascina le. menti in Europa ed in America: costoro sono i dilettanti od orecchianti, gli altri sono i virtuosi e i genialoidi del- 1 arte. Otedo pur io che tutto il bagaglio materiale e intel¬ lettuale dello spiritismo sia dovuto alla fantasia dei medi; ma questa facoltà è tutt altro che libera e feconda di risorse: anche quando le sue associazioni subcoscienti sembrano spon¬ tanee nella loro sconnessione, nella loro bizzarria, nella loro straordinarietà romantica, essa non fa che elaborare ricordi del passato e impressioni del momento. f) Nulla ho da mutare in quello che ho scritto (Tomo I) nel 1901-2 cirea alla parte che spetta ai movimenti mu¬ scolari d’Eusapia nella effettuazione dei suoi fenomeni, massime di para- e telecinesia. Sono sempre i medesimi ehe registrai allora: direi, anzi, che si sono resi più franchi e 394 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II più espressivi. È ad litteram impressionante quel suo gestire con le mani visibili in aria ogni qualvolta deve prodursi un picchio o rumore lontano : qui il fatto ha valore in quanto esclude la malizia. Ma è ancora più importante, per la bio- psicogenesi della medianità, l’irrigidirsi tonico-catalettiforme di tutto il corpo di Eusapia durante la presentazione di “ entità „ materiali aventi una qualche morfologia androide: allora si pensa, induttivamente, che il grande fenomeno sia legato ad una ejezione potente di forza, e che i centri mo¬ tori, spinali e cerebrali, della medium debbano per necessità trovarsi in condizione spastico-convulsiva. Ho varie volte avvertito in proposito che se lo sforzo rimane iuadeguato e se l’effetto (il trasporto d’oggetto, la impronta sul mastice, la materializzazione) non si produce, l’esauri¬ mento post-accessuale di Eusapia è maggiore che non quando avvenga il fenomeno. Questo parmi dovuto alla legge fisio- psicologica generale che regola l’attività di ogni funzione organica e psichica, ossia la sodisfazione d’un bisogno, l’ap- pagamento di un desiderio o di un istinto. Ecco un altro indizio che la coscienza superiore, quella capace di emozioni e di sentimenti, prende parte più o meno diretta alle gesta automatiche di quella subliminale. L’Eusapia, che ha udito queste nostre riflessioni sulla con¬ comitanza di gesti e contrazioni muscolari ai fenomeni, ci ha ripreso vivamente, esclamando: — non sempre /„ — Malasua negativa non è argomento valevole contro un’esperienza cosi piana e chiara: egli è che essa, indettata dai suoi amici spiritomani, respinge sempre con vigore ogni lontano ac¬ cenno a spiegazioni scientifiche, perchè ha timore che la si incolpi di ciurmeria. L'atto muscolare non è sempre dal lato in cui avviene il fenomeno, ad esempio il “ rap „ : spesso è dal lato opposto, ed Eusapia ci mette della vanità a farcelo constare. Altre volte il fatto muscolare è così lieve da rimanere impercet¬ tibile a quel controllore, presso il quale succedono le ma¬ nifestazioni ; ma l’altro di faccia si accorge da piccole agi¬ tazioni delle dita, da lievi contrazioni della mano, del pugno o dell avambraccio o del ginocchio prementi sui suoi, che “ un fenomeno „ accadrà fra poco o sta accadendo. Io e Bar- zini l’abbiamo vicendevolmente sperimentato. Si aggiunga che quando non si contraggono gli arti di Eusapia, le si contrae la faccia : lo si capisce anche in piena oscurità daU’uscir della voce tra labbra spasticamente accollate sui denti. Lo stesso timbro strozzato della voce indica che i muscoli laringei EJEZI0NE DI FORZA BIO-PSICHICA 395 possono contrarsi in luogo di altri: e così è probabilissimo che l'organismo intero di Eusapia, con reazioni vasomotorie, viscerali, secretorie, agisca somaticamente e fisiologicamente nella produzione dei fenomeni. Lo si giudica pure dal re¬ spiro e dalle esclamazioni di sofferenza durante la “ trance „ passiva. Io ho già paragonata la eiezione di forza biopsichica in medianità ad una vera parturizione : Eusapia ha l’aspetto e gli atteggiamenti di chi sprema qualcosa dal proprio corpo. I suoi sforzi hanno talvolta del tragico; e 1 udirla nel fondo oscuro di una sala a gemere e a dibattersi, come se un or¬ rendo incubo la dominasse, mi rammenta sempre le paurose crisi delle istero-epilettiche della Salpetrière. Egli è che 1’emissione del “ perispirito „ è uno strapazzo, e si risolve in uno sperpero di energia vitale. A primo aspetto la medianità intellettuale offre maggiore spiritualità, perchè i suoi fenomeni — le incarnazioni, le personificazioni, la psicografia, la psicometria — sembrano compiersi nelle in¬ timità subiettive, nelle profondità dell’ “ io magico ina in realtà anch’esse sono un equivalente di sforzi organici (ce¬ rebrali), come addimostrano le ansie, le agitazioni, i sudori, i deliquii, le cefalalgie, il malessere consecutivo dei medii più intellettuali, ad es. della Piper e della Smith. Eusapia adesso è mancina, e i “ fenomeni , sono più in¬ tensi dalla mia parte. Ciò però non indica, a parer mio, che la medianità si scarichi preferibilmente a sinistra per ra¬ gioni fisiologiche: io reputo che ciò avvenga per puro auto¬ matismo psichico; infatti io sono sempre, per la medium in “ trance „, il Num. cinque da riconquidere: cambierà di rotta se le sue ondate esopsichiche continueranno ad infran¬ gersi contro lo scoglio della mia incredulità spiritica. * ♦ II. E ora parliamo un po’ della psicologia dell’ am¬ biente, ossia di noi, sperimentatori. a) Vi è, in riguardo all’assistenza, un primo punto psicologico, sul quale mi par lecito di tornare col sussidio delle osservazioni di Barzini e Venzano, conformi alle mie di cinque anni fa: ed è che lo stato d’ animo dei formanti una “catena medianica , del genere della nostra non presenta 396 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II alcun carattere di eccezione, di anormalità,, come presuppon¬ gono gli agnostici sputasentenze in fatto di “ spiritismo Siamo tutti calmissimi, serenissimi; versiamo loto animo in questo studio attraente, sebbene affaticante, della medianità all’opera, ma non attendiamo il “ miracolo non abbiamo ansie nè trepidazioni, e ci serbiamo in perfetto equilibrio di sensi e di cervello. Le nostre facoltà sensitivo-sensoriali ci lasciano percepire, riconoscere, distinguere tranquillamente le cose esterne, mentre la coscienza è lucidamente consape¬ vole delle operazioni intellettive che si compiono nel nostro interno ; vediamo, tocchiamo, udiamo i fatti medianici come vedremmo, toccheremmo e udiremmo ogni altra categoria di fatti naturali; per noi quelli devono avere, dunque, la stessa realtà di questi, e noi non ci accorgiamo di essere “ illusionabili „ nè “ allucinabili „. Neanco ci accorgiamo di dormire, di avere intorpiditi al¬ cuni centri, e altri sovraeccitati, cosi da renderci suscetti¬ bili di disgregazioni di personalità conforme alla spiegazione di Janet, portata all’iperbole da Croco e da Grassbt. Quello psicometro per eccellenza che è l’attenzione, è in tutti noi sveglia e attiva, niente affatto distraibile nè passiva. 1 “ fe¬ nomeni „ ci interessano, ci meravigliano, sia pure, ma non ci turbano trasportandoci all’entusiasmo : le nostre espres¬ sioni di ammirazione sono studiate a bella posta per ren¬ derei vieppiù benevolo “ John King „ che lavora nel subli¬ minale di Eusapia; o per ammansarlo se scopriamo che egli ci sospetta dissuasi o sfiduciati. Mettiamo a buon frutto in tal modo le nostre esclamazioni di ostentato stupore, perchè ci vengono ripagate in altre “ meraviglie „. È falso che dei percipienti, come noi, cadano in condi¬ zioni tali da essere più suscettibili agli errori di senso e più facili a giuntare. Fu asserito, non so da quale bello spirito, che i medium professionisti lavorano volentieri sotto l’esame degli scienziati perchè questi, abituati alla severa onestà dei loro Laboratori e delle loro Cliniche, dove ogni affermazione di fatto è controllabile, sono più ingenui e perciò più facili a cadere in trappola. Ecco: io non credo che questa spiritosità scalfisca neppure la fama di esperimen- tatori come Crookes, Schiapparelli, Lodge, Richet, Luciani [Bottazzi e Galeotti]. È un modo curioso di stimolare la scienza “ ufficiale „, in cui questi “ antispiritisti „ per pro¬ getto hanno fede, d’accingersi a ricerche di metapsichica. Però osservo, a caso disperato, che il nostro gruppo non è composto di scienziati, e che io vi figuro quale modesto — MESOLOGIA PELLE SEDUTE MEDIANICHE “ uomo di scienza „ soltanto perchè sono professore in una Facoltà medica del Regno. Debbo avvertire, ad ogni modo, che oltre ad esercitare una continuata vigilanza sui nostri sensi e sul nostro raziocinio , noi ci invigiliamo e correg¬ giamo l’un l’altro: formiamo un gruppo tipico di mutuo soccorso contro l’illusione per parte nostra, contro l’inganno per parte della medium , giacché nessuno di noi ha inte¬ resse o voglia di precipitare in agguati, né di essere zim¬ bello di errori sensoriali e di giudizi avventati. Lo scambio delle nostre impressioni sui fenomeni che ci riguardano di¬ rettamente (massime tra Barzini e me per la vicinanza all Eu- sapia) o che percepiamo avvenire ai compagni, è fatto con franchezza, a voce alta, e con quella maggior precisione che comporta la rapidità e la istantaneità dei fenomeni. Non discu¬ tiamo, chè allora rallenteremmo o inibiremmo le manifesta¬ zioni, e noi non abbiamo tempo da perdere: un cenno, una parola, un sottinteso, lo stesso silenzio ci bastano per co¬ municarci i giudizi sintetici che formuliamo, e i sospetti che per avventura insorgono in noi, nè finora ci siamo tro¬ vati mai in dissenso sulla autenticità dei fatti. Psichicisti o non psichicisti, questa armonia fra noi è importante, seb¬ bene l’assistenza di casa Berisso sia piccola: essa non de¬ riva da una “ omogeneizzazione spiritistica ,, ina semplice- mente da affinità di intenti e da eguaglianza di educazione. La mesologia delle nostre sedute è assai semplice: io ne traggo motivo per dubitare con Bozzano dell’ipotesi psico- eolfettiva messa avanti dall’OcHORowicz ; tuttavia non escludo la partecipazione di ciascuno di noi al bio-dinamismo dei fenomeni. b) L'ordine e la quiete delle nostre sedute ci as¬ sicurano su due cose: sulla bontà del controllo e sulla eli¬ minazione di ogni individualismo nelle percezioni e negli apprezzamenti. 1° Già sul primo punto ci tranquillizzerebbero per sé sole le condizioni di rischiaramento in cui manteniamo la sala. Non concedendo quasi mai, se non per corti periodi, ad Eusapia d’operare al buio assoluto (filtra sempre un po’ di chiarore tra gli scuri delle finestre), noi siamo certi che le sue mani e le nostre stanno al loro posto: per intanto io e Barzini, non solo discerniamo nella penombra il biancore delle mani e del volto di Eusapia (se siamo in semioscu¬ rità), ma sentiamo nettamente le prime in rapporti continui con le nostre, la mia destra con la sinistra, la sua sinistra — 398 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il con la destra di Eusapia, ed io veggo la mano di Barzini ed egli scorge la mia : noi ci diciamo pure a vicenda la posizione e direzione dei due pollici, la cui morfo-fisiologia semplicissima non ammette scambio. Quando, ad esempio, io avvertivo un tocco di “ invisibile „, e lo definivo come eseguito da una mano sinistra (“ fluidica „), è perchè non mi riesce arduo ricordare che se delle dita mi premono sulla regione deltoidea posteriore di destra e restando di¬ rette con le punte verso l’ascella si flettono in avanti, il pol¬ lice necessariamente sarà rivolto in alto anche se non lo sento (ma il più delle volte si sente pure il dito grosso ! ) : e allora la diagnosi di “ mano mancina „ scaturisce legit¬ tima dalla sintesi delle impressioni tattili e muscolari pro¬ vate. Se poi a un tempo stesso io ho seguitato a stringere la sinistra d’Eusapia, che oramai conosco minutamente, il fenomeno risulterà “ controllato „ in modo impeccabile , anche se Barzini, o l’altro invigilatore avesse, puta caso, la¬ sciata libera la mano destra , con cui non è possibile provo¬ care le sensazioni di tatto che corrispondono alla morfologia della sinistra. Ma... Barzini non ha, certo, lasciato libera la Eusapia di frodarci in maniera da far compassione! Per noi il determinismo materiale, manuale, dei miracoli paladiniani è fuori di contestazione. Non potremmo dubi¬ tare di raspature e fremiti che si sentono nel piano del ta¬ volo, quando le mani d’Eusapia sono tenute in alto ; nè di “ raps „ che si ódono entro il gabinetto, quando abbiamo le quattro membra della medium sotto le nostre, nè di gon¬ fiamenti della tenda al vento misterioso, quando Eusapia non può soffiarle per di dietro!... 2° Quanto all’ingerenza del tipo mentale degli astanti, che mi era parso nelle sedute del 1901-1902 alquanto com¬ promettente per la realtà di alcuni fenomeni, massime visivi (v. Tom. I, p. 274), adesso non è più il caso di assegnarle troppo valore. Senza dubbio l’individualità dei pereipienti trasparisce ancora nelle definizioni e descrizioni dei fenomeni che riguardano ciascuno di noi, ma queste differenze non infirmano la validità delle osservazioni. Debbo dire che a me e a Barzini, essendo noi sempre accanto alla medium, è toccata la massima parte dei fenomeni; ma li connotavamo ad alta voce con la parsimonia maggiore per non intralciarne la successione: Barzini, poi, ci metteva quella concisa pro¬ prietà di termini, che tutti ammirano nelle sue corrispondenze speciali, dondechè vengano e qualunque ne sia il tema. In casa Berisso non ho avuto occasione di lamentare LA QUESTIONE DELLO SPAZIO E LO SPIRITISMO 399 quell'eccesso di imaginazione descrittiva che mi aveva col¬ pito al Circolo Minerva. Anche il particolarismo dei feno¬ meni visuali mi è stavolta risultato minore, pur conservan¬ dosi da questo lato un po' più di diversità individuale nei percipienti. Sono sempre del parere che certe “ personifica¬ zioni „ di fenomeni luminosi e di stereoplasmi siano princi¬ palmente inspirate, connotate e rese più o meno identifica¬ bili dal complesso dei fattori psichici personali (attesa, emo¬ zione, affetto, proselitismo, ecc.); ma ammetto che si debba assegnare un ufficio di non lieve momento anche agli ele¬ menti fisiologici, che non sono sotto il dominio della vo¬ lontà nè dello stato di animo (grado di sensibilità tattile e barica, cutanea e muscolare, visus, senso acustico, ecc.). * * * Lo Spazio, l’Ispcrspazio... e gli “ Amici dello spazio „. In due modi la questione metafisica dello Spazio si con¬ nette allo spiritismo: — per la sede assegnata agli “ spi¬ riti „ , massime dei disincarnati, che rappresentano la legione precipua fra le “ entità occulte „ ; e per la congetturale fa¬ coltà ad essi attribuita di agire in uno spazio trascendente al nostro, ossia non euclideo, a più di tre dimensioni. Dirò poche parole anche su questi due punti, sebbene siano fra gli aspetti principali della dottrina: me ne porge il destro l’esperimento della funicella annodata. * * * I. La forma e la sede degli “ agenti occulti „ NELLO SPAZIO. A) Gli “ spiriti „ hanno una morfologia spaziale, e con ciò non sono “ spirituali „. Lo Spiritismo antropomorfizza i suoi “spiriti, di tal ma¬ niera, che è costretto a imaginarseli composti per metà di una sostanza materiale sottilissima foggiata sempre come un corpo 400 PSICOLOGIA E SPIHITISMO, II umano vivente : essi vivono o sopravvivono in quanto sono provveduti, secondo il dogma pneumatologico, anche del cosi detto “peri spirito,, o “coipo astrale,. Nella esistenza ultra- o superterrena gli umani sono ridotti aU'anima rivestita inse¬ parabilmente del suo primo astuccio o involucro ( sic), al quale, per divenir tangibile e visibile ai superstiti e per potere agire sugli oggetti terrestri, abbisogna poi una fusione o combina¬ zione (fisico-chimica?) o meglio una miscela (molecolare?) tran¬ sitoria coll’analogo primo astuccio o involucro dello spirito di taluni viventi privilegiati, i “ medi „. Con che lo “ spi¬ rito 4- perispirito , nel quale è supposto sopravvivere ogni essere umano, conserva di quest essere tutte le proprietà fisiologiche e psicologiche. Infatti, oltre al pensiero perso¬ nale e cosciente, che, al più, dovrebbe costituire la sua sola ed unica essenza nell’ Al di là (spiritualismo classico), esso è senziente e reagente come tutti gli organismi, ossia sente gli stimoli e imprime moti ai corpi fìsici della superficie del pianeta (vitalismo). In soprappiù, lo * spirito , può anche foggiarsi a ino’ di pseudo-materia, che i nostri sensi arrivano a percepire tale quale con tutte le caratteristiche di un or¬ ganismo corporeo (somatisrao — materialismo). Dunque, uno “ spirito „ è un essere umano diverso da noi solo perchè ordinariamente rimane invisibile e non lo sen¬ tiamo occupare in modo impenetrabile lo spazio che ci cir¬ conda, e perchè non mangia nè beve, non patisce le conse¬ guenze nè lascia i residui di queste due necessità terrene, quantunque poi possegga le facoltà del sonno, del torpore e anche quella di delirare e di cadere in ipnosi. Ma in date circostanze, quell’essere “ spirituale „ diviene sensibile al tatto, ossia duro, impenetrabile, resistente, con tutte le qua¬ lità spaziali della materia, e anche visibile, ora vaporoso ed ora solido, ma opaco, così da intercettare e da riflettere i raggi luminosi al pari di ogni corpo fisico . . Sono concetti “ spiritualistici „ (1) di una primitività stre¬ pitosa: e Luigi Bocbdeau ne ha egregiamente dimostrata la miseria e la genesi mitico-sociale nei suo solido e denso Problème de la Mori (Parigi, 1893'. Concepiti gli “ spiriti „ dei disincarnati nè più nè meno dal come li imaginano da secoli i popoli animisti, ne viene per inevitabile conseguenza che per possedere una personalità e per non spandersi in seno all’Etere o all’Anima universale, essi debbono avere sempre una estensione ed una configu¬ razione. I medi infatti li evocano, e li veggono (ossia li esterio- rano) sotto determinate figure: ma gli spiritisti dicono che MATERIALISMO E DINAMISMO SPIRITICI 401 ciò avviene per facilitare le comunicazioni fra i due Mondi. E in realtà, se sono “ persone „ costituite non di puro spi¬ rito, ma con sostanza fluidica o vitale o eterea purchessia, gli spiriti occuperanno uno spazio limitato nello spazio illimi¬ tato; saranno, cioè, degli esseri finiti entro V Essere infinito. Da ciò una prima loro relazione spaziale di una materialità desolante. Ecco perchè “ John King „ non è imaginato da Eusapia, e ordinariamente da chi lo accetta per reale (?), come un che di dinamico diffuso nell’Universo , bensì come un che di concreto e di condensato e di determinato, a con¬ torni fisici somatici. Recentemente il soffio delle nuove teorie scientifiche sulla costituzione della materia è penetrato nello spiritismo (su¬ periore), e gli ha fornito un concetto meno barocco, o un po’ più elevato dello “ spirito I più colti pneumatologi mirano oggidì a definire lo spirito dinamicamente, ossia come un aggregato di innumerevoli “ centri o sistemi di forza Ciò migliora alquanto le cose e dà anche un sapore di “ mo¬ dernismo „ alla vecchia e fradiciccia dottrina. Ma ad intendere lo spirito in senso platonico, ossia non esteso, non legato a nessun corpo, non assoggettato a nessuna struttura o legge organica, lo spiritismo si rifiuta (Carus); e il “neo-spiritua¬ lismo» rimane solo un materialismo porfirizzato, passato per l’alambicco della superstizione animistica. È possibile sperare che la massa dei suoi gregari si innalzi sino a quel senso filosofico delle Cose, che è tanto raro anche fra i così detti scienziati ? C è da dubitarne, leggendo le grossolanità che si nascondono fra le pieghe dei loro sofismi e delle loro fan¬ tasticherie. Dunque, John King e i suoi compagni restano i prodotti di una sublimazione arrivata fino al “ dinamismo „ : non ci allontaniamo, però, dalla fisica e dalla geometria dei solidi, cioè dalla Euclidea pura, anche se loro si dà la cresima di esseri trascendentali» : lo stesso Zòllner non ha fatto che trapassare nel trascendente ciò che gli aramannivano i dati dell’esperienza. B) Gli “ spiriti „ hanno un abitato spaziale e anche con ciò perdono ogni qualità spirituale. Se sono configurati e se agiscono su porzioni della ma- feria, gli spiriti debbono avere una sede da cui si spostano : ma in quale parte o in quale forma imaginabile dello spazio? Qui i popoli animisti e gli individui immortalisti hanno lasciato prendere la carriera alla loro imaginazione: chi ha MoRsnr.r.i, Psicologia e Spiritismo, II. 26 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, H 402 _ _ stiS sr sr*s* i — — IìIìtÉì^^ imi =z / 7 <*'^y / 1 c\y\ /Va' m un A i y AH?l V 1- «®» .- V ; l ,>■ V > ‘w \ / ~ ■“SfifiSìSSSsSsSSSIS nostri bimbi di qnattr’anm!]. *-sa 5*sr M.»i "jg^ygy^* Smente "la ISÌSSk che'eomunicano DOVE ABITANO GLI “ SPIRITI 403 dal dare ragguagli precisi sul mondo di Là; per ciò nello spiritismo militante è di prammatica di ascoltare le loro “co¬ municazioni „ ed i “ messaggi „ senza chiedere donde ven¬ gano e dove sia il loro soggiorno abituale. Questi soprav¬ viventi si guardan bene dal dircelo, oppure cadono, se lo tentano, in un materialismo peggiore di ogni cauto silenzio. Qui esistono dissensi gravi Irai dogmatisti: qualcuno non osa affrontare il problema, quasi ne avesse pudore gnoseo¬ logico. Ma con un largo volo di sintesi li possiamo dividere in tre categorie: i realisti, i metageometri e i metafisici. — 1 primi assegnano puerilmente agli spiriti una residenza precisa nello spazio: l’atmosfera terrestre, i pianeti (anche le lune, comprese quelle famose di Urano?) e le loro atmosfere parti¬ colari, gli astri, gli spazi siderei, oppure quello spazio vuoto e indeterminato che diciamo Etere. — I secondi non scen¬ dono a sì fatte determinazioni, amano la metafora, parlano di un “Al di là „ , di un “ Lato opposto „, dì un altro “ Estremo di Linea „ o di un altro “ Piano „ ora superiore ed ora inferiore, ma sempre diverso dal “ nostro „ ; qualcuno accenna ad un “ Ultra-spazio , ad un “ Mondo ultraterreno „, o ad una “ Sfera più alta , . È una concorrenza di ter¬ mini geometrici, anch’essi distillati e sublimati, con un po’ di ritorno alla cosmologia dei Caldei, di Bkroso e di Tolomeo,.... tanto per non perdere mai il colorito “ esote¬ rico „. — 1 terzi ed ultimi sono metafisici nel senso genuino aristotetico: vanno al di là della fisica ordinaria, ma sempre ne portano con se le nozioni e i concetti : così ci parlano di un “ Mondo più luminoso „,di una “ Luce „ più vivida e pura . , non badando che la luce non esiste fuori di noi ed è un attributo delle cose solo pei nostri sensi e cervello. Insomma, abbiamo sempre un antropomorfismo malamente coperto nel labirinto ingenuo della parola (v. fig. p. 402). Ed ecco come, mediante i lazzi di “ John King „, noi respiriamo un’aura non più terrena, e saliamo di un piano, gettando lo sguardo nelle tenebre dell’ Ultra finem. C) Gli “ spiriti „ hanno tra di loro una gerarchia di sviluppo e di sede spaziale, e ancora con ciò sopravvivono nella più completa tnaterialità (umana). Se non che, si presenta ora un secondo principio, quello della evoluzione spiritica (non oso più scrivere “spirituale,,). Oli spiriti sono di varie gradazioni, e naturalmente, secondo i dogmatici, dimorano in luoghi diversi dello spazio. In fondo, gli uomini hanno una fantasia piuttosto povera : ap- 404 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II plicando all’Al di là i loro criteri sociali di valutazione, essi imaginano sempre un mondo spirituale costruito sulle caste e classi di quaggiù o sulle gradazioni terrene di ca¬ pacità, di merito e demerito: la scala assiro-ebraico-cnstiana, che va dagli Angeli agli Arcangeli, dai Cherubini ai lroni ed alle Dominazioni , è il modulo leggendario su cui lo spiritismo si è adagiato nella sua empirica acquiescenza di aprirci una finestra nuova sulle ombre del Mistero. Seguiamo per un poco l’umile e antifilosofico ragionamento. a) Quelli di primo grado, i disincarnati grossolani, che non si possono liberare dai loro appetiti e dalle loro abitudini, che stanno attaccali alla loro esistenza terrena, non salgono molto: sopravvivono nell’atmosfera, e vi errano qua e la, sono cioè viaggiatori a biglietto circolare economico. Certuni non si allontanano dal luogo dove vissero amarono od odia¬ rono, e dove accumularono tesori od esercitarono un mestici e. Se pòi morirono di morte violenta, per assassinio o per sui¬ cidio, sopravvivono nel luogo istesso della tragedia o là dove sono le loro spoglie, trattenutivi da vere fissazioni, ora ven¬ dicative e manifeste cogli strepiti e colle danze di stoviglie nelle case infestate, ed ora pianamente professionali, come sarebbe l’apparecchiare le tavole da pranzo se in vita erano stati dei domestici, ecc., ecc. Ombre di Banco nella. possente fantasia di uno Shakespeare, ma qui larve plebee, come plebea è la imaginazione che loro ha dato nascita! Talvolta questi “ reduci „, non si sa se volontari o in¬ volontari, dall’ Al di là, sono imbestialiti in monoideismi sin¬ golari, come quello di venire a cercare un oggetto perduto, un documento ecc., o come l’altro (favorevole all; egoismo dei superstiti) di apparire per preannunziare pencoli, di¬ sgrazie e morte ai discendenti, nel che eccellono le famose “ Damo bianche , dei castelli feudali o principeschi. Qual¬ cuno ritorna spinto ancora dalle inclinazioni e passioni della sua esistenza terrena: tale quel birraio, dilettante del turf, che appariva per accalorarsi da bravo anglo-sassone in di¬ scussioni sulle corse di cavalli (leggerne la inverosimile istoria, accolta per buona dallo stesso Gorney e dalla Siduwick, in “ J. S.f. pR,, marzo 1901!). Quando poi gli _ spiriti „, al pari delle anime impaurenti i popoli selvaggi, si attardano a sopravvivere e a manifestarsi attorno alle tombe, man¬ tengono nei superstiti la vecchia, demopsichica paura dei morti e dei cimiteri. Terra tegit Cameni , tumulum circumvolat Umbra, Manes Orcus habet, Spiritus astra petit; ANTROPOMORFISMO DEGLI SPIRITI 405 cantava Ovidio, mettendo in versi scorrevoli, che noi diciamo classici, l’idea popolare allora nel Lazio e nella Etruria che l’uomo fosse quadruplo , cioè composto di un corpo, di un’ombra semi-materiale e spesso visibile, di un “ mane „ preternaturale o, come adesso diremmo, animico, destinato al culto di famiglia, e di uno spirito, il solo degno delle re¬ gioni sideree. Proseguendo nella umanizzazione dell’altra vita, i siste¬ matoti dello spiritismo non si peritano dall’assegnare a questi “ spiriti „ cosi poco diversi dai viventi un destino gerarchi¬ camente basso. Tutti questi disincarnati inferiori o mani aspettano il momento di reincarnarsi in qualche germe umano propizio o, meglio, di salire a qualche sfera accessibile. Si è persino imaginato (sulla guida degli occultisti) che cotali dis¬ incarnati siano immeritevoli della “ immortalità „, e che consumino la loro esistenza postuma più o meno breve nella missione poco elevata di fare da “ spiriti-guida „ dei medi inferiori o di intervenire a creare disordini e oscenità nelle sedute dei medi migliori. Il “ John King „ della Eusapia Paladino apparterrà di certo a questa categoria di disincarnati poco evoluti, insieme con lo spirto “ Piscator „ del medium Karin di Svezia (H. Wijk). Salvo qualche rara infedeltà egli non lascia da quasi trent’anni, le sottane di Eusapia, pronto a scuotere il tripode della sua Pizia e a folleggiarle d’attorno, compiendo adesso una mis¬ sione burlesca di gran lunga inferiore a quella teologica d'una volta e a quella patetica di sua “ figlia „ o “ sorella „, la dolce “ Katis „. b) Ma ben altra sede e ben diversa sorte toccano agli spiriti di grado superiore. Essi sono i veri astrali, i siderei, gli “ amici dello spazio » : stanno lontano dalla terra, nell’ Al di là genuino, molto in “ Alto „ (questo concetto astrologico del “ Cielo „ vige da tempi immemorabili e fermenta tuttavia nelle subcoscienze umane). Essi scendono di là ad inspirare i medi intellettuali, o a parlare col mezzo delle tavole a con¬ tegno più serio. Sono gli spiriti-istruttori, non più buffoni come il povero “John„, ma pedagoghi austeri come “Edusa, o “ Il Genio „ di Piérart, o “ Emanuele „ di Forsboom, o “ Rector „ di Moses e della Piper, o 1' “ Orientale „ della NoEGGERATn; essi sono i risvegliatori d’alti concetti filo¬ sofici o poetici celati nel subconscio degli evocatori, come T “ Ombra del sepolcro » di casa Hugo a Jersey o come l’inspiratore foureriano di Eugenio Nus. Questi “ spiriti „ 406 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II eletti sono chiamati a progredire, ma più si perfezionano ed elevano, e più rari divengono i loro rapporti coi terrestri, sino a che si allontanano ordinariamente dalle nostre “ Sfere » e passano a “ Piani „ di un occulto insondabile. Vero che vengono o, meglio, sono venuti ancora Mosè, Pitagora, Càkya-Muni, Socrate, ed altri grandi antichi, ma nessuno che avesse un’età oltre a 2500*3000 anni: tanto che non è mai tornato, nonostante che la imbalsamazione ce ne* abbia conservato meravigliosamente i corpi, nessun Faraone 0 Egizio delle prime dinastie, nè Manete, nè Sesostri (Ram- sete) così cari agli Occidentali. Questa selezione di perso¬ naggi entro ai limiti accademici della storia scritta o nelle tradizioni dell’esoterismo sacerdotale, dimostra a chiare note la psicogenesi dei “ messaggi „. Quanta ingenuità nella so¬ pravvivenza di questi grandi morti, soltanto perchè il rispetto popolare verso il loro potere e il genio, o la venerazione mistica verso il mistero della loro esistenza, li hanno catalogati da secoli fra gli uomini degni allegoricamente di immortalarsi ! Qui conviene ricordarsi una curiosissima disuguaglianza che certi spiritologi suppongono esistere tra gli nomini. Non tutti (essi dicono) potrebbero sperare 1’ “ immortalità „, giacché i meno forniti d’intelletto e di cuore muoiono m foto, anima e corpo, quando è giunto il loro momento: solo gli individui più intellettuali, pauci electi, sopravvivrebbero e diventerebbero gli abitanti dello spazio ultraterrestre. Carlo Marx stesso sarebbe imbarazzato a togliere di mezzo questo destino diverso degli umani, al quale arride persino il pen¬ siero immortalista di un Camillo Flammarion ! La discesa inspiratrice degli spiriti superiori dagli spazi siderei o dai piani astrali, e la incomposta attività peri- geica e peritiptica degli inferiori, non saranno eterne. Già, a voler dire la verità, si sono rivelate quasi ad un tratto, nel modo intensissimo che tutti oramai conosciamo, solo da mezzo secolo, e in America: ma può darsi che non durino più che tanto. I magni spiriti fanno comparse sempre più rade; e quelli di grado mediocre, i disincarnati semplice- mente parentali, pare che incontrino adesso qualche mag¬ giore ostacolo per dare messaggi ai loro “ cari C’è dunque il caso che “ John King „ scompaja a sua volta dalle sedute di Eusapia, e, dopo avere fatto tante pro¬ dezze e gerito tanti affari della medianità professionale, si risolva a scomparire. Investigatori dello stampo austero di un Sidhwick o di un Hodgson o di un Hvsloi’, così disdegnosi di quella sua fenomelogia fisico-meccanica, che pare ideata in un MEDIANITÀ FISICA E INTELLETTUALE 407 vicolo di Santa Lucia a Napoli, sarebbero capacissimi di farlo scappare e di ridurne i “ miracoli „ a puri fenomeni di au¬ tomatismo senza falsa vernice di “ spiritismo E chi sa che onesta dissoluzione di una entità occulta troppo vicina allo “spazio terrestre, non si effettui più presto di quanto si crede! Col progredire delle ‘ ricerche psichiche , c’è da circa dieci anni un manifestissimo diminuire delle comunicazioni tra l’Al di qua e l’Al di là. Forse gli “ spiriti „ cesseranno fra non molto le loro relazioni fisiche con questo mondo: effettivamente , inspirano talvolta i loro medium per^ un certo tempo , poi li abbandonano ; partono come “ Katie King ,, e spesso insalutato hospite. Cosi si vede dileguare il vecchio spiritismo sotto il contraccolpo di diverse cause perturbatrici, fra cui non ultima l’eccessiva smania di inda,- gare degli psicologi, e le riduzioni prudenti degli psichicisti. ° Oramai le comunicazioni fisico-materiali del mondo spiri¬ tuale passano nella categoria dei “ fenomeni pseudospiritici , (Hyslop): oramai non vi sono quasi più che i morti della Piper cui ancora si presti un po’ di fede, e forse, ma in seconda fila, anche i morti condotti dallo “ spirito Nelly , a comunicare mediante la Thomson. L’Hyslop, che, mancato il Myebs, si atteggia adesso a legislatore del novello assetto degli studii psichici, ci ammonisce che i soli fenomeni che possano pretendere di avere valore per la ipotesi spiritica, sono i psicologici. Così tutta la clamorosa e varia, attività comunicante “ spiritica , in modo fisico o meccanico, dalle sorelle Fox alla Eusapia, viene buttata in un canto. L’Aksa- koff, con la sua separazione dei fenomeni * animici , dagli “ spiritici ,, aveva cominciata codesta eliminazione del ma¬ teriale cotanto prediletto al volgo degli adepti; ma I’Hyslop accenna a ricondurre lo spiritismo a sempre più * pure , sorgenti, anzi a trasformarlo in psichismo, e nulla più. Si riabilita Allan Kakdeo , per lo meno nel disprezzo per quella fenomenologia fisica dello Spiritismo che i gregarii, facendo degenerare le sue stesse dottrine, avevano finito col mettere quasi al primo posto fra le “ prove , della spiri¬ tualità e sopravvivenza dell’anima. Insomma , tutto il cumulo enorme di “ comunicazioni , puramente fisiche e senza contenuto intellettuale degli spiriti e spettri inferiori, percussori o materializzatori, compreso “ John King ,, costituisce per I’Hyslop e per gli psichicisti anglo-americani della sua forza critica, una prova bastarda, fatua e perniciosa per il problema della V ita futura. Qualcuno 408 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II meno severo, come il Carrington, lascia ancora passare i fenomeni telecinetici di Home e le materializzazioni della Cook-Corner, perchè c’è di mezzo W. Ckookes, il cui nome illustre blandisce l’orgoglio anglo-sassone (cfr. Physical phe- nomena, p. 321). Ma I’Htslop passa diggià sotto ostentato silenzio in tutte le sue opere il fantasma di “ Katie King forse perchè era costrutto con troppa materialità: il neo-spiritismo purificato si deve contentare degli effetti intellettuali della medianità di un Moses (che nessun uomo di scienza, nessuna commissione mai studiò e sottopose ad esame!) e di una Leonora Piper. Detronizziamo dunque Socrate, Platone, Sant’AGosTiNo, San Tommaso, Descartes, Leidnitz, Kant, Hegel, e tutti quanti i grandi edificatori dello spiritualismo idealistico e dualistico: “ la filosofia, scrive l'ex-professore deH’Università di Columbia, la filosofia è impotente e non ha alcun valore per provare la Vita futura „ (Science and a future Life , 1905). Allo spiritualismo debbono bastare il “ Doti Phinuit „, e “ Giorgio Pelham „ ovvero anche “ Imperator „ col suo sèguito di personaggi ignoti battezzati con un latino da docente di ginnasio (Stainton-Moses, da cui la Piper s’è inspirata, non era per niente un “ lecturer „ di un collegio d’Oxford). Ma via tutti i “ John King „ , via tutti i “ Pi- scator „, via tutti gli spiriti acrobatici o suonatori di trom¬ bette, o picchianti sui muri! La soluzione di quel proble- mino della Vita futura, che ha messo nell’imbarazzo i massimi cervelli deirUmamtà pensante, si trova nelle dita della signora Leonora Piper di Salem (e perchè non anche nel mignolo della signorina Elena Muller-Smith?), quando scri¬ vono o battono ritmicamente sul tavolo per darci i “ mes- saggi „ delle sue personalità oniriche secondarie . È un colmo di ribellione antifilosofica per un ex-professore di Etica e di Logica 1 IL L’attività iperspaziale degli Spiriti. Lo Zollner, sperimentando con Slade e con Eglintou, intravvide una fisica trascendentale in certi loro fenomeni, che non trovava spiegabili con le formule e leggi della geo¬ metria, fisica e meccanica ordinarie; congetturò pertanto che LE IDEE DI ZOLLNER SULLO SPAZIO N 409 essi si effettuassero in uno spazio diverso dal nostro, for¬ nito cioè di una quarta dimensione a noi ignota. Questi fenomeni erano, in particolare, gli apporti, la penetrazione della materia, i trasporti di oggetti senza contatto, la scrittura fra due lava¬ gne sigillate, la magnetiz¬ zazione di un ago (raris¬ sima), il passaggio di due anelli 1’ uno entro 1’ al¬ tro (v. fig.), la reazione acida data a sostanze neutre (eccezionalissima), le impronte su mastice, Esperimento degli anelli i nodi in striscio di cuoio secondo lo Zòllxkr. o in funicelle suggellate ai due capi . S’eranogià prodotti anche con Home, e or’ è poco li ripeteva un giovane medium isterico di Kalomer ( “ Psych. St. „,'05). Ma “ John King „ ci si è dimostrato refrattario alla più ardua parte di questi “ miracoli moderni,,: e per dir vero ben pochi medi sembrano in grado di estrinsecare tutta la forza iperfisica, metamagnetica e metachimica atta a produrli. Come non si parla più negli annali spiritistici di “ profumi „ ineb- brianti l’assistenza, di “ melodie celestiali „ e di “ incombusti¬ bilità del corpo „ (salvo per i leggendari fakiri d’Oriente), così dallo Zollner in poi nessuno ha più veduto calamitarsi degli aghi, nè acidificarsi delle soluzioni alcaline : tutto al più, gli aghi deviano e i bagni chimici svolgono imagini metapsi- chiehe o psichicone su lastre bromurate apparentemente vergini (Bakaduc). Sulle orme del celebre astronomo di Lipsia si crede da parecchi che attorno ai medii fisicamente potenti, fra cui sarebbe la Paladino, si produca una “atmosfera ultra-fisica „ in cui le leggi comuni di gravità, coesione, inpenetrabilità e inerzia della materia sono sospese, e in cui lo spazio, questa “ categoria „ ontologica, acquista altre dimensioni, oltre le tre che gli sono abituali. E bensì vero che lo Zollner ebbe , da vivo, a subire l’accusa formale del Wundt d’essere troppo vecchio quando sperimentava, e d’ essersi lasciato ingannare dai suoi sensi indeboliti (alias, d’ essere stato lo zimbello dei medii); ed ora che è morto, e che si ricordano la sua demenza senile e il suo ricovero in casa di salute, qualcuno gli rinfaccia la tendenza alle allucinazioni (cfr. Carrington, che è uno 410 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II psico-spiritista credente in Home e nella Piper, loe. cit., p. 28). Che più? gli si rimprovera perfino la sua incompe¬ tenza in psicologia: I’Hyslop lo dice proprio “ entirely igno- rant „ nello sperimentare sui fatti di coscienza (cfr. Border- land of Psych. Bes., 1906, pag. 235). Ali, i modernisti in psicliismo non lisciano davvero il pelo ai loro antecessori, solo che li sospettino troppo fiduciosi nel valore spirituale della fenomenologia fisica più classica: al paragone, noi, * scienziati materialisti,, li trattiamo coi guanti! Ciò non¬ pertanto, lo Zòllnkr, con la sua Fisica trascendentale, viene tuttodì citato fra gli araldi dello Spiritualismo sperimentale. E sopratutto la sua idea di uno spazio metageometrico, che ha rallegrato e soddisfatto gli spiritisti. C’è in quel termine qualificativo “ a N-dimmsioni , una tal quale speciosità occulta, che lo rende pressoché incom¬ prensibile ai volgari: e gin, dove c’entra un po’ d'algebra s’è sempre inclinati a scorgere delle nozioni superiori ! Ma pur¬ troppo lo spazio pluri-dimensionale non è che un concetto mera¬ mente astratto, del quale sembra prematuro e azzardosissimo ideare, anche in via di ipotesi, una qualsiasi applicazione a fenomeni percepiti da un essere come l’uomo, che non va oltre alla terza dimensione, e ci arriva pure con difficoltà. Basta ricordarsi della storia della prospettiva in pittura! La ipotesi (la chiameremo così per una concessione, giacché è tutta ricavata da analogie e verosimiglianze arbitrarie) l’ipotesi dello spazio a «-dimensioni è nata da eleganti ardimenti astratti e da disquisizioni gnoseologiche di insigni matematici. Le dettero la prima spinta il Gauss, il Bolyai, il Saciieri ; ma fu concretata, sebbene sotto forma diversa, da Lobatsciiewsky, Riemasn, Beltrami, Sophos-Lie, eco., e l’hanno discussa seriamente, ora restringendone ed ora ampliandone la portata, molti insigni studiosi (cfr. i lavori stoidci di Del Re, Bouciier, Jouffbet). Passata sotto le forche caudine della critica di un Helmiioltz, di Tanxéuy e Milhaud, l’ ipotesi ne è uscita col semplice attributo di una possibilità ideale : ma qualcuno (massime fra gli occultisti) la considera diggià come una realtà verosimile, il che è sostanzialmente diverso. V’è poi chi costruisce su di essa o con essa persino nuovi Universi differenti da quello sensibile e visibile. “Suppo¬ niamo che..., è la premessa solita di questi fabbricanti di co¬ struzioni fantastiche. Da un canto , “ supponendo „ la esi¬ stenza di esseri a una sola dimensione (la linea) o a due sole dimensioni (la superficie), si arriva con elegantissime deduzioni a descrivere e a pensare, naturalmente, un mondo CONGETTURA DELLO SPAZIO A N-DIMESSIONI 411 diverso dal nostro, che è costruito su tre dimensioni e gli rimane per ciò “ superiore D’altro canto, “ supponendo , l’esistenza di altri esseri dotati della capaciti di percepire in una quarta o in una quinta e magari in una ennesima dimen¬ sione e di agire congniamente in esse, si imagineranno altri Universi più complicati del nostro, il quale, a sua volta, loro rimarrà “ inferiore Sono congetture che allettano i sognatori, i mistici, e alle quali la matematica si presta per la sua stessa indole di scienza astratta. Nessun naturalista si proporrebbe un quesito consimile : —“suppongasi che abbia vissuto o viva in qualche parte un essere come l’ Ippogrifo o la Chimera: quali le sue funzioni e abitudini di vita, e come collegarlo al noto pro¬ cesso dell’Evoluzione organica?, — - Nessun fisiologo si fa l’altro problema metabiologico: — “che cosa sarebbe dell’orga¬ nismo umano se il rene, in luogo di secernere urina, ser¬ visse a formare del latte? . ! — Ma in geometria, che lavora su puri simboli, e non su fatti, la ipotesizzazione (mi si scusi il termine) dei suoi concetti astratti sembra legittimata senza alcun confine. “ Se il fatto di una quarta dimensione (si dice) ha l’apparenza di urtare contro ogni possibilità, non osta per altro al ragionamento , (Ballatoio:) : e intanto, con questi raziocini alati e icàrei si finisce coll’abbandonarsi all’acrobatismo mentale di applicare un’ “ idea , imaginosa e inverificabile ad un “ fatto „ reale, ma oscuro! Qualche anno fa R. de Saussure imaginò che noi fossimo circondati da uno spazio a quattro dimensioni senza accor- ' gercene : difatti, egli scriveva, “ questa ipotesi non è assurda, inquantochè, anche se lo spazio in cui viviamo avesse più delle tre dimensioni che percepiscono i nostri sensi, non pos¬ sederemmo alcun indizio per renderci conto della quarta che non percepiremmo „ (“ Ardi. Se. nat. „ , Ginevra, ’91). Ma per l’appunto qui sta l’ostacolo: ossia nelle facoltà accordate ai sensi dell’uomo reale, non già di un essere imaginario dotato di facoltà supernormali. Uno spazio che sia differente da quello solo che per noi è realtà , si potrà imaginare, ma non già applicare a fatti che poi cadono sotto sensi incapaci di percepire una quarta e tanto meno una quinta o una ennesima dimensione. E con cose impercettibili, appena ima- ginabili in forma confusa e indefinita, ma impensabili, non si ha diritto di interpretare le forme e gli atti di entità oc¬ culte bensì, come gli “ spiriti „, ma agenti nel comune nostro spazio a tre dimensioni. Giunge però a questo punto il rinforzo prestato dal neo- 412 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II idealismo nelle sue vesti pragmatistiche, il quale dice che anche lo spazio tridimensionale è un puro effetto illusorio e una semplice convenzione. Il Poincaré ha discusso recen¬ temente, con sottile competenza, la questione ( La science et l’hi/pothèse, 1904). Lo spazio geometrico, ossia quello posto dai geometri a base delle nostre nozioni in scienza matematica, in meccanica, in fisica e in biologia, ha le seguenti proprietà : è continuo; è infinito; è a tre sole dimensioni (v. fig.); è omo¬ geneo; è isotropo,... ma è pur esso un mito, una convenzione. La nostra percezione delle tre dimensioni spaziali. [a. angolo formato dall’o/teaa e dalla hrqhezsa-. a a, a ò, tìh. il piano della *uperflcie\ — de n p, la profondità, da cui desumiamo il volume] Invero lo spazio rappresentativo, quello normalmente per¬ cepito dalla vista e dal senso muscolare, non ha tutte quelle proprietà: non è intanto omogeneo, nè isotropo ; e quanto alla infinitezza, la non si può provare. Dunque, anche la geometria comunemente ammessa, la Euclidea, è ideale : si raffigura e mette in opera solo dei corpi ideali (solidi). E così è ben possibile che ne esista un’ altra non-euclidea, anzi che ne esistano più altre differenti da quella conven rionalmente costruita dagli uomini per loro uso e consumo, e codificata da Euclide. Sono sempre concepibili degli esseri senzienti e intelligenti che vivano in uno spazio dove, ad esempio, la linea retta non sarà la più corta fra due punti e dove due linee parallele si incontreranno... Si noti intanto che lo spazio metageometrico di Lobatchewskv è essenzial¬ mente diverso da quello di Riemann, e così via via. Ma codeste metageometrie riemanniane, beltramiane, zoll- neriane. sono esse proprio capaci di farci progredire di un passo solo nella intelligenza dei fenomeni provocati da Eu- sapia? Io veggo e sento muovere un tavolo, spostarsi una seggiola, girare una manovella, accendersi una lampada METAGEOMETRIA E SPIRITISMO 413 elettrica, mettersi a oscillare un metronomo; e li veggo e li odo entrare in movimento con sensi che non vanno oltre a tre dimensioni : anche se applico a codesti fatti la imagine irreale di una quarta dimensione perchè si movono senza che alcuno li tocchi, ne capisco un iota di più? Ammesso pure che sotto i miei occhi un oggetto materiale penetri in un altro, o lo traversi senza distruggerlo, io mi imaginerò, al più, una loro “ fluidificazione „ effimera e parziale non per¬ cepita dai miei sensi ; ma per quanti sforzi faccia con la mia mente non arriverò mai a comprendere qual parte in codesto fenomeno (dato che Eusapia sia in grado di produrlo) spet¬ terebbe ad una “ quarta dimensione „ , di cui non ho invero nessuna idea precisa. . Perciò l’ho detto : la congettura di uno spazio pluridimen¬ sionale e la ideazione di una geometria non-euclidea empi¬ ricamente utilizzabile, non meritano neanco il titolo di ipotesi. Sia pure che neUe “ ipotesi „ della scienza si trovi sempre dell’ arbitrario e che, in fondo, esse si inspirino a pure ana¬ logie e a semplici verosimiglianze : ma l’esperienza è poi destinata a verificarle, e la loro sussistenza è giustificata da. ciò che esse coordinano nozioni staccate senza preoccuparsi troppo delle lacune. Qui invece siamo nell astrattezza più completa, fuori di ogni capacità sperimentale e argomentativa della mente umana qual'è prodotta da un dato organismo, e non da un altro: qui navighiamo iu un mare nebuloso senza sponde, dove siamo sicuri di non toccar mai teira,.... eccetto che la Evoluzione biologica, proseguendo a perfe¬ zionarci organi e funzioni, non ci conduca col tempo al possesso di qualche nuovo, meraviglioso senso per le perce¬ zioni pluridimensionali. L’ ipotesi degli spiriti di “disincarnati,, o d altra natura, agenti nel medianismo è già un bel po’ avanti nelle teme¬ rarie superfluità della imaginazione: ora, che cosa dire di quest’ altra vaporosissima aggiunta, che serve solo a nascon¬ dere, tra le pieghe labirintiche del verbalismo, la completa nostra ignoranza delle forze che agiscono in certi fenomeni naturali? Aggiungendo buio a buio, neanche il Jeova della Genesi di Mosè... o di Kardec-Flammarion, saprebbe creare della luce!... Se si vuole stare nel positivo e nello speri¬ mentale. come si vantano gli spiritisti e come intendono di procedere i seri psichicisti, bisogna rinunziare per ora a queste fantasticaggini, lasciarle agli occultisti, agli erme- tisti e rosa-(- crociani, fors’anco concederle ai teosofi, ma non inquinarne la psicologia supernormale. LA VENTESIMA SETTIMA SEDUTA (7 gennaio 1907). Compendio della serata. I. Rinforzo della catena. Pino ad oggi, nonostante i vivi nostri incoraggiamenti al fantastico “John King,, e a malgrado della piena armonia del nostro gruppo, le sedute della serie 1906-7 non ci ar¬ recano novità di rilievo, e sopratutto non ci portano verso le grandi e rare manifestazioni della medianità plasmatrice : noi vogliamo, intensamente vogliamo vedere i fantasmi, e una seconda edizione della famosa seduta di casa Avellino (v. Tomo II, p. 214) è alla cima dei comuni desiderii. Ma, come fare ad ottenerla se in Eusapia sembra diminuita la potenzialità medianica ? Per consiglio di qualche abituale cultore dello spiritismo, che ha voluto portarci l’aiuto della sua esperienza, abbiamo pensato che fosse il caso di rinforzare il “ circolo „ mercè l’intervento di persone notoriamente versate in materia, sim¬ patiche alla medium e in parte dotate pur esse di poteri mediuinnici. Chi sa, ci dicemmo, chi sa che un apporto di simpatie e di facoltà congeneri non valga a produrre quella convergenza e coerenza di forze bio-psichiche, dalla quale, secondo alcuni studiosi (p. es. Oohorowicz, Maxwell), di¬ pende il successo delle sedute costituite da soli spiritisti ? Perocché l’esperienza insegna che la presenza di certe persone rende più conseguibili i fenomeni, mentre la presenza d’altri li disturba o li impedisce. È questo un fatto organico, ossia dipendente da condizioni biologiche individuali, o non è in¬ vece un semplice effetto psicologico di suggestione sul sen¬ timento d’autofiducia nel medium ? Non discuterò questo punto fino a che non si posseggano notizie più attendibili intorno all’esistenza di una radioat¬ tività bio-psichica umana (ed animale). Io ritengo prematuro trarre dalle sedute spiritiche, come sono oggi organizzate, RINFORZO DELLA CATENA MEDIUMNIOA 415 le conclusioni del Maxwell, il quale parlando per l'appunto del contributo diverso apportato dagli assistenti alla feno¬ menologia medianica, scrive (1. c., p. 43): “ Si direbbe che la facoltà di emettere la ignota forza (bio- psichica) sia diffusa inegualmente, che essa costituisce una pro¬ prietà fisica dell’organismo, e che a suo riguardo l'organismo stesso si mostri positivo o negativo, emanante o assorbente Evidentemente l’egregio magistrato-medico allude qui alle ipotesi sulla 6 polarità delle correnti „ sistemate da Chazarain e Dkcle, o a quelle consimili della “ forza „ e “ aura ueu- rica „ enunziate da Baréty, Baraduo, Joire : ed io sono disposto a riconoscere con lui che, avanzando con prudenza e con migliori metodi sperimentali su questo terreno pres¬ soché vergine della biologia, noi acquisteremo nozioni in¬ sperate. Ma osservando i fatti con occhio di psicologo, mi è parso più probabile (almeno in riguardo alle grandi proie¬ zioni biofisiche della Paladino) che la partecipazione degli astanti ai fenomeni si estrinsechi preferibilmente nella sug¬ gestione del subconscio e nella stimolazione dell’automatismo del medium, pur lasciando una qualche efficacia alla emis¬ sione e all’assorbimento mutuo di energia radiante, e assai minore influenza alla trasmissione extrasensitiva ed extra- sensoriale del pensiero (telepatia). Qualcuno mi aveva susurrato all’orecchio fin dalle se¬ dute del 1901-2, che la Eusapia sia gelosa dolla propria supremazia, e non vegga con piacere entrare nella catena altre persone dotate di poteri medianimici, anche se deboli e limitati alla psicografia ed alla semplice tiptocinesia : co¬ sicché, in luogo di aiutare, la presenza di queste possa anche danneggiare le manifestazioni. Ciò ridurrebbe la cosa entro i confini del semplicismo psicologico, adeguato alla menta¬ lità non troppo evoluta della Napoletana. Ma la nostra scelta non poteva svegliare le ombrosità di Eusapia; i nuovi ag¬ gregati al circolo di casa Berisso erano jersera il cav. Carlo Peretti, la di lui moglie sig.a Giuditta e una di lui nipote signorina Delia Susini, il sig. Luigi Montaldo e la con¬ sorte sig.* Attilia, coi quali tutti la medium è in relazioni amichevoli da più anni, avendoli avuti molte volte alle sue sedute di Genova, come ho narrato in altre mie Note (cfr. Tom. I, pag. 326 e Tom. II, pag. 215). Cosicché, mancando stasera E. Bozzano, siamo in numero di dieci, oltre Eusapia; e questo numero dicono i fasti dello spiritismo militante che sia ancora propizio : in troppi, nuocerebbero. 416 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Ma il rinforzo del circolo di casa Berisso non ha dato tutto il frutto che ci attendevamo : la Pitonessa ha fatto bensì lieta accoglienza ai nuovi venuti, che per la loro perizia in spiritismo sarebbero stati come gli epoptici o iniziati d’ul¬ timo grado dei Misteri Eleusini ; ma non ci ha portato fuori dal girone esoterico, cioè pedantesco, di esperienze cui ci ba ormai assuefatti. È proprio una “ legge di parsimonia come scriveva Kant, quella che domina adesso nella media¬ nità della Paladino : non per la via più lunga e varia, nè più interessante pei suoi clienti essa ora procede, ma per la via più corta ed abituale. Non c’è qui la evidentissima dimo¬ strazione che tutto il suo spiritismo di maniera — nel quale a me pare inconcepibile che qualcuno presti fede “ spiriti¬ stica „ altro non è se non individuazione eusapiana della attività ed abilità medianica? S è cominciata la seduta in circolo tiptico, con la medium a ridosso del gabinetto, e la si è Unita in semicircolo di spettacolo, con la medium sulla branda entro il gabinetto : per ciò due parti separate nel programma. II. In catena attobno al tavolo. Fanno catena, coi due vigilatori soliti, la signorina Susini, i coniugi Montaldo, la sig.a Peretti: gli altri ne restano fuori, e il dott. Venzano sta pronto a fotografare qualche buona le¬ vitazione di tavolo. Ma Eusapia, ciarliera e distratta, non è in vena : non riesce a concentrarsi, e non entra se non tardissimo in autoipnosi. Dopo un po' di aspettativa, il tavolo ci ordina di mutar catena, e che al posto della signorina .Susini venisse lo zio Peretti. Su questo incidente ritornerò più avanti. Così perdiamo un'ora e mezza senz’ altri fenomeni che moti e levitazioni mediocri del tavolo , picchi e raspatnenti per entro alla sua materia lignea, lo scuotimento rumoroso della branda. e. infine, V avvolgi mento del materasso ad una delle sue estremità ed il suo solici amento fino all’altezza della mia spalla, dove mi sono sentito all’improvviso premere un voluminoso soffice corpo, che mi dette subito la bizzarra impressione di un grosso ani¬ male tardigrado avvicinatosi a me sotto il riparo dei drappi. Si noterà che questo fenomeno telecinetico implica uno sforzo non piccolo, trattandosi di oggetto ben poco maneggievole e pesante oltre 10 chili. Non fu questo però il fenomeno culminante della prima metà di seduta ; altri ne ottenemmo, e non comuni. A un certo mo¬ mento vedemmo Eusapia chinarsi dalla mia parte e guardare con insistenza, e in atto di meraviglia, la sua veste : abbiamo allora guardato anche noi, e abbiam visto un rigonfiarsi ed un arti supplementari e telecinesie 417 afflosciarsi alterni delle stoffe, come se al di sotto si formasse una specie di vescica prima tonda e tesa, poi ad un tratto svuotata d'aria: co! tatto abbiamo percepito una resistenza che qualcuno ha paragonata a quella d’un animale (cucciolo) na¬ scostosi fra le sottane della medium Mi sono sovvenuto delle osservazioni congeneri fatte a Cambridge, e sulle quali la Johnson e la Sidgwick si fon¬ darono per gridare alla frode ; e mi è tornato in mente il fenomeno anteriore della stadera toccata da un lembo di abito della Eusapia ed abbassatasi più volte. Non c’era in¬ ganno, non dico ad opera delle mani che stavano control¬ late sul tavolo ; dico ad opera dei piedi, che i nostri piedi seguitavano a sentire : eravamo in piena luce, e il fatto si presentava in condizioni abbastanza sicure d’autenticità. 0 io e Barzini non siamo capaci di distinguere un tallone di scarpa alzato di sotto le vesti da una donna, scambiandolo con una grossa palla rigonfia (?!) ; e spero che ci si rispar¬ mierà questa patente di stolidità. 0 fa d’uopo ricorrere alla ipotesi metapsichica della proiezione di arti dinamici sopran¬ numerari conforme a quanto s'era più volte veduto nelle serate del Circolo Minerva. Il sollevamento del tavolo non potrebbe essere spiegato cosi? Iersera tentammo di fotografarne qualche levitazione: lo sviluppo delle lastre ci darà forse una novella prova obiettiva di questa elementarissima manifestazione della me¬ dianità. Noto però che mentre il tavolo levitava e Barzini, per accudire alla macchina fotografica, aveva ceduto il suo posto di controllore al padrone di casa, questi denunziò con parole convenzionali un conato fraudolento della medium. Non consta che il sig. Berisso abbia accertata la frode, ma ragionatamente ha sospettato che Eusapia tentasse di avan¬ zare la punta del piede destro sotto la gamba del tavolino per imprimergli una inclinazione significativa verso di me, che intanto mi sentivo toccato e stimolato da un’ * entità „ invisibile formatasi alla mia destra. Gii altri fenomeni in catena consistettero nella materializ¬ zazione di due “ entità occulte „ ohe hanno preteso anche sta¬ volta di personificarsi, una dal lato destro d’Eusapia per Bar¬ zini, ed una dal lato sinistro per me : inoltre, l’entità che mi riguardava ha tentato finalmente di rendersi visibile e ricono¬ scibile, ma, come prima, non v’ò riuscita. La cosa è troppo im¬ portante perchè io non le dedichi un ultimo capitolo. Morselli, Psicologia e Spiritismo , II. 27 418 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II III. In SKMIC1BCOLO PI FRONTE AL GABINETTO. Andata a male la presentazione dei due “ disincarnati Kusapia, inopinatamente per l'assistenza, ha voluto entrare nel gabinetto. Erano le 23.30; la seduta, pressoché sterile ed atas- sica, ci aveva stancati, e non ci lusingavamo d’ottenere gran cosa ripetendo l'esperimento della sera antecedente. Non si potè neanco legare la medium, perchè le corde erano rimaste nell’anticamera; ed io consigliai di non rompere i sigilli del¬ l’uscio, precauzione che mai avevamo tralasciato di prendere. È proprio indispensabile che entrando nel vano nero per coricarvisi e cadere in “ trance la medium sia fissata ogni volta? Non è opportuno osservare i maggiori prodotti della mediumnità, le grandi materializzazioni (dato che possano avverarsi), nella completa loro spontaneità e col medium in condizione di estrinsecare le sue forze biopsichiche senza coercizioni menomatrici ed inibitrici ?... E vero che la Pala¬ dino, piagnucolando e gemendo, mi domandava ripetutamente di essere legata, quasi che questa fosse condizione sine qua non del successo della sua attività onirica, e come se con la legatura noi dovessimo stimarci al sicuro da ogni sua possibile gherminella. Ma la storia dello spiritismo classico non impone, come abbiam visto, il restraint dei medii nè dentro nè fuori del camerino nero : i maggiori corifei della medianità, quali le Fox, la Cook, la Woold, la D’Espérance, l’Eglinton, le ragazze di Villa Carmen, il Miller (senza par¬ lare degli altri innumerevoli medii americani), operavano ed operano in libertà, e non per questo le loro creazioni fan¬ tomatiche meritano maggiore o minor credito, sia presso i credenti, sia presso i miscredenti nel dogma della soprav¬ vivenza e ritorno dei trapassati. Gli spettri di “ Katie-King, di “ Yolanda di “ Bien-Boa di “ Beisi/ „ e i loro con¬ fratelli non hanno avuto bisogno, per apparire, di strappare funi nè di rompere chiavistelli. D'altronde, chi dice che la legatura salvi dalle frodi, o è ingenuo o ignora la storia dell’argomento : i nodi più complicati e stretti non impedi¬ scono la giunteria; tutto sta, dicono gli intelligenti furbi, nel saper farsi legare. Oltre ai famigerati Fratelli Davenport, smascherati prima a Parigi, poi a Itaca dagli studenti della “Cornell University „, c’è da citare un’altra celebre medium americana, la Annie Èva Fay, la cui abilità consisterebbe nel farsi legare ingegnosamente con una benda di cotone : essa ingannò (dicesi) una commissione di scienziati Inglesi, ma ora il suo giuoco è conosciuto da tutti i prestidigitatori. apparizioni nel gabinetto osccro 419 Sembra che anche Io Slade usasse un sotterfugio simile con Zollner e Pkchner nel lasciarsi avvolgere da una corda (cfr. Cariungton, L cit., p. 44 e tav.). Per di più abbiamo visto che Eusapia sa sciogliere, me¬ dianicamente o altrimenti, i lacci onde essa è avvinta o coi finali le si fissano attorno gli strumenti di segnalazione. Ed ecco il motivo per cui ho resistito ai lagni di Eusapia osses¬ sionata dalla abitudine del controllo. In luogo di fissarla sul suo lettuccio, come avevamo fatto per l’innanzi, ho preferito, d’accordo con Barzini, di invigilarne i movimenti tenendone stretto una mano con una nostra allungata per di sotto alla tenda : noi abbiamo cessato questa sorveglianza diretta non appena ci siamo accorti che essa si era calmata ed era caduta nella “ trance „ passiva. Eusapia. presa dall'impulso sonnambolico, s’era gettata prima per traverso sul materasso, e vi si era frettolosamente raggo¬ mitolata di contro alla spalliera da piè : l’abbiamo raggiustata noi stessi distendendola colla testa verso la sinistra, coi piedi (scalzati) verso la destra dell’assemblea: e mezz'ora appresso, cioè a mezzanotte in punto, si e veduta una apparizione. 0 per dir meglio, coloro che erano in situazione prospettica pro¬ pizia. Barzini e Venzano in prima fila, Peretti e Berisso in seconda, ei hanno dichiarato tutti a un tempo di vederla. Io no, non lo potevo, perché la “forma, è apparsa a sinistra del gabinetto, a circa m. 1.80-1.90 dal suolo, nell’angolo in ombra costituito dalla sopratenda e dalla finestra; e nel posto mediano dove sedevo la visuale m'era tolta dal cortinaggio. Chi lia percepita la apparizione, l’ha descritta li per lì diversamente : per Barzini era “ una cosa bianca che poteva somigliare ad una testa per Berisso una “ figura come di vecchia (?), col capo e col mento fasciati da una benda „. Io ho scorto soltanto la stoffa moversi da quella parte, e un po’ d’ombra oscurare l’anta verniciata in chiaro della finestra; Barzini, invece, avrebbe osservato che “ la tenda non appa¬ riva spostata tanto quanto sarebbe stato necessario pel pas¬ saggio di una testa vera Ad ogni modo, tra per la luce non viva irradiata dalla lampadina elettrica a vetro rosso e tra per il fosco di quella penombra, la percezione fu in tutti fuggevole e indefinibile la prima volta. Si è da tutti domandato a gran voce che il fantasma tor¬ nasse; la testa è riapparsa, e questa volta chi poteva scor¬ gerla ha denunziato che era “ una figura bianca, dalla par¬ venza d’una pallida faccia vivente, circondata da un panneggio bianco „. Nell’insieme mi sono fatta l’idea che Eusapia ci 420 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li desse una seconda edizione, anche stavolta cristallizzata nelle sue modalità, di quella presunta Katie-King, che a casa Avel¬ lino si protese pure dalla sopratenda verso di noi (Tomo II, p. 224) : i suoi sogni subiscono il ritmo deU’automatismo, appena appena differiscono nella forza di proiezione. Mentre ci comunicavamo reciprocamente le nostre impres¬ sioni, vediamo Kusapia irrompere semitrasognata, ma anche mutamente incollerita, dal gabinetto, e sotto i nostri occhi stupefatti spogliarsi della gonnella e della sottana gettandoli col fazzoletto in mezzo al circolo, e rimanendo solo col sotto¬ vita o col busto, in camicia e mutandine. Honmj soit qui mal y pen se, esclamò il re che raccolse la giarrettiera della sua bella ; e naturalmente noi non abbiamo pensato che Kusapia ci volesse sedurre mettendosi in quell’abbigliamento succinto : essa aveva di certo indovinato i dubbii sottintesi nell'intonazione dei nostri discorsi, e ha voluto liberarsi d’ogni indumento che potesse servire a foggiare degli pseudo-fantasmi. Abbiamo ripreso fiducia, aspettandoci del meglio, e ci siamo immersi in un lungo, silenzioso raccoglimento. Nella sala ri¬ schiarata debolmente in rosso non si udivano che il respiro affannoso del medium e il sobbalzare del lettuccio ai suoi sus¬ sulti d’ineubo : in queste condizioni rituali lo spiritiamo ha sempre un che di misterioso e di triste, che agirà da potentis¬ simo fermento d’illusioni e di precognizioni nei cervelli toccati dalla labe del misticismo. Alle 12.45 le due cortine si sono alquanto scostate nel mezzo, e quasi all'altezza di m. 1.60-70 dal suolo è apparso un qualche cosa di chiaro, di biancastro, a forma di grosso fuso, che ai miei occhi prese l’apparenza di una zona media di volto sot¬ tostante ad una Bpcssa e alta acconciatura bianca, però mala¬ mente discernibile a causa del sovrapporgli» laterale delle stoffe nere. Direi d'avere percepito e riconosciuto i lineamenti nebbiosi di un naso, di una bocca e di un occhio solo (il si¬ nistro) : quanto agli altri astanti, basterà la descrizione di Luigi Barzini, che ha ottima vista: * Nello spiraglio mediano, la luce della lampada colpisce di pieno un volto femminile, circondato dallo stesso panneggio' degli altri, che gli copre la fronte e si ravvolge alla beduina sulla bocca. Guarda con l’occhio sinistro, si volge lento di fronte, sparisce — Quella testa... sembrava molto grande, pro¬ babilmente a causa delle bende che impedivano di vederne il contorno. Il suo sguardo era fisso; le sue palpebre non hanno mai battuto: le sopraciglia erano leggermente aggrottate. La sua carnagione era pallida ,. Per la maggioranza dei presenti il fenomeno è stato ge¬ nuino, ossia la materializzazione di un “ fantasma „ che ci avrebbe guardato da quella fessura : ma . la modesta rifles- APPREZZAMENTO DELLE TELEFAN1E 421 sione che Easapia era libera e che quel guardarci aveva dell’ a- stuzia e della puerilità a un tempo, fa rimanere perplessi. 1 - or Berisso è stato in dubbio se anche la figura di vecchia (?) affacciatasi dal fianco sinistro del gabinetto non fosse la testa d’Eusapia levatasi in piedi e sportasi arditamente : e in questo caso il volto di mezzo sarebbe pure stato il suo. Ecco una condanna formale della medium, cui non saprei associarmi senza circospezione per i seguenti motivi : 1» Eusapia era, sì, libera, ma non avrebbe potuto driz¬ zarsi nè porsi ginocchioni sulla branda senza che ce ne ac¬ corgessimo. Ad ogni movimento di chi vi si corica il mobile cigola e strepita nelle sue commessure, e noi che sedevamo a poco più di un metro dalle tende, ne avremmo udito il rumore. Gravata del peso d’un individuo che si spostasse verso i bordi del materasso, la branda avrebbe oscillato, e la per¬ sona stessa, perdendo l’equilibrio, sarebbe precipitata in mezzo alla sala. Di tutto questo abbiamo noi stessi fatta jer- sera la controprova. Ma Eusapia non s’è mossa! 2° La figura apparsa a sinistra sarebbe stata coperta di veli o di bende : ora, noi abbiamo la certezza che Eusapia, ispezionata prima e dopo della seduta, non possedeva con sè nulla con cui simulare quel turbante che caratterizza le apparizioni : meno ancora lo avrebbe potuto per le bende della seconda figura, ammenoché non si supponga che abbia usata la camicia, ma per cavarsela di dosso avrebbe dovuto slacciarsi il busto e poi riallacciarselo dopo di essersela ri¬ messa ; e per questa manovra noi non le lasciammo il tempo. 3° La figura apparsa nel mezzo era ai miei occhi si¬ mile in tutto a quella che con lo stesso atteggiamento si era mostrata la sera del 4 gennaio, quando Eusapia era so¬ lidamente fissata : un fenomeno identico non può essere ve¬ ridico una sera, falso o illusorio un’altra in condizioni diverse del medium. 4“ La stessa figura centrale non mi ha offerto veruna somiglianza con Eusapia ambedue le volte : era un viso più lungo, con occhi più grandi, con fronte più alta... 5° Infine, rievocando la serie delle formazioni fantoma¬ tiche Eusapiane, trovo che la mezza faccia di casa Berisso dev’essere la medesima, che si presentò come faccia intera a casa Avellino (Tav. XI) , la medesima che forse hanno veduto o intravveduto, con essa, altri cultori di studi psi¬ chici : i teleplasmi fantomatici — per contrassegnare con tal nome le forme organizzate, che sono qualcosa di più materiale dei fantasmi — sono sempre riproduzioni. 422 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Comprendo ben bene che questi motivi non sono con¬ vincenti, e che in una serata cotanto povera di manifesta¬ zioni, e col precedente poco incoraggiante dei tiri di mano segnalatici dal Berisso, queste scene di gabinetto raffreddano 1 entusiasmo di qualunque ricercatore, anche quando sia pi oc live a benevola attesa: in chi non vede o non teme che ti anelli, cresce poi il rancore verso studi chiaramente troppo lontani dalle regole severe del metodo scientifico. Noi non eravamo certi d’avere veduto del vero, marestavamo anche incerti di avere veduto del falso : e in questa curiosa disposizione di animo interrompemmo aH’uua del mattino la lunghissima e noiosissima seduta. La prova di rinforzare la nostra catena con elementi digià omogeneizzati non era stata felice ; perciò, se dovessi riprendere le esperienze con la Pa¬ ladino o condurle su altri medii, mi atterrò con fermezza alla regola di non modificare 1’ “ambiente» : la medianità è in fun¬ zione di circostanze mesologiche uniformi. Che Eusapia tendesse a fingere durante buona metà della seduta, l’abbiamo capito dal tentativo sciocco e bambinesco <;be essa ha fatto di poi, quando abbiamo voluto rinnovare la spenenza della stadera. Come Richet allusola Roubaud, 1 abbiamo colta nell’atto di sfuggire al controllo dei piedi di’ Barami accostati ai suoi e di portare all’indietro uno dei suoi piedi per premere sulla piattaforma dell’apparecchio, e in tal modo far segnare un peso maggiore al braccio di leva. L’in¬ ganno ora manifesto ; ed Eusapia stessa, che s’è accorta di aver fatto cecca e che ha letto sui nostri volti la ironia, ne è rimasta sconcertata ed avvilita: lagrime calde e amaris¬ sime le solcavano le guancie, e s’è accasciata cupa e muta in un canto. E un vero peccato che la ricerca metapsichica sia inqui¬ nata da questo intruglio di finzioni ciarlatanesche, di astuzie professionali, di menzogne e simulazioni isteriche. Ma il pianto d’Eusapia era sincero: talvolta è il suo interesse che la porta a truccare, ma bene spesso è il suo subcosciente che la tradisce. L’io magico non ha soltanto le facoltà ec¬ celse di cui lo adorna Carlo Du Prel: ne ha altresì delle bassissime e vilissime : e forse forse sono queste che, in¬ sieme alle semplicemente basse e a quelle di vile prezzo, co¬ stituiscono la trama, su cui il subliminale di Myers arriva qualche rara volta a ordire un po’ di risalto di valore. ix, MERCURIO DELLO SPIRITISMO EUSAPI.VNO 423 Nuovi insuccessi nella presentazione di ‘ spiriti Tre entità spiritiche — voglio dire anime di disincarnati fabbricate col “ perispirito „ d’Eusapia (?) — si sarebbero presentate la sera del 7 gennaio ’07 : L II Mercurio del mondo spiritico Elisa- piano. L’inevitabile “ John King „ è il primo venuto, ma del resto è ormai relegato quasi sempre dietro le quinte (del sub- cosciente), e se ne allunga fuori le braccia o le gambe solo per far danzare e parlare il tavolino, anche in ciò si addi- mostra parchissimo di rivelazioni. Chiama e introduce gli altri suoi compagni dell’Ultra-sensibile, ma in generale non li nomina, non dà messaggi in nome loro, li lascia alle prese con la indifferenza e con i sospetti degli astanti, senza curarsi troppo della sorte di quelle semimute e appena gesticolanti ambascierie dell’Ultra. Per lo più si giunge a sapere che oltre a John , cè “ qualcheduno „ quando noi lo domandiamo: la sola rive¬ lazione della presenza di un altro “ spirito , da lui con¬ dotto è data dal puntarsi ostinato del tavolino contro il petto di uno degli astanti, e bisogna alla meglio interpre¬ tare questo singolare modo di preannunzio ad hominem. D’altra parte, i chiamati dall’ Al di là variano poco: sono sempre gli stessi, una volta che “ John „ si sia abituato ad andarli a prendere nei labirinti dell’Altro Mondo. C è sicu¬ ramente di là, nell’Ombra indeterminata, una folla innume¬ revole di sopravviventi con la loro coscienza e personalità, ma essi si debbono spostare di continuo e invisibilmente tutt’attorno ai loro superstiti.se d’ordinario sono subito pronti a “ comunicare „ non appena “ John King „ li appella. E questi esseri ci si manifestano, non quando nelle dure o gioconde traversìe della esistenza noi sentiremmo dippiù il bisogno di associare quei cari morti ai nostri dolori ed alle nostre gioie: no, allora essi restano inflessibilmente muti, e ciechi, insensibili al fiotto dei nostri ricordi e al tumulto dei nostri memori affetti : allora essi tacciono, allora essi si 424 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li mantengono nel loro sempiterno assenteismo; e le braccia che noi stendiamo implorando od esultando verso il Gran Mistero, non toccano che il vuoto. E così: ed è una irrisione pei nostri sentimenti, ed una lanciullaggine per la nostra ragione. II. Una “ disincarnata „ insistente, ma sempre più smemorata e confusa. Io speravo che, meglio preparata dalle sue manifestazioni antecedenti, la “ Entità occulta „ o “ Intelligenza . venuta per me si sarebbe evoluta: infatti io dovrei essere, pel subcosciente della Eusapia, una conoscenza più vecchia che non sia Barzini, e sarebbe logico che con me lo sviluppo del comunicatore „ o della “ comunicatrice , si mostrasse più avanzato. 1 .d®“° comunicatrice „ perchè dalle risposte tiptologiche dateci dal subcosciente dell’Eusapia mi si annunziava per la quarta o quinta volta la venuta di mia madre. E di nuovo ho dovuto, per ragioni imperiose di Ricerca, trangugiare l'a¬ marezza di quella profanazione. Del resto, non c’era novità al¬ cuna nel suo presentarsi: era la solita ‘forma, semovente, na¬ scosta dalle tende, che. come farebbe un automa mosso identi¬ camente dalle stesse identiche molle, mi è venuta dappresso, mi ha toccato il braccio, mi ha battuto confidenzialmente sulle spalle, ha tentato di scuotermi sulla sedia, mi ha spinto in IV gomito quasi per irridere al mio controllo sulla mano In questa serie di atti, toccamenti e scherzi c’era sicuramente della intenzionalità, ma non c’era della personalità, e men che mai c era, argomento per identificare la defunta. Si tratta - non e chiaro. ^ delle solite goffe, volgari e monotone manifesta¬ zioni degli esseri ultraumani,: Barzini, dall’altro lato d’Eu- sapia, provava le stesse impressioni stereoguostiche ! Ho cercato di aiutare del mio meglio il processo di sviluppo, e accortomi ohe il tavolo voleva parlare, (lo si capisce sempre dai colpi ritmici che arieggiano ad un segnale di appello) ho cominciato a rivolgergli domande, giacché gli * spiriti non son sordi, ma son muti, e per essi discorro alfabeticamente il mobile, non si capisce bene se influenzato a distanza dal loro pensiero , che si trasforma in quel noioso e faticoso moto meccanico come avviene del subcosciente del medium, o se non piuttosto scosso da un prolungamento delle loro linee di lorza. Checche sia, il nostro dialogo è stato breve, ma ha condotto a questi curiosi risultati: . L * essere occulto , che mi infastidiva coi suoi tocchi aveva nome Ros... ma non s’è potuto sapere se questo prin- difficoltà dell’identificazione spiritica 425 cipio dovesse finire in Rosa, Rosina, Rosetta, Rosaura, Rosalia, Rosalba, Rosm amia... b) era ‘ morta di 52 anni — infelice ritorno dell’età segnalata al Circolo Minerva nel '902 (V. pag. 168); c) aveva avuto ‘ tre figli , : — correzione altrettanto er¬ ronea quanto la prima di sei o di cinque (V. pag. 169); d) la * sua morte risaliva a venti anni fa , : — ricordo sbagliato, perchè l’intervallo tra il 1874 e il 1907 è di tren- tatre anni! Nessuno di questi connotati riguarda colei che mi si ma¬ nifestava secondo le prime annuenti risposte del tavolo, ammenoché (come dicono gli spiritisti che avviene talvolta) uno “ spirito „ diverso non si sia sostituito a quello di mia madre e non l’abbia soppiantato per burlarsi di me. Tutto è possibile nell’Altro Mondo, come nel nostro: anche questi giuochi birichini! Ma io non ho conosciuta, fra i miei morti, nessuna persona che in vita avesse quei connotati: e allora? 0 il tentativo di identificazione è rifallito miseramente — e questo risalterà agli occhi di chiunque ; o si adotta la comodissima scusa che l’ Al di là può entrare in com¬ mercio coll’Al di qua senza obbligo alcuno di ordine, senza alcun nesso con il determinismo psichico di ambiente. I “defunti, son tanti che sarebbe vana pretesa identificarli tutti, quando ci si annunziano col tavolo. E invero, speri¬ mentando con altri medi, io mi sono trovato talvolta in comunicazione con i morti più diversi e i più sconosciuti, persino con Turchi e con Cinesi... quando la stampa quo¬ tidiana ci intratteneva ogni giorno cogli eccidi d’Armenia e con le gesta sanguinose dei boxers in Cina! In queste sue creazioni indeterminate e generiche il subliminale, o scorrazza a piacere pei campi sconfinati della fantasia onirica, o ri¬ produce, durante il sonno dei centri superiori, le impressioni spicciole della giornata. Se poi le creazioni sono o diventano determinate e specifiche, il subcosciente legge invece il più spesso nei muscoli, talvolta, forse, nel pensiero dei presenti. Ma l’ardimentoso subliminale d’Eusapia era jersera in vena di creare delle “ forme „ : non s’è contentato di farmi comunicare tangibilmente con quella “ entità , ; ha preteso mostrarmela. I miei compagni hanno cominciato a vedere delle “ mani „, poi una ‘ testa , o, per lo meno, delle * forme tondeggianti portate da lunghi colli „ protendersi verso di me Costretto a guardare di fianco là dove cotali forme mi si annunziavano, non riuscii dapprima a discernerle: soltanto vedevo delle prò- 426 PSICOLOGIA E SP1BITISMO, II faggini scure a contorni sfrangiati farsi avanti tra me e Bar- zini. Ma ad un tratto la voce strozzata d’Eusapia mi ingiunge di stare attento e di guardare alla mia destra, e finalmente, sullo sfondo nerissimo del gabinetto, sotto la tendina nera che si è sollevata come se un invisibile personaggio la stirasse verso il mezzo, veggo anch’io 1’ “ apparizione E una grande forma biancastra, allungata e incurvata, a contorni abbastanza decisi sebbene digradati, che sembra fatta di una sostanza nebulosa: da un lato e verso l'alto sembra un grosso trifoglio, che potrebbe rassomigliare ad una testa acconciata con discriminatura mediana : dall’altro, e verso il basso, consta di un prolungamento via via sbiadito che si sperde nel fosco, in direzione di destra, ossia contrariamente alla po¬ sizione di Eusapia (Tav. XVIII). L'apparizione mi ricorda una cometa chiomata e caudata, anche perchè nella porzione più larga (la “ testa „) discerno alcuni punti più bianchi, dove si direbbe che la materia plastica tenda a condensarsi come nel nucleo di certi corpi celesti. Non c’è dubbio: è una forma androide in procinto di materializzarsi, ma non somiglia nei suoi contorni a nes¬ suna persona che io conosca. Quella dentellatura superiore potrebbe forse raffigurare due ciuffi di capelli divisi, rialzati e rigonfi, siccome usano nel pettinarsi le donne: penso istin¬ tivamente, per un rapidissimo raffronto, ad Eusapia che se ne stava immobile al suo posto, e trovo che la rassomiglianza è piccola, sia perchè la medium non ha una capigliatura così ricca come appariva nello spettro, sia perchè la sua faccia è proporzionalmente assai più corta della spettrale. Non dico poi di quel collo che sorpassa ogni possibilità antro¬ pomorfa: d’altronde, l’apparizione va interpretata per un teleplasma parzialmente organizzato, e noi sappiamo già che i fantasmi si mostrano d’ordinario frammentari, imperfetti e persin deformi, ciò che gioverà di poi a permetterne lo sviluppo ulteriore mediante i ritocchi suggeriti al subco¬ sciente o da esso attinti in via telepatica. Alla mia esclamazione: — ‘ Ti redo, ti vedo! „ — il tavolino ha battuto tre colpi: annuiva con gioia al fatto da me affer¬ mato. Ma alla mia domanda — Chi scia — non ha risposto più il tavolo: per una di quelle contraddizioni di cui è tutta materiata la tecnica spiritica, ha risposto in vece sua la voce rauca d'Eusapia (impersonata in * John ,?): — Tu la conosci, tu la conosci! — Hobsblij, Psicologia e Spiritismo, II. Tav. XVIU. Fantasma incompleto materializzato da Eusapia la sera del 7 gennaio 1907 in una seduta di casa Berisso, a Genova. (Disegno di A. Bekisso dn un mio schizzo a lapis). CN FANTASMA MALE IDENTIFICABILE 427 La Paladino ha forse voluto di nuovo presentarmi la “ donna dal porro in fronte? Dal tono imperioso e ira¬ condo della voce, io lo direi: fors’anco ha voluto sugge¬ stionarmi o allucinarmi, usando il procedimento del mulatto indiano abate Custodi de Fabia, che ipnotizzava i suoi sog¬ getti col comando: “dormite! „ Ma ho un bel rivangare nei recinti della mia memoria ; non vi incontro nessuna donna con le fattezze attribuite a quell’essere telefanico. Pur volendo assecondare la inflittami suggestione e sup¬ ponendo mantenuto l’indirizzo personificatore delle prece¬ denti sedute evocatorie d'Eusapia, ho richiamata l'imagine a me più nota della cara defunta: e di primo tratto, ho creduto di ravvisare una certa rassomiglianza della “ testa trifogliforme „ con il contorno di un vecchio piccolo ritratto di mia madre eseguito tra il 1861 e il ’66, e del quale tengo sul camino del mio studio un ingrandimento fotografico. Yi si scorge la pettinatura dell’epoca: fronte totalmente scoperta anche alle tempia, capelli stirati in su, spartiti in mezzo e avvolti a rocchio da ambo le parti. Ma badiamo bene: ho detto “ una certa rassomiglianza e in verità occorre un grande sforzo di imaginazione per vedere riprodotto nel fantasma il contorno superiore del¬ l’acconciatura del ritratto: ravvicinamento è da me effettuato solo per uno scrupolo di investigatore. Se si considera però che il ritratto rappresenta mia madre non ancora trentenne, ossia per lo meno 10-12 anni prima della sua prematura perdita, il dubbio di una possibile evocazione si risolve in negativa. Tornano forse i “ disincarnati „ colle foggie e coi caratteri fisici della loro giovinezza? Logicamente (se vi è una logica nello spiritismo) dovranno ripresentarsi cogli abiti e coi connotati degli ultimi loro momenti di vita, cioè di quando si “ disincarnano e così avviene di fatto nella immensa maggioranza dei casi “ documentati „ negli Annali spiritistici. Che anzi i fantasmi non sono d’ordinario identifica¬ bili per i vestiti e le acconciature, bensì per i lineamenti o per le espressioni o altre caratteristiche personali : quasi sempre li avvolge il bianco paludamento, che nella sua uniformità serve a celare la mancanza di un reale differenziamento e lascia adito alle sfruttabili Incertezze del processo ricognitivo. Quel ripresentarmisi con acconciatura retrodatata sarebbe stato pertanto una anomalia anche nel mondo e nelle co¬ stumanze dei sopravviventi. Ma poi, che strane contraddizioni in queste comunicazioni ingenerate dalla medianità d’Eusapia ! 11 tavolo mi presenta 428 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II una defunta “ Ron . ultracinquantenne, pluripara, morta da vent’anni „ (ossia nel 1887); e telefanicamente mi si offre un fantasma, il cui solo distintivo riconoscibile sarebbe una foggia di pettinarsi di quaranta anni fa! L'Eusapia non può aver veduto quel ritratto giovanile di mia madre, perchè quando nel 1901 essa venne in casa mia io non lo possedevo ancora o, per lo meno, non lo avevo esposto nello studio, dove intanto Eusapia non entrò mai. Quindi cade pure la congettura che il suo subcosciente abbia teleplasmata la forma su di una imagine criptomnesica. Neppur questo. Rimarrebbe la ipotesi telepatica, che cioè abbia “ pompato „ (il termine è di stile) nella mia subco¬ scienza quel ricordo oramai lontano, di quando io ero ancor quasi fanciullo. La telepatia serve egregiamente a spiegarci un gran numero di pretesi fatti spiritici, e anche per Eleon. Piper il prof. Hyslop pena infinitamente per eliminarne, con fina ma non convincente dialettica, l’azione subconscia. Ma in Eusapia la telepatia, per mia esperienza, ha poca effi¬ cacia; e noto inoltre che se ella avesse saputo leggere nel mio pensiero, vi avrebbe rinvenuto (a parte le incongruenze della denominazione, dell’età, della figliolanza...) la imagine di una donna quarantenne, sofferente, smunta dai patemi fisici, con capelli diradati e pettinati in forma piatta. Se quella sua produzione fantomatica, con la testa a trifoglio e il lungo collo di giraffa, vuol raffigurare nelle sue inten¬ zioni una defunti, sarà sempre un modulo generico, più o meno malleabile in un tipo o nell'altro, ma al quale per conto mio nego risolutamente ogni e qualunque personifi¬ cazione che ini riguardi. III. Una * evocazione „ irriconoscibile. Ho notato — e l’avranno notato tutti gli studiosi — che gli “ spiriti , evocati sono preferibilmente famigliaci ai due vigilatoci d'Eusapia, cioè agli assistenti che sono con essa in immediato contatto e dai quali perciò può ricevere spinta e attingere più agevolmente informazioni (emotive, musco¬ lari, ece.). E così fu che un' * entità spiritica ,. non chiesta nè prean¬ nunziata da altro indizio se non dal rigonfiarsi delle tende, s’c costituita pure dal lato di Barzini mentre egli era al con¬ trollo: e per un momento è parso che si volesse identificare. Dapprima, in forma tangibile, e l'ha toccato, premuto, abbrac¬ ciato; — di poi, in forma visibile, e una mano biancastra, che evocazioni spiritiche mal mescite 429 tutti noi abbiamo percepito, s’e sporta dal gabinetto poi gra¬ tificarlo d’una carezza. Si è susurrato nel circolo cbe quegli atti particolari mi¬ rassero a specificare lo spirito medesimo venuto sere prima per l’Albertini (ossia “ Giuseppe Giacomi ,): ma nè la ri- cognizione è stata possibile da parte di Barzini, nè il pro¬ cesso di organizzazione fantomatica si è sviluppato abbastanza per definirlo in chiara maniera. Un corto dialogo tiptico ha fornito dei particolari di sta¬ tura, di età, di corporatura, cbe non corrispondevano affatto a quelli ben noti del defunto, ed erano, d’altra parte, irri¬ conoscibili. Il “ defunto „ non si è reso visibile se non con quella mano: ma era troppo poco per farsi riconoscere. Co¬ sicché anche al fianco destro d’Eusapia non s’è progredito: tutt’altrol Però, come s’è veduto tante altre volte, P Interlocutore di destra si rivelò con picchi un po’ differenti dall’Interlocutrice di sinistra: debolissimo argomento per una identificazione di¬ versa! È curioso cbe questi “ spiriti . raspino, bussino e palpino, tutti , per annunziarsi. Ma cbe bussino pare naturale al Savaoe, giacché “ chi è fuori di una porta, fosse la re¬ gina Vittoria o fosse Washington, deve usare quel mezzo convenzionale per farsi aprire „ (Con telepathy expluiu , ecc., p. 30)1! Argomento ancor più fiacco e ingenuo del prece¬ dente, poiché nessuna persona educata gratterà mai le zampe delle seggiole ai sedenti, e neanco in confidenza farà loro il solletico nei fianchi. ♦ * * L’adattabilità degli ‘ spiriti „ alle contingenze dell’evocazione. C’è, dunque, un gran disordine in queste presentazioni di “ spiriti di molti „ per opera della Paladino: e prima che essi si personifichino occorre un'elaborazione talvolta lunga, spesso inefficace. La psicogenesi del fenomeno risiede — non c’è ombra di dubbio — in questo semplicissimo e chiarissimo fatto, che del resto non è affatto nuovo nello spiritismo evocatorio, ma, direi quasi, lo caratterizza. Chi legge attentamente, anche con mediocre acume psico¬ logico, il principio dell’elaborata identificazione spiritica rag- 430 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II giunta da Hyslop con la Piper nelle sue cinquecento sedute (potrebbero essere dieci o mille, il processo resterebbe il me¬ desimo), cbi fiuta, insomma, con un po’ di discernimento nel miracolo di Salem , vi trova riprodotto nelle pi-ime sedute il disordine caratteristico di queste comunicazioni coll’Altro Mondo. La Piper era incerta ; e prima di orientarsi col nuovo cliente gli presentò successivamente e confusamente vari spiriti ignoti, quasi per cimentarlo ad identificarli : una “ Mar¬ garet „, una “ Lillie „ , un “ Henry „, poi un' “ Alice „ cbe alla fine si trasformò in * Annie „ , vieppiù accostandosi alla so¬ rella morta cui ei-a corso intanto il pensiero dell’HvsLOP. Soltanto alla seconda seduta questi raccappezzò meglio il significato delle comunicazioni, ecc. ecc. (cfr. “ Proc. of Soc. f. p. Res. „, XIV, ott, 1901). Ora, qui noi vediamo un processo più o men graduato e più o men rapido di adattamento: gli spiriti evocati a poco a poco si conformano alla loro situazione, ed acquistano una personalità determinata dai desideri, dalle idee, dai sen¬ timenti, dalle credenze dei comunicanti. — Sono i “ comu¬ nicatori , cbe si mettono al livello di questi — gridano gli spiritisti: no, risponde uno spiritualista vero e autorevole, Paolo Carus, è il mondo spirituale cbe si adatta progres¬ sivamente al basso Mondo Terrestre (cfr. *Monist.„, apr. ’02). Ed io aggiungo: perchè è questo mondo sensibile che inventa, crea e foggia a modo suo 1’ Ultrasensibile , trasportandovi di preferenza --- e con un’inevitabile contraddizione alle sue pretese ideali sublimità — tutte le sue fanciullaggini e tutte le sue piccinerie. Porse queste imperfezioni della pneumatologia e pneumato- fania sono più evidenti ancora nella Paladino, così che hanno suggerito al Mangin il dubbio che alle sedute di costei non avvengano apparizioni (* Ann. Se. psych. ’03). Egualmente il Flammarion, che non vede alcun intervento di spiriti nel paladinismo, ha assistito una sola volta alla presentazione di un fantasma personificato nella figliuola di un sig. Pallotti ; ma nei suoi dubbi arriva soltanto ad ammettere che fosse un “ essere tiuidico „. Certamente, nessuno dei medi italiani forma materializza¬ zioni complete e durature, nè l’Eusapia, nè il Politi, nè il Randone. Uisogna guardarsi sempre dall’affermare la com¬ parsa di “ fantasmi „ là dove possono i nostri sensi cadere in deplorevoli inganni. Fra tutti i medium plasmatori spes¬ seggiano i falsari imitatori abilissimi della realtà. Anche in questi giorni mi tocca di leggere di smascheramenti formi- 431 FRODI, FANTASMI E “ SPIRITI „ «labili- Con Ceeil Husk seguitano a venire fantasmi al buio, ma non c’è ria fidarsi molto : la Catterina Graham, di St. Louis, è stata trovata in fallo, e buttata americanamente a terra dagli astanti mentre “ materializzava , fantasmi camuffata sotto merletti cosparsi di fosforo ; e il Chambers è stato afferrato in persona, mentre si pompeggiava da “ entità fantomatica Ad ogni modo, parlando di cose vedute da osservatori degni di fede, sembra che “ Bien-Boa „ lo spirito Indiano di Villa Carmen sia migrato da Algeri a Parigi coi medium che colà lo facevano comparire (Richet); ma non si sa an¬ cora nulla di preciso sulle nuove sue apparizioni : eerto, mancando i registri di stato civile a Golconda, dove “ egli „ funzionava da Gran Prete, l’identificazione sarà un po’ difficile. Presentemente passa per autentico lo spettro “Eleonora*, che si plasma in Barcellona ad opera della sig. Carmen Do- minguez, e che si offre alla vista e al tatto dell’assemblea spiritistica con tutte le apparenze della vitalità. Sarebbe una seconda edizione della “ Katie „ di Crookes: ossia solida, re¬ sistente, agente e parlante come “ Katie*, alquanto differente dalla medium, con capelli più neri, con colorito più scuro, col piede più lungo di 2 cent, (nell’impronta su mastice, il che diminuisce la differenza), con voce 6 molto simile „ ma * con pronunzia diversa È il caso di dire: chi vivrà, vedrà! Con Eusapia non si va tanto in là, ma si rimane intanto più al sicuro: le sue apparizioni, come quella imperfetta di jersera (e la imperfezione è qui indizio di veridicità), non sono “ spiritiche „ no, ma sono state viste con occhi non abbacinati, nè ingannati. Sempre più mi sento del parere di Mangin, che per questi fenomeni straordinari scriveva essere la ipotesi della “ ideoplastia „ la più sostenibile. E veggo che anche pei fantasmi materializzatisi alle sedute sperimentali del Mao-Nab, questi si dimostrava (nel 1888) di già proclive ad una simile interpretazione. Molte volte la fotografia rivela il meccanismo del fenomeno, come quando si è visto sulla lastra il doppio fisiologico evidentissimo di chi posava davanti all’obiettivo e pensava alla propria imagine {cfr. la fotografia degli “ Ann. Se. psych. „, ottobre 1905, dove la rassomiglianza è visibilissima, e il fantasma sembra persin prodotto da uno spostamento della lastra sensibile nel fondo della camera oscura). Il Delanne enunzia il principio spiritico cosi: — “La materia proviene dal medium, la f orma dallo spirito (dei disincarnati) „. — Io lo muterei in quest 'altro: — “La materia proviene dall’organismo del medio che la esteriora; 432 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, Il servate a Parigi è stato condotto a pensare proprio come Di guisa che, come io opinai hn dal 1901 (ctr t io san tT che^son o Ta ? so r^en te^d el iVEn orgia Tintesi' nei fenomeni di medianità. * * * Le “ visioni , della Eusapia. Durante il corso delle mie esperienze ho rilevato che in LE VISIONI ONIRICHE D EUSAPIA 433 il suo celebrato opuscolo: Memorie di un visionario, messo un po’ in disparte dai kantisti antichi o nuovi per pudore della scuola, oggi invece rimesso in onore dai neo-mistici. le “ visioni , del famoso illuminista svedese si collegano, nei capitoli dei trattati di psicopatologia, con quelle meno metafìsiche e più realistiche di H.lle Couésdon : risulta im¬ possibile segnare un confine tra le sublimi e le ridicole; co¬ sicché vi sono dottrinari onesti e coerenti dello spiritismo che non rifiutano V Arcangelo Gabriele della isterica Parigina, e dicono (in buona fede, io spero) che alla fin fine le cose pos¬ sono anche esser vere, ossia le visioni corrispondere a reali entità del Mondo Occulto che gli altri uomini non riescono a vedere perchè mancano di chiaroveggenza. Nei circoli spiritici privati i medi veggenti non sono rari, e ne ho citato uno, quello di Tours, dove pare che le vi¬ sioni di disincarnati spettrificati avvengano tutte le sere. Anche la Smith “ vedeva „ i personaggi del suo romanzo indo-rivoluzionario-marziano a tre intrecci sovrapposti; ed ora, che è divenuta medium pittrice, “ vede „ il Cristo cbe ha potuto disegnare, come scrivono gli ammiratori suoi, con espressioni sovraumane. Eusapia si contenta di dire che “ vede „ fantasmi per lo più impersonali, nè inai sovrabbonda in descrizioni di linea¬ menti e altri connotati, che potrebbero compromettere l’in¬ dole sempre generica delle sue creazioni. Stimolata perchè dia maggiori ragguagli, non va più innanzi : l’indicazione di * un uomo „, una “ donna „, un “ giovine „, deve bastare, secondo lei, alla bisogna ; e forse basterà ai “ fedeli „ che in proposito si mostrano sempre arrendevoli e facili. Ma uno psicologo, anche ammettendo la realtà dei suoi teleplasmi, si chiede se la dichiarata “ visione n sia reale, o non debba essere attribuita ad altri processi fisiopsicologici. Prescin¬ diamo, per un momento, dallo stato di veglia o di estasi medianica, poiché oramai a me par dimostrato che la simula¬ zione incosciente le accomuna in maniera più che sufficiente ; orbene, ecco altrettante condizioni causali delle visioni: 1“ Eusapia non vede nulla, ma dice di vedere per proselitismo spiritico: in fin dei conti, sostengono gli scettici, lo spiritismo le dà guadagni! 2° Eusapia non vede nulla, ma dice di vedere per sug¬ gestionare gli astanti e per indurre in essi uno stato illu¬ sorio e, magari, allucinatorio. 3° Eusapia nulla vede, ma con l’affermazione simbolica di visioni spettrali preannunzia le ulteriori materializzazioni. Morseli i, Psicologia « spiritismo, II. 28 434 PSICOLOGIA^ E PSIBITISMO, Il 4» Eusapia dice di vedere perchè vedereatae^^ SVipnoide in cui avvengono, noi diciamo “ oniriche »• , organizzazioni, che essa 5° Eusapia vede realmente le oigan for?a 0 ra. SSS » * » doppio annunzia, ed essi sono una rea solo a(j essen pn- soprasensihile esiste e si remi s mistici, come S17.’ sraa-JSra ‘“..SJptT»”»- ““4i di M“m ,Sm* * ““ di “neo-spiritualismo!»). . concreto rimane Si scorge da ciò che in ciascun caso .conci ^ ^ arduo determinare la vera "f^j^zioni di Eusapia. Certe molto da Bdarsi al tono deUe esclama* icm a ^ ^ volte essa si mostra spavent _ . ^andona gotte gridi . lai (- • • «“»( artLmb» voglio fuggire sui Vigi latori, s aggrappa a ’■ pho anche sentita alle minacele di un personagg ’aifenda. ( — * Proteggete deprecare che la si salvi, che assistono individui la figlia mia! „ — ); ecl 10 , )ar0]e esplicative della creduli, quella agitazione sman , * ssionj e possessioni oirx:ii ■« — . — da delirio di indemomamento. • di medi caduti Certo si è che furono descritti e^mp . in deliri consimili; e la cosa multerà eompr^ ^ ^ chiunque consideri il grave s provocheranno nella lucinazioni) e le reiterate disint.g j , aj^AKOFF) che pure era sintesi della personalità mte e • ^aii»ace0gliere la puerile uno monte superi»», non « ponte ege cioè spiegazione avanzata dag 1 # ;onj degli spiriti » si possano verificare dell 1 straordinaria si fatta (“ An. et Spir. », tr. frane., p. ' V è ^nche p selvaggio acquiescenza alle superstizioni a t epilettico, una non ammetterà mai che un attacco ateneo o^ pazzia furiosa con delirio sensoriale, ,ui ogni ni Ani morbosi dipendenti da processi natuia 1 ESCATOLOGIA E SPIBITISMO 435 incidente anormale dell’uomo vivente è l’effetto di cause estranee, di influenze arcane, di poteri magici. E il più spesso, se non sempre, sono le anime dei suoi “ non cari „ morti che lo vilipendono, lo sopraffanno, lo torturano, gli arrecano disgrazia : sono esse da cui bisogna guardarsi, perchè possono cercare di ritornare a vivere e a godere dei beni terrestri impossessandosi del corpo di un vivo mentre dorme o mentre è distratto... La fiaba dei vampiri nasce da quelle paure. Gli spiritisti, che parlano di “ possessioni „ spiritiche, non sono dunque più in alto dei popoli animisti riguardo a con¬ cetti psicologici ed escatologici: e quelli che credono, sen¬ z’altro esame, alla realtà obiettiva delle visioni d’Eusapia o d’altri medi veggenti, debbono escludere volta per volta le altre cinque spiegazioni del fenomeno allucinatorio (vero o falso che sia) prima di trarre illazioni da simile genere di * prove „ in favore del intorno sublunare dei disincarnati. Sarà un lavoro un po lungo di critica , e forse bisognerà rifarsi daccapo! Interferenze biopsichiche o strategia medianica? Ho segnalato più su, con intenzione, il mutamento di catena impostoci dalla medium quando dal tavolo ha fatto allontanare la signorina Susini: ogni avvenimento di seduta ha la sua importanza psicologica. Quell’ordine era forse un pretesto per giustificare l'assenza di manifestazioni, quindi un atto di semplice tattica medianica? o non era invece, come taluni spiritologi voglion dire, uno dei tanti casi dì interferenza biopsichica fra il medium e qualcuno dea-li astanti ? -io Eusapia non era in “trance,, e l’ordine mi sembrò capric¬ cioso, come tanti altri suoi consimili del “ più luce „ , e * meno luce ». del raccoglimento o del “ parlate „, ai quali si ubbidisce nella fiducia di assistere a qualcosa di insolito e che poi restan senza effetto. Questa incoerenza reca un po’ di scompiglio nelle indagini sul determinismo dei fenomeni, •-ono ordini e conti- ordini spesso, non del subcosciente d’Eu¬ sapia, ma della sua vigile, anzi vigilantissima coscienza nella PSICOLOGIA K SPIBITISMO, II 436 «rima fase delle sedute, quando tenta di mettersi in “trance,. 35£:3H?èlf*« IS^tggÉ^ii i'd^pTedì, sbadigl^rìrequentemente come le accade nelle 86 Per ^gni*1 avvenimento di sedute medianiche, sia grande quattro anche nel caso, come questo, d una semplice n chiesta di mutamento di catena. l-.la r^enza'^ella loro^uggestibilità individuale; ragion, di tattica , tradizionalismo tecnico, jcc. chc ,a telepatia abbia larga2 efficacTa* nella fenomenologia,^ ^<hum àlK'iaSdSpii al fenomeno che vuol produrre. _ .„.0 esistere antagonismi o SftEsrr-., - “tftsra pi" toSJ'Srto in principio di qnort. «..conto dello XXV4^' \rSwifatf»: - il medium ubbidisce a ordini impar- r!0:S^-s=“'‘ INTKBFE11ENZE E CONSONANZE MEDIANICHE 437 Non occorre molta fatica di cervello per vedere che l’ul¬ tima spiegazione, così in questo come in ogni altro evento delle nostre sedute con Eusapia (idem, con gb altri medi i) resta la meno naturale, la meno logica, la più lontana da ogni dimostrabilità. Essa è, poi, viziosa in quanto ammette 1 esi¬ stenza di un fattore occulto da dimostrare, ed è superflua in auanto contraddice alla massima dell’ “ enfia non sunt, vraeter necessitatem, muUiplicanda... „. Ci si fermerà, con maggior profitto, all’una o all’altra delle tre prime stazioni. Il più semplice modo di interpretare un atto di volontà conscia o subconscia del medium è di guardarlo ai lumi del buon senso. Insistendo che si mutasse la catena, Eusapia poteva, anzi tutto, esser mossa da sentimenti di ìndole, di¬ ciamo così, sociale: simpatie ed antipatie personali. Certo, io non vorrei a priori escludere la possibilità di un con¬ trasto più profondo fra la medium e i partecipanti alle sue sedute. Qui la credulità e la incredulità non ci hanno che fare: ormai ho le prove in mano che il percepire i fenomeni detti “ spiritici „ non dipende dal credere nello spiritismo, ma bensì dal fatto semplicissimo e notevolissimo di impres¬ sioni reali che colpiscono i nostri sensi. C*è per contro da ritenere, come affermano taluni pratici, che Eusapia tolleri di mala voglia la vicinanza di persone dotate di medianità. È gelosia di mestiere, è timore che 1 fenomeni siano attribuiti al potere altrui e non al suo r* non è vero e proprio malessere fisico, originato da antago¬ nismi organici, da “ polarizzazioni „ diverse di forza biopsi- chica? Parrai difficile dirlo, e sarebbe antiscientifico arrestarsi alla prima spiegazione d’ordine psicologico, rifiutando ogni valore alla seconda di ordine psichicistico. Vi possono certamente essere ignote sintonizzazioni e in¬ terferenze metapsichicbe fra gli individui costituenti una riunione spiritica o mediumnica, come se ne incontrano spe¬ rimentando sull’ipnotismo e sul magnetismo animale, sopra¬ tutto col processo donatiano della fascinazione. Questo ar¬ gomento delle affinità e disaffinità elettive, per usare il termine introdotto da Goethe, è appena sfiorato. Forse ne troveremo le ragioni dirigendoci verso l’indagine spenmen- tale delle “ forze ignote non definite „ secondo A. Dk Roouas, ma verosimilmente “ biopsichiche „, le quali emanino o ir- radiino dall’organismo umano, se i dati un po troppo teorici che ancora le concernono acquistassero maggior consistenza e... concordia. Ci sarà da risuscitare forse 1’ * od , di Reiohenbacu e 438 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li la “ neuraura „ del Dodee... E perchè no? Veggo, senz’al- cun’ansia (lei mio animo rii positivista, che nei più recenti investigatori in questo dominio incerto vi è la tendenza comune (ci pensino i neo-spiritualisti!) a ravvicinare le ignote forze biopsichiche agli altri agenti fisici naturali, fra i quali spesseggiano le facoltà attrattive e ripulsive, che’ i grandi filosofi monisti della Grecia credevano simboleg¬ giate nell’ amore e nell’odio fra gli elementi cosmici. Cito alcuni fatti in appoggio. a) Il Baiiéty dice che la “forza nenrica radiante e circolante,, secondo Ini. nel corpo umano, è ineguale d’intensità nelle diverse persone; e che da codesta ineguaglianza sembra risultare, in parte, la possibilità per un individuo di influenzarne un altro (la parola “ influenza , sarebbe quasi da adoperare, qui, in senso fisico!). Egli aggiunge che la facoltà posseduta da certe per¬ sone di influenzarne altre con la loro ‘ neuricità „ non dipende solo dalla varia intensità, ma fors’anche dalla ripartizione e direzione di essa, massime nell’individuo suscettibile di essere “ neurizzato La forza neurica avrebbe una spiccata analogia con quella della calamita. b) Le “correnti di polarità, di Uhazarain e Décle hanno a un dipresso le stesse proprietà, ma ancora più definibili in senso fisico. Vi è, essi sostengono, una ‘ corrente organica ascendente da un lato delle membra del tronco e della testa, discendente dal lato opposto , ; — e la loro polarità seguirebbe “ la logge mede¬ sima delle azioni elettriche , : sarebbe positiva a sinistra, nega- twa a destra. Si dovrebbe desumere da ciò che vi possano essere differenze individuali di potenziale bioneurico, tanto assolute e di tutto il corpo, quanto relative e dei due lati : per cui si ren¬ dano probabile azioni mutue di scarica dal -f- al — , e ripul¬ sioni tra poli isonomi, e attrazioni fra poli eteronomi. c) Più recentemente il dott. Joirk, misurando col suo steno- metro la “ forza neurica , radiante dalle punta delle dita, dice d aver trovato che alcuni individui respingono , altri invece at~ traggono l’indice orizzontale. Anche questo risultato, ove rice¬ vesse conferma, darebbe corpo alla congettura che esistano po¬ larità contrastanti negli organismi umani. d) J1 Pettisklli, di Savona, erede di avere scoperta una nuova “ forza biologica , dotata di proprietà, si direbbe quasi fisiche, di attrazione e ripulsione. Ho già ricordato il metodo ed ho detto di avere ripetuto le sperienze del fisico ligure : ma non mi sono convinto che la causa dei moti di un apparato così grossolano sia ‘ biologica , : ad ogni modo, c’ù da tener conto del fatto indiscutibile che alcune persone fanno girare la lamina aH'innanzi, e altre all’indietro. IPOTESI SULLE MATERIALIZZAZIONI 439 e) Sull'esistenza di un’atmosfera pericorporea di emanazioni o radiazioni, la quale potrebbe anche possedere determinate nolarità è basata, come tutti sanno, la dottrina-dogma del " peri spirito : e dopo le ultime scoperte della scienza fisico- chimica, qualcuno ha tentato applicarle al vecchio concetto [A sinistra del medium, in E, materializzazione integrale di uno spettro; — a destra del medium, in E", materializzazioni parziali di « mani » e « piedi > fluklici]. Kardechiano. Fra i tanti, citerò il greco Dr Pol Arcas, che in un’opera II Segreto della Vita (della quale mi ha inviato un rias¬ sunto in-fol., edito ad Atene. Tip. ‘ Hestia „ giugno ’07), spiega la telepatia, le materializzazioni spiritiche e tutti i fenomeni psichici e spiritualistici mediante una sua ipotesi dell’ “ Elet¬ tricità vitale che vuole però accuratamente distinta dalle ipotesi magnetologicbe. A parte il lato della pubblicazione, che potrebbe cadere sotto la lente dell’alienista, trovo che il 440 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II saggio dell elettrobiologo greco è interessante come documento della crisi formidabile attraversata adesso dallo spiritismo. Ne riporto la figura molto espressiva con cui l’A. cerca di spiegare le apparizioni e le materializzazioni. Attorno al medium seduto e addormentato si forma, con le sue emanazioni, un’atmosfera positiva (-(-). Alla sua sinistra uno spirito h, che per suo conto è carico di corrente negatwa(—\ e attratto in quella sfera fluidica, ne assorbe una parte (-+■) e si rende totalmente visibile. Alla destra, un altro spirito E" pur esso negativo, volteggiando nello spazio, si accosta alla medium, ma non entra del tutto nell'atmosfera di questa : vi immerge solo una mano (±) e un piede (±), e cosi si mani- lesta con materializzazioni parziali, tangibili e visibili. Io raf¬ fronterei volentieri questa ipotesi delTAacAs a quella del Hor- kitno, che già riportai nell’opera (Tomo II, pag. 170): ma mi pi e noe, pel momento, trarne soltanto la conseguenza pratica elle se 1 atmosfera fluidica mediumnica fosse sempre positiva, sarebbe estremamente difficile ottenere la cooperazione di due o piu medi troppo vicini in catena: le loro polarità omonime si respingeranno! Senza andar oltre con le citazioni, c’è nel materiale ancor dubbio fin qui raccolto il germe d’una rivoluzione del problema dei sentimenti simpatetici ed antipatetici in ele¬ menti d ordine meccanico. Io, come monista, non me ne stupirei nè dorrei certamente: ma come se la caverebbero i neo-idealisti, che presumono di trovare negli studi meta¬ psichici argomenti nuovi e validi per la spiritualizzazione crescente dell’Essere V Tuttavia, se io posso vedere nei fenomeni mediumnici le prove dell esistenza di forze biopsichiche ignote, non trovo poi che le esperienze fin qui fatte siano sufficienti a darmi un concetto qualsiasi sulla loro intima natura: e parlare di neuricità radiante „, e paragonare codeste forze ipotetiche alla elettricità, alla luce, alle correnti magnetiche, alle ra¬ dioattività ultimamente discoperte, mi par prematuro ed anche pericoloso. Si rimanga pure con Ostwald e con Mach nella Energetica, ma non si vada più in là di congetture molto problematiche, alle quali non saprei assegnare, in massima, altro valore se non di analogie metaforiche. La spiegazione, che i mutamenti di tecnica voluti dalla Paladino siano semplicemente atti psicologici di difesa dal dubbio o di tattica operatoria, è pedestre, si, ma probabi- lissimamente più vicina al vero. Io opino che le varianti domandate dal subconscio dei medii siano una conseguenza logica della loro singolare situazione nei circoli: e prima STRATEGIE MEDIANICHE 441 di dare il passo alle spiegazioni iperfisiche delle * affinità , od omogeneità „ fra i “ perispiriti „ o “ corpi astrali „ (traduzioni più o meno libere delle “ neuricità , e delle forze radianti „), vorrei che caso per caso si eliminassero i motivi d’ordine psicologico. Spessissimo si vedrebbe allora che i medi, nel far mutare il posto alle persone, nello strin¬ gere o rallentare il circolo, nel chiedere luce o buio, si¬ lenzio o chiasso, luce rossa o luce verde, — se non sono guidati da ragioni strategiche per la esecuzione dei loro piani non hanno altro scopo se non di mostrarsi ligii alle tradizioni dei circoli, e di dare un falso o simulato colorito di “ sperimentalismo „ alla loro tecnica frivola ed inetta. Tutti questi campioni professionali dell’ Ignoto ultra¬ conoscitivo, tutti questi presuntuosi iniziati deH'esoterismo, si piccano sempre di intuire di pensare e di operare al di fuori e al di sopra della scienza: ma nonostante i loro ra¬ gionamenti acroamatici, cioè intelligibili soltanto agli adepti, sono poi costretti dalle necessità della logica ad appellarsi a quel metodo obiettivo e a quei procedimenti di ricerca, che ostentano di dispregiare e di oltrepassare. LA VENTESIMA OTTAVA E ULTIMA SEDUTA. (10 gennaio 1907). Compendio della serata. Ultima e non fortunata seduta, questa del 10 gennaio! Siamo ridotti al gruppo primitivo di sperimentatori, salvo l’aggiunta del giovane sig. ing. L. Pikeli.i di Milano; Eu- sapia è in ottime disposizioni d’animo, perchè durante il soggiorno in Genova si sente fisicamente migliorata, ed è anche fornita di non comune potenzialità medianica: ma non ci giovano queste condizioni favorevoli per avanzare nella pneumatologia conforme ai nostri desideri, e tutta la serata si consuma in fenomeni che quasi più non ci de¬ stano interesse. I. In catena attorno al tavolo. Io e Barzini invigiliamo la medium; il nuovo venuto, ing. Pirelli, è seduto accanto a Barzini. a) Dimostrazioni elementari di medianità, che ormai è inu¬ tile descrivere a parte a parte : — movimenti e sollevamenti del tavolino, picchi e rumori di grattamento, bussate; — svolazzo delle cortine : — fracasso entro il gabinetto, derivato dal sol¬ levarsi e ricadere della branda col suo materasso; — palpatine, tocchi e stringimenti al gomito e alla spalla; — spostamenti di oggetti anche pesantissimi (il tavolo grande colmo di roba e strumenti); — formazione di corpi androidi attivissimi sotto il cortinaggio, un dei quali in particolar modo agiva dalla sinistra d’Eusapia, ossia su di me. — E tutto ciò in semi¬ oscurità, ma in modo discernibilissimo , con una successione rapida, pressoché furiosa, di fenomeni, ma nel tempo istesso con una lentezza studiata nello sviluppo di ciascun fenomeno, come se ci si volesse lasciare — e ci si lasciava difatti — tutto 1’ agio di osservare , di verificare , di commentare e di interpretare. TELERGIE E TELEPLASM AZIONI 443 b) Il fenomeno del mandolino. — Il più bel fenomeno teleei- netieo della prima ora di seduta ci è stato offerto dal man¬ dolino. — Prima si è udito il suo suonare spontaneo nell’interno del gabinetto, poi s’ò visto il suo trasporto aereo sul tavolino dove posando s’è rimesso a suonare. I cantini vibravano da sè sotto i nostri occhi, senza che alcuno li toccasse : soltanto un lembo della nera cortina ne copriva la paletta del manico. Anche stavolta 1 istrumento era isolato ; noi scorgevamo in semiluce, che la tavola armonica era tutta scoperta. Le forti, ma disarmoniche vibrazioni dello strumento avvenivano come se' una mano, situata entro la cassa, grattasse o pizzicasse con le dita, non con la penna,, le corde: e la mano che strimpel¬ lava, non si vedeva. Noi tenevamo sicuramente le mani d’Eu- sapia, le quali intanto battevano il tempo con le dita: io sentivo la sua sinistra, sopra la mia destra, premermi a ritmo: ed è poi andata scherzosamente a solfeggiarmi sulla fronte, mentre il mandolino riprendeva ad autosuonare ogni volta che lo do¬ mandavamo. Aggiungo che una grossa piega della tenda s’era interposta tra le nostre mani e il manico del mandolino. Per¬ tanto questo è uno dei fenomeni più autentici che io abbia da segnalare. e) Una telepla.t mozione fantomatica. — Mai ne avevo rice- yuto impressioni altrettanto realistiche di consistenza, di mor¬ fologia umanoide, di attività vigorosa e intenzionale. Natural¬ mente mi si è fatto sapere tiptologicamente che quell’automa ripetente 1 soliti gesti ed atti, era. “ essa „ ; ma, come per l’in- nanzi, mancava ogni personalità. Però lo strofinarmi, il solleticarmi al fianco, il dar colpetti sulla seggiola, il toccarmi con la mano aperta o con la punta di tre dita distinte, 1 atterrarmi pel gomito, l’addossarmisi come per un abbraccio, il retrocedere dell’ ‘ Invisibile , sotto quella tumidezza di stoffa, avevano un’intensità impressionante, quasi che. essendo 1 ultima serata, mi si volesse far sentire con mag¬ gior calore. Lna cosa grossa, sferoidale, lignea, mi si è acco¬ stata in alto e m ha pigiato il capo ; nella superficie cutanea premuta da quel corpo ho creduto riconoscere la sporgenza orbitaria esterna di una fronte e lo zigoma d’una faccia os¬ suta, e rabbrividendo (lo dico schiettamente) mi è parso d’a¬ vere addosso una testa di morto, un teschio, spinto con forza da una persona nascosta nel gabinetto. Barzini ha guardato sotto la tenda sollevatasi verso di me, e non ha veduto nulla di solido nè di formato. h- il posto di una riflessione. Io penso che quella inter¬ pretazione strana derivi dal modo insolito col quale i nostri sensi cutanei sono impressionati e dalla mancante correzione della vista, che raddrizzerebbe le illusioni sensorie o, per lo meno, toglierebbe loro ogni carattere macabro (“ spiri- 444 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II tistico „). Se si vuole stare nella serena obiettività, bisogne¬ rebbe analizzare sempre le impressioni: il processo percet¬ tivo implica una ricognizione, che non si effettua mai rego¬ larmente qualora manchino gli elementi comparativi. Ora, qui, di teste pigiantimisi al buio contro la tempia io non ne avevo sentite mai, prima delle sedute. d) Fenomeni perspicui telefonici. — Avemmo, in primo luogo, una quantità notevolissima di luci: alcune si formarono in alto, sulla testa d’Eusapia, altre sulla stessa mia persona, e precisamente sulla spalla destra di dove mi scesero saltellando lungo il braccio spegnendomisi verso il pugno. Queste lumi¬ nosità azzurrognole, ora fioche, ora più o meno splendenti, pul¬ santi, erano indubitabilmente connesse con le materializzazioni tangibili : comparivano quando la tenda s'avanzava, e Barzini, di fronte a me, scorgendola avanzare mi preavvertiva che sarei stato toccato ; il toccamente io lo sentivo, poi, netto e distinto. È una bella esperienza di correlazione perfetta fra due ordini di percezioni, le visive di un percipiente, le tatto-muscolari di un altro. Queste luci di Eusapia erano assai meno spettacolose di quelle “ dure come la cera, calde come il sangue, screziate di vene di bioplasma „ (?!), che, al dire del Fakmer, il grande medium Eglinton si faceva comparire nelle mani e che erano “ spiriti in via di organizzazione „, talvolta tenute in una mano a mo’ di “ ciottoli luminosi „ (io direi irrivei'ente- mente, di saponette!) da altri “spettri,. Certo, meno mira¬ bolanti, ma... più autentiche ed autentieabili. e) Mani... sempre mani. — E avemmo, in secondo luogo, la comparsa di una mano biancastra al di sopra della testa di Eusapia : io non l'ho vista perchè in quell’istante volgevo le spalle al gabinetto, ma distintissimamente l'han vista tutti gli altri ; e le mani della medium erano controllatissime, anche perchè discernibili in mezza luce. II. Nel gabinetto oscuro. Incuorati da queste materializzazioni visibili, alle 22,30 facciamo coricare la Eusapia entro il gabinetto, ed io la lego solidamente agli anelli appositamente infissi nelle sponde della branda, adoperando un grosso e resistente nastro di canapa, largo 2 cent. L’esperienza sui medii (e sui pazzi nei vari Manicomi, dove s’applica tuttora la coercizione) ha insegnato che i nodi di un nastro sì fatto si sciolgono assai diffìcilmente: e per scioglierli Eusapia dovrebbe vin- TELEFAN IE NEL GABINETTO OSCURO 445 cere le strettoje che non le lasciano ai polsi e ai piedi piu di 25-30 centimetri di raggio. Rimaniamo illuminati dalla veilleuse e dalla lampadina elet¬ trica a vetro rosso, di 5 candele : posso leggere lo stampato di corpo 9 in un giornale e distinguere benissimo le ore sul quadrante del mio orologio. . Dopo un po' d’attesa — e durante questa si è consumato il solito ' numero „ del programma, ossia 1’ a solo coreografico del tavolino — abbiamo assistito a un piccolo colpo di scena: le tendine nere si sono scostate dalle sopratende delle due fi¬ nestre, e così la testa e i piedi d’Eusapia giacente ci si sono resi ben visibili, come se ci si volesse assicurare che la medium non si sarebbe mossa. Ma le grandi forme materializzate che da tanto tempo aspettiamo, non sono comparse. In queste condizioni d’esperimento, tre sorta di manifesta¬ zioni furono ottenute : a) Formazione di una nebbia biancastra, “ odica ,„ che al¬ ternativamente s’elevava e s’abbassava lungo il corpo disteso della medium; l’ho giudicata dello spessore di 12-15 centun. b) Comparsa di luci tonde, azzurro-verdognole, a 40-50 cent, dalla testa della medium, le quali scendevano lentamente, im¬ pallidendo, una dopo l’altra verso di essa, e poi sparivano. c) Ripetuta apparizione di mani nel vano delle tende, le quali non potevano essere le mani d’Kusapia, chè io le avevo allacciate con più nodi, e tali le ho trovate al finire dello spet¬ tacolo. Le mani che s--i mostravano, erano ora serrate a pugno, ora aperte coll'indice e col medio estese e con le altre dita piegate nell’atto che si suol designare ‘ di predicatore „. Que- st'ultima mano, dirò così, vescovile, sottile e a vola stretta, aveva forme aristocratiche, ovvero femminili : ed io la diagno¬ sticai per una sinistra, mentre proprio allora la sinistra di E. P. pendeva in risoluzione muscolare sull'orlo opposto del materasso . Quanto ai pugni, alcuni apparvero dal lato radiale o del pol¬ lice, altri dall’ulnare o del mignolo. d) Comparsa di una forma biancastra, allungata, nel mezzo delle cortine nere, lo l’avrei giudicata una terza edizione, peg¬ giorata perchè ancor meno definibile, del mezzo volto affac¬ ciatosi allo stesso modo nelle sere precedenti ; e così la pen¬ sano il dott. Venzano e il Berisso. Ma altri, fra cui l’ingegner Pirelli, ha creduto riconoscervi una mimo : nel qual caso sa¬ rebbe stata quella di un gigante. Era forse “ John King , che prendeva congedo e ci dava il saluto d’addio?... Mi rincresce, ma noi lo avevamo congedato da un gran pezzo ! La apparizione di mani nelle sedute d’Eusapia fu anche segnalata nel ’92 dalla Commissione di Milano, che però 446 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II non si pronunziò sul loro conto. Questo fenomeno è vecchio nella storia dello spiritismo: si sale oltre alle sorelle Fox. Il Richet ha ripubblicato, due anni fa, la ingenua e istruttiva storia, redatta da un teologo cattolico e stampata a Utrecht, di uno spirito “ Clemente Zwesspenpauer [nomignolo] che nel 1641 tormentava una giovane ventenne molto saggia e pia, Regina Fischerin, produceva “ luci brillanti „, appariva in forma di vecchio, e per identificarsi stampava la sua “ marca di fuoco „ sulle stoffe in forma di mano coi carat¬ teri del defunto (“ Ann. Se. psych. „, apr. ’05). Allora i segni di identità erano dati dalle “ anime purganti „ 0 “ penitenti „ ovvero dai *■ diavoli „ : adesso lo sono dai dis¬ incarnati, che non dicono più di venire dal Purgatorio o dall’Inferno, perchè pochi ci credono sul serio, ma prote¬ stano di scendere da Altri Piani. Il processo psicogenetico è sempre il medesimo: lo sforzo di autenticare in qualche modo le straordinarietà del supernormale. III. Esperimento d’addio. L’ultima manifestazione di medianità che ci ha voluto dare Eusapia prima di chiudere la serie delle nostre sedute, è stato il solito esperimento dell’azione a distanza. Questa volta fu. un piccolo organetto-giuocattolo. Dapprima, accostandogli la punta delle dita, essa ne ha fatto girare il mec¬ canismo interno, traendone tre o quattro striduli suoni ; in sèguito, senza toccarlo, gli ha impresso un movimento di va e vieni sul piano del tavolino. La cosa fu chiesta da noi lì per lì ; le mani d’Eusapia si protesero verso l'oggetto senza in¬ dugio e senza precedenti sospettabili gesti ; la sala era rischia- ratissima ; i nostri occhi non l'abbandonarono un istante : — il fenomeno ha dunque avuto tutte le caratteristiche della sincerità. Una dimostrazione di questo genere , piana e sicura, ci ha servito di coronamento e di compenso per le lunghe ore trascorse in quella penombra, in una fastidiosissima immo¬ bilità di attesa, in una simulazione noiosa di credenze non condivise. Anche il più sistematicamente incredulo, colui che facesse pompa di “ retetica „ come dicevano gli antichi gno- seologi, ossia che si impuntasse di cercare la verità col pre¬ concetto di non trovarla mai, dovrebbe ben riconoscere, a tali prove, che la telergia esiste quale funzione eccezionale di certi organismi privilegiati o anormali. Non chiudo questo sommario dei fenomeni veduti, senza IDIOSINCRASIE. - POSSESSIONI ISTERICHE 447 ricordare che la sera del 10 Eusapia volle e ottenne muta¬ menti di catena pel motivo che non può tollerare il con¬ tatto di “ mani umide di sudore Forse non esiste, qui, che una idiosincrasia isterica, comune del resto a molte persone normalissime cui una mano sudante e fredda fa ri¬ brezzo. Ma fors’anco è vero quello che dice la Paladino: che quel contatto le spiaccia, perchè le diminuisce la potenzia¬ lità medianica. E perchè no? La catena tiptiea non le è forse tanto necessaria, quanto la vigilanza delle sue membra operata dai controllori : spessissimo le mani degli astanti si allontanano l una dall’altra, o sono ritirate sotto il tavolo. Ma finché non si sia provocato lo stato profondo di “ trance „ Eusapia cerca le mani dei vigilatori o di altri fra i presenti, come se ne aspirasse porzione del psicodinamismo che poi dispiega nei fenomeni. Ora, codesta verosimile trasmissione di forza può bene essere aiutata o impedita da particolari condizioni fisiologiche delle persone ‘ incatenate „ ; e, come avviene di certe sostanze coibenti del flusso elettrico, può la traspirazione cutanea costituire un ostacolo alla coope¬ razione fisica incosciente ed involontaria dei due vigilatori a ledere del medium. * * * ‘Historia dilecteuole et ueridica di uno Ispirito, che... Il I)1 Giorgio Dumas ha or ora riesumata la “ Histoire admirable „ di una isterica celebre negli annali della de¬ monologia cristiana, di Giovanna Féry, che nel 1584-5 fu esorcizzata da un intero sinedrio di teologi diretti da Mon¬ signore di Darleymont, “ illustrissimo e reverendissimo Ar¬ civescovo e Duca di Cambrai, conte di Cambrésis, prin¬ cipe del Sacro Romano Impero „. Dopo molte fatiche e traversie Giovanna fu liberata da tre demoni, che dissero chiamarsi A anione, Gorgia e Cornuau (?), e dei quali que¬ st ultimo resistette a lungo, intavolando — per bocca della indemoniata, s’intende — meravigliose discussioni teologiche cogli esorcisti e spesso mettendoli in imbarazzo con lo sue acute objezioni da calvinista eretico ed indurito (cfr. “ Rev. de Paris „, aprile-maggio, ’07). Non sempre queste “ Istorie „ di ossessione diabolica sono terminate in modo mite, come quella di Giov. Féry : molte, 448 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II purtroppo finivano in modo tragico, e tutti orma! lo sanno. Ma quando si tratta di quegli io secondari, di quegli sdop- piamenti isterici di personalità, che come quei discreti diavoli di Gorgia e di Nomane non portano a rovma nè al logo uè al Manicomio l’ infelice in cui si costituiscono, si può anche guardarli con occhio indulgente e con umore faceto. Lo stesso buonumore svegliano certi spinti delll'®tessa; risma, che fanno capolino dall’ Al di la impersonandosi nei medi più potenti, per es. il “ Capitano „ innominato che 4 controllò per un po’ di tempo la celebre Fiorenza Cook Come; e là “ Sofia , e lo “ Spirito blu » ch®.tu“odÌ C°n‘ inimicano con il Circolo spiritico kardeclnano di Tours in Francia • e 1’ “ Abdullah „ e il “ Selim , del Bailey, dai dubbi apporti assiro-caldaici; e il “ Bien-Boa , , di Villa CanM„, e il “ Bien-Aìssa „ del giovine medium galiziano di Kolomar ( “ Psych St. „, ’05). Come fra i diavoli del Medio-evo si sen- ; tiva l’eco della demonologia d’Oriente negli stessi nomi di Astaroth, Mammone, Azaztele, ecc., cosi fra gli spimti-gnide dei grandi medi si avverte, d’ordinario, quella intrusione di Turchi Arabi ed Indiani, che serve mirabilmente a c°naet tere la pneumatologia Occidentale eoll’esoterismo Orientale agli occhi degli abbacinati e suggestionabili gregani. Per- sfno la imaginazione creatrice della Elena Smith, forse la più coordinata e ferace di quante abb’aa° forato r >- manzi spiritici, .non ha saputo liberarsi da l Onen e anto meno dall’India: la sua prmcipessa Simandmt e la ternmi nizzazione drammatica del Falciro e del Càkya-mouni di casa Nokogerath 1 Per contro, “ John King , e la sua pa¬ rentela hanno una patria meno classica ed esoterica, so emigrati, come sappiamo, dalle pianure americane neo-in- 17vèro cli'e'viohn , oramai, alle sedute d’Eusapia coi nostri gruppi non si fa più vivo come prima. Anche la tenome- L* delle sei serate dai Berisso ha avuto un car^ter® impersonale: gli oggetti si muovono fremono, i carillon* stridono, qualcuno invisibile „ ci tocca e ci sospinge o guasta dispettosamente ì miei strumenti scientifici ; ma non si dice più che il turbolento sia “John,. Ornai si Va avanti facendo dello “ spiritismo senza spinti, giacché “ nessuno . ordinariamente c, si annunzia e men ehe mai ci si rende palese. Presentemente in Eusajiia la in corporazione , del “ disincarnato , suo padre nord-americano è aTsai scolorita. Nella seconda sera abbiamo progredito verso L comunicazioni spiritiche, ma “ John „ ha continuato a GENEALOGIA e PATRIA DI “ JOHN KING 449 tenerci il broncio ed è sempre, di poi, rimasto nell’ombra- siccome oramai egli sa die ne conosco “ Vita e miracoli è abbastanza prudente per non mostrarsi troppo. 1. Genealogia, patria e virtuosità dello spi¬ rito “ John King ,. r , I ‘ Km/.* son? «“a. famiglia dinastica, anzi, un vero clan , del mondo spiritico; comparvero, secondo che Lo narrato, nel bel numero di 165 alle sedute che un Gionate Koon teneva in casa sua con un figlio o nipote Nahuin • e fcfra“Tn >irituale * Prendami* (dr. tomo 1, p. -2). Preadamiti, vorrebbe dire a un dipresso uomini preistorici, dell'epoca della pietra- ed è al¬ lora meraviglioso che avessero un cognome inglese puro sangue, e che si chiamassero Gianni, Catterinetta, e forse orno barn, anticipazioni “premonitorie,, forse, della storia futuia del neo-spintualismo ? L’origine dei “King, è volgare puerile è la loro qualifica: si vede che la coltura dei due Koon si cn coscriveva, da austeri quacqueri o ebrei che fos¬ sero, entro la sacra Bibbia. Dal popoloso circolo di Power nell’Ohio i “ Kintr uas- sarono in altri luoghi di America, e poi, entro la valigfa dei grand, medi nord-americani professionisti in miracoli migrarono in Europa: e giunti sul nostro vecchio Continente operarono mirabilia ancor più intense che non nel loro paese nativo Diminuirono di numero fino a ridursi a due olio meX H K- P0<TÌalÌtà 6 S0|Jratutt0 si Personifica ìono meglio. I King , hanno vissuto oggimai nella fede di tie o quattro generazioni di spiritisti, e sono sempre i privilegiati Leviti dell’AI di Ih e dell’Ultra-sensibile Dure! ranno ancora molto? Sopravviveranno alla disfatta dello “ di“"» 1 «•** — «1 <1,1)0 Senza dubbio fra “ John , e « Katie , vi sono differenze personali: anche nelle famiglie di “spiriti, i due sessi ninno caratteristiche diverse ; e perciò di tanto “John è adesso grossolano e ridicolo, di quanto “Katie, è stata "od è graziosa e patetica; ma alla fin fine le due personalità eccelse del mondo spiritico presentano una innegabile aria i miglia. La “ Katie „ è la donzella anglo-britannica dal flirt ftn S ^ * unosquiSto sapore romaùS John „ sotto la maschera napoletana che ha assunto con Eusapia, conserva ancora nella sua valentìa ginnica qualche Morselli. Psicologia « Spiritismo, H. Z9 450 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II lineamento di nord-americanismo , come ne vediamo dei campioni nel Negro mezzo disbarbarito che balla il goffo cake-walk sui palchi scenici dei nostri Teatri di Varietà. Sono lunghi anni che “ John King „ lavora per la causa dello spiritualismo nuovo : esso ha “ controllato » una vera folla di medi, di là e di qua dell'Atlantico, sul nuovo e sul vecchio continente, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Italia, in Olanda. Nessuno degli altri “ spiriti-guide „ può stargli a fianco : in un concorso interplanetario di attività ed abilita ultra-terrestri, il Giuri dovrebbe assegnare a “ John „ il diploma di merito. Se non che, forse in causa dello stra¬ pazzo per tanto affaccendarsi, le sue facoltà intellettuali si sono indebolite: a paragone di ciò che “ John „ era capace di fare e di dire coi medium nei primi suoi anni di co¬ municazione „, si deve purtroppo constatare che egli è m preda ad una vera degenerazione. Per poco che durino, la “ sopravvivenza „ nell’Altro piano e il controllo n da questa nostra Parte finiranno coll’incretinirlo. Eccone le prove storiche. . . Notiamo dapprima un fatto singolarissimo che ha traver¬ sato tutte le vicende dello spiritismo moderno senza arre¬ stare mai (e pour cause!) l’attenzione dei gregari: ed è il continuo mimetismo tra i medi. La preponderanza di spinti Orientali, Indiani, Turchi e simili cui più su accennavo, e diogià una prova di questa imitazione pedestre, in cui si sperde la meschina imaginativa del subcosciente mediummco; ma che dire allora del contemporaneo e successivo apparire deo-li stessi spiriti nella fenomenologia medianica? Quando tra il ’ 70 e T ’80 era in auge la Fiorenza Cook, e, nonostante le denegazioni del Voi.kmanm. trascinava all entusiasmo i cii- coli di Londra, un' altra medium. Miss Showers, autosug¬ gestionata da quei trionfi, evocava due spiriti che rispon¬ devano ai nomi precisi di... Florence e di Katie ! Accaduta poi la catastrofe del gennaio 1880, quando la Corner fu sorpresa in flagrante mendacio (come narrarono gli stessi periodici “ Spiritual notes, e “ Spiritualist „), l’imitazione a suo riguardo cessò: e da allora nessun medium, per quanto mi consta, aveva più evocato “ Katie King , fino alla seduta di casa Avellino, quando Eusapia, naturalmente poco versata in istoria dello spiritismo, ha creduto bene di disotterrarla e di rimettercela sotto gli occhi. Ma “ John King , deve godere di simpatie eccezionali nei “ circoli „: è assai più imitato e duro nel sopravvivere in rapporti con questo basso mondo, di quanto sia stata la sua PEREGRINAZIONI III JOHN KING 451 parente “ Katie „. Sembra un personaggio obbligato degli spettacoli spiritistici, e, se non paresse irriverente, lo para¬ gonerei alla maschera del “ Capitan Fracassa „ che non mancava mai nelle antiche commedie italiane dell’ arte. La u Katie „ ha rinunziato presto ad essere la Colombina o la Jtosaura della compagnia; ma “.John,, no: da cinquanta- einque anni precisi non ha requie. 2. Peregrinazioni dello sjjirito “ John King „ in questo mondo sublunare. Già in America, dopo aver guidato i due medi Ivoon, che eb¬ bero l’onore di tirarlo giù dall’ “Altro Piano „, egli si è mani¬ festato nei circoU degli Eddys e degli Holmes, e sicuramente in qualche altro che non sono riescito a conoscere. Ma in Europa la filza dei suoi evocatori è assai lunga, e le sue vicende ben più avventurose. Nel 1866-67 troviamo “ John , e la sua compagna allora inseparabile “Kate„ (piccola variante nel nomignolo) in casa Marshall, dove la signora da oltre tredici anni, ossia dal ’53, ha fama di dare sedute meravigliose. I due spiriti concede¬ vano “ manifestazioni vocali ossia comunicavano con la voce, però non direttamente, bensì per mezzo di una “ trom¬ betta di carta , che stava per aria non tenuta da nessuno (al bujo !) e serviva da portavoce tra PAI di là e l’Al di qua. 11 Colkman, un pioniere valoroso dello spiritismo, ce ne dà preziose notizie (cfr. in “Spiritual Magazine „, ott. ’67). Val la pena di riprodurre sommariamente le sue narrazioni : Le * voci . che si udivano dai Marshall, ci fa sapere il bravo Colemax, non erano, certo, quelle dei due padroni di casa: però egli aveva sentite le * stesse voci „ alle sedute spetta¬ colose dei fratelli Davenport, por cui si supponeva diggià che “John King, fosse migrato con essi dall’America, nel loro famoso armadio, ... senza pagar dazio perchè merce invisibile, D’ordinario ‘ John , aveva un contegno serio: riconosceva e salutava col loro nome cognome e qualità i nuovi venuti, si interessava dei lavori “ letterari . cni alcuni di essi atten¬ devano, dava loro consigli, discorreva di questioni astratte e religiose, discuteva di teologia, citava la Bibbia, ammoniva in materia di fede. E ben lo seppe il rev. pastore Bengough. che una sera si sentì faro da “ John „ una terribile paternale, coll'accusa formale di essere un troppo tepido credente e di non avere opinioni ortodosse. Ma talvolta “ John , perdeva quel contegno di * gentleman „ pietista, e diventava di carattere gioviale e scherzoso fino alla 452 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li trivialità. 11 rev. Bengough, che non gli perdonava quella la¬ vata di capo, un bel dì s’accorse che * John „ dava un aspetto volgare e repulsivo (sic) alle sue rappresentazioni. Non si dice in che consistessero queste volgarità e grossolanità : si sa però che i due spiriti cantavano insieme dei duetti a voce sfogata, ma stonatissima, e (narra un testimone) “ insopportabilmente „ : che anzi una volta 'John, ordinò all’assemblea che si cantasse in coro, ed egli la accompagnò a suon di chitarra ma con discreta assonanza. ‘ John „ si divertiva pure a zuffolare delle ariette, ma in modo imperfetto. Promise persino di mostrarsi disegnatore e che avrebbe ritrattata una signorina del circolo : infatti, poche sere appresso si trovarono su di un foglio di carta due disegni. Il primo rappresentava una donna in forma d’angelo, con grandi veli svolazzanti attorno, con una croce sulle spalle, e con scritto sotto il termine greco Agape (V raf¬ frontare ai disegni egualissimi che dava lo spirito * Joey „ con Eglinton!). L’altro figurava una donna coronata, una regina con scettro in mano, ed era destinata — come fece sapere la “ voce , spiritica — a rappresentare Lady Coleman; ma disgraziata¬ mente, o per inabilità del ritrattista, non c'era alcuna rassomi- nianza. Aggiungo però che ‘ John ,, vista l’accoglienza calo¬ rosa fatta a quelle sue opere d’arte, ne diede altre, ma sempre con le stesse identiche figure angeliche (stereotipia a noi ben nota e di cui oggi Elena Smith, coi suoi ‘Cristi sovraumani,, seguita a fornirci esempi non nuovi per noi. alienisti). In alcune di queste manifestazioni si intravvede diggià il ‘John , paladiniano; ma di quanto superiore! In allora ‘John,, oltre alla intellettualità dei messaggi, oltre al brio che pale¬ sava nei colloqui" e nelle dispute coi frequentatori di casa Marshall, profondeva ad essi altri ‘ miracoli , : apportava pro¬ fumi e faceva piovere dal soffitto essenze liquide ed odorose sulla loro testa. Aveva però un carattere meno allegro d'adesso : attaccava brighe volentieri, ed era geloso di ‘ Kate , : esigeva che si conversasse soltanto con lui. obbligava la sua compagna al silenzio, e si impermaliva se qualcuno gli preferiva la ra¬ gazza. Però non si lasciò mai vedere : parlava ed agiva restando invisibile, anzi esigendo l’oscurità più assoluta: egli però ci vedeva benissimo nelle tenebre, e seguiva con fine attenzione tutti i movimenti sospetti di chi voleva troppo accostarsi a... controllare la medium. Del resto, a discolpa di "John, debbo dire che a quei tempi le ‘ apparizioni fantomatiche divenute poi abbastanza comuni, erano rarissime: nel '67 non si cono¬ scevano ancora che il fantasma della moglie del banchiere Livermore e quello del ‘ Dr Pranklin , materializzati da una delle Fox, non che la ‘ dama velata , vista da Roe. Dace Owkk (v. Tomo 1, p. 23). Inoltre gli spiriti parlavano diffìcilmente: la disincarnata Livermore, apparendo nelle stanze già abitate in vita, “ emetteva appena un mormorio incomprensibile , : solo la dama bianco-velata di Owkk era arrivata alla necro¬ fonia ben distinta. JOHN KING „ E ALFE. RUSSELL- WALLACE 458 Non piccolo, dunque, è il merito dello spirito di ‘John King, ohe non solo parlava, ma dialogizzava a fiato perduto con la sua cartacea trombetta. Che anzi questo modo di comunicare aveva fatto nascere in cuore al Colkmam le più audaci spe¬ ranze: ‘ Gli spiriti, egli scriveva, ci hanno annunziato grandi comunicazioni orali: non è dubbio che la predizione si realizzerà, e che i più fortunati fra noi, non solo percepiranno gli spiriti sotto forma visibile, ma potranno anche conversare (a tu per tu!) e riceverne istruzioni ». Tuttavia ‘ John „ e ‘ Rate „ non si mo¬ strarono, solo diedero qualche ragguaglio sulla loro personalità: dichiararono di essere i medesimi spiriti che accompagnavano i fratelli Davenport, ma non spiegarono il ‘ mistero dell’ar- madio , e dei ‘ nodi zollneriani ,! Per scusare poi le sue buf¬ fonate, ‘ John , confessò francamente che quel genere di esi¬ stenza e quell’essere ancora legato al nostro mondo sublunare per “fini voluti dalla Provvidenza », gli seccavano molto, e che per ciò tanto lui, quanto la compagna “ Kate », procurando di pigliarsela con filosofia, si divertivano più che potevano... alle spalle dei miseri mortali (sic\ Quanto alla trombetta, debbo dire che una sera fu afferrata in aria e la si trovò un po’ troppo vicina alla testa della si¬ gnora Marshall: la scoperta fece un po’ di rumore, ma la cosa finì lì, per maggiore tranquillità dei comunicanti. Aggiungo che la stampa londinese, internandosi in polemiche spiriti¬ stiche e antispiritistiche come la italiaua di questi giorni, accennò a strane facoltà di ventriloquio, sempre a carico della signora : altri accennò a trasmissione di ‘ voci , traverso a tubi. Ma in verità nessun trucco fu messo in luce, e poco dopo l’intervento del celebre naturalista Alfredo R. Wallace mise in silenzio i denigratori di “ John » e ‘ Kate King ». Tutta questa storia amena ed onesta si legge scritta can¬ didamente sul serio nei più autorevoli periodici spiritici del¬ l’epoca; ma il fatto più culminante delle sedute di casa Marshall fu questo, che ci andò miss Nichol, damigella di compagnia di una sorella di Alfe. R. Wallace, e che per mezzo o eccitamento di lei ci andò anche il celebre emulo di Darwin. Credo che il Wallace avesse già scritto il suo opuscolo : The scienti fic aspect of thè supematural (Londra, ’66), ma non era ancora in buona vista presso gli spiritisti or¬ todossi: o ne temevano la vasta coltura biologica, o non ne credevano ben sicura la conversione alle loro dottrine. Il Wallace entrò subito in cordiali relazioni con i due * King conversò a lungo con “John,, di cui percepì la voce forte e maschile, e ammirò la vasta (!) conoscenza di cose astratte. * Noi conversammo (queste le sue stesse parole) sui medium, sui progressi dello spiritualismo, sulla vita nelle 454 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, li altre sfere e su molti altri soggetti; le risposte di John erano convenientissime, ed io lo trovai molto intelligente, facile e pronto „ (sic). Orbene, fu questo giudizio benevolo del sommo scienziato, che disarmò i sospetti dei circoli spiriti¬ stici; por mezzo di “ John King , la immensa autorità di un Wallace fu guadagnata per sempre al neospiritualismo. Scusate se è poco! La Niello) diventò, o già era un medium efficace, massime- in “ apporti „ di fiori : essa dava sedute in casa dei signori Houghton, dove accanto al Wallace sedeva allo stesso ta¬ volo magico il drammaturgo-spiritista Damiani di Napoli. C’è bisogno di seguire altro filone per discoprire donde sia passata ad Eusapia la suggestione dello spirito-guida “John,? (Cfr. Tomo I, pagina 1.20). Nel 71, o giù di lì, troviamo miss Nichol divenuta la seconda moglie di Samuele Guppy, un letterato mediocre, destinato però ad essere il marito successivo di due medie potenti, giacché anche la di lui prima moglie ha inscritto il suo nome nel libro d’oro dello spiritismo (cfr. Podmo re, 1. cit., passim). Il Guppy era stato dapprima un positivista, e aveva scritto un libro per spiegare chimicamente i fenomeni spiritici (vedi Bibl., 1°, pag. xxxvn) ; ma poi, convertito dalle mogli, diventò uno spiritista ferventissimo. In allora i medi si facevano spietata concorrenza: si incolpavano a vicenda di ciar¬ lataneria (Home scagliò tale accusa a miss Cook!), si dispu¬ tavano la clientela', e... si rubavano gli spiriti. Così fu che “John, e “Katie, (non più “Kate„) passarono, forse insalutato hospite, da casa Marshall a casa Guppy ; e qui acquistarono ambedue la facoltà del canto. “ John „ cantava con voce pro¬ fonda di basso, “ Katie „ faceva gli acuti, ma il suo bisbiglio riusciva poco intelligibile. Per ciò spesso i due litigavano fra loro : “ Katie , disillusa sulle proprie abilità canore non vo¬ leva cantare, e “ John „ incollerito glielo ordinava ; e allora la poverina ci si provava, dicendo: — sì, sì ; voglio, voglio — ma la voce era chioccia e il canto falliva. Nell’anno 72 “John King „ fece la sua comparsa trionfale alle sedute che un’altra zitella, la già citata Showers, teneva insieme con la sua domestica Elena a Teignmouth nel De- vonshire, a circa 800 chilometri da Londra ! Miss Maria era appena sedicenne, ma medium potentissima ; fu con lei che “ John , cominciò i suoi straordinari esercizi di telergia. Quando essa cadeva in “ trance , la casa era messa a soq¬ quadro : “ John „ cacciava i mobili persino in strada (tipico esempio di “ casa fantasmogena „ e inizio della carriera teleci- “ JOHN KING „ A TEIGNMOUTH, NAPOLI, PAKIGI, ECO. 4o;> netica ulteriore del corsaro). Per soprappiù a quelle sedute tumultuose, esaudendo i voti del Coleman, apparivamo vari “ spiriti „ : ci veniva “ John „ ci veniva “ Katie „, e ci veniva anche un “ Peter „ (?). Un astante narra d’aver veduto coi suoi occhi “ John King „ involto in una stoffa luminosa, con la testa circondata da un turbante, e vicino a lui, se¬ duto comodamente su di un sofà, il suo nuovo compagno “ Pietro „ in abito da caccia (sic!). La data della prima comparsa di “ John King „ alle se¬ dute della Paladino in Napoli non è precisata, ma deve ca¬ dere verso il ’72 o il ’73 (cfr. Tomo I, p. 120 e seg .). Na¬ poli era in quegli anni, ed è tuttora un buon centro di spi¬ ritismo; vi fiorivano parecchi circoli privati; e in casa del prof. Capuano, detto il “ Nestore degli spiritisti partenopei „ , lo spirito di Frate Angelico (!!) dava picchi e responsi tiptici ascoltatasi mi. Infatti più tardi, in casa del cav. Ghiaia che era succeduto al Damiani nell’ufficio di “ sviluppatore „ della medianità d’Eusapia, “ John King „ si manifestava sempre in compagnia di “ Frate Angelico „, e faceva piovere rose e monete (di stagno) : ma poi i due spiriti si distaccarono, ed ora “ John „ viene ordinariamente solo. Il gran pubblico e la immensa maggioranza degli spiritisti che non ne sanno o ne tacciono la storia, credono che John „ sia esclusivamente impegnato con la “ Eusapia ,; ina pur¬ troppo, da vecchio marinaio, egli si diletta di viaggiare . all’Estero. Dò alcune tappe del suo itinerario. Nel '75, a Parigi, in casa della baronessa medium Ad. van Vay il medium americano professionista Carlo Williams evocava “ John King „ene faceva vedere 1’ “anima astrale, sotto forma d’una palla luminosa che saliva e scendeva, entrava da un angolo della sala e scompariva traversando ì muri. Non basta: “ Joku „ usciva allora dal gabinetto e si mostrava bene illuminato: un astante, il Gledstanes, ne de¬ scrisse l’occhio nero e vivissimo (cfr. in “Medium a. Day- break ,, ’75: cfr. Buse, Isis dévoilée, p. 179). Nel ’77, il medium Alfredo Firman, descritto dal Sullivan, impersonava con molto successo diversi spiriti, fra cui sua madre, due graziose ragazze che rispondevano ai nomi di Alessandrina e di Natalia , un misterioso “ Glaucm (V), e... “ John King , il venerabile anziano dell’ Al di là. Disgrazia¬ tamente questa presentazione non va scompagnata dal ri¬ cordo dello smascheramento di sir Firman: a Parigi fu sor¬ preso mentre opportunamente abbigliato si preparava a tare da “ spirito d’nn Indiano ,. Ah quelle Indie! 456 PSICOLOGIA E SP1BITISMO, II Nel ’77 e ’78 era ancora in voga, come medium ultrapo¬ tente, il detto Williams, che non si separava più da una com¬ pagna, medium essa pure e celebre sotto il nome di * Rita Il Williams, nelle sue serate migliori, faceva apparire “ John King „ in abito da “pirata pentito, ( i sic). Ma disgraziata¬ mente anche per lui venne il brutto quarto d’ora : una sera uno scettico astante afferrò lo spirito Charlie, e si trovò tra le mani la “ Rita , palpitante e confusa : frugalo il Williams gli si rinvennero indosso la barba nera posticcia di “ John, e alcuni metri di mussolina pel suo turbante. La delusione fu grande nel campo spiritico: ma quel signor Gledstanes sug¬ gerì che si risolvesse il dibattito, consultando in qualche altra seduta d’un buon medium “ John King „ medesimo. Come è possente la fede e come spiana le montagne ! Si parla infatti con calore di “ John „ anche nei serii libri dogmatici di Oxon, come di uno spirito ammirabile per la “ evidenza „ delle sue manifestazioni (cfr. Staixton Moses, Spirit teachings, ult. edizv p. 44), e se ne parla anche in quelli della Marryat (cfr. Bibl., I, p. xxxii). Ma il bello si è che “ John „ non si contenta di messaggi tiptici, di comu¬ nicazioni incarnatorie, di fenomenologia fisica : è pure “ psi- cometra „ ; e nel ’99, per opera del ben noto medium Peters, si manifestò alla principessa Kakadja e le ripetè la sua ve¬ ridica istoria: “ egli fu su questa terra un corsaro vissuto ai tempi della Regina Elisabet ta (1558-1603) ,! Migliaia di persone, ribadisce la principessa, lo hanno sentito e veduto in Inghilterra, ed egli è stato rappresentato più volte: alle pareti della sala maggiore della “ Spiritualist Alliauce , di Londra è appesa la fotografìa del “ repentant Pirate „ in varie pose ! Ma come alla sua gloria non bastassero i fidi spiritisti, “ John King „ gode anche credito fra i teosofi. Secondo le sette teosofiche in auge, “ John „ non è lo spirito di un pirata, niente affatto, ma di un mago, che in vita fu po¬ tentissimo. Gli spiriti dei maghi, detti Nirmanakaya , segui¬ tano a possedere le loro virtù magiche anche dopo la disin- eamazione: e forse è per questo che “ John „ smuove i tavolini e suona la chitarra... senza mani visibili! Nel 1903 “John, viaggiava nei Paesi Bassi, e guidava il medium olandese Munstermann , dividendo bonariamente questa fatica con uno spirito collega, nientemeno che “ Abdnl- Hamid ,, l’immancabile Orientale della compagnia (cfr. in “ Het tookmshs Leven „, ’OS). Con Cecil Husk, medio notissimo (ma discutibilissimo !) JOHN KING „ DISPUTATO E... BURLATO 457 a grandi materializzazioni, appaiono molti fantasmi. Uno Ira i tanti, drappeggiato dalla testa alle spalle in una specie di scialle bianco, con il viso scarno, con la barba nera e lunga, e “ di tipo orientale „ (?!), mosse una sera le labbra, emise una voce forte e potente, e annunziò di chiamarsi... “ John King „ ! Il Fotherby, che racconta l’avventura, non crede alla realtà dei fantasmi se non in quanto sono “ forme eteriche „ formate dal pensiero del medium fcfr. “Ann. Se. psyeh. „, luglio ’06). Che più? Anche il medium romano Politi, sulla cui since¬ rità corrono dubbi gravi fra gli stessi spiritisti, è riuscito ad ottenere comunicazioni o, per lo meno, la partecipazione di “ John King „ alle sue sedute (“ Luce e Ombra „, febbr. ’05). Roma non vuole essere seconda a Napoli, e visto che il Pirata elisabettiano è il più intraprendente e fortunato degli abi¬ tanti dell’iperspazio, bisogna bene sfruttarne in qualche ma¬ niera la popolarità ! Ma la troppa popolarità espone a rischio, e la soverchia fortuna trasciua ad atti temerarii. Non altrimenti si spiega la gravissima disavventura toccata a “John King, neU’8t> quando inabilmente egli si lasciò burlare e condurre a per¬ dizione da Chicot, uno “ spirito „ inventato, al quale s’era dato il nome del buffone dei re Enrico III e IV di Francia. La storiella è stata ampiamente narrata da Roberto Bracco (v. Bibliogr.,I°, pag. 151-170), nè fa d’uopo ripeterla per in¬ tero; basterà un cenno di quella burla esiziale. Dal 1592. anno in cui morì vittima della sua impertinenza da Guascone, Chicot non aveva fatto più ridere nessuno: bi¬ sognava che lo evocassero alcuni distinti giovani Napoletani venuti nel divisamente di mettere alla prova lo ‘ spiritismo , di casa Chiaja. Sparsero pertanto la voce che in casa Goetzel avvenivano fenomeni mirabolanti per virtù di medii potentis¬ simi, specialmente del contrabassista sig. Franchi : i fenomeni erano giochi di prestigio, i medi abilissimi imitatori, e gli spiriti comunicanti, fra cui * Chicot . del tutto imaginarii. Intanto in casa del cav. Chiaja le sedute dei medii Eusapia Paladino (fisico¬ meccanica), Luisa Pellegrino (psicografo), ed Enrico Madia (psi¬ cografo) si succedevano fertilissime e convincenti. Fra i due gruppi si venne ad un accordo : tenere sedute miste, e associando la potenzialità di tanti medii. giungere, se era possibile, alle cime dello spiritismo. E cosi fu fatto: gli spiriti del circolo Chiaia, che erano John King, un Monary (?) e un Loriani, si presentarono insieme a quelli (falsi) del circolo Goetzel : John ebbe, anzi, un colloquio animatissimo con Chicot, e si dissero vicendevolmente le loro generalità. Per mezzo 458 PSICOLOGIA E SPIHIT183IO, li dello psicografo Madia, lo '‘spirito. Chicot narrò d’avere vissuto nel secolo XVIII e di essere morto a Roma (?); e tutto andò benis¬ simo sino alla fine, cosicché il Chiaja e il prof. Capuano, presi ingenuamente nella trappola da quei burloni, firmarono il verbale autenticando in tal modo l’esistenza di... Chicot : ciò che vale, sia detto per finirla, la inesistenza di John King... sia esso un pirata, sia un J nirmanakaya „ ! Nessun dubbio che la burla non sia espressiva, ma non nel senso attribuitole dal Bracco e dal Pavoni, che se ne sono valsi per buttare ad Eusapia Paladino la taccia di eiurmatriee. La burla non vale affatto in riguardo alla realtà e autenticità dei fenomeni fìsici-meccanici prodotti da Eusapia; le sue telergie rimangono veridiche anche se Chicot era falso. 1 colloqui tra .John e Chicot significano soltanto che il primo è la riproduzione ormai automatica d’un monoidesimo di origine suggestiva, tramandato per oltre mezzo secolo dall’una all’altra generazione di medii, dall uno all’altro circolo di spiritisti. 3. Regresso mentale di “ John King , e sua psicogenesi . Adunque, John King di Eusapia è un degradato : ha pèr¬ duta quasi ogni intellettualità; non sa più nulla di teologia, non cita più la Bibbia, non disputa più intorno a soggetti astratti, non canta, _ non suona, non parla se non per bocca del suo medium, non regala più prolumi come faceva a casa Marshall, nè fiori, come a casa Chiaia. Del resto, John si incarna ed immedesima talmente nei suoi medii da dive¬ nirne quel * doppio isomero „, quell’ “ individualità allo¬ tropica „ di cui parla elegantemente il Delanne. Lasciata la qualità assurda di Preadamita che i Koon nella loro ignoranza di preistoria (allora non nata) gli avevano attri¬ buito, egli resta, per anamnesi tradizionale, il “ corsaro del secolo XVI ma cambia carattere a seconda del medium che lo evoca o lo personifica: è giocoliere coi Davenport, teologo e profumiere con la Marshall, filosofo e baritono con la Nichol-Guppy, facchino addetto ai trasporti di mo¬ bili con la Shawers e con la Eusapia ; è giudizioso con W allace, è stupido con Ghiaia. Il suo stato progressivo di decadenza sveglia commiserazione. Che pensarne? Guardando al suo impoverimento in Eusapia, vien voglia di pensare che John King sia ridiventato fanciullo, e che questo suo puerilismo sia analogo a quello che il De Ro- REGRESSO E PUERILISMO DI “ JOHN KING . 459 cn as ha visto manifestarsi in taluni ipnotizzati dietro una suggestione che li renda bambini. Il dotto colonnello chiama “ regressione della memoria „ questo fenomeno, che ogni ipnotizzatore avrà potuto facilmente produrre nei suoi sog¬ getti, e che per la psicologia scientifica non altro è se non un caso della “ obiettivazione dei tipi „ studiata da Richet. Ala il De Rociias, e dopo di lui il Bouvier, avevano supposto che con acconcie suggestioni fosse possibile far regredire la memoria dei soggetti fino all’infanzia, poi fino alla na¬ scita, indi grado grado fino a prima della nascita, traverso ciascuna delle loro precedenti incarnazioni come le ammette il kardechismo dogmatico (cfr. “ Ann. Se. psych. ’06). Per esempio, il soggetto di Bouvikk avrebbe rivissuto o, meglio, rammentato in iscoreio e alla rovescia queste esistenze anteriori: — verso la metà del secolo XIX, essa sarebbe stata una Margherita Duchesne, morta nel 1860: — nel secolo XVIII. un Giulio Robert morto a Milano nel 1780; — alla fine ilei secolo XVII una Jenni/ Ludovic di Ploermel (il luogo della Dinorah di Mkvkhukku!) morta nel 1702; — finalmente, tra il secolo XV e il XVI, un Michele Berron morto ad Amiens. Non s’è riusciti a farle rivivere esistenze anteriori a quest' ultima. Riguardo alle più antiche incarnazioni regressive non c’è modo di verificarle: mancano gli atti dello stato civile! Ma per la più recente, quella della sedicente Margherita Du¬ chesne, la ricerca era possibile, ed è risultata falsa. Cosicché il De Rociias, anche per uno studio più esatto su altri soggetti suscettibili a codeste suggestioni, ha finito col convincersi che le esistenze anteriori indicate in ipnosi mai furono vissute. To mi domando com’era sensato, per chiunque ha pratica di ipnotismo, credere che la “ regressione della memoria » ottenuta per suggestione servisse a consolidare l’atavico dogma della Reincarnazione! Non la si può pertanto applicare menomanente al John King di Eusapia, il quale non fa mostra del suo puerilismo perchè, sopravvivendo, sia regredito per telepatia o per au¬ tomatismo alla sua età infantile, ma perchè, come spirito¬ guida, è il degno prodotto della mentalità “ guidata „. Piut¬ tosto si dovrebbe confrontarlo a tutti gli “ spiriti „ che hanno vissuto troppo a lungo: persino il Diavolo, questa sintesi di tutto il mondo spiritico sub-umano, anche lui, poveretto, è irrimediabilmente allenito e striminzito da quel che era ai tempi di Giovanna Féry o delle Orsoline diLoudun. È fatale: gli “ spiriti „, di cui la imaginazione dei primitivi, dei sei- 460 PSICOLOGIA E SPIBITISMO, II vaggi e dei semi-civili popola l'aria, la terra, gli astri e i cieli, invecchiarlo e soffrono da qualche secolo in qua una vera moria: siano maliziosi come Namone, Mammone e Belzebù siano bonaccioni come John o sentimentali come Katie, muo- Planf° P‘ano i S1, rÌ8°lvono nelle paure dell'ignoranza, nelle fantasmagorie derivanti dall'isterismo, nei monoteismi subcoscienti e suggestivi dei medium ; si dissipano alla luce della scienza come la nebbia al sole. Les Esprits s’en vont! di (ari°SISSlmo’ Per n°n dir altro, il ragionamento specioso Kimr esiste" EL'r':i_- iSe n'ente C‘ ha Provato che John Pb/„ t ' nlent® c‘ ha P01 provato che egli non esista „ V*9ch 7 P; 5p4)- Debbo semplicemente supporre che ÌniStì'U,0i1S1ChlC1Sta n°D abbia saPuto sondare nella psiche dello spirema Cercare abbastanza neUa storia allegra Le conseguenze psicologiche di questo accoppamento di uno spinto-guida „? Eccole: John King è un io secondario, una personificazione oni- nca, in tutti 1 medi che inspira o che guida; — è stato inventato in America per un’autosuggestione di ignoranza storica ; 6 — si è propagato. ed è passato da un Continente all’altro, da un medium all altro, per mimetismo; - si svolge in ciascun medium per suggestione d’am¬ biente, per invidie ed emulazioni professionali, per falsifi¬ cazione impudente; v ~ quando è sincero, si ripresenta a ciascun nuovo at¬ tacco medianico per automatismo ; — la sua sopravvivenza è una credenza di origine ata¬ vica e mimetica ; 6 . la ?uo personalità palesa la miseria e il puerilismo della imaginazione subliminale ; — la sua variabilità personale dimostra che le personifi¬ cazioni medianiche sono trasformate dal prisma cerebrale cne le rifrange; ~ }a s.*la s°i'te infelice ci lascia presumere quella di Spiritismo6 C0USlmi11 Pers°nificazioni su cui si fonda lo SCHEMA UNIFORME DI TUTTI GLI SPIRITI 461 I romanzi subliminali e la psicologia scientifica. Le “ comunicazioni meccaniche „ e le presentazioni fan¬ tomatiche della Paladino sono così elementari , discontinue e inintellettuali, che un abisso sembra separarle dai “ mes¬ saggi „ dei Magni Spiriti che ogni tanto si fanno sentire vivi, col tavolo o con la psicografia, nell' “ Altro Lato „, e dai coordinati e spesso eleganti prodotti della coscienza subli¬ minale che crea i “ romanzi „ ultraterrestri e storico-palin- gnostici delle Van Vay, delle Smith, dei Forsboom, delle Smead, delle Weldon, e in generale dei medii acclamati in casa Nokggeratii o nei circoli spiritici ortodossi. Eppure, lo schema è, in fondo, sempre il medesimo ; solo ne variano il rivestimento, l’arricchimento, le efflorescenze onde ogni singola fantasia mediumnica, ricca o povera che sia, empie i vuoti tra le linee della intelaiatura o ricama a risalto la tela che serve loro di sostegno. Ma basta che rocchio sagace del psicologo, e sopratutto del psicopatologo, vi si fissi per scorgerne la trama grossolana e uniforme. Lo so bene : a prima vista, par difficile assomigliare le gesta funamboliche di un “ John King „ o i semplici pateticumi di una “ Katie King „ alle rivelazioni astrofisiche dello * spirito Galileo „ o dello “ spirito Humboldt „, ai poemi dettati dallo “ spirito L. Ariosto „, alle romantiche vicende della indiana “ Principessa Simandini „. Àncora più lontane da tanta miseria sembrano le sublimità poetiche prorom¬ penti dalla subcoscienza di Carlo Hugo sotto la suggestione del suo gran genitore, all’isola di Jersey, quando venivano a inspirarlo col tavolo 1’ “ Ombra del sepólcro „ oppure alcuni simboli astratti chiarissimamente Vittorhughiani, come il “ Leone d’ Androide „, il “ Romanzo ,, 1’ “ Idea „, o “ La Morte „ (G. Bois). Queste inspirazioni mostrano che l'anima è profonda: eppure, la profondità non scende oltre la capacità del cervello umano, nè oltre ai dinamismi assegnati dal¬ l’Evoluzione bio-psichica alla sostanza nervosa. Certo, la tribù dei “ King „, quantunque rappresenti in questi ultimi cinquant’anni tanta parte del commercio tra 462 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II il Mondo di Qua e il Mondo di Là, è stravinta in potenza mi- mico-ra&gurativadai “ Cesari „ dai “Santi lgnazi da Lojola, dai Robespierre , e dalle “ Marie Antoniette „ che si muo¬ vono dignitosamente e artisticamente impersonati in altri inedn incarnatori. E certo, le stamburellate e i sussulti tip¬ ici del “ Nirmanaltaya d’Eusapia „ sono un nulla rimpetto alle esecuzioni musicali e coreografiche delle belle medium JNjdia e Maddalena. Lo so benissimo; e ne veggo e ne ap¬ prezzo la distanza: ma non mi lascio impaurire dalle grida ostili degli adepti, che forse se ne diranno offesi. Io penso e scrivo da alienista e neuropatologo qual sono, che tra quell imaginoso mondo dell’Al di là e il povero nostro mondo terrestre un ponte solido sotto i nostri piedi ih gettato dalla scienza psicologica, non solo supernormale, bensì anche normale, massime mitosociologica (folklore) e dalla anormale, massime patologica (psichiatria). La mia critica si rivolge allo “ spiritismo „ in blocco, non facendo distinzione, sotto questo punto di vista, tra il dogma (davisismo, kardecismo) e lo spiritismo-ipotesi (battezzato, per opportunità come “ psichismo „). Hanno un bel dire quelli che ci vorrebbero persuadere d’adottare lo spiritismo almeno come ipotesi di lavoro „ : no, signori miei, il vostro spi¬ ritualismo chimerico, estratto dai fatti di mediumnismo, non e che una riduzione del vecchio kardechismo; e ne conserva la fisonomia o, se volete, lo scheletro; e i suoi corifei sono ancora i medn ad incarnazioni più o meno romantiche Ci serviremo di costoro come di strumenti, ma le loro fisime e halle neo-spiritualistiche non ci guideranno più nell’interpre- tazione dei fatti. r Verissimo che certi spirito-psichicisti odiernissimi, ve- (tendo la mala parata, gettan via come cenci le “ comuni- «azioni intellettuali „ delle Smith e delle Smead. senza neppur pm degnare di uno sguardo le “comunicazioni meccaniche „ delle Eusapie e dei Politi. Ma purtroppo anche nella sfinge Eleonora Piper, il cui « mistero . rimar¬ rebbe indecifrabile „ dalla scienza psicologica e perfino dalla metapsichica, la continuità della fenomenologia spiri¬ tica dal falso “ Dr. Phinuit „ al reduce spirito del “Tr. Hodgson e evidente: nè valgono le sottili distinzioni del prot. Htslop per separare le ingenuità fanciullesche della prima spintificazione „ dai sibillini messaggi della seconda reduce personificazione. Di tanto è atavica o tolomaica la cosmologia a più sfere dello spiritismo e dello spiritoccultismo, di quanto è antro- l’epos del mondo spiritico 463 pomorfico e volgare l’Epos dei suoi personaggi ultramon¬ dani. Costoro — 1 ho detto — sono per lo più doppii in¬ tellettuali e morali del medium. Per ciò che è intelletto, su mille “ comunicazioni „ delle Intelligenze occulte a fa¬ tica se ne incontra una che al riceverla o al leggerla non faccia smascellare dagli sbadigli o sorridere di compassione, tali e tante sono le banalità, le sciocchezze, le incongruenze, le “ presuntuose corbellerie „ (frase di St.-Mosss !), onde sono composte. E per ciò che è condotta o azione o virtù, tutte le 1 Entità occulte, sono il riflesso dell’antropomorfismo più comune, anche quando si presentano con nomi sonori. Vi sono indubbiamente dei casi, in cui questo riflettersi della personalità del medium in quella delle sue creazioni subliminali sembra mancare del tutto: ma sono rarissimi, e bisognerebbe consegnarli uno per uno alle morse spremi- trioi di uno psicologo di razza, come Tu. Floiìrnov , o Pietro .Tanet, o Sion. Freud, o Morton Prince : che cosa ne sprizzerebbe fuori e che cosa ne rimarrebbe? Ne rimar¬ rebbe quel tanto che, sotto le indagini d'uno psichiatra acuto come Jung, s’ò trovato nelle insulse fantasticaggini del medium S. 3L W**, o quel tanto che lo stesso psichi - cista Hyslop s’è veduto restare tra le mani frugando seria¬ mente nel povero romanzo spiritico di M. Smead. Nessuno fra i psiehicisti e io, credo, fra gli stessi indul¬ genti propugnatori dello spiritismo-ipotesi, prende più sul serio le grandi comunicazioni in cui, fino a pochi anni fa, si soleva sentire 1’ ‘ eco sublime dell’Infinito „. Spogliando le effemeridi spiritistiche ho raccolto una lunga lista di ‘ spiriti comunicanti , : per rivelarci tutta l'assurdità dello spiritismo classico basta che scegliamo a caso alcuni nomi. — Per esempio, fra le (traudì figure della storia religiosa si è osato evocare Mose, il profeta Daniele, Càkya-Muni, ilBudda, S. Giovanni Battista, Gesù Cristo (!), S. Giovanni l’evangelista. San Pietro, San Francesco d'Assisi, Lutero, Calvino, S. Ignazio di Loyola... ; fra i personaggi storici, Nume Pompilio, Bruto, Giovanna d’Areo, la Clairon (attrice del secolo XVIIJ), la Pom- padour, il convenzionale Couthon, l’Abate Grégoire, Saint- Just e altri, la Théroigne (l’attrice che rappresentò la “Dea Ra¬ gione ,,), M.lle Lenormnnd (famosa indovina e chiromante du¬ rante la Rivoluzione)...; fra i filosofi, Pitagora. Socrate, Ipazia, Abelardo, Rousseau, Voltaire, Diderot. Lamennais, Mamiani...; fra i rìsionarii e ciarlatani precursori, Swedenborg, Cagliostro, Mesiner. e... Allan-Kardec... Come prendere sul serio tutti questi reduci dall' A 1 di là ? Ce lo insegna un’autorità cara agli spi¬ ritisti. lo Sta inton- Moses . “ L’abuso dei grandi nomi è uno PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II 464 dei fatti più sospetti, sopratutto quando loro si attribuiscono le presuntuose corbellerie, le ampollose volgarità e le inutili cianeie di cui si intessono le comunicazioni tiptiehe e psico¬ grafiche „ (cfr. Spirti Identity). È vero che talvolta, a dimostrazione della loro origine subcosciente, i sommi Morti parlano pedestremente, come è accaduto a “ Dante , quando si è manifestato ad un austra¬ liano sig. Smith (“ L. e 0. „ ’04, p. 230): ed è pur vero che i grandi Defunti si rivelano senza accenni alle loro oc¬ cupazioni abituali, come il pittore “ Giovanni Segantini „ che per opera del medium Fulton ha parlato molto di filo¬ sofia, ma non ha disegnato affatto (“ Harb. ofLight,, ’04). Però d'ordinario “ Dante „ si rifa vivo con terzine, lo * Sca¬ ramuccia „ con buffonate, e “ M. de Staci „ con discorsi so¬ nori: il subliminale di certi medi presenta a quel modo i suoi personaggi onirici per renderli riconoscibili, nè si dà la pena di riflettere sempre che i poeti in vita non fanno solo dei versi e i filosofi non solo delle meditazioni peripa¬ tetiche, mentre ai buffoni dei re di Francia spesso le lagrime troncavano il riso. La venuta degli “ Spiriti Magni . subisce le vicende della moda: essi si manifestano a ritmo, come tanti sonetti a rime obbligate. Quando era ancora grande la fama di Frax- cklix e di Byron, venivano l’inventore del parafulmine e il cantore di Manfredo : questo fu l’ultimo strascico del roman¬ ticismo tubercolotico ed epilettico tramontato, per fortuna per i vivi, verso il 1840-50, trapassato fra i morti dopo il 1850: l’Al di là è sempre il prodotto della cultura popo¬ lare, che è in ritardo su quella àe\V élite sociale. Poi, col fiorire del naturalismo, fu il turno di “ Humboldt „ defunto da poco (Van Vay), e del glorioso nostro * Galileo „ perchè il medium era un assistente d’osservatorio (Flammarion). Muore Gounod? Eccolo rivelarsi alla Weldon, ma non come musicista, forse perchè essa non sa di musica, bensì come “ poeta „. Ho già accennato al Segantini... Ogni personaggio illustre non passa da questa vita senza vedersi costretto a tornare dopo poco a battere ai tavolini o a fare scorrere la “ tavoletta „ autoscrivente: è una punizione che l’ima- ginazione del Divino Alighieri non ha saputo vaticinare a sè stesso ! Però fra gli eroi popolari ve n’ha di prediletti dai medii ed altri no : “ Washington , furoreggia sempre di là dall’Atlantico, mentre da noi “ Garibaldi , preferisce dor¬ mire a Caprera i suoi sonni soltanto funestati dai dissapori e dai pettegolezzi della sua famiglia... STUPIDITÀ RIPUDIATE DALLO STESSO SPIRITISMO 465 Tutto ciò ai nostri posteri parrà stupido e incredibile- eppure, è scritto a lettere cubitali nella storia dello “ sdì- rituali sino moderno .. Già, “ moderno,!, e, per giunta sperimentale .11 La cosa è tanto chiara, che le personalità sporadicamente rivelante neUa “ trance , con quei nomi è con quei discorsi magniloquenti, sono adesso la folla-zavorra che minaccia di colare a fondo la nave dello spiritismo. Conosco una signora intelligente e colta, medium scrivente ottimo, che ha scritto non so se romanzi o tragedie sotto la inspirazione di Akss Manzoni,,, e non osa pubblicarle col nome suo per paura che la si supponga plagiaria o discopri- tnce di scritti inediti del grande Lombardo. Ma 1 psichicisti non hanno questi timori: per essere con¬ seguenti tacciono sul significato intimo dei sogni e aneddoti spintici, oppure hanno, come M. Sage, il coraggio di ripu¬ diare la medianità delle Elene Smith, appunto perchè oi è dentro troppo ‘Cagliostro, e c’è troppo Indianismo spurio. Io direi, anzi, che una reincarnazione mediumnica troppo insistente, una personificazione onirica troppo romantica, mette oggi m sospetto. Un medium incarnatore corre il rischio d essere appajato a una visionaria qual’èM "'Couèdon suoi attacchi isterici di profetismo si incarna nell Arcangelo Gabriele , e da responsi con voce alquanto piu grave della sua naturale, e in falsi versi tutti imbecil- lescamente rimati in é o in er, come i seguenti: aJncfL* X*?f * M"" °“a *“» — - u A- Rome tu vas étre appelé, “ Par un personnage tu es protegé, « T„une r.0bbe couleur du sangje le vois habillé; . lu va beaucoup voyager, Et par là tes ennuis seront de courte durée, ecc. m<ldre ^ Mede Ma taumatur9a se una sua ^ Faut pas te tourmenter, « fon enfant va mieux aller (bis). Je vais le soigner. Et quand tu vas entrer , (-'h ! tu seras etonnée Uu changement qui sera operé, ecc. Bambocciate poetico-mistiche, di cui gli alienisti veggono Uouclu, Psicologia e Spiritismo, n. ^ 466 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ogni giorno esempi nei Manicomi, fra i paranoici e i dementi precoci ! Certo, che lo spiritismo odierno le ripudia, ma ciò non di meno esse hanno psicogeneticamente lo stesso valore dei messaggi , non più di “ arcangeli „ , di “ demoni „ , di “ eroi „ o di “ disincarnati di genio ma soltanto di disin¬ carnati comuni. Il “ Gabriele „ della Coiiédon va nel mondo dell’ Ultrasensibile a braccetto coll’ “ Alfredo „ e con la “ Maddalena „ del medium Politi, collo “ Stanislao Volpi „ della medium sig'“ Ponzoni, e coll’" Arnaldo „ dell’altra me¬ dium sig"'k 0. de S. decantata da un bollente Achille (offen- bacchiano) dello spiritismo meridionale. * L'infantilismo psichico domina, dunque, inesorabile tra gli inspiratori dell’Al di là, tra gli amici dell’iperspazio pro¬ creati nell’ officina della subcoscienza. Già, questo tatto si scorge nei sogni, che sono il primo gradino nella scala sub¬ liminale del Myers : lo si scorge poi anche nelle personalità multiple degli stati alterni di coscienza d’origine isterica ; nè manca nei metabolismi di personalità dei paranoici. Lo Schupp, che al Congresso psicologico di Parigi mise innanzi, a difesa della ipotesi spiritica, questi esempi di ego duplex o triplex, come se ciò bastasse a dimostrare l’arrivo e l’in¬ gresso di codeste * coscienze „ diverse dal di fuori, s’è di¬ menticato tutto un capitolo ormai solido di psicopatologia. Molti dei grandi medi incarnatori o presentatori di fantasmi si creano uno spirito-guida fanciullo per giustificare la or¬ dinaria scipitaggine e puerilità dei loro messaggi. Per bocca della celebre Mme Thomson parlano o per le sue mani scrivono tre personalità spiritiche: una “ Mrs Cartwìght „, antica sua maestra di scuola, una “ Mme Z. „ ed una sua bam¬ bina ‘ Nell;/ „, morta in tenera età (M’ Veukàll). — lu Maria Barmes si incarnano otto o dieci “ disincarnati un “ Hutto ,, una ‘ Mary Nick , una * Mary Ann ,, un “ Tarn' a Darli ng „ (?), un giudice * Uneza „ (?), e fanno a gara per inspirare sciocchezze atossiche alla medium, cosicché il Dr Wilson pensa che avvenga in essa durante la 'trance, una dissociazione fra strati profondi e strati superficiali della corteccia cerebrale (“ Proc. S. f. p. R. „ ’05), precisamente come si crede avvenga nel cervello dei dementi precoci (Alzheimer I. — E forse è per un consimile dissesto funzionale transitorio che Miss Beauchamp di Boston si vede occupare la sua subcoscienza da due personalità liti¬ ganti tra loro, una ‘ Sally „, nemica giurata della medium, che SPIRITI INFANTILI E ORIENTALI IN MASSA 467 ne deve sopportare dispetti ed ingiurie, ed una "X...,. apparsa soltanto in sèguito, che ne prende le difese (MortonPhince). — Citerò ancora il Miller, il medium oggidì in maggior fama quale evocatore di spettri: in una seduta a Parigi egli è riu¬ scito a presentarne una ventina, fra i quali, oltre a due più v meno riconosciuti da qualcuno dei presenti, sette sconosciuti dall'assemblea, due defunte illustri per ragioni diverse, la “ Blawatski „ e la “ Luisa Michel . (?), un ‘ DrDenton „, e i due suoi spiriti -guide abituali, un “ Giuseppe , e la immancabile fanciulla, la * graziosa Betsy „. In altra seduta il Miller presentò «lue sorelle ‘ Fox „. il ‘ Prof. Denlon ., ‘ Mona, regina dell'A¬ tlantico , (!!!) e ‘ Betsy „. È quest’ultima che dà sempre il tono alla rappresentazione. Ho anche notato in qualche punto di queste mie Note la strana frequenza di Indiani, di Orientali, di Bramini e di Fakiri in tutta questa popolazione dell’Oltre-tomba. Vi è del¬ l'India coi fakiri e del Bralimanismo con Càkya-Muni, in quasi tutte le pagine liriche della Survie della Noeugeratii ; e ahimè ! si deve pagare questo tributo all’Oriente, perchè là è la patria sacra dell’esoterismo con cui lo spiritismo, hn dal suo nascere, s’è accompagnato. C'è V Abdullah della d’Espérance; c’è “ V Abititi- J/umid „ che si alterna con " John King , alle sedute dell'olandese Mun- stermann. A Villa Carmen, colla medium Valencia Garcia, da¬ vanti agli occhi di Richet s' è plasmato “ Bten-Boa un k uomo di lm 85 ,, dall’andatura lenta e maestosa, dai gesti solenni, dalla barba nera, dagli occhi nerissimi ,, coll’elmo in testa, ma anche coll’inevitabile turbante: e chi fu in vita? Fu un bramino, gran sacerdote a Golconda. durante il XVII secolo. E con lui la non meno immancabile personalità puerile, la “ Perlette e poi 4 Phygia , (?), e poi ‘ Zina „ e poi “ Abd-el- Kader , nientemeno!. l’Arabo che s’appaia sempre coll’Indiano. E quando non provengono dall’India orientale od Asiatica, sono per lo meno delle “ Indie occidentali , scoperte da Co¬ lombo: ossia Indiani d’America. Nella folla di spettri incar¬ nati o materializzati dai medi Americani c’è spesso, se non sempre, 1’ 4 Indiano gigante , : anche il “ I)' , Slade ne aveva due, uno di bassa estrazione chiamato “ Owasso „ che sapeva l’inglese, e l'altro, un “ Gran capo „ che non lo sapeva e si alternava nelle incorporazioni con un “ Dottore Scozzese „ ! Questi accenni al misterioso Oriente ed al segreto rituale scendono dall'alto nella coscienza subliminale, che li rumina silenziosamente nelle sue cripte, li elabora, e al momento del sonno autoipnoide li ejacula, come razzi spontanei, fra i sogni del medium, dove, ripetendosi, si sistemano, si or- 468 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II ganizzano, si cristallizzano. Poche notizie derivate da una coltura superficiale e frettolosa, o informazioni giunte dai margini della coscienza superiore bastano alla bisogna : la ima¬ ginazione subconscia li associa poscia a modo suo, li feconda, li complica e ne costruisce i suoi “ romanzi spiritici E sono sempre i medesimi elementi : e sono sempre, o a un di presso, gli stessi episodi, come nelle epopee cavalleresche della Tavola Rotonda o nella favola ancora più vecchia del Renard e Canteclaire. Noi, ordinariamente, vi troviamo : un ciclo astro-planetario, un ciclo palitignostico-romantico, un ciclo genealogico-aneddotico-, i primi due elaborati sponta¬ neamente, il terzo, sotto il nome di “ regressione della me¬ moria ,, rivelato sopratutto con la suggestione ipnotica (De Rochas). Nei casi completi esistono, più o meno chiari, tutti e tre; negli incompleti, che sono la maggioranza, or l’uno or l’altro dei cicli è più sviluppato, oppure l’elemento tipico viene sostituito da altri consimili o equivalenti. I. NeH’esempio classico di Elena MiUler-SmiV/i — che tutti conoscono — il cielo planetario si aggira principalmente tra la Terra e Marte, e poi tra la Terra ed Urano. 11 ciclo palingno- stico-romantico fe doppio, e si compie in Francia all'epoca della Rivoluzione, e in India nel secolo XVI: i personaggi del sogno, oltre ai Marziani, sono Cagliostro, Maria Antonietta (probabil¬ mente per suggestione dei romanzi di A. Dumas sul processo della Collana ¥), la principessa Simandini (forse per suggestione di qualche vecchia lettura . 11 ciclo aneddotico, quasi abortivo, consta della rievocazione di ricordi individuali antichi, concer¬ nenti persone conosciute probabilmente nell’infanzia o, come il vecchio parroco, sentite nominare in famiglia (Floubhoy). II. Nella signorina S. W**, quindicenne, fortemente in¬ sidiata da eredità morbosa, un po’ rachitica nel cranio, note¬ volissima medium a incarnazioni, con crisi grandi o crisi piccole di sonnambulismo isterico e di emisonnamhulismo, lo spirito guida è suo ‘nanna,, ma gli si associano un ‘sigi. /<***, fra¬ tello di un giovanotto che faceva troppo il galante alle dame in seduta, un “ Ulrico di Gerberstem . parlante in vecchia lingua tedesca, e sporadicamente altri “ spiriti r. L'io sonnambulico della W" si affaccenda in un inviluppo di cicli ; viaggia nel¬ l'interspazio astrale: i suoi spiriti sono * abitanti degli astri essa visita, ben s’intende, Marte, e come la Smith ne descrive le genti in forme bizzarre, con macchine da volare, ecc. Il ciclo storico s’aggira confusamente attorno a ‘ Napoleone , che abita in Marte (il guerriero!), attorno alla Frederiea Kauff, la veg¬ gente di Prévorst, attorno a Swedenborg l'illuminista, poi sale a ‘ Nerone „ all’epoca del quale la W" fu una giovane cri¬ stiana morta vergine e martire. Il ciclo palingnostico b, qui, assai ROMANZI E CICLI SPIRITO-ASTRALI 469 ricco, ma caotico: la W** è stata anche una ‘ ebrea „ ai tempi del Re David: poi si pretende sorella di ‘ Katie King „ come ‘ John King , è suo fratello, e così per mezzo dei ‘ King » la medium svizzera si imparentela . con la Eusapia Paladino! Suggestionabilissima , la W*‘ assorbe tutto ciò che legge o ascolta, e lo getta nel crogiuolo del suo sogno medianico (Jung). III. La signora Smead, medium di Boston, ha elaborato anch’essa nel suo subliminale uno scipito romanzo astro storico. Due abitanti del pianeta Marte secondo disegni eseguiti dalla medium sigr* Smead (Hyslop). (Prova di infantilità ancora più. evidente di quella riprodotta addietro e appartenente allo stesso «ciclo marziano*. Da raffrontare con le figure umanoidi eseguite dai nostri bimbi]. Il ciclo planetario cominciò ad accennare a Giove, ma poi, sotto la suggestione dei recenti popolari articoli sulle scoperte in Marte (Schiapparklli, Percival Lowkll), s’è portato in questo pianeta : la veggente (?) ne descrive le case, gli abitanti (v. fig), i costumi, le barche aeree, gli orologii... Ma il suo ‘Marte,, i suoi Marziani , sono meno differenziati dagli umani che non siano quelli della Smith; il suo ‘ linguaggio marziano ,, ancor più di quello di ‘ Esenale ,, è un parlar negro, dove ricorrono le strop- piature filologiche degli idiomi terrestri (p. es. mar, uomo, dal “male„ingl.; emerincenzen , Equatore, da ‘eoli,, metà; frain, 470 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II pane, da ‘ finii n „ eco.). Il ciclo storico è semplificato : chi si pre¬ senta è un * Hurrison Clarke i„. tipografo, soldato, morto nella guerra di secessione; ma le notizie che dà di sfe questo disincar¬ nato sono erronee ; egli si giustifica con sotterfugii bambineschi. Accanto all’ “ Harrison , , che è una personalità secondariasi- mulata, vengono altri * comunicanti ,, nei quali, ciò nondimeno, I'IIysi.op , da cui tolgo tutti questi dettagli, crede di scorgere caratteristiche spiritiche più autentiche (! !) di quelle dei per- sonaggi onirici della Smith ; egli arbitrariamente separa il falso dal vero nella mediumnità della Smead, attribuisce a costei facoltà evocatone di “ disincarnati , realmente vissuti, e la colloca in mezzo tra la Smith, che ripudia, e la Piper, in cui vanta la quintessenza dello spiritismo. Ecco un modo curioso di logica, che abbandono al criterio del lettore! IV. La nobile medium. Donna Marinila Alice de la Correa, di cui ha parlato Soitza-Couto al Congresso del 1900, ha, tra molti altri sogni abbastanza analoghi a quelli della Smith, il suo ciclo planetario (‘ C. - r. Congrès „. ’02, p. 211). V. Carlo Bailey, se non è totalmente un falsario, ha pure il suo ciclo storico, solo ne ha spostata la sede nella America- precolombiana, 11 suo spirito-guida è un ‘ Prof. Robinson „ ar¬ cheologo, che gli fa rivivere l’epoca degli Aztechi e Toltechi del Messico, degli Incas del Perù : poi con salti mortali traverso l’Oceano, probabilmente passando per la leggendaria Atlantide, se non pel Pacifico, lo trasporta fra i popoli asiatici della Meso- potamia fioriti 6-7000 anni pr. d. Cristo. Nel ciclo palingnostico (forse simulato V) compaiono i soliti spiriti orientali, un ‘Selimr, un Abdul „ , un parsi ‘ Ciandazan „, e, a coronar l’opera, il solito 4 Prof. Denton ,, che ritengo possa essere l'inventore delle impronte medianiche su paraffina. Si noterà l’analogia con le evocazioni abbastanza dubbie del suo collega, il Miller. VI. 11 medium Lay-Foncielle incarna uno spirito superiore chiamato Julia, che è 4 cristiano ,, ed in rapporto con tutte le famiglie spirituali superiori, particolarmente con quelle coman¬ date (da Dio?) al governo generale del pianeta Terra. E basti. Gli esempi addotti mostrano che dei pianeti il preferito dagli “ spiriti , è Marte, ma anche gli altri corpi astrali non sono trascurati; Urano, Giove, Mercurio . La Van Vay fu condotta spiritualmente in Mercurio dallo spirito di “ Humboldt , e ne tornò con la descrizione di quella fauna: i suoi disegni rappresentano delle specie di gatti dal lungo pelo arruffato e dalle orecchie a coniglio, con una mescolanza di caratteri zoologici che rivela la origine sua da sciocche associazioni subcoscienti di sogno (cfr. in A. Bastian, loc. cit.). Questa tendenza astrale tradisce sempre l’antico LETTERATURA ROMANTICA -SPIRITICA 471 concetto precopernicano, rimasto nei bassifondi della co¬ scienza dei popoli occidentali: è un sostitutivo del “ Cielo , ed è un equivalente del “ Paradiso „. La letteratura romantico-spiritica si giova di codeste aspira¬ zioni ‘celestiali,. Urania e Lumen di Flammabion sono repu- tatissimi e popolarissimi in Europa. In America lo è adesso un libretto per ragazzi: Stella ’s Adventures in Star land, con intro¬ duzione astronomica di Elbbidgk H. Sabia (ed. Des Moines, Jowa): l'eroina va in cerca di avventure in Mercurio, in Venere, in Marte, in Nettuno, e porge curiose notizie su di una ‘ scuola , in Venere, che speriamo non sia... venerea. Tutta questa pro¬ duzione pseudo-spiritualistica, buona a leggersi dai ragazzi, fa¬ vorisce la corrente spiritica, fomenta l’insorgere dei cicli astrali nella subcoscienza dei medii, ma non merita d'essere nennco accostata alle stupende creazioni di un Vernf. o di un Wells, dove la coscienza superiore manifesta la sua grande superio¬ rità sulla inferiore. All'insipido romanzo marziano della Miiller- Smith ogni buongustaio preferirà la Certa inty of a future Life in Mara del Guatala e. Un gran numero di questi prodotti mediumnici sembrano componimenti scolastici, imbastiti di reminiscenze. E già il Mykrs, analizzando le Lettera frotn Julia edite dallo Stbau (Londra, ’97), aveva dovuto riconoscere la estrema rasso¬ miglianza tra le “ comunicazioni automatiche „ di Moses, della Piper, ecc. con tutti i migliori romanzi sullo stesso argomento della vita ultraterrena, ma anteriori alla esplo¬ sione dello spiritismo : per es. le storie mistico -occultistiche di Lawrence Oliphant, la Seraphita di Balzai-, lo Zanoni del Bulwer-Litton, ecc. ai quali sarebbero adesso da aggiun¬ gere l'Anima di IAUie di Mf.ry Corellt, VAmias Frigoulet di Mab (pseudonimo della sig” Bosc), ecc. tutte figliazioni evidentissime della letteratura swedenborghiana o illumi¬ nistica. C’è pertanto da credere in una suggestione o mi¬ mesi più o meno conscia dai romanzieri ai medi: e la ragione messa avanti dal Myers, che cioè si tratti di sem¬ plici analogie , non di imitazioni letterarie, perchè “ gli spi¬ rili ci comunicano ciò che è vero, e i romanzieri imaginano ciò che è vero ,, attesterà bensì il candore di convinzione nel teorico del subliminale, ma non farà molto onore alla sua logica superliminale. Nel periciclo della celeberrima Piper — il campione grani¬ tico del neo-spiritualismo — manca o non è esplicito l'elemento astrale : ma la sua medianità, che nacque per vero contagio psichico da visite ai medii signora Orsat e signor Cocke o 472 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II Cook.^ha il suo ciclo storico-pulingnostico nello spirito-istrut¬ tore Dr. Phinuit medico francese, morto in altro secolo, e derivato per suggestione degenerata dallo spirito ‘ Dr. Finny , del Cocke; in Sebastiano Back, il grande musicista tedesco del sec. XVIII; in Loretta Ponchini, una cantante italiana, che poi rimase soccombente davanti all'invasione del Phinuit. , come questi è stato a poco a poco surrogato da Giorgio Pelham, che lia seguitato però a comunicare nello stesso stile e con le iden¬ tiche imagini (cfr. I’omo II, p. 157). Non manca l'elemento eso¬ tico e infantile nella (Monne, giovane Indiana (non dell’India asiatica, bensì una Pelle Rossa!). Ma tutte le primordiali personalità secondarie, sorto per eso- suggestione nella Piper, furono respinte nell’ombra, come acu¬ tamente osservò (juolielmo .1 amks, quando ella arrivò a conoscere gli io secondari i di Oxon (St. -Moses) e ne senti la maggiore potenzialità medianica: allora, nel suo subcosciente si originò il solito intreccio del suo mondo spiritico con quello di Moses, e comparve Rector, ricopiato dalla pneumatologia del retore di Oxford. E il medesimo procedimento di mimetismo psichico, per cui anche la Zurighese signorina W** innesta nel suo far¬ raginoso romanzo la Katie King, che ha copiato dalla Florence Cook e... da E u . sapi a Paladino; ed è pur sempre il motivo iden- tico pel quale E usa pia copia con * John * il piccolo mondo spiritico della Cook-Corner degli anni giovanili. A sua volta Rector e Imperator di St.-Moses. imitati dalla duttile imagina- tiva della media di Salem, non sono altro che rimembranze letterarie di quello a Spiritus rector „ o dominante, con cui gli alchimisti medievali indicavano la forza naturale capace di pro¬ lungare la vita umana e di trasmutare i metalli. E sia pur vero che sono tutte mimesi meccaniche e remini¬ scenze^ ossia inconsapevoli richiami e automatismi onirici del subliminale, non ricordi evocati ad arte, n'e agguati della co¬ scienza vigile; ma sono anche reminiscenze di concetti atavistici e ritmi di idee popolari che emergono negli attacchi di sonno mediumnico, perchè la coscienza superiore, o poco evoluta, o autosuggestionata dall abitudine, le aveva assorbite avidamente. Per ine, psicologo, il lato più meraviglioso è questo, di psichicisti come 1 Hodgson e I’Hvslop, i quali, dopo diciotto anni di frequentazione e dopo centinaia di sedute, non Scor¬ gono codesti legami psicogenetici dell’ “ Al di là „ nella epopea subliminale, abbastanza misera, della loro eroina. Eppure, bastava conoscere i lavori classici di Maubt, Car- penter, Delboeut, Sputa, De Sanotis, Tissik... per com¬ prendere e apprezzare le origini di tutte quelle poetiche e spesso caotiche invenzioni dall’attività soraniatrice dei medi. La sig."* Fbank-Miller ci ha dato un modello di indagini psicoanalitiehe sulla derivazione delle sue creazioni oniriche DISPOSIZIONI LUDICHE DEL SUBCOSCIENTE 473 da ricordi della giornata: anch’essa aveva fra i personaggi onirici l’ immancabile elemento esotico , l’azteco o indiano Chi-wan-to-pel, nato per suggestione, e che equivale agli Ab- dullah, alle Chlorine e ai King del medianismo militante (v. “ Arch. de Psychol. „, ’06, Y). Che dire poi della bambinesca maniera di comunicare degli spiriti Piperiani? Bisogna ‘‘parlare alla titano della medium „ (sic!), altrimenti non si ottiene risposta. Perocché non è esatto ciò che scrive il Dr Visani-Scozzi, che gli spiriti comunichino telepaticamente mediante il cervello dei medi : no, sarebbe un modo troppo elevato pel subcosciente di un medium, di concepire i suoi rapporti eoH'Ultrasensibile. È proprio la “ mano „ che impersona lo “ spirito „ ed è la “ mano „ che bisogna interrogare, come è il tavolo d’Eusapia che si prega e si eccita con le nocche affinchè risponda. 0 non è nel “ dito mignolo , della Smith che si incorpora il suo Leopoldo- Cagliostro, il quale ne agita in aria la piccola e rosea punta per segnare le lettere dell’alfabeto onde si com¬ pongono i messaggi (Flournoy)? Scene da commedia e giuochi da bimbi ! E la psicogenesi delle comunicazioni e presentazioni, siano intellettive, siano meccaniche o teleplasmatiche, che bisogna investigare: e la psicopatologia e la psicologia anormale ci dànno forse la chiave per aprire quasi tutte le porte del Mi¬ stero. L’isterismo sta là in nascondiglio, nelle latebre del subli¬ minale, per trascinarlo seco nelle sue disposizioni ludiche. Come l'ipnotizzato acconsente a seguire con docilità le imagini o idee che gli infligge il suo suggestionatore ; e come nel sogno ipnotico provocato la fantasia, schiava della prima suggestione, giuoca con gruppi associati di idee ed imagini; e come l’isterica, abbandonandosi ai capricci della sua ima¬ ginazione, si diverte a inventare e a simulare fino a smar¬ rirsi nelle concatenate menzogne della pseudologia fantastica; così il soggetto in autoipnosi mediumnica crea subconscia¬ mente i suoi sogni macabri e i suoi romanzi astrali. Ma purtroppo una rigorosa analisi di tutte codeste creazioni ne rivela la inconsistenza, la infantilità, la ristrettezza, il lato grottesco e inintelligente. Ipnotismo, isterismo, mediuinnismo si sono strettamente legati a condizioni fisiopsichiche, che rappresentano un re- 474 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II gresso della mentalità verso il tipo infantile, contraddistinto sopratutto dal dominio della fantasia, dalla deficienza del criterio, dalla elementarità della logica, e dalla disposizione al giuoco, nel quale si realizzi una vita di sogno ad occhi aperti o semi-aperti. La produzione medianica ha tutte le note del piziatisrno isterico, come direbbe J. Babinski: vi è la disin¬ tegrazione della sintesi mentale (personalità) ; vi è il restrin¬ gimento del eampo della coscienza superiore ; vi è lo sdop¬ piamento, e magari il triplicamento della personalità; vi è la incapacità o la insufficienza di regolare i reflessi elemen¬ tari organici e psichici; vi è la suggestibilità ; vi è il pue¬ rilismo, che sdrucciola per divertimento nelle balorde associa¬ zioni superficiali di idee e nelle consonanze insipide di imagini, come quella fissazione del medium rosso (di capelli ?) MrBellet, il quale nella scrittura diretta non usa che un lapis rosso perchè lo inspira “ .1/ j elìca „ , un defunto Indiano Pelle¬ rossa. Un neuropatologo è tratto a pensare che forse conver¬ rebbe esaminare la ghiandola tiroide dei medi affetti da codesti infantilismi mentali. lo faccio vibrare fortemente quest’ultìma nota, perchè (lo dichiaro a voce alta) sono nauseato della ostentazione con cui un gran numero di spiritisti e anche di psichicisti passa accanto ai prodotti intellettuali del mediumuismo, lascian¬ done prudentemente in ombra la insulsaggine. Un alienista non può esimersi, per eontro, dal riflettere alla strettissima analogia che passa fra le gesta assegnate ai disincarnati ed agli occulti con le stereotipie delle isteriche e dei pazzi, e fra i termini inventati dal subliminale con i neologismi dei parauoidi e dementi. Basta fermarsi sui nomi di certi “ spi¬ riti-guida „ che io ho citato. L’esempio classico è il “ Mer¬ cedes, figlio di Dio , della medium Blin ; ma che cosa dire del “ Dr Cypriot ,, sanitario serbo, che apporta consigli e medicinali al belga sedicenne Pirks, potentissimo medium meccanico ? e il “ Néplientes o Nepentes , che pare uno spi¬ rito botanico; della D’Espéranee ? e la “ Cordala „ , spirito di una religiosa che, col suo sacro rosario attorno ai fianchi, controlla una medium di Berlino recentemente scoperta? 0 forse che i linguaggi marziani, mereuriani, uraniani non sono un giuoco puerile, più intralciato, è vero, ma sostanzial¬ mente identico, per uno psicologo folklorista, al famoso — “ È arrivato V ambasciatore — col tira lira lera . „ — che si giuoea da secoli sotto tutte le latitudini, fra le razze più disparate, non appena tre o quattro bambini si son messi DISP0SIZ10X1 LCDICHJS DEL SUBCOSCIENTE 475 in circolo? Lo ha dimostrato I’Henky per l'idioma pseudo- marziano della Smith: ritengo che la dimostrazione sarà ancor più agevole per il marziano sgrammaticato della sua com¬ pagna, la Smead. Il De Rochas, che è un ricercatore gagliardo, ha fornito con le sue bellissime indagini ipnologiche sulla regressione della memoria un argomento di primo ordine per la psico- genesi delle invenzioni subliminali. I suoi soggetti passano in sogno ipnotico, a ritroso, per le loro imaginarie esistenze anteriori: la sig"* Mayo, la sig““ Giuseppina, la sign“- Giu¬ lietta da lui studiate (“Ann. d. Se. psye. ., “ Rev. d. Spiriti ,, passim ) mutano successivamente la loro personalità, la loro coscienza dell’io, a seconda che l’ipnotizzatore le conduce abilmente ai ricordi della prima infanzia, della nascita, del periodo prenatale. Questi personaggi fittizi rivestiti dal su¬ bliminale o sono indeterminabili, o dopo un’inchiesta risul¬ tano inventati: e appunto è qui l’importante dell’osserva¬ zione. Lo stesso De Rochas riconosce la enorme analogia di queste creazioni etero-suggestive con quelle auto- suggestive della Smith ; e per un psicologo, che frughi nella medium- nità, ciò può bastare... Io non ignoro, anzi lo segno loro a credito, che gli spiritisti, impauriti da sì fatte indagini psicologiche, si affrettano ora a rinunziare agli “ Esenale , e ai “Leopoldo*, ai “ Phìnuit , e alle u Chlorine „ , agli “ Abdullah , e ai “ Nephentes „, come hanno relegato nel limbo dell’ Al di là i “ Dante ,, i “ Fénélon ,, gli “ Swedenborg , , i “ Manzoni „ e i “Goethe „. Ma insomma, è un bel rompicapo da sciogliere quello che loro rimane: — fare il taglio netto e dimostrativo fra il romanzo o l’e¬ popea di imaginazione e l’aneddoto biografico o storico di identificazione. Per ora sembra che, inombratosi nuovamente il “ Dr Phìnuit*, non restino altri attori a recitare sulla scena dell’ Oltre-tomba se non il disorientato “ Giorgio Pelham , della Piper o la briosa “ Nelly „ della Thomson. Mi pajono una troppo piccola brigata di difesa nel ridotto ultimo dove s'è rifugiato lo spiritismo-ipotesi, e del quale, forse, smantelleremmo le mura posticele il giorno in cui potessimo minarle con queU’iiTesistibile psieonalisi che ha demolito il mondo spiritico della Smith e . della Eusapia Paladino. 476 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, II * * * Disillusioni di sperimentatori. Quando, finita la serie di sedute eusapiane, il Dr Venzano ci annunziò di avere sviluppata la negativa di una foto¬ grafia stereoscopica di “ levitazione di tavolo „ da lui presa la sera del 7 gennaio e ce ne presentò la negativa, noi tutti spingemmo esclamazioni di gioia: — la tavola che unisco spiega la nostra sodisfazione (Tav. XIX). In quelle “ strie „ traversanti il campo di presa dell’obiet¬ tivo, in quell’inviluppo di altre “ strie „ avvolgentisi attorno al tavolo, in quell’amniasso di “ razzi „ alznntisi dal pavi¬ mento, ci parve a primo tratto di avere, finalmente, sor¬ presa, acchiappata, fissata col processo chimico, che non niente, la ancora ignota “ emanazione odica „ o tluidica o animica, che si suppone dai teorizzatori dello psichismo costi¬ tuire la forza radioattiva dai medii. Le recenti scoperte sulle radiazioni rendono comprensibile l’illusione in cui siamo caduti, ma che poco dopo, con op¬ portune investigazioni, abbiamo dissipato. Altri invece, meno guardingo, se n.’-è lasciato ingannare, tanto più che negli archivii dello spirito-psichismo sono depositati numerosi esemplari di fotografie assai somiglianti alla nostra, e sulle quali taluno si è basato per credere nella formazione di “ corpi astrali „ o ' fasci eterei , attorno ai medii ed alle ca¬ tene medianiche. Anche il Db Rochas si dice in possesso di fotografie, dove si è reso visibile quel “ mediatore pla¬ stico „ che il Cudworth imaginò per spiegare l’azione del¬ l’anima (o delle “ anime , ) sul corpo, e che gli ocelli nostri non percepiscono sempre, o al più percepiscono, come nelle ultime sedute di Eusapia, in forma di “ nebula , attorno alle persone dei medii. I soggetti sensitivi di Luys, di Db Ro¬ chas, di Baraduc, dicono divederlo emanare dal proprio corpo. Nel caso nostro le strie radianti parvero in sulle prime indicarci delle “ linee di forza „ o, meglio, dei * fasci di vibra¬ zioni eteree „ di valore ancora sconosciuto, avvolgenti il medium in una specie di atmosfera iperfisica; e il cumulo eruttante dal basso potè essere interpretato per una esplosione dell’oc¬ culto biodinamismo proiettato dal medium stesso, in conformità Morseli-!, Psicologia e Spiritismo, II. Tav. XIX. “ Radiazioni „ spurie, di presunta origine biopsichica comparse la sera del 7 gennaio 1907 in una fotografia istantanea di levitazione di tavolo. Esempio di errore nell’interpretazione dei fantasmi medianici). Il ? ■ • — forze E radiazioni bio-psichiche 477 r .«il avara il tavolo: il tutto non visto dagli JàT- 3» d3U uà» /««»*“ ' "-“*** ” dl essa durante l'esecuzione del fenomeno. g-r dì S ‘«Sditi, * 10 SPILLO» O. "™" ““ 10 >* SS Z per 1 appunto fenomeni raediumnici della Paladino. e psichica a un tempo “e accrescono l’intensità, patiche, cooperano a quest . , tanto meno è spirituale. La forza proiettata non finissima. Potrebbe essere una sostanza mate ; dell'etere una derivazione eterea meno diffusa . Rstrale da cui s’ongina, una sua incipiente nebulose Si abissi d°eTceie.o mentre la nostra retina non le discerne. E in tal caso, la radiazione fotografata da noi avrebbe essa arrecato » «*«£0. disino ,, de __ w” più probabilmente essa sarebbe tato formo d»IP En.rgi. rggfg’S - 'mT“Lt?o»rx.TS— sr ".nM W e inaccessibile alla retina umana, nullameno poten- tSima come agente di modificazioni sulle altre formeconsi- SSrll ordinari. pM*. ^T=“rr^ord»‘XS„u medium o degli astanti , e allora agire con apparenze di intenzionalità autonoma, toccarci, far funzionare apparecchi e poscia assumere certe somiglianze col corpo umano, allora in qualche maniera impersonarsi.... Così ci sorrideva perfino la dottrina occulto-^osofica^ P seria e più coerente della spiritica: sarebbe il ooipo astrale , li 478 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, IT del medium che ne escirebbe e diverrebbe animato, non già ad opera di spiriti disincarnati, bensì della subcoscienza del medium stesso. Ci accostavamo nello stesso tempo alla ipotesi fisio-psichicista di De Rochas, secondo la quale il soggetto che esteriore il suo “ corpo astrale „ può modellarlo a vo¬ lontà, “come uno scultore modella la cera sotto le sue dita Tutto ciò ci giungeva a galoppo nel fervore della nostra “ scoperta Le “ strie „ erano il pensiero di traslazione degli oggetti projettato da Eusapia; il “ razzo „ era l’idea subli¬ minale della levitazione. Qui il pensiero, materializzandosi, prendeva aspetti conformi ai fenomeni meccanici da pro¬ durre: altrove lo stesso pensiero crea e plasma al di fuori imagini più complesse, perchè i fenomeni hanno un contenuto piu intellettuale. Sono le psichieone del Baiìaduc? sono i thought-bodies o “ corpi di pensiero „ di certi psichicisti Inglesi recentissimi, ricordati anehe dal Fotiierby, e nei quali il medium può materializzare volontariamente, in “ trance », coll'aiuto del proprio organismo, un essere “ etereo . rap¬ presentante una persona o un paesaggio? Sono le “ goccio eteree di preghiera „ fotografate dal Baraduo a Lourdes?!... Che problemi, che enigmi! Ahimè! Dovevamo stare in guardia contro gli entusiasmi di “scopritori,. Le fotografie dell’ “invisibile» sono state un tra¬ collo per lo spiritismo : dei tre fotografi spiritualisti, Mumler, Hudson Parìe?, Buguet, nessuno s’è salvato dall'eccidio che ne ha fatto la Sidgwick ( “ Proc. S. f. p. R. ,, VII, 268): tutti impostori! Le stesse fotografie tendono, pertanto, delle insidie anche agli sperimentatori coscienziosi. I n esame accurato stereoscopico ci ha mostrato, in primo luogo, che il “ mazzo di radiazioni energetiche , è fuori del tavolino; in secondo luogo, ci svegliarono dubbi quelle efflorescenze lin¬ guiformi lucenti, che interrompono o finiscono le fascie lumi¬ nose e i razzi. Con una lente di ingrandimento mi riesci age¬ vole vedere che queste specie di campanule luminose sono imagini di fiamme, e che la loro piccola base splendente è... la stearica di una candela resa trasparente in quel punto dai raggi della sua fiamma. Non c’era dubbio: tutte quelle apparenze ingannatrici sono date da una candela accesa, che ha attraversato lo spazio più volte davanti all’obiettivo aperto della macchina, perchè de¬ posta sul pavimento al di fuori della nostra catena e davanti al tavolino, aveva servito a mettere la camera oscura a foco... Tutto il nostro edificio induttivo crollava! E l’esperimento, questo grande maestro di scienza vera, a un di presso come FOTOGRAFIE PI PSEUDO-RADIAZIONI 479 la pratica della vita è madre della saggezza, l’esperimento raffreddò gli entusiasmi, troncò ogni discussione. Si badi che sottoposta all’ esame di parecchi fotografi professionisti e dilettanti egregii, la lastra enigmatica rimase a tutti incomprensibile. Qualcuno aveva pensato a imagini di particelle incandescenti di magnesio projettate dallo scoppio e rimaste fotografate, sia durante la loro traiettoria, sia du¬ rante la loro combustione sul suolo: ma la spiegazione non resse alla prova che ne facemmo noi medesimi in casa Berisso. Diagnosticata però la “fiamma di candela, fu agevole ad un fotografo egregio della città, al sig. Sdutto, eseguire espe¬ rienze dimostrative. Egli ha trovato che una fiamma di candela stearica all’aperto, la stessa fiamma entro un tubo di vetro, un lume a petrolio con o senza schermo di tubo di mica, passati o lasciati alcuni Strie a ghirigoro e campanule luminose ottenute su lastra fotografica mediante una candela. (Si raffrontino con le strie e le campanule della Tav. XIX, non clie con le macchie, che sono invece legittime, della tig. a pag. 2&1 di questo Tomo li]. istanti di fronte alla macchina, danno figure identiche o affatto simili alle nostre : uc riproduco una soia che è caratteristica. La luce fioca di questi corpi in combustione non esaurisce la sensibilità della lastra: questa, dopo esserne rimasta impres¬ sionata, può ancora ricevere le impressioni luminose più vio¬ lente date dal magnesio. E così nella negativa (della Tav. XIX) _ _ «-MUTISMO, M * f^i«T™p»r »"" ribT* fotof»fi« di ■ corpi astrali ;„X * «mri t,c„iC o 'iT, '; “'"!»»'« ii i„,J,i„ll0 quella commessa la sera dnl 7 dlDlentlcanze del genere di „osp" t, »? ritwto“d;i4 nn, \m * »» e.» nostra delusione, affinchè altri 7 d ar"° ia storia della TfoLD01'(i£xperÌmenium c™cia d“ceCvaCRa lnav'redutamente a otograh0 spirito-psichiciste c^édo chetC°NB- In ciare da capo. ’ creao che convenga ricomih- "P . è Licenzio lo “ ani»,*- ° spiritismo d’Eusanìa sSftS°àt?2‘s”“ ‘5"®11' *”« « mpro- Lusapia Paladino, .e se doli j-S1 Producono in presenza di le quarta seri, di «dnV “° u"* ** "**. »° X £ ne ero infastidito, tanta è la n ,sen.so di sollievo- oramai 1^*5 è ?« smaffirmaf dTsS° 7 dÌ * che " *%£. dire. Quasi quasi rimpiangerei il 7 * Tar,are e di progre- superata, se non vi avp«=; * J tempo perduto e la nni» Preziose amicizie e la conferma^0 17^ COuiPens° di care e gU‘nt° c'nque anni prima. ^ delusioni cui ero mirabbPerÌffnZe ^^En^pia encredor Jhe 1* “ia Paz‘enza in h»ica potenzialità medianica Non Perdt^a Parte della sua parere.- lo condividono con me ErneT » S°]° di questo tor \ enzano, che studiarono pn« • “est<? Bozzano e il dot- due competentissimi Sci M P’-3 ?el 1901‘2 e che sono pi* ^ e... meno 77 * nvo1^ * mai, a medi CESSAZIONE DELLA MEDIANITÀ 481 Qualche medium cessa volontariamente dal dar sedute perchè ne risente malessere e nocumento alla salute (per esempio v S’g' aVV‘ ,;N- G- e la S1*T E- R- Genova, la sig~ P B di Paiigi, che io conosco personalmente): qualche altro deve cessare per forza in causa dei perturbamenti psichici che ° ^prendono (p. es. il giovane sig. A. T. di Chiavari, e la sig - ■ Q- di Genova, che ho avuto io stesso sotto cura) La mediamte troppo esercitata altera e debilita spesso il fisico, disordina e sconvolge talvolta la mente; e non sono soltanto gli individui predisposti e degenerati che ne per¬ dono la testa: la stessa scnttura automatica è gravida di pencoli, perchè, in fin dei conti, richiede una disgregazione d, coscienza. Per Ciurcot lo spiritismo era un agente pro¬ vocatore di isterismo; e cinque anni fa I’Hennbberg ha ìecato un contributo di casi molto espressivi dei rapporti u;a spiritismo e pazzia (“ Arch. f. Psjchiatrie „ 02). L’alie- msta, che legga certi periodici spiritistici o i resoconti dei Congressi spiritualistici, vi incontra delle vecchie conoscenze da manicomio: e il Delaxne, spiritista emerito, che si in¬ canta di indicarmele. UérTV C fr c2Tle ieQno"0n ?Ì*,una esaltata Ia àstica Rosa : U , £r: «* 1900> P- iddi. 0 un paranoico il Deullin (p. J8), o un illuso lo stesso Bdtim (p. 142-3). o un allucinato e infantile quel signore che 4 vede i morti , e domanda ai Con¬ gressisti se egli e o no un medium (p. 153), o una psicopatica Agullana clic trova diamanti dentro le uova (p 162-201) o un paramnesico quel sig. Georges che rinviene entro una poltrona d.d denaro perduto e ne da mento agli 4 spiriti , (p. 164) v Non sono fanatici tutti quegl, spiritisti Ispano Americani che con le loro intemperanze hanno trascinato il Congresso a votazioni dogmatiche non meno intolleranti di un Sillabo papale? Bisogna, dunque, non stimolare troppo i medii a dar sedute, coltivare lo spiritismo con discretezza, e non dichia- 1'de«nSPint'f'VSenZa--m°lte CaUtele e riserve. come fanno a les o gli studiosi piu austeri in materia e anche quelli che accolgono tepidamente lo spiritismo quale “ ipotesi di lavoro -la senza implicare sempre pericoli così allarmanti la s Indente nlu ™ perC0rrei'6 “na Parabola ascendente e di¬ scendente nella maggioranza dei medii e scomparire snon- mieamente. Qualcuno, forse presentendo il danno delle' pra- p r troppo p.roi;n«*te- » e- troncarle a tempo: parrai che questo sia stato il caso itrlante^fn0™- Vl7°BUN0 SARriou, che ebbe dal tavolino P ut. il preavviso della scomparsa improvvisa della sua Morselli, Psicologia e Spiritismo, II. 81 482 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, Il medianità, come difatti si avverò. La D’Espérance l’ha per¬ duta d'un colpo, nè si è mai saputo perchè. È anche noto il caso della famiglia Pety di New- York, com¬ posta di parecchi individui dotati di poteri eccezionali media¬ nici, alcuni dei quali furono nel 1875 chiamati dall’AKBAXOFF a sue spese fino a Pietroburgo, dove giunti si trovarono, con grande loro scorno e con amaro disinganno del celebre psichi- cista, senza alcuna forza. Un certo Frank, medium frequentatore del circolo Noeggeralh, è rimasto privo di poteri dopo che un tale inopportunamente lo volle ipnotizzare. Fors’anco le malattie fisiche deprimenti, quale sarebbe il diabete ond’è affetta Eusapia, costituiscono un nocumento per l’organismo dei medii, sebbene si sia narrato recente¬ mente dello Slade che è morto paralitico in un Sanatorio mostrando ancora un po’ della sua potenzialità antica. Certo si è che noi non siamo giunti con Eusapia ai punti eccelsi di “ spiritismo „ cui altri suoi osservatori dicono di essere pervenuti (comunicazioni di morti identificati !). Veggo però che i “ miracoli spiritisti „ sono attribuiti alla Paladino soltanto da adepti fanatici e da spiritologi di vecchio stile, la cui opinione non può avere oggidì molto peso: oppure da sperimentatori di indiscutibile fama, ma troppo notoriamente corrivi, e dei quali la buona fede, il desiderio immoderato delle novità eterodosse e il difetto abituale di metodo spie¬ gano im consentimento tardivo, ma non troppo ponderato, alle dottrine spiritiche, il quale riuscirà forse dannosissimo alla Metapsichica positiva in formazione. Mi si può dire te mi si dirà): — Voi non avete avuto pazienza; dovevate attendere che gli “ spiriti „ si svilup¬ passero interamente: il processo di sviluppo talvolta è lungo: all’HonosoK, all’ Hyslop, sono occorse centinaia di sedute prima di giungere ad una convinzione : se aveste pazientato, anche in voi doveva fatalmente succedere la conversione. — Ebbene: io credo di avere pazientemente, benevolmente se¬ guito il processo di presentazione delle pretese “ entità occulte „ fin dove la mediumnità di Eusapia, povera coni' è del fattore telepatico, sa giungere per proprio conto e trasci¬ nare i suoi assistenti. Conosco a menadito tutta la lettera¬ tura che la riguarda (parlo di quella degna di credito): e non so che vi" siano altri psicologi, fisiologi e uomini di scienza, cui la medium Napoletana abbia dato manifesta¬ zioni più numerose e intense e, diciamo così, più “ spiri- LICENZIO LO “ SPIRITISMO , 483 tistiche , di quelle da me vedute al Circolo Minerva, in casa mia, e nelle case Avellino, Berisso, Celesia e Peretti di Genova. È nella sicurezza d’avere un fascio solido e scelto di ‘ fatti „ che io mi sento nel diritto di trarne “ induzioni „ • sono convinto di essere in una fortezza rispetto ai principi! della metodologia scientifica. Credo pertanto di avere acqui¬ stata con buone ragioni la certezza che le evocazioni estem¬ poranee del subliminale di Eusapia, anche se percepite esatta¬ mente dai nostri sensi e apprezzate correttamente dal nostro intelletto, non hanno consistenza più che non ne abbia l’ima- ginario “ John King „. Costui si è sistematizzato, e all’in- grosso può ingannare, ed ha ingannato molti osservatori piu frettolosi o piu indulgenti di me, con le sue parvenze di vita: ma ab imo rlisce oiimes; e se queste parvenze sono fallaci in * John „ (starò a vedere se c’è chi possa, novello Lazzaro, farlo risuscitare), non c’è sofistica nè metalogica argomentazione che riesca a convincermi che sieno veridiche quelle degli altri cosi detti “ spiriti In argomenti che si trattengono, per ora, su di un terri¬ torio quasi totalmente extra-scientifico e solo per piccolis¬ simi tratti entrano in quello prescientifico, ognuno ha il di¬ ritto di opinare in conformità dei fatti che ha osservato Gin non pertanto mi conforta il sapere che vi sono, per mia fortuna, e scampo, molti sperimentatori valentissimi ma, pru¬ dentissimi nel concludere, ai quali è risultato, come a me illogico o, per lo meno, superfluo parlare di “ spiritismo ’ al cospetto della fenomenologia, pur cosi molteplice e in¬ tensa, della Paladino. Formeremo insieme un manipolo ab¬ bastanza rispettabile Pro medianismo — Versus spiritismum. ì e/,qne«St° -™1- (llstacc0 senza ostentazione di dispiacere dal falso spiritismo, della Eusapia ; voglio dir meglio: lo licenzio definitivamente. Altri vi trovi pure le rivelazioni . “n “ondo Occulto formicolante di “ entità , acefale o (•imbambinite, o imbastardite; e altri vi vegga pure tutto impostura o tutto illusione, lo reputo di essere nel vero collocandomi in mezzo alle due correnti contrarie, eppure avanzando. Come dice Goethe, nel motto che premetto alla larte 111, sempre indagato e sempre fondato, mai chiuso e spesso esteso, conservato con fede il vecchio, abbracciato con gioia rinnovo, coll’animo sereno e puri gli intenti, suvvia' si va avanti un bel pezzo! „ PARTE TERZA RIEPILOGO DEI FATTI E DELLE IPOTESI SULLA - MEDIANITÀ DI EUSAPIA PALADINO « Stcl» gefoncht uni itela gegrilniet, Nìe geachloasen, oft ger Uniti, Aeltestes bewahrt mit Treue, Freundlich aufgefuiates tiene, Ilei ter n Sinn uni reine Zwecke, Xun! man kommt teohl etite Strecke ! » W. G-0ETH8. I. I fenomeni medianici. Metapsichica e medianità. La Metapsichica non ha un dominio ben definito ; essa non sa ancora quali e quanti fatti naturali e apparentemente pre¬ ternaturali stiano per uscire, ad opera sua, dalla zona tenebrosa dell'ignoto per entrare in quella rischiarata della conoscenza. Nata nel 1 882, battezzata appena nel 1905, la Metapsichica designa e abbraccia l'insieme di quei fenomeni ancora male co* ■ nosciuti, che “ s'estendono dai fatti allegati dagli spiritisti a quelli studiati dalla Società per le ricerche psichiche di Londra e dall'Istituto generale psicologico di Parigi „ (Maxwell;. Però non è facile stabilire — nella congerie di fatti empirici, leggen¬ darii, tradizionali, storici, etnografici, psicofisiologici e psico- patologici, veridici illusorii e falsi, accolti senza troppo acume critico nello Spiritismo — quali siano quelli meritevoli di re¬ stare nel programma di indagini della giovine scienza: in un > lavoro di coordinamento e di classificazione cui pur si dovrà arrivare con cèrnita severa, è possibile che una forte porzione di quella documentazione amorfa e anomiea ne rimanga fuori. Federigo Myehs è stato il primo a tentare un ordinamento della ardua e molteplice materia ; nella sua opera Human Per- sonnality (voi. II, p. 506 e seg.), si legge una stupenda “ Si¬ llepsi della facoltà vitale „ che abbraccia tutti i fenomeni da lui designati col termine di “ supernormali Essa comincia, da un lato, colla “ visione del mondo materiale soltanto per mezzo delle impressioni sensorie dall'altro con la “ nutri¬ zione fisica „ ossia coi due fatti fondamentali della fisiologia normale. Ma poi, effettuando una vertiginosa ascesa traverso le funzioni ordinarie della vita fisica e naturale, quindi tra¬ verso le funzioni stesse governate dalla coscienza subliminale 488 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III o dal subconscio dell'individuo vivente odi ,Timiw „ ssssssnsg'" fr ■ nlle c/pcvre >ne*, c^onTt1 davanti droSterioli IfSn^plrfl '^T^Y sssggspi:;: Ìoo: ir?’ -Pr ,m0,ksto: ('A,iL0 R™het, nd LTeldT iispsiiliii e i Da PnZ PretWldano 1 filoswfi ^Ua scuola, ! Mvkrs S1IP3SSSS55 1" Impressioni risentite daanimali IVI- _ o<> ; , ■ tifi; — 3° presentimenti realizzati- — 4> sòo-n?00"1” presen' previsioni deU'avvenire • > ’ . . s<?om premonitori; stanza ; - 6» vista di fa tt7n TT^'^di Pensieri a di’ dicanti la morlè di peSone lon tene - *?tan0 :- 7 S0^ni in' tasmogene dell’ERMAcoRA); — 9» movimenti' 8|j/nfesta.f.e. (° laa- eausa apparente; — 10» porte china» , ntl d. °2#etti senza da sé (?); - li» manici , tinni i, catenaccio, che si aprono non ammalati; — jo« (}0‘:: a; _^pp0,“^0’ *°"tane) di viventi 1- doppu di viventi; — 13» manifestazioni META PSICHICA E MEDIANITÀ 489 df mortT--”! hS^: 7 M* ™ailife»tezioni ed apparizioni vi vente che cLt 7 grandi distanze (senza nessun one cluami r) — 16° esperienze di spiritismo. Neil elenco si veggono enumerati dei fatti di significato e va- lore diversissimi , gli uni forse prodotto di errori e su^s izioni popohm gli alte effetto di allucinazione e perturbamento ns^ spietata ^ tmm 81 V^li0 di »"■ ^tica ZSSSJZ. Pm seno, sebbene non sistematico, è il programma di uno psicbidsta teorico di cui ognuno apprezza l’ingegno e la fede anche se lo combatte come me: il prof. Hyslop di Boston Rae- onere d'0 “ u •" lnazz? 8h argomenti diversi trattati nelle sue mStnentafieón°T " .“7ntrjamo *>1 materiale più schietta- sdoriti dennwm lndlSI,arte 1 fenomeni tradizionali e stt.nu, di cui 1 egregio filosofo passa sotto silenzio il significato tranne gli antichi oracoli, egli assegna alla psicologi suner- normaleJo studio pur qui, dame coordinato): delsoTnl- delle illusioni ed allucinazioni; delle premonizioni ; delle perce- ziom ultrasensone; della memoria latente; degli stati di disso¬ ciazione e di polarizzazione della coscienza; deir ipnotismo • deUe personalità secondarie; della telepatia della SroZl genza : delle apparizioni; della cristalloscopia e cristaUomanzii- *"“*>*!** . ri bsiei-meccanici in massa’) • e infine dei fenomeni medianici, sopratutto della reincarnazione n i a quale si sa coni egli abbui quasi illimitata fede dopo le sue espeuenze con Eleonora Piper. Lo spiritismo, depurato dalle sue escrescenze ed efflorescenze c?,s,ì ad occuPare 11 posto che veramente gli spetta, e hi elamita passa ad essere un semplice capitolo delta Metapsi- chica. Sotto questo aspetto è di sommo interesse scientifico Li- ™ne,e lymldd, , -azioni ufficiali delta Society fot- p.v, chimi iZitvt ndr<;- 6,1 “ S1,ÌHtÌstÌ » •'“»»« tentato ta Srii bolle H™'t"Pl • U° f“ster0 programma tutta la roba che “? ' , dil ses*ant anni nel loro anfrattuoso e compiacente ero- aiuolo . ma invano ! La Società è rimasta rigidamente ferm i nel suo proposito «li chiudere le porte ai dilettanti ed ai me- f ^uta‘ rigori1 dati iT*° UbbÌa d°VUt°iÌn taluni l’UntÌ folcire suoi ngon, dati i fenomeni nuovi che le si venivano semi- arido, io posso dire che il suo psicliismo tanto più si elabora claSa e nnV1^0nsce- 'inanto più si scosta dallo spiritismo Gli spiritisti sono stati, invece, d'una facilità enorme e quasi Sconsiderata, ne, primi decennii dopo i picchi dTlrcadta: J 490 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III l’elenco di Luigi Gahiiy (“ Messager * di Liegi) enumera 1177 “ fenomeni spiritici „ divisi in 77 categorie, dove, mi si scusi il paragone proverbiale, si è fatto di ogni erba un fascio. Accanto a fenomeni di valore psicologico innegabile, come sono la chiaroveggenza, la doppia personalità, la scrittura au¬ tomatica, le ossessioni, rautomatismo medianico, il presenti¬ mento, le coincidenze dei sogni, le suggestioni mentali, noi ve¬ diamo elencati fatti di dubbia autenticità e pressoché ridicoli, ad esempio l’armadio dei fratelli Davenport, l’acqua cambiata in vino (Gesù Nazareno alle nozze di Canaan ?) e il ritrovamento d’oggetti per merito di * spiriti , informatori! Alcuni fenomeni non hanno di supernormale se non la igno¬ ranza psicologica di chi li pone fra gli spiritici; tali le attitudini straordinarie di certi individui, la precocità dei fanciulli-pro- digii, le scoperte scientifiche, l’azione moralizzatrice della sug¬ gestione, la disperazione del suicidio, ecc. Finché non avremo eliminate queste superfetazioni paras¬ sitarle, la Metapsichica incontrerà ostacoli quasi insormontabili per poter figurare in un quadro sinottico della scienza; ma per arrivarci, converrà che essa definisca il suo compito, e determini il suo campo di azione, dal fatto supernormale più semplice e men lontano dalla normalità a quello più complesso, e oscuro, e meno risolvibile in elementi noti. Ogni scienza si forma e si consolida mediante quattro procedimenti conoscitivi graduali : l’osservazione e l’esperimento dei fatti, che sono il suo mate¬ riale; la loro descrizione; la loro coordinazione e classifica¬ zione ; la loro spiegazione. Si scorge da ciò quanta strada debba percorrere ancora la Metapsichica prima di giungere al grado di disciplina scientifica con un materiale coordinato e sistemato ! Tassonomia generale della mediumnità. Io non intendo di fare la storia della mediumnità traverso le trattazioni di tutti gli autori che se ne sono occupati, principal¬ mente allo scopo di sistemare la intralciatissima materia; voglio soltanto rammentare che fino ad oggi i tassonomisti dei fatti medianici hanno seguito due criteri: uno empirico ed uno dottrinale, donde due gruppi di classificazioni. Ne darò alcuni esempi. TASSONOMIA GENERALE DELLA MEDIANITÀ 491 A. Classificazioni empiriche. Queste sono piuttosto degli elenchi razionali che delle coor¬ dinazioni sistematiche; e si comincia dal Crookes. 1 . In Metapsichica, quando si vuole ricordare una indagine od una veduta che abbiano carattere positivo, bisogna ritornare a (Jiiookes, come in antropologia si comincia da Blumknbach, in paleontologia da Cuvier, in batteriologia da Pasteur e in radiologia da Rontgen. Questo ragguaglio di stona delle scienze valga di risposta a tutti coloro che, per antispiritismo iracondo e sarcastico, trovano eccessiva la devozione degli spi¬ ritisti all’illustre scienziato Inglese. Egli, nel descrivere i fe¬ nomeni medianici studiati con Home, fu pratico: mirò preci¬ puamente a quelli fisici sui quali potè mettere in opera metodi scientifici, e solo di scorcio parlò degli intellettuali; ma per lo meno iniziò un'èra di sistemazione. 1. Movimenti di corpi pesanti, senza contatto, ma senza in¬ terruzione meccanica; . 2. Fenomeni di percussione e produzione di suoni; 3. Alterazione del peso dei corpi; 4. Movimenti di corpi pesanti ad una certa distanza dal 5'. Tavole e seggiole alzato dal suolo senza contatto di alcuno , 6. Innalzamento del corpo umano (‘levitazione,); 7. Movimenti di diversi corpi di piccolo volume, senza con¬ tatto di alcuno; 8. Scrittura diretta; 9. Apparizioni luminose (di “ luci . 10. Apparizione di mani luminose per loro stesse, o visibili coll'aiuto della luce; 11. Fantasmi, forme, figure; 12. Fatti comprovanti l’intervento di un Intelligenza su- ' 13° Altri casi di carattere composito (p. es., suono di un cam¬ panello, trasporto di funi, ecc.). I fatti catalogati sotto il n. 12 sono tre, e non mi sembrano, in verità, molto dimostrativi nè per l'intervento d’una Intelli¬ genza estranea al medium ed agli astanti, nè per la superni rità „ di essa. Ma erano ancora i tempi nei quali sarebbe stata p rematura l'analisi critica della parte intellettuale o, meglio dirò, psicologica dello spiritismo; e d'altronde il (Jiiookes stu¬ diava i fenomeni da fisico e da sperimentatore, non da psi- 492 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III •cologo. Ciò che mancava alla nuova * scienza „ che da venti¬ cinque anni turbava i sonni degli accademici, era la prova obiettiva; l’illustre fisico si accinse a fornirgliela, e la forni difatti, com’egli scrisse al prof. Cociss nel ’73, * per la realtà dei fenomeni detti spiritici Non raggiunse, invece, la prova per la natura spiritica dei fenomeni stessi, come poi ha dichiarato sinceramente, dimodocchè s'è continuato per rari anni a cercarla affannosamente, e lo Z5llner vi sagri- ficava la sua fama, vi perdeva la sua salute. La si cerea tuttora, ma inutilmente. 2. Un buon osservatore, dopo di Crookes, è stato Paolo Gibier (1888), che sperimentando col medium Biade ottenne sopratutto fenomeni di scrittura diretta su lavagne sigillate, o applicate contro il tavolo; quindi i fenomeni 'seguenti: 1. Fenomeni di percussione, colpi, suoni diversi: 2. Movimenti di corpi in lieve contatto del medium; 3. Movimenti di corpi più o meno pesanti, senza contatto col medium ; 4. Rottura di oggetti col semplice contatto del medium: 5. Trasporto di corpi nelle stesse condizioni : 6. Fenomeni di estasi; aumento di forza fisica; personifica¬ zione (nell'indiano ‘ Owasso ecc.); 7. Materializzazioni di mani visibili; toccamente 0 Sono a un dipresso questi i raggruppamenti empirici che si ripetono le dieci e le cento volte nelle opere spiritiche : non va! la pena di insistervi, perchè dovremo rivederli poco mutati nella sostanza, sebbene cresciuti di numero, nella storia sinot¬ tica che io darò fra poco della fenomenologia Eusapiana. 3. Ricorderò piuttosto un autore di notevole tempe¬ ranza nelle idee, che, pur serbando fede alla dottrina spiri¬ tica, ne ha saputo presentare una sintesi degna di conside¬ razione per la serietà della coltura psicologica e per la armonia delle parti. È questi il dott, E. Gelev di Chambéry (= Gley), il quale intanto, seguendo il luminoso esempio dato dall’AKSAKOFF (v. più av., pag. 495), cominciò a separare i fenomeni psichici supernormali in due gruppi caratteristici, degli * intramediumnici „ e degli “ extramediumnici „, con particolare riguardo alle azioni a distanza. Cito dall'£ssat (1898); TASSONOMIA GENERALE DELLA MEDIANITA 493 1. Fenomeni che avvengono nella persona del medio, a a suo contatto immediato (“ intramediumnici „): 1. Movimenti di oggetti pendolo, bacchetta divinatoria o rabdomantiea, tavolo); . , ... ,. , 2. Colpi (battuti sul tavolo, sui mobili vicini, ecc.; tipto¬ logia) ; 3. Scrittura automatica; 4. Medianità vocale, oratoria: a) incarnazione per posses¬ sione (spiritica) ; - b) personificazione; - c) trasformazione, ossia con modificazione del corpo e della fisionomia del medium [rarissima]); U. Fenomeni che si effettuano fuori del medio e sema contatto con la sua persona C extra medili m nici J: 1. Colpi e picchi a distanza; . _ 2. Movimenti di oggetti senza contatto (teleeinesia); il Ulet dà per esempi, a dir vero poco affini: d) la diminuzione o l’aumento di peso e di statura del medio o di un mobile; b) la scrittura diretta, con lapis o gesso sulla lavagna, oppure con macchina da scrivere (?', 3. Apparizioni luminose ; 4. Apporti, con penetrazione della materia. — Il '-.lev cita : a) i profumi (¥); — b) le formazioni di nodi in funicelle senza fine; _ c) l’apporto di fiori ed altri oggetti non preesistenti nella stanza; . . , _ - _ _ 5. Materializzazioni e dematerializzazioni: — a) formazione apparentemente spontanea, breve ed effimera di gualche cosa (forma) rappresentante più o meno esattamente, in totalità o in parte, un organismo vivente, o un oggetto materiale t r! ; hi scomparsa istantanea o quasi, in totalità o in parte, d un or- nanismo o di un oggetto. . , . n ,, ,, Di questo gruppo segnalatissimo di fenomeni il Dlky ta quattro gradazioni: a) luccicori più o meno distinti: forme instabili, non concedenti una investigazione pro¬ lungata (es., mani tangibili e toccanti, ma k fluidiche , ; mani invisibili, ecc.). ,. 7) forme definibili e copie esatte di un membro o di un corpo intero, tangibili e visibili; , , b) impronte lasciate da membra invisibili su sostanze pla¬ stiche. Il Gelry, perla sua competenza, per la concisione dello stile e per il modo aforistico con cui presenta le sue idee personali, è un autore di rara efficacia; mi piace citarne le seguenti defi- PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III limoni, elle servono stupendamente a illuminare lo spiritismo dottrinalo odierno, che ha tenuto in retaggio da <|uelJo di Allan-Kardec ij principio o dogma della reincarnazione, ma 1 ha messo sotto il patrocinio delle nuove teorie scientifiche: ‘ Si può descrivere la materializzazione : - una reincarna¬ zione anormale, relativa, rapida, momentanea; ‘ Si può descrivere la reincarnazione: — una materializzazione normale, completa, lenta, durevole 4. Infine, credo utile citare un autore antispiritista, il pro¬ fessore Grasset, che si è fatto un nome per le sue opero sulla psicopatologia e ^Occultismo (1906-71. Se non che, egli lm preso un criterio diverso di classificazione dei fenomeni occulti quello della loro dimostrabilità scientifica. Secondo lui, di fronte ai tatti psichici o metapsichici (che confonda cogli occultisi icii noi siamo in una fase appena prescienti fica; gli sembra che al- i uni gruppi di fatti non siano dimostrabili se non in un lontano avvenire, mentre altri gruppi sarebbero dimostratili più presto- anzi dee cercasi di dimostrarli prima. È un criterio metodo- togieo astratto, che compromette inutilmente la dignità della scienza potendo il cammino di questa riuscire affatto diverso dal previsto, potendo, anzi, incontrare ostacoli maggiori là dove il procedere sembra oggi più comodo e sicuro: la storia della scienza spesso ha sfatato i vaticini!, tanto in senso troppo spe¬ ranzoso, quanto in senso troppo sconfortante. Checché stia per avvenire rispetto olla più o meno prossima “ dimostrazione dei tatti „, ecco il breve elenco del clinico di Montpellier: I. batti di possibile, ma lontana dimostrabilità : 1. Telepatia. Premonizioni; 2. Apporti a grande distanza ; 3. Materializzazioni (fantasmi, fotografie, ecc.). II. tatti di dimostrazione forse prossima e più urgente: 1 . Suggestiono mentale e comunicazione diretta del pensiero; 2. Spostamenti di oggetti senza contatto; levitazioni; picchi 6. Chiaroveggenza. Non c’è bisogno di far rilevare al lett ore che il prof. Grasset pur avendo rifatta la sua opera in questi ultimi due anni, è in' arretrato : ì picchi (■ rape ), le telergie, e anche le telefonie, che egli non cita, appartengono oramai al patrimonio incontesta¬ bile della mediumnità fisica, e la suggestione mentale e la te¬ lepatia sembrano, non di lontana, ma di vicinissima evidenza. LA CLASSIFICAZIONE DI AL. AKSAIvOFF 495 li. Classificazioni dottrinali. 1 Aless. Aks.vkoff ('95) ha reso un gran servizio alla dello spiritismo quando ne ha coraggiosamente oomin- ■ ta j riduzione. Egli lo doveva difendere da un avversano formidabile, qualora Edoardo v. Hartmann ; e sua prima cura ,■ ,ij sfrondarlo di tutte le rame parassitane innestategli mi¬ di- sso dal Kardechismo sistematico e pseudo-religioso. La cenarazione dei fatti così detti spirito-mediummci in tre orunni è notoria, ed io ne ho parlato in più punti dell'opera feti- Tomo I", p- 54, II", p. 171, eco.) : - ma a chiarimento di quanto dirò nell'ultimo capitolo del presente tomo, ne riporto le definizioni significantissime: I. — Fatti di i-eusonismO : Fenomeni psichici incoscienti, che si producono entro i limiti della sfera corporea del medium, o i nt ramediumnici : — fra cui principalissima la personificazione, ossia l'appropriazione 0 adozione del nome e carattere d’ima personalità estranea. Questo gruppo di fenomeni sembra anche all' Aksakoif ridu¬ cibile aH’automatismo, alla cerebrazione incosciente : e ne cita conio esempii la tavola parlante, la scrittura automatica, la parola incosciente medi oratori „): su di che, siamo perlet- tamente d’accordo. II. — Fatti di Animismo: Fenomeni psichici incoscienti, che si producono fuori dei limiti della sfera corporea del medium, ossia extramediumnici, ^ di cui i tipi principali sarebbero la trasmissione del pensiero, la telepatia, la teleeinesia, le materializzazioni ecc. Questo troppo di fenomeni sembra dovuto all esteriorazione di un ‘ qualche cosa , di ancora ignoto dall’organismo de medium, del “ corpo animico „, o ‘ fluidico „, o odico „ del “ metaorganismo , del Bar. von Hellenbach. — L Aksakofe ne fa cinque ordini '• 1. Azioni extracorporee dell’uomo vivente, producenti ettetti psichici: . , . a) fenomeni telepatici; b ) trasmissione di impressioni a distanza. 2. Azioni extracorporee dell’uomo vivente, sotto forma di effetti fisici: ... a fenomeni telecinetici; _ b) spostamento di oggetti a distanza, ecc. 496 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III 5. Azioni extracorporee “trascendentali, dell’uomo vivente coll'apparizione della sua propria imagine : a) fenomeni telefaniei; . .... b) apparizione a distanza del 4 doppio , ; allucinazioni veridiche. 4. Azioni extracorporee dell’uomo vivente, manifestantisi sotto forma di apparizioni della sua imagine con attributi di vera corporeità: n) fenomeni teleplastici; b) formazione di 4 corpi „ materializzati. 111. — Fatti ni spiritismo, sensi i strictiore: Fenomeni apparentemente di personùmo ed animismo, ma ri¬ conoscenti una causa extramediumnica, superterrestre; ossia fuori della nostra esistenza. Ordinariamente, dice I’Aksakoi'S', sono gli stessi elementi della personalità che costituiscono l’anima, ma che qui sono fuori del corpo, anzi fuori della sfera terrestre „. Ossia, sono gli 4 spiriti „ che agiscono sul medium o per mezzo del medium, sia per incorporazione o possessione, sia per suggestione mentale (in pochissimi casi gli 4 spiriti , si manifestano senza medi). Ma 4 è un grande errore dei fanatici dello spiritismo 1 aver voluto attribuire a spiriti tutti i fenomeni ordinariamente co¬ nosciuti sotto il nome di spiritici Tutto sta nel provare 1 iden¬ tità dell’entità che si manifesta ; ora, questa si prova spiritica¬ mente coi mezzi qui indicati: o) col parlare in lingua sconosciuta al medium [questa e la 4 xenoglossia „ di C. Richet]; „ b) coll'usare stile ed espressioni caratteristiche del deiunto, ma ignote al medium; c ) colla scrittura in caratteri eguali a quelli del defunto ; d) col fornire informazioni su dettagli della di lui vita, ignoti a tutti i presenti; . . e) col fornire particolari noti esclusivamente al defunto; f) colle comunicazioni provocate dal defunto mediante let- tcre sigillate; . . . . . . g) con la presentazione di stati psichici o fisici che aveva il defunto (disquilibrii mentali, dolori, ece.l; h) finalmente, coll’apparizione della sua forma terrestre, sia in visione mentale del medio, sia nella stessa visione con fo tografia simultanea, sia in forma materiale e con comunicazioni intellettuali caratteristiche. L'Aksakoff prudentemente ammonisce che non c è prova assoluta di una identificazione: ma a parte questo ostacolo enorme, quasi insormontabile, contro cui va ad urtare lo spi¬ ritismo, io chieggo se con le presentazioni fantomatiche e con LA CLASSIFICAZIONE DI E. GLEY 497 ie comunicazioni dateci dalla Paladino siamo arrivati anche soltanto al margine di ciò che sia una identificazione conforme al catechismo aksakoffiano. 2. 11 doti. Geley, in un secondo lavoro ('99 —'05), ha por¬ tato più innanzi la conoscenza psicologica dei fenomeni detti spiritici, collocandoli sulla solida base della neuro-psicopato¬ logia, ed approfittando delle ultime teorie metapsichiche sul- Pesteriorazione della sensibilità e motricità. È forse il tenta¬ tivo fin qui più completo per non lasciare isolati i fatti me- dinmnici e per connetterli alla serie di quelli biologici. 1. Nevrosi (di cui sarebbe fondamentale, tipica l'isterismo) ; 2. .Manifestazioni di personalità doppia o multipla nello stesso individuo; 3. Ipnotismo; 4. Ksteriorazione della sensibilità; 5. Azioni sensoriali a distanza (chiaroveggenza, lucidità); 6. Esteriorazioni motrici a distanza (movimenti di oggetti, teleciuesie); 7. Azioni a distanza di una facoltà organizzatrice e disor¬ ganizzatrice sulla materia; esempli: u) produzione ora effimera ed incompleta, ora durevole e completa, di organi, di forme, di oggetti (teleplastia, mate¬ ria lizzazioni) ; b) dematerializzazione del soggetto (medium) o di oggetti esterni. 8. Azioni a distanza del pensiero snl pensiero : a) lettura del pensiero ; b) suggestione mentale; cj telepatia. 9. Medianità, mediumnismo pr. detto, che comprende : a) fenomeni intellettuali : — personalità mediumniche au¬ tonome, apparentemente indipendenti, con facoltà e conoscenze diverse da quelle ilei soggetto (= spiriti di morti); b) fenomeni fisici: — a) movimenti d’oggetti a distanza: — fi) scrittura automatica; — f) scrittura diretta; — 6) lucci¬ cori; — e) forme materializzate; — \) apporti, ecc., ecc. Per Geley è 1'“ essere subcosciente alias il subliminale del Mveiis, che si csteriora e produce tutti questi fenomeni: alla morte questo “ essere , (del quale è però da lui sottaciuta la natura) sopravvive, e ritorna in comunicazioni con la Terra. Questo spiritismo classico è trasformato in esopsicologismo. 3. In analoga situazione, per lo sviluppo delle dottrine spi¬ ritiche, si colloca pure E. Anastay, il distinto psiehieista Mar- Morselli, Psicologia e Spiritismo, IL 32 498 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III sigliese, la cui Nomenclatura razionale dei fenomeni della sca nsa psichica (Congresso spiritistico del 1900, “ C.-r. „ ’02, p. 5-J4-7 ) merita un cenno. Essa è molto complessa e lunga, nella sua minuziosa enumerazione ili tutti i fatti che possono figu¬ rare nel quadro della Metapsichica, e ragioni di spazio mi vie¬ tano di riprodurla interamente. In sostanza, essa è basata sul- l’applicazione di due tricotomie: quella dell Aksakokk, che già conosciamo, in fatti personistici, animistici e spiritistici; ed una particolare bU’Anastay, il quale suddivide i fenomeni psichici nei tre gruppi, di movimento o telecinesie, di sensibilità o tele- stesie, e di organizzazione esteriorata o teleplastie. A questo modo si compongono classi, ordini e famiglie di fenomeni. A. Pebsonistici. — Risultati delle facoltà trascendentali d’ima personalità vivente isolata: I. Telestesia personista: — esempi: la lucidità, e le previsioni dei magnetizzatori; — la “ psicometria, degli occultisti, ecc. II. Telecinesia personista: — es., la forza ectemca , di Thory, la “ forza psichica , di Cox e Cuookes; — la^” esterio¬ rizzazione della motricità , ili A. De Rochas; la scrittuia diretta , degli spiritisti ; — la “ levitazione „ ecc. ^ III. Teleplastia personista: — es., certe allucina¬ zioni telepatiche,; la formazione del “doppio ,; — ^ ‘ tocca- menti , e i rumori alle sedute mediumniche; — certe appari¬ zioni , a carattere obiettivo; — gli “ apporti , di fiori, eoe. B. Animistici. — Risultati delle facoltà trascendentali della personalità vivente, esercitatisi per mezzo d' un’altra personalità pure vivente: I. T elestesia animica o telepatia , pr. detta; — es., trasmissione del pensiero; — allucinazioni per suggestione mentale; — allucinazioni veridiche; — 4 toecainenti , e appa¬ rizioni a carattere subiettivo (?). . II. Telecinesia animici! : — le stesse applicazioni della precedente fenomenologia personistica, salvo che qui gli effetti sono prodotti sotto l’influenza di un’altra personalità vi¬ vente, ad es. gli astanti ad una seduta (fenomeni rari). III. Teleplastia animica : — a effetti tattili, uditivi, visuali, eco. C. Spiritici, pr. detti. — Risultati delle facoltà trascenden¬ tali della personalità morta corporalmente, esercitantisi con o senza intermediarli: ovvero anche Risultati dell azione di una personalità vivente su di una o più personalità morte corporal¬ mente : I. E CLASSIFICAZIONI DI E. ANASTA V ED K. BOIRAO 499 1 Telestesia spiritica: — es., lucidità spiritica; — visione; - lucidità del passato (ignoto ad altri) in forme parlanti o scriventi, intuitive od organizzate tangibilmente, visibilmente, ecc. . . , II. Telecinesia spirìtica: — es., incarnazione Ir) che ,, j,NASTAv chiama la vera raediumnità; — i movimenti senza con¬ tatto (spiritici?): — gli apporti; — la scrittura diretta, ecc. III. Teleplastia spiritica: — a effetti tattili, uditivi, visuali e tangibili; p. es., luccicori; — impronte; — formazione di corpi non conservabili, ecc. [1 saggio tassonomico dell’ANASTAY finisce, a questo modo, in uri irto viluppo di fenomeni: ho tentato di applicarlo alle manifestazioni medianiche della Paladino, ma francamente dirò che, per quanto buon volere io ci abbia messo, non sono riuscito sempre a definirne la natura conforme allo schema quassù riassunto. 4. Un filosofo-psicologo di segnalato valore e nello stesso tempo psichicist» studioso e prudente, Esumo Boieac, aveva proposto parecchi anni fa ( 1893) un saggio di classificazione ilei fenomeni che egli denominava “ parapsichici „, dove era tenuto conto non soltanto dei loro caratteri estrinseci, ma pur della loro probabile intima natura. Distingueva, anzitutto, due or¬ dini principali. L'uno comprenderebbe tutti quei fenomeni para- o metapsichici che sono scientifici, in quanto sembrano potersi spiegare con le sole forze conosciute, supponendo sol¬ tanto che queste forze agiscano secondo leggi tuttora ignote e più o men differenti dalle leggi note; e il B. vi collocava l’ipno¬ tismo e la suggestione. L’altro comprenderebbe i fenomeni che sono extrascientifici, in quanto sembrano richiedere l’in¬ tervento di forze ancora sconosciute, ossia di agenti diversi da tutti quelli scoperti e studiati dalla scienza: e il B. vi disponeva, p. es., i fenomeni del magnetismo animale, della telepatia, dello spiritismo, ecc. Indi, suddivideva i due ordini cosi : 1. Fenomeni parapsichici scientifici, ila forze note : 1. Psicopatia, ossia modificazioni (pathos) dell’anima; con esaltazione o inibizione di dato facoltà psicologiche o vitali : «) Suggestione verbale, mimica, ecc. percepita pei sensi; b) Ipnotismo. 2. Cripto ps ichia, ossia manifestazioni psichiche o in¬ tellettuali, di cui il soggetto non ha coscienza. (Corrisponde¬ rebbero ai * fenomeni subliminali „). Esempii: a) Profetismo; b) Scrittura automatica ; PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III 500 c) Spiritismo 4 almeno in parte , (Non è però indicato chiaramente quale parte dei fatti 4 spiritici , il Boirac mettesse m questo gruppo). up!, ',t,Fen°meHÌ ParaPsichiei ejctrascie ntifiei, da forze d. Psicodinamia, ossia azione di un essere animato su altri esseri o su oggetti materiali mediante forze ignote circolanti e radianti analoghe al magnetismo, alla luce, alla elettricità ece «) Psicodinamia vitale: - a) con effetti sull'uomo: — 3) ìd. sugli ammali; — y) ld. sulle piante; « Psicodinamia materiale: - a) indiretta, ad es., ì’a- !llaT magnetizzata (?); - 0) diretta; e qui il Bo.rac mamfestazion1 della medianità fisica, ossia gli effetti visibili prodotti dai medi sulla materia, tavoli giranti levita¬ zioni. materializzazioni, ecc. 4. lelepsichia, ossia azione psichica esercitata a di¬ stanza e attraverso ostacoli: n) Telepatia, pr. detta; b) Doppia vista, chiaroveggenza, lucidità; c) <ì)e) Trasmissione di sensazioni - di idee (suggestione mentale, pr. detta), — di volontà. 5. lloscopia. ossia fenomeni in cui la materia. (ilos) sembra esercitare sugli esseri umani un'azione non spiegabile con le note sue proprietà fisico-chimiche. Esempii :* o) 6)c) Influenza delle correnti atmosferiche, — delle cor¬ renti sotterranee, — del magnetismo terrestre ; d) e)f) Influenza della calamita, dei metalli, dei legni e di altre sostanze; e qui si metterebbero l’omeopatia, le azioni me¬ dicamentose a distanza (?), forse l’opoterapia. Lo si vede: e un saggio costruito con molta ampiezza, ma dove gli spiritisti lamentavano con ragione la piccola, troppo piccola porzione assegnata nel quadro ai fatti di me- dmmmsmo e spiritismo. Perciò il Boirac, in sèguito, ha ri¬ tatto con grande semplificazione di linee il suo schema; e adesso (Psych incornine, 08) egli si contenta di dividere i fenomeni di psicologia ignota „ in tre ordini • 1. Ip n oidi : — 1 enomeni che non implicano l'ipotesi d alcun agente ignoto, ne di nessuna causa distinta da quelle mi ammesse nella scienza; ma che sembrano potersi spiegare me diante agenti già conosciuti, mediante cause (o forze) ancia adesso note, le quali però operano solo in condizioni nuove ancora ma e o incompletamente definite, ossia secondo legg; diverse dalle conosciute. - Es., i fenomeni di ipnotismo e di suggestione. LA. CLASSIFICAZIONE DI E. BOIHAO 501 II Magnetoiiii ( o elettroidi): — Fenomeni che sem- lirano implicare l’ipotesi di cause (o forze) ancora incognite, non catalogate, però di natura fisica, e più o meno analoghe alle forze radianti della fisica, aria, luce, calore, elettricità, magnetismo, ecc., differenti da esse ma pur sempre intranatu- rali ossia spettanti naturalmente al nostro mondo. — Ks., i fe¬ nomeni del magnetismo animale e della telepatia. 111. Spiri Ioidi : — Fenomeni che sembrano implicare l'i¬ potesi di agenti ancora ignoti, ma di natura psicologica, più o meno analoghi alle intelligenze umane, forse situati fuori del nostro mondo, in un piano di realtà esterno a quello in cui viviamo e ci moviamo. In questa rubrica si classificherebbero i fenomeni detti di “ spiritismo solo in quanto non si potes¬ sero ricondurre ai due ordini precedenti. Queste idee dall'esimio corrispondente dell’Istituto (è un titolo da ricordare a quegli incolleriti spiritomani, che accu¬ sano sempre falsamente la scienza ufficiale e accademica ili non occuparsi dei loro paradossi) sono state da lui applicate ad una riedizione or ora comparsa di molti suoi scritti di metapsicologia. Ma nella categoria degli “ spiritoidi „ il Boibao inette un breve resoconto di due sedute d‘ Eusapia, dove proprio, anche a volerlo fare apposta, non c’è indizio di fe¬ nomenologia extra-animistica nel senso aksakoffiano, e un ur¬ titelo sulla teleeinesia medianica che pure nelle intenzioni dello scrittore è spiegabile con forze magnetoidi, niente af¬ fatto con intervento di spiriti. 5. E con questa interessante contraddizione di un intel¬ letto colto e fino, terminerei il noioso epilogo della tassonomia mediumnica. Ingenerale i trattatisti si contentano di descrivere, pochissimi si azzardano di coordinare i fatti descritti. L’Elbè, fra gli altri, distingue appena le manifestazioni in sensitive, fisiche e intellettuali; il Moutin, che è un magneto-spiritista combattente, sale la scala dello psichismo dalla suggestione mentale alla chiaroveggenza, alla telepatia, poi aH’ammismo, infine allo spiritismo, ma toglie da quest'ultimo tutta la fe¬ nomenologia fisica. Al contrario, lo spiritista Winklf.ii, che per dieci anni di sèguito ha coltivata la misteriosa e potente medium Berlinese detta “ La femme masquée „ ('05), elimina tutta la fenomenologia intellettuale perchè troppo personale al medium e scientificamente priva di valore (sic) ; e si ar¬ resta ai soli prodotti obiettivi, sperimentabili, divisi da lui in sei ordini: due ottenuti ali’ aperto — cioè toni esplosivi, moti di un ago calamitato; — e quattro in gabinetto oscuro, ben chiuso, che egli chiama caverna — cioè rumori, proie- 502 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III zinne di oggetti, produzione di materia, produzione di “forme, funzionanti. 0. Avrei da citare ancora il Du Prel e il Myeiis; ma gli stilemi classifieatorii del filosofo tedesco e dello psichi- cista inglese sono cosi impregnati di metafisica, che non pos¬ sono trovar posto in un opera, come la mia, destinata in massima al gran pubblico; abbisognerebbero troppe diluci¬ dazioni dell espositore, e questi dovrebbe internarsi in analisi critiche che troveranno meglio — io spero — il loro posto altrove, in un'opera dedicata ai cultori della specialità. Mi limito a dire che lo schema dato dal Du Prel nel suo Enigma untano è basato sulla fantastica esistenza di un “ io magico „ o “ soggetto trascendentale , di irrealizzabile di¬ mostrazione, il quale sarebbe capace di tre sorta di fenomeni: la sua “coscienza soprasensoria, darebbe origine al sonnam- bolLsmo ; — il suo “corpo astrale,, al doppio e alle materia¬ lizzazioni, da cui proverrebbero lo spiritismo e la nascita ter¬ rena ('?!); — finalmente, la sua “facoltà magica, spiegherebbe i fatti di magia nera, o stregoneria, e cU magia bianca, o magnetismo animale e misticismo religioso. E uno schema degno di alchimisti ed ermetisti medievali, assolutamente extra-scientifico. La Sinapsi di Myebs si presenta con un contenuto tanto astratto e complesso e ha tali caratteri di possente, ma arbi¬ traria originalità, che tino ad ora, per quanto mi consta, non lu applicata allo studio della mediumnità. La morte immatura del grande psichieista gli ha impedito, d’altronde, di darne una spiegazione completa, che sotto molti aspetti avrebbe anche dovuto essere una giustificazione dei suoi ardimenti biologici, dei suoi preconcetti filosofi co-religiosi, e delle sue indimostrabili sintesi cosmologiche. Fra queste ultime indi¬ cherò 1 ipotesi del “ metaetere ,, dal quale scenderebbero le azioni spirituali dominatrici (control) sulle “ manifestazioni eteree (luce, elettricità, gravitazione, coesione) ,. Fra i lire- concetti che il Myers ha levato di sana pianta, in parte dall'occultismo teosofico, iri parte dalla filosofia medievale, c’è quello che la vita (umana e animale) sul pianeta sia una ‘ incarnazione transitoria „ di “ personalità spirituali , aventi una esistenza prenatale, e fra di loro mutuamente attive, tanto nella sfera “ metaeterea „ quanto nell' “ eterea ,. Qui, evi¬ dentemente. navighiamo fuori del mare aperto ai metodi ed ai lumi della Metapsichica positiva; è meglio scendere mo¬ destamente a terra, con Eusapia Paladino. ] FENOMENI DI EUSAPIA PALADINO 503 * * * Tassonomia particolare della mediumnitù. di Eusapia Paladino. Nessuno dei grandi medii viventi, siano intellettuali come la Piper o la Thomson, siano fisici, come F. Miller o C. Bailey, ha veduta la propria fenomenologia sottoposta a tanti tagli e sottotagli elassificatorii, quanti sono quelli eoi quali fu smi¬ nuzzata e ricomposta la ricca produzione medianica della Paladino. Anche qui mi restringerò a poche citazioni. 1. La Commissione di Milano ( 1892) lu la prima a mettere dell'ordine nella esposizione dei risultati ottenuti in presenza di Eusapia Paladino. Essa divise i fenomeni secondo un criterio essenzialmente tecnico, quello delle condizioni di rischiara¬ mento della stanza in cui tenne le sedute: era una risposta perentoria a tutti coloro che credevano e credono nella, frode, perchè favorita dalla mancanza di luce. Dalla stampa del fa¬ moso rapporto della Società dialettica di Londra, lo spiritismo non aveva più ottenuto in suo favore un documento di così alto valore, come la relazione milanese sulla medium Napoletana. Tutti riconoscono che quel giorno si aperse una fase nuova per gli studi psichici: l’elenco comprende tre grandi classi, ventini ordini, e nove subordini di fenomeni autentici. Non 10 riproduco, malgrado la sua importanza, perchè su di esso c sullo schema già citato del Ckookes è basata in massima anche la classificazione che io presenterò fra poco. 2. Gli sperimentatori del gruppo radunatosi a Roma in casa del pittore Sif.miiìadzki ('94-95) e del quale faceva parte rOcHoaowioz, sono stati più parchi nella descrizione: essi non parlano che di quattro categorie di fenomeni, giacché ne fanno un raggruppamento troppo sintetico : — movimenti di oggetti; toecamenti; apparizioni luminose; fenomeni uditivi. 3. Appena migliore è la distinzione ilei De Fontenay i 97), 11 quale però molto opportunamente separa i fenomeni in¬ tellettuali dai fisici: certo, i primi sono relativamente poveri di contenuto ideativo, ma esistono lo stesso, non fosse che nello stato fisiopsichico particolare della “ trance „. Però i fenomeni eusàpiani, che egli descrive in maniera alquanto 504 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III confusa, sono pochi, nonostante clic loro dedichi 300 pagine: ma egli non assistette che a due o tre sedute! Accanto ai tre stadi di * trance . di cui ho parlato (Tomo II, pag. Ili), il De Funtenay si contenta di fare due classi di fenomeni fisici, i meccanici e i luminosi. 4. Coll'opera di ViSANi-Scozzi.che ha pur sempre Eusapia Paladino per soggetto, noi ci eleviamo di cento cubiti sulla precedente. Le sedute furono appena un po' più numerose (quattro), ma i fenomeni spesseggiarono, e l’A. li studia in più diretto rapporto con la condizione psiconervosa del me¬ dium. Io ho già riportata in sunto la scala delle cinque fasi ipnologiche del Yisani (Tomo I. pag. 210), però avverto che la fenomenologia ivi classificata oltrepassa la zona concessa alla medianità della Paladino. Si può escludere che questa dia manifestazioni di medianità intuitiva , parlante , scrivente, quantunque per queste due ultime essa, immedesimandosi in “ John King , e in altre personalità evocate, pronunzi qualche parola o frase, e tenti anche di tracciare alcuni segni (s’è detto che abbia scritta qualche parola!). Neaneo sono pro¬ dotte dalla Paladino delle materializzazioni parziali perma¬ nenti : i lettori vorranno ricordarsi del tentativo, assai dubbio, di lasciarmi dei capelli d una defunta (Tomo II. pag. 150). Nei suoi bellissimi commenti alle sedute il Yisani attri¬ buisce i fenomeni di moto, rumore e luce ad una “ radia¬ zione dinamica del .medio „ ; le materializzazioni, ad una “ obiettivazione concreta della idea ,, ; gli apporti, ad una “ facoltà di sintesi, decomposizione e ricomposizione dei corpi „, con qualche accenno alla “ quarta dimensione spa¬ ziale „. La distinzione è acuta e costituisce un apprezzabi¬ lissimo tentativo di classificare i fenomeni col criterio della loro intrinseca natura: disgraziatamente ci portiamo troppo lontani dal dominio per ora concesso alla metapsichica spe¬ rimentale. 5. Il libro severo e ragionato di E. Bozzano ( 1903), discute a lungo minutamente i fatti k spiritici „ da lui osservati in un ben più grande numero di sedute con Eusapia, ma non li dispone a gruppi, nè li coordina secondo le teorie discusse. 6. Per contro il libro di J. Maxwell, uscito nel medesimo anno, quantunque sia basato esso pure in buona parte sulle manifestazioni osservate dall'Autore colla media italiana, porge ima, classificazione dei fenomeni psichici ancor più ampia, per rispetto ad Eusapia, di quella del Visani-Scozzi. TASSONOMIA DEI FENOMENI HALADINIANI 505 La classe dei * fenomeni psichici d’ordine materiale e fisico „ solo in parte è paladiniana ; nè la zOllneriana u penetrabilità della materia nella materia nè i disegni a distanza, nè i “ can¬ giamenti di peso e temperatura . entrano nel programma d 'Eusapia: anche gli apporti sono dubbi. Allo stesso modo, nella classe dei k fenomeni psichici <1 ordine intellett uale „ . come la forma il Maxwbll, la massima parte mi pare estranea alla potenzialità della Pugliese : questa non mi lui dato che incerti fatti di telepatia, di scrittura diretta, di voci dirette: e non ha presentato mai fenomeni di grn iamatologia, di scrit¬ tura automatica, di chiaroveggenza e chiaroudienza, di cri- stalloseopia. 7. Ultimo degli illustratori precedenti di Eusapia fra gli scienziati è Camici, o Flammaiìion (’06-7), il quale da uomo pratico, che desidera sopratutto convincere il gran pubblico, ha dato nelle sue narrazioni e classificazioni il massimo posto al “ fenomeno della tavola „ • La maggior parte di coloro che si interessano da anni, o in prò’ o in contro dello spiritismo, è sempre stata e s è sempre messa (anche ora!) in gran pensiero pei moti del tavo¬ lino, forse perchè questo è il dato più caratteristico del neo¬ spiritualismo, il più popolare, il più facile da riprodurre nei salotti mondani, dove si fa nocivamente del dilettantismo spiritico. Ma la tiptocinesia è allabbiei delle manifestazioni eusapiane ; e quando si è avuta la sorte a me toccata di as¬ sistere alle apparizioni di fantasmi, il fenomeno del tavolino bussante danzante e parlante, pur conservando il suo carat¬ tere di fatto obiettivo utilissimamente accertabile con la fo¬ tografia, perde assai del suo rilievo cotanto preso di mira dagli antipsichicisti, e va a collocarsi modestamente al suo posto nella schiera numerosissima e complessa degli effetti fisici della mediumnità di Eusapia. Tuttavia il Flammahion ha ragione: in una disciplina cosi nuova e materiata di fe¬ nomeni tanto strani e vari, bisogna cominciare dal fissar bene la esistenza dei più elementari. E allora si deve dare al “ ta¬ volo » la precedenza ! Su ventitré categorie di fenomeni paladiniani, i moti tiptiei contano per dieci secondo il Fi.am- marion, il quale poi lascia in disparte le vere manifesta¬ zioni spiritiche (evocazioni di defunti, materializzazioni di fantasmi), accennandole di sfuggita. 8. Come segno dei tempi non lascierò sotto silenzio i poteri straordinari che alcuni fanatici spiritisti assegnano alla me- 506 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III dinmnità della E. Paladino, esagerando la portata dei feno¬ meni da essa ottenuti. L’anonimo autore di una pubblicazione popolare a dispense, che estiva alcuni mesi or sono ^ Ge¬ nova (’07), ci fornisce un tipico campione di questo iper spiritismo battagliero e... credulo. Eusapia Paladino possiede ventuna facoltà «ediani che : - e iì, “"?•(.;!« a".* ^ fpSS°S«Lili Mote spontanee ,|iinndo 0 in Ipnosi, , - sZitJvo r sente la presenza degl, spinti per mezzo d, una impressione vaga.); — pneumatografo (scrittura diletta.). X - agente - motore -, - a traslazione; - ella levitazione); - tipologico; - a effetti musical* (?); - «*- Snella ^ ,j stato ai sonnambulismo , "“tiS *- Serializzazioni, di cinque gradazioni dal 1 es okrtangi bili alle parlanti!?!); - fonico C provoca voci chiare e distinte ,); - ad apporti; - calcografico. Non c’è bisogno di rilevare quanta parte in questa enu¬ merazione di virtù medianiche abbia avuto pa tantasia de percipienti. Cinque o sei anni -fa Giulio Bois, brillantissimo, se non profondo indagatore di tutte le credenze e correnti ammali Ili idee che si agitano e sembrano celarsi alla luce del sol in seno alla nostra raffinata civiltà occidentale, parlando del “Solo moderno , e delle « forze ignote proclamava Elis imi Paladino la vera “ ginnasta „ del psiclnamo . ma e„ 2^3355 soltanto <k im « d» «*1. » “1 ”itt in ,•»*, del Daimex o del K.oh.t, Se peto h a. stadt» con animo pacato, in un ambiente propizio, e durante piu sene Ili sedute come io ho fatto, si giunge a considerarla come Il atleta gigantesca del mediummsmo fisico contemporaneo. In circa trenta sedute io le ho veduto compiere parecchie centinaia di fenomeni, ed ho i lettori lo ncordemino rag- .tiiinto le vette della medianità palndimana, ciò die 1 sem plie^ dilettanti e molti studiosi dello «1^0 ebbero immediatamente Ottenere, senza indugio, fino dalla, pinna sera L’impazienza di alcuni sperimentatoli, 1 inespenenza di •litri fors’anco la troppo chiara diffidenza di taluni, ha loie tolto di assistere a parecchie delle manifestazioni che io nas- sSLrò egli è che le più importanti avvengono TASSONOMIA DEI FENOMENI PAEADINIAN1 507 determinate finalità medianiche nella sua subcoscienza questo è un gran colpo alla dottrina spiritica, girn e . C la conclusone scientifica che i fenomeni sono dovuta alla azione esclusiva dei medii e sono proporzionate agh elementi psichici o subpsichici esistenti, per acquisto individuale o pe eredità cumulativa, nel loro cervello. A. Fenomeni Subiettivi. Una prima grande classe di fenomeni mediumnici è quella sia perchè si fondano sulla cooperatone struttuiale Intrica (vitale) dell’organismo corporeo. , , te Eusapia non sono cospicui, appunto, per la povertà de contenuto intellettuale delle sue manifestaz.iom; neppure^ appariscenti per chiunque cerca nelle sue sedute il fenomeno immediatamente percepibile della personificazione. la F ceiosia può raccogliere, per contro, anche sul medio rnpo tetano una ricca messe di osservazioni che concernono la n i tura e la liio-psicogenesi della mediamta spiritica, bisogna "rò essere versati in fisiologia e patologia mentale per con,- mende™ e gustarne la importanza. Mi limito a fare 1 e eneo Ilei fatti subiettivi che io ho registrato nei miei lungli ap punti sulle sedute. I Modificazioni dello stato di coscienza: a) Restringimento o abbassamento, e oscuramento della cord» Z o snperliminate (Jet., .«eh. »»e«» vigile e sociale); 508 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, III b ) Allargamento o approfondimento, e intensificazione della coscienza inferiore o subliminale (delta anche marginale o subcoscienza o pericoscienza). II. Modificazioni dello stato fisiologico: a) Mutamenti delle funzioni organiche (circolo, respiro, traspirazione cutanea e polmonare, ricambio materiale, pro¬ duzione di bioelettricità, ecc.) ; b) Mutamento delle funzioni di innervazione (sensibi¬ lità, motilità, refiettività, trofismo, ecc.) ; c) Mutamenti nelle funzioni psico-sensorie (p. es. nella cenestesi) e nelle psicomotorie (p. es. nella refiettività cere¬ brale). III. Radiazioni dal corpo del medio: a) Radiazioni percettibili al termotatto; b) Radiazioni percettibili alla vista (“ nebule „, “au¬ reole „, “ lingue di fuoco „). IV. Autoipnosi, per concentrazione e restringimento della coscienza dell'io: a) Fase preparatoria, analoga alla catalessi; b) Fase attiva, analoga al sonnambulismo; c) Fase passiva, analoga al letargo. V. Amnesia del periodo di “trance „ : a) Amnesia per ciò che concerne il soggetto (i fatti interiori) ; b) Amnesia per ciò che concerne il mondo esterno (le relazioni coll’ambiente e le reazioni fisio-psichiche). VI. Ester i or azione della sensibilità: a) Telestesia spontanea (forse dubbia); b) Telestesia sperimentale (rarissima). VII. Est eri or azione della motricità; è la ca¬ ratteristica più nota e più intensa della medianità di Eusapia Paladino : a) Paracinesie, ossia con lieve contatto cogli oggetti; b) Telecinesie, ossia senza contatto cogli oggetti. Vili. Suscettibilità ipno-magnetica: a) Ipnotizzabilità (relativamente difficile e sempre molto debole); h) Magnetizzabilità, eoi passi mesmerici (facilissima). FENOMENI INTRA MEDIUMNICI 509 IX. Suggestibilità esogena (dagli assistenti): a) Suggestibilità mediante la parola (verbale); b) Suggestibilità mediante altre percezioni sensorie, e sopratutto percezioni minime (tattili, muscolari, ecc.). X. Monoidei s m i, offrenti molti dei caratteri dei sub- delirii isterici, in rapporto col restringimento di coscienza e col dominio di automatismi psichici: a) Ossessione della propria veridicità ; b) Fissazione nella tecnica abituale (misoneismo); e) Credenza palingnostica semipuerile in una evolu¬ zione spiritica del proprio io (esistenza anteriore, nel secolo XVI-XVII, come pertinente alla famiglia “ King „!). XI. Fenomeni onirici al luci natorii : a) Cenestetici: p. es. sensazioni di volo; b) Visuali: p. es. visioni di fantasmi; c) Emotivi : p. es. terrori onirici analoghi agli incubi, con subdelirio di possessione e di persecuzione ad opera di enti fantastici. XII. A 1 1 tornati s m o , per disgregazione della coscienza e con reiterazione ritmica dei medesimi fenomeni ad ogni crisi di trance: a) Automatismo sensorio; b) Automatismo motorio; e) Automatismo subpsichico (“ volontà subcosciente „). XIII. Regressioni psichiche: nella disgregazione della personalità, che contraddistingue la crisi autoipnoide del mediumnismo, si ha sempre il ritorno a stati o a feno¬ meni di mentalità inferiore sorpassati nell’evoluzione tanto etnico-atavica, quanto individuale : a) Predominio delle credenze e degli errori popolari (“ sopravvivenze mentali »); b) Ritorni atavici, fra cui principalissimo e fonda- mentalissimo l'aniinismo primitivo; c) Infantilismi mentali: nelle idee, nei sentimenti, nella condotta; d) Disposizioni ludiche, ossia alle creazioni fantastiche per giuoco, come nell'isterismo. XIV. Personificazio n i , per formazione più o meno effimera, più o meno completa di “ io secondarii sonnambulici » 510 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III con evidente perturbazione del sentimento e del concetto del proprio io, e con sostituzione totale o parziale di un altro io: a) Idea fissa di trasformazione della propria perso¬ nalità in relazione alla suaccennata credenza palingnostiea < “ figlia di John King „). b) Incorporazione accessuale, stereotipa, di un per¬ sonaggio defunto (qualificato come lo “ spirito di John King „), con corrispondente (mediocrissima) obiettivazione minio-drammatica del tipo incorporato; c) Talvolta impersonazione (abbastanza dubbia, e ad ogni modo assai malamente rappresentata) in altri “ esseri che ordinariamente sono anime di defunti appartenenti alle famiglie degli astanti. Queste “ reincarnazioni „ spiritiche transitorie non costitui¬ scono però la specialità medianica della Eusapia, che vi si addimostra di scarsissima imaginativa. XV. Comunicazioni e messaggi (in lingua ita¬ liana), che risultano assai limitati in Eusapia e di poverissimo contenuto intellettuale: a) Tiptologia elementare, ossia comunicazioni bus¬ santi, per mezzo di pochi segni convenzionali, regolanti la tecnica delle sedute; b) Tiptologia più evoluta o, come suol dirsi, gram- matologia, assai rara e ridotta a poche stentate espressioni; c) Tiptologia inimica: questa ricchissima, sebbene con note spiccate di infantilismo. XVI. Comunicazioni in idiomi diversi dal proprio, o “xenoglossia, in senso ampio: a) Comunicazioni in dialetti italici differenti dal pu¬ gliese-napoletano parlato da Eusapia ; sono state affermate da qualche osservatore, ma io non ne ho alcuna prova; b) Xenoglossia pr. detta ; ossia comunicazioni hi lingue straniere (?): fenomeno assai discutibile (nella Paladino, più che in ogni altra medium), e probabilmente dovuto alla ri¬ scaldata imaginazione di qualche percipiente. XVII. Pseudodivinazione del pensiero, per iperestesia nello stato subipnoide: a) Lettùra muscolare del pensiero mediante le per- cezioni minime, o marginali, dei moti e atteggiamenti mu¬ scolari degli assistenti: b) Utilizzazione di piccoli indizi sfuggiti agli assi- FENOMENI INTRAMEDIUMNICI 511 stenti stessi, e ohe vengono rapidamente percepiti, associati ed elaborati nel subcosciente attivissimo d'Eusapia. XVIII. Criptopsichismo , con ritenuta inconsape¬ vole di antiche impressioni e idee, loro discesa nel subco¬ sciente, e loro riapparizione automatica dietro stimoli esterni e sopratutto interni (stato di ‘‘trance»): a) Criptomnesie, propriamente dette, rare e ridotte in Eusapia a pochi schemi; b) Suggestioni esogene a scadenza (da sedute ante¬ riori! per opera dei formanti la catena. XIX. Suggestione mentale artificiale, con trasmissione provocata e intimatoria di stati fisiopsichici: a) Suggestione sensoria: fu da me tentata, ma senza successo ; b) Suggestione ideo-motoria: ne ho fatto qualche saggio con incerto risultato ; e) Suggestione emotiva, ideativa, volitiva, ecc. : nessun effetto : d) Suggestione antagonistica: una o due volte con principio di effettuazione; e) Suggestione organica: riuscita nelle esperienze di De Rochas, non nelle mie. XX. Luciil ita, chiaroveggenza, seconda vista: Contrariamente alle asserzioni di alcuni spiritologi, Eu- Mpia mi è risultata incapace di questi fenomeni metapsichici, < he cito soltanto per invogliare altri a farne la ricerva. XXI. Telepatia intr aumana, ossia comunicazione spontanea di stati psichici, a distanza, fra persone viventi, senza intermezzo normale dei sensi: a) Con Eusapia soggetto passivo o percipiente: — quan¬ tunque essa narri qualche suo aneddoto in appoggio (a pro¬ posito del turto, Tomo I, p. 132), e alcuni degli sperimentatori, ■ Ite mi furono compagni di sedute, fra cui l’egr. dott. Ven- z ano, propendano ad inserire anche la telepatia nella fenome¬ nologia paladiniana, io dubito assai delle attitudini di Eusapia per questo fenomeno di psicologia supernormale: certo, nelle evocazioni pseudo-spiritiche che mi concernono, la telepatia mancò completamente; b) Con Eusapia, soggetto attivo : — posso invece rite¬ nere che siano probabili, in alcuni casi, delle induzioni di 512 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III fatti illusori ed allucinatoli per azione di Eusapia sull as¬ sistenza, o, per lo meno, su alcuni predisposti tra gli assi¬ stenti. XXII Telepatia i per -umana, ossia propriamente spiritica per azione di “ enti occulti „ viventi in Altro Piano, su Eusapia. „ . . . . .. . , • • Sebbene ammessa e sostenuta da taluni spirito-psichicisti (li. es. da "Vis ani -Scozzi), questa l'orma del tutto fantastica di telepatia extranaturale non ha diritto di figurale nel quadro della fenomenologia metapsichica sperimentale e positiva di Eusapia Paladino perchè, seconde le mie esperienze, ne manca la più elementare dimostrazione. B. Fenomeni obiettivi. Anziché “ fisici » preferisco porre qui un termine piu psi¬ cologico, giacché i fenomeni, che ora passo a catalogare, non appartengono soltanto a tutte le sezioni della fisica, cioè alla meccanica, all’acustica, alla termodinamica, all ottica, alla radiologia, fors’anco alla elettrologia, ma sottintendono po¬ teri plastici molto più simili ai fatti biologici (propriamente parlando, ai “ metabiologici .), e nello stesso tempo hanno sempre un valore intellettuale, in quanto si veggono inten¬ zionalmente prodotti e rivolti ad un fine. Ogni classificazione pecca di artificiosità; e cosi 1 raggrup¬ pamenti che io presenterò, vanno intesi piuttosto come la espressioni delle modalità estrinseche dei fenomeni, che non come i contrassegni di una loro sostanziale affinità o diver sità dinamica. Ad esempio, nelle “ luci „ vi e il fenomeno lu¬ minoso, ma non mancherà il termico; nelle forme materia¬ lizzate vi è il fattore teleplastico, ma vi si trova pure spesso l’elemento visuale; nelle impronte su mastice v è la esteno- razione di un’imagine, qualcuno dice anzi del doppio fisio¬ logico „ del medio, però v’è anche l’elemento telecinetico nel movimento di impressione. Ma è principalmente la distinzione fra fenomeni subiettivi ed obiettivi che, come ho più su accennato, rimane artifi¬ ciosa. Nei fenomeni fisici c’è sempre dell ìntramedmmnico, poiché ognuno di essi è rivolto ad uno scopo. La fenome¬ nologia di Eusapia ha caratteri di assurdità , di infantilismo. FENOMENI EX TEAM EOI OMNI CI 513 di stolidità, ma non è mai atassica nè ateleologica: l’ele¬ mento psichico si trova presente anche nel semplice pulsar di un tavolo o nel volitar d’un giocattolo. Non dirò della tiptologia che, per quanto ridotta generalmenle a pochi picchi, ha però sempre un significato mentale (si, no, luce , buio, ecc.) : dico degli stessi fenomeni meno apparentemente intellettuali, come sono le lucciole fluidiche, le bussate lontane sulle pareti, le ombre chinesi; questi fenomeni vogliono esprimere, ; ,er lo meno, l’intenzione della medium di farsi ammirare, di stordire, di indurre percezioni sensorie negli astanti a contro¬ prova dei suoi poteri. Cosi si è potuto affermare con ragione . he nn elemento di “ forza psichica ignota „ (Flammakion) invade, per così dire, l’atmosfera attorno al medio e opera per esso, con esso e da esso; laddove l’ipotesi di una “ forza neurica analoga all’elettricità „ (De Bochas, Maxwell) ci man¬ terrebbe, è vero, nel campo della fisica, o iperfisica che sia, ma non spiegherebbe l’intenzionalità evidente di tutti, o di quasi tutti i fenomeni obiettivi. Per pura comodità, e per facilità di comprenderci, dividerò anch’io questi fenomeni in classi o categorie e in gruppi, se¬ condo criterii che chiamerò estrinseci, ossia in conformità dell’impressione o delle percezioni che essi risvegliano negli astanti. Non è possibile adesso distinguerli secondo la loro intrinseca natura, genesi e meccanismo di produzione : questo sarà eòmpito della Metapsichica futura. I. Paracinesie. — Fenomeni meccanici, con produ¬ zione di movimenti negli oggetti esterni ancora a contatto con la persona del medio, ma con effetti sproporzionati alla spesa di forza nerveo-muscolare normale da parte del medio stesso. L’anomia di questi fenomeni consiste in ciò che col dinamometro si riescirebbe a dimostrare la nessuna correla¬ zione tra i moti muscolari (piccoli e lontani) del medio e gli spostamenti o urti degli oggetti su cui egli tiene appli¬ cate le mani 0 con cui ha qualsisia contiguità. 1. Oscillazioni e moti del tavolino, senza significato con- venzionale. — Fenomeno comunissimo e frequentissimo ; più spesso autentico, però soggetto a facile falsificazione. 2. Moti e picchi dei tavolino aventi un significato. — Pur essi molto numerosi ; ordinariamente genuini, ma non senza miscela di battiti prodotti a volontà (frodi): a) Linguaggio convenzionale per le sedute (tipto¬ logia tecnica); b) Linguaggio mimico: molto vario e intenso; Morselli, Psicologia e Spiritismo, II. 83 514 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III e) Linguaggio alfabetico, ad enumerazione di picchi ; non molto comune nelle sedute d’Eusapia e di poca inten¬ sità e durata. 3. Sollevamento totale del tavolino, con lieve con¬ tatto delle mani del medium : frequente, e il più delle volte sincero. 4. Movimenti di oggetti diversi appena toccati dalle mani o dal corpo o dagli abiti del medium. — Numerosissimi, talvolta intensissimi, e ordinariamente veridici. 5. Movimenti, ondulazioni, gonfiamento delle tende del gabinetto medianico. — Immancabile ad ogni seduta; im¬ possibilità di frode. li. Moti e gonfiamenti degli abiti del medium. — Il più spesso spontanei, durante la produzione di moti tiptici o di telergie; talvolta volontarii e allora... sospetti. 11. Tele e ines i e. — Questi effetti meccanici si producono senza alcun contatto con la persona del medio, a distanza, e questa può variare da pochi centimetri a qualche metro. Sono i più disputati, perché mal si comprendono secondo le leggi ordinarie della fisica meccanica e fisiologia: queste scienze ci insegnano, difatti, che una forza meccanica deve agire direttamente sulle resistenze opposte dai corpi mate¬ riali; qui, all’opposto, le azioni sembrano esercitarsi “ per influenza „, da lontano. 7. Osoillazioni, fremiti, ondeggiamenti e moti del tavo¬ lino senza contatto. — Comunissimi, or deboli ed ora forti; generalmente autentici. 8. Sollevamenti autonomi completi del tavolino. — Sono un fenomeno abbastanza comune, talvolta intensissimo; il più spesso in condizioni incriticabili: qualcuno della durata di pochi secondi, qualche altro di uno o due minuti: a) Levitazione semplice ad aeroplano ; b) Danza a solo del tavolino, o tiptocinesi coreica. 9. Ondulazioni, gonfiamento e gettito delle cortine del gabinetto. — estensibilissimo e frequente fenomeno, sul quale in massima non c’è da emettere dubbii. 10. Movimenti impressi da lontano a corpi materiali più o meno pesanti. — Manifestazione generalmente terminale della seduta; nel maggior numero dei casi, genuina: a) Telecinesie prodotte spontaneamente da Eusapia; b) Telecinesie richieste dagli sperimentatori. 1 1. Movimento e spostamenti apparentemente autonomi di oggetti diversi, a varia distanza dal medio. — Fenomeno im- FENOMENI EXTBAMEDUTMNICI 515 passionante, abbastanza comune, quasi sempre in condizioni di autenticità: a) Movimenti di oggetti o mobili entro il gabinetto medianico, alle spalle di E. P. ; b) Movimenti di oggetti o mobili nella stanza, tal- volta a 2-3 m. dal medium. 12. Trasporti di oggetti lontani sul tavolino. — Fre¬ quenti, di grande effetto; veridici in massima, pochissime volte (al buio) sospetti: a) Trasporti per mezzo delle tende nere, che agi¬ scono da tramite e da usbergo alla forza medianica; b) Trasporti in pieno spazio libero. 13. Spostamento, attir amento, rivolgimento delle seg¬ atole dei vigilatori. — Fenomeno di ogni seduta; impossibile incriminarlo (se la mano è sotto buon controllo !). 14. Movimenti funzionali di ordigni meccanici posti a distanza. — Numerosissimi, rapidissimi, e il più delle volte sicurissimi fenomeni per azione a distanza: a) Telergie entro il gabinetto oscuro ; b) Telergie attorno al circolo di assistenza. 15. Trasporti di oggetti da uri punto all’altro. — Ali- bastanza frequenti e tali da impressionare; conviene però dubitare dell’oscurità : a) Nella medesima stanza delle esperienze: ordi¬ nariamente veridici; b) Da una stanza all'altra : rari e sospettabili. III. Anomie boriche. — Questa classe di fenomeni meccanici concerne le alterazioni del peso dei corpi, e sarebbero pertanto in contrasto colla legge di gravitazione. Insigni psichicisti ce ne garantiscono la autenticità (Crookes, Aksa- koff, Df. Rochàs...), ma io debbo dire, per la verità, che in genere mi son parsi fatti assai meno sicuri dei precedenti, seb¬ bene anche nelle telecinesie si abbia una infrazione del prin¬ cipio di inerzia della materia. 16. Mutamenti spontanei di peso in una bilancia. — Fenomeno eccezionale e (nel caso nostro) forse fraudolento. 17. Oscillazioni di peso del corpo del medio. — Pur esso eccezionale, e verosimilmente illusorio o falso. 18. Sollevamento in aria della persona del medio (“ le¬ vitazione „). — Rarissimo fenomeno: certamente sincero nel suo inizio, forse illusorio per parte nostra nella sua continua¬ zione aerea al di sopra del tavolo mediumnico; 19. Sollevamento d’una persona diversa dal medium in ■ 510 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III condizioni inspiegabili con la meccanica ordinaria. — Una volta sola e, a parer mio, non sicura. I V. F e n o m e ni ter m irò- r a ,ì i a n t i. — È un piccolo gruppo di manifestazioni medianiche consistenti in modifica¬ zioni apparentemente autonome, e perciò nnomiche, della tem¬ peratura dei corpi materiali circostanti al medio. Si connettono torse alle radiazioni dell’organismo, delle quali ho parlato nel paragrafo dei fenomeni subiettivi. , . * m^° Qobinetto nero. — È frequentissimo, pei che lo si sente ad ogni seduta : talvolta intensissimo, e quasi sempre autentico; M. Abbassamento termico dello spazio aereo vicino al medio ( freddo sepolcrale „). — Abbastanza frequente, e in- spiegabile con la frode. A . !• e n o m e n i a c u stic i. — Sono fenomeni anomici in questo che la causa meccanica produttrice della vibrazione ma¬ teriale percepita come suono o rumore rimane ignota o, quanto meno, non ascrivibile direttamente per mezzo dei nostri sensi al medium. V 1 hanno rumori anorganici e rumori organici. Al- euni di essi sono fatti acustici primitivi, autonomi ; altri sono latti acustici secondarii, giacché dipendono dai fenomeni mec¬ canici superiormente elencati, i «piali per l’urto, per lo striscia¬ mento, per lo scuotimento degli oggetti smossi, eec., sono accompagnati da percezioni uditive. Ih. ( 'ólpi, picchi , e altri rumori nel tavolino. — La ma¬ nifestazione più comune della medianità fisica; centinaia di essi sono genuini, pochi forse sono artificialmente prodotti. Ne sono varianti notevoli i seguenti fenomeni: j Scricchiolìi, crepitìi, ecc. nella compagine del . ^ Raspamenti, grattamenti, ecc. ad opera di agenti invisibili e intangibili; i) Colpi formidabili di pugno, di maglio, ecc. sul piano del tavolino, anch’essi senza agenti personalmente ri¬ conoscibili. 23. Colpi e picchi a distanza dal me.dio. — Frequen¬ tissimi e non ascrivibili, in massima, alla persona del medium: li crederei per lo più veridici: a) Entro il gabinetto medianico; i più comuni; ò) Nella stanza delle esperienze: abbastanza fre¬ quenti, ora sulle pareti, ora sugli affissi, ora sui mobili; « ) fuori didla stanza: se Eusapia ne produce, deb- bono essere rarissimi ; io non ne ho percepito mai. FENOMENI ENTRAMBI) lOLNICl 517 04 Suoni di strumenti musicali. — Fenomeno predi- , *♦„ nrT Eusapia ; difficilmente manca alla seduta, ed è sempre di origine mediumnica pura, quando gli strumenti sono lon¬ tani- dubitare dei fenomeni quando 1 ordigno è a portata di mano 'Fila a ^a)0 (trombetta, fischietto) ; b) Strumenti a corda (chitarra, mandolino); e) Strumenti a battuta (pianoforte, tamburello) ; d) Strumenti a congegno rotatorio (carillon»...). Rumori organici di mani, di piedi, ecc. Rari e abbastanza sinceri quelli di mani plaudenti, percotenti, schioccanti, ecc. in aria ; eccezionali, e forse illusore, quelli di Diedi o scalpitìi entro il camerino. 26. Suoni vocali umani. — Rarissimo fenomeno con Eusapia, e. a parer mio, sempre sospetto ; parlo, si intende, ,Uh “ necrofonia „, ossia di voci articolate in aria attribuite a “ spiriti „ di umani disincarnati ; nel mio caso, sono molto dubbioso sé non vi fu inganno (o illusione ?). VI Fenomeni iloplastici. — Designo con questo neologismo che mi pare di buona lega, tutti i fenomeni consi¬ stenti in segni lasciati su corpi materiali mediante azioni a distanza; e ve n’è di due sorta: i grafici e i plastici pr. detti. Ma dei primi Eusapia è povera in ragione del proprio analfa¬ betismo; perciò manca, come dissi, nella sua fenomenologia su¬ biettiva la scrittura automatica, ed è fallito il nostro tentativo di ottenerne la scrittura fra lavagne,. 27. Segni simbolici lasciati a distanza. — Manifesta¬ zione eccezionale con Eusapia ; e nelle volte in cui 10 1 avrei veduta, verosimilmente spuria. 28. Scrittura diretta senza opera di mano ( spiritica » nr detta). — Fenomeno quasi estraneo alla mediumnita di Eusapia : quando mi è accaduto (due o tre volte) erano segni indecifrabili eseguiti al buio; lo ritengo, per ciò, da eliminare. 29. Freghi sulla carta affamata. -- Si suggeriscono e si ottengono facilmente, essendo riducibili ad una semplice te- lecinesia; . , 30. Impronte a distanza su materie duttili, che conser¬ vino la impressione di estremità e volti umani. — Non rari nella medianità d’Eusapia, questi fenomeni vanno pero sog¬ getti, frequentemente, a censura; io non posso dire d averne ottenute in condizioni di piena sicurezza che una 0 due volte. a) Impronte su fior di farina: ci sono mancate; h) Impronte su creta, mastice, plastilina, ecc.: ne otte- : 518 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III nenimo, ma non di così espressive e profonde come Eusapia ne ha date altrove ; c) Impronte e modellature in paraffina: furono ten¬ tate, ma non riuscirono. VII. Fenomeni ilurgici o zollneriani. — Sotto tal nome, in onore di Fed. Zììllner, si possono designare quei rari fenomeni medianici, nei quali sembrano venir meno le proprietà fisiche della materia , la sua inerzia, la sua coesione o aggregazione molecolare, la sua impenetrabilità. Eusapia non ce ne ha dato molti di questa classe ; ma se i confini di questa non si intendono troppo ristretti, alcune delle sue manife¬ stazioni arieggiano lo ziillnerianismo. 30. Formazione di nodi su funicelle non toccate. — L'abbiamo ottenuta una o due volte soltanto, e fu genuina. 32. Slegamenti e rilegamenti di oggetti esterni e delle persone in catena. — Fenomeno piuttosto raro, e che tuttavia mi è parso in massima genuino. 33. Slegamento e rilegamento autonomo del medio. — Altro fenomeno straordinario, e con tutte le apparenze della realtà nel maggior numero delle volte : a) Lo abbiamo avuto mentre la media era in catena; h) E mentre era coricata sul lettuccio, entro il ga¬ binetto medianico; due volte in condizioni assai difficili, ricor¬ danti quelle dei fratelli Davenport. 34. Apporti. — Fenomeno di primissimo ordine nei tasti spiritici, ma assai raro e sempre assai dubbio con la Pa¬ ladino; i pochi che io ho veduto, non mi sono parsi sinceri, 0 almeno mi sembra che mancasse la prova : a) Apporti di corpi materiali (sassi, chiodi, eco.); h) Apporti di corpi organici (fiori, ramoscelli). 35. Disgregazione della materia. — Eccezionalissimo, e quella sola volta (scomparsa di capelli) probabilissimamente effettuato con frode: ci fu, per lo manco, tuttala imprevi¬ dente apparenza dell'inganno. Vili. Teleplastie esclusivamente tangibili {'‘materializzazioni stereoplastiche „), ma attive. — Con questa classe disputatissima di produzioni obiettive della mediumnità si entra nella fenomenologia più elevata, in quella che costi¬ tuisce la base propria dello spiritismo. Si tratta di forme più o meno complete, a somatismo androide (umano), offrenti i caratteri della materia organizzata vivente, ossia la resistenza, la densità, la opacità, talvolta il calore, e fornite di attività apparentemente autonome. Nel più dei casi sono continue fenomeni extbamediummici 519 flp, medio, ma in altri si debbono considerare * on ll1 Pers, •' contigue, e perfino indipendenti a distanza. In soltanto a es^ si lasciano percepire solo col tatto e nTsePus“muscolare (tangibili); e costituiscono propriamente S* “ ^^Toclhi^lpa^^^ strette di mani fluidiche (in- • -i J t Comunissimi nelle sedute al buio e al semibmo; tlcìli però da imitare per fraudolenza ; ma in maggioranza li 2 rite,1of OraSzazione criptica eli fanne solide e abbastanza " r ,uti ! caratteri morfologici e fisiologici di parti di stabili, affi e 1 JHJg0 u fmde lìd gabinetto me- -'•PVr^ Fenomeno frequente nelle sedute di Eusapia, % - caverna , (Winki.eh), e impossibile a simularsi. 'let d a) ' Forme tangibili parziali, quasi frammenti di persona; tangibili più o meno integrali. ^Organizzazione libera di forme tangibili, ma mvu ■1 ;; aeenti la mole e la attività di una persona reale. I atto ’• 1 e issimo avvertito mediante l’oscura percezione di uccezionaliss^rno ^ d sU vicin0; mi sembra d, potere “lJETrbS-o. qn-.do la “presenza, era avvertita tatrno dall. d. m. ' m rti „„„„„ mi.„, ’im S™tr.“l buio? in certi momenti l’h. giudi e. to a) Organizzazione di “ mani „ o di dita carnee , defluenti al tatto e sfuggenti alla presa; „ b) Organizzazione di “ barbe fluidiche pelli anumm,., . ^ dldVazUme delle forme pia- stanza conveniente da E. P., sono sincere : sono queste manifestazioni attribuite agli “Enti Invisibili ,. a) Funzionamento di strumenti musicali • . b) Funzionamento di apparati fisici, fisiologici, ecc. , r) Funzionamento di piccoli congegni piu o meno complicati; arrecati agU strumenti scientifici (miso¬ neismo infantile e dispettoso del medium); 520 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III deffii astanti80^?”6 d‘ 0ggf-tti dallp tasche 0 dalle '«ani P«; pnS :T *sg”ssi" •* a,,ì di lot'* n ^ Az!0n‘’ P,ù 0 lneno complesse, ora blande e be- r«;,l e de*n . . “■ » •«li¬ di • ■* p“ •- siWSusaar . . _ ,4!‘ Comparsa di nebbie o nubi biancastre attorno al corpo del medium. — Sono piuttosto rare, e si formano in buone condizioni di verifica. no m Comparsa di -luci,, punti luminosi, fiammelle ecc TJ1"-U >>C <lrv' 7 Plu comuni delle precedenti, queste te- lefanie sono, d ordinano, insospettabili per le loro apparenze per la distanza dal medium, ecc. apparenze, dium i3'JÌTParSa dÌ "ureole !"mi>wse sulla testa de! me- aium. — Karo, ma significantissimo fenomeno. a/tif'; TelePlasmi . (“ materializzazioni „) visibili e Vn l’ e a volt.f! vis*b>l, e in una tangibili. — bone le torme piu evolute tra le organizzazioni della virtù plasmatrice a distanza: e per lo più debbono essere còni poste di sostanza opaca che intercetta la luce, e per ciò si rendono visibili. Non escludo tuttavia che certe materiali/ zaziom androidi pm o meno complete (“ fantomatiche „) pos¬ sano avere qualche piccola facoltà fotogenica. 45. Fuoruscita di forme aventi piu o meno somialianza con mani teste e colli, da, gabinetto nero. - Sono un feno¬ meno abbastanza frequente; e stante la loro indipendenza dalla persona^ del medium, debbono considerarsi genuine certa t*l™L =f ^ P.roP“88>ni di morfologia in- S? ’ * d'"*“K |,er men,tr“ m"m°w b) Forme androidi meglio sviluppate: qualche volta agiscono ricoperte dalle tendine nere del gabinetto o. Apparizioni di “ mani spettrali „ ma senza con¬ notati personali. — Non sono rare, e figurano tra i fenomeni piu antichi e anche piu sicuri della telepatia paladiniana- piuttosto Ire?1*™10116 dl manÌ flUÌdÌChe SCUre: C'ueste sono FENOMENI EXTEAMEDllMNICI 521 b) Apparizione di mani Huidiche biancastre, evane¬ scenti: meno rare. 47. Apparizione di forme androidi oscure o chiare, Din o meno integrali, ma a carattere indeterminato e imper¬ sonale. — Le direi “ larve „ od “ ombre „ nel puro signi¬ ficato del termine, e non costituiscono una rarità: la loro forma stravagante mi attesta che siano genuine. a) Apparizione di profili larvali, al davanti o ai lati del medium; b) Apparizione di figure larvali più o meno con¬ tigue (mediante “ filo dinamico „) alla persona del medium; c) Apparizione di figure libere, non contigue; veri “ spettri „ presumibilmente autonomi; ma sono un’eccezio¬ naiità, e quella che mi si è presentata, non aveva ima con¬ figurazione riconoscibile. 48. Apparizione di forme umane aventi caratteri de¬ terminati e personali, visibili ed attive in modo spontaneo. — Sono il prodotto culminante della mediuinnità di Eusapia e credo che siano rarissime: io ne ho vedute alcune che non ini hanno lasciato senza esitanze, e altre sulla cui autenticità posso quasi essere sicuro. Distinguerò tre categorie di pro¬ duzioni fantomatiche: a) Produzioni di fantasmi parziali, difficilmente ri- conoscibili perchè semicelati: da sottoporre a revisione; h) Emifantasmi personificati, ma immaginarli e senza rapporto coi presenti: la personificazione, nei casi da me veduti, è stata fatta con criteri tradizionali non suscettibili di identificazione (‘ John King? „ “ Katie King „?); c) Emifantasmi personificati in rapporto coi presenti : la personalità degli apparsi non è giunta con sicurezza alla identificazione. È mancata nella lunga serie di manifestazioni mediumniche della Eusapia Paladino qualsiasi formazione di fantasma in¬ tero, e meu che mai di fantasma autonomo, visibile, tangi¬ bile ed attivo lontano dalla medium. IL Le ipotesi sulla medianità. Fatti e idee. Nella Prima Parte di quest’opera ho tracciata in poche pagine la storia delle principali correnti di idee, che si sono delineate e svolte durante gli ultimi decenni per trovare ima spiegazione dei tenomeni catalogati nel precedente ca¬ pitolo (Tomo I. pp. 63-73). Perocché era impossibile che, di fronte a fatti cotanto straordinari, la mente dei più restasse contenta e soddisfatta di conoscerli soltanto nella loro reale e autentica effettua¬ tone : bisognava che per istinto o per curiosità o per de¬ siderio di trovar ad essi un posto nel casellario sistematico della conoscenza, se ne cercasse eziandio una spiegazione. Fuori della scienza austera e pura si crede sempre che le “ formule „, le “ leggi ,, le “ teorie „ e magari le “ ipotesi „ enunciate dagli studiosi di ingegno sintetico, e accettate tem¬ poraneamente quali idee o linee direttrici nella indagine dei fatti, o quali strumenti utilizzabili di lavoro fino al loro consumo, siano realtà discoperte e verità stabilite per sempre. Se la folla ha di queste “ illusioni , sul conto delle dottrine o ipotesi scientifiche, gli uomini di studio hanno poi, per loro conto, il torto frequente di un'adorazione sconfinata della scienza, dimentichi, molti di essi, che questa scienza non è mai costituita nè fatta, ma che continuamente si fa, si disfa e si rifà. L'ossatura solida dell'edificio scientifico è formata unicamente ed intrinsecamente da fatti bene accertati: ma tutti, tranne pochissimi scienziati-filosofi positivisti, corrono frettolosamente a soddisfare il loro senso estetico nella am¬ mirazione delle parti ornamentali e più appariscenti della fab¬ brica, offerte per l'appunto dalle spiegazioni ipotetiche, dalle interpretazioni teoriche e dalle dottrine sistematiche. Questa LE IPOTESI SULLA MEDIASITA 523 invece è purtroppo la parte caduca e rinnovabile della Cono¬ scenza, la parte utilizzata per qualche tempo quale stru¬ mento’ di lavoro, indi lasciata in disparte, nell’archivio sto¬ rico delle credenze delle delusioni e degli errori via via sfruttati dall' umanità in cerca del Vero. E il curioso si è che quanto più una categoria o un or¬ dine di fenomeni fuoresce dall’ordinario e dal consueto, quanto più esso si trova nella zona in penombra di cui ac¬ cennavo in principio dell'opera (Tomo I, p. 3-5), e tanto più frettolosamente e insistentemente se ne spera e se ne esige una spiegazione. Per i tatti che cadono sotto i nostri occhi ad ogni "momento, ad esempio per la caduta dei corpi nel¬ l'aria^ per la combustione di una candela, per lo sehiudimento di un ovo di pollo, ecc... tutti si contentano di sapere che esiste una “ legge di gravitazione ,, o una “ legge di com¬ binazione degli elementi chimici „ o una “ legge di sviluppo dei germi ed embrioni di viventi „... Ben pochi pensano e considerano che queste “ leggi „ sono semplicemente nostre rappresentazioni verbali, in cui riassumiamo, per brevità e ,)er chiarezza, le nostre percezioni e idee sui fenomeni senza mungere con ciò a disvelarne la intima natura. [ fisici, i chimici, i fisiologi, i naturalisti, cioè quelli che si dicono “ uomini di scienza pura ,, sia perchè sono ancora sotto il dominio di un positivismo falsato dalla prigionia dei loro laboratori e musei, dove si pretendeva studiare soltanto i fatti, sia perchè si versano invece con tutto 1 animo nella il¬ lusione di fare della “ scienza esatta „ mentre noi psicologi fa¬ remmo, quasi, della “letteratura,, guardano con ima cert'aria di superiorità le investigazioni psicologiche. Qualcuno, meno austero degli altri, ci accusa di enunciare troppe idee in ri¬ guardo alla genesi e natura dei fatti psichici. Eppure, aneli 'essi, da un lato, non vanno oltre all’esteriorità dei fenomeni che da secoli osservano, raccolgono, registi-ano e classificano; dal¬ l'altro. si trovano, nonostante le loro leggi, teorie ed ipotesi, nella impossibilità di spiegarci perchè un grave cade verso il suolo, o perchè l’ossigeno si combina elettivamente col¬ l’idrogeno, o perchè da una cellula-ovo si svolga un essere morfologicamente e fisiologicamente individuato. Allo stesso modo, pur raccogliendo e accertando e catalogando i fatti che diciamo psichici e metapsichici, noi psicologi non do¬ vremmo arrossire al cospetto degli altri “ scienziati , per non poterne dare al gran pubblico un’idea chiara e limpida, e, tanto meno, un’ipotesi esplicatrice completa e soddisfacente. Tuttavia non si può passare vicino a fatti così eccezionali 524 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III come sono i medianici senza preoccuparsi almeno dei tentativi di loro spiegazione. Dal momento che essi esistono e hanno realtà, bisogna bene collocarli in qualche parte dello scibile, non fosse che ai confini verso l’Ignoto, salvo a farli poi en¬ trare nella zona del Noto. Anche qui il compito della scienza esatta sta nel radunare e sottoporre a critica tutte le spie¬ gazioni, ipotesi e teorie, che vennero enunciate, o per istinto empirico, o per prematura generalizzazione, o per bisogni di metodo investigatone, o per appagamento della curiosità in¬ dagatrice, o per ingenita tendenza a coordinare, a unifi¬ care, a sistemare i fatti, com’è accaduto in ogni epoca e per ogni passo in avanti della Evoluzione mentale umana. L’atteggiamento più sicuro per il filosofo è sempre quello storico-critico : e il metodo migliore per accostarsi alla Verità è quello di eliminare di mano in mano l'Errore. Mancanza d’una critica comparativa delle ipotesi circa i fenomeni detti ‘ spiritici Guglielmo Crookes, nelle sue Researches, è stato il primo , che abbia enumerate e poste di fronte le possibili ipotesi a spiegazione dei fenomeni chiamati spiritici. Egli nel 1873 ne riassumeva concisamente otto : I. “ I fenomeni sono tutti il risultato di astuzie, di sagaci disposizioni meccaniche, o di giuochi prestigiatori: i medium sono impostori e il resto della assistenza si compone di de¬ menti r (ipotesi della frode I. II. “ Le persone presenti ad una seduta sono le vittime d'una specie di follia o di illusione: si imaginano di vedere dei fatti che non hanno esistenza fuori della loro fantasia , (ipotesi deiriWttSMmr e allucinazione). III. “ Tutto è il risultato d'una azione cosciente o inco¬ sciente del cervello , (ipotesi fieiopsicologiche dell' automatismo, della disintegrazione di personalità , degli sdoppiamenti di co¬ scienza, ecc.). IV. “ Il risultato ottenuto è forse dovuto all'associazione della psiche del medium con quella di alcuni dei presenti o anche di tutta la assistenza „ (ipotesi della cooperazione psico- dinamica collettiva). V. ‘ Sono azioni degli spiriti maligni, o diavoli, e si operano per mezzo del medium che loro piace, nel modo che ad essi più conviene, per rovinare il Cristianesimo e far perdere agli uomini l’anima „ (ipotesi teologica del diabolismo o satanismo). LE IPOTESI SULLA MED1ANIT.A 525 VI “ Sono azioni (l'un ordine di esseri conosciuti in tutti 1 e in tutti i tempi sotto i nomi di demoni, gnomi, fate. Filetti, ecc. viventi sulla terra, ma invisibili e immateriali, ,-iò non pertanto capaci, in date contingenze, di manifestare , ioro presenza „ (ipotesi AelY occultiamo). VII. ‘ 1 fenomeni dipendono dall’azione dei defunti o umani disincarnati , (teoria spiritica). Vili. “Il medium e il circolo delle persone riunite attorno . 1 esso possiedono una forza o un potere oppure un influenza ' virtù ’ mediante le quali gli esseri spirituali possono produrre , fenomeni osservati , (ipotesi della forza psichica procedente dall’organismo dei viventi e mediatamente utilizzata da Intel¬ ligenze estranee al medium istesso). In disparte, e colle stesse parole del Sehgent Cox, dal quale attinge l’ipotesi della “ forza psichica „ simile o assi¬ milabile alla “ magnetica il Crookes incorda una nona ipotesi, che è assai più riservata della precedente. IX. “ ba forza, che esteriorandosi produce il movimento fuori dei limiti del corpo, è la medesima che li produce entro rodesti limiti, e che rimane diretta dalla intelligenza o anima regnante all’interno della persona, dalla quale essa forza si origina » (ipotesi deH’esopsic/iismo, del biopsicodinamtsmo). Scriveva il Cox : “ Noi non pretendiamo di affermare che questa forza non possa essere presa e diretta da qualche altra intelligenza diversa da essa : noi ci contentiamo di af¬ fermare che non esistono ancora se non prove ìnsutucienti in favore di an agente direttivo diverso dall intelligenza del medium; sopratutto, non esiste nessuna prova dell’intervento degli spiriti di morti. La controversia non sarà risolta se non dopo una laboriosa serie di esperienze „. Nei quarantacinque anni da che furono scritte queste linee austere e prudenti del Cox, il lavoro sperimentale com¬ piuto ha ristretto, piuttosto che ampliato, quelle che da principio, nel fervore del movimento spiritualistico, parvero « evidenze , attendibili; d’altro canto, lo stesso lavoro in¬ vestigatone ha dimostrato che sotto la molteplicità straboc¬ chevole dei fatti presentati come “ spiritici „ esisteva una varietà indiscutibile di contenuto, di genesi, di natura. Da ciò due conseguenze di primo ordine : 1° bisognava sepa¬ rare accuratamente i fatti secondo questo loro carattere in¬ trinseco, procedendo ad una revisione particolareggiata di ognuno ; 2° bisognava rinunciare forse ad una spiegazione unica che li abbracciasse tutti. ... Gli spiritisti dogmatici, i Kardecliisti specialmente, segui- ■526 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III timo a scegliere, fra le nove spiegazioni elencate dal Crookes. la sola ipotesi spiritica, ma sono in errore. Nel frattempo, entro lo spiritismo stesso si è operato un lavoro di separazione e di riduzione ; e fuori dello spiritismo tradizionale, si sono avanzate, massime per merito della psicologia analitica e della metapsichica positiva, nuove spiegazioni per categorie speciali di fenomeni supernormali. r L’Aksakoff, spiritista insigne, ha presa la via più corta. Nel confutare la tesi di Ei>. v. Hartmann, che attribuiva gran parte dei fenomeni spiritici alla forza nervosa del medio od alle allucinazioni dei presenti, e l’altra minor parte spiegava con la sua ipotesi metafisica dell’Incosciente, egli non ha quasi degnato di uno sguardo molte delle ipotesi elencate dal Crookes, e si è chiuso in tre sole : — nella fisiopsicologica, che egli ha chiamato personismo, senza però darne una de¬ scrizione adeguata al valore dei fatti che le assegnava : — nella fluidiea e nella dinamistica, che ha fuso nel mal da lui denominato animismo ; — e nella spiritualistica, che ha con¬ centrato nel suo spiritismo ridotto (c-fr. a pag. 495). La grandissima maggioranza dei successori del psichicista russo (p. es., Delanne, Erny, Pappalardo, ecc.) non s’è oc¬ cupata di passare sotto il vaglio della critica comparativa le altre ipotesi ond’è ricca questa materia di studio, e si è li¬ mitata a riprodurne le idee. Al Congresso spiritistico del 1900 nessuno ha fatto le viste di accorgersi che accanto alla ipotesi classica, ìcardechiana, ve ne erano molte altre più degne di esame : solo gli spiritisti non reincamaziouisti, taluni psichicisti e, in massima, gli occultisti e i teosofi pro¬ cedono spediti e franchi sulla via della critica, sottoponendo le loro idee e dottrine al cozzo delle avversarie (p. es. Papus). Persino al Podmore, che è uno storico diligentissimo, si po¬ trebbe muovere l’appunto di ignorare un po’ troppo le di¬ verse correnti esplicative nate in seno al neo-spiritualismo; perciò gli spiritisti, ad es. il Dusart, che gli sono naturalmente ostilissimi, lo accusano anche di non aver tenuto conto di tutte le loro “ prove di fatto e a me non perdonano, nè mi perdoneranno d avergli prestato credito, siccome egli si me¬ rita, per l'esattezza della coltura storica speciale. Quanto al Mters, la sua figura nello sviluppo delle dottrine metapsi¬ chiche resta quella di un creatore, di un innovatore ; e chi crea o innova non ha bisogno di fare della critica. Lo stesso deve dirsi del Du Prel, tutt’inteso com’è stato negli ultimi anni a ricavare dai fatti spiritici le argomentazioni per la sua dottrina metafisico-monistica dell'anima. le spiegazioni dei patti medianici 52 1 Nfei libri, opuscoli e periodici spiritìstici — quasi esclusiva- mente rivolti alla apologia e propaganda della dottrina — si cercherebbe invano un raffronto critico completo e pro¬ fondo fra le diverse e contrastanti spiegazioni dei fatti: lo steSso stile, con cui sono redatti i racconti di questi fatti , denota l'opinione preformata in favore dei due dogmi fon¬ damentali dello spiritismo: la sopravvivenza dell'anima semi- spirituale; e l’intervento dei trapassati nei fenomeni sotto os¬ servazione. Contrariamente a ciò che ha obiettato Baudi di Vksme alla maniera usata dagli scienziati antispiritisti, come me, per definire e per narrare i fenomeni veduti (cfr. * Ann. de Se. psyeh. „, giugno ’07), l'appunto di sottintendere una spiegazione preconcetta e determinata dei fenomeni dev’es¬ sere rivolta a tutta intera la immane e confusa letteratura ufficiale od ufficiosa dello spiritismo; essa resta, per ciò, quasi totalmente inutilizzabile dalla scienza psichica. Questa condizione di cose ci spiega perchè fra gli adepti acritici della nuova fede, fra i cultori troppo sistematici della psi¬ cologia supernormale, e tra il gran pubblico, si sèguiti a non vedere e a non conoscere più che un ristrettissimo nu¬ mero di idee direttrici, laddove la immensa varietà dei fe¬ nomeni sottintende, implica ed esige forse altrettante varietà delle possibili e verosimili spiegazioni. Uno scrittore popo¬ lare di occultismo, il Berndt, le ha or ora ridotte tutte a sole tre : la frode, il punto di vista spiritico, il punto di vista occultistico. Ma è un semplicismo da empiristi! E vi sono dei presunti cultori positivi di questo larghis¬ simo e quasi sconfinato campo di fenomeni, i quali si sono messi a sostenere che per istudiarli basti, anzi necessiti esclusivamente, quale guida di lavoro, la ‘ ipotesi dello spiri¬ tismo „. Essi non conoscono, di sicuro, o non vogliono ricor¬ dare che furono enunciate almeno una trentina di altre ipotesi più o meno distìnte, delle quali ciascuna ha i suoi sostenitori, le sue ragioni più o meno fondate, ciascuna trova qualche applicazione a ordini o a classi particolari di fenomeni. Come escluderle in blocco ? e d’altronde, come orientarsi in mezzo a tanta abbondanza e a tanto contrasto di teorie e di dot¬ trine ? E presumibile che col tempo si avrà l’abbandono totale della massima parte di esse; che si otterrà la sepa¬ razione dei fatti in categorie numerose differenti per natura ; e che, per compenso, alcune ipotesi si fonderanno insieme per dar luogo ad un concetto sintetico. : 528 PSICOLOGIA K SPIRITISMO, III Sguardo alle principali ipotesi fin qui enunciate circa i fenomeni detti ‘ spiritici Non intendo esporre, intendo passare appena in rassegna codeste ipotesi, e neaneo tutte quelle che eventualmente siano state enunciate; questo mio è appena un saggio comparativo provvisorio, e per di più imperfetto: la storia critica dello Spiritismo, esclusivamente da ogni idea preconcetta, è tutta ancora da scrivere. Frattanto, senza dar troppo peso alle distinzioni che propongo, e sopratutto col preavviso che non intendo dogmatizzare in nome di una gnoseologia razionale assolutistica, separerò le ipotesi in tre gruppi, a seconda dei loro rapporti con la scienza odierna: — naturalmente, da sin¬ cero positivista, non escludo che la loro situazione non possa mutare col tempo, o prima o poi, rispetto alla Conoscenza. A. Ipotesi extrasci entità die. I. Le Teologiche. 1 . Satanismo. — I fatti spiritici sarebbero l’opera di Sa¬ tana che con essi vuole condurre gli uomini a perdizione, al¬ lontanarli dalla religione vera, trascinarli a parodiare coi riti tanatocritici e psicopompi quelli del Cristianesimo, ecc., ecc. E la tesi dei teologi cristiani ortodossi e sopratutto dei cat¬ tolici poco propensi al modernismo, per esempio, del padre Franco della C. d. G . Non dico altro : è penoso assistere alla risurrezione del “ Gran Maligno „ anche fra gli spiritisti non ascritti alle religioni positive, con un regresso semi¬ fatuo a credenze che parevano abbandonate per sempre dalla umanità sensata. Sembra davvero che Satana sia in gran ribasso, se tutti i suoi rnalefizi terribili si riducono alle scioc¬ cherie innocue delle sedute di Eusapia ! 2. Diabolismo. — Variante della precedente, questa ipo¬ tesi, più mitologica che teologica, se ne differenzia perchè in luogo di uno solo mette in opera una folla indeterminata anonima o pseudonima di spiriti delle tenebre, di esseri plu¬ tonici o infernali. f IPOTESI TEOLOGICHE E METAFISICHE 529 ", Anime purganti. — È il contraccolpo della credenza • tjana dogmatizzata dal Concilio di Trento (Sess. VI*), di nn periodo temporaneo di espiazione per le anime dei giusti non 'perfettamente degni ancora del Paradiso. — Fra le soffe- ze di questi penitenti ultracorporei vi sarebbe quella di aggirarsi talvolta sulla Terra, per impetrare le preci e le in¬ dulgenze dei superstiti. — Se non nei moti del tavolino, ciò che sarebbe ridicolo, certo negli altri fenomeni spiritici (fuochi fatui, apparizioni, spettri), la mente popolare sèguita a vedere, coma nei conventi durante il Medio-Evo o nei secoli scorsi, l'opera obbligatoriamente espiatoria di anime di morti. Spi¬ ritismo intinto di pietismo ! II. Le Metafisiche. 4. Paicocosmismo, ilozoismo, ecc. — Le comunicazioni , ol mondo degli invisibili consisterebbero nel sommergersi e immedesimarsi dell'anima individuale (medium intuitivi, in¬ tellettivi, ecc.) coll’Anima universale, col Tutto onnisenziente e onnisciente ; e le azioni supernormali rompenti la catena delle leggi naturali sarebbero dovute all’attingere delle energie individuali (medium fisici) nel Tutto onnipotente, ossia nel serbatoio infinito delle forze cosmiche. — Astrazioni de¬ rivate dall’ indeterminatezza dei concetti di psiche e di co¬ scienza, di forza e di energia. 5. L’Incosciente. — A un dipresso è l’ipotesi precedente passata attraverso al vasto e originale cervello di un filosofo tedesco, di En. von Hartmann. — I fenomeni spiritici, quando non sono allucinatorii, nè dipendenti dalla forza nervosa del medium, sopratutto quando sono intellettivi (premonizioni, telepatia, messaggi!, sono rivelazioni dell’Inconscio univer¬ sale che salirebbe a galla, per così dire, nella subcoscienza dei medii. — L’Aksakoff ha criticato acerbamente questa idea hartmanniana, ma in fondo essa è molto simile a quella del subliminale di Myers e della coscienza più larga di Lodge : soltanto pecca troppo di metafisicheria. 6. Intuizione dell’Essere. — Non so dove ho letto questo pensiero filosofico, che ha carattere intermedio fra l'illuministico e l’idealistico: — ossia che la psiche del medium possa, in certe condizioni, avere l'intuizione dell’Essere uni¬ versale, nel quale infatti tutto si ritrova, passato, presente e futuro, realtà e possibilità, necessità e contingenza, generale e individuale, unico e multiplo. — Certi occultisti sostitui- 8* Morselli, Psicologia t spiritismo , II. 530 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III scono l'Etere all’Essere. Ma sono i cavalli di Pegaso, che tras¬ portano il pensiero umano pei campi sconfinati della fantasia. III. Occultistiche, esoteriche e simili. 7. Ermetismo. — Che vi siano forze ignorate ancora, e che siano in numero e di potenze probabilmente maggiori di quelle che fin qui conosciamo e sfruttiamo, la scienza contemporanea ammette di buon animo : ma essa prevede pure che se le discoprissimo e, meglio ancora, quando certo le discopriremo (come ci è avvenuto di fare recentemente della elettricità, delle onde herziane, dei raggi X, della radio- attività, ecc.), quando ne avremo dimostrata l’efficacia e ce ne saremo resi più o meno padroni, ognuna di tali forze ignote andrà a collocarsi accanto a quelle naturali già note ed accertate. In Natura non v’è nulla di supernaturale. Invece gli occultisti, seguaci che siano di Agrippa, di Saint-Martin,o di Eliphas Levi, congetturano — la esistenza di “forze occulte, inconoscibili, insondabili, preternaturali „, agenti però sulle naturali, a scapito o a malgrado di esse, pel¬ uria specie di “ corrispondenza misteriosa, che lega il visi¬ bile coll’invisibile, il disocculto coll’occulto... n — Questa sa¬ rebbe l’eredità sacra del leggendario, e forse mai esistito, Ermete Trimegisto. La scienza non ha obbligo di intrattenersi in un campo che le si dice precluso ; essa sdegna a ragione di occuparsene : il suo ufficio è di scoprire e di definire, se le riesce, le forze c> attività palesantisi nei fenomeni naturali percettibili ai sensi e soggette, secondo le norme della ragione, a determinazione stabile, possibilmente convertibili e reversibili l’una nell’altra. 8. Forze magiche. — Oggi, con Lermina e con Guaita, con sir Peladan e col Bar. von Hellenbapii, si regredisce anche verso la magia naturale, bianca o nera che sia, come si ha il coraggio di tornare al demonismo. E penoso scorgere che nel suo progresso la coltura debba, non solo percorrere la spirale allegoricamente imaginata da Goethe, ma nel perio¬ dico ritorno su sè stessa toccare di nuovo punti assoluta- mente micidiali per l’umano intelletto. Ed ecco sopragginn- gere la stravagante credenza che — certi uomini agiscano per poteri magici, ogniqualvolta possono alzarsi fino al piano astrale, al di là dei poteri concessi all’Universo fisico sensi¬ bile: — i medii diverrebbero insomma psichiurgi; e persino gli stati ipnotici, sonuambolici, isterici, ecc., sarebbero stati magici della mente. IPOTESI OCCULTISTICHE, ESOTERICHE, ECC. 531 Carlo du Prel era uomo di nobile ingegno, ma col suo “ io magico ,, al quale attribuiva virtù trascendentali e che è statoci lercio mal compreso dai dilettanti di psicologismo *• monistico „, ha incoraggiata una nociva riabilitazione della cosmologia folklorica e dell’ontologia mito-erinetico-oeculti- stica. 9, Gli spiriti degli elementi. — Secondo gli antichi alchimisti, con Paracelso alla testa, e secondo gli ernietisti e i Rosafcroce odierai, — le cose naturali nascerebbero tutte da elementi primigenii, — cioè dal fuoco, dall’aria, dall'acqua, dalla terra — cui presiederebbero spiriti subumani ( * uma¬ nimali „, “ hominuculi „ di L. M. de Figanièrks), di sottilis¬ sima sostanza, e rispettivamente Salamandre, Silfi, Ondine e Gnomi!! — Sono “ spiriti „ nè buoni nè cattivi, che agiscono per impulso esterno : sarebbero essi che, secondo certi oc¬ cultisti (Papcs), si divertono a spese dei medium e degli astanti, presentandosi come Carlomagno o Yittov Hugo, a scelta. Terribile ironia per lo spiritismo tradizionale ! Il quale, in¬ fatti, non sapendo come spiegare in modo ragionevole le biz¬ zarrie e incongruenze di certe sedute, dove il subcosciente dei medii proietta le sue sciocchezze futilità e oscenità, parla vagamente di “ spiriti burloni „, o di “ spiriti malevoli », non specificandone però mai la natura, non sciogliendo il pro¬ blema pratico se siano anime di morti eterocliti che vengono a disturbare le comunicazioni degli altri disincarnati, ovvero siano entità “ spirituali „ di natura diversa dall’umana. Par¬ rebbe talvolta di capire che si alluda a specie di Larve, di Vampiri, di Folletti e altre consimili creazioni della fantasia popolare, sopravvissute dalla più remota antichità, attivis¬ sime nei miti, nelle fiabe e nelle leggende... Ma non si osa di parlar chiaro, tanta è la ridicolezza della ipotesi. 10. Entità intelligenti e occulte — È il termine con¬ sacrato nei processi verbali spiritistici, e ordinariamente sta a significare — le anime reduci dei trapassati, i sopravviventi umani dell’altro Piano — ... Però questo va bene per lo spi¬ ritismo, dirò così, ufficiale ; vi è accanto ad esso uno spiri¬ tismo semi-eretico, che non pronunciandosi in merito, riconosce bensì nei fenomeni medianici la intellettualità, ma non vuole risolvere in senso spiritistico la questione oscura della loro ori¬ gine. Qualcuno, essendosi accostato alle dottrine occultistiche, esoteriche, teosofiche, illuministiche, eco., ecc., sembra che voglia con quei termini vaghi accennare ad — “ esseri intelli¬ genti , celantisi negli abissi del Mistero Universale, chiamati PSICOLOGIA K SPIRITISMO, III 532 attorno al Medio da un istinto ignoto, come le farfalle at¬ torno al lume — . Ciò che risulta chiaro, nel guazzabuglio occultistico, è solo questo, che i dottrinarii o ipot.etizzatori assegnano a cotali entità una forma antropomorfa ed una intelligenza del tipo umano : ne fanno cioè degli indeterminati esseri androidi, o dei frammenti o porzioni di una personalità umana, non si sa se vissuta o ancora prematura. Attenti bene! Non sono io ohe definisco tutto l’occultismo un guazzabuglio ( g&chis ): è lo stesso occultista E. Bosc, che mi serve di guida. Secondo i seguaci indisciplinati della scuola, ci sono al¬ meno novecento varietà o categorie di “ entità intelligenti occulte , che possono venire a fungere da “John-King, nelle sedute. Ci sono i Ninnanakaya degli Indiani, maghi disin¬ carnati, ora buoni ed ora cattivi, che s’impadroniscono dei medii e li fanno agire a loro piacere. — Ci sono poi i Le¬ muri, le Larve, gli Incubi e Succubi, di monastica memoria, terrifici o lussuriosi a scelta. — Poi vengono gli Eiementali, che sarebbero “ forze semi-intelligenti del regno della Na¬ tura „, ingenerate dallo spirito umano e sopravviventi nel- l’atmosfera terrestre sotto le specie di “ imagini od idee astrali „ , o altrimenti, come dicono cprti teosofi, di “ gusci , (coquesW) capaci di comunicare con noi viventi e di addos¬ sarsi a qualche persona di poca volontà: generalmente essi sono sudicioni (sic). — Seguono gli Elementini, che sarebbero fratelli minori, “ più piccoli „ dei precedenti. — E poi com¬ paiono gli Elementari (questa volta coll’»-!), esseri di un ordine superiore e con facoltà più ampie. — Tutti questi Esseri strani circondano il tavolo delle Eusapie; e non si sa mai chi viene o chi si presenta : è un Lemure ? è un Elementino ? o è un “ qualche anarchico dello spazio „ (sic), uno spirilo di pomofilo, di ammazzato, di impiccato, di suicida, di ghigliot¬ tinato, che rivive un po' di esistenza terrestre per il desiderio immondo o satirico di colpire i superstiti con le sue ne¬ quizie o coi suoi scherzi di cattivo gusto? Mistero indeci¬ frabile! Neiroccultismo l’altra vita è, dunque, concepita e raffigurata come un immenso comparto di vecchio Manicomio o di Bagno penale. 11. Esseri terrestri superumani. — Qualcuno po¬ trebbe congetturare (mi diceva Giovanni Papini, il valoroso apostolo del pragmatismo italiano) anche — la esistenza di animali evolutisi sulla terra molto più in su dell’uomo, e che fossero in possesso della facoltà di rendersi e restare invi- IPOTESI OCCULTISTICHE, TEOSOFICHE, ECO. 533 sibili, e di agire in uno spazio diverso dal nostro... — Ingomma, si avrebbe qualcosa di più del Metanthropos di certi antropologi ultraevoluzionisti, anzi una specie di “ su¬ peruomi™ . analoghi agli abitatori di Marte immaginati dalla potente fantasia del romanziere inglese C. Wells. 12. Esseri terrestri preumani. — Ma si obietta da altri che le azioni mediumniche danno in generale effetti in¬ sulsi, e. di fronte alle sublimità ideali di un mondo ultra¬ umano, decisamente bestiali. E allora viene in mente che alle sedute scorrazzino per la stanza delle — anime di morti di ordine animale propriamente detto, delle anima)' bellini- rum... — La serie delle creazioni mitologiche può prolun¬ garsi all’infinito: ma certo, lo spiritismo e l'occultismo non hanno mai osato affrontare e tanto meno risolvere, con coe¬ renza di idee, il gravissimo problema della sopravvivenza dello “ spirito „ anche degli animali. Vi sono animali evi¬ dentemente più degni di sopravvivere che non moltissimi uomini: uno zoofilo troverebbe con facilità esempi ili cani, di cavalli, di elefanti provvisti di intelligenza e di senso etico, con adattamento completissimo alle esigenze della loro vita sociale, e perciò più evoluti di celti selvaggi e crimi¬ nali. Il babbuino eroico, di cui scrisse Carlo Darwin, non sarebbe idealmente preferibile al “ Corsaro pentito „ che soffia nelle trombette delle sedute di Eusapia? IV. Le Teosofiche. 13 e 14. Il piano astrale. — È ben difficile orientarsi nelle dottrine teosofiche, le quali sono un impasto vario di tutto ciò che la scienza ha lasciato di residuo nel suo cammino plu¬ risecolare, con idee provenienti dall’esoterismo d'ogni razza ed epoca, con credenze occultistiche, magiche, kabbalistiche, teurgiche, e con astrattezze etiche elevatissime attinte dal¬ l’Oriente (Brahmanismo, Buddismo, Carsismo, ecc.). Per questo motivo io mi sono ben guardato dalTaccostarmi alla cosi detta teosofia; temevo di non comprenderla abbastanza, o di non farmi comprendere. Ciò che interessa al caso nostro è questo, che nelle scuole teosofiche per lo più si insegna la costituzione ternaria dell’uomo, quale io riportai dal Papus in altra parte dell’opera (Tomo I, pag. 30), e che in un insegnamento teo¬ sofico più complesso ed elevato (p. es. quello di Annie Bksant), i componenti della natura umana sarebbero sette 534 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III inviluppati l’uno nell’altro: 1“ il corpo fisico, mortale; 2° il corpo eterico, che sopravivrebbe al più 4-5 giorni (?); 3° il corpo astrale, sede della sensibilità deU’imaginazione e delle passioni animali, o altrimenti della coscienza interiore o subli¬ minale : esso seguiterebbe a vivere più lungamente, massime negli individui di men nobile sentire e ancora attaccati alla terra, avvolgendo o rivestendo per un poco gli aitai quattro corpi nella loro evoluzione iperoosmica, ma poi dissolvendosi anch’esso; 4° il corpo mentale, o “ raanas inferiore ,, racchiu¬ dente le facoltà concrete della mente, la intelligenza, la vo¬ lontà, l’io pensante; 5° il c. causale, corrispondente alla men¬ talità astratta, o “ m alias superiore , degli Indiani; 6° il c. buddhico , raffigurante l’intuizione; 7° il c. atmico, il più puro, di origine divina, il solo che al fine della evoluzione, spogliandosi dei sei precedenti, arriverebbe al Nirvàna. La opinione dei teosofi intorno alla medianità è di gran lunga superiore a quella degli spiritisti; anzi, per certi ri¬ guardi non è molto lontana dalla dottrina positiva. Tutti i fenomeni spiritici, secondo i teosofi, accadono nel piano astrale, vale a dire in un piano di ben poco superiore al fisico, e loro rimangono estranei gli elementi superiori della personalità cosciente. Dobbiamo però distinguere due sub-ipotesi teoso¬ fiche in riguardo alla fenomenologia medianica. a) Premesso — : 1° che un gran numero di fenomeni mediumnici palesano una falsa spiritualità, e sono fraudolenti; — 2° che non c’è prova dell’intervento dei soli “ disincar¬ nati ,, ma che probabilmente la pneumatologia del media- nismo è assai più varia, agendo forse sul medio o attorno a lui più sorta di spiriti occulti (dementali) ; — 3° che il corpo astrale è una sola cosa col perispirito di A. Kardbo, ma non è tutto persistente all’infinito, non accompagna l’essere psi¬ chico nella sua ascensione, bensì si divide alla morte in due parti, una che rimane col cadavere e si dissolve (il corpo eterico), l’altra che inviluppa lo spirito nella sua evoluzione astrale ma poi si distrugge, — un buon numero di teosofi assegna la scarsissima fenomenologia mediumnica reputata autentica all’azione di questo elemento astrale fuori della persona del medio. Insomma, è la ipotesi dell’esopsiehisrao. b) 14. Un’ultra spiegazione d’origine teosofica, e verso la quale sembrano ora volgersi le simpatie di non pochi psichi- cisti, è quella delle'cosl dette imagini astrali, o, come si dice con metafora abbastanza volgare, dei gusci o bozzoli eterici (“coques,). Noi abbiamo visto che l’essere umano percorre IPOTESI TEOSOFICHE E IPEIÌF1S1CHE 535 una lunga via ascensiva di sviluppo, alzandosi dal piano fisico a quello atmico, e traversando successivamente cln dice tre o quattro, chi dice sette piani. Kiteniamo intanto che nulla si perde nel Creato, che ogni cosa, ogni accidente naturale, ogni modificazione dinamica lascia una traccia di sè nell’etere infinito, dove tutto è immerso. E allora (dicono i teosofi) troveremo logico supporre che durante questa ascesa l’individuo lasci nel piano astrale una imagine di sè stesso , come ve la lasciano tutte le idee e azioni umane, le quali sono pei teosofi forze dinamico-materiali simili al ca¬ lore ed all’elettricità. Ora, sarebbero queste iinagini, che quasi sempre gli spiritisti prendono per la apparizione reale del¬ l'individuo evocato o per sue comunicazioni: sarebbero questi •< «usci „ analoghi all'incosciente quelli che si manifestano, mentre l'individualità cosciente del defunto non c'entra af¬ fatto, seguitando a svilupparsi in altri Piani. In sostanza, e non tenendo conto delle intricate altre ipotesi teosofiche ile qunli sembrano sogni grandiosi di una mente esaltata dal misticismo), la spiegazione teosofica dei fenomeni rnediurnnici è quadruplice : — frode ; — forza emanata dal medium mediante il suo corpo astrale ; — imagini e residui dei defunti nel piano astrale; — spiriti eiementali. Per la si¬ gnora Maui) Jovnt certi fantasmi sono forme di “ sogno astrale , proiettate da un defunto, 0 al momento della morte (ciò che potrebbe anche discutersi), o più tardi (ciò che resta indimostrabile). H. Ipotesi ultraseientifìelie. V. Le 11’ERFISICHE 0 FISICHE TRASCENDENTALI. 15. Spazio pluridimensionale. — Il gruppo delle spie¬ gazioni iperfisiche, immaginate da Tu. ZOllner, è rappre¬ sentato specialmente dall’ipotesi dello spazio a n- dimen¬ sioni, che vale sopratutto pei fenomeni fisici, sperimentabili, della medianità. Dicono gli spiritisti che se ne trova traccia perfino nella Bibbia (Giorue, XI, 7-11; Paolo, Agli Efesi, III, 18); aggiungono che Eeiccno poneva gli Dei in un “ metacomon , o “ intermuncUum dove cessavano le leggi del nostro Mondo; e ricordano che H. More, un teosofo del XVII secolo, aveva pensato ad un ampliamento del con- 536 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III cetto di spazio, e che già nel XVIII un Fischer e un Okt- tinger avevano cercato con esso di chiarire lo stato det¬ ratti ina dopo la morte. Le idee sono in un perpetuo ciclo 1 Gli occultisti, che risuscitano l’ossessione kabbalistica ed ermetico-alchimica del sacro numero 7, assegnano anzi allo spazio sette dimensioni: 1“ lunghezza, o potere d’estensione; 2* larghezza, o potere d’espansione ; 3* profondità, o potere di capacità ; 4“ aggregazione e disgregazione, o potere di pe¬ netrazione ; 5* propagazione, o potere vibratorio di trasferta; 6* bilocazione, o potere di sdoppiamento dell’essere; 7“ di¬ mensione integrale, o potere di creazione (divino). Coi feno¬ meni mediumnici saremmo alla vigilia della quarta dimen¬ sione e ci incammineremmo a passi lesti verso la quinta e hi sesta, rimanendo l’ultima e la settima dimensione riser¬ vate soltanto a Dio ! Adesso si avanza l’idea, non peregrina certamente dopo E. Kant , della relatività dello spazio (cfr. Poincaré, in “ Année psychol. „, XIII, ’l>7) e che la geometria Euclidea non sia più vera, ma solo più comoda delle altre. Ma in uno spazio più complicato deH’euclideo, e dove, con Riemann, la somma degli angoli di un triangolo fosse più grande di due retti, o dove, con Lobatchewschv, la stessa somma fosse più piccola, si potrebbero forse più facilmente spiegare i movi¬ menti d’oggetti non urtati né visibilmente influenzati, la penetrazione della materia nella materia, e quelle aggrega¬ zioni semi-materiali- temporanee che si formano nelle seduti- di Eusapia? 16. Fluidismo. — La vecchia ipotesi dei fluidi, pas¬ sando dalla fisica alla psicologia supernormale, ha dato ori¬ gine alla idea che il nostro corpo, oltre allo k spirito con¬ tenga un “ fluido „ particolare idoneo a spiegarci sopratutto i fenomeni mediumnici obiettivi, e fors’anco taluni dei super¬ normali subiettivi, ad es. la telepatia, la chiaroveggenza, eco. Il fluidismo non è che un supermaterialismo, o un mecca¬ nicismo sublimato; e si trova rappresentato, come già dissi (Tomo I, p. 66; II, p. 363), da una folla di sostanze ed entità più o meno immaginarie, non più dimostrate finora di quanto lo siano stati al loro tempo il fluido elettrico o il fluido vitale. Tutti i pneumi, le ombre, gli spiriti vitati e animali degli antichi; l’flòuAov di Platone ed IppocraTE ; Vaether animai vehimlum di Agrippa; il corpo sidereo di Paracelso e Van Helmont, ne sono stati i precursori. Ma nel secolo XIX è straordinariamente cresciuta la compagnia di queste creature IPOTESI IPERFISICHE, FLPIDISTICHE, EOO. 537 pseudo-spirituali o supermateriali, finissime, diffusissime, elasticissime; e ne sono arrivate d’ogni parte, dal mesme¬ rismo, dalla fisica fluidistica, dall’occultismo, dalla poesia. C’è stata una continua altalena tra la spiritualità e la ma¬ terialità, giacché la mente umana oscilla sempre fra questi due poli. 11 poeta Wirland cantava 1" “ organo dell'anima di natura eterea ma il poeta Kbbner, l’illustratore della veg¬ gente di Prévorst, abbassava il tono, mettendo in rima lo “spi¬ rito nerveo ,, il Nervengeist. Di poi lo Jcng-Stilling risaliva all’ k essere etereo luminoso n ; mentre lo Schelling ricalava sem¬ plicemente al secondo “ corpo più fino,. E cosi I’Esohevmayeb tornava a parlare di un “ etere organico , ; ma l'alienista soma- tista Groos ridiscendeva al “ corpo incorruttìbile „ ; e il tra¬ massone Krause al suo “ corpo primordiale „ o “ Urleib „. S’alzava l’americano dott. Grimks col suo etherium a con¬ cetti ultrafisici; ma Gdst. Feohner, l’insigne fondatore della psicofisica, ritornava ad un semplice k cestito animiro post- mortale ,, ossia a un “ Seelenkleid „ . L’altro americano Dodke rimetteva in voga 1’ * aura neurica , o neurara; laddove il filosofo Em. Fichte, convertito allo spiritismo dalle esperienze di Slade che aveva viste con lo Zòllser, associava i due estremi nel suo “ corpo fantastico interiore , o “ Pkantasie- leib .... Predomina tuttavia nei tempi ulteriori ed attuali la .semimaterialità; il perispirito di Kardeo, il corpo astrale di Dp Prel. il metaorganismo d’HELLKNiiACH, il corpo sidereo della Blawatsoht (risurrezione Ae\\' eoestrum paracelsiano !), hanno tutti un che di iperfisieo, che non è più materia gros¬ solana e ponderabile, ma non è neppure spirito ; per ciò il loro posto comune è qui, nella rubrica del fluidismo. Questo è un mezzo comodo (non troppo filosofico) di risol¬ vere la difficoltà dell’unione del corpo con lo spirito: si tenta di spiegarla gettando un ponte tra l’uno e l’altro la mercè di un terzo componente, al quale si affibbiano le facoltà che sarebbe eccessivo di attribuire al corpo, che sarebbe avvi¬ lente di attribuire allo spirito! Secondo tutti i fluidisti, al di sopra del corpo organico e del componente tluidico sottile e imponderabile, esiste nell'uomo il voOi;, I anima immateriale semplice e immortale dello spiritualismo classico, la “ pura spiritualità , di Em. Erm. Fichte, il “ principio psichico , (propriamente animico) di Reichenbach, il “ soggetto tra¬ scendentale „ di Dij Prel, la “ personalità subliminale , di Myers, il “ corpo mentale-atmico , dei teosofi. Le ipotesi fluidistiche non si contentano, dunque, di am¬ mettere e di osservare i nuovi fenomeni quali effetti di forze 538 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, HI indefinite possedute daU’organismo ; pretendono, invece, di definirle e concretarle in una sostanza a sé, in una “ entità », a un dipresso come facevano cento anni or sono i fisici con il loro “ fluido calore „, col “ fluido elettrico „, ecc. o come i biologi col “ fluido vitale ». Debbo dire, per vero, che nelle recentissime ipotesi sulla dissoluzione della mateiia (cfr. in Le Bon) certi fisici sembrano propensi a risuscitare la vecchia dottrina fluidistica, inquantochè la materia, dissol¬ vendosi, verrebbe a trovarsi, secondo essi, in uno stato inter¬ medio tra quello materiale a noi noto e quello etereo che suppo¬ niamo esistere ovunque. Per ciò avrei torse dovuto mettere il fluidismo fra le ipotesi prescientifiche, cioè fra quelle che non soltanto sono possibili in astratto, ma possibili in con¬ creto ; ossia, riguardo alla loro più o meno prossima dimo¬ strabilità, accanto alla ipotesi di una radioattività particolare alTorganismo, della quale parlerò più avanti e con cui, in fondo, la idea centrale dei fluidisti ha le maggiori analogie. VI. Le metabiologiche. Unisco in questo gruppo le ipotesi oggi culminanti, che pur prendendo a base della spiegazione l'uomo quale essere vi¬ vente, gli attribuiscono un principio attivo per sé, unico o mul¬ tiplo, con qualità, con poteri e con durata (“sopravvivenza») oltrepassanti i limiti visibili e sperimentabili dell organismo. 17. Polizoismo umano, pluralismo psichico. Vie una teoria biologica detta “coloniale», la qualevede in ogni am¬ malo superiore o Metnzoario un aggregato, o colonia, derivato dalla associazione e fusione di molte individualità semplici, primitive (cfr. le opere di Perrier, Cattaneo, Durand-de-Gros). La teoria dell’aggregazione polizoica permette di concepire anche un polipsichismo; ossia - la formazione della coscienza dell'io mercè la unione di tutte le coscienze elementari: - - ciò che porta a immaginare nell’Uomo la pluralità delle coscienze e la possibilità di una disgregazione psichica all’estremo, la quale separi e renda libere ed autonome le monadi coscienti inferiori. . , ,. Quest’ipotesi polizoopsichica assomiglia a quella della dis¬ gregazione della personalità, di cui dirò più avanti; ma se ne differenzia in quanto che parte da dati biologici, mentre 1 altra ha il suo fulcro nell’osservazione psicopatologica. D altronde, il pluralismo psichico arieggia un po’ la moltiplicità di compo¬ nenti della natura umana, fantasticata da certe scuole di i eo- IPOTESI ANIMO-SPIRITICHE 539 sofia (come più su ho detto). Il genialissimo Durano de Gros, che ne è il padrino in metapsichica, non ha però avuto il tempo di illustrarla. 18. Animismo. — Io non credo che vi sia sostanzialmente molta diversità tra il fluidismo e l’animismo, salvo che il primo è derivato da concetti fisici, il secondo da concetti bio-psicolo¬ gici. Ho avuto occasione di parlarne più volte nel corso del¬ l’opera, giacché Tipotesi animica si collega strettamente alla spiritica: 1’“ anima „ dell’AKSAKOFF e degli spirito-psichicisti suoi seguaci è il “ perispirito „ del kardechismo ufficiale. A parte la denominazione che io di già protestai scorretta, l’animismo ha del buono in quanto riconosce la causa dei fenomeni medianici fisici e di parte degli intellettuali, così detti spiritici, nell’organismo stesso del medium, e li fa correlativi delle sue potenzialità individuali. Sarebbe il “corpo aniraico, (impropriamente, 1’ “ anima „) del medium ciò che si esteriora dal suo corpo; è desso, che diventa capace di agire oltre ai limiti di cpiesto, e anche di fuoruscirne. L’ipotesi del “doppio fi¬ siologico , — cnriosa risurrezione del “ doppio „ dei sel¬ vaggi — trae qui le sue fonti ; e se non si dà al termine “ anima „ altro valore tranne quello di un’astrazione irreale per rinsieme delle “ forze , che si esteri orano, questa ipo¬ tesi è alle soglie della scienza metapsichica. Nè 1’ Aksakoff, nè gli spiritisti in genere si arrestano però alla designazione astratta; secondo essi, 1’ “anima, non è soltanto, caso mai, un prodotto effimero e contingente dell’organismo senza del quale non avrebbe esistenza nè autonomia, ma è proprio un’entità reale attiva, un quid di intermedio, per la sua natura, tra la materia del corpo e la immateria dello spi¬ rito: l’anima, anzi, sarebbe composta di una sostanza sottilis¬ sima, raffinatissima, affine alla corporea abitata, di cui costi¬ tuirebbe un perfetto duplicato interno, disseminato o, meglio, risiedente in tutti gli elementi cellulari deH’organismo: in¬ somma, sempre il perispirito fiuidico. E avrebbe due ufficii: — agire per sè stessa, in modo autonomo, esteriorandosi ; — lasciarsi captare dagli spiriti estranei al medium, erranti nell’iperspazio, e sopratutto dalle anime dei morti che invi¬ luppandosene avrebbero il mezzo di manifestarsi, di smuovere oggetti materiali, di farsi visibili... Noi conosciamo diggià qualche raffigurazione imaginosa di codesta ipotesi (Tomo II, pag. 170 e 439): ma giriamo in tondo, poiché il pernio ri¬ mane pur sempre la ipotesi spiritica. 19. Spiritismo. — La quale ipotesi, dopo tutto quello 540 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III ohe ne ho scritto nell’opera, mi pare meritorio verso il let¬ tore di accennare soltanto in questo gruppo delle spiegazioni metabiologiche. * Lo spiritismo — ho scritto altrove (Corriere della Sera, febbraio '07) — diffusissimo nei paesi civili, colle¬ gato alle credenze e leggende degli antichi e alla storia di tutte le grandi religioni e filosofie, merita attenzione e rispetto dal¬ l’uomo di scienza, anche dal più “ liberale „ e 11 spregiudi¬ cato „ : esso ha in in suo favore l’assenso di intelletti di primissimo ordine, e una immensa moltitudine di documenti,. Ma l’attenzione e il rispetto andranno soltanto allo spiri¬ tismo quale espressione di un dato temperamento mentale di chi lo accetta e sostiene, o quale opinione personale de¬ sunta dall’apprezzamento di fatti individualmente percepiti e concepiti; non già alla ipotesi spiritica introdotta abusi¬ vamente nel sapere o imposta alla psicologia supernormale. Perchè una spiegazione di un qualsiasi gruppo di feno¬ meni naturali oggi si imponga, non basta il criterio di au¬ torità, se non è sorretto da larga e sicura prova sperimen¬ tale; ora, questa manca ancora del tutto, e povero sarebbe 10 spiritismo qualora dovesse affidare le sue sorti alla me¬ dianità delle Eusapie, o dei Politi, o dei Miller. L’edifizio immane dello spiritismo sistematico e dogmatico fu elaborato, in poco più di venticinque o trenta anni, con materiali ge¬ neralmente di dubbia provenienza e di sospetta fattura; s è mantenuto vivo per un vero miracolo di statica, e perché i suoi adepti si sono- sempre guardati dall’applicare ai fatti ed ai documenti un vero metodo critico. Presentemente, è cominciato anche per esso un lavoro di seria revisione, come è successo a tutte le dottrine trasmesseci dal secolo XIX"; e coloro, che ancora credono nella sopravvivenza dell’io co¬ sciente personale e nelle comunicazioni con i defunti, sono i primi a protestare contro le esagerazioni, pressoché assurde e ridicole, della prima èra storica dello spiritismo. Tanto meglio! probabile che, ripensando e rivedendo, tutto 11 vecchio materiale vada in fumo e più non se ne trovi uno nuovo, e sicuro, e scientificamente provato, da sostituirgli. Non ho che da leggere le opere di Hyslop per consolidarmi per ora nel mio autispiritisino, fortificato da tutte le espe¬ rienze compiute con la Paladino. Non ho che da scorrere la raccolta dei periodici di spiritismo per trovarmi d accordo (e la cosa, davvero, è curiosissima) con Gastone Méry, spiri¬ tista esimio, sebbene cristo-cattolico ; il quale, veduto all opera il Miller, com’io ho veduto la , Eusapia, se n’è partito convinto che la ipotesi demoniaca e la spiritica non corrispondono ai IPOTESI NEGATI VISTICI! E, SCETTICHE 541 fatti. Del resto, vi sono adesso molti altri investigatori di vaglia — fisici, fisiologi, medici, psicologi, psicbicisti — 1 quali, dopo prova e riprova, la pensano precisamente come me a riguardo dei * John King » e compagnia. E non ho altro, qui, da aggiungere. C. Ipotesi prescientitìelie. VII. Le empiriche negativistiohe. È un piccolo gruppo di spiegazioni, che io in altro luogo ho criticate come troppo sollecitamente pratiche. 20. Frode e prestidigitazione. — Tipica fra le spie¬ gazioni dettate dall’empirismo, questa della fraudolenza per¬ petua e universale dei medii è l’opinione più comunemente adottata dagli iperscettici, dagli increduli per progetto o per inerzia, dai “ furbi , di cui, pare impossibile, è tanta inspe¬ rata dovizie nel mondo soltanto a proposito della medianità, mentre difettano in riguardo a tutte le altre cose, grandi e piccole, della vita ! È tesi indubbiamente giustificata dal grande numero di smascheramenti di medii celebri professionisti e dilettanti: io stesso l’ho esaminata più volte, e ho dovuto riconoscere che la E. P. froda; non cosi spesso come si pre¬ tende, ma froda. Però i suoi stratagemmi le servono sol¬ tanto per i piccoli fenomeni: sono affatto incapaci di spie¬ gare la sua complessa fenomenologia, in cui io ho potuto distinguere classi e categorie di manifestazioni subiettive ed obiettive. Non insisto di più: ritengo per oramai acquistato alla metapsichica un grosso numero di effetti reali ed auten¬ tici della medianità della Napoletana, come è sicura, del resto, una buona parte della fenomenologia fisica prodotta da altri medii potenti, siano professionisti, siano volontaria¬ mente operanti nei circoli privati. 21. Illusioni ed allucinazioni sensoriali. — Altra tesi popolarissima, perchè empirica! — Tutto ciò che si narre¬ rebbe di aver percepito, sentito, toccato, visto nelle sedute sarebbe il prodotto di uno stato illusorio ed allucinatorio dei presenti. E questo si originerebbe per attenzione aspettante, per credulità, per effetto di emozione o di stanchezza, per impreparazione scientifica, per suggestione dell'ambiente, per 542 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III l’oscurità, per le convulsioni del medio, eec., tutte cause che alterano la percezione, perturbano il raziocinio, diminuiscono il criterio... — Anche su questa ipotesi mi sono intrattenuto più volte : le ragioni per cui essa deve respingersi, sono intrinseche ed estrinseche. Fra le prime indicherò solo questa : che nessun alienista al mondo conosce casi, in cui possa succedere che sei, otto, dodici, talvolta venti persone sane di mente e di sensi normali diventino ad un tratto, e tutte ad un tempo, illuse ed allucinate senza un preesistente processo patologico del cervello; nessun alienista ha mai veduto simili turbamenti morbosi inconcepibilmente effimeri, di pochi minuti e secondi, apparire e sparire come per incantesimo magico. Fra le estrin¬ seche citerò una ragione che vale abbastanza, almeno per me: tanto al Circolo Minevra, quanto nelle altre sedi, noi abbiamo saputo sempre discernere pochissimi tentativi di inganno, e li abbiamo quasi sempre sventati. Aggiungerò le prove fotografiche: e basta! Vili. Le empiriche psicopatologiche. Le ipotesi esplicative che seguono, hanno sulle precedenti il vantaggio di abbandonare tutte le generalizzazioni troppo astratte e di basarsi sulla analisi delle condizioni fisio-men- tali dei soggetti, in presenza dei quali avvengono i fenomeni; ma hanno poi il torto di non prendere in considerazione i fenomeni stessi nelle loro modalità particolari per stabilire se tutti siano spiegabili, ad esempio, cogli stati subiettivi del medium... Questo gruppo di spiegazioni della medianità è .sopratutto a base fisio- psicologica e psico-patologica, e da un canto si lega alla ipotesi empirica suaccennata degli errori di senso, in parte alle idee che sono il patrimonio proprio della metapsichica. Per ragioni di studio io le separerò l’uua dall’altra; ma in verità esse si incastrano tra di loro e co¬ stituiscono un nucleo unitivo di idee direttrici ed esplica- t rici, massime dei fenomeni intramediumnici (press’a poco il * personismo „ d’ Aksakoff). Questo nucleo rimane vigoroso anche se lo si associa ad altre ipotesi più generali, quali sa¬ rebbero l'animismo, lo spiritismo, il Huidismo mesmerico, ed anche l’esopsichismo o biopsicodinamismo. Infatti la condizione fondamentale, sine qua non, del me- diumnismo resta sempre di natura fisiopsichica, ed io l’ho lungamente dimostrato: adunque, delle spiegazioni di con¬ tenuto psicologico anormale e psicopatologico saranno in- IPOTESI FISIO-PS ICO PATOLOGICHE 543 dubbiamente applicabili al carattere interiore dei fenomeni mediumnici. Ed io le ho accettate e difese da gran tempo, ed io le sostengo tuttora quali interpretazioni parziali po¬ sitive e scientifiche, cosi dello stato di fondo della medianità, come di molte sue manifestazioni, poiché le trovo pienamente conformi alla mia esperienza di clinico ed alla logica scien¬ tifica. Ciò non pertanto dichiaro subito che nessuna di esse ha il valore di una spiegazione generale dello spiritismo - e neanco della medianità in azione. Da vari anni, con inutili collere degli spiritisti, ho espresso il concetto che la immensa congerie di fatti denominati “ spi¬ ritici „ e malamente riuniti sotto una sola e medesima eti¬ chetta, si scinderà in tanti gruppi od ordini diversi, ognuno dei quali chiederà e riceverà dalla scienza una interpretazione particolare e differente. Di qui allora, taluni fenomeni su¬ biettivi resteranno nel pieno dominio della patologia normale, della psicopatologia, della neuropatologia (come loro appar¬ tengono diggià) ; altri, dopo essere rimasti ancora per un po' di tempo nella penombra della psicologia supernormale, o aberranti nella zona ultraconoscitiva, saranno assorbiti di pien diritto dalla bio-psicologia allargata di tutto un capitolo su poteri organici ritenuti adesso occulti o su forze bio-psi¬ chiche tuttora ignote. 22. Isterismo, nevrosi, ipnotismo e stati affini. — Sicuramente, l’Eusapia, come tanti altri medii, è un’isterica, e l’isterismo è il progenitore comunissimo di centinaia e mi¬ riadi di fatti biopsichici eccezionali : sicuramente, la media¬ nità esige che il soggetto entri, come io ho provato, in uno stato di concentrazione autoipnotica della coscienza. Il Car- binoton arriva a credere che persino i fatti meravigliosi della Piper non siano altro che ipnotismo ! — Ma la morbosità costituzionale del medio e la sua transitoria condizione di autoipnosi (“ trance „) non servono a spiegarne la fenome¬ nologia objettiva: l’effetto non è una cosa sola con la causa. E prima di tutto tale teoria non spiega le percezioni reali dei presenti, e poi non i poteri straordinari in che consiste pro¬ priamente la medianità; e infine, non gli effetti estrinseci o fisici di questa. Per la produzione dei fenomeni metapsichici, in generale, è necessario, si, uno stato abnorme, talvolta addirittura pa¬ tologico, la cui valutazione (questo vada detto ai dilettanti infestatori del dominio nostro), non può essere eseguita se non da alienisti e da neuropatologi ; ma l’isteria, l’ipnosi, la 544 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, 111 “ trance , sono avvenimenti intramediumnici : come capire con essi la telecinesia, la telefonia, le materializzazioni, ossia i fenomeni extra-mediumnici? 23. Suggestione ed autosuggestione. — Questi ter¬ mini sono divenuti comuni ; e tutti li ripetono, anche senza saperne il preciso significato, Si vuole perciò che — • tutta, la fenomenologia di Eusapia sia il prodotto di suggestioni che essa eserciterebbe sui presenti (ipnotizzandoli?); o di auto- suggestioni, che tanto il medium quanto i suoi vigilatori e gli altri astanti proverebbero durante le sedute... La cosa è vera in piccolissima, in minima parte, cioè per quanto concerne la direzione data ai fenomeni dalla medium che è suggestionabilissima, e per l’apprezzamento di certe per¬ cezioni ricevute da taluni fra i pereipienti che siano sugge¬ stibili, per es. nelle percezioni tattili e visive, e più ancora, secondo me, nelle presunte identificazioni di “ .spiriti fami¬ gliavi „. Ma alla ipotesi della suggestione intesa nei suoi veri confini e poteri oggidì ammessi, sfuggono almeno i nove decimi, se non più, delle manifestazioni paladiniane: inoltre, essa incontra l’ insormontabile ostacolo che, se la medium cade in autoipnosi, gli astanti non cadono mai, certamente, per opera sua in etero-ipnosi. 24. Disgregazione della personalità. — È la teoria prediletta dai psicologi sperimentatori e dai clinici psicopato¬ logi ci, i quali segtìono in ciò le vecchie, ma indelebili orme segnate da Dura.vd (de Gros) rispetto al polipsichismo, dal- I’Azam nei suoi studi celebri sugli stati di doppia coscienza, da P. Janet sull'automatismo degli elementi inferiori della personalità, da Flocknoy sulle alte manifestazioni intellet¬ tuali del sonnambulismo medianico. Ne ho parlato molte volte nel contesto dell’ opera , e credo che i lettori ne ab¬ biano oramai un concetto preciso. La teoria della disgregazione psichica ha dei precedenti gloriosi nelle indagini di Chevreul, Faraday, Babinet, Thury, sul meccanismo dei moti incoscienti, ed occupa un posto di pri¬ missimo ordine nella psicopatologia moderna: ma se vale per i fenomeni subiettivi del mediumnismo, e se può essere ap¬ plicata anche ad alcune piccole categorie di fenomeni extra- mediumnici (per. es. alla tiptologia, a certe paraeinexie), rimane poi inefficace per spiegare la intera fenomenologia “ spiritica „. Essa illumina, certo, particolarmente i fatti di medianità intellettuale, poiché sarebbe in una parte disgregata (inferiore) della personalità del medio e dei presenti, che si IPOTESI FI8TO-PSIOOPATOLOGICHE 545 elaborerebbero gli impulsi ideativi e motori capaci di dare lo scrittura automatica, i moti subconsci trasmessi agli og- ,ti esterni, le personificazioni, le azioni inimico-oratorie, fé presunte trasformazioni, le memorie latenti, i romanzi spi- rit * i ere. Ma se si bada alla medianità fisico-meccanica, che per Èusapia è in causa, la personalità disgregata chiarisce forse le azioni a distanza? No. 25. Automatismo ed io secondarii. — Sulla disgrega¬ zione della personalità si fondano le ipotesi sussidiarie, che attribuiscono i fenomeni mediumnici all’ automatismo dei centri inferiori cerebrali e alla formazione di io secondari. a) Una delle teorie che presentemente fa più rumore, è quella detta “ poligonale „ del prof. Gkasset (ctr. Le Spirit., [/Oc cult., Intr. à la Phil., ecc.). L’insigne clinico, dopo aver costruito un teoretico schema geometrico dei diversi centri funzionanti nella corteccia del cervello, suppone che quelli psicosensori e psicomotori costituenti il “ poligono „ si libe¬ rino dall’egemonia del centro ideogenetico (centro O), e agi¬ scano con autonomia, ciascuno per proprio conto, o il più spesso associati. Non diversifica sostanzialmente dalla precedente ipotesi, ma non spiega affatto il più gran numero di fenomeni obiettivi. Anche il neuropatologo belga Croco l’ha adottata, ma senza riuscire a dimostrarne la applicazione a fatti che mi sembra siano rimasti ignoti a lui come al Grasskt. Con lo schema poligonale si schiariranno la danza del tavolo quando è toc¬ cato, la psicografia, le personificazioni, forse le visioni cri- stallomantiche, la criptomnesia, magari la xenoglossia e i romanzi subliminali..., ma l'automatismo concerne l'elemento subiettivo della medianità, non l’obiettivazione della forza psichica che opera extra. b) Cito solo di passaggio l’ipotesi congenere del- 1’ “ io splancnico „ di Tissifi: sarebbe una specie di coscienza inferiore, localizzata nei nervi e plessi splancnici del gran simpatico, la quale rendendosi libera da ogni soggezione verso la coscienza superiore, ingenererebbe i fenomeni della vita onirica, e conseguentemente dell’ipnosi, auto-ipnosi, ecc. Qui c’è da rammentare che anche certi teosofi (p. es. En- causse) collocano il “ corpo astrale „ nel sistema nervoso gran simpatico, la cui funzionalità piuttosto oscura per¬ mette questa e . altre cosi fatte imaginazioni. Mok8ki.li, Psicologia c Spiritismo, U. 35 546 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III IX. Le metapsichiche. Le ipotesi che seguono, sono il patrimonio speciale della nuova psmolog1,, supernormale. Un nesso innegabile le vin- ‘ alle spiegazioni fisiopsicopatologiche, senza delle quali r«.,«bb.ro indecifrabili inni i potSi swSh «US . *""*1|0 <*rcllS l»'"J»rre i fenomeni detti spintiti : esse hanno, però, il carattere peculiarissimo di t ovars1 tuttora al di là del territorio scientifico ; sono pos¬ sibili, forse anco probabili, ma non sono per ora dimostrate Un lavoro sperimentale serio s’impone, perchè esse passino dalla fase prescientifica alla scientifica. 1 26. Telepatia e suggestione mentale. — Non si può più negare la possibilità della trasmissione del peasfero 1 no percezioni, imagim, idee, emozioni, impulsi — da MWggetn° alla rorisel'za l'intermezzo dei sensi ordinari- anima (ha scritto Paolo Carus, forse con esagerazione) è una macchina telepatica .. E vero che i saggi sferimentah SSriTfSfr ‘ Ri^.en?e han"° (pt0 finora Esultiti scarsi e incerti (tir. Ricuet, Ermaoora, Podmore, ecc.); e anch’io dopo le mie esperienze sulla Paladino, sarei tratto a dirla rarissima m costei e a non ammetterla senza con.ronro va nè tanto facilmente, come fanno alcuni autori. Però la telepatia esige forse un concorso spontaneo, non provocabile ad arte di condizioni fisiopsichiche peculiari deiTe agenti sia dei trasmissore, sia del peroipiente. ° Bisognerà fare una cèrnita accuratissima dei casi sporadici (secondo i cntern che io mi sforzai di stabilire alcud annl meri- ° è ln<rOIltestato die un buon numero di fenomeni Zìi?0? rrv; 'T dalIa applicazione di codesta ipotes psichicista. Certo, ha torto I'Htslop che nega la telenati , oTnchnn rfrr in * trance ” (?)- Ma P»i 1* estende sig ‘ SmGwicl f? a ,° -° Slnriti8,n0 (P- es Podmore hi Importata Va' t!l fnfale.' P^hicisti Inglesi), ,,e esagera S h V1V1 P°tlà ehiarird- * « chiarisce lft pr&hS„ d^' k dnaroveggenza, la psicometria, forse I h ! ma soPratutto la divinazione del pensiero rJone dei “CHV°nl 6 CeftÌ TSSaggÌ Che s™° all,/ identifi¬ cazione dei disincarnati „ (come, a mio avviso, sarà il caso pm frequente delle rivelazioni della Piper e della Thomson) non sussi?ta ragi°ne di sospettarvi frodi o illusioni psichiche; essa spiegherà anche la direzione IPOTESI METAPSICHICIIE 547 assunta da certe sedute per suggestione mentale degli astanti : _ ma non spiegherà mai la fenomenologia fisica, le azioni a distanza, le apparizioni luminose, le materializzazioni. Quanto alla ipotesi che i medi caduti in “ trance „, quando si personificano e danno comunicazioni, lo facciano perchè sug¬ gestionati mentalmente ossia telepaticamente dagli k spiriti „ (ctr. Visani-Scozzi), io la reputo una grossa petizione di prin¬ cipio: ammette per dimostrato eif> che è da dimostrare. E poi, non si concilia con tale telepatia fra vivi e morti il carattere realistico o artistico-drammatico, che prendono le “ incarnazioni „ e che rammenta le disposizioni ludiche degli ipnotizzati e... dei ragazzi, tenuto poi fermo che spesso il medium cade nel giro dei monoideismi ossessionanti e mi¬ tomaniaci deiristerismo. L’Hyslop ha capito così bene la gravità di queste obie¬ zioni alla ipotesi telepatica che, pel caso della Piper, s’è af¬ frettato a combatterla tra vivo e vivo, ossia tra la medium e i suoi clienti (cfr. Science a. a flit. Life, p. 257). Ma nè le sue dieci ragioni sono convincenti, uè — lo ripeto — un caso unico, dato pure che fossero eliminate tutte le difficoltà già accennate da W. James, da J. Jàbtbow e da C. Bell, può bastare a costruire una fabbrica così imponente, come vuoisi quella dello “ Spiritualismo moderno „. Potrei fare la critica minuta delle dieci argomentazioni di Hyslop. — P. es. alla prima , che “ la telepatia sia selettiva, accada cioè solo fra dati individui, mentre nella Piper av¬ viene con tutti i comunicanti „, si obietta agevolmente che qui si è scambiata telepatia con suggestibilità mentale ; ora, questa potrebbe esistere nella Piper in grado eccezionale, siccome infatti opinano alcuni psichicisti non immortalisti di vaglia, e costituire perciò il fondamento di un vero pseudo- spiritismo. — Alla quarta, che nella * trance „ di Eleonora si seguano rapidamente parecchi “ comunicatori „ , mostrando così che sono spiriti di disincarnati dall'Altra Parte, e non io secondari „ , si risponde (con un po’ di stupore per sì fiacca induzione psicologica!) che nei soggetti ipnotici le trasmu¬ tazioni di personalità si creano con velocità ben maggiore, e che , per giunta, si sono vedute in altri medii, p. es. nel sig. R... di Roma, succedere prestissimamente in po’ più di mezz’ora sei o sette personificazioni oniriche di un pueri¬ lismo desolante! — Alla decima, che tra il “ Rector „ e il “ Giorgio Pelham „, le due principali personificazioni me¬ dianiche della Piper, esistano differenze essenziali, per cui la prima soltanto, secondo Hyslop, sarebbe onirica e copiata s 548 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III servilmente dai libri di Stainton-Moses, mentre la seconda sarebbe... vera (11), io non oppongo nulla, perchè a chiunque abbia la più lieve coltura in psicologia scientifica e si senta libero il processo logico da ogni preconcetto, basterà l’enun¬ ciazione deH’argomento per apprezzarne il valore eguale a zero!.... Ma non è il caso di incrudelire, da] momento che qui si tratta di Eusapia Paladino, medium spurio secondo l'austero prof. Htslop, e non della somma, incomparabile medissima americana. 27. Allucinazioni indotte e telepatiche. — Taluno pensa che Eusapia Paladino ci abbia “ allucinati „ con un procedimento, non ipnotico nello stretto senso della parola, bensì telepatico. — Il medio possederebbe qualche potere ma¬ gnetico, o magico, o quidsimile, con cui indurrebbe nel cer¬ vello dei presenti alle sue sedute tutte, le percezioni tattili, muscolari, visive, uditive, che essi risentono e con le quali descrivono e definiscono i fenomeni : e pur recentemente ci si è accusati di essere caduti in siffatta condizione di “ al- lucinamento veridico „ (Tomhasina). — Anch’io non nego in modo assoluto questa possibilità per talune percezioni, e l’evento mi parrebbe, ad ogni modo, sempre degno di studio : ma lo reputo indimostrato per la massima parte della feno¬ menologia mediumnica, e, nel caso nostro, improbabile per tutte le ragioni che ho qua e là disseminate nel libro, e che è inutile ripetere. In particolare, rilevo che la fotografia delle levitazioni tiptiche, i mutamenti di oggetti accertati dopo le sedute, escludono anche questa spiegazione derivata per vie tortuose dalla telepatica. 28. Esteriorazione della motricità e della sensi¬ bilità. Bei nomi, e di buon tenore psicologico, introdotti dal De Rochas per indicare — la facoltà dei medii di percepire le eccitazioni sensitive a distanza e di proiettare fuori dei limiti tegumentali del corpo le incitazioni motorie con che essi producono movimenti a distanza. — Però le due este- riorazioni ne presuppongono una terza, che il colonnello non ha distinta nè denominata : quella delle imagini, o esterio¬ razione propriamente psichica. Sarebbe con quest’ultima che il medium organizza luci e forme a distanze : un movimento esteriorato non spiega affatto le “ materializzazioni „, che sono il fenomeno più cospicuo del medianismo. L’ipotesi deH’esteriorazione è ancora assai lontana dalla dimostrazione, e dirò inoltre che i fatti per cui il De Rochas IPOTESI METAPSICHICHK 549 l’ha creata (illusioni e visioni di soggetti ipnotizzati) lasciano sorgere dei forti sospetti o di suggestione, o di simulazione : tuttavia è proprio vero che nelle sue sedute Eusapia sembra uscire invisibilmente dal proprio corpo, e sdoppiarsi, ed este- riorare la sua sensibilità sensoria e la sua attività motoria, operando in tal modo lungi dalla sua persona fisica visibile. E con queste ipotesi siamo, forse, a buon punto ; ma rimane oscura e quasi incomprensibile la natura del quid che si esteriora e si ideoplasma: il De Roohas ed il Maxwell hanno pensato che questo quid sia qualche cosa di analogo all’ elet¬ tricità, e con tale supposto ci attacchiamo da una parte al fluidismo e aH’animismo, dall'altra al metadinamismo di cui parlerò più avanti. 29. Produzione psico-collettiva. — I risultati me- diummiei derivano forse dall’associarsi della psiche del medio con quella di alcuni fra i presenti (medii in latenza, medii in sviluppo), o anche di tutta l’assistenza V — E stato sostenuto anche questo, e I’Ochorowicz ha legato il suo nome all'ipo¬ tesi che i fenomeni siano un prodotto psichico collettivo ; bisogna però che si supponga la presenza di un qualche ele¬ mento fisico o estrinseco, sia essa una “ forza ignota „ spri- gionantesi dai presenti in seduta, sia essa una “ emana¬ zione „ semimateriale ; per cui, in fondo, la ipotesi si riduce alla congettura di una fusione o miscela di elementi meta¬ organici derivati dall'assistenza. Non si tratta, dunque, soltanto di un contagio psichico, di una psicologia inter-iudividuale, come la intendeva Ga¬ briele Tarde: ma allora la ipotesi vale, forse, per i fenomeni che si effettuano in una riunione, non serve invece per quelli sporadici, nè per quelli spiritici propriamente detti. Ad es. ciascuno degli astanti potrà collaborare alla tiptocinesia, che è un fenomeno percepito da tutti; ma che contributo fornirà alle percezioni singolari, p. es. luminose, degli altri ? 30. Esteriorazione dell’essere subcosciente. — As¬ sommando la sensibilità, la motricità e l’inteHigenza esterio- rantisi dai medii in una unità che avrebbe molte analogie cogli io secondarii della teoria disgregazionistica (vedi retro), ma che possederebbe esistenza autonoma o quasi, e si renderebbe indipendente dalla coscienza personale, si crea il concetto ipotetico del “ subconscio attivo ., dell’1* essere subcosciente,. Sarebbe quest'essere il portatore di tutte le facoltà super¬ normali, l'agente nel sonno, nell'ipnotismo, nell’isterismo, nella telepatia e nella medianità, la monade Bruniana capace 550 PSICOLOGIA E SPIRITISMO. Ili di separarsi già dal corpo organizzato del vivente e di so¬ pravvivergli alla morte, recando con sè i caratteri ereditarii ed acquisiti che ne fanno un io personale e cosciente. E la ipotesi riassuntiva esposta dal Dr Geley e costruita con grande abilità; e pochè tien conto d'un buon numero di tatti fisiopsicologici e psicopatologici, essa, a mio avviso, costituisce il tentativo più serio di sintesi dello spiritismo “ scientifico , contemporaneo. L’ “ essere subconscio „ del medio entrerebbe in comunicazione cogli esseri subconscii liberi ed autonomi (dei defunti), e li impersonerebbe atteg¬ giandosi, esprimendosi e conducendosi, in raffigurazione, forse suggestiva, degli invisibili. — Ma anche in questa ipotesi non è detto in che consistano, nè la natura dell’essere agente, nè il meccanismo dell'azione sua esteriorata : questo essere sub¬ conscio è, dunque, fatto di sostanza materiale o semimate¬ riale, così che possa rendersi tangibile, visibile ed attivo? E un incognita che il Gkley non dilucida e neanco esamina. •il. Il subliminale, il sub-ego trascendentale. — Arditamente concepito e battezzato da F. Myebs, il “ subli¬ minale „ altro non è se non un derivato del subcosciente scoperto dai psicopatologi già ricordati; soltanto, che bisogna ampliarne, anzi sconfinarne il concetto. Da principio il Myebs lo aveva concepito con proprietà psicologiche bensì straor¬ dinarie, ma non eccedenti i limiti della funzione psico-vitale vincolata all’organismo: solo più tardi, e principalmente nella sua grande opera postuma, egli ne ampliò la capacità e gli attribuì tutte le possibili facoltà supernormali, da quelle del sogno alla genialità, dalla chiaroveggenza ipnotica alla so¬ pravvivenza spiritica. Ne consegue che il subliminale risulta adesso una cosa sola con quella sua “ personalità trascen¬ dentale „, che in questa vita eccederebbe ogni potere e limite del corpo e che alla morte si proietterebbe nel metaetere con tutte le sue caratteristiche individuali acquistate durante i esistenza terrestre o durante le sue varie esistenze. L’ipotesi del Myers ha recato un po’ di vigore all’ago¬ nizzante spiritismo, ma togliendogli la sua indole empirica e dandogliene una ultrametafisica, non gli ha fatto perdere 1 aspetto .semireligioso: esorbitiamo da ogni scienza positiva. Col subliminale, alla fine, si confonde l’essere subcosciente del Gyel : ambedue, finché agiscono in un organismo, sono capaci di percezioni, di attività e di creazioni extraorganiche. bono, tutti, bellissimi ed elegantissimi pensieri, e si pos¬ sono applicare con profitto ai fenomeni intellettivi del media- IPOTESI META PSICHI OHE 551 nisrao: rimane perù sempre nella " Sinopsi „ del Mveks una lacuna tra il fatto psichico e il fatto meccanico... ammenoché non si assegni al subliminale la facoltà di esteriorarsi in forma di agente invisibile, sia come materia assottigliatis- sima (etere?), sia come forza ectenica o radiante. 32. La più estesa coscienza, il Mega-ego ultracor¬ poreo. — Io opino che anche la ipotesi secondaria della “ coscienza più estesa , enunciata dall’illustre fìsico Ol. Lodue, si risolva nelle due precedenti. Per il Lodge, che sembra èssersi parzialmente inspirato alla “ frangia marginale „ del James — la nostra coscienza superiore vigile, personale e sociale, non è che una piccola porzione di una coscienza più vasta, perdentesi nell’oscuro e nell’indeterminato delle Cose: assegnando a questa porzione, “ emersa come un iceberg dall’Oceano glaciale „, una certa facoltà elastica di allargare e restringere i propri i margini, si comprende com’essa possa acquistare percezioni ultrasensitive e produrre effetti ultra- Organici. — Il Lodge non ha sviluppata, e tanto meno dimo¬ strata con sufficiente vigore la sua ipotesi, che indubbiamente colpisce per una certa genialità. Questa sua Vita, assoluta¬ mente distinta dalla Materia e dall’Energia, non riducibile nè convertibile nelle altre “ forze „ conosciute dal fisico, risulta un potere a sé, misterioso, pressocchè occulto, dis¬ seminato per tutto il cosmo, ma latente, il quale si mani¬ festa solo quando incontra le condizioni propizie; e allora “ si incarna „ in un organismo, come il magnetismo, pur esso sempre latente, si rivela d’un tratto in una sbarra di ferro magnetizzata. Sono i vecchi concetti dualistici che ritornano; ma quello che rimane inspiegato ed inconcepibile, nonostante gli sforzi dell’insigne scienziato psichicista, è il come possa persistere in questa Vita universale e diffusa la individualità cosciente dopo che le condizioni della sua manifestazione “ incarnata „ si sono disperse. X. Le metadinamichk. La sola interpretazione, alla quale presentemente si debba attaccar peso, con riserva di accoglierla per intero allora quando dallo stadio di probabilità sia passata a quello di evidenza, è la ipotesi prescientifìca che suppone — la esistenza di particolari “ forze biotiche , o * psichiche , (meglio “ bio- psichiche ,), agenti per opera dell’organismo vivente anche fuori di esso, ma entro una determinata cerchia del suo am- 552 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III biente spaziale. — Ossia è l'ipotesi che attribuisce i fenomeni straordinarii, sopratutto obiettivi e fisici, della Medianità ad un’azione esclusiva della persona del medium, senza inter¬ vento alcuno di agenti estranei superterrestri, e tutto al più con qualche probabile contributo di un’azione consimile, / sebbene assai piu debole, fornita dagli altri individui presenti. L’azione di codeste forze ancora ignote si potrà esercitare anche da cervello a cervello, ma particolarmente si effettua all’esterno ; e i suoi effetti , percepiti ed apprezzati diversa- mente, fors anco aiutati dai presenti conforme alla loro di¬ sposizione d animo, alla loro coltura, alle loro credenze, co¬ stituiscono la fenomenologia del medianismo, che va dal semplice moto del tavolo al fantasma. Le * forze bio-psi¬ chiche „ sono scaricate dai centri nervosi nei quali esse si ingenerano; ma il pensiero e la volontà (subcoscienti, auto¬ matiche) del medium ne dirigono le linee di scarica, e si obiettivano al di fuori per mezzo dell’ intreccio e della si¬ stemazione di queste linee projettive. Quando alla ipotesi metadinamica si uniscano quelle psi¬ copatologiche per comprendere lo sviluppo della trama di fondo o della condizione fondamentale subiettiva esistente nella persona del medium, e quando anche si adottino dalla Metapsichica le altre ipotesi che servono a illuminare i fe¬ nomeni intellettuali (disgregazione della personalità, automa¬ tismo subcosciente, telepatia...), si costruisce un insieme di spiegazioni che può. quasi aspirare alla dignità di teoria. Bisognerebbe contentarsi di un’ipotesi generica, non troppo determinata nei suoi concetti, ma sufficientemente elastica, sì da potere poi, senza deformazioni, col sussidio del metodo induttivo e sperimentale, acquistare una maggiore determina¬ tezza. Voglio dire che ai progressi della Metapsichica sarebbe più vantaggioso lasciare indeciso il quesito della natura di questo “ biodinamismo „ procreatore dei fenomeni medianici. Ma non è possibile arrestare la mente degli investigatori in mezzo alle nebbie, e ciascuno aspira a trovare la luce che gli rischiari la via : parecchi più ingegnosi o più ardenti credono, anzi, di aprire uno spiraglio in tutta quella oscu¬ rità, e diggià avanzano verso definizioni più determinate. 33. La radioattività umana. — Un primo tentativo in questa direzione ha consistito nel definire le “ forze „ pro- jettate dal medium in conformità delle nuovissime scoperte sulle radioattività fisiche. Taluno ha trovato persino un’ana¬ logia fra le “emanazioni metabiotiche, dell’organismo e quelle IPOTESI METAD1N AMICHE 553 del radio, dell'elio e dei corpi chimici consimili, ben poco co¬ nosciuti, a dir vero, per prestarsi a raffronti e a congetture. Il prof. Ijomuboso ha accennato fuggevolmente, in articoli di giornali, a questa ipotesi della bioradiazione, ma non avendo detto ancora gli argomenti sui quali si fonderebbe, mi sembra prematuro discuterla. Soltanto desidero rilevare che, secondo lui, i fenomeni spiritici puri (comunicazioni e presentazioni più o meno parziali di defunti) sarebbero, forse, dovute alla facoltà posseduta dai medii di attrarre a sè o di percepire codeste emanazioni radioattive provenienti per qualche tempo dai cadaveri e conservanti qualche caratte¬ ristica personale, salvo a non avere poi una durata troppo lunga. Ora, queste idee si trovano già enunciate in termini poco diversi, tenuto conto dell’epoca, dal medico scozzese Gcgl. Maxwell (cfr. Tomo I, p. 64) : egli attribuiva i suoi “ raggi corporei vitali „ anche agli escrementi, al sangue ed alle parti separate dagli animali “ finché esse non si fossero cambiate in altra cosa ,. La fine della putrefazione cadave¬ rica diverrebbe pertanto il termine della sopravvivenza delle radiazioni bio-attive personali. Paragonare le forze sprigionatisi dai medii alle emana¬ zioni sottilissime dei corpi radio-attivi, col supposto che in tal modo ci verremmo a trovare in un quid di intermedio tra la materia grossolana, capace solo di tutte le nequizie, e l’etere finissimo, poco lontano dallo affialus divino, è sem¬ plicemente un abuso della figura rettorica dell’analogia. I calcoli di RuTnEnFouD, di Soddy, di Hamsay' (cfr. in “Nature,, 6 marzo 1908), hanno trovato che i corpi intermedii inge¬ nerati dalla dissoluzione e trasformazione di quelli radioat¬ tivi non durano più di pochi minuti o, al più, di pochi giorni: certo, non sono costanti, tanto meno immortali! Se lo Spiritismo si appoggia da quella parte, precipiterà nella sua tomba: la nuova Chimica, almeno per adesso, gli ri¬ fiuta ogni sostegno. 34. Energetica. — Per altri studiosi le “ forze , par¬ ticolari circolanti ed emesse dall'organismo umano, fanno parte del ciclo di trasformazione dell’unica Energia cosmica: sono, cioè, analoghe al calore, alla luce, all’elettricità, e ne sono persino un equivalente. Il dinamismo della mediumnità verrebbe, in tale ipotesi, a costituire semplicemente un aspetto parziale del pandi- namismo cosmico; e gli effetti suoi, tanto fisici quanto psi¬ chici, sarebbero paragonabili a quelli di tutte le altre “ di- 554 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III numidi „ (secondo il linguaggio di Keichenbaoh) , quando dallo stato di riserva latente si rendono potenziali. Ciò por¬ terebbe a concludere che la psicologia normale, anormale e supernormale, è un semplice capitolo dell’Energetica. Indico fra gli enunciatori e sostenitori più recenti di questa ipotesi dinamistica il Dk Fontenay in Francia, il Gaetani D’Ara- gona e i dottori Augazzotti, Foà ed Hkrlitzka in Italia, perchè ne hanno discorso proprio a riguardo dei fenomeni mediumnici di Eusapia. Qualcuno è corso più in là , e ha emessa l’opinione che la forza esteriorata dai medii sia elet¬ tricità (Hammond), o analoga ad essa ( De Rooiias, Maxwell). Che la psiche sia una forza a sè è un concetto caro ai neo¬ evoluzionisti ed agli idealisti ; ma che la psiche stessa sia una forma di Energia fu sostenuto anche da filosofi spiritualisti, -Jfl ad esempio dal prof. N. Grote di Pietroburgo. Il Lodge, che bisogna ascoltare con rispetto per la sua doppia qualità e autorità di fisico e di psichicista, e anche perchè trae in parte le sue opinioni dalle esperienze con la Paladino, nega invece che la Vita sia una medesima cosa coll’Energia. Non solo egli contesta ogni loro assimilazione, ma oppone per di più l'una all’altra, in quanto che la prima non si risolve mai in forme note della seconda: inoltre la Vita dirige, negli organismi, la Energia (cfr. “ Hibbert Journal „, genn. ’05 ; La Vie et la Matière, trad. frane., ’07). | La questione è troppo complessa e di troppo alta me¬ tafisica per essere^ qui dibattuta: mi contento di osservare che, forse, nell’assomigliare la Psiche (coscienza) o la Vita all’Energia si pecca per analogismo, e si gira in un circolo vizioso, poiché ciò che chiamiamo energia negli oggetti mate¬ riali viene costruito di elementi psichici (rappresentazioni di movimento, senso di potere), e noi trasferiamo nella Realtà esterna i nostri mutamenti subiettivi. Le difficoltà del pro¬ blema non sono perciò risolte menomamente dal dualismo, ossia dall’opposizione tra Vita ed Energia : sembra più le¬ gittimo, date le fonti e le facoltà della Conoscenza umana, supporre la immedesimazione delle due entità, ossia che la Energia sia nello stesso tempo Vita e Pensiero. 35. Psicodinamismo. — Il meglio si è di rassegnarsi per ora a parlare di “ forze psichiche ignote „ e di scorgere nei fenomeni di medianità, compresi i pochissimi spiritici che ancora sfuggono al naufragio dello spiritismo-sistema, gli effetti o le risultanti di un “ psicodinamismo „ di natura indefinibile, capace di manifestarsi così entro come fuori del- i ipotesi dell’esopsichismo 555 l’organismo. Non si può escludere che lo posseggano gli animali, o, almeno, certi animali superiori; ma è provato che nell’uomo esso richiede per manifestarsi condizioni partico¬ lari non molto differenti dalla malattia o dall’anormalità extrnfisiologica. Eusapia Paladino ne è un esempio tipico. Perchè queste “ forze „ esigano tali predisposizioni e dispo¬ sizioni individuali è altrettanto ignoto, quanto lo è la loro intima natura ; ma per la scienza costituisce diggià un bel progresso, questo, di averne, fino a un certo punto, stabilito il determinismo biologico. Queste forze psichiche, conosciute solo pei loro effetti e pel¬ le condizioni individuali che le sviluppano, debbono eviden¬ temente cessare dallo svilupparsi con la disgregazione del meccanismo che le ingenera. Quindi i loro sistemi transitori non possono sopravvivere all’organismo individuale, che è condannato a morire e a dissolversi: perdureranno i loro ef¬ fetti soltanto nelle percezioni, nei ricordi, nelle idee dell’ag¬ gregato sociale. Tutto al più, retrocedendo di centinaia d’anni alle ingenue idee dell’animismo primitivo, ma questa volta coi fatti telepatici e con le allucinazioni veridiche alla mano, si potrebbe porre il problema se quelle “ forze , non riescano a sussistere parzialmente durante un tempo limitatissimo (un nulla rispetto alTeternità !) per dileguarsi poi in seno all’ln- determinato e all’Impersonale, presso a poco come avviene delle vibrazioni sonore, delle ondulazioni elettriche e lumi¬ nose, le quali lanciate nello spazio finiranno più o meno col dissiparsi nell’Energia cosmica, nell'Essere infinito e uno. Ma non siamo neanche ai preliminari di una lontanissima riso¬ luzione di tale problema. Il termine di “ forza „ non può reputarsi compromettente : se lo usano i fisici, i chimici, i biologi, ben lo possono usare anche i psicologi, con questa intesa, che “ forza „ significa qui, puramente e semplicemente nel senso empirico, la causa reale degli effetti che noi diciamo medianici. Noi psicologi non sappiamo, intorno alla intima natura della forza o attività psi¬ chica, meno di quello che il meccanico sappia del movimento; il fisico, della gravitazione o deiìl’ elettricità; il chimico, An\\' af¬ finità; il biologo, della vita. Con questi termini la scienza in¬ dica delle astrazioni, che pone a capo di ciascun ordine delle sue indagini come tanti dati o principi eccedenti ogni possibi¬ lità di dimostrazione : bisogna accettarli tali quali sono, e ci si manifestano. Non a torto si lasciano alla metafisica. Chi pretendesse, adunque, di definire la “ forza psichica „ agente nei fenomeni psichici, farebbe della speculazione meta- 556 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III fisica, non della scienza metapsieliiea. E di fronte a coloro che, non contenti della posizione d’attesa in cui si pone la psico¬ logia supernormale, domandano con alta e iraconda o ironica voce ai suoi cultori di dare una definizione del biopsicodi- namismo rivelantesi nella medianità, nella telepatia, nella lucidità e nei così detti “ fatti spiritici di fronte agli altri, che non sodisfatti del metodo positivo si affrettano, col de¬ bole fardello dei fatti accertati che loro tuttavia rimangono, ad appagare la curiosità e la sete del meraviglioso delle folle, io ricordo agli investigatori seni e calmi in questo dominio la raccomandazione del grandissimo Leonardo da Vinci: — “ Fuggi i preciecti di quelli speculatori, che le loro ragioni non sono confermate dalla isperienza r. '^^?vv*W,Wivv^v^Sv;Sv^v^w^VS^NJs1^w*>A^Vw^v*vv^ m. Le mie esperienze. La psicologia scientifica mi ha mandato “ antispiritista „ verso lo stadio dello spiritismo: e lo spiritismo, studiato at¬ traverso la medianità di Eusapia Paladino (e di una mezza dozzina di altri medii privati meno, famosi, ma non meno cari ai circoli spiritici), mi restituisce “ antispiritista „ alla psicologia : al più, porto con me un piccolo corredo di con¬ vinzioni metapsichiche guadagnatemi coll'esperienza. E non posso essere spiritista, in riguardo ai fenomeni me¬ dianici di Eusapia, per tutte le ragioni che ho dette nel¬ l’opera; e non posso diventarlo, in riguardo all’insieme della dottrina, perchè mi sembra di poterne indurre il vecchio adagio: ab uno disce omnes... Il dott. Cyuiax di Berlino ha scritto un opuscolo notissimo intitolato: Perchè sono diventato spiritista ?, ed io ho scritto e pubblicato questi due grossi tomi, con grande fatica per me e con maggior fastidio dei lettori, allo scopo di dire le ragioni perchè mi mantengo antispiritista. Avrei forse dovuto atten¬ dere, prima di fare questa dichiarazione, e studiare, con altret¬ tanta pazienza, altri medi, seguendoli, come ha fatto I’Hysloi* con la Piper, in cinquecento sedute ? Ma dove trovare dei medi che, nella crisi attuale dello spiritismo, diano garanzia sicura che mi mostreranno veramente i fatti “ spiritici „ che invano ho cercato nelle sedute di Eusapia? Dovrò studiare i Zancing, i Bailey, i Miller, i Politi, le Nydie e le Mad¬ dalene, le Virginie e le Dame mascherate, con quel po’ po’ di sospetti che circondano tutti questi procreatori di “ mi¬ racoli moderni „ , non già da parte dei psicologi, fisiologie psichiatri, ma da parte dei psichicisti e degli stessi spiritisti? Mi si dice: — badate, che lo Spiritismo è in evoluzione, e voi non dovete più confondere quello odierno con quello 558 PSIC0L08IA E SPIRITISMO, III di A. K arduo : le vostre critiche sembrano talora non tare distinzione fra l'uno e l’altro. — Lo dissi: nello spiritismo ci sono i modernisti. E lo so: la sola accettazione dei quattro postulati psicologici, che sono la azione e reazione dell’am¬ biente psichico, la telepatia, il subliminale, ed i molteplici aspetti dell'io interiore, hanno distrutta la compagine del Kardechismo. Vorrei però che mi si dicesse chi è che rap¬ presenta adesso la corrente “ autorevole „ dello spiritismo ripulito e rinfrescato. È forse ancora il vecchio Wallace, come vorrebbe il Dr. Visani-Scozzi ? E allora, le nove pro¬ posizioni dell’ illustre naturalista in che si differenziano dal Kardechismo di trent'anni fa? — È forse Annue Besant? E allora bisognerà sorbirsi tutto il beveraggio teosofico, col suo Karma e il suo Mahathma ? — È forse il Delanne? E allora siamo da capo alla reincarnazione. — È forse I'Htslop? E allora, mettiamo al bando tutta la medianità fisica. Infatti mi si soggiunge: — badate che M. Sage, compe¬ tente e autorevole fra i “ modernisti „, sbattezza Eusapia, e la esilia come falso medium, mentre la Smith è, secondo lui, un altro medium spurio: la Pugliese perchè ha troppa me¬ dianità fisica, la Ginevrina perchè ne ha troppa della... in¬ tellettuale. — Ma se rifaccio la vecchia carriera della Pala¬ dino trovo che, per contro, un psicologo di valore come Angelo Brofferio si convertì per mezzo suo allo “ spiri¬ tismo più puro „ , e che un filosofo mistico di talento come Carlo Dd Prel, tornando in Germania dopo averla veduta in sul lavoro, si affrettò a proclamare che “ dopo la istrut¬ toria di Milano (sui fenomeni paladiniani), tutto il mondo avrebbe nel secolo XX creduto allo spiritismo „ (sic). Se poi tengo conto di quello che dalle sedute d’Eusapia deducono gli spiritisti dichiarati e i psichicisti indecisi del momento attuale, leggo che fra le gesta di questo * grande „ medium, sconfessato da una parte e acclamato dall’altra nel seno stesso dello Spirito-psico-occultismo militante, si annovera la dimostrazione della sopravvivenza più o meno lunga di k qualcosa assomigliante all' anima „ del defunto pirata * John King, . E allora, a chi debbo credere? Senza alcuna intenzione di mancare di rispetto verso le persone , direi che i “ modernisti , in Spiritismo versano nelle medesime condizioni mentali di incertezza e di abulia dei ‘ modernisti , in Cattolicismo. Nessuno di essi ardisce tagliare apertamente e francamente la gomena, che li tiene ormeggiati alla vecchia terra dove le loro credenze nacquero, misero radice e fruttificarono. È il caso di gridar loro: — BASE DEFICIENTE DELLO SPIRITISMO 559 Coraggio, tagliate; e andate una bella volta al largo: tanto, già, ortodossi non lo siete più, e la vostra eterodossia, fatta di ma e di se, non inganna certamente i capi e i fedeli delle vecchie dottrine o chiese di cui siete figli semi-ribelli. * Se medium vuol significare un soggetto che, messo in de¬ terminate condizioni fisiopsichiche, produce fenomeni ancor non spiegabili con le leggi ordinarie della fisica, della biologia e della psicologia, e se costui mi presenta tali fenomeni come il risultato di un suo traffico coll’ Al di là, ossia con delle entità occulte che si dicono le “ anime dei morti „, Eusapia Paladino è un medium, checché possan dire e sospettare contro di lei la Johnson, I’Hodgson, I’Hvslop, il Sage, il Carrington (per fermarmi agli studiosi competenti): ora, la questione sta nel vedere con quale procedimento o dina¬ mismo essa produca quei fatti, e se le sue rappresentazioni più o meno estetiche provino davvero l'intervento dei disin¬ carnati che essa in sonno ed in veglia dice e protesta, da oltre trenta anni, di far comparire. Orbene, per me, se ho raccolto un copioso materiale in dimostrazione dei poteri eccezionali designati sotto l'etichetta metaforica di “ medianità non ho poi veduto un solo fatto autentico, incontestabile, ragionevole di “ spiritismo „ e tanto meno di “ spiritualismo „. Il libro di A. Brofi f.rio in (irò’ delle dottrine spiritiche, tratto quasi esclusivamente dagli stessi fenomeni eusapiani da me sperimentati (e anche molto meno efficaci), è un’opera sincera e briosa: ma le sue ragioni, stringenti fin che si vuole uell'argomentare, perspicue e lucidissime nello stile, non mi convincono più: e potrei ribatterle, coi fatti alla mano, una per una. a) Dobbiamo, scriveva l’esimio filosofo, credere che “ vengono i defunti, perchè sono essi che ce lo dicono „ . — Ma non è vero; lo bussa il tavolo per l'automatismo di “John King „: ora è possibile che qualcuno creda più oggi sul serio alla esistenza di questo “ spirito „ arlecchinesco ? h) Dobbiamo crederlo, continuava l’arguto scrittore, perchè le “ Intelligenze occulte pensano ed agiscono diversa¬ mente da quello che sa pensa e vuole il medium „. - — Ma questa differenza non resiste all'analisi psicologica delle incarnazioni ed evocazioni di Eusapia, la quale presenta dei fantasmi-fan¬ tocci, e non delle “ personalità „; e se la diversità si applica 560 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III ai contrasti tra il suo volere e quello di “ John King „, io ne ho dimostrato la superficialità e l'aspetto bambinesco. E poi, da una Eusapia non si crea spontaneamente nessun “ de¬ funto „ : bisogna che ci sia una preparazione, e... quale pre¬ parazione!... <•) Dobbiamo crederlo, riprendeva il Bhokfekio, perchè “ le tradizioni, la storia, il consenso universale narrano di apparizioni spontanee „... Ma il consenso delle plebi intel¬ lettuali, le cronache e le fiabe ci trasmisero tale folla di er¬ rori e di pregiudizi, che siffatta argomentazione, da G. Leo¬ pardi in qua, è poco incoraggiante, massime in un periodo, come il nostro, nel quale non le sole leggende, ma le teorie stesse scientifiche e filosofiche sono dimostrate convenzioni e puri strumenti di ricerca... S’è detto, al Congresso spiri¬ tualistico di Londra del 1898, che lo Spiritismo era “ la democratizzazione dell’ idea filosofica di immortalità „ ; ma la dico schietta : bisogna diffidare, in filosofia e ovunque, d’ ogni “ ideale „ che si adatta alla mentalità popolare. In tal caso sarà preferibile l’Occultismo ermetista, che corrisponde meglio alla mentalità borghese, o la Teosofia, che rappresenta l’ari¬ stocrazia nell’ordine gerarchico di queste tendenze mentali. È inutile , è superfluo insistere a riguardo degli altri ar¬ gomenti brofferiani in favore dello “ spiritismo „ (1?) della Paladino. La mia piena ed assoluta denegazione ha l’assen¬ timento dei più autorevoli e non sospettabili psicliicisti che la studiarono recentemente, ossia dopo che la dottrina spi¬ ritica ha sofferte le amputazioni che tutti sanno. Presente- mente mi risulta naturale e logico ratteggiamento antispiri¬ tico di quasi tutti coloro che avevano chiesto alla medianità di Eusapia almeno un principio di luce spiritica. Il Maxwell, che l’ha tenuta in casa sua per tanto tempo, scriveva pochi mesi fa: ‘La spiegazione spiritica è difficilmente accettabile: le più gravi objezioni possono esserle fatte, e una delle più evidenti è la contraddizione che si osserva nelle così dette comunica¬ zioni degli spiriti. — Non ho la pretesa (egli soggiunge) di tron¬ care il dibattito: non posso che esprimere una opinione sta¬ bilita su osservazioni lunghissime, pazientissime e fatte senza preconcetti. Questa opinione non è favorevole all'ipotesi spiri¬ tica: non so e non voglio dire con ciò che essa sia sragione¬ vole in principio ; essa è conforme alle teologie più diffuse, e non diviene assurda che nelle sue esagerazioni. È prudente giudicarla secondo i suoi rappresentanti più autorevoli, e non secondo la massa dei suoi fedeli , (‘ Année psychol. „, XI1T, 1907. p. 104). le screpolature dell’edifizio spiritico 561 Ebbene- io vado più in là dell’egregio magistrato-medico, e affermo che negli esperimenti da me veduti la tesi spiri¬ tica è sramonevole, superflua e assurda, anche senza ricon¬ durci ai fanatismi dei tempi di Allah K a unico. Quanto alle teologie non so di nessuna che adotti lo spiritismo tal quale fu sistemato da costui e dopo di lui: quello che ne rimane consiste unicamente della antichissima credenza nel doppio sopravvivente e nelle sue apparizioni. Ma col folklore non si costituiscono teologie, nè filosofie, nè teorie scientifiche. Ecco perchè l’edifizio costrutto dagli spiritisti ha diggià tali screpolature, e grandi e piccine, da non reggersi più in piedi, simile a un castello di carte da giuoco che si innalza con abilità, ma che si fa cadere non appena lo si tocchi. * Dal lungo elenco di ragioni da me esposte in quest'opera traggo, fra le tantissime possibili, le seguenti conclusioni, le quali (si noti bene) non sono il riepilogo dell'opera, ma piuttosto un questionario di difficoltà da risolvere che io pongo a me stesso ed espongo agli studiosi in materia, ben contento se mi si sapran segnalare delle risposte convincenti. la Lo spiritismo non è degno del nome abusato di “ neo¬ spiritualismo » ; esso (anche quando passa uttraverso le dot¬ trine teosofiche, assai più elevate delle “ spiritistiche „) è un materialismo più grossolano assai di quello che, si dà l’aria di combattere. 2“ Lo spiritismo non ha contenuto filosofico, che valga l’obolo che i defunti dovevano pagare a Caronte pel trapasso di Acheronte. 3* Lo spiritismo parla di “ spiriti „ e di “ spiritualità „, ma non sa che cosa siano, e non li definisce, salvo che con analogie tratte da un gretto e popolare empirismo. •1^ La cosmologia, la filosofia, la psicologia e la socio¬ logia dello spiritismo classico sono un verbalismo affettato senza originalità , un miscuglio di vecchi e contradditorii concetti, un misto di atavismi e di sopravvivenze. 5“ LI “ mondo degli spiriti „, come essi lo descrivono per bocca dei medii, è ricalcato sul nostro con un antropomor¬ fismo da primitivi e da ragazzi ; le sue gerarchie non sono che un riflesso scipito di quelle creale e mantenute nella società umana dalla sua evoluzione naturale, per cui l’am- Mokselli, Psicologia e Spiritismo , II. 36 562 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III biente ultrasidereo è una ripetizione speculare della lueso- logia terrestre. 6* Gli “ spiriti „, che vengono a comunicare, sono crea¬ zioni quasi sempre instabili, troppo spesso puerili o ridicole, in correlazione colla personalità dei medi ; si veggono “ co¬ municare Bossuet e Maria Antonietta, che discorrono fra loro come potrebbe farlo una cuoca „ (lo dichiarò lo spiritista E. Anastay al " Congresso „ del 1900, cfr. “ C.-r. ,, p. 528). 7* L’economa cosmica, regolatrice delle comunicazioni spiritiche e delle intuizioni teosofiche, è il prodotto della immaginazione (lo proclamò con ironia la spiritista Elisa Van Calcar allo stesso Congresso!). 8“ L’esoterismo indianistico, brahmanistico, ecc.,<t che ora si dà il vanto di rinvigorirlo, ma che in realtà inquina lo spiritismo, è il risultato di un erroneo concetto sul va¬ lore delle così dette civiltà antiche, massime Orientali. 9* La lotta fra gli spiritisti d’Oriente e quelli d’Oc- cidente, cisatlantici e transatlantici, intorno al dogma della reincarnazione, ha ucciso lo spiritismo in sul nascere. 10a 11 contrasto odierno fra occultismo, spiritismo e teosofia, sopratutto in riguardo alla costituzione del mondo ultrasensibile ed alla sopravvivenza del “ perispinto „ o corpo astrale, rivela l’origine artificiosa e imaginosa, non po¬ sitiva nè scientifica, di tutte queste dottrine. 11* Le prove dello spiritismo non sono sperimentali; è un artificio dite che il Crookes, nelle sue esperienze, abbia fatto dello “ spiritismo no, fece solo della metapsichien, e anche non andò a fondo, là dove sarebbe stato suo obbligo di andarci, nella identificazione di “ chi „ si presentava. 12“ La identificazione degli “ spiriti „ non è ammessa dagli stessi spiritisti se non come un supposto inverificabile ; essa è sfuggita fin qui, sempre e dovunque, alla evidenza: bisogna ricominciare a provarla caso per raso, e quando si tenta la “ prova „, tutto svanisce. 13* Un gran numero di comunicazioni sono false, o bizzarre, o stolide; nessun argomento serio spiega codesto fatto, se non la loro derivazione dagli strati inferiori della personalità dei medi. 14“ L’elemento psicopatologico entra per bnona parte nella sistemazione dello spiritismo-dottrina: questo, lo rico¬ noscono e confessano gli stessi suoi Maestri. 15* L'elemento menzognero e ciarlatanesco ha ingene¬ rato un’altra parte dei fenomeni detti “ spiritici „, più an¬ cora che di quelli esclusivamente “ medianici „. LE SCBEP0LATUI1E DELL’EDIFICIO BPIK1TIOO 563 16* Alle sedute si ottengono talvolta comunicazioni di „anne viventi e, magari, presenti; questo prova l’origine l i .nnscia e automatica di tutte le altre. SU 17* È un artificio ed è un sofisma separare nella feno- nlócrh intellettuale dello stesso medium (come fa I’Hyslop • casi suoi) quello che sarebbe personistico, ammico e telepatico da quello che si pretende “spiritico Te 1 1 8* Le personificazioni sono tutte dello stesso valore, ' no esse di “ magni , o di mediocri spiriti, siano di umani incarnati o di esseri superumani e subumani; ossia deri¬ vano tutte egualmente dal fondo fantastico e mnesico di riserva del subcosciente. 19» Nei fatti onirici , che costituiscono la trama delle * comunicazioni „ , si vede una selezione uniforme che alla 'un«a riduce tutte le rappresentazioni e raffigurazioni dell Al di hi a pochi elementi mentali popolari (cicli romantici, av¬ venture astro-planetarie, ecc.). 2o» u fakirismo occidentale non è piu serio, ne piu * spiritualistico „ dell’orientale; quando non si riduca alle facolti esopsichiche autentiche, è il figlio della bugia,, come visto or ora a Parigi col pseudo-conte Sarak. *21* È assurdo e superfluo pensare che i fenomeni fisici della medianità, dai moti del tavolo alla levitazione, dalle luci alla incombustibilità, siano'dovuti all’intervento di dis¬ incarnati. ■ « 22“ Quando poi si pensasse Ima v e qualcuno che lo faccia "sul serio?) aU’intervento di gnomi, ondine, folletti, diavoli, arcangeli, ecc., non si ha più il diritto che la scienza si occupi e preoccupi di simili corbellerie, per le quali fun¬ ziona una delle istituzioni più vantaggiose della civiltà mo¬ derna: il manicomio. 23* Lo spiritismo, largo o stretto che sia, nou si pronuncia esplicitamente circa alla sopravvivenza degli animali e degli esseri “ inferiori „ all'Uomo. Data la varietà individuale nelle facoltà psichiche anche degli animali — ora manifestazione piena ed or rudimento di “ personalità „ non si saprebbe segnare il limite del diritto dei viventi a sopravvivere: forse agli animali domestici, perchè l’uomo li ha resi degni di accompagnarlo nell Ombra? forse ai Mammiferi? o ai \ei- tebrati? o sigli Invertebrati? o alle Amebe?... E se fino alle Amebe, perchè non anco alle Quercie ed a i Cristalli ? . . | 564 PSICOLOGIA E SPIRITISMO, III Si crede forse che non potrei continuare in questa enu¬ merazione di difficoltà, di assurdità, di contraddizioni? Lo potrei benissimo. Ma è ora di finire, e mi riservo, in caso uei casi, di riprendere la discussione generale sullo spiri¬ tismo in altro luogo e momento. Qui, però, mi si obietta che, ciò nonostante, potrei accettare lo spiritismo almeno quale “ ipotesi di lavoro „, come hanno creduto di fare o di dire alcuni studiosi autorevoli e spregiudi¬ cati. L ho tatto durante tutta questa mia opera sulla medianità di Lusapia Paladino; ma mi sembra che i risultati siano poco consolanti per una “ ipotesi , che ci si olire basata sul metodo dei residui, cioè di quei pochi fatti che la scienza fisica biologica, psicologica e sociologica trova in fondo al cro¬ giuolo dove ha depurate le credenze, le novelle e gli empi¬ rismi plurisecolari dell’Umanità. 8 P Allo spiritismo “ ipotesi di lavoro „ io tàccio due obiezioni tondamentali: — a) Non è lecito presentarsi come tale ad un ipotesi che, per consenso dei suoi più serii rappresentanti, liberata dalla zavorra immane di argomenti acritici, rimane in possesso di un troppo tenue patrimonio di fatti presunti irriducibili (per adesso): — b) Non è vantaggioso alla ricerca introdurvi un elemento superfluo, immaginato in un periodo poco evoluto ed esclusivamente empirico dell’osservazione. Questa è pure la tesi di uno spiritista coscienzioso ed esperto come il Winklbb: bisogna, egli dice, riformare una bella volta lo Spiritismo „, e la riforma consisterà nel buttarne inori via tutte le cosi dette ipotesi medianistiche. animi- sticlie spmtishche, eoe., le quali non hanno alcun valore scientifico ! I mi ipotesi non può aspirare ad essere guida sicura nella iticerca quando, infrangendo le buone regole del ragiona¬ mento, essa afferma il conseguente e ne inferisce poi che può affermare [antecedente (cfr. W. St. Jkvons, Lo,, ira). Senza dubbio, si investiga talvolta col sussidio di un’ipotesi falsa • ed io stesso ho proceduto in questo mio esame critico dello " spiritismo Paladiniano „ cercando di eliminare l’errore o ciò che a me sembrava errore, e di accostarmi per via indi¬ retta al vero. Ma insieme con la spiritica si devono saggiare tutte le altre spiegazioni che io ho enumerate; oggigiorno esse hanno eguale diritto ad essere considerate quali ipotesi PSICODINAMISMO, NON SPIRITISMO 565 di lavoro. Or dunque, un procedimento siffatto di Ricerca, coll’ingombro di concetti essenzialmente cosi diversi, sarebbe faticosissimo ed anche insolito nella scienza. Seguendo l’e¬ sempio della fisica, della chimica, della biologia, della stessa psicologia moderna positiva, si dovrà, in ogni caso, preferire nello studio dei fenomeni medianici la ipotesi più conforme al patrimonio sicuro del sapere, quella che parte dai feno¬ meni più semplici e non dai più complessi, quella che può essere provata in via induttiva e non discendere da deduzioni, infine quella che intuisce le cause e le condizioni determi¬ nanti dei fatti in analogia alle altre già note. Per ciò paruri che, tutto sommato, la degnità di strumento efficace e sicuro di lavoro spetterebbe pur sempre alla ipo¬ tesi psicodinamica, che scorge nel Cosmo resistenza di “ forze psichiche ignote „ e le colloca provvisoriamente nella serie delle altre “ forze „ naturali ammesse dalla scienza e dalla filosofia. Posso ingannarmi, ma io credo che fra alcuni anni lo Spiritismo sarà eliminato dalla Metadinamica e dalla Metapsichica. indice alfabetico delle materie contenute nei due Tomi dell Opera Abitudine'’ I, 36® ; 11, W, 1,!- Y mistici, fenomeni : I, 19, 956, 3tfU ; II, 81. Vedi Udito. Agenti occulti. Vedi Invisibili. Aquilana (mediani): I, 104 , 388. Al 'ldmisti : 1, 19 .Al di là »: il, IO 191, 110, 403 e passim. Allucinazioni, sonsoriee indotte: I, 908. 271. 299. 103; II. 91. 51, 7*5, 241, 132, 511, 517. _ veridiche : I, 8159 ; IX, 211. Ambienti spiritici: I. 190, 199. ■2n7 , 951, 271, 820; II, 68, 121, 120, 279, 395. 115, 519. Americanismo: I, 17, 933; li, 298. Amnesia degli spiriti: II, 179. _ del medium: II, 121, 508. Androidi: 11, 314. 836, 520. Vedi Fantasmi, Forme, eoe. Anideismo: 1. 883. 396. Vedi Le- targo, « Trance » . Anima: I, 54; II. 860. Animali : 1, 50; 11, 4<0. Anime purganti: II. 440. 528. Animismo , esteriorazione del corpo * animino »: I, xxxv, oo, 24B. itili. 1175. 581; II, 109, 171, 820, 870, 495, 539. — , religione naturale: 1, 50, 58; U. 821, 528. Apparizioni: I, 21, 22, 130. 190, 215, 257. 808, 889, 370, 397 ; II, 148. 151. 221, 220, 249, 329, 340, 889, 419. 420, 445. 520. Apporti : l , 82, 830 , 480 ; II, 149, 153, 504, 518. Arti fluidici. Vedi Membra. Assistenza. Vedi Catena, (Eruppi, Percipienti. Astrale, principio o corpo: 1, 01, 05; li, 373, 400, 533. Atomi, atomismo : II. 372. 374, 878. Attacchi nervosi: 1, 108, 126; II, 811. Attenzione: I. 252, 383, 400. Attrazione magnetica : 1 , 362, 425. Australiani : I, 52. Autenticità dei fatti: 1, 42. 86; 13, 19, 229, 232. Vedi Frodi. Autobiografìa dei rnedii: T, xxxi ; II, xin. Autoipnosi: I, 248, 377; II, 13, 306, 508. Automatismo: 1, 79,107, 15i,23b, 269, 380, 389; II, 12, 312. 314, 317, 509, 545. Autorità, criterio di : I, 84, 354, 452; li, 22, 38. Autoseopia: 1J. 324. Autosuggestione : 1\ 108, 296; II, 11, 45, 806, 544. Azioni a distanza: 1, 81, 155, 362, 425. 421): IT. 31. 202, 292, 446, 497. 568 INDICI-: ALFABETICO DELLE MATERIE Barbe duidiche: I. ‘279,801-4- D 467. Bailey 0., medium: I, 100, 103; II, 470, 503, Bibliografìa dello spiritiamo : I, xm-XLviii ; II, v-xiv. — di Eusapia Paladino: I, 184- 170; n, xvu-xvm. Bioscopio: II, 336. Braccia flqidicho: I, 197, 219, 226, 240, 438; ET, 185, 197, 290. Vedi Membra. Buddismo: I, 49. Cabbaia: I, 80, 49. Cartesianismo: I, 60, Catalessi: I, 210; n, 113. Catena, medianica: I, 179, 186, j 207 ; II, 53, 94, 121, ]2H, 222,' 286, 288, 313, 395, 414, 485. Certezza : II, 20. Vedi Autenticità, Autorità, Testimonianza. Cervello: I, 247; U, 182, 209. Chiaroveggenza: I, 420. Cinesi : I, 62. Circolo « Minerva •: I, 173; n, 3. Classibc azione dei fenomeni su* I pernormali: 1, 79; fi. 488,491, 503, 612. Comunicazioni spiritiche : I 19 102, 412, 448; li, 125, 132, Ilo’ 168, 831, 367, 407, 461, 510. Congressi spiritistici: 1, 28, 33. Connotazione degli spiriti. Vedi Identificazione. Contrasto psichico: I, 229, 358 . 861, 385 ; II, 308. • Controllo, spirituale: I, 109. Vedi Spiriti-guida. Controllo sul medium : I, 181, 186, 192, 209, 223, 422: li, 19, 27, 42,’ 74 , 217, 282, 898. Cook-Cornor FI., medium: I, 67, 100; ir. 23, Ili, 195, 251. 450.' Coscienza dell’io; I, 65, 70, gJ8 249, 266, 812, 822; n, 65, HO,’ 113. 50:. 551. V. Io, Persona¬ lità, Sdoppiamento, Subco¬ sciente, ecc. Cosmologia: I, 32; II. 191. Credulità, incredulità: 1 7 13 207,221,299,313: il, 19, 31, eco! Criptomnesia, criptopsichla : 11 18, 117. 339, 499, 511. - Cristalloseopia: I, 83. Decadenza dello spiritismo: 1.20 34 , 38; II, 407. 530, 568. Defunti: I, 44, 112, 388, 372, 379, 412, 449; J3, 128. V. Morti. Denta tarializzazione : 11,296. Vedi Materia. D’Espéraneo E.t medium ; I, 104, 106; II, 44, 118, 296. Dotermiuismo psichico: I, 189 209, 235, 246, 291, 866; II, 30l! Deutcroscopia: II, 324. Diavolo, diabolismo: 1, 113, 407- li, 198, 469, 628. Vedi Sata- nismo. Diuamometria : I, 815, 851, 364 371 ; 1 1, 295, 302, 328, Disgregazione delia personalità: I, 229 : IT, 896, 544. Vedi Sdop¬ piamento. Disincarnati: I, 51, 55; II, 118, 156, 178, 320, 404, 424. Divinazione: 1, 420; II, 510. Dogmatismo spiritico : I, xx,81, 34. Doppio (ipotesi del): I, 243, 486; II. 88, 195, 871. Dottrina dello spiritismo: I, xx, 27. 31. 34, II, 309. 540, 55-3. Durata dei fenomeni : r, 234. Ebrei : I, 61. Edeniche, forze : I, 24, 67 215 149 ; H, 189, 192, 247. Vedi Eso- psiehismo, Forze, eoe. Ectoplasmi. Vedi Materializza¬ zioni. Effluvii neuriei: 1,64,67.421; II 263, 345. Egizii: I, 61; li, 874 . 406. Eglinton G., medium: T, 99,294; n, 51, 112, 116, 119, Elomeutnli, eco.: II, 531. Elettricità animale e fisica: 1, 67, 332; n, 372,440. INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE 569 Emanazioni : 963, 870, 439. Vedi Effluvii, Forze, eoe. Emotività : I, 96; II, 186. Endofasia: ET, 208. Energia, energetica: I, 187, 816; n, 247, 876, 477, 553. Entità occulte: I, 167, 182, 820, 881; II, 87, 115,128 e passivi. — personali: I, 411, 444; II, 68, 128, 140, 187, 860, 891), 581. Epilessia: I, 111; II, 816. Ermetismo: I, 49; II, 530. Esop&ichismo : I, 242, 273, 325 , 421, 453; II, 247, 497,525. Vedi Esteriorazione, Forze, Radia¬ zioni. Esoterismo: I, 19; II, 530. Vedi Occultismo. Esperienza : II, 20. Vedi Metodo, Sperimentalismo. Essere, intuizione dell’—: II, 529. — postumo: I, 66. — subcosciente: II, 549. Esseri occulti. Vedi Entità. — preumani, superumaui, ter¬ restri, II, 532-3. Estasi. Vedi «Trance*. Esteriorazione (nnimica): I, 87, 92, 149. 152, 242, 248, 286; II, 370, 478, 497, 508. 548-9. Etere: T, 65, 67; II, 378, 534. Eusapia Paladino (DeWlaiz). Vedi Paladino E. Evidenza: I, 84 , 453. Vedi Cer¬ tezza, Metodo. Evocazione spiritica: I, 321, 369, 414; II, 176. 241, 258, 334,355, 388, 423. 429. Evoluzione: I, 94; 11, 408. Extracorporeità: II, 495. Fakiri: I, 13, 101; II, 806, 867. Fatica: I, 818; II, 70, 302. Falsi Reazione dei fenomeni : lì, 104. Fantasmi: I. 22, 800. 342, 401; II, 148, 221, 222, 224, 231, 237, 243, 284, 420. 426, 520. Fantomatiche creazioni: U. 238. Vedi Fantasmi, Materializza¬ zioni, Spettri. « Femme masquée *, medium : li, 501. Fenomeni medianici : 1, 29. 30, 75, 194, 196, 205, 218, 261, 303. 328, 353, 376; II, 8, 25, 47, 68, 95, 126, 160, 202, 286, 826, 844. 381, 416, 442, 488-90. Vedi Frodi. Filantropismo: I, 81 : II. 158. Filosofia spiritica: T, 10. 18, 45, 289, 373; li, 561. Fisica trascendentale: I, 83, 156; II, 369, 408. Vedi Zollner. Fisiopsicologia: I, 74, 218 e jhi8- 8im ; LI, 542. Flfddismo; I, xxxv, 29, 61, 64, 68, 411 ; 11, xii, 536. Folklore: I, 51, 371. Forme. Vedi Apparizioni, Fan¬ tasmi, Materializzazioni, Te- leplasmia, occ. Forza vitale: I, 62, 68, 818, 351. Forze bio-psichiche, ignote: I, 25, 137, 218, 242; li, 120, 178, 1x9, 209, 368, 395, 138, 499. — magiche: li, 530, 551. — radianti: 1,24,68; 11,438. Vedi Effluvii, Esopsichismo, Ra¬ diazioni, eco. Fotogenesi: I, 401. Vedi Luci. Fotografia : I, 98, 862; II, 194. 260, 362, 864, 477. Fox, sorelle, medium: I, 17 e pas¬ sim ; II, 241, 452. Fraudolenza e medianità: 1, 96, 101; II, 298, 541. Vedi Frodi, Isterismo , Medii , Simula¬ zione, ecc. Frodi del medium: I, 93, 98, 139, 145, 157, 164, 196, 211, 222. 241, 245, 261, 264, 287, 812, 830, 426, 489; II, 29, 100, 146, 161. 176, 229, 235, 298 , 348, 392 , 417, 541. Vedi Autenticità. Fuochi spiritici: I. 401; li, 890. Vedi Luci. 570 1NDICK ALFABETICO BELLE MATERIE Gailiiuetto oscuro, medianico: I, 28, 178, 193, 195, 109; li, 120, 216, 280, 382, 444. < «cavità (legge di): I, 19, 147; li, 292, 351, 869, 422, 515. Greci: I, 52. Gruppi di sperimentatori: 1, 179; li, 3, 94, 121, 150, 183, 200, 215, 279, 343, 415. * Gusci » ( co*/ ìi ), ipotesi dei — : II, 534. H<mie IX, medium: I, 15, 10*). 108, 282 e passim. Idee fisse: I , 250; LI, 509. Vedi Monoideismi. — forze: I, 21, 281. 436; II, 192, 207, 392. Vedi Ksopsicliismo, Esteriorazionu. Telepsichia. Identificazione , identità spiri¬ tica: 1, 80, 3<>9, 410, 414, 446; II, 117, 144, 152, 164, 167, 178, 195, 249. 330, 839. 358. 427, 496. Vedi Entità, Personifica¬ zione, Spiriti, ecc. Ideoplasma: Il , 173, L92, 208 ; 11,431. Ignoto, 1’—: I, 3 e s. ; II, 4W, 524. Illuminismo: 1, 16, 49; li, 432. Illusioni: I. 239.274,329.347,369, 405 ; II, 262, 331, 348, 396, 541. lloplastici, feuomeni : II, 516. Iloscopia: II, 500. ilozoismo: 11,529. Ilurgici, fenomeni. Vedi Zullne- riani. Imflgini : 1, 243, 276, 314, 369; — astrali. Il, 534. Imitazione dei fenomeni: II, 104, 163. Immortalità, immortaliamo: I, 102, 148: II, 135. Vedi Soprav¬ vivenza. Impronte ani mastice, creta, eoe.: I, 262, 894, 420, 429; II. 212, 331. 313, 517. Incarnazione: I. 80; II. 17, 117, 124, 180, 305, 459, 510. Vedi Personificazione. Incorporazione. Vedi Incarna¬ zione, Personificazione, incosciente: I, 28, 218; II, 529 e pawim. Vedi Coscienza, Sub- cosciente, Subliminale. Indiani: I, 61; II, 467. Individuazione: 1,323, 416 ; 11,424. Vedi Identificazione, Personi¬ ficazione, ecc. Infantilismo: 1. 324; II, 402, 466. Vedi Puerilismo. Intelligenze occulte: I. 168. 244, 320, 367, 377. 390, 452; II. 87, 98, 631, 559 e passim. Vedi Entità, Invisibili, Spiriti. lutellettualità: I. 322; II, 15. Intenzionalità dei fenomeni: 1, 227, 364, 383, 387, ecc. Vedi Volontà. Interferenze psichiche : II, 73. 145, 205, 435. Interpretazione dei fenomoni: 1, 239, *259, 319 ; li, 100, 169 e pas¬ sim. Vedi Percipienti . Tipo mentale. Invisibili : I. 18, 75. 291, 331, 382, 409 ; II, 63, T38, 142, 148. 165, 188, 267, 333, 841, 348. 383, 518. Vedi Entità occulte. Intelli¬ genze, Spiriti. Io. Vedi Coscienza. — magico, trascendente: li, 592. — sonuamboliei : I, 391: II, Ilo, 545. Vedi Personificazione. Iperestesia: l. 191, 248: II, *213. Ipotesi sui fenomeni: I, 28, 63, 242, 319 : II, 169, 189, 192, ‘243. Vedi Interpretazione. Ipnoidi, fenomeni: II, 500. Ipnosi, ipnotismo: 1, 09. 71, 94, 105, 127, 136, 209, 209, 271, 313 ; II, 110, 113, 200, 301 . 309, 508, 543. Vedi Autoipnosi, Estasi, « Trance * . Isterismo: I, 97, 105, 126. 137, 273, 293; li, 301. 306, 310, 543. Kabbala. Vedi Cabbaia. ISDU'K ALFABETICO BELLE MATKRIB 571 Kardoehismo : 1 , 48, 319 e pattivi ; [I, 528. Vedi Spiritismo. «King*, famiglia di spiriti: I, II. 253, 449. _ Katie, spirito: I, 79, 123, I4S ; 11. 222, 250, 449 8 s. _ John, spirito: 1, 121, 160, 170, 194 , 205, 217, 254, 283, 294, 315, •350. 806, 409, 419, 435; li, 57, 95, 75, 93, 115, 122, 130, 205, 915, 223. 249, 293, 319, 391, 406, 423, 447 e scg. Laboratori! psichici: 1. 48, 72; 11, 277. Larve: I, 339, 401 e passim- Vedi Apparizioni. Fantasmi, Spet¬ tri. Lavagne (scritture su) : 1, 99, 363; li, 409. Legatura del medium: I, 277,286; II, 47 . 219. 234 , 886. 418, 518. Vedi Nodi. Letargo : I, 210 e pastini, l odi Me¬ dianità, «Trance». Letteratura spiritica: 1, 40; 11, 171. Lettura del pensiero: 1, 101. 431 ; II, 26, 152, 168, 180. 550. Levitazione del medium: I, 279; li, 295, 515. Vedi Gravità. — del tavolo (impropr. detta): 1, 277, 331, 362, 124; II, 40, 48, 68, 101, 280, 316, 417, 515. Linee papillari: 1, 263; li, 332. Linguaggio tiptioo: I. 181. 230 e passim : li, 102. 327 , 382 e pat¬ tini. Vedi Tavolino. Tiptologia, Locali delle sedute: I, 176, 327, 423, 442; II. 4, 95, 121, 216, 280. I vocalizzazione nello spazio: 11, 214. Vedi Spazio. Luce nelle sedute: 1, 184, 193, 327, 356 ; II, 88 e pattivi. Vedi Oscu¬ rità, Rischiaramento. Lucidità: II, 511. Luci spiritiche: I, 196 . 257, 298, 398,428: 11,49,96, 106, 330, 384 , 444 , 520. Vedi Fuochi, Vista. Luminosi fenomeni : 1, 19, 22, 397 ; II, 520, eco. Vedi Apparizioni, Fantasmi, Forme, Luci, eco. Magia: I, 14, 51 ; 11, 342. Magnetismo animale: 1, xxxv, 15, 19, 51, 65, 69, 265, 861 ; II, 170, 306, 501, 508. Mammone: I. 407; lì, 199. Mani spiritiche: 1. 196, 198, 213, 393 , 398, 412, 432, 438, 111 ; li, 41, 69, 148, 185. 288, 329, 385, 444-5, 520. Manierismo: 1, 122 e pattini, l edi Stereotipia. Manifestazioni. Vedi Fenomeni. Marshall, aig™, medium: 11,451. Martinismo: 1, 49. Materia (penetrabilità della! : I. SVI. 357 , 429. 431: 11,309, 409. 518, 538. V. Ilurgici fenomeni. Materialismo: I, 18, 39, 165; II, 295, 400. Materializzazioni: 1. 21, 82, 196, 240. 266, 301, 388, 390. 408. 428. 432, 440; II. 70, 76, 127, 131, 138, 170, 177, 185, 189. 191, 231, 218. 2SS. 290. 294, 340, 346. 363, 439, 443 , 504, 518. Vedi Fan¬ tasmi. Forme, Spettri, Tangi* bilità. Teleplastia, eoe. Meccanici, fenomeni: I. 81. 213 e pattini ; li, 81 o pattini. Vedi Azioni a distanza , Telecine- sie, eco. Medianità, mediumnismo: I, xxxi, 28, 74. 78, 06, 108, 111, 266. 311, 377 , 380; □, su, 14, 84. 182. 217, 269, 301, 380, 487, 490, 494, 497, 506, 522. Vedi Ipotesi, Me- diuw, Trance, ecc. Medioiimnia : 11,802. Medium, medii: 1, 24, 37, 74, 70, 79, 81, 83, 89, 96, 102, 103, 113, 120, 322, 377; II, 42, 122, 228, 270 . 304, 606. Membra Iluidielie: I, 197, 241, 4218; d/Z indice alfabetico delle materie li. 183, 148, 185, 288, 290. Vedi Arti, Mani. Materializzazioni, Tangibilità, eoe. Memoria, regressione della — : II, 459. 475. Vedi Amnesia. Mentoviamo: I, 81. Mesmerismo : I, 50, (54. Vedi Ma¬ gnetismo. Messaggi spiritici: 1, 19, 89, 102, 289, 882, 891; II, 124,510. Vedi Comuuieazioni, Spiriti. Metabiologin : II, 588. Metadinamismo : li, 551. Metafìsica : TT, 529. Metageometria: II. 410. Metapsichica: I, xxxix, 25, 68, 73, 374 ; II, 120, 172, 276, 487. 546. Metodo nelle ricerche spiritiche: I, 158, 192; II. 273 e passim, Miller F., medium : 1, 100 ; II, 1 12, 508 e passim. Misoneismo: I, 247, 856; 11, 277. Vedi Abitudine, Stereotipia. Miracolo spiritico : II, 15, 297. Mistero, misticismo: I, 40, 108. Monismo : I, 41 ; n, 373-6. Monoideismo: I, 110, 219 : II, 73, 404, 509. Vedi Idee fìsse. Movimenti del medium: 1, 146, 191, 231, 908, 384; li, 35, 212, 893. Vedi Esteriorazione. — di oggetti. Vedi Azioni a di¬ stanza, Forze, Telecinesie,ecc. Morti : 1 . 53, 381 ; II, 320, 342. Vedi Defunti, Disincarnati. Musica, musicali strumenti: I, 19, 101, 195, 419; II, 329, 345, 517. Vedi Azioni a distanza. Necrofonia: I, 379, 418; II, 131, 143, 517. Vedi Voci spiritiche. Neodinamismo: I, xxxv; II, xu. Neoidealismo : 1 , 8 ; II, 418 o pas¬ sim. Neologismi spiritici: 1,85; 11,467. Neospirituaiismo : I. 86 o passim. Vedi Spiritismo. Neovitalismo: I, xxxv, 53; 11,537. Neurosi: 1,923,103. IH. 291; II, 302. 497. 543. Vedi Attacchi, Epilessia, Ipnotismo, Isteri¬ smo. Medianità, «Trance*. Nodi (allacciamento e slaccia- mento dei): I. 278. 236, 298, 305; H, 291, 329, 3S3, 387, 514. Objettivi, fenomeni : II, 512. Occulto, occultismo: I, 5, 30, 47, 89. 151; TI, 171, 181, 194, 531. Vedi Entità occulte. Forze, Kahhala. Magia, eoe. Ombre. Vedi Apparizioni, Fan¬ tasmi, Larve, eco. Onirici, fenomeni: I, 104, 403 e passim ; II, 472,509. Vedi Ipno¬ tismo, Sogni, Subco sciente, « Trance * , eco. Organizzazione (facoltà di): 11, 172, 189, 519. Vedi Forme, Mate¬ rializzazioni, Teleplastia, eco. Orientali, spiriti: 11, 467. Oscurità: I, 193, 256, 276. 293, 329; II, 9, 23, 33 e passim. Vedi Luce, Rischiaramento. Ossessioni spiritiche: I, 113,850; U, 434, 447./ Paladino Fusa pia: I, 26, 117, 120, 124, 137-170, 140, 188, 204, 209, 219, 235, 246, 291, 306, 360, 383; II, 9. 62, 204, 301, 805, 390, 432, 480 e passim. Vedi Me¬ dium. Paracinesie: 11,513. Vedi Tel e- cinesie, Tiptologia. Parapsichici fenomeni: II, 499. Pazzia: I, 111 ; li, 465. Percezione, percipienti dei feno¬ meni : I, 195, 207, 239, 252. 274 ; LI, 80, 354 398. Vedi Tipo men¬ tale. Pericolosità dei fenomeni: I, *^fs7. Periodici spiritici : I. xuu ; II, xvi. Periodicità: II, 815. Vedi Ritmo. Perispirito: I, 30, 56, 382; II, 169, 395, 400 e passim . Personalità (disgregazione della): I, 270; 33, 313. 461 e s., 503, INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE 573 544. Vedi Coscienza, Io Bon- nauibulici, ecc. Personificazione : I, 70 , 80, 110, 156, 323, 410, 413, 444 ; li, 68, 120, 130, 132, 138, 174, 187, 333, 357, 509 e passim. Perso ni amo : 1,54, 89, 276; II, 495, 498. Peso del medium: I, 279; II, 293, 351, 369, 422 e s. Pianeti, cicli plnnetarii : I, 371 ; lì, 402, 468. Picchi, rumori: I, 17, 196, 282, 253, 285, 427; li, 69, 287, 327, 516 e passim. Vedi « Rapa ». Piper El., medium: I, 100, 106; II, 18, 117, 119, 157, 407, 462, 547 e passim. Plastica delle forme: 1, 81; IT, 860. Vedi Materializzazioni, Telcplastia. Pluralismo dell1 anima, polipsi- chisrno: 1, 58; H, 538. Pneunmtologia : 1, 57, 50; 11, 160, 181. Polarità, polarizzazione : 1, 68 ; II, 366, 415, 488. Ponderabilità doU’anima : II, 369. Positivismo: I, 182 e passim.. Possessioni spiritiche: 113; II, 305, 311. Vedi Personificazione. Preipnosi: I, 210, 272; II, 112. Prestidigitazione: I, 37, 98, 101, 215; "li, 100, 103, 298, 541. Vedi Frodi. Psicliicismo, ricerche psichiche : I, xxxix, 35, 42, 68, 87, 821 ; II, xv, 172 e passim. Vedi Speri¬ mentalismo. Psieliicoue: II, 194, 478. Vedi Ra/- diazioni. Psicocollettivi, fenomeni: 1,316; li, 549. l’sicocosmismo : II, 529. Psicodinamismo : I, 321. 325 e pas¬ sim ; 11, 478, 500, 554. Vedi Esopsichismo.Esteriorazione, Forze biopsichiolie, ecc. Psicogenesi della medianità: I, xxxix ; II, xv. Psicografia : 1 , 79, 106, 292 ; II, 304, 405. Vedi Automatismo, Scrit¬ tura, ecc. Psicologia: I, 43, 84, 109, 200, 292; li, 181, 1300, 461. Psicomauzia : 1, 63. Psicometria: I, 83. Psicopatologia : I, 9, 71, 75, 89, 103, 111, 324; n, 499, 542. Puerilismo: I, 323 , 413: II, 62,462 e seg. Vedi Infantilismo. Radiazione biopsichica, neurica, ecc.: I, 68, 260; li, 189, 209, 361, 374, 476, 504. 508, 516, 552. Vedi Effluvii, Forzo biopsi¬ chiche. Radio, radioattività: 11,870,378. Rapporto magnetico: I, 65, 122. Rappresentazioni (idee) : II, 80, 204, 207. Vedi Idee-forza, Ima- gini, ecc. «Rapa* (colpi, picchi): I, 190, 216, 282, 253, 427: II, 48, 95, 287, 327, 516 e passim. Vedi Telecrasia. Regressioni psichiche : TI, 475,509. Reincarnazione: 1, 28, 80, 51, 156; II, 157, 509. Religione: I, 10, 33, 47, 53, 116; n, 122, 528. Ricerche psichiche: I, 25, 48,72; lì, 272, 407, 489. Vedi Labora¬ tori, Psichicismo, Sperimen¬ tazione. Riconoscimento dei defunti : I, 449; IT, 143. Vedi Identifica¬ zione, Personificazione. Rischiaramento del locale: 1, 193, 240, 279, 293, 358; 11,9, 28, 83, 127, 183, 280, 381, ecc. Vedi Luce, Oscurità. Ritmo: I. 389. Vedi Periodicità. Rito, ritualismo spiritico: I, 185, 203 ; II, 122. 821. Romanzi spiritici: 1,820; 11,181, 361 e «eg. Vedi Pianeti. 574 INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE Rosa f Croce: I. 49. Rothe A., medium : I, 104, 373. Satana, satanismo: I, 113; IT, 197, 528. Scetticismo: I, 190; II, 5, 33, 37, 75, 541. Scienza e spiritismo: I, 3, 7, 450; II. 274, 492, 499, 522. 535, 541 e passim. Scrittura automatica : I, 79, 492, 499. 522, 585, 541. — diretta: I. 333, 419; li, 517. Sdoppiamento di coscienza, del- l’io, della personalità: I, 55, 70, 229, 314; 11. 308, 461 e seg. Vedi Coscienza, Io, Persona- I i t :'i . Sedute con E. P. : I, 123, 134 e seg., 173, 180, 185, 192, 203, 206; II. 33, 89, 108, 122, 183, 342, 390. Selvaggi: 1, 51, 371; II, 321. Sensazioni, sensi: I, 218; II, 81, 210. Vedi Illusioni , Perce¬ zione, Telepatia, eoe. Sforzo del medium: I, 211, 871, 388; II, 85, 105^210, 394. Vedi Frodi. Medium. Movimenti. Sidereo, corpo. V. Astrale, Teo¬ sofìa. Simultaneità, sincronismo dei fe¬ nomeni: 1, 2213. 353. 378, 391, 436. Slade Dr, medium: I, 100 ; II, 72 e pastini. Smascheramento dei medii : I, 160; H, 217. Smead M*., medium: 11. 462. Smith E., medium: I, 105, lòti, 272, 373 ; II. 18, 64. 119, 181, 254. Sogni : I, 408 ; II, 319, 324, 472. Vedi Onirici fenomeni. Sonnambulismo, sonno: I, 70, 210, 267, 272; II, 63, 118, 115, 819. Vedi Ipnosi, Onirici, ecc. Sopravvivenza: I. 81. 38, 41, 92; II, 134 . 240, 553. Vedi Anima, Immortalità. Religione. Spazio, a /«-dimensioni: 1, 86»^ 435, 440; II, 399. 410, 535. — (proiezione nello): I. 435; Il 245. Sperimentalismo : 1. 36, 48, 68, 69. 84, 135, 206, 252, 424, 451 ; li, 90, 185, 202, 276, .354. 862. Vedi Psiohicismo, Ricerche. Spettri: 1. 371, 381; II, 241. 255. Vedi Apparizioni, Fantasmi, Larve. Materializzazioni. Spiriti : I, 39, 219. 289, 869, 373, 381, 391; II, 115, 168, 333 399, 401. 403, 423, 512 e jHìssim. — animali e vitali: I, 59, 60. — guide, istruttori: I, 89, 110, 118, 115, 158. 201, 373; II, 92, 115, 158, 405. 429, 461 e passim? Vedi « King ». Spiritismo (bibliografìa dello): I, xiii-xLvm ; II, v-xv. — definizione, dogmatismo e dot¬ trina : I, 5, 8, 27, 87, 110, 192 ; li, 9. 90, 400, 461, 491. 589 e passim. — (fallimento dello): T, 34, 110, 201, 219, 319; II, 81, 134, 156, 274, 378 , 639 e passim. — (metodo e tècnica dello): I, 192 ; n, 9, 90, 275. — (storia dello) : I, xvii, 12 e s. ; lì, v, 461 e seg. Spiritoidi. fenomeni: II. 501. Spiritualismo antico e nuovo: I, 6, 37, 48. 53. 57. 69. 114. 324, 373. 380; II, 17, 81, 167, 400, 418 e passim. Stadera: li, 294, 422. Vedi <» ca¬ vità, Peso. Stenomet-ro, stenonietria : 11,367. Stereoplasmi: 1,444; II. 338, 518. Vodi Formo , Materializza¬ zioni, Telepl astia, ecc. Stereotipie: II, 194. Vedi Monoi¬ deismi. Studi psichici: I, 5, 68, 72: II, 275 e passim. Vedi Psiohicismo, Ricerche, eco. Subcosciente, subcoscienza : I, 55, indice alfabetico delle materie Ui o 70, *234, 249, 906, 358 ; II. 55, 110, 390, 549. Vedi Coscienza, gub-ego: II, 11.5, 550. Vedi Inco¬ sciente, Subliminale. Subiettivi, fenomeni: II, 507. Subliminale; I, 55, 267; II, 312, 337, 393, 461, 550 e passim . Suggestione, suggestibilità: 1, 96, "•269, 278, 291, 358, 877, 408; li. 64, 160, 891, 5(19, 544. Vedi Ip¬ nosi, Medium, eco. — mentale: I, 70, 258, 278, 393, 403, 431; II, 159, 511, 546 e passini. Vedi Lettura del pen¬ siero, Telepatia. Snpernormale , supernormalità : I, 70, 87, 99, 199; li, 483. Vedi Metapsichica, Psichicismo. Sviluppo dei fantasmi : II, 151.429. \ «-di Connotazione, Identifi¬ cazione, Personificazione. — dai medii. Vedi Medianità, Me¬ dium, Paladino. Tanatismo: II, 321. Tangibilità delle forme: I, 255, 409; II, 176, 185, 519-20. Tatto, fenomeni tattili. V. Forme, Mat e ri al izzazioni . Tavolini bussanti, danzanti, par¬ lanti, picchiatiti: I. 21, 23, 120, 194. 216, 230, 253, 277, 297. 383 ; li, 96, 99, 101, 126, 202, 218, 287, 320, 1544. 381, 506, 513. Vedi Levitazione, Telocinesia, Tip¬ tologie, eco. Termica spiritico-iuedianica : I , 192, 906 ; U, 33, 187. Telecinesi : I, 212, 214 , 227, 243, 277, 297, 333, 423; II, 31, 185, 202, 228, 230, 286. 292, 327, 442, 446. 498. 514. Vedi Azioni a distanza, Meccanici fenome¬ ni, Trasporti, eoe. Telecmsiu (« rapa*): 1, 427. Vedi Picchi, «Rapa». Tel e fan! a : I, 300, 428; 11, 414, 520. Vedi Apparizioni. Fantasmi, Fuochi, Luci, Ombre, Visuali fenomeni, ece. Telepatia: I, 187, 244; II, 18, 159, 180, 242, 428, 511, 546. Vedi Allucinazioni, Lettura del pensiero, Suggestione. Teleplastia: T, 243, 394, 408; II. 169, 196, 443, 498, 518. V. Fanta¬ smi, Forme, Materializzazioni. Telepsiehia: li, 500. Vedi Forze biopsichiche, Radiazioni, eco. Telergia. V. Telocinesia. Telestesi a : I, 248; n, 210, 498. Vedi Bsteriorazione. Teologia: II, 528. Teosofia: I, 30, 49; li, 533. Teste fluid ielle: I, 240, 439 o pas¬ sim ; il, 337 e p. Testimonianza (criterio di): I, 85; II, 22. Thomson, M\, medium: I, 77; II, 475. Tipo mentale: 1, 274; II, 208, 398. Vedi PeroipientL Tiptocinesia. Vedi Tavolino. Tiptologia: 1, 81, 194, 230, 253, 297, 330, 383; n, 99, 146. Tiptomimioa : I, 283; IT, 326. Toccamenti , « contatti » spiri¬ tici: 1. 195, 211, 213, 226, 253, 298, 331, 372 ; IT, 40, 96, 287, 828, 345, 519 e passim. Vedi Mani, Membra. «Trance*, estasi medianica: 1, 103, 109, 115, 190, 209, 249. 207, 271, 291. 348, 883 : II, il, 24, ILI, 113, 203,811. Vedi Ipnosi, Medianità. Trascendentale: II, 267,686, 660. Trasmissione del pensiero. Vedi Lettura del —, Suggestione, Telepatia. Trasporto di oggetti: I, 225, 254, 278. 297, 892 ; li, 48, 69, 828, 845, 850, 384, 515 e passim. Vedi Azioni a distanza. Invisibili, Telecinesia. Trucchi. V. Fraudolenza, Frodi, Prest id igit azione . INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE 576 Udit-o: H, 82, 516. Vedi Acustici fenomeni , Musica , Picchi, ♦ Rapa », Voci. Uniformità dei fenomeni: I, 250, 391, 422; II, 11, 888. Vedi Ste¬ reotipia. Uomo (costituzione dell’): I, 29, 81; II, 533. Utilità dei fenomeni: I, 289. — delle forze medianiche: 1,290. Veglia del medium: 1, 210, 272; n, 112. Velo spiritico: 1, 396 ; li, 349. Vento medianico: I, 196,218; II, 102. 328, 516. Veridicità: I, 812. Vedi Auten¬ ticità. Certezza, Evidenza , Frodi, eco. Vigilanza sul medium. Vedi Con¬ trollo. Visibilità delle forme : I, 266, 338, 396. 428; II. 77, 148, 161, 185, 189, 299, 432 e passim. Vedi Ap¬ parizioni . Fantasmi , Larve, Spettri. Visioni: I, 79, 119, 196, 200, 240- II. 823, 885, 482. Vista, fenomeni visivi. Vedi Ap¬ parizioni, Fantasmi, Fuochi, Luci, Materializzazioni, Spet¬ tri, eco. Vitalismo antico e nuovo: I, 58, 67. Voci spiritiche: I, 418; li, *131, 143, 153, 517. Vedi Necrofonia. Volontà e medianismo: I, 209,239, 249, 293, 349, 864, 383, 385; II' 55, 205, 312, 390. Vedi Au¬ tomatismo, Coscienza, Subco¬ scienza. Williams, medium : I, 282 : II, 510, Xenoglossia, discorso in lingue straniere: I, 22. Zollneriani, fenomeni : 1, 83, 357, 363, 435 ; II, 408, 518, 535. Vedi Hurgici, Materia. Zoofilia : II, 158. INDICE DEL TOMO SECONDO La Bibliografia dello Spiritismo (II). Supplemento alle Note bibliografiche del Tomo 1 . . Pag. PARTE SECONDA (segue) Le sedute medianiche con Eusapia Paladino. seconda, terza e quarta]. .Serie U. — Le cinque sedute dell'inverno 1901-1902 al Circolo scientifico Minerva di Genova. Preliminari. Composizione e intenti del gruppo di esperimen- tatori . Pag. La undicesima seduta (5 dicembre 1901). I fenomeni della serata . , II medium e la sua sistemazione tecnica .... L’autosuggestione e la fisiologia della “ trance , , Miseria intrinseca dei miracoli Eusapiani... e del miracolo spiritico in genere . , L'accertamento dei fenomeni . , 1. Esperienza e certezza . , 2. Il criterio della testimonianza (‘ autorità ,) , La dodicesima seduta (7 dicembre 1901). Dal verbale della seduta . , 11 ‘ controllo , , Luce ed oscurità, chiasso e silenzio . „ illi sforzi muscolari del medio . , Il dubbio sistematico . . . , . , Morselli, Psicologia e Spiritismo, II. 87 v 3 8 9 11 15 19 20 22 25 27 33 35 37 578 INDICE La tredicesima seduta (10 dicembre 1901). Interventi “ spiritici » sospetti .... Controlli di sorpresa e salute dei medii . L’autofiducia del medium . La quattordicesima seduta (13 dicembre 1901). Di meraviglia in meraviglia . , 47 Le “ luci , spiritiche . , 49 Stato psichico del medium e dell’assistenza . . „ 53 Le volizioni dell'io cosciente e le operazioni dell’io subcosciente . 55 La personalità di “ John King . . 57 A. Ritratto morale di uno spirito-guida .... 59 B. Ritratto fisico di uno spirito-guida . . . , CI Psicogenesi delle ‘ Guida Invisibili „ . . . . „ 63 La quindicesima seduta (15 dicembre 1901). Dal verbale della seduta . , 68 La fatica del medium . 71 Le interferenze psichiche . 73 Tangibilità e visibilità indiretta delle forme ma¬ terializzate . „ 76 Limitazione fisiologica della spiritualità * spiritica „ , 81 In conclusione... sempre per ora . ■„ 86 Pag. 40 42 45 Sehik III. — Appunti su altre sedute della Eusapia Pa¬ ladino in Genova, durante il 1901 e il 1902. Preliminari. 11 metodo e il contenuto delle sedute spiritiche . La sedicesima seduta (12 giugno 1901). Ciò che è avvenuto in casa mia . Fenomenologia ridotta . Trucchi iperbolici . False imitazioni di fenomeni . La diciassettesima seduta (15 giugno 1901). Corani populo!. . Coscienza, subcoscienza e ipnosi dei medii . . * Entità spiritiche „ ed “io sonnambolici „ . . La diciottesima seduta (23 dicembre 1901). Verso l’“ Altro Lato . . Sommaiùo cronologico dei fatti . 89 94 97 100 104 108 110 115 121 126 INDICE 579 I cinque * spiriti , della serata . Pag. 128 I. L’occulta entità abituale (‘ John King ,1 . „ 130 li. L'occulta entità puerile specificata . . . „ ivi HI. L'occulta entità giovanile specificata . . „ 132 [V. Un'occulta entità muliebre... da specificare „ 133 V. L'occulta entità senile specificata . . . . „ 138 Le mie comunicazioni coll"1 Al di Là . . 140 Un deficiente principio di identificazione .... 151 La diciannovesima seduta (29 dicembre 1901). Frodi, illusioni e suggestioni . . „ Fallimento del conato di identificazione . . . » Esperienze di inibizione spiritica . „ Teleplastia e Pneumatologia . . I. La teleplastia . * II. La personificazione . » La ventesima seduta (18 gennaio 1902). Fenomeni accertati a viva luce . . Ancora delle materializzazioni tangibili e visibili „ Le forze bio psichiche radianti e l’ipotesi del “ doppio „ biopsichico . . . . . » _ . _ „ A. Come forse si organizzano le materializzazioni „ B. Come forse lo idee del medium si tcleplasmano , Satanismo e Spiritismo . * La ventunesima seduta (20 geminino 1902). Seduta breve, ma espressiva . . . „ Gli sforzi rappresentativi del medium in relazione ai loro effetti . » Fenomeni di telestesia . 160 164 ivi 169 ivi 174 181 185 189 ivi 192 197 201 204 210 La ventesima seconda seduta ( 1 0 marzo 1902). Ai fastigii della medianità Eusapiana . . . . „ 214 I. 11 luogo e le persone . » ivi II. La successione dei fenomeni . , 217 Per l’autenticazione delle meraviglie vedute . . „ 229 a) Per i fenomeni telecinetici . . 230 b) Per le materializzazioni di fantasmi . . „ 231 Caratteri percettibili e apparenze di vitalità dei fantasmi . . • » 237 Come Eusapia può aver prodotto i fantasmi . . „ 243 Chi sarebbero i personaggi della rappresenta¬ zione Eusapiana . , 249 I. La personificazione dello spirito-guida . . „ ivi II. 11 ritorno di ‘ Katie King »? . » 250 III. Una sconosciuta? . » 257 IV. Un'evocazione di famiglia . . 258 Un tentativo di fotografia spiritica . » 260 Sempre sulla stessa strada! . » 268 Moussi. i.i, Psicologia e Spiritismo , li. 87* 580 INDICE o„H1T IV - Le sei sedute date da Eusapia Paladino a Genova, nell'inverno 1906-1907. I. Perche ho smesso e perché ho ripreso 1 ar- _ II. Lo^copo'e ii metodo delle nuove ricerche „ 278 III. Il nostro ambiente sperimentale .... » La ventesima terza seduta (27 dicembre 1006). < | SSffSiSSi'SifV ’• : i Lo stato fisico-psichico del medium ;••••.” A) Medi umnismo, ipnotismo e isterismo ...» B) Mediumnismo e automatismo . • ^ * John King , nei sogni di Eusapia . » La ventesima quarta seduta (20 dicembre 1006). ^ j La ventesima quinta seduta (2 gennaio 1007). Compendio della serata. . • . * 343 \ stazi e ¥ stratagemmi maliziosi r • • • • • ' * Sulla definizione e denominazione delle torme ma- ^ tecjalizzate . • • ‘ ,V ' ’ ot.» Un’altra evocazione di defunto mandata a male . , oso Principio di esperienze sulla radioattivi mediarnca , 361 La ponderabilità dell’anima e le nuove ipotesi sulla materia . * La ventesima sesta seduta (4 gennaio 1007). 380 Compendio doliti sera-in, • • • • • * * ” Eusapia e noi. ossia il medium, 1 assistenza e controllo . . . . iv; a ) Psicologia del medium . * b) Psicologia dell’ambiente • • • • • *. * " oqq Lo Spazio, l’ Iperspazio e gli amici dello Spazio . , 39. I. La forma e la sede degli agenti occulti , .y. nello spazio ..•••• \ : . . 408 II. L’attività iperspaziale degli spinti ..... La ventesima settima seduta (7 gennaio 1007). 414 Compendio della serata . ’ I. Rinforzo della catena . 416 II. In catena attorno al tavolo • • • • III. In semicircolo di fronte al gabinetto. . . » INDICE 581 Nuovi insuccessi nella presentazione di 4 spiriti , Pag. 423 1 II Mercurio del mondo spiritico Eusapiano * ivi lì Una disincarnata insistente, ma sempre più smemorata e confusa . . » "o 111. Un’evocazione irriconoscibile • • • « L’adattabilità degli spiriti alle contingenze del- l’evocazione . » Le 4 visioni . di Eusapia . . - • • • . • • - Interferenze biopsichiche o strategia medianica t... , 435 La ventesima ottava e ultima seduta (10 gen¬ naio 1907). Compendio della serata • • • • • “ Historia dilecteuole et ueridica di uno 1 spinto, I romanzi "subliminali e la psicologia scientifica . , 461 Disillusioni di sperimentatori . » Licenzio lo 4 spiritismo , d’Eusapia e ne trattengo la * medianità „ . * PARTE TERZA Riepilogo dei latti e delle ipotesi sulla medianità di Eusapia Paladino. Cai-. 1. — I fenomeni medianici. Metapsichica e medianità . • • • ■ • • • Tassonomia generale della medianità ■ • A. Classificazioni empiriche . B. Classificazioni dottrinali • • Tassonomia particolare della mediumnita di tur sapia Paladino . Saggi precedenti . . Mio saggio di classificazione : A. Fenomeni subiettivi . B. Fenomeni obiettivi . Pag. 487 „ 490 , 491 » 495 503 ivi 507 512 Cap. 11. — Le ipotesi sulla medianità. Fatti e idee . Mancanza di una critica comparativa delle ipotesi circa i fenomeni detti spiritici ,...•» 522 524 582 INDICE Sguardo alle principali ipotesi fin qui enunciate circa i fenomeni detti ‘ spiritici r ... . J’a;/. 528 A. Ipotesi extraseientificlie . ivi Le teologiche . „ ivi Le metafisiche . . , 529 Le occultistiche, esoteriche e simili . . . , 530 Le teosofiche . r 533 B. Ipotesi ultrascientifiche . 535 Le iperfisiche o fisiche trascendentali . . . , ivi Le metabiologiche . 533 C. Ipotesi prescientifiche . . . „ 541 Le empiriche negativistiche . r ivi Le empiriche psicopatologiche . „ 542 Le metapsichiche . , 548 Le metadinamiche . , 55l Cap. III. — Le mie esperienze. Perchè sono e rimango antispiritistn . , 557 Indice alfabetico delle materie contenute nei due tomi dell’opera . . 567 Indice delle Illustrazioni del Tomo II. I. — Tavole separate. Tav. Vili. — Fotografia di una levitazione di tavolo (presa di pieno giorno) .... Pag. 34 9 IX. — Calco in gesso dell’ impronta di ‘ volto spiritico „ ottenuta in casa Ramo- rino, a Genova . 61 V X. — Calco in gesso dell’impronta di piede spiritico, ottenuta al Circolo Minerva in Genova . 194 V XI. — Primo fantasma materializzato nel ga¬ binetto da Eusapia in casa Avellino, la sera del 1" marzo 1902 .... 221 XII. — Secondo fantasma, c. s . , 223 » XIII. — Terzo fantasma, materializzato fuori dal gabinetto, c. 8 . „ 224 1* XIV. — Quinto e sesto fantasmi, materializzati nel gabinetto, c. s . 227 T XV. — Eusapia Paladino nel 1907 . . . 280 9 XVI. — Calco in gesso dell’ impronta di due mani spiritiche, ottenuta in casa Gel- lona a Genova . „ 349 T XVII. — Forme di arti andròidi, apparse in casa Ilerisso la sera del 2 gennaio 1907 . . 354 1* XVIII. — • Fantasma incompleto, materializzato da Eusapia in casa Berisso, c. s. 426 « XIX. — Radiazioni spurie, di presunta origine bio-psichica, dipendenti da un errore ili tecnica fotografica . „ 476 IL — Figure intercalate nel testo. 22. Pianta della sala e disposizione della catena nella seduta di casa Morselli . Pag. 95 23. Disposizione della catena medianica . „ 126 24. Raffigurazione schematica dell'ipotesi spiritica delle materializzazioni (Hornino) ... .... 170 584 INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI DEL TOMO li 25. Apparizione di una l’orma “ fluidica „ ... Pag. 26. Figure spiritiche (diaboliche) apparse a Lipsia nel '58 (Bastian) . % 27. Pianta della sala nella seduta di casa Avellino Ja sera del 1“ marzo 1902 . „ 28. C’oin’è stata legata la Paladino la stessa sera . „ 29. Ritratto del fantasma denominato ‘ Katie King „ (Ckookes) . 80. Forme e radiazioni fluidiche invisibili e di natura ignota, fotografate in casa Avellino . ... , 81. Pianta della sala di casa Berisso e disposizione iniziale della catena tiptica . „ 82. Altra disposizione della catena tiptica nelle se¬ dute di casa Berisso . „ 33. Calco in gesso di due impronte di mani tiuidiche „ 34. Il * bioscopio „ del prof. Pettinelli di Savona . . , 35. I tre nodi di fune eseguiti dall' “ Invisibile , . . „ 36. Tappezzeria con paesaggio da un palazzo del pia¬ neta Marte, disegnata dal medio signora Sinead (Hyslop) . . 37. Esperimento degli anelli secondo lo Zollneh . . „ 38. La nostra percezione delle tre dimensioni spaziali „ 39. Raffigurazione del processo di materializzazione secondo il Dr Pol Akoas . „ 40. Due abitanti del pianeta Marte secondo disegni eseguiti dalla medium signora Smead (Hvslop) „ 41. Strie a ghirigoro e campanule luminose ottenute artificialmente in fotografia . „ 186 199 216 219 251 261 280 289 349 366 383 402 409 412 439 469 479 ERRATA-CORRIGE A. Addenda al Tomo I. Pag. xi linea 12“ Il nome del sig' Brrisso, pittore, indicato nella Prefazione (Abtcbo), si corregga in Alprkdo. T XXV XXIX XXX XLII 15 52 127 96 127 191 ecc. ecc. H 1* . 124 6* (dal tasso) di pag. 200 e 660 di pag. 700 e 660. 24* 1704 1904 2* del tutta del tutto 4“ Kuke Enke 26“ Deio Delfo 10“ Acunta Arunt-a 11“ Estesionometria Estesiometria 7“ (dal basso) durante il “ trance ,, 3“ gli attacchi del ‘ trance,, 26“ il “ trance medianico * * * Debbo avvertire che in quasi tutto il Tomo 1. qui e in altri luoghi da pag. 245 a 889, non che in taluni del Tomo II, la parola inglese “ trance „ appare ma¬ scolinizzata in italiano, sebbene origina¬ riamente sia di genere femminile. Ciò e dipeso dall’aver voluto sottintendere Ogni volta la frase ‘ lo stato medianico o mediumnico di trance , che, in verità, sarebbe la più propria, essendoché la estasi o il rapimento = ingl. trance, é una condizione psichica di origine varia (cfr. lo schema di pag. 267 del Tomo 1). Nel resto del Tomo II ho però lasciato il termine “ trance , al femminile. 25* Aggiungo altri particolari sulle vicende coniugali di K. P. — Il suo primo ma¬ rito era Del Gaiz: pereiù essa figura talvolta in certe opere straniere di psi- chismolp. es.in Flammarion, ediz.amer.), col doppio cognome Paladino-Dei Gaiz. quasi sconosciuto in Italia. Nel corso del 1907, essendo migliorata «lei din - bete. Eusapia è passata in seconde nozze con un giovane venticinquenne, Fran¬ cesco Niola, la cui famiglia la aveva assistita amorosamente durante la ma¬ lattia (Comunic. del C" Bai;di di Vksme). 586 ERRATA-CORRIGE B. Errata-Corrige del Tomo II. in tuono di leggere 113 linea 3“ crurale crurale 114 . penultima quando quando 193 , 18* DaORET Darokt (e così in altri luoghi del¬ l’opera). •242 , 26“ 11 meno che Il merlo male che 263 . 13* Tav. 1, HI. IV. Tav. 1. H, 111. 265 . 9* (dal Basso) Tsthai.i e Hasdo 1 STRATI e Hasdeu 288 , 4* (e. s.) Perelli Perett.i 314 . 19“ due primi tre primi 335 » 1* e 2* mensche mai — men che mai — di uo figlio di suo figlio 339 . 13* reminiscenze ri sorgenze 356 , 5* (dal basso) pag. 300 pag. 334 364 „ 12* variazioni radiazioni 399 nel titolo del § Isperspazio Iperspazio 403 linea 26* ari stote tico aristotelico 409 . 26“-27* Forse qualche raro fenomeno mettilo a- gnetico rì deve ancora attribuire alla mediumnitù fìsica, in vista che la medium * Femme masquée » di Berlino produr- rebbe incontestabilmente, a quanto pare, movimenti in un ago calamitato per vera actio in distanti (C'fr. Winki.er, Reform d. sogenn. Spiritismus, '05, p. 23). 445 , 15“ tre sorta quattro sorta 448 „ 11* Come Corner 467 , 22* Abdul-Humid Abdul-IIamid
Monday, June 16, 2025
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